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DALLE 07:28 ALLE 12:13

DI DOMENICA 18 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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California: 1.300 dispersi, 76 morti
Sceriffo, finora distrutti 600 kmq, 10mila case. Domato al 55%

Florida, Gillum concede vittoria al GopDopo riconteggio voti. Confermato DeSantis, alleato di Trump

La Cia accusa: ‘Principe Bin Salman ordinò la morte di Khashoggi’Trump chiama Pompeo e capo agenzia intelligence

Dazi: nessun accordo a vertice ApecTrudeau, 21 Paesi divisi su protezionismo e rivalità Usa-Cina

Gilet gialli, feriti salgono a 409282 arresti. Ministro Interno, ‘caos totale, azioni di violenza’

La popolarità di Macron precipita al 25%Sondaggio Ifop, presidente al minimo assoluto in 18 mesi –

Tajani, mi candido per secondo mandato
Presidente, ‘Italia sia rappresentata a vertici istituzioni Ue’

Egitto: Hrw, arrestati 40 attivistiOng, ‘giro di vite contro dissenso’. ‘Di alcuni non si sa nulla’ – Parigi, ‘avanti su tassa ecologica’
Ministro dopo ‘gilet gialli’, dobbiamo liberarci dal petrolio

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CHICO (CALIFORNIA

)

– E’ salito ad almeno 1.300 dispersi e 76 morti accertati il bilancio, ancora provvisorio, degli incendi che da giorni divorano il nord della California, i più gravi in oltre un secolo. Lo ha reso noto lo sceriffo della contea di Butte, Kory Honea, che ha aggiornato il numero dei dispersi a fronte delle diverse centinaia che sono stati individuati. Le fiamme, dall’8 novembre, hanno devastato finora 600 chilometri quadrati e distrutto quasi 10.000 abitazioni. L’incendio è domato per il 55%.
– WASHINGTON

– I repubblicani mantengono il controllo della Florida: Andrew Gillum, il sindaco dem della capitale Tallahassee che aspirava a diventare il primo governatore nero dello Sunshine State, ha concesso la vittoria al rivale repubblicano, l’italo americano Ron DeSantis, stretto alleato di Donald Trump. Gillum aveva già ammesso la sconfitta la notte delle elezioni di Midterm ma poi aveva fatto marcia indietro quando lo spoglio delle schede lo aveva avvicinato all’avversario. Dato l’esile scarto tra i due, era stato avviato un riconteggio, nel quale DeSantis appariva in testa.
WASHINGTON – E’ stato il principe ereditario Mohammed bin Salman ad ordinare la brutale uccisione del giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi: la conclusione della Cia, diffusa da tutti i media americani dopo lo scoop del Washington Post, smentisce il governo di Riad e mette in imbarazzo la Casa Bianca, che finora ha tentato di salvare il suo prezioso alleato in Medio Oriente. Donald Trump e’ stato colto apparentemente in contropiede prima di partire per la California devastata dai roghi. “Non sono ancora stato informato, parlerò con la Cia e con il segretario di stato Mike Pompeo oggi, a bordo dell’Air Force One”, ha risposto ai cronisti che lo incalzavano. “Finora ci è stato detto (bin Salman, ndr) che non ha avuto un ruolo”, ha proseguito. Poi è tornato a lodare “il grande alleato” saudita, “davvero spettacolare in termini di posti di lavoro e sviluppo economico”. Poi in volo ha chiamato Pompeo e il capo della Cia Gina Haspel, ma nulla è trapelato.
Il presidente aveva già avuto modo di vedere alcune prove sul coinvolgimento del principe ereditario saudita ma era rimasto scettico. Ora però sarà difficile ignorare le conclusioni della Cia, a meno che il tycoon non metta in discussione i suoi 007, come già fatto con il Russiagate.
La valutazione dell’agenzia di intelligence Usa è la più autorevole per ora tra quelle che legano il principe Bin Salman al delitto e complica gli sforzi dell’amministrazione Trump di proteggere lo stretto alleato. La Cia ha esaminato molteplici fonti di intelligence, compresa una telefonata che il fratello del principe, Khalid bin Salman, ambasciatore di Riad negli Stati Uniti, fece a Khashoggi, dicendogli che doveva andare al consolato saudita di Istanbul per recuperare i documenti necessari al suo matrimonio con una donna turca e assicurandolo che non avrebbe corso pericolo. Non è chiaro, scrive il Wp, se Khalid sapeva che Khashoggi sarebbe stato ucciso ma egli fece la telefonata – intercettata dagli 007 Usa – su ordine del fratello. In risposta alle rivelazioni del Wp, l’ambasciatore saudita in Usa ha twittato che “l’ultimo contatto avuto con Khashoggi fu via sms il 26 ottobre 2017”. “Non ho mai parlato con lui al telefono e certamente non ho mai suggerito di andare in Turchia per nessuna ragione”, aggiunge. La conclusione della Cia è basata inoltre sulla valutazione che il principe è il governante di fatto del Paese e sovrintende anche agli affari minori del regno. La valutazione finale degli 007 americani smentisce la tesi e gli ultimi sviluppi dell’indagine saudita, che ha portato all’ incriminazione di 11 persone (5 a rischio pena di morte) con la narrativa di un’operazione finalizzata a riportare Khashoggi in Arabia Saudita ma finita male, a causa di una overdose letale.
Un’operazione di cui Bin Salman non sarebbe stato a conoscenza. Versione presa subito per buona dall’amministrazione Trump, che si è limitata a sanzionare 17 persone legate all’omicidio, guardandosi bene dal mettere in discussione il principe. Per Trump si tratta di un alleato vitale: in chiave geo-politica per contrastare l’Iran in Medio Oriente, e in chiave economica per il petrolio e i maxi investimenti negli Usa, a partire dagli armamenti. A nulla sono serviti finora indizi pesanti come la registrazione audio dell’omicidio condivisa da Ankara con gli alleati occidentali e la telefonata di un membro del team saudita inviato nel consolato di Riad a Istanbul per comunicare a un suo superiore che l’operazione era finita e che poteva dirlo “al suo capo”. Senza contare i legami diretti di alcuni membri del team con lo stesso Bin Salman.
– PORT MORESBY

– Il teso vertice dell’Apec (Cooperazione economica Asia-Pacifico), centrato sulle politiche tariffarie e sulla competizione fra le sfere d’influenza sull’area del Pacifico fra Stati Uniti e Cina, si è chiuso a Port Moresby, in Papua Nuova Guinea, senza neanche un accordo per un comunicato finale fra i 21 Paesi membri. Lo ha annunciato il primo ministro canadese, Justin Trudeau. La presidenza di turno della Papua Nuova Guinea si è riservata invece di emettere una dichiarazione.
– PARIGI

– Il bilancio della giornata dei gilet gialli si aggrava, secondo cifre diffuse questa mattina dal ministero dell’Interno francese: un morto, 409 i feriti, di cui 14 gravi, 282 gli arresti. Per il ministro Christophe Castaner “siamo di fronte a una disorganizzazione totale, hanno tentato di entrare nelle prefetture, ci sono state azioni di grande violenza”. Intanto, 3.500 gilet gialli sono rimasti in azione tutta la notte. Stamattina i blocchi sono già 40 sulle autostrade.

– PARIGI

– Emmanuel Macron perde altri 4 punti a novembre nei sondaggi di popolarità ed ormai è soltanto un francese su 4 ad apprezzare l’operato del presidente. Secondo una ricerca Ifop, pubblicata stamattina dal Journal du Dimanche, Macron tocca il suo minimo assoluto nei 18 mesi di presidenza con il 25% di popolarità. Crolla di 7 punti anche il primo ministro Edouard Philippe, al 34%. Gli intervistati che si dicono “molto soddisfatti” di Macron sono soltanto il 4%, quelli “piuttosto soddisfatti” il 21%. I “piuttosto scontenti” il 34%, i “molto scontenti” il 39%.

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“Mi ricandiderò per un secondo mandato alla Presidenza del Parlamento Europeo perché l’Italia, Paese fondatore dell’Europa unita e uno dei grandi paesi dell’Unione, non può non essere rappresentata al vertice di una delle istituzioni dell’Ue”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, intervistato da Dario Carella a RegionEuropa, il settimanale europeo della Tgr in onda oggi su Rai 3. “L’Europa va riformata, non abolita, ed il senso del mio lavoro è stato e sarà quello di ricostruire il rapporto di fiducia fra i cittadini e le istituzioni dell’Unione: per fare questo – ha spiegato Tajani – occorre mettere al centro dell’azione politica i valori, e noi Popolari Europei lo abbiamo fatto nel nostro recente congresso a Helsinki”.
– IL CAIRO

– Human Rights Watch (Hrw) denuncia l’arresto in Egitto di almeno 40 avvocati e attivisti nell’ultimo mese, in un giro di vite su ampia scala contro il dissenso. Molti di questi, riferisce l’organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani, erano persone che fornivano sostegno legale e umanitario alle famiglie di detenuti politici. Secondo i familiari, alcuni sono spariti e le autorità si rifiutano di dire dove sono detenuti.
“La repressione delle agenzie di sicurezza egiziane adesso si estende alla sparizione di uomini e donne coraggiosi che hanno provato a proteggere gli scomparsi e a porre fine a questa pratica illegale”, ha detto il vice direttore dell’ufficio regionale di Hrw, Michael Page.

