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DALLE 14:12 DI LUNEDì 07 OTTOBRE 2019

ALLE 11:55 DI MERCOLEDì 09 OTTOBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Barbablù, un convegno su origini mito
Esperti riuniti a Pisa per discutere protagonista fiaba

PISA07 ottobre 2019 14:12

– Un convegno sull’aura “trasgressiva” che da sempre accompagna Barbablù, il protagonista della fiaba di Perrault (1697) e della variante offerta dai fratelli Grimm (1812), che si è affermato nella cultura occidentale con la forza del mito stimolando in scrittori, artisti e studiosi ciò che il racconto sembra sanzionare (curiosità, desiderio di conoscenza, l’infrazione del divieto e il confronto con verità terribili). L’appuntamento, promosso dall’Università di Pisa, si terrà nella città toscana dal 9 all’11 ottobre.
‘Barbablù: trasposizioni del mito in letteratura e nelle arti’ il titolo del convegno con esperti di diverse letterature nazionali, arti figurative e performative per fornire un quadro complesso e sfaccettato delle riscritture e interpretazioni del mito andando oltre la lettura più consueta, legata al conflitto tra i generi.

Museo Egizio riallestisce sale storicheTra novità una sala del Museo del 1800 e l’apparato multimediale

TORINO07 ottobre 201914:40

– Iniziano i nuovi lavori per riqualificare le sale del Museo Egizio che ha quasi duecento anni di vita (la ricorrenza cade nel 2024). Il cantiere, con circa due mesi di lavori durante i quali non saranno visibili al pubblico le sale via via interessate dagli interventi, attuerà la riprogettazione voluta per ampliare gli spazi dedicati alla storia del Museo e rendere il percorso maggiormente fruibile ai visitatori. Fra le novità dell’allestimento, sviluppato con la curatela scientifica di Beppe Moiso e Tommaso Montonati, spicca lo spazio che ospiterà la ricostruzione di come doveva presentarsi ai visitatori una sala del Museo nel 1800: uno spazio che riprodurrà l’allestimento tipico di un museo antiquario in cui sarà possibile osservare i reperti come accadeva nel XIX secolo.
La visita delle sale storiche sarà supportata da un apparato multimediale composto da video integrati nel percorso, che forniranno informazioni supplementari rispetto ai testi di sala e alle didascalie.

Linea 77, liberi di sperimentare con ‘Server sirena’Venerdì 11 ottobre il nuovo album con Salmo, Caparezza e altri ospiti

08 ottobre 201911:17

– Abbiamo messo insieme una squadra di campioni come il Real Madrid”. I Linea 77 raccontano così il nuovo album intitolato ‘Server Sirena’, in uscita venerdì 11 ottobre su tutte le piattaforme digitali e con il quale la band torinese mischia ancora le carte di una lunga e fortunata carriera. In scena dagli anni Novanta, la band di Davide ‘Dade’ Pavanello, Paolo ‘Chinaski’ Pavanello, Nicola ‘Nitto’ Sangermano, Christian ‘Tozzo’ Montanarella, Paolo Paganelli e Fabio ‘Maggio’ Zompa, ha messo in fila una scaletta di sei titoli, oltre ogni schema di genere e lontano dalle etichettature facili.”Siamo sempre stati lontani da un’etichetta di genere precisa – ha raccontato Dade – e anche se agli inizi ci siamo avvicinati al genere new metal, non lo siamo mai stati. Il termine crossover, invece, ci è sempre piaciuto di più perché significa mischiare più generi musicali”. Fuori dagli schemi di genere e alla ricerca del rinnovamento ad ogni fase della propria carriera, i Linea 77 questa volta si sono spinti anche oltre, con una serie di collaborazioni dai nomi noti, nati da una sorta di sfida accettata nel backstage dei concerti di Salmo, per i quale Dade è anche il bassista. Se infatti il rapper sardo appare tra le righe della fulminante ‘AK77’, Ensi ha messo lo zampino in ‘Sangue nero’, Samuel dei Subsonica fa capolino su ‘Cielo Piombo’, così come Caparezza ed Hell Raton sono tra i protagonisti di ‘Play & Rewind’. Su ‘Prison’ c’è invece Axos, mentre Jack The Smoker è l’ospite di ‘Senzalternativa’. “Altri nomi con i quali ci sarebbe piaciuto lavorare sono rimasti fuori dall’album – ha detto Dade – e chissà che in futuro non si possa recuperare. Quello che ci ha stupito è però il fatto che, anche tra episodi musicali molto diversi tra loro, il risultato è qualcosa di molto uniforme”.Un risultato ottenuto forse anche alla produzione di The Bloody Beetroots, che ha segnato un passo in avanti dei Linea 77 anche sul fronte dell’elettronica. “E’ un genere con il quale in realtà abbiamo sempre giocato – ha detto Pavanello – un po’ come con l’hip pop dal quale però siamo sempre stati un po’ più distanti. Il risultato è stato stupefacente perché dalle basi di partenza molto essenziali, la produzione ha portato ad un risultato potentissimo”. Con vent’anni di musica scritta e suonata alle spalle, i Linea 77 oggi si sono presi quindi la libertà di sperimentare l’ennesima strada nuova, con la sicurezza di avere alla base una solida identità conquistata di diritto sul campo. “Oggi siamo un gruppo di amici che si divertono tantissimo a suonare – ha commentato Dade – senza pressioni. Non dobbiamo suonare perché ce lo impone un contratto e anche dal vivo siamo più liberi”.Sul fronte live, i Linea 77 saranno i protagonisti di un concerto evento organizzato per il 6 novembre sul palco milanese dell’Alcatraz. In quell’occasione, sul palco si alterneranno gli artisti coinvolti in ‘Server Sirena’, oltre ad altri colleghi e amici che hanno condiviso la storia della band dalle origini fino ad oggi.

Schwarz, resto al Teatro RegioIn Francia avrei vita più facile, ma Torino mi ha accolto bene

TORINO07 ottobre 201915:39

– “Mi lusinga la notizia che sarei atteso a Lione, ma voglio chiarire che è una notizia vecchia di maggio, giugno. Nel frattempo è subentrata Torino e io ho fatto una scelta che ho comunicato a Lione e ribadita, non era stata compresa. Sono a Torino, rimango a Torino”. Lo ha detto il sovrintendente del Teatro Regio di Torino, Sebastian Schwarz, a proposito della notizia della sua candidatura alla guida dell’Opera di Lione.
“Il Regio di Torino ha una storia importante, questa è una città bellissima che mi ha accolto a braccia aperte. Il Fus (Fondo unico per lo spettacolo, ndr) è scioccante, ci vorrebbe una ripartizione dei fondi diversa. A Lione avrei la vita più facile, ma resto qui”, ha aggiunto Schwarz.

Tredici Pietro in tour dal 12 ottobreIl figlio di Gianni Morandi porta dal vivo l’Ep ‘Assurdo’

07 ottobre 201916:23

– Tredici Pietro (all’anagrafe Pietro Morandi, figlio d’arte dell”eterno ragazzo’ Gianni), dopo l’uscita del primo Ep dal titolo Assurdo è ora pronto a portare la sua musica dal vivo nei club. L'”Assurdo tour” partirà il 12 ottobre da Forlì, poi il 26 ottobre a Firenze, il 9 novembre a Milano, il 16 novembre a Bologna, il 30 novembre a Foggia, il 7 dicembre a Mantova, il 14 dicembre a Roma e il 27 dicembre a Teramo.
“Non vedo l’ora di partire in tour – racconta Tredici Pietro -. La dimensione live ti permette di interagire veramente con i tuoi fan, la prova del nove che ti ripaga di tutti i sacrifici fatti in studio. L’energia è al massimo così come la voglia di spaccare il palco per ricambiare il calore che mi hanno dato le persone che fino ad ora mi hanno seguito. Sarà una gran bella festa e uno scambio reciproco di sole good vibes”.

Rosy Abate muore? Puntata al montaggioValsecchi, “Taodue inondata da richieste fan. Stiamo rimontando”

07 ottobre 201916:31

– “Stiamo rilavorando al montaggio dell’ultima puntata di Rosy Abate, ma per favore ora non inondatemi più di messaggi”: così Pietro Valsecchi, produttore della seconda stagione di Rosy Abate, che sta riscuotendo un grande successo, risponde ai fan che stanno scrivendo alla Taodue. “Appena si è sparsa la voce che l’ultima puntata, che sarà trasmessa venerdì 11 ottobre su Canale 5, potrebbe vedere la morte di Rosy, i fan si sono scatenati sul web e con le email. Siamo tutti molto colpiti e riconoscenti per questa dimostrazione di affetto verso un personaggio entrato nell’immaginario collettivo: lo vediamo dai dati di ascolto Auditel, dai record di visualizzazioni delle puntate su Mediaset Play (quasi 3 milioni), dall’enorme riscontro sui social. E di fronte a tanto affetto ho deciso di rimettermi al lavoro per chiudere il montaggio della puntata spero nel modo migliore per tutti. Per sapere come finirà quindi appuntamento a venerdì e guardatela fino all’ultimo secondo per non perdervi le sorprese che riserverà”

A fine anno via macerie Basilica NorciaAnnuncio soprintendente, si lavora anche a concattredale

NORCIA (PERUGIA)07 ottobre 201916:31

– “Le macerie all’interno della Basilica di San Benedetto a Norcia saranno tutte rimosse entro la fine dell’anno”: lo ha annunciato la soprintendente alle Belle arti dell’Umbria, Marica Mercalli. “Al momento siamo arrivati a sgomberare fino al transetto, ma entro dicembre avremo rimosso tutti i materiali per poi consegnare il cantiere alla Soprintendenza speciale per la ricostruzione della stessa Basilica”, ha aggiunto.
Intanto sono in atto anche le operazioni di sgombero delle macerie nella concattedrale di Norcia, Santa Maria Argentea.
“Abbiamo già liberato la navata centrale – ha spiegato Mercalli – e di destra, presto interverremo anche su quella di sinistra”.

Al via restauro castelli Cannero RivieraSul lago Maggiore. Principe Vitaliano, c’è grande entusiasmo

VERBANIA07 ottobre 201916:32

– E’ stata posata la prima pietra del restauro dei castelli di Cannero Riviera (VCO). La famiglia Borromeo ha dato il via ai lavori, della durata triennale, che renderanno fruibili ai turisti i castelli per farne un museo interattivo sul loro passato. “Il recupero parte da una accurata indagine archeologica e da una scrupolosa ricerca d’archivio” spiega l’architetto Salvatore Simonetti, presentando l’intervento.
La storia dei castelli inizia nel 1519, quando Ludovico Borromeo s’insediò sui resti di un modesto castello, noto come Malpaga, e vi fece edificare la fortezza Vitaliana, in onore del capostipite della famiglia. “C’è grande entusiasmo per il progetto, di cui da tanti anni si parla in famiglia. Un impegno che ho preso con mia moglie Marina per riportare alla luce quello che fu un castello di difesa dello Stato Borromeo e che auspico possa ricoprire un ruolo di primaria importanza nel territorio del Verbano e non solo”, dichiara il principe Vitaliano Borromeo.

I musei statali valgono l’1,6% del PilFranceschini, investire in cultura fa bene all’economia

07 ottobre 201919:24

I 358 musei statali nel 2018 hanno prodotto 27 miliardi di euro pari all’1.6% del Pil, con 117mila posti di lavoro, generando 278 milioni di ricavi e portando 53 milioni di visitatori. Sono fra i dati della ricerca di Boston Consulting Group per il Mibact, Cultura: leva strategica per la crescita del Paese, presentata dal ministro Franceschini.
“Investire in cultura e nel nostro patrimonio museale fa bene alle menti, alle anime, ma fa anche molto bene all’economia del Paese – sottolinea Franceschini -. C’è ancora un grande lavoro da fare e servono risorse”, aggiunge. Stando ai numeri, il 20% dei turisti in Italia, pari a 24 milioni, viene proprio per visitare i musei statali. Fra questi, i 32 musei statali autonomi, nel 2018, hanno attratto il 58% dei visitatori e generato l’87% dei proventi dei musei statali. Fra le note meno positive, i contributi dei privati, ancora molto bassi, circa 3 milioni di euro l’anno scorso.

Palermo ricorda il Caravaggio rubatoDal 10 al 20 ottobre incontri, mostre e spettacoli

PALERMO07 ottobre 201917:27

– Attorno al giallo senza fine del Caravaggio rubato 50 anni fa all’Oratorio di San Lorenzo, e mai più ritrovato, Palermo vivrà per dieci giorni, dal 10 al 20 ottobre, un intenso programma di eventi, incontri, spettacoli, mostre, proiezione di documentari, concerti. “Caravaggio50” è stato ideato dall’associazione Amici dei musei siciliani, presieduto da Bernardo Tortorici di Raffadali. Da Palermo viene lanciato un appello per la tutela di migliaia di opere spesso conservate in chiese, cappelle, oratori senza adeguati sistemi di vigilanza. “Palermo – ha detto il sindaco Orlando – è orfana del suo Caravaggio. Non deve accadere mai più, in nessun luogo.
Per quanto riguarda la Natività, ammesso che sia ancora integro, sono convinto che il quadro non sia più in mano alla mafia perché se n’è liberata da tempo”. Sulla fine dell’opera i pentiti di mafia hanno fronito varie versioni. L’ultima di Gaetano Grado, raccolta dalla Commissione antimafia, dice che il quadro sarebbe finito in Svizzera tagliato in più parti.

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La Notte della Taranta a Buenos Aires
Tour internazionale si chiuderà a novembre a Cuba

BARI07 ottobre 201917:28

– La Notte della Taranta conquista Buenos Aires: 50 mila fan, secondo gli organizzatori, hanno partecipato al concerto in Avenida de Mayo, nel cuore della metropoli, nell’ambito della manifestazione “Buenos Aires celebra Italia” organizzata dal Governo della capitale argentina ed Enit, in collaborazione con Pugliapromozione, Fondazione La Notte della Taranta e Raiz Italiana. Un tour che dal 29 settembre al 5 ottobre ha portato i musicisti e i ballerini della Taranta ad esibirsi nel prestigioso club La Tangente nel quartiere Palermo e ad inaugurare, come ambasciatori ufficiali della pizzica nel mondo, la FIT fiera internazionale del turismo dell’America latina. “Questa musica, questa danza hanno la stessa capacità attrattiva e seduttiva del tango in Argentina”, ha detto l’Ambasciatore d’Italia a Buenos Aires, Giuseppe Manzo. “Il tour internazionale – ha sottolineato Massimo Manera presidente della Fondazione – nel corso dell’anno ha fatto tappa in Russia, Albania e Argentina e si chiuderà a novembre a Cuba.

A Roma arriva la Virtual RealityDue esposizioni dal 9 ottobre nell’ambito di Videocittà

ROMA07 ottobre 201917:35

– Il 9 ottobre aprono due mostre a Roma, a Videocittà, unite dall’utilizzo delle ultime tecnologie in fatto di visual.
La prima è Van Gogh + Monet Experience, un viaggio nel tempo alla scoperta dei luoghi che hanno ispirato i due giganti della pittura. Grazie alla tecnologia VR il visitatore sarà immerso a 360 gradi nei paesaggi, nei colori, nelle atmosfere, ai tempi di Arles e Giverny, come se stesse vivendo all’interno del quadro.
La mostra, prodotta e distribuita a livello internazionale da Next Exhibition, è composta da quattro momenti.
L’altra mostra è “Living dinosaurs”, adatta a tutta la famiglia, che accompagna i visitatori in un viaggio nel passato.
Prodotta dalla Sudamericana Aurea Exhibitions, è organizzata per la prima volta a Roma da Next Exhibition. Ogni dinosauro presenta movimenti, colori e suoni realistici, offrendo incontri di “vita quotidiana” con queste enormi creature. Il team di esperti ha lavorato alla creazione di ogni singolo dinosauro considerando i minimi dettagli.

Roger Waters, in sala il concerto politico Us+ThemSolidarietà e diritti umani nel docu Pink Floyd amato da ragazzi

08 ottobre 201918:09

Musicista certo ma anche una sorta di ‘guru’ che a 76 anni riempie ancora gli stadi del mondo, riuscendo a dialogare con il pubblico con una musica immortale eppure cosi’ contemporanea, parlando di solidarieta’, pacifismo, ambiente, diritti umani con un alto, eppure accettabile, tasso di retorica. E’ Roger Waters, uno dei fondatori dei Pink Floyd al cinema con Us+Them, Noi e loro, film-concerto presentato fuori concorso all’ultima Venezia e nelle sale con Nexo solo dal 7 al 9 ottobre. Il film e’ la riproposizione senza alcun altro intervento, di una tappa del tour mondiale 2017-2018 di Roger Waters, brani leggendari con i Pink Floyd e dal suo ultimo lavoro da solista, Is This The Life We Really Want?. E’ la data di Amsterdam ad essere stata filmata: tra visioni dall’alto dello spettacolare concerto, maiali volanti compresi, e primi piani del pubblico, Us + Them e’ una di quelle classiche esperienze immersive che ti portano in prima fila, con tutti i dettagli anche minimi a portata di sguardo. Us + Them mostra in maniera inequivocabile l’incredibile seguito presso giovani adolescenti che non appartengono certo alla generazione cresciuta anzi ipnotizzata dai Pink Floyd: nel film ci sono tanti primi piani di questi ragazzi che piangono, sanno a memoria le canzoni. Waters ha con loro un rapporto incredibilmente speciale. “E’ vero, la maggior parte della musica pop – ha risposto Waters a Venezia – e’ completamente priva di significato, di emozioni, di contenuto. I ragazzi riconoscono la verita’ in questa mia musica. In ogni generazione ci sono stati i giovani in cerca della strada, del significato delle loro vite, di idee che non siano solo un like sull’iPhone. Quando vedo tante persone chine sullo smartphone mi chiedo: siamo nati per questo? A me sembra una perdita di tempo”. Il film, firmato con Sean Evans, e’, come pure il concerto piu’ politico che autobiografico, come fu invece The Wall Live nel 2013 in cui al centro c’era la vicenda paterna di Waters, morto soldato britannico durante lo sbarco di Anzio. “Mio padre e’ una figura eroica, era un obiettore di coscienza che poi ha cambiato idea convinto a lottare contro i nazisti. La sua storia – ha detto Waters – mi ha forgiato per tutta la vita. Mia madre poi era un’attivista e io credo di dover a lei e alla vicenda di mio padre questa empatia verso le persone che soffrono”. In Us + them nei filmati proiettati sul palco si vedono anche migranti in fuga, pronti a prendere il largo in mare, “partono perche’ vogliono far stare meglio i loro figli, partono perche’ sono perseguitati e sono disperati, non vengono certo per rubarti la pizza”. Waters parla dei pigs, dei maiali che governano il mondo – nel concerto vola sulla folla un gigantesco pallone a forma animale con scritto Restiamo Umani – cita Donald Trump, Boris Johnson, Bolsonaro, racconta che gli e’ stato impedito in Brasile di fare visita a Lula imprigionato per ridurlo al silenzio. Per Roger Waters bisogna “partire dal rispetto per la dichiarazione dei diritti umani, questo e’ l’inizio per ricominciare a riparare i danni del neoliberismo.
Rispettare l’uomo come stabilito nel’48 dopo la seconda guerra mondiale. L’ho sempre scritto nelle mie canzoni e in 50 anni di musica. Dovremmo essere tutti fratelli, costruire muri non serve, nessuno e’ piu’ schiavo di chi pensa di essere completamente libero. Bisogna mettersi insieme e resistere a chi vuole distruggere questo bellissimo pianeta, a chi controlla le nostre vite”.

Daniela Porro nuovo soprintendente RomaStorica dell’arte, prende il posto di Francesco Prosperetti

07 ottobre 201917:43

– Il ministro di beni culturali e turismo, Franceschini, ha nominato Daniela Porro a capo della Soprintendenza speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma. Dirigente storico dell’arte del Mibact dal 2009, Porro prende il posto di Francesco Prosperetti. Attualmente Direttore del Museo Nazionale Romano, negli anni 2009-2012 ha diretto il Servizio Tutela del patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e circolazione internazionale delle opere della Direzione Generale Paesaggio, Belle Arti, Arte e Architettura contemporanee. Dal 2012 al 2015 è stata Soprintendente Speciale per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale di Roma e poi Direttore del Segretariato Regionale del Lazio (2015-2017), è stata Coordinatore dell’unità di crisi del Lazio dopo il terremoto del 2016 . Ha diretto ad interim il Parco Archeologico dell’Appia Antica. Presiede la Commissione per la cessione delle opere d’arte in luogo del pagamento delle imposte dirette e tasse di successione

Nobel Letteratura 2019,torna e raddoppiaDopo scandalo 2018 il 10/10 le nuove assegnazioni, podio a donne

07 ottobre 201920:18

– Saranno due i Nobel per la Letteratura assegnati quest’anno che verranno annunciati il 10 ottobre alle 13.00. Dopo lo scandalo per molestie che nel 2018 aveva colpito il marito di una giurata, il fotografo e regista Jean Claude Arnault e travolto l’Accademia di Svezia portando a una serie di dimissioni, il premio era stato sospeso e rimandato al 2019.
Come sempre è partito il totonobel che questa volta però si fa più complicato perchè si aspettano due vincitori. Chi vincerà il Nobel per la Letteratura 2018? E chi si aggiudicherà il Nobel per la Letteratura 2019? Quasi impossibile prevederlo ma stando agli scommettitori, il podio dovrebbe essere delle donne. La superfavorita è la canadese Anne Carson, della quale in Italia è uscito ‘Antropologia dell’acqua’ (Donzelli) e ‘Autobiografia del rosso’ (Bompiani), quotata da Ladbrokes 5 a 1. Al secondo posto, 6 a 1, la francese dell’Isola di Guadalupe Maryse Condé, pubblicata da E/O e al terzo la polacca Olga Tokarczuk, 8 a 1, autrice de ‘I Vagabondi’ (Bompiani).

Teatro Jesi ricorda tenore GiordaniCavaradossi in Tosca con Raina Kabaivanska nell’87,aveva 24 anni

JESI (ANCONA)07 ottobre 201918:18

– Il Teatro Pergolesi di Jesi ricorda con commozione Marcello Giordani, tenore di carriera internazionale prematuramente scomparso sabato scorso, “che proprio su questo palcoscenico debuttò il 6 ottobre 1987 uno dei suoi ruoli più distintivi, Mario Cavaradossi nella ‘Tosca’ di Puccini. Al suo fianco, per la Stagione Lirica di Tradizione, il celebre soprano Raina Kabaivanska, per la direzione di Michele Marvulli e la regia di Stefano Bracci. Aveva 24 anni – ricorda il Teatro -, un anno dopo essersi aggiudicato il primo premio del Concorso Lirico di Spoleto ed avere fatto il suo debutto professionale operistico nel ruolo del Duca in Rigoletto al Teatro Sperimentale di Spoleto”. Fu nel ruolo di Cavaradossi che, nel 2000, Giordani fece il suo debutto americano al Michigan Opera Theatre di Detroit, dove la sua interpretazione fu entusiasticamente acclamata dal pubblico e dalla critica. Da allora “Tosca” è stato uno dei suoi cavalli di battaglia, riscuotendo enorme successo nei teatri di tutto il mondo.

S.Carlo: Lissner indicato soprintendenteSindaco de Magistris, speriamo sia anche direttore artistico

NAPOLI07 ottobre 201919:27

– ”Sono molto molto soddisfatto. E’ andata benissimo. Su mia proposta il Consiglio di indirizzo indica all’unanimità al ministro dei Beni culturali, Stephane Lissner come prossimo soprintendente del Teatro San Carlo e auspichiamo anche che sia accolta la sua richiesta di adempiere non solo al ruolo di soprintendente ma anche a quello di direttore artistico”. Lo annuncia il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, lasciando il San Carlo al termine del Consiglio di indirizzo. Lissner è attualmente direttore artistico del Teatro dell’Opéra di Parigi.

Una serie tv dal fumetto cult Dylan DogAtomic Monster di James Wan sarà al fianco della Bonelli Editore

07 ottobre 201920:40

– Atomic Monster di James Wan sarà al fianco della Casa editrice di fumetti Sergio Bonelli Editore per realizzare una serie TV in lingua inglese basata sul fumetto cult Dylan Dog. “Dylan Dog”, creato da Tiziano Sclavi, si svilupperà come una serie live-action in 10 episodi, ispirata al popolare fumetto che vede protagonista il celebre “Indagatore dell’incubo” alle prese con mostri, fantasmi, vampiri, lupi mannari e zombi. La serie, nata 33 anni fa e pubblicata negli Stati Uniti da Dark Horse Comics, vanta un catalogo di oltre 500 storie a fumetti e dal suo debutto a oggi ha venduto oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo. Il prossimo appuntamento per Atomic Monster sarà con The Conjuring 3, con Vera Farmiga and Patrick Wilson, in uscita l’11 settembre 2020. “James Wan e Atomic Monster sono maestri del genere horror e hanno una profonda sensibilità circa il modo migliore di adattare i fumetti allo schermo” spiega Davide Bonelli. “Siamo entusiasti del fatto che una squadra come questa sia al lavoro su uno dei nostri personaggi più importanti”.
“Dylan Dog è uno dei miei fumetti preferiti di sempre” aggiunge James Wan (regista di Aquaman, dell’universo di The Conjuring e di Malignant, di prossima uscita). “Sono stato iniziato per la prima volta alle storie dell’Indagatore dell’Incubo al liceo, dai miei amici europei. Anche se in quel momento non ho capito il testo a causa della lingua, ho facilmente ricostruito la storia attraverso i bellissimi disegni e i riferimenti al genere horror”.
Fondata nel 1941, è una delle Case editrici di fumetto più importanti del mondo. Bonelli Entertainment, è attualmente impegnata nella realizzazione di un film live action, prodotto con Eagle Pictures e Brandon Box e in uscita nel 2020, che vedrà protagonista il personaggio di Dampyr. Per la tv, sta co-producendo con Rai la serie animata basata sul personaggio di Dragonero.

Bianca Berlinguer e la trans MarcellaEsce per La nave di Teseo memoir in prima persona dell’amica

08 ottobre 201909:55

– BIANCA BERLINGUER, STORIA DI MARCELLA CHE FU MARCELLO (LA NAVE DI TESEO, PP 110, EURO 12,75). La storia di un’amica speciale, diversa e di una vita all’avanguardia, libera. E’ quella di Marcella Di Folco, nata uomo e diventata donna in anni in cui le metamorfosi di genere erano impensabili. La racconta Bianca Berlinguer nel memoir ‘Storia di Marcella che fu Marcello’, pubblicato da La nave di Teseo, in cui ridà voce, in prima persona alla transessuale nata nel 1943 nel borghese quartiere Parioli di Roma, con un padre severissimo, ex gerarca fascista, morta nel 2010 con funerali religiosi. Da quando la incontrò, al Gay Pride del 1997 a Venezia, la Berlinguer non ha mai smesso di frequentare Marcella che la colpì per la sua “irresistibile gioia di vivere”. “Resterà sempre nel mio cuore come l’esempio di qualcuno che è riuscito a combattere contro tutto e tutti per affermare un diritto essenziale, quello all’identità sessuale, continuando a vivere con passione e felicità anche le prove più ardue” racconta la giornalista della Rai che dedica il libro a sua figlia Giulia che la chiamava zia e quando era bambina le chiedeva: “Ma tu sei maschio o femmina?” e Marcella “rideva fragorosamente”.
L’idea di scrivere questo libro sulla vita di Marcella era nata insieme a lei ma “nessuna delle due poteva immaginare che sarebbe stato pubblicato postumo. Solo più tardi si scoprì che aveva un tumore al colon ormai diffuso ovunque. E così la nostra conversazione ha accompagnato i suoi ultimi mesi” dice la Berlinguer che ci fa entrare nella vita di Marcella con una scrittura diretta, essenziale. A 14-15 anni Marcello-Marcella capisce di essere attratta dall’idea di essere donna, di giorno va a scuola e la sera frequenta la via Veneto della Dolce Vita, il Café de Paris dove ci sono Wanda Osiris, Raimondo Vianello, Alida Chelli e Walter Chiari e i primi playboy, Gigi Rizzi, Pierluigi Torri. Sono gli anni in cui furoreggia Gio Stajno, il locale gay per eccellenza è il Pipistrello di Roma, ma è quando va a lavorare nel ’68 al Piper che a Marcella si apre un mondo. Diventa amica di Renato Zero, tra le assidue frequentatrici ci sono Mia Martini e sua sorella Loredana Bertè. E durante una festa “in cima alla scala comparve Gina Lollobrigida con un cappotto di tigre lungo fino ai piedi. Uno schianto, rimasi a bocca aperta” racconta.
Pelosa come un orso, con il timbro di voce da baritono a Marcella piaceva mostrare le gambe e indossare i tacchi alti e quando, vestita da donna, andava a trovare le sue amiche che lavoravano sul marciapiede e i clienti le urlavano: “‘Quanto vuoi?’ ‘Io non lavoro’, rispondeva, però mi piaceva essere richiesta e desiderata” ricorda.
Alla sua “checcagine” come la definisce, sacrifica la carriera cinematografica lavora però con Fellini e interpreta, fra l’altro, il principe Umberto di Savoia in Amarcord e l’eunuco dell’harem in ‘La città delle donne’. Con Roberto Rossellini gira Cartesius e L’età di Cosimo de’ Medici dove interpreta Cosimo, “la parte che le è piaciuta di più” ed è anche nei panni del segretario del vescovo di Assisi in ‘Fratello sole, sorella luna’ di Franco Zeffirelli. “Meravigliosa” l’esperienza con Alberto Sordi, che la sceglie per ‘Finché c’è guerra c’è speranza’, dove è il luogotenente di un mercante d’armi. Nel 1980, l’anno dell’operazione a Casablanca, finalmente corona il suo sogno di diventare donna. Dopo, racconta, Fellini la chiama per Ginger e Fred, “voleva che facessi la parte di una travestita famosa che alla fine dello spettacolo si toglieva la parrucca e ridiventava uomo. Io ho visto i sorci verdi e gli ho detto: ‘No, no, no, io la parrucca non me la tolgo’. Ero finalmente donna, non mi andava di rimanere calva. Fellini si arrabbiò e non mi chiamò più”. Al contrario di tante star, racconta Marcella, lei non ha mai nascosto la sua omosessualità e ha portato avanti una battaglia “mai conclusa per l’affermazione della dignità di tutte e di tutti” dice la Berlinguer della sua amica che a Bologna è stata consigliera comunale dal 1995 al 1999 per i Verdi. “Bisogna riconoscere che se la possibilità di cambiare sesso è diventata una legge dello Stato, in tanti paesi del mondo, lo dobbiamo soprattutto alle puttane. Sono state loro che negli anni ottanta si sono unite e hanno creato i movimenti delle transessuali” dice Marcella che fu Marcello che di storie ne ha avute tante “ma ero sempre io ad amare e a donare” confida alla Berlinguer.

Da Filarmonica abbonamenti youngDuecento abbonamenti a 50 euro per gli under 26

08 ottobre 201912:54

– Duecento abbonamenti a 50 euro: la Filarmonica della Scala per la prossima stagione ha deciso di riservare due tipi di abbonamento a prezzo stracciato per gli under 26: cento per i cinque concerti invernali (Winter) e cento per i cinque successivi (Summer).
L’iniziativa, realizzata grazie ad Allianz, si chiama ‘Generazione Filarmonica’ e già questo spiega lo spirito dell’ iniziativa: allevare il pubblico del futuro. Certo non un modo per riempire il teatro dato che la Filarmonica può contare su 1.400 abbonati su 1.900 posti disponibili in teatro.
In realtà da tempo l’ensemble creato da Claudio Abbado insieme ai musicisti della Scala ha un occhio di riguardo per il pubblico del domani e quindi ha varato un programma con le scuole (Sound, Music!), ha organizzato una serie di prove aperte (i cui proventi vanno ad organizzazioni del sociale) e avviato la tradizione del concerto gratuito in piazza Duomo.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mimmo Rotella e storia dell’arte
A Catanzaro fino al 31/8 2020 selezione di 19 opere dell’artista

CATANZARO08 ottobre 201913:01

– Un gioco di specchi che l’artista fa con se stesso e con i suoi colleghi passati e presenti. E’ la mostra “Mimmo Rotella e la storia dell’arte”, inaugurata a Catanzaro all’interno della Casa della memoria, a lui dedicata, che resterà nel capoluogo fino al 30 agosto 2020. L’esposizione, realizzata dalla Fondazione Mimmo Rotella e curata dal Mimmo Rotella institute, è una selezione di 19 opere che sottolineano il legame tra l’artista e i più importanti interpreti della storia dell’arte: Michelangelo, Caravaggio, Leonardo, Modigliani, Carrà, Picasso e De Chirico. “L’importanza della mostra – ha affermato Antonella Soldaini, curatrice e direttrice del Rotella institute – è l’aspetto didattico. L’idea di vedere come Rotella si sia rapportato con la storia dell’arte e con i personaggi nel tempo. Dovrebbe essere una mostra proprio per tutte le scuole perché Rotella era molto interessato non solo a se stesso ma anche al passato a partire dall’arte classica per arrivare proprio ai suoi contemporanei.

Amazon arruola Totti e Fedez, prima serie non fictionFormat real-life thriller Celebrity Hunted, caccia al vip

09 ottobre 201909:43

– La piattaforma di streaming Amazon comincia a fare sul serio sul nostro mercato e rende nota la produzione della prima serie italiana non-fiction, arruolando un cast di sicuro appeal a cominciare da capitan Totti. Tra alleanze e annunci di partnership e produzioni la partita italiana è in pieno svolgimento. Mettendo insieme i vari tasselli degli ultimi giorni, infatti, lo scenario televisivo (il termine è ormai riduttivo) sta cambiando con rapidità. Netflix si vedrà da domani dentro Sky, o meglio nell’ecosistema Sky Q e quelli che erano fino a pochi mesi fa competitor ora sono alleati. Mediaset non resta a guardare e oggi ha annunciato un primo accordo con Netflix per la produzione insieme di sette film italiani in due anni da trasmettere su entrambi. E ora la prima serie non fiction italiana Amazon Original che raggiungerà, tramite Amazon Prime Video, gli spettatori di oltre 200 paesi nel 2020.S’intitola ‘Celebrity Hunted – Caccia all’uomo’: è un real-life thriller in sei episodi in cui le celebrità dovranno scappare da un team di “cacciatori” esperti. Ed è l’ottavo adattamento del format inglese di ShineTV (Gruppo EndemolShine). Lo show unisce otto personaggi famosi: Francesco Totti, Fedez, lo YouTuber Luis Sal, Claudio Santamaria con la giornalista e scrittrice Francesca Barra, il presentatore Costantino della Gherardesca e gli attori Diana Del Bufalo e Cristiano Caccamo. Nella serie, unspcripted ossia senza sceneggiatura, le celebrità dovranno adoperarsi per restare anonimi, preservare la loro libertà, per 14 giorni, con limitate risorse economiche. A dar loro la caccia ci saranno analisti, investigatori professionisti, esperti di cyber security, profiler e human tracker provenienti dalle forze dell’ordine e dai servizi segreti militari. I ‘cacciatori’ potranno utilizzare solo mezzi legali per rintracciare le celebrità come ad esempio telecamere di videosorveglianza o sistemi di riconoscimento delle targhe e avranno libertà nella richiesta di informazioni. “Uno show innovativo” ha dichiarato Georgia Brown, Director European Amazon Original Series, Amazon Studios. “Celebrity Hunted è un format rivoluzionario, dal linguaggio innovativo, qualitativamente paragonabile a quello delle serie scripted, anche grazie agli elementi della suspense e del thriller. Una sfida unica nel panorama televisivo, un cast d’eccellenza, mai visto prima in un programma TV” ha concluso Leonardo Pasquinelli, Ceo di EndemolShine Italy.

Why We Hate, serie prodotta da SpielbergDisponibile dal 14 ottobre su DPLAY PLUS,

08 ottobre 201913:24

– L’odio ha sempre fatto parte della natura umana. Da tragedie terribili come l’Olocausto o il Genocidio del Ruanda, a episodi di violenza quotidiana come il bullismo nelle scuole o il trolling sui social media, l’odio può influenzare le nostre vite in molteplici modi. Ma perché odiamo? Prodotto dai registi premi Oscar Alex Gibney e Steven Spielberg e diretto da Geeta Gandbhir e Sam Pollard (vincitori del premio Emmy per “When The Levees Broke: A Requiem in Four Acts”) WHY WE HATE, disponibile dal 14 ottobre su DPLAY PLUS, analizza una delle emozioni umane più distruttive, l’odio.
Attraverso ricerche scientifiche, giornalismo d’avanguardia e studi approfonditi nel campo della psicologia, biologia e neuroscienza, la serie in sei puntate ricostruisce l’evoluzione di questo sentimento universale e l’impatto che ha avuto nella Storia. Da dove nasce l’odio? Come si diffonde?

Da McCartney reggiseno post-operatorioDisponibile gratuitamente anche modello post-mastectomia

08 ottobre 201914:17

– Michele Aboro, ex pugile che ora gestisce una palestra a Shanghai, Leanne Pero, insegnante di danza e fondatrice di Black Women Rising e Lauren Mahon, fondatrice dell’associazione benefica Girl vs. Cancer. Sono le protagoniste della campagna di sensibilizzazione di Stella McCartney nel mese della prevenzione al tumore al seno.
Nell’occasione viene anche presentato il nuovo reggiseno sportivo post-operatorio, lanciato insieme alla collezione Adidas by Stella McCartney AW19, che ha l’obiettivo di incoraggiare le donne che hanno sconfitto il cancro a praticare sport e fitness. Già disponibile il reggiseno post operatorio Louise Listening, pensato per le donne che hanno subìto una mastectomia e distribuito gratuitamente tramite Stella McCartney Cares. Questo modello sarà di nuovo disponibile su richiesta da questo mese, con una stima di 10.000 capi donati nel prossimo anno.

La Bohème apre stagione lirica a ModenaNel ricordo del debutto di Pavarotti come Rodolfo nel 1961

BOLOGNA08 ottobre 201914:17

– Sarà La Bohème di Giacomo Puccini ad aprire la nuova stagione lirica al Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena. Lo spettacolo, venerdì 11 e domenica 13 ottobre, è prodotto dal teatro modenese in coproduzione con Fondazione Teatri di Piacenza e si vedrà in un nuovo allestimento coprodotto da Fondazione Pergolesi Spontini e Opéra de Marseille.
Il titolo è presentato nell’ambito delle celebrazioni dedicate a Luciano Pavarotti nel contesto di Modena Città del Belcanto e inaugura un nuovo progetto che prevede la rappresentazione delle opere liriche interpretate dal tenore in ordine di debutto. La regia è firmata da Leo Nucci, protagonista storico del panorama lirico internazionale. L’omaggio è al giovane Pavarotti che il 4 maggio 1961 calcava per la prima volta il palcoscenico del Teatro Comunale di Modena nel ruolo di Rodolfo, in una Bohème diretta da Leone Magiera. Il suo Rodolfo spalancò a Pavarotti le porte dei teatri più prestigiosi del mondo.

Tornano i Rolli Days a GenovaCon novità dei soggiorni e della app per navigare nei palazzi

GENOVA08 ottobre 201914:49

– Due nuovi palazzi da visitare, una app dedicata, una navetta dall’entroterra e, sopratutto, la possibilità di vivere una giornata come i nobili europei in visita alla città negli anni del ‘secolo dei genovesi’. Sono molte le novità dei ‘Rolli Days’ che il 12 e 13 ottobre apriranno a turisti e cittadini le porte dei palazzi della nobiltà genovese. “Abbiamo lavorato molto su un’edizione rinnovata – spiega l’assessore ai grandi eventi, Paola Bordilli – un modo nuovo di vivere i palazzi dei Rolli attraverso anche il tema dell’esperienza. I Rolli sono un format che funziona e che abbiamo deciso di innovare”. Tra le novità di questa edizione quella della ‘Rolli Experience’, prenotabile attraverso il sito Visitgenoa, che permette di vivere due giornate veramente particolari, anche pernottando in uno degli storici palazzi dei Rolli. “Chi aderisce a questa iniziativa – sottolinea l’assessore alla cultura, Barbara Grosso – potrà fare visite guidate in zone che non sono mai state aperte ai turisti. E poi soggiornare vivendo l’esperienza dei cibi, della musica, dei costumi d’epoca”. L’altra grande novità di quest’anno riguarda la app ‘Palazzi dei Rolli Genova’ che permetterà di navigare attraverso tutti i 42 palazzi attraverso mappe interattive e realtà aumentata.
Infine, la navetta che, nella giornata del 13 ottobre, collegherà gratuitamente la città alle sue vallate, permettendo anche a chi abita in quelle zone di partecipare all’evento.
Quest’anno saranno aperti 34 rolli e, per la prima volta, 9 piani nobili affacciati su via Garibaldi.

Fumetti e giochi protagonisti a BolognaIl 19 e 20 ottobre con mostra-mercato, eventi e molti ospiti

BOLOGNA08 ottobre 201914:52

– Bologna Comics, la fiera dei fumetti, figurine e giochi, nuova tappa del circuito Fiere del Fumetto di Blu Nautilus, arriva al Palanord sabato 19 e domenica 20 ottobre. Propone mostra mercato, eventi e molti ospiti.
L’appuntamento è interamente dedicato al mondo dei fumetti, di ieri, oggi e domani, tutto il mondo delle figurine rare e da collezione, antiquariato, collezionismo, rarità, originali, case editrici. Non mancheranno preziose ed esclusive action figures.
E tanti videogiochi, retrogames, giochi da tavolo, miniature, tornei di carte collezionabili, role playing games, kpop. La kermesse ospita i protagonisti del mondo del fumetto internazionale: autori, sceneggiatori, editori, case editrici, indipendenti. Tra le varie iniziative, domenica 20 ottobre, lo show acustico di Giorgio Vanni, Il ‘re’ delle sigle dei cartoni animati di Italia 1. Bologna Comics collabora con l’Associazione Figurine Forever, realtà nel panorama dei collezionisti di figurine ed appassionati di calcio e non solo. Sono confermate alcune partecipazioni: Giorgio Comaschi, al quale verrà consegnata la tessera onoraria numero 8 dell’Associazione, in omaggio allo storico capitano del Bologna Giacomo Bulgarelli.

‘Furor Mathematicus’ torna in libreriaMondadori ripropone l’edizione del ’50 dell’opera di Sinisgalli

POTENZA08 ottobre 201914:55

– “Furor Mathematicus” – una raccolta di brevi saggi, pensieri, dialoghi, lettere e scritti autobiografici di Leonardo Sinisgalli, il “poeta e ingegnere” nato a Montemurro (Potenza) nel 1908 e morto a Roma nel 1981 – torna dall’8 ottobre nelle librerie per i tipi di Mondadori, nella collana degli Oscar moderni Baobab.
Il volume, con un saggio introduttivi di Gian Italo Bischi, dell’Università di Urbino, “ripropone integralmente, e per la prima volta, l’edizione pubblicata da Mondadori nel 1950”, hanno spiegato la casa editrice e la Fondazione Leonardo Sinisgalli (che fu uno dei protagonisti della cultura italiana del Secondo Dopoguerra). E’ “una sintesi, delle molteplici pubblicazioni, riflessioni e attività culturali di Leonardo Sinisgalli su temi che includono matematica, poesia, pittura, architettura, design, fisica, filosofia, tecnologia, artigianato. È la massima espressione dell’eclettismo sinisgalliano”.

Ligabue premio Bertoli ed Emilia-RomagnaIl 18/10, riconoscimenti anche per Pfm, Gualazzi, Nigiotti

BOLOGNA08 ottobre 201915:18

– Luciano Ligabue è il vincitore del Premio Pierangelo Bertoli 2019 e al cantautore, regista e scrittore di Correggio è stato anche attribuito il primo Premio Emilia-Romagna. La Regione conferisce per la prima volta questo riconoscimento dedicato agli artisti emiliani che portano alto il nome emiliano-romagnolo e ne incarnano i valori, caratteristiche rispecchiate da Luciano Ligabue.
Il Premio verrà consegnato venerdì 18 ottobre dal presidente Stefano Bonaccini durante la finale del Premio Pierangelo Bertoli al Teatro Storchi di Modena e consiste in un dipinto del Maestro Franco Ori raffigurante un ritratto di Ligabue.
Oltre al Premio Pierangelo Bertoli, il 18 ottobre saranno assegnati riconoscimenti a PFM (Premiata Forneria Marconi), a Raphael Gualazzi e a Enrico Nigiotti.

Cocciante, il mio miracolo di Notre DameIn tournée in Italia opera che debuttò nel 1998

08 ottobre 201915:43

– “L’incendio della cattedrale è stato un dramma ma è stata anche una luce per tutto il mondo. Vedere tutta questa gente voler fare qualcosa mi ha fatto pensare: servono queste catastrofi per riunire le persone?”. Lo ha detto Riccardo Cocciante parlando a Milano della devastazione alcuni mesi fa della cattedrale di Notre Dame, che dà il titolo alla sua famosissima opera in musica, che debuttò nel 1998 e che ora sarà di nuovo in tournée.
Notre Dame de Paris, tratto dall’omonimo romanzo di Victor Hugo, sarà a Milano dal 17 ottobre al 17 novembre, per poi far tappa anche a Firenze, Napoli, Torino e Roma. “Il pubblico continua ad essere entusiasta e dopo tanti anni è come un miracolo – ha detto Cocciante – Tornano a vedere l’opera e non più come la prima volta come una curiosità, ma per capirla, ci sono persone che l’hanno vista 50 volte, ragazzini portati dalle madri. In alcune scuole è diventata un recital di fine anno: ecco è un miracolo entrare così profondamente nella cultura del Paese”.

Canova e Roma, una grande storia d’amoreOltre 170 opere a Palazzo Braschi e l’omaggio di Mimmo Jodice

ROMA08 ottobre 201915:44

– Prendere in mano un candela per cercare la perfezione delle forme, la leggerezza dell’armonia e la profondità del sentimento: c’è anche questa tra le suggestioni offerte dalla grande mostra “Canova. Eterna bellezza”, in programma a Palazzo Braschi dal 9 ottobre al 15 marzo e inaugurata alla presenza della sindaca di Roma Virginia Raggi. A cura di Giuseppe Pavanello, l’esposizione indaga il rapporto che tra ‘700 e ‘800 legò lo scultore veneto alla città di Roma attraverso ben 170 opere – tra sculture, disegni, gessi, modellini, bozzetti, del maestro e di artisti a lui contemporanei – distribuite in 13 sezioni. Del resto quella tra l’artista e la città fu davvero una storia d’amore che il percorso può raccontare anche grazie a importanti prestiti, come quelli provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo. Da non perdere, l’omaggio, al termine della mostra, che Mimmo Jodice ha voluto offrire allo scultore attraverso 30 scatti in cui i marmi di Canova vengono riletti in modo inedito.

Tar sospende prestito Uomo VitruvianoIl ricorso di Italia Nostra si discuterà il 16 ottobre

08 ottobre 201916:33

– Dopo il ricorso presentato da Italia Nostra, il Tar del Veneto ha sospeso il prestito al museo del Louvre dell’Uomo Vitruviano di Leonardo, conservato nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Tenendo conto dell’apertura della mostra parigina, prevista per il 24 ottobre, il tribunale amministrativo ha deciso di anticipare la discussione in camera di consiglio, annunciata per lo stesso giorno, al 16 ottobre.

Buchmesse, 252 editori italiani a fieraDa 16 a 20/10. Inaugura Spazio Italia sottosegretaria Orrico

08 ottobre 201915:59

– Saranno 252 gli editori e agenti letterari italiani presenti alla 71/ma edizione della Buchmesse, dal 16 al 20 ottobre a Francoforte. A inaugurare il padiglione italiano nella giornata di apertura, sarà il sottosegretario al ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo Anna Laura Orrico, accompagnata dal presidente dell’Associazione Italiana Editori-Aie, Ricardo Franco Levi. Il 16 ottobre saranno presentati anche i dati del Rapporto sullo stato dell’editoria italiana 2019.
Lo Spazio Italia, stand collettivo italiano, riunirà 134 editori in oltre 500 metri quadrati e sarà la vetrina tricolore del più importante appuntamento internazionale per lo scambio dei diritti editoriali e per la promozione della cultura e dell’editoria italiana all’estero. Tra gli editori italiani presenti anche 4 aree regionali: Lazio, Piemonte, Sardegna e Veneto. La Buchmesse attende complessivamente più di 7.300 espositori da oltre 102 paesi, con la Norvegia paese ospite d’onore e un’offerta di circa 4.000 eventi.
La tradizionale collettiva italiana – organizzata dall’Aie, dal Ministero dello Sviluppo Economico e Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – si troverà nella Hall 5.0, stand C37 e C38.
All’interno dello stand italiano è stata realizzata un’area incontri di circa 40 metri quadrati grazie al supporto dell’Agenzia Nazionale del Turismo Enit in collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura di Colonia e Berlino. In questo spazio si svolgeranno incontri dedicati al pubblico professionale e istituzionale dal mercoledì al venerdì, mentre sarà aperto al pubblico generico nel weekend in un’ottica di avvicinamento al 2023, quando l’Italia sarà l’ospite d’onore.

Mediaset-Netflix, insieme per due anni e sette filmReed Hastings, 2 milioni abbonati in Italia, apriremo una sede qui

09 ottobre 201910:10

Una finestra per portare la creativita’ italiana nel mondo con storie originali e produttori indipendenti. Netflix e Mediaset hanno firmato una partnership ”sperimentale” per i prossimi due anni che portera’ alla realizzazione di sette film. “Noi siamo complementari”, ha detto Reed Hastings fondatore e Ceo Netflix annunciando a Roma – tra le mura della Galleria Nazionale d’Arte Moderna – l’accordo per produrre i sette film che prima andranno in onda su Netflix e poi appena dopo 12 mesi in esclusiva free su Mediaset, probabilmente su Canale 5.”Potrebbe essere solo il preludio di un rapporto piu’ solido e duraturo che si potrebbe estendere anche ad altri paesi, forse a partire dalla Spagna. L’idea di collaborare insomma c’e”’, spiega Alessandro Salem, direttore generale contenuti Mediaset in una presentazione-show moderata da Marta Cagnola. Manca l’ad Pier Silvio Berlusconi, costretto a casa da una forte influenza, che manda un messaggio per dire che ”nel prossimo futuro grazie alla dimensione del nostro progetto europeo MFE punteremo a rafforzare accordi come questo, un’ottima notizia per tutta l’industria del cinema e della produzione italiana”. Si parlera’ di calcio, amore, sud nei primi cinque film dove un adolescente – pubblico di riferimento di Netflix ndr – non manca mai. Si tratta di “Sotto il sole di Riccione” con la sceneggiatura di Enrico Vanzina, storia di un gruppo di teenager sulla riviera romagnola che fa pensare a ‘Sapore di sale’. “Sulla stessa onda”, diretto da Massimiliano Camaiti, anche qui adolescenziale avventura estiva ma nata sotto il sole siciliano, presentato dalla produttrice Olivia Musini. “Il divin codino”, storia di Roberto Baggio con la regia di Letizia Lamartire, che racconta i 22 anni passati sul campo dal campione qui interpretato da Andrea Arcangeli. “Al di la’ del risultato”, diretto da Francesco Lettieri, vicenda di un ultras cinquantenne napoletano che si trova a fare un bilancio della propria esistenza in un confronto con un ragazzo adolescente. E infine “L’ultimo Paradiso” prodotto e interpretato da Riccardo Scamarcio. ”E’ un film ambientato in Puglia negli anni Cinquanta – ha spiegato lo stesso Scamarcio – con protagonista Ciccio Paradiso, che capo dei braccianti si innamora della figlia del latifondista. Un film intenso d’amore, di anarchia e di violenza”.Dovrebbero essere pronti per il prossimo anno, ”ma non abbiamo nessuna fretta – dice Hastings – l’importante e’ che vengano bene. Saremo pronti tra il 2020 e il 2021”. Una strategia di espansione nel nostro paese che il Ceo di Netflix non nasconde. “In Italia abbiamo raggiunto i due milioni di abbonati”, ha detto ancora Hastings. “Siamo cresciuti e continuiamo a crescere – ha aggiunto – e investiremo 200 milioni di euro nei prossimi due anni in contenuti italiani”. Ma non basta “Netflix aprira’ una sede in Italia” dice il fondatore della piattaforma, in merito anche ai rilievi fiscali avanzati alla societa’. “Come tutte le imprese internazionali e’ importante pagare le tasse e per questo apriremo in ufficio che sara’ stabile”, ha aggiunto senza pero’ voler dare dettagli sui tempi. Non lo spaventano nemmeno le critiche sulla tendenza di Netflix ad accumulare debito: ”noi non abbiamo il problema del debito perche’ anche se investiamo continuiamo a crescere”. Non e’ invece chiaro se i film avranno o meno un passaggio in sala, anche se Hastings ha spiegato: ”noi vogliamo creare contenuti e non siamo contrari a che vengano proiettati nelle sale. Abbiamo tanti concorrenti ma non ci spaventa, il nostro scopo e’ solo gratificare il cliente”. Cliente nel segno della ”grande varieta’. Siamo interessati a tutti i generi – dice – e sempre impegnati nella diversita”’.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il Tar sospende il prestito dell’Uomo Vitruviano di Leonardo al Louvre
Dopo il ricorso di Italia Nostra. Per il ministero dei Beni culturali è una ‘decisione incomprensibile, procedura trasparente’. ‘No comment del Louvre’

09 ottobre 201910:07

Dopo il ricorso presentato da Italia Nostra, il Tar del Veneto ha sospeso il prestito al museo del Louvre dell’Uomo Vitruviano di Leonardo, conservato nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Tenendo conto dell’apertura della mostra parigina, prevista per il 24 ottobre, il tribunale amministrativo ha deciso di anticipare la discussione in camera di consiglio, annunciata per lo stesso giorno, al 16 ottobre.Nello stesso provvedimento, il Tar sospende anche il memorandum d’intesa siglato a Parigi tra il ministero dei Beni culturali e il museo del Louvre per lo scambio di opere di Leonardo e Raffaello nella parte “in cui viola il principio dell’ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall’altro”.Dura la reazione del Mibact. ‘Da una prima lettura delle anticipazioni di stampa risulta del tutto incomprensibile il riferimento a una presunta violazione del ‘principio dell’ordinamento giuridico per cui gli uffici pubblici si distinguono in organi di indirizzo e controllo da un lato, e di attuazione e gestione dall’altro’ nello scambio di opere tra i musei italiani e il Louvre”. L’ufficio legislativo del Mibact commenta così la sospensione del prestito dell’Uomo Vitruviano, disposta dal Tar del Veneto, parlando di “procedura trasparente”. “L’accordo firmato a Parigi – è stato esclusivamente il riconoscimento da parte dei ministri di decisioni e atti tutti presi, per parte italiana, dai competenti uffici tecnici del Mibac. Il prestito di ogni opera italiana risultava già autorizzato al momento della sottoscrizione dell’accordo che prevede, peraltro, che lo scambio di opere avvenga secondo le specifiche prescrizioni di tutela dettate dai singoli musei. Una semplice lettura dei documenti dimostra facilmente tutto ciò e all’udienza del 16 ottobre – conclude la nota del ministero – tutto questo emergerà con assoluta chiarezza e trasparenza”.Un secco ‘no comment’ arriva dal Louvre. “Abbiamo appreso la notizia ma al momento non c’è nessun commento. E’ una decisione che spetta all’Italia”: questa la reazione del Louvre,

alla decisione del Tar del Veneto di bloccare il prestito dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci. Gli inviti del museo parigino per la mostra dedicata a Leonardo, e nella quale avrebbe dovuto essere esposto l’Uomo Vitruviano in base agli accordi fra i governi di Roma e Parigi, erano stati inviati già da ieri.”Fratelli d’Italia aveva denunciato l’inaccettabile e vergognoso spostamento dell’Uomo Vitruviano di Leonardo al Louvre. Un atto di sottomissione che il ministro Franceschini, appena giunto al ministero, aveva approvato parlando addirittura di ‘dimostrazione di qualcosa che non è solo nazionale ma è globale’. Invece, grazie al Tar l’opera del genio italiano, e a differenza di Franceschini non abbiamo paura di ribadirlo, di Leonardo da Vinci rimarrà in Italia. Un vero e proprio schiaffo per Franceschini e una lezione per chi come lui non passa giorno ad essere cantore di quel mondialismo, che punta a recidere le nostre radici e la nostra identità” ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Gaetano Nastri.

Guercino in mostra alla Morgan LibraryA New York i disegni dell’artista “mostrano sua mente al lavoro”

NEW YORK08 ottobre 201916:42

– Tutti i disegni di Guercino della Morgan Library più due in prestito da collezioni private: il museo newyorchese rende omaggio alla virtuosità del “più poliedrico artista del Barocco italiano” in una mostra aperta fino al 2 febbraio. Inclusi nella rassegna fogli che illustrano tutti i momenti della carriera del pittore autodidatta di Cento il cui vero nome era Giovanni Francesco Barbieri: dalla iniziale ammirazione per l’opera dei Carracci a Bologna, documentata in schizzi della vita di tutti i giorni, e brillanti caricature ai disegni preparatori per le prime pale d’altare. “Guercino non si limitava a un solo studio per progetto ma disegnava e disegnava, spesso cambiando radicalmente idea. E’ come vedere la sua mente al lavoro”, ha detto John Marciari, responsabile del Dipartimento disegni e stampe, che ha curato la mostra e il catalogo che la accompagna. Tra i pezzi della Morgan – oltre 35 – ci sono studi per incisioni e schizzi di paesaggi e lavori indipendenti creati per piacere personale.

Stipe, il tempo dei R.E.M. è finito”Per un nuovo disco da solista non ho fretta”

08 ottobre 201916:43

– “Domani sera a Londra sarò a cena con Mike, ma il tempo dei R.E.M. è finito. Basta”. Lo ha detto a Roma l’ex frontman della band, Michael Stipe, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la presentazione al museo Maxxi di un suo libro di foto, “Our Interference Time”.
Alla domanda su quando uscirà un suo album da solista, Stipe ha risposto: “Ti dico di aspettare. Non ho fretta, perché per me la musica è una passione. Non sento la fretta di far uscire dei singoli. Ti chiedo di non trattenere il respiro, e di goderti il viaggio”.

Adriani e Rossi per il Nuovo OrionePresentata la stagione 2019-2020, porte aperte ad adulti e bimbi

08 ottobre 201916:48

– Il Nuovo Teatro Orione di Roma presenta la nuova stagione 2019/20 aprendo le porte ad adulti e bambini, secondo una policy cominciata quattro anni fa. Ricco il nuovo cartellone presentato in una conferenza stampa da Carlo Oldani e Claudio R. Politi, direttori del teatro. Tra i presenti, Laura Adriani, protagonista di Un Natale da favola, spettacolo che dopo il successo della scorsa stagione tornerà il 21 dicembre, e Riccardo Rossi, sul palcoscenico del Nuovo Teatro Orione con lo spettacolo di Capodanno “Rossi stasera, buon anno si spera!”. Ad aprire invece il 2020, il 26 gennaio, sarà in scena il vincitore del premio Scenario quartiere 2019, per la prima volta a Roma, con “Il colloquio”, racconto di un trittico di mogli partenopee in fila davanti al carcere, in attesa del convegno coi mariti detenuti. Per il sociale, Carlo Oldani, già in cartellone con Costellazione Cancro la scorsa stagione, annuncia una serata di solidarietà in programma il 12 novembre a sostegno dell’associazione aBRCAdaBRA onlus. Il 30 novembre evento dedicato alla danza di Alessandro Rende, BalletSchoolStars che porterà in scena, per la prima volta in Italia, le grandi accademie europee. Mentre il 26-27 febbraio spazio al primo concorso di danza indetto dal Nuovo teatro Orione “Duel Degas”, con due giorni di competizioni.
Il 14 marzo sarà in scena “Analisi Illogica” di Marco Predieri autore e regista, thriller con Giorgia Trasselli e Simone Marzola. Altra novità è Orionée, stagione dedicata alle scuole, con la collaborazione di Anna Maria Piva, direttrice de La Compagnia delle Stelle. Il primo sipario sarà il 27 novembre con Heathers – Schegge di follia – Rock-Musical, spettacolo che dice no al bullismo. A seguire, il 17 e 18 dicembre, andrà in scena Merry Christmas show e il 20 dicembre Un natale da favola. Il 24 e 25 febbraio 2020 sarà la volta del musical La Regina dei ghiacci, che concluderà il primo anno di Orionée con un altro musical, Il volo di Leonardo, in scena il 3 marzo.

Zakharova al Comunale di BolognaCon il recital ‘Amore’ a chiusura della stagione del balletto

BOLOGNA08 ottobre 201917:14

– ‘Amore’, interpretato dall’étoile del Teatro Bolshoi e del Teatro alla Scala Svetlana Zakharova, chiuderà il 14 e 15 ottobre la Stagione di Danza del Teatro Comunale di Bologna: un ritorno sul palcoscenico del Bibiena dove la ballerina russa si era già esibita alcuni anni fa per la stagione della Manzoni Space.
Contesa dai teatri più prestigiosi al mondo per l’avvenenza scenica, la perfezione tecnica e l’eleganza assoluta del suo stile, Zakharova darà vita a un trittico che comprende ‘Francesca da Rimini’, coreografia ideata dal russo Yuri Possokhov sull’omonima fantasia sinfonica di Ciajkovskij nel 2012. Seguirà ‘Rain Before it Falls’, balletto a tinte forti concepito nel 2014 dal tedesco Patrick de Bana appositamente per Zakharova su musiche di Bach, del bolognese Respighi e di Carlos Pino-Quintana, mentre la serata si chiuderà con Strokes Through the Tail, ideato nel 2005 per la Hubbard Street Dance Company di Chicago dall’irlandese Marguerite Donlon sulla base della Sinfonia N. 40 Mozart.
Con Svetlana Zakharova danzeranno alcune delle prime parti del Corpo di ballo del Bolshoi con le pagine musicali interpretate dall’Orchestra del Teatro Comunale diretta da Pavel Klinichev. I biglietti e gli abbonamenti già acquistati per le due recite di ‘Amore’ inizialmente previste per lo scorso febbraio restano validi per le date di ottobre e daranno accesso in sala senza bisogno di alcuna sostituzione. Lo spettacolo sarà preceduto, domenica 13 ottobre alle 11 nel Foyer Respighi del Comunale, dall’ultimo appuntamento del ciclo di approfondimento della stagione di danza intitolato ‘L’incontro con l’étoile’ aperto al pubblico. Interverranno Svetlana Zakharova e Vittoria Cappelli del settore danza del Comunale.

Lucca Comics 53/a edizione da 30 ottobreAraki e Zerocalcare tra gli ospiti

08 ottobre 201917:18

– Presentato a Milano il programma di Lucca Comics & Games 2019, che per il 53/o anno proporrà il meglio del fumetto, del cinema d’animazione, dell’illustrazione e del gioco. In programma dal 30 ottobre al 3 novembre 2019, la manifestazione porterà a Lucca molti ospiti dal mondo del fumetto e del fantasy: Hirohiko Araki, Chris Claremont, Jim Starlin, Don Rosa, Zerocalcare, Gipi, Sio, Leo Ortolani, Emil Ferris, Barbara Baldi.
Tra gli ospiti dell’Area Movie, a cura di QMI – Stardust: le giovani protagoniste di The Witcher, Anya Chalotra e Freya Allan, Rebecca Sugar, Alessandro Rak, Lorenzo Mattotti e molti altri. Oltre a numerose anteprime dal mondo del cinema e delle serie tv, tra cui Terminator: Destino Oscuro.
Tra le mostre: Le origini del Manga – Da Hokusai al manga moderno; Barbara Baldi – Lo spessore del silenzio; Emil Ferris – Mostri: non lo siamo tutti?; Suehiro Maruo – La luna è un buco nel cielo; Luca Carboni – Bologna è un’immagine.

Trevor Horn a festival IMAGinACTIONA Ravenna dall’11 al 13 ottobre

08 ottobre 201917:47

– Ci sarà anche il musicista e produttore britannico Trevor Horn tra gli ospiti della terza edizione di IMAGinACTION, festival internazionale del videoclip, a Ravenna dall’11 al 13 ottobre. Già annunciata la presenza di Alessandra Amoroso, Antonello Venditti, Elisa, Francesco Guccini, Nek, Piero Pelù, Roby Facchinetti e Tiromancino.
Horn, più di ogni altro artista, rappresenta l’esplosione del fenomeno videoclip essendo l’autore con il duo The Buggles di “Video Killed the Radio Star”, primo video trasmesso da MTV.
Sarà protagonista domenica 13 per ricordare i 40 anni della clip. È stato membro degli Yes, fondatore degli Art of Noise e ha lavorato con Paul McCartney, Tina Turner, Rod Stewart, John Legend, Grace Jones, Pet Shop Boys. Per il suo straordinario eclettismo è soprannominato “L’uomo che ha inventato gli anni ’80”. Il suo ultimo progetto è Trevor Horn Reimagines The Eighties Feat. The Sarm Orchestra (BMG), rilettura di brani degli anni ’80, con ospiti speciali come Robbie Williams e Simple Minds.

Parte stagione Le Musichall di BrachettiIl duo comico si è esibito davanti alla regina d’Inghilterra

TORINO08 ottobre 201918:25

– Lo spettacolo Don’t Explain del duo comico internazionale The Umbilical Brothers inaugura venerdì 11 e sabato 12 ottobre la stagione 2019-2020 di Le Musichall, il teatro delle varietà di Torino con la direzione artistica di Arturo Brachetti.
I fratelli The Umbilical Brothers, David Collins e Shane Dundas, sono stati nominati come due dei ‘100 Most Creative People In Entertainment’ di Entertainment Weekly, sono apparsi al David Letterman Show, si sono esibiti dopo James Brown a Woodstock ’99 e di fronte alla Regina d’Inghilterra. Sono stati negli stadi al fianco di Robin Williams, trascinando il pubblico della comedy nella Sydney Opera House. Tournée internazionali in 37 paesi e vincitori di un Emmy e un Logie per la loro serie tv The Upside Down Show, in Australia sono stati premiati con l’Helpmann Award nella sezione Comedy Performance of the Year.
Il 2019/2020 propone 25 spettacoli per 60 date alle quali si aggiunge la rassegna del giovedì sera, per celebrare il varietà in tutte le sue forme.

Jessica Lange, omaggio a DylanFoto su itinerario del cuore da Minnesota a New Orleans

NEW YORK08 ottobre 201918:46

– Jessica Lange rende omaggio a Bob Dylan con una serie di fotografie scattate sulla leggendaria autostrada 61 che collega il confine canadese con la Louisiana.
“Highway 61 Revisited”, l’album del 1965 di Dylan dedicato alla celebre strada, fu il primo che l’attrice due volte premio Oscar comprò quando aveva 16 anni. Allora Jessica viveva in Minnesota – Cloquet, dove è nata 70 anni fa, è a 25 minuti di macchina dalla Duluth di Dylan – e conosce la Highway bene, avendoci viaggiato innumerevoli volte da bambina per far visita alla famiglia che viveva lungo gli otto stati tagliati dalla strada. Oltre mezzo secolo dopo la Lange rivisita questo “itinerario del cuore” – la sua geografia delle emozioni – nel libro di fotografie “Highway 61” pubblicato da PowerHouse: 81 immagini in bianco e nero scattate in sette anni di viaggi in auto, complice la Mercedes del 1967, dono di Mikhail Barishnikov, la stessa usata da Milos Forman per scappare dalla Cecoslovacchia dopo l’invasione sovietica.

Broadway pensa allo stop ai cellulariStretta già in alcune sale contro il pubblico indisciplinato

NEW YORK08 ottobre 201918:55

– Contro il pubblico indisciplinato Broadway passa alle maniere forti e considera un divieto dell’uso degli smartphone durante gli spettacoli. E già alcuni teatri sulla Great White Way, dove sono concentrati gli show musicali, hanno adottato misure per impedire che qualsiasi uso della tecnologia disturbi la performance. Tra le misure l’uso di una pochette che chiude ermeticamente il cellulare e che può essere sbloccata solo all’uscita. Dunque, nono solo niente telefonate, ma niente foto o riprese durante i musical.
Non molto tempo fa, l’attore Joshua Henry era sceso giù dal palcoscenico strappando il cellulare dalle mani di uno spettatore, e poi gettandolo sotto una piattaforma. Il pubblico lo applaudì. L’anno scorso, durante l’opening dello show di Cher, anche Kanye West è stato bacchettato per aver usato il suo smartphone. Il rapper si è poi scusato.

Torino Fringe Festival cresce ancoraSei i bandi in partenza, il primo dedicato a compagnie e artisti

TORINO08 ottobre 201918:57

– Il Torino Fringe Festival crescerà ancora. Sulle orme dei più famosi festival di Edimburgo e Avignone, infatti, l’edizione 2020 durerà ben tre settimane. “La prima sarà dedicata alle altre arti che non sono collaterali al teatro ma rappresentano una delle anime del festival” annuncia la presidente dell’Associazione Torino Fringe Festival Aps Cecilia Bozzolini che è anche una dei sette direttori artistici della rassegna con Lia Tomatis, Pierpaolo Congiu, Michele Guaraldo, Luciano Faia, Valentina Volpatto, Costanza Frola. Il via all’edizione 2020 sarà l’11 maggio. Dal 21 al 31 maggio ci sarà poi il consueto cartellone teatrale: quest’anno gli appuntamenti sono stati 230. Il bando di selezione degli spettacoli è già stato aperto e artisti e compagnie nazionali e internazionali si possono candidare fino al 3 novembre prossimo.
I torinesi potranno offrire un posto letto nella propria abitazione a uno o più artisti che si esibiranno durante il Torino Fringe Festival 2020.

Madonna si fa male, niente live BrooklynProblema al ginocchio. Popstar su Instagram, non mollo

NEW YORK08 ottobre 201919:11

Madonna si fa male al ginocchio ed è costretta a rimandare una delle date del suo Madame X tour a Brooklyn. “Sfortunatamente – si legge in una comunicazione ufficiale – Madame X di Madonna questa sera al BAM Howard Gilman Opera House è rimandato. Al momento Madonna è alle prese con una lesione al ginocchio e le è stato consigliato di riposare per i prossimi tre giorni”.
Restano invariate le date del 10 e 12 ottobre sempre a New York mentre ancora non si ha una nuova data per il concerto previsto per lo scorso sette ottobre. Madonna, 61 anni, ha iniziato il suo tour intimo in sale concerto più piccole già con un mese di ritardo rispetto ai piani a causa di problemi organizzativi. In un post su Instagram la stessa popstar ha detto che non molla, tuttavia anche lei è fatta di carne e ossa e quindi deve riposare per tre giorni per riprendersi del tutto.

‘Di uomini e ferro’, storia Fs in mostraGrandi immagini esposte fino al 6 novembre

08 ottobre 201919:26

– Si chiama ‘Di uomini e ferro’ la mostra all’aperto fino al 6 novembre delle più significative immagini tratte dall’archivio della Fondazione FS Italiane con il patrocinio del Comune di Milano, inaugurata oggi da Luigi Cantamessa, direttore generale della Fondazione FS Italiane, e da Claudia Maria Terzi, assessore regionale ai Trasporti. Ospite d’eccezione Mara Venier, “orgogliosamente figlia di ferroviere”.
Si tratta di un vero e proprio patrimonio storico e documentale della Fondazione FS Italiane, gratuito e aperto a tutti, che consente in 38 immagini di grande formato di scoprire momenti, gesti, volti, attimi della vita a bordo e intorno ai treni.
“L’operazione ‘Di Uomini e Ferro’ fa riemergere pagine importanti della nostra storia, evidenziando quanta passione e quanto sacrificio è stato necessario per costruire e far funzionare la cosiddetta “strada ferrata” che ha modernizzato il Paese”, ha commentato l’assessore Terzi.

Brachetti riparte con SoloIl 19 ottobre prima tappa a Civitanova Marche

TORINO08 ottobre 201919:28

– Arturo Brachetti dal 19 ottobre torna in scena per la quarta stagione consecutiva con il suo one man show Solo, the Legend of quick change, finora applaudito da oltre 300.000 spettatori in Europa. Prima tappa Civitanova Marche (Macerata) in un tour che toccherà più di venti città italiane (a Torino dal 19 dicembre al 6 gennaio al Colosseo).
Brachetti, che nel 2019 festeggia 40 anni di successi internazionali, propone un varietà surrealista e funambolico.
Protagonista è il trasformismo, quell’arte che lo ha reso celebre in tutto il mondo e che la farà da padrone con oltre 60 personaggi, molti creati appositamente per questo spettacolo. Ma in Solo Brachetti propone anche un viaggio nella sua storia artistica, attraverso altre affascinanti discipline: grandi classici come le ombre cinesi, il mimo e la chapeaugraphie, e sorprendenti novità come il poetico sand painting e il magnetico raggio laser. Con un mix tra scenografia tradizionale e videomapping che coinvolge gli spettatori dello show.

Oscar grandi manovre, dall’inclusione alle piattaformeNumero record di film stranieri in gara, 93

09 ottobre 201909:57

– Oscar sempre più inclusivi, nel rispetto della grande esperienza collettiva del cinema in sala ma guardando anche ai nuovi metodi di fruizione e produzione, come le piattaforme, da Amazon a Netflix (che potrebbe fare incetta di candidature, con film come The Irishman di Martin Scorsese e Marriage Story di Noah Baumbach, ndr). Sono fra le linee che stanno seguendo l’Ad dell’Academy of motion Pictures, Art and Sciences, Dawn Hudson e il neopresidente David Rubin. Lo spiegano durante l’incontro con la stampa a Roma in occasione della presentazione della partnership con Luce Cinecittà per l’Academy Museum of Motion Pictures, che si aprirà a Los Angeles nel 2020, e del primo evento dell’istituzione Usa nella capitale, un omaggio/evento glamour per i nuovi membri dell’academy italiani (fra le new entry del 2019 Giancarlo Giannini, Carlo Verdone, Toni Servillo, Matteo Garrone) ed europei.L’impegno per l’inclusione passa anche per il cambio di nome per la statuetta al miglior film straniero, che quest’anno vede in gara un numero record di candidati, 93: tra gli avversari di Il traditore di Marco Bellocchio ci sono autori come Pedro Almodovar (Dolore e gloria) e la Palma d’oro a Cannes Parasite di Bong Joon Ho. “L’Academy ha deciso quest’anno che il premio si chiamerà Oscar per il miglior film internazionale, perché la parola ‘straniero’ evocava un’alterità che non appartiene all’Academy, per cui è sempre più fondamentale l’inclusione” dice Dawn Hudson. Lo dimostra anche il fatto, che fra i nuovi membri dell’Academy (che amplia la sua composizione ogni anno) “il 30% appartengono a minoranze e il 50% sono donne”. David Rubin, che viene da una brillante carriera come casting director, da Romeo + Juliet a Big Little lies, ha già introdotto dal suo arrivo ad agosto un’importante novità, cioè la possibilità per i votanti agli Oscar (circa 7000) di vedere i film candidati anche su una nuova piattaforma ad hoc online. Tra le ‘grane’ ancora da risolvere, c’è la poca apertura da parte di alcuni membri dell’istituzione, ai film prodotti e distribuiti sulle piattaforme. Un contrasto decisamente obsoleto considerando che due dei contender più forti per il 2020, come i film di Scorsese, che debutterà in Italia alla Festa del Cinema di Roma, e Baumbach, che è stato in gara alla Mostra del Cinema di Venezia, sono targati Netflix. “Siamo sempre grandi sostenitori del del cinema in sala – spiega Rubin, parlando delle sfide per l’Ampas – è un’esperienza collettiva che non si può rimpiazzare, ma sosteniamo anche il crescente dialogo con le nuove forme di fruizione”.Sembra invece definitivamente archiviata l’idea di un Oscar per il miglior film popolare, annunciata e poi archiviata ‘sine die’ nel 2018, dopo una reazione molto negativa da parte di autori e stampa, che vedevano il nuovo premio come una sorta di ‘ghetto’ per i blockbuster: “Abbiamo capito che non era un Oscar poi così popolare – commenta sorridendo Dawn Hudson, facendo riferimento alle polemiche -. L’avevamo proposto per ampliare sempre più lo spettro dei generi dei film in gara agli Oscar ma i votanti ci hanno pensato da soli. Le candidature del 2019 sono state le più ampie come generi, da sempre”. Resta l’incognita sul presentatore della serata di premiazione, prevista per il 9 febbraio 2020: l’edizione 2019 senza conduttore ha portato un lieve aumento di pubblico in tv rispetto al 2018, ma non è stata ancora ufficializzata una decisione sulla possibilità di ripetere la formula o tornare a un presentatore. Alla giornalista che gli fa una domanda sul tema, Rubin risponde con una battuta: “Lei sarebbe disponibile?”.

Alternativa, 160 eventi in FeltrinelliFocus su memoria, ecologia, lavoro e territori

08 ottobre 201920:30

– Memoria, sostenibilità, lavoro, territori, ecologia: parte da questi cinque pilastri il prossimo palinsesto della Fondazione Feltrinelli nella nuova sede di viale Pasubio, a Milano. Il calendario, svelato questo pomeriggio, comprende mostre, incontri, dibattiti, rassegne, momenti di musica, danza e teatro, da ottobre fino alla prossima estate. La nuova stagione, denominata ‘Alternativa’, si apre a 70 anni dalla nascita della Fondazione Feltrinelli, nel 1949.
“Con il nostro calendario vogliamo parlare a pubblici diversi. Il filo rosso che lega le stagioni sono le nostre attività di ricerca” ha spiegato il presidente Carlo Feltrinelli presentando con il direttore Massimiliano Tarantino il programma 2019/2020. Il primo appuntamento della stagione è la XXII edizione dei Colloqui internazionali di Cortona, dal 16 al 18 ottobre, con un programma di approfondimento sulle trasformazioni sociali, economiche e culturali innescate dal progresso tecnologico.

John Lennon, la ‘vita eterna’ di una star immortaleA quasi 40 anni dalla morte, nel giorno del suo compleanno vola su Twitter

09 ottobre 201909:30

La parabola di John Lennon si interrompe bruscamente il 9 dicembre del 1980,  quando quattro colpi di pistola sparati da uno squilibrato, Mark Chapman, mettono fine alla sua esistenza. Lennon viene sorpreso dall’ omicida davanti al portone del lussuoso residence Dakota di New York, dove si era trasferito con la moglie Yoko Ono e il loro figlio Sean. Da cinque anni John, che era nato l’ otto ottobre del 1940 a Liverpool, non incideva: proprio nei giorni immediatamente prima della morte aveva deciso di tornare ina ttivita’: non a caso l’ album che fu pubblicato postumo, lo riporto’ in testa alle classifiche.Basterebbe il gran numero di iniziative allestite per ricordarlo che da anni si susseguono a testimoniare l’ importanza avuta da Lennon nella musica e nell’ evoluzione della cultura giovanile. Perfino in Unione Sovietica si e’ svolto un festival, al quale hanno partecipato tutti i piu’ importanti gruppi sovietici, per celebrare l’ autore di ”Immagine”.La morte e’ ormai da tempo un viatico essenziale per accedere alla mitologia del rock, e lo dimostrano i casi di Hendrix, Jim Morrison e Janis Joplin, ma John ha avuto un ruolo decisivo per l’ evoluzione dell’ immaginario della cultura giovanile nel piu’ ampio senso. (John Lennon ha rappresentato l’ anima piu’ imprevedibile dei Beatles, e’ stato lui a portare il quartetto di Liverpool sulla strada di quella trasgressione che rappresenta uno degli elementi chiave per la definizione dei connotati della musica rock. Nei primi anni ’60, i ”beatles” rappresentavano la faccia pulita del rock: a rappresentare il lato scuro del beat inglese erano i Rolling Stones. Lennon e’ stato il primo a portare in pubblico quegli elementi di sregolatezza che i quattro di Liverpool tenevano serbati per la loro vita privata. Il mito dei Beatles ha pesato coem un macigno sulla vita di John: una volta sciolto il quartetto, ha lottato a lungo per potersi liberare dall’ immagine dell’ ”ex Beatles”. Eppure, in un certo senso, per molto tempo Lennon e’ stato l’ unico dei Beatles ad essere riuscito a costruirsi una carriera degna di essere raccontata al di fuori della storia dei ”fab four”. E non solo per motivi musicali. Grazie a una sensibilita’ non comune, John seppe intuire lo spirito dei tempi e si mise in prima fila nella pacifica battaglia dei movimenti non violenti. Una scelta di campo pagata a duro prezzo, che gli costo’ ad esempio l’ ostilita’ del governo degli Stati Uniti che attese molto tempo prima di concedergli il visto.Lennon divento’ addirittura una bandiera del pacifismo, con canzoni come ”Give Peace A Chance”, ”Immagine” che gia’ da sole basterebbero a giustificare il titolo di ”grande”, e con iniziative provocatorie come i ”Bed In” di Amsterdam e Toronto, quando lui e Yoko Ono ricevettero i giornalisti nudi nel letto. Gia’ prima aveva precorso i tempi dando spazio nelle sue canzoni agli elementi della cultura lisergica, alla passione per l’ India e per l’immaginario dell’ Lsd.L’ importanza acquisita dalla sua figura anche in campo extra musicale rischia pero’ di far passare in secondo piano le sue straordinarie doti di compositore. Insieme a Paul McCartney e al produttore dei Beatles George Martin, John Lennon e’ stato protagonista di un’ autentica rivoluzione musicale che ha cambiato radicalmente il modo di concepire e realizzare i dischi. Una rivoluzione condotta talvolta sulla spinta della visionareita’ che ha precorso i tempi e che e’ la sola strada per comprendere perche’ ancora oggi le canzoni dei Beatles continuano ad esercitare un’ influenza cosi’ profonda nella musica contemporanea. E perche’ e’ ancora possibile ritrovarsi a ricordare con commozione il decennale della sua morte.

Fois, Pietro e Paolo in guerra e paceUn teso, limpido racconto epico di uomini (sardi) esemplari

09 ottobre 201910:00

MARCELLO FOIS, ”PIETRO E PAOLO” (EINAUDI, pp. 148 – 17,50 euro).
Il ritmo del racconto procede spedito e ben ritmato come la camminata in una fredda mattinata di Pietro Carta da Lollove a Nuoro ”che voleva essere una città”. E’ un andare incontro al proprio destino, forse alla propria morte, per tener fede a un giuramento di amicizia e arrivare a una resa dei conti, occhi negli occhi, con Paolo Mannoni. Ed ecco che i capitoli sono numerati dal 16 allo 0 in una sorta di conto alla rovescia, durante il quale torna tutto il passato e il rapporto tra i due coetanei da quando erano bambini inseparabili, alla guerra e la vita che li ha divisi, nonostante il voto, l’augurio segreto fatto adolescenti da ognuno davanti alla bara dell’amica e amata Lucia Pirisi, che l’uno non ha mai rivelato all’altro e che scopriremo solo alla fine.
Il tutto coinvolgente perché narrato con una scrittura nitida, limpida come l’aria del mattino in cui viaggia Pietro, e una costruzione ben congegnata, una valenza mitica con qualcosa di letterario di troppo o la digressione sul miracolo di Fatima, che certo è metafora di illusioni e demistificazioni, ma troppo lunga e che può spezzare quella tensione, quel tono epico del rapporto dell’uomo con la vita, la natura e la storia, sarda in particolare, di cui Fois è maestro e basterebbe ricordare il bellissimo ”La memoria del vuoto”, oltre alla trilogia della famiglia Chironi. E allora anche in queste pagine, al di là o grazie al fascino del racconto, alla fine, affiora una qualche verità sull’essere uomini e l’impegno e il mistero dello stare al mondo.
Pietro e Paolo, nomi ovviamente non scelti a caso, sono il povero e il ricco, ambedue nati nel 1899, uno figlio del padrone che ha accumulato soldi, partendo dal pecorino, con speculazioni e anche qualche usura, e l’altro del contadino acquistato assieme alla terra e tollerato perché la coltiva, ma cresciuti assieme col primo, forte e vitale, spesso ospite, sotto l’occhio vigile e arrogante della governante Annica, a casa dell’altro, più fragile, bella testa e buon lettore. Tanto che quando Paolo sarà richiamato dopo Caporetto in guerra senza che il padre riesca a farlo riformare, questi chiederà a Pietro, per debito di riconoscenza, di arruolarsi volontario giurando di stargli sempre vicino e proteggerlo.
Sempre rimangono però di due mondi diversi, e Paolo non a caso un giorno gli spiega certi aspetti della vita attraverso la funzione dei verbi servili e ausiliari. E così, mentre Pietro ha un assoluto senso dell’onore e fedeltà ai propri impegni sino al sacrificio di sé, l’altro è debole, lo implora di ”non lasciarlo” e alla prima occasione, sentendosi abbandonato in pericolo, non perderà tempo a capire, prima di denunciarlo dal fronte come fedifrago al padre, che si affretterà a cacciare la sua famiglia dalle proprie terre.
Al ritorno dalla guerra Pietro scoprirà così che Paolo, creduto morto, è vivo, anche se reso gravemente paralitico da una ferita, e sono morti invece il padre e il fratello di stenti e per la febbre spagnola, mentre la madre Margherita vive mendica al gelo. Il suo destino, il suo senso di giustizia tradito ne fa un uomo senza più fede e fiducia, ribelle col ”demone di determinare le cose”, il quale, con molti soldi fatti rubando e tornando a casa da disertore sbandato, diviene allora mitico e imprendibile bandito. ”A distanza di molti anni, Pietro poteva dire che tutto ciò che aveva vissuto in quel luogo non era stato altro che vita vera, e non, come aveva a lungo creduto, un’apparizione miracolosa o, peggio, un segno del cielo. Il cielo non lascia segni. Semmai sono gli uomini che lasciano segni nel cielo”. Così sa che probabilmente, un anno dopo il ritorno, nel 1920, gli costerà la vita accettare l’invito di Paolo a Nuoro, dove gli viene preparata una imboscata per farlo arrestare. Al ritorno dalla guerra Pietro scoprirà così che Paolo, creduto morto, è vivo, anche se reso gravemente paralitico da una ferita, e sono morti invece il padre e il fratello di stenti e per la febbre spagnola, mentre la madre Margherita vive mendica al gelo. Il suo destino, il suo senso di giustizia tradito ne fa un uomo senza più fede e fiducia, ribelle col ”demone di determinare le cose”, il quale, con molti soldi fatti rubando e tornando a casa da disertore sbandato, diviene allora mitico e imprendibile bandito. ”A distanza di molti anni, Pietro poteva dire che tutto ciò che aveva vissuto in quel luogo non era stato altro che vita vera, e non, come aveva a lungo creduto, un’apparizione miracolosa o, peggio, un segno del cielo. Il cielo non lascia segni. Semmai sono gli uomini che lasciano segni nel cielo”. Così sa che probabilmente, un anno dopo il ritorno, nel 1920, gli costerà la vita accettare l’invito di Paolo a Nuoro, dove gli viene preparata una imboscata per farlo arrestare.

Al ritorno dalla guerra Pietro scoprirà così che Paolo, creduto morto, è vivo, anche se reso gravemente paralitico da una ferita, e sono morti invece il padre e il fratello di stenti e per la febbre spagnola, mentre la madre Margherita vive mendica al gelo. Il suo destino, il suo senso di giustizia tradito ne fa un uomo senza più fede e fiducia, ribelle col ”demone di determinare le cose”, il quale, con molti soldi fatti rubando e tornando a casa da disertore sbandato, diviene allora mitico e imprendibile bandito. ”A distanza di molti anni, Pietro poteva dire che tutto ciò che aveva vissuto in quel luogo non era stato altro che vita vera, e non, come aveva a lungo creduto, un’apparizione miracolosa o, peggio, un segno del cielo. Il cielo non lascia segni. Semmai sono gli uomini che lasciano segni nel cielo”. Così sa che probabilmente, un anno dopo il ritorno, nel 1920, gli costerà la vita accettare l’invito di Paolo a Nuoro, dove gli viene preparata una imboscata per farlo arrestare.

Gemini Man, Will Smith contro Will SmithIn sala dal 10 ottobre il thriller action di Ang Lee

09 ottobre 201909:58

– “Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria e’ sicura”, scriveva Sun Tzu ne ‘L’arte della guerra’. E’ un concetto che esplora da una prospettiva distopica/esistenziale Will Smith in Gemini man di Ang Lee, action thriller con un tocco di fantascienza che arriva in sala dal 10 ottobre con 20th Century Fox. Il divo interpreta un infallibile cecchino dell’intelligence Usa stanco di uccidere ma costretto a ‘tornare in azione quando si ritrova contro una versione di se’ piu’ giovane che ha la missione di eliminarlo.
Il film porta sul grande schermo una sceneggiatura di Darren Lemke, piu’ volte rivista e riscritta (qui ci mette le mani anche uno dei coautori dell’adattamento tv de Il Trono di Spade, David Benioff) che girava almeno da 20 anni a Hollywood, e alla quale vari registi e attori erano stati interessati (da Ridley Scott a Harrison Ford, da Mel Gibson a Clint Eastwood) per poi rinunciare viste le difficolta’ tecniche di realizzazione. Il regista taiwanese premio Oscar ha risolto il problema non ricorrendo al ringiovanimento digitale degli attori (come ha fatto Scorsese in The Irishman), ma creando attraverso la motion capture un doppio digitale di Will Smith. Inoltre per un maggiore realismo dell’immagine, Lee ricorre di nuovo a una versione perfezionata del 3D Hfr (High Frame Rate, che James Cameron proporra’ anche nei sequel di Avatar) gia’ utilizzata dal regista nel primo film realizzato con queste tecniche, Billy Lynn – Un giorno da eroe (2016).
Girato tra Savannah, Cartagena e Budapest, il film ci presenta le incredibili capacita’ di Henry Brogan (Smith), killer 51enne della Dia, in una potente scena d’apertura che coinvolge un treno a tutta velocita’. L’uomo ancora una volta porta a termine la sua missione, tuttavia, arrivato alla 72/a uccisione, gli incubi e i rimpianti sono ormai troppi. Si dimette, ma l’idea di passare il resto sua vita da tranquillo pensionato, va all’aria, quando Henry si ritrova trasformato in bersaglio da un suo ex capo, Clay Verris (Owen), diventato un imprenditore specializzato in eserciti mercenari, con un sogno: arrivare al soldato perfetto, tanto abile quanto privo di sentimenti. Motivo per il quale ha lanciato Gemini, progetto di clonazione, di cui Brogan scopre l’esistenza quando si ritrova di fronte, come killer venuto per ucciderlo, ‘Junior’ (Smith), sua versione ventenne, creata da Verris con il dna di Henry.
Brogan, tradito dalla sua agenzia, cerca di capire come sopravvivere in una sfida globale, grazie anche all’aiuto di un vecchio compagno d’armi il Barone (Benedict Wong) e una nuova amica, Danny (Mary Elizabeth Winstead), agente della Dia, mandata inizialmente a sorvegliarlo, ma che comprende presto da che parte stiano i cattivi.
Ang Lee, appassionato da sempre all’esplorazione dei generi, qui non e’ aiutato da una sceneggiatura superficiale e lacunosa, che propone temi e situazioni certo non nuovi (dalla ricerca del soldato perfetto ai cloni) e dialoghi con momenti involontariamente surreali. Il cineasta riesce comunque a regalare un esteso omaggio a maestri, anche orientali dell’action, come John Woo, e non lesina inseguimenti per terra e per mare, case bunker, duelli fra centinaia di colpi da western metropolitano in una divertente playlist di ambientazioni. Fra le chicche del film, prodotto da un altro esperto del genere (versione blockbuster) Jerry Bruckheimer, uno scontro diretto fra Brogan e Junior usando come ‘armi’ due moto.
Non mancano poi temi cari a Lee, come il confronto con la figura del padre o la complessita’ del rapporto fra maestro e allievo.
Per Will Smith “e’ stato bellissimo” guardare a se stesso dalla prospettiva di “giovinezza contro esperienza – ha spiegato a Total Film – e riflettere sull’eta’ alla quale vorresti realmente tornare, se potessi”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Bologna si gira ‘Gli anni che cantano’
Filippo Vendemmiati racconta il Canzoniere delle Lame

BOLOGNA07 ottobre 201917:07

– Sono iniziate a Bologna le riprese di ‘Gli anni che cantano’, il docufilm di Filippo Vendemmiati sulla storia del Canzoniere delle Lame, il gruppo musicale nato nel 1967 che in vent’anni di attività ha proposto una nuova canzone politica e militante, con il recupero dei repertori politici e sociali della musica popolare. Con oltre mille concerti in Italia e all’estero, ha cantato con gli operai delle fabbriche occupate e gli emigrati italiani in Svizzera. Una storia di studenti e lavoratori che, partiti da una Casa del Popolo si sono trovati a incrociare la straordinarietà di un periodo storico come quello dal 1967 al 1987. Nel cast anche Alberto Cazzola (Albi) de Lo Stato Sociale e Giacomo Gelati (Jack) di Altre di B, per un dialogo ‘on the road’ tra passato e presente, tra i giovani musicisti e gli ex componenti del Canzoniere, con anche materiali provenienti dall’archivio storico del Canzoniere di Gianfranco Ginestri, tra i fondatori, tra cui dischi, bobine, pellicole super 8 e fotografie.

Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer regine a RomaLe due attrici nella capitale per la prima di “Maleficent 2″

08 ottobre 201910:53

Entrambe magrissime, belle e anche troppo professionali tanto da risultare algide, distanti.Delle vere star. Ma, nonostante questo, Angelina Jolie, 44 anni, e Michelle Pfeiffer, 61 anni, oggi a Roma per ‘Maleficent 2: Signora del Male’, diretto da Joachim Ronning in sala dal 17 ottobre e evento speciale di preapertura ad Alice nella Città, non hanno mancato in generosità nelle risposte.Tra i molti temi sollevati all’incontro stampa, l’inclusione, le donne e la famiglia. E, alla fine, ci sono state anche le domande da parte di un centinaio di ragazzini che hanno partecipato a una ristretta masterclass subito dopo l’incontro stampa.Prodotto dalla Walt Disney Pictures il fantasy, sequel di Maleficent, remake/spin-off del Classico Disney La bella addormentata nel bosco (1959), racconta come l’affettuoso legame tra Malefica (Jolie) e Aurora (Fanning) venga compromesso quando il Principe Filippo (Harris Dickinson) chiede la mano alla ragazza e quest’ultima accetta senza consultarsi con Malefica. Tutto precipita alla cena di fidanzamento quando la madre di Filippo, Ingrith (Pfeiffer), mostra una natura malvagia del tutto inaspettata e questo in un film in cui è molto forte lo scontro razziale.”Credo che l’inclusione – dice la Jolie oggi in conferenza stampa – sia estremamente importante. La prossima generazione sarà ancora più connessa e così questa rinascita dell’odio e della divisione cavalcata oggi dai politici fa parte di una battaglia che non potranno mai vincere. Il mondo – aggiunge – è infatti pieno di diversità e lo sarà ancora di più per i nostri figli e per quelli che verranno”. La famiglia, sempre per l’attrice figlia d’arte, “non dipende solo dal sangue. Io sono fortunata ad avere tanti figli (ne ha tre adottati e tre naturali) anche perché, devo dire, ho imparato qualcosa da ciascuno di loro”. E aggiunge: “E pensare che da ragazza non credevo che sarei stata capace di fare la madre. Anche nel caso di Malefica scoprire di essere madre salva la sua vita un po’ squilibrata e selvaggia”.Riguardo alle donne e Hollywood, spiega la Jolie: “In questo film ci sono alla fine tre donne protagoniste. La cosa importante è che sono tutte forti. In Maleficent, come nella realtà, una donna è forte anche quando legge favole ai bambini, come fa appunto Aurora”.”Hai avuto paura quando ti sei vista allo specchio vestita da Malefica?” chiede un bambino alla masterclass. “Farmi vedere dai miei figli mascherata non è stata una buona idea – spiega la Jolie divertita -. Si sono spaventati. Io che non l’avevo capito subito ho cominciato a inseguirli, ma poi mi sono resa conto del loro terrore così ho cominciato a togliermi il trucco per fargli capire che ero la loro madre”. Ma ad essere terrorizzati non sono stati solo i figli della Jolie: “Quando l’ho vista la prima volta travestita da Malefica – dice la Pfeiffer – sono rimasta scioccata per la sua bellezza e allo stesso tempo terrorizzata. Mi sono chiesta: che farei io se apparisse un essere così nella mia casa?”. Fare l’attrice? “È una professione molto divertente, ma devi essere anche molto forte per questo lavoro perché il mondo tende a vederti in modo sbagliato. Al Pacino ha detto una volta ai suoi fan: ‘Non mi dovete confondere con i personaggi che interpreto’. Io la penso come lui”.

Verdone guest director prossimo TFFPresenterà la sezione ‘Cinque grandi emozioni’

TORINO08 ottobre 201912:53

– Carlo Verdone è il Guest Director della 37a edizione del Torino Film Festival che si terrà dal 22 al 30 novembre prossimo. Il regista, sceneggiatore e attore sarà nel capoluogo piemontese nei giorni del festival e presenterà al pubblico ‘Cinque grandi emozioni’, la sezione da lui curata composta dai film Ordet di Carl Theodor Dreyer, Buon compleanno Mr. Grape di Lasse Hallström, Divorzio all’italiana di Pietro Germi, Oltre il giardino di Hal Ashby, Viale del tramonto di Billy Wilder.
“Accolgo con vero piacere l’invito di Emanuela Martini (direttrice della rassegna, ndr) ad essere Guest Director – dice Verdone – e ho scelto di presentare cinque film estremamente diversi fra loro, che resteranno per sempre nella mia memoria di spettatore. Cinque film che mi hanno rapito ed emozionato non solo per le perfette regie, ma soprattutto per le notevoli interpretazioni dei loro protagonisti”.

Favino sul set di Padre NostroDa una storia di cronaca il film diretto da Claudio Noce

08 ottobre 201913:24

– Pierfrancesco Favino è il protagonista di Padre Nostro, il terzo lungometraggio per il cinema di Claudio Noce. Ispirato a un fatto di cronaca, è la storia di due ragazzini, Valerio e Christian, e dell’estate in cui fanno una scoperta terribile, la violenza degli adulti, e una meravigliosa, la forza dell’amicizia.
Le riprese sono iniziate a Roma il 29 luglio e proseguono in Calabria, sulla costa tirrenica a Scilla e Palmi, in Sila a Lorica e sul lago Arvo, e sulla costa ionica a Camini, Riace e al castello San Fili a Stignano. Scritto dallo stesso Noce con Enrico Audenino, il film uscirà nelle sale cinematografiche distribuito da Vision Distribution. Nel cast anche Barbara Ronchi e i giovanissimi Mattia Garaci e Francesco Gheghi.

Diabolik sul set con Luca MarinelliNel cast Miriam Leone Eva Kant, Mastandrea ispettore Ginko

08 ottobre 201914:25

– Diabolik, il nuovo film dei Manetti bros., adattamento cinematografico delle avventure del personaggio creato da Angela e Luciana Giussani è sul set dal 30 settembre. Il Re del Terrore ha il volto di Luca Marinelli, l’affascinante Eva Kant quello di Miriam Leone e Valerio Mastandrea è L’ispettore Ginko. Nel cast anche alcuni degli attori cari al cinema dei Manetti, da Alessandro Roja a Serena Rossi e Claudia Gerini. Courmayeur, Bologna, Milano e Trieste i luoghi in cui si svolgeranno le riprese del film che racconterà la storia oscuramente romantica dell’incontro tra Diabolik e Eva, ambientata nello Stato fittizio di Clerville negli anni ’60. Uscirà nelle sale italiane nel 2020 distribuito da 01 Distribution. Il film è scritto da Michelangelo La Neve e Manetti bros., che hanno firmato il soggetto insieme a Mario Gomboli. E’ prodotto da Carlo Macchitella e Manetti bros. per Mompracem con Rai Cinema, con il sostegno delle Film Commission di Emilia – Romagna, Friuli Venezia Giulia e Valle D’Aosta.

Le Mans ’66, quando la Ford batté la FerrariIn sala storia vera gara con Bale, Damon e Girone

09 ottobre 201909:54

– ‘Le Mans ’66 – La grande sfida’ di James Mangold (Logan), in sala dal 14 novembre con la Fox, ti porta dentro la pista e non ti annoia mai nonostante la durata di oltre due ore. Dentro questo sport-movie ad alta velocità poi un pezzo di storia vera che il titolo originale sintetizza così: Ford V. Ferrari. Siamo negli anni 60 e il marketing della Ford è stanco di non avere appeal sul pubblico giovane che vuole la velocità. E la casa automobilistica é stanca di perdere la 24 ore di Le Mans contro la Ferrari. Così Henry Ford 2 si affida all’ex pilota e brillante ingegnere Carroll Shelby (Matt Damon) perché progetti un’auto capace di trionfare nell’impresa e, a sua volta Shelby chiede aiuto al pilota inglese Ken Miles (Christian Bale) che, dopo un iniziale scetticismo, accetta la proposta. I due inizieranno a collezionare vittorie in poco tempo dopo la messa a punto della mitica Ford Gt40 che vinse nello stesso anno la 12 ore di Sebring, poi la 24 ore di Daytona e, infine, la fatidica gara di Le Mans del 1966.Ed Enzo Ferrari? È reso molto bene da Remo Girone che mostra tutto il caratteraccio del costruttore di Modena specie quando, rifiutando la proposta d’acquisto della sua fabbrica da parte di Henry Ford, gli dimostra il suo disprezzo e in qualche modo lo sfida. Centrale in questo film, pieno di ritmo e cavalli motore, la lotta tra il corporate thinking della miliardaria Ford e l’artigianato creativo e artistico della Ferrari. “Con Le Mans ’66 – dice Mangold – volevo fare un film di corse dove le auto non fossero creazioni digitali e dove fossimo davvero sulla pista. E non solo per parlarne in conferenza stampa, ma perché fa la differenza vedere qualcosa di reale sullo schermo. E il regista di ‘Top Land’ più volte oggi ribadisce in conferenza stampa la sua filosofia di cinema: “Troppi dei nostri film ci fanno addormentare piuttosto che svegliarci e farci pensare alla vita. Io insomma non voglio anestetizzare il mio pubblico, piuttosto rinuncio a fare film”. E ancora Mangold: “Sono partito da una storia che ho amato subito. Un action movie con tanto di battaglia in pista e una sorprendente serie di eventi che si susseguono. Quel che accade in Le Mans poi non è come Rocky, non è così scontato. Eppure in tv – aggiunge – le corse sono spesso noiose. Così ho cambiato strategia, facendo entrare lo spettatore nell’abitacolo, coinvolgendo chi osserva direttamente nella guida”. “É stato bello girare un film interpretando un personaggio universalmente conosciuto come è ancora Enzo Ferrari – dice Remo Girone -. Un esempio su tutti per far capire quanto è ancora noto. Quando sul set hanno saputo che interpretavo Ferrari non c’è stato nessuno che non mi abbia chiesto di fare una foto con lui”.A completare il cast di Le Mans ’66 – La Grande Sfida, Jon Bernthal, Caitriona Balfe, Noah Jupe e Paul Sparks.

Tributo a Fellini a grande Museo dell’AcademyApre a Los Angeles nel 2020. Partnership con Luce Cinecittà

08 ottobre 201919:11

Un grande tributo a Federico Fellini, con retrospettiva e mostra sul cineasta per i 100 anni dalla nascita, sarà tra gli eventi d’apertura nel 2020 (si pensa in autunno), insieme a un tributo a Miyazaki e a ‘Regeneration: Black Cinema 1900-1970’, a Los Angeles, dell’Academy Museum of Motion Pictures. La struttura da 388 milioni di dollari, progettata da Renzo Piano, nasce per essere una ‘casa’ del cinema mondiale, fra storia e sviluppi più moderni (esperienze immersive comprese). Il tributo al maestro italiano è il primo capitolo di un accordo di partenariato quinquennale fra l’Academy e Luce Cinecittà. “E’ una collaborazione fra le istituzioni cinematografiche più consolidate in Italia e negli Usa, per proporre ogni anno un programma di proiezioni e eventi sul cinema italiano” spiega a Roma, annunciando l’accordo, l’amministratrice delegata dell’Academy of motion Pictures, Art and Sciences, Dawn Hudson.

S.Cecilia, Pappano apre con BerliozConcerto inaugurale con la monumentale Grande Messe des Morts

09 ottobre 201910:03

– “Berlioz, rivoluzionario e tremendo”. Il maestro Antonio Pappano sceglie con cura le parole per definire la monumentale Grande Messe des Morts che aprirà la stagione sinfonica di Santa Cecilia. Il direttore musicale dell’ Accademia Nazionale considera una “sfida enorme” dirigere l’opera mastodontica del compositore francese, con l’orchestra e il coro Ceciliani, il Coro del Teatro San Carlo di Napoli e la Banda Musicale della Polizia di Stato, in tutto 300 musicisti in scena, con l’ atteso debutto a Roma del tenore messicano Javier Camarena.Il concerto inaugurale nell’ Auditorium Parco della musica – giovedì 10 ottobre alle 19:30 con repliche venerdì 11 e sabato 12 – sarà quindi l’ occasione per lasciarsi travolgere dalla potenza del Requiem, composto da Hector Berlioz nel 1838 ed eseguito solo quattro volte in passato negli oltre cento anni di vita dell’ Accademia. “E’ un capolavoro di rarissimo ascolto -ha detto il presidente Emanuele dall’ Ongaro -. Pensavamo che oltre questo non si potesse andare ma per l’ inaugurazione dell’ anno prossimo ci supereremo presentando ‘I maestri cantori di Norimberga’ di Richard Wagner”. “Berlioz resta un innovatore, un rivoluzionario – ha commentato Pappano – un compositore moderno ed essenziale. Ha creato una grande partitura piena di sorprese – ha commentato Pappano -, di una grandiosità e poeticità formidabili. Sono felicissimo di poter eseguire questa cattedrale gotica commovente e poetica, ha un effetto terrificante sugli spettatori. E’ un’ opera tremenda nel senso che lascia senza fiato”. Il maestro ha insistito sui contrasti tra il pianissimo e i momenti “apocalittici” che rendono unica l’ opera, nella quale nove dei dieci movimenti sono pezzi corali.”Siamo in un flusso continuo di estremi – ha spiegato – Tutto va verso strade inaspettate, è questa la sorpresa di Berlioz”. I 150 anni dalla morte del compositore francese saranno celebrati con altri due concerti in programma nel mese di ottobre. L’ avvio della nuova stagione segna anche l’ inizio dell’ attività del maestro Piero Monti alla guida del Coro dell’ Accademia Nazionale. Proprio il Coro negli ultimi anni ha interpretato il Requiem a Parigi con l’Orchestre National de France nel 2008, e ad Amsterdam nel 2019 con la Royal Concertgebouw Orchestra, quest’ultima sotto la direzione di Pappano e con il tenore Javier Camarena, in una sorta di preview internazionale del concerto romano. Già nel 2006 ll direttore musicale aveva scelto Berlioz per inaugurare la stagione di Santa Cecilia dirigendo la Damnation de Faust con un cast internazionale composto da Jonas Kaufmann, Erwin Schrott, Roberto Valentini e Vesselina Kasarova. “Senza Pappano qui non si va da nessuna parte – ha detto Dall’ Ongaro, ringraziando tutta la squadra di Santa Cecilia, dai musicisti, ai tecnici, al personale degli uffici. “L’ anno prossimo – ha aggiunto – con Wagner porteremo un titolo fantastico, l’ unica opera che ancora manca nella storia di Santa Cecilia di cui Pappano a Londra ha dato una lettura straordinaria”. Il vice sindaco di Roma Luca Bergamo, assessore alla Crescita Culturale, ha ringraziato il maestro per “l’ empatia che vorremmo fosse messa a disposizione di tutti” e l’ Accademia Nazionale, “soggetto culturale nel mondo e grandissimo orgoglio della città”.

Le Verità di Deneuve e Binoche e l’amore per il cinemaEsce film di Kore-eda Hirokazu resa dei conti madre/figlia

08 ottobre 201918:06

Le Verita’, dal 10 ottobre in sala con Bim dopo l’apertura della Mostra del cinema di Venezia del giapponese Kore-eda Hirokazu è una resa dei conti con abbraccio finale tra una madre attrice (Catherine Deneuve) e una figlia (Juliette Binoche) poco vissuta per inseguire il vero amore, quello della recitazione.
“Ho messo molto di me stessa come donna nell’attrice protagonista della storia” ha ammesso Catherine Deneuve, 75 anni, che interpreta Fabienne, un monumento del cinema francese che riceve la visita della figlia sceneggiatrice Lumir (Juliette Binoche) attrice mancata con cui ha un rapporto a dir poco problematico, in occasione dell’uscita delle sue memorie autobiografiche e mentre e’ impegnata nelle riprese di un film con una nuova stella del cinema. “La sceneggiatura – ispirata ad una piece ambientata nel camerino di un’attrice – e’ stata creata con l’aiuto di noi attori nel corso di vari incontri, a Parigi, Cannes, Giappone. Ciascuno ha raccontato se stesso, andando alle cose essenziali della personalita’ e tralasciando il superfluo”, spiega.
Fabienne, circondata da persone che la amano e la temono per il suo essere distante, e’ una madre di fatto anaffettiva, concentrata solo sulla professione e sui suoi ricordi anche dolorosi. “Io la capisco perfettamente questa donna”, ha aggiunto la Deneuve sottolineando di non essere pero’ una ‘macchina d’interpretazione’ come la Fabienne del film.
La verita’ e la non verita’: ce n’e’ di piu’ sulla scena o nella vita reale? Nel film di Kore-eda e’ pur sempre Un Affare di Famiglia per citare il titolo con cui nel 2018 il maestro giapponese ha vinto la Palma d’oro a Cannes. L’incontro tra madre e figlia, con la complicita’ della nipotina Charlotte e del genero attore di serie B (Ethan Hawke), si trasformera’ in un confronto sul passato e i risentimenti reciprochi che le avevano allontanate, in una sorta di resa di conti persino prolifica: Fabienne e Lumir, al culmine delle rivelazioni, finalmente si abbracciano e si commuovono. “Tutta questa emozione sprecata per la vita privata!”, dice Fabienne/Deneuve che chiede al regista di rigirare la scena del film che sta girando per renderla piu’ vera.
“Nel 2011 mi ha contattato Juliette Binoche chiedendomi di fare un film con lei da una piece ambientata nel camerino di un’attrice”, ha detto il regista giapponese Kore-eda Hirokazu, Palma d’oro a Cannes nel 2018 con Un affare di famiglia. E si deve alla Binoche, 55 anni, una delle attrici francesi con piu’ film d’autore nel curriculum, la tessitura della tela che alcuni anni dopo ha portato al film. “Aspettavo di lavorare con Kore-eda da anni. Realizzo oggi tutti i miei sogni – ha raccontato la Binoche – perche’ nel film sono la figlia di Catherine Deneuve ed io ero piccola quando mi innamorai di lei, questo simbolo della femminilita’ e grande attrice. Oggi e’ una vera consacrazione”.

Alessandra Priante, al turismo Onu con studio e tenaciaItalia non sprechi opportunità offerte Unwto, imiti Portogallo

RIMINI09 ottobre 201910:07

– Tosta, resiliente e come lei stessa si definisce “caparbia” e perfezionista. In un mondo abbastanza maschile come quello del turismo, soprattutto ai livelli apicali, Alessandra Priante porta l’Italia ai vertici dell’Unwto, l’agenzia Onu attiva per la promozione del turismo, diventando la nuova responsabile, la prima italiana, della Commissione Regionale Europa che riunisce più di 40 Stati. Aquilana, laureata alla Bocconi, 6 lingue parlate e una lunga esperienza sul campo sia diplomatico che culturale e turistico la Priante, che ha superato un’agguerrita concorrenza di oltre 200 candidati e numerose prove da maggio ad agosto, parla del suo percorso e dei progetti futuri: “Tanto ha pesato l’impegno e lo studio ma anche il mio carattere e la mia “abruzzesità”. A noi abruzzesi non ci ammazza mai nessuno, non ci ferma nessuno (neanche i terremoti!). Ho avuto tante occasioni in cui ho avuto voglia e modo di mollare tutto ma ho resistito. Alle donne specie se capaci fanno pesare la competenza e non sempre ci viene riconosciuto ciò che ci spetta.
Ma non serve dirlo, è toccato a tutte”.
L’Europa è la Regione più vasta e di peso nel contesto dell’Unwto e nel turismo mondiale in genere: 4 dei 6 Paesi fondatori dell’ente sono europei (Italia, Francia, Germania, Spagna); come “Regione” genera oltre il 50% degli arrivi internazionali ed è in continua crescita (+4% nell’ultimo anno).
“Mi auguro – spiega la Priante – che l’Italia continui a crescere al meglio nel turismo e riesca a comunicarlo fuori. Il turismo internazionale, infatti, non lo fai solo con l’incoming ma soprattutto con le relazioni internazionali. Per questo sono molto felice del ritorno come ministro di Dario Franceschini che ha sempre creduto nella cosiddetta “diplomazia culturale” e in quella del turismo”. La Priante, che sarà tra i protagonisti del TTG Incontri di Rimini, spiega perché un organismo come quello che andrà a dirigere può essere determinante per il Paese: “Quando si fa parte di piattaforme internazionali come l’Unwto, bisogna capirne il senso. Quasi tutti i Paesi che sono emersi, sono quelli che hanno deciso di mettere il turismo al centro delle loro politiche nazionali e nello stesso tempo di sfruttare l’Unwto come una piattaforma globale. Banalmente se vuoi stabilire delle relazioni bilaterali basta che partecipi a un evento Unwto e ti fai incontri 10 bilaterali: però bisogna averlo in testa”. E fa degli esempi: “Ci sono paesi come la Grecia e il Portogallo che erano alla Bottom Line dell’economia e hanno fatto passi avanti solo grazie al turismo. Ad esempio in Portogallo il turismo è stato messo come linea guida in tutte le policy degli altri ministeri dai trasporti alla cultura, dalla digitalizzazione alla formazione. Ora questo paese è diventato una bomba, ha iniziato a ospitare grandi eventi. E che dire della Grecia che ha risollevato tutta l’economia? Stiamo parlando di esempi di virtuosi che hanno utilizzato l’Unwto per conoscenze, scambi, market intelligence. Sei nell’Onu, nella piattaforma multilaterale per eccellenza che ha oltretutto dei valori culturali mondiali come la sostenibilità che deve essere la base di tutto”.
Il futuro ma anche i successi passati: “Ho lasciato all’Italia una bella eredità. Abbiamo fatto riconfermare l’Italia nel consiglio esecutivo per altri 4 anni, abbiamo avuto la vicepresidenza, ospiteremo nel 2021 l’Unwto Global Conference on Wine Tourism e nel 2022 l’Unwto World Forum on Gastronomy Tourism. E nel 2020 anche il Consiglio Esecutivo. Non sfruttare queste opportunità, sarebbe davvero un peccato. E bisogna cominciare subito perché ci si deve muovere con almeno due anni di anticipo. Ma sono sicura che sia Franceschini che il sottosegretario al turismo Lorenza Bonaccorsi sfrutteranno al meglio queste opportunità”.

A teatro Huppert, Malosti, RiondinoTriplice omaggio ai 50 anni del Mistero Buffo di Dario Fo

09 ottobre 201910:56

– Isabelle Huppert per Robert Wilson in ”Mary Said What She Said” di Darryl Pinckney, a Firenze, e Milo Rau a Roma con ”La rivolta della dignità – Resurrezione”; triplice omaggio ai 50 anni del ”Mistero Buffo” di Dario Fo con Mario Pirovano a Milano, Ugo Dighero a Roma e Matthias Martelli a Torino. E ancora, Roberto Latini con ”In Exitu” di Giovanni Testori, a Roma, Valter Malosti a Milano per ”Se questo è un uomo”, nel centenario della nascita di Primo Levi; fino a Michele Riondino con ”Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov diretto da Andrea Baracco, tra Narni (TN) e Bologna: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

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ALLE 14:12 DI LUNEDì 07 OTTOBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

10 anni fa il docu su Jackson This is it
Esce cofanetto su film musicale da record girato prima di morire

NEW YORK06 ottobre 2019 11:11

– Il docufilm ‘This Is It’ compie dieci anni e per l’occasione verrà messo in vendita un cofanetto musicale che ricorda gli ultimi giorni della carriera musicale di Michael Jackson prima della sua tragica morte il 25 giugno del 2009. ‘This Is It’, il documentario musicale con il maggior incasso di tutti i tempi, fu realizzato utilizzando il materiale girato nei giorni immediatamente precedenti la morte di Jacko mentre l’artista provava le canzoni e preparava le coreografie per lo show omonimo in programma a Londra a partire dal luglio 2009.
Il cofanetto musicale sarà disponibile dal prossimo 11 dicembre e solo in mille copie. Comprende quattro Lp in vinile blu translucido, un Blu-Ray del film in 3D, un libro di 60 pagine e un biglietto per il concerto che non si svolge mai del 24 luglio del 2009 a Londra.

Svelato ‘mistero’ legnaie artisticheSandro Savio realizza cataste legna artistiche,ultima è chiesa

BELLUNO06 ottobre 201912:56

– E’ stato svelato il nome dell’artista del bassorilievo in legno – la riproduzione di una chiesa – che sta spopolando sui social. E’ Sandro Savio, di Vallada Agordina, Dolomiti Bellunesi, il quale ama realizzare cataste di legna artistiche che riscuotono la curiosità di molti turisti. L’opera ripresa in tanti scatti pubblicati sui social, è la riproduzione della chiesa di San Simon, ed è visibile lungo la strada comunale, sulla parete del piccolo edificio del “forn”, a Sachet di Vallada. Un lavoro minuzioso fatto accostando legni di diversa tipologia: abete, frassino, acero, larice, in un gioco di colori e un mosaico di contrasti. Il bassorilievo di legno divenuto famoso graziea alle immagini postate in rete che hanno contribuito alla sua diffusione. Ma c’era il mistero suo autore: chi sosteneva fosse l’opera di un architetto trentino, chi la collocava in una non precisata località dell’Austria salisburghese. Era invece tutta ‘agorina’, come il suo autore, Sandro Savio, 61 anni, l’artista delle legnaie.

LaSabriGamer, vado in UgandaIn partenza per i campi con ‘Save the children’

06 ottobre 201913:49

– Le sliding doors per Sabrina Cereseto da Monza si aprono circa cinque anni fa: già finalista di Miss Italia, appassionata di videogiochi, sbarca su YouTube e diventa La Sabri. Ai racconti sugli sparatutto presto affianca l’intero suo mondo. La Sabri diventa una di casa per i follower sui social che salgono all’impazzata: sfiora i 2 milioni di iscritti al canale YouTube e altrettanti follower su Instagram. Un fenomeno che non accenna a fermarsi, con una particolarità rispetto ad altri YouTuber: La Sabri ha 31 anni, è una donna adulta, considera la sua presenza in Rete un lavoro, oltre che un piacere, e riesce a parlare con un pubblico dai 6 ai 40 anni.
“Fra un mese vado in Uganda. Parto con ‘Save the Children’ per conoscere i bambini in fuga dalla guerra del Sudan, dove sono costretti a 8 anni a imbracciare le armi. Per evitare quel destino assurdo, scappano e approdano nei campi profughi. Con i miei video, vorrei far conoscere come si vive lì per davvero”.

Nirvana, torna Mtv unplugged in New YorkIl 31 ottobre, in occasione del 25/o anniversario dall’uscita

06 ottobre 201913:56

– Inserito tra i 10 migliori album live di tutti i tempi da Rolling Stone, MTV Unplugged in New York dei Nirvana viene ristampato in vinile in occasione del 25/o anniversario della sua uscita, avvenuta il 1 novembre del 1994.
Si tratta della registrazione del concerto acustico del 18 novembre 1993 per la serie Unplugged di MTV. Il disco fu premiato con il Grammy Award come miglior album di musica alternativa nel 1996.
Questa nuova versione contiene cinque brani dalle prove dello show (prima disponibili solo in dvd).

Inverno monocromatico, i nuovi 7 coloriDall’acquamarina al rosso. Tornano il total black e total white

06 ottobre 201913:57

– Per il guardaroba femminile quello in arrivo sarà un inverno a tutto colore, anzi, anzi, dopo il color block, ovvero veri e propri blocchi di colore, intensi e vibranti, che riportano in qualche modo all’allegria dell’estate appena finita, sarà la volta della tendenza monocromatica, secondo cui, cappotto, abito, collant e stivali dovranno avere la stessa tonalità di colore. Che sia blu, acquamarina, ruggine, rosa, giallo, arancio, o rosso passione, come nel finale della collezione di Emporio Armani, oppure che si lasci andare a tenui colori pastello come suggerisce Max Mara, che non abbandona mai anche i toni neutri e naturali, non ha importanza. Ma la scelta è obbligata: una sola tonalità, possibilmente brillante.
Anche se, dal momento che la moda vive di contraddizioni, insieme ai colori al neon, tornano il nero e il bianco assoluto, esaltato da raffinati tuxedo candidi che fanno tanto Marlene Dietrich, dai look workwear lady

Mr.Robot, il capitolo finale del cyber-thrillerPremio oscar Malek è hacker Elliot. Su Premium Action da 15/10

06 ottobre 201919:32

Il claim della quarta e ultima stagione è “Goodbye, Friend” e l’incipit afferma “È l’ora di porre fine a questa guerra una volta per tutte”.
Il premio Oscar Rami Malek torna nel ruolo dell’hacker Elliot, nella serie cyber-thriller “Mr. Robot”, il personaggio grazie al quale, sarebbe ingeneroso non ricordarlo, ha potuto mostrare al grande pubblico le sue qualità, e non ha caso la popolarità è arrivata sin dalla prima stagione. Acclamato dalla critica. Plurinominato. Il capitolo finale, il quarto, si avvicina. Negli Stati Uniti debutta su USA Network il 6 ottobre.
In Italia arriva pochi giorni dopo: il 15 ottobre, alle ore 21.15, su Premium Action e prosegue in day&date per le successive. Premiato con due Emmy (Rami Malek, miglior attore protagonista, e Mac Quayle, per la miglior colonna sonora originale). Vincitore di due Golden Globe (miglior drama series e Christian Slater, miglior attore non protagonista).
Nel cast, Malek (Oscar come migliore attore protagonista nel biopic Bohemian Rhapsody), Slater, Bobby Cannavale, Grace Gummer (talentuosa figlia di Meryl Streep), Portia Doubleday, Carly Chaikin, Martin Wallström, Michael Cristofer e BD Wong.
Mr. Robot racconta la storia di Elliot, un hacker di grandissimo talento ma gravato da ansie sociali invalidanti (non gli piace essere toccato, ha difficoltà a stabilire relazioni) che lotta contro lo strapotere delle multinazionali. Il suo obiettivo principale è la E-Corp, la più grande corporation del mondo, apparentemente inattaccabile almeno fino a quando Elliot non viene contattato da Mr. Robot (Slater) e dalla sua Fsociety, un gruppo di hacker che ha un piano per smantellare l’ordine economico mondiale.
La terza stagione aveva esplorato le motivazioni di ogni personaggio e la disintegrazione della relazione tra Elliot Alderson e Mr. Robot.
Che fine faranno Elliot, Mr. Robot e la Fsociety? Tutto si svolge nella settimana di Natale del 2015: Elliot e Mr. Robot decidono di colpire l’élite dell’élite. Un proposito che li rende immediati obiettivi di entità come Whiterose e l’Armata Oscura, lo spietato Phillip Price e l’intero apparato della E Corp, oltre ad altre potenze del terrore. Qualsiasi pericolo attenda Elliot ed il suo folle alter ego, è abbastanza per far sì che persino il lato Robot dell’hacker si allarmi. Su Variety, Daniel D’Addario, che ha visto in anteprima Unauthorized, il primo episodio, scrive: “Esmail adopera la macchina da presa con una sicurezza mai vista prima. La quarta stagione è un film muscolare e, per inciso, con le migliori riprese di sempre di New York”. – “Dobbiamo tornare al lavoro”.
Si presenta così l’ultimo, attesissimo e assai breve trailer della stagione 4 di Mr. Robot, quello che il creatore Sam Esmail ha definito “l’inevitabile finale”. Le note di Silent Night, una delle canzoni natalizie più amate, introducono ciò che il pubblico dovrà aspettarsi dai 13 episodi conclusivi (la stagione più lunga della sua storia): Natale, hacking informatico e tanto caos. Ambientato durante il Natale del 2015.
Intervistato da Stephen Colbert al suo Late Show, l’attore premio Oscar non ha risparmiato le lodi alla serie, al suo personaggio e allo showrunner Sam Esmail. La prima stagione mi è piaciuta molto e l’ultima è allo stesso livello, se non addirittura migliore, ha commentato. Sarà un finale grandioso.
Dolceamaro.

Roger Waters, in sala concerto politicoSolidarietà e diritti umani nel docu Pink Floyd amato da ragazzi

07 ottobre 201911:46

Musicista certo ma anche una sorta di ‘guru’ che a 76 anni riempie ancora gli stadi del mondo, riuscendo a dialogare con il pubblico con una musica immortale eppure cosi’ contemporanea, parlando di solidarieta’, pacifismo, ambiente, diritti umani con un alto, eppure accettabile, tasso di retorica. E’ Roger Waters, uno dei fondatori dei Pink Floyd al cinema con Us+Them, Noi e loro, film-concerto presentato fuori concorso all’ultima Venezia e nelle sale con Nexo solo dal 7 al 9 ottobre.
Il film e’ la riproposizione senza alcun altro intervento, di una tappa del tour mondiale 2017-2018 di Roger Waters, brani leggendari con i Pink Floyd e dal suo ultimo lavoro da solista, Is This The Life We Really Want?. E’ la data di Amsterdam ad essere stata filmata: tra visioni dall’alto dello spettacolare concerto, maiali volanti compresi, e primi piani del pubblico, Us + Them e’ una di quelle classiche esperienze immersive che ti portano in prima fila, con tutti i dettagli anche minimi a portata di sguardo. Us + Them mostra in maniera inequivocabile l’incredibile seguito presso giovani adolescenti che non appartengono certo alla generazione cresciuta anzi ipnotizzata dai Pink Floyd: nel film ci sono tanti primi piani di questi ragazzi che piangono, sanno a memoria le canzoni.
Waters ha con loro un rapporto incredibilmente speciale. “E’ vero, la maggior parte della musica pop – ha risposto Waters a Venezia – e’ completamente priva di significato, di emozioni, di contenuto. I ragazzi riconoscono la verita’ in questa mia musica. In ogni generazione ci sono stati i giovani in cerca della strada, del significato delle loro vite, di idee che non siano solo un like sull’iPhone. Quando vedo tante persone chine sullo smartphone mi chiedo: siamo nati per questo? A me sembra una perdita di tempo”.
Il film, firmato con Sean Evans, e’, come pure il concerto piu’ politico che autobiografico, come fu invece The Wall Live nel 2013 in cui al centro c’era la vicenda paterna di Waters, morto soldato britannico durante lo sbarco di Anzio. “Mio padre e’ una figura eroica, era un obiettore di coscienza che poi ha cambiato idea convinto a lottare contro i nazisti. La sua storia – ha detto Waters – mi ha forgiato per tutta la vita. Mia madre poi era un’attivista e io credo di dover a lei e alla vicenda di mio padre questa empatia verso le persone che soffrono”.
In Us + them nei filmati proiettati sul palco si vedono anche migranti in fuga, pronti a prendere il largo in mare, “partono perche’ vogliono far stare meglio i loro figli, partono perche’ sono perseguitati e sono disperati, non vengono certo per rubarti la pizza”.
Waters parla dei pigs, dei maiali che governano il mondo – nel concerto vola sulla folla un gigantesco pallone a forma animale con scritto Restiamo Umani – cita Donald Trump, Boris Johnson, Bolsonaro, racconta che gli e’ stato impedito in Brasile di fare visita a Lula imprigionato per ridurlo al silenzio. Per Roger Waters bisogna “partire dal rispetto per la dichiarazione dei diritti umani, questo e’ l’inizio per ricominciare a riparare i danni del neoliberismo. Rispettare l’uomo come stabilito nel’48 dopo la seconda guerra mondiale.
L’ho sempre scritto nelle mie canzoni e in 50 anni di musica.
Dovremmo essere tutti fratelli, costruire muri non serve, nessuno e’ piu’ schiavo di chi pensa di essere completamente libero. Bisogna mettersi insieme e resistere a chi vuole distruggere questo bellissimo pianeta, a chi controlla le nostre vite”.

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Hollywood prepara la festa per l’Oscar a Lina Wertmuller
27 ottobre il premio, il 28 stella sulla Walk of fame

06 ottobre 201914:57

Hollywood in festa per l’Oscar a Lina Wertmuller che il 27 ottobre riceverà la statuetta per la carriera (Governors Award) e il giorno seguente festeggerà la sua Stella sulla Walk of fame. Come svelato da ‘The Hollywood Reporter’ il programma di iniziative organizzato nell’ambito del “Los Angeles Italia Festival” dall’Istituto Capri nel Mondo in associazione con la SIAE, il MIBACT e la Regione Basilicata, sotto l’egida del Consolato Generale d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura a LA, prevede, tra l’altro, la proiezione speciale de I Basilischi, al TCL Chinese Theatre, film esordio della regista italiana (sabato 26 ottobre). ”Grandi personalità di Hollywood renderanno omaggio a Lina nel corso di una cena di gala, padrino della cerimona della Stella sarà lo sceneggiatore premio Oscar Steven Zaillian”, svela Pascal Vicedomini, segretario generale dell’Istituto Capri nel Mondo, che ha coinvolto negli ultimi anni personalità come Vanessa Redgrave, Sofia Loren, Helen Mirren, Taylor Hackford per sostenere negli ambienti dell’Academy l’Oscar alla carriera per la prima donna ad essere nominata per la statuetta (con Pasqualino Settebellezze).”Il nostro è stato un impegno costante ed ora siamo felici di poter onorare insieme una grande italiana, autrice di cult come Mimì Metallurgico, La Classe operaia va in Paradiso, Film d’Amore e d’Anarchia. Immensa è la mia personale gratitudine: Lina è stata ‘fondatrice’ insieme a Gillo Pontecorvo del Festival Capri, Hollywood”. Wertmuller riceverà l’Oscar il 27 ottobre, nell’undicesima Edizione dei Governors Awards, quindi il 28 ottobre sarà onorata con la Stella sulla Walk of Fame ed avrà accanto Vicedomini e Steven Zaillian, sceneggiatore premio l’Oscar per Schindler’s List e ora autore di The Irishman di Martin Scorsese. “Siamo orgogliosi del grande lavoro svolto a Los Angeles dalle nostre associazioni, coinvolgendo la Camera di Commercio di Hollywood cosi come era accaduto per le assegnazioni delle stelle a Bernando Bertolucci, ad Andrea Bocelli e ad Ennio Morricone.” sottolinea Vicedomini. Los Angeles ospiterà proiezioni e una retrospettiva dedicata alla regista italiana.

Appena un minuto, la commedia per tutti i pubbliciMax Giusti, Loretta Goggi, Paolo Calabresi in film corale

06 ottobre 201919:39

Una commedia davvero trans-generazionale ‘Appena un minuto’ di Francesco Mandelli, in sala dal 3 ottobre con 01. Su soggetto e sceneggiatura di Max Giusti (che e’ anche il protagonista), Igor Artibani e Giuliano Rinaldi, la commedia cavalca sia la comicita’ piu’ tradizionale, che quella piu’ giovanile grazie forse alla sensibilita’ e allo spirito del regista Mandelli.
Questa la storia. Claudio (Giusti) e’ un agente immobiliare molto Alberto Sordi. Separato dalla moglie (Susy Laude) che l’ha lasciato per il “Re della Zumba” (Dino Abbrescia) e’ anche mal tollerato e criticato dai due figli.
Cosi’ vive con l’apprensiva madre (Loretta Goggi), separata da un marito fedifrago (Massimo Wertmuller), e ha come amici un confuso barman (Herbert Ballerina) e un altrettanto confuso aspirante cuoco (Paolo Calabresi).
Unica vera presenza, ma molto ‘immaginaria’, quella del campione del mondo Marco Tardelli.
Tutto sembra andare male per Claudio, ma arriva per lui un app magica di cui e’ fornito uno smartphone che gli ha venduto un misterioso anziano cinese: spingi un tasto e il telefono fa tornare il tempo indietro di un minuto.
Un tempo breve ma pieno di’ potenzialita’ per cambiare la propria vita come dimostra appunto il film.
Dice Mandelli del cameo di J -Ax che si mette a scherzare sulla musica trap amata dal figlio adolescente di Claudio (Francesco Mura): “J-Ax era perfetto perche’ e’ un vero rap e poteva dire delle cose con autorita’ e la giusta ironia su questo nuovo genere”.
“Certo – aggiunge il regista – in questo film c’e’, come in tanti lavori del passato, anche lo scontro generazionale tra giovani e anziani, che oggi pero’ e’ molto piu’ forte grazie a una tecnologia che ha creato un solco enorme”.
Dice invece Max Giusti: “Con Mandelli e’ stato un incontro magico. Non ci conoscevamo, ma e’ stato capace di farmi osare nella recitazione come non avevo mai fatto prima”.
Infine, sulla partecipazione ‘magica’ di Marco Tardelli al film (sembra sia stato convinto dall’amico Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema presente oggi all”incontro stampa) spiega: “Tardelli e’ anche il simbolo di un’Italia diversa da questa di oggi, un’Italia, come quella degli anni Ottanta, in cui c’era piu’ speranza e potevi aprire un negozio di cellulari riuscendo a campare”.

The Walking Dead, arriva la decima serieSu Fox dal 7 ottobre la serie zombie più amata

06 ottobre 201919:29

È iniziato il conto alla rovescia per la serie zombie più amata. The Walking Dead ritorna con la decima stagione da lunedì 7 ottobre alle 22:15 su Fox (112, Sky), a 24 ore dalla messa in onda americana.
I nuovi avversari da sconfiggere sono i Sussurratori, vestiti della pelle degli zombie guidati da Alpha (Samantha Morton), Beta (Ryan Hurst) e dalla new entry, Gamma (Thora Birch). La comunità rischia di dividersi per l’ennesima volta e il compito di tenerla unita sarà in mano al “bravo ragazzo” Negan (Jeffrey Dean Morgan). Mentre i protagonisti attraversano il territorio dei Sussurratori il rischio che si stia per combattere una battaglia tra la comunità e il nuovo nemico, sembra inevitabile.
Uno dei personaggi principali di questa stagione, protagonista anche di un bacio con Ezekiel (Khary Payton), sarà Michonne (Danai Gurira) come conferma anche la showrunner Angela Kang: “Michonne mostrerà la sua leadership e la sua forza, il suo amore per la sua gente e la sua famiglia. Sono entusiasta all’idea che il pubblico veda il lavoro di Danai durante il suo ultimo arco narrativo della serie perché è semplicemente fantastica. Aggiunge tantissimo a ogni episodio in cui è presente”.
Quindi, tanti colpi di scena per la serie tratta dai fumetti di Robert Kirkman che vuole continuare a sorprendere tra zombie e sopravvivenza.

Tex in Chianti con mostra di D’AgataA S.Donato in Poggio esposte illustrazioni in uscita nel 2021

SAN DONATO IN POGGIO (FIRENZE)06 ottobre 201917:17

– Tex arriva in Chianti con la personale di Fabio D’Agata, disegnatore di casa Bonelli e autore delle illustrazioni del celebre eroe western a fumetti che saranno pubblicate nel 2021.
‘Fra la via del Chianti ed il West’ il titolo della mostra, ospitata fino all’1 dicembre a Palazzo Malaspina a San Donato in Poggio, nel comune di Barberino Tavarnelle (Firenze).
A D’Agata, “new entry in casa Bonelli”, spiegano gli organizzatori, è stata affidata la realizzazione della nuova storia di Tex Magazine che uscirà nel 2021. Alcune delle tavole inedite della nuova pubblicazione, insieme ad una quarantina di lavori realizzati negli ultimi 3 anni, saranno esposti nella mostra a Palazzo Malaspina. “Disegno da una vita, coltivo questa passione da quando frequentavo la scuola elementare – racconta D’Agata – sono cresciuto con i classici della produzione fumettistica per ragazzi e dalla lettura sono passato al disegno con l’entusiasmo e la curiosità di un bambino che esprimeva idee, fantasia, creatività”. Spiega di amare Tex per “il suo spirito avventuriero” e si dice “onorato di far parte del team Bonelli. Tutto quello che so lo devo ai grandi maestri del fumetto come Claudio Villa, copertinista di Tex, che mi hanno affiancato e guidato lungo il mio percorso. Ho imparato andando ‘a bottega’, lavorando sodo, sul campo, sperimentando ogni giorno tecniche, esercitandomi costantemente. Ringrazio loro per questo importante risultato che mi stimola a crescere sul piano professionale e umano”.

New York di JR in mostra al BrooklynDe Niro tra mille volti grande rassegna su “photograffeur”

NEW YORK06 ottobre 201917:36

– I mille volti di New York in un affresco multimediale di cosa è oggi la metropoli linguisticamente più diversa del mondo e che nella sua storia riflette quella dell’immigrazione in America. Negli ultimi vent’anni l’artista noto con le iniziali di JR ha allargato l’idea di public art con ambiziosi progetti che danno visibilità e potenzialità di agire a un ampio spettro di persone in tutto il mondo. Murali, fotografie, video, diorami, e materiale d’archivio, “JR: Chronicle” dal 4 ottobre al Brooklyn Museum è la prima grande mostra in Nord America dedicata al “photograffeur” francese. Vincitore del Ted Prize 2011, candidato agli Oscar per “Faces Places” con Agnes Varda e uno dei 100 più’ influenti di Time del 2018, JR e’ un mix tra graffitista e foto-videografo. Robert De Niro e’ uno degli oltre mille protagonisti dell’opera al centro della mostra al Brooklyn Museum.

Rovazzi e Will Smith insieme in hotelStessa stanza prenotata ‘per errore’

06 ottobre 201919:30

Fabio Rovazzi e Will Smith insieme a Budapest… nella stessa stanza. L’artista italiano trovava nella capitale ungherese perche’ invitato alla premiere di Gemini Man diretto da Ang Lee che esce nelle sale italiane il 10 ottobre ed ha come attore protagonista la star americana.
Fabio Rovazzi, incidentalmente si è trovato coinvolto “in una situazione paradossale che lo ha visto costretto a condividere per una notte una stanza d’albergo con l’attore hollywoodiano per un errore di prenotazione”, fa sapere la sua agenzia. Il risultato? Uno sketch divertente su You Tube.

Record visitatori per Parco PaestumQuasi 14mila visitatori per prima domenica gratis

NAPOLI06 ottobre 201919:38

– Sono stati 13.865 i visitatori di questa prima domenica gratuita di ottobre al Parco Archeologico: un record assoluto nella storia di Paestum che ha superato anche gli 8.812 visitatori della prima domenica di ottobre nel 2017.
E’ quanto si legge in una nota del Parco archeologico di Paestum.
I tantissimi visitatori che hanno affollato sia il museo che l’area archeologica hanno potuto visitare la mostra “Poseidonia città d’acqua. Archeologia e cambiamenti climatici” che resterà aperta fino al 31 gennaio 2020 e che prevede anche una installazione di video mapping sul tempio di Nettuno a cura dell’artista Alessandra Franco. Inoltre negli scavi si è svolta la seconda tappa del Festival dell’Essere con la Direzione Artistica di Vittorio Sgarbi. Più che soddisfatto il direttore del Parco Archeologico di Paestum Gabriel Zuchtriegel che esprime il suo sentito ringraziamento a tutto il personale del Parco che è riuscito a fronteggiare e gestire un numero così elevato di visitatori.

La Casa di carta e Gomorra, Netflix-Sky parte l’alleanzaDal 9 ottobre contenuti Netflix nell’aggregatore Sky Q

07 ottobre 201909:34

La Casa di Carta e Gomorra, The New Pope e Tredici, Zerozerozero e Stranger Things: zapping o binge watching, l’abbuffata di serie, ma anche di film, show e intrattenimento è dietro l’angolo, dal 9 ottobre e soprattutto in un posto unico. Dopo l’annuncio dall’EY Digital Summit a Capri del responsabile di Sky Europe Andrea Zappia, l’ufficialità di oggi: Netflix sarà in Sky Q. Per la prima volta sarà possibile vedere, oltre ai contenuti Sky, anche Netflix dal super aggregatore di contenuti di intrattenimento, la piattaforma lanciata da Sky nel 2017. Grazie alla nuova offerta Intrattenimento plus, che unisce Netflix a Sky TV e Sky Famiglia, i clienti Sky Q – ha reso noto il gruppo – potranno guardare le novità del momento e per la prima volta passare da una serie su Sky a una serie su Netflix. Questi alcuni dettagli per l’abbonamento: i clienti Sky Q con Sky TV e Sky Famiglia potranno già sottoscrivere l’offerta al prezzo di 9,99 in più al mese nella fattura Sky. L’offerta Intrattenimento plus sarà inoltre disponibile entro dicembre anche per tutti i nuovi clienti. Chi ha già un abbonamento Netflix potrà decidere di sottoscrivere Intrattenimento plus, anche mantenendo il proprio profilo Netflix, per beneficiare dell’esperienza di visione di Sky Q e dei vantaggi di prezzo di questa offerta, oppure potrà fruire del servizio Netflix direttamente attraverso l’app disponibile su Sky Q. L’offerta include il piano Netflix Standard (visione in HD e su 2 schermi in contemporanea, del valore di 11,99).
La partnership è strategica per i due gruppi: si punta ad intercettare il pubblico dalla tv e da internet, dagli smartphone e da ogni device, a casa o in giro, un pubblico che oltre ai programmi Sky che in questi anni hanno rinnovato il linguaggio di intrattenimento e serie tv, è ora anche molto attirato dai prodotti Netflix, diventata in breve il più grande servizio di intrattenimento via Internet del mondo, con 151 milioni di abbonati in 190 paesi, e soprattutto portatrice sana di una rivoluzione, mai riuscita prima, in termini di diffusione delle serie tv local e in lingua originale.
In Italia Netflix sta mettendo radici: martedì sarà annunciata nel dettaglio l’alleanza Netflix-Mediaset per la produzione di sette titoli e oggi l’ufficializzazione dell’altro importante patto, con Sky per entrare nell’ecosistema Sky Q.
Nella sezione App della Home di Sky Q ora ci sono le app YouTube, DAZN, Spotify e da mercoledì 9 ottobre anche Netlix.
In questo modo l’offerta Sky recepisce i contenuti ‘cool’ di Netflix e propone agli abbonati una varietà impressionante, motivo per cui sarà più difficile decidere di lasciare il gruppo. Al tempo stesso Netflix si rafforza in vista di una eventuale maggiore concorrenza di Amazon Prime Video e Apple.
Partnership strategiche per entrambi dunque. “Vogliamo offrire ai nostri abbonati la possibilità di vedere le serie e gli show che amano in modo semplice e immediato. Ora l’intrattenimento con Sky Q diventa ancora più ricco e trovare tanti contenuti in un unico posto non è mai stato così facile”, ha dichiarato Francesco Calosso, Chief Marketing Officer di Sky Italia. “Siamo molto contenti di lavorare con Sky e rendere più facile ai clienti Sky e alle famiglie italiane l’accesso all’esperienza Netflix completa. Questa partnership rende tutto questo possibile”, ha aggiunto Filippo Zuffada, Partner Marketing Director EMEA di Netflix.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

F.Carofiglio, Miranda è un po’ mia madre
Nel nuovo romanzo ‘L’estate dell’incanto’

07 ottobre 201909:48

Miranda che ricorda, a 90 anni, la sua infanzia. Miranda che si vede bambina, a 10 anni, sulle colline pistoiesi con la mamma, in un’estate nella casa del nonno tra boschi magici e animali parlanti. E’ il 1939 e il mondo è sull’orlo dell’abisso, Hitler sta per invadere la Polonia, ma per lei è ‘L’estate dell’incanto’ e tornare a quei giorni è un antidoto. Ce lo racconta Francesco Carofiglio nel suo nuovo romanzo, pubblicato da Piemme, in cui è riuscito a far confluire tutti i suoi talenti, quello di attore, di illustratore e di architetto, oltre che di narratore che invita a un passo lento tra storia privata e pubblica. “La grande storia arriva come un eco, presente ma lontana” dice lo scrittore.
“Più di tutti gli altri che lo hanno preceduto, questo romanzo” spiega “è dedicato a mia madre, Enza Buono” morta nel 2014. A lei si ispira in parte l’affascinante donna protagonista della storia. “Quando ho iniziato a scrivere sapevo che mi sarei imbattuto più volte nel ricordo di mia madre. Era una intellettuale come Miranda, una donna per molti aspetti anticonvenzionale, con una memoria lunghissima e una straordinaria capacità affabulatoria, per me anche una grande scrittrice. Ci sono dei possibili incroci e collegamenti ma Miranda non è mia madre. Così come c’è qualche tratto in comune con l’immagine che ho di lei bambina attraverso i suoi ricordi, i suoi racconti. Forse è stato un modo per salutarsi nuovamente.
Per fare un percorso insieme” spiega Carofiglio che ricorda il gioco che da bambino faceva con la madre, con il fratello Gianrico e a volte con il padre. “Lei ci diceva dei versi a memoria della Commedia di Dante, di Leopardi. Ci rappresentava la letteratura italiana in alcuni indovinelli. Così ho cominciato a conoscere Dante prima di averlo letto. Non c’è mai stato imposto di leggere però avevamo una casa piena di libri. E di questo credo che Miranda abbia qualche tratto” racconta.
Ci sono anche alcuni elementi autobiografici dello scrittore, nato a Bari nel 1964, laureato in architettura, attore, illustratore e regista, nella scelta dell’ambientazione in Toscana. “Ho vissuto a Firenze, mi sono laureato lì in architettura. Mia zia aveva un casale sulle colline pistoiesi molto misterioso e bello che adesso non c’è più. Tutta la storia è un’invenzione fantastica ma ci sono alcuni dati che arrivano dall’esperienza vissuta”, spiega Carofiglio che è andato in quel casale quando era ragazzino e ricorda “un grande armadio nero con intagliate figure diaboliche. Ero convinto che quella fosse la casa del diavolo”. Quell’armadio torna in tanti suoi romanzi, ma non in questo dove però c’è quell’atmosfera. “La linea che univa Firenze a quel casale di campagna è una linea dell’anima” racconta. E aggiunge: “questa non è la storia di una bambina e di una anziana signora, ma di personaggi calati in un mondo che in quegli anni ha molto vissuto, combattuto, perduto e vinto, forse più che in altre regioni italiane. E il presente emblematico di questa donna novantenne è quello di una grande ascoltatrice, contemplatrice dei luoghi e delle persone”.
Il nonno paterno di Miranda dipinge animali bellissimi. La ragazzina nel bosco incontra una lince magica. Con il suo primo compagno di giochi, Lapo, vive avventure spericolate e scopre il primo innocente bacio. C’e’ un’atmosfera magica e indimenticabile nel romanzo e l’input “è arrivato proprio dal racconto di una bambina, figlia di una mia amica, che mi ha parlato di una vacanza in Toscana con la mamma durante la quale ogni giorno attraversava il bosco ed era convinta che ci fossero animali feroci ad osservarla” spiega Carofiglio che ha scritto anche due libri con il famoso fratello Gianrico: un graphic novel,’Cacciatori nelle tenebre’ e nel 2014 ‘La casa nel bosco’.
“Diciamo sempre che per fortuna abbiamo scritture differenti.
Ogni volta che facciamo qualcosa insieme giuriamo di non ripeterlo mai più. Arriviamo quasi allo scontro fisico, ma abbiamo un buon rapporto di fratelli, non siamo in conflitto” racconta Francesco che, vista la sua abilità nel disegno, scrive naturalmente per immagini e vedrebbe bene un film da questo libro. Autore anche di un romanzo per ragazzi ‘Jonas e il Mondo Nero’ (Battello a Vapore) ora sta scrivendo il seguito “che mi è stato chiesto a gran voce dai ragazzi. Sono felice quando scrivo e disegno. Non faccio parte della schiera dei sofferenti nella scrittura e nell’arte”.

Torna The Deuce con Franco e GyllenhaalUltima stagione dall’8/10 su Sky, industria porno entra in crisi

07 ottobre 201911:29

– James Franco torna per un’ultima volta nei panni dei gemelli Vincent e Frankie Martino nella terza e conclusiva stagione di The Deuce – La via del porno, dall’8 ottobre alle 21.15 su Sky Atlantic e in streaming su Now Tv. Gli 8 episodi del drama creato da David Simon e George Pelecanos per Hbo portano a compimento il racconto dell’ascesa dell’industria del porno di New York e il decadimento della Times Square degli anni ’80, cuore del mercato americano del sesso. All’alba del 1985 la 42/a Strada si è trasformata nel covo di una criminalità sempre più violenta. La fine di un’era è alle porte: i Vhs hanno assunto il monopolio della produzione e della distribuzione della pornografia e la dilagante epidemia di Aids sta mettendo in ginocchio tutta New York. Vincent Martino (James Franco) è in cerca di una via d’uscita; Frankie (ancora Franco), fratello gemello di Vincent, sembra volersi autosabotare a tutti i costi; Candy (Maggie Gyllenhaal) lotta per mantenere una propria integrità artistica.
Riprendono i loro ruoli anche Margarita Levieva (Revenge), Emily Meade (The Leftovers), Lawrence Gilliard, Jr. (The Walking dead), Luke Kirby (La Fantastica Signora Maisel), Chris Bauer (True Blood), Michael Rispoli (I Soprano) e Chris Coy (Banshee – La città del male). Entrano a far parte del cast David Krumholtz (Numb3rs), Daniel Sauli (House of Cards), Olivia Luccardi (Orange is the New Black) e Sepideh Moafi (Falling Water). Tra le guest star Zoe Kazan (Olive Kitteridge), Mustafa Shakir (Luke Cage), Roberta Colindrez (I Love Dick), Kim Director (She’s Gotta Have It), Corey Stoll (House of Cards), Aaron Dean Eisenberg (Public Morals), Michael Gandolfini e Ralph Macchio (Per vincere domani – The Karate Kid).
The Deuce – La via del porno è una serie tv creata da George Pelecanos e David Simon, qui affiancati nella produzione da Nina K. Noble, James Franco, Richard Price e Alex Hall, ai quali si aggiungono per questa terza e conclusiva stagione anche Maggie Gyllenhaal, Laura Schweigman e Marc Henry Johnson.

Incassi, Joker strega tutti con 6,2 milioniInterpretazione struggente di Joaquin Phoenix

07 ottobre 201911:48

– Lo struggente e inquietante Joker, interpretato da Joaquin Phoenix, strega tutti. Il film, sulla discesa nell’abisso dell’alienazione, ha incassato nel weekend 6 milioni 263mila euro (con una media per schermo di 7.413 euro).
Spodestata dal podio la coppia d’oro Brad Pitt e Leonardo DiCaprio che con C’era una volta a.. Hollywood di Tarantino si devono “accontentare” solo di 911mila euro d’incasso alla terza settimana sugli schermi (10,5 milioni in totale). Debutta in terza posizione il film di animazione Il piccolo Yeti (778mila euro), davanti al fantascientifico Ad Astra (411mila, quasi 1,5 milioni in due settimane). Primo degli italiani è la commedia Tuttapposto, che entra al quinto posto con 376mila euro. La saga highlander Rambo con il capitolo Last Blood è sesta (1,2 milioni in due settimane). L’insolito ritratto di Leonardo da Vinci, interpretato da Luca Argentero in Io, Leonardo, incassa 288mila euro. Chiudono Dora e la città perduta, Yesterday e Appena un minuto. Incassi a quasi 11 milioni (+62%).

Aparicio ambasciatrice popoli autoctoniInterprete film ‘Roma’ di Cuaron, impegnata per diritti indigeni

07 ottobre 201911:55

– L’attrice Yalitza Aparicio, unica artista messicana candidata all’Oscar per la sua interpretazione nel film ‘Roma’ di Alfonso Cuaron, è la nuova ambasciatrice dell’Unesco per i popoli autoctoni. A nominarla è stata la direttrice generale dell’Unesco, Audrey Azoulay. Impegnata contro il razzismo, in favore dei diritti delle donne e dei popoli indigeni, Yalitza Aparicio è nata nel 1993 a Tlaxiaco, nello Stato di Oaxaca nel sud del Messico. Per interpretare il ruolo della bambinaia indigena nel film ‘Roma’, storia di una famiglia in una Città del Messico scossa dai tumulti degli anni ’70, l’attrice ha dovuto reimparare la lingua mixteca, dalla parola azteca mixtecapan ‘luogo del popolo delle nuvole’, parlata dalla famiglia paterna. Nel 2019 Time l’ha inserita tra le 100 personalità più influenti nel mondo. In un video per la Giornata internazionale dei popoli autoctoni 2019 ha detto che “l’odio e la discriminazione non hanno posto nel mondo. I diritti delle popolazioni indigene devono essere tutelati”.

Jolie, inclusione vincerà sui sovranismiL’attrice a Roma con Michelle Pfeiffer per Maleficent 2

07 ottobre 201912:46

– “Credo che l’inclusione sia estremamente importante. La prossima generazione sarà ancora più connessa e così questa rinascita dell’odio e della divisione cavalcata oggi dai politici fa parte di una battaglia che non potranno mai vincere. Il mondo è infatti pieno di diversità e lo sarà ancora di più per i nostri figli e per quelli che verranno”. Così a Roma Angelina Jolie, protagonista di Maleficent: Signora del Male, il film diretto da Joachim R›nning in sala dal 17 ottobre con Disney e evento speciale di preapertura di Alice nella Città.
Prodotto dalla Walt Disney Pictures, il fantasy è il sequel di Maleficent, remake/spin-off del classico Disney La bella addormentata nel bosco (1959). All’incontro stampa anche la new entry nella saga Michelle Pfeiffer nel ruolo della Regina Ingrid.

Italia Nostra al Tar su Uomo VitruvianoL’associazione presenta ricorso contro prestito opera al Louvre

VENEZIA07 ottobre 201913:27

– Italia Nostra ha depositato un ricorso al Tar Veneto perché “venga immediatamente sospesa l’uscita dal territorio nazionale del disegno noto come Uomo Vitruviano, di Leonardo Da Vinci, conservato dalle Galleria dell’Accademia di Venezia” e atteso al Louvre per la grande mostra sull’artista che si apre il 24 ottobre. “Con questo ricorso – spiega una nota dell’associazione – Italia Nostra chiede che venga annullato il provvedimento del direttore delle Gallerie dell’Accademia, Giulio Manieri Elia, di autorizzazione al prestito all’estero dello Studio di proporzioni del corpo umano, detto Uomo Vitruviano”. Italia Nostra ravvisa “la violazione dell’art. 66, comma 2, lett. b” del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio “che stabilisce che non possano uscire dal territorio della Repubblica i beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo, pinacoteca, galleria, archivio o biblioteca o di una collezione artistica o bibliografica”.

Incassi Usa, record Joker 93.5 mln dlrIl clown di Phoenix è il debutto di ottobre migliore di sempre

06 ottobre 201919:28

Joker, il film di Todd Phillips con un eccezionale Joaquin Phoenix nella parte del clown cattivo, fa record agli incassi americani, risultando l’opening di ottobre più ricca di sempre e la quarta di tutti i tempi per un film R-rated ossia vietato ai 17 anni a meno di non essere accompagnato da un adulto: per il film Warner si stimano, fonte box office Mojo, 93.5 milioni di dollari in Usa e 140 nel mondo per un totale di 234 milioni di dollari al debutto. Ovviamente a grande distanza il film piazzatosi al secondo posto: il cartoon Universal Il piccolo Yeti con 12 milioni di dollari. Al terzo la commedia in costume Downtown Abbey con 8 milioni

Sky e Netflix, dal 9/10 la partnershipSky Q sempre più aggregatore di contenuti

06 ottobre 201914:06

Dopo le anticipazioni di ieri dall’EY Digital Summit di Capri del responsabile di Sky Europe Andrea Zappia oggi l’ufficialità della partnership in Italia Sky e Netflix con la data di partenza. Dal 9 ottobre Netflix sarà in Sky Q. Per la prima volta sarà possibile vedere, oltre ai contenuti Sky, anche Netflix da un unico posto. Sky Q diventa il super aggregatore di contenuti di intrattenimento con i titoli più premiati, le serie tv, gli show, in un’esperienza di visione unica e intuitiva.

La Casa di Carta e Gomorra, The New Pope e Tredici, Zerozerozero e Stranger Things: zapping o binge watching, l’abbuffata di serie, film, show e intrattenimento è dietro l’angolo. Dopo l’annuncio dall’EY Digital Summit a Capri del responsabile di Sky Europe Andrea Zappia, è ufficiale: dal 9 ottobre Netflix sarà in Sky Q. Per la prima volta sarà possibile vedere, oltre ai contenuti Sky, anche Netflix dal super aggregatore di contenuti di intrattenimento, la piattaforma lanciata da Sky nel 2017. La partnership è strategica per i due gruppi: si punta ad intercettare il pubblico dalla tv e da internet, dagli smartphone e da ogni device, a casa o in giro.

Un pubblico che oltre ai programmi Sky è ora anche molto attirato dai prodotti Netflix, diventata in breve il più grande servizio di intrattenimento via Internet del mondo, con 151 milioni di abbonati in 190 paesi, e soprattutto portatrice sana di una rivoluzione in termini di diffusione delle serie tv local e in lingua originale.

Nella sezione App della Home di Sky Q ora ci sono le app YouTube, DAZN, Spotify e da mercoledì 9 ottobre anche Netlix. In questo modo l’offerta Sky recepisce i contenuti ‘cool’ di Netflix e propone agli abbonati una varietà impressionante, motivo per cui sarà più difficile decidere di lasciare il gruppo. Al tempo stesso Netflix si rafforza in vista di una eventuale maggiore concorrenza di Amazon Prime Video e Apple.

Partnership strategiche per entrambi dunque. “Vogliamo offrire ai nostri abbonati la possibilità di vedere le serie e gli show che amano in modo semplice e immediato. Ora l’intrattenimento con Sky Q diventa ancora più ricco e trovare tanti contenuti in un unico posto non è mai stato così facile”, ha dichiarato Francesco Calosso, Chief Marketing Officer di Sky Italia. “Siamo molto contenti di lavorare con Sky e rendere più facile ai clienti Sky e alle famiglie italiane l’accesso all’esperienza Netflix completa. Questa partnership rende tutto questo possibile”, ha aggiunto Filippo Zuffada, Partner Marketing Director EMEA di Netflix.

The Dark Side, la verità oltre la pauraAl Musja artisti indagano nuove prospettive attraverso oscurità

07 ottobre 201913:53

– L’oscurità come strumento di conoscenza per indagare paure, incertezze, complessità: è la mostra “The Dark Side. Chi ha paura del Buio?”, che dal 9 ottobre al 1 marzo occuperà gli spazi del Musja, il nuovo museo privato di Roma dedicato all’arte contemporanea e presieduto da Ovidio Jacorossi. Sfruttando la particolare architettura del museo, che nasce sulle antiche rovine del teatro di Pompeo, tra stanze segrete, tende nere e giochi di luce, 13 artisti internazionali – da Boltanski a De Dominicis, da Dessì a Shiota, da Gowda a Chetwynd – presentano grandi installazioni site specific e imponenti opere per raccontare l’avventura umana, evocando ciò che ci spaventa ma che, al tempo stesso, può aprire nuove possibilità di comprensione. Il progetto espositivo, a cura di Danilo Eccher, è il primo appuntamento di una trilogia dedicata al tema della paura (dopo la “Paura del Buio”, arriveranno la “Paura della Solitudine” e la “Paura del Tempo”) che si svilupperà nell’arco di tre anni.

Triestebookfest:Calabresi, Faggin,HornbyNel capoluogo giuliano dal 18 al 20 ottobre

TRIESTE07 ottobre 201913:54

– Mario Calabresi, Federico Faggin, Simonetta Agnello Hornby, Paolo Rumiz. Sono alcuni degli ospiti di Triestebookfest 2019, il festival del libro e della lettura che si svolgerà dal 18 al 20 ottobre 2019 a Trieste, una delle città italiane in cui si leggono più libri. L’edizione 2019 è dedicata alle “storie di sogni possibili” e si rifà a quanto scrisse Shakespeare: “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”. La manifestazione sarà articolata in incontri con autori, laboratori per i più piccoli, passeggiate letterarie e si terrà in varie sedi cittadine. Avrà due eventi speciali: uno dedicato a Gianni Rodari (nel 2020 si celebrerà il 100/o anniversario dalla nascita), uno al teatro, organizzato in collaborazione con Il Rossetti. “Saranno storie di donne che hanno cambiato mondi prevalentemente maschili, come scienza o arte, di chi si è fatto promotore di cambiamenti sociali che sembravano impossibili, di chi ha aperto strade del sapere sconosciute” spiegano le organizzatrici Ursich, Derossi, Del Prete.

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Banksy da record, 11,1 milioni per ‘Devolved Parliament’
Venduto all’asta da Sotheby’s di Londra

03 ottobre 2019 20:39

Un dipinto di Banksy, è stato venduto all’asta da Sotheby’s di Londra a 11,1 milioni di euro, una cifra record per l’artista britannico noto soprattutto per i suoi provocatori murales da strada. Si tratta di “Devolved Parliament”, che raffigura, in stile accademico, la Camera dei comuni di Westminster in cui i deputati sono tutti scimpanzé. Il precedente record per un’opera di Banksy apparteneva a “Keep it Spotless”, che nel 2008 andò all’incanto per Sotheby’s a New York per 1,8 milioni di dollari.La base d’asta per il quadro, che, quando è apparso, ha fatto impennare l’interesse in sala e anche online dopo una seduta senza patemi, era stata fissata a 1,5-2 milioni di sterline al massimo. “Oggi abbiamo fatto la storia”, ha commentato il battitore quando la vendita per Banksy si è chiusa alla cifra record. Il dipinto, largo quasi quattro metri e mezzo e alto due e mezzo, raffigura un parlamento di scimmie, con un titolo che è un gioco di parole: “Devolved Parliament” cioè ‘devoluto’, ma con un’allusione a un regresso evolutivo rappresentato dalle scimmie. Fu dipinto nel 2009 ed esposto a Bristol, città natale di Banksy.Un anno fa esattamente, un’altra opera di Banksy, “Girl with Balloon” (Ragazza con palloncino) fece clamorosamente notizia quando, durante l’asta del solito Sotheby’s, davanti ai presenti esterrefatti, l’opera fu distrutta da un tritacarta nascosto nella cornice.

Paolo Jannacci, le mie canzoni tra inediti, Tenco e papà’Canterò’, album di debutto da cantautore in uscita venerdi 4/10

04 ottobre 201909:41

S’intitola ‘Canterò’ il debutto da cantautore di Paolo Jannacci in uscita domani. Non più solo musica suonata per il pianista, compositore e figlio di Enzo, con una consolidata carriera nel mondo del jazz, ma anche canzoni da cantare, tra brani inediti, collaborazioni e qualche cover. “Era il momento giusto per un lavoro del genere – ha detto Jannacci – e nell’album ho cercato di rappresentare le generazioni a cui sento di appartenere”. La scaletta di ‘Canterò’ contiene dieci brani, per un esordio che traccia anche un percorso, tra nuovi inediti nati dalla penna di Paolo Jannacci, testi nati dalla collaborazione con colleghi e amici incontrati nel corso degli anni e riarrangiamenti significativi e sentiti che il musicista ha voluto dedicare a ‘Com’è difficile’ di Luigi Tenco, così come a ‘E allora… concerto’ e ‘Fotoricordo… il mare’ del padre Enzo. “E’ successo tutto per gradi – ha raccontato Jannacci – cominciando ad usare la voce in qualche occasione. E’ il mezzo comunicativo più importante e ho capito che poteva essere interessante propormi anche in questa veste, magari cantando anche dei brani di papà che non volevo cadessero nell’oblio. In seguito ho cominciato a pensare a brani miei, coinvolgendo anche personaggi che ho avuto modo di conoscere negli ultimi anni. Il disco era già pronto un anno fa ma chi mi vuole bene mi ha consigliato su come migliorarlo”. Tra le persone coinvolte nella realizzazione di ‘Canterò’, ci sono J-Ax che ha messo lo zampino su ‘Troppo vintage’, il giornalista e scrittore Michele Serra, ma anche Claudio Bisio, co-protagonista alla voce per ‘Mi piace’ e i Two Fingerz che hanno messo il loro marchio nell’arrangiamento e nel rap di ‘L’unica cosa che so fare’. Tutte queste idee, energie e suoni sono stato elaborati all’interno di un prodotto discografico con il quale Paolo Jannacci ha cercato l’uniformità del prodotto, ma non solamente quella. “Dovevo raccontare quello che ho imparato da papà – ha spiegato – e l’energia di certa musica degli anni ’70 ma anche i suoni degli anni Duemila e il jazz. Insomma, tutto quello a cui in qualche modo sento di appartenere per motivi differenti”. Dal vivo, Jannacci e i suoi musicisti torneranno ad esibirsi a partire dal 4 novembre, in occasione di un concerto della rassegna JazzMi a Milano, per poi spostarsi a Torino, Roma e in provincia di Udine.

Il genio di Leonardo raccontato al cinemaIn sala con Lucky Red e a gennaio su Sky. Protagonista Argentero

04 ottobre 201910:04

Arriva il genio di Leonardo da Vinci in un film d’arte, ‘Io, Leonardo’, realizzato in occasione dei 500 anni dalla sua morte e che sarà in sala da mercoledì 2 ottobre con Lucky Red, ma questa volta non come evento (ovvero oltre i soliti tre giorni deputati in questi casi) per poi approdare a gennaio su Sky. Un segnale chiaro, quest’ultimo, che questo tipo di film d’arte, prodotto originale Sky con Progetto Immagine, cresca sempre di piu’ in appetibilità al box office come sulla piattaforma Sky.
Dedicato al genio toscano, il film firmato da Jesus Garces Lambert, già regista di ‘Caravaggio – l’anima e il sangue’, si mette sulle tracce dell’uomo, dell’artista, dello scienziato e dell’inventore.
Ad interpretare Leonardo è Luca Argentero, impegnato per la prima volta in un film d’arte biografico, mentre la voce narrante e’ quella di Francesco Pannofino. Nel cast presenti anche: Angela Fontana, nei panni Cecilia Gallerani, e Massimo De Lorenzo che interpreta Ludovico il Moro.
Il film ha ricevuto il Patrocinio del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e del Comitato Scientifico del Palinsesto Milano Leonardo 500 e anche il Riconoscimento dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale. “Leonardo è uno dei personaggi più complessi di cui parlare – spiega oggi a Roma il regista messicano -, è stato per me come un viaggio iniziatico. L’intento era soprattutto quello di scoprire che uomo fosse davvero questo genio e tutto fatto poi con dialoghi originali, o meglio tratti dalle sue opere”.
Spiega invece Pannofino: “La mia più che una voce narrante è la voce della coscienza di Leonardo. Comunque – aggiunge l’attore – questo film mi ha conquistato perche’ resta un’operazione molto originale e mostra poi un Leonardo come non l’avevamo mai visto”. “Ho accettato questo ruolo solo perché non ho avuto abbastanza tempo per pensarci” dice con modestia Luca Argentero.
Per l’attore la lavorazione di questo film ha comportato “settimane sia di letture che di improvvisazione. L’intento era comunque quello di alzare l’asticella dal punto di vista umano”.
Leonardo oggi? “Certo che ci potrebbe essere. Potrebbe essere, ad esempio – una persona come Steve Jobs o Mark Zuckerberg”.

Casati Modignani, tornano le quattro amicheIn ‘Segreti e ipocrisie’ e annuncia: ognuna avrà un romanzo

04 ottobre 201916:21

Maria Sole che dopo aver scoperto l’omosessualità del marito e vissuto la fine del suo matrimonio forse ritrova l’amore vero. Andreina che è incinta di un uomo sposato e non sa se gli parlerà della gravidanza. Gloria che non sa più se ama il suo compagno dopo aver incontrato il medico che cura suo padre e Carlotta che deve decidere cosa fare quando il suo amante lascia la moglie e all’improvviso è sospettosamente tutto per lei. Tornano le quattro “amiche del giovedì” di Sveva Casati Modignani in ‘Segreti e ipocrisie’ – il seguito del fortunato ‘Festa di famiglia’ – pubblicato da Sperling & Kupfer e subito primo nella classifica di narrativa italiana. Nel nuovo romanzo, che si concentra maggiormente sulla figura di Maria Sole, siamo sempre vicini al Natale, l’anno sta per finire e tutte e quattro le amiche hanno nuove sfide da affrontare, ma una cosa resta immutata, la grande solidarietà fra loro. “Nelle loro vite qualcosa sta cambiando, ma tra loro è tutto come prima. Sono solidali l’una con l’altra, sono come quattro sorelle, una famiglia. Quando le donne riescono a fare squadra tra loro è bellissimo. Gli uomini sono bravissimi a farlo, noi dobbiamo superare ancora tanti preconcetti culturali”, dice Sveva Casati Modignani che sa conquistare i lettori raccontando temi eterni come l’amore, il tradimento e la vita che “è una battaglia”. “Quando racconto le mie storie mi diverto e il mio divertimento si trasmette sulla pagina scritta e diventa contagioso”, spiega la scrittrice che con i suoi romanzi, tradotti in venti Paesi, ha venduto oltre 12 milioni di copie. Nella sua tappa a Roma con il nuovo romanzo è andata a visitare il set della serie ‘Il paradiso delle signore’ di cui è una grande fan. “Ritrovo la Milano anni ’50. Mi sentivo Alice nel paese dei balocchi’, racconta sorridendo.
E della genesi delle “amiche del giovedì” – come le chiama la proprietaria del ristorante dove si incontrano una volta a settimana Maria Sole, Gloria, Carlotta e Andreina – spiega: “‘Festa di famiglia’ doveva essere la storia di quattro donne, ma scrivendolo mi ha preso la mano. Ho approfondito la figura di Andreina e alla fine ho sentito che il finale era aperto.
‘Segreti e ipocrisie’ parla maggiormente di Maria Sole”. Alla fine, annuncia la Casati Modignani “ci sarà un romanzo per ogni amica. Il terzo potrebbe essere dedicato a Gloria e il quarto a Carlotta o viceversa”. E’, sottolinea la scrittrice bestseller “tutto un caso. Le cose succedono per caso ma devi lavorare altrimenti non accade nulla”. Giovani, tra i 30 e i 40 anni, anche se Carlotta ne ha 44 ma è sempre una di loro, le protagoniste di ‘Segreti e ipocrisie’ ci mostrano come le donne oggi siano “molto più indipendenti e consapevoli delle loro scelte e molto meno portate al matrimonio” racconta la Sveva. “Mentre quando ero ragazza io una donna che non si sposava lo faceva per due ragioni, un difetto fisico o perché aveva ‘peccato’ e un uomo non la voleva più. E parliamo di 50 anni fa soltanto. Adesso siamo libere da quei preconcetti. L’aspetto economico gioca una parte importante: oggi nove donne su dieci lavorano. Hanno figli e spesso non hanno marito. Una donna riesce ad essere di più se stessa” sottolinea la scrittrice. Ma “per contrappeso, il maschio teme la consapevolezza e maturità delle donne e non sapendo come gestirle e manovrarle a suo piacimento le ammazza” afferma la Casati Modignani. Non bisogna però dimenticare che “la violenza sulle donne è sempre esistita ma non si ammazzava una donna e mezza al giorno come dicono le attuali statistiche” sottolinea e aggiunge: “il sistema maschilista troverà sempre nuove strategie per fare la guerra alle donne. Il ’68 un segno per fortuna lo ha lasciato ma bisogna sempre combattere, la vita è una lotta e i diritti non sono mai acquisiti per sempre. Le ragazze non conoscono la fatica fatta dalle loro mamme e nonne”. E di Greta afferma: “è un fenomeno molto importante. La voce tenera e acerba di una bambina ha smosso le coscienze. E’ stata attaccata perché ha parlato la voce dell’innocenza che ti accusa e perché è una ragazza”. E, mentre ci invita a combattere come le sorelle del suo ‘Segreti e ipocrisie’ la Casati Modignani ha “in mente una storia molto lunga per un nuovo romanzo”, ma non si sa quando arriverà.

‘I Sotteranei del Colosseo’ di OlivieriL’esordio come autore Newton Compton dopo selfpublishing

04 ottobre 201910:07

– Con un romanzo di fantascienza e avventura ‘I Sotterranei del Colosseo’ Massimo Olivieri esordisce come autore Newton Compton. Dopo il successo nell’edizione autopubblicata il thriller è stato acquisito dalla casa editrice romana in una versione arricchita da un sequel e modificata in alcune parti, confermando il ruolo di fucina di nuovi talenti della Newton Compton, da sempre attenta al mercato del selfpublishing. Ambientata tra Roma e il vicino Abruzzo, la storia si spinge dal centro storico della città eterna fino alle montagne. Il Colosseo diventa scenario di un’avventura paranormale in cui storia antica e futuro si incontrano. Gaspare, il metronotte in servizio notturno presso il monumento, scopre nei sotterranei un laboratorio segreto dove gli alieni operano giorno dopo giorno, rapendo persone di tutte le nazionalità che vengono sequestrate per qualche minuto. Nei loro corpi viene installato un microchip impossibile da individuare. L’obiettivo è il controllo a distanza, quando torneranno nei loro Paesi sparsi nel mondo. E l’imminente visita a Roma del presidente degli Stati Uniti, non fa che complicare ulteriormente le cose. In un’impresa disperata, Gaspare proverà a salvare il mondo trovando un insperato aiuto negli alleati più improbabili: un generale dell’aeronautica in pensione, l’amico Alfonso, la sua vicina Anna e persino l’amministratore del condominio in cui abita. Una bizzarra ma efficace squadra in azione, che proverà a sventare il sinistro piano di controllo alieno, in un intrigo che lega a doppio filo extraterrestri e società civile.

Mostre: retrospettiva Bohmer a ParmaDal 5/10 ‘L’illustrazione del libro come avventura interiore’

PARMA04 ottobre 201911:10

– La Biblioteca Palatina di Parma ospita, dal 5 ottobre al 15 novembre, una retrospettiva dedicata a Gunter Bohmer (1911-1986), artista della Mitteleuropa, noto per aver illustrato, tra gli altri, libri di Hermann Hesse, Thomas Mann, Franz Kafka, Luigi Pirandello, Stendhal, Gustave Flaubert e Guy de Maupassant, perseguendo una totale unità tra testo e immagini.
L’esposizione, che porta il visitatore “Nell’officina di Gunter Bohmer. L’illustrazione del libro come avventura interiore”, presenta alcuni degli esiti più significativi della ricca attività di illustratore di testi, soprattutto letterari, svolta da Böhmer: alcuni libri d’artista a tiratura limitata con litografie e incisioni originali; 150 volumi che recano la riproduzione di suoi disegni e di tecniche miste su carta; oltre mille copertine disegnate.
Numerosi sono gli autori cui Bohmer ha rivolto la propria attenzione, illustrandone alcune opere, a partire dal 1933, quando Hesse gli commissionò l’illustrazione del suo ‘Hermann Lauscher’.

Mostre: Da Kandinskij a Chagall, tra sacro e bellezzaA Vicenza 19 icone antiche a confronto con opere di ‘800 e ‘900

VICENZA04 ottobre 201911:49

Il mondo di astrazioni con cui Kandinskij sperimentava l’invisibile; il figurativismo essenziale di Gončarova, per rivelare la profonda ricchezza dei popoli russi; e poi le suggestioni mistiche di Chagall e gli spazi del ‘niente’, privi di ogni figurativismo, di Malevič: è il continuo riferimento alla secolare tradizione delle icone e alle tematiche del sacro che ispirarono molti grandi artisti dell’Avanguardia russa dalla fine dell’800 in poi il filo conduttore della mostra “Kandinskij, Gončarova, Chagall. Sacro e bellezza nell’arte russa”, allestita dal 5 ottobre presso Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza. In programma fino al 26 gennaio e curata da Silvia Burini, Giuseppe Barbieri e Alessia Cavallaro, l’esposizione presenta al pubblico l’affascinante confronto tra una selezione di 19 icone russe, tutte appartenenti alla collezione Intesa Sanpaolo, e una sceltissima sequenza di 45 opere, molte delle quali mai viste in Italia, realizzate tra la fine del XIX e i primi decenni del XX secolo, provenienti per la maggior parte dal più importante museo di arte russa di Mosca, la Galleria Tret’jakov, e inoltre dai musei di Yaroslav, Astrakhan, dal MMOMA e dal Museo dello Spettacolo Bakhrushin di Mosca, nonché dal Musée National Marc Chagall di Nizza e dal Museum of Modern Art Costakis Collection di Salonicco. Partendo dall’interesse di alcuni protagonisti dell’Art Nouveau di fine ‘800 – come Ivanov, Vrubel’, Vasnecov, Nesterov – che fecero ricorso a soggetti sacri, cristiani e pagani, la mostra indaga soprattutto quanto la spiritualità delle icone antiche e i loro modelli formali – la bidimensionalità e l’antinaturalismo, le figure ieratiche e rigide – siano stati in grado di influenzare gli artisti avanguardisti del secondo decennio del XX secolo, come appunto Kandinskij, Chagall, Gončarova o Malevič, desiderosi di superare nei dipinti l’idea di una pittura intesa come illusoria rappresentazione del visibile. L’esposizione celebra i vent’anni di attività della sede museale vicentina proprio attraverso la valorizzazione della raccolta di icone russe, una delle principali in Occidente, in essa custodita: un appuntamento importante che, come afferma Giovanni Bazoli, Presidente emerito di Intesa Sanpaolo, “grazie a prestiti eccezionali dalla Galleria Tret’jakov di Mosca e da altri musei internazionali, documenta come l’arte moderna russa abbia attinto linfa vitale dalla spiritualità degli antichi modelli iconografici. Le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Vicenza, in occasione del ventesimo compleanno, riaffermano la loro vocazione ad essere un luogo di incontro fra Oriente e Occidente europeo, che porti anche a riconoscere la fecondità delle comuni radici cristiane”.
A corredo dell’esposizione anche numerose iniziative rivolte ad appassionati d’arte, scuole e famiglie: un corso di storia dell’arte russa, una rassegna cinematografica, incontri, appuntamenti di musica e danza.

Tempio I secolo a.C. in domus a LuniDirettrice scavi, ha forma simile a tempio di Diana

GENOVA04 ottobre 201912:59

– Un tempio del primo secolo dopo Cristo, ricavato all’interno di una domus del I a.C. nell’area di porta Marina, nei pressi di quello che era un antico porto romano, è stato scoperto durante la campagna di scavo condotta dall’università di Pisa nel sito archeologico di Luni (La Spezia). Si tratta della quinta campagna di scavo e sta interessando due domus, una settentrionale più modesta e una meridionale più ricca, che si trovano lungo il cardo massimo dell’antica città. “Questo luogo di culto ha una forma simile al tempio di Diana presente nel sito – ha spiegato la direttrice dello scavo Simonetta Menchelli dell’Università di Pisa -. Nel costruirlo, tutto intorno sono rimasti i ricchi pavimenti preesistenti della domus”, ma anche affreschi, decorazioni con conchiglie, resti di anfore e altri reperti che saranno studiati e che testimoniano la ricchezza della vita a Luni. I dettagli dello scavo in corso sino a metà ottobre e che coinvolge studenti dell’università e liceali saranno illustrati in un open day sabato 12 ottobre dalle 15.30 alle 18.

Diventa audiolibro ‘Ritorno all’Amarina’Lanciata idea di creare ‘banca delle voci degli autori italiani’

04 ottobre 201914:36

– E’ anche in versione audiolibro il romanzo di Giuseppe Lazzaro Danzuso, ‘Ritorno all’Amarina’,, pubblicato da Fausto Lupetti e da poco ristampato in versione cartacea. Il libro sarò donato a ciechi e ipovedenti italiani che potranno così ascoltarlo attraverso il servizio on line curato dal Centro nazionale Libro parlato ‘Francesco Fratta’.
Alla presentazione del libro in versione audio è stata lanciata dal giornalista Alberto Sinigaglia l’idea di creare una “banca delle voci degli autori italiani” accolta con grande entusiasmo dal presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti- Uici, Mario Barbuto.
“Invito tutti gli autori italiani a donare la propria voce per i loro libri, registrandoli, magari con la collaborazione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti” ha detto in collegamento da Torino Sinigaglia, ‘papà’ di ‘Tuttolibri’ della Stampa. L’iniziativa potrebbe portare a far nascere “una banca delle voci degli autori italiani” ha spiegato Sinigaglia. E il presidente Barbuto ha subito sottolineato: “gli audiolibri rappresentano una nuova frontiera della lettura e della diffusione del sapere: non solo il formato audio favorisce un allargamento della platea dei fruitori a non vedenti, ipovedenti, anziani, viaggiatori, ma trasmette emozioni nuove, derivanti direttamente dall’ascolto della voce stessa dell’autore con i suoi sentimenti, con le sue inflessioni dialettali, le sue sottolineature dei passaggi più significativi del testo”. È il caso dell’audiolibro di ‘Ritorno all’Amarina’ definito dal presidente delle Biblioteche di Roma Paolo Fallai “il pagamento gioioso e commosso di un debito emotivo gigantesco”. Un brano, dedicato agli aquiloni è stato letto da dall’autore che ha descritto “l’esperienza emotiva di leggere davanti a un microfono una vicenda che è la propria stessa storia, simile a quella di migliaia di ragazzi e bambini della generazione di Carosello, passati dalla preistoria alla fantascienza”. Pietro Piscitelli, presidente della Biblioteca Italiana per Ciechi Regina Margherita, ha messo a disposizione la propria struttura per stampare ‘Ritorno all’Amarina’ sia in Braille sia in large print per ipovedenti.

A Roma gli Impressionisti segretiApre a Roma Palazzo Bonaparte con 55 tele mai esposte in Italia

ROMA04 ottobre 201920:22

La vita vera che scorre davanti agli occhi e si ferma sulla tela, l’ossessione per l’en plein air, la luce brillante, il pennello che procede vibrando per frammenti e piccoli tocchi: sono ben 55 i capolavori esposti nella mostra “Impressionisti segreti”, che celebra a Roma l’apertura al pubblico di Palazzo Bonaparte, spazio Generali Valore Cultura.
In programma dal 6 ottobre all’8 marzo, la mostra, a cura di Marianne Mathieu e Claire Durand-Ruel, ripercorre la storia di uno dei movimenti artistici più noti e amati di sempre attraverso quadri davvero “segreti”, perché tutti appartenenti a collezioni private e mai esposti in Italia. Da Monet a Renoir, da Pissarro a Manet, e poi Sisley, Gauguin, Sisley, Cézanne: nel percorso le tele di questi maestri – luminose, sfumate, suggestive, tutte istantanee pittoriche del mondo di fine ‘800 – dialogano con gli stucchi, i pavimenti e le decorazioni barocche del meraviglioso Palazzo che fu residenza fino al 1836 di Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone.

Tom Walker, edizione speciale 1/o albumCantautore tornerà live in Italia il 15 ottobre a Torino

04 ottobre 201916:08

– L’8 novembre esce “What a time to be alive (Deluxe Edition)” (Relentless/Sony Music), edizione speciale dell’album d’esordio di Tom Walker, cantautore da 1 miliardo e mezzo di stream e oltre 1 milione di dischi venduti. Il disco contiene 4 brani inediti, il primo dei quali Better Half of me già disponibile, e le versioni rivisitate delle hit “Leave a Light On” (doppio platino in Italia) e “Just You and I” (platino in Italia). Tom Walker tornerà live in Italia il 15 ottobre all’OGR di Torino e successivamente partirà per un nuovo tour già completamente soldout nel Regno Unito il 24 ottobre dall’O2 Academy Brixton di Londra.

Morto Alberto Testa, ‘prof’ della danzaCoreografo e critico, aveva 97 anni. Grande amico Zeffirelli

TORINO04 ottobre 201920:21

E’ morto nella sua casa di Torino il maestro Alberto Testa, icona della danza internazionale. Il 23 dicembre avrebbe compiuto 97 anni. Attivo soprattutto come coreografo, ha curato i balletti per numerosi allestimenti operistici ma anche per il teatro di prosa. Fondatore del Premio Positano per l’Arte della Danza, tra i più importanti d’Italia, è stato autore di numerose pubblicazioni. Il ‘prof’, come lo chiamavano, ha iniziato a stare male lo scorso giugno, in seguito alla morte dell’amico Franco Zeffirelli.
Sin dalla fondazione, è stato presidente onorario del Giornale della Danza, che ricorda con un lungo articolo il “grande maestro”. Dopo la laurea in Lettere, studiò danza classica a Torino con Grazioso Cecchetti, figlio di Enrico Cecchetti, perfezionandosi con Susanna Egri e, in seguito, si esibì in alcuni dei principali teatri italiani e stranieri sotto la guida di grandi maestri.
Docente universitario, è stato critico di balletto di Repubblica.
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Note couture in collezione H&M by ValliIl 7 novembre il lancio degli abiti fotografati a Roma

04 ottobre 201918:12

– Profumo di couture nella nuova collezione di H&M disegnata da Giambattista Valli. Lo stilista romano che tutti ricordano per il vezzo di portare sempre un filo di perle al collo, era apparso al gala dell’amFAR al Festival di Cannes, con le sue muse, Kendall Jenner, Chris Lee, Chiara Ferragni e Ross Lynch, vestite coi capi della pre-collezione disegnata per H&M. Quei capi vennero messi in vendita in edizione limitata in store selezionati e online: due giorni dopo registravano il tutto esaurito. L’intera collezione verrà ufficialmente lanciata il prossimo 7 novembre, ma dalle prime immagini scattate a Roma, amata città Natale dello stilista, da Kyle Weeks, è evidente il tocco glamour sartoriale di Valli. Felpe col cappuccio impreziosite con motivi floreali di seta e cristalli, collane di tralci ricamate sul colletto delle felpe, abiti in organza plissè rosso fuoco, doppia lunghezza, corti davanti e con coda, bomber in pelle con colletto eco-shearling, cappotti tigrato in eco fur, abitini corti in merletto.

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Al via Portici di carta, 150 editori e librai in strada a Torino
Da Scurati a Manzini alla manifestazione dedicata a Camilleri

TORINO04 ottobre 201920:46

Una libreria lunga due chilometri, oltre 150 tra librai, editori piemontesi e bouquinistes, 120 bancarelle, 20 tratti tematici: ecco alcuni dei numeri della XIII edizione di Portici di Carta, manifestazione di promozione del libro e della lettura, a Torino sabato 5 e domenica 6 ottobre.
Un programma ricco e articolato che inizia già oggi, con l’anteprima al Circolo dei lettori, dove Antonio Scurati dialogherà con Cesare Martinetti ripercorrendo le tappe che hanno portato alla nascita di ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani), fino alla vittoria del Premio Strega (ore 21). Il weekend di Portici di Carta si aprirà ufficialmente domani con l’inaugurazione all’Oratorio San Filippo Neri con Francesca Paola Leon, Stefano Benedetto e Antonio Damasco, occasione ideale per festeggiare il servizio bibliotecario pubblico torinese a 150 anni dalla fondazione della Biblioteca civica Centrale. Antonio Manzini e Antonio D’Orrico ricorderanno Andrea Camilleri, speciale “angelo custode” della manifestazione.
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Munizioni parte e ricorda Daphne CaruanaIl 16 ottobre i primi 2 titoli della collana diretta da Saviano

04 ottobre 201920:17

Saranno in libreria il 16 ottobre, giorno dell’anniversario dell’uccisione, nel 2017, della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, i primi due titoli della nuova collana ‘Munizioni’, diretta da Roberto Saviano e pubblicata da Bompiani. E sono proprio alcuni dei più importanti reportage di Daphne raccolti nel libro ‘Di’ la verità anche se la tua voce trema’, scelti dai figli della giornalista Andrew, Matthew e Paul, che firmano la prefazione, insieme a Saviano, autore della postfazione, ad inaugurare la collana. Il libro sarà presentato il 15 ottobre al Teatro Ambra Jovinelli di Roma da Saviano con i figli di Daphne, moderati da Massimiliano Coccia, con letture di Valeria Solarino.
Dagli esordi sulla carta stampata,, il libro arriva fino all’ultimo post su Running Commentary in cui la giornalista e blogger scriveva – il 16 ottobre 2017, poco prima che la Peugeot bianca su cui viaggiava saltasse in aria – “Ci sono corrotti ovunque si guardi, la situazione è disperata”. ‘Di’ la verità anche se la tua voce trema’ esce nella traduzione italiana di Mattia Faes Belgrado e Daniele Didero ed è una denuncia dei lati più scuri di Malta, dal narcotraffico al riciclaggio di denaro sporco, dall’influenza del regime azero sulla politica locale al ruolo di Malta nello scandalo dei Panama Papers, al sistema della vendita della cittadinanza maltese che vale il 2,5% del Pil dell’isola. ‘L’altro volume è ‘Fariña’ di Nacho Carrettero, giornalista investigativo per El País, messo al bando dall’autorità giudiziaria spagnola per aver raccontato la storia del narcotraffico in Galizia che poi è stato riabilitato e ha scalato le classifiche di vendita.

