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Ultimo aggiornamento 27 Aprile, 2020, 22:02:27 di Maurizio Barra

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DALLE 06:53 ALLE 22:02 DI LUNEDì 27 APRILE 2020

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Meloni, tanti italiani in difficoltà
Moltissimi non hanno preso stipendio, procedura cig troppo lunga
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27 aprile 2020
06:53
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“Oggi è il 27 del mese, quel giorno simbolico del pagamento dello stipendio. Moltissimi italiani non hanno preso lo stipendio il 27 marzo e moltissimi non hanno soldi da parte, anzi arrivano a mala pena a fine mese.
Moltissimi di loro non hanno visto un euro neppure oggi 27 aprile. Lo avevamo detto che le pratiche per la cassa integrazione erano troppo lunghe, non certo per fare un dispetto al Governo, ma perché era evidente a chiunque. Abbiamo proposto di dare subito, a tutti quelli che hanno perso la fonte di reddito e sono senza soldi, direttamente sul conto corrente 1000 euro. Ci hanno deriso. Abbiamo chiesto di togliere almeno tutte le lungaggini burocratiche per la cassa integrazione, ci hanno risposto di no. Oggi molti italiani sono in gravissima difficoltà. Il Governo spieghi a loro perché le misure messe in campo non hanno funzionato”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.
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Gelmini, su no a messa si rifletta
Non ci si preoccupi solo degli aspetti economici
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27 aprile 2020
10:37
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“Sì alla ‘corsetta’, sì alle librerie, sì al cibo da asporto, tutte cose giuste e legittime, per carità, ma in questo contesto il no alla messa stride terribilmente come una misura fuori luogo. Ognuno legge la realtà e la indirizza attraverso provvedimenti che sono, inevitabilmente, condizionati delle proprie sensibilità. Il governo evidentemente non ritiene la cura dell’anima prioritaria – e poco conta la parziale apertura di Palazzo Chigi dopo le durissime critiche da parte della Conferenza episcopale italiana – in un momento nel quale tutte le comunità necessitano di compiere un discernimento collettivo attorno a quanto è accaduto negli ultimi due mesi”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati che aggiunge: “Non dobbiamo preoccuparci solo degli aspetti economici della crisi, importantissimi e fondamentali per dare una prospettiva di speranza al Paese, ma anche dei risvolti psicologici e sociali”.
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Coronavirus:D’Incà,serve ancora pazienza
Virus esiste ancora
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27 aprile 2020
10:49
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“Noi abbiamo grandissima fiducia nei confronti dei concittadini, non abbiamo fiducia nei confronti del virus che esiste ancora, e tocca a noi, come Governo, avere la massima prudenza, io ringrazio i nostri concittadini che sono rimasti chiusi in casa per oltre 50 giorni consecutivi. Noi viviamo questo incubo da 66 giorni, dal 21 febbraio, stiamo finalmente vedendo all’orizzonte degli sprazzi di sereno, ma un ritorno delle nubi ci può essere sempre. Ecco perché chiediamo ancora pazienza e con moltissima umiltà ancora un po’ di sacrificio, perché riteniamo che tra quattro, cinque anni guarderemo a questo periodo, una volta concluso, non sul fatto di avere fatto una settimana in più o in meno di lockdown o di aspettare che il nostro negozio potesse aprire, ma sul fatto di aver sconfitto in pochissimo tempo questa malattia così grave”.
Lo ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà a Rtl 102,5.
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Zingaretti, Pd al lavoro per piano bimbi
Bisogna affrontare tema per ritorno bimbi a vita normale
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27 aprile 2020
11:42
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“Le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi sono stati i primi a subire le conseguenze del Coronavirus, con la chiusura delle scuole e la brusca interruzione dei loro normali percorsi di crescita e formazione.
Con il nuovo decreto del Presidente del Consiglio, il Governo ha indicato le prime regole e le prime scadenze per la ‘fase 2’.
Ora è necessario che questo percorso si arricchisca con un ‘Piano Infanzia’, un pacchetto di misure specifiche pensato sui bisogni dei più piccoli. Il Pd ci sta lavorando, ed è pronto a dare il proprio contributo: perché si riparta davvero, è fondamentale affrontare la grande questione di come riportare bambini e ragazzi a una vita il più possibile normale, già prima della riapertura delle scuole prevista per settembre”. Lo scrive su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti.
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Coronavirus: L’Italia verso la Fase 2 ok alle visite ai congiunti, compresi fidanzati e ‘affetti stabili’
Fontana: ‘Vanno chiarite molte cose’. Bellanova: ‘Ci aspettavamo più coraggio’
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27 aprile 2020
20:55
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L’Italia riparte con il decreto firmato dal premier Conte ma con prudenza e gradualità per evitare una ripresa dei contagi. Oggi riaprono i cantieri pubblici e le aziende votate all’export, ma la vera fase 2 scatterà il 4 maggio, con una maggiore libertà di movimento nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Solo allora riaprirà la maggior parte delle attività produttive, ma i negozi dovranno attendere il 18 maggio, parrucchieri ed estetisti l’inizio di giugno.
TUTTE LE NORME: Il nuovo Dpcm, aperture il 4, ancora stop viaggi tra regioni
Via libera a visite a familiari. I negozi riaprono il 18 maggio
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Chi si è trovato lontano da casa al momento del lockdown potrà farvi ritorno e si potrà far visita ai parenti ma senza essere in troppi. Gli spostamenti tra regioni andranno comunque giustificati. Dal 4 maggio bar e ristoranti potranno vendere cibo da asporto, riapriranno i parchi e si potrà fare sport anche lontano da casa. Mascherine obbligatorie su tutti i mezzi pubblici e ovunque non sia possibile rispettare il distanziamento. Le varie categorie stanno stilando protocolli ad hoc per garantire la sicurezza di personale e clienti. Ma Brusaferro (Iss) avverte: ‘Pronti a nuovi stop se i contagi risalgono’.
