Aggiornamenti, ECONOMIA, Notizie, Ultim'ora

ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

Tempo di lettura: 8 minuti

ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

DALLE 11:34 ALLE 23:17

DI GIOVEDì 27 DICEMBRE 2018

ECONOMIA TUTTE LE NOTIZIE

Juventus:debutto sprint su Ftse Mib, +5%
Insieme ad Amplifon ha preso posto di Mediaset e Mediolanum

27 dicembre 201811:34

– Debutto sprint per Juventus (+5,71% a 1,11 euro) e Amplifon (+4,02% a 13,96 euro) sul paniere dell’indice Ftse Mib di Piazza Affari. I due titoli prendono da oggi il posto di Mediaset (+0,04%) e Banca Mediolanum (-3,49% a 4,92 euro). Per effetto della revisione dell’indice i nuovi componenti del paniere vengono automaticamente acquistati dai fondi Etf, che replicano la composizione e l’andamento degli indici di Borsa, che cedono invece i titoli che non ne fanno più parte. L’appartenenza ad un paniere di Borsa piuttosto che a un altro condiziona anche gli acquisti dei grandi fondi di investimento e determina movimenti anomali per i titoli interessati. Fanno parte della riserva del paniere Ftse Mib, oltre alle fuoriuscite Mediaset e Mediolanum, anche Hera e Cerved Group.
Assogestioni: raccolta novembre -4 mldComplice incertezza mercati. Da inizio anno saldo +9 miliardi

27 dicembre 201812:15

– Novembre in flessione per 4 miliardi per il risparmio gestito, complici le condizioni di incertezza sui mercati. Il saldo della raccolta netta da inizio anno, secondo la mappa mensile di Assogestioni, si mantiene positivo per circa 9 miliardi. Segnano deflussi le gestioni collettive (-3,3 miliardi ) e le gestioni di portafoglio (-757 milioni). Tra i fondi aperti, le sottoscrizioni si sono indirizzate verso i monetari (+580 milioni) e i bilanciati (+122 milioni).
Il patrimonio gestito si mantiene stabile a 2.021 miliardi di euro. Il 51% degli asset è investito nelle gestioni collettive (1.024 miliardi), il restante 49% è impiegato nei mandati (997 miliardi).
Borsa: Milano giù con Saipem e TimScivolone Carige dopo mancato aumento, Spread scende sotto i 260

27 dicembre 201813:30

– Piazza Affari si conferma debole a metà seduta (Ftse Mib -1,4%) penalizzata da Saipem (-3%), con il greggio in calo a 45,4 dollari, che frena parzialmente anche Eni (-0,9%). Sotto pressione Tim (-3,24%), Ferrari (-3,22%), da cui lo scorso novembre è uscito il fondo Hartford Growth, ed Fca (-2,94%). Segno meno per Enel (-2,16%) e Terna (-1,95%), mentre Carige (-6,25% a 0,15 centesimi) dimezza il calo dopo il mancato aumento di capitale all’assemblea di sabato scorso. Sprint della Juventus (+3,91%), inserita da oggi insieme ad Amplifon (+3,13%) nell’indice Ftse Mib, da cui sono uscite Mediolanum (-3,92%) e Mediaset, invariata. Il calo dello Spread Btp/Bund a 257,3 punti non allenta la tensione su Mps (-3,7%), Bper (-2%) e Unicredit (-1%). Riducono invece il calo Intesa (-0,31%) e Banco Bpm (-1%), mentre Ubi (+0,33%) gira in positivo. In rialzo anche Recordati e Ferragamo (+1,7% entrambe), Stefanel (+6%) e Tiscali (+1,5%). Giù Astaldi (-5,6%) ed Erg (-6,3%).
Carige: fa prezzo in Borsa e cede 12,5%Termina asta pre-apertura dopo mancato aumento di capitale

27 dicembre 201814:45

Carige è riuscita a fare prezzo in Piazza Affari, dopo un’asta di pre-apertura che si è prottratta fino a dopo le 11 dopo il nulla di fatto in assemblea sull’aumento di capitale da 400 milioni. Il titolo segna un calo del 12,5% a 0,14 centesimi. Il presidente Pietro Modiano e l’A.d Fabio Innocenzi sono attesi in Bce per riferire sul mancato aumento, così come è atteso l’azionista Malacalza, che con la sua astensione in assemblea ha causato l’attuale impasse.
Almaviva, terzo Natale senza lavoro e flop del piano ricollocazioneSu 1.666 esuberi solo 127 a tempo indeterminato, ora scade Naspi

