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Ultimo aggiornamento 5 Aprile, 2020, 21:26:44 di Maurizio Barra

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DALLE 02:45 DI VENERDì 03 APRILE 2020

ALLE 21:22 DI DOMENICA 05 APRILE 2020

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Borsa: Tokyo, apertura in rialzo
Cambi: yen arresta rivalutazione su dollaro ed euro
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TOKYO
03 aprile 2020
02:45
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La Borsa di Tokyo interrompe la scia negativa di quattro sedute tentando un recupero nell’ultimo giorno della settimana, sostenuta dal rialzo di Wall Street dallo stop alla rivalutazione dello yen e dall’aumento del prezzo del petrolio. Il Nikkei avanza dell’1,22% a quota 18.036,77, guadagnando 218 punti. Sul mercato dei cambi la divisa nipponica interrompe la manovra di apprezzamento sul dollaro, poco sopra a quota 108, e sull’euro, a 117,10.
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Petrolio: perde terreno, Wti -5%
In calo anche il Brent, -3,2% a 29 dollari al barile
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03 aprile 2020
08:07
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– Perde terreno il prezzo del petrolio dopo l’impennata di ieri. Il Brent arretra del 3,2% a 28,99 dollari mentre il Wti è in calo del 5,1% a 24,04 dollari.

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Cambi: euro stabile a 1,0853 dollari
Leggero incremento rispetto alla sterlina
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03 aprile 2020
08:13
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Euro sostanzialmente stabile questa mattina dopo il calo di ieri rispetto al dollaro. La moneta unica vale 1,0853, da 1,0848 dollari dopo la chiusura di Wall Street ieri sera. Leggero incremento rispetto alla sterlina, a 87,64 pence.
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Oro: poco mosso a 1.613 dollari
Questa settimana prezzo in calo dello 0,9%
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03 aprile 2020
08:23
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– E’ poco mosso il prezzo dell’oro sui mercati internazionali. Il metallo prezioso con consegna immediata vale 1.613,6 dollari l’oncia, sostanzialmente stabile rispetto alla giornata di ieri, chiusa con un rialzo dell’1,4%.
L’aumento non è bastato a compensare una settimana al momento ancora negativa, contrassegnata da un calo dello 0,9%.
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Spread Btp-Bund apre stabile a 190 punti
Rendimento del decennale italiano all’1,45%
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03 aprile 2020
08:27
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E’ stabile questa mattina lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale segna 190,7 punti base, sul livello della chiusura di ieri, con un rendimento del decennale italiano all’1,45%.
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Borsa: Asia chiude in rosso
Piatta Tokyo (+0,01%), giù la Cina. Lo yen in calo sul dollaro
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03 aprile 2020
08:53
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– Le Borse asiatiche chiudono in calo dopo un iniziale tentativo di recupero e con il calo del prezzo del petrolio. I mercati risentono dei timori per gli effetti negativi sull’economia della pandemia di coronavirus. Tra gli investitori si guarda all’andamento dell’oro.
Piatta Tokyo (+0,01%) che ha interrotto la scia di quattro sedute negative. Sul mercato dei cambi la divisa nipponica arresta la manovra di apprezzamento sul dollaro, trattando poco sotto a quota 108, e sull’euro a 116,80. In rosso la Cina con Shanghai (-0,84%), Shenzhen (-0,73%) e Hong Kong (-0,76%). In calo anche Mumbai (-1,73%) mentre è piatta Seul (+0,03%).
Sul fronte macroeconomico in arrivo una serie di dati tra cui gli indici Pmi Markit servizi dalla gran parte dei Paesi dell’Eurozona. Dall’Italia atteso il dato sul deficit/Pil del quarto trimestre 2019. Dagli Stati Uniti atteso il tasso di disoccupazione, l’indice retribuzioni e i nuovi lavoratori dipendenti non agricoli.
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Borsa: Milano apre in calo (-0,55%)
Indice Ftse Mib a 16.742 punti
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03 aprile 2020
09:06
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La Borsa di Milano apre in calo.
L’indice Ftse Mib cede lo 0,55% a 16.742 punti.
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Borsa: Europa apre debole, Parigi -0,38%
Francoforte -0,37%, Londra -0,61%
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03 aprile 2020
09:11
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– Le Borse europee aprono in calo.
Parigi segna -0,38% con il Cac 40 a quota 4.204 punti.
Francoforte cede lo 0,37% con il Dax a 9.535 punti mentre Londra registra una flessione dello 0,61% con il Ftse 100 a 5.447 punti.
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Borsa:Milano peggiora (-1,6%) con banche
In calo anche titoli legati al petrolio
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03 aprile 2020
09:26
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– La Borsa di Milano peggiora con il Ftse Mib che cede l’1,6% a 16.653 punti. Piazza Affari è appesantita dall’andamento delle banche e dai titoli legati al petrolio con il calo del prezzo del greggio. In rosso Mediobanca (-2,8%), Poste (-2,1%), Intesa (-2%), Unicredit (-1,9%), Unipol (-1,5%). Male anche Eni (-2,8%) e Snam (-2,7%).
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Borsa: Milano prosegue in calo
In controtendenza Atlantia (+4%), spread Bund-Btp a 192 punti
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03 aprile 2020
10:01
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– La Borsa di Milano (-1,4%) prosegue in calo, in linea con gli altri listini del Vecchio continente.
A Piazza Affari soffrono le banche e i titoli legati al petrolio, dopo il calo del prezzo del greggio. Lo spread tra Btp e Bund sale a 192 punti base con il rendimento del decennale all’1,47%.
In fondo al listino principale Azimut (-3%). Male anche Unipol (-2,8%), dopo lo stop al dividendo per l’emergenza coronavirus. In rosso Eni (-2,06%), Snam (-2,4%) e Tenaris (-1%). Scivola anche il comparto dell’auto con Fca (-1,5%), Ferrari (-2,9%) e Cnh (-1,4%). Soffrono le banche con Unicredit (-2,3%), Banca General (-2,2%), Mediobanca e Intesa (-1,9%).
In controtendenza Atlantia (+4,1%), con il susseguirsi delle indiscrezioni su una possibile soluzione che riguarda Aspi. Bene anche Nexi (+2,2%), Leonardo (+2,1%) e Buzzi (+1,9%).
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Borsa: Milano prosegue in calo
In controtendenza Atlantia (+4%), spread Bund-Btp a 192 punti
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03 aprile 2020
10:01
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– La Borsa di Milano (-1,4%) prosegue in calo, in linea con gli altri listini del Vecchio continente.
A Piazza Affari soffrono le banche e i titoli legati al petrolio, dopo il calo del prezzo del greggio. Lo spread tra Btp e Bund sale a 192 punti base con il rendimento del decennale all’1,47%.
In fondo al listino principale Azimut (-3%). Male anche Unipol (-2,8%), dopo lo stop al dividendo per l’emergenza coronavirus. In rosso Eni (-2,06%), Snam (-2,4%) e Tenaris (-1%). Scivola anche il comparto dell’auto con Fca (-1,5%), Ferrari (-2,9%) e Cnh (-1,4%). Soffrono le banche con Unicredit (-2,3%), Banca General (-2,2%), Mediobanca e Intesa (-1,9%).
In controtendenza Atlantia (+4,1%), con il susseguirsi delle indiscrezioni su una possibile soluzione che riguarda Aspi. Bene anche Nexi (+2,2%), Leonardo (+2,1%) e Buzzi (+1,9%).
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Borsa: Europa debole, Milano -1,10%
Francoforte tiene nonostante pmi, spread a 196 punti
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03 aprile 2020
10:36
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– Le Borse europee si confermano deboli nell’ultima seduta della settimana. L’indice d’area Stoxx 50 cede quasi mezzo punto. Sulla stessa linea, più o meno, tutti i listini con l’esclusione di Milano che lascia sul terreno l’1,10% con il Ftse Mib a 16.640 punti. Tra le altre Piazze Parigi perde lo 0,69%, Londra lo 0,82% mentre Francoforte è la migliore con un -0,21% nonostante il Pmi tedesco sia crollato al minimo storico. Sul fronte dei cambi l’euro è debole sul dollaro. La moneta unica scambia a 1,079 sul biglietto verde. In ripresa il petrolio dopo un avvio in flessione il greggio sale a 25,5 dollari al barile mentre il brent è a 31,3 dollari. L’oro si conferma poco mosso a 1,632 dollari l’oncia. Lo spread tra btp e bund sale a 196 punti base. A Piazza Affari le vendite zavorrano l’energia con Eni che perde il 2,29% e Snam (-2,7%). Tra i peggiori Ferrari (-4%) e Azimut (-3%), corre invece Atlantia (+3,7%).
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Istat: reddito e potere acquisto in calo a fine 2019
Pmi composito Italia a minimo storico
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03 aprile 2020
20:07
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Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% in termini reali, ovvero di potere d’acquisto. Lo rileva l’Istat, sottolineando che il reddito disponibile in termini nominali segna un calo “dopo la crescita osservata nei primi nove mesi dell’anno”. Quanto alla capacità di spesa, la riduzione “è stata più accentuata – si spiega – per la dinamica positiva dell’inflazione”.

