Ultimo aggiornamento 13 Ottobre, 2019, 11:52:09 di Maurizio Barra
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Tunisia vota ballottaggio Saied-Karoui
Sette milioni di elettori per sfida fra giurista e magnate tv
TUNISI13 ottobre 2019 08:54
Seggi aperti oggi in Tunisia dalle 8 (le 9 in italia) alle 18 (19 ora italiana) per eleggere al ballottaggio il presidente della Repubblica, il secondo a suffragio universale diretto nella storia del paese nordafricano dopo Beji Caid Essebsi.
La sfida è tra il giurista conservatore indipendente Kaies Saied (61 anni) ed il magnate populista Nabil Karoui (56 anni), che al primo turno totalizzarono rispettivamente il 18,4% delle preferenze e il 15,58%.
Ennhadha, Ettayar, la coalizione islamista Al Karama e decine di liste indipendenti hanno annunciato il loro sostegno al conservatore Saied, mentre a Karoui spetta il difficile compito di unire le diverse anime progressiste del Paese.
Il vero ago della bilancia lo faranno gli indecisi e il fattore astensionismo. Primi exit poll a partire dalle ore 20 (le 21 in Italia). I risultati ufficiali saranno resi pubblici entro 24-48 ore.
Polonia vota, destra verso riconfermaUngheria, voto amministrativo, Orban rischia di perdere Budapest
VARSAVIA13 ottobre 201910:01
– Con l’apertura dei seggi alle 7 (ora locale e italiana), quasi 30 milioni di polacchi sono chiamati oggi al voto per le elezioni politiche in cui il partito di destra “Diritto e giustizia” (Pis) del leader Jaroslaw Kaczynski è lanciato verso una nuova vittoria. Però, a causa di accordi di desistenza delle opposizioni in genere divise, il Pis vede stavolta a rischio la sua maggioranza assoluta in almeno uno dei due rami del parlamento.
Seggi aperti anche in Ungheria dalle sei di stamane, ora locale e italiana, per elezioni amministrative in cui il partito di governo del premier Viktor Orban rischia di perdere in controllo della capitale, Budapest, e di alcune altre grandi città. Si eleggono sindaci ed assessori con sistema maggioritario, e le assemblee provinciali con liste di partito. L’opposizione ha speranze di vincere contro il candidato del partito di Fidesz solo dove presenta un solo sfidante, appoggiato da tutti i partiti, compresa la formazione nazionalista di destra Jobbik.
Hagibis: almeno 19 i morti, 16 dispersiAgenzia Kyodo, almeno 100 i feriti. Soccorsi in moto
TOKYO13 ottobre 201909:04
– E’ salito ad almeno 19 morti e 16 dispersi il bilancio, ancora provvisorio, del passaggio del supertifone Hagibis sul Giappone, lambendo la capitale Tokyo e provocando gigantesche alluvioni. Lo rende noto l’agenzia di stampa Kyodo, che azzarda anche un bilancio provvisorio di almeno 100 feriti. La macchina dei soccorsi è pienamente in moto e con imbarcazioni ed elicotteri si stanno raggiungendo tutte le zone alluvionate.
Tunisia ferma barcone diretto in ItaliaCon 110 a bordo. 8 motovedette impegnate fargli invertire rotta
TUNISI13 ottobre 201910:08
Ci sono volute otto motovedette della Guardia costiera tunisina per riuscire nella notte tra venerdì e sabato scorso a fermare e far invertire la rotta ad un peschereccio con 110 migranti a bordo, partito dalle coste di Sfax e diretto verso l’Italia. Lo ha reso noto il ministero dell’Interno tunisino in un comunicato precisando che dopo aver ricevuto informazioni di intelligence sulla partenza verso le coste italiane di un peschereccio con 110 persone a bordo di diverse nazionalità, comprese donne, tre motovedette hanno prontamente raggiunto l’imbarcazione, il cui comandante si è però rifiutato di rispettare le istruzioni fornite dagli ufficiali attraverso altoparlanti, segnali navali e comunicazione diretta. I migranti a bordo del peschereccio hanno impugnato coltelli e armi bianche e lanciato oggetti contundenti verso le unità della Guardia costiera che hanno danneggiato le finestre di un’unità navale e ferito leggermente due uomini della Guardia costiera, si legge nel comunicato.
Siria: forze filo-turche, ‘presa Suluk’Anadolu, ‘Liberata da Ypg’. Fonte Curda: ‘Si combatte ancora’
AKCAKALE (TURCHIA)13 ottobre 201910:47
– Le milizie filo-turche, sostenute da Ankara, nel quinto giorno del’offensiva nel nord-est della Siria, affermano di aver conquistato la cittadina di Suluk, considerato un crocevia strategico a 10 km dal confine. Lo scrive l’agenzia di stampa Anadolu.
Le milizie affermano di aver “liberato” Suluk dalle formazioni curde del YPG. Ma una fonta curda invece ha detto
che i combattimenti sono ancora in corso.
Siria: timori per sorte 10mila sfollatiNel campo di Ayn Issa, tra loro molte famiglie di membri Isis
13 ottobre 201910:59
– BEIRUT
– Circa 10mila sfollati siriani, tra cui familiari di jihadisti dell’Isis, ammassati nel campo di Ayn Issa, tra Raqqa e il confine turco sono esposti all’avanzata militare turca e delle milizie cooptate da Ankara. Lo riferisce stamani l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, che afferma che la polizia curdo-siriana, nota come Asayesh, ha abbandonato il compito di mantenere la sicurezza attorno al campo profughi lasciando di fatto gli sfollati al loro destino.