Questo il quadro del provvedimento
– EDILIZIA: ripartono le attività produttive e industriali prevalentemente votate all’export e i cantieri per carceri, scuole, presidi sanitari, case popolari e per la difesa dal dissesto idrogeologico. Al ministero delle Infrastrutture è stato firmato un protocollo che prevede un serie di precauzioni: misurazione della temperatura prima dell’accesso al cantiere, accesso contingentato a mense e spogliatoi, pulizia giornaliera e sanificazione periodica delle aree comuni. Sempre domani riparte il commercio all’ingrosso funzionale ai settori dell’export e all’edilizia.
– CANTIERI PRIVATI: Dal 4 maggio partono tutte le attività di manifattura, il commercio all’ingrosso e i cantieri privati. In attesa sarà possibile preparare gli ambienti di lavoro.
– TAKE AWAY – Dal 4 maggio sarà consentito andare a comprare cibo da asporto, da consumare a casa o in ufficio.
– SPORT: può ripartire l’attività motoria individuale anche distante da casa. Dal 4 maggio via libera anche ad allenamenti dei professionisti per le discipline individuali. Per gli sport di squadra l’orientamento è quello di attendere il 18.
– I PARCHI E GIARDINI PUBBLICI: riapriranno il 4 maggio. L’orientamento è di permettere che all’aperto possa stare vicino un numero molto limitato di persone se componenti di una stessa famiglia. Resteranno chiuse le aree per i bambini.
– NEGOZI E PARRUCCHIERI: Il commercio al dettaglio ripartirà il 18. L’obiettivo è evitare che ci siano orari di punta, prevedendo aperture e chiusure diverse fra le varie attività. Parrucchieri ed estetisti dovranno aspettare il primo giugno.
– RISTORANTI E MUSEI: I musei riaprono il 18 maggio. La data giusta per i ristoranti dovrebbe essere il primo giugno. La Federazione italiana pubblici esercizi ha approvato un protocollo che prevede: un metro di distanza tra i tavoli, porte di ingresso e uscita differenziate, pagamenti preferibilmente digitali al tavolo, pulizia e sanificazione.
– MEZZI PUBBLICI: Gli orari diversificati di apertura e chiusura delle attività imporrà una rimodulazione del servizio pubblico, che comunque dovrà essere potenziato nelle ore di punta.
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Le linee guida allo studio prevedono inoltre: termoscanner in tutte le stazioni e gli aeroporti, obbligo su tutti i mezzi di trasporto (dai treni alle navi, dagli aerei a bus e metro) distanziamento dei passeggeri, mascherine, biglietti sempre più elettronici, contingentamento degli accessi nelle stazioni e negli scali
– SPOSTAMENTI: dal 4 maggio sarà possibile far visita ai parenti, ma non saranno permesse le riunioni di famiglia. Ancora in ballo la decisone sull’autocertificazione per gli spostamenti nel comune. Resta il divieto di spostamento al di fuori della regione, “salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”
– FUNERALI: nessun via libera alle messe. Dal 4 maggio saranno permessi i funerali, ma con la sola presenza dei familiari del defunto, per un massimo di 15 persone.
– SCUOLA: Gli studenti non torneranno sui banchi fino a settembre. Il governo sta lavorando per definire le modalità per far svolgere “in presenza, ma in piena sicurezza” gli esami di Stato.
– REGIONI: qualche Regione, intanto, fa da sé. In Lombardia da mercoledì possono riaprire i mercati alimentari scoperti, il Veneto e le Marche permettono il take away per il cibo, mentre in Toscana da domani possono riaprire le aziende dei distretti tessili, in particolare quello di Prato, per la manutenzione dei macchinari. In Friuli Venezia Giulia, da domani, oltre al via ai take away, ci si potrà allontanare da casa per attività sportive e saranno possibili interventi di manutenzione sulle imbarcazioni. In Liguria via libera da domani a cibo da asporto, negozi di abbigliamento per bambini, toelettatura animali.
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“Nella fase successiva di lavoro il Comitato svilupperà un sistema integrato di raccomandazioni alla Presidenza del Consiglio riguardo alle priorità di interventi economico-sociali del Paese per la Fase 2”. E’ quanto si legge nel comunicato della Task force guidata da Vittorio Colao, spiegando che il comitato ripartirà “questa settimana” con approfondimenti “con il mondo produttivo, economico e sociale per tracciare la mappa di esigenze e opportunità del piano di Fase 2″ anche per sostenibilità e modernizzazione del Paese”. La cosiddetta Fase 2 coinvolge per i soli “settori manifatturiero, delle costruzioni e dei servizi a supporto dell’impresa, circa 4,5 milioni di lavoratori e lavoratrici”. Lo si legge nel comunicato della Task Force guidata da Vittorio Colao.
Ma non mancano le polemiche. Il nodo delle scuole ma anche quello delle seconde case o ancora la questione delle messe, sono diversi i punti sui quali arrivano critiche alle misure messe in campo dal governo per la fase due. Oltre che quello dell’apertura alle visite ai soli ‘congiunti’, che provoca le critiche di Arcigay e non solo. Dubbi dai governatori ma anche da Iv che parla di ‘poco coraggio’ da parte dell’esecutivo.
Da una prima interpretazione del Dpcm in vigore dal prossimo 4 maggio, a quanto si apprende, con “congiunti” si intendono “parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili”. Le Faq, che saranno pubblicate nei prossimi giorni sul sito di Palazzo Chigi, chiariranno ulteriori dubbi interpretativi sul provvedimento.
La visita ai “congiunti” comprende anche i “fidanzati”. Lo ha chiarito la ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli a ‘La vita in diretta’. “I congiunti sono le persone con le quali si intrattengono rapporti affettivi stabili, compresi i fidanzati”, ha detto la ministra, puntualizzando comunque che “una dicitura così ampia richiede la responsabilità individuale”. Questo, comunque, aggiunge, esclude pranzi di famiglia: “ma singolarmente ci potremo rivedere”. “Dubito che ci sarà in un futuro abbastanza prossimo la possibilità di assembramento anche di natura famigliare”.
La De Micheli ha chiarito anche che “non si possono raggiungere le seconde case, tranne mi sembra di aver capito ci sia qualche presidente di Regione che lo sta ipotizzando, ma nell’ambito di questo dpcm non è possibile raggiungere le seconde case”.
