Ultimo aggiornamento 23 Ottobre, 2019, 19:49:10 di Maurizio Barra
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Ministro Boccia:
‘I saldi della manovra non si toccano”Iv scorretta su quota 100, fa propaganda’
23 ottobre 2019 09:04
“I saldi della manovra non si toccano”, ha detto il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia
sostenendo che gli altri punti “fondamentali” e intoccabili sono la riduzione delle tasse sul lavoro e gli interventi sulla famiglia. “La manovra rimette il paese in sicurezza, due mesi fa eravamo un paese sulle montagne russe dello spread – ha aggiunto il ministro -. E dopo i disastri estivi del Papeete, tutte le forze politiche che sono al governo devono mettersi sul petto il merito di non aver fatto aumentare l’Iva”.”Se chiudi la manovra senza dire nulla e il giorno dopo annunci un emendamento su quota 100, sei semplicemente scorretto”, ha poi detto Boccia
criticando l’atteggiamento di Matteo Renzi e di Italia Viva sulla misura bandiera della Lega. “Nel momento in cui decidi di cancellare quota 100 non in consiglio dei ministri, dove hai dato l’approvazione e dove nessuno ha detto cancelliamo i residui di quota 100 – sottolinea Boccia – Ma lo fai fuori dal Cdm, allora stai facendo propaganda”.”Non sono stato io ma Di Maio ad aver fatto una mediazione sulla vicenda delle bonifiche e dell’immunità – ha spiegato il ministro in merito alla discussione sulla soppressione dello scudo legale per Arcelor Mittal in relazione allo stabilimento di Taranto -. L’ha fatta lui ed oggi il M5s presenta un emendamento che corregge la linea di Di Maio, questo è il dato politico”. “Mi chiedo però e chiedo alle forze politiche – aggiunge Boccia – Arcelor Mittal sta riducendo la produzione di Taranto a 4 milioni di tonnellate per la questione dell’immunità o aveva già deciso di rivedere piano industriale? Secondo me aveva già deciso di farlo”.”Se Maria Elena Boschi è in Parlamento, da Bolzano, lo deve al Pd. E almeno fino alla fine della legislatura lo rispetti, ha detto poi Francesco Boccia replicando all’ex ministro che alla Leopolda ha definito il Pd “il partito delle tasse”. “E’ una sciocchezza sesquipedale, è stata una scivolata e una caduta di stile” ha aggiunto Boccia che poi avvisa Italia Viva: “se l’obiettivo è provare a danneggiare il Pd non solo non glielo consentiremo, ma saremo molto duri”.”Oggi trasmetto alle commissioni parlamentari gli atti relativi all’autonomia”, ha aggiunto il ministro Boccia
sottolineando che si tratta di un “passaggio formale”. “Spero che da domani Fontana non dica più che eravamo a buon punto – ha aggiunto – perché in realtà erano ad un buon punto solo se uno pensa che si faccia come dice lui” mentre invece si era su un “binario morto”. Il ministro ha poi ribadito che entro fine anno sarà in Parlamento la “legge quadro, il perimetro in cui dovranno entrare le intese che attuano i l’autonomia”.E sul voto di domenica in Umbria, il ministro ha detto: “Credo che con M5s ci debba essere un futuro: abbiamo le stesse pulsioni sociali e io ho perorato un’intesa a partire da Bersani nel 2013. L’Umbria prima di questa intesa era persa, adesso l’alleanza ha riaperto la partita”. Per l’esponente dem con M5s bisogna “andare avanti indipendentemente dai risultati di domenica”.
Camera: domani convegno su ricerca con Fico e Fioramonti
23 ottobre 201910:14
– Oggi, mercoledì 23 ottobre, alle ore 9.30, nella Sala della Regina di Montecitorio si svolge il convegno “Patto per la Ricerca”, promosso dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Saluto del Presidente della Camera Roberto Fico. Introduce e conclude il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti. Partecipano rappresentanti del mondo della ricerca e dell’alta formazione, delle imprese partecipate, delle associazioni di categoria e delle confederazioni sindacali.