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“In tema di fiscalità ecologica, andiamo avanti sulla traiettoria prevista. Non farlo sarebbe incosciente”. All’indomani delle manifestazioni dei ‘gilet gialli’ in Francia contro il caro-benzina, il ministro della Transizione ecologica, François de Rugy, in un’intervista a Le Parisien, conferma l’entrata in vigore della tassa sul carburante dal 1 gennaio, destinata, nelle intenzioni del governo, a ridurre gli effetti del cambiamento climatico. “Siamo stati eletti per risolvere i problemi che ci eravamo lasciati alle spalle e continueremo a farlo senza sosta. Bisogna assolutamente uscire da questa trappola delle auto, del petrolio e del diesel in cui ci siamo rinchiusi da troppo tempo”, ha aggiunto il ministro. Sulla protesta di ieri in tutta la Francia, da cui è partita anche la richiesta di dimissioni al presidente Emmanuel Macron, de Rugy ha detto: “C’è un’attesa molto forte di risultati, che è molto difficile da soddisfare in 18 mesi. E non è certo capitolando davanti alle difficoltà che riusciremo a farlo”.   [print-me title=”STAMPA”]

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MONDO: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Tempo di lettura: 38 minuti

DALLE 08:17 DI MARTEDì 04 SETTEMBRE 2018

ALLE 07:50 DI MERCOLEDì 05 SETTEMBRE 2018

MONDO: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: SOMMARIO:

Libia: 50 morti da inizio combattimenti
Ventuno sono civili

Ue: caso Selmayr cattiva amministrazioneMa chiesta solo procedura ad hoc per prossima nomina Segretario

Francia: si dimette ministra dello SportDopo Hulot, Laura Flessel via per motivi personali

Francia: Macron crolla nei sondaggiIfop, ‘solo 31% soddisfatto, peggio di Hollande’

Siria: profughi tornano dal LibanoTrasferimenti limitati organizzati da intelligence Beirut

Siria: rinforzi dalla Turchia a IdlibArrivati tank M60, tra obiettivi monitoraggio ondata profughi

Giappone, un morto per tifone JebiIl più potente degli ultimi 25 anni, chiuso aeroporto Osaka

Turchia: mandati arresto per 25 soldati’Infiltrati nel Comando della gendarmeria’, blitz in 16 province

Oltre 600 migranti sbarcati in Andalusia243 trasferiti nella tendopoli allestita dall’esercito a Motril

Media, raid del governo su regione IdlibPreparazione all’offensiva di terra annunciata da settimane

A Parigi rapinati turisti russi in autoBottino da centinaia di migliaia di euro tra vestiti e gioielli

Libia: Ue, Stati membri sono unitiColloquio Mogherini-Salamé. Sostegno Europa a soluzione politica

Xi non va Pyongyang, designa suo inviatoLi Zhanshu a capo delegazione per i 70 anni fondazione Stato

Allerta leptospirosi in Kerala, 14 mortiRischio epidemia da acque contaminate dopo inondazioni

Vertice leader Ppe il 19 a SalisburgoCon Merkel, Orban, Tajani. In preparazione summit informale 20/9

In relitto ‘Re d’Italia’ trovato caveauAffondata nel 1866 a Lissa. Secondo leggenda trasportava oro

Francia invasa cinghiali, contromisureAlmeno 4 milioni esemplari nel Paese, 30 mln di danni l’anno

Crolla ponte a Calcutta, morti e feritiIl viadotto si è incrinato all’improvviso come a Genova

Scontri in Argentina, morto 13enneDisordini con polizia durante saccheggio di un supermarket

Giappone, 7 morti per il tifone JebiAeroporto di Osaka allagato, 3.000 persone bloccate

Crollo ponte Calcutta, non ci sono mortiMinistro: ‘Solo feriti, in salvo gli intrappolati in auto’

Boom turistico per orsi in AlaskaRimangono in zona causa della diminuzione dei ghiacci artici

Domanda su Clinton, Lewinsky in crisiEra ospite per parlare delle aggressioni sui social media

Boom turistico per orsi in AlaskaRimangono in zona causa della diminuzione dei ghiacci artici

Moavero pronto a riferire sulla LibiaIl ministro degli Esteri a disposizione del Parlamento

Moavero a Serraj, sostegno ItaliaTelefonata tra ministro e presidente governo unità nazionale

Fan Trump contro Nike,scarpe alle fiammeProteste contro Kaepernick testimonial, ‘boicottiamoli’

Rajasthan, smartphone a donne più povereI contributi statali arriveranno direttamente sul cellulare

Libia: Tajani, Pe faccia sentire voce’Solo agendo uniti possiamo lavorare per la pace e la stabilità’

Svizzera: cade in tuta alare e muoreSu alpi bernesi,52enne si era lanciato con due amici da 3.000 mt

Sarraj istituisce comitato di crisiIn seduta permanente con Interni, Difesa e altre autorità

Onu conferma accordo su tregua a TripoliMa Salamé avverte: ‘L’intesa non risolve tutti i problemi’

Francia, sulla Libia sosteniamo l’ItaliaParigi replica alle critiche del governo italiano

Media, migranti in fuga da TripoliScappati da struttura detenzione, forse un quarto

Casa Bianca, se armi chimiche reagiremo’L’attacco a Idlib è una sconsiderata escalation del conflitto’

Libia, appello congiunto al dialogo
Richiamo a rispetto cessate il fuoco, sostegno a Salamè e Sarraj

Proteste contro giudice, 70 arrestiTrump contro dem, molto triste loro attacco a Kavanaugh

Oettinger, Italia vuole distruggere UePolitico, afferma il commissario europeo al Bilancio

Casa Bianca: invenzioni in libro Woodward’Con Trump successi senza precedenti, è imbattibile nel 2020′

Libia: Italia lavora conferenza novembre’Messi a punto alcuni dettagli’, governo ‘segue sviluppi’

Trump boccia Nike su KaepernickGiocatore aveva lanciato la protesta contro l’inno nazionale

Asia Argento nega sesso,smette di pagareIo attaccata da Bennett, mai avuto relazione sessuale

Giappone, tifone Jebi provoca 11 mortiAncora chiuso l’aeroporto di Osaka

Uragani: Usa, Gordon tocca terraAl confine tra l’Alabama e il Mississipi

MONDO: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: L’ARTICOLO:

E’ salito ad almeno 50 morti e 138 feriti il bilancio delle vittime in una settimana di combattimenti nei sobborghi di Tripoli, iniziati lo scorso 27 agosto. Lo riferisce il ministero della Sanità libico citato dai media locali. Secondo la missione Onu, sono almeno 21 i civili uccisi, tra i quali donne e bambini.
– BRUXELLES

– ‘L’affaire Selmayr’ e la sua nomina lampo a segretario generale della Commissione Ue sono un caso di “cattiva amministrazione”. Per evitare il ripetersi di una situazione simile in futuro, la Commissione dovrà sviluppare una procedura di nomina ad hoc per il posto di segretario generale. Sono le conclusioni a cui è giunto il Mediatore europeo Emily O’Reilly, senza quindi richieste di dimissioni o conseguenze dirette sull’attuale segretario generale nonostante il caso di cattiva amministrazione verificatosi in occasione della sua nomina. Secondo l’Ombudsman Ue, questa si è verificata “in seguito al fatto che la Commissione non ha seguito le regole pertinenti in modo corretto né nella lettera né nello spirito”, creando “un senso di urgenza artificiale per assegnare il posto di segretario generale in modo da giustificare la non pubblicazione dell’annuncio”. Inoltre “la comunicazione” dell’esecutivo sulla questione è stata “difensiva, evasiva e a volte combattiva”.
La ministra francese per lo Sport, Laura Flessel, ha deciso di lasciare il governo guidato dal premier Edouard Philippe “per motivi personali”: è quanto rivelano i media francesi. Un’altra defezione dopo le dimissioni a sorpresa del ministro della Transizione ecologica, Nicolas Hulot. Crollato di dieci punti nei sondaggi, il presidente Emmanuel Macron dovrebbe annunciare il rimpasto di governo entro questa sera.E il presidente Emmanuel Macron crolla nei sondaggi. Secondo uno studio realizzato dall’istituto Ifop, solo il 31% dei francesi si dice soddisfatto per l’azione del presidente, un crollo di popolarità di oltre dieci punti rispetto all’ultimo sondaggio dello stesso istituto. Il risultato di Macron è peggiore di quello dell’ex presidente Francois Hollande nello stesso periodo del precedente quinquennato (32%). Dopo oltre un anno di comunicazione praticamente perfetta, Macron ha iniziato ad accumulare negli ultimi mesi guai e polemiche, dal caso Benalla, fino alle recenti dimissioni del ministro della Transizione ecologica Nicolas Hulot o la telenovela sulla riforma fiscale. Oggi, per Macron, è una giornata cruciale,con l’atteso rimpasto di governo per la successione di Hulot e la decisione se gettare o meno la spugna sul controverso prelievo alla fonte.
– PARIGI

– Crollo spettacolare nei sondaggi per Emmanuel Macron. Secondo uno studio realizzato dall’istituto Ifop, solo il 31% dei francesi si dice soddisfatto per l’azione del presidente, un crollo di popolarità di oltre dieci punti rispetto all’ultimo sondaggio dello stesso istituto. Il risultato di Macron è peggiore di quello dell’ex presidente Francois Hollande nello stesso periodo del precedente quinquennato (32%). Dopo oltre un anno di comunicazione praticamente perfetta, Macron ha iniziato ad accumulare negli ultimi mesi guai e polemiche, dal caso Benalla, fino alle recenti dimissioni del ministro della Transizione ecologica Nicolas Hulot o la telenovela sulla riforma fiscale. Oggi, per Macron, è una giornata cruciale,con l’atteso rimpasto di governo per la successione di Hulot e la decisione se gettare o meno la spugna sul controverso prelievo alla fonte.
– BEIRUT

– Centinaia di profughi siriani in Libano si apprestano a tornare nelle prossime ore in Siria in trasferimenti organizzati dai servizi di sicurezza libanesi in cooperazione col governo di Damasco. Lo riferiscono l’agenzia ufficiale libanese Nna e la Sana, agenzia governativa siriana. Secondo le fonti, 200 civili tra cui donne e bambini si sono diretti dalla città di Tripoli, porto nel nord del Libano, verso il confine con la Siria al valico di Abbudiye. Saranno trasferiti nella zona di Homs, nella Siria centrale. Le forze di sicurezza libanesi hanno organizzato altri trasferimenti di rifugiati dalla zona di Shabaa e di Nabatiye nel sud del Libano e dal Metn, regione vicina alla capitale Beirut. Nei mesi scorsi, le autorità libanesi avevano annunciato l’intenzione di coordinarsi con Damasco per facilitare il ritorno in patria di migliaia di siriani. In Libano vivono dal 2011 più di un milione di profughi siriani su una popolazione libanese di poco meno di quattro milioni.
– ISTANBUL

– La Turchia ha inviato nelle ultime ore nuovi rinforzi militari al confine con la Siria da impiegare nella provincia nordoccidentale di Idlib, contro cui appare sempre più vicina la minaccia di un’offensiva su vasta scala di Damasco con il sostegno russo e iraniano. Almeno 8 camion che trasportavano tank M60 e altri mezzi d’artiglieria sono giunti nella notte nel distretto di Elbeyli della provincia frontaliera di Kilis, per essere poi trasferiti alle truppe di Ankara già presenti a Idlib con 12 postazioni di monitoraggio stabilite nei mesi scorsi nell’ambito del processo di Astana con Mosca e Teheran. L’obiettivo turco, spiegano fonti militari citate da Hurriyet, è anche quello di controllare eventuali movimenti di profughi in fuga verso i suoi confini.
– TOKYO

– E’ di un morto e 5 feriti il bilancio provvisorio del tifone Jebi, il più potente abbattutosi in Giappone negli ultimi 25 anni, causando il parziale allagamento dell’aeroporto del Kansai a Osaka, con venti che spiravano a oltre 210 chilometri orari. Dopo aver attraversato la prefettura di Tokushima, sul versante meridionale dell’isola di Shikoku, il tifone ha costeggiato la città di Kobe per poi dirigersi verso il mare del Giappone, ha reso noto l’Agenzia nazionale meteorologica.
– ISTANBUL

