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Ultimo aggiornamento 16 Dicembre, 2019, 10:14:31 di Maurizio Barra

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Impeachment: valanga spot conservatori
Nel mirino 30 deputati dem eletti nei distretti di Trump

NEW YORK15 dicembre 2019 19:08

– Offensiva dei repubblicani contro l’impeachment: nel mirino i ‘Dirty 30′, i 30 democratici alla Camera eletti nei distretti dove Donald Trump ha vinto nel 2016.
Diversi gruppi conservatori hanno lanciato un’ondata di spot televisivi e su Facebook per mettere sotto pressione i deputati democratici chiamati mercoledì a votare sull’impeachment del presidente. Parlando di “caccia alle streghe” della “sinistra radicale”, gli spot puntano a spingere gli elettori a fare pressione sugli eletti affinché non sostengano l’impeachment, pena la mancata rielezione a novembre. “Telefonate ininterrottamente, twittate, dite loro di non appoggiarlo altrimenti ve ne ricorderete in novembre” twitta Donald Trump Jr, il figlio del presidente.

Filippine, 2 morti e 84 feriti nel sismaSalvate sei persone intrappolate in un edificio di Davao del Sur

DAVAO (FILIPPINE)16 dicembre 201905:52

– E’ di almeno due morti e 84 feriti l’ultimo bilancio ufficiale del forte terremoto di magnitudo 6.7 avvenuto ieri sull’isola filippina di Mindanao.
Proseguono intanto le operazioni di soccorso, nelle quali sono state tratte in salvo sei persone che erano rimaste intrappolate in un edificio crollato a Padada, nella provincia di Davao del Sur.

Terremoti: Filippine, morti salgono a 3Una bimba di 6 anni a Matanao e 2 persone a Padada

PADADA16 dicembre 201908:17

– E’ salito ad almeno tre il bilancio delle vittime del violento terremoto che ieri ha colpito il sud delle Filippine.
Le squadre di soccorso, infatti, hanno estratto due corpi dalle macerie di un edificio di tre piani che ospitava un supermercato nella cittadina di Padada, nella provincia di Davao del Sur. Le autorità ritengono che almeno sette persone siano tuttora intrappolate tra le macerie dell’edificio.
Le due vittime di Padada si aggiungo alla bimba di sei anni deceduta a Matanao in seguito al crollo della sua abitazione.

Corea Nord: Usa, non accettiamo ultimatum’Recenti posizioni di Pyongyang sono ostili, negative e inutili’

PECHINO16 dicembre 201908:43

Gli Stati Uniti non accetteranno la scadenza negoziale di fine anno indicata da Pyongyang per sbloccare lo stallo sulla denuclearizzazione della penisola e sollecitano il Nord a ritornare ai colloqui.Stephen Biegun, inviato speciale Usa sul dossier nordcoreano, ha detto, durante la sua visita a Seul, che le recenti posizioni del Nord “sono ostili, negative e inutili”. “Su questo punto, lasciatemi essere assolutamente chiaro: gli Usa non hanno una scadenza. E’ tempo, invece, di portare a termine il nostro lavoro”.Siamo pienamente consapevoli del forte potenziale della Corea del Nord nel fare una provocazione primaria nei giorni davanti a noi. A dir poco, un’azione da tale genere sarebbe la più dannosa per raggiungere una pace duratura sulla penisola coreana”, ha notato Biegun sull’ipotesi di nuove intemperanze, peraltro ventilate dallo stesso Paese eremita dopo i due test di per aumentare la deterrenza nucleare tenuti negli ultimi 10 giorni al sito dei lanci di razzi di Sohae.Biegun, a Seul per colloqui con funzionari sudcoreani, ha sollecitato il Nord a ritornare al tavolo negoziale. “Lasciatemi parlare direttamente alle nostri controparti nordcoreane – ha aggiunto incontrando i media -: è tempo per noi di fare il nostro lavoro. Facciamo in modo che succeda. Siamo qui. E voi sapere come raggiungerci”. Le ultime azioni del Nord “non riflettono” lo spirito e i contenuti dei colloqui tra i due Paesi e i loro leader. Gli Usa, ha concluso, hanno offerto “molti modi creativi” per procedere verso accordi equilibrati che soddisfino entrambe le parti. PER TUTTA LA POLITICA FAI CLICK QUI

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Iran: Amnesty, almeno 304 morti nella repressione delle proteste
L’ong aggiorna il suo precedente bilancio che era di 208 morti

a connessione esauritoIl tempo concesso all’operazione è scaduto durante il tentativo di connessione a http://www.oltreradio.it.• Il sito potrebbe non essere disponibile o sovraccarico. Riprovare fra qualche momento.• Se non è possibile caricare alcuna pagina, controllare la connessione di rete del computer.• Se il computer o la rete sono protetti da un firewall o un proxy, assicurarsi che Thunderbird abbia i permessi per accedere al web.Riprova  Sono state almeno 304 le vittime della dura repressione in Iran delle violente proteste scoppiate il mese scorso contro il caro benzina. Lo indica un nuovo bilancio fornito da Amnesty International, che finora aveva parlato di 208 morti accertati.Amnesty fa riferimento al periodo tra il 15 e il 18 novembre, in cui si è registrato il picco delle manifestazioni. Tra le vittime indica anche almeno due adolescenti di 15 e 17 anni. Migliaia sono stati inoltre i feriti, sempre secondo l’ong. Le autorità della Repubblica islamica avevano in precedenza respinto le cifre fornite dall’estero come “menzogne assolute” diffuse da parte di “gruppi ostili”, senza fornire però bilanci aggiornati delle proteste. L’ong parla inoltre di “strazianti testimonianze” di come Teheran abbia avviato “un giro di vite di massa” per nascondere l’entità della “spietata repressione” dopo aver “massacrato” i dimostranti. A questo scopo, aggiunge, sono state arrestate migliaia di persone, tra cui “giornalisti, attivisti per i diritti umani e studenti”. Amnesty chiede quindi all’Iran di “rilasciare urgentemente e incondizionatamente tutti quelli che sono stati detenuti arbitrariamente”.

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