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DALLE 13:15 DI MERCOLEDì 23 OTTOBRE 2019

ALLE 09:11 DI GIOVEDì 24 OTTOBRE 2019

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Versace presidente Premio Internazionale Cinearti
Assieme alla scenografa e costumista Pera e il regista Piccioni

23 ottobre 2019 13:15

– Santo Versace assieme alla scenografa e costumista Graziella Pera e il regista Giuseppe Piccioni saranno i presidenti delle giurie del premio Internazionale Cinearti “La Chioma di Berenice”, la cui 21/a edizione è stata presentata al Festival del Cinema di Roma .
“Questo Premio, giunto ormai alla sua ventunesima edizione, – sottolinea Gianluca Curti, Presidente Nazionale di CNA Cinema e Audiovisivo – da quest’anno si rivolge a tutto il mondo del cinema e dell’audiovisivo, infatti verrà esteso oltre che agli “artigiani del cinema” anche ai titoli di testa, coinvolgendo anche attori e registi. Questa novità offrirà una possibilità in più rispetto alle precedenti edizioni, dando maggiore risalto al grande lavoro che da oltre un ventennio portiamo avanti in questo campo come CNA”.
“Non premieremo dunque solamente gli acconciatori, i truccatori, costumisti, gli scenografi e i compositori di colonne sonore – prosegue Antonio Stocchi, presidente Nazionale CNA Benessere e Sanità – ma anche produttori, attori, registi, post-produzione.
Una ripartenza per un Premio che punta ad acquisire una veste ancora più prestigiosa e concreta, offrendo una nuova immagine al mondo degli associati della CNA”.
Il riconoscimento internazionale viene assegnato annualmente agli artigiani, professionisti ed artisti attivi nel mondo del cinema, con particolare riferimento alle seguenti attività professionali: acconciatori, truccatori, costumisti, scenografi e compositori di colonne sonore. A partire dal 2019 il premio è stato ampliato a tutta la filiera del cinema con l’assegnazione del riconoscimento anche ai produttori, agli attori, ai registi.

Roma, spunta la Tomba della PellegrinaSoprintendente, “Ci svela un pezzo della vita medievale”

ROMA23 ottobre 201913:31

– La sepoltura di una giovane donna, con accanto la tipica conchiglia dei pellegrini e una moneta databile tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo. E’ la nuova scoperta annunciata dalla Soprintendenza speciale di Roma.
“Un ritrovamento che ci svela un pezzo della vita medievale della città”, commenta la soprintendente Daniela Porro. Si tratta di un ritrovamento casuale, avvenuto durante gli scavi per la sostituzione delle tubature Italgas in via del Governo Vecchio, in pieno centro storico. Si tratta, spiegano gli archeologi, di due diversi contesti funerari. Nel primo sono stati ritrovati due scheletri, quello della giovane donna con la conchiglia e quello di un uomo sui 30-40 anni. Il secondo è un’areacimiteriale con muretti divisori a ridosso di un grande muro in opera laterizia che presenta diverse fasi. Al suo interno diverse sepolture, tutte , sembra, riconducibili all’epoca medievale. Le conchiglie rinvenute accanto agli scheletri, spiegano dalla Soprintendenza, “portano ad ipotizzare un cimitero destinato ai pellegrini e realizzato lungo la via Papalis, la strada che da San Giovanni conduceva a San Pietro”. Nel primo contesto funerario, sotto le due sepolture dell’uomo e della giovane donna, raccontano gli archeologi, “Sono stati trovati due ossari chiusi con tegole antiche (una reca un bollo di epoca traianea), riutilizzate in epoca successiva. Le sepolture sono compromesse da precedenti lavori e non sono presenti elementi di corredo funerario con l’eccezione di una moneta di bronzo accanto alla donna databile tra la fine dell’XI e il XII secolo, e di altri frammenti di conchiglie”. Il secondo deposito individuato, particolarmente danneggiato da interventi moderni, è un’area cimiteriale “con muretti divisori a ridosso di un grande muro in opera laterizia che presenta diverse fasi e assimilabile ad analoghe strutture documentate all’interno dell’adiacente Oratorio dei Filippini. Le sepolture sembrerebbero tutte riconducibili all’epoca medievale. Le conchiglie rinvenute accanto agli scheletri –della specie Pecten jacobaeus conosciute anche con il nome di capesante– sono infatti caratterizzate dalla presenza di due fori per appenderle alla tipica collana indossata inizialmente dai devoti in viaggio per Compostela e successivamente da tutti i pellegrini”. Le sepolture sono probabilmente pertinenti alla Chiesa medioevale di Santa Cecilia a MonteGiordano, la cui prima attestazione risale al 1123 e che venne demolita nella prima metà del XVII secolo per fare spazio alla costruzione dell’Oratorio dei Filippini completato da Francesco Borromini. Gli scavi archeologici si sono conclusi venerdì 18 ottobre con la chiusura del cantiere. I materialirinvenuti sono in fase di studio e potranno fornire ulteriori informazioni ed elementi per la datazione.

Rai, la Melevisione compie 20 anniOrganizzata da Rai Ragazzi e Centro di Produzione Tv di Torino

ORINO23 ottobre 201915:12

– Compie vent’anni la Melevisione, la popolare trasmissione per i più piccoli in onda dal 1999 nel primo pomeriggio di Rai3 e dal 2010 su Rai Yo Yo. Per festeggiare Rai Ragazzi e Centro di Produzione Tv di Torino – la ‘casa’ del programma – hanno organizzato una mostra, curata dai tirocinanti dei corsi di scenografia e costume dell’Accademia Albertina di Torino: da sabato 26 ottobre fino a domenica 3 novembre saranno esposti i costumi dei personaggi – tra i più noti Tonio Cartonio e MIlo Cotogno, Lupo Lucio e Strega Varana – con elementi scenici iconici e fotografie. In una sala visione si potranno rivedere alcune delle puntate migliori.
Dalla prima puntata scritta da Mela Cecchi e Bruno Tognolini con la regia di Pierluigi Pantini, sei registi e sette autori hanno messo in scena 2000 puntate, per le quali sono stati costruiti internamente alla Rai 22 set e 5.000 oggetti di scena e inventate 250 canzoni e 700 filastrocche. Dal 2002 spettacoli dal vivo e, di recente, una ‘clonazione giapponese’.
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Più libri, la fiera 2019 sarà dedicata all’EuropaDal 4-8 dicembre alla Nuvola di Fuksas all’Eur

23 ottobre 201915:29

– Sarà dedicata a ‘I confini dell’Europa’ la Fiera nazionale della piccola e media editoria, ‘Più libri più liberi’ nell’anno di un compleanno importante, quello dei diciotto anni. Dopo lo straordinario record di presenze del 2017 e 2018, con 100 mila presenze in 5 giorni, la fiera promossa e organizzata dall’Associazione Italiana editori (AIE) torna, dal 4 all’8 dicembre 2019 nella Nuvola dell’Eur a Roma a cui viene dato molto risalto nel manifesto di questa edizione dell’illustratrice e designer Emi Ligabue.
“La Fiera compie diciotto anni, un traguardo importante, che non poteva che essere celebrato con la scelta di un tema altrettanto significativo: l’Europa. Un argomento cruciale – per il nostro presente e per gli anni che ci attendono, da affrontare non attraverso speculazioni teoriche ma tramite discussioni aperte, dove confrontarsi su questioni fondamentali come l’identità, il dialogo, i valori. Ma anche gli assetti geopolitici, la democrazia e i diritti civili. Che cos’è l’Europa? E, soprattutto, quale sarà l’Europa di domani? Una fortezza difesa da muri e filo spinato o un luogo meticcio, fondato sul confronto e sull’accoglienza?” sottolinea la nota di presentazione.
Nel manifesto della Ligabue è stato scelto di dare risalto all’eterea struttura progettata dallo Studio Fuksas cercando di raccontare, al tempo stesso, il piacere della lettura. Da questo presupposto è nata l’idea di isolare il cuore dell’edificio – la Nuvola, appunto – saturando lo spazio circostante con un blu denso e avvolgente, che ricorda le distese marine o la profondità del cielo. In giallo si staglia una figura umana stilizzata che si tuffa nel blu con un libro, a simboleggiare l’immersione totale nella lettura.
Più libri più liberi partecipa ad ALDUS, la rete europea delle fiere del libro cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa.

Ercolano:Franceschini,nuovi investimentiIl ministro alla riapertura della Casa del Bicentenario

ERCOLANO (NAPOLI)23 ottobre 201915:32

– L’apertura dopo più di trentacinque anni della Casa del Bicentenario “è un’altra prova della storia di un riscatto”. Lo ha detto il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, al Parco archeologico di Ercolano (Napli) a margine della riapertura della Casa del Bicentenario. “Ercolano ha superato i 500mila visitatori. Qui si fa ricerca, si migliorano i servizi ed è un luogo di grande attrattività.
Quello che è successo con riflettori più accesi su Pompei, in questi anni è successo anche a Ercolano e sarà una strada su cui continueremo a investire. Un orgoglio del Paese” ha aggiunto.

Festa Roma: ritratto di Roy Cohn, ‘avvocato ‘del diavolo’Docu dedicato a legale senza scupoli difensore di mafiosi

23 ottobre 201915:51

– Legale brillantissimo, implacabile, senza scrupoli, manipolatore, amante dei riflettori e “pronto a fare di tutto per vincere”, come dice lui stesso in un’intervista. Sono solo alcune delle definizioni che si possono applicare a Roy Cohn, morto di Aids a 59 anni nel 1986. Anima nera del sistema giudiziario e politico americano, è stato l’incarnazione ‘dell’avvocato del diavolo’: prima come assistente di Joe McCarthy, negli anni del maccartismo, poi come difensore senza alcun codice etico dei ricchi e potenti, dai boss mafiosi, come John Gotti a Donald Trump, a cui fa vincere cause impossibili e di cui si considerava un maestro. Lo racconta Where’s my Ray Cohn? il documentario di Matt Tyrnauer, nella selezione ufficiale della Festa Internazionale del Cinema di Roma. Cohn è un personaggio inquietante e carismatico, che lancia la sua carriera nel 1951, come procuratore d’accusa nello storico processo per spionaggio contro Julius e Ethel Rosenberg, nel quale ottenne una condanna a morte per entrambi, nonostante le prove, soprattutto contro di lei, fossero deboli. Da assistente di McCarthy, per quanto fosse gay (mai dichiarato, nega fino all’ultimo anche di avere l’Aids), Cohn contribuì alla linea del senatore secondo cui anche molti omosessuali fossero spie comuniste, che portò il presidente Eisenhower nel 1953 a un ordine esecutivo (pienamente in vigore fino al 1975) che vietava di avere impiegati gay nelle istituzioni federali. Tony Kushner lo ha reso un personaggio in Angels of America (1993), che sul letto di morte rivede e si confronta con il fantasma di Ethel Rosenberg (nella miniserie del 2003 tratta dallo spettacolo, li interpretarono Al Pacino e Meryl Streep) .

Carra’, torno su RaiTre e riparto da Renato Zero e GoggiA raccontare Comincia tu, dal 24 ottobre quattro prime serate

23 ottobre 201919:56

Il Casco biondo più famoso della tv, Raffaella Carrà torna su Rai3 dal 24 ottobre alle 21.20 con la seconda stagione di A Raccontare comincia tu, il ciclo di interviste che ha riportato sul piccolo schermo una delle sue icone Il programma, di quattro puntate, prodotto da Rai3 in collaborazione con Ballandi Arts torna in televisione dopo la prima serie, vedra’ come super ospite protagonista un caro amico di Raffaella e icona della musica leggera italiana: Renato Zero. Li vedremo confidarsi nel camerino dell’artista o a passeggio su un tram per le vie della capitale. “Un incontro molto intimo, ho fatto fatica proprio perchè siamo amici”. Una vita quella di Zero vissuta senza ipocrisia, dietro quella sua “maschera” dall’anima un po’ folle, un grande artista che ancora oggi continua ad incantare milioni di fan con la sua immensa poesia. Nella seconda puntata Loretta Goggi e Raffaella Carra’: Insieme per una lunga chiacchierata sulla loro storia artistico-televisiva due icone, due artiste complete, della tv italiana. La leggenda dice che avevate problemi?. “Non è così, si pensava fossimo Coppi e Bartali. È una donna con un immenso talento, che Rai 1 se ne dovrebbe accorgere. “Come diceva Visconti parlando di Goggi, se fosse nata in America avremmo avuto un’altra Liza Minelli” . Nella terza puntata, Carra’ incontrera’ il critico d’arte, scrittore e opinionista Vittorio Sgarbi nella sua casa museo. Nella quarta l’incontro con Luciana Littizzetto.Ogni puntata non è un’intervista, è un incontro, che dura anche due ore di seguito. Una volta finita la registrazione, viene montata.
Senza mezzi termini nell’affolatissima conferenza stampa a Viale Mazzini dopo un ingresso trionfale al braccio del direttore di rete Stefano Coletta (“Ci siamo appena sposati” affermano in coro) la conduttrice sentenzia che a 76 anni non ha più nulla da dimostrare, anche se l’ansia non l’ha mai abbandonata, è libera di centelliniare le sue apparizioni senza il rischio di annoiare il pubblico, “per questo negli anni mi sono presa lunghi periodi di pausa”. Carrà ha anche rivelato che per la prima edizione le era stata proposta l’ospitata del Premier Giuseppe Conte, poi saltata. Quindi ha svelato di aver ricevuto il no “garbato” di Roberto Benigni “mi ha telefonato personalmente per declinare l’invito, è stato l’unico no che ho ricevuto” e ha fatto intendere di non volersi impegnare in nuovi progetti televisivi ad ampio margine temporale, non escludendo, però, la terza stagione di A raccontare comincia tu. Ma non è tutto parlando della sua carriera (passando da Fantastico a Carramba) ha rivelato: “Sanremo? Non lo volevo fare, mi hanno obbligata. Alla fine ho ceduto e devo dire che dal punto di vista musicale non sono mai stati venduti tanti album come nel Sanremo del 2001. Nessuno me lo riconosce, ve lo dico io”.
Quindi Raffaella sostiene di essere ancora legata alla televisione generalista. Rispondendo però ai cronisti si lascia sfuggire: “La tv dal vivo per me è meravigliosa. Guardo un po’ tutti, non tutto mi piace. Mi fa soffrire quando un programma potrebbe essere fatto meglio per un pizzico di scelte diverse”.
Un esempio specifico?”La vita in diretta – osserva- obbligati a fare sempre storie complicate, io l’avrei alleggerita un po’.
Non trovo sia colpa dei conduttori, nemmeno degli autori, direi della rete”.

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Libri: TheFree, o il riscatto delle piccole cose

23 ottobre 201915:56

– WILLY VLAUTIN ”THE FREE” (JIMENEZ EDIZIONI PP.256 -18 EURO) Leroy, reduce dalla guerra sa che non guarirà più e vuole morire; Freddie ha un doppio lavoro per sopravvivere, Pauline fa l’infermiera in un piccolo ospedale: le loro vite si intrecciano intorno al letto del militare in una indefinita città della provincia Usa. Sono i tre protagonisti di The Free, il nuovo romanzo di Willy Vlautin, appena uscito per i tipi di Jimenez Editore che torna a raccontare storie profondamente americane. Alla sua quinta prova da autore Vlautin, musicista rock ex leader dei Richmond Fontaine, ora membro dei Delines, tratteggia il cammino di Freddie, Leroy e Pauline e di tutti gli altri che si muovono nel romanzo, scolpendo la loro disperazione con un linguaggio semplice ed anodino. Alle vicende dei tre protagonisti nello snodarsi del racconto si alterna un lungo incubo scabro e distopico dai tratti ‘pulp’ nel quale Leroy si rifugia nel suo percorso di abbandono della vita. Intanto però nel mondo reale la vita prosegue e nel mondo doloroso narrato da Vlautin che ritrae un’America e indifferente e anche involontariamente crudele c’e’ sempre un tenue filo di speranza: Accanto a Leroy ci sono le storie accennate di sua madre Darla e di Jeannette, l’ex fidanzata che lo accompagnano nel suo cammino; c’e’ la venditrice di ciambelle gentile, il muratore goffo e cortese, la moglie di un meccanico accogliente in una fredda mattina di inverno. I suoi personaggi sono schiacciati ma non perdenti e capaci di modellare la propria disperazione fino ad un autoriscatto che non ha bisogno di grandi accadimenti e per il quale conta il piccolo gesto che fa la differenza nel fluire di una faticosa quotidianità.

Più di 150 artisti a Umbria jazz winterLa rassegna a Orvieto dal 28 dicembre al primo gennaio

ORVIETO (TERNI) 23 OTT23 ottobre 201916:09

– Si svolgerà a Orvieto dal 28 dicembre al primo gennaio la prossima edizione di Umbria jazz winter. Proporrà 90 eventi nel centro storico, con 30 band e più di 150 musicisti.
Due sono i tratti considerati identitari della manifestazione, presentata oggi. Sono la musica di generi diversi ma sempre di alto livello e quella diffusa nel tempo e nello spazio, ambientata in alcuni dei luoghi più belli e importanti del centro storico, in una sorta di ideale simbiosi di arte, cultura, qualità della vita.

Dennis Quaid si sposa, lei ha 39 anni di menoQuarto matrimonio per l’attore

NEW YORK23 ottobre 201916:39

– Dennis Quaid sta per sposarsi per la quarta volta e stavolta la differenza di eta’ ha generato ironie: lui ha 65 anni, la futura moglie, Laura Savoie, soltanto 26.
A congratularsi, con un tocco di sarcasmo su Twitter, e’ stata la co-star dell’attore in “Parent Trap”, Elaine Hendrix: “Attento a quei gemelli”, ha mandato a dire su Twitter l’attrice, un’allusione alla trama del film del 1998 in cui Quaid e Natasha Richardson erano genitori divorziati di due gemelle identiche separate alla nascita e Elaine la bionda e svampita baby-fidanzata di lui che le due ragazzine cercavano in ogni modo di far mettere da parte.
Nella vita reale Quaid ha avuto due gemelli, Thomas e Zoe, con la terza moglie Kimberly Buffington da cui ha divorziato nel 2016. Dennis aveva 50 anni all’epoca del matrimonio con la 34enne Kimberly. Prima Quaid era stato sposato con Meg Ryan, di otto anni minore, ma prima ancora con l’attrice di “Carrie” PJ Soles, di tre anni piu’ grande e la sequenza ha fatto impazzire la rete: “La quinta moglie di Dennis Quaid deve ancora nascere”.

Raf e Tozzi riprendono la loro avventura liveTorneranno a esibirsi insieme in un tour nei teatri, da marzo

23 ottobre 201917:01

– Dopo il tour nei palasport e il concerto evento all’Arena di Verona, Raf e Umberto Tozzi torneranno a esibirsi insieme in un tour teatrale, a partire da marzo.
In scaletta non mancheranno i loro grandi successi, da “Gloria” a “Self Control”, da “Si può dare di più” a “Cosa resterà degli anni 80”, da “Infinito” a “Ti amo”, ma anche “Ti pretendo”, “Gli altri siamo noi”, “Il battito animale”, “Immensamente”, il loro ultimo brano a due “Come una danza” e molti altri, tra cui la super hit, “Gente di Mare”.
Queste le date ad oggi confermate del tour: 2 marzo Bologna, 8 marzo Firenze, 25 marzo Bergamo, 31 marzo Napoli, 2 aprile Bari, 6 aprile Torino, 9 aprile Milano, 14 aprile Genova, 18 aprile Bassano, 29 aprile Roma.
La loro avventura a due è iniziata nel 2017 quando, all’Arena di Verona, Raf e Umberto Tozzi si sono ritrovati in occasione del concerto-evento di Tozzi “40 Anni Che Ti Amo”: da lì l’idea di tornare a collaborare e condividere lo stesso palco.

Cremonini, esce raccolta “forziere”Il 29/11 arriva Cremonini 2C2C The Best Of. A giugno tour stadi

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– Uscirà il 29 novembre “Cremonini 2C2C The Best Of”, la prima raccolta della produzione ormai ventennale di Cremonini che conterrà 6 brani inediti, 32 singoli di successo rimasterizzati, un album intero di 16 interpretazioni in versione pianoforte e voce, 15 brani strumentali realizzati dal 1999 ad oggi , 18 rarità tra cui tracce demo originali, home recording e alternative takes mai pubblicate: sarà il modo per svelare la nascita delle canzoni e il loro processo creativo.
“Dev’essere così, che tutto quel che accade ha un senso. È stato questo il mantra, la pratica meditativa che mi ha accompagnato sempre, fin dal giorno in cui è iniziata la mia carriera, in particolare modo quella decisamente più consistente da solista – ha spiegato Cremonini -. Bene, il significato di questo verso alla fine si è rivelato in tutto il suo valore: tutti i miei album hanno fatto parte di una grande biografia musicale. Un proposito paziente e premeditato, ma che non ho mai dato per scontato. Per scrivere le canzoni di una vita non basta volerlo. Bisogna saper crescere insieme alla musica. Lasciarla accadere sempre. Io l’ho fatto e ora, a vent’anni dall’inizio, ho aperto Il forziere che contiene tutto il mio presente, il mio passato e una bella parte del prossimo futuro”.
La prossima estate Cremonini sarà impegnato in un tour negli stadi: il via il 21 giugno da Lignano Sabbiadoro, poi il 27 a Milano, il 30 a Padova. A luglio il 4 a Torino, il 7 a Firenze, il 10 a Roma, il 14 a Bari, il 18 all’Autodromo di Imola.

Balestra firma divise della squadra di calcio di MontespaccatoAderisce a progetto riscatto sociale giovani delle periferie

23 ottobre 201917:19

– Renato Balestra sponsorizza le divise per la squadra di calcio del “Montespaccato”, società sportiva sequestrata al clan Gambacurta ed ora affidata alla gestione dell’Asilo Savoia con il programma della Regione Lazio “Talento & Tenacia”. Giovani atleti provenienti per lo più dalle periferie romane trovano nel calcio il loro riscatto personale, unendo lo sport alla formazione e al lavoro.
Le divise sono state presentate durante la Mostra del Cinema di Roma in occasione del corto di Daniele Piervincenzi. Gli atleti hanno indossato completi blu dal taglio slim fit, in fresco di lana . Lo stemma dell’Asilo Savoia è stato ricamato sia sul taschino della giacca che sulla cravatta.

L’Amore secondo Majakovskij e PessoaUn’ode poetica per attori e danzatori di Antonello Cossia

NAPOLI23 ottobre 201918:04

– Il tema dell’amore al centro del nuovo spettacolo di Antonello Cossia che con “I fazzoletti di tutti gli addii” realizza un’ode poetica per attori e danzatori a partire dai versi e dalla prosa di Majakovskij, Pessoa e Pennac. Testi che si collegano tra essi attraverso le partiture musicali di Riccardo Veno e i movimenti coreografici dei danzatori Sibilla Celesia e Nello Giglio. Prodotto da Gennaro Cimmino per Körper, sarà in scena venerdì 25 ottobre nella Sala Assoli di Napoli (20.30, replica domenica ore 18) con una tappa sabato 26 nel Centro Sociale di Salerno. “I fazzoletti di tutti gli addii” è il punto di arrivo di un progetto di ricerca realizzato da Cossia sui temi dell’amore indagato attraverso il linguaggio del teatro unito alla poesia ed alla danza. “Questo spettacolo – dice l’attore – nasce dalla necessità di provare a raccontare l’amore per l’altro, per la vita, per le cose che ci circondano. Un amore semplice, diretto, immediato, naturale e non forzato, sincero e disinteressato”.

E’ morto Ovidio Jacorossi

23 ottobre 201919:40

Imprenditore e collezionista, Ovidio Jacorossi è morto oggi a Roma. Aveva appena inaugurato il sogno di una vita, il Museo Musja a Via dei Chiavari nello spazio in cui il nonno aveva aperto la prima bottega. Poi diventata una grande industria che nel 1960 occupava un intero palazzo di sette piani all’Eur. Poi dopo la fine dell’impresa Ovidio, che aveva 85 anni, si era dedicato a tempo pieno alla sua passione per l’arte. Nato a Roma il 24 febbraio 1934, laureato in giurisprudenza, Ovidio Jacorossi era Amministratore Unico delle Società Inars e Fintermica 2, che operano nei settori immobiliare, dell’arte e della cultura. È stato fondatore e Presidente dell’Associazione Iniziativa Keplero, istituto per la promozione della cultura d’impresa, costituito nel 1982 senza scopo di lucro, cui hanno dato vita le società del gruppo impegnate in una filosofia imprenditoriale che pone l’uomo al centro del sistema economico. Nel giugno del 1986 Iniziativa Keplero realizza un grande evento nel Palazzo Sagredo a Venezia in cui si racconta l’esperienza Keplero e si espone una raccolta di opere d’arte commissionate ad artisti sul tema dell’energia e dell’elettronica. Iniziativa Keplero è stato tra i soci fondatori dell’Associazione Mecenate 90, cui aderiscono importanti organismi pubblici e privati italiani, che dal 1990 svolge su tutto il territorio nazionale una funzione di cerniera culturale tra le istituzioni e le imprese per la promozione e la realizzazione di progetti culturali.La scelta di considerare l’arte e la cultura strumenti di comunicazione e supporto all’immagine imprenditoriale, ha dato origine alla realizzazione e gestione pluriennale dei servizi tecnologici, commerciali e culturali dei primi centri polifunzionali in Italia, quali il Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1990, del Museo Emilio Greco e del Pozzo di San Patrizio di Orvieto sempre nel 1990, e del Palazzo Ducale di Genova nel 1992.La stessa linea imprenditoriale ha trovato nell’arte contemporanea la sua principale capacità espressiva concretizzandosi in una importante collezione di opere di artisti italiani del ‘900. Il desiderio di destinare questa collezione alle nuove generazioni, oltre che al pubblico, ha generato una nuova ricerca, anche legata al tema della memoria, che ha dato vita ad una grande raccolta di arredi, oggetti di design e di artigianato.Nell’ambito del rapporto tra impresa e cultura, nel novembre 2008 Ovidio Jacorossi, in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma, ha promosso un evento inedito presso il Foyer dell’Auditorium – Parco della Musica di Roma, presentando una mostra dal titolo “I fuochi dell’arte e le sue reliquie”, a cura di Achille Bonito Oliva. L’iniziativa trae origine da una particolare esperienza: un incendio divampato nel 1992 nel deposito dove erano custodite, aveva coinvolto alcune opere degli artisti Mario Schifano, Enzo Cucchi ed Aristide Sartorio appartenenti alla Collezione Jacorossi. E proprio dalla forza distruttrice del fuoco sono scaturite – creazione nella creazione – opere a loro volta nuove e incredibilmente vive nonostante le lesioni ricevute. L’evento ha sollecitato anche un dibattito su conservazione e deteriorabilità: questioni vitali per l’arte contemporanea.
Su queste tematiche è stata organizzata a fine mostra, con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, una giornata internazionale di studi sempre presso il Teatro Studio dell’Auditorium.
L’inaugurazione nel dicembre 2017 del nuovo spazio Musia in via dei Chiavari trova il naturale compimento del progetto di Ovidio Jacorossi, iniziato oltre trent’anni prima. Circa 1.000 metri quadri aperti alla città dopo oltre due anni di lavori che hanno restituito al pubblico luoghi attraversati dalle più diverse età storiche: dalla monumentale galleria che attraversa il cortile seicentesco attribuito a Baldassarre Peruzzi sino alle sale che raccontano la Roma antica e medievale.
L’obiettivo di dedicare lo spazio interamente all’arte contemporanea porta nell’estate del 2019 alla costituzione di un museo privato, presieduto da Ovidio Jacorossi, grazie alla vasta collezione di opere dal primo Novecento italiano ad oggi, che verranno affiancate nel corso delle attività alle tendenze contemporanee più innovative del panorama internazionale con l’obiettivo di proporre l’arte come contributo fondamentale alla crescita della persona e della collettività. Il nuovo Museo, inaugurato l’8 ottobre 2019, costituisce la sede per consolidare il ruolo di riferimento per lo sviluppo della società civile nella Capitale e per approfondire l’impegno culturale e il dialogo con istituzioni e musei privati e pubblici nel mondo.

His dark materials al Lucca Comics GamesAnteprima 2 novembre poi in onda su Sky e Now Tv da gennaio

23 ottobre 201919:27

– Sarà Lucca Comics & Games a ospitare l’anteprima mondiale del primo episodio di His dark materials – Queste oscure materie, sabato 2 novembre. La proiezione verrà introdotta dal saluto di Philip Pullman, autore della saga letteraria di partenza, vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti, direttamente dai luoghi del set inglese. La serie, coprodotta da HBO e BBC, sarà disponibile su Sky Atlantic e NOW TV da gennaio. Ambientata su un pianeta diverso dalla Terra, in cui le persone camminano con al fianco un daimon, ovvero un animale che ne incarna l’anima, la serie racconta la storia di Lyra, interpretata dalla giovanissima Dafne Keen (Logan – The Wolverine). Lyra è una ragazza che si lancia alla ricerca di un amico scomparso: nel corso della sua missione scoprirà un vasto complotto che riguarda il rapimento di bambini e in cui fa la sua comparsa un fenomeno misterioso e inquietante chiamato Dust, la Polvere. Accanto alla quattordicenne Dafne Keen, la serie vanta un cast di primo piano: Ruth Wilson (co-protagonista di The Affair, per la quale ha vinto un Golden Globe) nei panni di Mrs. Coulter; Lin -Manuel Miranda nel ruolo di Lee Scoresby; James McAvoy nel ruolo di Lord Asriel e Clarke Peters in quello del Maestro del Jordan College.

Festa Roma: Lo spogliarello di JLo a Wall StreetDal 7 novembre in sala la storia vera di The Hustlers

23 ottobre 201919:40

Ci si deve davvero augurare che la regista de Le Ragazze di Wall Street – Business I$ Business, ovvero Lorene Scafaria, abbia abusato di iperrealismo per questo film che passa oggi in selezione ufficiale alla Festa di Roma. Perché se non fosse così il capitalismo avrebbe un’anima anche più cattiva, e soprattutto volgare, di quello che ci si aspetta.Il film con una sexy cinquantenne Jennifer Lopez (che è anche co-produttrice del film), Constance Wu, Lili Reinhart, Julia Stiles, Madeline Brewer in sala dal 7 novembre distribuito da Lucky Red con Universal Pictures, è una sorta di risposta al femminile di The Wolf of Wall Street e ha volutamente un’anima femminista. Il tutto nasce poi da una storia vera raccontata sul New York Magazine nel 2015, quella che vede alcune spregiudicate spogliarelliste che durante la crisi economica, iniziata circa dieci anni fa, per non risentirne gli effetti iniziano a drogare, con una calibrata miscela di barbiturici, i ricchi malcapitati per poi svuotargli la carta di credito. Queste ragazze disperate alla fine fanno fortuna e la cosa divertente è che “verranno denunciate solo molto tardi dai truffati anche per la vergogna delle vittime di essere stati gabbati da donne” spiega oggi a Roma la regista Lorene Scafaria (è di origini calabresi ndr)”.In Le ragazze di Wall Street, dice ancora la regista, “non c’è solo una storia di spogliarelliste, ma soprattutto un’esplorazione della crisi economica e del sogno americano. É una storia che parla dei nostri tempi e che comunque non vuole giudicare, né uomini, né donne. Ma è anche una vicenda che racconta due strade diverse legate a generi e capitalismo: per le donne c’è la quasi obbligata ricerca della bellezza e, per gli uomini la necessità di diventare ricchi”. E aggiunge la Scafaria: “Ho parlato con molte spogliarelliste e ho scoperto che, durante la crisi, sono tornate a fare le casalinghe. Quella fu una specie di tempesta perfetta per il capitalismo americano. Sono cresciuta – continua – con delle amiche che hanno fatto per un certo periodo proprio le spogliarelliste per pagarsi gli studi. Alcune spogliarelliste che ho conosciuto erano poi le donne piu felici del mondo prima della crisi, avevano i loro sogni riuscivano a fare soldi rapidi, ma ora quei tempi sono molto lontani”.E il capitalismo? “È un sistema marcio, il capitalismo è la peggior firma di sfruttamento specie nei confronti delle donne. È un sistema che garantisce solo i ricchi e così la storia delle spogliarelliste e solo una delle tante di gente che vuole sopravvivere in questo sistema malato”. Premiato al box office Usa il film, che ha incassato nelle prime cinque settimane di programmazione ben 102 milioni di dollari e 33,2 milioni di dollari nel primo week end, è stato girato in soli 29 giorni. Frase cult, quella che dice Ramona (Jennifer Lopez) la leader del gruppo, spogliarellista, campionessa di pole dance e anche la donna che ha inventato il cocktail di stupefacenti che rendono gli uomini dei veri e propri involontari bancomat: “Questa città, l’intero paese è solo un immenso strip club. C’è gente che spende i soldi e gente che balla”.

Lucia Bosè, mai il cinema prima della vitaAttrice, Visconti? come un fratello, Gardner la più bella

23 ottobre 201919:55

– Solare, ironica, trascinante nella sua simpatia, Lucia Bosè 88 anni splendidamente portati, ha sempre avuto ben chiare le prorità, da quando 11enne, durante la guerra, dopo il bombardamento della sua casa, vicino Milano, “la mia famiglia, andando via con tutte le nostre cose, si stava dimenticando di me, che ero vicino alle macerie. Ho corso e mi sono attaccata alla corda di uno dei carri, e sono ancora attaccata a quella corda”. Lei ha capito in quel periodo “che la vita va vissuta appieno, guardando sempre avanti e sono arrivata alla mia età felice e serena”. L’attrice lo racconta nell’incontro con il pubblico organizzato per l’uscita di ‘Lucia Bosè. Una biografia’ di Roberto Liberatori (Edizioni Sabinae).
Il cinema “per me è stato un mestiere che ho cercato di fare con arte. Non gli ho sacrificato tutto, volevo continuare a vivere” spiega. L’ora è stata densa di aneddoti, riflessioni e risate. “Visconti – dice – era come un fratello, quasi un amante. Mi ospitò anche a casa sua e fu lui a scoprirmi. Avevo 15 anni, venne nella pasticceria a Milano dove lavoravo, mi guardò e mi disse che ero un animale cinematografico. Allora mi sembrava matto”. Ava Gardner “è stata la donna più bella che abbia mai visto, era molto simpatica e selvaggia”. Da 60 anni Lucia Bosè vive in Spagna (dove si trasferì per sposare Dominguin (“lì mi consideravano, esendo italiana, comunista e qui il contrario, siccome vivevo sotto la dittatura franchista”.

Le armature dell’Ultimo Cavaliere in mostra al MetDedicata a Massimiliano I, Sacro Romano Imperatore

NEW YORK23 ottobre 201920:10

– II duca di Borgogna muore. Maria, figlia unica, e’ decisa a governare, ma la legge impone un uomo a capo dei feudi. Le pressioni perche’ sposi Carlo, figlio di dieci anni del re di Francia, sono forti. Per evitarlo lei sceglie il diciassettenne squattrinato ma ambizioso Massimiliano d’Asburgo. Comincia cosi’, come in un episodio di “Trono di Spade”, la grande mostra del Met di New York dedicata a Massimiliano Primo, Sacro Romano Imperatore e “Ultimo Cavaliere”, di cui quest’anno ricorrono i 500 anni dalla morte.
Tutto l’impero poneva in Massimiliano le più grandi speranze: un “wunderkind” inviato da Dio per realizzare grandiose imprese.
“The Last Knight” e’ un tour de force di 180 oggetti di oltre trenta collezioni in Europa, Medio Oriente e Stati Uniti: disegni, stampe, dipinti, sculture, vetrate, arazzi, ma soprattutto armature sontuose e terrificanti, da guerra e da parata, lavorate a sbalzo con metalli preziosi e perfino avorio, ebano, madreperla e corallo. Erano la passione del sovrano che con le sue committenze (e degli Asburgo dopo di lui) diede impulso all’arte armoriale a Milano, Mantova, Innsbruck e Norimberga. La prima, firmata Lorenz Helmschmid (Augsburg, 1480), illustra l’incrocio tra arte della guerra e moda.
Disegnata per un re ancora adolescente, doveva proteggerlo dalla testa alle unghie dei piedi, rivestiti con una scarpa di metallo dalla punta uncinata.

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Reggia Venaria star campagna ArtBonus
Beneficio fiscale del 65% per donazioni, raccolti finora 387mln

TORINO22 ottobre 2019 14:47

– La Reggia di Venaria con il suo giardino, alle porte di Torino, sarà protagonista del nuovo spot per la campagna nazionale dedicata al mecenatismo culturale ArtBonus del Ministero della Cultura e del Turismo.
La nuova campagna del Governo, promossa dal ministero guidato da Dario Franceschini, si concentra sulla tutela del patrimonio culturale e invita tutti a diventare mecenati usufruendo del beneficio fiscale del 65% per le donazioni a sostegno della cultura e dello spettacolo.
Grazie alla misura, introdotta da Franceschini nel 2014, sono stati finora raccolti oltre 387 milioni di euro da parte di 12.755 mecenati per oltre 3.300 interventi. E con il leitmotiv diventa anche tu un mecenate lo spot invita a regalare emozioni partecipando al restauro di opere d’arte ma anche al sostegno dello spettacolo dal vivo.

Musica: Ron chiude tour omaggio a Dalla nella sua BolognaIl 23 dicembre al teatro Europauditorium
BOLOGNA22 ottobre 2019

– Si concluderà il 23 dicembre al teatro Europauditorium di Bologna ‘Lucio!! Il tour’, omaggio live di Ron all’amico di sempre Lucio Dalla. Il tour, partito da Milano nel maggio 2018, si chiude nella città che ha dato i natali a Dalla: Ron racconta Lucio, dall’infanzia agli ultimi tempi, attraverso le sue canzoni e contributi video e foto inediti, per uno spettacolo pensato come una piece teatrale. In scaletta i brani più importanti che Ron e Dalla hanno scritto insieme e molti altri del repertorio di Dalla, da ‘Piazza Grande’ a ‘Henna’, da ‘Anna e Marco’ a ‘Tutta la vita’. Alcune canzoni sono state reinterpretate da Ron e raccolte nell’album ‘Lucio!’ (uscito a marzo 2018 e contenente ‘Almeno pensami’, inedito di Dalla interpretato da Ron a Sanremo) e nel live ‘Lucio!!’, uscito lo scorso aprile.
“Il tour di Ron è stato un grande omaggio a Lucio e un ricordo affettuoso da parte di un caro amico – dice Andrea Faccani, presidente di Fondazione Lucio Dalla – Siamo felici che il tour si concluda a Bologna”.

Archeologia: scoperte a Luxor 30 nuove mummie, anche 3 bimbi

NAPOLI22 ottobre 201915:49

– Trenta sarcofagi intatti, sigillati e dipinti, sono stati ritrovati nel sito archeologico di Luxor, in Egitto in una stanza segreta. Lo ha annunciato in una conferenza stampa il ministro egiziano per le Antichità, Khaled El-Enany, parlando di una “scoperta eccezionale” e spiegando che la sala di Al-Asasif Cachette celava le tombe di sacerdoti e sacerdotesse della 22ma dinastia.
A ritrovare i sarcofagi, che contengono 23 uomini, 5 donne e tre bambini, è stato il team di ricerca egiziano di Mostafa Waziri, segretario generale del Supremo consiglio delle antichità ed è la prima scoperta di nuovi sarcofagi a Luxor sin dalla fine del 19mo secolo.
Tra le tombe già note a Luxor ci sono le mummie reali al Al-Deir Al-Bahari scoperte nel 1881 e del re Amenotep II ritrovata nel 1898. El-Enany ha sottolineato che i nuovi sarcofagi sono stati trovati raggruppati in una tomba nascosta su due livelli. Il primo piano conteneva 18 sarcofagi, il secondo 12. Durante la presentazione, El-Enany insieme con il famoso egittologo Zahi Hawass e Waziri hanno aperto due sarcofagi che hanno rivelato due mummie molto ben conservate di un uomo e una donna. I sarcofagi saranno ora sottoposti a restauro prima di essere trasportati al Gran Museo Egizio del Cairo e messi in mostra in una sala speciale.
Waziri ha descritto la scoperta come la più grande da molti anni, sottolineando che alcuni sarcofagi sono dipinti con scene dal libro dei morti e i titoli dei cadaveri che contengono mentre altri sono solo in parte dipinti e altri ancora non hanno pitture. L’archeologo ha aggiunto che le ricerche continueranno nel sito.