– Nuova operazione in Turchia contro sospetti infiltrati nelle forze armate della presunta rete golpista di Fethullah Gulen. La procura generale di Ankara ha emesso stamani 25 mandati di cattura nei confronti di luogotenenti in servizio presso il Comando della gendarmeria.
Blitz per cercare di arrestarli sono in corso in 16 province.
Finora, riferisce Anadolu, i soldati finiti in manette sono 23.
– MADRID

– Non si ferma l’ondata di sbarchi di migranti al largo delle coste dell’Andalusia. Oltre 660 migranti su 16 imbarcazioni sono stati tratti in salvo ieri nel Mediterraneo spagnolo e nel Mare di Alboran, riferiscono fonti del Salvataggio marittimo.
Di questi, 243 migranti di origini sub-sahariane, fra le quali una cinquantina di donne e dieci minori, intercettati su 5 barconi dalla motovedetta ‘Guardamar Caliope’ nel Mare di Alboran, sono stati trasferiti al Centro di accoglienza temporanea di stranieri (Cate) allestito a fine agosto dall’esercito nel porto di Motril (Granada). Si tratta di un nuovo accampamento di 13 tende militari, su una superficie di 4.500 metri quadri e con una capacità di accoglienza di 250 persone, realizzato per far fronte all’emergenza degli arrivi.
Dall’inizio dell’anno la Spagna è diventata il principale Paese di arrivo di migranti nel Mediterraneo con, ad oggi, lo sbarco di oltre 27.600 persone, delle quali 23.800 via mare e 3.800 via terra, secondo l’Unhcr.

Sono cominciati oggi i raid aerei governativi siriani sulla regione di Idlib al confine con la Turchia come preparazione all’offensiva di terra, annunciata da settimane, contro l’ultima roccaforte anti-regime nella Siria occidentale. Lo riferiscono media siriani e fonti locali, affermando che gli attacchi aerei per il momento si concentrano nell’area di Jisr ash Shughur, a ovest del capoluogo di Idlib. Raid sporadici sono in corso anche tra Hama e Idlib.
– PARIGI

– Un gruppo di turisti russi in arrivo da Nizza, in Costa Azzurra, all’aeroporto parigino di Le Bourget, è stato vittima di una spettacolare rapina, ieri sera, su una bretella d’accesso all’autostrada A1. Il bottino, riferiscono fonti vicine all’inchiesta citate da Europe 1, ammonta a diverse centinaia di migliaia di euro tra gioielli e abiti di lusso. La Mercedes che trasportava i turisti russi in provenienza da Le Bourget, lo scalo su cui viaggiano soprattutto gli aerei di Stato e i jet privati dei mega-milionari, è stata improvvisamente bloccata in autostrada, speronata dal veicolo in cui si trovavano i quattro rapinatori incappucciati. Una volta fermi sul ciglio della strada, questi hanno alleggerito i russi di diverse valigie, un telefono cellulare e una borsa. A Parigi, questo genere di operazioni sulle auto di grossa cilindrata in arrivo dagli aeroporti, spesso imbottigliate negli ingorghi, sono ormai un classico della cronaca locale.
– BRUXELLES

– “Gli Stati membri dell’Ue hanno una posizione unita sulla Libia”. Lo afferma una portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna, ad una domanda sulle accuse dell’Italia alla Francia. Ieri l’Alto rappresentante Federica Mogherini ha parlato con l’inviato speciale dell’Onu Ghassan Salamé al quale ha assicurato “il pieno sostegno da parte dell’Ue” per trovare “una soluzione a lungo termine” attraverso “un processo politico”, ha poi spiegato il portavoce alla domanda come l’Ue intenda agire.
– PECHINO

– Xi Jinping non andrà a Pyongyang in occasione dei festeggiamenti del 9 settembre per i 70 anni della fondazione della Corea del Nord: il presidente, che è prima di tutto segretario generale del Partito comunica cinese, ha designato come rappresentante speciale a capo di un’apposita delegazione Li Zhanshu, attuale presidente del National People’s Congress, l’assemblea legislativa cinese. Lo annuncia l’agenzia Nuova Cina. Li, membro del Comitato permanente del Politburo, è il numero tre della scala gerarchica del Partito.
– NEW DELHI

– Kerala in allerta per la morte, negli ultimi due giorni, di almeno quattordici persone a causa della leptospirosi, o rat fever, la febbre batterica che si trasmette attraverso l’acqua contaminata dall’urina dei roditori, i cui sintomi più frequenti sono febbri alte e forti dolori muscolari. La Ministra della Salute dello stato, K K Shylaja ha detto ieri al quotidiano Hindustan Times che in totale i casi di leptospirosi accertati dal 15 agosto, quando i 14 distretti del Kerala sono stati sommersi dall’inondazione più devastante degli ultimi 100 anni, sono 196 e che altri 37 decessi sono ancora sotto studio. La Ministra ha negato che ci sia, per il momento, un vero allarme epidemia, e ha invitato tutti i cittadini che sono venuti a contatto con le acque probabilmente contaminate a vaccinarsi, seguendo un protocollo che l’assunzione di una pillola una volta a settimana per un mese.
– BRUXELLES

– Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ed il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, sono stati invitati, insieme ai capi di stato e di governo del Ppe, tra cui la cancelliera Angela Merkel ed il premier ungherese Viktor Orban, al vertice dei leader del Partito Popolare europeo il 19 settembre a Salisburgo. L’evento, organizzato nell’ambito della presidenza semestrale europea austriaca, sarà incentrato sulla preparazione del meeting informale dei capi di stato e di governo Ue del 20 settembre. Il presidente del Ppe, Joseph Daul, ospiterà il summit, a cui parteciperanno anche il presidente del gruppo al Parlamento europeo, Manfred Weber, il segretario generale del Ppe Antonio Lopez-Isturiz ed i membri della presidenza del Ppe. Oltre a Merkel e Orban anche Nicos Anastasiades (Cipro), Boyko Borissov (Bulgaria), Klaus Iohannis (Romania), Sebastian Kurz (Austria), Andrej Plenkovic (Croazia) e Leo Varadkar (Irlanda).
– ZAGABRIA

– Un gruppo di sommozzatori croati ha trovato nel relitto della nave ammiraglia Re d’Italia, affondata nell’Adriatico nel 1866 nella celebre battaglia navale di Lissa (Vis in croato), una cassaforte che forse contiene un tesoro del valore di decine di milioni di euro. Lo riferiscono i media croati, che citano il leader dei sommozzatori cacciatori di tesori sommersi, Lorenzo Marovic di Lissa.
Secondo una leggenda che si racconta da un secolo e mezzo, al momento dell’affondamento la fregata corrazzata della Regia Marina trasportava un carico d’oro che sarebbe dovuto servire ai costi del governo provvisorio italiano in Dalmazia, in caso di vittoria della marina italiana sull’Austria durante la Terza guerra d’indipendenza.
– PARIGI

– I cinghiali proliferano anche in Francia e l’uomo – unico loro predatore – corre ai ripari.
Sarebbero 4 milioni sul territorio francese e – secondo il grido d’allarme degli agricoltori – sono colpevoli di danni sempre più gravi e numerosi alle colture ma non solo: per colpa loro sono in aumento anche gli incidenti stradali.
Il governo, nonostante la fase politica non semplice, sta per varare un comitato di lotta contro i danni causati dal cinghiali e animali di grande stazza, che sarà operativo dal 6 settembre.
“Abbiamo troppi danni legati ai cinghiali nelle nostre pianure, nelle culture, nei campi, negli orti, nelle vigne, ovunque”, è l’allarme lanciato alcuni giorni fa dalla presidente della Federazione degli agricoltori, Christiane Lambert.
Secondo Lambert, ogni anno vengono abbattuti 700.000 cinghiali su 4 milioni di esemplari, mentre 30 milioni di euro sarebbe il totale dei danni causati dagli invadenti animali.
– NEW DELHI

– Sono almeno cinque i morti e decine i feriti intrappolati nelle loro automobili per il crollo di un troncone di un ponte che scavalca un’arteria stradale molto trafficata a Calcutta. Lo riferisce l’agenzia indiana ZeeNews. L’incidente, che ricorda il tragico crollo del ponte Morandi a Genova, è avvenuto poco fa a Majerat, un’area a sud della città. I soccorritori stanno combattendo contro il tempo nel tentativo di liberare le persone rimaste sotto le macerie.
– BUENOS AIRES

– Un ragazzino di 13 anni è rimasto ucciso, in Argentina, durante scontri tra la polizia ed una cinquantina di persone, di una comunità aborigena, che tentavano di saccheggiare un supermercato a Sáenz Peña, nella provincia di Chaco, alla frontiera con il Paraguay.
Secondo il portale ‘Diario Chaco’ la vittima è stata colpita da “un proiettile di gomma” al petto ed è morta dopo il ricovero. Ma il direttore dell’ospedale ‘4 de Junio’, Rolando Gauna, ha sostenuto che “si è trattato di una ferita da un’arma da fuoco”.
– TOKYO

– E’ salito a sette il bilancio dei morti, con centinaia di feriti, provocati dal tifone Jebi, il più potente degli ultimi 25 anni ad abbattersi sul Giappone.
Avvisi di evacuazione nelle regioni centro-occidentali dell’arcipelago restano in vigore. Continuano le operazioni di soccorso all’aeroporto internazionale di Osaka, per disincagliare la nave che ha urtato il ponte di collegamento del terzo scalo del paese – nel frattempo allagato – con la città di Izumisano. Il ministero dei Trasporti ha reso noto che una delle piste dell’aeroporto, costruito su un’isola artificiale, è completamente sommersa dall’acqua, e 3.000 persone sono bloccate all’interno dello scalo con problemi di elettricità e accesso limitato ad internet. In tutta la giornata di martedì più di 700 voli aerei sono stati cancellati, con le raffiche di vento che raggiungevano i 215 chilometri orari. Numerose le interruzioni dei trasporti ferroviari, incluse le linee dei treni super veloci e i collegamenti autostradali nella regione del Kansai.
– New Delhi

– “Non ci sono morti, contrariamente a quello che si era immediatamente detto, ma solo feriti”. Lo ha detto all’agenzia ANI News, Firhad Hakim, ministro della stato del Bengala, parlando del crollo del ponte a Calcutta.
Tutti gli automobilisti e i passanti coinvolti – ha aggiunto – sono stati liberati dalle macerie e dalle lamiere delle auto che li intrappolavano. Circa metà del ponte, che scavalca una strada di grande traffico e un’importante linea ferroviaria in una elegante zona a sud di Calcutta, è collassato all’improvviso.
– JUNEAU (ALASKA

, USA)