L’appuntamento viene trasmesso in diretta webtv.
Manovra, Fico: ‘Serve investimento poderoso sulla ricerca’Alla Camera il convegno ‘Patto per la ricerca’
23 ottobre 201911:32
Alla Camera, nella Sala della Regina, il convegno ‘Patto per la ricerca’, promosso dal ministero dell’Istruzione.Partecipano il presidente della Camera, Roberto Fico, i ministri dell’Economia Gualtieri, dell’Istruzione Fioramonti e per gli Affari regionali Boccia.
LA DIRETTA“E’ quanto mai necessario che la sessione di bilancio sia l’occasione per dare concreta attuazione a questo impegno: investire in modo poderoso su quello che è un asset strategico, istruzione, formazione e ricerca – ha dettto il presidente della Camera, Fico -. Abbiamo il dovere di lavorare tutti insieme concorrendo, insieme al Patto, alla transizione verso un nuovo modello di economia e società, basato sulla conoscenza e sulla sostenibilità”.
Fico sottolinea che il Patto per la ricerca “può essere la via per inserire stabilmente la ricerca tra le priorità della agenda politica del nostro Paese, superando un ritardo molto grave che è dimostrato da numerosi indicatori. Sappiamo tutti che l’Unione europea aveva fissato già nel 2000 e ribadito nel 2010 l’obiettivo di portare gli investimenti pubblici e privati in ricerca e sviluppo al 3% del PIL entro il 2020. Ma, secondo i dati OCSE relativi al 2017, siamo ad appena il 2,03% nell’Unione europea e all’1,38% in Italia. Considero inoltre molto preoccupanti anche i divari territoriali all’interno del nostro Paese: oltre i due terzi della spesa totale per ricerca e sviluppo è concentrato in appena cinque regioni (Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto). C’è dunque un ritardo ancor più marcato nel Mezzogiorno che va recuperato se vogliamo rilanciare questa parte del Paese”. “Se vogliamo cogliere e diffondere i benefici della innovazione, occorre dunque migliorare anche la misura e la qualità della spesa per l’istruzione, a tutti i livelli”, ammonisce, ricordando a tal proposito che “le risoluzioni approvate da Camera e Senato sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019 impegnano espressamente il Governo a provvedere con la prossima legge di bilancio “al sostegno e alla qualificazione del sistema di istruzione, formazione, alta formazione, università, ricerca, innovazione”.
“La manovra la stiamo ancora studiando ed è in evoluzione, si sta facendo un lavoro di sintesi. Sono personalmente preoccupato perché le risorse per la scuola, l’università e la ricerca sembrano essere poche e mi auguro che aumentino”, ha detto il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, a margine della presentazione del “Patto per la ricerca” sostenendo che “le risorse sono molto lontane da quello che era stato l’obiettivo iniziale”. “Io confido nella responsabilità di tutti i partiti politici per fare in modo che in questo Paese si possa dire una volta per tutte che dopo tanti anni di sotto finanziamento il governo e tutte le forze politiche sono davvero impegnate per rilanciare la scuola, l’università e la ricerca, perché senza questo non c’è futuro. E noi non possiamo rinnegare il futuro”, ha concluso Fioramonti.
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“E’ quanto mai necessario che la sessione di bilancio sia l’occasione per dare concreta attuazione a questo impegno: investire in modo poderoso su quello che è un asset strategico, istruzione, formazione e ricerca – ha dettto il presidente della Camera, Fico -. Abbiamo il dovere di lavorare tutti insieme concorrendo, insieme al Patto, alla transizione verso un nuovo modello di economia e società, basato sulla conoscenza e sulla sostenibilità”.
