Ultimo aggiornamento 1 Ottobre, 2020, 11:40:10 di Maurizio Barra
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Navalny, c’è Putin dietro il mio avvelenamento
Lo afferma in un’intervista a Der Spiegel
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01 ottobre 2020
06:01
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L’oppositore russo Alexey Navalny accusa il presidente russo Vladimir Putin di essere dietro al suo avvelenamento. Lo ha dichiarato in un’intervista alla rivista tedesca Der Spiegel.
“Io affermo che c’è Putin dietro questo crimine, non ho altre versioni di quel che è successo”, dichiara Navalny, secondo un estratto dell’intervista che verrà pubblicata integralmente più tardi. Non senti dolore, ma sai che stai morendo”, ha raccontato Navalny parlando del momento in cui il veleno ha iniziato a fare effetto. Ha quindi detto che intende tornare in Russia: “Il mio compito è ora restare senza paura. E io non ho paura”.
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L’oppositore intende rientrare in patria appena si sarà completamente ristabilito, e aggiunge: “Non farò a Putin il regalo di non ritornare in Russia. Non tornare vorrebbe dire che Putin ha raggiunto il suo scopo. Il mio obiettivo è ora tornare in forma prima possibile, così potrò rientrare”, afferma Navalny.
Navalny ha anche riferito dei suoi progressi: “Sto molto meglio. Prima non riuscivo a fare più di 10 gradini, adesso posso salire a piedi fino al quinto piano. La cosa più importante è aver riipèreso le mie facoltà mentali”. “Anche se forse nel corso di questa intervista questo potrebbe esser smentito”, ha aggiunto ironico. Dal risveglio dal coma, però, non riesce a dormire senza sonniferi.
Il presidente della Duma russa, Vyacheslav Volodin, ha accusato Alexei Navalny di servire gli interessi delle autorità e dei servizi di sicurezza dei Paesi occidentali. “Ovviamente Navalny sta collaborando con i servizi di sicurezza e le autorità dei Paesi occidentali, sta servendo i loro interessi”, ha dichiarato Volodin, secondo quanto riporta Interfax.
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Volodin in precedenza aveva definito l’avvelenamento di Navalny una “provocazione” dei servizi di intelligence occidentali, in particolare “degli Usa”.
“Vladimir Putin ha salvato la vita di Alexei Navalny” ha aggiunto Volodin, che ha definito indecenti le dichiarazioni di Navalny alla rivista tedesca Spiegel. “Se quello che gli è successo è stato orchestrato dai servizi speciali dei Paesi occidentali, allora la sua affermazione corrisponde a questa logica”, ha proseguito Volodin. “Tutti – dai piloti, ai medici e al presidente – hanno sinceramente lavorato per salvargli la vita. E solo una persona indecente può fare affermazioni del genere”, dice il sito web della Duma, citando Volodin. Lo riporta Interfax.
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Coronavirus, record in Israele, quasi 9 mila casi
Il lockdown è stato esteso fino al 14 ottobre
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TEL AVIV
01 ottobre 2020
10:24
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Nelle ultime 24 ore i nuovi contagi in Israele sono stati quasi 9mila (8.919), segnando così un nuovo record. Oltre 65mila – secondo i dati della sanità – i tamponi effettuati con un tasso di morbilità del 13.6%. I casi attivi della malattia sono 69mila con 810malati gravi, per la prima volta in discesa, e 206 in ventilazione. I decessi hanno raggiunto quota 1.571 con 43 morti in un giorno. In Israele è in corso un lockdown nazionale che per ora è stato esteso fino al 14 ottobre.
Il Canada ha deciso di prorogare la chiusura dei suoi confini agli stranieri fino alla fine di ottobre, ad eccezione di coloro la cui presenza sul suo territorio è ritenuta essenziale: lo ha annunciato il governo. “Stiamo estendendo le restrizioni esistenti sui viaggi internazionali da Paesi diversi dagli Stati Uniti al Canada fino al 31 ottobre 2020”, ha detto su Twitter Bill Blair, ministro della pubblica sicurezza canadese. Dallo scorso marzo, i viaggiatori in arrivo in Canada, canadesi o meno, sono stati soggetti a una quarantena obbligatoria di 14 giorni al fine di prevenire la diffusione del coronavirus.
