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BARCELLONA: CONTINUANO NOTTI VIOLENTE: è LA TERZA CONSECUTIVA – VIDEO

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BARCELLONA: CONTINUANO NOTTI VIOLENTE

A BARCELLONA CONTINUANO LE NOTTI VIOLENTE DA PARTE DEGLI INDIPENDENTISTI O UNIONISTI DOPO LA CONDANNA DEI LORO LEADERS, SCONTRI ANCHE A GIRONA

AGGIORNAMENTO IN “MONDO” DELLE 02:33 DIGIOVEDì 17 OTTOBRE 2019

BARCELLONA: CONTINUANO NOTTI VIOLENTE

Terza notte di violenti scontri in Catalogna, in particolare a Barcellona e a Girona, dopo la condanna al carcere dei leader indipendentisti. Nel capoluogo i manifestanti hanno eretto barricate in strada, dato fuoco ad alcune auto e lanciato oggetti contro la polizia che ha risposto con cariche e lancio di lacrimogeni, riporta il sito di La Vanguardia.

BARCELLONA: CONTINUANO NOTTI VIOLENTE

La sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha affermato che al momento in città ci sono 40 focolai di incendi.
Oriol Junqueras, ex numero due del governo della Catalogna e uno dei leader indipendentisti condannati per il tentativo di secessione nel 2017, lancia un appello via Twitter a non cedere alle violenze che stanno scuotendo la regione e Barcellona dal giorno della sentenza. “Dobbiamo restare mobilitati ma respingendo la violenza da qualunque parte essa provenga”, ha scritto sul suo profilo.
“Non abbiamo bisogno della violenza per vincere, è lo Stato che ne ha bisogno per sconfiggerci.  Mobilitazione e non violenza”. Lo scrive su Twitter l’ex presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, condannando le violenze in atto in diverse città catalane dopo la sentenza della Corte suprema spagnola con pene fino a 13 anni di carcere per altri 9 leader indipendentisti.
Puigdemont era fuggito in Belgio dopo il tentativo di secessione dalla Spagna nel 2017 e ora è oggetto di un mandato di arresto internazionale con l’accusa di ‘sedizione’ e ‘appropriazione indebita’, le stesse accuse che hanno portato alla condanna degli altri leader.

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DI MARTEDì 11 SETTEMBRE 2018

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Catalogna: 1 milione invadono Barcellona
Per tradizionale Diada. Ma sindaca Colau non partecipa: divisivo

Brasile: Haddad candidato al posto LulaAnnuncio ufficiale del Partito dei Lavoratori

Orban: Weber, nel Ppe libertà di voto’Io personalmente voterò per attivare articolo 7′

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Un milione. Tanti sono scesi oggi in piazza a Barcellona, cogliendo l’occasione annuale della ‘Diada’ per tornare a chiedere l’indipendenza della Catalogna. I numeri sono stati forniti dalla stessa polizia, superando di oltre il doppio le stime degli stessi organizzatori, che parlavano di 440-460 mila manifestanti. Un milione, come era accaduto anche lo scorso anno, con la differenza, rispetto ad allora, che l’indipendentismo, che divide il popolo catalano in due, da quasi un anno è stato sconfitto sul piano giudiziario, è politicamente tenuto sotto controllo, con i suoi dirigenti in carcere o in esilio, come l’ex ‘president’ Carles Puigdemont.
Una divisione alla quale la sindaca di Barcellona, Ada Colau, si è opposta, non partecipando né alla manifestazione, né alla deposizione di fiori sul monumento dell’eroe-simbolo del ‘catalanismo’, Rafael Casanova. Ma oggi il milione di manifestanti ha riempito sei chilometri del Diagonal, il viale più largo di Barcellona, in una nuova prova di forza.
– SAN PAOLO

– Il comitato esecutivo del Partito dei Lavoratori (Pt) brasiliano ha proclamato oggi Fernando Haddad il suo nuovo candidato alla presidenza, in sostituzione di Luiz Inacio Lula da Silva, la cui candidatura è stata bocciata dalle autorità elettorali. “E’ una decisione storica, presa all’unanimità da tutto l’esecutivo, che appoggia il compagno Fernando Haddad e Manuela (d’Avila) come sua vice”, ha detto il segretario nazionale del Pt, Alex Lima, al termine della riunione dell’organismo.
La decisione è stata adottata durante una riunione straordinaria dell’esecutivo del partito a Curitiba, città dove dallo scorso aprile Lula sconta una pena di 12 anni per corruzione e riciclaggio, a causa della quale il Tribunale Supremo Elettorale (Tse) ha bocciato la sua candidatura alla presidenza.
– STRASBURGO

– “Non abbiamo raggiunto un compromesso nei popolari sull’Ungheria ed è per questa ragione che domani nel Ppe ci sarà libertà di voto sull’articolo 7”. Lo ha annunciato in serata il leader del Ppe Manfred Weber. “Da parte mia voterò a favore dell’attivazione dell’articolo 7”, ha proseguito Weber. “Se c’è volontà al compromesso da parte dell’Ungheria, allora possiamo continuare con il dialogo, ma oggi in plenaria non ho visto questa volontà da parte del primo ministro ungherese di contribuire a una soluzione”.   [print-me title=”STAMPA”]