Ultimo aggiornamento 15 Febbraio, 2020, 23:47:27 di Maurizio Barra
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Amazon, servizio giochi in streaming entro l’anno
Indiscrezioni, potrebbe esserci integrazione con Twitch
12 febbraio 2020 00:23
Amazon sfida Google sui videogiochi, con un servizio in streaming che potrebbe arrivare entro il 2020. L’indiscrezione arriva da Patrick Rose, ex sviluppatore e analista di mercato presso GameAnalysts.com, sulle pagine di Trusted Reviews. Uno tra i titoli di lancio potrebbe essere New World, in lavorazione da diversi anni presso gli Amazon Game Studios.
Secondo il sito Cnet indicazioni in tal senso arrivano anche dagli annunci di lavoro che il colosso di Seattle ha pubblicato in questi mesi. Da uno di questi si evince anche che Amazon avrebbe intenzione di integrare il servizio con Twitch (piattaforma di livestreaming di proprietà di Amazon, ndr), che suona in modo simile agli eventuali piani di Google per l’integrazione di Stadia e YouTube. Il servizio di cloud gaming Stadia di Google è stato lanciato il 19 novembre 2019.
Coronavirus: su Reddit gli esperti rispondono agli utenti
Il social usato anche da Barack Obama quando era presidente Usa
12 febbraio 2020
10:29
A volte i social network, nel mirino per la diffusione della disinformazione, possono diventare utili per chiarire dubbi e notizie sul coronavirus. E’ l’esperimento avviato su Reddit, la piattaforma in passato usata anche da Barack Obama quando era presidente Usa, lo scorso 6 febbraio. Tre scienziati hanno partecipato ad una sessione di domande e risposte con gli utenti sul virus 2019-nCoV. Sono Carlos del Rio, rettore della Emory School of Medicine al Grady Health System, professore di medicina nella divisione di malattie infettive e condirettore dell’Emory Center per la ricerca sull’Aids; Saad Omer, direttore dello Yale Institute for Global Health e professore di medicina nella sezione di malattie infettive alla Yale School of Medicine; Dorothy Dover, dottoranda a Stanford presso il Dipartimento di Microbiologia e Immunologia che sta svolgendo una ricerca sulle risposte immunitarie cellulari nei pipistrelli.
Tante le domande sull’origine del contagio ma anche sulla propagazione e le precauzioni da prendere. All’interno della discussione ci si doveva presentare e specificare la propria specializzazione prima di commentare e lasciare le proprie domande. La discussione ha ottenuto più di 1.400 commenti. VAI ALLA CRONACA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO
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Cia spiava le comunicazione segrete alleati
Attraverso società che criptava i messaggi. C’era anche l’Italia
13 febbraio 2020
18:52
In codice si chiamava ‘Operazione Thesaurus’ e in seguito ‘Operazione Rubicon’. Ma qualcuno lo definisce semplicemente ‘il colpo del secolo’ nella storia dei servizi segreti occidentali, roba da far impallidire il recente scandalo della Nsa americana. Per mezzo secolo infatti la Cia, in un’operazione congiunta avviata con l’intelligence dell’allora Germania Occidentale, ha captato le informazioni top secret di mezzo mondo.
Almeno 120 i Paesi a loro insaputa sotto osservazione, tra governi rivali dell’Occidente e governi alleati, compresi l’Italia e il Vaticano. Si tratta di tutti quegli Stati che dall’inizio della Guerra Fredda fino all’inizio degli anni 2000 godevano dei servizi della società svizzera Crypto Ag, leader mondiale nelle comunicazioni criptate ma segretamente controllata dagli 007 Usa e tedeschi. A svelarlo un’inchiesta congiunta di Washington Post, dell’emittente tedesca Zdf e della svizzera Srf. In pratica la Crypto AG forniva a tantissimi Stati a suon di milioni di dollari le macchine per criptare i messaggi e i cablo diplomatici che poi però venivano consegnati alla Cia e alla centrale di intelligence tedesca Bnd, i cui uomini venivano messi in grado di decifrare i codici e dunque di decodificare anche le comunicazioni più riservate e segrete. Nella rete sono finiti Stati ostili agli Usa come l’Iran, l’Iraq, la Libia, oppure gli avversari sul fronte nucleare come Pakistan e India, e ancora alleati di ferro come Arabia Saudita, Giordania e Corea del Sud.
Nel corso degli anni si sono avvalse dei servizi della Crypto AG anche molte delle ex giunte militari dell’America Latina. La lista dei clienti della società svizzera comprendeva, almeno fino agli anni ’80, pure diversi Paesi della Nato oltre all’Italia, come Spagna, Grecia e Turchia. L’elenco non comprende invece le due potenze che hanno rappresentato i più temibili avversari dell’Occidente negli ultimi decenni: Russia e Cina. I sospetti sul doppio gioco della Crypto AG cominciarono a circolare molti anni fa, ma la difficoltà è stata sempre quella di trovare delle prove concrete.
