Ultimo aggiornamento 12 Dicembre, 2019, 07:07:06 di Maurizio Barra
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Israele: ‘avanza il centro-sinistra’
Lo rivela sondaggio. Knesset vota per scioglimento legislatura
11 dicembre 2019 16:21
– TEL AVIV
– In nuove elezioni i partiti di centro sinistra farebbero meglio che nel voto del 17 settembre scorso e riuscirebbero a conquistare 60 dei 120 seggi alla Knesset. Questo uno dei risultati emersi in un sondaggio pubblicato dalla televisione commerciale Canale 13 mentre oggi il parlamento si accinge a votare per lo scioglimento anticipato della legislatura e per nuove elezioni da tenersi nel marzo 2020.
Se quel sondaggio trovasse conferma, ha aggiunto la emittente, il partito centrista Blu Bianco di Benny Gantz sarebbe in grado di formare un governo di minoranza, col sostegno esterno della Lista araba unita. Dal sondaggio risulta inoltre che la maggioranza relativa degli israeliani (41 per cento) imputa a Benyamin Netanyahu la responsabilità dell’attuale crisi politica. Se alla guida del Likud egli fosse sostituito dal suo rivale Gideon Saar, il loro partito prenderebbe meno seggi ma il blocco delle destre sarebbe più consistente.
Fed: tassi fermi fra l’1,5% e l’1,75%Ultima riunione dell’anno 3 tagli in 2019
NEW YORK11 dicembre 201920:07
– La Fed lascia invariati i tassi di interesse nella sua ultima riunione dell’anno e l’ultima del decennio. Il costo del denaro resta fermo in una forchetta fra l’1,5% e l’1,75%. Nel 2019 la Fed ha tagliato i tassi tre volte, con riduzioni ogni volta da un quarto di punto.
– “Le indicazioni ricevute dalla riunione di ottobre indicano che il mercato del lavoro resta forte e l’attività economica cresce a un tasso moderato” si legge nel comunicato finale della riunione della Fed, nel quale si osserva come l’inflazione continua a viaggiare sotto il 2%.
La Fed ritiene che l’attuale politica monetaria è “appropriata a sostenere l’espansione dell’attività economica, un mercato del lavoro solido e un’inflazione vicino all’obiettivo del 2%. la Fed continuerà a monitorare le implicazioni dei dati che arriveranno, inclusi gli sviluppi globali e le mute pressioni sull’inflazione”.
Maggioranza Tory, sorpresa o stallo. I 3 scenari Brexit e non solo, cosa aspettarsi dal voto in Gran Bretagna
LONDRA11 dicembre 201920:13
Maggioranza assoluta di seggi al partito conservatore di Boris Johnson; maggioranza a sorpresa per il fronte dei partiti favorevoli a un secondo referendum sulla Brexit capeggiato dal Labour di Jeremy Corbyn; o stallo: sono tre gli scenari possibili, sondaggi alla mano, dell’esito delle elezioni britanniche di domani. In ordine di probabilità.* LA VITTORIA DI BOJO. E’ l’ipotesi indicata in pole position da tutte o quasi tutte le indagini demoscopiche. La più accreditata, condotta collegio per collegio su un campione vastissimo d’intervistati dal tandem YouGov-Mrp, unico ad aver azzeccato nel 2017 il risultato giusto di un Parlamento senza controllo (hung Parliament), attribuisce questa volta nella versione aggiornata a ieri un record di consensi nazionali del 43% ai Tory, ma con un bottino di deputati in calo a quota 339 su 650, contro 359 di due settimane fa. E col Labour in recupero dal 32 al 34% e da 211 a 231 seggi. Lo scarto rispetto alla maggioranza assoluta dell’assemblea passerebbe così da più 68 a più 28: largamente bastevole a Johnson per restare al governo e attuare finalmente la promessa della Brexit, 3 anni e mezzo dopo il referendum del 2016, alla nuova scadenza del 31 gennaio; ma non al riparo da rischi in caso di sorprese marginali alle urne.