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Ultimo aggiornamento 6 Gennaio, 2020, 13:53:09 di Maurizio Barra

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DALLE 06:41 ALLE 13:53 DI LUNEDì 06 GENNAIO 2020

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Consigliere Khamenei, sarà un Vietnam
‘Se Usa non si ritirano. La nostra ritorsione li farà pentire’

TEHERAN06 gennaio 2020 06:41

– “Se gli Stati Uniti non ritirano le forze dalla regione, affronteranno un altro Vietnam”. Lo ha detto Ali Akbar Velayati, consigliere del leader iraniano Ali Khamenei, citato da Farsnews. “Nonostante le vanterie dell’ignorante presidente degli Stati Uniti, l’Iran intraprenderà un’azione di ritorsione contro la stupida mossa degli americani che li farà pentire”, ha sottolineato.

Guaidò rieletto capo dell’AssembleaDopo l’elezione ieri di un altro presidente, Luis Parra

CARACAS06 gennaio 202009:59

– Un gruppo di 100 membri effettivi e supplenti dell’Assemblea nazionale (An) del Venezuela ha eletto Juan Guaidò quale presidente dell’organo collegiale. In una riunione svoltasi nella sede del quotidiano El Nacional, Guaidò è stato confermato nell’incarico ricoperto nel 2019, mentre sono anche stati eletti come primo vicepresidente Juan Pablo Guanipa, e come secondo vicepresidente Carlos Eduardo Berrizbeitia.

Soleimani: ai funerali i leader di HamasUn atto di dissociazione da Egitto e Arabia Saudita

06 gennaio 202010:00

– GAZA/TEL AVIV

– Ai funerali del generale iraniano Qassem Soleimani hanno partecipato anche il leader di Hamas Ismail Haniyeh, il suo vice Salah al-Aruri ed il leader della Jihad islamica Ziad Nakhale. Lo riferiscono i media di Gaza secondo cui la loro presenza alle esequie rischia ora di provocare frizioni con i principali Paesi sunniti: Egitto ed Arabia Saudita.
Con un implicito riferimento ad aiuti assicurati dall’Iran alle milizie palestinesi, Haniyeh ha affermato: “Il progetto delle resistenza nella terra di Palestina e nella Regione non sarà indebolito né retrocederà. Le eliminazioni hanno il solo risultato di infonderci nuova forza per la liberazione di Gerusalemme. Qassem Soleimani ha dedicato la vita alla resistenza ed è un martire di al-Quds”, il nome arabo di Gerusalemme. “La resistenza è uscita vittoriosa in Libano e a Gaza e avrà ragione del progetto sionista”. A quanto risulta, Haniyeh sarà ricevuto dal leader supremo dell’Iran Ali Khamenei.

Netanyahu convoca consiglio di difesaStato di allerta ai confini e nelle rappresentanze diplomatiche

06 gennaio 202010:01

– TEL AVIV

– Il premier Benyamin Netanyahu ha convocato per questo pomeriggio il Consiglio di difesa del governo per esaminare le ripercussioni dell’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, mentre dall’Iran sono giunte negli ultimi giorni alcune minacce di ritorsione nei confronti di Israele.
Di fronte alla delicatezza del momento, Netanyahu ha ordinato ai ministri di non esprimersi sugli ultimi sviluppi in Iran.
Ieri comunque, nella seduta settimanale di governo, il premier ha lodato il presidente Donald Trump “per aver agito con determinazione, potenza e velocità” in questo frangente. Intanto ai confini Nord e Sud di Israele l’esercito mantiene uno stato di vigilanza, anche se negli insediamenti civili di frontiera la vita prosegue normalmente. Secondo il quotidiano Israel ha-Yom misure di sicurezza particolari sono state inoltre adottate nelle rappresentanze diplomatiche di Israele.

Trump: sanzioni all’Iraq se ci manda viaE ribadisce: se l’Iran ci attacca, grave rappresaglia Usa

WASHINGTON06 gennaio 202010:04

– Se le truppe Usa saranno costrette a lasciare l’Iraq ci saranno “sanzioni enormi” contro Baghdad: lo ha detto il presidente americano Donald Trump.
Trump ha anche ribadito che se l’Iran attaccherà gli Usa ci sarà una “grave rappresaglia” da parte degli Stati Uniti.

