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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tempo di lettura: 81 minuti

Ultimo aggiornamento 29 Aprile, 2020, 22:16:13 di Maurizio Barra

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DALLE 22:45 DI MERCOLEDì 18 DICEMBRE 2019

ALLE 03:28 DI MERCOLEDì 25 DICEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Federico Fellini, 100 anni di un genio nostalgico
Ritratto appassionato di Moscati, che racconta vita e talento 18 Dicembre 2019 22:45

ITALO MOSCATI, FEDERICO FELLINI CENT’ANNI: FILM, AMORI, MARMI. Visionario, narciso, malinconico, ambiguo, avido di vita vera e di corpi. In tanti modi viene definito Federico Fellini, con quel suo genio sempre pronto a nutrirsi di emozioni e di giochi, mai stanco di partorire idee, storie, suggestioni, immagini, caratteri. Ma c’è una cosa che forse lo ha caratterizzato di più e per tutta la sua esistenza – da quando, ragazzino cresciuto a Rimini tra mare e cinema, spiava le donne prosperose, fino al momento in cui, da adulto, conquistò Roma e la fama eterna con i suoi film – ed è l’attaccamento viscerale alle sue creature, reali e immaginarie, tutte presenti sullo schermo, nei suoi lavori e dentro di lui: lo spiega bene Italo Moscati, autore per Castelvecchi del saggio “Federico Fellini cent’anni: film, amori, marmi”, uscito in occasione del centenario della nascita del grande regista, nato il 20 gennaio 1920.
“Senza forse, basandosi sulle sue parole, si può arrivare a dire che Fellini diventò regista per corteggiare e possedere i volti, le facce; e naturalmente i corpi. Li ha così amati da non volerli abbandonare e da affidare loro il compito di essere i suoi testimoni”, scrive l’autore, che in questo libro permette al lettore di immergersi letteralmente in tutto il mondo felliniano, dai sogni ai film alla vita vissuta intensamente fino alla fine.
E’ un racconto coinvolgente, intimo e al tempo stesso di ampio respiro, nel quale Moscati svela i tanti volti di Fellini, e ne narra il talento inesausto e multiforme, mentre appare sullo sfondo anche il ritratto dell’Italia: in tanti, brevi capitoli, ecco la famiglia, la vita di provincia nella sua Rimini e la scoperta entusiasmante di Roma, città dove rendere concrete le fantasie che affollavano la sua mente. E poi l’ambiente del cinema e i grandi personaggi, da De Sica a Zavattini, i produttori e i politici, Cinecittà che diventa una seconda casa (e poi, dopo la morte di Fellini, un luogo dove celebrarlo in eterno). Seguendo passo passo i film – da La Dolce Vita a Otto e 1/2, da Amarcord ai Vitelloni, e tutti gli altri – il libro mostra come tutto nel percorso felliniano a cavallo del ‘900 sembri una giostra, o una festa, anche se non sempre allegra, in un turbinio di progetti, volti, personaggi che vedono al centro il regista e la sua inesauribile voglia di fare e soprattutto di raccontare noi italiani, tra tabù e cronaca, deliri, satira e fantasia.
Non mancano in questa grande storia ovviamente gli amori, in primis quello con la A maiuscola, vissuto con la donna che gli ha rubato l’anima, e con cui lui ha condiviso tutto, fino alla morte: Giulietta Masina, conosciuta in radio, nel 1941, lui 21 anni, lei 20, corteggiata in un primo appuntamento a cena, in un ristorante del centro, e stretta in un patto d’amore che li avrebbe tenuti fianco a fianco per 50 anni.

Francia 1770, una storia d’amore al femminileEsce ‘Ritratto della giovane in fiamme’ di Celine Sciamma

19 dicembre 201913:38

Arriva in sala dal 19 dicembre con Lucky Red – dopo il Festival di Cannes dove ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura – ‘Ritratto della giovane in fiamme’ di Celine Sciamma, un film definito dalla stessa regista “femminile e femminista”. Una storia delicata d’amore tra due donne nella Francia del 1770 che ha nel cast anche Valeria Golino nei panni di una contessa, madre della coprotagonista (Helene Haenel), nel ruolo, forse per la prima volta, di una donna di età avanzata. “Sì la Sciamma mi ha voluto madre e per giunta senza trucco, ma la sceneggiatura mi aveva subito conquistato”, dice l’attrice. Questa la storia. Una pittrice, Marianne (Noémie Merlant), riceve l’incarico di realizzare il ritratto di nozze di Héloise (Haenel), giovane donna appena uscita dal convento. La ragazza però non vuole sposarsi e quindi inizialmente rifiuta il ritratto, ma Marianne cerca di osservarla comunque per poterla dipingere a sua insaputa. Tra le due donne nasce lentamente però una storia d’amore in un film molto delicato, pieno di sguardi, mitologia e un pizzico di Sabba. “La madre che interpreto per la Sciamma – dice la Golino – è una donna severa, malinconica. Ho usato la tristezza che mi suscitava questo personaggio per interpretarlo. Sono amica di Celine -aggiunge -, la stimo molto, la trovo una regista elegante, intelligente, capace di essere molto profonda. Io sono completamente diversa, più irruente. La sua storia d’amore tra donne io l’avrei fatta piena di colpi di scena, burrascosa, invece lei la fa scorrere liberamente”. “Non voleva essere un resoconto di come le donne si amano – spiega invece la regista -. Questo mio film è sull’amore e basta, al di là dei sessi in un immaginario erotico in cui tutti si possono riconoscere”. Per la Golino nessuno scandalo che sullo schermo venga rappresentato un amore lesbico: “Forse dieci anni fa. Ora si vedono tutti i tipi di amori tra cinema e tv, spesso in modo superficiale o troppo politicamente corretto e questo mi infastidisce. La cosa peggiore è essere retorici. Un artista deve restare se stesso, integro, sta qui la sua bellezza. Ed è per questo che non sopporto i social: essere legati ai like o ai commenti lo trovo assurdo, rischi di fare cose per compiacere gli altri”. Per Valeria Golino due film appena conclusi, ‘Sei tornato’ di Stefano Mordini e ‘La terra dei figli’ di Claudio Cupellini.
Infine una serie tv a cui sta lavorando da regista: ‘L’arte della gioia’ ispirata al libro scandalo dell’attrice e scrittrice siciliana Goliarda Sapienza.

Le ‘quantità della vita’, non conta solo la qualitàRiflessioni di un avvocato, ogni aspetto dipende da dose

19 dicembre 201919:21

FILIPPO GERMINETTI, ‘LE QUANTITA’ DELLA VITA’ (Zacinto edizioni, 132 pag) Si parla esclusivamente di qualità della vita. Ma nella ricetta per una esistenza piena e soddisfacente, come in quella per preparare una buona pietanza, oltre alla qualità contano anche le quantità, le dosi, per ogni ingrediente. Ciascuno quindi può decidere di riempire la sua vita in base alle sue priorità: affetti, lavoro, tempo libero, la salute. Ma, come per un buon piatto, la qualità finale sarà determinata anche dalla quantità e confondere le proporzioni, sbagliare la sequenza in termini di tempo e spazio potrebbe portare ad una vita non felice, ‘come una pietanza bruciata, immangiabile, da buttare’.
‘Le quantità della vita’ (Zacinto Edizioni) è il primo libro di Filippo Germinetti, avvocato lombardo con la passione per la cucina. A 60 anni ha tirato un bilancio della sua esperienza di padre e professionista, in un volumetto di 132 pagine. “Ho pensato tanto per scrivere poco – ha scherzato – Ma ho voluto farlo in modo che in qualsiasi punto il libro venga aperto, emergano riflessioni che coinvolgano il lettore nel prender le misure delle sue quantità di vita, che lo stimolano a valutare la qualità della sua esistenza e magari a perfezionarsi”. Quindi quali quantità contano dall’infanzia all’età della pensione, e poi la quantità nella bellezza (che è anche armonia di proporzioni), nella verità (più tesi a suo sostegno, meno spazio per il falso e per la menzogna), nelle esperienze e negli esempi (quanti e quali si fanno o da cui si rifugge). E poi ci sono le quantità minime, che, come certe spezie, erbe, sale, grassi, sono l’aggiunta per dare il giusto sapore, ma è fondamentale dosarle bene: ad esempio l’isolamento, necessario solo il tempo per riprendere concentrazione o dedicarsi ad hobby o la finzione, che sviluppa la fantasia, ma alla lunga porta a confondere la realtà.

Moda: Fay e Arbesser annunciano fine della collaborazioneLa direzione creativa dello stilista austriaco durata due anni

19 dicembre 201911:59

– Termina senza preavviso la direzione creativa dello stilista Arthur Arbesser con il marchio Fay. Ad annunciare la fine del rapporto una nota dell’ufficio stampa del gruppo Tod’s, cui fa capo il brand. Una collaborazione durata due anni quello tra il marchio di punta della holding dei Della Valle e il designer austriaco.
“Ringrazio molto Arthur Arbesser a nome di tutta l’azienda per la sua visione innovativa: ritengo che lavorare insieme sia stato molto stimolante per entrambe le parti” afferma Andrea Della Valle, vicepresidente del Gruppo.
“Con grande soddisfazione ho portato a termine il mio progetto per il marchio Fay. Ringrazio la famiglia Della Valle per questa opportunità e tutti gli eccellenti collaboratori” scrive Arbesser.

Mara Venier al via con nuovo show La Porta dei sogniil venerdì per 3 prime serate su Rai1 grandi ospiti

19 dicembre 201913:18

– Un gran galà della vita, uno show elegante, che grazie ad una spettacolare scenografia unisce la forza dello spettacolo al calore dell’ emotainment classico.
Mara Venier accompagnerà le persone nella realizzazione del sogno di una vita. Storie di trasformazione, ricongiungimento, perdono o gratitudine. La Porta dei sogni, il nuovo grande show show emotainment che celebra i sogni, le storie e le emozioni delle persone e che vede alla conduzione la signora della Domenica, in tre prime serate, a partire dal 20 dicembre in onda ogni venerdì, alle 21.20 su Rai1 in occasione delle festività natalizie.
Non mancheranno ospiti illustri del mondo dello spettacolo, che saranno protagonisti attivi nella realizzazione di alcuni sogni. Nella prima puntata ci saranno Andrea Bocelli, Arisa e Antonino Cannavacciuolo.
Sei le emozionanti storie al centro della prima puntata, in onda venerdì 20 dicembre, tra cui: un viaggio intercontinentale verso un amore lontano; una scalata spettacolare su una delle vette più alte d’Italia per raggiungere un traguardo importante; il regalo di un nuovo sogno di Natale per oltre cento bambini.
“La Porta dei Sogni” è prodotto da Rai1, in collaborazione con Banijay Italia. Un programma di: Cristiano Rinaldi e di Sabrina Bacalini, Davide Corallo, Nadia Forini, Yuri Grandone, Alessandra Guerra, Sara Lorenzini, Marco Luci, Alessandra Molinari, Lucia Ugatti. Scenografia: Susanna Aldinio. Regia: Roberto Croce. Regia esterne: Giacomo Frignani.

I 500 top di Variety, primo Robert Iger (Disney)Tra italiani per terzo anno Scrosati. Da Raffaella Leone a Tozzi

19 dicembre 201913:36

Robert Iger, il ceo della Walt Disney, il leader dell’operazione che ha integrato la Fox nella major di Topolino e lanciato la piattaforma Disney+, è l’uomo più potente dell’industria dello spettacolo da 2.2 trilioni di dollari. E’ al top della classifica Variety500 che, alla terza edizione, ha selezionato le persone più influenti. Al secondo posto una donna, Shari Redstone, presidente di Viacom Cbs, la seconda generazione dei Redston alla guida dell’impero mediatico. Al terzo Tyler Perry, fondatore dell’omonima società che nel 2019 ha realizzato nell’ex base dell’esercito ad Atlanta un gigantesco studio di produzione. Tra gli italiani nella Variety500 Andrea Scrosati, ex capo di Sky Italia, è in classifica per il terzo anno consecutivo: è COO (chief operating officer) di Fremantle dalla fine del 2018. Da quando è in Fremantle, scrive Variety, sta stringendo collaborazioni come quella firmata a giugno con il produttore di “Catch 22” e “True Detective”, Richard Brown. La seconda serie ambientata in Vaticano di Sorrentino, “The New Pope”, prodotta da The Apartment Pictures e Wildside (entrambe parte del gruppo Fremantle), andrà in onda in Italia su Sky Atlantic il 10 gennaio e negli USA su HBO il 13 gennaio. In classifica Marco Bassetti, Riccardo Tozzi, Raffaella Leone, Alberto Barbera, Paolo Del Brocco, Guglielmo Marchetti (new entry con Notorius), Carlo Chatrian, Pier Silvio Berlusconi, Paolo Vasile (ceo Mediaset Spagna).

Ritrovato scudo Garibaldi, era in casa di architettoDonato dal popolo siciliano era sparito da Museo Risorgimento

19 dicembre 201914:14

– I Carabinieri hanno recuperato lo “scudo di Garibaldi”, dono del popolo siciliano in segno di affetto e riconoscenza, dopo lo sbarco in Marsala. Lo scudo fu donato da Garibaldi alla città di Roma, che lo custodì nel Museo Capitolino, per poi essere trasferito presso il Museo Nazionale del Risorgimento nel Palazzo del Vittoriano. Non è ancora chiaro come possa essere sparito dal Museo Nazionale del Risorgimento per essere recentemente localizzato presso l’abitazione di un architetto romano. Sul presunto trafugamento indaga la Procura di Roma.

Mannarino live al Musée d’Orsay a Parigi il 16 gennaioPrimo artista italiano ospite onore al Curieuse nocturne’

19 dicembre 201914:26

– Il cantautore Mannarino sarà l’ospite d’onore della celebre rassegna francese “Curieuse Nocturne” del musée d’Orsay di Parigi, primo artista italiano contemporaneo invitato ad esibirsi, sotto la Navata dell’edificio considerato uno dei musei più spettacolari del mondo.
Un contesto perfetto in cui accogliere il cantautore metropolitano. “Mannarino è uno dei più grandi artisti della sua generazione – dichiara Luc Bouniol-Laffont, Direttore della programmazione culturale e dell’auditorium – La sua musica, colorata e profonda allo stesso tempo, lo identifica come erede diretto di artisti, musicisti, poeti e pittori del XIX secolo.
Lo abbiamo dunque scelto come invitato d’onore al nostro carnevale per permettere al pubblico francese di scoprire la poesia della festa “all’italiana” attraverso la sua musica”.
La performance sarà composta da tre session in cui il musicista eseguirà alcuni dei brani più significativi del suo ricco repertorio. Un set live speciale reso unico da una cornice senza dubbio fuori dal comune, il Musee D’Orsay di Parigi, tempio e custode della bellezza, della cultura e dell’arte considerata patrimonio del mondo. L’evento “Curieuse Nocturne” quest’anno sarà dedicato al Carnaval de Paris, uno dei più antichi d’Europa la cui origine risale alla medievale Fête des Fous.

Torna Bolle e balla con Benigni Ambiente e indifferenza a violenza tra temi show Capodanno Rai1

20 dicembre 201909:28

Per il terzo anno il protagonista della serata di Capodanno su Rai1 sarà Roberto Bolle con ‘Danza con Me’, il grande show dedicato alla danza in tutte le sue forme. Presentato oggi lo spettacolo, prodotto in collaborazione con Ballandi e Artedanza, ripropone la formula collaudata delle precedenti edizioni, alternando momenti dedicati all’eccellenza artistica a parentesi di ironia e leggerezza. “Una grande sfida che accetto volentieri e sempre con grande emozione – ha detto l’étoile della Scala – Mi rende orgoglioso il percorso fatto per arrivare a questo punto, riuscire a esprimere tutto il potenziale creativo per rendere la danza il più possibile adatta al grande pubblico”. Ricco e svariato il cast degli ospiti con cui Bolle darà vita a sketch o passi a due. Come Roberto Benigni che oltre a voler ballare con lui lo sfiderà in uno spogliarello per verificare chi ha il fisico più bello. Ci saranno Alberto Angela e Luca Zingaretti, protagonista di un omaggio all’umanità di Charlie Chaplin. Altro omaggio a Federico Fellini, nel centenario della nascita, con un ballo ispirato al film ‘La Strada’ insieme alla Principal dell’Hamburg Ballett Silvia Azzoni. In uno studio che ricorda i grandi varietà della Rai anni ’60, le fila del racconto sono tenute da Giampaolo Morelli e Geppi Cucciari. Tra gli altri ospiti Andrea Bocelli, Stefano Bollani, Luca e Paolo, Marracash, Virginia Raffaele, Nina Zilli, oltre alle ballerine Svetlana Zakharova e Nicoletta Manni. Durante lo spettacolo saranno affrontati, sempre attraverso la danza, due temi attuali e drammatici. Il primo sarà l’ambiente, con Roberto Bolle che ballerà sotto un cielo di plastica all’inizio colorato e luminoso, poi sempre più cupo, fino a che scenderà per avvolgerlo e soffocarlo. Il secondo tema è invece l’indifferenza verso le tante violenze e sofferenze nel mondo, dalle donne agli immigrati. Bolle darà il volto a queste emozioni ballando davanti ad uno specchio e sdoppiandosi. “È sicuramente il momento più complicato – ha detto – praticamente ballo con un altro io”. Soddisfazione da parte di Rai1 nelle parole del vicedirettore Claudio Fasulo e del direttore Teresa De Santis, che era in collegamento telefonico. “È uno dei nostri programmi di maggior peso presentato a tutti i festival internazionali – ha detto De Santis – Rientra nella nostra idea di innalzamento culturale, ma per tutti, senza escludere nessuno”. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DI TECNOLOGIA VAI A TUTTE LE NOTIZIE ECONOMICHE VAI A TUTTA LA CRONACA VAI A TUTTE LE NOTIZIE DAL MONDO VAI A TUTTA LA POLITICA

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Uomo Vitruviano torna a Venezia visibile ogni anno
Gallerie Accademia studiano iniziative valorizzazione virtuale

VENEZIA19 dicembre 201915:23

– E’ rientrato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dopo essere stato esposto al Louvre di Parigi, l'”Uomo Vitruviano” di Leonardo Da Vinci. Il viaggio di ritorno si è concluso ieri, sotto la supervisione del direttore Giulio Manieri Elia. Il celebre disegno è stato esposto al Louvre dal 24 ottobre al 16 dicembre, in occasione della mostra ‘Leonard de Vinci’ dedicata al genio toscano per il cinquecentenario della morte, e che prosegue fino al 24 febbraio prossimo. Contro il prestito alla Francia era stato avanzato un ricorso al Tar del Veneto, che era stato respinto. Le Gallerie dell’Accademia stanno mettendo a punto alcune iniziative di valorizzazione del disegno, ed esporre l’Uomo vitruviano ogni anno per un periodo di tempo circoscritto. Sarà progettato inoltre uno spazio permanente dedicato alla complessità del disegno e dei suoi contenuti, attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate per la fruizione virtuale, quando il foglio originale non potrà essere esposto.

Moda: Mishra sfilerà nell’ haute couture a Parigi a gennaioStilista indiano ospite Camera Sindacale alta moda francese

19 dicembre 201915:44

– Il designer indiano Rahul Mishra annuncia che sarà “ospite” della Camera Sindacale della Haute Couture, di cui è membro, in occasione della settimana di Alta Moda che si terrà a Parigi il prossimo gennaio 2020.
Rahul Mishra sostiene la “slow fashion” con tessuti tradizionali indiani. Il suo omonimo brand rappresenta l’eccellenza del lavoro artigianale made in India, realizzato con tessuti pregiati, ricamati a mano e fatti sempre a mano in India. Dal 2014, da quando è stato premiato dall’International Woolmark Prize, Mishra è entrato a far parte del calendario ufficiale della settimana della moda Ready-to-Wear di Parigi. Nel giro di poco tempo Rahul ha suscitato l’ammirazione delle personalità più influenti della moda. La fashion editor di Vogue, Suzy Menkes, estimatrice del suo lavoro, lo ha definito un “tesoro nazionale”.
Tra i suoi numerosi riconoscimenti, Mishra è stato inserito nell’elenco degli stilisti più influenti a livello globale di “BoF 500” per quattro anni consecutivi e più recentemente è stato insignito del premio “International Fashion Award for Sustainable and Ethical Brand” dalla Camera Monegasca della Moda al Monte Carlo Fashion Show.
“Il mio obiettivo è quello di creare posti di lavoro che aiutino le persone nei loro stessi villaggi spiega lo stilista – io mi occupo di loro piuttosto che chiamarli a lavorare per me.
Se i villaggi sono più forti avrai un paese più forte, una nazione più forte e un mondo più forte. Tutta la mia filosofia ruota attorno a questo. Il prodotto passerà attraverso l’evoluzione cambierà, migliorerà, ma la filosofia è costante”.

