Ultimo aggiornamento 31 Maggio, 2020, 16:48:04 di Maurizio Barra
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P.Chigi, squadra governo compatta
Massima condivisione su obiettivi legati a Recovery fund
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29 maggio 2020
14:22
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“La squadra di Governo è unita e compatta. C’è la massima condivisione sull’azione di contrasto dell’emergenza sanitaria e sugli obiettivi legati al Recovery Fund in vista del negoziato in seno al Consiglio europeo, tra cui: digitalizzazione, investimenti, semplificazione amministrativa, riforma fiscale”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.
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De Luca: ‘Lega-Fi-Fdi e M5s temono il voto a luglio’
Ce lo ha comunicato il ministro dell’Interno
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NAPOLI
29 maggio 2020
18:54
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“Chi non vuole votare sono le forze di opposizione, Lega, Fi, Fdi e anche M5s, ce lo ha comunicato il ministro dell’Interno per quanto riguarda le opposizioni.
Hanno paura di andare a votare e vogliono perdere tempo.
Irresponsabili”. Così Vincenzo De Luca su Fb. “Propongono addirittura il 27 settembre con ballottaggi a metà ottobre, quando avremo l’epidemia influenzale e il probabile ritorno del covid. Per aprire le scuole servirà un lavoro enorme per il distanziamento e gli spazi. Che si fa, si apre una settimana poi si chiude di nuovo, e poi altro stop a ottobre?”:“Sulle elezioni regionali il governo ha avuto un atteggiamento irresponsabile. La proposta delle Regioni che vogliono votare è per l’ultima settimana di luglio perchè il governo dice anche che a settembre si torna a scuola, si aprono le classi, poi si richiudono per il voto”. Così il governatore della Campania. “La data delle elezioni la fissano le Regioni, ma il governo ha escluso che si voti prima di settembre. Nel frattempo hanno aperto palestre, piscine, centri commerciali,ridicolo quindi impedire di votare a fine luglio”.
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Fase 2: Zaia: ‘Non siamo un lebbrosario’
Il presidente del Veneto ribadisce la propria contrarietà ai ‘corridoi’ privilegiati e chiede “una regia dell’Ue”
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VENEZIA
30 maggio 2020
11:53
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Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ribadisce la propria contrarietà ai ‘corridoi’ privilegiati tra stati europei e chiede “una regia dell’Ue” e l’intervento del Ministero degli Esteri per risolvere il problema. “Basta considerare l’Italia come la Wuhan d’Europa.
C’è il mondo intero, specie quello del turismo, che ci guarda – sottolinea Zaia – La Svizzera apre a tutti fuorchè a noi, e ci considera degli appestati; la Croazia va in questa direzione.
Che differenza c’è tra noi e la Francia? Si mette in discussione la qualità sanitaria del nostro paese. Non può passare l’dea che siamo un lebbrosario”.
Secondo Zaia “non c’è una regia comunitaria: come può l’Austria o la Croazia decidere in autonomia. C’è tutto un ‘fai da te’, ed è un guaio. Anzi, è scandaloso”.
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Fase 2: Meloni, no a corridoi europei
Tagliare fuori l’Italia è vergognoso, colpo di grazia a turismo
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29 maggio 2020
17:09
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“I corridoi turistici europei sono inaccettabili e devono essere contrastati in ogni modo”. È quanto afferma il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
“Gli accordi bilaterali con i quali la Germania e altri Stati europei vorrebbero mandare i loro turisti in Grecia o in Croazia, tagliando fuori l’Italia, sono vergognosi – prosegue – e rischiano di essere il colpo di grazia per il turismo italiano. Parliamo di un comparto strategico della nostra economia, che rappresenta il 13% del Pil ma che il Governo Conte ha completamente dimenticato. Milioni di lavoratori considerati figli di un Dio minore e centinaia di migliaia di imprese condannate a morte”.
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De Luca, voto a settembre?Irresponsabile
Sono Lega-Fdi-Fi e M5s che temono urne a luglio
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NAPOLI
29 maggio 2020
17:10
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“Sulle elezioni il governo ha avuto un atteggiamento irresponsabile. La proposta delle Regioni che vogliono votare è per l’ultima settimana di luglio, visto che a settembre si torna a scuola”. Così il governatore Vincenzo De Luca. “La data delle elezioni la fissano le Regioni, ma il governo ha escluso che si voti prima di settembre. Nel frattempo hanno aperto palestre, piscine, centri commerciali, ridicolo quindi impedire di votare a fine luglio. Chi non vuole votare sono le forze di opposizione, Lega, Fi, Fdi e anche il M5s, ce lo ha comunicato il ministro dell’Interno per quanto riguarda le opposizioni. Hanno paura di andare a votare e vogliono perdere tempo. Irresponsabili. Propongono addirittura il 27 settembre con ballottaggi a metà ottobre, quando avremo l’epidemia influenzale e il probabile ritorno del covid. Per aprire le scuole servirà un lavoro enorme per il distanziamento. Che si fa, si apre una settimana poi si chiude di nuovo, e poi altro stop a ottobre?”.
