Ultimo aggiornamento 6 Novembre, 2020, 11:07:17 di Maurizio Barra
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Spotify sull’Apple Watch, per la musica non serve l’iPhone
In arrivo l’aggiornamento dell’app,funziona in modo indipendente
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05 novembre 2020
01:39
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Spotify è pronto ad arrivare sull’Apple Watch in modo “esclusivo”. Il primo servizio al mondo di musica in streaming – 320 milioni di utenti a fine settembre, di cui 144 milioni di abbonati – ha infatti iniziato a dare ad alcuni utenti la possibilità di ascoltare i brani sullo smartwatch di Apple senza bisogno di passare dall’iPhone.
La novità, in fase di test dallo scorso settembre, è in via di distribuzione a un maggior numero di utenti a partire dal weekend, come evidenziano numerose testimonianze online. Per loro l’applicazione di Spotify ora consente di ascoltare in streaming canzoni e podcast usando la connessione Wi-Fi o cellulare dell’Apple Watch, in modo quindi indipendente dall’iPhone.
Una tale possibilità si rivela utile in tutti quei casi in cui non è pratico portare dietro lo smartphone, ad esempio durante una sessione di corsa o un’altra attività fisica. La selezione di brani e playlist avviene con comandi vocali, chiamando l’assistente Siri, e per la riproduzione si possono collegare auricolari o cuffie Bluetooth allo smartwatch.
La nuova funzione è in fase di distribuzione su scala globale, e dovrebbe arrivare a disposizione di tutti gli utenti nei prossimi giorni.
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Facebook, guida genitori e ragazzi nel digitale sicuro
Con GetDigital, approfondimenti e webinar con Fond. Carolina
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05 novembre 2020
10:08
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Un progetto internazionale, in cui è compresa l’Italia, nato per aiutare genitori, insegnanti e giovani a sviluppare le competenze digitali e usare gli strumenti online in modo corretto e sicuro. Lo lancia Facebook, si chiama GetDigital e si articola su cinque temi chiave (Basi del digitale, Benessere, Interazioni, Emancipazione e Opportunità del Digitale) sviluppati da Facebook insieme ad esperti del mondo digitale. Tra i partner internazionali ci sono le Università di Harvard e Yale e l’Unesco.
Per il lancio italiano, il social ha deciso di collaborare con la Fondazione Carolina, nata per raccogliere la sfida di Paolo Picchio, padre di Carolina, vittima di cyberbullismo che a 14 anni si è tolta la vita dopo aver lasciato un messaggio diventato iconico per i suoi coetanei: “Le parole fanno più male delle botte”.
“Abbiamo lanciato GetDigital per creare consapevolezza e sensibilizzare, non solo i giovani, ma anche gli educatori e i genitori, sul tema della sicurezza online, visto il loro ruolo fondamentale di guida nella vita dei ragazzi. Siamo molto felici di avviare questo progetto insieme a Fondazione Carolina, una realtà che di questo ha fatto la propria ragion d’essere”, spiega Luca Colombo, Country Director di Facebook Italia. “La nostra Onlus da tempo sollecita le grandi aziende del web ad intraprendere un percorso di corresponsabilità. Una strada da percorrere insieme, a beneficio di tutta l’utenza, a partire da chi al web affida molto, se non tutto, delle sue relazioni, delle sue conoscenze e dei suoi sogni: i teenager”, aggiunge Ivano Zoppi, segretario generale di Fondazione Carolina.
Grazie alla collaborazione con Fondazione Carolina, GetDigital offrirà anche occasioni di incontro con esperti in un ciclo di 6 webinar gratuiti che partiranno dal prossimo 12 novembre e si terranno per sei settimane ogni giovedì dalle 18 alle 19.30 in diretta sulle Pagine Facebook di Fondazione Carolina e di Binario F di Facebook.