Hit parade al top Gemitaiz & MadmanSul podio Mattoni e Abbey Road dei Beatles, che compie 50 anni

04 ottobre 201920:14

Per la seconda settimana è Scatola nera, nuovo disco del duo rap italiano Gemitaiz & Madman, a stare in testa al primo posto della classifica dei dischi più venduti della settimana secondo i dati Fimi/Gkk Italia. Inoltre, tutti i brani dell’album sono ancora presenti nella hit dei singoli. L’album, arrivato a cinque anni dall’ultimo disco insieme, è il terzo lavoro in studio del duo che segue l’uscita di Detto Fatto (2012) e Kepler (2014). Inoltre, conta già oltre 65 milioni di stream e ha raggiunto il primo posto su Apple Music, iTunes e Amazon nel primo weekend. Infine, tutte le tracce del disco hanno debuttato nella top 15 della classifica di Spotify. Rimane saldo al secondo posto Mattoni, quarto album da studio del producer Night Skinny, con sedici tracce che fotografano la scena rap di oggi. Terza posizione per The Beatles con l’album Abbey Road il più venduto della band inglese, uscito 50 anni fa, il 26 settembre 1969, in un nuovo mix. In vetta ai singoli Una volta ancora di Fred De Palma con Ana Mena.

Rumori fuori scena apre stagione StabileIl 7 ottobre debutta in prima nazionale

TORINO04 ottobre 201919:31

– Rumori fuori scena dell’inglese Michael Frayn, traduzione di Filippo Ottoni per la regia di Valerio Binasco apre lunedì 7 ottobre al Teatro Carignano la stagione di Prosa del Teatro Stabile di Torino. Lo spettacolo, in prima nazionale, è interpretato da Francesca Agostini, Valerio Binasco, Fabrizio Contri, Andrea Di Casa, Giordana Faggiano, Elena Gigliotti, Milvia Marigliano, Nicola Pannelli, Ivan Zerbinati. Le scene sono di Margherita Palli, i costumi di Sandra Cardini e le luci di Pasquale Mari. Prodotto dal Teatro Stabile Torino-Teatro Nazionale con il sostegno di Fondazione Crt, sarà replicato fino al 27 ottobre e poi sarà in tournée in Italia.
Binasco, dal 2018 direttore artistico del Teatro Stabile di Torino, affronta un cult del teatro contemporaneo: Rumori fuori scena, celebrazione delle goffe imprese di una compagnia di scalcagnati teatranti. In tre atti, allestimento, debutto e tournée di una farsa erotica: gli spettatori assistono alla prova generale della pièce, con divertenti equivoci.
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Addio a Diahann Carroll, star di Julia e DynastySfondo’ barriera razza con ruolo afroamericana middle class

NEW YORK04 ottobre 201920:14

Diahann Carroll, l’attrice nera che fece da apripista per altre star di colore con le serie tv Julia e Dynasty e che per Claudine era stata candidata agli Oscar e’ morta nella sua casa di Los Angeles a 84 anni. La Carroll era gia’ famosa nei night di Las Vegas e per ruoli in musical di Broadway e Hollywood come Carmen Jones e Porgy and Bess quando alla fine degli ani Sessanta fu avvicinata dalla Nbc per la parte della protagonista di Julia. Inizialmente aveva rifiutato. “Non pensavo che sarebbe andata da nessuna parte”, aveva detto anni dopo. Diahann, aveva cambiato idea dopo aver appreso che lo sceneggiatore della serie, Hal Kanter, pensava che fosse troppo bella per il ruolo. Aveva modificato il taglio di capelli, memorizzato il copione e lo aveva convinto a affidarle il ruolo. Come avrebbe fatto anni dopo il comico Bill Cosby sfidando le convenzioni della razza in tv, Diahann Carroll, divenne cosi’ la prima afro-americana in una parte da protagonista non tradizionale in una serie di prime time. La sua Julia Baker, rimasta vedova con un bimbo piccolo quando il marito era morto in Vietnam, era una donna colta e emancipata, lavorava per un medico in una societa’ di aerospazio e usciva con altri uomini di successo. Attrici nere avevano recitato prima di lei in serie tv, ma sempre nella parte della cameriera.
“Io sono stata la prima nera della middle class emergente di colore, non una poveraccia confinata a soffrire nel ghetto”, aveva spiegato l’attrice che per la serie uscita nel 1968 aveva vinto un Golden Globe. A “Julia” era seguita “Dinasty” nel ruolo della sensuale fashionista Dominique Deveraux – ancora una volta la prima nera in una parte importante in una soap opera – e poi nello spin-off “The Colbys”, sempre ai ferri corti con la rivale Alexis interpretata da Joan Collins. Sul grande schermo il suo successo maggiore era stato in “Claudine” del 1974 (una madre di sei figli a Harlem che vive di assistenza pubblica e si innamora dello spazzino James Earl Jones). La parte doveva andare all’amica Diana Sands che pero’ si era ammalata di cancro e aveva suggerito che Carroll, prendesse il suo posto

Parigi svela i tulipani di KoonsOpera creata da artista Usa in omaggio a vittime attentati

PARIGI04 ottobre 201920:45

Dopo quasi tre anni di veleni e polemiche a ripetizione il vaso di tulipani giganti di Jeff Koons è stato svelato oggi a Parigi, in presenza dell’artista americano e della sindaca Anne Hidalgo. L’opera offerta dagli Usa alla città di Parigi in omaggio alle vittime degli attentati jihadisti che tra il 2015 e il 2016 colpirono la capitale doveva sorgere inizialmente nei pressi del Trocadéro, tra il Museo d’arte moderna e il Palais de Tokyo, una zona particolarmente frequentata dai turisti in visita. Ma dopo le polemiche per quell’ubicazione è stato scelto un luogo piu’ discreto, sul retro del Petit Palais, non lontano dall’avenue des Champs-Elysées. La monumentale scultura di 12 metri di altezza raffigura una mano che porge un vaso di tulipani. Presentando l’opera, Koons ha spiegato che ci sono “solo undici fiori. Il dodicesimo rappresenta la perdita nata dagli attentati”. Tra l’altro, l’artista ha detto che quella mano è stata pensata nello spirito di Bartholdi, lo scultore che concepì la statua della Libertà all’epoca offerta dalla Francia agli Stati Uniti. “Un regalo si accetta”, ha dichiarato la sindaca, Anne Hidalgo , aggiungendo che “tutto è grande a Parigi: le emozioni, come anche le polemiche…”. Sin dall’inizio il progetto da 3,5 milioni di euro finanziato interamente da donatori privati è stato oggetto di critiche e proteste. Non solo legate al luogo scelto inizialmente per sistemare l’opera, ma anche per la personalità dell’artista Usa genio del kitsch, spesso accusato di eccessivo senso del ‘marketing’ e del business. Tra i presenti all’inaugurazione, anche il tycoon francese e patron di Iliad Xavier Niel, il giornalista Nikos Aliagas e alcune famiglie delle vittime degli attentati del 13 novembre 2015, con cui Koons si è lungamente intrattenuto. Tra l’altro, l’artista si è impegnato a versare l’80% dei ricavi percepiti dai suoi diritti d’autore alle associazioni delle vittime degli attentati parigini. Il restante 20% andrà invece al comune di Parigi per la manutenzione dell’opera

Da Kandinskij a Chagall sacro e bellezzaA Vicenza 19 icone antiche a confronto con opere di ‘800 e ‘900

VICENZA04 ottobre 201920:13

E’ il continuo riferimento alla tradizione delle icone e alle tematiche del sacro che ispirarono molti artisti dell’Avanguardia russa dalla fine dell’800 in poi il filo conduttore della mostra “Kandinskij, Goncarova, Chagall.
Sacro e bellezza nell’arte russa”, allestita dal 5 ottobre presso Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza. In programma fino al 26 gennaio e curata da Silvia Burini, Giuseppe Barbieri e Alessia Cavallaro, l’esposizione presenta al pubblico il confronto tra 19 icone russe, tutte appartenenti alla collezione Intesa Sanpaolo, e 45 opere, molte mai viste in Italia, realizzate tra la fine del XIX e i primi decenni del XX secolo, provenienti per la maggior parte dal più importante museo di arte russa di Mosca, la Galleria Tret’jakov, e inoltre dai musei di Yaroslav, Astrakhan, dal MMOMA e dal Museo dello Spettacolo Bakhrushin di Mosca, nonché dal Musée National Marc Chagall di Nizza e dal Museum of Modern Art Costakis Collection di Salonicco.

In villa medicea opere su donne malateAlla Pietraia di Firenze ‘Le Scapate. Donne oltre le ferite’

FIRENZE04 ottobre 201920:38

– La Villa medicea della Petraia a Firenze, per la prima volta, si apre ai linguaggi dell’arte contemporanea con una mostra che parte da una riflessione sul corpo della donna in tutte le sue forme: sarà questo da domani ‘Le Scapate. Donne oltre le ferite’, progetto artistico di Eleonora Santanni e Serena Gallorini, curato da Elisabetta Rizzuto in collaborazione con Marco Mozzo. Le opere in mostra – installazioni, sculture in materiale plastico, quadri materici e foto – nascono da un’esperienza autobiografica di Eleonora Santanni legata alla malattia e alla perdita di una parte del proprio corpo, il seno, in seguito a un tumore alla mammella. Il progetto ‘Le Scapate’ racconta in particolare il corpo della donna segnato da eventi traumatici e dalla malattia, con la consapevolezza che oggi c’è un vuoto, un’incapacità connaturata nell’immaginario contemporaneo di restituire un’immagine a questi corpi che sono stati malati e che sono rinati.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Chailly, Karajan cercava colore suono
Convegno scaligero per i 30 anni dalla morte del direttore

04 ottobre 201920:38

– Herbert Von Karajan faceva “un gran lavoro sul colore del suono dell’orchestra”, voleva “un tipo di suono di una morbidezza e di una bellezza straordinarie”. Così Riccardo Chailly, direttore musicale del Teatro alla Scala, durante un convegno scaligero per i trent’anni dalla morte del grande direttore, nel quale è stato presentato il libro ‘L’Arte di Karajan, un percorso nella storia dell’interpretazione’.
Von Karajan era continuamente interessato ai giovani direttori e Chailly ha avuto la fortuna di essere uno di quelli che lui seguiva e con cui ha avuto molti contatti fra il 1980 e il 1989, l’anno della morte. “La sua tecnica nel dirigere, che poteva sembrare personale, anche nella gestualità, era frutto – ha raccontato Chailly – di anni e anni di esperienza. Non si è mai stancato di perfezionare se stesso”.

Libro racconta cent’anni penne AuroraStoria imprenditoriale e familiare in volume edito da Giunti

TORINO04 ottobre 201921:06

– Un libro a metà fra la storia imprenditoriale e familiare, fra la narrativa e il racconto storico, un romanzo nel romanzo, un viaggio nella storia di un’azienda ma anche dell’Italia. È tutto questo ‘Questione di stilo – Il romanzo delle penne Aurora’, il libro di Cesare Verona e Adriano Moraglio, edito da Giunti e presentato al Circolo dei Lettori di Torino, città che 100 anni fa ha dato i natali alla più famosa manifattura italiana di strumenti per la scrittura. “Questo libro è un po’ testimonianza e un po’ romanzo. Vuole dare ai giovani la voglia di intraprendere – spiega Cesare Verona, presidente e ad di Aurora -. Da un lato c’è un ragazzo, il mio bisnonno Cesare, che ha portato dall’America in Italia la macchina da scrivere Remington, dall’altro un imprenditore, un tycoon, Isaia Levi, il fondatore di Aurora”.
Dal loro incontro nasce la storia di questi 100 anni, racchiusa nel libro che Verona dedica “a chi crede nel segno dei sogni”.

Città d’arte protagoniste dell’autunnoConfturismo-Piepoli, indice fiducia a 69

05 ottobre 201910:40

– Le città d’arte italiane saranno le protagoniste dell’autunno turistico: quasi un intervistato su due ha intenzione di visitarne una. E i visitatori pensano sia necessario trascorrere oltre 3 notti per visitarne una. Emerge dall’Osservatorio di Confturismo Confcommercio realizzato con l’Istituto Piepoli. L’indice mensile di fiducia del viaggiatore italiano a settembre registra un valore di 69 punti. Oltre tre italiani su dieci fanno la vacanza principale nei mesi di settembre, ottobre e novembre: motivo principale, perché tutto è più tranquillo e si può viaggiare con un budget più limitato.
Musei e gallerie d’arte sono la motivazione di viaggio.
Rimangono importanti l’enogastronomia e la possibilità di visitare borghi e castelli vicini, a riprova del fatto che le grandi mete culturali rilanciano l’intero territorio, se ben collegato e fruibile.
Le prime tre mete citate sono Firenze, Roma e Venezia. Fra le destinazioni estere gli italiani prediligono Spagna, Regno Unito, Austria, Germania e Francia.

Laraba, in mostra “dietro” la mascheraFino al 12/10, 30 lavori artista algerina a Biblioteca Angelica

05 ottobre 201911:36

– La carta. I volti. L’essere o l’apparire. La natura. È la riflessione lunga 30 opere tra tele, sculture e installazioni dell’artista algerina Karima Laraba nella personale La maschera e il vortice, curata da Giuseppe Ussani d’Escobar, fino al 12/10 alla Galleria della Biblioteca Angelica a Roma.
Classe 1973, dopo aver esposto in patria e in Francia, ”Karima Laraba – racconta il curatore – si è innamorata dell’Italia, di Napoli e di Venezia in particolare, dove oggi vive. Non a caso, due città affacciate sull’acqua, dove la luce riflette in modo diverso e potente fino a invadere le opere.
Laraba – prosegue – lavora sull’arte occidentale attraverso la maschera tradizionale del carnevale veneziano ma anche sulla maschera africana che incarna gli spiriti della natura e che tanto influenzò l’arte occidentale del ‘900”. Nasce così, ad esempio, la scultura bifronte dedicata al Mistero dei fiori di Giano ma anche l’installazione con il grande manichino in maschera sull’Ossessione della bellezza

I 130 anni del Moulin RougeParigi festeggia uno dei monumenti della Belle Epoque

05 ottobre 201911:59

– Parigi non sarebbe Parigi senza il Moulin rouge, ancora oggi tra i più celebri locali al mondo.
Seconda casa di artisti come Toulouse-Lautrec e monumento alla Belle Epoque, oggi il Moulin Rouge continua a offrire due spettacoli a sera per 365 giorni l’anno. L’ultima rivista andata in scena ‘Feerie’ ha richiamato 12 milioni di spettatori. Sul palco salgono ogni giorno 60 artisti di 14 nazionalità diverse e la platea accoglie 900 persone nella mitica sala, con decorazioni Belle-Epoque, concepita da Henri Mahé nel 1951. Ma il Moulin Rouge nasce a Parigi ben prima, il 6 ottobre 1889. Per festeggiare i 130 anni di questo leggendario locale il 6 ottobre uno spettacolo di suoni e luci sarà proiettato sulla sua storica facciata per ricordare quel lontano 1889 quando, per la prima volta, si aprirono le porte di quello che sarebbe diventato il più importante monumento di Pigalle e della Belle epoque. Per festeggiare l’anniversario 60 ballerine tra la folla si produrranno in uno scatenato can can

Portici di carta è la libreria più lunga del mondoInaugurata la manifestazione quest’anno dedicata a Camilleri

TORINO05 ottobre 201912:12

Due chilometri di stand con oltre 150 espositori tra librai, editori piemontesi e bouquinistes, 120 bancarelle, 20 tratti tematici. Ha aperto i battenti questa mattina, 5 ottobre a Tornio la tredicesima edizione di Portici di Carta, manifestazione di promozione del libro e della letteratura che trasforma il centro di Torino nella libreria più lunga del mondo.
Un’edizione, quella del 2019, resa speciale dalla dedica ad Andrea Camilleri, a pochi mesi dalla scomparsa dell’inventore di Montalbano.
Il programma della manifestazione, che prosegue anche domenica 6 ottobre, è ricco e articolato. Dopo l’anteprima di ieri, con il dialogo tra Antonio Scurati e Cesare Martinetti, questa mattina l’inaugurazione all’Oratorio San Filippo Neri con Francesca Leon, Stefano Benedetto e Antonio Damasco per festeggiare il servizio bibliotecario pubblico torinese a 150 anni dalla fondazione della Biblioteca civica Centrale. Tanti gli appuntamenti, tra cui un evento speciale questa sera per i 90 anni di Bompiani.

8 autrici per Ovidio, ‘Le nuove Eroidi’Ero e Leandro oggi sono migranti morti in mare per Bernardini

05 ottobre 201912:34

– I. BERNARDINI, AA.VV. LE NUOVE EROIDI (HARPERCOLLINS 17,00 EURO, PP 208) “Quando ho letto la storia di Ero e Leandro, un uomo che ogni notte attraversa a nuoto un tratto del Mediterraneo per incontrare la sua amata sull’isola opposta, mi è subito venuta in mente l’immagine del Mediterraneo ora: un mare attraversato da migranti che perdono la vita”. Così Ilaria Bernardini racconta come è nato ‘Ero’, uno degli otto racconti di ‘Le nuove Eroidi’, una raccolta di brevi storie dove 8 scrittrici – Caterina Bonvicini, Teresa Ciabatti, Antonella Lattanzi, Michela Murgia, Valeria Parrella, Veronica Raimo, Chiara Valerio – partono dall’attualità del classico di Ovidio per mettere al centro la prospettiva femminile.
Poco più di duemila anni fa Ovidio scrisse una raccolta di epistole in versi in cui le eroine del mito si rivolgevano ai loro (generalmente non irreprensibili) mariti e compagni, rovesciando il tradizionale punto di vista maschile sulle storie raccontate. Oggi otto scrittrici nate negli anni Settanta reinterpretano il classico di Ovidio: Antonella Lattanzi porta il lettore al processo in cui è coinvolta Fedra; Teresa Ciabatti immagina una nuova Medea in Maremma; Veronica Raimo mostra Laodamia impegnata in una chat erotica con il fantasma di Protesilao; per Caterina Bonvicini Penelope si è imbarcata per mare e salva rifugiati mentre Ulisse la attende a Itaca; Chiara Valerio reinventa il dramma di Deianira, fornendo una spiegazione nuova agli eventi che provocarono la follia di Ercole. Valeria Parrella, invece, sposa il punto di vista di Didone, in una lunga invettiva contro il pavido Enea, colpevole contro le leggi dell’amore. Michela Murgia dà voce a Elena, perché “quando bellezza e guerra diventano sinonimi, non c’è più differenza tra ammirare e prendere di mira”.
Ilaria Bernardini ha scelto di reinterpretare la storia di Ero, giovane sacerdotessa di Afrodite costretta a vedere di nascosto l’innamorato Leandro, che ogni notte attraversa lo stretto che li separa per incontrarla, fino a una notte di tempesta, in cui viene sopraffatto dalle onde. Al mattino Ero vede tra gli scogli il corpo del suo amato e, sconvolta, si getta dalla torre per raggiungerlo. Oggi Ero e Leandro sono due giovani innamorati, in fuga dal loro paese su un barcone nel Mediterraneo: “Grazie a Oxfam – racconta l’autrice – ho potuto leggere alcune testimonianze, e questo mio racconto – di due innamorati che partono insieme da casa ma attraversano il mare su due gommoni diversi – è costruito con le parole vere di Ada Moussa, Amadou, Idrissa Diallo, Jamal, Kaba. Ai loro ricordi di quel mare e a tutti quelli prima di quel mare. È anche costruito nell’assordante silenzio – nell’assenza di ricordi di quel mare e di tutti i ricordi prima di quel mare – dei quindicimila migranti morti dal 2014 al 2019”.

Nuto Revelli, eroe dell’Italia civileConfronto su figura scrittore partigiano in centenario nascita

CUNEO05 ottobre 201912:39

– “Era un eroe dell’Italia civile: guardare a esempi e vite come quella di Nuto Revelli serve a ricostruire il Paese, è un atto politico e di civiltà”. Così il fiorentino Valdo Spini, ex ministro, aprendo a Cuneo il convegno internazionale ‘Nuto Revelli protagonista e testimone dell’Italia contemporanea’, organizzato per i 100 dalla nascita dello scrittore partigiano cuneese.
Al cinema Massimo 5 e 6 ottobre si alternano 28 relatori provenienti da università italiane ma anche da Usa, Francia, Germania. Per Ezio Mauro, ex direttore di la Repubblica e La Stampa, Revelli era “un politico nel senso più alto e libero del termine, fu coscienza critica dell’epoca e di questa terra, dando voce a classi così subalterne che non sapevano neppure di essere classe, quindi potevano essere ignorati dal potere”.
Presiede i lavori Gastone Cottino, professore emerito dell’Accademia delle Scienze e presidente del Comitato nazionale del centenario, le cui celebrazioni in Italia e all’estero proseguono fino al 2021.

Flash mob in difesa Uomo VitruvianoItalia Nostra, perizie a nostro favore, pronti a ricorso Tar

VENEZIA05 ottobre 201914:14

– Hanno ‘occupato’ per qualche minuto lo spazio davanti alle Gallerie dell’Accademia a Venezia per dire ‘no’ al prestito al Louvre di Parigi dell’Uomo Vitruviano di Leonardo conservato nella pinacoteca lagunare. Protagoniste alcune decine di persone appartenenti a vari gruppi culturali, compresa Italia Nostra, che da qualche giorno hanno diffuso sui social l’hashtag “mi no vado via” riferito proprio al disegno leonardesco. Italia Nostra ha reso noto che sta per avviare un ricorso al Tar, dopo aver ricevuto la documentazione sullo stato di conservazione dell’opera. A favore del mantenimento in laguna ci sarebbero tre perizie che, secondo Italia Nostra, confermano “il grave stato di salute del disegno” e i rischi legati alla sua esposizione prolungata alla luce. L’Uomo Vitruviano è uscito dal suo spazio dedicato (buio e con controllo di umidità costante) poco tempo fa ed ora “necessita – dice Italia Nostra – del giusto tempo di riposo”.

Huppert è Maria Stuarda alla Pergola di FirenzeEsclusiva per Italia: monologo diretto R.Wilson, musiche Einaudi

FIRENZE05 ottobre 201915:54

Isabelle Huppert è Maria Stuarda in ‘Mary Said What She Said’, monologo diretto da Robert Wilson e con musiche originali di Ludovico Einaudi, in scena dall’11 al 13 ottobre al Teatro della Pergola di Firenze. Lo spettacolo, in francese con sovratitoli in italiano, è una coproduzione tra Pergola e Theatre de la Ville di Parigi, ed è un’esclusiva per l’Italia.
La vita e i tormenti, tra gloria, prigione e omicidi, della regina che ha combattuto le forze della storia per controllare il suo destino, rappresentano il terzo incontro artistico tra Huppert e Wilson dopo Orlando di V.Woolf, replicato dall’89 al 2009, e Quartett di Heiner Müller. Huppert ha già incontrato a teatro Maria Stuarda: nel dramma di Schiller al Royal National Theatre di Londra nel 1996. In ‘Mary Said What She Said’ è sola in scena, guidata da Wilson in un vortice di immagini che restituiscono una regina che ha combattuto per controllare il suo destino e che il giorno prima della sua esecuzione lotta ancora, cercando la giustizia divina.
L’opera è ambientata nel 1587; l’azione si svolge nel castello di Fotheringhay, nel nord dell’Inghilterra, alla vigilia dell’esecuzione. Il testo ripercorre la sua storia burrascosa: il disastroso matrimonio con Henry Stuart, lord Darnley, il padre di suo figlio, che era soltanto un bambino quando fu proclamato re al posto di Maria stessa. L’omicidio di Darnley e il successivo matrimonio di Maria con il suo amante, James, conte di Bothwell, il principale cospiratore della morte violenta di Darnley, costarono alla regina il suo trono. Ma anche mentre Maria si prepara a morire martire, dopo diciannove anni in cattività, non si incamminerà dolcemente verso la morte.
Ha in quel momento una visione di suo figlio, re Giacomo; dicono che le sue labbra erano ancora in movimento quando il boia teneva la testa mozzata in alto.
‘Mary Said What She Said’ fa parte di un’articolata partnership tra Pergola e il Théâtre de la Ville di Parigi, che sarà anche al centro di un incontro in programma l’11 ottobre a Palazzo Vecchio.

Da Brignano a Biaggi per piccoli malatiA Roma in scena per Ridiamoci su e Associazione Andrea Tudisco

05 ottobre 201914:59

– Enrico Brignano e le sue esilaranti riflessioni sul passare del tempo, e la compagna l’attrice Flora Canto, quest’anno anche in veste di concorrente a Tale e quale show. E poi i diversi modi di essere romani: quello scanzonato e musicale di Max Giusti e quello più graffiante e pungente di Antonio Giuliani. E ancora l’attrice Camilla Filippi, Andrea Perroni, Pablo e Pedro, Giobbe Covatta, Andrea Delogu. Più Max Biaggi, il campione in arrivo appositamente da Montecarlo, un po’ ”pesce fuor d’acqua tra tanti artisti”, sorride, ma pronto a fare la sua parte al fianco di Claudia Gerini. Sono alcuni degli amici attesi il 7/10 per Ridiamoci su, spettacolo di solidarietà organizzato dall’Associazione Andrea Tudisco, al Teatro Olimpico di Roma, per un gioioso e allegro evento di sensibilizzazione sul diritto alla salute dei bambini e di raccolta fondi a favore delle attività di accoglienza e clown terapia

Zappia (Sky), Netflix sarà su Sky QTanti contenuti, aggregatore fondamentale per spettatori

CAPRI (NAPOLI)05 ottobre 201915:53

“Annunciamo l’inserimento di Netflix nell’offerta di Sky Q, perché l’aggregazione è fondamentale: dato che il consumatore ha di fronte un’offerta gigantesca di contenuti, un aggregatore di contenuti che aiuti lo spettatore è fondamentale perché facilita la vita”. Lo ha detto a Capri, intervenendo all’EY Digital Summit, il responsabile di Sky Europe Andrea Zappia.

A Palermo Festival letterature migranti’Ultimanza’ e ‘1492/1942’ i temi della quinta edizione

PALERMO05 ottobre 201915:29

– Torna dal 9 al 13 ottobre, a Palermo, il Festival delle Letterature migranti, diretto da Davide Camarrone. Due i temi: “Ultimanza” e “1492/1942”, cinque le sezioni: letteratura, arti visive, cinema, teatro e musica.
Oltre 100 le personalità protagoniste di questa quinta edizione, 30 gli autori e mille gli studenti ai quali saranno dedicati incontri, laboratori e seminari. L’incontro inaugurale si terrà il 9 ottobre a Villa Trabia, dove entrerà in funzione la Casa delle letterature.
“Ultimanza” prova a definire un’epoca che rischia di bruciare le risorse vitali del pianeta e di interrompere i processi di trasmissione culturale. “1492/1942” sono date cruciali. Nel 1492, Ferdinando e Isabella, sovrani di Spagna e di Sicilia, emanano l’editto di espulsione degli ebrei dal Regno. Nel 1942 un gruppo di gerarchi nazisti mette a punto la “Soluzione finale” del problema ebraico.
Tra i presenti, Edith Hall, Anthony Cartwright, Ece Temelkuran, Leila Karami, Annalisa Camilli, Shahram Khosravi, Alia Malek.

Winter Journey opera poetica sul dramma dei migrantiApplausi a Palermo a prima opera Einaudi e Toibin, regia di Andò

PALERMO05 ottobre 201920:06

L’Europa ha smarrito la pietà, gli italiani non ricordano più di essere figli di Enea? Ma quando si vive al cospetto della morte, immersi nella tempesta, quel che resta è l’essenza dell’uomo, la sua fragilità, e viene fuori con dolente chiarezza da “Winter Journey”, in ‘prima’ mondiale al Teatro Massimo di Palermo, che coproduce lo spettacolo con il San Carlo di Napoli. Quando il sipario si alza sulla melodia che si ripete, mentre gli archi fanno da basso continuo, le onde alte, minacciose, investono il pubblico, dallo schermo gigante si viene travolti dall’angoscia, dagli ultimi istanti di vita di chi è caduto in mare. E quando ci si appende a un pezzo di legno per restare in vita ecco che la musica incalza, diventa ripetitiva, come i pensieri sott’acqua. Ma “Winter Journey” non cronaca, ma una preghiera ossessiva che nasce dalle cellule armoniche che si inseguono, frutto della commozione di Ludovico Einaudi, e del testo di Colm Toibin che conosce bene il rischio della morte, la miseria e la pietà.

Luisa Ranieri vince Fano Film FestivalMiglior attrice per corto ‘L’affitto’

FANO (PESARO URBINO)05 ottobre 201917:12

– Luisa Ranieri e Lino Guanciale sono i vincitori rispettivamente come migliore attrice e migliore attore della 31a edizione di Fano International Film Festival, rassegna di corti che si svolge nella città marchigiana dal 15 al 19 ottobre. L’attrice napoletana, moglie di Luca Zingaretti, è la protagonista del cortometraggio “L’affitto” (durata 7′, 2018) del regista Antonio Miorin, storia drammatica di una coppia nel bene e nel male, mentre Lino Guanciale è l’interprete di “Pepita’s” (durata 8′, 2018) per la regia dell’attore Alessandro Sampaoli. La cerimonia di premiazione dei corti italiani e stranieri vincitori del Fano Internationale Film Festival è in programma a Fano al cinema Politeama sabato 19 ottobre alle 20:45.

Barumini, 2019 anno dei record138mila visitatori nei primi 9 mesi, svetta Su Nuraxi (86mila)

CAGLIARI05 ottobre 201917:13

– Boom di visitatori nei primi nove mesi dell’anno per Barumini con 138.800 ingressi nei tre più importanti siti dell’area archeologica: Su Nuraxi, Polo museale Casa Zapata e Centro culturale Giovanni Lilliu. Con un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo del 2018, il 2019 si presenta come l’anno dei record.
Meta più ambita è il sito di Su Nuraxi con oltre 86 mila ingressi registrati nel periodo gennaio-settembre, in aumento di oltre 7 mila visitatori rispetto all’anno precedente. A fine 2019 si dovrebbero raggiungere i 100 mila visitatori solo al nuraghe (alla fine dell’anno scorso al sito i visitatori furono 89.500). Numeri da primato anche per l’antica residenza dei baroni Zapata con il Polo museale che passa da 32 mila a oltre 36 mila visitatori. In attesa dell’Expo del turismo in Sardegna, edizione 2019, anche il Centro culturale Giovanni Lilliu si conferma meta apprezzata dai turisti, attestandosi anche quest’anno sui 17 mila visitatori.
“Il record di visite registrato fin ora conferma Barumini, con le sue bellezze storiche e archeologiche, punto di riferimento in Sardegna per il turismo culturale – commenta il sindaco e presidente della Fondazione Barumini, Emanuele Lilliu – un obiettivo raggiunto grazie al grande lavoro della Fondazione, dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità di Barumini. I turisti che arrivano da tutto il mondo possono godere delle bellezze del territorio attraverso un’offerta integrata di cultura, ricettività ed enogastronomia”.

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Francesco Carofiglio, io e Gianrico
“Non siamo in conflitto”. Esce romanzo L’estate dell’incanto

05 ottobre 201919:11

Francesco Carofiglio, di cui è uscito il nuovo romanzo “L’estate dell’incanto”, pubblicato da Piemme, racconta il rapporto con il fratello Gianrico, con cui ha scritto anche due libri: una graphic novel,’Cacciatori nelle tenebre’ e nel 2014 ‘La casa nel bosco’. “Diciamo sempre che per fortuna abbiamo scritture differenti. Ogni volta che facciamo qualcosa insieme giuriamo di non ripeterlo mai più. Arriviamo quasi allo scontro fisico, ma abbiamo un buon rapporto di fratelli, non siamo in conflitto”, racconta in un’intervista. La protagonista dell’Estate dell’incanto è Miranda, una donna che ricorda, a 90 anni, la sua infanzia. E’ dedicato alla madre Enza Buono, scomparsa nel 2014. Francesco ricorda il gioco che da bambino faceva con la madre, con il fratello Gianrico e a volte con il padre. “Lei ci diceva dei versi a memoria della Commedia di Dante, di Leopardi. Ci rappresentava la letteratura italiana in alcuni indovinelli. Così ho cominciato a conoscere Dante prima di averlo letto. Non c’è mai stato imposto di leggere però avevamo una casa piena di libri. E di questo credo che Miranda abbia qualche tratto” racconta. Miranda si vede bambina, a 10 anni, sulle colline pistoiesi con la mamma, in un’estate nella casa del nonno tra boschi magici e animali parlanti. E’ il 1939 e il mondo è sull’orlo dell’abisso, Hitler sta per invadere la Polonia, ma per lei è ‘L’estate dell’incanto’ e tornare a quei giorni è un antidoto. Francesco Carofiglio nel nuovo romanzo è riuscito a far confluire tutti i suoi talenti, quello di attore, di illustratore e di architetto, oltre che di narratore che invita a un passo lento tra storia privata e pubblica. “La grande storia arriva come una eco, presente ma lontana” dice lo scrittore. “Più di tutti gli altri che lo hanno preceduto, questo romanzo” spiega “è dedicato a mia madre”. A lei si ispira in parte l’affascinante donna protagonista della storia. “Quando ho iniziato a scrivere sapevo che mi sarei imbattuto più volte nel ricordo di mia madre. Era una intellettuale come Miranda, una donna per molti aspetti anticonvenzionale, con una memoria lunghissima e una straordinaria capacità affabulatoria, per me anche una grande scrittrice. Ci sono dei possibili incroci e collegamenti ma Miranda non è mia madre. Così come c’è qualche tratto in comune con l’immagine che ho di lei bambina attraverso i suoi ricordi, i suoi racconti. Forse è stato un modo per salutarsi nuovamente. Per fare un percorso insieme” spiega Carofiglio. Ci sono anche alcuni elementi autobiografici dello scrittore, nato a Bari nel 1964, laureato in architettura, attore, illustratore e regista, nella scelta dell’ambientazione in Toscana. “Ho vissuto a Firenze, mi sono laureato lì in architettura. Mia zia aveva un casale sulle colline pistoiesi molto misterioso e bello che adesso non c’è più. Tutta la storia è un’invenzione fantastica ma ci sono alcuni dati che arrivano dall’esperienza vissuta” spiega Carofiglio che è andato in quel casale quando era ragazzino e ricorda “un grande armadio nero con intagliate figure diaboliche. Ero convinto che quella fosse la casa del diavolo”. Quell’armadio torna in tanti suoi romanzi, ma non in questo dove però c’è quell’atmosfera. “La linea che univa Firenze a quel casale di campagna è una linea dell’anima” racconta. E aggiunge: “questa non è la storia di una bambina e di una anziana signora, ma di personaggi calati in un mondo che in quegli anni ha molto vissuto, combattuto, perduto e vinto, forse più che in altre regioni italiane. E il presente emblematico di questa donna novantenne è quello di una grande ascoltatrice, contemplatrice dei luoghi e delle persone”. Il nonno paterno di Miranda dipinge animali bellissimi. La ragazzina nel bosco incontra una lince magica. Con il suo primo compagno di giochi, Lapo, vive avventure spericolate e scopre il primo innocente bacio. C’e’ un’atmosfera magica e indimenticabile nel romanzo e l’input “è arrivato proprio dal racconto di una bambina, figlia di una mia amica, che mi ha parlato di una vacanza in Toscana con la mamma durante la quale ogni giorno attraversava il bosco ed era convinta che ci fossero animali feroci ad osservarla” spiega Francesco che, vista la sua abilità nel disegno, scrive naturalmente per immagini e vedrebbe bene un film da questo libro. Autore anche di un romanzo per ragazzi ‘Jonas e il Mondo Nero’ (Battello a Vapore) ora sta scrivendo il seguito “che mi è stato chiesto a gran voce dai ragazzi. Sono felice quando scrivo e disegno. Non faccio parte della schiera dei sofferenti nella scrittura e nell’arte”

Morto il tenore Marcello GiordaniColpito da infarto nella sua casa di Augusta

SIRACUSA05 ottobre 201918:13

– E’ morto il tenore Marcello Giordani, 56 anni. Un infarto fulminante lo ha colpito mentre si trovava nella sua casa ad Augusta, nel Siracusano. Giordani lascia una moglie e due figli. Immediati i soccorsi che hanno tentato di rianimarlo ma inutilmente.   Giordani solo un mese fa aveva indossato i panni di Calaf, nella “Turandot” di Giacomo Puccini per la regia di Enrico Stinchelli al teatro antico di Taormina e al teatro greco di Siracusa. Solo l’ultimo di una serie di successi che hanno coronato la sua lunga carriera. Giordani si è esibito nei teatri di tutto il mondo: Londra, Parigi, Berlino, Vienna, San Francisco solo alcuni dei palcoscenici che lo hanno visto protagonista come Cavaradossi in Tosca o Turiddu in Cavalleria rusticana o Don José in Carmen.

Teatro Maggio, Cortez apre stagioneOpera simbolo impero Napoleone in versione originale del 1809

FIRENZE05 ottobre 201918:48

– È con un titolo mai eseguito in Italia nella sua versione originale del 1809 e mai eseguito a Firenze prima d’ora, che il Teatro del Maggio apre il sipario sulla stagione lirica e balletto 2019/2020. E’ Fernand Cortez, tragedia lirica in tre atti di Gaspare Spontini su libretto di Victor-Joseph-Étienne de Jouy e Joseph-Alphonse d’Esmenard, che arriva al Teatro del Maggio il 12 ottobre 2019 alle 19 (4 ore e 20 minuti, in diretta su Rai Radio3), con la regia di Cecilia Ligorio, il maestro Jean-Luc Tingaud sul podio a dirigere l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino e il corpo di ballo della Compagnia Nuovo balletto di Toscana.
Spontini, musicista prediletto di Napoleone Bonaparte, fu chiamato dall’imperatore di Francia a comporre una nuova opera per il maggiore teatro di Parigi, l’Opèra. La scelta cadde sul soggetto di Fernand Cortez, storico condottiero spagnolo del XVI secolo alla prese con la conquista del Messico, che divenne l’opera simbolo dell’impero di Napoleone.

Verdone: “spero che le sale non muoiano mai””Cinema ha ancora più anima delle serie tv’

PISTOIA05 ottobre 201919:14

“Mi sembra un miracolo e un privilegio aver trascorso 42 anni di carriera nel mondo del cinema. Soprattutto oggi che si consuma tutto con grande rapidità. Oggi, per un attore, è difficile entrare nel cuore delle persone, il pubblico degli anni ’80 e ’90 non c’è più. I giovani usufruiscono dei film in modo diverso, con gli smartphone, ma io spero che la sala non muoia mai, con la sua aggregazione”. Così Carlo Verdone, attore e regista, a Pistoia al film festival ‘Presente Italiano’ che gli ha dedicato una retrospettiva e una mostra fotografica dei suoi film.”Ognuno se lo guarda come vuole – ha aggiunto rispondendo alle domande del pubblico -, ma il cinema, con il suo racconto, ha ancora più anima delle serie tv. Nelle serie girano 15 minuti al giorno e c’è molta post-produzione. Molte serie sono scritte benissimo, ma il cinema d’autore è un’altra cosa”. Verdone, spiega una nota, ha poi raccontato la sua carriera: “Ho cominciato con Sergio Leone e mi hanno insegnato cosa vuol dire sceneggiare un film”. E a chi gli ha chiesto cosa cambierebbe della sua carriera, il regista e attore ha risposto: “Io non cambierei niente della mia carriera, anche se il giudice supremo è sempre il pubblico. Ogni film mi è servito per affrontare quello dopo con maggiore concentrazione e coraggio. Serve prendere un gradino male, serve per prendere salita nella maniera migliore. Io non mi ritengo grande autore, scrivo commedie, ma ho sempre lavorato con serietà”. E poi sulla comicità nei cinema ha aggiunto: “Sorrentino? Mi ha chiesto di fare quel ruolo lì ne La Grande Bellezza e mi chiese di mettere un po’ della mia anima. Quindi ben venga una proposta non comica, magari un film drammatico ma deve essere consistente e venire incontro alle mie corde. I miei film comici hanno tanta malinconia”.

Festa Roma, non solo The Irishman, da ‘Pavarotti’ a ‘Judy’14/ma edizione. In selezione per Italia Guido Lombardi

ROMA04 ottobre 201914:38

The Irishman, il capolavoro di Martin Scorsese ma non solo. Alla Festa di Roma, 17-27 ottobre la 14/ma edizione ci sono tra i tanti titoli della selezione ufficiale gli attesi Hustlers, Downtown Abbey, Judy con Renee Zellweger, Pavarotti di Ron Howard e tra gli italiani Il ladro di giorni di Guido Lombardi, il doc Santa Subito di Alessandro Piva oltre al film di chiusura Tornare di Cristina Comencini. Nel festival con la direzione artistica di Antonio Monda e la presidenza di Laura Delli Colli, fondazione Cinema per Roma, gli Incontri Ravvicinati di questa edizione presentata oggi all’Auditorium Parco della musica saranno tra i tanti con Fanny Ardant,ß Olivier Assayas, Ethan Coen, Benicio Del Toro, Bertrand Tavernier, John Travolta.

Molestie, due donne accusano James Franco”sfruttamento sessuale” attraverso la scuola per attori Studio 4

NEW YORK04 ottobre 201920:19

L’attore americano James Franco e’ stato denunciato per “sfruttamento sessuale” da due ex studentesse della sua scuola di recitazione Studio 4. Nelle accuse presentate presso la Los Angeles Superior Court le donne affermano che Franco, candidato agli Oscar per “127 Hours”, aveva usato un programma del curriculum della sua scuola intitolato “Sex Scenes” per fare sesso con le studentesse. L’avvocato della star Michael Plonsker ha negato le accuse: “Non e’ la prima volta che vengono fatte e sono state sempre finora smontate. James non solo si difenderà, ma chiederà di essere risarcito per esser stato trascinato in questa azione giudiziaria volgare”. Le donne, Sarah Tither-Kaplan che nel 2014 fu una delle prime allieve di Studio 4 e Toni Gaal, sostengono che Studio 4 fu creato per dar vita a “un costante flusso di giovani donne da oggettivizzare e sfruttare”. L’azione legale prosegue che la scuola nacque anche per circonvenire le leggi della California che impediscono agli attori di pagare le audizioni

Allerta Fbi per la premiere di JokerVaghe minacce circolano da maggio. Nel 2012 la strage di Aurora

NEW YORK04 ottobre 201920:16

L’Fbi ha mandato in giro un bollettino in cui mette in guardia da possibili minacce di una strage di massa al debutto di “Joker” nelle sale cinematografiche. Vaghe minacce circolano online da maggio, riporta la rete tv Abc, anche se nessuna informazione specifica e’ stata mai messa in rete se non in relazione con gruppi che si definiscono “InCels”, una cultura online di uomini che affermano di essere “celibi involontari” e a un sottogruppo di questa cultura, i “Clowncels”. Molti recenti colpevoli di stragi di massa si sono autoidentificati come “InCels”, ma l’Fbi – secondo la Abc – non ritiene che il gruppo in se stesso sia violento. “Joker” con Joaquin Phoenix ha debuttato la notte del 3 ottobre in alcune sale, con 13.3 milioni di dollari e il 4 nel resto degli Stati Uniti. L’allarme è da collegarsi a quello che accadde nel 2012 con la strage di Aurora in Colorado alla prima del Cavaliere Oscuro in cui morirono 12 persone

Jennifer Lopez, la popstar latina punta all’OscarCon commedia ‘femminista’ Hustlers a Festa Roma e sala dal 7/11

05 ottobre 201919:08

E’ una storia di empowerment, affermazione al femminile, che sembra calzare a pennello a Jennifer Lopez, talmente su misura che potrebbe portarla dritta alla notte degli Oscar oltre che da più di un mese su tutti i media internazionali. Hustlers – Le ragazze di Wall Street, dalla premiere a Toronto non si è fermato, macinando incassi (835 milioni di dollari nelle sale Usa, a ieri) e facendo parlare molto grazie al coinvolgimento di JLo, 50 anni pop star di origine portoricana, attrice, ballerina, imprenditrice, showgirl, produttrice discografica e cinematografica statunitense. L’uscita a sorpresa alla fashion week milanese con lo stesso Jungle Dress di Versace che ai Grammy del 2000 aveva impallato internet e fatto nascere Google immagini tanto era cercata la foto, l’ha portata ulteriormente alla ribalta, fiera della sua bellezza. Dividerà con Rihanna l’intervallo del Super Bowl, da sempre il momento top di ascolto tv in America ed è già su un nuovo set, Marry Me di Owen Wilson dove avrà partner d’eccezione il rapper Maluma.
Pazzesco, alieno (sono due dei commenti usuali sui social rispetto al corpo statuario della cinquantenne) il fisico di JLo ha molto a che fare con Hustlers. Il film – con Cardi B, Constance Wu, Lizzo e Lili Reinhart – racconta di un gruppo di spregiudicate spogliarelliste di New York che, guidate da Ramona ossia Jennifer Lopez, uniscono le forze per attuare un piano criminale in grande stile: derubare i loro clienti, per la maggior parte ricchi broker di Wall Street. Il film, basato su un’incredibile storia vera raccontata sul New York Magazine e diventata subito virale, è un avvincente mix di umorismo, spettacolo e crime. Si vedrà alla Festa di Roma (17-27 ottobre), senza la protagonista però, impegnata a NY per le riprese del nuovo film, e poi in sala dal 7 novembre con Lucky Red e Universal.
La pop star si è allenata duramente per diventare esperta ballerina di pole dance. Scritto e diretto da scritto da Lorene Scafaria, il film tocca anche temi profondi. “Riguarda le persone, ma anche qualcosa di più grande”, ha detto la Lopez a Toronto. “È una storia universale sulla vita, l’avidità, la disperazione e quello che fanno le persone”. Qualcuno l’ha etichettata come commedia ‘femminista’, lei preferisce ‘sull’affermazione delle donne’. L’Oscar? “Lavori così duramente per tanti anni che è bello che se ne parli”, ha detto la Lopez a Toronto “Sono così orgogliosa di ciò che Lorene ha fatto”. Non è ancora chiaro se potrebbe essere candidata come protagonista o non protagonista. Ma incredibilmente, nessuna latina ha mai vinto l’Oscar per la migliore attrice (e solo quattro sono state le nomination nella storia degli Academy Awards: Fernanda Montenegro, Salma Hayek, Catalina Sandino Moreno e Yalitza Aparicio per “Roma” di Cuaron).

X Factor 2019, le scelte di Samuel e Sfera al BootcampPrima puntata dedicata alle categorie Gruppi e Under Donna

04 ottobre 201912:52

Prima puntata di Bootcamp per X Factor 2019. Ieri sera è stato il turno di Samuel e Sfera Ebbasta, che hanno riascoltato gli aspiranti concorrenti di questa edizione nelle rispettive categorie – Gruppi e Under Donna – sottoponendoli alla temutissima Sfida delle sedie, che al momento degli switch (i cambi per far posto agli altri candidati passati, una volta riempite le 5 sedie) ha infiammato gli animi del pubblico del Mediolanum Forum di Assago.

I cinque Gruppi che accedono agli Home Visit, scelti da Samuel, sono: Kyber, K_Mono, Sierra, Booda e Seawards. Le cinque Under Donna che Sfera Ebbasta porterà con sé nella fase successiva sono: Silvia Cesana (Sissi), Mariam Rouass, Beatrice Giliberti, Sofia Tornambene (Kimono) e Giordana Petralia. I Bootcamp degli Under Uomini, guidati da Malika Ayane, e degli Over, con Mara Maionchi, andranno in onda giovedì prossimo, 10 ottobre, alle 21.15 su Sky Uno

Tale e quale show, ex aequo Facciolini-PennaInterpretavano Loredana Bertè e Lucio Dalla

05 ottobre 201912:42

Con lo stesso punteggio nella classifica finaleSara Facciolini nei panni di Loredana Bertè e Agostino Penna, che imitava Lucio Dalla, hanno vinto la scorsa puntata di ‘Tale e quale show’. Giudici unanimi sulla somiglianza e standing ovation del pubblico.

8 autrici per Ovidio, ‘Le nuove Eroidi’Ero e Leandro oggi sono migranti morti in mare per Bernardini

05 ottobre 201912:36

I. BERNARDINI, AA.VV. LE NUOVE EROIDI (HARPERCOLLINS 17,00 EURO, PP 208) “Quando ho letto la storia di Ero e Leandro, un uomo che ogni notte attraversa a nuoto un tratto del Mediterraneo per incontrare la sua amata sull’isola opposta, mi è subito venuta in mente l’immagine del Mediterraneo ora: un mare attraversato da migranti che perdono la vita”. Così Ilaria Bernardini racconta come è nato ‘Ero’, uno degli otto racconti di ‘Le nuove Eroidi’, una raccolta di brevi storie dove 8 scrittrici – Caterina Bonvicini, Teresa Ciabatti, Antonella Lattanzi, Michela Murgia, Valeria Parrella, Veronica Raimo, Chiara Valerio – partono dall’attualità del classico di Ovidio per mettere al centro la prospettiva femminile.
Poco più di duemila anni fa Ovidio scrisse una raccolta di epistole in versi in cui le eroine del mito si rivolgevano ai loro (generalmente non irreprensibili) mariti e compagni, rovesciando il tradizionale punto di vista maschile sulle storie raccontate. Oggi otto scrittrici nate negli anni Settanta reinterpretano il classico di Ovidio: Antonella Lattanzi porta il lettore al processo in cui è coinvolta Fedra; Teresa Ciabatti immagina una nuova Medea in Maremma; Veronica Raimo mostra Laodamia impegnata in una chat erotica con il fantasma di Protesilao; per Caterina Bonvicini Penelope si è imbarcata per mare e salva rifugiati mentre Ulisse la attende a Itaca; Chiara Valerio reinventa il dramma di Deianira, fornendo una spiegazione nuova agli eventi che provocarono la follia di Ercole. Valeria Parrella, invece, sposa il punto di vista di Didone, in una lunga invettiva contro il pavido Enea, colpevole contro le leggi dell’amore. Michela Murgia dà voce a Elena, perché “quando bellezza e guerra diventano sinonimi, non c’è più differenza tra ammirare e prendere di mira”.
Ilaria Bernardini ha scelto di reinterpretare la storia di Ero, giovane sacerdotessa di Afrodite costretta a vedere di nascosto l’innamorato Leandro, che ogni notte attraversa lo stretto che li separa per incontrarla, fino a una notte di tempesta, in cui viene sopraffatto dalle onde. Al mattino Ero vede tra gli scogli il corpo del suo amato e, sconvolta, si getta dalla torre per raggiungerlo. Oggi Ero e Leandro sono due giovani innamorati, in fuga dal loro paese su un barcone nel Mediterraneo: “Grazie a Oxfam – racconta l’autrice – ho potuto leggere alcune testimonianze, e questo mio racconto – di due innamorati che partono insieme da casa ma attraversano il mare su due gommoni diversi – è costruito con le parole vere di Ada Moussa, Amadou, Idrissa Diallo, Jamal, Kaba. Ai loro ricordi di quel mare e a tutti quelli prima di quel mare. È anche costruito nell’assordante silenzio – nell’assenza di ricordi di quel mare e di tutti i ricordi prima di quel mare – dei quindicimila migranti morti dal 2014 al 2019”.

Tuttapposto, commedia su mala universitàIn sala film con Roberto Lipari e Luca Zingaretti

05 ottobre 201911:01

Scollatura in bella vista per certi professori, pagamento per altri, raccomandazione, se possibile, e merito solo come optional.
Cosi’ si fanno gli esami in un’immaginaria universita’ siciliana raccontata da ‘Tuttapposto’ di Gianni Costantino, in sala dal 3 ottobre con Medusa in piu’ di 250 copie, e con protagonisti Roberto Lipari e Luca Zingaretti.
Prodotto da Attilio De Razza e con Ficarra e Picone come angeli custodi (presenti oggi in conferenza stampa), il film e’ nello spirito una sorta di spin off de ‘L’ora legale’, ovvero una satira che racconta con la giusta crudelta’ un pezzo di malcostume italiano.
Questa volta obiettivo dello scandalo e’ appunto l’universita’, dove i docenti hanno tutti lo stesso cognome e sono tutti imparentati, e dove si fa carriera lavando l’auto del proprio professore.
‘Tuttapposto’ e’ stato girato a Catania, ma non nella sua universita’ risultata poco disponibile anche per lo scandalo dei concorsi truccati (“solo una coincidenza spiega il regista”).
La commedia racconta la storia di Roberto Lipari (stesso nome e cognome dell’attore palermitano che si divide tra web e tv), studente universitario in un ateneo particolarmente corrotto e dedito alla raccomandazione.
Per Roberto la vita e’ facile, anche perche’ e’ figlio del magnifico Rettore (Zingaretti), ma a un certo punto il ragazzo, andando contro la sua famiglia, decide coi suoi amici di combattere il baronato. Realizza cosi’ un’app per smartphone denominata Tuttapposto che da’ la possibilita’ agli studenti di valutare l’operato dei professori.
Tutto cio’ portera’ a una chiara inversione di ruoli: gli studenti acquisiranno infatti un potere inaspettato e i professori saranno costretti a comportarsi onestamente pur di ottenere un buon voto.
Spiega Zingaretti che interpreta un macchiettistico rettore appassionato di bonsai e che parla in dialetto siciliano: “Sono davvero felice di aver fatto parte del film di Roberto che, come comico, mi ha sempre divertito. E io – aggiunge – non sono di gusti facili, ma lui e’ intelligente e mai volgare”.
Dice invece Lipari: “Sono cresciuto a pane e commedia.
Tirar su un film cosi’ non e’ stato facile. Quando abbiamo iniziato le riprese non sapevamo nulla di quello che era successo a Catania. Ma va detto che non volevamo fare certo una denuncia del baronato solo in Sicilia, questa e’ una realta’ presente in tutta Italia, come dimostra sempre la cronaca”.

Festa Roma: evento The Irishman in un’edizione monstreDal 17 al 27 ottobre la 14/ma edizione tra donne e musica

05 ottobre 201916:06

Basterebbe il solo THE IRISHMAN di Martin Scorsese per giustificare questa 14/ma edizione della Festa del Cinema Roma presentata stamani all’Auditorium Parco della Musica dal direttore artistico, Antonio Monda, e da Laura Delli Colli, presidente Fondazione Cinema per Roma. Sala Petrassi gremita per raccontare un evento che, grazie anche alla formula film non necessariamente in anteprima mondiale, continua ad essere un’efficace rassegna del meglio del cinema mondiale declinato quest’anno al mondo femminile (19 le registe donne), alla musica – dai Negramaro a Pavarotti – alla letteratura e con temi vicini all’emigrazione e l’ambiente.
Una festa con una doppia anima sintetizzata stamani con efficacia da Laura Delli Colli: “da una parte c’è una festa iconica e glamour, come è nel manifesto con Greta Garbo, e dall’altra, c’è uno spirito da adolescente, da quattordicenne, proprio come gli anni che compie quest’anno la festa”.
Da Monda toni trionfalistici a inizio presentazione: “Negli ultimi tre anni sono venuti, proprio dalla festa di Roma, ben due premi Oscar come è stato per GREEN BOOK e MOONLIGHT. Abbiamo poi avuto – aggiunge – un aumento del sei per cento del pubblico ma – ribadisce con orgoglio ancora Monda al suo quinto mandato – questa resta comunque una festa, un evento anche nazional-popolare e chi vorrà vedere invece un festival in quello che facciamo resterà deluso”.
Una manifestazione, comunque, in continua espansione “basti pensare – dice sempre Monda – che a Roma ci sono 18 luoghi deputati alla festa contro i sette dell’anno scorso a cui si aggiungono poi altre dodici ‘risonanze'”. E ancora restando ai soli numeri: sono 25 i paesi partecipanti, 37 le anteprime mondiali, tre le internazionali, 12 le europee e 18 le italiane.
Sul fronte dei film, a parte THE IRISHMAN che Monda definisce “il film più bello dell’anno, una sorta di epica saga della criminalità con tanto di contro storia americana sullo sfondo, come l’omicidio Kennedy e lo scandalo Watergate” ci sono in concorso film come DOWNTOWN ABBEY di Michael Engler, spin-off della famosa serie tv che segue le appassionanti vicende dell’aristocratica famiglia Crawley, il docu di Werner Herzog NOMAD. IN THE FOOTSTEPS OF BRUCE CHATWIN, sullo scrittore e viaggiatore.
E sempre da Monda la raccomandazione di non perdere assolutamente un film come WAVES di Trey Edward Shults con la storia di Tyler, giovane afroamericano, promettente campione nella squadra di wrestiling, a cui capita qualcosa di davvero inaspettato.
E, sempre tra gli imperdibili, WHERE’S MY ROY COHN?, ovvero la storia di questo personaggio, avvocato campione delle arti oscure della politica americana.
Per l’Italia invece tre film in selezione ufficiale: IL LADRO DI GIORNI di Guido Lombardi con Riccardo Scamarcio che, uscito di prigione, compare improvvisamente a un figlio di 11 anni che non ha mai conosciuto; SANTA SUBITO di Alessandro Piva ci porta a Bari a fine anni Ottanta con la storia appunto di Santa, venti anni, divisa tra fede cristiana e fame di vita e, infine, TORNARE di Cristina Comencini, film di chiusura, con protagonista Alice, quaranta anni, che rientra dall’America dopo una lunga assenza e trova nella sua casa una strana presenza.
Tanta musica poi in questa 14/ma edizione: si va da Pavarotti (PAVAROTTI di Ron Howard) ai Negramaro (NEGRAMARO. L’ANIMA VISTA DA QUI di Gianluca Grandinetti) incentrato sugli ultimi tre anni della band salentina, poi doc su Bruce Springsteen e Kurt Cobain per non parlare del biopic JUDY con Renee Zellweger nel ruolo di Judy Garland. Tra gli eventi speciali la storia dei CECCHI GORI di Simone Isola e Marco Spagnoli e INTERDEPENDENCE, un film progetto che affronta il tema dei cambiamenti climatici dando voce a 11 storie originali diretti da registi indipendenti dei 5 continenti.

Da Scorsese a Travolta, festa di incontri e ‘sfide’Arrivano Murray, Ardant, Ron Howard. Scrittori raccontano film

05 ottobre 201916:03

Al Pacino, Joe Pesci o Robert De Niro? Antonio Monda assicura che con Martin Scorsese ad accompagnare The Irishman, evento alla Festa di Roma (17-27/10) il 21 ottobre ci sarà uno dei tre protagonisti del film capolavoro, summa del cinema del grande regista italo americano. L’identità dell’edizione, tra il glamour evocato dal poster ufficiale di Greta Garbo e un cartellone “curioso da adolescente” come suggerito, sottolinea la presidente della Fondazione Cinema per Roma Laura Delli Colli, dai 14 anni della rassegna, si sedimenta anno dopo anno con gli Incontri Ravvicinati che all’Auditorium Parco della Musica fanno conoscere agli spettatori registi e attori in una esperienza immersiva tra racconti personali e citazioni cinematografiche. Alla formula si aggiungono due nuovi format sparsi per la città: Duel in cui due personalità del mondo della cultura si sfidano davanti al pubblico su due titoli o autori (Godard o Truffaut?, Fellini o Visconti? Il cacciatore o Apocalypse Now? e così via) e Fedeltà/Tradimenti in cui noti scrittori commentano la trasposizione cinematografica di celebri romanzi (Mazzucco racconta L’ultimo dei Mohicani, Fabrizio Gifuni Quer Pasticciaccio Brutto de Via Merulana, Francesco Piccolo Non Lasciarmi e così via).
Al di là delle star da tappeto rosso (“almeno una grande a sera”, anticipa Monda) l’irritualità degli incontri, la contaminazione delle forme d’arte sembrano la direzione di una rassegna che ribadisce di essere festa e non festival ma che in definitiva punta a ‘raccontare’ il cinema oltre che mostrarlo.
Quanto ai talenti è sicuro che non ci sarà Jennifer Lopez (Hustlers, il film che la vede protagonista è nella selezione ufficiale) ed è incerta anche la presenza di Renee Zellweger per Judy, biopic della Garland.
Agli Incontri Ravvicinati previsti i due premi alla carriera Bill Murray (il 19) e Viola Davis (il 26) e ancora Fanny Ardant (nel cartellone La Belle Epoque di Nicolas Bedos), Olivier Assayas (“da critico oltre che da regista celebrerà uno dei registi cui è più legato, Ludwig di Visconti”, dice Monda), Ethan Coen, Benicio Del Toro, lo scrittore californiano Bret Easton Ellis (“racconterà il suo amore per il cinema degli anni Settanta”), Ron Howard (alla Festa con la premiere del documentario Pavarotti), John Travolta (il 22 e presenterà The Fanatic di Fred Durst), il giapponese Kore-eda Hirozaku (cui è dedicatala retrospettiva curata da Mario Sesti), Edward Norton (per il film di apertura Motherless Brooklyn, I segreti diuna città), Bertrand Tavernier, la coppia cinese Jia Zhangke e Zhao Tao regista e attrice-ballerina. Sul tappeto rosso si vedranno tra i tanti John Turturro (The Jesus Rolls in preapertura il 16 ottobre), Riccardo Scamarcio (protagonista del Ladro di giorni di Guido Lombardi, nella selezione ufficiale), Kristin Scott Thomas (per Military Wives di Peter Cattaneo), Giovanna Mezzogiorno (protagonista del film di chiusura Tornare di Cristina Comencini).

Ilaria Cucchi e Anselmo, la battaglia per StefanoNe ‘Il Coraggio e l’Amore’ in libreria il 22 ottobre

04 ottobre 201916:29

– Ilaria Cucchi e l’avvocato Fabio Anselmo raccontano ‘Il Coraggio e l’Amore’ che ci sono voluti per arrivare alla verità sulla morte di Stefano Cucchi, avvenuta il 22 ottobre 2009 mentre era in stato di arresto per detenzione di stupefacenti, in un libro in presa diretta che uscirà il 22 ottobre per Rizzoli. Una battaglia giudiziaria, durata dieci anni, che viene ripercorsa a voci alternate dalla sorella di Stefano e dal legale di famiglia, oggi compagni di vita, in ogni singolo momento del durissimo percorso in cui si sono dovuti districare, tra trappole e ingiurie. “Dopo dieci anni di menzogne e depistaggi in quest’aula è entrata la verità raccontata dalla viva voce di chi era presente quel giorno. Sentivo il carabiniere Tedesco descrivere come è stato ucciso mio fratello e il mio sguardo cercava quello dei miei genitori che ascoltavano raccontare come è stato ucciso il loro figlio. È stato devastante, ma a questo punto quanto accaduto a Stefano non si potrà mai più negare” afferma Ilaria Cucchi.

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE

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DALLE 19:53 DI MARTEDì 01 OTTOBRE 2019

ALLE 20:39 DI GIOVEDì 03 OTTOBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Da Garzanti 90 milioni ad anziani
Dopo vendita sede casa editrice, soldi ad associazioni a Milano 01 Ottobre 2019 19:53

– Un fondo di 90 milioni da destinare ad associazioni che si occupano di assistenza agli anziani: è quanto ha lasciato Livio Garzanti, scrittore ed editore scomparso 4 anni fa a Milano, nelle sue volontà testamentarie.
E’ quanto scrive il Corriere della Sera.
Garzanti ha lasciato disposizioni precise al professor Mario Cera, che si sta occupando della sua eredità che comprendeva la sede della storica casa editrice in via della Spiga a Milano.
Completata la vendita dell’edificio, si può dare ora attuazione alle volontà dell’editore con 90 milioni conservati in un fondo chiamato ‘Societas Societatum’ di cui Cera è presidente.
La Fondazione Garzanti devolverà ora questi soldi ad associazioni che si occupano di fornire assistenza agli anziani milanesi.

Raffaello 2020, mostra a MilanoRealtà aumentata per entrare nei luoghi delle opere

MILANO02 ottobre 201912:21

– Anteprima mondiale al Museo della Permanente di Milano, dal 4 ottobre al 2 febbraio 2020, per “Raffaello 2020”, una mostra multimediale immersiva organizzata nel cinquecentenario della morte del maestro di Urbino.
Prodotto da Crossmedia Group e curato dal professor Vincenzo Farinella, il progetto si articola in cinque sale, dal Teatro degli Ologrammi alla Realtà Aumentata, in una commistione di immagini, suoni, musiche e suggestioni. Cuore del percorso sensoriale multimediale è la Sala Immersiva, dove gli spettatori vengono avvolti da un racconto di 45 minuti che illustra la storia di Raffaello, le sue opere e i luoghi in cui ha realizzato la sua produzione artistica. Attraverso il video mapping, ideato e realizzato dai creativi e videomaker di WÖA, lo spettatore viene immerso all’interno dei luoghi cinquecenteschi dove hanno preso vita le opere raffaellesche.
Raffaello 2020 fa parte degli eventi selezionati dal ministero degli Affari Esteri nell’ambito delle celebrazioni dei cinquecento anni della morte di Raffaello, per rappresentare l’Italia e la sua arte in un tour espositivo, promosso in tre diversi continenti tramite ambasciate e Istituti Italiani di Cultura.

Eric Clapton torna in ItaliaIl 6 giugno al Forum di Assago e l’8 all’UnipolArena di Bologna

02 ottobre 201913:57

– Sulla scia del Crossroads Guitar Festival che è andato sold out e che ha riunito i più grandi chitarristi del mondo in una due giorni di collaborazione irripetibile, la leggenda della musica Eric Clapton ha annunciato la sua tournee spettacolo per la prossima estate, con 15 date nell’arco di un mese in 12 città europee e tre in Russia. La prima data sarà a Praga, il 29 maggio, e da lì proseguiranno i concerti in Germania, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, per concludersi il 30 giugno a Mosca.
Eric Clapton, che sarà accompagnato da una superlativa band di musicisti, compresi i compagni di una vita Nathan East (basso), Paul Carrack (tastiete), Chris Stainton (tastiere), Doyle Bramhall II (chitarra), Sharon White and Katie Kissoon (coriste), farà tappa, dopo più di un decennio, anche in Italia il 6 giugno al Forum di Assago (Milano) e l’8 all’UnipolArena di Bologna.

Roma Jazz Festival, per abbattere confini e muriDal 1 novembre al 1 dicembre, tra i nomi Shepp, Holland e Fresu

03 ottobre 201909:48

-Anche il jazz scende in campo contro muri, divisioni, discriminazioni. Si intitola No borders. Migration and integration l’edizione 2019 del Roma Jazz Festival, la numero 43 della sua storia, che animerà diversi luoghi della capitale (21 concerti tra Auditorium Parco della Musica, Casa del Jazz, Monk, Alcazar) dal 1 novembre al 1 dicembre. “In questo momento storico ognuno deve prendersi le proprie responsabilità, è una tendenza generale quella di affrontare temi sociali e politici anche nei festival”, rivendica Mario Ciampà, direttore della manifestazione, che ha presentato la rassegna pensata per sottolineare come il jazz sia nato e si sia sviluppato come musica di immigrazione e di integrazione, come sia stata strumento per rivendicare diritti civili, come abbia abbattuto e superato confini stilistici e sociali, grazie alle contaminazioni e alle sperimentazioni. Calendario fitto, con artisti affermati e giovani emergenti. Icone della storia del jazz come Archie Shepp, Abdullah Ibrahim, Dave Holland, Ralph Towner e Gary Bartz ma anche i più interessanti esponenti della nuova scena come Kokoroko, Moonlight Benjamin, Donny McCaslin, Maisha e Cory Wong, in grado di far scoprire il jazz alle generazioni più giovani. Le grandi protagoniste femminili come Dianne Reeves e Carmen Souza al fianco dei talenti più recenti come Linda May Han Oh, Elina Duni e Federica Michisanti. Le esplorazioni mediterranee e asiatiche dei Radiodervish (ai quali è affidata l’apertura il 1 novembre all’Auditorium, in contemporanea ai Kokoroko al Monk), Tigran Hamasyan e dell’ensemble Mare Nostrum con Paolo Fresu, Richard Galliano e Jan Lundgren da un lato (che chiuderanno la manifestazione il 1 dicembre) e le contaminazioni linguistiche di Luigi Cinque con l’Hypertext O’rchestra dall’altro. Il batterista anti-Trump Antonio Sanchez e il suo jazz ai tempi del sovranismo e la nostalgia migrante raccontata in musica dalla Big Fat Orchestra. Il tributo a Leonard Bernstein di Gabriele Coen e il pantheon jazz evocato da Roberto Ottaviano. “I musicisti che abbiamo chiamato – sottolinea Ciampà – sono stati scelti anche per il loro impegno sociale e civile”. Il tema dell’abbattimento delle barriere sarà ribadito anche dall’installazione di Alfredo Pirri: una struttura trasparente che dividerà in due la Cavea, ma che potrà essere continuamente attraversata dal pubblico, in un ribaltamento del concetto del muro. “Continuiamo a lavorare per una Roma che sia sempre di più capitale mondiale della musica – tiene ad aggiungere Josè Dosal, amministratore delegato di Fondazione Musica per Roma -. La decisione di portare la manifestazione in più luoghi ha l’obiettivo di raggiungere diverse fasce di pubblico”

Esce ‘L’amico immaginario’ di ChboskyUn romanzo da brivido pubblicato da Sperling & Kupfer

02 ottobre 201914:44

– Torna Stephen Chbosky con un romanzo da brivido in cui il delicato passaggio dall’infanzia all’età adulta si compie attraverso una battaglia epica tra il bene e il male. E’ ‘L’amico immaginario’, che esce in Italia per Sperling & Kupfer nella traduzione di Chiara Brovelli, in corso di pubblicazione in 22 paesi.
Tra i libri più attesi dell’anno, scritto a vent’anni di distanza dal bestseller ‘Noi siamo infinito’ che, dopo aver venduto milioni di copie in tutto il mondo, è diventato un film di grande successo, scritto e diretto dallo stesso Chbosky con protagonisti Emma Watson, Ezra Miller e Logan Lerman, ‘L’amico immaginario’ è ambientato a Mill Grove, una tranquilla e isolata cittadina della Pennsylvania. Scrittore, sceneggiatore e regista, Chbosky, che è anche il regista del film ‘Wonder’, nelle 640 pagine del suo secondo romanzo ci racconta la storia di Kate Reese, in fuga da un compagno violento, che cerca di ricominciare una nuova vita a Mill Grove con il suo bambino Christopher, che ha 7 anni.
Nella nuova casa tutto sembra andare a meraviglia: Christopher incontra nuovi amici, Kate trova un nuovo lavoro. Ma poi, all’improvviso, Christopher scompare. Per sei lunghissimi giorni, nessuna traccia di lui. Finché, una notte, il bambino riemerge dal bosco di Mission Street, illeso, ma profondamente cambiato. Christopher sente una voce in testa e vede cose che agli altri sono impercettibili, conosce i segreti del passato, del presente e soprattutto del futuro tragico che sta per abbattersi su tutti loro. Non può parlarne a nessuno o lo prenderebbero per pazzo. Ma può e deve compiere la missione che quella voce amica gli detta: costruire una casa nel bosco, prima che arrivi Natale.

Torna a Rimini Festival del Mondo AnticoEdizione numero 21 della rassegna. Anteprima nel week-end 4-6

BOLOGNA02 ottobre 201915:06

– Torna a Rimini, per la 21/a edizione, il Festival del Mondo Antico, rassegna di conferenze, incontri e spettacoli nata nel 1999 con il titolo di Antico/Presente. Sotto lo slogan ‘Il genio del fare. Mestieri e talenti’, la kermesse 2019 – in programma dall’11 al 13 con un’anteprima nel week-end del 4-6 ottobre – si propone di trattare l’argomento del lavoro affrontato privilegiando la dimensione sociale e creativa, con uno sguardo rivolto verso i mestieri ‘antichi’ e un’attenzione particolare al lavoro nell’ambito dei beni culturali.
L’argomento spazierà attraverso le epoche e sarà affrontato da diversi punti di vista, fra storia, arte, archeologia, letteratura, filosofia, scienza e economia. Ad aprire ufficialmente il Festival sarà Tito Boeri cui è affidata una lectio magistralis sul tema ‘Vecchio e nuovo populismo’. La rassegna, inoltre, farà anche da cornice per un’anticipazione delle iniziative che Rimini dedicherà a Federico Fellini nel 2020, anniversario del centenario della sua nascita.
Tante le figure di spicco che parteciperanno all’appuntamento riminese tra cui Andrea Augenti, Lia Celi, Oreste Delucca, Mauro Felicori, Valerio Massimo Manfredi, Stefano Medas, Piero Meldini, Elisa Tosi Brandi, Brunella Torresin, Sergio Valzania, insieme agli ‘Amici del Festival del Mondo Antico’, Giovanni Brizzi, Franco Cardini e Maria Giuseppina Muzzarelli.
Il 12 e il 13 andrà in scena anche il ‘Piccolo Mondo Antico Festival’ rivolto ai più giovani con proposte inerenti il tema dell’edizione e appuntamenti già collaudati all’insegna del gioco, della creatività e del divertimento.
Come già avvenuto negli scorsi anni la manifestazione coinvolgerà oltre a quelli di Rimini, i musei di Cattolica, Riccione, Verucchio e Santarcangelo di Romagna.

Addio a Jessye Norman, dal ghetto a stella dell’operaLa soprano aveva 74 anni. Ha vinto quattro Grammy Award

NEW YORK02 ottobre 201918:37

A 74 anni si è spenta una delle più grandi star dell’opera degli ultimi cinquant’anni. Il soprano Jessye Norman è morta in un ospedale di New York per complicazioni legate ad una lesione al midollo spinale risalente al 2015. Norman è stata una pioniera nel suo campo e una delle poche cantanti nere ad ottenere la gloria a livello mondiale nel mondo dell’opera. Si è esibita infatti in teatri come la Scala a Milano e il Metropolitan Opera di New York. Ha incantato interpretando i ruoli principali in opere come Carmen e l’Aida e tanto Wagner. Le sue interpretazioni non si sono limitate solo all’opera o alla musica classica, ma si sono spinte anche verso il contemporaneo con brani ed esempio di Duke Ellington, considerato uno dei massimi compositori del ‘900. “Sono sempre stata attratta dalle cose che gli altri considerano insolite – disse in un’intervista del 2002 – è importante che i musicisti classici vadano oltre le tre B (Bach, Beethoven e Brahms). Sono compositori fantastici, ma sono diventati grandi tanto tempo fa. C’è tanta musica che vivrà per tanto tempo”. Non sorprende quindi che Norman non si ponesse limiti o barriere: lei stessa ruppe il famoso soffitto di cristallo sperando in una maggior diversità nel mondo dell’opera.Nata nel 1945 in una cittadina della Georgia e in epoca segregazionista, la Norman entrò in contatto con il mondo musicale sin da piccola grazie alla chiesa e alla famiglia, nella quale c’erano pianisti e cantanti. Dopo aver ottenuto una borsa di studio per studiare musica alla Howard University a Washington, D.C., si perfezionò poi al Peabody Conservatory di Baltimora e all’università del Michigan. Il suo debutto fu a Berlino nel 1969 per poi esibirsi sui palcoscenici di Milano, Londra e New York. Al Met debuttò con il ruolo di Cassandra ne Les Troyens di Berlioz durante l’apertura della stagione 1983-84. Con il teatro newyorkese si è esibita in oltre 80 recital. Nel 1997 a 52 anni divenne la persona più giovane a ricevere il Kennedy Center Honor (Premio Kennedy), conferito a coloro che si sono distinti per il loro contributo all’arte e alla cultura.
Il presidente Obama invece le conferì la National Medal of Arts, la più alta onorificenza ad un singolo artista conferita in nome del popolo statunitense. Università prestigiose come Yale, Harvard e la Juilliard le hanno dato lauree ad honorem.

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Levante, canto il tempo tra passato e futuro
‘Magmamemoria’ è nuovo lavoro in uscita venerdì

03 ottobre 201909:38

– ‘Magmamemoria’, un po’ come qualcosa che brucia e che arriva dal passato, ma che comunque è in movimento, ha un suo percorso e si crea i suoi spazi e i suoi tempi. E’ questo il titolo del nuovo album di Levante, in uscita venerdì 4 ottobre, che contiene un racconto, fatto per capitoli e canzoni, del tempo. C’è il tempo passato ma anche quello presente e quello che ancora deve venire, con un occhio alla propria storia da cantautrice e alle sue radici, anche geografiche, e l’altro rivolto ad un presente di nuovi impegni e cambiamenti.”Mi trovo in una fase del mio percorso – ha raccontato Levante, all’anagrafe Claudia Lagona – nella quale mi sento finalmente serena e consapevole, sia come artista sia come donna. Ho raggiunto una sicurezza personale che credo di essere riuscita a trasmettere in questo nuovo lavoro”. Nella scaletta di ‘Magmamemoria’ c’è un totale di tredici titoli, da quello che ha dato il nome al lavoro intero, fino ad ‘Arcano 13’, passando per ‘Andrà tutto bene’ (con il suo punto di vista un po’ provocatorio e un po’ disincantato sul futuro prossimo), ‘Regno animale’, ‘Se non ti vedo non esisti’ e ‘Questa è l’ultima volta che ti dimentico’ (questi ultimi ispirati ai due libri che Levante ha firmato come scrittrice). “Racconto anche di un futuro che ormai è diventato presente – ha commentato Levante – e nel quale stiamo ricadendo in tanti errori già commessi nel passato: violenza, razzismo, omofobia. Siamo già passati da tutto questo. Perché ricaderci?”. L’ultimo singolo estratto dall’album in ordine di tempo si intitola invece ‘Bravi tutti voi’, con il quale Levante si toglie qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di falsi maestri o aspiranti opinionisti, dalle opinioni non richieste e dalle basi tutte da dimostrare. “Sarei pazza se dicessi a chi è rivolta la canzone – ha commentato la voce delle nuove ‘Saturno’ e ‘Rancore’ – ma di sicuro è una critica a chi si erge ad essere maestro di qualunque cosa, dimostrandosi però in realtà approssimativo come molti altri. Quando ho scritto la canzone ho analizzato alcune personalità presuntuose, che però in realtà non possono permettersi di esserlo. Non basta avere un talento per sentirsi i numeri uno”.Canta del tempo, Levante, ma anche dell’amore e del suo contrario, il non amore. “E’ più facile cantare di un amore che c’è – ha spiegato la cantautrice – piuttosto che della sua assenza. E’ un po’ come quando è più facile essere lasciati che lasciare. Sono un’inguaribile romantica e le storie d’amore non mancano mai in quello che scrivo e canto, anche se mi piace raccontarle in modi differenti: la rincorsa al sentimento, la felicità di coppia come una sorta di allenamento, perché nell’amore bisogna giocare lo stesso sport, altrimenti non funziona (in ‘Regno animale’ scritta da Dimartino e Colapesce), ma anche il tradimento e il rancore”. Una delle ‘memorie’ più sentite, per Levante, è quella della Sicilia e della sua infanzia che appare nei versi di ‘Lo stretto necessario’, cantata nell’album con Carmen Consoli. “La mia è una Sicilia piena di contrasti e di bellezza – ha detto l’artista – che in tanti abbiamo dovuto lasciare per tornare ad amarla. C’è la tristezza ma anche l’amore gigante per una terra”. Per presentare le canzoni del nuovo album dal vivo (dopo qualche anteprima nella scorsa stagione estiva), Levante tornerà anche sul palco, il 23 novembre, per la sua prima volta al Forum di Assago. “Saremo in dieci sul palco e siamo già rodati – ha spiegato la cantautrice – e il Forum sarà per me una grande e bellissima prova”.

Karima Laraba, La maschera e il vorticeNella Galleria della Biblioteca Angelica a Roma

02 ottobre 201915:51

– Sulla tela e attraverso le sue installazioni la ‘certificazione’ dell’appartenenza a Venezia, alla quale si sente indissolubilmente legata, città che genera le sue riflessioni artistiche. E’ il filo conduttore della mostra “La maschera e il vortice” dell’artista algerina Karima Laraba, a cura di Giuseppe Ussani d’Escobar che dal 2 al 12 ottobre è allestita nella Galleria della Biblioteca Angelica, a Roma. In occasione dell’esposizione (inaugurazione venerdì 4 ottobre, alle 18) l’artista, che vive a Venezia, presenta una trentina di lavori pittorici di cui tre installazioni scelti dal curatore con l’obiettivo di raccontare la sua opera, diffondendo il suo messaggio in uno dei più grandi luoghi della cultura italiana. La maschera, i colori con cui si confronta, sono tra gli elementi che da subito tradiscono la sua vicinanza alla cultura della città. Karima rende sue le simbologie e le utilizza come mezzo per portare all’attenzione dello spettatore il dualismo dell’essere e dell’apparire.

Boss chiesero pizzo a Ignazio FlorioEra fra il 1906 e il 1907. Ma la mafia si vendicò dopo annni

PALERMO02 ottobre 201916:02

– Altri tempi modalità simili. Con le stesse velate minacce i boss tentarono, nel secolo scorso, una estorsione alla famiglia di imprenditori protagonista del periodo della cosiddetta Belle époque. “Fra il 1906 e il 1907 Ignazio Florio ricevette una missiva anonima contenente un’inequivocabile richiesta di pagamento di ‘pizzo’ da parte della mafia palermitana. Ma il cavaliere, secondo i nostri studi, si rifiutò di cedere al ricatto”. Lo sostiene lo storico Vincenzo Prestigiacomo, presidente del comitato scientifico di Casa Florio, anticipando una delle tante novità che saranno presentate il 7 ottobre alle ore 9,30, presso la sede della Banca popolare S. Angelo a Palermo. “Florio riteneva, infatti, – prosegue lo storico – di potere tenere testa all’organizzazione criminale grazie alla sua enorme popolarità”. Eppure Ignazio fece male i suoi conti, “infatti la mafia reagì al rifiuto alle loro richiesta di pizzo – aggiunge Prestigiacomo – nel 1908, un incendio doloso distrusse il Villino Florio”.

Giovanni Allevi, 15/11 esce album HopeDal 1 dicembre parte da Milano tour con coro e orchestra

02 ottobre 201916:29

– Giovanni Allevi torna con Hope, nuovo album legato alla magia del Natale in uscita nei negozi il prossimo 15 novembre. Nel suo ultimo progetto musicale, Allevi unirà al suo inconfondibile pianoforte una grandiosa formazione composta dal Coro dell’Opera di Parma, dall’Orchestra Sinfonica Italiana e dal Coro dei Pueri Cantores della Cappella Musicale del Duomo di Milano.
I concerti dell’Hope Christmas Tour nei teatri, al via da Milano il 1 dicembre, prevederanno l’esecuzione di alcune tra le più famose melodie del Natale, in una originale rilettura per pianoforte, coro e orchestra sinfonica, realizzata dallo stesso Giovanni Allevi per l’occasione. Queste le date: 1 dicembre Milano, 12 dicembre Lecce, 16 dicembre Perugia, 17 dicembre Napoli, 18 dicembre Bologna, 19 dicembre Catania, 20 dicembre Marsala (TP), 21 dicembre Palermo, 28 dicembre Firenze, 5 gennaio Roma, 11 gennaio Torino.

Raffaello, da Urbino alla modernitàIl pittore nel confronto con gli artisti del suo tempo

URBINO02 ottobre 201916:31

– Un lungo viaggio da Urbino verso la modernità, per conoscere conquiste e intuizioni di un genio della pittura mondiale: apre il 3 ottobre la grande mostra “Raffaello e gli amici di Urbino”, alla Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale fino al 19 gennaio. Frutto di una approfondita campagna di studi, la mostra, a cura di Barbara Agosti e Silvia Ginzburg, conduce alla scoperta delle tappe principali della vita e della carriera di Raffaello Sanzio, alla luce delle relazioni che egli ebbe con artisti attivi a Urbino, come i concittadini Girolamo Genga e Timoteo Viti. Seguendo le peregrinazioni geografiche di Raffaello – tra Urbino, Firenze, Siena e Roma – il percorso documenta quale fu il contesto nel quale riuscì a emergere la sua genialità, quali le scelte formali e le influenze. Una mostra preziosa, con oltre 80 opere di cui 19 di Raffaello, che, come afferma il direttore uscente della Galleria Nazionale delle Marche Peter Aufreiter, “è un capolavoro realizzato in due anni di lavoro”.

Calvino inedito a rassegna fiorentinaAnna Benedetti presenta 39 appuntamenti

FIRENZE02 ottobre 201916:36

– Alberto Asor Rosa, Roberto Cotroneo, Francesco Carofiglio, Edmondo Bruti Liberati, Gianfranco Bertone sono tra gli autori protagonisti di ‘Leggere per non dimenticare’, la rassegna fiorentina dedicata al valore dei libri, ideata e curata da Anna Benedetti, che raggiunge la 25/a edizione e che terrà i suoi incontri alla Biblioteca delle Oblate di Firenze dal 9 ottobre fino al 13 maggio 2020.
Il calendario prevede 39 incontri con narratori, storici, filosofi, scienziati, psichiatri. Ogni autore sarà introdotto da un presentatore d’eccezione. Asor Rosa, autore protagonista con il suo libro ‘Machiavelli e l’Italia’ nella prima giornata della rassegna, ritornerà alle Oblate nei panni di presentatore per introdurre Giovanni Falaschi che, il 5 febbraio 2020, presenterà ‘Una lunga fedeltà a Italo Calvino’: il libro raccoglie lettere – molte inedite – in cui Calvino, nelle insolite vesti di editor, discute alcuni saggi dell’allora giovane critico letterario Falaschi.
“Non ho mai ricevuto pressioni dagli editori – ha detto Anna Benedetti durante la presentazione -. Seleziono i libri da inserire in rassegna seguendo il mio istinto di lettrice appassionata”. Alla presentazione dell’evento è intervenuto Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Firenze, che ha riconosciuto: “Firenze possiede un sistema bibliotecario straordinario, con le sue biblioteche storiche e con quelle di quartiere. Per questo rilancio l’idea di organizzare a Firenze gli Stati generali delle biblioteche. I dati dicono che in Italia si legge poco e credo che per invertire la rotta sia doveroso partire dalla valorizzazione dei luoghi della lettura, che devono essere efficienti e curati”.

Aufreiter, lascio anche con FranceschiniDirettore Galleria Marche va a dirigere Museo Tecnica a Vienna

URBINO02 ottobre 201916:37

– “Confermo la decisione di lasciare Urbino nonostante il ritorno di Dario Franceschini al vertice del ministero per i Beni Culturali, che con la sua riforma aveva consentito la mia nomina”. Lo ha detto il direttore della Galleria Nazionale delle Marche Peter Aufreiter alla vigilia della mostra-evento ‘Raffaello e gli amici di Urbino’.
anni dalla sua morte. Aufreiter è urbinate d’adozione e sua moglie è originaria della città feltresca. “La mia famiglia mi aspetta già a Vienna, dove dal gennaio prossimo andrò a dirigere il Technischen Museum (Museo della Tecnica)”. Aufreiter non ha masi nascosto che la sua scelta è stata influenzata dalle politiche dell’ex ministro Bonisoli, che preferiva direttori italiani e una valorizzazione centralizzata del patrimonio. ma c’è anche il fatto che quello che sto facendo non è il mio lavoro. Io sono un marketing manager. Qui invece svolgo per l’80% compiti amministrativi riguardanti personale, contratti, gare d’appalto e altre mansioni che non mi competono”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Franceschini, “Non farò controriforme, non serve”
In Parlamento lancia l’allarme organici, “A rischio il Know How”

03 ottobre 201909:57

In una giornata di nuvole e di sole, con il governo giallorosso ancora una volta in tormento per la manovra, Franceschini presenta al Parlamento le linee programmatiche del suo nuovo mandato, il secondo, alla guida di Cultura e Turismo. E subito tende la mano al  predecessore pentastellato Alberto Bonisoli, lo ringrazia, smussa con abilità le polemiche che poco più di un mese fa avevano visto sulle barricate i due partiti ora alleati. “Ci sono stati dei correttivi, ma senza toccare i cardini della riforma”, premette il ministro che non dimentica mai di parlare anche come capo delegazione Pd.Certo, ci sono stati i decreti di agosto, che lui appena rientrato al Collegio Romano ha fatto bloccare, ma anche qui Franceschini smussa, parla di decisione “cautelativa”, spiega di aver ascoltato i sindacati, si mostra aperto. Ad ascoltarlo e poi a fargli domande nella grande sala del Mappamondo ci sono del resto tanti esponenti dei 5stelle, che gli chiedono rassicurazioni e continuità. E anche uno Sgarbi in grande forma, che prima lo applaude per aver ottenuto due Raffaello in prestito dalla Francia e poi, sul tema Leonardo, si accapiglia venendo quasi alle mani con il collega Mollicone di Fratelli d’Italia, tanto da costringere il presidente Luigi Gallo (M5s) ad interrompere per dieci minuti la seduta.Tant’è. Nelle sue indicazioni il ministro ferrarese va giù liscio, apre con un argomento caro agli alleati, quello della tutela dei beni e del paesaggio, si mostra paladino delle soprintendenze aborrite dall’ex collega di partito ed ex premier Matteo Renzi (“vanno tutelate, valorizzate, difese”). Poi però chiarisce che continuerà sulla strada intrapresa cinque anni fa, conferma la scelta delle soprintendenze uniche (“Hanno aiutato cittadini e imprese, casomai vedremo come ridurle geograficamente”), ribadisce le scelte fatte per i musei (“Un’esperienza che va rafforzata”), sottolinea la necessità di puntare come mai sulla “diplomazia culturale” (quella che lo ha aiutato a riportare la pace con i francese accettando lo scambio Leonardo-Raffaello e che oggi lo fa rallentare sulla conferma di Schmidt agli Uffizi per non mettere a rischio i rapporti con l’Austria), annuncia che porterà avanti la sua legge Cinema.Anche su quella che definisce la sua sfida per il nuovo mandato si riconosce una comunanza con il mondo pentastellato: “Va bene il patrimonio, ma ora dobbiamo investire su quello che al ministero ancora non c’è, l’arte contemporanea, l’architettura, le industrie culturali e creative, la fotografia”. C’è il nodo del turismo, che torna al Mibact dopo la parentesi all’Agricoltura voluta dalla Lega. L’Italia “meriterebbe un ministero ad hoc”, dice, però mancano le risorse. Il decreto che decide il rientro delle competenze al Collegio Romano è all’esame del Parlamento, Franceschini forse anche per questo non si lancia in altri titoli. Sottolinea però le emergenze del suo ministero, innanzitutto l’investimento sulla sicurezza e sull’antisismico, la necessità di “migliorare la capacità di spesa”. Ma soprattutto l’urgenza di assumere, anche qui in continuità con il predecessore Bonisoli. Del resto su questo non c’è tempo davvero da perdere: “Ci sono 4mila carenze in organico ed è un problema destinato a crescere”, fa notare il ministro, c’è il rischio di perdere tanto prezioso know how. E’ proprio il suo predecessore a fine giornata a fargli notare che ci sono già pronti due concorsi e anche le risorse per farli. Almeno sulle questioni di cultura la pace nel governo sembra realtà. Anche Sgarbi e Mollicone, dopo gli insulti, si sorridono.

A Houston un Delacroix ‘perduto'”Donne di Algeri”, prima di tre versioni che ispirarono Picasso

NEW YORK02 ottobre 201917:20

– Ha trovato casa in Texas una prima versione, creduta perduta da 170 anni, del celebre dipinto di Eugène Delacroix “Donne di Algeri nei loro Appartamenti” attualmente al Louvre . La tela, alta quasi mezzo metro, esposta dal 3 ottobre al Museum of Fine Arts di Houston, mostra una donna vestita sontuosamente e la sua cameriera in un interno moresco: era rimasta in bella vista, ma solo per pochi intimi, in un appartamento di Parigi fino all’anno scorso, quando il suo ex proprietario, che sospettava si trattasse di un Delacroix, si era messo in contatto con il gallerista francese Philippe Mendes. Delacroix fu il primo pittore a mostrare scene del Nord Africa al Salon de Paris dell’Accademia di Belle Arti. “Non sapevamo che esistesse una prima composizione”, ha detto il direttore del museo Gary Tinterow che ha acquistato il dipinto per una cifra non precisata. Ad autenticare la tela di Houston è stata la maggiore esperta di Delacroix, Virginie Cauchi-Fatiba.

Schmidt, mi candido 2/o mandato a UffiziRinuncia al Kunsthistorisches. Franceschini, serve chiarezza

FIRENZE02 ottobre 201917:40

– “Mi candido a un secondo mandato” alla guida degli Uffizi. Lo ha detto Eike Schmidt, attuale direttore del museo fiorentino, il cui incarico scade il 31/10.
Lo storico dell’arte tedesco ha confermato di aver comunicato, la settimana scorsa, la sua rinuncia a diventare dal primo novembre capo del Kunsthistorisches Museum di Vienna.
“Sono stato a Vienna la scorsa settimana – ha detto – e ho annunciato al Kunstistorisches la mia volontà di rinunciare alla direzione. Non c’è stata nessuna telefonata con il ministro: ho solo comunicato questa mia volontà alla attuale direttrice del museo. Adesso si tratta di trovare una data per incontrare ufficialmente il ministro e formalizzare la mia rinuncia”.
Il ministro Franceschini precisa: “Ho risposto a Schmidt che per prendere in esame la sua riconferma, consentita dalla legge, avrei avuto necessità di sapere che questa decisione non avrebbe creato alcun problema con l’Austria e il governo austriaco. Sono in attesa di avere da lui piena chiarezza su questo”.

Cresce valore economico-sociale di UjDa ricerca emerge terzo festival più seguito al mondo sul web

PERUGIA02 ottobre 201918:18

– Cresce il valore economico e sociale che produce sul territorio Umbria jazz: emerge dal nuovo studio sull’impatto del festival perugino. Che sul web è l’evento umbro più seguito a livello internazionale, terzo al mondo tra i più seguiti dopo i festival di Montreux e Montreal.
La ricerca è stata promossa dalla Fondazione Umbria Jazz con la collaborazione del dipartimento di Economia dell’Università di Perugia, di Federalberghi e Confcommercio Umbria.
Per l’edizione 2019 i dati confermano quindi, anche più del 2018, come Umbria jazz sia un “efficace” strumento di marketing territoriale. Produce infatti effetti positivi in termini di notorietà della regione e di Perugia, sui flussi turistici, con incremento delle presenze nelle strutture ricettive, sul volume d’affari delle attività commerciali, sulle presenze in città e nelle strutture museali.
Dalla ricerca è emerso che Uj della scorsa estate ha registrato oltre 40.000 spettatori paganti.

Selena Gomez, ho paura per il MessicoPopstar racconta la storia di immigrazione della sua famiglia

NEW YORK02 ottobre 201918:21

– “Negli anni ’70 mia zia attraversò il confine tra Messico e Usa nascosta nel retro di furgone. Poi seguirono i miei nonni e mio padre nacque in Texas poco dopo”.
E’ la storia personale di immigrazione cosiddetta illegale di Selena Gomez, cantante e attrice statunitense di origini messicane. In un editoriale scritto per il Time e affrontando il tema della crisi dell’immigrazione, la Gomez dice di ritenersi fortunata di essere nata cittadina degli Stati Uniti grazie a un atto di coraggio e sacrificio (da parte della sua famiglia).
Tuttavia ora, leggendo ciò che succede al confine con il Messico o nei diversi Stati, sottolinea di aver paura per il suo paese e per coloro che si trovano in situazioni simili a quelle della sua famiglia anni fa.

