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Ultimo aggiornamento 27 Settembre, 2019, 03:11:19 di Maurizio Barra

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Suicidio assistito, la svolta della Consulta: apre in casi come dj Fabo
Ma c”è il ‘no’ dei medici cattolici, in quattromila obietteranno

26 settembre 2019 03:37

Con una sentenza storica la Consulta apre al suicidio assistito. E stabilisce che non è punibile chi agevola il suicidio nei casi come quelli del Dj Fabo, rimasto cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale e attaccato ad un sondino per sopravvivere, vittima di atroci sofferenze per la sua patologia, ma pienamente consapevole della sua volontà di considerare quelle condizioni di vita non compatibili con la sua dignità.

Ma ribadisce come resti “indispensabile” l’intervento del legislatore, che già aveva sollecitato inutilmente l’anno scorso sospendendo per 11 mesi la sua decisione sulla costituzionalità dell’articolo 580 del codice penale, una norma introdotta 90 anni fa e che pone sullo stesso piano aiuto e istigazione al suicidio, con la reclusione sino a 12 anni.”Da oggi in Italia siamo tutti più liberi anche quelli che non sono d’accordo – commenta entusiasta Marco Cappato, il tesoriere dell’associazione Coscioni che accompagnò in una clinica svizzera per il suicidio assistito Fabiano Antoniani e che ora sarà certamente assolto nel processo a suo carico a Milano -. Ho aiutato Fabiano perché ho considerato un mio dovere farlo. La Corte costituzionale ha chiarito che era anche un suo diritto costituzionale per non dover subire sofferenze atroci”. Anche il pm di quel processo, Tiziana Siciliano, che già aveva chiesto l’assoluzione per Cappato, parla di un passo molto importante. Tra chi esulta c’è Mina Welby, che ora chiede una “legge per la liberta di decidere fino alla fine”.DA ACCANIMENTO A EUTANASIA, LE PAROLE DEL FINE VITAE pure Beppino Englaro, il papà di Eluana, invita il parlamento a legiferare “secondo le indicazioni della Corte”. Ma la sentenza divide. Non piace affatto al mondo cattolico. “Con la decisione di non punire alcune situazioni di assistenza al suicidio, la Corte costituzionale italiana cede ad una visione utilitaristica della vita umana”, attacca Alberto Gambino, presidente di Scienza & Vita (Cei). E preoccupa i medici. Il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, prevede una “forte resistenza” e pone una condizione: “chi dovesse essere chiamato ad avviare formalmente la procedura del suicidio assistito, essendone responsabile, sia un pubblico ufficiale rappresentante dello Stato e non un medico”.QUASI 800 CASI DI RICHIESTA DI DOLCE MORTE, IN AUMENTO: questo emerge dagli ultimi sondaggi e ricerche.

Si divide anche la politica. “Sono e rimango contrario al suicidio di Stato imposto per legge”, dice il segretario della Lega Matteo Salvini. Dalla maggioranza è il vice segretario del Pd Andrea Orlando che chiede di seguire la strada indicata dalla Consulta, nella stessa giornata in cui diversi senatori della maggioranza hanno presentato una proposta di legge per il suicidio assistito. La Corte in particolare ha ritenuto non punibile a determinate condizioni, chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da “trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”. Ma ha posto dei paletti. In attesa dell’ indispensabile intervento del legislatore, ha subordinato la non punibilità al rispetto delle modalità previste dalla normativa sul consenso informato, sulle cure palliative e sulla sedazione profonda continua (articoli 1 e 2 della legge 219/2017). Non solo: la verifica delle condizioni richieste (come la irreversibilità della patologia e la natura intollerabile delle sofferenze) e delle modalità di esecuzione deve essere compiuta da una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale, sentito il parere del comitato etico territorialmente competente. Si tratta di cautele adottate “per evitare rischi di abuso nei confronti di persone specialmente vulnerabili”, un’esigenza già sottolineata nell’ordinanza 207 con cui un anno fa aveva sospeso la sua decisione.

Pillon,aperta strada a suicidio di StatoSconcertante che decisioni cosi’ siano prese a colpi di sentenze

26 settembre 201910:00

– Con quest’ultima sentenza la Consulta ha di fatto aperto la strada al suicidio di Stato, scavalcando le prerogative del parlamento e sostituendosi al legislatore. È sconcertante che decisioni tanto delicate siano prese a colpi di sentenze. La vita umana è sacra e inviolabile. Ci batteremo perché le persone malate o in situazioni di sofferenza non siano mai tolte di mezzo, ma possano in ogni situazione avere sostegno, supporto e terapie antidolore per poter lasciare serenamente questa vita senza esser costretti a suicidarsi.
Qualcuno porterà per sempre questa decisione sulla coscienza”.
Lo afferma il senatore della Lega Simone Pillon.

Salvini, contrario a suicidio per leggeStato che legittima il suicidio non è il mio Stato

PASSIGNANO SUL TRASIMENO (PERU26 settembre 201910:27

– “Il suicidio per legge non lo approverò mai”: lo ha sottolineato Matteo Salvini a margine di un’iniziativa a Passignano sul Trasimeno in vista delle elezioni regionali in Umbria.
“Per quello che mi riguarda – ha detto il segretario della Lega – la vita è sacra e lo Stato che legittima il suicidio, come altri progetti di legge (tipo lo spaccio di droga) non è il mio Stato”.

Processo Cappato dopo deposito sentenzaCorte attende verdetto motivato Consulta. Poi parola alle parti

26 settembre 201911:40

– Dovrà attendere il deposito della sentenza motivata della Consulta, che ieri ha aperto al suicidio assistito nei casi come quello di dj Fabo, la Corte d’Assise di Milano prima di fissare la data dell’udienza nella quale riprenderà il processo a Marco Cappato, imputato per aiuto al suicidio per aver accompagnato nel 2017 Fabiano Antoniani in una clinica svizzera a morire.
Il processo riprenderà davanti alla Corte presieduta da Ilio Mannucci Pacini – che il 14 febbraio 2018 sollevò la questione di illegittimità costituzionale di parte del reato di istigazione e aiuto al suicidio, facendo leva sulla “libertà di decidere come e quando morire” – dalla requisitoria del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e del pm Sara Arduini e dalle arringhe dei difensori (interventi delle parti alla luce del verdetto della Consulta). Gli stessi pm avevano chiesto l’assoluzione per Cappato o di eccepire l’incostituzionalità della norma. Con la sentenza arrivata ieri Cappato sarà certamente assolto.