Acquisizioni big hitech nel mirino Usa
Da Amazon a Apple indaga antitrust. Ok a nozze Sprint e T-Mobile
WASHINGTON
13 febbraio 2020
18:53
Le Big Five dell’industria hi-tech americana finiscono nel mirino dell’antitrust. La Federal Trade Commission (Ftc) vuole vederci chiaro sulle acquisizioni finalizzate negli ultimi anni da Amazon, Apple, Facebook, Microsoft e Alphabet, la società che controlla Google. Per questo ha chiesto tutte e cinque le aziende le informazioni sulle operazioni realizzate dal primo gennaio 2010 al 31 dicembre 2019. La richiesta, comunque, non dovrebbe riguardare le maxi operazioni, quelle più importanti che negli anni hanno interessato la Silicon Valley e la West Coast in genere, come l’acquisto da parte di Facebook di Instagram e di WhatsApp.
Tutte acquisizioni che già sono state a suo tempo al vaglio delle autorità federali e che hanno ricevuto un ok anche dal Dipartimento di giustizia. Piuttosto si indagherà sulle acquisizioni più piccole, quelle che di solito non necessitano di una particolare notifica alle autorità antitrust e che hanno un valore inferiore ai 90 milioni di dollari. La decisione del board Ftc, presa all’unanimità, è quindi tesa a comprendere meglio come le Big Tech usano le acquisizioni per accumulare sempre più potere, un aspetto che viene sempre più contestato a tutti i livelli.
Inoltre si vuole verificare in maniera più approfondita come i dati delle società acquisite, spesso dati sensibili e personali, vengono utilizzati. Questo anche alla luce dei diversi scandali verificatisi negli ultimi tempi, dal caso Cambridge Analyitica in giù. Intanto sul fronte delle fusioni è arrivato il via libera da parte di un giudice distrettuale alle nozze tra T-Mobile e Sprint, la terza e quarta società di tlc negli Stati Uniti. Si tratta di un’operazione da 26 miliardi di dollari con cui il nuovo polo lancerà la sfida sul fronte della tecnologia wireless e delle reti di nuova generazione 5G ai colossi At&t e Verizon. La fusione è destinata a dare uno slancio enorme alla competizione nel settore, anche se ancora manca l’autorizzazione dell’autorità della California.
Coronavirus, cancellata fiera telefonia di Barcellona
L’organizzazione, l’epidemia rende impossibile farla
14 febbraio 2020
16:23
Il Mobile World Congress, la più importante fiera della telefonia mobile in programma a fine febbraio a Barcellona, non si farà a causa del coronavirus. Lo ha deciso la Gsma, l’associazione mondiale degli operatori delle telecomunicazioni che organizza l’evento, al termine di una lunga riunione. Il Ceo dell’associazione John Hoffman ha spiegato che l’epidemia ha reso “impossibile” fare l’evento.
“Dalla prima edizione del 2006 la Gsma ha convocato l’industria, i governi, i ministri, i responsabili politici, gli operatori e i leader del settore in tutto l’ecosistema più ampio – si legge nel Comunicato Ufficiale – Tenendo in debita considerazione l’ambiente sicuro di Barcellona e del paese ospitante. Abbiamo annullato l’edizione 2020 perché la preoccupazione globale per l’epidemia di coronavirus, per i viaggi e altre circostanze, rende impossibile per Gsma organizzare l’evento. Gsma e gli operatori che di Barcellona continueranno a lavorare all’unisono e si sosterrano per il Mwc del 2021 e le future edizioni. La nostra vicinanza in questo momento va alle persone colpite in Cina e in tutto il mondo”.
La decisione è arrivata in una riunione d’urgenza, dopo una valanga di defezioni degli ultimi giorni. Una quarantina le aziende che avevano già cancellato la partecipazione. Tra cui Nokia, Vodafone, Intel, Facebook, Lg, Amazon, Sony, Asus, Ericsson, Cisco, le produttrici di smartphone Vivo, Ulefone, Umidigi e Royole. Così come l’operatore telefonico statunitense Sprint, quello giapponese NTT DoCoMo, Deutsche Telekom, British Telecom. Tutte hanno rinunciato “per la sicurezza dei dipendenti”.
Da sottolineare che il board dell’organizzazione della kermesse, presieduto da Stephane Richard che è anche il Ceo di Orange, il maggiore operatore di telefonia francese, aveva confermato che non prendeva parte al Mobile World Congress.
L’epidemia del coronavirus, oltre che impattare sulle persone sta colpendo pesantemente l’economia e il settore tecnologico con gli analisti che parlano di effetto ‘cigno nero’ e stime al ribasso per il mercato cinese degli smartphone. Nel primo trimestre 2020 – secondo Counterpoint Research – sono previste le consegne di 63 milioni di unità contro i 90 milioni stimati in precedenza, con un calo del 32%. A “soffrire” di più potrebbe essere Huawei. A pesare, aggiungono gli analisti di Idc, anche le “incertezze nel medio e lungo termine sui programmi di lancio dei nuovi prodotti, sulla catena di approvvigionamento e sui canali di distribuzione”. Molte delle aziende tecnologiche cinesi sono state infatti chiuse e la loro ripresa è con la manodopera a ranghi ridotti.
