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Ultimo aggiornamento 9 Febbraio, 2020, 17:32:14 di Maurizio Barra

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Console cinese:’Riattivare voli diretti’
Abbiamo bisogno di medici e amicizia, non di pregiudizi e paura

07 febbraio 2020 15:58

– “Facciamo un appello forte perché i voli e i collegamenti diretti da e per la Cina tornino a essere effettuati per risolvere la situazione che vede molti turisti cinesi bloccati qui e per recuperare la collaborazione fra i due Paesi. L’epidemia sarà sicuramente sconfitta”. E’ quanto dichiarato dal console generale della Repubblica popolare cinese, Song Xuefeng, a Milano, durante un incontro nel cuore della Chinatown locale con il governatore della Lombardia, Attilio Fontana.
“Ringrazio il presidente Fontana, in questi giorni molti politici sono venuti qui a Chinatown a dare sostegno alla comunità cinese – ha spiegato il console -. Adesso la situazione sta migliorando e il tasso delle guarigioni sta crescendo. Anche gli sforzi cinesi hanno impedito che l’epidemia si diffondesse oltre i confini cinesi. Abbiamo bisogno di medici e di amicizia per prevenire e controllare questa epidemia invece di pregiudizi e paura. La comunità cinese qui ama la Cina e l’Italia”.

Prescrizione: Fraccaro, norma di civiltàIn Cdm ognuno si assumerà le proprie responsabilità

07 febbraio 202017:45

– “La norma sulla prescrizione è una conquista di civiltà. Abbiamo il dovere di garantire che la giustizia abbia tempi certi e che non si usino più scappatoie processuali per ottenere l’impunità. Insieme alla riforma del processo penale il Governo mette in campo un intervento organico per evitare che i reati vengano prescritti e per assicurare che gli esiti processuali siano rapidi. Ora è il momento di passare ai fatti e in Cdm ciascuno si assumerà le proprie responsabilità”.Così in una nota Riccardo Fraccaro.

Milleproroghe: nuova proposta Casa donnePresentato subemendamento per assegnare 900mln nel 2020

07 febbraio 202017:45

– Pd e Italia Viva tentano di nuovo di assegnare un finanziamento da 900mila euro nel 2020 per la Casa internazionale delle donne di Roma. La proposta compare tra i subemendamenti presentati dai deputati al pacchetto di modifiche dei relatori al decreto Milleproroghe, che saranno esaminati da lunedì, quando torneranno a riunirsi le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Una proposta analoga dei relatori, nei giorni scorsi, era stata cassata per inammissibilità. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DI ECONOMIA

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Presidi, ora nuove istruzioni per scuole
Coronavirus, ‘le famiglie collaborino, nessun allarmismo’

08 febbraio 202016:49

– “L’aggiornamento delle misure precauzionali di contrasto alla diffusione del coronavirus, deciso dal ministero della Salute, prevede che il ministero della Istruzione dirami a sua volta nuove istruzioni alle scuole”. Secondo il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, “sembra che i dirigenti scolastici saranno chiamati ad attivare il Dipartimento di prevenzione della Asl di riferimento ma solo su segnalazione delle singole famiglie di alunni e studenti tornati dalle regioni cinesi interessate dal contagio nei 14 giorni precedenti”.
Giannelli “invita tutte le famiglie a collaborare serenamente con le scuole e ribadisce che al momento non ci sono elementi che giustifichino allarmismi di sorta. La lucidità è più che mai necessaria nelle situazioni di criticità”.

Shoah:svastica su casa deporta in FriuliA San Daniele. Sindaco, gesto spregevole.Condanna mondo politico

TRIESTE08 febbraio 202018:32

– Una svastica è comparsa ieri a San Daniele del Friuli (Udine) sulla casa dove visse Arianna Szorenyi che il 16 giugno 1944 fu deportata assieme ai familiari ad Auschwitz. Sul caso indaga la Digos. Disegnata con un pennarello nero accanto alla porta, è poi stata ricoperta con un cuore. Oggi pomeriggio nella cittadina dove il 30 gennaio lettere antisemite erano state recapitate a consiglieri di minoranza con la scritta: “Dopo 75 anni l’ebreo è sempre ebreo”, davanti all’abitazione di Szorenyi si è tenuta una manifestazione promossa dalle associazioni locali. Ferma condanna da parte del mondo politico. Dal presidente di Regione, Massimiliano Fedriga, che ha espresso “il proprio vivo rammarico per un gesto che ferisce” l’intera comunità regionale al sindaco di San Daniele, Pietro Valent, che ha parlato di “gesto spregevole” agli esponenti locali del Partito democratico. Condanna anche da parte di Giorgia Meloni, che chiede di combattere l’antisemitismo in maniera “compatta e e senza ambiguità”.

