Ultimo aggiornamento 15 Aprile, 2019, 11:24:11 di Maurizio Barra
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CRONACA
Droga, 38 arresti a Salerno
Accusa di associazione a delinquere con aggravante mafiosa
15 aprile 2019 09:18
– Polizia e Carabinieri stanno eseguendo in vari comuni della provincia di Salerno un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Salerno nei confronti di 38 persone ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, con l’aggravante del metodo mafioso.
I particolari dell’operazione, alla quale stanno partecipando circa 300 tra poliziotti e carabinieri con l’ausilio di unità cinofile e di un elicottero, saranno resi noti in una conferenza stampa alle 10.30 in procura a Salerno.
Riprese le ricerche di Samira SbiaaI carabinieri sono tornati nella casa di Settimo Torinese
TORINO15 aprile 201909:26
– Sono riprese questa mattina, su ordine della procura di Ivrea, le ricerche di Samira Sbiaa, la donna originaria del Marocco scomparsa 17 anni fa quando aveva 32 anni. I carabinieri sono tornati nella casa di via Petrarca a Settimo Torinese per ripulire il cortile e l’alloggio che la donna condivise con l’allora marito, Salvatore Caruso, ora indagato per omicidio. La coppia era sposata da due anni quando Sabira Sbiaa è scomparsa nel nulla. Gli investigatori, dopo la pulizia della casa, effettueranno poi delle ricerche con georadar e con l’ausilio di cani molecolari.
Ucciso ad Alghero, “vogliamo la verità”Lettera a La Nuova Sardegna, tragedia monito per tutti i giovani
ALGHERO (SASSARI)15 aprile 201910:04
– “Vogliamo sapere tutta la verità. I sogni di un diciottenne non possono spegnersi per un gioco sciagurato, ma mai in questi giorni abbiamo provato odio, rancore o desiderio di vendetta, da genitori proviamo tanta pena per quello che sta passando e dovrà passare Lukas”. È uno dei passaggi contenuti nella lettera scritta a La Nuova Sardegna da Mariella Alivesi e Antonello Melone, genitori di Alberto Melone, il 18enne ucciso ad Alghero da un colpo di pistola esploso, pare per sbaglio, dal coetaneo Lukas Saba. “Grazie a tutti gli algheresi che ci sono stati vicini in un momento così tragicamente doloroso, forse è il caso davvero di fermarsi a riflettere e a parlare”, scrivono ancora i genitori della vittima. E ora che “nostro figlio non c’è più, e questa è l’unica cosa da cui non si può tornare indietro. Vorremmo che quello che è successo sia da monito per tutti i giovani, ma anche per gli adulti, perché la vita merita rispetto, amore e cura”.
Incendio in campo nomadi a Milano30 adulti e 14 bambini hanno passato la notte in una palestra
MILANO15 aprile 201910:18
– Un incendio ha distrutto in parte, la scorsa notte, il campo nomadi di via Bonfadini, a Milano.
Secondo quanto riferito da 118 e vigili del fuoco, non vi sarebbero né feriti né vittime.
Il 118 è intervenuto poco dopo l’una e mezza con numerosi automezzi e alla fine ha valutato sul posto 30 adulti e 14 bambini, nessuno dei quali ha avuto bisogno di ricorrere a cure mediche. I gruppi famigliari sono stati trasportati con degli autobus in una palestra in via Cambini, dove hanno passato la notte. Diversi altri si sarebbero allontanati autonomamente e non si sa dove siano andati, probabilmente ospiti di altri campi da parenti e amici. L’incendio è spento e i Vdf stanno provvedendo a spostare le macerie.