Noa alla Villa romana del CasaleIl 19 ottobre il primo evento di un ciclo per valorizzare sito

PALERMO02 ottobre 201918:40

– Aprire ai visitatori la Villa romana del Casale anche di notte: è la svolta che, grazie al successo della sperimentazione in corso, sarà in programma già da aprile ad ottobre 2020, per iniziativa della direzione del Parco archeologico di Morgantina e Villa del Casale e del Comune di Piazza Armerina. Proprio per valorizzare e promuovere ufficialmente l’apertura in notturna, il sito sarà a breve scenario del primo spettacolo del ciclo “Notti alla Villa romana del Casale”, un format di eventi musicali e culturali che saranno offerti ai visitatori. L’appuntamento è per sabato 19 ottobre e vedrà protagonista la straordinaria voce di Noa. La serata partirà alle 19 quando avranno inizio le visite guidate. Alle 20 il pubblico confluirà nella Basilica, location per la prima volta utilizzata per una serata evento dove saranno illustrate le bellezze della Villa. Seguirà il concerto di Noa, la cantante israeliana che affronterà il repertorio a lei più caro.

Haruki Murakami l’11 ottobre ad AlbaAllo scrittore giapponese il premio Lattes Grinzane

TORINO02 ottobre 201919:09

– Arriva in Italia Haruki Murakami.
Venerdì 11 ottobre riceverà, al Teatro Sociale di Alba, il Premio Lattes Grinzane per la sezione La Quercia e terrà una lectio magistralis. L’appuntamento, organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, è sold out. I posti nel Teatro sociale di Alba sono 900, tra pubblico, studenti, istituzioni e stampa.
L’incontro sarà introdotto dallo scrittore Marcello Fois. Dopo la lectio Murakami, i cui libri in Italia sono editi da Einaudi, riceverà il premio dedicato a Mario Lattes.
E’ la prima volta che Murakami viene ufficialmente in Italia per ricevere un premio e, tra i motivi che lo hanno spinto ad accettare, “oltre al prestigio della Fondazione che lo ha prescelto, ci sono le attrattive enogastronomiche delle Langhe”, racconta la traduttrice Antonietta Pastore. “Sono molto contenta, è un grande scrittore in odore di Nobel. E’ un evento importante per la Fondazione Bottari Lattes che compie dieci anni e per l’Italia”, afferma Caterina Bottari, presidente della Fondazione.

A Jesi opera si promuove con volti donneStagione lirica ‘in rosa’ con Carmen, Butterfly e Turandot

JESI (ANCONA)02 ottobre 201920:05

– Ad un cartellone ‘in rosa’ con Madama Butterfly, Carmen e Turandot più Il Lato Nascosto.
CircOpera lunare, in prima assoluta, la 52/a Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi di Jesi ha abbinato una innovativa campagna di comunicazione al via in questi giorni su social, manifesti e vetrine. ‘Io sono l’opera’ il claim del progetto curato dalla Fondazione Pergolesi Spontini (che organizza la stagione lirica, con direzione artistica di Cristian Carrara). Le donne di Jesi sono state invitate a mettere in ‘scena’ in un set fotografico il proprio temperamento di fronte all’obiettivo di Francesca Tilio: Carmen libera e ribelle, Turandot principessa guerriera, Madama Butterfly romantica e fedele. All’iniziativa gratuita e a posti limitati hanno partecipato 32 donne di varia età ed estrazione. Tra i 32 ritratti fotografici, sono stati selezionati i 4 volti femminili dei manifesti delle opere della prossima Stagione Lirica, ispirandosi ai grandi maestri delle affiche di inizio secolo come René Gruau.

Smith e Lawrence in poster Bad Boys 3Il terzo capitolo della saga nelle sale nel gennaio 2020

02 ottobre 201921:04

– A più di vent’anni dall’uscita dell’iconico Bad Boys, Will Smith e Martin Lawrence di nuovo insieme nel poster ufficiale del terzo capitolo della saga, Bad Boys for Life. I due attori tornano a interpretare i ruoli di Mike Lowrey e Marcus Burnett nel film diretto da Adil El Arbi & Bilall Fallah. Prodotto da Sony Pictures e distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia, il film sarà nelle sale italiane dal 23 gennaio 2020. Nel cast anche Vanessa Hudgens, Alexander Ludwig, Charles Melton, Paola Nunez, Kate Del Castillo, Nicky Jam, Joe Pantoliano.

Bodrožić, Hotel TitoEchi della guerra jugoslava negli occhi di una ragazzina

03 ottobre 201910:01

IVANA BODROZIC, HOTEL TITO (Sellerio, pp.184, 15 Euro). E’ solo una ragazzina, ha fame di vita, di vedere e toccare, di scoprire il mondo ma soprattutto di metterci al centro se stessa, rivendicando il diritto di esprimere la propria personalità e conquistare i suoi sogni per essere felice. Eccola la piccola protagonista di “Hotel Tito”, interessante romanzo autobiografico di Ivana Bodroži? (edito da Sellerio, con la traduzione dal croato di Estera Mio?i?), mentre, con la mente affollata di domande, cerca di vivere una vita che normale non sarà più e osserva da lontano il conflitto che dilania la sua terra. Il libro è ambientato nel 1991 e racconta la storia di una bambina, mandata dai genitori in vacanza con il fratello maggiore perché nella sua città, Vukovar, al confine tra Croazia e Serbia, sta arrivando la guerra. Ben presto i ragazzi sono raggiunti dalla mamma: il padre invece no, resta in città, a combattere. Non lo rivedranno mai più, ma, nel dolore, ne malediranno l’assenza: perché quando la situazione si aggrava la vita della bambina, del fratello e della madre si trasforma in esilio. Un esilio che durerà anni, senza certezze, con pochissimi soldi in tasca, senza una casa vera, vissuto gomito a gomito in una stanza dell’Hotel Zagorje, un albergo costruito a Kumrovec, città natale di Tito, sede negli anni ’70 della Scuola del Partito Comunista, da loro ribattezzato “Hotel Tito”. La loro vita sembra andare avanti lentissima, tra mille umiliazioni, cercando di conservare una dignità strappata: in realtà il tempo scorre, e gli anni passano, come dimostra il racconto della bambina. che si sta trasformando in una giovane donna. Bodroži?, nata a Vukovar nel 1982 dove ha vissuto fino all’inizio della guerra nel 1991 (quando poi, come la protagonista del libro, è stata sfollata in un albergo a Kumrovec con la sua famiglia), con questo romanzo, tradotto in dieci Paesi, ha vinto il Prix Ulysse come migliore opera prima, mostrando la sua vocazione letteraria, e con essa la capacità di parlare di sé allargando lo sguardo per includervi quello di tutti i profughi del mondo. L’approccio dell’autrice croata è chiaro: nessun racconto della guerra, di cui arrivano solo echi lontani; nessuna immagine di violenza, nessuna concessione al sensazionalismo della tragedia. Ma il dramma c’è, ed è profondo, perché il punto di vista adottato è quello dei profughi, di chi ha avuto salva la vita, mentre tanti altri l’hanno persa, e nonostante questo non riesce a essere felice. Non per ingratitudine, semplicemente perché non può esserlo, visto che la guerra è riuscita a provocare ferite profonde, non nella carne, di certo nell’anima. E’ come se Bodroži? mescolasse alle sue parole, che la protagonista pronuncia in prima persona, i visi dimenticati delle migliaia di persone alle quali un conflitto fratricida, violento e crudele, ha tolto tutto e a cui ha chiesto di diventare altro, di rinunciare a ciò che un tempo erano state.
Nelle pagine di Hotel Tito trovano voce le speranze disilluse di chi ha vissuto sulla propria pelle le privazioni della guerra: magari senza subire la violenza diretta, ma quella subdola, che arriva a corrodere il quotidiano eliminando dall’orizzonte la speranza. Ecco perché il libro colpisce, e lo fa soprattutto con il non detto, chiarissimo, espresso dalla bambina croata in questa sorta di diario, una confessione fiume nel passaggio delicato e fragile tra infanzia e adolescenza. Lo sguardo della bambina protagonista è probabilmente lo stesso che aveva l’autrice, chissà: di certo è carico di verità e sconcerto, sa essere lieve e ingenuo, divertito e tragico, spietato e disincantato. Forse ha perso l’innocenza, mentre si posa sulle cose sentendo il peso dell’assenza di ciò che mai più tornerà.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Thanks!, Zingaretti trans in famiglia allargata
Film da pièce di Di Luca. Barbareschi polemico su distribuzione

03 ottobre 201910:03

– Un inedito Luca Zingaretti trans, capelli lunghi biondi, trucco giusto, vestito attillato e modi delicati. Perfetto insomma nel ruolo di Annalisa in ‘Thanks!’ , film tratto da ‘Thanks for vaselina’, l’opera teatrale di Gabriele Di Luca che è anche il regista di questo lungometraggio prodotto da Luca Barbareschi, in sala con Casanova dal 4 ottobre. Di scena una famiglia allargata, periferica, hashish addicted, animalista e del tutto alternativa.
Ci sono Fil e Charlie (Antonio Folletto e Massimiliano Setti), entrambi trentenni, che coltivano marijuana nell’appartamento in cui vivono al terzo piano di un condominio fatiscente (il film è stato girato a Roma, nel quartiere Ostiense). Il primo soffre di agorafobia, mentre il secondo è un animalista convinto pieno di autentica bontà. Entrambi hanno un sogno folle: coltivare e incrociare tra loro le migliori specie di marijuana esistenti per ottenere i semi rari da esportare a Porto Rico dove hanno intenzione di aprire un coffee shop.
“Contenitore” di ovuli per superare i controlli all’aeroporto sarà Wanda (Francesca Turrini), insospettabile “cicciona” conosciuta per caso e di cui si innamora Charlie. Nel frattempo Annalisa, in versione trans, torna a casa, dove incontra l’ex moglie Lucia (Beatrice Shiros) e il non troppo amato figlio Fil.
“Questo film è stato una grande esperienza umana oltre che professionale – dice oggi Luca Zingaretti all’incontro stampa – . Questa pièce è un piccolo miracolo che ha riempito tanti teatri. Io l’avevo vista appunto in scena ed ero rimasto subito colpito dalla genialità della scrittura. Confido ora che questo lavoro trovi la sua strada”, dice l’attore facendo riferimento alle difficoltà distributive di Thanks!.
E ancora Zingaretti: “Fare Annalisa mi è piaciuto tantissimo.
È una grande opportunità interpretare questo genere di ruoli. I premi, si sa, si vincono quando fai un diversamente abile, una persona con problemi mentali. Ho cercato di capire questo personaggio che portavo in scena, un uomo abusato in tutti modi, ma anche un essere di grande tenerezza”.
“Non è stato facile fare un compromesso tra linguaggio cinematografico e teatrale – dice subito Gabriele Di Luca -. Credo che in questo paese – aggiunge poi polemicamente – il rischio di un film come ‘Thanks!’ non sia visto come un investimento, si preferisce purtroppo la solita commedia più rassicurante”.
Il più polemico all’incontro stampa resta il produttore Luca Barbareschi che fa subito sapere che il titolo Thanks!, senza ‘For vaselina”, l’ha voluto Rai Cinema.
E ancora Barbareschi: “Cosa serve produrre i film se poi tutti si dileguano? ‘Thanks’ lo stiamo distribuendo da soli con grande fatica. Eppure un film come questo non avrebbe sfigurato a Berlino, Venezia o Locarno. Pensate – conclude – lo abbiamo proposto alla Festa di Roma e neppure ci hanno risposto”.
Frase cult del film quella che si legge all’inizio: “Dedicato a tutti i familiari delle vittime… e a tutte le vittime dei familiari”.

Pereira, senza Squinzi perdo un amico”Parlato con sindaco per organizzare un ricordo con la famiglia”

03 ottobre 201910:35

– “Giorgio Squinzi era un grandissimo amico della Scala e io personalmente perdo un grandissimo amico”: Alexander Pereira, il sovrintendente uscente del teatro, ha ricordato in questo modo l’ex presidente di Confindustria, membro del cda scaligero morto ieri, spiegando che sta lavorando per organizzare un suo ricordo.
“Ho parlato con il sindaco stamattina – ha detto – Stiamo cercando la famiglia per coordinarsi. Sono tristissimo”.

Modigliani torna a Livorno a 100 anni morteMostra evento con opere dalle collezioni Netter e Alexander

LIVORNO03 ottobre 201912:46

Amedeo Modigliani torna nella sua Livorno, a 100 anni dalla morte. La città toscana che ha dato i natali a uno dei più grandi e tormentati artisti del ‘900 in occasione del centenario della sua scomparsa avvenuta a soli 36 anni, il 24 gennaio 2020 a Parigi, promuove e ospita una mostra evento che accoglie 14 dipinti e 12 disegni di Modigliani appartenuti ai due collezionisti più importanti che lo sostennero, Paul Alexandre e Jonas Netter. Esposti poi un centinaio di altri capolavori, collezionati da Netter a partire dal 1915, rappresentativi della grande École de Paris: tra questi dipinti di Chaïm Soutine, Andrè Derain, Maurice Utrillo, Suzanne Valadon, Moïse Kisling.
‘Modigliani e l’avventura di Montparnasse – Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre’, il titolo della retrospettiva, visibile dal 7 novembre al 16 febbraio prossimi nel Museo della Città, organizzata dal Comune di Livorno e Istituto Restellini di Parigi con la partecipazione della Fondazione Livorno, e curata da Marc Restellini.

La voce di Mariele Ventre in concertoIl 4/10 raccolta fondi nella Basilica di San Francesco

BOLOGNA03 ottobre 201911:13

– ‘A tu per tu con Mariele’ è il titolo del ‘radio-concerto’ che si terrà venerdì 4 ottobre alle 19 per la raccolta fondi della Basilica di San Francesco, nella sala della biblioteca, in Piazza Malpighi a Bologna.
Durante il concerto, la voce di Mariele, estrapolata dalle registrazioni radiofoniche che trasmetteva su Radio Tau, l’emittente radiofonica collegata all’Antoniano di Bologna, intervalla le canzoni. I brani del repertorio storico dell’Antoniano sono interpretati dal coro ‘Vecchioni di Mariele’, una formazione di una trentina di ex ‘bambini’ del Piccolo Coro allora diretto dalla maestra bolognese.

X Factor, le scelte di Samuel e Sfera per Home VisitStasera le prime due categorie Gruppi e Under Donne

03 ottobre 201911:19

Prima parte dei Bootcamp dal Mediolanum Forum di Assago, si rimescolano le carte e per Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel e Sfera Ebbasta sarà difficilissimo scegliere: bisognerà essere selettivi, severi e anche un po’ competitivi. Inizia così, con il temutissimo “momento delle sedie”, la gara anche tra i giudici del talent di Sky prodotto da Fremantle e in onda stasera alle 21.15 su Sky. Under Donne per Sfera Ebbasta, Under Uomini per Malika Ayane, Gruppi per Samuel e Over per Mara Maionchi: questa l’assegnazione delle categorie compiuta da Alessandro Cattelan al termine della scorsa puntata. Per ognuna, sono stati anche selezionati i concorrenti: 16 per le Under Donne e 12 per le altre tre squadre. Al Mediolanum Forum è il momento di rivedere gli aspiranti partecipanti, di riascoltarli con attenzione, di fare sul serio.Le prime due categorie ad arrivare a questo fondamentale punto di svolta sono quelle dei Gruppi, con Samuel e delle Under Donna, con Sfera Ebbasta. Ciascun giudice ha a disposizione solo 5 sedie, ovvero 5 talenti da scegliere, e fino all’ultima esibizione potrà effettuare dei cambi e decidere di dare il posto a un altro concorrente. Non basta conquistarne una ma bisogna dare il meglio per tenerla. La probabilità che il giudice cambi idea e decida per lo switch, ovvero per il cambio con un altro concorrente, è dietro l’angolo. Il pubblico dagli spalti farà sentire la propria voce, pronto a dissentire o approvare le decisioni dei giudici. Al termine dei due appuntamenti con i Bootcamp, solo i migliori 20 aspiranti concorrenti avranno la possibilità di giocarsi il tutto per tutto agli Home Visit per diventare, così, i 12 protagonisti della gara live di X Factor 2019.

Stefano De Martino compie 30 anniCompleanno con famiglia al completo per ballerino-conduttore

03 ottobre 201911:42

– Stefano De Martino spegnerà oggi, giovedì 3 ottobre, 30 candeline, con tutta la sua famiglia al completo a Napoli. Il ballerino, showman e conduttore marito di Belen Rodriguez, lanciato dalla trasmissione Amici, di Maria De Filippi, è attualmente impegnato alla conduzione di “Stasera tutto è possibile” in onda ogni lunedì alle 21.20 su Rai2.
Il 2019 è stato un anno d’oro per De Martino che grazie a questa importante stagione televisiva ha saputo ritagliarsi il suo spazio nel prime time della seconda rete Rai.
Il suo nuovo percorso è segnato dopo il successo prima di “Made in Sud” e poi dell’attuale “Stasera tutto è possibile” che sta raccogliendo molti consensi con share e spettatori in continua crescita (dal 6.79% della prima al 7.8% della terza).
Non solo carriera al centro della vita dello showman, ma anche amore per la famiglia, soprattutto per suo figlio Santiago avuto con Belen, che oggi raggiungerà suo marito a Napoli, dov’è impegnato con le prove della trasmissione Rai, per festeggiare con lui. Stefano De Martino, nato a Torre Annunziata (Na) nel 1989, ha cominciato all’età di 10 anni a muovere i primi passi nel mondo della danza, contagiato dalla passione trasmessagli dal padre.
Dopo anni di consensi e premi in concorsi, nel 2007 Stefano vince una borsa di studio presso il “Broadway Dance Center” di New York, dove si avvicina alla danza moderna e contemporanea e dove incontra la coreografa Macia Del Prete con la quale lavora nella “Oltre Dance Company”. Nel 2009 il debutto ad “Amici” dove vince un contratto con la “Complexions Contemporary Ballet”, partecipando a un tour che tocca Nuova Zelanda, Australia e Hawaii. Nel 2010 ritorna al programma di Maria De Filippi come ballerino. Da qui comincia sua attività di coreografo. Dal 2015 ad “Amici di Maria De Filippi” ricopre il ruolo di supporter insieme a Marcello Sacchetta e nello stesso anno conduce il Day-Time della trasmissione. Nella stagione 2016-2017 è uno dei mentori di “Selfie – Le cose cambiano” in onda su Canale5 mentre nel 2018 è il nuovo inviato de “L’Isola dei Famosi”. Nel 2019 debutta alla Rai con Made in Sud.

Tornano le domeniche gratuite ai museiDal 6 ottobre in tutta Italia

03 ottobre 201912:46

Limitate dall’ex ministro Bonisoli, tornano in tutta Italia dal 6 ottobre, le domeniche gratuite nei musei, con l’entrata libera per tutti la prima domenica del mese nei luoghi della cultura statale, da Pompei a Miramare, dalla Reggia di Caserta al Colosseo. Lanciata nel 2014 da Franceschini, l’iniziativa è stata raccolta negli anni da oltre 15 milioni di visitatori. Per alcuni siti, anticipano da Mibac, sarà previsto un numero massimo di ingressi contemporanei.

Al via su Sky la serie “1994”Nel cast Stefano Accorsi, Guido Caprino, Miriam Leone

03 ottobre 201913:17

– Nel 1994 l’Italia cambia per sempre: è l’anno della restaurazione. Al via da domani, venerdì 4 ottobre, in esclusiva su Sky, “1994”, l’ultimo capitolo della trilogia Sky Original prodotta da Wildside, parte di Fremantle, che racconta gli anni che hanno cambiato il Paese a cavallo fra Prima e Seconda Repubblica. Gli otto episodi della serie sono ambientati in quello che è un anno cruciale della nostra storia recente, raccontato attraverso gli occhi e le storie di persone comuni, la cui vita s’intreccia con quelle dei protagonisti del terremoto politico, civile e di costume che segnò la prima metà degli Anni ’90. Nel cast della serie, diretta da Giuseppe Gagliardi e da Claudio Noce, ritroviamo Stefano Accorsi, Guido Caprino, Miriam Leone, assieme ad Antonio Gerardi, Giovanni Ludeno e Paolo Pierobon. “1994” è in onda da domani 4 ottobre ogni venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic, in simulcast su Sky Cinema Uno. Anche in 4k HDR per i clienti Sky Q. Disponibile anche su Sky On Demand, Sky Go, in streaming su Now Tv.
Nella serie, Leonardo Notte (Stefano Accorsi) ha capito che conquistare il potere è difficile, ma mantenerlo è davvero una missione impossibile. Così come sembra impossibile per Pietro Bosco (Guido Caprino) riuscire a cambiare: anche ora che ha un ufficio al Viminale, non riesce ad abbandonare i suoi vecchi difetti, né riesce a dimenticare l’unica donna che ha davvero amato. Veronica Castello (Miriam Leone) deve infatti decidere chi sarà il suo compagno di vita, ma nel frattempo capisce che non vuole più essere solo la donna di uomini potenti e inizia così a giocare in prima persona la partita per il potere, diventando una parlamentare. Ritroveremo anche il PM di Mani Pulite Antonio Di Pietro (Antonio Gerardi), che continua la sua battaglia, Silvio Berlusconi interpretato da Paolo Pierobon e Dario Scaglia (Giovanni Ludeno).

Onu, un’italiana a capo turismo europeoAlessandra Priante nominata a capo Commissione Regionale Europa

03 ottobre 201917:03

– L’Onu ha scelto per la prima volta un’italiana per guidare il turismo europeo. Si tratta di Alessandra Priante nominata direttore della Commissione Regionale Europa dell’United Nations World Tourism Organization (Unwto) l’agenzia Onu attiva per la promozione di un turismo responsabile, sostenibile e universalmente accessibile.
La neo direttrice, selezionata tra circa 200 candidati provenienti da tutto il mondo, entra in carica dal mese di ottobre e avrà il compito di presiedere e coordinare l’attività della Commissione Regionale Europa che riunisce 48 Stati (compresi la Russia e svariati Paesi dell’area euro-asiatica) offrendo supporto ai rispettivi governi, ascoltandone le istanze e adoperandosi affinché le questioni relative al turismo siano presenti come priorità nelle agende politiche.

La natura di LaChapelle per ‘Lavazza’Gli scatti del fotografo americano per ‘Earth CelebrAction’ 2020

VENEZIA03 ottobre 201914:22

– Donne-divinità immerse nella natura prepotente delle Hawaii, immagini mitologiche dai colori pop, oceani che restituiscono le suggestioni di un mondo incontaminato. Sono le immagini firmate da David LaChapelle che Lavazza ha raccolto nel calendario 2020 ‘Earth CelebrAction’ presentato oggi a Venezia. Il progetto racchiude la volontà di celebrare il potere della bellezza insieme all’idea dell’azione, al convincimento che l’essere umano può agire in prima persona in difesa dell’ambiente. LaChapelle, alla terza esperienza con Lavazza, utilizza le Hawaii, quinta verde dei 12 scatti, per mettere in scena un racconto simbolico, dove gli elementi primari di fuoco, acqua, terra e aria si combinano alla presenza dell’uomo, inserito in scenari naturali che celebrano la bellezza della vita e la consapevolezza della reciprocità di tutte le cose viventi. ‘Earth CelebrAction’ porta con se’ l’idea di aprirsi alla terra, in una ideale riconnessione ottimistica, idilliaca, capace di guardare oltre l’emergenza ambientale.

Festival Idee,arrivate 4000 prenotazioniCi saranno anche Morgan, Corona, Daverio e Ferrucci, parte 24/10

03 ottobre 201914:23

– Arrivate a 4mila in dieci giorni le prenotazioni per la prima edizione del ‘Festival delle idee’, che si svolgerà dal 24 al 27 ottobre all’M9 – Museo del ‘900 di Mestre e per alcuni eventi si avvia verso il sold out. Il Festival, a ingresso gratuito su prenotazione, ha visto una significativa risposta dei giovani con oltre il 30% della richieste tra i 18-35 anni. Molte le prenotazioni, oltre che da tutte le province venete, dal Friuli Venezia Giulia e dall’Emilia-Romagna.
Annunciati il 3 ottobre i nomi che completano il calendario: Morgan in un doppio appuntamento, Mauro Corona, Philippe Daverio e Mauro Ferrucci. Tra i grandi ospiti: Pupi Avati, Gioele Dix, Mogol, Melania Mazzucco, Alan Friedman, Igor Sibaldi, Alessio Boni con Marcello Prayer, Francesco Moser e Sara Simeoni.
Ventisette gli eventi in quattro giorni, quattro le location con la possibilità di un maxischermo aggiuntivo al Chiostro dell’M9.
E un focus sui prodotti e l’arte culinaria del territorio a cura dello chef Tino Vettorello.
Nel giorno d’apertura, il 24 ottobre alle 17.00 all’Auditorium M9, verrà presentato alla presenza delle autorità il nuovo libro ‘Quattro Venezie per un Nordest’ realizzato dalla Fondazione di Venezia con il coordinamento del professor Paolo Costa. Un taglio del nastro simbolico per il ‘Festival delle idee’ che prenderà il via con Piergiorgio Odifreddi e nel primo giorno vedrà grandi ospiti Pupi Avati e Gioele Dix. Il 25 ottobre Daverio racconterà l’arte e l’architettura del ‘900. E lo stesso giorno Morgan, con il critico d’arte Carlo Vanoni, dedicherà una lectio speciale alla Pop Art che si fa materia sulle copertine di album musicali. Sempre il 26 ottobre Morgan racconterà in musica grandi cantautori e band, da Tenco, a Gaber eMauro Ferrucci ripercorrerà la storia della musica dance. Mauro Corona il 27 parlerà del “suo” Vajont, moderato da Matteo Strukul.
Sostenuto dalla Regione del Veneto, il progetto, ideato da Marilisa Capuano per l’Associazione Futuro delle Idee, fondata da Tommaso Santini, è realizzato con la collaborazione di Fondazione di Venezia, la co-organizzazione di M9 e il patrocinio del Comune di Venezia. Prenotazioni sul sito http://www.festivalidee.it presso M9.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Apocalypse Now torna in sala restaurato
Versione restaurata per i 40 anni del capolavoro di Coppola

BOLOGNA03 ottobre 201914:36

– Dopo la proiezione in anteprima europea in piazza Maggiore a Bologna lo scorso 28 giugno, la versione restaurata del Final Cut di ‘Apocalypse Now’ torna in sala dal 14 al 16 ottobre. Un’occasione per festeggiare i 40 anni del capolavoro di Francis Ford Coppola, che uscì nel 1979.
Il restauro è stato curato da American Zoetrope al laboratorio Roundabout, con la collaborazione del laboratorio bolognese de ‘L’Immagine Ritrovata’. “Dato che l’originale non era solo lungo, ma anche insolito nello stile e nella sostanza per un film dell’epoca, abbiamo pensato di tagliare, ove possibile, non solo per questioni di tempo, ma anche per tutto ciò che poteva sembrare strano”, spiega lo stesso Coppola: “Una quindicina di anni dopo lo davano in tv, mentre mi trovavo in albergo e mi sono messo a guardarlo: mi sono reso subito conto che il film non era strano come pensavo, ed era diventato più contemporaneo”.

View Conference, cinema e Silicon ValleyAlle Ogr dal 20 al 25 ottobre con Oscar Brad Bird e Peter Ramsey

TORINO03 ottobre 201915:26

– Hollywood e Silicon Valley stanno per sbarcare a Torino. Con questo biglietto da visita si presenta la ventesima edizione della View Conference, manifestazione di cinema digitale, animazione, effetti speciali, videogiochi e realtà virtuale, alle Ogr di Torino dal 20 al 25 ottobre. I numeri – 80 relatori, 7 grandi registi di Hollywood, 10 premi Oscar, 14 lectio magistralis. 100 ore di alta formazione, 50 corti – danno la misura dell’evento di portata mondiale. Lo dimostrano anche i nomi attesi: Brad Bird, il regista del film Gli incredibili, l’Oscar Peter Ramsey, regista di Spiderman, Dean Deblois, autore di Dragon Trainer, il mondo nascosto, Conrad Vernon, il regista alla guida del reboot animato della Famiglia Addams, Jill Culton che porterà il suo ultimo lavoro Il piccole Yeti.
Lunedì 22 ottobre il pluripremiato musicista e direttore d’orchestra italoamericano Michael Giacchino, vincitore di un Oscar e di un Golden Globe per le colonne sonore di Up e Ratatouille dirigerà un concerto alle Ogr.

Mika, un album per far pace con mio nome’My name is Michael Holbrook’ è nuovo lavoro in uscita

03 ottobre 201919:39

Quinto album da studio per Mika che domani pubblica il suo ‘My Name Is Michael Holbrook’. Scritto tra Miami, Londra e la campagna toscana, il lavoro al completo è composto da una scaletta di tredici canzoni, compresa la ballata ‘To Call This Love’ con Jack Savoretti. “Il titolo è una sorta di provocazione a me stesso – ha raccontato questa mattina Mika – perché dopo quattro anni senza un album ho sentito il bisogno di fare qualcosa che mi definisse come artista, anche in previsione dei prossimi anni. Volevo scrivere qualcosa che mi rappresentasse per intero”.
La lista delle canzoni finite nel nuovo capitolo discografico di Mika sono anche il frutto di un viaggio attraverso le proprie vicende personali e familiari, ricostruite anche attraverso un percorso a ritroso nel tempo. “Da subito dopo la mia nascita – ha commentato la voce inglese, di origini libanesi – mia mamma ha cominciato a chiamarmi Mika e così è stato sempre, fino ad oggi. Ho odiato il mio nome perché è lo stesso di mio padre, che è sempre stato presente per me ma allo stesso tempo è qualcuno a cui non ho voluto assomigliare. Avevo bisogno di fare pace con questo nome e venire a patti con la distanza che ho creato tra Michael e Mika. Sono anche andato alla ricerca delle radici della famiglia di mio padre, guidando da Miami fino a Savannah, in Georgia, per liberarmi di tante cose”.
Per dedicarsi interamente alla sua musica, Mika ha anche deciso di prendere le distanze dal mondo della televisione, frequentato per molti anni sia in Italia che all’estero.
“Parlare davanti alla gente in televisione – ha detto Mika – mi ha liberato tantissimo. Per sei anni ho partecipato a The Voice in Francia e ho smesso solo adesso per concentrarmi sulla musica. ‘Casa Mika’ (il programma andato in onda sulla Rai) è stato diverso perché era un progetto romantico. Da tutte queste esperienze ho imparato ad esprimermi senza timore delle conseguenze e a prendermi le responsabilità. Non sono cresciuto nella disciplina della TV e avevo pura di diventare troppo ripetitivo. Ho un progetto per tornare in televisione, ma, quando sarà, vorrei essere in compagnia di qualcuno di cui non voglio dire nulla per ora”.
Anticipato da ben cinque singoli, usciti tra la scorsa estate e le ultime settimane, l’album sarà anche il protagonista di un nuovo tour italiano nei palazzetti, al via il 24 novembre da Torino con il titolo di ‘Revelation Tour’. “Sarà uno degli show più importanti della mia carriera fino ad oggi – ha commentato Mika – con una formula diversa rispetto agli spettacoli che farò altrove. Ho scelto di cercare un rapporto più diretto e ‘bruciante’ con il pubblico, esattamente quello che non si può avere in televisione. Ci sarà una scenografia che racconta la mia vita e anche un ‘piano magico’ che farà cose incredibili.
Alla fine del concerto, se sarò riuscito a cantare anche un brano nel silenzio generale e senza musica, potrò dire che sarà stato un successo”.

Giornate Fai d’autunno dedicate Infinito12 e 13/10, 700 beni aperti e 140 percorsi, pensando ‘gree

03 ottobre 201915:35

– Dai luoghi di Giacomo Leopardi, come il Colle dell’Infinito a Recanati, la tomba a Napoli e la Chiesa di Sant’Onofrio a Roma dove si recò in visita, alle sedi della Spada e della bilancia, ovvero Legge e Giustizia, a Roma, con la Corte di Cassazione al Palazzaccio o la Caserma dei Corazzieri al Quirinale. Ma anche l’Headquarter Coima a Milano o i fari della Sardegna, la preziosa collezione di Palazzo Dolfin Manin a Venezia e la BoCs Art di Cosenza.
Sono i 700 luoghi e 140 itinerari in 260 città ‘svelati’ dalle Giornate Fai d’autunno, che tornano, dedicate proprio ai 200 anni dalla composizione dell’Infinito, il 12 e 13/10 a sostegno della campagna di raccolta fondi Ricordati di salvare l’Italia.
Un’edizione, spiega il presidente del Fondo, Andrea Carandini, ”organizzata dalle Delegazioni Giovani”. E che, dice il vicepresidente Marco Magnifico, ”tra riduzioni delle emissioni di Co2” e riscaldamenti eco sposa in pieno ”il tema della sostenibilità, una delle più grandi sfide cui è chiamata l’umanità”

Leonardo superstar all’Accademia Lincei5 esposizioni, eventi e convegni. Pezzo forte Gioconda Torlonia

03 ottobre 201915:43

– Sebbene non sia certo il capolavoro custodito al Louvre, la Gioconda Torlonia, uno dei “pezzi forti” della mostra “Leonardo a Roma. Influenze ed eredità”, dal 4 ottobre al 12 gennaio a Villa Farnesina, farà senz’altro discutere. Esposta dopo anni, in seguito al restauro la tela sembrerebbe infatti essere stata realizzata nella bottega di Leonardo, con un possibile intervento del maestro. E’ l’ipotesi sollevata da Roberto Antonelli e Antonio Forcellino, curatori della mostra organizzata da Accademia dei Lincei e Fondazione Primoli e dedicata agli anni in cui l’artista soggiornò a Roma.
Nel percorso sono presenti altri lavori restaurati: il San Giovanni Battista, La Gioconda Nuda e il Salvator Mundi della Basilica di San Domenico Maggiore di Napoli. In programma, oltre a convegni e lezioni, anche altre 4 mostre: “Leonardo in traduzione: dalla Gioconda di Calamatta all’attività editoriale dei Lincei”, la riproduzione della “Bottega di Leonardo”, “Leonardo, una mostra impossibile” e “Leonardo e i suoi libri”.

In mostra moda e lusso a GenovaRitratti e pizzo protagonisti a Invito a Palazzo a Banca Carige

GENOVA03 ottobre 201915:45

– Ritratti dipinti dai maggiori pittori liguri dell’epoca, molti provenienti da collezioni private, e rari esemplari di pizzo genovese, raccontano la moda e i vezzi di dame e gentiluomini a Genova nel Seicento. Banca Carige in occasione di “Invito a Palazzo” – l’iniziativa promossa dall’Abi, che per un giorno apre al pubblico le sedi e i tesori delle banche italiane – apre la propria pinacoteca e presenta la mostra “Sul filo del lusso nel Secolo dei genovesi”.
Un percorso che punta lo sguardo su come si vestivano, dentro e fuori le mura della città, aristocratici e borghesia della Superba, visti attraverso le opere di famosi ritrattisti liguri di Seicento e Settecento, da Bernardo Strozzi a Luciano Borzone, il Mulinaretto, Domenico Parodi e altri, con rari documenti di archivio che raccontano compravendite di pizzi e stoffe con tanto di scampoli. Seguendo appunto il “filo” del pizzo, che la Repubblica di Genova avrebbe iniziato a produrre prima di altri.

Comunale di Bologna investe sul futuroPresenta la stagione, progetto su Borgia con Abbagnato

BOLOGNA03 ottobre 201916:06

– Con il bilancio in pareggio per il quarto anno consecutivo, il Teatro Comunale di Bologna finalmente sta bene e proprio il 2 ottobre il Fus ha riconosciuto alla Fondazione di Piazza Verdi un incremento nei contributi: “Possiamo parlare di investimenti e di futuro e non più di risanamento – ha detto il sovrintendente Fulvio Macciardi nell’annunciare i nuovi cartelloni di opera e balletto del teatro. Per il secondo anno consecutivo, dunque, alla già annunciata stagione operistica se ne affiancherà una di danza con 4 appuntamenti che vedranno il debutto in prima assoluta proprio a Bologna di un progetto dedicato a Lucrezia Borgia, a 500 anni dalla morte, con protagonista Eleonora Abbagnato, commissionato al coreografo Giuliano Peparini (4 e 5 marzo). E poi il ritorno dopo 15 anni del Corpo di ballo del Teatro alla Scala che porterà la romanticissima Giselle (29 e 30 maggio), il galà internazionale Les Etoiles a settembre e in chiusura (9 e 10 ottobre) un classico di Maurice Bejart, Le Presbytère.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Auditel Censis, in casa 112 mln device
Over 65 sempre più ‘digitali’. Smartphone superano tv

03 ottobre 201916:12

– La forte spinta dei minori all’acquisizione e al consumo di media; gli over 65 sempre più vicini alle nuove tecnologie e la forte digitalizzazione delle famiglie straniere sono fra gli elementi che emergono dal secondo rapporto Auditel- Censis ‘Tra anziani digitali e stranieri iperconnessi, l’Italia in marcia verso la Smart tv’, presentato in sala Aldo Moro a Montecitorio. La ricerca, aggiornata sette volte l’anno, è basata sulle interviste nelle loro case a oltre 20.000 famiglie per un totale che supera i 41.000 individui. Stando ai numeri complessivamente nel 2018 nelle case degli italiani ci sono 111 milioni e 800.000 device, cresciuti dello 0,5% rispetto al 2017. Gli smartphone (43 milioni e 600.000) per la prima volta hanno superato i televisori, (42 milioni e 300.000). Pc fissi e portatili collegati a internet calano lievemente (-1,6%); più sostanziosa la diminuzione dei tablet (-4,9%), mentre c’è un boom delle Smart tv (+20,6%) cioè gli schermi televisivi collegati ad internet.

Ambra-Pastorelli Brave ragazze da rapinaDal 10 ottobre in 300 copie il film della Andreozzi

03 ottobre 201916:30

– Anni Ottanta, Gaeta. Quattro donne, dalle vite più o meno complicate, decidono di fare una rapina in banca, ma vestite da uomini. L’idea è semplice: chi mai potrebbe pensare a delle donne rapinatrici? E’ la commedia action tutta femminile ‘Brave ragazze’ di Michela Andreozzi (Nove lune e mezzo) dal 10 ottobre in 300 copie da Vision.
Nelle vesti delle quattro rapinatrici improvvisate: Anna (Ambra Angiolini), ragazza madre, due figli da mantenere e nessun lavoro stabile; Maria (Serena Rossi), timida devota alla Vergine, vittima di un marito geloso e iper-violento e, infine, Chicca (Ilenia Pastorelli) e Caterina (Silvia D’Amico), sorelle di indole opposta che sognano un futuro migliore.
Nel cast Luca Argentero, Stefania Sandrelli e Max Tortora.
L’ispirazione è una storia vera. “C’era l’urgenza, il tema sociale, il travestimento e l’azione, la paura e il dubbio, c’erano l’inadeguatezza e la riscossa, la commedia e il dramma, la donna di ieri che è ancora – purtroppo – quella di oggi”, ha detto la regista

In arrivo Ghost il MusicalShow made in Italy in tour da gennaio. Ora tiene banco a Madrid

MADRID03 ottobre 201919:46

Arriverà a fine gennaio nei teatri italiani “Ghost il musical”, pronto a commuovere schiere di cuori teneri come fecero Patrick Swayze e Demi Moore nel 1990 nel celebre film che ha sbancato i botteghini di tutto il mondo. La trasposizione di quella pellicola cult, una produzione tutta italiana della Show Bees di Gianmario Longoni in collaborazione con Colin Ingram e Hello Entertainment, si basa sul libretto di Bruce Joel Rubin, l’autore della sceneggiatura originale del film che ha curato l’adattamento per il palcoscenico, con una colonna sonora piena di ritmo firmata da due grandi nomi della musica, l’ex Eurythmics Dave Stewart e Glen Ballard, tra gli autori di Alanis Morrisette. A guidare gli attori-cantanti e i ballerini nelle due ore a ritmo serrato è Federico Bellone, giovane regista che ha diretto altri musical premiati dal pubblico come Mary Poppins, Dirty Dancing, The Bodyguard, A qualcuno piace caldo. Lo show con un cast spagnolo, in coproduzione con Letsgo, ha debuttato a Madrid conquistando gli spettatori. La favola d’amore di Molly e Sam, che dopo la morte violenta continua a comunicare con la ragazza grazie alla medium truffatrice Oda Mae (nel film la pirotecnica Whoopy Goldberg), l’ unica a dialogare con il fantasma del giovane, sul palcoscenico funziona e coinvolge. Al merito indiscusso della trama scandita nei momenti più intensi dal celebre brano “Unchained melody”, si aggiungono la musiche originali che alternano il pop-rock alla energia trascinante del soul nelle scene in cui primeggia la sensitiva, ma soprattutto gli effetti speciali, con il fantasma di Sam e degli altri personaggi che prendono forma entrando e uscendo dai corpi o passando attraverso le porte. Qui si vede la mano brillante di Paolo Carta, illusionista esperto che sorprende lo spettatore più che con la tecnologia con “trucchi” da vecchio artigiano dell’ inganno. Tra il pubblico che ha gremito la prima madrilena al Teatro Gran Via c’ erano anche i tre giovani del cast italiano dello spettacolo che dopo il debutto a Bologna il 26 e 27 gennaio, sarà al Sistina di Roma dal 28 gennaio al 9 febbraio, al Teatro degli Arcimboldi di Milano dall’ 11 febbraio al 1 marzo e poi in tour in una ventina di altre città. Sam sarà Mirko Ranù, 32 anni di Roma; Molly avrà il volto di Giulia Sol, bergamasca di 23 anni; Gloria Enchill, ventisettenne piacentina di genitori ghanesi, sarà Oda Mae. “E’ una storia più attuale che mai – ha detto il regista -. Con questo romantico thriller vorremmo che lo spettatore potesse stringere la mano della persona a cui tiene, per non perdere l’occasione di dirle ti amo perché i treni della vita passano una sola volta e non si può tornare indietro”. L’ aspetto più impegnativo sono stati proprio gli effetti speciali. “Abbiamo pescato dalla storia della magia – ha spiegato Bellone – i princìpi che ci erano necessari e li abbiamo trasformati in 21 nuove illusioni mai presentate prima in palcoscenico. Metterle insieme con i continui cambi di scena è stato molto difficile”. Gianmario Longoni ricorda che Ghost si lega al precedente successo riscosso con il musical “Dirty Dancing”, prodotto per l’ Italia e portato anche in Spagna e Messico. Lo show comporta un impegno importante, che si aggira sul milione di euro solo per arrivare al debutto. Il produttore ha colto l’ occasione della “contemporanea” spagnola – in cartellone fino a maggio – per mettere in luce le difficoltà del panorama teatrale italiano. “Uno spettacolo del genere a Madrid resta un anno, a Milano un mese, a Roma due settimane – osserva -. La gente qui in Spagna si diverte e va a teatro come al cinema, nonostante i biglietti costino dal 30 al 50 per cento in più rispetto all’ Italia. Molto dipende dall’ attitudine del pubblico ma da noi gli spettacoli di intrattenimento che ricevono finanziamenti pubblici spesso portano ad avere meno attenzione per gli spettatori”.

StoryRiders, vincitori racconti breviNel Cilento,tra premiati napoletano e comasco

03 ottobre 201916:43

– Assegnati anche quest’anno i premi di Story Riders, il concorso letterario di racconti non oltre le 5.000 battute, giunto alla quinta edizione e organizzato a Torchiara (Salerno).
Il vincitore è il 49/enne di Pozzuoli (Napoli), informatico, Gianluca Papadia, di cui sta per uscire un libro anche con il testo che ha vinto ‘La crociera’. Premiati inoltre Fabrizio Sani, uno studente universitario romano di 25 anni, Cristiano Fabris, 47 anni, residente a Milano fino a 5 anni fa quando decise di vivere in un camper e raccontare le sue storie di vita itinerante e Anna Pasquini, 45 anni, romana, segretaria, per hobby autrice di racconti. Per la sezione foto, il premio è andato ad un pensionato comasco di 63 anni, Agostino Scarabelli per una scatto fatto proprio mentre era in vacanza nel Cilento.

Cucchi, la battaglia di Ilaria e AnselmoNe ‘Il Coraggio e l’Amore’ in libreria il 22 ottobre

03 ottobre 201918:09

– Ilaria Cucchi e l’avvocato Fabio Anselmo raccontano ‘Il Coraggio e l’Amore’ che ci sono voluti per arrivare alla verità sulla morte di Stefano Cucchi, avvenuta il 22 ottobre 2009 mentre era in stato di arresto per detenzione di stupefacenti, in un libro in presa diretta che uscirà il 22 ottobre per Rizzoli. Una battaglia giudiziaria, durata dieci anni, che viene ripercorsa a voci alternate dalla sorella di Stefano e dal legale di famiglia, oggi compagni di vita, in ogni singolo momento del durissimo percorso in cui si sono dovuti districare, tra trappole e ingiurie. “Dopo dieci anni di menzogne e depistaggi in quest’aula è entrata la verità raccontata dalla viva voce di chi era presente quel giorno. Sentivo il carabiniere Tedesco descrivere come è stato ucciso mio fratello e il mio sguardo cercava quello dei miei genitori che ascoltavano raccontare come è stato ucciso il loro figlio. È stato devastante, ma a questo punto quanto accaduto a Stefano non si potrà mai più negare” afferma Ilaria Cucchi.

Le foto celebrano il 1969 rockOltre 50 immagini di Amalie Rothschild in esposizione a Firenze

FIRENZE03 ottobre 201918:27

– Dal festival di Woodstock con Jimi Hendrix, Janis Joplin, Santana e gli Who, fino al tour di Bob Dylan, passando per il Newport Festival, il festival dell’Isola di Wight e il live dei Rolling Stones a New York: Amalie Rothschild, che allora faceva parte dello staff di Woodstock, ha fotografato alcuni dei più importanti appuntamenti musicali rock degli anni Settanta. Ora una cinquantina di quelle foto, alcune inedite per l’Italia, sono in mostra a Firenze, nello spazio espositivo Carlo Azeglio Campi, dal 3 al 29 ottobre. La rassegna vuole essere un omaggio ai 50 anni di Woodstock, che si svolse dal 15 al 18 agosto 1969 a Bethel, ma celebra anche altri appuntamenti musicali di quell’anno. La prima sala ospita una ventina di fotografie-testimonianze del festival con immagini del prima, durante e dopo. La seconda, chiamata ‘Altri eventi’, mostra foto scattate al festival di Newport, quello dell’Isola di Wight con gli Who e Bob Dylan, al live dei Rolling Stones, in cui compaiono Tina Turner e Janis Joplin

Maschere sonore a museo Marini a FirenzeMostra-installazione Avital fa dialogare artigiani e tecnologia

FIRENZE03 ottobre 201919:14

– Una mostra-installazione multisensoriale che mette in dialogo maestranze artigianali e nuove tecnologie: è quanto propone ‘Nephilìm – una moltitudine di maschere sonore’ dell’artista e compositore israeliano Yuval Avital, allestita nel museo Marino Marini di Firenze. Il percorso espositivo, una sorta di viaggio onirico aperto al pubblico dal 5 ottobre al 30 dicembre, si snoda interamente all’interno della cripta sotterranea nella quale sono state posizionate 60 maschere, ideate da Avital e realizzate da 24 maestri artigiani toscani con materiali come cuoio, pelle, cartapesta, piume, bronzo, vetro, ceramica, legno. La bocca delle maschere, inoltre, funge da altoparlante che emette un suono arcaico registrato da Avital e dagli artigiani.

Una cena 699 euro, bufera alla FossManager fa pagare a ente in crisi. Dopo richiesta restituisce

PALERMO03 ottobre 201920:19

– Il direttore amministrativo della Fondazione orchestra sinfonica siciliana, Massimo Provenza, ha messo in nota spese per l’ente un conto pagato in un ristorante romano di 699 euro. Oltre al cibo prelibato ha pagato tre bottiglie di vino 156 euro e tre bicchieri di distillato 15 euro l’uno. Il manager, che guadagna circa 3300 euro al mese, si è auto liquidato la somma con un ordine di pagamento firmato anche dal sovrintendente Antonio Marcellino e dal presidente Stefano Santoro protocollato l’11 settembre scorso. Qualcuno dalla Regione siciliana, che deve controllare la fondazione, ha fatto notare la fattura pesante – peraltro in un ente che non naviga nell’oro e che ha dovuto ricorrere a un prestito della Regione per coprire il buco di 7 mln – a Santoro. Il presidente ha disposto il rimborso della somma da parte di Provenza che è già avvenuto attraverso bonifico.

Salvatores, un viaggio per amare la diversitàL’autismo e l’essere padri in Tutto il mio folle amore, da 24/10

03 ottobre 201909:39

– “Visto da vicino, nessuno è normale. E si può scoprire che è possibile riuscire ad amare anche chi è diverso da noi. A patto di non aver paura di questa diversità”, ha detto Gabriele Salvatores parlando di ‘Tutto il mio folle amore’, già fuori concorso a Venezia 76 e ora in sala con 01 dal 24 ottobre.Tratto liberamente dal romanzo di Fulvio Ervas ‘Se ti abbraccio non aver paura’ (Marcos Y Marcos), il film, sceneggiato con Umberto Contarello e Sara Mosetti, racconta di Vincent (interpretato dal talentuoso esordiente Giulio Pranno), un ragazzo affetto da autismo, e del padre che non vede da 16 anni e non sa neppure della sua condizione. Sono passati sedici anni non facili per nessuno: né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena (Valeria Golino) e per il suo compagno Mario (Diego Abatantuono), che lo ha adottato. Willi (Claudio Santamaria), che voleva fare il cantante, è il padre naturale del ragazzo e trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava.”L’autismo è una delle caratteristiche di questo ragazzo, ma non è un film sull’autismo, piuttosto sugli incontri tra padri e figli, crescita e miglioramento per tutti”, ha detto Valeria Golino che curiosamente si ritrova in un film sul tema a distanza di molti anni da Rain Man che aveva girato in America con Tom Cruise e Dustin Hoffman nel 1988. “Trent’anni fa non se ne parlava affatto, ora sono altri tempi, abbiamo molta più consapevolezza e molti meno pregiudizi, anche se tanti persistono”, ha aggiunto. Di lato c’è un tema ricorrente nei film del premio Oscar Salvatores: “Il viaggio, quello esteriore e quello interiore”. E al centro il tema della paternità, anzi delle paternità, “racconto due modi di essere padri, l’istintivo Willi-Santamaria che agisce di pancia, non sa niente di suo figlio, dei problemi che ha, e il razionale Mario-Abatantuono, un orsone che si prende responsabilità non sue e adotta il ragazzo. La mancanza dei padri è uno dei grandi problemi, padri – ha sottolineato Salvatores – che diventano amici dei figli invece di essere i loro padri”. Claudio Santamaria (l’altro padre) racconta la bellezza della figura del suo personaggio che, proprio perché non conosce il figlio, lo tratta alla pari e senza falso pietismo, “per scoprire poi alla fine del viaggio tutto il folle amore per il ragazzo. Del resto padri non si nasce, si impara ad esserlo”.Giulio Pranno, al debutto, è andato in America a conoscere il vero Andrea Antonello, il giovane autistico del libro di Ervas: “Mi ha aperto gli occhi, io non dovevo esserne una copia, né una macchietta, ma vederlo, capire il suo magnetismo, la sua persona coraggiosa, briosa è stato decisivo”.

Massimiliano Bruno gira il nuovo filmCon Alessandro Gassmann, Giallini, Tognazzi, Leo, Buccirosso

02 ottobre 201915:52

– I criminali da ridere di Massimiliano Bruno tornano con una nuova avventura. Dopo il successo di Non ci resta che il crimine, sono appena partite le riprese (fra Roma e Napoli) della commedia ‘Ritorno al crimine’ con Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gian Marco Tognazzi, Carlo Buccirosso, Giulia Bevilacqua. Per inseguire una donna che scappa possono esserci varie ragioni, o è la donna della vita oppure è una che ha trafugato un sacco di soldi. E così Sebastiano (Gassmann), Moreno (Giallini), Giuseppe (Tognazzi) e Gianfranco (Bruno) si ritrovano a Montecarlo sulle tracce della dirompente ragazza che aveva rapito il cuore di uno e i soldi di tutti. Ma nel frattempo la vita va avanti e prende strade inaspettate, e i quattro amici dovranno fare i conti con un marito, Ranieri (Buccirosso) spregiudicato mercante d’arte, un boss Renatino (Leo) e intenzioni tutt’altro che pacifiche.
Una produzione Italian International Film – società di Lucisano Media Group – con Rai Cinema.

Su Netflix L’uomo senza gravitàUscita evento e poi piattaforma per film con Elio Germano

03 ottobre 201913:59

– L’esordio al cinema di Marco Bonfanti con L’Uomo senza Gravità con protagonisti Elio Germano, Michela Cescon, Elena Cotta, Silvia D’Amico, andrà su Netflix a partire dall’1 Novembre, preceduto da una uscita evento in sala il 21, 22 e 23 ottobre, distribuito da Fandango. La storia ruota intorno ad Oscar (Elio Germano) che viene alla luce in una notte tempestosa, nell’ospedale di un piccolo paese e da subito si capisce che c’è qualcosa di straordinario in lui: non obbedisce alla legge di gravità. Fluttua in aria, si libra nella stanza più leggero di un palloncino. “La storia di Oscar, un uomo affetto da “leggerezza”, – dichiara il regista Marco Bonfanti – racconta la difficoltà di essere puri, ingenui e leggeri (in tutti i sensi) in un mondo opaco votato alla pesantezza. Una vicenda in equilibrio tra fiaba e realtà”.

Tv: Netflix e Mediaset è pronta l’alleanza, VarietySette film in coproduzione. Annuncio martedì a Roma

03 ottobre 201919:44

La coproduzione di sette film Netflix e Mediaset è alla base di un grande accordo, che potrebbe essere il più vasto, relativamente all’Italia, del gigante dello streaming nel nostro paese. Lo anticipa Variety svelando che Il Ceo di Netflix Reed Hastings annuncerà ufficialmente i titoli e i dettagli dell’alleanza pluriennale in occasione di un evento a Roma martedì 8 ottobre. Nessun altro dettaglio trapela al momento. Durante la presentazione dei palinsesti a Santa Margherita Ligure a luglio, l’amministratore delegato di Mediaset Piersilvio Berlusconi aveva dichiarato di essere in trattative avanzate per la coproduzione di contenuti con Netflix. E, a quanto scrive Variety, il patto è fatto. Come esempio del rapporto di collaborazione già in atto c’è la terza stagione di Stranger Things su Italia 1.I due gruppi non commentano le indiscrezioni di stampa. A luglio Pier Silvio Berlusconi aveva preannunciato che “con Netflix e Amazon abbiamo conversazioni e un buon rapporto”. In particolare, “non vediamo Netflix come un nemico” aveva ribadito, anche perche’ “il loro modello di business non e’ basato sulla pubblicita’” e poi perche’ “la tv generalista non morira’ mai”. Coproduzioni in vista? “Ci piacerebbe” si era limitato a rispondere. Si tratterebbe di una partnership come quelle che Netflix ha con altri grandi broadcaster dei paesi in cui e’ attiva: il colosso dello streaming potrebbe partecipare alla produzione di titoli Mediaset in cambio del lancio in anteprima, per un periodo di tempo determinato.

I capitelli marciani visti da M. CicognaCopertina Imitatio Vitae disegnata da Alessandro Michele (Gucci)

03 ottobre 201913:58

– Imitatio Vitae è il titolo del libro d’arte dedicato agli antichi capitelli marciani del veneziano Palazzo Ducale, scritto da Marina Cicogna, e presentato nella Biblioteca Angelica a Roma assieme a Gucci. Nel progetto editoriale confluiscono infatti la passione di Alessandro Michele (ha disegnato la copertina e collaborato al libro) per l’antico e l’incontro con la produttrice cinematografica, sceneggiatrice e fotografa. I capitelli marciani sono capolavori del Gotico Italiano che fino alla fine dell’Ottocento hanno decorato i colonnati del portico e del loggiato e che, sottratti allora alle ingiurie del tempo, smontati, riposti e obliati per oltre un secolo in qualche segreto interno del Palazzo veneziano, sono protagonisti delle immagini del libro: foto d’archivio Cameraphoto Arte scelte dall’autrice e scatti da lei stessa realizzati, che raccontano le opere nel volume concepito con la direzione artistico-creativa di Alessandro Michele e prodotto da Gucci in collaborazione con la casa editrice Marsilio.
I grandi capitelli di Palazzo Ducale, che il critico d’arte inglese John Ruskin descriveva come “un corso di storia sacra e naturale” nel suo celebre trattato “The Stones of Venice” del 1851, e proprio perché “potevano essere letti come le pagine di un libro da coloro che abitualmente passeggiavano all’ombra delle arcate”, portano indietro nel tempo, offrendo spaccati diversi della quotidianità trecentesca, tra colture dei campi e pratiche artigianali, cesti di frutta e animali, putti e scene d’amore, rapporti coniugali e gruppi di famiglia, cosmologia e case astrologiche. Realizzati da anonimi straordinari maestri, i bassorilievi paiono sollevarsi e proiettarsi verso di noi, eternamente emozionanti, reificando un passato lontano, che appare tuttavia vivace, avvincente, minuziosamente descritto e a noi vicini.
Nel libro i contributi di alcuni protagonisti del cinema e della cultura, come Marina Abramovic, Liliana Cavani, Ginevra Elkann, Rupert Everett, Pierfrancesco Favino, Dante Ferretti, Diane von Füstenberg, Valeria Golino, Salma Hayek, Jeremy Irons, Dacia Maraini, Giuseppe Tornatore, Valentino, Ornella Vanoni, Lina Wertmuller.

Joker punta all’Oscar, ma è allerta negli UsaIl film Leone d’oro con Joaquin Phoenix esce tra le polemiche

02 ottobre 201910:03

– Una risata incontrollabile e dolorosa, riflesso di una malattia mentale e di un disagio emotivo, tenuti ai margini, che nessuno vuole vedere. E’ uno dei segni con i quali Joaquin Phoenix connota la sua straordinaria interpretazione in Joker di Todd Phillips, intensa rilettura in chiave sociale della storia delle origini del ‘supercattivo’ nemico di Batman, nato sui fumetti Dc Comics. Il film, che all’ultima Mostra del Cinema di Venezia ha conquistato il Leone d’oro, arriva nelle sale italiane il 3 ottobre in 800 copie con Warner Bros. Il giorno dopo (anteprime a parte) debutta negli Usa, dove è stato investito negli ultimi giorni da furiose polemiche. Il dibattito è nato dopo i rilievi di qualche critico, secondo cui Joker offrirebbe un ritratto troppo benevolo del protagonista, risultando, per alcuni, addirittura, un implicito incitamento alla violenza. Le controversie hanno acquistato attenzione dopo che cinque famiglie delle vittime di Aurora (la strage del 2012 compiuta dall’allora 24enne James Holmes in un multiplex durante una proiezione de Il cavaliere oscuro – Il ritorno, terzo capitolo della trilogia su Batman di Christopher Nolan), in una lettera al’ad della Warner, Ann Sarnoff, avevano espresso preoccupazioni legate al film, chiedendo alla major di compiere azioni concrete per contribuire a “costruire comunità più sicure e con meno pistole”.La Warner ha risposto prontamente che “né il personaggio di finzione Joker, né il film sono un endorsement a qualunque tipo di violenza del mondo reale”. Intanto però il cinema di Aurora in Colorado, teatro della strage del 2012, ha annunciato che non proietterà il film e alcune grandi catene di sale vieteranno l’ingresso a chi si presenterà a vedere Joker, truccato, con la maschera, o con il costume del personaggio. Inoltre l’esercito Usa, pur non avendo notizie di minacce reali, come ha confermato l’Fbi, ma basandosi su alcuni post in una chat sul dark web (la parte più nascosta di internet), ha emanato un bollettino nel quale avverte gli uomini in servizio sul rischio nei cinema di possibili eventi violenti legati al film. Per lo stesso motivo, in particolare, la polizia di New York e quella di Los Angeles, prevedono, scrive Hollywood Reporter, un dispiegamento di agenti nelle sale.
Il clamore, comunque, non sembra scoraggiare il pubblico, visto che sulla base delle prevendite, Joker nel primo weekend si avvierebbe ad incassare oltre 80 milioni di dollari. Sembra invece più difficile il percorso del film agli Oscar, nonostante la prova eccelsa di Phoenix, che mescola rabbia e fragilità, riflessa anche da un corpo magrissimo.Joker mette in scena la cronaca del viaggio verso la perdita di controllo che compie Arthur Fleck, 40enne affetto da problemi psichiatrici, che in una Gotham City, sporca, violenta e indifferente, lavora come ‘uomo sandwich’ vestito da clown. Arthur, che ancora vive con una madre dai molti segreti (Frances Conroy), sogna di diventare un grande comico, come il suo idolo, conduttore di un famoso talk show, Murray Franklin, interpretato da Robert De Niro, che in un gioco di metacinema impersona un ruolo molto vicino a quello di Jerry Lewis in Re Per una notte. Fleck vorrebbe amore e successo, ma rimedia ingiustizie, rifiuti e umiliazioni, fino a quando lo squilibrio lo porta a ‘perdersi’ nella sua maschera e nella violenza. Todd Phillips si libera dagli stereotipi del genere, mescolando omaggio al cinema (da Chaplin a Scorsese) dramma sociale, thriller metropolitano e un tocco di commedia nerissima. “Non so perché le persone siano turbate dal fatto che qui la violenza abbia conseguenze come nel mondo reale, io sarei molto più turbato se non ci fossero state. In quel caso sarebbe stata una vera glorificazione della violenza” ha spiegato il regista all’Abc. Mentre per Joaquin Phoenix il film, pur nella ricerca del massimo realismo, “mantiene alcuni elementi del mito di Batman e del suo mondo. Ho trovato fosse un modo brillante di raccontare questa storia”.

Nesi, nuovo libro tra nostalgia e socialEsce ‘La mia ombra è tua’ per La nave di Teseo

02 ottobre 201909:57

– EDOARDO NESI, LA MIA OMBRA E’ TUA (LA NAVE DI TESEO, PP. 263, EURO 18). Uno scrittore, Vittorio Vezzosi, che vive del successo planetario avuto con l’unico romanzo che ha scritto ‘I lupi dentro’ e un brillante giovane laureato in lettere antiche, Emiliano De Vito, che dovrebbe aiutarlo a scrivere il secondo romanzo che l’editore aspetta da oltre vent’anni. Si gioca, con accenti tra il comico e l’epico, sul rapporto tra questi due personaggi il viaggio che ci fa compiere Edoardo Nesi nel suo nuovo romanzo ‘La mia ombra è tua’ che arriva in libreria per La Nave di Teseo.
“Non si vergogna neanche un po’ a essere ricco e adorato solo perché ha scritto un romanzo, un romanzo solo, quasi venticinque anni fa?” dice Emiliano, ribattezzato Zapata, al Vezzosi nei primi tempi ruvido e antipatico con il giovane studioso di 22 anni che lo considera una sorta di Mister Magoo e che senza esitazioni gli dice subito: “Io non la capisco, la nostalgia.
Anzi, mi fa schifo, la nostalgia”. E qui entra in scena il confronto fra generazioni, tra quelli che posso permettersi di essere nostalgici, di pensare a un’Italia che non c’è più e quelli come Emiliano che devono correre “in questo mondo di merda che odia me e tutti quelli come me”. Con tocchi sapienti Nesi ci mette di fronte anche alle cose grottesche del nostro mondo letterario, alle vanità ma anche alla profondità, fino ai gesti estremi di tanti grandi della letteratura con un elenco di suicidi da Hemingway a Sylvia Plath a Virginia Woolf a David Foster Wallace.C’è la morte, ma c’e’ anche e soprattutto l’amore in questo romanzo che sa presentarci le diverse facce della realtà, del nostro vivere, con tanti riferimenti letterari a partire da Ovidio che accompagna il primo amore di Emiliano. Il giovane studioso non ha mai letto ‘I lupi dentro’ che potrebbe essere anche il titolo di una canzone della Bertè, dice. Così alla staticità e disperazione che avvolge all’inizio Vezzosi nella sua villa sperduta in Toscana, dove si è ritirato dal mondo, si contrappone, nella seconda parte del libro, l’inaspettato viaggio verso Milano dove lo scrittore ha deciso tra lo stupore di tenere un discorso che scatena imprevedibilmente i social scatenati nell’ascoltare in diretta il Vezzosi che fa i conti col suo e col nostro passato. Premio Strega 2011 con ‘Storia della mia gente’, Nesi, che viene da una famiglia di imprenditori, è stato deputato, è il traduttore italiano del romanzo di Wallace Infinite Jest, e tra l’altro ha scritto e diretto il film ‘Fughe da fermo’, si concede in ‘La mia ombra è tua’ anche qualche espressione nel suo toscano e spiazza il lettore dandogli nello spazio di 263 pagine sempre una nuova prospettiva da considerare. Quella che porterà anche il giovane Emiliano a dire, alla fine, a Vezzosi “sei una superstar”. E grande protagonista è l’amore e le donne come “la madre di tutte le milf” Milena, “una formidabile fica di 54 anni, libera e sicura, e si vestiva come le pareva e come s’era sempre vestita”. E ci sono anche Anita Ekberg e Marcello Mastroianni nella bellissima scena finale che chiude il libro che più che raccontato va scoperto e vissuto. E che in fondo è “il racconto di un giorno che vale una vita intera”.

De Niro, da dipendente causa da 12 mlnLo accusa di discriminazione di genere

NEW YORK03 ottobre 201920:25

– Guai giudiziari per Robert De Niro: l’attore due volte premio Oscar ha ricevuto una denuncia da 12 milioni di dollari per “discriminazione di genere”. Ad accusare l’ex “Toro Scatenato” e adesso protagonista dell’ultimo Martin Scorsese “The Irishman”, e’ Graham Chase Robinson, una veterana ed ex dipendente della sua Canal Production costretta a licenziarsi lo scorso aprile dalla posizione di vice presidente dopo esser stata ripetutamente al centro di minacce, insulti e avance non volute. Si tratta di messaggi sulla segreteria telefonica in cui la star di “Taxi Driver” la chiamava “troia” e “ragazza viziata”. Contatti fisici “indesiderati”, commenti e battute a sfondo sessuale. L’azione legale e’ la seconda che divide De Niro e la Robinson: L’attore le aveva chiesto 6 milioni di danni per aver sottratto soldi alla società con un’appropriazione indebita e anche guardando le serie Netflix durante l’orario di lavoro: vicenda diventata virale.

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Napoli rende omaggio a Nanni Loy
Davanti Accademia dove fu girata fucilazione ‘Quattro Giornate’

NAPOLI30 settembre 2019 03:26

– La città di Napoli rende omaggio al grande regista Nanni Loy intitolandogli lo slargo antistante l’Accademia di Belle Arti sul cui scalone monumentale fu girata la scena della fucilazione del marinaio nel film ‘Le Quattro Giornate di Napoli’. Una cerimonia che cade proprio in occasione delle celebrazioni che si stanno svolgendo in città per il 76/o anniversario delle Quattro Giornate, rivolta di popolo con cui i napoletani si liberarono dal nazifascismo. E in concomitanza l’Accademia di Belle Arti ha presentato una videoguida realizzata dagli studenti che, attraverso le pellicole di Loy, si propone di narrare uno stralcio della storia cittadina in un periodo storico che ha segnato per sempre la cultura napoletana e italiana. Le due iniziative si devono al Comune di Napoli e all’Accademia di Belle Arti ed hanno visto la partecipazione, tra gli altri, del sindaco Luigi de Magistris, del presidente dell’Accademia, Giulio Baffi, dei figli del regista, Guglielmo e Tommaso Loy, e di Lina Sastri.

Spielberg e Springsteen in LiguriaCrociera sullo yacht Seven Seas di oltre 70 metri

GENOVA30 settembre 201914:17

– Steven Spielberg è in vacanza in Liguria insieme con Bruce Springsteen. Il regista, con il suo cagnolino, e il cantante, che ha appena festeggiato i 70 anni ed è accompagnato dalla moglie Patti Scialfa, sono arrivati il 30 settembre all’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova a bordo di un jet privato, un Gulfstream G4. Dallo scalo genovese hanno raggiunto via mare lo yacht, il Seven Seas, di oltre 70 metri, che il regista tiene ancorato al molo Vecchio del Porto Antico di Genova e che la sera del 29 settembre era stato portato alla fonda davanti alla Fiera. Spielberg e il Boss sono saliti a bordo e sono partiti per una crociera di fine stagione.

3mila presenze a Bellaria Film FestivalA Vincenzo Cerami dedicato il Premio alla Carriera

BOLOGNA30 settembre 201919:15

– Si è chiusa con 3.000 presenze la 37/a edizione del Bellaria Film Festival diretto per il secondo anno consecutivo da Marcello Corvino. La kermesse ha visto in gara 22 documentari italiani e internazionali, selezionati tra 1.100 candidature.
A vincere il concorso ‘Bei Doc’ per i documentari di qualsiasi formato con durata massima 90 minuti ‘Qualcosa rimane’ di Francesco D’Ascenzo, di Termoli, mentre il ‘Bei Young Doc’ dedicato ai documentaristi under 30 ha visto primeggiare ‘Noi’ della romana Benedetta Valabrega. A ‘Qualcosa rimane’, anche il Premio Luis Bacalov scelto dal pubblico per premiare la migliore colonna sonora. I riconoscimenti sono stati assegnati dalla Giuria internazionale presieduta da Moni Ovadia. Il Premio alla carriera è stato dedicato a Vincenzo Cerami, morto nel 2013, candidato agli Oscar per la sceneggiatura di ‘La vita è bella’ di Roberto Benigni che ha ricordato l’amico e collega con un videomessaggio in esclusiva per il festival. A Nicola Piovani il premio ‘Una vita da film’.

Incassi: Pitt re 2 volte con Tarantino e Ad Astra C’era una Volta… a 9 milioni totali, Il Re Leone supera i 37

01 ottobre 201913:25

Se c’è un vincitore assoluto nel box office italiano di questa settimana, è il fascinoso Brad Pitt, che è protagonista sia del film di Quentin Tarantino ‘C’era una Volta… a Hollywood’ sia dello sci fi di James Gray ‘Ad Astra’, che occupano rispettivamente la prima e seconda posizione della top ten. Il film di Tarantino – ambientato nel 1969, quando ci fu la strage di Charles Manson in cui fu uccisa fra gli altri Sharon Tate, e in cui recita anche Leonardo DiCaprio – resta saldo al vertice del box office e, nonostante un calo del 53% e tanti film “debuttanti” nella top ten, incassa altri 2 milioni 154mila euro arrivando a superare i 9 milioni complessivi in due settimane. Al secondo posto, invece, Ad Astra esordisce con un incasso di 816mila euro. Terza piazza per Rambo – Last Blood (a 37 anni dal primo capitolo “First Blood”) che in 4 giorni mette via 727mila euro.Seguono un altro debuttante: Yesterday – diretto da Danny Boyle, il regista di Trainspotting, The Beach e The Millionaire e in cui recita anche Ed Sheeran – quarto con 472mila euro. Quinta Dora e la città perduta con 417mila. Scende dalla seconda alla sesta posizione Il Re Leone che incassa altri 352mila per un totale di oltre 37 milioni in 6 settimane.Settimo Shaun, vita da pecora – Farmageddon – Il film, che parte con 303mila euro, e ottavo Vivere di Francesca Archibugi, con 248mila euro. Chiudono la classifica Tutta un’altra vita al nono posto e il secondo capitolo di It, dall’omonimo romanzo di Stephen King e sequel del film del 2017, che tocca la cifra totale di 9 milioni 345mila euro in 4 settimane. Il botteghino, con un incasso totale di 6 milioni 646mila euro, segna questa settimana un calo del 28% rispetto a una settimana fa e un lieve aumento dell’1.92% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ecco di seguito la top ten distribuita dal Cinetel, che monitora l’85% circa delle sale italiane:1) C’era una Volta… a Hollywood
2) Ad Astra
3) Rambo – Last Blood
4) Yesterday
5) Dora e la città perduta
6) Il Re Leone
7) Shaun, vita da pecora – Farmageddon – Il film
8) Vivere
9) Tutta un’altra vita
10) It – Capitolo 2

Nuovo film Sydney Sibilia per Netflixal via riprese L’incredibile storia dell’isola delle rose

01 ottobre 201912:29

– Sono iniziate il 16 settembre le riprese del film L’Incredibile Storia dell’Isola delle Rose, diretto da Sydney Sibilia, sceneggiato dallo stesso regista con Francesca Manieri e tratto dalla storia vera di Giorgio Rosa e dello stato indipendente che fondò nel ’68 al largo di Rimini, fuori dalle acque territoriali, incarnando il sogno di una generazione. Dopo il successo della saga di Smetto quando voglio, Sibilia affronta una nuova sfida con un film evento realizzato grazie ad una co-produzione internazionale.
L’Incredibile Storia dell’Isola delle Rose è infatti un film Originale Netflix prodotto da Groenlandia. Per dieci settimane la troupe si sposterà da Roma a Malta, da Rimini a Bologna. Il protagonista Giorgio Rosa è Elio Germano, affiancato da Matilda De Angelis, Fabrizio Bentivoglio, Luca Zingaretti, François Cluzet (Quasi Amici), Thomas Wlaschiha (Game of Thrones, Rush), Leonardo Lidi, Alberto Astorri, Violetta Zironi.

Nomination Eufa per Paranza dei bambiniA scegliere saranno università 25 paesi. Annuncio il 5 dicembre

01 ottobre 201912:40

– La paranza dei bambini, di Claudio Giovannesi, è tra i 5 film nominati per l’European University Film Award (EUFA). Il premio è assegnato da una giuria composta da studenti universitari di tutta Europa. Sulla base delle liste di selezione Lungometraggi e Documentari EFA 2019 un comitato composto dal produttore Carlo Cresta-Dina (Italia), dal membro del Board EFA Joanna Szymańska (produttrice/Polonia) e, in rappresentanza dell’Università, da Dagmar Brunow (Linnaeus University, Svezia) ha deciso le seguenti nomination: AND THEN WE DANCED (Svezia, Georgia, Francia), di Levan Akin ; GOD EXISTS, HER NAME IS PETRUNIJA (Macedonia del Nord, Belgio, Slovenia, Francia, Croazia), di Teona Stugar Mitevska; LA PARANZA DEI BAMBINI (Italia), di Claudio Giovannesi; PORTRAIT OF A LADY ON FIRE (Francia) di Céline Sciamma; SYSTEM CRASHER (Germania) di Nora Fingscheidt. Il vincitore sarà annunciato il 5 dicembre e la premiazione avverrà il 6 alla vigilia della 32ma edizione degli European Film Awards il 7 a Berlino.

Torna Giallini-Schiavone,’sempre più malinconico e solo’Dal 2 ottobre la terza stagione su Rai2. L’attore, ‘Fumo per fumà…’

01 ottobre 201910:11

“In questa terza stagione Rocco Schiavone non è depresso, è malinconico, si sente abbandonato da tutti, anche dagli amici. Non è un personaggio allegro, non lo è mai stato, ma piace anche per questo. Non ci saranno grossi cambiamenti nella nuova serie, si stringerà il rapporto con il suo giovanissimo vicino di casa Gabriele, che cerca di proteggere”.Marco Giallini torna ad indossare il loden di Rocco Schiavone, anticonformista vicequestore nato dalla penna di Antonio Manzini (tutti i libri sono editi da Sellerio). La terza stagione, con la regia di Simone Spada, che andrà in onda, per quattro settimane, su Rai2 (e non su Rai1, come annunciato alla presentazione dei palinsesti, ndr) da mercoledì 2 ottobre alle 21.20,  presentata dal direttore di rete Carlo Freccero e dal responsabile di Rai Fiction Eleonora Andreatta, alla presenza del cast capitanato da Giallini. Una coproduzione Rai Fiction, Cross Productions e Beta Film, con il sostegno di Film Commission Vallée d’Aoste.Tra i protagonisti Isabella Ragonese, Ernesto D’Argenio, Claudia Vismara, Christian Ginepro, Valeria Solarino, Lorenza Indovina, Massimo Reale, Massimiliano Caprara, Anna Bellato e Francesco Aquaroli.”Schiavone – ha sottolineato il direttore di Rai Fiction Andreatta – è diventato un personaggio simbolo della serialità che Rai Fiction produce per Rai2. Il testimonial vincente di una linea editoriale innovativa, di rottura, rivolta ai pubblici più giovani e abituati a un linguaggio seriale moderno, spinto, trasgressivo, sporco, anticonvenzionale. Un personaggio vincente per la sua originalità controcorrente”.New entry Valeria Solarino nelle vesti di una giornalista che indaga sul passato del vicequestore ma anche su altre vicende: “Sono felice di far parte di questo gruppo, ho sempre seguito Rocco Schiavone, sono una sua fan e quando mi è stato proposto di interpretare questo ruolo ho accettato con entusiasmo. Mi ha colpito molto la qualità della scrittura, del racconto, mia madre conosceva i libri di Antonio Manzini ed era da tempo che mi suggeriva di leggerli, per fortuna ho avuto questa occasione e ne sono rimasta folgorata. Lavorare con Giallini è stato un privilegio come con tutto il resto del cast”. La Solarino la vedremo anche in Maledetti Amici Mie, il nuovo Programma super atteso su rai2 con tra Gli altri Giovanni Veronesi, Rocco Papaleo, Sergio Rubini, Margherita Buy e tanti altri.
Per Freccero, “le cose belle in televisione sono rare, 24 ore su 24 non si possono fare sempre cose belle, è una legge fisica.
Rocco Schiavone è notevole, descrive molto bene il mondo di oggi, senza ideologie. Rai Fiction è una delle strutture più efficienti della Rai”. Le polemiche per l’uso delle sigarette? Giallini: “Ma che volete da me? Io fumo per fuma’, come diceva mio padre. Non è una battuta, magari lo fosse, camperei di più.
Quando ero ragazzino, papà mi chiedeva spesso di andare a comprarle per lui talvolta mi confondevo con il tipo di sigarette. Mi faceva rifare 10 chilometri a piedi per quelle giuste. Oggi vanno di moda ‘ste cose che aspiri vapore ad acqua, è come fare un duello con le spade di gomma, ma dai…”.Il direttore di rete ribadisce che Schiavone è sempre stato per Rai2: “Per questo ho messo le repliche, non ho mai creduto allo spostamento. Rai1 è più inclusiva: Schiavone impone una scelta, è fatto appositamente per Rai2, così come la serie Volevo essere una rockstar”. In questa terza serie, rispetto alla seconda, spiega il regista Spada, “torna prepotentemente protagonista l’ambientazione tra le montagne innevate e non della Val D’Aosta, ingrediente a mio modo di vedere fondamentale per Rocco e stimolante per noi che siamo stati chiamati a creare il mondo in cui farlo muovere. Un ambiente freddo e apparentemente inospitale per un ‘romanaccio’ come Rocco, che però in questa terza serie sente e vive con maggiore abitudine”.
La storia assume tinte più scure, e Schiavone è sempre più solo.Lo scrittore Manzini, che ha firmato anche la sceneggiatura insieme a Maurizio Careddu, ha sottolineato:: “La solitudine è un leit motiv di Schiavone, ma anche dell’uomo moderno del 2000”. Lo scrittore tornerà in libreria con un nuovo romanzo su Schiavone a gennaio, ma il titolo è top secret.
Tutto riparte dal finale drammatico della stagione precedente. Rocco è in profonda crisi esistenziale per essere stato tradito da Caterina, l’unica persona a cui aveva aperto il suo cuore. Sembra essere stato abbandonato anche dai suoi amici, che ormai vedono in lui più la figura dello “sbirro” che quella dell’amico. Rocco però va avanti e continua a indagare sulle umane disgrazie che spesso coinvolgono gli ultimi, gli sconfitti. Preti che nascondono segreti, barboni che si azzuffano per una manciata di verdura marcia, lasciata sui marciapiedi del mercato, croupier che sul tavolo da gioco hanno abbandonato più di qualche fiche.
Giallini è tra gli attori più richiesti al cinema: ha terminato il film è ‘È per il tuo bene’, di Rolando Ravello e sta iniziato a girare la commedia di Massimiliano Bruno sequel di Non ci resta che il crimine. Ma non si ferma mai? “Per fa’ che?”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

‘Non è quanto vivi ma come vivi’, il saluto di Nadia Toffa alle ‘Iene’
Oggi nella prima puntata il video della giornalista scomparsa in agosto

01 ottobre 201909:04

“Quest’anno per noi niente sarà più come prima. Inizieremo con uno speciale ricordo alla nostra Nadia Toffa. Un video inedito di 20 minuti che ha voluto, scelto e pensato lei. Un ricordo commovente e intenso”. Lo annuncia ‘Le Iene’ sul proprio sito spiegando che oggi la nuova stagione si aprirà con il ricordo della giovane giornalista morta in agosto.

“La sorpresa è incontrare amici, vecchi, nuovi, persone care, parenti, colleghi che hanno lasciato un segno in questo ultimo anno tremendo, persone che contano davvero”. Queste – si spiega dalle Iene – sono le parole intense e commoventi che la nostra Nadia ha scelto per questo momento per noi, tutti noi.

“Non è il quanto vivi, ma come vivi. Io sto facendo il possibile per ritardare la mia morte. Vedremo quanto tempo avrò ancora, ma non credo molto”. Per noi – spiega la redazione – sarà un testamento di gioia, un abbraccio caldo dove ritrovarci per avere la forza di ricominciare consapevoli che niente sarà più come prima. Il video che è l’eredità di sorrisi, energia e determinazione con cui Nadia ha sempre vissuto andrà in onda martedì. Sarà sempre lei a salutarci in ogni puntata nella sigla finale che le dedicheremo.

Cremona Musica premia Accardo e BossoMusic Award anche ad Amnon Weinstein e ai violini dell’olocausto

CREMONA30 settembre 201910:54

– Salvatore Accardo, Ezio Bosso, Richard Stoltzman, Paco Peña e Amnon Weinstein hanno ricevuto il Cremona Music Award durante la manifestazione internazionale Cremona Musica. “Il mio pensiero è rivolto ai giovani che intraprendono questa strada” ha detto Accardo, cittadino onorario di Cremona dal 1986. Ad Ezio Bosso il Cremona Musica Award nella categoria “comunicazione” perché ‘con la sua passione e il suo carisma è stato in grado di portare la musica classica al grande pubblico’. Il clarinettista Richard Stoltzman si è aggiudicato il Cremona Musica Award nella categoria “fiati”. Stoltzman è stato il primo clarinettista classico a tenere recital in templi della musica come la Carnegie Hall e l’Hollywood Bowl. Uno spazio privilegiato è stato dedicato alla tradizione della chitarra flamenca con il chitarrista Paco Peña: Per la categoria “progetto” il premio è andato al liutaio israeliano Amnon Weinstein per il suo “Violins of Hope”, la toccante esposizione di strumenti appartenuti alle vittime dell’olocausto.

Uffizi: visita star, Minogue e KidmanPopstar e attrice australiane ammirano opere della Galleria

FIRENZE30 settembre 201913:39

– ‘Doppietta’ di stelle australiane in visita agli Uffizi nel fine settimana. Venerdì pomeriggio, riferisce il museo, si è presentata la popstar Kylie Minogue, per un tour completo della Galleria durato circa due ore. Sabato c’è stata invece l’attrice Nicole Kidman, arrivata in compagnia del marito, il cantautore country rock (anch’egli australiano) Keith Urban. Ad accogliere in Galleria le star, entrambe le volte, è stato il direttore degli Uffizi Eike Schmidt.

Liu Bolin in mostra alla BocconiSalvemini, l’uomo invisibile coglie simboli iconici di un Paese

30 settembre 201914:09

– L’uomo invisibile, Liu Bolin, si esibirà in una delle sue performance di fotografia mimetica all’Università Bocconi e una selezione delle sue opere saranno esposte al Campus universitario fino al 15 gennaio 2020 nell’ambito della mostra personale dell’artista “La Forma Profonda del Reale”, organizzata in collaborazione con MIA Photo Fair. “Liu Bolin riesce a cogliere i simboli più iconici dei diversi Paesi, interpretandoli con la sua originale poetica”, spiega Severino Salvemini, presidente del Comitato per l’arte contemporanea in Bocconi presentando l’evento, riservato alla comunità Bocconi e che rientra nell’ambito di BAG – Bocconi Art Gallery. Bolin fa ricorso alla matrice prospettica per creare immagini come quelle della serie di scatti intitolata Hiding in the city (Nascondersi nella città). Il significato che dà l’artista al suo celarsi nello spazio è “attirare l’attenzione su determinati luoghi e paesaggi, rendendosi quasi invisibile”.

Renato Zero: ‘io portatore sano (e folle) di coraggio’ Il 4 ottobre esce album “Zero il Folle”, dal 1 novembre in tour

01 ottobre 201910:32

“Folle è chi sogna, chi è libero, chi provoca, chi cambia…”. Renato Zero ribadisce con forza, anche nel nuovo disco di inediti, Zero il folle (in uscita il 4 ottobre per Tattica), la sua voglia di essere fuori registro, di stupire, di essere se stesso in barba alle convenzioni sociali e agli schemi precostituiti. “Piume di struzzo e paillettes mi hanno tolto dal grigiore di mio padre, che voleva fare il tenore, ma non lo è mai diventato. Io – rivendica – ho un difetto: sono sempre stato avanti di 30 anni. E penso a Lindsay Kemp, Paolo Poli, Mozart, Lady Gaga. Penso a Gesù: oggi sarebbe tale e quale ad allora. Ci si nasce stravaganti, genio e sregolatezza”.Un disco, dalle sonorità di ampio respiro dove chitarre e assoli non mancano, che fotografa in maniera impietosa, a tratti malinconica e introspettiva, ma mai vittimistica, il mondo di oggi: l’ambiente, l’alienazione da nuove tecnologie, la morte, la crisi delle nascite e la fuga dei cervelli, l’aborto, Dio e la fede. “Ho sempre affrontato problematiche sociali, esistenziali, politiche. Ma adesso l’urgenza è quella che è. E siamo tutti costretti a esercitare il diritto ad aiutare nella riflessione”, dice Zero, sottolineando il potere delle canzoni di scuotere le coscienze, in una Sala Sinopoli, all’Auditorium Parco della Musica, aperta non solo agli addetti ai lavori ma anche ai fan, che nel giorno del suo 69/o compleanno non si lasciano sfuggire l’occasione di intonare per il loro vate la classica “Tanti auguri a te”.”Sono io che devo ringraziare il pubblico per avermi permesso di non allontanarmi dalla mia passione – dice Renato, dietro appariscenti occhiali scuri con strass che non lasciano trasparire alcuna emozione -. E devo festeggiare Zero per avermi strappato a 15 anni dalla noia, per avermi infuso il desiderio di cambiare vita. La nostra, quella di Renato e di Zero, è stata una convivenza contrastata. Zero ad un certo punto era diventato troppo invadente, l’ho dovuto rimettere a posto. Ormai dormiamo nello stesso letto e usiamo lo stesso rasoio. Ma è un bene che ci siano conflitti dentro di noi. Essere appagati sarebbe un vivere monocorde e insignificante”, confessa il “portatore sano di coraggio”, che ha fatto pace con il suo alter ego: “E’ una vita che ci frequentiamo, ma non giurerei sulle sue scelte”. Nel disco (nel quale ha chiamato a suonare gli ex Dire Straits Alan Clark e Phil Palmer, Trevor Horn, Ash Soan, Luis Jardim) non mancano le critiche alla società dell’apparire più che dell’essere, come in Mai più da soli. “C’è una propaganda all’esposizione, a offrirsi. C’è competizione insana a voler somigliare e superare Sara Ferragni. Ah, si chiama Chiara? Vedete che vuol dire non frequentare i social? Noi della jungla non siamo aggiornati”, ironizza.Nel brano La Culla è vuota c’è un affondo contro l’aborto. “Lo condanno quando diventa metodo anticoncezionale, usato al posto del profilattico o della spirale. Non certo quello che le donne affrontano dopo uno stupro”. Un pezzo che va di pari passo con Un uomo è: “In giro ci sono tanti maschi, ma pochi uomini… come in Parlamento – sibila -. La società va rifondata dalle basi. Dalla famiglia”. E poi l’ambiente: “Da romano, mi guardo intorno e mi rendo conto di come il disagio, la sporcizia, le buche intacchino non solo la nostra salute fisica ma anche quella mentale, il nostro umore. Ho scritto Il Cielo, ma il mio cielo non era questo. Gli acquazzoni servivano a pulire anche quello che non pulisce la Raggi”, affonda ancora, a ruota libera. “Greta? Non trovo scandaloso come fanno alcuni che dica di non voler morire intossicata. Non stiamo in poltrona a giudicare”. Se la prende anche con le multinazionali, lui che ormai si produce da sé dischi e spettacoli: “Prendono i soldi qui e li spendono a casa loro”. In Quattro passi nel blu, la protagonista è la morte. “E’ un omaggio dovuto agli amici che non ci sono più: a Lucio Dalla, Ivan Graziani, Mango. Io li indosso tutti i giorni, sono stati messaggeri di complicità e stimolazione, oggi che non li ho, li rappresento in questo disco”. E poi aggiunge: “Io, peccatore eccellente, non mi aspetto grandi cose dal piano superiore”.Il 1 novembre, il via da Roma, il nuovo lavoro sarà anche live con un tour nei palasport che vanta già 13 sold out. “Sarà uno spettacolo d’arte varia. Come potrebbe essere diversamente per Zero il folle?”

Leonardo, hashtag attivisti #minovadoviaAppoggio campagna Italia Nostra contro prestito Uomo Vitruviano

VENEZIA30 settembre 201915:36

– Gli attivisti dei gruppi contro lo spopolamento di Venezia “rispolverano” sui propri profili social l’hashtag #minovadovia (Io non vado via) in appoggio all’iniziativa di Italia Nostra contro il prestito alla Francia dell’Uomo Vitruviano di Leonardo, custodito alle Galleria dell’Accademia.
A lanciare la nuova ‘mobilitazione virtuale’ sono i gruppi “25 aprile” e “Venezia mio futuro”. Sulle pagine Facebook sono comparse dal 29 settembre le fotografie dell’opera di Leonardo, corredate dall’hashtag e con la didascalia “Nato a Milano da padre toscano nel 1490 circa, residente al civico numero 1050 del sestiere di Dorsoduro (Venezia) dal 1822 e mi ci trovo benissimo. Alla mia età non amo i traslochi”.
Nei giorni scorsi la sezione di Venezia di Italia Nostra aveva annunciato di valutare un ricorso al Tar del Veneto contro l’accordo sul prestito dell’opera per la mostra parigina che si apre il 24 ottobre al Louvre.

Due scheletri vicino a Piramide RomaUna donna e un bambini vicino a prima sepoltura (IV-VI sec.)

ROMA30 settembre 201915:36

– Dopo il ritrovamento del primo scheletro il 20 settembre, sono venute alla luce altre due sepolture di età tardo antica durante gli approfondimenti della Soprintendenza Speciale di Roma nello scavo Acea di Piazzale Ostiense, proprio di fronte all’uscita della Metro Piramide. I lavori di archeologia preventiva hanno portato alla luce i resti di una donna e di un bambino, vicino alla prima sepoltura. La presenza di numerosi chiodi porta a ipotizzare che la inumazione sia avvenuta in una cassa, il cui legno è deperito nel corso dei secoli: il fanciullo era deposto all’altezza dell’anca della donna. Le tre sepolture, prive di corredo, fanno parte della necropoli Ostiense, sorta nel I secolo a.C. ai lati della via consolare e sopravvissuta per molti secoli. Si tratta di tombe molto povere di età tardo antica (IV-VI secolo d. C.), già ampiamente compromesse da precedenti lavori per i sotto servizi (acqua, elettricità).

Biennale Musica,omaggio a genio AperghisDue concerti primo ottobre a Ca’ Giustinian e all’Arsenale

VENEZIA30 settembre 201916:05

– Il compositore greco Georges Aperghis, fra le personalità più atipiche del panorama musicale contemporaneo, sarà il protagonista dei prossimi due appuntamenti del 63/o Festival internazionale della Musica promosso dalla Biennale di Venezia, diretta da Ivan Fedele.
Aperghis sarà presente nei due appuntamenti di martedì 1 ottobre: nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian (ore 16.30) il Quartetto Prometeo – ensemble Leone d’argento nel 2012 – presenterà due brani di Aperghis: Dans le mur per pianoforte ed elettronica, in prima esecuzione italiana, e la novità assoluta “Scherzo per pianoforte”, interpretato da Mariangela Vacatello per cui è stato scritto. Accanto, musiche di Marco Momi e di Alessandro Solbiati, quest’ultimo autore della novità assoluta Quarto Quartetto. La sera al Teatro alle Tese (ore 20.00) andrà in scena Thinking Things, l’ultimo lavoro di teatro musicale firmato da Aperghis, presentato in prima italiana a Venezia.

