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Ultimo aggiornamento 7 Ottobre, 2019, 10:03:09 di Maurizio Barra

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Governo: Di Maio,troppi annunci, facciamo prima di dire
Vale anche per la manovra, scriviamola prima di fare interviste

06 ottobre 2019 15:40

“Stamattina, come tante altre volte, sui giornali leggo troppi annunci. Questo non può essere il governo in cui ogni mattina leggiamo interviste che annunciano qualcosa”. Così Luigi Di Maio, a margine di una visita alla Novamont di Terni, ha risposto a una domanda sulle interviste pubblicate oggi di Matteo Renzi e Roberto Speranza. “Facciamo e poi diciamolo, vale per tutti gli argomenti. Stiamo lavorando alla legge di bilancio? Scriviamola, diamo ai cittadini i soldi che meritano e poi facciamo tutte le interviste che volete”.”Ieri era esattamente un mese dal nostro giuramento – ha continuato – ma non possiamo pensare che i cittadini siano bombardati ogni giorno di interviste in cui si rincorrono gli annunci”, ha sottolineato il ministro degli esteri Luigi Di Maio, rispondendo alle domande dei giornalisti.

Manovra: un bonus per i lavoratori incapienti Il viceministro all’Economia, Misiani: ‘La priorità è iniziare ad aiutare i dipendenti a basso reddito’

07 ottobre 201908:19

Cambiare l’intervento sui lavoratori: rinviare l’intervento sul cuneo vero e proprio e mettere invece in campo un bonus per i lavoratori precari, i cosiddetti incapienti che guadagnano meno di 8mila l’anno e che rientrano quindi nella no tax aerea. A lanciare la proposta è il viceministro dell’Economia e esponente Pd Antonio Misiani, che spiega che a essere coinvolte sarebbero quasi quattro milioni di persone che potrebbero avere già da gennaio almeno 40 euro al mese sotto forma di assegno: il loro reddito, secondo alcuni calcoli, potrebbe migliorare di circa l’11%, quasi uno stipendio in più. “La riduzione progressiva del cuneo fiscale a partire dal 2020 è la misura più apprezzata dagli italiani. Dobbiamo iniziare – spiega Misiani in un post su Facebook – a farlo il prima possibile. La priorità, a mio parere, è iniziare ad aiutare i dipendenti a basso reddito: 3 milioni e 700 mila lavoratori “incapienti” che sono rimasti esclusi dal bonus 80 euro di Renzi e che solo in alcuni casi beneficiano del reddito di cittadinanza”.Ad ora è ancora solo una proposta, viene però sottolineato, che dovrà essere portata ai tavoli di governo sulla manovra e discussa con la maggioranza. Nei fatti si tratterebbe di modificare la direzione di marcia finora intrapresa e utilizzare per il prossimo anno i 2,7 miliardi di risorse a disposizione in gran parte per questo intervento, rinviando il vero e proprio taglio del cuneo agli anni successivi. Per contro, si potrebbe partire fin da subito. L’obiettivo sarebbe quello di coinvolgere i lavoratori più poveri, cioè coloro che, pur avendo un’occupazione, si trovano a rischio di povertà e di esclusione sociale a causa del livello troppo basso del loro reddito, dell’incertezza sul lavoro, della scarsa crescita reale del livello retributivo, dell’incapacità di risparmio. Il cantiere della legge di bilancio è aperto ma entrerà nel vivo proprio questa settimana: entro il 15 ottobre infatti il governo deve inviare a Bruxelles il draft budgetary plan e sulla carta deve presentare le misure al Parlamento entro il 20.
Le risorse a disposizione sono poche e ancora si stanno limando le misure per definire i 7 miliardi che stando alla nota di aggiornamento al Def devono arrivare dalla caccia all’evasione. La scarsezza di fondi deve però confrontarsi con le richieste dei vari ministeri: dall’abolizione del superticket, che oggi è tornato a chiedere il ministro della Salute Roberto Speranza e che ha trovato il sostegno del segretario Dem Nicola Zingaretti, al family act che prevede il restyling degli interventi in favore delle famiglie con figli. Tra le novità alle quali il governo sta lavorando anche l’arrivo di un’Agenzia per lotta alla fuga dei cervelli: ne ha parlato il premier Giuseppe Conte e il ministro per le Politiche giovanili Vincenzo Spadafora ha spiegato di star lavorando al dossier. “L’unico export che siamo disposti a frenare, anzi che vogliamo fermare, è quello dei giovani”, ha detto il presidente del Consiglio in un’intervista all’edizione di Puglia e Matera del Corriere del Mezzogiorno”.

