Ultimo aggiornamento 17 Dicembre, 2019, 19:04:19 di Maurizio Barra
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Pakistan: Musharraf condannato a morte
Ex presidente accusato di alto tradimento
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17 dicembre 2019 11:13
Una Corte Pachistana
ha condannato a morte l’ex presidente Pervez Musharraf nell’ambito del processo per l’accusa di alto tradimento. Lo riferisce la stampa pachistana. Musharraf risiede a Dubai ed aveva annunciato il suo ritorno a Islamabad subordinandolo alla possibilità di potersi candidare alle elezioni legislative di fine luglio. Musharraf prese il potere con un colpo di Stato nel 1999 e fu presidente ‘de facto’ fra il 2001 e il 2008.
India:lacrimogeni su dimostranti a DelhiNella capitale difficoltà al traffico
17 dicembre 2019 11:13
– La polizia ha sparato gas lacrimogeni sui dimostranti che protestano contro la legge di cittadinanza a New Delhi. Lo riferisce la Pti, precisando che gli agenti sono entrati in azione dopo una sassaiola da parte dei manifestanti.
Nella capitale si registrano difficoltà per la chiusura di alcune stazioni e arterie stradali.
Turchia: golpe, 260 mandati d’arrestoLegami con rete Gulen. E’ l’operazione più massiccia dell’anno
ISTANBUL17 dicembre 201911:24
Nuova massiccia operazione in Turchia contro la rete di Fethullah Gulen, che il governo di Recep Tayyip Erdogan accusa di aver organizzato il fallito colpo di stato del 15 luglio 2016. La procura di Ankara ha emesso stamani 260 mandati d’arresto nei confronti di persone sospettate di aver utilizzato ByLock, l’app di messaggistica istantanea che secondo i magistrati veniva impiegata dai golpisti per scambiarsi informazioni criptate. Almeno 171 dei ricercati sono già finiti in manette. Si tratta della più grande operazione in termini numerici condotta quest’anno contro i gulenisti, secondo Anadolu.
Dal putsch mancato decine di migliaia di persone sono state arrestate e oltre 140 mila licenziate o sospese dalle pubbliche amministrazioni in Turchia per accuse di legami con la rete golpista.
Scossa del 3.2 nella notte in SerbiaTerremoto avvertito dalla popolazione ma nessun danno
17 dicembre 201911:29
– BELGRADO
– Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 si è registrata la notte scorsa intorno alla città di Kikinda, nel nordest della Serbia non lontano dal confine con la Romania. Nel darne notizia i media aggiungono che il sisma, avvenuto all’1.28 della notte, è stato avvertito dalla popolazione ma che finora non sono stati segnalati eventuali danni.
Cina: in servizio la seconda portaereiLa Shandong, la prima tutta ‘made in China’
PECHINO17 dicembre 201912:23
– La seconda portaerei cinese, la prima ‘made in China’, è entrata ufficialmente in servizio oggi con una cerimonia tenuta a Sanya, sull’isola meridionale di Hainan, sotto la guida del presidente Xi Jinping, a capo della Commissione centrale militare. La Type-001A, il nome in codice della nave durante la costruita nei cantieri di Dalian, è stata battezzata col nome di Shandong, dall’omonima provincia, ha riferito la tv pubblica Cctv. La Liaoning, la prima portaerei realizzata su uno scafo di fabbricazione sovietica, è in servizio dal 2012.
Estonia offende premier finlandeseMinistro nazionalista Helme a Marin, ‘è una commessa’
MOSCA17 dicembre 201912:30
– Il ministro dell’Interno estone e leader del partito nazionalista Ekre, Mart Helme, si è scagliato contro la nuova giovane premier finlandese Sanna Marin etichettandola come “commessa” e mettendo in dubbio le sue capacità di governare in un affondo dal sapore maschilista. La presidente estone Kersti Kaljulaid è stata costretta a intervenire e a porgere le sue scuse alla Finlandia per l’intervento di Helme.
Marin, 34 anni, la più giovane premier al mondo, ha detto di essere cresciuta in una famiglia non ricca e di aver lavorato come cassiera prima di studiare all’università e iniziare la carriera politica. “Sono estremamente orgogliosa della Finlandia”, ha scritto Marin su Twitter. “Qui una persona proveniente da una famiglia povera può studiare e raggiungere i propri obiettivi nella vita. Una cassiera può persino diventare premier”.