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WhatsApp raggiunge quota 2 miliardi di utenti
“Ogni messaggio privato inviato protetto con la crittografia”
12 febbraio 2020
17:18
WhatsApp tocca il traguardo di due miliardi di utenti nel mondo, seconda solo a Facebook che ne ha 2 miliardi e mezzo. “Le conversazioni private che una volta erano possibili solo di persona, possono ora avvenire su grandi distanze attraverso chat istantanee e videochiamate. E’ per noi un onore e una grande soddisfazione aver raggiunto questo traguardo”, scrive in una nota la società di proprietà di Mark Zuckerberg.
“Ogni messaggio privato inviato tramite WhatsApp è protetto con la crittografia end-to-end per impostazione predefinita – aggiunge -. La crittografia forte agisce come un blocco digitale indistruttibile che mantiene al sicuro le informazioni inviate sulla chat aiutandoti a proteggerti da hacker e criminali. I messaggi vengono conservati solo sul tuo telefono e nessuno altro può leggere cosa scrivi o ascoltare le tue chiamate, nemmeno noi. Le vostre conversazioni private restano tra di voi”, assicura la società che ha anche lanciato un sito dedicato alla privacy.
laLettura ora è anche in app
Si arricchisce l’inserto culturale del Corriere della Sera
12 febbraio 2020
16:57
Corriere della Sera arricchisce il Sistema de laLettura, ora disponibile anche in app – iOS e Android, per smartphone e tablet – con nuovi contenuti per avere sempre a portata di mano il punto di vista sul mondo della cultura e della creatività dell’inserto culturale del Corriere della Sera, che fa dell’apertura e della contaminazione i propri tratti distintivi, tra libri, arte, scienza e nuovi linguaggi.
Gli appassionati con l’app laLettura ogni sabato avranno a disposizione in anteprima l’intero dorso e la newsletter settimanale con il dibattito della settimana, l’agenda su libri, mostre e festival del momento e il calendario degli eventi del mondo culturale da non perdere. Ogni giorno contenuti editoriali esclusivi e notifiche in tempo reale con aggiornamenti su anniversari, eventi, notizie del momento si affiancheranno ai contenuti del settimanale: dai dibattiti sui nuovi linguaggi, sui libri, sull’arte e sulle scienze, alle recensioni e alle graphic novel realizzate in esclusiva per laLettura, dai commenti alle biografie, alle interviste d’eccezione, ai reportage.
Disponibile inoltre, per la prima volta, l’intero archivio de laLettura, con oltre 400 numeri da novembre 2011 a oggi.
“Con la nuova app, laLettura completa il suo sistema informativo, copre tutte le piattaforme e sperimenta i linguaggi della contemporaneità”, sottolinea Antonio Troiano, responsabile de laLettura. La presentazione avverrà lunedì 24 febbraio al Piccolo Teatro Grassi di Milano in occasione della premiazione dei vincitori 2019 della Classifica di Qualità de laLettura, rispettivamente Sandro Veronesi autore del miglior libro per “Il colibrì” e Silvia Pareschi, miglior traduttrice per “La generosità della sirena” di Denis Johnson, votati da 317 tra redattori, collaboratori, traduttori e appassionati de laLettura. Il premio consiste in due pezzi unici, realizzati da Velasco Vitali, raffiguranti una barchetta in bronzo, il cui calco è stato creato utilizzando due pagine de laLettura.
Huawei: Usa, è una minaccia per la Nato
Afferma il ministro della Difesa Mark Esper
BERLINO
15 febbraio 2020
12:56
– “Se non comprendiamo la minaccia e non reagiamo, questo alla fine potrebbe compromettere quella che è stata la più grande alleanza militare di successo della storia: la Nato”. Lo ha detto il ministro della Difesa americano Mark Esper, a Monaco, a proposito del caso Huawei.
Amazon ottiene stop a maxi commessa Pentagono
Quella da 10 miliardi di dollari affidata a Microsoft
14 febbraio 2020
15:31
Amazon esulta: un giudice ha infatti bloccato la maxi commessa da 10 miliardi di dollari che il Pentagono aveva affidato a Microsoft per la realizzazione dei servizi iCloud. Il colosso guidato da Jeff Bezos aveva fatto ricorso denunciando interferenze politiche da parte della Casa Bianca volte a estromettere Amazon dalla partita.
Lo stop al contratto denominato Jedi (Joint Enterprise Defense Infrastructure) e che affidava la maxi commessa del Pentagono a Microsoft è temporaneo. I giudici vogliono vederci chiaro dopo la causa legale presentata da Amazon che afferma di essere stata discriminata per motivi politici (è noto l’astio tra Donald Trump e Jeff Bezos che è anche il proprietario del Washington Post) e che ha chiesto alla corte di chiamare a deporre lo stesso Trump, il segretario alla difesa Mark Esoer e il suo predecessore James Mattis.