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Intelligenza artificiale in azienda, solo il 10% ha benefici
Studio Mit-Bcg, ma 70% dirigenti sa che genera valore economico
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05 novembre 2020
13:53
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Negli ultimi anni è cambiata la percezione del valore dell’Intelligenza Artificiale (AI) nel lavoro, le aziende che lo hanno capito hanno sei volte più possibilità di avere successo con l’uso di questa tecnologia. Ma nonostante questo, solo un’azienda su dieci genera significativi vantaggi finanziari con l’AI. E’ quanto emerge dallo studio pubblicato dal MIT Sloan Management Review (la rivista della business school del Massachusetts Institute of Technology, a Cambridge), Boston Consulting Group (Bcg) Gamma e Bcg Henderson Institute, Il report, dal titolo ‘Expanding AI’s Impact With Organizational Learning’, si basa su un’indagine condotta su oltre 3.000 manager di 112 Paesi e prende in considerazione un esame di quasi quattro anni sull’adozione dell’AI a livello intersettoriale. Rispetto ai dati raccolti nel 2017, oggi il 70% dei dirigenti di tutto il mondo ha capito che questo strumento può generare valore commerciale (erano 57% nel 2017), il 59% degli stessi ora ha una strategia di applicazione del nuovo strumento (rispetto al 39% del 2017) e il 57% afferma che l’implementazione dell’AI è già in atto nelle proprie aziende (46% nel 2017). Ma nonostante questo, solo un’azienda su dieci genera significativi vantaggi finanziari con l’AI.
Secondo lo studio, investimenti mirati possono essere la soluzione per generare valore. Ad esempio, la costruzione di capacità fondamentali, come infrastrutture per l’impiego dell’AI, talenti e strategia, aumenterebbe del 19% la probabilità di avere successo. “La nostra esperienza italiana ci suggerisce che le organizzazioni che creano davvero valore attraverso l’AI non solo hanno cambiato i propri processi per utilizzare questi strumenti, ma hanno anche imparato nel tempo attraverso l’AI come migliorare ulteriormente i propri processi – afferma Roberto Ventura, Partner di Bcg – La chiave non è insegnare alle macchine, nemmeno imparare dalle macchine. La chiave è imparare con le macchine, in modo sistematico e continuo”.
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Usa 2020: Facebook mostra messaggio, non c’è ancora vincitore
YouTube non rimuove video che annuncia la vittoria di Trump
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05 novembre 2020
18:42
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Facebook e Instagram stanno mostrando un messaggio agli utenti americani in cui spiegano che un vincitore delle elezioni presidenziali non c’è ancora perché lo spoglio non è concluso.
“Il conteggio dei voti è ancora in corso”, si legge nel messaggio che compare nelle due app. “Il vincitore delle elezioni presidenziali statunitensi del 2020 non è ancora noto”.
L’iniziativa arriva dopo che Facebook e Twitter hanno segnalato i post di Donald Trump in cui il presidente annunciava di aver vinto.
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Diversa la scelta di YouTube, che ha deciso di non rimuovere un video in cui si sostiene che Trump ha vinto e che i democratici stanno compiendo brogli elettorali. Il video, con oltre 350mila visualizzazioni, si chiama ‘Trump ha vinto’ ed è stato pubblicato dal media di destra One American News Network (Oan).
Portavoce di YouTube, interpellati dalla Cnbc, hanno spiegato che il video non viola le regole della piattaforma in modo tale da essere rimosso. Tuttavia la società ha tolto le inserzioni pubblicitarie dal filmato: “Non consentiamo la pubblicazione di inserzioni su contenuti che minano la fiducia nelle elezioni con informazioni dimostrabilmente false”.
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Su WhatsApp messaggi effimeri, spariscono dopo 7 giorni
Funzione facoltativa, per “conversazione più leggera e privata”
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05 novembre 2020
15:26
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Anche su WhatsApp arrivano i messaggi effimeri. Se l’utente decide di attivare la funzione, che sarà disponibile in tutto il mondo a partire da questo mese, i nuovi messaggi inviati in una chat non saranno più visibili dopo 7 giorni. La funzione, spiega la società in una nota, è per rendere “la conversazione più leggera e privata”. “Nelle chat individuali – aggiunge – entrambi gli interlocutori possono attivare o disattivare i messaggi effimeri. Nelle chat di gruppo, solo gli amministratori potranno usare questa funzione”.
I messaggi effimeri non sono dunque pensati per essere fugaci al pari di piattaforme come Snapchat. Per il momento, aggiunge WhatsApp, “abbiamo deciso di rendere i messaggi effimeri visibili per 7 giorni, in quanto riteniamo che questo sia un intervallo di tempo adeguato per consentire agli utenti di non perdere il filo del discorso e di accedere ai messaggi di cui hanno bisogno. Sarà possibile gestire le proprie chat in modo che, trascorsi 7 giorni, la lista della spesa o l’indirizzo di un negozio spariscano automaticamente”.
