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Ultimo aggiornamento 14 Ottobre, 2019, 04:48:07 di Maurizio Barra

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Sicurezza sul lavoro: Bellanova, la formazione è la priorità
‘Le risorse ci sono, serve un grande patto sociale’

13 ottobre 2019 09:57

La formazione e “un grande patto sociale sono le priorità per garantire la sicurezza sul lavoro: lo rileva il ministro elle Politiche agricole, Teresa Bellanova, nella Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro.
“Va detto con forza: cultura e formazione sulla sicurezza sono la priorità. Formazione dei lavoratori e formazione degli imprenditori, soprattutto nelle piccolissime e piccole imprese”, rileva Bellanova in una nota. “Le risorse ci sono, vanno investite con i giusti obiettivi e – prosegue – con strategie di formazione mirate e adeguate. E vanno implementate. Abbiamo una normativa tra le più avanzate in Europa e nel mondo. Ma le leggi, anche quelle migliori, non sono sufficienti. La sicurezza si garantisce con una formazione adeguata e consapevole. E’ il versante su cui agire con determinazione e celerità, su cui puntare”.
L’esortazione è quindi a diffondere “le best practice, i progetti che hanno dato ottimi risultati, le strategie formative che si sono rivelate più adeguate. Per questo – rileva il ministro – il confronto e il coinvolgimento delle parti sociali è determinante”. Per Bellanova “L’invito del presidente Mattarella va accolto fino in fondo: la sicurezza dei lavoratori è una priorità sociale perché ne va della qualità della nostra convivenza e delle nostre comunità. Non si possono chiudere gli occhi, non si può minimizzare. Per garantire fino in fondo la sicurezza sul lavoro – ha concluso – è necessario un grande patto sociale”.

Di Maio alla festa M5s: ‘Non proponiamo alleanza con Pd ma patti civili’Il ministro: ‘La riorganizzazione? Non per malumori ma perché gli italiani hanno bisogno di più risposte’. Parapiglia tra militanti e cronisti all’arrivo della Raggi

13 ottobre 201919:41

“Quella umbra non è un’alleanza. Molti mi dicono ‘Luigi ma allora non possiamo parlare più male del Pd?’ E io dico ‘tu puoi farlo, ma sei sicuro che serva ancora parlare male degli altri?’. Noi non proponiamo alleanze regionali con il Pd, noi al massimo proporremo altri patti civili, per liberare le Regioni dalle correnti, dai partiti”. Lo putualizza il leader del M5S Luigi Di Maio.“Non restiamo al governo perché costretti – ha detto in un altro passaggio –  ma finché si possono fare le cose con i voti. Quando i voti in Parlamento non ci sono più possiamo anche andare a votare, c’è una legge elettorale operativa. Per carità, la legge elettorale va toccata” dopo la riforma sul taglio dei parlamentari “ma non deve essere uno strumento per restare obbligatoriamente al governo”.
“Sul carcere ai grandi evasori – ha detto Di Maio parlando della manovra –  vedrete che diranno che vogliamo mandarli tutti in galera. Quando qualcosa non va bene utilizzano sempre lo strumento del terrorizzare: ma se uno ha emesso fatture false per oltre 100mila euro do una multa di 40-50 mila euro lui sta sempre in attivo, se evade per un milione di euro ancora di più. Non si dica che è una misura contro i commercianti: possiamo colpire i grandi evasori con due modi, il primo è la galera il secondo è la confisca, ‘ovvero mi prendo ciò che hai preso'”.
Parapiglia tra militanti e giornalisti a Italia 5 Stelle all’arrivo di Virginia Raggi. La sindaca di Roma, al suo arrivo, è stata subito fermata da decine di giornalisti e attivisti, con i secondi che tentavano di impedire ai primi di fare domande. “Fatemi parlare un minuto con i cronisti, poi vengo a salutarvi”; ha detto Raggi ma la situazione è precipitata all’arrivo di Filippo Roma de Le Iene: “venduto, venduto”, hanno urlato gli attivisti. La sicurezza ha quindi scelto di portare la Raggi nel retropalco per evitare che la situazione peggiorasse.
A Napoli si è tenuta anche una riunione sulla legge di bilancio tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e gli esponenti M5S di governo. Il leader del Movimento, prima di recarsi a Italia 5 Stelle, ha riunito i ministri M5S per fare il punto sulla manovra e il decreto fiscale.
Quanto alla riorganizzazione del Movimento, Di Maio ha detto al Tg3: “Io non faccio una riorganizzazione del Movimento per i malumori”. “Se io riorganizzo è perché gli italiani hanno bisogno ancora di più risposte. Noi siamo la prima forza parlamentare di questo governo e abbiamo il dovere di aiutare i cittadini”, ha affermato, rispondendo a chi gli chiedeva se aveva in mente di fare alleanze per accontentare gli altri e sedare i malumori.
Intanto alla mostra Otremare è arrivato Beppe Grillo per parecipare alle celebrazioni dei 10 anni del Movimento 5 stelle
Pranzo di Beppe Grillo con alcuni esponenti dello staff e del gruppo parlamentare M5S nell’albergo dove l’ex comico alloggia con diversi “big” del Movimento.
Tra gli altri ci sono la vice presidente del Senato Paola Taverna, il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra e il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia.

