Ultimo aggiornamento 23 Ottobre, 2019, 01:22:03 di Maurizio Barra
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Conte, serio percorso riduzione debito
Con calo spesa interessi risparmio di 630 euro a contribuente
22 ottobre 2019 10:24
– “La riduzione dello spread, che si è realizzata nella seconda parte del 2019, ci permetterà di risparmiare fino a 18 miliardi di euro di spesa per interessi nel prossimo triennio, pari a circa 630 euro in media per ogni contribuente. La traiettoria discendente dei rendimenti sui nostri titoli di Stato ci consentirà dunque di avviare un serio percorso di riduzione del rapporto fra debito pubblico e Pil”.
Lo afferma il premier Giuseppe Conte intervenendo all’assemblea di Confesercenti.
Conte, chi usa contante non danneggiatoCon misure su Pos non vogliamo criminalizzare nessuno
22 ottobre 201910:42
– “Con le misure sui pagamenti con Pos “non vogliamo punire o criminalizzare nessuno, l’obiettivo è semplicemente premiare la diffusione di strumenti digitali di pagamento. Non è prevista alcuna conseguenza negativa per chi userà il contante”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte intervenendo all’assemblea di Confesercenti.
Conte,rispetto Camere ma responsabilitàSe un partito si smarca azione governo perde incisività
22 ottobre 201911:08
– “Rispetto il Parlamento” ma “chiamerò tutte le forze politiche alla loro responsabilità. Se uno dopo aver fatto una sintesi si smarca non rispetta quella che deve essere un’azione di governo coesa e incisiva”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte ai cronisti a margine dell’assemblea di Confesercenti rispondendo a chi gli chiede se teme modifiche alla manovra una volta approdata in Parlamento.
Manovra, Di Maio: ‘Carcere nodo cruciale. Su partite Iva accordo non chiuso ma resta 15%’Accordo nella notte, slittano contante e pos . Pd, su evasori parola a Camere
22 ottobre 201920:13
Confronto ancora in atto nella maggioranza sulle misure della manovra sulla quale la Ue oggi ha inviato una lettera all’Italia.”In questi giorni – dice in un messaggio video su Facebook, Luigi Di Maio – come M5s non abbiamo voluto fare polemica” ma sul carcere ai grandi evasori c’era la questione di “dare un segnale culturale: noi abbiamo sempre detto che l’evasione non si combatte vessando i piccoli”. “Il M5s non si poteva permettere di portare avanti misure, magari anche giuste, sui piccoli e poi rinunciare a perseguire i grandi intoccabili” ripete.”Non ho ancora chiuso – ha detto il capo politico di M5s – l’accordo sulle partite Iva ma vi dico che al 100 per cento resterà la tassazione al 15% fino a 65 mila euro: vi farò sapere come chiudiamo l’accordo”.Ieri nella notte, a una settimana dal via libera “salvo intese”, dopo un intenso “round” di incontri e un vertice di maggioranza lungo oltre due ore e mezza, arriva l’accordo sul decreto fiscale. Non è la parola fine alle discussioni nella maggioranza, sia perché alcuni aspetti – in particolare sulle partite Iva – sono da definire, sia perché “non è ancora chiusa” la legge di bilancio.Ma sul crinale della rottura, arriva una intesa di massima su nodi ancora aperti, dal carcere agli evasori al tetto al contante e le multe per chi non faccia pagare con pos.Restano divergenze sulla stretta alla flat tax per le partite Iva. Arriva una novità anche per il “superbonus della Befana” fortemente voluto dal premier: come previsto, arriverà a gennaio 2021 ma premierà solo le spese effettuate con carte e bancomat a partire da luglio 2020.Le risorse a disposizione – spiegano da Palazzo Chigi – restano 3 miliardi, che si tradurrebbero in un bonus tra i 300 e i 500 euro per le spese dal parrucchiere e l’estetista, ma anche da meccanico ed elettrauto, elettricista, idraulico, ristorante.E’ in nome della