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DALLE 22:16 DI LUNEDì 18 GENNAIO 2021

ALLE 13:31 DI MERCOLEDì 20 GENNAIO 2021

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I numeri al Senato e l”amo’ della legge elettorale
Al Senato Conte potrebbe ottenere voti ‘risicati’ per poi rafforzarsi subito dopo con l’apertura di vari dossier come quello dalla riforma del voto in senso proporzionale
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18 gennaio 2021
22:16
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Il lancio dei “volenterosi” da parte di Giuseppe Conte in Aula alla Camera, sarà una operazione in due tempi, che non è destinata a completarsi entro martedì in Senato con il voto di fiducia. Molti dei possibili interlocutori, sia a Montecitorio che a Palazzo Madama, hanno deciso di attendere, di rimanere alla finestra nei due voti di fiducia, che al Senato potrebbe passare con una maggioranza relativa, intorno ai 152-155 voti, a fronte della maggioranza assoluta raggiunta alla Camera con 321 sì.
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Il secondo tempo dell’operazione partirà con il tavolo per il patto di legislatura che si aprirà nei prossimi giorni, con il quale Conte immagina di attirare nuovi parlamentari per rafforzare la propria maggioranza, con l’apertura su alcuni dossier, a cominciare da quello sulla legge elettorale proporzionale.
La decisione di Italia Viva di astenersi nei due rami del Parlamento ha fatto venir meno la possibilità della caduta del governo e di una conseguente possibile fine della legislatura, togliendo quindi ai molti senatori e deputati la fretta di dover decidere e scoprirsi subito. Il che farà si che il governo parta “con numeri angusti”, come ha osservato il segretario Dem Nicola Zingaretti, specialmente al Senato. Alla Camera sei ex M5s oggi nel gruppo Misto hanno detto sì, mentre il gruppo di Centro Democratico di Bruno Tabacci ha accolto altri ex M5s, portando in dote 11 voti a Conte, al quale Tabacci ha chiesto di “farsi parte attiva in questo processo politico”, quello cioè di dar vita a un soggetto centrista, una “lista Conte” che dia una prospettiva politico-elettorale ai parlamentari che aderiranno.
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Una prospettiva che diventa più plausibile con il sistema elettorale proporzionale, annunciato alla Camera da Conte, ma con una soglia ben più bassa del 5% del Germanicum, cioè il testo del relatore Giuseppe Brescia (M5s) approvato come testo base in Commissione lo scorso settembre: già ieri si parlava nei corridoi di Montecitorio di una soglia tra il 3 e il 4%. Altro elemento della legge elettorale su cui si ragiona sono le preferenze, da sempre il cavallo di battaglia dei post Dc, anche se non amate da Pd e M5s.
Tuttavia al momento, dopo il “non possumus” di Forza Italia, con la quale sarebbe nata la maggioranza Ursula, un “niet” è giunto anche dall’Udc, che in Senato ha tre seggi (De Poli, Binetti e Saccone) e che ha ribadito la propria aderenza al centrodestra; altrettanto hanno fatto i tre di Cambiamo-Idea (Romani, Berruti, Quagliariello). Si tratta dei due partiti a cui la maggioranza guarda con maggiori speranze per dar vita ad un gruppo parlamentare, che a Palazzo Madama richiede non solo 10 seggi, ma anche un simbolo che si sia presentato alle ultime elezioni (come l’Udc). Ma queste componenti attendono le prossime mosse di Conte prima di scoprirsi. Anche Popolo protagonista, che ha tre deputati alla Camera e una senatrice (Tiziana Drago) per ora attende: “Noi oggi non voteremo la fiducia – ha detto Gianluca Rospi – ma siamo sempre aperti ad una discussione costruttiva”.
Quindi in Senato ci si ferma a quota 152, che secondo qualche ottimista potrebbe salire di un paio di unità, con i sì dell’ultimo momento. Ben lontani dalla maggioranza assoluta (161) o anche dalla maggioranza “politica” di 158, quella che tiene conto dei soli senatori eletti (315) e non dei quelli a vita (6). Ai 148 della maggioranza, va sottratto il pentastellato Castiello che è malato di Covid, ma vanno aggiunti l’ex M5s Gregorio De Falco, tre senatori a vita: Mario Monti, Elena Cattaneo e Giuliana Segre, che ha deciso di venire a Roma a votare nonostante i medici gliel’avessero sconsigliato e Tommaso Cerno.
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Gli ottimisti sperano in qualche senatore di Fi, ma uno di quelli indicati, Andrea Causin, smentisce: “Mi atterrò alle indicazioni del gruppo”, assicura.
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Governo: fiducia stretta per Conte in Senato. Zingaretti: “Ora rafforzare il governo”
Sono 156 i ‘sì’, i ‘no’ 140, 16 gli astenuti. Il premier: ora rendiamo più solida la maggioranza. Renzi: pronti a un esecutivo di unità nazionale
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20 gennaio 2021
11:53
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“Con il voto di ieri al Senato è stato evitato il salto nel buio di una crisi, ma ora è il momento di voltare pagina, rafforzare la forza parlamentare del governo”. Così il segretario dem Zingaretti che indica i due fronti su cui agire: i problemi degli italiani e una prospettiva politica del governo.
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“Oggi i costruttori vanno cercati nel Paese”, dice intanto il segretario della Cgil Landini, che sollecita il governo a convocare subito le parti sociali, a partire dal confronto sul Recovery plan, perché dai ‘ringraziamenti bisogna passare ai fatti’.
IL FILM DELLA LUNGA GIORNATA AL SENATO
Niente maggioranza assoluta in Senato ma 156 voti favorevoli alla fiducia consentono al governo di andare avanti, per il momento. I no sono 140, 16 astenuti. Il verdetto dell’Aula di Palazzo Madama arriva segnato dalla polemiche. Il presidente Casellati blocca il voto: l’ex 5S Ciampolillo e Nencini arrivano sul filo e riescono a votare, a sostegno del governo, solo in extremis. Protestano Lega e FdI, che annunciano si appelleranno al Colle. Italia Viva conferma l’astensione, in segno di “disponibilità”, seppure a tempo, a discutere ancora con la maggioranza. I senatori guidati da Matteo Renzi al momento tengono in ostaggio l’esecutivo giallo-rosso: se si sommassero alle opposizioni, a Palazzo Madama i rapporti di forza cambierebbero (senza Nencini, sono infatti 17 in tutto, contando anche un senatore assente per Covid, e dunque sommati ai 140 no delle opposizioni supererebbero l’attuale maggioranza).
In Aula come nelle commissioni, paralizzando l’attività parlamentare.
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Che vi sia un “problema di numeri” lo mette a verbale anche il premier: “se non ci sono, il governo va a casa”, dice chiaro e tondo davanti ai senatori. Dove ingaggia anche un duello con l’ormai rivale Renzi: l’ex premier sceglie di intervenire in discussione generale, così da garantirsi la replica del premier. Lo accusa di “non essere salito al Quirinale per paura” e di chiudersi in “un arrocco dannoso”. Come il centrodestra, parla di “mercato indecoroso di poltrone” e con un tono apocalittico torna a ripetere la necessità di un cambio di passo, dalla scuola all’economia, “o i nostri figli ci malediranno”, dice. C’è chi si chiede se il leader di Iv abbia in serbo un cambio di strategia, cercando la rottura definitiva e infischiandosene del rischio diaspora fra i suoi: i parlamentari di Italia Viva si riuniranno poco dopo e confermeranno l’astensione.
Conte riprende la parola e si difende: rivendica il dialogo e ribadisce come la responsabilità della rottura sia tutta sulle spalle di Italia Viva, “difficile governare con chi mina equilibri”, attacca. Occupare “le poltrone” poi non la reputa un’accusa pertinente: l’importante è farlo “con disciplina e onore”, come recita la Costituzione. Quello di cui il Paese ha bisogno “è una politica indirizzata al benessere dei cittadini” per evitare che “la rabbia sociale” esploda e si trasformi in “scontro”, è la tesi argomentata dall’avvocato. E dunque serve un governo, in grado di agire. Con il voto a tarda sera si chiude la maratona parlamentare e si apre però la difficile composizione della crisi aperta dal senatore di Rignano con le dimissioni delle ministre una settimana fa. E ora sarà il momento delle scelte: c’è il ministero dell’Agricoltura da affidare, la delega dei servizi da esercitare e, soprattutto, l’azione del governo da rilanciare con un nuovo patto di legislatura, a partire dal Recovery plan, cercando di allargare la maggioranza a quel drappello di responsabili o ‘volenterosi’, come li ha definiti il presidente del Consiglio, in grado di traghettare in acque più sicure l’esecutivo.
Dieci giorni è l’arco temporale che il presidente del Consiglio si dà per rimettere mano alla sua squadra. Sono le 9.30 quando il premier si alza nell’Aula del Senato la prima volta ma i pontieri non hanno in realtà mai smesso di tenere i contatti e fare di conto. La senatrice Liliana Segre, classe 1930, scende a Roma da Milano per garantire il proprio sostegno. L’Aula le tributa un lungo applauso al suo arrivo e molte le dichiarazioni che ne apprezzano la scelta. A metà mattinata l’asticella segna quota 153 voti certi in favore del governo, 8 in meno dalla maggioranza assoluta pari a 161 (anche se un senatore 5S è assente giustificato per ragioni di Covid), che metterebbe in sicurezza il Conte II.
Alla maggioranza basta, lo vanno ripetendo nei corridoi da giorni, qualche voto in più delle opposizioni per cavarsela. Annunciano il voto favorevole anche il senatore a vita Mario Monti, convinto dalla conversione europeista del premier, la senatrice a vita Cattaneo e Casini. Non ci sono Renzo Piano e Carlo Rubbia.
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Ma proprio senatori a vita subiscono l’attacco di Matteo Salvini: tira in ballo Grillo, il leader della Lega e ricorda – scatenando la bagarre nell’emiciclo – quando il fondatore M5S diceva “muoiono troppo tardi” per stigmatizzare la loro discesa nell’arena parlamentare. Per il sì sono poi arruolati, Lonardo (la moglie di Mastella), l’ex M5S Buccarella, Tommaso Cerno che annuncia di tornare nel Pd e De Falco. Durante tutta la giornata si spera anche nell’effetto Polverini (che ha votato alla Camera la fiducia lasciando FI e ritrovandosi al centro di molti gossip): e a sera sono due i senatori azzurri che votano sì, Maria Rosaria Rossi, che è la vera sorpresa, dal momento che era fra le fedelissime di Berlusconi, e Andrea Causin. Espulsi entrambi dal partito, sono un viatico per l’operazione responsabili.
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Morto Emanuele Macaluso
Politico, giornalista e sindacalista, Macaluso è morto stanotte all’ospedale Gemelli di Roma
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19 gennaio 2021
16:59
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Il giornalista, politico, scrittore e sindacalista Emanuele Macaluso è morto stanotte a Roma all’Ospedale Gemelli. Era ricoverato per problemi cardiaci aggravati dai postumi di una caduta.  Nato a Caltanissetta il 21 marzo del 1924, fu esponente del Partito comunista sin dai tempi della clandestinità e venne chiamato da Palmiro Togliatti alla Segreteria divenendone uno tra i più giovani componenti. Il 1 maggio del 1947 fu tra i testimoni della strage di Portella della Ginestra quando il bandito Salvatore Giuliano sparò contro la folla uccidendo 11 lavoratori e ferendone molti altri.  Macaluso si iscrisse al Partito Comunista d’Italia prima della caduta del Regime fascista.
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Iniziò la sua carriera
politica nel 1951 come deputato regionale siciliano del Partito
Comunista Italiano. Membro della corrente riformista (o, come
egli preferiva, migliorista) del partito, di cui faceva parte
anche Giorgio Napolitano, nel 1960 entrò nella Direzione del
partito. Parlamentare nazionale per sette legislature
(1963-1992), fu anche direttore de l’Unità dal 1982 al 1986 e
ultimo direttore de Il Riformista dal 2011 al 2012. Quando il
Pci si sciolse, aderì al Pds.
Presente su Facebook con la pagina chiamata ‘EM.MA in corsivo’, ha scritto il 21 ottobre scorso il suo ultimo articolo:
IL CONFRONTO CHE CI SERVE
Sul Corriere della Sera, Walter Veltroni scrive: “Se in questo momento drammatico per l’Italia governo e opposizione trovassero, nel rispetto dei ruoli, uno strumento di permanente consultazione e condivisione delle scelte fondamentali? Ci sono contingenze, nella storia di un Paese, in cui le ragioni di parte dovrebbero essere superate dagli interessi generali”.
Veltroni dice cose giuste ma a me pare che parli come se ci fossero ancora Togliatti, De Gasperi, Moro, Nenni, Berlinguer, La Malfa. Oggi quel mondo non c’è più. Guardando ai protagonisti che sono sul campo, gli auspici di Veltroni non sembrano possano avere uno sbocco reale e positivo.
Questo non significa che non bisogna lavorare e operare per superare il clima politico attuale e i rapporti che ci sono tra le forze politiche che appaiono lontane non solo nei loro interessi ma nella visione stessa della vita politica. L’auspicio di Veltroni di vedere, in questo momento drammatico, il governo e l’opposizione costruire uno strumento di consultazione e condivisione delle scelte fondamentali, sembra senza sbocco.
Quel che, invece, potrebbe essere possibile è avviare un dibattito tra le forze politiche, e all’interno stesso dei partiti, per valutare la situazione italiana e mondiale. A questo fine, trovare il modo di avviare un confronto pubblico coinvolgendo anche gli strati intellettuali e manageriali che hanno responsabilità sociali, e anche i sindacati. Bisogna cercare una vita d’uscita.
È ormai evidente che il governo attuale, con tutta la buona volontà del suo presidente, non è in grado di guidare l’Italia in ore difficili come queste. Occorre, quindi, una maggiore convergenza di forze diverse, per trovare soluzioni possibili sul piano economico, sociale e anche su come affrontare la pandemia. Mi pare che non vi sia un’azione adeguata al cospetto della crisi. Occorre una maggiore consapevolezza per radunare le forze che possono dare un contributo e maggiore certezza al domani del Paese.
Vorrei sollecitare il Pd ad avere un’iniziativa su questo fronte dato che, in questa fase, sembra che amministri solo l’esistente e non costruisca il futuro.
(21 ottobre 2020)
Viene ricordato da chi lo ebbe come direttore all’Unità come colui che “sfrondava le questioni andando al nocciolo. Riusciva sempre a cogliere l’intima essenza delle cose e poi su quello era capace di costruire la polemica, il confronto, la riflessione con mirabile arguzia e profondità”.
IL CORDOGLIO DELLA POLITICA
“La morte di Emanuele Macaluso mi addolora profondamente. Desidero esprimere i miei sentimenti di vicinanza ai familiari, a quanti, hanno condiviso con Macaluso impegno e ideali, e a coloro che, nel confronto democratico, anche su posizioni diverse, ne hanno apprezzato l’acuta intelligenza e il senso del bene comune. Macaluso è stato un protagonista della storia repubblicana e ha contribuito da dirigente politico e da intellettuale alla crescita democratica del Paese”, scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
L’Aula del Senato, prima di ascoltare l’intervento del premier Conte che sta per chiedere una nuova fiducia per il suo governo, ha osservato un minuto di silenzio in memoria di Emanuele Macaluso. Il momento di raccoglimento è stato seguito da un applauso unanime dell’Assemblea in piedi. “Mi associo, a nome del governo, a questo ricordo del senatore Macaluso – ha detto Conte –  credo che anche chi non ha condiviso le idee politiche possa condividere che è stato un grande protagonista della vita politica e culturale italiana”.
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Ma anche il presidente del Parlamento europeo Davide Sassoli ricorda il politico scomparso: “”Se non scrivo i miei pensieri mi sento morire”, ripeteva. E così Emanuele Macaluso ha lavorato, riflettuto, fino alla fine dei suoi giorni. Diciamo addio a un pezzo importante di storia della sinistra italiana. Storia politica, culturale, ideale nel senso più nobile della parola”.
“Ho incontrato Macaluso solo negli ultimi anni della sua vita, apprezzando lo straordinario esempio di cultura, ironia, vis polemica. Un grande siciliano, una perdita per la sinistra italiana”, dice il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni.
“Mi mancherà Emanuele Macaluso. Un uomo di rara intelligenza, impegnato fino all’ultimo a dare la sua lettura del mondo e dell’Italia. Un pezzo di storia della Repubblica che ci lascia”, e’ il ricordo del ministro della Salute Roberto Speranza.
“Ciao Emanuele, ciao compagno, ciao maestro. Sei stato quello che dovrebbe essere sempre la sinistra, popolo e pensiero, indignazione e speranza, riscatto e realismo. Le parole e la politica sono state le tue armi per cambiare il mondo e tu puoi dire che hai saputo cambiarlo”. Così Andrea Orlando, vice segretario del Pd.
“Ho conosciuto Emanuele Macaluso alla presentazione di un documentario sui minatori siciliani a Montecitorio. Il suo intervento su lavoro e giustizia sociale fu intenso e appassionato. È stato un protagonista assoluto della politica. Ci mancherà il suo sguardo libero e lucido”, dice il presidente della Camera Roberto Fico.
“A nome della Cgil e mio personale esprimo il più profondo cordoglio per la scomparsa di Emanuele Macaluso. La sua vita e il suo straordinario impegno politico sono profondamente legati alla storia della sinistra, del sindacato e della democrazia del nostro Paese”, dice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: “La sua vita ci fa ripercorrere e riscoprire le lotte della sinistra e del sindacato che rappresentano tanta parte della storia della democrazia italiana. La sua curiosità e il suo impegno, così presenti fino ai suoi ultimi giorni, ci danno nuova speranza per cambiare la società in cui viviamo”. Macaluso “è stato espressione di una generazione che si è misurata e cresciuta nella lotta contro il fascismo e nelle lotte sociali per il riscatto delle lavoratrici e dei lavoratori.
Giovanissimo, si afferma come capo della Cgil siciliana e guida in prima persona i contadini nell’occupazione delle terre e nella lotta contro gli agrari, che costò la vita a decine e decine di sindacalisti. In queste lotte ci si scontrava non solo con i grandi proprietari delle terre ma anche con Cosa Nostra, a cui molto spesso gli agrari erano legati”. “Sono queste esperienze, maturate nel vivo delle lotte sociali nella sua terra – prosegue Landini – che hanno fatto di Macaluso un dirigente di primissimo piano del Pci, vicino a Togliatti negli anni ’60 e poi, con Berlinguer, direttore dell’Unità. Cultura e lucidità di analisi sono stati tratti distintivi di Macaluso. E proprio per questa ragione non poteva non cogliere e analizzare con sofferenza la crisi della sinistra degli ultimi anni”
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Covid:Sala, vaccini in base al Pil? Mi cadono le braccia
Sindaco, la crisi politica nazionale è “nel momento sbagliato”
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19 gennaio 2021
10:05
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“Ci sono mattine in cui ti possono cadere le braccia: il tuo Paese in preda a una crisi politica difficile da decifrare e nel momento sbagliato, la tua Regione che chiede l’assegnazione dei vaccini in base al Pil”. Lo ha scritto sulla sua pagina Instagram il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

“Ma ora mangio pane e olio, bevo caffè e poi tornerò a lavorare e a cercare di essere un politico e un uomo giusto”, ha concluso Sala che ha postato una sua foto mentre fa colazione.
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La ‘sfida’ di Conte al Senato, il film della giornata
L’intervento a Palazzo Madama e l’attesa del voto
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19 gennaio 2021
19:28
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Giornata decisiva quella di oggi per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo lo strappo dei giorni scorsi di ‘Italia Viva’ di Renzi. Dopo aver incassato ieri alla Camera la fiducia per il suo Esecutivo con una maggioranza di 321 sì (259 no e 27 astenuti), oggi punta ad ottenere un buon risultato anche a Palazzo Madama dove i numeri si annunciano però piuttosto ‘risicati’.
Il film della giornata
ore 9.30 – Il premier prende posto ai banchi del governo accanto ai ministri Franceschini, Speranza, Guerini, Bonafede, Di Maio, Lamorgese, D’Incà e Amendola e comincia il suo intervento.
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L’Aula è piena. Sugli scranni si notano, tra gli altri, Matteo Salvini e Matteo Renzi. Ribadisce gli impegni del suo Governo e tutti gli appuntamenti internazionali che lo attendono a breve. Torna a sostenere l’importanza di una riforma della legge elettorale in senso proporzionale e della necessità di bloccare le “derive sovraniste e nazionaliste”. Ma soprattutto sottolinea la gravità della pandemia e l’importanza di un fronte coeso per contrastarla. E lancia un appello ai ‘volenterosi’ a “rimarginare la ferita” che si è aperta “con la crisi” di governo provocata da Renzi. Il suo discorso, che dura circa un’ora, è sottolineato da 31 applausi.
ore 10.40 – l’applauso a Liliana Segre – Ma un grande applauso, con tutti i senatori e i componenti del Governo in piedi a cominciare dal premier Conte, è dedicato a Liliana Segre quando entra in Aula. La senatrice a vita ha deciso, infatti, nonostante il veto dei medici, di venire a Roma a votare la fiducia all’Esecutivo colpito da una “crisi incomprensibile”.
0re 10.45 – il via al dibattito –  Il primo a prendere la parola dopo l’intervento di Conte è il senatore Pier Ferdinando Casini che annuncia la sua fiducia all’Esecutivo. Il dibattito impegna l’Assemblea di Palazzo Madama fino alle 12.30.
Ore 12.30 – la sanificazione e il pallottoliere – Si interrompe il dibattito per consentire la sanificazione dell’emiciclo. Ma intanto si continuano a fare i conti su quanti senatori voteranno la fiducia a Conte. Per il momento si parla di 153, ma le trattative proseguono. E Bruno Tabacci che sta aiutando Conte a trovare i numeri necessari assicura: ‘Dovrebbero essere 158’
Ore 13.46 – riprende il dibattito e Iv conferma l’astensione – Riprende il dibattito che durerà fino alle 16.30, mentre i senatori di Italia Viva fanno sapere che si asterranno in maniera compatta.
Ore 14.19 – l’accusa di ‘trasformismo’ del centrodestra – Il centrodestra, che si era riunito subito dopo la fine del dibattito, in una nota unitaria accusa Conte di aver mascherato “una cinica operazione di trasformismo con un’operazione politica”. Quindi avverte: “Stiamo preparando l’alternativa”. “Diremo no al proporzonale” assicura Maurizio Gasparri (FI).
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Ore 14.47 – Tommaso Cerno torna ai Dem, Sandra Lonardo conferma il suo sì – Il senatore Tommaso Cerno, che era stato eletto con i Dem ma poi era passato al gruppo Misto, dichiara che Conte l’ha convinto e che lui darà la fiducia al Governo e tornerà nel Pd. Anche Sandra Lonardo si schiera con l’Esecutivo e conferma il suo voto a favore.
Ore 14.56 – proseguono i contatti di Conte, maggioranza preoccupata – Nella pausa dei lavori dell’Aula, Conte resta negli uffici di Palazzo Madama da dove avrebbe avuto “diversi contatti telefonici”. La maggioranza si dice “preoccupata” per l’esito del voto e si rimarca che l’obiettivo è dimostrare di poter fare a meno dei 18 parlamentari di Italia Viva.
Ore 17:38 –  Il leader di Italia Viva Matteo Renzi è intervenuto in Senato e rivolgendosi a Conte ha detto: “Signor presidente, se lei parla di crisi incomprensibile, le spiego le ragioni che hanno portato la nostra esperienza al termine. Non è il governo più bello del mondo: pensiamo ci sia bisogno di un governo più forte, non pensiamo possa bastare la narrazione del ‘gli altri paesi ci copiano’. Non è stata aperta ancora una crisi istituzionale perché lei non si è dimesso”.
Ore 18:44 – L’assemblea dei senatori di Italia viva ha confermato la linea dell’astensione sul voto di fiducia in Aula Senato. Lo si apprende da fonti renziane.
Ore 18.50 – La replica di Conte e le dichiarazioni di voto – Il premier replica agli interventi che ci sono stati dopo il suo discorso. Seguono le dichiarazioni di voto
Ore 18:53 – Occorrono investimenti economici strutturati, dobbiamo investire sul futuro e non possiamo farlo creando una crisi di governo o cercando di far cadere un governo. Lo dice il premier Giuseppe Conte in Senato.
Ore 19:24 – “Poltrone? Quando sento questa parola io non mi vergogno di dire che stiamo seduti su queste poltrone. Non è importante – lo dico ai cittadini – dire ‘non sono interessato alla poltrona’ ma essere interessati a star seduti con disciplina e onore”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nella replica in Aula al Senato.
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Ore 19:25 – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha posto la questione di fiducia nell’Aula del Senato sulla risoluzione di maggioranza. E’ ora in corso il dibattito sulla fiducia.
Ore 20.00 – la prima chiama – Le votazioni dovrebbero prendere il via con la prima chiama. Il risultato è atteso intorno alle 20.30.
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De Magistris, mi candido a presidente della Calabria
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NAPOLI
19 gennaio 2021
16:53
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“Mi candido a presidente della Regione Calabria”. Lo annuncia il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ora in Calabria, dove si dovrebbe votare l’11 aprile.
De Magistris, nell’arco della giornata, sarà a Cosenza e Rende per una serie di incontri politici in vista dell’avvio della campagna elettorale.
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Primi volenterosi ‘salvano’ il premier Conte, Iv opposizione
Ciampolillo e Nencini riammessi al voto da un’imprevista ‘Var’ alle 22
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20 gennaio 2021
10:27
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Hanno fatto ‘outing’ in extremis e a urne appena chiuse al Senato, hanno chiesto di votare trasformando la precedente assenza in un sì aperto al governo Conte. La ‘zampata’ è di Lello Ciampolillo, ex del M5S, e di Riccardo Nencini di Italia viva.
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Riammessi al voto da un’imprevista “Var”, entrata in azione dopo le 22 grazie ai senatori questori, i due vengono allo scoperto. E sembrano solo i primi della pattuglia di ‘responsabili’, finora dormienti e che da oggi potrebbero aggiungersi alla maggioranza. “Lavoriamo a renderla più forte”, sottolinea il premier Giuseppe Conte. Ma la sua partita è in salita. Oggi, un vertice potrebbe tenersi per fare il punto. E non si esclude che, sempre nello stesso giorno, Conte vada al Colle. Lì il premier potrà comunicare la volontà di rafforzare la maggioranza. Avrà una manciata di giorni. Il tempo di superare il voto sullo scostamento e quello sul dl ristori, sul quale – al momento – il governo può contare anche su Iv e centrodestra.
La mossa di Ciampolillo e Nencini contribuisce pure ad alzare il margine della fiducia, che a Palazzo Madama arriva a quota 156, cioè 5 voti in meno rispetto alla maggioranza assoluta dei 161. Numericamente, però, Iv resta determinante. E Matteo Renzi, dal salotto di Vespa, promette battaglia. “Dovevamo asfaltarci ma non hanno in numeri. Mi sembra evidente che siamo all’opposizione”, attacca l’ex premier dicendosi pronto ad un governo di unità nazionale ma assicurando che non sarà alleato del centrodestra. La nuova partita a scacchi tra Conte e Renzi è, di fatto, già cominciata. E il premier è a un bivio: per evitare l’ultima ratio dell’appello a FI, può solo mirare a svuotare Iv guardando, al tempo stesso, all’Udc. Operazione difficile ma non impossibile.
“Se non si ricuce, io non vado all’opposizione”, è l’avvertimento del senatore renziano Eugenio Comincini. A tarda sera c’è un dato: i ‘costruttori’ si rivelano meno numerosi e incisivi delle speranze di Conte. Ciampolillo e Nencini lo fanno all’ultimo, pur essendo stati assenti a entrambe le ‘chiame’ in aula. Si difendono dicendo di non aver fatto in tempo a votare, la presidente Casellati ricostruisce poi che l’ex 5S è spuntato alle 22.14 e la dichiarazione di fine voto è di un minuto dopo. Inevitabili le proteste e la bagarre in Aula. Altre sorprese vengono da due forzisti: la fedelissima Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin. Nei loro confronti scatta subito la scure di FI: “Sono fuori dal partito: votare con il governo in questo caso non è una questione di coscienza”, sentenzia il vicepresidente Antonio Tajani. Nel partito di Renzi, a parte lo strappo di Nencini e l’assenza per Covid di Marino, l’astensione per ora regge.
Il governo racimola inoltre consensi tra le frange del Misto, gruppo che a Palazzo Madama conta complessivamente 29 senatori di varie componenti. In particolare, pro fiducia si schierano i 7 del gruppo Autonomie (con Pieferdinando Casini in testa), i 5 del Movimento italiani all’estero, fuoriusciti come Gregorio De Falco (ex M5s) e Sandra Lonardo (ex FI) o “rientranti’ come Tommaso Cerno che da stasera ritorna al Pd, l'”ovile” da cui era uscito un anno fa. A loro si aggiungono i senatori a vita Mario Monti, Liliana Segre ed Elena Cattaneo. E, spiegano fonti di governo, vanno considerate le assenze del pentastellato Francesco Castiello e del senatore a vita Carlo Rubbia. Il Pd, che per ora si limita a parlare attraverso “fonti” del partito, parla di “sciagurato salto nel buio” dopo la mossa di Renzi e ribadisce la necessità “il rilancio dell’azione del governo”. Per i Dem Renzi, ormai è out. Diverso il discorso per i parlamentari renziani. Il M5S, con Alfonso Bonafede, sottolinea che, dopo i due voti di fiducia, “una maggioranza alternativa” non esiste. Ma è una maggioranza che va allargata. “Chi intende la politica in modo serio, è chiamato dalla storia a dare il suo contributo. Noi ci siamo”, è il nuovo appello ai costruttori di Luigi Di Maio.
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Renzi attacca Conte ma copre le carte sulle mosse di Iv – IL PUNTO
‘Il suo governo è un arrocco, il Paese non merita questo mercato’ dice il senatore di Iv
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19 gennaio 2021
18:34
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“Noi pensiamo che il suo governo non sia il più bello e il migliore del mondo” e “lei ha cambiato tre maggioranze per rimanere dove è”.
Matteo Renzi mette subito le carte in tavola. E al contrario di Conte, che non lo ha mai nominato in Parlamento, il leader di IV guarda in faccia il premier e “in modo liberatorio e tranquillo”, prende la parola al Senato e affonda: “Lei ha avuto paura di salire al Quirinale, perchè ha scelto un arrocco che farà comodo a lei ma certo non alle istituzioni”. Invece “ora o mai più” bisognava scegliere, “fare un passo in avanti” invece di “preoccuparsi di piazzare qualcuno al posto giusto o garantire qualche poltrona”, non risparmia colpi Renzi, di certo anche parlando al Pd.
Senza però nulla dire su quello che farà Iv di qui a breve – come aveva fatto stamattina l’ex ministra Bellanova annunciando l’astensione – Renzi gela Conte: “Non avrete 161 voti, ma vi auguro di avere una maggioranza.
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Che sia raccogliticcia è sicuro, perchè dovete fare presto”. L’attesa è ora tutta per la strada che sceglierà di prendere Conte, che nel suo intervento di stamattina per primo aveva ammesso: “i numeri oggi sono ancora più importanti ma quello che conta è la qualità del progetto”. Proprio quanto ai numeri, sul quadernetto di Maurizio Gasparri – un veterano delle conte in Parlamento – , il pallottoliere per Conte si ferma a quota 155 e Forza Italia sarà compatta. Perchè la voce che corre in Senato – mentre i lavori sono stati interrotti per la sanificazione dell’Aula prima dello show down del premier – è che potrebbero essere 2 e forse 4 gli azzurri che – come ieri Renata Polverini (su cui oggi si è abbattuto un pesante gossip oltre alle critiche politiche) – potrebbero invece diventare volenterosi-costruttori. Si aspetta infine il discorso dell’altro Matteo: Salvini, che alla fine dell’ennesima riunione del centrodestra chiosa: “Se continuano a dare numeri falsi vuol dire che sono preoccupati”.
Ma che il numero sia 155 (o 158, come qualcuno dice) il vero tema è che la fiducia probabilmente incassata stasera da Conte certificherà una maggioranza relativa e non assoluta. Quindi nei prossimi giorni il premier dovrà continuare a cercare stabilità, attraendo i volenterosi con le promesse chiave fatte ieri e oggi in Parlamento: legge elettorale proporzionale, rimpasto, una nuova lista Conte in grado di garantire seggi e progetto politico.
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Trump revoca bando viaggi da area Schengen e Gb per Covid
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WASHINGTON
19 gennaio 2021
01:35
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La decisione è stata presa alla luce della direttiva emessa il 12 gennaio scorso dai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), secondo cui dal 26 gennaio tutti i passeggeri che arrivano in Usa da Paesi stranieri devono avere la prova di un test negativo al Covid-19 o la documentazione attestante la guarigione. Trump ha escluso la Cina e l’Iran per la loro carenza di trasparenza e cooperazione con gli Usa nella lotta alla pandemia.   POLITICA   MONDO   VAI ALL’ECONOMIA   VAI ALLA TECNOLOGIA   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE

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Governo: per la maggioranza 153 voti certi ma si tratta ancora
Occhi su Iv-Fi.In M5s assente Covid.Assenti Rubbia e Piano
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19 gennaio 2021
15:48
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Sono 153 i sì ad ora ritenuti certi per la maggioranza in Senato ma il pallottoliere viene continuamente aggiornato e c’è chi confida che l’asticella a sostegno di Conte salga fino ad almeno 158. L’obiettivo, secondo alcune fonti di governo, sarebbe quello di lasciare più di 18 senatori di margine tra i Sì e i No, per dimostrare che Iv non è essenziale alla maggioranza.
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Tra i senatori già in maggioranza si segnala oggi l’assenza per Covid del M5s Francesco Castiello.
Ecco dunque i numeri: 91 M5s (senza Castiello), 35 Pd, 4 senatori del Maie, 6 di Leu più Sandro Ruotolo, 7 delle Autonomie, i senatori a vita Elena Cattaneo, Liliana Segre, Mario Monti. E ancora, dal Misto: Sandra Lonardo, Tommaso Cerno, gli ex M5s Maurizio Buccarella, Gregorio De Falco. Lelio Ciampolillo e Luigi Di Marzio dovebbero votare sì ma non è confermato. Tra i voti incerti – ma dovrebbe astenersi – viene considerato Riccardo Nencini, che siede con Matteo Renzi nel gruppo Iv-Psi.
Occhi puntati sui renziani per eventuali defezioni dell’ultima ora ma al momento non se ne segnalano. In Senato si ipotizza poi qualche sorpresa da Fi, come ieri Renata Polverini alla Camera: tra i due e i quattro senatori azzurri, secondo i rumors, potrebbero votare con la maggioranza. Dovrebbero essere assenti i senatori a vita Giorgio Napolitano, Carlo Rubbia e Renzo Piano.
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Segre, ovazione al Senato per la senatrice a vita
‘Sono venuta a votare sì’ ha detto
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19 gennaio 2021
13:38
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La senatrice a vita Liliana Segre è entrata nell’aula del Senato, accolta dagli applausi e dai parlamentari che si sono alzati, per omaggiarla. A salutarla, dal microfono, è stato Pier Ferdinando Casini durante il suo intervento dopo le comunicazioni del premier Conte in Aula.
“Grazie Liliana Segre” scrive su facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti allegando una foto della senatrice a vita in aula al Senato mentre viene omaggiata da una standing ovation.
“Deciderò quando sarò lì, ma se sono venuta da Milano…”, risponde così la senatrice a vita Liliana Segre ai giornalisti che le chiedono se voterà la fiducia a Conte.
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“Di solito quelle di 90 anni stanno a casa, quindi faccia conto che io stia a casa, la nonna la lasciate stare”, si schernisce.
“Che sia venuta è già una risposta. Sono venuta a votare sì”. Lo dice Liliana Segre, senatrice a vita, a chi la interpella in Senato sulle sue intenzioni di voto sulla fiducia, dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte. A chi le domanda un’opinione sul discorso di Conte, risponde: “Sono stata prestata alla politica, senza essermene mai occupata, dal presidente Mattarella che un giorno mi ha fatto senatrice a vita. Io sono spettatrice. Ho iniziato molte cose tardi ma tardi così, non pensavo. Devo rileggere quel discorso, capire se ha toccato certi punti che mi interessano”, conclude.
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Governo: Centrodestra chiede al Colle le elezioni, caos in Fi
Salvini, che schifezza. Meloni, al voto. Dubbi su gruppo ‘azzurro’
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19 gennaio 2021
23:28
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Conte non ha una maggioranza solida in grado di guidare il Paese. Al Senato è in piedi solo grazie a transfughi e i senatori a vita: siamo pronti ad andare al Colle per chiedere le elezioni.
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Il centrodestra serra le fila, commenta così a caldo la fiducia ottenuta dal governo al Senato con 156 sì. Tuttavia, nella coalizione cresce l’apprensione sulla tenuta del gruppo azzurro a Palazzo Madama e in generale sul futuro del partito di Silvio Berlusconi. Dopo le costanti assicurazioni che il gruppo sarebbe stato ‘unito e compatto’ sono emerse evidenti crepe. Dopo la defezione di ieri a Montecitorio da parte di Renata Polverini, Forza Italia perde infatti altri due senatori: Andrea Causin e soprattutto Maria Rosaria Rossi, in passato molto vicina al Cavaliere, con il loro voto a favore del governo giallorosso hanno sancito la loro espulsione dal partito, decisa immediatamente da parte del vicepresidente Antonio Tajani. E’ vero che alcuni ex M5s si sono avvicinati all’opposizione, tuttavia il nodo sul futuro del Conte due si gioca al centro. E chissà che la breccia apertasi dentro Forza Italia possa essere da viatico al riposizionamento di altri senatori centristi. In attesa che si capisca di più nelle prossime ore la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ribadisce su Rete 4 che la sua priorità è il ricorso anticipato alle urne: “Ora votare è necessario perchè è l’ultima possibilità che l’Italia ha per rialzarsi, avendo un governo che ha un’idea chiara, che vuole andare tutto da una parte, con le idee chiare”. Nessuna voglia di cercare soluzioni alternative, dalle larghe intese ai governi di unità nazionale. Dubbi anche su un governo a guida centrodestra: “Lo proponemmo nel 2018. Se dessero l’incarico a Salvini, vediamo. Ma in ogni caso il nostro Piano A sono le elezioni”. Per le urne anche Matteo Salvini, convinto che perfino il ‘Prodi due’ quello in piedi grazie a Turigliatto e pochi altri fosse più stabile di questo esecutivo. “Che schifezza quello che abbiamo visto oggi al Senato. La cosa più seria ora – commenta a caldo – è dare la parola agli italiani. Qualcuno può pensare che un Parlamento che deve usare il Var per vedere se un senatore dormiva può portare avanti l’Italia? Che le persone che abbiamo visto possano gestire i soldi Ue?”.
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‘Faccetta nera’ in radio:non passa mozione contro Donazzan
Consiglieri Veneto di Lega e Lista Zaia si astengono
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VENEZIA
19 gennaio 2021
18:28
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La mozione di riserva discussa oggi in Consiglio regionale contro l’assessore all’istruzione del Veneto Elena Donazzan dopo il caso della canzone fascista “Faccetta nera” cantata alla radio non è passata. A determinare il risultato è stata l’astensione compatta della Lega e della Lista Zaia Presidente.
Donazzan aveva ripetuto in aula le proprie scuse, sottolineando che “accade nella vita di sbagliare”.
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Covid, Moratti: mai pensato di declinare vaccini e reddito
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MILANO
19 gennaio 2021
19:53
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Nessun accenno esplicito al Pil bensì a una “prevalenza e incidenza elevate” del virus, “all’elevata urbanizzazione” e alla “mobilità intra ed extra regionale” della Lombardia, “manifestazione del dinamismo economico” della regione che “deve essere preservato in quanto motore trainante del Paese”. Sono questi i “fattori” da tenere in considerazione secondo il vicepresidente della Regione Letizia Moratti, nella lettera inviata al commissario Arcuri in cui si chiede “la revisione degli step di approvvigionamento dei vaccini anti-Covid 19, con anticipo delle dosi”.

 

“Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito”. E’ quanto ha precisato in Consiglio regionale il neo vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, rispetto a quanto emerso ieri dalla riunione con i capigruppo. “Il Pil è un indicatore economico-finanziario che attesta l’attività in una Regione, che, questo sì, ho detto, è il motore dell’Italia. In questo senso questa Regione ha la necessità di essere tenuta in considerazione, non parlo di piano vaccini ma di zona rossa”, ha chiarito Moratti.
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Vaccini: Moratti scrive ad Arcuri, nessun accenno a Pil
Vicepresidente Lombardia chiede revisione modalità assegnazione
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MILANO
19 gennaio 2021
19:54
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Nessun accenno esplicito al Pil bensì a una “prevalenza e incidenza elevate” del virus, “all’elevata urbanizzazione” e alla “mobilità intra ed extra regionale” della Lombardia, “manifestazione del dinamismo economico” della regione che “deve essere preservato in quanto motore trainante del Paese”. Sono questi i “fattori” da tenere in considerazione secondo il vicepresidente della Regione Letizia Moratti, nella lettera inviata al commissario Arcuri in cui si chiede “la revisione degli step di approvvigionamento dei vaccini anti-Covid 19, con anticipo delle dosi”.
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Conte, difficile governare con chi mina equilibri
Accuse di immobilismo e di correre,di pieni poteri e indecisione
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19 gennaio 2021
10:28
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In questi giorni ci sono state “continue pretese, continui rilanci concentrati peraltro non casualmente sui temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza. Di qui le accuse, a un tempo di immobilismo e di correre troppo, di accentrare i poteri e di non aver la capacità di decidere.
Vi assicuro che è complicato governare con chi mina continuamente un equilibrio politico pazientemente raggiunto dalle forze di maggioranza”. Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato.
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Conte, opere mai bloccate, nel 2020 cresciuti appalti
Da 39 a 43 mld,grazie collaborazione di tutti.Ci sono commissari
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19 gennaio 2021
10:29
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“Si è detto che le opere” del decreto semplificazioni “sarebbero ancora bloccate per la designazione dei commissari: innanzitutto la lista c’è ma poi non è così, le opere non sono mai state bloccate, perché i poteri dei commissari sono stati attribuiti dal decreto semplificazioni ai responsabili unici di progetto. Gli appalti di Anas e Fsi sono cresciuti 43,3 mld rispetto ai 39,4 del 2019.
E’ un florilegio ma lo dico: questo è stato possibile grazie alla condivisione, collaborazione, responsabilità in ciascuna forza politica”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al Senato facendo riferimento a una critica che gli è stata mossa da Iv.
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Governo: Salvini, Conte parla di buon lavoro, davvero?
Leader Lega parlerà in Senato in dichiarazione voto
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19 gennaio 2021
10:31
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“Conte: abbiamo lavorato bene e fatto tanto per tutti, partite Iva e famiglie, studenti e lavoratori, medici e commercianti, donne, giovani e pensionati.Davvero? Voi ve ne siete accorti???” . Lo scrive su Twitter il senatore e leader della Lega, Matteo Salvini, in aula durante le comunicazioni del premier Conte a Palazzo Madama.
Salvini dovrebbe intervenire in serata per le dichiarazioni di voto sulla fiducia.
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Conte, maggioritario creerebbe instabilità politica
Con proporzionale accordi programma di alto profilo per governo
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19 gennaio 2021
10:35
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Sulla proposta del sistema proporzionale “leggo delle interpretazioni, diciamo così maliziose. Negli anni passati abbiamo subito una frantumazione della rappresentanza.
Sono emersi nuovi processi, anche in maniera dirompente, non possiamo fare una legge che costringa forze così diverse. Questo artificio contribuirebbe all’instabilità politica, non stabilirebbe il quadro”. Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo al Senato.
Le forze politiche, dopo le elezioni “saranno chiamate a definire accordi programmatici di alto profilo per governare, in modo da consentire una solida prospettiva politica” ai cittadini, aggiunge.
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Dpcm: Fontana, fatto il ricorso al Tar
Chiesto al Ministro di rivedere i parametri della decisione
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MILANO
19 gennaio 2021
11:02
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“Come anticipato nei giorni scorsi, abbiamo presentato ricorso al Tar contro la decisione del governo, e chiesto al Ministro di rivedere i parametri che regolano questa decisione, così impattante sulla vita dei nostri cittadini e delle nostre imprese”. Così, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, intervenendo in Consiglio Regionale, ha confermato la presentazione del ricorso al Tribunale amministrativo contro l’assegnazione della zona rossa alla Regione Lombardia, definita “fortemente, e ingiustamente, penalizzante per la nostra regione”
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Vaccino: intesa Piemonte con medici base, Cirio ‘noi primi’
Somministreranno Astra-Zeneca che non ha problemi conservazione
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TORINO
19 gennaio 2021
12:22
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“Oggi definiremo l’accordo per l’inoculazione del vaccino anti-Covid attraverso i medici di medicina generale: saremo la prima Regione d’Italia a chiudere un accordo di questo tipo. Siamo sabaudi e vogliamo essere pronti”.
Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, all’inaugurazione di un nuovo hot spot per tamponi rapidi a Torino. “Abbiamo 3.200 sentinelle della nostra salute con cui dobbiamo costruire una rete di sempre maggiore collaborazione. I medici di medicina territoriale collaboreranno alla campagna somministrando il vaccino Astra-Zeneca, che non presenta problemi di conservazione, non appena disponibile”.
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Milano, stop fumo in parchi e stadi
Da 2025 divieto scatterà in tutte le aree pubbliche all’aperto
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MILANO
19 gennaio 2021
13:47
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Da oggi Milano diventa smoking free e bandisce il fumo all’aria aperta in alcune zone della città, dalle fermate dei mezzi pubblici, ai parchi, fino agli stadi e strutture sportive, cimiteri e aree cani. Lo ha stabilito il Comune di Milano con l’approvazione, il 19 novembre scorso, del nuovo Regolamento per la qualità dell’aria.
Il divieto entra in vigore in modo soft: sarà possibile fumare all’aperto in quei luoghi se ci si trova a distanza di 10 metri dalle altre persone. Dal primo gennaio 2025 il divieto di fumo sarà esteso a tutte le aree pubbliche all’aperto.
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Expo:Appello,Sala falso sì ma prescritto
Giudici, non è privo di rilevanza penale ma estinto
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MILANO
19 gennaio 2021
13:51
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Non è ritenuto “innocuo e di conseguenza privo di rilevanza penale” ma è comunque prescritto il falso contestato al sindaco di Milano Giuseppe Sala finito sotto processo per aver firmato, quando era ad di Expo, due verbali retrodatati, che servirono a sostituire due commissari incompatibili della gara per la Piastra dei servizi.
Lo scrive la corte d’Appello di Milano nelle motivazione della sentenza dello scorso 21 ottobre con cui ha rigettato la richiesta di assoluzione nel merito da parte della difesa di Sala ma ha dichiarato l’estinzione del reato per prescrizione.
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Reddito cittadinanza a 1,25 milioni nuclei, +3,3% a dicembre
Inps, pagate 1,5 milioni mensilità Reddito emergenza in 8 mesi
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19 gennaio 2021
14:10
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Con il mese di dicembre 2020 si registrano 1,25 milioni di nuclei familiari beneficiari di Reddito/Pensione di cittadinanza, con 2,9 milioni di persone coinvolte ed un importo medio di 528 euro. Si tratta di un incremento del 3,3% sul mese precedente (1.249.809 beneficiari rispetto ai 1.209.381 di novembre).
Lo si legge nell’Osservatorio Inps. Il 61% dei nuclei percettori risiede al Sud e nelle Isole, il 23% al Nord ed il 16% al Centro.
Per quanto riguarda il Reddito di emergenza, fa inoltre sapere l’Inps, sono circa 1,5 milioni le mensilità pagate in 8 mesi, da maggio a dicembre 2020, in base ai tre diversi decreti che lo hanno introdotto e prorogato.
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Belsito non creò danni immagine alla Lega, assolto
Decisione giudici Genova. Partito aveva chiesto 500 mila euro
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GENOVA
19 gennaio 2021
14:16
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Nessun danno di immagine per la Lega. E’ quanto deciso dai giudici della corte di Appello di Genova nel processo d’Appello contro Francesco Belsito e tre imprenditori nel quale il Carroccio ha chiesto un risarcimento da 500 mila euro all’ex tesoriere perché secondo i legali del partito dopo il deflagrare dell’inchiesta sui fondi della Lega, nella quale era rimasto coinvolto Belsito, ci sarebbe stata una perdita di consenso elettorale nel 2011 e 2013.
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I giudici hanno assolto Belsito. “La giustizia finalmente sta arrivando e ha dimostrato che da parte della Lega non c’è stata correttezza”.
Lo ha detto l’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito dopo la sentenza di assoluzione. “Sono felice per me e i miei avvocati che hanno creduto in questa assoluzione. In tutti questi processi che vanno avanti da tanti anni, alla fine l’unico sempre presente e a pagare sono stato sempre io. Mi sono tolto un grosso sasso dalla scarpa”.
Il caso nasce sulla scia delle indagini sui rimborsi elettorali per 49 milioni di euro non dovuti (la Cassazione ha confermato la confisca, i soldi sono spariti, la procura di Genova li cerca e intanto la Lega ha stabilito una rateizzazione da 600 mila euro all’anno), e sugli investimenti a Cipro e in Tanzania. Gli anni in questione vanno dal 2008 al 2013.
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Banche:Abi, a dicembre accelerano prestiti e depositi
Per famiglie e imprese non finanziarie sono cresciuti del 5,5%
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19 gennaio 2021
16:44
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Accelera la crescita dei prestiti bancari a dicembre. Secondo quanto si ricava dal rapporto mensile Abi i finanziamenti a famiglie e imprese non finanziarie sono cresciuti del 5,5% contro il +5,3% di novembre.
L’andamento continua a beneficiare delle misure straordinarie del governo e dal “ruolo di sostegno delle banche all’economia”, come spiega il vice dg dell’associazione Gianfranco Torriero secondo cui si tratta di una dato “in controtendeza rispetto agli altri paesi”.
“C’è un ricorso delle aziende alle banche per creare buffer di liquidità e traghettarle verso la nuova normalità” post pandemia, ha aggiunto Torriero. E nuovo balzo dei depositi bancari a dicembre. Dopo il lieve rallentamento di novembre quando avevano segnato un +8%, sono tornati a crescere a due cifre, con un rialzo del 10,3% e salendo di oltre 162 miliardi di euro a 1.736 miliardi rispetto a un anno fa. La raccolta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in crescita del +7,8%.
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Girolamini: assolto a Napoli l’ex senatore Dell’Utri
Era accusato di concorso in peculato per appropriazione 13 libri
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NAPOLI
19 gennaio 2021
16:45
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La prima sezione penale del Tribunale di Napoli (presidente Pellecchia) ha assolto – con la formula ‘il fatto non sussiste’ – l’ex senatore e cofondatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, accusato di concorso in peculato in relazione all’appropriazione di 13 volumi trafugati dalla Biblioteca dei Girolamini di Napoli, libri consegnati all’imputato dall’ex direttore della biblioteca Massimo Marino De Caro. Gli inquirenti partenopei avevano chiesto la condanna a sette anni di reclusione per Dell’Utri.
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Covid: Boccia, proporrò ritiro impugnativa legge anti Dpcm Vda
“Corte costituzionale ci ricorda principio leale collaborazione”
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AOSTA
19 gennaio 2021
16:59
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“Dopo la sentenza della Corte Costituzionale sul caso della Valle d’Aosta, Regione autonoma che ha collaborato costruttivamente al confronto successivo alla presentazione del ricorso, ho ritenuto opportuno informare il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, per l’insegnamento e l’opportunità che la sentenza della Corte Costituzionale dà a tutte le Regioni. La Corte ci ricorda con nuovi approfondimenti che le azioni di prevenzione e contrasto della pandemia da Covid-19 devono essere costantemente improntati al principio di leale collaborazione tra tutti i livelli istituzionali con differenti responsabilità.
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Proporrò al Consiglio dei ministri il ritiro dell’impugnativa sulla legge regionale della Valle d’Aosta e dei provvedimenti simili delle altre Regioni di fronte ad un ulteriore raccordo tra Stato e Regioni e relative integrazioni nella gestione dell’emergenza sanitaria e nel rafforzamento delle misure di contrasto al Covid-19”. Lo scrive, in una nota, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, che aggiunge: “Soltanto praticando nelle azioni quotidiane la leale collaborazione richiamata dalla Consulta potremo realizzare azioni condivise per garantire un più efficace raggiungimento degli obiettivi comuni volti al contrasto della diffusione del virus e al superamento degli effetti negativi economici e sociali derivanti dalla pandemia finalizzati al rilancio del nostro Paese”.
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Ue propone di estendere aiuti di Stato al 31 dicembre
Per proseguire sostegno aziende. Tetti aumentati in alcuni casi
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BRUXELLES
19 gennaio 2021
19:01
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La Commissione Ue ha proposto agli Stati di prolungare fino al 31 dicembre 2021 lo schema temporaneo di aiuti di Stato messo in piedi a marzo scorso per sostenere le economie durante la pandemia. “Con la seconda ondata che continua ad avere un forte impatto sulle nostre vite, le aziende europee hanno bisogno di ulteriore supporto”, ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, precisando che saranno anche aumentati i tetti degli aiuti in certi casi.
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La Commissione propone, “vista la durata prolungata della crisi”, di aumentare i massimali per gli importi limitati di aiuti concessi nell’ambito del quadro temporaneo (attualmente fino a 120.000 euro per aziende nel settore della pesca e dell’acquacoltura, 100.000 euro quelle agricole, e 800.000 euro per tutti gli altri settori) e per le misure che contribuiscono ai costi fissi delle aziende che non sono coperti dai loro ricavi (attualmente fino a 3 milioni di euro per azienda).
Inoltre, Bruxelles propone di consentire agli Stati membri di convertire gli strumenti rimborsabili concessi (inclusi i prestiti) in sovvenzioni dirette, anche in una fase successiva: l’obiettivo è spingere gli Stati a scegliere, in primo luogo, strumenti rimborsabili come forma di aiuto. Gli Stati membri hanno ora la possibilità di commentare la proposta della Commissione prima che venga approvata.
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Papa: via armi nucleari dal mondo per contribuire alla pace
Il 22 gennaio entra in vigore il trattato internazionale
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CITTA DEL VATICANO
20 gennaio 2021
10:29
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“Incoraggio vivamente tutti gli Stati e tutte le persone a lavorare con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari contribuendo all’avanzamento della pace e della cooperazione multilaterale di cui oggi l’umanità ha tanto bisogno”. Lo ha detto il Papa al termine dell’udienza generale ricordando che “dopodomani, venerdì 22 gennaio, entrerà in vigore il trattato per la proibizione delle armi nucleari”.
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Vaccini, il governo attiva l’Avvocatura dello Stato contro Pfizer
Arrivate le ultime dosi del carico settimanale della casa farmaceutica americana
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20 gennaio 2021
12:51
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Il Governo italiano ha attivato l’Avvocatura Generale dello Stato per valutare i diversi profili di responsabilità della casa farmaceutica Pfizer in caso di inadempienza e le possibili azioni da intraprendere a tutela degli interessi del Paese e dei cittadini. È quanto si apprende da ambienti di Governo e della struttura Commissariale per l’Emergenza.  Sono arrivate oggi in Italia le ultime dosi di vaccini del carico settimanale di Pfizer, circa 330mila. Complessivamente questo lotto, come già annunciato, è privo del 29% delle dosi previste da contratto.
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Anche la prossima settimana, con l’arrivo del nuovo carico, è previsto sul lotto specifico un altro ammanco che – a quanto si apprende – sarà però inferiore al 29%.
Rivedere la distribuzione dei vaccini, rimodulando le consegne in modo che nessuna regione resti senza dosi e possa procedere con i richiami. A meno di 20 giorni dall’inizio della campagna vaccinale, il governo è già costretto a rimettere mano al piano presentato a inizio dicembre in Parlamento dal ministro della Salute Roberto Speranza per rispondere ai ritardi nelle consegne decisi unilateralmente da Pfizer. Mentre il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, annuncia “azioni legali concordate” nei confronti di Pfizer per il taglio e il ritardo nella consegna delle dosi dei vaccini, e chiede alle Regioni “un accordo di solidarietà per garantire i richiami a tutti”. Anche perché, come ha riferito il commissario Domenico Arcuri, la prossima settimana ci sarà una “pur lieve ulteriore riduzione delle consegne”, fatto per il quale Arcuri ha detto di valutare la presentazione di un esposto alla procura per “impatto sulla salute per inadempimento del contratto pubblico”.
La decisione di rivedere il piano è diventata necessaria visto che la casa farmaceutica americana non ha dato alcuna garanzia concreta che dalla settimana prossima si torni alla normalità, limitandosi a promettere in un comunicato stampa che si riprenderà con il “calendario iniziale di distribuzione all’Ue a partire dalla settimana del 25 gennaio”. Non solo. Al taglio di 165mila dosi annunciato venerdì – che ha ridotto del 29% le consegne al nostro paese per questa settimana, passate da 562.770 dosi a 397.800 – Pfizer ha fatto sapere solo alle 17 di lunedì, quando le fiale di vaccino sarebbero già dovute essere in Italia, che avrebbe ritardato ulteriormente la distribuzione, portando a destinazione la maggior parte delle dosi, poco più di 241mila, solo mercoledì. Un nuovo intoppo che rischia non solo di far slittare la campagna vaccinale di diverse settimane ma anche di creare più di qualche problema nella somministrazione della seconda dosa per i richiami, prevista 21 giorni dopo la prima. In questa situazione, Boccia ha sottolineato che Governo, Regioni e Commissario per l’Emergenza hanno deciso di procedere con un’azione legale congiunta nei confronti della casa farmaceutica americana.
L’incontro tra il governo, con i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza e il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, e le Regioni, ha avuto l’obiettivo primario di evitare che vengano vanificati gli sforzi fatti finora, garantendo al milione e 200mila italiani che hanno già fatto il vaccino di poter fare anche il richiamo. L’ipotesi di un ‘meccanismo di solidarietà’ tra regioni – chi ha conservato più dosi ne cederebbe una parte a quelle che hanno somministrato di più senza tenere le scorte, la Campania e il Veneto su tutte – resta ancora in piedi, anche se tra i governatori una linea comune non c’è, con le regioni più virtuose che fanno resistenza e non accettano di essere penalizzate per aver rispettato le indicazioni date dallo stesso governo. In quella direzione sembrerebbe invece andare la proposta di Luca Zaia in base alla quale le seconde dosi devono essere “garantite da un magazzino nazionale”. Tutti però chiedono garanzie, come ribadisce il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini: le riduzioni “siano solo temporanee”. E che sia il governo a decidere dove devono andare i vaccini, non Pfizer. Per questo l’ipotesi più concreta è di rivedere il piano della distribuzione in modo che siano gli uffici del Commissario a stabilire la rimodulazione delle quantità e dei luoghi di consegna. Garantendo in maniera equa, sulla base dei criteri già definiti, meno dosi ma per tutti.
Intanto, dopo Arcuri, anche il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini ha criticato le decisioni di Pfizer. “E’ un ritardo molto preoccupante” anche perché “è stato comunicato tutto all’ultimo minuto”. Magrini sottolinea comunque che “se si tratta di un ritardo di una sola settimana le conseguenze potrebbero non essere così gravi”. Il problema è che non c’è certezza, come dimostrano le parole della commissaria alla Salute dell’Ue Stella Kyriakides: “il collo di bottiglia” nelle consegne “dipende dalla scarsa capacità di produzione a livello mondiale” da parte dell’azienda. E Per questo “lavoriamo in modo costante con Pfizer-Biontech per sostenere la capacità e il rafforzamento della produzione nell’Ue”.
I ritardi nelle consegne un risultato, negativo, lo hanno comunque già prodotto: lo slittamento di almeno due settimane dell’inizio della campagna di vaccinazione per gli over 80 e dei 400mila pazienti oncologici, ematologici e cardiologici. Il Lazio, dopo le prime dosi somministrate ieri, ha fissato l’apertura al primo febbraio, il Piemonte al 30 gennaio mentre la Puglia non aprirà le prenotazioni fino a quando non sarà fatta chiarezza.
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Papa: tempo di gravi disagi, unità prevalga sui conflitti
Bene prevalga su particolarismi. Divisioni cristiani ‘scandalo’
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CITTA DEL VATICANO
20 gennaio 2021
10:21
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“In questo tempo di gravi disagi è ancora più necessaria la preghiera perché l’unità prevalga sui conflitti. È urgente accantonare i particolarismi per favorire il bene comune, e per questo è fondamentale il nostro buon esempio: è essenziale che i cristiani proseguano il cammino verso l’unità piena, visibile”.
Lo ha detto il Papa nell’udienza generale dedicata alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Il Pontefice ha definito uno “scandalo” le divisioni tra le diverse confessioni cristiane.
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Scuola: iscrizioni online, oltre 1mln domande già inoltrate
Procedura aperta dal 4 gennaio, c’è tempo fino al 25
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19 gennaio 2021
14:54
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Sono 1.000.424 le domande online per le iscrizioni all’anno scolastico 2021/2022 già inoltrate alle 12 di oggi. Questo il dato aggiornato sulla procedura che è in corso di svolgimento.
Le iscrizioni, aperte il 4 gennaio scorso, potranno infatti essere effettuate fino alle ore 20 del 25 gennaio 2021. Lo rende noto il ministero dell’Istruzione.
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Vaccini: Bonaccini,è momento della serietà e responsabilità
‘Fornitura Pfizer torni regolare, Governo e Ue devono vigilare’
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BOLOGNA
19 gennaio 2021
13:29
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Sul fronte vaccinale in cui “in questi minuti stiamo superando quota 120mila” vaccini somministrati “l’Emilia-Romagna è pronta. Proseguiamo a vaccinare.
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Noi vogliamo accelerare, e siamo in grado di farlo”.
E’ quanto scrive, in un post sulla sua pagina Facebook, il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini che, in merito alla riduzione delle forniture da parte di Pfizer invita il Governo e l’Unione Europea “a vigilare” poichè “è’ il momento della serietà e della responsabilità”.
Proprio perchè la Regione è pronta ad accelerare, osserva, “ci siamo rivolti al Governo, al ministro Speranza e al commissario Arcuri, perché la riduzione della fornitura Pfizer-BioNtech che registriamo questa settimana sia solo temporanea, che la fornitura torni regolare già dalla prossima settimana, compreso il recupero delle dosi non arrivate in questi giorni. Su questo – prosegue Bonaccini – il Governo, così come l’Unione europea, devono vigilare e non arretrare di un centimetro: le dosi acquistate devono arrivare nei territori, la campagna di vaccinazione deve proseguire a pieno ritmo. Punto.
E’ il momento della serietà e della responsabilità. Questa battaglia – conclude il presidente emiliano-romagnolo – è troppo importante. La dobbiamo combattere tutti insieme, non c’è tempo da perdere”.
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Maturità: ministero al lavoro, verso esame ‘light’
Due le ipotesi al momento in campo
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19 gennaio 2021
12:06
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Il Ministero dell’Istruzione è al lavoro in vista dello svolgimento degli Esami di Stato: nei giorni scorsi la ministra Lucia Azzolina ha assicurato che una decisione arriverà in tempi rapidi.
“Il ministro sta lavorando” in vista della maturità, ha detto la ministra qualche giorno fa.
“Abbiamo chiesto agli studenti di farci delle proposte: lo scorso anno ci hanno presentato proposte molto ragionevoli; una decisione la prenderemo a breve, i ragazzi a causa dell’incertezza assoluta per le date di rientro che slittano come la tela di Penelope, hanno bisogno di avere certezze che il ministero darà a breve”.
Due le ipotesi, a quanto si apprende, alle quali si starebbe lavorando: secondo la prima si ricalca l’esame dello scorso anno, con una sola prova orale in presenza, davanti ad una commissione di docenti interni; la seconda ipotesi prevede una sola prova scritta (invece di due) e una prova orale. E’ molto probabile comunque che non ci sarà una ammissione generalizzata, come ci fu un anno fa.
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Sciopero toghe onorarie,basta paghe indegne e nessuna tutela
Si astengono dalle udienze sino a venerdì 22, ‘ora un dl’
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19 gennaio 2021
10:50
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Riparte la protesta dei magistrati onorari. Da oggi e sino a venerdì 22 si asterranno dalle udienze civili e penali.
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“Non è tollerabile l’indifferenza dello Stato verso questa categoria di lavoratori” afferma in una nota la Consulta della magistratura onoraria, segnalando che all'”assenza di tutele” e a una retribuzione “indegna” si unirà tra qualche mese, per effetto della riforma Orlando, anche “un dimezzamento degli impieghi, a scapito dell’efficienza” degli uffici giudiziari.
“Un Governo che si professa europeista disattende completamente le sentenze della Corte di Giustizia e le Direttive cui, quale Paese aderente all’Unione, è obbligatoriamente vincolato”, accusa la Consulta che ritiene “incostituzionale, e, sordo a tutti i moniti nazionali, della Anm e della Corte Costituzionale, nonché sovranazionali” il ddl di modifica della riforma Orlando, prospettato come soluzione dalle senatrici Valente ed Evangelista.
La Consulta informerà la Commissione europea di questa, come delle altre, proteste “per le opportune valutazioni in termini di Recovery Fund, non essendo, nei piani italiani, previsto un solo centesimo per la magistratura precaria in servizio. L’unica soluzione praticabile – afferma -è la decretazione di urgenza, che preveda la permanenza nelle funzioni e i diritti lavoristici imposti dalla normativa violata”.
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Zingaretti: “Abbiamo evitato un salto nel buio”
“Ora è il momento di voltare pagina, di rafforzare la forza parlamentare del governo”
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20 gennaio 2021
10:29
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“Ieri abbiamo evitato il salto nel buio di una crisi e abbiamo fatto bene. Ora dobbiamo agire su due fronti i problemi degli italiani e una prospettiva politica del governo”.
Lo ha detto il segretario del partito democratico Nicola Zingaretti a Radio Immagine, la neoemittente dem.
Zingaretti ha aggiunto di aver sentito il premier Conte ieri sera “c’è assoluta consapevolezza – ha assicurato – di muoverci su questi due fronti”. “Ora è il momento di voltare pagina, di rafforzare la forza parlamentare del governo. Perché è un governo che trova la sua legittimazione nel voto parlamentare”, ha detto il segretario del Pd.
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19 gennaio 2021
19:13
CONTE: MORTI COVID? TENIAMOLI FUORI DA CONTESA POLITICA.
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In giorno ‘volenterosi’ al Senato spuntano Razzi-Scilipoti
Ex senatore abruzzese,”non cambia nulla, ognuno fa i fatti suoi”
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19 gennaio 2021
14:12
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Nel D-Day del governo Conte-bis, nel giorno dell’appello ai “volenterosi”, a Palazzo Madama spuntano Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, due senatori simbolo dell’ora “responsabilità”.
Nel 2010, infatti, con l’avvicinarsi della mozione di sfiducia al governo Berlusconi IV i due allora senatori lasciarono l’Italia dei Valori e votarono contro la sfiducia all’esecutivo di centrodestra ergendosi a “re dei responsabili” o, come sottolineato per anni da chi, a partire dal M5S, li ha messi nel mirino, “re dei voltagabbana”.

“Mi hanno accusato per anni, alla fine non cambia mai niente, ognuno si fa i c…suoi”, spiega Razzi nel Transatlantico del Senato.
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Secondo Razzi “se non ci fosse stata la riforma c’era pure la possibilità di votare ma con il taglio dei parlamentari chi vuole andare a casa?. Quando nel 2010 votai per il governo Di Pietro neanche ci salutava eppure noi avevamo portato voti al partito”. “Se è la mia rivincita? Ma no. Però è un peccato non andare in tribuna, purtroppo è vietato per il Covid”, conclude l’ex senatore abruzzese.
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Il Copasir chiede audizioni di Conte, Di Maio, Renzi e Casalino
Sulle vicende dei pescatori in Libia e la visita di Barr in Italia
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20 gennaio 2021
11:37
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Il Copasir ha chiesto l’audizione del premier Giuseppe Conte, del capo ufficio stampa di Palazzo Chigi Rocco Casalino e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio in relazione alla vicenda dei pescatori trattenuti per alcuni mesi in Libia. Il Comitato ha anche chiesto l’audizione del senatore Matteo Renzi “al fine di arricchirsi di ulteriori ed eventuali notizie relative alla vicenda riguardante la visita nel 2019 del procuratore generale degli Stati Uniti, William Barr”.
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Papa: incontra la squadra dello Spezia Calcio, ‘Bravi!’
Si complimenta per la vittoria di ieri sulla Roma
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CITTA DEL VATICANO
20 gennaio 2021
11:53
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Papa Francesco, prima dell’udienza generale di stamattina, ha incontrato in Vaticano la squadra dello Spezia Calcio: mi piace, ha detto, “vedere lo sforzo dei giovani e delle giovani nello sport”.
Dal Papa in Vaticano dopo le fatiche di ieri sera sul prato dell’Olimpico, con la vittoria a sorpresa sulla Roma in Coppa Italia.
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Anche Papa Francesco ne era informato – riferisce Vatican News – e stamattina, incontrando in Vaticano i giocatori della squadra di calcio dello Spezia, non ha potuto non ricordarlo. Nessun discorso preparato per l’occasione, ma un incontro e un saluto spontanei prima di spostarsi nella Biblioteca per l’udienza generale.
“Prima di tutto, complimenti! Perché ieri siete stati bravi.
Complimenti!”, ha detto il Papa riferendosi al match di ieri. E poi una battuta per ricordare che “in Argentina si balla il tango” e che il tango è una musica il cui ritmo si basa sul tempo dei due quarti. E “voi oggi siete 4 a 2”, ha scherzato con i calciatori. Quindi li ha ringraziati per la loro visita e per la loro testimonianza sportiva. “A me piace vedere – ha detto Francesco – lo sforzo dei giovani e delle giovani nello sport, perché lo sport è una meraviglia. Lo sport porta su tutto il meglio che noi abbiamo dentro. Continuate con questo” perché “porta a una nobiltà grande”.
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Covid: niente ritiro di Quaresima ad Ariccia per il Papa
‘Preghiera personale dal 21 al 26 febbraio’
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CITTA DEL VATICANO
20 gennaio 2021
12:19
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Niente ritiro di Quaresima per il Papa e la Curia romana. “Considerato il permanere dell’attuale emergenza sanitaria, quest’anno – riferisce la sala stampa vaticana – non sarà possibile vivere comunitariamente gli Esercizi Spirituali della Curia Romana presso la Casa Divin Maestro in Ariccia.
Il Santo Padre ha pertanto invitato i Cardinali residenti a Roma, i Capi Dicastero e i Superiori della Curia Romana a provvedervi in modo personale, ritirandosi in preghiera, dal pomeriggio di domenica 21 a venerdì 26 febbraio. In quella settimana saranno sospesi tutti gli impegni del Santo Padre, compresa l’Udienza Generale di mercoledì 24 febbraio”.
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Tutte le parole di Giuseppe Conte alla camera e al Senato
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20 gennaio 2021
13:11
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Nel suo discorso alla Camera il premier ha utilizzato 5.632 parole per un totale di 32.563 caratteri. Il termine più ricorrente è stato “Paese” (24 volte).
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Nel suo intervento al Senato, le parole sono state 6.682, per un totale di 38.690 caratteri. Quella più usata è stata “Politica” (32 volte), ma anche “Paese” è rimasto ‘in pole’ con 28 citazioni.
Sono state passate sotto la lente d’ingrandimento tutte le conversazioni online riguardanti il Premier Conte (social + news + blog + forum) dal 13 gennaio, il giorno in cui si è ufficialmente aperta la crisi di Governo con le dimissioni delle due Ministre di Italia Viva, a ieri, quando il Governo ha incassato la fiducia a Palazzo Madama.
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In quest’arco temporale,  il presidente del Consiglio è stato citato circa 710 mila volte, da parte di circa 59 mila ‘autori unici’, con contenuti che hanno coinvolto (like + commenti + condivisioni) quasi 4.5 milioni di persone. Un volume di conversazioni che ha generato una portata potenziale, “opportunity to be seen” di ben 815.5 miliardi, che si stima aver dato luogo a 40.7 miliardi di impression, al lordo delle duplicazioni.
Le due giornate dedicate ai voti di fiducia, alla Camera e al Senato, sono state quelle con il maggior numero di conversazioni. In entrambi i giorni si sono superate abbondantemente le 140 mila citazioni di Giuseppe Conte.
Il picco massimo si è avuto tra le 22:00 e le 23:00 di ieri, durante e dopo la concitata votazione al Senato, con 20.399 citazioni.
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Durante il discorso di Conte alla Camera, alle 12:00 circa del 18 gennaio scorso, è stato menzionato online circa 14.326 volte, ma un picco si è avuto anche  durante la conferenza stampa di Renzi, il 13 gennaio, con 10.145 citazioni.
Tra i 120 termini più frequenti nelle conversazioni online relative a Conte, oltre al nome del Premier, le due parole ‘protagoniste’  sono state “crisi” (25.4%) e “Renzi” (25.2%). Oltre a #Conte, l’hashtag più utilizzato (circa 7 mila citazioni) è stato #CrisidiGoverno.
A partecipare a questo intenso dibattito politico dell’ultima settimana sono stati prevalentemente uomini (il 65% del totale) di età compresa tra i 25 e 34 anni (il 45% del totale).
Molto ampia la copertura della crisi di governo da parte dei media che ha generato l’enorme numero di impression riportate.
Ad esclusione degli account social delle diverse testate d’informazione, l’account che ha generato maggior engagement, cioè più coinvolgimento, è stato quello di una tale Mary che, come molti altri italiani, si è chiesta se ci fosse davvero bisogno di aprire questa in crisi in un momento tanto difficile per il Paese.
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Vaccini:Governo attiva Avvocatura Stato contro Pfizer
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
20 gennaio 2021
12:45
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Il Governo italiano ha attivato l’Avvocatura Generale dello Stato per valutare i diversi profili di responsabilità della casa farmaceutica Pfizer in caso di inadempienza e le possibili azioni da intraprendere a tutela degli interessi del Paese e dei cittadini. È quanto si apprende da ambienti di Governo e della struttura Commissariale per l’Emergenza.
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Vaccini: governatori Lega, Conte si prenda responsabilità
Abbiamo dovuto dimezzare vaccini, non ne abbiamo
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MILANO
20 gennaio 2021
12:49
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“Da ieri abbiamo dovuto dimezzare il numero dei vaccini anti covid perché non abbiamo sufficienti dosi e personale medico per rispettare il piano vaccinale.
Invece di cercare i voti dei Ciampolillo in Parlamento, Conte, se ancora è presidente del Consiglio, si assuma la responsabilità di risolvere la questione”: questo chiedono i governatori della Lega Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), Attilio Fontana (Lombardia), Maurizio Fugatti (Trentino), Chtistian Solinas (Sardegna), Nino Spirli (Calabria) e Luca Zaia (Veneto)
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Governo: Causin,entro nel Misto,spero ‘volenterosi’ crescano
Ok fiducia è scelta responsabilità. Non è stata sorpresa per FI
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20 gennaio 2021
12:52
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“Da oggi entrerò nel gruppo Misto del Senato, insieme alla senatrice Maria Rosaria Rossi, e mi auguro che da domani si rafforzi il gruppo di parlamentari che, come me, hanno deciso di dare un sostegno al governo, per cui non escluderei che si possa formare un gruppo autonomo in Parlamento che sia poi embrione di un’iniziativa politica orientata al progetto europeista, cattolico e socialista di cui ha parlato Conte”. Così il senatore Andrea Causin, dopo l’ok alla fiducia espresso ieri al Senato, in dissenso con Forza Italia.
Esponente del partito di Berlusconi da 4 anni, Causin è stato espulso ieri sera per la scelta fatta e condivisa con la senatrice Rossi, anche lei fuori da FI.
“Ho votato la fiducia per senso del dovere e perché l’instabilità istituzionale è la peggiore medicina a questa crisi – ha aggiunto – Ho fatto una valutazione attenta e sofferta. Ricordo che la mia insegnante di latino diceva che la parola ‘decidere’ deriva dal latino e significa anche ‘recidere’. E’ stato un po’ così per me, ma avevo avuto un confronto con il partito. La mia scelta non è stata insomma una sorpresa per FI”.
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Governo:Salvini a elettori 5s,oggi sono con Monti e Mastella
E che dire dei due di Fi eletti della Lega?
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20 gennaio 2021
12:56
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“Vogliamo parlare dei due parlamentari di Forza Italia, eletti anche con i voti della Lega? Vogliamo parlare di Monti, di Mastella, degli elettori M5s che ora vedono i suoi votare il governo con Monti, con Mastella?”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, in diretta Facebook.
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A studio altre 26 settimane Cig Covid e proroga sgravi
Misiani, blocco licenziamenti avanti solo per i settori in crisi
e
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20 gennaio 2021
12:57
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Altre 26 settimane di Cig Covid e licenziamenti bloccati dopo il 31 marzo ma solo per le imprese dei settori in crisi: sono due delle ipotesi che avanzano nel governo al lavoro per mettere a punto il prossimo decreto Ristori, dopo il via libera delle Camere allo scostamento da 32 miliardi atteso per oggi.
Sul fronte degli ammortizzatori si starebbe lavorando sull’ipotesi di estendere la Cig Covid garantendo una maggiore copertura, fino a 26 settimane per assegno ordinario e cassa in deroga.
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In parallelo si dovrebbe anche confermare l’esonero contributivo alternativo all’utilizzo della cassa Covid, per chi fa rientrare i dipendenti al lavoro. Nei giorni scorsi il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, aveva parlato di una “consistente proroga” della Cig Covid con il prossimo decreto Ristori, ipotizzando però altre 18 settimane.
Partita aperta anche sul blocco dei licenziamenti che però potrebbe non essere più generalizzato: “L’Italia – dice il viceministro all’Economia Antonio Misiani – non può permettersi un’ondata di licenziamenti, ma non possiamo nemmeno andare avanti con una logica emergenziale. Personalmente credo che” il blocco “debba essere prorogato per i settori maggiormente in crisi, mentre chi ha recuperato i livelli del 2019 credo debba lavorare per tornare alla normalità”. Quanto ai ristori veri e propri Misiani ha confermato l’intenzione di superare il meccanismo legato ai codici Ateco, concentrando gli aiuti sulle perdite di fatturato: la soglia dovrebbe essere quella del 33%, utilizzata finora. In arrivo anche, assicura, un miliardo e mezzo in più per l’anno ‘bianco’ dei contributi per gli autonomi.
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Governo:Salvini,Ciampolillo?Voleva le canne per curare Covid
Voleva denunciare chi vende latte, perchè il latte è del vitello
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
20 gennaio 2021
13:02
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“Ciampolillo, quello che ieri ha chiesto il Var per votare, è lo stesso che voleva curare il Covid con le canne, poi voleva denunciare chi vende latte perchè il latte è del vitello. In un momento normale mi sarei messo a ridere, oggi mi cadono le palle.
E vuole diventare ministro dell’Agricoltura. Questo è il governo…”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, in diretta Facebook.
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Governo: Toti, è l’ora della responsabilità
Ne serve uno con migliori energie Paese,ampia forza parlamentare
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GENOVA
20 gennaio 2021
13:07
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“La giornata di ieri in Senato ci consegna la fotografia di un Paese ingovernabile”: lo sottolinea il presidente della Regione Liguria e leader di Cambiamo Giovanni Toti in un post su Facebook. “Per la terza volta in tre anni, l’Italia si ritrova con un Governo formato da forze politiche che stanno insieme per necessità, incoerente per progetto politico e fragile numericamente” e “mentre infuria la pandemia, i vaccini stentano ad arrivare, le imprese chiudono, esplode il dramma della disoccupazione, il debito pubblico sale al 170% e rischiamo pure di perdere l’occasione unica del Recovery”.
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“Penso che questo non sia il momento dei ‘responsabili’ dalla pelosa morale e dalla dubbia utilità. Credo che sia invece il momento della ‘responsabilità’. Per uscire dall’emergenza più difficile della nostra storia recente serve un Governo che tenga insieme le migliori energie del Paese, con un’ampia forza parlamentare, una grande capacità di dialogo con le forze economiche e sociali, una importante capacità di influenzare le politiche europee. Nessuno può chiamarsi fuori da questo sforzo collettivo, così come nessuno può considerarsi autosufficiente solo per aver preso un pugno di voti in più. Né tantomeno, con spocchiosa ipocrisia, qualcuno può sentirsi l’unico detentore della patente di democraticità, liberalismo, europeismo”. “Per quando ci riguarda, noi di Cambiamo! – afferma Toti – siamo pronti a lavorare con tutti coloro che vogliono mettere al centro della politica l’impegno, la serietà, la responsabilità, la competenza, le tradizioni popolari, liberali e riformiste del nostro Paese, per troppo tempo marginalizzate.
Lavoriamo per costruire un grande e nuovo contenitore dove tanti possano tornare a sentirsi a casa”.
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Governo: Zingaretti, ieri abbiamo evitato salto nel buio
Con Conte ci siamo sentiti ieri sera
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20 gennaio 2021
13:13
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“Ieri abbiamo evitato il salto nel buio di una crisi e abbiamo fatto bene. Ora dobbiamo agire su due fronti i problemi degli italiani e una prospettiva politica del governo”.
Lo ha detto il segretario del partito democratico Nicola Zingaretti a Radio Immagine, la neo emittente dem.
Zingaretti ha aggiunto di aver sentito il premier Conte ieri sera “c’è assoluta consapevolezza – ha assicurato – di muoverci su questi due fronti”.
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Bei: anche in 2020 Italia prima beneficiaria con 12 mld
Per un totale di 32,4 miliardi investimenti sostenuti
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20 gennaio 2021
12:29
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L’Italia è, anche nel 2020, il primo beneficiario della finanza della Bei, la Banca europea per gli investimenti. E’ quanto ha affermato il vicepresidente Dario Scannapieco (che ricopre anche la carica di presidente del Fei) presentando i risultati in una conferenza stampa virtuale: lo scorso anno è stata destinataria di 11,9 miliardi (+8,2%) per 32,4 miliardi di investimenti sostenuti, di cui 10,9 miliardi di prestiti Nel nostro paese sono state realizzate 65 operazioni.