Altan, un mondo di cinismo e tenerezzaDa Pimpa a Cipputi, la storia dell’artista nell’omaggio al Maxxi

22 ottobre 201916:01

– La dolce cagnolina Pimpa, il dio maldestro Trino, l’implacabile metalmeccanico Cipputi, e poi una miriade di altri volti: ci sono davvero tutti i “figli” di Francesco Tullio Altan, noto semplicemente come Altan, nella mostra-omaggio allestita al Maxxi dal 23 ottobre al 12 gennaio.
A cura di Anne Palopoli e Luca Raffaelli, e intitolata “Altan.
Pimpa, Cipputi e altri pensatori”, l’esposizione offre in un coloratissimo, visionario percorso una immersione totale nella storia artistica del grande disegnatore, tra tavole originali, poster, illustrazioni, libri, quadri, filmati. Guardando sulle pareti, sui tavoli e perfino sul pavimento davvero ci si perde tra sorrisi e amarezze, ricordi di bambini e voli di fantasia, riflessioni su come il mondo e noi siamo cambiati nel passaggio al nuovo millennio: lungo decenni di attività, lo sguardo di Altan, trevigiano, classe 1942, è sempre stato incredibilmente lucido, tagliente sì ma mai rancoroso, capace di rappresentare in pochi tratti e in poche parole un pensiero articolato mettendo su carta il coraggio di dubitare.

Moda: Sigrid firma giacca di Norrona in Gore-TexIspirazione anni ’80 vintage nei colori scelti dalla cantautrice

22 ottobre 201916:18

– La cantautrice Sigrid ha disegnato e provato la sua personale giacca in Gore Tex impermeabile e traspirante di Norrona per la stagione primavera/estate 2020.
Con l’aiuto del team di Norrona, Sigrid, testimonial del marchio Gore-Tex ha creato il suo anorak: una giacca a vento impermeabile con cappuccio composta da laminati Gore-Tex Pro. Il design trae ispirazione dall’iconica giacca vintage di Norrona ma si arricchisce di nuove caratteristiche. Il modello affonda le sue radici nel dna di Norrona, al tempo delle spedizioni degli anni Ottanta nella palette cromatica scelta da Sigrid.
Una volta ultimato il disegno e completati i processi di adattamento e produzione, Sigrid ha collaudato il prototipo della giacca nel laboratorio di Gore-Tex. Il capo è stato sottoposto a numerose prove di sollecitazione del materiale, come il test della pressione di ingresso dell’acqua, il test di sgualcimento e flessione nonché molti cicli di lavatrice. Sigrid ha anche provato il prototipo finale della nuova giacca nella camera della pioggia e nell’area dedicata a ricreare le perturbazioni atmosferiche.

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Burberry lancia B Bounce suo primo videogame
Dopo Gucci e Vuitton anche il brand britannico segue il trend

22 ottobre 201916:23

– Burberry ha annunciato il lancio di B Bounce, il suo primo gioco online che consiste nel raggiungere la luna tramite un avatar a forma di cervo, il quale indossa una delle Thomas Burberry monogram puffer jacket a scelta del giocatore. Per i partecipanti ci sono in palio diversi premi, da custom made gif a giacche Burberry virtuali personalizzabili. Il primo premio è una giacca proveniente dall’ultima collezione di piumini Burberry, disponibile però ai soli giocatori in Uk, Usa, Canada, Cina, Giappone e Corea. Il gioco, lanciato insieme alla nuova collezione di piumini del brand, è disponibile sulla piattaforma web del marchio guidato da Marco Gobbetti, ma anche tramite il maxi schermo all’interno del flagship store di Burberry in Regent Street, a Londra. “Abbiamo fatto degli esperimenti con i videogiochi in Cina -. ha commentato Mark Morris, senior vice president of digital commerce di Burberry.
ma B Bounce è il nostro primo gioco nato per intrattenere e connettersi con i nostri nuovi e giovani consumatori”.

Tv: X Factor, al via da giovedì sera le puntate dal vivoOtto puntate nella nuova sede a Monza, ospiti Mika e Coez

MONZA22 ottobre 201917:31

– Nella nuova sede della X Factor Dome a Monza è tutto pronto per la partenza della fase live del talent di casa Sky. Malika Ayane, Samuel, Mara Maionchi e Sfera Ebbasta hanno composto le loro squadre e si daranno battaglia a suon di note per otto serate di fila, a partire da questo giovedì. Mika e Coez saranno gli ospiti della prima serata, mentre Achille Lauro e Pilar Fogliati condurranno l’Extra Factor, che da quest’anno diventa un late night show. L’ex concorrente Luna Melis è invece al timone della striscia quotidiana X Factor Daily. “In ogni format c’è sempre una componente di ripetitività – ha detto Alessandro Cattelan, più che confermato alla conduzione – ma quest’anno ci sono delle novità e le scelte musicali vanno sempre più verso i concorrenti che sanno scrivere bene oltre che cantare”).
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Nella nuova sede dell’X Factor Dome a Monza è tutto pronto per la partenza della fase live del talent di casa Sky.Malika Ayane, Samuel, Mara Maionchi e Sfera Ebbasta hanno composto le loro squadre e si daranno battaglia a suon di note per otto serate di fila, a partire dal 24 ottobre, dal vivo nel palazzetto monzese trasformato per l’occasione da Candy Arena a nuova casa del talent show, così come in diretta su Sky e Now TV. “Cresce la qualità dei concorrenti in gara e cresce anche X Factor – ha commentato Nils Hartmann, direttore delle produzioni originali di Sky – perché quest’anno siamo ospiti di una struttura da duemila posti a sedere. Abbiamo molte novità e possiamo dire che X Factor resta la migliore celebrazione della musica in televisione”.Sul versante della gara, per la squadra degli Under Uomini, Malika Ayane ha deciso di portare ai live la formazione composta da Davide Rossi, Enrico Di Lauro e Lorenzo Rinaldi. “Ho sempre frequentato poco la televisione se non per cantare qualche minuto e poi andare via – ha detto la Ayane – quindi sto cercando di farmi capire dal pubblico. Con la mia squadra sto lavorando tanto su tutto quello che è musica”. Nella squadra delle Under Donne di Sfera Ebbasta, le concorrenti in gioco saranno invece Giordana Petralia, Mariam Rouass e Sofia Tornanbene. “Lascerò scegliere alle ragazze il loro percorso musicale nei live – ha spiegato Sfera – e anche se la scelta di chi chi portare a questa fase di gara è stata sofferta, penso di aver fatto bene”. Formazione pronta alla partenza anche quella di Mara Maionchi alle prese con gli Over di Eugenio Campagna, Marco Saltari e Nicola Cavallaro. “I ragazzi devono trovare la loro dimensione – ha commentato la giudice Maionchi – ma penso ce la faranno. Il lavoro e la determinazione pagano sempre”.La terza novità in giuria per il talent di Sky, prodotto da Fremantle, è poi Samuel dei Subsonica alle prese con la categoria Gruppi, composta dai Booda, dai Seawards e dai Sierra. “In mezzo a tante belle voci io cercavo qualcuno che sapesse scrivere bene – ha detto Samuel – e questo mi ha portato a fare certe scelte magari difficili da capire. Più che decisioni folli, penso di aver fatto una scommessa”. Confermatissimo, alla conduzione, Alessandro Cattelan.”X Factor è un format – ha detto il presentatore – e come tutti i format ha una componente di ripetitività. Noi però portiamo anche tutta una serie di novità che partono dai giudici e si spingono oltre. Anche le scelte musicali si sono spostate rispetto agli inizi, quando si sceglievano per lo più solo grandi voci, in linea con le edizioni all’estero dove però esiste un altro concerto di popstar”. Sul fronte ospiti, per l prima serata sono stati convocati Mika e Coez, mentre la novità dell’Extra Factor, che da quest’anno diventa una sorta di late night show, è nella conduzione affidata a Pilar Fogliati, rivelazione comica del web, oltre che ad Achille Lauro. Luna Melis, giovanissima rapper sarda che ha conquistato il terzo posto ad X Factor 2018, è stata invece scelta per condurre X Factor Daily, la striscia quotidiana dedicata al talent con i suoi retroscena.

Mostre: a Palazzo Lombardia opere di Laura e Salvatore Fiume

22 ottobre 201917:59

– Una mostra celebrativa dell’unione tra padre e figlia che li ha portati a sperimentare e lavorare insieme nell’arte dal 1976 al 1997: fino al 29 ottobre è possibile visitare negli spazi di Regione Lombardia, in via Galvani, la mostra di Laura e Salvatore Fiume che offre l’opportunità di scoprire le affinità e le differenze fra questi due artisti, padre e figlia, che solo una volta hanno esposto le loro opere nella stessa mostra, nel 1990, scegliendo di dipingere entrambi sullo stesso materiale: lo specchio. Salvatore Fiume è uno dei più grandi artisti del ‘900 italiano.
Sue opere sono conservate in alcuni dei più importanti musei del mondo, dai Musei Vaticani all’Ermitage di San Pietroburgo, dal Moma di New York al Museo Puskin di Mosca. A più di vent’anni dalla sua scomparsa la mostra che racconta di un sodalizio artistico e umano che negli anni gli ha portati a sperimentare nei grandi spazi di una ex-filanda a Canzo, in Brianza, fra studi di pittura e laboratori di ceramica, serigrafia e litografia. L’uso di materiali diversi dalla tela L’elemento comune che gli distingue e unisce è dato dal punto di partenza delle opere. Le opere di Salvatore Fiume, scelte per questa mostra, appartengono ad un arco produttivo che va dal 1964 al 1996 e furono realizzate su diversi supporti come carte da parati o tessuti. Questi materiali fecero il loro ingresso nella pittura di Fiume al suo ritorno da un soggiorno a Londra negli anni ’60. Le opere di Laura Fiume, presenti all’esposizione, sono invece state realizzate dopo la scomparsa del padre, fra il 2006 e il 2019, e celebrano il mondo del design attraverso opere in ceramica e d’arredamento per interni e collaborazioni con aziende prestigiose. Le opere esposte sono un omaggio all’opera di tre grandi architetti: Paola Navone, Gio Ponti e Philippe Starck. La figura di Gio Ponti fu molto importante nella vita di Salvatore Fiume e della sua famiglia perché fu lui a commissionargli i dipinti per i transatlantici Giulio Cesare e Andrea Doria negli anni ’50. Laura invece ha dedicato al grande architetto cinque opere, ispirandosi agli elementi del suo lavoro che più l’hanno colpita.

Judy, una tragedia hollywoodiana da OscarRenee Zellweger si è trasforma nella leggenda Garland

22 ottobre 201920:28

“Non vi dimenticherete di me” dice Judy Garland nell’ultimo concerto a Londra nel 1969, quando depressa e piena di barbiturici vuole ancora una volta essere cullata dall’abbraccio del pubblico che da 40 anni la adora e a cui ha dedicato e anche sacrificato la sua vita. Ma il tempo con lei non è stato clemente: chi oggi si ricorda di quella performer incredibile, una delle più grandi di sempre, che a 16 anni già era la star bambina del Mago di Oz e a 47 è morta per overdose di pasticche? Il regista Rupert Goold ha detto che il film vuole proprio far ‘ri-scoprire’ la leggenda ai giovani: A trasformarsi in Judy è una Renee Zellweger che i rumors già indicano favorita per le nomination agli Oscar.
Il film, presentato alla Festa di Roma esce in sala con Notorius il 16 gennaio 2020. In Judy siamo lontani dalla struttura classica del biopic: si racconta il periodo finale della sua vita, con molti flashback sugli step più importanti.
Ha detto Renée Zellweger: “Pensavo che in questo film ci fosse l’opportunità di esplorare qualcosa che non viene spesso considerata quando si pensa a questa personalità immensa: cosa lei riponeva nel suo lavoro e quanto ciò le sia costato”. Judy Garland rappresenta, nel bene e nel male, la Hollywood dell’epoca d’oro quando produttori e agenti controllavano ogni cosa della vita della loro star proprio per renderla una star (distruggendone il privato).
Quattro matrimoni che non la salvarono dalla depressione, tre figli (la prima è Liza Minnelli), un continuo contrasto psicologico tra il richiamo del palcoscenico, dell’affetto dei fan e i sensi di colpa come genitrice perennemente in tour, un abuso di farmaci sin da ragazza quando gli agenti le inducevano il riposo con pasticche per dormire o per stare sveglia per lavorare, Judy dice nel film “voglio solo quello che vogliono tutti, l’amore, ma per me è stato molto più difficile”.
La trasformazione di Zellweger è impressionante: il regista e i produttori l’hanno scelta per il suo lato comico, sexy, emotivamente disponibile che Judy ha sempre avuto ma certo l’attrice americana di Bridget Jones ha messo del suo. “una perfezionista”, ha detto il regista.

Ronaldo super eroe in ‘Striker Force 7’Graphic novel in Italia per Magazzini Salani, 11/11 primo volume

22 ottobre 201918:21

– Cristiano Ronaldo è il super protagonista della serie ufficiale di graphic novel ‘Striker Force 7′, creata dall’attacante della Juventus FC e dall’ideatore di supereroi Sharad Devarajan, che sarà pubblicata in Italia da Magazzini Salani, un marchio di Adriano Salani Editore (Gruppo editoriale Mauri Spagnol). “Così come il calcio avvicina le culture e le persone di tutto il mondo, credo che le grandi storie e i loro protagonisti possano fare lo stesso. È per questo che sono entusiasta di unire in questo progetto la passione per il calcio e quella per i supereroi” dice Cristiano Ronaldo, nella nota che annuncia la pubblicazione di Magazzini Salani. Il primo volume Striker Force 7. Un gioco di squadra (128 pagine – 14,90 euro) uscirà l’11 novembre 2019 e sarà disponibile, per due mesi, anche in edicola, in distribuzione esclusiva con La Gazzetta dello Sport, a 12.99€ , oltre il prezzo del quotidiano).
La Striker Force 7, la più grande agenzia segreta al mondo, deve difendere la Terra dalla distruzione architettata da un gruppo terroristico dai modi violenti e dalle intenzioni minacciose. Per farlo, avrà bisogno di qualcuno che possa manovrare e gestire i poteri di una incredibile intelligenza artificiale… a forma sferica. L’idea di chiedere a Cristiano Ronaldo potrebbe sembrare follia, ma quando è in gioco l’incolumità di tutti noi l’errore più grande sarebbe quello di accontentarsi. All’interno del primo volume della serie, oltre alla storia originale composta da oltre 100 tavole a colori, i lettori troveranno numerosi materiali esclusivi, tra artwork e “making of” del progetto. È possibile preordinare il libro in tutte le librerie e su Amazon Ibs.

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Rai: c.destra, mail Salini anticipato intervista Conte a Tg1

22 ottobre 201918:32

– L’intervista dal premier Giuseppe Conte a Speciale Tg1 sulla Turchia mercoledì scorso, 16 ottobre, finisce sotto accusa da parte del centrodestra in Vigilanza Rai.
“E’ stata annunciata il martedì da una mail dell’Ad Salini non destinata alla direttrice di Rai 1 De Santis, che ha scoperto tutto a cose già fatte”, ha affermato Massimiliano Capitanio (Lega), componente della Commissione, in conferenza stampa alla Camera assieme ai colleghi di Forza Italia Giorgio Mulè e di Fratelli d’Italia Daniela Santanché. “Vogliamo che Salini e Carboni (direttore Tg1, ndr) vengano a riferire in Vigilanza”, è la richiesta del centrodestra.
“Domani in Commissione chiederemo di votare una risoluzione per riequilibrare l’informazione sulle reti Rai a beneficio dell’opposizione – dice Mulè -. Quel monologo di 31 minuti di Conte, dedicato alla manovra in uno speciale sulla Siria, incide sulla campagna per le regionali in Umbria. Nonostante sia stata una pagina nera e oltretutto con il 7% di share, contro il 22 di media della rete, la Rai non ha ancora fatto alcun intervento”.

Moda: Michael Kors all’Onu contro fame nel mondostilista americano ha rinnovato sostegno al World Food Programme

NEW YORK22 ottobre 201918:34

– Michael Kors porta alle Nazioni Unite la sua strategia nella lotta alla fame nel mondo: lo stilista americano, 60 anni, ha rinnovato i suo sostegno al World Food Programme, l’agenzia di cui e’ ambasciatore di buona volontà, con una nuova capsule collection i cui ricavi sono interamente destinati alla campagna Watch Hunger Stop. Con Kors sono venute al Palazzo di Vetro l’attrice Lupita Nyong’o e la responsabile del WFP per il Nicaragua Antonella D’Aprile. Al centro della discussione, moderata dalla scrittrice e artista Cleo Wade, il ruolo vitale dei pasti scolastici nella lotta contro la fame. “C’e’ questo proverbio, la carita’ comincia a casa, e io sono stata cresciuta con questa filosofia e anche a considerare la filantropia parte della mia responsabilita’ umana, ha detto la Nyong’o. “Nessuno può’ fare tutto, ma tutti possono fare qualcosa”, ha aggiunto la D’Aprile: “Tornate nelle vostre comunità, parlate di questa campagna, parlate di quel che ha detto recentemente Lupita sui social media: ci sono cose sbagliate, ma le possiamo aggiustare”. Kors ha ribadito che “la fame e’ un problema risolvibile, c’e’ cibo abbastanza nel mondo. Dobbiamo fare rumore, far sapere alla gente che puo’ fare qualcosa. La realtà’ e’ che istruzione e nutrizione prese assieme sono un incredibile win-win'”.

In terme galleria d’arte permanenteMostra Kouroi della pittrice Carla Rigato su corpo e mente

23 ottobre 201911:49

– Il benessere dialoga con l’arte per stimolare e raccontare l’armonia tra corpo e mente. E’ quanto accade all’interno delle Terme Preistoriche di Montegrotto (Padova), dove debuttano, in occasione della prima edizione dell’Unconventional Wellness Festival, la Neró Art Gallery e la Neró Spa New Experience. E’ il primo esperimento italiano di ibridazione permanente tra una spa e una galleria – viene affermato dagli organizzatori – che vedrà ospitare a rotazione diversi artisti italiani e internazionali chiamati ad interpretare il tema della bellezza legata al benessere. La prima mostra, visitabile dal 26 ottobre al 19 aprile 2020 con ingresso gratuito, è ‘Kouroi’ della pittrice Carla Rigato: otto grandi tele che omaggiano il concetto di bellezza proprio dell’antica Grecia. La vernice si terrà, venerdì prossimo alle 19, con la curatrice Antonietta Grandesso, responsabile culturale dello Spazio Thetis di Venezia.
‘Kouroi’ propone otto tele di grandi dimensioni pensate e realizzate da Carla Rigato appositamente per essere inserite nello spazio della Neró Art Gallery. “Otto ragazzi – spiega la curatrice – che sono il risultato non solo di anni di lavoro e di studio, ma in particolare di una profonda riflessione sulla bellezza e sull’armonia: i suoi Kouroi”. Il Kouros era, nella Grecia arcaica, un giovane nel pieno del suo sviluppo fisico e interiore, la sua nudità è simbolica e rappresenta la virtù del coraggio, ma è anche funzionale alla rappresentazione della forza fisica che rinvia alla forza morale, intesa come equilibro e armonia interiore.

Sanremo Giovani: in gara malato di SlaIl 3 novembre appuntamento al Teatro delle Vittorie

ORISTANO23 ottobre 201912:32

– Da quattro anni la Sla gli impedisce di comunicare con la sua voce e di muoversi autonomamente, ma Paolo Palumbo, il giovane chef di Oristano che ha conquistato l’attenzione anche di Barack Obama, non si arrende alla malattia e dopo aver scritto un libro di ricette e guidato un drone con gli occhi, ora punta senza esitazioni al palco di Sanremo giovani. Con la sua band, Iostoconpaolo, e la sua canzone, Io sono Paolo, della quale ha scritto parole e musica con la collaborazione del rapper Anastasio (vincitore della scorsa edizione di XFactor), Palumbo ha già superato la prima selezione assieme ad altri 64 giovani promesse.
Prossimo appuntamento il 3 novembre al Teatro delle Vittorie di fronte alla Commissione Musicale presieduta da Amadeus, in veste di direttore artistico. “Se si classifica fra i primi 20 potrà giocare le sue carte per arrivare a Sanremo Giovani in televisione nella trasmissione Italia SI condotta da Marco Liorni”, ha spiegato il suo manager Raffaello Di Pietro.

GFF: da oggi online regolamento per diventare giuratiAttesa finita per quanti sognano di diventare giurati

SALERNO22 ottobre 201916:43

– Attesa finita per quanti sognano di diventare giurati del Giffoni Film Festival. Da oggi è online sul sito (giffonifilmfestival.it) il regolamento per far parte della grande famiglia di #Giffoni50. Dall’11 novembre sarà possibile candidarsi. “Siamo pronti – spiega il direttore di Giffoni Opportunity, Claudio Gubitosi – ad accogliere le migliaia di richieste per formare la squadra di oltre seimila giurati che parteciperanno alla 50esima edizione del Giffoni Film Festival, in programma dal 16 al 25 luglio”. Per l’edizione 2020 sono previste alcune importanti novità. Chi vorrà fare parte della sezione Generator (+13, +16 e +18) non dovrà limitarsi a inviare la propria candidatura per poi incrociare le dita e attendere i risultati del sorteggio. Gli aspiranti jurors dovranno compilare un questionario suddiviso in moduli, attraverso il quale spiegare le ragioni più profonde che li spingono a voler far parte del Festival. Per tutti le domande dovranno essere inviate entro il 29 dicembre. Per la sezione Elements +3 non ci sarà bisogno di fare selezione, i primi 500 che si iscriveranno alla piattaforma Eventival entreranno di diritto a far parte della giuria. Per gli Elements + 6 e +10, laddove le richieste dovessero superare il numero di posti a disposizione, si provvederà al sorteggio sabato 11 gennaio. Per i Generator +13, +16, +18 – sebbene i termini per l’invio della candidatura siano fissati per il 29 dicembre – verrà assegnato un punto in più in fase di valutazione a coloro i quali si iscriveranno sulla piattaforma Eventival e risponderanno al questionario entro e non oltre l’11 dicembre. A partire dal 13 gennaio Giffoni Opportunity contatterà tutti i ragazzi che non hanno mai partecipato al Festival per conoscerli e confrontarsi con loro. L’incontro avverrà via Skype o telefonicamente, mentre i giurati del territorio saranno accolti negli uffici della direzione. Dopo il 15 febbraio l’Ufficio Giurie invierà a tutti i selezionati le informazioni per poter formalizzare le iscrizioni. Previste novità anche per le Masterclass: il regolamento sarà on line dal primo febbraio e tutti gli interessati avranno tempo fino al 28 febbraio per potersi iscrivere.

John Travolta, ora Tony Manero balla il tango alla Festa di RomaIl suo ultimo film low budget, ‘The Fanatic’ è un thriller

23 ottobre 201913:01

John Travolta è arrivato a Roma per la Festa del cinema. Oggi il Tony Manero de ‘La febbre del sabato sera’ rimasto in lui balla ancora e balla il tango: “Proprio ultimamente ho fatto un video con un un mio amico Armando Perez, un rapper con nome d’arte Pitbull, dove ballo il tango. Andate a vederlo si trova su Internet. Comunque – ci tiene a dire – a ballare ballo ancora”.John Travolta ha il cuore d’oro ed è gentile con tutti, lontano mille miglia da Bill Murray e Wes Anderson che alla Festa di Roma non hanno certo brillato per disponibilità durante l’Incontro con pubblico e stampa. Questione di stile ed educazione.

L’attore che ha portato alla Festa di Roma il suo ultimo film low budget, ‘The Fanatic’, thriller diretto da Fred Durst dove interpreta appunto un fan invasato che perseguita il suo divo di riferimento, dice che è lui stess fan di tante persone: James Cagney, che ballava molto bene, Sofia Loren, Fellini, Bertolucci, i Beatles e film come Cabaret, Il padrino. E poi – aggiunge – ho amato anche molto Marlon Brando che era un mio grande amico come Liz Taylor – e conclude-. Non mi sento affatto in imbarazzo nel dire che ero pazzo di queste cose”. Chiodo di pelle nera e jeans scuri, del tutto pelato e con barba, l’attore che ha lavorato con registi come Oliver Stone, Terrence Malick, Brian De Palma, Mike Nichols, Quentin Tarantino e John Woo, sottolinea che i film a cui è più legato sono tre: ‘Grease’, ‘Pulp fiction’ e ‘La Febbre del sabato sera’. Il successo – aggiunge – lo accolto con una certa disinvoltura.Vengo da una famiglia d’artisti e così anche se molto giovane non me ne sono fatto spaventare, ho pensato a come lo avrebbe accolto mia madre”. L’attore di origini italiane, “mia nonna era di Napoli mentre mio nonno siciliano”, spiega poi che il suo viaggio cinematografico più interessante “È stato quello di Pulp fiction perché Tarantino era un giovane regista e mi ha concesso subito grande fiducia. Mi ricordo – aggiunge – che mi suggeriva sempre cose molto semplici e dirette, ma anche molto efficaci”. Che cosa lo ha sostenuto in tutti questi anni nei momenti di crisi? “Sicuramente è il pubblico quello che mi ha aiutato e che mi ha consentito di essere diverso: di vestire i panni di una donna, di interpretare il presidente degli Stati Uniti. Va detto – aggiunge – che non mi sono mai pentito di essere solo un interprete piuttosto che un creatore”.Grandi film a cui ha rinunciato? “Tanti. Da ‘American Gigolo’ a ‘Splash’, da ‘Il Miglio verde’ a ‘Ufficiale gentiluomo’ “. Il suo rapporto con il nuovo cinema? “Sono felice di poter interpretare ruoli da vecchia Hollywood, mai devo dire non sono stato mai amante dei film Marvel che invece amano i miei figli. Io quando ero piccolo guardavo Bergman e Fellini. Credo, comunque che ogni intrattenimento e genere sia valido se rende felice il suo pubblico”. Infine, a chi gli chiede di Scientology, Travolta preferisce non rispondere.

Manovra, Fico: ‘Serve investimento poderoso sulla ricerca’Alla Camera il convegno ‘Patto per la ricerca’

23 ottobre 201911:32

Alla Camera, nella Sala della Regina, il convegno ‘Patto per la ricerca’, promosso dal ministero dell’Istruzione.Partecipano il presidente della Camera, Roberto Fico, i ministri dell’Economia Gualtieri, dell’Istruzione Fioramonti e per gli Affari regionali Boccia.

LA DIRETTA“E’ quanto mai necessario che la sessione di bilancio sia l’occasione per dare concreta attuazione a questo impegno: investire in modo poderoso su quello che è un asset strategico, istruzione, formazione e ricerca – ha dettto il presidente della Camera, Fico -. Abbiamo il dovere di lavorare tutti insieme concorrendo, insieme al Patto, alla transizione verso un nuovo modello di economia e società, basato sulla conoscenza e sulla sostenibilità”.
Fico sottolinea che il Patto per la ricerca “può essere la via per inserire stabilmente la ricerca tra le priorità della agenda politica del nostro Paese, superando un ritardo molto grave che è dimostrato da numerosi indicatori. Sappiamo tutti che l’Unione europea aveva fissato già nel 2000 e ribadito nel 2010 l’obiettivo di portare gli investimenti pubblici e privati in ricerca e sviluppo al 3% del PIL entro il 2020. Ma, secondo i dati OCSE relativi al 2017, siamo ad appena il 2,03% nell’Unione europea e all’1,38% in Italia. Considero inoltre molto preoccupanti anche i divari territoriali all’interno del nostro Paese: oltre i due terzi della spesa totale per ricerca e sviluppo è concentrato in appena cinque regioni (Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto). C’è dunque un ritardo ancor più marcato nel Mezzogiorno che va recuperato se vogliamo rilanciare questa parte del Paese”. “Se vogliamo cogliere e diffondere i benefici della innovazione, occorre dunque migliorare anche la misura e la qualità della spesa per l’istruzione, a tutti i livelli”, ammonisce, ricordando a tal proposito che “le risoluzioni approvate da Camera e Senato sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2019 impegnano espressamente il Governo a provvedere con la prossima legge di bilancio “al sostegno e alla qualificazione del sistema di istruzione, formazione, alta formazione, università, ricerca, innovazione”.
“La manovra la stiamo ancora studiando ed è in evoluzione, si sta facendo un lavoro di sintesi. Sono personalmente preoccupato perché le risorse per la scuola, l’università e la ricerca sembrano essere poche e mi auguro che aumentino”, ha detto il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, a margine della presentazione del “Patto per la ricerca” sostenendo che “le risorse sono molto lontane da quello che era stato l’obiettivo iniziale”. “Io confido nella responsabilità di tutti i partiti politici per fare in modo che in questo Paese si possa dire una volta per tutte che dopo tanti anni di sotto finanziamento il governo e tutte le forze politiche sono davvero impegnate per rilanciare la scuola, l’università e la ricerca, perché senza questo non c’è futuro. E noi non possiamo rinnegare il futuro”, ha concluso Fioramonti.

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Lucia Bosè, una biografia
Diva e icona si racconta, rifarei anche gli stessi sbagli.

23 ottobre 201911:01

ROBERTO LIBERATORI, LUCIA BOSÈ UNA BIOGRAFIA (AE EDIZIONI SABINAE, PP 342, EURO 18,00) Se potesse scegliere chi essere in una prossima vita, vorrebbe essere sempre se stessa e si dice pronta a ricominciare tutto daccapo. Successo, amori, gioie, lutti e sofferenze. È Lucia Bosè, diva e icona dell’Italia e del cinema del dopoguerra, fidanzata bellissima di un bellissimo Walter Chiari, poi moglie di uno dei toreri più famosi di tutti i tempi, Dominguìn, donna che ha fatto sognare e poi anche infuriare la Spagna franchista, e tuttora un’artista che, all’età di 89 anni, non ama guardarsi alle spalle: “considero sprecato un giorno in cui non mi innamoro di qualcosa”, La vita di Lucia Bosè, scorre come in un romanzo, nella biografia scritta da Roberto Liberatori. Sin dalle prime pagine che la mostrano ragazzina quattordicenne, povera e affamata, mentre si aggira tra la folla di Piazzale Loreto davanti ai cadaveri appesi a testa in giù del Duce e della sua amante Claretta Petacci, nel giorno simbolo della fine macabra del fascismo. Nata nel 1931 a Milano da una famiglia operaia, Lucia cresce presto come tutti i bambini della sua epoca, i bombardamenti e la fuga da sfollati. A 16 anni già lavora in una nota pasticceria del capoluogo milanese quando, per una foto scattata e mandata a sua insaputa da un amico coetaneo ad una rivista popolare, le arriva la notizia di essere stata selezionata al concorso per la più bella d’Italia. Ed è proprio lei, sedicenne ultima arrivata, a vincere a sorpresa il titolo nel 1947, grazie a quel suo “faccino spiritoso” di popolana di grande classe. È la svolta. Lucia, nemmeno maggiorenne, si trasferisce a Roma, entra nel clan di Luchino Visconti, da cui è spesso ospitata nella villa di via Salaria, ed entra dalla porta principale nell’avventura del cinema italiano degli anni cinquanta. Lavora in film di Michelangelo Antonioni (“Cronaca di un amore”, “La signora senza camelie”), di Mario Soldati (“È l’amor che mi rovina”) di Giuseppe de Santis (“Non c’è pace tra giù uilivi”) e di tanti altri. Secondo alcuni, il suo era un viso che ricordava quello di Anna Magnani, ma senza le limitazioni regionali e di ruolo della grande attrice. Secondo Pablo Picasso che diventerà suo grande amico, poteva incarnare varie donne rimanendo sempre credibile, un’operaia indurita dal lavoro, una borghese irrequieta, un’aristocratica destinata a soffrire, una coraggiosa emigrante. Durante tutta la sua lunga carriera professionale farà comodo ai registi che cercano una persona, non solo una presenza di scena. Dopo il lungo fidanzamento con Walter Chiari, Lucia trova il vero e forse unico grande amore della sua vita nel torero spagnolo Dominguìn.
Per lui rinuncerà al cinema e si dedicherà ad essere moglie e madre. Hanno tre figli, un quarto muore neonato. Il primogenito, Miguel Bosè, cantate e attore, diventerà a sua volta famoso quanto i genitori. I primi anni di matrimonio sono per Lucia la felicità assoluta “mi sembrava di aver atteso solo quello…”, confessa. Poi i continui e sempre più pubblici tradimenti di Dominguìn la costringono a chiedere la separazione, con grande scandalo in Spagna, dove a quei tempi, solo l’uomo poteva ripudiare la donna e non viceversa. La corte le dà torto, ma il torero acconsente al divorzio e a darle l’affidamento dei figli.
Lucia dovrà però ricominciare a lavorare come attrice per poterli mantenere e di Dominguìn rimarrà sempre innamorata. Il cinema e la televisione l’accolgono a braccia aperte. Lavora in Italia, in Spagna, in Francia. Ma non si ferma al ruolo di attrice. Scrive poesie, apre un “Museo degli angeli”, le creature celesti a cui si sente legata sin da bambina. Aiuta i figli e poi i nipoti a crescere e ad affermarsi. Curiosamente, proprio Lucia Bosè , che è stata musa di registi del calibro di Antonioni e un simbolo per l’immaginario collettivo italiano e spagnolo, confessa di “aver dimenticato” la sua vita cinematografica. “Non ne so il motivo. Forse – spiega in un passaggio del libro – perché l’hanno scritta e diretta gli altri, gli sceneggiatori e i registi che ho incontrato. La mia vita privata, però, quella la ricordo bene, perché sono stata io a dirigerla”.

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Tosca di Puccini al Comunale di Modena
Nuovo appuntamento della stagione lirica il 25-27-29 ottobre

MODENA23 ottobre 201912:57

– La stagione lirica del Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena il 25 ottobre alle 20 (repliche il 27 e 29) ancora nel nome di Giacomo Puccini. Dopo la Bohème inaugurale, tocca alla Tosca proposta nel celebrato allestimento di Alberto Fassini (la regia è ora ripresa da Joseph Franconi Lee) con le scene di William Orlandi. La direzione musicale è affidata a Matteo Beltrami che sarà a capo dell’Orchestra Filarmonica Italiana e del Coro Lirico di Modena.
Il ruolo di Tosca sarà interpretato da Ainhoa Arteta, soprano molto richiesta e ospite nei più prestigiosi teatri del mondo.
Al suo fianco, nel ruolo del pittore Mario Cavaradossi ci sarà il tenore Luciano Ganci mentre in quello del cattivissimo Barone Scarpia il baritono Dario Solari.

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ALLE 14:47 DI MARTEDì 22 OTTOBRE 2019

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In Italia la biografia di Melania Trump
A gennaio per Piemme. Einaudi, interesse per Starnone e Mazzucco

20 ottobre 2019 12:34

– Arriverà in Italia la biografia non autorizzata della First Lady americana, ‘Free, Melania’, scritta dalla giornalista Kate Bennett, con il titolo ‘Melania Trump, la biografia’. La pubblicherà il 14 gennaio Piemme, che lo annuncia in occasione della Buchmesse. Il libro della giornalista della Cnn – in uscita negli Usa il 3 dicembre per Flatiron Books – osserva Melania Trump dall’infanzia in Slovenia ai giorni alla Casa Bianca. Einaudi segnala invece il grande interesse degli editori stranieri per i nuovi romanzi di Gianrico Carofiglio, ‘La misura del tempo’, di Domenico Starnone, ‘Confidenza’ e di Melania Mazzucco, ‘L’architettrice’ (26 novembre).
Newton Compton si è invece aggiudicata dalla Headline i diritti di traduzione su ‘The child on Platform One’ di Gill Thompson (già autrice del bestseller ‘The Oceans Between us’) e da Berla & Griffini ‘La guerra di Mussolini: L’Italia fascista dal trionfo al collasso, 1935-1943’, di John Gooch, esperto di storia italiana tra le due guerre.

Edizione da record per il Festival VerdiRegistrate 26.000 presenze, venduti biglietti per 1,4 mln euro

OLOGNA20 ottobre 201913:17

– È un’edizione da grandi numeri quella del 19/o Festival Verdi che si conclude oggi a Parma. I dati raccolti – in attesa delle ultime rappresentazioni – attestano il record di spettatori e di incasso della storia della rassegna con oltre 26.000 presenze provenienti da tutto il mondo e 1,4 milioni di euro di biglietti venduti. Il ‘Nabucco’, nella produzione di Ricci e Forte diretta da Francesco Ivan Ciampa, vanta il primato dell’incasso per una singola recita con oltre 117.000 euro e per titolo, sfiorando i 400.000 euro, della storia del Festival Verdi, con oltre il 90% di riempimento medio delle recite.
La kermesse collaterale ‘Verdi Off’, giunta alla 4/a edizione, inoltre, ha visto le vie del centro di Parma invase da tanta gente, durante la ‘Verdi Street Parade’ sfociata in oltre 3.500 persone e 1.200 artisti che si sono ritrovati a cantare il ‘Va, pensiero’ riempiendo Piazza Duomo.

L’inossidabile animalierIl maculato supera i confini dei guardaroba e diventa tatuaggio

20 ottobre 201914:10

– L’animalier si conferma una delle fantasie più amate dalla gran parte degli stilisti contemporanei. Ripresa dal manto di alcuni animali, soprattutto da felini e da rettili, dal leopardo al giaguaro fino alla zebra e al pitone, questa stampa, introdotta nel mondo fashion dal maestro Yves Saint Laurent, richiama la natura senza oltraggiarla. Nella moda il maculato è eleganza eccentrica ma chic, tocco di glamour assoluto, stile classico e raffinato, e oggi travalica i confini del guardaroba femminile, come mostrano le collezioni di Versace Uomo e di Alessandro dell’Acqua con la linea N.21. Ma il maculato va oltre il guardaroba e diventa un nuovo modo di tingere i capelli dei ragazzi oppure un esteso tatuaggio da esibire, come mostra la regina del twerking Elettra Lamborghini.