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Mattarella, inammissibile commistione tra politici e toghe
Se si vuole la riforma dell’organismo di autogoverno dei giudici ‘i partiti facciano una legge’ dice il Colle. Bonafede: ‘Mattarella ci indica la strada’
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30 maggio 2020
14:06
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“Se i partiti politici e i gruppi parlamentari sono favorevoli a un Consiglio Superiore della Magistratura formato in base a criteri nuovi e diversi, è necessario che predispongano e approvino in Parlamento una legge che lo preveda: questo compito non è affidato dalla Costituzione al Presidente della Repubblica ma al Governo e al Parlamento”. Lo precisa una nota del Quirinale sul Csm. “Per quanto superfluo va chiarito che il Presidente della Repubblica si muove – e deve muoversi – nell’ambito dei compiti e secondo le regole previste dalla Costituzione e dalla legge e non può sciogliere il Consiglio Superiore della Magistratura in base a una propria valutazione discrezionale”. E’ quanto ricorda la presidenza della Repubblica.
“Se i partiti politici e i gruppi parlamentari sono favorevoli a un Consiglio Superiore della Magistratura formato in base a criteri nuovi e diversi, è necessario che predispongano e approvino in Parlamento una legge che lo preveda: questo compito non è affidato dalla Costituzione al Presidente della Repubblica ma al Governo e al Parlamento”, precisa una nota del Quirinale
“Ancora una volta il presidente della Repubblica ci indica una strada, che è quella migliore: se le forze politiche hanno qualcosa da ‘dire’ hanno la possibilità di fare una riforma. Ed è quello che stiamo facendo”. Così il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ad “Accordi e disaccordi” trasmissione di Marco Travaglio, Andrea Scanzi e Luca Sommi in onda sul 9 .
“Per quanto attiene alla richiesta che il Presidente si esprima sul contenuto di affermazioni fatte da singoli magistrati contro esponenti politici – afferma la nota del Quirinale – va ricordato che, per quanto gravi e inaccettabili possano essere considerate, sull’intera vicenda sono in corso un procedimento penale e procedimenti disciplinari e qualunque valutazione da parte del Presidente potrebbe essere strumentalmente interpretata come una pressione del Quirinale su chi è chiamato a giudicare in sede penale o in sede disciplinare”.
È appena il caso di ricordare che un eventuale scioglimento del Consiglio Superiore della Magistratura comporterebbe un rallentamento, dai tempi imprevedibili, dei procedimenti disciplinari in corso nei confronti dei magistrati incolpati dei comportamenti resi noti, mettendone concretamente a rischio la tempestiva conclusione nei termini previsti dalla legge”.
Alla nota del Colle plaude Matteo Salvini: “Il Quirinale interviene sullo scandalo dei magistrati politicizzati e intercettati, ribadendo sconcerto e riprovazione: bene. Non bastano le scuse o le improbabili giustificazioni degli interessati, chiediamo che si dimettano dagli incarichi (giudiziari o politici) tutte le persone coinvolte nello scandalo, da cui emergono vergognosi attacchi a me e alla Lega”. “L’Italia e la giustizia italiana meritano di meglio: serve una riforma del Csm, lo si rielegga per estrazione a sorte come chiesto anche dal dottor Nordio e si proceda ad una completa riforma della Giustizia, basata su tempi certi dei processi, certezza della pena, responsabilità per errori e lungaggini, separazione delle carriere fra giudici e pm”.
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Fase 2: Cerveteri studia task force per sostenere imprese
Ass. Ridolfi: “Potrebbe essere attiva già verso la metà di giugno”
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29 maggio 2020
19:34
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Per reagire efficacemente alle difficoltà economiche e sociali generate dell’emergenza sanitaria, a Cerveteri, è allo studio una Task Force professionale, promossa e sostenuta dal Comune per sostenere ed accompagnare gli imprenditori del territorio, che potrebbe essere attiva già verso la metà di giugno. “Compito dei professionisti della task force – spiega l’assessore alle Attività economiche e produttive di Cerveteri, Luciano Ridolfi – sarà quello di individuare percorsi, per ogni azienda che ne farà richiesta, partendo da un check-up realistico volto a definire una analisi della situazione corrente dell’impresa”. Ridolfi è poi convinto che il Comune di Cerveteri debba svolgere tutte le necessarie azioni di supporto affinché gli imprenditori locali possano aderire e partecipare attivamente ad una Rete di Imprese che moltiplichi la capacità di presidio delle singole aziende e le inserisca in programmazioni di sviluppo integrato.