Carmen Bizet chiude 52/a stagione Pergolesi JesiNuova co-produzione Fondazione,sul podio maestro Beatrice Venezi

JESI19 dicembre 201915:46

– La “Carmen”, titolo più celebre di Georges Bizet (1838-1875), chiuderà il 20 dicembre la 52/a Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi, al termine di un cartellone dedicato alle grandi protagoniste femminili con “Madama Butterfly”, “Turandot” e il tributo alla Luna, nuova produzione di “CircOpera”. La Carmen arriva in una nuova co-produzione della Fondazione Pergolesi Spontini con Opéra-Théâtre de Metz Métropole, Opéra de Massy, Opéra de Reims, Centre lyrique Clermont Auvergne, Fondazione Rete Lirica Marche.
L’opéra-comique in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella eponima di Mérimée, viene proposta nella versione originale in lingua francese con dialoghi parlati che debuttò all’Opéra-Comique di Parigi nel 1875. Alcuni dialoghi modificati a cura di Opéra-Théâtre de Metz Métropole. Edizione Alkor. Dopo le date di Jesi, andrà in scena tra gennaio e febbraio 2020 a Fano, Ascoli Piceno e Fermo. Sul podio il maestro Beatrice Venezi. E’ tra le poche donne al mondo a dirigere orchestre a livello internazionale; innovativa, paladina di femminilità, nel 2018 è stata inserita da Forbes” tra i 100 under 30 leader del futuro. Recente il suo album d’esordio “My Journey – Puccini’s Symphonic Works”.
La regia è di Paul-Émile Fourny che torna a Jesi dopo i successi di “Aucassin et Nicolette” (2019), “Werther” (2007), “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci” (2016). Nuovo allestimento con scene realizzate da Benito Leonori nei Laboratori scenografici della Fondazione Pergolesi Spontini, costumi di Giovanna Fiorentini, light designer Patrick Méeüs; assistente alla regia Giovanna Spinelli, e alle scene Elisabetta Salvatori.
Nel ruolo del titolo il mezzosoprano canadese Mireille Lebel al debutto in Italia, mentre il tenore Enrico Casari sarà per la prima volta Don José. Per le recite nei teatri della Rete Lirica, si alternano nel ruolo di Frasquita le cantanti Margherita Hibel e Carmela Osato. Suona la Form – Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro del Teatro della Fortuna di Fano è diretto da Mirca Rosciani, i Pueri Cantores “D.
Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci.

Il Michelangelo di Konchalovsky ora è anche un libroIl volume a cura di Giulia Martinez

19 dicembre 201920:41

GIULIA MARTINEZ, IL PECCATO DI MICHELANGELO (Edizioni Sabinae, pag. 160, euro 25,00) “Caro spettatore lasci pure i pop corn fuori dalla sala, questo è un film sul silenzio”. Questa solo una delle piccole perle a firma di Andrei Konchalovsky nel libro di Giulia Martinez presentato ieri sera al Cinema Rouge et Noir di Palermo dal titolo: ‘Il Peccato di Michelangelo – dietro le quinte del film di Andrei Konchalovsky sul genio di Rinascimento (Edizioni Sabinae).
Nel volume non solo il puntuale racconto del backstage del film illustrato dalle immagini del fotografo russo Sasha Gusov e dai bozzetti dello scenografo Maurizio Sabatini, ma anche l’affascinante viaggio, le sfumature, le curiosità, gli stati d’animo, il sudore e la passione che il Maestro del cinema internazionale, gli attori e la troupe hanno vissuto durante la realizzazione di quest’opera. Alla presentazione del libro, oltre che l’autrice, anche il protagonista del film nei panni di Michelangelo, Alberto Testone, e il giornalista e scrittore Gian Mauro Costa. Questo volume, come d’altronde il film, racconta di un Michelangelo Buonarroti come non si era mai visto, di un uomo geniale quanto imperfetto, in lotta con i potenti del tempo, con la propria famiglia e con se stesso. E tutto questo in una grande co-produzione russo-italiana (Andrei Konchalovsky Studios, Jean Vigo Italia e Rai Cinema). Perché questo libro da parte di una press agent che ha seguito centinaia di film d’autore? “Semplice – spiega la Martinez – perché è un film che ho visto letteralmente nascere al festival di Venezia nel 2016 quando Andrei Konchalovsky aveva portato al Lido Paradise.
Proprio allora il regista aveva parlato di questo progetto, della sua voglia di fare un Michelangelo, duro, sporco e avaro e con tanto di naso rotto. Si era anche pensato di fare casting nelle palestre di pugilato”. E ancora la Martinez autrice nel volume di una lunga intervista al regista :”Ho seguito il film durante tutta la sua lavorazione, una vera e propria avventura alla ricerca delle location giuste dove ci fosse tanta sporcizia e galline sul set.
Per Konchalovsky era diventata una vera ossessione. Il film doveva tramettere il cattivo odore, la puzza di quei tempi”.

Pinocchio: in parco Collodi nasce anche museo interattivoPercorso multimediale ispirato a episodi più celebri burattino

COLLODI19 dicembre 201917:06

– Un museo interattivo dedicato al celebre burattino di legno, che andrà ad arricchire l’offerta culturale del parco tematico su Pinocchio a Collodi (Pistoia).
Il museo interattivo di Pinocchio (Mip), che sarà inaugurato il 21 dicembre, è un percorso multimediale ispirato agli episodi più celebri del romanzo di Carlo Collodi (1826-1890), pseudonimo di Carlo Lorenzini, come la bottega di Geppetto, il bosco vicino al quale viveva la Fata turchina, il Campo dei Miracoli e la pancia del pescecane. La visita al museo è compresa nel biglietto d’ingresso al Parco di Pinocchio. Il percorso espositivo è stato realizzato dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi e arriva dopo l’apertura, nel mese di giugno scorso, del ‘Museo multimediale di Pinocchio e Dante’ in via Ricasoli a Firenze.

Richard Ginori: museo porcellana riaprirà entro il 2022Sarà gestito da nuova Fondazione

FIRENZE19 dicembre 201917:54

– Riaprirà entro fine 2022, con un immobile restaurato e un nuovo allestimento, il Museo Archivio Richard-Ginori della Manifattura di Doccia Sesto Fiorentino: questa la data prevista nel cronoprogramma per la riapertura del museo chiuso nel 2014, in seguito al fallimento della vecchia proprietà Richard Ginori, e che sarà gestito dalla nuova Fondazione costituita il 19 dicembre con un atto firmato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e dal sindaco di Sesto Lorenzo Falchi. Con 1,9 milioni di Fondi Cipe per il restauro e risanamento conservativo del museo, 3,9 milioni per l’acquisto della collezione di opere in porcellana, e somme inferiori per interventi di conservazione, si tratta di un’operazione da 6,15 milioni.

200 anni Infinito, su Rai omaggio di 22 cantantiIniziativa Rai-Mibact. Franceschini: è dono collettivo

19 dicembre 201918:47

– “Un dono senza volto e senza nome, una dichiarazione d’amore collettiva da parte di grandi artisti nei confronti di una poesia che ci portiamo dentro per tutta la vita. Del resto la canzone d’autore è erede della grande poesia”: così il ministro per i Beni e le attività culturali e il Turismo Dario Franceschini ha commentato il video che insieme Rai e Mibact hanno ideato per chiudere il bicentenario dell’Infinito di Giacomo Leopardi, nel quale 22 artisti della canzone italiana leggono un frammento della poesia. In onda su tutti i canali Rai e sulla piattaforma RaiPlay dal 19 al 31 dicembre, questo omaggio sonoro e visivo appare come un grande mosaico di voci misteriose, perché i volti e i nomi degli artisti coinvolti non saranno rivelati: “Non vogliamo dire i nomi di questi artisti che gratuitamente hanno donato la propria voce”, ha aggiunto il ministro, “il primo ad ascoltare e vedere il video è stato oggi il Presidente Sergio Mattarella, che nel 2019 volle fare un viaggio a Recanati al Museo dedicato all’Infinito. Da quel viaggio nacque l’idea di questa iniziativa”.

Omaggio a Pina Bausch con Marigia Maggipinto al MadreA Napoli Quartieri di vita, da domani a 6 gennaio mini-workshop

NAPOLI19 dicembre 201918:58

– Si conclude al museo Madre con i mini-workshop di Marigia Maggipinto, danzatrice e coreografa del Tanztheater Wuppertal, l’omaggio che ‘Quartieri di vita’, il festival di formazione e teatro sociale diretto da Ruggero Cappuccio, dedica all’icona della danza contemporanea Pina Bausch, a dieci anni dalla scomparsa.
Dal 20 dicembre al 5 gennaio, in occasione della videoinstallazione Ensembles, i visitatori avranno l’opportunità di prendere parte a un ciclo di workshop rivolto a tutti gli amanti della danza con ogni livello di preparazione o senza esperienze precedenti. Un mix di tecniche differenti, tradizioni e pratiche fisiche con le quali i partecipanti potranno imparare brevi estratti di coreografie di Bausch, tratti da spettacoli di Pina Bausch come Nelken o Kontakthof. Una visita al museo trasformata, afferma la Maggipinto ”in un’esperienza tridimensionale, fisica ed emotiva, durante la quale il pubblico non solo guarda ed ascolta ma vive in prima persona le coreografie dell’artista”.

Pesaro Urbino 2033: mare e colline, vento e musicaLa presentazione del logo oggi a Matera, Capitale del 2019

19 dicembre 201919:08

– Un segno che lega il mare alle colline, il ritmo del vento e della musica, prospettive e vie di fuga, armonie e contrappunti per sostenere la candidatura di Pesaro e Urbino a Capitale Europea della Cultura nel 2033. E’ il concept che ha portato alla realizzazione del logo delle città marchigiane, presentato il 19 dicembre a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, da cui nasce il progetto di comunicazione sviluppato dall’Istituto superiore per le industrie artistiche (Isia) di Urbino. Il logo è stato realizzo da Isia Urbino, dal direttore, Jonathan Pierini, con i tutor Francesco Del Rosso e Filippo Emiliani in collaborazione con i Comuni di Pesaro di Urbino. Alla presentazione hanno partecipato il sindaco, Matteo Ricci, e il vicesindaco e assessore alla bellezza di Pesaro, Daniele Vimini, il sindaco di Urbino, Maurizio Gambini, e il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Giuseppe Paolini.

Palazzo Pitti, concluso il restauro della facciata del RondòIntervento è costato 300mila euro

FIRENZE19 dicembre 201919:31

– Concluso, a poco più di un anno dall’avvio, il restauro della facciata principale del Rondò meridionale di Palazzo Pitti a Firenze: l’intervento, compiuto dalle Gallerie degli Uffizi in collaborazione con la Soprintendenza, è costato circa 300mila euro. “A determinare la necessità di una vasta operazione di restauro di questa parte della facciata – spiega una nota degli Uffizi – era stata la caduta di frammenti delle pietre di rivestimento, che in alcuni punti erano in condizioni di grave degrado”. Per mettere in sicurezza “i grandi blocchi di pietra forte, segnati da vene di calcite che ne frammentano la continuità, sono state realizzate legature in cavo di acciaio”, una “vera novità tecnica”. Con il restauro “è stata effettuata un’accurata revisione di tutto il prospetto e un consolidamento del bugnato di pietra”.
L’intervento è stato anche accompagnato “da un’estesa campagna di indagini diagnostiche”, condotte da Soprintendenza e Università di Firenze.

Sanremo, ecco i Giovani che conquistano l’AristonPassano Gassmann, Eugenio in via di Gioia, Fadi, Fasma, Sentieri

SANREMO20 dicembre 201909:39

Comincia a prendere forma il prossimo festival di Sanremo, targato Amadeus. In attesa di conoscere i nomi dei Big e gli ospiti delle cinque serate di febbraio (dal 4 all’8), il conduttore e direttore artistico spalanca le porte dell’Ariston agli otto cantanti che parteciperanno tra i Giovani. Leo Gassmann (con Va bene così), Fadi (Due noi), Marco Sentieri (Billy Blu), Fasma (Per sentirmi vivo), Eugenio in via di Gioia (Tsunami) sono i cinque protagonisti che il 19 dicembre, in diretta tv su Rai1, si sono sfidati a colpi di duelli e musica per conquistare un posto in prima fila all’Ariston. A loro si aggiungono, da Area Sanremo, Gabriella Martinelli e Lula (Il gigante d’acciaio, dedicata a Taranto e alle vicende dell’ex Ilva) e Matteo Faustini (Nel bene e nel male). Approda di diritto all’Ariston anche la giovanissima Tecla Insolia, vincitrice di Sanremo Young. Temi sociali e malessere generazionale corrono tra i brani, gli stessi che arriveranno a febbraio. Sfide secche, dentro o fuori. Per quella che qualcuno considera l’occasione della vita, qualcuno un passaggio obbligato verso il successo. Sono emozionati i ragazzi (e si vede, dalle mani che si contorcono, dagli sguardi persi, dalle gambe che non stanno ferme), anche se molti di loro hanno già alle spalle talent e gavetta. Come Thomas che arriva da Amici, ma deve cedere il passo a Leo Gassmann, da X Factor, figlio di Alessandro – che via Twitter fa il tifo: be brave and rock on! – e nipote di Vittorio (e più di uno gli ricorda che porta un cognome “ingombrante”, mentre la rete ipotizza raccomandazioni, ma lui ribatte che “è la musica a vincere”). Anche Jefeo arriva da Amici e anche lui deve arrendersi a Fasma. Gli Eugenio in via di Gioia portano una ventata di allegria e lasciano fuori il bravo Avincola (con un brano sui rider). Eliminati anche Shari e i Reclame. A decidere i più meritevoli sono televoto, Commissione musicale del festival, giuria demoscopica e giuria televisiva, ovvero i cinque senatori del festival Pippo Baudo, Antonella Clerici, Carlo Conti, Gigi D’Alessio e Piero Chiambretti, alla quale spettava l’ultima parola in caso di parità. E non è mancata qualche stoccata via social, come quella di Enzo Mazza, ceo della FIMI, che in un tweet ha polemicamente sottolineato le differenze d’età tra giudicanti e giudicati. “Date di nascita super giuria #sanremogiovani: 1936, 1956, 1961, 1962, 1967. Artisti in gara secondo regolamento: non aver superato i 36 anni. Ovvero non essere nati dopo 1983. Età media utilizzatori di Spotify: 25 anni, ovvero nati nel 1994”. I giudici, tutti veterani del festival, non raccolgono la provocazione, arrivata già nei giorni della loro ufficializzazione. Anche perché, come dicono in coro: “A Sanremo non si dice mai di no”. E invitati da Amadeus a tornare tra un mese e mezzo, non potranno certo tirarsi indietro per le celebrazioni dei 70 anni del festival (e Conti ha già promesso che sposterà la sua “vacanzina” alle Maldive). Appuntamento, dunque, al 4 febbraio (e prima anche a Potenza con il Capodanno di Rai1, sempre condotto da Amadeus) con in testa già le canzoni.

Pallottino, Una storia delle illustratrici’Le figure per dirlo’ racconta un contributo dimenticato

20 dicembre 201909:47

PAOLA PALLOTTINO, LE FIGURE PER DIRLO – STORIA DELLE ILLUSTRATRICI ITALIANE (Treccani Libri, Fuori Collana, pag. 240, 32 euro). Un affascinante viaggio visivo, storico e critico che mette in luce, per la prima volta, lo straordinario quanto sconosciuto contributo delle artiste italiane attive nel settore dell’immagine riprodotta, dal XVII secolo a oggi. Con ‘Le figure per dirlo’ Paola Pallottino attraversa i principali movimenti culturali del Novecento, facendoci conoscere artiste emarginate due volte, perché donne e perché attive in un ambito considerato ‘minore’, per il quale hanno realizzato immagini di straordinaria qualità – dall’illustrazione pubblicitaria alla moda, dal fumetto alla caricatura fino a calendari, cartoline ed etichette – presenziando e sottolineando i momenti storici del paese.
Pallottino ci accompagna in questo inedito percorso dandoci contemporaneamente accesso al suo ineguagliabile archivio personale, frutto di una vita di ricerca, composto di centinaia e centinaia di dossier sugli artisti dell’illustrazione, migliaia di schede, e oltre 10.000 pubblicazioni del settore, tra libri e riviste, raccolte in oltre quarant’anni di ricerche.
Paola Pallottino è storica dell’arte, illustratrice e paroliera italiana. Già professore associato di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Macerata, pioniera degli studi sulla storia dell’illustrazione, ha svolto un’intensa attività di divulgazione, culminata con la fondazione a Ferrara del MIL, Museo dell’Illustrazione – Centro Studi sull’Immagine Riprodotta, che ha diretto dal 1992 al 2005. Ha collaborato all’Enciclopedia universale dell’arte, al Dizionario biografico degli italiani, al Dictionnaire des illustrateurs e all’Allgemeines Künstlerlexikon. La sua opera scientifica comprende una ventina di libri, fra cui Storia dell’illustrazione italiana e Dall’atlante delle immagini.
Parallelamente all’attività di studio, ha coltivato la passione per la scrittura, collaborando con Lucio Dalla, per il quale ha scritto, tra le altre, 4 marzo 1943, e Il gigante e la bambina.
Nel 1974 ha firmato le parole di Donna circo, disco a tematica femminista musicato e cantato da Gianfranca Montedoro e, nel 1994, i testi di Giovanna d’Arco e La ragazza e l’eremita per Angelo Branduardi.

Ferzan Ozpetek torna a casa con La dea fortunaIn sala film con Accorsi-Leo coppia gay. E con Jasmine Trinca

20 dicembre 201909:49

Coppia gay in crisi, famiglie arcobaleno, un po’ di malattia, il tempo che passa, transgender, tutta la musica che occorre, un quartiere popolare dove tutti comunicano, ma anche un palazzo nobiliare con dentro una strega.
Insomma dramma e commedia, dolore e sentimento con un pizzico di magia. Ferzan Ozpetek è tornato a casa con ‘La dea fortuna’ in sala dal 19 dicembre con Warner Bros. E in questa tredicesima opera cinematografica del regista di origine turca, anche l’ombra di Mina che oltre l’apporto della canzone ‘Luna Diamante’, scritta da Ivano Fossati e da lei cantata, ha dato più di un consiglio artistico al regista di Fate ignoranti.
“Con ‘La dea fortuna’ dopo tanti film, mi sono sentito davvero libero di fare un lavoro che somiglia a me”, ha detto Ozpetek.
Questa la storia. Arturo (Stefano Accorsi), scrittore alquanto insoddisfatto, e Alessandro (Edoardo Leo), che fa l’idraulico, si amano e da 15 anni vivono insieme. Pur legati da un grande affetto, tra loro manca la passione e c’è ormai quella crisi che loro non vogliono affrontare. A smuovere le acque sarà Annamaria (Jasmine Trinca), la confusionaria migliore amica di Alessandro che, per problemi di salute, si troverà costretta a lasciare in custodia alla coppia i suoi due figli: Martina ed Alessandro .
La coppia gay troverà una nuova voglia di stare insieme grazie all’arrivo di questi due tonici bambini, e sarà baciata da quella Dea Fortuna che dà il titolo al film prodotto da Warner Bros. Entertainment Italia, R&C Produzioni e Faros Film. “Tutto è nato da una telefonata di mia cognata che per un problema di salute prospettava a me e al mio compagno se ci saremmo potuti occupare dei loro figli. Mi è subito piaciuta questa idea che avrei potuto sviluppare. Mi andava poi di raccontare più che il solito primo incontro di una coppia, la fine di un rapporto quando l’erotismo si trasforma in affetto”, ha aggiunto Ozpetek.
E ha proseguito il regista: “Non volevo comunque dare alcun messaggio con questo film, ma raccontare solo il mio stato d’animo”. Per quanto riguarda la sua amicizia con Mina, dice Ozpetek con grande riserbo, quasi a non voler tradire la sua amica: “è lei che mi ha consigliato Barbara Alberti nel ruolo della nobile madre di Annamaria. Una specie di strega che vive in un maniero alla Hansel e Gretel capace di mille cattiverie”.
“Mio figlio un giorno mi ha detto che Ozpetek cercava una vecchia cattiva con la faccia da carogna, una sorta di mamma, papà, zio e patriarca – ha detto la Alberti con intelligenza e spirito – . Comunque per fortuna – aggiunge – questo film non vuole dare un messaggio, né dire siamo gay o non gay, ma, cosa ancor più importante: siamo felici o non siamo felici”.