Venezuela, Guaidó convoca il parlamentoPer legittimare la sua leadership contro quella di Luis Parra

CARACAS06 gennaio 202010:44

– Dopo aver giurato la notte scorsa a Caracas come presidente dell’Assemblea nazionale con il voto di 100 deputati in carica e supplenti, Juan Guaidó ha annunciato che la prima sessione dei lavori parlamentari per l’anno 2020-21 si terrà domani nella sede del Parlamento, “come prevede – ha sottolineato – la Costituzione”.
Alludendo quindi al deputato Luis Parra che ha a sua volta giurato come presidente dell’organo collegiale con il sostegno dei deputati del Partito socialista unito del Venezuela (Psuv) del presidente Nicolas Maduro, Guaidó ha ironizzato sostenendo che il ‘chavismo’ “non avrebbe neppure il quorum sufficiente per aprire una sessione in Parlamento”.

Berlino: le minacce di Trump non aiutanoTrump era tornato a minacciare Teheran di ritorsioni

BERLINO06 gennaio 202010:57

– Le minacce di Trump all’Iran “non sono di grande aiuto”. E’ la posizione espressa dal governo tedesco dopo le parole del presidente americano, che è tornato a minacciare Teheran di ritorsioni in caso di una rappresaglia per l’uccisione del generale Qassem Soleimani.

India: aggressione in ateneo, 40 feritiMascherati e armati assaltano un’assemblea e devastano ostelli

NEW DELHI06 gennaio 202011:48

– Almeno 40 tra professori e studenti dell’università Jnu (Jawaharlal Nehru University di Delhi, sono rimasti gravemente feriti ieri sera per un violento attacco da parte di un gruppo organizzato di persone mascherate.
Gli assalitori, armati con bastoni, pietre e catene d’acciaio, hanno fatto irruzione nel campus, aggredendo le persone riunite in un’assemblea e devastando poi vari edifici e abitazioni degli studenti. A seguito dell’aggressione, gli studenti di altre università stanno manifestando in tutto il paese: cortei sono in corso a Mumbai, Hyderabad, Kolkata, Bengalore, mentre la tensione all’interno del campus della Jnu resta altissima.
Da almeno due mesi gli studenti della JNU, una delle più note istituzioni indiane, da cui sono usciti molti politici e alcuni premi Nobel, (ultimo, l’economista Banerjee, premiato nel 2019), scioperano contro l’aumento delle tasse di iscrizione e della retta per l’alloggio decisa dal consiglio direttivo.

Media, Ghosn fuggito in treno da TokyoEx manager era libero di muoversi nel Paese per meno di 72 ore

TOKYO06 gennaio 202011:53

– Continuano a emergere dettagli sulla fuga dal Giappone al Libano dell’ex numero uno di Renault-Nissan, Carlos Ghosn, prima di Capodanno. Secondo media giapponesi, il 29 dicembre Ghosn avrebbe semplicemente preso un treno ad alta velocità (shinkansen) da Tokyo a Osaka, dove si è poi imbarcato su un aereo privato alla volta della Turchia. In base alle immagini di videosorveglianza, spiega il quotidiano Yomiuri Shimbun, l’ex manager sarebbe stato accompagnato da diverse persone che la polizia giapponese deve ancora identificare. In libertà vigilata in attesa di processo per malversazione finanziaria, Ghosn era libero di muoversi dentro il Paese per viaggi di meno di 72 ore. Una volta a Osaka, Ghosn avrebbe preso un taxi per raggiungere un hotel vicino all’aeroporto Kansai, ha precisato la Ntv. Per evitare i controlli nello scalo, si sarebbe poi nascosto in una grande cassa con le ruote, abitualmente usata per trasportare materiale da concerto.

Giornale Israele,altri leader nel mirinoFra questi Nasrallah (Hezbollah) e al-Aruri (Hamas)

06 gennaio 202012:18

– TEL AVIV

– A pochi giorni dall’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, il diffuso tabloid israeliano Yediot Ahronot riepiloga oggi in un grafico le più significative eliminazioni avvenute nella Regione negli ultimi anni e presenta in un mirino separato quanti adesso rischiano di essere vittime di esecuzioni mirate. In quello che viene presentato come un mazzo di carte “delle organizzazioni terroristiche” gli ‘assi di quadri’ includono Osama Bin Laden (al-Qaida) ed Abu Bakr al-Baghdadi (Isis); gli ‘assi di picche’ sono i palestinesi Mahmud al-Mabhouh e Ahmed Jaabri (Hamas), assieme con Baha abu al-Ata (Jihad islamica); e gli ‘assi di cuori’ comprendono Imad Mughnyeh (Hezbollah) e Mohammed Suleiman, un generale siriano coinvolto nella costruzione di un reattore nucleare. Accanto a loro sono presentati quattro ‘assi di fiori’ che, secondo il giornale, sono pure “nel mirino”: vi figurano Hassan Nasrallah (Hezbollah), Sallah al-Aruri e Mohammed Deif (Hamas) e Ziad Nakhale, leader della Jihad islamica.

