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Ultimo aggiornamento 16 Gennaio, 2020, 15:50:04 di Maurizio Barra

Tempo di lettura: 13 minuti

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Impeachment:aiuto Giuliani, Trump sapeva
Parnas a tv, presidente cosciente delle pressioni sull’Ucraina

16 gennaio 2020 07:23

– Donald Trump “sapeva esattamente cosa stava succedendo” a proposito delle presunte pressioni esercitate dal suo avvocato Rudolph Giuliani sull’Ucraina perché indagasse sul figlio di Joe Biden per danneggiare il candidato di punta repubblicano per la Casa Bianca: l’accusa, che peggiora la situazione per Donald Trump a pochi giorni dall’apertura al Senato del processo per impeachment proprio sul dossier ucraino, viene dallo stretto collaboratore di Giuliani Lev Parnas, che ha rilasciato un’intervista all’emittente americana Msnbc.
Secondo Parnas, il presidente “mente” quando dichiara di non saperne nulla, e invece sapeva che se a Kiev non ci fosse stata un’inchiesta su Hunter Biden, che era dirigente di una compagnia del gas ucraina, i fondi per l’aiuto militare richiesto dal presidente Zelensky sarebbero stati sospesi. Accuse negate tutte da Trump, che continua a parlare di macchinazione e di “caccia alle streghe”.

Premier russo designato,governo cambieràMishustin a gruppo Russia Unita alla Duma

MOSCA16 gennaio 202009:00

– Il capo del servizio fiscale federale russo Mikhail Mishustin, proposto come candidato alla carica di primo ministro da Vladimir Putin, ha dichiarato in una riunione con il gruppo di Russia Unita alla Duma (camera bassa del parlamento) che alcuni cambiamenti sono in programma nel nuovo governo. “Mishustin ha detto che ci saranno alcuni cambiamenti nel governo, senza fornire ulteriori dettagli”, ha detto una fonte alla Tass. Il gruppo di Russia Unita ha poi appoggiato all’unanimità la nomina di Mishustin.

Cina: Taiwan parte inalienabile del nostro territorioMonito dopo l’intervista di Tsai alla Bbc, ‘rischio rovinosa sconfitta’

16 gennaio 202011:34

Taiwan “non è mai stato un Paese, è parte inalienabile della Cina”: così Ma Xiaoguang, portavoce dell’Ufficio per gli affari di Taiwan del governo di Pechino, ha risposto all’intervista alla Bbc della presidente dell’isola, Tsai Ing-wen, secondo cui “non abbiamo la necessità di dichiararci uno stato indipendente. Noi siamo già un Paese indipendente e ci chiamiamo Repubblica di Cina (Taiwan)”.Ma Xiaogunang, in una nota, ha messo in guardia che, “sfidando questo fatto inviolabile, ci si può imbattere solo in una rovinosa sconfitta”.

Primo impegno pubblico per Harry dopo il passo indietro Resta patrono reale del rugby. Poi raggiungerà Meghan in Canada

16 gennaio 202012:33

Primo impegno pubblico del principe Harry in rappresentanza della corona dopo la clamorosa decisione del passo indietro assieme alla consorte Meghan rispetto al ruolo “senior” nella famiglia reale britannica e l’annuncio del trasferimento per una parte dell’anno in Canada. Lo ha reso noto la stessa corte, confermando la presenza del duca di Sussex a Buckingham Palace, in veste di patrono della Federazione Rugby, alla presentazione della Rugby League World Cup 2021. L’evento ha richiamato a Londra i rappresentanti delle 21 nazioni coinvolte nel torneo, con tanto di partitella dimostrativa con alcuni bambini e lo stesso Harry in campo.E’ stato inoltre precisato che il secondogenito di Carlo e Diana resterà nel Regno anche la settimana prossima per altri impegni, a conferma che il passo indietro dai doveri reali – come chiesto dalla coppia – sarà solo parziale, col mantenimento di una serie di ruoli e di impegni part time. A seguire, Harry si ricongiungerà con Meghan e il piccolo Archie, che sono già a Vancouver, in Canada. Un Paese in cui i Sussex sono più popolari in media rispetto alla monarchia (oltre il 70% delle simpatie a Harry, il 60 a Meghan), ma da dove rimbalza un editoriale del giornale The Globe and Mail di Toronto che sollecita il premier Justin Trudeau a dire “no” a un trasloco a lungo termine dei duchi: per “mantenere le distanze” dalla famiglia reale e tutelare “gli equilibri” con il Canada, “nazione indipendente” che fa parte della corona, non certo del Regno Unito.