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Una strage sul lavoro, basta morti
‘Si continua a morire come 40/50 anni fa’

13 ottobre 201919:13

L’Anmil celebra a Palermo la 69ma giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro e torna a chiedere interventi sulla sicurezza per ridurre le morti bianche e il bilancio delle vittime di incidenti, ancora molto alto. E sulla questione insiste anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini che a proposito di morti sul lavoro parla di “strage” con 17.000 decessi dal 2009.Fanno eco il segretario della Uil Carmelo Barbagallo che chiede di “fermare questa strage” e la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, che sottolinea che si tratti di “una strage terribile. Come una guerra”. L’Associazione dei mutilati e invalidi sul lavoro ricorda che a fronte di circa 645.000 denunce di infortuni, in Italia nel 2018, i casi mortali sono stati 1.218, una settantina in più rispetto al 2017, con una crescita annua del 6%.Secondo i dati dell’Inail non ancora definitivi le morti sul lavoro accertate nell’anno sarebbero 704 con un aumento del 4%. Nei primi otto mesi del 2019 – segnala l’Anmil sulla base dei dati Inail – sono state presentate oltre 416.000 denunce di infortunio, con 685 episodi mortali (-3,9% sullo stesso periodo del 2018). Non possiamo tuttavia parlare – sottolinea il Presidente dell’Anmil, Zoello Forni – di miglioramento del bilancio infortunistico, dal momento che il dato riferito al 2018 è pesantemente influenzato dal tragico crollo del Ponte Morandi e dagli incidenti stradali avvenuti a Lesina e Foggia, eventi che da soli avevano determinato ben 31 morti sul lavoro”. “Il fenomeno ci preoccupa molto – prosegue – proprio perché non cogliamo segnali per una prospettiva di miglioramento. Sono sempre più numerosi i lavoratori immigrati – sottolinea a proposito dei quattro lavoratori di origine indiana che hanno perso la vita di recente in provincia di Pavia – che perdono la vita in quelle attività estremamente gravose e pericolose che vengono a loro riservate da un sistema produttivo in cui permangono ancora ampie sacche di irregolarità”.A fronte per gli incidenti di un calo del 5,1% dei lavoratori italiani, si registra un aumento dell’1,6% di quelli di origine straniera. “Di fronte agli infortuni ed ai morti che non diminuiscono – avverte Forni – noi vogliamo dire oggi “basta morire per il lavoro”. Non possiamo accettare di continuare ad essere i tristi notai che commentano i numeri della strage. Dobbiamo cambiare strategia, scendere in campo con nuove energie, lanciare un grande progetto per il Paese. Nessuno può ignorare la gravità di questi numeri né dimenticare che dietro ad ogni singolo incidente ci sono cause che potevano essere prevenute con adeguate misure di sicurezza, con la sensibilizzazione e la formazione, con i controlli e con tutti i mezzi che le norme ci offrono per evitare queste tragedie”.

Fi: Berlusconi torna in piazza, il 19 ci sarò contro il governo’Questo governo è tassa e ammanetta. Se il risultato delle regionali fosse clamoroso per noi possibile voto’

13 ottobre 201919:35

Silvio Berlusconi annuncia che sarà in piazza a Roma al fianco di Salvini ”per protestare, perché questo governo e questi annunci sono lesivi del nostro diritto di libertà”. Il leader di Fi lo ha annunciato nel corso della kermesse del partito a Milano, #IdeeItalia.Il governo attuale, ha attaccato, “è tassa e ammanetta, tassa e metti in galera. Siccome per mettere in galera servirà una sentenza dei giudici, chi deciderà della vita di ciascuno di noi sarà un certo signore che si chiama Davigo e ciascuno di noi sarà nelle mani della sinistra”. Con questo governo secondo Berlusconi “siamo di fronte a un pericolo ancora maggiore che nel ‘94″.”Ci sono molte probabilità che questo governo arrivi alla fine della legislatura perché il potere è un grandissimo collante e andando a nuove elezioni perderebbero la maggioranza e andremmo noi al governo e lo vogliono evitare”. “Se però il risultato delle elezioni regionali sarà clamoroso per noi – ha aggiunto -, allora anche il presidente della Repubblica dovrà accorgersi che la maggioranza del palazzo è diversa dalla maggioranza della gente”. “Allora così potrebbe accadere una caduta del governo e nuove elezioni – ha detto ancora – ma penso che sia più probabile l’altra possibilità”.”In Europa sto lavorando nell’interesse dell’Italia. Questo spiega anche il nostro voto per il commissario Ue, Paolo Gentiloni, che è di sinistra ma italiano e io ho una stima personale nei suoi confronti”. Resta aperta l’adesione alla candidatura di Mario Occhiuto per le regionali in Calabria, proposta da Forza Italia, che non incontra il sostegno della Lega e tiene alta la tensione tra i due alleati del centrodestra.