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Coronavirus:Ambasciata Gb, Conte al vertice mondiale vaccini
Il 4 giugno a Londra, sarà il primo virtuale. ‘Uniti vinceremo’
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29 maggio 2020
16:02
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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà tra i leader mondiali che parteciperanno al Summit mondiale sui vaccini che si terrà a Londra, in collegamento virtuale, il prossimo 4 giugno. Lo ha annunciato l’ambasciatore britannico a Roma Jill Morris in un briefing sull’evento che sarà presieduto dal premier Boris Johnson. “L’obiettivo del Summit – ha spiegato l’ambasciatore – è raccogliere 7,4 miliardi di dollari in favore di Gavi (l’organizzazione internazionale per i vaccini creata nel 2000) per il periodo 2021-2025”. “La pandemia – ha sottolineato Morris – non ha confini, abbiamo bisogno di una risposta internazionale coordinata, basata sulla scienza e sui dati. E’ una battaglia tra il mondo e il coronavirus che insieme vinceremo. Il vaccino deve essere accessibile a tutti, più ci uniamo e più i nostri scienziati avranno successo, nessuna azienda farmaceutica può farcela da sola, qualsiasi vaccino deve essere prodotto su scala a prezzi accessibili, e distribuito a tutti anche a chi ne ha più bisogno. Nessuno deve essere escluso”.
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Mattarella nomina 25 Cavalieri Lavoro
Tra i nomi Ferragamo, Paolo Merloni, Guido Roberto Damiani
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30 maggio 2020
10:26
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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato i decreti con i quali, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, di concerto con la Ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro. Questi sono: Maria Allegrini, Antonio Campanile, Giuseppe Castagna, Lorenzo Coppini, Anna Doglione, Ferruccio Ferragamo, Nicola Fiasconaro, Mario Frandino, Maria Laura Garofalo, Alessandro Gilardi, Guido Roberto Grassi Damiani, Giuseppe Maiello, Enrico Marchi, Luciano Martini, Paolo Merloni, Marco Nocivelli, Guido Ottolenghi, Gian Battista Parati, Umberto Pesce, Federico Pittini, Giovanni Ravazzotti, Giorgia Serrati, Silvia Stein, Maurizio Stirpe e Guido Valentini.
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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato, in data 29 maggio 2020, i decreti con i quali, su proposta del Ministro dello Sviluppo Economico, Sen. Ing. Stefano Patuanelli, di concerto con la Ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Sen. Teresa Bellanova, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro.
Ecco l’elenco completo degli insigniti, con l’indicazione, per ciascuno, del settore di attività e della Regione di provenienza:
– ALLEGRINI Maria – Agricoltura/vitivinicolo – Veneto
– CAMPANILE Antonio – Industria/chimica – Umbria
– CASTAGNA Giuseppe – Credito – Lombardia
– COPPINI Lorenzo – Industria/trasduttori elettroacustici- Toscana
– DOGLIONE Anna Maria Grazia – Industria/siderurgica – Piemonte
– FERRAGAMO Ferruccio – Alta moda – Toscana
– FIASCONARO Nicola – Artigianato/prodotti dolciari – Sicilia
– FRANDINO Mario – Industria/alimentare – Piemonte
– GAROFALO Maria Laura – Sanità privata – Lazio
– GILARDI Alessandro – Industria/edile – Piemonte
– GRASSI DAMIANI Guido Roberto – Gioielleria di alta gamma – Estero
– MAIELLO Giuseppe – Commercio/articoli di profumeria – Campania
– MARCHI Enrico – Attività aeroportuali – Veneto
– MARTINI Luciano – Industria /alimentare – Emilia-Romagna
– MERLONI Paolo – Industria/elettrodomestici – Marche
– NOCIVELLI Marco – Industria/impianti per refrigerazione – Lombardia
– OTTOLENGHI Guido – Logistica portuale – Emilia-Romagna
– PARATI Gian Battista – Industria/ alta specializzazione – Lombardia
– PESCE Umberto – Industria/ metalmeccanica – Basilicata
– PITTINI Federico – Industria/siderurgica – Friuli Venezia Giulia
– RAVAZZOTTI Giovanni – Industria/ceramica – Estero
– SERRATI Giorgia – Commercio conserve ittiche – Liguria
– STEIN Silvia – Maglieria di alta gamma – Veneto
– STIRPE Maurizio – Industria/componentistica – Lazio
– VALENTINI Guido – Industria/metalmeccanica – Lombardia
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Papa Francesco si affaccia alla finestra: ‘Un piacere tornare’
Lungo applauso dei fedeli, dopo tre mesi di nuovo in piazza. ‘Peggio questa crisi c’è solo dramma sprecarla’. La Messa di Pentecoste alla presenza di circa 50 persone, il più alto numero dal lockdown
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CITTÀ DEL VATICANO
31 maggio 2020
15:19
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“Cari fratelli e sorelle, buon giorno! Oggi che la piazza è aperta possiamo tornare. E’ un piacere!”. Lo ha detto Papa Francesco affacciandosi dalla finestra del Palazzo Apostolico per il Regina Coeli. L’ultima volta che la preghiera domenicale si era svolta con i fedeli in piazza era stato il 1° marzo. I pellegrini presenti, distanziati e con mascherine, hanno salutato il pontefice con un lungo applauso.