E la Bei ha mobilitato a favore dell’Italia 6,6 miliardi di euro per affrontare la pandemia Covid, il 30% dell’intera Ue. E’ quanto ha reso noto la banca europea degli investimenti presentando i risultati dello scorso anno per il nostro paese.
In particolare la Bei ha destinato 2 miliardi per la Sanità (1 miliardo già erogato): 8.000 posti in terapia intensiva e sub-intensiva, 651 pronto soccorso e 9.600 assunzioni. E’ stata inoltre disposta una moratoria per comuni e province, 640 milioni per le politiche regionali, inclusi 150 milioni del fondo Emergenza Imprese. Inoltre sono stati erogati oltre 4,4 miliardi di prestiti in partnership con banche e CDP in favore delle Pmi italiane.

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Botta e risposta Mastella-Calenda: ‘Pariolino’, ‘un sensale’
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17 gennaio 2021
17:44
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Botta e risposta a distanza in diretta tv, a base di insulti ed improperi, tra Clemente Mastella e Carlo Calenda. A ‘In mezz’ora in più il sindaco di Benevento viene interpellato sulla telefonata tra lui e il leader di Azione, da quest’ultimo resa nota sui social media.

“Telefonate? Io ho chiamato solo Calenda e mia moglie…”,. dice Mastella che bolla Calenda come “burinotto, pariolino, figlio di papà… Lui Sindaco di Roma? Spero non lo faccia per il bene dei romani, una persona così… Lo conoscevo per le segnalazioni al Cis di Nola…”.
Calenda telefona in trasmissione per replicare, ma prima ci sono problemi sul collegamento e poi Mastella se ne va dalla trasmissione. E Calenda racconta: “Mi ha cercato Mastella. Io non lo conoscevo. Io ho semplicemente ricordato che un signore a me sconosciuto mi ha chiamato per dirmi che se avessi fatto votare la fiducia al governo Conte il Pd mi avrebbe appoggiato per la corsa a sindaco di Roma. Si trattava chiaramente di un sensale. La trovo una pratica indegna e indecorosa e lo ho liquidato. La telefonata sembrava quella dei venditori di un elenco telefonico…”.
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Salvini,se Conte non ha numeri elezioni o governo c.destra
Mastella e Tabacci cercano di notte senatori, è imbarazzante
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18 gennaio 2021
09:07
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“Oggi il problema per molte famiglie è la salute con i vaccini che mancano e la scuola con migliaia di ragazzi in classe senza sicurezza e le scadenze fiscali che nessuno ha rimandato, che tutto questo è in secondo piano perchè Mastella e Tabacci cercano senatori di notte è imbarazzante. Io non ci rimarrei mai così al governo.
Se Conte non ha i numeri le strade sono due: o le elezioni oppure se Mattarella ritenesse il centrodestra ha progetti e poche cose da fare velocemente per tirare fuori il paese dalla pandemia” Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini a Rtl 102.5.
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‘Ndrangheta: ai domiciliari sindaco di Rosarno
Voti in cambio incarichi in Comune. Arrestato anche consigliere
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REGGIO CALABRIA
18 gennaio 2021
09:28
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Il sindaco di Rosarno Giuseppe Idà, eletto nel 2016 a capo di una lista civica, è tra gli arrestati dell’operazione “Faust” condotta stamani dai carabinieri. Idà è stato posto ai domiciliari.
Lo stesso provvedimento è stato adottato nei confronti di un consigliere comunale, Domenico Scriva. Entrambi sono accusati di scambio elettorale politico-mafioso. L’operazione, secondo gli investigatori, ha consentito di accertare, la radicata e attuale operatività della cosca Pisano, conosciuti comi i diavoli di Rosarno, nonché, in un contesto che rivela cointeressenze di sodalizi operanti nel Mandamento Tirrenico, l’attuale pervasività dell’articolazione denominata società di Polistena, capeggiata storicamente da esponenti della famiglia “Longo”, ed anche della locale di ‘ndrangheta di Anoia.
Secondo l’accusa, la cosca Pisano avrebbe fornito appoggio elettorale a Idà e a Scriva in occasione delle elezioni comunali del 2016, in cambio della promessa di incarichi nell’organigramma comunale a uomini di fiducia della consorteria criminale.
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Navalny:Fico, arresto inaccettabile, diritti non negoziabili
Davanti a episodi come questo si misura senso Unione
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18 gennaio 2021
09:34
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“Inaccettabile l’arresto di Navalny al suo rientro in Russia. I diritti fondamentali non sono negoziabili, il loro rispetto precede qualsiasi forma di cooperazione e va preteso dall’Italia e dall’Europa tutta: davanti a episodi come questo si misura il senso della nostra Unione”.
Lo scrive su twitter il presidente della Camera Roberto Fico.   MONDO

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Zingaretti, grazie a Sami Modiano per essersi vaccinato
‘Avanti così, è immagine di speranza’
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18 gennaio 2021
10:37
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“Sami Modiano, sopravvissuto ad Auschwitz, ha appena fatto il vaccino anti Covid insieme a sua moglie Selma. Nel Lazio abbiamo iniziato le vaccinazioni per gli over 80 anni.
Avanti così, un’immagine di fiducia e speranza per tutti! Grazie Sami! #vaccino”. Così in un post su Fb il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.
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Camera: Zennaro lascia gruppo Misto, va alla Lega
Lo comunica in Aula Camera Presidente Fico
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18 gennaio 2021
12:30
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Il deputato Antonio Zennaro lascia il gruppo Misto della Camera ed aderisce a quello della Lega. Lo ha comunicato all’Assemblea di Montecitorio il presidente Roberto Fico.
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Conte,danni da crisi,non si può cancellare quanto successo
Fiducia condizione imprescindibile per guidare Paese
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18 gennaio 2021
12:45
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“Questa crisi ha provocato profondo sgomento nel Paese, rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha fatto salire lo spread ma ancor più perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle cancellerie straniere. Diciamolo con franchezza, non si può cancellare quello che è accaduto” Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo in Aula alla Camera parlando della fiducia tra le forze alleate come “condizioni imprescendibile” per guidare il Paese.
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Conte, crisi senza alcun fondamento, confesso disagio
Premier, come spiegare ai cittadini? Lungo applauso in Aula
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18 gennaio 2021
12:54
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Nel pieno della pandemia Covid e mentre “da casa ci ascolta chi ha perso i propri cari, confesso di avvertire un certo disagio. Sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno o per bozza ultima del Recovery plan ma per provare a spiegare una crisi in cui non solo i cittadini ma io stesso alcun plausibile fondamento”.
Lo dice il premier Giuseppe Conte in Aula alla Camera, raccogliendo un lungo applauso
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Conte, governo promuoverà sistema elettorale proporzionale
Per assicurare stabilità politica
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18 gennaio 2021
13:04
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“Il governo, chiaramente nel rispetto delle determinazioni delle forze parlamentari, si impegnerà a promuovwere una riforma elettorale proporzionale, quanto più possibile condivisa, che possa coniugare le ragioni del pluralismo con l’esigenza di assicurare stabilità al sistema politica”. Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo in Aula alla Camera.
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Conte, serve il più ampio consenso di forze volenterose
Capaci di sfuggire egoismi e utile personale
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18 gennaio 2021
13:08
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Per le sfide che attendono l’Italia servono “la massima coesione possibile, il più ampio consenso in Parlamento. Servono un governo e forze parlamentari volenterose, consapevoli della delicatezza dei compiti.
Capaci di sfuggire gli egoismi e l’utile personale”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in Aula alla Camera.
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Conte, voto Aula ripari a grave gesto irresponsabilità
Ripaghiamo fiducia cittadini in istituzioni
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18 gennaio 2021
13:11
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“Aiutateci a riermaginare la crisi in atto. Cari cittadini, la fiducia deve essere reciproca, deve essere un qualcosa che si alimenta in maniera biunivoca.
Avete offerto una risposta di grande responsabilità, state dimostrando di riporre grande fiducia nelle istituzioni. Confido che con il voto di oggi anche le istituzioni sappiano ripagare questa fiducia” riparando “il grave gesto di irresponsabilità” che ha prodotto questa crisi. Lo dice il premier Giuseppe Conte intervenendo in Aula alla Camera.
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Salvini,legge elettorale proporzionale?Conte è su Marte
Leader Lega commenta promessa premier in Aula
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18 gennaio 2021
13:24
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“Conte ha detto che deve rimanere al governo per fare le cose che chiedono gli italiani, a partire da una legge elettorale proporzionale. La legge elettorale…..

Vabbè, è ufficiale, ormai costui vive su Marte”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.
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Vaticano rinuncia estradizione Marogna, ‘imminente processo’
L’accusa è di peculato commesso in concorso con altri
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18 gennaio 2021
13:50
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Il Giudice istruttore del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, accogliendo l’istanza formulata dall’Ufficio del Promotore di Giustizia, il 13 gennaio “ha revocato la misura cautelare a suo tempo disposta nei confronti della Sig.ra Cecilia Marogna, a carico della quale è di imminente celebrazione il giudizio per un’ipotesi di peculato commesso in concorso con altri. L’iniziativa intende, tra l’altro, consentire all’imputata” di “partecipare al processo in Vaticano, libera dalla pendenza di misura cautelare nei suoi confronti”.
Lo dice il Pg vaticano spiegando il motivo per cui il Vaticano ha rinunciato alla richiesta di estradizione di Cecilia Marogna sulla quale avrebbero dovuto pronunciarsi oggi i giudici di Milano.
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Processo per vilipendio, no a legittimo impedimento per Salvini
Il giudice: ‘Il leader della Lega è un senatore, il Presidente del Consiglio ha parlato alla Camera dei Deputati’
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TORINO
18 gennaio 2021
16:42
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È stata respinta dal Tribunale di Torino la questione di legittimo impedimento sollevata dalla difesa di Matteo Salvini per l’udienza di oggi del processo in cui il leader della Lega è imputato di vilipendio alla magistratura. L’avvocato Claudia Eccher aveva motivato la questione con il fatto che Salvini, da lei definito “capo del centrodestra”, era impossibilitato a partecipare da impegni legati all’attuale situazione politica.
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Il giudice Roberto Ruscello ha deciso diversamente e ha disposto la prosecuzione dell’udienza, che è ripresa con la testimonianza di Alessandro Canelli, sindaco di Novara.
L’avvocato Eccher, dopo aver ribadito che Salvini intende essere presente al processo e farsi interrogare, ha osservato che è “il capo del centrodestra”, il segretario dela Lega, ed è impegnato ai “tavoli” in cui vengono esaminati gli sviluppi della situazione politica, in particolare le comunicazioni del premier Conte. Motivazioni che il giudice Ruscello non ha considerato sufficienti.
Il magistrato ha fatto presente che l’impedimento di un parlamentare è legato alla impossibilità di partecipare al dibattito in aula e di esercitare il diritto di voto, e ha osservato che il Presidente del Consiglio ha parlato alla Camera dei Deputati mentre Salvini è un componente del Senato.
Il leader della Lega è chiamato a rispondere in tribunale di alcune frasi che pronuncio nel 2016 a Collegno, nell’hinterland torinese, durante il congresso piemontese del partito.
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Viminale, ok spostamenti tra regioni se verso abitazione
In testo circolare non si nominano seconde case. Controlli anti-Covid, 1.325 sanzionati e 3 denunciati
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18 gennaio 2021
16:11
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L’ultimo Dpcm anti-Covid conferma fino al 15 febbraio 2021 lo stop agli spostamenti tra regioni ad “eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, nonché dal rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”. Così la circolare del Viminale nella quale non si fa riferimento alle ‘seconde case’.
Nel decreto precedente, quello contenente le misure per Natale e valido fino al 15 gennaio era esplicitato il divieto di spostamento verso le seconde case.
I prefetti dovranno garantire “la più scrupolosa osservanza delle prescrizioni vigenti attraverso mirati servizi di controllo del territorio, soprattutto nelle aree urbane – specialmente quelle interessate da fenomeni di affollamento nelle ore serali e notturne – nei luoghi di transito e lungo le principali arterie stradali”.
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Così il capo di Gabinetto del ministero dell’Interno, Bruno Frattasi, in una circolare inviata ai prefetti dopo l’ultimo Dpcm sulle ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza Covid.
Sono 82.051 le persone controllate ieri nell’ambito delle verifiche per il rispetto delle norme anti-Covid: 1.325 sono state sanzionate e 3 denunciate, come segnala il Viminale. Sono state effettuate verifiche in 11.808 attività ed esercizi commerciali: 65 i titolari sanzionati, 7 le chiusure.
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Governo, Zingaretti: ‘Strada strettissima, non possiamo accettare tutto’. Meloni: ‘Colle accetterà una maggioranza non assoluta?’
Salvini: ‘Se non hanno i numeri, elezioni o governo centrodestra’.
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18 gennaio 2021
21:14
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Conclusa la replica del premier Giuseppe Conte, sono cominciate le dichiarazioni di voto in vista della fiducia al governo previsto alla Camera.
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“Avvocato Conte, stamattina mi sono vergognata per lei e non solo per quell”Aiutateci’ che tradiva la sua disperazione ma per il mercimonio inscenato in quest’aula nel tentativo di dare una profondità a quella supplica”. Così Giorgia Meloni, deputata e presidente di Fratelli d’Italia nella dichiarazione di voto sulla fiducia al governo Conte.
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“Presidente Conte, siete sicuri che il presidente della Repubblica vi consentirà di governare in assenza di una maggioranza assoluta? Dopo che nel 2018 si e’ rifiutato di dare l’incarico al centrodestra perché non c’era la certezza sui numeri. Pensate che le regole della democrazia valgono solo per il centrodestra? Le regole valgono per tutti”, ha detto Meloni.

“C’è stata una chiusura del presidente Conte. Abbiamo ribadito che per noi il tema importante è come possiamo dare una mano agli italiani e un governo che funziona meglio. Mi sarei aspettata qualche parola diversa da Conte sui temi da noi posti, a partire dalle risorse del Mes”. Lo ha detto Maria Elena Boschi di Iv al Tg4.

“Voterò a favore risoluzione solo per rispetto degli effetti della pandemia”. L’ha detto Andrea Colletti, deputato del M5s intervenuto in Aula a titolo personale. E ha aggiunto: “In pochi tra i ministri si salvano nel governo: uno è lei, un altro è il ministro Di Maio e pochi altri ancora, ma la mancanza di qualità del resto della squadra va a detrimento di tutto. Sul Recovery la parte sulla giustizia si può cestinare perché ha idee vecchie, trite e ritrite che hanno già fallito. Così come questo governo fallirà in pochi mesi perché la crisi non è colpa di Renzi. Tuttavia voterò a favore”.

“Noi siamo profondamente europeisti, autenticamente liberali e ci onoriamo in alcuni di noi di una cultura socialista ma per tutte queste ragioni siamo alternativi alle forze che compongono la sua maggioranza. Un socialista non può stare con Bonafede che ha abolito la prescrizione ed un autentico liberale non riscontra nella politica economica di questo governo nulla che non sia dirigista, statalista e volto a vessare i citadini”. Lo dice nell’Aula della Camera Maria Stella Gelmini di Fi in dichiarazione di voto sulla fiducia sulle comunicazioni del presidente del Consiglio.
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“Mettere insieme la sua maggioranza è impossibile. Dovevate fare presto e bene. Noi non facciamo il tifo per lo sfascio, facciamo il tifo per l’Italia anche se siete voi a governare. Ma come farete mano con questa maggioranza frastagliata a mettere mano alla riforma elettorale?”, conclude

“La nostra non è stata una crisi sui posti, ma sulle idee. Non abbiamo fatto una crisi sul consenso ma sulle idee. La crisi non è nata oggi, non è dovuta a qualche dichiarazione di Renzi o Rosato e nemmeno per le dimissioni delle nostre ministre. Non c’è stata volontà di costruire una agenda condivisa e lei non si puo’ esimersi di assumersi la responsabilità”. Lo ha detto in Aula alla Camera Ettore Rosato annunciando l’astensione di Iv sulla fiducia.
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“Io sono fiducioso che anche questa volta prevarrà il bene comune del Paese, malgrado una situazione molto difficile. E sono sicuro che questo risultato si potrà raggiungere con un’azione collettiva del Pd”, senza “mai derogare all’innovazione” nel governare. Lo avrebbe detto il segretario Pd Nicola Zingaretti in assemblea dei senatori Dem. “Malgrado le condizioni, questo percorso è corretto dal punto di vista istituzionale e forte politicamente, nelle condizioni date”, avrebbe aggiunto.

“La strada, strettissima, molto più stretta di quanto si immagini, perché non possiamo in prospettiva accettare di tutto”. Lo avrebbe detto il segretario Pd Nicola Zingaretti in assemblea dei senatori Pd. “La strada non può che essere quella di ottenere una fiducia con il massimo del consenso al governo. Oggi il presidente Conte in modo molto importante nel suo intervento ha riproposto il tema del patto di legislatura e quindi non con una visione statica, non ‘arriviamo al massimo dei voti possibili e poi si vede’. Conte ha preso su di sé l’esigenza di continuare una stagione di rilancio dell’azione di governo che però avviene con solo con numeri molto angusti, ma all’interno di una compagine che è molto più complessa di quello che ci si immagina”. Lo avrebbe detto il segretario Pd.
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“Centro democratico, che si avvale di importanti adesioni parlamentari, ha apprezzato l’intervento del presidente del Consiglio e voterà convintamente la fiducia. La figura di Conte è centrale, e la scelta di parlamentare la crisi è stata doverosa”. Lo dice nell’Aula della Camera Bruno Tabacci di Cd in dichiarazione di voto sulla fiducia sulle comunicazioni del presidente del Consiglio.

“La segreteria nazionale Udc, che si è riunita nel pomeriggio, alla quale erano presenti tra gli altri il segretario nazionale Lorenzo Cesa e i Senatori Binetti, De Poli, Saccone, ha ribadito la linea del partito: l’Udc sta nel centrodestra e, all’unanimità in Senato, voterà no alla fiducia del Governo”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’Ufficio stampa nazionale del partito di via in Lucina.
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Dalla Camera fiducia al governo Conte con 321 voti a favore, 259 contrari e 27 astenuti
Il premier: ‘Voto Aula ripari a grave gesto irresponsabilità. Ripaghiamo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni’
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18 gennaio 202121:09
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La Camera accorda la fiducia al governo Conte con 321 voti a favore, 259 contrari e 27 astenuti. La votazione è stata palese per appello nominale: ciascun deputato ha sfilato davanti al banco della presidenza e ha dichiarato il suo voto ad alta voce. Conte ha lasciato l’Aula della Camera non appena ha avuto inizio la votazione.

Il premier a Montecitorio ha chiesto l’appoggio dei “volenterosi” di area “europeista: liberale, popolare, socialista”. Promettendo quindi che lascerà la delega ai Servizi “a un’autorità delegata di mia fiducia”, e quella all’agricoltura, e impegnandosi per “una riforma elettorale proporzionale” e “un grande progetto di riforma fiscale”.
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Le opposizioni in aula chiedono le dimissioni. Salvini attacca: “Ormai vive su Marte”. No alla fiducia da Fi e Udc. Iv si asterrà, ma la ricucitura è quasi impossibile. Zingaretti ammette: “La strada è più stretta di quanto si immagini perché non possiamo accettare di tutto”.
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Conte alla Camera. Premier chiede coraggio, progetto è chiaro – IL PUNTO
Meloni, mercimonio,vergogna. Zingaretti,preoccupato,via stretta
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18 gennaio 202119:14
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Nella sua replica alla Camera, Giuseppe Conte rafforza ancora l’appello ai “volenterosi” e alle coscienze dei singoli dalle cui scelte “in questa ora grave dipende il futuro del paese”. Si stupisce delle critiche, il premier, perchè il suo è “un appello chiaro, nitido, per un progetto politico articolato” europeista ed in linea con il multilateralismo della nuova amministrazione di Joe Biden (che Conte dice di aver sentito in una lunga e calorosa telefonata).
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Un appello rivolto a liberali, popolari, socialisti, in modo “trasparente, alla luce del sole e proposto nella sede più istituzionale e rappresentativa del Parlamento”. Dunque Conte i “volenterosi” ad avere coraggio e a mettersi in pista (offrendo anche a chi dovesse entrare nella nuova maggioranza la delega che è pronto a lasciare all’agricoltura). “Malgrado le condizioni, questo percorso è corretto dal punto di vista istituzionale e forte politicamente, nelle condizioni date”, gli da man forte da una riunione del PD il segretario dem Nicola Zingaretti, dopo che dallo stesso incontro erano filtrate le sue forti preoccupazioni ed i presenti avevano riferito la grave frase da lui pronunciata: “La strada, strettissima, molto più stretta di quanto si immagini, perché non possiamo in prospettiva accettare di tutto”. Il voto della Camera – dove sono in corso le dichiarazioni di voto – ha una sua grande importanza per rinforzare il “prudente ottimismo” con cui il premier guarda alla conta in atto per un primo rafforzamento della maggioranza (il vero e proprio allargamento Sto arriverebbe in un momento successivo). Ma gli occhi sono tutti puntati sul Senato, dove il governo conta di avere una maggioranza relativa (tra i 151 ed i 155 voti), sapendo che comunque sarà necessaria una maggioranza assoluta per provvedimenti come lo scostamento di bilancio ed i ristori. L’astensione annunciata da Iv potrebbe abbassare la soglia del voto, ma i renziani fanno filtrare un possibile no di alcuni che cambierebbe ancora le carte in tavola. Durissimo il discorso della leader di FdI Meloni: “un vergognoso mercimonio”, mentre nelle parole della capogruppo Fi Gelmini torna il no di Forza Italia ad un sostegno e anche l’Udc ribadisce che resterà nel centrodestra. Ettore Rosato è tornato ad offrire la mano tesa di Iv, con parole che ormai per Giuseppe Conte sono fuori tempo massimo.
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“Aiutateci”. Giuseppe Conte lo ripete tre volte con tono accorato, nell’Aula della Camera dove parla in primis al Paese “sgomento per la crisi”, a maggioranza e opposizione, ma non a Matteo Renzi, o chi non scelga con chiarezza l’europeismo. “A tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia, chiedo: aiutateci. Aiutateci a ripartire con la massima celerità. Aiutateci a rimarginare al più presto la ferita che la crisi in atto ha prodotto nel ‘patto di fiducia’ instaurato con i cittadini”. E’ l’appello che il premier fa ai “volenterosi”, chiedendo a liberali, popolari, socialisti un “appoggio limpido”. Per farsi “costruttori”. E con la salda base M5s-Pd-Leu lavorare – “cuore e sympatheia”- a un nuovo “patto di legislatura”. Bisogna rimediare “al grave gesto di irresponsabilità che ci ha precipitato in questa grave crisi, che non aveva alcun plausibile fondamento”. “Una ferita profonda”, che ha fatto “gravi danni” facendo salire lo spread e scendere la nostra reputazione nelle cancellerie di tutto il mondo.

“Adesso si volta pagina”, dice Conte al convitato di pietra Matteo Renzi senza mai nominarlo. “Non si può pensare di recuperare la fiducia, cancellare ciò che è accaduto” e ha ferito i cittadini italiani, non tanto e non solo il premier e la sua maggioranza. Arriva dunque – insieme all’elenco delle cose fatte e all’impegno del governo per una nuova legge elettorale proporzionale – la promessa di un rimpasto “per rafforzare la squadra di governo” e quella di passare la delega sui servizi. Ma non sono più concessioni a Renzi, dopo i suoi “attacchi aspri e scomposti”, le sue “continue pretese e rilanci su temi divisivi per la maggioranza”. Conte parla “a testa alta, non per arroganza o come chi pensi di non aver fatto errori, ma come chi ha impiegato tutte le sue energie fisiche e mentali per proteggere i cittadini” nella “sfida di portata epocale” della pandemia. Nessun J’accuse come quello pronunciato verso Matteo Salvini alla fine del primo governo Conte, ma parole definitive verso chi “ha aperto una crisi” e ha “dissipato energie” in un momento cruciale per il Paese”. Per “trasparenza e linearità” il premier chiude a Renzi e chiede fiducia a “volenterosi” e “costruttori”. Senza dimenticare di ringraziare le opposizioni per “la responsabilità dimostrata”.
Ma Salvini ribatte: “costruttori tradotto vuol dire poltronisti”. E insieme a Fdi e Fi presenta una mozione per bocciare il premier e chiedere a gran voce il voto.

“Ho fiducia nel Paese” – Inizia oggi con l’intervento del premier Giuseppe Conte alla Camera, previsto alle 12, la “prova” più dura per capire le sorti del governo e, di conseguenza, il prosieguo della legislatura. Giuseppe Conte non nega che la “situazione non sia semplice”, ma al contempo dice di aver fiducia “nei parlamentari e nel Paese”. La giornata decisiva sarà però domani quando il presidente del Consiglio si presenterà in Senato dove, almeno al momento, i numeri a disposizione della maggioranza non arriverebbero a quota 161.
Ma, nonostante le cifre non siano attualmente quelle sperate, a sentire gli azionisti della maggioranza l’esecutivo andrà comunque avanti: “Il tentativo di far cadere il governo non riuscirà”, mette in chiaro il vicesegretario del Pd Andrea Orlando che definisce Conte “un punto di equilibrio”. Orlando è inoltre convinto che le forze in Parlamento che hanno “a cuore l’interesse del Paese si manifesteranno quando sarà il momento di dare un segnale”. Dello stesso avviso Luigi Di Maio che in un’intervista al Corriere attacca Matteo Renzi bollandolo come “irresponsabile” per aver aperto la crisi: “Conte parlerà in Aula e lì ci sarà una distinzione tra costruttori e distruttori”, è l’opinione del ministro degli Esteri.
Ma Renzi non molla la presa e torna a rivendicare i motivi dello strappo: “Piano piano, trasmissione dopo trasmissione, giorno dopo giorno, la verità inizia a venire fuori. Si capisce che il Recovery Plan ancora non va”, scrive sulla sua e-news in cui sottolinea che “cresce la preoccupazione per una maggioranza raccogliticcia e senza respiro”. Che, tra l’altro, prova in tutti i modi, accusa il leader di Iv, a fare pressione sui suoi parlamentari Attenzione massima, dunque, al pallottoliere e all’atteggiamento di Italia Viva anche se Pd e M5s sembrano indisponibili a riaprire un dialogo dopo quanto accaduto.
Chi non ha dubbi su quali siano le scelte compiere è il centrodestra che ha depositato una risoluzione unitaria in cui si evidenzia “il fallimento del governo Conte”. Per il leader della Lega Salvini le strade sono due. Se il premier non ha i numeri, avvisa, “si torni al voto, oppure, se Mattarella lo ritenesse, il centrodestra ha progetti e poche cose da fare velocemente per tirare fuori il paese dalla pandemia”.
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La replica del premier – “Il mio è un appello molto chiaro e nitido: c’è un progetto politico ben preciso e articolato che mira a rendere il Paese più moderno e a completare tante riforme e interventi già messi in cantiere”, afferma Conte.
“Dalle scelte che ciascuno in questa ora grave deciderà di compiere dipende il futuro del paese. Siamo chiamati a costruirlo insieme, è un appello trasparente, alla luce del sole, chiaro che propongo nella sede più istituzionale e rappresentativa del Parlamento”.
“Dopo quanto successo il 6 gennaio in America, siamo consci che le nostre democrazie vanno difese con i fatti e con le parole, e noi leader abbiamo un compito: non ci possiamo permettere, come successo negli Stati Uniti, di alimentare la tensione”, afferma Conte.
“Pongo la questione di fiducia sull”approvazione della risoluzione di maggioranza” di Pd, M5S e Leu. Lo dice il premier Giuseppe Conte nella replica in Aula alla Camera dopo le comunicazioni di questa mattina.

La maggioranza assoluta alla Camera si raggiunge a quota 315, un voto in meno rispetto ai 316 normalmente richiesti. A far abbassare il quorum sono le dimissioni di Pier Carlo Padoan che ha lasciato il Parlamento il 4 novembre scorso per assumere l’incarico nel board di Unicredit e non è stato ancora sostituito a Montecitorio.
DALLA CAMERA

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Stamattina alle 12 il premier era intervenuto nell’Aula della Camera per le comunicazioni sulla situazione politica determinata dalle dimissioni dei ministri di Iv. Poi si è svolto il dibattito.

Italia viva conferma l’astensione sul voto di fiducia dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte alla Camera. È quanto emerge al termine di una riunione dei deputati del gruppo.
Le comunicazioni sono durate circa 55 minuti, e sono state punteggiate da quattordici applausi della maggioranza. Di questi, uno solo è stato condiviso da alcuni deputati di Iv, quello relativo all’annuncio della prossima nomina di una Autorità delegata per i Servizi segreti.
Il premier ha chiesto l’appoggio dei “volenterosi”, nell’ambito di formazioni politiche “che si collocano nella più alta tradizione europeista: liberale, popolare, socialista” per costruire “un governo aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia”. L’obiettivo è “completare il lavoro avviato per un patto di legislatura” e porsi “nelle condizioni di rafforzare la squadra di governo”. Conte ha promesso quindi che lascerà la delega ai Servizi “a un’autorità delegata di mia fiducia”, e quella all’agricoltura, e si impegnerà per “una riforma elettorale proporzionale” e “un grande progetto di riforma fiscale”. Le opposizioni in aula ne hanno invocato le dimissioni.
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Salvini attacca: “Ormai vive su Marte. ‘Costruttori’ vuol dire ‘poltronari'”. No alla fiducia da Fi e Udc. Iv apre: “Se c’è da creare un governo migliore, ci siamo”.
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“All’inizio di questa esperienza di governo – ha detto Conte -, nel 2019, prefigurai un chiaro progetto politico per il Paese. Precisai che il programma non poteva risolversi in una mera elencazione di proposte eterogenee o una sterile sommatoria delle posizioni delle forze di maggioranza. Un’alleanza tra formazioni provenienti da storie, esperienze, culture di diversa estrazione e che in passato si erano confrontate con asprezza, poteva nascere solo su due discriminanti. Il convinto ancoraggio ai valori costituzionali e la solida vocazione europeista del Paese”. “Sin dall’inizio mi sono doperato perché si delineasse la prospettiva di un disegno rioformatore, ampio e coraggioso” per “configurare una nuova stagione riformatrice” basata sulla “sostenibilità, sulla coesione sociale e territoriale, sul pieno sviluppo della persona umana. E ancora oggi “c’è una visione”.
“In questi mesi drammatici” della pandemia da Covid “questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo convergenza di vedute, risolutezza di azione anche nei momenti più difficili”. “Agli inizi 2020” il progetto del governo si è dovuto “misurare con la pandemia che ha sconvolto in profondità la società e la dinamica stessa delle nostre relazioni. Affontiamo una sfida di portata epocale – ha detto ancora Conte -, si vivono paure primordiali, più spesso conosciute da generazioni del passato. Torniamo a sentirci profondamente fragili, alcune certezze radicate sono state poste in discussione.
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Ci siamo misurati quotidianamente come mai in passato con scienza e tecniche, con la difficoltà a fornire risposte efficaci e rapide”. “Primi in occidente siamo stati costretti a introdurre misure restrittive dei diritti della persona, operando delicatissimi bilanciamenti dei principi costituzionali”.
“Abbiamo operato sempre scelte migliori? Ciascuno esprimerà le proprie valutazioni. Per parte mia – ha spiegato ancora il premier alla Camera – posso dire che il governo ha operato con massimo scrupolo e attenzione per i delicati bilanciamenti anche costituzionali. Se io oggi posso parlare a nome di tutto il governo a testa alta non è per l’arroganza di chi ritiene di non aver commesso errori ma è per la consapevolezza di chi ha operato con tutte le energie fisiche e psichiche per la comunità nazionale”.
“Non avremmo potuto realizzare tutto questo se non ci fossero state condivisione, collaborazione, responsabilità, in ciascuna – ciascuna – forza politica”, ha spiegato Conte elencando le principali misure della legge di bilancio e il decreto semplificazioni. “E’ stato fondamentale anche il senso di responsabilità delle forze opposizione che, pur nella dialettica della politica, hanno contribuito ad affrontare dei passaggi critici. Bisogna darne atto. Avete avanzato anche proposte concrete, qualificanti, alcune delle quali sono state accolte dalle forze di maggioranza”.
“Proprio nei momenti più critici del Paese dobbiamo trovare le ragioni più nobili e alte della politica”, come “servizio per i bisogni della comunità nazionale” e non come “logica di potere.
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Alla società che sta uscendo con difficoltà dalla pandemia non possiamo offrire risposte mediocri. Il governo deve essere all’altezza di questo compito”.
“Il 13 gennaio in una conferenza stampa sono state confermate le dimissioni delle ministre di Iv. Si è aperta una crisi che deve trovare qui in questa sede il proprio chiarimento in trasparenza del confronto e linearità di azione che hanno caratterizzato il mio mandato”. “Le nostre energie dovrebbero essere tutte, sempre concentrate sulla crisi del Paese. Così, agli occhi dei cittadini, appaiono dissipate in contributi polemici, spesso sterili, del tutto incomprensibili. Rischiamo così tutti di perdere contatto con la realtà. C’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No”.
Nel pieno della pandemia Covid e mentre “da casa ci ascolta chi ha perso i propri cari, confesso di avvertire un certo disagio. Sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno o per bozza ultima del Recovery plan ma per provare a spiegare una crisi in cui non solo i cittadini ma io stesso alcun plausibile fondamento”.
“Questa crisi ha provocato profondo sgomento nel Paese, rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha fatto salire lo spread ma ancor più perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle cancellerie straniere. Diciamolo con franchezza, non si può cancellare quello che è accaduto”, ha proseguito il premier Conte parlando della fiducia tra le forze alleate come “condizioni imprescendibile” per guidare il Paese.
“Nonostante ci sia stato un chiaro contributo al miglioramento della bozza originaria” del Recovery plan “c’è stata un’astensione motivata principalmente per il fatto che la bozza non contempla le risorse del Mes, che però nulla ha a che vedere con il Recovery fund”. Il Recovery Plan italiano sarà un piano “largamente condiviso, uno sforzo collettivo di cui andare fieri”.
Il Paese “merita un governo coeso, ora si volta pagina”, ha detto Conte intervenendo in Aula alla Camera.
Quanto alla politica industriale “dobbiamo proseguire nel proteggere gli investimenti più strategici del Paese”. “Dobbiamo rafforzare politiche di intervento sulla base delle nostre filiere più produttive”, aggiunge Conte.
“L’assegno unico mensile si colloca in una cornice di interventi volti ad alleggerire il peso fiscale sulle famiglie”, ha spiegato il presidente del Consiglio intervenendo in Aula alla Camera annunciando che da “luglio” sarà introdotto “l’assegno unico mensile” per famiglie con figli sotto i 21 anni.
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Poi ancora: “il governo, chiaramente nel rispetto delle determinazioni delle forze parlamentari, si impegnerà a promuovere una riforma elettorale proporzionale, quanto più possibile condivisa, che possa coniugare le ragioni del pluralismo con l’esigenza di assicurare stabilità al sistema politica”.
Per le sfide che attendono l’Italia servono “la massima coesione possibile, il più ampio consenso in Parlamento. Servono un governo e forze parlamentari volenterose, consapevoli della delicatezza dei compiti. Capaci di sfuggire gli egoismi e l’utile personale”.
“Questa alleanza può già contare su una solida base di dialogo alimentata da M5s, Pd, Leu, che sta mostrando la saldezza del suo ancoraggio e l’ampiezza del suo respiro. Sarebbe un arricchimento di questa alleanza poter acquisire contributo politico di formazioni che si collocano nella più alta tradizione europeista: liberale, popolare, socialista. Ma chiesto un appoggio limpido e trasparente.
“Viste le nuove sfide e anche gli impegni internazionali, non intendo mantenere la delega all’Agricoltura se non lo stretto necessario e mi avvarrò anche della facoltà di designare un’autorità delegata per l’intelligence di mia fiducia”, ha annunciato Conte.
“Aiutateci a riermaginare la crisi in atto. Cari cittadini, la fiducia deve essere reciproca, deve essere un qualcosa che si alimenta in maniera biunivoca. Avete offerto una risposta di grande responsabilità, state dimostrando di riporre grande fiducia nelle istituzioni. Confido che con il voto di oggi anche le istituzioni sappiano ripagare questa fiducia” riparando “il grave gesto di irresponsabilità” che ha prodotto questa crisi.
“Costruiamo un governo aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia”, ha concluso Conte il suo intervento in Aula alla Camera.
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“Bene Conte. L’appello ad andare avanti per cambiare. Patto di legislatura, apertura al coinvolgimento del Paese, priorità allo sviluppo per creare lavoro, alla difesa della salute, al rafforzamento del protagonismo europeo a cominciare da Next Generation Eu. Non fermiamoci ora. Dobbiamo ricostruire la fiducia. L’Italia ha diritto alla speranza, c’è una prospettiva da perseguire per il futuro”. Così il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

“Conte ha detto che deve rimanere al governo per fare le cose che chiedono gli italiani, a partire da una legge elettorale proporzionale. La legge elettorale….. Vabbè, è ufficiale, ormai costui vive su Marte”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini.
“Oggi il problema per molte famiglie è la salute con i vaccini che mancano e la scuola con migliaia di ragazzi in classe senza sicurezza e le scadenze fiscali che nessuno ha rimandato, che tutto questo è in secondo piano perchè Mastella e Tabacci cercano senatori di notte è imbarazzante. Io non ci rimarrei mai così al governo. Se Conte non ha i numeri le strade sono due: o le elezioni oppure se Mattarella ritenesse il centrodestra ha progetti e poche cose da fare velocemente per tirare fuori il paese dalla pandemia”, afferma il leader della Lega a Rtl 102.5.
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“Pieno sostegno al presidente Conte, l’Italia ha bisogno di una guida e di risposte ed è ciò che intendiamo continuare a fare, attraverso un rinnovato patto di governo. Non ci voltiamo indietro, andiamo oltre e torniamo a correre”. Lo dichiara il capo politico M5S Vito Crimi.

“Se c’è da creare un governo migliore e non abbiamo nessuna pregiudiziale sui nomi, figuriamoci se mettiamo un veto su di lei che ha governato con la Lega poco prima di questo governo. Ma chiediamo di muoversi, di darci risposte, una visione e una strategia. Se questo c’è, noi ci siamo”. L’ha detto Ivan Scalfarotto, deputato di Italia viva e sottosegretario agli Esteri che si è dimesso, intervenendo in Aula dopo le comunicazioni del premier Conte. E ha ribadito: “Se ci sarà la possibilità di dare un governo vero a questo Paese, Iv non mancherà”, sottolineando che il Conte bis è stato “un governo dei tempi ordinari, è il suo limite”.
Iv va verso la conferma dell’astensione alla Camera ma qualcuno tra i deputati si sarebbe detto tentato dal No alle comunicazioni del premier. E’ quanto emerge dalle fila di Iv, dopo il discorso di Giuseppe Conte in Aula. A quanto si apprende, il dibattito sarebbe emerso anche nella chat dei parlamentari renziani ma ad ora sarebbe prevalente – e dovrebbe essere confermata – la linea dell’astensione, mentre nessuno si sarebbe ad ora apertamente smarcato annunciando il Sì. Matteo Renzi sarebbe intervenuto nella chat, scrivendo: “Ragazzi, non reagire alle provocazioni: manteniamoci compatti”. Alle 15 è prevista una riunione del gruppo.
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“Credo che ricucire lo strappo” con Italia viva sia “difficile, se non impossibile, non per una ripicca: ci troviamo di fronte a una ripresa di una strategia che è stata fermata dalla pandemia, ma Italia Viva era decisa a dare una natura tattica e transitoria a questa alleanza. Appena si è aperta una finestra c’è stata una ripresa di quella strategia”. Lo ha detto Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, allo speciale del Tg1 dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte alla Camera. “Oggi Conte ha posto le basi, ha dato una fisionomia politica alla coalizione ed è la prima volta: ha detto è la coalizione degli europeisti. Poi ha riconosciuto l’esigenza di fare dei passi che noi sollecitavamo da molto tempo: un patto di legislatura, una scelta che vada nella direzione di un’accelerazione”. Così il vicesegretario Pd Andrea Orlando allo speciale del Tg1. “E’ molto importante capire come rispondanno tutte le forze politiche che vogliono concorrere. Sarà interessante come il M5S risponderà alla richiesta di Conte, di essere non più punto di equilibrio ma il riferimento di una coalizione europeista e antisovranista”.

“Ci troviamo a smentire, per l’ennesima volta, ricostruzioni fantasiose riportate da alcuni organi di stampa oggi. L’Udc voterà compattamente NO alla fiducia del Governo Conte bis”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’Ufficio stampa nazionale dello Scudo crociato, guidato da Lorenzo Cesa.

“Buon lavoro, presidente Conte: poco o tanto che sia il Maie gli offre il suo sostegno”. Lo dice nell’Aula della Camera Antonio Tasso del Maie nel dibattito sulle comunicazioni del presidente del Consiglio. “Dopo la sua esauriente relazione parliamo di una crisi che non ho francamente capito e che non capiscono i nostri partner europei”, conclude.
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“Noi di Azione e +Europa non voteremo la fiducia al Governo e anche qualora trovasse una maggioranza noi saremo all’opposizione”. Lo ha detto Enrico Costa intervenendo in Aula alla Camera sulle comunicazioni del premier, Giuseppe Conte, sulla crisi di Governo.
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Scuola: rientro in classe per 640mila alle superiori
In 4 Regioni. Iniziative e proteste in alcune città
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18 gennaio 2021
16:28
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Rientrano nuovamente in classe oltre 640 mila studenti delle scuole superiori: sono i ragazzi di quattro Regioni italiane: i 256 mila del Lazio, a cui si aggiungono i 13 mila del Molise i 176 mila del Piemonte e i 196 mila dell’Emilia Romagna.
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Questi ragazzi si sommano a quelli delle Regioni Toscana, Valle d’Aosta e Abruzzo che già dall’11 gennaio frequentano in presenza al 50%. In Trentino le scuole hanno riaperto dal 7 gennaio.
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Nelle Marche, dove le scuole superiori dovrebbero riaprire il 1 febbraio, “se l’andamento della curva rimarrà con l’Rt sotto a uno anche nella prossima settimana, credo che potremmo pensare a un provvedimento di anticipo del rientro al 50% delle superiori”, ha annunciato il presidente della Regione, Francesco Acquaroli.
Il 1 febbraio l’apertura è prevista per le superiori in Sardegna, Veneto, Calabria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia. Le scuole superiori – ha sancito ieri il Cts riunito d’urgenza dopo la richiesta del governo di un’indicazione sul ritorno in classe degli studenti – possono tornare in presenza nella misura del 50% e fino al 75% come previsto dal Dpcm del 14 gennaio. Per gli esperti, se qualche presidente di Regione decidesse diversamente, “se ne assume la responsabilità”. “Le valutazioni del Cts rappresentano una guida chiara che mi auguro possa garantire a scuole e studenti le certezze di cui hanno bisogno.
Il rientro in classe è un atto di responsabilità nei confronti dei nostri giovani”, ha osservato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. In mattinata ed anche nel pomeriggio previste a Roma e in altre città italiane manifestazioni e iniziative di comitati e di studenti che chiedono maggiori investimenti per la scuola o che si oppongono al rientro in presenza considerandolo “imprudente”.
“Al momento non abbiamo le informazioni, il panorama è abbastanza variabile, alcune regioni hanno preso provvedimenti, altre hanno mantenuto le decisioni dei presidenti, l’importante è che l’analisi dei problemi vada avanti, che non si consideri la Dad (didattica a distanza) una soluzione”. Così sulla scuola il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Agostino Miozzo.
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“La Dad è un aiuto, uno strumento ma non è l’alternativa. Capisco da una parte la protesta degli studenti e il loro desiderio di far sentire la propria voce ma certo in questo periodo questo tipo di aggregazioni non si dovrebbero fare”, aggiunge Miozzo commentando la manifestazione stamani degli studenti davanti al Ministero dell’Istruzione a Roma.
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Auto: ecobonus al via, prenotati incentivi per 20 mln
In gran parte per vetture benzina e diesel
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18 gennaio 2021
18:34
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Sono partite oggi le prenotazioni da parte dei concessionari degli ecobonus per le auto a basse emissioni. Dalle 10 di questa mattina, sono stati richiesti circa 20 milioni delle nuove risorse messe a disposizione della legge di bilancio 2021.
Secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, la quasi totalità – circa 18 milioni – è stata prenotata per le auto con emissioni tra 61 e 135 grammi di CO2 al km (comprensive quindi di alimentazione a benzina o diesel di ultima generazione), mentre per le auto elettriche o ibride, tra 0 e 60 g/km, sono stati prenotati poco più di 2 milioni di euro.
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Patuanelli: ‘Il sistema delle imprese ha retto, ma serve prudenza ‘
Continueremo a lavorare fino all’ultimo per ristori e rilancio
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18 gennaio 2021
15:27
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“Nonostante il clima d’incertezza dovuto alla pandemia, il sistema imprenditoriale del Paese ha retto l’urto di una crisi simmetrica come quella generata dal Covid”. Lo afferma il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli su Facebook riferendosi ai dati di Unioncamere su aperture e chiusure.
“Serve notevole prudenza nel commentare questi dati, perché gli effetti della pandemia perdureranno ancora e le sofferenze dei tessuti imprenditoriali sono pesanti e diffuse in tutto il Paese”, aggiunge, assicurando che “per questo continueremo a lavorare fino all’ultimo per garantire ristori e rilancio alle nostre imprese”. “Si registra dai dati complessivi di Unioncamere un +0,32% del saldo tra aperture e chiusure delle attività imprenditoriali, numeri certamente non scontati visto il terribile 2020 appena trascorso”, scrive Patuanelli.
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Gentiloni, Recovery Italia buona base ma va rafforzato
‘Spero Roma sia un interlocutore stabile’
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BRUXELLES
18 gennaio 2021
19:27
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“Il piano italiano di Recovery è ampiamente convergente con i nostri obiettivi e politiche generali, ma come molti altri deve essere discusso e rafforzato dal punto di vista delle riforme, delle raccomandazioni Ue, dei dettagli sul calendario e degli obiettivi che vogliamo raggiungere. Abbiamo una base molto buona ma dobbiamo lavorare per rafforzarla, non vale solo per l’Italia ma per tutti”: lo ha detto il commissario all’economia Paolo Gentiloni al termine dell’Eurogruppo.
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Interpellato sulla siatuazione italiana, Gentiloni ha risposto: “Per noi è difficile commentare”, ma “in ogni modo speriamo di avere un interlocutore stabile, in quanto l’Italia sarà cruciale per il successo del NextGeneration plan e noi abbiamo bisogno di interlocutori stabili”.
Più in generale, Gentiloni ha detto che “la crisi ha aggravato gli squilibri economici pre-esistenti, che stavano recedendo prima del Covid. Per esempio il debito pubblico è aumentato di più nei Paesi più colpiti economicamente dalla crisi, che erano anche quelli con il debito più elevato prima della pandemia”. Il sostegno economico dei governi “è stata ed è la cosa giusta da fare, dobbiamo fornirlo per tutto il tempo necessario, consapevoli della necessità di affrontare gli squilibri al momento appropriato”.   ECONOMIA

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Dalla Camera fiducia al governo Conte con 321 voti a favore, 259 contrari e 27 astenuti
Il premier: ‘Voto Aula ripari a grave gesto irresponsabilità. Ripaghiamo la fiducia dei cittadini nelle istituzioni’
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18 gennaio 2021
21:52
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La Camera accorda la fiducia al governo Conte con 321 voti a favore, 259 contrari e 27 astenuti. La votazione è stata palese per appello nominale: ciascun deputato ha sfilato davanti al banco della presidenza e ha dichiarato il suo voto ad alta voce. Conte ha lasciato l’Aula della Camera non appena ha avuto inizio la votazione.

Il premier a Montecitorio ha chiesto l’appoggio dei “volenterosi” di area “europeista: liberale, popolare, socialista”. Promettendo quindi che lascerà la delega ai Servizi “a un’autorità delegata di mia fiducia”, e quella all’agricoltura, e impegnandosi per “una riforma elettorale proporzionale” e “un grande progetto di riforma fiscale”.
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Le opposizioni in aula chiedono le dimissioni. Salvini attacca: “Ormai vive su Marte”. No alla fiducia da Fi e Udc. Iv si asterrà, ma la ricucitura è quasi impossibile. Zingaretti ammette: “La strada è più stretta di quanto si immagini perché non possiamo accettare di tutto”.
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La maggioranza assoluta alla Camera si raggiunge a quota 315, un voto in meno rispetto ai 316 normalmente richiesti. A far abbassare il quorum sono le dimissioni di Pier Carlo Padoan che ha lasciato il Parlamento il 4 novembre scorso per assumere l’incarico nel board di Unicredit e non è stato ancora sostituito a Montecitorio.
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Stamattina alle 12 il premier era intervenuto nell’Aula della Camera per le comunicazioni sulla situazione politica determinata dalle dimissioni dei ministri di Iv. Poi si è svolto il dibattito.

Italia viva conferma l’astensione sul voto di fiducia dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte alla Camera. È quanto emerge al termine di una riunione dei deputati del gruppo.
Le comunicazioni sono durate circa 55 minuti, e sono state punteggiate da quattordici applausi della maggioranza. Di questi, uno solo è stato condiviso da alcuni deputati di Iv, quello relativo all’annuncio della prossima nomina di una Autorità delegata per i Servizi segreti.
Il premier ha chiesto l’appoggio dei “volenterosi”, nell’ambito di formazioni politiche “che si collocano nella più alta tradizione europeista: liberale, popolare, socialista” per costruire “un governo aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia”. L’obiettivo è “completare il lavoro avviato per un patto di legislatura” e porsi “nelle condizioni di rafforzare la squadra di governo”. Conte ha promesso quindi che lascerà la delega ai Servizi “a un’autorità delegata di mia fiducia”, e quella all’agricoltura, e si impegnerà per “una riforma elettorale proporzionale” e “un grande progetto di riforma fiscale”. Le opposizioni in aula ne hanno invocato le dimissioni.
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Le parole chiave di Conte
Da “disagio” a “forze volenterose”, da “fondamento” a “irresponsabilità” una spia sul futuro percorso di governo
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18 gennaio 2021
18:43
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Da disagio a forze volenterose, da fondamento a irresponsabilità, il discorso del premier Giuseppe Conte nelle sue Comunicazioni sulla crisi politica in atto, contiene alcune parole-chiave che, secondo le prime reazioni di politici e commentatori, rappresentano già una importante indicazione sugli indirizzi e il futuro percorso della maggioranza e del governo. Ecco alcune di queste parole.
Responsabili/Irresponsabili: i primi si trovano anche, ha concesso Conte, in alcune forze di opposizione: “E’ stato fondamentale anche il senso di responsabilità delle forze opposizione che, pur nella dialettica della politica, hanno contribuito ad affrontare dei passaggi critici.
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Bisogna darne atto. Avete avanzato anche proposte concrete, qualificanti, alcune delle quali sono state accolte dalle forze di maggioranza”. Quanto ai secondi, l’indiziato è in realtà uno solo. E’ lo stesso Conte a parlare al singolare di “grave gesto di irresponsabilità” rivolgendosi ai cittadini italiani che hanno invece dimostrato responsabilità: “Aiutateci a rimarginare la crisi in atto. Cari cittadini, la fiducia deve essere reciproca, deve essere un qualcosa che si alimenta in maniera biunivoca. Avete offerto una risposta di grande responsabilità, state dimostrando di riporre grande fiducia nelle istituzioni. Confido che con il voto di oggi anche le istituzioni sappiano ripagare questa fiducia” riparando “il grave gesto di irresponsabilità” che ha prodotto questa crisi.
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Disagio: Per il premier non ci sono dubbi, è una crisi talmente inspiegabile da creare disagio. E anche in questo caso il riferimento è ai cittadini, anzi a chi è ‘a casa’: nel pieno della pandemia Covid e mentre “da casa ci ascolta chi ha perso i propri cari, confesso di avvertire un certo disagio. Fondamento: la parola usata da Conte, al più ‘pesante’ concettualmente parlando, quella che fa riferimento a qualcosa che ci dovrebbe sempre sostenere e cui affidarsi, è strettamente connessa col disagio. “Sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno o per bozza ultima del Recovery plan ma per provare a spiegare una crisi in cui non solo i cittadini ma io stesso alcun plausibile fondamento”.  Dall’Aula a questo punto parte un applauso.
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Sgomento: Strettamente legata a disagio, evidentemente. E soprattutto motiva quello che oggi sembra l’allontanamento definitivo di Renzi: “Questa crisi ha provocato profondo
sgomento nel Paese, rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha fatto salire lo spread ma ancor più perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle
cancellerie straniere. Diciamolo con franchezza, non si può cancellare quello che è accaduto”.
Volenteroso: La parola non è nuova: nel 2006, governo Prodi, si parlava di ‘volenterosi’ (willings) per l’approvazione della Finanziaria. Erano i tempi del ‘tavolo’ con Bondi Lusetti e Alemanno. Prodi bocciò l’iniziativa: ‘Non si è mai vista una Finanziaria approvata anche dall’opposizione’.
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Conte in aula alla camera ha detto: per le sfide che attendono l’Italia, che certamente vanno ben oltre una legge di Bilancio, servono “la massima coesione possibile, il più ampio consenso in Parlamento. Servono un governo e forze parlamentari volenterose, consapevoli della delicatezza dei compiti. Capaci di sfuggire gli egoismi e l’utile personale”
Governo aperto: Espressione strettamente legata a “volenterosi\e”. Dice Conte: “Costruiamo un governo aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia”.
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Aiuti negati a stranieri, sindaca San Germano si dimette
‘Sempre agito nell’interesse esclusivo della popolazione’
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VERCELLI
18 gennaio 2021
15:40
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“Ho sempre agito nell’esclusivo interesse della popolazione, cercando di aiutare tutti coloro che versavano in condizioni di difficoltà e facendo buon uso dei denari pubblici”. Così Michele Rosetta, sindaca di San Germano Vercellese sospesa dopo l’arresto nell’inchiesta sulla gestione degli aiuti per l’emergenza Covid.
La prima cittadina definisce le accuse nei suoi confronti “infondate, ingiuste e gratuitamente infamanti”. E, tramite il suo legale, l’avvocato Roberto Capra, annuncia le dimissioni da sindaco.
“Dopo molto tempo passato a prodigarmi per il bene pubblico è giunto il momento, per il rispetto che devo ai miei familiari è giunto il momento di concentrarmi nella difesa all’interno del processo che gli inquirenti vercellesi ritengono di voler portare avanti”, aggiunge tramite il suo avvocato Rosetta, “convinta di non aver mai posto in essere condotte illecite e di aver sempre rispettato i principi e le regole della gestione di ciò che è pubblico”.   PIEMONTE

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Azzolina, da Cts netto ok a rientro; è atto responsabilità
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17 gennaio 2021
17:56
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“Oggi il Comitato Tecnico Scientifico si è riunito, su richiesta del Ministero della Salute, per esprimersi sul rientro in classe di studentesse e studenti delle scuole superiori, previsto dal Governo. Ne è emerso un parere molto netto.
Il Cts ha ricordato che le scuole hanno un ruolo limitato nella trasmissione del virus. E ribadito, non è la prima volta che lo dice, che l’assenza prolungata da scuola può provocare conseguenze gravi nei ragazzi, per gli apprendimenti e per la sfera emotiva e relazionale. Queste valutazioni rappresentano una guida chiara che mi auguro possa garantire a scuole e studenti le certezze di cui hanno bisogno. Il rientro in classe è un atto di responsabilità nei confronti dei nostri giovani”. Lo scrive sui social la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina.
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Covid: Moratti, Speranza sospenda zona rossa per 48 ore
‘Fino a martedì quando dati diranno minor rischio per Lombardia’
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MILANO
17 gennaio 2021
20:03
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Sospendere per 48 ore l’ordinanza che colloca la Lombardia in zona rossa in attesa dei dati di martedì che certificheranno “il minor grado di rischio”. E’ quanto chiede il vicepresidente della Lombardia Letizia Moratti al ministro della Salute Roberto Speranza.
“La revisione sollecitata per martedì – spiega Moratti – potrà essere molto più puntuale e oggettiva e dimostrare il minor grado di rischio della Lombardia. Si tratta di una sospensiva di 48 ore che sono certa troverà poi una conferma definitiva per l’intera Regione a seguito del ricalcolo aggiornato degli indici che il 16 gennaio a Regione Lombardia risulterebbe di 1,01”.
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Covid: Fontana, ricorso contro Dpcm presentato entro domani
Documento predisposto da avvocati, si impugna parte dei criteri
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MILANO
18 gennaio 2021
18:11
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“I nostri avvocati hanno predisposto il ricorso che tra stasera e domani mattina verrà depositato al Tar del Lazio. Si impugna nella parte dei criteri, facendo riferimento agli scenari anziché all’incidenza”.
Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel corso di una conferenza stampa in cui ha annunciato il ricorso contro il dpcm del governo di mettere la regione in zona rossa.
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Niente legittimo impedimento per Salvini,è polemica
Legale leader Lega, ordinanza lo priva dei diritti civili
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TORINO
18 gennaio 2021
18:40
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“È un ordinanza che priva una persona dei suoi diritti civili. Non riconoscere al senatore Salvini il legittimo impedimento in questo momento di crisi di governo è un fatto abbastanza grave”.
P
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E il commento dell’ avvocato Claudia Eccher, difensore di Matteo Salvini al processo in cui, a Torino, il leader della Lega è chiamato a rispondere di vilipendio alla magistratura.
Il giudice Roberto Ruscello ha respinto la questione di legittimo impedimento, disponendo la prosecuzione dell’udienza, che è ripresa con la testimonianza del sindaco di Novara, Alessandro Canelli. “Oggi – ha sottolineato Eccher – ci sono state le dichiarazioni del presidente Conte alla Camera, stamani Salvini ha preso parte a una riunione di parlamentari, domani c’è il voto al Senato. A nostro avviso il legittimo impedimento sussisteva”.
Sempre a Torino, in un altro procedimento, il giudice Franco Giardino Roch ha accolto la richiesta di legittimo impedimento della deputata e viceministro dell’Economia Laura Castelli, imputata per diffamazione, e ha sospeso i termini di prescrizione del reato. L’udienza è stata spostata al 22 febbraio, visto che oggi, a causa del dibattito alla Camera, la Castelli era impossibilitata a essere presente al Palazzo di Giustizia del capoluogo piemontese.
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Vaccini: Moratti, ripartizione anche in base a Pil Regione
La richiesta della Lombardia, lettera ad Arcuri
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MILANO
18 gennaio 2021
18:48
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Contributo che le Regioni danno al Pil, mobilità, densità abitativa e zone più colpite dal virus: sono questi i quattro parametri che il vice presidente e neo assessore al Welfare della Regione Lombardia Letizia Moratti avrebbe chiesto di tenere in considerazione per la ripartizione dei vaccini anti-Covid, con una lettera al commissario Arcuri.
E’ quanto filtra dalla riunione di Moratti con i capigruppo, secondo fonti di maggioranza e opposizione.

“La vicepresidente Moratti sulla distribuzione dei vaccini ha chiesto una serie di integrazioni che mi sembrano estremamente coerenti e logiche e ascolteremo cosa ne pensa Arcuri”, ha spiegato il presidente della Regione Attilio Fontana in conferenza stampa.
“Questo merita una discussione immediata in Consiglio: i criteri elencati al momento ci sembrano discutibili se non discriminatori”, ha subito commentato il capogruppo M5s al Pirellone, Massimo De Rosa.

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DALLE 13:13 DI SABATO 16 GENNAIO 2021

ALLE 17:44 DI DOMENICA 17 GENNAIO 2021

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Governo: nasce al Senato la componente Maie-Italia23
Merlo, prospettiva politica per tanti parlamentari
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15 gennaio 2021
13:51
AGGIORNATO IL
16 GENNAIO 2021
13:13
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E’ nato oggi al Senato il gruppo MAIE-Italia23, “per costruire uno spazio politico che ha come punto di riferimento Giuseppe Conte”. Lo spiega Ricardo Merlo, presidente MAIE e Sottosegretario agli Esteri, annunciando che così il gruppo MAIE a palazzo Madama cambia denominazione: “Non cerchiamo responsabili – ha precisato Merlo – ma costruttori, a cui l’unica cosa che offriamo è una prospettiva politica per il futuro, per poter costruire un percorso di rinascita e resilienza, nell’interesse dell’Italia, soprattutto in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo”.
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Striscione per Regeni e Zaki su Palazzo Vecchio
Nardella per processo ricercatore: ‘Serietà e impegno da Italia’
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IRENZE
16 gennaio 2021
17:25
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Uno striscione in memoria di Giulio Regeni e per chiedere la liberazione di Patrik Zaki è stato steso oggi fuori dal balconcino di Palazzo Vecchio, in piazza della Signoria a Firenze: erano presenti il sindaco Dario Nardella, il presidente del consiglio comunale Luca Milani e i capigruppo consiliari.
“Alla vigilia della nuova udienza del processo contro Zaki – ha dichiarato Nardella – rinnoviamo la richiesta di impegno e serietà da parte del Governo in questa difficile e drammatica vicenda.
Il giovane ricercatore detenuto in Egitto deve tornare presto libero”. Un altro striscione per Zaki è appeso da alcune settimane sul terrazzo dell’ufficio del sindaco, sempre a Palazzo Vecchio.
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Speranza firma ordinanza, Lombardia zona rossa fino al 31/1
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MILANO
16 gennaio 2021
19:27
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Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza che colloca la Lombardia in zona rossa. Gli effetti dell’ordinanza saranno attivi da domani fino al 31 gennaio.
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Scuola: riunione urgente Cts su riapertura superiori
Convocata da Speranza
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17 gennaio 2021
11:11
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Gli esperti del Comitato tecnico scientifico del governo si vedranno a breve per una riunione urgente sulla scuola. Il ministro della Salute Roberto Speranza, secondo quanto si apprende, ha convocato i tecnici per avere un parere sul ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori (al 50%) e su un eventuale rinvio della didattica in presenza.
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Vaccini: Arcuri, Pfizer ha ridotto invio di 165 mila dosi
Decisione unilaterale che produrrà asimmetria tra le Regioni
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17 gennaio 2021
12:12
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La Pfizer ha ridotto di circa 165 mila dosi il nuovo invio di vaccini. Lo rende noto l’ufficio stampa del Commissario Straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, in un comunicato in cui si ribadisce che la decisione di Pfizer è stata “unilaterale” e che ha “unilateralmente redistribuito le dosi da consegnare ai 293 punti di somministrazione sul territorio italiano.
Di conseguenza, e in modo del tutto arbitrario”, nella “prossima settimana a fronte delle 562.770 dosi previste, verranno consegnate 397.800 dosi”.
Una decisione “non condivisa né comunicata agli uffici del Commissario, produrrà un’asimmetria tra le singole Regioni”.
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Cts, nessun rinvio, scuola può tornare in presenza
Esperti, chi chiude se ne assume responsabilità
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17 gennaio 2021
13:30
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Le scuole superiori possono tornare in presenza nella misura del 50% e fino al 75% come previsto dal Dpcm del 14 gennaio. È questo, secondo quanto si apprende, il parere degli esperti del Comitato tecnico scientifico che si sono riuniti d’urgenza questa mattina dopo la richiesta del governo di un’indicazione sul ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori.
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Le scuole vanno dunque riaperte e, sottolineano ancora gli esperti, se qualche presidente di regione decidesse diversamente, “se ne assume la responsabilità”.
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Scuola: Veneto, dopo vacanze già 200 classi in quarantena
Effetto regola che prevede isolamento anche con un solo contagio
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VENEZIA
17 gennaio 2021
13:35
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Sono circa 200 le classi scolastiche di elementari e medie sottoposte a quarantena in Veneto per positività di uno o più studenti. E’ l’effetto, 10 giorni dopo la ripresa dalle vacanze di Natale, dell’ordinanza della Regione che ha cambiato la gestione dei casi positivi a scuola, obbligando all’isolamento le intere classi in presenza anche di un solo contagio.
Gli studenti costretti a casa – riferisce il ‘Corriere del Veneto’ – sono circa 4.000.
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Studenti vedono Sala, ‘porterà governo nostre richieste’
Dopo occupazione delegazione Vittorio Veneto a Palazzo Marino
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MILANO
17 gennaio 2021
13:33
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È durato quasi un’ora l’incontro tra il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e gli studenti del liceo scientifico Vittorio Veneto che ieri hanno occupato la scuola, come hanno fatto nei giorni scorsi altri collettivi, per protestare contro la didattica a distanza. Dopo aver passato la notte all’aperto nel cortile del liceo, una delegazione di cinque ragazzi ha incontrato il sindaco a nome di “tutti gli studenti milanesi che hanno protestato in questi giorni”, come hanno spiegato al termine dell’incontro.

“Abbiamo parlato della priorità che dovrebbe avere la scuola, della Dad che non dovrebbe essere usata come opzione primaria, ma dovrebbe essere sempre affiancata a una didattica in presenza. – ha detto Tito in rappresentanza degli studenti -.
Quindi bisogna trovare una soluzione mista. Il sindaco Sala si è trovato d’accordo con le nostre richieste e ha detto che riferirà al governo le nostre proposte. Il tema principale di questo incontro è stato che la scuola deve avere la giusta priorità”. Gli studenti non continueranno l’occupazione.
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Ok recarsi nelle seconde case anche fuori dalla propria Regione. Lombardia rossa fino 31/1
E’ consentito dal nuovo decreto. Un’apertura rispetto al provvedimento delle festività natalizie
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17 gennaio 2021
15:40
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Per addolcire un po’ il lockdown morbido che da oggi vige di nuovo in quasi tutta Italia – con 2 regioni rosse e 12 arancioni – c’è il permesso di andare nelle seconde case. Palazzo Chigi ha chiarito che in base al nuovo Decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) saranno raggiungibili anche fuori della propria regione.
Lombardia e Sicilia, rispettivamente epicentro della pandemia nella prima ondata e nuovo scenario di diffusione del virus, si avviano al ‘rosso’ con spirito opposto.
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Mentre Attilio Fontana prepara il ricorso contro la decisione del governo, a suo giudizio basata su dati superati (ma anche ieri la Lombardia ha registrato il maggior numero di test positivi), il presidente siciliano Nello Musumeci ha invocato in prima persona la chiusura.
Il terzo territorio in zona rossa è la Provincia autonoma di Bolzano, l’Alto Adige, che a sua volta non ci sta e preannuncia battaglia. Cinque le regioni che restano in fascia gialla: Campania, Sardegna, Basilicata, Toscana e Molise, così come la Provincia autonoma di Trento. Tutte le altre saranno arancioni, per un Paese che in gran parte manterrà le restrizioni del periodo natalizio di fronte a una circolazione sempre molto minacciosa del virus.
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“Le ordinanze sono costruite sulla base di dati oggettivi e indirizzi scientifici – ricorda il ministro della Salute Roberto Speranza -. Hanno la finalità di contenere il contagio in una fase espansiva dell’epidemia. Per questo rispettarle è decisivo se non si vuol perdere il controllo del contagio”.
E così da oggi fino al 5 marzo diffuse chiusure di attività commerciali, piscine e palestre, autocertificazioni per gli spostamenti, coprifuoco dalle 22 alle 5, asporto dai bar solo fino alle 18. Nelle zone gialle invece nei giorni feriali riapriranno i musei con accessi contingentati.
Il divieto di spostamento tra regioni durerà fino al 15 febbraio, mentre un miraggio rimane al momento la zona bianca – con tutto riaperto -, nuova invenzione cromatica per la quale bisognerà aspettare un calo drastico della curva.
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Fanno eccezione le seconde case. Come anticipato dal Corriere della Sera, fonti di Palazzo Chigi hanno confermato che “è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione” e, diversamente dal decreto di Natale, non è specificato il divieto degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione, che si trovi in una regione in fascia gialla, arancione o rossa. L’unico limite riguarda il fatto che potrà spostarsi soltanto il nucleo familiare.
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In Valle d’Aosta spostamenti consentiti dalle 5 alle 22 su tutto il territorio regionale, capoluogo compreso: è quanto prevede un’ordinanza del presidente della Regione Erik Lavevaz, dopo la collocazione in zona arancione. Intanto ieri, nell’ultimo giorno giallo per tutti, prima della nuova stretta, nelle grandi città molta gente in strada, specie nelle regioni che da oggi diventano arancioni o rosse. A Roma vigilia spensierata con gruppetti di turisti e sul litorale famiglie in gita. A Torino vie del centro affollate e calca sotto i portici, code fuori dai negozi e dehors dei bar al completo. Per Lazio e Piemonte arriva la zona arancione. In aumento i controlli delle forze dell’ordine. Sono 1.364 le persone sanzionate e 19 quelle denunciate venerdì – in salita rispetto alla media del periodo -, secondo il ministero degli Interni. Sono stati controllati 16.274 attività o esercizi commerciali, 106 titolari sono stati sanzionati, 29 locali sono stati chiusi. Cifre sulle quali probabilmente incide la protesta dei ristoratori #ioapro.
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Sanità: Emiliano, Italia nega a Sud articolo 3 Costituzione
Governatore Puglia inaugura ospedale Covid a Fiera del Levante
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BARI
16 gennaio 2021
13:19
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“Ringrazio tutti coloro che hanno realizzato questa impresa in pochissime settimane. Si tratta di una infrastruttura sanitaria fondamentale, la Regione Puglia ha un buon equilibrio sanitario ma non è una corrazzata come altre Regioni dal punto di vista finanziario, di posti letto e del personale.
Il Veneto ha il doppio degli ospedali della Puglia con poche centinaia di residenti in più. Questo perché l’Italia nega ad alcune Regioni del Sud l’articolo 3 della Costituzione.
E’ un dato di fatto che tutti conoscono e tutti fingono di ignorare. Siamo costretti a fare le nozze con i fichi secchi sempre”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante l’inaugurazione del nuovo ospedale Covid nella Fiera del Levante di Bari. Una struttura da 154 posti letto di terapia intensiva, sub intensiva e medicina Covid, realizzata in 45 giorni e che entrerà in funzione probabilmente entro l’inizio di febbraio.
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Speranza, firmata ordinanza per stop voli dal Brasile
Vietato l’ingresso a chi ha transitato ultimi 14 giorni, tamponi
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16 gennaio 2021
16:52
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“Ho firmato una nuova ordinanza che blocca i voli in partenza dal Brasile e vieta l’ingresso in Italia di chi negli ultimi 14 giorni vi è transitato. Chiunque si trovi già in Italia, in provenienza da quel territorio, è tenuto a sottoporsi a tampone contattando i dipartimenti di prevenzione.
È fondamentale che i nostri scienziati possano studiare approfonditamente la nuova variante. Nel frattempo scegliamo la strada della massima prudenza”. Lo annuncia su Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza.
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Covid: Lombardia, lunedì ricorso al Tar contro zona rossa
‘Con richiesta di misura cautelare urgente’
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MILANO
16 gennaio 2021
20:02
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“Dopo il provvedimento del ministro Speranza, che ha deciso di collocare la Lombardia in ‘zona rossa’, la Regione, come preannunciato dal presidente Attilio Fontana, lunedì mattina presenterà ricorso al Tar contro il provvedimento, con richiesta di misura cautelare urgente”. Lo comunica in una nota la Regione Lombardia.
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Vaccini: Nas,tra ‘furbetti’ anche ex sindaci e uno in carica
Indagine nel Ragusano per dosi a persone non in lista
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PALERMO
17 gennaio 2021
11:05
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Il ‘casus belli’ scoppiato a Scicli, nel Ragusano, per la vicenda dei vaccini somministrati a persone non in elenco, apre scenari imbarazzanti: i carabinieri del Nas stanno cercando di fare luce sulla trasparenza delle procedure e nella lista di chi ha scavalcato la fila ci sono almeno 4 ex sindaci del Ragusano, uno ancora in carica. Ed ancora, parenti di alcuni dirigenti amministrativi dell’Asp di Ragusa.
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Ma l’Azienda sanitaria, quando era scoppiato il caso, dieci giorni fa, aveva spiegato che “le persone che hanno avuto il vaccino l’hanno fatto per contribuire a utilizzare al più presto le fiale scongelate, che altrimenti sarebbero andate perse, perchè alcune persone in lista non si erano presentate”, aveva detto il manager dell’Asp di Ragusa, Angelo Aliquò.
La storia era venuta fuori il 5 e 6 gennaio, quando la macchina sanitaria regionale aveva avviato la campagna di vaccinazione al personale sanitario, tesa a somministrare 4 milioni di vaccini entro il agosto, secondo le stime dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. Il sindaco di Scicli, Enzo Giannone, si era rivolto all’Asp per avere chiarimenti sull’accaduto. Tra i vaccinati, anche un sacerdote, Umberto Bonincontro, ultra ottantenne, che aveva detto di essere stato chiamato per ricevere il vaccino e di aver agito in buona fede.
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Governo: Paura per i numeri in Aula, allarme Pd-5S. Conte va avanti
Udc si sfila. Renzi, non hanno maggioranza. Colle preoccupato
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17 gennaio 2021
11:35
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Il “no” dell’Udc all’operazione costruttori apre quella che, per tutta la maggioranza, è la giornata della paura. Paura dei numeri al Senato, innanzitutto.
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Numeri che viaggiano attorno a quota 154, lontano quindi da quella maggioranza assoluta che permetterebbe al premier Giuseppe Conte di uscire da Palazzo Madama più forte di prima. E sono dubbi che, da qualche ora, si respirano anche nelle stanze di Palazzo Chigi senza però, almeno al momento, indurre “l’avvocato del popolo” a cambiare strategia. E l’obiettivo è quello di avere un voto in più e spostare più avanti la costruzione di una maggioranza solida.
Certo anche a Palazzo Chigi – dove si lavora alacremente al discorso da fare in Aula – sanno che arrivare a quota 161 al Senato sarebbe preferibile ma, vista la difficoltà a formare il gruppo dei costruttori, alla fine si accontenteranno anche di una maggioranza relativa. Tanto che, nei corridoi del governo, girano i precedenti di quello che, martedì, potrebbe succedere. E si va dal governo Fanfani II del 1958-59 (la fiducia iniziale ebbe 4 voti in meno di quella assoluta, alla Camera) al governo D’Alema II del 199-200, che alla Camera incassò 310 sì e non 315. Tutti presupposti che inducono Conte a guardare con prudente ottimismo alla prova dell’Aula. Un ottimismo che, al momento, non invade invece le stanze del Quirinale.
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Il presidente Sergio Mattarella vigila con intatta preoccupazione sulla crisi e non sembra aver cambiato idea su un concetto: l’invito a non fare maggioranze abborracciate, soprattutto in un momento cruciale per l’Italia alle prese con la pandemia, il Recovery Plan e anche la presidenza del G20. Se il Colle è preoccupato, Pd e M5S sono in stato d’allarme. “L’unico modo per salvare la legislatura è fare come De Filippo”, è la battuta che circola tra i dirigenti dem con riferimento al deputato renziano che oggi ha annunciato l’addio a Iv e il ritorno nel Pd. “Ci serve un patto di legislatura e una maggioranza politica”, sottolinea la vicepresidente Dem Debora Serracchiani alla vigilia della direzione del partito che, in mattinata, riunirà Nicola Zingaretti. E, in una nota, il Pd ribadisce la sua preoccupazione: “Il prezzo della crisi è immenso, in Aula tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità per salvaguardare gli interessi del Paese”, si legge in una nota. La caccia ai responsabili, insomma, è tutt’altro che finita. Anche se, per ora, non miete troppi consensi.
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Lo sfilamento dell’Udc che in una nota dice “no ai giochi di palazzo” è frutto, anche, del pressing di Lega-Fdi-FI. Che, da qui a martedì, faranno di tutto per evitare la nascita di nuovi “costruttori”. Allo stesso tempo Iv con la scelta di astenersi sembra reggere l’urto. Finora nessuna defezione è stata registrata al Senato anche se, in maggioranza, c’è un certo ottimismo sul fatto che, qualcun’altro, oltre a De Filippo, dirà addio a Matteo Renzi. L’ex premier, riunendo nuovamente i parlamentari nel pomeriggio, prova a serrare ranghi. “Al Senato i 18 senatori saranno decisivi visto che la maggioranza al momento è tra 150 e 152”, sottolinea. “Tra Conte e Renzi è in corso una partita a scacchi che non finisce martedì”, spiega un ministro ‘contiano’. Allo stesso tempo anche nel M5S la fibrillazione è altissima. Vito Crimi e Alfonso Bonafede, dopo aver riunito i direttivi di Camera e Senato, ribadiscono la loro compattezza attorno a Conte e il “no” a Renzi. Ma, in una fronda del Movimento, i dubbi sul mantenere il veto totale ad Iv. E c’è chi addirittura avrebbe consigliato a Conte di tenere un’informativa e non delle comunicazioni, evitando così il voto. “Se ottiene dieci voti in meno di 161 il centrodestra farà fuoco e fiamme”, sottolinea una fonte di primo piano del Movimento.
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Ma il piano di Conte resta quello di ieri: andare in Aula, ottenere anche solo una maggioranza relativa e poi aprire il tavolo per il programma da governo e, probabilmente, anche il rimpasto. Niente dimissioni e niente Conte-ter, quindi.
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Covid: in Serbia un milione di dosi del vaccino cinese
E’ il terzo tipo nel Paese. All’aeroporto il presidente Vucic
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16 gennaio 2021
14:55
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Una partita di un milione di dosi del vaccino cinese Sinofarm è giunta stamane in Serbia, e ad attendere all’aeroporto di Belgrado l’arrivo dell’aereo Air Serbia da Pechino vi era il presidente Aleksandar Vucic.
Se otterrà l’autorizzazione dalla locale Agenzia del farmaco, si tratterà del terzo tipo di vaccino utilizzato in Serbia, dove già vengono somministrati i vaccini Pfizer-BioNtech e quello russo Sputnik V.   MONDO

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Governo: Calenda, Mastella mi ha chiamato. Lui, ‘squallido’
Il sindaco di Benevento: il leader di Azione? ‘Un gregario era tanti anni fa, quando l’ho conosciuto, e tale rimane. Sancho Panza non diventerà mai Don Chisciotte’
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17 gennaio 2021
11:35
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Botta e risposta fra Carlo Calenda e Clemente Mastella per una telefonata in cui avrebbero parlato dell’appoggio di Azione al governo di Giuseppe Conte in cambio della candidatura di Calenda a sindaco di Roma.
“Anche io ho avuto l’onore di una telefonata del simpatico Clemente – ha scritto Calenda su Twitter – Una roba tipo tu appoggi Conte e il Pd appoggia te a Roma. Scarsa capacità di valutare il carattere degli uomini.
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O quanto meno il mio”.
Mastella gli ha risposto con un comunicato: “Sei una persona di uno squallore umano incredibile. Ti ho telefonato per chiederti cosa facevi e mi hai detto che eri contro Renzi. Allora sei per il Pd? ‘No – mi hai risposto – il Pd mi dovrà scegliere per forza come candidato sindaco’. Quanto a me – aggiunge Mastella – non ho alcuna titolarità per parlare a nome del Pd”.
“Calenda? Un gregario era tanti anni fa, quando l’ho conosciuto, e tale rimane. Ma Sancho Panza non diventerà mai Don Chisciotte. Un goffo pallone gonfiato al quale non ho fatto alcuna offerta. Potevo mai parlare a nome del PD? Questo Calenda o ci è o ci fa. Decisamente ci è”, così Mastella, da Benevento, è tornato ha rincarato la dose all’indirizzo del leader di Azione.
Per il Pd è intervenuto il segretario di Roma, Andrea Casu: “Il Partito Democratico è totalmente estraneo allo scambio di messaggi, con supposte proposte sul sindaco di Roma, tra Calenda e Mastella, che abbiamo appreso oggi a mezzo stampa”.
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Governo: Renzi: ‘Non credo che Conte avrà la maggioranza in Aula’
Appello di Zingaretti a ‘democratici, liberali, europeisti’. Di Maio: ‘Non lasceremo gli italiani nelle mani di irresponsabili’
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17 gennaio 2021
15:57
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“Domani Conte viene in Aula. Noi gli avevamo chiesto “ritieni di cambiare qualcosa su quanto è stato fatto o nel governo? Il presidente del Consiglio ha risposto “ho il governo migliore del mondo”.
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A quel punto abbiamo chiesto possiamo metterci sulle cose da fare? Il presidente del Consiglio ha risposto di no, ha detto vado in Aula. Il portavoce del premier ha detto “asfaltiamo il premier”. E io non credo avranno la maggioranza”. Lo dichiara il leader di Iv Matteo Renzi a “Mezz’ora in più”, su Raitre.
“Io ho posto dei problemi politici e loro fanno telefonate per prendere senatori, lo facciano. Non voterò mai in governo che si ritiene migliore del mondo con 80 mila morti e che non prende il Mes”, ha aggiunto Renzi
“Lo sconcerto che nel mondo intero nei governi, nelle persone, ha provocato la notizia della crisi affonda qui le radici, nel ritorno, il giorno dopo l’approvazione del recovery, di un’Italia che rischia di aprire una fase incomprensibile”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nel suo intervento alla direzione del partito.
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“Io farò sempre gli interessi degli italiani, se c’è da votare lo scostamento per dare soldi ai ristoratori, non me ne frega chi sia il premier, voto a favore”, ha affermato ancora Renzi. “Se mi si chiede: siete parte della maggioranza? Non più”.
“Noi non abbiamo mai pensato che l’obiettivo fosse ‘cacciare Conte’. Leggo di ricostruzioni secondo cui io avrei un problema personale con Conte. C’era un modo per farlo, non dare la fiducia a un Conte-bis. Non ho niente contro Conte ma se per sei mesi provi a dire “guardate qua rischiamo l’osso del collo” e non ti danno ascolto ci sono due alternative: la prima è far finta di niente ma io non sarò mai corresponsabile del più grande spreco di risorse della storia”, ha proseguito l’ex premier.  “Io mi guardo allo specchio e mi chiedo “ma chi te lo fa fare? Io non faccio né la vittima né parlo di complotto. Questa è una battaglia sui contenuti, se non li lasciano realizzare lasciamo le poltrone”, aggiunge l’ex premier.
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Zingaretti alla direzione del Pd: ‘Crisi incomprensibile’
“Il Pd è stata la forza che di più ha lavorato per superare i problemi politici, gli steccati di questa maggioranza, per costruire alleanze nuove e competitive, ne siamo orgogliosi , abbiamo ricominciato a vincere in Comuni incredibili anche nel profondo nord. Chi rompe e chi isola invece fa vincere la destra”, ha aggiunto Zingaretti in direzione.
La crisi “ha indebolito la credibilità dell’italia, ha allontanato politica dai cittadini. Il Pd è impegnato a fare di tutto per difendere gli interessi dell’Italia che in questa situazione sono più vulnerabili”.
“Questo governo – ha detto ancora Zingaretti – è un governo parlamentare, non figlio di un diretto mandato elettorale ed è il parlamento che deve sancire o meno la fiducia”.
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Di Maio: ‘Non lasceremo gli italiani nelle mani di irresponsabili’
“Non lasceremo mai gli italiani nelle mani di persone irresponsabili. Dobbiamo difendere il diritto alla salute dei cittadini. Bisogna sostenere autonomi, commercianti, partite IVA, chi porta avanti il Paese creando occupazione e posti di lavoro. Il MoVimento 5 Stelle è compatto. Mentre c’è chi prova a distruggere, noi ci impegniamo a ricostruire”. Lo scrive il ministro Luigi Di Maio su Facebook.
“Mi fa rabbia perder tempo con inutili crisi politiche che danneggiano l’Italia e i cittadini. Lunedì e martedì” in Parlamento “verrà presentato un progetto concreto e lungimirante, con una visione ambiziosa del nostro futuro. E proprio su questo progetto chiederemo il sostegno di chi crede di poter offrire il suo contributo alla ricostruzione dell’Italia. Ora è il momento di scegliere da che parte stare. Da un lato i costruttori, dall’altro i distruttori”, scrive ancora Di Maio su Fb
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Rigopiano: Legnini, ricordo morti sia ammonimento costante
Commissario, stretti nel dolore ai familiari in attesa giustizia
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ANCONA
17 gennaio 2021
17:34
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“Ricordiamo l’immane tragedia di Rigopiano, l’enorme valanga di quattro anni fa che causò 29 vittime, e ci stringiamo nel dolore e nel ricordo ai famigliari, che attendono verità e giustizia. Il 17 e 18 gennaio del 2017 furono giorni drammatici, il terzo atto della sequenza di forti scosse sismiche che nei mesi precedenti avevano sconvolto il Centro Italia”.
A dirlo è il commissario straordinario alla ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini.
“Il ricordo dei morti innocenti di Rigopiano, come quelli di Amatrice, Accumoli e Arquata, deve rappresentare un ammonimento costante”, aggiunge il commissario. “Sarà la giustizia a stabilire la verità su Rigopiano, chi ha perso i propri cari e tutta la comunità ne hanno diritto – sottolinea -. Le Istituzioni e coloro che le rappresentano hanno comunque il dovere di evitare che, per responsabilità degli uomini, i fenomeni naturali si trasformino in tragedie come quelle del Centro Italia e di tanti altri territori del nostro meraviglioso Paese. E’ per questo – dice ancora – che abbiamo assunto l’impegno per una ricostruzione sicura e sostenibile”.