Da oggi il Sudafrica riapre i suoi confini a tutti gli altri Paesi africani dopo la chiusura il 27 marzo dovuta alla pandemia di coronavirus. Lo riporta il Guardian. Restano vietati gli ingressi da circa 50 Stati che hanno ancora un alto tasso di contagi tra i quali Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, Russia e India.
Gli indicatori sono tutti fuori dai limiti ma Parigi non subirà oggi la temuta stretta del governo: è quanto trapela da fonti vicine al ministro della Salute, Olivier Véran, che si appresta questo pomeriggio a pronunciare il suo atteso punto settimanale sulla situazione epidemica. Da giorni si osserva con attenzione la situazione di Parigi e dell’Ile-de-France, che ormai hanno tutti i numeri per passare in “zona di massima allerta” come Marsiglia ed Aix-en-Provence la settimana scorsa, con conseguente chiusura di tutti i bar e ristoranti per almeno 15 giorni. I numeri di ieri sera, con 253 casi di Covid-19 su 100.000 abitanti in 7 giorni fanno di Parigi una zona potenzialmente “rosso scuro” come Lione, Lille e Grenoble. Eppure, secondo quanto si apprende, “non ci saranno oggi nuovi territori” che entreranno nel gruppo di quelli “zona di allerta massima”, riservato per ora a Marsiglia, Aix e alla Guadalupa. L’esecutivo avrebbe ritenuto premature queste decisioni su scala più estesa ad una settimana soltanto dal primo esperimento e preferirebbe attendere i risultati della stretta in vigore soltanto da pochi giorni in quelle zone.
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Brexit: l’Ue avvia un’azione legale contro la legge Gb
Lo annuncia la presidente della Commissione Von der Leyen
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BRUXELLES
01 ottobre 2020
11:30
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“La Commissione europea ha inviato oggi al Regno Unito una lettera di messa in mora per aver violato i suoi obblighi ai sensi dell’accordo di recesso” sulla Brexit. “Ciò segna l’inizio di un procedimento formale di infrazione contro il Regno Unito. Ha un mese per rispondere alla lettera di oggi”. Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
“L’articolo 5 dell’accordo di recesso stabilisce che l’Unione europea e il Regno Unito devono adottare tutte le misure appropriate per garantire l’adempimento degli obblighi derivanti dall’accordo di recesso e che devono astenersi da qualsiasi misura che possa compromettere il raggiungimento di tali obiettivi. Entrambe le parti sono vincolate dall’obbligo di cooperare in buona fede nell’esecuzione dei compiti derivanti dall’accordo di recesso”, precisa la nota della Commissione europea.
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Grecia: Atene, inaugurata nuova illuminazione dell’Acropoli
Premier Mitsotakis, luce su principi democrazia antica Grecia
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01 ottobre 2020
11:33
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Un nuovo, spettacolare sistema di illuminazione dell’Acropoli di Atene è stato inaugurato ieri sera, una luce che secondo il premier greco Kyriakos Mitsotakis illuminerà anche “i principi democratici dell’antica Grecia”.
“La luce del 21.mo secolo ora abbraccia l’Acropoli, una celebrazione che va oltre i confini e le lingue. I valori che sono nati qui si diffusero su tutta la terra come la giusta risposta su come organizzare la società”, ha dichiarato Mitsotakis, presente alla cerimonia, citato dai media ellenici.
Fu nel V secolo avanti Cristo, durante il dominio di Pericle, che i monumenti più importanti del sito – tra cui il Partenone – furono completati. Il tempio, uno dei più celebri edifici al mondo, fu danneggiato durante un assedio veneziano nel 1687 quando una polveriera all’interno del Partenone fu colpita da una cannonata ed esplose.
Sponsorizzata dalla fondazione Onassis, la nuova illuminazione esalta la geometria dei monumenti e della rocca su cui si ergono, usando luci a diversa intensità. VAI ALL’ECONOMIA