James Blunt, arriva il mio album più onesto’Once upon a mind’ è nuovo lavoro in uscita il 25 ottobre

21 ottobre 201909:40

– S’intitola ‘Once upon a mind’ il nuovo album di James Blunt, in uscita venerdì 25 ottobre. Con una scaletta composta di undici titoli, il lavoro da studio, sesto della carriera di Blunt, riporta l’artista inglese alle radici della sua musica, quelle di ‘Back to Bedlam’. “E’ un album che ha molto in comune con quello del mio debutto – ha raccontato Blunt – ed è estremamente onesto”. Da ‘The Truth’ fino a ‘The Greatest’, Blunt racconta il suo oggi, dopo un percorso che lo ha visto riappropriarsi di alcune di quelle solidità che pensava di avere smarrito con il successo e con tutto quello che ne deriva.”Per un certo periodo è stato come se mi fossi perso – ha spiegato il cantautore inglese, che da qualche tempo vive ad Ibiza – perché con il successo per me sono arrivati anche i problemi. Il mondo diventa improvvisamente diverso quando hai l’attenzione dei media addosso e diventa problematico scrivere canzoni in modo onesto e sincero, semplicemente perché ti rendi conto che quando stai scrivendo è come se nella stanza insieme a te ci sia il pubblico intero. Così ti fermi troppo a chiederti se le persone potranno apprezzare o meno quello che stai scrivendo”. James Blunt ha pubblicato il suo primo album ‘Back To Bedlam’, ormai quindici anni fa, assieme al singolo ‘You’re Beautiful’ che è diventato in breve tempo un successo mondiale, catapultando l’ex soldato dell’esercito inglese, con una missione in Kosovo alle spalle, nel James Blunt da record di vendite di dischi e dagli interminabili tour. “Dopo la pubblicazione dello scorso album – ha ricordato la voce delle nuove ‘Cold’ e ‘5 Miles’ – sono partito per un tour che è durato diciotto mesi. Ho finito di girare il mondo a settembre 2018 e il primo di ottobre sono entrato subito in studio per cominciare a scrivere il nuovo lavoro. Penso ne sia uscito l’album più onesto che abbia mai scritto, perché ogni canzone racconta quello che ho vissuto e quello che sto ancora vivendo”.Tra gli undici brani inediti che compongono ‘Once upon a mind’ c’è anche ‘Monsters’, dedicato al padre impegnato a combattere con i suoi problemi di salute. “E’ come una canzone che si potrebbe cantare ad un bambino – ha spiegato Blunt – e con la quale cerco di spiegare che certi draghi non esistono. E’ il momento in cui io devo aiutare mio padre come lui ha aiutato me quando ero bambino”. Personale e anche familiare, il nuovo album di Blunt, che si racconta come probabilmente mai aveva fatto prima. “Sono cresciuto – ha detto – e ho più consapevolezza di quello che faccio. Ho imparato a conoscere il circolo della vita, osservando il mio papà, la mia famiglia, i miei figli. Questo album non è scritto pensando al pubblico, ma a loro. E’ un regalo per le persone che amo”. In Italia, James Blunt tornerà anche a suonare dal vivo durante il mese di marzo 2020, per tre concerti organizzati a Milano, Padova e Roma.

P.S. Berlusconi è cittadino di Portofino”La leggenda di famiglia dice che qui sono stato concepito”

PORTOFINO20 ottobre 201914:40

– Pier Silvio Berlusconi ha ricevuto nel Teatrino di Portofino la cittadinanza onoraria del piccolo borgo dei vip. Alla cerimonia con il sindaco Matteo Viacava erano presenti i sindaci di Santa Margherita Ligure e di Rapallo, Paolo Donadoni e Carlo Bagnasco, e il governatore Giovanni Toti. “Sei uno di noi, di Portofino, del Tigullio – ha detto Viacava – ci hai aiutato con la comunicazione a ripartire dopo la mareggiata dello scorso ottobre”. L’ad di Mediaset abita a Paraggi, frazione di Santa Margherita, sulla strada per Portofino, nei pressi del tratto che crollò a causa della furia del mare isolando il borgo. “Non ho fatto niente di straordinario – ha detto Pier Silvio Berlusconi commosso – per me e la mia famiglia è stato naturale rimanere a Paraggi anche se isolati, perché siamo a casa. Voi avete fatto una cosa straordinaria, coccolandoci, proteggendoci, ci avete fatto sentire che ci volete bene. E poi leggenda di famiglia dice che sono stato concepito a Portofino. Sono onorato del riconoscimento”.

Il Guggenheim di New York compie 60 anniL’edificio del 1959 capolavoro dell’architettura contemporanea

NEW YORK20 ottobre 201914:59

– Il museo Guggenheim di New York compie 60 anni. L’iconico edificio, il cui nome completo è ‘Solomon R. Guggenheim Museum’, realizzato da Frank Lloyd Wright e considerato un capolavoro dell’architettura contemporanea, fu inaugurato il 21 ottobre del 1959. Riconosciuto di recente dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità, il museo, che esternamente appare come un nastro bianco avvolto attorno a un cilindro più ampio in cima rispetto alla base, difficilmente passa inosservato, soprattutto se messo a confronto con i grattacieli che lo circondano sulla Quinta Strada. All’interno, la galleria espositiva forma una spirale che sale dal piano terra fino alla cima dell’edificio. Tra le opere esposte nella collezione permanente del Guggenheim ci sono capolavori di Georges Braque, Paul Cézanne, Marc Chagall, Edgar Degas, Paul Gauguin, Vasily Kandinsky, Édouard Manet, Joan Miró, Piet Mondrian, Pablo Picasso, Pierre-Auguste Renoir, Georges Seurat e Henri de Toulouse-Lautrec.

100 Rodari, parte festa centenario 2020Mostre, nuove edizioni e Freccia Azzurra introdotta da Marcorè

21 ottobre 201909:42

– Storie, filastrocche, articoli di approfondimento, materiali scaricabili per insegnanti, poster stampabili, quiz e tanto altro per un anniversario speciale che, proprio per questo, prende il via un anno prima, con protagonista assoluta la fantasia. E’ quello per i cent’anni dalla nascita di Gianni Rodari che si festeggiano il 23 ottobre 2020. Ma tra pochi giorni, il 23 ottobre, parte il countdown in vista delle celebrazioni su http://www.100giannirodari.com, scandito da nuove pubblicazioni e iniziative. A inaugurare ‘100 Gianni Rodari’ sono le Edizioni EL, Einaudi Ragazzi, Emme Edizioni che, in quanto editori unici dell’opera del Premio Andersen 1970, considerato il Nobel della Letteratura per l’infanzia – nato a Omegna il 23 ottobre 1920 e morto a Roma il 14 aprile 1980 – hanno messo in cantiere nuove edizioni ed eventi. Tra i primi titoli ‘Cento Gianni Rodari – Cento storie e filastrocche – Cento illustratori’ e ‘La Freccia Azzurra’ con l’introduzione di Neri Marcorè e le illustrazioni di Camilla Pintonato.

Premio Tenco, Fiorello con Achille Lauro”Ha cantato Lontano lontano? Le canzoni sono di tutti”

SANREMO20 ottobre 201916:22

– Si è chiuso il sipario sul Premio Tenco 2019 con l’esibizione di Gianna Nannini, che al teatro Ariston è stata premiata per aver “abbattuto le staccionate tra la canzone d’autore e il rock”. A tenere banco, anche a giorni dalla sua esibizione, è però ancora la questione dell’esibizione, in apertura della rassegna, di Achille Lauro che ha proposto anche ‘Lontano lontano’ di Tenco. A tornare sull’argomento, nella sua rassegna stampa, è stato Fiorello: “Achille Lauro è stato massacrato perché ha avuto l’ardire di cantare una canzone di Luigi Tenco accompagnato da Morgan. Per me sono due grandi artisti, non soffermatevi a guardare le catene e i tatuaggi di Lauro che è stato invitato al premio Tenco, ma i pezzi che scrive. Vorrei capire se per cantare Tenco o Battisti ci vuole una dignità particolare, oppure questi grandissimi cantautori hanno scritto delle canzoni e le hanno lasciate per tutti. Proporrò ad Achille Lauro di ricantare ‘Lontano lontano’ quando verrà ospite da me”.

Florence Biennale premia Gustav Aceves”Dedico il riconoscimento agli amici del progetto Lapidarium”

FIRENZE20 ottobre 201918:44

– Lo scultore messicano Gustav Aceves, che da anni vive e lavora a Pietrasanta (Lucca), ha ricevuto il premio internazionale alla carriera ‘Lorenzo il Magnifico’ nell’ambito della 12/a ‘Florence Biennale. Mostra internazionale di arte contemporanea e design’, visitabile fino al 27 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze. Il premio gli è stato assegnato “per aver magistralmente rappresentato, attraverso la scultura, frammenti di storia dell’umanità che evocano valori di civiltà e al tempo stesso veicolano un monito a non ripetere gli orrori verificatisi nella storia dell’umanità e delle sue migrazioni”. “È un premio non solo alla mia carriera – ha commentato Aceves – ma anche al progetto Lapidarium che parla di pace e giustizia e in cui sono impegnati tanti amici, cui dedico questo importante riconoscimento”. Alla cerimonia è intervenuto anche il neo ambasciatore del Messico in Italia, Carlos Garcia de Alba.

Viaggio nell’Ermitage con Toni ServilloIn sala il documentario evento sul museo di San Pietroburgo

21 ottobre 201909:59

Più di tre milioni di oggetti d’arte di epoche diverse, 66.842 mq di spazio espositivo, oltre 30 km di percorso di visita e 4,2 milioni di visitatori nel 2018. Sono i numeri di uno dei musei più amati e visitati del mondo: quello dell’Ermitage. E’ a questo luogo straordinario che è dedicato Ermitage. Il Potere dell’Arte, una produzione originale 3D Produzioni e Nexo Digital, realizzata in collaborazione con Villaggio Globale International e Sky Arte, il patrocinio di Ermitage Italia e il sostegno di Intesa Sanpaolo, che arriva in anteprima nelle sale italiane solo il 21, 22, 23 ottobre per essere poi distribuita in tutto il mondo.
Diretto da Michele Mally su soggetto di Didi Gnocchi, che firma anche la sceneggiatura con Giovanni Piscaglia, il documentario fa parte del progetto de La Grande Arte al Cinema ed è stato realizzato con la piena collaborazione del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e del suo Direttore Michail Piotrovskij per raccontare il museo in maniera inedita ed emozionante, attraverso i secoli della storia russa e le vicende culturali che hanno portato allo sviluppo delle sue collezioni nel cuore della città.
A guidarci in questo viaggio l’attore Toni Servillo. E’ lui a farci respirare lo spirito di questi luoghi e delle sue anime baltiche e a presentarci le bellezze dell’Ermitage e di San Pietroburgo, a recitare brani tratti da poesie e romanzi, a narrare le grandi storie che hanno attraversato quelle strade, dalla fondazione di Pietro I allo splendore di Caterina la Grande, dal trionfo di Alessandro I contro Napoleone, alla Rivoluzione del 1917 fino ai giorni nostri. Immagini spettacolari ci portano nei grandiosi interni del Museo e del Palazzo d’Inverno, nel Teatro, nelle Logge di Raffaello, nella Galleria degli Eroi del 1812. Visitiamo i laboratori di restauro e conservazione di Staraya Derevna, i suoi tesori archeologici e la sezione di Arte Moderna e Contemporanea dell’Edificio dello Stato Maggiore, che custodisce le straordinarie collezioni Shchukin e Morozov, con la più grande raccolta di Matisse al mondo.
E si parla anche della città, San Pietroburgo presentata nella sua veste diurna e negli splendori delle sue notti: la Prospettiva Nevskij, il lungoneva, i ponti, il complesso dell’Ermitage, il Cavaliere di Bronzo, le statue di Pushkin, Gogol e Caterina la Grande (amica di penna di Diderot e Voltaire), le dimore nobiliari che si affacciano sui canali. I grandi architetti italiani che la disegnarono – Trezzini, Rastrelli, Quarenghi – sono i progettisti dei palazzi più belli; ma l’anima di San Pietroburgo e della Russia è sfuggente e prova a raccontarla anche una coppia di ‘roofers’, giovani in cerca d’infinito che si arrampicano sui tetti della città offrendo prospettive sorprendenti.

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Edugyan, uno schiavo sul nemboveliero
Orrori dello schiavismo sullo sfondo di un romanzo d’avventure

21 ottobre 201910:03

– ESI EDUGYAN, ‘LE AVVENTURE DI WASHINGTON BLACK’ (NERI POZZA, pp. 398 – 18,00 euro – Traduzione di Ada Arduini).
Il Nemboveliero ideato da Christopher Wilde che vi trascina con sé, in una fuga per la salvezza, il giovane schiavo di colore Washington Black, non può non ricordare, fatte le debite differenze, la Ferrovia Sotterranea di Colson Whitehead, con quell’unire vie fantastiche di liberazione alla denuncia feroce e la narrazione cruda, dura, spietata, tutta sangue, torture e sfruttamento cieco come solo ultimamente viene fatto della vita degli schiavi nell’America della prima metà dell’Ottocento.
Quindi ecco un avvincente, a tratti divertente, in alcuni momenti persino commovente romanzo d’avventure col suo risvolto storico noir.
Qui in realtà siamo in una piantagione di canne da zucchero alle Barbados di proprietà di una famiglia inglese, ma la vita degli schiavi neri non è assolutamente diversa, per lavoro sino allo sfinimento e violenza cieca di ogni punizione e gratuita ferocia, da quella di chi è impiegato nei campi di cotone nel sud degli Stati Uniti. E se ci sono padroni con un barlume di umanità, così ne esistono di sadici senza remore, come Erasmus Wilde che arriva alla piantagione appena ereditata a imporvi le sue regole del terrore.
E’ li che vive e lavora dall’alba al tramonto nei campi Washington Black, detto Wash, sin da quando era un bambino che potremmo dire aveva da poco imparato a camminare e ha ora undici anni Erasmus Black, praticamente un orfano accudito per quel che è possibile da Kit, una vecchia sformata, sopravvissuta grande e grossa schiava nera. E’ li che arriva Christopher Wilde, detto Titch, fratello del padrone, ma scienziato naturalista appartenente alla prestigiosa Royal Society di Londra e inventore, per mettere a punto e sperimentare il suo Nemboveliero, specie di sofisticato pallone aerostatico, cui verrà assegnato uno spaventatissimo Wash come valletto aiutante.
Il ragazzo scoprirà presto che il nuovo padrone, o almeno l’uomo da cui dipende, è assai diverso per natura e umanità dal fratello, in più ha bisogno di una persona che lo possa davvero aiutare e quindi che sappia leggere e scrivere, senza contare che si accorgerà presto del grande dono che ha Wash per il disegno, la capacità incredibile di riprodurre insetti e piante viste nelle esplorazioni giornaliere, cosa apprezzatissima perché in epoca in cui non esisteva ancora la fotografia era essenziale per illustrare e documentare ogni ricerca e testo scientifico. La vita di Wash, che lui vive sempre in pericoloso bilico tra il temuto ritorno ai campi e quel che sta facendo di nuovo, cambia sostanzialmente con la paura di quel che accadrà il giorno che Titch dovesse tornarsene in Inghilterra.
Giorno dopo giorno anche il Nemboveliero viene montato in cima a un colle per prepararlo ai primi voli sperimentali, finché non accade qualcosa di tragico che per Wash comporterebbe sicuramente una punizione esemplare se non la morte, che mette nei guai anche Titch, il quale decide quindi di fuggire subito portando con sé il ragazzo, indispensabile ma anche oramai quasi un amico, utilizzando il suo mezzo di trasporto volante pur senza prima averlo potuto ben sperimentare. Inizia qui una girandola di incredibili avventure che porteranno i due, Wash sempre inseguito dal suo passato e bollato come schiavo fuggiasco e Titch che insegue le sue ricerche, ma oramai legati profondamente, ora assieme, ora cercandosi separati in giro per il mondo, passando di avventura in avventura, di incontro in incontro dall’Olanda all’Artico al Marocco in questo avvincente romanzo molto cinematografico d’invenzioni pop e di momenti d’attenzione psicologica della Edugyan, scrittrice canadese di origini africane.

Nuova luce per Sant’Antonio a PadovaArrivati led con risparmio energetico del 64%, abbattuta CO2

PADOVA21 ottobre 201911:57

– La basilica di Sant’Antonio, a Padova, ha una nuova luce grazie al progetto di riqualificazione che ha visto la collaborazione di Hera Luce, Comune di Padova e Arpav (Agenzia regionale per l’ambiente del Veneto). La Basilica di Sant’Antonio si mostra oggi con una nuova illuminazione che valorizza l’architettura dell’edificio, risparmiando il 64% di energia e abbattendo l’inquinamento luminoso.
Il luogo di culto simbolo della città si mostra in una nuova veste completamente sostenibile, grazie al progetto di riqualificazione dell’illuminazione. Con un intervento molto importante dal punto di vista della sostenibilità ambientale, che ha permesso l’ammodernamento dell’intero impianto di illuminazione della Basilica. I nuovi fari a led, infatti, porteranno ad un risparmio energetico del 63% e all’abbattimento delle emissioni di CO2 di 7,5 tonnellate all’anno, oltre che un decisivo abbattimento dell’inquinamento luminoso.

Mostra ‘Ritratto di donna’ del CorreggioCapolavoro del Rinascimento dal 24 ottobre a Reggio Emilia

REGGIO EMILIA21 ottobre 201911:58

– Arriva dal Museo Ermitage di San Pietroburgo uno dei capolavori del Rinascimento, il ‘Ritratto di giovane donna’ del Correggio, che sarà esposto dal 24 ottobre all’8 marzo ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia. L’opera giunge in prestito in una delle terre di elezione dell’artista reggiano, a cinque secoli dalla sua esecuzione, attorno al 1520, grazie a un accordo firmato dalla città emiliana e dalla Fondazione Palazzo Magnani con l’istituzione russa.
L’esposizione consentirà anche di riprendere lo stato dell’arte sui molti aspetti ancora incerti che caratterizzano il dipinto: il nome della persona ritratta, l’interpretazione dei segni e dei simboli che la ornano, le finalità per cui fu dipinta. L’appartenenza della giovane donna a un rango elevato è dimostrata da una citazione dell’Odissea che corre lungo il bordo della tazza d’oro nelle mani della ragazza e dalla composta eleganza degli abiti, dalla sobria presenza di gioielli, dall’elaborata decorazione dell’acconciatura.

Vasco Rossi, arriva il nuovo branoDal 25 ottobre ‘Se ti potessi dire’
21 ottobre 201912:53

– “Ottobre è il mese della mia ultima nuova canzone! Non vedo l’ora che l’ascoltiate”, scrive Vasco sui suoi social e cresce l’attesa per il nuovo brano, che intitola “Se ti potessi dire” ed esce il 25 ottobre accompagnato da un video di Pepsy Romanoff, il regista che lo segue e lo racconta per immagini da quattro anni.
In attesa che la nuova canzone venga scoperta dalle radio, Vasco dialoga con i suoi follower (oltre 1 milione su Instagram) e mescola le carte anticipando l’uscita (il 6 dicembre) del doppio album/dvd del record dei sei concerti a San Siro, VNSL2019 e non solo. E’ in arrivo, a fine novembre, nei cinema il film che racchiude immagini suoni e parole di due anni del ‘re degli stadi’, trionfatore dell’estate con i Non Stop Live 2018 e 2019, complessivamente 18 concerti e oltre 900mila persone dal sud al nord della penisola. L’anno prossimo pausa dagli stadi e spazio ai VASCONONSTOPFESTIVAL 2020. Confermata la partenza da Firenze Rocks, si aggiunge Imola.

Da 8 novembre stagione Jazz Club PerugiaEntrata tra eventi organizzati dalla Fondazione Umbria Jazz

PERUGIA21 ottobre 201913:12

– Quella che prenderà il via l’8 novembre è un’edizione importante del Jazz Club Perugia: la stagione infatti entra a pieno titolo tra gli eventi organizzati dalla Fondazione Umbria Jazz, al pari delle altre kermesse, Umbria Jazz, Umbria Jazz Spring e Umbria Jazz Winter.
Prende forma quindi una lunga stagione musicale che da novembre a luglio proporrà tre festival e una stagione con otto concerti, senza soluzione di continuità, che offrirà agli appassionati un cartellone ricco ed eterogeneo.
Sede dei concerti sarà l’Hotel Sina Brufani, con l’eccezione dell’evento del 23 dicembre che si terrà al Teatro Morlacchi.
Si inizia come detto l’8 novembre con un duo che probabilmente rappresenta lo stato dell’arte nel suo genere: Enrico Rava e Danilo Rea, mentre il 9 dicembre sarà la volta di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, progetto certamente non da meno.
I due progetti made in Italy saranno intervallati il 22 novembre dal trio di Charlie Hunter, che il pubblico di UJ ha apprezzato in passato.

A Roma corpo tra arte, scienza, cinemaDa manichini anatomici a E.T., 3 progetti a Palazzo Esposizioni

ROMA21 ottobre 201913:19

– Il funzionamento del corpo e dei suoi ingranaggi, l’illusione di conoscerne ogni segreto, il confine tra arte e scienza nel desiderio di ricrearne la perfezione, il movimento e l’espressività: ruotano attorno al fascino misterioso dell’organismo umano e alle sue trasformazioni le tre mostre che dal 22 ottobre apriranno in contemporanea al Palazzo delle Esposizioni, intitolate “Sublimi anatomie”, “La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium” e “Katy Couprie. Dizionario folle del corpo”. Se nella prima mostra trovano posto tavole e cere anatomiche, manichini e ceroplastiche, oltre ad alcune opere d’arte contemporanee, nella seconda mostra (entrambe fino al 6/1) il percorso accoglie le opere del Premio OScar Carlo Rambaldi, da E.T. a King Kong, oltre al lavoro tra artigianato e digitale di Makinarium. Infine, la mostra-laboratorio (fino al 16/2) ispirata al libro dell’artista francese Katy Couprie, con le tavole originali per scoprire gli organi ma anche le emozioni del corpo.

Rkomi, al via le date invernali tourDove gli occhi non arrivano, parte da Nonantola il 23/11

21 ottobre 201914:01

– Sulla scia del successo ottenuto dall’uscita del suo ultimo album Rkomi è pronto a tornare dal vivo con il “Dove gli occhi non arrivano tour”, nuovo tour che dal 23 Novembre lo vedrà protagonista per tutto l’inverno nei più prestigiosi club della penisola italiana.
Tra le prime date confermate la leg invernale del nuovo tour di Rkomi partirà il 23 Novembre da Nonantola (Mo) per proseguire il 30 Novembre a Firenze, il 13 Dicembre a Modugno ( Ba), il 21 Dicembre a Roncade (Tv), l’11 Gennaio a Venaria Reale (To), il 17 Gennaio a Napoli, il 18 Gennaio a Roma e il 25 Gennaio a Milano. Rkomi, durante il suo tour proporrà dal vivo tutti i brani tratti dal suo ultimo album “Dove gli occhi non arrivano” uscito lo scorso 22 Marzo su etichetta Island Records, già certificato disco d’oro. Dopo essere entrato direttamente alla numero 1 della classifica FIMI dei dischi più venduti in Italia, l’album “Dove gli occhi non arrivano” è un eccezionale e variegato mix di sonorità e melodie che s’intrecciano.

Il volto inedito di Kerouac pittoreLa forza delle sue opere risiede nell’identità totale che seppe condensare tra vita, produzione letteraria, musica, canto, poesia, cinema
21 ottobre 201914:17

Considerato uno dei fondatori della Beat Generation, Jack Kerouac rappresento’ il movimento letterario e artistico che a partire dalla fine degli anni ’40 sconvolse e scandalizzò i valori della società negli Usa e in Europa, dove le sue opere furono diffuse e tradotte quasi immediatamente. Rigettando gli ideali tecnologici del dopoguerra, i Beat e il gruppo di Kerouac, Ginsberg, Owen,
Ferlinghetti difesero una nuova etica, quasi tribale, di carattere spontaneista, che sarebbe poi sfociata nel movimento Hippie, nell’opposizione alla guerra del Vietnam e nella ‘tre giorni di pace e musica rock’ di Woodstock.
Ma Kerouac fu anche un pittore  e la forza delle sue opere risiede soprattutto nell’identità totale che seppe condensare tra vita,
produzione letteraria e ogni altra espressione creativa come la musica, il canto, la poesia, il cinema.
Le sue opere sono state esposte in Italia (nel 2017 ci fu una mostra a lui dedicata a Varese) e in musei selezionati come il Whitney Museum, il Centre Pompidou e lo Zkm di Karlsruhe dopo essere rimaste per decenni a Lowell (Massachusetts), citta’ natale dello scrittore, e sono oggetto di un lascito testamentario, ceduto ad una serie di collezionisti privati facenti capo al Rivellino Ldv di Locarno.

Milano ricorda Alda MeriniTante iniziative organizzate a 10 anni dalla morte

MILANO21 ottobre 201914:36

– Sono passati 10 anni dalla morte della poetessa Alda Merini e Milano le renderà omaggio con una serie di iniziative. Il tributo più simbolico sarà l’intitolazione alla poetessa, il prossimo 6 novembre, del Ponte sul Naviglio Grande vicino alla sua abitazione in Ripa di Porta Ticinese angolo via Corsico.
Le iniziative proseguiranno fino al 18 novembre, ma il programma ha già preso il via lo scorso 2 ottobre con l’inaugurazione della mostra ‘Alda Merini e Alberto Casiraghy.
Storia di un’amicizia’, ideata e curata da Andrea Tomasetig e dedicata all’intenso sodalizio intellettuale e umano con il tipografo-poeta-artista-editore Alberto Casiraghy.
Nel giorno dell’anniversario della morte, l’1 novembre, la Casa delle Arti-Spazio Alda Merini organizza una serie di iniziative: l’inaugurazione di ‘Alda: tratti e ritratti’, esposizione collettiva di opere pittoriche e scultoree a lei dedicate, un reading e una ‘fiaccolata poetica’ fino al Ponte sul Naviglio, luogo simbolo della sua esistenza e della sua poesia.
Il 5 novembre, nel chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro di via Rovello, si terrà la Maratona Merini, organizzata dall’Associazione Alda Merini in collaborazione con il Piccolo Teatro; e l’inaugurazione della mostra ‘Genio e poesia. Alda Merini nelle immagini di Giuliano Grittini’, l’amico fotografo che ne ha colto l’anima in moltissime foto-ritratto. Le celebrazioni del decennale Alda Merini si concluderanno nella Chiesa di San Marco il 18 novembre con un nuovo allestimento del suo Poema della croce, opera sacra per voce solista, coro e orchestra, regia di Beppe Menegatti e scenografie di Henry Timi, organizzato dall’Associazione Alda Merini con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Milano. Accanto a Giovanni Nuti, interprete e compositore delle musiche, Carla Fracci, nel ruolo di Maria, reciterà e danzerà con étoile del Teatro alla Scala e giovani ballerini in una serata benefica.

Pession, io medico con un segreto in ‘Oltre la soglia’Serie tv che affronta disturbi mentali giovani. Su Canale 5

22 ottobre 201911:16

“Un ruolo che ho fortemente amato, voluto, proprio perché imperfetto. Lo dico senza retorica è quello che ad oggi dopo  22 anni di carriera, ritengo il più completo, anche perché tratta un tema forte ma necessario che in Italia in una serie tv non è mai stato affrontato in questo modo. La malattia mentale, è una patologia su cui le persone hanno tanti pregiudizi, c’è una grande ignoranza, non si guarisce, ma si può prevenire o tenere a bada se la diagnosi è fatta da bravi professionisti”. Gabriela Pession

parla così di Oltre la Soglia, la serie tv che la vede protagonista dal 6 novembresu Canale 5 nei panni di Tosca Navarro il primario di un reparto all’avanguardia nella cura di adolescenti con disagi psichici. Nel suo campo Tosca è la migliore, ma nasconde un segreto: un passato difficile e una diagnosi di schizofrenia. “Una bomba a orologeria pronta a esplodere, che se da una parte le permette di leggere meglio di chiunque altro le menti fragili, le anime danneggiate dei suoi pazienti, dall’altra la consuma in fretta e la espone continuamente al rischio di far scoprire al mondo il suo segreto e di precipitare di nuovo nella malattia”.
Tosca è un medico fuori dal coro, dotata di grandissimo intuito e di una spiccata empatia, ribelle e apparentemente inadatta al ruolo di responsabilità che riveste. Oltre la Soglia è prodotta da Paypermoon Italia, dodici puntate in onda in sei prime serate ognuna delle quali racconterà un caso che ha come protagonisti degli adolescenti problematici. Diretta da Monica Vullo e Riccardo Mosca. Ideata da Laura Ippoliti vanta nel cast anche Paolo Briguglia, Alessandro Tedeschi, Nina Torresi, Camilla Ferranti e con la partecipazione di Giorgio Marchesi nel ruolo di un Pm che avrà un rapporto di grande scontro con la dottoressa ma anche un’inspiegabile “attrazione”.
Tosca, aggiunge Pession “ho voluto che fosse spogliata di ogni lato retorico o pietistico, è una donna tosta, una sorta di antieroina dotata di superpoteri consapevole della sua malattia, ha un grande intuito perchè riconosce i campanelli di allarme, ma è asciutta, diretta, dice anche le parolacce. Il mio personaggio è malato ed è una parola che va pronunciata. Ma noi non siamo la nostra malattia. La serie si concentra più che altro sulle sfumature del personaggio: Tosca è eccezionale, in lei convive una cifra realistica e qualcosa che è fuori dal comune: l’unica chance che ha per sopravvivere alla schizofrenia è curare i ragazzi del suo reparto”. Pession fa notare: “non bisogna nascondere nessuna malattia, occorre parlarne senza vergogna, senza aver paura delle proprie imperfezioni”.
La serie “parla di esseri umani – dice- di vite, e i ragazzi di oggi, lo vediamo sono spesso sconnessi con la realtà e troppo condizionati dai social. Sembra che tutti debbano essere al di sopra, fighissimi, dai vestiti alle location. Il dialogo viene meno, occorre recuperarlo”. Siamo consapevoli, aggiunge Pession, “che è impossibile che un primario di neuropsichiatria sia paranoico, ma Tosca è al di fuori della norma”. Oltre la Soglia ha il coraggio di affrontare ed esplorare temi duri, rompendo il muro di silenzio che circonda le malattie psichiatriche, soprattutto quando queste colpiscono i giovani. “Anche lei è affetta da una malattia, ma nonostante ciò si aggrappa alla vita dei giovani per non cadere – racconta l’attrice de La porta rossa – loro sono la sua linfa”. Nello stesso tempo – aggiunge – per poter aiutare i suoi pazienti deve soffocare questo suo aspetto. Tosca in reparto può avvalersi dell’aiuto di psichiatri e psicologi. Tra questi Alessandro Agosti (Paolo Briguglia); la caposala Maria Palli (Ida Sansone) e il dottor Francesco Negri (Alessandro Tedeschi). Avendo a che fare con i ragazzi, spesso Tosca deve fronteggiare l’intervento del Tribunale dei Minori e dei Servizi Sociali: Piergiorgio Di Muro (Giorgio Marchesi), uno dei PM della Procura, si scontra subito con l’insofferenza alle regole della dottoressa, in un conflitto che sembra insanabile che invece sfocia in un’attrazione a cui entrambi cercano, invano, di resistere.
Gabriella Pession inizièrà le riprese di un film recitato in inglese con il collega irlandese John Lynch, ispirato alla vita di Massimo Troisi, la regia è affidata al nipote Stefano Veneruso. L’attrice impersonerà Anna Pavignano, la scrittrice e sceneggiatrice che fu compagna di Troisi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mengoni si dà al podcast con il ‘Riff’
Al via il 28 ottobre, primo ospite il sindaco di Milano Sala

21 ottobre 201916:01

– Marco Mengoni è il primo artista italiano a realizzare un podcast. Il Riff di Marco Mengoni è il titolo della serie che debutta il 28 ottobre su tutte le piattaforme di streaming e podcast. Nata da un’idea di Marco, che è anche autore, è una chiacchierata con personaggi dei mondi più svariati. Con cadenza quindicinale, ruota attorno a un elemento ricorrente nelle vite di ciascuno, proprio come il riff ritorna e diventa il segno distintivo in una canzone. Nella prima puntata è il sindaco Beppe Sala a raccontarsi e a parlare di Milano, città in cui Mengoni ha scelto di vivere. “Pensavo alla potenza del riff: quando funziona, quando è fatto bene, spesso è la prima cosa che ti ricordi di una canzone”, dice Marco. “Allora mi sono chiesto cosa sia un riff nella vita di una persona: una cosa che ti caratterizza, una costante che ognuno riconosce a sé stesso. L’ho chiesto prima di tutto a me stesso, e ora mi è venuta voglia di chiederlo agli altri”.

‘900 e prima brano Di Cecca per l’OrtIl 24/10 a Pisa e il 25 a Firenze via a nuova stagione

FIRENZE21 ottobre 201916:02

– Un programma novecentesco apre la stagione concertistica dell’Orchestra della Toscana, al via il 24 ottobre dal teatro Verdi di Pisa e il 25 dal Verdi di Firenze. Sul podio il direttore principale Daniele Rustioni. In apertura anche la prima del brano di Caterina Di Cecca, con solista Donato De Sena, In centri concentrici.
R.Strauss con Also sprach Zarathustra op.30, Stravinskij con Petruska nella versione originale del 1911 e Ravel con La valse il programma del concerto che dà il via alla stagione che l’anno prossimo festeggerà anche i 40 anni dell’Ort, nata nel 1980 come orchestra da camera e che ha poi fatto di qualità, curiosità e sfida continua le sue scelte stilistiche.

Stan Lee, a un anno morte esce AlliancesIl 4 novembre pubblicato da Salani, con nuovi eroi

21 ottobre 201916:02

– A quasi un anno dalla morte di Stan Lee, avvenuta il 12 novembre 2018, arriva in libreria l’ultima preziosa eredità della leggenda della cultura pop: ‘Alliances.
Un gioco di luce’. Pubblicato dalla casa editrice Salani(GeMS, Gruppo editoriale Mauri Spagnol), il libro esce il 4 novembre e dal 21 ottobre è possibile prenotarlo in libreria e online.
Ideatore di Avengers, Pantera nera, X-Men, Spider-Man, Fantastici Quattro e Iron man, Lee in ‘Alliances’ da vita a una nuova generazione di eroi pronta a conquistare il mondo: sono giovani e ribelli, hanno superpoteri straordinari e non hanno paura di usarli. Il loro obiettivo? Sconfiggere il male che rischia di distruggere il pianeta. E soprattutto provare a rispondere a una domanda: Cos’è più reale? Il mondo in cui siamo nati o quello che abbiamo creato noi? Ambientato nell’universo Alliances, creato insieme a Luke Lieberman e Ryan Silbert e scritto con Kat Rosenfield, finalista al premio Edgar, Stan Lee ci offre un romanzo denso di avventure adrenaliniche. E anche di vertiginose ed esuberanti invenzioni, le stesse che lo hanno affermato come mente creativa dello spettacolare universo Marvel.

In Slovenia al via la Settimana ItalianaMoni Ovadia legge Dante

LUBIANA21 ottobre 201916:25

– La XIX Settimana della Lingua Italiana nel mondo (21 – 27 ottobre) si aprirà a Lubiana con un confronto fra attori, registi e produttori artistici italiani e sloveni per parlare dell’italiano sui palcoscenici condivisi, il modo scelto per declinare il tema che caratterizza l’edizione di quest’anno in tutto il mondo (“L’Italiano sul palcoscenico”).
L’evento odierno, organizzato dall’Istituto italiano di cultura e dall’Ambasciata d’Italia a Lubiana in collaborazione con il Forum italo-sloveno, vedrà i protagonisti scambiarsi opinioni ed esperienze anche all’insegna della collaborazione in campo artistico fra i due paesi.
Fra gli appuntamenti in calendario durante la settimana da segnalare lo spettacolo di Moni Ovadia mercoledì prossimo al Mali Teater della capitale slovena. L’attore, cantante, musicista e scrittore di orgini bulgare leggerà in musica il canto XXVI dell’Inferno di Dante Alighieri.

Sir Stewart a Lucca Comics & GamesInsieme ad altri attori cast nuova serie ‘Star Trek: Picard’

LUCCA21 ottobre 201917:16

T – Sir Patrick Stewart, insieme ad altri attori del cast delle nuova serie Amazon Original, ‘Star Trek: Picard’, sarà tra gli ospiti principali della 53/a edizione di Lucca Comics & Games. Venerdì 1 novembre l’attore britannico, accompagnato da alcuni colleghi del cast, tra cui Isa Briones, Santiago Cabrera, Michelle Hurd e Evan Evagora, salirà sul palco per annunciare, si spiega in una nota, il ritorno di Picard ai fan di Star Trek, svelando in anteprima alcuni dettagli sulla nuova serie. Star Trek: Picard debutterà su Amazon Prime Video il 24 gennaio 2020.
Lucca Comics & Games assegnerà inoltre a Stewart un posto d’onore nella Walk of Fame del festival dove hanno lasciato le proprie impronte artisti del mondo del cinema, dei fumetti e dei videogiochi. Gli altri attori del cast si uniranno a sir Patrick Stewart nell’evento dell’area Movie di Lucca Comics & Games. In ‘Star Trek: Picard’ sir Patrick Stewart indosserà nuovamente l’uniforme del leggendario Jean Luc Picard, ruolo che ha interpretato nelle sette stagioni di ‘Star Trek: The Next Generation’. La nuova serie seguirà le vicende del celebre capitano in un nuovo capitolo della sua vita.

Luci d’Artista con novità di ‘Miracola’Opera realizzata per i 500 anni della morte di Leonardo

TORINO21 ottobre 201917:18

– Dal 29 ottobre al 12 gennaio Torino torna a vestirsi di luce. La XXII edizione le Luci d’Artista, l’evento culturale che illumina il centro e la periferia della città con 25 installazioni luminose che comprendono quest’anno una nuova opera, ‘Miracola’.
Realizzata da Roberto Cuoghi per i 500 anni della morte di Leonardo, in collaborazione con la Città, il Castello di Rivoli e Iren, l’opera illuminerà e spegnerà piazza San Carlo, alternando momenti di luce e buio per rendere omaggio alle teorie leonardesche sul rapporto fra luce e ombra. Fra le novità, il riallestimento, con innovazioni tecnologiche e strutturali, di ‘Doppio passaggio’ di Joseph Kosuth e ‘Planetario’ di Carmelo Giammello. Di quest’opera sono anche state date in prestito 16 costellazioni a L’Avana che le accenderà per i 500 anni della capitale cubana. Prosegue inoltre il progetto educativo-artistico-culturale ‘Incontri illuminanti con l’arte contemporanea’, dedicato quest’anno al tema Segni, segnali, simboli.

Restauro per statua Bud Spencer LivornoEsposizione fronte mare ha provocato danneggiamenti copertura

LIVORNO21 ottobre 201917:49

– Rimossa dal lungomare di Livorno la statua in vetroresina che raffigura l’attore Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, in accordo con l’autore Fabrizio Galli: necessita già di lavori di restauro. La statua, voluta dalla passata amministrazione comunale guidata da Filippo Nogarin, è stata portata in un magazzino di proprietà comunale per essere restaurata dallo stesso autore.
L’esposizione di fronte al mare e probabilmente l’azione di qualche sconsiderato, come spiegano dal Comune, ha provocato danneggiamenti al rivestimento che necessitano una riparazione urgente. Dello spostamento e successivo restauro, sono stati avvisati anche i familiari dell’attore. L’opera, il cui gusto e la sua collocazione non avevano incontrato consenso unanime tra i cittadini, rimarrà nel magazzino il tempo necessario per stabilire una nuova collocazione più consona al materiale con cui è stata costruita e dove probabilmente verrà dotata di una protezione per evitare che venga danneggiata nuovamente.

Fratelli Rossellini contro femminicidioLa diva voce narrante corto a sostegno di Preludio per il 25/11

21 ottobre 201917:51

– Isabella Rossellini e Renzo Rossellini, insieme a sostegno di Preludio, per dire no al Femminicidio. L’attrice ha abbracciato il progetto di un filmato contro la violenza alle donne, che vede il fratello Renzo Rossellini nella veste di direttore artistico.
Isabella non apparirà nel corto concesso a Doppia Difesa Onlus e distribuito in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza alle donne, il 25 novembre, ma ne sarà la voce narrante. E il suo nome apparirà nei titoli di coda, seguito da una sua frase, un pensiero dedicato a tutte le donne del mondo.
Preludio sarà diretto da Stefania Rossella Grassi e Tommaso Scutari (aka John J Greenflowers ), prodotto da Ermelinda Maturo in co-produzione con Camera Works. Le riprese sono previste il 16 e 17 Novembre a Cormano (Mi) con il sostegno tecnico del sindaco Luis Magistro.