Fico sottolinea che il Patto per la ricerca “può essere la via per inserire stabilmente la ricerca tra le priorità della agenda politica del nostro Paese, superando un ritardo molto grave che è dimostrato da numerosi indicatori. Sappiamo tutti che l’Unione europea aveva fissato già nel 2000 e ribadito nel 2010 l’obiettivo di portare gli investimenti pubblici e privati in ricerca e sviluppo al 3% del PIL entro il 2020. Ma, secondo i dati OCSE relativi al 2017, siamo ad appena il 2,03% nell’Unione europea e all’1,38% in Italia. Considero inoltre molto preoccupanti anche i divari territoriali all’interno del nostro Paese: oltre i due terzi della spesa totale per ricerca e sviluppo è concentrato in appena cinque regioni (Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto). C’è dunque un ritardo ancor più marcato nel Mezzogiorno che va recuperato se vogliamo rilanciare questa parte del Paese”. “Se vogliamo cogliere e diffondere i benefici della innovazione, occorre dunque migliorare anche la misura e la qualità della spesa per l’istruzione, a tutti i livelli”, ammonisce, ricordando a tal proposito che “le risoluzioni approvate da Camera e Senato sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019 impegnano espressamente il Governo a provvedere con la prossima legge di bilancio “al sostegno e alla qualificazione del sistema di istruzione, formazione, alta formazione, università, ricerca, innovazione”.
“La manovra la stiamo ancora studiando ed è in evoluzione, si sta facendo un lavoro di sintesi. Sono personalmente preoccupato perché le risorse per la scuola, l’università e la ricerca sembrano essere poche e mi auguro che aumentino”, ha detto il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, a margine della presentazione del “Patto per la ricerca” sostenendo che “le risorse sono molto lontane da quello che era stato l’obiettivo iniziale”. “Io confido nella responsabilità di tutti i partiti politici per fare in modo che in questo Paese si possa dire una volta per tutte che dopo tanti anni di sotto finanziamento il governo e tutte le forze politiche sono davvero impegnate per rilanciare la scuola, l’università e la ricerca, perché senza questo non c’è futuro. E noi non possiamo rinnegare il futuro”, ha concluso Fioramonti.
Da Softbank 9,5 mld per salvare WeworkFondatore Neumann lascia con 1,9 miliardi di dollari
23 ottobre 201911:03
Piano di salvataggio da 9,5 miliardi di dollari per WeWork, il gigante del co-working che è stato in grado di raccogliere capitali sulla base di una valutazione di 47 miliardi di dollari e che ora, dopo un disastroso tentativo di quotazione, viene valutato meno di 8 miliardi. A iniettare risorse è stato Softbank, il conglomerato giapponese già azionista della società, che salirà così all’80% del capitale. Il piano prevede un nuovo finanziamento da 5 miliardi, l’offerta di rilevare fino a 3 miliardi di dollari di azioni dagli attuali azionisti e l’impegno ad accelerare un prestito da 1,5 miliardi in modo da fornire WeWork “liquidità significativa per accelerare il cammino della società verso la redditività e flussi di cassa positivi”. L’accordo prevede che il fondatore di WeWork Adam Neumann lasci il cda per essere rimpiazzato dal presidente esecutivo di Softbank Marcelo Claure.
A Neumann andranno 1,2 miliardi di dollari per le sue azioni, 185 milioni di ‘consulting fee’ e un finanziamento da 500 milioni.
Manovra: Fico, investire su ricercaAbbiamo il dovere di lavorare tutti insieme
23 ottobre 201910:37
– “E’ quanto mai necessario che la sessione di bilancio sia l’occasione per dare concreta attuazione a questo impegno: investire in modo poderoso su quello che è un asset strategico: istruzione, formazione e ricerca. Abbiamo il dovere di lavorare tutti insieme concorrendo, insieme al Patto, alla transizione verso un nuovo modello di economia e società, basato sulla conoscenza e sulla sostenibilità”. Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico alla presentazione del Patto per la ricerca.