“Non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci…in Piazza”, ha concluso Papa Francesco salutando i fedeli.
Francesco ha celebrato nella basilica vaticana la Messa di Pentecoste. Presenti alla celebrazione circa 50 persone, il più alto numero finora dal lockdown, per un evento del Papa al chiuso. Ieri per il Rosario ai Giardini Vaticani i partecipanti erano circa 130.
Il Papa invita a a pregare per “quanti sono tenuti a prendere decisioni delicate e urgenti, perché proteggano la vita umana e la dignità del lavoro. Su questo si investa: sulla salute, sul lavoro, sull’eliminazione delle disuguaglianze e delle povertà. Mai come ora ci serve uno sguardo ricco di umanità: non si può riprendere da capo a inseguire i propri successi senza preoccuparsi di chi è rimasto indietro”. Così il pontefice in un videomessaggio all’arcivescovo di Canterbury Justin Welby e alle altre Chiese d’Inghilterra.
“Oggi – ha detto Bergoglio – assistiamo a una tragica carestia della speranza. Quante ferite, quanti vuoti non colmati, quanto dolore senza consolazione!”. “Facciamoci allora interpreti della consolazione dello Spirito, trasmettiamo speranza e il Signore aprirà vie nuove sul nostro cammino”. “Quanto vorrei che, come cristiani, fossimo più ancora e più insieme – sottolinea il Papa – testimoni di misericordia per l’umanità duramente provata. Chiediamo allo Spirito il dono dell’unità, perché diffonderemo fraternità solo se vivremo da fratelli tra noi. Non possiamo chiedere all’umanità di stare unita se noi andiamo per strade diverse”.
Occorre “invertite il senso di marcia. Abbiamo bisogno di tornare a camminare verso Dio e verso il prossimo: non separati, non anestetizzati di fronte al grido dei dimenticati e del pianeta ferito. Abbiamo bisogno di essere uniti per fronteggiare le pandemie che dilagano: quella del virus, ma anche la fame, le guerre, il disprezzo della vita, l’indifferenza. Solo camminando insieme andremo lontani”.
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Emiliano,grave Governo imponga data voto
Situazione intollerabile,mai accaduto in storia della Repubblica
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BARI
30 maggio 2020
11:52
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“Le Regioni sono autonome dal punto di vista elettorale e non possono essere soffocate nello stabilire la data delle elezioni. Invece, con questi artifizi, il Governo per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana sta cercando di imporre alle Regioni delle date di voto diverse da quelle determinate dalle Regioni stesse. È una cosa gravissima”. Lo ha detto a Progress, su Sky TG24 il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Il governatore pugliese preferirebbe si votasse in estate e non in autunno.
“È una situazione veramente intollerabile – per Emiliano – perché sostanzialmente tutto il Paese funziona e si torna alla normalità assoluta, ma si nega agli italiani la possibilità di votare per tempo, costringendo i governatori a proseguire i loro mandati senza avere la legittimazione del voto”. “A settembre – ha aggiunto – potremmo essere chiamati a prendere decisioni importanti senza legittimazione derivante dalla sovranità popolare e dal voto, questo è un danno enorme”.
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Fase 2, Zaia: ‘Per spostamenti dal 3 giugno serve Dpcm’
De Luca: ‘Non si comprende apertura generalizzata dal 3 giugno. Occorreva limitare la mobilità dalle zone contagiate. Faremo controlli e test con ancora più attenzione’
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NAPOLI
31 maggio 2020
13:52
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Serve un Dpcm per riaprire alla possibilità di spostamenti tra Regioni dal 3 giugno. E’ questa l’opinione del governatore del Veneto Luca Zaia.