‘Buio’, tra abuso e rinascitaTantucci, mio personaggio ‘mamma’, vittima e carnefice

21 ottobre 201918:59

– Un uomo di 58 anni e 6 fratelli, dai 18 ai 25 anni, che hanno vissuto 9 anni rinchiusi nella cantina di casa, nella campagna di Ruinerwold in Olanda, aspettando la fine del mondo. E’ l’inquietante storia di cronaca uscita sui giornali nei giorni scorsi, che trova echi in Buio, intensa opera prima di Emanuela Rossi, presentata ad Alice nella città – Panorama Italia. Protagoniste tre sorelle, la 17enne Stella (Denise Tantucci, che vedremo anche nel nuovo film di Nanni Moretti, Tre piani), e le due più piccole Luce (Gaia Bocci) e Aria (Olimpia Tosatto) rinchiuse da anni in casa, da un padre orco (Valerio Binasco) l’unico a cui è consentito uscire, facendo credere alla figlie che nel mondo sia avvenuta una sorta di apocalisse. Una storia di abuso e rinascita per la quale le interpreti, si sono preparate con un lungo periodo di prove. Il personaggio di Stella, dice Tantucci, “fa un po’ da mamma delle altre due sorelline. E’ sia vittima che carnefice, ma è anche un’adolescente alla scoperta di sé”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Film di Jacquet per gli Award Loro Piana
Presentato a Shangai nel corso consegna premi per miglior fibra

21 ottobre 201919:00

– In occasione della quinta edizione del Loro Piana Cashmere of the year award aperto ai pastori della Mongolia, il cui cashmere è valutato in base a criteri di finezza, lunghezza e prestazioni, tenutosi a Shangai, è stato presentato Cashmere – The Origin of a Secret, primo documentario di una trilogia diretta dall’Academy Award, diretta dal regista premio Oscar Luc Jacquet.
L’award 2019, assegnato dal vicepresidente del gruppo Pier Luigi Loro Piana, ha riconosciuto il lavoro di due coppie, il signor Zhang Mingzhu e la signora Li Yumei per la prima coppia, il signor Suyalatu e la signora Burenqiqige per la seconda, il cui peso di cashmere era netto pulito di 112,3 kg, con un diametro della fibra di 13,6 micron e una lunghezza di 28 mm (basata su misurazione ufficiale del CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche). È la migliore fibra di cashmere da quando è stato istituito questo premio nel 2015.

Tour di Lana del Rey all’Arena di VeronaLo show il 9 giugno 2020. Dal 21 febbraio lo show in Europa
21 ottobre 201919:19

– Lana Del Rey porta il suo “The Norman Fucking Rockwell! Tour” in Italia. La diva americana si esibirà il prossimo 9 giugno 2020 nell’Arena di Verona. La cantante farà tappa in Europa a partire dal 21 febbraio con la prima leg del tour, con concerti ad Amsterdam, Parigi, Londra, Manchester, Glasgow, Birmingham, Berlino e Colonia. Lana Del Rey ha pubblicato lo scorso 30 agosto il suo quinto album in studio, Norman Fucking Rockwell!. La maggior parte dei brani presenti nel disco sono prodotti (e co-scritti) assieme a Jack Antonoff.
Nella tracklist troviamo Venice Bitch, Mariners Apartment Complex, Hope is a dangerous thing for a woman like me to have-but I have it e il singolo Doint Time, splendida cover del brano dei Sublime. I biglietti per Verona saranno disponibili in anteprima per gli iscritti a MyLiveNation dalle 11 del 23 ottobre su http://www.livenation.it. La vendita partirà invece dalle ore 11 del 24 su http://www.ticketmaster.ithttp://www.ticketone.itnegli store autorizzati.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Percorsi tattili alla Reggia di Caserta
Dal 25 novembre, obiettivo favorire accessibilità e inclusione

CASERTA21 ottobre 201919:31

– Al via alla Reggia di Caserta il ciclo di percorsi tattili olfattivi previsti nell’ambito della biennale Arteinsieme, promossa dal Museo Tattile Omero, dal ministero di Beni Culturali e Turismo e dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.
Protagonista sarà il Bosco Vecchio della Reggia, dove si snoderanno i percorsi di visita che privilegeranno gli strumenti conoscitivi di tipo sensoriale quali il tatto e l’olfatto per approfondire la conoscenza degli elementi naturali, storico artistici e architettonici che caratterizzano questo luogo magico. L’obiettivo è favorire l’accessibilità, l’inclusione e la sensibilizzazione alle diversità, favorendo la partecipazione delle persone con disabilità e con esigenze speciali. Si parte il 25 ottobre, poi il 22 novembre e il 6 dicembre. Sarà possibile riconoscere le specie botaniche più significative attraverso il tatto e l’olfatto con campioni freschi ed essiccati e “sentire”, toccandoli con guanti monouso, gli arredi e le sculture in marmo.

The Irishman, il tempo passa anche per i gangsterArriva il film multi Oscar con De Niro e Pacino

22 ottobre 201912:38

Il tempo passa anche per i gangster, scorre inevitabile. Tanto più in quest’ultimo film di Martin Scorsese, ‘The Irishman’, dove il passare degli anni è sottolineato dalla tecnologia digitale che ha ‘giocato’ con l’età dei suoi principali protagonisti, tutti attori da Oscar come Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci. Un film molto malinconico, quasi un testamento, dove aleggia sempre la difficile condizione umana, la sua precarietà. Presentato alla Festa del Cinema di Roma e in sala dal 4 al 6 novembre per poi approdare su Netflix dal 27 novembre, The Irishman è un’epica saga sulla criminalità organizzata nell’America dal dopoguerra ad oggi. La storia, raccontata attraverso gli occhi di Frank Sheeran (De Niro) veterano della Seconda Guerra Mondiale, imbroglione, eterno gregario e soprattutto sicario che ha lavorato al fianco di alcune delle figure più importanti del XX secolo tra cui il leggendario sindacalista Jimmy Hoffa (Pacino) con cui instaura un autentico rapporto di amicizia. Tratto dall’omonimo libro di Charles Brandt, il film racconta, nel corso di decenni (si arriva fino al 2000), uno dei più grandi misteri irrisolti della storia statunitense, la scomparsa di Hoffa, basandosi anche su anni di interviste rilasciate da Frank Sheeran a Charles Brandt, noto procuratore che ha condotto innumerevoli inchieste sulla malavita americana.
E l’Irlandese, come rivela il film e il libro, alla fine si è detto responsabile di più di venticinque omicidi, tra cui quello dello stesso Jimmy Hoffa. Sullo sfondo di rivelazioni come il coinvolgimento della mafia nell’assassinio dei Kennedy e il racconto del tradizionale rapporto tra politica e mafia in Usa, il film ci porta dentro il mondo criminale degli anni Settanta.
Un mondo tutto maschile, fatto d’onore, rituali da rispettare, pistole da scegliere (secondo l’omicidio da perpetrare), camicie sporche di sangue da farsi lavare dalla disponibile moglie. Centrali in The Irishman i ‘duetti’ tra De Niro e Al Pacino, così bravi da fagocitare il film e farlo scomparire di fronte ai loro teatrini. Al Pacino/Hoffa è pieno di vezzi fino all’ossessione: intanto non sopporta i ritardi, ama il gelato e trova sconveniente ritrovarsi a un incontro di lavoro, anche fosse con il peggiore dei killer, con una persona non vestita adeguatamente.
A rendere questo film una sorta di ibrido, tra classicità e avanguardia, è soprattutto il confronto con il tempo grazie alle tecnologie messe in campo per ringiovanire i protagonisti del film, che ha reso, tra l’altro, The Irishman un lavoro più che travagliato a livello economico. Così, non a caso, il film è passato dalle mani di una Paramount, spaventata dall’elevato costo della pellicola.
Per l’effetto fontana della giovinezza delle attempate superstar – da Ray Romano a Jack Huston, da Bobby Cannavale a Stephen Graham da Harvey Keitel a Kathrine Narducci – è stata chiamata la “Industrial Light & Magic” già resa celebre dalla saga di Star Wars. Sì perché, va detto, che questo film racconta di fine vita e destino umano, inizia non a caso in un ospizio dove troviamo un De Niro molto vecchio, un uomo che ha già scelto e comprato la sua bara, che prega con un sacerdote e che dice, con immensa complicità, a una giovane infermiera che lo assiste: “Stia attenta il tempo va veloce”. Frase cult del film, quella cinica di Sheeran: “Perché tre persone mantengano il segreto, due devono essere già morte”.

Emma: ‘Il disco è buon motivo per sorridere’Esce “Fortuna” per 10 anni carriera, dopo annuncio malattia

22 ottobre 201910:56

C’e’ sempre un buon motivo per sorridere. Anche quando la vita ti fa lo sgambetto, e di sorridere, forse, ti passa la voglia. Ma e’ impossibile fermare Emma. Emma la guerriera, che solo un mese fa aveva annunciato via social a sorpresa uno stop per motivi di salute, con un disco in uscita e i 10 anni di carriera da festeggiare all’orizzonte. Era stata, pero’, lei stessa a tranquillizzare i fan, promettendo di tornare “piu’ forte di prima! Ci sono troppe cose belle da vivere insieme”. Promessa mantenuta e quel “buon motivo”, Emma, l’ha trovato nel suo nuovo lavoro discografico. Che e’ andato avanti nonostante tutto, che ha preso la sua strada ed ora e’ pronto ad essere condiviso con i fan. Con un titolo, “Fortuna”, che vale piu’ di mille parole. “Questo disco rappresenta per me un buon motivo per sorridere e battere il tempo con i piedi, la consapevolezza di essere liberi e di poter viaggiare ovunque anche solo con la mente”, spiega la cantante salentina, che a differenza di tanti artisti non ha mai vissuto la dicotomia persona-personaggio e che non si e’ mai tirata indietro davanti a critiche e attacchi personali. Una che ci ha sempre messo la faccia, anche con la malattia. “Succede. Succede e basta – aveva detto un mese fa -. Questo non era proprio il momento giusto, ma in certi casi nessun momento lo sarebbe stato”. E allora avanti tutta, perche’ – come diceva John Lennon – “la vita e’ cio’ che ti accade quando sei intento a fare altri piani”. “Ero a Los Angeles la prima volta che ho ascoltato i provini dei brani – racconta ancora la cantante sull’album -. I finestrini tirati giu’ completamente mentre percorrevo le strade infinite di questa enorme citta’ e avevo voglia di scendere dalla macchina e di ballare”. Perche’ nonostante tutto, Emma ha una certezza: “Sono la ragazza piu’ felice del mondo”. Fortuna e’ un disco che celebra anche un anniversario importante per la carriera dell’artista 35enne: era l’autunno del 2009 quando la riccia e testarda Emma conquistava un banco nella scuola di Amici di Maria De Filippi. “Dieci anni. Non sono tanti ma nemmeno pochi. Sono il risultato dell’amore del mio pubblico (la mia Brown Crew) che da sempre mi ha accompagnato in questo viaggio a volte duro ma meraviglioso senza lasciare mai la mia mano, vi amo – scrive nei ringraziamenti del disco -. Ho imparato tante cose e spero di avere la possibilita’ di impararne ancora tante. Voglio imparare a non finire mai. Voglio essere io ma nuova ogni giorno”. E ancora, come fosse un incitamento a se stessa: “Voglio continuare a saper accettare quello che la vita mi mettera’ davanti. E voglio stupirmi ogni volta per ogni piccola cosa inaspettata che accadra’. Voglio la bellezza intorno a me e i sorrisi buoni delle persone che mi amano davvero. Voglio continuare per tutti quelli che non ce l’hanno fatta. Voglio la musica. Ancora e ancora. Per tutta la vita”. Fortuna (Universal/Polydor), che esce il 25 ottobre, era stato anticipato dall’atteso brano “Io sono bella”, scritto per lei da Vasco Rossi insieme con Gaetano Curreri. Ma oltre che come interprete, Emma si e’ rimessa in gioco anche come autrice di alcuni brani, tra cui il brano che da’ il titolo all’album. E per il suo compleanno, il 25 maggio, Emma si regalera’ un concerto all’Arena di Verona per presentare live i brani di Fortuna e spegnere le 10 candeline di carriera musicale.

Pennelli e magie per arrivo Mary PoppinsDa 24/10 a Sistina di Roma. Grande casa pensata come acquerello

ROMA22 ottobre 201910:28

– L’abajour con le frangette che uscirà dalla ‘sua’ borsa. La vetrina con le caramelle colorate.
Le spazzole degli spazzacamini, che attendono in fila nel sottoscala. Tutto intorno, un gran lavorio di martelli, pennelli, sarte. E’ il dietro le quinte del Teatro Sistina a Roma, dove sta per prendere vita la favola di Mary Poppins, dal 24/10 al 6/1 in versione musical.
Una produzione Cameron Mackintosh e Thomas Schumacher per Disney Theatrical Productions, su libretto del Premio Oscar Julian Fellowes e regia di Federico Bellone, in cui, racconta Hella Mombrini, autrice delle scenografie con Silvia Silvestri, ”la grande casa dei Banks, pensata come fosse un acquerello, è protagonista quanto Mary e Bert”. In tutto, 28 attori in scena ogni sera, 13 musicisti più di 50 cambi scena e 100 di costumi, 120 paia di scarpe, 160 metri di filo per aquiloni, 6 cavalli da giostra, 4 chili di fondo grigio-argento per il trucco delle statue, 300 metri di biadesivo per i baffi e 125 pagine di copione da mandare a memoria

Netflix riapre il Paris, ultimo monosala NYRiaprirà i battenti grazie a Netflix

NEW YORK22 ottobre 201910:45

– Il Paris Theatre, l’ultimo monosala rimasto a Manhattan che aveva chiuso per sempre alla fine di agosto, riaprira’ i battenti grazie a Netflix. Lo storico cinema amato da David Bowie e che aveva introdotto il pubblico di oltreoceano ai capolavori di Roberto Rossellini, Federico Fellini, Pietro Germi e Franco Zeffirelli, ospiterà dal 6 novembre il nuovo film di Noah Baumbach, “Marriage Story”, che Netflix vuole fare uscire a New York e Los Angeles prima di trasferirlo un mese dopo sulla piattaforma in streaming.
La scorsa estate il Paris era stato condannato: Robert Solow, il proprietario dell’edificio a pochi passi dal Plaza Hotel, sembrava intenzionato a trasformarlo in un banale palazzo per uffici alla scadenza del contratto di affitto alla fine di agosto. Il documentario di Ron Howard su Luciano Pavarotti era stato il canto del cigno. L’annuncio, riportato su Deadline, lascia sperare invece che la vita del monosala non sia veramente finita.

‘Wendingen 1918-1931’ in mostra a ParmaRivista olandese d’arte e architettura al Labirinto della Masone

PARMA22 ottobre 201911:06

– ‘Wendingen’ (Rivolgimenti), rivista di arte e architettura uscita ad Amsterdam dal 1918 al 1931, sarà il fulcro della mostra autunnale al Labirinto della Masone a Fontanellato (Parma), dal 26 ottobre al 15 marzo. Il percorso, con l’esposizione di 116 copertine, fotograferà un momento storico fondamentale di passaggio in Europa e un ambiente dove la complessa tradizione Jugend si confronta e si scontra con il primo Bauhaus di Weimar e il De Stijl. La mostra esporrà inoltre alcuni riferimenti italiani rappresentativi di quel percorso ed esplorerà altri aspetti in cui l’influenza di ‘Wendingen’ è stata cruciale, dalla grafica all’editoria, al design.
Cara all’editore Franco Maria Ricci, che nell’86 le dedicò l’omonima monografia pubblicata all’interno della collana ‘Quadreria’, la rivista, come scriveva l’architetto Paolo Portoghesi, “incarna gli ideali di una bellezza basata su un nuovo equilibrio tra pensiero e senso e per un simile programma la qualità estetica della rivista appare una necessità”.

Salvatores, un viaggio per amare la diversità

CA PER INGRANDIREAlessandra MagliaroROMA22 ottobre 201912:21

– “Visto da vicino, nessuno è normale.
E si può scoprire che è possibile riuscire ad amare anche chi è diverso da noi. A patto di non aver paura di questa diversità”, ha detto Gabriele Salvatores parlando di ‘Tutto il mio folle amore’, già fuori concorso a Venezia 76 e ora in sala con 01 dal 24 ottobre.
Tratto liberamente dal romanzo di Fulvio Ervas ‘Se ti abbraccio non aver paura’ (Marcos Y Marcos), il film, sceneggiato con Umberto Contarello e Sara Mosetti, racconta di Vincent (interpretato dal talentuoso esordiente Giulio Pranno grandemente applaudito), un ragazzo affetto da autismo, e del padre che non vede da 16 anni e non sa neppure della sua condizione.
Sono passati sedici anni non facili per nessuno: né per Vincent, immerso in un mondo tutto suo, né per sua madre Elena (Valeria Golino) e per il suo compagno Mario (Diego Abatantuono), che lo ha adottato. Willi (Claudio Santamaria), che voleva fare il cantante, è il padre naturale del ragazzo e trova finalmente il coraggio di andare a conoscere quel figlio che non ha mai visto e scopre che non è proprio come se lo immaginava. “L’autismo è una delle caratteristiche di questo ragazzo, ma non è un film sull’autismo, piuttosto sugli incontri tra padri e figli, crescita e miglioramento per tutti”, ha detto Valeria Golino che curiosamente si ritrova in un film sul tema a distanza di molti anni da Rain Man che aveva girato in America con Tom Cruise e Dustin Hoffman nel 1988. “Trent’anni fa non se ne parlava affatto, ora sono altri tempi, abbiamo molta piu’ consapevolezza e molti meno pregiudizi, anche se tanti persistono”, ha aggiunto.
Di lato c’è un tema ricorrente nei film del premio Oscar Salvatores: “Il viaggio, quello esteriore e quello interiore”. E al centro il tema della paternità, anzi delle paternità, “racconto due modi di essere padri, l’istintivo Willi-Santamaria che agisce di pancia, non sa niente di suo figlio, dei problemi che ha, e il razionale Mario-Abatantuono, un orsone che si prende responsabilità non sue e adotta il ragazzo. La mancanza dei padri è uno dei grandi problemi, padri – ha sottolineato Salvatores – che diventano amici dei figli invece di essere i loro padri”.
Claudio Santamaria (l’altro padre) ha raccontato la bellezza della figura del suo personaggio che, proprio perché non conosce il figlio, lo tratta alla pari e senza falso pietismo, “per scoprire poi alla fine del viaggio tutto il folle amore per il ragazzo. Del resto padri non si nasce, si impara ad esserlo”.
Giulio Pranno, al debutto, e’ andato in America a conoscere il vero Andrea Antonello, il giovane autistico del libro di Ervas: “Mi ha aperto gli occhi, io non dovevo esserne una copia, ne’ una macchietta, ma vederlo, capire il suo magnetismo, la sua persona coraggiosa, briosa e’ stato decisivo”.

Tv: Bellè voleva fare la rockstar…poi ho smessoLa nuova serie su Rai2 dal 30 ottobre

22 ottobre 201912:27

– Ribelle e amante della musica sin da bambina Olivia aveva un sogno da grande avrebbe fatto là rockstar, ma il corso degli eventi ha deciso diversamente.
Ispirata ai racconti di Valentina Santandrea pubblicati nell’omonimo blog (poi diventato un romanzo per Rai libri), Volevo Fare La Rockstar, è la nuova fiction in onda su Rai2 dal 30 ottobre in sei prime serata, diretta da Matteo Oleotto, con Giuseppe Battiston, Valentina Bellè e Angela Finocchiaro.
Protagonista della serie è Olivia, (Valentina Bellè) una giovane mamma di 27 anni di due gemelle, avute all’età di 16 anni, che, a causa della maternità, è dovuta crescere in fretta, assumendosi le proprie responsabilità.
Dopo un incidente quasi mortale, che la costringerà a porsi delle domande (“È questa la vita che voleva?”), Olivia entrerà in una crisi esistenziale. Negli anni si è persa tante cose Olivia anche l’amore, poco importa se si presenterà all’improvviso in forma extralarge nei panni di uno scorbutico padre di famiglia (Battistoni). MPresentata oggi a viale Mazzini da regista alla presenza di tutto il cast e del direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta la serie è una commedia brillante e un po’ scorretta che racconta un punto di vista femminile sulla crescita e la maturità e una provincia italiana impoverita dalla crisi, ma autentica e vita. Una coproduzione Rai Fiction Pepito produzioni, realizzata con il sostegno di Friuli Venezia Giulia e Friuli Venezia Giulia film Commission.

Tv: ascolti; vince Montalbano, esordio Report al 9% share

22 ottobre 201913:00

– Il programma più visto della prima serata di ieri è stata la puntata della serie Il Commissario Montalbano trasmessa da Rai1 intitolata La Caccia al Tesoro che ha conquistato 4.599.000 spettatori pari al 20.4% di share. Su Canale 5 Che bella Giornata ha raccolto davanti al video 2.443.000 spettatori pari all’11% di share. Bene su Rai3 l’esordio di Report di Sigfido Ranucci che ha segnato 2.153.000 spettatori pari ad uno share del 9.1% risultando al netto degli eventi sportivi il più commentato sul web della prima serata con 49mila interazioni. Su Rai2 ascolti in crescita per Stasera tutto è Possibile condotto da Stefano De Martino con ospite Mara Venier che ha interessato 1.892.000 spettatori pari al 9.4% di share. Su Italia1 Mission: Impossible – Protocollo Fantasma ha catturato l’attenzione di 1.353.000 spettatori (6.3%). Su Rete4 Quarta Repubblica ha totalizzato un ascolto medio di 1.155.000 spettatori con il 6.5% di share. Su La7 Grey’s Anatomy ha registrato 584.000 spettatori con uno share del 2.5%.
Nell’access prime time su Rai1 Soliti Ignoti – Il Ritorno ha ottenuto 5.447.000 spettatori con il 20.8%.Su Canale 5 Striscia la Notizia ha registrato una media di 4.578.000 spettatori con uno share del 17.5%. Su La7 Otto e Mezzo ha interessato 1.817.000 spettatori con il 7% di share. L’ufficio stampa Rai segnala su Rai3 l’esordio in access in prime time alle 20,20 “That’s amore”, programma sul rapporto tra cani e padroni, seguito da 1.161.000 spettatori e uno share del 4,8%.
Rai1 vince il prime time con 5.072.000 e il 19.87% di share.
Per Canale5, 3.471.000 spettatori e il 14.66% di share. Nell’ insieme, le reti Rai si aggiudicano la prima serata con 10.251.000 spettatori e il 40,2% di share (per Mediaset, 8.476.000 spettatori e il 33.21% di share); la seconda serata con 4. 330.000 spettator e il 38.75% di share (per Mediaset, 3.498.000 spettatori e il 31.3% di share); l’intera giornata con 3.709.000 spettatori e il 36.9% di share (per le reti Mediaset, 3.361.000 spettatori e il 33.45% di share).
Per l’informazione i Tg delle ore 20 hanno avuto i seguenti ascolti : per il Tg1, 5.066.000 spettatori e il 21.8% di share; per il Tg5, 4.778.000 spettatori e il 20.3% di share; per il TgLa7, 1.426.000 spettatori e il 6% di share. L’ufficio stampa Rai informa che il Tg2 delle 13.00 ha segnato 2.006.000 spettatori e share 14,7% , il Tg3 delle 19.00 ha realizzato 1.974.000 spettatori con il 11.3% di share, saliti a 2. 579.000, 12,4 di share, nell’edizione della TgR.
Ancora su Rai1, in seconda serata, il programma di Franco Di Mare “Frontiere”, visto, alle 23,30, da 1.171.000 e uno share dell’11,2%. e su Rai3, nella stessa fascia oraria, “Prima dell’alba”, la nuova serie d’inchieste di Salvo Sottile sul mondo della notte, che è stato seguito da 1.040 mila spettatori con uno share del 7,9% .
L’ufficio stampa Rai informa che nel pomeriggio di Rai1, La prova del cuoco, alle 12,00 è stato scelto da 1.394.000 spettatori con il 12,2% di share ; bene anche “Vieni da me”, la trasmissione con Caterina Balivo è stata vista da1.566.000 e l’11,5 di share. La serie “Il Paradiso delle signore”, alle 15,4 è piaciuto a 1.487.000 con il 13,5% di share, e alle 17,10 “La vita in diretta” è stata seguita da1.458.000 e il 13,3% di share.

Rai3: Passato e presente, la notte dei cristalli

22 ottobre 201913:36

– Germania, Austria, Cecoslovacchia: l’orrore inizia nella notte del 9 novembre 1938. Con la premeditazione dei gerarchi nazisti e con il diffuso consenso della popolazione ubriacata dalla propaganda antisemita, viene prima favorito e poi apertamente scatenato l’assalto alle case, alle fabbriche, ai negozi degli ebrei. Tutto viene contrassegnato con il marchio di infamia della stella gialla e la scritta ‘ Achtung Juden’. Una pagina buia della storia riletta dal professor Emilio Gentile e da Paolo Mieli a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda domani alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Le violenze dilagano rapidamente in tutte le città del Reich: è la data che segna l’inizio della fase più violenta delle persecuzioni antisemite condotte dai nazisti. In ventiquattro ore, trentamila ebrei vengono arrestati, spinti sui treni e inviati nei campi di concentramento. Novantuno persone vengono uccise, 267 sinagoghe incendiate, 7.500 negozi distrutti. La strage passerà alla storia come “die Kristallnacht”, “La notte dei cristalli”.

Libri: Rubbettino pubblica opera omnia Saverio Strati

CATANZARO22 ottobre 201914:03

– Sarà “Tibi e Tascia”, forse il suo romanzo più amato, con prefazione di Goffredo Fofi, ad inaugurare l’opera omnia di Saverio Strati che Rubbettino Editore pubblicherà da dicembre. Il piano editoriale prevede due uscite all’anno. Tra le prime, si annunciano “La Teda”, “Il Selvaggio di Santa Venere” e il romanzo inedito “Tutta una vita”. “Benché la pubblicazione di un’opera omnia rechi sempre con sé un intento chiaramente celebrativo – é detto in una nota della casa editrice – Rubbettino, con questa collana, intende presentare le opere di Strati in un modo attuale e fresco, come se fossero delle prime edizioni. L’obiettivo è quello di non cedere alla tentazione di ‘musealizzare’ lo scrittore, di porlo su un piedistallo, rendendolo di fatto, lontano, inaccessibile”.
“È necessario – afferma l’editore Florindo Rubbettino – che la cultura italiana riscopra veramente Saverio Strati, al di là dei proclami e della retorica, e lo si può fare in un unico modo: leggendo le sue opere. Per questa ragione abbiamo deciso di ripubblicare i libri del maestro di Sant’Agata del Bianco in maniera non convenzionale, con una grafica vivace e affidando i testi introduttivi a intellettuali, giornalisti e scrittori contemporanei”. “La ripubblicazione delle opere di Saverio Strati – prosegue il comunicato – è stata fortemente voluta dalla Rubbettino, che ha firmato di recente il contratto per l’acquisizione dei diritti di tutti i testi, editi ed inediti, con il figlio dello scrittore, Giampaolo, anche grazie all’intermediazione preziosa di Palma Comandè, nipote dello scrittore e profonda conoscitrice dell’opera letteraria di Strati”. “A dire il vero – prosegue Rubbettino – avevamo intenzione di ripubblicare le opere di Strati quando ancora lo scrittore era in vita, ma la situazione dei diritti non era ben definita e il maestro non era ancora rientrato in possesso di molte delle sue opere più importanti. Dispiace a me per primo che Strati, che negli ultimi anni si sentiva un po’ tradito dalla sua stessa terra, non possa vedere la nascita di quest’opera”. L’iniziativa non è nuova per il catalogo Rubbettino, che accoglie già l’opera omnia di Leonida Repaci, unitamente a grandi classici, spesso dimenticati, di autori come Corrado Alvaro, Grazia Deledda, Mario La Cava, Raoul Maria De Angelis, Sharo Gambino e Francesco Perri. Saverio Strati, le cui opere sono state pubblicate in prima edizione da Mondadori, è scomparso il 9 aprile del 2014 a Scandicci (Firenze), dove viveva ormai da molti anni. Era nato in Calabria, a Sant’Agata del Bianco, nella locride, terra feconda di storie e di grandi scrittori. La sua vicenda umana e culturale è esemplare.
Abbandonati gli studi subito dopo la scuola elementare per fare il muratore, potè proseguirli solo dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Suo nume tutelare fu il critico Giacomo Debenedetti, che Strati conobbe durante gli studi universitari a Messina. Sarà lo stesso Debenedetti a presentare Strati a Mondadori, che pubblicò nel 1956 il suo primo libro, la raccolta di racconti “La Marchesina”. Con il romanzo “Il selvaggio di Santa Venere”, tra le prime opere di narrativa ad affrontare il tema della ‘ndrangheta, Strati vinse il Premio Campiello nel 1977. La giuria era presieduta dallo scrittore Piero Chiara. “Saverio Strati – conclude la Rubbettino – fu un autore molto prolifico. I suoi scritti hanno sempre avuto come tema la Calabria e i calabresi, segno di un amore profondo e contraddittorio con la sua terra che amava visceralmente ma dalla quale forse non fu mai adeguatamente ricambiato”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Un premio ai ‘Diari segreti del Papa’
Il soggetto del docu prodotto da Stand by Me-Vatican Media

20 ottobre 201916:17

– Il soggetto del documentario “I diari segreti del Papa – Gli Archivi Segreti Vaticani della seconda guerra mondiale”, firmato da Simona Ercolani e Cosetta Lagani e prodotto da Stand by Me con Vatican Media, ha vinto al MIA – Mercato internazionale dell’Audiovisivo il National Geographic Award.
Il documentario prende spunto da una decisione storica di Papa Francesco: a marzo 2020 gli archivi segreti del Vaticano, contenenti i materiali relativi alla seconda guerra mondiale, verranno aperti e i 16 milioni di documenti, finora secretati, saranno rivelati. Una svolta destinata a fare chiarezza sulla posizione della Chiesa, in particolare del pontificato di Pio XII, in relazione al nazismo e all’olocausto. Grazie ad una consolidata partnership con Vatican Media, il documentario avrà accesso agli archivi e ai luoghi del Vaticano oggetto del racconto. Il team di progetto lavorerà fianco a fianco con un ristretto pool di studiosi autorizzato all’apertura e alla consultazione dei documenti.

Le donne di Hollywood omaggiano Lina WertmüllerIl 24 ottobre il benvenuto di Women in film verso Oscar e Stella

NAPOLI20 ottobre 201918:23

– Le donne di Hollywood rendono omaggio a Lina Wertmüller: il 24 ottobre un esclusivo ricevimento di benvenuto organizzato dal presidente WIF (Women in film) Amy Baer al Beverly Hills Four Seasons darà il via ai festeggiamenti per la regista italiana, 91 anni, che il 27 ottobre riceverà l’Oscar alla carriera e il 28 ottobre la stella sulla Walk ok fame. L’evento è organizzato dall’Istituto Capri nel Mondo in associazione con Mibact, Siae-Società italiana degli autori ed editori, e la Regione Basilicata, con il sostegno del Consolato Italiano e dell’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. Wertmüller è stata la prima donna a ricevere una nomination all’Academy Award come migliore regista.
Nei successivi 40 anni, solo altre 4 sono state nominate per la migliore regia e solo Kathryn Bigelow si è aggiudicata l’Oscar.
“Porgiamo il nostro più sentito ringraziamento a Amy Baer e alla squadra di Women In Film per l’omaggio a Wertmüller” dice Pascal Vicedomini, segretario generale dell’Istituto Capri nel Mondo.
Mira Sorvino, il #metoo aiuti le donneL’attrice è nella selezione ufficiale con Drowning

CA PER INGRANDIREFrancesca PierleoniROMA21 ottobre 201909:37

– Mira Sorvino è felice e grata del momento che sta vivendo “e come parte del movimento #metoo, spero di aiutare a dare coraggio a tutte quelle donne che sono sopravvissute a forme di violenza, abusi e sopraffazioni”. Lo dice alla Festa del Cinema di Roma l’attrice premio Oscar, tra le prime a rivelare le violenze e gli abusi subiti da Harvey Weinstein. Il suo ribellarsi alle avance del produttore le era costato l’esclusione per anni da molti progetti di alto profilo, tra i quali Il signore degli anelli, come ha confermato Peter Jackson.L’interprete di La dea dell’amore è nella selezione ufficiale con Drowning, film intimo, scritto, diretto e interpretato dall’amica Melora Walters, in prima mondiale alla Festa. Si racconta il viaggio interiore di Rose (Walters), una madre sopraffatta dal dolore e dalla paura, per la sorte del figlio, soldato in missione in Iraq. E’ solo uno dei tanti altri titoli nei quali Mira Sorvino è coinvolta da qui a due anni: “Nella vita di ogni attore ci sono alti e bassi, come mi ricorda sempre mio padre (il grande attore Paul Sorvino, ndr). Io per un periodo ero stata messa su una lista nera e non ho potuto lavorare, ora invece mi arrivano bellissimi script da straordinari registi e sceneggiatori, tanti altri progetti stanno iniziando e non posso ancora parlarne. Mi sento molto stimolata, lavoro con gioia e sono piena di speranza”.In Drowning, Mira Sorvino interpreta Mary, proprietaria della libreria dove lavora Rose: “Melora è una delle mie più care amiche da vent’anni, avevo già recitato per lei in un corto e nella sua opera prima Watertiger Lily. Per Drowning voleva che Mary apparisse come una ‘bonne vivante’, che sa godersi la vita, frequenta tanti uomini, ma ti rendi conto che non è che una maschera. E’ una donna ferita, tradita dall’ex marito e in una grande solitudine”. La forza del film “è che tutti i personaggi hanno una profonda vita interiore. Oggi dominano le apparenze, si seguono gli influencer su Instagram, si vuole apparire a tutti costi sicuri di sé, ma come diceva mio nonno, nato a Napoli, indossiamo tutti i pantaloni una gamba alla volta. In tutti noi c’è sempre il dolore, il senso di perdita, la delusione”. Il film è, infatti, anche una storia di sopravvivenza al dolore: “La forza non sta solo nel modo in cui sopravvivi, ma anche in come aiuti gli altri a sopravvivere. Io a inizio carriera ho interpretato Marilyn Monroe, che era alla perenne ricerca dell’amore, e ho sempre pensato che se avesse avuto qualcuno di cui prendersi cura si sarebbe salvata. Come sapete ho vissuto un periodo molto duro e ho la tendenza a chiudermi quando soffro. Ma è stato importantissimo condividere, le persone che mi sono state accanto sono state un sostegno fondamentale per me”.

Fanny Ardant, è bello rivivere anche i dolori In La belle époque con Auteuil e Canet. “Io maestra di ricordi”

21 ottobre 201912:59

Tornare a vivere un momento del passato, esattamente com’era, e non solo perché si era più giovani. Chi non ha avuto mai questo desiderio? Proprio come capita a Victor (Daniel Auteuil) protagonista di ‘La belle époque’ di Nicolas Bedos, che sceglie di tornare ai suoi anni Settanta, “perché ai quei tempi – dice nel film – la gente si guardava ancora in faccia e non stava al telefonino, e il mondo era poi un enorme posacenere pieno di fumatori”, ma soprattutto perché in quegli anni aveva incontrato il suo grande amore Marianne (Fanny Ardant). Queste le coordinate per entrare all’interno di questo film folle, brillante e nostalgico passato oggi alla Festa del cinema di Roma. E la Ardant? “Sono tanti i momenti della mia vita che vorrei rivivere – dice l’attrice alla Festa di Roma -. E devo dire che vorrei rivivere anche momenti in cui ero infelice perché, a volte, impari di più dalle infelicità”. Non è il caso però di Victor, uomo all’antica. Quando un imprenditore (Guillaume Canet), grazie all’uso di scenografie, comparse e trucchi di scena, gli propone di rivivere (a pagamento) il giorno più bello della sua vita non ha dubbi: sceglie di tornare al 16 maggio del 1974, giorno in cui a Lione ha incontrato la donna della sua vita, la bellissima Marianne. Ma a un certo punto finzione e realtà si confondono. “Questo film è stato possibile grazie anche al grande feeling che ho con Auteuil – spiega la fascinosa settantenne Ardant -. Le cattiverie e le perfidie che gli faccio nel film (Marianne lo butta fuori di casa e lo tradisce, ndr) sono state possibili perché provo per Daniel esattamente il contrario. A cinema, si sa, non si balla mai da soli”. Per quanto riguarda la tecnologia , spiega sorridendo di essere “una donna delle caverne” mentre, per quanto riguarda i valori, “l’amore è al primo posto, ma anche come amore dell’altro, della famiglia. Bisogna tuffarsi – dice ancora l’attrice -, non avere paura, che cosa sono i soldi in confronto all’amore?”. Com’è cambiato il cinema? “È un po’ come il vino, va ad annate. Anni belli e meno belli, ora però è sicuramente più industria di prima”. Rinnamorarsi si può? “Sì, proprio come accade nel film, può succedere. Secondo me l’amore non è mai sprecato anche quando non è corrisposto”. Differenze tra teatro e cinema? “Il cinema ti dà la sorpresa, ti trovi a recitare un personaggio che non conosci affatto, per il teatro, specie quello classico, è diverso”. Nostalgie e passato? “Sono come i matti, non dimentico niente. Sono maestra di ricordi, ma amo anche il momento presente, in fondo, alla fine, sono due cose gemelle”. La Ardant alza le braccia al cielo ed emette un gridolino solo quando le si ricorda che è nonna: “Che bello – dice – prima mamma e poi nonna. Che gioia avere grida e pianti di un bambino dentro casa”.

Incassi Usa, subito al top Maleficent 2Batte Joker che sfiora però i 740 milioni globali

20 ottobre 201919:28

– La ‘signora del male’ strega il box office americano: il sequel di Maleficent, remake-spin off del classico Disney La bella addormentata nel bosco, con Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer, debutta in vetta alla classifica del week end con 36 milioni di dollari, battendo ‘Joker’, il film di Todd Phillips con Joaquin Phoenix clown cattivo, che incassa 29,2 milioni di dollari nel week end, ma sfiora i 250 milioni sul mercato nord americano e ben 740 milioni di dollari a livello mondiale.
Terza piazza per un altro sequel, ‘Zombieland: Doppio colpo’, con Emma Stone, Woody Harrelson e Jesse Einsenberg, che esordisce con 26,7 milioni di dollari. Seguono ‘La famiglia Addams’ in versione animata (16 milioni di dollari nel week end, 56,8 milioni in totale) e ‘Gemini Man’ di Ang Lee con Will Smith (8,5 milioni nel fine settimana, per un incasso complessivo di 36,5 milioni).