Nel 2019 il rapporto tra deficit e Pil in Italia è risultato pari all’1,6%, in discesa rispetto al 2,2% del 2018. Lo rileva l’Istat, confermando le stime diffuse a inizio marzo. Nel dettaglio, nel quarto trimestre del 2019 l’accreditamento netto (avanzo) delle amministrazioni pubbliche sul Prodotto interno lordo è stato pari al 2,4% (+1,1% nello stesso trimestre del 2018). L’Istituto di statistica parla di “un deciso miglioramento” frutto dell’aumento dell’avanzo primario e della contestuale riduzione della spesa per interessi.

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Pmi composito Italia a minimo storico  – L’indice Pmi (purchasing managers index) composito che monitora l’andamento dell’attività manifatturiera e dei servizi in Italia piomba al minimo storico a marzo a 20,2 punti da 50,7 di febbraio. L’indice, calcolato da Ihs Markit in base al sondaggio fra i direttori d’acquisto, evidenzia che i nuovi ordini sono crollati ai minimi di sempre a 18,4 da 51,3 di febbraio. Al minimo storico anche il settore dei servizi a 17,4 a marzo da 52,1 di febbraio con i nuovi ordini in ribasso 13,8 da 52,2 di febbraio.
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Potere d’acquisto giù a fine 2019
Lieve calo della propensione al risparmio, consumi fermi
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03 aprile 2020
11:10
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Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% in termini reali, ovvero di potere d’acquisto. Lo rileva l’Istat, sottolineando che il reddito disponibile in termini nominali segna un calo “dopo la crescita osservata nei primi nove mesi dell’anno”. Quanto alla capacità di spesa, la riduzione “è stata più accentuata – si spiega – per la dinamica positiva dell’inflazione”. La propensione al risparmio delle famiglie negli ultimi tre trimestri dell’anno è stata pari all’8,2%, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Una “lieve” flessione, si spiega, che riflette la diminuzione del reddito disponibile, a fronte di una stazionarietà della spesa per i consumi finali. Lato conti pubblici, l’Istat conferma per lo scorso anno un deficit in calo all’1,6% e una pressione fiscale in rialzo al 42,4%.
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Inps: 2,9 milioni domande per 5,8 milioni prestazioni
Arrivate a quota 2.538.867 per il bonus da 600 euro
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03 aprile 2020
21:05
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Boom di domande anche oggi per le prestazioni previste dal decreto Cura Italia per affrontare l’emergenza Coronavirus. Alle 19, ha riferito l’Inps, erano arrivate all’Istituto oltre 2,9 milioni di domande nel complesso per oltre 5,8 milioni di prestazioni. Solo le domande per l’indennità di 600 euro per i lavoratori autonomi, quelle per le quali c’era stata maggiore agitazione per il timore che non bastassero i fondi stanziati dal Governo e che si respingessero le ultime domande presentate, sono arrivate 2.538.867 domande.
Le domande di cassa integrazione ordinaria (per le quali il limite è 9 settimane su tutto il territorio nazionale) le domande sono state 118.000 per 2.021.259 lavoratori mentre per l’assegno ordinario le domande sono state 60.500 per 1.082.500 beneficiari. In pratica per i lavoratori dipendenti le richieste di fermo hanno superato i 3,1 milioni. Per i congedi parentali che prevedono un’indennità pari al 50% della retribuzione, le domande sono state 186.589 mentre per il bonus baby sitter le richieste hanno raggiunto le 23.421 unità.