“Sembra – ha detto Zaia – che dal 3 giugno, da mercoledì, non ci sia più il limite del confine regionale di spostamenti. Ma noi siamo in attesa di un provvedimento nazionale. Questa cosa va a consolidarsi solo dopo l’adozione del provvedimento a livello nazionale, da come la vedo io, ci vorrà un Dpcm che interrompa il blocco”. Zaia, rileva che “a memoria, tutti gli atti decadrebbero dal 15 giugno, per anticipare bisognerebbe fare un provvedimento di revoca”.
“Resta il tema dell’approccio europeo sugli spostamenti tra Stati, che ci pare sempre più imbarazzante e a macchia di leopardo – ha aggiunto Zaia -. La Grecia è diventato il totem di questo casino, spero che a livello europeo si adotti una modalità unica”. “E’ anche vero tuttavia – ha argomentato Zaia – che la raccolta dei dati non è uniforme nei vari Paesi. Da noi la gestione dei dati c’è stata, ad esempio, è inconfutabile”.
Tra dubbiosi e possibilisti, i governatori delle regioni italiane si preparano intanto a riaprire i propri “confini” dal 3 giugno. Salvo picchi di nuove infezioni, da mercoledì prossimo sarà possibile tornare a viaggiare, nonostante i dubbi espressi nei giorni scorsi da alcuni presidenti di regione. Scartati anche i cosiddetti “passaporti” sanitari, “è il momento di riaprire il Paese”, come ha detto il governatore della Puglia, Michele Emiliano.
Parla di “decisione giusta” il sindaco di Milano, Beppe Sala, evidenziando che “adesso è il momento di ridare ossigeno al lavoro”. Il fronte dei favorevoli alle riaperture conta anche il presidente della Liguria, Giovanni Toti, che ha definito “una decisione saggia” quella del governo di dare il via libera agli spostamenti tra regioni senza distinzioni. “Credo che ci siano le condizioni e che si tratti di rischi calcolati”, ha sottolineato. Si sono espressi a favore di un’apertura unitaria e non “a macchia di leopardo”, anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, quello dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e quella della Calabria, Jole Santelli, che ha anche proposto una cena calabrese con i governatori del Nord per stemperare le polemiche politiche dei giorni scorsi.
A capeggiare il fronte del no, che annovera soprattutto le regioni del Sud, c’è il presidente della Sardegna, Christian Solinas. Il “passaporto sanitario”, da lui tanto sostenuto, non sembra essere una misura applicabile, sopratutto dopo le critiche del ministro Francesco Boccia che l’ha definita uan misura “incostituzionale”. Iniziativa simile è stata infatti già accantonata dalla Sicilia che si prepara dunque alla riapertura, anche se è ancora in vigore l’ordinanza che vieta spostamenti nelle altre regioni fino al 7 giugno. Tra i più critici ci sono Campania e Toscana che, per voce dei propri governatori, Vincenzo De Luca ed Enrico Rossi, non nascondono il “caso Lombardia”. “Se ci sono situazioni di regioni dove ancora il livello di contagio è più alto, tenerne conto non è sbagliato”, ha detto Rossi.
Più diretto, come sempre, De Luca. “In presenza di contagi elevati è ovvio che in un territorio debbano esserci limiti alla mobilità”, ha detto. “Davvero non si comprende – attacca De Luca – quali siano le ragioni di merito che possono motivare un provvedimento di apertura generalizzata e la non limitazione della mobilità nemmeno per le province ancora interessate pesantemente dal contagio”. “Adotteremo – avverte – senza isterie e in modo responsabile, insieme ai protocolli di sicurezza già vigenti – annuncia – controlli e test rapidi con accresciuta attenzione per prevenire per quanto possibile, il sorgere nella nostra regione di nuovi focolai epidemici”. “Apprendiamo – sottolinea De Luca – che ci si avvia dalla prossima settimana a una ripresa della mobilità generalizzata tra le regioni. La Campania è da sempre impegnata a tutela dell’unità nazionale. Abbiamo riconfermato la nostra solidarietà incondizionata ai nostri concittadini della Lombardia, e al Presidente Fontana rispetto ad aggressioni che nulla hanno a che vedere con un dibattito politico e di merito civile. Noi non abbiamo dimenticato neanche per un attimo, la tragedia immane che ha colpito tanti territori lombardi e tante famiglie”.
Cautela da parte della Regione Lazio. “Ci sono troppe pressioni perché riparta il Nord, bisogna basarsi su evidenze scientifiche”, ha spiegato l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato.