Scamarcio, padre criminale on the road’Il ladro di giorni’ di Guido Lombardi

21 ottobre 201909:36

– Revenge movie, film di formazione e sicuramente di relazioni tra padre e figlio, ‘Il ladro di giorni’ è un po’ tutto questo e ci ricorda inevitabilmente racconti simili. Firmato da Guido Lombardi e tratto dal suo romanzo omonimo (Feltrinelli), il film passato oggi alla Festa del Cinema di Roma all’interno del concorso ufficiale, parte tra le montagne del Trentino.Qui Salvo (Augusto Zazzaro), undici anni, vive con gli zii, la mamma infatti è morta. Il giorno della sua prima comunione, mentre gioca a pallone con gli amici, compare inaspettatamente, a bordo campo un uomo che scoprirà essere suo padre Vincenzo (Riccardo Scamarcio). Salvo non lo vede da troppo tempo per riconoscerlo subito, sette anni, ovvero da quando due carabinieri lo avevano portato via dalla loro casa in Puglia. Ora Vincenzo, appena uscito di prigione, ha deciso di trascorrere qualche giorno con il figlio e parte con lui verso il sud. Il ragazzino è diffidente e curioso verso questo padre dai modi spicci e armato di pistola. Ma durante questo viaggio lungo l’Italia Salvo imparerà a conoscere suo padre e ad essere meno diffidente e, allo stesso tempo, Vincenzo a provare affetto per questo figlio mai davvero vissuto.Nel personaggio del film – prodotto da Indigo Film, Bronx Film con Rai Cinema e Minerva Pictures Group con il sostegno di ben tre film commission (Trentino, Campania e Apulia) – spiega Scamarcio, “mi riconosco poco. Leggendo il copione ho subito pensato al film di Zeffirelli, ‘Il campione’, dove c’è appunto il rapporto tra un boxeur e un bambino. Comunque – aggiunge l’attore – il mio personaggio non è certo uno stratega, ma mi ricorda piuttosto un po’ un uomo degli anni Cinquanta, un uomo alla fine molto semplice”. E ancora Scamarcio non parla che bene del talentoso coprotagonista: “Antonio è uno che impara tantissimo e, dopo un po’, diventa come il tuo clone, imita vezzi e abitudini. Il rapporto tra Salvo e Vincenzo è fatto più dalle cose che non si dicono”.Per il regista, nato a Napoli nel 1975 e che ha collaborato, tra gli altri, con Abel Ferrara e Paolo Sorrentino, “è chiaro che Salvo subisce la fascinazione del padre. Quando entra nella sua vita Vincenzo, pur di essere amato, inizia ad imitarlo, ma tutto questo non ha nulla a che fare con un’educazione criminale, alla Gomorra”. E ancora Lombardi: “Quando ero piccolo a scuola il primo della classe alla lavagna metteva una linea che divideva buoni e cattivi: mi hanno sempre interessato le ragioni del superamento di quella linea”. Nel cast del film anche Massimo Popolizio, Giorgio Careccia, Vanessa Scalera, Carlo Cerciello e Rosa Diletta.

Bertè, Nonna Addams è rock come meLa cantante debutta come doppiatrice nel film animato

21 ottobre 201909:52

– Di questo film “mi colpisce il messaggio forte che lancia, il modo in cui valorizza l’originalità, contro il fattore di omologazione. Fa da manifesto alla diversità, alla follia, alla genialità. Non c’è follia senza pizzico di genio”. Parola di Loredana Bertè, che debutta come doppiatrice, nei panni della nonna, molto rock, di casa, nella Famiglia Addams, versione animata in stop motion di Conrad Vernon e Greg Tiernan, in anteprima italiana alla Festa del Cinema di Roma in Alice nella città e in sala per Halloween, in 500 copie con Eagle. Il film riprende lo stile graffiante dei fumetti anni ’30 di Charles Addams, sulla famiglia più esilarante e dolcemente dark che ci sia. Personaggi amati da più generazioni che sono approdati più volte già in serie tv e al cinema e anche questa nuova versione ha conquistato il pubblico, con 30 milioni di dollari nel primo weekend e già l’annuncio di un sequel.”Sono da sempre una grande fan della serie, non ho perso una puntata” spiega Loredana Bertè al debutto come doppiatrice. Con lei in conferenza stampa Virginia Raffaele (Morticia), Pino Insegno (Gomez), Eleonora Gaggero (Mercoledì) e Luciano Spinelli (Pugsley). “Dentro sono Mercoledì (la figlia di Morticia e Gomez, ndr) – aggiunge la cantante – tanto che sulla copertina di un mio album, Il mio funerale, appaio come lei. Ma nel film mi sono persa nel mio personaggio, mi ha conquistato. L’ho amato perché nonna Addams è rock, sopra le righe, invasata, imprevedibile e molto ironica. Sono diventata Nonna Addams anche dentro”. Per Loredana Bertè doppiare un film è la realizzazione di un sogno: “Secondo me mi hanno scelto per sfinimento, da anni scrivo su facebook che amerei fare un doppiaggio di un film di Tim Burton, perché amo il suo stile gotico e dark. Questo film richiama quello stile, quando mi hanno chiamato non ci credevo”. Anche per Virginia Raffaele il doppiaggio è una nuova avventura: “Nella mia testa interpreto già i personaggi come fossero cartoni animati… non lo dite alla Vanoni – spiega sorridendo -. I cartoni animati di oggi sono fantastici e questo ha un messaggio molto bello e non retorico, essere differenti è la cosa più rock che ci possa essere”.Il film parla anche della violenza che può scatenarsi sui social: “Io li amo, li uso molto per restare in contatto con i miei fan. Anche se è la mia agente a occuparsi dei messaggi, io sono più analogica che tecnologica – racconta Loredana Bertè -. Non ho mai avuto un telefonino. A casa ho il telefono fisso ma nessuno chiama più lì”. La cantante aveva già recitato negli anni ’70, fra gli altri, nell’opera rock Orfeo 9 di Tito Schipa Jr e in Hair, “con cui abbiamo girato tre anni per tutta Italia. Abbiamo collezionato un record di denunce perché c’era una scena di nudo… ma è uno spettacolo che ha precorso i tempi”. Le è arrivata negli anni qualche proposta come attrice, “ma in Italia molto cinema è due camere e cucina, non fa per me. Io amo l’horror, da Carrie a L’esorcista, anche se film come Forrest Gump non me li perdo”.

Incassi, debutta in vetta Maleficent 2Joker secondo. Entra al terzo posto Se mi vuoi bene di Brizzi

21 ottobre 201913:55

– Subito in vetta ‘Maleficent 2: Signora del Male’ con Angelina Jolie, remake-spin off del classico Disney La bella addormentata nel bosco. Il film di Joachim Ronning conquista il primo posto del box office italiano del week end con, secondo i dati Cinetel, 4.162.898 euro in quattro giorni e batte Joker con Joaquin Phoenix che scende al secondo posto con 3.665.988 euro e oltre 21 milioni in tre settimane. Debutta al terzo posto ‘Se mi vuoi bene’ di Fausto Brizzi con Claudio Bisio e Sergio Rubini, che ottiene 535.592 euro e scende dal secondo al quarto posto Gemini Man di Ang Lee con Will Smith e Clive Owen, con 515.932 euro e 1.764.848 euro in due settimane, seguito da Il piccolo yeti (Abominable) con 364.877 euro.

Scorsese, la malinconia di un film con i miei vecchi amici’Ho 76 anni non so cosa accadrà, per questo ho detto sì a Netflix’

22 ottobre 201911:50

“Volevo fare un film con i miei amici” dice Martin Scorsese e in questa frase c’è tutta la “malinconia” che pervade The Irishman. Il regista è alla Festa di Roma per presentare il film tanto atteso (4-6 novembre in sala, dal 27 novembre su Netflix) e con una lavorazione di anni, lunga, complicata e appassionante per tutta la tecnologia sperimentale che c’è dietro. “Senza gli effetti digitali sviluppati dalla Industrial Light & Magic, avrei dovuto avere un cast alternativo per far interpretare i ruoli in gioventù, invece io ci tenevo a fare tutto con loro”.
Il regista 76enne non parla mai di film ‘testamento’ ma certo questo The Irishman non è solo ‘il nuovo film di Scorsese’ perché nel raccontare la storia vera del sicario Frank Sheeran, legato a triplo filo con la mafia italiana e irlandese , dal primo dopoguerra agli anni Duemila c’è una saga criminale, che incrocia la politica dall’assassinio Kennedy alla Baia dei Porci, che arriva ad un punto finale, come un’epoca che si chiude ed è tempo di riflettere in modo maturo sulla vita.
“De Niro ed io volevamo fare un nuovo film insieme dopo Casinò del ’95, ne parlavamo da anni senza trovare la storia giusta. E’ stato Bob a parlarmi di questo libro di Charles Brandt (in Italia edito da Fazi, ndr): si è emozionato, coinvolto, descrivendo questo personaggio e ho sentito che potevamo essere sulla strada giusta e allo sceneggiatore Steven Zaillian ho chiesto di scrivere un film che cercasse di raccontare una vita intera, il tempo rimasto, la morte, i tradimenti e l’amore. Un approccio dalla fine di un’esistenza a guardare a ritroso nel tempo su cui De Niro ed io ci sentivamo a nostro agio. Ci sembrava importante anche che arrivato a quel punto della vita Sheeran, con tutti i morti lasciati alle spalle, la famiglia che lo aveva lasciato solo, tutto quel conflitto vissuto e quella violenza, rimanessero nel passato e il nostro protagonista accettasse che la morte è parte della vita”, dice Scorsese ammettendo che in questo sta la melanconia profonda di questa epopea mafiosa “per la quale non c’era bisogno, come invece era accaduto in passato, di esaltare l’aspetto drammatico, di spettacolarizzare la violenza”.
Sheeran, uomo di fiducia del boss Russell Bufalino (Joe Pesci), si trova ad un certo punto a dover eliminare la persona che più ha fatto breccia presso di lui, il potente istrionico Jimmy Hoffa (Al Pacino, in una prova da urlo), il leggendario sindacalista americano degli autotrasportatori di cui oggi forse nessuno ricorda chi sia stato, “spazzato via – dice Scorsese – dalla storia, esattamente come accade a tutte le cose”. Se per De Niro e Joe Pesci si tornava a lavorare insieme (“non c’era neanche bisogno di parlarci sul set”) dopo 23 anni, con Al Pacino è incredibilmente la prima volta, “nonostante lo conosca dagli anni ’70. A propormelo è stato Bob, il rapporto reale tra lui e Al è incredibile, da 40 anni si vogliono bene, sentivano che stavano facendo qualcosa di unico e di speciale”.
Per fare questo film, dal budget record di 160 milioni di dollari Scorsese ammette il compromesso: “la produzione, in piena libertà creativa, con i soldi di Netflix, senza i quali non sarebbe stato possibile realizzarlo, proprio per il costo della tecnologia digitale. Nessuno ad Hollywood era disposto a darceli e quando si è fatto avanti Netflix e abbiamo concordato che sarebbe andato comunque anche nelle sale per un mese (solo a New York in realtà, in Italia ad esempio esce in sala solo tre giorni dal 4 al 6 novembre con la piccola distribuzione della Cineteca di Bologna, ndr) mi è sembrato un buon accordo. I film sono fatti per essere visti e se oggi i ragazzi li vedono sull’Ipad e in streaming è inutile essere rigidi. Del resto i film vivono nelle sale non più di 4 settimane, mi ricordo Re per una notte restò al cinema solo per due settimane. Le possibilità del cinema con la tecnologia sono infinite, chissà magari si faranno film con DiCaprio e Totò insieme. Sono convinto – dice il cinefilo Scorsese – che la soluzione migliore sia vedere il cinema in sala ma ho 76 anni, non ho più tempo, non so cosa mi succederà, per questo ho detto sì a Netflix. E poi voglio aggiungere anche un’altra cosa: oggi nelle sale si cercano i parchi di divertimento. Va benissimo, ma andare con The Irishman o con altri film tipo questo in sala è far capire ai giovani che c’è altro, in modo che non credano che il cinema sia solo quello dei film fumetto”.

Willie Peyote, “Mi piace provocare con la musica”Esce il nuovo album ‘Iodegradabile’ con un tributo a Mango

22 ottobre 201911:12

– “La morte di Mango è uno dei momenti più toccanti che io riesca a ricordare. Un artista che si sente male sul palco, chiede scusa al pubblico per il disturbo e poi muore. La massima espressione artistica possibile. Mango musicalmente parlando non mi era molto vicino, ma mi è sempre stato simpatico. Il mio vuole essere un tributo alla persona prima ancora che al cantante”. Willie Peyote spiega così il senso di “Mango”, il nuovo singolo del suo nuovo album “Iodegradabile”, in uscita venerdì e già lanciato dal singolo “La tua futura ex moglie”.Guglielmo Bruno, così è registrato all’anagrafe di Torino, è uno dei personaggi più interessanti della scena musicale italiana contemporanea. Secondo le categorie musicali è un rapper, in realtà la sua identità artistica è più complessa: usa il rap ma le sue composizioni si poggiano su solide basi black (“basso e batteria sono fondamentali, la chitarra fa la ritmica secondo la lezione di James Brown” spiega) così come sul rock fino a toccare il cantautorato. Ma dentro di lui c’è un mix tra uno stand up comedian e un pungente osservatore della realtà che non teme la provocazione e l’umorismo senza sconti di un autore di satira. Che dal vivo è capace di proporre uno dei set più trascinanti in circolazione. “Non ho mai puntato a farmi amici attraverso la musica, mi piace provocare con la musica – racconta – E sono convinto che parlare a chi ti da ragione non serva a nulla. Bisogna provocare, insinuare il dubbio. E’ un concetto che dovrebbe essere assimilato dalla sinistra”.Basta leggere i testi per capire l’esigenza di “restituire dignità alla scrittura rap. Lavoro tutto il giorno per riuscire a utilizzare l’italiano in modo originale. Penso a grandi come Dalla e Gaber. Io devo ancora migliorare, sono contento del mio nuovo album perché rappresenta il meglio di quanto possa fare ora, ma sono consapevole che devo fare ancora della strada”. Willie Peyote non fa sconti a nessuno: non li fa alla politica e non li fa ai suoi colleghi musicisti. Qualche colpo ben assestato lo molla anche alla scena indie. “Non mi piace l’idea di fare un meme in musica – spiega – Riconosco che se il mio pezzo gira nei grandi network radiofonici è perché ci sono Calcutta, Coez, Tommaso Paradiso. Mi piacerebbe che facessero di più. Tra semplice e superficiale c’è una bella differenza. In fondo, per quel che riguarda l’indie, bisogna accettare che è il nuovo pop mainstream, non c’è bisogno di dargli una parvenza intellettuale. E poi bisogna anche riconoscergli il merito di aver riportato la gente ai concerti. Oggi di gente che ascolta la musica dal vivo ce n’è tanta e in fondo per artisti come me il live è fondamentale”. E ancora la politica: “Negli anni ’90 avere i dreadlocks ed essere di sinistra ti faceva anche rimorchiare: oggi chi rimorchia è Sfera. E gli operai votano Lega. Prendiamo Torino, la mia città. Una volta viveva della Fiat. Oggi la prima industria è Cristiano Ronaldo, e lo dico da tifoso del Toro. Mi dicono che da quando c’è lui alla Juve il fatturato del B&B è cresciuto del 30%. Bisogna riportare la comunicazione a livello dell’uomo della strada. De André lo capivano tutti, persino Salvini è un suo fan. Però attenzione al qualunquismo strisciante: dare spazio a chi dice che non esiste più il fascismo fa sì che ci ritroviamo i fascisti nelle piazze. Il qualunquismo è un nemico scivoloso e non riguarda solo la politica: è qualunquismo anche prendersela con Sfera Ebbasta e i suoi testi per la tragedia di Corinaldo”.”Anche quando si parla di musica si usano categorie banali: mentre ancora si sta a discutere sulle sue idee politiche, ancora prima che la sua musica arrivasse sul web, c’è stata una riscoperta di Lucio Battisti: ‘Mango’ è un pezzo battistiano – spiega – Battisti è stato un genio ma credo che non sia mai stata valutata abbastanza la sua anima black, anche se il più ‘nero’ degli italiani è stato Pino Daniele. Oggi alla musica italiana manca un po’ di groove, in compenso c’è una riscoperta della melodia, penso ai debiti dichiarati nei confronti di Venditti e Carboni”. Il ritratto di Willie Peyote è in una battuta fulminante in risposta a una domanda sul deficit culturale dell’Italia in fatto di riferimenti musicali: “A Londra tutti sanno chi è Marvin Gaye ma non hanno il bidet, noi ci laviamo il culo ma nessuno sa chi è Marvin Gaye”. Il suo nuovo tour comincerà il 14 febbraio a Nonantola (MO) e proseguirà il 15 a Padova, il 20 e il 21 a Venaria (TO), il 27 a Napoli, il 28 a Modsugno (BA), il 4 marzo a Milano, il 7 a Bologna, il 12 a Roma e il 13 a Firenze.

Jack Kerouac, 50 anni dalla scomparsa dello scrittore ‘On the road’Cinquant’anni fa moriva lo scrittore statunitense autore di ‘On the road’ e de ‘I sotterranei’

21 ottobre 201914:20

Definito il ”padre della beat generation”, secondo una discutibile, ma ineliminabile abitudine che si compiace di applicare etichette, Jack Kerouac scomparve il 21 ottobre del 1969 per colpa della cirrosi epatica provocata dall’abuso di alcool.    Sono passati 50 anni dalla sua morte, ma Kerouac, nato a Lowell nel Massachussets il 12 marzo del 1922, resta una figura leggendaria e i suoi libri più famosi: “Sulla strada” (1957) e ”I sotterranei” (1958) rimangono gli emblemi e i paradigmi di un’intera generazione.   Kerouac significa vita ”on the road”, droga, alcol, sesso e be bop, una miscela liberatoria dove la strada è l’ illimitato territorio privo di regole e leggi, la droga, il sesso e l’ alcool la disinibizione da fattori costrittivi interiorizzati, il be bop la spontaneità dell’ improvvisazione. Non stupisce allora che ”Sulla strada”, scritto nel 1951, dovette patire il rifiuto di ben cinque editori prima di essere pubblicato, mentre il romanzo ”I sotterranei” alla prima apparizione in italia fu processato per ”oscenità”.   Se Fitzgerald aveva ritratto la vita scandalosa della ”lost generation”, della ”gioventù perduta” del primo dopoguerra, Kerouac, insieme ad Allen Ginsberg, fu la voce della ”gioventu’ bruciata” del dopoguerra successivo, di giovani ribelli al conformismo borghese perché ”il concetto ortodosso del bene e del male non basta più a spiegar loro una realtà così poco ortodossa”.leggi incomprensibili (bomba atomica, missili, intelligenze al silicio), come altrettanto incomprensibile appariva la civiltà che progrediva distruggendo sistematicamente la coscienza e la spontaneità individuali. La riaffermazione di una spontaneità primitiva, vicina alle leggi naturali e all’ istinto individuale e creativo dell’ uomo, in contrapposizione all’ inaccettabile conformismo e determinismo della realtà contemporanea, è stata un’ aspirazione profonda anche per le generazioni successive che hanno continuato a leggere Kerouac, spinti verso la comune ricerca di una sorta di ‘innocenza perduta’. ‘Sulla strada’ è il romanzo del ‘viaggio’ alla ricerca di una vita intensa, spontanea, svincolata da pregiudizi o sovrastrutture, per riconquistare il senso della personalità e dei valori umani (esempio ormai mitico rimane il film ”Easy rider” di Hopper), ma è anche il romanzo che Kerouac scrisse ispirandosi alla libera improvvisazione del be bop, creando così quella ”prosa spontanea” come unica forma espressiva possibile per rendere il flusso dilagante di idee, pensieri, immagini, sensazioni o ricordi. E’ una prosa vorticosa in cui il lettore rimbalza tra ”variazioni” e deviazioni risolte in se stesse, indipendenti dal tema, che si susseguono con un ritmo ossessivo, sincopato, convulso e ”spaccato” per sottolineare l’ incisività di una parola e la sua forza allusiva. Del resto, tutto in Kerouac si traduce sotto il segno dell’ intensità emotiva, dell’ emozione allo stato puro.
Sebbene apprezzato e protetto da uno scrittore come Henry Miller, Kerouac non esprime nulla di intellettualistico o di ideologico, anche le sue ”visioni” non sono concettuali, ma piuttosto immagini deformate di cose concrete. Ne ”I sotterranei”, ad esempio, è evidente questo entusiasmo per la semplice fisicità della concreta realtà quotidiana, per i suoi aspetti banali e talvolta squallidi, che fanno da contorno alla nevrotica storia d’ amore tra un bianco e una ragazza di colore. La fisicità, in questo caso, è ciò che rimanda allo spirito, la vita fisica e quella spirituale formano un binomio inscindibile, e non bisogna dimenticare che proprio la rigenerazione dello spirito è il punto cruciale di quel ”viaggio” alla ricerca di senso che, nel tentativo di ricostruire una realtà finita in pezzi, approdava al misticismo. Decaduti e rifiutati i valori sociali precostituiti, si é cercato di ”trovare in se stessi una traccia di valori trascendenti”, una fede in cui identificarsi.
Ne ”I vagabondi del dharma” Kerouac dichiarò la sua adesione al buddismo zen, una fede in cui la contemplazione consentiva di estraniarsi da una realtà comunque inaccettabile e di raggiungere ”l’estasi”.
Del resto, anche negli ultimi anni la lettura dei romanzi di Kerouac si accompagnava a quella dello zen e a quella di ”Siddharta” di Hesse; e ciò sta anche a dimostrare come sia ancora presente, attraverso le generazioni, il malessere raccontato da Kerouac, il disagio che deriva dall’ esigenza di affermare la personalità individuale in un mondo che nega, di fatto, il valore dell’ uomo come ”persona”. “Preferirei viaggiare su treni merci per tutto il paese e cucinare il mio cibo in lattina sui fuochi di legno – disse Kerouac – piuttosto che essere ricco e avere una casa o un lavoro…”.

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‘100 Gianni Rodari’, parte la festa per centenario 2020
Mostre, nuove edizioni e Freccia Azzurra introdotta da Marcorè

CA PER INGRANDIREDi Mauretta CapuanoROMA21 ottobre 201909:49

Storie, filastrocche, articoli di approfondimento, materiali scaricabili per insegnanti, poster stampabili, quiz e tanto altro per un anniversario speciale che, proprio per questo, prende il via un anno prima con protagonista assoluta la fantasia. E’ quello per i cent’anni dalla nascita di Gianni Rodari che si festeggiano il 23 ottobre 2020. Ma tra pochi giorni, proprio il 23 ottobre, parte il countdown in vista delle celebrazioni su http://www.100giannirodari.com, scandito da nuove pubblicazioni e iniziative. Gli eventi sono nel segno di quello che Rodari – vincitore nel 1970 del Premio Hans Christian Andersen, considerato il Nobel della letteratura per l’infanzia – auspicava: “Tutti gli usi della parola a tutti”, non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo. A inaugurare ‘100 Gianni Rodari’ (#100giannirodari) sono le Edizioni EL, Einaudi Ragazzi, Emme Edizioni che, in quanto editori unici dell’opera del Maestro della Fantasia – nato a Omegna, sul Lago d’Orta, il 23 ottobre 1920 e morto a Roma il 14 aprile 1980 – hanno messo in cantiere una serie di nuove, preziose edizioni e mostre dei migliori artisti che hanno illustrato i libri dell’autore di ‘Grammatica della fantasia’, in allestimento in Italia e all’estero, con partner come la Fiera di Bologna e gli Istituti di cultura italiana nel mondo. Tra i primi titoli ad arrivare in libreria, il 5 novembre, ‘Cento Gianni Rodari – Cento storie e filastrocche – Cento illustratori’ (Einaudi Ragazzi), per i bambini dai 6 anni, che raccoglie cento tavole realizzate da alcuni tra i migliori illustratori al mondo che hanno scelto ognuno la propria favola o filastrocca di Rodari preferita, in omaggio al più grande autore italiano per ragazzi, E poi la strabiliante avventura del trenino più amato d’Italia, ‘La Freccia Azzurra’ (Einaudi Ragazzi), con l’inedita introduzione di Neri Marcorè, tra i grandi fan di questa moderna fiaba sull’amicizia e la solidarietà diventata anche un film d’animazione, e le nuove illustrazioni per il centenario di Camilla Pintonato. Sono da poco arrivati in libreria anche gli albi, dai 4 anni, ‘L’omino di niente’ (Emme Edizioni), tratto da ‘Favole al telefono’, pubblicato per la prima volta nel 1962, con illustrazioni di Olimpia Zagnoli, e ‘Bambini e Bambole’ (Emme Edizioni), la filastrocca tratta da ‘Il libro degli errori’, dove troviamo il Rodari politico e poeta, con le nuove illustrazioni di Gaia Stella. Alla Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna 2020, che sarà un po’ tutta nel segno di Rodari, la mostra delle “Eccellenze italiane” sarà dedicata ai 21 migliori illustratori italiani di rilevanza internazionale che hanno illustrato Rodari, tra i quali spiccano Bruno Munari, Emanuele Luzzati, fino ai più recenti Manuele Fior, Beatrice Alemagna e le stesse Gaia Stella e Olimpia Zagnoli. La mostra, che ha appena iniziato a fare il giro del mondo grazie agli Istituti di cultura italiana all’estero, ha recentemente fatto tappa a Portland ed entro dicembre sarà a San Francisco. Nello speciale calendario di ‘100 Gianni Rodari’, oltre a questi eventi hanno preso avvio letture, seminari e rappresentazioni teatrali ispirati all’opera del poeta e scrittore che ci ha insegnato che la fantasia rende liberi, su iniziativa di privati, associazioni, enti, festival. Tutti verranno segnalati sul sito che vuol essere un dinamico punto di riferimento. ‘100 Gianni Rodari’, spiegano i promotori dell’iniziativa, “è anche un’esortazione: a moltiplicare per 100 la circolazione delle sue storie, a celebrare e diffondere i contenuti rivoluzionari della sua poetica, a formare una nuova generazione di piccoli, appassionati lettori tramite i suoi libri divertenti e profondi: ‘Favole al telefono’, ‘Filastrocche in cielo e in terra’, ‘Fiabe lunghe un sorriso’, ‘Il libro degli errori’, ‘Le avventure di Cipollino’, ‘C’era due volte il Barone Lamberto'”. Insegnante elementare per alcuni anni, Rodari è stato anche giornalista fra l’altro per ‘L’Unità’, il ‘Pioniere’ e ‘Paese Sera’ e ha cominciato a pubblicare i suoi libri per ragazzi a partire dagli anni Cinquanta, ottenendo subito un enorme successo di pubblico e critica con traduzioni in tutto il mondo. Dagli appunti raccolti in una serie di incontri nelle scuole, ha visto la luce, nel 1973, ‘Grammatica della fantasia’, diventata immediatamente un punto di riferimento.

Eshkol Nevo, mia onesta’ in ‘L’ultima intervista’Ho rotto formato romanzo per dire la mia verita’ anche brutale

22 ottobre 201914:18

– ESHKOL NEVO – ‘L’ULTIMA INTERVISTA’ (NERI POZZA – PP 416 – EURO 18,00) Il suo migliore amico sta morendo, la moglie lo vuole lasciare, la figlia maggiore se ne e’ andata di casa, lui soffre di distimia e non riesce piu’ a scrivere: e’ un autore in crisi quello tratteggiato da Eshkol Nevo nel romanzo ‘L’ultima intervista’, costruito come una serie di risposte alle curiosita’ dei lettori di un sito. “Avrei dovuto dare a quelle domande delle risposte preconfezionate, invece – scrive Nevo – ho deciso di dire la verita’”. Ed e’ questa, fuori dalla finzione letteraria, l’urgenza che ha mosso l’autore di ‘La simmetria dei desideri’: “Ho cercato di portare le mie risposte a un certo livello di pericolo, non dovevano avere un precedente, dovevano essere – racconta nella hall di un albergo milanese, prima tappa del suo tour italiano – oneste e disinteressate a cio’ che solitamente e’ ben accolto. In questi ultimi anni avverto in maniera sempre piu’ evidente la presenza massiccia delle fake news e anche di finta letteratura nelle nostre vite, per questo ho sentito l’esigenza di portare verita’ e onesta’”.Il modo per farlo e’ stato arrivare alla radice della forma romanzo: “volevo fare – spiega – qualcosa di nuovo, mai usato da nessuno, tutti i romanzi seguono delle leggi invisibili e anche i miei finora lo hanno fatto, io volevo rompere il formato, fare qualcosa di quasi impossibile”. E quasi impossibile, per il lettore, e’ capire quanto ci sia di verita’ e quanto di finzione: se da una parte Nevo racconta dettagli biografici verificabili, come il fatto che suo nonno Levi Eshkol sia stato il terzo Primo ministro di Israele, dall’altro dissemina il romanzo di punti di domanda sulla capacita’ stessa di uno scrittore di uscire dal formato storia. “Uno dei problemi del protagonista – dice – e’ proprio distinguere tra realta’ e menzogna, come quando confessa alla moglie un tradimento che in realta’ non si e’ consumato, cosi’ io volevo creare nel lettore una sensazione di insicurezza”. Ed e’ destabilizzante seguire gli strani giri che fanno le risposte a domande che sono quasi sempre dirette, come ‘crede in Dio?’, cui segue un racconto sul karma dove una donna ha una relazione sadomaso che provoca dolori fisici al marito, che spariscono appena lei lascia l’amante. “Questo tipo di apertura – sottolinea Nevo – permette a ognuno di proiettare qualcosa di suo nelle varie storie”.Tra i racconti, ce ne sono vari che riguardano l’attivita’ pubblica di scrittore, inclusa la difficolta’ di esprimere opinioni politiche non allineate in Israele: “ci sono stati tentativi da parte del Governo di dipingere chiunque si oppone alle sue politiche come antipatriottico, ma a me, se vengo criticato – confida – viene naturale alzare la voce, cosi’ e’ nata questa reazione di opposizione che fa parte dell’onesta’ quasi brutale che c’e’ a tutti i livelli del libro. Molti miei amici artisti oggi non vogliono dire la loro verita’ perche’ temono la reazione, a me invece questo clima fa venire voglia di urlare, di dire ‘io non ho paura’”. Ci sono poi racconti piu’ ironici, come la parodia dell’incontro con un regista che vorrebbe stravolgere il romanzo da cui dice di voler trarre un film: “L’ho scritto prima di incontrare Moretti – chiarisce subito Nevo – che e’ rispettoso e sensibile alla sostanza del libro”.  Nella trasposizione del suo romanzo ‘Tre piani’, pero’, lui non e’ voluto entrare: “Sono stato sul set a giugno e basta, nel momento in cui un libro viene adattato – conclude – lo scrittore si puo’ solo levare di torno”.

Nasce Pink Shuttle per le donne afghaneDa Nove Onlus servizio di trasporto per emancipazione femminile

22 ottobre 201913:30

È nato a Kabul il primo servizio di trasporto che permette più mobilità alle donne, in un paese minacciato dal ritorno del fondamentalismo talebano. Grazie a Nove Onlus, una nuova speranza per l’emancipazione femminile in Afghanistan. Dopo anni di impegno sul territorio, l’associazione ha lanciato un progetto che punta a trasformare la limitazione della libertà delle donne in un’opportunità accettata dalla cultura locale: il Pink Shuttle. Un servizio di trasporto tutto al femminile: donne alla guida di navette che trasportano solo donne. Il progetto, reso possibile grazie al finanziamento di OTB Foundation e USAid, supporta la libertà di movimento delle tantissime donne afghane che, a causa di pesanti retaggi culturali non hanno altra possibilità di raggiungere autonomamente i luoghi di lavoro o di studio o di accedere a servizi di base. Inoltre, dà seguito a un’altra iniziativa di Nove Onlus: la scuola guida femminile, che ha permesso in tre anni a 195 donne di prendere gratuitamente la patente a Kabul.

Caffè Greco rischia la chiusura, la Polonia è preoccupataStorico locale Roma fu ritrovo artisti e intellettuali polacchi

22 ottobre 201914:30

L’Ambasciata di Polonia a Roma ha espresso, in una nota, la propria preoccupazione per la possibile chiusura dell’antico Caffè Greco e ha lanciato un appello affinché venga trovata una soluzione perché “questo locale storico, colmo di opere d’arte e memorie comuni legate anche alla cultura polacca, non scompaia dalla mappa della Città Eterna”. Ci rendiamo conto della pressione del mercato e degli inevitabili cambiamenti legati ai trend socio-economici, ma crediamo che esistano valori universali che vanno difesi e che non possono essere sostituiti da benefici materiali e calpestati per ragioni economiche.
Le rappresentanze estere a Roma avevano già rivolto un appello al ministero della Cultura italiano chiedendo di intervenire per salvare lo storico Caffè in via dei Condotti e sottolineando come non sia concepibile che un locale colmo di opere d’arte, luogo di incontro dei più grandi artisti degli ultimi duecento anni, possa scomparire dalla mappa della città a causa dei problemi legati all’affitto del locale. In particolare il vice primo ministro e ministro della cultura polacco Piotr Gliński ha inviato il 27 giugno 2019 al ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli e al sindaco di Roma Virginia Raggi una lettera nella quale chiedeva che venissero intraprese azioni volte a preservare il Caffè Greco. Lettere rimaste ancora senza risposta.
L’Antico Caffè Greco, fondato nel 1760, luogo preferito dei turisti e degli artisti di molte nazioni, fu il ritrovo prediletto di molti artisti e intellettuali polacchi. Secondo alcuni storici di cultura polacca, fu il poeta Adam Mickiewicz – l’icona del Romanticismo polacco – a rendere famoso il Caffè Greco tra i connazionali.

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Best in Travel, mete top 2020 di Lonely Planet
Primi posti a Bhutan, Via della Seta, Salisburgo, Nusa Tenggara

22 ottobre 201914:38

– Il Bhutan è il Paese da non perdere; Salisburgo, in Austria, è al vertice delle città; la Via della Seta, in Asia Centrale, è la prima delle Regioni e Nusa Tenggara Orientale, in Indonesia è al top delle Destinazioni Convenienti. Sono le mete imperdibili di viaggio del 2020 indicate come ogni anno da Lonely Planet. Nella top ten, subito dopo il Buthan troviamo l’Inghilterra seguita dalla Macedonia del Nord. Mentre le Marche conquistano il secondo posto tra le Regioni, dopo la Via della Seta. Ma l’Italia non compare in nessun altra classifica.
Ogni meta è scelta perché “attuale, stimolante e sorprendente. Non ci limitiamo insomma a registrare le tendenze, ma le creiamo in prima persona, invitandovi ad andare nei posti che vale la pena vedere prima che ci arrivino tutti gli altri” spiega la Lonely Planet.
I collaboratori di Lonely Planet percorrono ogni anno centinaia di migliaia di chilometri per esplorare quasi ogni angolo del pianeta. A ciascuno di loro, agli autori e ai redattori, ma anche alla comunità di influencer, ogni anno, vengono chiesti i consigli più aggiornati.  Le loro risposte svelano quali siano i posti da visitare subito, e quali le mete che offrono qualcosa di nuovo, che sono ignorate o sottovalutate. Dopo accese discussioni, spiegano alla Lonely Planet, “la nostra giuria di esperti riduce questo lungo elenco a soli 10 paesi, 10 regioni, 10 città e 10 destinazioni convenienti”.
Ecco l’elenco.
TOP 10 PAESI: 1 Bhutan 2 Inghilterra 3 Macedonia del Nord 4 Aruba 5 eSwatini 6 Costa Rica 7 Olanda 8 Liberia 9 Marocco 10 Uruguay TOP 10 REGIONI: 1 Via della Seta, Asia centrale 2 Marche, Italia 3 Tōhoku, Giappone 4 Maine, Stati Uniti 5 Lord Howe Island, Australia 6 Provincia del Guìzhōu, Cina 7 Provincia di Cadice, Spagna 8 Argentina nord-orientale 9 Golfo del Quarnaro, Croazia 10 Foresta amazzonica, BrasileTOP 10 CITTÀ: 1 Salisburgo, Austria 2 Washington DC, Stati Uniti 3 Il Cairo, Egitto 4 Galway, Irlanda 5 Bonn, Germania 6 La Paz, Bolivia 7 Kochi, India 8 Vancouver, Canada 9 Dubai, Emirati Arabi Uniti 10 Denver, Stati UnitiTOP 10 BEST VALUE DESTINAZIONI CONVENIENTI: 1 Nusa Tenggara orientale, Indonesia 2 Budapest, Ungheria 3 Madhya Pradesh, India 4 Buffalo, Stati Uniti 161 5 Azerbaigian 6 Serbia 7 Tunisia 8 Cape Winelands, Sudafrica 9 Atene, Grecia 10 Zanzibar, Tanzania.

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ALLE 12:34 DI DOMENICA 20 OTTOBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Rassegna d’autore con Finardi e Camerini
A Ferrara anche Ferradini e i chitarristi Biondini e Capodacqua

FERRARA18 ottobre 2019 10:36

– Eugenio Finardi, Alberto Camerini e Marco Ferradini saranno tra i protagonisti dell’ottava edizione della ‘Rassegna storica e nuova canzone d’autore’, in programma al teatro Estense di Ferrara l’1 e il 2 novembre.
L’iniziativa, con ingresso ad offerta libera, è promossa dall’associazione culturale Aspettando Godot.
Finardi e Camerini, definito ‘l’Arlecchino del rock italiano’, esordirono negli anni ’70 con la stessa casa discografica, la Cramps, e si esibiranno sullo stesso palco sabato 2 novembre, preceduti dal cantautore ligure Marco Stella, accompagnato alla chitarra da Marco Cravero; Finardi sarà in trio con Giuvazza e Federica Finardi Goldberg.
Venerdì 1 spazio a Marco Ferradini, che presenterà un estratto del concerto ‘La mia generazione’ dedicato a Herbert Pagani, con cui scrisse diverse canzoni; nella stessa serata – dopo l’opening act di Leonardo Veronesi – anche il recital ‘Nelle nostre corde’ con Flaco Biondini e Paolo Capodacqua, chitarristi di Francesco Guccini e Claudio Lolli.

Il premio Cavallini ad Avati e CordelliIstituito da Vittorio Sgarbi. Cerimonia il 25/10 a Pordenone

PORDENONE18 ottobre 201912:38

– Sono Pupi Avati, premio alla carriera, Franco Cordelli, per la saggistica, Erminia Dell’Oro, premio speciale, e Laura Pariani, per la narrativa, i vincitori dell’edizione 2019 del premio Cavallini, istituito da Vittorio Sgarbi nel 1996 a Barcis (Pordenone) e giunto alla XXIII edizione. L’annuncio è stato fatto il 18 ottobre a Pordenone dal presidente del Comitato organizzatore, Maurizio Salvador, e dall’assessore alla Cultura del Comune di Pordenone, Pietro Tropeano.
Dal 2017 il premio non è più intitolato al solo Bruno Cavallini, zio di Vittorio ed Elisabetta Sgarbi, ma ai fratelli Bruno, Romana e Rina Cavallini, quest’ultima madre di Vittorio ed Elisabetta, tre personalità diverse ma accomunate – spiegano i promotori – da sensibilità artistica e forza di carattere.
La cerimonia di consegna del premio è in programma venerdì 25 ottobre alle 17.30 al Convento di San Francesco, a Pordenone.

Torna Tu sì que Vales su Canale 5Con De Filippi, Scotti, Mammucari, Zerbi. Tra i conduttori Belen

18 ottobre 201913:02

– Torna sabato 19 ottobre in prima serata su Canale 5 la nuova edizione di “Tu sì que vales”, il talent show internazionale che vede partecipare grandi performer da tutto il mondo. A valutare le esibizioni degli artisti il quartetto composto da Maria De Filippi, Gerry Scotti, Teo Mammucari e Rudy Zerbi, sempre pronti a giudicare con serietà e professionalità, ma anche a farsi coinvolgere e a lasciarsi appassionare da gag irresistibili o da performance inusuali.
Muniti di bacchetta magica, decidono oltre alla sorte la durata delle performance. Per la terza edizione consecutiva al timone dello show il trio formato dall’argentina Belen Rodriguez (alla guida del programma fin dalla prima edizione del 2014) e dai campioni dello sport Martin Castrogiovanni e Alessio Sakara. La novità di questa stagione è la presenza dell’attrice di cinema e teatro e conduttrice tv Sabrina Ferilli che ha il ruolo di rappresentare la giuria popolare, formata da cento votanti presenti in studio. Una presenza prestigiosa per lo show che arruola nel team del sabato sera un personaggio che nella sua carriera vanta numerosi premi e riconoscimenti. Tra questi: cinque Nastri d’argento, un Globo d’oro e la preziosa interpretazione nel ruolo di attrice protagonista nel film premio Oscar “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino.
Si riaccendono le luci del Teatro 8 negli studios Titanus Elios in Roma e si apre il sipario sul palco tv dove artisti di tutte età – da 0 a 99 anni – possono esprimere ogni forma d’arte proponendo performance che catturano sempre l’attenzione del pubblico in studio e a casa. Numeri spettacolari in cui si succedono a ritmo incalzante prove che vanno dal canto alla danza, dagli sport estremi alla magia, dall’escapologia alle arti circensi, alla recitazione e non solo. Possono partecipare a “Tu sì que vales” tutti: non ci sono limiti di età, di nazionalità, di sesso maschile o femminile, da soli o in coppia, con la crew o con una big band. Produce Fascino P.g.t. per Mediaset. Curatore del programma Doriana Patanè; La regia è di Paolo Carcano e Andrea Vicario.