Italiani online 6 ore al giorno
Report ‘Digital 2020’ di WeAreSocial: in 35 milioni usano i social, in crescita gli smartwatch
14 febbraio 2020
16:24
Sono quasi 50 milioni gli italiani che usano internet su base giornaliera, e trascorrono online in media 6 ore al giorno. In 45 milioni si collegano da smartphone e tablet, e 35 milioni usano i social, a cui si dedicano quotidianamente, in media, 1 ora e 57 minuti. Sono alcuni dei dati che emergono da “Digital 2020” la ricerca condotta da We Are Social in collaborazione con Hootsuite e giunta alla nona edizione.
Online si cerca soprattutto intrattenimento. Il 92% guarda contenuti video e il 34% vlog; il 57% ascolta musica in streaming, il 39% web radio e il 23% podcast. Grazie alla diffusione degli assistenti vocali, il 35% degli internauti usa almeno un servizio controllato con la voce. Forte incremento anche per i dispositivi indossabili: un italiano su sette (15%) possiede uno smartwatch o un altro wearable, a fronte del 5% di un anno fa. Lo smartphone è in mano al 94% degli italiani, che usano soprattutto app di messaggistica (92%), per l’intrattenimento e la fruizione di contenuti video (73%). A seguire l’ascolto di musica (52%), lo shopping (68%) e il gaming (43%). Sul fronte dei social, la piattaforma più attiva si conferma YouTube, seguita dalla famiglia di app di Facebook.
La ricerca scatta una fotografia anche su scala globale. Nel mondo sono 4,54 miliardi le persone online, con quasi 300 milioni di utenti che hanno avuto accesso ad internet per la prima volta nel corso del 2019. La metà della popolazione mondiale – 3,8 miliardi di persone – usa regolarmente i social media, e le piattaforme più atitve sono Facebook, YouTube e WhatsApp. In rapida crescita TikTok, con 800 milioni di utenti attivi al mese di cui 300milioni fuori dalla Cina.
Arriva telefono ‘vintage’, con disco per comporre numeri
Come i vecchi dispositivi casa, idea di ingegnere anti-smatphone
14 febbraio 2020
13:32
Un telefono con un disco rotante per comporre il numero, simile a quello che montavano i telefoni casalinghi anni fa, per combattere le distrazioni da notifica. Si chiama Rotary Cellphone, ed è il progetto originale e vintage dell’ingegnere Justine Haupt che in una intervista a Wired ha dichiarato esplicitamente di essere “anti-smartphone”.
“In un mondo iperconnesso con persone che usano telefoni che non controllano e non comprendono, volevo qualcosa che fosse interamente mio, personale e assolutamente tattile, che mi desse anche una scusa per non mandare messaggi – scrive Haupt sul sito del suo progetto -. Ma anche per dimostrare che è possibile avere un telefono perfettamente utilizzabile che va ben oltre il touchscreen”.
Il dispositivo, oltre al disco rotante per comporre i numeri, ha uno schermo a inchiostro elettronico che mostra eventuali chiamate perse. A governare il funzionamento c’è una scheda Arduino. Sul lato c’è anche un piccolo indicatore a led che indica la situazione del segnale.
Tutti i pezzi fisici provengono da un vecchio telefono Western Electric Timeline, mentre il corpo è stato ottenuto grazie ad una stampante 3D. Sul sito ufficiale, Justine Haupte ha condiviso tutti passaggi del progetto nel caso qualche utente fosse interessato a costruirsene uno a casa.
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Coronavirus, Oms denuncia cybertruffa per soldi e dati
Attraverso mail, persone si spacciano per membri dell’agenzia
12 febbraio 2020
16:42
Si spacciano per membri dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e invece si tratta di persone o organizzazioni che vogliono solo rubare soldi o informazioni sensibili via mail: lanciare l’allarme è la stessa Oms che invita a verificare l’autenticità del contatto, prima di rispondere. In realtà, i file mandati via mail contengono diverse minacce informatiche (Trojan e worm) in grado di distruggere, bloccare, modificare o copiare i dati degli utenti oltre ad interferire con il funzionamento dei Pc o delle reti dei dispositivi.
Già la settimana scorsa la società di sicurezza informatica Kaspersky aveva segnalato il problema, dopo aver individuato dei file dannosi che si presentavano come documenti relativi al coronavirus e alle istruzioni su come proteggersi.
Adesso è l’Organizzazione mondiale della sanità a segnalare il problema, precisando che non “chiederà mai a nessuno di accedere per vedere le informazioni di sicurezza, non manderà alcun allegato non richiesto per email, ne’ chiederà di visitare un link diverso da quello del suo sito, tantomeno di dare soldi per proporsi per un lavoro, registrarsi per una conferenza o prenotare un hotel”. Nemmeno, aggiunge l’Oms, farà mai lotterie o offrirà premi, borse di studio, certificati o finanziamenti tramite email. E’ bene sapere che “questi criminali – scrive l’organizzazione – usano email, siti web, telefonate, sms e persino fax per le loro truffe. Per verificare se la comunicazione è autentica, si può contattare direttamente l’Oms”.