“I congiunti? Sono anche i fidanzati. Sono chiaramente i familiari e ci sono anche i fidanzati all’interno. Chiaramente i congiunti così chiamati sono tutte le persone a cui vogliamo bene”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà a Sono le Venti, di Peter Gomez, in onda stasera alle 19:55 sul Nove. “Molte persone sono rimaste separate in questi mesi, è stato molto, molto difficile. A tutti gli italiani – aggiunge il ministro – va fatto un grande ringraziamento, perché hanno dimostrato di essere un popolo paziente, capace di riuscire a raggiungere un obiettivo importante, grazie al loro lavoro stiamo raggiungendo questa uscita dal lockdown, una fase due importante”
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In Veneto una nuova ordinanza consente da oggi l’attività motoria in tutto il territorio del Comune di residenza e viene consentito lo spostamento verso le seconde case o le barche.
“Il diffondersi di comportamenti irresponsabili, produrrebbe una ripresa forte del contagio e renderebbe inevitabile il ripristino immediato del divieto di mobilità. E’ evidente a tutti che se non c’è da parte di ogni singolo cittadino senso di responsabilità, si rischia di prolungare all’infinito l’emergenza e la sofferenza di tutti, soprattutto dei bambini”. Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, rivolge un appello alla responsabilità dei cittadini dopo aver verificato “oggi per strada un eccesso di persone senza mascherine, senza distanziamento sociale, con assembramenti pericolosi”. Oggi si è consentita la mobilità dalle 6,30 alle 8,30 e dalle 19 alle 22. “E’ stata una misura presa per dare respiro soprattutto alle famiglie con bambini. Ma e’ indispensabile ribadire che l’ordinanza vigente rende obbligatorio: uso delle mascherine; distanziamento sociale; mobilità solo nelle vicinanze della propria abitazione. Non è assolutamente consentita una mobilità senza limiti, non protetta, disordinata. Forze dell’ordine e polizie municipali, sono invitate a garantire il rispetto rigoroso dell’ordinanza”
Per la fase 2 “bisogna ancora cercare di limare un sacco le regole”, ha detto il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, commentando il nuovo provvedimento del Governo. Per Fontana, intervistato da Centocittà, su Rai Radio 1, “ancora non si è entrati nel merito di alcuni problemi che secondo me sono assolutamente fondamentali, come per esempio l’obbligatorietà o meno dell’uso delle mascherine, come faranno i genitori a tenere casa i riparo bambini se entrambi lavorano, essendo chiusi tutti gli asili nido e le scuole e anche presumibilmente i centri estivi”.
Sulle mascherine – ha detto ancora Fontana a SlyTg24 – “tenderei a ribadire l’obbligo” in una nuova ordinanza regionale “ma è chiaro che vorrei avere garanzie dalla Protezione Civile sulla fornitura delle mascherine per tutta la popolazione”. L’attuale ordinanza della Regione valida fino al 3 maggio prevede l’obbligo di coprirsi naso e bocca “ogniqualvolta ci si rechi fuori dall’abitazione”.
“Sulla scuola e su come le famiglie dovranno organizzarsi siamo delusi, non abbiamo ancora capito cosa succede, abbiamo chiesto un ulteriore incontro alla ministra Azzolina che mi auguro avvenga questa settimana, altrimenti dopo il cartellino giallo tiro fuori il cartellino rosso”. Così Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24. “Abbiamo capito che l’apertura delle scuole comporta un rischio evidente, ma vogliamo capire col governo quali saranno gli strumenti a sostegno delle famiglie e abbiamo bisogno di linee guida e risorse per riaprire i centri estivi”, ha aggiunto Bonaccini.
“Sulle messe, hanno ragione i vescovi: si facciano in sicurezza”. Lo ha scritto su Facebook Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, commentando le misure del nuovo Dpcm emanato ieri, e illustrato in conferenza stampa dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Penso che si potesse fin da subito – ha aggiunto Rossi – senza aspettare il 4 maggio, fare di più per le attività fisiche individuali all’aperto, per i bambini, per gli anziani e per tutti noi”. Inoltre, ha sottolineato il governatore, “se c’è l’obbligo delle mascherine spetta allo Stato garantirle e erogarle ai cittadini. Infine, si sarebbe potuto graduare le aperture regione per regione tenendo conto del quadro epidemiologico”.
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel discorso di ieri in cui ha illustrato le prime misure per la fase 2 non ha chiarito come “aiuteremo le famiglie i cui genitori potranno tornare a lavorare e dove ci sono bambini piccoli”. Lo ha sottolineato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel consueto video sulle sue pagine social. “Vi segnalo che a Milano ci sono 120 mila nuclei familiari con bambini fino a 14 anni. – ha aggiunto – Ecco non è chiaro come li aiuteremo e quello è importantissimo”.
E anche all’interno dello stesso governo arriva qualche voce critica. “Chi è lo Stato per decidere se andare a trovare un cugino e non la fidanzata? Queste norme sono incomprensibili”. Così il leader di Iv Matteo Renzi a Tgcom24 che annuncia: “Dirò la mia a Conte giovedì in aula al Senato”.
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“Questo decreto – aggiunge – non è che io lo posso cambiare come senatore: farei un bell’emendamento. Ma perché il premier ha scelto di fare un Dpcm e non un decreto legge? Se fosse così lo cambieremmo ma invece non è così”.
“Ci aspettavamo onestamente un’operazione più coraggiosa: si poteva, si doveva osare di più”, dice la ministra di Iv Teresa Bellanova.
Critiche anche dalla ministra Bonetti. “La parola assegno non è stata pronunciata durante la conferenza stampa, ma la parola assegno è la figura fondamentale e, dal mio punto di vista, irrinunciabile per la gestione di questa fase”. Lo ha detto la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti in una intervista a Radio Inblu riferendosi alla conferenza stampa del premier Conte. La ministra aveva ance espresso dubbi sulla questione delle messe.
Dal canto suo la ministra Bonetti sta lavorando ad un piano per supportare le amministrazioni che decideranno di riaprire gli spazi pubblici e le aree giochi. Attrezzare nei parchi anche ‘aree di gioco e svago per giochi individuali’. Ovvero abituare i bambini nei parchi a nuove modalità ludiche anche volte ad apprendere ‘le regole necessarie per costruire una nuova vita di comunità e di relazione, in osservanza delle vigenti regole di distanza e di igiene’. Per la realizzazione di questo obiettivo, il ministero metterà a disposizione 35 milioni di euro.