Johnson, Parlamento più democraticoPremier acclamato da banchi maggioranza Tory, ‘Get Brexit done’
LONDRA17 dicembre 201916:40
– Boris Johnson esalta nel suo primo discorso post voto a Westminster il Parlamento eletto come “largamente più democratico” del precedente e lo sprona ad attuare ora la Brexit. “Questo è uno dei migliori Parlamenti che il Paese abbia mai prodotto” con un numero record di deputati donne e provenienti da minoranze etniche, sottolinea. Adesso “non bisogna far perdere altro tempo” al Regno Unito, basta “stallo, divisioni e rinvii”, incalza, mentre la maggioranza Tory scandisce su suo impulso lo slogan: “get Brexit done!”. VAI ALLA CRONACA
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Ny vieta vendita ecigs aromatizzate
Da luglio 2020, iniziativa del sindaco, emergenza vaping in Usa
NEW YORK17 dicembre 201916:43
– Le sigarette elettroniche aromatizzate vietate a New York. Il sindaco Bill de Blasio ha firmato un provvedimento che prevede il divieto di vendita a partire dal luglio 2020. “L’idea dietro alla norma è quella di proteggere i cittadini, soprattutto i bambini. Tuteleremo la loro salute a ogni costo” afferma De Blasio. L’iniziativa segue l’emergenza vaping negli Stati Uniti, che ha già causato diversi morti.
Corbyn si congratula con JohnsonMa lo sfida adesso a mantenere le sue promesse
LONDRA17 dicembre 201916:47
– Jeremy Corbyn, leader dimissionario dell’opposizione laburista britannica, si congratula con Boris Johnson per la vittoria dei conservatori alle recenti elezioni, nella seduta che segna la cerimonia inaugurale della nuova Camera dei Comuni, ma nella sua replica al premier lo sfida adesso a “mantenere le sue promesse”, sulla Brexit e non solo.
Corbyn rende omaggio come Johnson, in apertura d’intervento, alle vittime dell’attentato terroristico di London Bridge, così come ad alcuni deputati non rieletti, citando in particolare il veterano laburista ed ex minatore Dennis Skinner. Poi, rivolgendosi a Johnson, dice: “Il primo ministro ha fatto molte, molte promesse e ora ha la responsabilità di esserne all’altezza”. “Egli – aggiunge – sarà giudicato da come saprà onorare queste promesse dalla comunità a cui le ha fatte”.
Usa: calano le esecuzioni capitaliNel 2019 in totale 22 giustiziati. Secondo minimo dal 1973
NEW YORK17 dicembre 201916:50
– Condanne a morte ed esecuzioni continuano a calare negli Stati Uniti. Per il quinto anno consecutivo ce ne sono state rispettivamente meno di cinquanta e meno di trenta. Secondo il Death Penalty Information Center, nel 2019 sono stati giustiziati 22 detenuti, il secondo minimo storico dal 1973. Nel 2018 sono stati invece 25.
La maglia nera spetta al Texas con nove giustiziati, seguito da Alabama, Florida, Georgia, Tennessee, Missouri e Sud Dakota.
In Usa vi sono ora 32 stati dove non è in vigore la pena di morte mentre a livello federale l’ultima esecuzione risale al 2003. Tuttavia il ministro della Giustizia William Barr solo pochi mesi fa ha annunciato l’intenzione di riprenderle. Anche il presidente Trump è un sostenitore della pena di morte.
Francia: molotov contro polizia a LilleNon ci sono stati feriti
PARIGI17 dicembre 201916:52
– Un “ordigno esplosivo artigianale” è stato lanciato oggi a metà giornata contro la polizia di pattuglia alla stazione di Lille, nel nord della Francia, ed è esploso senza fare feriti. Lo hanno annunciato fonti della sicurezza.
Secondo i testimoni, si trattava di una “bottiglietta da mezzo litro” che ha prodotto una piccola esplosione. Gli agenti si sono allontanati ed hanno tenuto lontani anche i passanti.
La procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta.
Las Vegas,barboni in tunnel sotto casinòCirca 300 persone accampate nei sotterranei per drenaggio acque
NEW YORK17 dicembre 201916:59
– La povertà all’ombra dei casinò.
E’ l’altra faccia della sfavillante Las Vegas, per antonomasia la patria del gioco d’azzardo e del divertimento, dove tra il glamour e le luci scintillanti dei casinò centinaia di homeless cercano rifugio in tunnel sotterranei.
Secondo un articolo dell’Huffington Post, i tunnel costruiti sotto i casinò per il drenaggio delle acque piovane sono ora come una casa per circa trecento senzatetto. Si tratta per lo più di persone che hanno problemi di alcolismo o fanno uso di droghe o ancora che soffrono di malattie mentali. Vivono anche in condizioni estreme perché in caso di forti piogge l’acqua scorre sottoterra ad una velocità di circa 50 km all’ora trascinando qualsiasi cosa si trovi lungo il suo passaggio.