Papa: io Pontefice assediato, è importante pregare per meLo riferisce su ‘Civiltà Cattolica’ il direttore padre Antonio Spadaro

CITTA’ DEL VATICANO26 settembre 201917:37

“È importante che la gente preghi per il Papa e per le sue intenzioni. Il Papa è tentato, è molto assediato: solo la preghiera del suo popolo può liberarlo”. Lo ha detto il Papa nell’incontro con i Gesuiti nel recente viaggio in Africa. Lo riferisce su ‘Civiltà Cattolica’ il direttore padre Antonio Spadaro.”Quando Pietro era imprigionato, la Chiesa ha pregato incessantemente per lui. Se la Chiesa prega per il Papa, questo è una grazia. Io davvero – dice Francesco – sento continuamente il bisogno di chiedere l’elemosina della preghiera”.

La senatrice M5s Vono passa da M5s a Italia Viva di Renzi”Una decisione – sottolinea – sofferta ma improcrastinabile”

26 settembre 201919:49

La senatrice M5s Gelsomina Vono aderisce al gruppo Italia Viva- Psi. “Ho preso una decisione importante – dice la parlamentare – difficile e sofferta ma improcrastinabile che però mi dà finalmente la possibilità̀ di ragionare in termini democratici. Mi sono messa più volte in discussione in questi mesi di legislatura e ho messo in discussione tanti principi che forse qualcuno si illude ancora di avere come guida ma, appunto, è solo una fragile illusione”.”Perchè Matteo Renzi? – sottolinea – Ha dimostrato coraggio, lungimiranza e determinazione. Se ha sbagliato qualcosa nel suo percorso precedente, ne ha fatto tesoro, sapendo farsi da parte, rispettando l’impegno preso con gli italiani. Ha continuato a lavorare con intelligenza e in piena libertà e onestà intellettuale, ha scelto di esporsi coraggiosamente, un’altra volta, per l’Italia. Con senso del dovere per il Paese e per il bene comune, onestà intellettuale per il rispetto verso i cittadini, con coraggio e responsabilità anche quando tutto il sistema ti consiglierebbe, proprio perchè sistema, di agire in modo diverso”.”Tutto questo – dice – mi accomuna al nuovo gruppo parlamentare, di cui mi auguro di essere parte integrante, con la determinazione che è ancora possibile dare una svolta al nostro Paese, quella svolta di idee che dev’essere opportunità vera per tutti gli italiani. Il mio impegno resta costante nella convinzione che sono stata eletta per servire il Paese e non un movimento o un partito nè per rafforzarne le fila. Credo che il mio impegno potrà finalmente servire concretamente anche per alla mia amata Calabria, territorio, che ho la piena volontà di promuovere insieme alla gente calabrese, alle belle persone che la abitano e che hanno bisogno di essere accompagnate a rendere la nostra meravigliosa terra prosperosa e libera da pregiudizi e dignitosa come tutti coloro che la vivono”.

L.elettorale, Piemonte contingenta tempiStriscione in aula e scambio di accuse, maggioranza tira dritto

TORINO26 settembre 201912:37

– Ancora polemiche questa mattina, nella seduta del Consiglio regionale del Piemonte, impegnato per il terzo giorno consecutivo sulla proposta della Lega di referendum abrogativo della quota proporzionale prevista dall’attuale legge elettorale nazionale. Conclusa nella seduta notturna di ieri la discussione generale, la conferenza dei capigruppo ha stabilito il contingentamento dei tempi su richiesta della maggioranza per superare l’ostruzionismo delle opposizioni e arrivare all’approvazione del provvedimento.
“State usando l’istituzione Piemonte per le finalità politiche della segreteria della Lega, calpestando il regolamento”, attacca il presidente del Gruppo consiliare del Pd, Domenico Ravetti. “Avete deciso di umiliare l’opposizione, deteriorando in modo irrimediabili i rapporti”, incalza la capogruppo M5S in Regione Piemonte, Francesca Frediani.
Le opposizioni, per protesta, hanno srotolato un lungo striscione con scritto il quesito referendario.

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Comune Lamezia, confermato scioglimento
Sentenza Consiglio Stato,provvedimento per infiltrazioni mafiose

LAMEZIA TERME (CATANZARO)26 settembre 201912:39

– Si tornerà alle urne il 10 novembre a Lamezia Terme per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale. A stabilirlo è la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato lo scioglimento degli organi amministrativi della città. L’udienza di merito, in seduta pubblica, si era svolta lo scorso 19 settembre.
I giudici di Palazzo Spada hanno accolto, infatti, il ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Catanzaro contro la sentenza del Tar dello scorso febbraio che aveva, temporaneamente, fatto tornare in carica l’ex sindaco Paolo Mascaro, del centrodestra, eletto nel giugno del 2015.
Il Comune di Lamezia Terme, al terzo scioglimento degli organi elettivi, sindaco e assemblea, per infiltrazioni mafiose, era stato commissariato nel 2017. In precedenza analoghi provvedimenti di commissariamento erano stati adottati nel 1991 e nel 2001. L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà il 24 novembre.

Fine vita:Marcucci,legge sia incardinataParlamento ha perso un anno, ora non perda più un giorno

26 settembre 201912:48

– Il Parlamento ha perso un anno, ora non si può permettere di perdere neanche un giorno in più. Per questo chiedo ai Presidenti delle Camere di attivarsi per incardinare le leggi sul fine vita. Il ping pong tra laici e cattolici è fuori dal tempo, ci sono sensibilità diverse ma deve prevalere l’esigenza di trovare un punto comune”. Lo afferma il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci, che rende noto anche di aver scritto alla Presidente del Senato Casellati.
“È tempo che il legislatore dia una risposta, colpevolmente tardiva, – sottolinea – a domande su temi che riguardano la dignità nella fase finale della vita, non lasciando questo compito alla magistratura, ma soprattutto non lasciando ai cittadini, che si trovano in situazioni di indicibile sofferenza, l’onere di intraprendere una vera e propria via crucis per vedere riconosciuto il proprio diritto di scegliere come porre fine alla propria vita in presenza di determinate condizioni”.