Pe, garantire uso sicuro dell’intelligenza artificiale
Eurodeputati chiedono nuove norme Ue sicurezza e centralità uomo
BRUXELLES
13 febbraio 2020
18:52
Proteggere i consumatori nello sviluppo dell’intelligenza artificiale (Ia) e dei processi decisionali automatizzati (Adm) con norme Ue aggiornate sulla sicurezza e le responsabilità, algoritmi imparziali e meccanismi di revisione. Lo chiede la plenaria del Parlamento Ue in una risoluzione approvata per alzata di mano.
Gli eurodeputati esortano la Commissione Ue a presentare proposte per aggiornare le norme sulla sicurezza e la responsabilità per i prodotti automatizzati, tenendo l’essere umano al centro del processo gestionale. Quando i consumatori interagiscono con un sistema automatizzato, scrivono, dovrebbero essere sempre adeguatamente informati “su come contattare un essere umano dotato di potere decisionale e come sia possibile controllare e correggere le decisioni”.
L’uso dei sistemi Adm – sostiene l’Europarlamento – dovrebbe avvenire solo con dati di qualità e algoritmi imparziali, nonché strutture di revisione per rimediare a possibili errori nelle decisioni automatizzate. La risoluzione sottolinea inoltre che i commercianti sono tenuti a informare i consumatori quando il prezzo dei beni o dei servizi è stato personalizzato sulla base di processi decisionali automatizzati e della profilazione del comportamento dei consumatori. Infine, gli eurodeputati chiedono di garantire che, nei processi automatizzati, non vi sia una discriminazione dei consumatori in base a nazionalità.
Le proposte dell’Eurocamera passano ora al vaglio del Consiglio Ue e della Commissione, che il 19 febbraio presenterà le sue linee guida sull’intelligenza artificiale.
Huawei non sarà esclusa da 5G in Francia
Lo ha annunciato il ministro dell’Economia Bruno Le Maire
PARIGI
13 febbraio 2020
11:24
“Huawei non sarà esclusa dal 5G” in Francia. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire.
“Huawei non verrà esclusa dalla 5G in Francia”, ha dichiarato Le Maire, intervistato questa mattina ai microfoni di RMC-BFMTV. Per il francese ministro dell’Economia nell’attuale amministrazione di Emmanuel Macron è “perfettamente comprensibile che si possa ad un certo punto privilegiare un operatore europeo”. E tuttavia, ha aggiunto, “se Huawei ha migliori offerte da presentare ad un momento o l’altro dal punto di vista tecnico, dal punto di vista dei costi, potrà avere accesso alla 5G in Francia”.
Le Maire ha quindi sottolineato che se ci saranno delle “installazioni critiche, delle installazioni militari, delle zone nucleari a prossimità, metteremo un certo numero di restrizioni per proteggere i nostri interessi di sovranità”.
Domenica, l’ambasciata cinese a Parigi aveva pubblicato un comunicato per criticare possibili restrizioni nei confronti di Huawei sulla 5G in Francia. Pechino metteva in guardia, tra l’altro, su eventuali misure di ritorsione.
Google, l’AI aiuta le vendite al dettaglio
Strumento gratuito con Politecnico di Milano
13 febbraio 2020
13:30
L’intelligenza artificiale (AI) al servizio delle vendite al dettaglio in Italia con il Machine Learning Checkup, strumento nato in Italia nel 2019 dalla collaborazione tra Google e la School of Management del Politecnico di Milano. L’iniziativa è stata presentata nel capoluogo lombardo nell’ambito dell’evento ‘L’economia dell’intelligenza. Machine learning: il futuro del retail’ organizzato da Netcomm.
Machine Learning Checkup è uno strumento gratuito che permette alle imprese di valutare la propria maturità per l’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale e comprendere come sfruttarne le applicazioni: offre un report personalizzato sui potenziali benefici, insieme alle migliori applicazioni in base al settore di riferimento dell’azienda e del suo posizionamento nella filiera produttiva. Le aziende possono anche accedere ad un servizio di consulenza dedicata di Unioncamere – attraverso i Punti Impresa Digitale delle Camere di Commercio sul territorio – e agli incentivi del Ministero dello Sviluppo Economico. Dopo essere stato lanciato a settembre 2019 in Italia, il Machine Learning Checkup verrà esteso nei prossimi mesi ad altri 11 paesi europei.
L’iniziativa si affianca ad una nuova ricerca della School of Management del Politecnico di Milano commissionata da Google, che ha individuato 35 casi di applicazione. Tra gli esempi, quello della distribuzione organizzata, che si traducono in una riduzione del 57% delle commissioni e un aumento del 10% delle vendite. Nel settore moda, invece, grazie all’introduzione di soluzioni AI il processo che conduce alla conclusione dell’acquisto si è ridotto del 38%.
