Ultimo aggiornamento 9 Novembre, 2019, 11:09:04 di Maurizio Barra
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Dopo inseguimento contro auto CC: morto
Nei pressi di Policoro, illesi i militari dell’Arma
MATERA09 novembre 201907:46
– Al termine di un inseguimento, un uomo di 43 anni, che stava fuggendo dai Carabinieri, è morto la notte scorsa sulla strada statale Sinnica, nei pressi di Policoro (Matera), dopo che la sua automobile, un’Alfa Romeo 156, è andata a finire contro un’altra vettura dei Carabinieri, ferma per un normale posto di blocco. Illesi i militari della Compagnia di Policoro, che erano fuori dall’auto e che sono riusciti a buttarsi di lato. Secondo quanto si è appreso, in precedenza il 43enne non si era fermato a un altro posto di blocco e aveva cominciato la sua fuga.
Uccide la madre a pugni, arrestatoVicenda avvenuta a Ragusa, donna morta dopo 20 giorni agonia
RAGUSA09 novembre 201908:01
– Avrebbe ucciso a pugni la madre al culmine di una lite per futili motivi, ma è stato arrestato oggi dai carabinieri di Ragusa. I militari hanno eseguito stamane un provvedimento cautelare in carcere emesso dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di un 48enne accusato dell’omicidio della madre. L’anziana donna era stata colpita ripetutamente con violenza a mani nude dal figlio. Ricoverata in ospedale in condizioni critiche, la vittima spirò dopo venti giorni di agonia. I dettagli della vicenda saranno illustrati in una conferenza stampa che si svolgerà in mattinata nella Procura di Ragusa.
Altro rogo Roma,vicino’Pecora elettrica’Dai primi accertamenti potrebbe essere doloso
ROMA09 novembre 201908:28
– Altro incendio di un locale a Centocelle dove alcuni giorni fa un rogo aveva distrutto la libreria antifascista ‘La Pecora elettrica’, già data alle fiamme mesi fa. Ad andare a fuoco il Baraka Bistrot in via dei Ciclamini. Dai primi accertamenti l’atto potrebbe essere doloso: la serranda è stata divelta e ci sono tracce di liquido infiammabile. Sul posto polizia e carabinieri. Con questo sono quattro i locali andati a fuoco nel quartiere di Centocelle in pochi mesi.
Esploso edificio: fermato ha confessatoSi tratta di Giovanni Vincenti. Lui e la moglie erano indebitati
ALESSANDRIA09 novembre 201910:01
– C’è una tentata frode all’assicurazione dietro la tragedia di Quargnento per la quale i carabinieri hanno fermato la scorsa notte Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina esplosa in cui sono morti tre vigili del fuoco. Lo rende noto il procuratore di Alessandria Enrico Cieri nel corso di una conferenza stampa. L’uomo fermato ha confessato, negando però l’intenzione di volere uccidere. La moglie di Vincenti, è invece indagata a piede libero. Giovanni Vincenti e la moglie, ha spiegato il procuratore di Alessandria, erano “fortemente indebitati. Lo scorso agosto – ha spiegato – l’assicurazione dell’edificio era stata estesa al fatto doloso.
Il premio massimale era di un milione e mezzo di euro”.
Auto si schianta su guardrail, un mortoIncidente nel Riminese, la vittima è un ragazzo di 33 anni
RIMINI09 novembre 201910:38
– Incidente mortale questa mattina alle 7.30 all’altezza del cavalcavia di via Marecchiese a Rimini: un giovane di 33 anni di origine straniera ha perso il controllo del mezzo che guidava, immettendosi sulla Statale Adriatica e schiantandosi contro il guardrail. L’uomo è deceduto sul colpo. L’Adriatica è stata chiusa al traffico per circa tre ore.
Secondo quanto ricostruito il 33enne guidava una monovolume quando, per cause ancora da accertare, probabilmente per aver preso contromano una corsia della statale, è finito contro il guardrail. Almeno tre le vetture coinvolte. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, polizia stradale e personale del 118. VAI ALLE NOTIZIE IN TEMPO REALE
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Esploso edificio:’poteva essere evitato’
Lo afferma Pm Alessandria. ‘Mezz’ora di tempo per stop strage’
ALESSANDRIA09 novembre 201911:02
– Giovanni Vincenti, il proprietario della cascina di Quargnento nella cui esplosione sono morti tre vigili del fuoco, poteva evitare la tragedia. Lo spiega il procuratore di Alessandria, Enrico Cieri.
“La notte della tragedia Vincenti è stato informato da un carabiniere che il primo incendio era quasi domato – spiega il magistrato -. Vincenti non ha detto che all’interno della casa c’erano altre cinque bombole che continuavano a far fuoriuscire gas. Era intorno all’1, ci sarebbe stata mezz’ora di tempo per evitare la tragedia”. Giovanni Vincenti, inoltre, è crollato, confessando le proprie responsabilità nell’esplosione della cascina, di fronte al ritrovamento del manuale di istruzione del timer utilizzato per innescare le bombole di gas. “Il foglietto di utilizzo del timer era sul comò in camera da letto – rivela il magistrato – È stato questo elemento a indurlo alla confessione”.