Renzi, taglio parlamentari è robettaE’ un tributo demagogico che voteremo

26 settembre 201912:50

– “Italia Viva voterà in favore del taglio dei parlamentari, ma non è la cosa che facevamo noi. Se la riduzione fosse stata fatta abolendo il Senato e cambiando il bicameralismo avrei detto ‘Evviva’. Questa è robetta, è un tributo demagogico che voteremo”. Lo ha detto Matteo Renzi a L’Aria che tira, su La7.

Boccia, Autonomia non smembri il sistemaSe il progetto è fallito è perché proposte non reggevano

26 settembre 201913:16

– “Una cosa sono le competenze amministrative, per le quali io sono assolutamente d’accordo nel potenziare non solo le Regioni ma i livelli territoriali. Se noi l’autonomia la intendiamo come attuazione della sussidiarietà, come nuovo modello sociale, ha molto senso responsabilizzare chi è sul territorio. Se invece diventa lo smembramento del sistema, anche economico finanziario, diventa un danno, perché nessuno di noi ha il fisico per reggere la competizione internazionale.
Questo lavoro presuppone la fatica della mediazione e va avanti se non c’è propaganda”. Così a Start, su Sky TG24, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia.
“Se il processo delle autonomie si è fermato – ha proseguito – è perché nel vecchio governo non si capivano nemmeno ministri e presidenti di regione dello stesso partito. Parto dal presupposto che nessuno sia in malafede, se c’è stato un cortocircuito e il processo è fallito è perché le proposte sul tavolo non reggevano rispetto al quadro costituzionale”.

Mattarella, fine società è bene comuneA Recanati visita Orto su Colle Infinito restaurato dal Fai

RECANATI (MACERATA)26 settembre 201914:08

– “Il fine della società è il bene comune” e la “società contiene il principio di unità”.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha citato, parafrasandoli, passi dello Zibaldone di Giacomo Leopardi, a Recanati per visitare l’Orto delle Monache sul Colle dell’Infinito, dopo l’intervento di rigenerazione, messa in sicurezza e restauro curato dal Fai in collaborazione con Comune, Mibac e contributi pubblici e privati. La visita, ha spiegato Mattarella, è innanzitutto un “omaggio a Leopardi e alla cultura”, ricordando che all’inizio del proprio impegno nelle istituzioni rilesse i passi citati nello Zibaldone: “parole belle accompagnate da considerazioni di forte scetticismo sulla capacità di qualsiasi ordinamento di assicurare la felicità dei cittadini”. C’è “riconoscenza grande” verso Leopardi, perché “non si limita alla suggestione che ciascuno avverte quando si è catturati alla lettura” delle sue opere ma anche a “riflessioni” sulla società. A Recanati anche il ministro Franceschini.

Salvini, non penso a Conte e Di Maio”Fanno premier e ministro Esteri e quindi che lavorino”

CASTIGLIONE DEL LAGO (PERUGIA)26 settembre 201915:30

– “Io non penso tutti i giorni a Conte e Di Maio ma sono loro ossessionati da me”: lo ha detto Matteo Salvini a Castiglione del Lago dove ha partecipato a un altro incontro in vista delle elezioni regionali in Umbria. “Sono loro – ha sostenuto Salvini – che mi insultano continuamente ma uno fa il presidente del consiglio e altro il ministro degli Esteri, che lavorassero quindi. Io sono un umile senatore dell’opposizione – ha concluso Salvini – e non merito la loro quotidiana attenzione”.

Di Maio, introduciamo vincolo di mandatoPer mettere fine al ‘cambio di casacche’ in Parlamento

NEW YORK26 settembre 201916:09

– Luigi Di Maio ha annunciato da New York, a margine dell’assemblea generale dell’Onu, che vuole mettere fine al “cambio di casacche” in Parlamento. “E’ il momento di introdurre il vincolo di mandato: se passi ad un’altra forza politica te ne vai a casa”, ha detto, aggiungendo che intanto avvierà la procedura prevista dallo statuto e chiederà il risarcimento di 100 mila euro per i transfughi del Movimento.

Gay: ddl M5S per centri antiviolenzaProposta istituzione Giornata nazionale contro l’omotransfobia

26 settembre 201916:22

– Istituire la Giornata nazionale contro l’omotransfobia e organizzare centri antiviolenza per le vittime di omofobia e transfobia. E’ quanto prevede un disegno di legge presentato in Senato dal Movimento 5 stelle a prima firma Alessandra Maiorino e sostenuto da 36 esponenti del gruppo. “Ci sono ragazze e ragazzi – ha detto Maiorino – che vengono disconosciuti dalle loro famiglie perché dichiarano la loro omosessualità. In altri paesi europei esistono strutture che accolgono e aiutano questi ragazzi. Vogliamo che anche in Italia lo Stato se ne faccia carico: per questo il disegno di legge che presentiamo oggi prevede un apposito finanziamento presso il Dipartimento Pari Opportunità. Per questo nel disegno di legge prevediamo l’istituzione di un monitoraggio dell’Istat con cadenza triennale, così da avere una banca dati aggiornata”.

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Vono (ex M5S), con Renzi idee comuniSenatrice passata con Italia Viva. Di Maio le ha detto, rifletti

26 settembre 201916:47

– “Renzi? Ci siamo incontrati per caso al bar e abbiamo parlato”. Così, a Un Giorno da Pecora su Rai Radio1, Silvia Vono, ex senatrice M5S ora in Italia Viva, racconta il modo in cui l’ex sindaco di Firenze l’avrebbe convinta a passare al suo neonato partito. Cosa vi siete detti? “Abbiamo parlato tranquillamente e gli ho chiesto in cosa consistesse Italia Viva. E’ stata una cosa casuale, ci siamo trovati su alcune idee”. Si dice che lei abbia lasciato i grillini perché non l’hanno fatta sottosegretario. “Non è una questione di poltrone – ha risposto – io la poltrona l’avevo già. Mi avevano anche proposto come capogruppo degli Affari Costituzionali per riparare al danno”. Al danno? “Al danno che dite voi, il ruolo di sottosegretario”. Di Maio ha provato a fermarla? “Qualche ora prima del mio passaggio – racconta – ho ricevuto un messaggio di Luigi Di Maio, che mi invitava a rifletterci su, con tono molto gentile”.

