Ultimo aggiornamento 22 Ottobre, 2019, 07:36:03 di Maurizio Barra
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A Roma il bike sharing elettrico di Uber, sistema ‘anti-vandali’
Per servizio Jump 2800 bici elettriche in condivisione
21 ottobre 2019 23:51
Arrivano 2.800 biciclette elettriche in condivisione a Roma. Il servizio di bike-sharing ‘Jump’ è stato lanciato da Uber, che ha scelto la capitale come prima città in Italia, insieme alla sindaca Virginia Raggi. Per contrastare possibili atti di vandalismo sono previste multe per chi parcheggia dove non si può, ad esempio il Lungotevere, un sistema Gps per il monitoraggio dei mezzi, un particolare sistema di blocco e un peso specifico superiore alla media.
https://t.co/azW4Jnl2y1 Non capisco come fare con l’app Uber che ha solo taxi
— Andrea Vreede (@andreavreede) October 21, 2019
“Queste caratteristiche assicurano una guida più responsabile da parte degli utenti e una maggiore sicurezza di parcheggio, unita alla pedalata assistita che aumenta progressivamente la velocità (spinta fino a 25 km/h)”, spiegano i promotori dell’iniziativa.
Al momento sono disponibili 700 biciclette con l’obiettivo di arrivare a 2.800 unità in poche settimane per coprire una superficie pari a 57 km quadrati, che copre oltre alle zone del centro storico anche zone più esterne come Eur, Quartiere Coppede, Monteverde Nuovo e Fleming.
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Truffavano parroci in nome di Nadia Toffa, due denunce
Promettevano 100mila euro dell’eredità della giornalista in cambio del versamento del 5% della somma. E’ successo tutto un mese dopo il funerale
BRESCIA21 ottobre 2019 20:18 (AGGIORNATA ALE 23:51 DEL 21.10.2019)
Due persone sono state denunciate dalla Polizia postale di Brescia per una truffa nel nome di Nadia Toffa effettuata ai danni di parroci bresciani. Nel mirino della Polizia postale sono finiti un uomo, italiano, e una donna cinese, entrambi con precedenti che chiamavano alcuni parroci della diocesi di Brescia comunicando la volontà della famiglia Toffa di donare 100.000 euro alla parrocchia. Veniva chiesto di contattare un determinato studio notarile e per sbloccare l’eredità serviva il versamento di una somma pari al 5% della donazione. Uno dei conti correnti degli indagati è stato bloccato al termine dell’indagine e i soldi disponibili sono stati ‘congelati’ in attesa di essere restituiti ai due parroci che sono caduti nel tranello. E’ successo tutto un mese dopo il funerale di Nadia Toffa, celebrato nel Duomo di Brescia. E proprio dalla città natale della 40enne conduttrice delle Iene, morta ad agosto dopo una lunga battaglia contro il tumore, è partita una truffa che ha sfruttato il suo nome e il dramma vissuto dalla famiglia. A farne le spese sono stati almeno due sacerdoti della Diocesi bresciana che avrebbero pagato 5mila euro. I responsabili del raggiro avevano scelto infatti come vittime i parroci. Telefonavano comunicando la volontà della famiglia Toffa di donare 100mila euro ai loro oratori, in cambio però il sacerdote avrebbe dovuto inviare un bonifico pari al 5% della donazione. E c’è chi ha versato i soldi accorgendosi solo dopo aver parlato con la famiglia Toffa, contattata per ringraziarla, che si trattava di una truffa. Dopo un mese di indagini la Polizia postale ha dato un nome ed un volto ai truffatori. Si tratta di un italiano ed una donna di origini cinesi che hanno già precedenti specifici alle spalle. Entrambi sono stati denunciati in stato di libertà e contestualmente la Procura di Brescia ha disposto il blocco del loro conto corrente. Il denaro presente sui conti sarà restituito alle vittime dell’odiosa truffa nel nome di Nadia Toffa. Nelle ultime settimane sono arrivate almeno altre tre segnalazioni di sacerdoti che i due indagati avrebbero provato a truffare.