– Un piccolo e sperduto villaggio dell’Alaska ha visto negli ultimi tempi un boom nell’arrivo di turisti, ovvero sin da quando gli orsi polari hanno iniziato a rimanere più a lungo nella zona, a causa della diminuzione progressiva dei ghiacci artici. Si tratta del villaggio di Kaktovik, nel Nord dello stato, dove lo scorso anno per vedere gli orsi polari in natura sono arrivati oltre duemila turisti. Un bell’incremento, considerato che prima del 2011, la media annua era meno di 50 visitatori l’anno, ha sottolineato Jennifer Reed, dell’Arctic National Wildlife Refuge. “Oggi parliamo di centinaia e centinaia di visitatori, molti provenienti da tutto il mondo, ogni anno “, ha detto Reed. Gli orsi polari sono sempre stati uno spettacolo comune vicino ai ghiacci nel mare nei pressi di Kaktovik, ma i residenti hanno iniziato a notare un cambiamento a metà degli anni ’90. Più orsi sembravano rimanere sulla terra e gli orsi femmine facevano le tane nella neve sulla terraferma, invece che sul ghiaccio

– TEL AVIV

– Monica Lewinsky ha troncato ieri sul nascere una intervista negli studi di una tv israeliana dopo che la giornalista le ha chiesto se attendesse ancora scuse personali da Bill Clinton. ”Scusate, non posso proprio andare avanti” ha detto Lewinsky alzandosi di scatto dalla sedia e lasciando il palco. Oggi l’ex stagista del presidente Usa ha spiegato di aver concordato in anticipo che quell’argomento non doveva essere toccato durante il colloquio, che era dedicato invece ai pregi e ai pericoli dei social media.
”Avevamo fissato parametri chiari” ha aggiunto Lewinsky. La emittente ‘Hadashot’ ha replicato di essersi attenuta scrupolosamente alle intese.
Lewinsky era una degli ospiti d’onore dello show ‘Personaggi influenti’. E’ stata invitata in Israele per tenere una conferenza sulle aggressioni nei social media, partendo dalla propria esperienza personale del 1998 quando la sua reputazione divenne repentinamente oggetto di discussione a livello globale.
– Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha confermato ieri ai presidenti delle Commissioni parlamentari degli Affari Esteri di Camera e Senato di essere immediatamente a disposizione del Parlamento per riferire sull’insieme della situazione in Libia. Lo rende noto la Farnesina.
– Nel quadro delle iniziative dedicate a favorire il miglioramento della situazione in Libia, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha avuto oggi un’altra conversazione telefonica con il Presidente del Consiglio Presidenziale libico, Faez Al Serraj. Lo rende noto la Farnesina. Il ministro ha confermato la solidarietà e il sostegno italiano al popolo libico e alle sue istituzioni in questa fase di grave difficoltà, funestata da scontri armati nella capitale Tripoli.
– NEW YORK – Sneakers e abbigliamento firmati Nike in fiamme su social media. Le risposte alla nuova campagna del brand sportivo che ha scelto l’atleta simbolo della protesta dell’inno come suo testimonial per i 20 anni di ‘Just Do It’ non si sono fatte attendere. In evidente sostegno al presidente Trump – che sin dall’inizio ha dichiarato guerra agli atleti che si inginocchiano mentre viene intonato l’inno nazionale americano in segno di protesta contro la polizia violenta e il razzismo – alcune persone hanno dato fuoco ai prodotti Nike e hanno postato video o foto sui social media. “Boicottate l’antiamericana Nike – si legge in un post su Twitter -, odia i veterani e i loro prodotti sono fatti in Cina e non in Usa”. “Cara Nike – si legge in un altro post – brucio tutte le cose Nike che posseggo. L’uomo che hai scelto come volto per la tua campagna #justdoit indossava calzini che descrivevano i poliziotti come maiali”.
– NEW DELHI

– Vasundhara Raje, la premier del Rajasthan, ha annunciato che tutte le donne del suo stato appartenenti a famiglie il cui reddito sia sotto il livello di povertà riceveranno un telefono cellulare: lo scrive il quotidiano Hindustan Times.
I telefoni saranno dotati di connessione internet gratuita per accedere direttamente ai vantaggi previsti dal Bhamashas Yojana, un ambizioso programma di incentivi pubblici che mira al miglioramento della condizione femminile, lanciato in Rajasthan nel 2008. Il programma prevede, tra l’altro, incentivi economici, e sostegno per l’avvio di microattività imprenditoriali. Grazie ai telefonini, dotati di un’applicazione molto diffusa in India che li trasforma in carte di credito prepagate, le donne, che raramente dispongono di conti correnti, bancari o postali, potranno utilizzare, con un clic, le somme accreditate a loro favore dal programma di governo.
– BRUXELLES

– “Il Parlamento europeo deve far sentire la sua voce sulla crisi in Libia nella prossima plenaria. Solo agendo uniti possiamo lavorare per la pace e la stabilità. Gli Stati Membri devono smettere di promuovere le proprie agende nazionali, danneggiando tutti i cittadini europei”. Lo scrive in un tweet il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.
– AOSTA

– Un base jumper svizzero di 52 anni è morto dopo essersi schiantato al suolo sulle alpi bernesi.
Insieme a due amici stamane, verso le 10, si è lanciato dal monte Haut de Cry, a 2.969 metri di quota. Giunti a terra, nel comune di Chamoson, i due si sono accorti della sua assenza e hanno quindi allertato i soccorsi. Sono scattate le ricerche da parte di Air-glaciers e della polizia cantonale del Vallese, con l’impiego di due elicotteri. Il corpo della vittima – originario del cantone Jura e residente in quello di Friburgo – è stato trovato alle 13, a quota 1.200 metri.

– IL CAIRO

– Il Consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale libico del premier Fayez Al Sarraj ha “deciso la formazione di un comitato di crisi, in seduta permanente fino al ritorno della stabilità” nella capitale libica, per “seguire gli sviluppi a Tripoli e mettere a punto le misure di sicurezza e amministrative necessarie”. Lo stabilisce un decreto pubblicato su Fb dall’Ufficio informazioni del premier. “Sotto la direzione” di Sarraj, riunisce i ministri di Interno, Finanze, Esteri, Enti locali e sottosegretari di Difesa e Migranti.
– IL CAIRO

– “Sotto gli auspici” dell’inviato speciale dell’Onu in Libia, Ghassan Salamé, “un accordo per il cessate il fuoco è stato raggiunto e firmato oggi per porre fine a tutte le ostilità, proteggere i civili, salvaguardare la proprietà pubblica e privata e riaprire l’aeroporto di Mitiga”: lo scrive l’Unsmil in un tweet sintetizzando l’intesa raggiunta fra le milizie. L’intesa di oggi “non punta a risolvere tutti i problemi della sicurezza della capitale della Libia: cerca un accordo quadro sul modo di iniziare ad affrontare tali questioni”, si afferma in un altro tweet.
– PARIGI

– “Gli sforzi della Francia non sono diretti contro nessuno, certamente non contro contro l’Italia, di cui sosteniamo l’iniziativa di organizzare una nuova conferenza su questo dossier importante per i due Paesi”: lo ha detto il ministero degli Esteri della Francia rispondendo ai media transalpini dopo le critiche contro Parigi sul dossier libico mosse in primis dal vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.
– Centinaia di migranti africani sarebbero fuggiti da un centro di detenzione nei pressi dell’aeroporto di Tripoli, approfittando del caos di queste ore.
Ne dà notizia il sito della Reuters, citando fonti umanitarie secondo cui fino a 1.800 persone potrebbero aver abbandonato la struttura. Fonti del governo libico hanno però negato la circostanza. La fonte citata, che fa parte di organizzazione internazionale, ha precisato che la fuga sarebbe scattata durante combattimenti tra bande rivali avvenuti nelle vicinanze del centro di detenzione, che si trova sulla strada che conduce all’ex aeroporto internazionale di Tripoli, distrutto in una battaglia tra milizie rivali nel 2014. Non è chiaro dove i fuggitivi siano diretti, ma gran parte delle persone detenute nei centri sono state arrestate nel tentativo di imbarcarsi verso l’Europa.
– WASHINGTON

– “Vogliamo essere chiari: se il presidente siriano Bashar al-Assad sceglie di usare di nuovo armi chimiche, gli Stati Uniti e i suoi alleati risponderanno rapidamente ed in maniera adeguata”. Lo afferma la Casa Bianca in una nota, sottolineando come gli Usa “stiano monitorando da vicino la situazione nella provincia di Idlib dove milioni di civili innocenti sono minacciati da un imminente attacco di Assad sostenuto da Russia e Iran”. “Questo attacco sarebbe una sconsiderata escalation del conflitto”.
– Un appello al rispetto del cessate il fuoco in Libia è stato lanciato da Italia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti a “tutte le parti in causa” in una nota congiunta in cui si auspica la riconciliazione e la ripresa di un processo politico di pace a guida libica. “Facciamo appello a tutte le fazioni libiche – si afferma nella nota congiunta – affinchè sia evitata ogni azione che possa pregiudicare l’odierno annuncio di cessate il fuoco, mettere a repentaglio la sicurezza dei civili o far arretrare gli sforzi libici di portare avanti il processo politico e procedere in uno spirito di compromesso”. I quattro governi ribadiscono infine il loro sostegno al rappresentante speciale del Segretario generale in Libia, Ghassan Salamè, al presidente del Consiglio di presidenza, Fayez al-Sarraj, e al governo libico di accordo nazionale “nel loro sforzo, in collaborazione con le Nazioni Unite, per promuovere la riconciliazione e sostenere un processo politico a guida libica”.
– WASHINGTON