responsabilità e della necessità di non perpetuare lo schema di una maggioranza litigiosa, che Giuseppe Conte mette attorno al tavolo gli alleati di governo dopo un fine settimana di scontri durissimi. Il premier sigla una tregua con Luigi Di Maio. Poi in serata, con il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, incontra una ad una le delegazioni di maggioranza, prima del lungo vertice serale, che fa slittare alle 23.30 il Consiglio dei ministri sul decreto terremoto che era previsto alle 19.Dal Pd e da Leu emerge insofferenza sia per i modi in cui i Cinque stelle hanno rimesso in discussione quanto fatto la scorsa settimana in Cdm, sia perché – sottolinea Federico Fornaro – “le norme dovrebbero essere di tutti e non di un singolo partito”.Ma alla fine esultano i Cinque stelle, che ottengono le modifiche chieste al testo: “Il M5s non molla mai!”, scrive Di Maio su Facebook. L’intesa, dunque. Slittano a luglio 2020 sia l’abbassamento del tetto al contante (che non piace a Iv e a parte del M5s) sia le multe per chi non faccia pagare con pos, nell’attesa di un accordo sul calo dei costi delle commissioni delle carte di credito. C’è l’intesa anche sull’inasprimento del carcere per gli evasori e sulla confisca per sproporzione, sul modello di quella che si applica ai mafiosi.Il ministro Alfonso Bonafede annuncia che si passerà “da un minimo di 4 anni a un massimo di otto anni” di carcere per i grandi evasori partendo da una “somma evasa di 100mila euro”.La stretta entrerà subito nel testo del decreto fiscale ma con la postilla che le nuove norme entreranno in vigore non subito, ma solo dopo il via libera finale al decreto. Si garantirà così sia la certezza della pena, sia – come sottolinea Dario Franceschini – che “il Parlamento potrà approfondire tutti gli effetti e le conseguenze”.Insomma, ancora ampio spazio al confronto. Ma Bonafede assicura di non temere modifiche e Di Maio festeggia l’intesa sulla norma di bandiera del M5s: “Finalmente tocchiamo gli intoccabili!”.La discussione però probabilmente proseguirà. A partire dal nodo delle norme sulle partite Iva a cui si applica il regime forfettario al 15%.”Siamo al lavoro. Sarà oggetto della discussione nei prossimi giorni”, racconta Di Maio, facendo riferimento alle norme che dovrebbero entrare nella legge di bilancio. Le nuove regole per limitare gli abusi erano state fortemente volute dal ministero dell’Economia.Ora arriverebbe il divieto di cumulo per chi guadagni oltre 30mila euro da lavoro dipendente (sono d’accordo tutti i partiti), mentre salterebbe il calcolo analitico del reddito su cui applicare la tassazione forfettaria ma i Cinque stelle vorrebbero far saltare anche il tetto alle spese per investimenti.
Manovra: Di Maio, flat tax 15% resteràIeri grande risultato su Pos e carcere a grandi evasori
22 ottobre 201913:02
– “Ieri grande risultato sulla manovra economica: nessuna multa per i Pos se prima le banche non abbassano drasticamente le commissioni; carcere ai grandi evasori e agli intoccabili che si credono potenti; leggo i vostri commenti sul regime forfettario e già vi assicuro che resterà al 15%, stiamo lavorando ai dettagli”. Lo scrive il capo politico M5S Luigi Di Maio in un post su facebook.
Libia:Conte, vediamo se rinnovare intesaE comunicheremo decisioni a Parlamento su memorandum migranti
22 ottobre 201914:52
– “Faremo delle riunioni governative per valutare nel merito del proseguo di quello che lei chiama l’accordo con la Libia. Poi valuteremo in trasparenza come comunicarlo e confrontarci con il Parlamento”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte rispondendo ai cronisti che gli chiedono se il governo rinnoverà il memorandum Italia-Libia che, in scadenza il 2 novembre, contiene una clausola di tacito rinnovo.