Sugli smartphone, un ragazzo su tre ha materiale discutibileSkuola.net ha intervistato quattromila giovani tra gli 11 e i 25 anni
21 ottobre 201918:44 (AGGIORNATA ALLE 23:54 DEL 21.10.2019)
Un ragazzo su tre nel proprio telefono cellulare ha materiale che lo potrebbe mettere nei guai, in particolare nella galleria delle chat, delle foto e dei video ha conversazioni blindate, video pornografici, challenge pericolose. E’ il risultato di una indagine di skuola.net che ha intervistato 4mila giovani tra gli 11 e i 25 anni chiedendo loro di aprire per pochi istanti i telefoni e di rivelarne i segreti. Il sondaggio ha preso il via da un evento che ha scosso l’opinione pubblica nei giorni scorsi, quando una chat intitolata “The Shoah Party” è stata portata alla luce. Ragazzi adolescenti, moltissimi dei quali minorenni, si scambiavano materiale da film dell’orrore: inni all’Isis e al nazismo, insulti razzisti, video pornografici e pedopornografici, contenuti violenti. I luoghi preferiti per lo scambio di contenuti di qualsiasi tipo sono le chat dei servizi di messaggistica.Secondo i dati, il 60% usa soprattutto WhatsApp, un altro 35% per lo più Instagram. Su queste piattaforme, quasi tutti partecipano a chat collettive: escludendo il 9% che comunica in questo modo solo con i familiari, il 58% chatta in gruppo con i propri amici, mentre un terzo dei ragazzi partecipa a gruppi in cui ci sono anche sconosciuti. Ma in queste chat da cui genitori e parenti sono esclusi i giovani si scambiano anche contenuti non appropriati: a raccontarlo è 1 su 3 di coloro che vi partecipano. La tipologia di questi contenuti è varia: se circa un quarto dei coinvolti non è in grado di definirne delle caratteristiche precise, la restante parte ha fornito maggiori dettagli: si va dal materiale pornografico (65%) alle immagini di violenza (11%), dagli inni al nazismo/fascismo (8%) agli inviti a challenge o comportamenti pericolosi (7%) fino al bullismo (5%) e al razzismo (4%). Sul motivo dello scambio, oltre la metà pensa possa essere divertente e fonte di ilarità scherzare su tali argomenti. Mentre un 25% sembrerebbe interessato all’argomento delle discussioni. Il 13% lo ha fatto semplicemente annoiato, il 7% ha seguito passivamente il gruppo.Gruppi, questi, in cui in più della metà dei casi (54%) si è entrati sotto invito di amici, o per lo meno di conoscenti (26%), mentre l’11% dei ragazzi è stato aggiunto da sconosciuti e addirittura 1 ragazzo su 10 afferma di esserne l’amministratore. Questo tipo di conversazioni avvengono soprattutto in chat molto ristrette, quasi “blindate” (68%), forse perché il 70% sa perfettamente di muoversi al confine della legalità. Tuttavia non mancano, in misura minore, anche in gruppi più numerosi (18%) e nel 14% addirittura quelli che comprendono persone sconosciute.
Notte di paura nell’Alessandrino, danniPiena Bormida supera i 9 metri, chiuse strade e ponti
TORINO22 ottobre 201907:10
– Notte di paura nell’Alessandrino per la violenta ondata di maltempo delle ultime ore, che sta causando ingenti danni. Dopo aver superato i 9 metri, il livello del Bormida sta calando anche ad Alessandria. Il ponte che lo attraversa resterà comunque chiuso fino a che non sarà possibile ispezionarlo. Numerose le frane e gli allagamenti su strade ex statali e provinciali, in particolare a Ovada, tra Gavi e Francavilla Bosio, tra Novi e Pozzolo Formigaro. Scuole chiuse nel capoluogo e in numerosi altri centri.
La Protezione civile informa che sull’autostrada A21 è chiuso per allagamenti lo svincolo in direzione Milano della A7.
Giornata dunque molto difficoltosa per il traffico.