27 dicembre 201814:44

Sono trascorsi due anni da quando, proprio a ridosso delle feste, si consumò il più grande licenziamento collettivo italiano degli ultimi 25 anni. Da quel 22 dicembre 2016, però, non molto è cambiato nella vita della maggior parte dei 1.666 ex lavoratori del call center Almaviva di Roma. In tanti, infatti, hanno appena passato il loro terzo Natale senza lavoro. “Siamo in grossa difficoltà, nessuno ci segue più, nessuno ci ricorda più, nessuno ci vuole materialmente più”. Si sfoga così Vincenzo Pellegrini, che non è ancora riuscito a trovare lavoro e vive con la Naspi (l’indennità di disoccupazione), ma anche questa tra pochi mesi scadrà definitivamente.Vincenzo fa parte di quei lavoratori che hanno aderito sin da subito al piano di ricollocazione lanciato dall’Anpal e della Regione Lazio. Un progetto partito a meno di due mesi dal licenziamento collettivo con bonus occupazionali, incentivi all’auto-imprenditoria, assegno di ricollocazione e interventi di politica attiva. “Partiamo da una situazione molto complessa – dichiarò il presidente dell’Anpal, Maurizio Del Conte, quando a febbraio 2017 fu avviato il piano – ma proprio questo dovrà essere il senso dei nuovi servizi per il lavoro: offrire soluzioni di prospettiva, consapevoli che il mero ricorso ai sussidi può alleviare nel breve i problemi ma non risolverli definitivamente. In questo momento, dobbiamo farci carico della persona e accompagnarla verso una nuova occupazione. La collaborazione inter-istituzionale è un fattore determinante verso la soluzione di crisi così complesse”.A distanza di quasi due anni da quell’annuncio, però, 1.049 ex operatori del call center romano sono ancora disoccupati (il 65%) e solo in 127 sono stati ricollocati con un contratto a tempo indeterminato. Dai dati forniti dall’Anpal – aggiornati al 15 novembre 2018 – emerge che dei 1.666 lavoratori in esubero, 1.627 hanno aderito al piano di ricollocazione (per 17 di questi è stato successivamente annullato il licenziamento. Così, il bacino di riferimento definitivo del piano è diventato di 1.610 lavoratori). Ad oggi, ufficialmente gli occupati sono 526, circa il 33% del bacino totale. Di questi, 276 hanno un contratto a tempo indeterminato, ma più della metà (esattamente in 149) fa parte di un gruppo reintegrato in Almaviva Contact Spa a seguito di un ricorso. A questi, si aggiungono 35 lavoratori (pari al 2% dei licenziati) che hanno aderito a percorsi di autoimprenditorialità. Fra questi c’è Sabrina Linzi, che dopo il licenziamento ha deciso di aprire un bar. “Purtroppo ho seguito quel maledettissimo percorso. Non solo non sono stata aiutata dal punto di vista pratico – ha raccontato – ma pur avendo presentato in tempo tutta la documentazione non sono riuscita subito a rientrare tra i progetti approvati perché in Regione era stata smarrita la mia pratica. Ho perso tempo e denaro e nessuno mi ha aiutata”.Fra i licenziati della sede romana di Almaviva c’è anche Raffaele Di Leva, 65 anni, “ero nella parte del progetto che aiutava ad andare in pensione anticipata, ma non è andata bene. Non mi è sembrato che al centro per l’impiego cercassero più di tanto di darmi una mano – ha raccontato – anzi, all’inizio mi dissero che sarei potuto rientrare nei possibili pensionamenti anticipati agevolati, ma quando ho inviato tutta la documentazione all’Inps mi è stato comunicato che invece non avevo i requisiti adatti”. Raffaele