Libia, Siala chiede rinvio missione UeA Tripoli i primi soldati turchi. Usa, dialogo unica via

06 gennaio 202012:13

– Il ministro degli Esteri del governo di Tripoli, Mohamed Siala, ha affermato alla tv “Libya Al Ahrar” che il governo di accordo nazionale ha chiesto alla delegazione Ue, un rinvio della missione a Tripoli, programmata indicativamente per domani, 7 gennaio. La missione diplomatica europea, guidata dall’Alto rappresentante Joseph Borrell e dai ministri degli Esteri italiano, francese, tedesco e britannico dovrebbe approdare nel Paese nordafricano per tentare di ottenere un cessate il fuoco e la ripresa dei colloqui tra le due fazioni in conflitto, il governo di Tripoli riconosciuto dalle Nazioni Unite del premier Fayez al-Sarraj e il generale Khalifa Haftar. Intanto questa mattina il comandante della Backup Force dell’esercito di Tripoli, Nasir Ammar, ha detto ad Al Jazeera che un gruppo di elite di soldati turchi specializzati in radar jamming e difesa aerea sono arrivati a Tripoli. L’ambasciata degli Stati Uniti in Libia condanna fermamente l’escalation militare e fa appello al dialogo tra le forze in campo. VAI ALLA CRONACA

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Germania, aggredisce agenti con coltello
Ucciso dalla polizia. Secondo testimoni ha gridato Allah Akbar

BERLINO06 gennaio 202012:23

– La polizia tedesca ha ucciso a colpi di arma da fuoco un uomo di nazionalità turca che ha tentato di accoltellare gli agenti brandendo un coltello nella città di Gelsenkirchen. L’uomo è stato notato dai poliziotti perché nascondeva l’arma dietro la schiena. Nonostante gli avvertimenti – ha detto un portavoce della Polizia – ha rifiutato di fermare il suo assalto, costringendo un agente a sparargli uccidendolo. Nessuna conferma, invece, che l’uomo abbia gridato “Allah Akbar” durante l’assalto, derubricata a “voci di alcuni” dal portavoce della polizia. La Germania rimane in allerta a seguito di una serie di attacchi di matrice islamica che hanno colpito il Paese. Il più cruento nel 2016, quando un camion si lanciò tra la folla di un mercatino di Natale a Berlino uccidendo 12 persone. Negli ultimi anni in Germania decine di persone sospette sono state arrestate o accusate di terrorismo.

Khamenei, Usa verso un altro Vietnam (2)

La figlia di Soleimani, ‘americani vedranno i loro figli morti’

TEHERAN06 gennaio 202012:01

– “Se gli Stati Uniti non ritirano le forze dalla regione, affronteranno un altro Vietnam”. Lo ha detto Ali Akbar Velayati, consigliere del leader iraniano Ali Khamenei, citato da Farsnews. “Nonostante le vanterie dell’ignorante presidente degli Stati Uniti, l’Iran intraprenderà un’azione di ritorsione contro la stupida mossa degli americani che li farà pentire”, ha sottolineato. Intanto la figlia di Soleimani, durante la cerimonia funebre per suo padre all’università di Teheran, ha affermato che le famiglie dei soldati statunitensi di stanza in Medio Oriente “dovrebbero aspettarsi la morte dei loro figli”.