YouTube compie 15 anni, un business da 15 miliardi di dollari
Piattaforma fondata 14 febbraio 2005, Google la comprò nel 2006
14 febbraio 2020
18:22
Da piattaforma di video amatoriali a macchina da soldi del valore di 15 miliardi di euro. E’ l’evoluzione di YouTube che compie 15 anni di vita ed è diventato un media globale che compete con tv, musica e giochi. E ha fatto da apripista a Netflix e Spotify. La società fu fondata il 14 febbraio 2005 da tre ex dipendenti di PayPal (Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim) per poi essere rilevata da Google pochi mesi dopo. Il primo video caricato risale al 23 aprile 2005: dura 20 secondi scarsi, si chiama ‘Me at the Zoo’ e fu girato allo Zoo di San Diego da uno dei fondatori.Nessuno avrebbe mai immaginato che YouTube sarebbe diventato il secondo sito visitato al mondo (dopo Google) e avrebbe ridefinito il concetto di celebrità dando la possibilità a tutti di avere i famosi “15 minuti di notorietà” di Andy Wahrol.
L’impossibilità di reperire online filmati specifici è stata l’idea che ha ispirato i fondatori, come ha raccontato uno di loro, Jawed Karim, a Usa Today. In particolare i filmati in questione erano quello dello tsunami e l’incidente del Super Bowl quando Justin Timberlake strappò il reggiseno a Janet Jackson durante l’esibizione.
Era il 2004 e da qui si accese la scintilla di creare una piattaforma che permettesse a chiunque di caricare online un qualsiasi contenuto. Pochi mesi dopo la fondazione, a ottobre 2006 Google si fa avanti e acquista la società per 1,65 miliardi di dollari. Praticamente un decimo dei suoi ricavi annuali (dovuti in gran parte alla pubblicità) che ammontano nel 2019 a 15,5 miliardi di dollari. E la piattaforma rappresenta il 10% del fatturato totale di Google, anche grazie agli oltre 20 milioni di iscritti ai servizi Premium e Music Premium e due milioni di iscritti al servizio tv attivo negli Stati Uniti.
A maggio 2019 – secondo il sito Statista – YouTube ha registrato 2 miliardi di utenti mensili, rispetto a 1,8 miliardi di maggio dell’anno precedente, ogni minuto vengono caricate più di 500 ore di video. In questi 15 anni la piattaforma è cresciuta nei numeri e nelle potenzialità e ha fatto nascere nuove professioni legate alla rete (gli YouTubers) con fenomeni e personaggi diventati virali, a volte anche inspiegabilmente.
Ma ha dovuto affrontare diverse beghe. Come quella delle fake news e della disinformazione, fenomeno esploso nel 2016 durante le presidenziali americane e che ha messo a nudo l’incapacità di tutte le piattaforme social, vista la vastità , di fare un controllo in tempi stretti dei contenuti. Ma anche le accuse di profilare i più piccoli – spesso i genitori usano la piattaforma come fosse una baby sitter – e rastrellarne i dati per poi raggiungere la giovanissima audience con pubblicità mirate: per questo la società ha pagato 170 milioni di dollari alle autorità americane. Per entrambe le situazioni, YouTube ha messo in campo nuove regole.
“Con le nuove opportunità sono arrivate anche le sfide che riguardano le responsabilità”: è la riflessione di Susan Wojcicki, Ceo di YouTube da sei anni, in occasione del compleanno.
“Fin dai primi giorni – spiega – ci siamo resi conto dell’importanza di stabilire le Norme della community che nel corso degli anni ci siamo impegnati a proteggere. Sebbene YouTube sia chiaramente una piattaforma, il nostro obiettivo come azienda è quello di distribuire i contenuti prodotti da altri, ciò non significa che non abbiamo alcuna responsabilità. Questo è il mio obiettivo numero uno”.
Wojcicki ricorda infine che Youtube “solo nel terzo trimestre dell’anno scorso ha rimosso oltre 8,7 milioni di video non conformi alle policy della piattaforma” e che in vista delle elezioni presidenziali statunitensi continuerà “a bilanciare apertura e responsabilità assicurando che YouTube sia una fonte affidabile di informazioni” anche con la “raccolta di notizie elettorali autorevoli e la rimozione di contenuti fuorvianti”.
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San Valentino: finte app appuntamenti ‘esca’ hacker
Virus malevoli usano nomi di oltre 20 popolari piattaforme
14 febbraio 2020
14:01
Le applicazioni di appuntamenti più popolari, come Tinder e Badoo, spesso vengono contraffatte e diventano un’esca utilizzata dagli hacker per diffondere virus o rubare dati personali, a maggior ragione in occasione di San Valentino. Lo dice un’analisi condotta dai ricercatori di Kaspersky sui virus malevoli che utilizzano i nomi di oltre 20 popolari app di appuntamenti e la parola chiave “dating”: mostra che nel 2019 sono stati diffusi 1963 file unici sotto le spoglie di app legittime. In particolare, due terzi di questi si presentavano come Tinder (1262 file) e un altro terzo era collegato a Badoo (263 file).