“Che fine ha fatto il Piano Colao per le riaperture? Il Governo l’ha ignorato? Settimane di riunioni della task force ma nessuna soluzione applicata per luoghi di culto, bar e ristoranti, asili e centri estivi, seconde case, negozi. A rischio i diritti e la sopravvivenza economica”, lo scrive su twitter il deputato di Iv Michele Anzaldi.
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Giornali pirata su Telegram, danni all’editoria per 250 milioni
Indaga la procura di Bari per riciclaggio, ricettazione, violazione del diritto d’autore
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BARI
27 aprile 2020
16:38
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Migliaia di riviste, giornali e libri sarebbero stati illecitamente diffusi attraverso almeno 17 canali Telegram arrecando un danno all’editoria da 670mila euro al giorno, corrispondenti a circa 250 milioni di euro all’anno. E’ l’ipotesi della Procura di Bari che ha disposto un sequestro preventivo di urgenza per i reati di riciclaggio, ricettazione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, furto e violazione della legge sul diritto d’autore.
Il provvedimento riguarda persone in corso di identificazione le quali, “in concorso tra loro – spiega la Procura – introducendosi nei sistemi informatici di numerose società editrici di riviste, giornali e libri protetti da misure di sicurezza, hanno sottratto migliaia di file in formato Pdf dei predetti beni tutelati dal diritto di autore riversandoli illecitamente su numerosi canali della piattaforma di messaggistica istantanea denominata Telegram, permettendo così una tanto capillare quanto abusiva diffusione in chiaro di migliaia di riviste, giornali e libri”.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, è stata avviata dopo la denuncia della Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) su questo fenomeno di pirateria digitale presentata il 10 aprile all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom). “Le indagini – aggiunge la Procura di Bari – proseguono per ricostruire l’illecito giro di affari e individuare gli autori del reato nonché le responsabilità penali delle società coinvolte”.
Gli utenti iscritti ai canali in argomento sarebbero circa 580 mila, in aumento nel periodo di diffusione del virus Covid-19, e con un incremento dell’88% delle testate diffuse illecitamente”.
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Santelli,Governo responsabile Fase 2
“Rischio grave compromissione misure contenimento Regioni Sud”
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27 aprile 2020
12:14
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“Dal governo via libera ad un nuovo esodo verso Sud. La dichiarazione di principio che fa divieto degli spostamenti interregionali viene smentita dalla norma di chiusura che consente il ritorno nel proprio domicilio, abitazione o residenza. Tradotto un ‘liberi tutti’ che va oltre i casi specifici. Il governo si assuma in pieno la responsabilità di un nuovo esodo verso Sud e dell’eventuale aumento di contagi che potrebbe derivarne”. Lo afferma Jole Santelli, presidente della Regione Calabria in relazione alle nuove disposizione sulla fase 2.
“Le misure di contenimento attuate dalle Regioni del Sud – prosegue Santelli – possono essere gravemente compromesse da questa decisione di autorizzare ritorni in massa da zone ancora con altissimi numeri di contagio. È la terza volta che questo accade e le altre due volte le regioni sono state lasciate sole nella gestione dei ritorni. Ora il Presidente Conte e il governo si assumano la responsabilità delle loro scelte e adottino le precauzioni necessarie”.
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Conte alle 17 incontra Forum Famiglie
Al centro misure economiche e sociali dei prossimi decreti
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27 aprile 2020
12:36
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Alle 17, a quanto si apprende, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte incontrerà il presidente nazionale del Forum Famiglie, Gianluigi De Palo. Al centro dell’incontro le misure economiche e sociali da mettere in campo per le famiglie nei prossimi decreti.
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Mattarella, vicinanza a Polizia
Profonda tristezza per notizia decesso
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27 aprile 2020
12:46
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“Con profonda tristezza ho appreso la notizia del decesso in servizio dell’Agente scelto Pasquale Apicella nel corso di un intervento per fermare i responsabili di un tentativo di furto presso un istituto bancario di Napoli.
Nell’esprimere a lei e alla Ps la mia solidale vicinanza, la prego di far pervenire ai familiari le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio e all’Assistente Capo Salvatore Colucci, rimasto ferito nell’intervento, gli auguri di pronto ristabilimento”. Così Mattarella, in un messaggio al Capo della Polizia Franco Gabrielli.
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Renzi, su fase 2 norme incomprensibili
Dirò la mia a Conte giovedì in Senato
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
27 aprile 2020
12:54
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“Chi è lo Stato per decidere se andare a trovare un cugino e non la fidanzata? Queste norme sono incomprensibili”. Così il leader di Iv Matteo Renzi a Tgcom24 che annuncia: “Dirò la mia a Conte giovedì in aula al Senato”.
“Questo decreto – aggiunge – non è che io lo posso cambiare come senatore: farei un bell’emendamento. Ma perché il premier ha scelto di fare un Dpcm e non un decreto legge? Se fosse così lo cambieremmo ma invece non è così”. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DI ECONOMIA ACQUISTA SU AMAZON

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Coronavirus: sindaco Olbia, Dpcm da impu
Conte non ha sentito Conferenza Stato-Regioni.Solinas intervenga
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OLBIA
27 aprile 2020
14:38
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Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, va contro il decreto firmato ieri a tarda sera dal premier Giuseppe Conte e attacca: “È impugnabile, per emetterlo avrebbe dovuto sentire la Conferenza Stato-Regioni e invece ha sentito solo il presidente Stefano Bonaccini”. E sollecita l’intervento del governatore della Sardegna Christian Solinas per fare valere lo Statuto speciale. “Chiedo al governatore Christian Solinas di farsi coraggio e chiedere risposte immediate al riguardo – dice Nizzi – ci liberi, noi saremo con lui”. Metodo a parte, il sindaco di Olbia critica il provvedimento nel merito e teme che il protrarsi delle restrizioni “porti la gente alla fame e all’esasperazione – spiega – la disobbedienza civile minacciata da alcuni non è un’ipotesi, ma famiglie e aziende non ce la fanno più”.