– Sono 70 le persone arrestate per le proteste contro la conferma del giudice conservatore Brett Kavanaugh alla Corte Suprema. Lo ha reso noto la polizia di Capitol Hill al termine della prima giornata di audizione davanti alla commissione Giustizia del Senato Usa. L’accusa è di condotta insubordinata. In maggioranza erano donne, secondo cui la conferma del magistrato sarà un colpo per i loro diritti e quelli dei gay. Donald Trump accusa intanto i democratici per la loro ostilità in Senato verso la conferma della nomina del giudice. “Le audizioni di Brett Kavanaugh come futuro giudice della Corte suprema sono davvero una dimostrazione di come l’altra parte sia meschina, arrabbiata e spregevole”, ha twittato. “Diranno qualsiasi cosa, e stanno solo mirando ad infliggere dolore e imbarazzo ad uno dei giuristi più altamente rinomati mai apparsi davanti al Congresso. Molto triste da vedere!”, ha aggiunto.
– Il progetto europeo è in “pericolo di morte”, minacciato da avversari sia dentro sia fuori l’Unione e “alcuni all’interno dell’Europa lo vogliono indebolire o addirittura distruggere: la Polonia, l’Ungheria, la Romania, il governo italiano”. Lo ha detto il commissario Ue al Bilancio Guenther Oettinger, secondo quanto riporta Politico, durane un intervento martedì sera a Bruxelles.
Un “idiota”, uno “squilibrato”, un “bugiardo professionale”, un presidente che agisce e ha la comprensione di “un alunno di quinta elementare”. E’ quello che pensano di Donald Trump alcuni dei suoi ex o attuali stretti collaboratori, impegnati nella “Crazytown” della Casa Bianca ad evitare danni irreparabili alla sicurezza nazionale con una sorta di strisciante “colpo di stato amministrativo”.
E’ la fotografia della West Wing di ‘Fear: Trump in the White House’, il nuovo libro di Bob Woodward, il leggendario reporter due volte premio Pulitzer che insieme a Carl Bernstein rivelò i retroscena dello scandalo Watergate. Un’opera che mette nuovamente in imbarazzo il tycoon, dopo ‘Fury and fire’ (Furia e fuoco) del giornalista Michael Wolff e ‘Unhinged’ (Squilibrato) dell’ex consigliera presidenziale Omarosa Manigault Newman.
Immediata la replica della Casa Bianca: “Questo libro non è altro che storie inventate, molte da ex dipendenti scontenti, raccontate per fare sembrare il presidente negativamente”, afferma la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders, rivendicando i “successi senza precedenti” di Donald Trump, anche se qualche volta con modi “non convenzionali”, e assicurando che “nessuno può batterlo nel 2020”.
Più difficile però questa volta screditare un autore così famoso ed autorevole, che per scrivere questo libro ha raccolto centinaia di ore di interviste con testimoni di prima mano, stilato diari personali, esaminato documenti governativi. Il volume (448 pagine, editore Simon & Schuster), uscirà l’11 settembre, ma alcune anticipazioni sono state diffuse dal Washington Post, di cui Woodward è ancora una delle firme di punta.
Uno dei temi centrali del libro sono le furtive macchinazioni usate dall’inner circle del presidente per tentare di controllare i suoi impulsi e prevenire disastri, sia per lui che per il Paese. Woodward descrive una sorta di “colpo di stato amministrativo” e un “esaurimento nervoso” dell’amministrazione, con i consiglieri più importanti a cospirare per strappare documenti ufficiali dal tavolo di Trump, in modo che non li veda o non li firmi. Insomma, un presidente sotto tutela.
Come quando l’ex consigliere economico Gary Cohn gli tolse dalla scrivania le carte per uscire dal Nafta e dall’accordo commerciale con la Corea del sud per proteggere la sicurezza nazionale e il tycoon non se ne accorse. O quando il commander in chief chiamò il capo del Pentagono dopo un attacco chimico di Assad contro i civili chiedendo che il leader siriano fosse ucciso e Jim Mattis gli diede ragione ma si guardò bene dal farlo, proponendo alla fine un più convenzionale attacco missilistico. Mattis avrebbe inoltre detto ai suoi collaboratori che il presidente agisce e ha la comprensione di un “alunno di quinta elementare o prima media”. Il chief of staff John Kelly avrebbe invece confessato ai colleghi di pensare che il tycoon è “squilibrato” e, in una occasione, che è un “idiota: è inutile tentare di convincerlo di qualsiasi cosa. E’ andato fuori controllo. Siamo in Crazytown…Questo è il peggior lavoro che abbia mai avuto”.
Kelly ha smentito di aver mai chiamato il presidente un idiota” “questo è un altro patetico tentativo di diffamare le persone vicino al presidente Trump e distrarre dai molti successi dell’amministrazione”. Trump fu pressato dai consiglieri per condannare i suprematisti bianchi dopo le violenze a Charlottesville dopo aver detto che la colpa era anche dei contestatori, ma quasi subito si pentì: “è stato il più grande errore che abbia fatto” si sfogò. Vari i dettagli anche sul Russiagate, come quando Trump perse le staffe mentre uno dei suoi avvocati lo stava preparando, simulando un interrogatorio per fargli capire il rischio di uno spergiuro: “non voglio testimoniare”, si arrese dopo 30 minuti. Non mancano le sprezzanti derisioni e imitazioni di nemici e collaboratori: da John McCain al suo ex chief of staff Reince Preibus (“un piccolo ratto”), dal suo ex consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster (veste abiti economici “come un venditore di birra”). Sino al suo ministro della giustizia Jeff Sessions (“traditore”, “mentalmente ritardato”, uno “stupido meridionale”), che ha attaccato nuovamente ieri per l’incriminazione di due candidati repubblicani alla vigilia di Midterm, con una pericolosa interferenza sul potere giudiziario.
– Il governo italiano continua a mettere a punto la Conferenza sulla Libia che si terrà in Italia a novembre. Nel vertice di oggi a Palazzo Chigi, si legge in una nota ufficiale di Palazzo Chigi, “sono stati definiti alcuni dettagli” sull’appuntamento.
“Il governo – si legge nel testo – resta estremamente concentrato nel seguire gli sviluppi in atto in Libia nell’auspicio di un superamento delle attuali tensioni.
– WASHINGTON

– “Penso sia un terribile messaggio”: cosi’ Donald Trump, parlando al sito conservatore The Daily Caller, ha commentato dal decisione della Nike di ingaggiare come nuovo testimonial Colin Kaepernick, il giocatore di football che ha fatto infuriare il presidente dopo aver lanciato la protesta contro l’inno nazionale per manifestare contro il razzismo esistente ancora in Usa. Pur non gradendo la mossa della Nike, il tycoon ha detto di rispettare il diritto dell’azienda di scegliersi i testimonial.
– NEW YORK

– Asia Argento replica a Jimmy Bennett attraverso il suo nuovo avvocato, Mark Jay Heller.
L’attrice smentisce di aver mai avuto una relazione sessuale con il giovane ex attore-bambino che l’accusa di molestie quando lui era minorenne e annuncia che ha bloccato i pagamenti concordati dall’ex compagno Anthony Bourdain per mettere la storia a tacere.
“La relazione con Bennett non e’ mai stata sessuale, ma alla fine si scoprirà che e’ stata lei ad essere attaccata da Bennett”, ha detto Heller che aggiunto: “Ora che Bourdain e’ morto e non puo’ commentare sul desiderio di evitare un potenziale scandalo, Asia non permettera’ che nessun’altra rata del pagamento di 380 mila dollari concordato sia pagata a Bennett che ha gia’ ricevuto 250 mila dollari”.
– TOKYO

– E’ salito a 11 morti e almeno 300 feriti il bilancio del tifone Jebi in Giappone, dove si cominciano a stimare gli ingenti danni provocati dalla perturbazione.
Nelle ultime ore si è appreso che una comitiva scolastica con 160 bambini è rimasta bloccata nei pressi di Kyoto a causa del maltempo, e due di essi sono stati trasportati in elicottero in ospedale. L’aeroporto Kansai di Osaka rimane chiuso fino a data da stabilire, e dopo l’evacuazione di 5.000 persone rimaste bloccate ieri nello scalo, si fa una stima dei danni subiti.
Il tifone Jebi – il 21esimo della stagione e definito il più potente negli ultimi 25 anni dall’agenzia meteorologica nazionale – si è trasformato in mattinata in un sistema di bassa pressione, lasciandosi alle spalle l’isola dell’Hokkaido e dirigendosi verso Sakhalin, in Russia.

– GULFPORT

– La tempesta tropicale Gordon non si è trasformata in uragano ma ha toccato terra a ovest del confine tra l’Alabama e il Mississippi lasciando senza corrente elettrica migliaia di famiglie.
Secondo il centro nazionale uragani la tempesta, che finora ha registrato venti fino a 110 chilometri orari, dovrebbe indebolirsi domani lungo il suo cammino attraverso il Mississippi, la Louisiana e l’Arkansas.
Oltre 27.000 persone soprattutto in Alabama e Florida sono rimaste senza corrente elettrica mentre la tempesta si avvicinava alla costa, un numero che è salito rapidamente nelle ultime ore, quando Gordon ha toccato terra.

 

MONDO: TUTTI GLI AGGIORNAMENTI: L’ARTICOLO

E’ salito ad almeno 50 morti e 138 feriti il bilancio delle vittime in una settimana di combattimenti nei sobborghi di Tripoli, iniziati lo scorso 27 agosto. Lo riferisce il ministero della Sanità libico citato dai media locali. Secondo la missione Onu, sono almeno 21 i civili uccisi, tra i quali donne e bambini.
– BRUXELLES

– ‘L’affaire Selmayr’ e la sua nomina lampo a segretario generale della Commissione Ue sono un caso di “cattiva amministrazione”. Per evitare il ripetersi di una situazione simile in futuro, la Commissione dovrà sviluppare una procedura di nomina ad hoc per il posto di segretario generale. Sono le conclusioni a cui è giunto il Mediatore europeo Emily O’Reilly, senza quindi richieste di dimissioni o conseguenze dirette sull’attuale segretario generale nonostante il caso di cattiva amministrazione verificatosi in occasione della sua nomina. Secondo l’Ombudsman Ue, questa si è verificata “in seguito al fatto che la Commissione non ha seguito le regole pertinenti in modo corretto né nella lettera né nello spirito”, creando “un senso di urgenza artificiale per assegnare il posto di segretario generale in modo da giustificare la non pubblicazione dell’annuncio”. Inoltre “la comunicazione” dell’esecutivo sulla questione è stata “difensiva, evasiva e a volte combattiva”.
La ministra francese per lo Sport, Laura Flessel, ha deciso di lasciare il governo guidato dal premier Edouard Philippe “per motivi personali”: è quanto rivelano i media francesi. Un’altra defezione dopo le dimissioni a sorpresa del ministro della Transizione ecologica, Nicolas Hulot. Crollato di dieci punti nei sondaggi, il presidente Emmanuel Macron dovrebbe annunciare il rimpasto di governo entro questa sera.E il presidente Emmanuel Macron crolla nei sondaggi. Secondo uno studio realizzato dall’istituto Ifop, solo il 31% dei francesi si dice soddisfatto per l’azione del presidente, un crollo di popolarità di oltre dieci punti rispetto all’ultimo sondaggio dello stesso istituto. Il risultato di Macron è peggiore di quello dell’ex presidente Francois Hollande nello stesso periodo del precedente quinquennato (32%). Dopo oltre un anno di comunicazione praticamente perfetta, Macron ha iniziato ad accumulare negli ultimi mesi guai e polemiche, dal caso Benalla, fino alle recenti dimissioni del ministro della Transizione ecologica Nicolas Hulot o la telenovela sulla riforma fiscale. Oggi, per Macron, è una giornata cruciale,con l’atteso rimpasto di governo per la successione di Hulot e la decisione se gettare o meno la spugna sul controverso prelievo alla fonte.
– PARIGI