L’Enpam (Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri) ricorda, sul proprio sito, che dal primo aprile è stato “aperto il modulo online anche per richiedere l’indennizzo statale di 600 euro previsto dal decreto legge Cura Italia, cumulabile con il ‘bonus’ fino a 1.000 euro al mese che la Cassa ha deliberato nei giorni scorsi per i ‘camici bianchi’ liberi professionisti” (e che dovrà, però, ricevere il via libera dei ministeri vigilanti del Lavoro e dell’Economia, per esser applicabile, ndr). Le domande per il sussidio di 600 euro, si evidenzia, “si potranno presentare fino al 30 aprile, e l’Enpam dovrà liquidarle secondo l’ordine cronologico di arrivo, anche se dal ministero del Lavoro sono arrivate rassicurazioni che verranno messe a disposizione risorse sufficienti per tutti. L’Enpam, ad ogni modo, farà i primi bonifici nel giro di una settimana”, viene precisato. Per sapere come farne richesta, e quali sono i requisiti, è a disposizione una pagina con tutte le istruzioni su http://www.enpam.it.
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Catalfo, in dl aprile 15 miliardi su cig
3 miliardi per reddito emergenza, platea 3 milioni di cittadini
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03 aprile 2020
11:13
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Nel decreto di aprile il pacchetto per gli ammortizzatori sociali sarà “intorno ai 15 miliardi”: lo ha detto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, a Class Cnbc. “Il pacchetto di misure per il lavoro peserà svariati miliardi. La cifra, rispetto al decreto precedente, potrebbe essere raddoppiata, se non anche di più, perché si è ampliata la chiusura delle attività. Per cui è chiaro che per tutelare tutti i lavoratori e tutte le imprese stiamo facendo questa previsione di ampliamento e rafforzamento importante degli ammortizzatori sociali”, ha sottolineato. Catalfo ha anche parlato del Reddito di emergenza, altra misura che entrerà nel dl di aprile, confermando che il costo “si aggira intorno ai 3 miliardi”. E indicando a chi sarà rivolta: “C’è una parte di cittadini che in questo momento non ha alcun sostegno, dovrebbero essere circa 3 milioni. Stiamo valutando la platea e l’impatto. Per tutte persone sarà previsto il reddito di emergenza, che le aiuterà in questo periodo anche di crisi economica”.
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Borsa: Europa in rosso con indici pmi
In calo banche a assicurazioni. A Piazza Affari scivola Ferrari
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03 aprile 2020
11:56
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– Le Borse europee restano in calo a metà mattinata, con il crollo degli indici Pmi in Italia e nell’Eurozona. Sui mercati incide anche l’altalena del prezzo del petrolio mentre gli investitori guardano all’andamento dell’oro. Al malumore dei mercati contribuiscono i danni sull’economia globale provocati dalla pandemia del coronavirus.
Sul versante monetario è in lieve calo l’euro sul dollaro a 1,0797.
L’indice d’area stoxx 600 cede l’1,03%. In rosso Milano (-1,6%), Parigi (-1,3%), Londra (-1,2%), Francoforte (-0,7%) e Madrid (-0,4%). Nel Vecchio continente sono in forte calo le assicurazioni (-4%) e le banche (-2,3%). Male anche il comparto dell’energia (-2%) e le utility (-1,3%).
A Piazza Affari scivola Ferrari (-5%). Male anche Azimut (-3,9%), Unipol (-3,1%), dopo lo stop al dividendo nell’ambito dell’emergenza del coronavirus. Soffrono anche Unicredit (-3%) e Intesa (-2,5%). In controtendenza Atlantia (+6%), Leonardo (+4,6%) e Saipem (+2%).
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Borsa: Europa riduce il calo
Su listini pesano energia e finanziari,Piazza Affari la peggiore
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03 aprile 2020
13:30
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– Le Borse europee riducono in calo in attesa dell’avvio di Wall Street dove i future sono negativi.
Sui mercati pesa l’incertezza sui danni subiti dall’economia globale a causa della pandemia del coronavirus. Sullo sfondo resta il prezzo del petrolio in altalena che affossa il comparto dell’energia (-2,4%).
L’indice d’area Stoxx 600 cede lo 0,7%. Marciano in terreno negativo Milano (-1,5%), Londra (-1%), Parigi (-0,9%) e Francoforte (-0,3%). In controtendenza Madrid (+0,22%). Ad appesantire i listini anche le banche (-1,2%) e le assicurazioni (-4%).
A Piazza Affari soffrono Ferrari (-4,8%) e Azimut (-4,4%).
Male anche Eni (-3,9%) e Snam (-3,8%). In calo Unipol (-3,3%), dopo lo stop al dividendo. Tra le banche Unicredi (-2,9%), Intesa (-2,7%) e Banca Generali (-2%). In controtendenza Atlantia (+7%), Leonardo (+6%) e Nexi (+2%).
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Inps: notificato il data breach a Garante privacy
Istituita casella mail su violazione dati
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03 aprile 2020
14:40
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L’Inps ha “prontamente notificato il data breach al Garante per la protezione dei dati personali ed assicura che, fin dal momento in cui si è avuta conoscenza della possibilità che vi sia stata violazione di dati personali, sta assumendo tutte le misure atte a porre rimedio alla situazione di rischio, attenuare i possibili effetti negativi e tutelare i diritti e le libertà delle persone fisiche”.
Lo si legge in una informazione agli utenti sul sito dell’Inps nella quale si sottolinea che “è istituita la casella di posta elettronica violazionedatiGDPR@inps.it utilizzabile, esclusivamente dai soggetti i cui dati siano stati interessati dalla violazione, per le segnalazioni all’Inps, allegando eventuali evidenze documentali”.
L’Istituto- si legge – “si impegna a verificare tutte le segnalazioni ricevute e ad adottare ogni ulteriore misura tecnica e organizzativa adeguata di protezione dei dati personali che dovesse rendersi necessaria”. Infine si ricorda l’’avviso del Garante in ordine alla “necessità che chiunque sia venuto a conoscenza di dati personali altrui non li utilizzi ed eviti di comunicarli a terzi o diffonderli”. VAI ALLA POLITICA VAI ALLA CRONACA VAI A TUTTE LE NOTIZIE DAL MONDO