Sanremo: Amadeus, Tiziano Ferro ci sarà tutte le sereNessun nome invece per quanto riguarda le donne al suo fianco: ‘Mi piacerebbe averne almeno due a sera…’

SANREMO21 dicembre 201912:58

“Tiziano Ferro? C’è. Tutte le sere”. Amadeus conferma la presenza del cantautore di Latina al prossimo festival di Sanremo. “Ne abbiamo cominciato a parlare – aggiunge – sicuramente canterà. Il resto vedremo”.Sulla presenza delle donne al suo fianco, spiega che “mi piacerebbe averne almeno due a sera, di diversa età, diversa provenienza, per raccontare storie che rappresentino le donne”, ma non si lascia sfuggire nessun nome. “Finché non ho la certezza…”.

Arriva l’abbigliamento coordinato per tutta famigliaOnline da oggi brand nativo digitale Rougeri

20 dicembre 201910:32

– Altro che mini me: debutta oggi online Rougeri, marchio nativo digitale che propone abbigliamento coordinato non nel solo abbinamento mamma-figlia, ma per tutta la famiglia.
Il brand dal gusto minimal-chic offre la possibilità di trovare lo stesso modello, con lo stesso tessuto, nelle varianti uomo, donna, bambino (0-6) e neonato. Per ribadire il Dna matching del brand, la finalizzazione dell’acquisto sulla piattaforma può avvenire soltanto con la scelta di almeno due articoli dello stesso prodotto, per due diversi destinatari.
La collezione autunno inverno 2019/20 include cappotti, capispalla, camicie, pantaloni e abiti, ma anche felpe, polo, accessori e maglieria in cashmere di Cariaggi. Il marchio, spiega il fondatore Roberto Ruggeri, “nasce dal desiderio di offrire la possibilità di trovare un capo di alta qualità uguale per grandi e piccoli. Un modo per esaltare i legami con i propri cari e vivere un’emozione nel segno di uno stile minimal e di assoluta qualità”.

Cinema, ‘Il traditore’ film dell’anno per Il MorandiniContest con il Cinemino di Milano per lancio edizione 2020 guida

20 dicembre 201911:35

– E’ ‘Il traditore’ di Marco Bellocchio il film di copertina del Morandini, lo storico dizionario dei film e delle serie tv, che premia con 4 stelle la pellicola con Pierfrancesco Favino.
Dopo due anni consecutivi di vittoria, Paolo Virzì passa idealmente il testimone a Marco Bellocchio, che conquista la vetta aggiudicandosi ben 4 stelle. Il Morandini 2020 (16.500 opere censite nella versione cartacea, 27.000 in quella digitale, dal 1902 all’estate del 2019), promuove altri film celebri della passata stagione cinematografica: 4 stelle anche per Domani è un altro giorno di Simone Spada, con Valerio Mastandrea e Marco Giallini. Matteo Rovere, con Il Primo Re, riceve invece 3 stelle; stesso punteggio per Dafne di Federico Bondi e per Il Grande Spirito di Sergio Rubini.
Il Morandini, oltre ai film, dedica un’ampia appendice alle serie tv italiane ed estere. Nella guida, una menzione speciale è riservata alla serie tv Il Commissario Montalbano. Bocciato invece Baby, il teen drama tutto italiano firmato Netflix e liberamente ispirato allo scandalo romano delle baby squillo.
In occasione del lancio del Morandini 2020 Zanichelli, in collaborazione con il Cinemino – spazio culturale e aggregativo milanese – invita i cinefili a scegliere il proprio film e la propria serie tv preferita tra una selezione di 32 film e 16 serie tv prodotti in Italia negli ultimi 2 anni. Attraverso un contest sulla pagina Facebook ufficiale di Zanichelli, il pubblico è incoraggiato a esprimere la propria preferenza tra coppie di titoli messi in sfida. Dopo più scontri a eliminazione diretta, il film e la serie tv che si aggiudicheranno la finale saranno premiati con un evento esclusivo il 27 febbraio al Cinemino a Milano.

Dolce e Gabbana, lasceremo a famiglia nostro lavoroStilisti escludono vendita a investitori

20 dicembre 201913:01

– “Sei una madre e non puoi vendere i tuoi figli. Siamo stati fortunati. Non vogliamo diventare i più ricchi del cimitero”. Così Stefano Gabbana ha spiegato in un’intervista a Vogue Business che, quando si ritireranno, cederanno il controllo alla famiglia di Dolce: una mossa che preclude la vendita a investitori o l’ingresso di direttori creativi esterni.
“Ci piacerebbe moltissimo – hanno detto i due – lasciare ai famigliari il nostro lavoro”. Secondo Vogue Business, quest’autunno, i componenti della famiglia Dolce si sono seduti a discutere dei loro ruoli e del futuro dell’azienda. Il fratello di Dolce, Alfonso, 54 anni, è l’Amministratore Delegato della società. La sorella Dora, 64 anni, è responsabile della ricerca e dello sviluppo per la collezione prêt-à-porter. Ci sono vari nipoti coinvolti in azienda e anche i più giovani della famiglia vengono cresciuti per entrare un giorno a farne parte, se lo vorranno.

Piero Angela, con SuperQuark + suRaiplayFoa e De Santis, esempio per tutti

20 dicembre 201914:01

– “A me fa piacere continuare a lavorare. Vorrei fare come Moliere morire sulla scena. Mi sento giovanissimo tra i giovani”. A partire dal prossimo 22 dicembre, giorno del suo 91 compleanno, sulla piattaforma Rai Play, sarà disponibile il nuovo programma di Piero Angela SuperQuark+, presentato oggi a viale Mazzini. Piero Angela sarà il padrone di casa che guiderà lo spettatore nel tema trattato in ogni puntata, 10 in tutto, per la durata di 15 minuti e, ad accompagnarlo in quest’avventura, ci saranno 5 giovani ricercatori-divulgatori, la principale novità di questa nuova versione del programma di divulgazione scientifica. Il direttore di Rai1 Teresa De Santis ha evidenziato come la “fabbrica Angela” sia qualcosa di più, è un’idea, non è solo una serie di programmi. Abbiamo cercato, in quest’anno, di alzare l’asticella dov’è stato possibile. Per noi, è un esempio. Abbiamo tentato di lavorare in questa maniera larga e pop anche per quanto riguarda il varietà e il sabato sera. Con questo progetto, coniughiamo insieme passato, presente e futuro. In questo caso specifico, è evidente la forza di interagire tra le due strutture, Rai1 e Rai Play”. Il presidente della Rai Marcello Foa ha ricordato: “L’anno scorso, abbiamo festeggiato il suo novantesimo compleanno. Piero Angela dimostra sempre la propria vitalità e i novantenni la dimostrano per sempre. L’obiettivo di Angela è sempre stato quello di capire la scienza. A 91 anni, ha accettato una nuova sfida, la stessa sfida che, 38 anni fa, Piero Angela accettò con la prima edizione di Quark. Uno dei volti storici della Rai, un uomo apprezzato per la sua signorilità, è stato scelto per vincere anche questa sfida. La Rai crede in Rai Play, nella divulgazione scientifica e in Piero Angela”.
Il nuovo prodotto di divulgazione scientifica di Piero Angela, realizzato appositamente per la piattaforma “pensato per un pubblico sempre più digitale”, si occuperà di vari temi. Piero Angela li ricorda: “è come elencare i 7 nani – ironizza- dall’amore allo sport, dal sonno alla dieta, dal gioco alla vita extraterrestre” e anche altri argomenti come la memoria, la vista, l’acqua e il freddo”.

Matera 2019: Sassoli, così si accorciano distanze UeIl presidente del Parlamento europeo alla giornata conclusiva

MATERA20 dicembre 201914:33

– “Il merito più importante di quest’anno è che Matera ha vissuto in libertà la possibilità di godere di questo palcoscenico e ha restituito tanto”. Lo ha detto il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che oggi è nella Città dei Sassi per la giornata conclusiva dell’anno da Capitale europea della Cultura 2019. “Noi – ha aggiunto – abbiamo un’Europa che è distante da tante zone, da tanti territori, non solo italiani: queste esperienze servono ad accorciare queste distanze”.

Archeologia:a Museo Crotone esposta museruola IV secolo a.C.Reperto proveniente da scavi clandestini recuperato da cc

CROTONE20 dicembre 201915:16

– Una pregiata museruola equina in bronzo del IV secolo a.C. recuperata dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, e riconosciuta come proveniente da scavi clandestini nel territorio del crotonese, sarà esposta dal 21 dicembre al Museo Archeologico Nazionale di Crotone.
Il pezzo, acquisito alla collezione del museo, rappresenta una vera e propria rarità, non solo per il tipo di oggetto, ma anche per la sua decorazione. Nobile ornamento per cavalli, l’oggetto costituiva un’offerta votiva da parte di un componente della cavalleria per il santuario di Hera nella località Vigna Nuova.
L’esposizione rientra nel progetto Vide (VIaggio Dell’Emozione). In questo ambito rientra anche la testa di cavallo in marmo, utilizzata come decorazione del tempio di Hera Lacinia a Capocolonna, che era stata esposta a settembre dopo un lavoro di restauro.

Mostre: collezione Farina, arte e avanguardia a FerraraDonata alla città da compagna direttore Galleria d’Arte Moderna

FERRARA20 dicembre 201916:30

– Tra gli anni Sessanta e Novanta Ferrara si impone come centro propulsivo per l’arte d’avanguardia grazie a Franco Farina, direttore della Civica Galleria d’Arte Moderna. La sua programmazione espositiva a Palazzo dei Diamanti ha dato vita a una stagione costellata di eventi che ha lasciato una testimonianza tangibile nella collezione di opere d’arte a lui appartenuta, un patrimonio recentemente donato alla città da Lola Bonora, direttrice del Centro Video Arte ferrarese e sua compagna di vita.
Un’ampia parte della donazione è in mostra, dal 21 dicembre al 15 marzo, al Padiglione d’Arte Contemporanea: dipinti, sculture, disegni e grafica della collezione Farina sono messi in dialogo con opere delle Gallerie d’Arte Moderna. Un percorso che dagli studi e opere su carta di Carrà, de Chirico e de Pisis muove verso lo spazialismo e l’informale di Emilio Vedova, il New Dada di Rauschenberg e le sperimentazioni cinetiche di Alviani e Colombo, il Nouveau Réalisme e la pop art di Rotella e Schifano.

Teatro: Panariello di nuovo in tour, è La Favola MiaArtista festeggia 20 anni carriera con one man show, da marzo

20 dicembre 201916:36

– Il 2020 sarà un anno speciale per Giorgio Panariello che compie 60 anni e festeggia i 20 anni di carriera dal grandissimo successo di “Torno sabato”! …Dopo aver conquistato le platee accanto agli amici di sempre Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni, il comico toscano si prepara infatti a tornare con “La Favola mia”, un one man show unico in pieno stile “Panariello”.
Tante risate, un pizzico di irriverenza, attualità e grandi classici del suo repertorio: saranno questi gli ingredienti di questo nuovo spettacolo in cui Panariello racconta e si racconta ripercorrendo in una veste inedita e attuale i 20 anni che lo hanno visto protagonista tra teatro, cinema e televisione.
Queste le date al momento confermate: 16 marzo al Teatro Massimo di Pescara, 18 marzo al Teatro Rossini di Civitanova Marche (Macerata), 19 marzo al Teatro Dei Marsi di Avezzano (L’Aquila), 20 marzo al Teatro Pala Montepaschi di Chianciano Terme (Siena), 21 marzo al Teatro Pala Bassano Due di Bassano del Grappa (Vicenza), 23 marzo all’Auditorium Santa Chiara di Trento, 24 marzo al Teatro Corso di Mestre (Venezia), 25 marzo Pala Congressi di Lugano, 27 marzo al Grana Padano Theatre di Mantova, 2 aprile al Teatro Lyrick di Assisi, 5 aprile al Teatro Moderno di Grosseto, 7 aprile al Teatro Galli di Rimini, 14 aprile al Teatro Nuovo Giovanni da Udine di Udine, 15 aprile al Teatro Openjob Metis di Varese, 21 aprile al Teatro Dis_Play di Brescia, 28 aprile al Teatro Creberg di Bergamo, 2 maggio al Teatro La Fenice di Senigallia (Ancona), 9 maggio al Politeama Greco di Lecce, 10 maggio al Teatro Team di Bari, 15 maggio al Teatro Golden di Palermo, 16 maggio al Teatro Metropolitan di Catania, 18 maggio al Teatro Mandanici di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina).

Tv: Olivia Colman star di Landscapers, miniserie Sky-HboAlexander Payne dirige crime drama ispirato a fatti veri

20 dicembre 201916:50

– Olivia Colman, l’attrice premio Oscar celebre per La Favorita e The Crown, è la protagonista della nuova serie Sky Original, Landscapers, prodotta da Sister per Sky e Hbo dopo il successo di Chernobyl, premiata quest’anno con 10 Emmy Award.
La miniserie in quattro parti sarà diretta dal due volte Premio Oscar Alexander Payne (Paradiso amaro, Sideway – In viaggio con Jack, A proposito di Schmidt) ed è la prima sceneggiatura per la televisione scritta da Ed Sinclair. Le riprese inizieranno nel 2020 e la serie sarà in esclusiva su Sky in Italia, nel Regno Unito, Irlanda, Germania e Spagna. La distribuzione internazionale è affidata a NBCUniversal Global Distribution.
Ispirata a eventi reali, la serie esplora le vite degli assassini Susan (A. Colman) e Christopher Edwards e si chiede come questa coppia devota e mite sia arrivata ad uccidere i genitori di Susan e seppellirli nel giardino sul retro della loro casa di Mansfield, una cittadina del Nottinghamshire, in un crimine avvenuto nel 1998 e rimasto nascosto per oltre un decennio. Landscapers è un drama con venature dark comedy su una storia realmente accaduta e basato su ricerche approfondite, con ore di interviste agli accusati che si sono sempre professati innocenti.
La serie racconta le vite di Susan e Chris da varie prospettive, comprese quelle degli agenti di polizia e degli avvocati coinvolti nelle indagini, nonché da quella “interna” degli stessi protagonisti. Il pubblico verrà calato in un mondo surreale, frutto di fantasia, che Susan e Christopher hanno creato vestendo i panni dei loro eroi di Hollywood in storie da loro inventate. La storia di un singolare caso di omicidio che coinvolge quattro vite vissute ai margini della società, e che si trasforma in un’esplorazione magnetica e a tinte fosche dell’amore e della fantasia, del loro potere e del loro pericolo.
Landscapers è prodotta per Sky e HBO da Sister, la pluripremiata casa di produzione di Chernobyl, in collaborazione con South of the River Pictures, nuova società di produzione di Olivia Colman e Ed Sinclair.
Olivia Colman, protagonista e produttrice esecutiva della serie, ha dichiarato: «Adoro le sceneggiature di Ed, esattamente come adoro la sua cucina. No, la verità è che è piuttosto raro volere così tanto una parte dopo la prima lettura di una sceneggiatura, ma è quello che è successo in questo caso. È una scrittura coraggiosa, ma anche sottile e tenera: una gioia per qualsiasi attore».
Landscapers è la prima co-produzione originale di Sky e HBO dopo il rinnovo dell’accordo di produzione del mese scorso, che estende la lunga partnership delle due aziende. È anche il primo nuovo lavoro commissionato da entrambe le aziende alla casa di produzione Sister dopo il successo internazionale di Chernobyl, andato in onda nel 2019, la serie Sky Original di maggior successo con la conquista, tra gli altri, di 10 Emmy Awards.
Landscapers è la più recente produzione Sky nel piano di sviluppo di contenuti originali. Il gruppo Sky si è infatti impegnato a raddoppiare il proprio investimento in titoli originali drama, comedy e documentari attraverso Sky Studios, la nuova struttura per lo sviluppo e la produzione di contenuti a livello europeo. Sky Studios porta sullo schermo storie uniche e originali con i migliori talenti in Europa ed è la casa degli Sky Original premiati e amati dai clienti Sky.
Tra gli Sky Original in arrivo su Sky,The New Pope, la nuova serie creata e diretta dal Premio Oscar Paolo Sorrentino con Jude Law e John Malkovich; ZeroZeroZero, diretta da Stefano Sollima e ispirata al libro di Roberto Saviano, con Andrea Riseborough, Dane DeHaan e Gabriel Byrne; Devils, con protagonisti Alessandro Borghi e Patrick Dempsey. Il 2019 è stato un anno record per le serie Sky Original con i 10 Emmy Award conquistati da Chernobyl e le nuove stagioni dei titoli più amati, come Gomorra e 1994, insieme alle novità come Catch-22 e Caterina la Grande.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Danza: 500 artisti a Bologna per ‘Dancin’Bo’
Da Luciana Savignano ai fratelli Gargarelli, da 27/12 a 5/1

BOLOGNA20 dicembre 201917:37

– Una festa del ballo: dall’hip hop al tango, dalla classica alla filuzzi, dalle danze etniche al musical, dalla contemporanea al lindy hop, dal rock acrobatico alla taranta. È ‘Dancin’Bo’ che dal 27 dicembre al 5 gennaio diventerà un festival che avrà a Bologna come palcoscenico 15 luoghi diversi, con oltre 500 ballerini di scuole, associazioni e accademie da tutta Italia, protagonisti in 50 appuntamenti tutti gratuiti, con master class e lezioni tango.
Apertura il 27 nel foyer Respighi del teatro Comunale con l’etoile Luciana Savignana interprete di un estratto de ‘Il lago dei cigni’ e un musical omaggio a Federico Fellini. Finale il 5 gennaio nel sagrato di San Petronio con ‘Danze dal mondo’ con danzatori di gruppi di Filippine, Romania, Russia, Egitto, Iran, Perù e Vietnam. Tra gli altri artisti ospiti ci saranno Kledi Kadiu e Simone Di Pasquale, i giovanissimi fratelli Gargarelli da ‘Italia’s Got Talent’ e Davide Alphandery, vincitore dell’edizione 2019 di ‘Prodigi – La musica è vita’.

Musica: hit parade, Tiziano Ferro risale in vettaVasco Rossi scivola dal primo al sesto gradino

20 dicembre 201918:03

– Accetto Miracoli, il nuovo album di Tiziano Ferro, già disco d’oro a una sola settimana dall’uscita riconquista la vetta della classifica degli album più venduti della settimana dal 13 al 19 dicembre, secondo le stime di Fimi/Jfk Italia. Il disco, uscito il 22 novembre su etichetta Virgin Records (Universal Music Italia), era entrato direttamente al primo posto della top ten. Ora, a distanza di te settimane, detronizza Vasco Rossi con il suo Vasco Nonstop live, il doppio cd, dvd e bluray con tutta la scaletta dei concerti di San Sirodello scorso giugno, che scivola fino alla sesta posizione. Terzo posto per il rapper e produttore Tha Supreme, con 23 6451. Stabile sul quarto gradino Cremonini 2C2C The Best Of, prima grande raccolta della produzione ormai ventennale di Cesare Cremonini, e fermo sul quinto Marracash con Persona. New entry in settima posizione Fine Line, secondo album in studio dell’artista britannico Harry Styles, contenente 12 nuove tracce tra cui i singoli di successo. Primo tra i singoli più scaricati il brano appena uscito di Ultimo , Tutto questo sei tu, primo singolo del cantautore romano dopo l’uscita del suo ultimo album Colpa delle favole, in cui il giovane artista s’interroga su felicità, amore, illusioni e sul fragile equilibrio della vita.
Primo tra i vinili The dark side of the moon dei Pink Floyd.

