Ultimo aggiornamento 2 Maggio, 2020, 01:41:07 di Maurizio Barra
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Le scienziate: ‘Pretendiamo un equilibrio di genere’
L’appello al governo: Ci sia una adeguata rappresentanza nelle commissioni tecniche. Le donne sono la maggioranza tra chi è in prima linea contro il Covid
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01 maggio 2020
05:42
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“Le donne sono la maggioranza tra chi è in prima linea contro il Covid. Priorità assoluta una adeguata rappresentanza nelle commissioni tecniche nominate dal Governo”. E’ l’appello firmato da accademiche e ricercatrici di livello internazionale pubblicato oggi dal Corriere della sera.
Le firmatarie dell’appello sottolineano come, “che siano presenti entrambi i generi negli organismi che prendono decisioni rilevanti a livello scientifico, sanitario, sociale ed economico dell’intera popolazione è una questione di democrazia”. “Nel nostro Paese- ricordano – le donne rappresentano il 56% dei medici iscritti all’albo e sono quasi il doppio degli uomini tra i medici con meno di 40 anni. Il 77% degli infermieri è donna”. E, ancora, fanno notare che “Molti dei capi di Stato dei Paesi che hanno risposto meglio alla pandemia sono donne”. Le scienziate ritengono che “quando si effettua una selezione di competenze e qualità la scelta dovrebbe essere in base al merito.
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Siamo certe che anche soltanto una maggiore attenzione nell’applicazione di quest’ ultimo criterio avrebbe certamente portato alla selezione di un adeguato numero di donne all’interno delle varie commissioni, di cui sicuramente avrebbe beneficiato la gestione dell’emergenza Covid-19”. Per questo, conclude l’appello “Da ora in avanti pretendiamo che un equilibrio di genere negli organi di rappresentanza e nelle commissioni tecniche e scientifiche sia una priorità assoluta”.
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La maggior parte delle scienziate firmatarie fanno parte dei «Top Italian Scientists»; i profili di ognuna di loro sono sul sito del «Corriere della Sera».
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Papa chiede che a nessuno manchi lavoro e giusta retribuzione
Nel giorno del Primo Maggio ha rivolto il suo pensiero al mondo del lavoro
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CITTÀ DEL VATICANO
01 maggio 2020
07:24
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Il Papa oggi, nel giorno in cui globalmente si celebra il Primo Maggio, ha rivolto il suo pensiero al mondo del lavoro. “Oggi è la festa di San Giuseppe lavoratore, è la giornata dei lavoratori. Preghiamo per tutti i lavoratori, perché a nessuna persona manchi il lavoro e tutti siano giustamente pagati, possano godere della dignità del lavoro e della bellezza del riposo”, ha detto nell’introduzione della messa a Santa Marta.
“La dignità del lavoro è tanto calpestata” anche oggi. Lo ha detto il Papa nell’omelia della messa a Santa Marta. “Anche oggi ci sono tanti schiavi che non sono liberi ma costretti a lavorare per sopravvivere, niente di più”. Ci sono “lavori forzati, ingiusti, malpagati” e sono “tanti nel mondo”. Il pontefice ha sottolineato che “questo succede anche qui”. “Con ogni ingiustizia che si fa su una persona che lavora si calpesta la dignità umana” di tutti, dell’intera umanità.
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Fase 2: la Lega sospende l’occupazione delle Aule, “timidi segnali”
Fonti, preso atto delle scuse di Conte, senza fatti concreti pronti a tornare
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01 maggio 2020
23:56
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La Lega ha sospeso la scorsa notte l’occupazione delle Aule di Camera e Senato. La scelta arriva, spiegano dalla Lega, dopo aver preso atto di timidi segnali del governo sulla fase 2, dalla tema della scarcerazione dei boss mafiosi all’apertura sugli asili nido, fino alle scuse di Conte per i ritardi dei pagamenti. Matteo Salvini aggiunge che lasciare le Aule l’1 maggio è anche un atto di rispetto per i lavoratori parlamentari. L’occupazione riprenderà, spiegano fonti leghiste, “se non arrivano fatti concreti”.
