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Ultimo aggiornamento 11 Novembre, 2019, 02:17:03 di Maurizio Barra

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Morales, non so se mi candido di nuovo
‘Ma ora basta mobilitazioni, scioperi e blocchi’

LA PAZ10 novembre 2019 15:02

– Il presidente boliviano Evo Morales ha detto di non sapere se si candiderà nelle nuove elezioni convocate oggi in Bolivia, limitandosi a sottolineare che “la mia gestione termina il 22 gennaio 2020”. In un’intervista con Radio Panamericana di La Paz, il capo dello Stato ha sottolineato che “indire nuove elezioni significa mettere fine a qualsiasi mobilitazione, e che si sospendano gli scioperi ed i blocchi”.

Spagna: affluenza in calo alle 14, -3,6%Rispetto ad aprile. Ha votato il 37,83%

MADRID10 novembre 201915:26

– E’ in calo l’affluenza in Spagna rispetto al voto dello scorso 28 aprile: alle 14 la partecipazione era del 37,83%, 3,6 punti percentuali in meno rispetto allo stesso dato della scorsa primavera. Lo scrive El Pais. Anche in Catalogna si è registrato un calo. Alle 14, infatti, nella regione autonoma era andato a votare il 40,6% degli aventi diritto, il 3% in meno rispetto alle elezioni del 28 aprile. Per il resto, nonostante la vigilia di tensione e l’annuncio di nuove agitazioni a partire da domani, la giornata elettorale in Catalogna si sta svolgendo in modo tranquillo.
Secondo il quotidiano locale La Vanguardia, si sono verificati piccoli incidenti stamani prima dell’apertura dei seggi ma sono rientrati poco dopo.

A Parigi manifestazione anti-islamofobiaSinistra spaccata, socialisti e verdi non partecipano

PARIGI10 novembre 201915:32

– Ha preso il via alle 13 alla gare du Nord di Parigi la controversa manifestazione contro l’islamofobia, che vuole denunciare gli atti antimusulmani ma che finora ha spaccato la sinistra e provocato dure critiche da parte dell’estrema destra del Rassemblement national, che accusa i partecipanti di “alleanza con gli islamisti”.
Organizzata da personalità e organizzazioni fra cui il “Collettivo contro l’islamofobia in Francia”, l’iniziativa non vede la partecipazione del Partito socialista, che ritiene che gli organizzatori siano persone vicine all’organizzazione dei Fratelli musulmani, e di molti ecologisti.
Lanciata dopo l’attentato contro la moschea di Bayonne, due settimane fa, la manifestazione giunge in un pericolo di ripresa di polemiche sul velo islamico.

Russia: noto storico uccide la compagnaOleg Sokolov voleva gettare resti in fiume, vestito da Napoleone

10 novembre 201915:46

Il noto storico russo, Oleg Sokolov, docente all’Università di San Pietroburgo ed esperto di Napoleone, ha confessato oggi l’omicidio della sua compagna ed ex studentessa, la 24enne Anastassia Echtchenko. Lo riferiscono i media russi.
Il professore, che per i suoi studi in passato è stato insignito in Francia della Legion d’Onore, è stato arrestato ieri dopo essere stato ripescato dai soccorritori nel fiume Moika, a San Pietroburgo, con uno zaino che conteneva le braccia della donna. Secondo i media russi, Sokolov era caduto in acqua, vestito da Napoleone, nel tentativo di far sparire nel fiume i resti della giovane. La polizia ha poi trovato il resto del corpo della vittima nell’appartamento dell’uomo.
Lo storico, 63 anni, è stato poi ricoverato in ospedale per ipotermia, ma oggi è stato trasferito in un commissariato di polizia per l’interrogatorio. Il suo avvocato, Alexander Pochuev, aggiungono i media locali, ha riferito che Sokolov ha firmato una dichiarazione di colpevolezza.

Iraq: attentato contro militari italiani, 5 feritiTre sono in gravi condizioni ma non in pericolo di vita

10 novembre 201923:03

Attentato esplosivo contro militari italiani in Iraq: cinque i feriti, di cui tre in gravi condizioni. Lo si apprende da fonti della Difesa.