Franceschini “Scommessa vinta”Boom di turisti. Bilancio positivo per Capitale cultura Ue

MATERA21 dicembre 201913:02

Un anno straordinario. Numeri da “boom” turistico. Una scommessa vinta dalla Basilicata, dal Sud e dall’Italia intera. Matera 2019 chiude con un bilancio molto positivo e, insieme a Plovid (Bulgaria) passa il testimone da Capitale europea della Cultura 2020 a Fiume (Croazia) e Galway (Irlanda). L’ultima, lunga giornata di un anno da Capitale, cominciato lo scorso 19 gennaio, è stata segnata dalla presenza del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, e dei Ministri per i Beni culturali e per il Sud, Dario Franceschini e Giuseppe Provenzano. All’unisono, hanno evidenziato che il 2019 deve essere “solo” un punto di partenza. Ma il reale punto di partenza di un anno straordinario è fissato in una data ben precisa: il 17 ottobre 2014, quando, a sorpresa, fu proprio Franceschini (anche all’epoca Ministro per i Beni culturali) a scrivere su un tablet il nome di Matera come città italiana designata a essere Capitale europea della Cultura 2019. In questi cinque anni – pur se con alcuni passaggi a vuoto, in particolare per l’aspetto infrastrutturale – la Città dei Sassi ha “conquistato” il mondo. Non a caso solo pochi mesi fa ha ospitato per diverse settimane le riprese dell’ultimo film di 007. E così gli ultimi dati parlano di 865 mila pernottamenti nell’anno che sta per finire, con un eccellente +44% di presenze di turisti stranieri. Sono stati invece 1.228 gli eventi (dei quali 410 in vari centri della Basilicata) organizzati dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 con un totale di 328 mila accessi, 74 mila i “passaporti” venduti e 1.500 volontari impegnati. Numeri che però non bastano per rendere in pieno l’idea del riscatto totale raggiunto da Matera, solo qualche decina di anni fa la “vergogna d’Italia” per la situazione di degrado dei Sassi. “Il merito più importante di quest’anno è che Matera – ha sottolineato Sassoli – ha vissuto in libertà la possibilità di godere di questo palcoscenico e ha restituito tanto. Noi – ha aggiunto – abbiamo un’Europa che è distante da tante zone, da tanti territori, non solo italiani: queste esperienze servono ad accorciare queste distanze”. Per Provenzano, Matera 2019 “è una grande scommessa vinta: ha dimostrato all’Italia e all’Europa che il Sud non è una causa persa ma che invece è un posto bellissimo su cui si può investire e si può puntare”. E nelle parole del presidente della Regione, Vito Bardi, l’orgoglio della Basilicata e in quelle di Franceschini un’enorme soddisfazione perché “la sfida vinta nel 2014 è stata portata a compimento con successo e ha avviato un cammino di crescita sostenibile del territorio sul quale sono certo si proseguirà con determinazione”. La prossima città italiana Capitale europea della Cultura sarà nel 2033, anche se Franceschini sta provando a convincere i suoi “colleghi” continentali ad aumentare da due a tre il numero di Capitali all’anno. Si vedrà. Per ora i riflettori si spostano su Parma, Capitala italiana europea della Cultura 2020. “Ci prendiamo e portiamo a casa – ha detto il sindaco Federico Pizzarotti – le buone pratiche di Matera 2019”.

Tra Wonka, Mary Poppins e Grimm, c’era una volta a teatroTante favole da non perdere in scena fino alla Befana

21 dicembre 201910:59

– C’era una volta, anche a teatro. Non c’è periodo migliore dell’anno delle feste di Natale per far scoprire la magia del palcoscenico anche agli spettatori più piccoli. Con un carico di favole in scena fino alla Befana. Tra le dieci da non perdere, Charlie e la fabbrica di cioccolato con Willy Wonka, il più grande imprenditore di dolci, che dal romanzo di Roald Dahl canta in musical alla Fabbrica del vapore di Milano; e Mary Poppins e il suo spazzacamini Bert, con tanto di brindisi speciale a Capodanno, al Sistina di Roma. E poi immancabile sotto l’albereo, A Christmas carol, dalla versione con Roberto Ciufoli a quella diretta da Tiziano Panici; Pollicino, le favole di Rodari, Peter Pan, Cenerentola, le marionette dei fratelli Colla e lo “spettacolo della neve” dello Slava’s snowshow. Nel vero Bosco del Sasseto a Torre Alfina – Acquapendente (VT), lo stesso che il National Geographic ha definito “il bosco di Biancaneve”, si va alla scoperta di elfi, fate, streghe e re. E c’è anche tutta la danza de Lo schiaccianoci, tra il Roma City Ballet Company di Luciano Cannito, il Balletto di Roma, l’Accademia di Ballo del Teatro alla Scala, il Balletto di San Pietroburgo e il Moscow Classical Russian Ballet.

Musica: Bobby Rush torna a 86 anni al Porretta Soul FestivalIn cartellone a luglio anche Leo Nocentelli e McCrary Sisters

BOLOGNA21 dicembre 201911:31

– A 86 anni, compiuti un mese fa, nel 2020 sarà per la terza volta al ‘Porretta soul festival’ Bobby Rush, che nel corso della carriera ha ricevuto 46 nomination e vinto 12 premi della Blues Foundation. Inoltre è da poco uscito ‘Sitting on top of the blues’, il 26/o album in studio della sua lunga carriera e la 75/a pubblicazione a suo nome.
Tra gli artisti confermati per la prossima edizione, dal 23 al 26 luglio nella località termale dell’Appennino bolognese, c’è Leo Nocentelli, componente fondatore dei The Meters, vincitore del Grammy Lifetime Achievement Award nel 2018 e quattro volte nominato per la Rock’n’Roll Hall of Fame. Ed ancora Latimore, icona della black music e mentore di Joss Stone; McCrary Sisters, che propongono un personale stile gospel; Chick Rogers, considerata “la più bella voce di Memphis”; Vasti Jackson, John Nemeth, Curtis Salgado, Leon Beal & The Luca Giordano Band e Eddie Harrison, leader degli Short Cuts, che partecipò alla prima edizione del Festival nell’88 con Rufus Thomas.

Nuovo museo per la fotografia, Gallerie d’Italia a TorinoAltra sede espositiva Intesa Sanpaolo dopo Milano,Napoli,Vicenza

TORINO21 dicembre 201912:04

– La fotografia trova casa a Torino.
Palazzo Turinetti, storico edificio della centralissima piazza San Carlo sede legale di Intesa Sanpaolo, diventa il quarto polo museale delle Gallerie d’Italia, dopo quelli di Milano, Napoli e Vicenza. Un progetto voluto dai vertici della banca e guidato da Michele Coppola, che di Intesa Sanpaolo è il direttore Arte, Cultura e Beni Storici.
Il cantiere partirà nei prossimi mesi e sarà concluso in un paio d’anni. I 6mila metri quadri del nuovo museo, 3 mila riservati alle attività espositive, ospiteranno opere delle collezioni della banca tra cui l’Archivio Publifoto, circa 7 milioni di scatti su eventi, personalità e luoghi realizzati dagli anni Trenta agli anni Novanta. Spazio anche alle mostre temporanee di grandi fotografi in sinergia con istituzioni culturali italiane e straniere, a cominciare da Camera – Centro Italiano per la fotografia di cui Intesa Sanpaolo è Socio fondatore, mentre il piano nobile potrà ospitare opere classiche dalle collezioni della banca.
Il progetto delle Gallerie d’Italia in piazza San Carlo sarà illustrato il 14 gennaio dal presidente Emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli, dal presidente Gian Maria Gros-Pietro e da Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO, alla presenza della sindaca di Torino Chiara Appendino, del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

A San Severino reportage sull’arte ferita dal terremoto’Scherza con i fanti e lascia stare i santi’

SAN SEVERINO MARCHE21 dicembre 201912:52

– Una mostra e un catalogo per ricordare le ferite del sisma e aiutare a non dimenticare. Si intitola “Scherza con i fanti e lascia stare i santi” la rassegna di foto scattate sui luoghi del terremoto del 2016 allestita nelle sale espositive della biblioteca comunale “Tacchi Venturi” di San Severino Marche. L’esposizione, patrocinata dal Comune, presenta una serie di istantanee realizzate dall’architetto Luca Maria Cristini durante la sua attività professionale nell’area del cratere. “La fretta di agire in situazioni di pericolo di crollo, con la minaccia di repliche sismiche anche significative, il costante sottofondo di quei sordi boati che si avvertono solo nelle zone vicine alle faglie, mi ha regalato istantanee talvolta sfocate, mosse o con entrambi i problemi; tuttavia ognuna di queste – spiega Cristini – sembra trasmetterci un sentimento vivo”.

La camelia, fiore di Proust e di ChanelBorghesi racconta origini, specie e riferimenti letterari

21 dicembre 201914:04

– LA CAMELIA – LA NAZIONE DELLE PIANTE – ANGELA BORGHESI – (EDITORI LATERZA , PP 179, 16 EURO) – Marcel Proust “Non poteva che regalar camelie e metterle all’occhiello, come allora s’usava: una moda che aveva scalzato garofano e gardenia e, per lui che soffriva d’asma, quanto mai opportuna. Sto parlando del narratore – il Je della Recherche – che come l’autore, Marcel Proust, era spesso soffocato dagli attacchi del male”. “Gabrielle Bonheur Chanel (1883-1971), meglio nota come Coco, portò per la prima volta in passerella abiti con broches di candide camelie di chiffon. Il modello era la Camellia japonica Alba plena, i cui petali sovrapposti possono persino averle suggerito il logo della doppia C incrociata. Divenne il simbolo della maison Chanel solo nel 1959 ma da quella prima apparizione, mai più sparì dalle sfilate del marchio”.
Marcel Proust e Coco Chanel sono solo due delle grandi figure della letteratura e della moda, tra i tanti citati dall’autrice del volume La camelia – La nazione delle piante (Editori Laterza, pp 179, 16 euro), Angela Borghesi, docente di Letteratura Italiana contemporanea all’Università di Milano Bicocca, per il loro stretto legame con il nobile fiore. Nata a Brescia nel 1959, l’autrice deve l’attenzione appassionata per il mondo floreale e animale al nonno Giulio Conforti e al maestro e ornitologo Giuliano Salvini. Una passione quella per i fiori, che ha portato Angela Borghesi a indagare il senso della presenza floreale e arborea nell’opera di Fenoglio, Zanzotto e Calvino. Infatti dal 2011 la scrittrice dirige una rubrica di botanica e letteratura, Clorofilla, sulla rivista online Doppiozero. La camelia meritava un libro. Del resto è un fiore che può stupire con corolle sontuose ed eccentriche o con la sua complessa perfezione geometrica, monocromatica o dalle screziature più bizzarre. Ma può anche incantare con un semplice e profumato giro di petali. La sua specie conta oltre 22.000 varietà. Novità travolgente nei giardini dell’Ottocento, divenne il fiore del Risorgimento nazionale, un’icona di stile che decretò fortune letterarie, di bellezza e musicali. Ma prima dei suoi fiori bellissimi in Europa sono arrivate le foglie. Quanti sanno infatti che la pianta del tè è una camelia? Prima ancora di diventare il simbolo della maison Chanel, Angela Borghesi ricorda che, “Nel 1915 Shinzo Fukuhara, figlio del fondatore Arinobu Fukuhara, divenne presidente della Shiseido, l’azienda giapponese leader mondiale della cosmesi.
Aveva studiato arte a Parigi e molto ammirato l’Art Nouveau. Fu lui a disegnare il bozzetto del ramo della camelia in un bicchiere, con un fiore dritto e uno reclinato, simbolo dell’ aspirazione e della modestia: nulla di più giapponese. L’ hanatsubaki (il fiore della camelia) è tutt’ora il logo di Shiseido e della sua idea di bellezza semplice, al contempo moderna e senza tempo”. Ma la camelia tocca anche il mondo del teatro e dell’opera lirica. La mitica “Sarah Bernhardt, l’attrice osannata anche da Proust, più volte tra il 1896 e il 1898 portò in scena la sua Marguerite Gautier. Lo spettacolo ebbe perfino l’affiche firmata da Alphonse Mucha, il maestro dell’art Nauveau. Pubblicato ben quarant’anni prima, nel 1848, e riproposto da lui medesimo poco dopo in versione teatrale, La Dame aux camelias continuava infatti a mietere consensi senza che nessuno dei suoi petali si sgualcisse”. “La struggente, patetica figura di Marguerite Gautier è ispirata alla vicenda di Marie Duplessis, nota cortigiana della Parigi di Luigi Filippo e amante di Dumas, morta di tisi a soli 23 anni. Il nomignolo se l’era guadagnato perchè solita mostrarsi in pubblico con l’immancabile bouquet di camelie bianche che, in alcuni giorni del mese mutavano colore”.
Non c’è traccia di camelie ne La traviata di Giuseppe Verdi, ma l’autrice ricorda che il maestro le coltivava e che Giosué Carducci, amico del compositore, conosceva bene le camelie e qual era il loro ambiente favorevole, come mostra nella lirica Piemonte (1890).

Serata-evento con Siani, a Natale ricordatevi la felicitàSu Sky il primo one-man-show con l’attore napoletano

TARANTO21 dicembre 201919:02

“Lo so che non bastano un tour, o uno show o un libro per raccontare la felicità, ma io vorrei essere un po’ come quei post che si mettono sul frigo per non dimenticare qualcosa: ecco io la notte di Natale Preferisce definirlo un cinema- people-show, lo spettacolo che porterà su Sky la sera del 24 dicembre Alessandro Siani, attore napoletano al debutto con un programma tutto suo in televisione.
“In realtà i miei inizi in tv sono stati con Bulldozer su Rai 2 – ci ha tenuto a precisare – Comunque quando mi hanno chiesto ‘ti andrebbe di fare un one-man-show?’ io ho risposto ‘no meglio un cinema-show perché c’è tanto cinema e un people-show perché ci sono tanti amici”.
Alle 21.15 della vigilia su Sky e Now Tv si accenderanno i riflettori quindi su ‘Stasera felicità’, serata-evento il cui titolo richiama quello del tour che l’attore napoletano sta portando in giro per l’Italia da un anno. Riferimento centrale del progetto è il cinema, ma pensato per la tv, con una scenografia che è un omaggio al film ‘The Truman Show’, esibizioni e perfomance sul palco di Alessandro, insieme a tanti ospiti come Diego Abatantuono, Rossella. Brescia, Alessandro Cattelan, Achille Lauro, Diletta Leotta, Ana Caterina Morariu, Nek, Franco Nero, Giorgio Panariello, Lidia Schillaci, Nina Zilli.
“Ci sarà anche una scena inedita ispirata a ‘Benvenuti a Sud’ che interpreterò con Nunzia Schiano, nel film mia madre, e Valentina Lodovini”, ha aggiunto Siani ricordando il successo cinematografico del film di Claudio Bisio.
“Era il 2009 e fu un vero miracolo e da li sono partiti 10 anni importanti per me, i biglietti d’oro, la possibilità di tornare a teatro – ha raccontato l’attore – Ma in questa fase della mia vita avevo voglia di sperimentare”.
“Certo non bastano un tour, o uno show o un libro per raccontare la felicità – ha aggiunto – Ma io vorrei essere un po’ come quei post che si mettono sul frigo per non dimenticare qualcosa: ecco io la notte di Natale vorrei dire a tutti ricordiamoci stasera la felicità, che poi è la gioia di stare con le persone che ami e che ti amano”. Prodotto da Friends & Partners in collaborazione con Buona Luna per Sky, per la regia di Cristian Biondani, ‘Stasera felicità’ coinvolgerà anche un coro gospel e a uno di voci bianche. Tutto con l’ironia con cui Siani affronterà i temi legati ai sentimenti e alle atmosfere del Natale, tra sketch, monologhi in studio e momenti di varietà, sfruttando idee e tecniche proprie del grande schermo.
“E’ la prima volta che facciamo uno show di questo tipo e per noi rappresenta qualcosa di nuovo – ha detto Antonella D’Errico, Vice President Sky Branded Channel – Ma questo progetto sposa profondamente l’anima di Sky perché coniuga perfettamente intrattenimento e cinema”.vorrei dire a tutti ricordiamoci stasera la felicità”. Lo ha detto Alessandro Siani presentando, ‘Stasera felicità’, serata-evento su Sky, il primo spettacolo televisivo interamente da protagonista dell’attore napoletano, in onda il 24 dicembre. Lo spettacolo è un one-man-show cinematografico pensato per la tv durante il quale con ironia Siani affronterà i temi legati ai sentimenti e alle atmosfere del Natale, tra sketch, monologhi in studio e momenti di varietà con tanti ospiti, sfruttando idee e tecniche proprie del grande schermo.
Ci sarà anche una scena legata al film ‘Benvenuti a Sud’ che interpreterà sul palco con Nunzia Schiano, nel film la madre, e Valentina Lodovini. Tra gli altri ospiti Diego Abatantuono, Rossella. Brescia, Alessandro Cattelan, Achille Lauro, Diletta Leotta, Ana Caterina Morariu, Nek, Franco Nero, Giorgio Panariello, Lidia Schillaci, Nina Zilli.
“E’ la prima volta che facciamo uno show di questo tipo e per noi rappresenta qualcosa di nuovo – ha detto Antonella d’Errico, vicepresidente Sky Branded Channel – Ma questo progetto sposa profondamente l’anima di Sky perché coniuga perfettamente iintrattenimento e cinema”

Addio a Ungaro, lo stilista che amava le donneAveva 86 anni. I funerali lunedì 23 a Parigi

22 dicembre 201916:37

– E’ morto a Parigi all’età di 86 anni lo stilista Emanuel Ungaro, grande couturier. Lo conferma la famiglia. Francese di nascita ma di origini pugliesi (il padre era un sarto antifascista di Francavilla Fontana emigrato durante il fascismo). Ungaro lascia la moglie Laura Bernabei, figlia di Ettore, e una figlia, Cosima. I funerali si terranno domani mattina a Parigi. “Mi piace la definizione di stilista che ama le donne – spiegava – perché non lavoro su un’idea ma sul corpo in movimento, con le sue forme e la sua realtà”. A Parigi, che considerava la sua città (“L’Italia è bella, vibrante e mi coinvolge. Ma la mia città è Parigi. L’Italia sarà il mio scalo, la mia dolce vita”) era stato l’allievo prediletto del grande Balenciaga e poi aveva fondato, nel 1965, la sua maison dalla quale uscirono abiti meravigliosi che hanno vestito attrici e principesse, da Catherine Deneuve a Jackie Kennedy, da Lauren Bacall a Caroline di Monaco, Ira Furstenberg, Isabelle Adjani. L’alta moda per lui rappresentava la “libertà estrema”, un esercizio di stile. Nel 2004 l’addio alle passerelle: “Ho consacrato più di 35 anni della mia vita all’Alta Moda. L’ho amata con una passione divorante. -disse – Assieme all’universo che rappresenta: laboratori, artigiani, ricamatori, tutti detentori di un savoir faire che rischia di morire. Se c’e’ un dramma e’ quello di questa gente che perde l’arte e il lavoro. Certe sarte erano con me dall’inizio. Ma bisogna tagliare i fili, disfare questa famiglia che si era formata nell’armonia”. Un addio definitivo. Malato da tempo, si è spento assistito dai suoi affetti, la moglie amatissima Laura, che era stata sua musa e sua compagna di lavoro, e la figlia Cosima. Lunedì 23 dicembre, nella ville Lumière, i funerali.

