Ultimo aggiornamento 31 Agosto, 2020, 14:14:04 di Maurizio Barra
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L’ultima sfida di Musk, entrare nel cervello umano
L’impianto sui maiali funziona, ora sull’uomo entro fine anno
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29 agosto 2020
07:10
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Prima la scommessa dell’auto elettrica con la creazione di Tesla, poi la conquista dello spazio con la nascita di SpaceX. Ora l’ultima sfida di Elon Musk è forse quella più affascinante: entrare nel cervello umano. Per questo nel 2016 l’eccentrico guru della Silicon Valley ha voluto fondare Neuralink, una start up specializzata in neurotecnologie e intelligenza artificiale. Una società che ha l’obiettivo principale di sviluppare interfacce neurali impiantabili, congegni in grado di esplorare e studiare il cervello di un essere umano in modo del tutto nuovo, con potenzialità enormi soprattutto in campo medico e scientifico. La ‘brain-machine’ fin qui sviluppata ha le sembianze di un chip grande come una moneta: è senza fili e viene per ora sperimentata sui maiali.
Non a caso Musk nel presentare i risultati raggiunti ha parlato di ‘demo dei tre porcellini’. Una affascinante dimostrazione dal vivo per mostrare il funzionamento del dispositivo fin qui realizzato che, una volta impiantato, permette di osservare su di uno schermo le connessioni cerebrali dell’animale. Insomma, il cervello come finora nessuno lo aveva mai visto. La dimostrazione si è rivelata un successo, con i segnali cerebrali di Gertrude (così Musk ha chiamato un maiale a cui è stato impiantato da due mesi il chip) visibili in tempo reale. La scommessa è ora quella di arrivare a sperimentare questa tecnologia su di un essere umano entro la fine del 2020.
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Musk ha spiegato come Neuralink stia sviluppando in particolare dispositivi molto più piccoli e flessibili, dei filamenti fino a dieci volte più sottili di un capello. “Sarà come avere un FitBit nel cervello”, ha affermato il guru di Tesla e SpaceX, spiegando le possibili applicazioni sono un monitoraggio delle funzioni cerebrali fino ad oggi impossibile, ma anche il trattamento di lesioni e traumi cerebrali.
L’ambizione più grande però è arrivare un giorno a rendere possibile una vera e propria simbiosi tra intelligenza umana e intelligenza artificiale. Prototipi di questi congegni tecnologici sono stati già provati su almeno 19 differenti animali con una percentuale di successo degli esperimenti dell’87%. E già tra gli esperti e sui social c’è chi dipinge il miliardario-visionario della Silicon Valley, che ormai vanta una ricchezza personale di oltre 100 miliardi di dollari, non solo come il nuovo Steve Job ma persino come un novello Leonardo da Vinci, che con le sue intuizioni e le sue scommesse spesso spericolate sta contribuendo a traghettare il mondo nel futuro.
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TikTok: ByteDance seguirà nuove regole Cina su export
Ora per la vendita può esser necessario il via libera di Pechino
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PECHINO
31 agosto 2020
10:44
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ByteDance seguirà le nuove regole sull’export di alcune tecnologie sensibili definite dalla Cina nel mezzo dell’imminente vendita delle attività americane di TikTok, la sua app di mini video. In una nota, la compagnia ha detto di aver preso atto delle modifiche al regolamento sull’export e che “la società si atterrà rigorosamente” alle nuove indicazioni.
La stretta, resa nota venerdì dai ministeri del Commercio e della Tecnologia, è motivata dalla necessità di salvaguardare la sicurezza nazionale della Cina. Il via libera di Pechino, secondo gli analisti, è necessario ora per la vendita di TikTok.
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La Cina ha aggiornato l’elenco di tecnologie soggette a restrizioni all’esportazione per includere una serie di settori, dal riconoscimento vocale al design dei chip, nel primo aggiornamento fatto dal 2008: il via libera del ministero del Commercio è necessario per procedere all’export. Tra i target aggiuntivi anche “i servizi di informazione personalizzati sull’analisi dei dati”. TikTok usa un algoritmo di raccomandazione che sceglie i video da presentare agli utenti in base a una serie di fattori, dai filmati che hanno visto in precedenza alla loro posizione geografica.