* LA SCONFITTA DI BOJO. Potrebbe prendere corpo laddove il sondaggio si rivelasse sbagliato anche di poco; sarebbe sufficiente la sconfitta Tory in 18 collegi vinti nel 2017 con margini risicati, ma servirebbe anche un’ulteriore avanzata parallela rispetto alle stime attuali della somma dei seggi delle forze decise ad appoggiare un referendum bis: che Corbyn s’è impegnato a tenere entro 6 mesi dal voto dopo aver negoziato un’intesa di divorzio molto più soft con Bruxelles, da sottoporre poi al popolo in alternativa all’opzione Remain. Si tratta di un fronte di cui, con il Labour, dovrebbero far parte i secessionisti scozzesi dell’Snp di Nicola Sturgeon (dati ora a 41 seggi), i liberaldemocratici di Jo Swinson (ora a 15), gli indipendentisti gallesi di Plaid Cymru (4) e i Verdi (1). La soglia magica minima da raggiungere è 322, considerando che dal quorum di 650 dell’intera Camera dei Comuni andranno esclusi lo speaker e i deputati repubblicani nordirlandesi dello Sinn Fein (7 secondo i pronostici) che si fanno eleggere per non cedere i loro collegi ad altri, ma boicottano per principio Westminster.* IL PAREGGIO. C’è infine una terza possibilità. Che a 322 non arrivino né i conservatori di Johnson, né il cartello dei partiti pro referendum bis. E che l’ago della bilancia sia ancora, come già nel 2017, il gruppo della destra unionista nordirlandese del Dup (8-10 deputati stando alle stime). Una formazione naturalmente alleata della parrocchia Tory e che in teoria sventola la bandiera della Brexit. Ma che si oppone senza se e senza ma all’accordo sull’uscita raggiunto da BoJo con Bruxelles, a causa della frontiera doganale interna che rischia di creare fra Irlanda del Nord e resto del Regno. Dilemma che, in caso di stallo parlamentare, potrebbe ancora sulla carta sfociare in una Brexit no deal di default a fine gennaio.
Universi paralleli, i programmi di Tory e LabourBoris a tutta Brexit, Jeremy per un nuovo socialismo
LONDRA11 dicembre 201916:53
Sono l’espressione di due universi paralleli, per molti aspetti, i programmi dei due grandi partiti britannici, Tories e Labour, in vista delle elezioni di giovedì 12. Eccone alcuni punti, suddivisi in sintesi per argomenti.
* BREXIT Conservatori – Il premier Boris Johnson ha ribadito in tutti i modi la promessa assoluta di portare il Regno Unito fuori dall’Ue il 31 gennaio (secondo lo slogan-tormentone “Get Brexit done”), se avrà “una maggioranza operativa” in Parlamento. Si arriverebbe finalmente alla Brexit grazie alla ratifica dell’accordo di divorzio dai 27 da avviare già prima di Natale, come una sorta di “regalo” sotto l’albero dei britannici.Laburisti – Il leader Jeremy Corbyn in caso di successo elettorale punta a negoziare nel giro di tre mesi con Bruxelles un nuovo accordo di divorzio molto più soft rispetto a quello di Johnson, che garantisca “una permanente unione doganale” con l’Ue e “un allineamento ravvicinato al mercato unico”. E quindi, entro altri tre mesi, promette di convocare il bis referendario ponendo come alternativa a questo accordo l’opzione di restare nell’Unione (Remain).* POLITICA ECONOMICA Conservatori – Subito dopo la Brexit, Johnson prevede una manovra di bilancio ad hoc con tagli fiscali e investimenti prioritari per scuola, sanità, sicurezza. Fra le misure, l’innalzamento oltre le 9500 sterline della soglia minima di tassazione legata all’assistenza (National Insurance). Promette inoltre la fine (graduale) dell’austerità e una serie di interventi pubblici, fra cui 6,3 miliardi di sterline per l’edilizia e l’ammodernamento ambientale delle case, oltre a mezzo miliardo per un fondo d’aiuto ai giovani “talenti”.Laburisti – Il programma economico di Corbyn è fra i più radicali da decenni con la promessa d’interventi pubblici in favore della sanità e del welfare in generale, di alcune nazionalizzazioni (acqua, poste, ferrovie, linee elettriche) e d’una maggior tassazione per le multinazionali. Tutto questo allo scopo di ridurre drasticamente le disuguaglianze sociali nel Regno. Fra le misure evocate (al costo di oltre 90 miliardi di sterline minime di spesa pubblica negli anni, da coprire secondo gli impegni con aumenti del carico fiscale limitati al 5% più benestante della popolazione) investimenti per creare centinaia di migliaia di posti di lavoro nell’economia verde e contenere i cambiamenti climatici; un piano edilizio da 150.000 nuove case popolari, niente rette universitarie, l’installazione a carico dello Stato di una rete a fibre ottiche per garantire entro il 2030 la connessione Internet veloce gratuita – come un diritto ormai di base – in tutte le case del Paese.