‘Salvini non legittimi estrema destra’Di Segni: ‘Ma sue posizioni sull’odio verso Israele coraggiose’

16 gennaio 202012:57

– “Salvini deve prendere atto di essere una figura di riferimento dei gruppi di estrema destra” e non legittimarli. Lo ha detto la presidente dell’Ucei Noemi Di Segni sottolineando tuttavia che “l’attenzione di Salvini al tema dell’odio verso Israele è sicuramente da apprezzare. Sono posizioni precise, coraggiose, non condivise da altri esponenti della destra italiana”. “Esistono gruppi di estrema destra che si alimentano in simboli e personaggi, ricercando la matrice in certe politiche italiane – ha sottolineato Di Segni – Questo è preoccupante. L’invito a Salvini è che si renda conto che questi gruppi esistono, sono forti e non possono essere legittimati. E lui deve prendere atto di essere una figura di riferimento per questi gruppi di estrema destra”, ha aggiunto ricordando un viaggio in Israele assieme al leader della Lega due anni fa.

Libia:Erdogan, stiamo inviando le truppe’Per sostenere la pace’

ISTANBUL16 gennaio 202012:57

– “Stiamo inviando le nostre truppe” in Libia “per sostenere la pace”. Lo ha annunciato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, illustrando le linee di politica estera nel suo discorso programmatico di inizio anno. Il leader di Ankara non ha fornito altri dettagli e non ha indicato se i soldati sono già giunti in Libia né quanti ne verranno inviati. In precedenza, Erdogan aveva confermato in una riunione privata con i vertici del suo Akp l’invio di 35 militari con funzioni di “coordinamento” e supporto delle forze di Fayez al Sarraj. In Libia sarebbero inoltre già presenti a sostegno di Tripoli oltre 600 mercenari siriani cooptati dalla Turchia, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani e altre fonti locali.

Erdogan,al via perforazioni Mediterraneo’Nelle zone del Mediterraneo inquadrate dal patto con Tripoli’

ISTANBUL16 gennaio 202013:01

– La Turchia avvierà quest’anno “attività di esplorazione e perforazione” nel Mediterraneo nelle zone inquadrate dall’accordo sulla demarcazione dei confini marittimi con la Libia. Lo ha annunciato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, spiegando che “la nave Oruc Reis effettuerà inizialmente un’esplorazione sismica”. “Non è più possibile per altri Paesi condurre attività di ricerca sismica e di perforazione senza il consenso della Turchia e della Libia nelle aree designate dall’accordo marittimo”, ha aggiunto il leader di Ankara. Il memorandum d’intesa, siglato a fine novembre a Istanbul da Erdogan con il premier del Governo di accordo nazionale (Gna) di Tripoli Fayez al-Sarraj, è stato condannato da gran parte della comunità internazionale, che non lo ritiene legittimo. In particolare, Grecia e Cipro denunciano violazioni delle rispettive frontiere.

Striscia petrolio 30 km sul DanubioIgnota la causa.Chiusi pozzi acqua potabile, fermata navigazione

BOLZANO16 gennaio 202013:02

– Allarme inquinamento sul Danubio a Vienna, dove, secondo la polizia della capitale austriaca, è stata avvistata una striscia di petrolio lunga 30 km, da Korneuburg a nord della città, fino a Schwechat a sud. Le cause dell’inquinamento per il momento sono ancora sconosciute. Per facilitare i lavori di messa in sicurezza il Danubio è stato chiuso alla navigazione in questo tratto. Sono state istituite barriere anti petrolio. Inoltre sono stati chiusi i pozzi di acqua potabile nella zona.

Gb: primo impegno pubblico per HarryResta patrono reale del rugby. Poi raggiungerà Meghan in Canada (2)

LONDRA16 gennaio 202013:04

– Primo impegno pubblico del principe Harry in rappresentanza della corona dopo la clamorosa decisione del passo indietro assieme alla consorte Meghan rispetto al ruolo “senior” nella famiglia reale britannica e l’annuncio del trasferimento per una parte dell’anno in Canada. Lo ha reso noto la stessa corte, confermando la presenza del duca di Sussex a Buckingham Palace, in veste di patrono della Federazione Rugby, alla presentazione della Rugby League World Cup 2021. L’evento ha richiamato a Londra i rappresentanti delle 21 nazioni coinvolte nel torneo, con tanto di partitella dimostrativa con alcuni bambini e lo stesso Harry in campo. E’ stato inoltre precisato che il secondogenito di Carlo e Diana resterà nel Regno anche la settimana prossima per altri impegni, a conferma che il passo indietro dai doveri reali – come chiesto dalla coppia – sarà solo parziale, col mantenimento di una serie di ruoli e di impegni part time. A seguire Harry si ricongiungerà con Meghan e il piccolo Archie a Vancouver.