L’attentato, riferisce lo Stato maggiore della Difesa, è avvenuto in mattina quando un Ied, un ordigno esplosivo rudimentale, è detonato al passaggio di un team misto di Forze speciali italiane in Iraq.Il team stava svolgendo attività di addestramento (“mentoring and training”) in favore delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis.  L’attentato è avvenuto intorno alle 11 locali, nella zona di Suleymania, nel Kurdistan iracheno. Ad essere coinvolti sono stati i commandos della task force presente in quell’area, che stava svolgendo un’attività di supporto ad una unità di forze speciali dei Peshmerga. I cinque feriti, sempre secondo quanto è stato possibile apprendere, sono tre incursori della Marina (appartenenti al Goi, il Gruppo operativo incursori) e due dell’Esercito (9/o Col Moschin).I cinque militari coinvolti dall’esplosione sono stati subito soccorsi, evacuati con elicotteri USA facenti parte della coalizione e trasportati in un ospedale “Role 3” dove stanno ricevendo le cure del caso.Tre dei cinque militari sono in condizioni gravi, ma non sarebbero in pericolo di vita. I tre militari sono tutti in prognosi riservata ed attualmente ricoverati in un ospedale militare a Baghdad. Dei tre il più grave ha riportato un’emorragia interna; un altro ha perso alcune dita di un piede e il terzo ha gravissime lesioni a entrambe le gambe, che sono state parzialmente amputate. Gli altri due militari coinvolti nell’esplosione, invece, hanno riportato solo micro fratture e lesioni minori.Attentato con finalità di terrorismo e lesioni gravissime, reati per i quali procede la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo di indagine in relazione al ferimento di 5 soldati italiani avvenuto oggi in Iraq. Le indagini sono state affidate dal pm Sergio Colaiocco ai carabinieri del Ros.L’attentato in Iraq ai militari italiani è “il rischio” che corre chi “opera sul campo”: perché l’addestramento “non si fa in una caserma ma sul terreno”. Lo dice il generale Marco Bartolini, ex comandante della Folgore e del contingente italiano in Afghanistan ma soprattutto ex capo delle forze speciali italiane. “I militari che operano sul campo sono persone preparate, che sanno quello che fanno e lo fanno con passione – dice il generale – Ma in quelle situazioni, e soprattutto contro gli Ied, non esiste una contromisura che garantisca la sicurezza assoluta”.SONO 1.100 I MILITARI IMPEGNATI NELLA MISSIONEIl ministro della Difesa Lorenzo Guerini sta seguendo “con attenzione e apprensione” gli sviluppi dell’attentato avvenuto in Iraq. Il ministro, subito messo al corrente della situazione dal capo di Stato maggiore della Difesa, ha immediatamente informato il Presidente della Repubblica Mattarella e il Presidente del Consiglio Conte. Anche il premier sta seguendo la vicenda.”Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, appresa la notizia del gravissimo attentato contro il contingente militare italiano in Iraq, ha fatto pervenire al Ministro della Difesa, on. Lorenzo Guerini, e al capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli, un messaggio di solidarietà per i militari rimasti feriti”.”Sto seguendo con dolore e apprensione quel che è accaduto in Iraq ai nostri militari, coinvolti in un attentato. I nostri ragazzi erano impiegati in attività di formazione delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis. In questi casi il primo pensiero va ai soldati colpiti, alle loro famiglie e a tutti i nostri uomini e donne in uniforme che ogni giorno rischiano la vita per garantire la nostra sicurezza. Seguiamo con attenzione ogni sviluppo”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

‘Militari in Iraq non in pericolo vita’Lo dice ambasciatore italiano a Baghdad Bruno Antonio Pasquino

10 novembre 201917:27

– Nessuno dei cinque militari italiani feriti in Iraq è in pericolo di vita, secondo i medici che li hanno in cura. Lo riferisce l’ambasciatore italiano a Baghdad Bruno Antonio Pasquino

Ciclone su India e Bangladesh, 14 mortiBulbul colpisce i due paesi con venti a 130 km all’ora

DHAKA10 novembre 201917:36

– Con tutta la potenza dei suoi venti, con raffiche fino a 130 km orari, il ciclone Bulbul si è abbattuto sull’India nordorientale e poi sul Bangladesh uccidendo almeno 14 persone e costringendone almeno due milioni di persone a scappare dalle loro abitazioni. Lo riporta l’agenzia di stampa Press Trust of India. Verso la mezzanotte di sabato Bulbul si è prima abbattuto sullo stato indiano del Bengala occidentale, lasciando dietro di se sette vittime e poi si è spostato sul vicino Bangladesh uccidendo altre sette persone. Enamur Rahman, ministro del Bangladesh per la gestione delle catastrofi, ha affermato che circa 5.000 case in tutta la regione costiera del Paese sono state danneggiate e molti alberi sradicati dal ciclone. Il ministero dell’Agricoltura ha dichiarato che nel paese oltre 200.000 ettari (494.200 acri) di terreni coltivati sono stati danneggiati.