* SICUREZZA Conservatori – Dopo l’attacco terroristico del London Bridge, Johnson ha invocato ‘tolleranza zero’ sulle scarcerazioni anticipate dei criminali più pericolosi, un massiccio ritorno ai fermi e perquisizioni di polizia noti come “stop and search”, oltre alla già promessa stretta sull’immigrazione secondo il modello australiano che prevede un rigoroso sistema a punti di filtro alle frontiere, rivolto a partire dal 2021 (alla fine della transizione post Brexit) anche ai cittadini Ue. Laburisti – Il partito di Corbyn attacca i tagli alla polizia imposti dall’austerity dai governi conservatori e promette di assumere migliaia di nuovi agenti per pattugliare le strade; punta poi ad un maggiore coordinamento fra le varie forze di sicurezza, ma sempre nel “rispetto dei diritti civili”.
La Bulgaria degli anni ’20 e ’30 in mostra a RomaL’Ambasciatore Stoyanov: esposizione rappresenta l’anima del Paese
11 dicembre 201921:27
“La mostra che vi presentiamo stasera è un dono, che ha l’obiettivo di far scoprire e vedere agli amici italiani quello che rappresenta l’anima bulgara: le tradizioni, i costumi, l’arte, i mestieri, il pensiero, la fantasia. La nostra essenza, che non si pone limiti temporali e spaziali”. Con queste parole, l’ambasciatore di Bulgaria in Italia Todor Stoyanov ha inaugurato la mostra “La Bulgaria attraverso lo specchio del tempo”, ospitata al Museo di Roma in Trastevere dal 12 dicembre al 12 gennaio 2020 e che illustra la Bulgaria degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso e il legame con l’Italia dell’epoca. Dopo il successo che l’esposizione ha riscosso nella scorsa primavera a Sofia, la mostra a Roma vuole celebrare il 140esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Bulgaria e Italia, anniversario che coincide con la nomina di Sofia a capitale della Bulgaria. “Le relazioni tra i nostri popoli risalgono a millenni e si sono sempre basate su sentimenti di amicizia e reciproca fiducia, e la diplomazia non ha fatto altro che ufficializzarle e porle sui binari sui quali siamo destinati a camminare insieme, essendo portatori degli stessi valori, morali culturali e politici”, ha sottolineato l’ambasciatore. “Si sta concludendo un anno veramente importante per i due Paesi, sia per l’anniversario dei rapporti diplomatici, sia per il condiviso primato culturale europeo con le nostre città, Matera e Plovdiv.
Insieme abbiamo costruito molto, e abbiamo dimostrato di sapere coniugare le nostre eccellenze e tutto questo mi dà fiducia per il futuro, in cui i nostri rapporti, ne sono sicuro, saranno sempre più profondi, ricchi e molteplici”.
L’esposizione, promossa da Roma Capitale, è prodotta e organizzata dalla Values Foundation di Antonina Stoyanova, con il patrocinio dell’Ambasciata di Bulgaria in Italia, in collaborazione con l’Istituto Bulgaro di Cultura, Servizi museali Zètema Progetto Cultura, ed è realizzata nell’ambito della strategia per le comunicazioni della Repubblica di Bulgaria nell’Ue per il 2019. “Oggi i legami tra i nostri due Paesi sono più forti che mai.
Ci sono sempre più contatti tra gli artisti bulgari e quelli italiani. Teniamo in alta considerazione i legami che ci uniscono alla cultura italiana e ci impegniamo attivamente a preservarli per le generazioni future”, ha detto Antonina Stoyanova nel suo intervento. “Mentre visitate la mostra, potrete ammirare la bellezza delle tradizioni bulgare che rendono questa esposizione così speciale. La cultura è un potente strumento per costruire ponti tra le persone e rafforzare la comprensione reciproca”.