Fioramonti, poche risorse per la scuolaConfido nella responsabilità di tutti i partiti
23 ottobre 201910:57
– “La manovra la stiamo ancora studiando ed è in evoluzione, si sta facendo un lavoro di sintesi. Sono personalmente preoccupato perché le risorse per la scuola, l’università e la ricerca sembrano essere poche e mi auguro che aumentino”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, a margine della presentazione del “Patto per la ricerca” a Montecitorio, sostenendo che “le risorse sono molto lontane da quello che era stato l’obiettivo iniziale”. “Io confido nella responsabilità di tutti i partiti politici per fare in modo che in questo Paese si possa dire una volta per tutte che dopo tanti anni di sotto finanziamento il governo e tutte le forze politiche sono davvero impegnate per rilanciare la scuola, l’università e la ricerca, perché senza questo non c’è futuro. E noi non possiamo rinnegare il futuro”, ha concluso Fioramonti.
Dl imprese: governo pone fiduciaLo annuncia ministro per i rapporti con il Parlamento D’Incà
23 ottobre 201911:13
– Il governo ha presentato nell’aula del Senato il maxi-emendamento al decreto salva-imprese ed ha posto la fiducia su di esso. Lo ha annunciato in Aula il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. Il testo dell’emendamento corrisponde a quello approvato dalle Commissioni di merito.
Di Maio, con dl terremoto via burocraziaEvitare spopolamento di aree bellissime
23 ottobre 201912:44
– Abbiamo avuto il coraggio di fare un decreto che libera i cittadini dalle grinfie della burocrazia, i soldi ci sono”. Lo afferma Luigi Di Maio parlando in Umbria del terremoto. “Le leggi dello Stato – dice tra l’altro il ministro degli Esteri – sono troppo complicate e le situazioni straordinarie come quella del terremoto non si gestiscono con leggi ordinarie”. Di Maio ricorda tra l’altro, in merito al tema tasse, che saranno garantite buste paga “pesanti” ai cittadini che vivono nelle zone terremotate. “Cittadini non più schiavi della burocrazia per accelerare la ricostruzione ed evitare lo spopolamento di aree bellissime”.
Raggi, revocare sciopero di domani’Atac sta assumendo, Roma metropolitane resterà pubblica’
ROMA23 ottobre 201912:56
– “Continuo a invitare i sindacati a revocare questo sciopero (lo sciopero generale previsto a Roma per venerdi’) che dal nostro punto di vista non ha motivazioni.
In Roma Metropolitane c’è la garanzia dei livelli occupazionali, c’è l’intenzione di mantenere la società in mano pubblica. Del resto lo abbiamo dimostrato con Atac che tutti volevano far fallire. Noi l’abbiamo mantenuta pubblica, sta assumendo nuovo personale, sta portando autobus nuovi a Roma”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi interpellata a margine della riunione al Mit con il ministro De Micheli.
Gualtieri, ridurre debito ma gradualmenteEvitare impatto negativo su economia
23 ottobre 201914:16
– “Noi riduciamo il debito ma lo facciamo come è giusto che sia attraverso un percorso più morbido, perché deve essere sostenibile sul piano economico”. Lo afferma il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ad Orvieto. “Ma – prosegue – perché questa riduzione sia credibile deve avvenire in modo graduale e sostenibile per evitare un impatto negativo sulla crescita”.