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F35: su tavolo governo acquisto aerei per prossimo triennio
Contratto con gli Usa fu già sforbiciato nel 2012

06 ottobre 201923:04

Sarebbe ancora in via definizione da parte del ministero della Difesa il quantitativo di acquisto di nuovi F35 per il prossimo triennio. E’ quanto spiegano fonti parlamentari a conoscenza del dossier. Il premier Giuseppe Conte in serata si è detto “d’accordo” con il M5s sulla “rinegoziazione” degli impegni di acquisto con gli Stati Uniti. Ma da Palazzo Chigi non filtra per ora molto di più. L’adesione dell’Italia al programma per l’acquisto dei caccia, risalente al 1998, era però già stata rivista nel 2012 e l’impegno del governo con l’amministrazione Usa è passato da 131 velivoli a 90. Lo scorso maggio l’allora ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha parlato di 28 aerei già comprati e in consegna entro il 2022, che si sommano agli altri 13 acquistati in passato. Per il prossimo triennio sarebbe però ancora da definire il quantitativo dei nuovi acquisti, una decisione che spetterebbe al ministero della Difesa e sarebbe in via di definizione.

La strage nel Mediterraneo, 19mila morti in 6 anni Oim, soltanto nel 2019 il bilancio è di oltre mille vittime

07 ottobre 201908:53

Una strage infinita. Sono circa 19mila i migranti morti e dispersi, affogati nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere l’Europa, da quel drammatico 3 ottobre 2013 quando il naufragio a Lampedusa lasciò un segno indelebile con 368 bare allineate in un hangar. Con il 2016 che è rimasto alla storia come l’anno nero: 5.143 i migranti scomparsi tra i flutti nel Mare Nostrum.In base ad un’elaborazione dei dati annuali dell’Oim (l’Organizzazione internazionale per le migrazioni) dal primo gennaio al 3 ottobre 2019 sono stati 1.041 i migranti che hanno perso la vita in mare: 3.280 nel 2014, 3.771 nel 2015, 5.143 nel 2016, 3.139 nel 2017 e 2.297 nel 2018. Secondo gli esperti, se il 2018 è stato l’anno, nel confronto con quelli precedenti, con meno morti in mare in termini assoluti, è stato anche quello più ‘pericoloso’, con un incidenza maggiore del rapporto tra il numero di coloro che hanno tentato la traversata e quello dei decessi.L’Oim ha inoltre riferito che 72.263 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare dal primo gennaio al 2 ottobre, in calo del 14% rispetto alle 84.345 persone sbarcate nello stesso periodo dell’anno scorso. Gli arrivi in Grecia e Spagna sono stati rispettivamente 39.155 e 17.405. Gli arrivi in Italia sono stati 7.892 (21.119 nello stesso periodo del 2018).Ecco le principali tragedie del mare dall’ottobre del 2013:- 3 ottobre 2013: La tragedia di Lampedusa. A perdere la vita su un barcone naufragato al largo dell’isola sono 368 persone, tra le quali tante donne e tanti bambini; 155 i superstiti.- 2 luglio 2014 – Affonda un gommone con 101 persone a bordo. Un mercantile ne salva 27, altre 74 sono disperse.- 22 agosto 2014 – Oltre 200 vittime in un naufragio davanti alle coste libiche. Molti i cadaveri recuperati sulla spiaggia.- 14 aprile 2015 – Naufragio al largo della Libia: circa 300 i morti, secondo le testimonianze dei sopravvissuti.- 18 aprile 2015 – Il sovraffollamento e le manovre errate sono le cause del naufragio nel canale di Sicilia costato la vita ad almeno 700 persone (ma alcuni testimoni parlano di 900, la tragedia più grave di tutte), solo 28 i superstiti.- 5 agosto 2015 – Peschereccio si capovolge vicino alla Libia. A bordo 600 persone, 300 in salvo, recuperati solo 25 cadaveri.- 18 aprile 2016 – Naufraga barcone con circa 500 migranti a bordo, quasi tutti dispersi nel Mediterraneo, partito dalla Libia e diretto verso l’Italia.- 3 giugno 2016 – In Libia, nella città costiera di Zuwara, la spiaggia si ricopre di corpi di migranti lungo ben 25 chilometri. Sono almeno 117 i corpi ritrovati.- 3 novembre 2016 – 239 migranti muoiono in due naufragi al largo della Libia – 23 marzo 2017 – Si temono almeno 240 morti in un doppio naufragio, sulla rotta tra Africa e Spagna- 13 aprile 2017 – quasi 100 dispersi nell’affondamento di un barcone con 120 migrati a bordo al largo delle coste libiche- 7 maggio 2017 – almeno 113 persone disperse in mare dopo l’affondamento di un gommone al largo di Al Zawiyah. Guardia costiera libica ed alcuni pescatori salvare solo 7 persone- 1 settembre 2018 – Più di 100 morti, tra cui 20 bambini, nel naufragio di due gommoni partiti dalle coste libiche- 11 giugno 2019 – sette migranti morti al largo di Lesbo – 27 agosto 2019 – al largo di al Khums, ad est di Tripoli, sono 5 i cadaveri recuperati ma il bilancio dei dispersi è di 40 persone.

