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Ultimo aggiornamento 15 Settembre, 2019, 15:46:09 di Maurizio Barra

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Regionali, Di Maio: ‘Un patto civico per l’Umbria’
‘Ognuno corra con il proprio simbolo, presidente fuori dai partiti’

15 settembre 2019 10:07

“Un patto civico per l’Umbria”: è la proposta che il capo politico del M5S Luigi Di Maio lancia in vista delle Regionali in Umbria, in una lettera alla Nazione. “Tutte le forze politiche – si legge – facciano un passo indietro e lascino spazio a una giunta civica, che noi sosterremo solo con la presenza in consiglio regionale, senza pretese di assessorati. Ognuno correrà con il proprio simbolo in sostegno di un presidente civico, fuori dalle appartenenze partitiche, e con un programma comune”.”Anche in Umbria il confronto può andare avanti – scrive il segretario del Pd Nicola Zingaretti -. Ci sono tutte le condizioni per un processo nuovo che valorizzi la qualità e metta al centro il lavoro, la sostenibilità e il bene dei cittadini umbri”.”L’Umbria può essere la culla di un nuovo modo di innovare la politica a partire dal locale, di un nuovo modo di fare imprenditoria coinvolgendo i giovani e il territorio”, ha scritto Di Maio in una lettera alla Nazione dove lancia “un appello chiaro a tutte le forze politiche che hanno a cuore il bene comune: facciamo tutti – si legge – un passo indietro” mentre “tutti gli umbri di buona volontà” ne facciano uno “in avanti”.”Una nuova stagione di civismo è la strada giusta per l’Umbria. Da Di Maio arrivano oggi parole di buon senso, che non devono essere lasciate cadere. Per me il punto essenziale è la difesa dei valori portanti della Costituzione, a partire dalla dignità del lavoro e dalla lotta contro le diseguaglianze”: così via Twitter Roberto Speranza, segretario nazionale di Articolo Uno e ministro della Salute.”Di Maio è evidentemente disperato e supplica il Pd per evitare che M5S possa sparire anche in quella regione – spiega Matteo Salvini -. Fortunatamente i cittadini umbri potranno votare, a differenza degli altri Italiani, e quindi chi ha preferito la poltrona alla dignità ha le ore contate. Pd e M5S non possono scappare dai cittadini per sempre. Dopo 50 anni di sinistra, in Umbria c’è voglia di cambiare: non c’è trucco di palazzo che possa evitarlo”.”Mi pare che le parole di Luigi Di Maio rappresentino un fatto nuovo e significativo: un’intesa a livello regionale può essere praticata”: a dirlo è il commissario umbro del Partito democratico Walter Verini.”Oggi Luigi Di Maio ha detto delle cose importanti (sull’ipotesi di alleanza per le Regionali, ndr) – ha detto Dario Franceschini dal palco di AreaDem a Cortona – . Vedremo, un passo alla volta, non c’è bisogno di correre, ma l’Umbria è vicina e io interpreto le sue parole come un percorso che possiamo iniziare a intraprendere in un’elezione importante come quella in Umbria”.

Verini, intesa con M5s si può praticarePer commissario umbro Pd da Di Maio “fatto significativo”

PERUGIA15 settembre 201910:55

– “Mi pare che le parole di Luigi Di Maio rappresentino un fatto nuovo e significativo: un’intesa a livello regionale può essere praticata”: a dirlo è il commissario umbro del Partito democratico on. Walter Verini. Che commenta le parole del capo politico del M5s in vista delle regionali ha proposto un patto civico per l’Umbria.
“Di Maio – sostiene Verini – offre un terreno di confronto con alcuni punti certamente condivisibili e da noi già da tempo acquisiti e altri sui quali confrontarci”.
Per il commissario umbro del Pd “così come avvenuto per il Governo nazionale, sarà quella di confronti ravvicinati sui programmi, la sede nella quale dialogare e trovare gli auspicabili punti d’incontro”.
“Tutto questo – sottolinea Verini – nell’interesse e per il futuro di una regione come l’Umbria non non può e non vuole essere ‘presa’ dai sentimenti di odio e intolleranza che Matteo Salvini diffonde a piene mani”.

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Salvini a Pontida: ‘Questa è l’Italia che vincerà: mai a sinistra, mai col Pd’
Bagno di folla per il leader del Carroccio: ‘Mattarella? Bisogna sempre portare rispetto’ precisa. ‘Contro il governo iniziative in ogni regione’