10.000 contro islamofobia a ParigiMelenchon: ‘Magnifica giornata’. Ma governo e sinistra dicono no

PARIGI10 novembre 201919:22

– Oltre 10.000 persone hanno partecipato oggi a Parigi alla discussa Marcia contro l’islamofobia, che nei giorni scorsi ha spaccato la sinistra e provocato molte critiche dall’interno del governo e dalla destra.
‘Sì alla critica della religione, no all’odio del credente’, ‘Stop all’islamofobia’ sono alcuni degli slogan letti su striscioni e cartelli del corteo organizzato da diverse personalità e associazioni, come il Collettivo contro l’islamofobia in Francia. L’appello a manifestare era stato lanciato quattro giorni dopo l’attacco contro una moschea a Bayonne, un paio di settimane fa, e mentre la Francia è tornata a dividersi sull’annosa questione del diritto di indossare il velo islamico nei luoghi pubblici. Il mondo politico si è diviso sul tema dell’islamofobia e sull’opportunità della manifestazione. Una parte degli ecologisti non ha preso parte all’iniziativa, i socialisti non hanno aderito all’invito, parlando anche di personaggi “vicini ai Fratelli musulmani” fra gli organizzatori. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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Spagna: i socialisti sono in testa
Ma senza la maggioranza. Vox è il terzo partito

MADRID10 novembre 201920:08

– Il partito socialista spagnolo è in testa alle elezioni ma senza la maggioranza, secondo il sondaggio a campione condotto dall’emittente Rtve. Segue il PP con 85-90, terzo il partito di ultradestra Vox che con 52-58 seggi ha quasi triplicato il risultato di aprile.

Romania:vince Iohannis davanti a DancilaAl presidente uscente il 39%, alla ex premier il 22,5%

10 novembre 201920:21

In Romania – secondo un exit poll diffuso dall’agenzia Mediafax alla chiusura dei seggi – il capo di stato uscente, il conservatore Klaus Iohannis, avrebbe vinto il primo turno delle presidenziali con il 39% dei voti, rispetto al 22,5% andato alla candidata socialdemocratica, la ex premier Viorica Dancila. Terzo il liberale Dan Barna con il 16,4%. Se nessuno otterrà il 50% dei consensi, i due più votati andranno al ballottaggio del 24 novembre.

Bolivia:forze armate a Morales,dimettiti’Per il bene della nostra Bolivia’

LA PAZ10 novembre 201921:25

– Il comandante dell’esercito boliviano, generale Williams Carlos Kaliman Romero, ha chiesto oggi al presidente Evo Morales di “rinunciare al suo mandato” per “il bene della nostra Bolivia”.

Bolivia: Morales lascia La Paz in aereoVerso destinazione ignota. Fonti media: ‘Va in Argentina’

LA PAZ10 novembre 201923:01

– L’aereo presidenziale con a bordo Evo Morales ha lasciato oggi l’aeroporto di El Alto, vicino a La Paz, verso una destinazione non confermata. Lo riferiscono i media boliviani. Fonti giornalistiche ipotizzano che starebbe viaggiando verso l’Argentina.

Spagna: leader Vox, impresa folgorante’Siamo terza forza politica, con 52 deputati’, esulta Abascal

MADRID10 novembre 201923:03

– “Siamo la terza forza politica, con 52 deputati” esulta Santiago Abascal, leader di Vox, rivolgendosi alla folla di sostenitori presso la sede del partito a Madrid. “Siete stati protagonisti dell’impresa più rapida e folgorante della politica spagnola”, ha scandito.
“Siamo riusciti ad aprire tutti i dibattiti proibiti”, ha continuato. “Oggi – ha detto – si consolida una alternativa patriottica e sociale che chiede l’unità della Spagna”. La folla intanto risponde con cori di “Espana unida jamas sarà vencida”.

Morales non ha lasciato la BoliviaCome inizialmente ipotizzato da fonti giornalistiche locali

11 novembre 201900:12

– Il presidente boliviano Evo Morales non lasciato la Bolivia, come inizialmente avevano ipotizzato fonti giornalistiche locali. L’aereo presidenziale sul quale Morales è stato visto imbarcarsi da La Paz lo ha condotto nella città di Chimorè, nel dipartimento di Cochabamba, da dove il presidente ha annunciato la decisione di dimettersi.
Media locali avevano ipotizzato che il presidente Morales fosse diretto in Argentina.