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Scuola: Sos presidi, ‘impossibile aprire in sicurezza’
Anp chiede ‘risorse, autonomia, responsabilità penale sostenibile’
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31 maggio 2020
12:11
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Impossibile riaprire in sicurezza. Questo l’allarme dei presidi per settembre che chiedono, per un’agevole ripresa del prossimo anno scolastico, “risorse certe, libertà di gestione e responsabilità sostenibili”. Dopo i dubbi espressi, sempre sul tema sicurezza, circa l’esame di maturità “in presenza” l’associazione dei dirigenti scolastici torna a farsi sentire. Per il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli, “è necessario che l’Amministrazione centrale risolva con urgenza alcuni annosi problemi, resi più evidenti dallo stress-test causato dalla pandemia”.
Problemi che sono riconducibili soprattutto all’edilizia scolastica, con edifici troppo spesso inadeguati e sottodimensionati rispetti alla reale popolazione scolastica con classi di circa 30 alunni, alla rimodulazione degli orari della didattica e alla autonomia dei singoli istituti con una necessaria sburocratizzazione. Giannelli sottolinea inoltre le “pressoché inapplicabili disposizioni sul distanziamento nei momenti ricreativi e la forte interferenza con la didattica del pasto consumato in aula”, deciso in quei casi dove il servizio di refezione non può essere più garantito per le disposizioni anti Covid. A preoccupare i presidi sono le norme di sicurezza, la possibilità delle mini lezioni di 40 minuti (necessarie per permettere la piena ripresa didattica a scaglioni) che richiederebbero una rivoluzione degli orari e l’attuale responsabilità penale in materia infortunistica, che li vedrebbe facile bersaglio nell’eventualità di casi di positività negli istituti.
“Deve essere tempestivamente formulato un protocollo di sicurezza che delinei con precisione le misure da adottare, in modo da limitare il margine valutativo delle singole realtà scolastiche e garantire al massimo l’incolumità di tutti -spiega Giannelli- va sostenuta l’autonomia delle singole scuole attraverso un cospicuo adeguamento delle risorse economiche e soprattutto di quelle umane, con una tempestiva attuazione di quanto disposto in materia di edilizia scolastica nonché una profonda rimodulazione dei quadri orari”.
Inoltre “è necessario sburocratizzare e snellire l’azione dei dirigenti scolastici, eliminando qualsiasi sovrapposizione di competenza con gli organi collegiali in materia di gestione delle risorse umane, economiche e strumentali -prosegue il presidente dell’Anp- assicurare l’assunzione a settembre dei dirigenti amministrativi vincitori di concorso; e da ultimo rivedere la responsabilità penale datoriale in materia infortunistica, come da noi più volte richiesto, per renderla equa e sostenibile”. La ministra Azzolina ha più volte ribadito che la riapertura delle aule a settembre e la ripresa dell’attività didattica in presenza “sono un obiettivo condiviso da tutto il governo” precisando che in vista di settembre verranno fornite a tutte le scuole precise indicazioni operative, flessibili rispetto alle caratteristiche di ciascuna istituzione scolastica. Per la sicurezza il governo ha messo a disposizione 331 milioni per la ripartenza della scuola a settembre e 39 milioni per far svolgere gli esami di maturità in presenza: le scuole potranno acquistare mascherine, guanti, gel ma anche piattaforme e strumenti digitali di supporto al recupero delle difficoltà di apprendimento, pure per la didattica a distanza e biglietti per visite guidate virtuali.
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2 Giugno: Fontana, Mattarella a Codogno segno di fiducia
‘Sua presenza darà entusiasmo e senso di coesione’
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MILANO
31 maggio 2020
13:45
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“Credo che il suo gesto sia molto bello. Essere il giorno della Festa della Repubblica nel comune simbolo dell’epidemia, perché da lì partì tutto, credo che sia un messaggio di speranza, di fiducia e di vicinanza di tutto il Paese nei confronti di chi ha sofferto così tanto”. Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha parlato a Radio Padania della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Codogno, nel lodigiano, il 2 giugno.
“L’ho ringraziato. Io sarò presente con lui per fare in modo che questo messaggio possa essere raccolto da tutti e che ci sia la possibilità di ripartire tutti insieme con ritrovato entusiasmo” ha detto Fontana, convinto che la presenza del capo dello Stato “aiuterà a trovare la voglia di lottare, l’entusiasmo e il senso di coesione che deve esserci alla base di ogni rinascita”.
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Pappalardo, la pandemia non esiste
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‘Coronavirus non è letale, ammazza ultra 80enni malati’
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BARI
31 maggio 2020
12:49
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“E’ una cagata pazzesca, la pandemia non esiste”. Ha esordito così, davanti al Teatro Piccinni di Bari, il generale Antonio Pappalardo, presidente del Movimento Gilet Arancioni, che ha fatto tappa in Puglia dopo le manifestazioni di ieri in diverse città, comprese Milano e Roma dov’è scesa in piazza anche l’estrema destra di Casapound.