Le curatrici Irina Dilkova e Milena Kaneva hanno voluto rileggere in chiave multimediale il progetto espositivo bulgaro: utilizzando didascalie in realtà virtuale, QRCode e proiezioni 3D offrono una veste hi-tech come stimolante contrasto con l’epoca raccontata dalle immagini. Lo spettatore intraprende un viaggio nel mondo bucolico della Bulgaria di 100 anni fa, attraverso un percorso multimediale costituito da 36 lastre fotografiche che descrivono l’epoca in cui sono ambientate le foto, dal punto di vista storico, etnografico, geografico, diplomatico. La mostra “è una poesia visiva” e simbolo del “vero ponte culturale” tra i due Paesi e di una “diplomazia viva, che si fa con le persone”, ha sottolineato Kaneva all’inaugurazione della mostra a Roma.
Nel corso della serata, è stata raccontata la storia delle lastre fotografiche protagoniste dell’esposizione. Tutto ha avuto inizio quando Nadezhda Bliznakov De Micheli Vitturi, un’aristocratica italiana di origine bulgara, incontra Antonina Stoyanova, allora First Lady della Bulgaria, nel 1996, e decide di farle dono di un tesoro di famiglia: 36 lastre di vetro fotografiche appartenute a suo nonno Marko Bliznakov, uno dei fondatori delle attività portuali del Paese. Il giovane Bliznakov si era laureato in Belgio in ingegneria e successivamente era stato inviato, per volontà del Principe Ferdinando, a specializzarsi in ingegneria portuale a Trieste.
Cognato di Italo Svevo, fece parte della Trieste cosmopolita degli inizi del secolo, tra i suoi amici più stretti anche lo scrittore James Joyce. Marko Bliznakov ingaggiò alcuni fotografi per immortalare dei momenti della vita quotidiana bulgara e dei frammenti della bellezza del suo amato Paese. Il film “Un Tesoro nel cuore” della durata di 25 minuti, prodotto dalla MKPRoduction con la regia di Milena Kaneva e la collaborazione di Irina Dilkova, è parte integrante della mostra e racconta la vita della donatrice Nadezhda Bliznakov e la storia delle 36 lastre fotografiche.
Voto Gb: Corbyn, media ci sono ostiliLeader laburista snobba domanda su dimissioni e punge Johnson
LONDRA11 dicembre 201917:08
– Jeremy Corbyn incoraggia i militanti del partito laburista britannico a far campagna “ventre a terra” fino all’ultimo minuto e si dice convinto di poter ancora vincere le elezioni di domani, o comunque farle perdere al premier Tory, Boris Johnson, nonostante – accusa – l’ostilità dei media mainstream alla sua svolta a sinistra.
Sollecitato a dire se si dimetterà in caso si sconfitta, il leader del Labour aggira la domanda: “Credo che dobbiamo concentrarci sulle elezioni e sul fatto che il Labour vincerà”.
Poi denuncia “l’aggressione senza sosta” dei media che contano, ma si mostra convinto che il nuovo messaggio laburista di “speranza”, “cambiamento”, “difesa della sanità pubblica” e “rifiuto di accordi segreti sulla Brexit” sia comunque passato.
Infine, reduce dalla Scozia e dalle Midlands, e a margine di un affollato evento di chiusura a Londra, prende in giro Johnson per essere sfuggito oggi a un’intervista dell’Itv infilandosi in una cellula frigorifero.