Operaio muore schiacciato da gruQuesta mattina in un cantiere in provincia di Pordenone
MANIAGO (PORDENONE)15 aprile 201910:31
– Un uomo, di 47 anni, è morto questa mattina all’alba dopo essere rimasto schiacciato dalla gru che stava manovrando. L’incidente sul lavoro è avvenuto in una industria che si occupa di meccanica di precisione, a Maniago (Pordenone), in via Francesco Petrarca. Attorno alle 6, poco dopo l’apertura dei cancelli, la vittima – un cittadino italiano, residente poco distante – stava spostando un carico molto pesante quando la gru è caduta e lui è rimasto schiacciato; è morto poco dopo per le ferite riportate, nonostante i tempestivi soccorsi del 118. Sul posto per i rilievi sono giunti i carabinieri della stazione di Maniago e gli ispettori dell’Azienda sanitaria: il cantiere è stato posto sotto sequestro.
Blitz contro i Casamonica, 23 arrestiSalvini, nessuna tregua a criminali. Raggi, lo Stato reagisce
ROMA15 aprile 201910:39
– Nuovo blitz dei carabinieri contro presunti appartenenti al clan Casamonica. I militari del Comando provinciale di Roma hanno eseguito 23 misure cautelari, emesse dal gip di Roma su richiesta della procura di Roma, nei confronti di appartenenti alle famiglie Casamonica, Spada e Di Silvio, tra cui 7 donne. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione, usura, intestazione fittizia di beni, spaccio di stupefacenti. Reati in buona parte commessi con l’aggravante del metodo mafioso. Le indagini che hanno portato alla nuova operazione sono la prosecuzione dell’operazione ‘Gramigna’ che la scorsa estate fece scattare misure nei confronti di altri 37 appartenenti al clan. “Grazie alle forze dell’ordine e agli inquirenti, nessuna tregua ai criminali” commenta il ministro dell’Interno Matteo Salvini.
L’operazione è scattata all’alba e ha visto all’opera circa 150 militari. E’ un’operazione “di ripristino della legalità” dice il sindaco di Roma Virginia Raggi, “la reazione dello Stato c’è”.
Auto in canale: 20enne indagato, ubriacoIncidente sabato a Correggio costato la vita a un amico coetaneo
REGGIO EMILIA15 aprile 201910:58
– È indagato per omicidio stradale il giovane di San Martino in Rio (Reggio Emilia) che all’alba di sabato era alla guida dell’auto finita in un canale nel Reggiano: nell’incidente un coetaneo, il 20enne Liborio Vetrano, ha perso la vita. Stando ai primi accertamenti dei carabinieri il ragazzo al volante era ubriaco: nel sangue è stato trovato un tasso alcolemico doppio rispetto al limite consentito.
L’auto su cui viaggiavano i cinque amici della Bassa reggiana, al rientro da una discoteca di Carpi, è finita nel canale pieno d’acqua lungo via Sinistra Tresinaro a Correggio.
Il conducente e tre dei passeggeri sono riusciti a uscire spaccando i finestrini, mentre non c’è stato nulla da fare per il giovane calciatore che è morto all’interno dell’abitacolo.
L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Valentina Salvi, dovrà chiarire se il ragazzo sia morto a causa dei traumi riportati o per annegamento. I familiari attendono il nulla osta della procura per poter fissare i funerali.
Video moschee, processo per 6 personeRischiano fino a 14 anni di carcere
WELLINGTON15 aprile 201910:21
– E’ iniziato in Nuova Zelanda il processo a sei persone che avevano diffuso il video dell’attacco a due moschee a Christchurch, il mese scorso. La pena per la diffusione di materiale considerato discutibile può arrivare fino a 14 anni di carcere. In questo caso, si tratta di un video shock che è stato trasmesso in diretta su Facebook dallo stesso killer che il 15 marzo ha ucciso 50 fedeli musulmani. Due degli accusati, un 44enne e un 18enne, sono tenuti in custodia cautelare. Il giudice ha negato loro il rilascio su cauzione e dovranno tornare in tribunale rispettivamente, il 26 aprile e il 31 luglio. Il 18enne è accusato di aver ridistribuito il filmato di Brenton Harrison Tarrant aggiungendo sulle immagini “obiettivo conquistato”. In Nuova Zelanda sono stati censurati sia il video che il ‘manifesto’ pubblicato dal terrorista su internet. [print-me title=”STAMPA”]