Il pericolo che questi file malevoli portano con sé variano dai trojan che possono scaricare altri virus a quelli che inviano sms costosi, fino agli adware, i software che mandano notifiche di pubblicità. Ad esempio, una delle applicazioni che a prima vista sembra Tinder è in realtà un trojan bancario che richiede costantemente i diritti di accesso e, una volta ottenuti, ruba denaro all’utente. E copie false di siti come Match.com invitano gli utenti a lasciare i loro dati personali o a connettersi tramite il loro account sui social media. I dati vengono poi venduti dai criminali informatici.
“Raccomandiamo agli utenti di utilizzare le versioni legali delle applicazioni disponibili”, dice Vladimir Kuskov di Kaspersky che consiglia di “controllare sempre i permessi delle app per vedere cosa è consentito fare a quelle installate” e di “bloccare l’installazione di programmi da fonti sconosciute nelle impostazioni dello smartphone”.
Twitter e Facebook multate in Russia, non hanno server nel paese
Dovranno pagare circa 58mila euro ciascuna
13 febbraio 2020
16:50
La Russia multa Facebook e Twitter perchè si sono rifiutati da mettere i loro server nel paese.
La sanzione è stata inflitta dal tribunale distrettuale Tagansky di Mosca, entrambe le piattaforme social dovranno pagare quattro milioni di rubli (circa 58.000 euro).
Facebook posticipa il lancio della sua dating app in Europa
Dopo intervento privacy irlandese, ritardi in documentazione
14 febbraio 2020
14:00
A ridosso di San Valentino, Facebook vede sfumare il lancio in Europa della sua app di appuntamenti annunciata a maggio 2018 nel corso della sua conferenza degli sviluppatori e oramai presente in 20 Paesi. A riportare la notizia il Wall Street Journal che spiega come il garante per la privacy irlandese ha sollevato alcune obiezioni riguardo i tempi di consegna della documentazione, necessaria agli approfondimenti per l’applicazione del Gdpr, cioè la normativa europea sulla privacy.
L’Irlanda Data Protection Commission (IDPC), a seguito della richiesta del social network del 3 febbraio di voler lanciare l’applicazione il 13 febbraio in Europa, ha condotto un’ispezione presso gli uffici di Facebook Ireland Limited a Dublino e ha raccolto la documentazione necessaria ma ha bisogno di tempo per vagliare la richiesta. Facebook Dating, pensata per favorire gli incontri e per sfidare app popolari come Tinder, è ormai disponibile in una ventina di mercati diversi, tra cui gli Stati Uniti dove ha debuttato a settembre 2019.
“E’ importante che il lancio di Facebook Dating avvenga nella maniera giusta, stiamo prendendo più tempo per essere sicuri che il prodotto sia pronto per il mercato europeo”, ha detto un portavoce di Facebook alla France Press.
Huawei, accuse furto segreti commerciali
Un procuratore federale di Ny parla di criminalità organizzata
WASHINGTON
14 febbraio 2020
10:33
– Huawei, il colosso cinese delle tlc, è stata accusata dal procuratore federale di Brooklyn, a New York, del reato di “criminalità organizzata”, per aver rubato segreti commerciali agli Usa. Lo riporta il Wall Street Journal. Per la procura newyorchese si tratta di un’attività che Huawei svolge da almeno un decennio e che ha avuto come obiettivo almeno sei aziende americane, in violazione dei diritti di protezione della proprietà intellettuale. Un’attività criminale per rafforzare il suo business globale.
Intelligenza artifciale aggiorna le voci di Wikipedia
Lo fa rispettando lo stile e la grammatica degli umani
14 febbraio 2020
13:28
Sviluppato un sistema di intelligenza artificiale che sa aggiornare le voci di Wikipedia, riconoscendo le incongruenze e riscrivendo le frasi nel pieno rispetto dello stile e della grammatica degli umani. Il bot è stato progettato al Massachusetts Institute of Technology (Mit) per risparmiare ore di lavoro agli utenti che revisionano i contenuti dell’enciclopedia online, ma potrebbe essere usato anche per addestrare i sistemi anti-fake news, come dimostra lo studio presentato dai ricercatori a New York in occasione della Conferenza AAAI sull’intelligenza artificiale.
Attualmente esistono già diversi bot che si occupano della ‘manutenzione’ di Wikipedia, ad esempio respingendo l’attacco degli spammer o aggiustando link e contenuti. Il nuovo sistema, però, è il primo capace di ‘ragionare’ per capire la contraddizione fra due frasi, quella vecchia su Wikipedia e quella nuova che contiene l’aggiornamento. Quest’ultima deve essere digitata dall’operatore umano in modo non strutturato, cioè senza prestare particolare attenzione a stile e grammatica del testo.