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Coronavirus: Boccia, ‘L’ordinanza della Calabria contro il governo’
Zaia: ‘Ordinanze non in contrasto con Dpcm, non le ritiriamo’. La Sardegna si prepara: sabato la nuova ordinanza. In Emilia Romagna ok agli allenamenti individuali per squadre
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VENEZIA
01 maggio 2020
23:27
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“All’interno del Governo c’erano due diverse linee sulla Fase due? No, non esistevano due linee diverse”. Così il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, durante la registrazione della puntata di ‘Accordi e Disaccordi’. “Però è anche fisiologico, quando si lavora in gruppo, avere sensibilità diverse – ha detto Boccia -. Poi è chiaro che ci sono ministri che hanno pressioni diverse, però non ci sono state due linee. La somma di queste pressioni ha spesso determinato dei confronti tra di noi, però la saggia prudenza del presidente del Consiglio – ha concluso il ministro – ha tenuto insieme tutti”. “La Calabria è il classico caso di una cosa fatta contro una misura nazionale chiara”. Così il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, durante la registrazione della puntata di ‘Accordi e Disaccordi’, il talk politico in onda sul Nove stasera, sulla scelta del presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, che ha deciso di riaprire bar e ristoranti in contrasto con le direttive nazionali. “Il governo ha detto che bar, ristoranti, parrucchieri hanno bisogno di linee guida e hanno bisogno di una valutazione ulteriore che faremo dal 4 al 17 maggio – ha detto Boccia -. Cosa succede se un bar apre e poi si ammala un lavoratore, uno chef, un cameriere?”, ha concluso il ministro.
“Se cade il governo perché manca l’appoggio di Matteo Renzi? Non è ipotizzabile ed escludo categoricamente che il Pd possa dare vita ad un altro governo senza il Movimento 5 stelle”.
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VENETO – “Le ordinanze introdotte dal Veneto non sono in contrasto con il Dpcm ma vogliono portare un principio di buon senso e rispetto nei confronti del cittadino”. Così Luca Zaia, che aggiunge: “le battaglie legali non portano a nulla. Non facciamo ordinanze per cercare prove muscolari o per buttarla in politica. A me sembra che il ministro Boccia, in rappresentanza del Governo, abbia compreso le nostre volontà; penso che per la quasi totalità delle misure oggetto di ordinanza ci sia la possibilità di dimostrare un allineamento col Dpcm per cui non le ritiriamo”.
“Una delle contestazione – ha spiegato Zaia – è la vendita di abbigliamento per bimbi e quello di fiori e piante ‘open air’ al mercato: non è prevista – ha chiarito -.Ma ho fatto presente che si vendono in fioreria, al garden, nei supermercati. Se la contestazione è questa rispetto alla mole di lavoro che abbiamo fatto – ha concluso – direi che siamo a buon punto”. “Il Veneto può aprir tutto – ha aggiunto -.
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Ovviamente su base solida di una certificazione che ci dà il Comitato scientifico. Ma noi potremmo, in linea di principio, affrontare qualsiasi tipo di apertura”. Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, secondo cui “il tema è capire se tutti noi entriamo nell’ordine delle idee che non è finita e che stiamo convivendo col virus. La mascherina è una delle condizioni sine qua non per fare questa battaglia”. “Penso che la direzione, sentendo i vari colleghi, – ha detto – andrà verso la riapertura differenziata tra le regioni”
“Abbiamo un piano, che speriamo possa diventare operativo a settembre, che viaggia sui 30 mila tamponi al giorno”. Lo ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia il quale ha spiegato che l’ambizione sarebbe farne di più e per questo “è stato deciso di acquistare altre tre macchine oltre a quella già esistente a Padova. Macchine che consentono di fare 9mila tamponi giornalieri che saranno messe negli hub di Treviso, Vicenza e Venezia. Se riuscissimo ad acquistarle, potremmo arrivare a fare 50 mila tamponi al dì”.
“Ora – ha aggiunto – abbiamo una capacità di 11-12 mila tamponi quotidiani”. “Speriamo – ha auspicato – che i parametri siano affrontabili. Questo è un aspetto che ho contestato formalmente al Comitato tecnico-scientifico: si parla tanto dei numeri dei contagiati come parametro: ma se uno non fa tamponi, non ha contagiati. Finisce che il virtuoso viene più penalizzato di quello che non li fa. Ora siamo a circa 350 mila. Non ci sono altre realtà che hanno fatto tanti test come noi. A questo si aggiungono i 700 mila test rapidi che stanno tutti andando fuori come attività di screening preparatoria al tampone”.
CAMPANIA – “Voglio insistere su una cosa: dobbiamo essere rigorosi sull’obbligo di indossare mascherine fuori casa e se è possibile rispettare il distanziamento sociale”. Lo chiede ai cittadini campani su Fb, il governatore della Campania Vincenzo De Luca.