Green deal, emissioni zero entro il 2050E investimenti per 260 miliardi l’anno
BRUXELLES11 dicembre 201917:11
– Europa a emissioni zero entro il 2050, aumento degli obiettivi di riduzione delle emissioni al 2030 dall’attuale 40 al 50-55%, contributo alla mobilitazione di investimenti pubblici e privati per clima e ambiente nell’ordine di grandezza di 260 miliardi di euro l’anno. Sono i punti salienti della comunicazione sul Green deal, l’agenda verde della Commissione europea a guida Ursula von der Leyen. La prima iniziativa, prevista a gennaio, sarà un piano per gli investimenti sostenibili che includerà uno strumento finanziario per coinvolgere anche le regioni dell’Ue più dipendenti dalle fonti fossili (Fondo di transizione equa che punta a mobilitare 100 miliardi di euro in sette anni). Nel 2021 partirà l’aggiornamento di buona parte della legislazione sul clima approvata negli ultimi cinque anni e l’Ue si doterà di un meccanismo per tutelare, nei settori più esposti alla transizione, l’industria europea dalla concorrenza di Paesi terzi che hanno criteri meno stringenti sul clima.
Niger:70 militari uccisi in attacco IsisE’ l’attentato più sanguinoso dal 2015
NIAMEY11 dicembre 201920:02
– Almeno 70 militari sono rimasti uccisi in un attacco compiuto ieri da presunti jihadisti in Niger. Lo riferisce un consigliere del presidente nigerino Mahamadou Issoufou. Si tratta dell’attacco jihadista più sanguinoso nel Paese africano dal 2015. Il presidente ha reso noto su Twitter che sta tornando da un viaggio all’estero per seguire gli sviluppi dell’attentato avvenuto vicino al confine con il Mali, in una zona remota dove sono attivi terroristi legati all’Isis. PER TUTTA LA CRONACA SEMPRE AGGIORNATA: FAI CLICK QUI
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Via a dibattito su impeachment di Trump
Repubblicani, ‘giorno pericoloso’, dem presentano nuove prove
NEW YORK12 dicembre 201905:34
– E’ durata oltre tre ore e mezzo la prima seduta alla commissione Giustizia della Camera Usa dedicata all’ impeachment di Donald Trump. Il presidente dem della commissione, Jerrold Nadler, ha definito l’ostruzione di Donald Trump all’azione del Congresso “assoluta e senza precedenti”, mentre per i repubblicani l’impeachment portato avanti dai democratici è “un disegno politico”. “E’ un giorno pericoloso per l’America”, afferma il repubblicano Louie Gohmert. I dem presentano nuove prove.
Giappone, sisma del 4.2 in HokkaidoNessun danno a persone o cose, nessun allarme tsunami
TOKYO12 dicembre 201905:36
– Un terremoto con una magnitudo di 4.2 ha colpito la regione dell’Hokkaido, a nord dell’arcipelago, nelle prime ore del mattino. Il sisma si è verificato all’1:09 ora locale, secondo l’Agenzia meteorologica nazionale (Jma) con un epicentro del distretto di Soya, a nord della regione.
L’intensità del tremore, riferiscono le autorità ha incrementato il rischio di frane nel caso di ulteriori scosse di assestamento.
Esecuzione in Texas, è la 22/a del 2019L’iniezione letale a Runnels, accusato di omicidio nel 2003
NEW YORK12 dicembre 201905:39
– Il boia torna a colpire in Texas, dove è stata portata a termine l’esecuzione di Travis Runnels, il 46enne accusato di aver ucciso un suo sorvegliante carcerario nel 2003. Runnels è stato ucciso con un’iniezione letale dopo che la Corte Suprema ha respinto l’appello presentato in extremis dai suoi legali, secondo i quali uno dei testimoni nel processo del 2005 ha dichiarato il falso. Con Runnels salgono a 22 le esecuzioni a morte condotte negli Stati Uniti dall’inizio dell’anno, di cui nove in Texas.
Knesset si scioglie, elezioni il 2 marzoChiamata alle urne per la terza volta in un anno
12 dicembre 201905:42
– E’ scaduto a mezzanotte il termine di 21 giorni previsto dalla legge israeliana perché la Knesset formasse un nuovo governo. Il Parlamento si è dunque sciolto, ma i deputati sono rimasti a discutere fino a tarda notte il provvedimento che fissa modalità la data del voto. E’ stata infine confermata la data del 2 marzo, già stabilita nei giorni scorsi dai due maggiori partiti, blu-bianco e Likud. Di norma la nuova consultazione, la terza in un anno, circostanza senza precedenti, avrebbe dovuto svolgersi il 10 marzo, che coincide però con la festa ebraica di Purim.