Libia: Conte ad Algeri incontra premierIn vista della conferenza di Berlino

ALGERI16 gennaio 202013:07

– È iniziato ad Algeri l’incontro tra il presidente del consiglio Giuseppe Conte e il premier algerino Abdelaziz Djerad. Al centro dei colloqui la crisi libica, a tre giorni dalla conferenza di Berlino. “Appena arrivato ad Algeri, al lavoro per rafforzare i nostri rapporti bilaterali e per affrontare ancora il dossier libico in vista della conferenza di Berlino”, scrive il premier su Facebook.

Russia: premier, priorità sono impreseMikhail Mishustin parla ai deputati di Russa Unita alla Duma

MOSCA16 gennaio 202013:11

– “La cosa più importante è rimuovere gli ostacoli alle imprese, ridurre i loro costi, in ogni caso dialogare in modo significativo con le imprese”. Lo ha detto il premier in pectore Mikhail Mishustin in una riunione con i deputati del gruppo di Russia Unita alla Duma. “Questi sono i problemi più importanti che prenderò immediatamente in considerazione fin dai primi giorni”, ha aggiunto Mishustin. Gli altri settori ‘caldi’ sono quelli “dell’economia digitale” e dei “progetti nazionali”, la cui attuazione sinora ha lasciato a desiderare. Lo riporta Interfax.

Haftar e Sarraj, saremo a BerlinoIl generale ufficializza adesione trapelata l’altro ieri

IL CAIRO16 gennaio 202013:12

– Il generale Khalifa Haftar “informa” il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas “del proprio assenso a partecipare alla conferenza di Berlino”, alla quale ha confermato la sua partecipazione anche il premier del governo di Tripoli, Fayez al-Sarraj.
Sarraj in un post su Facebook ha scritto: “Assisteremo a Berlino per comunicare il nostro messaggio”, dando conto di un incontro avuto dal premier ieri sera con “leader politici e militari”.
Quanto a Haftar, “ha comunicato la propria accettazione al ministro tedesco che al momento è in visita in Libia per incontrare il Comandante dell’Esercito libico”, ossia lo stesso generale, precisa il giornale al-Hadath sul proprio sito.
L’incontro è avvenuto “nel tentativo di incrementare gli sforzi mirati ad assicurare il cessate il fuoco”, aggiunge la tv. Il ministro degli esteri tedesco, Maas, è volato in Libia proprio per incontrare haftar e convincere il generale ad accettare un atregua, a tre giorni della conferenza di Berlino.

Grecia: Sakellaropoulou verso presidenzaSarà prima donna a ricoprire la massima carica dello Stato

Grecia: Sakellaropoulou verso presidenzaSarà prima donna a ricoprire la massima carica dello Stato

16 gennaio 202013:19

– Il 22 gennaio il Parlamento greco esprimerà il primo voto per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Lo riferisce Cnn.gr. Candidata del partito di maggioranza Nea Dimokratia e probabile nuovo capo dello stato – visti i numeri in Parlamento, dove Nd ha la maggioranza – sarà Ekaterini Sakellaropoulou, indicata dal premier Kyriakos Mitsotakis. La 63enne presidente del Consiglio di Stato sarà quindi la prima donna presidente della Repubblica ellenica.
La Costituzione greca prevede fino a cinque votazioni per l’elezione del capo dello Stato. Per le prime due, il presidente della Repubblica deve ricevere 200 voti sui 300 del Parlamento.
Al terzo, dovrà ottenere la maggioranza di 180 voti e al quarto 151. Se si arriva ad una quinta votazione, sarà sufficiente la maggioranza semplice. Nell’annunciare la candidatura, Mitsotakis ha detto in tv che “è giunto il momento che la Grecia si apra al futuro”. Per il premier, Sakellaropoulou, che non fa parte di alcun partito, rappresenta “unità e progresso”.