A Bari alcune centinaia di persone hanno urlato più volte “Libertà! Buffoni!” e cantato l’Inno di Mameli, in un assembramento con qualche gilet arancione, trombette da stadio, bandiere e striscioni tricolori, sostanzialmente anti-governativo: Pappalardo ha puntato il dito anche contro il premier Conte, il governatore lombardo Fontana e il sindaco di Milano, Sala.
“Il Coronavirus non è letale – ha ribadito – ammazza gli ultra 80enni malati. Basta con le menzogne e le falsità, avete terrorizzato il popolo italiano, lo avete annichilito”.
Dal palco è stato chiesto con scarso esito di rispettare il distanziamento; poche le mascherine indossate dai manifestanti.
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Bonomi, questa politica rischia fare più danni del Covid
‘Posti di lavoro non si gestiscono e non si creano per decreto’
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31 maggio 2020
16:10
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“Questa politica rischia di fare più danni del Covid”. E’ l’accusa lanciata da Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, in un’intervista a Repubblica. “La narrazione secondo cui una volta passata la pandemia tutto tornerà come prima – sottolinea Bonomia – è una falsità bella e buona. La realtà è un’altra. Questo è un Paese che si è abituato ad essere anestetizzato. Io non sto cercando le polemica, non sono contro a priori. Sto cercando di mettere tutti davanti alla realtà: gli imprenditori sono fortemente preoccupati. In autunno molte imprese non riapriranno, altre dovranno ridimensionarsi.
Non sappiamo cosa succederà domani, che ne sarà delle commesse, degli ordini, dei fornitori”. Sul milione di licenziamenti prospettati nei giorni scorsi, chiarisce: “Ho detto quel che sanno tutti coloro che ogni mattina vanno in azienda a lavorare. Il governo ha bloccato i licenziamenti fino ad agosto. Ma il lavoro, i posti di lavoro, non si gestiscono e non si creano per decreto. Serve una strategia, una visione, un’idea di quale Paese vogliamo costruire. Bisogna smetterla di guardare esclusivamente al dividendo elettorale”. Su quello che, a suo giudizio, c’è da fare, afferma: “Lo ha detto molto bene il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Bisogna puntare sulla crescita: sono venticinque anni che il nostro Paese perde produttività, allontanandosi sempre più dai concorrenti. E la crescita dipende anche da dove si allocano le risorse: da decenni si aumenta la spesa corrente (il dividendo elettorale) a scapito degli investimenti nelle infrastrutture, nella sanità, nell’innovazione e nella ricerca, nelle politiche per la sostenibilità ambientale e sociale, nelle politiche attive per il lavoro anziché annegarle nel reddito di cittadinanza o nei navigator. A proposito – aggiunge – qualcuno sa dove sono andati a finire? Non si fa così, è uno spreco di risorse inaccettabile”.
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Sindaco Avellino in maxi assembramento con ragazzi, è bufera
‘Mi sono trattenuto con loro con fare scherzoso e goliardico’
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AVELLINO
31 maggio 2020
15:51
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E’ diventato virale e sta suscitando aspre polemiche il video che riprende il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, che nella tarda serata di ieri è stato protagonista, con alcune centinaia di giovani che affollavano l’isola pedonale in pieno centro della città, di un vero e proprio assembramento. Le immagini hanno provocato la richiesta di dimissioni da parte delle opposizioni in consiglio comunale.