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Fase 2: polemica sulla apertura ai soli ‘congiunti’. Arcigay insorge
Renzi: ‘Chi è lo Stato per decidere se andare a trovare un cugino e non la fidanzata? Queste norme sono incomprensibili’
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BOLOGNA
27 aprile 2020
14:47
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Tra le polemiche della fase due una riguarda anche la possibilità di incontrare i parenti.
“Chi è lo Stato per decidere se andare a trovare un cugino e non la fidanzata? Queste norme sono incomprensibili”. Così il leader di Iv Matteo Renzi a Tgcom24 che annuncia: “Dirò la mia a Conte giovedì in aula al Senato”.
“Non condivido la scelta di limitare le visite in sicurezza ai soli congiunti, perché non tiene conto della pluralità delle esperienze e degli affetti”, dice la senatrice del Pd, Monica Cirinnà. “Esistono relazioni significative che vanno al di là dei legami giuridici e di sangue, e relazioni che attraversano i confini delle Regioni: penso innanzitutto alla situazione di alcune famiglie separate, alla condizione delle coppie non conviventi o delle famiglie arcobaleno non riconosciute, ma anche ai tanti legami di affetto tra persone sole, che vengono ignorati dal decreto”, prosegue.
“Il fatto che l’allentamento delle restrizioni sulle relazioni sociali sia circoscritto alla definizione di ‘congiunti’, che nei nostri codici è riferita inequivocabilmente alla dimensione formale della parentela, di sangue o acquisita, rappresenta un inedito e inaccettabile intervento dello Stato nella definizione della gerarchia degli affetti”, attaccaGabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, commenta le ultime disposizioni sulla ‘fase 2’.
Arcigay condivide “la prudenza con cui ci sia avvia al superamento del lockdown della fase 1” ma alcune disposizioni “lasciano sconcertati”. Un intervento “inaccettabile”, sottolinea Piazzoni è in particolare quello riferito alle possibili visite ai ‘congiunti’, “che taglia fuori ciò che lo Stato non vede o non riconosce, come ad esempio i genitori sociali non ancora riconosciuti all’interno delle famiglie omogenitoriali o le relazioni elettive che in alcuni casi sostituiscono addirittura quelle determinate dai legami biologici”. Le disposizioni “ci lasciano sconcertati”, aggiunge.
Arcigay rivendica “con forza e senza disponibilità ad alcuna trattativa sul tema, una definizione di famiglia plurale e sociale, che sia in grado di includere tutte le formazioni elettive che costituiscono la rete di sostegno reale di tutte le persone, in primis le persone lgbti”.
“Benissimo che il Governo normi in maniera stringente e prudente la quantità di contatti e la modalità con cui essi debbano avvenire – precisa Piazzoni – cioè mantenendo la distanza prescritta e indossando gli appositi ausili. Ma nessun Governo può indicarci chi incontrare e chi no”.
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Quasi 11 mln al Tg1 per diretta di Conte
Ascolti alti per le comunicazioni del presidente del Consiglio
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27 aprile 2020
15:11
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Ha fatto volare gli ascolti dell’edizione delle 20 dei telegiornali la conferenza in diretta, dalle 20.20 alle 20.55, del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla Fase 2 dell’emergenza Coronavirus. Al top il Tg1 che ha avuto 10.674.000 spettatori (share 35,3%) su Rai1. Il Tg5 è stato seguito da 6.744.000 (share 21.9%) su Canale 5 e il TgLa7 ha avuto 1.609.000 (share 5.3%) su La7.
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Scarcerazioni dei boss, le norme nel dl Aprile
O in provvedimento che differisce riforma intercettazioni
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27 aprile 2020
17:59
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Dovrebbe andare nel dl Aprile la norma per contenere le scarcerazioni dei boss, disposte dai magistrati di sorveglianza per ragioni di salute, che mira a un maggior coinvolgimento nelle decisioni della Direzione nazionale antimafia e nelle Direzione distrettuali, a cui sta lavorando il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede con la Commissione parlamentare antimafia. Un’altra via possibile sarebbe l’inserimento in un provvedimento ad hoc, che conterrebbe anche la proroga dell’entrata in vigore della riforma delle intercettazioni.
“Accogliendo la proposta venuta anche dal Pd, il Presidente Morra ha convocato per dopodomani la Commissione Antimafia, per esaminare la situazione legata alle scarcerazioni di alcuni boss mafiosi, che tanto sconcerto e preoccupazioni hanno creato. In Commissione Antimafia e in Parlamento lavoreremo per sostenere una proposta chiara: quella di coinvolgere da subito, nella definizione dei provvedimenti dei magistrati di sorveglianza su detenuti al 41 bis, la Procura e la Direzione Nazionale Antimafia. Questo può essere già fatto con un prossimo decreto, come ha ipotizzato il Ministro della Giustizia. Vogliamo evitare che pericolosi detenuti per il 41 bis, con collegamenti con la criminalità organizzata, possano uscire, e vogliamo porre fine a volgari speculazioni come quelle di Salvini”. Così in una nota Franco Mirabelli, capogruppo dem in commissione Antimafia e Walter Verini, responsabile Giustizia nella segreteria nazionale del Pd.
Maria Falcone, su boss scarcerati inefficienze gravi – “È grande la preoccupazione che l’emergenza Coronavirus possa essere sfruttata dai boss per uscire dal carcere e vedere commutata la loro condanna in detenzione domiciliare. Ovviamente non è in discussione la libertà dei magistrati di sorveglianza di prendere le loro decisioni, sicuramente sempre dettate dal rispetto delle norme e della civiltà giuridica. Il timore è piuttosto che a rendersi complici dei criminali siano le inefficienze burocratiche e il mancato coordinamento tra i centri decisionali. Inefficienze che potrebbero avere conseguenze gravi non solo nei casi dei capi mafia al carcere duro ma anche per i detenuti mafiosi in alta sicurezza. Se ci sono falle nel sistema, vanno immediatamente trovati i rimedi”. Lo dice Maria Falcone, presidente della Fondazione Giovanni Falcone, intervenendo sulle recenti scarcerazioni di detenuti per reati di mafia.