Thanks!, Zingaretti trans in una famiglia allargataIn sala il film tratto dalla pièce di Gabriele Di Luca

01 ottobre 201910:24

Un inedito Luca Zingaretti trans, capelli lunghi biondi, trucco giusto, vestito attillato e modi delicati. Perfetto insomma nel ruolo di Annalisa in ‘Thanks!’ , film tratto da ‘Thanks for vaselina’, l’opera teatrale di Gabriele Di Luca che è anche il regista di questo lungometraggio prodotto da Luca Barbareschi, in sala con Casanova dal 4 ottobre. Di scena una famiglia allargata, periferica, hashish addicted, animalista e del tutto alternativa.Ci sono Fil e Charlie (Antonio Folletto e Massimiliano Setti), entrambi trentenni, che coltivano marijuana nell’appartamento in cui vivono al terzo piano di un condominio fatiscente (il film è stato girato a Roma, nel quartiere Ostiense). Il primo soffre di agorafobia, mentre il secondo è un animalista convinto pieno di autentica bontà. Entrambi hanno un sogno folle: coltivare e incrociare tra loro le migliori specie di marijuana esistenti per ottenere i semi rari da esportare a Porto Rico dove hanno intenzione di aprire un coffee shop. “Contenitore” di ovuli per superare i controlli all’aeroporto sarà Wanda (Francesca Turrini), insospettabile “cicciona” conosciuta per caso e di cui si innamora Charlie. Nel frattempo Annalisa, in versione trans, torna a casa, dove incontra l’ex moglie Lucia (Beatrice Shiros) e il non troppo amato figlio Fil.”Questo film è stato una grande esperienza umana oltre che professionale – dice Luca Zingaretti  – . Questa pièce è un piccolo miracolo che ha riempito tanti teatri. Io l’avevo vista appunto in scena ed ero rimasto subito colpito dalla genialità della scrittura. Confido ora che questo lavoro trovi la sua strada”, dice l’attore facendo riferimento alle difficoltà distributive di Thanks!. E ancora Zingaretti: “Fare Annalisa mi è piaciuto tantissimo. È una grande opportunità interpretare questo genere di ruoli. I premi, si sa, si vincono quando fai un diversamente abile, una persona con problemi mentali. Ho cercato di capire questo personaggio che portavo in scena, un uomo abusato in tutti modi, ma anche un essere di grande tenerezza”.”Non è stato facile fare un compromesso tra linguaggio cinematografico e teatrale – dice subito Gabriele Di Luca -. Credo che in questo paese – aggiunge poi polemicamente – il rischio di un film come ‘Thanks!’ non sia visto come un investimento, si preferisce purtroppo la solita commedia più rassicurante”. Il più polemico all’incontro stampa resta il produttore Luca Barbareschi che fa subito sapere che il titolo Thanks!, senza ‘For vaselina”, l’ha voluto Rai Cinema. E ancora Barbareschi: “Cosa serve produrre i film se poi tutti si dileguano? ‘Thanks’ lo stiamo distribuendo da soli con grande fatica. Eppure un film come questo non avrebbe sfigurato a Berlino, Venezia o Locarno. Pensate – conclude – lo abbiamo proposto alla Festa di Roma e neppure ci hanno risposto”. Frase cult del film quella che si legge all’inizio: “Dedicato a tutti i familiari delle vittime… e a tutte le vittime dei familiari”.

‘Oriente Mudec’,incontro Europa-GiapponeProgetti ed eventi al Museo delle Culture fino al febbraio 2020

30 settembre 201916:23

– L’Oriente e l’Occidente si incontrano nei due mondi e nelle due culture di Europa e Giappone con il progetto “Oriente Mudec”, che sarà inaugurato il 1 ottobre negli spazi del Museo delle Culture di Milano, in via Tortona. Un percorso che racconta con diverse mostre e iniziative gli scambi tra Giappone ed Europa da diversi punti di vista (artistico, storico ed etnografico).
Due le mostre cuore del progetto: “Quando il Giappone scoprì l’Italia. Storie d’incontri (1585-1890)”, che ricostruisce i primi rapporti tra l’Italia e il paese del Sol Levante ed espone la collezione del conte Passalacqua, e la mostra “Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone” che ripercorre invece l’influenza che il Giappone ha esercitato sulla cultura occidentale, focalizzandosi sui maggiori artisti che hanno subito l’incanto del ‘giapponismo’ fra cui Rodin, Van Gogh, Gauguin, Fantin-Latour, Giuseppe De Nittis, Galileo Chini, Vincenzo Gemito, Federico Zandomeneghi e Giovanni Segantini.

No a proiezione ‘Papicha’ in AlgeriaTimori di censura governativa sul film applaudito a Cannes

PARIGI30 settembre 201916:40

– “La proiezione dell’anteprima del film ‘Papicha’ è momentaneamente annullata”: questo il messaggio su Facebook con il quale alcuni giorni fa la direzione del cinema Ibn Zeydoun, di Algeri, ha annunciato lo stop in Algeria al film di Mounia Meddour. Ne ha dato notizia il quotidiano francese Le Monde.
La Meddour e le attrici del film avevano fatto molto parlare di loro al Festival di Cannes, dove il film era stato selezionato nella sezione “Un Certain Regard”, per aver indossato dei badge con la scritta “che se ne vadano tutti”, uno degli slogan scanditi nelle manifestazioni che dal 22 febbraio. Del film sono poi saltate le due proiezioni in programma all’Institut français di Algeri e la stessa distribuzione nazionale del film, che pure è il candidato ufficiale dell’Algeria all’Oscar. “Papicha” è ambientato negli anni Novanta, all’arrivo dell’ondata di fondamentalismo religioso che precipiterà l’Algeria nel caos.

Dalla suonò da busker, targa a FerraraNell’agosto del 1989 alla 2/a edizione Ferrara Buskers Festival

FERRARA30 settembre 201916:53

– ‘Qui suonò Lucio Dalla il 22 agosto 1989 durante il Ferrara Buskers Festival’: il prossimo 4 ottobre sarà inaugurata in Piazzetta San Michele a Ferrara la targa dedicata al grande musicista che 30 anni fa a sorpresa suonò il clarinetto in stile buskers. È lo stesso luogo in cui l’artista bolognese si fermò a suonare ed è un ricordo d’onore semplice ed informale che la città e il Festival fanno al musicista: era il pomeriggio del 22 agosto del 1989 e il Ferrara Buskers Festival era nato solo da due anni.
Lucio Dalla volle rendergli omaggio, mettendosi a disposizione, offrendo la sua arte al pubblico casuale, tagliando ogni distanza creata dal palco o dai riflettori della tv, proprio come un vero busker, in un momento storico in cui non esistevano eventi di questo tipo: si esibì a sorpresa con il chitarrista Jimmy Villotti insieme al Trio Blues Jeans.

Regio Torino,Cascio segretario artisticoSchwarz, giovane con notevole esperienza e formazione

TORINO30 settembre 201916:56

– Il musicologo Paolo Cascio, 40 anni, è il segretario artistico del Teatro Regio di Torino.
“Sono onorato di poter continuare, all’interno del Teatro nel quale sono cresciuto, il mio percorso professionale con una nuova sfida e un nuovo incarico”, commenta Cascio, al Regio dal 2013. “La scelta ha convinto tutta la Commissione. Tra i vari candidati – spiega il sovrintendente Sebastian Schwarz – abbiamo selezionato un giovane con notevole esperienza e formazione alle spalle. Lavorerà a stretto contatto con me, con i miei collaboratori dell’Area artistica e dell’Ufficio produzione, con l’Orchestra e il Coro del Teatro”. Cascio si è laureato all’Università di Torino, ottenendo un master di II livello all’Università del Piemonte Orientale. Ha conseguito il dottorato europeo in Musicologia all’Universidad Complutense di Madrid ed è stato Visiting student alla University of Chicago. Ha lavorato al fianco di direttori d’orchestra quali Riccardo Muti, Alessandro De Marchi, Riccardo Frizza.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Alberto Urso, al via da Roma ‘Solo Live’
Anche De Filippi all’Auditorium. E ora gli Arcimboldi sold out

30 settembre 201917:11

– Successo per Alberto Urso, che ha scelto Roma per la prima data del tour ‘Solo Live’: oltre duemila persone hanno riempito il 29 settembre la sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, acclamando il tenore, vincitore dell’ultima edizione di Amici di Maria De Filippi, accompagnato da 17 elementi d’orchestra, e cantando con lui. In teatro anche De Filippi, emozionata e felice per Urso.
Il secondo appuntamento con il tour ‘Solo Live’, prodotto e organizzato da Friends&Partners, è previsto a Milano venerdì 4 ottobre agli Arcimboldi, già sold out.

Paolo Romano racconta i padri separatiEsce ‘La formica sghemba’ per Scatole Parlanti editore

30 settembre 201917:49

– Le avventure tragicomiche di un padre separato che perde la bussola e cerca nella memoria le ragioni per ripartire. Le racconta Paolo Romano nel romanzo breve ‘La formica sghemba’ pubblicato da Scatole Parlanti editore.
E’ il racconto intimo e crudo delle fragilità di un uomo che si ritrova da solo a crescere un figlio. Romano – che è nato a Roma nel 1974, ha studiato legge e chitarra jazz e scrive di musica su ‘l’Espresso’ e l”Huffington Post – mette in scena, attraverso un punto di vista destrutturato, tradimenti e femminicidi, curati di campagna, ragazzi padre, vita vissuta, vita che sarebbe dovuta essere vissuta e vita che verrà. E in mezzo tanta musica con alla fine del romanzo una playlist di riferimenti che suggeriscono il sottofondo per la lettura. Tra note a piè di pagina spesso lunghissime e romanzi nel romanzo lo stile balza dal vernacolo al formale, dal sentimentale al grottesco.
Perché proprio ‘La formica sghemba’? Schopenhauer racconta di questa curiosa specie di insetti che, se viene spezzata in due, entra in lotta con se stessa: la testa prova a mordere il corpo e quest’ultimo prova a difendersi pungendo la testa, finché altre formiche non le trascinano via. Ecco la percezione del conflitto: nella difficoltà di vivere non capendo l’attualità e il proprio tempo sta il senso di questo romanzo breve che sarà presentato, fra le varie tappe, il 15 ottobre a Roma e l’8 novembre a Cremona.

flash mob Federica Michisanti Horn TrioAll’aeroporto di Fiumicino per tour Fondazione Musica per Roma

30 settembre 201917:58

– Esibizione a sorpresa all’Aeroporto Leonardo da Vinci, dove i passeggeri in partenza dal molo B dedicato ai voli nazionali ed europei hanno potuto assistere alla performance del Federica Michisanti Horn Trio in partenza per un tour in Africa con la Fondazione Musica per Roma. I giovani musicisti in volo per la tournée che farà tappa in ben 6 paesi dell’Africa subsahariana, sono stati accolti da un grande entusiasmo. Moltissimi i viaggiatori che hanno filmato l’evento.
Il giovane jazz italiano vola così in Africa per il decimo anno consecutivo grazie alla Fondazione Musica per Roma, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Dal 3 al 15 ottobre, Federica Michisanti (contrabbasso), accompagnata da Marco Colonna (clarinetto) e Francesco Lento (tromba e flicorno) porterà il suo ultimo progetto in Sudafrica, Namibia, Kenya, Congo, Gabon, Etiopia.

#leparolevalgono, Festival TreccaniLa prima edizione dal 4 al 6 ottobre a Lecco

30 settembre 201918:04

– Al via #leparolevalgono, il Festival della Lingua Italiana organizzato dalla fondazione Treccani Cultura. La prima edizione si svolgerà a Lecco dal 4 al 6 ottobre e vedrà tra gli ospiti Manuel Agnelli, Vinicio Capossela, il duo indie pop-rap Coma Cose e il Canzoniere Grecanico Salentino oltre a Valeria della Valle, Marco Damilano e il direttore generale della Treccani, Massimo Bray. Il manifesto è stato disegnato da Mimmo Paladino. Ogni giornata del Festival sarà dedicata a una parola, che avrà la funzione di guidare e mettere in relazione, trasversalmente, tutte le iniziative proposte. Le tre parole di quest’anno sono verità, ambiente ed empatia.
Questa la motivazione alla base del progetto: “Di fronte a un certo uso aggressivo, sguaiato, demagogico, razzista, sessista o banalmente seduttivo della parola, non di rado verrebbe voglia di invocare la virtù del pensiero elaborato, a lungo ponderato, e il ricorso al silenzio della riflessione”.”Treccani crede fermamente che la parola sia stata, sia e debba continuare a essere espressione di ragionamento, condivisione e anche, senz’altro, confronto sincero tra diverse posizioni, ma sempre rispettoso e costruttivo, finalizzato alla crescita della democrazia” viene spiegato nella presentazione.
Il nuovo appuntamento annuale ideato da Treccani rivolgerà una particolare attenzione alle nuove generazioni, “nella ferma convinzione che un uso consapevole della lingua sia un requisito necessario per far crescere cittadini veramente liberi, capaci di sviluppare un proprio pensiero critico originale” sottolineano gli ideatori.

Appello, “confermare Festival Aquila”Da Saviano a ZeroCalcare a Gifuni, “indignati con il sindaco”

30 settembre 201919:16

– Un appello ai cittadini dell’Aquila, in cui viene sottolineato che “per la prima volta un politico è riuscito a impedire lo svolgimento di un festival della cultura”, è stato scritto dagli ospiti che avrebbero dovuto partecipare al Festival degli Incontri, dal 10 al 13 ottobre, e che chiamano in causa come responsabile il sindaco Pierluigi Biondi. Fra i firmatari: Roberto Saviano, ZeroCalcare, Paolo Giordano, Michela Murgia, Ascanio Celestini, Marco Damilano, Donatella Di Pietrantonio, Marcello Fois, Giuseppe Genna, Fabrizio Gifuni, Paolo Repetti, Chiara Valerio e Daniele Vicari.
“Chiediamo a tutte le istituzioni coinvolte, a partire dal ministero della Cultura, di confermare il festival nella sua programmazione e nella direzione artistica, sia nel caso di spostamento della data che di un’eventuale edizione nel 2020.
Compiere una scelta diversa significherebbe accettare il principio che le direzioni artistiche devono avere una funzione ancillare e subalterna alla politica” viene sottolineato.

Maxi vocabolario a Torino per salvare le paroleProgetto Zanichelli per termini che rischiano esser dimenticati

TORINO01 ottobre 201911:38

TORINO – Oltre tremila parole della lingua italiana da salvare perché rischiano di essere dimenticate. Sono quelle che l’edizione 2020 del vocabolario Zingarelli accompagna con il simbolo grafico di un fiorellino. Termini della lingua comune sempre meno presenti nell’uso scritto, orale e nei mezzi di informazione.Proprio con la volontà di salvare queste parole – spesso trascurate a favore di sinonimi più comuni e intuitivi, ma più generici e meno ricchi di sfumature espressive – la casa editrice ha realizzato un maxi vocabolario, che è approdato a Torino, nella centrale via Garibaldi. Vi resterà fino a sabato 5 ottobre.

Concorso ‘F.Provenzale’a J.Povedano RuizA Napoli undicesima edizione dell’evento legato al canto barocco

NAPOLI30 settembre 201920:42

– È Javier Povedano Ruiz, giovane baritono spagnolo (classe 1990) ad aggiudicarsi il primo premio dell’undicesimo Concorso internazionale di Canto Barocco “Francesco Provenzale” svoltosi a Napoli, nell’antica Chiesa di Santa Caterina da Siena. La giuria, che ha deciso di non assegnare il secondo posto per contrassegnare ancor più la bravura di Ruiz, come rileva una nota, ha infine aggiudicato alla giovane soprano coreana Jiyeong Son il terzo premio previsto dal concorso.
Promosso dal Centro di Musica Antica Pietà dei Turchini con il sostegno della Fondazione Art Mentor di Lucerna, il Premio assegna a Ruiz una borsa di 1.500 euro nonché la possibilità di partecipare da professionista (dunque retribuito) ad una produzione per la stagione della Fondazione Pietà de’ Turchini.
Per Ruiz, protagonista alla finale di una interpretazione dei brani “See the raging flames arise” di Händel e di “Ich habe genug” di Bach, all’unanimità anche la “menzione speciale del pubblico”.

Morta la soprano Jessye NormanVincitrice di quattro Grammy Award, aveva 74 anni

01 ottobre 201911:08

Il soprano Jessye Norman, stella di scuola wagneriana, è morta ieri a New York all’età di 74 anni: lo ha reso noto la portavoce di famiglia, Gwendolyn Quinn. Norman – vincitrice di quattro Grammy Award, della National Medal of Arts e del Kennedy Center Honor – era ricoverata all’ospedale Mount Sinai St. Luke per complicazioni legate ad una lesione al midollo spinale risalente al 2015.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Pompei, rafforzato servizio sicurezza
Primo checkpoint del sito, con scansione bagaglio e vigilanza

NAPOLI01 ottobre 201911:06

– Da domani sarà rafforzato il sistema di sicurezza del Parco di Pompei attraverso l’attivazione di un checkpoint all’ingresso di Piazza Anfiteatro. Un primo controllo sarà effettuato in corrispondenza dei cancelli di ingresso per la rilevazione della presenza di eventuali materiali pericolosi.
Poi attraverso un percorso delimitato da colonnine con nastro, si accederà al secondo controllo, in cui avverranno la scansione del bagaglio e i controlli radiogeni sui visitatori, mediante appositi macchinari. Saranno presenti alcune unità di personale specializzato di vigilanza armata. Contemporaneamente, sarà rafforzato anche il servizio di guardaroba per permettere il deposito obbligatorio dei bagagli più voluminosi. Inoltre, al fine di velocizzare l’ingresso dei visitatori al sito, il servizio di biglietteria sarà ampliato con nuove apposite apparecchiature self service per permettere l’acquisto automatico dei ticket di ingresso.

Vivere, amarsi da confusi e infeliciIn sala il film di Francesca Archibugi con Ramazzotti e Giannini

01 ottobre 201912:45

– Ordinarie scene di vita in villetta a schiera di una famiglia sul punto di implodere, fra mancanza di soldi, tradimenti, troppi sacrifici, malattia e l’arrivo di una ragazza alla pari dall’Irlanda che rischia di sconvolgere un faticoso gioco, ormai logoro, di equilibri di coppia. Sono tra i tasselli che compongono Vivere di Francesca Archibugi, scritto dalla regista con gli ormai abituali ‘complici’ di sceneggiatura Francesco Piccolo e Paolo Virzi, per un cast che comprende Micaela Ramazzotti, Adriano Giannini, Roisin O’ Donovan, Massimo Ghini, Marcello Fonte, Valentina Cervi e Enrico Montesano. Il film, presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia, è ora in sala distribuito da 01.
Il film nasce da un soggetto “quasi piccolo romanzo” di Francesca Archibugi, che ruota intorno alla coppia formata da Luca (Giannini) depresso, infantile, maestro nel compiangersi e traditore seriale, giornalista freelance perennemente in bolletta, specializzato in articoli di colore ricchi di invenzioni, e Susi (Ramazzotti) ballerina che per mantenere la famiglia insegna danza a signore sovrappeso, votata al sacrificio perenne per il marito e la figlia Lucilla (Elisa Miccoli), saggia bambina di sei anni con un’asma cronica. Luca però è anche padre di Pierpaolo (Andrea Calligari), 17enne avuto dalla ricca prima moglie (Valentina Cervi). Il ragazzo, per aiutare il genitore, gli dà ogni mese una sorta di ‘paghetta’ che Luca non si vergogna a prendere. Tutto potrebbe cambiare con l’arrivo di Mary Ann (la convincente O’ Donovan), ragazza irlandese molto religiosa, che affascina sia Luca che Pierpaolo, pronta a mettere tutti i suoi valori a rischio per una passione inaspettata.
“Mary Ann è quasi un archetipo, il diverso che fa girare la storia al contrario”, ha spiegato a Venezia Francesca Archibugi, che nonostante torni a parlare in qualche modo di incontro/ scontro fra classi e posizioni etiche diverse, ha sottolineato: “Nei miei film i personaggi li considero pezzi unici, non vanno letti in chiave sociologica”. Luca e Susi “sono in fondo due sconfitti – ha aggiunto Piccolo -. E i maschi, da sconfitti sono più pericolosi. Luca è il peggiore fra i personaggi, ma a forza di compromessi ci si costruisce una personalità che può anche sorprendere”. Giannini ha chiesto clemenza per il suo personaggio: “Luca è come finito nello sprofondo di una grotta oscura e fredda, cerca qualche raggio di luce attraverso il suo lavoro e la sua ossessione per l’eros. Cerca di capire cosa sia la vita. Va giudicato con cautela”. Micaela Ramazzotti, che ha ricordato di aver girato il film nel quartiere romano dell’Axa dov’è nata, considera Susi “migliore” di se stessa: “Fa tutto per gli altri, investe tutto il suo tempo nelle persone che ama”. Resta con Luca “perché ne è innamorata, stanno male insieme ma stanno peggio divisi. Conosce gli altarini del marito ed è abbastanza libera da accettarli. Ho immaginato che fanno bene l’amore e abbiano trovato così un loro equilibrio”.

Sgrena, la guerra che uccide la veritàL’emergenza fake news tra violenza sulle donne e migranti

01 ottobre 201912:47

– GIULIANA SGRENA, MANIFESTO PER LA VERITA’ (IL SAGGIATORE, 264 PP, 15 EURO) – Violenza sulle donne, guerra, migranti. L’informazione può modificare il corso degli eventi, trasformare carnefici in vittime, essere piegata alla propaganda di leader e partiti. Se è vero che le fake news sono sempre esistite, in tempi di internet e social network il loro potenziale distruttivo è cresciuto fino a diventare una vera e propria emergenza. Giuliana Sgrena, giornalista e scrittrice, inviata del Manifesto, analizza nel suo Manifesto per la Verità, come è cambiato il mondo dei media e come le notizie possono essere costruite ad arte e piegate all’interesse del potente di turno. Un saggio diviso in tre sezioni, che parte dall’analisi del Movimento #MeToo, per passare poi al conflitto Mediorientale, che l’ha vista impegnata sul campo, e concludere con il fenomeno migratorio. Tutti campi nei quali l’informazione gioca un ruolo centrale e nei quali il giornalismo spesso deborda dai confini della deontologia professionale.L’autrice guarda al trattamento subito dalle donne che hanno denunciato violenze, a partire da quella “pornografia mediatica” che non lesina sui particolari e condiziona la vita quotidiana delle vittime. Così è nella vicenda di Asia Argento, che tra le prime ha denunciato le molestie subite da Harvey Weinstein e che, in particolar modo in Italia, soprattutto da giornali come Libero, è stata oggetto di pesanti accuse per aver denunciato in ritardo quelle violenze e non solo. Il doppiopesismo della stampa è diventato palese anche in vicende di cronaca, come nella diversa reazione al caso dello stupro di Rimini da parte di immigrati marocchini e di quello di due carabinieri nei confronti di due turiste americane a Firenze. E’ ancora la cronaca nera, con gli omicidi delle donne, a provocare un cortocircuito quando sui quotidiani e in trasmissioni tv si parla di un “amore assassino”, che in realtà non esiste.Il ruolo della stampa si fa evidente nella guerra. La propaganda – sottolinea l’autrice – è un’arma indispensabile in un conflitto, soprattutto per guadagnare il favore del popolo che deve sostenere i costi di una guerra. E’ successo nella guerra in Iraq, a partire dalla fake news delle armi di distruzione di massa del regime di Saddam Hussein e dalla “photo-opportunity” del celebre abbattimento della statua del dittatore in piazza a Baghdad. La giornalista analizza l’avvento di Al Jazeera, nata dalla rottura dell’omertà e della censura imposta dai governi ai giornalisti, per dare voce alle opposizioni e soprattutto a quella di matrice islamista. E poi, per sottrarre pubblico all’emittente qatariota, a quello di Al Arabiya. Oggi, in Italia e non solo, è anche il fenomeno migratorio a provocare sbandamenti dell’informazione. Quando si tratta di numeri – spiega l’autrice – gli zeri sembrano non contare: leggendo i giornali si trovano spesso milioni confusi con miliardi e viceversa. Nel racconto delle migrazioni, si assiste a una specie di sovrapposizione tra l’agenda della politica e quella mediatica. Ben più problematico e denso di conseguenze, perché riguarda la salute delle persone, appare poi il rapporto tra il giornalismo e l’informazione medico-scientifica.    La vittima di questa guerra mediatica – sottolinea Giuliana Sgrena – è la verità. E se la verità non è più verità, si mette in gioco la sopravvivenza della democrazia. Non esistono ricette salvifiche: l’unico modo per combattere le fake news e salvare i giornali – avverte – è garantire un giornalismo di qualità, opzione che, purtroppo, non viene tenuta in considerazione.

Festa Roma apre con Prima donna a OperaAnteprima al Costanzi il 14/10 con storia Carelli di Saccucci

01 ottobre 201912:07

– Grande evento di Preapertura della Festa del Cinema di Roma 2019 la sera di lunedì 14 ottobre al Teatro dell’Opera di Roma, per l’anteprima mondiale de La prima donna, film documentario di Tony Saccucci, con Licia Maglietta. Il film, prodotto da Istituto Luce-Cinecittà con il Teatro dell’Opera di Roma racconta la vicenda clamorosa di Emma Carelli: diva assoluta del teatro d’opera, osannata in tutto il mondo nei primi del ‘900, e una delle prime donne manager italiane, direttrice del Teatro Costanzi (l’odierno Teatro dell’Opera di Roma) dal 1912 fino al 1926. Soprano acclamata in Italia, in Europa, fino in Sudamerica, riuscì a trionfare anche come impresaria in un ambiente dominato esclusivamente da uomini portando nel suo teatro, per la prima volta in Italia, Picasso, i Balletti russi, i Futuristi. Saccucci la racconta attraverso documenti originali e inediti, preziose immagini di importanti archivi nazionali ed esteri, primo tra tutti l’immenso Archivio storico Luce.

Matera e gli Uffizi, mostra sul paneEike Schmidt, “Opportunità unica per gli appassionati di arte”

MATERA01 ottobre 201912:22

– Il pane come cibo e nutrimento dell’anima e l’importanza di “fare rete” fra istituzioni culturali per celebrare Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. Questi gli elementi che rendono “unica” la mostra “Il Pane e i Sassi”, che vede una selezione di opere provenienti delle Gallerie degli Uffizi, negli spazi espositivi della Fondazione Sassi (nel Sasso Barisano) dal prossimo 10 ottobre al 10 gennaio 2020. Con la progettazione di questa mostra, prosegue l’intento degli Uffizi di allargare i propri confini culturali e dialogare attivamente con altri territori: “È un’opportunità unica per gli appassionati d’arte – ha spiegato Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi – quella di ammirare la bellezza originale di queste opere che raccontano un alimento simbolo nella città capitale Europea della Cultura 2019”.
La mostra si divide in quattro sezioni, ognuna delle quali “racconta”, grazie alle opere selezionale, il valore storico, allegorico e religioso del pane.

Morta la soprano Jessye NormanMetropolitan Opera NY, tra le più grandi degli ultimi 50 anni

Morta la soprano Jessye NormanMetropolitan Opera NY, tra le più grandi degli ultimi 50 anni (2)

NEW YORK01 ottobre 201912:40

– Il soprano Jessye Norman, stella di scuola wagneriana, è morta a New York a 74 anni: lo ha reso noto la portavoce di famiglia, Gwendolyn Quinn.
Norman – vincitrice di quattro Grammy Award, della National Medal of Arts e del Kennedy Center Honor – era ricoverata all’ospedale Mount Sinai St. Luke per complicazioni legate ad una lesione al midollo spinale risalente al 2015.
Norman, afferma il Metropolitan Opera di New York, è stata una delle “più grandi soprano dell’ultimo mezzo secolo. Si è esibita in più di 80 perfomance per la nostra società, affascinando il pubblico con la sua voce, la sua forza e la sua sensibilità musicale”.

Modà, siamo tornati più carichi di primaEsce Testa o croce. Kekko, “ero bollito, non mi divertivo più”

01 ottobre 201912:58

– “Avevamo bisogno di ricaricarci. Ero provato da 7 anni vissuti sempre in giro, ero bollito. Io sono un cantautore per passione, non per professione ed ero arrivato al punto di non divertirmi più”. Kekko Silvestre, cuore e anima dei Modà, spiega così l’assenza durata quattro anni e ora interrotta con la pubblicazione di un nuovo album di inediti dal titolo Testa o croce, in uscita il 4 ottobre (Friends & Partners/Believe). “Per scrivere bisogna vivere – ha aggiunto Kekko -. In questo periodo mi sono riappropriato della mia vita e le canzoni di questo disco nascono dall’incontro con tante persone”. Il disco continua nella direzione, già presa con gli ultimi lavori, del cantautorato intimista. “Sicuramente è lontano dalla musica di oggi, ma sono convinto che i dischi suonati siano quelli che durano nel tempo. Con questo disco inizia la terza vita dei Modà”.
La band tornerà anche dal vivo, a dicembre con una prima tranche del tour (6 date dal 2 dicembre da Bologna) e poi con una seconda tranche dal 6 marzo.

Mtv Emas, 7 nomination per Ariana GrandeBest Italian Coez, Elodie, Elettra Lamborghini, Mahmood, Salmo

01 ottobre 201913:13

– Ariana Grande, con sette presenze tra cui Best Artist, Best Video e Best Song, è l’artista con più nomination ai prossimi Mtv Emas 2019. Sei le nomination per Lil Nas X e Billie Eilish, cinque per la star latino-americana J Balvin. Subito dietro, in lizza in quattro categorie, Lizzo e Taylor Swift, anche loro tra le altre per la categoria Best Artist. Coez, Elodie, Elettra Lamborghini (scelta tramite Wild Card dai fan), Mahmood, Salmo sono gli artisti in nomination per il Best Italian Act.
Gli Mtv Emas si terranno il 3 novembre al FIBES, Centro Fiere e Congressi di Siviglia, in Spagna, e saranno trasmessi in diretta sul network globale di canali MTV in oltre 180 paesi e territori. In Italia saranno in onda su Mtv e in streaming su Now Tv. Votazioni aperte fino alle 23.59 del 2 novembre su mtvema.com.

Bonolis si racconta oltre lo schermoEsce il 1 ottobre per Rizzoli ‘Perché parlavo da solo’

01 ottobre 201913:27

Riflessioni ad alta voce diventate appunti scritti, quelli che ora aprono i diciotto capitoli di ‘Perché parlavo da solo’ (pp.336, euro 19), il libro in cui Paolo Bonolis svela per la prima volta il suo mondo oltre lo schermo. Un diario intimo e ironico alla ricerca del senso della vita che arriva in libreria il 1 ottobre per Rizzoli in cui Bonolis si interroga sul mondo, sulla felicità, sulla televisione, sullo stupore, sull’amore e la famiglia, sulla tecnologia che non rispetta i ritmi della biologia, sullo sport che è passione e su Roma.    Un libro da consegnare ai suoi figli e a tutti quelli che nel tempo l’hanno apprezzato o anche criticato che sarà presentato in un tour nei teatri italiani: il primo appuntamento è il 7 ottobre al Teatro Manzoni di Milano con Bonolis in dialogo con Mario Calabresi mentre a Roma sarà il 29 ottobre al Teatro Eliseo con Walter Veltroni. “Viaggia veloce il fiume del tempo, molto più di quanto scorreva in passato. E scava sempre più profondo il canyon che attraversa” scrive Bonolis.    “I miei figli sono dall’altra parte e potrebbero partire prima che possa raggiungerli” scrive. “Gli vorrei consegnare quello che ho conservato. Non c’è molto tempo e, senza il mio bagaglio, ho paura che il loro viaggio possa essere più faticoso di quello che intrapresi io. Ho 58 anni adesso che scrivo e, il mio viaggio, l’ho iniziato che ero ragazzo. A quei tempi anche mio padre mi consegnò il suo bagaglio, ma gli bastò allungare un braccio per passarmelo” dice Bonolis, nato a Roma nel 1961, che negli ultimi quarant’anni ha condotto sia per la Rai sia per Mediaset importanti trasmissioni tra cui il Festival di Sanremo ed è stato ideatore, autore e anima di programmi innovativi di straordinario successo che hanno segnato la storia dell’intrattenimento in tv.    Da sempre Bonolis, come racconta lui stesso, parla da solo per tornare sui suoi pensieri, elaborarli, rivoltarli. E’ nato così questo flusso appassionato e coinvolgente di riflessioni, ricco di ricordi di personaggi ed episodi, in cui Bonolis sorprende i lettori con le sue domande ora poetiche ora al vetriolo: leggerezza e accettazione sono antibiotici per l’esistenza? Un amore è un dato oggettivo o un fiume di farfalle?Per gentile concessione della Rizzoli pubblichiamo un brano tratto dal nuovo libro di Paolo Bonolis ‘Perché parlavo da solo’ che arriva in libreria oggi. Ecco il brano, in cui parla del rapporto con lo sport e con il passare del tempo”Invecchiando, si sa, il nostro corpo perde acqua ed elasticità, piano piano ci raggrinziamo, viene meno l’appetito, diminuisce la potenza sessuale, sparisce il desiderio, siamo sempre meno liberi perché compaiono fragilità che vanno assecondate. Pian piano, queste fragilità le noto anche su di me: lo sport mi è sempre piaciuto tanto, ma lo devo praticare in una maniera molto più ridotta. Adesso si innesca una specie di sfida col mio corpo e col tempo che passa: mi accanisco a fare sport e mi diverto a vedere dove riesco ad arrivare nonostante questa lenta decomposizione delle carni. A calcio, ho sempre giocato nel ruolo del mediano: è un po’ il furiere, quello che si fa carico di tutti gli altri. È colui che va a tamponare dove uno non ce la fa, o che assiste quello che ce la sta facendo per aiutarlo a concludere. È anche quello che si fa più chilometri perché si sposta ovunque. Giocare come mediano mi ha sempre dato grande soddisfazione anche grazie alla fortuna di avere un organismo particolare, che si affatica meno degli altri: a dispetto della generalità brucio il 25% in meno di ossigeno nello sforzo fisico. Almeno, questo succedeva PRIMA e non sentivo la fatica. Mo avoja se la sento. E sento pure i dolori! Quindi, con tutte le ‘afflizioni’ che mi porto appresso, quando gioco una partita che va a buon fine, sono contento e soddisfatto come se avessi giocato ai livelli di una volta, quando non c’erano acciacchi e i risultati probabilmente erano più lusinghieri. Quello che voglio dire è che, con le armi che mi sono rimaste a disposizione, sono contento di constatare che ancora ce la faccio. Certo, sebbene il corpo sia tutto sommato sano, non è immune dai segni del tempo. Specialmente da quelli esteriori. Il mio volto è solcato dalle tanto temute rughe. Niente di strano, fanno parte del processo di invecchiamento e le accetto, non c’è problema. Quando vedo il mio faccione sullo schermo, quei solchi non mi infastidiscono, anzi non dedico loro neanche un pensiero fugace. Non sono vanitoso. Non sono tipo da creme e trattamenti vari: non mi vedo con pappette verdi in faccia e cetrioli sugli occhi; rispetto chi si sottopone a quegli intrugli, ma mi sentirei piuttosto ridicolo a metterli. Cacchio, un Arcimboldo! Così come i trattamenti estetici non sono una mia preoccupazione, non lo è stata neanche mai lontanamente la moda. Quando esco con mia moglie la sera, è capitato diverse volte che davanti all’ascensore Sonia mi squadri dalla testa ai piedi e mi chieda: Da che ti sei vestito?. È una domanda molto maligna. C’è chi si veste casual, e chi si veste ‘a casual’. Ecco, io appartengo a quest’ultima categoria, senza dubbio. È che, per quanto mi sforzi, non capirò mai il senso della ‘moda’. Quest’anno, il must per la donna moderna e sicura di sé è il cappotto blu oltremare. Ma perché? Che vuol dire? Chi l’ha deciso? Mia moglie ci tiene tantissimo, è attenta agli abbinamenti, alle fogge, alle marche, ma non è mai riuscita a spiegarmi (o io a capire) il senso di questa febbrile rincorsa dello stile. A quanto sembra, anche mia figlia Adele, la più piccola, ha lo stesso mio atteggiamento di fronte ai vari brand modaioli. Brava, bella de papà. Non lasciarmi da solo, sostienimi! Scherzi a parte, la mia immagine è sempre stata secondaria ai miei occhi. Se la gente ha guardato in tutti questi anni quello che ho fatto, credo sia stato per ciò ciò che raccontavo, per come lo raccontavo e non di certo perché ero più o meno bello, meglio o peggio vestito”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Maledetti Amici Miei, show senza freni con cast all star
Su Rai2 dal 3/10 con Giovanni Veronesi, Rubini, Papaleo, Haber

01 ottobre 201919:16

Alessandro Haber dopo aver detto all’ospite Carlo Verdone che è da sempre il suo mito non solo come regista e attore, ma anche come musicista, lo prende a parolacce pesanti perché, gli spiega, “hai fatto recitare cani e porci, persino Max Tortora, e per me neanche una particina…”.
Giovanni Veronesi fa confessare a Rocco Papaleo il suo rapporto con il sesso prima e dopo la conduzione di Sanremo: “Poco davvero prima” è la risposta dell’attore, “ma frequentavo amici uomini accompagnati dalle donne. Dopo, il picco… se di picco vogliamo parlare”.
“Dopo i 50 anni vuotiamo il sacco”, senza freni e senza pudori, come si fa tra veri amici. Con questa premessa Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Sergio Rubini e Giovanni Veronesi danno vita a ‘Maledetti Amici Miei’, l’attesissimo e irriverente nuovo programma in onda su Rai2 in 7 prime serate da giovedì 3 ottobre in prime time, con la regia di Cristiano D’Alisera. Uno show televisivo – prodotto da Rai2 in collaborazione con Ballandi – in cui l’anima è il racconto che, sulle fondamenta della grande confidenza e del feeling tra i quattro protagonisti, mette in scena ogni sera uno spettacolo diverso, capace di ricreare quella magica atmosfera della commedia all’italiana (il titolo è un omaggio al film di Monicelli), fatta di storie, aneddoti e confessioni raccolte in 35 anni di vita e amicizia spietata. Accanto a loro la “maestra d’ansia” Margherita Buy e Max Tortora, pronti entrambi a mettersi in gioco e a sopportare l’irriverenza dei padroni di casa. In ogni puntata come ospiti grandi nomi dello spettacolo, invitati nelle vesti di cari amici dal mondo del cinema, della musica e del teatro. “Il programma – spiega Veronesi – è nato dalla nostra amicizia, siamo quattro amici veri, abbiamo iniziato per caso per un forfait all’Ambra Jovinelli uno spettacolo teatrale per scherzo senza un testo, ‘A ruota libera’, lo abbiamo fatto per un po’ di anni, in certe date particolari dell’anno, poi Freccero, il direttore di Rai2, che è pazzo, ci ha portato in tv”. In un intercalare di monologhi, impietosi trabocchetti, stacchi musicali e ricordi nostalgici, momenti di tenerezza e ironia. E benché non ci sarà un copione, i ruoli di ognuno ci sono. Veronesi sarà il padrone di casa, Haber una sorta di valvola di sfogo per tutti gli altri, Papaleo il responsabile musicale e Rubini l’imbucato.
Accanto al racconto, la musica ricopre un ruolo centrale in questo show: è Rocco ad aver riunito e a condurre una resident band formata da Roberto Dell’Era (basso chitarra e voce), Federico Poggipollini (chitarra e voce), Beppe Scardino (sax e flauto), Simona Norato (piano, chitarra e voce), Valeria Sturba (theremin, sinth e voce) e Sergio Carnevale (batteria e voce) “Ogni serata – spiega Veronesi (che ad opinione di Freccero ha un futuro da conduttore, perché ha tempi e ritmo da vendere, nel caso si stancasse di fare il regista ndr) – si apre con un vero e proprio gioiello musicale: ogni sera Paolo Conte reinterpreta uno dei suoi grandi successi da Azzurro a Messico e Nuvole, solo per i suoi Maledetti Amici. Ospiti del debutto Carlo Verdone e Giuliano Sangiorgi, primi tra i tanti che si alterneranno nel programma a raggiungere i padroni di casa, per un abbraccio, un racconto, una cantata, un pettegolezzo, il disvelamento di un segreto. Sangiorgi, leader dei Negramaro, sarà anche autore della sigla finale. Tra monologhi, trabocchetti spietati, altissimi momenti musicali, una kermesse e qualche nostalgia, quattro uomini “maturi solo all’anagrafe”, si guardano indietro e soprattutto dentro con disincantata e cattivissima tenerezza e una dose elevatissima di ironia. Sette serate con una scenografia definita ‘il borgo dell’amicizia’, con i quattro che si ritrovano sui tetti e parlano con i vari ospiti che intervengono dalle finestre. E tutto è improvvisato e prende spunto dai racconti che si sono fatti durante cene e incontri in oltre 30 anni di amicizia. “Faremo nomi e cognomi – dice ancora Veronesi – chissà se mi faranno più fare un film”. “A noi piace tanto l’idea di vuotare il sacco e non dire più bugie dopo i 50 anni, Haber ne ha 78 ma li porta bene” aggiunge il regista. Rubini precisa: “Non è facile per noi, perché gli amici sono una rottura di scatole mostruosa, non ci sono confini, non c’è un regista, una capo, un margine e non ci sono le dinamiche che ci sono sui set, ma quelle di un gruppo di amici; ogni giorno ci amiamo, litighiamo, ci tradiamo, torniamo indietro è un’esperienza forte dal punto di vista umano, non a caso ‘Maledetti’ ci sta benissimo”

Sgarbi, Raffaello tra donne e capolavoriDa 9/10 a Roma nel 500/o della morte. Poi Dante e Artemisia

01 ottobre 201914:47

– “Raffaello è la più rognosa di queste avventure. È un genio che non ha bisogno di me né del mio racconto. È il nostro più grande pittore, un filosofo, un sistematore di idee. Dipinge in presenza di Dio. Ha un solo punto dove appigliarsi: l’ossessione maniacale per le donne.
Vasari racconta che non poteva dipingere senza appagare i suoi sensi”. Così, dopo Caravaggio, Michelangelo e Leonardo, Vittorio Sgarbi prosegue nella sua galleria di grandi anniversari e porta in scena ‘Raffaello’, il maestro delle Madonne e della Scuola di Atene, alla vigilia dei 500 anni dalla morte (dal 9 al 13/10 al Teatro Olimpico di Roma). Uno spettacolo, dice, “che dovrò ridurre: al momento dura oltre 4 ore, tanti sono i capolavori realizzati in 37 anni di vita”. Ma già pensa ai prossimi capitoli. “Dante, nel 2021 – dice – Ci potrebbe essere un Canova nel 2022. Soprattutto vorrei dedicare uno spettacolo ad Artemisia Gentileschi e uno agli ‘invisibili’, maestri come l’Ortolano o Saturnino, bravissimi ma sconosciuti”.

Lavazza celebra la moka con una mostraPer la Giornata internazionale del caffè, fino a 3/11 a Milano

01 ottobre 201915:43

– La moka, oggetto di uso quotidiano per eccellenza, è protagonista del design nella mostra ‘Le caffettiere dei Maestri. Quando l’architettura e il design incontrano la Moka’ organizzata da Lavazza (fino al 3 novembre) in occasione della giornata internazionale del caffè nel flagship store di Piazza San Fedele, a Milano.
Giulio Iacchetti, industrial designer che con Lavazza ha collaborato nella collezione Paradiso e curatore dell’ esposizione, ha selezionato 24 caffettiere disegnate da archistar – da De Lucchi a Richard Sapper, da Zanuso ad Aldo Rossi, Cini Boeri e Gaetano Pesce – e anche da giovani promesse. Perché come disse anche Alessandro Medini “ogni grande architetto ne ha tentato il progetto, ambisce a costruire una caffettiera così come prima di morire vorrebbe fare una torre”, citato in apertura del piccolo catalogo della mostra ideata in collaborazione con Moleskine.

Torna in Arena di Verona ‘Notre Dame’Presentato sulle note di ‘Vivere per amare’

VERONA01 ottobre 201916:04

– Seduto al pianoforte per far risuonare le note di ‘Vivere per amare’, accompagnato dalla voce di Elhaida Dani, la nuova Esmeralda. Così, dal vivo nella hall del municipio di Verona, Riccardo Cocciante ha presentato il ritorno in Arena di Verona di ‘Notre Dame de Paris’. “Un gioiello nel gioiello”, secondo l’artista, il connubio tra la sua opera e l’anfiteatro scaligero. E, per l’occasione, anche il programma di Rai1 ‘Storie italiane’ era in diretta da Palazzo Barbieri.
L’opera moderna, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna dal 3 al 6 ottobre nell’Arena, facendo salire a ben 43 le repliche che nel corso degli anni sono state fatte solo a Verona. Dopo le date scaligere, lo spettacolo musicato da Riccardo Cocciante, sull’adattamento di Luc Plamondon e Pasquale Panella, sarà in scena a Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Torino, Roma, Genova, Eboli, Reggio Calabria, Catania e Ancona.

Scala, sindacati dichiarano scioperoCda non ha ratificato accordo su diaria tournee firmato a maggio

MILANO01 ottobre 201917:08

– I sindacati della Scala hanno annunciato scioperi a partire dal 18 ottobre, data della prima rappresentazione del Giulio Cesare di Haendel. Il motivo è che il 30 settembre il cda del teatro non ha ratificato l’accordo sulla diaria nelle tournée stipulato lo scorso maggio. Cgil, Cisl, Uil e Fials chiedono “un incontro urgente per affrontare – spiega la dichiarazione dello stato di agitazione – le questioni di merito compresi gli effetti retributivi per il personale che ha partecipato alle trasferte già effettuate”.

Torna JazzMi, c’è anche Herbie HancockDall’1 al 10 novembre concerti in tutta città, anche periferia

01 ottobre 201917:09

– E’ già sold out l’appuntamento con Herbie Hancock al Conservatorio di Milano, uno dei concerti di punta della quarta edizione di JazzMi, il festival diffuso che torna dal primo al 10 novembre con oltre 190 eventi, divisi tra la celebrazione dei maestri del jazz, uno sguardo attento ai protagonisti della scena contemporanea e lo spazio dato ai giovani talenti emergenti.
L’edizione 2019 vede tra i protagonisti il vecchio leone del free Archie Shepp, il duo pianistico Stefano Bollani e Chucho Valdés, Kenny Barron con un elegante piano solo, Enrico Rava, in cartellone con il progetto Special Edition che include Gianluca Petrella e Giovanni Guidi. Per il quarto anno consecutivo – dopo gli oltre 50mila spettatori della scorsa edizione – saranno Triennale Milano Teatro e Blue Note i luoghi principali del festival, che coinvolgerà oltre 80 differenti spazi culturali ma anche quartieri in periferia dove si terranno progetti speciali come le brass band itineranti a Gratosoglio, Casoretto e Via Padova.

Polizie Usa in allerta per prima ‘Joker’Mobilitazione agenti per il 4 ottobre, giorno del debutto

NEW YORK01 ottobre 201918:32

Le polizie di New York e Los Angeles sono in allerta per “Joker”, il controverso film di Todd Phillips che negli Usa uscirà il 4 ottobre (un giorno prima in Italia). Agenti saranno dispiegati nelle sale che proiettano la pellicola con Joaquin Phoenix, Leone d’Oro all’ultima Mostra di Venezia, secondo conferme ricevute dall’Hollywood Reporter. La decisione è stata presa sulla scia del malessere evocato dal film della Warner dopo tre sparatorie di massa nel corso dell’estate e alla luce del collegamento indiretto del protagonista con la strage del 20 luglio 2012 in un cinema di Aurora dove a mezzanotte doveva essere proiettato “Il cavaliere oscuro – il ritorno”, terzo capitolo della trilogia su Batman di Christopher Nolan. Nei giorni scorsi cinque famiglie di Aurora avevano scritto una lettera aperta alla Warner esprimendo preoccupazione per il contenuto violento del film. “Non ci sono minacce specifiche e fondate, ma continuiamo a tenere la guardia alta”, ha detto la polizia all’HR.

Incerti e sospesi, Anni Venti in ItaliaA Genova dal 5 ottobre il grande racconto di un’epoca cruciale

01 ottobre 201917:25

– Non solo ruggenti. Incerti, sospesi, dominati dall’inquietudine. Gli Anni Venti per l’arte italiana furono un tempo cruciale. Li racconta la mostra “Gli Anni Venti in Italia. L’età dell’incertezza”, a cura di Matteo Fochessati e Gianni Franzone, dal 5 ottobre al 1 marzo 2020, a Palazzo Ducale di Genova. E’ un viaggio affascinante attraverso un centinaio di opere provenienti da importanti musei, gallerie e collezioni private, per descrivere il passaggio dal trauma della Grande Guerra, con la fine dei punti fermi e dell’ottimismo, alla crisi mondiale degli Anni Trenta, anticipata dal crollo di Wall Street dell’ottobre del 1929 e l’ascesa dei regimi dittatoriali che portarono alla catastrofe della Seconda Guerra Mondiale. Il racconto si snoda in nove sezioni. Dai Volti del Tempo – una lunga galleria di ritratti per mano di Gino Severini, Giorgio de Chirico, Felice Casorati, Achille Funi, Baccio Maria Bacci, Ubaldo Oppi, Carlo Levi, Alberto Savinio, Fillia – al capitolo dedicato alla fine della guerra.

Zucchero, il 4 ottobre esce FreedomPrimo singolo del nuovo disco D.O.C. in uscita l’8 novembre

01 ottobre 201917:59

– È Freedom il nuovo singolo di Zucchero, in uscita il 4 ottobre. Un brano, scritto a quattro mani insieme all’artista britannico Rag’n’Bone Man, dal sound ricercato e internazionale figlio di una nuova ricerca musicale che si mescola al tradizionale stile Fornaciari. Freedom anticipa il disco di inediti D.O.C in uscita in tutto il mondo l’8 novembre (Polydor/Universal Music), con 11 brani e 3 bonus track. L’album sarà disponibile in 3 versioni: CD, Doppio Vinile e in un edizione limitata doppio vinile color arancio. D.O.C. sarà presentato live in tutta Europa a partire dal 6 giugno (il via da Glasgow) e arriverà in Italia a settembre con 10 concerti all’Arena di Verona (22, 23, 25, 26, 27, 29, 30 settembre e 2, 3 e 4 ottobre).

Fai, villa Balbianello la più visitataIn grande aumento arrivi India dopo matrimonio star Bollywood

COMO01 ottobre 201918:01

– Per il quinto anno consecutivo Villa del Balbianello a Tremezzina, sul lago di Como, si conferma il bene del Fai (Fondo Ambiente Italiano) più visitato d’Italia, con un nuovo record di 120mila presenze registrato a fine settembre, con provenienze principali da Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Cina, Thailandia, Europa dell’Est e moltissimi dall’India, sull’onda del clamore suscitato dal matrimonio in Villa, un anno fa, tra due famosi attori di Bollywood, Ranveer Singh e Deepika Padukone. Già dalla scorsa primavera, Villa del Balbianello aveva annunciato l’apertura cinque giorni su sette la settimana fino all’Epifania. Il bilancio è in costante crescita: due anni fa, erano stati 2.300 i visitatori invernali, lo scorso anno il numero è salito a 3.000. La dimora arroccata sul lago circondata dal suo parco sarà quindi aperta al pubblico fino a lunedì 6 gennaio 2020 tutti i giorni tranne i lunedì e i mercoledì non festivi.

Ferlinghetti, il mio ‘Little Boy’ è un lungo respiroParla il poeta centenario, arrivano libro e documentario

01 ottobre 201919:31

– Visionario, poetico, arriva in Italia ‘Little Boy’, l’atteso libro in cui, a 100 anni, Lawrence Ferlinghetti si racconta in un flusso di coscienza trascinante e senza punteggiatura. Uscito in Usa per il suo compleanno, festeggiato il 24 marzo scorso, è un memoir, un’autobiografia, un autoritratto in prosa. E’ il libro di un poeta in viaggio, di un ragazzino che vivrà per sempre, come tutti i giovani.
“La cosa più importante di una vita è imparare a respirare. Parole e respiro sono a volte due cose diverse. Little Boy è un lungo respiro. Come una vita intera” dice Ferlinghetti dalla sua abitazione di San Francisco, sopra la libreria e casa editrice City Lights da lui fondata.Il padre della Beat Generation, il testimone della Summer of Love e della rivoluzione hippy, primo editore di Jack Kerouac e Allen Ginsberg, di Gregory Corso e William Burroughs, da sempre non ama “dare risposte. Sono un poeta. Lascio alla critica – sottolinea – il compito di decidere se ‘Little Boy’ sia più memoir, più autobiografia, o anche altro. I poeti hanno sempre preferito che fosse la critica a farlo!”.
Dell’esperienza della Beat Generation dice ridendo “Beat chi?” e dei suoi amici racconta: “Mi manca il buffo senso dell’umorismo di Gregory Corso. Eppure la sua poesia era così piena di premonizioni di morte”. Mentre di quello che pensa del mondo di oggi perduto nella tecnologia, a cui più volte fa riferimento nel libro, tra smartphone, Facebook e droni, Ferlinghetti spiega: “E’ una domanda troppo grande. Domande, risposte. Dovrei scrivere un libro intero solo per rispondere a questa singola domanda. Sono solo – ribadisce – un poeta, le domande e le risposte sono più adatte agli storici, ai critici”. Dissidente romantico o romantico dissidente come parla di se stesso nelle ultime pagine del libro, Ferlinghetti, poeta, pittore, artista di origini italo-americane nell’edizione di Little Boy pubblicata da Edizioni Clichy e tradotta dalla sua fedele collaboratrice Giada Diano, saluta i lettori del paese d’origine della sua famiglia facendoci entrare nello spirito del libro: “Sono felice che Little Boy sia riuscito ad arrivare in Italia. Credo che Little Boy sia universale. Ci sono Little Boy ovunque nel mondo e Little Boy può essere di qualunque nazionalità”.Con il libro, che sarà presentato per la prima volta in Italia il 5 ottobre a Umbrialibri 2019, arriva il giorno prima al Festival, in anteprima nazionale, anche il film documentario ‘Lawrence. A Lifetime In Poetry’, diretto dalla stessa Diano ed Elisa Polimeni, il 4 ottobre alle 18.00 a San Pietro. “Questo meraviglioso film di Giada Diano e Elisa Polimeni è davvero prezioso come documento letterario perché nessuno ha mai raccontato così la mia figura di poeta. Sono felice e spero che lo vedano tutti” dice Ferlinghetti al quale è molto piaciuto il film. L’appuntamento di Umbrialibri dedicato a Ferlinghetti e alla cultura ‘On the road’ vedrà anche la partecipazione di Omar Pedrini, il cantautore e chitarrista ex leader dei Timoria, legato a Ferlinghetti da una lunga collaborazione artistica. Il viaggio che si compie con ‘Little Boy’ a cui Ferlinghetti ha lavorato per quasi tutta la vita ci porta dentro la realtà e il sogno dell’autore di ‘A Coney Island of the Mind’, ‘Il senso segreto delle cose’ e ‘Poesia come arte che insorge’.“Non sono memorie, le memorie sono per le signore vittoriane. Non è nemmeno un’autobiografia, è semplicemente un io immaginario, il tipo di libro che ho scritto per tutta la mia vita. Diciamo che è un romanzo sperimentale” come spiega Ferlinghetti di questa autobiografia di stampo quasi joyciano che ti trascina nella pagine e ti fa stare dentro la storia fin dalle prime parole: “Little Boy si sentiva completamente perso. Non sapeva chi fosse né da dove venisse”. E la sua è la vita di un ragazzino, little boy appunto, dall’infanzia travagliata: nato nel 1919 a Yonkers, New York, rimasto orfano di padre da piccolo, affidato dalla madre sconvolta nelle braccia della zia Emilie che lo porta in Francia, tornato con lei a New York, finito in orfanatrofio, ripreso dalla zia e adottato dalla facoltosa famiglia Bisland. Arruolato in Marina appena prima di Pearl Harbor. Duecentotrentasette pagine in cui tra poeti, folli, artisti, Ferlinghetti ci parla anche di noi e di quella paura dell’ignoto che genera nemici ovunque.

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Festa di Roma, Viola Davis premio carriera
Film di chiusura ‘Tornare’ di Cristina Comencini

ROMA01 ottobre 201919:33

– L’attrice statunitense Viola Davis riceverà il Premio alla carriera nel corso della 14/a edizione della Festa del Cinema di Roma (17-27 ottobre). Lo annunciano il direttore artistico Antonio Monda e Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema per Roma, d’intesa con Francesca Via, direttore generale. Film di chiusura sarà “Tornare” di Cristina Comencini.In occasione del Premio alla carriera, Viola Davis, uno dei volti più intensi e celebrati del cinema mondiale, sarà protagonista di un Incontro ravvicinato con il pubblico in cui ripercorrerà il percorso artistico che l’ha vista eccellere fra cinema, televisione e teatro. “Viola Davis è una attrice straordinaria, che è riuscita a trasformare la sincerità e la dignità in sublime arte recitativa – dice Antonio Monda – È un grande onore per me, e per tutta la Festa, celebrarne il formidabile talento e la sua profonda umanità”. Viola Davis è stata la prima attrice afroamericana ad aggiudicarsi i premi Oscar©, Emmy e Tony. Candidata per tre volte agli Academy Award, ha vinto nel 2017 il riconoscimento come miglior attrice non protagonista per Barriere. Ha inoltre ricevuto due Tony Award per il suo lavoro nelle opere teatrali “Barriere” e “King Hedley II”, mentre nel 2015 è stata la prima interprete afroamericana a ottenere il premio come miglior attrice protagonista in una serie drammatica per Le regole del delitto perfetto, per cui ha ricevuto altre due candidature nel 2016 e nel 2019. Come lo scorso anno, la Festa del Cinema assegnerà due Premi alla Carriera: già annunciato quello a Bill Murray che sarà consegnato da Wes Anderson.”Tornare”, il nuovo atteso film di Cristina Comencini, nominata all’Oscar© per il miglior film straniero (La bestia nel cuore), vincitrice di due Nastri d’argento, uno per la miglior sceneggiatura con Il più bel giorno della mia vita e uno Speciale per Latin Lover, è ambientato negli anni Novanta a Napoli. La protagonista è Alice, una donna di quarant’anni al suo rientro dall’America dopo una lunga assenza, a seguito della morte del padre. Alice e la sorella decidono di vendere la casa di famiglia, ma occorre svuotarla dagli oggetti di una vita. Inaspettatamente, Alice scopre che la casa è abitata da una ragazza giovane e bellissima. Con lei inizia un dialogo intenso e promettente, come il legame che si crea con Marc, un uomo affascinante e gentile incontrato alla commemorazione del padre. Intorno ad Alice prende forma un mondo nuovo, intrigante e pericoloso, che apre squarci sul suo passato e sulla sua esistenza. Tornare vede come interpreti principali Giovanna Mezzogiorno, che aveva già collaborato con Cristina Comencini ne La bestia nel cuore, affiancata da Vincenzo Amato (Respiro e Nuovomondo di Emanuele Crialese). Il film è una produzione Lumière & Co. con Rai Cinema ed è distribuito da Vision Distribution. “Sono onorato di chiudere la Festa del Cinema con il film di Cristina Comencini – sottolinea Monda -. Ammiro il coraggio e l’onestà con cui riesce a raccontare il dolore in una splendida Napoli assolutamente inedita nel cinema italiano”.

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Un mondo sostenibile in 100 foto
Il punto sullo stato del pianeta ed un percorso per salvarlo

29 settembre 2019 11:34

– ENRICO GIOVANNINI, DONATO SPERONI, UN MONDO SOSTENIBILE IN 100 FOTO (Pp 240 LATERZA, EURO 24) Una bambina in mezzo ad una distesa di ghiacci disciolti, un surfista che cavalca un’onda colma di rifiuti, lanterne solari per i contadini filippini; il prototipo di una casa ruotante ecologica: scatti di un pianeta che soffre e scatti che aiutano ad immaginare un pianeta più vivibile. Sono alcune delle immagini che compongono il volume “Un mondo sostenibile in 100 foto”, di Enrico Giovannini e Donato Speroni, foto a cura di Manuela Fugenzi, pubblicato dagli Editori Laterza. Il libro fa il punto, attraverso la combinazione di fotografie e testi, sullo stato del nostro pianeta non limitandosi alla denuncia ma offrendo piuttosto spunti per un mondo sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Punto di partenza quell’ Agenda 2030 sottoscritta nel 2015 dai governi di 193 nazioni -compresa l’Italia- che è un programma di azione articolato in 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e che riguardano il clima e l’energia; la povertà e le diseguaglianze; l’economia, l’innovazione e il lavoro; il capitale umano, la salute e l’educazione; la qualità dell’ambiente; il capitale sociale.
L’obiettivo del libro, che nasce dalla collaborazione tra l’Asvis (l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, che riunisce oltre 240 soggetti della società civile), la casa editrice Laterza ed Enel, è di raggiungere il più vasto pubblico possibile: studenti e docenti infatti potranno scaricarlo in formato digitale gratuitamente sul sito http://www.unmondosostenibile.it. Quale sia il percorso suggerito si capisce fin dal titolo dell’introduzione, “La grande sfida”, nel quale Enrico Giovannini sottolinea “le straordinarie opportunità che abbiamo per rendere il nostro mondo sostenibile da tutti i punti di vista”. Giovannini ricorda che “nell’ultimo mezzo secolo il mondo ha fatto passi avanti straordinari, conseguendo un livello di ricchezza, educazione, salute, benessere, mai raggiunto nella storia dell’umanità” ma che “la consapevolezza dei rischi e dei costi che già oggi vengono sostenuti, soprattutto dai più deboli, deve stimolare l’agire comune a favore della sostenibilità, sapendo che il tempo disponibile è minimo”.

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Achille Lauro, viaggiando nelle epoche
‘Sono ritornato a Siae’, annuncia a Firenze. Chiude tour 13/10

29 settembre 201919:13

“Ho appena annunciato il mio nuovo lavoro” dichiara Achille Lauro al termine dello speech “Caos creativo” tenuto oggi durante l’edizione fiorentina del Wired Next Fest. “Dal 1969 passiamo al 1990, stiamo viaggiando nelle epoche. Sono molto contento, perché prima ci eravamo ispirati ai monumenti della musica mondiale, e ora siamo passati alle vecchie nostalgie. Aspettatevi la fine del mondo”.
Il musicista prosegue: “per me che sono un autore, che la mia passione è scrivere, che ho pubblicato dischi e libri con i miei pensieri, è molto importante che ci sia la tutela di un istituto come la SIAE in Italia. Sono molto contento di essere ritornato a SIAE, che sarà mio partner per tutti i lavori futuri” Nelle prossime settimane Lauro sarà impegnato nella chiusura del tour, che dal 3 al 13 ottobre sarà nelle più grandi città italiane: Napoli, Roma, Milano, Firenze, Torino e Bologna. Un live che passerà dal punk a momenti più intimi, malinconici, al rock’n’roll fino alla musica contemporanea.

Reggia Caserta: direttrice, torni magiaMaffei, manutenzione la priorità. Spenderemo subito 47 milioni

CASERTA29 settembre 201917:39

– “Questo parco deve diventare il parco più bello del mondo. Vorrei riuscire a farlo ritornare la magia di un tempo e che oggi soffre tanto perchè richiede interventi strutturali”. E’ il sogno nel cassetto di Tiziana Maffei, alla guida della Reggia di Caserta da poco più di due mesi. La direttrice del capolavoro progettato da Luigi Vanvitelli ha un compito non facile ma dimostra di avere le idee chiare. Architetto, esperta di restauro, paesaggio e tutela del patrimonio, è presidente del Comitato italiano di Icom, l’ International Council Museum. Nelle scorse settimane è stata a Kyoto per la Conferenza generale, un appuntamento che le ha dato l’ occasione di incontrare i responsabilidei musei cinesi per avviare un programma triennale di scambi e concordare la messa a punto della grande mostra dedicata all’ Esercito di Terracotta in programma nella Reggia da maggio a ottobre 2020.

Coez, pop tocca argomenti importantiAl via da Verona ‘E’ sempre bello in tour’ con video Open Arms

VERONA29 settembre 201918:38

– Comincia dall’Arena di Verona il nuovo tour di Coez, che da ottobre sbarcherà nei palazzetti. La carrellata di concerti intitolata ‘E’ sempre bello in tour’, è stata anticipata a maggio dalle tre date romane e segue l’uscita dell’album ‘E’ sempre bello’. Con una scaletta di ventisei brani, Coez presenta dal vivo un riassunto della sua storia musicale. In programma per il concerto anche un video dedicato ad Open Arms. “Ho sempre lavorato per questo – ha detto Coez – e ora chi viene ai miei concerti mi conoscerà sotto tanti punti di vista. Anche il pop può parlare di argomenti importanti”.

Box office Usa, vince Il piccolo yetiSegue Downton Abbey.

29 settembre 201920:13

– L’avventura animata di DreamWorks ‘Il piccolo Yeti’, ha conquistato il botteghino con una stima di 20,9 milioni di dollari, mentre la storia di Judy Garland interpretata da Renee Zellweger ‘Judy’ è partita in sordina su 461 schermi ma con un incasso di 3,1 milioni. Il piccolo Yeti è una coproduzione USA-Cina tra Universal DreamWorks e China Pearl Studios, quindi i risultati in Cina saranno fondamentali per il suo successo. A seguire il film numero uno della scorsa settimana, “Downton Abbey”, scivolato al secondo posto con 14,5 milioni. Il film poliziesco “Hustlers” è terzo con 11,5 milioni.

The Irishman, gangster movie di Scorsese verso OscarPer chi ha visto film è già multi-premi

29 settembre 201919:01

Se tutto dipendesse dalle prime entusiastiche reazioni critiche post-proiezione di ‘The Irishman’ di Martin Scorsese, visto venerdì in anteprima mondiale al NYFF, questa ode al gangster movie è già proiettata verso un multi-Oscar. Un esempio su tutti: questo film che attraversa il tempo con disinvoltura digitale, su Rotten Tomatoes ottiene il consenso dei critici al 100% mentre su Metacritic vola al 92%, percentuali, va detto, mai toccate da questi siti che si occupano di aggregare recensioni e notizie di cinema.
Come sintetizza poi il critico americano Chris Evangelista: “Il film è un capolavoro. Divertente, epico e, soprattutto, malinconico. Cosa racconta? È Scorsese che si confronta con vecchiaia, lasciti e mortalità”.
A rendere questo film una sorta di ibrido, tra classicità e avanguardia, è soprattutto il confronto con il tempo grazie alle tecnologie messe in campo per ringiovanire i protagonisti del film, che ha reso, tra l’altro, ‘The Irishman’ un lavoro più che travagliato a livello economico. Così, non a caso, il film è passato dalle mani di una Paramount, spaventata dall’elevato costo della pellicola, a quelle di Netflix.
“Per anni non siamo riusciti a trovare i finanziamenti necessari – ha spiegato Scorsese durante la conferenza stampa al Festival di New York -. Poi alla fine è arrivato Ted Sarandos. La ILM aveva trovato una soluzione per il procedimento di ringiovanimento digitale che non avrebbe interferito troppo con la recitazione di Bob, Al e Joe i quali non dovevano così interagire fra loro indossando degli elmetti o delle palle da tennis sulla faccia. Avevamo fatto un test qualche anno fa, un esperimento costoso. Ma Ted e tutti a Netflix – continua il regista – hanno detto che avrebbero sostenuto la spesa.
Effettivamente hanno poi fornito il budget, finanziato il film ed erano perfettamente allineati con noi dal punto di vista creativo”.
Per quanto riguarda la trama, Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci sono i protagonisti di questa epica saga sulla criminalità organizzata nell’America del dopoguerra.
Una storia raccontata attraverso gli occhi del veterano della Seconda Guerra Mondiale, Frank Sheeran – imbroglione e sicario – che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del 20° secolo. Il film racconta insomma, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa. E questo attraverso un viaggio tra i segreti del crimine organizzato, i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica tradizionale.
Nel cast del film, che avrà la sua anteprima alla Festa di Roma e sarà a novembre in sala in alcuni cinema selezionati prima di approdare il 27 su Netflix, oltre Al Pacino,Robert De Niro e Joe Pesci, anche Ray Romano, Jack Huston, Bobby Cannavale, Stephen Graham, Harvey Keitel e Kathrine Narducci.

Ulisse con Leonardo Da Vinci supera Amici CelebritiesFranceschini, bene Rai di servizio. Salini, ‘sabato sera prestigioso’. Alberto Angela, ‘risultato magnifico’

29 settembre 201918:41

Ulisse con Leonardo da Vinci supera Amici Celebrities. Il programma di Alberto Angela, ha fatto trinfare il sabato sera culturale su Rai1 superando il nuovo appuntamento talent di Canale 5.  ”La puntata di Alberto Angela su Leonardo è vista da 3 milioni 614mila telespettatori con il 20% di share”, twitta con orgoglio il Ministro della cultura Dario Franceschini. ”Un grande successo – aggiunge – è un’altra prova che cultura e qualità possono e debbano essere al centro della programmazione Rai.  Questo è il servizio pubblico che ci aspettiamo”. Giustamente orgoglioso anche l’amministratore delegato di Viale Mazzini Fabrizio Salini:  “Il sabato sera di servizio pubblico realizzato ieri con “Ulisse” riempie l’intera Rai di orgoglio e soddisfazione”. Commenta: “Ringraziamo Alberto Angela e tutta la sua squadra di lavoro. E grazie a tutti i nostri telespettatori. Aver ottenuto un successo così importante con una puntata sul genio di Leonardo Da Vinci rende il nostro sabato sera davvero prestigioso. Sono i contenuti con cui la Rai ha scritto la storia del Paese e sui quali deve impegnarsi sempre di più”. Il programma di e con Alberto Angela, in onda ieri sabato 28 settembre su Rai1, con la puntata dedicata a Leonardo si aggiudica il prime time con 3 milioni e 614 mila telespettatori pari a 20 punti share. Supera Amici Celebrities che su Canale 5 ottiene il 19.45% di share e 3 milioni 066 mila telespettatori. ”È un risultato magnifico. Il giusto riconoscimento del lavoro di un gruppo straordinario con il quale ho la fortuna di lavorare e di un’azienda che ha creduto che l’impossibile fosse…possibile: la cultura in prima serata di sabato su Rai1”. Così Alberto Angela commenta la vittoria di ieri sera su Rai1. ”È una vittoria collettiva quindi. Ma di questo gruppo di lavoro – aggiunge – fa parte anche il pubblico. In effetti è solo assieme ai telespettatori che si può parlare di Arte del Rinascimento e vincere un prime time del sabato. Perché? La risposta è attorno a voi: la ricchezza del nostro paese, in tutte le città e in tutti i secoli. In Italia si è sviluppata una diffusa cultura…della cultura. Che spiega (in buona parte) i risultati di ieri. È un valore che bisogna a tutti i costi proteggere”

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Bocelli, 8 novembre torna con Sì Forever
Nuovi duetti con Ellie Goulding e Jennifer Garner e 3 inediti

27 settembre 2019 13:43

– Dopo aver superato il milione di dischi venduti in tutto il mondo con “Sì”, il suo ultimo album entrato nella storia con il n.1 in Usa e in Inghilterra, Andrea Bocelli l’8 novembre torna con un’edizione speciale dal titolo “Sì Forever: The Diamond Edition” (Sugar). L’album contiene due featuring inediti con Ellie Goulding in Return To Love e con Jennifer Garner in Dormi Dormi Lullaby e tre nuovi brani. Return to love sarà disponibile in tutto il mondo il 3 ottobre. “È stato davvero un grande onore per me essere cercata da una leggenda come Andrea Bocelli – ha affermato Ellie Goulding, due Brit Awards e nominata ai Grammy, che per la prima volta canta in italiano -. Per me Andrea ha una delle voci più belle e riconoscibili della nostra generazione. È stato divertente e sorprendente cantare in italiano, una vera gioia”.
In Dormi Dormi Lullaby il tenore si esibisce con l’attrice Jennifer Garner, pluri-nominata ai Golden Globe, inserita nel 2005 nella classifica Forbes delle cento celebrità più potenti.

Martone, giovani linfa vitale cinema’Il sindaco del Rione Sanità? Rilettura contemporanea testo’

NAPOLI27 settembre 201913:49

– “Questi per Napoli sono anni fertili, importanti, in cui è evidente che sta succedendo qualcosa. Lo sforzo di tutti deve proseguire in questa direzione e i giovani ne sono linfa vitale”. Lo ha detto il regista Mario Martone, a margine della cerimonia con cui il sindaco, Luigi de Magistris, ha conferito riconoscimenti a Martone e al cast del film ‘Il sindaco del Rione Sanità’, premiato alla Biennale di Venezia con il Leoncino d’oro e in sala come film evento il 30 settembre, 1 e 2 ottobre da Nexo.
Nella pellicola il boss settantenne che fu interpretato da Eduardo è invece il giovane Francesco Di Leva. Una scelta che, ha detto il regista, “ci porta nella contemporaneità e che ci ha consentito di trovare un nuovo sound, di rileggere in chiave contemporanea il testo di Eduardo, maestro che non avevo mai messo in scena prima perché è difficile scindere il testo di Eduardo dal modo in cui lui recitava e in cui faceva recitare i suoi testi”.

Capodanno con Proietti a Auditorium RomaIl 31 dicembre al Parco della Musica ‘Cavalli di battaglia’

27 settembre 201913:51

– Capodanno con Gigi Proietti che ritorna con Cavalli di Battaglia, lo spettacolo che registra il tutto esaurito in ogni replica – più di centomila spettatori finora- all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 31 dicembre 2019 alle 21.30, nell’oramai tradizionale appuntamento Mezzanotte in Teatro.
Popolare, drammaturgico, canoro, mimico, poetico, parodistico, comico, ‘Cavalli di battaglia’ è un excursus del repertorio di Proietti. Ci saranno anche Susanna e Carlotta, le due figlie dell’artista, che sorprenderanno il pubblico con le loro qualità vocali e con la loro vis comica. Proietti sarà accompagnato da un’orchestra di 25 elementi diretti dal Maestro Mario Vicari, da un corpo di ballo e da attori del suo laboratorio. Una contaminazione di generi che caratterizzano i suoi spettacoli e che sono gli ingredienti del suo successo.
Un’occasione unica per rivedere in scena l’artista poliedrico. I biglietti sono in vendita su Ticketone.it, da sabato 28 settembre alle ore 11,00.

Arriva in Italia Nel segno dell’anguillaEsordio svedese Svensson esce per Guanda, venduto in 32 paesi

27 settembre 201914:40

– Caso editoriale della Fiera di Londra 2019, venduto in trentadue paesi prima dell’uscita, arriva nelle librerie italiane ‘Nel segno dell’anguilla’ (euro 18), il romanzo dell’esordiente svedese Patrik Svensson, pubblicato da Guanda nella traduzione di Monica Corbetta.
E’ una storia di formazione, un’ode al più misterioso dei pesci, l’anguilla, una creatura che rischia l’estinzione e il cui luogo di riproduzione nel Mar dei Sargassi è oggi minacciato dal cambiamento climatico.
In perfetto equilibrio tra memoir e racconto scientifico, ‘Nel segno dell’anguilla’ parla di noi, del nostro destino e di come affrontare il tema più grande, quello della morte. Cresciuto in una piccola città del sud della Svezia, non lontano da quella che viene comunemente chiamata “la costa delle anguille”, Svensson è nato nel 1972 e vive a Malmo con la famiglia.
Un padre e un figlio imparano a conoscersi nei silenzi dei giorni in cui al chiaro di luna vanno a caccia di anguille e si sentono travolti dal fascino di questo animale. Studiata da scienziati, filosofi, artisti, pensatori, da Aristotele a Freud, l’anguilla, la cui storia biologica è uno degli enigmi più longevi delle scienze naturali diventa nel libro, di 280 pagine, simbolo del grande mistero dell’esistenza e anche dell’emergenza ambientale.

Regio Torino, stagione con Jazz festivalDodici appuntamenti, il 26 ottobre inaugura Julia Hagen

TORINO27 settembre 201915:10

Un viaggio dal classicismo al jazz, tra grandi autori e giovani talenti, con particolare attenzione ai compositori slavi e con una nuova collaborazione con Torino Jazz Festival. È la nuova stagione dei Concerti al Teatro Regio, 12 appuntamenti, 6 con l’Orchestra e Coro del Teatro Regio e gli altri 6 con la Filarmonica Teatro Regio. Concerti per tutte le tasche, con biglietti da 12 a 25 euro. Inaugura il cartellone, il 26 ottobre, la 24enne stella del violoncello Julia Hagen con l’Orchestra del Teatro Regio guidata da Daniel Oren.
“Una parte della stagione concertistica era già programmata.
Puntiamo su artisti che non si sono ancora esibiti a Torino, ma portiamo anche a nomi di grande richiamo”, spiega il sovrintendente del Regio Sebastian Schwarz.
“Cerchiamo di dare stabilità alla Filarmonica, anche le istituzioni culturali devono avere la loro sostenibilità”, sottolinea Giuseppe Lavazza, presidente della Filarmonica d’Orchestra.

Achille Lauro, torno fondendo i generiL’artista annuncia un nuovo disco dal titolo 1990

27 settembre 201915:30

– “Avrei potuto continuare su questa strada e ricalcare all’infinito lo stesso sound. Ma la mia mente va altrove. Sto fondendo tutto in un unico insieme. I generi musicali sono solo gabbiette per topi. Pop, punk, rock, grunge, musica contemporanea. Sono un’unica cosa. Sto tornando con un’anima intima, malinconica, che è parte della vita. Sto prendendo i ricordi di quando ero bambino, che sono la parte migliore di noi, quella che forse tutti nascondono. Quel dolce rimpianto che ci lega profondamente”. Con queste premesse, Achille Lauro annuncia un nuovo album, dal titolo “1990”, anno della sua nascita. “Alla fine del 2017 – racconta -, dopo aver scritto Rolls Royce e quasi l’intero album 1969, i ricordi d’infanzia e della mia adolescenza mi hanno portato alla mente le sonorità anni ’90 e la musica dance. A gennaio 2018 abbiamo buttato giù il primo brano ispirato a La Bouche. Da lì abbiamo iniziato a scrivere la musica che ascolterete nel futuro disco, rivista a mio modo e in chiave intima e autoriale”.

Berengo Gardin svela l’anima di Roma75 scatti dedicati alla città con le memorie romane del maestro

27 settembre 201915:50

– La Roma maestosa e quella popolare, dei mestieri artigianali e delle comparse di Cinecittà; la Roma dell’Appia Antica, del Tevere, delle manifestazioni e delle giornate di pioggia. Ma è soprattutto la Roma della gente, con i volti, gli sguardi, i gesti, quella a cui Gianni Berengo Gardin ha reso omaggio nella mostra allestita al Casale di Santa Maria Nova dal 29 settembre al 12 gennaio, a cura di Giuliano Sergio.
L’esposizione, intitolata “Roma”, accoglie una selezione di 75 scatti, di cui 25 inediti, che coprono un arco temporale di circa 60 anni, nei quali il fotografo racconta le atmosfere e il clima di una città complessa. Nella mostra, promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma e organizzata da Electa con Fondazione Forma per la Fotografia, la narrazione si gioca tutta sull’autenticità, svolta su due binari: da un lato le immagini, con l’occhio di uno dei più grandi fotografi al mondo, dall’altra le parole, quelle di Berengo Gardin che ricorda la “sua” esperienza di Roma, vissuta da ragazzino.

Mengoni, 25/10 arriva Atlantico on TourDoppio cd con tre inediti. Dal 6 novembre riparte il tour

27 settembre 201917:01

– Atlantico on tour è il nuovo progetto discografico di Marco Mengoni che uscirà per Sony Music il 25 ottobre: un doppio cd con tre inediti, oltre all’album doppio platino Atlantico e a 19 tracce dal vivo registrate durante il tour in Italia ed Europa. Un lavoro a conclusione di un viaggio iniziato lo scorso novembre, con l’uscita del disco e un tour partito da Berlino che ha riempito i palazzetti europei e italiani e poi in estate i luoghi della bellezza (e che riparte dal 6 novembre). Il primo dei tre inediti è Duemila Volte, scritto da Mengoni con Davide Simonetta, Alessandro Raina e Alessandro Mahmoud, in uscita il 4 ottobre.
Già testimonial per l’Italia della campagna Planet or Plastic? di National Geographic, Mengoni rinnova il suo impegno e per il nuovo album ha scelto un packaging sostenibile in cartone naturale che si biodegrada in soli due mesi, la cui produzione ha generato meno C02 e si è servita di un ridotto consumo di energia e acqua. Al posto della plastica è stata usata la fibra di mais.

Prix Italia vincono i multipiattaformaPolitica su IG premio speciale. Italia vince serie Sky su danza

27 settembre 201917:09

– I social? Servono anche per raccontare la politica, soprattutto ai più giovani. Una “strategia informativa” che a Roma al 71° Prix Italia – la rassegna internazionale promossa dalla Rai per premiare il meglio di Radio, Tv e Web da tutto il mondo – vale una doppia vittoria per l’emittente tedesca Ard. Il suo “Notizie serie in stile Instagram” si aggiudica, infatti, sia la sezione Web Factual che il Premio Speciale in onore del Presidente della Repubblica Italiana. Si tratta di un progetto di giornalismo politico su Instagram, rivolto in particolare al pubblico dei giovani. Parla lo stesso linguaggio “Goals” della finlandese Yle, vincitrice per il Web Entertainment: una serie Instagram che segue per otto settimane gli allenamenti di nuoto di un gruppo di adolescenti. Per la Tv, l’Italia sale sul gradino più alto delle Tv Performing Arts con “Dance – Perché balliamo?” di Sky Arte: documentari sui motivi che – fin dall’alba dei tempi – hanno spinto l’uomo a danzare e a esprimersi attraverso il proprio corpo.

Billie Eilish in Italia, 17/7 a MilanoUnica data a I-Days 2020. Prima volta da headliner a un festival

27 settembre 201918:23

– Il fenomeno Billie Eilish sbarca in Italia. La giovane artista statunitense è il primo nome confermato per gli I-DAYS al Milano Innovation District, Area Expo, che tornano anche nell’estate 2020. Billie Eilish salirà sul palco il 17 luglio, per la prima volta come headliner in un festival. Sarà l’unica data nel nostro Paese per la millenial che in meno di due anni, concerto dopo concerto, hit dopo hit, è passata dai piccoli club ai grandi palchi in tutto il mondo, conquistando la vetta delle classifiche mondiali di vendita e streaming con il suo primo album, When We All Fall Asleep, Where Do We Go?, e con singoli Bad Guy, Bury a Friend, You should see me in a Crown e il recente All The Good Girls Go To Hell.
Quindici miliardi di ascolti certificati per i suoi brani, oltre 3,7 miliardi di visualizzazioni solo sul suo canale Youtube ufficiale, per i video ipnotici da lei stessa ideati per le sue canzoni. E 70 milioni di follower sui social (40 milioni solo su Instagram). Biglietti in vendita dal 4 ottobre.

Il 18/10 finale Bologna musica d’autoreOtto giovani finalisti, giuria presieduta da Mogol

BOLOGNA27 settembre 201918:31

– Otto giovani artisti, selezionati tra 150, parteciperanno il 18 ottobre alla finale al teatro Duse di Bologna, della terza edizione del Contest ‘Bologna musica d’autore’, promosso da Fonoprint studios. Saranno giudicati da una giuria presieduta da Mogol, della quale fanno parte Sergio Cerruti (Presidente Afi), Alessandro Ceccarelli (Bpm Concerti), Matteo Romagnoli (Garrincha Dischi) e Parix Hilton (artista e produttore). Il vincitore assoluto avrà diritto a 10 giornate di registrazione, mix e mastering presso gli studi Fonoprint con fonico resident; al migliore testo una borsa di studio per percorso formativo Centro Europeo di Toscolano; alla migliore performance live, la registrazione e pubblicazione di una puntata di “Fonoprint live session’. Ospiti della finale saranno Luca Carboni, Ainè e Viito. La serata sarà preceduta da una serie di appuntamenti di musica dal vivo alle Serre dei Giardini Margherita ed al Covo, che il 4 ottobre ospiterà tra gli altri, Dola e Gente.

Gemitaiz & MadMan si prendono la vettaCon Scatola Nera, Liam Gallagher debutta al quinto posto

27 settembre 201918:48

– Gemitaiz & MadMan sono tornati a 5 anni dall’ultimo disco insieme e con Scatola nera conquistano al debutto il primo posto della classifica dei dischi più venduti della settimana e quella dei vinili, secondo le rilevazioni Fimi/Gfk. Inoltre tutti i brani sono presenti nella classifica singoli. Scivola al secondo posto Mattoni, quarto album da studio del producer Night Skinny, con sedici tracce che fotografano la scena rap di oggi. Risale sul podio, invece, Machete Mixtape del collettivo Machete capitanato da Salmo.
Ultimo mantiene Colpa delle Favole al quarto posto, davanti al nuovo progetto discografico dell’ex Oasis Liam Gallagher Why me? Why not. Inaspettata e improvvisa risalita dal 44/o al 6/o posto di Marco Mengoni con Atlantico, uscito a novembre dello scorso anno. Settima piazza per Post Malone con Hollywood’s Bleeding, che precede Arte di Mambolosco. Chiudono la top ten Rocco Hunt con Libertà e i Verdena, con la ristampa a 20 anni di distanza dell’album di debutto che porta il loro nome.   Tra i singoli, in vetta il brano Una volta ancora di Fred De Palma con Ana Mena.   Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 20 al 26 settembre:1) SCATOLA NERA, GEMITAIZ & MADMAN (TANTA ROBA LABEL/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)2) MATTONI, NIGHT SKINNY (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)3) MACHETE MIXTAPE 4, MACHETE (EPIC-SONY)4) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)5) WHY ME? WHY NOT., LIAM GALLAGHER (WARNER RECORDS LABEL-WMI)6) ATLANTICO, MARCO MENGONI (RCA RECORDS LABEL-SONY)7) HOLLYWOOD’S BLEEDING, POST MALONE (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)8) ARTE, MAMBOLOSCO (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)9) LIBERTÀ, ROCCO HUNT (RCA RECORDS LABEL-SONY)10) VERDENA, VERDENA (UNIVERSAL STRATEGIC-UNIVERSAL MUSIC)   Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY-WMI)2) FUORI E DENTRO, GEMITAIZ & MADMAN FEAT. THA SUPREME (TANTA ROBA LABEL/ISLAND-UNI)3) POOKIE (REMIX), AYA NAKAMURA FEAT. CAPO PLAZA (REC. 118-WMI)4) YOSHI (REMIX), MACHETE, DANI FAIV & J-BALVIN FEAT. THA SUPREME, FABRI FIBRA & CAPO PLAZA (EPIC-SME)5) ACCETTO MIRACOLI, TIZIANO FERRO (VIRGIN-UNI)   E infine la classifica dei vinili:1) VERDENA, VERDENA (UNIVERSAL STRATEGIC-UNIVERSAL MUSIC)2) SCATOLA NERA, GEMITAIZ & MADMAN (TANTA ROBA LABEL/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)3) WHY ME? WHY NOT., LIAM GALLAGHER (WARNER RECORDS LABEL-WMI)4) NON SIAMO MICA GLI AMERICANI!, VASCO ROSSI (LEGACY RECORDINGS-SONY)5) FUTURO IMPROVVISO, GIANNI TOGNI (ACQUARELLO-SELF).

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Londra, mostra rende omaggio alla Regina
‘God Save the Queen’, tributo non senz’ironia con firma italiana

LONDRA27 settembre 201920:53

– Una regina Elisabetta reinventata dalla fantasia di oltre 30 artisti contemporanei, non senza qualche tocco d’ironia, di satira sul mondo, d’irriverenza creativa. Ma in effetti celebrata in un tributo in forma d’arte come l’ultima roccia di una Gran Bretagna sballottata in questi tempi dalle incertezze e dalle divisioni della Brexit; oltre che come uno dei pochi punti fermi d’un globo senza più bussole. E’ il senso che l’osservatore può rintracciare fra le opere di ‘God save the Queen’, mostra inaugurata ieri e aperta da oggi al pubblico negli spazi del Motor Village di Marylebone, concessionario-vetrina di Fiat Chrysler nel cuore di Londra.
Una mostra curata da Monica Colussi, firma italiana ormai riconosciuta nell’organizzazione di eventi sulla scena artistica della capitale del Regno Unito. E che dichiara le proprie intenzioni fin dal titolo, tratto dall’universalmente noto verso di riferimento dell’inno nazionale britannico.

Tuttapposto, è mala-università comedyDal 3 ottobre il film con Luca Zingaretti e Roberto Lipari

28 settembre 201910:54

Scollatura in bella vista per certi professori, pagamento per altri, raccomandazione, se possibile, e merito solo come optional. Così si fanno gli esami in un’immaginaria università siciliana raccontata da ‘Tuttapposto’ di Gianni Costantino, in sala dal 3 ottobre con Medusa in più di 250 copie, e con protagonisti Roberto Lipari e Luca Zingaretti. Prodotto da Attilio De Razza e con Ficarra e Picone come angeli custodi (presenti oggi in conferenza stampa), il film è nello spirito una sorta di spin off de ‘L’ora legale’, ovvero una satira che racconta con la giusta crudeltà un pezzo di malcostume italiano. Questa volta obiettivo dello scandalo è appunto l’università, dove i docenti hanno tutti lo stesso cognome e sono tutti imparentati, e dove si fa carriera lavando l’auto del proprio professore. ‘Tuttapposto’ è stato girato a Catania, ma non nella sua università risultata poco disponibile anche per lo scandalo dei concorsi truccati (“solo una coincidenza spiega il regista”).

Problemi alcol Hetfield, Metallica fermiCantante in riabilitazione, rimandate date Oceania del tour

28 settembre 201902:47

– La dipendenza dall’alcol del cantante James Hetfield ferma il tour mondiale dei Metallica.
“Siamo davvero spiacenti di informare i nostri fan che dobbiamo rimandare le prossime date in Australia e Nuova Zelanda”, scrivono gli altri tre componenti della band metal americana in una nota pubblicata sulle pagine social del gruppo.
“Come molti di voi probabilmente sanno, nostro fratello James lotta e ha lottato con la sua dipendenza da e per molti anni.
Ora sfortunatamente è dovuto rientrare in un programma di trattamento per lavorare di nuovo alla sua guarigione”, spiegano il batterista Lars Ulrich, il chitarrista Kirk Hammett e il bassista Robert Trujillo.
Le date rimandate sono quelle tra il 17 ottobre e il 2 novembre in Oceania. Rimangono invece al momento confermate quelle previste dal 28 marzo in America.
L’annuncio del ricovero di Hetfield arriva proprio nel giorno dell’anniversario della morte di Cliff Burton, bassista dei Metallica dal 1982 al 27 settembre 1986.

O anche no, diversità con il sorrisoPaola Severini svela l’Italia tollerante e solidale dei giovani

28 settembre 201911:40

– C’è chi li chiama disabili, chi persone con handicap, chi fa finta di non vederli: per lei invece sono i suoi “ragazzi delicati. Sono felici, sono la purezza, sono straordinari”. Bastano poche parole scambiate con la giornalista Paola Severini Melograni per capire con quanta passione abbia lavorato a “O anche no”, programma di cui è autrice e conduttrice che dal 29/9 approderà su Rai2, alle 9.15.
10 puntate, da lei scritte con Vito Sidoti, per un docu-reality sociale in cui la disabilità viene raccontata senza pregiudizi.
“Non siamo buonisti, siamo solo divertenti”, spiega: “il tema è l’accoglienza, raccontare un’Italia tollerante e solidale”. Il punto di forza sono proprio i protagonisti: il personale dell’Albergo Etico di Roma (l’albergo che offre lavoro ha chi ha una disabilità), i giovani giornalisti di RadioImmaginaria e i musicisti della band Ladri di Carrozzelle. Con loro, l’autrice, il troll Gian Marco Saolini e tanti ospiti, da Angela a Verdone, da Arbore a Insinna.

‘U-mani’ per Fabrizio FoschiniOspiti del progetto Paolo Fresu e Solis String Quartet

BOLOGNA28 settembre 201911:41

– Il pianista e compositore Fabrizio Foschini, musicista tra i più noti della scena italiana e ‘compagno di viaggio’ di tanti artisti, in particolare gli Stadio (per vent’anni, dal 1998 allo scorso anno), ha pubblicato il primo album solista, ‘U-mani’, disponibile su cd e su tutte le piattaforme digitali e in streaming. Tra gli ospiti speciali del progetto, il jazzista Paolo Fresu e i Solis String Quartet.
Sono dieci i brani contenuti nell’album, “la colonna sonora – spiega Foschini – di ciò che viviamo ogni giorno, che nasce da un’emozione, uno stato d’animo, un episodio vissuto, una lieta notizia, un viaggio, un incontro, un racconto di disperazione”.
“Tutto ciò che facciamo nella vita – aggiunge – diventa parte di noi dal momento in cui veniamo al mondo, soprattutto quello che ci è congeniale e che amiamo di più. La difficoltà sta nel saperlo individuare, per poi osservarlo, rispettarlo, fino ad andarcelo a prendere con il cuore e con le mani: per me tutto questo è stato ed è la musica”.

Applausi per Attila di Verdi a CagliariOttimo debutto dell’opera riproposta in città dopo 143 anni

CAGLIARI28 settembre 201911:41

– Uno spettacolo che non si vedeva a Cagliari da 143 anni. Riproposto un secolo e mezzo dopo (ultima volta al Teatro civico nel 1876) con effetti scenici e tecnologie impensabili agli albori del Regno d’Italia. Gli effetti cinematografici, tra atmosfere sognanti e rappresentazioni di avvenimenti che si svolgono contemporaneamente alle vicende raccontate dai protagonisti sul palco, hanno colpito il pubblico sin dalla prima scena. E poi i cantanti hanno fatto il resto.
Attila, opera “patriottica” di Giuseppe Verdi, ha conquistato gli appassionati del Lirico di Cagliari. Ed è finita tra gli applausi. Il primo bravo se l’è guadagnato Foresto (Angelo Fiore). Poi è toccato a tutti gli altri, da Attila (Marco Spotti) a Odabella (Susanna Branchini) passando per il romano Ezio (Giovanni Meoni). Un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con la State Opera di Stara Zagora (Bulgaria), ben studiato: appariscente, ma funzionale alle storie di guerra e amore del libretto.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Franceschini conferma Bradburne a Brera
Ministro, ‘Autonomia è stata un successo, buon lavoro’

28 settembre 201911:53

– Il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini ha firmato il decreto che rinnova per altri 4 anni James Bradburne alla guida della Pinacoteca di Brera. “L’autonomia gestionale dei musei è stata un successo: ha garantito dinamismo, velocità di decisione e d’intervento, maggiore apertura al territorio, alle amministrazioni locali e alla società civile, rafforzando la tutela e la produzione scientifica” ha detto augurando ”buon lavoro a Bradburne per le importanti sfide dei prossimi anni”.
Bradburne è direttore della Pinacoteca di Brera dal 5 ottobre 2015. L’incarico, che sarebbe scaduto il 30 settembre, gli è stato conferito a seguito della partecipazione alla selezione pubblica indetta con bando internazionale nel gennaio 2015 dal Mibact. Nel corso della sua gestione il museo è stato profondamente rinnovato con un riallestimento delle 38 sale; i visitatori sono cresciuti del 40% e, per la prima volta, nel 2019 il museo supererà le 400mila presenze.

A Francesca Mannocchi il premio EstenseHa vinto con ‘Io Khaled vendo uomini e sono innocente’

FERRARA28 settembre 201912:52

È Francesca Mannocchi la vincitrice della 55/a edizione del Premio Estense. Il suo “Io Khaled vendo uomini e sono innocente”, edito da Einaudi, romanzo e al contempo reportage giornalistico che affronta il tema delle migrazioni, ha messo d’accordo la giuria tecnica presieduta da Guido Gentili e quella popolare, riunite questa mattina presso Palazzo Roverella a Ferrara, alla terza votazione con 25 preferenze.