La Pompei intima di Giulio Polibio70 oggetti raccontano le ultime ore di un’agiata famiglia

22 dicembre 201919:55

POMPEI -Un beauty in legno e bronzo con le sue boccette di vetro piene di profumi e unguenti, i resti del letto con la sua maestosa testata, un cratere in bronzo che già allora, nel 79 d.C poteva far mostra di sé come un ricco pezzo di antiquariato. Enorme e raffinata, le decine di stanze affrescate con i colori più in voga, il magnificente e odoroso giardino pieno di piante da frutto e di fiori, la casa di Giulio Polibio, candidato di punta alle elezioni che si sarebbero dovute svolgere a breve, era una delle più belle di Pompei, ricca come il suo padrone, facoltoso liberto della gens Julia, commerciante in carriera dalle alte ambizioni e dai gusti elevati. Ma forse anche di più, visto che per gli archeologi questa dimora dalla pianta particolarmente complessa potrebbe essere appartenuta in passato proprio alla gen Julia , in particolare ad un certo L.Julius Philippus il cui sigillo è stato trovato in giardino e che forse potrebbe averla abitata prima che venisse ceduta a Giulio Polibio.Tant’è, quella meraviglia da 7.500 metri quadrati edificata proprio accanto alla domus dei Casti Amanti (siamo sempre sulla famosa via dell’Abbondanza) è stata abitata fino all’ultimo istante della tragedia, i suoi 13 abitanti, componenti della famiglia di Polibio sono morti tutti fra quelle mura, qualcuno anche nel suo letto, senza portare via nulla, dai gioielli alle suppellettili, i mobili, le argenterie, il vasellame da cucina. “Con tutta probabilità avevano deciso di non muoversi perché la giovane figlia di Polibio, una ragazzina poco più che sedicenne, era incinta e la gravidanza era ormai agli sgoccioli, sarebbe stato difficile per lei fuggire”, spiega il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna.Quello che è rimasto insieme ai resti dei corpi e a quel carico di suppletiva tragedia è una sorta di manuale della vita pompeiana che ora rivive in una mostra raffinata che in attesa che vengano completati i lavori di restauro della domus Osanna ha voluto allestire nelle sale dell’Antiquarium. Aperta al pubblico da domani, lunedì 23 dicembre 2019, la rassegna fa parte di una serie di esposizioni monografiche sulle più importanti abitazioni della antica colonia romana. E con la sua storia così drammatica e insieme paradigmatica dell’orrore che lo scoppio del vulcano inflisse alla cittadina permette un tuffo ad alto tasso emotivo nella quotidianità di una agiata famiglia di allora.In mostra, anticipa Osanna, “ci sono oltre 70 oggetti frutto degli scavi terminati all’inizio degli anni ’80 da Zevi ed esposti per la prima volta tutti insieme. Una vetrina raccoglie la bellissima scatola beauty (ricostruita all’epoca dello scavo sulla base di un calco) con le sue preziose ferramenta intagliate, e poi lucerne, porta lucerne, bruciaprofumi, vasellame per la cottura dei cibi, coppe per banchetti e bottiglie di vetro, scaldavivande da sala , candelabri, finanche il calco perfetto di un cesto di vimini. E poi il sigillo di Julius Philippus naturalmente, ma anche un salvadanaio di terracotta e dei dadi da gioco oltre al meraviglioso cratere istoriato ( che arriverà a Pompei il 6 gennaio direttamente dalla mostra romana allestita alle Scuderie del Quirinale) e alla statua in bronzo di Apollo che Polibio aveva voluto nel vestibolo (anche la statua, bellissima, arriverà a gennaio di ritorno da una mostra su Pompei allestita a Oxford).Ma non solo: a rendere se possibile più commovente questo salto indietro di duemila anni nell’intimità di una famiglia distrutta dall’eruzione, ci sono anche i volti di tre dei suoi componenti, tra cui proprio quello della giovane donna incinta. “Le teste sono il frutto di un esperimento di estrema avanguardia che fu fatto dai tecnici negli anni ’70-’80, qualcosa per allora di assai pionieristico – sottolinea Osanna – noi abbiamo deciso di esporle così ognuna accanto al suo teschio per dare una volta di più l’idea di quello che è stato”. Certo non è detto che quei volti ricostruiti siano in tutto e per tutto fedeli agli originali (ci mancano i dati sui capelli per esempio o sulle sopracciglia, che non sono da poco) ma l’impatto per chi ci si trova davanti è comunque da togliere il fiato.Oggetto di un infelice e costoso restauro nel 2010 all’epoca del ministro Bondi e del commissario Fiori (con una spesa di oltre 1 milione di euro che comprendeva un ricco corredo di multimedialità per la sua valorizzazione comprensivo di ologramma del padrone di casa e  persino un percorso ‘olfattivo’ che i visitatori dovevano seguire bendati ) la domus di Polibio fu poi subito richiusa (già nel 2011) per il crollo di un’architrave. Il nuovo restauro, che comprende naturalmente l’intervento sul fronte di scavo, oltre che il rifacimento delle coperture, è in programma per il 2020.

The Farewell, le bugie buone, la famiglia cineseClip esclusiva del film della regista Lulu Wang, in sala dal 24 dicembre

19 dicembre 201911:22

La famiglia in Cina ha una marcia in piu’, specie se a raccontarla e’ Lulu Wang. Ma il secondo film della regista, ‘The Farewell. Una bugia buona’ (titolo provvisorio), passato alla Festa del Cinema di Roma e in sala con la Bim dal 24 dicembre, ha anche altri meriti. Tra questi sicuramente quello di raccontare un Paese, come la Cina, dove stride sempre piu’ il confronto tra tradizione e modernizzazione, mettere a confronto Oriente ed Occidente e affrontare, infine, anche il tema della morte e della malattia. Ma sempre con malinconica ironia, in commedia. Protagonista del film e suo vero motore Billi (Awkwafina), ragazza molto smart in cerca di lavoro, nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, esattamente a New York. Quando la sensibile Billi scopre che l’amata nonna, Nai-Nai (una grandissima Zhao Shuzhen), rimasta in Cina, ha solo poche settimane di vita, in cuor suo si dispera. In famiglia questa ferale notizia e’ nota ormai a tutti, ma di comune accordo si e’ deciso di tenere nascosta la verita’ alla diretta interessata per farle vivere serenamente i suoi ultimi giorni. Cosi’, con l’espediente di un matrimonio da celebrare in fretta e furia, tutta la famiglia – chi dall’America, chi dal Giappone – si riunisce a casa di Nai-Nai, a Changchun. Una rimpatriata nel passato da parte di Billi in una citta’ ormai a lei sconosciuta. Unica certezza, invece, la famiglia, con le sue pazzie, rituali ed affetti. Al centro di questa ovviamente c’e’ Nai-Nai, una vera e propria matriarca, una donna prepotente e dolce. Intorno alla sua ingombrante figura, che diventa il simbolo di una cultura incontaminata, si raccoglie tutta la famiglia a cui e’ comune il segreto della sua malattia. La domanda e’: cosa e’ giusto, nasconderle la verita’ della sua imminente morte o comunicargliela? A un certo punto lo zio di Billi, che vive in Giappone, dice la sua sulla differenza nella percezione della morte tra Oriente ed Occidente. “In Oriente – sottolinea – una persona e’ parte di un tutto e conta piu’ questo della sua stessa individualita’, cosi’ sta a noi prenderci il peso del dolore della sua scomparsa e non dire niente a lei”. “Non mi riconosco in queste persone che hanno romanticismo verso la patria – dice la regista di questo film molto autobiografico che, tra l’altro, ha vinto il premio del pubblico al Sundance -. Ogni volta che torno in Cina, mi sento piu’ americana che mai, quindi e’ questa la vera domanda: ‘Beh, dov’e’ davvero casa?’ Il fatto e’ che noi la cerchiamo sempre e non ci inseriamo mai completamente nei luoghi in cui ci ritroviamo”

Cattive acque, legal thriller sull’ambiente /TRAILERUna storia vera firmata da Todd Haynes con Mark Ruffalo

24 dicembre 201909:27

‘Cattive acque’ di Todd Haynes è un film green per l’ambiente, ma anche un legal thriller ispirato a una storia vera, quella di Robert Bilott (Mark Ruffalo) avvocato ambientalista protagonista di una estenuante battaglia legale durata diciannove anni contro il colosso chimico DuPont. Una battaglia non da poco se si considera che si trattava di rappresentare 70mila cittadini dell’Ohio e della Virginia, la cui acqua potabile era stata contaminata dallo sversamento incontrollato di PFOA (acido perfluorooctanico). Tutto inizia il 6 gennaio 2016, quando il New York Times parla di Bilott, socio dello studio legale Taft Stettinius & Hollister LLP, che ha scoperto come una sostanza chimica stava contaminando da anni una comunità rurale. Il film, in sala dal 20 febbraio con la Eagle, ha la cadenza di un horror: i Tennant, proprietari agricoli da generazioni, iniziano a perdere il bestiame. La loro pelle si riempie di lesioni, gli occhi si cerchiano di rosso, una bava bianca gocciola dalla bocca e i denti diventano neri. Convinto che la causa sia una fuoriuscita tossica dalla vicina discarica di Dry Run, dove l’impianto Washington Works di proprietà della DuPont scarica i suoi rifiuti, Wilbur Tennant prova per anni a ottenere inutilmente delle risposte. Disperato, alla fine si rivolge a Bilott, che da bambino aveva passato del tempo nella Virginia occidentale, a Parkersburg, proprio vicino alla fattoria dei Tennant. “Quello che Mark Ruffalo non poteva sapere, è quanto io fossi un fan segreto di questo genere di film – dice Haynes -. Dubito di essere l’unico ad avere una così grande ammirazione per ‘la trilogia della paranoia’ degli anni ’70 di Alan Pakula (e Gordon Willis) – Una squillo per l’ispettore Klute, Perché un assassinio e Tutti gli uomini del Presidente – o per i film che sono seguiti nei decenni successivi, come Silkwood di Mike Nichols e Insider – Dietro la verità di Michael Mann. Ad attirarmi verso questo genere c’è sempre stato qualcosa, che va ben oltre lo scoprire come i potenti possano fare una brutta fine”. “In Cattive Acque – continua il regista – tutto si fonda sul personaggio di Rob Bilott, non-eroe per eccellenza, le cui idee sulle normali pratiche aziendali vengono ribaltate dalle sue scoperte sulla DuPont. Diffidente, imparziale e circospetto di natura, Bilott, come molte tipiche ‘talpe’, è già una figura solitaria quando inizia la storia. E come sempre accade l’isolamento, come un virus, s’insinua nell’evoluzione della storia, diffondendosi non solo a Wilbur Tennant, ma a tutti i diversi personaggi, intrecciando classi differenti, affliggendo la vita pubblica, la vita famigliare e, nella sua scia, la vita religiosa. La verità è che, pur avendo legami solidi – conclude Haynes -, sfidare potenti gruppi d’interesse, finisce comunque con il creare isolamento, oltre a mettere in seria discussione facoltà e valori personali. Un film come Cattive Acque descrive – nei minimi dettagli – questo processo”. Nel cast, oltre Ruffalo, Anne Hathaway, Tim Robbins e Bill Pullman.

Raffaello, a Roma mostra monografica mai vista primaA Scuderie del Quirinale da 5 marzo, evento clou 500 anni morte

23 dicembre 201919:57

Duecento capolavori, 50 provenienti dagli Uffizi, per la più spettacolare monografica mai dedicata a Raffaello in 500 anni dalla sua morte, si aprirà il 5 marzo alle Scuderie del Quirinale. Con la maxi-mostra a Roma culmineranno le celebrazioni per l’artista a livello mondiale: protagoniste ne saranno oltre cento opere di mano dell’Urbinate mai riunite tutte insieme prima d’ora. Una grande mostra monografica, con oltre duecento capolavori tra dipinti, disegni ed opere di confronto, dedicata a Raffaello Sanzio, superstar del Rinascimento, nel cinquecentenario della sua morte, avvenuta a Roma il 6 aprile 1520 ad appena 37 anni.
L’esposizione, intitolata semplicemente RAFFAELLO, costituisce l’apice delle celebrazioni mondiali e rappresenta l’evento di punta del programma approvato dal Comitato Nazionale appositamente istituito dal Ministro Dario Franceschini e presieduto da Antonio Paolucci. Realizzata dalle Scuderie del Quirinale (appartenenti alla Presidenza della Repubblica e gestite dal Mibact attraverso la società in-house ALES), in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, la mostra è curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro.
Un autorevole comitato scientifico presieduto da Sylvia Ferino ha affiancato e approfondito il lavoro del team curatoriale, stimolando un dialogo fruttuoso tra gli specialisti del settore più accreditati al mondo, come Nicholas Penny (già direttore National Gallery di Londra), Barbara Jatta (direttore Musei Vaticani), Dominique Cordellier (Musée du Louvre), Achim Gnann (Albertina, Vienna), Alessandro Nova (Kunsthistorisches Institut, Firenze).
In occasione della mostra, è stato raccolto un vastissimo corpus di opere di mano di Raffaello: oltre 100, tra dipinti e disegni, per una raccolta di creazioni dell’urbinate mai viste al mondo in così gran numero tutte insieme. Anche in termini di capolavori in prestito (oltre che di lavoro scientifico svolto), è stato determinante il contributo delle Gallerie degli Uffizi, con circa 50 opere delle quali oltre 40 dello stesso Raffaello.
Non ci saranno però – a quanto si apprende – pesi massimi della sala degli Uffizi dedicata ai capolavori di Michelangelo e dell’Urbinate come i ritratti dei coniugi Doni e la Madonna del Cardellino. Questo anche perchè la mostra è pensata come un dialogo tra la Capitale e Firenze: in modo che la mostra di Roma possa essere completata dalle opere di Raffaello che resteranno al loro posto a Firenze. Ma anche tanti altri musei di importanza internazionale hanno contribuito ad arricchire la rassegna: le Gallerie Nazionali d’Arte Antica, la Pinacoteca Nazionale di Bologna, il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Fondazione Brescia Musei, e all’estero, oltre ai Musei Vaticani, il Louvre, la National Gallery di Londra, il Museo del Prado, la National Gallery of Art di Washington, , l’Albertina di Vienna, il British Museum, la Royal Collection, l’Ashmolean Museum di Oxford, il Musée des Beaux-Arts di Lille. Complessivamente saranno più di 200 le opere in mostra.
L’esposizione, che trova ispirazione particolarmente nel fondamentale periodo romano di Raffaello e che lo consacrò quale artista di grandezza ineguagliabile e leggendaria, racconta con ricchezza di dettagli tutto il complesso e articolato percorso creativo. Ne faranno parte creazioni amatissime e celebri in tutto il mondo, quali, solo per fare alcuni esempi, la Madonna del Granduca delle Gallerie degli Uffizi, la Santa Cecilia dalla Pinacoteca di Bologna, la Madonna Alba dalla National Gallery di Washington, il Ritratto di Baldassarre Castiglione e l’Autoritratto con amico dal Louvre, la Madonna della Rosa dal Prado, la celebre Velata di nuovo dagli Uffizi. La mostra verrà inaugurata il 3 marzo 2020 alla presenza delle più alte cariche dello Stato e dei rappresentanti ufficiali dei principali paesi prestatori.
Dal 5 marzo la mostra aprirà al pubblico e sarà visitabile fino al 2 giugno. Per Franceschini ”è una grande mostra europea che raccoglie capolavori mai riuniti finora. Il giusto modo per celebrare la grandezza e la fama di un artista universale a 500 anni dalla sua morte. La prestigiosa esposizione alle Scuderie del Quirinale, che come quella dedicata a Leonardo al Louvre vede la collaborazione dei più grandi musei italiani e internazionali, permetterà al pubblico di ammirare un corpus considerevole di opere di Raffaello”.
Per il presidente e ad Ales- Scuderie del Quirinale Mario Di Simoni la mostra ” è la dimostrazione di quanto sia corretta la collocazione delle Scuderie del Quirinale in stretto collegamento con il grande sistema dei musei statali. È il coronamento ideale dei vent’anni di apertura al pubblico delle Scuderie del Quirinale”. Infine il direttore delle Gallerie degli Uffizi Erike Schmidt dice: “Le Gallerie degli Uffizi, dove si concentra il più grande numero di dipinti e disegni di Raffaello al mondo, partecipano con entusiasmo all’organizzazione di questa ricorrenza epocale, per offrire una nuova, approfondita visione di Raffaello, specialmente per il periodo in cui l’artista visse a Roma. La mostra, frutto di una collaborazione senza precedenti tra le Gallerie degli Uffizi e le Scuderie del Quirinale, si svolge non a caso nella capitale: Roma non è solo una tappa biografica dell’artista, ma il simbolo della dimensione nazionale della sua arte e del suo pensiero

Lazzaro Felice è terzo film dell’anno per GuardianCresto Dina, Alice Rohrwacher è tra le voci mondiali del cinema

23 dicembre 201913:38

Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher, già premio per la sceneggiatura al Festival di Cannes nel 2018, è secondo The Guardian al terzo posto tra i 50 film più belli del 2019 dopo “The Irishman” di Martin Scorsese e “Marriage Story” di Noah Baumbach. Intanto a New York chiude al MoMa la mostra The Wonders, Alice and Alba Rohrwacher.
“Per noi è un onore e un insegnamento lavorare con Alice – commenta da Londra il produttore Carlo Cresto-Dina, la cui casa di produzione ‘tempesta’ ha prodotto tutti i film della Rohrwacher -, una delle voci più autentiche e sorprendenti del cinema internazionale. Fa parte ormai di un gruppo di autrici e autori che stanno disegnando il cinema mondiale di questi anni.
Il fatto che molti di questi nomi oggi siano italiani, che siano seguiti all’estero forse ancora più che da noi, dovrebbe farci orgogliosi”.
Uscito in Gran Bretagna con il titolo “Happy as Lazzaro”, il terzo film di Alice Rohrwacher continua a raccogliere importanti consensi, sempre il The Guardian infatti l’ha inserito tra i 100 migliori film del 21/o secolo mentre è la rivista specializzata Indiewire a eleggerlo come uno dei 100 titoli più importanti del decennio.

Box office, Star Wars batte tuttiIncassa 4 milioni in 5 giorni, Pinocchio di Garrone è secondo

23 dicembre 201913:32

Come era prevedibile (e come ha confermato anche il botteghino Usa), l’uscita del nuovo capitolo della saga di Star Wars, L’ascesa di Skywalker, ha catalizzato l’attenzione degli spettatori nel primo weekend di programmazione: in 5 giorni, in 821 sale, l’incasso è stato oltre 4 milioni (4.101.661) di euro, con una media per sala (la più alta della classifica) di 4.996 euro. Cerca di difendersi il Pinocchio immaginato da Matteo Garrone, con un cast di tutto rispetto con Roberto Benigni nel ruolo di Geppetto e Gigi Proietti in quello di Mangiafuoco, che al debutto centra il secondo posto con 2 milioni 655 mila euro. La commedia tutta natalizia diretta e interpretata da Ficarra e Picone, Il primo Natale, scivola dalla vetta al terzo posto con poco più di 2 milioni (oltre 6 milioni di incasso in due settimane). Rimane fuori dal podio Ferzan Ozpetek con l’atteso La Dea Fortuna, che porta a casa poco meno di un milione e mezzo nel weekend. Frozen 2, in sala da un mese, ha superato ormai quota 16 milioni e non accenna a fermarsi, anche in vista dei giorni di Natale. Sesto posto per la commedia romantica Last Christmas con 662mila euro in quattro giorni, seguito dal crime in stile Agatha Christie, Cena con delitto con Daniel Craig nei panni di un acuto investigatore, che in tre settimana ha guadagnato 3 milioni 254 mila euro. Seguono poi L’immortale (5,5 milioni in 3 settimane), il cartone animato canadese Paw Patrol mighty Pups (104mila euro in 2 giorni) e il francese Ritratto della giovane in fiamme (89mila euro al debutto).
Il box office ha totalizzato 13 milioni 263mila euro, con un +53% rispetto a una settimana fa (8 milioni 692mila) e un significativo +35.51% rispetto all’analogo weekend del 2018.