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Sindacati verso stop cortei Primo maggio
Non sarà in piazza, ma si valutano soluzioni alternative
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03 aprile 2020
15:25
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– Cgil, Cisl e Uil vanno verso un Primo maggio alternativo alla piazza. Alla luce dell’emergenza coronavirus e dei divieti di assembramento, diventa oggettiva l’impossibilità di organizzare la tradizionale manifestazione sindacale con cortei in piazza. Cgil, Cisl e Uil, nella riunione del 17 febbraio, avevano scelto per la manifestazione nazionale la città di Padova, perché “Capitale europea del volontariato”.
Non c’è ancora una decisione ufficiale ma, si apprende, stanno valutando soluzioni alternative, altre formule per la celebrazione in questa fase difficile del Paese.
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Borsa Milano debole con Europa dopo Usa
In Piazza Affari pesano Eni e le banche maggiori
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03 aprile 2020
15:43
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– I mercati azionari del Vecchio continente restano negativi dopo l’avvio di Wall street: Milano con l’indice Ftse Mib cede l’1,2%, Parigi e Londra oscillano attorno alla una perdita di un punto percentuale, Francoforte è piatta mentre Madrid sale dello 0,4%.
In Piazza Affari, in particolare, Ferrari si conferma pesante e cede il 5%, con Snam, Unicredit, Prysmian, Azimut ed Eni che scendono di oltre il 3%. Il titolo del cane a sei zampe risente di qualche presa di beneficio dopo la corsa di ieri, ma a diffrenza di quasi i gruppi del settore non riesce a sfruttare la forte ripresa del prezzo del petrolio soprattutto a causa di un report negativo di Jp Morgan.
Debole anche Intesa (-2,3%), positiva Fca (+1,5%), molto forti Saipem e Fineco (+5%), Leonardo (+6%) e soprattutto Atlantia, che vola dell’9% a 13,8 euro con le ipotesi di un passo indietro in Autostrade per l’Italia.
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Appello Italia, Germania, Francia, Spagna per trasporti
Ministri dei quattro Paesi, servono misure forti per breve-medio periodo
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03 aprile 2020
16:32
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Italia, Francia, Germania e Spagna unite nel chiedere all’Ue “misure forti e tempestive per fronteggiare l’emergenza sanitaria e ristabilire, il prima possibile, una connettività stabile nel settore trasporti, indispensabile per una resilienza alla crisi ma fortemente penalizzato dai contraccolpi socio-economici. I Ministri dei 4 Paesi – spiega una nota Mit – propongono alla Commissione di promuovere con urgenza l’adozione di misure forti per rispondere alle esigenze di breve e medio termine del settore trasporti.
I ministri Paola de Micheli , José Luis µbalos Meco, Andreas Scheuer e Jean-Baptiste Djebbari firmano così una lettera congiunta al commissario ai Trasporti, Adina Valean chiedendo di assicurare la prioritaria continuità del trasporto di tutte le merci all’interno dell’Unione Europea, in particolare la fornitura di beni essenziali quali i prodotti alimentari, farmaceutici/equipaggiamento medico, carburanti.
Si chiede inoltre di garantire che eventuali controlli sanitari alle frontiere interne dell’UE, ove necessari, siano attuati in maniera proporzionata, trasparente, non discriminatoria e coordinata; promuovere un’azione coordinata anche a tutela delle navi battenti bandiera di Paesi UE da pratiche discriminatorie di Paesi terzi; istituire una task force di coordinamento e gestione centralizzata della crisi a livello Ue.
Tra le istanze anche introdurre previsioni temporanee di flessibilità nel quadro legislativo UE in ambito trasporti per assicurare la funzionalità del comparto in tutte le sue articolazioni; prevedere la possibilità che le aziende del settore, di ogni dimensione, possano accedere a strumenti dedicati di sostegno, ivi incluse le previsioni del “Quadro temporaneo in materia di aiuti di Stato” e l’iniziativa recentemente lanciata della ” Coronavirus Response Investment Initiative”; promuovere una politica industriale dei trasporti , in linea con la politica industriale UE, che permetta di salvaguardare al meglio infrastrutture critiche e operatori europei anche da contraccolpi economico-finanziari e dalla volatilità dei mercati interazionali.
Infine si sottolinea l’importanza di individuare misure di sostegno finanziario che permettano nel medio termine a tutti gli operatori dei diversi comparti – gomma, ferrovia, mare e aereo- di fare fronte al crollo della domanda e alla conseguente crisi di liquidità con cui in molti casi si stanno gia’ confrontando.
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Banche, Comitato Basilea amplia flessibilità regole
Tolleranza su prestiti moratoria e revisione norme
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03 aprile 2020
18:01
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Il Comitato di Basilea, che mette a punto le regole internazionali per le banche, ha ampliato ulteriormente la flessibilità delle norme in modo da alleviare l’impatto dell’emergenza coronavirus sugli istituti di credito e l’economia.
Fra le decisioni, che seguono quelle di qualche giorno fa, la sospensione del computo dei giorni di mancato pagamento per i prestiti oggetto di moratoria e lo slittamento della revisione di alcune norme quadro per le banche globali ‘sistemiche’ e sui derivati.
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Ue sospende Iva e dazi su mascherine e ventilatori
Gentiloni : ‘È essenziale che le apparecchiature e i dispositivi medici arrivino rapidamente dove sono necessari’
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03 aprile 2020
17:31
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La Commissione Ue ha approvato le richieste degli Stati membri e del Regno Unito di revocare temporaneamente (per sei mesi) i dazi doganali e l’Iva sull’importazione di ventilatori, mascherine, test e altri dispositivi medici da paesi terzi.
“E’ essenziale che le apparecchiature e i dispositivi medici arrivino rapidamente dove sono necessari”, cioè agli operatori sanitari, che possono “proteggersi e continuare a salvare vite umane”, ha detto il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni.
In Italia la maggioranza lavora per introdurre nel decreto di aprile una misura per ridurre l’Iva sulle mascherine e gli altri dispositivi di protezione individuale contro il Coronavirus. Lo confermano diverse fonti, secondo le quali l’intervento è sostenuto anche dal ministro della Salute Roberto Speranza. Nelle riunioni degli ultimi giorni si è ragionato su una misura dal valore di circa 400 milioni per introdurre un’Iva agevolata al 5%.
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Borsa Milano chiude in forte calo, -2,6%
Intensa corrente di vendite negli ultimi scambi
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MILANO
03 aprile 2020
17:44
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– Seduta ampiamente negativa per Piazza Affari: con l’abituale forte corrente di vendite negli ultimi minuti dell’ultima giornata della settimana quando il clima è pessimista, l’indice Ftse Mib ha concluso in calo del 2,67%.
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Borsa Europa debole, Londra -1,2% finale
Pesante Parigi, prova a tenere Francoforte
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03 aprile 2020
17:58
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– Giornata debole per mercati azionari del Vecchio continente: Londra ha concluso in ribasso dell’1,21%, con Parigi in calo dell’1,57%, mentre Francoforte ha provato a tenere con una discesa finale dello 0,47%.
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Borsa Milano giù con Intesa, ok Atlantia
Deboli Eni e Unicredit, tiene Tim, corre Leonardo con Fineco
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03 aprile 2020
18:37
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– Ultima giornata di settimana pesante per Piazza Affari, notevolmente peggiorata nel finale in scia al progressivo pessimismo della prima parte di seduta di Wall street: l’indice Ftse Mib ha concluso in calo del 2,67% a 16.384 punti, mentre l’Ftse All share è sceso del 2,53% a quota 17,903.
In Piazza Affari la consueta corrente di vendite degli ultimi minuti di scambi quando il clima è pesante ha colpito soprattutto Intesa, scesa bruscamene del 7,5% finale a 1,32 euro dopo una seduta negativa ma non particolarmente difficile. Male anche Ferrari (-6,6%) ed Eni, scesa del 5,2% dopo un report negativo di JpMorgan che non le ha permesso di cogliere la ripresa del prezzo del petrolio.
Debole tra i titoli principali anche Unicredit (-3,5%), negativa Fca (-1,3%), in tenuta Tim (+0,2%), bene Leonardo e Atlantia in aumento del 3,8% finale. Ma nel paniere a elevata capitalizzazione il titolo migliore è stato Fineco, salito del 4,6% a 8,9 euro.
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Petrolio: chiude in forte rialzo a Ny
Quotazioni salgono del 12% a 28,34 dollari al barile
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NEW YORK
03 aprile 2020
20:55
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– Chiusura in fortissimo rialzo per le quotazioni del petrolio a New York, con il greggio scambiato a 28,34 dollari al barile (+12%).
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Oltre 100 ‘big’ Borse Ue non si spartiranno i dividendi
Borsa: Milano chiude in forte ribasso, Fte Mib -2,6%
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03 aprile 2020
20:07
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Cedola congelata da oltre 100 big Borse Ue – Il coronavirus continua a far saltare le cedole delle grandi società quotate europee. Sono oltre 100 le aziende che fanno parte dell’indice Stoxx 600, quello dei titoli a maggiore capitalizzazione, che ad oggi hanno deciso di rinviare o annullare i dividendi, secondo i dati raccolti da Bloomberg. Un congelamento dettato dal timore degli effetti economici del coronavirus o dalla pressione delle authority o dei governi, che chiedono di non destinare liquidità preziosa per l’economia alla remunerazione degli azionisti.
Seduta ampiamente negativa per Piazza Affari: con l’abituale forte corrente di vendite negli ultimi minuti dell’ultima giornata della settimana, l’indice Ftse Mib ha concluso in calo del 2,67%. Giornata debole per mercati azionari del Vecchio continente: Londra ha concluso in ribasso dell’1,21%, con Parigi in calo dell’1,57%, mentre Francoforte ha provato a tenere con una discesa finale dello 0,47%.