Spadafora,Conte non sia leader politicoIl capo del Movimento è Luigi Di Maio
22 ottobre 201915:00
– “Il fatto che il presidente del Consiglio abbia preso dimestichezza con il suo ruolo credo sia un bene per tutti, ha dimostrato per le sue capacità di non essere lì solo perché indicato dal Movimento 5 Stelle anzi, ha dimostrato in pochi mesi di essere subito padrone della materia.
Il consenso abbastanza alto deriva dal fatto che lui ha mantenuto un certo equilibrio. Ma il capo politico del Movimento 5 Stelle è Luigi Di Maio, e se il presidente Conte decidesse di ambire anche a una funzione di leader dei 5 Stelle sbaglierebbe per due motivi: sono due cose completamente diverse e creerebbe grande confusione mettendo a rischio anche il governo stesso”.
Così il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora intervenendo questa mattina a Omnibus su La7.
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Mattarella, serve patto giovani-anziani
Frattura che penalizzi i primi tra le più dannose per comunità
22 ottobre 201915:01
– “Talvolta si levano voci che tendono a creare artificiose contrapposizioni giovani-anziani, a porre in concorrenza le generazioni per quanto attiene alla distribuzione delle risorse pubbliche: è un terreno insidioso che pone in discussione la stessa coesione sociale La prima preoccupazione di ogni famiglia è l’avvenire di figli e nipoti: ciascuna società sana è, anzitutto, preoccupata del loro avvenire. Quello che va perseguito, semmai, è un consapevole patto tra le generazioni per far crescere l’Italia e confermarla il meraviglioso Paese che abbiamo ricevuto”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di consegna delle onorificenze a 25 nuovi Cavalieri del Lavoro al Quirinale.
Manovra: Zingaretti, vittoria sindaciDecisi nuovi fondi, meno tasse locali e più servizi
22 ottobre 201915:04
– “Nella manovra c’è una grande vittoria dei Sindaci e dei Comuni italiani: decisi nuovi fondi e investimenti da parte dello Stato per le amministrazioni locali.
Più risorse vuol dire meno tasse locali e più servizi per i cittadini. Avanti così”. Così il leader Pd Nicola Zingaretti su fb.
Camere attendono manovra: sarà corsa contro tempoMancano ancora i testi, incrocio anche con l’esame di Bruxelles
22 ottobre 201915:13
Ancora non è arrivata in Parlamento ma già, per la manovra, si preannuncia una corsa contro il tempo. Il governo giallorosso, in linea con i precedenti, ha già sforato il termine “ordinatorio e non perentorio” del 20 ottobre per consegnare alle Camere il disegno di legge di Bilancio. E, dopo che si è faticato a trovare un’intesa sul decreto fiscale collegato, è ragionevole immaginare che i tempi si allungheranno ulteriormente, anche perché, per stessa ammissione dei partiti, per la manovra ancora mancano “i dettagli”.Il primo testo su cui si dovranno confrontare le Camere dovrebbe essere comunque il decreto fiscale, che, chiuso l’accordo nella notte, si punta ora a mandare al Quirinale al più presto. Il provvedimento dovrebbe essere assegnato a Montecitorio, alla commissione Finanze guidata dalla M5S Carla Ruocco, sia perché la manovra partirà dal Senato (come vuole la regola non scritta dell’alternanza tra i due rami del Parlamento su chi per primo avvia l’esame della ex finanziaria) sia per evitare che il decreto possa incepparsi a Palazzo Madama, dove l’analoga commissione è presieduta dal leghista Alberto Bagnai.L’esame di decreto e manovra dovrebbe quindi essere ‘incrociato’, anche se i tempi non per forza coincideranno. Per l’esame della legge di Bilancio, infatti, le due Camere hanno a disposizione un mese ciascuna (per l’esattezza 40 giorni in prima lettura e 35 in seconda): tempi che non vengono quasi mai rispettati alla lettera. Il primo appuntamento è comunque quello con le audizioni, dopodiché si entra nel vivo dell’esame solo quando vengono