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Sardegna: consiglieri Lega in bilico
Attesa la pronuncia dei giudici amministrativi
CAGLIARI23 ottobre 201914:57
– I seggi degli otto consiglieri della Lega non sono ancora del tutto al sicuro. Tra stasera e domani mattina è atteso il dispositivo dei giudici del Tar della Sardegna relativo ai tre ricorsi elettorali discussi oggi e nei quali si contesta il potere dell’amministratore federale di Lega Salvini Premier, il deputato Giulio Centemero, di disporre la sottoscrizione delle liste in occasione del voto per le regionali del 24 febbraio scorso. Ricorrenti sono l’ex capogruppo del Pd in Consiglio, Pietro Cocco, il consigliere di Sardegna 20Venti, Andrea Tunis, e l’ex consigliere di Leu Luca Pizzuto. In realtà i tre ricorsi erano già stati esaminati nelle udienze fissate a giugno, ma il Tar aveva deciso per la prosecuzione in giudizio nell’udienza di oggi, ordinando agli avvocati della controparte di produrre una serie di atti per dimostrare l’idoneità di Centemero a disporre la sottoscrizione.
Manovra rinnova il bonus cultura ma i fondi calanoPer il ministro “il decreto fiscale è praticamente pronto”
ORVIETO (TERNI)23 ottobre 201917:32
Sul ddl bilancio “Siamo ai dettagli, il decreto fiscale è praticamente pronto e sulla legge di bilancio siamo alla fase di redazione, avendo ormai definito un quadro stabile dell’impianto della manovra”: lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, parlando con i giornalisti a margine della sua visita di oggi nella sede di Vetrya ad Orvieto.”Non vi so dare la data esatta” ha risposto a chi gli chiedeva se il testo potrà essere trasmesso alle camere la prossima settimana. “È un lavoro tecnico e intenso – ha concluso – ma ormai la legge è chiusa e siamo molto soddisfatti”. “Noi riduciamo il debito ma lo facciamo come è giusto che sia attraverso un percorso più morbido, perché deve essere sostenibile sul piano economico”, afferma il ministro dell’Economia. “Ma – prosegue – perché questa riduzione sia credibile deve avvenire in modo graduale e sostenibile per evitare un impatto negativo sulla crescita”.Arriva anche per il 2020 il bonus cultura per i 18enni, con uno stanziamento in manovra di 160 milioni. La misura era finanziata fino a fine anno e si è deciso di rinnovarla ma i fondi – a quanto si apprende – caleranno di 80 milioni, dai 240 milioni stanziati per il 2019 a 160 milioni. Nonostante il minore stanziamento l’intenzione, spiegano fonti Pd, sarebbe tenere a 500 euro la cifra data ai neo-maggiorenni per spese culturali. Sarebbe possibile “grazie a risparmi e al fatto che non tutti i 18enni hanno usato il bonus nel passato”. “Ho trovato una modello di governo fatto di condoni e flat tax, che non è il futuro ma il passato”, ha affermato Gualtieri in un incontro elettorale con il mondo del lavoro e delle imprese di Terni.
Dl imprese: ok Senato a fiduciaI voti contrari sono stati 110
23 ottobre 201916:02
– Il Senato ha votato la fiducia al governo sul decreto salva-imprese con 168 voti favorevoli e 110 contrari.
Roma: Di Maio, poteri speciali a sindacoAnnuncio leader M5S a sostegno Raggi
ROMA23 ottobre 201916:45
– Il leader M5S Luigi Di Maio ha annunciato “poteri speciali” per il sindaco Roma attraverso un ddl che “è già pronto”.
Conte: ‘Mai parlato con Barr, neanche per telefonoPremier dopo l’audizione al Copasir: ‘Intelligence estranea al Russiagate, chiarito agli Usa. Dagli Stati Uniti chieste informazioni a giugno’.
23 ottobre 201919:26
“E’ completamente falso che il tweet del presidente Trump sia collegato al caso Barr. Trump non mi ha mai parlato di quest’inchiesta”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi, al termine dell’audizione al Copasir. “Vorrei anche chiarire che io non ho mai interloquito con Barr, né per telefono, né per iscritto, ho acceduto a questa interlocuzione al fine di chiarire che non avevamo elementi di coinvolgimento” nel caso sollevato dai servizi Usa 2del nostro reparto di intelligence, né di singoli dipendenti”Tra i temi dell’incontro, le visite a Roma del procuratore Usa William Barr ed i suoi colloqui con i vertici dell’intelligence italiana. Conte è arrivato in leggero ritardo sull’orario previsto (le 15).