Lo spread tra Btp e Bund chiude la settimana in rialzo a 199 punti base dai 190 punti di giovedì. Il rendimento del titolo a 10 anni del Tesoro sale all’1,54%.
Wall Street affonda su dati occupazione, Dj -2,20% – Wall Street affonda sotto il peso dei dati shock sull’andamento del mercato del lavoro a marzo. Quando mancano tre ore e mezza alla conclusione della giornata di contrattazioni il Dow Jones perde il 2,20%, il Nasdaq l’1,91% e l’indice S&P500 il 2,03%.
Petrolio: Mosca apre a intesa,in contatto con Usa e Riad – Prosegue la corsa al rialzo del petrolio sui mercati internazionali dopo che Mosca è uscita allo scoperto, aprendo ad un’intesa con i paesi Opec per stabilizzare i prezzi. La Russia è “in stretto contatto” con gli Usa e con l’Arabia Saudita sulla situazione nel mercato mondiale del petrolio, ha dichiarato il presidente Vladimir Putin.
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Oggi il greggio versione Wti è salito a 27,60 dollari al barile (+9%) mentre il Brent a 33,45 dollari (+11,72%). Per lunedì è attesa una riunione in video conferenza tra i Paesi Opec e quelli che non fanno parte del cartello, come appunto la Russia, per trovare un accordo, che, secondo gli analisti, segnerebbe un “precedente storico”. Intanto però l’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) avverte che l’ipotesi di un taglio della produzione di petrolio di 10 milioni di barili al giorno non sarà sufficiente per stabilizzare il mercato e arginare la discesa delle quotazioni.
Chiusura in calo per le Borse asiatiche dopo un iniziale tentativo di recupero. I mercati risentono dei timori per gli effetti negativi sull’economia della pandemia di coronavirus. Tra gli investitori si guarda all’andamento dell’oro. Piatta Tokyo (+0,01%) che ha interrotto la scia di quattro sedute negative. Sul mercato dei cambi la divisa nipponica arresta la manovra di apprezzamento sul dollaro, trattando poco sotto a quota 108, e sull’euro a 116,80. In rosso la Cina con Shanghai (-0,84%), Shenzhen (-0,73%) e Hong Kong (-0,76%). In calo anche Mumbai (-1,73%) mentre è piatta Seul (+0,03%). Sul fronte macroeconomico in arrivo una serie di dati tra cui gli indici Pmi Markit servizi dalla gran parte dei Paesi dell’Eurozona.
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Coronavirus: artigianato crolla, -7mld
Ricavi a picco a causa chiusure
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VENEZIA
04 aprile 2020
10:31
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– Almeno 7 miliardi di euro: a tanto ammonta la stima della perdita di fatturato che a livello nazionale le imprese subiranno in questo mese di chiusura a causa del Coronavirus. A fare i conti è stato l’Ufficio studi della Cgia di Mestre.
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Gentiloni, bond comuni servono
Germania e altri possono accettare idea se misura è eccezionale
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BRUXELLES
04 aprile 2020
11:08
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– Per sostenere la ripresa servono bond comuni “emessi per uno specifico scopo e come misura ‘one-off’ destinata a rispondere esclusivamente a queste circostanze eccezionali. Penso che la Germania e gli altri Paesi del Nord lo potranno accettare”. Lo ha detto il commissario Ue all’economia Paolo Gentiloni in un’intervista pubblicata oggi sul quotidiano tedesco Die Welt. “Il Mes senza condizioni può essere uno strumento utile, ma solo uno tra molti”, ha aggiunto.
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Senza aiuti metà aziende Bergamo chiude
Sondaggio tra imprese locali, 84% chiede Cassa integrazione
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04 aprile 2020
11:52
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– Per il Coronavirus il 52% delle aziende bergamasche non ritiene di poter continuare la propria attività se non riceverà immediatamente un supporto dal Governo o più in generale dalle istituzioni. Lo afferma il primo Osservatorio mensile di Confindustria Bergamo sull’impatto dell’emergenza: tra le altre, il 32% pensa di resistere al massimo un anno e solo il 4% che ritiene di potercela fare comunque. L’84% delle imprese ha già chiesto o richiederà la cassa integrazione al massimo entro sei mesi.
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Furla chiederà cig per i dipendenti
Azienda disponibile ad anticipare la quattordicesima
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BOLOGNA
04 aprile 2020
11:55
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– Furla ha comunicato ai propri dipendenti la richiesta di attivazione della cassa integrazione in deroga, fino a un massimo di 9 settimane, come previsto dalla normativa. L’ammortizzatore sociale riguarderà tutti i lavoratori: sedi di Bologna, Milano e Tavarnelle Val di Pesa (Firenze) e negozi, che sono chiusi da inizio emergenza. Si dovranno poi valutare termini e modalità di sospensione o riduzione, con eventuali differenze tra personale di punti vendita e uffici.
La multinazionale che produce borse e accessori ha intanto dato la propria disponibilità ad anticipare l’erogazione della quattordicesima. “Hanno mostrato di aver compreso la difficoltà di questo momento. Se ci dovessero essere ritardi sui pagamenti dell’Inps, l’intenzione dell’azienda è di non lasciare indietro nessuno e garantire una copertura retributiva”, spiega Anna Maria Russo della Filcams Cgil di Bologna. Per questo, “visto che comunque i bilanci sono stati chiusi in positivo, hanno garantito anche l’erogazione del premio”.
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Paura del contante, più pagamenti carta
Ricerca, rischi inferiori a Pin carta
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04 aprile 2020
13:04
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– La paura che le banconote possano trasmettere il coronavirus incrementerà i pagamenti digitali, anche se i rischi di trasmissione del contagio sono minori rispetto a quelli nel digitare il pin della carta che, per essere sicura, dovrebbe essere contactless. Lo afferma un paper della Bri, la ‘banca centrale delle banche centrali’ con sede a Basilea secondo cui l’aumento dell’uso del digitale “potrebbe aprire un solco nell’accesso agli strumenti di pagamento e impattare negativamente sugli anziani e chi non ha un conto corrente”. In particolare il paper, rileva come per ridare fiducia nel contante alcune “banche centrali come la Bank of England, la Bundesbank, la Bankf of Canada o quella del Sud Africa stanno comunicando di continuare ad accettare il cash e, in alcuni casi (come la banca centrale della Cina ndr) sono impegnate a sterilizzare e porre sotto quarantena le banconote” mentre altre “stanno incoraggiando i pagamenti contactless”. Guardando avanti i due estensori del paper, rilevano come la situazione potrebbe “far accelerare il cambiamento verso i pagamenti digitali”.
Nelle crisi passate, nota il paper “la domanda di contanti spesso aumentava perché i consumatori cercavano una riserva di valore stabile e un mezzo di scambio. Ma attualmente la situazione è differenziata da paese a paese. Negli Usa la circolazione dei contanti è salita mentre i prelievi dagli Atm in Gran Bretagna sono crollati. Nel medio termine è prevedibile un uso più cauto dei contanti e un incremento strutturale dell’uso dei pagamenti online, con carta o con lo smartphone” ma con un andamento diverso fra paese e classe di consumatori. Questo può portare un impatto negativo, rileva il paper, su chi non ha un conto corrente o sulle persone più anziane e pone le banche centrali di fronte alla sfida di rendere le reti di pagamento sicure di fronte alle minacce di hacker e problemi tecnici.
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Industriali Bergamo,aiuti o il 50% chiude
Sondaggio tra imprese locali, 84% chiede cassa integrazione
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MILANO
04 aprile 2020
14:50
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Per il Coronavirus il 52% delle aziende bergamasche non ritiene di poter continuare la propria attività se non riceverà immediatamente un supporto dal Governo o più in generale dalle istituzioni. Lo afferma il primo Osservatorio mensile di Confindustria Bergamo sull’impatto dell’emergenza: tra le altre, il 32% pensa di resistere al massimo un anno e solo il 4% che ritiene di potercela fare comunque. L’84% delle imprese ha già chiesto o richiederà la cassa integrazione al massimo entro sei mesi. Tra le imprese delle Bergamasca che hanno chiesto o si stanno apprestando a chiedere la Cassa integrazione, una su due (il 48%) la attiverà per il 70-100% dei propri dipendenti.
“Questa indagine integra altre simulazioni che stiamo realizzando ormai da qualche settimana – commenta Stefano Scaglia, presidente di Confindustria Bergamo – e alcune evidenze sono preoccupanti, anche gravi in certi casi. Ma ci sono anche alcuni aspetti che ci confortano e che ci motivano ulteriormente a proseguire nelle nostre azioni affinché nessun player venga abbandonato. Per garantire ossigeno alle imprese, è urgente che il sistema creditizio sia ridiscusso e che i parametri per valutare i prestiti siano stravolti: burocrazia e valutazioni con il ‘bilancino’ devono lasciare il campo a strumenti nuovi e ad approcci solidaristici da parte dello Stato e della Bce”.
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Inps:Catalfo in Parlamento su disservizi
Massima trasparenza
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04 aprile 2020
13:47
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Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo riferirà in Parlamento “con massima trasparenza” sulla vicenda dei disservizi all’Inps nel giorno dell’avvio delle domande per le prestazioni previste dal decreto Cura Italia per affrontare l’emergenza Coronavirus.
“In riferimento alle dichiarazioni del presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone – si legge in una nota – il Ministero del Lavoro chiarisce che il Ministro Catalfo reputa doveroso chiarire di fronte al Parlamento circa i quesiti che le vengono posti e lo farà immediatamente dopo aver acquisito tutti gli elementi utili per garantire ai cittadini e agli eletti la massima trasparenza possibile”.