Don Ciotti, sono inaccettabili – “Che le mafie siano pronte a trarre profitto dalla crisi socio-economica non prodotta ma certo aggravata dall’emergenza sanitaria, lo denunciamo da tempo. Ma che sia lo Stato stesso a offrire loro opportunità di ricchezza e potere è davvero inaccettabile. Sì, perché va in questa direzione anche il permesso concesso ad alcuni boss mafiosi di commutare il regime carcerario del 41-bis in arresto domiciliare”.Lo sottolinea don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che chiede perciò di “porre al più presto rimedio al provvedimento scellerato che trasforma la detenzione al 41-bis dei boss mafiosi in arresti domiciliari”.
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Cav, irragionevole vietare le messe
Inutilmente persecutorio continuare a mantenere il divieto
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27 aprile 2020
15:27
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“Non ci siamo mai opposti alle più severe misure di lockdown, per quanto consapevoli del gravissimo prezzo che esse hanno comportato per il sistema produttivo ma anche per la libertà stessa dei cittadini. Ora però che il governo ritiene che vi siano le condizioni per riaprire molte attività lavorative, mi pare irragionevole e addirittura inutilmente persecutorio mantenere il divieto alle cerimonie religiose”. Lo afferma il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi.
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Fase 2: la ministra per la Famiglia ha un piano, nei parchi aree giochi individuali
A disposizione delle amministrazioni che riapriranno gli spazi pubblici 35 milioni di euro
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27 aprile 2020
16:12
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Attrezzare nei parchi anche ‘aree di gioco e svago per giochi individuali’. Ovvero abituare i bambini nei parchi a nuove modalità ludiche anche volte ad apprendere ‘le regole necessarie per costruire una nuova vita di comunità e di relazione, in osservanza delle vigenti regole di distanza e di igiene’. E’ quanto prevede il piano della ministra per le pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti per tutelare il diritto alla salute, al gioco e all’attività motoria dei più piccoli.
Le finalità dell’iniziativa – viene spiegato nel rapporto del ministro – si concretizzano, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa sanitaria, “nell’accesso per bambini e giovanissimi a parchi e ville pubbliche e nella facoltà di attrezzare aree di gioco e svago in disuso anche per giochi individuali e utilizzare i cambiamenti sociali in atto per insegnare ai bambini e ai giovani, attraverso il gioco, le regole necessarie per costruire una nuova vita di comunità e di relazione, in osservanza delle vigenti regole di distanza e di igiene”.
L’iniziativa – ricorda il ministro – è appoggiata da molti esperti d’infanzia e adolescenza e da tanti amministratori locali. La road map prevede di elaborare specifiche linee guida, redatte da pediatri e pedagogisti, e di proporre alle singole amministrazioni comunali di sperimentare, nella maniera più sicura ma anche creativa e coraggiosa, la riapertura delle aree gioco e degli spazi pubblici. Tale iniziativa del Ministro si concretizzerà nella pubblicazione di due avvisi pubblici: “Educhiamo” e “Giochiamo” per i quali sono a disposizione 35 milioni di euro.
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Mattarella, scuole chiuse sono ferita
Evento drammatico mai avvenuto prima, qualcosa di epocale
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27 aprile 2020
15:48
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“Siamo di fronte a un evento eccezionale che tocca la vita di più di otto milioni di ragazze e ragazzi italiani. E di centinaia di milioni di studenti nel mondo. Qualcosa di incredibile, mai avvenuto prima, nella storia dell’istruzione. Un evento drammatico, che possiamo ben definire epocale. Le scuole chiuse sono una ferita per tutti. Ma, anzitutto per voi, ragazzi; per i vostri insegnanti; per tutti coloro che, giorno per giorno, partecipano alla vita di queste comunità”. Lo afferma il presidente Sergio Mattarella, per “# maestri”, nuovo programma di Rai Cultura
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Il Presidente Mattarella ha poi sottolineato che le scuole riapriranno soltanto quando in sicurezza, lo die alle 15:50.
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Ecco quanto ha detto Mattarella:

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“Care ragazze, cari ragazzi, mi rivolgo a voi in una circostanza che nessuno avrebbe immaginato. L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha sconvolto, in poche settimane, le nostre vite. Oltre all’angoscia per i lutti dobbiamo confrontarci con regole che cambiano drasticamente tante abitudini. Anche la vostra vita è, improvvisamente, cambiata. Le scuole di tutto il Paese sono state chiuse e lo rimarranno fino a quando il pericolo non sarà stato eliminato; e non sarà possibile riaprirle in sicurezza”. Lo afferma il presidente Sergio Mattarella in un videomessaggio.
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IL VIDEO:“Siamo di fronte a un evento eccezionale che tocca la vita di più di otto milioni di ragazze e ragazzi italiani. E di centinaia di milioni di studenti nel mondo. Qualcosa di incredibile, mai avvenuto prima, nella storia dell’istruzione. Un evento drammatico, che possiamo ben definire epocale. Le scuole chiuse sono una ferita per tutti. Ma, anzitutto per voi, ragazzi; per i vostri insegnanti; per tutti coloro che, giorno per giorno, partecipano alla vita di queste comunità”,  afferma Mattarella, per “# maestri”, nuovo programma di Rai Cultura.

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Coronavirus, Conte a Milano: “Non è un governo materialista, rammarico per la Cei”
E’ la prima visita del premier in Lombardia dall’inizio della crisi Covid-19
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27 aprile 2020
21:03
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“Tutti speravano di tornare presto alla normalità ma non ci sono le condizioni per tornare alla normalità, ce lo dobbiamo dire in modo chiaro e forte”: è quanto ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Milano.
Conte è arrivato con la mascherina in Prefettura a Milano. Poi si recherà anche a Bergamo e a Brescia.
E’ la prima visita di Conte in Lombardia dall’inizio della crisi Covid-19. “La mia presenza qui avrebbe creato intralcio nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria”, ha spiegato Conte.
“Dispiace molto perché questo governo rispetta tutti i principi costituzionali. Dispiace di creare un comprensibile rammarico della Cei. Ci siamo anche sentiti con il presidente Bassetti, non c’è un atteggiamento materialista da parte del governo, nessuna mancanza di sensibilità. C’è sì, una certa rigidità del Cts anche sulla base della letteratura scientifica che loro hanno a disposizione sui contagi”, ha detto Conte.