presentati gli emendamenti. Calendario alla mano, quest’anno la legge di bilancio dovrebbe incassare il primo ok a Palazzo Madama tra fine novembre e la prima settimana di dicembre per poi passare a Montecitorio.Laddove i deputati decidessero di modificare ulteriormente il testo, servirebbe una terza lettura per l’approvazione finale, in tempi flash. Per evitare l’esercizio provvisorio, infatti l’esame della manovra si deve chiudere entro il 31 dicembre. Il percorso si incrocia anche con il vaglio del progetto di bilancio da parte della Commissione europea, che già ha scritto all’Italia chiedendo chiarimenti. Il governo risponderà mercoledì. Poi Bruxelles dovrà decidere, entro il 30 ottobre, se riscontra gravi violazioni del Patto di stabilità, bocciando, di fatto, la manovra, come accaduto lo scorso anno. Ma questo scenario non dovrebbe ripetersi. Possibile però che il carteggio tra Ue e Roma continui fino a fine novembre, quando la Commissione è chiamata a pubblicare il giudizio sui progetti di tutti i Paesi dell’Eurozona.
Terremoto: decreto proroga a dicembre 2020 stato emergenzaTra le principali disposizioni previste, il testo dispone la proroga fino al 31 dicembre 2020 dello stato d’emergenza dichiarato in conseguenza del sisma che ha colpito i territori delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo
22 ottobre 201915:24
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge che introduce ulteriori interventi urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti da eventi sismici. Lo rende noto il comunicato stampa del Cdm. Tra le principali disposizioni previste, il testo dispone la proroga fino al 31 dicembre 2020 dello stato d’emergenza dichiarato in conseguenza del sisma che ha colpito i territori delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.Inoltre, accogliendo le richieste manifestate dai territori interessati, il decreto prevede: – la riduzione del 60% degli importi da restituire in relazione alla c.d. “busta paga pesante”, ovvero il taglio degli oneri fiscali, previdenziali e assistenziali che erano stati sospesi dall’agosto del 2016 a tutto il 2017 e che non dovranno più essere restituiti in misura integrale ma limitata al 40%; -per la ricostruzione privata, una procedura accelerata per l’avvio dei lavori basata sulla certificazione redatta dai professionisti. Il controllo non verrà realizzato più a monte sul 100 % dei richiedenti, come avviene oggi, ma solo a campione sul 20 %. Restano fermi i controlli a campione a valle già oggi previsti dalla legge; – misure per agevolare l’approvazione dei progetti per la ricostruzione, regolando le modalità e le procedure per la copertura delle anticipazioni ai tecnici e ai professionisti del 50% dei loro onorari alla presentazione del progetto, con la previsione che per tali anticipazioni non possa essere richiesta alcuna garanzia; – per la ricostruzione degli edifici pubblici, l’attribuzione della priorità agli edifici scolastici che, se siti nel centro storico, dovranno essere ricostruiti nel luogo nel quale si trovavano, salvo impedimenti oggettivi; in ogni caso, la destinazione d’uso dell’area in cui sorgevano non potrà essere modificata; – per favorire lo smaltimento delle macerie, l’obbligo di aggiornamento da parte delle Regioni del piano per la gestione delle macerie e dei rifiuti, da effettuarsi entro il 31 dicembre 2019, al fine di individuare nuovi siti di stoccaggio temporaneo; in caso di inadempienza, l’aggiornamento sarà realizzato dal Commissario straordinario. Sono previste, inoltre, misure anti-spopolamento volte a incentivare gli imprenditori a non abbandonare i territori, come l’estensione al territorio dei Comuni del Cratere della misura prevista a favore dei giovani imprenditori nel Mezzogiorno, denominata “Resto al Sud” e interventi finanziari a favore delle imprese agricole del territorio.