Riparte carovana migranti verso gli UsaDonne e bambini dall’Honduras in Guatemala, dopo mesi di pausa

TEGUCIGALPA16 gennaio 202013:30

– Centinaia di migranti provenienti da San Pedro Sula in Honduras, sono entrati in carovana la notte scorsa in Guatemala, in un “viaggio della speranza” che, attraverso il Messico, dovrebbe portarli alla frontiera con gli Stati Uniti, facendo così ripartire le carovane dal Centroamerica, dopo una pausa diurata alcuni mesi in seguito al braccio di ferro fra Usa e Messico.
Si tratta, scrive il quotidiano El Pais di Tegucigalpa, di almeno 400 uomini, donne e bambini, che in un primo momento sono stati bloccati dalla polizia alla frontiera di Corinto, ma che poi sono riusciti a un certo punto a valicare il confine entrando a forza in territorio guatemalteco.
Questo gruppo è l’avanguardia di un contingente di circa 1.000 migranti che si erano raccolti martedì nella zona del terminal degli autobus di San Pedro Sula. La restante parte deve raggiungere la frontiera honduregno-guatemalteca in giornata.

Ghosn: avvocato team rassegna dimissioniProcesso a Nissan e Greg Kelly inizieranno in aprile

TOKYO16 gennaio 202013:30

– La decisione era nell’aria ma solo oggi è stata ufficializzata: l’avvocato che rappresentava Carlos Ghosn in Giappone, assieme a gran parte del team legale, hanno rassegnato le dimissioni. Il capo della Difesa dell’ex patron della Nissan-Renault, Junichiro Hironaka, soprannominato ‘Rasoio’ per il suo acume strategico e l’invidiabile record di casi legali vinti, aveva detto di essere rimasto ‘interdetto’ all’indomani della fuga di Ghosn in Libano, organizzata lo scorso 30 dicembre con un jet privato, e malgrado fosse in libertà su cauzione. L’ex tycoon 65enne era stato arrestato nel novembre del 2018 e aveva trascorso in prigione un totale di 130 giorni con le accuse di una serie di illeciti finanziari e abuso di fiducia aggravata. Accuse che Ghosn ha sempre respinto, definendosi vittima di una cospirazione all’interno della casa auto e anche a livello politico. Sempre giovedì, per la prima volta dalla defezione di Ghosn si è tenuta la pre-udienza processuale alla Corte distrettuale di Tokyo.

Siria: Onu, 350mila sfollati a IdlibPer lo più anziani, donne e bambini

BEIRUT16 gennaio 202013:36

– Sono più di 350mila i civili siriani – per lo più donne, anziani e bambini – sfollati nelle ultime sei settimane nella regione nord-occidentale di Idlib a seguito della campagna militare russa e governativa. Lo riferisce oggi l’Onu, affermando che i civili in fuga sono per lo più diretti verso i distretti a nord di Idlib per mettersi al riparo dai raid aerei russi e governativi e dall’avanzata delle truppe di Damasco nei distretti sud-orientali di Maarrat an Numan e Saraqeb.

Duma approva, Mishustin è nuovo premierCon 383 voti a favore, 41 astenuti e 0 contrari

MOSCA16 gennaio 202013:37

– Mikhail Mishustin è il nuovo premier russo. La Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, ha approvato la nomina presidenziale con 383 voti a favore, 41 astenuti e 0 contrari.

Rohani:arricchiamo l’uranio più di primaLivello superiore rispetto a quanto avveniva fino al 2015

ISTANBUL16 gennaio 202015:00

– “L’arricchimento quotidiano” dell’uranio da parte dell’Iran è oggi “superiore” a quanto avveniva prima della firma dell’accordo sul nucleare del 2015, poi abbandonato unilateralmente dagli Usa e messo ora in discussione anche dall’Europa. Lo ha detto il presidente iraniano Hassan Rohani.

Russia: Putin nomina Mishustin nuovo premierCandidatura approvata da parte della Duma (APPROFONDIMENTO)

16 gennaio 202014:59

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il decreto che nomina primo ministro Mikhail Mishustin. Il documento è stato siglato dal leader del Cremlino subito dopo l’approvazione da parte della Duma della candidatura di Mishustin come capo del governo, con 383 voti a favore, 41 astenuti e 0 contrari.