Atteso verdetto su ergastolo ostativo, dopo Governo sos Antimafia Morra: ‘Europa indifferente a mafie’. Il 22 ottobre si esprime la Consulta

07 ottobre 201909:44

Dopo il governo, per voce dei ministri Bonafede e Di Maio, anche la Commissione Antimafia lancia l’allarme sulla decisione della Corte Europea per i Diritti Umani prevista per oggi sull’ergastolo ostativo.Ciò che si teme è uno stop ad uno strumento ritenuto essenziale per la lotta alla mafia e al terrorismo. Per il presidente della commissione

Antimafia Nicola Morra “l’Europa continua a mostrare indifferenza per le mafie salvo poi sdegnarsi per stragi al di fuori dei confini italiani come Duigsburg”.”Si dovrebbe lavorare affinché la nostra legislazione antimafia venga recepita da altri ordinamenti nazionali in attesa di una normativa europea contro la mafia -spiega Morra- Invece la CEDU, cioè una corte europea di giustizia, vuole impedire che l’ergastolo, senza possibilità di alcun alleggerimento, di alcun beneficio, di alcuno sconto di pena, possa indurre mafiosi ad accettare la possibilità di collaborare con lo Stato, diventando fonti informative importanti per sconfiggerei sodalizi mafiosi”.Il timore concreto, e lo sottolinea lo stesso Morra, è che bocciando l’ergastolo ostativo “si delegittimi il 41 bis, che è un regime carcerario che impedisce al detenuto di continuare a relazionarsi con l’organizzazione di cui era parte”.Insomma per il presidente della Commissione Antimafia bocciare l’ergastolo ostativo “sarebbe un colpo anche alla memoria di Falcone e Borsellino”. A paventare “il rischio di ritrovarci fuori dal carcere anche boss mafiosi e terroristi” è stato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.”Se il verdetto sul ricorso presentato dal governo confermasse questa posizione – ha argomentato Di Maio – si andrebbero ovviamente a depotenziare gli strumenti giudiziari che oggi ci permettono di fronteggiare il fenomeno mafioso e terroristico. E non si tratta di un problema che interessa solo l’Italia, ma ne va della sicurezza di tutta l’Europa”. E di un’esigenza europea oltre che italiana aveva parlato il ministro Bonafede: “La legislazione italiana – ha detto – si è dimostrata molto efficace nella lotta a questi fenomeni che, tra l’altro, non sono solo italiani ma anche europei”.Gli europarlamentari M5S Fabio Massimo Castaldo e Sabrina Pignedoli hanno sottolineato tra l’altro il rischio concreto che se non fosse accolto il ricorso del governo italiano, con la conseguente bocciatura dell’ergastolo ostativo, “si aprirebbe alla paradossale possibilità, per i 957 mafiosi attualmente sottoposti all’ergastolo ostativo, di avanzare ingenti pretese risarcitorie nei confronti dello Stato italiano”. Il 22 ottobre poi toccherà alla Corte Costituzionale occuparsi dell’ergastolo ostativo. Si discuterà nel giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo dell’ordinamento penitenziario che prevede appunto la preclusione all’accesso dei benefici per i detenuti all’ergastolo ostativo.

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