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A.Mittal può riprendere vendita acciaio
Resta ferma rispetto norme sicurezza anti covid
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TARANTO
04 aprile 2020
14:34
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– ArcelorMittal può riprendere la vendita dell’acciaio prodotto nello stabilimento siderurgico di Taranto. Il prefetto di Taranto, Demetrio Martino, ha ritenuto di non prorogare il decreto del 26 marzo scorso, che imponeva fino a ieri all’azienda nell’ambito delle misure per il contenimento dei rischi di contagio da Coronavirus, la sospensione dell’attività produttiva ai fini commerciali pur consentendo l’impiego di un numero massimo giornaliero di 3500 dipendenti diretti e 2mila dell’appalto nelle 24 ore. Decreto che impediva di commercializzare l’acciaio prodotto, tenendo comunque in attività gli impianti per ragioni di salvaguardia e sicurezza.Nella comunicazione ad ArcelorMittal, il prefetto spiega di aver applicato i “principi generali di proporzionalità e adeguatezza”, fermo restando “il monitoraggio ed il controllo sulle condizioni di impiego del personale, con riferimento anche ai valori numerici giornalieri e sulla costante e totale applicazione delle misure di prevenzione da rischio sanitario”.
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Tutto fermo per virus, Cirque du Soleil rischia default
Gruppo cerca fondi, ma S&P taglia rating. Persi 4mila dipendenti
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05 aprile 2020
16:02
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Più trent’anni fa quando Guy Lalibertè, allora mangiatore di fuoco poco più che ventenne, insieme a qualche amico fondò a Montreal il Cirque du Soleil per poi prenderne le redini, non avrebbe pensato che sarebbe diventato un gigante da quasi 5mila dipendenti. Ma anche con un debito di quasi un miliardo di dollari.
La ‘sua’ creatura, ora in mano a fondi internazionali di grandi dimensioni, è vicina al fallimento, più di 4mila persone le ha già licenziate e il blocco da Coronavirus potrebbe decretarne presto la fine.
La situazione finanziaria del gruppo era molto difficile da tempo e adesso, oltre ad affrontare lo ‘stop’ di tutti gli spettacoli nel mondo, il gruppo dirigente rimasto deve sostenere anche il possibile rimborso dei biglietti e il rischio di altre penali.
Per questo, secondo Bloomberg, ha avviato contatti con un azionista particolarmente vicino, il canadese Caisse de Depot e Placement du Quebec, che detiene il 20%. Il fondo, che gestisce soprattutto piani pensionistici pubblici, ha le spalle larghe con oltre 240 miliardi di investimenti e non ha smentito i contatti per provare a salvare il gruppo dell’intrattenimento.
Altro azionista è la cinese Fosun, ma la maggioranza è del gigante del private equity Tpg, con circa il 60%. L’impresa non è semplice: Standard & Poor’s ora ha abbassato il rating del Cirque da CCC a D, indicando un chiaro rischio ‘default’. Alcuni degli artisti usciti in questi anni dicono che forse non è un male che tutto ricominci e pensano che il circo sia diventato un gigante molto lontano dallo spirito originario, con una decina di spettacoli in tournée e un’altra decina di produzioni stabili, ognuna con differenti ispirazioni. Soprattutto a Las Vegas, dove ha raggiunto gli otto spettacoli contemporanei. E’ possibile che l’azionista canadese vada in soccorso del Cirque, anche perché l’ultimo 10% l’ha comprato da poco, proprio da Lalibertè.
E lui osserva da lontano. Una decina di anni fa è stato uno dei pochi turisti spaziali, ovviamente miliardari, che hanno raggiunto la stazione orbitale russa Soyuz, poi ha giocato molto a poker on line sotto diversi pseudonimi, guadagnandosi la fama di ‘balena’, cioè coloro che perdono spesso e molto. Le ultime notizie lo danno nel suo atollo polinesiano di Nukutepipi, dove ha avuto qualche problema con la polizia locale per una coltivazione di marijuana, che lui ha confermato detenere per scopo “medico e strettamente personale”.
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Coronavirus: niente come prima, cambierà la nostra vita
Il profilo della vita al tempo del covid-19. L’unica certezza è un’ammissione di incertezza
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04 aprile 2020
18:38
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L’unica certezza è un’ammissione di incertezza: “Tutto quanto non sarà più come prima”. Una prospettiva che in queste settimane di quarantena e dati statistici mette d’accordo chiunque: leader politici e speculatori, sociologi e influencer, star dello spettacolo e studenti, imprenditori e casalinghe.  “Non più come prima”. Lo stesso concetto diffidente che ha inaugurato fasi storiche come il dopoguerra, il post 11 settembre o l’avvento dell’euro, ma che applicato al quotidiano ci costringe a modificare il futuro. Dovremo abituarci a scambiare tempo in cambio di sicurezza, anteporre il binomio diffidenza-distanza alle abitudini post-globalizzazione, convivere con mascherine e guanti.
Quello che segue è il profilo della vita al tempo del virus.
– CASA: Ci siamo stati molto e alcune abitudini rimarranno. Dovendo diffidare dell’ascensore, nel quale è difficile mantenere le distanze, continuerà la riscoperta delle scale (almeno fino ai piani praticabili), utili anche all’esercizio fisico. Per garantire la sicurezza dell’ambiente domestico si è ormai diffusa l’abitudine “giapponese” di abbandonare le scarpe all’ingresso. Mascherine, guanti e detergente saranno i nuovi accessori obbligati che accompagneranno chiavi e portafoglio
– CONTROLLI: Dopo averla difesa a denti stretti saremo costretti a cedere sul piano della privacy. Il tracciamento da parte di app per individuare assembramenti o contatti con persone infette è cosa di giorni, ma il futuro non ha limiti. Le app potrebbero spingersi a individuare comportamenti a rischio o sintomi pericolosi, a segnalare tempi di attesa per i mezzi pubblici e per l’ingresso nei supermercati. In base ai dati virtuosi raccolti, alle app potrebbe essere affidata l’ultima parola per l’ingresso in luoghi di aggregazione