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ALLE 13:13 DI SABATO 16 GENNAIO 2021

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Fisco:0,8% italiani oltre 120mila euro,paga 16% Irpef totale
In 10 anni sono aumentati del 31%
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14 gennaio 2021
18:41
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I cittadini che dichiarano un reddito lordo oltre i 120mila euro sono appena lo 0,8% degli oltre 41 milioni di contribuenti italiani, percepiscono l’8% del reddito complessivo, ma versano ben il 16%, dell’Irpef nazionale. E’ quanto risulta da un’elaborazione di Elexia sui dati fiscali secondo la quale questi cittadini pagano in media oltre 79.000 euro annui, quasi 6.600 euro al mese.
“I dati”, osserva Nicola Cinelli, managing partner di Elexia, “sfatano un mito diffuso: i proventi dei super-contribuenti non derivano dai patrimoni, ma vengono da lavoro e pensioni, che rappresentano la fonte primaria per oltre il 90% dei soggetti.
Dal 2009 al 2018 i contribuenti italiani sopra i 120.000 euro lordi annui, sono cresciuti del 31% passando da 249.313 nel 2009 a 325.424 nel 2018.   ECONOMIA

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Fisco:0,8% italiani oltre 120mila euro,paga 16% Irpef totale
In 10 anni sono aumentati del 31%
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14 gennaio 2021
18:41
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I cittadini che dichiarano un reddito lordo oltre i 120mila euro sono appena lo 0,8% degli oltre 41 milioni di contribuenti italiani, percepiscono l’8% del reddito complessivo, ma versano ben il 16%, dell’Irpef nazionale. E’ quanto risulta da un’elaborazione di Elexia sui dati fiscali secondo la quale questi cittadini pagano in media oltre 79.000 euro annui, quasi 6.600 euro al mese.
“I dati”, osserva Nicola Cinelli, managing partner di Elexia, “sfatano un mito diffuso: i proventi dei super-contribuenti non derivano dai patrimoni, ma vengono da lavoro e pensioni, che rappresentano la fonte primaria per oltre il 90% dei soggetti.
Dal 2009 al 2018 i contribuenti italiani sopra i 120.000 euro lordi annui, sono cresciuti del 31% passando da 249.313 nel 2009 a 325.424 nel 2018.
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Bankitalia: debito novembre stabile a 2.587 miliardi
Oltre il 21% detenuto da Via Nazionale
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15 gennaio 2021
11:04
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A novembre il debito pubblico è rimasto pressoché stabile rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.586,5 miliardi di euro. A ottobre il debito aveva segnato un record a 2.586,971 miliardi.
Lo comunica Bankitalia nella pubblicazione ‘Finanza pubblica’, precisando che la quota detenuta da via Nazionale era pari a fine novembre al 21,2% (0,4 punti percentuali in più rispetto al mese precedente).
La vita media residua del debito è rimasta stabile rispetto a ottobre, a 7,4 anni. A novembre, viene specificato nella pubblicazione, è stata erogata un’ulteriore tranche (6,5 miliardi) dei prestiti previsti nell’ambito dello strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza; alla fine del mese i prestiti erogati dalle istituzioni europee al nostro Paese ammontavano nel complesso a 16,5 miliardi.
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Amb. Usa a Roma, forte leadership Mattarella fondamentale
Messaggio di saluto all’Italia di Lewis Eisenberg
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15 gennaio 2021
11:51
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“In questi anni ho incontrato spesso il presidente Mattarella, un uomo che ammiro molto, la cui forte leadership è stata fondamentale, soprattutto in questo periodo”.
Lo ha detto l’ambasciatore Usa in Italia Lewis Eisenberg nel suo messaggio di saluto postato sul profilo Twitter dall’ambasciata americana.
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“Ho incontrato anche membri del governo – ha proseguito – dei partiti politici, sindacati, rappresentati della società civile, intellettuali scienziati. Con tutti loro vi è sempre stata l’opportunità di scambiare opinioni, non sempre per condividerle ma sempre per imparare qualcosa di utile”.   POLITICA   MONDO

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Covid: Fontana, Lombardia verso zona rossa
‘Speranza farà altri controlli, punizione che non meritiamo’
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MILANO
15 gennaio 2021
12:41
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La Lombardia dovrebbe entrare in zona rossa. A confermarlo è stato il presidente della Regione Attilio Fontana a margine di un evento a Concorezzo, in Brianza.

“Ho appena parlato con il ministro Speranza – ha detto -, è una punizione che la Lombardia non si merita. Mi ha detto che farà fare ancora dei controlli”.
Lunedì, nonostante la sentenza del Tar, quindi, “le scuole non riaprono” ha aggiunto Fontana. “Ho fatto presente a Speranza che c’è qualcosa che non funziona nei conti, come vengono fatti e nella determinazione dei parametri”, ha detto ancora il governatore.
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Governo: Cei, guardiamo con fiducia a Presidente Mattarella
Card. Bassetti, ‘ore di incertezza per il nostro Paese’
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15 gennaio 2021
12:42
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“Sono ore d’incertezza per il nostro Paese. In questo momento guardiamo con fiducia al Presidente della Repubblica che con saggezza saprà indicare la strada meno impervia.
Trovo un forte stimolo nelle parole pronunciate proprio dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno: ‘Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori’. Aggiungo: questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”.
Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, sottolineando che ora “lo sguardo deve puntare a uscire dall’emergenza sanitaria e alle fondamenta di una nuova stagione che non lasci indietro nessuno”.
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Governo: cattolici, crisi deleteria e incomprensibile
Ac, Fuci e Meic chiedono si politici ‘responsabilità’
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15 gennaio 2021
12:49
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Un appello alla “responsabilità” per evitare una crisi “deleteria” e “incomprensibile”. E’ quanto chiedono in una nota congiunta Azione Cattolica, Federazione Universitaria Cattolica Italiana, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale.
“Il Paese è allo stremo delle forze” e l’apertura della crisi di governo è “deleteria per la gestione di un’emergenza che non accenna a declinare e incomprensibile per la gran parte dei cittadini”. “Serve un sussulto di dignità, scelte in linea con quel senso di responsabilità richiamato in maniera tanto incisiva dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio di fine anno”, sottolineano le associazioni cattoliche.
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Covid: Bergamo chiede deroga, no zona rossa
Più colpita prima ondata ha 61 positivi ogni 100mila abitanti
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BERGAMO
15 gennaio 2021
12:54
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Con 61 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti, ben al di sotto della media regionale, Bergamo – la più colpita dalla pandemia nella prima ondata – chiede una deroga alla zona rossa in cui dovrebbe entrare nelle prossime ore la Lombardia.
“Crediamo si possano comprendere le difficoltà e le sofferenze cui il protrarsi delle limitazioni, se non addirittura il loro inasprimento, sottopone i cittadini dei nostri territori”, scrivono il sindaco e il presidente della provincia di Bergamo, Giorgio Gori e Gianfranco Gafforelli, in una lettera alla Regione Lombardia perché si faccia portatrice della richiesta al Ministero della Salute.
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Covid: Conte ha firmato il nuovo dpcm
Contiene nuove misure di contrasto all’emergenza
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15 gennaio 2021
13:40
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Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo dpcm con le misure per il contrasto all’emergenza Covid.
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Renzi, non si sa se Conte ha 161 voti in Senato,vedremo
Noi abbiamo posto problemi merito, non possiamo far finta niente
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15 gennaio 2021
13:42
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“I giornali dicono che il Premier ha già in tasca i numeri.Alla Camera si, li aveva anche prima. Al Senato non sappiamo ancora se ci saranno 161 voti a favore.
Nel caso, la democrazia parlamentare avrà prodotto la terza diversa maggioranza in tre anni con lo stesso Premier. Vedremo se, come dicono, arriva a Quota 161. Noi abbiamo posto dei problemi di merito, non possiamo adesso far finta di niente”. Lo scrive Matteo Renzi, leader di Iv, nella Enews.
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Dpcm:in zona gialla e arancione superiori in presenza al 50%
In zone rosse a casa dalla seconda media
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15 gennaio 2021
14:43
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I ragazzi delle scuole superiori delle Regioni ‘gialle e arancioni’ torneranno a scuola lunedì 18 gennaio almeno al 50% della presenza: è quanto prevede il nuovo Dpcm firmato dal premier Conte. Nelle Regioni ‘rosse’ i ragazzi rimarranno a casa dalla seconda media a seguire la didattica a distanza.
Questo fatte salve ordinanze regionali.
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Scuola: Regione Lazio, apertura da lunedì secondo norme
Smentita fake news sul posticipo del rientro in classe
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15 gennaio 2021
14:06
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“La Regione Lazio, come più volte ribadito in questi giorni, da lunedì 18 gennaio sull’apertura delle scuole secondarie si atterrà alla normativa nazionale”. Lo comunica la stessa Regione in una nota nella quale smentisce una fake news “in merito ad un ipotetico posticipo dell’apertura in presenza degli Istituti secondari della Regione”.
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Covid: da domenica Fvg passa in area arancione
Colore sarà in vigore in altre 11 regioni
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TRIESTE
15 gennaio 2021
13:53
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Come prevede la nuova ordinanza del ministro Speranza, in vigore dal 17 gennaio, il Friuli Venezia Giulia, insieme con altre otto regioni (Abruzzo, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta) passa in area arancione, che è già in vigore in Calabria, Emilia-Romagna e Veneto (dove è stata confermata).
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Covid: Tar boccia sindaco, tornano le messe a Bono
“Assenza di presupposti di straordinaria necessità e urgenza”
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SASSARI
14 gennaio 2021
19:08
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Nella guerra a colpi di carte bollate tra Comune di Bono e Diocesi di Ozieri, il Tar dà ragione alla chiesa. La prima sezione del Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso del vescovo Corrado Melis e del parroco del paese, don Mario Curzu, contro l’ordinanza sindacale del 5 gennaio che tra i molti divieti, motivati dall’emergenza Covid, comprendeva anche quello della celebrazione delle messe in presenza nel territorio comunale.
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Reiterando una analoga ordinanza del 29 dicembre 2020 a firma del vicesindaco Nicola Spanu, per il cui annullamento si era attivata la prefetta di Sassari, Maria Luisa D’Alessandro, rilevando vizi formali e sostanziali, sindaco e vice avevano imposto nuovamente il divieto ai fedeli di assistere fisicamente alla messa. Così, vescovo e parroco avevano dato mandato all’avvocato Ivano Iai di opporsi. “Assenza dei necessari presupposti di straordinaria necessità e urgenza e violazione delle disposizioni generali in materia”, sancisce il Tar, sottolineando che i due prelati “hanno affermato di aver dato corretta applicazione alle disposizioni dettate per l’esercizio del culto nel periodo emergenziale” e che per loro “il provvedimento impugnato arreca un danno gravissimo e irreparabile per i fedeli che rappresentano”.
Secondo i giudici amministrativi, “anche ammesso che in casi di straordinaria necessità e urgenza il sindaco possa adottare provvedimenti ulteriori rispetto a quelli nazionali e regionali, devono essere accertate e indicate nell’atto le ragioni di straordinaria necessità e urgenza”. Ma le argomentazioni del vicesindaco, che aveva firmato l’ordinanza della discordia perché il sindaco Elio Mulas era assente per motivi di salute, per il Tar non bastano. Ieri, nel frattempo, il sindaco ha firmato una seconda ordinanza con cui vieta per domenica prossima la caccia nel territorio comunale di Bono, a prescindere dalle decisioni del Governo nazionale e della Regione.
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Covid:Musumeci a governo, Sicilia zona rossa per 14 giorni
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PALERMO
14 gennaio 2021
18:47
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“Alla luce dell’aumento dei contagi, che è ulteriormente progredito rispetto alla scorsa settimana, abbiamo sottoposto al governo centrale la proposta di dichiarare per due settimane la ‘zona rossa’ in Sicilia”. Lo ha detto il governatore Nello Musumeci.
“L’istanza – ha aggiunto – sarà valutata nella cabina di regia convocata per domani a Roma e, ove la nostra richiesta non dovesse essere accolta, prudenzialmente domani stesso procederò con mia ordinanza ad applicare le limitazioni previste per le “zone rosse” in tutte le aree regionali a maggiore incidenza di contagio, come peraltro richiesto da numerosi sindaci”.
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Scuola: Tar Fvg accoglie ricorso contro ordinanza su Dad
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TRIESTE
15 gennaio 2021
21:32
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Anche il Tar del Friuli Venezia Giulia, come già in altre regioni, ha accolto il ricorso presentato da genitori di studenti delle superiori e ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza del 4 gennaio scorso del Governatore Massimiliano Fedriga che disponeva la chiusura delle scuole secondarie di secondo grado – con attività solo in didattica a distanza – fino alla fine del mese. Lo ha reso noto il Tgr Rai precisando che il ricorso scaturiva dai problemi sull’efficacia dell’azione didattica a distanza, sottolineando il divario tra le apparecchiature in possesso tra gli studenti e le conseguenze sulla salute psico-fisica dei ragazzi
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Covid: Musumeci firma ordinanza, Sicilia zona rossa
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PALERMO
15 gennaio 2021
20:09
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La Sicilia da domenica sarà zona rossa. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha firmato l’ordinanza con la quale con cui si recepisce il Dpcm sull’emergenza Covid-19 e la decisione adottata col ministro della Salute, Roberto Speranza.
L’ordinanza sarà in vigore da domenica prossima al 31 gennaio.
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Covid, Allarme di Arcuri: ‘Da lunedì Pfizer consegnerà 29% dosi in meno’. In Italia un milione di vaccini
Pfizer conferma che rallenterà le consegne tra gennaio e febbraio. In molte regioni per i richiami usata la riserva del 30%
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15 gennaio 2021
20:58
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Allarme sulle nuove dosi attese di vaccino Pfizer in Italia come in tutta Europa. “Alle 15,38 di oggi – fa sapere il commissario Arcuri – la Pfizer ha comunicato unilateralmente che a partire da lunedì consegnerà al nostro Paese circa il 29 per cento di fiale di vaccino in meno rispetto alla pianificazione che aveva condiviso con gli uffici del Commissario e, suo tramite, con le Regioni italiane. Non solo: ha unilateralmente deciso in quali centri di somministrazione del nostro Paese ridurrà le fiale inviate e in quale misura.
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Analoga comunicazione è pervenuta a tutti i Paesi della Ue. La Pfizer ha altresì annunciato che non può prevedere se queste minori forniture proseguiranno anche nelle prossime settimane, né tantomeno in che misura”.
“Il Commissario all’emergenza – ha detto Arcuri – preso atto della gravità della comunicazione nonché della sua incredibile tempistica, ha inviato una formale risposta a Pfizer Italia, nella quale esprime il proprio disappunto, indica le possibili conseguenze di una riduzione delle forniture e chiede l’immediato ripristino delle quantità da distribuire nel nostro Paese. Riservandosi, in assenza di risposte, ogni eventuale azione conseguente in tutte le sedi. Il Commissario ha quindi chiesto a Pfizer di rivedere i propri intenti e auspica di non essere costretto a dover tutelare in altro modo il diritto alla salute dei cittadini italiani”.
Nel frattempo sono in esaurimento in diverse regioni le dosi a disposizione dei vari ospedali per le prime somministrazioni del vaccino Pfizer e, per i richiami già programmati, attualmente si utilizza la riserva del 30%.
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Intanto le vaccinazioni in Italia sono arrivate a quota un milione. “Un milione di italiani ha ricevuto il vaccino anti #covid19. Un sentito ringraziamento ai cittadini e al nostro Servizio sanitario nazionale per la risposta straordinaria. L’Italia è prima in Ue per numero di persone vaccinate. Un dato incoraggiante. Andiamo avanti così mantenendo sempre alta la guardia”. Lo scrive sui social il presidente del Consiglio Giuseppe Conte:

“Il primo milione di cittadini italiani è stato vaccinato. È un risultato del quale andare orgogliosi: siamo il primo Paese in Europa”, “non potevamo augurarci un inizio migliore, ma dobbiamo ricordare che è solo il primo passo di un lungo percorso che durerà ancora molto tempo e che ci porterà ad uscire da questa emergenza”. È quanto afferma il Commissario straordinario all’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri. “Questo grazie al prezioso impegno e alla dedizione delle donne e degli uomini del Servizio sanitario nazionale, alla determinazione di tutte le Regioni e Province autonome del nostro Paese con le quali lo staff della Struttura del Commissario Straordinario ha lavorato con grande professionalità e passione in queste settimane”, ha ancora affermato Arcuri.

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Scuola: Fedriga, lunedì non riapriranno
Governatore prepara ordinanza che scongiura decisione Tar Fvg
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TRIESTE
16 gennaio 2021
11:16
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“Lunedì le scuole non riapriranno”. Lo ha detto il Governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga, riferendosi alla decisione di ieri del Tar Fvg che ha accolto il ricorso di alcuni genitori contro l’ordinanza regionale che disponeva la chiusura delle scuole secondarie di secondo grado fino alla fine di gennaio.
Secondo quanto si è appreso, il Governatore starebbe lavorando a una nuova ordinanza che scongiura la decisione del Tribunale amministrativo e che potrebbe essere emessa già oggi.
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Berlusconi dimesso dall’ospedale di Monaco
Dopo alcuni controlli. Ora sarebbe in Provenza, a casa della figlia Marina
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15 gennaio 2021
12:10
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Silvio Berlusconi. a quanto si apprende da ambienti di Forza Italia, è stato dimesso dall’ospedale di Monaco dove era ricoverato da lunedì per alcuni controlli.
L’ex premier è tornato a casa di sua figlia Marina in Provenza.
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Bozza Dpcm, impianti sci chiusi fino al 15 febbraio. Dal 18 superiori in presenza al 50%
Il divieto asporto peri bar sarà dalle 18. In arrivo una mini-proroga dell’invio delle cartelle esattoriali
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14 gennaio 2021
23:13
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Gli impianti sciistici rimarranno chiusi fino al 15 febbraio. Lo prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio nella quale si sottolinea che dal 15 di febbraio potranno aprire gli impianti “solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”.
A partire da lunedì le scuole superiori di secondo grado “adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica…
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in modo che…almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza”. E’ quanto prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio. Per le scuole dell’infanzia, per le elementari e le medie, prosegue il testo, la didattica continua a svolgersi “integralmente in presenza”.
Per i bar e le attività commerciali che vendono bevande e alcolici, come le enoteche, scatta il divieto di vendita da asporto alle 18. E’ quanto prevede la bozza del nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio. “Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 (bar e esercizi specializzati nella vendita al dettaglio di bevande e alcolici, ndr) – si legge nel testo – l’asporto è consentito esclusivamente fino alle 18”. Nella riunione con il governo di questa mattina le regioni avevano chiesto che fosse vietata solo la vendita di bevande e non l’asporto in generale.
In arrivo una mini-proroga dell’invio delle cartelle esattoriali: secondo quanto si apprende sul tavolo del Consiglio dei ministri oltre alla richiesta di scostamento ci sarà anche un decreto legge ad hoc per rinviare a fine gennaio la ripresa dell’invio degli atti della riscossione, in attesa di un provvedimento più complessivo.
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Via libera alle crociere. La bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio afferma che “i servizi di crociera da parte delle navi passeggere di bandiera italiana possono essere svolti nel rispetto delle specifiche linee guida validate dal Comitato tecnico scientifico”.

Anche nelle zone rosse sarà possibile andare a casa di amici e parenti, in massimo due persone. Lo prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio. “Lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata – si legge nella bozza – è consentito nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno, in un arco temporale compreso tra le 5 e le 22 e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di 14 anni sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale”. Chi vive nei comuni con meno di 5mila abitanti, dice ancora il decreto, potrà invece spostarsi per una distanza non superiore ai 30 km dal confine, con esclusione dei capoluoghi di provincia”.
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Le misure indicate nel Dpcm saranno valide dal 16 gennaio al 5 marzo. E’ quanto si legge nella bozza del Dpcm in base al quale continuano a valere fino a quella data anche le misure per gli ingressi da Gran Bretagna e Irlanda del nord.
Riaprono i musei, gli istituti e i luoghi di cultura nelle zone gialle. Lo prevede la bozza del Dpcm in vigore dal 16 gennaio. I musei saranno aperti dal lunedì al venerdì “a condizione che detti luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali nonché dei flussi di visitatori, garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone”.
Sale a 32 miliardi, secondo quanto si apprende a Consiglio dei ministri in corso, la richiesta di scostamento che il governo si appresta a inviare alle Camere. Le risorse serviranno a finanziare il prossimo decreto Ristori.
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Recovery alle Camere. Conte: ‘Piano chiaro e coraggioso’
Progetto condiviso per futuro Paese, massimo impegno governo
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15 gennaio 2021
23:22
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“Per uscire da questa crisi e per portare l’Italia sulla frontiera dello sviluppo europeo e mondiale occorrono un progetto chiaro, condiviso e coraggioso per il futuro del Paese” per “ripartire rimuovendo gli ostacoli che l’hanno frenata durante l’ultimo ventennio”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte nella premessa al Recovery Plan italiano, inviato al Parlamento in queste ore.
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“Abbiamo potenziato le capacità di risposta del sistema sanitario.
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imparato come modulare le restrizioni per fronteggiare il virus senza imporre costi eccessivi. Abbiamo avviato una campagna di vaccinazione di massa senza precedenti nella storia, che ci consentirà nel giro di un anno – sottolinea – di riprendere una vita normale, e questo grazie a uno straordinario sforzo internazionale di ricerca e produzione dei vaccini e a un piano coordinato europeo che garantisce la somministrazione a tutte le persone, iniziando da quelle più fragili e più esposte”.Lo scrive Giuseppe Conte nella premessa al Recovery Plan inviato alle Camere.
Il Pnrr è “il cardine di questo progetto”, ha una “strategia chiara” e “un orizzonte di lungo periodo”. Sul piano ci sarà “il massimo impegno del governo”.
Il miliardo aggiuntivo rientra nelle risorse del Recovery e resilience facility e deriva dall’aumento di tre componenti e dal calo di una. ‘Impresa verde ed economia circolare’, guadagna con l’agricoltura sostenibile 700 milioni ed ‘Efficienza energetica e riqualificazioni degli edifici’, in particolare pubblici, 200 milioni in più (facendo salire la missione Rivoluzione verde a transizione ecologica a 69,8 miliardi). ‘Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA’ aggiunge 300 milioni in più destinati alla giustizia, mentre il capitolo ‘Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo’ ne perde circa 200. La missione digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura si attesta così a 46,30 miliardi.
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Conte-Renzi, il burrascoso rapporto tra il premier e il leader Iv. La posta in gioco
Il nuovo azzardo dell’ex rottamatore
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14 gennaio 2021
18:44
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Se lo strappo di Matteo Renzi fosse per il timore che Conte punti al suo stesso elettorato centrista? E’ la domanda che in queste ore si fanno in molti nella maggioranza per cercare di capire lo showdown del leader di Iv. Nonostante i rumors circolati anche nei giorni scorsi il premier ha però smentito di star lavorando a un proprio partito che secondo alcuni avrebbe anche anche già un nome, ‘Insieme’: non è mai stato registrato alcun marchio, hanno messo a verbale da Palazzo Chigi.
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Il rapporto fra l’ex premier e l’attuale presidente del Consiglio è da sempre stato burrascoso anche se il ‘padrino’ politico del Conte II è stato lo stesso Renzi.
Di mezzo anche questioni caratteriali e il piglio accentratore che li contraddistingue entrambi ha probabilmente giocato un ruolo. Il 5 giugno del 2018 quando il governo gialloverde incassa la fiducia al Senato e nei capannelli fuori dall’Aula, il senatore di Firenze si dice convinto che “Conte e’ uno che alla gente puo’ piacere, ha uno stile suo, diverso da Salvini e Di Maio”. E c’è chi sostiene che questo sia appunto il timore principale di Matteo Renzi.
Se Conte si decidesse a fare un suo partito il rischio sarebbe che insisterebbe sullo stesso consenso elettorale dell’ex leader dem. Nel giorno in cui annuncia, in una lunga conferenza stampa a Montecitorio, le dimissioni delle ministre Iv ufficializzando la crisi gli attacchi che il senatore di Rignano riserva all’inquilino di Palazzo Chigi sono continui: lo accusa di aver recato un vulnus alle regole democratiche e anche se dice di non avere veti sul premier poi si affretta a chiosare che “altri premier siano possibili”.
A chi gli chiede se vi siano stati contatti diretti nelle ultime ore con Conte, Renzi nega: “Nessuno”, dice sorvolando velocemente. Una freddezza che non viene meno però anche nel privato: “Matteo – scrive il premier in occasione delle feste natalizie e mostrandosi più conciliante – ti avevo chiamato stamattina per farti gli auguri. Sia a te che alla tua famiglia, buone festività”. “Un augurio anche a te a ai tuoi, a presto”, risponde laconico Renzi che nella rubrica del telefonino ha registrato il presidente del Consiglio come il “Professor Conte”. Ma al di là dei rapporti personali, la storia di Renzi dimostra che l’ex sindaco di Firenze non teme gli azzardi: ha fatto la sfida sul referendum, l’ha persa e si è dimesso, ha scalato il pd e poi ha fondato un partito suo. Stavolta è pronto a lasciare il governo Conte che ha contribuito a fondare. E in molto si chiedono dove punti.
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Ipotesi scostamento fino a 30 miliardi per nuovi ristori
Un po’ più di un punto e mezzo di Pil ipotizzato finora per poter varare un nuovo decreto con i ristori per le attività colpite dalla pandemia
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14 gennaio 2021
18:46
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Il governo, secondo quanto si apprende, starebbe valutando di chiedere un nuovo scostamento fino a 30 miliardi – un po’ più di un punto e mezzo di Pil ipotizzato finora – per poter varare un nuovo decreto con i ristori per le attività colpite dalla pandemia. La nuova richiesta di extra-deficit, che dovrà poi ottenere il via libera del Parlamento a maggioranza assoluta, sarà in serata sul tavolo del Consiglio dei ministri.
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Nuovo Dpcm. Alto Adige, Lombardia, Sicilia in zona rossa. Fontana: ‘Farò ricorso’
Nove Regioni passano in area arancione. Sei regioni ‘virtuose’ in zona gialla – LE MISURE
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16 gennaio 2021
12:27
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Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo dpcm con le misure per il contrasto all’emergenza Covid. La nuova stretta entrerà in vigore nelle prossime ore. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi i negozi all’interno di mercati, centri, gallerie e parchi commerciali, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.
REGIONI ROSSE, ARANCIONI E GIALLE  – Intanto due Regioni vanno in area rossa più la provincia autonoma di Bolzano: Lombardia e Sicilia.
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Da quanto si apprende dal Ministero della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firmerà nelle prossime ore una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da domenica 17 gennaio. Ma la Lombardia è pronta a presentare ricorso contro la decisione del Governo di collocare la regione in zona rossa. “Non condividiamo la scelta di inserire la Lombardia in zona rossa per cui, qualora dovesse arrivare questa ordinanza, proporremo ricorso” annuncia il presidente della Regione Attilio Fontana, in una nota. “In Lombardia negli ultimi 15 giorni la situazione è migliorata almeno per classificarci in zona arancione. Attendiamo l’ufficialità dal Ministero (della Salute, ndr) ma siamo pronti a presentare ricorso”, aggiunge.
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Bolzano non chiude e ‘ricorre’ contro zona rossa – La Provincia di Bolzano non chiude e ‘ricorre’ contro la classificazione a zona rossa. “Sono rimasto abbastanza sconcertato, visto che attualmente siamo zona gialla. Anche il ministro Speranza mi ha confessato di essere sorpreso”, ha detto il governatore Arno Kompatscher. Sulla base di una valutazione dell’Azienda sanitaria altoatesina, la giunta provinciale durante una seduta straordinaria ha deciso di non inasprire le limitazioni attualmente in vigore. Kompatscher firmerà in serata un’ordinanza. L’assessore Thomas Widmann ha parlato di una “valutazione sbagliata e inaccettabile” che “penalizza chi, come noi, fa molti test”.
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Speranza, rispetto ordinanze o si perde controllo contagio – “Le ordinanze sono costruite sulla base di dati oggettivi e indirizzi scientifici. Hanno la finalità di contenere il contagio in una fase espansiva dell’epidemia. Per questo rispettarle è decisivo se non si vuol perdere il controllo del contagio” lo afferma il ministro della Salute Roberto Speranza.
Nove Regioni passano in area arancione: sono le Regioni Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D’Aosta. Restano in area arancione Calabria, Emilia-Romagna e Veneto.
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La Campania insieme ad altre 5 regioni/PA restano in fascia gialla. Sono Sardegna, Basilicata, Toscana, Provincia Autonoma di Trento, Molise.
LA SCUOLA – I ragazzi delle scuole superiori delle Regioni ‘gialle e arancioni’ torneranno a scuola lunedì 18 gennaio almeno al 50% della presenza: è quanto prevede il nuovo Dpcm firmato dal premier Conte. Nelle Regioni ‘rosse’ i ragazzi rimarranno a casa dalla seconda media a seguire la didattica a distanza. Questo fatte salve ordinanze regionali.
IL CASO LOMBARDIA – Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana protesta per la zona rossa: “Ho parlato con il ministro Speranza – ha detto -, è una punizione che la Lombardia non si merita. Mi ha detto che farà fare ancora dei controlli”. Con 61 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti, ben al di sotto della media regionale, Bergamo – la più colpita dalla pandemia nella prima ondata – chiede una deroga alla zona rossa. “Crediamo si possano comprendere le difficoltà e le sofferenze cui il protrarsi delle limitazioni, se non addirittura il loro inasprimento, sottopone i cittadini dei nostri territori”, scrivono il sindaco e il presidente della provincia di Bergamo, Giorgio Gori e Gianfranco Gafforelli, in una lettera alla Regione Lombardia perché si faccia portatrice al Ministero della Salute.
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COSA SI PUO’ FARE E COSA NO – Nessun passo indietro, dunque, con il rinnovo di tutte le misure già in vigore a partire dal coprifuoco dalle 22 alle 5, le scuole superiori in didattica a distanza al 50% da lunedì e l’inasprimento delle soglie per accedere alle zone con restrizioni, introdotte con il decreto approvato mercoledì: con Rt 1 o con un livello di rischio ‘alto’ o, ancora, con un’incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso.
Il divieto di spostamento tra le regioni, comprese quelle gialle, sarà in vigore fino al 15 febbraio e non più al 5 marzo.

Fino a quella data sarà invece valida la regola che consente una sola volta al giorno ad un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni conviventi) di andare a trovare parenti o amici nella regione, se questa è in zona gialla, o nel comune se è in zona arancione o rossa. E sempre fino al 5 marzo sarà possibile spostarsi nelle regioni arancioni dai comuni con una popolazione non superiore ai 5mila abitanti, per una distanza non superiore ai 30 km e mai verso i capoluoghi di provincia.
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Il governo ha poi confermato il divieto della vendita da asporto per i bar dalle 18. Provvedimento fortemente criticato dalle Regioni: “Non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori” ha detto il presidente della Conferenza Stato Regioni Stefano Bonaccini a nome di tutti i governatori. Durante la riunione era stato il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia a rispondere sottolineando che l’esecutivo avrebbe mantenuto la norma per evitare casi di movida, ma palazzo Chigi e il Mise si sarebbero messi al lavoro per “limitare al massimo i divieti” alle sole bevande e alcolici. Sempre Boccia ha garantito, nonostante la crisi di governo, “massima priorità” per i ristori a tutte le attività costrette a fermarsi. Tra queste c’è lo sci: gli impianti non riapriranno almeno fino al 15 febbraio, nonostante alcuni presidenti chiedano che almeno nelle zone gialle sia consentita l’attività ai soli residenti.
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Chiuse anche palestre e piscine – anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle – così come cinema e teatri. Tornano invece le crociere ed è confermata l’apertura dei musei, ma solo nelle regioni gialle e solo nei giorni feriali. “E’ un servizio ai residenti – ha sottolineato il ministro Dario Franceschini – è un primo passo, un segnale di riapertura” per il futuro. Non l’unico.
Con il decreto viene infatti introdotta la ‘zona bianca’, in cui le uniche restrizioni sono il distanziamento e l’uso della mascherina. Ma i parametri per entrarci – 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso – fanno sì che ci vorranno mesi prima che una regione possa trovarcisi.
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La crisi di governo. IV apre. Zingaretti a Conte: ‘Il Pd ha già dato’ IL PUNTO
In salita i ‘costruttori’. Mastella ‘responsabili ma non fessi’
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15 gennaio 2021
18:34
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Nel terzo giorno della crisi, c’è uno spazio che il segretario dem Nicola Zingaretti proprio non può lasciare a Matteo Renzi: quello di chi ha saputo allontanarsi dalle camarille di Palazzo per rappresentare il disagio di un Paese dove la crisi morde e la pandemia dilaga. “Il Pd è stato il primo a porre il tema della ripartenza”, rivendica Zingaretti nella appassionata assemblea dei dem alla Camera.
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E a Conte, che il Pd ha scelto di sostenere tenendo a bada non pochi malumori, il segretario dem anche per questo manda a dire che il sì ai costruttori e ad una maggioranza più ampia, non è fine a se stesso ma serve a fare le cose e a non fare più gli errori del passato. “Abbiamo dato”. Si attui ora l’agenda riformista del Pd e si lasci a Renzi, come dice Delrio, il merito di “aver fatto solo un favore alla destra”, che aspira al governo con il voto anticipato. L’opposizione per questo ripete il suo mantra: Conte non ha i 161 voti che gli servono al Senato.
L’operazione ‘costruttori’ è in effetti delicata ed il premier, mentre ne tira le fila, preferisce cimentarsi nella concretezza dell’azione di governo. “Un milione di italiani ha ricevuto il vaccino anti #covid19” è il conto che fa con il suo pallottoliere, mentre presunti ‘responsabili’ (Conzatti, Vono, Binetti, Pacifico, Masini), si chiamano fuori in vista della conta di lunedì e martedì sulle comunicazioni alla Camera e al Senato del premier Conte.
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Il vicesegretario del Pd Orlando intanto avverte: “La questione dei numeri è seria. Si può evitare la crisi avendo un numero in più, ma non pensare di governare”. Sulle incertezze si incunea Iv che con l’ex ministra Bonetti, Faraone e Nobili fa sapere a Conte “noi ci siamo se si vuole interloquire sui temi e non cercare nuovi Scilipoti”. Intanto Renzi riflette se astenersi nel voto in Aula. Per IV i numeri della maggioranza al Senato, senza i 18 di Italia viva, sono tra i 150 e i 152. E Conte potrebbe dunque ancora ripensarci sulla conta. Così Clemente Mastella a sera preferisce avvertire: “Siamo responsabili ma non fessi. Nessuno pensi di recuperare il dialogo con Renzi alle nostre spalle. Non siamo i polli di Renzi”.
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Amb. Usa in Italia,uniti siamo più forti,sconfiggeremo Covid
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15 gennaio 2021
12:19
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“L’Italia e gli stati uniti condividono una lunga storia di valori libertà, democrazia.
Siamo uniti soprattutto in tempi di crisi.
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Uniti affrontiamo una pandemia terribile e uniti prevarremo. Sappiamo che le nostre nazioni sono più forti quando lavoriamo insieme”. Così l’Ambasciatore Usa in Italia Lewis Eisemberg saluta l’Italia, a fine mandato, in un videomessaggio postato su twitter.
“Lo abbiamo dimostrato più volte – prosegue – e lo dimostreremo ancora combattendo questa pandemia”. La partnership tra Italia Usa, sottolinea ancora Eisenberg, nel campo di “difesa, commercio, innovazione, spazio, cultura, sono diversi aspetti della nostra cooperazione che ci offre incredibili opportunità”. Eisenberg ricorda la calorosa accoglienza ricevuta in Italia, elogia il cibo, il buon vino e il gusto degli italiani ma sottolinea anche le visite fatte in questi anni, parla di “impianti all’avanguardia”, mentre scorrono le foto della Ferrari, e ricorda l’importante scambio economico tra i due paesi. “L’Italia – prosegue – brilla come una luce nella storia, in cui la democrazia e il senato romano hanno avuto inizio e oggi siamo più uniti che mai, insieme sotto l’egida della democrazia”, prosegue mentre scorrono le immagini degli incontri con il presidente Mattarella. Il videomessaggio si conclude con un saluto dell’ambasciatore che accanto alla moglie assicura, in italiano che non sarà un addio ma un “arrivederci”.
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Governo, Renzi annuncia astensione di Italia Viva. Conte chiude, mai più con loro
La Cei: ‘Guardiamo con fiducia a Mattarella’. Bellanova: ‘Da Conte 2 miliardi di mancette all’opposizione’
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16 gennaio 2021
09:11
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Una guerra di numeri. E’ quella che si preannuncia martedì in Senato quando il premier Conte affronterà in Parlamento la sfida aperta da Matteo Renzi e cercherà di far sopravvivere il governo.
Il Pd di Nicola Zingaretti si dice pronto a sostenere un allargamento della maggioranza, ma chiede di concretizzare quel cambio di passo invocato a più riprese nelle ultime settimane.
Mentre Italia viva, dopo aver ritirato le ministre e aver aperto la crisi, lascia uno spiraglio: “Se Conte scioglie alcuni nodi, ci siamo”.
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E in serata fa sapere parlando in tv:”Staremo nell’arena politica lunedì e martedì, vedremo cosa il presidente del Consiglio farà, se arriverà al voto. Se dovessi scommettere oggi su un posizionamento nostro, ovviamente non possiamo votare la fiducia dopo quello che è successo, se cercherà di aprire alla senatrice Lonardo, a pezzi di Forza Italia e al mondo che sta cercando di portare con sé al posto nostro, ci asterremo”.
Qualsiasi passo indietro è impossibile, dice però Vito Crimi: “Con Renzi la situazione è e resta invariabile: abbiamo chiuso”. Raggiungere quota 161 a Palazzo Madama, vale a dire la maggioranza assoluta, appare una chimera. E se l’ex sindaco di Firenze fissa qui l’asticella, i ragionamenti della maggioranza di governo sono però diversi: basterà incassare la fiducia, anche se ci si dovesse fermare, come appare molto probabile, sotto questo traguardo.
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E’ un giorno di trattative e contatti con i ‘costruttori’, che vengono sondati ad uno ad uno. E intanto arriva il secondo ‘contenitore’ che potrebbe ospitare proprio i responsabili: dopo l’apertura del Psi, anche il Movimento per gli italiani all’estero, che vota da sempre a sostegno dell’esecutivo, cambia nome e diventa “Maie-Italia 23”. A spiegarne la missione, il presidente Ricardo Merlo (che è anche sottosegretario agli Esteri): “vogliamo essere uno spazio politico che ha come punto di riferimento Giuseppe Conte”. La nuova componente riceve subito l’adesione dell’ex 5S Maurizio Buccarella, che fa salire così a 5 il numero dei componenti.
M5s ribadice il proprio sostegno al premier e Luigi Di Maio sottolinea la propria lealtà al premier: “Io presidente del Consiglio? Questa cosa affiora ogni volta che si vuole mettere zizzania. E’ una cosa che si fa circolare per avere la scusa per non dare la fiducia martedì a Conte in Senato. Io non solo gli sono leale, ma sto anche lavorando con tutti gli altri ministri per superare questo momento difficile. Poi è ovvio che se dobbiamo mettere insieme un governo posticcio o precario, allora sono io a dire che è meglio andare a votare”.
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Il centrodestra boccia le manovre della maggioranza. “Non hanno i numeri” al Senato dice Matteo Salvini e domani si riunirà in un vertice a Milano.
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LE PREOCCUPAZIONI DEI CATTOLICI – “Sono ore d’incertezza per il nostro Paese. In questo momento guardiamo con fiducia al Presidente della Repubblica che con saggezza saprà indicare la strada meno impervia. Trovo un forte stimolo nelle parole pronunciate proprio dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno: ‘Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori’. Aggiungo: questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana. “Trovo un forte stimolo nelle parole pronunciate dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno: ‘Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori’. Aggiungo: questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”. Lo dice il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il card. Gualtiero Bassetti, parlando della crisi politica.
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Legittimo impedimento per la crisi, salta processo Castelli
Viceministro imputata per diffamazione a Torino
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TORINO
15 gennaio 2021
17:44
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La crisi di governo fa saltare l’udienza fissata per lunedì al Palazzo di Giustizia di Torino che vede imputata per diffamazione il viceministro dell’Economia, Laura Castelli. L’esponente dei Cinque stelle infatti si è avvalsa del legittimo impedimento vista la situazione a Roma e quindi non potrà essere nel capoluogo piemontese per essere ascoltata, come invece era previsto.
Il procedimento riguarda un post su Facebook in cui la Castelli criticava una candidata Pd alle amministrative 2016, Lidia Roscaneanu, che nella foto postata dal viceministro compariva insieme all’ex sindaco Piero Fassino.
Castelli aveva scritto che la candidata lavorava nel bar del Palagiustizia affidato ad una ditta poi fallita tre volte, domandando quali legami la Roscaneanu avesse. Sotto il post la candidata venne insulta con frasi razziste e sessiste. Dopo l’inchiesta del pm Barbra Badellino sono stati rinviati a giudizio oltre al viceministro altre 18 persone.   PIEMONTE

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Si dimette anche prorettrice Università Stranieri Perugia
Guidava Ateneo dopo che aveva lasciato rettrice Grego Bolli
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PERUGIA
15 gennaio 2021
18:07
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Si è dimessa la prorettrice dell’Università per Stranieri di Perugia Dianella Gambini.
Guidava l’Ateneo dopo che aveva lasciato la rettrice Giuliana Grego Bolli, coinvolta nell’indagine sull’esame per la conoscenza della lingua italiana del calciatore Luis Suarez.
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Gambini ha formalizzato la sua decisione dopo avere appreso “con stupore e rammarico” delle dimissioni di un membro del Consiglio di amministrazione dell’Università per Stranieri.
L’Organo – si legge in una nota di Palazzo Gallenga – manca ora del necessario numero di componenti per la sua valida costituzione.
“Avrei sinceramente auspicato – ha affermato Gambini – una maggiore collaborazione interna in ragione del superiore interesse alla tutela dell’Ateneo e degli studenti dello stesso, cui per primi va il mio costante pensiero, e a beneficio dei quali ho sempre orientato la mia attività, sia come docente che come prorettrice. Prendendo atto della radicale impossibilità di proseguire nei compiti e nelle funzioni che ho sin qui espletato, ho rassegnato le mie dimissioni da prorettrice al ministro Gaetano Manfredi e ho rimesso a lui ogni determinazione in merito alla guida dell’Ateneo. Tornerò – ha concluso Gambini – alla mia funzione ordinaria di professore di lingua spagnola, ruolo che svolgo con passione e dedizione da più di trent’anni”.
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Governo: Cattolici: ‘Crisi deleteria e incomprensibile’
La Cei guarda con fiducia a Mattarella,’è tempo dei costruttori’
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15 gennaio 2021
18:15
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Il mondo cattolico guarda con preoccupazione alla crisi politica. Scende in campo la Conferenza Episcopale Italiana ma anche le associazioni perché la crisi, in questo tempo di pandemia, spaventa.
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“Sono ore d’incertezza per il nostro Paese. In questo momento guardiamo con fiducia al Presidente della Repubblica”, dice il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti. “Trovo un forte stimolo nelle parole pronunciate proprio dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno: ‘Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori’. Aggiungo: questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”, sottolinea il Presidente dei vescovi.
La ricerca dunque del premier Giuseppe Conte di possibili ‘costruttori’ per portare avanti l’esecutivo riceve un importante endorsement. A scendere in campo sono anche Azione Cattolica, Federazione Universitaria Cattolica Italiana, Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale: “Il Paese è allo stremo delle forze” e l’apertura della crisi di governo è “deleteria per la gestione di un’emergenza che non accenna a declinare e incomprensibile per la gran parte dei cittadini”.
“Serve un sussulto di dignità, scelte in linea con quel senso di responsabilità richiamato in maniera tanto incisiva dal Presidente della Repubblica”, dicono le tre associazioni. Parla di “crisi incomprensibile” anche Famiglia Cristiana. Padre Francesco Occhetta, gesuita grande esperto di politica italiana, distingue il “merito” della crisi innescata da Italia dei Valori dal “metodo”: “Nel merito IV ha ‘gridato’ alcuni punti legittimi da chiarire come ad esempio il Mes mentre il Pd li ha solo sussurrati. Nel metodo però la scelta di ritirare la propria rappresentanza di Governo contraddice il merito di migliorare ciò che si chiedeva. Per questo rimane un’incognita comprendere per l’opinione pubblica le intenzioni morali che hanno ispirato la scelta”. E allora i cattolici ora devono rimboccarsi le maniche: possono essere “enzima per ricomporre la crisi”.
Nessuno però negli ambienti cattolici vuol sentire parlare di ritorno alle urne. E anche chi era vicino a Matteo Renzi, cattolico con un passato nello scoutismo, come la sua ex ministra Elena Bonetti, ora prende le distanze. Da lui e anche dalla stessa Bonetti che nel lockdown dello scorso aprile, unica voce del governo fuori dal coro, si era decisamente schierata con la Cei per la riapertura delle chiese.
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Governo: Caccia a responsabili, incognita nuovo gruppo
La trattativa per rimpinguare il numero dei ‘costruttori’ procede a ritmo serrato, anche se con alcune difficoltà
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15 gennaio 2021
23:44
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L’operazione Responsabili a un certo punto sembrava potesse andare in frigorifero per un pò, dopo le aperture di Iv e la possibilità di una astensione in Parlamento di Matteo Renzi. Ma il dubbio è durato l’arco di un pomeriggio.
E, dopo la costituzione della componente Maie Italia 2023, la trattativa per rimpinguare il numero dei “costruttori” procede a ritmo serrato, anche se con alcune difficoltà.
Martedì in Senato, il governo potrebbe ottenere anche la fiducia con una maggioranza semplice, e non assoluta ma, Costituzione alla mano, tanto basta a Conte per andare avanti, lavorando semmai in un secondo momento al rafforzamento della maggioranza parlamentare anche alla luce del rafforzamento della squadra di governo.
La giornata era iniziata con una pioggia di smentite di nomi apparsi sui giornali come già arruolati tra i Responsabili: dalle renziane Donatella Conzatti e Gelsomina Vono, fino all’ex M5s Carlo Martelli e a Barbara Masini di Fi.
Un altro ex pentastellato Gianni Marilotti, oggi nelle Autonomie, pur rifiutando di aderire al nascente gruppo, ha confermato il suo sostegno a Conte, facendo così salire a 148 i voti che questi ha nel cassetto, dopo l’uscita dei 18 di Iv.
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Chi in queste ore tiene i conti aggiunge i due voti dei senatori a vita Mario Monti ed Elena Cattaneo che sono sempre venuti a votare la fiducia.
Quota 152 si raggiunge con altri due ex M5s che hanno dichiarato la propria disponibilità, cioè Gregorio De Falco e Tiziana Drago, e lì ad oggi ci si ferma: infatti molti altri nomi apparsi sui quotidiani già votano per Conte (i tre senatori del Maie, gli ex Fi Fantetti e Lonardo, gli ex M5s Fattori e Nunes, ecc). Ma tanto basta dopo che Renzi ha fatto filtrare l’ipotesi di una astensione di Iv, per evitare l’uscita dal gruppo di qualche suo senatore. Mossa difensiva che però ha anche frenato quanti riflettevano sulla possibilità di aderire subito ai Responsabili per mandare avanti la legislatura. Per ora il passo, per alcuni non sarebbe necessario.
Come ha infatti ricordato Stefano Ceccanti, costituzionalista e capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali, “alcuni quotidiani scrivono che al Senato al Governo occorrerebbero 161 voti, ma non e’ affatto vero.Può essere auspicabile, ma non e’ necessaria alcuna soglia numerica. Nelle votazioni fiduciarie è sufficiente che i Si’ battano i No”. E in effetti nelle innumerevoli fiducie poste da Conte in Senato, spesso si è scesi sotto quota 150.
Intanto, nasce la componente Maie-Italia 2023 all’interno del gruppo Misto, sorta dall’abbraccio tra i tre senatori del Maie (Cario De Bonis e Merlo) con l’ex Fi Fantetti, tutti parlamentari che già votavano la fiducia. Non aggiungono battaglioni dietro al generale Conte tuttavia l’iniziativa allude al possibile gruppo che avrebbe anche il nome di Conte nel proprio logo, così da formare in nuce la futura lista Conte per le elezioni, e così da trasformare i possibili Responsabili in Costruttori.
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Conte lavora a rilancio, Iv prova ad entrare in partita
No Pd-M5s, allargarela maggioranza. Nasce nuovo “gruppo” di costruttori
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16 gennaio 2021
09:11
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Una guerra di numeri. E’ quella che si preannuncia martedì in Senato quando il premier Conte affronterà in Parlamento la sfida aperta da Matteo Renzi e cercherà di far sopravvivere il governo.
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Il Pd di Nicola Zingaretti si dice pronto a sostenere un allargamento della maggioranza, ma chiede di concretizzare quel cambio di passo invocato a più riprese nelle ultime settimane. Mentre Italia viva, dopo aver ritirato le ministre e aver aperto la crisi, lascia uno spiraglio: “Se Conte scioglie alcuni nodi, ci siamo”.
Qualsiasi passo indietro è impossibile, dice però Vito Crimi: “Con Renzi la situazione è e resta invariabile: abbiamo chiuso”.
Raggiungere quota 161 a Palazzo Madama, vale a dire la maggioranza assoluta, appare una chimera. E se l’ex sindaco di Firenze fissa qui l’asticella, i ragionamenti della maggioranza di governo sono però diversi: basterà incassare la fiducia, anche se ci si dovesse fermare, come appare molto probabile, sotto questo traguardo. E’ un giorno di trattative e contatti con i ‘costruttori’, che vengono sondati ad uno ad uno. E intanto arriva il secondo ‘contenitore’ che potrebbe ospitare proprio i responsabili: dopo l’apertura del Psi, anche il Movimento per gli italiani all’estero, che vota da sempre a sostegno dell’esecutivo, cambia nome e diventa “Maie-Italia 23”.
A spiegarne la missione, il presidente Ricardo Merlo (che è anche sottosegretario agli Esteri): “Vogliamo essere uno spazio politico che ha come punto di riferimento Giuseppe Conte”. La nuova componente riceve subito l’adesione dell’ex 5S Maurizio Buccarella, che fa salire così a 5 il numero dei componenti.
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Ancora troppo pochi per dare vita, però, ad un gruppo indipendente. I corridoi di Palazzo Madama sono vuoti ma i contatti sono frenetici, come numerose le smentite di quanti sono stati annoverati nel gruppo dei nuovi responsabili: Conzatti, Vono, Pacifico e Masini mettono in chiaro la loro indisponibilità a qualsiasi tipo di soccorso. Paola Binetti, senatrice Udc, anche, ma con un distinguo: da sola non lascerebbe l’opposizione per traghettarsi nelle fila della maggioranza, ma se tutto il suo gruppo facesse un passo a fianco dell’esecutivo Conte lei seguirebbe. Il partito ufficialmente smentisce di essere pronto a cambiare posizionamento in Parlamento, ma le interlocuzioni sono in corso, secondo quando raccontano diverse fonti parlamentari. Tanto più che anche la Conferenza episcopale dei vescovi ha rotto le righe e ha deciso di appoggiare apertamente i nuovi costruttori: “Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità”, ha detto il cardinal Gualtiero Bassetti, parlando della crisi politica.
Lunedì il presidente del Consiglio affronterà l’Aula di Montecitorio, dove i numeri sono dalla sua, mentre martedì sarà in Senato e qui la maggioranza ha sempre corso sul filo ed ora, senza i 18 senatori di Italia viva, è scesa sotto quota 150.
Sarà un discorso per il rilancio dell’azione del governo quello del premier, a cui seguirà un voto di fiducia. Italia Viva, che dopo aver alzato un muro abbassa i toni e fa intendere che uno spazio ancora per il dialogo c’è, sarebbe orientata all’astensione. Una scelta che serve a Renzi per trattenere i suoi ed evitare che tornino tra le fila dei Dem. Ma quello di Renzi potrebbe essere letto anche come il segnale di un’apertura, e che prima o poi potrebbe essere colto.
Movimenti che vengono registrati e che fanno sorgere sospetti nella pattuglia dei costruttori: “Le maggioranze più vaste sono e meglio è… – osserva Clemente Mastella – ma nessuno pensi di recuperare il dialogo con Iv alle spalle dei “responsabili”. Non siamo i polli di Renzi”.
Calcoli numerici e calcoli politici, che chiaramente si fanno anche nel centrodestra. Matteo Salvini scommette sull’arrivo di “tanti” M5S: “vedo più arrivi che partenze”, assicura.
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Recovery sale a 223,9 mld, 700 mln in più ad agricoltura
Più risorse anche a giustizia ed efficienza energetica
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15 gennaio 2021
19:17
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Il Piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato con i fondi del Next Generation Eu sale nell’ultima versione inviata al Parlamento a 223,9 miliardi, un miliardo in più rispetto alla bozza entrata in consiglio dei ministri. Ben 700 milioni sono stati attribuiti all’agricoltura sostenibile.

Il miliardo aggiuntivo rientra nelle risorse del Recovery e resilience facility e deriva dall’aumento di tre componenti e dal calo di una. ‘Impresa verde ed economia circolare’, guadagna con l’agricoltura sostenibile 700 milioni ed ‘Efficienza energetica e riqualificazioni degli edifici’, in particolare pubblici, 200 milioni in più (facendo salire la missione Rivoluzione verde a transizione ecologica a 69,8 miliardi). ‘Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA’ aggiunge 300 milioni in più destinati alla giustizia, mentre il capitolo ‘Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo’ ne perde circa 200. La missione digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura si attesta così a 46,30 miliardi.

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Governo: Amendola, è il momento di ascoltare il paese
Bisogna dialogare e migliorare le posizioni
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13 gennaio 2021
06:12
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“E’ un momento in cui bisognerebbe ascoltare il paese, l’ interesse generale della nazione e muoversi di conseguenza. C’è un metodo, quando ci si siede si dialoga, si ascolta, si migliorano le posizioni”.
Lo ha detto il ministro per gli affari europei Enzo Amendola, rispondendo ad una domanda sulla crisi su Rainews.
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Alitalia: commissario vede sindacati, rischi per stipendi
Smentite notizie su bando gara per il solo marchio
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13 gennaio 2021
10:24
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Il commissario straordinario di Alitalia Giuseppe Leogrande ha convocato urgentemente nella serata di ieri i sindacati. Lo si apprende da fonti sindacali, che spiegano come il commissario abbia illustrato la “criticità del momento”, caratterizzata dal fatto che la “difficile tenuta finanziaria dell’azienda”, che già a dicembre ha generato ritardi nella erogazione degli stipendi, si ripresenterà, se non cambiano le condizioni economiche e di mercato, anche nei prossimi mesi.
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Il commissario, secondo quanto si apprende, avrebbe fatto presente anche che l’instabilità del quadro politico ed un’eventuale crisi di governo potrebbero inoltre non dare certezze sulle tempistiche di nascita della nuova Ita, con aggravio sull’amministrazione straordinaria. In questo quadro, riferiscono le stesse fonti, per il commissario vanno messe in campo tutte le azioni disponibili per preservare quanto più a lungo possibile le risorse economiche in modo da garantire la continuità aziendale fino al decollo della newco.
Il commissario ha anche smentito le notizie di stampa inerenti presunte procedure di bandi di gara per la vendita del marchio o degli slot o della parte aviation separatamente, spiegando di non aver presentato alcuna istanza di vendita e indicando l’intenzione di preservare il valore aziendale dell’insieme degli asset. Il commissario, secondo quanto si apprende, avrebbe detto di prediligere la trattativa privata, ma sul tema sono comunque in corso le interlocuzioni con tra Governo e Commissione Ue.
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Di Maio, fare un passo indietro, la crisi la vive il paese
Servono serietà e responsabilità
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13 gennaio 2021
10:40
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“Ieri sera abbiamo approvato il piano da 209 miliardi di euro del recovery plan con il quale avvieremo la ricostruzione. L’Italia deve ripartire.
Servono serietà e responsabilità in questo momento storico. Tutti facciano un passo indietro per amore del Paese”. Lo scrive su facebook il ministro degli Esteri Lugi Di Maio. “Bisogna essere – aggiunge – pragmatici e concreti. Parliamo di risorse per fronteggiare la pandemia, aiuti per chi fatica dalla mattina alla sera, di pensioni, anziani, parliamo di chi è stato colpito ingiustamente dalla crisi come imprese e lavoratori. La vera crisi la stanno vivendo gli italiani, non la politica”.
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Zingaretti,fare di tutto per dialogo,patto è possibile
Ottimo risultato via libera a bozza Recovery Plan
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13 gennaio 2021
11:38
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“Ottimo risultato di tutti il via libera alla bozza del Recovery Plan. Ora bisogna correre e non pregiudicare il lavoro.
Si faccia di tutto per riprendere il dialogo, il confronto nella maggioranza, per trovare una soluzione alla crisi e affrontare con responsabilità i prossimi decisivi passaggi come lo scostamento di bilancio e i ristori economici alle imprese”. Così in una nota il segretario del Pd Nicola Zingaretti. “Si lavori come abbiamo insieme deciso al patto di legislatura in tempi certi e brevi con buonsenso e facendo prevalere il bene comune e la buona politica. Si può fare”.
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Fontana, Lombardia prima per vaccinazioni giornaliere
Da inizio campagna superata soglia 100mila
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MILANO
13 gennaio 2021
13:24
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“La Lombardia ha superato le 100.000 vaccinazioni Anti Covid. Con ordine e senza assembramenti, in linea con il piano regionale, da diversi giorni siamo la prima Regione sia per dato assoluto che per somministrazioni giornaliere”.
Lo ha rivendicato su Facebook il governatore Atilio Fontana, ringraziando “tutti gli operatori sanitari per la responsabilità dimostrata con l’alta adesione volontaria e a tutti gli operatori al lavoro nella prima fase di questa lunga e importante campagna”.
Il responsabile della campagna vaccinale, Giacomo Lucchini, in commissione Sanità al Consiglio regionale ha spiegato che ieri sono state vaccinate 17 mila persone.
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Regioni montagna, servono 4-5 miliardi per ristori sci
Stop impianti ha generato perdite per 11-12 miliardi
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AOSTA
13 gennaio 2021
13:32
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La chiusura dello sci ha generato una perdita complessiva di 11-12 miliardi di euro all’economia di montagna che ora ha bisogno di almeno 4-5 miliardi di ristori. E’ questa la prima stima fatta dalla Regioni, secondo quanto ha riferito oggi il vice presidente della Valle d’Aosta e assessore allo sci Luigi Bertschy.

“Come Regioni di montagna abbiamo presentato i primi dati allo Stato: il comparto montagna in questo periodo ci ha rimesso almeno 11-12 miliardi, questo significa che per un intervento minimo di recupero delle perdite delle società servono 4-5 miliardi”, ha riferito Bertschy in Consiglio regionale.
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Maroni: finalmente tornato, mai mollare
Sui social dopo le dimissioni dall’ospedale
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MILANO
13 gennaio 2021
13:36
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“Finalmente sono tornato” inizia così un messaggio inviato agli amici, insieme a un selfie, da Roberto Maroni, l’ex governatore operato al Besta di Milano dopo che aveva avuto un malore nella sua casa di Lozza, in provincia di Varese.
“Ringrazio il prof.
Paolo Cerroli e il prof Francesco Acerbi del Besta che si è rivelato davvero un’eccellenza straordinaria” ha aggiunto, concludendo il messaggio con “mai mula'” ovvero mai mollare.
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S&P, Pil Europa a due velocità, balzo Italia +5,3% nel 2021
Covid spinge risiko banche, aziende a livello pre-crisi nel 2022
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13 gennaio 2021
13:47
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Nel 2021 il Pil in Europa racconterà “due storie” con una probabile contrazione nella prima metà dell’anno ed una forte ripresa nel secondo semestre.
In Italia è prevista una crescita del Pil del 5,3%.
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E’ la previsione di S&P Global Ratings illustrata nel corso di una conferenza stampa.
“Il 2021 riserverà una probabile contrazione iniziale del Pil e una forte ripresa nella seconda parte, guidata dai servizi, assumendo che sia stata raggiunta una immunità di gregge”, ha detto Sylvain Broyer, Chief Economist Emea di S&P Global Ratings.
Sul fronte del sistema bancario, il Covid non farà altro che accelerare il processo di “cambiamento strutturale del sistema con un consolidamento”, ha evidenziato Mirko Sanna, director financial institutions, S&P Global Ratings. Ci sono alcune situazioni “come quella di Mps – ha aggiunto – con il Governo che ha detto che è un tema da risolvere nel corso del 2021 e che potrebbe accelerare il processo di consolidamento. C’è da considerare poi che ci sono ulteriori benefici fiscali previsti per le banche o più in generale per le banche che effettueranno consolidamento”.
I ricavi delle aziende italiane torneranno a “livelli pre-covid nel 2022”, ha detto Renato Panichi, senior director corporate ratings, S&P Global Ratings. La ripresa non sarà “standard ha aggiunto – come abbiamo potuto vedere nelle crisi precedenti. Nel 2020 abbiamo fatto molte azioni di rating.
Attualmente il 42% delle aziende italiane che ha un outlook negativo, in linea con la media europea. Quindi non abbiamo un caso Italia perchè siamo perfettamente allineati”.   ECONOMIA

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Sciascia: Fico, intellettuale originale ed anticonformista
Aula applaude per centenario nascita scrittore ed ex deputato
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13 gennaio 2021
13:55
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Leonardo Sciascia fu “uno dei grandi e più originali intellettuali italiani del Novecento, che con spirito libero ed anticonformista ha affrontato la narrazione della realtà, la critica e la denuncia di ingiustizie, soprusi e crimini”.. Lo dice nell’Aula della Camera il presidente Roberto Fico ricordando il centenario della nascita dello scrittore e ripercorrendone l’intensa attività di deputato.

“È per tenere viva questa straordinaria eredità letteraria, civile e politica, anche tra le nuove generazioni, che ricordiamo oggi Leonardo Sciascia”, ha concluso, mentre dall’Aula si levava un applauso unanime.
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Governo: alle 18 vertice centrodestra alla Camera
Con Salvini, Meloni, Tajani, Lupi e Cambiamo!
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13 gennaio 2021
13:57
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Si dovrebbe tenere alle 18 di questo pomeriggio alla Camera (probabilmente presso la Sala Salvadori) un vertice del centrodestra per fare un punto sulla situazione della crisi di governo. Tra i partecipanti Giorgia Meloni (Fdi), Matteo Salvini (Lega) e Antonio Tajani (Fi) oltre a Maurizio Lupi (Nci) e una delegazione di Cambiamo!
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Governo: Salvini, c.destra pronto a fare 5 riforme
Governo Conte-Mastella per rimandare il voto sarebbe squallido
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13 gennaio 2021
13:59
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“Su cinque punti, su cinque riforme precise da fare in pochissimo tempo, io credo che in Parlamento un’alternativa ci possa essere e che sia nostro dovere offrirla agli italiani”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, durante una conferenza stampa al Senato dedicata alla moda.

“Parlo di riforme su salute, lavoro e imprese, scuola, infrastrutture e giustizia. Sono cinque temi su cui rilanciare il Paese e penso che nei due rami del Parlamento una maggioranza, che metta al centro questi problemi con il centrodestra a fare da guida, sia la soluzione migliore. Sempre che non ci siano le elezioni che in qualunque democrazia sono la via maestra. Stando a tutti i sondaggi la lega resta il primo partito e il centrodestra vincerebbe le elezioni. Su questo è nato il governo Conte-Renzi, che è miseramente naufragato dopo un anno senza lasciare traccia di se. Se nascerà il governo Conte-Mastella per tenere fuori la Lega e rimandare il giudizio degli italiani – conclude Salvini – sarebbe squallido. Noi siamo pronti”.
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Comunali:Meloni,Bertolaso a Roma? Ne dobbiamo parlare
Per Milano candidatura migliore per me è Dallocchio
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13 gennaio 2021
14:04
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“Come ha detto ieri Salvini ne dobbiamo parlare. Ne parleremo”.
Intercettata a Montecitorio Giorgia Meloni risponde così a chi le chiede un commento sulle parole di ieri del leader della Lega in merito alla candidatura di Guido Bertolaso a sindaco di Roma. Sempre sulle amministrative, a chi le domanda di Roberto Rasia a Milano il presidente di Fratelli d’Italia spiega: “Per me ad oggi la candidatura migliore in campo è quella di Maurizio Dallocchio” economista e professore all’Università Bocconi. “Con gli alleati parleremo anche di questo” spiega.
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Covid: gestori impianti sci, rischio reale stop stagione
Appello al governo, studi attentamente i ristori per il settore
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13 gennaio 2021
14:06
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“Il rischio che salti l’intera stagione è più che mai reale, purtroppo”. A dirlo è Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari.
“E questa è una vera tragedia perché per noi c’è anche il dopo – aggiunge -. La nostra ripartenza sarà solo il prossimo Natale. Si tratta di una débacle senza precedenti, non solo per noi ma per tutti i lavoratori”. “Lanciamo un appello al governo affinché pensi ai ristori di questo settore così particolare”, continua Ghezzi.
“Gli impianti a fune – sottolinea – sono un settore che comincia a lavorare ad aprile-maggio in vista della stagione che parte a dicembre. Abbiamo quindi lavorato otto mesi con delle spese. Parliamo di aree che si sviluppano su tanti ettari. Noi continuiamo a spendere tutt’ora. Queste sono considerazioni da valutare da parte del governo, così come hanno fatto Oltralpe, dalla Francia all’Austria”.
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Conte a operai Whirlpool, crisi sarebbe incomprensibile
Nel corso incontro delegazione sottolineava sua insostenibilità
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13 gennaio 2021
14:16
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Una crisi di governo in questo momento sarebbe “incomprensibile”. E’ quanto ha sottolineato, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte incontrando il gruppo di lavoratori della Whirlpool giunti a Palazzo Chigi per consegnare il calendario “Sulla nostra pelle”.
Nel corso dell’incontro la delegazione ha sottolineato al capo del governo come una crisi, in questo momento, sia insostenibile per il Paese.
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Conti pubblici: Camera, scostamento in Aula il 20/1
Se approvato prima dal CDM
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13 gennaio 2021
14:51
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L’Aula della Camera esaminerà lo scostamento dal pareggio di bilancio il prossimo 20 gennaio, ove il testo sia stato approvato prima dal Consiglio dei ministri.
Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
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Conte, governo avanti solo con sostegno tutta maggioranza
L’Ho sempre detto
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13 gennaio 2021
16:11
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“Ho sempre detto che governo può andare avanti solo con il sostegno di tutte le forze di maggioranza”. Così il premeir Giuseppe Conte
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Conte,dimissioni ministre Iv?Spero non ci si arrivi
Sto lavorando a patto di legislatura
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13 gennaio 2021
16:12
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Le dimissioni delle ministre di Iv ?”Spero non si arrivi a questo, sto lavorando ad un patto di legislatura e serve uno spirito costruttivo”.Lo ha detto il premier Giuseppe Conte parlando fuori palazzo Chigi.
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Conte,responsabili? Serve una maggioranza solida
Premier fuori da Palazzo Chigi
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13 gennaio 2021
16:16
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“Io ho sempre detto che ci vuole una maggioranza solida per portare avanti l’azione del governo”.Lo ha detto il premier Giuseppe Conte parlando fuori palazzo Chigi e rispondendo ad una domanda sui cosiddetti “responsabili”.
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Azzolina, aumentano analfabetismo e Neet,per questo mi batto
7 miliardi mobilitati in un anno per la scuola
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13 gennaio 2021
16:19
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“Già prima della pandemia destava preoccupazione il tasso di dispersione scolastica nel nostro Paese. Oggi aumentano i segnali di allarme sociale e mi riferisco al fenomeno dei Neet e dell’analfabetismo funzionale.

Anche per questo mi batto per il rientro a scuola in presenza il prima possibile: senza scuola non c’è crescita; si accentua sempre più l’abbandono scolastico; aumentano le forme di disuguaglianza e di divario che è nostro preciso dovere contrastare”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo all’on Vacca. Oltre 7 miliardi per la scuola sono stati mobilitati in 1 anno.
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Fisco: sindacati, da lunedì ripartono cartelle
Lo comunicano dopo incontro con Entrate-Riscossione
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13 gennaio 2021
16:53
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“L’attività di notifica delle cartelle e degli atti ripartirà dal 18 gennaio, conseguentemente è necessario organizzarsi per rispondere alla domanda di servizi che aumenterà progressivamente. Saranno incrementate le presenze giornaliere agli sportelli e nel limite del 50%, negli uffici interni”.
Lo comunicano i sindacati di categoria (Fabi, First, Fisac, Uilca) dopo un incontro oggi con l’Agenzia delle entrate – Riscossione.
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Fico, ora spirito costruttivo, coesione e collaborazione
Parlamento centrale
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13 gennaio 2021
16:54
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“In una fase decisiva per il futuro del nostro Paese è necessario uno spirito costruttivo e mettere al centro coesione e collaborazione”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico annunciando il percorso parlamentare del Recovery plan.

“Con questo percorso ribadiamo la centralità del Parlamento, che già a ottobre aveva esaminato e approvato, primo in Europa, le linee guida del Governo sul Recovery”, conclude.
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Papa Francesco si è vaccinato contro il Covid
La notizia dai media argentini, il Vaticano non commenta
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CITTA DEL VATICANO
13 gennaio 2021
17:14
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Il Papa si è vaccinato contro il Covid. Come aveva preannunciato, questa mattina si è presentato nell’ambulatorio allestito davanti all’Aula Nervi, che normalmente ospitava, prima della pandemia, i grandi eventi in Vaticano e anche le udienze generali.
La notizia della vaccinazione del Papa, con Pfizer, per conservare il quale anche le strutture sanitarie della Santa Sede si sono attrezzate con un mega refrigeratore, è circolata sulla stampa argentina, mentre il Vaticano ufficialmente non ha commentato e si è limitato a comunicare, attraverso il portavoce Matteo Bruni, che “questa mattina ha avuto inizio la campagna di vaccinazione contro il Covid-19 nell’atrio dell’Aula Paolo VI”. Anche Ratzinger dovrebbe vaccinarsi in queste ore, come comunicato dal suo segretario, monsignore Georg Gaenswein.
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Deputati M5S, essenziale sostenere settore montagna
“Ci auguriamo che Governo predisponga misure adeguate”
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AOSTA
13 gennaio 2021
17:18
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“Nel prossimo decreto Ristori sarà essenziale sostenere concretamente e con risorse importanti il settore della montagna, così gravemente penalizzato da questa emergenza. Da settimane collaboriamo con il Mef e il Mise per trovare le soluzioni migliori e rispondere alle sollecitazioni e alle preoccupazioni di chi vive delle attività invernali.