Nel frattempo l’app si espande anche in Australia, pubblicizzando oltre 20 offerte di impiego a tempo pieno “per aiutare a sviluppare e promuovere il contenuto australiano. La piattaforma ha già uffici operanti in Asia, nelle Americhe e in Europa.
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Account videogiochi hackerati valgono 1 mld, traina Fortnite
Analisti, mercato illegale redditizio.Covid fa crescere domanda
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31 agosto 2020
12:19
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Fortnite, il popolare videogioco protagonista di una disputa con Apple, è al centro anche di un mercato illegale: quello degli account hackerati dei videogame, che nel complesso vale 1 miliardo di dollari all’anno. A dirlo è un rapporto degli analisti di Night Lion Security.
Ogni giorno sono decine di migliaia gli account di Fortnite rubati ai legittimi proprietari e venduti sul mercato nero. Ogni profilo è venduto in media a 200-250 dollari ma ce ne sono alcuni con “skin” – cioè personalizzazioni dell’avatar – di particolare valore, che fanno crescere il prezzo di un account fino a qualche migliaio di dollari.
E Fortnite, che conta 350 milioni di videogiocatori registrati nel mondo, non è l’unico videogame ricercato sul mercato nero degli account. Ad essere gettonati sono anche Minecraft, RuneScape e Roblox. Insieme, i quattro giochi danno vita a compravendite per 700 milioni di dollari.
Quelli dei videogame “sono tra gli account hackerati più redditizi sul mercato nero”, evidenziano gli esperti, secondo cui la compravendita di questi profili “si è evoluta in un’industria clandestina da un miliardo di dollari all’anno, con una sua catena di approvvigionamento perfettamente funzionante”.
In questo contesto “la pandemia di Covid-19 in corso sembra accelerare la richiesta di account, con le persone che non sono al lavoro e hanno tutto il tempo per usare i videogiochi”, evidenziano gli analisti, mentre gli sviluppatori dei videogame “ad oggi non hanno ancora avuto successo nel rallentare quest’economia sommersa, che agli hacker e ai venditori più bravi frutta entrate annuali a sei o sette cifre”.
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Immuni a 5,3mln download, 14% popolazione con smartphone
App promossa da Ministero Salute lanciata a giugno
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31 agosto 2020
13:04
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L’app Immuni registra ad oggi 5,3 milioni di download. In base a questi numeri, secondo quanto si apprende, l’applicazione sarebbe quindi stata scaricata dal 14% della popolazione che ha uno smartphone e lo usa regolarmente
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Covid-19:Huawei-Voicewise sperimentano diagnosi tramite voce
Si identifica l’infezione grazie all’intelligenza artificiale
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31 agosto 2020
13:08
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Huawei e Voicewise, spin-off dell’Università di Roma Tor Vergata, hanno avviato il progetto pilota di ricerca dei biomarcatori della voce per l’infezione da Covid-19 tramite l’intelligenza artificiale.
Lo studio clinico – si legge in una nota – nasce con l’obiettivo di verificare la possibilità di identificare l’infezione Covid-19 attraverso l’analisi di campioni di voce, mediante algoritmi di intelligenza artificiale sviluppati da Voicewise. Tale analisi è volta anche a “misurare” il livello di gravità dell’infezione oltre che a monitorarne il decorso, anche nella fase di guarigione successiva alla dimissione dall’ospedale o nei pazienti in isolamento domiciliare.
La sperimentazione clinica per diagnosticare e monitorare l’infezione è stata attivata all’Ospedale dei Castelli di Roma, al Parco Tecnologico Technoscience di Latina e al Policlinico Fondazione San Matteo di Pavia.
A sostegno del progetto, Huawei Italia ha fornito i dispositivi mobili necessari per la sperimentazione. Gli smartphone e i tablet Huawei sono infatti gli strumenti per permettere, attraverso l’utilizzo della web app sviluppata da Voicewise, di registrare e acquisire le voci dei pazienti nei reparti Covid in modo agile e da remoto, eliminando ogni rischio di contatto con il paziente. ACQUISTA SU AMAZON