LA DIRETTAA Copasir non per Russiagate ma non l’ho evitato – “Sono intervenuto al Copasir ai sensi dell’art. 33 della legge 124, che prevede che il responsabile dell’autorità del controllo dell’intelligence debba riferire semestralmente. Quindi non sono stato convocato sul caso Barr, ma io stesso, non appena ho saputo della nomina del nuovo presidente ho scritto che si svolgesse quest’incontro ordinario e con l’occasione non mi sono affatto sottratto”.
Da Usa chieste informazioni a giugno – “E’ stato detto che la richiesta americana di uno scambio di informazioni è stata fatta in agosto durante la crisi di governo. Falso, la richiesta risale a giugno”. Nell’incontro del 27 settembre “è stato chiarito che alla luce delle verifiche fatte la nostra intelligence è estranea a questa vicenda (il Russiagate, ndr), abbiamo rassicurato gli Usa di questa estraneità”
Conte, informando ministri violavo legge – “Tra le varie illazioni ed opinioni legittime è stato ipotizzato che avrei dovuto informare singoli ministri o leader politici della interlocuzione” con gli Usa. Lo dice il premier Giuseppe Conte sul Russiagate. “Avverto una grande responsabilità, che qualcuno rappresenta come un potere, sull’intelligence. Cerco di interpretare questo compito nel rispetto della legge: la responsabilità della sicurezza il premier non la può dividere con ministri o leader, se l’avessi condivisa con persone non legittimate avrei violato la legge”. “Se tornassi indietro non farei e non potrei fare diversamente, perché questa indagine preliminare che conduce un nostro alleato e che Barr, responsabile del controspionaggio e dell’Fbi, sta portando avanti, in cui c’è una tipica attività di intelligence. Se ci fossimo rifiutati di sederci a un tavolo io dico che allora avremmo recato sì un danno alla nostra intelligence, oltre a produrre una grave slealtà nei confronti di un alleato storico”.
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Rai, il caso Report in cda
Nel mirino la puntata su Moscopoli, Borioni e Laganà la difendono
23 ottobre 201918:04
La puntata di Report andata in onda due giorni fa e dedicata al caso Moscopoli finisce sul tavolo del cda.Secondo quanto si apprende, i consiglieri Igor De Biasio (indicato dalla Lega) e Giampaolo Rossi (indicato da Fratelli di Italia) hanno accusato la trasmissione di violare la par condicio in vigore per le elezioni in Umbria. Una tesi respinta da Rita Borioni (Pd) e Riccardo Laganà (dipendenti) che hanno difeso la trasmissione, che avrebbe solo esercitato il diritto di cronaca.Interviene anche il segretario del Pd, Zingaretti, che su Twitter scrive: “Nel servizio pubblico si difenda la libertà di espressione. Se qualcuno deve esprimere opinioni diverse o fornire versioni alternative ha il diritto di farlo. Ma censurare non può farlo nessuno. #reportrai3”.
Gozi lascia incarico in governo francese’Voglio evitare qualsiasi strumentalizzazione politica’
23 ottobre 201919:21
– Sandro Gozi, ex sottosegretario italiano alla presidenza del Consiglio, si è dimesso dall’incarico di consulente del premier francese Edouard Philippe. “Da lunedì scorso, sono nuovamente oggetto di rivelazioni di stampa che hanno come unico intento quello di minare il mio impegno e le mie nuove attività professionali. Per questa ragione ho preso la decisione di dimettermi a partire da oggi dalla mia funzione di incaricato di missione presso il Primo Ministro della Francia per evitare qualsiasi strumentalizzazione politica, vista anche l’attuale situazione europea”, scrive Gozi in una nota.