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LAVORO E SMART WORKING: Indietro non si torna, o meglio solo un po’. Il lavoro a domicilio si sta diffondendo forzosamente nel mondo delle imprese e della PA. Superata la quarantena si tornerà in fabbrica e negli uffici, ma alcune attività, resteranno efficienti anche ai “domiciliari”. Un vantaggio per molte famiglie. Un rischio per molte situazioni di precariato che potrebbero essere ancor più marginalizzate
– COMMERCIO: Il coronavirus ha fatto volare l’online e la tendenza si rafforzerà ancora. Le nuove fasce di popolazione che si sono abituate durante la quarantena a fare acquisti a distanza forzeranno negozi e punti vendita anche di medie dimensioni a trasformarsi in centri di distribuzione a domicilio per ordini effettuati da cataloghi.
– TRASPORTI PUBBLICI: Dopo anni di campagne promozionali per scoraggiare l’uso dell’auto, ora bus, metropolitane e treni sono i nuovi “nemici”. Per riavvicinare pendolari e utenti le società di gestione stanno studiando nuovi piani operativi, con spazi delimitati per l’attesa e corse a “numero chiuso” in modo da garantire le distanze. Inevitabile l’aumento dei tempi di attesa e la necessaria dose di pazienza per affrontarli. Le stazioni della metro e quelle ferroviarie hanno il problema degli spazi comuni da gestire: dovremo abituarci a percorsi di distanziamento e controlli. I mezzi di trasporto verranno sottoposti a pulizie e disinfezioni dopo ogni corsa.
– TRASPORTO AEREO: Uno dei settori maggiormente rivoluzionato.  Dopo decenni di espansioni delle low cost, riduzioni tariffarie e analoghe contrazioni degli spazi fra i seggiolini, le compagnie dovranno riprogettare le procedure: termo scanner agli imbarchi, guanti e mascherine per i passeggeri, imbarco coi soli “finger”, posti contingentati e assegnati ad adeguata distanza, sanificazione frequente delle toilette, pasti rigorosamente sigillati, pulizia e sterilizzazione degli ambienti a fine volo. Per le sale transiti degli aeroporti valgono le considerazioni delle stazioni. I serpentoni fitti disegnati dalla colonnine “tendi nastro” apparterranno al passato
– SCUOLA: Scuole e università dovranno riorganizzarsi: distanze, buone pratiche e disinfettanti, maggior uso della tecnologia, con corsi e lezioni online. Le università in particolare adotteranno il numero chiuso per chi la lezione vuole seguirla dall’aula, predisponendo sale di ascolto o accessi da remoto per gli altri. Esami frammentati in più date, per gestire piccoli gruppi, limitando allo stretto necessario gli scritti
– RISTORANTI: Verrà limitato il numero di clienti che vi accedono, con distanza di oltre due metri tra i tavoli e camerieri in guanti e mascherina. Le prenotazioni diverranno la norma e le file per entrare dovranno essere distanziate. Per i ristoratori è ragionevole mettere in conto una riduzione dei coperti, meno accentuata per quelli che dispongono di spazi esterni.
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Per recuperare in parte i danni quelli che durante l’epidemia hanno spinto sulle consegne a domicilio potrebbero strutturare questo servizio. Modifiche anche nell’organizzazione del lavoro in cucina per garantire sicurezza ai lavoratori e piatti a prova di contagio per i clienti. Aumenteranno le dark kitchen, quelle cucine aperte solo per la consegna a domicilio.
– PALESTRE E SPORT: Le realtà di grandi dimensioni si attrezzeranno con percorsi su prenotazione costruiti sull’uso di macchine ad personam e sanificazione a fine turno. Ma la nuova situazione spingerà a puntare di più su corsi online con personal trainer in video che guidano lezioni ed esercizi a casa. Aumenteranno gli acquisti e gli affitti temporanei di attrezzi e strumenti. Difficile ipotizzare gli sviluppi per lo sport amatoriale di contatto come calcio e basket.
– CINEMA, TEATRI, CONCERTI, DISCOTECHE: I posti potrebbero essere assegnati con prenotazione, numero limitato di spettatori, comportamenti meno espansivi. Percorsi filtrati
– RIFIUTI: La rivoluzione Greta ha dovuto incassare il colpo. Se è vero che lockdown e quarantene mondiali hanno azzerato o quasi i livelli di inquinamento, mascherine, guanti e confezioni usa e getta sono rifiuti non semplici da smaltire.
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Pronta la nuova norma del golden power
Occhio sulle Pmi, scudo anche i settore alimentare, finanziario e assicurativo
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04 aprile 2020
21:23
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Via libera alle nuove regole sul golden power che sarà esteso anche ad altri ambiti, come il settore alimentare, finanziario e assicurativo o sanitario. La norma inoltre sarà applicata alle operazioni all’interno dell’Ue. Il nuovo provvedimento aumenterà gli obblighi di comunicazione alla Presidenza del Consiglio anche per l’acquisizione di quote azionarie delle pmi strategiche.
“Il Governo intende salvaguardare gli asset strategici del Paese. Per questo abbiamo lavorato al rafforzamento degli strumenti esistenti. La norma sul Golden power è pronta e sarà approvata nel primo provvedimento utile. L’emergenza Coronavirus non metterà a rischio il nostro patrimonio produttivo e industriale, che è prioritario tutelare perché da esso dipende anche la sicurezza nazionale. Il nuovo Golden power sarà il nostro vaccino contro il virus delle scalate ostili”, annuncia il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.
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Coronavirus, Catalfo: 3 miliardi reddito emergenza, platea 3 milioni
‘Sarà di aiuto in questo periodo anche di crisi economica’
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03 aprile 2020
17:00
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“C’è una parte di cittadini che in questo momento non ha alcun sostegno, dovrebbero essere circa 3 milioni. Stiamo valutando la platea e l’impatto. Quindi per tutte queste persone che non hanno altri sostegni al reddito sarà previsto il reddito di emergenza, che le aiuterà in questo periodo anche di crisi economica”. Così la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, a Class Cnbc, confermando che il costo della misura, che andrà nel prossimo decreto di aprile, “si aggira intorno ai 3 miliardi” di euro.