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“E’ indispensabile – ha ribadito – e noi saremo rigorosissimi con un’ altra ordinanza: c’è obbligo di indossare mascherina altrimenti ci sono le sanzioni”.
CALABRIA – La presidente della Regione Calabria Jole Santelli non fa marcia indietro e di fronte alla possibilità che il governo diffidi la Calabria impugnando l’ ordinanza che riapre bar e ristoranti, risponde, in una intervista a La Stampa: “È un atto che il governo legittimamente può fare. Anche se io lo sconsiglierei fortemente. Io non ho riaperto la ristorazione all’interno dei locali, ho solo consentito di mettere qualche tavolo all’aperto. Tutto questo pasticcio per qualche tavolo mi pare eccessivo”. Alla domanda se non prenda in considerazione l’ipotesi di ritirare l’ordinanza, spiega: “No! Penso sia una norma giusta e penso che entro dieci giorni il governo farà lo stesso con un nuovo Dpcm. Io ho seguito un protocollo con precauzioni rigide, non penso di avere fatto nulla di sconvolgente. Se il governo deciderà di impugnare sarà un atto politico, secondo me potrebbe evitare”. “I ristoranti – sottolinea anche sul rischio di una riesplosione dei contagi – li ha riaperti il governo quando ha consentito possibilità di asporto. Le cucine sono aperte. Io ho solo previsto la possibilità di mettere dei tavoli fuori, anche l’ Iss dice che all’ aperto i rischi sono minimi. Ma l’ aumento dei contagi non sarà dato da due tavolini davanti a un bar o a un ristorante.
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Il rischio è dato da quello che ha autorizzato con il Dpcm, la possibilità di rientrare al Sud per chi era rimasto bloccato al Nord nelle scorse settimane. Io ho dovuto fare un’ ordinanza per chi torna, è il terzo esodo in rientro che siamo costretti a gestire da soli”.
EMILIA ROMAGNA – I calciatori di Spal, Bologna, Parma e Sassuolo, da lunedì, potranno tornare nei rispettivi centri sportivi per allenarsi, sia pure individualmente. E’ quanto prevede l’ordinanza firmata ieri sera dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Le sedute dovranno svolgersi “nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse”, equiparando gli atleti delle discipline individuali a quelli che praticano sport di squadra.
SARDEGNA – Anche la Sardegna si prepara alla Fase 2. E’ attesa, infatti, per sabato la nuova ordinanza che prevede aperture anticipate da parte del governatore Christian Solinas. La Sardegna è una delle 12 istituzioni regionali, guidate dal centrodestra, che avevano inviato una lettera al premier e al presidente della Repubblica chiedendo di “normalizzare l’emergenza” e di rispettare le proprie competenze. E ora, dopo le ordinanze di Calabria, Veneto, Sicilia ed Emilia Romagna, Solinas si sta preparando a definire le norme per la seconda fase della pandemia. Nei giorni scorsi il ministro Boccia aveva spiegato che a partire dal 18 maggio, sulla base all’andamento della curva dei contagi nel periodo 4-17 maggio, si sarebbe ragionato su aperture differenziate per Regione. Home Mappa del sito VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO VAI ALLA CRONACA
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Fase 2: Renzi, ‘Governo smetta di fare Dpcm e inizi a dare i soldi’
Da Conte ‘segnali incoraggianti’. ‘A rischio milioni di posti di lavoro’. E sulle frasi su morti ‘polemiche strumentali’
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01 maggio 2020
21:01
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“O sto insieme alla maggioranza o me ne vado? Oppure il governo smette di fare Dpcm e comincia a dare soldi”. Lo dice Matteo Renzi in un’intervista a Zapping su radio Uno Rai. “Mi sembra di vedere segnali incoraggianti. Il presidente del Consiglio si è reso conto che le cose non vanno sulla liquidita”, aggiunge Renzi. “C’è una divisione sempre più forte tra chi è garantito e chi no, e non c’è solo l’elemento psicologico. Dopo due mesi di domiciliari mancano le certezze”.
“Se non ci diamo smossa, milioni di italiani perderanno il posto di lavoro. Lavoriamo insieme per un’Italia che riparte”. Lo dice in diretta su Fb Matteo Renzi. “A Conte ho detto: se vuoi la strada della politica noi siamo con te, se però qualcuno vuole scegliere il populismo faccia pure, ma senza di noi. Tutto qui. Il problema è capire come davanti a un disastro occupazionale la politica seria riesce a dare risposte. La scelta non è nostra, è di Conte”, ribadisce il leader di Iv.