Natale: arriva il fumetto-regalo ‘Graphiman contro i perfidi Rognoni’Realizzato da Carlotta Pignatti Costamagna, la ‘ragazza del grafene’

23 dicembre 201912:59

‘Graphiman contro i perfidi Rognoni’. E’ il titolo del fumetto-regalo realizzato da Carlotta Pignatti Costamagna e disegnato da Carola Zerbone. La Costamagna, presidente di Pellan Italia, “la ragazza del Grafene” è stata indicata da Forbes , quest’anno, tra i 20 innovatori in Italia.La giovane imprenditrice è anche sul podio dei maggiori investimenti in start up per il 2019, terza assoluta con BeDimensional, spin off dell’Istituto Italiano di Tecnologia che con un gruppo di scienziati guidati da Vittorio Pellegrini industrializza il grafene.La struttura del racconto che Carlotta ha immaginato segue i canoni delle storie dei supereroi. Ed il suo Graphiman – il fumetto è una originale sorpresa che il misterioso fidanzato di Carlotta troverà sotto l’albero di Natale – interpreta la storia di un innamoramento, ma anche di un sogno industriale: che il grafene, il materiale delle meraviglie, possa presto confermare le importanti aspettative che la sua scoperta ha generato.

The Farewell. Una bugia buona da non perderePer il Natale una famiglia cinese piena di sentimento

23 dicembre 201909:59

Al di là di ogni retorica la famiglia raccontata in The Farewell. Una bugia buona di Lulu Wang ti riconcilia con questa istituzione spesso a rischio durante le feste natalizie. E questo è solo uno dei meriti di questo secondo film della regista, già alla Festa di Roma e ora in sala con la Bim dal 24 dicembre.
In questo film, da non perdere, tanti i temi. Tra questi il racconto di un paese, la Cina, dove stridono sempre più tradizione e modernizzazione e poi l’inevitabile confronto, tra Oriente ed Occidente, sul modo di affrontare morte e malattia.
Tutto questo con malinconica ironia, in commedia.
Protagonista del film e suo vero motore, Billi (Awkwafina, rapper statunitense di origine cinese), ragazza molto smart in cerca di lavoro, nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, a New York. Ora quando la sensibile Billi scopre che l’amata nonna, Nai-Nai (una grandissima Zhao Shuzhen), rimasta in Cina, ha solo poche settimane di vita, in cuor suo si dispera. In famiglia questa ferale notizia è nota ormai a tutti, ma di comune accordo si è deciso di tenere nascosta la verità alla diretta interessata per farle vivere serenamente i suoi ultimi giorni. Così, con l’espediente di un matrimonio da celebrare in fretta e furia, tutta la famiglia – chi dall’America, chi dal Giappone – si riunisce a casa di Nai-Nai, a Changchun. Una rimpatriata nel passato da parte di Billi in una città ormai a lei sconosciuta. Unica certezza, invece, la famiglia, con le sue pazzie, rituali ed affetti. Al centro di questa ovviamente c’è Nai-Nai, una vera e propria matriarca, una donna prepotente e dolce. Intorno alla sua ingombrante figura, che diventa il simbolo di una cultura incontaminata, si raccoglie tutta la famiglia a cui è comune il segreto della sua malattia. La domanda è: cosa è giusto, nasconderle la verità della sua imminente morte o comunicargliela? A un certo punto lo zio di Billi, che vive in Giappone, dice la sua sulla differenza nella percezione della morte tra Oriente ed Occidente. “In Oriente – sottolinea – una persona è parte di un tutto e conta più questo della sua stessa individualità, così sta a noi prenderci il peso del dolore della sua scomparsa e non dire niente a lei”. “Non mi riconosco in queste persone che hanno romanticismo verso la patria – dice la regista di questo film molto autobiografico che, tra l’altro, ha vinto il premio del pubblico al Sundance -.
Ogni volta che torno in Cina, mi sento più americana che mai, quindi è questa la vera domanda: ‘Beh, dov’è davvero casa?’ Il fatto è che noi la cerchiamo sempre e non ci inseriamo mai completamente nei luoghi in cui ci ritroviamo”.

Agli Uffizi mostra virtuale per augurare Buon NataleEike Schmidt, ‘Nella luce degli angeli’ ispira dolcezza e pace

21 dicembre 201918:28

– Un viaggio nella storia dell’arte attraverso i capolavori di Giotto, Beato Angelico, Botticelli, Leonardo e tanti altri grandi, in compagnia delle creature più poetiche e amate: è ’Nella luce degli Angeli’, mostra virtuale curata in occasione del Natale dalle Gallerie degli Uffizi e offerta al pubblico – virtualmente in tutto il mondo – sulle pagine del sito ufficiale del museo all’indirizzo https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/nella-luce-degli-angeli .
Dell’ipervisione fanno parte 12 riproduzioni in altissima definizione di altrettante celebri opere appartenenti alle Gallerie degli Uffizi. Tra queste, la Maestà di Ognissanti di Giotto, l’Incoronazione della Vergine del Beato Angelico, la Madonna del Magnificat di Sandro Botticelli, il Battesimo di Cristo di Andrea del Verrocchio e del giovane Leonardo da Vinci, il simpatico Angelo musicante di Rosso fiorentino. In ognuno di questi capolavori, gli angeli, mediatori tra il mondo umano e quello divino, catturano la nostra attenzione, sia per la bellezza della resa pittorica sia per certe tenerissime invenzioni figurative.
Nella Bibbia, erano identificati con la parola mal’ak cioè messaggero, un termine in seguito utilizzato anche nel Corano, il testo sacro rivelato a Maometto proprio dall’arcangelo Gabriele, inviato da Dio. L’equivalente greco è anghelos, e connotava Hermes, il messaggero degli dei; dalla mitologia la parola transita nel Cristianesimo e assume il significato valido ancora oggi in quasi ogni lingua. E proprio in quanto messaggeri di Dio gli angeli popolano l’Antico Testamento, appaiono nel libro del Genesi a mettere in atto la cacciata di Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden, corrono a fermare Abramo un attimo prima che vibri il colpo mortale sul figlio Isacco, o rivestono il ruolo di spirito guida: è il caso del giovane Tobiolo, scortato amorevolmente dall’arcangelo Raffaele nel lungo viaggio intrapreso per recuperare i crediti del vecchio padre. Anche nei Vangeli il compito di queste creature eteree, né umane né divine, è quello di connettere terra e cielo, accompagnando la vita di Gesù e della sua famiglia.   Commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Lo scorso anno la prima ipervisione natalizia con capolavori degli Uffizi ‘Oggi è nato per voi un Salvatore’ (dedicata al tema della Natività) aveva riscosso grande successo, con decine di migliaia di visite virtuali da tutto il mondo solo durante le settimane delle feste natalizie. Abbiamo deciso di ripetere l’appuntamento anche quest’anno con un tema che ispira dolcezza e pace, infondendo l’idea di prossimità tra umano e divino. Con queste magnifiche immagini le Gallerie degli Uffizi augurano Buone Feste a tutti nel mondo”.

Tv: per Natale nasce su Fox+1 un canale dedicato ai GriffinEcco GRIFFIN HOLIDAY JUKEBOX. Da 22 dicembre al 5 gennaio.

21 dicembre 201917:46

Per festeggiare il Natale insieme alla famiglia più pazza d’America nasce su Fox+1 il GRIFFIN HOLIDAY JUKEBOX, un canale interamente dedicato ai Griffin. Dal 22 dicembre al 5 gennaio il canale 113 di Sky, infatti, avrà un’intera programmazione dedicata alla famiglia più irriverente d’America con oltre 100 ore di Griffin. Gli episodi delle prime dodici stagioni si susseguiranno in modalità shuffle per permettere ai fan della serie di apprezzare episodi vecchi e nuovi senza nessun ordine prestabilito, aggiungendo suspense e imprevedibilità alla messa in onda.
Sarà l’occasione perfetta per rivedere episodi imperdibili come La fine del mondo, in cui la famiglia americana si vedrà costretta a fronteggiare il millennium bug ed adattarsi alla vita quotidiana in una realtà post-apocalittica, ma anche Genio ritardato durante il quale il capofamiglia Peter Griffin si convincerà di essere un genio. Tornerà sul piccolo schermo anche l’esilarante episodio Abbasso la censura, dove Peter lancerà la sua emittente televisiva priva di qualsiasi tipo di censura.
Viaggio nel multiuniverso, seguito in America da più di 10 milioni di telespettatori durante la prima messa in onda, riporterà in tv le avventure di Stewie e Brian, che con un telecomando riescono ad accedere ad universi paralleli. Con la riproposizione shuffle andrà in onda anche E alla fine furono di meno, spassosa parodia di Dieci piccoli indiani di Agatha Christie e l’episodio Il pezzo grosso in cui compare come guest star il famoso Dottor House.

NY Times, Gomorra tra le migliori serie del decennioLa serie Sky quinta fuori dagli Usa. Unico titolo italiano

21 dicembre 201912:56

– Gomorra, la serie Sky Original prodotta da Cattleya è al quinto posto nella classifica delle migliori produzioni internazionali (non US) del decennio secondo la tradizionale classifica stilata dal New York Times.
Unica serie italiana tra le 30 selezionate dal critico tv del quotidiano Mike Hale, Gomorra è definita un esemplare racconto criminale, “brutale, meditabondo, assolutamente avvincente”.
Immediatamente successivo in classifica il successo Made in Britain The Crown e ancora, a poche lunghezze, le quotatissime Fleabag, Killing Eve e A very English scandal. Una nuova attestazione per la serie ispirata dal romanzo di Roberto Saviano che, dal debutto su Sky nel 2014, ha collezionato riconoscimenti di pubblico e critica e ha conquistato 190 territori nel mondo. Una serie tv fortunata che è stata anche volano di successo per altri titoli come L’Immortale di Marco D’Amore (Attleya/Vision Distribution) un film legato a doppio filo a Gomorra che ha raccolto oltre 5 milioni di euro di incassi e il miglior debutto di sempre di un film crime in Italia . Mentre Salvatore Esposito, anche lui sul set di Gomorra. è oggi impegnato negli USA nelle riprese della nuova stagione di Fargo, altra serie cult, ispirata al film dei fratelli Coen, qui nel ruolo di produttori esecutivi

De Andrè-Pfm, un film da storico concerto ritrovatoRegia di Veltroni. Dori Ghezzi, rivivo emozione 40 anni fa

20 dicembre 201909:38

Fu un sodalizio artistico irripetibile, la fotografia di un’epoca: Fabrizio De André e Pfm insieme. Accadeva 40 anni fa e ci sarà da emozionarsi a febbraio rivedere insieme uno degli artisti italiani più amati e la rock band sul palco quel 3 gennaio 1979 a Genova. Diventerà infatti un docufilm diretto da Walter Veltroni lo storico filmato del concerto, uno dei più celebrati della musica italiana, recentemente ritrovato dopo essere stato custodito dal regista Piero Frattari che partecipò alla realizzazione delle riprese. Dopo un lungo periodo di ricerca con il supporto di Franz Di Cioccio, il nastro che si credeva perduto per sempre è stato rintracciato. Venuta a conoscenza dell’esistenza del filmato, la Sony Music si è accordata con Frattari per procedere al restauro del filmato integrale del concerto così da poterlo rendere disponibile al grande pubblico e ai tantissimi fan che questo concerto non avrebbero mai immaginato di poter un giorno vedere. “Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato”, arriverà nelle sale cinematografiche il 17, 18 e 19 febbraio 2020 con Nexo Digital (prevendite aperte dal 17 gennaio), con al centro quel documento veramente straordinario, visto che si tratta delle uniche immagini di quel’incredibile tournée. Tra l’altro si avvicina l’ottantesimo anniversario dalla nascita di Fabrizio De André (1940-1999). “Strana la vita, non finisce mai di riservarti sorprese – commenta Dori Ghezzi – Per fortuna, come in questo caso, si tratta di una sorpresa davvero bella. Sono anch’io molto curiosa ed emozionata di rivedere quello storico concerto. Se ci penso mi sento già riproiettata in quei momenti travolgentemente belli, di 40 anni fa”. E Franz Di Cioccio della PFM aggiunge: “Che bello ritrovare Fabrizio sul palco con noi… vedere il film del concerto sarà come riabbracciarlo. Un grande amico che ha sempre raccontato gli uomini e le donne senza dare ‘buoni consigli’.” Nel docufilm le immagini saranno raccontate dai protagonisti di quell’avventura straordinaria – Dori Ghezzi, Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Flavio Premoli, David Riondino, Piero Frattari, Guido Harari – che rievocheranno l’atmosfera di quel giorno, le emozioni provate, il dietro le quinte e la magia di un’esperienza mai più replicata. Solo nel 1975 Fabrizio De André decise di esibirsi in pubblico, in locali e palasport, eseguendo il suo repertorio quasi ed esclusivamente nella versione originale. Nel 1978 la PFM lo convinse a fare un tour insieme lungo tutto lo stivale e ad arrangiare i suoi brani in chiave rock. Un’unione artistica unica nella storia, un legame nato ai tempi della registrazione in studio dell’album “La buona novella”, un’amicizia che porta Fabrizio e PFM a rincontrarsi nel tempo, come in occasione di un concerto estivo della band a Nuoro proprio nell’agosto del 1978. Fu così che De André tornò nella sua città per quel concerto rimasto nel cuore di tutti e che cambiò per sempre la storia della musica italiana. “Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato” sarà un viaggio nella memoria ma anche un viaggio emozionale nel quale si ricercano le suggestioni di un’epoca unica della storia del nostro paese, segnata da eventi drammatici, un’epoca di grandi trasformazioni sociali e fermenti ideologici, e di tantissima energia creativa che proprio nella musica trovò l’espressione più dirompente e innovativa. “È un documento inedito di grande valore musicale e culturale, sottratto alla distruzione, che mostreremo integralmente. Attraverso le interviste dei protagonisti gli spettatori viaggeranno nel tempo e nello spazio, fino alle porte del padiglione C della Fiera di Genova, quel 3 gennaio del 1979”, ha detto Veltroni, chiamato a realizzare il docufilm per Except

18 regali, storia triste e inno alla vitaLa vicenda Girotto arriva in sala con Leo, Porcaroli e Puccini

20 dicembre 201909:33

Una storia triste che più triste non potrebbe essere, eppure ’18 regali’ di Francesco Amato, ispirato alla straordinaria vicenda di Elisa Girotto, alla fine oltre a commuovere è un grande inno alla vita. Perfetto così anche per un’uscita natalizia, quella del 2 gennaio con Vision Distribution. Cosa racconta questa sorta di dramedy? La storia vera di Elisa Girotto, una donna che ha commosso il mondo lasciando 18 regali per i futuri compleanni della figlia quando ha scoperto di avere un tumore e poco tempo per vederla crescere. Così, come racconta il film, ogni anno Alessio (Edoardo Leo) consegna alla figlia Anna (Benedetta Porcaroli) un regalo lasciatole dalla mamma Elisa (Vittoria Puccini).Ma Anna cresce come una ribelle, in guerra con il mondo e lo stesso padre, non avendo mai davvero accettato la morte della mamma. Così il giorno del suo diciottesimo compleanno, quando si ritrova a scartare l’ultimo regalo della madre, la sua rabbia è al massimo, tanto che scappa dalla festa organizzata per lei dai suoi parenti. Si ritrova così a vagare nella notte per strada quando un’auto all’improvviso la investe. Al suo risveglio in ospedale si ritrova, in una sorta di crasi spazio-temporale, faccia a faccia con quella madre che non ha mai conosciuto (è proprio lei infatti ad averla investita). Per loro, madre e figlia, l’occasione finalmente di conoscersi. Inizialmente sono solo due sconosciute, ma piano piano arriva per Elisa e Anna la consapevolezza che le loro vite sono legate da un destino di dolore, gioia e speranza.’18 regali’, prodotto da Lucky Red, 3 Marys e Rai Cinema, spiega il regista, ha avuto una vita travagliata. “Inizialmente – dice Amato – non volevo farlo, ero spaventato. Poi sono andato a trovare Alessio Vincenzo, il marito di Elisa, che tra l’altro ha partecipato anche alla sceneggiatura, che mi ha svelato qualche segreto della moglie. Soprattutto mi ha fatto leggere le sue lettere, degli scritti per certi versi filosofici in cui c’è un grande messaggio di speranza. E questo, alla fine, mi ha convinto ad andare avanti”.Dice invece Vittoria Puccini: “Quando ho visto gli scritti di Elisa e le sue lettere ho capito quanto dentro quelle sue parole ci fosse di positivo. Sono un inno alla vita anche e proprio per la grande semplicità che vi si avverte”. E spiega ancora meglio la brava Benedetta Porcaroli (Baby), capace di essere a suo agio in ogni registro interpretativo: “Non doveva essere un film ricattatorio – ci tiene a dire l’attrice 21enne -, dove si piange e ci si dispera. Ci siamo sempre contenuti per non cadere in questo errore”. Conclude, infine, il regista: “Può sembrare una cosa bizzarra, ma questo film io l’ho visto anche come una commedia. E va detto che ci siamo divertiti parecchio, cercando sempre di evitare ogni patetismo”.

Cinema: Capri,Hollywood, più di 100 ospiti e 70 proiezioniDal 27 dicembre le star nel golfo. Premio anche a Marriage Story

NAPOLI20 dicembre 201915:31

– Oltre settanta proiezioni, più di 100 ospiti, Hollywood sbarca nel golfo di Napoli insieme ai protagonisti del cinema italiano per la 24 esima edizione di “Capri, Hollywood – The International Film Festival” (da 27 dicembre al 2 gennaio) nel segno delle donne; chairpersons 2019 sono la regista Francesca Archibugi, presidente l’artista israeliana Noa.
Evento ponte tra cinema italiano e americano, fondato e prodotto da Pascal Vicedomini, il festival si conferma anteprima ideale delle premiazioni globali, dai Golden Globes agli Oscar: e alla lunga lista di riconoscimenti annunciati alla presentazione del programma si aggiunge anche anche un premio a ‘Marriage Story’ (Netflix) per la miglior sceneggiatura originale di Noah Baumbach. L’americana Shannon Mcintosh (‘C’era una volta…a Hollywood) è la produttrice dell’anno. Madrina è la modella Maylin Aguirre. Tra gli ospiti, ben otto premi Oscar: Bille August, Cristian Mongiu, Bobby Moresco, Nick Vallelonga, tra gli altri.

Scorsese, The Irishman forse è mio ultimo filmRegista al Guardian, da formato Netflix liberta’ creativa

NEW YORK20 dicembre 201921:03

“The Irishman”, una rivoluzione nel mondo di fare e vedere cinema, potrebbe anche essere l’ultimo film di Martin Scorsese. Lo ha confidato al Guardian il regista americano, reduce dall’aver raccontato per Netflix la saga della scomparsa del sindacalista Jimmy Hoffa: “So che sono alla fine di una lunga, lunga corsa…Non so quanti film potro’ ancora girare. Forse questo sara’ l’ultimo”, ha detto Scorsese al quotidiano britannico che ha incoronato “The Irishman” la miglior opera di cinema del 2019. Non e’ solo una questione di anni, anche se gli anni contano: “Siamo tutti alla fine delle nostre vite”, ha detto il 77enne Scorsese, riferendosi anche alle sue star, Robert De Niro, Joe Pesci e Al Pacino, e osservando che alla sua eta’ “il tempo ha il massimo del suo valore”. Il vero problema, e qui Scorsese e’ tornato su una polemica lanciata in ottobre, e’ che “le sale cinematografiche sono ostaggio dei film dei supereroi” e “non c’e’ spazio per nessun altro tipo di film”. Martin ha aggiunto che “se questo avrebbe dovuto essere il suo ultimo film, l’idea era almeno di girarlo e poi farlo vedere per un giorno al National Film Theatre di Londra, un’altro giorno alla Cinematheque a Parigi. Non sto scherzando”. Poi pero’ e’ arrivato Netflix. “Quando ho accettato di andare con Netflix, ho capito quel che avrebbe comportato. Ma a quel punto dovevamo fare il film e ci servivano i finanziamenti”. In cambio della distribuzione limitata nelle sale, Scorsese ha avuto dal servizio in streaming carta bianca creativa: “abbiamo abbracciato questo nuovo mondo di vedere film” e “siamo stati in grado di sperimentare di piu’ in fatto di stile narrativo, stile visivo, lunghezza”, ha spiegato il regista al Guardian, parlando di “una rivoluzione” perche’ non c’e’ piu’ un unico luogo dove il suo film sara’ visto dagli spettatori. “Sono cresciuto in un’epoca dove c’era un unico luogo per vedere un film. Poi sono arrivati i piccoli schermi televisivi, ed e’ stato li’ che ho visto classici come i primi David Lean, Il Terzo Uomo o Citizen Kane”: un po’ come oggi con i servizi in streaming. Quanto a The Irishman”, in pole position tra i candidati agli Oscar dopo aver conquistato cinque candidature per i Golden Globes, Scorsese ha detto di aver seguito i suoi istinti “in termine di stile e di lunghezza” e questo ancor prima che arrivassero gli effetti speciali della CGI che hanno ringiovanito i protagonisti. “Sono l’evoluzione del make up”: anche quello “straordinariamente sperimentale”.