Nel decreto di aprile il pacchetto per gli ammortizzatori sociali sarà “intorno ai 15 miliardi”: lo ha detto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, a Class Cnbc. “Il pacchetto di misure per il lavoro peserà svariati miliardi. La cifra, rispetto al decreto precedente, potrebbe essere raddoppiata, se non anche di più, perché si è ampliata la chiusura delle attività. Per cui è chiaro che per tutelare tutti i lavoratori e tutte le imprese stiamo facendo questa previsione di ampliamento e rafforzamento importante degli ammortizzatori sociali”, ha sottolineato.

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“Con questa emergenza abbiamo avuto l’opportunità, tra virgolette, di testare lo smart working, nelle aziende private così come nella Pubblica amministrazione. Abbiamo numeri importanti: più di un milione nel privato e più dell’80% nel settore pubblico stanno in questo momento lavorando in smart working”.

“Il piano Sure sicuramente è un aiuto, un primo passo che l’Europa sta mettendo in campo per il sostegno al reddito dei lavoratori. Sicuramente è una misura necessaria e importante”. Così la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, a Class Cnbc. “Visto che ci troviamo in una situazione di emergenza straordinaria quasi fossimo nel dopoguerra, quello che bisogna fare è mettere insieme un pacchetto di strumenti che aiutino tutti i Paesi europei ad affrontare questa emergenza che non solo è sanitaria ma che ha anche un forte impatto sull’economia e sul mercato del lavoro”, ha detto. Questo aiuto, ha rimarcato la ministra, “si potrebbe usare anche per integrare il sostegno che noi già abbiamo previsto nel decreto Cura Italia e che rafforzeremo nel prossimo decreto di aprile, anche per favorire l’occupazione”.
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Diventa più forte lo scudo anti scorrerie a difesa delle imprese italiane. Il nuovo golden power è pronto e si estenderà a nuovi settori come l’alimentare, il finanziario e l’assicurativo, e potrà arrivare anche alle imprese più piccole. Il governo corre così ai ripari per evitare che aziende di rilievo, ma anche considerate strategiche per la filiera che alimentano, possano finire in mani straniere a prezzi di saldo. E questo anche all’interno dell’Unione Europea.

“Abbiamo il dovere di proteggere le nostre aziende dai possibili pericoli – ha detto il ministro dello Sviluppo, Stefano Patuanelli – Uno di questi è senz’altro la possibilità, in una fase di debolezza, di scalate ostili ai nostri gioielli industriali nazionali”. Il Golden Power, introdotto in Italia nel 2012, ha lo scopo di salvaguardare gli assetti proprietari delle società operanti in settori reputati strategici e di interesse nazionale.
Fornisce al governo ‘poteri speciali’ per dettare specifiche condizioni all’acquisto di partecipazioni, porre veti o imporre determinate delibere societari per alcuni settori delimitati: difesa, energia, trasporti e comunicazioni.

Il deprezzamento delle azioni sui mercati quotati, ma anche l’abbattimento del valore di società costrette ora al fermo, hanno di fatto scattare l’allarme – rilanciato in particolare dal presidente del Copasir, Raffaele Volpi – su possibili acquisizioni ostili da parte di imprese straniere. Ecco allora che con il decreto imprese ora in arrivo, insieme alle misure per facilitare la liquidità delle attività produttive e al rinvio delle scadenze fiscali, il governo estenderà i propri poteri speciali anche ai settori sanitario e alimentare, che sono un asset strategico del made in Italy delicato soprattutto in questo momento in cui la filiera deve garantire l’approvvigionamento del Paese. L’estensione arriverà soprattutto anche per il settore bancario e assicurativo, al centro proprio di rumors su possibili interessi stranieri che sono rimbalzati nelle cronache finanziarie su nomi di rilievo come Unicredit e Generali, su altri istituti bancari particolarmente colpiti dal calo dei listini, oppure come Mediobanca con una governance in evoluzione dopo lo scioglimento del vecchio patto di sindacato.
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Ma quello che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro ha definito “il nostro vaccino contro il virus delle scalate ostili” avrà anche altre tre caratteristiche importanti: potrà essere esteso anche alle piccole e medie imprese, scatterà d’ufficio anche su operazioni non notificate e sarà applicato anche alle operazioni all’interno dell’Ue. Con molta probabilità, poi, sarà accompagnato da norme che prevedranno soglie più basse per le comunicazioni alla Consob, soglie recentemente ridotte dall’autorità di Borsa che le ha portate all’1% (dal 3%) per le società grandi e al 3% (dal 5%) per le Pmi, ma solo per tre mesi.
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Von der Leyen: ‘Puntare sul bilancio Ue per la ripresa’
Presidente Commissione: ‘E’ lo strumento accettato da tutti’
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BERLINO
05 aprile 2020
16:07
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“Abbiamo bisogno di massicci investimenti, di un piano Marshall per l’Europa. Al centro ci dovrebbe essere un forte e nuovo bilancio europeo”: lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un contributo sulla testata tedesca Die Welt. “Il bilancio Ue è accettato da tutti gli Stati membri come strumento di compensazione solidale e di modernizzazione”, scrive Von der Leyen. “Grazie alla sua validità di 7 anni garantisce sicurezza sulla pianificazione degli investimenti e affidabilità per tutti i contraenti”, dice la presidente.
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Coronavirus: isolata anche compagna incinta di Johnson
Ha sintomi di contagio, ma non è stata per ora testata
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04 aprile 2020
19:53
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Allarme coronavirus anche per Carrie Symonds, compagna e promessa sposa 31enne di Boris Johnson, da qualche mese in attesa di un figlio dal premier conservatore britannico. Symonds, riferisce Sky News, è in isolamento a letto da una settimana con i sintomi del Covid-19, anche se a differenza di Johnson non è stata al momento testata. Il premier è a sua volta auto-isolato da otto giorni con sintomi “lievi” ma persistenti dopo il tampone risultato positivo. La coppia vive al momento in alloggi separati a scopo precauzionale.
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Italiani i più vecchi d’Europa, il 22,8% è over 65
Eurostat, sono 13,8 mln. Più rischio Covid. In Liguria il 28,5%
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05 aprile 2020
16:13
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L’Italia ha la popolazione più vecchia d’Europa con il 22,8% del totale che ha più di 65 anni a fronte del 20,3% della media dell’ Ue. Lo rileva Eurostat riferendosi ai dati del 2019 ricordando che “la popolazione anziana è considerata a più alto rischio di coronavirus”.
Nel nostro Paese hanno oltre 65 anni 13,78 milioni di persone ma tra queste oltre la metà (7 milioni) ne ha più di 75. Rispetto al 2010 gli over 65 sono cresciuti di circa 1,8 milioni di persone a fronte di un calo degli under 15 di quasi 400.000 unità e di una popolazione aumentata di 1,2 milioni.
Tra le aree europee dove la percentuale di popolazione anziana è più alta si segnala la Liguria con il 28,5% di over65.

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