Abbiamo raccolto le istanze di tutte le associazioni di categoria e dei territori, ci auguriamo vivamente che il Governo accolga le nostre proposte, predisponendo misure adeguate”. E’ quanto dichiarano, in una nota, i deputati del Movimento 5 Stelle Giovanni Currò, Sabrina de Carlo, Luca Sut, Elisa Tripodi, Gianluca Vacca e Simone Valente.
“Finora, abbiamo presentato e sottoposto all’attenzione del governo diverse iniziative per tutelare le attività di montagna e tutta l’economia vacanziera invernale – aggiungono – ma il perdurare dell’emergenza sanitaria ripropone, aggravando, i problemi per imprese e lavoratori. Non possiamo perdere tempo: per i nostri territori e i nostri concittadini il turismo di montagna rappresenta la principale, quando non l’unica, fonte di sostentamento”.
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Camera, ok a risoluzione sul Dpcm. Speranza: “Serve unità, no alle polemiche politiche”
Venerdi nuove ordinanze. Ad oggi 12 regioni a rischio alto
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13 gennaio 2021
14:51
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L’Aula della Camera approva, con 295 voti a favore, 220 contrari e sette astenuti, la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro della Salute Roberto Speranza sul prossimo Dpcm con le ulteriori misure di contrasto al Coronavirus.
“Non c’è altra strada diversa dall’unità per affrontare questa emergenza, la piu grande dal dopoguerra. Ecco perche mi rivolgo alla maggioranza e all’opposizione”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, aprendo l’informativa alla Camera sulle misure anti-Covid. “Nei prossimi mesi sara’ tutto terribilmente complicato, teniamo fuori dalla battaglia politica la salute degli italiani, sarebbe errore imperdonabile rallentare nell’ultimo miglio”, ha aggiunto.
VERSO IL NUOVO DPCM
Stasera alle 20:30 è atteso il Consiglio dei Ministri sul decreto Covid e la proroga dello stato d’emergenza.
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E Speranza, alla Camera, ha accennato alle misure del nuovo dpcm, affermando che “è intenzione del governo confermare il divieto di spostamento anche tra Regioni in zona gialla e vietare l’asporto dopo le 18 dai bar e stabilire l’ingresso in area arancione di tutte le regioni a rischio alto”. C’è poi intenzione di riaprire i musei in area gialla. L’intenzione è inoltre di confermare l’indicazione “a poter ricevere a casa massimo 2 persone non conviventi come già avvenuto durante le vacanze di Natale”.
“Questa settimana – ha sottolineato Speranza alla Camera – c’è un peggioramento generale della situazione epidemiologica in Italia, aumentano le terapie intensive, l’indice Rt e focolai sconosciuti. Non facciamoci fuorviare. L’epidemia è nuovamente in una fase espansiva”. Pertanto “il governo ritiene inevitabile prorogare al 30 aprile stato di emergenza”.
Arriveranno venerdi – secondo quanto si apprende – le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza con le nuove classificazioni delle regioni per fasce di rischio. Secondo l’ultimo monitoraggio della cabina di regia – riportato da Speranza nelle comunicazioni alla Camera – 12 regioni e province autonome sono ad alto rischio, 8 sono a rischio moderato di cui 2 in progressione a rischio alto e una sola regione è a rischio basso”.
Oltre alle aree rosse, arancioni e gialle “il Gioverno ha intenzione di prevedere anche una quarta area, bianca, solo con incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti e Rt sotto a 1” fermo restando le misure delle mascherine e del distanziamento.
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I VACCINI
“Con la campagna di vaccinazione vediamo la luce in fondo al tunnel. Il Covid ha le ore contate, ma non abbiamo ancora vinto, siamo alle prime battute di una lunga e difficile maratona”, ha detto Speranza. “Sono convinto che la stragrande maggioranza degli italiani deciderà di vaccinarsi senza ricorrere all’obbligo. Per il governo resta comunque fondamentale l’obiettivo dell’immunità di gregge. A chi ha dubbi sui vaccini dobbiamo rispondere con la trasparenza, l’evidenza scientifica e la capacità di ascolto e dialogo, non con gli insulti o con una guerra ideologica tra fan della scienza e primitivi delle caverne”, ha spiegato il ministro.
“Ad oggi abbiamo siglato opzioni per circa 226 milioni di dosi che nelle prossime settimane aumenteranno ulteriormente sino a giungere a 250 milioni esercitando sempre il diritto di opzione previsto dagli accordi europei che ci consente di bloccare per ogni contratto siglato dall’Unione il 13,46% di vaccini”, dice Speranza. “Abbiamo opzionato – ha spiegato – così quasi il doppio delle fiale necessarie per vaccinare tutti gli italiani. Tutto quello che si poteva e si doveva fare per approvvigionarsi del vaccino è stato fatto con attenzione e per tempo”.
“Nel primo trimestre 2021 – prosegue Speranza – è attesa l’autorizzazione anche del vaccino di Johnson & Johnson. I risultati del vaccino italiano ReiThera sono molto incoraggianti. Stiamo lavorando parallelamente ad organizzare le forze e l’Italia è pronta a mettere in campo una squadra forte: si aggiungeranno 40 mila medici ed entreranno anche le farmacie in campo”.
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LE PRIORITA’ NELLA VACCINAZIONE

“Le prime tappe della campagna di vaccinazione sono chiare e definite: innanzitutto il personale sanitario, le Rsa e le persone dagli 80 anni in su. Si tratta di oltre 6 milioni di persone di cui più di 4 sono over-80. Aver scelto questa priorità rappresenta un tratto di umanità e civiltà profondamente giusto”. Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza alla Camera. “Non credo ci possano essere dubbi: il Ssn, tanto più in una grave emergenza, ha obbligo di tutelare innanzitutto il diritto alla salute a partire dai più deboli, che corrono più rischi di perdere la vita”.
“Siamo ragionevolmente fiduciosi – ha aggiunto Speranza – che un aumento delle dosi disponibili avverrà in tempi non lunghi, aspettiamo certi che Ema e Aifa non perderanno neanche un giorno nel loro lavoro. Vogliamo correre ma dobbiamo farlo nell’assoluta sicurezza, ecco perche’ dobbiamo dare agli scienziati tutto il tempo necessario”.
Cts, prorogare stato emergenza al 31 luglio, preoccupazione per la riapertura dello sci
Prorogare lo stato d’emergenza fino al 31 luglio. Sarebbe questa, secondo quanto si apprende, l’indicazione che il Comitato tecnico scientifico ha dato al governo in vista del nuovo Dpcm. Secondo gli esperti, quattro sono gli elementi che consigliano il prolungamento di altri sei mesi, in modo da poter gestire la situazione con strumenti emergenziali: l’impatto ancora alto del virus sull’occupazione dei posti letto ospedalieri, la campagna vaccinale, la preoccupante situazione internazionale e la possibile sovrapposizione dell’influenza stagionale con il Covid.
“Grande preoccupazione” per la riapertura degli impianti sciistici. E’ quanto avrebbero espresso gli esperti del Comitato tecnico scientifico sottolineando tra l’altro che molte delle regioni in cui si trovano gli impianti sono proprio quelle dove la pandemia sta colpendo più duramente. Dal Cts è poi arrivata la conferma di quanto già emerso nella riunione del 7 gennaio: i mondiali di sci in programma a Cortina dall’8 al 20 febbraio si potranno svolgere ma a porte chiuse e con una serie di raccomandazioni tra cui quella di fare in modo che gli atleti restino in paese il minor tempo possibile, per evitare assembramenti.
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Nucleare: sindaci, con deposito turismo Sardegna a rischio
Assemblea Anci compatta, “mai le scorie nell’Isola”
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CAGLIARI
13 gennaio 2021
13:00
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Sindaci da tutta la Sardegna a Cagliari per dire no al deposito di scorie nucleari. Da Setzu, il paese più piccolo della mappa indicata da Roma, a Mandas, uno dei più grandi: i primi cittadini hanno indossato la fascia tricolore e hanno partecipato, dopo una lunga fila all’ingresso per la registrazione, all’assemblea promossa dall’Anci alla Fiera di Cagliari per fare il punto della situazione.
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Sindaci spaventati, esterrefatti e pronti alla battaglia.
“Dobbiamo iniziare a spese nostre persino i rilievi – denuncia il primo cittadino di Las Plassas Ernesto Nocco – per giunta con i problemi di organico che Comuni come il nostro hanno da sempre. Questa è una zona che sta investendo sul turismo, dalla Giara alla reggia di Barumini. Come si fa a contraddire questa vocazione con un deposito di scorie. La Marmilla è un museo a cielo aperto, ne approfittano perché siamo in pochi”.
E se Las Plassas di abitanti ne ha 223, lo stesso discorso vale per Setzu, con cento residenti in meno. “Questo è un territorio storico per l’agricoltura ma ora il futuro è sempre più turistico – racconta preoccupato il sindaco Francesco Cotza – Noi stessi siamo impegnati per lo sviluppo del parco della Giara. Ora che senso ha realizzare un deposito che inevitabilmente muterebbe questo percorso?”.
Il sindaco di Mandas Umberto Oppus anticipa le mosse dell’assemblea. “Voteremo una mozione speculare a quella approvata dal Consiglio regionale – annuncia – Il nostro non è un no ideologico, ma motivato. Questa assemblea è importante: autonomie regionale e locali insieme per una stessa battaglia”.
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Governo: Mastella, i “responsabili” ci sono, Renzi traditore
Collegati a centrosinistra alle prossime elezioni con “Meglio Noi”
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13 gennaio 2021
13:29
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“Renzi è il primo responsabile, quando c’era il governo Lega-M5s e si rischiava di andare al voto lui con i suoi responsabili e il Pd si è ritrovato a fare un governo diverso”. Lo ha detto Clemente Mastella, sindaco di Benevento ed ex Guardasigilli, a 24 Mattino di Simone Spetia su Radio 24.

“Ora esistono dei responsabili che maturano le condizioni per andare avanti rispetto alla sua irresponsabilità che vengono considerati traditori, ma il primo traditore è stato lui”.
“Renzi è un piccolo Trump italiano, ha lo stesso tipo di atteggiamento. Come si fa in questo momento con i morti e la gente chiusa in casa ad aprire una crisi? E’ una irresponsabilità incredibile. Se fossi stato in Parlamento gli avrei fatto vedere i sorci verdi, o viola visto che è un fiorentino”. “I responsabili fanno un’azione politica, e aldilà di questo momento noi saremo responsabili anche successivamente e con degli amici avvieremo una iniziativa politica con cui ci presenteremo alle elezioni collegati al centro sinistra, si chiamerà “Meglio noi”, ovvero la mia generazione che ha fatto l’Italia, assistere a quello che sta succedendo è sconcertante “.
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Scuola: genitori occupanti Manzoni, noi solidali
Lettera a preside, Azzolina, Fontana e al sindaco Sala
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MILANO
13 gennaio 2021
13:59
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Sono solidali anzi “pienamente” solidali con i loro figli i genitori di alcuni studenti e studentesse del liceo Manzoni, di Milano che da ieri stanno facendo una “occupazione pacifica nel rispetto delle norme di sicurezza anticovid” per chiedere il ritorno alle lezioni in presenza.
Lo hanno scritto come Comitato genitori in una lettera alla preside Milena Mammani, agli organi scolastici e anche al ministro Lucia Azzolina, al governatore Attilio Fontana e al sindaco Giuseppe Sala.

“Siamo consapevoli che l’emergenza sanitaria tutt’ora non permetta abbassamenti della guardia” sottolineano ma ” condividiamo e facciamo nostro lo scoramento dei ragazzi, ai quali sono state fatte promesse mai mantenute”.
La DAD totale è stata un’ancora di salvezza all’inizio di questo viaggio. Ora è il sasso che fa affondare. Sosteniamo quindi la loro protesta – proseguono -, considerando fondamentale e non più procrastinabile la ripresa immediata, seppur graduale e regolamentata, delle lezioni in presenza”.
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Vaccini:Monti,senza dosi Lombardia ferma
Con 13 mila al giorno servono nuove forniture
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13 gennaio 2021
14:01
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La Lombardia, con una media di 13mila iniezioni al giorno, ha già superato quota 100mila vaccinazioni anticovid e senza l’arrivo di nuovi dosi dal governo, domenica la macchina sarà costretta a fermarsi. È questa la denuncia del presidente della Commissione Sanità al Pirellone, Emanuele Monti, a margine dell’audizione del responsabile del piano vaccinale della Lombardia, Giacomo Lucchini.

“È assurdo – ha spiegato Monti -. Con il ritmo attuale, se non verranno consegnate altre dosi da parte della struttura commissariale del governo, nella giornata di domenica la macchina sarà costretta a fermarsi. È bizzarro che il Governo si sottragga per l’ennesima volta alle proprie responsabilità e non invii le dosi sufficienti per far continuare la campagna vaccinale, specie nei territori più colpiti dalla pandemia”.
Monti ha inoltre definito “scandalosa” l’indicazione del commissario Arcuri di creare una scorta con il 30% delle dosi finora inviate, provvedimento che celerebbe l’incapacità nella gestione degli approvvigionamenti da parte del governo.
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Ok al Recovery Plan ma è scontro in Cdm
Prodi, Renzi come Bertinotti. Conte corre su ristori e dl Covid
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13 gennaio 2021
13:00
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Il Recovery Plan italiano c’è, il governo Conte-bis, fra una manciata d’ore, potrebbe non esserci più. Il Consiglio dei ministri notturno sul Piano di ripresa e resilienza certifica lo scontro totale tra il premier Giuseppe Conte e Matteo Renzi.
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“Se non ci sarà il Mes le ministre di Iv si asterranno”, annuncia l’ex premier in tv. E il piano passa infatti con l’astensione delle ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti. La conferenza stampa convocata da Renzi nel pomeriggio alla Camera potrebbe certificare l’addio di Iv al governo.
“Decidiamo in mattinata e poi lo comunicheremo alla stampa”, annuncia il senatore.
I margini di trattativa, dopo il Cdm, si assottigliano ulteriormente. Se nel pomeriggio fonti di maggioranza evocavano ancora la possibilità di un vertice tra i leader per una ricucitura e, prima di entrare a Palazzo Chigi, Vincenzo Spadafora vedeva ancora le “condizioni per gesti di responsabilità”, alla fine della riunione l’impressione è che non restino molti margini per ricompattare la maggioranza. Tanto che continuano a circolare voci e ‘conteggi’ sui possibili “responsabili” pronti a prendere il posto di Iv al Senato: si accredita l’uscita di 4 senatori dal gruppo di Renzi e ben 8 da Forza Italia.
E’ sul Mes intanto che si consuma l’ultimo scontro tra Iv, Conte e gli altri partiti alleati. Le ministre renziane definiscono “incomprensibile” la rinuncia al fondo salva-Stati, lamentano ritardi sulle urgenze del Paese e sui nuovi ristori.
“Il Mes non è compreso nel Next Generation, non è questa la sede per discutere il punto”, è la replica di Conte, che invita a “non speculare sul numero dei decessi in Italia per invocare l’attivazione del Mes”, con “un accostamento che offende la ragione e anche l’etica”.
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Subito dopo è Roberto Gualtieri a intervenire. “Il Mes non ha “nulla a che vedere con il programma Next Generation Eu” e anche se si decidesse di attivarlo, “non avremmo a disposizione risorse per investimenti aggiuntivi”, spiega il ministro dell’Economia. “Il Mes non c’entra, non c’è ragione per astenersi”, è il concetto che sottolineano a loro volta Francesco Boccia e Enzo Amendola. Mentre il ministro della Salute, Roberto Speranza, ricorda quano fatto per contrastare la pandemia, anche in termini di risorse. Il confronto viene descritto assai teso, lo strappo di Iv non rientra e le ministre si astengono. Ma Cdm terminato, Gualtieri esulta: “E’ stato un gran lavoro, più importante d’ogni polemica. Ora via al confronto in Parlamento e nella società”.
Fra poche ore, però, potrebbe essere la crisi di governo a dominare nella politica italiana. Non a caso Conte decide di correre e convoca un doppio Cdm, uno in serata sul nuovo dl anti-Covid (con lo stato di emergenza che potrebbe essere prorogato al 30 aprile), l’altro giovedì sul nuovo scostamento per i ristori di gennaio. Tentando così di mettere in cassaforte i provvedimenti più cruciali per il Paese in questo momento.
Poi, se le ministre di Iv si dimetteranno, per il premier si potrebbe davvero aprire la strada della conta e del sostegno dei Responsabili. “Sarà un governo Conte-Mastella e noi saremo all’opposizione o un esecutivo diverso”, attacca Renzi. “Ci sono delle forze che vogliono contribuire nel segno di un rapporto con l’Europa e penso che al momento opportuno queste forze possano palesarsi”, è la previsione ribadita da Goffredo Bettini, gran tessitore di questi giorni di pre-crisi. Mentre al premier, e al suo argine a un Conte-ter se Iv si sfilasse nelle prossime ore, una sponda arriva da Romano Prodi. “Conte ha fatto bene. A me sembra che Renzi abbia assolutamente lo stesso obiettivo di Bertinotti (nel Prodi I, ndr), cioè rompere”, spiega l’ex presidente del Consiglio. E il dado della crisi, ormai, sembra davvero tratto.
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Azzolina, vaccini per personale scuola è priorità
‘La scuola è àncora di sicurezza e di salvezza-. Dad non può sostituire presenza. Preoccupata per abbandono’
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14 gennaio 2021
10:46
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“La scuola è àncora di sicurezza per i nostri studenti e le nostre studentesse e aggiungo io, per molti di loro, è un’àncora di salvezza. Per questo ritengo che la didattica digitale, strumento utile per la gestione dell’emergenza e risorsa per la scuola del futuro, non possa comunque sostituire la didattica in presenza.
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I ragazzi hanno bisogno di recuperare quella dimensione di socialità indispensabile per la loro crescita. Desta preoccupazione anche l’aumento del fenomeno dell’abbandono scolastico”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo al question time alla Camera.
“Per quanto riguarda i vaccini, è chiaro a tutti che la scuola sia un servizio pubblico essenziale. Sin dall’avvio del confronto sulla elaborazione del piano vaccinale ho chiesto e ottenuto di garantire priorità al personale scolastico. Auspico dunque che si proceda speditamente con la vaccinazione degli operatori sanitari e degli anziani, per arrivare subito alla scuola, partendo dal personale fragile e da chi ha una età più avanzata”, aggiunge.
“Spiace che gran parte delle Regioni abbiano posticipato il rientro in classe. Tutto ciò con il rischio di causare disorientamento, precarietà, insicurezza e povertà educativa. Rinnovo la mia disponibilità al dialogo, al confronto, con tutti gli attori istituzionali coinvolti, per il bene delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. La scuola, lo ribadisco, è pronta e in grado di garantire ambienti controllati e con ridotte percentuali di rischio, come rilevato dai dati e dagli studi sui contagi forniti dalle autorità scientifiche”, prosegue Azzolina.
“La scuola è pronta per far sì che le aule si riempiano delle voci e degli sguardi degli alunni”, dichiara rispondendo al deputato Rossano Sasso della Lega. “Dobbiamo continuare a lavorare, stimolando tutti al rispetto degli impegni assunti, affinché trovi applicazione, prima possibile, quanto già il 23 dicembre hanno unanimemente condiviso Governo, Regioni e Province autonome, Province, Città metropolitane e Comuni: la ripresa in sicurezza per tutti e l’eventuale ulteriore sospensione o limitazione delle attività didattiche in presenza solo come misura residuale”, sottolinea la ministra.
Quali azioni il governo ha messo in campo per consentire la riapertura delle scuole. E’ su questa e altre domande, infatti,  che la ministra dell’Istruzone Lucia Azzolina risponde nell’Aula di Montecitorio durante il Question time.  In particolare la responsabile del Dicastero di Viale Trastevere dovrà pronunciarsi sull’interrogazione che le è stata rivolta dal deputato di Italia Viva Gabriele Toccafondi  circa le iniziative volte a garantire in maniera tempestiva ed in sicurezza la riapertura delle scuole, anche attraverso una campagna vaccinale straordinaria a favore del personale scolastico. Un’altra interrogazione alla ministra è stata presentata dal deputato Sasso della Lega sulla ripresa dell’attività scolastica “con particolare riferimento all’adozione di adeguate misure di sicurezza e di prevenzione dei contagi”. Ma anche il M5S, il Pd, FI ed esponenti del Gruppo Misto la sollecitano a parlare su come “rimediare ad eventuali disagi causati dal prolungamento della didattica a distanza in relazione all’emergenza sanitaria” e “sull’eventuale previsione di un recupero formativo o del prolungamento dell’anno scolastico”.
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Conte sale al Quirinale. Pd: ‘Noi siamo con il premier’
I Dem escludono che si possano trovare i Responsabili al Senato e paventano il voto anticipato a giugno
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14 gennaio 2021
16:40
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– Finisce il governo ‘Conte bis’. Non basta l’apertura di Giuseppe Conte a un “patto di legislatura”. Matteo Renzi annuncia le dimissioni delle ministre di Italia viva dal governo.
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Si apre una crisi di governo, che deve essere ancora ufficialmente formalizzata, dagli sbocchi ignoti. E si apre in modo inatteso, quando sembravano esserci tutte le condizioni per siglare la pace. A sera, aprendo il Consiglio dei ministri, il premier annuncia di aver informato il Quirinale e accettato il passo indietro di Teresa Bellanova ed Elena Bonetti. Le parole sono come pietre. Parla di “grave responsabilità” e “notevole danno al Paese” prodotto da un gesto che non può essere sminuito. Afferma di aver cercato “fino all’ultimo momento utile” il dialogo, ma il terreno è stato “disseminato di mine”.
“La maggioranza c’è quando sostiene un progetto di governo. Abbiamo ritenuto di uscire e di dare le dimissioni in modo inedito, perché pochi lasciano le poltrone, per ricostruire un progetto di governo per il Paese che sia utile e realizzabile”, ha detto la ministra dimissionaria per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Radio 24.
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“Le mie dimissioni sono lo spazio perchè questo tavolo per riprogettare il Paese, sempre rimandato, finalmente si apra. Non si può più rimandare, proprio perchè siamo in crisi bisogna agire, il tema non è Conte ma la risposta politica”. “Per noi l’utilizzo del Mes è dirimente per il Paese – ha spiegato – ed è dirimente per restare in maggioranza che ci siano le condizioni politiche sulla base delle quali l’utilizzo del Mes viene almeno discusso”.
“Quest’aula non è e non può essere indifferente a quanto sta succedendo”, ha detto il presidente della Camera Roberto Fico che, accogliendo la richiesta unanime di maggioranza ed opposizione, sospende i lavori dell’aula di Montecitorio ed annuncia la convocazione della conferenza dei capigruppo “per un percorso ordinato è responsabile”. Il presidente della Camera ha detto che contatterà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per riferirgli della richiesta avanzata dai gruppi parlamentari di venire a riferire in aula sulla situazione determinata dalle dimissioni dei ministri di Italia viva.
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– La conferenza dei capigruppo della Camera e del Senato. Convocate in mattinata sono poi state rinviate in attesa di acquisire da Palazzo Chigi il documento formale con le dimissioni dal governo da parte dei ministri di Italia Viva. Lo slittamento, hanno spiegato a Montecitorio, serve “per definire le modalità della parlamentarizzazione della situazione”. In ogni caso, è stato ribadito che l’esame della relazione sullo scostamento dal pareggio di bilancio si terrà comunque il prossimo 20 gennaio, trattandosi di un adempimento dovuto.
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– I commenti. I cosiddetti responsabili non ci sono, la maggioranza dopo lo strappo con Renzi non esiste più, quindi è reale il rischio di elezioni a giugno è l’analisi che in queste ore stanno facendo fonti qualificate del Pd dove si registra grande preoccupazione. Il Pd, spiegano le stesse fonti, non può andare dietro a rumors su sostegni alla maggioranza che al momento non si palesano. D’altro canto anche ricucire con Iv sembra una chimera perchè il M5S ha chiarito che con Matteo Renzi non ci parla più. Quindi senza volerlo, è l’analisi del Pd, la situazione sta rotolando verso le elezioni anticipate a giugno.
“Il Movimento deve solo mantenere la linea delle ultime 48 ore – ha scritto in un post su Fb l’esponente M5s Alessandro Di Battista – Renzi ha squittito per far fuori Conte e basta? Benissimo, Conte resta al suo posto. Renzi ha lasciato il governo? Benissimo, non ci entrerà mai più. Senza Se e senza Ma. Intanto queste sono le due condizioni che la forza politica che ha preso più voti nel 2018 (con una legge elettorale, lo ricordo, fatta ad hoc contro il M5S) mette sul piatto. E siamo compatti. Finalmente”.
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Ma intanto la ppolemica non si placa. Il vicesegretario del Pd Andrea Orlando continua ad attaccare Italia Viva definendola responsabile per quanto accaduto: “Con una crisi economica galoppante Iv si è assunta la responsabilità di provocare la crisi che getta il paese nell’incertezza e nella confusione. Avevamo detto che si sarebbe creata una situazione di confusione e un salto nel buio. I nostri appello non ascoltati e purtroppo questo è avvenuto”. E questo mentre i renziani non smettono di puntare il dito contro Conte. “C’è una crisi, due ministre si sono dimesse e il premier non vuole andare oggi al Colle e non vuole venire in Senato. C’è ancora una Costituzione in questo Paese o un DPCM l’ha cancellata? “, ironizza su Twitter il capogruppo Davide Faraone .
E intanto Luigi Di Maio lancia un appello ai ‘costruttori’ su Fb: “Il mio appello si rivolge dunque a tutti i costruttori europei che, come questo Governo, in Parlamento nutrono la volontà di dare all’Italia la sua opportunità di ripresa e di riscatto. Insieme, possiamo mantenere la via. Guardiamoci intorno e troveremo un Paese che chiede di essere ascoltato. Non possiamo permetterci di ignorarlo”.
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– Il vertice al Nazareno e il “no” al governo con il centrodestra: Anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è giunto nella sede del Pd per il vertice sulla crisi di governo convocato dal segretario Nicola Zingaretti. Presenti i membri della segreteria, il vicesegretario Andrea Orlando, i capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci e i ministri.  “Abbiamo chiarito e dobbiamo ribadire che per noi è impensabile qualsiasi collaborazione di governo con la destra italiana, sovranista e nazionalista. Sarebbe un segnale incomprensibile. Le immagini di Washington ci dicono quanto pericolosa sia quella deriva. E’ sbagliato dopo la vittoria di Biden favorire scenari che ridanno fiato come è accaduto con la scelta di Renzi, agli alleati di Trump”, dice Zingaretti nel suo intervento alla riunione dell’ufficio politico del Pd. Quindi il monito di Graziano Delrio a parlamentarizzare la crisi: “Come gruppo dei democratici vogliamo che la crisi venga parlamentarizzata e che ci siano le comunicazioni”.  “C’è un dato che non può essere cancellato dalle nostre analisi. Ed è a questo punto l’inaffidabilità politica di Italia Viva. Che è un dato presente e che io credo, e questo dovremmo tenerlo in considerazione, per come è avvenuto mina la stabilità in qualsiasi scenario si possa immaginare un coinvolgimento e una nuova possibile ripartenza”, dice Zingaretti nel corso dell’ufficio politico del Pd.
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Intanto è stato annullato il question time al Senato, fissato oggi per le 15. Erano previste interrogazioni per i ministri della Giustizia Alfonso Bonafede, dell’Ambiente Sergio Costa e della Salute Roberto Speranza. La presidenza del Senato ha comunicato che “a seguito della Conferenza dei presidenti dei Gruppi” di oggi “lo svolgimento della seduta delle interrogazioni a risposta immediata ‘question time Senato’ programmata non avrà luogo”.
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– Bruxelles segue la crisi da vicino, ‘attuare il Recovery’. A Bruxelles la crisi politica italiana viene seguita da vicino. L’obiettivo resta l’attuazione del Recovery fund al più presto. È quanto si apprende nella capitale europea.
– Cominciano ad affacciarsi i ‘costruttori’. “Chi ha maggiori responsabilità è chiamato ad esercitarle fuoriuscendo dalla logica dei duellanti e tenendo fermo il richiamo del Presidente della Repubblica. Noi siamo tra i costruttori”, annunciano in una nota il segretario del Psi Enzo Maraio e il Senatore Riccardo Nencini che aggiungono: “Avessimo un centro destra a trazione berlusconiana, l’ideale sarebbe un esecutivo di rinascita da oggi a fine legislatura. Gettare le fondamenta della nuova Italia, come avvenne tra il 1944 e il 1947, per affidarsi poi alla sfida elettorale. Non è così, non con Salvini e Meloni che inneggiano a Trump e ritengono l’Europa un pericoloso accidente”.
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Sardegna:passa Piano casa,coste salve e scantinati abitabili
C.sinistra all’attacco, maggioranza non sempre compatta
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CAGLIARI
14 gennaio 2021
11:57
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Il nuovo Piano casa della Sardegna è legge e varrà sino al 31 dicembre 2023. I voti a favore sono stati 31, 19 i contrari e un astenuto.
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Il Consiglio regionale ha approvato il ddl 108 della Giunta alla settima seduta, dopo 140 ore di discussione. Tante novità, a partire dagli incrementi volumetrici fino al 50% negli alberghi oltre i 300 metri dal mare. Salva la fascia costiera: all’interno saranno consentite modifiche, con il sistema della demolizione-costruzione, ma senza aumento di cubature e comunque solo a beneficio delle strutture ricettive. Cambia volto anche l’agro: entro i mille metri dal mare potranno edificare solo gli agricoltori professionisti, purché titolari di un ettaro (prima erano necessari tre ettari); stesse condizioni per gli hobbisti, ma fuori dai mille metri.
Il dibattito in Aula è stato segnato da più di uno scontro tra gli schieramenti, in particolare sulle misure relative all’abitabilità dei seminterrati. Ma anche la maggioranza non è stata sempre compatta, andando sotto due volte. Il caso più eclatante riguarda l’approvazione di un emendamento del Pd che blinda anche la fascia dei 300 metri dalle zone umide: interessate tante aree della Sardegna, a partire da Olbia, Cagliari e Quartu. La legge evita il vuoto normativo che si è venuto a creare dopo la scadenza il 31 dicembre del precedente Piano casa. Le istanze proposte potranno essere ripresentate dopo l’entrata in vigore del ddl.
Secondo il capogruppo del Psd’Az Franco Mula “la legge del 2015 andava modificata per liberare una terra imbalsamata e che sta morendo, dalla quale i giovani stanno fuggendo”. Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau parla invece di una “deregulation urbanistica, negazione dell’urbanistica stessa, che guarda a interessi particolari e che sarà impugnata”. In maggioranza una voce fuori dal coro. Il leader dell’Udc Giorgio Oppi ha votato a favore, sottolienando però che si tratta di una legge “anomala che risponde anche a interessi particolari, noi ci battevamo per gli interessi generali”.
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Berlusconi in ospedale a Monaco, ‘esami di routine’
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14 gennaio 2021
16:31
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Silvio Berlusconi è stato ricoverato al Centro cardio toracico di Monaco, ospedale specializzato del Principato. A quanto si apprende, si tratta di esami di routine e il leader di Forza Italia tornerà a casa tra pochi giorni.
Berlusconi si trovava a Valbonne, la località vicino a Nizza dove ha trascorso anche gran parte del lockdown.

E’ stato Alberto Zangrillo, medico di fiducia di Silvio Berlusconi a decidere il suo ricovero a Monaco per “un problema cardiaco aritmologico”. “Lunedì – ha spiegato il professore – sono andato d’urgenza dove risiede temporaneamente il presidente, nel Sud della Francia, per un aggravamento” e “ho imposto il ricovero ospedaliero a Monaco perché non ho ritenuto prudente non affrontare il trasporto in Italia”.

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Conte prende tempo. Alla conta dei responsabili – IL PUNTO
M5s-Pd lo blindano,Renzi inaffidabile. Opposizione, si voti
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14 gennaio 2021
16:07
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Tempo. E’ la parola chiave di oggi nella crisi.
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Giuseppe Conte ne ha bisogno prima di salire al Quirinale non per dimettersi ma per dare garanzie e numeri sul nuovo gruppo parlamentare di responsabili che dovrebbe sostenerlo in Parlamento. Tempo che opposizione – ma oggi anche il Pd – negano chiedendo di parlamentarizzare immediatamente la crisi. Tempo che anche Mattarella pretende sia breve. Pd, M5s e Leu blindano il premier che chiude con Renzi, la cui “inaffidabilità politica” Nicola Zingaretti certifica davanti ai dem che però chiedono ai responsabili, se ci sono, di uscire allo scoperto. Clemente Mastella, che tira le fila dell’operazione con la consorte Sandra Lonardo, rassicura: “Non cerco i responsabili con il lanternino, ma ci sono. Come i vietcong. E per il sostegno a Conte prima eravamo a meno quattro, poi a meno tre, ora a meno due”. Anche il M5s, che stasera si riunisce in assemblea, con Luigi Di Maio dice “per sempre” no a Renzi e con Di Battista “mai più” ad esecutivi con Iv. Intanto, capigruppo di Camera e Senato si riuniscono, e l’opposizione – con Meloni, Salvini, Tajani, Lupi, Toti e Cesa – convoca un vertice dove ci si appella al Colle e si indica il voto come unica via praticabile. “Si vota in tutta Europa, la democrazia non si può rimandare all’infinito”, dice la Meloni. Iv, dopo lo strappo di ieri, con Faraone oggi si ribella: “Conte accetta le dimissioni di due ministre ma non vuole andare nè al Colle nè in Parlamento. Ma esiste ancora una Costituzione in questo Paese”. Ma Conte ora guarda solo la sabbia che scende nella clessidra della crisi: prenderà l’interim delle due ex ministre Iv, poi in cdm stasera chiuderà sullo scostamento di bilancio, che il Parlamento dovrà varare. Poi in un nuovo cdm il via al decreto Ristori. Due passaggi che gli faranno guadagnare il tempo necessario prima dell’informativa in Aula sulla crisi di governo. Almeno una settimana.
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Covid, Speranza: ‘Anticipare restrizioni per evitare ondata’. Ipotesi limitare il divieto di asporto solo a bevande
Toti: ‘Italia quasi tutta arancione da domenica’. Franceschini: ‘Ipotesi Dpcm musei aperti in zone gialle. Almeno per i giorni feriali, è un primo passo’
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14 gennaio 2021
16:44
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Riunione tra il Governo e le Regioni sulle misure restrittive che saranno contenute nel prossimo Dpcm. All’incontro, convocato dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, anche i rappresentanti di Anci e Upi.
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Presenti anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. Parte della riunione è infatti dedicata all’integrazione del piano vaccini. Intanto in serata, il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto legge con le misure per il contrasto al Covid. Il decreto proroga anche lo stato d’emergenza fino al 30 aprile.
Il ministro Speranza nel suo intervento con le regioni ha sottolineato come “i dati europei siano in significativo peggioramento”, secondo quanto si apprende da fonti accreditate. “La situazione – ha aggiunto Speranza- non può essere sottovalutata. Lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova forte ondata”. L’introduzione della zona bianca è un “segnale per il futuro”. Nella zona bianca si entrerà in base ad una serie di condizioni: tre settimane di fila con un’incidenza sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti, Rt sotto l’1 e rischio basso. Il ministro ha fatto una sintesi dei provvedimenti che entreranno in vigore dal 16: nuove soglie per l’ingresso nelle fasce – si va in zona arancione con RT 1 o con un rischio complessivo alto, si va in zona rossa con Rt 1.25 – divieto di spostamento tra le regioni anche gialle, con le deroghe già previste, proroga dello stato d’emergenza fino al 30 aprile, limite di due persone per andare a trovare a casa parenti o amici una volta al giorno.
La crisi “non ci impedirà di correre per garantire tempi rapidi” sui ristori: il decreto ha la “massima priorità” ma serve prima il nuovo scostamento di bilancio. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia nel corso della riunione con le regioni, sottolineando che si sta ragionando su ristori “specifici” per il settore dello sci e che sono confermati “interventi cospicui” su bar, ristoranti e su tutte le attività che verranno penalizzate dalle chiusure.
E’ necessario “innalzare l’ efficacia della campagna di vaccinazione”, garantendo sempre la “massima somministrazione possibile delle dosi consegnate (il 70%)” e, allo stesso tempo, un “30%” di stock “per le dosi di richiamo”. E’ quanto avrebbe detto il Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri nel corso della riunione con le Regioni, ribadendo che l’Italia è il paese che ad oggi sta vaccinando di più in Europa e sottolineando che si sta “stabilizzando il rapporto tra dosi consegnate e somministrate”. Arcuri ha poi ricordato che dal 20 gennaio arriverà nelle regioni il primo gruppo di medici e infermieri per la somministrazione.
VERSO IL NUOVO DPCM
SPOSTAMENTI – Il testo definitivo del decreto legge, secondo quanto avrebbe spiegato il ministro della Salute nel corso della riunione con le Regioni, prevede il divieto di spostamento tra le regioni sarà in vigore fino al 15 di febbraio e non fino al 5 marzo. Nella bozza che era entrata in Cdm gli spostamenti erano vietati dal 16 gennaio al 5 marzo, anche tra regioni gialle.
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MUSEI – Musei aperti in zona gialla nei giorni feriali. E’ l’ipotesi a cui il Governo sta lavorando con il nuovo Dpcm, secondo quanto annunciato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini intervenendo al convegno online ‘More Museum’, organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Firenze insieme a Muse e al museo Novecento. “Nel Dpcm che chiuderemo oggi – ha detto il ministro – proporrò che i musei riaprano nelle zone gialle almeno nei giorni feriali. E’ un servizio ai residenti. E’ un primo passo, un segnale di riapertura”.
LE ZONE – Stamani “in videoconferenza con i governatori il ministro Speranza ha annunciato il combinato disposto del decreto legge approvato ieri sera e del nuovo Dpcm, che sta per mettere in arancione praticamente tutta l’Italia a partire da domenica con i nuovi parametri”. Lo anticipa il presidente della Regione Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti a Tg2 Italia su Rai 2. “Non credo che gli italiani possano restare con le loro attività chiuse, chiusi in casa e vedere un Governo che traccheggia nella speranza di trovare 7-8 voti al Senato”, commenta.
VACCINI – E una Piattaforma informativa nazionale, gestita dal commissario straordinario Domenico Arcuri, supporterà le Regioni che non dovessero farcela a gestire le operazioni di prenotazione, registrazione e certificazione dei vaccini anti-Covid. Lo prevede il Dpcm approvato nella notte dal Consiglio dei ministri. La struttura, indica il provvedimento, è istituita “al fine di dare piena, celere e trasparente attuazione al piano strategico dei vaccini”.
ASPORTO – Il divieto di vendita da asporto per i bar potrebbe essere limitato solo alle bevande e agli alcolici. E’ l’ipotesi, secondo quanto si apprende, emersa nel corso della riunione tra governo e Regioni dopo che diversi governatori hanno sollevato perplessità sulla misura. Il ministro Boccia, sempre secondo quanto si apprende, avrebbe ribadito la volontà del governo di mantenere la norma per evitare casi di movida ma avrebbe garantito che il governo recepirà le perplessità delle regioni e che palazzo Chigi e il Mise stanno valutando come limitare al massimo i divieti.
Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni ha sintetizzato l’esito del confronto odierno: “Positivo il lavoro che il Governo ha avviato allo scopo di garantire in modo tempestivo i necessari ristori alle categorie economiche colpite dalle restrizioni, come avevamo chiesto in questi giorni, e condividiamo i principi della nuova fase di campagna vaccinale che nelle prossime settimane riguarderà gli over 80. Resta però molto forte la preoccupazione da parte delle Regioni per il provvedimento di divieto di asporto per i bar dopo le 18”.
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Matteo Renzi annuncia dimissioni ministre IV e attacca il governo
L’emergenza non può tenere da sola in vita il governo
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13 gennaio 2021
19:39
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Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, annuncia, in una conferenza stampa alla Camera, le dimissioni della ‘sua’ delegazione dal governo: le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto “così come annunciato in una lettera al premier Conte”. “E’ molto più difficile lasciare una poltrone che aggrapparsi allo status quo – afferma – noi viviamo una grande crisi poltica, stiamo discutendo dei pericoli legati alla pandemia.
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Davanti a questa crisi il senso di responsabilità è quello d risolvere i problemi, non nasconderli”.  “La crisi politica non è aperta da Italia Viva, è aperta da mesi”, aggiunge. “Nell’affermare fiducia incrollabile nel presidente della Repubblica e nel ruolo istituzionale che ricopre – osserva Renzi –  pensiamo che si debbano affrontare tre punti cardine”. “Il re è nudo. Risolviamo i problemi. Pensare di risolvere con un tweet, post o su instagram è populismo. La politica richiede il rispetto delle liturgie della democrazia. Poiché c’è la pandemia occorre rispettare le regole democratiche”, incalza. “Questo è il punto fondamentale: non giochiamo con le istituzioni, la democrazia non è un reality show dove si fanno le veline. Questo prevede la nostra costituzione che non è una storia su instagram”.
“Abbiamo chiesto tre questioni al premier. Il primo è di metodo: non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri, abbiamo fatto un governo per non darli a Salvini”. Lo dice Matteo Renzi in conferenza stampa alla Camera attaccando “l’utilizzo in modo ridondante delle dirette tv, quello discutibile della delega ai servizi”. “C’è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l’unico elemento che tiene in vita il governo. Rispondere alla pandemia significa avere desiderio e bisogno di sbloccare i cantieri e agire sulle politiche industriali”, prosegue. “Ci sarà un motivo se l’Italia è il Paese ha il maggior numero di morti e il Pil che crolla”.
“E’ evidente che non abbiamo il controllo – prosegue il senatore – al Senato abbiamo 18 persone incredibilmente libere. Per quello che noi sappiamo o c’è un progetto per un programma di fine legislatura, noi ci siamo. Se il tema è se si formano i gruppi di ‘responsabili’, fai pure presidente. A me non risulta ci siano alcuni dei nostri ma non grido allo scandalo, penso sia un’occasione persa”.
Lo sbocco della crisi? “Tocca al presidente del Consiglio, noi siamo pronti a discutere di tutto – risponde – non abbiamo nessuna pregiudiziale nè su formule nè su nomi”. “Non ci sono stati contatti con il presidente del Consiglio”, dichiara Renzi che assicura: “Non si vota ora, si vota nel 2023”. Per quanto riguarda le aperture fatte dal premier alle richieste di Italia Viva, renzi osserva: “Se c’è un’apertura politica vera, si misura in Parlamento non in un angolo di una piazza. Abbiamo fatto i tavoli politici, se vuoi fare un’apertura vera la fai sui contenuti”.
E’ stato creato “un vulnus nelle regole del gioco, delle regole democratiche”, dichiara criticando diversi aspetti dell’azione del premier Giuseppe Conte.
“Un grave errore fatto da pochi che pagheremo tutti”. Lo scrive su Twitter il vicesegretario Pd Andrea Orlando dopo l’annuncio delle dimissioni delle ministre Iv.
“Al posto di spendere ogni energia per uscire insieme dalla crisi sanitaria, economica e sociale, #Renzi preferisce aprire anche la crisi della serietà. Voltiamo pagina, per proteggere l’Italia. #crisidigoverno”. Lo scrive su twitter il vice presidente del Parlamento Ue ed esponente del M5S Fabio Massimo Castaldo.
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Moby Prince: Romano, avanti con nuova Commissione inchiesta
Dal presidente Fico sostegno e disponibilità
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13 gennaio 2021
17:42
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“La strage del Moby Prince non può restare senza verità: ce lo chiedono le 140 vittime, ce lo chiedono i trent’anni trascorsi da quel 10 aprile 1991, ce lo chiede l’assenza di una sentenza che stabilisca una volta per tutte le cause e le responsabilità di quella tragedia. L’ho sottolineato oggi al Presidente della Camera Roberto Fico, incontrato insieme al collega deputato del Pd Andrea Frailis che con me ha firmato la proposta di legge per istituire una nuova commissione d’inchiesta parlamentare che completi il lavoro della commissione avviata dal Senato nel corso della scorsa legislatura.
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È possibile proseguire quel lavoro, con una nuova commissione d’inchiesta parlamentare che questa volta sia promossa dalla Camera dei deputati. È necessario che le nostre istituzioni repubblicane, a partire dal Parlamento, facciano ogni sforzo per sanare una ferita inaccettabile per la storia e la coscienza civile della nostra nazione. Il Presidente Fico ha garantito la sua massima disponibilità a favorire questo percorso, che dovrà ovviamente vedere la collaborazione di tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione. Nelle prossime settimane incontreremo nuovamente il Presidente della Camera, questa volta insieme alle Associazioni dei familiari delle vittime della Moby Prince, per proseguire il lavoro rivolto alla riapertura della Commissione parlamentare d’inchiesta e in vista delle opportune iniziative commemorative che potranno e dovranno essere adottate in occasione del trentesimo anniversario della strage”. Lo scrive su facebook il deputato del Pd, Andrea Romano, che ha incontrato il Presidente della Camera Roberto Fico insieme al deputato Pd Frailis per parlare della commissione d’inchiesta sulla Moby Prince.
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Il premier Conte ricevuto al Quirinale, attesa conferenza stampa Iv
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13 gennaio 2021
15:37
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L’intervento del premier Conte:

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La Crisi corre, Conte non vuole dimettersi – IL PUNTO
Intanto il Pd dice no ai ‘responsabili’ anche se al Senato continua la caccia ai voti
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14 gennaio 2021
12:44
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“Confido che alla fine la politica prevalga”, “le mie dimissioni sono lo spazio perchè si apra finalemnte questo tavolo” di legislatura. Sono le parole con cui l’ex ministra Iv Elena Bonetti apre la giornata tentando di mettere un argine ad una crisi che ormai invece galoppa e affida alle decisioni dei partiti il suo esito finale. Che il Capo dello Stato Sergio Mattarella pretende sia rapido.
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Giuseppe Conte sembra orientato a non dimettersi e ad andare in Parlamento. E lì lo chiama oggi il presidente della Camera Roberto Fico, che accoglie la richiesta delle opposizioni sposata dalla maggioranza e chiosa: “Quest’aula non è e non può essere indifferente a quanto sta succedendo”. Convocate in mattinata le capigruppo di Camera e Senato, e alle 14 un vertice del centrodestra che invoca le dimissioni del premier, la parola va ai partiti.
Il M5s fa quadrato attorno a Conte ed esclude l’epilogo del voto. Il Pd vede invece il rischio concreto che la crisi finisca con il voto anticipato a giugno. Nicola Zingaretti riunisce i dem in mattinata e sembra voler sbarrare la strada ai cosiddetti responsabili: non ci sono, è l’analisi di queste ore.
Ma intanto la ricerca dei responsabili è in atto, con l’Udc pronto a cedere il simbolo per aggirare le nuove norme regolamentari sulla formazione di nuovi gruppi.Il Colle è stato chiaro: no a soluzioni “raccogliticce”. Alle 20 è convocato un nuovo cdm per lo scostamento di bilancio che il premier – pronto all’interim delle due ex ministre IV – dovrà poi portare in Parlamento conquistando tempo. Cinque sei giorni decisivi per Conte.
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Bonetti: ‘Politica è servizio, servirò Paese da aule’
Post su Facebook della ministra dimissionaria
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14 gennaio 2021
12:33
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“È stato un onore servire questo Paese nei palazzi romani delle istituzioni. Torno a farlo nelle aule universitarie milanesi.
La politica è servizio”. Lo scrive sul suo profilo Facebook la ministra dimissionaria per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.
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L’opposizione vuole Conte in Parlamento e convoca un vertice
La forze del centrodestra si riuniscono nel pomeriggio per fare il punto sulla crisi di Governo con Meloni, Salvini, Tajani, Toti e Lupi.
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14 gennaio 2021
13:35
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Conte non può aspettare ancora, deve venire subito in Aula per una comunicazione sul suo governo. Serve un passaggio formale sennò non è rispettoso del Parlamento” .
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A lanciare l’appello al premier Conte di presentarsi subito alle Camere per spiegare cosa stia accadendo dopo lo strappo di Renzi è il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, a “nome di tutto il centrodestra. L’opposizione infatti affila le armi e convoca un vertice alla Camera, nella Sala Salvadori,  per fare il punto sulla crisi. Tra i partecipanti Giorgia Meloni (Fdi), Matteo Salvini (Lega) e Antonio Tajani (Fi), Giovanni Toti (Cambiamo) e Maurizio Lupi (Nci).
Salvini e Meloni invocano il voto anticipato. “Diamo la parola agli italiani. Fidiamoci di loro. Meritano fiducia. Basta a maggioranze fatte con senatori trovati in giro di notte”, dichiara il leader della Lega Matteo Salvini che aggiunge: “Se Conte ha i numeri venga in Parlamento oggi stesso e si vada avanti, diversamente andiamo a votare”. Perché lui fa sapere di “essere pronto”: “Il centrodestra troverebbe numeri e progetti per un suo governo. Se mi dicessero provaci tu a tirar fuori il paese da questi problemi, noi saremmo pronti domani mattina con le donne e gli uomini e le idee per riprendere in mano l’Italia. Sono pronto, non mi tiro indietro”. Quindi sottolinea: “Tutto è nelle mani del presidente Mattarella, speriamo che ci aiuti a capire”.  “Nemmeno è caduto il governo Conte 2 e già si ipotizza un Conte-ter. Le inventeranno tutte per evitare, ancora una volta, di presentarsi al cospetto degli italiani in libere elezioni. È una menzogna che non si possa votare. Elezioni subito!” è invece il commento che scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
“Non servono messaggi criptici: la sinistra dica che vuole fare”, insiste invece il vice presidente di Forza Italia Antonio Tajani replicando all’appello rivolto ai “costruttori europei” da Luigi Di Maio. “Ursula Von Der Leyen – ricorda – e’ popolare ed è stata sostenuta in modo da impedire Timmermans di essere eletto, dopo che i socialisti avevano perso le elezioni”.
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Governo, ecco i possibili scenari
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14 gennaio 2021
10:21
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Una soluzione della crisi “in tempi rapidi” è possibile e auspicabile. È quanto sarebbe emerso dall’assemblea dei parlamentari di Iv – presenti quasi tutti i deputati e senatori – con Matteo Renzi in videoconferenza, che in serata è durata poco più di due ore. Renzi avrebbe ribadito le strade aperte: un Conte ter, un esecutivo con la stessa maggioranza ma con un altro premier o un governo istituzionale. Qualsiasi sbocco, è il ragionamento, vedrà Iv tra i protagonisti.
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Renzi non avrebbe commentato le parole del premier in Cdm. In Iv ci sarebbe consapevolezza che Conte possa scegliere la conta in Aula e segnali che si possa andare in questa direzione, ma fonti renziane ribadiscono che sarebbero pronti ad affrontarla.
La tentazione dello showdown in Aula. Di raccontare al Paese l’azione del governo e la “contro-azione” di Italia Viva. Di uscire anche di scena, “ma a testa alta”. Giuseppe Conte, alle prese con la sua seconda crisi di governo in poco più di due anni, potrebbe adottare una linea non dissimile rispetto a quando fu Matteo Salvini a staccare la spina. La partita, questa volta, è però ancora più complicata. Matteo Renzi non ha chiuso tutte le porte al capo del governo ed è, tradizionalmente, un abile giocatore di poker, tanto che si ipotizza perfino un appoggio esterno di Iv al premier. Ma chi ha dimestichezza con “l’Avvocato del Popolo” si dice convinto che la linea della fiducia, tra Conte e il leader di Iv, si è ormai usurata.
Di fatto, il capo del governo è a un bivio. Per evitare lo showdown parlamentare e la sfiducia in Aula potrebbe rimettere il mandato e aprire ufficialmente un tavolo di maggioranza, come chiesto da Renzi, per dar vita eventualmente ad un Conte-ter. Ma se il premier non si fidava, figurarsi dopo una conferenza stampa che il leader di Iv ha improntato contro di lui e che ha tenuto dopo aver avuto zero contatti con Palazzi Chigi. E Conte non molla. Per ora non sale al Quirinale e si prende 24 ore per decidere come uscire dall’impasse.
Del resto, a far tornare Conte sui suoi passi rispetto alla linea dura sono stati tre fattori: il pressing del Pd a mantenere intatta la maggioranza attuale, i paletti del Colle a un nuovo governo con i Responsabili, l’incerto sostegno di una fetta del M5S, quella più delusa dal governo Conte-bis. Ma ora che Renzi ha aperto di fatto la crisi, le cose cambiano. E’, in primis, il fallimento di chi aveva cercato di mediare fino all’ultimo. Non a caso al Nazareno parlare di irritazione sarebbe troppo poco, per un Pd che, ancora in queste ore, guarda alla responsabilità di fronte ad un Paese in crisi e all’effetto domino che l’instabilità politica può avere nelle cancellerie mondiali. Tanto che, sui cellulari dei Dem, girano vorticosamente gli screenshot del racconto della crisi sul Financial Times.
La seconda conseguenza della mossa di Renzi è l’irrigidimento della posizione del premier. E il ritorno della suggestione Responsabili. E in maggioranza già si accenna una conta dei volenterosi: al Senato si parla di 4 “brunettiani” in uscita da FI, ai quali si aggiungerebbero i membri Maie e i tre dell’Udc (dove permangono i dubbi di una parte, tanto che Lorenzo Cesa riunisce per domani la segreteria). Secondo gli ultimi rumors un paio di senatori sarebbero in uscita da Cambiamo! e poi c’è Sandra Lonardo con Clemente Mastella tornato in trincea con l’idea di un nuovo partito: “i responsabili? Sono più di cinque…”, prevede. Alla Camera cinque ex M5S nel pomeriggio passano alla componente Centro Democratico del gruppo Misto e, da FI, parallelamente a Palazzo Madama, ci sarebbe più di un addio in direzione maggioranza.
E c’è un dato, inoltre, che non sfugge a Palazzo Chigi: se Conte, da premier in carica quale è tuttora, andasse in Aula a chiedere la verifica della fiducia nei suoi riguardi e quella fiducia la ottenesse, seppur con il sostegno dei “volenterosi”, il presidente della Repubblica potrebbe fare ben poco. Un sostegno che potrebbe andare bene anche al M5S che, in queste ore cruciali, sembra tornare a fare quadrato nella sua interezza attorno al premier. “Si va avanti con Conte”, sottolineano i big, da Alfonso Bonafede a Luigi Di Maio. Certo, la via dei responsabili resta un rischio, perché senza i numeri in Aula Conte non avrebbe più la possibilità di tornare a Palazzo Chigi e si aprirebbe, per l’Italia, la possibilità di un governo istituzionale. Con che premier? Qualcuno, nei palazzi romani, fa l’esempio di Romano Prodi, gran tessitore dei rapporti con l’Europa.
La scommessa di Renzi sta, d’altra parte, proprio nella difficoltà di fare un governo con i Responsabili e nell’impossibilità, che l’ex premier ripete a microfoni accesi e spenti, di tornare subito al voto. Per il leader di Iv gli scenari sono quattro: il Conte-ter dopo le dimissioni formali del premier e l’apertura di un tavolo sul programma; un nuovo governo con la medesima maggioranza e un premier che sia del Pd o perfino Luigi Di Maio; un premier istituzionale; un premier sostenuto dal centrodestra con Iv all’opposizione. Di certo, a Renzi, l’apertura “fatta in piazza” da Conte non è bastata. Frenetici sono stati i contatti tra l’ex premier e Dario Franceschini, che ha provato a mediare fino a pochi minuti prima della conferenza stampa. Fino alla fine, di fatto, del Conte-bis.
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Gualtieri, ci sarà passaggio parlamentare. Sconcerto dei partner europei
Da Renzi “irresponsabilità senza precedenti”. Gli italiani “solo oggi hanno perso 7,6 milioni di spread”
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14 gennaio 2021
16:58
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“Vengo da una riunione del comitato politico del mio partito, è chiaro che noi sosteniamo il presidente del Consiglio Conte, questi sono i paletti della nostra azione”. Loafferma il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.
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“E’ inevitabile – dice Gualtieri – che ci sarà un passaggio parlamentare, è giusto che il Parlamento sia protagonista di questi passaggi dove il nostro lavoro sarà sempre mirato ad assicurare l’azione di governo necessaria al Paese in un momento così difficile”. “Solo oggi i cittadini italiani, per effetto dell’aumento dello spread, hanno perso 7,6 milioni”, avverte. “Il Pd non è disponibile ad aperture nei confronti di forze antieuropeiste e nazionaliste”, assicura il ministro che prosegue.: “Si è detto che si voleva il Mes per far risparmiare l’Italia, ma oggi sta accadendo l’opposto, mi sembra evidente che non era quella la ragione fondamentale…”. Poi nonostante la crisi in atto manifesta dell’ottimismo: “Per aiutare i cittadini in difficoltà abbiamo cercato di fare il meglio, siamo riusciti ad avere la fiducia dei mercati, il sostegno dell’Europa e l’Italia” ha potuto varare “una delle manovre tra le più massicce, che ci ha consentito di contenere” i danni del virus. “I dati economici che stiamo aggiornando, e li vedremo a brevissimo, dicono che siamo in grado di confermare la previsione e abbiamo perfino possibilità di fare leggermente meglio di quella fatta prima della seconda ondata”.
“Occorre proseguire il lavoro: stasera avremo un Consiglio dei ministri dove vareremo la richiesta di scostamento che il Parlamento dovrà approvare e che è necessario per il provvedimento economico indispensabile e urgente” dei nuovi ristori.
“L’apertura di una crisi in piena pandemia, nel momento in cui occorre varare provvedimenti di sostegno all’economia e si sta finalizzando un piano economico storico, è un atto di un irresponsabilità senza precedenti” dice ancora il ministro parlando di Renzi e di Italia Viva. Alla domanda se il Pd sia indisponibile a un patto di legislatura che includa Italia Viva, Gualtieri spiega che “nessuno ama le iperboli” ma aggiunge: “Abbiamo fatto davvero di tutto per realizzare questo patto, di tutto e di più, con grande pazienza abbiamo ascoltato le questioni, rivisto e migliorato il Recovery plan accogliendo proposte che venivano da tutti i partiti, anche Italia Viva, e dimostrato, da ultimo lo ha fatto il presidente del Consiglio ieri, totale apertura”. Apertura – ha proseguito – “che però dall’altra parte si è scontrata con una totale inaffidabilità. Mi sembra che la scelta sia compiuta, dobbiamo prendere atto che Italia Viva ha fatto una scelta incomprensibile ed è una forza totalmente inaffidabile. Dobbiamo dare una prospettiva a questo paese prendendo atto di quanto accaduto”.
“Una dannosa perdita di tempo” definisce Roberto Gualtieri, l’uscita di Italia Viva dalla maggioranza di governo. Poi si sofferma sui costi economici visti oggi in un’asta di titoli di Stato, “un effetto piccolo perché è un’asta piccola, ma ci dice che occorre anzitutto proseguire il lavoro indispensabile, che non può avere soste, di sostegno all’economia e contrasto alla pandemia”. Il ministro mette quindi  l’accento sulle reazioni “di sconcerto” dei partner internazionali ed europei: “Ci dicono, ma come, l’Italia si è battuta per ottenere dall’Europa il più grande piano europeo, un piano storico, ora deve tradurlo in pratica, e voi in questo momento vi mettete a fare una crisi di governo? Le responsabilità sono evidenti, prendiamo atto di questo”.
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Spread sale a 120 punti. Gualtieri, con crisi già persi 8 milioni
Asta di oggi è costata 7,6 milioni in più
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14 gennaio 2021
16:58
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Lo spread tra Btp e Bund sale fino a 120 punti base dopo la crisi innescata da Italia Viva. Nell’incertezza politica sul futuro del governo, il tasso di rendimento del decennale italiano è salito allo 0,65%.
La crisi ha un costo, ha spiegato il ministro dell’Economia Roberrto Gualtieri, pari già ora a quasi 8 milioni di euro.
Si è detto “che si voleva il Mes per fare risparmiare l’Italia, oggi sta accadendo l’opposto, mi sembra evidente che non era quella la ragione fondamentale”, ha detto rispondendo a una domanda sul Mes, uno dei temi posti da Italia Viva prima della dimissione delle ministre Bellanova e Bonetti. Nella sola asta di oggi per effetto dell’aumento dello spread “gli italiani – ha aggiunto – hanno perso quasi 8 milioni, 7,6”.
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Bonetti, noi fuori ma per ricostruire progetto Paese
Maggioranza c’è quando sostiene idea governo
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14 gennaio 2021
09:24
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“La maggioranza c’è quando sostiene un progetto di governo. Abbiamo ritenuto di uscire e di dare le dimissioni in modo inedito, perché pochi lasciano le poltrone, per ricostruire un progetto di governo per il Paese che sia utile e realizzabile”.
Lo ha detto la ministra dimissionaria per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Radio 24.
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“Le mie dimissioni sono lo spazio perchè questo tavolo per riprogettare il Paese, sempre rimandato, finalmente si apra. Non si può più rimandare, proprio perchè siamo in crisi bisogna agire, il tema non è Conte ma la risposta politica”.
Lo la detto la ministra dimissionaria per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Radio 24.
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Governo: Fico, Parlamento non insensibile a crisi
Stop aula e convocata capigruppo
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14 gennaio 2021
10:13
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“Quest’aula non è e non può essere indifferente a quanto sta succedendo”. Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico che, accogliendo la richiesta unanime di maggioranza ed opposizione, sospende i lavori dell’aula di Montecitorio ed annuncia a breve la convocazione della conferenza dei capigruppo “per un percorso ordinato è responsabile”.
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Governo: Fico, sentirò Conte su intervento in Aula
A breve riunione capigruppo
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14 gennaio 2021
10:22
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Il presidente della Camera Roberto Fico ha detto che contatterà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per riferirgli della richiesta avanzata dai gruppi parlamentari di venire a riferire in aula sulla situazione determinata dalle dimissioni dei ministri di Italia viva. Fico ha sospeso l’aula e ha detto che convocherà a breve una riunione dei capigruppo.
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Crisi: alle 14 vertice del centrodestra alla Camera
Con Meloni, Salvini, Tajani, Toti e Lupi
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14 gennaio 2021
10:55
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Si terrà questo pomeriggio alle 14 alla Camera, nella Sala Salvadori, un vertice del centrodestra per fare un punto sulla situazione della crisi di governo. Tra i partecipanti Giorgia Meloni (Fdi), Matteo Salvini (Lega) e Antonio Tajani (Fi), Giovanni Toti (Cambiamo) e Maurizio Lupi (Nci).
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Governo: hashtag #AvantiConConte trend topic in poche ore
Ad usare l’hashtag anche ministri Pd e M5s
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14 gennaio 2021
10:58
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Boom dell’hashtag #AvantiConConte in queste ore sui social, dopo lo strappo di Matteo Renzi. Ieri sera l’hashtag in poche ore ha raggiunto la prima posizione tra i trend topic superando rapidamente i 13mila tweet e questa mattina era ancora al secondo posto della classifica.
L’hashtag è stato usato anche dai ministri Pd e M5S per sottolineare il loro supporto al premier Giuseppe Conte.
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Gdf al Ministero e Iss per acquisire carte piano pandemico
Nell’ambito dell’inchiesta della procura di Bergamo
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MILANO
14 gennaio 2021
11:02
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La Guardia di Finanza sta eseguendo una serie di acquisizioni in alcuni uffici del ministero della Salute. Le acquisizioni di documenti e atti relativi al piano pandemico rientrano nell’ambito dell’inchiesta della procura di Bergamo.
Gli uomini delle Fiamme gialle stanno raccogliendo documenti anche nella sede dell’Assessorato al welfare della Regione Lombardia.
La Gdf di Bergamo, oltre che negli uffici del Ministero della Salute all’Eur e Lungotevere, sta effettuando acquisizioni anche all’Istituto Superiore della Sanità a Roma. I militari, come si evince dall’ordine di esibizione firmato dai pm bergamaschi, si stanno facendo consegnare documentazione cartacea ed elettronica relativa al piano pandemico nazionale del 2017 e che si ritiene sia il copia-incolla di quello del 2006. Le Fiamme Gialle inoltre si trovano nelle sedi della Ats di Bergamo e dalla Asst di Bergamo est e in Regione Lombardia. Le indagini riguardano anche il piano pandemico regionale.
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Corte Ue,su radiazioni ionizzanti Italia è inadempiente
‘Non ha giustificazioni su ritardo direttiva Euratom’
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BRUXELLES
14 gennaio 2021
12:34
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La Corte di Giustizia Ue dichiara l’Italia inadempiente per non aver recepito, entro il termine stabilito dalla Commissione, la direttiva sulla protezione contro le radiazioni ionizzanti. Lo ha stabilito la Corte con una sentenza emessa oggi.

La Corte sottolinea che “non costituiscono valide giustificazioni quelle fatte valere dall’Italia circa le difficoltà incontrate nel recepire la direttiva” a causa dello scioglimento delle camere del Parlamento e delle elezioni anticipate.
Nel luglio 2019, l’esecutivo europeo, nell’ambito di una procedura d’infrazione contro l’Italia, aveva chiesto alla Corte europea di dichiarare che “il Paese è venuto meno agli obblighi”, stabiliti dal diritto dell’Unione, “per non avere né adottato né comunicato alla Commissione le disposizioni normative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi pienamente alla direttiva Euratom”, per la sicurezza e la protezione contro l’esposizione a radiazioni ionizzanti.
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Covid: Sassoli, cruciale impegno di tutti i Paesi Ue
Presidente Parlamento Ue riceve re Filippo del Belgio
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BRUXELLES
14 gennaio 2021
13:09
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“Abbiamo un anno cruciale davanti a noi, l’impegno del Belgio insieme a tutti i Paesi europei è essenziale nella lotta contro la pandemia”. Così su Twitter il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, dopo l’incontro con il re Filippo del Belgio.
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Governo:Zingaretti, Iv inaffidabile per qualsiasi scenario
Mina stabilità per nuova possibile ripartenza
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14 gennaio 2021
15:41
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“C’è un dato che non può essere cancellato dalle nostre analisi. Ed è a questo punto l’inaffidabilità politica di Italia Viva.
Che è un dato presente e che io credo, e questo dovremmo tenerlo in considerazione, comunque, per come avvenuto mina la stabilità in qualsiasi scenario si possa immaginare un coinvolgimento e una nuova possibile ripartenza”. Così Zingaretti nel corso dell’ufficio politico del Pd.
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Governo: Delrio (Pd), crisi sia parlamentarizzata
Ci siano le comunicazioni
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14 gennaio 2021
15:44
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“Come gruppo dei democratici vogliamo che la crisi venga parlamentarizzata e che ci siano le comunicazioni”. Lo ha detto capogruppo del PD alla Camera, Graziano delrio, a margine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
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Franceschini, ricerca responsabili alla luce del sole
Dialogare con forze politiche con governo europeista
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14 gennaio 2021
16:14
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“Le maggioranze in un sistema non più bipolare si cercano e si costruiscono in Parlamento, è già avvenuto due volte in questa legislatura, e non c’è niente di male nel dialogare apertamente e alla luce del sole con forze politiche disponibili a sostenere un governo europeista in grado di gestire l’emergenza sanitaria, il recovery e di approvare una legge elettorale su base proporzionale”. Lo ha detto Dario Franceschini nel suo intervento all’ufficio politico del Pd in cui ha condiviso appieno la relazione di Zingaretti.
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Governo: M5s, piena fiducia a Conte, stop a Renzi
E’ quanto emerge da vertice Crimi con ministri 5 Stelle
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14 gennaio 2021
16:16
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Piena fiducia nel presidente Conte e nessuna possibilità di riavviare un confronto con Matteo Renzi.
A quanto si apprende da fonti M5s questi due punti sono emersi in modo netto nel corso della riunione tra il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi e la delegazione M5s di governo.
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C.destra unito, Conte venga in Parlamento
Premier non può far finta di niente
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14 gennaio 2021
16:19
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“Non c’è più tempo per tatticismi o giochi di potere: il centrodestra unito, prima forza politica del Paese, aspetta da ieri che Giuseppe Conte venga in Parlamento a prendere atto di una crisi conclamata. L’Italia, il Parlamento e il Presidente della Repubblica meritano rispetto.
La situazione è drammatica: Conte non può far finta di niente”. Così la nota congiunta dei leader del centrodestra.
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Covid Scuola, dibattito sulla ripresa in presenza lunedì, il Lazio rafforza i trasporti
Utilizzati anche i bus turistici. la Lombardia pronta al rientro se non diventerà zona rossa ma Cremona chiede cautela. Studio Asl in Puglia: con la Did, calo drastico dei contagi
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14 gennaio 2021
16:42
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Se la Lombardia non diventerà zona rossa, lunedì in regione potrebbero riaprire le scuole superiori. Questo per effetto della sentenza del Tar che, accogliendo il ricorso del comitato ‘A scuola’, ha sospeso l’ordinanza che prevedeva la Dad al 100% fino al 24 gennaio, emanata dal governatore Attilio Fontana.
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Il tema della scuola è stato oggetto di un confronto questa mattina tra lo stesso presidente della Regione e il prefetto di Milano Renato Saccone, al quale ha partecipato anche il neo vicepresidente e assessore regionale al Welfare, Letizia Moratti. Fontana e Moratti – a quanto si apprende – hanno chiesto al Prefetto chiarimenti sui tempi tecnici per la riapertura, confermando la volontà di dare attuazione alla sentenza del Tar. A Saccone, inoltre, sono stati sottolineati i temi della riapertura delle scuole in sicurezza, del trasporto pubblico locale e dei servizi ausiliari legati alla ripresa, come ad esempio la vigilanza delle forze ordine sugli assembramenti in entrata e uscita.
Non si prevede a brevissimo un ritorno degli studenti delle superiori a lezione in presenza al 50% in Lombardia, nonostante la decisione del Tar che ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza regionale che stabilisce lezioni solo a distanza fino al 24 gennaio.
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“Per il momento – ha spiegato Fabio Molinari, dirigente dell’ufficio scolastico di Sondrio e di Cremona – credo che le scuole superiori della nostra provincia non torneranno in presenza lunedì, salvo indicazione precise dal Dpcm o da organismi superiori dell’amministrazione”.
“In linea teorica – ha detto – le scuole potrebbero riprendere la didattica in presenza al 50%, tuttavia siamo alla vigilia di un nuovo Dpcm con decorrenza dal 15 gennaio. Quindi, mentre siamo in attesa di indicazioni, anche dall’ufficio scolastico regionale, credo che sia opportuno per ora attendere”.
In vista della riapertura di lunedì nel Lazio è stato potenziato il servizio dei trasporti pubblici.Lo ha spiegato l’Ufficio scolastico regionale in una comunicazione rivolta alle famiglie. “Tutte le aziende del trasporto pubblico locale hanno potenziato il servizio – si legge nella comunicazione – Cotral ha aggiunto 500 corse al giorno affittando “bus turistici” e altre ne ha aggiunte incrementando la frequenza dei passaggi dei propri mezzi; ATAC sta offrendo 1.500 corse in più al giorno; Astral, società della Regione Lazio, ha concluso una gara per 1.100 corse giornaliere in più. Le corse aggiuntive sono state inserite sulle tratte e negli orari che servono agli studenti”. Sui mezzi potranno essere occupati massimo la metà dei posti. “Giunti a questa soglia del 50% i mezzi di Cotral non accetteranno più passeggeri – viene sottolineato -.
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L’affollamento dei mezzi di ATAC sarà controllato da una squadra di verificatori”. “Tornare in presenza è importante per i nostri ragazzi: significa riacquistare la socialità sacrificata negli ultimi due mesi. Significa recuperare gli studenti più in difficoltà” viene sottolineato nella comunicazione.
Da quando la Regione Puglia ha disposto la sospensione delle lezioni in presenza, cioè da fine ottobre, c’è stata “una drastica riduzione dei casi di contagio nelle scuole”. E’ quanto emerge dalla analisi dei grafici realizzati dai tracciatori dell’Eic, Epidemic intelligence Center, centrale operativa della sorveglianza sanitaria del dipartimento di prevenzione della Asl Bari, attivo nel monitoraggio Covid nelle scuole. La curva dei contagi tra docenti e alunni degli istituiti di ogni ordine e grado, in provincia di Bari, ha subito una impennata tra il 19 ottobre e il 2 novembre, in concomitanza con l’avvio della seconda ondata. Il 26 ottobre la Regione Puglia ha poi emanato l’ordinanza di sospensione delle attività didattiche in presenza e nei dieci giorni successivi alla chiusura delle scuole, che è in media il periodo di incubazione del virus, la curva dei contagi sia tra docenti che alunni ha cominciato a scendere in maniera significativa.
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Covid: Zaia, 14/o giorno di calo
Zaia, dosi Moderna agli over 80
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VENEZIA
14 gennaio 2021
13:48
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“Siamo al 14/o giorno di calo”. Lo afferma il Presidente del Veneto Luca Zaia.
Nelle ultime 24 ore, ricorda, “abbiamo 128 ricoverati in meno, anche se il numero dei morti sono 101 in più”. Zaia ha inoltre annunciato il Veneto dedicherà la partita di dosi del vaccino Moderna – la prima fornitura è giunta ieri – agli over 80. “Con Pfizer, Moderna e AstraZeneca che sarà valutato dall’Ema il 29 gennaio, – ha detto – pensiamo di chiudere la partita vaccinale per giugno”.
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Covid: Valle d’Aosta in bilico tra zona gialla e arancione
Riguardo a misure restrittive per prossime settimane
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AOSTA
14 gennaio 2021
12:17
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Nell’ambito dell’emergenza Covid la Valle d’Aosta a metà gennaio si trova sul filo tra la zona ‘gialla’ e la zona ‘arancione’. L’indice Rt della regione alpina è intorno all’1.0 e pertanto anche pochi decimali di differenza possono determinare quali misure restrittive verranno adottate nelle prossime settimane.
La decisione verrà comunicata venerdì in base alle ultime rilevazioni. La differenza sostanziale tra le due zone riguarda principalmente l’apertura di bar e ristoranti.
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Covid: sindaco Messina, pronto a dimettermi
“Contro di me attacchi e minacce da poteri forti”
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MESSINA
14 gennaio 2021
08:12
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“Non sono arrabbiato ed amareggiato per la reazione di una parte di cittadini ed imprenditori ormai disperati per l’aumento degli effetti pandemici. Sono invece indignato per l’omertà della classe politica per gli attacchi, minacce e strumentalizzazioni che ho subito in questi ultimi tre giorni dai poteri forti che hanno approfittato della disperazione della gente per farmi fuori con l’ausilio di quelle sigle sindacati che ormai hanno dovuto smettere di usare il comune di Messina e le sue partecipate come un bancomat”.
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Lo afferma in una nota il sindaco di Messina, Cateno De Luca. aggiungendo di essere pronto a dimettersi.
“Il Presidente della regione siciliana Nello Musumeci ed il suo assessore alla sanità Ruggero Razza – prosegue De Luca – hanno avallato e sostenuto questa strategia nel miei confronti perché ho chiesto la testa del loro uomo di fiducia Paolo La Paglia, direttore generale dell’Asp di Messina”.
“Nessuno parla e tutti tacciano. Io sto rischiando la mia vita perché non ho accettato la logica mafiosa dell’omertà e della complicità. Le mie dimissioni da sindaco di Messina – sostiene De Luca – sono pronte perchè da autentico uomo delle istituzioni non posso convivere con altre istituzioni che stanno agendo con la logica mafiosa e stano uccidendo Messina lasciando i loro servi sciocchi al comando dell’Asp”.
“Perchè – conclude il sindaco – nessuno si indigna al cospetto di queste vicende da me denunciate pubblicamente e all’autorità giudiziaria?”.
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Scuola: Tar Lombardia accoglie ricorso contro ordinanza
Comitato ‘A scuola’, ora superiori potranno andare in presenza
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MILANO
13 gennaio 2021
20:24
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“Il Tar accoglie la nostra richiesta, respinge l’ordinanza, le scuole possono riaprire”: così un portavoce del comitato ‘A scuola!’ annuncia che il Tar lombardo ha accolto il loro ricorso contro l’Ordinanza lombarda dell’8 gennaio che aveva disposto la Dad al 100% per tutte le scuole secondarie fino al 25 gennaio.
“Le scuole possono riaprire, ovviamente non già domani perché è troppo tardi – spiega il portavoce del comitato – per organizzarsi”.
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13 gennaio 2021
18:19
RENZI, ANNUNCIAMO DIMISSIONI BELLANOVA-BONETTI.
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Azzolina, aumentano analfabetismo e Neet,per questo mi batto
7 miliardi mobilitati in un anno per la scuola
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13 gennaio 2021
16:19
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“Già prima della pandemia destava preoccupazione il tasso di dispersione scolastica nel nostro Paese. Oggi aumentano i segnali di allarme sociale e mi riferisco al fenomeno dei Neet e dell’analfabetismo funzionale.