Salvini, lavoro per dare sindaco a Roma’Ogni settimana girerò un quartiere, firme per dimissioni Raggi’
ROMA22 ottobre 201915:30
– “Tutte le settimane girerò un quartiere di Roma per raccogliere le firme per chiedere le dimissioni della Raggi e ascoltare i cittadini”. Una città così sporca, caotica, trascurata i cittadini non la meritano: lavoriamo per dare finalmente, dopo Marino e Raggi, un sindaco all’altezza. Raggi non merita questa città e i romani non meritano Raggi”. Così il leader della Lega Matteo Salvini stamani durante una visita al Mercato di piazza Epiro a Roma al debutto del suo tour nei mercati rionali della capitale.
Avv.Stato,non demolire norma lotta mafiaCorte Costituzionale si pronuncia su ergastolo ostativo
22 ottobre 201916:17
– “Non si demolisca una norma che ha sempre funzionato” nella lotta alla mafia e al terrorismo e che “costituisce un incentivo alla collaborazione”. Gli avvocati dello Stato Marco Corsini e Maurizio Greco hanno rivolto un appello alla Consulta nell’udienza pubblica che ha preceduto la camera di consiglio, in cui i giudici dovranno decidere se è compatibile con la Costituzione l’articolo 4 bis dell’ ordinamento penitenziario che non consente l’accesso ai benefici penitenziari per i condannati all’ergastolo ostativo, previsto per una serie di reati gravi a partire da mafia e terrorismo, se non collaborano. I difensori dei due ergastolani (Valerio Vianello Accorretti, Mirna Raschi e Michele Passione) che hanno portato il caso davanti alla Consulta, hanno chiesto invece che sia dichiarata l’incostituzionalità della norma perchè in contrasto con la funzione rieducativa della pena. E hanno spiegato che una pronuncia di questo tipo non indebolirebbe il fenomeno dei collaboratori di giustizia.
Il giudizio tranchant di De Mita sui due Matteo “Le opinioni di Renzi insopportabili. Salvini? Non parla, emette suoni”
22 ottobre 201916:46
Ciriaco De Mita esprime in diretta a Tagadà su La7, il suo giudizio tranchant sui due Matteo: “Le opinioni di Renzi insopportabili. Salvini? Non parla, emette suoni” dice l’ex presidente del Consiglio.
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Dl imprese: D’Incà annuncia la fiducia
Chiede stop Aula fino alle 20 per esame maxi da parte di Rgs
22 ottobre 201918:14
– Il ministro per i Rapporti con il Parlamento preannuncia la questione di fiducia nell’Aula del Senato sul dl Imprese, e chiede uno stop dei lavori fino alle 20 per permettere alla Ragioneria Generale dello Stato l’esame del maxiemendamento.
Maltempo: Conte ad AlessandriaRiunione in Prefettura con il premier e Cirio sui danni
TORINO22 ottobre 201918:14
– Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà questa sera ad Alessandria, in Prefettura, per fare il punto sui danni causati dal maltempo. Sarà accompagnato dal presidente della regione Piemonte Alberto Cirio. L’arrivo del premier, ora a Torino, è previsto dopo le 19,30.
A.Mittal:Patuanelli,equilibrio possibileA breve incontro ministro-azienda. Sindacati, lavoro a rischio
22 ottobre 201918:08
– “Un punto di equilibrio, attraverso una ritecnologizzazione degli impianti, in accordo con chi gli impianti li gestisce, è possibile”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli intervenendo sul nodo Arcelor Mittal in Senato nella replica sul decreto sulle crisi industriali.