Prescrizione, nessun passo indietro da Conte né da Renzi L’Anm: ‘No allo stallo: riprendere la riforma del processo’

08 febbraio 202020:56

“La proposta dell’Anm era il blocco della prescrizione dopo la sentenza di condanna, una diversa modulazione e un trattamento differenziato per chi viene poi assolto in appello non ci sembra una soluzione irragionevole. Sui profili di legittimità costituzionale l’ultima parola sarà detta dalla Corte Costituzionale”, ma si deve superare “lo stallo” e “riprendere il processo di riforma del processo penale”. Così il segretario dell’Anm, Giuliano Caputo, a margine del congresso di Unicost, sintetizza la posizione dell’Associazione sul nuovo lodo sulla prescrizione. “Noi pensiamo che sia giusto, e che possa anche avere effetti positivi, il blocco della prescrizione, come in quasi in tutti gli altri ordinamenti. Ma la prescrizione è slegata rispetto alla durata dei processi, che è un’emergenza. Si è creato una sovrapposizione impropria che ha portato ad una situazione di stallo. Paradossalmente si sta discutendo di una legge dello Stato, entrata in vigore, e si è bloccata la riforma del processo”, ha aggiunto Caputo.”Non voteremo questo pasticcio. Se lo vogliono fare, ci caccino”. A dirlo, all’indirizzo del premier Giuseppe Conte, è il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in una intervista al Corriere della Sera a proposito dello scontro sulla prescrizione. “Non siamo isolati – assicura Renzi -, siamo garantisti. E anche se il premier sembra non capire la differenza tra giustizialismo e garantismo, per noi si tratta di un valore importante. Da un lato c’è Bonafede e purtroppo insieme con lui c’è quello che resta del riformismo del Pd. Dall’altro ci sono i penalisti, i magistrati, i garantisti insieme a secoli di civiltà giuridica italiana”. Alla domanda sul perché si voglia forzare sulla prescrizione in questa fase, l’ex premier risponde: “Forzare sulla prescrizione è oggettivamente assurdo in un momento nel quale abbiamo il coronavirus, l’incidente del Frecciarossa, il Pil negativo. E tuttavia la forzatura viene dai giustizialisti, non da noi. Noi non stiamo forzando: abbiamo solo chiesto di prenderci tempo con il lodo Annibali. Un anno per riflettere sulle soluzioni migliori e gli altri invece insistono sulla bandierina Bonafede. Capisco i Cinque Stelle che sono in una crisi spaventosa. Mi sfugge invece il motivo per cui il Pd debba ammainare la bandiera garantista dopo aver vinto in Emilia-Romagna grazie a un presidente riformista: ci saranno ragioni che io non conosco, ma è politicamente e logicamente inspiegabile”. Il nodo della prescrizione, aggiunge Renzi, “in Senato si può modificare, non restiamo a tutti i costi” ma “i nostri tre ministri fanno un lavoro importante, devono andare avanti”.

Mattarella: ‘Foibe sciagura nazionale, no al negazionismo’Giorno del ricordo, il presidente: ‘Ma oggi il vero avversario da battere sono l’indifferenza, il disinteresse e la noncuranza’

09 febbraio 202012:27

“Una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle Foibe. “Esistono ancora piccole sacche di deprecabile negazionismo militante”, sottolinea il capo dello Stato, secondo il quale “oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi”.”Il Giorno del ricordo (istituito con larghissima maggioranza dal Parlamento nel 2004, ndr) contribuisce – si legge nella dichiarazione di Mattarella – a farci rivivere una pagina tragica della nostra storia
recente, per molti anni ignorata, rimossa o addirittura negata: le terribili sofferenze che gli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia furono costretti a subire sotto l’occupazione dei comunisti jugoslavi. Queste terre, con i loro abitanti, alla fine della Seconda Guerra mondiale, conobbero la triste e dura sorte di passare, senza interruzioni, dalla dittatura del nazifascismo a quella del comunismo. Quest’ultima scatenò, in quelle regioni di confine, una persecuzione contro gli italiani, mascherata talvolta da rappresaglia per le angherie fasciste, ma che si risolse in vera e propria pulizia etnica, che colpì in modo feroce e generalizzato una popolazione inerme e incolpevole. La persecuzione, gli eccidi efferati di massa – culminati, ma non esauriti, nella cupa tragedia delle Foibe –
l’esodo forzato degli italiani dell’Istria della Venezia Giuliae della Dalmazia fanno parte a pieno titolo della storia del nostro Paese e dell’Europa”.”Si trattò di una sciagura nazionale – afferma Mattarella – alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo. Questa penosa circostanza pesò ancor più sulle spalle dei profughi che conobbero nella loro Madrepatria, accanto a grandi solidarietà, anche comportamenti non isolati di incomprensione, indifferenza e persino di odiosa ostilità. Si deve soprattutto alla lotta strenua degli esuli e dei loro discendenti se oggi, sia pure con lentezza e fatica, il triste capitolo delle Foibe e dell’esodo è uscito dal cono d’ombra ed è entrato a far parte della storia
nazionale, accettata e condivisa. Conquistando, doverosamente, la dignità della memoria.Esistono ancora piccole sacche di deprecabile negazionismo militante. Ma oggi il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi. Questi ci insegnano che l’odio la vendetta, la discriminazione, a qualunque titolo esercitati, germinano solo altro odio e violenza. Alle vittime di quella persecuzione, ai profughi, ai loro discendenti, rivolgo un pensiero commosso e partecipe. La loro angoscia e le loro sofferenze non dovranno essere mai dimenticate. Esse restano un monito perenne contro le ideologie e i regimi totalitari che, in nome della superiorità dello Stato, del partito o di un presunto e malinteso ideale, opprimono i cittadini, schiacciano le minoranze e negano i diritti fondamentali della persona. E ci rafforzano nei nostri propositi di difendere e rafforzare gli istituti della democrazia e di promuovere la pace e la collaborazione internazionale, che si fondano sul dialogo tra gli Stati e l’amicizia tra i popoli. In quelle stesse zone che furono, nella prima metà del Novecento, teatro di guerre e di fosche tragedie, oggi condividiamo, con i nostri vicini di Slovenia e Croazia, pace, amicizia e collaborazione, con il futuro in comune in Europa e nella comunità internazionale”, conclude il capo dello Stato.