oggi un lavoro ce l’ha, ma l’ha trovato grazie a un amico che gli ha dato una mano. “Ho perso sette mesi dietro al piano di ricollocazione, se non l’avessi fatto mi sarei mosso prima e magari avrei risolto diversamente”, ha aggiunto.Per Alessandra De Joan, 54 anni e un figlio di 21 all’università, invece le cose sono ancora tutte ferme dalla fine di dicembre 2016. In quei giorni, Almaviva le pagò una tredicesima di 350 euro (a fronte di uno stipendio che regolarmente arrivava fino a 750 euro) , oggi prende 348 euro di Naspi ma a gennaio resterà anche senza quest’unico sussidio. “Ho aderito anche io al piano di ricollocazione e ogni mese, per 2 anni, hanno voluto che andassi al centro per l’impiego per dimostrare che fossi disoccupata – spiega -Ricordo benissimo l’impiegata che mi diceva sempre: ma come è possibile che una persona come te non riesca a trovare nulla?”. Grazie al progetto di ricollocazione Anpal-Regione Lazio, Alessandra ha partecipato ai corsi di formazione e fatto un unico colloquio, un anno fa, presso un call center concorrente di Almaviva ma non è stata mai richiamata. “Il progetto è stato una presa in giro, anche per chi ha scelto il percorso dell’autoimprenditorialità. Una fregatura totale – ha continuato – le uniche soddisfazioni mi arrivano da mio figlio, studia Lettere e ha la media del 30. Ora è in Erasmus in Spagna e si mantiene grazie alla borsa di studio. Per il resto, nessuno ci ha aiutato, nessuno…solo promesse”.Interpellato sul caso Almaviva e sulla attuale situazione dei lavoratori licenziati, l’assessore regionale al lavoro, nuovi diritti e politiche per la ricostruzione, Claudio Di Berardino (per anni alla guida della Cgil di Roma e del Lazio), ha risposto: “questa cosa è importante, noi ci stiamo lavorando proprio in queste ore. Quando avremo finito offriremo un quadro di dati, con le cose vere, sia quelle belle che quelle brutte”.La solitudine e il senso di abbandono sono gli stati d’animo che più accomunano questi lavoratori. “I sindacati? Dopo i licenziamenti sono spariti, abbandonando le persone a loro stesse – ha detto Vincenzo Pellegrini – C’erano tante persone che avrebbero avuto bisogno d’aiuto anche per presentare la domanda di Naspi, ma sono spariti. Solo ora qualcuno ci sta aiutando con la gestione delle cause”. È del 19 dicembre, infatti, un’ultima brutta notizia per 600 ex dipendenti di Almaviva a cui il licenziamento è stato confermato dal Tribunale di Roma (che li ha condannati a pagare le spese processuali).I sindacati delle tlc, dal canto loro, continuano a denunciare come il comparto dei call center sia uno dei più esposti ai problemi della delocalizzazione e della concorrenza sleale sul costo del lavoro e da mesi chiedono un incontro al ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, anche per affrontare questo tema. “Questi fattori, in un settore già stremato dalla crisi, hanno provocato e stanno provocando gravi crisi occupazionali che non possono e non devono ripetersi”, si legge in una nota diffusa da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil proprio in occasione del primo dei due incontri già saltati al Mise. Per queste ragioni, le organizzazioni sindacali hanno inviato al ministro Di Maio anche la piattaforma sui contact center nella quale sono indicate le loro proposte per permettere un futuro dignitoso al settore e alle migliaia di lavoratrici e lavoratori che ci lavorano.