“Lavoreremo per definire un protocollo di massima sicurezza per garantire a tutti i fedeli di parteicipare alle celebrazioni liturgiche, contiamo di definire questo protocollo in pieno spirito di collaborazione con la Cei”, spiega in merito al nodo Messe il premier Giuseppe Conte parlando da Milano.
“Stiamo facendo tanti sacrifici, non è questo il momento di mollare, di un liberi tutti. Questo governo – ha aggiunto – non cerca consenso, vuole fare le cose giuste anche se ciò potrebbe scontentare i cittadini”.
“Non è questo il momento di mollare, questo governo non cerca il consenso ma di fare cose giuste, anche se questo deve scontentare un gran numero cittadini”: lo ha detto il presidente del Consiglio. “Abbiamo introdotto qualche allentamento ma è chiaro che non possiamo mollare in questa fase”, ha detto.
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“Lo preciseremo nelle faq, ma non significa che si può andare a casa di amici, a fare delle feste. Si andranno a trovare persone con cui ci sono rapporti di parentela o stabili relazioni affettive”, così Conte a Milano, dove ha ricordato che “un quarto dei contagiati è negli appartamenti”.
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Lega deposita mozione sfiducia Gualtieri
Primo firmatario Matteo Salvini
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27 aprile 2020
18:11
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La Lega ha appena depositato una mozione di sfiducia individuale al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, primo firmatario il segretario Matteo Salvini. La mozione sottoscritta dai parlamentari della Lega chiede le dimissioni del ministro, accusato di essersi sottratto al confronto parlamentare sul Mes e averlo approvato in sede europea, senza alcun scrutinio delle Camere.
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Gentiloni: Pil peggio crisi finanziaria
Commissario:’Pandemia ha peggiorato outlook, già fragile prima’
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BRUXELLES
27 aprile 2020
18:53
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La pandemia “ha cambiato l’outlook, che era già fragile prima, ma ora è chiaro che una profonda recessione in Ue è inevitabile quest’anno”: lo ha detto il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni in audizione alla commissione e con del Parlamento Ue.
“Presenteremo il 7 maggio le previsioni economiche”, “avremo una forte contrazione del Pil, peggiore di quella della crisi finanziaria”, e simile alla previsione del Fmi (-7,5% per la Ue), ha aggiunto.
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La conferenza stampa della Protezione Civile – DIRETTA
Torna a calare il numero dei malati, 290 meno di ieri
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27 aprile 2020
18:54:Sono 66.624 i guariti dal coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 1.696. L’aumento ieri era stato di 1.808. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile. Tornano a calare i malati per coronavirus. Sono complessivamente 105.814, 290 meno di ieri. L’incremento ieri era stato di 256 mentre sabato c’era stato un calo di 680 malati.
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Coronavirus, distributori di mascherine De Micheli ci sta lavorando
Arcuri trova l’accordo per fissare il prezzo delle mascherine a 50 centesimi
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27 aprile 2020
21:27
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Punti di distribuzione e vendita delle mascherine vicini ai luoghi di bigliettazione elettronica del trasporto pubblico locale. E’ l’ipotesi alla quale sta lavorando la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli che ha dichiarato in una trasmissione televisiva: “Stiamo provando a capire, soprattutto per le aziende più grandi di trasporto pubblico locale, se si possono immaginare dei punti di distribuzione e vendita delle mascherine vicine ai luoghi di bigliettazione elettronica. E’ un’ipotesi di lavoro per aiutare il più possibile le persone”. Senza mascherina sui mezzi pubblici “ci sarebbe l’obbligo di lasciare il passeggero a terra” ha aggiunto ricordando che “queste situazioni si sono già avute per altri mezzi di trasporto in passato, perché questo tipo di obbligo lo abbiamo introdotto per le compagnie aeree già da marzo. Ma sono sicura che dopo questo periodo di Covid tutti si metteranno” la mascherina.
L’ACCORDO SUL PREZZO DELLE MASCHERINE – Il Commissario straordinario Domenico Arcuri ha trovato un accordo con l’Ordine dei farmacisti, Federfarma e Assofarm riguardo alla cifra indicata dal governo per la vendita delle mascherine anticipata dal premier Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa di domenica sera. Il premier aveva auspicato la possibilità che venissero vendute a 50 centesimi cadauna per evitare speculazioni.
All’indomani della comunicazione di Conte la vicepresidente di Confcommercio, Donatella Prampolini ha sottolineato che “con le attuali dinamiche di mercato il prezzo massimo di 50 centesimi è una cifra che non sta nè in cielo nè in terra”. Le aziende hanno in carico le mascherine ad un prezzo maggiore e chiede di rivederla portandola almeno a 60 centesimi. “Altrimenti – dice- l’effetto immediato sarà che smetteremo di importarle. Intanto molte aziende hanno bloccato vendite e ordini”.
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L’accordo siglato da Arcuri prevede che alle farmacie che hanno acquistato mascherine e dispositivi di protezione ad un prezzo superiore ai 50 centesimi verrà garantito un “ristoro ed assicurate forniture aggiuntive tali da riportare la spesa sostenuta, per ogni singola mascherina, al di sotto del prezzo massimo deciso dal governo”.
Tutte le farmacie e le parafarmacie italiane “saranno messe in condizione dal commissario Arcuri – sottolinea una nota degli uffici del Commissario – di vendere a tutti i cittadini le mascherine chirurgiche al prezzo massimo di 0,50 euro, al netto dell’Iva”. A breve, inoltre, verrà firmato un ulteriore accordo che consentirà alle associazioni dei farmacisti di negoziare assieme al Commissario l’acquisizione di importanti quantitativi di mascherine ad un prezzo inferiore a quello massimo fissato dall’ordinanza. “Si garantisce, concretamente, il diritto alla salute di tutti i cittadini – conclude Arcuri – la possibilità di acquistare le mascherine ad un prezzo giusto, si blocca qualsiasi forma di speculazione, non si danneggiano i farmacisti che con spirito di servizio e sacrifici hanno svolto e continueranno a svolgere un ruolo importante nella gestione della epidemia”.