– Crollo spettacolare nei sondaggi per Emmanuel Macron. Secondo uno studio realizzato dall’istituto Ifop, solo il 31% dei francesi si dice soddisfatto per l’azione del presidente, un crollo di popolarità di oltre dieci punti rispetto all’ultimo sondaggio dello stesso istituto. Il risultato di Macron è peggiore di quello dell’ex presidente Francois Hollande nello stesso periodo del precedente quinquennato (32%). Dopo oltre un anno di comunicazione praticamente perfetta, Macron ha iniziato ad accumulare negli ultimi mesi guai e polemiche, dal caso Benalla, fino alle recenti dimissioni del ministro della Transizione ecologica Nicolas Hulot o la telenovela sulla riforma fiscale. Oggi, per Macron, è una giornata cruciale,con l’atteso rimpasto di governo per la successione di Hulot e la decisione se gettare o meno la spugna sul controverso prelievo alla fonte.
– BEIRUT

– Centinaia di profughi siriani in Libano si apprestano a tornare nelle prossime ore in Siria in trasferimenti organizzati dai servizi di sicurezza libanesi in cooperazione col governo di Damasco. Lo riferiscono l’agenzia ufficiale libanese Nna e la Sana, agenzia governativa siriana. Secondo le fonti, 200 civili tra cui donne e bambini si sono diretti dalla città di Tripoli, porto nel nord del Libano, verso il confine con la Siria al valico di Abbudiye. Saranno trasferiti nella zona di Homs, nella Siria centrale. Le forze di sicurezza libanesi hanno organizzato altri trasferimenti di rifugiati dalla zona di Shabaa e di Nabatiye nel sud del Libano e dal Metn, regione vicina alla capitale Beirut. Nei mesi scorsi, le autorità libanesi avevano annunciato l’intenzione di coordinarsi con Damasco per facilitare il ritorno in patria di migliaia di siriani. In Libano vivono dal 2011 più di un milione di profughi siriani su una popolazione libanese di poco meno di quattro milioni.
– ISTANBUL

– La Turchia ha inviato nelle ultime ore nuovi rinforzi militari al confine con la Siria da impiegare nella provincia nordoccidentale di Idlib, contro cui appare sempre più vicina la minaccia di un’offensiva su vasta scala di Damasco con il sostegno russo e iraniano. Almeno 8 camion che trasportavano tank M60 e altri mezzi d’artiglieria sono giunti nella notte nel distretto di Elbeyli della provincia frontaliera di Kilis, per essere poi trasferiti alle truppe di Ankara già presenti a Idlib con 12 postazioni di monitoraggio stabilite nei mesi scorsi nell’ambito del processo di Astana con Mosca e Teheran. L’obiettivo turco, spiegano fonti militari citate da Hurriyet, è anche quello di controllare eventuali movimenti di profughi in fuga verso i suoi confini.
– TOKYO

– E’ di un morto e 5 feriti il bilancio provvisorio del tifone Jebi, il più potente abbattutosi in Giappone negli ultimi 25 anni, causando il parziale allagamento dell’aeroporto del Kansai a Osaka, con venti che spiravano a oltre 210 chilometri orari. Dopo aver attraversato la prefettura di Tokushima, sul versante meridionale dell’isola di Shikoku, il tifone ha costeggiato la città di Kobe per poi dirigersi verso il mare del Giappone, ha reso noto l’Agenzia nazionale meteorologica.
– ISTANBUL

– Nuova operazione in Turchia contro sospetti infiltrati nelle forze armate della presunta rete golpista di Fethullah Gulen. La procura generale di Ankara ha emesso stamani 25 mandati di cattura nei confronti di luogotenenti in servizio presso il Comando della gendarmeria.
Blitz per cercare di arrestarli sono in corso in 16 province.
Finora, riferisce Anadolu, i soldati finiti in manette sono 23.
– MADRID

– Non si ferma l’ondata di sbarchi di migranti al largo delle coste dell’Andalusia. Oltre 660 migranti su 16 imbarcazioni sono stati tratti in salvo ieri nel Mediterraneo spagnolo e nel Mare di Alboran, riferiscono fonti del Salvataggio marittimo.
Di questi, 243 migranti di origini sub-sahariane, fra le quali una cinquantina di donne e dieci minori, intercettati su 5 barconi dalla motovedetta ‘Guardamar Caliope’ nel Mare di Alboran, sono stati trasferiti al Centro di accoglienza temporanea di stranieri (Cate) allestito a fine agosto dall’esercito nel porto di Motril (Granada). Si tratta di un nuovo accampamento di 13 tende militari, su una superficie di 4.500 metri quadri e con una capacità di accoglienza di 250 persone, realizzato per far fronte all’emergenza degli arrivi.
Dall’inizio dell’anno la Spagna è diventata il principale Paese di arrivo di migranti nel Mediterraneo con, ad oggi, lo sbarco di oltre 27.600 persone, delle quali 23.800 via mare e 3.800 via terra, secondo l’Unhcr.

Sono cominciati oggi i raid aerei governativi siriani sulla regione di Idlib al confine con la Turchia come preparazione all’offensiva di terra, annunciata da settimane, contro l’ultima roccaforte anti-regime nella Siria occidentale. Lo riferiscono media siriani e fonti locali, affermando che gli attacchi aerei per il momento si concentrano nell’area di Jisr ash Shughur, a ovest del capoluogo di Idlib. Raid sporadici sono in corso anche tra Hama e Idlib.
– PARIGI

– Un gruppo di turisti russi in arrivo da Nizza, in Costa Azzurra, all’aeroporto parigino di Le Bourget, è stato vittima di una spettacolare rapina, ieri sera, su una bretella d’accesso all’autostrada A1. Il bottino, riferiscono fonti vicine all’inchiesta citate da Europe 1, ammonta a diverse centinaia di migliaia di euro tra gioielli e abiti di lusso. La Mercedes che trasportava i turisti russi in provenienza da Le Bourget, lo scalo su cui viaggiano soprattutto gli aerei di Stato e i jet privati dei mega-milionari, è stata improvvisamente bloccata in autostrada, speronata dal veicolo in cui si trovavano i quattro rapinatori incappucciati. Una volta fermi sul ciglio della strada, questi hanno alleggerito i russi di diverse valigie, un telefono cellulare e una borsa. A Parigi, questo genere di operazioni sulle auto di grossa cilindrata in arrivo dagli aeroporti, spesso imbottigliate negli ingorghi, sono ormai un classico della cronaca locale.
– BRUXELLES

– “Gli Stati membri dell’Ue hanno una posizione unita sulla Libia”. Lo afferma una portavoce del Servizio europeo per l’azione esterna, ad una domanda sulle accuse dell’Italia alla Francia. Ieri l’Alto rappresentante Federica Mogherini ha parlato con l’inviato speciale dell’Onu Ghassan Salamé al quale ha assicurato “il pieno sostegno da parte dell’Ue” per trovare “una soluzione a lungo termine” attraverso “un processo politico”, ha poi spiegato il portavoce alla domanda come l’Ue intenda agire.
– PECHINO

– Xi Jinping non andrà a Pyongyang in occasione dei festeggiamenti del 9 settembre per i 70 anni della fondazione della Corea del Nord: il presidente, che è prima di tutto segretario generale del Partito comunica cinese, ha designato come rappresentante speciale a capo di un’apposita delegazione Li Zhanshu, attuale presidente del National People’s Congress, l’assemblea legislativa cinese. Lo annuncia l’agenzia Nuova Cina. Li, membro del Comitato permanente del Politburo, è il numero tre della scala gerarchica del Partito.
– NEW DELHI

– Kerala in allerta per la morte, negli ultimi due giorni, di almeno quattordici persone a causa della leptospirosi, o rat fever, la febbre batterica che si trasmette attraverso l’acqua contaminata dall’urina dei roditori, i cui sintomi più frequenti sono febbri alte e forti dolori muscolari. La Ministra della Salute dello stato, K K Shylaja ha detto ieri al quotidiano Hindustan Times che in totale i casi di leptospirosi accertati dal 15 agosto, quando i 14 distretti del Kerala sono stati sommersi dall’inondazione più devastante degli ultimi 100 anni, sono 196 e che altri 37 decessi sono ancora sotto studio. La Ministra ha negato che ci sia, per il momento, un vero allarme epidemia, e ha invitato tutti i cittadini che sono venuti a contatto con le acque probabilmente contaminate a vaccinarsi, seguendo un protocollo che l’assunzione di una pillola una volta a settimana per un mese.
– BRUXELLES

– Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ed il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, sono stati invitati, insieme ai capi di stato e di governo del Ppe, tra cui la cancelliera Angela Merkel ed il premier ungherese Viktor Orban, al vertice dei leader del Partito Popolare europeo il 19 settembre a Salisburgo. L’evento, organizzato nell’ambito della presidenza semestrale europea austriaca, sarà incentrato sulla preparazione del meeting informale dei capi di stato e di governo Ue del 20 settembre. Il presidente del Ppe, Joseph Daul, ospiterà il summit, a cui parteciperanno anche il presidente del gruppo al Parlamento europeo, Manfred Weber, il segretario generale del Ppe Antonio Lopez-Isturiz ed i membri della presidenza del Ppe. Oltre a Merkel e Orban anche Nicos Anastasiades (Cipro), Boyko Borissov (Bulgaria), Klaus Iohannis (Romania), Sebastian Kurz (Austria), Andrej Plenkovic (Croazia) e Leo Varadkar (Irlanda).
– ZAGABRIA

– Un gruppo di sommozzatori croati ha trovato nel relitto della nave ammiraglia Re d’Italia, affondata nell’Adriatico nel 1866 nella celebre battaglia navale di Lissa (Vis in croato), una cassaforte che forse contiene un tesoro del valore di decine di milioni di euro. Lo riferiscono i media croati, che citano il leader dei sommozzatori cacciatori di tesori sommersi, Lorenzo Marovic di Lissa.
Secondo una leggenda che si racconta da un secolo e mezzo, al momento dell’affondamento la fregata corrazzata della Regia Marina trasportava un carico d’oro che sarebbe dovuto servire ai costi del governo provvisorio italiano in Dalmazia, in caso di vittoria della marina italiana sull’Austria durante la Terza guerra d’indipendenza.
– PARIGI