Anche per questo mi batto per il rientro a scuola in presenza il prima possibile: senza scuola non c’è crescita; si accentua sempre più l’abbandono scolastico; aumentano le forme di disuguaglianza e di divario che è nostro preciso dovere contrastare”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo all’on Vacca. Oltre 7 miliardi per la scuola sono stati mobilitati in 1 anno.
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Scuola: Azzolina, chiederò altre risorse per recuperi
‘Oltre a fondi Ristori e L. Bilancio per ridurre gap formativi’
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13 gennaio 2021
16:17
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“E’ condivisibile la preoccupazione per la quale la sospensione della didattica in presenza, nonostante gli investimenti del Governo e l’encomiabile impegno quotidiano di tutto il personale scolastico, possa determinare un impoverimento degli apprendimenti. Questo si configura come un problema di particolare serietà, con ricadute non solo sulla vita del singolo studente ma, più in generale, sul futuro del nostro Paese”.
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Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina rispondendo all’on Piccoli Nardelli in question time alla Camera.
“Il Ministero ha posto e pone tutta la necessaria attenzione”, ha assicurato la ministra Azzolina, secondo la quale “per conoscere l’effettivo impatto della “perdita degli apprendimenti” prodotta dalle conseguenze della pandemia ed intervenire in modo mirato”, è necessario “disporre di dati e analisi sugli apprendimenti degli studenti. Solo così è possibile intraprendere un processo di analisi e la pianificazione di azioni di contenimento dei probabili effetti negativi determinati dalla pandemia”.
La ministra ha assicurato che il Ministero sta lavorando con le istituzioni scolastiche, “rilevando anche gli effetti del fenomeno della dispersione scolastica, che rischia concretamente di acuirsi durante l’emergenza che il Paese sta attraversando”.
E’ stato individuato uno specifico strumento da utilizzare in presenza di una o più insufficienze: il Piano di apprendimento individualizzato (PAI). Proprio attraverso il PAI il consiglio di classe individua, per ciascuna disciplina in cui sono state manifestate carenze, gli obiettivi di apprendimento da conseguire, nonché specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento. “Bisogna agire subito. Per questo, oltre alle risorse da ultimo stanziate nel “decreto ristori” e nella recente legge di bilancio per il miglioramento formativo e didattico, chiederò “ulteriori ristori formativi” per potenziare gli strumenti ricordati e per realizzare, anche con riferimento al primo ciclo di istruzione, iniziative di integrazione, recupero e sostegno degli apprendimenti, finalizzate alla riduzione del gap formativo derivante dal prolungato ricorso all’attività didattica a distanza”, ha concluso Azzolina.
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Covid: gestori impianti sci, rischio reale stop stagione
Appello al governo, studi attentamente i ristori per il settore
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13 gennaio 2021
14:06
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“Il rischio che salti l’intera stagione è più che mai reale, purtroppo”. A dirlo è Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari.
“E questa è una vera tragedia perché per noi c’è anche il dopo – aggiunge -. La nostra ripartenza sarà solo il prossimo Natale. Si tratta di una débacle senza precedenti, non solo per noi ma per tutti i lavoratori”. “Lanciamo un appello al governo affinché pensi ai ristori di questo settore così particolare”, continua Ghezzi.
“Gli impianti a fune – sottolinea – sono un settore che comincia a lavorare ad aprile-maggio in vista della stagione che parte a dicembre. Abbiamo quindi lavorato otto mesi con delle spese. Parliamo di aree che si sviluppano su tanti ettari. Noi continuiamo a spendere tutt’ora. Queste sono considerazioni da valutare da parte del governo, così come hanno fatto Oltralpe, dalla Francia all’Austria”.
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Le Regioni di montagna: servono 4-5 miliardi per i ristori dello sci
‘Lo stop degli impianti ha generato perdite per 11-12 miliardi’
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AOSTA
13 gennaio 2021
16:41
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La chiusura dello sci ha generato una perdita complessiva di 11-12 miliardi di euro all’economia di montagna che ora ha bisogno di almeno 4-5 miliardi di ristori. E’ questa la prima stima fatta dalla Regioni, secondo quanto ha riferito oggi il vice presidente della Valle d’Aosta e assessore allo sci Luigi Bertschy.
“Come Regioni di montagna abbiamo presentato i primi dati allo Stato: il comparto montagna in questo periodo ci ha rimesso almeno 11-12 miliardi, questo significa che per un intervento minimo di recupero delle perdite delle società servono 4-5 miliardi”, ha riferito Bertschy in Consiglio regionale.
“Il rischio che salti l’intera stagione è più che mai reale, purtroppo”. A dirlo è Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari. “E questa è una vera tragedia perché per noi c’è anche il dopo – aggiunge -. La nostra ripartenza sarà solo il prossimo Natale. Si tratta di una débacle senza precedenti, non solo per noi ma per tutti i lavoratori”
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Conte a operai Whirlpool: ‘Una crisi ora sarebbe incomprensibile’
La delegazione degli operai Whirlpool, accompagnata da Bersani e Scotto, aveva chiesto di non fare ‘giochi di Palazzo’ in un momento così delicato per la vita del Paese
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13 gennaio 2021
15:38
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Una crisi di governo in questo momento sarebbe “incomprensibile”. E’ quanto ha sottolineato, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte incontrando il gruppo di lavoratori della Whirlpool giunti a Palazzo Chigi per consegnare il calendario “Sulla nostra pelle”.
Nel corso dell’incontro la delegazione ha sottolineato al capo del governo come una crisi, in questo momento, sia insostenibile per il Paese.
“Abbiamo detto al presidente del Consiglio che in questo momento per la nazione è importante non avviare nessuna crisi di governo. Significherebbe lasciare appesi centinaia e centinaia di famiglie in vertenze come la nostra. Una nazione intera non può dipendere da giochi di palazzo”. Lo sottolinea la delegazione di operai Whirlpool – accompagnata dagli esponenti di Leu Pier Luigi Bersani e Arturo Scotto – uscendo da Palazzo Chigi.
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Cambio al vertice dell’Arma dei Carabinieri, Luzi prende il posto di Nistri – la cerimonia dell”avvicendamento
In programma venerdì 16 gennaio alle 10,30
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14 gennaio 2021
16:51
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La cerimonia di avvicendamento del Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri: Teo Luzi darà il cambio a Giovanni Nistri:

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‘Faccetta nera’ alla radio: Lega dura su Donazzan
Capogruppo Pan, doveva evitare, troppa leggerezza
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VENEZIA
14 gennaio 2021
17:17
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Non è ancora chiusa, almeno nelle aule della politica veneta, la polemica sull’assessore Elena Donazzan (Fdi), finita nel mirino per aver cantato alla ‘Zanzara’ su Radio24 ‘Faccetta nera’.
Oggi, dopo che Donazzan, in vista della seduta del Consiglio di martedì 19 gennaio -, che ha il caso nell’ordine del giorno -, aveva inoltrato una lettera con scuse e spiegazioni dal suo personale punto di vista, è stata la Lega, con il capogruppo Giuseppe Pan, ad usare parola dure verso l’esponente della giunta.
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“Bene le scuse di Donazzan – ha detto Pan -, ma non possiamo accettare che un assessore e un rappresentante delle istituzioni affronti temi così delicati con una tale leggerezza”.
“Indubbiamente l’assessore Donazzan – ha aggiunto – avrebbe potuto evitare di fare quelle esternazioni, anche per rispetto dell’incarico e delle istituzioni che rappresenta. Le scuse della interessata hanno cercato di rimediare a quanto accaduto.
Come Lega, però, condanniamo fermamente qualsiasi revisionismo.
Si tratta di un pensiero che decisamente non ci appartiene.
Continuare a parlare oggi di fascismo e comunismo, come entità contrapposte e totalizzanti, è di fatto anacronistico. Non possiamo però dimenticare ciò che è stato. Non è corretto nei confronti di tanti che hanno subito sulla propria pelle gli orrori del fascismo”.
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Covid: Lavevaz, Consulta non ha colto nostro intento
‘Volevamo calare in nostra realtà norme nazionali’
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AOSTA
14 gennaio 2021
17:41
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“E’ un passaggio senza precedenti, credo che la Consulta non abbia colto pienamente quello che era l’intento politico contenuto in questa legge”. Così il presidente della Regione Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, ha commentato la decisione della Corte costituzionale di sospendere la legge regionale valdostana sulle aperture in deroga alle norme nazionali.
“La nostra – ha aggiunto – non è nient’altro che una cornice normativa che ci permetteva di calare sulla nostra realtà territoriale e sul nostro tessuto economico e sociale le norme nazionali”.
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Conte,crisi in Aula.Caccia a responsabili
Mattarella riceve premier e prende atto. C.destra all’attacco
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14 gennaio 2021
17:56
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Il premier Giuseppe Conte sale per il secondo giorno consecutivo al Quirinale, prende l’interim del ministero delle Politiche Agricole, lasciato da Teresa Bellanova, e assicura al presidente della Repubblica Sergio Mattarella la volontà di parlamentarizzare la crisi come chiesto a gran voce dall’opposizione ma anche dalla maggioranza. Già lunedì, secondo le ipotesi, il premier potrebbe fare comunicazioni alla Camera e martedì al Senato.
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Ma non è ancora scontato che Conte vada alla conta. Grandi manovre sono in corso soprattutto al Senato, dove i 18 senatori Iv erano determinanti, per mettere in piedi l’operazione ‘responsabili’ che stabilizzi la maggioranza. Secondo quanto si apprende, un gruppo pronto a votare la fiducia si aggregherebbe intorno al Maie, il movimento degli italiani all’estero, e un altro polo sarebbe centrista. Dalla maggioranza trapela ottimismo sull’esistenza di una maggioranza alternativa dopo la rottura di Matteo Renzi.
Ormai i rapporti con Iv sembrano definitivamente rotti. E anche il Pd che stamattina aveva avvertito sul rischio elezioni, apre la porta ad una nuova maggioranza con Conte. “Nel passato – chiarisce il capodelegazione dem Dario Franceschini – il termine responsabili indicava una negatività, non è più così. Siamo in un sistema parlamentare in cui le maggioranze di governo si cercano in Parlamento, apertamente, alla luce del sole e senza vergognarsene. E così sarà anche questa volta”.
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Scuola: in Lombardia superiori in classe da lunedì
Lettera al Tar di prefetto Milano e direttore ufficio scolastico
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14 gennaio 2021
17:42
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In Lombardia i ragazzi delle superiori potranno tornare (parzialmente) in classe da lunedì prossimo. Il prefetto di Milano Renato Saccone e la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Augusta Celada hanno inviato una lettera al presidente del Tar della Lombardia spiegando che questi sono i “tempi minimi insopprimibili” per dare attuazione al decreto con cui il Tribunale ha sospeso l’ordinanza regionale che imponeva fino al 24 gennaio la didattica a distanza al 100%.

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DALLE 18:05 DI LUNEDì 11 GENNAIO 2021

ALLE 06:12 DI MERCOLEDì 13 GENNAIO 2021

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Azzolina, chiederò ristori per la scuola
Non si può pensare di recuperare in estate
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11 gennaio 2021
18:05
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“Non credo si possa pensare di recuperare d’estate: bisogna recuperare oggi. E’ più facile chiudere la scuola perchè la scuola non ha bisogno di ristori.

Sarò io oggi a chiedere i ristori formativi: ci sono anche bambini della scuola primaria che sono andati a scuola meno ma so bene che vengono da 3 mesi di dad dell’anno precedente.
Chiederò ristori formativi per fare apprendimenti potenziati anche nel pomeriggio, per fare educazione all’affettività e incrementare l’aiuto psicologico: ora bisogna intervenire non di certo in estate”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a Uno Mattina.
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Governo: Di Maio, siamo vaccinati alle crisi
Non mi interessa ruolo vicepremier
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12 gennaio 2021
09:53
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“Io il vice premier l’ho già fatto, conosco il valore di quella carica. La si sta descrivendo come la panacea di tutti i mali ma non è così.
Ho rifiutato due volte di fare il presidente del Consiglio. In questo momento non ci interessano i giochi di Palazzo, stiamo pensando agli italiani”.
Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ad Agorà su Raitre. “Siamo vaccinati alle crisi”, ha detto ancora.
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Governo:Faraone,ok Iv a Recovery poi valuteremo che fare
Speriamo di fare battaglia per Mes dentro maggioranza
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12 gennaio 2021
09:54
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“Noi speriamo di fare la battaglia per il Mes dalla maggioranza, se non ci saranno le condizioni andremo serenamente all’opposizione. Le nostre ministre saranno stasera in Cdm” ma “non saremo responsabili di nessun ritardo sul Recovery plan, lo stiamo studiando, lo voteremo, lo sosterremo e lo miglioreremo, un minuto dopo valuteremo il da farsi”.
Lo ha detto, intervistato ad Agorà su Rai Tre, Davide Faraone di Italia Viva.
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Di Maio, Draghi usato come oggetto contundente contro Conte
‘Non merita di finire nel dibattito per accoppare un politico’
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12 gennaio 2021
09:55
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“Si cita Mario Draghi sempre quando il governo è in fibrillazione e quindi viene utilizzato a volte come oggetto contundente contro Conte o contro altri”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ad Agorà su Raitre.

“Il presidente Mario Draghi non merita di finire nel dibattito solo quando c’è da accoppare qualche politico”, ha detto ancora.
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Crimi, se Renzi ritira ministri no a nuovo governo con Iv
“Non si può abbattere casa, sorridere e dire che va tutto bene”
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12 gennaio 2021
10:10
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“Se Renzi si rende colpevole del ritiro dei suoi ministri, con lui e Italia Viva non potrà esserci un altro governo. Esiste un limite a tutto.
Se ora, nelle condizioni in cui siamo, qualcuno si chiama fuori e saluta la compagnia, per noi è fuori e resta fuori definitivamente”. Lo sottolinea il capo politico M5S Vito Crimi rispondendo a chi gli chiede della possibilità anche di un Conte-ter in caso di crisi. “Non si può abbattere la casa e poi fare un sorriso e dire che va tutto bene”, aggiunge il senatore del Movimento.
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Violenza sessuale:patrocinio gratuito anche per ‘abbienti’
Decisione della Consulta, agevolare denuncia di tali reati
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12 gennaio 2021
11:21
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Anche le persone con un reddito superiore ai 10 mila euro hanno diritto al patrocinio a spese dello Stato nei casi di violenza sessuale. A stabilirlo è una sentenza della Corte Costituzionale che ritiene “non fondata la questione di legittimità costituzionale” dell’articolo 4-ter del ‘Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia’ che prevede proprio l’automatica ammissione al patrocinio gratuito della persona offesa dai reati “anche in deroga ai limiti di reddito previsti dal presente decreto”, cioè 10.628,16 euro.
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Nella sentenza del 3 dicembre scorso, pubblicata l’11 gennaio 2021, la Consulta spiega che “è evidente che la ratio della disciplina in esame è rinvenibile in una precisa scelta di indirizzo politico-criminale che ha l’obiettivo di offrire un concreto sostegno alla persona offesa, la cui vulnerabilità è accentuata dalla particolare natura dei reati di cui è vittima, e a incoraggiarla a denunciare e a partecipare attivamente al percorso di emersione della verità. Valutazione che appare del tutto ragionevole e frutto di un non arbitrario esercizio della propria discrezionalità da parte del legislatore”. A queste argomentazioni, aggiunge la Corte Suprema, “va aggiunta la considerazione che nel nostro ordinamento sono presenti altre ipotesi in cui il legislatore ha previsto l’ammissione a tale beneficio a prescindere dalla situazione di non abbienza”.
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Regioni a Governo, turismo invernale rischia non rialzarsi
Subito misure immediate e proporzionate per imprese e lavoratori
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TORINO
12 gennaio 2021
11:32
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Il comparto turistico invernale “soffre oggi alcuni miliardi di mancato fatturato e che rischia, a crisi epidemica finita, di non avere più la forza di rialzarsi. Per questo è necessario mettere in campo misure immediate e proporzionate per le imprese e per i lavoratori stagionali”.
Lo ribadiscono le Regioni, che di fronte all’annunciata ipotesi di un nuovo rinvio dell’apertura degli impianti di risalita, si dicono disponibili da subito nella collaborazione istituzionale per trovare una soluzione condivisa e immediata.   PIEMONTE   ECONOMIA   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA TECNOLOGIA

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Covid: Papa, emerse carenze sanità,non sempre garantite cure
‘Una società è umana se sa prendersi cura dei più fragili’
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CITTA DEL VATICANO
12 gennaio 2021
12:14
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“L’attuale pandemia ha fatto emergere tante inadeguatezze dei sistemi sanitari e carenze nell’assistenza alle persone malate. Agli anziani, ai più deboli e vulnerabili non sempre è garantito l’accesso alle cure, e non sempre lo è in maniera equa”.
Lo sottolinea il Papa nel Messaggio per la Giornata Mondiale del Malato che si celebrerà l’11 febbraio. “Questo dipende dalle scelte politiche, dal modo di amministrare le risorse e dall’impegno di coloro che rivestono ruoli di responsabilità. Investire risorse nella cura e nell’assistenza delle persone malate – ha aggiunto – è una priorità legata al principio che la salute è un bene comune primario”.
Il Papa chiede anche un “patto” che metta al centro “la dignità del malato” e lancia un appello perché nessuno sia lasciato senza cure. “Una società è tanto più umana – sottolinea Francesco – quanto più sa prendersi cura dei suoi membri fragili e sofferenti, e sa farlo con efficienza animata da amore fraterno. Tendiamo a questa meta e facciamo in modo che nessuno resti da solo, che nessuno si senta escluso e abbandonato”.
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M5S: ‘assediamo traditori’, un denunciato per volantini
Nel Torinese per diffamazione aggravata e istigazione delinquere
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TORINO
12 gennaio 2021
12:18
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I carabinieri del Comando provinciale di Torino hanno denunciato un italiano di 52 anni per i volantini affissi nel torinese lo scorso 29 dicembre dal titolo “Assediamo i traditori a ‘5stelle'”. Nei manifesti veniva criticato il movimento politico per aver disatteso le aspettative dei suoi elettori e in particolare per non aver impedito il blocco dei lavori della Tav e l’approvazione del Mes e venivano promossi presidi sotto le abitazioni dei parlamentari con tanto di nomi e indirizzi.
E’ accusato di diffamazione aggravata e istigazione a delinquere.
Nell’abitazione dell’uomo denunciato i carabinieri hanno trovato 75 volantini pronti per l’affissione, un rotolo di carta autoadesiva contenente nominativi e indirizzi dei parlamentari del movimento politico residenti nella Regione Piemonte e una carabina, regolarmente denunciata, che gli è stata ritirata.
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Renzi, non siamo irresponsabili, chiediamo Mes non posti
Nessuna richiesta di poltrone
S
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12 gennaio 2021
12:28
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“A differenza di ciò che raccontano a reti unificate i cantori del pensiero unico, non c’è nessuna richiesta di poltrone, nessuna polemica pretestuosa, nessun atto irresponsabile. Quello che noi stiamo facendo si chiama POLITICA: studiare le carte, fare proposte, dare idee.

Irresponsabile sarebbe sprecare centinaia di miliardi dei nostri figli facendo debito cattivo e non investendo sulla sanità, sull’educazione, sull’innovazione”. Lo scrive nella Enews Matteo Renzi, ribadendo: se non ci sono risorse sufficienti nel piano pandemico nazionale, “prendiamo il Mes”.
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Recovery:Renzi, almeno a parole ci stanno dando ragione
Prima ci insultano poi ci danno ragione
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12 gennaio 2021
12:30
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“Adesso è avvenuto anche sul Recovery Plan dove – almeno a parole – ci stanno dando ragione”. Così Matteo Renzi nell’enews.

“Prima ci insultano. E poi ci danno ragione senza ammetterlo – dice Renzi – È avvenuto sul rapporto Stato / Regioni. È avvenuto sul bicameralismo.
È avvenuto sulla decontribuzione del JobsAct.
È avvenuto su Industria 4.0. È avvenuto sui diritti sociali e civili. E’ avvenuto sui vaccini. È avvenuto sull’idea di Europa, su Trump, sui temi dell’Expo.È avvenuto sulla centralità della scuola”.
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Bonafede,non si sfidi pazienza italiani evocando crisi
Desolante vedere toni volti solo a alimentare tensioni
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12 gennaio 2021
12:38
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“Ancora oggi prosegue l’inspiegabile attacco quotidiano, dall’interno della maggioranza, nei confronti del Presidente del Consiglio e dell’azione del Governo.
È davvero desolante dover constatare la persistenza di toni volti unicamente ad alimentare tensioni”.
Lo scrive su Fb il capodelegazione M5S Alfonso Bonafede che aggiunge: “Qualcuno dirà che nella politica ci può stare. Può darsi, ma ci sono momenti in cui tutti dovrebbero capire che non si può continuare a sfidare la pazienza degli italiani evocando crisi del tutto aliene rispetto ai bisogni dei cittadini”.
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Vaccini: giudici, vademecum su consenso
‘Direttori rsa possono ricorrere a giudici’
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12 gennaio 2021
12:52
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Un vademecum con tanto di casistica per “dare agli operatori sanitari”, in particolare a quelli che operano nelle rsa, e “agli amministratori di sostegno e a tutti soggetti investiti di poteri di rappresentanza legale delle persone incapaci, l’indicazione pratica delle regole di comportamento da seguire” per le vaccinazioni anti-Covid, quando si hanno di fronte persone non capaci di esprimere il consenso.
Lo ha predisposto l’ottava sezione civile del Tribunale di Milano.
Tra i soggetti che possono rilasciare il consenso per persone incapaci, privi di amministratori di sostegno o tutori legali, ci sono anche “i direttori Sanitari o i responsabili medici delle rsa o i direttori sanitari delle Asl (Ats)”.
Nel caso, ad esempio, di un ospite di rsa incapace “con coniuge, convivente ovvero parenti fino al terzo grado” e per il quale “risulti il dissenso alla vaccinazione” il direttore sanitario o della struttura, “se ritiene invece che il vaccino sia appropriato e necessario”, può presentare ricorso al giudice tutelare per “ottenere l’autorizzazione a procedere”.
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Recovery: Ue, piena fiducia, l’Italia farà del suo meglio
‘Non commentiamo le situazioni politiche dei Paesi membri’
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BRUXELLES
12 gennaio 2021
13:36
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“Non commentiamo le situazioni politiche all’interno dei Paesi membri, lavoriamo con le autorità italiane e abbiamo piena fiducia che l’Italia farà del suo meglio per presentare e avviare il piano nazionale del Recovery, per beneficare dei fondi di Nex GenerationEu quando saranno disponibili”. Così il portavoce della Commissione europea Eric Mamer ha risposto a una domanda dei giornalisti che chiedevano di commentare la situazione politica in Italia.
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Azzolina, chiederò ristori formativi per la scuola
Così si potranno fare corsi di recupero non solo per la scuola superiore ma anche per la scuola primaria. Sulla scuola ci sono 27 miliardi
(2)
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12 gennaio 2021
17:33
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“Non credo si possa pensare di recuperare d’estate: bisogna recuperare oggi. E’ più facile chiudere la scuola perchè la scuola non ha bisogno di ristori. Sarò io oggi a chiedere i ristori formativi: ci sono anche bambini della scuola primaria che sono andati a scuola meno ma so bene che vengono da 3 mesi di dad dell’anno precedente. Chiederò ristori formativi per fare apprendimenti potenziati anche nel pomeriggio, per fare educazione all’affettività e incrementare l’aiuto psicologico: ora bisogna intervenire non di certo in estate”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a Uno Mattina.
“Chiederò i ristori formativi per fare corsi di recupero, non solo per la scuola superiore, ma anche per la scuola primaria.
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Il 7 gennaio sono tornati a scuola in 5 milioni, ma vengono da mesi di dad e bisogna recuperare adesso. Chiederò ristori formativi e per dare un supporto psicologico. Le risse tra i giovani sono diventate più frequenti in questo periodo”, osserva la ministra Azzolina.
“Sulla scuola abbiamo messo 7 miliardi; nel Recovery sulla scuola ci sono oltre 27 miliardi considerando tutti i fondi europei, Con questa cifra si può mettere a punto un piano a 360 gradi per risollevare l’istruzione che è stata negli anni maltrattata, ‘messa in uno sgabuzzino’ e che va finalmente risollevata”.
“Il problema non è il trasporto ma sanitario. Si va a colpire la scuola superiore che è chiusa da novembre, che non può essere causa dell’aumento dei contagi. Ma io non posso pensare di vedere i ragazzi al pomeriggio al centro commerciale, i ragazzi non sono a casa tutto il giorno, escono, hanno bisogno di socialità; abbiamo fatto con loro black out socialità e la cercano fuori dalla scuola. Così non si controlla la curva sanitaria”, prosegue. “I ragazzi hanno ragione: abbiamo acceso i pc ma spento gli animi. Tutti dobbiamo ricordare che l’Italia deve pensare alle giovani generazioni, non essere un Paese che si occupa solo delle generazioni più anziane”.
“Qualche cosa succederà – dichiara – evito di fare previsioni sulla crisi di governo, ma questa indebolisce, oltre alla classe politica, anche il paese: in un momento di pandemia, in cui dobbiamo vaccinare, riaprire la scuola, in cui ci sono tante attività in difficoltà, quello che ci vuole non è una crisi di governo, mi auguro prevalga senso di responsabilità. Questa dovrebbe essere il punto principe a cui guardare quando si fa politica”.
“Decideranno le Regioni quando riaprire – osserva la responsabile dell’Istruzione – io come governo ho messo in essere tutto quello che era necessario per far ripartire la scuola, abbiamo lavorato su mezzi pubblici, igienizzanti, mascherine. Sono state fatte azioni concrete e reali; quando i governatori decideranno che i ragazzi possono tornare a scuola potranno farlo, è tutto pronto”.
Sulle vaccinazioni “i docenti sono stati considerati categoria prioritaria ma dopo i sanitari e gli anziani. E’ vero, la scuola è un servizio pubblico essenziale, anche il personale Ata va vaccinato il prima possibile. L’Italia sta vaccinando in modo celere, prima ci vacciniamo tutti e meglio sarà; spero si faccia prestissimo con i sanitari e i nostri nonni per arrivare poi alla scuola, partendo dai docenti fragili e da chi ha una età più avanzata per arrivare ai più giovani”.
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La bozza del Recovery Plan Tabella per tabella
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11 gennaio 2021
23:39
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“Next Generation EU è una svolta europea. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza richiede una svolta italiana, nella programmazione e nell’attuazione degli investimenti, che segni una discontinuità decisiva per lo sviluppo sostenibile, la digitalizzazione e l’innovazione, la riduzione dei divari e delle diseguaglianze”.
Così il governo presenta il Piano Recovery. L’Italia “intende essere protagonista di questo Rinascimento europeo, attraverso il rilancio degli investimenti pubblici e privati e con riforme volte a rafforzare la capacità e l’efficienza delle istituzioni”.
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Scuola: Lezioni all’aperto, gli studenti chiedono di tornare in classe
Promosse da studenti e Comitati
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12 gennaio 2021
08:45
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Lezioni all’aperto davanti agli istituti superiori chiusi e assemblee nei parchi. Mobilitazioni della Rete degli studenti medi oggi a Roma e nel Lazio in occasione dello ‘sciopero della scuola’ che hanno indetto oggi in varie città per chiedere la “riapertura di tutte le scuole”.
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“Vogliamo la scuola in presenza ed essere priorità del paese, basta rimandi e rimpalli” hanno sottolinaeto gli studenti. E così dal Liceo Albertelli al Miamani, dal Tasso al Cavour al Righi, si sono svolte lezioni e assemblee. “Eravamo circa duecento davanti al Cavour stamattina – racconta Leone della Rete degli Studenti Medi del Lazio – c’è stata una assemblea/lezione con il giornalista Marco Damilano, direttore de L’Espresso, in cui si è parlato del tema della riapertura della scuola per arrivare ai trasporti, fino alla Next generation. A partecipare non solo studenti, ma anche professori e genitori”. Davanti al Mamiani si sono riuniti circa 200 ragazzi e la polizia locale ha chiuso la corsia laterale di viale delle Milizie. Mentre a Villa Torlonia, invece, si è svolta un’assemblea organizzata del Collettivo Plinio. “Diritto alla scuola” e “La nostra scuola” sono alcuni degli striscioni esposti.
E domani mattina alle 9 è prevista una mobilitazione di Priorità alla scuola nei pressi della Regione Lazio. L’appuntamento è alle 9 a piazza Oderico da Pordenone. “Chiediamo la riapertura immediata di tutte le scuole perché siamo esausti, è arrivato il momento. Non si può più rinviare” spiega Francesca di Priorità alla Scuola.
“Non si può tenere aperto tutto, mentre la scuola resta sempre chiusa, da ormai un anno”, dicono gli aderenti al comitato “Priorità alla Scuola” che chiede che la scuola sia finanziata perché possa avere più spazi, più personale, per riaprire le infermerie, per fare uno screening sanitario regolare della comunità scolastica (docenti, ATA, studenti), per inserire, come categoria prioritaria, il personale scolastico ad alto rischio nella fase 1 dell’agenda vaccinale.
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Per questi motivi sono state organizzative nuove mobilitazioni anche per i prossimi giorni.
Rientro in classe, oggi, solo per i ragazzi delle scuole superiori in Toscana (poco più di 166 mila), Abruzzo (56.500) e Valle d’Aosta. I ragazzi rientreranno al 50% in presenza. Tutte le altre Regioni hanno scelto di rinviare il ritorno sui banchi degli studenti delle superiori in date che vanno dal 18 gennaio al 1 febbraio.
TOSCANA – “Sono felice di tornare in classe, anche se è strano perché è quasi un anno che non torniamo a scuola – dice Martina del liceo classico Michelangiolo, storico istituto del centro di Firenze – la didattica a distanza è una scuola a metà quindi sono felice di tornare in presenza ma anche un po’ preoccupata perché qui abbiamo tanti contatti quindi c’è anche il timore di contagiarsi”. La campanella del Michelangiolo ha suonato alle 8.15, all’ingresso nessun assembramento e due volontari della Croce rossa italiana che misurano la febbre agli studenti. Per Jack che frequenta la succursale del liceo scientifico Castelnuovo “la distanza a volte è più semplice, ma tornare a scuola a tutta un’altra cosa a scuola perché posso avere un rapporto diretto con i miei compagni e partecipare meglio alle lezioni”.
Entusiasmo per il rientro a scuola in presenza in Toscana soprattutto per gli studenti dell’ultimo anno che a giugno dovranno affrontare gli esami di maturità. Per Niccolò, studente del liceo scientifico Castelnuovo di Firenze il rientro in classe “è emozionante e molto importante soprattutto per noi che siamo studenti del quinto anno e dobbiamo fare la maturità, rientrare in classe è necessario e sufficiente a svolgere bene l’anno scolastico. Per molti studenti – aggiunge – la didattica a distanza è stata faticosa, la soglia di concentrazione è molto più bassa da casa, ed è difficile seguire le lezioni dal computer, quindi è molto importante rientrare in classe, siamo fortunati”.
Sta funzionando a Firenze il piano trasporti per il rientro in classe del 50%, degli studenti delle superiori: nel capoluogo toscano sono circa 21.000 i giovani che possono da oggi tornare a far lezione in presenza su una popolazione scolastica totale di circa 42.000 ragazzi. Lo scaglionamento degli orari di ingresso e la didattica in presenza al 50% hanno evitato, secondo quanto emerso al momento, assembramenti sui mezzi di trasporto, bus e tramvia, e alle fermate, dove a vigilare ci sono steward in pettorina gialla.
“Io avrei preferito fare o tutta didattica a distanza o tutta in presenza, perché i ragazzi così sono molto scombussolati e anche noi docenti: un giorno andiamo a scuola e un giorno facciamo didattica a distanza, organizzare il lavoro così è un po’ complicato e anche per i ragazzi è pesante”. Così Antonella Troccoli, docente di educazione fisica a Firenze, entrando questa mattina al liceo classico Michelangiolo per il primo giorno di rientro a scuola degli studenti.
“Sono un po’ emozionata, rivedere i ragazzi è splendido, ho passato da sola due mesi a scuola insieme solo al vicepreside e 13 bidelli, ma certo il problema sanitario esiste ancora”. Così Liliana Gilli, dirigente scolastico del liceo classico Galileo di Firenze.
“La scuola non è uno dei tanti settori ma è il cuore, lo specchio del futuro”. Lo ha detto, intervenendo a Caterpillar su Rai Radio 2 stamani, il sindaco di Firenze Dario Nardella.
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“Ritengo che la scuola sia l’elemento centrale per la vita di una comunità, perché la scuola significa il nostro futuro, attraverso la formazione dei nostri ragazzi, e quindi quando ho visto che vi era l’opportunità non ho pensato a rinviare per avere magari maggiore sicurezza”. Così il presidente della Toscana, Eugenio Giani.
VALLE D’AOSTA – Incremento delle linee di trasporto su gomma, raddoppio delle carrozze ferroviarie, volontari dell’Associazione nazionale alpini e forze dell’ordine davanti a scuole e stazioni: così la Valle d’Aosta ha oggi riattivato la didattica in presenza al 50 per cento nelle scuole superiori. Gli studenti coinvolti sono in totale 5.600, 840 gli insegnanti.
La ripresa dell’attività didattica in presenza nelle scuole superiori della Valle d’Aosta “è un segno per guardare avanti in momenti difficili. Per ora siamo al 50%, ora speriamo di poter riaprire a tutti”. Così Luciano Caveri, assessore regionale all’istruzione. “Dopo tante settimane di didattica a distanza – prosegue – ha riempito il cuore vedere i ragazzi delle superiori con i loro insegnanti rivedersi in questa giornata invernale così fredda”.
ABRUZZO – Lezioni in presenza al 50%, da oggi, in Abruzzo, per le scuole secondarie di secondo grado. Ma sono tante le voci contrarie alla riapertura parziale e a sostegno dello ‘sciopero digitale’ degli studenti di Pescara annunciato da ‘Libera Associazione Studentesca’, Cobas scuola, ‘Priorità alla scuola’ e ‘Patto per l’Abruzzo resiliente’. Questa mattina è previsto un presidio in Piazza Unione, davanti alla sede del Consiglio regionale, per rivendicare un tavolo permanente di confronto con la Regione e per un rientro a scuola del 100% degli studenti in condizioni di sicurezza. “Sostengo in pieno l’iniziativa di studenti e associazioni – dice il consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd) – occorre riaprire, ma va fatto in sicurezza: con un sistema di trasporti sicuro ed efficiente, strutturazione di presidi sanitari nelle scuole e confrontandosi con il mondo della scuola”.
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Anche Rifondazione Comunista, federazione di Pescara, sostiene lo ‘sciopero digitale’. Mentre alunni e personale di infanzia, primaria e medie inferiori hanno continuato a rimanere in presenza. Dei 57.000 studenti abruzzesi delle superiori solo metà rientrerà in classe, gli altri resteranno in Dad.
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Turismo, in piazza a Roma la protesta degli agenti di viaggio
La solidarietà di FI, Fdi e Lega.”Gli agenti di viaggio tra più colpiti da crisi”
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12 gennaio 2021
19:09
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“Noi di Maavi #nonsmetteremodiviaggiare”. E’ lo slogan con cui Enrica Montanucci, presidente del Movimento Autonomo Agenzie di Viaggio Italiane, ha chiamato a raccolta gli agenti di viaggio che hanno protestato  a piazza del Popolo a Roma.
A dar loro conforto è arrivato anche il senatore forzista Maurizio Gasparri che in un Tweet pubblica una foto e scrive: “In piazza a Roma con il Maavi, movimento autonomo agenzie di viaggio italiane, una delle categorie più colpite dalla crisi”.
“Durante la manifestazione daremo voce sia a noi di Maavi ma anche a Fiavet Lazio, e a tanti di voi, agenti di viaggio, tour operator, commerciali, rappresentanti di nuove aperture” sottolinea la Montanucci.
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Dpcm: mercoledì alle 15 comunicazioni di Speranza al Senato
Poi giovedì nuova riunione Governo-Regioni
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12 gennaio 2021
18:39
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Il ministro della Salute, Roberto Speranza riferirà mercoledì 13 gennaio alle 15 nell’aula del Senato sulle misure previste nel prossimo decreto del presidente del Consiglio. Dopo le sue comunicazioni, si passerà al voto delle risoluzioni.
A riferirlo, il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci al termine della conferenza dei capigruppo che si è svolta al Senato.
Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha convocato per giovedì mattina una nuova riunione con le Regioni, l’Anci e l’Upi per fare il punto sulle misure che andranno nel nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio. All’ordine del giorno dell’incontro, in programma alle 9.30, anche un’integrazione sul piano dei vaccini.
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Roberto Maroni dimesso dall’ospedale Besta dopo l’operazione
Aveva avuto un malore, lunedì 4 gennaio, a casa sua a Lozza
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MILANO
12 gennaio 2021
16:00
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L’ex governatore della Lombardia, ed ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni è stato dimesso dall’Istituto neurologico Besta di Milano. Maroni, 65 anni, è stato sottoposto, venerdì scorso, a un intervento chirurgico dopo che aveva avuto un malore, lunedì 4 gennaio, a casa sua a Lozza (Varese). In un primo tempo era stato ricoverato all’ospedale di Circolo di Varese da cui è stato poi trasferito nel nosocomio milanese.
Dopo l’operazione l’ospedale aveva parlato di condizioni “soddisfacenti” e di paziente “sveglio e cosciente”.
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Covid: infettivologo Charité, col vaccino si potrà evitare la terza ondata
Secondo l’esperto ‘la politica è stata lenta, perciò le misure attuali non bastano’
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BERLINO
12 gennaio 2021
14:26
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“Credo che grazie al vaccino si stopperà la seconda ondata e si potrà evitare la terza. Nella prossima estate si potrebbe tornare alla normalità”.
Lo ha detto l’infettivologo dello Charitè Andrej Trampuz, primario del reparto di Infettivologia e Chirurgia settica, in un incontro on line con la stampa estera a Berlino. Secondo l’esperto, “la politica ha reagito con troppa lentezza e ha trascurato d’imporre le chiusure necessarie a ottobre in Germania. Per questo adesso le misure in vigore non bastano e andranno prorogate e rafforzate”.
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Arriva Piano Recovery,più fondi a scuola e digitale
Per la svolta dell’Italia.Nelle riforme taglio Irpef e giustizia
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12 gennaio 2021
15:33
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Un piano in 171 pagine, 6 missioni, 47 linee di intervento e 4 tabelle: arriva la bozza del Piano Recovery che, inviata ai partiti dal Mef e da Palazzo Chigi, approderà domani al Consiglio dei Ministri. Il documento promette di spendere subito, nel 2021, 25 miliardi di euro per gli obiettivi individuati e aumenta le risorse per i due importanti capitoli di istruzione e digitale.
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Ai 222,9 miliardi (144,2 per nuovi interventi) previsti imbarcando anche i fondi per la coesione, vengono poi aggiunti i soldi della programmazione di bilancio 2021-26. Il totale sale così 310 miliardi. Una massa enorme dalla quale il governo si aspetta una “svolta per l’Italia nella programmazione e attuazione degli investimenti” per un Paese che intende essere “protagonista del rinascimento europeo”.
Tre sono gli assi strategici del progetto – digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale – ma tre sono alcune priorità trasversali a molti progetti sui quali il governo intende porre l’attenzione: le donne, i giovani, il Sud. Ovviamente un posto primario ha la sanità, alla quale vanno quasi 20 miliardi di interventi, 19,72 per l’esattezza.
Rispetto alla prima stesura i cambiamenti sono molti, ma anche se si guarda al documento di confronto tra partiti di qualche giorno fa si scopre che aumentano le risorse per il capitolo istruzione e ricerca (da 27,91 a 28,49 miliardi) e quelle per la digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (da 45,86 a 46,18 miliardi). Non cambiano le somme cumulate degli altri capitoli: 68,9 miliardi per la Rivoluzione Verde e Transizione ecologica, 31,98 miliardi per le infrastrutture per una mobilità sostenibile, 21,28 miliardi per l’inclusione e la coesione.
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Attenzione anche all’agricoltura, cara alla ministra Bellanova che guida all’interno del governo le posizioni di pungolo di Italia Viva. Difficile scorporare la cifra in un capitolo che parla anche di fonti energetiche come l’idrogeno, che ammonta in totale a 6,3 miliardi, a dire il vero gli stessi previsti nella prima bozza. Ma il piano prevede comunque di “rendere la filiera agroalimentare sostenibile, preservandone la competitività. Implementare pienamente il paradigma dell’economia circolare”. Altrettanto importante per Italia Viva anche il capitolo famiglia che compare con oltre 30 miliardi della programmazione di bilancio al 2026, volti a finanziare l’assegno unico a partire da quest’anno.
Rimane tutta da sciogliere invece la questione della governance. Nel testo solo poche righe. “Il Governo, sulla base delle linee guida europee per l’attuazione del Piano, – si legge – presenterà al Parlamento un modello di governance che identifichi la responsabilità della realizzazione del Piano, garantisca il coordinamento con i Ministri competenti a livello nazionale e gli altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa”.
Viene invece indicato il contesto nel quale il governo utilizzerà le risorse che serviranno a rilanciare la crescita.
Il Pnrr verrà accompagnato da una serie di riforme per “rafforzare l’ambiente imprenditoriale, ridurre gli oneri burocratici e rimuovere i vincoli che hanno rallentato gli investimenti”. In particolare la riforma della giustizia e quella dell’Irpef con “la riduzione delle aliquote effettive sui redditi da lavoro, dipendente ed autonomo, in particolare per i contribuenti con reddito basso e medio-basso, in modo da aumentare il tasso di occupazione, ridurre il lavoro sommerso e incentivare l’occupazione delle donne e dei giovani”.
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Dalla scuola alla sanità, il Recovery Plan dell’Italia
Tra progetti 5G, Giubileo, asili, strade e ‘case della comunità’
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12 gennaio 2021
23:18
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Dagli asili nido alla telemedicina, dall’alta velocità al Giubileo, dai pagamenti digitali alle reti 5G. Con una dotazione di 222 miliardi il Pnrr spazia su ogni ordine di progetti per fare dell’Italia un Paese più moderno, più digitale, più verde e più inclusivo.
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Sei le missioni principali che a loro volta raggruppano 16 componenti: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per una mobilità sostenibile; Istruzione e ricerca; Inclusione e coesione; Salute.
DIGITALIZZAZIONE, DA CIBER SECURITY A GIUSTIZIA – La missione è suddivisa in tre componenti – PA, sistema produttivo e cultura – per oltre 46 miliardi. Vi rientrano infrastrutture digitali per la raccolta dei dati (con la nascita di Poli Strategici Nazionali), per garantire più servizi digitali, dalla ‘cittadinanza digitale’ alla digitalizzazione dei pagamenti, ma anche per la cyber security e la gestione di dati sensibili.
Semplificare ed accelerare i processi sono le parole d’ordine per la giustizia, mentre per la digitalizzazione del sistema produttivo, che potrà beneficiare del piano Transizione 4.0, si punta su tecnologie, ricerca, sviluppo e innovazione, reti ultraveloci in fibra ottica, 5G e satellitari.
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Negli 8 miliardi del capitolo cultura e turismo trovano infine spazio la riqualificazione di borghi, parchi, giardini storici e periferie, un progetto speciale per Roma ‘Caput mundi’ in vista del Giubileo del 2025 e un ‘Progetto Cinecittà’ per il cinema.
RIVOLUZIONE VERDE, DALL’ILVA AI BOSCHI – Ridurre le emissioni, migliorare l’efficienza energetica, proteggere e conservare l’Italia per consegnarla migliore alla Next Generation: territorio, acque, mari, patrimonio culturale e paesaggistico, città e foreste. Alla “Rivoluzione verde e transizione ecologica” è destinata la fetta maggiore di risorse: 68,9 miliardi. Si va dall’idrogeno verde alle energie rinnovabili, dalle ciclovie (con 1.000 km di piste ciclabili in città e 1.626 km di piste turistiche) al rimboschimento fino al riciclo dei rifiuti. In particolare 6,3 miliardi sono destinati a progetti su “Impresa verde ed economia circolare”, 18,2 miliardi a “Transizione energetica e mobilità locale sostenibile”, 29,3 miliardi per “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici”, 15 miliardi per “Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica”. Rientra anche la decarbonizzazione dell’ex Ilva.
INFRASTRUTTURE, ALTA VELOCITA’ E MANUTENZIONE STRADE 4.0 – Con circa 32 miliardi di risorse, l’intervento sulle infrastrutture punta a realizzare un “sistema infrastrutturale di mobilità moderno, digitalizzato e sostenibile”.
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L’intervento più corposo (28,3 miliardi) è destinato a ferrovie e strade: si punta a rafforzare le grandi linee di comunicazione del Paese, innanzitutto ferroviarie, con un focus sul Mezzogiorno; risorse anche per la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti stradali con maggiori criticità. Altri 3,68 miliardi sono per intermodalità e logistica integrata, con investimenti per rendere i porti più competitivi e sostenibili.
ISTRUZIONE, DA INSEGNANTI A SCUOLE CABLATE – Colmare il deficit di competenze che limita il potenziale di crescita, migliorare i percorsi scolastici e universitari degli studenti agevolandone l’accesso e rafforzare i sistemi di ricerca e la loro interazione con il mondo delle imprese e delle istituzioni. Sono questi i principali obiettivi del capitolo “Istruzione e ricerca” per il quale verranno stanziati un totale di 28,5 miliardi di euro: 16,7 per il potenziamento delle competenze e diritto allo studio e i restanti 11,7 per la ricerca all’impresa. Per scuola e formazione, tra i principali intenti ci sono l’aumento dell’offerta di asili nido e servizi per l’infanzia, l’ampliamento delle opportunità di accesso all’istruzione, il contrasto all’abbandono scolastico (14,5% in Italia contro una media UE del 10,6%) e una migliore formazione e reclutamento dei docenti.
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E’ inoltre previsto l’efficientamento energetico e la cablatura delle scuole.
INCLUSIONE, PRIORITA’ DONNE E GIOVANI – Intervenire sulle ‘fragilità’ sociali: donne e lavoro, giovani, famiglie ‘marginali’ con una precisa attenzione alle discriminazioni di genere. La missione, con un impegno di 27,26 miliardi, è dedicata proprio al “sostegno all’empowerment femminile e al contrasto alle discriminazioni di genere” e all’aumento dell’occupazione, soprattutto giovanile. Per il lavoro si ipotizza la revisione delle politiche attive, con il rafforzamento dei centri per l’impiego e la loro integrazione con i servizi sociali e con la rete degli operatori privati. La seconda componente, “Infrastrutture sociali, Famiglie, Comunità e Terzo settore”, mira invece a supportare situazioni di fragilità sociale ed economica, a sostenere le famiglie e la genitorialità. Una specifica linea d’intervento è pensata per le persone con disabilità o non autosufficienti e prevede l’incremento di infrastrutture e la messa a disposizione di servizi e reti di assistenza. Infine sono previsti “Interventi speciali di coesione territoriale” con il rafforzamento della Strategia nazionale delle aree interne rilanciata dal Piano Sud 2030.
SANITÀ PIÙ VICINA CON “CASE DELLA COMUNITÀ” – Assistenza di prossimità e digitalizzazione sono i due snodi per i quali il governo mette in gioco 19,72 miliardi. La sanità – spiega il piano – deve essere “vicina ai bisogni delle persone”, con strutture sul territorio e telemedicina. La novità è l’arrivo di 2.564 “case della Comunità”, una ogni 24.500 abitanti, che diventeranno il punto di riferimento sul territorio, anche per l’assistenza domiciliare integrata sulla quale si conta di realizzare 575 centrali di coordinamento, attivare 51.750 medici e fornire kit specializzati a 282mila pazienti. Previsti anche 730 mini-ospedali entro il 2026 e l’ammodernamento del parco tecnologico ospedaliero con l’arrivo del Fascicolo Sanitario Elettronico.
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Allarme di Gualtieri ‘Con la crisi ristori a rischio’
Il ministro dell’Economia: ‘Chiederemo l’autorizzazione del Parlamento a un nuovo scostamento’
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12 gennaio 2021
23:59
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“Nei prossimi giorni, forse già giovedì, faremo il Consiglio dei ministri per chiedere l’autorizzazione del Parlamento a un nuovo scostamento. Atto che, naturalmente, richiede un Governo nella pienezza delle sue funzioni, che non è compatibile con una crisi di governo”.
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Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, rispondendo a Radio popolare di Milano a una domanda sull’iter per il nuovo decreto ristori. “Poi, mentre il Parlamento voterà auspicabilmente questo scostamento, predisporremo quanto abbiamo già iniziato a fare, per arrivare dopo il voto alla sua approvazione”, ha aggiunto.

Il Piano per la ripresa e la resilienza italiano “richiede la partecipazione di tutti gli attori del Paese, è fondamentale il coinvolgimento delle parti sociali e della società civile, che vogliamo avviare subito dopo il cdm per la finalizzazione del piano”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri a Radio popolare di Milano. “Vogliamo costruire una partnership con questi attori anche nella sua realizzazione, penso al terzo settore, agli enti locali”, ha detto Gualtieri.
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“In Consiglio dei ministri chiederemo il Mes: se diranno sì al Mes, votiamo a favore, se diranno no, ci asteniamo”. Lo dice Matteo Renzi a Cartabianca, su Rai3.
Le dimissioni delle ministre Iv? “Dopo il Cdm di oggi, domattina (13 gennaio, ndr) decideremo e nel pomeriggio lo comunicheremo alla stampa”, spiega Renzi.
Anche in caso di crisi Iv “voterà l’informativa del ministro Speranza alla Camera. A Speranza ho poi chiesto di fare in fretta i ristori, che voteremo, così come voteremo il nuovo scostamento di bilancio”. “Noi siamo l’unico partito che lascia le poltrone. Volete le nostre idee, stiamo con voi. Se non le volete noi restiamo fuori”, afferma Renzi. “Le nostre richieste sono ferme, nero su bianco”, dice il leader di Iv. “Conte ha scelto di non parlare con noi. Ha scelto di andare in Parlamento per avere il voto dei responsabili”, osserva, “non ha voluto fare un accordo sui contenuti”. Alle “elezioni anticipate non ci credo”, afferma Renzi.

“Nelle ultime settimane Conte non mi rispondeva alle lettere, pensavo che stesse preparando le risposte, invece stava cercando i responsabili. Io penso che domani (13 gennaio, ndr) Conte annuncerà di avere altri parlamentari a suo sostegno. Noi stasera siamo in Consiglio dei ministri, domani mattina decideremo e domani pomeriggio lo diremo in conferenza stampa”. Lo dice Matteo Renzi a Cartabianca, su Rai3.
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Faro dell’Ue sull’Alitalia, Bruxelles chiede chiarimenti
Lettera al governo, fare chiarezza su discontinuità
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BRUXELLES
12 gennaio 2021
20:48
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La Commissione Ue ha chiesto una serie di chiarimenti sull’operazione che dovrebbe portare alla newco Ita. Secondo quanto confermano fonti europee, l’antitrust Ue ha inviato al governo una lettera per chiedere in particolare di approfondire le condizioni che garantirebbero la discontinuità con la vecchia Alitalia.

La lettera, precisano le fonti, rientra nella normale procedura di dialogo con le autorità.

La Commissione non commenta la lettera inviata dalla dg Comp alle autorità italiane su Alitalia, ma “in generale” ricorda che “la discontinuità economica” con la vecchia società viene analizzata “usando un set di criteri tra cui non soltanto l’ampiezza degli asset trasferiti ma anche il prezzo di trasferimento, l’identità dell’acquirente, la tempistica del trasferimento e la logica economica della transazione”. In questa fase, precisa il portavoce, “in assenza di elementi definitivi su questo aspetto, la Commissione non può prendere posizione sulla continuità economica”. I contatti tra Dg Comp e autorità italiane sono comunque in corso e, secondo quanto si apprende, ci sarà una riunione a livello tecnico venerdì.
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Governo: Rosato a Zingaretti, alleato di Trump è già a Chigi
Zingaretti aveva detto:con crisi rischio alleati Trump al potere
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12 gennaio 2021
13:48
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“Nicola, ma l’alleato di Trump è già a palazzo Chigi”. Lo scrive Ettore Rosato, presidente di Italia viva, rispondendo su Twitter al segretario del Pd Nicola Zingaretti.
Il leader Dem ha dichiarato: “I governi non si rilanciano mandandoli a casa con una crisi che nessuno capirebbe. Sarebbe un errore politico. C’è il rischio che in Italia gli alleati di Trump tornino al potere”.
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Bellanova, Conte tiene in ostaggio maggioranza,non Iv
“Mai detto Conte o niente”
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12 gennaio 2021
13:55
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“Chi sta tenendo in ostaggio il Paese non sta di certo in Iv. Andare avanti con le minacce, non aiuta nessuno”.
Lo dice Teresa Bellanova, capo delegazione di Iv, a L’aria che tira. “Non abbiamo detto “Conte o niente”, è Conte che sta tenendo in ostaggio la sua maggioranza”, aggiunge.
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Mes: Di Battista,Iv squallida, trasforma morti in bandierine
Renziani sono mediocre manipolo politicanti assetati poltrone
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12 gennaio 2021
13:58
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“Da quando i cosiddetti renziani – ovvero un mediocre manipolo di politicanti assetati di potere e poltrone – hanno aperto, ovviamente solo sui giornali, la crisi di governo, sono morte, di Covid, 16570 persone. 16570 persone che oggi ricevono meno spazio delle dichiarazioni del mediocre manipolo.” Lo scrive in un post su Fb Alessandro Di Battista, che attacca: “I morti si trasformano in fantasmi o, cosa ancor più indecente, in vessilli da sbandierare per volgari speculazioni politiche.
“Sono morti tanti medici, prendiamo il Mes” dicono i renziani. Che squallore.”
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Cds respinge i ricorsi, valido concorso Azzolina
Salva la selezione per oltre 3000 dirigenti scolastici
c
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12 gennaio 2021
14:33
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Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi presentati per il concorso a dirigente scolastico del 2017. Vengono quindi confermati oltre 3 mila docenti scolastici vincitori di concorso.
Tra questi anche la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.
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Tangenti da Azerbaijan, 4 anni a ex deputato Udc Volontè
Contestata stecca da mezzo milione,assoluzione per oltre 1,8 mln
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MILANO
11 gennaio 2021
18:15
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Luca Giuseppe Volontè, ex deputato e membro dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, è stato condannato oggi a Milano a 4 anni di carcere per corruzione. Per l’accusa avrebbe abusato della propria funzione, ricevendo mezzo milione di euro da due esponenti politici azeri, ai quali è stata inflitta la stessa pena, per orientare il voto e ottenere la bocciatura di un rapporto sui prigionieri politici nella repubblica caucasica, a vantaggio del governo azero.
La mazzetta contestata dai pm era di circa 2,4 milioni di euro, ma i giudici hanno assolto i tre per una somma consistente della stecca pari a oltre 1,8 milione.
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Covid: prime 47 mila dosi del vaccino Moderna a Roma, andranno in Regioni con più over 80
La fornitura sarà distribuita alle Regioni. Brusaferro: sfida epocale portare il vaccino a tutti
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BOLZANO
12 gennaio 2021
22:00
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E’ giunto in Italia il primo carico di vaccini della casa farmaceutica Moderna. Poco dopo le 2 di notte il furgone ha attraversato il Brennero e intorno a mezzogiorno è arrivato all’Istituto Superiore di Sanità (Iss) a Roma, per poi essere distribuito in 4-5 Regioni individuate dal commissariato all’emergenza di Domenico Arcuri.
I vaccini di Moderna sono distribuiti alle Regioni con i mezzi messi a disposizione da Poste Italiane dando priorità a quelle con un maggior numero di abitanti sopra gli 80 anni.
Il lotto potrebbe essere ripartito tra le Regioni ‘virtuose’, che smaltiscono più rapidamente le dosi.
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Al momento guida la Campania con il 101,7% (oltre la dotazione perché da una fiala Pfizer si possono ricavare 6 dosi invece di 5), poi Umbria 90,7%, Veneto 87,9% delle dosi. All’altro capo della classifica Trentino Alto Adige 34,8%, Calabria 42,7%, Lombardia poco più del 44%. La Campania non tiene una riserva per il richiamo, la seconda dose, mentre ad esempio il Veneto, ma anche il Lazio, lo fa per fronteggiare eventuali ritardi nelle forniture.
Il vaccino Moderna dovrebbe proteggere dal coronavirus per almeno un anno: lo ha detto agli investitori un alto funzionario della stessa società, secondo quanto riporta la Cnn. “La nostra aspettativa è che la vaccinazione duri almeno un anno”, ha detto Tal Zaks, direttore medico di Moderna, alla 39ma conferenza annuale di JP Morgan sulla sanità. La società, ha proseguito, dovrà verificare adesso se è possibile estendere la protezione con l’aggiunta di una terza dose. Attualmente il vaccino viene somministrato in due dosi a circa un mese di distanza.
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“Sono contrario ad allungare i tempi fra la prima dosa e il richiamo del vaccino anti Covid perche’ andiamo su un piano sconosciuto e tutti gli studi danno questa indicazione. Non prolungherei troppo perche’ mancherebbero le certezze”. Lo afferma il presidente del Consiglio Superiore di Sanita’, Franco Locatelli durante la registrazione della trasmissione Porta a Porta. Locatelli ha ricordato che per il vaccino di Pfizer sono indicati 21 giorni fra la prima e la seconda dose, 28 per Moderna. “Anche Fda si e’ espressa a favore del rispetto di questo intervallo temporale. La stessa opinione britannica e’ stata un pochino forzata”.
“Appena un anno fa questo virus era sostanzialmente sconosciuto, e ora abbiamo già due vaccini approvati, con la prospettiva a breve che se ne aggiungano altri, un traguardo impensabile frutto di uno sforzo senza precedenti nella storia. Ora le istituzioni, in Italia come nel resto del mondo, sono chiamate ad un’altra sfida epocale, quella di portare il vaccino a tutti i cittadini”., afferma Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità.
“Ci auguriamo tutti che entro la fine di gennaio l’Ema autorizzi anche il vaccino di AstraZeneca, ma la strada per arrivare all’immunità di gregge è ancora lunga e impone a tutti di non abbassare la guardia sulle misure di contenimento del virus”. Lo afferma il commissario straordinario Domenico Arcuri.
La società biotecnologica tedesca BioNTech, associata al colosso Usa Pfizer, ha stimato di poter produrre “due miliardi di dosi” del suo vaccino anti-Covid entro la fine dell’anno dopo la recente decisione dell’Ema di autorizzare la somministrazione di sei dosi per flaconcino di questo prodotto invece di cinque: si tratta di un target notevolmente superiore a quello precedente di 1,3 miliardi di dosi.
L’Ema ha dichiarato che AstraZeneca e l’Università di Oxford hanno presentato un’offerta formale per l’autorizzazione del loro vaccino contro il coronavirus e che una decisione potrebbe arrivare entro il 29 gennaio. Lo si legge in un comunicato.
“Buone notizie. AstraZeneca ha presentato il dossier all’Agenzia europea del farmaco (Ema) per far autorizzare il suo vaccino in Ue. L’Ema valuterà la sicurezza e l’efficacia del vaccino. Una volta che il vaccino avrà ricevuto un parere scientifico positivo, lavoreremo a tutta velocità per autorizzare l’uso in Europa”. Così la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, su twitter.
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“Se AstraZeneca otterrà il via libera” per la commercializzazione del suo vaccino anti-Covid nell’Ue, “speriamo che la casa farmaceutica faccia le prime consegne due settimane dopo l’autorizzazione, proseguendo con due consegne al mese. Ma questo è tutto in divenire e deve essere discusso con gli Stati membri”. Così la direttrice generale del dipartimento Salute e sicurezza alimentare della Commissione Ue, Sandra Gallina, nel suo intervento al Parlamento europeo.
La Commissione europea ha concluso oggi le discussioni preliminari con la società farmaceutica Valneva per acquistare il suo potenziale vaccino contro il Covid-19. Il contratto previsto con Valneva prevede la possibilità per tutti gli Stati membri dell’Ue di acquistare congiuntamente inizialmente 30 milioni di dosi, e fino a 30 milioni di dosi aggiuntive. Lo riferisce in una nota l’esecutivo comunitario.
“Il perdurare della pandemia di Covid-19 in Europa e in tutto il mondo rende più importante che mai l’accesso da parte di tutti gli Stati membri a un portafoglio di vaccini che sia il più ampio possibile per contribuire a proteggere le persone in Europa e altrove”. Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Il passo compiuto oggi verso un accordo con Valneva integra ulteriormente il portafoglio di vaccini dell’Ue e dimostra l’impegno della Commissione per trovare una soluzione duratura alla pandemia”, ha aggiunto.
“Con questo ottavo vaccino arricchiamo la già ampia e diversificata gamma di vaccini all’interno del nostro portafoglio. In questo modo possiamo massimizzare le possibilità di garantire a tutti i cittadini un accesso a vaccini sicuri ed efficaci entro la fine del 2021”. Così la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, dopo che la Commissione europea ha concluso le discussioni preliminari con la società farmaceutica Valneva per acquistare il suo potenziale vaccino contro il Covid-19. “Tutti gli Stati membri hanno già avviato campagne di vaccinazione e inizieranno a ricevere un numero crescente di dosi per soddisfare il loro fabbisogno nel corso dell’anno”, ha aggiunto.
“Sono in corso contatti tra l’azienda russa” che produce il vaccino Sputnik “e l’Ema. La compagnia non ha ancora presentato una richiesta per l’autorizzazione alla commercializzazione” nell’ Ue, “ma l’Ema è in contatti esploratori con la casa russa”. Lo spiega un portavoce della Commissione Ue ad una domanda.
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Scuola: Spirlì, da Consiglio Stato motivazione politica
Continueremo monitorare. Azzolina non vuole didattica integrata
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CATANZARO
12 gennaio 2021
11:59
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La “carenza motivazionale” con cui il Consiglio di Stato ha deciso di bocciare il ricorso della Regione Calabria contro la decisione del Tar di riaprire le scuole elementari e medie “è una motivazione politica”. Lo ha detto il presidente ff della Regione Nino Spirlì in una diretta video su Facebook.
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“Già – ha aggiunto – basterebbe il parere del Cts che ha portato al rinvio delle elezioni regionali. Si capisce che è un fatto politico dai commenti: Spirlì ha perso, è stato battuto. Ma ci rendiamo conto? Pensano veramente fosse una battaglia politica? Lasciamo perdere i cavillini da azzeccagarbugli. Non è finita qui. Continueremo a vigilare ed a controllare i risultati territorio per territorio. State sicuri che laddove mi dovessi rendere conto che veramente cominciano casi veri e reali – e spero che non accada – sarò ancora una volta sulle barricate insieme a voi. In Germania, che è stata la prima a sbandierare ‘tutti a scuola’, adesso hanno messo tutti in dad fino alla fine di gennaio e sono disponibili ad allungarla anche dopo. Dagli screening che faremo in questi giorni potrebbe accadere che proporremo la didattica a distanza e mi auguro si possa fare e che non ci sia una sorta di guerra. Agli amici sindaci chiedo: verificate se sui vostri territori ci sono dei casi. Perché se ci fossero, come sta accadendo, allora potreste intervenire”.
“La cosa che mi ha sorpreso – ha detto Spirlì – è la rapidità supersonica con cui è stata svolta questa attività giudiziaria.
Un dato è chiaro: un centinaio di famiglie, che, ed è un nostro pieno diritto, andremo anche a sapere chi sono, hanno messo in scacco, non il presidente facente funzione ma oltre 10 mila famiglie calabresi che hanno fatto una petizione e non so come ringraziarvi”.
“In Conferenza Stato-Regioni – ha detto Spirlì – avevo proposto la didattica mista per consentire a chi lo desiderava di proseguire con la didattica a distanza ma il ministro Azzolina non gradisce. L’unica cosa che sta portando avanti, ormai, è il rientro a scuola. Se non si rientra ha perso e siccome non vuole perdere, è l’unica cosa che ripete e chiaramente deve ottenere quel risultato. Tutti quelli che non glielo fanno ottenere sono per lei da abbattere”.
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Scuola: Zingaretti,nel Lazio riapriamo lunedì ma rischio c’è
Spingiamo campagna tamponi ma curva contagi ancora altissima
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12 gennaio 2021
12:36
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“Stiamo spingendo per la campagna di tamponi prima della riapertura ma è un dato che a gennaio 2021 la curva dei contagi è ancora altissima, non c’è il tema di chi vuole aprire e chi no ma c’è il Covid e mandare fuori controllo la curva rischia di portare a chiusure totali. Tutti vogliamo tornare a scuola, non serve dividersi ma non amo la demagogia di chi dice che è tutto semplice.
Lunedì riapriremo nel Lazio ma un margine di rischio c’è”. Così Nicola Zingaretti a Sky.
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Cento anni fa nasceva il Partito Comunista d’Italia. La Cineteca di Bologna mette online filmato Congresso Livorno 1921
Dal 18 gennaio il video della nascita del Partito comunista
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BOLOGNA
12 gennaio 2021
20:20
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Cento anni fa nasceva il Partito Comunista d’Italia: per l’occasione la Cineteca di Bologna restaura e mette online uno straordinario documento d’epoca, cronaca viva dei giorni del gennaio 1921 in cui si svolse a Livorno il XVII Congresso del Partito socialista, concluso con la scissione dei comunisti.
‘Uomini e voci del Congresso socialista di Livorno’, custodito dalla Cineteca di Bologna grazie alla copia depositata dalla documentarista Cecilia Mangini e restaurato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata con le musiche di Daniele Furlati, sarà online dal 18 gennaio sulla piattaforma ‘Il Cinema Ritrovato fuori sala’, presentato dal regista livornese Paolo Virzì, dal professor Paolo Capuzzo, direttore del Dipartimento di Storia dell’Università di Bologna, e dal direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli.
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Il film sarà disponibile fino al 17 febbraio, assieme agli altri titoli della piattaforma Il Cinema Ritrovato fuori sala, progetto realizzato dalla Cineteca di Bologna per la visione online – in collaborazione con MYmovies – di classici restaurati e rarità dalla storia del cinema, con un programma che si rinnova ogni 30 giorni.
“Il film in due bobine, girato in 35mm, della durata di 30 minuti, non ha indicazioni né sulla produzione, né su chi lo abbia diretto e non ebbe mai un visto di censura”, spiega Farinelli. “Pur essendo un documentario, è un vero esperimento perché cerca di offrire il ventaglio delle molte posizioni e delle importanti personalità che animavano quelle giornate, pur non avendo a disposizione il sonoro, ma solo didascalie, e una pellicola poco sensibile, che rendeva quasi impossibili le riprese all’interno del teatro. Sfilano i rappresentanti dell’Internazionale socialista, Turati e Terracini, Bordiga e Bombacci, Argentina Altobelli e Francesco Misiano, che scappato in Urss diede vita alla casa di produzione Mezrapom, per un decennio lo studio più innovativo del cinema sovietico. Per sintetizzare i lavori del congresso spesso l’autore fa ricorso al linguaggio simbolico delle immagini (come il mare in tempesta o parti animate) e il racconto di quelle giornate che dovevano decidere il futuro dell’Italia si chiude, senza chiarire gli esiti del Congresso e l’avvenuta scissione, su una bandiera rossa e sulla speranza di un futuro radioso. Alle elezioni del 16 novembre 1919 il Partito Socialista era stato il partito più votato, con il 32% dei voti e 156 seggi, a quelle del 15 maggio ottenne il 24% dei voti e 123 seggi, il Partito Comunista d’Italia il 4% e 15 parlamentari. Il vento era girato, la marcia su Roma era ormai alle porte”.    CINEMA   SPETTACOLI, MUSICA E CULTURA

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Covid: Salvini, ‘diamo voce a #Ioapro’, si parte venerdì’
Tam tam sui social. ‘Non è contro nessuno, non è di fuorilegge ma di uomini e donne’ dice il leader della Lega. Ristoratore: ‘Apriremo in 60mila’. Morani (Pd): ‘Istiga alla disobbedienza, metodo Trump’
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12 gennaio 2021
19:37
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“Basta Conte, Renzi..Ora parliamo di vita vera: dobbiamo essere cauti, portate le mascherine, distanze, ma c’è anche di diritto al lavoro e alla vita, altrettanto sacrosanto. Ora mi collego con Umberto animatore dell’iniziativa ‘Ioapro’, che già spopola in rete.
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Offro questo spazio a loro”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, su Fb.
“E’ una iniziativa che non è portata avanti da fuorilegge, nè da negazionisti, ma da migliaia di uomini e donne, piccoli imprenditori, artigiani, che vogliono pagare la gente, che vogliono lavorare. Si parte venerdì. Avranno – assicura Salvini – dei protocolli molto rigidi, ma non ce la fanno più. Dicono che non riescono a pagare i fornitori, basta zone gialle, arancioni”.
“In sessantamila locali, tra bar e ristoranti siamo pronti ad aprire venerdì, siamo tanti grazie al tam tam sulla rete. Non è una protesta ma abbiamo la necessità di aprire”. Così Umberto, un ristoratore in collegamento con il leader della Lega, Matteo Salvini, su Fb. “Hanno aderito 48 città, ci sono già tantissimi clienti che ci chiedono di riaprire”, aggiunge Umberto. “Ci stiamo tutelando con una task force di avvocati per difendere noi e i clienti. Prenderemo la multa e poi la manderemo ai nostri legali, quindi faremo ricorso”. Così Umberto, animatore della campagna “Ioapro”, collegato con il leader della Lega, Matteo Salvini, su Fb:

  Salvini, ex ministro degli Interni, istiga alla disobbedienza strumentalizzando la sofferenza di una categoria in forte difficoltà come quella dei ristoratori. È il metodo Trump ed io credo sia molto pericoloso oltre che irresponsabile”. Lo scrive su Twitter Alessia Morani (Pd), sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo economico, a proposito del sostegno del leader leghista alla campagna #ioapro.

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Recovery: Rosato,modifiche sostanziali ma non è strategico
Cambiamenti inducano chi ci ha dato dei traditori a ritrattare
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12 gennaio 2021
14:50
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“Ci sono delle modifiche che sono di sostanza che dovrebbero indurre chi ci ha attaccato il 7 dicembre come traditori a ripensare alle accuse. Manca a mio giudizio una visione complessiva, sembra una grande legge di bilancio invece dovrebbe essere un piano di rilancio e ripartenza del paese.
Ci sono dei miglioramenti, ora siamo sopra il livello di decenza ma il voto lo daranno le ministre”. Così il coordinatore Iv Ettore Rosato a Un giorno da Pecora.
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Governo: Nobili, con sfida a Iv premier dice no a Conte Ter
“Contento lui, contenti tutti”
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12 gennaio 2021
14:52
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“Il fatto politico di oggi è che Conte, sfidando Italia Viva, ha detto di no all’ipotesi Conte Ter. Contento lui, contenti tutti”.
Lo scrive su Twitter Luciano Nobili, deputato di Italia Viva.
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Governo: Meloni,imbarazzante teatrino a scapito gli italiani
Continuano litigi e giravolte
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12 gennaio 2021
15:07
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“Nel Governo continuano con i litigi, le ipotesi di rimpasti, gli ultimatum e le giravolte. Ma quando la finiranno con questo imbarazzante teatrino a scapito dell’Italia e degli italiani?».
Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
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Governo:Tajani,non collaboriamo con governo di sinistra
Collaborazione sono proposte su recovery plan
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12 gennaio 2021
15:18
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“Noi non partecipiamo a governo con forze di sinistra: l’unica forma di collaborazione è avanzare le nostre proposte per il Recovery Plan”. Così il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, su Rai 1.
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Villa Reale Monza, il 15 la riconsegna delle chiavi
Rottura fra consorzio e gestore; sindaco, priorità riaprire
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MILANO
12 gennaio 2021
15:27
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Il 15 gennaio il gestore privato restituirà le chiavi della Villa Reale di Monza al Consorzio pubblico, con 14 anni di anticipo da quanto previsto dal contratto. Nel frattempo sono già stati smontati per essere messi in un deposito i pannelli per le esposizioni, i cartelli con le indicazioni disegnati dall’archistar Michele De Lucchi, l’attrezzatura della cucina professionale del ristorante che era stata presa in gestione da Vicook della famiglia Cerea, quella del ristorante pluristellato Da Vittorio.
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Nelle intenzioni saranno venduti all’asta dato che il Consorzio ha deciso di non acquistare quel materiale che secondo il gestore vale circa un milione 200 mila euro, così come ha deciso di non subentrare alle utenze di luce e gas.
I problemi (in tribunale) erano iniziati nel 2018 con una richiesta di revisione del piano finanziario e una diffida del gestore da otto milioni di euro. La pandemia ha aggravato la situazione. Chiusa a marzo, a maggio alla villa hanno aperto solo gli appartamenti di Umberto e Margherita, quelli cioè gestiti direttamente dal consorzio che il 23 dicembre ha inviato una lettera per rescindere il contratto.
La decisione finale sulla diatriba finirà in tribunale. Nel frattempo il sindaco di Monza Dario Allevi ha voluto rassicurare. “Il 15 gennaio – ha scritto su Facebook – è fissato l’incontro decisivo e subito dopo spiegherò nei dettagli tutto quello che è successo negli ultimi mesi e quello che abbiamo intenzione di fare per riaprire quanto prima (emergenza sanitaria permettendo) le porte del nostro gioiello al pubblico”.
“Tranquillizzo comunque – ha aggiunto – che nessun arredo storico uscirà dalla Reggia, nel frattempo per quanto riguarda le utenze i tecnici stanno lavorando sui nuovi contratti”.
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Covid: in vigore da venerdì obbligo test per viaggi in Gb
Andrà fatto entro 72 ore dalla partenza pena multe pesanti
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LONDRA
12 gennaio 2021
15:38
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Scatta da venerdì l’obbligo di tampone Covid negativo per tutti coloro che viaggeranno o rientreranno dall’estero a Londra come in qualsiasi altra località dell’Inghilterra, sia che si tratti di stranieri sia di cittadini del Regno. L’indicazione, annunciata la settimana scorsa da Grant Shapps, ministro dei Trasporti del governo di Boris Johnson, prevede che il test debba essere eseguito dai viaggiatori entro 72 ore dal loro arrivo sull’isola, quale che sia il Paese di provenienza.
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Con una multa da 500 sterline per chiunque non fosse in grado di dimostrare di averlo sostenuto con esito negativo.
Rimangono inoltre parallelamente in vigore tanto l’obbligo di isolarsi comunque per 10 giorni in casa dopo l’arrivo (anche senza sintomi di sorta, salvo la scarna lista dei Paesi esentati fra cui l’Italia non è compresa); quanto quello di compilare un modulo di autocertificazione prima del viaggio ritracciabile online presso il sito del governo di Londra. La decisione è stata motivata con la necessità di frenare i rischi di “riammissione” del virus dall’estero mentre il Regno Unito sta cercando di riportare sotto controllo una nuova impennata di contagi interni alimentati da una variante più virulenta dell’infezione. Un provvedimento identico è stato confermato anche dal governo locale della Scozia e preannunciato da quelli di Galles Irlanda del Nord – competenti sulla materia in forza della devoluzione – in relazione a chiunque viaggi direttamente dall’estero verso quei territori del Regno.
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Recovery: via libera del Cdm
Astenute due ministre Iv
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13 gennaio 2021
01:02
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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera, a quanto si apprende, al Recovery plan. C’è stato il sì unanime, viene riferito, di tutti i ministri, tranne le due ministre Iv Teresa Bellanova ed Elena Bonetti.
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Covid: verso proroga stato emergenza fino a 30 aprile
Il Cdm sul Covid è previsto domani sera
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13 gennaio 2021
01:18
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Lo stato d’emergenza per il Covid dovrebbe essere prorogato fino al prossimo 30 aprile. Lo si apprende da fonti di governo a margine del Consiglio dei ministri.

Il Cdm sul Covid è previsto domani sera: in giornata il ministro della Salute Roberto Speranza riferirà alle Camere sulle nuove misure e sulla proroga dell’emergenza.
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Gualtieri,Recovery gran lavoro,è più importante di polemiche
‘Ora via al confronto in Parlamento e nella società’
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13 gennaio 2021
01:29
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“Il consiglio dei ministri vara il Recovery Plan, il più grande piano di investimenti mai visto in Italia. Con le risorse europee ora il nostro Paese può cambiare davvero.
È stato un gran lavoro, più importante d’ogni polemica.
Ora via al confronto in Parlamento e nella società”. Lo scrive su Twitter il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al termine del Cdm.
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Recovery: Cdm, piano da 210 mld, 144 mld a nuovi progetti
Altri 65,7 mld a progetti in essere, daranno ‘accelerazione’
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13 gennaio 2021
02:33
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Le risorse complessivamente allocate nelle sei missioni del Piano nazionale di rilancio e resilienza sono pari a circa 210 miliardi di euro. Lo si legge nel comunicato stampa del Cdm.

Di questi, viene spiegato, 144,2 miliardi finanziano “nuovi progetti” mentre i restanti 65,7 miliardi sono destinati a “progetti in essere” che “riceveranno, grazie alla loro collocazione all’interno del Pnrr, una significativa accelerazione dei profili temporali di realizzazione e quindi di spesa”.
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Governo: Nodo quota 161 Senato, Palazzo Chigi alla ricerca di 14 voti
I vincoli per la formazione di nuovi gruppi
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12 gennaio 2021
21:01
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La maggioranza politica a Palazzo Madama ha il numero magico “161”. Ma potrebbero bastare 158 senatori sicuri per far proseguire la navigazione al governo Conte anche in caso di rottura da parte di Iv.
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E’ il ragionamento che si fa in ambienti della maggioranza partendo dal presupposto che al Senato di deve tener conto prima di tutto dei 315 parlamentari eletti, e non dei complessivi 321, tra i quali ci sono 6 senatori a vita. E’ dunque questa quota che il premier Conte potrebbe mirare a raggiungere anche se c’è, oltre alla questione numerica, anche un problema politico, visto che il Regolamento del Senato pone dei vincoli alla formazione di nuovi gruppi. Senza un nuovo gruppo parlamentare che lo sostiene al posto di Iv, Conte avrebbe solo una maggioranza numerica.
Attualmente Conte gode del sostegno di M5s (92 senatori), Pd (35), Leu (5), Autonomie (6), altri 9 senatori del gruppo Misto (Buccarella, Cario, De Bonis, Di Marzio, Fantetti, Fattori, Lonardo, Merlo, Ruotolo) e Italia Viva (18). In totale dunque di 165 voti, che crollerebbero a 147 in caso di passo indietro di Iv. Dal pallottoliere mancherebbero 11 voti, gli ipotetici futuri Responsabili, qualora Renzi si sfilasse definitivamente, per giungere a quota 158.
Una apertura è giunta da due ex M5s del gruppo Misto: Gregorio De Falco (che finora ha spesso votato con la maggioranza) e Mario Giarrusso. Poi ricorrono voci puntualmente smentite di un soccorso bianco di 3 senatori dell’Udc, e di 3 di Idea-Cambiamo.
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Da Fi Antonio Tajani e Anna Maria Bernini hanno ribadito il loro “non possumus” benché nessuno giuri che qualche singolo senatore non possa cedere alle lusinghe (ma smentiscono i senatori su cui si vocifera, Dal Mas, Mallegni e De Siano).
Definisce “infondate” le voci di un suo abbandono di Iv Anna Maria Parente, presidente della Commissione Sanità. In questa serie di smentite vengono indicati come possibili senatori da convincere e recuperare altri ex M5s del Misto (Ciampolillo, Drago, Martelli, Pacifico) finora del tutto ostili alla maggioranza e al Conte 2.
Da tener presente che il Regolamento del Senato vieta la costituzione di nuovi gruppi, se non con un simbolo presente alle precedenti elezioni. In tal senso sono forti le avances ai tre senatori Udc, il cui simbolo corse alle ultime politiche assieme a Noi con l’Italia.

Politica tutte le notizie In questa foto d'archivio Il premier Conte suona il tamburo della Banda della Marina Militare prima dell’incontro con il Primo Ministro Tunisino, Youssef Chaed
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DALLE 22:05 DI SABATO 09 GENNAIO 2021

ALLE 18:05 DI LUNEDì 11 GENNAIO 2021

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Azzolina,senza scuola non c’è crescita, continuo a battermi
Un anno fa il giuramento a ministra dell’Istruzione
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09 gennaio 2021
22:05
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“Un anno fa giuravo come Ministra.
Sento, ogni giorno, tutta la responsabilità dell’incarico.
Ho lavorato senza sosta e continuerò a farlo, guidata dall’amore per la scuola e per la Costituzione, guardando all’articolo 34.
Uno dei più belli, quello che mi ha permesso di immaginare e costruire un futuro da donna libera, pur partendo da una condizione di svantaggio. Mi batto per la scuola perché senza la scuola non c’è crescita, aumentano le disuguaglianze, si blocca l’ascensore sociale. E a pagare sono sempre i più deboli.
Continuerò a lavorare in questa direzione, senza risparmiarmi”.
Così la ministra Lucia Azzolina.
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Libia: Di Maio, proteggere negoziati da ogni interferenza
Il dossier libico nei colloqui del ministro in Giordania
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10 gennaio 2021
14:37
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“L’Italia ritiene fondamentale proteggere i risultati negoziali del Foro di Dialogo Politico libico in corso a Ginevra da interferenze interne ed esterne”.
E’ quanto ha sottolineato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al collega giordano Ayman Safadi in un colloquio avuto oggi ad Amman che ha fornito l’occasione anche per un aggiornamento sulla situazione in Libia.