M5S: urla e insulti a giornalisti all’arrivo della Raggi, nel mirino Le IeneParapiglia tra militanti e giornalisti a Italia 5 Stelle. La sindaca dal palco: ‘Siamo maturati, capiamo chi parla solo per consenso’

13 ottobre 201919:42

Parapiglia tra militanti e giornalisti a Italia 5 Stelle all’arrivo di Virginia Raggi. La sindaca di Roma, al suo arrivo, è stata subito fermata da decine di giornalisti e attivisti, con i secondi che tentavano di impedire ai primi di fare domande.

“Fatemi parlare un minuto con i cronisti, poi vengo a salutarvi”; ha detto Raggi ma la situazione è precipitata all’arrivo di Filippo Roma de Le Iene: “venduto, venduto”, hanno urlato gli attivisti.La sicurezza ha quindi scelto di portare la Raggi nel retropalco per evitare che la situazione peggiorasse.

IL VIDEO“E’ stato un linciaggio”, ha raccontato Filippo Roma. “Volevo intervistare Raggi – ha detto -, manco mi sono avvicinato e mi hanno aggredito dicendomi di tutto, da “Venduto a Berlusconi” a “figlio di…”. Poi qualcuno è passato alle mani, una spinta, un cazzotto che mi ha sfiorato, è stato un linciaggio”, racconta Roma che, sulle scuse della Raggi osserva: “non è lei che si deve scusare, anzi, era stata anche disponibile per farsi intervistare”.
“Questa è l’era della maturità, si raccolgono i frutti di quanto si è seminato tanto che oggi abbiamo capito chi parla alla pancia della gente per il consenso, come sull’immigrazione, senza capire che il tema non è quanti entrano ma cosa fargli fare, l’inclusione. Parliamo di temi seri”, ha detto il sindaco di Roma Virginia Raggi intervenendo dal palco di Italia 5 Stelle. “Dobbiamo essere orgogliosi, stiamo facendo ciò per cui abbiamo sempre lottato”, ha sottolineato Raggi.
“Quella umbra non è un’alleanza. Molti mi dicono ‘Luigi ma allora non possiamo parlare più male del Pd?’ E io dico ‘tu puoi farlo, ma sei sicuro che serva ancora parlare male degli altri?’. Noi non proponiamo alleanze regionali con il Pd, noi al massimo proporremo altri patti civili, per liberare le Regioni dalle correnti, dai partiti”. Lo putualizza il leader del M5S Luigi Di Maio.“Non restiamo al governo perché costretti – ha detto in un altro passaggio –  ma finché si possono fare le cose con i voti. Quando i voti in Parlamento non ci sono più possiamo anche andare a votare, c’è una legge elettorale operativa. Per carità, la legge elettorale va toccata” dopo la riforma sul taglio dei parlamentari “ma non deve essere uno strumento per restare obbligatoriamente al governo”.
“Sul carcere ai grandi evasori – ha detto Di Maio parlando della manovra –  vedrete che diranno che vogliamo mandarli tutti in galera. Quando qualcosa non va bene utilizzano sempre lo strumento del terrorizzare: ma se uno ha emesso fatture false per oltre 100mila euro do una multa di 40-50 mila euro lui sta sempre in attivo, se evade per un milione di euro ancora di più. Non si dica che è una misura contro i commercianti: possiamo colpire i grandi evasori con due modi, il primo è la galera il secondo è la confisca, ‘ovvero mi prendo ciò che hai preso'”

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Manovra, terminato il vertice notturno
Tre miliardi per il taglio del cuneo, lite su quota 100

14 ottobre 201902:14

– Tre miliardi di taglio delle tasse sul lavoro nel 2020 e l’ingresso in manovra di un fondo per la famiglia che apra la strada poi per l’assegno unico per i figli: queste le novità arrivate dal vertice notturno sulla Legge di bilancio, che dovrebbe approdare in Cdm stasera o domattina.
Sconto tra Iv e M5s sulla proposta di Renzi di abolire quota 100, cosa che Di Maio ritiene inaccettabile.

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