– I cinghiali proliferano anche in Francia e l’uomo – unico loro predatore – corre ai ripari.
Sarebbero 4 milioni sul territorio francese e – secondo il grido d’allarme degli agricoltori – sono colpevoli di danni sempre più gravi e numerosi alle colture ma non solo: per colpa loro sono in aumento anche gli incidenti stradali.
Il governo, nonostante la fase politica non semplice, sta per varare un comitato di lotta contro i danni causati dal cinghiali e animali di grande stazza, che sarà operativo dal 6 settembre.
“Abbiamo troppi danni legati ai cinghiali nelle nostre pianure, nelle culture, nei campi, negli orti, nelle vigne, ovunque”, è l’allarme lanciato alcuni giorni fa dalla presidente della Federazione degli agricoltori, Christiane Lambert.
Secondo Lambert, ogni anno vengono abbattuti 700.000 cinghiali su 4 milioni di esemplari, mentre 30 milioni di euro sarebbe il totale dei danni causati dagli invadenti animali.
– NEW DELHI

– Sono almeno cinque i morti e decine i feriti intrappolati nelle loro automobili per il crollo di un troncone di un ponte che scavalca un’arteria stradale molto trafficata a Calcutta. Lo riferisce l’agenzia indiana ZeeNews. L’incidente, che ricorda il tragico crollo del ponte Morandi a Genova, è avvenuto poco fa a Majerat, un’area a sud della città. I soccorritori stanno combattendo contro il tempo nel tentativo di liberare le persone rimaste sotto le macerie.
– BUENOS AIRES

– Un ragazzino di 13 anni è rimasto ucciso, in Argentina, durante scontri tra la polizia ed una cinquantina di persone, di una comunità aborigena, che tentavano di saccheggiare un supermercato a Sáenz Peña, nella provincia di Chaco, alla frontiera con il Paraguay.
Secondo il portale ‘Diario Chaco’ la vittima è stata colpita da “un proiettile di gomma” al petto ed è morta dopo il ricovero. Ma il direttore dell’ospedale ‘4 de Junio’, Rolando Gauna, ha sostenuto che “si è trattato di una ferita da un’arma da fuoco”.
– TOKYO

– E’ salito a sette il bilancio dei morti, con centinaia di feriti, provocati dal tifone Jebi, il più potente degli ultimi 25 anni ad abbattersi sul Giappone.
Avvisi di evacuazione nelle regioni centro-occidentali dell’arcipelago restano in vigore. Continuano le operazioni di soccorso all’aeroporto internazionale di Osaka, per disincagliare la nave che ha urtato il ponte di collegamento del terzo scalo del paese – nel frattempo allagato – con la città di Izumisano. Il ministero dei Trasporti ha reso noto che una delle piste dell’aeroporto, costruito su un’isola artificiale, è completamente sommersa dall’acqua, e 3.000 persone sono bloccate all’interno dello scalo con problemi di elettricità e accesso limitato ad internet. In tutta la giornata di martedì più di 700 voli aerei sono stati cancellati, con le raffiche di vento che raggiungevano i 215 chilometri orari. Numerose le interruzioni dei trasporti ferroviari, incluse le linee dei treni super veloci e i collegamenti autostradali nella regione del Kansai.
– New Delhi

– “Non ci sono morti, contrariamente a quello che si era immediatamente detto, ma solo feriti”. Lo ha detto all’agenzia ANI News, Firhad Hakim, ministro della stato del Bengala, parlando del crollo del ponte a Calcutta.
Tutti gli automobilisti e i passanti coinvolti – ha aggiunto – sono stati liberati dalle macerie e dalle lamiere delle auto che li intrappolavano. Circa metà del ponte, che scavalca una strada di grande traffico e un’importante linea ferroviaria in una elegante zona a sud di Calcutta, è collassato all’improvviso.
– JUNEAU (ALASKA

, USA)

– Un piccolo e sperduto villaggio dell’Alaska ha visto negli ultimi tempi un boom nell’arrivo di turisti, ovvero sin da quando gli orsi polari hanno iniziato a rimanere più a lungo nella zona, a causa della diminuzione progressiva dei ghiacci artici. Si tratta del villaggio di Kaktovik, nel Nord dello stato, dove lo scorso anno per vedere gli orsi polari in natura sono arrivati oltre duemila turisti. Un bell’incremento, considerato che prima del 2011, la media annua era meno di 50 visitatori l’anno, ha sottolineato Jennifer Reed, dell’Arctic National Wildlife Refuge. “Oggi parliamo di centinaia e centinaia di visitatori, molti provenienti da tutto il mondo, ogni anno “, ha detto Reed. Gli orsi polari sono sempre stati uno spettacolo comune vicino ai ghiacci nel mare nei pressi di Kaktovik, ma i residenti hanno iniziato a notare un cambiamento a metà degli anni ’90. Più orsi sembravano rimanere sulla terra e gli orsi femmine facevano le tane nella neve sulla terraferma, invece che sul ghiaccio

– TEL AVIV

– Monica Lewinsky ha troncato ieri sul nascere una intervista negli studi di una tv israeliana dopo che la giornalista le ha chiesto se attendesse ancora scuse personali da Bill Clinton. ”Scusate, non posso proprio andare avanti” ha detto Lewinsky alzandosi di scatto dalla sedia e lasciando il palco. Oggi l’ex stagista del presidente Usa ha spiegato di aver concordato in anticipo che quell’argomento non doveva essere toccato durante il colloquio, che era dedicato invece ai pregi e ai pericoli dei social media.
”Avevamo fissato parametri chiari” ha aggiunto Lewinsky. La emittente ‘Hadashot’ ha replicato di essersi attenuta scrupolosamente alle intese.
Lewinsky era una degli ospiti d’onore dello show ‘Personaggi influenti’. E’ stata invitata in Israele per tenere una conferenza sulle aggressioni nei social media, partendo dalla propria esperienza personale del 1998 quando la sua reputazione divenne repentinamente oggetto di discussione a livello globale.
– Il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha confermato ieri ai presidenti delle Commissioni parlamentari degli Affari Esteri di Camera e Senato di essere immediatamente a disposizione del Parlamento per riferire sull’insieme della situazione in Libia. Lo rende noto la Farnesina.
– Nel quadro delle iniziative dedicate a favorire il miglioramento della situazione in Libia, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha avuto oggi un’altra conversazione telefonica con il Presidente del Consiglio Presidenziale libico, Faez Al Serraj. Lo rende noto la Farnesina. Il ministro ha confermato la solidarietà e il sostegno italiano al popolo libico e alle sue istituzioni in questa fase di grave difficoltà, funestata da scontri armati nella capitale Tripoli.
– NEW YORK – Sneakers e abbigliamento firmati Nike in fiamme su social media. Le risposte alla nuova campagna del brand sportivo che ha scelto l’atleta simbolo della protesta dell’inno come suo testimonial per i 20 anni di ‘Just Do It’ non si sono fatte attendere. In evidente sostegno al presidente Trump – che sin dall’inizio ha dichiarato guerra agli atleti che si inginocchiano mentre viene intonato l’inno nazionale americano in segno di protesta contro la polizia violenta e il razzismo – alcune persone hanno dato fuoco ai prodotti Nike e hanno postato video o foto sui social media. “Boicottate l’antiamericana Nike – si legge in un post su Twitter -, odia i veterani e i loro prodotti sono fatti in Cina e non in Usa”. “Cara Nike – si legge in un altro post – brucio tutte le cose Nike che posseggo. L’uomo che hai scelto come volto per la tua campagna #justdoit indossava calzini che descrivevano i poliziotti come maiali”.
– NEW DELHI

– Vasundhara Raje, la premier del Rajasthan, ha annunciato che tutte le donne del suo stato appartenenti a famiglie il cui reddito sia sotto il livello di povertà riceveranno un telefono cellulare: lo scrive il quotidiano Hindustan Times.
I telefoni saranno dotati di connessione internet gratuita per accedere direttamente ai vantaggi previsti dal Bhamashas Yojana, un ambizioso programma di incentivi pubblici che mira al miglioramento della condizione femminile, lanciato in Rajasthan nel 2008. Il programma prevede, tra l’altro, incentivi economici, e sostegno per l’avvio di microattività imprenditoriali. Grazie ai telefonini, dotati di un’applicazione molto diffusa in India che li trasforma in carte di credito prepagate, le donne, che raramente dispongono di conti correnti, bancari o postali, potranno utilizzare, con un clic, le somme accreditate a loro favore dal programma di governo.
– BRUXELLES

– “Il Parlamento europeo deve far sentire la sua voce sulla crisi in Libia nella prossima plenaria. Solo agendo uniti possiamo lavorare per la pace e la stabilità. Gli Stati Membri devono smettere di promuovere le proprie agende nazionali, danneggiando tutti i cittadini europei”. Lo scrive in un tweet il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.
– AOSTA

– Un base jumper svizzero di 52 anni è morto dopo essersi schiantato al suolo sulle alpi bernesi.
Insieme a due amici stamane, verso le 10, si è lanciato dal monte Haut de Cry, a 2.969 metri di quota. Giunti a terra, nel comune di Chamoson, i due si sono accorti della sua assenza e hanno quindi allertato i soccorsi. Sono scattate le ricerche da parte di Air-glaciers e della polizia cantonale del Vallese, con l’impiego di due elicotteri. Il corpo della vittima – originario del cantone Jura e residente in quello di Friburgo – è stato trovato alle 13, a quota 1.200 metri.

– IL CAIRO

– Il Consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale libico del premier Fayez Al Sarraj ha “deciso la formazione di un comitato di crisi, in seduta permanente fino al ritorno della stabilità” nella capitale libica, per “seguire gli sviluppi a Tripoli e mettere a punto le misure di sicurezza e amministrative necessarie”. Lo stabilisce un decreto pubblicato su Fb dall’Ufficio informazioni del premier. “Sotto la direzione” di Sarraj, riunisce i ministri di Interno, Finanze, Esteri, Enti locali e sottosegretari di Difesa e Migranti.
– IL CAIRO

– “Sotto gli auspici” dell’inviato speciale dell’Onu in Libia, Ghassan Salamé, “un accordo per il cessate il fuoco è stato raggiunto e firmato oggi per porre fine a tutte le ostilità, proteggere i civili, salvaguardare la proprietà pubblica e privata e riaprire l’aeroporto di Mitiga”: lo scrive l’Unsmil in un tweet sintetizzando l’intesa raggiunta fra le milizie. L’intesa di oggi “non punta a risolvere tutti i problemi della sicurezza della capitale della Libia: cerca un accordo quadro sul modo di iniziare ad affrontare tali questioni”, si afferma in un altro tweet.
– PARIGI