Playmobil: The Movie, avventure in un mondo magicoDal 31/12, con Cristina D’Avena e J-Ax doppiatori speciali

21 dicembre 201916:37

Quando il piccolo Charlie scompare misteriosamente in un mondo magico e meraviglioso, sua sorella maggiore Marla decide di andarlo a cercare, vivendo una straordinaria avventura durante la quale, tra incredibili personaggi, capirà che nella vita anche da grandi è sempre bello affidarsi all’immaginazione: promette di emozionare bambini e adulti “Playmobil: The Movie”, il nuovo film diretto da Lino DiSalvo, realizzato e immaginato da ON Animation Studio, che arriverà in sala dal 31 dicembre distribuito da Notorius Pictures.

Con un prologo e un epilogo in live-action, il film, che ha per protagonisti i mitici giocattoli di plastica alti 7.5 cm, i celeberrimi Playmobil, nella versione italiana avrà due doppiatori d’eccezione: Cristina D’Avena, che darà la voce al personaggio della Fata Madrina, fervida sostenitrice dell’importanza di credere nei propri sogni, e J-Ax, che invece interpreterà il cattivo Imperatore Maximus, un dittatore che nasconde dentro di sé una parte infantile. In questa coloratissima e divertente avventura, in cui anche la colonna sonora del brasiliano Heitor Pereira ha un ruolo fondamentale, tutto l’universo Playmobil viene rappresentato alla perfezione, grazie all’animazione capace di duplicare il modo in cui i giocattoli si muovono mentre i bambini giocano con loro.

Star Wars boom nel box office UsaL’ultimo capitolo della saga incassa 175 milioni di dollari

23 dicembre 201909:58

– Un incasso boom di 175,5 milioni di dollari negli Usa, anche se bisognerà vedere il giudizio degli analisti, che si aspettavano ancora di più per il nono e ultimo episodio della saga di Guerre Stellari che domina questa settimana la classifica del botteghino americano, seguito a molta distanza da Jumanji the next level con 26,1 milioni di dollari. In terza posizione (era secondo una settimana fa) scivola un altro blockbuster di casa Disney, Frozen II con un incasso questa settimana di 12,3 milioni di dollari (il raccolto totale è comunque di 386,5 milioni di dollari). Seguono al quarto posto Cats, che alla sua prima uscita nelle sale americane raccoglie 6,5 milioni di dollari , e al quinto Cena con delitto (knives out) che perde due posizioni (l’incasso totale è di oltre 89 milioni di dollari).

Pinocchio sbarca a Capri, per Ielapi premio FutureMostra sul film di Garrone. Award a Jessica Cressy (Martin Eden)

NAPOLI22 dicembre 201919:44

– Ci sarà anche il costume originale di Pinocchio a ‘Capri, Hollywood’ in una doppia mostra tutta dedicata al film di Matteo Garrone, per festeggiare Federico Ielapi, il giovanissimo attore che si è trasformato nel burattino più famoso del mondo, vincitore del premio ‘Capri Future’ 2019 della 24 edizione dell’International film festival (27 dicembre – 2 gennaio). ”A soli otto anni Federico ha recitato con grande bravura e professionalità con il premio Oscar Roberto Benigni e un grande regista come Garrone ne ha lodato la serietà nel sottoporsi al lungo trucco quotidiano durante le riprese. Siano felici che possa ricevere l’ abbraccio del festival e divertirsi godendosi la nostra sezione kids” annuncia Marina Cicogna per l’Istituto Capri nel Mondo.
Cheryl Boone Isaacs, già presidente dell’Academy, inaugurerà il 28 dicembre (ore 15.00)la mostra con bozzetti scenici, foto e costumi di ‘Pinocchio’ di Matteo Garrone (01 Distribution) con 30 immagini selezionate dallo stesso regista, esposte al pubblico per la prima volta cosi come il costume di Pinocchio, ideato da Massimo Catini Parrini e realizzato dalla sartoria Tirelli Costumi-Roma che ne ha concesso il prestito. Alla Certosa di San Giacomo si aprirà anche la mostra ‘My Divas’ di Roberto Rocco con 30 immagini delle più popolari star tra le tante che il fotografo, cresciuto alla scuola di Zeffirelli, ha ritratto. La grande festa del cinema internazionale (raccontata dal programma di Pascal Vicedomini ‘Le stelle di Capri, Hollywood’ su Rai Italia), sarà nel segno delle donne: chairperson è la regista Francesca Archibugi, presidente l’artista israeliana Noa, madrina la modella italo-cubana Maylin Aguirre. Il festival – oltre 70 proiezioni gratuite nei cinema di Capri e Anacapri – si aprirà con l’anteprima di ‘Piccole donne’ di Greta Gerwig e gode del sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali D.G. Cinema e Audiovisivo e della Regione Campania.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Giuliacci, il clima che non ti aspetti
Una ricca analisi sui cambiamenti climatici in atto

22 dicembre 201920:06

– ANDREA GIULIACCI, IL CLIMA CHE NON TI ASPETTI (RONCA EDITORE, PP 124, 22,00 EURO) Non ci sono più le stagioni di una volta: ormai questa frase è diventata all’ordine del giorno per commentare gli eventi meteorologici che ormai ci accompagnano nella vita quotidiana.
Si passa da estati che sono diventate molto più roventi rispetto al passato con frequenti bolle di caldo nordafricano, ad inverni sempre più spesso tiepidi e poco nevosi, a perturbazioni che assomigliano sempre più a monsoni che scaricano delle vere e proprie bombe d’acqua in zone limitate del territorio spesso accompagnate da trombe d’aria. Di questo e di molti altri aspetti legati al cambiamento climatico si occupa l’ultimo libro del metereologo Andrea Giuliacci, “Il clima che non ti aspetti”.
“Il clima che non ti aspetti – afferma Giuliacci – è quello dei nubifragi sempre più violenti e numerosi, è quello dei ghiacciai alpini che in appena 50 anni si sono rimpiccioliti di circa un terzo, è quello degli anni più caldi dell’era moderna tutti concentrati nell’ultimo decennio. Ma non solo. Il clima che non ti aspetti è anche quello che favorisce un aumento dei crimini violenti, quello che sta facendo calare la natalità indipendentemente dai fattori sociali ed economici, quello che scatena veri e propri conflitti armati, come accaduto in Siria.
Oltre a descrivere il cambiamento climatico dal punto scientifico, il libro racconta come il clima stia modificando anche i nostri comportamenti e stili di vita, la nostra salute, la cultura e l’economia, in modi che talvolta sembrano insospettabili”.
Nel libro sono descritte anche le più credibili proiezioni sul clima del futuro, quelle ottenute grazie a complesse simulazioni al computer, e che tracciano per i prossimi decenni un clima e un paesaggio decisamente diversi da quelli che conosciamo, anche e soprattutto in Italia. Un Paese, il nostro, che entro la fine del secolo potrebbe perdere, a causa dell’avanzata del mare, una fetta di territorio grande più o meno come la Liguria. Ma il modo per combattere il cambiamento climatico c’è e, come scrive Giuliacci nel libro, parte dalla scuola, dallo spiegare agli adulti di domani come affrontare un fenomeno che, anche secondo i vertici del Pentagono, nei prossimi anni rappresenterà la più grande minaccia all’ordine mondiale. Sebbene il cambiamento climatico rappresenti un grande pericolo, combatterlo e resistergli si può, attraverso adeguate politiche di mitigazione e adattamento: emettere meno gas serra per contenere il cambiamento climatico futuro (mitigazione) e modificare territorio e abitudini per limitare i danni provocati da eventi meteo più estremi (adattamento)”.

Quadro Klimt: da uno periti emergerebbero dubbi su operaIn base a prime indiscrezioni non ufficiali dopo avvio analisi

PIACENZA22 dicembre 201920:39

Ci sarebbero dubbi su ‘Ritratto di Signora’, il dipinto di Gustav Klimt ritrovato casualmente nei giorni scorsi alla galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza a 22 anni dal furto avvenuto nello stesso luogo nel 1997. Dalla Procura della Repubblica di Piacenza trapelano alcune indiscrezioni – non ufficiali – circa una prima perizia effettuata nelle ultime ore da uno dei consulenti nominati dalla magistratura per stabilire l’effettiva autenticità dell’opera.
Tutta la vicenda, fin dal giorno del ritrovamento della tela inestimabile in una scaffale nel giardino dentro un sacco della spazzatura, è avvolta da un riserbo impenetrabile mantenuto degli inquirenti. Il quadro si trova attualmente in una località segreta, sotto custodia, per essere sottoposto alle necessarie perizie.
Gli esperti ai quali è stato conferito l’incarico sono tre, e proprio uno di questi, il primo ad aver visto la tela, avrebbe sollevato i primi dubbi, anche se al momento non è dato sapere se si tratti di elementi tecnici e fisici sui materiali, oppure artistici legati al dipinto e alla tecnica del suo autore.

Eddie Murphy a Saturday Night Live dopo 35 anniStar “Dolemite” per Netflix tenne in vita show negli anni ’80

NEW YORK23 dicembre 201909:58

Eddie Murphy torna a “Saturday Night Live” per la prima volta in 35 anni e sono ovazioni e risate a scena aperta: la star di “Dolemite is My Name” per Netflix ha fatto da padrone di casa per l’ultimo show del 2019, “ma se sei un nero, questo e’ il primo episodio da quando me ne sono andato nel lontano 1984”, ha detto il comico che nei primi anni ’80 aveva fatto da mattatore a “SNL” contribuendo a mantenere in vita il programma satirico del sabato sera con personaggi come “Mister Robinson”, una parodia del “Mister Rogers” resuscitato da Tom Hanks per il grande schermo in “A Beautiful Day in the Neighborhood”, “Buckwheat’ e “Gumby”.
L’ultima volta che l’oggi 58enne Murphy aveva aperto “SNL” era stato il 15 dicembre 1984: l’ex ragazzo prodigio, che era entrato nel cast dello show nel 1980 a 19 anni, aveva lasciato il programma per concentrarsi nella sua promettente carriera di attore. Ieri, per il grande ritorno, centinaia di spettatori si erano messi in fila fin di prima mattina fuori dagli studi della Nbc a Rockefeller Center.
Eddie e’ sulla cresta dell’onda con le due nomination di “Dolemite” ai Golden Globe e voci di un suo ritorno al microfono della comicità stand-up probabilmente su Netflix. “E’ come se Michael Jordan uscisse dalla pensione…per la prima volta”, ha commentato su Twitter il comico newyorchese Hari Kondabolu.
Per la serata Murphy ha rivisitato i suoi personaggi piu’ iconici, accompagnato da un cast stellare di titani della comicità afro-americana tra cui Tracy Morgan, Dave Chapelle e Chris Rock mentre a Lizzo, cantante dell’anno di Time, erano stati affidati i numeri musicali. Trancianti le battute: riprendendo i panni di “Mister Robinson” (la felpa col cappuccio al posto del maglione con la cerniera e le sneaker), Eddie ha istruito il pubblico dello studio 8H sul significato della parola “gentrificazione”: “E’ una specie di un gioco di prestigio: i bianchi pagano molti soldi e poi, pouf, tutti i neri scompaiono”. Nel monologo iniziale l’attore si era fermato a riflettere su come la sua vita sia cambiata in 35 anni. “Ho dieci figli adesso, undici se conti Kevin Hart. Se mi avessi detto 30 anni fa che sarei diventato questo noioso papa’ casalingo e che Bill Cosby sarebbe finito in prigione, perfino io avrei accettato la scommessa”, ha detto, scivolando poi nell’interpretazione del comico condannato l’anno scorso per molestie sessuali: “Chi e’adesso il papa’ d’America?”.

La ninna nanna in lingua sarda in un corto d’autoreIl coro di Nuoro e Paolo Fresu tra i protagonisti

NUORO23 dicembre 201911:59

– La tromba di Paolo Fresu avvolge di dolcezza le voci del coro di Nuoro e dà vita a una emozionante interpretazione della “Ninna nanna de Anton’ Istene-Malos bisos e tancas fioridas” in un corto d’animazione, illustrato dal disegnatore nuorese Manuelle Mureddu.
Un’opera che nasce su iniziativa del Coro nuorese come omaggio al compianto Gian Paolo Mele, direttore storico del coro, che nel 1975 aveva musicato le celebri rime del poeta Montanaru, scritte dopo il dolore della perdita di un figlio appena nato. Un progetto che vede il coinvolgimento di quattro illustri esponenti della cultura sarda, del passato e del presente, e che viene riproposto facendo cantare nello stesso pezzo musicale, il Coro di Nuoro di due epoche diverse: quello del 1977 diretto da Giampaolo Mele, e quello del 2018 guidato dal figlio Francesco, in un ensamble di voci unite dalla magica tromba di Paolo Fresu. Nel brano, presentato domenica 22 dicembre nell’auditorium dell’Isre a Nuoro, si stratificano vicende umane degli autori. Anche Gian Paolo Mele come Montanaru è spinto a comporre quelle musiche, dopo la perdita di un figlio. “Da ragazzo l’ascolto della Ninna Nanna de Anton’Istene era come un battito di cuore all’unisono che mi colpiva per la qualità delle voci e per una armonia dal sapore ancestrale – ha spiegato Paolo Fresu nel suo messaggio -. Negli anni ho prestato attenzione al testo scoprendone una trama che si evolve. Credo si celi in questo il bisogno di eseguirla coinvolgendo nel tempo diversi artisti e accettando di contribuire alla emozionante versione del coro di Nuoro in ricordo di Giampaolo Mele”.
“Sono nato ascoltando i melismi della Ninna Nanna cantata da mio padre – ha detto Francesco Mele – Nei miei ricordi di bambino era una bella melodia. Molti anni dopo diventando padre anche io, ho capito da vicino il dolore e l’armonia composita del brano”. “Sono cresciuto a pochi passi da casa Mele e conosco la storia umana che sta dietro questo canto formidabile – spiega Manuelle Mureddu – Disegnarla per crearne il video illustrato è stata un’esperienza introspettiva all’interno di una famiglia”.

Natale a teatro, da Nancy Brilli a Leo e AndòBuccirosso e i drammi dell’italiano di oggi; Siani e la felicità

24 dicembre 201909:40

Tra debutti, racconti e risate, tanto teatro per il lungo week end sotto l’albero di Natale. Da Nancy Brilli in “A che servono gli uomini” a Carlo Buccirosso con “La rottamazione di un italiano per bene”, entrambi a Roma; Edoardo Leo in “Ti racconto una storia”, ancora nella capitale, e “Ditegli sempre di si” di Eduardo nella mise en scene di Roberto Andò, a Firenze. E poi “Dio ride” per Moni Ovadia a Brescia e il “Felicità tour special edition” di Alessandro Siani a Napoli: sono alcuni degli spettacoli in scena nei prossimi giorni.
ROMA – Una donna in carriera stufa del genere maschile, soddisfatta della sua vita da single ma con il rimpianto di non aver mai avuto un figlio, ruba una provetta da un istituto per ricerca genetiche e riesce a coronare il suo sogno. Ma il padre chi è? Sembra scritta oggi, ma invece è degli anni ’80 “A che servono gli uomini”, piece di Iaia Fiastri (autrice con Garinei e Giovannini delle più belle commedie musicali italiane) che torna in scena alla vigilia delle feste, con Nancy Brilli protagonista e la mano di Lina Wertmuller alla regia. Da questa sera al Quirino Gassman, la commedia nel 1988 venne interpretata da Ombretta Colli e suo marito Giorgio Gaber ne scrisse la colonna sonora. Oggi nel cast anche Giulia Gallone, Igi Meggiorin, Nicola D’Ortona, Daniele Antonini, Fioretta Mari. Dal 23 Dicembre al 6 gennaio.
ROMA – Debutto a Santo Stefano alla Sala Umberto per Carlo Buccirosso e “La rottamazione di un italiano per bene”, suo nuovo spettacolo ispirato, appunto, ai “drammi” che attanagliano un italiano di oggi. Con Alberto Pisapa, ristoratore sull’orlo del fallimento, in lotta tra le cartelle di Equitalia e la malvagità di sua suocera Clementina, spietato e integerrimo funzionario proprio dell’Agenzia delle Entrate. Con anche Donatella De Felice, Elvira Zingone, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Gennaro Silvestro, Peppe Miale, Matteo Tugnoli, Davide Marotta, Tilde De Spirito. Dal 26 dicembre al 19 gennaio.
ROMA – Nel pieno del successo al cinema de “La dea bendata” di Ferzan Ozpetek, Edoardo Leo torna al teatro e porta per la prima volta anche nella “sua” Roma “Ti racconto una storia”, reading-spettacolo di appunti, suggestioni, letture e pensieri che l’attore e regista romano ha raccolto dall’inizio della sua carriera a oggi. Due serate, venerdì e sabato, all’Auditorium Conciliazione, tra parole e musica, comicità e poesia, per spiegare che, in fondo, non sono così lontane. Il 27 e 28 dicembre.
FIRENZE – “Il tema della pazzia ha sempre offerto spunti comici o farseschi, ma di solito è giocato a rovescio, con un sano che si finge pazzo. Invece qui il protagonista è realmente pazzo, il dolore e il senso di minaccia pervadono l’opera. Tra porte che si aprono e si chiudono, equivoci, fraintendimenti, menzogne, illusioni, bovarismi, in un clima sospeso tra la surrealtà di Achille Campanile e un Luigi Pirandello finalmente privato della sua filosofia, irresistibilmente proiettato nel pastiche”. Così Roberto Andò racconta la sua mise en scene di “Ditegli sempre di si”, commedia di Eduardo De Filippo, che torna in scena, da venerdì a La Pergola, con la Compagnia di Luca De Filippo.
Protagonisti, Gianfelice Imparato e Carolina Rosi. Dal 27 dicembre al 5 gennaio BRESCIA – Dopo una lunga e fortunata tournée, Moni Ovadia torna al Teatro Sociale da sabato con “Dio ride”, speciale edizione per le feste natalizie. Protagonisti, sei vagabondi, cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich. A chi sente il desiderio di ascoltare, Simkha racconta le vicissitudini di una gente esiliata, canta le canzoni – tristi, allegre e nostalgiche – di quel popolo sospeso fra cielo e terra e in permanente attesa, per indagarne la vertiginosa spiritualità.
Con la musica dal vivo della Moni Ovadia Stage Orchestra. Dal 28 al 31 dicembre.
NAPOLI – “Quando si è da soli la felicità dura poco, ma se condivisa dura nu’ poco e’ cchiu”. Parola di Alessandro Siani, in scena per tutte le feste al Diana con “Felicità tour special edition”, spettacolo che lo vede tornare alla formula del monologo. Un’occasione per raccontare il dietro le quinte dei film della sua carriera, ma anche parlare delle differenze tra nord e sud, tra ricchi e poveri, le nuove tendenze religiose e, soprattutto, evidenziare tic e manie di una società divisa tra ottimisti e pessimisti, tra disperati di professione e sognatori disoccupati. Fino al 12 gennaio.