Borsa: Europa giù, Milano -1,6%Spread Btp/Bund in calo a 254 punti, attesa fiducia consumatori

27 dicembre 201815:19

– Rallentano ulteriormente le principali borse europee, con i futures Usa in calo in attesa delle richieste dei sussidi di disoccupazione Usa, mentre dal Bollettino Economico della Bce è emersa la preoccupazione per le prospettive del debito dell’Eurozona ed in particolare dell’Italia, che con la manovra “violerebbe gli impegni presi nell’ambito del Patto di stabilità e crescita”. Francoforte (-2,2%) è la peggiore, preceduta da Milano (-1,6%) e Madrid (-1,13%), mentre anche Parigi (-0,49%) gira in negativo. Sotto pressione gli automobilistici Ferrari (-3,8%), dopo l’addio del fondo Hartford, Fca (-3,3%), congelata anche al ribasso, e Volkswagen (-3,1%), mentre resiste Peugeot (+0,3%). Deboli i telefonici Tim (-4%) e Bt (-3,5%), mentre in campo bancario segnano il passo Commerzbank (-3%), Banco Bpm (-2,39%), Santander (-1,64%) e Unicredit (-2%).
Spread rallenta, cala a 253 punti baseRendimento al 2,76%

27 dicembre 201816:19

– Rallenta lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale si è ridotto a 253 punti base, dopo un avvio oltre quota 260, con il rendimento del decennale del Tesoro al 2,76%.
Natale: pagamenti digitali +26%Sia, stabile la quota online ma è boom (+32%) in negozi fisici

27 dicembre 201816:29

– I pagamenti fatti con carte di debito, credito o prepagate gestite da Sia nella settimana di Natale sono stati 92 milioni, in crescita del 26% sull’anno scorso. L’84% delle transizioni è stato fatto in negozi tradizionali (+32,8% sul 2017). Invariato invece il volume degli acquisti online (15 milioni). Complessivamente, dal primo al 24 dicembre le operazioni con carte sono crescite di quasi un quarto. Un pagamento su cinque ha riguardato siti di e-commerce, per un totale di 55 milioni di transazioni (+7,8% rispetto sul 2017). Anche in questo periodo è staro più evidente l’aumento dei pagamenti nei negozi tradizionali (+29,7%). Il giorno del picco di shopping con carte è stato sabato scorso: 15,6 milioni di operazioni (13,6 milioni nei negozi fisici, circa 2 milioni online).
Borsa: tonfo Europa e Wall StreetAnalista, mix di nervosismo e timori anche politici

27 dicembre 201817:09

– Dopo il rally di ieri Wall Street torna a perdere (Dow Jones -1,7%, Nasdaq -2%, S&P 500 -1,8%) e trascina le Borse europee che accelerano la loro corsa verso il basso. Milano (-2,3%) e Francoforte (-2,8%) segnano le performance peggiori. “È una combinazione di nervosismo, timori sulla crescita e in particolare incertezza sulla Brexit. La liquidità è molto sottile, e i rischi politici sono più concreti per l’Europa ” ha spiegato a Bloomberg, Ulrich Urbahn capo della strategia multi-asset e della ricerca di Berenberg a Francoforte. “La speranza è che con alcuni flussi di riequilibrio alla fine dell’anno e con una maggiore propensione al rischio all’inizio di quello prossimo, la discesa si fermi”.
Borsa: Milano -1,81%, su minimi da 2016L’indice Ftse Mib a 18.064 punti

MILANO27 dicembre 201817:52

– La Borsa di Milano chiude in calo dell’1,81% a 18.064 punti. Tocca così il minimo dell’anno.
L’indice non scendeva a questi minimi dal dicembre 2016.
Borsa: Europa perde, Francoforte -2,4%Mala anche Londra (-1,5%) e Parigi (-0,6%)

27 dicembre 201817:57

– Chiusura in forte calo per tutti i principali indici di Borsa europei: tracolla Francoforte (-2,37%), seguito da Londra (-1,5%), e Parigi (-0,6%).
Borsa: Milano -1,81%, precipita CarigeEsordio positivo invece di Juventus e Amplifon sul Ftse Mib

MILANO27 dicembre 201818:27

– La Borsa di Milano chiude in calo dell’1,81% a 18.064 punti, in linea con le piazze europee trascinate al ribasso da Wall Street. Il Ftse Mib tocca così il minimo dell’anno. L’indice non scendeva a questi livelli dal dicembre 2016. Tracolla Carige (-18,75%) dopo lo stop all’aumento di capitale arrivato prima della paura natalizia.
Vendite anche su Mps (-3,54%). In flessione tutto il comparto dell’auto: Fca (-3,86%), Brembo (-3,55%), Ferrari (-2,97%). Male anche Tim (-3,68%). Il calo del prezzo del greggio incide sui titoli di utilities ed energia: Snam (-3,6%), Saipem (-3,31%), Terna (-2,88%), Enel (-2,66%), Italgas (-2,47%), A2a (-2,31%) ed Eni (-1,84%). Nel giorno dell’addio al Ftse Mib soffre Mediolanum (-4,98%) e contiene le perdite Mediaset (-1,1%). Buon risultato delle matricole Amplifon (+3,2%) e Juventus (+1,14%).
Bene Recordati (+2,34%), Ferragamo (+1,56%) e Stefanel (+4,92%).       [print-me title=”STAMPA”]