Ultimo aggiornamento 8 Dicembre, 2019, 16:50:12 di Maurizio Barra
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Fisco, quasi 8 mld di bollette non pagate tra Imu, Tasi e acqua
Nel Mezzogiorno la morosità sfiora il 40%, più della media di Centro e Nord. In cima alla classifica del tax gap Calabria e Campania
VENEZIA07 dicembre 201 10:38
Tra l’evasione dell’Imu-Tasi, della Tari e il mancato pagamento delle bollette dell’acqua, gli italiani “risparmiano” indebitamente 7,6 miliardi di euro all’anno. A pagare il conto – secondo la Cgia di Mestre – sono i Comuni e le società che si occupano della gestione dei rifiuti urbani e/o erogano il servizio idrico, spesso controllate dalle stesse Amministrazioni comunali dove operano.La Cgia ha stimato l’evasione degli italiani dopo aver elaborato gli ultimi dati disponibili del Ministero degli Interni (per Imu-Tasi), Laboratorio REF Ricerche, CRIF Ratings (per la Tari) e Utilitatis (per l’acqua). “Se una gran parte di questi mancati pagamenti fosse recuperato dice Paolo Zabeo della Cgia -, molto probabilmente ci sarebbe la possibilità di abbassare le tasse locali e le tariffe dell’acqua a tutti. Soprattutto nel Mezzogiorno che presenta un’incidenza sul mancato pagamento totale pari al 40 per cento: 10,5 punti in più della media registrata al Centro e 11 in più rispetto a quella del Nord”. Nonostante l’evasione, il blocco degli aumenti dei tributi locali avvenuto tra il 2015-2018 e il taglio ai trasferimenti dello Stato centrale, i Sindaci hanno comunque trovato il modo di compensare, almeno in parte, queste mancate entrate agendo sulle tariffe locali. Con la legge di bilancio 2020 le cose sono destinate a cambiare. La manovra, infatti secondo la Cgia, prevede la “Riforma della riscossione degli enti locali” che consentirà alle amministrazioni locali di recuperare i mancati pagamenti senza attendere i tempi di iscrizione a ruolo del debito o di predisposizione dell’ingiunzione. Si tratta per la Cgia dell’atto unico di accertamento che – al pari di quanto già oggi vale per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione a livello di tributi erariali – contiene in sé tutti gli elementi di titolo idoneo anche al pignoramento del conto corrente o del quinto dello stipendio.Secondo i dati del Ministero dell’Interno riferiti al 2016 (ultimo anno disponibile), a fronte di 22,1 miliardi di gettito complessivo, la stima dell’evasione Imu-Tasi ammonta a 5,1 miliardi di euro, di cui 1,87 miliardi sono ascrivibili ai proprietari degli immobili delle regioni del Nord, 1,81 miliardi a quelli del Sud e 1,4 miliardi a quelli del Centro.Per quanto riguarda la propensione all’evasione (o propensione al tax gap) spicca il dato della Calabria pari al 43,2 per cento, quello della Campania attestatosi al 38,5 per cento e quello della Sicilia al 36,6 per cento. Le regioni più virtuose, invece, sono il Piemonte (tax gap al 21,7 per cento), la Lombardia (20,6 per cento), la Liguria (18,3 per cento) e l’Emilia Romagna (tax gap al 17,8 per cento) che è la regione dove la propensione all’evasione è la più bassa in assoluto
Lavoro: Uecoop,1 genitore su 3 lo lascia per stare con figli
07 dicembre 201911:54
In Italia un genitore su tre (36%) che si licenzia dal posto di lavoro lo fa per incompatibilità fra i propri impegni di lavoro e le esigenze di cura dei figli. E’ quanto emerge da un’analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati dell’Ispettorato del lavoro. I ritmi quotidiani, gli impegni, la mancanza di tempo extra lavorativo e l’incertezza sul futuro stanno allargando l’area dei bisogni delle famiglie – spiega Uecoop – con oltre 49mila papà e mamme che nel 2018 hanno deciso di dare le dimissioni per l’assenza di parenti di supporto (27%) per l’elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato fra asilo nido e baby sitter (7%) o per il mancato accoglimento dei figli al nido (2%).
Mini stangata su navi per i TirCarburante senza zolfo e più costoso, tariffe salgono del 25%
CAGLIARI07 dicembre 201917:12
– Mini stangata di inizio anno per gli autotrasportatori italiani che vedranno le tariffe di trasporto sui traghetti lievitare di circa il 25%. Dall’1 gennaio 2020, infatti, entrerà in vigore un nuovo regolamento europeo che imporrà una riduzione globale delle emissioni di CO2 attraverso l’uso di carburanti contenenti basse concentrazioni di zolfo, come il normale gasolio. Sino ad oggi, invece, le compagnie di navigazione hanno potuto utilizzare nel Mediterraneo un carburante contenente fino al 3,5% di zolfo, mentre dal 2020 saranno obbligate ad usarne uno più costoso contenente solo lo 0,5% di zolfo.