Last Christmas, lezioni pratiche per amarsiGeorge Michael colonna sonora film romantico con Emilia Clarke

24 dicembre 201909:43

Imparare a riamare se stessi per essere in grado di amare anche gli altri: è la lezione pratica scandita con humour e delicatezza, utilizzando come colonna sonora circa 15 canzoni di George Michael da solista e con gli Wham! (a cominciare da quella evocata dal titolo), nella commedia romantica Last Christmas di Paul Feig (King of comedy a Capri Hollywood dal 26 dicembre al 2 gennaio), con Emilia Clarke e Henry Golding, in sala dal 19 dicembre con Universal. Un viaggio di sentimenti, che non si ferma alla classica storia d’amore infiocchettata dall’atmosfera natalizia ma che vuole parlare di “come usare il cuore, come vivere e come amare sé stessi” e di “come ci comportiamo, come ci prendiamo cura dell’altro” in un mondo moderno “in cui è così difficile non farsi distrarre” spiega nelle note di produzione la due volte premio Oscar Emma Thompson che del film è cosceneggiatrice (il soggetto l’ha scritto con il marito Greg Wise), oltre che coproduttrice e cointerprete. Un racconto costruito sulla stella emergente Emilia Clarke (Daenerys Targaryen, ‘madre dei draghi’ in Il trono di spade e eroina da dramma romantico nel campione d’incassi Io prima di te), nei panni di Katarina detta Kate che lavora (si fa per dire) come commessa, vestita da elfo, in un negozio di decorazioni natalizie sognando di diventare attrice. La ragazza, reduce da un’operazione molto seria, è alle prese con un periodo di piccoli ma continui disastri personali che la costringe anche a tornare a vivere in famiglia (i suoi sono immigrati in Gran Bretagna 25 anni prima dalla Ex Yugoslavia per sfuggire alla guerra). L’incontro con l’ottimista e ben più pacato Tom (Golding), porta Kate, fra incursioni su piste del ghiaccio, esplorazioni di giardini segreti e rifugi per senzatetto, a comprendere di dover cambiare prospettiva. Emma Thomspon (già fra i volti di un altro classico delle Feste, Love Actually) regala alcuni dei momenti più divertenti nei panni della ossessiva e autoritaria mamma della protagonista, Petra, che vive in una perenne atmosfera di dramma autoinflitto ed è terrorizzata dalla Brexit. Nel cast fra gli altri, anche Michelle Yeoh, nel ruolo della severa ma comprensiva proprietaria del negozio dove lavora Kate. Una bottega dove tra lucette per l’albero e vischio si può trovare proprio di tutto, da Bambin Gesù in scala 1:1 a gibboni giocattolo che cantano Last Christmas, a mini presepi alternativi in versione techno.
L’idea base del film, ispirarsi a un evergreen degli Wham! Last Christmas era nata otto anni fa e George Michael, scomparso prematuramente nel 2016,era entusiasta dell’idea ma aveva posto come condizione proprio il coinvolgimento di Emma Thompson (che uno dei suoi due Oscar, l’ha vinto come sceneggiatrice di Ragione e sentimento) nel film. “George era un uomo molto gentile che amava l’idea della storia … – spiega Emma Thompson – e gli elementi di coscienza sociale in essa contenuti, perché ne era sempre molto coinvolto”. Dopo la morte del cantautore, l’amico d’infanzia e manager del musicista, David Austin ha spiegato ai realizzatori quanto fosse importante per George Michael il film e li ha incoraggiati ad andare avanti, permettendogli anche di utilizzare un brano inedito, ‘This Is How (We Want You To Get High)’.”Il film non è un musical ma le canzoni di George influenza tutta la storia – dice il regista Paul Feig -. Ci sono un paio di parti dove gli attori interagiscono con la sua musica e altre dove la musica guida o accompagna il racconto”.

Il presepio in cento parole’Purchè non manchi la stella’ di Villoressi

24 dicembre 201909:46

LUCA VILLORESI, PURCHÉ NON MANCHI LA STELLA (DONZELLI, PP 157, EURO 18). Il presepio, le sue radici, i suoi simboli e personaggi, le interpretazioni e le scene che si sono amplificate nel tempo riportandoci però a quel fermo immagine della Natività che sospende il tempo. Che ci fa tornare a quell’initium mundi che “ha obiettivamente battezzato l’Occidente dividendo la storia tra un prima e un dopo, tra un avanti Cristo e un dopo Cristo”. Ce lo racconta, tra sacro e profano, come una sconfinata narrazione popolare, il giornalista Luca Villoresi nel dizionarietto ‘Purchè non manchi la stella’ pubblicato nelle saggine di Donzelli.
Un prezioso libretto che include varie suggestioni iconografiche, che ci fa scoprire tante cose che pensavamo di sapere o sulle quali non ci siamo mai interrogati, su quel rito che si compie ogni anno, lo spacchettamento degli scatoloni per allestire il palcoscenico con il bue, l’asinello, Giuseppe e Maria, i pastorelli, i Re magi e alla mezzanotte del 24 dicembre la cerimonia dedicata al Bambinello che viene posto nella mangiatoia.
“Una succinta raccolta dei fatti e delle leggende più note testimonia l’enorme e a volte insospettata valenza culturale di un rito casalingo che nasconde più di quel che mostra. Tutto sembra solo un gioco, un teatrino, già predisposto in una scatola fai da te. Eppure, proprio se lo si osserva con un occhio critico, più da agnostico che da fedele, quell’altarino domestico si espande e prende i contorni di uno spazio multidimensionale” spiega Villoresi nell’introduzione che chiama “Avvertenze per l’uso”.
In questo presepio in cento parole trovano spazio voce per voce, da ‘Abacuc’ a ‘Zingara’, tutte le storie, i simboli e i personaggi che lo compongono, con tante sorprese. I re Magi erano davvero tre, oppure erano dodici? Perché c’è un pastore che dorme e non deve essere svegliato? E chi è il ‘caganer? E Benino, il pastore addormentato, in quanti modi viene chiamato? “Classica figura del presepe spagnolo, in particolare di quello catalano, il ‘caganer’, un signore accovacciato colto nell’atto di defecare, è presente anche tra i personaggi napoletani e francesi” racconta l’autore del dizionarietto e spiega che : secondo alcuni studiosi “sarebbe di origine antichissima e rappresenterebbe forse il dio Saturno, forse il suo maestro, Stercuzio, che insegnò agli uomini a fertlizzare con lo sterco”.
E scopriamo anche che una particolarità dei presepi romani era l’usanza di montarli davanti a una finestra per sfruttare le vedute esterne. Una tradizione, spiega Villoresi nella voce dedicata ai presepi romani, mutuata da alcuni famosi allestimenti dei nobili che, dall’alto dei loro palazzi, usavano come sfondo i paesaggi reali.” Il presepio più famoso di questo genere , sulla Torre degli Anguillara, cambiava posizione ogni giorno per passare, a rotazione, dalla vista sull’Aventino a quella del Palatino, dal Celio al Campidoglio”.
Attraverso le parole chiave scelte da Villoresi, che non vogliono certo essere esaustive del panorama, la scena della Natività viene esplorata tra religione, miti e credenze, tra santi ufficiosi e qualche divinità di ultima generazione, da Totò a Maradona, con riferimenti internazionali e con uno sguardo anche alla sua sospensione tra visioni opposte, a partire dal nome: si dice ‘presepe’ o ‘presepio’? ” La più contaminata e la più multiculturale delle manifestazioni cristiane, tuttavia, sembra essere anche quella più contestata in nome del multiculturalismo. Un paradosso che, a suo modo, conferma la vocazione bipolare del presepio: un’immagine che suscita evidenti sentimenti di attrazione-repulsione. Non si tratta di adorare, e nemmeno semplicemente di rispettare. Si tratta di fermarsi, per un attimo, a meditare” afferma Villoresi ed “è bene che ognuno coltivi il proprio presepio”.
Ed è bello pensare che siano vere quelle teorie, secondo le quali, “la collocazione del presepio ai piedi dell’albero rafforzerebbe l”axis mundi’, l’asse di comunicazione ideale, fisico e psichico, tra cielo e Terra” ci ricorda l’autore.

Esce colonna sonora de I MediciOltre 40 composizioni firmate dal compositore Paolo Buonvino

23 dicembre 201913:55

– Archiviata in tv la terza serie della fiction Rai I Medici, esce in digitale per Sugar, in collaborazione con Lux Vide, la colonna sonora che racchiude tutte le musiche, firmata dal compositore, musicista e direttore d’orchestra Paolo Buonvino.
Oltre 40 composizioni che coniugano la musica colta con le sonorità dell’elettronica attraversando rivisitazioni delle atmosfere rinascimentali. Più di tre anni di lavoro compositivo all’interno del quale Paolo Buonvino ha trasferito il suo personale senso e valore di rinascita umana e creativa. Nella tracklist anche “Renaissance”, il brano nato dalla fortunata collaborazione tra il compositore e Skin per la prima stagione della serie.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Remo Girone ‘Capri Award’ per Ferrari in Le Mans 66
Festival in rosa,tributo a soprano Sumi Jo nell’anno di Parasite

NAPOLI23 dicembre 201915:40

– E’ stato assegnato a Remo Girone per la sua interpretazione di Enzo Ferrari in ‘Le Mans66-La grande sfida’ di James Mangold l’Italian Worldwide Award nel nome di Giuseppe Patroni Griffi, riconoscimento della 24esima edizione di ‘Capri, Hollywood – The International Film Festival’ (27 dicembre – 2 gennaio). Il film (titolo originale ‘Ford Vs.
Ferrari’) con Matt Damon e Christian Bale racconta la leggendaria sfida della Ford alla casa di Maranello, un kolossal da cento milioni di dollari targato 20th Century Fox, è stato uno dei più grandi successi della stagione.
”Ed e’ questa la migliore occasione per dare un riconoscimento all’intera carriera di Girone, uno straordinario attore – annuncia Toni Petruzzi, presidente dell’Istituto Capri nel mondo – dal prestigioso percorso teatrale alla popolarità mondiale con ‘La Piovra’. Tanta televisione e cinema, dalla commedia ai grandi autori, ne fanno uno dei volti più amati dal pubblico e apprezzati anche all’estero”.

Thomas, a gennaio esce album ImperfettoDopo eliminazione a Sanremo Giovani pronto a rimettersi in gioco

23 dicembre 201916:03

– Eliminato allo sprint finale da Sanremo Giovani (nello scontro diretto con leo Gassmann), Thomas non si perde d’animo e annuncia l’uscita del suo nuovo album, Imperfetto, prevista per il 24 gennaio (Warner Music).
Il 19enne vicentino unisce il canto e il ballo e fonde insieme testi autobiografici, sonorità brillanti e un sound internazionale.
L’album conterrà il brano “Ne 80”, presentato alle selezioni per le Nuove Proposte di Sanremo, e altri cinque brani inediti in cui Thomas partecipa come coautore, tra amore e amicizia.
“Imperfetto – racconta Thomas – come il suono, come l’amore, come tutto ciò che c’è di più puro, questo album lo è..
Imperfetto”.

Pompei: da domani percorso ‘verde’ tra giardini ornamentaliRestituiti all’antico splendore con interventi ad hoc

POMPEI23 dicembre 201916:21

– Un suggestivo itinerario nel verde dell’antica Pompei per visitare in maniera inedita gli scavi e comprenderne il modo di vivere, sotto diversi aspetti: è una delle proposte del Parco archeologico della città vesuviana per le feste di Natale e fine anno.
L’itinerario green, aperto da domani al 6 gennaio, conduce lungo i giardini ornamentali, sia raffigurati sulle pareti ad ampliare lo spazio visivo degli ambienti, sia come spazi verdi interni, laddove la dimora lo consentiva, caratterizzavano molte delle abitazioni dell’antica città.
Due splendidi esempi di giardini interni sono quelli della Casa dell’Efebo e di Trittolemo, di recente restituiti al loro splendore, a seguito degli interventi di manutenzione del verde, che ne hanno previsto la risistemazione secondo progetti non impattanti e criteri storico-botanici nella scelta dell’essenze.
Oltre alla casa di Trittolemo e dell’Efebo, tra le belle domus con ampi giardini interni meritano una visita: la casa degli Amorini Dorati, anche essa riaperta da poco dopo gli interventi di manutenzione, la Casa dell’Ancora con il singolare giardino sottoposto, la Casa del Menandro, i Praedia di Giulia Felice, la Casa della Venere in Conchiglia, la Casa di Marco Lucrezio su via Stabiana.

Del Noce, Riforma cattolica e filosofia modernaA 30 anni da morte, torna la modernità del pensiero su Cartesio

23 dicembre 201916:30

– AUGUSTO DEL NOCE, Riforma cattolica e filosofia moderna. I. Cartesio (Scholé, pp.737, euro 35). A 30 anni dalla scomparsa di Augusto Del Noce – morto a Roma il 30 dicembre 1989 -, uno dei principali filosofi cattolici della seconda metà del ‘900, torna in libreria “Riforma cattolica e filosofia moderna. I. Cartesio” (Scholé), con una postfazione di Enzo Randone e Giuseppe Riconda. Del Noce, che con acume ha indagato il fascismo in una dimensione anche transpolitica, prevedendo la fine del comunismo e l’avvento di una società sostanzialmente dominata dal pensiero nichilistico e ateistico, in questo volume ha affrontato la filosofia cartesiana facendone emergere l’ambiguità, superando le interpretazioni più classiche, razionalistiche, idealistiche, positivistiche o religiose: la ricerca della vittoria sul Dio ingannatore e malvagio appare quindi essere l’anima della metafisica cartesiana, che si specifica nella storia del pensiero religioso come un antinaturalismo connesso con la genesi del principio d’immanenza. Perciò il cartesianismo, sorto nell’orizzonte della Riforma cattolica, ne rappresenta, insieme, la crisi.

Nuovo museo privato apre nel cuore di Brooklynda Copenhagen e Pechino arte bue chip con Fondazione Faurschou

NEW YORK23 dicembre 201917:31

– Nell’ex quartiere polacco di Greenpoint, ora cuore hipster di Brooklyn, ha aperto in tempo per Natale un nuovo polo per l’arte contemporanea. Faurschou New York e’ l’avamposto newyorchese della fondazione creata dall’ex gallerista danese Jens Faurschou che, dopo aver conquistato Copenhagen e Pechino, ha adesso messo gli occhi sulla Big Apple.
“Il fagiolo rosso cresce nel sud” e’ il suggestivo titolo della mostra inaugurale, ispirato da una poesia di Wang Wei, artista e politico della Dinastia Tang del settimo secolo. A pochi passi da pizzerie, caffe’ e “tattoo parlors”, la mostra aperta fino all’11 aprile presenta 17 opere firmate da artisti “blue chip” come Louise Bourgeois, Robert Rauschenberg, Anselm Kiefer, Paul McCarthy, Tracey Emin, Yoko Ono e Ai Weiwei. Faurschou, ex co-fondatore nel 2015 di Contemporary Copenhagen, ha creato la fondazione, a cui appartengono tutti i pezzi in mostra, dopo decenni di lavoro come gallerista di arte contemporanea.
Tre opere di artisti cinesi sottolineano i legami con la Cina: “Una barca coi sogni” di Cai Guo-Qiang del 2008, “Witness to Grow” di Yu Hong e “Due Figure” di Ai Weiwei (2018), ma il posto d’onore e’ riservato alla fantasmagorica installazione di Edward Kienholz e Nancy Reddin Kienholz, “The Ozymandias Parade” del 1985, ispirata al poema di Percy Blythe Shelley. Del vietnamita-danese Dan Voh “Le foto del dottor Joseph Carter” riappropria immagini di giovani uomini asiatici scattate da un antropologo americano durante la guerra dl Vietnam.
Commovente il video di Yoko Ono, “Happy Xmas/War is Over”: bimbi dell’Harlem Community Choir a cui Yoko e JohnLennon avevano insegnato il brano cantano la canzone del 1971 contro la guerra del Vietnam, ma le immagini sono aggiornate all’Iraq 2003. Nessuna delle opere esposte e’ in vendita anche se occasionalmente Faurschou vende per finanziare i suoi spazi espositivi.

Teatro: omaggio al Flamenco con il Balletto di NapoliIn scena ‘Lumbre de Vida’ di Mara Fusco

NAPOLI23 dicembre 201918:42

– La Spagna ed il flamenco protagoniste di “Lumbre de vida”, la nuova produzione del Balletto di Napoli diretto da Mara Fusco che sarà presentata, in anteprima nazionale, venerdì 27 dicembre (ore 18, repliche il 28 e 29) alla Mostra d’Oltremare, nell’allestimento realizzato al Teatro dei Piccoli per la rassegna “La Scena Sensibile”.
Il “fuoco della vita”, ovvero “la grande scintilla che è sintesi di amore e passione” è la suggestione da cui prende corpo un intenso spettacolo che, nelle coreografie originali di Mara Fusco, Laura Perez e Raffaella Caianiello, rende omaggio alla grande tradizione musicale e coreutica di matrice iberica.”La forza della danza flamenca – sottolinea Mara Fusco – riesce a offrire un sorprendente esempio di come si possa tradurre per la scena i moti più intimi e antitetici dell’animo umano. Amore, passione e gioia fanno da contraltare a odio, gelosia e dolore e sono proprio questi sentimenti a nutrire l’azione scenica attraverso la combinazione di vari stili di danza”.

Colosseo: dal 1 gennaio cambia il sistema ticketingNuova bigliettazione Parco archeologico integra Fori Imperiali

24 dicembre 201913:44

– Dal 1 gennaio 2020 è operativa la nuova bigliettazione del Parco archeologico del Colosseo che integra i Fori Imperiali all’interno di tutte le proprie tipologie di biglietto e di visita con il rinnovo dell’accordo tra Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina e Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.
Nasce il FORUM PASS SUPER, valido 1 giorno, che consente la visita con un unico biglietto di € 16,00 al circuito Foro Romano, Palatino, Fori Imperiali e siti SUPER (Museo Palatino, Criptoportico neroniano, Aula Isiaca/Loggia Mattei, Casa di Augusto, Casa di Livia, Domus Transitoria, Tempio di Romolo, Rampa imperiale e Santa Maria Antiqua con l’Oratorio dei Quaranta Martiri). I dieci contesti monumentali, straordinari per la loro testimonianza storica e per i cicli pittorici che conservano raccontati attraverso il multimediale, mantengono la formula del contingentamento e dell’accesso secondo orari e giorni prestabiliti. Per rendere completa l’esperienza di visita all’interno del “cuore” di Roma, a partire dal 1 gennaio 2020 sarà possibile acquistare anche il FULL EXPERIENCE: il biglietto, dal costo di € 22,00, consente, nell’arco di 2 giorni, 1 ingresso al Colosseo, compresa l’arena o i sotterranei, e 1 ingresso al circuito del Forum Pass Super (Fori imperiali, Foro Romano, Palatino, siti Super).
Nel corso dei primi mesi del 2020, inoltre, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni di Roma Capitale, la “passeggiata” sarà ulteriormente arricchita da un percorso speciale legato alle origini di Roma. Parco archeologico del Colosseo e Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma lavoreranno insieme, in collaborazione con Electa, per riscoprire e restituire alla pubblica fruizione un’importante porzione del cuore di Roma antica, nell’area monumentale e urbana che va dal Foro Boario alle pendici meridionali del Palatino, con la possibilità di riaprire all’interno del PArCo un accesso esistente che congiunge le pendici del Colle con via dei Cerchi e il Circo Massimo.

Arriva docusocial del tour Laura Biagio Stadi 2019Dal 26 dicembre sulle pagine social dei due artisti

24 dicembre 201918:07

A sorpresa Laura Pausini e Biagio Antonacci preparano il loro regalo di Natale ai fan. Il 26 dicembre esce “LBDOCU”, 10 pillole per 10 canzoni tratte da Laura Biagio Stadi 2019, il tour che i due artisti hanno portato in giro negli stadi, per la prima volta insieme, l’estate scorsa.
Si tratta del primo docusocial di un tour, ovvero un cortometraggio pensato esclusivamente per essere fruito sui social. Sarà postato sulle pagine ufficiali di Pausini e Antonacci (Instagram, Facebook e Twitter) alle 18 del 26 dicembre.
Con il docusocial i fan potranno rivivere i concerti dell’estate 2019 attraverso le immagini inedite girate dietro le quinte, momenti speciali sul palco impreziositi dal direttore artistico Luca Tommassini, video dei fan.

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