M5S, anche con fuoriuscite governo tieneD’Incà, lavorare a regolamenti Parlamento per stop cambi casacca

26 settembre 201917:34

– “No assolutamente”. Risponde così il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ai giornalisti che gli chiedono se le possibili fuoriuscite dal M5S possano mettere a rischio la tenuta del governo. “E’ piuttosto un tema di cultura politica, di coerenza”, sottolinea D’Incà che, su una norma contro i cambi di casacca spiega: “Mi auguro che si possa normare nei regolamenti di Camera e Senato”.

Fine vita: Casellati, Senato esamini ddlFaremo nostra parte. Parlamento tenga conto diverse sensibilità

26 settembre 201918:10

– Sul fine vita “il Senato farà la sua parte. Io penso che noi qui dovremmo mettere immediatamente all’ordine del giorno questo tema sui vari disegni di legge che giacciono in commissione e spero che il Parlamento che è il luogo del dibattito, della sintesi anche politica, tenga conto delle tante sensibilità che ci sono su questo tema come su tutti i temi di carattere etico”. Lo dice la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati in un’intervista a ‘Settegiorni’ di Rai Parlamento. Ad Antonio Preziosi, che le chiede cosa risponda a chi dice che il Parlamento e’ stato inerte su questa vicenda del fine vita, Casellati dice: “Il Parlamento si e’ trovato di fronte ad un argomento molto molto difficile e la Camera non e’ riuscita a trovare una composizione nel giro di un anno. Il Senato, avendo la Camera finito di lavorare il 31 di luglio, ed essendoci poi stata la crisi politica, non ha avuto purtroppo la possibilità di entrare nel merito di queste complesse questioni”.

Vicolo mandato: Delrio, altera CartaIl trasformismo si combatte con altri strumenti

26 settembre 201918:17

– “Siamo anche noi contro il trasformismo, ma lo si combatte con altri strumenti che introducendo il vincolo di mandato, che altera la nostra Costituzione”. Lo dice il presidente dei deputati del Pd Graziano Delrio, interpellato sulle affermazioni del capo politico di M5s Luigi Di Maio.

Napolitano, Chirac si scusò per ZidaneDa sindaco Parigi partecipò a funerali Petroselli

26 settembre 201918:28

– “Il Presidente Chirac ha lasciato un’impronta profonda nelle vicende storiche della Francia e dell’Europa, manifestando sempre interesse per le relazioni tra Parigi e il continente africano. Ricordo che avemmo rapporti significativi anche sul piano personale. Non posso dimenticare la finale del Mondiale di calcio 2006, involgarita da un colpo di Zidane a Materazzi, quando al termine Chirac volle scusarsi e congratularsi con me per la vittoria dell’Italia”. Lo afferma il Presidente emerito della Repubblica, il senatore Giorgio Napolitano ricordando la scomparsa dello statista francese. “Parimenti era stato singolarmente amichevole quando, da sindaco di Parigi, volle partecipare a Roma ai funerali del nostro sindaco Petroselli. Mi si permetta – conclude Napolitano – di ricordarlo anche come gentleman di gran classe e di sicuro ancoraggio democratico”.

Migranti, atti alla Consulta contro il decreto SalviniIl Tribunale di Ferrara interviene sul divieto per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe dei residenti

26 settembre 201918:33

Il “divieto di iscrizione all’anagrafe della popolazione residente di una particolare categoria di stranieri regolarmente soggiornanti, ossia i richiedenti asilo”, introdotto dal primo decreto ‘sicurezza’ del 2018, è una “compressione del diritto alla residenza per tale categoria di stranieri”, diritto che “costituisce il presupposto per l’esercizio di diritti fondamentali certamente spettanti anche al cittadino straniero”. Lo ha stabilito il Tribunale di Ferrara che ha ordinato al Comune emiliano l’iscrizione provvisoria all’anagrafe di un richiedente asilo e, allo stesso tempo, ha inviato gli atti alla Consulta sull’illegittimità costituzionale della norma specifica del ‘decreto Salvini’. Il giudice Marianna Cocca ha accolto il ricorso del richiedente asilo, assistito dai legali Alberto Guariso e Livio Neri (Foro Milano) dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi).

Di Maio, e’ ora di introdurre il vincolo di mandato. Il no del PdIl capo politico del M5S: ‘I transfughi dovranno pagare al Movimento un risarcimento di 100 mila euro’

NEW YORK26 settembre 201919:46

Luigi Di Maio dice da New York che vuole mettere fine al “cambio di casacche” in Parlamento. “E’ il momento di introdurre il vincolo di mandato: se passi ad un’altra forza politica te ne vai a casa”, dichiara, aggiungendo che intanto avviera’ la procedura prevista dallo statuto del Movimento e che chiedera’ il risarcimento di 100 mila euro per i transfughi pentastellati. “Secondo me – spiega – e’ arrivato il momento in Italia per introdurre il vincolo di mandato. Ora si vedra’ come lo si voglia introdurre, in quale forma costituzionale. Ma secondo me e’ arrivato il momento di dire che se vieni eletto con una forza politica e poi passi ad un’altra te ne vai a casa, non e’ che vai al gruppo misto o in un gruppo che non esisteva nella scheda elettorale. Queste pratiche non fanno bene al nostro Paese, non e’ un bello spettacolo. C’e’ bisogno di una stretta”.Immediata la risposta del capogruppo del Pd Graziano Delrio interpellato: “Siamo anche noi contro il trasformismo, ma lo si combatte con altri strumenti che introducendo il vincolo di mandato, che altera la nostra Costituzione”. Mentre il presidente dei senatori Dem Andrea Marcucci osserva: “Mi auguro che Di Maio avesse voglia di scherzare, quando ha detto che parlerà con il Pd per introdurre il vincolo di mandato. L’assenza di esso, sancita dalla Costituzione, ha ancora un valore importantissimo. Almeno fino a quando esisteranno partiti aziendali, l’articolo 67 garantisce una libertà di azione necessaria per poter svolgere le proprie funzioni senza pressioni e ricatti esterni”.  “Eviterei di fare del male alla nostra Costituzione”, incalza Ettore Rosato, vicepresidente della Camera e coordinatore di Italia viva, che di fatto boccia la proposta di Di Maio.”Ancora Di Maio: ‘chiederò al Pd di togliere il vincolo di mandato’. No. Un deputato deve essere libero di fare le sue scelte. Poi saranno i cittadini a giudicare liberamente”. E’ infine il giudizio espresso su FB dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.”Di Maio dice di voler introdurre il vincolo di mandato. Bene, intanto desse l’esempio applicandolo”, è invece il commento del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