L’Italia chiede all’Ue di bloccare le armi alla TurchiaBerlino annuncia già lo stop all’export dopo Olanda e scandinavi
13 ottobre 201911:33
L’Italia chiede all’Unione europea di bloccare la vendita di armi alla Turchia dopo l’offensiva militare contro i curdi nel nord-est della Siria che in pochi giorni ha già causato la morte di decine di civili. Dopo che Olanda, Norvegia, Finlandia e da ultimo la Germania e la Francia hanno annunciato il bando delle forniture militari verso Ankara, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio da Napoli, dove si trovava per festeggiare i dieci anni del Movimento 5 Stelle, ha spiegato quale sarà la linea che porterà lunedì al suo primo Consiglio degli Affari Esteri a Lussemburgo. D’altra parte quello degli armamenti è un tema caro al Movimento e al suo capo politico che a un gruppo di manifestanti che aveva fatto irruzione nell’Arena Flegrea chiedendo che non siano più venduti all’esercito di Erdogan ha risposto: “Sulle armi con me sfondate una porta aperta. Lunedì al consiglio Ue dei ministri degli Esteri chiederemo che tutta l’Ue blocchi la vendita di armi alla Turchia. Basta armi alla Turchia, lo diciamo a tutta Europa”, ha insistito il titolare della Farnesina dopo che per tutta la giornata il governo era stato incalzato da Pd, Verdi e Leu a prendere una decisione in questo senso il prima possibile.
La Turchia è il terzo Paese al mondo verso cui l’Italia esporta armi dopo Qatar e Pakistan. Secondo l’ultima relazione al parlamento dell’Uama (l’Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) che risale allo scorso aprile, nel 2018 sono stati autorizzati export per 362,3 milioni di euro, circa 100 milioni in più dell’anno precedente e oltre il doppio rispetto al 2016. Munizioni, bombe, siluri, missili, aerei, tecnologia per la produzione e lo sviluppo, software.
All’esercito turco dall’Italia in questi anni è stato venduto ogni sorta di fornitura militare. I dati dell’Uama rivelano inoltre che Roma nel 2014 ha inviato armi anche ai combattenti curdi, in funzione anti-Isis. In quel caso però si è trattato di una cessione e non di una vendita e di numeri assai inferiori: in totale 200 mitragliatrici e duemila razzi Rpg, con relative munizioni.
“Bisogna fermare l’invasione da parte della Turchia, siamo al fianco del popolo curdo. Mobilitiamoci in tutte le città. Il governo italiano, oltre ai provvedimenti che sta adottando, valuti subito il blocco delle esportazione delle armi alla Turchia”, aveva chiesto su Twitter il segretario del Pd Nicola Zingaretti, cui erano seguiti gli appelli del coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonanni, e del capo di Sinistra Italiana e parlamentare di Leu, Nicola Fratoianni. Sollecitazioni scaturite dopo la decisione tedesca anticipata dal ministro degli Esteri Heiko Maas, che all’edizione domenicale del quotidiano tedesco Bild aveva annunciato che “il governo federale non concederà nuove autorizzazioni per tutti gli armamenti che potrebbero essere utilizzati dalla Turchia in Siria”. Diversi i temi caldi sul tavolo dei ministri degli Esteri europei lunedì prossimo. In primis il bando sulla vendita delle armi, poi l’ipotesi di sanzioni contro Ankara evocate nei giorni scorsi dallo stesso Di Maio ma anche dalla Francia, per bocca della viceministra per gli Affari europei Amelie de Montchalin.
“L’Europa deve parlare con una sola voce e non si deve far ricattare dalla Turchia sui rifugiati, è inaccettabile”, ha ribadito il titolare della Farnesina. Nel menù del vertice di lunedì anche la questione delle trivellazioni turche al largo di Cipro.
#EnaZeda virale su Twitter, nasce il #MeToo tunisinoCampagna sui social dopo la denuncia di molestie contro deputato
TUNISI13 ottobre 201911:43
Si chiama #EnaZeda, è la traduzione letterale di ‘Anch’io’, versione tunisina del fenomeno mondiale #Metoo, diventata subito top trend su Twitter e ha tra i suoi sostenitori la blogger/attivista tunisina Lina Ben Mhenni.Tutto nasce qualche giorno fa dalla pubblicazione da parte di una giovane ragazza delle foto di un uomo, fresco deputato per il partito Qalb Tounes a Nabeul, Zouhair Makhlouf, in atteggiamenti inequivocabili all’interno di una macchina fuori da un liceo. Foto scattate dalla ragazza, che si è dichiarata vittima di molestie sessuali. Fatti che l’interessato ha tentato prima di smentire in maniera goffa su Facebook, per poi essere costretto dalle proteste sui social a cancellare il suo profilo.
Il tutto è sfociato in una convocazione in procura per molestie sessuali e attentato al pubblico pudore e l’avvio di un’indagine interna da parte del partito del magnate Karoui (tra l’altro l’uomo viene immortalato dalla presunta vittima con la maglietta del partito).Il coraggio della ragazza di pubblicare queste foto ha dato il via ad un mare di testimonianze di donne che stanno inondando la rete tunisina. “Non penso ci sia una sola donna in Tunisia che non abbia subito una molestia sessuale, ci siamo passate tutte”, ha scritto Lina Ben Mhenni.Il caso rilancia la tematica, un po’ passata in sordina durante l’ultima campagna elettorale per le elezioni legislative e presidenziali, della condizione della donna in Tunisia.