A Cremona Musica risuona sax da GuinnessE’ tre metri di altezza e quasi 30 chili di peso

CREMONA28 settembre 201912:53

– Il sassofono dei record ha suonato a Cremona Musica 2019, la fiera mondiale di strumenti musicali di alta qualità, che è stata inaugurata ieri nella “Città del violino” fino al 29 settembre. Con i suoi quasi tre metri di altezza e quasi 30 chili di peso, il sassofono dell’azienda brasiliana J’Elle Stainer è stato certificato dal Guinness dei primati come il più grande del mondo. Lo strumento è frutto del genio dell’artigiano Joao Luiz Da Rocha, che è riuscito a creare un sassofono sub-contrabbasso pienamente funzionante e intonato, che suona un’ottava sotto il sassofono basso. Tutto parte da un brevetto dell’ottocento che nessuno era mai stato in grado di far funzionare. Sono stati necessari ben quattro anni per costruirlo, servendosi di artigiani di prima qualità, ma alla fine il risultato ha ripagato gli sforzi, e nel 2013 è arrivata anche la consacrazione del Guinness World Record. A Cremona Musica i sassofonisti avranno anche l’opportunità di provare questo strumento.

Matera 2019: teatro per vita senza muriQuasi un “esperimento” deciso a 30 anni dai fatti di Berlino

MATERA28 settembre 201912:56

– Nel trentennale dalla caduta del Muro di Berlino a Matera – Capitale europea della Cultura per il 2019 – si celebra proprio la cultura europea e si prepara un “esperimento”: nel tempo in cui, nuovi muri vengono erretti per difendere vecchi o nuovi confini, in Europa come fra Stati Uniti e Messico, un’opera teatrale, “Matera Città Aperta”, andrà in scena per sette giorni a partire dal 30 settembre, alle ore 21, in Piazza Vittorio Veneto.
Lo spettacolo, progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, co-prodotto da Iac Centro arti integrate e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, è stato realizzato nell’arco di un anno grazie al contributo di artisti molto diversi tra loro, creando un’opera che fonde nel linguaggio teatrale vero e proprio elementi di video-documentazione, installazioni artistiche e coreografiche.

Emma Marrone, ‘è stata dura ma è andata’In un post il braccialetto d’ospedale, ‘un bacio a chi mi pensa’

28 settembre 201912:51

– Emma Marrone posta su Instagram una foto del braccialetto dell’ospedale dove si è operata e rassicura i fan: ”Ho finalmente tolto questo braccialetto ma lo conserverò per sempre. È stata dura… ma è andata”. La cantante, che aveva annunciato nei giorni scorsi di doversi prendere una pausa per problemi di salute, aggiunge ancora: “Ho bisogno del tempo necessario per recuperare le forze ma credetemi non vedo l’ora di tornare da tutti voi, e lo farò al più presto. Mando un bacio a tutte le persone che hanno avuto un pensiero per me e ringrazio per tutto l’amore che ho ricevuto e che mi ha dato la spinta a combattere con più forza e coraggio del solito”. Poi pensa anche a chi è nelle sue stesse condizioni: ”Mando un bacio molto più grande a tutte quelle persone che ancora non possono smettere di combattere: Tenete duro, io sono con voi! La serenità sta pian piano prendendo il posto della paura…Piango di gioia finalmente! Vi voglio un mondo di bene”.

Dall’online alla carta, nasce ‘Q-Code’Rivista di ‘geopoetica’ mix di storie e politica. Uscita il 7/11

28 settembre 201913:30

– E’ un’iniziativa decisamente controcorrente quella che a Milano ha portato un gruppo di giornalisti di una testata online a tentare, in un mondo ormai digitale, un’avventura cartacea. E’ stata presentata ieri sera, infatti, nel corso di una serata di autofinanziamento con i lettori, la rivista ‘Q-Code’, 160 pagine che nasceranno dalla passione dei giornalisti di ‘Q-code magazine’ apprezzato online di nicchia specializzato in temi di geopolitica.
Nascerà così un semestrale in formato A5 che fungerà anche da piattaforma, creando sinergie con altre testate, come Irpi (giornalismo investigativo), Valori (finanza etica) e Recommon (ambiente). L’uscita del primo numero, dal titolo ‘Muri’, sarà il 7 novembre “in concomitanza con i 30 anni della caduta del Muro di Berlino” con due reportage, dalla Balcan route e dal Messico, la storia di un avvocato-writer milanese, una graphic novel sui ‘muri’ liberati dalla mafia. E poi storie di carcere, di ambiente, oltre a un inconsueto intervento di Armando Spataro, l’ex procuratore di Torino e Milano, con un articolo sui Pink Floyd. “Noi crediamo ovviamente nell’online tanto che siamo nati digitali e abbiamo una buona comunità sui social – racconta Angelo Miotto, direttore di Q-Code magazine – ma da tempo notavamo un disagio di molti lettori sul tempo da dedicare alla lettura dei pezzi. Spesso infatti sugli online si scorrono i titoli mettendo da parte via via cose da rivedere, che poi non si leggono più. Allora abbiamo messo meno materiale e per un tempo più lungo, con ottimi risultati. Quindi alla fine il passo successivo è stato tornare alla carta, dove i ragionamenti sedimentano e ci si relaziona con il piacere di un bell’oggetto, a cui poter dedicare anche il giusto tempo”.

Opera Battisti-Mogol online in streamingAcqua Azzurra tona a conferire mandato a Siae. Non per Panella

29 settembre 201909:21

Sony Music, grazie alla decisione dell’Editore Acqua Azzurra di tornare a conferire mandato a SIAE per la raccolta e ripartizione dei diritti sulle opere musicali di propria titolarità sulle piattaforme online, torna a distribuire le relative canzoni, interpretate da Lucio Battisti, su tutte le piattaforme online di streaming e di download.
“Ci duole precisare che il repertorio discografico relativo al periodo della collaborazione di Battisti con Panella risulta ancora non disponibile”, precisa Sony Music, perché “l’Editore Aquilone non ha ancora deciso di tornare a conferire mandati per l’amministrazione delle relative opere sulle piattaforme online”. “È un giorno importante – commenta Sony – per tutti i fruitori di musica sulle piattaforme digitali, soprattutto in riferimento ai più giovani che, dalla mezzanotte di oggi, potranno finalmente ascoltare gli innumerevoli successi creati da Lucio Battisti e Mogol, il più grande binomio artistico della musica italiana di sempre!”.

Mario Martone nel Rione Sanità con il Sindaco di EduardoIn sala, il dramma diventa film-evento con Di Leva

28 settembre 201917:05

– Per la prima volta Mario Martone affronta Eduardo De Filippo. E’ Il Sindaco del Rione Sanità, in sala con Nexo come film evento il 30 settembre, 1 e 2 ottobre dopo il passaggio in concorso alla Mostra del cinema di Venezia.
Il regista napoletano dimostra coraggio, perche’ quest’opera teatrale dal forte impianto etico fece discutere gia’ all’epoca della sua prima uscita nel 1960. Ma questa volta e’ anche piu’ coraggiosa, ambientata come e’, nella contemporaneita’. Il problema e’: puo’ esistere davvero un personaggio rispettato dalla malavita come un boss (esattamente un capo rione della Camorra), ma con un animo gentile e con la voglia di cambiare il mondo? Il protagonista del film, basato sull’omonima commedia in tre atti scritta e interpretata all’epoca da un De Filippo ultra settantenne, Antonio Barracano, ovvero il “sindaco” del rione Sanita’, nel film di Martone ha invece il volto di un tonico e palestrato quarantenne (Francesco Di Leva). Per il resto piena aderenza filologica da parte del regista del testo originale de ‘Il Sindaco del Rione Sanita” tranne nel finale in cui Martone preferisce una versione ancora piu’ etica,si potrebbe dire cristologica. Che succede nella piece? Antonio Barracano, ‘uomo d’onore’ governa il quartiere a modo suo rispondendo a un proprio codice etico basato su una ‘saggia’ amministrazione della violenza.
Il suo motto e’: “proteggo l’ignoranza” convinto, come e’, che questa e’ la principale causa della violenza. Lui e’ insomma un boss-giudice, rispettato che vive in una lussuosa villa con piscina insieme a moglie (Daniela Ioia), figli e Fabio Della Ragione (Roberto de Francesco), suo alter ego medico capace di ricucire qualsiasi criminale ferito.
Ma Barracano, raddrizzatore di torti per eccellenza, detentore di un sapere antico, unico, incontestabile che lo rende sempre pronto ad agire senza alcuna remora un giorno riceve Rafiluccio Santaniello (Salvatore Presutto), figlio di un facoltoso fornaio, deciso a uccidere il padre Arturo (Massimiliano Gallo). Don Antonio, prima cerca di mettere pace, ma poi riconosce nel giovane quello stesso sentimento di vendetta che da ragazzo aveva cambiato per sempre la sua vita.
Il Sindaco decide cosi’ di intervenire per riconciliare padre e figlio e salvarli entrambi, ma la tragedia e’ dietro l’angolo.
“Con il Sindaco del Rione Sanita’ – ha detto il regista – e’ arrivata l’occasione giusta di confrontarmi con un autore imprescindibile per me e per tutti i napoletani, un riferimento inevitabile”, qualcosa nel dna. Prima e’ arrivato il teatro: Martone si e’ immerso nel progetto sociale di Nest, un’ex palestra abbandonata di San Giovanni a Teduccio alla periferia di Napoli oggi avamposto contro il degrado sociale grazie ad un teatro da 100 posti, laboratorio guidato da Francesco Di Leva.
Insieme hanno portato in tournee’ Il Sindaco del Rione Sanita’ da cui poi e’ venuta – con l’autorizzazione di Luca De Filippo – l’idea del film al cinema con Di Leva, che anche sul grande schermo interpreta il caporione di camorra che deve gestire la pace sociale nel quartiere con ambiguo carisma.
Ma l’abbraccio con Eduardo non e’ finito: “a gennaio cominciamo le riprese di Qui Rido io”, il film su Eduardo Scarpetta, interpretato da Toni Servillo, il padre dei De Filippo, Eduardo e Peppino. Nel cast con Di Leva gli ottimi Massimiliano Gallo e Roberto De Francesco. Nel film, prodotto da Indigo Film con Rai Cinema, la storia, con la musica rap del percussionista napoletano Ralph P, e’ trasferita nella Napoli di oggi, dalle parti di Gomorra, “ma il testo di 60 anni fa continua e continuera’ – dice Martone che l’ha adattato con Ippolita di Majo – ad essere universale perche’ parla di rapporti familiari, di dovere, senso di colpa, potere ma soprattutto di una cosa…ossia l’importanza dell’assunzione delle responsabilita’ individuali e non c’e’ niente di piu’ attuale”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Oscar Lirica a Venezia, ospite Bocelli
Nove vincitori manifestazione organizzata Fond. Verona per Arena

VENEZIA28 settembre 201916:58

– Andrea Bocelli sarà l’ospite d’onore del galà degli Oscar della Lirica, che si terrà il primo ottobre al teatro Malibran di Venezia. Il tenore si esibirà nel duetto “Mario! Mario!”, dal primo atto della Tosca di Puccini, assieme al giovane ma già affermato soprano Tea Purtseladze, nel ruolo di Tosca. Bocelli sarà insignito di un riconoscimento per il suo ruolo di divulgatore e promotore della grande musica nel mondo. Ma la serata del Malibran sarà caratterizzata soprattutto dalle performance dei nove artisti vincitori della settima edizione degli Opera Star -International Opera Award. Si tratta Francesco Demuro, Davide Livermore, Elena Mosuc, Fabio Luisi, Anna Maria Chiuri, Luciano Ricceri, Riccardo Zanellato, Franca Squarciapino, Luca Salsi. L’evento è organizzato dalla Fondazione Verona per L’Arena, promosso dalla Confederazione Italiana Associazioni e Fondazioni per La Musica Lirica e Sinfonica, con il sostegno della Regione Veneto e la collaborazione della Fondazione della Fenice di Venezia.

Morto Vianello, sovrintendente FeniceDopo l’incendio doloso che distrusse il teatro nel 1996

VENEZIA28 settembre 201917:07

– E’ morto a Venezia Giampaolo Vianello, ex sovrintendete del teatro La Fenice. Vianello aveva seguito le fasi della ricostruzione del teatro veneziano, dopo l’incendio – di origini dolose – che lo distrusse quasi interamente, il 29 gennaio 1996.

N.Loy, intitolazione largo e videoguidaNapoli, lunedì all’Accademia di Belle Arti insieme col Comune

NAPOLI28 settembre 201917:47

– In occasione delle celebrazioni delle Quattro Giornate di Napoli e della intitolazione dell’area antistante l’ingresso dell’Accademia di Belle Arti al regista Nanni Loy, l’Accademia – in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune – rende omaggio al suo lavoro con l’approfondimento e la visione di alcuni dei suoi più importanti prodotti cinematografici, in programma lunedì 30 settembre.
L’evento si propone di essere “una videoguida, realizzata dalla Scuola di Cinema dell’Accademia, che narri attraverso le sue pellicole, uno stralcio della storia cittadina in un periodo storico che ha per sempre segnato la cultura napoletana e italiana insieme, un progetto ispirato proprio dalla presenza dello scalone monumentale dell’Accademia nella scena della fucilazione del marinaio riprodotta nella pellicola ‘Le Quattro giornate di Napoli'”. Parteciperanno il presidente dell’Accademia, Giulio Baffi, Guido D’Agostino e di Stefano Incerti; sarà allestita anche un’esposizione a cura di Mario Rovinello.

A Toibin il Malaparte, muri non servonoAutore di Brooklyn a Capri vincitore XXII Premio Malaparte

CAPRI (NA)28 settembre 201918:18

– ”In Irlanda nessuno vuole vedere il ritorno dei muri e del confine. Credo che i governi dei vostri paesi, la Merkel che è venuta a vedere la situazione, lo abbiano capito meglio dei nostri. Bisogna trovare una soluzione diplomatica per aggirare il problema”. Risponde così sui rischi della Brexit, Colm Toibin, l’acclamato autore irlandese di Brooklyn, a Capri premiato con il XXII Malaparte per il suo ultimo libro La casa dei nomi (ed. Einaudi) dedicato alle figure classiche dell’Orestea.
”L’Italia? Alcuni suoi paesaggi rocciosi mi ricordano in po’ l’Irlanda”, racconta mescolando qualche parola nella nostra lingua, lui, classe 1955, scrittore, ma anche giornalista, critico letterario, spesso in prima linea nelle battaglie per i diritti civili. Protagonista oggi del convegno The music of silence: writing from an island e domani alla Certosa di S.
Giacomo per ritirare il Premio Malaparte, che torna sull’isola per l’ottavo anno con Ferrarelle, Toibin è già al lavoro su un nuovo romanzo.

Giovane Holden a pugliese GrittaniAutore, lo dedico a vittime incidente ferroviario di Viareggio

BARI28 settembre 201918:54

– “Il mio è un romanzo sugli scambi ferroviari della vita, sulle deviazioni e sui deragliamenti che modificano la nostra strada. Motivo per cui dedico la vittoria del ‘Giovane Holden 2019’ alle vittime dell’incidente ferroviario di Viareggio, avvenuto il 29 giugno di dieci anni fa”. Con queste parole lo scrittore foggiano Davide Grittani commenta la vittoria del premio ‘Giovane Holden’ ottenuta con il suo libro ‘La Rampicante’. La cerimonia di premiazione si è svolta questo pomeriggio a Viareggio. Giunto alla tredicesima edizione, il Premio Giovane Holden – organizzato dall’omonima casa editrice diretta da Miranda Biondi e Marco Palagi – a quanto si apprende non era mai stato attribuito a uno scrittore pugliese. ‘La rampicante’ (LiberAria Editrice, prima edizione novembre 2018 nella collana ‘Meduse’ diretta da Alessandra Minervini) è un coraggioso romanzo che si occupa del concetto universale del dono.

RaiPlay: Salini, Fiorello show dal vivo’E’ 1/o progetto internazionale multipiattaforma di questo tipo’

FIRENZE28 settembre 201918:59

– Quella del “digitale è una scommessa che stiamo vincendo. Su RaiPlay tra un mese partiremo con un progetto ‘monstre’ che coinvolgerà Fiorello. E’ il primo progetto internazionale multipiattaforma per quanto riguarda lo show dal vivo. Questo ci serve per ampliare la nostra offerta e proposta di contenuti e per colmare il gap digitale in Italia, così da far conoscere a tutta popolazione quali sono i nuovi strumenti e i device per l’intrattenimento, che sono il futuro”.
Lo ha detto l’ad della Rai, Fabrizio Salini, al Wired next fest in Palazzo Vecchio a Firenze.
“Con RaiPlay stiamo ampliando al massimo il ventaglio – ha aggiunto Salini – perché come servizio pubblico non dobbiamo lasciare indietro nessuno, dobbiamo portare dentro tutti e riportare anche quelli che ci hanno abbandonato”.

Morto Piero Cesanelli,patron MusiculturaFestival ha lanciato nuove generazioni di cantautori

MACERATA28 settembre 201920:22

– E’ morto oggi pomeriggio Piero Cesanelli, ideatore e da sempre direttore di Musicultura, festival della musica popolare e d’autore, giunto quest’anno alla trentesima edizione. Aveva 73 anni ed era gravemente malato. Lascia la moglie. Ex insegnante di Lettere e animatore culturale, aveva trasferito il suo amore per la canzone nel festival, nato come Premio Recanati, all’insegna del connubio tra musica e poesia nella città di Leopardi, e poi trasferito a Macerata. “Piero, grazie per la luce, lo scompiglio creativo, il calore che hai portato nelle nostre esistenze. Spirito libero, uomo d’arte e di cultura, ci hai affratellati nell’amicizia” si legge sul sito della manifestazione. Che nel tempo era diventata una delle più importanti in Italia, grazie al coinvolgimento di grandi nomi come Claudio Baglioni, Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Paola Turci, Carmen Consoli e al lancio di generazioni di nuovi cantautori, da Gian Maria Testa a Simone Crsticchi fino a Mirkoeilcane.

Muto di Pordenone, omaggio a ChaplinEdizione dedicata a Richard Williams. 217 pellicole proiettate

PORDENONE27 settembre 201917:04

– È dedicata al premio Oscar Richard Williams, recentemente scomparso, la 38/a edizione delle Giornate del Cinema Muto, dal 5 al 12 ottobre al Teatro Verdi di Pordenone. Grande amico del festival, Williams è autore della sigla che precede le proiezioni. In tutto saranno 217 le pellicole protagoniste, tra corti e lungometraggi.
Tre gli eventi orchestrali, l’apertura con The Kid (Il monello) di Charlie Chaplin. L’adattamento per l’esecuzione dal vivo della partitura di Chaplin del 1971 è di Timothy Brock, che dirigerà l’Orchestra San Marco di Pordenone. Film di chiusura The Lodger – A Story of the London Fog (1927) di Alfred Hitchcock. Terzo evento speciale, il nuovo restauro di Oblomok Imperii (Un frammento d’impero), con la partitura originale eseguita in prima internazionale dall’Orchestra San Marco diretta da Günter A. Buchwald.
Spazio anche alla commedia con lo slapstick europeo e i cortometraggi delle “nasty women”.

Gemini Man, Will Smith contro Will SmithIn sala dal 10 ottobre thriller action di Ang Lee

28 settembre 201910:52

“Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura”, scriveva Sun Tzu ne ‘L’arte della guerra’. E’ un concetto che esplora da una prospettiva distopica/esistenziale Will Smith in Gemini Man di Ang Lee, action thriller con un tocco di fantascienza che arriva in sala dal 10 ottobre con 20th Century Fox. Il divo interpreta un infallibile cecchino dell’intelligence Usa stanco di uccidere ma costretto a tornare in azione quando si ritrova contro una versione di sé più giovane che ha la missione di eliminarlo. Il film porta sul grande schermo una sceneggiatura di Darren Lemke che girava almeno da 20 anni a Hollywood, e alla quale vari registi e attori erano stati interessati (da Ridley Scott a Clint Eastwood) per poi rinunciare viste le difficoltà tecniche di realizzazione. Il regista taiwanese premio Oscar ha risolto il problema non ricorrendo al ringiovanimento digitale degli attori (come Scorsese in The Irishman), ma creando attraverso la motion capture un doppio digitale di Will Smith.

Ligabue alla prima del suo musical, ‘mi sono emozionato’Ieri il debutto al Nazionale di Milano di ‘Balliamo sul Mondo’

28 settembre 201910:56

canzoni più famose del Liga hanno preso vita sul palco del Teatro Nazionale di Milano, divenendo protagoniste di un musical, che ieri, al debutto, ha emozionato pubblico e attori per più di due ore. Platea stracolma, tra il pubblico anche il rocker assieme a sua moglie e a sua figlia, per la prima di ‘Balliamo sul mondo’, prodotto e organizzato da Live On Stage, che resterà in scena fino al 27 ottobre a Milano al teatro Nazionale e che verrà poi portato in tournee in tutta Italia fino a Marzo 2020.
Protagonisti 13 giovani che, in 2 atti e 20 canzoni storiche del Liga, che ha contribuito alla sceneggiatura con Chiara Noschese, si raccontano cantando le proprie emozioni, i propri progetti, le mille speranze, gli amori e le passioni ma anche alcune incertezze, paure e vecchi rancori tipici del percorso di crescita di quell’età.
La scenografia è incentrata sul Bar Mario dove il gruppo di giovani di provincia si riunisce in occasione del capodanno del 1990 per festeggiare l’arrivo del primo anno da maggiorenni. La promessa che si fanno gli amici è quella che, per la verità, in tanti si fanno allo scoccare della maturità, è di ritrovarsi dieci anni dopo nello stesso giorno, cosa che poi avviene, nel secondo tempo, con tutti i cambiamenti e le sorprese intercorse frattanto. “Ecco qua, è appena finita la prima del musical che hanno fatto sulle mie musiche. Sono contentissimo! – così il Liga dopo lo spettacolo -. Chiara Noschese, che l’ha scritto e l’ha diretto, e i ragazzi del cast sono stati veramente bravissimi, mi sono emozionato a più riprese. Spero che vi piaccia tanto quanto è piaciuto a me…a me è piaciuto molto!”. “Quel decennio e stato un po’ il mio! – ha aggiunto Chiara Noschese – Quello in cui si è deciso tutto e che ha portato nella mia vita enormi cambiamenti, e le canzoni di Luciano, che sono a parer mio poesie, si inseriscono benissimo in un racconto di questo tipo”, da “Certe Notti” a “Non è tempo per noi”, da “Tra palco e realtà” a “Urlando contro il cielo” e tante altre… tra cui ovviamente “Balliamo sul mondo”, la storica hit del Liga che dà il titolo al musical e che ha letteralmente acceso il pubblico in platea.Il finale, ricco di musiche rock inserite in un travolgente medley, ha coinvolto pubblico e attori in un ballo collettivo.

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Festival inQuiete, torna con ospiti Kathleen Alcott e Miriam Toews
Da 11-13 ottobre, tra ospiti anche Murgia su teologia femminista

24 settembre 2019 18:59

– Torna il Festival ‘inQuiete’ dedicato alle donne che scrivono, alle lettrici e ai lettori. La terza edizione, dall’11 al 13 ottobre a Roma, vedrà protagoniste per tre giorni, lungo l’isola pedonale del quartiere Pigneto, autrici italiane, europee, statunitensi, indonesiane, curde e turche, tra le quali Kathleen Alcott, Valeria Ardone, Miriam Toews, Chiara Gamberale, Feby Indirani, Michela Marzano, Valeria Parrella. Ci sarà un incontro con Michela Murgia dedicato alla teologia femminista.
Ospiti anche: Nadia Terranova, Miriana Trevisan, Simona Vinci, Loredana Lipperini, Annalena Benini, Cristina Cassar Scalia, Elisa Casseri, Gaja Cenciarelli, Concita De Gregorio, Nadia Fusini, Veronica Raimo, Lidia Ravera ed Elvira Serra.
Nasce in questa edizione del festival, organizzato dall’Associazione Mia e dalla Libreria delle donne, Tuba Galassia inQuiete con incontri nei locali e spazi culturali del Pigneto.
Presentazioni delle ultime uscite editoriali si alterneranno a confronti, brevi ritratti di scrittrici del passato, reading e laboratori di lettura per bambine e bambini. Si parlerà di movimenti e migrazioni, in particolare con Chiara Ingrao, Elena Stancanelli, Annalisa Camilli e Francesca Mannocchi; si rifletterà sull’esilio con Pinar Selek, scrittrice turca condannata all’ergastolo nel suo paese, si affronterà il tema dei corpi violati che resistono con la scrittrice francese Adélade Bon e di corpi liberi che si fanno luogo di sperimentazione con Eva Baltasar e con l’attrice e performer Chiara Bersani che leggerà Marina Cvetaeva e Widad Nabi.
Gli appuntamenti con ‘Ritratti di Signora’ rievocheranno Mercè Rodoreda, Edith Wharton, Virgilia D’Andrea, Susan Sontag, Nella Nobili, Clarice Lispector, Dolores Prato, Lucia Berlin e Chavela Vargas. In un reading di Iaia Forte, introdotto da Romana Petri, si ricorderà Elsa Morante mentre Margherita Giacobino, Cristina Petrucci e Monica Pietrangeli parleranno di Valerie Solanas fra opera ed editoria. In continuità con le scorse edizioni si parlerà di poesia con Widad Nabi, poeta curdo-siriana e all’incontro ‘La poesia è viva’ con Manuela Fraire, Silvia Bre, Laura Pugno e Lidia Riviello. E non mancherà lo spazio ‘inQuiete Kids’, dai 13 ai 15 anni, tra letteratura e teatro con, tra le autrici coinvolte Ritanna Armeni, Nadia Terranova, Vichi De Marchi, Lilith Moscon e Carola Susani.
Il Festival sarà ospitato alla Libreria delle donne Tuba, alla Biblioteca Goffredo Mameli, grazie alla prosecuzione della collaborazione con Biblioteche di Roma, e per la prima volta al Cinema Avorio. Il 10 ottobre un’anteprima e presentazione del programma del 2019 a “Grande come una città”, in gemellaggio con le attività culturali che si svolgono nel Terzo municipio, con la presentazione di Barracoon di Zora Neale Hurston.

Pedro Almodovar, 70 anni tra mondo pop e gineceoOltre 20 film sul filo autobiografia, Oscar e Leone carriera

25 settembre 201914:55

– Quanto tempo è passato da quando l’impronta di Pedro Almodovar ha marcato per la prima volta il cinema spagnolo, lo ha travolto come un tornado, ne ha fatto un punto di riferimento mondiale di vitale trasgressione e novità culturale? Il primo segno, un lampo luminoso colto subito dagli appassionati e dai festival internazionali, risale al 1980 con l’autobiografico, graffiante, ironico “Pepi, Luci, Bon y otra chicas del monton”. Allora il provinciale Pedro Almodovar Caballero, nato il 25 settembre 1949 a Calatrava nella Mancha, viveva a Madrid, si è diplomato alla Scuola di Cinema, ma si guadagna da vivere alla Società Telefonica, si mette alla prova in un gruppo teatrale, scrive racconti e fumetti.Il successo inaspettato e imprevedibile del suo esordio gli punta addosso i riflettori della notorietà nonostante lo stile sperimentale e volutamente fumettistico della pellicola. Da un lato fissa i punti fondamentali del suo cinema migliore (autobiografismo, libertà stilistica, gusto pop e colorato dell’immagine), dall’altro mette in luce una compagnia d’attori e tecnici che diventeranno la sua famiglia e si riuniranno a intervalli regolari sotto le insegne della compagnia di produzione che fonda insieme al fratello minore Agustin, un chimico poi arruolato a vita nell’universo cinematografico di Pedro. Grazie al successo internazionale passano appena due anni e il “marchio Almodovar” si conferma con “Labirinto di passioni” presentato tra molte polemiche alla Mostra di Venezia l’anno dopo. Alle ormai fedelissime Carmen Maura e Cecilia Roth si aggiungono adesso Imanol Arias (al tempo astro emergente) e il giovanissimo Antonio Banderas che del regista diventerà l’alter ego come di illustra perfettamente nel recente “Dolor y Gloria”.E poi sarà la volta di Marisa Paredes, Rossy de Palma, Maria Barranco: un autentico gineceo che è indizio di complicità, sintonia e desiderio di fotografare l’animo femminile da parte di un uomo che non ha mai fatto mistero della sua omosessualità vissuta in piena vista. Il cinema di Almodovar nei primi anni ’80 è il simbolo della rinascita spagnola dopo il lungo oscurantismo dell’epoca del caudillo Franco. Nel giovane regista vivono gli echi anarchici del surrealista Bunuel e il fiero spirito libertario di Carlos Saura; ma ci sono anche i fantasmi di Fellini, l’irridente scandalo di Bigas Luna, la vivacità della macchina da presa imparata sui testi della Nouvelle Vague e l’originalità espressiva con cui Fassbinder aveva sdoganato il difficile tema dell’omosessualità sullo schermo. Eppure perché tutti questi elementi si fondano in una perfetta armonia cui corrisponde il grande successo di massa bisogna attendere il 1988 con il boom di “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, trionfatore ai Goya (il David di Donatello spagnolo), candidato all’Oscar, presentato in concorso a quella Mostra di Venezia che quest’anno gli ha consegnato il Leone d’oro alla carriera.Dodici anni dopo con l’emozionante e intimo “Tutto su mia madre” Almodovar conquisterà anche i perbenisti votanti dell’Oscar e si porterà a casa la statuetta per il miglior film straniero. Con 22 lungometraggi alle spalle (cui vanno aggiunti i numerosi corti degli anni ’70), Don Pedro è ormai un’istituzione: ha attraversato tutti i linguaggi e gli stili del cinema, eccellendo nella commedia, nel melodramma (il suo genere preferito), ma con scorribande anche attraverso i generi come il noir e l’erotico. Con “Dolor y Gloria” ha regalato al suo pubblico una sorta di bilancio di vita a cuore aperto, mettendo in scena il suo alter ego “felliniano” (Antonio Banderas) nel ruolo di un regista alle prese con la crisi della mezza età e i molti pentimenti per la sua vita personale. Con gli anni la provocazione si è fatta meditazione, l’ironia si è mutata in compassione per le debolezze del corpo e della mente, l’autobiografia è diventata linguaggio. Ma lo stile – sezionato dai critici e diviso meticolosamente in periodi diversi della sua opera – è rimasto intatto: un marchio di fabbrica che si coglie in ogni inquadratura, in ogni espressione, in ogni cromatismo da una pellicola all’altra. Forse il suo 70/o compleanno è oggi venato da una nota di mestizia; ma nulla può togliere a noi spettatori il gusto aspro della vita che Pedro Almodovar ha saputo regalarci. Due generazioni di spettatori gli devono un brindisi augurale per questo dono inimitabile.

Joker sotto accusa, appello alla WarnerA scriverla cinque famigliari vittime della strage di Aurora

25 settembre 201909:48

A pochi giorni dall’uscita negli Usa (4 ottobre, il giorno prima in Italia), crescono le polemiche intorno a Joker di Todd Phillips, il film, Leone d’oro all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, che racconta, da una prospettiva anche sociale, le origini del super nemico (interpretato da Joaquin Phoenix) di Batman. Il dibattito è nato soprattutto online dopo i rilievi di qualche critico, secondo cui il film offrirebbe un ritratto troppo benevolo del protagonista, risultando, per alcuni, addirittura, un implicito incitamento alla violenza. Ora intervengono, con una lettera all’ad della Warner Bros Ann Sarnoff, cinque famigliari delle vittime della strage di Aurora (12 morti e 70 feriti) in Colorado, compiuta nel 2012 dall’allora 24enne James Holmes, che aprì il fuoco in un multiplex durante una proiezione de Il cavaliere oscuro – Il ritorno (terzo capitolo della trilogia su Batman di Christopher Nolan).   Stando ai primi articoli, al momento dell’arresto, Holmes aveva detto di identificarsi in Joker, una voce poi smentita dall’avvocato dell’uomo, condannato a 12 ergastoli. “Quando abbiamo saputo che la Warner Bros stava per distribuire un film chiamato Joker, che presenta il protagonista in una storia delle origini benevola, ci siamo fermati a riflettere” scrivono i famigliari. Ribadendo il loro sostegno alla libertà di parola e espressione, non chiedono una messa al bando del film, ma che la Warner Bros sostenga attivamente “la lotta per costruire comunità più sicure e con meno pistole” e propongono alla major azioni concrete come usare la propria influenza per promuovere una riforma della legge sulle armi e smettere di contribuire alle campagne di candidati che prendono soldi anche dalla Nra (la lobby delle armi usa) o sono contro tale riforma. Il film è “uno schiaffo in faccia” ha detto a Hollywood Reporter una delle firmatarie della lettera, Sandy Phillips, che dopo aver perso nella strage di Aurora una figlia, ha fondato con il marito l’associazione Survivors Empowered. La sua preoccupazione è che qualcuno, “che magari sta covando il pensiero di compiere una strage possa sentirsi incoraggiato da questo film”. Mentre Tom Sullivan, che nella strage ha perso un figlio, non pensa invece che il film “possa innescare atti di violenza”. Intanto il multiplex dove si è svolta la strage ha annunciato che non proietterà Joker. Le polemiche hanno toccato anche Joaquin Phoenix, che qualche giorno fa ha interrotto un’intervista con The Telegraph, quando gli hanno chiesto dei possibili effetti della violenza della pellicola, per poi tornare dopo un’ora, scusandosi. In un’altra intervista l’attore ha risposto sul tema: “Penso che la maggior parte di noi sappia distinguere la differenza tra giusto e sbagliato – ha detto a Ign -. E quelli che non non sono capaci di farlo, possono stravolgere il senso di qualunque cosa, i versi di una canzone, il passaggio di un libro. Non penso sia responsabilità di un filmmaker insegnare la moralità o la differenza fra giusto e sbagliato”.   La Warner Bros però non ci sta e ribatte. “Che sia chiaro: né il personaggio di finzione Joker, né il film sono un endorsement a qualunque tipo di violenza del mondo reale”, è la dichiarazione ufficiale nella quale si sottolinea come “la violenza delle armi nella nostra società è un tema critico e noi estendiamo la nostra solidarietà a tutte le vittime colpite da queste tragedia”. “La nostra compagnia ha una lunga storia di donazioni alle vittime di violenza, incluse quelle di Aurora e nelle ultime settimane, la nostra società madre si è unita ad altri leader del mondo economico per chiedere ai legislatori di emanare una legge bipartisan per colpire questa epidemia (di violenza, ndr). Allo stesso tempo, Warner Bros crede che una delle sue funzioni di storytelling sia di provocare dialoghi difficili su temi complessi”.

Placido Domingo lascia la Met OperaDopo accuse di molestie si ritira da tutte le future perfomance

NEW YORK25 settembre 201915:10

Placido Domingo si ritira dalla Met Opera, dove avrebbe dovuto portare in scena il ‘Macbeth’ di Giuseppe Verdi mercoledì sera. Lo riporta l’Associated Press, sottolineando che Domingo si ritira da tutte le future perfomance dalla Met Opera. La decisione è legata alle accuse di molestie sessuali avanzate da alcune donne nei suoi confronti.
Domingo ha partecipato alle prove per il Macbeth lunedì, ma nonostante questo la Met Opera ha annunciato che la star si è detta d’accordo sulla necessità di fare un passo indietro.

Rambo ritorna in azione, è Last BloodDal 26 settembre quinto capitolo saga cult con Sly Stallone

25 settembre 201909:35

Trentasette anni dopo il primo film, nel quinto capitolo del franchise cult, Rambo – Last Blood di Adrian Grunberg (Viaggio in paradiso) in sala dal 26 settembre con Notorius Pictures, Sylvester Stallone invecchiato e con qualche ritocco estetico, torna il guerriero già veterano di guerra del Vietnam ed ex soldato delle forze speciali dell’esercito americano e sembra essere andato a scuola da Tarantino per le molte scene splatter (compresa l’ultima, la più terribile).
Il fatto è forse che ora John Rambo, dopo aver abbattuto soldati sovietici in Vietnam e Afghanistan e massacrato brutali combattenti dell’esercito birmano, tornato nel ranch di famiglia si è come pacificato anche se dentro di lui vive ancora un leone.
Ma la vita tranquilla da vivere nella prateria in Arizona, dura davvero poco. Qui passa le giornate con una famiglia da lui adottata composta da Maria Beltran (Adriana Barraza) e sua figlia Carmen Delgado (Paz Vega), la più adorabile delle fanciulle.
E così quando la ragazza, disobbedendo a un suo divieto, si reca in Messico per incontrare il suo vero padre, un poco di buono, Rambo non e’ certo contento. Ma questo è solo l’inizio.
Per tutta una serie di sfortunate circostanze Carmen viene catturata da un cartello messicano che la fa prostituire e la droga. Per Rambo e tutte le sue armi, dal coltello all’arco fino al mitra, un segnale: è l’ora di aprire le porte dell’inferno.

Matera 2019: Allevi, talent in arrivo?Il compositore sta guidando una master class a Mataponto

Matera 2019: Allevi, talent in arrivo?Il compositore sta guidando una master class a Mataponto

MATERA25 settembre 201911:56

– Dieci giovani italiani e stranieri stanno partecipando, a Nova Siri (Matera), a una master class “completamente gratuita” guidata dal compositore Giovanni Allevi per approfondire la musica sinfonica per orchestra. Lo ha reso noto stamani, a Matera – Capitale europea delle cultura 2019 – lo stesso Allevi, annunciando che l’iniziativa “potrebbe trasformarsi in un talent”.
Il corso guidato da Allevi si concluderà sabato prossimo, 28 settembre, con un concerto in programma Metaponto di Bernalda (Matera), luogo dove insegnò Pitagora: “E’ importante – ha spiegato il compositore – che la Capitale europea della cultura 2019 abbia contribuito a valorizzare luoghi come Metaponto e filosofi come Pitagora perché la matematica ha una relazione molto stretta con gli studi musicali”.

Giorno più bello di Siani chiude AliceLa commedia in anteprima il 25 ottobre

25 settembre 201912:40

– Sarà il giorno più bello del mondo, la nuova commedia evento di Alessandro Siani, a chiudere il 25 ottobre – alla presenza del regista e degli attori Stefania Spampinato, Giovanni Esposito e i piccoli Sara Ciocca e Leone Riva – Alice nella città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma.
Il film, che sarà presentato in anteprima ai ragazzi delle scuole, racconta la storia di Arturo Meraviglia, un impresario di un piccolo teatro di avanspettacolo ormai in declino, che spera di risolvere i suoi problemi con i debitori grazie ad un lascito di uno zio. La vita di Arturo prenderà una piega inaspettata quando scoprirà che l’eredità sono due bambini, Rebecca e Gioele, e che proprio il bambino ha un potere sorprendente!! Le magie che il bambino è in grado di compiere sembrano essere la chiave per risolvere i problemi di Arturo e risollevarlo dal vicinissimo tracollo.

La storia della bici in mostra a ModenaDall’11 ottobre, viaggio di due secoli tra velocipedi e carbonio

MODENA25 settembre 201912:42

– “Bici davvero! Velocipedi, figurine e altre storie”, un viaggio di due secoli nel mondo della bicicletta raccontato attraverso 350 pezzi, tra album e figurine. È la mostra presentata dal Museo della Figurina di Modena, una delle realtà istituzionali che fa parte di Fondazione Modena Arti Visive, dall’11 ottobre al 13 aprile 2020. La rassegna, curata da Francesca Fontana e Marco Pastonesi, con il patrocinio della Federazione Ciclistica Italiana, è un atto d’amore verso questo rivoluzionario mezzo di trasporto, simbolo di libertà. Il percorso espositivo si apre con la sezione più squisitamente storica che analizza l’evoluzione della bicicletta e celebra i suoi pionieri: a partire dal barone tedesco Karl Drais von Sauerbronn che nel 1817 inventò la Draisina, una ‘macchina da corsa’ spinta dalla sola forza delle gambe, passando per Pierre ed Ernest Michaux che negli anni 60 dell’800 applicarono i pedali alla ruota anteriore, fino alle rivoluzionarie e leggerissime biciclette in carbonio di oggi.

Liorni, ho vinto con Reazione a catenaTestimone passa a Eredità. “Anche a Italia sì storie ‘normali'”

25 settembre 201913:21

– “Mi sono divertito a giocare e ho sempre invitato i concorrenti a far viaggiare la mente: aiuta a sentirsi liberi”. Marco Liorni chiude con successo l’esperienza alla guida di Reazione a catena, che dal 25/9 cede il testimone all’Eredità con Flavio Insinna nel preserale di Rai1. Una sfida vinta: “Per la prima volta mi sono misurato con un game, che per tutta l’estate si è scontrato con un quiz, Caduta libera di Gerry Scotti”. Reazione a catena ha avuto in media oltre 2,7 milioni di spettatori pari al 21.5% di share, aggiudicandosi più del 90% delle sfide con il competitor e centrando nella finale il record stagionale. “Abbiamo proposto storie di giovani ‘normali’, vicende positive, che permettono di uscire dalla logica dei social dove spesso emergono i più aggressivi o esibizionisti”. L’attenzione alle storie è anche il fil rouge di Italia sì, il ‘podio’ del sabato pomeriggio di Rai1 dove Liorni ha voluto come presenza fissa Manuel Bortuzzo, il nuotatore rimasto paralizzato dopo un’aggressione a Roma.

Molestie, il Met Opera sospende GrigoloAvrebbe palpato una corista. Analogo provvedimento alla Roh

NEW YORK25 settembre 201915:46

Il Metropolitan Opera ho sospeso Vittorio Grigolo. Il provvedimento nei confronti del tenore italiano, 42 anni, è stato preso nello stesso giorno in cui Placido Domingo ha deciso di lasciare il teatro newyorkese dopo 51 anni in seguito alle accuse di molestie sessuali da parte di una ventina di donne. Grigolo, considerato una vera e propria star al Met Opera, è stato sospeso a seguito di un’indagine della Royal Opera House di Londra che ha deciso di allontanarlo temporaneamente dal palcoscenico dopo un episodio avvenuto la settimana scorsa durante un tour del teatro londinese in Giappone. Grigolo avrebbe palpato una corista durante un inchino finale davanti al pubblico e agli altri artisti. La Royal Opera House ha ritenuto il presunto incidente avvenuto sul palcoscenico serio al punto da sostituire immediatamente il tenore italiano dal tour in Giappone, al suo posto, infatti, per l’ultima recita a Yokohama, ci sarà il tenore russo Georgy Vasiliev.

A Milano opere di Canova e ThorvaldsenAlle Gallerie d’Italia esposizione con oltre 150 opere

25 settembre 201914:43

– Per la prima volta le opere dei due grandi rivali della scultura moderna in età neoclassica e romantica, l’italiano Antonio Canova e il danese Bertel Thorvaldesn, si confronteranno in una mostra che sarà ospitata alle Gallerie d’Italia a Milano dal 25 ottobre al 15 marzo.
La rassegna, curata da Stefano Grandesso e Fernando Mazzocca, sarà realizzata in collaborazione con il museo Thorvaldsen di Copenaghen e il museo statale Ermitage di San Pietroburgo e con l’apporto di prestiti concessi da musei, collezioni private italiane e straniere tra cui la biblioteca apostolica vaticana, le gallerie degli Uffizi di Firenze il Paul Getty museum di Los Angeles.
Attraverso oltre 150 opere divise in diaciassette sezioni la mostra documenterà la straordinaria complessità delle opere dei due artisti. Alle Gallerie d’Italia Canova e Thorvaldesn ci saranno i ritratti, le icone popolari, la rappresentazione dell’amore, i grandi mecenati e l’incanto dell’eterna giovinezza.
Questa mostra consente per la prima volta di “vedere a confronto le opere di due grandi artisti. Dal punto di vista culturale è una grande occasione”, ha spiegato il presidente emerito di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, nel corso della presentazione. C’è una profonda sintonia tra “Comune di Milano e Intesa su fatto che la cultura sia uno strumento di diffusione”, ha detto l’assessore alla cultura del Comune di Milano, Filippo del Corno. Anche la Galleria d’arte moderna di Milano realizzerà una mostra dedicata a Canova. I musei “devono essere – ha aggiunto – luoghi di ricerca. L’ottica sistemica è sinergica consentirà alla città di avere ospiti a Milano opere di straordinaria importanza provenienti tra i musei di tutto il mondo”.

A teatro, Riccobono, Zeno, Lo VersoBalliamo sul mondo con hit Ligabue. Corteo per Cirque du soleil

25 settembre 201915:24

– Eva Riccobono diretta da Andrée Ruth Shammah in ”Coltelli nelle galline” di David Harrower e ”Balliamo sul mondo”, il musical di Chiara Noschese con i più grandi successi di Ligabue, tutti a Milano; Enrico Lo Verso al 72/o Ciclo di Spettacoli Classici all’Olimpico di Vicenza con ”Apologia di Socrate” di Platone e ”Corteo” del Cirque du soleil a Torino; Giuseppe Zeno con Silvia Salemi in ”Non si uccidono così anche i cavalli?” di Horace McCoy e Antonello Avallone con ”Io e Woody”, tutti a Roma: sono alcuni degli spettacoli teatrali in scena nel prossimo week end.

Bacon e Freud, indagine condizione umanaA Roma il confronto tra i due artisti nella Scuola di Londra

25 settembre 201915:24

– È forse l’ossessione per il corpo e il volto, specchi di una condizione umana sempre indagata ma mai conosciuta fino in fondo, accanto a una pittura che disperatamente cerca di registrare la vita vera attraverso l’uomo, ciò che colpisce nella mostra Bacon/Freud, la Scuola di Londra, in programma a Roma al Chiostro del Bramante dal 26 settembre al 23 febbraio. Un progetto affascinante, composto da oltre 45 pregevolissime opere (dipinti, disegni e incisioni) tutte provenienti dalla Tate, che presenta per la prima volta in Italia il confronto tra Francis Bacon e Lucian Freud proponendo insieme il racconto dell’esperienza degli artisti della Scuola di Londra. Il percorso declina circa 70 anni di arte britannica: accanto a Bacon e Freud, anche Frank Auerbach, Michael Andrews, Leon Kossoff e Paula Rego, artisti eterogenei, nati tra l’inizio del ‘900 e gli anni ’30, giunti a Londra da immigrati che nella città ferita dalla guerra hanno trovato un luogo fecondo, in cui vivere ed esprimere liberamente se stessi.

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Ducale, rassegna su satira e/o comicità
Tutto quanto può far ridere, e pensare, da Molière a oggi

GENOVA25 settembre 201915:26

– La satira è roba antica: Orazio dice l’abbia inventata Lucilio e c’è da crederci. Ma dove sono i confini tra il comico e la satira? A questa domanda intende rispondere la rassegna – a Palazzo Ducale dal 30 settembre al 21 ottobre – pensata da Luca Bizzarri e Tullio Solenghi ‘Tra il comico e la satira’, ideale prosecuzione della rassegna di Letteratura comica dello scorso anno. Per i più, comico e satira sono la stessa cosa, due modi diversi per definire ciò che ci diverte nella letteratura e nello spettacolo. Ma sembra proprio che non sia così: Dario Fo sostiene che solo la satira, che colpisce bersagli precisi della propria epoca, ha la dignità di un genere letterario: chi la pratica parte spesso dal tragico, come Rabelais o Molière, esponendosi di persona a possibili conseguenze e portando avanti una battaglia contro il marcio o gli errori dei suoi tempi. E però esistono deliziose forme del riso: in poesia, nella letteratura e nello spettacolo dove, dai Latini in poi, il comico assume volti che connotano la propria epoca. Ogni incontro prevede qualche considerazione sul comico, un focus su un artista del riso e letture a tema. Si comincia il 30 settembre con Tullio Solenghi, Orietta Notari e Luca Bizzarri, poi sarà il turno di Lella Costa (7 ottobre), di Enrico Bertolino (14 ottobre) e di paolo Rossi (21 ottobre).

Style Magazine si rinnovaIn edicola il 26 settembre con il ‘Corriere della sera’

25 settembre 201915:54

– Si arricchisce di nuovi contenuti e aggiunge nuove firme il numero di ottobre di ‘Style Magazine’, in edicola il 26 settembre con il ‘Corriere della Sera’.
Rinnovata anche la grafica: la tipografia e il layout sono più decisi e lasciano maggiore spazio alle immagini.
Tante le novità proposte dal mensile maschile di attualità e stile di RCS, diretto da Alessandro Calascibetta, a partire dalla parola chiave che in ogni numero verrà evidenziata in copertina, caratterizzerà un’area monografica del magazine a partire dalla cover story e sarà sviluppata attraverso articoli, interviste, reportage fotografici e inchieste. Una sorta di “giornale nel giornale”. Made in Italy è la parola chiave del primo numero con in copertina Francesco Vezzoli ritratto in un trittico composito realizzato dal fotografo Mimmo Jodice, che in via del tutto eccezionale, per l’occasione, torna sul set.

Arbore, Fiorello erede mio e BoncompagniConduttore racconta l’amico e ‘complice’ in No, non è la Bbc

25 settembre 201916:13

– “Un erede dei programmi che ho fatto con Boncompagni? Un po’ Fiorello, perché improvvisa come noi, basta andare in una sua trasmissione per vedere quanta energia c’è. Ora gli auguro il meglio per l’avventura che sta per cominciare su Rai Play. Parlando della sintonia che avevo con Gianni, la ritrovo molto anche in Lillo e Greg”. Lo dice Renzo Arbore, presentando al Prix Italia la serata evento No, non è la Bbc, in onda giovedì 26 settembre alle 21.05 su Rai2, nella quale il conduttore ripercorre la carriera artistica del suo amico e complice di tanta radio e tv, Gianni Boncompagni (scomparso il 16 aprile 2017). Protagoniste tante chicche d’archivio e ospiti come Raffaella Carrà. Testimonianze di Ambra Angiolini, Claudia Gerini, Sabrina Impacciatore, Giancarlo Magalli, Fabio Fazio e Piero Chiambretti. “Non sarà il solito programma commemorativo – assicura Arbore – riserverà sorprese fin da una trovata che si scoprirà in apertura. Per realizzarlo ci siamo chiesti come Gianni avrebbe amato essere ricordato”.
“Lo abbiamo fatto alla maniera sua… e un po’ alla maniera mia “, dice l’artista, anche autore con Barbara Boncompagni, Ugo Porcelli, Giorgio Verdelli e Luca Nannini.

Andy Warhol a Napoli in 200 opereEsposizione fino al 23 febbraio nella Basilica della Pietrasanta

NAPOLI25 settembre 201916:15

– Sono oltre 200 le opere di Andy Warhol che napoletani e turisti potranno ammirare fino al 23 febbraio 2020 alla Basilica della Pietrasanta, nel cuore del centro storico di Napoli. L’esposizione, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, sotto l’egida dell’Arcidiocesi di Napoli, è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia con Eugenio Falcioni e in collaborazione con l’associazione Pietrasanta Polo culturale onlus e Art Motors.
La mostra regala al pubblico una visione completa della produzione artistica del genio americano che ha rivoluzionato il concetto di opera d’arte a partire dal secondo dopoguerra: immortali icone e ritratti, polaroid e acetati, disegni e il mondo della musica, il brand e l’Italia. In sette sezioni arriva così nel capoluogo campano quel mondo pop che ha segnato l’ascesa di Warhol con opere come le intramontabili Campbell’s Soup, il ritratto serigrafato di Marylin, le celebri serigrafie di Mao del 1972 e il famosissimo Flowers del 1964.

A Milano Google fa parlare gli specchiInstallazione con progetti degli studenti della Domus Academy

ANO25 settembre 201916:16NEW

– Altro che “Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”, oggi si può chiedere al proprio specchio che tempo farà nel weekend o com’è la situazione del traffico per andare al lavoro, grazie alle sinergie tra tecnologia e design, ambito su cui si concentra Talking Crafts, un’installazione realizzata da Google Italia insieme a Domus Academy, che sarà aperta al pubblico dal 27 al 29 settembre in Piazza Gae Aulenti, a Milano.
E’ stata Google a chiedere agli studenti dell’accademia milanese di immaginare – sotto la guida dell’architetto Fabio Novembre – nel corso di una maratona creativa di 48 ore come i dispositivi Google possano integrarsi con gli oggetti più familiari delle nostre case, aumentandone le funzionalità fino a dargli voce. I progetti vincitori sono diventati prototipi grazie a Bitossi, Driade, FontanaArte e Kartell, e saranno esposti all’interno di Talking Crafts. Il viaggio nell’installazione-casa parte dalla cucina, con Around, scultura in ceramica disegnata per Bitossi a richiamare un centrotavola: un piatto pensato per contenere alimenti e piccoli oggetti, che ospita Google Home Mini, pronto a trasformare le once in grammi, a scoprire quante calorie ha una banana e a mettere una musica soft come sottofondo. Il salotto è il regno di Osmo, il tavolino realizzato per Driade (presente alla mostra con tre prototipi) che replica il movimento dell’acqua attraverso onde scolpite sulla superficie del legno. In camera dei ragazzi Bubbella , la bolla realizzata per Kartell per ospitare Google Home Mini e essere pronta a mettere in pausa la TV o abbassare le luci prima di andare a dormire.

L’allarme di Villa Giulia bloccato dalle riformeL’ex direttore Nizzo “In pericolo finanziamenti e rilancio”

26 settembre 201911:17

Fermi i fondi, bloccate le gare d’appalto per i cantieri che dovevano servire al rilancio del museo, in forse la partecipazione alla grande mostra sugli Etruschi del 2020-21 a Madrid, ridotti all’osso persino i festeggiamenti per i 130 anni della nascita del museo, a novembre. Il fai e disfa del governo gialloverde sui musei, con il decreto di luglio che ne aboliva l’autonomia seguito dai provvedimenti agostani che gliela restituivano nella nuova veste di ‘rete museale’ rischia di danneggiare seriamente il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, eccellenza indiscussa con una collezione senza eguali nel mondo. Lo racconta l’ex direttore Valentino Nizzo, che dall’ufficio di gabinetto del Mibact, dove è stato trasferito, torna tre giorni alla settimana a Villa Giulia per gestire il difficile passaggio di consegne alla Soprintendenza speciale di Roma guidata da Daniela Porro. “E’ tutto bloccato perché il museo al momento non ha una posizione contabile e la collega che ha l’interim sta ancora aspettando che registrino il suo incarico – spiega – dopodiché dovranno essere fatti tutti i passi amministrativi per il passaggio del museo alla Soprintendenza, anche quello richiederà del tempo”. Tutto questo in attesa del ritorno all’autonomia in forma di rete di musei etruschi, sempre che il ministro Franceschini non intervenga. Eppure non ci sarebbe un attimo da perdere, perché molti dei finanziamenti già ottenuti a fatica nei primi due anni di autonomia (Nizzo, vincitore di concorso, è stato nominato a maggio del 2017) potrebbero ora andare persi e tutte le soddisfazioni e le speranze (nel 2018 +14% visitatori e +12% incassi) vanificati. Etruscologo, Nizzo racconta di aver trovato al suo arrivo a Villa Giulia un organico svuotato di persone e competenze, comprese quelle amministrative, determinanti per mandare avanti un museo autonomo dotato di un suo bilancio. Con un paradosso: “Nel museo etrusco con la collezione più importante del mondo ero io l’unico etruscologo”, sorride il giovane ex direttore che di recente è stato chiamato a curare dal punto di vista storico e archeologico la sceneggiatura di Romulus, la serie di Matteo Rovere per Sky che andrà in onda nel 2020. Una competenza che ora verrà a mancare di nuovo, non un problema da poco vista la necessità di completare la catalogazione preliminare delle opere in deposito (“Un lavoro che abbiamo avviato subito ma che richiede tempo”) e poi di organizzare mostre, guidare il riallestimento, gestire la comunicazione, seguire il progetto della Macchina del Tempio (una sala multimediale pensata per accogliere i visitatori e guidarli nel mondo etrusco) che si era pensato di realizzare nel Tempio Etrusco Italico fatto costruire nell’Ottocento dal fondatore del museo nel giardino di Villa Giulia. Intanto ci sono problemi da affrontare con urgenza, dalla messa in sicurezza del complesso museale (Infiltrazioni, consolidamento delle facciate laterali, tubature dell’acqua da rifare, così come gli infissi di villa Poniatowski che ha bisogno anche di un intervento sull’ascensore) all’allestimento dei due nuovi laboratori (uno dovrebbe servire per il restauro a vista del celeberrimo Sarcofago degli Sposi). I soldi però sono bloccati, come i 600 mila euro stanziati ad agosto “perché manca il responsabile legale”. O come i finanziamenti per il restauro delle ex Concerie Riganti, un complesso ottocentesco adiacente Villa Poniatowski che secondo l’ambizioso progetto messo a punto con l’Università La Sapienza dovrebbe ospitare le mostre temporanee, l’accoglienza, un museum shop, un ristorante. Anche in questo caso era arrivata da poco una prima tranche di fondi per il progetto esecutivo, che ora rischiano di saltare. Come potrebbe non andare in porto l’appalto per la Macchina del Tempio o il lavoro di mesi per la partecipazione alla grande mostra sugli etruschi – la più importante mai realizzata in Spagna – che si terrà a Madrid alla fine del 2020 con la curatela affidata allo stesso Nizzo preceduta dal prestito a Villa Giulia della più importante iscrizione etrusca al mondo conservata a Zagabria e in antico riutilizzata per bendare una mummia. Un elenco che sembra infinito. L’ex direttore si appassiona e si dispera, racconta la dedizione della squadra di funzionari con i quali ha lavorato, ricorda lo sforzo per le iniziative di valorizzazione ‘fatte in casa’ per non pesare sul bilancio, il rapporto che si stava finalmente ritrovando con il pubblico, la città, il mondo degli studi. Per tornare alla guida del ‘suo’ museo dovrà partecipare ad un nuovo concorso. Chissà quando però. Il sogno di un rilancio di Villa Giulia, intanto, è a rischio flop.

Furti in negozio,persi 375 mln ogni annoRicerca Crime & Tech, aumenta fenomeno resi fraudolenti

25 settembre 201916:59

– Il lancio di nuove collezioni, le festività e i fine settimana sono i momenti in cui si registrano più furti nei negozi di abbigliamento. Gli articoli più rubati? Pantaloni, e poi pullover e camicie. Lo dice la ricerca “Retail Security in Europe. Going beyond Shrinkage”, realizzata da Crime&Tech, spin-off dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha coinvolto retailer provenienti da 11 Paesi europei, evidenziando che le differenze inventariali corrispondono all’1,5% del fatturato del 2017. Le perdite annue per i retailer europei dell’apparel ammontano a 375 milioni di euro. Una fetta importante è dovuta a motivazioni di natura non criminale, come le restituzioni di prodotti difettosi (da non confondersi con il wardrobing, pratica fraudolenta per cui un capo d’abbigliamento viene acquistato, indossato una sola volta con etichetta ancora intatta e poi restituito in negozio, ottenendo un rimborso totale). Tra le novità, la recente R-Turn Tag, studiata per contrastare proprio i resi fraudolenti.

Alla Gam i volti ideali del CanovaIn contemporanea con l’esposizione alle Gallerie d’Italia

25 settembre 201917:04

A Milano sarà l’autunno del Canova: apre il 25 ottobre, come la mostra alle Gallerie d’Italia dedicata al confronto con il danese Bertel Thorvaldesn, l’esposizione alla Galleria d’Arte Moderna “Canova. I volti ideali”, che per la prima volta ricostruisce la genesi e l’evoluzione delle celebri “teste ideali” di Canova.
I volti scolpiti da Canova non rappresentano personaggi reali, ma volti idealizzati in cui lo scultore indaga le infinite variazioni della bellezza femminile, basate sull’equilibrio perfetto tra l’idealizzazione derivante dalla scultura classica e lo studio della natura. Questi volti giungono a una progressiva semplificazione formale ed espressiva che trova il suo culmine nella “Vestale”. Realizzata tra il 1818 e il 1819, la “Vestale” fu replicata in tre marmi che per la prima volta si trovano riuniti in occasione di questa esposizione. Delle tre opere, la più nota fa parte delle collezioni della GAM.

Buona la prima, mostra di copertine topLa più votata dalla giuria è ‘Assemblea’ di Maurizio Ceccato

25 settembre 201918:12

– La più votata dalla giuria è la copertina di ‘Assemblea’ (Ponte alle Grazie) realizzata da Maurizio Ceccato per il libro di Michael Hardt e Antonio Negri.
Ma si possono vedere anche le cover di ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani) del Premio Strega 2019 Antonio Scurati, de ‘Il confessore’ (Einaudi Super ET) di Jo Nesbo e di ‘Non dite che non abbiamo niente’ (66thand2nd) di Madeleine Thien a ‘Buona la prima’, la mostra sulla grafica editoriale d’eccellenza.
Ospitata all’Ex Mulino Cadoni di Villacidro, in occasione della settimana del Premio Dessì che si concluderà il 29 settembre, l’esposizione, ideata e curata dal giornalista esperto in grafica editoriale Stefano Salis, si sposterà dall’8 al 17 ottobre Milano, alla Kasa dei Libri di Andrea Kerbaker e poi a Torino, alla Libreria Luxemburg e in altre sedi da definire E’ un format originale e innovativo. Un gruppo di 20 professionisti ed esperti di grafica editoriale ha selezionato 60 copertine uscite in edizione italiana nel 2018 e fino a maggio 2019. La selezione è avvenuta senza limitazioni tra libri di narrativa o di saggistica, manuali illustrati o guide di viaggio, volumi illustrati o cataloghi di mostre. “Non si vince niente, è poco più di un gioco” dice Salis “ma serve a far capire lo stato di salute della grafica editoriale italiana e a vedere molte buone idee in giro, vecchie e nuove”.
“Si tratta di una mostra di libri fisici, non di immagini” precisa Salis. “E questo è importante, proprio perché – sottolinea il curatore – nell’epoca delle immagini, addirittura quelle minime dei siti che mostrano le copertine dei libri in vendita, questa selezione ribadisce, invece, l’importanza del libro fisico, come oggetto di design e di bellezza, che ha ancora molte carte da giocare per il futuro”. I giudici, alcuni dei quali nuovi, altri presenti fin dalla prima edizione, selezionano e motivano, in poche righe, la loro scelta. “Non si tratta sempre di copertine bellissime – spiega Salis – ma spesso sono affascinanti, particolari, giocano con la carta, gli spessori. E non mancano omaggi a grafiche vecchio stile” aggiunge.

Cinema archeologico, rassegna a RoveretoIn gara 49 documentari da 19 nazioni

TRENTO25 settembre 201918:24

– Si terrà a Rovereto, dal 2 al 6 ottobre, la 30/a edizione della Rassegna internazionale del cinema archeologico organizzata dalla Fondazione Museo Civico.
Previsti 49 nuovi film documentari provenienti da 19 nazioni, tre incontri e un evento speciale di celebrazione del trentennale della rassegna. Tutte le proiezioni al teatro Zandonai. Numerosi gli argomenti trattati: le origini dell’uomo e la preistoria, l’Egitto e le civiltà fiorite nel Mediterraneo, Roma, il Medioevo, le civiltà africane e orientali, i nativi americani, la preistoria di Malta, la paleontologia dell’Alaska.
Spazio anche agli sforzi per preservare e ricostruire il patrimonio culturale perduto grazie alle nuove tecnologie. Per il trentennale della rassegna verrà proiettato la docufiction su Paolo Orsi, il celebre archeologo roveretano. Verrà attribuito il premio ‘Paolo Orsi’ agli autori del film vincitore. La giuria è composta da Gabriele Carletti, Elli Kriesch, Maria Longhena, Franco Nicolis, Andreas M. Steiner.

Freccero, io via da Rai2 in tranquillitàDirettore, Salini ha chiesto ipotesi palinsesto fino a maggio

25 settembre 201919:19

– Grazie di “questo anno, mi sono veramente divertito e vado via con grande tranquillità”. Lo dice ai giornalisti Carlo Freccero, tra una conferenza e l’altra al Prix Italia, commentando il suo prossimo addio alla direzione di Rai2, per la scadenza del suo contratto, che in virtù della legge Madia, non permette a un pensionato di percepire una remunerazione e di ricoprire per più di un anno un incarico pubblico.
“Vado via a fine novembre, mi dispiace solo perché a dicembre ci sono ancora due cose importanti – spiega -. Due puntate speciali di Arbore (dovrebbero essere dedicate a Renato Carosone, ndr) su cui ancora non posso anticipare nulla, e tre commedie recitate in diretta, di Vincenzo Salemme realizzate con un linguaggio televisivo. Sarebbe bello se proseguissero, è un tentativo di trasformare la commedia in una situation comedy, una sorta di format”. Non ha idea di chi potrebbe essere il suo successore, comunque “Salini mi ha chiesto un’ipotesi di palinsesto fino alla fine di maggio”.

A Cremona musica un sax da GuinnessDal 27 al 29/9 il Musica International Exhibitions and Festival

26 settembre 201910:37

– Un sassofono alto quasi 3 metri e di 30 kg di peso, ma anche i violini appartenuti alle vittime della persecuzione nazista saranno protagonisti di Cremona Musica International Exhibitions and Festival, la fiera della musica che torna da domani al 29 settembre con oltre 300 espositori provenienti da 30 paesi diversi, di cui il 64% dall’estero, oltre a ospiti come Ezio Bosso. Diversi gli appuntamenti organizzati per gli appassionati durante la tre giorni: ci sarà la possibilità di provare il sax gigante prodotto dall’azienda brasiliana J’Elle Stainer, certificato dal Guinness dei primati come il Sax più grande del mondo, ma anche di incontrare il violinista Salvatore Accardo, che il 29 settembre ritirerà un premio, e il compositore e direttore d’orchestra Ezio Bosso, protagonista di due eventi il 28 e il 29 settembre. Da non perdere la mostra “Violins of Hope”, realizzata dal liutaio Amnon Weinstein che, nel 1996, iniziò a riparare e recuperare i violini appartenuti alle vittime della persecuzione nazista.

Ad Astra, Brad Pitt astronauta è eroe fragileIn sala dal 26 settembre il film di James Gray

26 settembre 201912:02

Solaris che Odissea nello spazio, per Brad Pitt ‘Ad Astra’ di James Gray, da lui interpretato e prodotto e in sala con la 20th Century Fox dal 26 settembre, resta il suo film “più difficile”.
“Questo – ha detto a Venezia dove il film è stato in concorso – probabilmente è stato il lavoro più difficile della mia vita, un film delicato, una vera e propria sfida. Raccontare una storia tra padre e figlio riuscendo a mantenere il giusto equilibrio in maniera sottile e delicata non è stato facile”.
E Ad Astra è forse anche il film in cui Pitt deve mostrare quella fragilita’ lontana dai modelli maschili che ha piu’ volte rappresentato, ma che ha forse scoperto dentro di se’ dopo la rottura con Angelina Jolie.
Pitt, nel film che attinge per volonta’ di Gray a classici della letteratura come ‘Cuore di tenebra’ di Conrad e soprattutto a ‘Moby Dick’ di Melville, si trova infatti a mostrare con il suo personaggio il lato piu’ fragile, l’apertura ai sentimenti di un uomo anaffettivo.
In Ad Astra veste i panni dell’astronauta Roy McBride che parte per una missione ai margini del sistema solare per ritrovare il padre disperso (Tommy Lee Jones) che lo ha abbandonato da bambino. Un padre alle prese con un’ossessione legata ai misteri della vita e che puo’ minacciare il futuro dell’umanità.
“Con James Gray piu’ volte abbiamo parlato del fatto di venire entrambi da un’epoca in cui la mascolinità contava. Era importante allora – ha spiegato – essere rispettati, ma questo atteggiamento crea alla fine delle barriere che negano dolore e vergogna. Mentre queste due cose creano la possibilità di creare un rapporto migliore coi genitori, coi nostri figli e con noi stessi. Era questo che volevamo mostrare”.
E ancora Pitt: “Roy e’ in un momento particolare della sua vita in cui la sua chiusura al mondo non funziona piu’ e ne sta diventano consapevole. E’ insomma vulnerabile. Io e James abbiamo parlato molto di vulnerabilità. Che cos’e’ la vulnerabilità? Che cos’e’ la forza in un uomo e da dove viene la forza? E abbiamo concluso e’ che la forza e’ generata proprio dalla vulnerabilità”.
A chi chiede al sex symbol e muscolare Brad Pitt dove abbia trovato l’ispirazione per fare un personaggio cosi’ intimista, replica l’attore: “Non si deve certo andare lontano. Per quanto cerchiamo di nascondere le ferite che ci portiamo dietro dalla nostra infanzia, quelle ferite sono dentro di noi, dobbiamo solo tirarle fuori. E se un attore e’ sincero lo spettatore alla fine lo sente e ti premia”.

Baresani, i chiaroscuri della gelosiaTormenti dell’anima nelle paure del terzo millennio

26 settembre 201912:03

– CAMILLA BARESANI, GELOSIA (La nave di Teseo, pp.324, 18 Euro). Con una penna dal tratto chirurgico, ma mai asettica, sempre capace di rendere veri i chiaroscuri e le incertezze dell’anima, Camilla Baresani torna in libreria con “Gelosia” (La nave di Teseo), interessante affresco umano che molto racconta della confusione, di idee e obiettivi, di chi vive il terzo millennio. Ambientata tra Capri, Milano e il lago di Garda, la storia è incentrata sull’amore e le sue storture, sul senso di possesso che soffoca ogni bellezza, sulle bassezze che a volte abitano l’essere umano. Antonio, affascinante e prestante anacaprese, sposa Bettina, algida bellezza del nord Italia, con l’obiettivo di costruire al suo fianco un roseo quanto solido futuro, fatto di lavoro e figli.I due sono entrambi appassionati delle proprie attività professionali: da un lato c’è lei, impegnata 12 mesi l’anno nel gestire e far crescere il campeggio che ha ereditato sul Lago di Garda; dall’altro c’è lui, che, trasferitosi a Desenzano con la moglie, ha il coraggio di aprire a Milano una piccola impresa di “amenities” – boccette di bagnoschiuma, shampoo e profumi – fatte su misura per grandi alberghi.Tra di loro si insinua Sonia, impiegata assunta da Antonio per far decollare la sua azienda: in un tripudio di fragranze odorose (rievocando Il Profumo di Süskind), la ragazza – non bellissima, un po’ androgina, ma misteriosa – si innamora del suo capo e ne è ricambiata, vivendo con lui una focosa relazione clandestina, durante la quale i due continuano a darsi rigorosamente del lei. Nasce così un triangolo pericoloso, in cui la gelosia, ma non solo, farà naufragare ogni cosa.Molta luce, ma soprattutto molte ombre nella vita dei tre protagonisti del romanzo, che l’autrice racconta adottando di volta in volta un punto di vista diverso. In ogni capitolo infatti ci sono i pensieri, i turbamenti, i segreti più nascosti dei singoli personaggi: differenti prospettive per una stessa storia, fatta di ripicche, intrighi, inganni e qualche sprazzo di bellezza solo sfiorata dallo sfortunato trio. Mentre alterna ironia, disincanto e lucida analisi, l’autrice colpisce per la capacità indagatoria. Antonio, Bettina e Sonia, confusi e infelici, sono piegati dal peso del vuoto che portano dentro: le due donne, fragili ma anche feroci, dilaniate entrambe dal senso di colpa, la prima divorata dal dolore della mancata maternità e infatuata dall’amore vago per il prossimo in difficoltà, e la seconda incattivita, vendicativa, all’inizio vittima e poi carnefice; in mezzo a loro c’è Antonio, inconsistente, doppio, vanesio, bulimico di sesso e di conferme della propria virilità, del tutto incapace di amare davvero.    Mentre di Antonio, Bettina e Sonia svela con sguardo ironico ma rigoroso le migliori intenzioni, tutte naufragate, per raggiungere il bene e la felicità, i loro fallimenti e le intossicazioni da gelosia, Baresani arricchisce il racconto offrendo uno sguardo più ampio, lasciando che la storia collettiva degli ultimi anni irrompa nelle vite dei tre personaggi. Ecco quindi tra le pagine la crisi economica, con il crollo dei consumi e le difficoltà del lavoro; gli attentati e la paura del terrorismo che frena i consumi e condiziona, destabilizzando, il quotidiano; la genitorialità, il tema delle adozioni troppo difficili e degli orfanotrofi sempre troppo pieni; e poi, immancabile, la fragilità dei rapporti contemporanei, in particolare del matrimonio, relazioni troppo spesso incapaci di resistere agli urti e agli strattoni che la vita dà. Intenso, profondo, il romanzo di Camilla Baresani racconta l’egoismo e il potere distruttivo del possesso e tiene il lettore attaccato alla pagina, conducendolo verso un finale inaspettato e amaro.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Appena un minuto,

con Loretta Goggi e Max Giusti

27 settembre 201910:02

Una commedia davvero trans-generazionale ‘Appena un minuto’ di Francesco Mandelli, in sala dal 3 ottobre con 01. Su soggetto e sceneggiatura di Max Giusti (che è anche il protagonista), Igor Artibani e Giuliano Rinaldi, la commedia cavalca sia la comicità più tradizionale, che quella più giovanile grazie forse alla sensibilità e allo spirito del regista Mandelli. Questa la storia. Claudio (Giusti) è un agente immobiliare molto Alberto Sordi. Separato dalla moglie (Susy Laude) che l’ha lasciato per il “Re della Zumba” (Dino Abbrescia) è anche mal tollerato e criticato dai due figli.
Così vive con l’apprensiva madre (Loretta Goggi), separata da un marito fedifrago (Massimo Wertmuller), e ha come amici un confuso barman (Herbert Ballerina) e un altrettanto confuso aspirante cuoco (Paolo Calabresi). Unica vera presenza, ma molto ‘immaginaria’, quella del campione del mondo Marco Tardelli.

X-factor cambia location, live a MonzaNuova fase dal 24 ottobre

26 settembre 201912:48

Dopo 60 mila chilometri percorsi in giro per l’Italia e l’Europa alla ricerca di nuovi talenti, X Factor sceglie il Palazzetto dello sport di Monza per la sua ultima tappa, la più importante, quella dei live che vedrà i quattro giudici, Malika Ayane, Mara Maionchi, Samuel e Sfera Ebbasta e il conduttore Alessandro Cattelan impegnati nella fase più difficile della gara, quella delle esibizioni dal vivo. Da oggi la grande macchina produttiva dello show si sposta nella cittadina per dare il via ai lavori in vista del primo live, che debutterà su Sky il 24 ottobre alle 21.15. A Monza, per “trasformare” la struttura, arriveranno 300 persone per il montaggio di palco (che avrà una superficie calpestabile di ben 800 metri quadrati) e 200 persone di crew.
Monteranno 1,5 km di americane, più 250 mq di ledwall – di cui 200 metri quadrati movimentati tramite software su binari e sistema di pompe idrauliche – e 4 pedane di 8,5 x 2 metri ciascuna, automatizzate con software custom.

Biennale Musica è Back to EuropeIl via il 27/9 con Leone d’Oro a carriera a George Benjamin

VENEZIA26 settembre 201913:03

– Back to Europe è il titolo del 63/o Festival Internazionale di Musica Contemporanea (27 settembre – 6 ottobre) diretto da Ivan Fedele e organizzato dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta. La rassegna sarà inaugurata con la consegna del Leone d’oro alla carriera a George Benjamin “Dopo i temi trattati nelle due edizioni precedenti – afferma Ivan Fedele – che riguardavano le relazioni tra musiche e culture del Continente asiatico (2017) e di quello americano (2018) con le esperienze europee di punta, il 63/o Festival si occuperà di alcune delle realtà più interessanti del Vecchio Continente, che resta un punto di riferimento della musica e, in generale, della cultura del nostro tempo. Un continente che non ha cessato di porsi domande cruciali riguardo all’arte e alla sua relazione con il proprio presente e che, ancora oggi, è protagonista di molteplici spinte propulsive che investono gli ambienti artistici di tutto il mondo”.

The Passenger,libro-magazine in Uk e UsaLa pubblicazione in coedizione tra Europa Editions e Iperborea

26 settembre 201913:56

– Europa Editions e Iperborea pubblicheranno in coedizione la fortunata serie The Passenger “for explorers of the world”, con distribuzione di PGW/Ingram per gli Usa e dell’Independent Alliance per UK e resto del mondo. The Passenger è un libro-magazine che raccoglie il meglio tra longread, inchieste, reportage letterari e saggi narrativi che formano il racconto della vita di un Paese o di una città e dei suoi abitanti, per capirne la cultura, i processi, le nuove identità, i problemi, le ferite. Frammenti che insieme ne compongono un ritratto sfaccettato e inedito.
I primi due volumi della serie, Giappone e Grecia, che raccolgono interventi, tra gli altri, di firme come Murakami, Banana Yoshimoto, Petros Markaris, Richard Lloyd Parry, Ian Buruma, Matteo Nucci, Brian Phillips, Amanda Petrusich, Rachel Howard, arriveranno nelle librerie a maggio-giugno 2020.
Seguiranno nell’autunno 2020 Brasile e Turchia. Gli ultimi due titoli usciti in Italia sono The Passenger Norvegia e Berlino.

Quando Mogol disse a Battisti ‘Bella schifezza’Lavezzi, da famiglia di tutto per farlo dimenticare

27 settembre 201909:49

– Pignolo, perfezionista, sperimentatore, appassionato. E soprattutto a Lucio Battisti piaceva provare tutto. Come quella volta che in sala di registrazione volle fare lui il mixaggio per sentire la vibrazione della musica. Poi entrò Mogol, che arrivava solo a fine lavorazione, ascoltò, sentenziò ‘Bella schifezza’ e se ne andò. Lucio prese il nastro e lo gettò nel cestino. A ricordare l’aneddoto Gaetano Ria, il fonico per anni collaboratore del cantautore scomparso nel 1998 a 55 anni. Quello del tecnico del suono è uno dei tanti contributi a ‘Battisti come non lo hai mai ascoltato’, booklet che arriva a due anni dall’uscita del primo Masters. Targato Sony, e presentato nella sede milanese della società, contiene 48 brani estratti direttamente dai nastri analogici originali restaurati e rimasterizzati a 24 bit /192 KHZ, ritenuta la migliore definizione possibile al momento.Oltre alle canzoni ci sono anche foto e interviste a musicisti, produttori, tecnici che hanno lavorato con lui, dallo stesso Ria a Mario Lavezzi, ma anche Renzo Arbore, Franz Di Cioccio, Alberto Radius, Phil Palmer, Alessandro Colombini, Mara Maionchi. “Gli piaceva sperimentare tutto, strumenti nuovi, sonorità, si appassionava a tante cose diverse e poi voleva approfondirle, dalla fotografia al windsurf – ha detto Mario Lavezzi, compositore, produttore e collaboratore per anni della coppia Battisti- Mogol nell’ incontro alla Sony – Quando si è rotto il loro binomio si è un po’ sciolto qualcosa, poi Lucio ha cominciato a sperimentare musicalmente ma anche con i testi”. “Oggi prevale la velocità anche nel campo della musica, noi abbiamo vissuto da privilegiati, un nuovo illuminismo negli anni ’60, ’70, un pulsare di creatività in tutti i settori, una umanità che spingeva per la creativa e il cambio di costume e tra questi innovatori c’e’ stato anche Lucio – ha aggiunto Lavezzi – Poi dalla sua famiglia solo tentativi per farlo dimenticare, una cosa inspiegabile, forse una sindrome, c’è qualcosa che non quadra, va oltre la logica”.Il cofanetto diventa quindi anche un modo per riscoprire e risentire Lucio Battisti, morto a 55 anni nel 1988, non solo come cantante ma anch e come uomo di studio di registrazione e musicista tra i musicisti e direttore d’orchestra. “Sono 50 anni che faccio i testi di Battisti, lo conosco a memoria – ha detto Alberto Radius, chitarrista, ex Formula 3, tra i più fedeli collaboratori del cantautore – Ogni anno che passa scopro che si può fare in un’altra maniera, e tutte le volte scopriamo che si possono suonare diversamente, noi poveri mortali, prendiamo una frase e ci fai un pezzo, prendiamo un’altra frase e ci fai un altro pezzo”.

A Gam l’Italia nelle foto Deutsche BankIn mostra per un mese lavoro di artisti italiani e tedeschi

26 settembre 201913:57

– E’ l’Italia vista con gli occhi dei grandi fotografi italiani e tedeschi (da Luigi Ghirri, Gabriele Basilico a Candida Höfer e Günther Förg) la protagonista della mostra ‘Images of Italy. Contemporary photography from the Deutsche Bank Collection’ visibile alla Galleria d’arte moderna di Milano fino al 27 ottobre.
Divisa in tre sezioni l’esposizione parte dalla visione dell’Italia da un punto di vista architettonico ma anche sociale che danno i fotografi attraverso il loro lavoro; poi è la volta delle opere realizzate con messa in scena, montaggio e tecniche digitali per finire con la sezione dedicata gli ambienti interni ed esterni.
Ma Images of Italy – che occupa la Sala da Ballo, la Sala 29 e la Sala del Parnaso – è essa stessa una installazione, che è stata affidata alla creatività di Luca Vitone. “Lungo il filo conduttore di Immagini d’Italia – ha sintetizzato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – è presentato uno sguardo sul nostro Paese attraverso il punto di vista dell’arte: opere che raccontano una visione molteplice dell’Italia, del suo mito e della sua realtà”.
Con questa mostra, ha sottolineato Anna Maria Montaldo, direttrice dell’Area Polo Arte Moderna e Contemporanea del Comune, la Gam “conferma la sua ormai consolidata vocazione ad accogliere e promuovere i linguaggi dell’arte contemporanea, in un dialogo fecondo con le proprie collezioni”.
“Proprio qui a Milano, che più di ogni altra città sta dimostrando di voler cogliere le sfide e le opportunità economiche, sociali e culturali della contemporaneità – ha concluso Flavio Valeri, Chief Country Officer Italy di Deutsche Bank – vogliamo arricchire con un nuovo tassello il nostro impegno nel Paese, avviando un percorso di collaborazione stabile e duraturo con le principali istituzioni culturali della città”.

Colosseo, procedono i lavori per l’arenaDirettrice, entro gennaio 2020 finiscono lavori preliminari

settembre 201915:40NE

– Procedono i lavori propedeutici alla grande arena del Colosseo. ”Stiamo restaurando le strutture ipogee sotterranee del monumento per poi predisporre le linee guida per la realizzazione dell’arena”. A dirlo, il direttore del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, oggi a margine della presentazione della mostra Carthago. il mito immortale, in programma fino al 29 marzo.”I lavori – spiega la Russo – sono iniziati a gennaio 2018 e si concluderanno a gennaio 2020. Poi, predisporremo le linee guida per il grande progetto arena”. Lanciato dal ministro Franceschini nel suo precedente mandato e finanziato con 18,5 milioni di euro, il progetto per la ricostruzione dell’arena dovrebbe portare – secondo quanto aveva spiegato al momento della presentazione del progetto l’allora soprintendente Francesco Prosperetti – alla realizzazione di uno spazio “mutevole con la possibilità di cambi di funzione com’era nell’antichità quando era una macchina scenica”.

Spring Attitude Festival celebra 10 anniDal 10 al 12 ottobre a Roma, tra MAXXI e ex caserma Guido Reni

ROMA26 settembre 201915:40

– Lo Spring Attitude torna e festeggia 10 anni. Il festival internazionale di musica elettronica, cultura contemporanea e nuove tendenza animerà animerà dal 10 al 12 ottobre due luoghi simbolo dell’arte a Roma: il Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo e l’ex caserma Guido Reni, sede temporanea di Videocittà – Festival della visione.
In cartellone, tra gli altri, i re della consolle Laurent Garnier ed Ellen Allien, il rapper Rancore, il collettivo Ivreatronic, la regina della notte MYSS KETA. Poi l’omaggio di Massimo Martellotta (Calibro35) a Mark Hollis dei Talk Talk e le sonorità afro-mediterranee di C’Mon Tigre e il nuovo fenomeno Spotify Il Tre. Più di 30 artisti per 3 giorni di musica. “Noi non siamo location, ma partner dello Spring Attitude – ha detto Giovanna Melandri, presidente della Fondazione MAXXI -.
Con il Festival chiudiamo ufficialmente l’estate del Maxxi. E dopo il decennale di Spring Attitude, l’anno prossimo festeggeremo anche i 10 anni del Museo. Magari insieme”.

12 ottobre la Giornata del ContemporaneoIl 12/10 porte aperte in 24 musei AMACI e 1000 realtà italiane

settembre 201910:11

– Il Castello di Rivoli e il Maxxi di Roma, il Man di Nuoro e il Mart di Rovereto, accanto a una lista lunghissima di gallerie d’arte, fondazioni, associazioni, studi d’artista, accademie e luoghi espositivi pubblici e privati sparsi in tutto il territorio nazionale: sarà davvero una festa dell’arte diffusa e condivisa la XV Giornata del Contemporaneo che il prossimo 12 ottobre unirà tanti soggetti diversi, le grandi istituzioni museali e le realtà più piccole, per raccontare, da Nord a Sud, la vivacità della creatività italiana. Una giornata ormai divenuta storica, organizzata e promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, che anche quest’anno permetterà a migliaia di cittadini di conoscere l’attività degli artisti di oggi attraverso un multiforme programma di mostre ed eventi: in questa edizione ad aprire le loro porte gratuitamente saranno i 24 musei riuniti dall’associazione e ben 1000 realtà italiane che organizzeranno appuntamenti ad hoc.”Questa manifestazione rientra davvero nelle linee strategiche del ministero, per incoraggiare e accompagnare la fruizione dell’arte da parte dei cittadini”, ha detto a Roma Nicola Borrelli, nella sua prima uscita ufficiale come Direttore Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana del Mibact. Parla invece di “felice anarchia” Gianfranco Maraniello, Presidente AMACI, osservando “che ci sono anche soggetti che partecipano alla Giornata spontaneamente, senza aderire in modo ufficiale”. E se la manifestazione è davvero una “festa diffusa, a cui possono aderire non solo i musei ma anche gli operatori” del sistema dell’arte, ciò significa che il patrimonio del contemporaneo, afferma ancora Maraniello, “non è limitato a un segmento specialistico, ma ha a che fare con la vita quotidiana dei cittadini, e indica che c’è un Paese attivo, in cui anche i linguaggi si aggiornano”.Grazie alla collaborazione con il ministero degli Esteri, che con il Mibact sostiene la Giornata, per il secondo anno consecutivo il patrimonio artistico contemporaneo italiano uscirà anche dai confini nazionali: nella settimana dal 7 al 13 ottobre si svolgerà “Italian Contemporary Art”, il programma nell’ambito del quale ambasciate, consolati e istituti italiani di cultura all’estero organizzeranno mostre, dibattiti, workshop, residenze, aperture straordinarie, per un totale di “circa 100 eventi, un 15% in più rispetto al 2018”, ha spiegato Roberto Vellano, ministro plenipotenziario direttore centrale per la promozione della Cultura e della Lingua Italiane del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Anche quest’anno, la realizzazione dell’immagine guida della Giornata del Contemporaneo è stata affidata a un artista: per il 2019 la scelta è caduta sulla bolognese Eva Marisaldi, che ha rielaborato un frame tratto dal video Legenda del 2002, creando un’animazione in cui alcuni sassi imitano i comportamenti umani. Marisaldi sarà inoltre protagonista di una mostra diffusa nei musei AMACI che ospiteranno simultaneamente e per un giorno una selezione di sue opere (una delle sedi sarà la Farnesina).

Longevità e bambini nel libro di LongoIn collaborazione con esperti e pediatri, esce per Vallardi

26 settembre 201916:32

– A che età inizia la longevità? Prima della nascita. Lo spiega Valter Longo, uno dei maggiori esperti della relazione tra nutrizione, longevità e salute, nel suo nuovo libro ‘La longevità inizia da bambini’ (Vallardi) in cui in collaborazione con esperti e specialisti pediatri e nutrizionisti, spiega la necessità di gettare le basi di una vita lunga e sana fin dalla gravidanza.
‘La longevità inizia da bambini’ è una guida scientifica per cambiare le cattive abitudini alimentari del bambino creando consapevolezza in tutta la famiglia. Secondo le indicazioni del nutrizionista nella dieta dei bambini non deve mancare niente: proteine, grassi, carboidrati, minerali, vitamine, fibre e acqua. Tra le indicazioni quelle di: limitare le 4 P (Pasta, Pane, Pizza, Patate), il riso e i succhi di frutta, il sale e gli zuccheri e di mangiate nell’arco delle 12 ore: se si finisce colazione alle 8, bisogna cenare alle 20. Inoltre l’invito è a scegliere i cibi semplici e della tradizione locale e a evitare la sedentarietà. Importante anche organizzare i pasti suddividendo l’assunzione giornaliera in 4-5 momenti: colazione – spuntino e merenda – pranzo – cena. Tenendo conto dei dati preoccupanti sul sovrappeso e la salute di bambini e adolescenti italiani e dopo aver constatato l’incapacità dei genitori di riconoscere e risolvere il problema, Longo offre un’analisi e un piano di nutrizione e salute all’avanguardia unendo la tradizione del nostro e di altri Paesi longevi con la scienza e gli studi clinici più recenti. Longo promuove un’alimentazione abbondante ma con proprietà anti-invecchiamento: la vera chiave per rimanere sani fino a 110 anni.
L’autore devolverà i proventi del libro, al tempo stesso scientifico e divulgativo, alla Fondazione non-profit Create Cures per l’educazione alimentare di bambini e adulti, l’assistenza ai pazienti, e la ricerca di cure alternative e integrate per le malattie gravi.

A Bologna il Leonardo genio della guerraDal 10 ottobre in esposizione progetti, mappe e codici

BOLOGNA26 settembre 201916:51

– Inventore, pittore, genio incontrastato della sua epoca. Ma un lato forse meno conosciuto di Leonardo da Vinci è la sua passione per l’ingegneria applicata all’arte della guerra. Un aspetto poco noto e anche poco indagato che sarà al centro della mostra “Il genio in Guerra nell’eta di Leonardo, Michelangelo, Durer” organizzata dal Polo Museale dell’Emilia-Romagna alla Pinacoteca di Bologna dal 10 ottobre fino al 7 gennaio 2020.
L’esposizione rientra nelle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo e ospiterà disegni, stampe, codici cinquecenteschi, ma anche elmi, bombarde, testiere e altri attrezzature belliche dell’epoca. Nel percorso si svela così la vocazione di Leonardo per l’ingegneria delle macchine e l’idraulica, i cui risvolti militari furono frequenti e diedero vita a idee insolite per l’epoca come i carri falcati o le armi inastate contro la cavalleria. E ancora i progetti di difesa delle città elaborati da Leonardo, che si tramutarono in veri e propri piani urbanistici. Saranno esposte anche opere di Michelangelo e Durer per mettere in mostra lo stretto legame concettuale con gli studi degli ingegneri del primo Rinascimento. La mostra sarà aperta dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.30. Il costo del biglietto è di 8 euro (ridotto 2 euro per under 25) e permetterà la visita anche della Pinacoteca e di Palazzo Pepoli Campogrande.

A X Factor fase finale audizioni, ospite Achille LauroAl termine della puntata Alessandro Cattelan sceglierà la categoria da assegnare a ciascun giudice

26 settembre 201917:20

Si conclude la fase di Auditions di X Factor 2019: tanti i sì che sono già stati detti dai giudici Mara Maionchi, Malika Ayane, Samuel e Sfera Ebbasta. E ora tocca agli ultimi aspiranti concorrenti cercare di guadagnarsi la strada verso i Bootcamp. L’appuntamento con il talent prodotto da Fremantle è alle 21.15 su Sky Uno (canale 108, digitale terrestre canale 455). L’ospite della serata è Achille Lauro, il cantante farà ballare il Pala Alpitour di Torino con il brano ‘Rolls Royce’. L’artista aveva partecipato alle Home Visit della scorsa edizione in qualità di giudice, ospite in Provenza di Mara Maionchi.Al termine della puntata Alessandro Cattelan sceglierà la categoria da assegnare a ciascun giudice. Si conoscerà quindi chi guiderà le Under Donna, chi sarà il mentore degli Under Uomini, chi si prenderà cura degli Over e chi seguirà i Gruppi.Per Mara, Malika, Samuel e Sfera sarà anche il momento di selezionare chi, tra coloro che hanno ricevuto tre sì, potrà accedere al Bootcamp al fianco dei talenti che con quattro sì hanno avuto accesso diretto alla seconda fase di selezione.Anche questa settimana il pubblico di Torino è pronto a far sentire la propria voce e a mettere in discussione le decisioni dei giudici. Vari e ricercati i brani proposti sul palco: si va da ‘Roma stasera’ di Motta a ‘Hey Ya!’ degli OutKast, passando per ‘Rose viola’ di Ghemon e ‘Never had’ di Oscar Isaac.

Rkomi in duetto con JovanottiEsce Canzone, tratto dall’album Dove gli occhi non arrivano

26 settembre 201917:36

Rkomi torna nelle radio dal 27 settembre con un nuovo singolo prodotto da Charlie Charles e ad affiancarlo, c’è Jovanotti ospite d’eccezione dell’album su Canzone, una metafora sul potere che ha la musica sul nostro umore.
A tenere a battesimo la prima performance live della coppia è stato il palco dell’ultimo Jova Beach Party a Linate, il 21 settembre. “Rkomi è uno degli artisti più forti tra quelli usciti negli ultimi anni, uno che segue la sua strada fiutando la sua preda, senza fermarsi lì dove sono tutti gli altri.
L’album è l’opera di un artista vero che mette la sua vita nei pezzi e che ha la musica al primo posto”, ha detto Jovanotti.
Rkomi continua il suo viaggio dopo i singoli “Blu” con Elisa, Disco di platino e brano tra i più suonati dalle radio degli ultimi mesi e da “Visti dall’Alto” feat. Dardust, entrambi tratti da Dove gli occhi non arrivano, il suo ultimo lavoro che ha superato gli oltre 100 milioni di stream.