L.elettorale: Toti, ok a proposta LegaDa domani il consiglio è convocato ad oltranza

GENOVA26 settembre 201918:53

– “Non credo sia interesse di nessuno accorciare i tempi di un dibattito che a volte ha toni un pò esuberanti ma certamente è legittimo e utile. Approveremo questa norma entro il fine settimana certamente. Da domani il consiglio è convocato ad oltranza e quindi c’è il tempo per consegnarla entro il 30”. Lo ha detto il presidente ligure Giovanni Toti dopo la seduta odierna del consiglio regionale in cui si è discusso sulla proposta della Lega per togliere la parte proporzionale alla legge elettorale.

Mattarella in visita privata a Palazzo LeopardiIl Capo dello Stato incontra il discendenti del poeta

RECANATI (MACERATA)26 settembre 201919:27

Ha ricordato la sua prima visita alla Biblioteca Leopardi, quando era ragazzo in gita con la scuola, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oggi in vista privata ai conti Leopardi, discendenti di Giacomo, a Recanati, dopo avere visto il nuovo percorso leopardiano nell’Orto delle Monache sul Colle dell’Infinito. A ricevere Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura e dal ministro Dario Franceschini, il conte Vanni Leopardi e sua figlia Olimpia, negli ambienti del palazzo che hanno fatto da cornice all’infanzia e alla gioventù del poeta.Si è parlato anche della figura di Monaldo, padre di Giacomo, e del grande valore della Biblioteca dove il carattere, il pensiero e la scrittura del poeta si sono definiti attraverso la lettura, intesa come conversazione, dialogo con gli autori. “Sono particolarmente onorato, come decano della famiglia, di accogliere il presidente Mattarella – ha detto il conte Vanni Leopardi – che con la sua presenza ha voluto sottolineare la sua grande considerazione nei confronti della cultura e della poesia. Questa visita è un’ulteriore prova di quanto il pensiero leopardiano sia caro agli italiani e quanta ispirazione si possa trarre dall’opera di Giacomo”. “E’ un grande onore ricevere il presidente Mattarella – ha dichiarato la contessa Olimpia Leopardi – ed è un piacere per me avere la conferma del sempre vivo interesse nei confronti di Giacomo. Il poeta con i suoi versi ispira amore verso la propria patria, ma nel contempo ci invita a superare ogni tipo di confine, adoperandosi l’uno per l’altro, nella speranza di un mondo unito ed ispirato a quei valori universali e positivi che appartengono a tutti i popoli e a tutte le culture indifferentemente”.Al termine della visita, il presidente è stato accompagnato in Biblioteca dove ha potuto ammirare la Bibbia Poliglotta, con cui Giacomo apprese il greco e l’ebraico, senza l’aiuto dei precettori, per comparazione dal latino e alcuni manoscritti tra cui la “Storia dell’astronomia”, scritta dal poeta a soli 15 anni, l'”Inno a Nettuno”, composto a Recanati nel 1816, e due lettere alla sorella Paolina inviate da Pisa nell’anno in cui compose il canto ‘A Silvia’.La famiglia Leopardi ha reso omaggio al capo dello Stato con una prima edizione, pubblicata in occasione della nascita di Olimpia Leopardi, di alcuni scritti puerili di Giacomo: Per il Santo Natale, Contro la minestra e Il sole e la Luna. Sergio Mattarella non è il primo presidente della Repubblica Italiana che onora la famiglia Leopardi con una visita privata, tra gli altri ci sono stati Luigi Einaudi, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Giorgio Napolitano.

Fine vita: 761 richieste per dolce morte,in aumento Associazione Coscioni, almeno 115 italiani andati in Svizzera

26 settembre 201909:21

Sono 761 le persone che, dal 2015, si sono rivolte all’Associazione Luca Coscioni per chiedere informazioni su come ottenere il suicidio assistito all’estero: di queste, almeno 115 si sono poi effettivamente rivolte a cliniche in Svizzera ma alcuni tra questi malati hanno successivamente cambiato idea. Questi gli ultimi dati sulle richieste della ‘dolce morte’ pervenute all’Associazione Luca Coscioni. Numeri in crescita anche secondo l’Associazione Exit-Italia, secondo la quale, in media, sono circa 100 l’anno gli italiani che chiedono e in vari casi ottengono il suicidio assistito in Svizzera.La ‘dolce morte’ – ottenuta nel 2017 anche da dj Fabo, l’ultimo caso che ha riacceso l’attenzione sul tema – è una procedura che richiede circa 10-15 minuti dal momento di attivazione delle pratiche mediche e farmacologiche. È però solo sulla base di un preciso protocollo previsto dalla legge svizzera sulla “Morte Volontaria Assistita” che il paziente può arrivare a porre fine alla propria vita.Cinque sono i requisiti stringenti richiesti dalla legge Svizzera per poter accedere al suicidio assistito: la presenza di una malattia grave, irreversibile, clinicamente accertata, senza possibilità di guarigione e la capacità di intendere e volere da parte del paziente. Il primo passo prevede l’attivazione dei contatti con la struttura sul territorio svizzero e l’invio della documentazione medica che attesti la patologia da cui la persona è affetta. Dopo l’accettazione da parte della struttura è previsto un colloquio con il medico che accompagnerà alla fine il soggetto.Per legge, il medico è tenuto a far desistere il paziente che lo ha richiesto dall’atto finale e, quindi, reiteratamente chiederà alla persona se vuole terminare i suoi giorni oppure vuole rimandare il tutto ad un altro momento. Il soggetto può sempre cambiare idea e potrà fare ritorno a casa. Se invece si vuol proseguire nell’intento, il medico incontrerà nuovamente il paziente e ripeterà la richiesta se davvero si vuole procedere. L’atto di accompagnamento alla ‘dolce morte’, chiarisce il presidente di Exit Italia Emilio Coveri, “consiste nella preparazione di una dose letale a base di Pento Barbital di Sodio. A questo punto, il medico, ancora una volta, chiederà di desistere, ma nel caso in cui la persona voglia procedere, verserà la dose letale in un bicchiere di acqua per poterla sciogliere”. È “assolutamente indispensabile – afferma Coveri – essere in grado di intendere e volere in quel momento e soprattutto poter essere in grado di prendere il bicchiere in mano e poterlo bere deglutendo il composto disciolto in esso. Per i malati di Sclerosi laterale amiotrofica tracheotomizzati, a cui è stata applicata la PEG, ossia il sondino che porta qualsiasi tipo di nutrizione o liquido direttamente nello stomaco, tale dose verrà introdotta direttamente come se fosse una bevanda qualsiasi”. In pochi minuti, rileva, “il paziente si addormenta profondamente, in quanto tale composto contiene una forte dose di sonnifero. Nei minuti successivi, con il paziente addormentato e che non può percepire più nulla, interverrà l’arresto cardiaco”. Il costo complessivo per ottenere il suicidio assistito in una struttura svizzera, conclude, “e’ di circa 10mila euro”.