Il filmato del live De André-PFM del ’79Custodito dal regista genovese Piero Frattari

18 ottobre 201913:55

– A 40 anni dal tour di Fabrizio de André con la PFM e dai successivi due album dal vivo, la Sony Music Italy ha ritrovato il filmato con la registrazione completa del concerto del 3 gennaio 1979 a Genova, uno degli eventi più celebrati della musica italiana, in grado di restituire i colori, gli umori di quel palco, dell’incontro tra il cantautore e la rock band.
“Devo ringraziare le mie due passioni: una per la musica di Faber e l’altra, maniacale, di conservare ogni cosa”, racconta il regista genovese Piero Frattari che ha realizzato e custodito in tutti questi anni la registrazione. “All’epoca facevo il video maker per radio e tv. Era il gennaio del 1979. Gli organizzatori mi proposero di registrare il concerto di Faber/ PFM. Non esitai un istante. Poi le videocassette di quella registrazione finirono in fondo ad un archivio che qualche anno dopo decisero di mandare al macero. Solo per caso riuscii a recuperarle e a catalogarle tutte nell’archivio della mia società, Vidigraph”.

Primo disco Natale per Robbie Williams”The Christmas Present” contiene sia classici che inediti

8 ottobre 201913:57N

– Uscirà il 22 novembre “The Christmas Present” (Columbia Records / Sony Music UK), il primo album di Natale di Robbie Williams. “Sono davvero felice di annunciare il mio primo album di Natale. Ne ho fatti tanti nella mia carriera e realizzare questo disco è un altro sogno che si avvera. È stato davvero divertente registrarlo e non vedo l’ora di farvelo ascoltare” dice l’artista al suo 13/o lavoro in studio.
Un doppio album composto da “Christmas Past” e “Christmas Future”, con all’interno sia brani inediti che grandi classici della tradizione natalizia, eseguiti con alcune speciali guest star. “Christmas Past” include i classici “Winter Wonderland” (con i cori eseguiti dal coro LMA), “Santa Baby” in duetto con la cantante tedesca Helene Fischer, “Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!”, una cover di “The Christmas Song” (resa celebre da The Nat King Cole Trio), “Merry Xmas Everybody” di Slade featuring Jamie Cullum, e “It’s A Wonderful Life”, in cui Robbie duetta con suo padre Peter Conway.

Ethan Coen, da Studios film-parco giochiEthan alla Festa di Roma. Intanto Joel prepara (da solo) Macbeth

18 ottobre 201914:02

– La chirurgia come dispositivo narrativo nel cinema. E’ il tema a sorpresa che ha voluto esplorare Ethan Coen, senza il fratello e complice artistico Joel, nel primo degli incontri ravvicinati della 14/a edizione della Festa del Cinema di Roma. Nel dialogo con il direttore artistico Antonio Monda è comparsa un po’ d’attualità quando ha commentato la recente dichiarazione di Martin Scorsese (nei prossimi giorni alla Festa con The Irishman), secondo cui i film Marvel non sarebbero vero cinema ma più simili ai parchi giochi.
“Sì, ed è un peccato che sia così, anche se mi sembra lo siano in generale i film degli studios” ha commentato sornione, lasciando per un attimo il tono stralunato e autoironico, che ha dominato molte delle sue osservazioni. Almeno per Joel Coen, la prossima avventura sarà Macbeth, adattamento della tragedia di Shakespeare con Denzel Washington e Frances McDormand, un progetto al quale Ethan, stando alle prime notizie, non sembra partecipare.

Marmi Torlonia in mostra da Roma a mondoAccordo con Mibact anche per Museo. Restauri grazie a Bulgari

18 ottobre 201917:19

– La collezione Torlonia, ensemble unico al mondo, la ‘collezione delle collezioni’, come narrano da sempre gli studiosi, torna visibile al pubblico con la mostra The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces, dal 25 marzo 2020 al 10 gennaio 2021, nella nuova sede espositiva dei Musei Capitolini a Palazzo Caffarelli a Roma.
Con 96 marmi romani raccolti dal XV al XIX secolo, il progetto scientifico di Salvatore Settis e l’intervento di Bulgari per i restauri, è il primo passo dell’accordo tra il Mibact e la Fondazione Torlonia, che dopo un tour nel mondo della mostra porterà a un museo permanente per la collezione a Roma. “Erano 70 anni che il pubblico non poteva vederla”, dice il ministro della cultura Dario Franceschini presentando l’accordo con il vicesindaco di Roma Capitale Luca Bergamo, Alessandro Poma Murialdo, presidente della Fondazione Torlonia, e Jean-Christophe Babin, ceo Bulgari.
“Ora stiamo lavorando anche con il Comune e la famiglia Torlonia per trovare una sede adatta, in un tempo non troppo lungo”.

A Ustica un laboratorio antifascistaDa Gramsci a Bordiga, storia e testimonianze a Palermo

PALERMO18 ottobre 201914:48

– Il confino a Ustica di tanti esponenti storici della sinistra italiana, da Antonio Gramsci a Amadeo Bordiga, diede vita negli anni Venti del Novecento a un originale laboratorio politico antifascista. Quella storia e le testimonianze di quell’esperienza sono raccontate in una mostra di Vito Ailara e Massimo Caserta aperta a Palermo fino al 14 dicembre all’Istituto Gramsci siciliano (Cantieri culturali alla Zisa).
Attraverso 54 foto, documenti inediti provenienti da archivi pubblici e privati, memorie personali vengono ripercorsi i primi mesi di applicazione della legge istitutiva del confino di polizia nella piccola isola, tra il 1926 e il ’27. La misura doveva paralizzare, nelle intenzioni del regime fascista, l’opposizione. Il tentativo di emarginazione diventò invece occasione di incontro tra un gran numero di antifascisti.
La convivenza forzata fra uomini che entrarono in contatto anche con i libici impegnati nella resistenza all’occupazione fascista pose le basi dell’alleanza antifascista.

Debutto in scena per ‘Trilogy in Two’Prima nazionale per l’opera di Andrea Liberovici

REGGIO EMILIA18 ottobre 201914:57

– Prima nazionale il 19 e 20 ottobre al Festival Aperto di Reggio Emilia per ‘Trilogy in Two’ di Andrea Liberovici, un’opera mosaico in due tempi che fonde musica, performance e video. Coprodotto con il Teatro Nazionale di Genova, dove sarà in scena dal 22 al 30 ottobre, il lavoro vede protagonista la vocalità straordinaria di Helga Davis, con l’accompagnamento dello Schallfeld Ensemble diretto da Sara Caneva.
Compositore e autore da sempre impegnato in una ricerca che incrocia il teatro con la musica e le arti visive, Andrea Liberovici ha cominciato a pensare a ‘Trilogy in Two’ nel 2008: il compositore esplora la figura del Faust attraverso una serie di pillole video prodotte per Rai3. Da quel primo embrione è nata la possibilità di trasformazione in uno spettacolo che avesse come protagonista Helga Davis, artista interdisciplinare statunitense già interprete di alcuni lavori di Robert Wilson e Peter Greenaway.

Teatro Stabile Torino, Gancia presidenteGraglia Mattioli e Ferrino novità consiglio in carica fino 2023

TORINO18 ottobre 201915:37

– Lamberto Vallarino Gancia, designato dalla sindaca Chiara Appendino, è stato confermato presidente della Fondazione del Teatro Stabile di Torino. Nel consiglio, che sarà in carica fino al 17 ottobre 2023, entrano Giulio Graglia (designato dalla Regione Piemonte), Licia Mattioli (Compagnia San Paolo) e Anna Beatrice Ferrino (Fondazione Crt). Confermata Caterina Ginzburg (ministero dei Beni e delle Attività Culturali). Lo ha deliberato il consiglio degli Aderenti. Ferrino è stata nominata vicepresidente. Revisori dei conti sono Claudio De Filippi e Flavio Servato. “Una bella squadra. Sono stati quattro anni fantastici.
Vogliamo riempire le sale teatrali, rendere il teatro internazionale – ci stanno invitando in Cina, Bruxelles e Londra – e aggiungere nuovi spazi come il Teatro Nuovo e la Cavallerizza”, ha detto Vallarino Gancia.
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Sanremo Giovani, record di iscrizioniIl maggior numero dal Sud con 365 partecipanti

18 ottobre 201915:41

– Inizia il conto alla rovescia per Sanremo Giovani con un nuovo record che premia la decisione del direttore artistico Amadeus, approvata da Rai1, di riportare al Festival di Sanremo la categoria Nuove Proposte. Quest’anno ai nastri di partenza si sono presentati in 842, il numero più alto delle ultime edizioni. Tante sono state le domande arrivate al vaglio della Commissione musicale facendo registrare un incremento rispetto allo scorso anno di 163 unità pari al 24%.
In particolare si tratta di 743 cantanti singoli (420 uomini e 323 donne) e 99 gruppi. Dal Sud la maggior parte delle richieste di partecipazione (365 pari al 43.35%), segue il Nord con 299 (35.51%), il Centro con 167 (19.83%). In aumento anche le richieste di partecipazione arrivate dall’Estero pari a 11 (1.3%). La Commissione Musicale presieduta da Amadeus e composta da Claudio Fasulo, Gianmarco Mazzi, Massimo Martelli e Leonardo De Amicis, dopo gli ascolti procederà a selezionare i primi 60 artisti che parteciperanno alle audizioni dal vivo.

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Le frasi del Papa sull’assistente vocale
Accordo con Amazon, raccolta di 250 frasi registrate in studio

18 ottobre 201915:45

– I pensieri, le omelie, le udienze e i discorsi di Papa Francesco, tratti dai libri di edizioni Piemme, dal 18 ottobre saranno su Amazon Alexa. Attraverso la skill ‘I libri di Papa Francesco’, la prima sviluppata dall’Area Libri del gruppo Mondadori – saranno fruibili anche attraverso i dispositivi Amazon Echo. Attingendo da una raccolta di 250 frasi registrate in studio, selezionate accuratamente da 16 libri pubblicati da Piemme, il software sarà in grado di dialogare con l’utente, permettendogli di riflettere, attraverso le parole del Pontefice, sui grandi temi della vita e della fede, come ad esempio l’amore, la famiglia, il perdono, la pace e la misericordia.
Alexa è l’assistente virtuale di Amazon integrato nei dispositivi smart speaker Echo, capace di comprendere la voce umana e interagire con le persone attraverso un dialogo naturale e intuitivo. È possibile personalizzare Alexa con funzionalità che si possono abilitare attraverso l’app Amazon Alexa o attraverso il comando vocale diretto. ‘Alexa, apri i libri di papa Francesco’, sarà sufficiente pronunciare questa frase per attivare la skill su Alexa, l’assistente virtuale di Amazon. Sarà possibile interrogare Alexa su un argomento specifico o chiedere un suggerimento, fermare l’ascolto e continuarlo in seguito. Inoltre si potrà approfondire un tema chiedendo ad Alexa la fonte da cui è tratto. Ad esempio, è possibile chiedere all’assistente virtuale di Amazon di ascoltare il pensiero di papa Francesco su molti temi, tra cui: fede, fratellanza, felicità, accoglienza, dolore, speranza, solidarietà, chiesa, preghiera, peccato.
I pensieri di Papa Francesco sono tratti dai seguenti libri di Edizioni Piemme: Il nome di Dio è Misericordia, Dio ride, Laudato si’, Buon Natale, Chi sono io per giudicare?, È Natale tutti i giorni, Amoris Laetitia, Amico Dio, Il Vangelo del sorriso, Il Vangelo di Maria, La luce del Natale, Buon Anno, Dio è giovane, La felicità in questa vita, L’amore è contagioso, Il sorriso di Dio.

Biennale Photolux, 25 mostre a LuccaDa racconto a 50 anni sbarco sulla Luna ad antologica di Cagnoni

LUCCA18 ottobre 201915:46

– Dalla mostra che celebra il 50/o anniversario del primo uomo sulla Luna al progetto ‘Gossan: Mars Mission’ del visionario Joan Fontcuberta e all’antologica del grande fotoreporter italiano Romano Cagnoni a un anno dalla sua scomparsa. Sono 25 le esposizioni che dal 16 novembre all’8 dicembre saranno ospitate nel centro storico di Lucca per Photolux Festival, la biennale internazionale di fotografia diretta da Enrico Stefanelli.
‘Mondi/New Worlds’ il titolo della rassegna che, si spiega, “racconta, in un anno carico di anniversari importanti il secolo appena passato ma con uno sguardo al futuro, con un occhio al desiderio, tutto umano, di superare limiti, barriere e muri”, proponendo una narrazione a 360 gradi e multimediale, divisa tra fotografia, video e installazioni. Il percorso espositivo si apre idealmente dal Palazzo delle Esposizioni della Banca del Monte di Lucca, con la collettiva ‘2:56 AM. To the Moon and Back’ che celebra i 50 anni dallo sbarco dell’uomo sulla Luna con immagini dell’archivio Nasa e opere di 20 artisti. A Palazzo Ducale, con anche le immagini di Magnum Photos, si racconterà la rivoluzione iraniana del 1979 (e l’Iran di oggi). Al centro dell’esposizioni anche la Russia, Berlino, gli adolescenti cubani e la rivolta di piazza Tienanmen a Pechino. Ancora saranno proiettate immagini che raccontano la storia del Prix Pictet dal 2008 a oggi e di quelle dei finalisti dell’edizione 2019, una mostra raccoglierà le foto di scena e il ‘dietro le quinte’ di The Wall, riduzione cinematografica del famoso album dei Pink Floyd e la mostra con gli scatti dei vincitori del World Press Photo 2019.

Carlucci, da Nord a Sud a caccia di talentiRiparte Ballando on the Road, prima tappa Altamura ultima Roma

18 ottobre 201920:24

– Milly Carlucci torna in viaggio alla ricerca di nuovi talenti, che dopo varie selezioni approderanno a Ballando con le stelle, il talent di Rai1 al via a marzo. Ma non è tutto, la conduttrice annuncia una novità: “In questo nostro girovagare dal sud al nord dell’Italia potremmo anche trovare nuovi maestri di ballo professionisti se si presentassero alle selezioni”. Ventimila ballerini, cinquemila esibizioni, 200 ore di provini e migliaia di chilometri percorsi in lungo e largo per l’Italia: torna in pista, per una nuova edizione, il talent itinerante Ballando on the Road. “E’ una selezione di concorrenti, di livello professionistico e amatoriale, in corso per la manifestazione correlata a Ballando con le stelle’. Numeri che dimostrano passione, talento e voglia di stare insieme attraverso la danza in tutte le sue forme”, spiega Milly Carlucci che – assicura – sarà presente a tutte le tappe: “Si parte il 2-3 novembre ad Altamura, in Puglia, e si termina il 15 dicembre a Roma, passando per Marcianise, Reggio Calabria, Rimini e Milano”.Insieme alla conduttrice, regina del ballo in tv, l’indomabile Carolyn Smith e i maestri di Ballando con le stelle. “Anche quest’anno – siamo giunti alla quinta edizione – sei tappe, dodici appuntamenti dedicati ai ballerini di tutti gli stili e di tutte le età, con la passione per il ballo nel cuore. Moltissime le novità di questa edizione, iniziando da una collaborazione che vedrà in ogni appuntamento la presenza di Roberta Ammendola, volto noto della TgR nazionale portare nelle case degli italiani racconti, storie e curiosità dal backstage di questo lungo viaggio alla ricerca di talenti”. I primi cento selezionati avranno la grande occasione di esibirsi nella “finestra” pomeridiana prevista su Rai1 dove verranno giudicati e selezionati dalla giuria composta da Carolyn Smith, Fabio Canino e Guillermo Mariotto. Otto di loro (un corpo di ballo vale come un singolo) parteciperanno al torneo Ballando con te in diretta il sabato sera nello show dedicato alla danza. Per tutti gli altri ballerini ci saranno moltissime occasioni di visibilità, così come avvenuto negli anni scorsi. Dai Babykillers protagonisti allo Zecchino d’oro a Giorgia Pia Gatto e Marek Pisanu che hanno letteralmente conquistato pubblico e critica del prestigioso Fini Dance Festival di New York, ai vincitori della scorsa edizione, gli strepitosi Flash Kidz.Ma le opportunità sono infinite, dai numerosi gruppi e coppie presentati a Domenica In e alla Vita in Diretta, fino alle attrazioni presentate fuori concorso a Ballando con le stelle. Quest’anno, inoltre, Milly Carlucci regala a questi giovani ballerini un’occasione straordinaria, un sogno: iscrivendosi nella categoria PRO si potrà essere valutati per diventare uno dei nuovi maestri di Ballando con le stelle 2020. Ma parliamo delle altre novità di questa edizione, infatti, ‘Ballando on the road: in cerca di talenti’ farà tappa in alcune città mai raggiunte prima dal talent, dodici in tutto. Come di consueto il viaggio si concluderà a Roma, ultima possibilità di esibirsi per chi non ha partecipato alle selezioni nelle altre regioni. Appuntamento per il gran finale il 14 e 15 dicembre. Gli incontri con gli appassionati del ballo inizieranno alle 13 di ogni sabato e domenica in programma. Non ha ancora nessun idea per i concorrenti di Ballando con le stelle, lo scorso anno il programma ha avuto ottimi ascolti, per la prossima edizione si deve inventare qualcosa di straordinario? “Idee tante – risponde Carlucci – ma tutte allo stato embrionale, abbiamo addirittura avuto delle autocandidature, ma bisogna trovare persone adatte. I sogni poi sono tanti e anche se talvolta irrealizzabili non costano. Il più grande sogno rimane avere l’ex first lady Usa Michelle Obama come ballerina per una notte o Bill Clinton”. E i divi di Hollywood? “Non abbiamo i budget, la Rai non se li può permettere”. La giuria è tutta confermata? “Confermatissima”. Fra i maestri in giro con Ballando on the road i maestri di ballando Sara Di Vaira, Alessandra Tripoli, Veera Kinnunen, Anastasia Kuzmina, Ornella Boccafoschi e Lucrezia Lando, ma anche Raimondo Todaro, Simone Di Pasquale, Samuel Peron e Stefano Oradei. Non solo faranno parte della giuria di esperti, ma regaleranno al pubblico presente spettacolari performance live.

Sindaco Imola, vicino ritorno di Vasco’Lunga trattativa per sua presenza a tre lustri ultimo concerto’

BOLOGNA18 ottobre 201916:22

– Si avvicina il ritorno di Vasco Rossi in concerto a Imola, dove il rocker di Zocca manca da quindici anni dopo le esibizioni live all’autodromo cittadino nel 1998, 2001 e 2005. A lanciare la volata al cantante è la sindaca imolese, Manuela Sangiorgi, dopo che lo stesso Blasco, nelle scorse ore, ha preannunciato, online, l’intenzione di suonare nuovamente all’interno del circuito romagnolo. “La splendida anticipazione divulgata mezzo social network da Vasco Rossi nella serata di ieri – osserva la prima cittadina – sdogana in modo pubblico e concreto quella che è una lunga trattativa, tutt’ora in corso, con il promoter dell’artista per il suo ritorno ad Imola a distanza di tre lustri dall’ultima esibizione nella cornice del nostro autodromo ‘Enzo e Dino Ferrari’. Le parole di Vasco – prosegue Sangiorgi – lasciano intendere che la direzione intrapresa è quella giusta e che, con ogni probabilità, la mediazione in corso ha imboccato il rettilineo finale”.

Torna ‘La rivolta degli oggetti’A RomaEuropa ripresa dello storico spettacolo de La Gaia Scienza

18 ottobre 201916:36

– 1976, un anno di quelli in bilico, tra la spinta della contestazione del ’68, la speranza di un cambiamento e la repressione, la disillusione che porterà molti a scelte violente radicali. Emblema di quel periodo che usa come metafora di lettura di quell’atmosfera il vitalismo e il senso di sconfitta di Vladimir Majakovskij e dei suoi versi fu lo spettacolo ‘La rivolta degli oggetti’, andato in scena al Beat 72, tempio della neoavanguardia romana, e ora riproposto nel cartellone di RomaEuropa al Teatro India – fino al 3 novembre – in modo abbastanza filologico e solo qualche lieve intervento a segnare il tempo.
Dopo il successo della riproposta di ‘Tango glaciale’ di Mario Martone (1982), ecco questa rivisitazione ancor più emblematica del primo rivelatorio lavoro del gruppo ‘La gaia scienza’, Giorgio Barberio Corsetti (oggi direttore del Teatro di Roma), Marco Solari e Alessandra Vanzi, che operò per una decina di anni con spettacoli che vanno da ‘Cronache marziane’ a ‘Cuori strappati’.

Isoardi stira a Un giorno da pecoraMa segue anche profili social di Conte, Di Maio e Zingaretti

18 ottobre 201917:24

– Elisa Isoardi a ruota libera a ‘Un Giorno da Pecora: arriva col suo amato cagnolino Zen, sta al gioco quando le chiedono di ‘rifare’ la scena in cui stirava una camicia, beve un mojito e, su invito dei conduttori, inizia a seguire su Instagram Di Maio, Conte e Zingaretti. Ospite della trasmissione di Rai Radio1 condotta da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari, la Isoardi è arrivata in studio con il suo cagnolino e ha spiegato: “Si chiama Zenith, ma io lo chiamo Zen. Ultimamente vado sempre in giro con lui, faccio ‘pet therapy'”. Il programma che guida si occupa di cucina: meglio il cibo o il sesso per lei? “Non sono cose paritetiche e non si possono mettere sullo stesso piano”. I conduttori hanno poi provato a far ‘riprodurre’ in studio la ‘celebre’ foto social in cui la Isoardi stirava una camicia, dandole un ferro da stiro, un mini asse e una camicia bianca: tentativo andato a buon fine, con la conduttrice che divertita si è prestata al gioco. Le piace fare i ‘lavori di casa’? “Stirare non è che mi piaccia molto, mentre mi piace fare giardinaggio e le pulizie”.
Dopo il ferro da stiro, alla Isoardi è stato offerto il cocktail simbolo dell’estate: un mojito, tanto amato Matteo Salvini. “Sì, mi piace, ma da prima però”, ha scherzato la conduttrice della ‘Prova del cuoco”. Lei è quasi un influencer su Instagram visti tutti i suoi follower. Avrebbe il coraggio di seguire Luigi Di Maio e Giuseppe Conte? “Ok, va bene”, e la conduttrice ha cliccato ‘segui’ su entrambi i profili. Vogliamo seguire anche Nicola Zingaretti? “Ecco qua, seguo anche lui”. E’ vero che una volta ha detto che tra i politici le piaceva Dario Franceschini? “Quella volta ho dovuto dire qualcosa… comunque è bravo”.
Invece uno come Giuseppe Conte le sembra un uomo elegante? “Sì, mi pare elegante ma non l’ho mai visto dal vivo”. Lo è anche Di Maio? “Si, è un uomo elegante”, ha concluso la conduttrice a ‘Un Giorno da Pecora’.

Scary Stories, horror amato da Del ToroIl film di André vredal tratto dai libri di Schwartz

18 ottobre 201917:42

– 1968. Nella cittadina di Mill Valley incombe ancora la lunga ombra della famiglia Bellows. Nella loro dimora abbandonata Sarah, ex ragazzina torturata, ha trasformato la sua travagliata esistenza in una serie di storie spaventose, scritte in un libro che va oltre i limiti del tempo. Storie, scritte con il sangue, che diventano realistiche e assassine per un gruppo di giovani che, durante la notte di Halloween, andranno alla scoperta della sua terrificante casa.
Questo l’horror per millennial ‘Scary Stories To Tell In The Dark’, del regista norvegese André vredal, presentato in selezione ufficiale alla 14/a edizione della Festa di Roma. Un film prodotto e scritto dal premio Oscar Guillermo del Toro e basato sui libri di Alvin Schwartz. Il film, in sala dal 24 ottobre con Notorious Pictures, ha dalla sua, oltre alla penna fantasy di Del Toro, i testi di Schwartz che negli anni ’90 sono stati venduti in milioni di copie e hanno sollevato perfino un movimento per vietarli dalle biblioteche scolastiche.

Morfosis, chic retrò ai Fori ImperialiLa nuova collezione del brand disegnato da Alessandra Cappiello

8 ottobre 201917:48

– Il rigore dei tagli addolcito dalla sinuosità delle linee, l’attenzione ai dettagli, la ricerca del colore come per realizzare un dipinto, tutto concorre a delineare una collezione di un’eleganza ricercata dal gusto retrò, da Morfosis, il marchio disegnato da Alessandra Cappiello, che ha presentato le sue proposte per l’inverno a Palazzo del Gallo a Roma, edificio patrizio di fronte ai Fori Imperiali. Nella nuova collezione la preziosità dei tessuti e la dolcezza delle forme si incontrano in pantaloni a vita alta e long dress bordati di piume, tailleur giacca e pantaloni, cappotti in alpaca a quadri modello vestaglia o rigidi come i coat maschili, bluse e gonne in eco-pelle pitonata. La palette cromatica si veste dei toni decisi del marrone, nero e bordeaux, mitigati dalle tinte più tenui del grigio e del rosa. La morbidezza del mohair, la matericità dell’eco-pelle sia in variante plissé che in stampa pitone, il rigore del tartan e la luminosità del lurex sintetizzano un concetto di new romantic.

Pavarotti secondo Ron HowardIl biopic su big Luciano in sala dal 28 al 30 ottobre

19 ottobre 201916:24

Un grande affresco di Pavarotti pieno di pathos, musica, successi, positività, famiglia, donne, tradimenti e cucina, quella italiana che non mancava mai di far assaggiare ai suoi molti amici sparsi per il mondo. E così fa bene a dire Ron Howard, autore di ‘Pavarotti’, passato oggi alla Festa di Roma: “Che vita ha avuto Pavarotti! È stato difficile scegliere cosa raccontare”.E ancora il regista:”La sua è stata una vita da opera, una vita come quelle che rappresentava sulla scena”. Il film uscirà nelle sale italiane solo per tre giorni, il 28, 29 e 30 ottobre, prodotto da Polygram Entertainment, Imagine Entertainment e White Horse Pictures con Diamond Docs in collaborazione con TimVision e Wildside e distribuito da Nexo Digital in collaborazione con i media partner RTL 102.5, Classica HD, MYmovies.it, Rockol.it, Onstage. Molti hanno pianto per questo docu che racconta quell’uomo pieno di “sorriso carismatico”, di popolare ottimismo, la cui storia è come una favola: da figlio di fornaio a superstar internazionale.Un tenore capace di segnare profondamente il mondo dell’opera lirica e di vendere 100 milioni di dischi nel corso della sua carriera, di rendere popolare l’opera, di mescolare musica classica e pop e di dedicarsi, nell’ultima parte della sua esistenza, alla beneficenza anche grazie all’amicizia con Lady Diana. Il regista premio Oscar ha attinto con l’aiuto della famiglia, vecchia e nuova, del tenore a un enorme archivio di foto. Scorrono così le immagini della figlie, Cristina, Giuliana, Lorenza, della loro mamma Adua, poi di Nicoletta Mantovani, dalla quale ha avuto Alice, ma anche le testimonianze di Bono Vox e soprattutto di Placido Domingo e José Carreras, ovvero di quel trio nato in occasione dei Mondiali del 1990 che ci ha lasciato un indimenticabile Nessun Dorma a tre voci. “Oltre ad essere un genio – dice Howard – è stato anche un ambasciatore per l’opera che lui voleva rendere popolare. Ora mi auguro che questo film possa fare lo stesso anche per chi di solito non segue questo genere musicale”.E ancora il regista: “Pavarotti era interessante come soggetto, perché era molto conosciuto nel mondo come artista, ma si sapeva ben poco della sua vita. Io, da non esperto di lirica, ho capito che la sua vita aveva qualcosa di analogo all’opera: in alcune sue esibizioni sentivo che cantava, ma anche che forse quella non era solo una recita, aveva invece un reale rapporto emotivo con la sua vita, così abbiamo costruito il film intorno a delle arie. La famiglia poi si è mostrata molto disponibile ad essere intervistata e a darci accesso a un materiale inedito, che mostra ancora di più l’onestà e la positività di Pavarotti”. Nel futuro di Ron Howard anche un film targato Netflix, Hillbilly Elegy, un dramma familiare. Di Netflix Howard parla solo bene: “Ti lascia il controllo totale della tua creatività. Non credo che le piattaforme rovinino il cinema in sala, ma piuttosto che sia il pubblico ad indicare con i suoi gusti il futuro”.

Mery Rigo, il pino di 1230 anni è arteE’ nel parco del Pollino. L’artista ha donato l’opera al Bocs

TORINO18 ottobre 201918:31

– L’albero più antico d’Europa è nel parco del Pollino – un pino loricato di 1230 anni – e una pittrice torinese, Mery Rigo, lo ha fatto diventare un’opera d’arte. “Ho partecipato a una residenza d’artista a Cosenza a settembre e prima – spiega Mery – ho fatto una ricerca sui parchi della Calabria. Ho letto della scoperta e della datazione di quest’albero da parte di uno studioso, Gianluca Piovesan. Con l’aiuto di due guide sono riuscita a trovarlo. Il dipinto, 2 metri per 135, è stato inserito in modo digitale nella foto originale, che è di Piovesan. Il mio sguardo pittorico si è inserito nel suo sguardo scientifico”. L’opera, intitolata 1230, è stata donata al Bocs Art Museum di Cosenza. “Quell’albero potrebbe diventare il simbolo della battaglia per la protezione delle foreste”, spiega l’artista.
Mery, autodidatta, dipinge e fotografa da quando aveva 14 anni, due passioni che si sono sempre intrecciate. Ha fatto diverse mostre in Piemonte, a Milano e in Svizzera e ha ricevuto numerosi premi.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Le Monde, troppi visitatori per Gioconda
Il quotidiano, soluzione sarebbe ingresso indipendente al Louvre

PARIGI18 ottobre 201918:36

– Gioconda croce e delizia del Louvre: Le Monde dedica un commento al problema sempre più evidente della folla oceanica che si reca nel grande museo parigino unicamente per sostare davanti al capolavoro di Leonardo. Intasando gli spazi di chi vuole visitare altre sale e rendendo chilometriche le file all’entrata.
“Il pubblico – scrive Le Monde – ha 35.000 opere a disposizione nel museo, ma la stragrande maggioranza ha occhi soltanto per ‘Monna Lisa’”. Queste le cifre del Louvre: 10,2 milioni di ingressi all’anno, il 75% stranieri, 30.000 visitatori al giorno. Cifre spaventose che rischiano “di mettere in pericolo” il museo, creato “per ricevere fra 3 e 5 milioni di visitatori mentre ne ospita il doppio”. La direzione del museo ha provato a rendere obbligatoria la prenotazione, per poi fare dietrofront. Adesso prenotare via web è soltanto “raccomandato”.
Per Le Monde, la “soluzione radicale” sarebbe “dare alla Gioconda uno spazio autonomo, con un ingresso separato”.

Hit parade, in testa due ragazzeSono Giordana Angi seguita da Fabi e Geolier, e Tones and I

18 ottobre 201920:27

– Sono tre new entry a conquistare il podio della classifica Fimi-Gfk degli album più venduti della settimana e due le giovani donne al comando delle hit degli album e dei singoli. Prima nella top ten degli album è la 25enne Giordana Angi con “Voglio essere tua”, nuova raccolta della cantautrice italo-francese sul tema per nulla scontato dell’amore. Dieci i brani che spaziano dal pop al rock contenuti nell’album prodotto da Carlo Avarello e pubblicato da Virgin Records (Universal Music Italia). La Angi ha collaborato con artisti del calibro di Tiziano Ferro e Nina Zilli. In cantiere anche un brano per Laura Pausini.Primo brano nella hit dei singoli è Dance Monkey della cantante australiana Tones and I, uscito a maggio e certificato due volte platino in Australia. Al secondo posto per gli album troviamo Tradizione e Tradimento di Niccolò Fabi, nove tracce prodotte artisticamente assieme a Roberto Angelini e Pier Cortese. Segue Geolier, astro nascente del rap napoletano con l’album d’esordio Emanuele. Scivola dal secondo al quarto posto Testa o croce, dei Modà, seguito da Zero il folle, di Renato Zero, che slitta dalla prima alla quinta posizione. New entry anche sul sesto gradino: Neverland, nuovo album di Mecna & Sick Luke. Settima posizione per la nuova versione di Re Mida (Aurum) di Lazza, seguito da Ultimo con Colpa delle favole (da 28 settimane in classifica) e da Mattoni di Night Skinny. Chiude la top ten il power duo del rap Gemitaiz & Madman, due settimana fa primi con Scatola Nera. Primo per i vinili è Renato Zero con Zero il folle.Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dall’11 al 17 ottobre:1) VOGLIO ESSERE TUA, GIORDANA ANGI (VIRGIN UNIVERSAL MUSIC)2) TRADIZIONE E TRADIMENTO, NICCOLÒ FABI (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)3) EMANUELE, GEOLIER (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)4) TESTA O CROCE, MODÀ (F&P BELIEVE)5) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA INDIPENDENTE MENTE/ BELIEVE)6) NEVERLAND, MECNA & SICK LUKE (VIRGIN UNIVERSAL MUSIC)7) RE MIDA (AURUM), LAZZA (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)8) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO BELIEVE)9) MATTONI, NIGHT SKINNY (ISLAND UNIVERSAL MUSIC)10) SCATOLA NERA, GEMITAIZ & MADMAN (TANTA ROBA LABEL/ISLAND UNIVERSAL MUSIC)Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) DANCE MONKEY, TONES AND I (ELEKTRA NEK WMI)2) TI VOLEVO DEDICARE, ROCCO HUNT FEAT. J-AX & BOOMDABASH (RCA RECORDS LABEL SME)3) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY WMI)4) POOKIE (REMIX) AYA NAKAMURA FEAT. CAPO PLAZA (REC. 118 WMI)5) NON AVERE PAURA, TOMMASO PARADISO (ISLAND UNI)Infine, la classifica dei vinili più venduti:1) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA INDIPENDENTE MENTE)2) ABBEY ROAD, THE BEATLES (UNIVERSAL STRATEGIC UNIVERSAL MUSIC)3) TRADIZIONE E TRADIMENTO, NICCOLÒ FABI (POLYDOR UNIVERSAL MUSIC)4) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE WMI)5) NEVERLAND, MECNA & SICK LUKE (VIRGIN UNIVERSAL MUSIC).

Gli eventi per Speciale Premio Strega19/10 speciale apertura Fondazione, 20/10 prima ospite Cibrario

18 ottobre 201919:12

– Apertura straordinaria, il 19 ottobre, della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, sede delle riunioni degli Amici della domenica per la scelta dei finalisti del Premio Strega. E nuovo ciclo di incontri, a partire dal 20 ottobre, dedicato alla letteratura e alle arti contemporanee all’Auditorium del MAXXI di Roma, con i finalisti e il vincitore, Antonio Scurati, del Premio Strega 2019, che prenderà il via con Benedetta Cibrario. Gli incontri sono a ingresso gratuito su prenotazione.
Casa Bellonci a Roma conserva un ingente patrimonio librario e documentario. Composta da circa 24.000 volumi e inserita nel Polo SBN di Roma, la biblioteca rappresenta da sempre un luogo d’incontro e confronto, non solo letterario. Nelle stanze opere di maestri come Campigli, Mafai e Morandi. L’incontro del 19 ottobre dedicato a ‘Le opere d’arte’, sarà con Raffaella Morselli, del Comitato Scientifico della Fondazione Bellonci, Università degli Studi di Teramo. Mentre per ‘Libri al Maxxi – Speciale Premio Strega’, Benedetta Cibrario, autrice del romanzo ‘Il rumore del mondo'(Mondadori) dialogherà con Rossella Sleiter Caracciolo sul senso del limite – geografico e culturale – inteso come impedimento alla realizzazione di sé stessi, con interventi di Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci. Introduce Giovanna Melandri, presidente della Fondazione Maxxi. Seguiranno il 3 novembre Nadia Terranova con Roberto Andò, il 17 novembre Marco Missiroli con Vinicio Marchioni, il 1 dicembre Claudia Durastanti con Nada Malanima e il 15 dicembre il vincitore dell’edizione 2019 Antonio Scurati con Giordano Bruno Guerri.

Bret Easton Ellis, vi racconto ‘Bianco’Lo scrittore, farò un film horror diretto e scritto da me

19 ottobre 201910:32

– BRET EASTON ELLIS, BIANCO (EINAUDI, PP 268, EURO 19,00) Un memoir, un saggio, un libro diverso da quelli a cui l’autore di American Psycho ci ha abituato, ispirato ai monologhi dei suoi podcast. Bret Easton Ellis, l’enfant terrible della letteratura, è tornato in Italia, dieci anni dopo la sua ultima visita, con ‘Bianco’ che esce per Einaudi nella traduzione di Giuseppe Culicchia. Strutturato in 8 capitoli, il libro parte dalla sua infanzia, dall’adolescenza tutta cinema con grandi scorpacciate di film horror, passa attraverso i successi letterari, dall’esordio con ‘Meno di zero’ ad American Psycho e arriva al 2018 passando attraverso i social e il nuovo Easton Ellis. Ma la maggior parte delle 268 pagine di ‘Bianco’ sono occupate dai film che tutti volevano fare negli anni Settanta, tanto che viene da pensare che forse lo scrittore che ha cambiato il modo di concepire la narrativa americana, volesse in realtà fare cinema. “E’ vero”, dice Bret Easton Ellis che mentre scriveva ‘Meno di zero’ pensava sempre “ora finisco questo e poi mi metto a fare cinema. Ma non è andata così perché nella testa avevo altri cinque o sei libri”, racconta e per scriverli non ci sono voluti 10 anni come lui pensava, ma 35. Ma, adesso “finalmente farò il mio film, scritto e diretto da me. Premesso che tutto può andare storto, è l’unico progetto in cui ci sono le persone che ci credono veramente e i soldi veri. Sarà un film semplice, di genere, un horror, che parla di giovani, di mostri e di dipendenza dalla droga. Siamo in una fase di pre, pre produzione” dice Easton Ellis, 55 anni, che indossa una tuta da ginnastica nera e preferisce all’ascensore le scale a piedi. A Roma sarà protagonista, il 20 ottobre, degli Incontri Ravvicinati con Antonio Monda alla Festa del Cinema di Roma e il giorno dopo al Circolo dei Lettori di Torino per ‘Aspettando il Salone’.
Lo scrittore, che si sente “romantico” rispetto a chi fa politica, dice: “Ho sempre pensato che la politica non può risolvere i problemi della condizione umana, è molto più burocratica e pragmatica e quindi essenzialmente portata a controllare e da questo io mi sottraggo”. In ‘American Psycho’ c’è un personaggio ossessionato da Donald Trump. “All’epoca vivevo a Manhattan, frequentavo molti giovani come me e ho constatato personalmente quanti aspirassero ad essere come Trump. Così mi è venuto in mente di metterlo nel libro, però, sia chiaro, non ho il dono della preveggenza. Mai avrei pensato che sarebbe diventato presidente degli Stati Uniti e ho l’impressione che non se ne fosse reso conto nessuno. All’inizio del romanzo cito un pezzo dei Talking Heads in cui dicono: ‘Nessuno è sembrato accorgersi che tutto quanto si stava disfacendo’. E’ quello che penso dei nostri anni Ottanta’” racconta lo scrittore. E precisa: “Nel mio podcast però non lo nomino mai Trump perché non voglio dividere il mio pubblico nel modo in cui è contrapposta l’opinione pubblica americana. Le due parti non fanno altro che strillarsi addosso e nessuno capisce cosa l’altro abbia da dire”. “Mentre facevo i bagagli per venire in Italia c’era la conferenza stampa alla Casa Bianca perché Trump ha ricevuto il vostro presidente Sergio Mattarella e notavo con una certa curiosità come i due sembrassero andare d’accordo. E’ un’immagine” sottolinea.
Lo scrittore fa anche notare che i social media, a cui è dedicata l’ultima parte di ‘Bianco’, “sono per molti aspetti l’unica cosa di cui Trump dispone”, ma “io a questo gioco non voglio giocare. Fino a dieci anni fa era molto divertente, una specie di club di comici, di selvaggio west in cui la gente tirava fuori battute scandalose. Adesso è diventato punitivo”.
‘Bianco’ alla fine “mi ha riattivato qualcosa. Mi è venuta voglia di riprendere in mano il romanzo abbandonato che cito nel libro. Mi torna continuamente in mente, mai come quest’anno.
Allora credo sia il caso che lo scriva e lo faccio dicendo vaffanculo a un mio ragionamento sul senso del romanzo americano oggi. Scrivere un romanzo da molto più piacere che scrivere 40mila sceneggiature” afferma convinto l’enfant terrible.