Il Comitato consultivo del Forum del dialogo politico libico si riunirà la prossima settimana a Ginevra.
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Di Maio, la Giordania un interlocutore di riferimento
Ministro ad Amman, ‘prezioso rapporto, bilaterale e regionale’
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10 gennaio 2021
14:40
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L’Italia considera “prezioso il rapporto con la Giordania, Paese che è per noi un interlocutore di riferimento sul piano bilaterale e sul piano regionale.
Confermo il nostro impegno a consolidare questo rapporto in tutti gli ambiti: dalle relazioni politiche, ai rapporti economico-commerciali, alla collaborazione in ambito culturale, all’ambito multilaterale”.
Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nella sua visita in Giordania dopo l’incontro con il ministro degli Esteri Ayman Safadi .
“Ringrazio per l’accoglienza e il proficuo incontro che abbiamo avuto. Sia al Ministro Safadi, sia al Primo Ministro, che ho incontrato stamattina, ho sottolineato come dopo la “pandemia, che avuto un impatto negativo sui rapporti commerciali e sulla crescita a livello mondiale, con l’arrivo del vaccino ci stiamo avvicinando a un’uscita da questa emergenza sanitaria. Sarà importante – ha aggiunto Di Maio – cogliere tutte le opportunità per consolidare ed espandere la nostra presenza imprenditoriale nel Regno, già promettente in molti settori quali energia, infrastrutture, trasporti e telecomunicazioni”.
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Ristori: Catalfo, in nuovo dl rifinanzieremo cig
Nel Recovery raddoppiate risorse per il lavoro
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10 gennaio 2021
15:14
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“Con il nuovo decreto Ristori rifinanzieremo la cassa integrazione e ulteriori misure per lavoratori e imprese”. Lo ha detto al Tg1 il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo.

La ministra, che venerdì vedrà le parti sociali, ha sottolineato anche che “la riforma degli ammortizzatori sociali è necessaria, sottolineata anche dall’emergenza”. “La riforma toccherà tre punti fondamentali: universalismo, allargando questi strumenti a tutti i lavoratori con un’attenzione agli autonomi, semplificazione e collegamento con le politiche attive del lavoro”, ha aggiunto.
A proposito del Recovery Plan, la ministra ha detto che aveva “chiesto di investire più risorse sulle politiche del lavoro” per rafforzare le politiche attive e le competenze di giovani, donne, lavoratori anche cassintegrati e disoccupati. “Di fatto”, rispetto alla prima bozza, ha detto, “sono state raddoppiate e sono soddisfatta”.
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Ristori: si accelera su nuovo dl, scostamento 24 miliardi
Gualtieri: ‘Pronto scostamento di bilancio da 24 miliardi’. Di Maio: ‘Subito ristori a chi ha avuto cali nel fatturato’
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11 gennaio 2021
10:15
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Accelerare sullo scostamento di bilancio per poter procedere al più presto con il nuovo decreto ristori. Il Governo è compatto sull’urgenza di nuovi sostegni economici al tessuto produttivo, per far fronte alla necessità di proseguire con le misure restrittive per la pandemia.
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E almeno su questo capitolo la maggioranza in fibrillazione ritrova una convergenza, con Italia Viva che assicura il proprio voto.
Il nuovo scostamento, che come annunciato dal premier Giuseppe Conte verrà portato in settimana in Consiglio dei ministri, varrà più dei 20 miliardi ipotizzati finora. “Stiamo valutando un intervento da un punto e mezzo di pil”, spiega il ministro dell’economia Roberto Gualtieri in un’intervista al Corriere: cioè, circa 24 miliardi, “di cui circa un miliardo e mezzo” per i vaccini, precisa il ministro, sottolineando che nel nuovo provvedimento non ci saranno solo i ristori, ma anche “più di tre miliardi supplementari” per la Sanità.
Nel nuovo dl arriverà anche il rifinanziamento della cig e ulteriori misure per lavoratori e imprese, annuncia la ministra del lavoro Nunzia Catalfo. L’obiettivo dell’esecutivo è fare presto. Prima c’è passaggio “cruciale” del Recovery Plan, ma poi tocca a scostamento e nuovo decreto sui ristori, “indispensabili e urgenti”, avverte Gualtieri. “Vanno approvati subito ristori per autonomi, imprenditori, commercianti e tutti quelli che hanno avuto un notevole calo del fatturato a causa del covid” e questo “lo dobbiamo fare con il prossimo scostamento di bilancio”, incalza il ministro degli esteri Luigi Di Maio. Scostamento su cui è necessario “accelerare e chiudere entro fine mese, per dare un nuovo sostegno alle imprese”, dice la viceministra all’economia Laura Castelli invitando a non perdere tempo con “pseudo crisi”.
E un appello in questo senso arriva anche dal ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, che chiede fatti, “invece di perdere tempo prezioso a risolvere beghe politiche incomprensibili e inattuali”: serve “un nuovo scostamento di bilancio” e serve “il prima possibile”.
Un’urgenza condivisa anche da Italia Viva, che invece tiene alta la tensione sul Recovery (il testo potrebbe arrivare domani sera). La promessa sui ristori “va mantenuta senza se e senza ma”, dice il presidente dei senatori di Iv Davide Faraone, chiedendo al governo “di presentare in fretta il provvedimento di scostamento in parlamento: Italia Viva non farà mancare come sempre il proprio voto”.
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Usa: Papa, promuovere riconciliazione, tutelare democrazia
‘La violenza è autodistruttiva, sempre: nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde’
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CITTÀ DEL VATICANO
10 gennaio 2021
12:50
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“Rivolgo un saluto affettuoso al popolo degli Stati Uniti d’America, scosso dal recente assedio al Congresso – ha detto papa Francesco all’Angelus -. Prego per coloro che hanno perso la vita, cinque, l’hanno persa in quei drammatici momenti”.
“Ribadisco – ha proseguito – che la violenza è autodistruttiva, sempre: nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde”. “Esorto le autorità dello Stato e l’intera popolazione a mantenere un alto senso di responsabilità – ha aggiunto il Pontefice – al fine di rasserenare gli animi, promuovere la riconciliazione nazionale e tutelare i valori democratici radicati nella società americana”.
“La Vergine Immacolata, patrona degli Stati Uniti d’America – ha detto ancora il Papa -, aiuti a tenere viva la cultura dell’incontro, la cultura della cura, come via maestra per costruire insieme il bene comune”. “Lo faccia con tutti, con tutti coloro che abitano in quella terra”, ha concluso.
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Cashback: chiuso periodo sperimentale, rimborsi per 222 mln
Soglia minima delle 10 transazioni per 3,2 milioni di cittadini
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10 gennaio 2021
13:33
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5,8 milioni di cittadini iscritti nel periodo sperimentale del programma, con 9,8 milioni di strumenti di pagamento elettronici registrati e oltre 63 milioni di transazioni effettuate. Circa il 50% degli acquisti eseguiti con moneta elettronica ai fini del rimborso nel mese di dicembre ha un importo inferiore ai 25 euro.
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Sono 3,2 milioni i partecipanti all’Extra Cashback di Natale che hanno raggiunto la soglia minima delle 10 transazioni e otterranno un rimborso complessivo di oltre 222 milioni di Euro. Con la chiusura del periodo sperimentale del Cashback, che si è tenuto dall’8 al 31 dicembre 2020, è partita ufficialmente l’iniziativa su base semestrale”. E’ quanto rendono noto fonti di Palazzo Chigi. “La partecipazione – proseguono le stesse fonti – riscontrata ad oggi è stata al di sopra delle aspettative dal punto di vista dei numeri e dei dati di sintesi. In particolare, nel periodo tra l’8 e il 31 dicembre 2020: Oltre 5,8 milioni di cittadini si sono iscritti al Cashback (valore assoluto 5.870.063). Sono stati attivati per l’iniziativa più di 9,8 milioni di strumenti di pagamento elettronici (valore assoluto 9.834.919) di cui oltre 7,6 milioni dall’app IO (valore assoluto 7.637.768). Sono state elaborate dal sistema oltre 63 milioni di transazioni (valore assoluto 63.218.228) per un importo medio di 46 euro. Indicativa la quota di transazioni con valore inferiore ai 25 euro, che rappresenta il 48,5% del totale e segnala l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici nell’ambito del programma anche per acquisti di piccolo importo. Supera i 222,6 milioni di euro (222.668.781) il valore complessivo dei rimborsi da erogare ai 3.230.906 partecipanti che, sul totale dei cittadini iscritti, hanno effettuato il numero minimo delle 10 transazioni per avere diritto all’Extra Cashback di Natale.
“Interessante – sottolineano le stesse fonti – anche il dato relativo alle fasce di rimborso: il 3,1% degli aventi diritto (100.387 valore assoluto) otterrà il rimborso di 150 euro il 14,5% degli aventi diritto (468.822 valore assoluto) otterrà un rimborso di importo incluso tra i 100 e i 149 euro il 49,6% degli aventi diritto (1.602.297 valore assoluto) otterrà un rimborso di importo incluso tra i 50 e i 99 euro l 32,8% degli aventi diritto (1.059.399 valore assoluto) otterrà un rimborso di importo inferiore ai 50 euro. I dati sopra elencati continuano a crescere anche nella partecipazione rilevata a inizio 2021, con l’entrata a regime del programma lo scorso 1° gennaio e l’avvio del primo dei tre semestri in cui si articolerà fino al 30 giugno 2022. All’8 gennaio, sono più di 6,2 milioni il totale dei cittadini iscritti al Cashback, (valore assoluto 6.244.446) e oltre 10,6 milioni di strumenti di pagamento attivati (valore assoluto 10.636.108), con circa 9 milioni di nuove transazioni effettuate ai fini dell’iniziativa solo negli ultimi 8 giorni. A differenza di quanto previsto durante il periodo sperimentale, la soglia minima per acquisire il diritto al rimborso è pari a 50 transazioni valide a semestre. Inoltre, dal 1° gennaio si aggiunge anche la possibilità di ottenere il Super Cashback di 1.500 euro a semestre per i primi 100mila partecipanti che abbiano totalizzato, nel periodo di riferimento, il maggior numero di transazioni con carte e app di pagamento attivate nell’ambito dell’iniziativa. L’aspettativa è che la partecipazione continui a crescere in modo graduale e significativo nei prossimi mesi e che, con il tempo, l’iniziativa abbia un impatto positivo sul cambiamento delle abitudini di consumo degli italiani verso un sempre maggiore utilizzo della moneta elettronica negli acquisti di tutti i giorni.
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Governo, Bellanova: ‘Il tempo è finito’. In documento Renzi 30 punti, da Mes a Comunali
Inviato il 6 gennaio a Bettini: “Iv non non apre crisi, lascia poltrone”
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11 gennaio 2021
09:10
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Ultimatum di Iv con Bellanova che invoca “risposte”: “Per uscire serve discontinuità. Radicale discontinuità, nei metodi e nel merito.
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Ed il compito di metterla in campo, ben oltre qualche post Fb ma con atti politici” spetta a Conte, scrive su Fb Bellanova (IV). “Il tempo è davvero finito” e “questa esperienza per me è archiviata”, scrive. E invoca “risposte”: “Arrivi questo benedetto Recovery Plan, ci si dia il tempo di valutarlo e ci si confronti in Consiglio dei Ministri. Anzi, ci si confronti anche sugli altri nodi” con “un patto di legislatura”. “Se ci sarà tutto questo noi ci siamo. Diversamente l’esito è già scritto e la responsabilità solo di altri”.
“Al Presidente del Consiglio chiediamo, ora sì, chiarezza di comportamento, capacità di rilanciare, onere della sintesi politica, affermazione del proprio ruolo di garanzia di tutte le componenti. In una parola: leadership. Perché a chi queste ore mi chiede che farà Italia Viva dico che la domanda è inversa: cosa risponde Conte? È Conte che deve dire. Noi abbiamo già detto”, prosegue Teresa Bellanova. “Alle domande non è arrivata nessuna risposta, se non un Bignami di 13 pagine. Non c’è ad oggi alcun testo su cui valutare. Non c’è alcuna discontinuità, se non un post Facebook cui, per farlo comprendere, è dovuta seguire un’agenzia di stampa chiarificatrice. Il tempo è davvero finito. E questa esperienza per me è archiviata, perché sono insostenibili questi metodi e queste incertezze sul merito, questo giocare a un rimpiattino intollerabile e offensivo, che toglie forza e credibilità a questa maggioranza. Che ha solo una strada obbligata: guardarsi in faccia, intendersi sul da farsi, sconfiggere questa pigrizia continua, questo lasciar scorrere il tempo scansando problemi e non sciogliendo i nodi”, afferma la capo delegazione di Iv.
“Arrivi questo benedetto Recovery Plan, ci si dia il tempo di leggerlo e valutarlo e ci si confronti in Consiglio dei Ministri.
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Perché noi a confronti sui contenuti non ci siamo mai sottratti, anzi siamo stati quasi sempre i primi a chiederlo a gran voce. Anzi, il confronto si faccia anche sugli altri nodi politici che ci separano, costruendo un patto di legislatura su cui vedo oggi in tanti accapigliarsi reclamandolo a gran voce, ma che Italia Viva chiede da mesi”.
IL DOCUMENTO DI IV – Dal Mes ad Autostrade, dal fisco al Ponte sullo stretto, dalle riforme alle prossime comunali. E’ l’elenco in 30 punti delle “questioni politiche aperte” in maggioranza fatto il 6 gennaio da Matteo Renzi al Dem Goffredo Bettini. Nella notte il senatore avrebbe detto ai parlamentari Iv: senza risposte “non apriamo la crisi ma lasciamo le poltrone”. Nel documento del 6, Renzi a Bettini scrive che Conte non ha mantenuto l’impegno di chiudere i tavoli sul programma entro novembre e chiede: “Con chi si scrive un accordo serio? In che tempi? Chi garantisce che gli impegni si mantengano? Iv è pronta da mesi. Gli altri?”.
Restano le fibrillazioni nella maggioranza sul Recovery. “E’ il Presidente del Consiglio a staccare la spina del governo, non noi, perché è lui a continuare nel suo atteggiamento di non farsi carico dei problemi, ma anzi, mettendoli sotto il tappeto. Non si può andare avanti così. Ci ha detto che ci vedremo in aula sfidandoci? Va bene. Ci vedremo in Parlamento e utilizzeremo la dialettica e i nostri numeri per vedere chi ha ragione rispetto ai ritardi di questo governo”, afferma Ettore Rosato presidente di Italia Viva a Radio Popolare. “Ma che offerta avrebbe fatto Conte? Noi vogliamo risposte alle nostre richieste, Non ci interessano offerte di posti o di chissà quale tavolo di mediazione”. Rosato ha anche ribadito che secondo Italia Viva, anche di fronte a una crisi di governo non si andrà a elezioni anticipate: “Se c’è qualcuno che pensa che i problemi del Paese si risolvano con le elezioni anticipate, si faccia avanti, ma ho l’impressione che le forze politiche sappiano benissimo che non è questa la strada”.
“La crisi economica non aspetta la politica. Chi governa deve dettare i tempi della ripresa, dunque nelle prossime ore chiudiamo il Recovery e consegniamolo al Parlamento, mettiamoci al lavoro sui progetti di rilancio del Paese”, scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Facebook, secondo cui “il Paese non può e non deve restare fermo. I politici sono pagati per lavorare, non per litigare. Ogni ministro, ogni membro di governo, ogni parlamentare è chiamato a dare il massimo, sempre. Le trame di palazzo, i giochini, non dovrebbero nemmeno sfiorarci”.
Un fronte aperto è quello dei ristori. “Quando è stato deciso che a Natale tante attività economiche sarebbero state chiuse o avrebbero ridotto drasticamente il proprio orario di apertura per un incremento dei contagi abbiamo promesso rapidissimi ristori che potessero compensare le perdite. La promessa va mantenuta senza se e senza ma. Chiediamo quindi al governo di presentare in fretta il provvedimento di scostamento in Parlamento: Italia Viva non farà mancare come sempre il proprio voto”. Così in una nota il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone.
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Le Regioni che saranno arancioni in base all’ultima ordinanza del ministro Speranza hanno chiesto aiuti per le attività economiche.
E la richiesta i ristori arriva anche dai gestori degli impianti di risalita. “La sbandierata riapertura degli impianti di risalita per il prossimo 18 gennaio appartiene più al mondo degli auspici che non a quello della realtà”, sostiene Giorgio Merlo, sindaco di Pragelato e assessore alla comunicazione dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, in merito alla “stretta di gennaio annunciata dal Governo che, come ovvio, conterrà misure stringenti e restrittive”. Per Merlo, occorre dunque “prendere atto della grave situazione sanitaria senza indicare ulteriori rinvii per la sempre più remota riapertura, e intervenire con rapidità per definire la cifra dei potenziali ristori”.
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Covid: Giani, da domani Toscana è gialla, ne esco vincitore
‘Misure messe in campo giuste. E riapriamo le scuole superiori’
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FIRENZE
10 gennaio 2021
16:58
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“Sono certo che se ci avessero concesso la zona gialla anche prima di Natale la situazione sanitaria non sarebbe peggiorata, e al tempo stesso avremmo dato respiro alle categorie economiche”, “ma io ne esco vincitore: domani saremo zona gialla, e questo dimostra che la Toscana ha posto rimedio alle criticità che ci avevano penalizzato all’inizio”. Lo ha detto il governatore Eugenio Giani sottolineando che nel ritorno a zona gialla della Toscana “torno a fare appello al senso di responsabilità di tutti, specie dopo gli assembramenti di venerdì sera a Lucca e a Livorno che rischiano di vanificare gli sforzi di tanti”.
“Voglio ricordare – ha aggiunto – che le misure messe in campo dalla Toscana si sono rivelate giuste, al punto che domani riapriamo le scuole superiori, un successo di cui vado orgoglioso”.
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Papa: ‘Per la politica questo non è il momento di rompere l’unità’
Intervista del Pontefice al Tg5: ‘In questo momento la classe dirigenziale tutta non ha il diritto dire ‘Io’. Si deve dire ‘Noi’ e cercare un’unita davanti alla crisi’
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10 gennaio 2021
22:37
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“La classe dirigenziale ha il diritto di avere punti di vista diversi e anche di avere la lotta politica. È un diritto: il diritto di imporre la propria politica. Ma in questo tempo si deve giocare per l’unità, sempre”.
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Lo afferma papa Francesco nell’intervista al Tg5 andata in onda in serata su Canale 5. “In questo tempo non c’è il diritto di allontanarsi dall’unità – spiega -. Per esempio, la lotta politica è una cosa nobile, i partiti sono gli strumenti. Quello che vale è l’intenzione di fare crescere il Paese. Ma se i politici sottolineano più l’interesse personale all’interesse comune, rovinano le cose”.
“In questo momento la classe dirigenziale tutta non ha il diritto dire ‘Io’. Si deve dire ‘Noi’ e cercare un’unita davanti alla crisi – ribadisce il Papa rispondendo alle domande del vaticanista di Mediaset Fabio Marchese Ragona -. Passata la crisi ognuno ritorni a dire ‘Io’, ma in questo momento, un politico, anche un dirigente, un vescovo, un sacerdote, che non ha la capacità di dire ‘noi’ non è all’altezza. Deve prevalere il ‘Noi’, il bene comune di tutti. L’unità è superiore al conflitto”. Secondo Francesco, “i conflitti sono necessari, ma in questo momento devono fare vacanze. Bisogna sottolineare l’unità, del paese, della chiesa e della società. Chi dice che ‘in questo modo si possano perdere le elezioni’ dico che non è il momento, questo è il momento della raccolta. ‘L’uva si raccoglie in autunno’, questo è il momento di pace e non crisi, bisogna seminare il bene comune”. “Io dico a tutti i dirigenti – pastorali, politici, imprenditoriali – di cancellare per un po’ la parola ‘io’ e dire la parola ‘noi’. Perdi un’opportunità: la storia te ne darà un’altra. Ma non fare il tuo negoziato, il tuo negozio sulla pelle dei fratelli e delle sorelle che stanno soffrendo per la crisi. Davanti alla crisi, tutti insieme, ‘noi’, cancellare l”io’, per il momento”, aggiunge.
“Da dove possiamo ripartire? Io parto da una certezza. La pandemia è stata una crisi durata un anno e che continua ancora oggi. Ma da una crisi non se ne esce mai come prima, o se ne esce migliori o peggiori. Questo è il problema: come fare per uscirne migliori e non peggiori? Cosa ci aspetta in futuro? È una nostra decisione”, ha detto poi papa Francesco nell’intervista esclusiva al Tg5. “Se vogliamo uscirne migliori dovremo prendere una strada, se vogliamo riprendere le stesse cose di prima la strada sarà un’altra strada, e sarà negativa. E oltre alla pandemia ci sarà una sconfitta in più: quella di non esserne usciti migliori”, spiega il Pontefice rispondendo al vaticanista di Mediaset Fabio Marchese Ragona. “Dobbiamo fare un’analisi molto forte delle situazioni brutte che oggi si vivono nel mondo – prosegue -. Pensate ai bambini senza scuola e che soffrono la fame. Ci sono le statistiche delle Nazioni Unite che sono spaventose. Pensate ai bambini che sono nati con la guerra, da dieci anni vivono in guerra e che non sanno cosa sia l’odore della pace. Pensiamo solo ai bambini in generale: le statistiche sono terribili”. Secondo il Papa, “una domanda che tutti ci dovremmo fare è questa: cosa possiamo fare per poter far andare a scuola e per far avere da mangiare a tutti i bambini? Un altro problema riguarda le guerre perché c’è già la terza guerra mondiale, non coinvolge tutto il mondo ma esistono le guerre. E quindi dovremmo chiederci quale sia la strada per la pace. È un problema serio da prendere molto sul serio e se noi vogliamo uscire da questa situazione senza vedere queste cose allora l’uscita sarà peggiore”. “Dobbiamo uscirne considerando le cose concrete, nessuna fantasia: cosa possiamo fare per cambiare questa situazione? Le statistiche dicono che togliendo un mese di spese di guerra potremmo dare da mangiare a tutta l’umanità per un anno. Dobbiamo prendere coscienza di questa drammaticità del mondo, non è tutto una festa – aggiunge Francesco -. Per uscire da questa crisi a testa alta e in modo migliore dobbiamo essere realisti. Ci vuole realismo”.
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Conte: ‘Domani sera il Cdm per il Recovery’. Renzi: ‘Tirino fuori la bozza e valuteremo’
Il premier sul Covid: ‘Stiamo arrivando a una impennata di contagi, non sarà facile, dobbiamo fare ancora dei sacrifici’
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11 gennaio 2021
14:45
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“Domani sera dobbiamo fare il Consiglio dei ministri per approvare il Recovery plan. Dobbiamo correre”, lo ha detto il premier Giuseppe Conte in una intervista al Tg3 nella quale ha parlato anche delle fibrillazioni nella maggioranza. “Lavoriamo per costruire, il momento è così difficile che dobbiamo mettercela tutta per offrire risposte ai cittadini”, ha detto. “Sta arrivando un’impennata” dei contagi “dopo Gran Bretagna, Irlanda, Germania sta arrivando anche da noi: non sarà facile, dobbiamo fare ancora dei sacrifici”.
“Non mi interessa se Conte va al Quirinale o non va al Quirinale, ma che tirino fuori questo benedetto documento perché finora sono solo chiacchiere.
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Quando arriverà lo valuteremo, se non siamo d’accordo diciamo ‘amici come prima, noi le nostre poltrone ve le ridiamo'”. Lo ha detto il leader di Iv Matteo Renzi a L’aria che tira su La7, parlando del Recovery plan.

In mattinata a Rtl 102.5: “Approviamo questo benedetto Recovery, che sono in larga parte prestiti e vanno spesi per creare posti di lavoro, per dare soldi alla sanità. Il 22 luglio ho detto spendiamo soldi, se qualcuno mi dice ‘facciamo veloci’ io dico ‘corri, presenti questo Recovery, e usiamolo ma in cose utili”.
“Io non ho mai chiesto la conta in Aula, Conte ha detto ‘ci vedremo in aula’, non siamo noi a cercare la conta, noi chiediamo più vaccini, più soldi a cultura e teatro, ai giovani. Su questi temi è possibile essere accusati come irresponsabili? Sui post danno tutti ragione a noi ma io voglio vederlo nei documenti, quando ci daranno documenti lo saprò dire” ha aggiunto Renzi precisando che “se ora Conte e Casalino vogliono la conta in aula spero solo che abbiano fatto bene i conti dei numeri”.
“A me del cambio di Governo interessa zero. Il problema non è come si cambia il Governo, ma come si affronta questa pandemia. Io sono antipatico, non guardate me, ma guardiamo la sostanza. Noi abbiamo il maggior numero di morti, il peggior livello di pil e il paese che ha fatto le chiusure più toste, io dico non buttiamo via i soldi che abbiamo. Non ci frega nulla delle poltrone, ma non si buttino via i soldi che non torneranno mai più.
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O li spendiamo bene o spendeteli senza di noi. Io voglio avere la coscienza a posto”. “Il presidente della Repubblica ha detto cose che tutti noi condividiamo – ha aggiunto Renzi – . Suggerisco di non tirare per la giacchetta il presidente della Repubblica, lui è un arbitro e non si mette a dire a un dirigente politico cosa deve fare. Nella sostanza, comunque, approviamo questo benedetto recovery”.
“L’accordo in generale non lo darei per fatto, ci sono molte questioni aperte. Ma sul Recovery siamo contenti che sia passata la nostra linea. Non è una cosa di questo governo e di questa maggioranza, è fondamentale che si metta in sicurezza e che non si intralci il percorso per portarlo in Parlamento”. Così il vicesegretario Pd Andrea Orlando, a Agorà, dopo le parole di Matteo Renzi che ha dato il via libera all’approvazione del Recovery plan.
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Scuola: Azzolina, la dad non funziona più sono preoccupata
Il ministro annuncia a breve decisioni sull’esame di maturità
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11 gennaio 2021
12:52
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Rientro in classe, oggi, per i ragazzi delle scuole superiori in Toscana (poco più di 166 mila), Abruzzo (56.500) e Valle d’Aosta. I ragazzi rientreranno al 50% in presenza.
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Tutte le altre Regioni hanno scelto di rinviare il ritorno sui banchi degli studenti delle superiori in date che vanno dal 18 gennaio al 1 febbraio. Sono previsti per oggi proteste e flash mob. Ragazzi, studenti e docenti, dal Nord al Sud, chiedono di poter tornare a scuola.
“E’ difficile per gli studenti comprendere perchè non rientrano a scuola, capisco le loro frustrazione: la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a Radio Rai 1. “Nelle regioni a fascia gialla tutto è aperto tranne la scuola superiore e questo creerà profonde cicatrici, i ragazzi hanno bisogno di sfogare la loro socialità. Si fa l’errore di credere che la scuola non produca incassi: se io chiudo un negozio so purtroppo quanto ho perso, sulla scuola questo discorso non si fa ma i costi sono altissimi. Sono molto preoccupata, oggi la dad non può più funzionare, c’è un black out della socialità, i ragazzi sono arrabbiati, disorientati ed sono preoccupata per il deflagrare della dispersione scolastica”.
“Il rischio zero non esiste, ma non esiste in alcun ambito – ha aggiunto – . All’interno delle scuole il rischio è molto basso e lo testimoniano gli studi italiani ed europei. La scuola si è organizzata molto bene. Io ho fatto tutto quello che potevo fare, chiedo a tutti di trattare la scuola non in modo diverso di come si trattano le attività produttive”, ha concluso la ministra Azzolina.
“Da parte mia non vuole esserci polemica con le Regioni. Ma bisogna dire quelli che sono i fatti: volevamo riaprire le scuole il 9 dicembre, qualcuno ci disse no, ma le attività produttive sono partite. Il 23 dicembre si è stipulata un’intesa all’unanimità con le Regioni che hanno garantito che al 50% le scuole superiori sarebbero rientrate. E’ partito un lavoro immane nei tavoli con i prefetti e sono stati previsti molti bus in più. A inizio gennaio molti presidenti di Regione hanno detto che erano addirittura pronti a far rientrare il 75% dei ragazzi in aula. Ci sono regioni che hanno lavorato bene come la Toscana, noi al ministero abbiamo monitorato tutto, abbiamo fatto informative; il lavoro fatto dai dirigenti scolastici è stato encomiabile. E’ difficile per gli studenti comprendere perché oggi non si riapre: hanno ragione, capisco le loro frustrazioni, la scuola è un diritto costituzionale se a me avessero tolto la scuola non sarei probabilmente qui”.
“Il ministro sta lavorando” in vista della maturità. “Abbiamo chiesto agli studenti di farci delle proposte: lo scorso anno ci hanno presentato proposte ragionevoli; una decisione la prenderemo a breve, i ragazzi a causa dell’incertezza assoluta per le date che slittano come la tela di Penelope, hanno bisogno di avere certezze che il ministero deve dare”.
“Capisco i ragazzi: il diritto all’istruzione è essenziale, sarei anch’io arrabbiata – afferma ancora la titolare del ministero dell’Istruzione – . Io ho il dovere di dire loro che il governo ha fatto tutto quello che doveva per il rientro a scuola. A maggio 2020 i medici mi scrivevano per chiedere di lasciare chiusa la scuola e così è stato, oggi ricevo lettere di tanti medici che mi chiedono di aprire le scuole: vedono le difficoltà dei loro figli. Ieri sera ho ricevuto la lettera di un anestesista”.
Il ministro è intervenuto anche sul concorso straordinario che “riprenderà, il 75% delle prove è stato svolto, i commissari potranno iniziare a correggere le prove già svolte, al più presto termineremo le prove di quel concorso, mancano 4 giorni per finire. Poi partirà il concorso ordinario”.
Sulla questione del rientro in classe era intervenuto nella serata di domenica anche il ministro della Salute Roberto Speranza. “Ne discuteremo domani (oggi n.d.r.) con le regioni, ma mi pare complicato vedere le scuole superiori chiuse e gli impianti di sci aperti. Sarà uno dei temi, e poi ancora in Parlamento”.
“Trovo irresponsabile e inutile lo scaricabarile della ministra Azzolina sulle regioni, così come la sua condanna della DAD. Con le regioni ci si confronta, si chiama Costituzione. E alla DAD, che certo non può sostituire la scuola in presenza, andrebbe fatto un monumento”. Lo scrive su Twitter il deputato del Pd Filippo Sensi.
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Perù: ex presidente Fujimori a giudizio per sterilizzazioni forzate
Fra il 1990 e il 1999 la campagna coinvolse oltre 300.000 donne, per lo più indigene, madre di più figli
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LIMA
11 gennaio 2021
11:59
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Un tribunale del Perù terrà oggi una seduta per permettere alla Procura peruviana di formalizzare i capi d’accusa nei confronti dell’ex presidente Alberto Fujimori per una campagna di sterilizzazioni forzate che fra il 1990 e il 1999 coinvolse oltre 300.000 donne, per lo più indigene, madri di più figli.
Attraverso una udienza virtuale, riferisce la radio RPP di Lima, il giudice Rafael Martín Martínez ascolterà la relazione del pm Pablo Espinoza che formulerà le accuse contro Fujimori, gli ex ministri della Salute dell’epoca, ed altre importanti personalità coinvolte nella realizzazione del piano governativo che risale a più di 22 anni fa.
Secondo l’emittente la Procura sosterrà la tesi che le sterilizzazioni realizzate senza il consenso delle donne coinvolte, sicuramente alcune migliaia, rappresentano “crimini contro l’umanità” che dovranno essere puniti severamente.
Attualmente Fujimori, 81 anni, è in carcere per scontare una pena di 13 anni per crimini contro l’umanità e corruzione.
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Spara da balcone: Iaccarino, resto in maggioranza
Presidente Consiglio Foggia non si dimette e attende voto aula
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FOGGIA
11 gennaio 2021
14:19
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Conferma che non intende dimettersi, che attenderà il voto in aula sulla mozione di sfiducia presentata dai consiglieri comunali e sottolinea che, in ogni caso, resta un componente della maggioranza di centrodestra. E’ quanto emerso nel corso della conferenza stampa indetta quest’oggi dal presidente del consiglio comunale di Foggia, Leonardo Iaccarino, ex Forza Italia ora indipendente, protagonista di un video che lo ritraeva mentre, dal balcone della sua abitazione, sparava alcuni colpi con la sua pistola scacciacani per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
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Immagini che hanno fatto il giro del web, a seguito delle quali, tutti i consiglieri comunali di Foggia hanno presentato nei suoi confronti una mozione di sfiducia dalla carica di presidente della massima Assise cittadina. Iaccarino aveva inizialmente manifestato l’intenzione di dimettersi ma poi aveva cambiato idea. “Convocherò una conferenza con i capigruppo e insieme a loro stabiliremo lo svolgimento consiglio comunale” – ha precisato Iaccarino rispondendo alle domande di alcuni cronisti che gli chiedevano quando convocherà il consiglio comunale durante il quale sarà votata la sua sfiducia -. Iaccarino alle scorse elezioni comunali del 2019 si era candidato con Forza Italia (partito che ha preso le distanze dopo la pubblicazione del video) ottenendo oltre 1300 preferenze. “Sono stato eletto tra le fila della maggioranza ed ho sposato il progetto politico presentato nel 2019 dal candidato sindaco del centrodestra Franco Landella, pertanto qualora in aula si voti la mia sfiducia da presidente della massima Assise cittadina, tornerò ad accomodarmi tra i banchi della maggioranza” – precisa Iaccarino -.
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Recovery: Renzi, tirino fuori bozza e valuteremo
Non mi interessa se Conte va al Quirinale o no
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11 gennaio 2021
13:20
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“Non mi interessa se Conte va al Quirinale o non va al Quirinale, ma che tirino fuori questo benedetto documento perché finora sono solo chiacchiere. Quando arriverà lo valuteremo, se non siamo d’accordo diciamo ‘amici come prima, noi le nostre poltrone ve le ridiamo'”.
Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi a L’aria che tira su La7, parlando del Recovery plan.
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Governo: Romani,disponibili solo a governo unità nazionale
Tra emergenze, vaccini e crisi economica
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
11 gennaio 2021
13:07
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“I costruttori, come richiamati dal Capo dello Stato, intervengono quando c’è qualcosa da costruire.
Noi non siamo minimamente interessati né al Conte bis né al Conte ter.
Nessuna stampella, dunque, possiamo essere interessati e partecipi nel momento in cui il Presidente della Repubblica, verificato che non ci sia più una maggioranza giallo-rossa, dovesse indicare la necessità di un governo, di scopo, istituzionale o di unità nazionale, per fare uscire il Paese dalle tre emergenze eccezionali che il nostro Paese si trova ad affrontare: fenomeno pandemico, piano vaccinale e crisi economica”. Così Paolo Romani, senatore di Idea-Cambiamo! intervenendo a Rai news 24.
“L’orizzonte temporale del Recovery Fund travalica questo esecutivo e coinvolgerà sicuramente più di un governo. La classe politica – prosegue – dovrebbe essere fatta solo di costruttori se fosse una buona classe politica, tutta coinvolta, maggioranza e opposizione, nella definizione e nella finalizzazione delle risorse, nel rispetto dei vincoli europei, ben più condizionanti di quelli del MES sanitario”.
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Card. Parolin conferma Enoc al Bambino Gesù per altri 3 anni
Guida l’ospedale pediatrico dal 2015
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CITTA DEL VATICANO
11 gennaio 2021
12:44
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Il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, “in base ai poteri conferitegli da Sua Santità Papa Francesco”, ha nominato Mariella Enoc presidente del Consiglio di Amministrazione dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù per i prossimi 3 anni. Il mandato della presidente Enoc all’ospedale Bambino Gesù era già stato rinnovato una prima volta nel 2017.
La presidente è in carica da febbraio 2015.
“La decisione della Santa Sede – dichiara Mariella Enoc – è un attestato di stima per il lavoro che l’Ospedale ha fatto in questi anni. Questo ci conforta e personalmente mi rende molto lieta. Stiamo vivendo tutti un grande momento di difficoltà legato alla pandemia, ma sono certa che riusciremo a superare anche questa sfida, inimmaginabile fino a qualche tempo fa.
Lavoreremo nei prossimi mesi per costruire un progetto strategico che possa guardare al futuro dell’ospedale, per continuare a garantire l’eccellenza delle cure e della ricerca scientifica”.
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Papa: nuovi ruoli alle donne, apre a Lettorato e Accolitato
‘Ma la Chiesa non può conferire loro l’ordinazione sacerdotale’
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CITTA DEL VATICANO
11 gennaio 2021
12:37
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Papa Francesco ha stabilito con un Motu proprio che i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato siano d’ora in poi aperti anche alle donne, in forma stabile e istituzionalizzata con un apposito mandato. Le donne che leggono la Parola di Dio durante le celebrazioni liturgiche o che svolgono un servizio all’altare in realtà già ci sono con una prassi autorizzata dai vescovi.
Fino ad oggi però tutto ciò avveniva senza un mandato istituzionale vero e proprio.
Aprire ufficialmente le porte alle donne nel Lettorato e nell’Accolitato non significa che potranno diventare sacerdoti.
E’ quanto precisa lo stesso Papa facendo proprie le parole di Giovanni Paolo II: “Rispetto ai ministeri ordinati la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale”.
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Governo: Gelmini, subito scostamento e nuovo dl ristori
Priorità paese non è ricomposizione squadra governo
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11 gennaio 2021
11:52
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“Da oggi alcune Regioni sono tornate in fascia arancione, mentre si annunciano nuove restrizioni con il prossimo Dpcm: di fronte a tutto ciò, all’emergenza sanitaria in atto e all’impatto sulle categorie economiche della crisi, la priorità per il Paese non è la composizione della squadra di governo. I lavoratori, le piccole imprese, il mondo del commercio e dell’artigianato, non sono interessati a sapere chi farà il ministro di cosa in un governo rimpannucciato, ma quante risorse saranno messe a disposizione per risarcire i danni delle chiusure.
Ha ragione il presidente Berlusconi: occorre fare presto. L’esecutivo pensi a portare subito in Parlamento il nuovo scostamento di bilancio che dovrà necessariamente essere in grado di rifinanziare il fondo di perequazione per i ristori 2020, azzerato dalla legge di bilancio, e un nuovo decreto risarcimenti per le chiusure già in atto nel nuovo atto. Non c’è tempo da perdere; prima che dei loro posti discutano dei posti di lavoro degli italiani”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera.
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Governo: D’Incà,Renzi?Chi dà instabilità non ha molti meriti
Nessuno ‘scouting’ per senatori responsabili
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11 gennaio 2021
11:21
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“Renzi pone problematiche importanti per lui, noi come M5S siamo distanti dalle sue considerazioni.
Il problema di questo Paese è stato per tutti questi anni l’instabilità, per cui, chiunque dia instabilità non ha molti meriti”.
Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà a 24 Mattino su Radio 24. A chi gli chiede se ci sia uno scouting in corso di responsabili per sostenere Conte, risponde: “La nostra maggioranza è questa e su questa vogliamo andare avanti. Non c’è nessuno scouting, rassicuro tutti: la volontà di tutti è andare avanti, mettendo fine alle polemiche e concentrarsi sul prossimo decreto ristori e piano vaccinazioni”.
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Governo:Orlando,accordo non chiuso ma bene Recovery a riparo
Su Recovery passata linea Pd
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11 gennaio 2021
10:12
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“L’accordo in generale non lo darei per fatto, ci sono molte questioni aperte. Ma sul Recovery siamo contenti che sia passata la nostra linea.
Non è una cosa di questo governo e di questa maggioranza, è fondamentale che si metta in sicurezza e che non si intralci il percorso per portarlo in Parlamento”. Così il vicesegretario Pd Amdrea Orlando, a Agorà, dopo le parole di Matteo Renzi che ha dato il via libera all’approvazione del Recovery plan.
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Renzi, se premier vuole conta faccia bene i calcoli
Io non ho mai chiesto conta
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11 gennaio 2021
10:10
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“Io non ho mai chiesto la conta in Aula, Conte ha detto ‘ci vedremo in aula’, non siamo noi a cercare la conta, noi chiediamo più vaccini, più soldi a cultura e teatro, ai giovani. Su questi temi è possibile essere accusati come irresponsabili? Sui post danno tutti ragione a noi ma io voglio vederlo nei documenti, quando ci daranno documenti lo saprò dire”.
Lo ha detto Matteo Renzi a Rtl 102.5 aggiungendo che “se ora Conte e Casalino vogliono la conta in aula spero solo che abbiano fatto bene i conti dei numeri”.
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Scuola: oggi riaprono le superiori in tre Regioni
Toscana, Abruzzo e VdA. Proteste studenti per mancato rientro
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11 gennaio 2021
08:22
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Rientro in classe, oggi, per i ragazzi delle scuole superiori in Toscana (poco più di 166 mila), Abruzzo (56.500) e Valle d’Aosta. I ragazzi rientreranno al 50% in presenza.
Tutte le altre Regioni hanno scelto di rinviare il ritorno sui banchi degli studenti delle superiori in date che vanno dal 18 gennaio al 1 febbraio. Sono previsti per oggi proteste e flash mob. Ragazzi, studenti e docenti, dal Nord al Sud, chiedono di poter tornare a scuola.
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Azzolina,studenti arrabbiati per scuole chiuse,hanno ragione
“Ora anche i medici mi chiedono che le scuole vengano riaperte”
A
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11 gennaio 2021
08:21
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“Capisco i ragazzi: il diritto all’istruzione è essenziale, sarei anch’io arrabbiata. Io ho il dovere di dire loro che il governo ha fatto tutto quello che doveva per il rientro a scuola.
A maggio 2020 i medici mi scrivevano per chiedere di lasciare chiusa la scuola e così è stato, oggi ricevo lettere di tanti medici che mi chiedono di aprire le scuole: vedono le difficoltà dei loro figli. Ieri sera ho ricevuto la lettera di un anestesista”. Lo ha detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina su Radio Rai 1.   VAI ALL’ECONOMIA   VAI ALLA TECNOLOGIA   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE

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Azzolina,senza scuola non c’è crescita, continuo a battermi
Un anno fa il giuramento a ministra dell’Istruzione

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10 gennaio 2021
11:30
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“Un anno fa giuravo come Ministra.
Sento, ogni giorno, tutta la responsabilità dell’incarico.
Ho lavorato senza sosta e continuerò a farlo, guidata dall’amore per la scuola e per la Costituzione, guardando all’articolo 34.
Uno dei più belli, quello che mi ha permesso di immaginare e costruire un futuro da donna libera, pur partendo da una condizione di svantaggio. Mi batto per la scuola perché senza la scuola non c’è crescita, aumentano le disuguaglianze, si blocca l’ascensore sociale. E a pagare sono sempre i più deboli.
Continuerò a lavorare in questa direzione, senza risparmiarmi”.
Così la ministra Lucia Azzolina.
Scuola: domani rientro in classe per oltre 220 mila ragazzi
In Toscana e Abruzzo. Rientrano I e II elementare in Campania
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10 gennaio 2021
14:05
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Rientro in classe domani, oltre che per i 5 milioni di studenti italiani delle materne, elementari e medie tornati sui banchi giovedì scorso 7 gennaio, anche per i ragazzi delle superiori in Toscana (sono 166 mila) e in Abruzzo (56.600) e in Valle D’Aosta. che si alterneranno a scuola in base alla percentuale stabilita del 50%.
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A questi numeri vanno aggiunti i bambini delle prime due classi delle elementari che torneranno anche loro in presenza domani in Campania. In Trentino Alto Adige già dal 7 gennaio tutti gli alunni dalle materne alle superiori sono rientrati in classe. Nelle altre regioni il rientro dei ragazzi delle superiori è posticipato con date differenziate a territorio a territorio che vanno dal 18 gennaio (Piemonte, Lazio, Liguria, Molise, Puglia) fino al 1 febbraio (Marche, Calabria, Basilicata, Sardegna, Sicilia, Veneto, Friuli Venezia Giulia). Il 25 gennaio torneranno invece in classe i ragazzi delle superiori in Emilia Romagna, Campania, Lombardia e Umbria.
A casa domani rimarranno anche tutti gli studenti siciliani: il presidente Musumeci ha disposto infatti il rientro il 1 febbraio per gli studenti delle superiori e il 18 gennaio per quelli del primo ciclo.
Scuola: studenti, basta dad, vogliamo rientrare in sicurezza
“Scuola sia priorità per Governo e Regioni”
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11 gennaio 2021
15:26
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Stamattina studenti e studentesse di tutto il Lazio hanno organizzato azioni simboliche davanti alle proprie scuole per chiedere che siano garantite le condizioni per un rientro in aula in sicurezza.
“La didattica a distanza ha grossi limiti strutturali e non può essere una soluzione di lungo termine – dichiarano i rappresentanti della Rete degli Studenti Medi – per questo bisogna sfruttare ogni giorno a disposizione per costruire le condizioni di sicurezza necessarie a svolgere la didattica in presenza.
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Servono garanzie: gli studenti sono confusi e disorientati dalle incertezze sul rientro in classe ed è pericolosamente aumentato il livello di dispersione scolastica.
È necessario un impegno da parte di tutte le istituzioni per garantire l’accesso al diritto allo studio e la sicurezza degli studenti e del personale scolastico. Finora è mancato il coinvolgimento nei tavoli con l’Ufficio Scolastico Regionale e le Prefetture. Le decisioni prese sugli scaglionamenti e sull’organizzazione non garantiscono le esigenze di tutte e tutti: per questo chiediamo che gli studenti vengano inclusi in questi momenti di confronto per portare la voce di chi la scuola la vive ogni giorno”.
Sui trasporti e sullo screening dei casi postivi – assicurano gli studenti – il confronto con la Regione è serrato. “Si sta andando nella direzione giusta e ci aspettiamo che si possano riscontrare già nei prossimi giorni i risultati indicati. Noi siamo pronti a raccogliere la sfida della partecipazione ai processi decisionali, stando attenti a monitorare sugli impegni presi, raccogliendo le segnalazioni e portando il nostro punto di vista. La scuola deve essere la priorità per il governo e per le amministrazioni: un paese che non mette al centro la scuola, è un paese che non pensa al futuro”, concludono i ragazzi.
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Patuanelli,boom interventi superbonus,per oltre 200mln euro
Fine dicembre altri 1000 interventi, per 100 mln crediti imposta
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11 gennaio 2021
15:12
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“Si conferma la crescita esponenziale del Superbonus 110%, una misura fortemente voluta dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal sottosegretario Riccardo Fraccaro e da tutto il Governo. Nelle ultime due settimane di dicembre sono stati registrati altri mille interventi per ulteriori 100 milioni di crediti d’imposta prenotati.
Il totale sale dunque a circa 1700 interventi per oltre 200 milioni di euro”. Lo scrive il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli su Facebook.
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Recovery: Marcucci, credo che Iv darà ok a bozza
E’ stata corretta nell’interesse degli italiani
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11 gennaio 2021
14:36
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“Non so se c’è un accordo, ma penso che Iv approverà la bozza del Recovery che è stata corretta in modo sostanziale perché è nell’interesse degli italiani. Oggi sarebbe una follia e mi sembra che le dichiarazioni di Renzi vadano in quella direzione”.
Così il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci ospite di ‘Un giorno da pecora’ su Radio 1.
E alla domanda su chi vincerà alla fine tra il premier Conte e il leader di Italia viva, Renzi, Marcucci ha risposto: “Spero che vinca il Paese e siccome il Pd vuoel il bene del Paese, se vince il Paese vince il Pd”.
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Conte, crisi? Lavoriamo per costruire, dobbiamo correre
Momento è difficile, dobbiamo dare risposte ai cittadini
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11 gennaio 2021
14:33
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“Dobbiamo correre” sul Recovery plan.
Lo dice il premier Giuseppe Conte al Tg3.
E a una domanda sulla crisi dice: “Lavoriamo per costruire, il momento è così difficile che dobbiamo mettercela tutta per offrire risposte ai cittadini”, aggiunge.
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Recovery: Conte, domani sera il Cdm per approvarlo
Lo annuncia il premier
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11 gennaio 2021
14:31
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“Domani sera dobbiamo fare il Consiglio dei ministri per approvare il Recovery plan”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al Tg3.
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Recovery: FdI, su voto regolamento al Pe ci asterremo
‘Rischi di penalizzare Italia’
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BRUXELLES
11 gennaio 2021
13:45
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“Siamo a favore del Recovery Fund ma non possiamo accettare un Regolamento che reintroduce le regole dell’austerità mettendo a serio rischio la fase attuativa del piano in Italia. Perché, è inutile negarlo, la pandemia sta colpendo tutta Europa ma le conseguenze sulle economie nazionali sono e saranno differenti ed è necessaria la massima flessibilità per evitare di interrompere gli stanziamenti alle nazioni più indebitate, che sono anche le più bisognose del sostegno europeo”.
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È quanto dichiara Raffaele Fitto, Co-Presidente del gruppo Ecr e membro della Commissione Affari Economici del Parlamento Europeo, annunciando la sua astensione sul provvedimento nella seduta odierna della commissione del Parlamento europeo.
“Il Recovery Fund non può e non deve trasformarsi in un nuovo Mes, un nuovo strumento per strangolare le economie del sud Europa, a partire da quella italiana. Se vuole essere davvero uno strumento per la ripresa si deve consentire di spendere fino all’ultimo centesimo le risorse previste, naturalmente con trasparenza e regolarità ma senza reintrodurre dalla finestra la stagione dell’austerità che tutti a parole dichiarano di aver archiviato per sempre”, aggiunge il Capodelegazione di Fratelli d’Italia a Bruxelles, Carlo Fidanza.
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Governo:Delrio,Conte presenti presto piano Patto legislatura
Coalizione ne discuta con spirito unitario
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11 gennaio 2021
13:28
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“La drammatica crisi economica e sociale innescata dalla pandemia ha messo a nudo le fragilità del sistema Paese accentuando strutturali squilibri e diseguaglianze. Ricostruire un’Italia migliore e più giusta è la sfida della politica e in particolare di maggioranza e governo.

Con le risorse e i progetti del Next Generation Eu possiamo mettere l’Italia sulla strada giusta. La parola d’ordine deve essere costruire insieme e l’imperativo è fare presto. Anche per questo, come noi democratici chiediamo da mesi, serve un deciso rilancio dell’azione di governo attraverso un Patto di legislatura che dia alla maggioranza, nella mutata condizione complessiva, una visione definita ed unitaria del cambiamento necessario all’Italia che certamente non ha bisogno di crisi al buio o perenni conflittualità”. Così il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio.
“Il Presidente del Consiglio sta lavorando alla sintesi delle proposte già avanzate dai partiti per la definizione di un patto di fine legislatura. Ci aspettiamo che rapidamente la coalizione ne discuta, in uno spirito unitario di cui lo stesso Conte non può che essere garante”, conclude.
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Zaia, assessore si deve quantomeno scusare
Donazzan aveva cantato ‘Faccetta Nera’ alla radio
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VENEZIA
11 gennaio 2021
13:31
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“L’asessore si deve quantomeno scusare. Conosco la sua sensibilità.
Non l’ho sentita, penso che le scuse siano doverose”. Lo ha detto il presidente del veneto Luca Zaia, a proposito delle polemiche sull’assessore Elena Donazzan che aveva intonato ‘Faccetta nera’ alla radio. Sulle richieste di dimissioni “prendo atto delle richieste. me ne arrivano ogni giorno”, ha concluso Zaia.
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Covid: Crisanti, screening e vaccini per Sardegna free
Prof in Ogliastra per secondo step, anche per lui il tampone
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LANUSEI
11 gennaio 2021
12:45
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“La campagna di screening che estenderemo dall’Ogliastra a tutti i territori dell’Isola, più le vaccinazioni, avranno un effetto sinergico importantissimo che porterà a delineare un quadro più completo per la popolazione, liberando la Sardegna dal virus”. Così Andrea Crisanti, il microbiologo e ordinario dell’Università di Padova che ha messo a punto lo screening di massa voluto dalla Regione con la campagna “Sardi e sicuri”.
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Il professore questa mattina è a Lanusei per seguire il secondo giro di tamponi previsto sui cittadini ogliastrini, ed è stato il primo a sottoporsi al test.
“La campagna sta andando benissimo – commenta Crisanti – Abbiamo avuto una adesione al primo screening di una settimana fa dell’80% della popolazione, una cifra al di sopra delle aspettative. L’obiettivo – ribadisce – è quello di interrompere la trasmissione del contagio e rendere sostenibile l’impatto di eventuali casi residui. La campagna ci permette anche di valutare la macchina organizzativa e le prestazione dei test, che faremo due volte a distanza di una settima sulla stessa popolazione. I tamponi della prima fase sono diversi da quelli che ripeteremo dopo una settimana: la prima volta testeremo la popolazione con un tampone antigenico di seconda generazione, mentre la seconda useremo un tampone antigenico con immunofluorescenza, ovvero di terza generazione che ha una sensibilità più elevata al virus”.
Nella prima parte della campagna in Ogliastra sono state 26mila e 936 le persone sottoposte allo screening, di cui solo 132 sono risultate positive (lo 0,5%), oggi il test si ripete su tutti i negativi. Per il microbiologo “è ancora presto per fare bilanci” ma chiarisce che la doppia azione screening-vaccini è una formula vincente. Risponde così alle polemiche di chi accusa la Regione di aver avviato la campagna fuori tempo e a ridosso delle vaccinazioni, sottraendo a queste prezioso personale sanitario. “Le due cose non sono in antitesi ma vanno insieme – replica Crisanti – I vaccini infatti, essendo ancora in numero insufficiente a immunizzare tutti rapidamente, non sono in grado di risolvere i problemi subito”.
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Scuola: protesta a Palazzo Lombardia
Assemblea davanti a Regione, ‘chiediamo un rientro serio’
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MILANO
11 gennaio 2021
11:55
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Circa un centinaio di studenti si sono radunati questa mattina di fronte al palazzo della Regione Lombardia a Milano, per protestare contro l’ennesimo rinvio della riapertura delle scuole. “L’obiettivo – racconta uno degli organizzatori della Rete degli Studenti (Rsm) – è quello di consegnare al governatore Attilio Fontana un documento in cui spieghiamo i nostri disagi e avanziamo la semplice richiesta di tornare tra i banchi in sicurezza”.

“Oggi dovevamo essere a scuola” recita uno degli striscioni appeso davanti a Palazzo Lombardia, dove i ragazzi si sono seduti a terra in assemblea a formare un grande cerchio per illustrare poi le loro idee alternandosi al megafono. Cinque i punti fondamentali delle richieste degli studenti: la fine della didattica a distanza, che “non può essere un’alternativa alla scuola”, presidi medici in ogni istituto, potenziamento del trasporto pubblico, protocolli chiari e più personale scolastico.
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Covid: Fontana, ‘La Lombardia si sta avviando alla zona rossa’
‘Stiamo peggiorando in tutti i parametri’
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MILANO
11 gennaio 2021
12:49
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In Lombardia “la scorsa settimana l’Rt si è improvvisamente innalzato a 1,24 e tenendo conto dei nuovi parametri ci stiamo sicuramente avvicinando alla zona rossa”: così ha spiegato il presidente della Lombardia Attilio Fontana a Sky TG24.
“Mi auguro che questi numeri si invertano” ha aggiunto, ma se non avverrà il rischio della zona rossa è più che concreto. E in questo caso, la zona rossa prevede “la chiusura delle scuole”, tutte.
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“Stiamo peggiorando in tutti i parametri”.

Sulla campagna vaccinale in Lombardia “non c’è un ritardo perché questa non è una gara a chi arriva prima. Anzi, chi arriva prima rischia di trovarsi in difficoltà” secondo il presidente della Lombardia “Abbiamo concluso con il commissario Arcuri un accordo in base al quale dovremo finire il primo giro di vaccinazioni il 28 gennaio – ha spiegato a Sky Tg24 – e il 28 gennaio finiremo il primo giro di vaccinazioni. Poi dovremo fare il richiamo per cui, dato che deve essere svolto fra il 19mo e il 23mo giorno, dovremo avere la certezza di avere le altre dosi di vaccino, altrimenti c’è il rischio di aver fatto il primo giro e di non averlo per il secondo perché si è arrivati troppo presto. E quindi dover ripartire da capo”.
La Lombardia ha quindi tenuto le dosi per il richiamo “per essere sicuri che se iniziamo una operazione, la portiamo a termine”. “Io – ha concluso – non capisco perché si debba in ogni caso creare una sorta di competizione che non ha senso”.
Il responsabile della campagna vaccinale anti-Covid in Lombardia, Giacomo Lucchini, e il direttore generale del Welfare, Marco Trivelli, saranno uditi mercoledì mattina in commissione Sanità del Consiglio regionale per presentare il piano vaccini e rispondere alle richieste dei consiglieri. Lo comunica il presidente della stessa commissione, Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega.
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Covid: Leoluca Orlando,governo dichiari Sicilia ‘zona rossa’
Sindaco Palermo, Musumeci intanto la istituisca per i capoluoghi
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PALERMO
10 gennaio 2021
20:26
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“Siamo di fronte al dilagare dell’epidemia, spinto anche da comportamenti irresponsabili di tanti. Oggi si è registrato un ulteriore aumento dei contagi e, fatto ancor più preoccupante, un indice di positività che sfiora il 20%, con gli ospedali e i Pronto soccorso prossimi alla saturazione.
Prima che sia troppo tardi, prima che si contino in Sicilia migliaia di morti, torno a chiedere al Governo nazionale di dichiarare la nostra regione Zona Rossa”. Lo afferma il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che aggiunge: “in attesa che questo avvenga, chiedo al Presidente Musumeci di provvedere a dichiarare Zone Rosse tutti i capoluoghi, che sono quelli più esposti, come dimostrano i dati di Catania, Messina, Palermo e Siracusa”.
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Covid: da oggi l’Italia zona gialla, eccetto 5 regioni arancioni
Regioni contro i parametri della zona rossa, oggi vertice con governo
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11 gennaio 2021
13:48
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Il governo prepara il primo provvedimento del 2021 con nuove limitazioni e una stretta in particolare sulla movida, arrivata dopo gli ultimi episodi di assembramenti e feste illegali, vietando l’asporto dai bar a partire dalle 18 ed estendendo il divieto di spostamento tra regioni anche nelle zone gialle, così come avvenuto dalle feste di Natale ad oggi. Ma sul tavolo c’è anche la possibilità di istituire una zona bianca, seppur difficile da raggiungere (servirebbe un Rt sotto 0.5), in cui poter riaprire tutto senza limitazioni.
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Sono le ipotesi trapelate al termine della riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione e che saranno presentate oggi alle Regioni nel vertice con il ministro Francesco Boccia. Un incontro nel quale i governatori hanno già annunciato di volersi opporre a quella sembra molto più di un’ipotesi, e cioè alla possibilità di far scattare automaticamente la zona rossa nel caso si superasse il limite dei 250 contagiati per 100 mila abitanti. Una raccomandazione, perorata dagli scienziati, che però potrà vedere la luce solo dopo il confronto di oggi e solo dopo il passaggio in parlamento del ministro della Salute, Roberto Speranza, in programma il 13 gennaio. “Quel limite non l’ha chiesto nessuna regione – tuona il presidente dei governatori, Stefano Bonaccini – e, se volete la mia impressione, non entrerà fra quelli utilizzati per decidere la colorazione o lo spostamento delle Regioni”.
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L’intenzione di Palazzo Chigi sarebbe quella di seguire le raccomandazioni di Istituto Superiore di Sanità e Comitato Tecnico Scientifico per varare il nuovo provvedimento che entrerà in vigore il 16 gennaio: se l’incidenza settimanale dei casi supera i 250 casi ogni centomila abitanti, la Regione è automaticamente in zona rossa. Un’ipotesi che, con i dati attuali, metterebbe il Veneto in zona rossa (con i suoi 453,31 casi) e l’Emilia-Romagna di poco fuori (242,44 casi). Dati comunque suscettibili ad altri cambiamenti nel corso dei giorni. Il governo cercherà di trovare un’intesa, ma appare chiara la volontà di stringere le maglie anche, e soprattutto, per evitare la temuta terza ondata e contenere i contagi che, oggi, hanno registrato oltre 18 mila nuovi casi e 361 vittime, con un incremento del tasso di positività salito al 13,3%. Per questo nel nuovo Dpcm non dovrebbe cambiare la norma che prevede la possibilità una sola volta al giorno e per un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni) di andare a trovare amici o parenti. Nel provvedimento, oltre alla scuola, entrerà molto probabilmente anche la proroga della chiusura degli impianti da sci, che al momento dovrebbero riaprire il 18 gennaio. L’unica cosa certa al momento è che il nuovo provvedimento – al quale sarà affiancato un Dl per estendere il divieto di spostamento tra le regioni – continuerà a prevedere le zone colorate e il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Smentita invece la possibilità di istituire i weekend arancioni: le giornate di sabato e domenica, dunque, avranno le stesse limitazioni delle zone di appartenenza. Resteranno ancora chiuse palestre e piscine, così come teatri, musei e cinema. Intanto da oggi, quando riapriranno le scuole superiori in sole tre regioni (Valle d’Aosta, Toscana e Abruzzo), quasi tutta Italia tornerà in zona gialla, eccezion fatta per Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto che resteranno in arancione. Per tutti, però, varrà il divieto di spostamento tra regioni, salvo che per esigenze lavorative, motivi di salute o rientro nelle proprie abitazioni, domicili o residenze. Gli ultimi cinque giorni prima del nuovo Dpcm e dei nuovi dati del monitoraggio che potrebbero rivedere dunque colori, divieti e limitazioni.
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Via Lattea ‘ripartenza sci remota, subito ristori’
Merlo, annunciata stretta conterrà misure restrittive
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TORINO
10 gennaio 2021
15:03
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“La sbandierata riapertura degli impianti di risalita per il prossimo 18 gennaio appartiene più al mondo degli auspici che non a quello della realtà”. Lo sostiene Giorgio Merlo, sindaco di Pragelato e assessore alla comunicazione dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, in merito alla “stretta di gennaio annunciata dal Governo che, come ovvio, conterrà misure stringenti e restrittive”.
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Per Merlo, occorre dunque “prendere atto della grave situazione sanitaria senza indicare ulteriori rinvii per la sempre più remota riapertura, e intervenire con rapidità per definire la cifra dei potenziali ristori”.
Oltre a “definire la cifra dei potenziali ristori”, Merlo auspica che vengano subito individuate “le categorie interessate dal provvedimento e la tempistica certa per evitare che migliaia di lavoratori e centinaia di piccole e medie aziende entrino in una crisi irreversibile e definitiva”. Misure che adesso, sostiene l’assessore dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, “si rendono sempre più necessarie ed indispensabili se non vogliamo che questa filiera economica e produttiva, a cominciare dal comparto territoriale della Via Lattea con i suoi impianti e le sue piste, entri in un vicolo cieco senza più la possibilità di riprendere il suo corso normale”.
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Patuanelli,boom interventi superbonus,per oltre 200mln euro
Fine dicembre altri 1000 interventi, per 100 mln crediti imposta
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11 gennaio 2021
15:12
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“Si conferma la crescita esponenziale del Superbonus 110%, una misura fortemente voluta dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal sottosegretario Riccardo Fraccaro e da tutto il Governo. Nelle ultime due settimane di dicembre sono stati registrati altri mille interventi per ulteriori 100 milioni di crediti d’imposta prenotati.
Il totale sale dunque a circa 1700 interventi per oltre 200 milioni di euro”. Lo scrive il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli su Facebook.
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Covid, Conte: ‘Arriva impennata, non è facile, ancora sacrifici’. Governo conferma stop asporto bar alle 18
Governo conferma stop asporto bar alle 18. Tre Regioni chiedono zona arancione in tutta Italia. Boccia garantisce: ‘Ristori a chi sarà chiuso’
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GENOVA
11 gennaio 2021
17:14
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“Sta arrivando un’impennata” dei contagi “dopo Gran Bretagna, Irlanda, Germania sta arrivando anche da noi: non sarà facile, dobbiamo fare ancora dei sacrifici”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al Tg3 parlando del Covid.
Il governo intanto ha incontrato le Regioni in vista delle nuove misure e conferma di voler introdurre nel Dpcm il divieto per i bar di vendere cibi e bevande da asporto dopo le 18.
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La scelta sarebbe stata ribadita nel corso della riunione con le regioni nel quale sono state illustrate anche le altre misure: conferma per tutte le zone della regola che consente a massimo due persone di andare a trovare a casa parenti e amici, stop alla mobilità tra le regioni, anche tra quelle gialle, istituzione di una zona bianca, per “dare un segnale” del lavoro che si sta facendo e che consentirà di entrare in una fase diversa in tempi però più lunghi.
Intervenire sugli indici di rischio per facilitare gli ingressi in zona arancione delle regioni a rischio alto: è quanto avrebbe proposto, secondo quanto si apprende, il ministro della Salute Roberto Speranza nel corso della riunione tra governo e Regioni, ribadendo che sarà mantenuto il modello delle fasce e che sarà confermato nel nuovo Dpcm l’abbassamento della soglia dell’Rt: con 1 si va in arancione e con 1,25 in zona rossa. Senza le misure restrittive introdotte per le vacanze di Natale “avremmo altri numeri”, avrebbe sottolineato Speranza nel corso delle riunione con le Regioni, invitando a guardare cosa sta succedendo nel resto d’Europa, dove c’è “una situazione complessa”.
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Il divieto di ospitare a casa più di due parenti o amici “si è dimostrata una norma ragionevole che ha funzionato nel periodo natalizio. Credo che avrebbe senso confermarla”, ha detto Speranza a Rai Radio2 il ministro della Salute Roberto Speranza, al termine dell’odierna riunione tra Governo e regioni. “Domani sarà il Parlamento ad esprimersi ed entro giovedì venerdì avremo un testo definitivo. La situazione epidemiologica non è da sottovalutare, l’epidemia è ancora molto forte e per questo – ha ribadito – servono ancora restrizioni e comportamenti corretti”.
“Ho detto al Governo – dice Giovanni Toti via Facebook al termine dell’incontro – di essere contrario al divieto di asporto take away per ristoranti e bar dopo le 18”. “Queste attività, pur potendo continuare con le consegne a domicilio, rischiano di essere penalizzate ancora di più, dopo aver già subito pesanti restrizioni. Bene invece l’introduzione di una zona bianca, come avevamo proposto già oltre un mese fa, cioè una zona dove, virus permettendo, si possa cominciare un lento ritorno alla normalità”.
Alle aziende che gestiscono i trasporti pubblici urbani ed extaurbani che hanno messo o metteranno in campo servizi aggiuntivi per gli studenti, deve essere riconosciuto un ristoro per i mancati ricavi dalla vendita dei biglietti e degli abbonamenti dovuti alla riduzione della presenza degli altri passeggeri. E’ quanto avrebbe chiesto, secondo quanto si apprende, il presidente dell’Anci Antonio Decaro nel corso della riunione con le Regioni e il governo. Altrimenti, avrebbe aggiunto, “non ci si può aspettare che quelle aziende garantiscano i servizi aggiuntivi indispensabili ad assicurare il distanziamento per gli studenti”.
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Tutte le attività che rimarranno chiuse “saranno ristorate”. E’ quanto ha garantito, secondo quanto si apprende, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia alle Regioni nel corso della riunione di oggi. Il ministro ha ribadito la validità del sistema a fasce – “ci ha salvato due volte da un nuovo lockdown” – e ha riconvocato le Regioni per una nuova riunione giovedì, dopo che il ministro della Salute Roberto Speranza avrà illustrato le misure in Parlamento.
In mattinata il presidente della Lombardia Attilio Fontana parlando a Sky TG24 ha fatto sapere che “la scorsa settimana l’Rt si è improvvisamente innalzato a 1,24 e tenendo conto dei nuovi parametri ci stiamo sicuramente avvicinando alla zona rossa”. “Mi auguro che questi numeri si invertano” ha aggiunto, ma se non avverrà il rischio della zona rossa è più che concreto. E in questo caso, la zona rossa prevede “la chiusura delle scuole”, tutte. “Stiamo peggiorando in tutti i parametri”.
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Scuola: Abruzzo, superiori in aula al 50% ma si invoca lo ‘sciopero digitale’
Così più confusione che in Dad, dubbi su trasporti e tracciamento
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PESCARA
11 gennaio 2021
08:29
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Lezioni in presenza al 50%, da oggi, in Abruzzo, per le scuole secondarie di secondo grado. Ma sono tante le voci contrarie alla riapertura parziale e a sostegno dello ‘sciopero digitale’ degli studenti di Pescara annunciato da ‘Libera Associazione Studentesca’, Cobas scuola, ‘Priorità alla scuola’ e ‘Patto per l’Abruzzo resiliente’.
Questa mattina è previsto un presidio in Piazza Unione, davanti alla sede del Consiglio regionale, per rivendicare un tavolo permanente di confronto con la Regione e per un rientro a scuola del 100% degli studenti in condizioni di sicurezza.
“Sostengo in pieno l’iniziativa di studenti e associazioni – dice il consigliere regionale Antonio Blasioli (Pd) – occorre riaprire, ma va fatto in sicurezza: con un sistema di trasporti sicuro ed efficiente, strutturazione di presidi sanitari nelle scuole e confrontandosi con il mondo della scuola”.
Anche Rifondazione Comunista, federazione di Pescara, sostiene lo ‘sciopero digitale’.
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Mentre alunni e personale di infanzia, primaria e medie inferiori hanno continuato a rimanere in presenza. Dei 57.000 studenti abruzzesi delle superiori solo metà rientrerà in classe, gli altri resteranno in Dad. “La Regione e ciascuno dei Dipartimenti di Prevenzione delle 4 Asl quanto personale hanno dedicato per il tracciamento nelle scuole? E perché manca una pianificazione periodica dei test rapidi e sierologici per studenti e personale scolastico, come avviene per il personale sanitario? Tutte le scuole hanno attivato le commissioni covid? In quali condizioni sono gli autobus? Con quale frequenza sono assicurate pulizia e sanificazione?”.
“Tornare nelle aule è pericolosissimo – dichiara il segretario regionale del sindacato Snals Carlo Frascari – siamo tutti convinti dei danni che provoca la didattica a distanza, tuttavia il ciclone della pandemia ha messo in luce le carenze strutturali del sistema scolastico e dei trasporti, che non possono essere risolte in pochi mesi. Da ciò la nostra convinzione che la riammissione in presenza (sia pure parziale) alle superiori ha il sapore di un azzardo fondato, sia a livello centrale sia periferico, su una scommessa politica o peggio ancora demagogica. Le rassicurazioni di Marsilio e dell’Ufficio scolastico Regionale non ci convincono, sia per la complessa organizzazione delle turnazioni al 50% (che investono anche i trasporti) sia per la scelta di non attendere almeno due settimane in una fase di nuovo aumento dei contagi. I danni provocati dalla mancata presenza sono almeno pari a quelli provocati da un’organizzazione temporanea e alternata della didattica che genera ansie e confusione tra alunni e docenti”.
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Vaccino, Arcuri: ‘Entro la fine di marzo saranno vaccinati 6 milioni di italiani’
De Luca: ‘Esaurite le dosi di vaccini’. La replica: ‘Nuova distribuzione’
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NAPOLI
11 gennaio 2021
11:11
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Entro la fine di marzo saranno vaccinati 6 milioni di italiani, ha detto il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri a ‘In mezzora in più’ su Rai3 sottolineando che i contratti aggiuntivi sottoscritti dall’Ue con Pfizer e Moderna consentiranno “di raggiungere quel numero di vaccinati”. Nel corso dell’anno, ha aggiunto Arcuri, “l’Italia otterrà 60 milioni di dosi da questi due produttori e potremo vaccinare 30 milioni di italiani”.
“In Italia resta, al momento, l’indicazione di effettuare la seconda dose, ovvero il richiamo, del vaccino Pfizer-BioNTech dopo 21 giorni dall’inoculazione della prima.
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Ciò sulla base delle attuali indicazioni dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa e degli studi disponibili”, ha affermato Luca Richeldi, presidente della Società italiana di pneumologia e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts).
Intanto i vaccinati in Italia sono stati 627.946 di cui 367.821 donne e 260.125 uomini. Sono state somministrate il 68,4% delle 918.450 dosi consegnate. E’ quanto emerge dal report delle 20,45. L’Umbria ha già somministrato l’89,8% delle dosi consegnate, seguita da Campania (89,5%) e Veneto (87,9%). All’ultimo posto la provincia autonoma di Bolzano (34,8%), preceduta da Calabria (41,8%) e Lombardia (43,1%).
Da lunedì 30mila saturimetri verranno distribuiti gratuitamente nelle farmacie ai nuclei familiari al cui interno vi sia un membro affetto da patologie respiratorie. Lo annuncia Luca Richeldi, presidente della Società italiana di pneumologia e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts). L’iniziativa è in collaborazione con Federfarma e coinvolgerà 1200 farmacie in tutta Italia. L’obiettivo è anche di prevenire le complicanze gravi legate a Covid-19, particolarmente pericolose per questi pazienti.
In serata il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Che tempo che fa su Rai3, ha detto che “quando avremo a disposizione un numero di vaccini molto alto, i medici di medicina generale, che ho incontrato in parte pochi minuti fa, sono disponibili ad essere protagonisti, così come i pediatri di libera scelta ed abbiamo una disponibilità di massima a vaccinare da parte delle farmacie e siamo pronti ad eseguire le vaccinazioni anche in luoghi straordinari. Ma abbiamo bisogno della materia prima, cioè il vaccino”. “Gli anziani verranno contattati per la vaccinazione anti-Covid attraverso i medici di medicina generale e i dipartimenti di prevenzione. Abbiamo un elenco esatto di queste persone, i loro indirizzi e ci metteremo in contatto con loro attraverso le strutture del Ssn e quando sarà necessario attiveremo anche la nostra capacità di andare nei luoghi dove queste persone vivono”.
Il commissario per l’emergenza Arcuri ha inoltre replicato al presidente della Campania che aveva lancato in mattinata un allarme sull’esaurimento delle dosi di vaccino nella sua Regione. De Luca, ha detto Arcuri, “sa già che domani ci sarà la nuova distribuzione dei vaccini. Lui ha giustamente lanciato l’allarme ma se domani il modello distributivo di Pfizer funzionerà, e io non ho dubbi di questo, riceverà le nuove dosi”. Arcuri si è omplimentato con De Luca per la somministrazione di tutte le dosi. “Mi chiedo cosa sarebbe successo – ha aggiunto – se un governatore invece avesse tenuto i 60mila vaccini ricevuti in un freezer e non li avesse somministrati”.
In mattinata De Luca aveva sottolineato che le dosi nella sua regione erano finite. “Ancora nella giornata di ieri – ha detto De Luca – la Campania ha raggiunto, con il 90%, la percentuale più alta d’Italia nella somministrazione dei vaccini. Oggi in tutte le aziende sanitarie si esauriscono le dosi consegnate alla nostra regione. Questa sera le aziende si fermano per mancanza di vaccini. E’ questo l’esito di una distribuzione fatta in modo sperequato nei giorni scorsi”. L’esaurimento delle dosi di vaccini in Campania è stato segnalato dal governatore Vincenzo De Luca “al commissario Arcuri, sollecitando un invio immediato. Martedì dovrebbero arrivare nuove forniture, ed è necessario che questo avvenga, riequilibrando i nostri quantitativi. Così come è necessario e urgente l’invio di personale aggiuntivo per le vaccinazioni, per far fronte alla situazione di forte sottodimensionamento del nostro personale nella quale si sta lavorando. Voglio ringraziare – aggiunge De Luca – tutte le nostre strutture sanitarie per i risultati straordinari conseguiti pure in carenza di personale. La campagna vaccinale sarà nei prossimi mesi la nostra priorità, per portare la Campania fuori dall’epidemia e verso una vita normale”.
La Campania ha usato 89,5% di dosi, altre 3 regioni all’80% – La Campania è la regione italiana che ha somministrato il maggior numero di dosi di vaccino consegnate: 60.001 su 67.020, pari all’89,5% del totale. E’ quanto emerge dal report sulla somministrazione pubblicato dal Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, aggiornato alle 11 di questa mattina e in base al quale sono state consegnate complessivamente in Italia 918.450 dosi e ne sono state somministrate 589.798, il 64,2% del totale. Dagli uffici del Commissario è stato sottolineato nei giorni scorsi che l’indicazione data alle regioni era quella di conservare il 30% delle dosi ricevute in modo da poter garantire la somministrazione della seconda iniezione, prevista dopo 21 giorni dalla prima. Ma non tutte hanno rispettato l’indicazione: 3 hanno superato o sfiorano l’80% (il Veneto è all’ 81,8%, la Toscana al 79,9% e l’Umbria al 79,6%) mentre altre 8 tra regioni e province autonome si attestano attorno al 70% e in alcuni casi lo superano (la Sicilia al 74,5%, la provincia di Trento al 72,3%, la Valle d’Aosta al 72,2%, il Lazio al 71,3%, l’Emilia Romagna e la Puglia al 70,2%, le Marche al 69,7%, la Sardegna al 69,3%). All’opposto, con una percentuale di somministrazione che non raggiunge il 40%, ci sono 3 regioni: la Calabria, al 39,3%, la Lombardia al 38% e la provincia di Bolzano, al 34,8%. A partire da lunedì, stando agli accordi con Pfizer, dovrebbe arrivare in Italia la terza tranche del vaccino: altre 470mila dosi in una settimana che verranno consegnate nei 294 punti di somministrazione indicati dalle regioni direttamente dalla casa farmaceutica americana.
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Entro febbraio in Italia 764mila dosi vaccino Moderna
133mila a gennaio. Speranza: è inizio, unica strada per uscirne
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
09 gennaio 2021
23:07
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Arrivano a partire da lunedì le prime 47mila dosi del vaccino di Moderna ed entro la fine di febbraio l’Italia ne avrà a disposizione 764mila, che si andranno ad aggiungere a quelle garantite da Pfizer con un invio di 470mila a settimana e a quelle, se l’Ema autorizzerà la commercializzazione entro fine gennaio, di AstraZeneca. Superata la soglia del mezzo milione di italiani, entra nel vivo la campagna vaccinale: “la vera strada – ha ribadito il ministro della Salute Roberto Speranza – per uscire da questi mesi e da questa crisi così difficile”.
Il cronoprogramma degli arrivi del vaccino di Moderna è stato messo a punto dagli uffici del Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri.
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A differenza di Pfizer, Moderna spedirà le dosi ogni due settimane: dopo le prime 47mila, è previsto per la settimana del 25 gennaio l’invio di altre 66mila, per quella dell’8 febbraio di 163mila e per quella del 22 febbraio di 488mila. Per ora, a differenza di quanto era stato pianificato in un primo momento, anche questi vaccini non transiteranno per l’hub nell’aeroporto militare di Pratica di Mare: le confezioni verranno consegnate direttamente nelle Regioni ai punti di somministrazione indicati. Per far decollare la campagna, però, c’è bisogno di più dosi.
Lo stesso Speranza lo conferma quando sottolinea che “siamo ancora all’inizio del percorso e le dosi di cui disponiamo sono ancora evidentemente limitate”. Importanti, a questo punto, le dosi AstraZeneca per arrivare a coprire intanto i 6.4 milioni indicati nel piano (1,4 tra medici e infermieri, 570mila tra personale e ospiti delle Rsa e 4,4 milioni di over ottanta), senza voler considerazione la possibilità che venga ampliato lo spettro delle categorie prioritarie: in molti chiedono che tra queste rientri il personale della scuola e il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa ha annunciato che il governo sta ragionando se aggiungere ai fragili i pazienti ematologici e oncologici.
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Irpef: Ruffini, così disincentiva lavoro e guadagno
In 2018 evasione a 79,8 mld
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11 gennaio 2021
16:57
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L’attuale sistema dell’Irpef “disincentiva l’offerta di lavoro” e “a guadagnare di più”. Lo ha detto il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini in commissione finanza alla Camera.
“Il sistema delle detrazioni e delle deduzioni – ha spiegato – ha determinato con il tempo una deformazione della progressività dell’imposta ‘effettiva’ rispetto alle aliquote nominali, determinando un potente disincentivo a lavorare e guadagnare di più” Anche a causa di “detrazioni decrescenti” che provocano su redditi medio-bassi (55.000 euro) un ‘salto di aliquota’.
Riguardo ai dati sull’evasione fiscale Ruffini ha rilevato che nel 2018 l’agenzia delle Entrate ha registrato per Irpef, Ires, Iva e Irap un tax gap di 79,8 miliardi di euro con una riduzione “molto ampia” di 5 miliardi rispetto all’anno di imposta 2017. “Il risultato – ha detto – è dovuto alle misure di contrasto all’evasione fiscale e al miglioramento della tax compliance”.
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Bankitalia:in Italia forte peso fisco su capitale e lavoro
Possibile riequilibrio tassando consumi e ricchezza
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11 gennaio 2021
16:57
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“Anche se negli ultimi anni diversi interventi hanno concorso a diminuire il livello dell’imposizione, l’Italia, nel confronto internazionale, si caratterizza ancora per l’alta incidenza del carico fiscale sul capitale e soprattutto sul lavoro”.E’quanto afferma Banca d’Italia in audizione alla Camera sulla riforma dell’Irpef.
“Dati i vincoli di bilancio, a parità di spesa pubblica ulteriori riduzioni del prelievo sul lavoro potrebbero essere finanziate attraverso un maggiore carico fiscale sui consumi e sulla ricchezza, considerato meno dannoso per la crescita”.Il prelievo effettivo sui consumi è infatti più basso che in altri Paesi
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Governo: in 2019 reddito Conte scende a 158mila euro
Primo anno interamente dedicato a istituzioni
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11 gennaio 2021
17:43
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Ammonta a 158.4848 mila euro il reddito del premier Giuseppe Conte nel 2019, il primo anno da lui interamente dedicato alle istituzioni, con un calo rispetto all’anno precedente, quando i primi mesi furono dedicati all’attività forense e all’insegnamento universitario e ancora di più al 2017. E’ quanto emerge dalla dichiarazione dei redditi pubblicata sul sito del Senato, dove compaiono le situazioni patrimoniali dei membri del governo che non sono parlamentari. Nel 2018 il reddito di Conte (che ha assunto l’incarico di governo l’1 giugno) è ammontato a 1.155.229 euro, mentre quello del 2017, quando Conte ero ancora “solo” un avvocato e un docente, faceva segnare 370.314 euro.
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Tridico,con salario minimo a 8 euro +3,3 mld a lavoratori
A netto Tfr e 13ma. Non si rischia riduzione occupazione
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11 gennaio 2021
17:25
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Fissando il salario minimo a 8 euro l’ora al netto della tredicesima e del Tfr ci sarebbe un maggiore reddito disponibile per i lavoratori (saldo tra maggiore retribuzione e maggiori imposte e contributi) di circa 3,3 miliardi. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in una audizione al Senato spiegando che per le imprese ci sarebbe un aumento delle retribuzioni lorde per 4,6 miliardi.
I lavoratori coinvolti sarebbero il 13,8% del totale dei dipendenti privati. L’introduzione del salario minimo secondo Tridico ridurrebbe le disuguaglianze e non dovrebbe portare a una riduzione dell’occupazione così come non è accaduto in Germania. Il maggiore aggravio per le imprese (6,17 miliardi il costo del lavoro supplementare comprensivo degli oneri sociali) si trasferirebbe per la maggior parte sui consumatori.
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Scuola:Consiglio Stato rigetta ricorso Regione Calabria
Lezioni rimangono in presenza
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CROTONE
11 gennaio 2021
17:41
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Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato dalla Regione Calabria contro il decreto di sospensione dell’ordinanza emessa dal presidente facente funzione, Nino Spirlì, con la quale era stato disposto il rinvio al 15 gennaio dell’apertura delle scuole elementari e media in presenza. Lo stabilisce il decreto numero 18 del 2021 della sezione terza del Consiglio di Stato, presieduta da Franco Frattini.
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Le lezioni rimangono in presenza.
Nel decreto si rileva che l’ordinanza del presidente Spirlì doveva essere accompagnata da dati scientifici. “A fronte di norme statali successive alla ordinanza regionale – è scritto nel testo – l’eventuale misura regionale più restrittiva, tenuto conto della rilevanza del diritto alla istruzione e del contesto di socialità specialmente per gli alunni più giovani, avrebbe dovuto essere motivata con dati scientifici evidenzianti il collegamento tra focolai attivi sul territorio e impatto della attività scolastica in presenza”. Inoltre, viene evidenziato che “nella ordinanza regionale vi è una chiusura generalizzata senza alcuna, ove esistente, indicazione di zone interessate da incremento di contagi; né, peraltro, le problematiche relative al trasporto (movimentazione di persone) – risolvibili con diligente ed efficace impegno amministrativo nei servizi interessati – possono giustificare la compressione grave di diritti costituzionalmente tutelati dagli studenti interessati”.