– “Gli sforzi della Francia non sono diretti contro nessuno, certamente non contro contro l’Italia, di cui sosteniamo l’iniziativa di organizzare una nuova conferenza su questo dossier importante per i due Paesi”: lo ha detto il ministero degli Esteri della Francia rispondendo ai media transalpini dopo le critiche contro Parigi sul dossier libico mosse in primis dal vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini.
– Centinaia di migranti africani sarebbero fuggiti da un centro di detenzione nei pressi dell’aeroporto di Tripoli, approfittando del caos di queste ore.
Ne dà notizia il sito della Reuters, citando fonti umanitarie secondo cui fino a 1.800 persone potrebbero aver abbandonato la struttura. Fonti del governo libico hanno però negato la circostanza. La fonte citata, che fa parte di organizzazione internazionale, ha precisato che la fuga sarebbe scattata durante combattimenti tra bande rivali avvenuti nelle vicinanze del centro di detenzione, che si trova sulla strada che conduce all’ex aeroporto internazionale di Tripoli, distrutto in una battaglia tra milizie rivali nel 2014. Non è chiaro dove i fuggitivi siano diretti, ma gran parte delle persone detenute nei centri sono state arrestate nel tentativo di imbarcarsi verso l’Europa.
– WASHINGTON

– “Vogliamo essere chiari: se il presidente siriano Bashar al-Assad sceglie di usare di nuovo armi chimiche, gli Stati Uniti e i suoi alleati risponderanno rapidamente ed in maniera adeguata”. Lo afferma la Casa Bianca in una nota, sottolineando come gli Usa “stiano monitorando da vicino la situazione nella provincia di Idlib dove milioni di civili innocenti sono minacciati da un imminente attacco di Assad sostenuto da Russia e Iran”. “Questo attacco sarebbe una sconsiderata escalation del conflitto”.
– Un appello al rispetto del cessate il fuoco in Libia è stato lanciato da Italia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti a “tutte le parti in causa” in una nota congiunta in cui si auspica la riconciliazione e la ripresa di un processo politico di pace a guida libica. “Facciamo appello a tutte le fazioni libiche – si afferma nella nota congiunta – affinchè sia evitata ogni azione che possa pregiudicare l’odierno annuncio di cessate il fuoco, mettere a repentaglio la sicurezza dei civili o far arretrare gli sforzi libici di portare avanti il processo politico e procedere in uno spirito di compromesso”. I quattro governi ribadiscono infine il loro sostegno al rappresentante speciale del Segretario generale in Libia, Ghassan Salamè, al presidente del Consiglio di presidenza, Fayez al-Sarraj, e al governo libico di accordo nazionale “nel loro sforzo, in collaborazione con le Nazioni Unite, per promuovere la riconciliazione e sostenere un processo politico a guida libica”.
– WASHINGTON

– Sono 70 le persone arrestate per le proteste contro la conferma del giudice conservatore Brett Kavanaugh alla Corte Suprema. Lo ha reso noto la polizia di Capitol Hill al termine della prima giornata di audizione davanti alla commissione Giustizia del Senato Usa. L’accusa è di condotta insubordinata. In maggioranza erano donne, secondo cui la conferma del magistrato sarà un colpo per i loro diritti e quelli dei gay. Donald Trump accusa intanto i democratici per la loro ostilità in Senato verso la conferma della nomina del giudice. “Le audizioni di Brett Kavanaugh come futuro giudice della Corte suprema sono davvero una dimostrazione di come l’altra parte sia meschina, arrabbiata e spregevole”, ha twittato. “Diranno qualsiasi cosa, e stanno solo mirando ad infliggere dolore e imbarazzo ad uno dei giuristi più altamente rinomati mai apparsi davanti al Congresso. Molto triste da vedere!”, ha aggiunto.
– Il progetto europeo è in “pericolo di morte”, minacciato da avversari sia dentro sia fuori l’Unione e “alcuni all’interno dell’Europa lo vogliono indebolire o addirittura distruggere: la Polonia, l’Ungheria, la Romania, il governo italiano”. Lo ha detto il commissario Ue al Bilancio Guenther Oettinger, secondo quanto riporta Politico, durane un intervento martedì sera a Bruxelles.
Un “idiota”, uno “squilibrato”, un “bugiardo professionale”, un presidente che agisce e ha la comprensione di “un alunno di quinta elementare”. E’ quello che pensano di Donald Trump alcuni dei suoi ex o attuali stretti collaboratori, impegnati nella “Crazytown” della Casa Bianca ad evitare danni irreparabili alla sicurezza nazionale con una sorta di strisciante “colpo di stato amministrativo”.
E’ la fotografia della West Wing di ‘Fear: Trump in the White House’, il nuovo libro di Bob Woodward, il leggendario reporter due volte premio Pulitzer che insieme a Carl Bernstein rivelò i retroscena dello scandalo Watergate. Un’opera che mette nuovamente in imbarazzo il tycoon, dopo ‘Fury and fire’ (Furia e fuoco) del giornalista Michael Wolff e ‘Unhinged’ (Squilibrato) dell’ex consigliera presidenziale Omarosa Manigault Newman.
Immediata la replica della Casa Bianca: “Questo libro non è altro che storie inventate, molte da ex dipendenti scontenti, raccontate per fare sembrare il presidente negativamente”, afferma la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders, rivendicando i “successi senza precedenti” di Donald Trump, anche se qualche volta con modi “non convenzionali”, e assicurando che “nessuno può batterlo nel 2020”.
Più difficile però questa volta screditare un autore così famoso ed autorevole, che per scrivere questo libro ha raccolto centinaia di ore di interviste con testimoni di prima mano, stilato diari personali, esaminato documenti governativi. Il volume (448 pagine, editore Simon & Schuster), uscirà l’11 settembre, ma alcune anticipazioni sono state diffuse dal Washington Post, di cui Woodward è ancora una delle firme di punta.
Uno dei temi centrali del libro sono le furtive macchinazioni usate dall’inner circle del presidente per tentare di controllare i suoi impulsi e prevenire disastri, sia per lui che per il Paese. Woodward descrive una sorta di “colpo di stato amministrativo” e un “esaurimento nervoso” dell’amministrazione, con i consiglieri più importanti a cospirare per strappare documenti ufficiali dal tavolo di Trump, in modo che non li veda o non li firmi. Insomma, un presidente sotto tutela.
Come quando l’ex consigliere economico Gary Cohn gli tolse dalla scrivania le carte per uscire dal Nafta e dall’accordo commerciale con la Corea del sud per proteggere la sicurezza nazionale e il tycoon non se ne accorse. O quando il commander in chief chiamò il capo del Pentagono dopo un attacco chimico di Assad contro i civili chiedendo che il leader siriano fosse ucciso e Jim Mattis gli diede ragione ma si guardò bene dal farlo, proponendo alla fine un più convenzionale attacco missilistico. Mattis avrebbe inoltre detto ai suoi collaboratori che il presidente agisce e ha la comprensione di un “alunno di quinta elementare o prima media”. Il chief of staff John Kelly avrebbe invece confessato ai colleghi di pensare che il tycoon è “squilibrato” e, in una occasione, che è un “idiota: è inutile tentare di convincerlo di qualsiasi cosa. E’ andato fuori controllo. Siamo in Crazytown…Questo è il peggior lavoro che abbia mai avuto”.
Kelly ha smentito di aver mai chiamato il presidente un idiota” “questo è un altro patetico tentativo di diffamare le persone vicino al presidente Trump e distrarre dai molti successi dell’amministrazione”. Trump fu pressato dai consiglieri per condannare i suprematisti bianchi dopo le violenze a Charlottesville dopo aver detto che la colpa era anche dei contestatori, ma quasi subito si pentì: “è stato il più grande errore che abbia fatto” si sfogò. Vari i dettagli anche sul Russiagate, come quando Trump perse le staffe mentre uno dei suoi avvocati lo stava preparando, simulando un interrogatorio per fargli capire il rischio di uno spergiuro: “non voglio testimoniare”, si arrese dopo 30 minuti. Non mancano le sprezzanti derisioni e imitazioni di nemici e collaboratori: da John McCain al suo ex chief of staff Reince Preibus (“un piccolo ratto”), dal suo ex consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster (veste abiti economici “come un venditore di birra”). Sino al suo ministro della giustizia Jeff Sessions (“traditore”, “mentalmente ritardato”, uno “stupido meridionale”), che ha attaccato nuovamente ieri per l’incriminazione di due candidati repubblicani alla vigilia di Midterm, con una pericolosa interferenza sul potere giudiziario.
– Il governo italiano continua a mettere a punto la Conferenza sulla Libia che si terrà in Italia a novembre. Nel vertice di oggi a Palazzo Chigi, si legge in una nota ufficiale di Palazzo Chigi, “sono stati definiti alcuni dettagli” sull’appuntamento.
“Il governo – si legge nel testo – resta estremamente concentrato nel seguire gli sviluppi in atto in Libia nell’auspicio di un superamento delle attuali tensioni.
– WASHINGTON

– “Penso sia un terribile messaggio”: cosi’ Donald Trump, parlando al sito conservatore The Daily Caller, ha commentato dal decisione della Nike di ingaggiare come nuovo testimonial Colin Kaepernick, il giocatore di football che ha fatto infuriare il presidente dopo aver lanciato la protesta contro l’inno nazionale per manifestare contro il razzismo esistente ancora in Usa. Pur non gradendo la mossa della Nike, il tycoon ha detto di rispettare il diritto dell’azienda di scegliersi i testimonial.
– NEW YORK

– Asia Argento replica a Jimmy Bennett attraverso il suo nuovo avvocato, Mark Jay Heller.
L’attrice smentisce di aver mai avuto una relazione sessuale con il giovane ex attore-bambino che l’accusa di molestie quando lui era minorenne e annuncia che ha bloccato i pagamenti concordati dall’ex compagno Anthony Bourdain per mettere la storia a tacere.
“La relazione con Bennett non e’ mai stata sessuale, ma alla fine si scoprirà che e’ stata lei ad essere attaccata da Bennett”, ha detto Heller che aggiunto: “Ora che Bourdain e’ morto e non puo’ commentare sul desiderio di evitare un potenziale scandalo, Asia non permettera’ che nessun’altra rata del pagamento di 380 mila dollari concordato sia pagata a Bennett che ha gia’ ricevuto 250 mila dollari”.
– TOKYO

– E’ salito a 11 morti e almeno 300 feriti il bilancio del tifone Jebi in Giappone, dove si cominciano a stimare gli ingenti danni provocati dalla perturbazione.
Nelle ultime ore si è appreso che una comitiva scolastica con 160 bambini è rimasta bloccata nei pressi di Kyoto a causa del maltempo, e due di essi sono stati trasportati in elicottero in ospedale. L’aeroporto Kansai di Osaka rimane chiuso fino a data da stabilire, e dopo l’evacuazione di 5.000 persone rimaste bloccate ieri nello scalo, si fa una stima dei danni subiti.
Il tifone Jebi – il 21esimo della stagione e definito il più potente negli ultimi 25 anni dall’agenzia meteorologica nazionale – si è trasformato in mattinata in un sistema di bassa pressione, lasciandosi alle spalle l’isola dell’Hokkaido e dirigendosi verso Sakhalin, in Russia.

– GULFPORT   [print-me title=”STAMPA”]