“Mi è dispiaciuto ci siano state polemiche strumentali su un passaggio del mio discorso in Senato, su un tema che mi fa sobbalzare il cuore. L’idea che una persona possa morire da sola mi fa uscire di testa. Su questo tema ho una sensibilità particolare. Quando ho visto il corteo delle bare a Bergamo sui camion dell’esercito, la cosa sconvolgente era l’anonimato. Ieri ho fatto un passaggio che tutto era tranne un attacco: chi ha voluto strumentalmente fare polemica sulle mie parole sui morti di Bergamo e Brescia cerca solo un appiglio per lo scontro. Ma io non rilancerò polemiche assurde su una cosa su cui si deve avere solo silenzio e rispetto”, afferma Renzi,rispondendo in una diretta Facebook alle polemiche seguite a una sua frase sui morti per il Coronavirus.
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Conte: ‘Lavoro a dura prova, intransigenti sulla sicurezza’
‘Tanti vivono con ansia e preoccupazione questa emergenza, fra attività chiuse e prospettive di lavoro a rischio’
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02 maggio 2020
01:05
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“Il mondo del lavoro è messo a dura prova. Tanti vivono con ansia e preoccupazione questa emergenza, fra attività chiuse e prospettive di lavoro a rischio. Molti nella fase più acuta di emergenza, hanno lavorato per assicurarci assistenza, soccorso, sicurezza e beni essenziali.
Oltre 4 milioni tornano a lavoro lunedì grazie ai primi risultati delle misure di contenimento: potranno confidare nell’applicazione di rigidi protocolli di sicurezza, su cui saremo intransigenti”. Così il premier Conte per l’1 maggio.
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Il post del premier:“Ci sono stati e ancora continuano alcuni ritardi nelle somme da erogare, come pure complicata si sta rivelando la partita dei finanziamenti. Chiedo scusa a nome del Governo, e vi assicuro che continueremo a pressare perché i pagamenti e i finanziamenti si completino al più presto”, scrive su Facebook il presidente del Consiglio, parlando delle misure contenute nei decreti del governo per far fronte all’emergenza Coronavirus.
“Non farò finta di non sentire i vostri consigli, le vostre sollecitazioni, la vostra rabbia, la vostra angoscia. Non cadono nel vuoto, non sono parole al vento. Sono piuttosto il vento che spinge più forte l’azione del Governo – ha aggiunto -. Credo sia l’unico modo per onorare questo giorno, questo 1 maggio”.
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1 maggio: Ceriscioli, valore riapertura
Presidente Marche, c’è chi negli ospedali è vicino a chi soffre
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ANCONA
01 maggio 2020
13:55
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“Oggi è un primo maggio molto particolare, dedicato a tutti i lavoratori, che stanno vivendo esperienze molto diverse. E’ il primo maggio di chi torna al lavoro e, quindi, del valore del lavoro e della sicurezza. Tutti abbiamo raccontato il valore della riapertura, che deve avvenire, però, senza mettere a rischio la salute dei lavoratori”. Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli: “La sicurezza sul lavoro è un grande tema per il nostro Paese e quest’anno assume un significato ancora più profondo e particolare”.
“E’ il primo maggio – prosegue – di chi aspetta di tornare a lavorare e freme di fronte al calendario delle riaperture, perché sa quanto è importante la ripartenza dopo un lungo stop, con molte difficoltà e molte preoccupazioni”. “E’, come ogni anno, il primo maggio di chi purtroppo è senza lavoro e oggi più che mai ha bisogno di supporto e di tutela”.