Inoltre nelle prossime settimane 660 milioni di mascherine chirurgiche saranno sul mercato italiano ad un prezzo medio di 38 centesimi di euro al pezzo. A produrle saranno cinque aziende italiane – la ‘Fab’, la ‘Marobe’, la ‘Mediberg’, la ‘Parmon’ e la ‘Veneta Distribuzione’ – che hanno già siglato i contratti con il commissario straordinario per l’emergenza. “Voglio ringraziare queste eccellenze italiane – dice Arcuri – che hanno mostrato una straordinaria disponibilità e un forte senso di responsabilità. Nessuno vende ad un prezzo superiore ai 50 centesimi”.
Si tratta, spiega ancora il commissario di un “primo importante passo”: si stanno infatti “contattando le altre 108 aziende italiane, incentivate grazie al ‘CuraItalia’, e a tutte loro sta giungendo la rassicurazione dagli uffici del Commissario che acquisteranno le loro mascherine via via che saranno collocate sul mercato”. L’aver fissato un prezzo fisso delle mascherine, aggiunge poi Arcuri, non significa che qualcuno dovrà produrre in perdita. “Nessuno dovrà rimetterci, a partire dalle imprese produttrici, dalle farmacie e dalle parafarmacie” ma “stiamo sconfiggendo i vergognosi episodi registrati negli ultimi mesi. Sulla salute non si specula”.
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Bianca Pitzorno, liberate gli over 70
Scrittrice tra firmatari dell’appello al governo e al Quirinale
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27 aprile 2020
19:32
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“Chiudere in casa gli anziani per proteggerli, a parte nei casi di gravi patologie, sarebbe una condanna a morte anzitempo”. La scrittrice Bianca Pitzorno – tra i firmatari dell’appello al governo e al presidente della Repubblica siglato da 122 intellettuali, scrittori e artisti over 70 per la libertà – invita a riflettere sulle contraddizioni con cui ha dovuto fare i conti il mondo della terza età nei giorni della pandemia.
“Chi avrebbe mai proibito a Rita Levi Montalcini di continuare a fare le sue ricerche?” dice la Pitzorno, una delle nostre maggiori autrici di libri per ragazzi che in Italia ha venduto complessivamente 2,5 milioni di copie e non ama essere messa in ”recinti” letterari. E aggiunge: “Da un lato ci vogliono far lavorare e prolungare la pensione fino a 70 anni e dall’altro già a 60 anni sei da buttare via e se mancano i posti in terapia intensiva sei il primo a essere chiuso a casa e arrivederci”.
“Ci sono tanti settantenni attivi, in buona salute, che hanno tanto da dire ai giovani. Impedirgli di uscire anche quando sarà possibile farlo per tutti gli altri, sarebbe davvero un’assurdità” dice l’autrice sarda de ‘L’incredibile storia di Lavinia’ e ‘Ascolta il mio cuore’. “Ma ci siamo resi conto – incalza la scrittrice che vive a Milano e la prossima estate compirà 78 anni – che il mondo è in mano ai vecchi? Il Papa, Trump, Putin, la Regina Elisabetta, la maggior parte dei potenti quanti anni hanno? A essere stato dato per morto è stato piuttosto il presidente della Corea del Nord Kim Jong-un che è un bambino in confronto a loro”.
L’appello firmato, tra gli altri da Massimo Cacciari, Carlo Ginzburg, Giorgio Agamben, Eugenio Borgna, Salvatore Natoli, Ginevra Bompiani, “vuole salvaguardare la salute, ma anche la dignità e libertà” degli over 70.
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“Sarebbe inaccettabile l’idea di restare barricati in casa con il divieto di uscire. Lo Stato non può togliermi la libertà a meno che non mi faccia un processo e mi condanni a un tot di tempo di reclusione”.
Bianca Pitzorno, per la quale la quarantena è cominciata da gennaio 2019, dopo un’intervento per una seconda protesi all’anca andato male, non si è mai fermata prima che le accadesse questa disavventura. “Sono semi prigioniera da un anno e 4 mesi. Con due stampelle riesco a uscire per la fisioterapia. E’ molto pesante. Quest’estate compio 78 anni, ma prima di questa disavventura stavo benissimo. Andavo da tutte le parti da sola, a fare presentazioni di libri. Appartengo a una famiglia di donne sarde molto longeve, ultracentenarie. Capisco ancora di più cosa vuol dire, in questo momento, essere costretti all’immobilità. Bisogna dimostrare, non con le percentuali, che gli anziani sono in condizioni fisiche peggiori di altri. Ci sono giovani più malconci di me. E poi? Tutte le altre malattie? Ho letto la storia di un malato di Sla a cui è stata tolta la fisioterapia. E la parte psicologica, la mente, non esiste?” dice la Pitzorno.
Proprio partendo dall’angoscia che sta provando nei giorni della reclusione milanese è nata alla giornalista e scrittrice Donatella Bisutti, che non è nuova a manifesti e iniziative di questo tipo, l’idea dell’appello degli over 70. “E’ un appello super partes, non ideologico. Volevo fosse un manifesto civile per la cultura, ma che servisse a tutti, anche a chi non è famoso. Ci sono tutte le professioni nel campo della cultura, dagli scrittori agli architetti ai giuristi, ci sono posizioni politiche diverse, da Comunione e Liberazione alla sinistra. Una rappresentazione a 360 gradi della cultura e delle varie posizioni politiche e ideologiche” spiega la Bisutti.
E la Pitzorno ricorda una conferenza del suo bisnonno che era medico, come suo padre e suo nonno, quando c’è stato il colera che in Sardegna ha più che decimato la popolazione. “Le cose suggerite erano le stesse di oggi: l’igiene, perché la cura non c’era, come adesso”.
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Dl aprile: verso lo slittamento della lotteria degli scontrini
Si sta ancora valutando se a ottobre 2020 o nel 2021
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27 aprile 2020
20:21
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Si va verso un nuovo rinvio della lotteria degli scontrini. Secondo quanto si apprende il governo dovrebbe introdurre nel decreto di aprile una proroga dell’obbligo generalizzato dell’invio degli scontrini elettronici da parte di tutti gli esercenti, con le relative sanzioni per chi non si adegua, che scatterebbe dal primo luglio, a cui era legata la lotteria. Si sta ancora valutando se rinviare a ottobre o al prossimo anno.

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