Sempre l’huffington Post riferisce che le ultime tre morti per allagamento si sono verificate proprio sotto i tunnel.
Pedofilia, il Papa abolisce il ‘segreto pontificio’ sugli abusiAbolito il “segreto pontificio” sui casi di abusi sessuali commessi da chierici sui minori. Il reato di pedopornografia sussiste fino a che le vittime riprese hanno 18 anni e non 14 com’era fino ad oggi
CITTA’ DEL VATICANO17 dicembre 201915:21
Papa Francesco ha abolito il “segreto pontificio” sui casi di abusi sessuali commessi da chierici sui minori. E’ l’effetto del Rescriptum ex audientia pubblicato oggi con cui si promulga un’Istruzione “Sulla riservatezza delle cause”. All’articolo 1 si prevede infatti che “non sono coperti dal segreto pontificio le denunce, i processi e le decisioni riguardanti i delitti” in materia di abusi su minori, di cui nel Motu proprio “Vos estis lux mundi” e nelle norme “de gravioribus delictis”. Il Papa ha anche stabilito che il reato di pedopornografia sussiste fino a quando i soggetti ripresi nelle immagini hanno l’età di 18 anni, e non solo 14 com’era finora. E’ l’effetto di un Rescriptum ex audientia pubblicato oggi con alcune modifiche alle “Normae de gravioribus delictis”. L’altra modifica riguarda l’abolizione della norma secondo cui il ruolo di avvocato e procuratore, nelle cause per abusi in sede di Tribunali diocesani e Dottrina della fede, doveva essere adempiuto da un sacerdote. Ora potrà essere un laico. La nuova Istruzione prevede anche, all’articolo 2, che “l’esclusione del segreto pontificio sussiste anche quando tali delitti siano stati commessi in concorso con altri delitti”. L’articolo 3 specifica che “nelle cause di cui al punto 1, le informazioni sono trattate in modo da garantirne la sicurezza, l’integrità e la riservatezza ai sensi dei canoni 471, 2° CIC e 244 õ2, 2° CCEO, al fine di tutelare la buona fama, l’immagine e la sfera privata di tutte le persone coinvolte”: in sostanza, la soggezione di questi delitti al “segreto pontificio” viene fatta regredire al semplice “segreto d’ufficio” previsto a tutela della buona fama delle persone coinvolte. In ogni caso, secondo l’articolo 4, “il segreto d’ufficio non osta all’adempimento degli obblighi stabiliti in ogni luogo dalle leggi statali, compresi gli eventuali obblighi di segnalazione, nonché all’esecuzione delle richieste esecutive delle autorità giudiziarie civili”. Il che comporterà una migliore collaborazione con le magistrature dei diversi Stati e anche un più agevole espletamento dell'”obbligo di denuncia” da parte dei superiori nei casi di abusi, già previsto dalle altre normative introdotte da papa Francesco. “A chi effettua la segnalazione, alla persona che afferma di essere stata offesa e ai testimoni”, prevede infine l’articolo 5, “non può essere imposto alcun vincolo di silenzio riguardo ai fatti di causa”. Papa Francesco ha accettato la rinuncia all’incarico di nunzio apostolico in Francia, presentata da monsignor Luigi Ventura. L’arcivescovo Ventura, 75 anni compiuti il 9 dicembre, nunzio a Parigi dal 2009, è sotto indagini da parte della magistratura francese per molestie sessuali. A far partire le indagini, le denunce di un paio di giovani funzionari del municipio di Parigi. A detta delle vittime le aggressioni si sarebbero verificate anche durante cerimonie ufficiali all’Hotel de Ville.
Rsf, meno giornalisti uccisi, 49 nel 2019Rapporto Ong francese, ai minimi dal 2003, nel 2018 erano 80
PARIGI17 dicembre 201911:46
Il numero di giornalisti uccisi si è praticamente dimezzato nel 2019, scendendo ad un livello “storicamente basso” dall’inizio delle rivelazioni di Reporters Sans Frontières (Rsf): è quanto emerge dal bilancio annuale dell’Ong francese, secondo cui il giornalismo resta comunque un mestiere pericoloso.