Il sistema a questo punto cerca su Wikipedia la frase vecchia che deve essere aggiornata, la confronta con la nuova informazione ricevuta e la riscrive correttamente usando uno stile umano. L’intenzione dei ricercatori è quella di rendere il sistema totalmente automatico: in futuro non richiederà più che le novità vengano segnalate dall’utente, ma andrà direttamente a cercarsele tra le ultime news sul web, per poi inserirle nei testi di Wikipedia.
Huawei, accuse governo Usa infondate, vuole danneggiarci
“Basate su vecchie dispute civilistiche già risolte”
14 febbraio 2020
13:32
“Queste nuove accuse sono prive di fondamento e si basano in gran parte su vecchie dispute civilistiche ripescate dagli ultimi 20 anni che sono state precedentemente risolte, contestate e in alcuni casi, respinte da giudici e giurie federali. Il governo non riuscirà a fare prevalere le proprie accuse, che Huawei dimostrerà essere sia infondate che ingiuste”: è questo il commento dell’azienda cinese dopo le rilevazioni mosse dal procuratore federale di Brooklyn, a New York, del reato di “criminalità organizzata”, per aver rubato segreti commerciali agli Usa.
“Questo nuovo atto d’accusa – aggiunge la società – è parte del tentativo del Dipartimento di Giustizia di danneggiare irrevocabilmente la reputazione di Huawei e la sua attività per motivi legati alla concorrenza, piuttosto che all’applicazione della legge stessa”.
Anche la Cina interviene, sollecitando gli Stati Uniti a “fermare immediatamente le vessazioni contro le imprese cinesi”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang.
Pechino “incoraggia le imprese cinesi sul business all’estero nel rispetto delle leggi locali, dei principi di mercato e delle regole internazionali”, ha aggiunto. Gli Stati Uniti “hanno fatto un uso sbagliato del loro potere per opprimere le compagnie cinesi con nessuna prova di attività illecite. E’ una pratica disonorevole e immorale, e non al livello dello stato degli Usa di Paese importante”. E’ una “pratica economica di bullismo e una evidente negazione del principio di mercato per il quale gli Stati Uniti si sono auto-proclamati campioni. E minaccia gravemente la reputazione e la credibilità degli Usa e gli interesse delle società americane”, ha concluso Geng.
Il costo domini ‘.com’ potrebbe salire
Sarebbe il primo aumento in otto anni
14 febbraio 2020
16:52
Registrare un dominio ‘.com’ potrebbe essere più caro in futuro per chi vuole iniziare un’attività o mettere in pratica un’idea. Infatti, per la prima volta in otto anni il costo di registrazione potrebbe raddoppiare passando dai 7,85 dollari attuali fissati nel 2012, ai 13,50 dollari nei prossimi dieci anni, con un incremento annuo massimo del 7% circa. All’entrata in vigore di questi aumenti manca soltanto l’ufficializzazione dell’accordo tra l’Icann, l’ente internazionale che regola l’attribuzione di indirizzi internet e la gestione dei domini, e la società americana Verisign, che gestisce l’assegnazione degli indirizzi ‘.com’. La decisione finale dovrebbe arrivare entro marzo.
L’aumento – come riporta il sito The Verge – viene giustificato con il fatto che l’uso dei social media e i nuovi domini di primo livello (cioè quelli che riportano il nome dell’azienda dopo il punto) hanno reso il mercato “più dinamico”. E come sottolinea il sito Engadget, la maggiorazione deriverebbe anche dalla volontà dell’amministrazione Trump di cambiare tutto quello deciso dal suo predecessore Barack Obama, che per diversi anni aveva congelato il prezzo della registrazione dei domini. L’accordo tra l’Icann e Verisign non è però ancora definitivo: si è aperta una consultazione pubblica con una relazione finale prevista a marzo.
Uber testa numero per servizio via sms
Pensato per anziani o chi non ha smartphone, test in Arizona
15 febbraio 2020
16:15
Uber sta testando un numero gratuito per quelle persone che non hanno uno smartphone e vogliono prenotare il servizio con una semplice telefonata o un sms, e non tramite l’app. Il test è partito in Arizona e potrebbe estendersi per ora negli Stati Uniti. Secondo il Pew Reasearch Center, il 96% degli americani ha un telefono, l’81% di questi ha uno smartphone, ma il resto ha semplici telefoni che fanno solo chiamate e sms. Questa iniziativa va dunque incontro a questo tipo di utenti, soprattutto in là con l’età.
I clienti possono chiamare ‘1-833-USE-UBER’ per raggiungere una persona che prenoterà per loro una corsa sull’app e fornirà il preventivo. Poi Uber invierà i dettagli del conducente, l’orario di arrivo previsto e le ricevute tramite un sms al cliente. messaggio di testo.
“Il servizio è stato progettato pensando ai più anziani, anche se la nostra speranza è che chiunque preferisca all’app la comunicazione tradizione, ne possa trarre beneficio”, ha spiegato la società, come riporta il sito della Cnn. Uber ha già utilizzato l’Arizona come banco di prova, in particolare per il suo progetto di auto a guida autonoma.