Da qui la decisione di Grimaldi, GNV, Tirrenia-Moby e delle altre compagnie che operano nel Mediterraneo di adeguare il tariffario. L’Environmental Sulphur Surcharge IMO 2020 sarà calcolato per tutti i veicoli rotabili, con un costo medio che va dai 5 agli 8 euro a metro lineare.
Antitrust, multa 10mln a Wind e VodafoneProposte idonee a trarre in errore per riconquistare ex clienti
07 dicembre 201917:13
– L’Antitrust ha sanzionato per 4,3 milioni Wind Tre e per 6 milioni Vodafone perché “da giugno 2018 non hanno fornito informazioni chiare ed immediate nella promozione di offerte personalizzate di winback per i servizi di telefonia mobile”. Si tratta di offerte “rivolte ad ex clienti, contattati prevalentemente tramite sms, limitandosi ad indicare le sole condizioni del piano tariffario proposto in termini di prezzo e traffico incluso ed omettendo nel messaggio, viceversa, di dar conto di ulteriori costi o di vincoli di fruizione delle offerte”. Una “condotta” che l’Antitrust, dopo aver chiuso con una sanzione le due istruttorie, giudica “idonea ad indurre in errore il consumatore medio in ordine al contenuto della proposta ed a fargli assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso”. Per l’Authority, inoltre, le due società “hanno pre-attivato diversi servizi o opzioni aggiuntivi rispetto all’offerta principale, con aggravio di costi, senza il preventivo consenso del consumatore”.
Addio al lavoro per stare con i figliPochi asili e troppo cari, manca anche supporto parenti
07 dicembre 201917:12
– In Italia un genitore su tre (36%) che si licenzia dal posto di lavoro lo fa per incompatibilità fra i propri impegni di lavoro e le esigenze di cura dei figli. E’ quanto emerge da un’analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati dell’Ispettorato del lavoro. I ritmi quotidiani, gli impegni, la mancanza di tempo extra lavorativo e l’incertezza sul futuro stanno allargando l’area dei bisogni delle famiglie – spiega Uecoop – con oltre 49mila papà e mamme che nel 2018 hanno deciso di dare le dimissioni per l’assenza di parenti di supporto (27%) per l’elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato fra asilo nido e baby sitter (7%) o per il mancato accoglimento dei figli al nido (2%).
Mittal: la società offre un miliardo per andare via. Ma il Mise smentisceCi sarebbe una lettera al Mise, ma il Governo smentisce. Da lunedì sciopero di 32 ore, martedì manifestazione nazionale a Roma
TARANTO08 dicembre 201915:28
ArcelorMittal avrebbe proposto al governo la risoluzione definitiva di ogni rapporto sulla vicenda ex Ilva mettendo sul piatto il pagamento di un miliardo di euro per lasciare gli impianti a Ilva in amministrazione straordinaria entro aprile 2020. Lo scrivono alcuni quotidiani, tra cui Il Fatto Quotidiano e La Gazzetta del Mezzogiorno che parlano di una lettera che sarebbe stata inviata dalla multinazionale al Mise. Il governo, invece, scrivono, chiederebbe circa il doppio della somma offerta.
Alla cifra ArcelorMittal arriverebbe mettendo assieme i 500 milioni per lo svuotamento del magazzino (fatto sul quale la Procura di Taranto ipotizza l’appropriazione indebita), la fideiussione di 90 milioni intestata a favore dell’Ilva a garanzia del pagamento dei canoni di fitto (15 milioni al mese), la rinuncia agli investimenti ambientali finora sostenuti (altri 400 milioni). La cifra – rilevano i quotidiani – non corrisponderebbe alle richieste del governo, che pretenderebbe dalla multinazionale altri 850 milioni: le mancate manutenzioni per 350 milioni e la penale per la risoluzione anticipata del contratto (altri 500 milioni). Ma il Ministero dello sviluppo economico smentisce duramente. “Nessuna lettera arrivata dalla multinazionale Arcelor Mittal”. Lo fa sapere il Ministero dello sviluppo economico in merito ad alcune indiscrezioni di stampa, puntualizzando inoltre che “con l’azienda non si è mai nemmeno parlato di una transazione economica per la sua uscita dallo stabilimento”.Intanto domani lunedì 9 dicembre dalle 23 alle 7 di mercoledì 11 le segreterie provinciali di Taranto dei sindacati metalmeccanici hanno annunciato uno sciopero di 32 ore contro il nuovo piano industriale di ArcelorMittal. La manifestazione nazionale a Roma si terrà invece martedì 10 dicembre a partire dalle ore 10. A quanto si apprende il concentramento sarà in piazza Santi Apostoli. Lavoratori e delegati sindacali partiranno da Taranto con 15 bus. PER TUTTE LE NOTIZIE DI POLITICA: CLICCA QUI