In totale, secondo il conteggio di Rsf, sono 49 i giornalisti uccisi nel mondo nel 2019, 46 uomini e tre donne, contro gli 80 del 2018. Tra le vittime, quest’anno, 36 giornalisti professionisti, 10 non professionisti e 3 collaboratori. Oltre metà di loro (29) sono stati uccisi in zone di pace e oltre il 60% deliberatamente assassinati per la loro professione. Quest’anno, nessun operatore dei media ha perso la vita durante un reportage all’estero, l’insieme dei morti è stato ucciso nel proprio Paese. Secondo Rsf, che pubblica questo rapporto annuale dal 1995, “bisogna risalire all’anno 2003 per avere un livello così basso di giornalisti uccisi”.
Brexit: Gb blocca transizione oltre 2020Governo Johnson annuncia modifica legge di ratifica dell’uscita
LONDRA17 dicembre 201911:44
(A La transizione post Brexit concordata da Ue e governo britannico fino alla fine del 2020, non potrà essere prolungata oltre. Lo stabilisce una clausola inserita dal governo Tory di Boris Johnson nella legge di ratifica del divorzio (Withthdrawal Bill) che sarà sottoposta al voto del Parlamento – dove il partito del premier gode ora di un’ampia maggioranza dopo le elezioni del 12 dicembre – a partire da venerdì. La modifica è stata confermata da Downing Street dopo anticipazioni dei giornali.
In teoria Bruxelles ha concesso la possibilità di estendere questo periodo di transizione – che comporta sostanzialmente il mantenimento dello status quo – fino a ulteriori due anni in caso di successiva intesa fra le parti; ma se la clausola annunciata nella legge di ratifica sarà approvata con l’intero testo dal Parlamento di Westminster – come tutto lascia presagire – Londra rinuncerà fin d’ora a ogni proroga. La sterlina ha reagito alla novità con un calo. La scelta del governo, se da un lato mostra la volontà di mantenere la promessa fatta agli elettori di portare a termine la Brexit (“Get Brexit done”) senza altri rinvii, dall’altro impone ora che un accordo sulle relazioni future – di libero scambio in primo luogo – con i 27 sia raggiunto entro il 31 dicembre 2020: pena il rischio teorico di un riemergere dell’ipotesi di divorzio no deal a scoppio ritardato. La clausola è stata bollata come un “irresponsabile e sconsiderato” gioco d’azzardo con “i posti di lavoro e l’economia” del Regno dal ministro ombra laburista della Brexit, Keir Starmer, nel giorno di apertura formale – oggi – della nuova Camera dei Comuni dopo il voto elettorale. Mentre Michael Gove, ministro di punta del governo Johnson, ha replicato che non ci sono rischi reali di un no deal di ritorno poiché sia l’Ue sia il governo britannico “si sono impegnati ad assicurare di raggiungere un accordo” anche sulle relazioni future entro il 2020.
Francia: oggi maxi corteo, meno km codeSolo 300 contro i normali 600 per entrare a Parigi
PARIGI17 dicembre 201911:34
Al 13/o giorno consecutivo di sciopero dei trasporti, le code di auto attorno a Parigi si sono dimezzate, soltanto 300 chilometri invece degli abituali 600 ed oltre nelle prime ore del mattino. Il motivo è da ricercare nella manifestazione che oggi bloccherà la città e che ha spinto gran parte dei pendolari a rinunciare a raggiungere la capitale.
In assenza di trattative fra governo e sindacati sulla contestata riforma delle pensioni, i sindacati scendono per la prima volta tutti uniti in piazza. In prima fila ci saranno anche i riformisti della CFDT, apertamente contrari a bloccare il paese anche durante le festività natalizie. La manifestazione unitaria ha lo scopo dichiarato di far piegare il governo, indebolito ieri anche dalle dimissioni dell’uomo incaricato di disegnare la riforma, Jean-Paul Delevoye, che si è dimesso dopo il sospetto di conflitti di interesse con altri incarichi, da lui non dichiarati.La metro di Parigi e i treni sono sempre bloccati e il 20% dei voli aerei sono annullati.
Francia: sindacato Cgt,1,8 mln in piazzaBalletto di cifre, per ministero sono 615 mila in tutto il Paese
PARIGI17 dicembre 201918:56
– Consueto balletto di cifre in Francia sull’adesione alla manifestazione nazionale contro la riforma delle pensioni. Secondo il sindacato Cgt, sono scese in piazza 1,8 milioni di manifestanti in tutto il Paese, mentre il ministero dell’Interno parla oggi di 615 mila, di cui 76 mila nella sola Parigi. Nella prima manifestazione nazionale del 5 dicembre, la Cgt aveva parlato di 1,5 milioni di persone in piazza, mentre il ministero ne aveva contate 806 mila.