Putin ha nominato l’ex premier Dmitri Medvedev vice capo del Consiglio di sicurezza russo, un incarico nuovo appena introdotto dal leader del Cremlino. Lo riporta l’agenzia Interfax, secondo cui Putin ha prima firmato un decreto per creare la posizione di vice capo del Consiglio di sicurezza e poi un altro decreto per assegnare a Medvedev questo incarico.

Terremoto (telefonato) in Russia. Il presidente Vladimir Putin ha usato l’annuale discorso all’Assemblea Federale, ovvero le Camere riunite più il gotha dell’amministrazione statale, per presentare al Paese la riforma costituzionale di cui tanto si vociferava. E i rumors hanno fatto centro. Lo zar ha davvero proposto di rafforzare il ruolo di parlamento e governo, a discapito dei poteri presidenziali. Manovra che ha tutta l’aria di essere funzionale a tenere Putin in sella anche in futuro, benché in un ruolo diverso da quello di presidente, il cui mandato verrà ora espressamente limitato a due mandati. Insomma, l’operazione ‘successione’ è iniziata. Che dopo Putin – scade nel 2024 – possa esserci dunque sempre Putin (magari nella carica di premier con prerogative rafforzate) è una possibilità molto reale. Ma, va detto, non l’unica: a una prima ondata di riforme potrebbe seguirne un’altra e altri ruoli, ad esempio quello di capo del Consiglio di Sicurezza, che Putin già ricopre, potrebbero essere rivisti. Si vedrà. Intanto l’intero governo si è dimesso, per “dare l’opportunità” al presidente di “prendere tutte le decisioni necessarie” nel disegnare il nuovo assetto, imprimendo nei fatti uno sprint violentissimo al progetto. Dimitri Medvedev, l’eterna spalla di Putin, è già stato destinato alla carica di vice capo del Consiglio di Sicurezza, creata ad hoc per lui. Come premier Putin ha invece proposto – e la Camera ratificherà domani – l’attuale capo del servizio fiscale federale russo, Mikhail Mishustin. Quindi un tecnico, peraltro lontano da clan politici più blasonati. Il che la dice lunga sul giudizio dello zar sull’attuazione dei piani stilati per rivitalizzare l’economia. Putin, da prassi, ha elogiato i ministri per il lavoro svolto e ha chiesto loro di restare ad interim fino a che non si sarà insediato il nuovo esecutivo (che forse vedrà volti nuovi in caselle chiave come Esteri e Difesa). Un terremoto, appunto. Ma ben preparato. “I russi – ha dichiarato Putin all’Assemblea Federale – vogliono cambiamenti”. Detto, fatto. La riforma costituzionale prevede, oltre ad affidare al parlamento la nomina del primo ministro e dei ministri, anche il potere di rimuovere i giudici della Corte Suprema e della Corte Costituzionale, se si macchiano di “azioni disonorevoli”. In più gli alti funzionari (giudici, governatori, deputati, ministri) non potranno più avere il doppio passaporto e il permesso di residenza all’estero. Infine, chi si candida alla presidenza deve aver passato 25 anni di fila in Russia. Le novità, definite “serie” dal Cremlino, richiederanno “una consultazione popolare” ma il termine “referendum” è stato espressamente tralasciato. Non è chiaro al momento cosa abbia in mente Putin e il suo portavoce, Dmitri Peskov, si è limitato a dire che “le date e le regole saranno determinate in seguito in un decreto speciale”. Sui tempi, fonti parlamentari sostengono che tutto sarà fatto “entro l’estate” – permettendo così agli elettori di votare alle politiche di settembre 2020 con il nuovo assetto. Putin ha garantito che la Russia resterà “una forte democrazia presidenziale”, perché è ciò che più si addice alle esigenze del Paese. Ma il dado è ormai tratto. La domanda ora è: Putin si fermerà qui o è l’inizio di un processo più vasto? Nessuno lo sa. Intanto le novità sono state accompagnate da un possente aumento del welfare per le famiglie con redditi bassi, che da subito avranno ricchi aumenti al bonus bebè (6.800 euro per la nascita del primo figlio e altri 2.200 se arriva il secondo) e nuovi sussidi mensili per ogni bambino dai 3 ai 7 anni. “Nascono pochi bimbi – ha notato lo zar – e il successo storico della Russia dipende da quanti saremo”. Così ha finalmente aperto i cordoni della borsa, dopo anni di vacche magre. Tutto si tiene.