Il sindaco – che aveva emanato un’ordinanza sulla movida più estensiva rispetto a quella del governatore della Campania, De Luca – dapprima avrebbe cercato di far rispettare il distanziamento, poi si sarebbe unito anche ai cori intonati dai giovani contro Salerno. In un post, Festa rivendica il suo operato: “C’è chi i giovani li demonizza senza ottenere risultati. Con loro sono a mio agio. Per questo ho deciso ieri sera di fare un sopralluogo per assicurarmi che la ripresa della movida avvenisse nel pieno rispetto delle regole. In un clima allegro e tranquillo, ho stimolato i giovani alla responsabilità e a continuare ad osservare le regole. Mi sono trattenuto con loro con fare scherzoso e goliardico”:
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Speranza, dal 3 rischio c’è, sbagliato non riconoscerlo
‘Ci assumiamo rischi ponderati per gestire fase diversa’
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31 maggio 2020
16:06
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“Un rischio c’è e sarebbe sbagliato non riconoscerlo, è chiaro che un rischio lo stiamo assumendo poiché il rischio zero ora non esiste ma ci arriveremo solo quando ci sarà il vaccino. Fino ad allora si tratta di assumersi dei rischi ponderati e di provare a gestire una fase diversa”. Lo ha affermato il ministro della Salute Roberto Speranza a ‘1/2 ora in più’ a proposito della riapertura della mobilità infra regionale dal 3 giugno. Per “il rischio zero avremmo dovuto conservare un lockdown assoluto per mesi ma il Paese non avrebbe retto”. Che ci sia una “differenza sui territori è un dato di fatto innegabile e il nord ha pagato il prezzo più alto, ma ora il trend di tutte le regioni va nella direzione giusta. Al momento – ha sottolineato il ministro i dati ci dicono che è vero che ci sono differenze quantitative ma la tendenza di tutte le regioni va nella direzione giusta ed è in discesa”. Tuttavia, ha avvertito, “le settimane che arriveranno sono ancora con un esito non scontato e le misure di distanziamento e precauzione saranno determinanti”. Ora, ha aggiunto il ministro, “il Paese sta molto meglio, abbiamo avuto una fase difficilissima e siamo stati i primi a dover prendere decisioni durissime, ma il coronavirus non è finito, è un’onda che si sta spostando ma non è scomparso. Dunque, le norme resteranno”. “Abbiamo ancora bisogno di comportamenti corretti. Dal 4 maggio i dati sono progressivamente migliorati e nonostante le aperture prudenti e graduali, comunque la curva non si è rialzata ma ha continuato a piegarsi dal lato giusto. Ma guai a cantar vittoria e pensare – ha concluso Speranza – che tutto sia finito”.
“Sembra che dal 3 giugno, da mercoledì, non ci sia più il limite del confine regionale di spostamenti. Ma noi siamo in attesa di un provvedimento nazionale. Questa cosa va a consolidarsi solo dopo l’adozione del provvedimento a livello nazionale, da come la vedo io, ci vorrà un Dpcm che interrompa il blocco”, ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia, rilevando che “a memoria, tutti gli atti decadrebbero dal 15 giugno, per anticipare bisognerebbe fare un provvedimento di revoca”.
“Non si giustificano atteggiamenti da parte degli altri Paesi europei che siano punitivi verso l’Italia, perchè la situazione attuale dell’Italia è di livello superiore rispetto alla media degli altri paesi dell’Ue”, ha poi aggiunto Speranza.
“Credo nella distinzione tra potere esecutivo e giudiziario e non posso commentare. Politicamente, però, dico che chiunque abbia avuto responsabilità, dall’Oms ai governi ai presidenti di Regione ed i sindaci, devono tutti essere pronti a rendere conto”, ha spiegato Speranza a proposito dell’inchiesta sulle zone rosse. “Questa è la bellezza della democrazia e non ci dobbiamo spaventare. Penso di aver sempre rispettato le norme ma è giusto che la magistratura faccia il suo corso e dovere”.
“Tutte le risorse possibili devono essere messe sul Sistema sanitario nazionale – ha detto poi Speranza -, quindi se ci sono risorse che possono arrivare sono d’accordo, ma sul Mes il dibattito è di altra natura: la preoccupazione è che se l’Italia fosse l’unico paese a usare il Mes avrebbe uno stigma e sarebbe percepita come paese debole, inoltre se la conseguenza è l’innalzamento tassi di interesse bisogna valutare se c’è convenienza o meno”.
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Gualtieri, grande patto con tutte le forze sociali. Bonomi ingeneroso
Il ministro dell’Economia: ‘Non utile un governo di grande coalizione. Dialogare con l’opposizione’
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31 maggio 2020
16:16
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“Governi di grandi coalizione non mi sembrano una soluzione utile in questa fase E’ bene che questa maggioranza vada avanti, ha mostrato la capacità di affrontare i problemi. E’ bene dialogare con tutti, costruire un grande patto con tutte le forze sociali, economiche, produttive. Bisogna dialogare con l’opposizione. E’ fondamentale, passato il momento più difficile, non disperdere lo spirito costruttivo unitario”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, a In mezz’ora.
“Non voglio replicare a parti dell’intervista che mi sono sembrate ingenerose”, ha detto Gualtieri, parlando a In mezz’ora su Raitre dell’intervista del presidente di Confindustria Carlo Bonomi, pubblicata questa mattina su Repubblica. Il ministro ha detto di condividere però l’invito agli investimenti.
Con la prossima legge di bilancio il governo lavorerà a “un progetto pluriennale di rilancio senza precedenti” che permetta di recuperare i ritardi e “cambiare il Paese”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, a In mezz’ora su RaiTre. L’obiettivo, ha spiegato, è quello di presentare a settembre con il Def un piano per la ripresa per “investire sul futuro, sull’innovazione, sulla digitalizzazione, sulla sostenibilità ambientale, sugli investimenti. Chiediamo a tutte le forze di contribuire e dare idee e proposte”. Home Mappa del sito