E’ morto l’ex presidente francese Jacques ChiracPresidente della Repubblica dal 1995 al 2007, Chirac aveva 86 anni. Era il presidente più amato dai francesi. Macron parlerà ai francesi in serata. Tour Eiffel spenta dalle 21 in segno di lutto

PARIGI26 settembre 201923:30

Nessuno mai più come lui: i francesi piangono Jacques Chirac e sentono oggi che un presidente come lui – criticabile e incorreggibile ma combattente e seduttore – non tornerà mai più all’Eliseo. Per tutti, lo ha detto stasera Emmanuel Macron, salutando “l’uomo di Stato che ci amava quanto lo amavamo noi”. Lo hanno criticato per i suoi difetti e le sue bugie, lo hanno amato quando ha detto no alla guerra di Bush in Iraq ma soprattutto quando si sedeva con loro al tavolo dei bistrot. Con un boccale di birra, la sigaretta, ordinando testina di vitello, il suo piatto preferito. A 86 anni, indebolito dalla malattia, si è spento “serenamente”, circondato dai suoi cari, nella casa parigina. Un ictus lo aveva colpito nel 2005, ma non ebbe ragione del guerriero della politica, che rimase al suo posto altri due anni prima di cedere il posto a Nicolas Sarkozy. Un successore che lui mai considerò suo erede, e che a casa Chirac era stimato soprattutto dalla première dame, Bernadette. Quinto presidente della Quinta repubblica, Chirac ha avuto una parabola politica unica per la durata e per il prestigio delle cariche ricoperte. Anima del neogollismo, capo del suo partito, due volte primo ministro, 12 anni presidente della Repubblica, 18 sindaco di Parigi. Ma quella che per i francesi resterà la qualità unica e irripetibile del presidente Chirac è stata la sua carica umana, la capacità di stare in mezzo alla gente, di privilegiare il sorriso e la stretta di mano a qualsiasi frase o discorso. In lui, in quell’omone di un metro e novanta, prestante e gioviale, marito per 60 anni ma chiacchieratissimo amante sempre in fuga, con i suoi vizi e i suoi eccessi, si riconoscevano e si sentivano protetti. La sua vita privata, il suo rapporto d’altri tempi con Bernadette, rampolla della nobiltà che sposò a 23 anni, sono stati movimentati. Due figlie: una, Laurence, particolarmente sfortunata, morta nel 2016. L’altra, Claude, suo inseparabile braccio destro. Tante le love story che gli furono attribuite, fra queste quella con Claudia Cardinale, alla quale lo legava comunque un’affettuosa amicizia. Una delle chiavi del rapporto di Chirac con la Francia era il legame con la terra, con il paese profondo, con quella Corrèze che era diventata sua. C’era andato da bambino, a scuola nel paesino di Sainte-Féréole, dove il nonno materno era maestro. E c’era ritornato per costruire il suo destino politico, basato proprio su una relazione strettissima con gli agricoltori. Il servizio militare lo fece in Algeria, dopo essersi diplomato nella prestigiosa scuola dell’Ena. Nel 1967 fu eletto per la prima volta deputato, per tutti gli anni Settanta fu più volte ministro, e premier di Valéry Giscard d’Estaing. Fondò nel 1976 il Rassemblement pour la République (RPR) e l’anno dopo fu eletto sindaco di Parigi per il primo di 3 mandati. Nel 1981 Giscard lo batté al primo turno delle presidenziali, poi vinte dal candidato socialista Francois Mitterrand. Del quale Chirac diventò premier nella prima coabitazione della Quinta Repubblica. Seconda sconfitta nella corsa all’Eliseo, stavolta nel testa a testa con Mitterrand, nel 1988. Memorabile il duello fra i due in tv, con il socialista in carica che lo beffò chiamandolo a ripetizione “monsieur le premier ministre”. Fu il momento più difficile. Chirac era diventato il simbolo del perdente, l’eterno secondo come lo dipingevano ogni sera nella striscia satirica dei Guignol di Canal Plus. Non mollò e la rivincita giunse nel 1995, contro il socialista Lionel Jospin. Fra i momenti di svolta dei suoi due mandati, la fine dei test nucleari in Polinesia, la posizione netta contro la seconda guerra in Iraq nel 2003, la vittoria al ballottaggio contro Jean-Marie Le Pen, il riconoscimento delle colpe della Francia nella Seconda guerra mondiale, la fine del servizio militare obbligatorio. E, alla luce delle battaglie sul riscaldamento climatico di oggi, il suo grido d’allarme già nel 2002: “La nostra casa brucia e noi ci giriamo dall’altra parte”. Nel 2011, 4 anni dopo l’uscita dall’Eliseo, fu condannato, primo e unico presidente francese, a 2 anni con la condizionale per lo scandalo dei falsi impieghi al Comune di Parigi, quando lui era sindaco.