L’ora del giudizio per Weinstein. Al via il processo, rischia l’ergastoloIl produttore cinematografico più potente di Hollywood è accusato di stupro su diverse donne

06 gennaio 202013:28

C’e’ chi lo definisce “il processo del secolo”. Di certo quello che sta per iniziare davanti a una corte di Manhattan in un modo o nell’altro lascerà un segno profondo. L’imputato e’ Harvey Weinstein, una volta il produttore cinematografico più potente di Hollywood, oggi un uomo di 67 anni accusato di stupro e di diversi reati sessuali su decine e decine di donne. Dal suo caso è nato il movimento del #metoo che ha permesso di smascherare migliaia di casi di violenze e molestie in America e nel mondo, dando voce a moltissime donne che non avevano mai avuto il coraggio di uscire allo scoperto. Ora dopo due anni di battaglie arriverà una sentenza inevitabilmente destinata a creare un precedente rilevante e a influenzare molti altri casi. Tutto è pronto per lo show.Il processo dovrebbe durare due mesi e c’è da giurare che milioni di americani resteranno incollati allo schermo per seguirne passo passo gli sviluppi. L’opinione pubblica continua a spaccarsi tra chi vorrebbe una punizione esemplare e chi invece invita a fare attenzione nel distinguere le molestie sessuali dal reato di stupro. Che poi è la linea difensiva dei legali di Weinstein, che ha ammesso e chiesto scusa per i suoi comportamenti ma ha sempre parlato di relazioni consensuali, in alcuni casi durate anche nel tempo. E per le quali – sostengono i suoi avvocati – l’ex re Mida di Hollywood ha già pagato duramente perdendo tutto: la sua società di produzione cinematografica, la Miramax, la sua reputazione e il suo matrimonio. Ma ora Weinstein rischia molto di più, fino all’ergastolo se verrà condannato per i reati più gravi che gli vengono imputati.Tutto cominciò alla fine del 2017 quando il New York Times fece venire allo scoperto le prime due accusatrici, l’attrice americana Ashley Judd e la modella italiana ex finalista di Miss Italia Ambra Battilana Gutierrez. Poi fu la volta del New Yorker che tirò fuori altre storie, tra cui quella dell’attrice italiana Asia Argento che ha denunciato di essere stata abusata da Weinstein nel 1997 quando aveva 21 anni. Da allora la lista delle dive – e meno dive – che accusano Weinstein di molestie sessuali si è allungata di giorno in giorno, fino a contare oltre 80 donne, tra cui star come Angelina Jolie, Gwyneth Paltrow, Rosanna Arquette, Katherine Kendall.Nel processo di New York, però, si giudicano solo il caso di due donne: un’ex assistente che accusa l’ex produttore di averla costretta ad avere un rapporto di sesso orale, e un’altra donna anonima che lo accusa di stupro.

Di Maio: Italia esposta a ritorsioniCon la crisi in Iran e Libia ‘rischi su terrorismo e migrazioni’

06 gennaio 202013:32

– “Chi ancora crede che la strada sia la violenza, è fermo al passato o non ha ancora compreso le lezioni dalla storia. E, quel che è peggio, sta esponendo tutti gli italiani a un pericolo di ritorsioni”. E’ quanto scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Facebook parlando della situazione in Iran e Libia. “Ora – dice – non è più il tempo di rischiare morte, terrorismo, ondate migratorie insostenibili, ora è il momento di scommettere sul dialogo, sulla diplomazia e sulle soluzioni politiche”.

Libia, Siala chiede rinvio missione Ue (2)

A Tripoli i primi soldati turchi. Usa, dialogo unica via

06 gennaio 202012:13

– Il ministro degli Esteri del governo di Tripoli, Mohamed Siala, ha affermato alla tv “Libya Al Ahrar” che il governo di accordo nazionale ha chiesto alla delegazione Ue, un rinvio della missione a Tripoli, programmata indicativamente per domani, 7 gennaio. La missione diplomatica europea, guidata dall’Alto rappresentante Joseph Borrell e dai ministri degli Esteri italiano, francese, tedesco e britannico dovrebbe approdare nel Paese nordafricano per tentare di ottenere un cessate il fuoco e la ripresa dei colloqui tra le due fazioni in conflitto, il governo di Tripoli riconosciuto dalle Nazioni Unite del premier Fayez al-Sarraj e il generale Khalifa Haftar. Intanto questa mattina il comandante della Backup Force dell’esercito di Tripoli, Nasir Ammar, ha detto ad Al Jazeera che un gruppo di elite di soldati turchi specializzati in radar jamming e difesa aerea sono arrivati a Tripoli. L’ambasciata degli Stati Uniti in Libia condanna fermamente l’escalation militare e fa appello al dialogo tra le forze in campo.

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