Arte, Flashback compie sette anniAl PalaAlpitour 50 gallerie dal 31 ottobre al 3 novembre

TORINO26 settembre 201917:38

Flashback compie sette anni e scrive un altro capitolo del suo racconto. La nuova edizione della Fiera d’arte, al PalaAlpitour dal 31 ottobre al 3 novembre, s’intitola Gli Erranti e prende spunto da un romanzo di fantascienza degli autori sovietici Arkdij e Boris Strugackij. “Gli erranti siamo noi, gallerie, visitatori e collezionisti, che viaggiamo in un tempo sospeso, senza pregiudizi, e cerchiamo un senso anche negli errori di percorso”, spiega Ginevra Pucci, direttrice di Flashback con Stefania Poddighe. “E’ un progetto di qualità che riesce ad avvicinare il pubblico ai capolavori dell’arte antica in dialogo con quella moderna e contemporanea, con una contaminazione giovane e grintosa”, sottolinea l’assessore comunale alla Cultura, Francesca Leon. “Il nostro obiettivo è coinvolgere sempre più il collezionismo extraeuropeo”, aggiunge Pucci.
Le 50 gallerie presenti portano capolavori come le allegorie pittoriche di Giorgio Vasari, le Pietre di Pietro Gilardi, opere di Romano Alberti e De Chirico.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Pisa Ritratto di Artemisia Gentileschi
Quadro Vouet acquistato per Palazzo Blu, poi andrà a Londra

PISA26 settembre 201917:39

Un ricco abito color zafferano, orecchino di perla a goccia, nella mano destra il toccalapis e nella sinistra pennelli e tavolozza, lo sguardo sicuro che sostiene chi la osserva: è il medaglione sul petto a svelare la donna raffigurata nell’eccezionale dipinto di Simon Vouet, ovvero Artemisia Gentileschi ritratta dal pittore francese, suo contemporaneo, amico ed estimatore, intorno al 1623. L’opera è stata acquistata dalla Fondazione Pisa per Palazzo Blu e a partire dal 28 settembre sarà esposta al pubblico.
Il quadro sarà visibile insieme alla Clio di Artemisia Gentileschi, già presente nella collezione permanente del museo pisano, dal 28 settembre all’8 marzo. Poi il ritratto di Artemisia andrà in prestito insieme alla Clio alla National Gallery di Londra per la grande mostra a cura di Letizia Treves ‘Artemisia’ che si svolgerà dal 4 aprile al 26 luglio.

Springsteen, esce colonna sonora docu25/10 “Western Stars – Songs From The Film”, Boss debutta regia

26 settembre 201917:42

Il 25 ottobre uscirà “Western Stars – Songs From The Film” (Columbia Records/Sony Music), la colonna sonora con i brani live di “Western Stars”, il film che vede il debutto di Bruce Springsteen come regista insieme al suo collaboratore di lunga data Thom Zimny. L’album include tutte le canzoni dell’omonimo album pubblicato recentemente insieme alla cover di “Rhinestone Cowboy” di Glen Campbell. La colonna sonora è stata prodotta da Springsteen insieme a Ron Aniello ed è stata mixata e masterizzata rispettivamente da Bob Clearmountain e Bob Ludwing, lo stesso duo leggendario dietro al successo di “Springsteen on Broadway”. Il documentario “Western Stars”, nei cinema italiani il 2 e 3 dicembre, è una trasposizione cinematografica dell’omonimo album di Springsteen uscito a cinque anni di distanza dal suo precedente progetto in studio, nel quale il cantautore si esibisce accompagnato da una band e da un’intera orchestra presso la Stone Hill Farm a Colts Neck (New Jersey).

Un film dagli Indifferenti di MoraviaNel cast di Guerra Seragnoli, Edoardo Pesce e la Bruni Tedeschi

26 settembre 201918:03

Gli Indifferenti, il capolavoro giovanile di Alberto Moravia, feroce critica alla borghesia del Ventennio, avrà una nuova versione cinematografica dopo quella del 1964 di Francesco Maselli con Claudia Cardinale, Rod Steiger, Paulette Goddard, Shelley Winters, Tomas Milian. Il nuovo adattamento di quel folgorante romanzo del 1929, il primo dello scrittore romano, è in lavorazione da Leonardo Guerra Seragnoli, il regista emergente di Last Summer e Likemeback. Il cast, anticipa Variety, vede Edoardo Pesce (che ha ultimato il film in cui interpreta Alberto Sordi) come Leo, l’amante senza scrupoli di Mariagrazia, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, vedova e con due figli: l’annoiata Carla (l’esordiente Beatrice Grannò) che Leo tenta di sedurre e il debole Michele (Vincenzo Crea) incapace di reagire alle mire dell’amante della madre che vuole impossessarsi dei beni di famiglia. Giovanna Mezzogiorno è Lisa, la migliore amica di Mariagrazia, invaghita di Michele. Il film è coprodotto da Indiana e Vision

Leo Da Vinci genio teen in serie animataFratelli Manfio, è l’amico che tutti i bambini vorrebbero

26 settembre 201918:39

– Un Leonardo da Vinci teenager nella Toscana del 15/o secolo, già geniale inventore, che ha come migliore amica la quasi coetanea Lisa (Monna Lisa), pronto a lanciarsi all’avventura. E’ Leo Da Vinci, versione adolescenziale e animata dell’artista, pensata e realizzata da Francesco e Sergio Manfio motori creativi del trevigiano Gruppo Alcuni. Dopo il debutto sul grande schermo nel 2018 con Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa, film in cgi venduto in oltre 80 Paesi, arriva Leo Da Vinci, serie animata in 52 episodi da 13 minuti, che debutta con due puntate in anteprima mondiale al Prix Italia, davanti a una platea di bambini, e approda dal 30 settembre su Rai Gulp tutti i giorni alle 16.15 (dal 10 ottobre anche alle 12.30). “Portare Leonardo a misura di bambino è stata una grande sfida anche perché si sa molto poco di lui negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza – spiegano i fratelli Manfio -.
Anche sulla base di una solida ricerca storica, l’abbiamo voluto rendere l’amico che ogni bambino vorrebbe avere”.

Tappeto volante e magie, al Brancaccio il musical AladinIl regista Colombi, Spettacolo originale, non è una cover

26 settembre 201919:42

– Una storia riscritta totalmente con invenzioni e personaggi nuovi, una colonna sonora con 14 brani originali e soli tre innesti “esterni”, effetti speciali tenuti segreti per non guastare l’ effetto meraviglia, un cast affiatato che promette al pubblico sorprese e tanto divertimento. Arriva al teatro Brancaccio di Roma “Aladin il musical geniale”, ispirato alla favola tratta dalle “Mille e una notte” che celebra la storia d’amore del giovane Aladino con la bella Jasmine tra lampade magiche, geni e tappeti volanti.
“Non è una cover presa dall’estero – precisa il regista Maurizio Colombi -. E’ uno spettacolo originale nato, creato e scritto qui”. Il musical, che debutta in prima nazionale il 9 ottobre (con una serie di anteprime dal 2) e resterà in cartellone fino all’ 8 dicembre, nasce dunque dalla fucina del teatro romano guidata dal direttore artistico Alessandro Longobardi e punta a ripetere i successi di Rapunzel, Peter Pan, e la Regina di Ghiaccio.
Sul palcoscenico un cast di 20 attori, cantanti e ballerini.
Il ladruncolo Aladin è Leonardo Cecchi, che si è messo in luce nella serie Disney Channel di grande successo “Alex & Co.” e in due film Disney. A dare volto e voce a Jasmine è Emanuela Rei, attrice in molte serie tv per ragazzi e protagonista della popolare serie tv “Maggie & Bianca Fashion Friends”. La novità della favola è che il genio raddoppia: a quello tradizionale della Lampada, impersonato da Umberto Noto, si affianca il genio dell’Anello, pasticcione ma di animo buono, al quale dà corpo ed energia contagiosa Sergio Friscia, attore popolare di cinema e fiction, conduttore televisivo e speaker radiofonico. Ai personaggi ‘storici’ della fiaba come il malvagio Jafar, consigliere del Sultano, e la mamma di Aladin, se ne aggiungono di nuovi: Abdul, ladruncolo amico di Aladin, Aisha l’ancella amica di Jasmine, Coco simpatica scimmia ammaestrata, Skifus l’assistente di Jafar. Lo scenografo Alessandro Chiti ha previsto 24 cambi di scene; le luci sono opera di Christian Andreazzoli; Francesca Grossi ha curato la realizzazione dei quasi cento costumi; i nove giovani ballerini si muovono sulle coreografie Rita Pivano. A curare gli effetti speciali è Erix Logan, che farà sparire e riapparire i due geni e asseconderà le trasformazioni di Aladin.
Le musiche originali e gli arrangiamenti hanno la firma di Davide Magnabosco con Alex Procacci e Paolo Barillari. “E’ una bella realtà anche di lavoro per Roma, realizzata senza contributi pubblici”, sottolinea Longobardi ricordando che allo spettacolo è abbinato un concorso per le scuole romane che vedrà premiato il miglior disegno su un sogno da realizzare per rendere migliore un luogo della città. “E’ una sorta di prequel della storia di Aladin – fa notare il regista Colombi – perché spiega l’ origine dei due geni, chi sono da dove vengono. Le scenografie sono paragonabili ai grandi spettacoli di Broadway. E’ un musical magico che deve avere effetti speciali magici e noi abbiamo chiamato un vero mago, premiato da quattro Oscar”.

Mattarella sul Colle dell’Infinito, grati a LeopardiA Recanati per Orto Fai, ‘visita guidata in una poesia

RECANATI (MACERATA)27 settembre 201909:36

-L’Orto delle Monache sulla sommita’ dell'”ermo” Colle dell’Infinito a Recanati, dove Giacomo Leopardi pensò e compose l’idillio 200 anni fa, riqualificato e riaperto dal Fai con supporto di istituzioni pubbliche e private. E’ una vera e propria ‘visita guidata’ nella poesia piu’ famosa e amata della lingua italiana il nuovo percorso leopardiano, che comprende anche una parte immersiva multimediale nel Centro Nazionale di Studi Leopardiani. Una ‘guida’ letta, interpretata e approfondita con un racconto in cinque atti affidato alle voci di Lella Costa e Massimo Popolizio; ma anche affidata a immagini, installazioni interattive con il contributo di studiosi per raccontare in modo semplice e coinvolgente quei versi senza tempo scritti nel 1819.Un evento suggellato dalla partecipazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme alla figlia Laura, e del ministro di Beni culturali e Turismo Dario Franceschini che hanno poi visitato anche Palazzo Leopardi, accompagnati dal conte Vanni Leopardi e da sua figlia Olimpia, negli ambienti che hanno fatto da cornice all’infanzia e alla gioventu’ del poeta. Nella biblioteca, Mattarella ha potuto ammirare la Bibbia Poliglotta, con cui Giacomo apprese il greco e l’ebraico, senza l’aiuto dei precettori, per comparazione dal latino. Mattarella ha espresso “riconoscenza grande” per Leopardi “perche’ non si limita alla suggestione che ciascuno avverte quando si e’ catturati dalla lettura” delle sue opere, ma propone anche “riflessioni” sulla societa’. Come un paio di frasi dallo Zibaldone che il capo dello Stato ha citato a memoria: “il fine della societa’ e’ il bene comune” e la “societa’ contiene il principio di unita’”, parole “belle e attualissime”. E ha voluto ringraziare il Fai per l’ennesima iniziativa di “straordinario valore”. Un’iniziativa, nata nel 2017 tra Fai Marche, Comune di Recanati, Centro nazionale studi leopardiani e Centro mondiale della poesia “Giacomo Leopardi”, per la valorizzazione dell’Orto delle Monache da anni in stato di abbandono e inaccessibile. Ma al risultato finale hanno contribuito anche il Mibact, con fondi per il consolidamento del colle, il Comune di Recanati, la Regione Marche, la generosita’ di alcuni privati: Tod’s, Gruppo Gabrielli e iGuzzini Illuminazione.Ora, grazie al progetto donato dall’architetto paesaggista Paolo Pejrone, il luogo in cui Leopardi si rifugiava nella solitudine e nel silenzio per comporre i suoi versi, pensare alle “morte stagioni e la presente e viva”, vicino alla casa paterna, torna di quiete e meditazione, punteggiato da cipressi, alberi da frutto, ortaggi, fiori e filari di vite. Da domani sara’ aperto gratuitamente ai cittadini di Recanati per tre giorni, poi sara’ accessibile con regolare biglietto.

Carthago e Roma le amiche nemicheFino a 29/3 400 opere su regina Mediterraneo e rapporto con Roma

ROMA27 settembre 201909:55

– Le ricche vesti drappeggiate che accompagnano le linee del corpo. L’acconciatura fiera e regale. Il viso incorniciato tra preziosi monili. E poi i piedi, vezzosi, sui sandali altissimi. Riposa così la Sacerdotessa alata, oggi speciale custode del cammino attraverso la storia della città da cui arriva: Cartagine. E’ il viaggio nel tempo di Carthago. Il mito immortale, prima grande mostra interamente dedicata a una delle più potenti e affascinanti civiltà del mondo antico, fino al 29 marzo negli spazi del Colosseo e del Foro Romano, nel tempio di Romolo e nella Rampa Imperiale. Oltre 400 reperti, tra prestiti delle maggiori istituzioni museali del Mediterraneo e anche qualche inedito per raccontare ”l’altra” Cartagine e il suo lungo rapporto con Roma. ”Una mostra – racconta il direttore del Parco archeologico, Alfonsina Russo, curatrice dell’esposizione insieme a Francesca Guarnieri, Paolo Xella e José Angel Zamora Lopez con Martina Almonte e Federica Rinaldi – per superare gli stereotipi che il mondo moderno e contemporaneo ha dato a Cartagine, da sempre una città aperta sul Mediterraneo ma che ancora oggi viene vista come l’alterità, il nemico”. Si, perchè Cartagine noi l’abbiamo sempre vista con gli occhi di Roma, raccontata dai Romani e dalle loro fonti letterarie. ”Una prospettiva in realtà – spiega la Russo – molto condizionata dalla rivalità tra le due città”. Ma proprio i più recenti scavi e le ricerche degli ultimi decenni hanno avviato una diversa riflessione. Tra opere d’arte, reperti archeologici, apparati multimediali, si va dalle origini fenicie della città nel IX secolo a.C. alla Cartagine cristiana del VI d.C,., ripercorrendo la storia della sua cultura e dei suoi abitanti, l’espansione nel Mediterraneo e la ricchezza degli scambi commerciali e culturali tra le guerre puniche e l’età augustea, il complesso processo di romanizzazione che portò Roma ad annientare la sua temibile rivale nel controllo dei mari nella battaglia delle Egadi (241 a.C) e ancora la nuova Colonia Concordia Iulia Carthago, città monumentale tra ricchissimi edifici e mosaici spettacolari. Tra le ”novità in mostra – racconta Paolo Xella – anche la ricostruzione del Moloch del film Cabiria del 1914 di Giovanni Pastrone e Gabriele D’Annunzio, divinità mostruosa che in realtà non è mai stata venerata dai cartaginesi, ma a loro addossata nel periodo classico e poi in età moderna da autori come Flaubert”. Ma ecco anche monili, le corazze del grandioso esercito, inediti rostri forgiati delle navi in arrivo dalle Egadi (risultato delle campagne della Soprintendenza del Mare Sicilia), sarcofagi a raccontare il culto della morte, la ricostruzione della Casa della voliera, il culto di Didone e di Saturno, i ritratti di Scipione l’Africano, fino alla ieratica Dama di Cartagine, ne’ uomo ne’ donna, con il suo scettro, simbolo della massima espansione della città nel V-VI d.C. Ogni martedì, poi, in programma incontri, eventi, artisti e cinema per raccontare invece ”la Cartagine di oggi e la cultura contemporanea tunisina – aggiunge la Russo – Un percorso che è quindi non solo di grande interesse scientifico, ma che pone al centro anche il tema della convivenza tra popoli, tradizioni e lingue. Spero – conclude – che la mostra possa attrarre anche i giovani e far meditare sul valore del dialogo tra popoli e genti diverse”.

Appena un minuto, comedy col rewindIn sala il film di Francesco Mandelli con Max Giusti

settembre 201910:05

– Una commedia davvero trans-generazionale ‘Appena un minuto’ di Francesco Mandelli, in sala dal 3 ottobre con 01. Su soggetto e sceneggiatura di Max Giusti (che è anche il protagonista), Igor Artibani e Giuliano Rinaldi, la commedia cavalca sia la comicità più tradizionale, che quella più giovanile grazie forse alla sensibilità e allo spirito del regista Mandelli. Questa la storia. Claudio (Giusti) è un agente immobiliare molto Alberto Sordi. Separato dalla moglie (Susy Laude) che l’ha lasciato per il “Re della Zumba” (Dino Abbrescia) è anche mal tollerato e criticato dai due figli. Così vive con l’apprensiva madre (Loretta Goggi), separata da un marito fedifrago (Massimo Wertmuller), e ha come amici un confuso barman (Herbert Ballerina) e un altrettanto confuso aspirante cuoco (Paolo Calabresi). Unica vera presenza, ma molto ‘immaginaria’, quella del campione del mondo Marco Tardelli.
Tutto sembra andare male per Claudio, ma arriva per lui un app magica di cui è fornito uno smartphone che gli ha venduto un misterioso anziano cinese: spingi un tasto e il telefono fa tornare il tempo indietro di un minuto. Un tempo breve ma pieno dì potenzialità per cambiare la propria vita come dimostra appunto il film.
Dice Mandelli del cameo di J -Ax che si mette a scherzare sulla musica trap amata dal figlio adolescente di Claudio (Francesco Mura): “J-Ax era perfetto perché è un vero rap e poteva dire delle cose con autorità e la giusta ironia su questo nuovo genere”. “Certo – aggiunge il regista – in questo film c’è, come in tanti lavori del passato, anche lo scontro generazionale tra giovani e anziani, che oggi però è molto più forte grazie a una tecnologia che ha creato un solco enorme”. Dice invece Max Giusti: “Con Mandelli è stato un incontro magico. Non ci conoscevamo, ma è stato capace di farmi osare nella recitazione come non avevo mai fatto prima”. Infine, sulla partecipazione ‘magica’ di Marco Tardelli al film (sembra sia stato convinto dall’amico Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema presente oggi all’incontro stampa) spiega: “Tardelli è anche il simbolo di un’Italia diversa da questa di oggi, un’Italia, come quella degli anni Ottanta, in cui c’era più speranza e potevi aprire un negozio di cellulari riuscendo a campare”.

Ricky Zoom, dai Pj Masks alle motoSu Ray Yo Yo da 30/9 nuova serie animata da produttori Peppa Pig

27 settembre 201912:20

– Una scattante piccola moto rossa è la protagonista della nuova serie animata in Cgi pensata per i più piccoli, “Ricky Zoom”, Creata dall’animatore già vincitore di un International Kids Emmy nel 2011, con Mike il cavaliere, Alexander Bar, per una fabbrica di successi, lo studio Entertainment One (eOne), già creatore di hit mondiali come “Peppa Pig””PJ Masks – I Superpigiamini” “Ricky Zoom” che debutterà su Rai Yoyo il 30 settembre alle 18, per poi proseguire dal 1 ottobre, tutti i giorni alle 18 e in replica alle 07,10. E’ firmata anche dallo studio italiano Maga Animation e dalla società francese Frog Box, in coproduzione con Rai Ragazzi e l’emittente francese Gulli.

Spagna-Matera, “La Cultura è Capitale”La mostra visitabile negli Ipogei Motta fino al 13 ottobre

MATERA24 settembre 201918:59

– Sulle orme di Josè Garcia Ortega, l’artista spagnolo che negli anni Settanta visse nei rioni Sassi l’esilio della dittatura franchista, vivendo l’esperienza di laboratorio con il circolo culturale La Scaletta, dal 24 settembre al 13 ottobre, a Matera (Capitale europea della Cultura 2019), negli Ipogei Motta, dieci artisti spagnoli espongono opere di diverse fatture, tema, tecniche e dimensioni per il progetto “La Cultura è Capitale”.
La mostra collettiva, che rientra nel programma curato da Andrea Iezzi, con l’apporto di Margarita Rodriguez e Cristina Cuesta, è stata promossa dall’Ambasciata di Spagna e dalla Fondazione con il Sud.

A Mannarino il premio Gabriella Ferri”Per il rinnovato interesse verso tradizione musica popolare”

27 settembre 201913:07

– La prima edizione del Premio Gabriella Ferri – istituito dalla Fondazione Musica per Roma – va a Mannarino. Un ulteriore riconoscimento per l’artista che arriva dopo il Premio Gaber e la Targa Faber.
Il Premio nasce con l’obiettivo di ricordare una delle protagoniste della musica italiana del Novecento e valorizzare la ricchezza del canto popolare romano. Un riconoscimento che vuole evidenziare e premiare quegli artisti contemporanei che cercano di vivere e trasmettere il carattere identitario e peculiare del canto popolare romano. Alessandro Mannarino è stato scelto perché “a lui si deve il rinnovato interesse – soprattutto tra i giovani – verso la grande tradizione della musica popolare romana su cui oltre dieci anni fa ha riacceso i riflettori rimettendo al centro la scena cantautorale e musicale romana. E questo perché Mannarino, come Gabriella Ferri, riesce a cantare sempre con ‘er fiato der core’, cercando dentro se stesso, nel proprio animo profondo la chiave di ogni sua interpretazione”.

Da Ozpetek a Immortale, al via MIA 2019200 prodotti per 700 mln a Mercato Internazionale Audiovisivo

25 settembre 201914:33

– La Dea Fortuna, l’atteso film di Ferzan Ozpetek che torna a dirigere Stefano Accorsi. Calibro 9, il sequel del cult anni ’70 Milano Calibro 9, oggi firmato da Toni D’Angelo; o L’immortale, spin off della serie Gomorra con cui Marco D’Amore passa alla regia cinematografica per l’epopea del ‘suo’ Ciro Di Marzio. Sono alcuni dei titoli in anteprima al 5/o MIA-Mercato Internazionale dell’audiovisivo, dal 16 al 20/10 a Roma. In tutto, racconta il direttore Lucia Milazzotto, ”oltre 200 nuovi prodotti tra film, serie e documentari delle stagioni 2020-2022, per un valore complessivo di 700 milioni di euro”. E poi ”2 mila professionisti già registrati (+30%) da 53 paesi”, sempre con grande attenzione all’Italia, quest’anno con 97 prodotti presentati. ”Il Mia da solo rappresenta già il 25% di vendite del business annuale del settore”, dice il presidente ANICA Francesco Rutelli. ”Non c’è mercato al mondo – sottolinea il presidente APA Giancarlo Leone – che metta così al centro il prodotto del proprio paese”

Demi Moore, venduta da mamma per sessoIn autobiografia attrice rivela uno stupro a soli a 15 anni

NEW YORK25 settembre 201915:43

– Tradimenti e abusi. E’ il lato buio della vita di Demi Moore lontano dal glamour di Hollywood.
E’ la stessa attrice, 56 anni, a parlarne nella sua autobiografia Inside Out uscita il 24 settembre. Moore, diventata famosa per la sua interpretazione in Ghost con Patrick Swayze, passa in rassegna la sua vita rivelando dettagli intimi e difficili. A cominciare dalla sua infanzia e adolescenza in un contesto familiare instabile con i genitori alcolizzati. Dopo il loro divorzio andò a vivere con la madre. Quando aveva 15 anni fu violentata da un uomo più grande che poi le chiese come si sentiva ad essere stata venduta dalla madre per soli 500 dollari. Negli anni ’90 il successo e le nozze con Bruce Willis con cui ha avuto tre figlie. Dopo il divorzio nel 2005 sposa l’attore Ashton Kutcher più giovane di lei. Nel libro Moore racconta anche di quanto devastante fu per lei scoprire del suo tradimento. Kutcher lo ammise ma si sentì anche giustificato a farlo perché la coppia aveva avuto un menage à trois.

Goldblum e Dern tornano tra i dinosauriAttori originali film Spielberg in cast del terzo Jurassic World

NEW YORK25 settembre 201916:20

– Jeff Goldblum, Laura Dern e Sam Neill tornano nel mondo dei dinosauri. Gli attori che recitarono nel primo Jurassic Park di Steven Spielberg appariranno nella terza puntata di Jurassic World.
Secondo Deadline, i tre attori riprenderanno i loro ruoli del film originario diretto da Spielberg e uscito nel 1993 sbancando i record di incassi ai botteghini. Goldblum avrà la parte del matematico Ian Malcolm, mentre la Dern e Neill saranno i paleontologi Ellie Sattler e Alan Grant.
Il primo Jurassic World e’ uscito nel 2015. Dopo la deludente performance di The Lost World: Jurassic Park e di Jurassic Park III, si dimostro’ un successo di cassetta con 1,7 miliardi di dollari globali per il primo film della nuova serie e 1,3 miliardi per il sequel del 2018, Jurassic World: Fallen Kingdom.
Il terzo Jurassic World sara’ diretto da Colin Trevorrow: tra gli altri interpreti, Chris Pratt and Bryce Dallas Howard. Le riprese dovrebbero cominciare il prossimo anno con una data di uscita l’11 giugno 2021.

Bellaria Film Festival, apre PiovaniIn videomessaggio la serata di chiusura, dal 26 al 29 settembre

25 settembre 201918:07

– Sarà Nicola Piovani, che dirigerà il concerto ‘La musica è pericolosa’ e al quale sarà consegnato il Premio ‘Una vita da film’, il protagonista della giornata d’apertura del Bellaria Film Festival che si inaugura il 26 settembre a Bellaria-Igea Marina, in provincia di Rimini, e vede 22 documentari in concorso. Evento clou della giornata di chiusura, il 29 settembre, sarà il videomessaggio del Premio Oscar Roberto Benigni in omaggio a Vincenzo Cerami al quale il festival ha assegnato quest’anno il Premio alla Carriera che verrà ritirato dai figli dello scrittore e sceneggiatore scomparso nel 2013.
Il videomessaggio, in esclusiva per il 37/mo Bellaria Film Festival, nel quale Benigni ricorda l’amico con il quale ha firmato le sceneggiature di molti suoi film, tra cui La vita è bella (1997) e Pinocchio (2002), sarà proiettato in serata nel Teatro Astra di Bellaria, in una giornata interamente dedicata a Cerami che vedrà le proiezioni dei film: Italia mia (2010), Piccolo diavolo (1988) e Casotto (1977).

Aquile randagie, lo scoutismo ribelleLa storia mai raccontata del gruppo che sostenne la Resistenza

26 settembre 201911:19

fu uno scoutismo ribelle, coraggioso, resistente, inedito e soprattutto poco conosciuto. A raccontarlo è Gianni Aureli alla sua opera prima, in ‘Aquile randagie’, già al Festival di Giffoni e ora in sala con un’uscita-evento dal 30 Settembre al 2 ottobre distribuito dall’Istituto Luce. Il film racconta per la prima volta il mondo degli scout italiani e una sua particolare storia che si mescola e va a braccetto con quella della Resistenza italiana. Scritto dal regista con Massimo Bertocci, Francesco Losavio e Gaia Moretti, il film low budget ci porta a Milano nel ventennio fascista. Quando per decreto del Duce, l’associazione scout italiana venne chiusa, un gruppo di ragazzi decide di dire di no e fondare le Aquile Randagie.
Chi erano le Aquile randagie? Dei giovani guidati da Andrea Ghetti (Romeo Tofani) e Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly (Teo Guarini), che decidono di continuare le attività scout in clandestinità. E questo per mantenere la promessa delle promesse degli scout, ovvero aiutare gli altri in ogni circostanza e al di là delle loro stesse credenze.
Il gruppo scopre la Val Codera, una piana tra gli alberi segreta e impervia a poche ore da Milano, e ne fa la sua base per campi e uscite clandestine anche per supportare la resistenza fino alla fine della guerra. Insieme ad alcuni docenti del collegio San Carlo di Milano, le Aquile Randagie entrano poi a far parte di OSCAR – Organizzazione Scout Cattolica Assistenza Ricercati.
Insieme combatteranno il regime sia con beffe plateali, sia con azioni che permetteranno di far superare il confine italiano e raggiungere la Svizzera a più di 2000 persone ricercate dai nazifascisti: ebrei, perseguitati politici, ma anche tedeschi e italiani autori di violenze, ricercati dai partigiani.
“Si tratta di un film diretto ai giovani – dice il regista alla sua opera prima e scout dall’età di sette anni -, che vuole parlare loro con le parole dei giovani di un’altra epoca, quando un altro mondo sembrava impossibile, ed invece il cambiamento si realizza proprio grazie a loro: forse eroi, certo giovani fedeli e ribelli”.
Nel cast del film: Ralph Palka, Alessandro Intini, Anna Malvaso, Marco Pratesi e Marc Fiorini.

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Docu di Herzog su Gorbaciov a Trevignano
Edizione 2019 su democrazia. Tra ospiti Iannucci e Colombo

25 settembre 201920:16

– Alla democrazia, che in tutto il mondo è minacciata dalle crescenti diseguaglianze sociali, da sovranismi e populismi, tecnocrazia e “fake news” è dedicata 8/a edizione del Trevignano FilmFest (26 – 30 settembre). In programma 14 film che esplorano la crisi della democrazia, con varie anteprime, come il documentario “Herzog incontra Gorbaciov”. Tra gli ospiti, il regista scozzese Armando Iannucci (che aprirà il London Film festival con una nuova lettura di David Copperfield), per la proiezione della sua commedia satirica Morto Stalin se ne fa un altro, Furio Colombo e Lea Polgar, scampata alle leggi razziali del 1938.
Il festival che ha il patrocinio della Camera dei deputati, proporrà otto film di fiction e sei documentari. Tra le premiere anche il danese “Sons of Denmark”, con il regista Ulaa Salim che immagina le elezioni danesi del 2025, dominate da xenofobia e azioni terroristiche. “What is Democracy”, della canadese Astra Taylor, che affronta il tema, muovendosi da Platone ai giorni nostri

MUSEO CINEMA: SCATTI LOMBROSO

MUSEO CINEMA: SCATTI LOMBROSOAL MUSEO DEL CINEMA DI TORINO L’ARCHIVIO DEGLI SCATTI DI LOMBROSO, SELEZIONE DI FOTO IN PARTE RESTAURATE

AGGIORNAMENTO

DELLE 04:03 DI GIOVEDì 26 SETTEMBRE 2019MUSEO CINEMA: SCATTI LOMBROSOTORINO– Una selezione di foto appartenenti al fondo dell’Archivio del Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso dell’Università di Torino, in parte restaurate per l’occasione, sarà esposta nella mostra ‘I 1000 volti di Lombroso’, in programma dal 25 settembre al 6 gennaio al Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Lombroso, padre fondatore della criminologia, compì studi mirati a dimostrare – erroneamente – come alcune caratteristiche somatiche dei volti fossero segni di tendenze criminali. Tra il 1860 e il 1909, grazie alla sua fitta rete di relazioni con criminologi, psichiatri e medici legali, Lombroso raccolse un’enorme quantità di immagini di soggetti legati al mondo della psichiatria e a quello della criminalità.
La mostra è curata dalla responsabile dell’Archivio del Museo Cristina Cilli, dalla storica dell’arte e docente presso l’Accademia Albertina di Torino Domenica Leonardi, dal direttore scientifico del Museo e docente universitario Silvano Montaldo, e dalla borsista Nadia Pugliese.

L’Ermitage in sala, documentario-eventoToni Servillo voce del racconto nel museo di San Pietroburgo

26 settembre 201912:58

Più di tre milioni di oggetti d’arte di epoche diverse, 66.842 mq di spazio espositivo, oltre 30 km di percorso di visita e 4,2 milioni di visitatori nel 2018. Sono i numeri di uno dei musei più amati e visitati del mondo: quello dell’Ermitage. È a questo luogo straordinario che è dedicato Ermitage. Il Potere dell’Arte, una produzione originale 3D Produzioni e Nexo Digital, realizzata in collaborazione con Villaggio Globale International e Sky Arte, il patrocinio di Ermitage Italia e il sostegno di Intesa Sanpaolo, che arriverà in anteprima nelle sale italiane solo il 21, 22, 23 ottobre per essere poi distribuita in tutto il mondo. Diretto da Michele Mally su soggetto di Didi Gnocchi, che firma anche la sceneggiatura con Giovanni Piscaglia, il documentario fa parte del progetto de La Grande Arte al Cinema ed è stato realizzato con la piena collaborazione del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e del suo Direttore Michail Piotrovskij

Esordio alla regia per Lillo e GregCon D.N.A. (Decisamente Non Adatti), in sala a primavera

26 settembre 201915:40

– Sono iniziate le riprese di D.N.A.
(Decisamente Non Adatti), film scritto, diretto e interpretato da Lillo e Greg, per la prima volta dietro la macchina da presa.
Prodotto da Lucky Red e Vision Distribution, il film è scritto da Edoardo Falcone, Claudio Gregori (Greg) e Lillo Petrolo (Lillo). Nel cast, al fianco di Lillo e Greg, Anna Foglietta. Le riprese dureranno sei settimane e si svolgeranno a Roma. D.N.A. (Decisamente Non Adatti) arriverà nelle sale nella primavera 2020 distribuito da Vision Distribution.
Nel film due ex-compagni di scuola elementare, molto diversi tra loro, si rincontrano da adulti e decidono di scambiarsi i codici genetici per migliorare le proprie vite. Tra esperimenti scientifici maldestri e hackeraggi del D.N.A. dagli effetti nefasti, i due risulteranno Decisamente Non Adatti a queste nuove vite.

Capossela, al via dal 4/10 tour teatraleCantautore porta dal vivo l’album “Ballate per uomini e bestie”

25 settembre 201915:46

po l’anteprima nazionale in programma il 4 ottobre al Teatro Nuovo di Salsomaggiore, partirà il 6 ottobre dal Teatro Galli di Rimini, il nuovo tour teatrale di Vinicio Capossela, “Ballate per uomini e bestie”.
Dopo la serie di concerti-atti unici e i live all’estero durante l’estate, con l’autunno Capossela porterà dal vivo di città in città il suo nuovo progetto discografico, “Ballate per uomini e bestie” (La Cùpa/Warner Music), undicesimo lavoro in studio uscito lo scorso maggio e “Miglior disco in assoluto” al Premio Tenco.
Con il nuovo spettacolo, pensato appositamente per i teatri, Capossela proporrà dal vivo un canzoniere che, evocando un medioevo fantastico fatto di bestie estinte, cavalieri erranti, fate e santi, mette in mostra le similitudini e il senso di attualitàche lo legano profondamente alle cronache dell’oggi.

The Irishman, in sala e da 27/11 Netflix / TRAILERAtteso film di Scorsese con De Niro e Al Pacino

26 settembre 201920:07

In cinema ‘selezionati’ a novembre e in streaming su Netflix dal 27 novembre si vedrà The Irishman, il nuovo atteso film di Martin Scorsese che si vedrà in anteprima alla Festa di Roma il 21 ottobre. Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci sono i protagonisti del film di cui è stato rilasciato il primo trailer italiano: un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’America del dopoguerra, raccontata attraverso gli occhi del veterano della Seconda Guerra Mondiale, Frank Sheeran – imbroglione e sicario – che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del 20° secolo, interpretato da De Niro. Il film racconta, nel corso dei decenni, uno dei più grandi misteri irrisolti della storia americana, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa (Al Pacino), e ci accompagna in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato: i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica tradizionale.  GUARDA IL VIDEO

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Su Rai2 serata Bangla, la Roma multietnica di Bhuiyan
L’8/10 film e incontro. Raggi, multiculturalismo prezioso

25 settembre 201919:26

“Non pensavo di avere un’influenza così estensiva con il mio film… ho ancora gente che mi scrive sui social alle tre di notte per parlarmene…tipo maniaci”. Lo dice sorridendo il 23enne Phaim Bhuiyan, il giovane regista e protagonista dell’opera prima Bangla, la commedia multietnica che debutterà in chiaro su Rai2 in una serata evento l’8 ottobre, seguita dall’incontro condotto da Andrea Delogu, nel quale Bhuiyan ha incontrato dopo una proiezione del film, vari rappresentanti delle comunità e realtà nel quartiere romano dove è cresciuto da italiano di seconda generazione, Torpignattara. “Sono 50% Bangla, 50% Italiano e 100% Torpigna” è la frase simbolo del film, dove si mescolano realtà e finzione. ”In alcuni periodi anche recenti abbiamo sentito parlare dell’altro come un nemico, del multiculturalismo come un’apocalisse – dice alla presentazione della serata evento, durante il Prix Italia, la sindaca di Roma Virginia Raggi – invece è l’occasione per le persone di incontrarsi e arricchirsi a vicenda ed è importante che un film come Bangla lo mostri così” dice. Il film, vincitore di vari premi, tra i quali il Nastro d’argento come migliore commedia, “è un gioiello straordinario, un film alla Truffaut, dove le differenze culturali legate al cibo, al sesso e alla religione, vengono superate dall’amore” aggiunge il direttore di Rai2 Carlo Freccero. Nell’incontro ‘Bangla – Diario di un film’, il dialogo sul film e su Roma multietnica è affrontato, fra gli altri, con l’imam di Centocelle, Mohamed Ben Mohamed, che ha amato di Bangla la rappresentazione delle difficoltà che affronta un italiano di seconda generazione “ma non gli è piaciuta la scena iniziale, nella quale il protagonista, vede alcuni seni in sogno” dice un po’ imbarazzato Bhuiyan. Il film è stato prodotto da Fandango e Timvision, che l’ha reso disponibile sulla sua piattaforma dal 29 agosto. “E’ il primo film che produciamo di un italiano di seconda generazione” ricorda Domenico Procacci di Fandango, augurandosi che presto in Italia “si torni a parlare di Ius soli”.

Yesterday, chi erano mai i Beatles?In sala dal 26/9 Boyle racconta di un mondo senza i Fab Four

27 settembre 201909:49

‘Yesterday’, il film di Danny Boyle, passato al Taofest e in sala dal 26 settembre distribuito da Universal Pictures, è un musical-comedy che porta ancora una volta sul grande schermo la musica pop-rock, al seguito di film come Bohemian Rhapsody e Rocketman, ma questa volta senza biopic: solo la musica dei Beatles.
Boyle piu’ il genio di Richard Curtis (co-sceneggiatore), mettono in campo come protagonista uno sfigato alla Millionaire, ma sicuramente meno svelto e per nulla figo, ovvero Jack Malik (Himesh Patel). Un musicista di scarso successo che per campare fa il commesso in un grande magazzino.
In Jack non crede davvero nessuno, neppure i genitori. Solo Ellie (Lily James), manager amica, di cui il ragazzo e’ segretamente innamorato, gli da’ un certo credito. Finche’ una sera, dopo che ha deciso di smettere con la musica, Jack ha un incidente in bicicletta e perde coscienza durante una sorta di blackout planetario.
Al suo risveglio tutto sembra come prima, ma non e’ affatto vero: sono scomparsi i Beatles e le loro canzoni dalla memoria della gente, scomparsi i loro dischi, scomparso tutto della loro esistenza.
Mille ricerche su Google da parte di Jack, ma niente compare, come unica voce, solo quella degli scarafaggi.
Il panico del musicista diventa ben presto consapevolezza di poter diventare ricco riproponendo lui quei classici del gruppo di Liverpool una volta ricostruiti musica e parole.
Da qui la scalata di Jack in un’industria musicale in cui trova come alleato lo stesso Ed Sheeran, nei panni di se stesso, che a un certo punto, con grande autoironia di fronte a canzoni come Let it be ed Help, si definisce solo un Salieri che si misura con novello Mozart.
Il film, che ricalca nella formula ‘The Millionaire’, grazie ad alcune soluzioni narrative che non si possono rivelare, scorre fino alla fine sulle note della canzoni dei Beatles che fa davvero strano ascoltare al cinema.
Tra le cose che si possono rivelare e’ che in questo mondo post-trauma, Jack scopre che a scomparire e’ anche la Coca cola.
Anche li quello che conta per sapere la verita’ di questo mondo 2.0 e’ sempre Google.
La ricerca fatta, con la dovuta ansia dal musicista ormai famoso e milionario, porta pero’ allo sconcertante risultato: ‘Escobar’. Un altro pezzo del vecchio mondo non c’e’ piu’.

Mathieu, essere adolescenti in provinciaLo scrittore Premio Goncourt 2018 con ‘E i figli dopo di loro’

27 settembre 201909:47

OLAS MATHIEU, E I FIGLI DOPO DI LORO (MARSILIO, PP 477, EURO 19). Tre adolescenti che fumano le prime canne, ascoltano i Nirvana, passano le giornate annoiandosi e vorrebbero andarsene da Heillange, un’immaginaria e sperduta cittadina di provincia sul lago negli anni Novanta.
Sono il timido Anthony, la bella Stephanie e il magrebino Hacine, appassionato di moto, protagonisti di ‘E i figli dopo di loro’ con cui Nicolas Mathieu ha vinto il Prix Goncourt 2018. “Volevo scrivere un romanzo di formazione. Sono partito dall’idea di una delusione amorosa perché so quanto un amore non ricambiato sia un enorme strumento di conoscenza di se stessi e del resto. Lo ho sperimentato io stesso” racconta Mathieu, 41 anni, che è originario di Epinal, nella regione dei Vosgi e ora vive a Nancy. “Anch’io nella mia adolescenza ho passato tanto tempo a fumarmi canne, ad annoiarmi e ad aspettare pensando che me ne sarei andato da qualche altra parte. In ogni personaggio c’è qualcosa di me” spiega lo scrittore che oltre a raccontare la crisi degli adolescenti racconta quella dei loro genitori. Anche lui è padre di un bambino di sei anni, Oscar, a cui è dedicato il romanzo. “Lo chiama il suo libro e gli dispiace non abbia illustrazioni” dice e spiega: “anche i personaggi dei genitori si nutrono della mia esperienza, dell’ambiguità che c’è nell’essere genitori: da una parte è una grande gioia e dall’altra si prova un enorme sentimento di impotenza. Bisogna rendere giustizia anche ai genitori di questi ragazzi. Ho incrociato la crisi economica, quella adolescenziale e quello dei genitori di questi ragazzi”. Ma ‘E i figli dopo di loro’, pubblicato in Italia da Marsilio nella traduzione di Margherita Botto, è soprattutto un romanzo sull’ambivalenza del senso di appartenenza, tipico della provincia, sulla globalizzazione e sull’ambiguità dell’essere appunto genitori.
“L’ambivalenza si gioca anche sul nome della città Heillange: hill come inferno e angel come angelo. Ho scelto di non raccontare un luogo vero per non dovermi attenere a dettagli precisi sia geografici che cronologici. L’appartenenza è una sorta di incubo: da una parte è un condizionamento e dall’altra una forma di protezione. Le persone sono molto attaccate alla loro identità e al loro territorio, c’è una sorta di ripiegamento su se stessi” sottolinea lo scrittore che recentemente è venuto in Italia per il Festivaletteratura di Mantova 2019. “Il mondo globalizzato e’ una sorta di arcipelago in cui ci sono delle isole che sono le grandi città interconnesse, centro di produzione della ricchezza materiale e intellettuale. Tra queste grandi città ci sono dei luoghi più complicati dove c’è una maggiore povertà. E ci sono persone molto più aperte alla globalizzazione, che hanno gli strumenti linguistici e culturali per affrontarla mentre la provincia è il luogo in cui ci sono meno strumenti per comprenderla e dove in realtà le persone considerano la globalizzazione come qualcosa che avviene a loro detrimento e soffrono la concorrenza della produzione delocalizzata” afferma. Visivo nella scrittura che a volte è gergale, il romanzo di 447 pagine, accolto con favore da pubblico e critica e in corso di traduzione in oltre 20 paesi, è destinato a diventare un film. “Ho firmato un po’ prima dell’estate il contratto per la trasposizione cinematografica ma non sono autorizzato a parlarne. Il libro è molto visivo, ha una struttura drammaturgica che ben si adatta a un film e le offerte sono arrivate da subito. Ma non ho scritto con questo intento, non ci pensavo, anche se sono un grande appassionato di cinema, ho scritto delle sceneggiature e tutto si ritrova nel libro” dice sorridendo Mathieu che si sente “uno scrittore realista”. “Nella formazione della scrittura le esperienze si ispessiscono e diventano dei personaggi” spiega lo scrittore che della vittoria del Goncourt dice: “mi ha dato una legittimazione ovunque e anche un’inquietudine, devo scrivere per sopravvivere al domani. Comunque è da quando ho 7 anni che mi confronto con la scrittura e il Goncourt lo ho vinto a 40 anni” racconta e da un po’ di mesi ha cominciato a scrivere un racconto lungo, ‘Rose Royal’ (Rosa regale) che è il ritratto di una donna. Con i romanzi è diverso: “sai come comincia ma no come finirà” dice lo scrittore che ha esordito nel 2014 con il noir ‘Aux animaux la guerre’ da cui è stata tratta una serie tv.

Ulisse, puntata su Leonardo con BenigniAlberto Angela celebra genio a 500 anni dalla morte

27 settembre 201913:13

La seconda puntata della nuova stagione di Ulisse, il piacere della scoperta il 28 settembre in prima serata su Rai1, presentata da Alberto Angela è dedicata a Leonardo da Vinci, in occasione dei 500 anni dalla morte del genio italiano. Tra i grandi ospiti della serata Gigi Proietti che attraverso le sue magistrali interpretazioni darà voce a storie e personaggi dell’epoca. E ancora un altro grande interprete fara’ parte di questa puntata eccezionale: Roberto Benigni. Una grandissima presenza quella dell’artista toscano che entra nel racconto della vita del genio italiano come solo lui sa fare regalando al pubblico un momento di spettacolo e approfondimento unico.
Il nostro viaggio comincerà in Francia, ad Amboise, sulle rive della Loira, nei luoghi dove Leonardo Da Vinci trascorse gli ultimi anni di vita. Con Alberto Angela, immergendoci nelle atmosfere Rinascimentali, scopriremo la genesi di tantissime opere leonardesche e seguiremo le sue orme cercando di svelare l’enigma di Leonardo.

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DALLE 13:49 DI DOMENICA 22 SETTEMBRE 2019

ALLE 18:59 DI MARTEDì 24 SETTEMBRE 2019

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Falcones, “Siamo in un mondo di false promesse”
Scrittore a Pordenonelegge con “Il pittore di anime”

PORDENONE22 settembre 2019 13:49

– Ildefonso Falcones si immerge nella Barcellona di inizio Novecento dove il boom del liberty si contrappone alle rivolte sociali e alla miseria dilagante di una parte molto importante della popolazione. Su questo sfondo si penserebbe allo sviluppo di un romanzo storico e invece ‘Il pittore di anime’ “è un romanzo d’amore, passione e avventura” dice lo scrittore spagnolo, 60 anni, che nel raccontare l’enorme divario tra i ricchi e i poveri nel 1901 ci fa riflettere sulla grande distanza tra le classi sociali oggi.
“Tra quel periodo e i nostri giorni c’è una differenza radicale.
Ci troviamo a volte di fronte a situazioni assimilabili perché questo divario tra ricchi e poveri anche oggi sembra allargarsi sempre di più ma adesso, a differenza di ieri, disponiamo di una consapevolezza sociale che allora era completamente assente.
Questo non vuol dire che riusciremo nel nostro intento però, quanto meno, questa coscienza esiste, all’epoca no” sottolinea Falcones che domani sarà protagonista a Pordenonelegge di uno degli incontri più attesi della Festa del Libro con gli autori arrivata alla sua ventesima edizione.
“Nelle nostre società, bene o male, i bambini vengono educati, hanno la sanità e l’accesso all’alimentazione garantiti.
All’epoca non era affatto così, altrimenti a Barcellona non ci sarebbero stati 10 mila ragazzini che vivevano per strada abbandonati a se stessi, dei quali nessuno si preoccupava, ad eccezione della Chiesa che però faceva proselitismo. Ora no, si prodiga per accogliere chi ha bisogno indipendentemente dal loro credo” dice lo scrittore.
L’autore bestseller de ‘La cattedrale del mare’ guarda al nostro presente come a “una realtà di false promesse. E’ questo l’elemento che accomuna la crisi catalana, la Brexit e l’avanzata del nazional populismo Si può e si deve parlare di tutto, anche dell’indipendenza ma sempre da un punto di vista che non tradisca la ragionevolezza. Quello che invece propongono gli indipendentisti sono situazioni irreali e irrealizzabili. Io ho 60 anni e se proprio l’indipendenza dovesse avvenire non presupporrebbe un cataclisma nella mia vita, però penso alla generazione dei miei figli su cui sarebbe messa un’ipoteca pesantissima. Per la Catalogna sarebbero 20-25 anni di caos garantito. Non riesco a capire davvero i giovani che scendono in piazza a manifestare in favore dell’indipendenza quando sarebbero loro i primi a pagare un prezzo altissimo perché il loro titolo di studio perderebbe ogni valore in Europa. Sarebbe la loro rovina, il loro mercato di lavoro si ridurrebbe drasticamente a una comunità di 6 milioni di persone. Non lo comprendo a meno che queste promesse false siano utilizzate dai politici per esacerbare un sentimento che riesca a portare a uno strappo di questo genere” dice lo scrittore. Mentre, nel caso della Brexit aggiunge:”sono stati i giovani a lamentarsi e protestare più degli altri perché sentono che saranno loro a pagare il prezzo più alto. Vedere dei politici prossimi al ritiro della vita pubblica ipotecare il futuro dei giovani penso sia inaccettabile”. Ne ‘Il pittore di anime’, pubblicato da Longanesi nella traduzione di Pino Cacucci, Stefania Cherchi, Camilla Falsetti Spikermann e Marcella Uberti-Bona, l’amore tra Emma e Dalmau, giovane pittore e ceramista, entrambi di famiglie impegnate nella lotta operaia culmina nella Settimana Tragica di Barcellona esplosa nel 1909 con le strade della città incendiate e l’intervento dell’esercito mentre parallelamente si sviluppava il modernismo di Gaudì. “Tutti i dati storici sono basati su studi e documenti. Se decido di modificare i dati della realtà storica, e non lo faccio quasi mai, lo dichiaro nell’epilogo del libro. E qui c’è un dettaglio: la presenza di un gruppo scultoreo sul Palazzo della musica che è successivo al momento in cui il mio romanzo si chiude. Però volevo che ci fosse per il lettore. C’è il contrasto tra ricchi e poveri, tra chi si dedica alla lotta attiva e chi rimane rinchiuso nella passività e poi la fiction con un amore tormentato, la passione, il sesso, il tradimento” dice Falcones che nella dedica parla esplicitamente della sua lotta contro il cancro che lo ha colpito.
“Credo che le dediche debbano riflettere i sentimenti di chi scrive il libro. Ho voluto dedicarlo alle persone che nel corso di questa battaglia mi hanno aiutato. Finché si può lottare c’è spazio per la speranza e io sono nella condizione di poter lottare. Nonostante la malattia possiamo e dobbiamo continuare a fare delle cose. E’ fondamentale dispiegare una forza reattiva e invece il tumore è un tipo di malattia in cui di solito il paziente è passivo. Invece contribuire alla propria guarigione lottando è indispensabile e il lavoro può essere un validissimo alleato”, conclude lo scrittore che lo sta dimostrando con i fatti.

Bocelli a S.G. Rotondo canta 3 braniIntona ‘Mamma’ e dice: ‘Questa canzone lo commuoveva sempre’

SAN GIOVANNI ROTONDO (FOGGIA)22 settembre 201914:29

– Coroncina del rosario al collo, il cantante lirico Andrea Bocelli, a margine della messa per le celebrazioni del Beato Transito di San Pio a San Giovanni Rotondo, ha intonato tre brani: ‘Panis Angelicus’, poi l’Ave Maria. Infine ha cantato ‘Mamma’ del tenore Beniamino Gigli che in vita conobbe il frate con le stigmate. Bocelli ha ricordato il grande legame tra Padre Pio e la sua mamma: “Padre Pio – ha detto Bocelli – ogni volta che ascoltava questa canzone si commuoveva sempre. Oggi Gigli non c’è più e Padre Pio – ha scherzato Bocelli – dovrà accontentarsi di me”.
Prima della Santa Messa Bocelli, incontrando alcuni cronisti, ha raccontato del suo profondo legame con San Pio e di quando nel 2000, dopo aver tenuto un concerto proprio a San Giovanni Rotondo, affidò a lui le preghiere per il padre malato.

Capri Hollywood, dedica a PontecorvoQueimada con Marlon Brando, proiezione omaggio il 26 dicembre

NAPOLI22 settembre 201917:09

– Sarà dedicata a Gillo Pontecorvo nell’anno del centenario della nascita, la 24esima edizione di Capri, Hollywood – The International Film Festival, festival di cui il grande regista fu padrino e ispiratore sin dagli esordi, nel 1995, insieme a Lina Wertmueller . Aprirà l’omaggio la proiezione speciale al Cinema Paradiso di Anacapri di ‘Queimada’ con Marlon Brando, capolavoro che compie 50 anni, con musica di Morricone. “Una dedica affettuosa e doverosa a un maestro di grande umanità e impegno – annuncia Pascal Vicedomini fondatore e produttore della manifestazione – Gillo Pontecorvo fu tra i primi a credere nel lavoro internazionale dell’Istituto Capri nel Mondo e cosi come Lina Wertmueller ci è sempre stato vicino aiutandoci a crescere”. Al cinema di Pontecorvo, Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia nel 1966 per La battaglia di Algeri, due David di Donatello sarà dedicata una retrospettiva nel corso del festival.

La sicilian Jungle di Dolce e GabbanaSfilano rafia e uncinetto, Monica Bellucci tra gli ospiti

22 settembre 201917:53

– Benvenuti nella Sicilian Jungle di Dolce e Gabbana, dove natura tropicale e artigianato italiano regnano sovrani. “È una collezione molto felice, riflette ciò che siamo, due persone felici del nostro lavoro e della nostra vita” dice Stefano Gabbana. E in passerella questa felicità si vede: se “Jungle è il mondo e la Sicilia sono le nostre radici”, il risultato è un ibrido tutt’altro che scontato. Merito anche del grande lavoro artigiano che sta dietro ogni capo che sfila al Metropol davanti a ospiti come Monica Bellucci, in completo pantalone bianco, caschetto e occhiali da diva, l’attrice Sofia Vergara, il sindaco Beppe Sala e la compagna Chiara Bazoli.
Tra uncinetto, rafia, applicazioni a caldo, intrecci e pelle dipinta, l’80% di ciò che si vede è fatto da mani italiane.
“Siamo i più fortunati al mondo, in Italia possiamo fare qualsiasi cosa” dice Gabbana, raccontando che la rafia dei nuovi completi sagomati è stata lavorata dagli artigiani che solitamente intrecciano i cesti a Firenze.

150 mila visitatori per PordenoneleggeEnorme contributo manifestazione a promozione città

PORDENONE22 settembre 201918:04

– Nuovo record di presenze – 150 mila persone – per la 20/a edizione di pordenonelegge, forte quest’anno di 366 appuntamenti in cartellone dal 18 al 22 settembre, con 650 protagonisti nei 5 giorni della kermesse.
“Un pubblico che ha reso memorabile questa edizione e si è ancora una volta superato per attenzione e competenza nella scelta dei propri percorsi all’ìnterno di un cartellone oceanico”, hanno spiegato nel primo bilancio i promotori. Sono stati oltre 12mila gli studenti coinvolti in pordenonelegge junior, oltre 100 le voci poetiche del “festival nel festival”, 65 anteprime e 53 conferenze stampa in 5 giorni. La 20/a edizione ha consolidato la “legacy”, la grande eredità del festival: 9 autori su 10 sono convinti che pordenonelegge abbia considerevolmente contribuito a far conoscere la citta’. Lo conferma l’indagine “I tuoi vent’anni di pordenonelegge”, promossa da Fondazione Pordenonelegge e coordinata dal professore della Bocconi Guido Guerzoni, attraverso oltre 5.500 interviste.

Doom Patrol, potenti supereroi drop outSerie Dc Comics con Bomer e Fraser su Amazon Prime Video da 7/10

22 settembre 201920:38

– Siamo abituati a supereroi esclusi, isolati, con doppie vite e segreti traumatici. Meno comune vedere un’intera squadra di potentissimi originali, alienati e un po’ alienanti ‘drop out’ come quella di Doom Patrol, la serie Dc Comics (realizzata da Berlanti Productions in associazione con Warner Bros Television) con fra gli altri, Brendan Fraser e Matt Bomer, April Bowlby, Diane Guerrero, Timothy Dalton, Joivan Wade e Alan Tudyk, in arrivo il 7 ottobre su Amazon Prime Video, sull’onda del successo di critica e pubblico negli Usa. Si portano sul piccolo schermo alcuni dei personaggi nati sui fumetti nel 1964, grazie a Arnold Drake, Bob Haney e al brillante triestino Bruno Premiani (1907 – 1984), che negli anni’30, per il suo impegno antifascista, era stato costretto a lasciare l’Italia e si era rifatto una vita in Argentina, con vari periodi anche negli Usa. Le storie su carta sono state rilanciate più volte con nuovi autori, fino al trionfo surreale e provocatorio di fine anni ’80 con il geniale Grant Morrison. Ed è proprio la sua versione quella più citata nella serie creata da Jeremy Carver (Supernatural). I media hanno dato particolare attenzione alla presenza di Larry Trainor/ Negative man, supereroe gay interpretato da Bomer, che nella vita ha rivelato la sua omosessualità nel 2012. Trainor, è un ex pilota militare collaudatore di jet, sposato, con un figlio, e un amante tra i commilitoni, il cui corpo è perennemente coperto da speciali bende antiradioattive, con le quali argina l’enorme e quasi incontrollabile energia che l’ha sfigurato e prende forma in lui come alter ego. “Non avevo mai visto un supereroe gay – ha detto Bomer a Time -. Quello che amo di più del ruolo è il fatto che per quanto viva (la sua sessualità) con un conflitto interiore non è il solo elemento che definisce un personaggio così sfaccettato”. La serie gioca fin dall’inizio sull’imperversare dei supereroi che salvano il mondo: questi invece “sono superzero, metaumani falliti’ spiega in apertura un narratore tutto da scoprire. Il racconto, dove poco è come sembra in un salto continuo fra decenni, è affidato in apertura a un altro dei protagonisti, Cliff Steele (Fraser) pilota Nascar sbruffone e marito infedele, che si ritrova immobilizzato sotto le cure di Niles Caulder (Dalton), anche conosciuto come Chief. Si scopre che lo scienziato, dopo un terribile incidente, ha salvato il cervello del pilota e gli ha concesso una nuova ‘vita’, impiantandolo in un corpo robotico metallico. Cliff/Robotman non è l’abitante più bizzarro di casa Caulder, diventata un rifugio per creature potenti costrette all’isolamento. Fra queste c’è Trainor, ma anche una ex diva Hollywoodiana di B movies, Rita Farr/Elasti-Woman (Bowlby), che quando è stressata trasforma il suo corpo in una sorta di entità informe che può estendersi a dismisura o restringersi e la ribelle ‘Crazy’ Jane (Guerrero) abitata da ben 64 personalità tutte con superpoteri. Il desiderio di tornare nel mondo reale, porta il gruppo a causare disastri e ad affrontare battaglie, insieme a un nuovo alleato, Cyborg (Wade), contro l’implacabile e multidimensionale Mr Nobody (Tudyk). La serie che mescola action, commedia nera, dramma intimo, fantasy e un tocco di splatter, porta nella storia molti altri personaggi/supereroi freaks del fumetto. Carver ha costruito la versione televisiva mettendo in luce, dei protagonisti “il non essere i tipici supereroi, tanto che loro neanche si considerano tali, ne’ membri di un team – ha detto lo showrunner a Entertainment Weekly -. Si parla di persone profondamente ferite emozionalmente e fisicamente, che si trovano a tornare in un mondo che li ha a lungo respinti, dove sono i primi a sorprendersi delle cose folli che succedono”.

Downton Abbey re del box office UsaSul podio anche Ad Astra e Rambo Last Blood

22 settembre 201920:38

– Con un incasso di 31 milioni di dollari, è Downton Abbey, la pellicola nata dallo show cult della PBS al suo debutto nelle sale Usa (in Italia arriva il 24 ottobre) il film re degli incassi americani di questo weekend.
Alle sue spalle, seppure a buona distanza, salgono sul podio altre due novità che conquistano il podio a stelle e strisce : Ad Astra il blokbuster con Brad Pitt che arriverà nelle sale italiane il 26 settembre, con un incasso di 19,2 milioni di dollari, e il nuovo capitolo della saga di Rambo, Rambo Last Blood con un incasso di 19 milioni di dollari. Scivola in quarta posizione It Capitolo due che una settimana fa era primo (in una settimana ha perso il 56% dell’incasso) seguito in quinta posizione da Hustlers con 17 milioni di dollari.

Vampiri e humour inglese in Eat localIn sala l’horror-comedy di Jason Flemyng

23 settembre 201909:18

Più che paura questi vampiri fanno sorridere e sono più umani degli stessi umani. Il fatto è che sono ricchi di humour inglese e, a loro modo, sono anche piccoli borghesi pieni di paura nonostante i 500 anni di età. ‘Eat local – A cena coi vampiri’, in sala dal 19 settembre con Mediterranea Productions, è un film che parla una particolare lingua tra thriller e fantasy, tra azione e dark humour.
Opera prima di Jason Flemyng, attore britannico scoperto da Guy Ritchie (Lock & Stock – Pazzi scatenati e Snatch – Lo strappo), il film, scritto da Danny King, si svolge in un tranquillo casolare di campagna dove ben otto vampiri si radunano per il loro cinquantennale. Troviamo nel casolare: il vampiro “vegetariano” Henry (Charlie Cox); una dolce vecchina, Alice (Annette Crosbie); l’avvenente Angel (Freema Agyeman); il raffinato e distaccato Duca (Vincent Regan); il glaciale Peter Boniface (Tony Curran); Chen (Lukaz Leong) e, infine, Thomas (Jordan Long). Quest’ultimo colpevole di essersi nutrito troppo, e in più di bambini, viene prontamente eliminato dal gruppo grazie al tradizionale paletto ligneo tratto dalla gamba di una sedia. Potrebbe sostituirlo uno sprovveduto, ma molto svelto ragazzetto dell’Essex, Sebastian (Billy Cook), adescato da una affascinante e vampiresca Vanessa (Eve Myles).
Ma le cose si complicano quando dei singolari ammazza-vampiri in tute mimetiche decidono di sferrare quella sera stessa un attacco al nemico immortale e un gruppo di soldati armati inizia a sparare proprio un attimo prima che Sebastian venga prosciugato e reso l’ottavo succhia-sangue.
A proposito di vampiri, spiega King, “li ho amati fin da bambino. Alcuni ragazzi volevano fare i piloti o gli astronauti.
Io volevo essere Christopher Lee”. E ancora lo sceneggiatore: “Ho sempre voluto scrivere una sceneggiatura su un vampiro, ma ho fatto ancora meglio scrivendo di otto vampiri”. Spiega, infine, il regista: “Ho preparato film, storyboard e sceneggiatura, ma ho poi tenuto il progetto in tasca per dieci anni poiché dirigere il primo lungometraggio credo sia un impresa scoraggiante per chiunque. Pensavo che la molteplicità di problemi che bisogna affrontare alla regia mi avrebbero incasinato il lavoro, ma non è stato così – continua Jason Flemyng – . Ero davvero soddisfatto nel prendere decisioni ed ero sicuro che quelle che stavo prendendo erano quelle giuste”. La sintesi migliore del film viene però da Dexter Fletcher, che interpreta lo psicopatico proprietario della casa invasa dai vampiri, che spiega come in ‘Eat Local’ non ci sia bene e male, bianco e nero perché il film, alla fine, “riesce a umanizzare l’inumano”.

Il pittore di anime di FalconesUn romanzo d’amore e di avventura nella Barcellona liberty

PORDENONE23 settembre 201909:18

ILDEFONSO FALCONES, IL PITTORE DI ANIME, LONGANESI Pp 686, euro 22 Ildefonso Falcones si immerge nella Barcellona di inizio Novecento dove il boom del liberty si contrappone alle rivolte sociali e alla miseria dilagante di una parte molto importante della popolazione. Su questo sfondo si penserebbe allo sviluppo di un romanzo storico e invece ‘Il pittore di anime’ “è un romanzo d’amore, passione e avventura” dice lo scrittore spagnolo, 60 anni, che nel raccontare l’enorme divario tra i ricchi e i poveri nel 1901 ci fa riflettere sulla grande distanza tra le classi sociali oggi.
“Tra quel periodo e i nostri giorni c’è una differenza radicale.
Ci troviamo a volte di fronte a situazioni assimilabili perché questo divario tra ricchi e poveri anche oggi sembra allargarsi sempre di più ma adesso, a differenza di ieri, disponiamo di una consapevolezza sociale che allora era completamente assente.
Questo non vuol dire che riusciremo nel nostro intento però, quanto meno, questa coscienza esiste, all’epoca no”, sottolinea Falcones applaudito ospite della ventesima edizione di Pordenonelegge. “Nelle nostre società, bene o male, i bambini vengono educati, hanno la sanità e l’accesso all’alimentazione garantiti. – fa notare lo scrittore – All’epoca non era affatto così, altrimenti a Barcellona non ci sarebbero stati 10 mila ragazzini che vivevano per strada abbandonati a se stessi, dei quali nessuno si preoccupava, ad eccezione della Chiesa che però faceva proselitismo. Ora no, si prodiga per accogliere chi ha bisogno indipendentemente dal loro credo”.
L’autore bestseller de ‘La cattedrale del mare’ guarda al nostro presente come a “una realtà di false promesse. E’ questo l’elemento che accomuna la crisi catalana, la Brexit e l’avanzata del nazional populismo. Si può e si deve parlare di tutto – dice- anche dell’indipendenza, ma sempre da un punto di vista che non tradisca la ragionevolezza. Quello che invece propongono gli indipendentisti sono situazioni irreali e irrealizzabili. Io ho 60 anni e se proprio l’indipendenza dovesse avvenire non presupporrebbe un cataclisma nella mia vita, però penso alla generazione dei miei figli su cui sarebbe messa un’ipoteca pesantissima”.
Ne ‘Il pittore di anime’, pubblicato da Longanesi nella traduzione di Pino Cacucci, Stefania Cherchi, Camilla Falsetti Spikermann e Marcella Uberti-Bona, l’amore tra Emma e Dalmau, giovane pittore e ceramista, entrambi di famiglie impegnate nella lotta operaia, culmina nella Settimana Tragica di Barcellona esplosa nel 1909 con le strade della città incendiate e l’intervento dell’esercito mentre parallelamente si sviluppava il modernismo di Gaudì. “Tutti i dati storici sono basati su studi e documenti. Se decido di modificare i dati della realtà storica, e non lo faccio quasi mai, lo dichiaro nell’epilogo del libro. E qui c’è un dettaglio: la presenza di un gruppo scultoreo sul Palazzo della musica che è successivo al momento in cui il mio romanzo si chiude. Però volevo che ci fosse per il lettore. C’è il contrasto tra ricchi e poveri, tra chi si dedica alla lotta attiva e chi rimane rinchiuso nella passività e poi la fiction con un amore tormentato, la passione, il sesso, il tradimento”, dice Falcones che nella dedica parla esplicitamente della sua lotta contro il cancro che lo ha colpito.
“Credo che le dediche debbano riflettere i sentimenti di chi scrive il libro. Ho voluto dedicarlo alle persone che nel corso di questa battaglia mi hanno aiutato. Finché si può lottare c’è spazio per la speranza e io sono nella condizione di poter lottare. Nonostante la malattia possiamo e dobbiamo continuare a fare delle cose. E’ fondamentale dispiegare una forza reattiva e invece il tumore è un tipo di malattia in cui di solito il paziente è passivo. Invece contribuire alla propria guarigione lottando è indispensabile e il lavoro può essere un validissimo alleato”, conclude lo scrittore che lo sta dimostrando con i fatti.

Emmy, vincono Trono di Spade e FleabagPorter fa la storia,Williams a sostegno donne. Hbo batte Netflix

NEW YORK23 settembre 201909:28

Il Trono di Spade conquista l’oscar della tv più ambito: l’Emmy come miglior serie del genere drammatico alla 71/ma edizione. A stravincere la serata è stata ‘Fleabag’, incoronata miglior serie nella categoria commedie: la produzione inglese è stata la protagonista della notte con Phoebe Waller Bridge, la creatrice e scrittrice della serie, che si è aggiudicata anche il titolo di miglior attrice.
La cerimonia sancisce il successo di HBO su Netflix, battuta 32 premi a 27. Amazon conquista invece 15 titoli. Gli Emmy incoronano anche Bill Porter, la star di ‘Pose’, miglior attore protagonista nella categoria drama: è la prima volta che un afroamericano apertamente gay vince. Michelle Williams, miglior attrice in una miniserie per ‘Fosse/Verdon’, ricevendo il premio, ha ringraziato Fox e i produttori della serie tv per “averla sostenuta e per averla pagata” in modo adeguato, nello stesso modo con cui sono retribuiti i suoi colleghi uomini.
L’attrice si è più volte pronunciata per la parità nei compensi.

Cinema; incassi; Downton Abbey conquista il box office UsaSul podio anche Ad Astra e Rambo Last Blood

22 settembre 201919:58

– Con un incasso di 31 milioni di dollari, è Downton Abbey, la pellicola nata dallo show cult della PBS al suo debutto nelle sale Usa (in Italia arriva il 24 ottobre) il film re degli incassi americani di questo weekend.
Alle sue spalle, seppure a buona distanza, salgono sul podio altre due novità che conquistano il podio a stelle e strisce : Ad Astra il blokbuster con Brad Pitt che arriverà nelle sale italiane il 26 settembre, con un incasso di 19,2 milioni di dollari, e il nuovo capitolo della saga di Rambo, Rambo Last Blood con un incasso di 19 milioni di dollari. Scivola in quarta posizione It Capitolo due che una settimana fa era primo (in una settimana ha perso il 56% dell’incasso) seguito in quinta posizione da Hustlers con 17 milioni di dollari.

A Matera 2019 l’Oriente di PasoliniL’esposizione del fotografo Villa curata da Sgarbi e Nugnes

MATERA23 settembre 201910:42

– Le atmosfere orientali del film “Le mille e una notte” di Pier Paolo Pasolini, dove il regista e scrittore friulano mise in scena il suo sogno, la sua idealizzazione e mitizzazione del Terzo Mondo: sono approdate a Matera “Capitale europea della cultura 2019” con alcuni degli scatti inediti contenuti nella mostra “Il fiore delle mille e una notte. Cinema e cultura dal 1973. L’Oriente di Pasolini nelle foto e cinema” del fotografo Roberto Villa.
L’esposizione antologica su Pasolini – curata da Vittorio Sgarbi e dal presidente di Spoleto Arte, Salvo Nugnes – sarà visitabile fino al 6 ottobre prossimo negli ambienti ipogei della galleria Sax Art, nei rioni Sassi.

Emmy Awards 2019, ecco i vincitori: Trono di Spade e Fleabag conquistano gli oscar più ambitiPorter fa la storia, Williams a sostegno delle donne. Hbo batte Netflix

NEW YORK24 settembre 201910:15

Il Trono di Spade conquista l’oscar della tv più ambito: l’Emmy come miglior serie del genere drammatico. E’ la quarta volta che la serie di HBO si aggiudica l’ambito riconoscimento. Nonostante questo per Games of Thrones la 71/a edizione degli Emmy Awards 2019 è trascorsa in modo più ‘tranquillo’ delle attese. A stravincere la serata è stata ‘Fleabag’, incoronata miglior serie nella categoria commedie: la produzione inglese è stata la protagonista della notte con Phoebe Waller Bridge, la creatrice e scrittrice della serie, che si è aggiudicata anche il titolo di miglior attrice. La cerimonia sancisce il successo di HBO su Netflix, battuta 32 premi a 27. Amazon conquista invece 15 titoli.

Gli Emmy incoronano anche Bill Porter, la star di ‘Pose’, premiato come miglior attore protagonista nella categoria drama: è la prima volta che un afroamericano apertamente gay vince il riconoscimento. “Sono contento di aver vissuto abbastanza a lungo per vedere questo giorno” dice Porter sul palco con il premio in mano. Raggiante anche Michelle Williams, premiata come miglior attrice in una miniserie per ‘Fosse/Verdon’. Ricevendo il premio, Williams ha ringraziato Fox e i produttori della serie tv per “averla sostenuta e per averla pagata” in modo adeguato, nello stesso modo con cui sono retribuiti i suoi colleghi uomini. L’attrice si è più volte pronunciata per la parità nei compensi: “ritengo” questo premio “come il riconoscimento di quanto è possibile quando si crede in una donna, quando la si fa sentire sicura di dar voce ai suoi bisogni e la si rispetta abbastanza da ascoltarli” spiega Williams.Kim Kardashian premia RuPaul’s Drag Race

La notte degli Emmy riporta alla ribalta anche il caso dei cinque ragazzi afroamericani accusati di aver stuprato una ragazza a Central Park nel 1989 e poi scagionati. Jharrel Jerome ha vinto l’Emmy come miglior attore protagonista in una miniserie per ‘They See Us’, la produzione di Netflix sui cosiddetti ‘Central Park 5’. Evidentemente emozionato Jerome ha dedicato il premio ai cinque ragazzi afroamericani: “Questo è per Raymond, Yousef, Antron, Kevin e King Corey Wise. Grazie, è un onore” dice Jerome. I ragazzi invitati alla cerimonia si alzano, alcuni scoppiano in lacrime, altri alzano il pugno. La serata si è svolta senza un presentatore, anche se inizialmente sembrava che Homer Simpson dovesse presentare. Il popolare personaggio è apparso sul palco e ha dato inizio alla cerimonia, continuando a parlare fino a quando un piano è caduto dal cielo e lo ha schiacciato. A quel punto Anthony Anderson seduto fra il pubblico si è proposto come salvatore della serata, ma anche in questo caso si è trattato di un falso.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Opera del Beato Angelico, libro Menarini
Dopo grande mostra al Prado dedicata al pittore

FIRENZE23 settembre 201912:27

– Un volume sul Beato Angelico, ultimo nato nella serie di libri d’arte Menarini, curato da Renzo Villa, è stato presentato in un evento all’Università di Firenze con un’iniziativa realizzata dall’azienda farmaceutica fiorentina. “Siamo fortunati ad essere un’azienda fiorentina che quindi vive immersa in una bellezza infinita artistica, la culla del Rinascimento italiano e mondiale: quindi organizzare eventi come questo fa parte del nostro Dna, valorizzare la bellezza meravigliosa che abbiamo intorno”, ha spiegato Lucia Aleotti, membro del board e azionista di riferimento di Menarini, parlando a margine della presentazione del volume dedicato all’artista del ‘400, a cui ha preso parte anche il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt. “Anche se noi siamo un’azienda ormai internazionale presente in più di 136 paesi – ha aggiunto Aleotti – il nostro territorio è quello che ci tiene costantemente collegati alla vita reale, quello che ci fa capire la vita delle persone e le necessità”.
Per Schmidt “è proprio giusto che esca adesso questo libro, un libro accessibile per tutti, non scritto con tecnicismi né con troppi latinismi, dato il fatto che il Beato Angelico è stato anche un interprete profondo delle Sacre Scritture e della teologia soprattutto domenicana del periodo. Dopo la grande mostra dedicata al Beato Angelico al Prado, che si è conclusa proprio pochi giorni fa, adesso la presentazione di questo libro sempre con il Beato Angelico è proprio un’iniziativa molto meritevole e tempestiva”.

Festa di Roma, apre il noir Motherless BrooklynDiretto e interpretato da Edward Norton, all’Auditorium il 17 ottobre

23 settembre 201912:49

Il nuovo film di Edward Norton, Motherless Brooklyn – I segreti di una città, sarà il film di apertura della 14/a edizione della Festa del Cinema di Roma che si svolgerà dal 17 al 27 ottobre all’Auditorium Parco della Musica. L’ha annunciato il direttore artistico Antonio Monda con Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema per Roma, d’intesa con il direttore generale Francesca Via. Nel cast tra gli altri Bruce Willis, Alec Baldwin e Willem Dafoe. Il film sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures e uscirà nelle sale italiane il 7 novembre.
“Motherless Brooklyn è un magnifico noir, nella tradizione del miglior cinema classico americano, che rende magnificamente il bellissimo romanzo di Jonathan Lethem – ha detto Monda -.
Edward Norton dirige con mano sicura e sguardo lucido una storia eterna di ambizione, corruzione e razzismo”. A seguire, il 18 ottobre, Norton sarà al centro del tradizionale Incontro ravvicinato con il pubblico

Un film da E tu splendi di CatozzellaFenix Entertainment acquista i diritti del romanzo sul razzismo

23 settembre 201913:30

– La Fenix Entertainment arricchisce il proprio piano produttivo acquistando i diritti cinematografici di E tu splendi, l’ultima opera narrativa di Giuseppe Catozzella, edita da Feltrinelli nel 2018, grazie alla consulenza di Maria Francesca Gagliardi per lo scouting editoriale. Il romanzo chiude quella che l’autore definisce La trilogia dell’altro, accanto a Il grande futuro e a Non dirmi che hai paura (Strega Giovani e caso editoriale nel 2014).
E tu splendi narra la vicenda di un bambino, figlio di immigrati lucani a Milano, che trascorre un’estate a casa dei nonni in un paesino di cinquanta case di pietra sulle montagne della Basilicata, e trova nascosta all’interno dell’antica torre normanna una famiglia di sette stranieri, tra i quali un bambino di nome Josh. L’arrivo degli stranieri cambia per sempre la vita di una comunità che nei secoli ha conosciuto soltanto l’emigrazione. Il romanzo mette in scena il razzismo e i meccanismi del rifiuto, piaga di questo ultimo periodo storico.

Stregonerie, Premio Strega Tutto l’annoAl via 26/9 in fabbrica liquore. A cura Pedicini e Petriello

23 settembre 201913:43

– Dal 26 settembre al 18 giugno, un anno di Stregonerie per ripercorrere la storia dei libri di un premio che è parte della cultura italiana, nel luogo dove nasce il liquore che gli ha dato il nome: libri, scrittori, ospiti internazionali per il Premio Strega a Benevento, tutto l’anno Parte giovedì 26 settembre appunto – come da tradizione dello Strega, sempre il giovedì – la rassegna letteraria ideata e diretta da Isabella Pedicini e Melania Petriello, in sinergia con l’azienda Strega Alberti e la Fondazione Bellonci, e dedicata ai protagonisti e alle storie del Premio Strega, dalla sua nascita ai nostri giorni. Il celebre premio letterario, nato nel 1947 dalla felice collaborazione tra Maria Bellonci e Guido Alberti, rivela infatti anche una discendenza beneventana rintracciabile nella storica fabbrica di liquore che sorge nel rione Ferrovia della città. In cartellone, la presenza di due autrici che in passato hanno vinto lo Strega: Dacia Mariani e Melania Mazzucco. Ospite internazionale Catherine Dunne.

Lou von Salomé, filosofa e femministaIn sala biopic sulla donna amata da Rilke, Freud e Nietzsche

23 settembre 201919:10

– Farebbe tremare i polsi a qualsiasi regista mettere in scena personaggi come Rainer Maria Rilke, Sigmund Freud e Friedrich Nietzsche. Ma la regista tedesca Cordula Kablitz-Post si è assunta il rischio pur di raccontare in ‘Lou von Salomé’ la storia della filosofa, scrittrice, psicoanalista e pioniera dell’emancipazione femminile. Il film in sala dal 26 settembre, codistribuito da Wanted Cinema e Valmyn, racconta appunto la vita complicata e singolare di Lou Andreas Salomé (Katharina Lorenz), una delle donne più colte, produttive e affascinanti della sua epoca. Una donna che, con la sua personalità, fece innamorare di sé i più grandi pensatori di inizio Novecento, da Rainer Maria Rilke (Julius Feldmeier) a Sigmund Freud (Harald Schrott) fino a Friedrich Nietzsche (Alexander Scheer), influenzando in maniera decisiva il loro pensiero.Nata nel 1861 a San Pietroburgo, la giovane Lou capisce subito di non poter avere gli stessi diritti come donna in un mondo dominato dagli uomini e così, quasi in polemica per questo suo svantaggio, si sottrae sistematicamente all’amore carnale. Studia filosofia, scrive poesie e incontra lungo il suo percorso filosofi come Paul Rée e Friedrich Nietzsche, i quali affascinati da questa donna la chiedono in moglie, venendo entrambi rifiutati. Ad avere la meglio sul suo cuore sarà il grande poeta Rainer Maria Rilke, allora sconosciuto. Lei se ne innamora, diventa sua consigliera e anche amante (una cosa sembra dovuta al forte lato femminile di Rilke che rassicurava ogni sua paura). All’età di 50 anni, Lou von Salomé conosce Freud, i cui studi la influenzano tanto quanto lei influenza il padre della psicanalisi. Nel 1933 si rifugia poi a Gottinga insieme al giovane germanista Ernst Pfeiffer che raccoglierà le sue memorie.”Nella mia ricerca di figure femminili – spiega la regista – mi sono imbattuta da adolescente in una biografia di Lou von Salomé. Mi impressionò che già in quell’epoca una donna potesse amare così tanto la libertà e potesse condurre una vita così indipendente. Era vista quasi come una pazza, perché conduceva una vita troppo diversa, del tutto lontana dall’immaginario morale della società del suo tempo. Era considerata scandalosa – continua la Kablitz-Post – perché non si preoccupava affatto di quello che gli altri pensavano di lei. Tutto questo nel segno di: ‘Vai per la tua strada, sii te stessa e diventa la persona che sei!'”.

Balliamo sul Mondo, un musical sulle note di LigabueDal 26/9 a Milano per un mese con regia di Chiara Noschese

MILANO24 settembre 201911:20

– Le canzoni più famose di Ligabue arrivano sul palco di un teatro, questa volta protagoniste di un musical. S’intitola ‘Balliamo sul mondo’ lo spettacolo che dal 26 settembre al 27 ottobre sarà in scena a Milano, al Teatro Nazionale Che Banca!, che avrà come colonna sonora molti dei titoli più conosciuti del rocker di Correggio. Da ‘Ho messo via’ fino a ‘Urlando contro il cielo’, passando da ‘Una vita da mediano’, ‘Libera nos a malo’, ‘Certe notti’, ‘Si viene e si va’, ‘Il meglio deve ancora venire’ e numerose altre, le canzoni del Liga seguiranno la storia dei tredici protagonisti che si raccontano, e cantano, attraverso una vicenda che riassume un decennio, da un capodanno all’altro, dalla soglia della maturità fino all’età adulta di dieci anni dopo.Alla regia e alla scrittura del testo originale, al quale ha dato il suo contributo anche Luciano Ligabue, si è messa Chiara Noschese. “La scrittura e la regia di ‘Balliamo sul Mondo’ – ha spiegato Chiara Noschese – sono stati uno dei ‘viaggi’ più belli della mia vita: mentre scrivevo mi batteva forte il cuore per le sorti dei tredici protagonisti. La musica di Luciano traghetta l’emozione di una storia semplice, una storia di tutti e per tutti”. Lo spettacolo è diviso in due atti, con una scaletta di canzoni firmate Ligabue che raccoglie un totale di venti titoli.Si comincia dall’alba del secondo millennio, raccontata da un gruppo di giovani di provincia che si riunisce in occasione del capodanno nel 1990: una comitiva di amici si trova, come ogni giorno, al Bar Mario per festeggiare l’arrivo del primo anno da maggiorenni, tra progetti, speranze, amori, passioni ma anche incertezze, paure e vecchi rancori che s’incrociano sullo sfondo della grande festa. La promessa che si fanno gli amici è quella che, per la verità, in tanti si fanno allo scoccare della maturità e al profilarsi di vite differenti per ciascuno di loro, per far fronte alla paura del cambiamento e di fronte al grande interrogativo verso l’età adulta prossima alla partenza: ritrovarsi dieci anni dopo nello stesso giorno. Come ogni racconto di crescita vuole, il decennio che segue cambierà la vita di tutti loro, riservando a ciascuno percorsi e realtà inaspettate. Malgrado le difficoltà, la promessa viene mantenuta e per il capodanno del 2000 il gruppo rimette insieme i pezzi e ricomincia una nuova avventura.

Biennale, la musica conquista MestreEsposizione al Cimm, centro produzione musicale per giovani

VENEZIA23 settembre 201914:46

– Con una mostra, ‘Electro’, la Biennale di Venezia sbarca a Mestre in 600 metri quadrati del centro civico della Bissuola per far ‘vedere’ la musica in quello che è diventato, un punto di riferimento, voluto dal Comune, per i giovani. Un luogo dove oltre a scoprire l’esposizione temporanea curata Jean-Yves Leloup, per i giovani della città c’è la possibilità di ascoltare e produrre musica in due sale attrezzate in quello che è stato denominato il Cimm (Centro di informatica musicale multimediale). La rassegna – inaugurata dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e dal presidente della Biennale Paolo Baratta – propone musica ed immagini per raccontare il percorso del costume dagli anni ’80 ad oggi, dalla disco music al rave, passando per l’house e la tecno.

Progetto Boys Boys Toys con Pari e RissaPrimo singolo da portare nelle discoteche è unicorno_gif

23 settembre 201915:48

– Dopo l’addio, non senza polemiche, di Tommaso Paradiso ai Thegiornalisti, Marco Rissa, chitarrista e membro fondatore della band, e Leo Pari, cantautore della scena romana in odore di diventare il nuovo frontman, vanno avanti nel loro progetto Boys Boys Toys. In rete il video del loro primo singolo “unicorno_gif”. Obiettivo dei Boys Boys Toys è portare l’Itpop in discoteca e il nome è ispirato al celebre brano di Sabrina Salerno e a tutta la club culture italiana così come il sound che, partendo dall’Italo Disco, si mescola con Future Bass, EDM e ritmi tropicali. I brani, scritti e prodotti insieme a Gianluigi Fazio, nascono da collaborazioni con voci e artisti sempre diversi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Apple lancia club del libro con Winfrey
L’esordio di Book Club è l’1 novembre

NEW YORK23 settembre 201915:58

– Apple si allea con Oprah Winfrey, la regina del piccolo schermo. Il nuovo servizio tv di Cupertino includerà anche il ‘Book Club’ di Winfrey, che esordirà il prossimo 1 novembre. La collaborazione punta a creare un “club del libro vibrante e globale”, afferma Apple in una nota. Il primo libro scelto da Winfrey è ‘The Water Dancer’ di Ta-Nehisi Coates.

Gloria Guida, alle ‘Ragazze’ racconterei la mia storiaDal 5 ottobre la terza stagione, da Maria Perego a Camusso

23 settembre 201919:12

– A 63 anni Gloria Guida (bella e sofisticata come se il tempo si fosse dimenticato di lei), dopo cinema, fiction, teatro e anche musica, confessa: “Mi racconterei in questo programma, svelerei tutti i miei segreti, anche se rimango sempre una ragazza timida… Ma in questo caso, sarei pronta a svelare qualcosa di più. Grazie a questo piccolo gioiellino sono rinata. Per questa edizione ho dato più cuore, più consapevolezza e mi sento più sicura”.Le Ragazze, il programma di Rai3, una produzione Pesci Combattenti, condotto da Gloria Guida, giunto alla sua terza edizione in onda da sabato 5 ottobre alle 21.40, è stato presentato nell’ambito del Prix Italia, nella splendida cornice romana dei Mercati di Traiano, dal direttore di rete Stefano Coletta dall’attrice e conduttrice e dagli autori. E’ il racconto di donne, sconosciute o note, di generazioni diverse che mettono a nudo la loro vita con passione, amore e coraggio. Si va dalle ragazze degli anni ’40 a quelle di oggi, quelle del nuovo millennio, passando per quelle di tutti gli altri decenni, perché ogni epoca racconta un femminile diverso. Le Ragazze è un programma scritto da Cristiana Mastropietro. Si parte con la decana, Maria Perego, oggi 95enne, creatrice insieme al marito del topo più famoso della Tv: Topo Gigio.Dopo di lei a raccontarsi saranno due Ragazze degli anni ’50: la dattilografa lombarda Benedetta Murachelli e Maria Pia Di Meo, una delle più grandi doppiatrici del cinema. Segue una coppia formata da due Ragazze degli anni ’70: Susanna Camusso, prima donna segretario generale della Cgil, il più importante sindacato italiano dei lavoratori, e Roberta Pedon, viaggiatrice hippie di origine veneziana. In chiusura, come sempre, una Ragazza del nuovo millennio: Ginevra Vaggelli ha solo 22 anni e in un momento difficile della sua crescita e scivolata nella spirale dell’eroina. Oggi pero, con impegno e fatica, Ginevra sta costruendo la nuova vita. La trasmissione manterrà la struttura delle prime due stagioni con una importante novità: per lo studio è stata scelta una nuova e spettacolare location, quella del Museo della Zecca di Roma, nella quale sono stati inseriti i grandi ritratti delle Ragazze, ormai diventati una cifra del programma.Tra le 36 storie di questa nuova stagione anche: Emma Marcegaglia, Lina Sotis, Rosanna Vaudetti, Giosetta Fioroni, Marisa Laurito, Maria Pia Di Meo, Giannola Nonino, Vera Pegna, Gigliola Cinquetti, Michela Murgia. Stefano Coletta tiene a ricordare che Le Ragazze “ha una narrazione sobria che dà spazio alle voci delle donne che hanno realizzato grandissimi progetti che forse, spesso, vengono dimenticati rispetto all’universo maschile, come ad esempio la storia della dattilografa Benedetta, che negli anni ’50 tante sfide deve affrontare, dalle molestie alle difficoltà di diventare mamma senza essere sposata in anni in cui questo era considerato una causa discriminante. La mia decisione di portare il programma in prima serata arriva perché voglio rendere accessibili queste storie ad un maggior numero di telespettatori possibili. Il nostro è un esperimento quasi letterario: è un percorso puramente di parole accompagnate da immagini bellissime di repertorio. Il vero segreto di questa idea, per quel che mi riguarda, è il racconto privato, che sta avendo molto successo su Rai3. Quando abbiamo fatto questo passo, ci siamo interrogati sulla narratrice che doveva essere donna. Io ho fatto il nome di Gloria Guida: lei ha incarnato la bellezza, la grazia, la femminilità piena”. La regia del programma è firmata da Riccardo Mastropietro e da Margherita Ferri, Jovica Nonkovic e Simona Risi. Le Ragazze sarà quindi un lungo viaggio nella memoria e anche un lungo viaggio nella storia sociale italiana. Una narrazione che vuole essere individuale e collettiva al tempo stesso. Vite spesso distanti tra loro, geograficamente e culturalmente, ma idealmente unite da un unico afflato esistenziale, da un unico desiderio di affermarsi e di esistere in quanto donne.

Amazzonia di Salgado su Basilica AssisiProiettate le immagini del progetto del fotografo brasiliano

ASSISI (PERUGIA)23 settembre 201916:28

– Si è conclusa con il dialogo tra il cardinale Gianfranco Ravasi e Sebastiao Salgado, e la proiezione sulla facciata della Basilica di San Francesco delle immagini del nuovo progetto fotografico di Salgado – “Amazonia” -, quella che gli stessi frati del Sacro convento hanno definito una edizione “da record” del “Cortile di Francesco”, con oltre 20mila persone che hanno partecipato alla quattro giorni di incontri.
“Oggi parliamo molto di Amazzonia e della sua distruzione. Ma il problema non è solo l’Amazzonia: dobbiamo trovare un modo di tornare al pianeta, di amare il pianeta”, ha detto Salgado.
“Sono contento – ha aggiunto – di essere stato invitato qui ad Assisi. I frati del convento di San Francesco sono uomini di spiritualità, e oggi dobbiamo tornare a vivere spiritualmente il pianeta”.
“L’esperienza che si fa attraverso le immagini di Salgado è una grande occasione per riscrivere ancora idealmente il Cantico delle Creature di Francesco”, ha affermato il cardinale Ravasi.

Ultimo, già 320mila biglietti per 2020In due mesi dall’apertura delle vendite, già tre sold out

23 settembre 201917:36

– In poco più di due mesi dall’apertura delle vendite, il tour negli stadi 2020 di Ultimo ha già totalizzato oltre 320mila biglietti venduti. Il tour, inoltre, ha già registrato il sold out a Firenze (6 giugno), Napoli (13 giugno) e Milano (19 giugno), città in cui le date sono state raddoppiate.
La tournée toccherà undici città a partire dalla data zero prevista allo Stadio Comunale di Bibione (29 maggio), per poi fare tappa a Torino (3 giugno), Firenze (6 e 7 giugno), Napoli (13 e 14 giugno), Milano (18 e 19 giugno), Modena (26 giugno), Ancona (30 giugno), passando per Pescara (4 luglio), Bari (11 luglio), Messina (15 luglio) e poi concludere tornando il 19 luglio 2020 a Roma, con l’evento speciale di chiusura del tour nel simbolo di Roma per eccellenza, il Circo Massimo.
Con il tour negli stadi Ultimo sosterrà Unicef: il cantautore devolverà parte dell’incasso ai progetti in Mali di lotta contro la malnutrizione e a sostegno di vaccinazioni, impianti idrici e servizi igienico sanitari.

Peccati Immortali tra bassifondi di RomaGiallo di Cazzullo e Roncone in libreria con Mondadori

ROMA23 settembre 201917:39

– Roma. Tra qualche anno. Salvini è caduto, dopo che un barcone di migranti è affondato davanti a un porto chiuso. Ora al governo ci sono il Pd e il Popolo dell’Onestà. Ma il premier è debole, e il nuovo ministro dell’Interno prepara un piano per prendere il potere. Su questo scenario si apre il giallo dei giornalisti de Il Corriere della Sera, Aldo Cazzullo e Fabrizio Roncone, dal titolo “Peccati immortali”, in libreria dal 24 settembre con Mondadori. In un vortice di colpi di scena, delitti e situazioni grottesche, drammi e farse, i due autori portano il lettore nei bassifondi e nell’empireo della capitale, nei campi della mafia nigeriana e nelle feste dei padroni di Roma, sino alle stanze segrete del potere e in fondo agli abissi dell’animo umano. Il racconto, tra personaggi reali e altri immaginari, consegna il ritratto del nostro Paese, del nostro popolo, del nostro tempo. E quando tutti i nodi sembrano sciogliersi, ecco che si profila la vera minaccia che incombe sulla cristianità.

Morto l’urbanista Edoardo SalzanoAssessore in Laguna per un decennio, da Pci a Potere al popolo

VENEZIA23 settembre 201917:39

– E’ morto a 89 anni l’urbanista veneziano Edoardo “Eddy” Salzano, assessore comunale per un decennio nel Comune lagunare. Ne dà notizia lo scrittore e politico Gianfranco Bettin.
“E’ stato un grande veneziano – afferma Bettin in una nota – anche un grande urbanista e un intellettuale a tutto campo, uno dei migliori, dei più appassionati e concretamente attivi del suo tempo, e del nostro: ancora l’8 giugno scorso, in carrozzella, era in calle, in fondamenta e in piazza nella grande manifestazione veneziana contro le grandi navi. Ha contribuito a ripensare e a difendere Venezia, e ogni bene comune, la ‘città come bene comune’, sia quando l’ha amministrata (1975-1985) fino a oggi”.
Salzano è stato ambientalista di sinistra fin dalla militanza nel Pci e poi nei movimenti fino all’adesione a Potere al Popolo! e alla vicinanza a gruppi e associazioni impegnati nella difesa dei territori.