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Jacques Chirac, dai trionfi in politica alla condanna

26 settembre 201914:26

Negli ultimi mesi del suo governo era apparso curvo, dimagrito, indebolito dalla malattia, immagine che contrasta con quella del giovane aitante pieno di ambizioni del passato: l’ex presidente Jacques Chirac, primo capo dello Stato in Francia ad essere condannato dalla giustizia, ha alle spalle una carriera politica lunga 40 anni.In piena rivolta studentesca, nel 1968, Chirac e’ gia’ segretario di Stato al Lavoro. A 36 anni (era nato a Parigi il 29 novembre 1932), si e’ convertito al gollismo dopo qualche breve escursione a sinistra ed ha studiato alla prestigiosa universita’ di Science Po e poi all’Ena, dove si formano gli alti funzionari.Non lascera’ piu’ i palazzi della Republique: prima e’ responsabile dell’Agricoltura e dell’Interno, poi per due volte Primo ministro.Nel 1977 diventa sindaco di Parigi e lo resta per 18 anni. Dopo due tentativi falliti (1981 e 1988), nel 1995 gli si spalancano le porte dell’Eliseo.Nel 2002 viene rieletto in uno storico ballottaggio con Jean-Marie Le Pen, leader dell’estrema destra. Piu’ dell’80% dei francesi votano per lui. Sono i suoi anni d’oro.Chirac ha fama di uomo generoso e seduttore. Al suo fianco c’e’ la moglie e compagna di una vita, Bernadette, ma le voci di avventure amorose extra-coniugali si moltiplicano. I suoi biografi descrivono un uomo ”paradossale”, amante di buona birra e gastronomia tradizionale, ma anche appassionato conoscitore della cultura asiatica e primitiva. Nel 2006 inaugura il Museo del Quai Branly, al quale non riesce a dare il suo nome.Gli ultimi anni alla testa dello Stato sono i piu’ duri: l’ascesa di Nicolas Sarkozy nel suo partito, l’Ump, la rivolta nelle periferie urbane, il no dei francesi al referendum per una costituzione Europea. Nel 2007 decide di appoggiare la candidatura di Sarkozy e si ritira a vita privata. La malattia lo rincorre: si parla di anosognosia, una forma di Alzheimer. I problemi con la giustizia, per fatti che risalgono agli anni ’90, quando era sindaco di Parigi, non sono riusciti ad intaccare la sua popolarita’: Jacques Chirac è rimasto fino alla fine della carriera, nonostante tutto, il personaggio politico piu’ popolare per i francesi.

I progetti di legge in Parlamento sul fine vitaIn tutto sinora sono 13: 6 alla Camera e 7 al Senato

26 settembre 201917:28

Il primo a presentare un progetto di legge sul fine vita in Parlamento fu il deputato socialista Loris Fortuna nel 1984. Morì l’anno successivo e nessuno dopo di lui portò avanti l’esame del testo. Ma, da allora, in ogni legislatura venne depositato un provvedimento in materia senza che si arrivasse, per anni, ad alcuna discussione concreta. Il primo risultato, su questo fronte, si ebbe nel 2010 quando si riuscì ad approvare la proposta di legge sulle cure palliative. Ma si dovrà aspettare il 2017 per vedere licenziata dalle Camere la legge sul testamento biologico.
Con la sentenza di ieri della Consulta sul caso di Marco Cappato, sotto accusa per aver accompagnato il Dj Fabo a morire in Svizzera il 27 febbraio 2017, le questioni del trattamento per il fine vita, dell’eutanasia e del suicidio assistito tornano prepotentemente al centro del dibattito politico. E i provvedimenti arrivati sinora in Parlamento dall’inizio della legislatura sono 13: 6 alla Camera e 7 al Senato. E di questi, uno è di iniziativa popolare. Presentato nel 2013 è stato riproposto il 23 marzo del 2018 (le proposte popolari, se non esaminate nella legislatura in corso, restano all’ordine del giorno anche per quella successiva).
All’attenzione del Parlamento ci sono così 5 progetti di legge del Pd. L’ultimo in ordine di tempo è quello che vede la senatrice Monica Cirinnà prima firmataria, anche se vi hanno aderito esponenti del M5S, Matteo Mantero; di Leu, Loredana De Petris; di Italia Viva-Psi, Riccardo Nencini; del Misto, Paola Nugnes (ex M5s). Si tratta di un ddl che parla dell’aiuto medico e della tutela della dignità nella fase finale della vita. E che punta ad inserire le nuove norme nella legge per il testamento biologico. Oltre a quello della Cirinnà, ci sono altri 4 provvedimenti dei Dem: uno al Senato, primo proponente il capogruppo Andrea Marcucci che, tra l’altro, punta ad ampliare il ricorso alla sedazione profonda. Si tratta di un testo considerato in linea con la sentenza della Corte e che ‘apre’ anche a chi non ricorre a supporti vitali come ad esempio quello della ventilazione. Gli altri, portano la firma di Tommaso Cerno, Alessando Zan e Nadia Ginetti.
Del M5S ce ne sono due sostanzialmente analoghi,presentati a Montecitorio da Donata Sarli e a Palazzo Madama da Mantero. Sono visti dall’Associazione Luca Coscioni con particolare favore anche perché propongono una legge ad hoc sull’eutanasia senza rimettere in discussione quella sul testamento biologico.
La Lega, con Alessandro Pagano, ne ha depositato uno alla Camera a giugno di quest’anno. Non prevede la depenalizzazione del suicidio assistito, ma una pena ridotta per il convivente (dai 6 mesi ai 2 anni invece che dagli attuali 5-12 anni).
Anche Leu ha messo in campo un solo progetto di legge. Firmatario è Michele Rostan, che lo ha depositato a marzo 2019, ed è tra quelli all’esame della Camera. Non prevede la punibilità nel caso in cui a chiedere l’eutanasia sia un soggetto perfettamente informato e consapevole ed effettivamente in condizioni irreversibili. All’attenzione dei deputati c’è anche la pdl di Andrea Cecconi (Misto-Maie). Mentre al Senato sono solo assegnati in Commissione i ddl delle due esponenti di FI Maria Rizzotti e Paola Binetti. Quest’ultimo stabilisce, tra l’altro, una pena ridotta per il convivente e punta a rimettere mano alla legge sul testamento biologico.