Il 12 novembre 2003 l’attentato a Nassiriya Due inchieste su responsabili attacco e misure sicurezza base

10 novembre 201920:39

L’attentato ai cinque militari in Iraq arriva a due giorni dal sedicesimo anniversario di quella che è stata la più grave strage che ha visto coinvolti i nostri soldati dalla seconda guerra mondiale: l’attentato di Nassiriya, cittadina nel sud dell’Iraq dove l’Italia aveva la base del contingente inviato dopo la guerra a Saddam Hussain.

E’ il 12 novembre 2003. Quella mattina, in un attacco alla base Maestrale a Nassiriya, morirono 19 italiani (12 carabinieri, 5 soldati e due civili). La missione militare era iniziata pochi mesi prima, a giugno. A provocare la strage, un camion imbottito di esplosivo lanciato a tutta velocita’ contro la palazzina di tre piani che ospitava i carabinieri della Msu (Multinational specialized unit). Il camion ha forzato il posto di blocco all’entrata della base, situata nella vecchia sede della Camera di commercio locale: gli occupanti hanno aperto il fuoco contro i militari a guardia dell’ ingresso, che hanno risposto al fuoco senza pero’ riuscire a fermare il mezzo.

Travolte anche le barriere passive (reti e fili spinati) poste a difesa della struttura. Si e’ parlato di quattro kamikaze e di 150-300 chili di esplosivo usati nell’azione. L’esplosione ha sventrato gran parte dell’edificio, posto sulle rive del fiume Eufrate e danneggiato una seconda palazzina dove aveva sede il comando. Nel cortile molti mezzi militari hanno preso fuoco. In fiamme anche il deposito delle munizioni.

Sotto le macerie sono rimasti 12 carabinieri della Msu (Enzo Fregosi, Giovanni Cavallaro, Alfonso Trincone, Alfio Ragazzi, Massimiliano Bruno, Daniele Ghione, Filippo Merlino, Giuseppe Coletta, Ivan Ghitti, Domenico Intravaia, Horatio Maiorana, Andrea Filippa); cinque uomini dell’ esercito (Massimo Ficuciello, Silvio Olla, Emanuele Ferraro, Alessandro Carrisi e Pietro Petrucci); due civili, il regista Stefano Rolla, che stava facendo un sopralluogo per un film sulle missioni di pace e l’ operatore della cooperazione internazionale Marco Beci.

Sulla strage sono state aperte due inchieste: una su esecutori e mandanti, che ha consentito di individuare tutti i responsabili ma che è stata archiviata perché nessuno era più in vita, e quella sulle presunte carenze delle misure di sicurezza della base Maestrale, che ha coinvolto i comandanti italiani: questi sono stati penalmente assolti, ma il generale Bruno Stano è stato ritenuto civilmente responsabile dalla Cassazione, il 10 settembre scorso, e condannato a risarcire i familiari delle vittime.

Evo Morales annuncia le dimissioni “Ho l’obbligo – ha spiegato – di operare per la pace”

10 novembre 201923:55

Il presidente della Bolivia Evo Morales ha annunciato le dimissioni dal suo incarico alle 16.51 locali (le 21.51 italiane).  Morales non ha però lasciato la Bolivia, come inizialmente avevano ipotizzato fonti giornalistiche locali. L’aereo presidenziale sul quale Morales è stato visto imbarcarsi da La Paz lo ha condotto nella città di Chimorè, nel dipartimento di Cochabamba, da dove il presidente ha annunciato la decisione di dimettersi. Media locali avevano ipotizzato che il presidente Morales fosse diretto in Argentina.Il presidente boliviano ha formulato una breve dichiarazione in cui ha confermato la sua rinuncia alla presidenza. “Ho l’obbligo – ha spiegato – di operare per la pace. E mi fa molto male che ci si scontri fra boliviani. Mi fa male che alcuni comitati civici e partiti che hanno perso le elezioni abbiano scatenato violenze ed aggressioni”. “E’ per questa ed altre ragioni – ha concluso – che sto rinunciando al mio incarico inviando la mia lettera al Parlamento plurinazionale”.Il comandante dell’esercito boliviano, generale Williams Carlos Kaliman Romero, aveva chiesto al presidente Evo Morales di “rinunciare al suo mandato” per “il bene della nostra Bolivia”.

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