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DALLE 13:16 DI VENERDì 08 GENNAIO 2021

ALLE 22:05 DI SABATO 09 GENNAIO 2021

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Di Maio, governo vada avanti, lavoriamo a patto con Conte
‘Non sono accettabili giochi di palazzo, ma serve trasparenza’
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08 gennaio 2021
13:16
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“Questo governo deve andare avanti, il Paese non può rischiare di cadere nell’immobilismo, non sono accettabili giochi di palazzo, ma serve trasparenza”. Lo scrive il ministro degli esteri Luigi Di Maio su Facebook.
“Lavoriamo tutti a un patto di governo più articolato che dia certezze sui temi ad ogni forza politica – afferma -, ma insieme a Giuseppe Conte che va rispettato e sostenuto”.
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Iss:bozza, Rt a 1,03. Prima volta sopra 1 da 6
Rischio alto in 12 regioni, 8 moderato, solo Toscana ‘basso’
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08 gennaio 2021
13:26
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Nel periodo 15-28 dicembre 2020, l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,03 (range 0,98 – 1,13), in aumento da quattro settimane e per la prima volta, dopo sei settimane, sopra uno. Lo rileva la bozza del monitoraggio settimanale Ministero della Salute-Istituto superiore di sanità (Iss).

Secondo il monitoraggi oinoltre sono 12 le Regioni/PPAA a rischio alto questa settimana (nessuna la settimana precedente), 8 a rischio moderato (di cui due ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una Regione (Toscana) a rischio basso.
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Zingaretti, Pd sostiene governo con massima lealtà
Segretario Pd apre direzione partito
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08 gennaio 2021
14:23
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“E’ un passaggio fondamentale per gli sviluppi del governo, che noi sosteniamo con la massima lealtà”.
Lo dice il segretario Pd Nicola Zingaretti aprendo la direzione.
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Governo: Bellanova, esperienza al capolinea
E premier dovrebbe prenderne atto, il tempo è finito
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08 gennaio 2021
14:27
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“Il premier dovrebbe prendere atto che questa esperienza è al capolinea e dire se siamo in grado tutti di ripartire”. Così la ministra di Iv Teresa Bellanovra su Rai2 dove aggiunge: “Il tempo per quanto mi riguarda è finito: ora servono risposte.
Sono mesi che chiediamo un accordo programmatico perché non si può andare avanti con un Dpcm o un decreto alla settimana.
Noi critichiamo e avanziamo proposte: il punto è -conclude – se le proposte vengono accolte”.
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Sciascia: Franceschini, “L’Italia gli deve molto”
“Una personalità animata da forte impegno civile”
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08 gennaio 2021
14:51
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“Un intellettuale al quale l’Italia deve molto”. Così il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini nel giorno del centenario della nascita di Leonardo Sciascia.
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“Una personalità animata da forte impegno civile e passione democratica – aggiunge il ministro – capace di analisi, critiche e spunti narrativi di grande attualità, autore di romanzi e racconti ai quali occorre ritornare per comprendere appieno il nostro Paese”.
Il Mibact ricorda Sciascia anche attraverso una campagna social che ruota attorno all’animazione della sua firma in calce a una lettera autografa indirizzata ad Annamaria Ortese, proveniente dalle carte private dell’autrice de “Il mare non bagna Napoli”, depositate nel 2002 presso l’Archivio di Stato di Napoli dalla nipote della scrittrice, Rita Ortese.
I profili social del Mibact propongono un piccolo video in cui il pennino traccia idealmente la firma in calce al messaggio con cui il 21 gennaio 1983 l’intellettuale e scrittore siciliano, nato a Racalmuto l’8 gennaio del 1921, ricambiava alla Ortese gli auguri scrivendo dalla clinica Valmont a Glion-sur-Montreux.
Le poche, semplici righe con le quali Sciascia si dice a disposizione “per quello che posso”, “anche se non mi faccio vivo scrivendo”, sono vergate sulla carta intestata di un istituto in cui soggiornò anche il protagonista del pamphlet “Atti relativi alla morte di Raymond Roussel”, racconto-inchiesta composto dallo scrittore siciliano nel 1971 per indagare sulla morte misteriosa dell’autore francese avvenuta a Palermo nel 1933. Fili sottili di esistenze che si intrecciano, lasciando libera la fantasia di correre su questo documento conservato alla nostra memoria, insieme ad alcune foto di Nino Catalano rese disponibili dalla Fondazione Leonardo Sciascia, che ritraggono l’intellettuale siciliano in alcuni momenti di vita familiare, costituiscono l’omaggio simbolico Mibact per questa ricorrenza.
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Covid:Cav,dovere morale ripensare sanità con Recovery e Mes
Berlusconi, Fi presenterà proposta in Parlamento
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MILANO
08 gennaio 2021
16:04
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“La pandemia ha messo in evidenza la fragilità del sistema sanitario italiano fortemente indebolito da anni di definanziamento e di gestione carente che hanno impedito di formare ed assumere un adeguato numero di medici e di infermieri” è partito da questo Silvio Berlusconi in una nota per annunciare che “Fi predisporrà una proposta di rafforzamento del sistema sanitario italiano da presentare alle Camere mettere a disposizione del Paese.Abbiamo il dovere morale di ripensare, rafforzare e rilanciare il sistema sanitario italiano anche sfruttando le importanti risorse che arriveranno con il Recovery e auspicabilmente con il Mes”.
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Zingaretti,provocare elezioni sarebbe errore imperdonabile
Si oscilla pericolosamente, in passato logorare ha portato voto
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08 gennaio 2021
16:07
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“A novembre dopo il vertice a Palazzo Chigi si era avviata una stagione positiva di confronto sui contenuti del rilancio. Abbiamo scommesso in quel processo per cambiare e non distruggere.
Tutto però è tornato a oscillare pericolosamente, con fibrillazioni che rischiano di mandare in frantumi il lavoro di un anno e mezzo. Dentro una pandemia tragica, provocare elezioni anticipate sarebbe un errore imperdonabile”. Lo dice il segretario Pd Nicola Zingaretti in direzione. “Il logoramento dei rapporti politici già in passato ha portato a un’evoluzione incontrollabile, il cui esito sono state proprio le elezioni anticipate”.
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Maroni operato al neurologico Besta di Milano
Dopo malore dei giorni scorsi
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MILANO
08 gennaio 2021
16:14
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L’ex governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, è stato sottoposto oggi a un intervento chirurgico all’Istituto neurologico Besta. Maroni aveva avuto un malore, nei giorni scorsi a casa sua a Lozza (Varese) ed era stato ricoverato all’ospedale di Varese da cui è stato poi trasferito nel nosocomio milanese.
La famiglia ha chiesto la massima riservatezza. Lo si è appreso da fonti.
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Bellanova,a Conte campagna acquisti non sta andando bene
No a rimpastini
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08 gennaio 2021
16:18
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“Noi non abbiamo chiesto posti in più o strapuntini ma di avere risposte sulle questioni e sui temi che abbiamo avanzato. Io per prima porto avanti battaglie da una vita: se ci sono risposte siamo disponibili a proseguire altrimenti si trovino i ‘responsabili'”.
L’ha detto la ministra dell’Agricoltura di Iv Teresa Bellanova su Ore14 a Rai2 dove aggiunge: “Sappiamo che c’è il tentativo di campagna acquisti in corso: purtroppo non gli sta andando bene al premier”.
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Maroni operato al neurologico Besta di Milano
Dopo il malore dei giorni scorsi
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MILANO
08 gennaio 2021
16:22
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L’ex governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni, è stato sottoposto oggi a un intervento chirurgico all’Istituto neurologico Besta. Maroni aveva avuto un malore, nei giorni scorsi a casa sua a Lozza (Varese) ed era stato ricoverato all’ospedale di Varese da cui è stato poi trasferito nel nosocomio milanese.
La famiglia ha chiesto la massima riservatezza. Lo si è appreso da fonti.
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Libia: Conte incontra Serraj a P.Chigi
In corso colloquio
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 gennaio 2021
16:47
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Il premier libico Fayez Al Serraj è arrivato a Palazzo Chigi, dove è stato ricevuto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Tra i due è in corso un colloquio.
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Scuola: nel Lazio superiori in Dad fino al 18 gennaio
Zingaretti firmerà ordinanza
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
08 gennaio 2021
17:50
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Nel Lazio le scuole superiori saranno in Dad fino al 18 gennaio. Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, visto l’incremento della curva dei contagi da Coronavirus, firmerà oggi un’ordinanza per posticipare al 18 Gennaio l’apertura in presenza delle scuole superiori.
Fino a quella data continuerà ad essere attiva la didattica a distanza per gli studenti delle scuole secondarie.
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Dad in scuole superiori Umbria fino 23 gennaio
Lo ha deciso la Regione secondo principio “massima precauzione”
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PERUGIA
08 gennaio 2021
17:53
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Didattica “esclusivamente a distanza” fino al 23 gennaio nelle scuole superiori dell’Umbria.
Lo ha deciso la Regione applicando il concetto di “massima precauzione”.
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Il provvedimento riguarda le scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie.
In base ai dati epidemiologici e al parere del Comitato tecnico scientifico umbro, la Regione ha ritenuto necessario un periodo di osservazione nei circa 20 giorni seguenti le festività al fine di analizzare l’andamento dell’epidemia sul territorio e perseguendo “il concetto di massima precauzione a tutela del bene primario della salute”. In tal senso Palazzo Donini ha annunciato che si sta perfezionando anche un protocollo con le farmacie pubbliche e private nonché con la Croce rossa per permettere uno screening volontario degli studenti e del personale scolastico delle scuole superiori. Reso possibile grazie al recupero di risorse Fse per un milione di euro da parte dell’assessore al bilancio e all’istruzione Paola Agabiti.
Per ciò che concerne la didattica a distanza – si legge ancora in una nota della Regione -, resterà salva la possibilità di svolgere attività in presenza “qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata”.
Le disposizioni si applicano anche agli studenti iscritti per l’anno formativo 2020-2021 ai corsi di istruzione e formazione professionale (Iefp) presso le agenzie formative e gli istituti professionali statali in regime di sussidiarietà.
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Covid, Fontana: ‘Screening nelle scuole superiori lombarde’
‘Sperimentazione su studenti e docenti per incidenza virus’
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MILANO
08 gennaio 2021
18:42
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“In Lombardia partirà a breve una sperimentazione importante e mirata basata sullo screening di studenti e docenti delle scuole secondarie di secondo grado per verificare concretamente l’incidenza del virus in questo ambito”. E’ quanto ha annunciato il presidente della Lombardia Attilio Fontana, che poi ha aspramente criticato il modello a zone del governo per arginare la pandemia.
“La semplice definizione dei colori e delle relative fasce, basata su valutazione che spesso cambiano con frequenza molto rapida, vanno nella direzione opposta a quello che chiedono i cittadini e le imprese – ha detto il governatore – creando solo incertezze e danni economici rilevantissimi”.
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Open Arms: Salvini all’aula bunker, cominciata udienza
Ex ministro davanti a Gup per richiesta rinvio a giudizio
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PALERMO
09 gennaio 2021
10:16
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Il leader della Lega Matteo Salvini è arrivato all’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo per l’udienza preliminare in cui è imputato di sequestro di persona e rifiuto d’atto d’ufficio per aver vietato lo sbarco a Lampedusa, ad agosto del 2019, di 107 migranti soccorsi in mare dalla nave della ong spagnola Open Arms.
Blindate le strade circostanti il bunker dove una decina di manifestanti hanno atteso invano Salvini che ha raggiunto l’aula da un’entrata secondaria.

L’udienza è cominciata.
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Berlusconi: ‘Grazie a Gallera, ho voluto io Moratti’
Cav, deciso usare esperienza ex assessore in un altro modo
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MILANO
08 gennaio 2021
16:00
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“Un particolare ringraziamento” è quello che il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi ha voluto riservare a Giulio Gallera dopo il suo passo indietro come assessore al Welfare della Lombardia.
“Con il dottor Gallera abbiamo concordato di utilizzare in altro modo in Forza Italia la sua competenza e le sue capacità di lavoro, dimostrate in 26 anni di militanza nel nostro Movimento” spiega in una nota l’ex premier che, a quando si apprende, ha avuto un lungo colloquio telefonico nella notte con l’ormai ex assessore.

“Ho voluto personalmente Letizia Moratti – ha aggiunto Berlusconi – in questo ruolo, a fianco del Presidente Attilio Fontana, per rafforzare ulteriormente, con la sua credibilità e il suo prestigio, l’efficienza e l’autorevolezza della guida della regione, simbolo del buon governo del centro-destra”.
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Covid: Zaia, ci rimettiamo per zona a giudizi Iss
Ma escludiamo classificazione in zona rossa
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VENEZIA
08 gennaio 2021
13:21
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“Ci rimettiamo al giudizio dell’Istituto superiore della sanità nazionale per sapere in quale zona sarà il Veneto”. Lo ha detto il presidente Luca Zaia, il quale ha osservato “che non sa ancora se la regione passerà in zona gialla o arancione”.
Zaia ha escluso la classificazione in zona rossa. “Qualsiasi sia la decisione – ha concluso -sarà determinante l’intervento dei ristori”.
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Covid: Toti, Liguria sarà gialla, slitta rientro studenti
Prossima settimana per prudenza scuole superiori ancora in dad
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GENOVA
08 gennaio 2021
13:35
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“La Liguria sarà in zona gialla a partire da lunedì 11 fino a domenica 17. Questa la collocazione stabilita per la nostra regione alla luce dei dati epidemiologici su cui ho appena avuto un confronto telefonico con il ministro Speranza.
Precauzionalmente, al fine di non peggiorare una situazione ancora fragile e instabile circa la diffusione del Covid, uniformandoci alle Regioni che ci circondano, abbiamo deciso che da lunedì 11, e per una settimana, gli studenti delle scuole secondarie superiori non rientreranno ancora in aula ma proseguiranno nella modalità della didattica a distanza”. Lo annuncia Giovanni Toti su Facebook.
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Calabria:Tar sospende ordinanza Regione sulla dad
Scuole elementari tornano in aula,lezioni sospese per superiori
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CATANZARO
08 gennaio 2021
16:35
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Il Tar della Calabria ha accolto la richiesta di sospensione dell’ordinanza di chiusura delle scuole elementari e medie emanata dal presidente facente funzioni della Calabria, Antonino Spirlì lo scorso 5 gennaio, mentre gli effetti del provvedimento rimangono validi per le scuole superiori. Il ricorso era stato presentato dopo la presentazione lo scorso 5 gennaio dell’ordinanza di chiusura disposta dal presidente Spirlì che sospendeva le lezioni nelle elementari e medie fino al 15 gennaio e nelle superiori fino al 31.
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Per gli studenti delle scuole superiori i giudici amministrativi si esprimeranno il prossimo 10 febbraio.
“Il Tar manda i più piccoli a scuola e lascia a casa gli studenti delle superiori. Ci opporremo! Per noi, tutti a casa, in sicurezza e in dad”. Lo ha detto il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, commentando sulla sua pagina facebook la decisione del Tar che ha sospeso parzialmente l’ordinanza con la quale si disponeva, in Calabria, la chiusura delle scuole elementari e medie fino al 15 di gennaio e le superiori fino al 31 gennaio. Il ricorso che ha portato al pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale era stato presentato dall’avvocato Paolo Perrone su incarico di un gruppo di genitori.
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Covid, Fontana: ‘Screening nelle scuole superiori lombarde’
‘Sperimentazione su studenti e docenti per incidenza virus’
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MILANO
08 gennaio 2021
18:42
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“In Lombardia partirà a breve una sperimentazione importante e mirata basata sullo screening di studenti e docenti delle scuole secondarie di secondo grado per verificare concretamente l’incidenza del virus in questo ambito”. E’ quanto ha annunciato il presidente della Lombardia Attilio Fontana, che poi ha aspramente criticato il modello a zone del governo per arginare la pandemia.
“La semplice definizione dei colori e delle relative fasce, basata su valutazione che spesso cambiano con frequenza molto rapida, vanno nella direzione opposta a quello che chiedono i cittadini e le imprese – ha detto il governatore – creando solo incertezze e danni economici rilevantissimi”.
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Covid: Emiliano ai pugliesi, non uscite di casa se potete
‘Lavorate e studiate da casa’
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BARI
08 gennaio 2021
18:47
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“Rivolgo un appello a tutti coloro che possono fare a meno di uscire di casa e che possono operare a distanza attraverso la tecnologia di lavorare e studiare da casa. E di non uscire se non per stretta necessità.
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In particolare rivolgo un appello a tutto il mondo della scuola perché non spinga le famiglie ad andare a scuola in presenza. La mia non è una crociata contro la didattica in presenza, che anche per me e senza alcun dubbio è preferibile a quella a distanza”. Lo scrive su facebook il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo la decisione del governo di inserire la Puglia in zona gialla da lunedì prossimo.
“Capisco – dice – di avere preteso molto dai valorosi insegnanti pugliesi chiedendogli di seguire nello stesso momento sia gli studenti in presenza in classe, sia quelli a casa attraverso il computer. Voglio ringraziarli per questo sforzo senza del quale non avremmo potuto far abbassare i contagi scolastici che dopo il 24 settembre si erano moltiplicati a dismisura. Abbiate pazienza, in questo momento non è possibile avere l’ottimo e dobbiamo accontentarci del meglio possibile, dando priorità alla salute senza pregiudicare del tutto la didattica”.
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Scuola:14 Regioni dicono ‘no’ a ripresa di lunedì 11
Oggi anche Lazio, Umbria, Sicilia, E-R. Per 4 rientro 1 febbraio
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08 gennaio 2021
20:01
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Arriva a 14 il numero delle Regioni che con il passare delle ore ha deciso di rinviare ulteriormente il ritorno dei ragazzi delle superiori a scuola, prima fissato al 7 gennaio e poi slittato, per volontà del governo, a lunedì 11 gennaio. In alcuni casi i governatori hanno deciso di lasciare a casa per le prossime settimane anche gli alunni delle medie e delle elementari.
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In altre, come Calabria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche, i ragazzi delle superiori torneranno in aula il primo febbraio. Oggi Lazio, Emilia Romagna, Umbria e Sicilia si sono aggiunte al fronte delle Regioni che già nei giorni scorsi avevano deciso di lasciare in didattica a distanza i propri alunni ma ognuno ha scelto modalità e date diverse: i ragazzi delle superiori del Lazio rimarranno in dad fino al 17 gennaio (data già decisa da giorni anche in Molise e in Piemonte); la dad è fino al 24 in Emilia Romagna e in Lombardia mentre in Sicilia il governatore Musumeci ha deciso per la sospensione delle attività didattiche in presenza fino al 16 gennaio per le scuole elementari e medie inferiori e fino al 30 gennaio per gli istituti superiori. In Umbria la Regione ha deciso didattica “esclusivamente a distanza” fino al 23 gennaio nelle scuole superiori.
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Maroni operato, istituto Besta: ‘Condizioni soddisfacenti’
‘Non saranno diramati altri bollettini medici’
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MILANO
08 gennaio 2021
20:21
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Le condizione dell’ex governatore Roberto Maroni, operato oggi all’Istituto neurologico Besta di Milano, sono “soddisfacenti”. Lo ha reso noto, in un comunicato, l’ospedale.

“In merito alle condizioni cliniche di Roberto Maroni, sottoposto oggi a un intervento presso la Fondazione I.R.C.C.S.
Istituto Neurologico ‘Carlo Besta’, la direzione sanitaria dell’istituto informa – si legge nel comunicato – che le condizioni cliniche del paziente sono soddisfacenti e che lo stesso è sveglio e cosciente. In accordo con la famiglia non saranno diramati altri bollettini medici in assenza di significativi sviluppi”.
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Alto Adige: si dimette comandante Schuetzen per video rap
Cappelli piumati ribadiscono propri valori e fede cristiana
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BOLZANO
08 gennaio 2021
21:18
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Il comandate degli Schuetzen altoatesini Juergen Wirth Anderlan si è dimesso in serata per il contestato video rap. I cappelli piumati, senza intervenire sulla questione del brano, ribadiscono in una nota di voler rappresentare anche in futuro i propri valori e la “fede cristiana” (scritto in corsivo, ndr.), come anche la “difesa della heimat”, la “libertà e la dignità dell’uomo”.

Il video, nel frattempo tolto da Youtube, è stato girato a lume di candela in una cantina buia e mostra Wirth Anderlan, che non è nuovo a iniziative provocatorie, che svoglia vecchie foto e canta in stile rap in tedesco degli altoatesini che “vivono nella nazione sbagliata, circondati da bugiardi e spie”. “Non conoscono più Ander (Andreas Hofer, ndr.) ma Greta (Thunberg,ndr.)”, “nel parco davanti a casa mia Dieter ama Peter” e “100 anni che ci trattano come una prostituta di pochi soldi” sono solo alcuni dei passaggi contestati, tra l’altro anche dagli Schuetzen del Tirolo austriaco.
L’attuale vice comandante Renato des Dorides assume la guida dell’associazione fino alle prossime elezioni.
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Vaccini: Uncem a Speranza, inserire sindaci in prima fase
Presidente Bussone, incorrono in un rischio che va abbassato
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TORINO
09 gennaio 2021
10:20
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“I sindaci dei Comuni italiani devono essere vaccinati al più presto. Ho scritto al ministro Speranza chiedendo che i primi cittadini vengano inclusi nella prima fase di somministrazione”.
E’ la richiesta di Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, l’Unione nazionale comuni comunità enti montani, che si dice pronto a “individuare insieme al ministro punti di somministrazione quali farmacie o camper mobili, per raggiungere agevolmente i piccoli Comuni e tutte le aree montane del Paese”.
Bussone ricorda infatti che i sindaci “sono autorità sanitaria dei loro territori, hanno contatti con centinaia di persone, svolgono funzioni che non possono venir meno, hanno molto spesso responsabilità di persone tutelate, incorrono in un rischio che va abbassato”. Di qui la richiesta di “collocare gli 8mila sindaci italiani – ribadisce il presidente Uncem – nella prima fase di vaccinazione, nell’interesse delle loro comunità e di tutto il Paese”.   PIEMONTE   VAI ALL’ECONOMIA   VAI ALLA CRONACA   VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO   VAI ALLA TECNOLOGIA

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Letizia Moratti, mi metto a servizio cittadini
Presidente Fontana, nuova giunta è a tutti gli effetti operativa
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MILANO
09 gennaio 2021
12:49
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“Ringrazio il presidente Attilio Fontana che mi ha proposto in maniera inaspettata un compito difficile e complesso in un momento particolarmente complesso”: lo ha detto Letizia Moratti, nuovo vicepresidente e assessore al Welfare della Lombardia, in conferenza stampa. “E’ una responsabilità che ho deciso di prendermi – ha aggiunto – per mettermi al servizio dei cittadini della Lombardia”.

A convincere Letizia Moratti ad accettare il nuovo ruolo è stata la “ferma” convinzione del governatore Attilio Fontana. E oltre a questo “il fatto di capire che – ha aggiunto la neovicepresidente – per mio carattere cerco di non sottrarmi alle sfide, anche se gravose, se penso di poter dare un contributo alla mia città o alla mia regione”.
Al suo fianco Fontana ha sottolineato che “la nuova giunta a tutti gli effetti è operativa”.
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Lombardia:Galli(Sacco),ora voltare pagina in modo radicale
Buon lavoro a Letizia Moratti,emergenza non è terminata
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MILANO
08 gennaio 2021
14:01
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In Lombardia, nella sanità, “bisogna voltare pagina in modo radicale, lavorando sull’organizzazione degli interventi, il potenziamento della medicina del territorio e la capacità di fronteggiare emergenze come quella che stiamo vivendo”. A dirlo Massimo Galli, direttore di Malattie infettive presso l’ospedale Sacco di Milano, che saluta l’assessore lombardo al Welfare uscente, Giulio Gallera, e augura “buon lavoro” a Letizia Moratti, che prende il suo posto.

Si tratta di interventi “che non si fanno certo da un giorno all’altro, ma con programmi di medio e lungo termine, con forti investimenti in sanità – continua Galli -. Certo è che la gestione dell’emergenza non è terminata, è qui, e gli ultimi segnali non sono affatto favorevoli, bisogna prestare la massima attenzione”.
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Polemica per la mascherina con il volto di Borsellino indossata da Salvini
Critiche da Pd e M5s, strumentalizza il magistrato ucciso
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08 gennaio 2021
19:26
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Il volto di Paolo Borsellino e una frase che disse prima di morire: “La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale,dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”. Ad innescare una nuova polemica su Matteo Salvini questa volta è la mascherina donata dall’assessore regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana Alberto Samonà e indossata dal leader della Lega, in via D’Amelio, a Palermo, per ricordare in mattinata Paolo Borsellino e i cinque poliziotti di scorta, vittime dell’attentato del 19 luglio 1992.
Appena sceso dall’auto, Salvini si toglie quella che aveva e indossa l’altra con il volto del giudice ucciso: “Me l’ha regalata l’assessore Alberto Samonà e per questo lo ringrazio”.
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Poi un mazzo di fiori sotto l’ulivo piantato per commemorare i martiri di Cosa nostra. “Ogni volta che vengo a Palermo ritengo un dovere civico e umano rendere omaggio a Paolo Borsellino e agli uomini e alle donne della scorta, mi sembra il minimo. Mi sembrava giusto partire da qui”, dice Salvini. Ma tutto questo non basta perché non appena la notizia con la foto della mascherina fa il giro di agenzie, giornali e siti on line scoppia la polemica, alimentata dalle dichiarazioni di esponenti del Pd e del Movimento 5 Stelle.
“L’avidità di palcoscenico di questo personaggio è tale da essere pronto a creare il caso e la polemica strumentalizzando l’immagine di chi ha che ha dato la vita per il nostro Paese.
Semplicemente disgusto” scrive su Facebook il deputato dem Carmelo Miceli, membro della commissione Giustizia della Camera e responsabile sicurezza del Pd.
“Il personaggio ormai è noto,soprattutto nella sua propensione a mistificare e strumentalizzare. E’ bulimico. Ma non può permettersi di offendere i simboli dell’antimafia, chieda scusa”, rincara la dose Mario Perantoni (M5s), presidente della commissione Giustizia della Camera.
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Recovery, Conte stringe: ‘Il piano al prossimo Cdm, è dell’Italia intera’
Franceschini: ‘Buin senso per evitare crisi in piena pandemia’. Di Maio: ‘Non sono ammessi rallentamenti’
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09 gennaio 2021
20:14
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Il premier Conte prova a stringere sul Recovery plan e rilancia sul tavolo per il prosieguo della legislatura. “Mai come adesso – scrive un un post – serve un grande sforzo collettivo per realizzare al più presto un Recovery Plan che garantisca al nostro Paese pronta ripartenza e più elevata resilienza.
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Un piano che non appartiene a questo governo o alle forze di maggioranza che lo compongono, ma all’Italia intera. A questo riguardo, nella riunione di ieri sera, con tutte le forze di maggioranza abbiamo convenuto di portare al prossimo Consiglio dei Ministri la nuova bozza aggiornata del Piano, in modo da poter proseguire le interlocuzioni con il Parlamento e le parti sociali e poi passare alla stesura dello schema definitivo”. “Sin dall’inizio del mio mandato – dice il premier – ho preso un impegno con tutti i cittadini: lavorerò sempre per il bene vostro, il bene comune, e non per il mio utile personale. Fino alla fine farò ogni sforzo possibile per assolvere questo delicato incarico con “disciplina e onore”, come richiede la nostra Costituzione”. “Sto lavorando – sottolinea – anche a rafforzare la coesione delle forze di maggioranza e la solidità della squadra di governo. Senza queste premesse diventa arduo perseguire obiettivi che richiedono piena dedizione e acuta lungimiranza. E non consentono distrazioni, per rispetto dei cittadini e del momento che stiamo vivendo”. “In questi giorni sto preparando una lista di priorità che valgano a indirizzare e a rafforzare l’azione del governo sino alla fine della legislatura. Un programma da poter discutere e condividere con tutte le forze di maggioranza”.
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In tarda serata è prevista un riunione in videoconferenza una riunione in videoconferenza di Matteo Renzi con la cabina di regia di Italia viva e i gruppi parlamentari di Camera e Senato.
“Credo bastino un po’ di buonsenso e di buona volontà per evitare una crisi di governo in piena pandemia. Martedì mandiamo il Recovery in Parlamento e subito, come ha proposto Nicola Zingaretti, avviamo un confronto nella maggioranza per un patto programmatico di legislatura”. Lo scrive su Twitter il capo delegazione Pd al governo Dario Franceschini.
“Siamo alle battute finali per la presentazione del Recovery Plan italiano e non sono ammessi rallentamenti”, ha scritto in mattinata il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sul suo profilo Facebook.”È bene ascoltare le opinioni di tutti e confrontarsi, ma non dimentichiamoci che siamo chiamati a rispettare gli italiani e le loro esigenze. Ci sono milioni di cittadini che aspettano queste risorse per ripartire. Il Recovery è un treno che passa una sola volta” aggiunge il ministro.
“Ci affidiamo alla saggezza del capo dello Stato, a lui tocca nel caso sciogliere le camere. Un governo istituzionale mi sembra molto difficile. Se non c’è l’accordo nella sinistra mi sembra che ci sia solo il voto”. Così il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani a “L’Ospite”, condotto da Massimo Leoni, su SkyTg24.
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Come “dopo le grandi tragedie come la Seconda Guerra Mondiale i partiti facciano un Governo di unità nazionale per far ripartire l’Italia, per prendere insieme le grandi decisioni”. Lo scrive il governatore ligure Giovanni Toti sui social. “Ora, il Covid non è la Seconda Guerra Mondiale, ma guardandomi intorno non vedo neppure un De Gasperi o un Togliatti! Tutto in proporzione…”.
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Scuola: le Regioni che dicono ‘no’ a ripresa di lunedì 11
Aumenta il numero di Regioni che ha deciso il rinvio del ritorno dei ragazzi in classe
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09 gennaio 2021
17:00
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Aumenta il numero delle Regioni che ha deciso di rinviare ulteriormente il ritorno dei ragazzi delle superiori a scuola, prima fissato al 7 gennaio e poi slittato, per volontà del governo, a lunedì 11 gennaio. Intanto monta la polemica dentro alla maggioranza di governo, con i Cinque stelle che si dicono “traditi” dal Pd, come dice la senatrice Bianca Granato, nell’impegno alla riapertura delle scuole; mentre il segretario dei democratici, Nicola Zingaretti, si rivolge direttamente alla ministra Lucia Azzolina per dire, anche come presidente regionale del Lazio, che con la riapertura “la politica e i partiti non c’entrano nulla”, perché si tratta di scelte che toccano “la vita e la sicurezza delle persone”.
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In alcuni casi i governatori hanno deciso di lasciare a casa per le prossime settimane anche gli alunni delle medie e delle elementari.
In altre, come Calabria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche e Sicilia, i ragazzi delle superiori torneranno in aula il primo febbraio. Lazio, Emilia Romagna, Umbria e Sicilia si sono aggiunte al fronte delle Regioni che già nei giorni scorsi avevano deciso di lasciare in didattica a distanza i propri alunni ma ognuno ha scelto modalità e date diverse: i ragazzi delle superiori del Lazio rimarranno in dad fino al 17 gennaio (data già decisa da giorni anche in Molise e in Piemonte); la dad è fino al 24 in Emilia Romagna e in Lombardia mentre in Sicilia il governatore Musumeci ha deciso per la sospensione delle attività didattiche in presenza fino al 16 gennaio per le scuole elementari e medie inferiori e fino al 30 gennaio per gli istituti superiori.
In Umbria la Regione ha deciso didattica “esclusivamente a distanza” fino al 23 gennaio nelle scuole superiori. “Così è il caos: chiediamo che il governo, a fronte del fallimento delle misure che andavano adottate, si assuma la responsabilità del rinvio dell’apertura delle attività didattiche in presenza. Non si deleghi più nulla alle Regioni”, chiede la Flc Cgil, che si dice pronta alla mobilitazione. E mentre da febbraio si faranno i vaccini agli over 80 e ai docenti ma molti chiedono di anticiparne la somministrazione a questi ultimi, il governatore della Lombardia Fontana annuncia che partirà a breve una sperimentazione mirata basata sullo screening di studenti e docenti delle scuole secondarie di secondo grado per verificare concretamente l’incidenza del virus in questo ambito. Per il governatore della Puglia Michele Emiliano “è irresponsabile incoraggiare la scelta della didattica in presenza per gli studenti che potrebbero rimanere a casa”.
L’ordinanza regionale pugliese ha stabilito che sino al 15 gennaio in tutte le scuole ci sarà didattica a distanza, concedendo però la possibilità alle famiglie di chiedere ai presidi le lezioni in presenza. Il presidente del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo invita a riflettere: “La scuola non è esente da rischi ma si può convivere con il rischio. Dobbiamo valutare area per area se le condizioni esterne alla scuola sono state soddisfatte. Se non si entra nella logica del rischio accettabile la scuola resterà chiusa con la didattica a distanza fino a settembre – ottobre, quando l’immunità di gregge sarà raggiunta”. “Il governo – dice il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia – lavora per fare tornare i ragazzi in classe nel più breve tempo possibile. Il 7 sono tornati in aula i bambini delle elementari e medie, dobbiamo fare di tutto per far tornare nella normalità le superiori”. Eppure riaprire le scuole di ogni ordine e grado e riattivare completamente i contatti sociali senza misure restrittive potrebbe determinare “un’onda epidemica non contenibile”, rivela uno studio Inail-Iss pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the Us (Pnas).
Anche in Basilicata (zona gialla dall’11 gennaio) il rientro in aula degli studenti delle scuole superiori è rinviato almeno fino al prossimo 31 gennaio. La decisione è stata presa dal presidente della Regione, Vito Bardi (centrodestra), che nelle prossime ore firmerà un’ordinanza per disporre la didattica a distanza fino al prossimo 31 gennaio.
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Scuola: altri governatori posticipano il rientro – la situazione Regione per Regione
Nuove strette da Lazio ed Emilia Romagna, altre in arrivo
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09 gennaio 2021
11:22
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Arrivano nuove strette dalle Regioni sul fronte della scuola: Emilia Romagna e Lazio si sono unite al fronte di quelle che rinvieranno l’apertura delle superiori prevista per lunedì 11. Così aveva già deciso anche la Lombardia.
Questo il quadro nel dettaglio:
* Trentino Alto Adige – tutti gli studenti sono rientrati a scuola il 7 gennaio, per i ragazzi delle superiori dal 7 presenza al 50%.
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* Valle d’Aosta – era pronta ad aprire le scuole superiori già il 7 gennaio, ma la Regione si è ora adeguata alle indicazioni nazionale di lunedì 11.
* Piemonte – gli studenti delle scuole superiori torneranno in classe non prima del 18 gennaio “compatibilmente con l’andamento dell’epidemia”. Elementari e medie in presenza dal 7.
* Liguria – i ragazzi delle elementari e delle medie sono rientrati il 7 gennaio a scuola mentre le superiori cominceranno lunedì prossimo al 50%, ovvero metà alunni in presenza e metà in didattica a distanza.
* Lombardia – anche qui come in Liguria le lezioni in presenza hanno ripreso per tutti tranne per i ragazzi delle scuole superiori, in dad fino al 24 gennaio.
* Friuli Venezia Giulia – il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato l’ordinanza che sarà in vigore dal 7 al 31 gennaio in base alla quale l’attività didattica delle scuole secondarie di secondo grado sarà svolta in Ddi, didattica digitale integrata.
* Veneto – prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio. Tutti gli altri in classe dal 7 gennaio.
* Emilia Romagna – sono riprese le lezioni a scuola per elementari e medie; il 25 gennaio per i ragazzi delle superiori al 50%.
* Toscana – le scuole superiori riprenderanno le lezioni in presenza l’11 gennaio. Già in classe tutti gli altri.
* Marche – la didattica a distanza proseguirà al 100% per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, fino al 31 gennaio. Scuola in presenza per gli altri.
* Umbria – le superiori potrebbero essere in classe al 50% dall’11; tuttavia la Regione – si è appreso in queste ore – sta valutando un ulteriore rinvio, per prorogare la dad almeno fino a metà gennaio. Lezioni in aula per tutti gli altri.
* Lazio – riprese le lezioni in presenza per materne, elementari e medie, il 18 in presenza per le superiori.
* Abruzzo – sono tornati a svolgere la didattica in presenza tutti gli alunni della scuola dell’infanzia, della primaria, della secondaria di primo grado e dall’11 il 50% degli studenti delle superiori fino ad arrivare al 75% dal 16 gennaio.
* Molise – Il presidente della Regione Donato Toma, ha emanato una nuova ordinanza che dispone la sospensione dell’attività di didattica in presenza per tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado fino al 17 gennaio. Viene data la facoltà ai sindaci di consentire il prosieguo soltanto per le scuole primarie.
* Campania – riapriranno lunedì 11 gennaio per gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria. A partire dal 18 gennaio sarà valutata la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.
* Basilica – Anche in Basilicata (zona gialla dall’11 gennaio) il rientro in aula degli studenti delle scuole superiori è rinviato almeno fino al prossimo 31 gennaio. La decisione è stata presa dal presidente della Regione, Vito Bardi (centrodestra), che nelle prossime ore firmerà un’ordinanza per disporre la didattica a distanza fino al prossimo 31 gennaio.
* Calabria – dad alle elementari fino al 15 gennaio, le superiori fino al 31. Lo prevede l’ordinanza del governatore Spirlì, secondo la quale restano aperti gli asili.
* Puglia – il governatore Emiliano ha stabilito la didattica integrata a distanza fino al 15 gennaio per ogni ordine e grado.
* Sicilia – sospensione delle attività didattiche in presenza fino al 16 gennaio per le scuole elementari e medie inferiori e fino al 30 gennaio per gli istituti superiori.
* Sardegna – la Regione ha deciso di rinviare il ritorno in classe degli studenti delle scuole superiori a lunedì 1 febbraio. Il presidente della Regione, Christian Solinas, ha emesso una nuova ordinanza in cui viene disposto il proseguimento della didattica a distanza sino al 31 gennaio “allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus Sars-CoV-2”.
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Covid: cinque regioni in arancione, verso stretta con nuovo Dpcm
Il ministro Speranza ha emesso una nuova ordinanza, in vigore dal 10 al 15 gennaio relative a Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto.
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09 gennaio 2021
10:38
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Cinque regioni in fascia arancione e una situazione che peggiora nuovamente in tutta Italia, con l’indice di diffusione del virus che per la prima volta dopo sei settimane torna superiore all’1 a livello nazionale e 12 regioni a rischio alto. I dati della cabina di regia confermano quel che era evidente da giorni: il Covid ha ripreso a correre ed è quindi fondamentale contenerne la diffusione per evitare la terza ondata.
“Vanno mantenute le misure” in atto, confermano gli esperti invitando il governo a “rafforzare” le restrizioni. E la stretta arriverà con il nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio, a partire dalla conferma del divieto di spostamento anche tra le regioni in zona gialla. Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto saranno in fascia arancione da domenica, con il ministro della Salute Roberto Speranza che ha firmato le nuove ordinanze: “dobbiamo tenere il massimo livello di attenzione, il virus circola molto e l’indice di contagio è in crescita”.
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Bar e ristoranti saranno chiusi, le scuole superiori proseguiranno con la didattica a distanza e sarà vietato uscire dal proprio Comune, ad eccezione degli spostamenti da quelli con popolazione fino a 5mila abitanti per un raggio di 30 chilometri dai confini.
A far scattare la zona arancione per le 5 regioni sono state le modifiche introdotte con il decreto del 5 gennaio, che hanno abbassato la soglia dell’Rt che determina il posizionamento nelle fasce: con Rt superiore a 1,25 anche nel valore minimo e rischio moderato si passa in zona rossa, con Rt ad 1 si va in arancione. Condizione quest’ultima in cui si trovavano la Calabria (1.04 nel valore mimino), l’Emilia Romagna (1.03) e la Lombardia (1.24). La Sicilia ha invece un Rt minimo a 0.99 e un rischio moderato ma è stata la stessa Giunta, sulla base di quanto suggerito dal Cts regionale, a chiedere di essere collocata in fascia arancione. Discorso simile per il Veneto: l’Rt è a 0.96 nel valore minimo ma il rischio di peggioramento è alto visto che il tasso di incidenza a 14 giorni è di 927 su 100mila abitanti a fronte di una media nazionale di 313.
Le ordinanze saranno in vigore fino al 15 gennaio, data in cui scade il Dpcm, e con il nuovo provvedimento verranno valutate eventuali proroghe. La nuova classificazione riapre però lo scontro tra Regioni e governo: “è una cosa demenziale – spara il governatore della Campania Vincenzo De Luca – così mandiamo al manicomio un paese intero”. Il modello, aggiunge Attilio Fontana, crea “solo incertezze e danni economici rilevantissimi”. La risposta arriva dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia: con il sistema delle fasce “si evita il lockdown”, ipotesi che per il momento a palazzo Chigi non vogliono prendere in considerazione. Quello che però è già certo è che ci sarà un’ulteriore stretta. Il monitoraggio indica 12 regioni e province autonome a rischio alto e 8 a rischio moderato, con 13 regioni che hanno un tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva e nelle aree mediche sopra la soglia critica. La settimana prossima dunque, se i dati peggioreranno come si aspettano gli esperti, altri territori passeranno in zona arancione o rossa. L’epidemia, dicono gli esperti, è “in una fase delicata che sembra preludere un nuovo rapido aumento di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti”.
Il governo inizierà a lavorare sulla bozza da lunedì, ma alcuni punti sono già definiti e Speranza li illustrerà alla Camera il 13. Verrà confermato il coprifuoco alle 22 e la zona gialla ‘rafforzata’, dunque con il divieto di spostamento tra le regioni. E’ invece ancora aperta la discussione se confermare o meno la possibilità di muoversi una sola volta al giorno in massimo due persone per andare a trovare parenti e amici, nell’ambito della regione se gialla, solo in ambito comunale se arancione o rossa.
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Per bar e ristoranti sarà confermata l’apertura nelle regioni gialle fino alle 18 mentre dovrebbero ancora rimanere chiuse palestre e piscine. L’ipotesi su questo fronte è di legare aperture e chiusure al sistema delle fasce, con la possibilità di consentire gli allenamenti nelle regioni gialle, ma prima dovrà esprimersi il Cts. Discorso a parte per la scuola: il Dpcm in vigore prevedeva il ritorno in presenza per i ragazzi delle superiori dal 7 ma già il governo aveva posticipato a lunedì 11 e diverse regioni hanno rinviato ulteriormente la scadenza, chi al 18 gennaio chi al 25 e chi al 1 febbraio. Non è affatto escluso, dunque, che l’esecutivo decida di intervenire nel nuovo Dpcm e posticipare il ritorno in classe almeno al 1 febbraio, per evitare che ogni regione vada in ordine sparso.
Intanto sono 501.683 le persone che in Italia, secondo l’ultimo aggiornamento, hanno ricevuto il vaccino contro il Covid. E’ quanto risulta dall’ultima comunicazione dei dati. Hanno ricevuto il vaccino 310.465 donne e 191.218 uomini. Oltre 414mila somministrazioni sono state effettuate a personale sanitario, 56mila a personale non sanitario e 30mila a ospiti di strutture residenziali.
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Ristori:Castelli,non abbiamo finito,continueremo a darli
Anche a chi, pur non chiudendo, ha avuto perdite.
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09 gennaio 2021
14:36
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“I ristori non si sono conclusi.
Continueremo a destinarli, fino a quando ci saranno chiusure obbligate.
E vogliamo anche intervenire dando un ristoro a chi non è stato costretto a chiudere ma, comunque, in questo passato 2020 ha registrato forti perdite”. E’ quanto afferma il vice ministro all’Economia Laura Castelli a commento dell’invio dei bonifici per i ristori previsti dal Dl Natale a chi ha dovuto chiudere durante le feste. “Abbiamo costruito per questa crisi uno strumento nuovo, rapido e capace di dare sostegno”.
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Il Papa: vaccino contro il Covid è etico, io lo farò
Intervista a Mediaset: ‘La settimana prossima si inizia in Vaticano’
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09 gennaio 2021
17:44
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“Io credo che eticamente tutti debbano prendere il vaccino, è un’opzione etica, perché tu ti giochi la salute, la vita, ma ti giochi anche la vita di altri”.
Lo dice Papa Francesco in un’intervista esclusiva rilasciata a Mediaset in un passaggio che andrà in onda questa sera al Tg5 alle 20.40.
In un colloquio col vaticanista Fabio Marchese Ragona, il Pontefice annuncia che si sottoporrà al vaccino contro il Covid-19. “La settimana prossima”, spiega Papa Francesco, “inizieremo a farlo qui” in Vaticano “ed io mi sono prenotato, si deve fare”.
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Nucleare:Regioni chiedono più tempo per osservazioni
“Servono più di 60 giorni, non è normale procedimento”
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CAGLIARI
09 gennaio 2021
13:07
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“Abbiamo chiesto al Governo più di 60 giorni per predisporre le osservazioni sulla Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) ad ospitare il deposito unico delle scorie radioattive, perché non si tratta di un normale procedimento amministrativo”. Lo ha detto l’assessore regionale sardo della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis, al termine della videoconferenza col ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, alla quale ha partecipato, su delega del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, come coordinatore della Commissione Ambiente ed energia della Conferenza.
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“Abbiamo evidenziato che ci sono state evidenti e gravi mancanze su come la Carta è stata resa nota nei giorni scorsi – ha aggiunto l’assessore Lampis – E’ paradossale realizzare una fase di consultazione pubblica per quei territori che si sono già espressi contrariamente in maniera netta, come ha fatto la Sardegna in occasione del referendum popolare e la Giunta regionale in più occasioni. Peraltro, alcuni siti indicati come idonei hanno caratteristiche di pregio, ambientale, paesaggistico e archeologico, che sono contro i parametri individuati per le aree destinate ad ospitare il deposito”.
“Infine, abbiamo chiesto che il Governo venga subito a riferire in Conferenza unificata, alla quale oltre alle Regioni partecipano anche l’Anci e l’Unione delle Province. Tutte queste osservazioni, ovviamente, saranno ribadite nel prossimo appuntamento (14 gennaio, ndr) della Conferenza delle Regioni”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas.
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Scuola: a Vibo Valentia tutti in Dad fino al 16 gennaio
Ordinanza sindaco, troppi casi e reparti ospedale pieni
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VIBO VALENTIA
09 gennaio 2021
20:52
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Il sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo, con una propria ordinanza, ha disposto la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado di propria competenza su tutto il territorio. Una decisione presa in considerazione del focolaio della frazione Piscopio con oltre 340 positivi, e dall’aumento dei contagi nelle altre zone del capoluogo.
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Fino al 16 gennaio, quindi, si procederà con la didattica a distanza.
Nell’ordinanza, il sindaco rileva che dai dati dell’Asp aggiornati ad oggi, si registra nel comune di Vibo un numero di positivi pari a 513 e che alla data del 5 gennaio scorso, il numero era di 429. Sono quindi 75 i nuovi casi registrati in tre giorni. A pesare sulla decisione del sindaco – che ha emesso in 8 giorni 365 quarantene -anche il fatto che l’Asp ha comunicato che, ad oggi, sia il reparto di Malattie infettive che quello di medicina generale dell’ospedale di Vibo sono al completo.
“La riapertura dell’attività didattica in presenza – è scritto nell’ordinanza – potrebbe peggiorare significativamente tale situazione, con pericolo di innalzamento della curva di rischio sanitario, atteso che le scuole rappresentano un luogo di aggregazione in cui il rispetto del distanziamento interpersonale è complicato e la possibilità di trasmissione del contagio di origine domiciliare è amplificata”.
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Covid: 5 Regioni ‘arancioni’ a Governo, subito i ristori
Governatori, rischio è cancellare interi settori
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VENEZIA
09 gennaio 2021
18:01
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I presidenti delle 5 Regioni che da lunedì entreranno nella zona di rischio arancione – Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Calabria, Sicilia – chiedono con una lettera al Governo “di fornire doverose e puntuali rassicurazioni circa un’immediata messa in campo di ristori e la loro quantificazione”. Questo per evitare, scrivono Zaia, Bonaccini, Fontana, Spirlì e Musumeci – “ulteriori penalizzazioni alle categorie colpite e per scongiurare il rischio che interi comparti vengano definitivamente cancellati dalla geografia economica delle nostre Regioni”.
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Covid: vaccino reciproco tra medici base, un mese anticipo
Ancona, primi sette vaccinati poi dosi a 140 colleghi provincia
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ANCONA
09 gennaio 2021
17:32
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Per le vaccinazioni anti-Covid, il distretto 7 di Ancona si organizza e anticipa di un mese la campagna vaccinale per i medici di base. “Così siamo pronti per andare nelle case di riposo – spiega Annalisa Pini, medico di famiglia di Ancona – e per vaccinare gli anziani.
Una iniziativa spontanea e autonoma, nata grazie alla collaborazione del distretto medicina generale e del servizio prevenzione, per accorciare i tempi”. Questa mattina, dopo aver avvisato la categoria e aver preso 140 prenotazioni, sette medici di base si sono prima vaccinati tra di loro, all’ex Crass di Ancona (sede del distretto 7) si sono divisi in due unità e due palazzine distinte per vaccinare i colleghi arrivati da tutto il territorio provinciale: il distretto centro (che comprende tutta Ancona città), il distretto sud (con Osimo, Loreto e Castelfidardo) e il distretto nord (Falconara, Chiaravalle, Monte San Vito, Polverigi e Agugliano).
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Covid:Emiliano,con ospedale Fiera Bari pronti a terza ondata
Oggi sopralluogo governatore Puglia, ‘vicini a completamento’
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BARI
09 gennaio 2021
16:04
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“I lavori per la realizzazione del reparto Covid nella Fiera del Levante stanno procedendo, siamo vicinissimi al completamento, un miracolo del lavoro pugliese che in poche settimane ha messo su un impianto di grandissima importanza per il futuro della salute dei pugliesi e soprattutto per fronteggiare l’emergenza Covid in questo momento. Siamo pronti a fronteggiare anche la terza ondata”.
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Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, questa mattina durante un sopralluogo nel cantiere dell’ospedale Covid che sta nascendo negli spazi della Fiera del Levante a Bari.
“Questo ovviamente – ha proseguito – non vuol dire che bisogna approfittare della zona gialla per, diciamo così, esagerare nei contatti umani. Dovete rimanere sempre molto attenti, portare le mascherine, lavarvi sempre le mani e soprattutto incontrare meno gente possibile e stare a casa il più possibile, sia per studiare sia per lavorare”.
Con Emiliano c’era anche l’assessore regionale alla Sanità, Pierluigi Lopalco. L’inizio dei lavori è avvenuto lo scorso 1 dicembre. Sono 40 le ditte impegnate, in maggioranza pugliesi, per i 10 reparti su 15mila metri quadrati, con 2 sale operatorie, una zona per tac, rx e laboratorio analisi. “Questi reparti – ha aggiunto Lopalco – saranno operativi quanto prima.
I lavori saranno conclusi entro il 15 di questo mese, poi ci vorrà ancora qualche giorno per allestimenti, collaudi e ritocchi finali. Si tratta di moduli attrezzatissimi, estremamente moderni, che permetteranno di trasferire qui la maggior parte dei pazienti che in questo momento si trovano nel Policlinico. Ed in ogni caso ci siamo attrezzati nella malaugurata ipotesi di un nuovo ritorno di fiamma della pandemia”.
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Covid: morto Fabrizio Soccorsi, medico personale del Papa
Romano, 78 anni, era ricoverato al Gemelli per una patologia oncologica
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CITTÀ DEL VATICANO
09 gennaio 2021
17:49
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È morto Fabrizio Soccorsi, medico personale del Papa. Romano, 78 anni, era ricoverato al Gemelli per una patologia oncologica.
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Il decesso è avvenuto per complicazioni dovute al Covid-19. Lo riferiscono i media vaticani. Francesco lo aveva scelto come medico personale nel 2015.
Nato il 2 febbraio 1942 a Roma, Soccorsi si era laureato in medicina e chirurgia all’università La Sapienza nel 1968 e, dopo aver ottenuto l’anno successivo l’abilitazione all’esercizio della professione, aveva svolto un’ampia attività, sia a livello medico sia a livello di docenza, fino agli incarichi di primario del reparto di Epatologia e direttore del dipartimento Malattie del fegato, apparato digerente e nutrizione e del dipartimento Medicina interna e specialistica dell’ospedale San Camillo Forlanini di Roma.
Aveva insegnato immunologia presso la scuola medica ospedaliera di Roma e della Regione Lazio, tenuto corsi di aggiornamento sulle patologie del fegato presso l’ospedale San Camillo ed era stato titolare di cattedra di Medicina clinica e farmacologia presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell’università La Sapienza.

Aveva inoltre sviluppato diverse collaborazioni e consulenze nel settore pubblico, con oltre un centinaio di pubblicazioni e contributi scientifici. Era stato anche consulente della Direzione di sanità e igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e perito della consulta medica della Congregazione delle cause dei santi.

Nel giugno 2017 era stato profondamente colpito dalla morte della figlia Cristiana, prematuramente scomparsa dopo una lunga malattia. E con delicatezza Papa Francesco, nel santuario di Fatima dove si era recato qualche giorno prima, lo aveva voluto accanto a sé al momento di deporre due mazzi di rose bianche davanti all’immagine di Maria.
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Missione Di Maio in Giordania e Arabia Saudita
Oggi incontra ministro Esteri Amman, domani premier giordano
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09 gennaio 2021
11:18
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Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio sarà oggi e domani in missione in Giordania e in Arabia Saudita. Lo riferisce la Farnesina in una nota precisando che il ministro stasera parteciperà ad Amman ad una cena di lavoro con il collega giordano Ayman Safadi.
Domani Di Maio incontrerà il primo ministro giordano Bisher Al Khasawneh, quindi avrà un ulteriore riunione con il ministro degli Esteri. Al termine, i due ministri rilasceranno delle dichiarazioni.
Di Maio incontrerà poi il ministro della Pianificazione e della Cooperazione internazionale, Nasser Shraideh e la Ministro del Commercio, degli Investimenti e dei Rifornimenti, Maha al-Ali.
Nel pomeriggio di domenica il ministro Di Maio si trasferirà in Arabia Saudita, dove, ad Al Ula, incontrerà il collega Faisal bin Farhan Al Saud.
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Assessora Perugia come Jake lo Sciamano,’verrò bannata?’
Polemiche per post su Fb.”Ironia non compresa” scrive in seguito
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Assessora Perugia come Jake lo Sciamano,’verrò bannata?’
Polemiche per post su Fb.”Ironia non compresa” scrive in seguito
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PERUGIA
09 gennaio 2021
19:24
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Fa discutere a Perugia un post che l’assessore comunale allo sport e al commercio, Clara Pastorelli, di Fratelli d’Italia, ha pubblicato nelle “storie” del suo profilo Facebook facendo riferimento all’assalto al Campidoglio di Washington, con una sua foto nella quale indossa un grande colbacco e, secondo molti utenti di Fb, ricorda l’abbigliamento di Jake Angeli, lo Sciamano che ha guidato l’assalto. “Forza sempre e comunque Stati Uniti d’America.
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Spesso ciò che sembra reale non lo è. Fb bannerà pure me?”, era scritto nel post, in merito anche alla decisione di Mark Zuckerberg di bloccare gli account di Trump.
In un secondo post, Clara Pastorelli è poi nuovamente intervenuta sulla vicenda, con alcune precisazioni. “Ho cercato di esprimere – scrive – anche, mi sia consentito, con un minimo di, chiaramente non compresa, ironia, che: non credo sia semplice, nè opportuno dare giudizi certi sui fatti recenti di CApitol Hill, al netto di una ferma e scontata condanna dei modi e della sconcertante violenza usata. Storicamente molti pericoli per la democrazia sono stati volutamente nascosti o velati, davvero non si vedono i rischi o potenziali tali che possono provenire da società private, i giganti del web, che oscurando e cancellando il profilo di un presidente di una nazione si sostituiscono con protervia e arroganza alla magistratura e/o alle istituzioni a ciò deputate, così calpestando, nel caso di specie, la più risalente costituzione del mondo?”. Specifica infine: “Nella foto non sono vestita da ‘Angeli’ ma se mai, sia consentito, e paradossalmente, da zarina”.
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Assessore Perugia, amo democrazia Usa e contro ogni violenza
“Anche quella verbale e sessista contro di me”
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PERUGIA
09 gennaio 2021
21:21
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“Mia mamma, scomparsa qualche anno fa, era americana e quindi ho la doppia cittadinanza. Amo la democrazia degli Usa e sono contro ogni forma di violenza.
Anche quella verbale e sessista che si è scatenata nei miei confronti”: a sottolinearlo è Clara Pastorelli, assessore comunale di Perugia, dopo le polemiche legate a un suo post su Facebook.
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“Il cappotto che porto nell’immagine – spiega Pastorelli – è un capo che uso tutti i giorni, ormai da anni. Il cappello poi è un colbacco che porto spesso e che mi fa somigliare magari a una zarina, non certo a uno sciamano. Sono serena e tranquilla ma penso che parlare di queste cose in un momento come l’attuale sia ridicolo”.
L’esponente di Fratelli d’Italia dice poi che scrivendo nel post “spesso ciò che sembra reale non lo è” non si riferiva alle violenze di Capitol Hill. “Non parlavo di quello e dei morti che ci sono stati – afferma ancora – ma di ciò che c’è stato prima e dopo. Sono argomenti complessi che non possono essere letti in maniera semplicistica”.
“Forza democrazia Usa, sempre e comunque” conclude Pastorelli.

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DALLE 15:04 DI MERCOLEDì 06 GENNAIO 2021

ALLE 13:16 DI VENERDì 08 GENNAIO 2021

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Gualtieri consegna a Conte la nuova bozza del Recovery plan
Lunga riunione a Palazzo Chigi con Amendola e Provenzano
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06 gennaio 2021
15:04
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Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha consegnato al premier Giuseppe Conte la bozza aggiornata di Recovery plan, che recepisce alcune delle osservazioni dei partiti della maggioranza. Gualtieri, a quanto trapela da fonti di maggioranza, avrebbe illustrato il documento al premier in una lunga riunione a Palazzo Chigi, insieme ai ministri degli Affari Ue e del Sud, Enzo Amendola e Peppe Provenzano, che hanno lavorato insieme al Mef alla stesura della bozza aggiornata.
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Orlando, momento sbagliato per consultazioni e totoministri
Bisogna sedersi a un tavolo e discutere, non dare ultimatum
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06 gennaio 2021
15:39
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“Stento a capire esattamente perché anziché lavorare in un confronto anche duro, si è strappato e si parla di crisi. Io sono convinto che si debba cercare in tutti i modi di risolvere i problemi.
I problemi ci sono, ma siamo in un momento in cui l’epidemia non è ancora alle spalle e la campagna di vaccinazione sta partendo: è un momento sbagliato per parlare di valzer delle consultazioni, di totoministri”. Lo dice il vicesegretario del Pd Andrea Orlando a Oggi è un altro giorno.
“La strada è mettersi attorno a un tavolo e discutere: se poi non si troverà una soluzione si dovrà prendere atto, ma è meglio che dare ultimatum”.
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Governo: Rosato, Conte attivissimo ma non vedo responsabili
Ma se ci vuole in Aula andiamoci,confronto sia su idee:come Mes
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07 gennaio 2021
10:18
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“Il presidente del Consiglio ci ha anticipato che andremo in Aula, leggo sui giornali che ha i senatori, qualcuno lo ha recuperato da Italia Viva. Tutte cose che a noi non risultano ma facciamo finta che sia tutto vero quello che leggiamo sui giornali.
Vedo invece il premier molto impegnato sul fronte dei responsabili, noi vorremmo solo responsabilità nei confronti del Paese”. Lo dice il presidente di Italia Viva Ettore Rosato a Sky tg 24. “Se Conte ci vuole in Aula noi siamo pronti. Andiamo in Aula, ci confronteremo sulle idee e non sui numeri. Per esempio, perchè non attiviamo il Mes? Solo per un problema di etichetta? Cambiamo il nome, ci sia confronto di merito, ci dimostrino che sbagliamo ma ammettano invece se sbagliano loro a perdere centinaia di miliardi che servono al Paese”, prosegue.
C’è una dead line? “C’è perchè siamo in gravissimo ritardo, clamoroso e noi abbiamo scoperto come si utilizzano i soli del Recovery plan il 7 gennaio. Invece non ci capiterà mai più di avere tutti questi soldi da spendere e non si possono fare errori”, aggiunge.
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Mattarella,Tricolore rappresenta identità anche in pandemia
Presidente in 224/mo anniversario Giornata Bandiera
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07 gennaio 2021
10:22
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“Ricorre oggi il 224° anniversario della Giornata nazionale della Bandiera, il simbolo patrio più caro agli italiani. Durante questi lunghi mesi, così difficili per l’Italia e per il mondo intero, abbiamo provato una grande emozione nel vedere tanti tricolori esposti alle finestre, sulle terrazze e sulle case lungo tutta la Penisola.
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Una emozione rinnovata quando la Pattuglia acrobatica nazionale ha disegnato la nostra bandiera nei cieli delle nostre città, così come quando abbiamo visto il Tricolore illuminare gli edifici e i monumenti della Repubblica. Il Tricolore, come forse mai accaduto di recente in maniera così intensa, ha saputo rappresentare la nostra identità, il sentimento di coesione di un popolo che vuole guardare avanti, senza dimenticare le sofferenze provocate dalla pandemia, ma con la volontà di ripartire”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una nota.
“La Bandiera, espressione della nostra storia – afferma Mattarella – incarna oggi gli alti valori indicati dalla Carta costituzionale: unità, libertà, democrazia, solidarietà.
Dal Risorgimento ai momenti più tragici e a quelli più entusiasmanti del nostro percorso nazionale, il Tricolore ha sempre ispirato speranza e fiducia e spinto gli italiani a trovare la forza necessaria a risollevarsi, insieme ai popoli che hanno scelto di dar vita all’Unione Europea e alla comunità internazionale a cui apparteniamo, perché solo uniti riusciremo a superare le avversità.Viva il Tricolore, viva la Repubblica”.
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Governo: Delrio, sintesi spetta a Conte, prenda iniziativa
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07 gennaio 2021
10:27
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“Noi vogliamo che si riparta, lo diciamo da mesi, per il rilancio di una azione di governo da qui a fine legislatura”. Lo ha detto Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera, a Radio24, invocando “una iniziativa del presidente del Consiglio che tenga insieme la maggioranza”.

“È lui il garante dell’unità, deve assumere una iniziativa che tenga presente le sensibilità delle componenti della sua maggioranza. Ci sono questioni aperte, bisogna fare alcune scelte, concrete e di sintesi. Se lui deciderà che c’è bisogno di nuove persone per questa nuova stagione, lo deciderà lui insieme ai leader politici, come si fatto quando è nato il governo, e lo proporrà al presidente della Repubblica”, ha aggiunto.
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Orlando,responsabili?No barricate ma non ci si regge governo
Non affidarsi volontà singoli,può cambiare da un giorno ad altro
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07 gennaio 2021
10:45
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“Credo che in una fase come questa un governo si debba reggere con l’incontro di forze politiche: nessuna barricata se ci sono nuovi apporti ma non credo che un governo si possa reggere su un materiale così friabile come quello di singoli parlamentari la cui volontà può cambiare da un giorno all’altro, già così è dura”. Lo ha detto Andrea Orlando, vicesegretario del Pd, a Omnibus su La7, parlando dell’ipotesi di ingresso in maggioranza di un gruppo di responsabili.
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Usa:Conte,non vediamo ora di lavorare con Biden ed Harris
Per promuovere agenda di crescita, sostenibilità, inclusione
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07 gennaio 2021
11:08
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“Il Congresso americano ha certificato la vittoria elettorale di Joe Biden. Non vediamo l’ora di lavorare assieme al Presidente Biden e alla Vice Presidente Kamala Harris per promuovere insieme un’agenda globale di crescita, sostenibilità e inclusione”.
Lo scrive su Twitter il premier Giuseppe Conte in un messaggio in italiano e in inglese, accompagnato da una foto che ritrae Biden ed Harris.
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Renzi,follia mio ruolo contro Trump,agirò vie legali
Ci mancava giusto che mi accusassero di complotti internazionali
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07 gennaio 2021
11:21
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“Ieri prima dell’assalto al Campidoglio, alcuni profili trumpiani hanno accusato Obama e il sottoscritto di ‘orchestrare’ campagne contro Trump. Siamo alla follia totale.
I responsabili di queste menzogne hanno ricevuto il pardon – una sorta di grazia – da Trump qualche settimana fa.
Sto cercando con i miei avvocati di chiedere comunque di portare questi signori davanti alla giustizia italiana. Quello che dicono di me è folle: ci mancava giusto che mi accusassero di complotti internazionali. Ma ancora più grave è che questi signori la facciano franca”.
Così Matteo Renzi, nelle-news.
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Usa: Zingaretti, Biden presidente, vince fiducia su paura
Vince la verità sulle bugie
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07 gennaio 2021
11:26
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“Il Congresso Usa ha proclamato Joe Biden Presidente degli Stati Uniti d’America e Kamala Harris vice presidente. Dopo gli attacchi di ieri vince la democrazia sulla cultura dell’odio.
Vince la verità sulle bugie. Vince la fiducia sulla paura”. Così il segretario Pd Nicola Zingaretti su fb.
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Usa: Casellati, assalto a congresso fatto gravissimo
La democrazia non si tocca
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07 gennaio 2021
11:35
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“L’assalto al Congresso Usa è un fatto gravissimo e inaccettabile. Nulla può giustificare gli atti di violenza che si sono verificati a Washington.
La democrazia non si tocca. Gli Stati Uniti la difendano con le regole e i valori liberali che ne hanno sempre contraddistinto la storia”.Lo dichiara il Presidente del Senato Elisabetta Casellati.
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Emiliano, nessuno studente è obbligato ad andare a scuola
Per elementari e medie opzione presenza, ‘valutare con prudenza’
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BARI
06 gennaio 2021
21:15
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“Domani nessuno studente di ogni ordine e grado è obbligato ad andare a scuola. Tutti sono in didattica integrata da casa come da ordinanza che ho firmato ieri”.
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Lo sottolinea su Facebook il governatore pugliese Michele Emiliano. L’ordinanza dispone la Did fino al 15 gennaio e prevede per elementari e medie la possibilità di richiedere la presenza. Le famiglie, sottolinea Emiliano, dovranno “responsabilmente farne richiesta formale al dirigente scolastico” che dovrà decidere. “Auspico fortemente – aggiunge – una prudente valutazione di tale ultima circostanza”.
Sulla presenza alle elementari e alle medie non c’è “nessun automatismo”, precisa Emiliano. “Per il primo ciclo le famiglie che per loro ragioni intendono comunque fare frequentare in presenza i loro figli a scuola – spiega – devono responsabilmente farne richiesta esplicita e formale al dirigente scolastico, richiesta che verrà valutata da quest’ultimo sulla base dei criteri della alleanza scuola famiglia”.
“Possono andare a scuola in presenza – prosegue Emiliano – solo gli studenti con bisogni didattici speciali e chi deve fare laboratorio, secondo la valutazione autonoma delle scuole, ma non sono obbligati”. “La scuola per l’infanzia, per la quale non c’è obbligo di presenza – conclude – funziona solo in presenza”.
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Nucleare: Comitato scientifico a supporto No Sardegna
Annuncio Solinas, atteso anche odg unitario del Consiglio
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CAGLIARI
07 gennaio 2021
12:39
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Un Comitato che coinvolga le università, le associazioni e le parti sociali per la redazione di un documento che illustri in modo chiaro gli elementi scientifici idonei a supportare l’esclusione netta della Sardegna come sede del deposito unico nazionale di scorie nucleari. L’istituzione, ha annunciato questa mattina in Consiglio regionale il governatore Christian Solinas, “sarà deliberata oggi dalla Giunta”.
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La questione dello stoccaggio di rifiuti radioattivi è infatti il primo punto all’ordine del giorno della seduta dell’Aula, che si concluderà con l’approvazione di un ordine del giorno unitario.
“Se questo non dovesse essere sufficiente – ha chiarito il presidente – siamo pronti a coordinare la mobilitazione democratica di enti locali, del popolo sardo, delle istituzioni culturali e scientifiche e dei corpi intermedi per manifestare la nostra contrarietà netta, senza se e senza ma”. Solinas ha ribadito che “l’Isola ha già pagato il suo tributo allo Stato con il 60% delle servitù militari concentrate sul territorio, con quelle industriali senza che ci sia stata alcuna bonifica, con il contributo durante la Grande guerra, con un disboscamento dei 4/5 del nostro patrimonio arboreo per la costruzione delle ferrovie nazionali”. Concessioni, queste ultime, “che hanno determinato la situazione attuale di rischio idrogeologico, fino a modificare il sistema economico produttivo”. Rispetto a tutto questo, semmai, “lo Stato dovrebbe prevedere interventi economici e piani di rinascita per riallineare la Sardegna agli standard del resto del Paese e dell’Europa”.
Il presidente ha poi ricordato che è del 2011 il referendum che ha visto il 97% del popolo sardo dire No al nucleare, e che esiste una legge regionale che dichiara l’Isola territorio denuclearizzato impedendo persino il transito delle scorie.
Infine, sui siti individuati: “14 aree ubicate in aree di alto pregio paesaggistico, ad alta vocazione agricola e sprovvista di reticolo viario, significherebbe per anni avere decine di semirimorchi quotidianamente in transito”.
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Bruxelles, ‘no prove Moderna sia inefficace su variante Gb’
‘Ma stiamo ancora raccogliendo informazioni e le analizziamo’
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BRUXELLES
07 gennaio 2021
12:02
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“Attualmente non ci sono prove che i vaccini non siano efficaci contro entrambe le varianti, ma siamo ancora nella fase della raccolta delle informazioni e della loro analisi”. Lo riferisce un portavoce della Commissione europea al quale è stato chiesto se il vaccino anti-Covid Moderna fosse o meno efficace anche contro la variante inglese.

Come è noto, l’altra variante è quella sudafricana.
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Il Papa in copertina di Vanity Fair, ‘per il 2021 messaggio di speranza’
‘Siamo tutti sulla stessa barca, dobbiamo diventare una grande famiglia umana’
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CITTA DEL VATICANO
07 gennaio 2021
14:32
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Il settimanale di moda, bellezza, lifestyle, dedica la copertina del nuovo numero in edicola a Papa Francesco e declina il suo invito, “Fratelli Tutti”, che è anche il titolo della sua ultima Enciclica, nelle lingue più diffuse al mondo. “‘Siamo tutti sulla stessa barca, dobbiamo diventare una grande famiglia umana’.
E’ il messaggio che ci affida Papa Francesco – si legge sulla copertina del giornale – per affrontare il 2021 con amore e speranza”.
Sul sito di Vanity Fair c’è poi in apertura un contributo sul messaggio del Papa, relativo alle sfide da affrontare insieme in questo 2021, firmato da Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani.
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Usa, giocatori Nba inginocchiati dopo assalto a Congresso
“Manifestanti trattati diversamente da Jacob Blake’
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WASHINGTON
07 gennaio 2021
15:37
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I giocatori di Boston, Miami, Golden State e Clippers si sono inginocchiati durante l’inno nazionale, prima delle loro partite Nba, in reazione all’assalto del Congresso da parte dei manifestanti pro Trump e alla decisione della procura di Kenosha di non incriminare gli agenti che hanno ucciso l’afroamericano Jacob Blake. “Il 2021 e’ un nuovo anno ma certe cose non sono cambiate.
Noi giochiamo con il cuore pesante dopo la decisione ieri a Kenosha e sapendo che i manifestanti nella capitale del nostro Paese sono stati trattati diversamente dai dirigenti politici in relazione al campo in cui si trovano su certi temi”, hanno scritto i club degli Heat e dei Celtics in un comunicato comune.   POLITICA   MONDO   VAI ALL’ECONOMIA

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Nucleare: odg bipartisan a Mattarella, mai in Sardegna
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CAGLIARI
07 gennaio 2021
19:01
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Sarà trasmesso al Capo dello Stato Sergio Mattarella l’ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio regionale della Sardegna contro lo stoccaggio di rifiuti nucleari nell’Isola. Il documento appena approvato impegna il governatore Christian Solinas a intraprendere “ogni possibile iniziativa in tutte le sedi istituzionali deputate per esprimere e ribadire con determinazione la ferma volontà del popolo sardo contraria a qualsiasi ipotesi che l’Isola possa essere considerata quale sede del deposito nazionale delle scorie”.
Inoltre, “a sviluppare ogni approfondimento tecnico e scientifico a supporto di questa posizione”.
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E’ morto il giornalista Giuseppe Turani
E’ stato colto da un malore mentre era nella sua abitazione
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07 gennaio 2021
20:15
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E’ morto Giuseppe Turani, detto Peppino, editorialista economico per L’Espresso, Repubblica, Il Corriere della Sera, Capital e tante importanti testate dove aveva raccontato l’economia come pochi altri. E’ stato autore con Eugenio Scalfari di un libro che ha fatto epoca come Razza Padrona.
Era nato a Voghera il 29 aprile del 1941, è morto all’ospedale di Broni dove appunto era stato ricoverato per un malore che lo ha colpito mercoleì nella sua abitazione.
“Scompare un uomo di valore che ha attraversato da protagonista la storia del giornalismo economico. Con le sue lucide analisi ha raccontato la crescita dell’Italia e i passaggi più delicati dell’economia, con la competenza che l’ha contraddistinto”. Lo dichiara Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia viva.  “Oggi perdiamo non solo una firma storica del giornalismo – aggiunge – ma anche uno sguardo attento alle evoluzioni economiche e sociali, oltre che un testimone della vita del Paese”.
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Covid: P.Chigi, oltre 400mila vaccinati ad oggi in Italia
Diffuso l’ultimo aggiornamento sulle somministrazioni
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07 gennaio 2021
23:52
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Sono state effettuate 400.302 somministrazioni di vaccino anti-Covid ad oggi in Italia. E’ quanto fanno sapere fonti di Palazzo Chigi.
Le donne che hanno ricevuto il vaccino sono 246.910, gli uomini 153.392
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Lombardia: Salvini, per me Moratti è garanzia
Ha fatto bene sindaco e ministro
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MILANO
07 gennaio 2021
12:50
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“Chi ha fatto il sindaco di Milano cinque anni può fare bene anche l’assessore”. Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, intervenendo alla trasmissione Aria Pulita su 7 Gold per parlare del rimpasto di giunta in Regione Lombardia e dell’ingresso nella squadra di Letizia Moratti alla guida della sanità lombarda.