Di Maio, Pompeo a Roma a inizio ottobre’Discuteremo temi e sfide con Italia e Usa al centro’

NEW YORK26 settembre 201918:05

“Il segretario di stato Usa Mike Pompeo sara’ in Italia ai primi di ottobre, avremo un pranzo di lavoro insieme e discuteremo i temi e le sfide che vedono Italia e Usa al centro”: lo ha detto il ministro degli esteri Luigi Di Maio a margine dell’assemblea generale dell’Onu.
Di Maio ha partecipato ieri sera ad una cena offerta da Pompeo ai ministri dei Paesi transatlantici con cui, ha riferito, “abbiamo discusso vari dossier”.

Libia:Di Maio-Le Drian, serve unica voceAl Sarraj esclude colloqui di pace con Haftar

NEW YORK26 settembre 201918:21

– “La riunione ministeriale di oggi sulla Libia che co-presiederò col collega francese Jean Yves Le Drian precede la conferenza di Berlino e mira a dire a tutti i Paesi coinvolti sul dossier di parlare con una sole voce”: lo ha detto il ministro degli esteri Luigi Di Maio a margine dell’assemblea generale dell’Onu.
Il premier libico Fayez al Sarraj ha escluso colloqui di pace con il leader del governo rivale del suo paese, descrivendolo come un “criminale di guerra”. Il generale Khalifa Haftar “non e’ un partner per la pace”, ha detto all’Assemblea Generale Onu. Sarraj ha definito lui e i suoi sostenitori “golpisti” e li ha incolpati per la continua instabilità in Libia.

In Parlamento 80 cambi di casacca dall’inizio della legislaturaSecondo uno studio di Openpolis sono 79 ma oggi la senatrice Vono è passata al gruppo di Italia Viva

26 settembre 201919:48

Secondo uno studio condotto da Openpolis, nei primi 17 mesi della XVIII legislatura (marzo 2018-luglio 2019) ci sono stati 28 cambi di gruppo in Parlamento. Con agosto, la crisi di governo e l’inizio del governo Conte II i nuovi cambi di casacca sono stati 51, portando il totale a 79. Rispetto alle elezioni politiche, i partiti che hanno perso più parlamentari sono il Pd, a causa della scissione di “Italia Viva” di Matteo Renzi, il Movimento 5 stelle, con le tante espulsioni interne, e Forza Italia, vittima della rottura interna di “Cambiamo!”, il partito di Giovanni Toti. A questi 79 va aggiunta la senatrice del M5s Gelsomina Vono che oggi ha aderito al gruppo ‘Italia Viva- Psi’. “Ho preso una decisione importante – dice la parlamentare – difficile e sofferta ma improcrastinabile che però mi dà finalmente la possibilità̀ di ragionare in termini democratici. Mi sono messa più volte in discussione in questi mesi di legislatura e ho messo in discussione tanti principi che forse qualcuno si illude ancora di avere come guida ma, appunto, è solo una fragile illusione”.

Legge elettorale: Piemonte chiede referendum, è 5/a RegioneSalvini: la primavera prossima avremo un referendum sul maggioritario

26 settembre 201922:29

Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato il provvedimento per chiedere il referendum abrogativo della quota proporzionale prevista nella legge elettorale nazionale. E’ così raggiunta la soglia delle cinque Regioni necessarie per ottenere la consultazione popolare. Il via libera questa sera, dopo tre giorni di sedute fino alla mezzanotte. A favore del documento della Lega tutto il centrodestra, inclusa Forza Italia. Centrosinistra e M5s al momento del voto hanno lasciato l’aula.

“Mi è arrivato un messaggio dal presidente della Regione Piemonte, è ufficiale: la primavera prossima avremo un referendum sul maggioritario, finalmente potranno votare 60 milioni di italiani, chi vince governa, chi perde non rompe le palle”. Lo ha detto Matteo Salvini dal palco della festa del partito a Genova commentando il sì del Piemonte alla richiesta di referendum sulla legge elettorale nazionale. “State tranquilli proveranno a fermare anche questo referendum, ma raccoglieremo milioni di firme”, ha detto Salvini.

Salvini ha chiuso il comizio alla Zena Fest, la festa del partito del Carroccio a Genova, lanciando merendine dal palco verso i militanti. Chiaro il riferimento ironico alla proposta del governo di mettere la tassa sulle merendine. La folla grida ‘Matteo, Matteo’ e ‘C’è un solo capitano”. Salvini, con al fianco il sindaco di Genova Bucci ha intonato la celebre canzone genovese ‘Ma se ghe penso’.

Migranti:Grandi (Unhcr),Libia non sicuraDopo incontro con Di Maio a New York,’stop a sistema detenzione’

26 settembre 201916:43

– “Alla luce del conflitto in corso” in LIbia, “nonchè delle inaccettabili condizioni umanitarie”, i ritorni verso la Libia delle persone intercettate in acque internazionali “devono essere evitati in ogni modo e ciò fino a quando la situazione non sarà cambiata”. Lo sostiene l’Alto Commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi, dopo l’incontro avvenuto ieri ieri a New York a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.
L’Unhcr “non considera i centri di detenzione in Libia sicuri per rifugiati e migranti” e l’Alto Commissario esprime “profonda preoccupazione per questa situazione ormai protrattasi nel tempo”. L’Agenzia Onu chiede “con forza che si ponga fine al sistema della detenzione di migranti e rifugiati e in alternativa di assistere i rifugiati nei contesti urbani o attraverso evacuazioni”.

L’ Autista di Falcone all’ AntimafiaL’unico superstite, ‘mi disse diventerò procuratore nazionale’

PALERMO26 settembre 201919:38

– “Avrei sperato di essere su questi banchi molto prima: non ho avuto possibilità di dare il mio contributo”. A distanza di 27 anni dal terribile attentato di Capaci che costò la vita a Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti di scorta, l’unico testimone diretto sopravvissuto a quella strage ha deposto davanti alla Commissione parlamentare. Una “amnesia” inspiegabile per Giuseppe Costanza, l’autista di Falcone con cui il magistrato aveva un rapporto strettissimo di stima e fiducia. Tanto da confidargli una notizia non ancora ufficiale che doveva restare riservata. “E’ fatta: io sarò il procuratore nazionale antimafia prenditi il brevetto per l’elicottero”. A riferire questo particolare, raccontato da Costanza ai commissari durante l’audizione svoltasi a porte chiuse e il cui contenuto è stato in parte ‘secretato’, è stato un altro magistrato che conosceva molto bene Falcone, il senatore Pietro Grasso, ex procuratore a Palermo e alla Dna.

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