Bose chiude negozi in Europa: ‘Vendiamo online’Coinvolti 119 punti vendita, anche in Nord America, Australia e Giappone

16 gennaio 202015:22

La statunitense Bose, tra i più noti produttori di apparecchiature audio, chiuderà tutti e 119 i negozi che possiede in Europa, Nord America, Australia e Giappone. Lo ha comunicato l’azienda in una nota, motivando la decisione con il fatto che i suoi prodotti “sono sempre più acquistati attraverso l’e-commerce”. Il numero dei licenziamenti non è noto.

“Dato il forte passaggio allo shopping online in mercati specifici, Bose prevede di chiudere i restanti 119 negozi al dettaglio in Nord America, Europa, Giappone e Australia nei prossimi mesi”, si legge nella nota, in cui si spiega che resteranno aperti gli altri 130 negozi in Cina e negli Emirati Arabi Uniti, più quelli in India, Sudest asiatico e Corea del Sud.

In merito ai posti di lavoro, Bose precisa che i lavoratori coinvolti riceveranno assistenza per il ricollocamento, oltre alla liquidazione. “Ulteriori dettagli, incluso il numero di dipendenti interessati, rimarranno privati”, conclude l’azienda.

Svolta nei tribunali in Gb, le telecamere saranno ammesse Ma solo per processi gravi e per lettura sentenza del giudice

16 gennaio 202011:43

Svolta storica non senza polemiche in Gran Bretagna sulla presenza – finora vietatissima a differenza di altri Paesi – delle telecamere nelle corti di giustizia. Una legge, presentata dal governo di Boris Johnson e sottoposta al Parlamento di Westminster, autorizzerà l’occhio dei media a riprendere dal prossimo futuro in Inghilterra e Galles l’epilogo dei processi su casi particolarmente seri: omicidi, terrorismo, crimini sessuali gravi.I paletti sono tuttavia stretti. Non solo per la limitazione delle fattispecie penali alle quali la riforma potrà essere applicata, ma anche perché le riprese dovranno limitarsi alla lettura delle sentenze e potranno mostrare solo i giudici e registrare solo le loro parole: senza indugiare neppure per un secondo su imputati, avvocati o pubblico ammesso in tribunale. L’innovazione ha raccolto pareri favorevoli nel mondo giudiziario, in quello politico e fra le emittenti televisive, riporta la Bbc. Il Times mette in guardia tuttavia dal pericolo che “i giudici si trasformino in star”.

Dazi: Trump, con Cina uno dei migliori accordi mai fattiMai nulla del genere in storia americana, bene anche per Pechino

16 gennaio 202015:17

“Uno degli accordi migliori mai fatti! Positivo anche per la Cina e i nostri rapporti di lungo termine”. Così Donald Trump su Twitter torna a parlare dell’accordo commerciale firmato fra Stati Uniti e Cina. “Siamo ben posizionati per l’avvio della Fase 2” dell’intesa: “non c’è mai stato nulla del genere nella storia americana”, aggiunge Trump.  I due paesi dopo mesi di trattative e incertezza, hanno raggiunto una tregua E’ la cosiddetta Fase 1, che scioglie alcuni nodi del contenzioso fra Washington e Pechino. In base all’intesa la Cina si impegna ad acquistare ulteriori 200 miliardi di prodotti e servizi americani, a non lanciarsi in svalutazioni della propria valuta e a proteggere la proprietà intellettuale. Gli Stati Uniti dal canto loro sospendono gli aumenti dei dazi. Trump ha ringraziato il presidente cinese Xi Jinping definendolo un suo “grande amico” e ha ribadito che in “un futuro non lontano andrà in Cina”. Per il tycoon si tratta indubbiamente di un risultato importante, portato a casa in una delle giornate più buie della sua presidenza, quella dell’avvio in Senato del processo per il suo impeachment.I dazi – ha spiegato – al momento restano perché servono come leva per le trattative della Fase 2 dell’accordo, che partiranno a breve. “Saranno rimossi se la Fase 2 verrà completata” dice Trump senza intravedere la necessità di una Fase 3 delle trattative. Soddisfatto dell’intesa anche Xi. In una lettera inviata al tycoon e letta da Liu, il presidente cinese sottolinea l’importanza dell’accordo commerciale non solo per Stati Uniti e Cina ma per il mondo intero, e osserva come l’intesa mostri che Washington e Pechino sono in grado di agire nel reciproco rispetto. Liu, dal canto suo, assicura che la Cina onorerà gli impegni previsti dall’intesa. Home Mappa del sito

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