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Fase 2: le città riaprono il 4 maggio, ecco cosa cambia
Nuovi orari per i trasporti e per i negozi, contributi per gli affitti, aperte le Ztl
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01 maggio 2020
19:50
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ROMA- Bus e metro fino alle 23.30, esercizi commerciali aperti fino alle 21.30 ma take away e delivery consentiti anche oltre, ora di punta spalmata dalle 8.30 alle 11.30 e l’80% dei dipendenti capitolini in smart working. E poi stazioni, bar e locali sorvegliati speciali con droni a sorvolare i parchi che iniziano a riaprire i cancelli, prime fra tutte Villa Borghese e Villa Pamphilj. Si sveglierà così Roma il 4 maggio, giorno della ripresa per un cauto allentamento del lockdown dopo 55 giorni di serrata. Varata ieri sera l’ordinanza sul trasporto pubblico (che impone l’obbligo di mascherina, la capienza al 50% su ogni mezzo, l’installazione di dispenser con gel igienizzante nelle stazioni, e la possibilità di saltare le fermate se il mezzo è già pieno) oggi la Regione ha emanato le norme per i locali che riapriranno. Anche in questo caso c’è l’obbligo per i clienti e per il personale di indossare guanti e mascherine, distanziamento, gel igienizzante. Vietato il consumo sul posto in bar, pub, ristoranti, rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio, paninoteche, yogurterie, piadinerie che dovranno attenersi a norme per la produzione, il confezionamento e la vendita di cibo e bevande da asporto. Sia il take away che il delivery, precisa il vademecum della Regione, non sono sottoposti alla limitazione oraria delle 21,30 alla quale invece si devono attenere gli esercizi commerciali.
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Oltre al trasporto altra rivoluzione sarà quella degli orari della città: l’ora di punta sarà spalmata su tre fasce (dalle 8.30 alle 11.30), le aperture degli uffici rimodulate non solo nell’orario ma anche nei giorni della settimana e sarà incentivato lo smart working. I dipendenti capitolini, già all’80% in modalità agile, saranno supportati a continuare a lavorare da casa, in particolare i genitori di figli minori di 14 anni. Verrà agevolata anche la mobilità alternativa come car-scooter e bike sharing e le due ruote, con l’allestimento da parte del Campidoglio di 150 km di corsie per bici. IL tutto per allentare la pressione sul traffico. Anche in questo senso il comune ha disposto l’apertura delle Ztl fino la 31 maggio.
DE LUCA E RAGGI: CONTRIBUTI PER L’AFFITTO – “E’ stato pubblicato il 24 aprile un bando per concedere un sostegno all’affitto delle abitazioni principali, un contributo massimo complessivo di 650 euro: i comuni entro le 18 del 12 maggio devono trasmettere l’elenco dei certificati”. Ci saranno anche contributi per i lavoratori stagionali alberghieri, aggiuntivo a quello nazionale e ci sono interventi a favore per famiglie con figli al di sotto dei 15 anni (bonus tra 300 e 500) che dovrebbe essere attribuito a maggio che ha fatto registrare già 130mila domande. “Vogliamo essere una eccellenza nazionale a costo di mandare al manicomio il personale della Regione”, ha commentato De Luca. Complessivamente, ha detto ancora De Luca, “abbiamo inviato 98 milioni di euro per i servizi socio-assistenziali ai piani sociali di zona e aperto il bando per famiglie con problemi di disabilità non gravi”. A breve ci saranno anche informazioni su pagamenti per le aziende agricole, settore pesca e acquacoltura e aziende florovivaistica e bufalina.
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A maggio anche il contributo di 250 euro per gli studenti che hanno acquistato strumenti informatici (10 milioni euro totali) oltre a un contributo per gli assegnatari per le residenze (coloro che non hanno fruito delle residenze universitarie). “Oltre 18 mila cittadini hanno già scelto la procedura online per presentare la domanda per il Bonus Affitto, un contributo straordinario destinato alle famiglie che, a causa dell’emergenza coronavirus, hanno difficoltà a pagare il canone della casa dove vivono”. Così su Facebook la sindaca di Roma Virginia Raggi. “La richiesta via internet – aggiunge – è una modalità nuova che abbiamo individuato per semplificare la domanda e velocizzare, in un secondo momento, l’erogazione del contributo straordinario.
MILANO, STOP ALLE ZTL – Anche con la riapertura parziale della città che inizierà da lunedì a Milano le zone a traffico limitato, Area B e Area C, rimarranno sospese. Lo ha stabilito il sindaco, Giuseppe Sala, con un’ordinanza che è stata firmata venerdì e che prevede di prolungare la sospensione delle due Ztl, quella del centro città, Area C, e quella che coinvolge quasi tutta Milano, Area B, fino al 31 maggio. Il provvedimento del Comune riguarda anche la sosta che rimane “libera e gratuita” fino al 31 maggio, “negli spazi di sosta riservati ai residenti, le cosiddette strisce gialle, e negli spazi di sosta a pagamento, le strisce blu, su tutto il territorio cittadino”.