Secondo Salvini alla guida della sanità lombarda “serve un manager, e una persona che ha fatto bene il sindaco e il ministro dal mio punto di vista è una garanzia”, ha concluso.
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Recovery:Gualtieri ha visto Pd-5s-Leu. Iv vuole prima testo
Stallo in maggioranza, capi delegazione ancora non convocati
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07 gennaio 2021
13:45
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Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, ha avuto ieri incontri riservati in videoconferenza con Pd, M5s, Leu, per illustrare i contenuti della bozza aggiornata del Recovery plan. Un incontro, nelle intenzioni del governo, avrebbe dovuto esserci anche con Italia viva, ma Iv chiede prima di qualsiasi colloquio di ricevere e leggere il testo.
Di qui la situazione di stallo. Dopo gli incontri con i partiti avrebbe dovuto esserci il confronto a livello di governo in una riunione di Conte e Gualtieri con i capi delegazione, in preparazione del Cdm. Ma ad ora nessuna riunione è convocata.
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Torna protesta toghe onorarie, in cento a flashmob a Roma
Sciopero dal 19 al 22 e il 29 manifestazione davanti Cassazione
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07 gennaio 2021
15:11
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Toghe indosso, una rosa gialla in mano, divenuta ormai il simbolo della protesta, e un striscione con la scritta “la legge è uguale per tutti ma non per il magistrato onorario”. Davanti alla procura di Roma è andato in scena un nuovo flashmob della magistratura onoraria.
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Vi hanno partecipato un centinaio tra giudici onorari di tribunale, giudici di pace e vice procuratori onorari di Roma e dell’intero distretto.
Una protesta diretta contro le misure in discussione in Parlamento che riguardano l’intera categoria .
“Oltre alle problematiche di inquadramento, la magistratura onoraria italiana esprime preoccupazione per le scelte in via di decretazione di urgenza illustrate dal senatore Mirabelli che rischiano di compromettere i già difficili assetti della giustizia italiana garantiti dalla attività quotidiana dei magistrati onorari” spiega la Consulta della magistratura onoraria, che ha organizzato la protesta.
Un nuovo flashmob è in programma il 29 gennaio davanti alla Cassazione, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. E mentre due toghe onorarie di Palermo ricominciano da oggi lo sciopero della fame, dal 19 al 22 gennaio l’intera categoria incrocerà le braccia con l’astensione dalle udienze
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Governo: Bonetti,pronti a dimissioni se continua logorio Italia
Le poltrone per le poltrone non ci interessano
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07 gennaio 2021
15:21
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“Spero che si apra presto il tavolo e arrivino risposte concrete” sul Recovery Plan,”attendiamo che questo accada” ha detto la ministra Elena Bonetti di Italia Viva, intervistata a SkyTg24 aggiungendo che “se questo non succederà, ad un logorio dell’Italia noi non ci stiamo”, “ci siamo a un lavoro serio” mentre “non ci stiamo ad occupare le poltrone per le poltrone”.
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Usa: Osservatore Romano, democrazia ferita
‘Chi semina vento raccoglie tempesta,trumpismo ha scavato solco’
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CITTA DEL VATICANO
07 gennaio 2021
15:42
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L’Osservatore Romano dedica la prima pagina all’assalto al Congresso americano e parla di “democrazia ferita”. “La politica non può prescindere dalle responsabilità individuali, soprattutto da parte di chi detiene il potere ed è in grado, attraverso una narrazione polarizzante, di mobilitare migliaia di persone.
Chi semina vento raccoglie tempesta”, scrive il giornale della Santa Sede per il quale “il trumpismo è destinato a lasciare un solco profondo nella scena politica a stelle e strisce”.
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Recovery: impegno fondi sale a quota 222 miliardi
A nuovi progetti vanno 143,24 mld
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07 gennaio 2021
17:27
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Ammontano complessivamente a 222,03 miliardi le risorse previste negli investimenti del cosiddetto Piano Recovery. Di questi 209,84 riguardano il Next Generation Eu: 66,6 miliardi sono già impegnati in progetti in essere, 143,24 su nuovi progetti.
E’ quanto emerge dalla tabella allegata al documento che il governo ha predisposto e girato ai partiti di maggioranza nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
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Recovery: risorse per 222,03 miliardi, la bozza sarà analizzata dal Cdm
Renzi: palla a Conte, se vuole sfidarci in Senato lo aspettiamo
e
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08 gennaio 2021
10:51
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Dovrebbe tenersi domani sera, intorno alle 18, la riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza sulla versione aggiornata del Recovery plan.
“Oggi è arrivato il documento che avevano cercato di approvare di nascosto in un Consiglio dei ministri un mese fa. Concretamente, le nostre richieste sono più soldi per la sanità che vuol dire prendere il Mes.
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Bisogna mettere più soldi su cultura, turismo, giovani. La next generation sono i giovani: diamogli qualcosa dopo aver chiuso le scuole”. Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi a Tg2 Post. “Mi spiegate perché non mettete i 36 miliardi del Mes sulla sanità?”, aggiunge.

“La palla è nel campo del presidente del Consiglio. Ha detto che vuole sfidarci in Senato: noi lo aspettiamo lì. Noi siamo diversi dagli altri, non ci interessano poltrone e sgabelli”. Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi a Tg2 Post, rispondendo a una domanda sulla crisi di governo. “Se il presidente del Consiglio vuole venire in Parlamento ci siamo, pronti a discutere”, aggiunge
Ammontano complessivamente a 222,03 miliardi le risorse previste negli investimenti del cosiddetto Piano Recovery. Di questi 209,84 riguardano il Next Generation Eu: 66,6 miliardi sono già impegnati in progetti in essere, 143,24 su nuovi progetti. E’ quanto emerge dalla tabella allegata al documento che il governo ha predisposto e girato ai partiti di maggioranza nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in cui la quota della parte investimenti per il Sud, trasversale a tutte le missioni e i progetti previsto dal Piano Recovery del governo italiano, ammonta al 50 per cento. E’ questo – secondo quanto si apprende – il calcolo fatto dalle valutazioni congiunte del Ministero dell’Economia e del Ministero per il Sud e la coesione territoriale.
Alla sanità saranno destinati 19,7 miliardi dei fondi complessivi del Next Generation EU. Di questi 18 miliardi sono a valere sul Recovery fund e 1,7 sul React Eu. La missione si articola in due componenti: “Assistenza di prossimità e telemedicina” a cui sono destinati 7,9 miliardi in totale e “innovazione dell’assistenza sanitaria” che assorbirà 11,8 miliardi. Nella prima versione del piano alla sanità erano destinati 9 miliardi di euro. All’assistenza della rete sanitaria territoriale – importante ad esempio per il tracciamento del Covid e per la distribuzione dei vaccini – e della telemedicina saranno destinati 7,5 miliardi dei fondi del Recovery. Per questa voce lo stanziamento è stato aumentato di quasi tre miliardi rispetto agli iniziali 5 miliardi.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza predisposto dal governo, integrato con gli altri fondi europei di Coesione e di React Eu, porta la quota di investimenti previsti al 70% e “assicurerebbe, secondo stime in corso, un impatto sul Pil di circa 3 punti percentuale e un incremento occupazionale superiore a quelli precedentemente stimato”. Il piano precedente prevedeva una crescita aggiuntiva di 2,3 punti.
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Salgono a 32 miliardi le risorse stanziate da Recovery Plan per le Infrastrutture per una mobilità sostenibile. Nello specifico, si tratta di 28,3 miliardi per la prima componente, Alta velocità di rete e manutenzione stradale 4.0, e 3,7 miliardi per la seconda componente, Intermodalità e logistica integrata. Si tratta di una mole di risorse superiore rispetto ai 27,7 miliardi della bozza del piano di dicembre.
Il piano Recovery al quale il governo, sta lavorando con l’obiettivo di aumentare il volume degli investimenti “può prevedere, in alcuni ambiti (politiche industriali per le filiere strategiche, miglioramento dei servizi turistici e infrastrutture di ricettività, economia circolare, housing sociale), l’utilizzo di strumenti finanziari che consentano di attivare un positivo effetto leva sui fondi per facilitare l’ingresso di capitali privati (equity o debito), di altri fondi pubblici o anche di una combinazione di entrambi (blending) a supporto delle iniziative di investimento”. “In questa prospettiva – viene spiegato – l’intervento pubblico può assumere la forma di una garanzia su finanziamento privato oppure di una copertura dell’eventuale prima perdita dell’investimento azionario finalizzato alla realizzazione di specifici progetti”.
Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura: è questa la prima missione del nuovo Pnrr messo a punto dal governo e a cui saranno destinati complessivamente 45,9 miliardi. Si articola in tre componenti: “digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA” che potrà contare su 11,3 miliardi, “digitalizzazione, ricerca e sviluppo e innovazione del sistema produttivo” (in cui rientra Transizione 4.0), con una dotazione di circa 26,6 miliardi, e “turismo e cultura” con 8 miliardi. Questa voce è “significativamente rafforzata” rispetto alla dotazione precedente di circa 3 miliardi.
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Aumenta la dotazione per la scuola nel Recovery Fund. Nell’ultima bozza si parla di oltre 20 miliardi destinati alla ‘missione Istruzione’. In particolare, sarebbero previsti oltre 6,8 miliardi per l’edilizia scolastica e oltre 14 per tutti gli altri capitoli fra cui accesso all’istruzione, potenziamento della didattica, percorsi professionali e Its.
Scendono a 69 miliardi i fondi destinati alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica. Il nuovo Piano ‘taglia’ di circa 5 miliardi il precedente stanziamento di 74 miliardi di euro riservato alla missione green del Recovery plan. Quattro le componenti: “agricoltura sostenibile ed economia circolare” (5,5 miliardi), “energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile” (18,2 miliardi), “efficienza energetica e riqualificazione degli edifici” (30,7 miliardi) e “tutela del territorio e della risorsa idrica” (14,5 miliardi).
Previsti nuovi progetti per la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti stradali nelle aree del territorio che presentano i maggiori problemi. Le risorse stanziate per questa voce, nell’ambito degli stanziamenti per le Infrastrutture, sono pari a 1,6 miliardi. Sul fronte ferroviario, invece, è previsto un “consistente intervento” sulla rete, pari a 26,7 miliardi, che è stato “ulteriormente potenziato nel Mezzogiorno grazie al supporto dei fondi Fsc”. Sul fronte dell’intermodalità, poi, è previsto un “cronoprogramma nazionale per gli investimenti per la logistica e la digitalizzazione dei porti, a partire da Genova e Trieste”, e per il rinnovo delle flotte portuali e dei mezzi di terra e la navigazione fluviale. La componente – si precisa – è stata “potenziata per finanziare investimenti nei porti del Sud, mentre sono stati eliminati gli incentivi al rinnovo delle flotte e del parco veicolare”.
Sono più che raddoppiati i fondi destinati al turismo dal Recovery Plan. Lo stanziamento totale per la componente Turismo e cultura ammonta a 8 miliardi, più del doppio rispetto ai 3,5 miliardi della bozza del piano del 30 dicembre.
Donne, giovani e Mezzogiorno sono priorità trasversali contenute in tutti gli obiettivi del l Piano Recovery al quale sta lavorando il governo e che saranno misurati negli impatti macroeconomici, occupazionali e di indicatori BES. “Tali priorità – è scritto – non sono affidate a singoli interventi circoscritti in specifiche componenti, ma perseguite in tutte le missioni del PNRR. Ogni missione, infatti, deve esplicitare le linee di riforma e di intervento mirate al perseguimento delle tre priorità trasversali, anche attraverso la definizione ex ante e la misurazione dei risultati attesi”.
“La bozza di PNRR sarà analizzata nel prossimo Consiglio dei Ministri e costituirà la base di discussione per il confronto con il Parlamento, le Istituzioni regionali e locali, le forze economiche e sociali, il Terzo Settore e le reti di cittadinanza, ai fini dell’adozione definitiva del Piano ‘Next Generation Italia'”.
“Il presente documento costituisce una sintesi delle attività di rielaborazione della bozza di Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). È il risultato del lavoro svolto dal Governo nel confronto con le forze politiche di maggioranza, che si è intensificato nelle ultime settimane anche attraverso l’elaborazione di osservazioni e proposte di modifica alle bozze di lavoro preliminari. È un documento di lavoro interno al Governo, per favorire il raggiungimento dell’accordo politico sulle modifiche alla bozza di Pnarr. Lo sforzo compiuto è di rendere più chiara, alla luce delle novità intervenute, la visione dinsieme della strategia di investimenti e riforme del Piano”. Lo si legge nelle premesse della nuova bozza di Recovery plan, inviata dal governo ai partiti di maggioranza.
“Abbiamo avuto poco fa le 13 cartelle del Recovery, che approfondiremo e poi diremo quello che va bene o meno”. Lo dice al Tg4 il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova. Alla fine del prossimo Consiglio dei ministri “uscirò ancora ministro se arriveranno risposte – ha aggiunto – . Altrimenti Conte si trovi i responsabili; io farò la senatrice di opposizione per migliorare il Paese”.
Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, ha avuto ieri incontri riservati in videoconferenza con Pd, M5s, Leu, per illustrare i contenuti della bozza aggiornata del Recovery plan. Un incontro, nelle intenzioni del governo, avrebbe dovuto esserci anche con Italia viva, ma Iv chiede prima di qualsiasi colloquio di ricevere e leggere il testo. Di qui la situazione di stallo. Dopo gli incontri con i partiti avrebbe dovuto esserci il confronto a livello di governo in una riunione di Conte e Gualtieri con i capi delegazione, in preparazione del Cdm. Ma ad ora nessuna riunione è convocata. Negli incontri informali avuti ieri dal ministro Roberto Gualtieri, a quanto confermano diverse fonti, il documento non è stato consegnato alle delegazioni. A un incontro analogo per un primo confronto erano stati invitati, viene spiegato, anche i renziani che però hanno chiesto di ricevere prima il testo.
“Grande irritazione” in Italia Viva dopo le dichiarazioni del vicesegretario Pd Andrea Orlando che stamani a Omnibus ha confermato di aver partecipato ieri ad una riunione col ministro Gualtieri sul nuovo testo del Recovery Plan. Queste dichiarazioni, dicono fonti di Iv, “parrebbero confermare che c’è una maggioranza nella maggioranza”. La ministra Teresa Bellanova si sarebbe detta “sconcertata e irritata per un metodo molto poco istituzionale e per nulla teso a quella pari dignità politica più volte sollecitata. Ancor più sconcertata da voci abilmente diffuse di una convocazione di Iv alla riunione di ieri, mai arrivata”.
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Conte: ‘Violenza incompatibile con il diritto e la democrazia’
Condanna unanime a Roma. Di Maio: ‘Attacco alla libertà del popolo americano’. Salvini: ‘No a violenza’
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06 gennaio 2021
23:17
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“Seguo con grande preoccupazione quanto sta accadendo a Washington. La violenza è incompatibile con l’esercizio dei diritti politici e delle libertà democratiche.
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Confido nella solidità e nella forza delle Istituzioni degli Stati Uniti”. Lo scrive su Twitter il premier Giuseppe Conte. “Quanto sta accadendo a Washington in queste ore è gravissimo. Un vero e proprio sfregio alla democrazia, un attacco alle libertà del popolo statunitense. Condanniamo con forza ogni forma di violenza, nell’auspicio che ci sia quanto prima un passaggio di poteri ordinato e pacifico”. Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.
Condanna unanime e bipartisan da parte della politica italiana nei confronti delle violenze portate avanti dai manifestanti che hanno invaso Capitol Hill gettando la capitale americana in un clima da guerra civile. Matteo Salvini, considerato insieme alla presidente di FdI Giorgia Meloni il leader più vicino a Donald Trump ha preso le distanze via Twitter: “La violenza non è mai la soluzione, mai. Viva la Libertà e la Democrazia, sempre e dovunque”. Sul fronte di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, ricorda che “in nessuna democrazia si può accettare un attacco al Parlamento”. Sempre sul fronte del centrodestra, il leader di Cambiamo e Presidente della Liguria, Giovanni Toti fa autocritica: “Desolante spettacolo in America. In democrazia i risultati si accettano, anche se non si condividono. Avrei votato per Trump. Oggi mi tocca dire: sbagliando”. Nel centrosinistra Nicola Zingaretti osserva che quelle di Washington sono “immagini drammatiche, che mai avremmo pensato di vedere. Tutti a difesa e vicini alla forza della democrazia americana, per difenderla da questi fatti gravi. Il riconoscimento del voto popolare e degli avversari politici va sempre rispettato. E’ la dimostrazione di dove portano gli estremismi: queste scene – aggiunge il segretario dem – sono figlie di chi ha voluto soffiare sul fuoco per mesi. Vicinanza alla democrazia americana”. Il ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola cita una frase di JFK in un tweet in cui posta la foto di un manifestante pro-Trump seduto sullo scranno di Mike Pence in Congresso. “Nel passato – è il suo commento – chi ha cercato stupidamente di ottenere il potere cavalcando la tigre ha finito per esserne divorato”. Anche l’ex premier Enrico Letta attacca frontalmente Trump: “Quel che sta succedendo al Capitol Building di Washington è la dimostrazione che Trump è un golpista. Come tale andrebbe trattato”. Infine, per Pietro Grasso (Leu), le immagini che arrivano da Washington “sono gravissime”. “Il Parlamento è un tempio della democrazia: è triste e preoccupante vederlo assaltato da moltissime persone fomentate da un uomo, Donald Trump, che ancora oggi ricopre l’incarico più prestigioso della nazione, quello di presidente degli Stati Uniti. Ora, addirittura, gli spari dentro Capitol Hill. Sarà difficile guarire le ferite profonde dell’America: serviranno le energie migliori del Paese. Quanto sta avvenendo è un monito e un avvertimento. Per tutti noi”.
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Recovery: superbonus fino al 2022, nessuna nuova proroga
La proroga del superbonus non si estende oltre quanto previsto nella legge di bilancio
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
07 gennaio 2021
18:48
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La proroga del superbonus non si estende oltre quanto previsto nella legge di bilancio. L’ultima bozza del Recovery plan inviato dal governo ai partiti prevede infatti “l’estensione della misura del superbonus del 110% al 31 dicembre del 2022 per il completamento dei lavori nei condomini e al 31 dicembre del 2023 per gli IACP e per gli interventi di messa in sicurezza antisismica”, così come stabilito nella manovra.
Il superbonus rientra nel capitolo “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici” della missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica”.
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Recovery: impegno fondi sale a quota 222 miliardi
A nuovi progetti vanno 143,24 mld
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07 gennaio 2021
17:30
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Ammontano complessivamente a 222,03 miliardi le risorse previste negli investimenti del cosiddetto Piano Recovery. Di questi 209,84 riguardano il Next Generation Eu: 66,6 miliardi sono già impegnati in progetti in essere, 143,24 su nuovi progetti.
E’ quanto emerge dalla tabella allegata al documento che il governo ha predisposto e girato ai partiti di maggioranza nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
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Covid: Inail, riaperture rischiose anche con Rt sotto 1
Studio con Iss e Fbk, se incidenza resta alta
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08 gennaio 2021
10:36
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Le riaperture sono rischiose se l’incidenza del contagio da Covid resta alta anche se l’Rt è minore di 1. Lo si legge in uno studio FBK-Iss-Inail pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the Us (Pnas) sulla prima ondata del virus.
“Allentare le restrizioni quando l’incidenza delle infezioni è ancora alta – si legge – può portare a un rapido nuovo picco dei casi, e quindi dei ricoveri, anche se l’Rt è inferiore a 1. Nello studio è stato usato un modello di trasmissione del virus per stimare l’impatto di diverse strategie di mitigazione, introducendo anche la stima del rischio nei diversi settori.
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Istat: a novembre disoccupazione cala a 8,9%, giovani 29,5%
Risalgono occupati ma da febbario -300mila e +340mila inattivi
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08 gennaio 2021
11:48
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A novembre 2020 il tasso di disoccupazione scende all’8,9% (-0,6 punti rispetto al mese di ottobre) e tra i giovani al 29,5% (-0,4 punti). Lo comunica l’Istat, sottolineando il forte calo del numero di persone in cerca di lavoro che risulta -7,0%, pari a -168mila unità, nel confronto mensile, mentre nell’arco dei dodici mesi raggiunge -10,3%, pari a -256mila unità.

Dopo la sostanziale stabilità di ottobre, tornano a crescere gli occupati, che registrano un +0,3%, pari a +63mila unità, rispetto al mese precedente. Su base annua, si continua invece a registrare un calo che risulta dell’1,7%, pari a -390mila unità.
Rispetto a febbraio 2020, e quindi all’impatto del Covid, i livelli di occupazione e disoccupazione risultano “inferiori rispettivamente di 300 mila e di oltre 170 mila unità, mentre l’inattività è superiore di quasi 340 mila unità”.
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Recovery: oltre 20 mld per l’istruzione
Aumenta la dotazione, si partiva da 14 mld
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07 gennaio 2021
21:04
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Aumenta la dotazione per la scuola nel Recovery Fund. Secondo quanto si apprende, nell’ultima bozza si parla di oltre 20 miliardi destinati alla ‘missione Istruzione’.
In particolare, sarebbero previsti oltre 6,8 miliardi per l’edilizia scolastica e oltre 14 per tutti gli altri capitoli fra cui accesso all’istruzione, potenziamento della didattica, percorsi professionali e Its. La cifra inizialmente prevista era di circa 14 miliardi.
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Scuola: in Lombardia superiori in Dad fino a 24/1
‘Valutazioni condivise con il Cts regionale’
e
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MILANO
07 gennaio 2021
19:32
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Si svolgeranno fino al 24 gennaio le lezioni a distanza per gli studenti delle scuole superiori in Lombardia. “Preso atto – si legge in una nota della Regione – delle valutazioni e delle risultanze di carattere sanitario, connesse all’attuale diffusione del Covid, condivise con il Comitato Tecnico Scientifico lombardo, Regione Lombardia ha assunto l’orientamento di proseguire le lezioni per le scuole secondarie di secondo grado con la didattica a distanza al 100%”.
“La decisione – prosegue la nota – verrà formalizzata con un’ordinanza e resterà in vigore fino al 24 gennaio”.
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Gestori: tante incertezze sull’apertura degli impianti di sci il 18 gennaio
Anef, ‘tra le incognite anche la mobilità tra regioni’
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AOSTA
07 gennaio 2021
16:35
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Sull’apertura dello sci il 18 gennaio ci sono ancora “tante, ma tante incertezze”. Lo spiega Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari.
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“Ipotizziamo che il protocollo di sicurezza venga approvato dal Cts in tempo utile e che il Governo confermi la data di apertura per il 18 e non la rinvii per la crescita dei contagi, si potrebbe pensare di aprire il 18 gennaio”, spiega. “Ma rimane l’incognita della mobilità tra le regioni anche nei week end – aggiunge Ghezzi – che interessa soprattutto la Valle d’Aosta, il Trentino e l’Alto Adige, dove le persone devono poter arrivare”.
Gestori in Valle d’Aosta: incerta l’apertura il 18 gennaio – “C’è un’evoluzione che non sappiamo dove possa andare, servono certezze sulle aperture e sui ristori”. E’ l’appello dell’associazione che riunisce le società di gestione degli impianti da sci in Valle d’Aosta, in vista dell’apertura della stagione invernale posticipata al 18 gennaio: “Bisognerà vedere che cosa succede in quella data, con i tempi che corrono c’è estrema incertezza”, spiega Ferruccio Fournier, presidente dell’Associazione valdostana impianti a fune cui aderisco, tra gli altri, Courmayeur, Cervinia, Monterosaski, La Thuile e Pila. “Gli impianti sono abbastanza pronti, – spiega – la neve c’è, ma c’è il problema delle assunzioni degli stagionali, c’è da mettere in piedi l’organizzazione delle aziende per adattare le procedure al protocollo di sicurezza, su cui le società hanno già le idee chiare; per poter aprire abbiamo bisogno di saperlo una settimana prima”. La maggiore incognita riguarda la mobilità tra regioni: “Non possiamo permetterci di far girare gli impianti solo per gli sciatori della Valle d’Aosta”, spiega Fournier. Il comparto fattura nella regione alpina tra i 70 e gli 80 milioni di euro a stagione e impiega circa mille persone, di cui poco meno di 400 a tempo indeterminato, i restanti sono precari stagionali. “La battaglia che stanno conducendo le Regioni si sta scontrando contro un muro: anche se dovessimo aprire – prosegue il presidente dell’Avif – ci sarà comunque una botta economica a causa dell’assenza degli stranieri, mentre dallo Stato non arriva alcuna notizia sui ristori se non delle rassicurazioni estremamente generiche”.
Sindaco Val Susa a ministri, incertezza insostenibile – L’incertezza sugli impianti sciistici “è insostenibile” perché per molti paesi di montagna lo sci “è l’unica fonte di sostentamento”. Lo scrive, in una lettera ai ministri Speranza, Franceschini e Spadafora e al governatore del Piemonte Cirio, il sindaco di Sauze d’Oulx, rinomata stazione invernale della Valle di Susa (Torino), Mauro Meneguzzi. “A distanza di 10 mesi dalla sospensione dell’attività – ricorda Meneguzzi -, contrariamente a quanto avvenuto, ad esempio, negli Stati Uniti o in Svizzera, non è stato ancora possibile definire delle linee guida che permettano la convivenza dell’attività sciistica all’aperto con l’evoluzione della diffusione del virus. Vediamo quotidianamente ad esempio, nei centri urbani, soprattutto nei grandi centri commerciali, numerosissimi assembramenti di persone, a breve avremo sotto gli occhi i grandi affollamenti di studenti all’ingresso ed uscita dalle lezioni, ci chiediamo perché lo sci debba restar al palo”.
Il Sindaco Meneguzzi non nega “la gravità della situazione sanitaria”, ma chiede “però chiarezza nelle decisioni e soprattutto una progettualità in prospettiva, finalizzata ad una ripresa in tempi, magari lunghi, ma certi. Non possiamo accettare questo pantone di colorazioni, che variano ad intervalli di pochi giorni: impedisce una qualsiasi programmazione”.
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Lombardia: Fontana, Gallera fuori dalla giunta
‘Ha svolto lavoro molto pesante e ha condiviso avvicendamento’
e
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MILANO
08 gennaio 2021
12:34
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Giulio Gallera non avrà alcun incarico nella nuova giunta della Lombardia. E’ quanto ha spiegato il presidente della Regione Attilio Fontana.

“Giulio Gallera ha svolto un lavoro molto pesante, era particolarmente stanco e quindi ha condiviso l’avvicendamento”, ha detto Fontana.
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Lombardia: Fontana, Moratti vicepresidente e assessore
Entrano in giunta due deputati della Lega, Locatelli e Guidesi
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MILANO
08 gennaio 2021
12:28
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Letizia Moratti sarà vicepresidente e assessore al Welfare nella nuova giunta della Lombardia. E’ quanto ha detto il presidente della Regione Attilio Fontana.

Assieme a Letizia Moratti, entrano in giunta anche due deputati della Lega che hanno fatto parte del primo governo Conte e cioè l’ex ministro per la Famiglia Alessandra Locatelli e l’ex sottosegretario ai rapporti con il Parlamento Guido Guidesi.
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Accordo Lombardia-medici di famiglia per fare vaccino
Corti(Fimmg), obiettivo 5 milioni persone per fine ottobre
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08 gennaio 2021
11:52
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I medici di famiglia aiuteranno nella campagna di vaccinazione anti-Covid in Lombardia. E’ stato siglato questa mattina infatti l’accordo tra la Regione e le principali organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale (Fimmg e Snami).
Il loro impegno, che sarà su base volontaria, partirà “non appena sarà disponibile il vaccino di Moderna e l’obiettivo è di arrivare a vaccinare entro fine ottobre circa 5 milioni di Lombardia”, precisa Fiorenzo Corti, vicesegretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici medicina generale).
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Bonaccini: ‘Pronti a fare i vaccini anche di notte’
‘La terza ondata non è esclusa, tenere comportamenti adeguati’
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BOLOGNA
08 gennaio 2021
09:26
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“L’Italia si sta comportando bene” sulla prima fase dei vaccini e “da marzo sarà la vera sfida”, ha detto a Mattino 5 il presidente della Regione Emilia-Romagna e Stefano Bonaccini. Secondo cui è necessario “coinvolgere i medici di base per ampliare la platea vaccinale”.
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Per Bonaccini “si è detto che a fine anno si avrà l’immunità di gregge, ma io penso che si possa avere parecchi mesi prima e noi come Emilia-Romagna vogliamo essere pronti a raddoppiare o triplicare” il numero di dosi somministrate. “Ho detto ai direttori delle Asl di tenerci pronti anche per aperture notturne, se serve”, ha aggiunto. “Sui vaccini voglio avere fiducia. Ieri risultavamo la Regione con il più alto indice di rapporto per mille abitanti. Mi interessa poco la classifica, ieri abbiamo superato i diecimila”, ha aggiunto Bonaccini. Il presidente ha definito “ottima notizia” quella sull’approvazione del vaccino di Moderna, “e poi ce ne aspettiamo altri”. Da marzo, dunque, “bisognera fare bene i compiti, organizzare al meglio tutto. Essere bravi, veloci. E’ chiaro che serve un numero di vaccini adeguato. E’ nel flusso di trasferimento, distribuzione e vaccinazione che può andare al meglio una macchina che sta cominciando ad essere oliata veramente alla grande”. “Ci aspettiamo poi un aiuto di personale sanitario aggiunto. Le Regioni lo hanno chiesto al Governo, il commissario Arcuri ha fatto un bando e arriverà nelle prossime settimane”, ha concluso.
“In tutta Europa – prosegue Bonaccini – ci sono situazioni addirittura più pesanti dell’italia. La terza ondata non è esclusa e per combattere la pandemia economica e sociale bisogna che sconfiggiamo quella sanitaria. Serve che i comportamenti siano il più adeguati possibile”.  “Ieri, parlando, con gli epidemiologi – ha aggiunto – mi dicevano che in questo momento ci sono molti focolai familiari”, probabilmente conseguenza di pranzi e cene durante le festività.
“Noi, tra gennaio e febbraio, in parte direttamente come Regione, in parte con le camere di commercio per essere più rapidi, mettiamo in aggiunta alle risorse dello Stato 40 milioni di euro, di cui 22 solo ai bar e ai ristoranti. E gli altri alle attività come palestre, piscine, discoteche, spettacoli viaggianti, maestri di sci. Stiamo pensando di aggiungere ulteriormente”.
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Il Governo verso la conta. Bellanova: ‘Vogliamo segnali chiari’
‘Nessuno è insostituibile, neanche il presidente del Consiglio’
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08 gennaio 2021
12:28
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A un passo dal baratro: la rottura e la conta, in Aula al Senato. Si trova lì, il governo Conte 2.
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La crisi si avvita: la nuova bozza di Recovery plan, inviata ai partiti dopo ore di tensione e “irritazione” tra Iv e gli alleati, non sembra soddisfare Italia viva. E come una partita a poker, dopo la disponibilità al dialogo e al rimpasto data da Giuseppe Conte, Matteo Renzi prova a rilanciare e lasciare al premier il cerino della crisi.
“Noi – dice il ministro e capodelegazione Iv Teresa Bellanova a Omnibus su La 7 – stiamo facendo grande sforzo perchè per me il tempo è già finito. Ora bisogna dire che cosa si vuole fare: Conte vuole misurarsi con la soluzione dei problemi allora non minacciasse di andare in Parlamento perchè in Parlamento bisogna andare, in Parlamento si va e si avanzano le proposte, se si ha il consenso si governo se no si passa la mano. Noi parleremo con un documento in modo che nessuno possa ricostruire retroscena. Non chiediamo posti in più ma soluzioni che non sono arrivate. Già oggi ci devono essere dei segnali molto chiari.  Si cominci a scendere dal piedistallo. Qui nessuno è insostituibile, non lo sono io, non lo è Iv, non lo è neanche il presidente del Consiglio. Anche il Pd ha posto problemi poi se si vuole derubricare tutto perché si vuole isolare Renzi, facciano i loro giochetti.
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Anche Zingaretti in passato al tavolo con Crimi e Conte ha messo dei punti al tavolo per un un impianto programmatico. Ora sono risolti tutti i problemi?”.
I pontieri sono al lavoro per aprire davvero il tavolo del confronto. Ma il tempo corre: una riunione di Conte con i capi delegazione venerdì sera dovrebbe siglare l’intesa sulla bozza del Recovery plan da portare in Consiglio dei ministri nelle ore successive, probabilmente sabato. Solo dopo si aprirebbe – questa la “road map” condivisa da Conte, Pd, M5s e Leu – il tavolo sugli altri temi del programma di governo e la trattativa per il rimpasto. Ma Renzi vuole vedere tutte le carte insieme e vuole che Conte molli la delega ai Servizi e riparta da dimissioni e un Conte ter. Un iter cui Conte non è disponibile. Se sul Recovery Iv romperà, osservano i contiani, che al dialogo offerto dal premier è stato Renzi a chiudere. A questa dinamica assiste il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in questa fase osservatore di una crisi che non è nelle sue mani. Il momento storico, con la pandemia che morde e il rilancio da preparare, sconsiglierebbe di aprire una crisi di governo. Ma se accadesse, in ambienti parlamentari escludono che al capo dello Stato possa essere gradito un governo che nasca con il solo scopo di evitare le elezioni. Lo dice anche Andrea Orlando, dal Pd, che sulle spalle di un gruppo di responsabili – ognuno mosso dai suoi interessi – nascerebbe una maggioranza “friabile”. Un esperimento del genere, scommettono i più, avrebbe vita breve e difficile, a partire dalle commissioni. Nicola Zingaretti nelle prossime ore alla direzione del partito dovrebbe indicare l’obiettivo di un vero rilancio, su programma e Recovery. Ma i Dem avvertono Renzi che non farebbero “barricate” contro la nascita di un esperimento del genere: Goffredo Bettini definisce Conte il “pilastro” dell’alleanza giallorossa, se cade lui si va alla conta in Aula e poi eventualmente al voto. Larghe intese con Lega e Fdi non sono possibili, assicurano i Dem.
E anche tra le fila M5s sembra prevalere il ‘partito’ filo-premier. Gli alleati scelgono Conte. A questo punto circolano voci di una spaccatura dei gruppi Iv e della nascita di un gruppo con centristi, Maie ed ex M5s. Ad ora i conti non tornano, ma almeno tre renziani avrebbero bussato alla porta Pd e i contatti tra Renzi e Berlusconi per preparare soluzioni alternative non sarebbero andati a buon fine. Uno scenario di unità nazionale potrebbe essere sostenuto dal Cavaliere e anche dalla Lega, osservano fonti di opposizione, ma il Pd si è messo di traverso e anche Fdi potrebbe non starci. E’ in questo clima che si prova a confrontarsi sul Recovery plan. Un lungo tira e molla si protrae per ore, con il rifiuto di Iv di incontrare il ministro Roberto Gualtieri, che mercoledì aveva visto Pd, M5s e Leu, prima di aver letto la nuova bozza del Recovery.
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Nucleare: tutti i no della Sardegna dal 2011,plico a Governo
Comitato Nonucle avvia mobilitazione contro deposito nell’Isola
e
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CAGLIARI
08 gennaio 2021
12:47
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Hanno raccolto tutti gli atti ufficiali che negli ultimi anni hanno detto che la Sardegna non vuole diventare la ‘pattumiera’ dei rifiuti nucleari prodotti in Italia. Poi li hanno messi in un plico: dai risultati del Referendum del 2011 ai pronunciamenti dei Consigli comunali e della Conferenza episcopale.
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E questa mattina, nonostante la pioggia, il Comitadu NonucleNoscorie era negli uffici della sede di rappresentanza del Governo, in piazza del Carmine a Cagliari, per consegnare la documentazione.
“È la dimostrazione che la Sardegna ha sempre dichiarato in tutti i modi di non volere questo deposito – spiega Bustianu Cumpostu, uno dei portavoce del movimento che ha ripreso la battaglia dopo la pubblicazione della mappa dei siti potenzialmente idonei allo smaltimento delle scorie radioattive – Stasera – annuncia – consegneremo le nostre bandiere ai sindaci che si sono dati appuntamento a Mandas. La lotta è appena cominciata”.
Per l’occasione sono state rispolverate proprio le bandiere del Referendum del 2011 e molti manifestanti hanno indossato la maglietta gialla simbolo, allora come oggi, del Comitato.
Una delegazione è stata poi ricevuta nel palazzo a due passi da via Roma. La richiesta è stata quella di trasmettere il plico a Roma, anche se i documenti sono stati comunque inviati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Presidenza della Comunità Europea. Gli atti sono relativi al Referendum del 2011, alle leggi e ordini del giorno regionali, alle delibere dei Comuni e delle Province, alla determinazione della Conferenza Episcopale Sarda. Per i prossimi giorni il Comitato, “considerato l’allarme che ha suscitato la minaccia nucleare che la Sardegna sta subendo, si riserva, a seconda dell’evolvere della questione, di chiamare il popolo sardo a mobilitazioni di massa nel non rispetto delle norme restrittive anti Covid imposte dai Dcpm”
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Governo: Fassina, umiliante farsi dettare agenda da Renzi
Non si governa sotto ricatto linea iperminoritaria
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08 gennaio 2021
12:02
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“Cari Movimento 5 Stelle e Pd, è umiliante, oltre che perdente, farsi dettare l’agenda politica e programmatica da Matteo Renzi che fuori dal Palazzo vale meno di Liberi e Uguali. Non si governa sotto ricatto di una linea iper-minoritaria.
Le elezioni sono il male minore”.Lo scrive su Twitter il deputato di LeU Stefano Fassina.
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Salvini,squallido Conte cerchi parlamentari per salvarsi
Leader Lega, attaccato al telefono promette mari e monti
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PALERMO
08 gennaio 2021
12:01
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“Mi risulta che ci sia Conte attaccato al telefono che promette mari e monti: diciamo che un presidente del Consiglio con una campagna vaccinale partita con difficoltà e con una situazione economica preoccupante a Palermo come a Milano che passi il suo tempo non a risolvere i problemi degli ospedali o delle imprese ma a cercare parlamentari per salvare la sua poltrona è squallido”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a Palermo.
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Covid: D’Incà positivo, sta bene e senza sintomi
Controllo di routine il 5 gennaio, oggi l’esito positivo
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08 gennaio 2021
11:56
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Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà è positivo al Covid. Il 5 gennaio, viene spiegato, il ministro si è sottoposto a un tampone: un controllo di routine a scopo precauzionale, dal momento che D’Incà non aveva alcun sintomo riconducibile al Covid.
Oggi è arrivato l’esito: il ministro risulta positivo al Covid. Per questo sono scattate immediatamente le procedure di profilassi.
Il ministro – rende noto il suo ufficio stampa – sta bene, non ha alcun sintomo, si atterrà scrupolosamente alle indicazioni dell’autorità sanitaria competente.
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Mes: Crippa, M5S fermamente contrario
Non è conveniente dal punto di vista economico
e
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08 gennaio 2021
11:56
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“Ribadiamo che, il MoVimento 5 Stelle, è fermamente contrario all’attivazione del Mes”. E’ quanto ha affermato il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera, Davide Crippa, nel corso del suo intervento ad “Agorà”.

“Ci sono diverse ragioni che supportano questa nostra posizione – ha aggiunto – anche in base all’evidenza degli accadimenti. La modalità, infatti, con cui i Btp di Stato sono stati messi all’asta, ed hanno ottenuto degli ottimi risultati, rispetto ai tassi d’interesse, fa comprendere, se ce ne fosse ancora bisogno, che non è conveniente anche dal punto di vista economico seguire quel percorso”.
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Covid: P.Chigi, oltre 400mila vaccinati ad oggi in Italia
Diffuso l’ultimo aggiornamento sulle somministrazioni
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7 gennaio 2021
23:52
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Sono state effettuate 400.302 somministrazioni di vaccino anti-Covid ad oggi in Italia. E’ quanto fanno sapere fonti di Palazzo Chigi.
Le donne che hanno ricevuto il vaccino sono 246.910, gli uomini 153.392.

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Maroni dimesso da ospedale, presto ulteriori accertamenti
Era stato ricoverato ieri a Varese dopo un malore in casa
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VARESE
05 gennaio 2021
19:07
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L’ex governatore della Lombardia Roberto Maroni ha lasciato l’ospedale di Circolo di Varese, dove era stato ricoverato ieri dopo che aveva accusato un malore in casa.
A quanto si apprende, il governatore sarà preso in cura all’Istituto neurologico Besta di Milano per ulteriori accertamenti.
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Crisi pilotata, al buio, elezioni. Gli scenari
Senza accordo preventivo, Conte verso dimissioni e crisi al buio
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05 gennaio 2021
20:26
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Tra minacce e bracci di ferro, bozze di Recovery ritirate e tentativi di mediazioni, si trascina ormai da quasi due settimane la tensione dentro la maggioranza.
E ancora non è chiaro quale sarà lo sbocco della crisi, se passerà da un rimpasto concordato o attraverso le dimissioni del premier Giuseppe Conte per una crisi al buio che potrebbe portare ad un Conte ter ma anche ad un nuovo governo istituzionale o alle elezioni.
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Ecco gli scenari possibili.
Crisi pilotata. Caldeggiata dal Pd e da M5S ma, a quanto si apprende ostacolata da Matteo Renzi, la crisi pilotata punterebbe a ricomporre la maggioranza con un rimpasto mirato ma non corposo, un accordo sul Recovery e sulla delega ai Servizi, evitando le dimissioni del premier e con un successivo voto di fiducia con una maggioranza blindata.
Crisi al buio. Matteo Renzi, come ha minacciato, ritira magari già nel consiglio dei ministri del 7 gennaio, le ministre Bellanova e Bonetti. Conte, constatato il venir meno della propria maggioranza, sale al Quirinale e rassegna le dimissioni.
A questo punto il presidente della Repubblica potrebbe, dopo un breve giro di consultazioni, reincaricare il premier uscente che tenta di dare avvio ad un nuovo esecutivo. In questo scenario Conte dovrebbe convincere la maggioranza, e in primis Renzi, della volontà di ridiscutere metodo, merito e squadra del suo governo precedente per dare vita ad un Conte ter che passerebbe a quel punto attraverso un rimpasto sostanziale.
Ma Conte potrebbe anche scegliere la via delle Camere. In caso di rottura definitiva all’interno della maggioranza, il premier potrebbe chiedere un voto del Parlamento per “inchiodare” il partito che ha dato vita alla crisi. “Lo aspettiamo in Senato” ripete infatti da giorni il leader Iv Matteo Renzi. A quel punto o il governo cade perchè viene meno la maggioranza o si salva perchè nel frattempo si è creata una nuova maggioranza, anche se si tratta di una maggioranza solo numerica.
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Si tratta della cosiddetta ipotesi dell’aiuto dei “responsabili” che seppur raffreddata non è mai venuta meno.
Governo istituzionale o elezioni. Se il governo Conte cade, restano solo due strade: un governo istituzionale o di salute pubblica, che però al momento vede indisponibili Pd, M5s e anche Fdi, o la strada delle urne nel più breve tempo possibile.
Con tutta probabilità se il premier Conte fosse sfiduciato dalle Camere il presidente Mattarella formerebbe un governo di garanzia con un diverso premier solo per portare il Paese alle urne.
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Il Recovery arriva a Conte. 18 miliardi per la sanità. Resta il nodo sul Mes
Stallo Conte-Renzi, la crisi sembra più vicina
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06 gennaio 2021
10:56
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Notte di lavoro al Ministero dell’Economia e Finanze sul Recovery Plan. I tecnici del Tesoro guidati da Roberto Gualtieri stanno “modellando” il Piano di Ripresa e Resilienza cercando di venire incontro alle richieste dei partiti e domani mattina il testo sarà consegnato al premier Giuseppe Conte.
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E, come richiesto più o meno da tutti, salgono le risorse per la sanità: si calcola che saranno fino a 18 miliardi rispetto ai 9 previsti inizialmente. Ma, sullo sfondo, resta il nodo Mes. Il timore nel M5S è che infatti un riferimento al fondo salva-stati, tabù dei pentastellati, alla fine possa essere inserito anche se al momento dal governo negano che sia così. Infrastrutture sociali, istruzione e cultura sono i settori su cui gli stanziamenti sono cresciuti. In tutto il Recovery Plan, in maniera trasversale, sono stati potenziati i progetti finalizzati alle donne, ai giovani e al Sud. L’aumento delle risorse per la sanità e per gli altri progetti è stato possibile grazie all’intesa raggiunta col Ministro per il Sud e la coesione territoriale Peppe Provenzano: all’interno del Pnrr, molti progetti destinati alle aree svantaggiate saranno finanziati con una parte dai Fondi europei per la coesione territoriale, che già erano previsti nel tendenziale (dunque non aumentano il deficit) ma non erano ancora stati ancora programmati. Nel documento, quindi, non solo sarebbero stati modificati i saldi, per venire incontro alle osservazioni dei partiti, ma sarebbe stato aggiunto un intero capitolo per inquadrare le possibili interazioni dei progetti del Piano con quelli finanziati con le altre risorse comunitarie e i fondi di coesione.

E il Mes? Convitato di pietra del lavoro sul Recovery Plan il fondo salva stati, nelle scorse ore, sarebbe comparso nelle riunioni sul dossier. Secondo fonti di primo piano del M5S a un certo punto al premier Giuseppe Conte sarebbe stato proposto di inserire un terzo del Mes nel Recovery. Una cifra quindi pari a 12 miliardi. I pontieri pentastellati avrebbero anche sondato diversi parlamentari ottenendo una risposta: è “complicato” che i gruppi tengano sul sì al fondo, anche se fosse un mini-Mes. In caso di inserimento del fondo nel Recovery, così come chiede costantemente Matteo Renzi, il rischio spaccatura del movimento è matematico. E anche per questo, probabilmente, Conte ha frenato. Con il risultato che, al momento, il Mes nel Pnrr non comparirebbe.
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“L’unica novità è che sono passate 24 ore”. Nel settimo giorno di pre-crisi lo stallo totale nel governo acquista improvvisa solidità. Il “rimpastino” sembra già appartenere al passato. E sulle dimissioni di Giuseppe Conte, vero obiettivo di Iv, con conseguente crisi pilotata ed eventuale Conte-ter, da Palazzo Chigi filtra a dir poco scetticismo. “Al momento l’opzione non c’è”, spiega una fonte che ha dimestichezza con il capo del governo. Lo stallo, dopo gli spiragli di trattative dei giorni scorsi, arriva fin su al Colle, dove il presidente Sergio Mattarella vigila con crescente preoccupazione. E al Quirinale si ribadisce un assunto: da un lato c’è l’apertura – pur considerandola rischiosa – a un rimpasto e anche al Conte-ter; dall’altro c’è l’indisponibilità a “governicchi” con maggioranze abborracciate o di salute pubblica. La via maestra in caso di crisi, quindi, non è neppure un governo istituzionale (circola, nei palazzi romani, sempre il nome di Marta Cartabia) ma quella del ritorno alle urne. Anche perchè non bisogna dimenticare che è entrata a regime la riforma costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. Ed è una linea che il Pd, di fatto, sembra condividere. “Non è che ci piace votare in piena pandemia ma temiamo che le elezioni siano l’unica strada possibile perché tutte le altre ipotesi ad una soluzione costruita sulla base dell’attuale equilibrio, pur con i necessari ritocchi, non sono perseguibili”, scandisce il vice segretario Pd Andrea Orlando ribadendo che prima di tutto serve “un patto di legislatura”. Patto di legislatura quindi, “no” ad un’alleanza con la destra sovranista e ferma contrarietà ad una crisi al buio sono la stella polare del Pd.
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Al Nazareno si susseguono riunioni, dall’incontro di Zingaretti con il comitato politico a quella di Orlando con i segretari regionali. I Dem chiedono di partire dai contenuti per poi verificare se ci sono le condizioni per una soluzione ‘pilotata’ che faccia nascere un Conte ter. Il tema è che, al momento, un accordo tra gli alleati su come fare il rimpasto, non c’è. Anche perché, se non si passasse per le dimissioni del premier toccherebbe ai singoli partiti convincere i ministri “selezionati” a lasciare l’incarico. Con esiti imprevedibili. Ed è da questo stallo, anche, che nasce lo scetticismo del premier per il Conte-ter. Con un’intesa blindata, una crisi-lampo con dimissioni consegnate al Quirinale e immediato voto di fiducia alle Camere questo scetticismo potrebbe anche scemare, ma la strada è in salita. Anche perché ogni volta che Matteo Renzi va in tv e “bombarda” il governo, a Palazzo Chigi si convincono un po’ di più della sua inaffidabilità. Anche oggi il leader di Iv parla di “problema politico” con il presidente del Consiglio ed elenca tutti i nodi su cui difficilmente cederà: il Mes, il Recovery, la delega ai Servizi, perfino il reddito di cittadinanza. “Se le nostre idee non vi servono, tenetevi le poltrone”, è il suo affondo. E da Iv fanno sapere che non ci sono stati ancora contatti con Palazzo Chigi. Dunque i renziani reputano ancora ogni scenario aperto.. E in Iv non passa inosservata la nota di Cambiamo!, il partito di Toti, che apre a un “esecutivo di salute pubblica”. Qualche renziano la legge come un segnale a Conte, anche se i ‘totiani’ negano. Ma tornano a circolare voci di un lavoro in corso, con contatti anche da Palazzo Chigi, per formare un gruppo di “responsabili” o “costruttori”, al Senato. Da Iv confermano che sarebbero stati sondati anche un paio di senatori renziani e che i due parlamentari avrebbero girato il messaggio a Matteo Renzi. La reazione? “Auguri e tanti, tanti responsabili”, avrebbe detto il leader di Iv. E una fonte qualificata di Iv commenta: “Se così stanno le cose vuol dire che Conte vuole lo showdown, la conta in Parlamento”.
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Usa: Ossoff dichiara la vittoria in Georgia, doppietta dem
Mike Pence ha detto a Donald Trump che non crede di avere i poteri per bloccare la certificazione della vittoria di Joe Biden da parte del Congresso
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WASHINGTON
06 gennaio 2021
14:30
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Il democratico Jon Ossoff ha rivendicato la vittoria nel secondo ballottaggio in Georgia per il Senato, quando con il 98% delle schede scrutinate è avanti 50,2% contro il 49,8% del repubblicano Devid Perdue.
La Cnn ha gia’ dichiarato il reverendo dem Raphael Warnock vincitore dell’altro duello nel Paech State per il Senato, quando col 98% delle schede scrutinate e’ in testa sulla senatrice repubblicana uscente Kelly Loeffler 50,5% a 49,5%, con un margine di circa 36 mila voti. E’ il primo senatore afroamericano di questo ex Stato schiavista: un traguardo storico.
Sarebbe così doppietta dem: in tal caso il partito dell’Asinello avrebbe 50 senatori come i repubblicani, ma la vicepresidente Kamala Harris farebbe da ago della bilancia.
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Se invece il Grand Old Party conquistasse almeno uno dei due seggi, manterrebbe la maggioranza e Joe Biden sarebbe costretto a negoziare ogni legge e ogni nomina. Il primo network a proiettare vincitore Warnock paradossalmente e’ stato Newsmax, la tv via cavo conservatrici promosse da Donald Trump contro Fox News. Poi e’ stato lo stesso reverendo a tenere una sorta di discorso della vittoria: “Georgia, sono onorato dalla fiducia che hai dimostrato in me, andro’ al Senato a lavorare per tutti i georgiani”, ha detto il predicatore, che ad Atlanta ha ereditato il pulpito di Marther Luther King. Warnock ha voluto ricordare che sua madre, cresciuta raccogliendo tabacco e cotone durante l’estate, e’ stata in grado di votare per lui: “Le mani di 82 anni che ha usato per raccogliere cotone per altri sono andate al seggio e hanno scelto il figlio piu’ giovane per essere senatore degli Stati Uniti”, ha detto il reverendo, ultimo di 12 figli.
La sua rivale non ha ancora riconosciuto la sconfitta. Nelle prossime ore si attendono i risultati del secondo ballottaggio, dove il 33/enne Ossoff, giornalista investigativo e astro nascente del partito, potrebbe diventare il piu’ giovane senatore dal 1973, dopo il primato proprio di Biden. I due senatori repubblicani uscenti si erano allineati totalmente sulle posizioni di Trump, che nella notte ha evocato nuovi brogli mentre oggi provera’ a ribaltare i voti del collegio elettorale nell’ultima occasione utile, quando il Congresso si riunira’ in seduta plenaria per certificare la vittoria di Biden in un clima d’assedio. Fuori dal Congresso, dove sono attese migliaia di fan di Trump per protestare contro i ‘brogli’ (lui stesso li arringhera’ all’Ellipse, il grande parco a sud della Casa Bianca). E dentro Capitol Hill, dove una dozzina di senatori e decine di deputati repubblicani tenteranno inutilmente l’ultima spallata contestando i voti del collegio elettorali negli Stati piu’ contesi. Il ruolo piu’ difficile sara’ quello di Mike Pence, chiamato a presiedere l’assemblea e a dichiarare la vittoria di Biden. Trump, secondo la Cnn, lo ha minacciato di conseguenze politicamente “dannose” se non ribaltera’ il risultato ma il vicepresidente gli ha detto che non crede di avere i poteri per farlo.   MONDO   POLITICA

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Covid: Lopalco, in Puglia non ci sono numeri da zona rossa
‘Criteri classificazione cambiati, ma non è punizione’
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BARI
06 gennaio 2021
12:00
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“Non abbiamo allo stato attuale numeri da zona rossa” in Puglia, “però i criteri per classificazione sono stati cambiati e quindi sarà molto più facile passare in zona arancione e in zona rossa, ma non è una punizione”. Lo ha sottolineato l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Pierluigi Lopalco, durante la consegna di giocattoli e dolciumi ai piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.

“Non ci sono numeri da zona rossa per la Puglia – ha ribadito l’assessore – ma non dobbiamo essere preoccupati di una classificazione perché la classificazione dipende dal fatto che c’è un rischio: non è una punizione – ha concluso – è semplicemente una questione di prudenza perché il virus sta circolando e lo dobbiamo bloccare”.
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Recovery: riunione di Conte con Gualtieri su nuova bozza
Lungo incontro con ministro Economia, Amendola, Provenzano
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06 gennaio 2021
14:27
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Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, a quanto si apprende, ha consegnato al premier Giuseppe Conte la bozza aggiornata di Recovery plan, che recepisce alcune delle osservazioni dei partiti della maggioranza. Gualtieri, a quanto trapela da fonti di maggioranza, avrebbe illustrato la bozza al premier in una lunga riunione a Palazzo Chigi, insieme ai ministri degli Affari Ue e del Sud, Enzo Amendola e Peppe Provenzano, che hanno lavorato insieme al Mef alla stesura del documento aggiornato.
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Mafia: Grasso, P.Mattarella fu ucciso per fermare cambiamento
Fico: Il suo coraggio sia esempio per tutti
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06 gennaio 2021
14:03
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Il 6 gennaio di 41 anni fa la mafia uccise Piersanti Mattarella e oggi lo ricordano in molti tra politici e magistrati. “Piersanti Mattarella – dice il leader di Leu ed ex Pm Pietro Grasso – aveva avviato un rinnovamento politico, culturale e civile; voleva che la nostra terra fosse libera dalle logiche mafiose per sviluppare le sue potenzialità con trasparenza e rigore. Un sogno per tutte le persone oneste.
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Per questo fu ucciso”. “Quel giorno – aggiunge – ero il magistrato di turno e mi precipitai in via della Libertà, a Palermo. Fu la mia prima indagine di mafia. Ricordo la confusione, lo sgomento di tutti e la sensazione che con Mattarella avevamo perso l’occasione di un cambiamento”
“Il suo coraggio – osserva il presidente della Camera Roberto Fico – e la coerenza morale devono costituire per noi tutti, cittadini, politica e istituzioni, l’esempio da cui trarre l’ispirazione e la forza necessaria per proseguire lungo la strada obbligata e senza ritorno della lotta alla criminalità organizzata e costruire così un futuro dove non vi sarà più spazio per le dinamiche mafiose che umiliano i cittadini, né per le logiche di sopraffazione, nemiche della democrazia”.
“È un dovere per tutti noi ricordare, oggi, il sacrificio di Piersanti Mattarella, un esempio di uomo dello Stato e di politico che ha lottato per un’Italia senza mafie e più libera e che ha pagato con la vita la sua battaglia per la legalità”. Così il ministro della Difesa Lorenzo Guerini. “La sua visione riformatrice della politica è ancora oggi un punto di riferimento per tutti noi”, ha concluso Guerini.
Una corona floreale è stata posta a nome del governo regionale guidato da Nello Musumeci a fianco della lapide alla memoria di Piersanti Mattarella, in via della Libertà a Palermo. A rendere omaggio al presidente della Regione ucciso 41 anni fa, questa mattina si è recato il vice presidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao. “La commemorazione del presidente Mattarella – ha detto Armao – ci riporta ai suoi valori, alle sue idee, al concetto di amministrazione moderna e innovativa che, da assessore prima e da presidente poi, condusse da vero riformatore. Per tutti noi rimane un riferimento che deve impegnarci a trasformare l’amministrazione regionale in elemento di modernità, di innovazione e di servizio per tutti i cittadini siciliani, contrastando in ogni modo le infiltrazioni che la mafia e la criminalità cercano di esercitare sulla gestione pubblica”.
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Vaccini: Viminale, rischio infiltrazioni clan su diffusione
Già tentano di accedere a sostegni a imprese e in sanificazioni
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06 gennaio 2021
08:06
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I clan mafiosi sfruttano l’emergenza Covid. Le indagini rivelano che stanno già tentando di accedere alle misure di sostegno all’economia e di infiltrarsi nei servizi di sanificazione per le strutture turistiche e commerciali.
Il pericolo è che ora cerchino di mettere le mani sui vaccini. A lanciare l’allarme è il quarto report dell’Organismo di monitoraggio istituito dal capo della Polizia sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte delle mafie.
La diffusione dei vaccini, segnala il rapporto, potrebbe interessare i gruppi criminali per “l’elevata domanda” e per “la fisiologica bassa offerta iniziale”.
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Scuola: domani in classe 5 milioni di studenti
L’11 rientro per ragazzi superiori ma alcune Regioni rinviano
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06 gennaio 2021
09:59
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Domani, dopo la pausa per le vacanze di Natale, torneranno a scuola 5 milioni di studenti italiani: sono i bambini della scuola dell’infanzia, delle elementari e delle medie. Rientro posticipato a lunedì 11 per gli studenti delle scuole superiori – da diverse settimane in Didattica a distanza – che tuttavia domani riprenderanno le lezioni con la dad.
Numerose Regioni tuttavia hanno deciso date diverse per il ritorno in classe: il Piemonte ha fissato il rientro delle superiori al 18 gennaio; Friuli, Veneto e Marche rimandano la riapertura per le superiori al 1 febbraio, molto probabile anche in Sardegna. La Campania riaprirà lunedì 11 gennaio per gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria; a partire dal 18 gennaio sarà valutata la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria, e dal 25 gennaio per la secondaria di primo e secondo grado. La Calabria proseguirà con la dad alle elementari fino al 15 gennaio, alle superiori fino al 31. In Puglia didattica integrata per tutti fino al 15 gennaio; didattica a distanza per tutti gli studenti fino al 17 gennaio anche in Molise.
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Bellanova, non chiediamo posti governo ma confronto vero
Dimissioni su tavolo ma problema è qualità azione di merito
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06 gennaio 2021
10:19
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“Non abbiamo posto il problema di avere più spazi o incarichi, ma abbiamo posto il problema della qualità dell’azione di governo: sono mesi che abbiamo attirato su questo l’attenzione del presidente del Consiglio e dei partiti di maggioranza. E’ chiaro che le nostre dimissioni sono lì ma non è quello il punto, il punto è che ancora non si riesce ad avere un momento di confronto di merito vero”.
Lo ha detto Teresa Bellanova, capo delegazione di Iv, a Mattino Cinque.
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Mafia: Fico, coraggio P.Mattarella sia esempio per tutti
In prima linea contro lotta a criminalità organizzata
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06 gennaio 2021
11:09
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“Era il 6 gennaio di quarantuno anni fa quando l’allora presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella veniva ucciso in un agguato mafioso. Era in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata e contro l’inquinamento mafioso della politica.
Ispirato da un profondo senso dello Stato e della legalità, aveva sempre inteso la politica come responsabilità e servizio alla collettività, finendo per pagare con la vita il suo impegno per una Sicilia finalmente libera dalle sopraffazioni e dalle violenze mafiose”.
Lo scrive su facebook il presidente della Camera Roberto Fico ricordando Piersanti Mattarella.
“Il suo coraggio – prosegue – e la coerenza morale devono costituire per noi tutti, cittadini, politica e istituzioni, l’esempio da cui trarre l’ispirazione e la forza necessaria per proseguire lungo la strada obbligata e senza ritorno della lotta alla criminalità organizzata e costruire così un futuro dove non vi sarà più spazio per le dinamiche mafiose che umiliano i cittadini, né per le logiche di sopraffazione, nemiche della democrazia”.
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Maroni, dura ma ora è tutto sotto controllo, faccio accertamenti
L’ex governatore dopo il malore avuto in casa
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MILANO
06 gennaio 2021
11:29
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“E’ stata dura ma ora è tutto sotto controllo”: così ha assicurato Roberto Maroni alla Prealpina, dopo che ieri è uscito dall’ospedale di Circolo di Varese dove era stato ricoverata a seguito di un malore che aveva avuto nella sua casa di Lozza dove è rientrato.
“Mi sto sottoponendo agli accertamenti del caso” ha aggiunto l’ex governatore ed ex ministro.
Accertamenti che saranno fatti, a quanto si apprende, all’Istituto Neurologico Besta di Milano.
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Covid: 259.481 vaccinati, Italia seconda in classifica Ue
Seguono Spagna, Polonia e Danimarca
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06 gennaio 2021
11:58
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Ha toccato quota 259.481 il totale delle vaccinazioni anti-Covid effettuate in Italia secondo l’ultimo aggiornamento del portale del ministero della Salute al 6 gennaio alle ore 00.25. L’Italia si conferma al secondo posto dopo la Germania nella classifica dei Paesi Ue, secondo un’elaborazione Agenas sugli ultimi dati disponibili.
Al primo posto si colloca la Germania con 316.962 somministrazioni effettuate (dato aggiornato al 4 gennaio 2021). Seguono l’Italia, la Spagna (139.339 somministrazioni al 5 gennaio), la Polonia (92.220 somministrazioni al 5 gennaio) e la Danimarca (51.512 somministrazioni al 4 gennaio). Si colloca al sedicesimo posto la Francia, con 5.000 somministrazioni al 5 gennaio.
Ultimo posto per il Belgio con 700 somministrazioni al 2 gennaio.
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Governo:Salvini, esecutivo di inetti si faccia da parte
Fermate questa penosa agonia
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06 gennaio 2021
12:17
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“Questa è quella che diceva di aprire i finestrini sull’autobus d’inverno. Abbiamo un governo di inetti, e non riescono nemmeno ad andare d’accordo tra di loro.

Il tutto sulla pelle degli italiani. Non sapete governare? Fermate questa penosa agonia e fatevi da parte”. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, su twitter, postando una foto della ministra Paola De Micheli.
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Governo: Salvini, pronti a tornare in piazza
Non possiamo stare in balia di Conte, Renzi, Zingaretti
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06 gennaio 2021
12:38
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“Stiamo lavorando contro il governo in Parlamento, siamo pronti a tornare in piazza, in maniera educata e ordinata, ma non possiamo ancora stare in balia di Conte, Renzi, De Micheli, Zingaretti”. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, in diretta su Fb.
“Che il 2021 sia un anno di ripartenza, lavoro, scuola”, aggiunge.
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Vaccini: Regioni, pronti per accordo con medici famiglia
‘E con i pediatri per coinvolgerli in questo sforzo collettivo’
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06 gennaio 2021
14:08
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Le Regioni hanno manifestato la propria disponibilità a collaborare perché si possa fare un accordo quadro con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta “per coinvolgerli in questo importante sforzo collettivo”. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, dopo l’incontro con i ministro Boccia e Speranze e il commissario Arcuri.
“Significativo che i ministri Speranza e Boccia e il Commissario Arcuri abbiano manifestato gratitudine per l’impegno delle Regioni e per la dedizione encomiabile del personale sanitario impegnato in questa primissima fase”.
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Calabria, dad a elementari fino al 15, superiori fino al 31
Ordinanza Spirlì, restano aperti gli asili
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CATANZARO
05 gennaio 2021
19:09
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Scuole superiori chiuse fino al 31 gennaio e tutte le altre, di ogni ordine e grado, fino a 15.
Lo ha deciso il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì con un’ordinanza.
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L’attività proseguirà con la didattica a distanza. Resta fatta salva l’attività didattica ed educativa per i servizi per l’infanzia e per la scuola dell’infanzia, che continua a svolgersi in presenza, e resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per l’uso di laboratori o per “mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.
Nella sua ordinanza, Spirlì fa riferimento al Monitoraggio Fase 2 del Ministero della Salute, relativo ai dati della settimana 21-27 dicembre (aggiornati al 29 dicembre 2020) che evidenzia un Rt puntuale pari a 1,09, “compatibile con uno scenario di tipo 2”. Inoltre il presidente ff della Regione sottolinea che “nel periodo 3 dicembre 2020/3 gennaio 2021, si è registrato un cospicuo incremento dei nuovi casi” e che “l’andamento epidemiologico, nell’ultimo mese, ha registrato un trend in crescita”. “La ripresa delle attività scolastiche in presenza – è scritto nell’ordinanza – rappresenta una forte criticità non tanto per il possibile contagio all’interno degli Istituti nei quali si adottino pedissequamente le misure di prevenzione previste, quanto per la movimentazione delle persone che ne deriva, per i possibili assembramenti nei pressi delle istituzioni scolastiche e nelle principali aree cittadine di fruizione dei mezzi di trasporto e, più in generale, per il cospicuo aumento della legittima circolazione delle persone fisiche (popolazione studentesca, docenti, personale, familiari, addetti ai servizi) all’interno delle aree urbane, che in una fase delicata come quella evidenziata, può determinare un aumento del rischio di diffusione del contagio, che può propagarsi anche a livello familiare”.
“Partendo dal parere che il Cts nazionale ha comunicato al Governo a proposito dello stato pandemico in Calabria, ho ritenuto fosse necessario prendere un provvedimento che andasse a tutela della salute dei più giovani in questa fase di contagio caotico” afferma Spirlì.
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Divelta e portata via segnaletica dedicata a Di Vittorio
A Canosa di Puglia. Cgil, rammarico per atto deprecabile
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
05 gennaio 2021
19:41
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E’ stato divelto e portato via il palo della segnaletica stradale che indica la via intitolata al sindacalista Giuseppe Di Vittorio, a Canosa di Puglia, a nord di Bari. A fine gennaio 2020 il palo fu divelto, lasciato lì, e poi venne ripristinato.
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Questa volta, invece, non c’è più traccia della segnaletica.
Il segretario generale della Cgil Barletta-Andria-Trani, Biagio D’Alberto, e il coordinatore della Camera del lavoro, Francesco Di Nicoli, esprimono “rammarico per il deprecabile atto messo in opera da ignoti nell’eliminare l’indicazione della strada in memoria del sindacalista della Cgil la cui vita è stata sempre dedicata alle lotte per il progresso e per la democrazia, fondamenta della nostra vita sociale”. “Un atto indegno – lo definiscono i sindacalisti – che va a colpire la sensibilità dei tanti lavoratori, pensionati e giovani, nonchè dell’intera comunità”. “Chiediamo all’amministrazione comunale, che due anni fa si fece promotrice dell’iniziativa per ricordare il nostro caro Peppino, un impegno per il rafforzamento della sorveglianza – concludono – al fine scoraggiare il ripetersi di simili gesti, e nel contempo che venga ripristinata la targa toponomastica a via Giuseppe Di Vittorio”.
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Covid: messe vietate,nuovo scontro Comune-Chiesa in Sardegna
Il vicesindaco firma un’altra ordinanza, il parrocco la impugna
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SASSARI
05 gennaio 2021
22:24
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Lo scontro a Bono sulla celebrazione delle messe non si placa. A poche ore dall’Epifania, il vicesindaco del Comune in provincia di Sassari, Nicola Spanu firma una nuova ordinanza con cui dispone, tra l’altro, la sospensione di tutte le cerimonie religiose in presenza di fedeli, compresi i funerali se non in cimitero e con massimo 15 persone.
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L’1 gennaio la vicenda aveva varcato i confini comunali e territoriali, coinvolgendo il vescovo di Ozieri, Corrado Melis, che aveva bollato un’analoga ordinanza del 29 dicembre come “un’indebita e grossolana ingerenza nella sfera del culto”, e la prefetta di Sassari, Maria Luisa D’Alessandro, che aveva messo fine alla riedizione in chiave Covid della saga di “Don Camillo e Peppone” annullando il provvedimento e adducendo tra le motivazioni la mancanza delle ragioni per cui il documento non veniva firmato dal sindaco ma dal vice. Elencati i riferimenti normativi, Spanu denuncia che “il numero di positivi comunicato dall’Ats è nettamente inferiore rispetto alle segnalazioni pervenuteci, che fanno supporre un dato relativo a circa 300 positivi”. Ma soprattutto il vicesindaco precisa che l’ordinanza sindacale è firmata da lui perché “il sindaco è assente per motivi di salute”.
Ora a contestare la reiterata ordinanza nonostante l’annullamento della Prefettura, è il parroco, don Mario Curzu, che già sulla prima si era espresso nettamente via social, definendola su Facebook “una brutta e triste e pagina”. “Ho ricevuto dal parroco di Bono il mandato di procedere all’immediata impugnazione dell’ordinanza davanti alla competente giurisdizione”, riferisce l’avvocato Ivano Iai. “Il provvedimento è lesivo dei principi costituzionali in materia di libertà religiosa e di esercizio del diritto di culto – afferma il legale – ed è adottato nonostante sia già intervenuto l’annullamento da parte del prefetto di Sassari di precedente e analoga ordinanza, in contrasto con le disposizioni legislative dello Stato”.
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Vaccini, Speranza: ‘In atto accelerazione, Paese pronto’
‘Maggioranza delle regioni ha raggiunto percentuali rilevanti’, ha detto il ministro della Salute. 259.481 vaccinati, Italia seconda in Ue. Seguono Spagna, Polonia e Danimarca
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06 gennaio 2021
13:46
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“Ora è in atto quell’accelerazione nella campagna vaccinale necessaria. La grande maggioranza delle regioni ha raggiunto percentuali rilevanti. Il paese è pronto”.
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Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, durante la riunione con le Regioni. “Siamo secondi per numero di vaccinazioni in Europa, dietro solo alla Germania, e abbiamo tutte le capacità per accelerare. Il Piano sarà incrementato man mano che Ema autorizzerà gli altri vaccini. Sono stati fatti degli sforzi straordinari da parte di tutte le regioni per mettere a regime la macchina, che vuol dire 70 mila vaccini al giorno a livello nazionale finché non si avranno gli alti vaccini autorizzati”.
Per la somministrazione del vaccino Pfizer (modello Freeze) il Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri, invierà da subito 1.500 operatori tra medici e infermieri, a integrazione dei 3.800 già operativi nelle singole regioni. La suddivisione sarà in base alla popolazione. Entro il 7 gennaio sarà comunicato l’elenco del personale individuato per regione alla Agenzie per il lavoro (sono 5 divise per aree territoriali, in base al numero di popolazione) e a partire dal 20 i primi candidati saranno disponibili. Lo ha garantito – a quanto si apprende – il Commissario Arcuri, durante il vertice Governo-Regioni. Al momento è stato presentato un programma con 5,9 milioni di vaccinati entro fine marzo, 13,7 ad aprile, 21,5 milioni entro fine maggio e si può completare la vaccinazione volontaria entro agosto, ha detto – a quanto si apprende – il Commissario Arcuri.
“Tutte le Regioni stanno facendo sui territori un intenso lavoro – ha detto a quanto si apprende il ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, al vertice da lui convocato tra Governo e Regioni sui vaccini – per attuare il piano nazionale messo a punto dal Commissario per la campagna di vaccinazione, noi restiamo sempre al loro fianco disponibili per fornire tutto il supporto necessario. Con l’impegno di tutti abbiamo avviato un percorso che ci porterà a uscire gradualmente dall’emergenza entro l’estate”.
Durante il vertice, da alcuni governatori è arrivata la richiesta di ‘dare maggiore personale a quelle regioni che fanno tante vaccinazioni e non a chi tiene le dosi in magazzino, per evitare che con la giacenza vengano sprecate’.
Ha toccato quota 259.481 il totale delle vaccinazioni anti-Covid effettuate in Italia secondo l’ultimo aggiornamento del portale del ministero della Salute al 6 gennaio alle ore 00.25. L’Italia si conferma al secondo posto dopo la Germania nella classifica dei Paesi Ue, secondo un’elaborazione Agenas sugli ultimi dati disponibili. Al primo posto si colloca la Germania con 316.962 somministrazioni effettuate (dato aggiornato al 4 gennaio 2021). Seguono l’Italia, la Spagna (139.339 somministrazioni al 5 gennaio), la Polonia (92.220 somministrazioni al 5 gennaio) e la Danimarca (51.512 somministrazioni al 4 gennaio). Si colloca al sedicesimo posto la Francia, con 5.000 somministrazioni al 5 gennaio. Ultimo posto per il Belgio con 700 somministrazioni al 2 gennaio.
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Scuola: in Lombardia superiori in presenza al 50% dall’11
Manifestazione in piazza Affari di Priorità alla scuola
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MILANO
06 gennaio 2021
13:54
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“Come è ormai noto la ripresa delle attività didattiche in presenza è stata rinviata a lunedì 11 gennaio. In quella data, salvo ulteriori rinvii, potremmo riaprire la scuola limitando per il momento l’accesso in Istituto al 50% degli alunni”: l’avviso sul sito del liceo Volta di Milano è lo stesso per tutte le superiori della Lombardia.

Tutto è pronto ed era pronto anche per il 7 gennaio, con le 12 prefetture della Regione che hanno messo a punto il piano per la ripartenza con orari scaglionati (a Milano questo include l’apertura dei negozi non alimentari alle 10:15) e un potenziamento dei mezzi di trasporto. Ma con la decisione di riaprire le scuole in presenza dall’11, tutto è stato rimandato a lunedì.
Per chiedere il rientro a scuola in presenza, domani Priorità alla scuola ha organizzato una manifestazione a piazza Affari, poi un presidio davanti a Palazzo Marino, che è sede del Comune, e anche un girotondo intorno a Palazzo Lombardia.
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Scuola: Toti, in Liguria lunedì ‘superiori’ in classe
Metà studenti in presenza e l’altro 50% ancora a distanza
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GENOVA
06 gennaio 2021
14:03
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Domani per i ragazzi delle elementari e delle medie sarà il giorno del ritorno a scuola, mentre le superiori cominceranno comunque lunedì prossimo al 50%, ovvero metà alunni in presenza e metà in didattica a distanza”. Lo annuncia su Fb il presidente della Liguria Giovanni Toti.

Il presidente precisa che nei prossimi due giorni verrà valutato in quale colorazione verrà inserita da lunedì prossimo la Liguria in base ai report dell’Istituto Superiore di Sanità, ma pare esclusa la possibilità della zona rossa essendo stato l’Rt, l’indice di contagio, ampiamente sotto a 1 nelle settimane scorse e ora intorno a 1, parametro che non prevede la colorazione rossa che chiuderebbe automaticamente tutte le scuole.
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Scuola: ecco la mappa delle regioni per la ripartenza
Piccoli in classe il 7. Per altri ordine sparso, Governo dice l’11
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06 gennaio 2021
12:22
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Le scuole dell’infanzia elementari e medie riapriranno in tutta Italia – con pochissime eccezioni – in presenza il 7 gennaio. Lo stesso giorno riapriranno in presenza, per metà degli alunni, anche le scuole superiori in Trentino Alto Adige.
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Nel Lazio, Toscana ed Emilia Romagna le scuole superiori riapriranno al 50% della presenza l’11 gennaio. Le altre Regioni vanno in ordine sparso.
Questo il quadro nel dettaglio:
* Valle d’Aosta – era pronta ad aprire le scuole superiori il 7 gennaio, ma la regione si è ora adeguata alle indicazioni nazionale di lunedì 11.
* Piemonte – studenti delle scuole superiori torneranno in classe non prima del 18 gennaio “compatibilmente con l’andamento dell’epidemia”. Elementari e medie in presenza dal 7 gennaio.
* Liguria – situazione fluida il governatore Toti nelle prossime ore renderà nota la decisione della Regione sull’apertura di tutte le scuole.
* Lombardia – è pronta alla riapertura delle scuole, con i piani realizzati dalle prefetture, che riguardano anche i trasporti, tutti definiti. Però, spiegano dalla regione, il buon senso impone di capire cosa succederà nei prossimi giorni.
* Trentino Alto Adige – gli studenti rientreranno a scuola in presenza al 50% il prossimo 7 gennaio.
* Friuli Venezia Giulia – il governatore Massimiliano Fedriga ha firmato l’ordinanza che sarà in vigore dal 7 al 31 gennaio in base alla quale l’attività didatticadelle scuole secondarie di secondo grado sarà svolta in Ddi, didattica digitale integrata.
* Veneto – prosegue la chiusura delle scuole superiori fino al 31 gennaio.
* Emilia Romagna – il 7 gennaio riprenderanno le lezioni a scuola per elementari e medie, l’11 gennaio per i ragazzi delle superiori al 50%: questo l’orientamento che verrà confermato nelle prossime ore quando è prevista una riunione di giunta.
* Toscana – le scuole superiori riprenderanno le lezioni in presenza l’11 gennaio. Già il 7 in classe tutti gli altri.
* Marche – la didattica a distanza proseguirà al 100% per le scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, fino al 31 gennaio. Lo ha deciso la Giunta.
* Umbria – Parte in base alle disposizioni del governo, le superiori il classe al 50% dall’11.
* Lazio – come in Emilia Romagna si riprendono il 7 le lezioni in presenza per elementari e medie, l’11 (ma dal 7 riprendono le lezioni con la dad) in presenza per le superiori.
* Abruzzo e Molise – il 7 gennaio torneranno a svolgere la didattica in presenza tutti gli alunni della scuola dell’infanzia, della primaria, della secondaria di primo grado e dall’11 il 50% degli studenti delle superiori fino ad arrivare al 75% dal 16 gennaio.
* Campania – riapriranno lunedì 11 gennaio per gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria, esattamente com’era prima della chiusura per la pausa natalizia. A partire dal 18 gennaio sarà valutata dal punto di vista epidemiologico la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado.
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* Calabria – dad alle elementari fino al 15 gennaio, le superiori fino al 31. Lo prevede l’ordinanza del governatore Spirlì, secondo la quale restano aperti gli asili
* Puglia – il governatore Emiliano ha stabilito la didattica integrata a distanza fino al 15 gennaio per ogni ordine e grado: ‘Non si sa l’effetto sui contagi dovuto al periodo delle feste’.
* Basilicata – Il governatore Bardi ha spiegato che la Regione sta valutando con il Governo “se far partire le scuole l’11 gennaio oppure a fine mese.
* Sicilia – le superiori non torneranno a scuola prima dell’11 gennaio. Intanto ci sarà un’acquisizione di dati regionali per decidere la presenza al 50%. Resta confermata la didattica in presenza dal 7 per l’infanzia, per la primaria e le medie
* Sardegna – la Regione sta valutando in queste ore un ritorno in classe per le superiori, sempre nel rispetto del 50% degli studenti in presenza, non prima del 18 ma con un’ipotesi concreta che arriva fino al 1 febbraio. Tutti gli altri rientreranno a scuola il 7 gennaio.