I vincitori degli Emmy e dove vederli in ItaliaOltre Sky, Netflix e La7, si fa largo con streaming Amazon prime

23 settembre 201917:54

Tra La7, Sky, Netflix, l’emergente Prime Video di Amazon, Timvision e dunque tra chiaro, pay tv e streaming, i vincitori degli Emmy, ossia gli oscar della tv la cui 71/a edizione si è svolta la scorsa notte a Los Angeles, sono tutti visibili in Italia a cominciare dal TRONO DI SPADE, serie tv dell’anno con 12 statuette e ogni record battuto, dopo quello già ottenuto nelle nomination con 32 candidature.
Prodotta da Hbo, trasmessa su Sky in contemporanea con gli Usa, l’ottava stagione di Game of Thrones (in chiaro, in differita di una stagione, su Rai4) ha ricevuto tra gli altri gli Emmy per la Miglior Serie Drammatica e Miglior Attore Non Protagonista in una Serie Drammatica a Peter Dinklage per il secondo anno consecutivo. Visto il pienone di statuette c’è da chiedersi quale serie il prossimo anno sarà agevolata dalla fine, tra le proteste dei fan, della saga di George R.R. Martin, posto che non sia lo stesso prequel, le cui riprese sono in pieno svolgimento in Irlanda. Per la migliore serie comedy il premio è andato a FLEABAG, una serie inglese definita ‘femminista’, che si può vedere su Prime Video di Amazon. Un gioiellino scritto e interpretato da Phoebe Waller-Bridge incentrato su una giovane londinese problematica, la cui vita familiare e sentimentale è raccontata senza stereotipi di genere. E’ stata una sorpresa con importanti statuette per Best Comedy, Best Directing e Best Writing for a Comedy Series.
Tra le miniserie, portando a casa ben 10 Emmy tra cui Miglior Miniserie, Miglior Regia per una Miniserie a Johan Renck, Miglior Sceneggiatura per una Miniserie a Craig Mazin, troviamo l’acclamata CHERNOBYL (Sky Original e HBO, passata in chiaro su La7) che ripercorre le vicende legate alla tragedia della famosa centrale nucleare nell’ex Unione Sovietica del 1986. Su Prime Video di Amazon è disponibile THE MARVELOUS MRS. MAISEL, la comedy che si è portata a casa le statuette per i migliori attori non protagonisti Alex Borstein e Tony Shalhoub. Quattro premi sono andati a FOSSE/VERDON tra cui quello a Michelle Williams per la Miglior Attrice Protagonista in una Miniserie.
Andata in onda su Fox Life, racconta le vicende sentimentali e professionali di Bob Fosse e Gwen Verdon a Brodway. E’ in streaming su Netflix POSE, la serie drama con cui Billy Porter ha vinto, primo afroamericano gay come migliore attore, mentre TimVision ha in esclusiva KILLING EVE, l’altra serie drama premiata per la migliore interpretazione: Jodie Comer, protagonista dello spy-thriller che racconta la storia di due donne ossessionate l’una dall’altra.
Su Netflix anche altri due programmi premiati, WHEN THEY SEE US (al protagonista Jharrel Jerome) e OZARK (il premio alla non protagonista Julie Garner).
Tra gli altri titoli premiati, in evidenza anche i 7 Emmy per FREE SOLO, già vincitore dell’Oscar come miglior documentario, andato in onda in primavera in Italia su National Geographic. Un sorprendente e coraggioso ritratto intimo del climber Alex Honnold mentre si prepara a realizzare il sogno di una vita: scalare senza corde di sicurezza la parete rocciosa più famosa al mondo, i quasi mille metri di El Capitan nel parco nazionale di Yosemite. Due, invece, sono gli Emmy conquistati da SUCCESSION, tra cui spicca quello per la Miglior Sceneggiatura per una Serie Drammatica. La serie racconta le vicende della famiglia Roy e la loro scalata al potere nel mondo dei media. La prima stagione è disponibile su Sky Box Sets e la seconda è in arrivo il 9 ottobre su Sky Atlantic. Un riconoscimento è andato anche A VERY ENGLISH SCANDAL – andata in onda su FOX – per Ben Whishaw come miglior attore non protagonista in una miniserie.

Jazz Club Ferrara, Frisell e Uri CaineTra gli italiani Rava, Bosso e Guidi

BOLOGNA23 settembre 201918:09

– Il trio del chitarrista Jakob Bro (con Joey Baron e Thomas Morgan) aprirà il 4 ottobre il cartellone del jazz club Ferrara (ottanta appuntamenti fino a maggio). Nella prima parte della stagione, presentata alla stampa, tra gli altri, concerti con i chitarristi Mary Halvorson e Code Girl (il 12) e Harmony, nuovo progetto di Bill Frisell (22/10) con Petra Haden, Hank Roberts e Luke Bergman. Il repertorio di Frisell sarà proposto con nuovi arrangiamenti dalla orchestra Unscientific Italians, diretta da Alfonso Santimone, Francesco Bigoni e Zeno De Rossi (21/10).
Previste anche le cantanti Joy F.Brown (il 19) e Dena De Rose con la E-R jazz orchestra (26/10). In novembre David Torn con Sun of Goldfinger il 23, il duo con il trombettista Dave Douglas e il pianista Uri Caine il 2, le band di Ralph Alessi il 9, e Little Big del pianista Aaron Parks il 16, The Bad Plus il 30.
Poi, tra gli altri, Chris Potter, Paul McEndless e, tra gli italiani, Enrico Rava, Fabrizio Bosso e Giovanni Guidi.

Halsey, il 13 febbraio una data a MilanoA gennaio uscirà il nuovo album della popstar americana

23 settembre 201918:42

– Halsey, la giovane icona del pop è pronta a conquistare l’Italia con una data al Mediolanum Forum di Assago (Milano), il 13 febbraio. La popstar Usa, all’anagrafe Ashley Nicolette Frangipane, ha debuttato nel 2014 con l’album Badlands, che ha raggiunto la 2/a posizione della Billboard Chart. Il successo è arrivato nel 2014 quando ha collaborato con i Chainsmokers al singolo Closer, 6 volte platino in Italia, con cui ha raggiunto la vetta delle principali classifiche globali aggiudicandosi una nomination ai Grammy Awards nella categoria Best Pop Duo/Group Performance. Nel 2017 il secondo album Hopeless Fountain Kingdom. Nel 2018 il brano Without Me, il primo singolo solista ad aver raggiunto la vetta della classifica Billboard Hot 100, con oltre 1 miliardo di stream globali. A marzo Halsey è diventata la prima artista della storia con due singoli al n.1 nella classifica radio americana in due settimane consecutive. Graveyard è il titolo dell’ultimo singolo che anticipa l’album Manic, in uscita a gennaio.

25 anni per i Tre allegri ragazzi mortiFesta-concerto all’Estragon di Bologna il 31 ottobre

BOLOGNA23 settembre 201919:38

– I Tre allegri ragazzi morti, band di culto della scena indie-rock italiana, festeggiano i 25 anni di attività e per farlo hanno scelto l’Estragon di Bologna.
L’appuntamento con i fan è fissato per il 31 ottobre, per una festa-concerto dal titolo ‘Halloween d’argento’.
La band, partita da Pordenone 25 anni fa e guidata da Davide Toffolo, festeggerà un quarto di secolo di musica e avventure: più di millecinquecento concerti, dischi, fumetti, maschere, disegni, sogni e un’etichetta (La Tempesta) che ha dato voce a tantissimi nuovi artisti. Alla festa parteciperanno ospiti speciali, la scaletta del concerto verrà decisa dai fan.
Bologna è stata scelta perché è la città dei fumetti e del punk rock ed è stata lo scenario della serie ‘Mondo Naïf’, che prese il nome dalla prima autoproduzione del gruppo friulano nel 1994.

Turton, un gioco spietato e interattivoLo scrittore a Pordenonelegge con il fortunato romanzo d’esordio

PORDENONE24 settembre 201909:41

Un romanzo interattivo dove si incontrano thriller e fantascienza. Al suo esordio con ‘Le sette morti di Evelyn Hardcastle’ lo scrittore inglese Stuart Turton ha spiazzato un po’ tutti conquistando pubblico e critica. “Volevo scrivere un romanzo alla Agatha Christie, il mio idolo. Ho letto tutti i suoi romanzi fra gli otto e nove anni. A 21 anni ho provato a scrivere seguendo le sue orme una storia ma era soltanto una fan-fiction della Christie. Quasi dieci anni dopo mi è venuta l’idea del viaggio nel tempo. E’ passato un sacco di tempo in cui mentre scrivevo mi trasformavo in uno chef che aggiunge ingredienti: elementi gotici, alla Kafka” ha raccontato Turton, 39 anni, a Pordenonelegge con il suo fortunato libro tradotto in 30 lingue, in Italia da Federica Oddera per Neri Pozza.
Lo scrittore, che ha vissuto a Dubai, è stato giornalista di viaggio, ha lavorato in una libreria a Darwin, insegnato inglese a Shangai ed è laureato in filosofia, ha puntato tutto su questo libro a cui ha lavorato per tanti anni, in diverse fasi della sua vita. L’impianto è classico: al ballo in maschera nella tenuta di campagna di Lord Peter e Lady Helena Hardcastle si ritrovano di nuovo insieme molti membri dell’alta società, diciannove anni dopo la tragica morte del giovane Thomas Hardcastle. Nella stessa circostanza alla fine del nuovo ricevimento, mentre esplodono i fuochi d’artificio la bella Evelyn Hardcastle scivola nell’acqua del laghetto e muore per un colpo di pistola al ventre. Gli Hardcastle dopo il figlio perdono così anche la loro figlia. Ma qui arriva l’inaspettato: a indagare è la voce narrante, Aiden Bishop, che finché non risolverà il mistero della morte di Evelyn si troverà intrappolato nel corpo di un altro rivivendo la stessa scena con il colpo di pistola finale. Il ballo in maschera diventa per tutti una trappola e un gioco spietato.
“Sono stato fortunato in questa lunga gestazione. Vivevo a Dubai quando ho avuto l’idea. Facevo il giornalista di viaggi, il lavoro dei miei sogni ma avevo un tarlo, dovevo finire questo libro e sapevo che per farlo sarei dovuto tornare in Inghilterra, con la pioggia, la gente triste, cupa. E così ho lasciato il sole, le belle case in cui ho vissuto nei miei viaggi e ho preso un appartamento con una sola camera. Ho scommesso tutto su questo romanzo e dovevo avere successo, se non fosse andata bene sarebbe stato un disastro”, ha raccontato Turton con un grande sorriso.
“Io stesso ho vissuto tante vite e sono stato tante persone in cui non mi riconosco più. E sono affascinato da questa domanda: ma se domani ci svegliassimo senza sapere niente e ci fosse dato in mano il libro della nostra vita, saremmo orgogliosi di noi stessi e delle scelte che abbiamo fatto?”, si è chiesto.
‘Le sette morti di Evelyn Hardcastle’ ha ispirato in Italia una escape room. “E’ la più grossa trovata di marketing per il libro. E’ stata fatta solo in Italia ed è in perfetta linea con il romanzo. La mappa riportata all’interno del giallo è come un game e nell’edizione giapponese è diventata la copertina del libro Questo è un romanzo interattivo, scritto al presente, in prima persona, dove il lettore riceve le stesse informazioni del protagonista mentre la storia si svolge. Tutti mi dicono che è impossibile scoprire il mistero prima di finire il libro ma non è vero. E’ come un rompicapo, il lettore può giocare contro lo scrittore che si cela dietro il protagonista. E questa è la sensazione che provavo quando leggevo i libri di Agatha Christie. E’ come un gioco nel gioco dall’interno del gioco”, ha detto Turton che ora vive fuori Londra con la sua famiglia e sta scrivendo un nuovo libro. “Sono uno scrittore di mistery. Il nuovo libro sarà sempre un game che mescola diversi generi ma al posto della fantascienza c’è l’horror “, ha concluso felice.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Sandrine Kiberlain, eroica mamma single
In sala ‘Selfie di famiglia’ di Lisa Azuelos

24 settembre 201909:41

Sandrine Kiberlain ce la mette davvero tutta in ‘Selfie di famiglia’ di Lisa Azuelos nell’interpretare Héloise, donna anche troppo in gamba, tenera e brillante, una sorta di “super-mamma” single con tre figli, ristorante da mandare avanti e, all’occasione, anche qualche amante. Sempre sullo schermo, l’attrice non si perde mai d’animo di fronte alle difficoltà, ma questa volta deve affrontare un problema non da poco: la figlia diciottenne Jade (Thais Alessandrin), la più giovane di casa, sta per lasciare il nido per continuare i suoi studi in Canada.
Un film tutto al femminile questo ‘Selfie di famiglia’, in sala con Wonder Pictures dal 19 settembre, con al centro il divertente e tenero ritratto di una famiglia moderna e la testimonianza dell’amore sconfinato di una mamma single per i propri figli.
Mentre la partenza di Jade (interpretata dalla vera figlia della regista) si avvicina, Héloise cerca di fermare il tempo improvvisandosi regista, filmando con il suo telefono i loro momenti insieme prima del viaggio. Ripercorrendo i ricordi più preziosi che ha dei figli, dall’infanzia all’età adulta, Hélose comprenderà però che è il momento di dare un nuovo slancio alla sua vita e di essere se stessa in modo nuovo.
“Avrei difficoltà a fingere il contrario, specialmente perché in questo film mia figlia interpreta il suo ruolo”, spiega la regista parlando dell’evidente carattere autobiografico del film. Dirigere la figlia, continua la Azuelos, “è stato divertente. Dopo tutti i mesi trascorsi a filmare Thais con il mio smartphone era impensabile che venisse interpretata da un’altra attrice. Ho cercato di dirigerla semplicemente con dolcezza e gioia”.
Centrale, comunque, nel film l’affidamento congiunto dal punto di vista della madre, “perché è quello che conosco meglio.
Per quanto ne so, questo è il primo film sull’argomento – spiega Lisa Azuelos – e va detto che io sono stata una delle prime promotrici dell’affidamento congiunto quindici anni fa. Ciò significa che non ci sono alimenti, quindi le donne sono costrette a prendersi cura di se stesse dal punto di vista finanziario, ma allo stesso tempo i bambini non devono vivere la doppia punizione di essere privati della famiglia in cui sono cresciuti e del loro padre”.

Sì dall’Italia, l’Uomo Vitruviano al LouvreDirettore generale Accademia autorizza prestito, in cambio Raffaello a Roma

ROMA24 settembre 201913:35

Ok del direttore della Galleria dell’Accademia di Venezia, Giulio Manieri Elia al prestito per 8 settimane dell’Uomo Vitruviano al Louvre per la mostra su Leonardo che si apre il 24 ottobre. Lo si apprende dal ministero di cultura e turismo guidato da Dario Franceschini che oggi, a Parigi, ha firmato con il suo omologo francese, Franck Riester, il Memorandum di partenariato Italia-Francia per il prestito delle opere di Leonardo al Louvre e di quelle di Raffaello alle Scuderie del Quirinale per marzo 2020.Dello scambio di opere tra il Louvre e i musei italiani si era parlato durante il governo Gentiloni senza che però fosse stato ancora stabilito un accordo. Poi le polemiche scoppiate nei mesi scorsi e la parziale frenata del governo giallo verde. Oggi la nuova normativa varata dall’ex ministro Bonisoli stabilisce che sia il direttore del museo a decidere sul prestito, sentito però il parere del segretario generale, del direttore generale Mibac per l’arte e l’archeologia e del direttore generale musei.

I Pink Floyd in 40 scattiDal 26 settembre alla galleria Ono Arte contemporanea di Bologna

BOLOGNA24 settembre 201910:30

– Una mostra, ‘Pink Floyd: il lato oscuro’, dal 26 settembre al 30 novembre alla galleria Ono Arte contemporanea di Bologna, ripercorre la carriera di uno dei gruppi più amati della storia della musica in una quarantina di scatti attraverso le immagini di Storm Thorgerson, artista grafico che ha contribuito a creare l’identità visiva della band, Jill Furmanovsky, una delle fotografe britanniche più importanti nel mondo del rock, Colin Prime e Baron Wolman.
Storm Thorgerson, fotografo e graphic designer co-fondatore nel 1968 dello Studio Hypgnosis, che ha realizzato le copertine più iconiche e memorabili del gruppo, ha saputo catturare l’essenza della loro musica dando vita ad immagini inscindibili dalla produzione artistica dei Pink Floyd. La mostra raccoglie una selezione di questi lavori a testimonianza di una collaborazione divenuta, fin dalla fine degli anni 60, simbiotica. Molti lavori di Thorgerson sono stati esposti in musei britannici a testimonianza della qualità del lavoro di Studio Hypgnosis, che ha realizzato cover anche per artisti come Peter Gabriel, Muse, Led Zeppelin, Black Sabbath.
Le foto di Furmanovsky e Prime mostrano il gruppo al pieno del suo splendore, mentre quelle di Baron Wolman immortalano i Pink Floyd, con ancora Syd Barrett, a San Francisco durante il loro primo tour americano nel 1967.

Oscar: Il Traditore di Bellocchio in corsa per ItaliaLo ha deciso commissione selezione. Nomination il 13 gennaio. Il regista: ‘Onorato da pacifista e anarchico’

24 settembre 201915:19

Il Traditore di Marco Bellocchio è il candidato italiano nella corsa all’Oscar. Lo ha deciso la Commissione di Selezione per il film italiano da designare all’Oscar istituita dall’ANICA lo scorso giugno, su incarico dell’ “Academy of Motion Picture Arts and Sciences”, riunita davanti a un notaio e composta da Roberto ANDO’, Laura BISPURI, Stefano DELLA CASA, Daniel FRIGO, Gianni QUARANTA, Mario TURETTA, Alessandro USAI, Anne-Sophie VANHOLLEBEKE, Alessandra VITALI.”Sono contento di questa candidatura e devo ringraziare la commissione che l’ha decisa. Gli altri film erano altrettanto degni, ma è andata così. È una possibilità, una chiave per entrare nella grande gara. Non mi faccio illusioni, ma farò tutto il possibile per aiutare Il traditore in questo lungo cammino. Pur da vecchio anarchico pacifista e non violento, sento come un onore e una responsabilità rappresentare l’Italia in questa sfida”. Così, a caldo, il regista Marco Bellocchio commenta la candidatura italiana del Traditore per la corsa agli Oscar al miglior film straniero.

Il Traditore di Marco Bellocchio rappresenterà quindi l’Italia alla 92ma edizione degli Academy Awards nella categoria “International Feature Film Award”.L’annuncio delle nomination è previsto per il 13 gennaio 2020, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles domenica 9 febbraio 2020.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Film Waititi apre Torino Film Festival
E’ Jojo Rabbit, satira del Nazismo con Scarlett Johansson

TORINO24 settembre 201912:11

– Apre con Jojo Rabbit di Taika Waititi, satira sferzante e spiazzante del nazismo e dei suoi miti, il 37/o Torino Film Festival in programma dal 22 al 30 novembre. Lo rende noto Emanuela Martini, direttrice della kermesse cinematografica.
Il film, nelle sale italiane dal 23 gennaio distribuito da 20th Century Fox Italia, “sta in perfetto equilibrio tra satira e dramma – spiega Martini -: rilegge una mostruosità della Storia con gli occhi di un bambino, ma senza piangersi addosso.
Affonda colpi dolorosi ed emerge da situazioni drammatiche con irresistibile humor nero, mescola i Beatles alle parate naziste con una freschezza irridente. Fa ridere e fa pensare”.
Tratto dal romanzo Caging Skies di Christine Leunens, il film di Waititi racconta la storia di un ragazzino di 10 anni, Jojo Betzler; vive a Vienna con la madre vedova, interpretata da Scarlett Johansson, e Hitler è il suo idolo, tanto da farne un amico immaginario. Il film ha vinto il People’s Choice Award all’ultimo Festival di Toronto.

Clarks, 2019 reinterpreta comfortDagli stivali cult Chelsea alle nuove Desert Boot

24 settembre 201912:56

– Nella collezione AW 2019 Clarks dà la sua interpretazione del comfort in cui la libertà di pensiero si unisce a quasi 200 anni di savoir faire artigianale e calzaturiero per dare vita a modelli innovativi ed eleganti, garanzia della più completa libertà di movimento.
Come gli stivali-cult Chelsea, realizzati in nuove tonalità.
I Clarkdale Gobi, con la loro semplice silhouette ispirata all’archivio – spiega l’azienda – sono perfetti dal giorno alla sera, grazie al loro carattere basic che li rende un modello irrinunciabile.
Una versione aggiornata della scarpa tradizionale, Ronnie Walk, celebra la tradizione calzaturiera e il DNA Craftmaster trasformando un modello ispirato all’archivio dal 1953 in un classico moderno. Infine l’iconico Desert Boot è tornato, con le varietà sempre diverse delle sue cromie e con il suo carattere riconoscibile.

Regio Torino, opera Bizet apre stagioneIl 3 ottobre in scena I pescatori di perle

TORINO24 settembre 201913:38

– I pescatori di perle di Georges Bizet inaugura il 3 ottobre la stagione del Teatro Regio di Torino. Opera lirica in tre atti, va in scena per la prima volta al Regio nell’edizione in lingua originale francese, nel nuovo allestimento di Julien Lubek e Cecile Roussat. Cinque le recite fino al 20 ottobre, partner Intesa Sanpaolo, socio fondatore del Teatro, che sostiene l’inaugurazione.
Alla guida dell’Orchestra e del Coro lo statunitense Ryan McAdams. I protagonisti sono Hasmik Torosyan, Kevin Amiel, Fabio Maria Capitanucci e Ugo Gagliardo.
“Il teatro non si ferma, va avanti sotto la guida di Schwarz”, dice Francesca Leon, assessore comunale alla Cultura.
“Sono felice di avere questa produzione bellissima, un titolo non facile, da scoprire”, dice il sovrintendente Sebastian Schwarz. “Ringrazio i dipendenti del Regio perché per la prima volta in teatro si alterneranno due spettacoli, I pescatori di perle e La Tosca. Vuol dire un lavoro enorme: montare, smontare, rimontare”.

Ifpi, ascolto musica, 18 ore a settimanaAumenta anche l’utilizzo dei servizi streaming, +7% in un anno

24 settembre 201913:52

– Musica sempre più al centro delle nostre vite. L’Ifpi, l’organizzazione che rappresenta l’industria discografica a livello globale, ha pubblicato il Music Listening 2019, il report che esamina le modalità di consumo di musica tra i 16 e 64 anni nei principali 21 mercati del mondo, dal quale risulta che si trascorrono 18 ore alla settimana ascoltando musica, in crescita rispetto al 2018, quando le ore erano state 17,8. Dal Report, noto in passato come Music Consumer Insight Report, emerge anche come oltre il 53% delle persone si definisca “amante” o “fanatico” della musica.
Tra i 16-24enni, il dato aumenta al 63%. Bene anche l’utilizzo dei servizi di streaming: il 64% degli intervistati lo ha utilizzato nell’ultimo mese, con un +7% sul 2018. Il tasso di crescita più elevato si registra nell’età compresa tra 35 e 64 anni: 54% (+8% rispetto a un anno fa).
In Italia, il repertorio locale continua ancora a dominare il mercato con il 60,6%, seguono rock (53,9%), cantautorato (48,9%) e soundtracks (31,9%).

Milano Film Festival con 7 anteprimeAnche immigrazione e ambiente tra i temi della rassegna

MILANO23 settembre 201915:46

– Sarà popolare ma anche da veri cinefili il Milano Film Festival, la kermesse curata da Gabriele Salvatores (affiancato da Alessandro Beretta) in cui trovano spazio anche i grandi temi di oggi come i flussi migratori e l’ambiente, in programma dal 4 al 10 ottobre al The Space Cinema Odeon. ‘The beach bum’ con Matthew McConaughey inaugurerà il festival con l’anteprima italiana dell’ultimo film del regista Harmony Korine, mentre a chiudere la rassegna saranno le premiazioni dei diversi film e corti in concorso. Oltre alle sezioni dei lungometraggi (sette titoli tutti in anteprima italiana) e dei corti (41 film brevi di registi under 40 selezionati tra 1500) e del cinema indipendente italiano con ‘Incontri italiani’, novità di questa edizione è la sezione ‘Industry’ dedicata alla filiera dell’audiovisivo “per conoscere il cinema dal suo interno”, ha detto Salvatores.
Spazio anche per i grandi temi sociali come i fenomeni migratori con l”Immigration Day’ e l’ambiente nella rassegna ‘Other Natures’.

Mina e Ivano Fossati insieme in un album a due vociE’ la prima volta. Disco di inediti in uscita il 22 novembre

24 settembre 201918:21

Mina e Ivano Fossati insieme, per un nuovo album di inediti in uscita il 22 novembre per Sony Music. I due protagonisti della musica italiana, da tempo lontani dalla ribalta, per la prima volta uniscono le loro voci in 11 brani inediti, scritti e composti da Ivano Fossati e cantati da Mina e Fossati, che tornano a collaborare.”Dopo otto anni la mia decisione non cambia: non torno a fare dischi né concerti, ma per niente al mondo mi sarei negato la gioia di scrivere questo album. Nessun musicista sano di mente direbbe no a Mina”, ha detto Fossati a proposito dell’amicizia che lo lega a Mina e su questo progetto.

Scoperta un’opera vicino Parigi, “è un pannello di Cimabue”In una cucina di Compiègne ‘Cristo deriso’ stimato fra 4 e 6 mln

PARIGI24 settembre 201913:22

– Era attaccato al muro in una casa di Compiègne, a nord di Parigi, ma è stato autenticato come un quadro del grande Cimabue (1240-1302), il ‘Cristo deriso’: lo ha annunciato oggi il laboratorio di periti Turquin, esperto in arte antica. Il ‘Cristo deriso’ è un’opera su legno di piccole dimensioni (25,8 cm su 20,3 cm), dipinta a tempera a uovo su fondo dorato.Stimato fra 4 e 6 milioni di euro, sarà messo all’asta, a Senlis, il 27 ottobre. Le opere di Cimabue sono rarissime e quello di Compiègne risulta essere il primo ritrovamento da decine di anni a questa parte. A segnalare l’opera alla casa d’Aste Actéon di Compiègne, che lo ha fatto valutare dalla Maison Turquin, è stata un’anziana signora che viveva in quella casa del nord della Francia. Il quadro era appeso tra il salone e la cucina e la famiglia ha sempre pensato che si trattasse di una banale icona.La riflettografia infrarossa ha rivelato un eccellente stato di conservazione, ha precisato Eric Turquin, che ha stimato l’opera e secondo il quale sull'”attribuzione non ci sarà alcuna discussione da quanto è evidente, paragonandolo con altri suoi quadri, che si tratta della stessa mano” del maestro fiorentino.Secondo il laboratorio di periti, il quadro ritrovato è un probabile elemento di un dittico del 1280, nel quale erano rappresentate, probabilmente su otto pannelli di simili dimensioni, alcune scene della Passione di Cristo. Fino ad oggi, di questi pannelli, se ne conoscevano due: ‘La Flagellazione’ della Frick Collection di New York, e la ‘Maestà con due angeli’, conservata alla National Gallery di Londra.

Incassi, al top la Hollywood di TarantinoIn 5 giorni 4 milioni e mezzo di euro. Totale incassi 9 milioni

23 settembre 201919:02

C’era una volta a Hollywood, il film di Quentin Tarantino ambientato nella mecca del cinema 1969 con Leonardo DiCaprio e Brad Pitt protagonisti domina il box office italiano del weekend con 4 milioni 541 mila euro e un totale di 5 milioni 412 mila in 5 giorni. E’ la migliore apertura di sempre per un film di Tarantino . Distanziato al secondo posto c’è Il Re Leone con 938 mila euro d’incasso nel weekend e un totale che ha superato i 36 milioni e mezzo di euro in 5 settimane.
Terzo It – Capitolo secondo con 591 mila euro e circa 9 milioni in totale in tre settimane. Quarto posto con 545 mila euro il documentario Chiara Ferragni Unposted che in tre giorni di film evento ha un totale di 1 milione 609 mila euro. Box office italiano del weekend, secondo i dati Cinetel è a 9 milioni 083 mila (+69% sul precedente, -4,60% rispetto all’analogo periodo di un anno fa)

Al via il Festival Verdi con un Nabucco antisovranistaA Parma dal 26 settembre

22 settembre 201921:19

-“I teatri d’opera non possono stare sulla luna. Hanno bisogno di dimostrare che possono farsi carico di messaggi sulle tematiche attuali” perché considerarli “non luoghi, realtà chiuse sarebbe un grave pregiudizio per la loro sopravvivenza”: Anna Maria Meo, direttore generale del teatro Regio di Parma, spiega in questo modo le scelte fatte per il festival Verdi, che si aprirà il 26 settembre con I due Foscari, e che in programma ha anche un’opera in cantiere e un Nabucco ‘antisovranista’ con la regia di Ricci/Forte. “Il programma di quest’anno è articolato – spiega – con la possibilità di vedere come ci si può approcciare all’opera con prospettive molto diverse”. In programma, dopo l’apertura con I due foscari, c’è Aida con la regia di Franco Zeffirelli realizzato per il teatro-gioiello di Busseto, la cittadina natale di Verdi, un allestimento tradizionale per eccellenza. E poi Luisa Miller con la regia del russo Lev Dodin che il 28 gennaio debutterà nella chiesa di San Francesco, anzi nel cantiere aperto della chiesa di San Francesco. E appunto il progetto di Ricci/Forte. “Nabucco – spiega Meo – sarà una riflessione sui popoli esclusi. E’ immaginato in un domani” non troppo lontano in cui gli ebrei siamo noi. “Seguendo questo nocivo sentiero sovranista, dove il culto dell’egemonia fine a se stessa fa da padrone – si chiedono Stefano Ricci e Gianni Forte -, cosa ne sarà della civiltà degli uomini tra, diciamo, vent’anni?!”. Insomma il legame con la realtà sarà forte. Come quello con la città in cui è stato allestito (nel quartiere popolare dell’Oltretorrente dove nacque Toscanini) anche un tendone da circo. “Durante il festival a Parma – assicura il direttore musicale Roberto Abbado – l’atmosfera è speciale”. Sarà lui a dirigere la Luisa Miller in cantiere. Imponente struttura trecentesca, la chiesa di San Francesco fu trasformata in carcere in epoca napoleonica, funzione che ha mantenuto fino agli anni Novanta. Ora è in restauro, il cantiere si è fermato lo scorso luglio per permettere la realizzazione della struttura con 700 posti per gli spettatori palco rialzato e buca per l’orchestra. Ma restano impalcature con i tubi in metallo che, secondo Abbado, sorprendentemente “crea qualcosa di interessante dal punto di vista acustico”. “Dopo il teatro Farnese, ora la chiesa di San Francesco – sottolinea Meo – Il festival si fa anche promotore di un cammino nei luoghi monumentali di Parma”. Anche il prossimo anno l’opera tornerà a San Francesco, ormai liberata dal cantiere – con la versione francese di Macbeth – ma sarà l’ultima volta perché l’8 dicembre 2020 (nell’anno in cui Parma sarà capitale della cultura) sarà riconsacrata. Secondo Abbado, una ex chiesa ex carcere è il posto adatto per un dramma come Luisa Miller che tratta dello scontro fra classi sociali, della lotta per liberarsi dalle catene del potere, ma è anche pervaso di riferimenti religiosi. E il festival, che esplora luoghi e ‘generi’ diversi, permette di ‘gustarsi’ appieno Verdi che “è un compositore estremamente intellettuale ma capace di parlare al cuore della gente”.

Licia Colò,l’ambiente non è solo questione modaSu La7 da gennaio alla guida di Eden, un pianeta da salvare

22 settembre 201921:08

– Arriva su La7 con un nuovo programma, e ovviamente dedicato all’ambiente, Licia Colò, la ‘Greta anti litteram’ come l’ha definita il presidente del gruppo televisivo Urbano Cairo, presentando i palinsesti della prossima stagione in un evento per gli investitori pubblicitari al Superstudio di Milano. “Si, sicuramente avevo pure le treccine quando ho cominciato ad appassionarmi di questi temi – scherza Licia alludendo all’inconfondibile pettinatura di Greta Thumberg, la ragazzina svedese attivista nella lotta contro il cambiamento climatico – E sono sempre stati il mio argomento preferito anche da quando lavoro in televisione, ormai più di 35″. Su La7 condurrà da gennaio 2020 ‘Eden, un pianeta da salvare’. Il tema è quello che caratterizza da sempre le sue trasmissioni: ambiente, l’ecologia, la difesa del nostro mondo.
Sempre più attuale forse ancora più urgente e drammatico di 30 anni fa, quando cominciò, era il 1989, conducendo ‘Geo & Geo’ per la Rai, per passare a Canale 5 con ”L’arca di Noè’, tornare in Rai con ‘Alle falde del Kilimangiaro’, e sbarcare 5 anni fa su Tv2000, sulla quale continuerà ad andare in diretta da ottobre la domenica.Tanti programmi che le hanno assicurato diversi premi televisivi, dato lo spunto per scrivere numerosi libri, avviare un quotidiano online e conquistarsi la qualifica di grande esperta di natura e animali. Per ‘Eden’ ha già cominciato a viaggiare per preparare i servizi. “Ho proposto io questo programma al direttore di La7 per portare avanti questi temi che io porto avanti da tutta una vita e mi hanno detto di si – spiega Licia, 57 anni compiuti a luglio – Racconteremo un mondo che, sembra un discorso utopico ma oggi più che mai è realtà, non è più diviso in paesi, stati, politiche , ma è soprattutto un pianeta che indistintamente soffre per le scelte che tutti fanno”. “Ma non vogliamo parlare solo delle problematiche – aggiunge – vogliamo raccontare anche le bellezze di questo pianeta, convincendo la gente a questi temi proprio mostrando in che meraviglia viviamo e cosa potremmo perdere”.
“Quando cominciai, il tema ecologico era considerato un interesse di pochi, ma adesso non può più essere etichettato così perché anche tutti quelli che se ne fregano stanno cominciando a pagarne il prezzo – conclude – E quindi una volta che tutti ne subiscono le conseguenze, tutti se ne devono occupare: non è più una questione di moda”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Lirico Cagliari, da Marinuzzi a Verdi
Prima in tempi moderni per Palla de’ Mozzi. Pagliacci “virtuale”

CAGLIARI24 settembre 201914:36

– Sette opere, un balletto e 15 concerti. È ricchissima la Stagione lirica e di balletto 2020 del Teatro Lirico di Cagliari presentata dal sovrintendente uscente Claudio Orazi, dal direttore amministrativo Mauro Meli alla presenza sindaco di Cagliari e presidente della Fondazione, Paolo Truzzu. Si punta a valorizzare la grande opera italiana con i più significativi compositori dell’Ottocento e del Novecento: Verdi, Puccini e Leoncavallo in una visione di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta” e sconosciuta. Lo conferma la scelta dell’opera che aprirà il cartellone, il 31 gennaio 2020: Palla de’ Mozzi, una rarità musicale di Gino Marinuzzi, compositore da molti ritenuto anche uno dei più grandi direttori d’orchestra del Novecento. L’opera, diretta per l’ultima edizione nota dallo stesso compositore nel 1942, viene eseguita per la prima volta in tempi moderni a Cagliari dal 31 gennaio al 9 febbraio.

Festa Roma, apre Motherless BrooklynFilm noir il 17 ottobre all’Auditorium di e con Edward Norton

ROMA23 settembre 201912:47

– Il nuovo film di Edward Norton, Motherless Brooklyn – I segreti di una città, sarà il film di apertura della 14/a edizione della Festa del Cinema di Roma che si svolgerà dal 17 al 27 ottobre all’Auditorium Parco della Musica. L’ha annunciato il direttore artistico Antonio Monda con Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema per Roma, d’intesa con il direttore generale Francesca Via. Nel cast tra gli altri Bruce Willis, Alec Baldwin e Willem Dafoe. Il film sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures e uscirà nelle sale italiane il 7 novembre.
“Motherless Brooklyn è un magnifico noir, nella tradizione del miglior cinema classico americano, che rende magnificamente il bellissimo romanzo di Jonathan Lethem – ha detto Monda -.
Edward Norton dirige con mano sicura e sguardo lucido una storia eterna di ambizione, corruzione e razzismo”. A seguire, il 18 ottobre, Norton sarà al centro del tradizionale Incontro ravvicinato con il pubblico

La sicilian Jungle di Dolce e GabbanaSfilano rafia e uncinetto, Monica Bellucci tra gli ospiti

22 settembre 201917:53

– Benvenuti nella Sicilian Jungle di Dolce e Gabbana, dove natura tropicale e artigianato italiano regnano sovrani. “È una collezione molto felice, riflette ciò che siamo, due persone felici del nostro lavoro e della nostra vita” dice Stefano Gabbana. E in passerella questa felicità si vede: se “Jungle è il mondo e la Sicilia sono le nostre radici”, il risultato è un ibrido tutt’altro che scontato. Merito anche del grande lavoro artigiano che sta dietro ogni capo che sfila al Metropol davanti a ospiti come Monica Bellucci, in completo pantalone bianco, caschetto e occhiali da diva, l’attrice Sofia Vergara, il sindaco Beppe Sala e la compagna Chiara Bazoli.
Tra uncinetto, rafia, applicazioni a caldo, intrecci e pelle dipinta, l’80% di ciò che si vede è fatto da mani italiane.
“Siamo i più fortunati al mondo, in Italia possiamo fare qualsiasi cosa” dice Gabbana, raccontando che la rafia dei nuovi completi sagomati è stata lavorata dagli artigiani che solitamente intrecciano i cesti a Firenze.

Mafia rubò Caravaggio e provò a trattareBoss Badalamenti contattò parroco Oratorio San Lorenzo

PALERMO24 settembre 201916:33

– La Natività, il capolavoro di Caravaggio rubato a Palermo nell’ottobre 1969, era finito in mano alla mafia. Prima di rivenderlo a un mediatore d’arte svizzero il boss Gaetano Badalamenti cercò di avviare una trattativa con il parroco dell’Oratorio di San Lorenzo, Rocco Benedetto, dichiarandosi pronto a restituire la tela in cambio di denaro. Di questi contatti, mantenuti anche con lettere dei mafiosi e annunci sui giornali, parlò lo stesso parroco al regista Massimo D’Anolfi che stava preparando un documentario sulle opere d’arte trafugate. L’intervista inedita, il cui contenuto viene ricostruito dal quotidiano “The Guardian”, è stata consegnata alla polizia e ripescata dallo stesso D’Anolfi.
Sarà presentata a Palermo in occasione di una mostra su opere e capolavori scomparsi. Il parroco, morto nel 2003, non era riuscito a convincere gli investigatori e il sovrintendente alle Belle arti della pista mafiosa. Era stato addirittura indagato come complice dei ladri. Ma poi l’inchiesta era stata archiviata.

Accorsi, politici di oggi come frontman1994 da 4/10 su Sky. Autori, abbiamo incontrato anche Berlusconi

24 settembre 201915:24

– “Mi sembra che oggi i leader politici siano come dei frontman ed è un fenomeno cominciato con Berlusconi, ma la vera costruzione politica è quella che si gioca nelle seconde, terze file”. Lo dice Stefano Accorsi, che oltre ad avere avuto l’idea del progetto, torna come coprotagonista (con Guido Caprino e Miriam Leone) in 1994, terza e conclusiva stagione (dopo 1992 e 1993), della serie Sky Original prodotta da Wildside (parte di Fremantle), diretta da Giuseppe Gagliardi e Claudio Noce, sulla stagione di Mani Pulite in Italia. E’ in 8 episodi, in onda dal 4 ottobre ogni venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic e Sky Cinema Uno. Gli autori in questi anni hanno costruito il racconto anche parlando con i veri protagonisti: magistrati, giornalisti e politici, da Occhetto a Berlusconi, incontrato a pranzo tra la prima e seconda stagione. “Nessuna ingerenza da parte sua – dice il produttore Lorenzo Mieli – ci ha raccontato tanti aneddoti e episodi della sua storia politica”.

Al Pan il mondo onirico di MiròDa domani al 23 febbraio rassegna sul linguaggio dei segni

NAPOLI24 settembre 201915:13

– Il mondo fantastico, onirico, febbrilmente creativo di Joan Mirò arriva per la prima volta a Napoli, al Pan (Palazzo delle Arti di Napoli) per la grande mostra ‘Joan Mirò. Il linguaggio dei segni’ visibile dal 25 settembre fino al 23 febbraio 2020. Un’esposizione pensata e ideata appositamente per lo spazio espositivo partenopeo, organizzata dalla Fondazione Serralves di Porto con C.O.R.
(Creare Organizzare Realizzare) di Alessandro Nicosia e promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli con il supporto del ministero della Cultura portoghese e il patrocinio dell’ambasciata del Portogallo in Italia. Il percorso espositivo, curato da Robert Lubar Messeri, professore di storia dell’arte all’Institute of Fine Arts della New York University, e da Francesca Villanti, direttore scientifico di COR, guida i visitatori alla scoperta di 80 opere tra quadri, disegni, sculture, collage e arazzi provenienti dalla straordinaria collezione di proprietà dello Stato portoghese.

Da Nannini a Capossela al Premio TencoMorgan, è un servizio pubblico e dovrebbe essere trasmesso in tv

24 settembre 201915:15

– Tre serate di musica d’autore, premi e tanti nomi noti come forse non mai, per il Premio Tenco che torna puntuale quest’anno a Sanremo, dal 17 al 19 ottobre al Teatro Ariston. Oltre a Gianna Nannini ed Eric Burdon, che ritireranno i loro Premi Tenco 2019, sul palco passeranno, tra i tantissimi altri, anche Vinicio Capossela, Daniele Silvestri, Manuel Agnelli e Rancore, oltre ad Achille Lauro, Nina Zilli, Levante, Petra Magoni. Attesi anche Ron, Sergio Cammariere e gli Stadio. A presentare, anche quest’anno assieme ad Antonio Silva, ci sarà Morgan. “Il Premio Tenco è vero servizio pubblico – ha detto Castoldi – e dovrebbe essere trasmesso in diretta anche in televisione. La memoria di un paese passa attraverso la sua cultura”.

Maestri italiani e eroi in note a RomicsDa 3/10 100 anni Scarpelli, 50 Paperinik, sostenibilità, cosplay

24 settembre 201915:44

– Con i Romics d’oro a tre grandi firme come Altan, Tito Faraci e Federico Bertolucci – cui si aggiunge uno dei padri degli effetti digitali come Stuart Penn – è con un grande omaggio al talento italiano nel mondo che si apre il XXVI Festival internazionale del fumetto, animazione, cinema e games, dal 3 al 6/10 alla Fiera di Roma. Un omaggio che prosegue ancora nella mostra antologica di oltre 200 disegni originali di Furio Scarpelli nel centenario della nascita. Con ancora più spazi e appuntamenti, nel fittissimo programma di Romics anche il meeting di Matite italiane, il cinema di Castelli animati, i 50 anni di Paperinik e gli 85 di Paperino, le donne dietro Diabolik e la grande musica dell’Orchestra Italiana del cinema in concerto con da Superman a Harry Potter: il viaggio dell’eroe. E poi la Comics City, i games e l’e-sport in collaborazione con Mkers, il Romics Cosplay Award e la campagna #FameZero promossa dal ministero degli Affari Esteri e dalla FAO

A Roma il ricordo di Luciano SalceA 30 anni da morte, omaggio che racconta vita, carriera e ironia

24 settembre 201916:39

– Il talento poliedrico come autore e attore, ma anche come scrittore, lo spirito ironico, il linguaggio moderno, la capacità di sintetizzare con pochi tratti vizi e virtù della “gens italica”: si apre a Roma il 25 settembre la mostra “Luciano Salce – L’ironia è una cosa seria”, ospitata dalla Società Dante Alighieri nella sua sede di Palazzo Firenze, che ricorda uno tra i più grandi esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura italiana del ‘900.
A cura di Emanuele Salce e Andrea Pergolari, e con l’ideazione scenografica di Enrico Serafini, l’esposizione inaugura il programma delle iniziative che la storica Società promuoverà in occasione della XIX edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo e resterà aperta fino al 6 ottobre: obiettivo è raccontare il percorso biografico e artistico di Salce a 30 anni dalla morte attraverso un ricco nucleo di materiali provenienti dal Fondo Luciano Salce, nonché tramite incontri tematici, fotografie, contributi audio e video d’archivio.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

A Spoleto riprese per Don Matteo 12
Per cinque settimane impegnata troupe della fiction di Rai1

SPOLETO (PERUGIA)24 settembre 201916:41

– Ripartono da lunedì 30 settembre a Spoleto le riprese per la 12/a stagione di Don Matteo, la fiction trasmessa da Rai1. Dureranno cinque settimane nella città scelta come principale location.
La troupe con Terence Hill e Nino Frassica – spiega il Comune in una nota – girerà a Spoleto fino al primo fine settimana di novembre. Inizialmente le riprese interesseranno il centro storico della città.
La popolare fiction Rai, prodotta dalla Lux Vide, che ha come protagonista Terence Hill nel ruolo del prete-detective, ha scelto la città del Festival grazie ad un accordo tra il Comune di Spoleto – si legge in una nota -, l’Associazione albergatori (Conspoleto) e la Confcommercio.
Gli episodi di Don Matteo sono stati girati per la prima volta a Spoleto dal maggio al novembre 2013 e sono andati in onda dal gennaio all’aprile del 2014.

Acqui Storia 2019, i vincitoriSegre, Zecchi e Diamond i nuovi ‘Testimoni del Tempo’

TORINO24 settembre 201917:05

– La senatrice Liliana Segre, il filosofo Stefano Zecchi e l’antropologo e geografo americano Jared Diamond, docente alla Luiss di Roma, sono i “Testimoni del Tempo” del Premio Acqui Storia 2019. Il riconoscimento verrà assegnato ad Acqui Terme il 19 ottobre nel corso di una cerimonia condotta dal giornalista Roberto Giacobbo.
I vincitori dell’edizione del premio sono Gian Piero Piretto per la sezione storico divulgativa con ‘Quando c’era l’Urss: 70 anni di storia culturale sovietica’; Mattia Berardo Bagnoli (‘Ricorda il colore della notte’) per il romanzo storico; Giuseppe Pardini (‘Prove tecniche di rivoluzione: l’attentato a Togliatti’) e Nicholas Stargardt (‘La guerra tedesca: una nazione sotto le armi’) per la sezione storico-scientifica.
Menzione speciale a Roberto Riccardi (‘Detective dell’arte: dai Monuments men ai carabinieri della cultura’). Il premio ‘La storia in tv’ andrà al giornalista Amedeo Ricucci, il premio alla carriera ai docenti universitari Donald Sassoon e Romano Ugolini.

A Milano arrivano cento de ChiricoEsposizione fino al 19 gennaio a Palazzo Reale

MILANO24 settembre 201917:11

– Si intitola semplicemente ‘De Chirico’ la mostra dedicata al pittore metafisico per eccellenza in programma al Palazzo Reale di Milano dal 25 settembre al 19 gennaio. E d’altronde i visitatori, grazie alle circa cento opere esposte, possono godere di un excursus del suo lavoro, anche se in una maniera inedita, pensata per il pubblico giovane.
Suddivisa in otto sale, la mostra – curata da Luca Massimo Barbero e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale, Marsilio, Electa, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e Barcor17 – procede non in ordine cronologico ma per temi con accostamenti.
Grazie alla collaborazione di grandi istituzioni italiane e straniere – dalla Tate Modern di Londra al Met di New York senza dimenticare Brera – “è stato possibile ricostruire una retrospettiva ampia e completa” ha sottolineato l’assessore alla Cultura di Milano Filippo Del Corno.

Vick-Rhorer, Don Giovanni tra contrastiAll’Opera di Roma con protagonista Alessio Arduini

ROMA24 settembre 201917:55

– Dopo ‘Così fan tutte’ e ‘Le nozze di Figaro’, ora il regista Graham Vick conclude per l’Opera di Roma la trilogia dei libretti di Da Ponte per Mozart con l’opera più celebre, ‘Don Giovanni’, che debutta il 27 settembre (e seguiranno otto repliche sino al 6 ottobre) con Jérémie Rhorer sul podio e un protagonista come Alessio Arduini, che questo ruolo affronta sin da giovane e più volte alla Fenice e in giro per il mondo, mentre Riccardo Fassi, con cui si alternerà, lo ha impersonato solo due anni fa a Basilea.
“Sarà una lettura molto in bianco e nero, ovvero che punta a esaltare i contrasti sia sul piano della regia che su quello della lettura musicale”, racconta Alessio Vlad, direttore artistico del’Opera, mentre Vick spiega che sarà un’edizione molto diversa da una sua celebre precedente tutta sesso e sangue, “avendo giocato ora su echi beckettiani, del teatro dell’assurdo per quel che riguarda il lato comico, le scene in cui contano molto più le parole che l’azione”.

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ALLE 13:49 DI DOMENICA 22 SETTEMBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Carmen Consoli, a novembre tour mondiale
Dall’Avana a New York alla California “Eco di Sirene”

20 settembre 2019 16:41

– Carmen Consoli torna a calcare i palcoscenici di tutto il mondo con la sua tournée “Eco di Sirene”, in partenza a novembre. Tra le tappe, L’Avana, Santiago del Cile, New York, Boston, Miami, Los Angeles, San Francisco.
Nel tour Carmen Consoli sarà sul palco in punta di plettro accompagnata da violino e violoncello, rispettivamente Emilia Belfiore e Claudia della Gatta: tre musiciste, tre donne che declinano i significati del titolo dello spettacolo e come ‘sirene’ simboleggiano la forza originaria della Madre Terra il cui canto affascina e seduce.
Il tour partirà dall’Avana con una sorpresa: ad accompagnare Carmen per la prima data cubana anche la Camerata Romeu, prima orchestra di musica da camera tutta al femminile in America Latina, fondata da Zenaida Romeu.

Siae sblocca diritti di Biagio AntonacciConsiglio gestione, diffuse informazioni lesive sul cantautore

20 settembre 201916:54

– Sono stati sbloccati il 17 settembre i diritti di autore sul brano Mio Fratello di Biagio Antonacci, accusato di plagio dal musicista Lenny De Luca. Lo rende noto oggi la Siae dopo che la settimana scorsa si era diffusa la notizia del blocco operato su richiesta dei legali di De Luca. “Il Consiglio di Gestione Siae – si legge nella nota diffusa dalla Società presieduta da Mogol – su proposta del direttore generale, accertato che la propria delibera dello scorso 28 maggio con la quale veniva deciso l’accantonamento risultava emessa in assenza dei presupposti necessari alla concessione di tale provvedimento, ne ha disposto la revoca”. Nel comunicato si sottolinea anche che il Consiglio di Gestione, “ha espresso il proprio rammarico per la diffusione di tale informazione imprecisa e fortemente lesiva dell’immagine del maestro Biagio Antonacci, considerato che la stessa era coperta da privacy, in quanto destinata unicamente agli interessati”. In questi giorni la prima udienza del dibattimento.

Vasco, torna 40 anni dopo il 2/o albumCofanetto da collezione in tre versioni con contenuti inediti

20 settembre 201917:09

– A 40 anni dall’uscita, Sony Music (Legacy) celebra “Non siamo mica gli Americani!”, il secondo disco di Vasco Rossi, con la speciale edizione da collezione della serie R> PLAY dedicata ai 40/i anniversari dei suoi album da studio, per la quale è stato creato un logo ad hoc. “Non siamo mica gli Americani! R>PLAY Edition 40th” esce il 20 settembre.
Realizzato in collaborazione con Chiaroscuro Creative, che da sempre si occupa dei progetti editoriali e dell’immagine di Vasco, “Non siamo mica gli Americani! R>PLAY Edition 40th” è disponibile in tre versioni: un cofanetto deluxe da collezione, in edizione limitata numerata, con un libro di 112 pagine, scritto dal giornalista e critico musicale Marco Mangiarotti, con foto e contenuti inediti ed esclusivi, l’album originale a 33 giri; il 45 giri “Albachiara/Fegato, fegato spappolato”, il cd in versione vinyl replica, la musicassetta e una bandiera personalizzata; un hardcoverbook di 32 pagine con contenuti esclusivi + cd; un LP originale rimasterizzato.

Con Ad Astra e Tarantino è l’ora di Pitt1 mln 600 mila euro in 2 giorni per C’era una volta a Hollywood

20 settembre 201917:49

– C’era una volta a Hollywood ha incassato nei primi due giorni oltre 1 milione 600 mila euro. La sfida, piaccia o no, è con il film documentario su Chiara Ferragni, più o meno stesso box office in tre giorni, il film evento di maggiore incasso di sempre in Italia. I critici si interrogano quanto valga il nono forse ultimo film di Quentin Tarantino, ma intanto Brad Pitt fa il pieno di like. L’attore sfida Leonardo DiCaprio nell’interpretazione dei due protagonisti della Hollywood del 1969 quando la strage di Charles Manson farà cambiare per sempre tutto. I due amici/rivali potrebbero arrivare a duellare così fino alle nomination agli Oscar. Brad Pitt intanto è atteso in sala con un secondo film dal 26 settembre: il filosofico Ad Astra di James Gray, passato in gara a Venezia. Se in Tarantino è uno strafottente e un po’ coatto personaggio ai margini della mecca del cinema, qui è un eroe fragile, un astronauta che attraversa il Sistema Solare fino a Nettuno alla ricerca del padre, astronauta anche lui.

Hit parade, subito in vetta Night SkinnyPodio rivoluzionato con Fred De Palma e Mambolosco

20 settembre 201918:57

20 settembre 201918:57

E’ Mattoni, quarto album da studio del producer Night Skinny, sedici tracce che immortalano l’attuale scena rap in tutte le sue sfaccettature, a conquistare subito la vetta dei dischi più venduti della settimana secondo le rilevazioni Fimi-Gfk.Completamente rivoluzionato tutto il podio: al secondo posto il reggaeton di Fred De Palma con Uebe, al terzo ancora una new entry, il disco d’esordio di Mambolosco. Mantiene la quarta posizione Machete Mixtape 4 del collettivo Machete capitanato da Salmo (che questa settimana occupa anche la decima con Playlist), seguito da Ultimo che conserva ancora due posti nella top ten: Colpa delle favole è quinto, Peter Pan è nono, mentre l’album Pianeti questa settimana è in undicesima posizione. Scende sul sesto gradino della classifica Post Malone con il suo Hollywood’s bleeding, seguito da Rocco Hunt, tornato sulla scena musicale con Libertà. Ottavo Junior Cally, che era in testa la scorsa settimana, con Ricercato.In testa alla top dei singoli c’è il remix di Yoshi, singolo di successo contenuto in Machete Mixtape 4. In vetta ai vinili vola subito Mattoni.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 13 al 19 settembre:1) MATTONI, NIGHT SKINNY (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)2) UEBE, FRED DE PALMA (WM ITALY-WMI)3) ARTE, MAMBOLOSCO (VIRGIN-UNIVERSAL MUSIC)4) MACHETE MIXTAPE 4, MACHETE (EPIC-SONY)5) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)6) HOLLYWOOD’S BLEEDING, POST MALONE (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)7) LIBERTA’, ROCCO HUNT (RCA RECORDS LABEL- SONY)8) RICERCATO, JUNIOR CALLY (EPIC-SONY)9) PETER PAN, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)10)PLAYLIST, SALMO (EPIC-SONY)Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) YOSHI (REMIX), MACHETE MIXTAPE FEAT. J BALVIN E CAPO PLAZA (EPIC-SME)2) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY-WMI)3) STREET ADVISOR, NIGHT SKINNY FEAT. NOYZ NARCOS, MARRACASH E CAPO PLAZA (ISLAND-UNI)4) POOKIE, AYA NAKAMURA FEAT. CAPO PLAZA (REC. 118-WMI)5) STAY AWAY, NIGHT SKINNY FEAT. KETAMA 126, SIDE BABY & FRANCO 126 (ISLAND-UNI)Questa la classifica dei vinili:1) MATTONI, NIGHT SKINNY (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)2) MACHETE MIXTAPE 4, MACHETE (EPIC-SONY)3) SE FOSSI PIU’ SIMPATICA SAREI MENO ANTIPATICA, GIUNI RUSSO (6T3-EGEA MUSIC)4) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)5) BALLATE PER PICCOLE IENE, AFTERHOURS (UNIVERSAL STRATEGIC-UNIVERSAL MUSIC).

Un tributo fotografico a Matera 2019A Palazzo Viceconte fino al 22/10 mostra ‘Visions from Europe’

MATERA20 settembre 201918:49

– Particolari e sfondi dei rioni Sassi di Matera con le pose di residenti e turisti, quartieri moderni e degli anni Cinquanta, immagini di vita vissuta o legati a particolari momenti di gioia di migranti che si sono integrati o di festa, di solitudine e silenzio dei piccoli centri che si spopolano o di sofferenza di un feretro portato a spalle: sono alcune delle fotografie a colori e in bianco e nero, di diverso formato, esposte nella mostra “Visions from Europe” fino al 22 ottobre.
L’allestimento, realizzato nel museo “Pino Settanni” di Palazzo Viceconte, è un tributo fotografico a Matera Capitale europea della cultura 2019 realizzato da 56 fotografi europei: un docente ed uno studente per ognuna delle 28 scuole di fotografia dalle 28 nazioni europee invitate.

Festival Mito, 74.000 presenzeQuattordicesima edizione dal 3 al 21 settembre 2020

TORINO20 settembre 201919:04

– Si è chiuso con grandi numeri il Festival Mito SettembreMusica: 74.000 spettatori a Milano e Torino, 50 concerti esauriti e molti appuntamenti vicini al sold out. Dal 3 al 19 settembre, con 128 concerti nel segno del tema Geografie, si sono scoperti luoghi, tradizioni e linguaggi. “Se Mito SettembreMusica si conferma uno degli eventi musicali più apprezzati nel panorama internazionale è perché negli anni ha saputo rinnovarsi, senza perdere la propria identità. Il successo dell’edizione 2019 è la testimonianza di come musica e cultura siano in grado di attrarre e unire”, spiega il sindaco di Milano Giuseppe Sala. “Il festival, che ai primi 29 anni torinesi ne ha aggiunti 13 in collaborazione con Milano – dice la sindaca di Torino Chiara Appendino – rappresenta per la vita culturale dei due capoluoghi uno tra i più prestigiosi eventi”.
Il 28 settembre alle 23.15 Rai Cultura trasmetterà in prima tv su Rai5 un documentario sul Festival. La prossima edizione si svolgerà dal 3 al 21 settembre 2020.

Capodimonte, Napoli di lava e porcellanaFino al 20/6/2020 in 19 sale anche 150 costumi del San Carlo

NAPOLI20 settembre 201920:09

– Come in una favola, alla scoperta di un Regno. Apre da domani al Museo e Real Bosco di Capodimonte la mostra ‘Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica’, a cura di Sylvain Bellenger (fino al 21 giugno 2020), promossa con il Teatro di San Carlo di Napoli. Le 19 sale dell’Appartamento Reale sono riproposte in una scenografia ideata dall’artista francese Hubert le Gall come per un’opera musicale, dedicate ognuna ad un tema, dalla musica sacra al Gran Tour, dall’eruzione ai Pulcinella. Protagonisti del percorso sono la sartoria del lirico napoletano oggi diretta da Giusi Giustino(con 150 costumi da Ungaro a Nicoletti)e le porcellane della Real Fabbrica di Capodimonte (in mostra oltre 300 pezzi sui mille complessivi dell’itinerario). Filo conduttore, la musica, da Giovanni Pergolesi a Domenico Cimarosa, da Giovanni Pacini a Giovanni Paisiello, da Leonardo Leo a Niccolò Jommelli, con opere da ascoltare attraverso speciali cuffie che si attivano passando di sala in sala.

Gff: da Vallifuoco immagine per 50 anniOpera dell’artista irpino installata a ingresso della cittadella

NAPOLI20 settembre 201921:16

– Lo scenario raffigurato rievoca tanti sogni ancora da coronare. Quelli che il Giffoni Film Festival conta di realizzare nella sua ‘nuova vita’ da 50enne e che Gennaro Vallifuoco, scenografo e artista irpino da sempre vicino al festival del cinema per ragazzi, ha inserito nella prima immagine dedicata a #Giffoni50, pubblicata sul sito del Giffoni Experience. Un cielo stellato – realizzato sul rendering della Multimedia Valley – fa da cornice a uno scenario che ispira serenità e gioia a chi lo guarda, “l’idea del viaggio raffigurata dalla mongolfiera; una scaletta che vuole rappresentare un mezzo per raggiungere il mondo dei sogni; un acrobata che si protende verso un sole con il numero 50 e un fanciullo in bilico su una sedia”. Il cielo stellato disegnato da Vallifuoco, docente nell’Accademia di Belle Arti di Napoli, si incontra con un prato fiorito nel quale scorre un fiumiciattolo. Un’opera evocativa ora affissa all’ingresso della Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana.

Nano Morgante di Bronzino torna a PittiDipinta su entrambi lati, tela raffigura buffone corte Cosimo I

FIRENZE21 settembre 201911:10

– Il Nano Morgante, ritratto realizzato dal Bronzino del più celebre dei cinque buffoni che vissero alla corte di Cosimo I de’ Medici, torna a Palazzo Pitti, nella reggia dove questo leggendario personaggio – al secolo Braccio di Bartolo – trascorse la maggior parte della sua vita. Dipinta su entrambi i lati, la tela, ora esposta nella sala di Apollo della Galleria Palatina, raffigura il nano come ‘uccellatore’, cioè cacciatore di uccelli, giacché non gli era consentita la caccia ad animali di taglia più grande, attività riservata ai personaggi di rango più elevato. L’opera, assai fragile, torna a essere esposta, in modo definitivo, grazie a una nuova teca, con vetro antiriflesso di ultima generazione e sistema di assorbimento degli urti, trovando così una collocazione più sicura. Nel corridoio al primo piano degli Uffizi dove era stata sistemata dal 2013 al 2016 – in dialogo con la galleria di ritratti sempre di Bronzino, le vibrazioni del pavimento “costituivano un pericolo per la sua conservazione”.
Nella tela il personaggio è ritratto rispettivamente di fronte e da tergo in due momenti successivi dell’azione: davanti lo si vede prima della caccia, mentre tiene al laccio una civetta usata come esca per attirare una ghiandaia che vola nell’aria, dietro viene mostrato quando impugna con la destra il risultato della sua impresa, voltandosi verso lo spettatore. In questo modo Bronzino, all’epoca coinvolto nella querelle sul ‘paragone’ (ovvero la contesa del primato tra pittura e scultura) rispondeva con i fatti a chi sosteneva il vantaggio della statuaria perché essa offriva più punti di vista.
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt ricorda che Braccio di Bartolo “fu uno dei protagonisti della vita sociale e politica della corte, molto caro a Cosimo I, di cui si festeggia quest’anno il cinquecentenario della nascita.
L’installazione a Palazzo Pitti del suo ritratto dipinto da Bronzino è dunque un’occasione insieme museografica e celebrativa. Ed è oltretutto un’operazione che salvaguarda un’opera tanto fragile dai rischi di distacco della pellicola pittorica”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Ginzburg, potere e lotta hanno più forme
Storico presenta riedizione ‘Il formaggio e i vermi’

PORDENONE21 settembre 201912:29

– “Quando mi viene chiesto quali elementi di attualità è possibile rintracciare nella storia del Menocchio, la prima risposta che mi viene in mente è che anche oggi, come sempre, sia il potere che la lotta al potere esistono in molteplici forme”: lo ha affermato Carlo Ginzburg a Pordenonelegge introducendo la riedizione del suo saggio “Il formaggio e i vermi”. E forse è proprio l’elemento della sfida all’autorità ad attirare popoli di culture molto lontane, dato che è in lavorazione una versione cinese de ‘Il formaggio e i vermi’, mentre ‘Il giudice e lo storico’ verrà tradotto per il mercato russo. “Spesso però l’avvocato del diavolo che ho in testa mette in dubbio questo tentativo di attualizzazione”, ha continuato lo storico. “Il paragone annacqua tutto in una categoria troppo vasta, facendo perdere le specificità del caso e precipitando nell’anacronismo”.

Bertè nonna rock per La Famiglia AddamsTra i doppiatori anche Raoul Bova, zio Fester

21 settembre 201912:51

– Loredana Bertè è la nonna rock and roll della Famiglia Addams. La cantante, che non vedeva l’ora di misurarsi con il doppiaggio, è impegnata a dare voce al personaggio della dark family più strana ed esilarante del piccolo e del grande schermo che sta per tornare al cinema con un film prodotto e distribuito dalla major MGM (in Italia da Eagle Pictures). Il cast di doppiatori è originale: Virginia Raffaele e Pino Insegno sono rispettivamente nei panni di Morticia e Gomez. Eleonora Gaggero e Luciano Spinelli presteranno la loro voce ai figli Mercoledì e Pugsley. Nel ruolo di Zio Fester, Raoul Bova. La Famiglia Addams è realizzato con una sofisticata grafica in stop motion animation, che ricorda molto lo spirito e i disegni delle storiche vignette del suo creatore Charles Addams. Diretto da Conrad Vernon e Greg Tiernan (il primo particolarmente noto per la regia di film come Shrek 2 e Madagascar 3 – Ricercati in Europa), La Famiglia Addams uscirà in Italia non a caso il 31 ottobre, giorno di Halloween.

Traviata in hortus conclusus ad AnconaApplausi per cast, direttore e regis ‘psicologica’

ANCONA21 settembre 201914:22

– Applausi convinti per la Traviata che ha inaugurato al Teatro delle Muse la stagione lirica 2019 di Ancona. Lo spettacolo è proposto in un allestimento in coproduzione con il coreano Daegu Opera House e Img Artists. La storia infelice della cortigiana d’alto bordo, tratta dalla “Dama delle Camelie” di Alexandre Dumas figlio, ispirato da Alphonsine Marie Duplessis, mondana nella Parigi dell’800, è stata ambientata dalla regista Stefania Panighini in una specie di hortus conclusus, un giardino dalle alte mura disegnato da Andrea De Micheli con i costumi di Veronica Pattuelli. Francesca Sassu ha dato voce, volto e corpo all’eroina di Verdi-Dumas. Al suo fianco il tenore coreano Jay Kwon (Alfredo), Angelo Veccia (Germont), Beatrice Mezzanotte, Elena Sizova, Davide Procaccini, Saverio Pugliese, Gianni Giuga, Jenisbek Piyazov. Il giovane Andrea Sanguineti ha diretto con sicurezza l’Orchestra Sinfonica “G. Rossini” e il coro “Bellini” preparato da Davide Dellisanti.
Tra il pubblico il governatore di Bankitalia.

Franceschini, aperture straordinarieOltre mille eventi nei musei e nei parchi archeologici

21 settembre 201915:08

– Oggi e domani si celebrano in tutta Italia le Giornate Europee del Patrimonio culturale. Oltre mille eventi nei musei e nei parchi archeologici dello Stato e stasera tante aperture straordinarie al prezzo simbolico di 1 euro.
Per il ministro Franceschini “le Giornate Europee del Patrimonio sono un importante appuntamento per avvicinare e far conoscere a tutti la ricchezza e la diversità del patrimonio culturale. E anche questa edizione sarà una bella festa popolare”. Su http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/vis ualizza_asset.html_561288172.html l’elenco delle aperture serali, dai fori romani a Capodimonte, dal Castello di Miramare a Brera.

Pordenonelegge, Vanzina racconta Vanzina’Suo funerale uno più grandi visti a Roma dopo quello Fellini’

PORDENONE21 settembre 201915:09

– “Le perdite ti riconsegnano l’essenza di qualcosa. Hitchcock diceva che il cinema è la vita con le parti noiose tagliate: la morte opera in modo simile, sottraendo la quotidianità e lasciando solo ciò che rendeva tale una persona”. Così Enrico Vanzina parla del fratello Carlo presentando a Pordenonelegge il romanzo che gli ha dedicato. “Questo libro non volevo neanche scriverlo, ma un mattino mi è successa una cosa inusuale. Solitamente scrivo soltanto su commissione, perché in vita mia ho scritto già fin troppo: ma quel giorno le parole volevano uscire”, racconta. “Il funerale di Carlo, dopo quello di Fellini, è uno dei più grandi che ho visto a Roma: perché chi ha fatto il cinema popolare è inevitabilmente entrato nella vita degli altri. Tutti associano un suo film a una frase, una fidanzata, una serata, un periodo della propria vita. Tuttora, a distanza di un anno, i tassisti mi abbracciano quando scendo, i baristi mi offrono il caffè e i ristoratori la cena per testimoniarmi la loro vicinanza”.

Cirque du Soleil, in Italia CorteoDebutto a Torino, aggiunte due repliche a Bologna e Pesaro

21 settembre 201916:17

Una delle produzioni ritenute più coinvolgenti del Cirque du Soleil, ‘Corteo’, con oltre 8 milioni di spettatori in 14 anni di giri per il mondo, per la prima volta in Italia dal 26 settembre, aggiunge due repliche al tour già annunciato. In calendario quindi anche mercoledì 9 ottobre alle ore 20.30 all’Unipol Arena di Bologna, dove già è in cartellone fino al 13, e il raddoppio nel pomeriggio del 19 alla Vitrifrigo Arena di Pesaro, che ospita il circo dal 17 al 20. Lo spettacolo sarà quindi a Torino dal 26 al 29 settembre, poi dal 2 al 6 ottobre a Milano e quindi a Bologna e Pesaro. “C’è stato un periodo in cui il nostro circo non è venuto in Italia, forse per il passaggio dalla tenda alle arene – ha detto il regista e produttore dello spettacolo Daniele Finzi Pasca – un cambiamento comunque che ha consentito di amplificare lo show tra immagini e acrobazie”. ‘Corteo’ è la storia di un clown che immagina il suo funerale, in un’atmosfera carnevalesca come una processione gioiosa, una parata. La struttura del palcoscenico, ideato pensando al labirinto della Cattedrale di Chartes, ha spiegato il regista, sembra mettere il pubblico in uno spazio misterioso tra il paradiso e la terra. Il cast dello show include 51 acrobati, musicisti, cantanti e attori da tutto il mondo.
Attività iniziata nel 1984 con 20 artisti di strada, il Cirque du Soleil ha reinventato completamente l’arte circense, divenendo leader mondiale nel campo dell’intrattenimento live.
L’organizzazione è stata fondata a Montreal e finora ha portato le sue 42 produzioni in 450 città e in oltre 60 Paesi. Il Cirque du Soleil e formato da più di 4.000 persone, inclusi 1.300 artisti provenienti da 50 nazioni diverse.

Cinema: ‘Bff’ premia Piovani e CeramiOmaggio allo scrittore scomparso con videomessaggio Benigni

RIMINI21 settembre 201916:22

Sono 22 i film documentari di registi italiani e internazionali in concorso alla 37/a edizione del Bellaria Film Festival (26-29 settembre), che si focalizzeranno quest’anno sui temi dell’articolo 9 della Costituzione Italiana. Presidente di giuria, Moni Ovadia.
Diretto per il secondo anno dal produttore teatrale, musicale e cinematografico Marcello Corvino, il Bff prevede anche un Premio alla carriera a Vincenzo Cerami e il premio ‘Una vita da film’ (riconoscimento dedicato ai grandi autori di musiche per il cinema, assegnato lo scorso anno a Luis Bacalov) a Nicola Piovani, che il 26 suonerà dal vivo al Palacongressi le sue più celebri composizioni per il grande schermo.
Il Premio alla Carriera, assegnato nella scorsa edizione aLina Wertmuller, sarà quest’anno un omaggio allo scrittore, sceneggiatore e drammaturgo scomparso nel 2013, candidato agli Oscar per la sceneggiatura di ‘La vita è bella’ di Roberto Benigni, che ricorderà Cerami con un videomessaggio realizzato in esclusiva per il Festival.

Sorrentino premiato a IttvIl primo festival italiano della televisione a Los Angeles

21 settembre 201922:51

“Non sono bravo a parlare in pubblico ma sono bravo a ricevere premi e a sistemarli a casa e questo lo metterò vicino all’Oscar”. Paolo Sorrentino ha salutato il pubblico alla cerimonia di consegna dell’ITTV Award, il primo festival della televisione italiana a Los Angeles, creato e ideato da Good Girls Planet (Valentina Martelli, Francesca Scorcucchi, Cristina Scognamillo) e Marco Testa Los Angeles.
Il regista italiano ha portato all’ITTV festival il trailer, in anteprima USA, di “The New Pope”, seguito del successo internazionale “The Young Pope”. “Il mio Vaticano”, così il regista definisce il suo ritratto del papato di Lenny Belardo.
Sorrentino si è soffermato anche a parlare del linguaggio e dell’importanza della televisione, come mezzo artistico e di comunicazione. Per questo ha definito l’ITTV Festival, un “evento necessario, oggi”. Il premio gli è stato consegnato da Marco Testa. Fra gli ospiti d’onore del festival anche Jarred Harris, l’interprete di “Chernobyl”, serie candidata a 19 Emmy. In attesa della serata più importante per la televisione americana, che lo vede nominato, l’attore inglese ha parlato dei progetti indipendenti – come il corto di Loris Lay, dal titolo “Outside”, presentato al festival – di cui Harris è protagonista. Per l’attore “ci sono storie interessanti con incredibili personaggi che hanno bisogno solo di quell’attimo di esposizione in più, creata da eventi come questo, per fare la differenza. Sono i progetti indipendenti a fare la differenza”.

Restauro affreschi B.Gozzoli S.GimignanoIn chiesa di S.Agostino: a rischio per danni strutturali chiesa

SAN GIMIGNANO (SIENA) 21 SET21 settembre 201917:48

– Via al restauro degli affreschi di Benozzo Gozzoli nella chiesa di Sant’Agostino a San Gimignano (Siena). Da lunedì partono i lavori sulle scene della vita di Sant’Agostino, realizzate dal pittore fiorentino tra il 1464 e il 1465, dopo un primo stanziamento ad hoc di 200mila euro da parte del ministero dei Beni culturali. Gli affreschi erano messi a repentaglio da alcuni danni strutturali alla chiesa dovuti a movimenti tellurici e cedimenti delle sottofondazioni.
Il restauro è stato presentato oggi dalla soprintendenza Archeologia, belle Arti e paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo e dal Comune di San Gimignano e vedrà un primo step, della durata di circa 3 mesi, con la messa in sicurezza degli affreschi attraverso interventi sulle lesioni. “Questo è considerato uno dei cicli di affreschi più importanti di Benozzo Gozzoli e sappiamo bene il ruolo che questo autore ha avuto nella storia dell’arte del ‘400” ha sottolineato il sopritendente Andrea Pessina. “Quello che inizia oggi è il risultato di un lavoro di squadra frutto dell’unione d’intenti tra ministero, soprintendenza, Comune ma anche con singoli cittadini, professionisti e associazioni che insieme a noi hanno lanciato il grido di allarme per questi affreschi” ha aggiunto il sindaco di San Gimignano Andrea Marrucci. “Fermeremo le lesioni che gli affreschi presentano in modo da mettere in sicurezza la pittura e per far successivamente proseguire i lavori strutturali e di studio; sutureremo le ferite degli affreschi tramite iniezioni localizzate e contiamo di smontare il cantiere per le festività natalizie” ha spiegato il restauratore Daniele Rossi.

 

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Scervino, miei abiti inno all’italianitàPresentata sua collezione, dayweare glamur e la sera traparenze

21 settembre 201918:17

– Un inno all’italianità: così Ermanno Scervino descrive la sua collezione per la prossima estate, spiegando che “quando la sartorialità diventa sportswear o gran sera, diventa qualcosa di innovativo”. “Bisogna unire il sartoriale alla tecnologia sennò è tutto già visto – sottolinea lo stilista – Io lavoro con entrambi: quello è il futuro”.
Orgogliosamente indipendente Scervino spiega che “per rimanere un marchio autonomo, in un mondo di colossi, bisogna trovare con la propria testa uno spazio in quello che non sono riusciti a fare gli altri con il loro eccesso di potere”. Questa volta Ermanno ha preso l’intimo a vista, tratto distintivo della sua maison, per portare in passerella preziose vestaglie stampate e completi pigiama a righe indossati con tacchi gioiello, proposti come alternativa al classico tailleur. Un daywear glamour vestito di fantasie maculate, rigate, check o a pois, di tute e abiti in pelle morbida. Per la sera, invece, un sensuale e trasparente trionfo di organze e pizzi plissettati.

Armani, controcorrente con coloreRicami e pvc, accessori futuristici,no a immagine di 50 anni fa

21 settembre 201918:41

– La sfilata di Giorgio Armani lancia il sasso nello stagno dell’imperante ritorno all’ordine borghese e lo fa con una collezione che – dice lui – “è portabile” sì, ma ha quel “colpo d’ala” che non passa certo inosservato. Basta vedere i colori scelti per la prossima estate: una sinfonia di rosa e di azzurri come acquarellati, resi scintillanti da ricami e cristalli, ma che diventano contemporanei in abbinata con il nero. O le forme, sempre rigorose, ma anche fluide e femminili. E gli accessori, mai così protagonisti: grandi, plastici, quasi futuristici. Lui, che ha sempre sostenuto che la moda “deve essere a uso della gente, e non dei giornali o dell’estro dei designer”, oggi ha voluto dare un “tocco in più”: “ho letto una frase molto carina, che andare controcorrente – sottolinea – è dei grandi. Quando vedi qualcosa che diventa di dominio pubblico, hai voglia di uscire fuori da questa cosa, di reagire, di dimostrare che puoi rimanere nell’accettabile pur proponendo delle idee”.

Libro per ultima opera pubblica HaringUn volume racconta a bambini murale fatto a Pisa

PISA21 settembre 201918:45

– Pisa celebra trent’anni di ‘Tuttomondo’ di Keith haring, il murale regalato alla città dall’artista newyorkese, con un libro. Il volume, ‘Pisa è Tuttomondo. Il murale di Keith Haring raccontato alle nuove generazioni’ (Marchetti editore) scritto dalle giornaliste Francesca Bianchi ed Elisa Bani e con il saluto di apertura scritto da Marco Malvaldi, racconta i giorni della realizzazione dell’opera e il significato di alcune figure. Era il 1989 e Keith Haring arrivò a Pisa quasi per caso per regalare alla città la sua ultima opera pubblica, prima di morire pochi mesi dopo.
Il murale, grandissimo (misura circa 180 metri quadri) e oggi vincolato dalla soprintendenza, si trova sulla parete esterna della canonica della chiesa di Sant’Antonio abate, nel centro storico.

Esposto reperto in tempio Hera LacinaE’ testa di cavallo, prima parte trovata nel 2010 da Paolo Orsi

CROTONE21 settembre 201919:27

– E’ stato esposto nel Museo archeologico di Capocolonna, a Crotone, un reperto trovato all’interno del tempio di Hera Lacina. Si tratta di una scultura marmorea raffigurante una testa di cavallo che faceva parte di un gruppo scultoreo che adornava, nel V secolo a.C., il frontone del tempio di Hera Lacinia.
Il reperto ha una storia particolare: una prima parte, il muso, venne trovata dall’archeologo Paolo Orsi nel 1910.
Soltanto nel 2013, nel corso di una campagna scavi della Soprintendenza archeologica condotta dall’archeologo Alfredo Ruga, sono stati trovati la testa e il collo. Dopo il restauro, avvenuto nel 2014, ed una serie di studi, che hanno stabilito la provenienza e l’utilizzo della statua nel tempio, oggi, nell’ambito delle giornate Giornate europee del patrimonio culturale, la scultura è stata esposta nelle vetrine del museo di Capocolonna, dove resterà in modo permanente.

Ferragamo, sfilano i ricordi di famigliaDirettore Paul Andrew, tutto iniziò con bermuda improbabili

21 settembre 201919:34

– Nasce da un ricordo di famiglia la collezione Ferragamo per la prossima estate, che ha sfilato questa mattina a Milano. Leggera e luminosa come un pomeriggio estivo, la proposta disegnata da Paul Andrew è la trasposizione in moda di quella solarità borghese. “Tutto è iniziato da una foto sul caminetto di casa di mia madre – racconta il direttore creativo – che ritrae mio fratello e me da piccoli durante una vacanza in Italia, negli anni Ottanta. Indossavamo un paio di bermuda con stampe improbabili. Vorrei trasmettere quello stesso senso di allegria e innocenza, in un contesto moderno, con una collezione leggera, che però abbia anche sostanza”. Ed ecco in passerella, in un revival degli anni Ottanta italiani, le gonne a palloncino schiacciato, i pantaloni con le pinces chiusi da lacci alla caviglia, i gilet sartoriali incrociati sulla schiena e le salopette a zampa in pelle che sembra tessuto nei colori dei vetri di Murano. E poi le salopette corte scollate sulla schiena e i lunghi abiti devore’ in seta.

Ben Jelloun, a 70 anni scrivo un gialloLo scrittore a Pordenonelegge,l’idea dopo malattia di mia madre

PORDENONE21 settembre 201919:35

– Dopo una lunga carriera concentrata su temi di interesse sociale, Tahar Ben Jelloun ha deciso, temporaneamente, di reinventarsi. Ospite a Pordenonelegge, ha presentato ‘Insonnia’, romanzo di un genere che mai aveva affrontato prima: il giallo. “Quando ho compiuto settant’anni, mi sono detto che potevo fare quel che volevo. Mi sono buttato e il risultato mi ha sorpreso: in Francia lo considerano il giallo dell’anno. E dire che non è nemmeno un giallo classico: il killer non viene braccato dalla polizia e pian piano si tramuta in una sorta di giustiziere”, ha spiegato.
“L’idea di fondo è nata in seguito alla morte di mia madre – ha detto – dopo essermi occupato di lei e della sua malattia per tre anni, la sua scomparsa è giunta come un sollievo: finalmente non dovevo più guardarla soffrire e penare, sapevo che era libera dal dolore. L’insonnia, di cui soffro anch’io credo sia al contrario un’incapacità inconscia di accettare la morte e di lasciarsi andare al sonno”, “una sua versione più dolce”.

Jova Beach Party, più di 90mila a LinateWWF, tour è stato più grande campagna su plastica mai fatta

21 settembre 201921:04

– Il volo JBP2019 è atterrato questa sera all’aeroporto di Linate per l’ultima tappa della festa estiva in note di Jovanotti. Un occhio alla musica è uno all’ambiente per il tour che durante tutta l’estate ha portato sulle spiagge, ma anche a Plan De Corones e nell’area dell’aeroporto milanese chiuso per ristrutturazione, qualcosa come 560 mila spettatori. Per la serata milanese, invece, sono arrivati in oltre novanta mila. Protagonista la musica, anche quella degli ospiti convocati e in arrivo da tutto il mondo, così come la tutela dell’ambiente e la causa del plastic free.
“E’ stata un’impresa ciclopica – ha commentato oggi la presidente di WWF Italia Donatella Bianchi – e quando Lorenzo ci ha contattato abbiamo dovuto pensarci bene. E’ stata una sfida che abbiamo accettato perché la lotta alla plastica e ai cambiamenti climatici non è qualcosa che può essere discusso solo tra addetti ai lavori. Questo tour è stata la più grande campagna sulla plastica mai fatta”.

Bruce Springsteen: I 70 anni trionfali del BossPer Bruce Springsteen anche un film e un nuovo progetto

22 settembre 201912:59

Bruce Springsteen il 23 settembre compirà 70 anni. Arriva a questa data in una forma straordinaria: chiusa la sua trionfale avventura a Broadway, che è stata la straordinaria evoluzione della sua autobiografia, nel giugno di quest’anno ha pubblicato “Western Stars”, il suo nuovo album solista. Il 25 ottobre arriverà nei cinema il film, che ha lo stesso titolo del disco, diretto insieme al suo amico e fedele collaboratore Tom Zimny, una via di mezzo tra il documentario della performance con cui, in un fienile di casa sua, ha suonato i pezzi di “Western Stars”, e un visual che illustra con immagini la drammatica intensità dell’album.
Intanto sta lavorando al nuovo progetto con la E Street Band: c’è dunque da sperare (ma è qualcosa di più di una speranza) di rivederlo in tour la prossima estate.
Con il passare del tempo, al di là del successo planetario, Bruce Springsteen da rockstar si è evoluto in una vera e propria autorità morale, un punto di riferimento per chi ancora crede in un mondo diverso da quello dei muri, della paura, dell’odio razziale, dell’isolamento. Cosa rappresenti Springsteen per i suoi fan lo ha raccontato molto bene “Blinded By The Light”, il film di Gurinder Chadha uscito questa estate, tratto dal libro autobiografico di Sarfraz Manzoor. Tutte le vicende del protagonista sono accompagnate dalle canzoni del Boss, che, su suggerimento di Patti Scialfa, la signora Springsteen che è un’ estimatrice della Chada (regista di “Sognando Beckham”) ha concesso, senza limitazioni, le sue canzoni a questo piccolo film indipendente. E’ il senso di comunità, di compassione, di appartenenza e condivisione che, attraverso la musica, lega i personaggi esattamente come accade nella vita reale a chi ama le canzoni di questo rocker nato nella periferia del New Jersey.
Non a caso, dopo anni, il Boss è tornato a vivere a pochi passi dai luoghi dove è cresciuto, diviso tra la dolcezza di sua madre, Adele Zirilli, donna di origini italiane amatissima dai fan, e il padre Douglas Federick, un uomo affetto da una grave forma di depressione, con problemi di alcolismo, legato al figlio, che comunque lo considerava il suo eroe, da un rapporto molto complesso, basato più sull’assenza e la durezza di un’impenetrabile distanza che sull’affetto. Da grande narratore qual è, Springsteen ha raccontato anche nei dettagli più oscuri la sua esistenza di uomo salvato dal rock’n’roll. Nella sua vita non ha fatto altro. “Nei miei brani racconto la vita dei lavoratori anche se non ho mai lavorato in vita mia” confessa con la sua autoironia: Bruce si è formato nei locali del Jersey Shore e della scena musicale di Asbury Park degli anni ’60. E’ li, durante session che finivano all’alba, che ha imparato i fondamenti del mestiere e soprattutto ha imparato a memoria lo sterminato repertorio su cui ha costruito parte della sua leggenda. La sua gioventù è corsa via tra sogni di rock’n’roll e pochi soldi, in una situazione di naturale integrazione etnica che è l’opposto dell’America di Trump e delle teorie sovraniste.
L’arrivo al successo non è stato facile: una gavetta dura, l’esordio discografico nel 1973, dopo un provino con il leggendario John Hammond, l’etichetta di “nuovo Dylan”. Il contratto è per tre album, i primi due non vendono bene. Si arriva al 1975, l’ultima chance. Se l’album va male lo aspetta un futuro da promessa mancata. All’orizzonte c’è un solo concerto. Durante le registrazioni cambia produttore, due membri della band lo abbandonano, nella E Street Band entrano il suo vecchio amico Little Steven Van Zandt, Roy Bittan e Max Weinberg. Bruce vuole un suono che ricordi il Wall of Sound di Phil Spector: sono session interminabili, estenuanti. Ma le sliding doors girano per il verso giusto e il risultato è “Born to Run”, uno dei dischi più importanti della storia del rock.
Non è un caso che “Born To Run” sia anche il titolo della sua autobiografia. In realtà da quel momento non tutto sarà così facile. Neanche dopo l’esplosione di “Born in the Usa”, l’album che gli consegna lo status di super star e una popolarità che ha raggiunto ormai i quattro angoli del mondo. Bruce è un uomo inquieto incapace di fare compromessi, di cavalcare il successo riproducendo stilemi collaudati: i suoi fan sono abituati a svolte impreviste, momenti di pausa, avventure in altri ambiti, dischi dolenti e oscuri, prove acustiche. Ed è proprio la sua coerenza, la sua naturale empatia, la capacità di fare del rock’n’roll uno strumento di redenzione che lo hanno reso un leader morale. C’è una cosa che ha accompagnato Springsteen in tutta la sua carriera: la sua irresistibile capacità di performer, uno dei più grandi mai apparsi su un palcoscenico. Non sbaglia chi dice che il mondo si divide tra chi ha visto il Boss dal vivo e chi no: i suoi concerti sono leggenda, un rito laico della durata minima di tre ore abbondanti (in Italia ha superato quattro ore) in cui c’è una comunione totale tra la platea e il palco. La E Street Band è una delle più entusiasmanti backing band della storia, dotata di un suono unico e dalla straordinaria capacità di dare il proprio suono a qualsiasi pezzo venga suonato. Bruce celebra questo rito con la forza di chi sa che il palcoscenico è l’unico posto in cui si senta davvero al sicuro. E per chi l’ascolta è cibo per l’anima.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Pesce, metallaro confuso e ladro
In sala ‘Il colpo del cane’ di Fulvio Risuleo

22 settembre 201913:01

– ‘Il colpo del cane’ è un film sgarrupato, metallaro, un po’ fumetto dark e un po’ Rashomon girato nella periferia romana. A firmarlo il giovanissimo e talentuoso Fulvio Risuleo che già ci aveva abituato alla sua scrittura aliena con Guarda in alto nel 2017. Questa la bizzarra storia del film, in sala dal 19 settembre in 70 copie con Vision, che spesso si ripete come in un rewind.
Al loro primo giorno da dogsitter, Rana (Silvia D’Amico) e Marti (Daphne Scoccia) amiche, amanti e proletarie dark, subiscono il bizzarro furto del bulldog francese che gli era stato affidato da una ricca signora (Anna Bonaiuto).
Decidono così di mettersi all’inseguimento del ladro, un sedicente veterinario che sostiene di chiamarsi Dr Mopsi (Edoardo Pesce). In realtà è un poveraccio dall’anima metallara che non e’ mai riuscito a combinare nulla nella vita e che, anche nell’arrangiarsi, è un fallimento.
“Il film si struttura in due parti asimmetriche. La prima è un lungo preludio. La seconda invece è una digressione sull’antagonista della prima parte. Ho volutamente cercato una struttura sbilenca che potesse viaggiare sui binari dell’emotività dei personaggi, senza basarmi su ‘algoritmi narrativi’ precostruiti. E’ un film sui punti di vista e di come la realtà cambi a seconda dell’angolo da cui la guardiamo”.
Sul personaggio di Edoardo Pesce, dice il regista e fumettista romano che considera l’attore il più bravo interprete italiano di oggi, “si raccontano due lati dello stesso uomo.
Abbiamo costruito un personaggio visivamente bizzarro ma che è stato diretto nella recitazione nella maniera più credibile possibile. Il metallaro Orazio, apparentemente cupo e minaccioso, è in realtà un romantico insicuro. Sono sempre stato affascinato dalla figura dei ‘metallari romantici’ ogni volta che li ho conosciuti!”.
Infine per quanto riguarda le due ragazze protagoniste de Il colpo del cane: “Sono una coppia omosessuale di ragazze molto affiatate. L’omosessualità nel film non è un tema ma un contenuto”.

Vienna 2020 Capitale della MusicaPer i 250 anni della nascita di Beethoven una app interattiva

22 settembre 201912:46

– Vienna scalda i motori in vista del 2020 che la vedrà Capitale della Musica e palcoscenico per l’ omaggio a Ludwig van Beethoven nella ricorrenza del 250esimo anniversario della nascita. Il genio di Bonn nella capitale austriaca visse per 35 anni e vi compose gran parte delle sue opere. L’ Ente per il Turismo di Vienna ha chiesto ad alcuni artisti stranieri di raccontare il loro rapporto speciale con la città una app interattiva su Beethoven per Amazon Alexa e Google Home. “Vienna – è stato ricordato – è la città della musica per eccellenza. Qui ogni sera diecimila appassionati ascoltano pezzi di musica classica dal vivo all’Opera di Stato, al Musikverein, al Konzerthaus, al teatro lirico Volksoper e altre istituzioni musicali”. Beethoven strinse un legame profondo con la città. Le autorità cittadine pagarono il compositore perché rinunciasse a trasferirsi a Londra. A Beethoven sarà, tra l’ altro, dedicato Il Film Festival 2020.

Insinna, vince il gioco di squadraTorna su Rai1 dal 23 con l’Eredità. novità ma nella continuità

21 settembre 201915:51

– La parola che avrebbe scelto per l’ultima ghigliottina, la sfida finale de ‘L’eredità’, è pazienza. “Dentro questa parola c’è tutto – dice Flavio Insinna – c’e’ affetto, amore, accoglienza, voglia di darti del tempo”.
Prendere in mano il format che era stato condotto da Carlo Conti (‘il re di questa fascia oraria’) e Fabrizio Frizzi (”un uomo che hai nel cuore per mille motivi umani e per mille successi televisivi’), morto a marzo del 2018, non è stato facile. “E’ stato un viaggio emozionantissimo che mi ha tolto il sonno, ma noi ce l’abbiamo messa tutta – racconta adesso – e ora stiamo già studiando per la prossima edizione, anche se non posso rivelare nulla: dico solo che le novità saranno nella continuità perché le persone che seguono il programma, non mi piace la parola pubblico, preferisco il termine famiglia, amano quel marchio, quell’idea, quell’atmosfera”. Se entrare nel camerino che era stato anche di Frizzi lo aveva commosso, non si è lasciato prendere dal vortice della guerra sugli ascolti. “A parte che io non ho mai dato per scontato niente né nella vita né nella carriera – confida – Con gli anni e i capelli bianchi affronti le cose non dico con distacco ma dandoti delle priorità, e uno dei tanti obiettivi de ‘L’eredità’ è quello di proteggere il Tg1 delle 20 che è il diamante del palinsesto Rai per quanto riguarda l’informazione e se va bene un programma, passa la palla a quello successivo, come nel calcio , e alla fine si segna: chi non ha capito che nel lavoro come nella vita è tutto un gioco di squadra, che magari è pure felice dell’insuccesso altrui, soddisfatto solo del proprio, non ha capito niente”. E la sua canzone preferita è proprio ‘Una vita da mediano’, di Ligabue. Niente vacanze quindi per Flavio, 54 anni compiuti all’inizio di luglio, che torna sugli schermi di Rai1 con il gioco a quiz dal 23 settembre alle 18,45. In autunno esce invece un nuovo film di cui è protagonista insieme a Claudio Bisio, Sergio Rubino, Gianmarco Tognazzi (‘non li ricordo tutti, non voglio fare torto a nessuno..’) regia di Fausto Brizzi.

Emmy, favorito il Trono di SpadeSerie con record di 32 nomination

NEW YORK22 settembre 2019

I riflettori sono pronti per essere accesi sugli Emmy. La cerimonia per i premi che sono considerati gli Oscar della tivù si terrà domenica 22 settembre dalle 17 (le 2 del mattino in Italia) al Microsoft Theater di Los Angeles. La cerimonia sarà trasmessa dalla Fox e anche in diretta streaming sul sito fox.com. La battaglia per il maggior numero di statuine è tra i network televisivi tradizionali e le piattaforme di streaming.
Considerando il numero di nomination sembrano spuntarla i primi.
Tra i favoriti per la 71/a edizione c’è infatti il Trono di Spade (Hbo) che ha battuto ogni record con ben 32 nomination consentendo anche il network di incassarne in totale 137, un primato per una rete in una singola stagione e rubando il dominio a Netflix che invece si piazza al secondo posto con 117 nomination. Seguendo l’esempio degli Oscar, per la quarta volta, dopo le edizioni del 1975, 1998 e 2003, gli Emmy non avranno un presentatore piuttosto ci saranno una serie di star che consegneranno i premi.