MILANO15 settembre 201915:29

A Pontida è il giorno del grande raduno leghista. Fin dalla prima mattina i militanti del Carroccio hanno cominciato ad affluire sul prato, dove gli organizzatori si attendono 80mila presenze. In prima fila due bandiere dell’Italia. Sul fondale del palco campeggia lo slogan “La forza di essere liberi”, sovrastata da una striscia tricolore. I militanti hanno contestato e insultato il giornalista Gad Lerner. Aggredito anche un videomaker, collaboratore di Repubblica, al quale è stata rotta la videocamera mentre cercava di riprendere un militante che gridava “Mattarella mafioso”. Ma sugli insulti al presidente della Repubblica il leader Matteo Salvini  frena: bisogna portare rispetto”.E per il segretario della Lega è un bagno di folla. “Vengo qui da 26 anni e una giornata così non l’ho mai vista, colonne enormi di auto, di pullman – ha detto -. Qualcuno immaginava una giornata triste, invece sarà una Pontida mai vista. Vogliamo un governo del popolo contro un governo del palazzo”.”Il problema è che l’Italia torna ad essere un campo profughi. Lo vedremo nelle prossime settimane. Le ong hanno festeggiato. Se smonteranno il decreto sicurezza sarà un’altra occasione di referendum, perché sia il popolo ad opporsi alle scelte del palazzo. Sull’immigrazione la vede grigia nei prossimi mesi, la vedo male” dice  Salvini.”Questa è l’Italia che vincerà. L’odio e la paura non abitano a Pontida. Col sorriso si risponde agli insulti”, ha detto Salvini dal palco a Pontida. “Qua non ci sono poltronari ma uomini e donne con valori”.”Su Di Maio non cambio idea, è un amico anche se cambia fronte. Ma non condivido le sue scelte: mi spiace vedere che l’evoluzione dei 5 stelle si trasformi nel cappello in mano in Umbria per una poltrona”. Poi Salvini da Pontida avverte: “mettetevi con chi volete tanto il popolo vi manda a casa”. “Preferisco cedere ai traditori 7 ministeri oggi perché ce li riprenderemo tra qualche mese con gli interessi”. E il leader leghista torna sui suoi cavalli di battaglia che non sono stati realizzati. Una flat tax al 15% “per chi lavora e per chi crea lavoro: sarà il primo provvedimento della Lega quando tornerà al governo”.  “Se proveranno ad aumentare le tasse sulla casa dovranno passare sui nostri copri: la casa è sacra e non si tocca”.Gli alleati del centrodestra “sono d’accordo con un referendum sulla legge elettorale. Ne avevo parlato con entrambi”, ha detto Salvini aggiungendo: “Io voglio che ogni italiano sappia per chi vota, senza che ci siano partitini che tengono in ostaggio il Paese”.

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Franceschini a Renzi: ‘Pd è casa tua e casa nostra’
‘Non spacchiamo il partito, Leopolda parte dello stesso popolo’

15 settembre 201912:25

“Lo dico a Renzi: non farlo. Il Pd è la casa di tutti, è casa tua e casa nostra”: così Dario Franceschini dal palco di Cortona si rivolge direttamente all’ex premier parlando del rischio di scissione. “Il popolo della Leopolda è parte del grande popolo del Pd. Non separiamo questo popolo, non indeboliamoci spaccando il partito di fronte a questa destra pericolosa”.”L’unità del Pd è indispensabile – ha aggiunto Franceschini -. La nascita del governo è passata anche dalle interviste di Renzi e di Bettini, non si era mai visto un voto unanime in direzione. Per questo non voglio credere a questa storia della scissione o quel che ho letto sui giornali, questa storia ridicola della separazione consensuale. Quando spacchi un partito è sempre traumatico, come si fa a pensare che sia consensuale?”. “Il tema dell’unità del Pd ritorna, perché abbiamo accettato una sfida molto impegnativa, sarebbe ben strano che questa sfida così impegnativa del governo il partito democratico non se la giocasse in termini di unità”, ha detto Marina Sereni, neo viceministro degli Esteri, aprendo l’ultima giornata della convention di AreaDem a Cortona (Arezzo), in un apparente riferimento all’imminente scissione renziana. Sereni, responsabile Enti locali della segreteria dem ed esponente di primo piano della corrente di Dario Franceschini, aveva in precedenza elogiato il “lavoro straordinario” di Nicola Zingaretti per tenere il Pd unito nella fase di formazione della nuova maggioranza.”Scalfarotto e Rosato annunciano la scissione dei renziani su Repubblica e Corriere – scrive su Fb Carlo Calenda -. Continua una infinita serie di giravolte e di smentite delle smentite precedenti. Si fa un Governo con i 5S, dopo aver detto mai con i 5S, promettendo unità e poi si fa una scissione presentandola come “consensuale” dopo aver occupato i posti di Governo. Al fondo esistono solo agende di potere personale nascoste dalla scusa di difendere il “bene del paese”. Tutto questo rafforzerà la destra becera e sovranista. E a chi chiede oggi se Siamo Europei si alleerà con la nuova “cosa” parlamentare di Renzi, rispondo che la nostra strada è opposta. Costruire un movimento fondato sulla concretezza delle proposte, la serietà dei comportamenti e la mobilitazione di una classe dirigente capace. Il resto non ci interessa. La nostra è una strada difficile, ma è l’unica che valga la pena percorrere”.

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