Inclusione, donne e famiglia per Angelina JolieCon Michelle Pfeiffer protagonista di Maleficent 2

19 ottobre 201910:33

– Entrambe magrissime, belle e anche troppo professionali tanto da risultare algide, distanti. Vere star. Angelina Jolie, 44 anni, e Michelle Pfeiffer, 61 anni, sono le protagoniste di ‘Maleficent 2: Signora del Male’, diretto da Joachim Ronning, in sala dal 17 ottobre con Disney dopo essere stato l’evento speciale di preapertura ad Alice nella Città nell’ambito della Festa del cinema di Roma.
Prodotto dalla Walt Disney Pictures il fantasy, sequel di Maleficent, remake/spin-off del Classico Disney La bella addormentata nel bosco (1959), racconta come l’affettuoso legame tra Malefica (Jolie) e Aurora (Fanning) venga compromesso quando il Principe Filippo (Harris Dickinson) chiede la mano alla ragazza e quest’ultima accetta senza consultarsi con Malefica.
Tutto precipita alla cena di fidanzamento quando la madre di Filippo, Ingrith (Pfeiffer), mostra una natura malvagia del tutto inaspettata e questo in un film in cui è molto forte lo scontro razziale.
“Credo che l’inclusione – ha detto la Jolie in conferenza stampa alla presentazione a Roma – sia estremamente importante.
La prossima generazione sarà ancora più connessa e così questa rinascita dell’odio e della divisione cavalcata oggi dai politici fa parte di una battaglia che non potranno mai vincere.
Il mondo – ha aggiunto – è infatti pieno di diversità e lo sarà ancora di più per i nostri figli e per quelli che verranno”.
La famiglia, sempre per l’attrice figlia d’arte, “non dipende solo dal sangue. Io sono fortunata ad avere tanti figli (ne ha tre adottati e tre naturali) anche perché, devo dire, ho imparato qualcosa da ciascuno di loro”. “Farmi vedere dai miei figli mascherata non è stata una buona idea – ha spiegato la Jolie divertita -. Si sono spaventati. Io che non l’avevo capito subito ho cominciato a inseguirli, ma poi mi sono resa conto del loro terrore così ho cominciato a togliermi il trucco per fargli capire che ero la loro madre”.
Ma ad essere terrorizzati non sono stati solo i figli della Jolie: “Quando l’ho vista la prima volta travestita da Malefica – ha detto la Pfeiffer – sono rimasta scioccata per la sua bellezza e allo stesso tempo terrorizzata. Mi sono chiesta: che farei io se apparisse un essere così nella mia casa?”.
Fare l’attrice? “È una professione molto divertente, ma devi essere anche molto forte per questo lavoro perché il mondo tende a vederti in modo sbagliato. Al Pacino ha detto una volta ai suoi fan: ‘Non mi dovete confondere con i personaggi che interpreto’. Io la penso come lui”.

I Marmi Torlonia in mostra da Roma al mondoAccordo con Mibact anche per Museo. Restauri grazie a Bulgari

19 ottobre 201910:40

– “Si esce storditi da tanta bellezza. Sento parlare di questa collezione da sempre. Erano 70 anni che il pubblico non poteva vederla”. Non nasconde l’emozione il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, uscendo da un primo, riservatissimo, giro nella galleria di opere che alimenterà quella che è già una delle mostre più richieste dai “più importanti musei al mondo”. Si chiamerà The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces, ovvero, la collezione Torlonia, la ‘collezione delle collezioni’, come narrano da sempre gli studiosi, che torna visibile al pubblico, dal 25 marzo 2020 al 10 gennaio 2021, nella nuova sede espositiva dei Musei Capitolini a Palazzo Caffarelli a Roma. Un’esposizione per ora parziale di quell’inestimabile tesoro d’arte che fu la Collezione dei principi, con 96 marmi romani (su 620 opere) raccolti tra il XV al XIX secolo, il progetto scientifico di Salvatore Settis e i contributo di Bulgari per i restauri. Ma che segna la prima tappa concreta dell’accordo tra il Mibact e la Fondazione Torlonia e che dopo un tour nel mondo porterà a un museo permanente per la Collezione a Roma.”Le richieste internazionali sono tantissime. Non potremo accontentare tutti, sarà una scelta dolorosa”, precisa Franceschini, presentando l’accordo insieme al vicesindaco di Roma Capitale Luca Bergamo, Alessandro Poma Murialdo, presidente Fondazione Torlonia, e Jean-Christophe Babin, Ceo Bulgari. “Ci avevano detto ‘non ci riuscirete mai’ – prosegue – Ma grazie a Settis siamo andati dal principe Alessandro. In un colloquio che ricorderò come tra i più affascinanti del mio mandato da ministro abbiamo costruito un percorso. Ora stiamo lavorando anche con il Comune di Roma e la famiglia Torlonia per trovare una sede adatta e per dare a Roma, in un tempo non troppo lungo, una collezione unica”. Sarà dunque la creazione, “anzi il ritorno, del Museo Torlonia. Non lo vedrò prima della fine del mio mandato – sorride Franceschini – ma lo vedrò dopo”. Un’occasione inseguita per decenni “da mio nonno”, dice oggi Alessandro Poma Murialdo, frutto di una collaborazione “non comune tra istituzioni private, pubbliche e famiglia” e che “darà a questa collezione il respiro internazionale che merita. Sarà possibile far girare opere archeologiche con provenienza fuori da ogni dubbio”.Accuratissimo il lavoro di ricerca intorno a ogni opera della mostra, curata da Settis con Carlo Gasparri, archeologi e accademici dei Lincei e con l’organizzazione di Electa. “Le opere vogliamo farle riconoscere, più ancora che conoscere, perché finora sono note solo attraverso fotografie”, spiega l’archeologo. Ultima delle grandi collezioni principesche di Roma, con il suo primo nucleo già all’inizio dell’800, la Collezione Torlonia, “per me la più importante dopo il tesoro di Tutankhamon”, confessa Jean-Christophe Babin, con la mostra diventa così l’occasione per un viaggio indietro nel tempo. “Sarà come entrare in una stanza del vecchio museo Torlonia – prosegue Settis – ripercorrere la storia della collezione e del collezionismo in Italia, dal 1880 fino al ‘400”, tra busti e sarcofagi che raccontano di luoghi e momenti storici come Villa Albani o la collezione Giustiniani. L’ultima delle cinque sezioni si ricongiungerà all’esedra dei bronzi e del Marco Aurelio dei Musei Capitolini, sottolineando il nesso fra gli inizi del collezionismo privato di antichità e la donazione al Comune da parte di Sisto IV nel 1471. Il tutto, chiosa il vicesindaco Bergamo, “nel nuovo spazio espositivo Caffarelli, nel cuore del Campidoglio, chiuso nel 1965 per difficoltà di manutenzione. Oggi, con un lavoro importante della sovrintendenza capitolina, torna disponibile ed entra a pieno effetto del sistema dei Musei Civici”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mademoiselle Privé, Chanel a Tokyo
Lusso e profumi, viaggio nella maison di rue Cambon

19 ottobre 201912:46

– Dopo Londra, Seul, Hong Kong e Shanghai, la mostra su Chanel, annunciata da un breve film di Sofia Coppola, conquista Tokyo. “Mademoiselle Privé”, queste due parole appaiono sulla porta che conduceva allo studio di creazione di Gabrielle Coco Chanel al terzo piano in 31 rue Cambon, a Parigi. Oggi è il nome dell’esposizioni sul mondo della maison francese, sulla sua haute couture, sull’alta gioielleria e sul suo più iconico profumo, Chanel N.5. La quinta tappa della mostra che ha sede nella B&C Hall- Tennoz a Tokyo (19 ottobre- 1 dicembre) è un viaggio nell’appartamento di Coco Chanel, a rue Cambon 31. Articolata in cinque sezioni disposte su due piani, ognuna basata su una parte emblematica dell’appartamento corrispondenti ad un ambiente cromatico, la mostra mescola affreschi grafici con sagome di alta moda create da Karl Lagerfeld e Virginie Viard, esaltate dal capi Chanel Métiers d’art e dall’alta gioielleria.

Watchmen, dalla graphic novel alla tvSu Sky Atlantic, cast guidato da premi Oscar Irons e Regina King

19 ottobre 201919:53

– Quis custodiet ipsos custodes? Chi sorveglierà i sorveglianti stessi? E’ ambientata in una realtà alternativa, senza Internet e senza smartphone, Watchmen, la nuova serie firmata da Damon Lindelof e ispirata all’omonima, rivoluzionaria graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons, al debutto il 21 ottobre su Sky Atlantic alle 3 della notte fra domenica e lunedì, per essere poi proposta in prima serata dal 28 ottobre nella versione in italiano.Un autore di culto, un materiale di partenza con generazioni e generazioni di fan, un cast all-star guidato dai premi Oscar Regina King e Jeremy Irons, dosi massicce di black humour, un’elettrizzante colonna sonora a cura di Trent Reznor e Atticus Ross (entrambi premio Oscar per The Social Network) e spettacolari scene d’azione fanno di ‘Watchmen’ uno dei prodotti più ambiziosi e attesi dell’anno. Dopo Lost e The Leftovers, la nuova serie targata Hbo è ambientata circa trent’anni dopo la fine del fumetto. Siamo a Tulsa, Oklahoma, in un 2019 alternativo: la tecnologia si è sviluppata in modo diverso: non esistono cellulari né Internet, solo cercapersone che squillano con il suono spartano di un bip, però è possibile risalire al proprio albero genealogico in poche mosse. Il presidente degli Stati Uniti è Robert Redford, eletto nel 1992 e ancora in carica; i supereroi sono fuorilegge e la polizia è una squadriglia di vigilanti che opera a volto coperto. Quella che Lindelof ha immaginato per la sua serie tv è una storia che prende le mosse da quella raccontata da Alan Moore nel 1986, collocata nel medesimo universo narrativo e presentata ai fan dell’omonima graphic di culto e a un pubblico tutto nuovo. La storia segue un gruppo di “supereroi” estremamente umani, alle prese con problemi personali e questioni etiche. Una storia inedita, che ha luogo qualche decennio dopo le avventure del Dottor Manhattan e degli altri controversi supereroi e che vede protagonisti personaggi vecchi e nuovi, interpretati da un cast di stelle di prima grandezza. Se Jeremy Irons interpreta un personaggio già noto ai fan delle tavole di Moore e Gibbons, Regina King presta voce e volto alla detective Angela Abar, della polizia di Tulsa.Tre anni dopo la cosiddetta Notte Bianca – un sanguinoso attacco ideato e messo a segno dai suprematisti bianchi contro le forze dell’ordine e le loro famiglie – i poliziotti sono costretti a coprirsi il volto con delle bandane gialle per proteggere la loro identità, mentre il Settimo Cavalleria, il gruppo terroristico dietro la strage i cui membri indossano maschere raffiguranti le “macchie” di Rorschach, vive nascosto nell’ombra. Legati da quel tragico avvenimento, Angela Abar e Judd Crawford, il capo della polizia di Tulsa interpretato da Don Johnson (Miami Vice, Django Unchained, Knives Out), uniranno le forze per investigare su una sparatoria che potrebbe preludere a una nuova ondata di attacchi ad opera dei suprematisti. Intanto, Laurie Blake (Jean Smart – Fargo, La mia vita a Garden State), fredda e distaccata agente dell’Fbi dal passato glorioso, arriva in città per indagare su un altro macabro caso di omicidio. Nel cast anche Tim Blake Nelson, Louis Gossett Jr. Yahya Abdul-Mateen II, Tom Mison, Sara Vickers, Andrew Howard, Jacob Ming-Trent e Dylan Schombing.

Enrico Ianniello e Teatri Uniti in CoreaProtagonisti alla XIX Settimana della lingua italiana di Seoul

NAPOLI19 ottobre 201914:21

– L’attore Enrico Ianniello ed i Teatri Uniti di Napoli saranno protagonisti, il 24 e 25 ottobre, alla XIX Settimana della lingua italiana nel mondo organizzata in Corea dall’Istituto Italiano di Cultura di Seoul. Due gli appuntamenti che impegnano gli artisti napoletani nella capitale asiatica. Si comincia giovedì 24 con “Isidoro” il reading che Enrico Ianniello trae dalle pagine del suo primo, pluripremiato, romanzo “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin” (ed.
Feltrinelli, Premio Campiello-Opera Prima nel 2015), recentemente tradotto e stampato in coreano, che, dal riso alla commozione, ci porta in uno strambo paesino del Sud Italia e nel mondo di un ragazzino molto speciale, nato con una dote unica: fischia come un merlo.
Sempre a Seoul ma alla CGV Myeong-dong cine Library, venerdì 25 il produttore Angelo Curti introdurrà alla visione del film documentario “Il Teatro al lavoro” per la regia di Massimiliano Pacifico con Toni Servillo.

Rumori fuori scena, successo a teatroSpettacolo diverte pubblico del Carignano. Dal 27/1o in tournee

TORINO19 ottobre 201915:39

– Successo al Teatro Carignano per Rumori fuori scena, commedia dello scrittore e drammaturgo inglese Michael Frayn, che il direttore artistico dello Stabile di Torino, Valerio Binasco, ha scelto per inaugurare la nuova stagione. Da lunedì 7 ottobre, giorno del debutto in prima nazionale, lo spettacolo – in cui Binasco, oltre a curare la regia, recita – continua a riempire la sala e a divertire il pubblico. Accanto a Binasco recita un grande cast: Milvia Marigliano, Francesca Agostini, Fabrizio Contri, Andrea Di Casa, Giordana Faggiano, Elena Gigliotti, Nicola Pannelli e Ivan Zerbinati.
Vero cult comico, Rumori fuori scena – che ha debuttato a Londra nel 1982 – racconta in tre atti le vicende di una scalcagnata compagnia teatrale alle prese con le prove di uno spettacolo. Una vera macchina di risate che permette al pubblico di sbirciare dietro le quinte, tra equivoci, ripicche, rivalità, tensioni, tresche amorose, crisi di nervi. Dopo il 27 ottobre, ultima replica, lo spettacolo andrà in tournée.

A Napoli le Lamentationes HieremiaeDirette da Walter Testolin inaugurano stagione Pietà de’Turchini

NAPOLI19 ottobre 201915:40

– Le “Lamentationes Hieremiae”, capolavoro cinquecentesco del compositore napoletano Fabrizio Dentice, inaugurano a Napoli la 22/a stagione musicale della Fondazione Pietà de’ Turchini. Saranno eseguite sabato 26 ottobre, insieme con composizioni di Carlo Gesualdo, Giovanni Maria Trabaci e Ascanio Mayone, nello spazio della Chiesa di Santa Caterina da Siena, dall’Ensemble De Labyrintho diretto da Walter Testolin.
“Guardando alle radici e al passato – sottolinea Mariafederica Castaldo, presidente e direttore artistico della Pietà de’ Turchini – ma con occhi rivolti alla contemporaneità, la stagione si articolerà in 20 appuntamenti fino a giugno 2020.
Pagine di Dentice, Gesualdo, Vinci, Alessandro e Domenico Scarlatti, Pergolesi, si alternano a pagine di Vivaldi, Ziani, Bach, Händel, Beethoven, Neuling, Hummel, Raga Yaman, Marais, Forqueray, Dowland, Purcell, Lindmark, fino a David Bowie e ai Beatles”.

Premio Sepe, testimonianza di valoriCasillo,Manzo,Sangiuliano.Riconoscimento speciale a prete croato

NAPOLI19 ottobre 201915:55

– “Il premio è un richiamo a valori di cui abbiamo bisogno. Queste persone testimoniano attraverso la loro vita la volontà di superare gli ostacoli. A Napoli sono tante le eccellenze, le persone che hanno saputo superare le difficoltà e riaffermare i valori diventando maestri di vita per i giovani”. Lo ha detto l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, alla cerimonia di consegna del ‘Premio Sepe 2019’ promosso dal Movimento cristiano lavoratori. Vincitori di questa edizione sono Benedetto Casillo, Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, e Amedeo Manzo, presidente della Bcc. Un riconoscimento speciale è andato al prete croato Franjo Topic, per la tutela dei cattolici nei Balcani.
La consegna si è svolta a margine di un convegno sul Sud al quale ha partecipato il presidente nazionale Mcl, Carlo Costalli. Un tema rispetto al quale, secondo Michele Cutolo, presidente provinciale Mcl, “è necessario invertire la tendenza attraverso una grande formazione e una prospettiva di fiducia e di ottimismo”.

Nick Cave, a giugno due date in ItaliaIl 9 al Mediolanum Forum e l’11 a Roma

19 ottobre 201916:17

– Nick Cave and The Bad Seeds hanno annunciato un tour tra Europa e Regno Unito per la primavera 2020 che toccherà anche l’Italia per due date: il 9 giugno l’appuntamento è al Mediolanum Forum di Assago, l’11 giugno all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Considerati tra i migliori performer live al mondo, Nick Cave & The Bad Seeds suoneranno in 19 paesi, compresi 6 concerti nel Regno Unito.

L’Opera di Roma in Qatar e ArabiaConcerti a Doha il 22 ottobre e a Riyad il 25 e 26

19 ottobre 201916:28

– Il Teatro dell’Opera di Roma prende parte alle celebrazioni della Settimana della lingua italiana nel mondo con i concerti a Doha in Qatar il 22 ottobre e nel quartiere diplomatico di Riyad in Arabia Saudita il 25 e 26 ottobre, in collaborazione con le ambasciate italiane nei due Paesi. L’omaggio alla nostra lingua è affidato per l’occasione ai talenti di “Fabbrica” Young Artist Program che la celebreranno nei concerti di arie d’opera, la tradizione musicale più importante del nostro Paese ed emblema dell’Italia in tutto il mondo. Il programma propone arie da opere di Verdi, Puccini, Mascagni e Bellini. Ad interpretarle saranno Erika Beretti (soprano) e Irida Dragoti (mezzosoprano), accompagnate al pianoforte da Edina Bak. Le artiste provengono dalle prime due edizioni di “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, il progetto nato nel 2016 e rivolto a favorire la trasmissione di sapere e la promozione di nuovi talenti nel campo dell’opera lirica.

Ali, grave Amazon abbia prima libro VoloMondadori, “Non sappiamo come sia potuto accadere”

19 ottobre 201916:47

– Fabio Volo pubblica, il 18 ottobre sul suo profilo Instagram, una storia che annuncia che il suo nuovo libro, ‘Una gran voglia di vivere’ (Mondadori) sarà ufficialmente il libreria il 22 ottobre, ma è già disponibile e consegnato da Amazon al cliente che l’ha ordinato. Insorge l’Associazione Librai Indipendenti-Ali Confcommercio: “Il fatto è estremamente grave” e chiama in causa Mondadori: “E’ del tutto evidente che Amazon ha consegnato il libro perché a sua volta l’ha già ricevuto dall’editore Mondadori, mentre alle librerie verrà consegnato nella giornata del 22” afferma l’Ali Confcommercio.
Mondadori replica: “Non sappiamo come sia potuto accadere, ma di certo non è dipeso da noi. Sappiamo che il lavoro dei librai è fondamentale: proprio per questo, parlando di Fabio Volo, abbiamo organizzato un tour in più di 30 librerie in tutta Italia”. “Su Amazon, così come in tutti gli store online, il libro è disponibile da martedì 22 ottobre, data di uscita dell’hardcover e dell’e-book” sottolinea l’editore.

Il premio ‘Scrivere per amore’ a BomannPer il romanzo d’esordio ‘L’ora di Agathe’

VERONA19 ottobre 201919:05

– Va alla scrittrice e poetessa danese Anne Cathrine Bomann, per “L’ora di Agathe” (Iperborea) il premio letterario internazionale “Scrivere per Amore”, promosso a Verona dal Club di Giulietta per celebrare la scrittura che racconta il legame amoroso. “La scrittura semplice ma profonda di Bomann trasporta il lettore nell’intimità dei personaggi, senza mai perdere di vista le loro contraddizioni e le loro fragilità – è la motivazione della giuria, presieduta dalla scrittrice Michela Marzano -. Bomann racconta le persone che ci sorprendiamo a diventare quando qualcuno si affaccia inatteso nella nostra vita. Racconta un incontro improbabile e unico, in cui la verità soggettiva emerge nel momento in cui,venute vie le maschere e la finzione, ognuno impara a guardare se stesso e a riconoscersi:condizioni necessarie per l’emergere dell’amore”. Bomann, 36 anni, vive a Copenaghen ed è al suo romanzo d’esordio: “L’ora di Agathe” è un vero caso alla London Book Fair, che ha lanciato il libro tradotto poi in 15 Paesi.

In mostra Polittico Monte S. PietrangeliRestauro live per 10 mesi. Opera a Fano, poi Roma e Senigallia

FANO (PESARO URBINO)19 ottobre 201920:19

– Dopo quasi un anno di restauro torna al suo massimo splendore il polittico “Madonna con bambino, Santi e Apostoli”, recuperato dalla chiesa di San Francesco a Monte San Pietrangeli (Fermo), resa inagibile dal terremoto del 2016. L’opera, la cui attribuzione definitiva è tuttora incerta, risale ai primi del Cinquecento e sarebbe stata dipinta da più mani: di certo fu commissionata a Vittore Crivelli dai Minori conventuali di Osimo per la loro chiesa di San Francesco e terminata da Giuliano Da Fano o da Ottaviano Dolci. Dopo la conclusione dell’intervento, è esposta Fano nella Pinacoteca di San Domenico, dove per circa 10 mesi (è stata trasferita a gennaio 2019) hanno lavorato restauratori e gruppo diagnostico della Scuola di Conservazione e restauro dell’Università di Urbino sotto la direzione di Laura Baratin e la supervisione dello storico dell’arte Claudio Maggini per la Soprintendenza delle Marche. Lì’opera resterà a Fano fino al 22 novembre, poi sarà a Roma e a Senigallia.

Festa Roma, Murray tra ritardi e ironiaAppello ai romani, amate la vostra città. Ma non si fa tradurre

ROMA19 ottobre 201920:50

L’intemperante, imprevedibile, eclettico Bill Murray, sempre un po’ ‘Ghostbuster’, a Roma preferisce il pigiama ai premi. Forfait nel pomeriggio per l’incontro stampa ristretto con i giornalisti (“è ancora in pigiama in albergo” dice imbarazzato il direttore artistico Antonio Monda) e in grande ritardo in serata (40 minuti) nella sala Sinopoli per ricevere il premio alla carriera della Festa di Roma dalle mani di Wes Anderson, ovvero il regista che più di ogni altro ha contribuito a renderlo un’icona.
E non finisce qui. Murray impedisce all’interprete, Olga Fernando, di tradurre domande e risposte. Alla fine recita solo se stesso, ricordando parte della sua carriera come quando sul set di Moonrise Kingdom di Anderson “lavoravamo come pazzi e mangiavamo solo a mezzanotte”. Alla fine un singolare appello dedicato alla città: “Roma è una città bellissima, ma la parte più bella della sua storia l’hanno fatta gli altri, quelli che sono venuti prima. E i romani oggi devono avere cura di questa città, amarla”.

Ghini, la violenza del mondo del calcioProtagonista del film di Vincenzo Marra ‘La volta buona’

20 ottobre 201911:37

– Un personaggio “alla canna del gas”, che appartiene ai bassifondi del mondo del calcio, di cui ‘La volta buona’ “riflette alcune violenze, come quelle che subiscono i calciatori bambini. Temi difficili ma di cui bisogna parlare, senza paura”. Lo dice Massimo Ghini sul suo personaggio nell’intenso film di Vincenzo Marra, che debutta alla Festa del Cinema di Roma in Alice nella città – Panorama Italia, per poi uscire più avanti con Altre storie. Ghini è Bartolomeo, procuratore sportivo in disgrazia, senza troppi scrupoli e coperto di debiti, che accetta l’invito dell’amico Bruno (Max Tortora) ad andare da lui in Uruguay, per conoscere Pablito (l’argentino 11enne Ramiro Garcia, che gioca nella Roma Calcio a 5), baby calciatore talentuosissimo che potrebbe sfondare nel calcio italiano. Bartolomeo porta il bambino in Italia, ma il viaggio e il sogno si complicano e l’uomo si trova a dover fare, tra personaggi più cinici e spietati di lui, scelte morali per cui non è preparato.

Spaak, torno con un ruolo straordinarioL’attrice interpreta una malata di Alzheimer nel film La vacanza

19 ottobre 201910:41

– Un’ex magistrato che lotta contro l’Alzheimer, al quale sta cedendo parti della sua vita. E’ Carla, interpretata da Catherine Spaak nel film La vacanza di Enrico Iannaccone, presentato in Panorama Italia ad Alice nella città e in sala a marzo 2020 con Adler Entertainment. Il film ruota intorno al legame immediato e profondo che si crea, durante una ‘gita’ di qualche giorno al mare, in autunno, fra la protagonista e Valerio (Antonio Folletto), giovane proprietario di uno stabilimento balneare, che lotta con un disturbo bipolare.”Non giravo un film da diversi anni, le proposte che ho ricevuto erano tutte molto banali: nonne, mamme, nessuna originalità o ricerca di qualcosa non ovvio – spiega Catherine Spaak in conferenza stampa -. Preferivo lasciare un buon ricordo, piuttosto che un brutto personaggio. Quando è arrivato Enrico e ho letto la sceneggiatura, sono stata onorata. E’ veramente un ruolo straordinario, gli sono grata per avermelo offerto”. Il film, prodotto da Mad Entertainment e Big Sur con Rai Cinema, svela pian piano il perché di quella breve vacanza e il ruolo di un conoscenza comune, Anneke (Veruschka); il racconto pesca nel passato di Valerio e nel presente di Carla, che sa comprendere e placare la rabbia e il dolore del giovane uomo. Nel cast, fra gli altri, anche Carla Signoris, nel ruolo della cognata di Carla. La storia “nasce da un forte interesse che ho nel vedere come diversi squilibri possano danzare fra loro con grande eleganza – spiega il regista, qui alla sua opera seconda -. Il succo qui è nel rapporto tra Valerio e Carla, e nel modo in cui affrontano le loro battaglie”.A Catherine Spaak è servito, nel costruire il ruolo, “aver conosciuto persone che stavano perdendo la memoria e il senso della realtà. Mi è capitato di visitarle più volte in case di riposo per anziani, molto prima che mi arrivasse la proposta di questo film. Allora mi sono fatta moltissime domande, ad esempio come reagissero vedendo i loro cari, venuti a trovarli, andare via. E’ un pensiero che mi ha riportato a quando ero bambina, in collegio, alla sensazione di disperazione e dolore che provavo vedendo andar via mia madre. Ma in realtà negli occhi di quegli anziani non ho trovato gli stessi sentimenti, erano tranquilli, molto sereni. La nostra idea di quello che possono provare è spesso completamente diversa dalla realtà”. Per Folletto “il lavoro è stato anche molto fisico, basato su quello che sentiva Valerio, il disagio che lo attraversa, dallo stomaco alla gola. Poi con Catherine è venuta fuori una grande complicità”. Carla Signoris racconta Michela come “un personaggio assolutamente positivo nell’approccio con la malattia. Carla le ha fatto in qualche modo da madre, ed ora è lei a fare da madre a una donna che si sta allontanando dalla vita, mi ritrovo in lei – spiega -. Con Catherine è scattato subito un bel legame, ci siamo trovate e riconosciute”.

Jones e Redmayne tra le nuvole’The Aeronauts’, l’avventura da record in mongolfiera del 1862

18 ottobre 201920:17

– Erano già stati una coppia nel film La teoria del tutto, nei panni del grande scienziato Stephen Hawking e di sua moglie Jane. Ora Eddie Redmayne (che per la sua performance nei panni di Hawking ha vinto l’Oscar) e Felicity Jones si ritrovano partner per raccontare una straordinaria avventura scientifica in pallone realizzata nella Londra vittoriana, in The Aeronauts di Tom Harper, presentato nella selezione ufficiale della Festa del cinema di Roma.Il film, coprodotto da Amazon Studios, mette in scena la reale impresa compiuta dal meteorologo e astronomo James Glaisher (Redmayne), nel 1862, a bordo di una mongolfiera con cui raggiunse l’altezza record di oltre 11 chilometri, rischiando di morire nella discesa a terra. Viene però totalmente riscritta la storia, con il personaggio fittizio di Amelia Wren (Jones). Per quanto sia ispirata a reali pioniere del volo in mongolfiera come la francese Sophie Blanchard e l’inglese Margaret Graham, a fianco di Glaisher nel suo volo da record c’era un uomo, suo abituale collaboratore nelle rilevazioni scientifiche in pallone, l’aeronauta Henry Tracey Coxwell, che viene totalmente omesso dal racconto. Una scelta narrativa che ha fatto storcere il naso al responsabile della Biblioteca della Royal Society, ma che offre a Felicity Jones un altro ruolo di spessore in cui brillare: la sua Amelia Wren è un’eroina molto umana, che lotta con il lutto per la morte del compagno di avventure e marito (anche qui ci si ispira a un fatto reale, la tragica scomparsa del marito di Sophie Blanchard) per lanciarsi in un nuova sfida e a riconciliarsi con il volo, insieme a Glaisher. Lo scienziato è intenzionato a raccogliere dati per rafforzare la sua teoria, poco considerata dai colleghi scienziati, che sia possibile prevedere i cambiamenti climatici. Tuttavia una volta in volo con Amelia, fatica a capire quando il rischio diventi troppo grande.Il film, oltre all’ottima recitazione degli attori (fra i quali Tom Courtenay nei panni del padre di James Glaisher) ha come valore aggiunto le spettacolari riprese aeree del volo in mongolfiera con i protagonisti che hanno eseguito di persona molte delle scene più impegnative a bordo. “Pensavo sarebbe stato un tranquillo film in costume, ma si è rivelato una versione vittoriana di The Revenant. L’ho amato – ha detto Felicity Jones in un’intervista -. Questo è un sogno per me, è quanto ho voluto fare per tutta vita, un po’ di pandemonio”.

Mollami, tra dolore e fantasiaLa fragilità adolescenziale nell’esordio di Matteo Gentiloni

18 ottobre 201920:22

– Smarrirsi nel senso di colpa, nascondersi nell’illusione fuggire dal dolore, e poi trovare il coraggio di crescere e vivere la realtà: colpisce il tocco lieve e il delicato equilibrio tra dramma e commedia con cui il regista Matteo Gentiloni affronta la fragilità adolescenziale nel suo primo lungometraggio dal titolo “Mollami”, presentato  ad Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma. Il film, una produzione originale di Sky e Italian International Film, sarà in onda su Sky Cinema Uno il 24 novembre in prima serata: al centro della storia c’è Valentina (Martina Gatti), diciassettenne sola e problematica che fin da bambina convive con il senso di colpa per la scomparsa del fratello, morto dopo essersi tuffato da una scogliera per una sfida con lei.Da allora non riesce a liberarsi di Renato, un pupazzo immaginario blu di due metri all’apparenza dolce e tenero ma che le ricorda continuamente la tragedia del fratello e le sue responsabilità. Per questo, la ragazza ‘anestetizza’ la sua mente con la PCP, un oppiaceo derivato dalla morfina. In questo quadro si inserisce Antonio (Alessandro Sperduti), giovane praticante sfruttato e sottopagato dal padre di Valentina, noto avvocato della Capitale, che da lui riceve un incarico difficile: allontanare la ragazza da Roma per portarla in un centro di disintossicazione dopo che lei ha diffuso intenzionalmente un proprio video hard ormai diventato virale. Dal disagio all’incomunicabilità tra genitori e figli, dai traumi psicologici alle dipendenze alla forza di riprendersi dalla sofferenza emotiva, in questo road movie sono tanti i temi che si mescolano, in una commedia divertente e amara di “formazione” destinata ai ragazzi ma non solo. Credibile, delicato ma anche cattivo e cinico, il film non banalizza le questioni affrontate ma ne svela la complessità che viene resa più accessibile anche usando la fantasia e il sorriso.Convince dunque l’esordio del ventisettenne Gentiloni che, per rivolgersi ai ragazzi della sua generazione, ha evitato il linguaggio giovanilistico a tutti i costi in favore di un approccio più maturo. “Avevo il desiderio di esordire con un film di formazione che avesse un copione audace, in una confezione mainstream ma con temi d’autore”, dice il regista, sottolineando quanto il tono del film “cambi naturalmente per esigenza del racconto: si ride ma poi non si può non affrontare il dolore”. Nel film Gentiloni ha avuto una grande libertà di espressione, anche nell’uso di un linguaggio che osa interagendo molto con lo spettatore, oltre al tocco di fantasy dato dalla scelta di creare il pupazzo Renato, perfettamente realizzato dalla Factory Makinarium e doppiato da Neri Marcorè. Da sottolineare la presenza di due attori d’esperienza come Gian Marco Tognazzi nel ruolo del padre cinico e assente e soprattutto di Caterina Guzzanti in quello difficilissimo della madre, che dopo il lutto, abbandona marito e figlia per rifarsi una vita lontano da tutto e tutti: “è bastato solo un provino per scegliere Caterina: guardandola hanno pianto tutti. Era per lei il ruolo della madre nel film”, dice Gentiloni, “in poche scene è stata capace di dire tutto”.

Bar Giuseppe, storia di accoglienzaGiulio Base racconta l’eterno destino degli esiliati

18 ottobre 201920:08

– Quando al protagonista di ‘Bar Giuseppe’, film scritto e diretto da Giulio Base, appunto barista e gestore di una pompa di benzina, chiedono chi sceglierebbe come aiuto per il suo lavoro ora che è rimasto vedovo, risponde soltanto: “Prenderei tutti”. E se si considera che hanno bussato alla sua porta per il lavoro tutti extracomunitari, si capisce bene lo spirito di quest’uomo di nome Giuseppe (Ivano Marescotti) che, tra l’altro, fa il falegname come hobby. La prescelta sarà Bikira, sbarcata da poco dall’Africa, che viene appunto assunta come cameriera nel bar.
Ma i due, nonostante la differenza di età, si innamorano creando grosso scandalo nel paese e suscitando l’ostilità dei due figli maschi di Giuseppe. Il film, presentato nella sezione Riflessi della 14/a Festa del Cinema di Roma, vede il ritorno dietro la macchina da presa di Base dopo ‘Il banchiere anarchico’.
“L’onda che mi ha sospinto verso l’eterna scintilla della novella di Giuseppe e della sua sposa è il loro essere migranti” ha spiegato Base.

Riparte Villerupt, testimonial PapaleoOttanta film e un focus su Mario Monicelli

9 ottobre 201915:57

– Sono circa ottanta i film sparsi nelle varie sezioni (Concorso, Panorama, Documentari, Eventi Speciali e Retrospettiva) della 42/a edizione del Festival del Cinema Italiano di Villerupt (25 ottobre-11 novembre). Al centro di questa edizione, il Focus sulla Basilicata con dieci opere selezionate in collaborazione con Lucana Film Commission, che a vario titolo ha sostenuto la loro realizzazione.
Testimonial perfetto della new wave artistica della regione, Rocco Papaleo, a cui andrà il premio speciale della Città di Villerupt. Nella sezione dedicata alle retrospettive di grandi maestri, quest’anno al critico Mario Sesti è affidata La carte blanche su Mario Monicelli. Accompagna la retrospettiva del regista viareggino una grande mostra fotografica sui suoi set con immagini provenienti dagli archivi del Centro Cinema Città di Cesena.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

La famiglia cinese secondo Lulu Wang
‘The Farewell. Una bugia buona’, in sala dal primo gennaio

19 ottobre 201920:03

– La famiglia in Cina ha una marcia in più, specie se a raccontarla è Lulu Wang. Ma il secondo film della regista, ‘The Farewell. Una bugia buona’ (titolo provvisorio), passato alla Festa del Cinema di Roma e in sala con la Bim dal primo gennaio, ha anche altri meriti. Tra questi sicuramente quello di raccontare un Paese, come la Cina, dove stride sempre più il confronto tra tradizione e modernizzazione, mettere a confronto Oriente ed Occidente e affrontare, infine, anche il tema della morte e della malattia. Ma sempre con malinconica ironia, in commedia.Protagonista del film e suo vero motore Billi (Awkwafina), ragazza molto smart in cerca di lavoro, nata in Cina e cresciuta negli Stati Uniti, esattamente a New York. Quando la sensibile Billi scopre che l’amata nonna, Nai-Nai (una grandissima Zhao Shuzhen), rimasta in Cina, ha solo poche settimane di vita, in cuor suo si dispera. In famiglia questa ferale notizia è nota ormai a tutti, ma di comune accordo si è deciso di tenere nascosta la verità alla diretta interessata per farle vivere serenamente i suoi ultimi giorni. Così, con l’espediente di un matrimonio da celebrare in fretta e furia, tutta la famiglia – chi dall’America, chi dal Giappone – si riunisce a casa di Nai-Nai, a Changchun. Una rimpatriata nel passato da parte di Billi in una città ormai a lei sconosciuta. Unica certezza, invece, la famiglia, con le sue pazzie, rituali ed affetti. Al centro di questa ovviamente c’è Nai-Nai, una vera e propria matriarca, una donna prepotente e dolce. Intorno alla sua ingombrante figura, che diventa il simbolo di una cultura incontaminata, si raccoglie tutta la famiglia a cui è comune il segreto della sua malattia. La domanda è: cosa è giusto, nasconderle la verità della sua imminente morte o comunicargliela?A un certo punto lo zio di Billi, che vive in Giappone, dice la sua sulla differenza nella percezione della morte tra Oriente ed Occidente. “In Oriente – sottolinea – una persona è parte di un tutto e conta più questo della sua stessa individualità, così sta a noi prenderci il peso del dolore della sua scomparsa e non dire niente a lei”. “Non mi riconosco in queste persone che hanno romanticismo verso la patria – dice la regista di questo film molto autobiografico che, tra l’altro, ha vinto il premio del pubblico al Sundance -. Ogni volta che torno in Cina, mi sento più americana che mai, quindi è questa la vera domanda: ‘Beh, dov’è davvero casa?’ Il fatto è che noi la cerchiamo sempre e non ci inseriamo mai completamente nei luoghi in cui ci ritroviamo”.

