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DELLE07:19 DI MARTEDì 22 SETTEMBRE 2020

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Centinaia di balene bloccate in Tasmania
Lotta contro il tempo per cercare di ricondurle in mare
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Sono diventate centinaia le balene spiaggiate in una baia della Tasmania, isola a sud dell’Australia: 90 animali sono già morti e altri 180 rischiano di non farcela, hanno riferito le autorità, anche se sono stati intensificati gli sforzi per salvarle, in una operazione senza precedenti. Gli scienziati hanno riferito che due grandi gruppi di balene pilota si sono incastrati sulle secche di Macquarie Harbour, una baia chiusa da uno stretto passaggio sulla costa occidentale selvaggia e scarsamente popolata della Tasmania.
Alcuni video postati in internet mostrano i mammiferi mentre tentano inutilmente di manovrare per riprendere il mare. La maggior parte tuttavia si trova parzialmente sott’acqua e potrebbe riuscire a sopravvivere per diversi giorni. I ‘naufragi’ di mammiferi marini sono relativamente comuni in Tasmania, ma questo appare particolarmente preoccupante per il gran numero di animali coinvolti.      ACQUISTA SU AMAZON

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GIAPPONE RIPRENDE CACCIA ALLE BALENE

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GIAPPONE RIPRENDE CACCIA ALLE BALENE

AGGIORNAMENTO DELLE 10:44

DI MERCOLEDì 26 DICEMBRE 2018

GIAPPONE RIPRENDE CACCIA ALLE BALENE

Il governo giapponese conferma l’uscita dalla Commissione internazionale per la caccia alle balene (Iwc) dal prossimo anno, con l’obiettivo di riprendere la caccia ai cetacei ai fini commerciali, per la prima volta in quasi 30 anni.

La decisione – destinata a sollevare aspre critiche dalla comunità internazionale – è stata comunicata dal capo di Gabinetto Yoshihide Suga nel corso di una conferenza, spiegando che la caccia verrà esercitata intorno alle acque dell’arcipelago e nella zona economica esclusiva, e che difficilmente le navi nipponiche raggiungeranno l’Antartide.
L’annuncio arriva dopo mesi di discussioni all’interno dell’organizzazione, da lungo tempo divisa tra paesi favorevoli alla caccia delle balene e nazioni palesemente contrarie, tra queste ultime l’Australia e la Nuova Zelanda.
Lo scorso settembre, durante la riunione internazionale dell’Iwc in Brasile, Tokyo aveva minacciato di riconsiderare la sua adesione all’ente a causa del voto contrario della maggioranza dei paesi membri ad autorizzare la caccia sostenibile dei cetacei.
Il Giappone ha aderito alla Iwc nel 1951, tre anni dopo la sua istituzione, con lo scopo di regolare lo sviluppo sostenibile della specie e l’industria delle balene. Malgrado il Giappone sia stato costretto a interrompere la caccia dei cetacei a fini commerciali nel 1982, in linea con la moratoria internazionale decisa dalla Iwc, le imbarcazioni nipponiche hanno continuato a sopprimere le balene dal 1987 in avanti, per questioni che il governo definisce ‘legate alla ricerca scientifica’.

Secondo alcuni esperti, dietro la motivazione delle autorità giapponesi si nasconde la volontà di sostenere l’industria della carne di balena che, ancora oggi – malgrado il repentino calo delle vendite, è considerata una fonte alternativa e a buon mercato di proteine. In base ai dati del governo, negli anni ’60 il consumo di carne di balena si assestava intorno alle 200mila tonnellate l’anno, una cifra che è scesa intorno alle 5mila negli ultimi anni.       [print-me title=”STAMPA”]

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CONTINUA STRAGE DI CETACEI SPIAGGIATI

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CONTINUA STRAGE DI CETACEI SPIAGGIATI

AGGIORNAMENTO DELLE 08:33

DI VENERDì 30 NOVEMBRE 2018

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Nuova Zelanda, 51 balene arenate e morte
Nemmeno una settimana fa altre 145 si erano spiaggiate

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L’ARTICOLO

WELLINGTON

– Nuova strage di cetacei spiaggiati in Nuova Zelanda: cinquantuno balene pilota sono morte dopo essersi arenate, meno di una settimana dopo che altre 145 e nove orche pigmee sono morte in due episodi analoghi.
Stavolta sono state 90 le balene che si sono spiaggiate a Hanson Bay nelle remote isole Chatham. Quando lo staff del dipartimento per la conservazione è arrivato sul posto una quarantina erano riuscite a ritirarsi ma per le altre non c’è stato nulla da fare.
Le isole Chatham si trovano a circa 800 chilometri ad est delle isole principali della Nuova Zelanda e ospitano circa 600 persone.     [print-me title=”STAMPA”]