Dacic, con Di Maio per rafforzare partnership Ministro: ‘Grazie Italia su Ue,riprendere dialogo Kosovo’

09 febbraio 202012:29

BELGRADO- La visita che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio farà lunedì a Belgrado sarà un'”ulteriore occasione per confermare gli ottimi rapporti tra Serbia e Italia in tutti i settori”. Lo ha detto il primo vicepremier e ministro degli Esteri serbo Ivica Dacic che, ringrazia l’Italia per il costante appoggio al processo di integrazione europea della Serbia, auspica un’accelerazione del processo negoziale con la Ue e ribadisce la richiesta a Pristina di abolizione dei dazi doganali anti-serbi, condizione per la ripresa del dialogo sul Kosovo interrotto da oltre un anno. “L’Italia è il primo Paese con il quale la Serbia ha concluso un accordo di partenariato strategico”, ha osservato Dacic sottolineando come la collaborazione economica sia in “costante aumento”. “L’Italia è tradizionalmente uno dei tre nostri maggiori partner economici, e uno dei principali investitori in Serbia”. E in questo settore, per Dacic, vi sono margini di ulteriore miglioramento, per accrescere ancora l’interscambio e migliorarlo sotto l’aspetto qualitativo. Rilevando come la partnership fra i due Paesi sia molto forte anche sul piano politico e nei forum internazionali, il ministro degli Esteri ha ringraziato “l’Italia e i suoi leader per il costante appoggio alle nostre aspirazioni di adesione all’Unione europea”. Dacic ha quindi detto di sperare che entro la fine dell’anno si possa organizzare a Belgrado una nuova riunione congiunta fra i due governi, la quarta, al fine di rafforzare il partenariato strategico fra i due Paesi. E un tale vertice a suo avviso sarebbe una ottima occasione per organizzare un Forum economico bilaterale con imprenditori e aziende italiane e serbe. Il capo della diplomazia serba ha al tempo stesso espresso insoddisfazione per la lentezza con cui procede a suo avviso il negoziato di adesione di Belgrado alla Ue. La Serbia, ha detto, “è pronta ad andare molto più velocemente verso l’ingresso nell’Unione, ma questo non dipende solo da noi”. “Lo scorso anno abbiamo aperto soltanto due capitoli negoziali, nonostante fossimo pronti ad aprirne di più, ma l’intero anno è stato segnato dal voto europeo e dalla successiva formazione delle istituzioni dell’Unione”, così che il tema dell’allargamento è rimasto in ombra. Dando un giudizio positivo sulla nuova metodologia annunciata da Bruxelles riguardo al processo negoziale, Dacic ha auspicato un rinnovato entusiasmo della Ue per la prospettiva di nuove adesioni. E su questo, ha osservato, “la nuova commissione europea, con le sue prime decisioni, infonde ottimismo”. Sulla spinosa questione del Kosovo, il ministro Dacic ha nuovamente invitato Pristina ad abolire i dazi doganali maggiorati del 100% imposti oltre un anno fa sulle merci serbe, creando in tal modo le condizioni per la ripresa del dialogo. “Questa decisione irrazionale di Pristina va abolita, per consentire la continuazione del dialogo”, ha detto il ministro che si aspetta dalla comunità internazionale pressioni sul nuovo governo kosovaro guidato da Albin Kurti per costringerlo a un comportamento responsabile. Per Dacic, sul Kosovo serve una soluzione “basata sul compromesso e non sull’imposizione, una soluzione che garantisca stabilità e una pace duratura nella nostra regione”.

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