“C’è l’ attività produttiva, l’occupazione evitando danni alla salute dei cittadini. Si possono tenere insieme – ha concluso Patuanelli – e di questo parlerò con l’azienda che incontrerò nelle prossime ore”.
Sull’ex Ilva di Taranto la tensione è salita dopo la cancellazione dal decreto imprese dello scudo penale per i vertici di Arcelor. I sindacati hanno parlato di atto grave, che mette a rischio l’occupazione e che può dare adito al ‘disimpegno’ del gruppo dall’Italia.
Reddito:finora spesi circa 2,4 mldFino a settembre. Nell’anno è probabile che si resti sotto 4 mld
22 ottobre 201917:59
– Tra aprile e settembre si sono spesi circa 2,4 miliardi di euro per il Reddito e la pensione di cittadinanza ed è probabile che a fine anno la spesa complessiva resti sotto i 4 miliardi con un risparmio rispetto alle risorse stanziate (5,6 miliardi) largamente superiore a 1,5 miliardi. E’ quanto è possibile calcolare dalle tabelle dell’Inps diffuse in questi mesi sui beneficiari del reddito e sugli importi medi percepiti. Nei primi tre mesi di pagamento si è speso poco più di un miliardo mentre nei tre mesi successivi si è speso meno di 1,4 miliardi.
Reddito:Inps, 2,28 mln coinvolti613 euro per chi ha mutuo, 212 euro per over 67 in affitto
22 ottobre 201913:12
– Sono 2,28 milioni le persone coinvolte nei nuclei che percepiscono Reddito o pensione di cittadinanza (di cui 1,47 milioni tra Sud e Isole), con un importo medio mensile pari a 482,36 euro. E’ quanto si evince dalle tabelle che accompagnano i dati dell’Inps aggiornati all’8 ottobre. Importo che varia in funzione delle componenti del beneficio: il più alto, 613 euro mensili, risulta quello percepito dai nuclei beneficiari del Reddito con a carico un mutuo; quello più basso, 212 euro, da chi ha una Pensione di cittadinanza (per gli over 67) con a carico un affitto.
Cdp: consenso fondazioni su GornoRiunione all’Acri, indicazione formale il 24 ottobre
22 ottobre 201912:39
– Le fondazioni bancarie hanno raggiunto il consenso sull’indicazione del nome di Giovanni Gorno Tempini quale nuovo presidente di Cdp al posto di Massimo Tononi. E’ quanto riferiscono fonti al termine dell’incontro che si è tenuto in Acri secondo le quali una indicazione formale arriverà al cda di Cassa del 24 ottobre. Prima di quella data ci sarà anche un confronto con il Mef, azionista di maggioranza.
Autostrade: Brebemi, bond da 1,6 miliardi e si rifinanziaOltre 300 milioni da UniCredit, Banco Bpm, Ubi, Mps e Intesa
22 ottobre 201917:11
– BreBeMi A35, l’autostrada che collega Milano e Brescia passando a Sud dell’A4, ha emesso un prestito obbligazionario garantito multitranche per un importo complessivo di 1.679 milioni. Lo rende noto un comunicato della società.
La struttura dell’operazione è su base ‘project bond’, con obbligazioni che sono state ammesse a quotazione sul sistema multilaterale di negoziazione Euronext Dublin, organizzato e gestito dalla Borsa irlandese.
Nell’ambito dell’operazione la società ha sottoscritto un contratto di finanziamento di importo massimo complessivo di 307 milioni, erogato da parte di alcuni istituti di credito tra cui UniCredit, Banco Bpm, Unione di Banche Italiane, Monte dei Paschi di Siena e Intesa Sanpaolo. “I proventi dell’operazione consentiranno di rifinanziare interamente l’indebitamento contratto dalla società nel 2013, durante la fase di costruzione dell’autostrada”, conclude BreBeMi. “Grande soddisfazione” dal presidente di BreBeMi, Francesco Bettoni.