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Balzo cybercrime a settembre, PA più colpita
Rapporto Exprivia, minacce informatiche legate al Covid
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BARI
05 novembre 2020
18:47
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L’osservatorio Cybersecurity di Exprivia ha pubblicato il terzo rapporto sulle minacce informatiche nel 2020 in Italia, rilevando nel trimestre luglio-agosto-settembre, un calo degli attacchi dell’11% rispetto al periodo precedente: dei 148 eventi registrati, tra attacchi, incidenti e violazioni della privacy, la metà si è verificata a settembre. Un balzo dopo il calo dei mesi estivi, che sembra marciare parallelo a quello della pandemia. Proprio al Covid19 – evidenzia il rapporto – continua a essere legata la maggior parte dei fenomeni segnalati.
La Pubblica Amministrazione è il settore più colpito, con i Comuni tra gli obiettivi più vulnerabili. Triplicate le violazioni della privacy rispetto al trimestre precedente, con sanzioni per 18 milioni di euro da parte del Garante per la protezione dei dati personali. Il furto dei dati continua a essere il principale danno provocato dai criminali informatici e il phishing-social engineering tra le tecniche maggiormente utilizzate: colpisce in maniera particolare utenti distratti o con poca conoscenza delle modalità di adescamento tramite email o social network.
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Nel nostro Paese, prosegue lo studio, sono presenti circa sette milioni di dispositivi esposti in Rete, tra telecamere o smart Tv, stampanti, firewall, router o tecnologie di ambito sanitario e dispositivi industriali, con un numero di protocolli totalmente privi di autenticazione che raggiunge quasi le novemila unità.
“L’ultimo trimestre – afferma Domenico Raguseo, direttore Cybersecurity Exprivia – ha visto i crimini informatici seguire l’andamento della pandemia di Coronavirus in Italia, con una curva in crescita a settembre in corrispondenza della ripresa delle attività industriali e dello smart working. Il nostro pool di ricerca continua a insistere sull’importanza di diffondere una cultura digitale a tutti i livelli, dai cittadini, alle aziende, alla Pubblica Amministrazione. È sempre più importante investire in formazione e in sistemi di protezione che andrebbero implementati già in fase di produzione dei dispositivi per renderli meno vulnerabili”.
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Amazon: a Natale milioni di prodotti a mille enti benefici
Beni per 200mila euro a Save the Children, ambassador Negramaro
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05 novembre 2020
18:47
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Durante la stagione natalizia Amazon sosterrà oltre mille organizzazioni benefiche in tutto il mondo attraverso donazioni di milioni di prodotti. Lo ha annunciato il colosso dell’e-commerce, precisando che associazioni di beneficenza in Italia, Usa, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Singapore, Giappone, India, Cina, Canada, Australia e in altri Paesi hanno già iniziato a ricevere gli articoli utili ai progetti portati avanti.
In Italia, in particolare, Amazon.it ha donato 200mila euro in prodotti a Save the Children a sostegno del progetto “Riscriviamo il Futuro”, il programma per combattere la povertà educativa. Le donazioni all’organizzazione potranno essere fatte anche dai cittadini sul sito di Amazon.
L’iniziativa vede la collaborazione con alcune celebrità, come l’attrice Gabrielle Union in Usa e l’attore Nathan Hartono a Singapore. In Italia gli ambassador dell’iniziativa saranno i Negramaro. ACQUISTA SU AMAZON
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Internet: nasce gruppo contro incitamento all’odio on line
Progetto europeo presentato alla Camera
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05 novembre 2020
16:56
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Bloccare l’incitamento all’odio online attraverso la creazione di gruppi di giovani, opportunamente formati, che svolgono il ruolo di ‘interruttori dell’odio’. Con questo obiettivo nasce Hit – Hate Interrupter Teams – il progetto europeo presentato oggi alla Camera che fornisce ai giovani le conoscenze e i mezzi necessari per arginare un fenomeno sempre piu’ diffuso che sfocia spesso in odio razziale, omofobo e sessista. Tra le associazioni dei nove partner europei che promuovono il progetto- si legge in una nota – per l’Italia c’e’ Mulab, associazione no profit che svolge attivita’ di ricerca, promozione e formazione nel settore dell’industria culturale.
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Drammatici i dati: dall’inizio della pandemia, nel mondo, il traffico verso siti che incitano all’odio e alla discriminazione e’ aumentato del 200%. “Dobbiamo far crescere la consapevolezza dei ragazzi sui diritti umani- spiega Enzo Pellegrini, presidente Mulab- Durante la pandemia il fenomeno si e’ allargato perche’ una persona in cattivita’ evidentemente deve trovare valvole di sfogo”.