Jane Fonda in manette, mi ispiro a GretaIcona del no a guerra in Vietnam,a 81 anni torna a ‘disobbedire’

19 ottobre 201916:25

– WASHINGTON

– “Greta Thunberg mi ha davvero colpita”, così Jane Fonda rivela perché è tornata nelle fila della disobbedienza civile, impegnandosi in prima persona per il clima, cinquant’anni dopo essere arrestata per una protesta. Nota per la sua storica opposizione alla guerra in Vietnam, l’attrice il 18 ottobre manifestava davanti a Capitol Hill ed è stata una delle 17 persone arrestate con l’accusa di dimostrazione illegale. In manette anche l’attore Sam Waterston.
“La prossima settimana – ha detto in un’intervista all’Ap -, ci concentreremo sugli oceani e verrà arrestato Ted Danson, che ancora non è stato mai fermato. Mi sto trascinando dietro i miei amici”.
Fonda, oggi ottantunenne, era stata arrestata e poi rilasciata già venerdì scorso. Ieri indossava lo stesso cappotto rosso di una settimana fa, mentre il basco questa volta era nero. L’attrice ha spiegato che punta ad essere arrestata ogni venerdì per sostenere la battaglia per una riduzione urgente del consumo di combustibile fossile.

The Irishman, esce libro diventato film24 ottobre per Fazi Editore, il 21 proiezione a Festa di Roma

19 ottobre 201917:07

– Uscirà il 24 ottobre, per Fazi Editore, il libro ‘The Irishman’ di Charles Brandt da cui Martin Scorsese ha tratto l’omonimo film capolavoro che verrà proiettato, il 21 ottobre in anteprima italiana, alla Festa del Cinema di Roma, alla presenza del regista. Pubblicato nella traduzione di Giuliano Bottali e Simonetta Levantini, il libro racconta uno dei più grandi misteri della storia statunitense, la scomparsa del leggendario sindacalista Jimmy Hoffa, in uno straordinario viaggio attraverso i segreti del crimine organizzato, i suoi meccanismi interni, le rivalità e le connessioni con la politica. L’autore del libro, il procuratore Charles Brandt, ha incontrato lo spietato sicario della mafia Frank Sheeran, detto L’Irlandese, raccogliendo le sue confessioni sui crimini commessi, tra cui l’omicidio di Hoffa. Il capitolo conclusivo, scritto dopo la morte di Sheeran, contiene rivelazioni e prove inedite sulla morte di Hoffa e sul coinvolgimento della mafia nell’assassinio dei Kennedy.

Downton Abbey, affresco di un’epoca di persone d’onoreFilm da serie cult a Festa Roma, esce il 24. Verso nuovo sequel

19 ottobre 201920:03

– “In tempi di Brexit, in cui abbiamo leader ai quali sembra mancare la dignità, è rassicurante rifugiarsi nell’epoca di Downton Abbey, fra uomini e donne d’onore con tradizioni e valori”. Parola di Jim Carter, interprete di uno dei personaggi più amati del racconto, il maggiordomo Carson, che ritroviamo nella trasposizione cinematografica/sequel diretta da Michael Engler della serie brit cult, al debutto italiano nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma e in sala dal 24 ottobre con Universal.Tornare insieme “è stata come una grande riunione di famiglia, è un po’ come se non ci fossimo mai lasciati. Rifare tutto per il grande schermo è stato un privilegio, come l’accoglienza che stiamo ricevendo” spiega Michelle Dockery (l’indomita Lady Mary Talbot) e non è escluso che il racconto prosegua. “C’è già fra noi la febbre per un nuovo sequel, chi lo sa – aggiunge l’attrice -. Se la gente continua a mantenere il proprio entusiasmo, un altro film è possibile”. In effetti la trasposizione sta confermando l’affetto globale per la serie che in sei stagioni, dal 2010 al 2015, ha raccontato vite, amori, cambiamenti, fra pace e guerra, dal 1910 al 1926, degli aristocratici Crawley, guidati da Robert, Conte di Grantham (Hugh Bonneville) e della loro altrettanto numerosa servitù, in uno splendido maniero nello Yorkshire. Il film, che riprende più o meno da dove la serie aveva lasciato il pubblico, a fronte di un budget di poco più di 41 milioni di dollari ne ha già incassati nel mondo oltre 156 milioni.La storia, tra sottile ironia e più linee di racconto incrociate, prende il via con una lettera da Buckingham Palace, che annuncia ai Crawley la prossima visita a Downton Abbey dei monarchi, Re Giorgio V (Simon Jones) e la Regina Mary (Geraldine James). Un arrivo che nella famiglia fa prevedere, tra le tante conseguenze, un nuovo scontro, per una questione di eredità, fra la contessa madre Violet (la sempre straordinaria Maggie Smith) e sua cugina, Maud (Imelda Staunton) dama di compagnia della regina. Parallelamente, tra la servitù la notizia porta due terremoti: il ritorno temporaneo come maggiordomo di Carson (Carter), che era andato in pensione al posto del recentemente promosso Barrow (Robert James-Collier) e la ‘presa di potere’ sui preparativi a Downton Abbey, da parte del personale dei reali. Tra attentati, figli segreti e nuovi amori, il racconto si snoda con la consueta classe.”E’ una fantasia romantica di due ore, che ci fa sfuggire per un po’ dagli orrori a cui assistiamo” sottolinea la pluripremiata Imelda Staunton, moglie nella vita di Jim Carter, felice di entrare nel cast. “Era importante per tutti noi fare qualcosa che i fan considerassero un ritorno a casa, ma che potesse far sentire anche a chi non avesse mai guardato la serie di poter entrare in quel mondo – dice il regista -. Ci sono nel racconto archetipi che tutti noi possiamo comprendere, dal rapporto con il capo a quello con colleghi ansiosi o difficili a persone che vanno dritte verso un obiettivo o con un carico difficile da sopportare”. Il film ha voluto esaltare il valore cinematografico della serie e per la massima veridicità nel mettere in scena rituali e tradizioni ha avuto tra i consulenti anche un esperto che ha lavorato a Buckingham Palace. “Abbiamo avuto l’idea del film già dalla terza stagione – dice il produttore Gareth Neame -. Non volevamo che la serie andasse avanti a oltranza, ma visto che era così amata in tutto il mondo per la sua qualità dagli attori alle ambientazioni, pensavamo che sarebbe stata giusta anche una trasposizione per il grande schermo, soprattutto per ripagare l’affetto dei fan”.

Bill Murray tra ritardi e ironiaAppello ai romani, amate la vostra città. Ma non si fa tradurre

20 ottobre 201911:34

– L’intemperante, imprevedibile ed eclettico Bill Murray, sempre un po’ ‘Ghostbuster’, a Roma preferisce il pigiama ai premi. Forfait nel pomeriggio per l’incontro stampa ristretto con i giornalisti (“è ancora in pigiama in albergo” dice imbarazzato il direttore artistico Antonio Monda) e in grande ritardo in serata (40 minuti) nella sala Sinopoli per ricevere il premio alla carriera della Festa di Roma dalle mani di Wes Anderson, ovvero il regista che più di ogni altro ha contribuito a renderlo un’icona.E non finisce qui. Insieme sul palco con Antonio Monda come moderatore, Bill Murray impedisce all’interprete, Olga Fernando, di fare il suo lavoro: ovvero tradurre domande e risposte. E questo, durante tutto l’incontro, tra le proteste di parte del pubblico pagante che chiedeva di capire cosa si stesse dicendo. “Siamo dei veri americani aggressivi, se volete vi fate dire la traduzione dal vicino” dice a un certo punto scherzando lo stesso Murray, nel silenzio, forse imbarazzato, di Monda. In questo incontro, davvero singolare, si sono visti interventi video di amici eccellenti come quello di Jarmush (“Meriti il premio anche solo per essere te stesso. Sei un attore straordinario, potresti fare qualsiasi cosa caro Bill motherfucker Murray”) e anche interventi fisici come nel caso di Frances McDormand che, salita acrobaticamente sul palco e messasi sulle sue gambe ha detto a Murray: “Sono qui per te, Bill, perché tu ci sei sempre stato per me”.L’attore, giacca da smoking, papillon, panama nero e scarponcini, alla fine ha fatto solo se stesso, il suo personaggio, ricordando parte della sua carriera come quando sul set di Moonrise Kingdom di Anderson “lavoravamo come pazzi e mangiavamo solo a mezzanotte”, ma soprattutto come fu “bello lavorare con un regista che si prende il tempo per guardare il cielo e aspettare la luce giusta. Un regista poi – aggiunge – che si diverte come un bambino nelle pause”. E poi tra i suoi ricordi arrivano le Polpette di Ivan Reitman, “che preoccupato per il risultato del film ha detto: casomai lo facciamo vedere ai turchi. Polpette alla fine funzionò al botteghino, ma la sera ero così stanco che mi mettevo un disco e mi addormentavo prima dell’ultimo brano”. Con Wes Anderson, con il quale ha girato ben nove film, il rapporto resta speciale: “In passato mi spiegava i personaggi che avrei interpretato. Ora non più. Ci sediamo a prendere un aperitivo, ci guardiamo e pensiamo: o ne ordiniamo un altro o parliamo del film. L’ultima volta che mi hanno dato un suo copione mi hanno chiesto se volevo incontrare il regista. Ho risposto solo no”. Murray ha ringraziato poi persone importanti come John Belushi, “a cui devo il successo, e nella seconda parte della mia carriera tre registi: Wes, Sophia Coppola e Jim Jarmusch”.Arriva, a fine incontro, l’ultima clip video, quella di Lost in Translation, e il saluto divertito di Tilda Swinton (da un campo di minigolf). Alla fine un singolare appello di Murray dedicato alla città di Roma: “Roma è una città bellissima, ma la parte più bella della sua storia l’hanno fatta gli altri, quelli che sono venuti prima. E i romani oggi devono avere cura di questa città, amarla. Io mi sento oggi così, come loro”.

Quando Felice Maniero si trasformò in un ‘guru’ anti-plasticaIn un video di 19 minuti annunciava l’avvio di una start up per eliminare le micro-plastiche nell’acqua

19 ottobre 201912:04

“Buongiorno. Sono Felice Maniero, e da oggi il mio lavoro sara’ quello di giornalista d’inchiesta”. E’ il 26 luglio del 2019 e l’ex boss della Mala del Brenta ricompare.Voce inconfondibile, nel marcato italiano-veneto, Maniero presenta in un video in rete la sua nuova trasformazione: quella di ‘guru’ anti-inquinamento, crociato nella lotta per l’eliminazione delle micro-plastiche nell’acqua.
Un passaggio quasi naturale per uno che, divenuto collaboratore di giustizia, e libero dal 2010, nella vita sotto copertura s’era messo in proprio con un’azienda di depurazione delle acque (fallita nel 2016). Business che Maniero, col nome di Luca Mori, realizzava anche con lo Stato: perche’ le capannine di purificazione della sua ‘Anyacquae’ erano vendute per piazze e scuole di diversi comuni italiani.Decretato il fallimento della ditta – c’era stata anche una dura polemica con la trasmissione ‘Report’ che metteva in dubbio l’efficacia dei filtri anti-arsenico della Anyacquae – ‘Faccia d’Angelo’ si e’ rimesso in gioco, annunciando l’avvio di una start up con nuovi brevetti.La ‘svolta’ ecologica potrebbe per questo essere preludio di una nuova iniziativa commerciale.
Volto coperto dai pixel, camicia blu, in mano i fogli con il testo dell’intervento, Maniero elenca dati e analisi di enti e media sul pericolo micro-plastiche, e se la prende con la politica: “nessuno e’ andato a fondo dell’argomento, nonostante la pericolosita’ di questo inquinante. Ma chi ci governa ne e’ a conoscenza da alcuni anni..”. Un monologo di 19 minuti, tra qualche incertezza e ripartenza.’Faccia D’Angelo’ pare tutt’altro che lo spietato criminale la cui banda terrorizzo’ il Nordest per 20 anni, con rapine, omicidi, sequestri. Tempi in cui amava farsi beffe delle istituzioni, ordinando spaghetti all’astice e prosecco mentre da una ‘gabbia’ assisteva nel 1994 al processo in Corte d’assise Venezia.
Parla della salute dei bambini da tutelare, Maniero, e dei rischi connessi all’inquinamento: “fonti autorevoli affermano che ingeriamo 100 microplastiche a pasto, che si decompongono dopo 500 anni, restando nell’organismo tutta la vita”.E su questo si rivolge al ministro dell’interno: “signor ministro – dice – perche’ non fate un sacrosanto decreto sicurezza, ne fate tanti che non servono, per la salute dei piu’ piccoli?”. Il video si chiude, come tutti i promo, con l’annuncio della prossima puntata, e lo spot incorporato: “Al prossimo video illustrero’ come si possono eliminare le microplastiche con una spesa di qualche decina di euro…un fai da te che pero’ e’ indispensabile, altrimenti si rischiano di spendere migliaia di euro”.

Leonardo, ecco la mostra del Louvre aspettando VitruvioIl museo ancora spera nell’arrivo a sorpresa del Salvator Mundi

PARIGI19 ottobre 201912:36

– Mai dire mai. A sei giorni dall’apertura della grande mostra per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, il museo del Louvre attende l’imminente arrivo dell’Uomo Vitruviano, dopo lo sblocco in extremis del prestito dall’Italia. E continua a sperare nella consegna del Salvator Mundi, l’opera di controversa attribuzione vinciana acquistata per 450 milioni di dollari da un facoltoso emiro per il Louvre di Abu Dhabi, ma di cui dallo scorso settembre si sono misteriosamente perse le tracce. Nei corridoi sotterranei del museo, dove vengono allestite le mostre temporanee, fervono gli ultimi preparativi. In una delle stanze principali, accanto a una riproduzione rinascimentale del Cenacolo di Santa Maria delle Grazie, un grande riquadro bianco è pronto ad accogliere lo “Studio di proporzioni del corpo umano”, meglio noto come “Uomo Vitruviano”, in arrivo dall’Italia dopo che due giorni fa il Tar del Veneto ha respinto il ricorso di Italia Nostra per bloccare il prestito. La speranza, spiegano i responsabili dell’esposizione intitolata con la dicitura francese – ‘Léonard de Vinci’- è che possa essere montato in tempo per l’inaugurazione, domenica.
All’evento, sono attesi, tra l’altro, il ministro della Cultura Dario Franceschini e l’omologo francese, Franck Riester. In una sala adiacente si attende che si secchi l’ultima mano di vernice per appendere un dei principali capolavori vinciani della collezione del Louvre, il ‘San Gerolamo’, ancora poggiato a terra, sotto l’occhio vigile di un addetto alla sicurezza. Ma si tratta solo degli ultimi ritocchi. Per il resto, la mostra da oltre 170 pezzi tra opere e disegni di Leonardo e altri artisti di quel fortunato periodo della storia dell’arte italiana è ormai perfettamente pronta.
Nel percorso espositivo articolato intorno a sette sequenze principali – dai primi passi di Leonardo nella ‘bottega’ di Verrocchio a Firenze fino alla partenza per la Francia dove morirà il 2 maggio del 1519 – un’infilata di capolavori di casa qui al Louvre. A parte la Gioconda, che per questioni logistiche rimarrà nella sua sala abituale, recentemente ristrutturata, ai piani alti, la Vergine delle Rocce, la Belle Ferronniere (Ritratto di Dama), il San Giovanni Battista e Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’Agnellino. Il museo francese offrirà al pubblico anche la visione dei suoi 22 disegni di Leonardo.
Numerosi i prestiti giunti dall’estero. Tra questi il “San Girolamo” della Pinacoteca Vaticana, la “Scapigliata” dalla Galleria Nazionale di Parma, il ritratto di Musico dalla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, il Volto di Fanciulla dai Musei Reali di Torino o il grande cartone di Burlington House della National Gallery. Oltre che, appunto, l’Uomo Vitruviano di cui si attende l’imminente arrivo dalla Galleria dell’Accademia a Venezia. Meravigliosa e ricchissima la collezione di disegni e scritti, da quelli del Codice Atlantico normalmente custoditi presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano fino a quelli provenienti dalle preziosissime collezioni della corona britannica al Castello di Windsor. In chiusura del percorso un’esperienza artistica virtuale intorno al genio leonardesco.
Tra i grandi assenti, la Dama con l’Ermellino (Cracovia) l’Annunciazione (Uffizi) e il Ritratto di Ginevra De’ Benci (Washington). Poco male, quella di Parigi si presenta comunque come la più grande raccolta mai allestita delle opere di Leonardo. Uno straordinario evento artistico, tra i più cari mai realizzati dal museo anche in termini assicurativi. Ma anche lo sbocco positivo di un difficile periodo politico e diplomatico tra Italia e Francia sfociato nel protocollo d’intesa firmato dai due Paesi. In cambio dei prestiti italiani, Parigi si è impegnata ad inviare cinque dei suoi Raffaello a Roma il prossimo marzo, dove alle Scuderie del Quirinale si prepara la retrospettiva per i 500 anni della morte dell’altro gigante del Rinascimento, Raffaello.

Il jazz italiano alla conquista dell’AfricaGrazie alla Fondazione Musica per Roma, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri

18 ottobre 201916:51

Il giovane jazz italiano è volato in Africa per il decimo anno consecutivo grazie alla Fondazione Musica per Roma, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Dal 3 al 15 ottobre, Federica Michisanti (contrabbasso), accompagnata da Marco Colonna (clarinetto) e Francesco Lento (tromba e flicorno) ha portato il suo ultimo progetto in Sudafrica, Namibia, Kenya, Congo, Gabon, Etiopia.

Federica Michisanti Horn Trio è un nuovo progetto della contrabbassista vincitrice del Top Jazz 2018 nella categoria nuovi talenti italiani. Nell’ottobre 2018 è uscito il primo disco della formazione Silent rides – a suite for double bass and horns, registrato con Francesco Lento (tromba e flicorno) e Francesco Bigoni (sax tenore e clarinetto), segnalato nel numero di novembre della rivista Musica Jazz tra i dischi del mese. Le composizioni, tutte a firma della leader, vengono presentate sotto forma di suite, ovvero senza interruzione, raccordate da improvvisazioni libere o sulla struttura delle composizioni stesse.

Il 23 novembre Federica Michisanti suonerà alla Casa del Jazz e nei giorni successivi registrerà in Auditorium il suo nuovo album in uscita nel 2020 con la Parco della Musica Records, l’etichetta discografica della Fondazione Musica per Roma.

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Jane Fonda arrestata di nuovo: ‘Mi ispiro a Greta’
Icona del no a guerra in Vietnam, a 81 anni torna a ‘disobbedire’

19 ottobre 201918:22

“Greta Thunberg mi ha davvero colpita”, così Jane Fonda rivela perché è tornata nelle fila della disobbedienza civile, impegnandosi in prima persona per il clima, cinquant’anni dopo essere arrestata per una protesta.
Nota per la sua storica opposizione alla guerra in Vietnam, l’attrice ieri manifestava davanti a Capitol Hill ed è stata una delle 17 persone arrestate con l’accusa di dimostrazione illegale. In manette anche l’attore Sam Waterston. “La prossima settimana – ha detto in un’intervista all’Ap -, ci concentreremo sugli oceani e verrà arrestato Ted Danson, che ancora non è stato mai fermato. Mi sto trascinando dietro i miei amici”.
Fonda, oggi ottantunenne, era stata arrestata e poi rilasciata già venerdì scorso. Ieri indossava lo stesso cappotto rosso di una settimana fa, mentre il basco questa volta era nero. L’attrice ha spiegato che punta ad essere arrestata ogni venerdì per sostenere la battaglia per una riduzione urgente del consumo di combustibile fossile. “Sono stata un’attivista per il clima per lungo tempo e ho fatto conseguenti scelte di vita privata: guido un’auto elettrica, riciclo, mangio meno carne, evito la plastica. Ma sono consapevole che queste scelte individuali non possono cambiare le cose con la necessaria velocità – ha spiegato -. Mi sono chiesta allora che cosa potessi fare di più e Greta Thunberg, la studentessa svedese che ha dato il via allo sciopero della scuola tutti i venerdì, mi ha davvero colpito.    Poi ho letto l’ultimo libro di Naomi Klein ‘On Fire: The Burning Case For a Green New Deal’. E queste due cose mi hanno fatto capire che dovevo mettere me stessa in gioco, unirmi alla lotta degli studenti e di Greta”.    “L’unico problema per me è che sono vecchia – ha raccontato -, ho avuto difficoltà a salire sul veicolo della polizia perché ero ammanettata dietro la schiena e non avevo nulla a cui aggrapparmi”.
Jane Fonda ha spiegato di rivolgersi alle persone come lei, quelle che “cercano di ridurre l’uso di plastica e guidare auto a basso consumo”, ma che per il resto “non sanno cosa fare e si sentono impotenti”. “Stiamo cercando di incoraggiare le persone a diventare più attive a prescindere dall’età. Sappiamo che gli arresti, specie di persone note, attirano l’attenzione. Penso soprattutto alle azioni di Randall Robinson negli anni Ottanta contro l’apartheid – ha concluso -. Spero che queste ‘esercitazioni antincendio del venerdì’ si diffondano. Le chiamiamo così perché Greta ha detto: ‘Dobbiamo agire come se le nostre case fossero in fiamme, perché è così’, ed è proprio quello che sta succedendo”.

A Expo 2020 realtà eccellenti ItaliaFioramonti, istruzione e ricerca centro presenza italiana a Dubai

MATERA20 ottobre 201912:27

All’Expo 2020 a Dubai “l’Italia metterà in vetrina una serie di realtà eccellenti del nostro Paese. Sono molto contento che quest’anno l’Italia sarà tra i pionieri del ‘brand education’, il brand istruzione, formazione e ricerca”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, all’evento One Year to go per la presentazione del padiglione italiano all’Expo del prossimo anno a Dubai, ispirato al tema “La Bellezza unisce le persone”.”Ho avuto rassicurazioni che il 24 novembre del prossimo anno il tema istruzione, formazione e ricerca sarà al centro del percorso giornaliero di Expo in cui tutta l’Expo parlerà di Italia”, ha annunciato Fioramonti assicurando che il suo ministero avrà “un ruolo centrale”.
A Dubai “racconteremo il nostro patrimonio culturale e faremo, come Paese, da cesura tra un passato prestigioso e un futuro innovativo”, ha concluso il ministro.

Amoruso, da Ferragni a baby ex modelleDocu Bellissime e opera prima con Ramazzotti e Morelli

20 ottobre 201912:14

– Prima di Chiara Ferragni Unposted, il documentario sull’influencer diventato il film evento più visto di sempre in Italia, Elisa Amoruso aveva da poco terminato un altro documentario sulla società dell’apparenza raccontata da una prospettiva diversa, quella di tre sorelle ex baby modelle (Giovanna, Francesca e Valentina Goglino) oggi poco più che adolescenti e della madre Cristina Cattoni. Il risultato è Bellissime, alla Festa del Cinema di Roma in Alice nella città – Panorama Italia, con un’uscita in sala a metà novembre con Fandango e a metà dicembre sulla piattaforma Timvision (anche coproduttore).
Bellissime è ispirato al libro inchiesta omonimo di Flavia Piccinni (Fandango Libri) sul mondo delle baby modelle. Il film si concentra su cosa succede quando i riflettori si spengono. La regista intanto lavora alla sua opera prima di fiction, ‘Maledetta primavera’: “E’ il romanzo di formazione di un’adolescente (Emma Fasano)”. I genitori della protagonista sono Micaela Ramazzotti e Giampaolo Morelli.

Nasce il festival degli audiolibriDall’8 al 10 novembre al WeGIL di Roma, lanciato da Emons

20 ottobre 201912:21

– Gli audiolibri hanno un loro Festival: è “Libri per le tue orecchie” che prenderà il via l’8 novembre al WeGIL di Roma, lo storico palazzo di Trastevere, hub culturale della Regione Lazio. A lanciare questa nuova avventura è Emons edizioni, la casa editrice leader per gli audiolibri in Italia. Fino al 10 novembre, tra gli ospiti delle tre giornate dedicate agli audiolibri – un mercato sempre più in crescita, che sta appassionando lettori di ogni età – Massimo Popolizio, Iaia Forte, Neri Marcorè, Francesco Montanari, Francesco Pacifico, Pino Insegno, Francesco Piccolo, Melania Mazzucco, Ezio Mauro, Concita De Gregorio, Lino Musella, Giorgio Marchesi, Martina Testa. E poi Marino Sinibaldi e Lorenzo Pavolini di Radio 3, Alessandro Magno del gruppo Gems e Gianluca Mazzitelli di Salani e Sergio Polimene, direttore editoriale Emons. L’obiettivo è quello di promuovere la lettura attraverso l’ascolto, cercando di sensibilizzare un pubblico trasversale in maniera innovativa e coinvolgente. Diversi gli incontri proposti tra reading di attori e scrittori che hanno prestato la voce ai loro romanzi, interviste agli attori sulla loro esperienza in sala di registrazione, laboratori dedicati ai bambini e una tavola rotonda sul mercato degli audiolibri.
Così Popolizio racconterà la sua esperienza di lettore di grandi classici come Il rosso e il nero o Frankenstein, Iaia Forte leggerà La storia di Elsa Morante con interventi della scrittrice Giulia Caminito e Neri Marcorè presterà la sua voce a ‘Il libro dei perché’ di Gianni Rodari. Francesco Piccolo e Melania Mazzucco, Ezio Mauro e Concita De Gregorio racconteranno la loro esperienza di scrittori che danno voce alle proprie opere e Lino Musella leggerà in anteprima uno dei racconti tratti da ‘La ragazza dai capelli strani’ di David Foster Wallace.

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A Patrizia Sandretto il Leo Award
Presidente omonima fondazione riceverà il premio a New York

TORINO17 ottobre 2019 03:49

– Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, riceverà il 21 ottobre a New York il Leo Award 2019 dall’Independent Curators International (Ici) per il lavoro svolto nel campo della promozione e dell’educazione dell’arte contemporanea. In passato il premio è andato, tra gli altri, a Dimititris Daskalopoulos, Marian Goodman, Emily Rauh Pulitzer.

Enigma Pinocchio, mostra a FirenzeA Villa Bardini celebre burattino ritratto da artisti

FIRENZE17 ottobre 201910:55

– Figura, mito, enigma del burattino di legno più famoso al mondo attraverso le opere degli artisti che lo hanno reso protagonista del loro universo immaginario. E’ la mostra interamente dedicata a Pinocchio, la creatura di Collodi simbolo universalmente noto dell’Italia e della Toscana, ospitata dal 22 ottobre al 22 marzo prossimi a Villa Bardini a Firenze.
‘Enigma Pinocchio. Da Giacometti a LaChapelle’: questo il titolo dell’esposizione nata da un’idea di Lucia Fiaschi, curatrice, e Ambra Nepi, e che raccoglie anche opere di Munari, Paladino, Calder, Ontani, McCarthy, Venturino Venturi e altri. Specchio della complessità e dell’elusività del nostro tempo la figura di Pinocchio viene raccontata sotto mille forme e attraverso i tanti occhi che gli artisti hanno dato alla celebre marionetta di origine toscana: sculture in legno, ferro e cartapesta, dipinti, bronzi, foto storiche e video. La mostra su Pinocchio vuole dare conto del ruolo e dell’importante passaggio che questa marionetta di legno, e le sue avventure tradotte in tutto il mondo, ha avuto nell’arte del secolo appena trascorso, segnando non solo l’immaginario collettivo. L’esposizione è prodotta e organizzata da Generali Valore Cultura, Fondazione Cr Firenze e Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron con il coordinamento del Gruppo Arthemisia, in collaborazione con Unicoop Firenze.

Mehta annulla concerti Firenze e PalermoIn programma a dicembre. Maestro: ‘Devo sottopormi a cure’

FIRENZE17 ottobre 201912:53

– Il maestro Zubin Mehta ha informato il Maggio Musicale Fiorentino e il Teatro Massimo di Palermo che è costretto a cancellare i suoi due appuntamenti di dicembre 2019, il 3 a Firenze e il 12 nel capoluogo siciliano.
“Sono davvero molto dispiaciuto – le parole di Mehta diffuse dal Teatro del Maggio – di dover cancellare i due concerti che avrei diretto in Italia” a dicembre: “Devo essere sottoposto a delle cure sanitarie a Los Angeles”. “Ci tenevo molto a questi due appuntamenti e spero proprio di poterli recuperare nel prossimo futuro” ha aggiunto Mehta. Il Teatro del Maggio rende noto che il concerto del 3 dicembre è confermato, anche nel programma, e che sul podio salirà Adam Fischer. Sempre il Maggio ringrazia Fischer per la sua disponibilità e attende il maestro Mehta, suo direttore onorario a vita, “per i prossimi appuntamenti a Firenze”.

Floris, il mio thriller sull’identitàEsce ‘L’invisibile’, il 18/10 presentazione a Roma

17 ottobre 201913:12

– Un thriller psicologico sull’identità e sulla tendenza della società in cui viviamo a semplificare tutto. Ma anche un libro sui segreti e sugli affetti. Giovanni Floris percorre questa sfida nel suo nuovo romanzo ‘L’invisibile’ che esce per Rizzoli e sarà presentato il 18 ottobre a Roma, alla Feltrinelli-Galleria Alberto Sordi dall’autore con Aldo Cazzullo e Teresa Ciabatti. Tutto si gioca in una settimana e parte dall’incontro tra due personaggi molto diversi eppure simili: un giornalista cinquantenne, Antonio, sempre connesso al suo sito notizievere.com e impegnato, in attesa che il mondo riconosca il suo talento, in vari lavoretti per sopravvivere, tra cui scrivere la tesi per un tizio di CasaPound. L’altro protagonista è un imprenditore di successo, Fausto Maria Borghese, super riservato, con una famiglia perfetta, che si dice voglia candidarsi a sindaco della Capitale.
“Lavorare sull’identità significa cercare di ricostruire se stessi attraverso quello che si è stati, che si è e che si vuole diventare. Se non riesci a mettere insieme queste tre cose finisci per basarti su quello che gli altri dicono di te e possono dire di tutto. Antonio e Fausto sono, in qualche misura, lo specchio della società in cui viviamo. Ognuno vuole raccontarsi come si immagina di essere e non come è. Si etichettano gli altri” dice Floris, autore e conduttore di Dimartedì su La7, dopo tredici anni di ‘Ballarò’ su Rai3, autore di tre romanzi dedicati all’amicizia maschile tra cui ‘Quella notte sono io’, ispirato a una storia di bullismo.
Questa volta il giornalista non prende spunto da un fatto di cronaca e racconta, con una vena di ironia, una storia di fantasia in cui trovano spazio degli inaspettati e significativi intermezzi. “E’ un romanzo d’invenzione ma estremamente probabile, che si compone di piccoli fatti di cronaca, come la vicenda dell’apolide totale” spiega Floris. Una vicenda ha ispirato il primo intermezzo: “Ero straniero ovunque. Un apolide, un ‘sedicente’, secondo la legge”. E chi potrebbe essere nella realtà l’imprenditore Fausto Maria Borghese? “Ognuno di noi può rispondere in modo diverso su chi sia. Può essere tante persone” dice il giornalista. “E’ un clima e una cultura – aggiunge – quella a cui mi sono ispirato. In verità, l’idea del romanzo è partita un giorno in cui sono andato a tagliarmi i capelli e osservavo quante identità diverse passino dal barbiere. Il libro si gioca sul fatto che le persone che vogliono apparire semplici spesso nascondono qualcosa” spiega. Ed e’ proprio l’incontro da Oreste, un anonimo barbiere al quartiere Nomentano di Roma, dove Antonio non si aspetta proprio di vedere Fausto, a far decollare la storia e la macchina del fango. Una macchina che diventa inarrestabile quando, poco dopo, Oreste scompare e Antonio comincia a scavare nella vita di Fausto per distruggerlo. Un gioco pericoloso però “cercare la verità di qualcun altro se non si sono fatti i conti con la propria” dice Floris.
Un gioco che porta dritto alle fake news, al mondo dei social e al problema del chi sono. “Le fake news sono un esempio di come si rischia di ragionare in questi tempi. Grazie ai social la macchina del fango è alla portata di chiunque. Antonio utilizza il suo lavoro per piegare la realtà al suo desiderio” afferma Floris, ma sottolinea: “questo gioco non è solo del giornalismo, è di una società che pensa che basti pronunciare una parola perchè la realtà corrisponda a quello che pensiamo.
C’è il tentativo forzato, anche in politica, di semplificare.
Così la manovra è risolutiva, il decreto immigrazione è risolutivo mentre sono dei tentativi di risolvere. I rapporti fra le cose sono più complessi” racconta Floris, 52 anni che è padre di tre figli a cui è dedicato il libro. “‘L’invisibile’ è anche un romanzo sulla famiglia, su quello che ci portiamo dentro, che abbiamo davanti e che lasciamo successivamente” spiega il giornalista.
Nel libro c’è anche una storia che ci fa riflettere sull’immigrazione: quella dei bambini italiani che hanno vissuto in clandestinità in Svizzera negli anni Settanta, quando i loro padri erano lavoratori stagionali. “Quanto è facile rimuovere elementi della nostra identità. Fausto e Antonio rimuovono il loro passato come la nostra società che lo ridisegna nel racconto. Non c’è memoria di se stessi” dice Floris. E a portare a galla le verità, in un crescendo di colpi di scena, saranno le donne.

Prove aperte Filarmonica per solidarietàIn prime dieci edizioni raccolti 1,2 milioni di euro

17 ottobre 201915:10

– E’ dedicata a quattro associazioni che a Milano ospitano e assistono le famiglie di bambini e ragazzi ricoverati nei più importanti ospedali milanesi l’undicesima edizione di ‘Prove Aperte’ della Filarmonica della Scala. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune di Milano, Unicredit Foundation ed Esselunga, prenderà il via con l’anteprima gratuita a inviti domenica 3 novembre, in occasione dell’apertura della Stagione Filarmonica, con Riccardo Chailly. Sono in tutto 4 gli appuntamenti che permetteranno di assistere alle prove dei concerti alla Scala a prezzi contenuti, con un ricavato che andrà alle associazioni. “Suonare in questa occasione – ha sottolineato il direttore artistico della Filarmonica Damiano Cottalasso – ci fa sentire che la nostra professione ha anche lo scopo di aiutare i bisognosi, chi è rimasto indietro”. In dieci anni l’iniziativa ha coinvolto 90 mila spettatori, permettendo di raccogliere oltre 1,2 milioni di euro per più di 40 associazioni.

Cenacolo diventa app e sito webSocial e realtà aumentata per guardare al futuro

17 ottobre 201915:12

– Il Cenacolo di Leonardo da Vinci si proietta nel futuro rinnovandosi grazie a un progetto digitale che comprende sito internet, pagine social e realtà aumentata.
Al centro dell’idea, sviluppata ad hoc, c’è un’app che permette percorsi interattivi aumentando molto la fruibilità del museo, una delle realtà culturali più note del mondo, meta imprescindibile per i 500 anni del genio rinascimentale.
Il ‘Cenacolo 4.0’ è da agosto attivo su Instagram, a breve su Facebook e l’app è già scaricabile per mobile. Da essa si potranno anche prenotare e acquistare biglietti, oltre che avere informazioni e percorsi sulla Milano leonardesca, per bambini e per ipovedenti.

Nasce Ergobando, pelletteria made in Italy e fantasia AfricaDa Costa Foundation e Cromia linea borse a sostegno progetti

17 ottobre 201916:06

Dalla tradizione della pelletteria artigianale italiana e dalla creatività delle donne africane di immaginare fantasiose stoffe è nato un nuovo progetto tra moda, cooperazione internazionale e solidarietà. Si tratta di Ergobando che in ladino significa arcobaleno) che ha portato alla creazione di una collezione di borse in pelle, graficamente ispirate ai tessuti africani.
Partners del progetto, presentato a Bagno Vignoni in provincia di Siena, sono Cromia, storica azienda di pelletteria marchigiana, e Costa Family Foundation, da oltre 10 anni impegnata a difesa dei diritti dei minori, delle donne e per la promozione del lavoro in tutto il mondo.
Parte dei proventi delle vendite andranno a sostenere proprio dei progetti in Uganda, come scuole di sartoria, creazioni di oggetti di artigianato, con capacità di sfruttare al meglio anche i prodotti della natura ma anche strutture sanitarie contro la sieropositività .
“Un’idea nata dalla convinzione che chi tanto ha avuto da questo mondo – ha spiegato Michil Costa, presidente della Fondazione – ha l’obbligo di fare in modo che anche altre persone possano usufruire della fortuna che abbiamo avuto noi”. La sfida di trasformare la fantasia africana in giochi e disegni geometrici (le stoffe acquistate in Togo e Uganda non sono solo fonte di ispirazione ma sono diventati veri e propri accessori coordinati alle borse da trasformare in fiocchi, foulard e fusciacche) per la collezione che va in vendita da novembre, l’ha accettata Cromia. L’azienda è nata sulla scia di La.i.pe, fondata nel 1963 da Germano Sciamanna, pellettiere marchigiano, al quale già nel 1981 Gianni Versace aveva affidato produzione e distribuzione di accessori in pelle per la donna. Con l’ingresso come Ad del figlio Sergio è stato creato il proprio brand, ma la produzione in conto terzi per noti marchi nazionali e internazionali continua ad essere tra i punti di forza della La.i.pe(un fatturato di quasi 30 milioni di euro nel 2018).
Per Cromia i mercati di massima espansione sono la Russia, le aree baltiche e l’Oriente. In Cina è stato appena aperto il primo monomarca, mentre sul canale e-commerce si è registrato un +24%.

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Accademia, progetto per Uomo Vitruviano
Direttore Manieri Elia, una stazione multimediale nel museo

VENEZIA17 ottobre 201916:16

– Grazie al prestito dell’Uomo vitruviano al Louvre di Parigi, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, vogliono avviare “un’inedita operazione di valorizzazione del disegno, diventato ormai un simbolo identitario del patrimonio culturale italiano”. Lo sottolinea oggi una nota del museo lagunare.
“Primo obiettivo di questo progetto – afferma il direttore Giulio Manieri Elia – sarà quello di incentivare i necessari controlli al fine di tutelare i diritti spettanti allo Stato sull’uso commerciale dell’immagine. Quindi di prevedere, nel nuovo allestimento del museo, la creazione di una stazione multimediale dedicata a un approfondimento storico-artistico dell’opera con dettagli e curiosità perlopiù inediti o poco noti, che permetterà di superare parzialmente le difficoltà connesse alla sua esposizione discontinua, dovuta a ragioni di conservazione del disegno”.
Le Gallerie infine “stanno valutando l’idea di un’esposizione dedicata all’analisi e presentazione critica dell’evoluzione della straordinaria fortuna universale dell’Uomo vitruviano – conclude Manieri Elia – divenuto, nonostante la sua limitata visibilità, una vera icona pop nell’immaginario collettivo”.

Il St.Regis nuova location del Gran Ballo ViennesePiù prestigio per la 13esima edizione dell’evento romano

17 ottobre 201916:23

Nell’era 3.0 l’evento più glam e romantico del mondo torna per stregare ancora una volta la Capitale: il 19 ottobre i riflettori si accendono sul Gran Ballo Viennese di Roma. Questo appuntamento è giunto in Italia nel 2007, grazie ad Elvia Venosa, ideatrice e direttore artistico dell’evento. Ma nella realtà iperconnessa in cui viviamo il Gran Ballo Viennese oggi sceglie di raccontare un’epoca apparentemente lontana avvicinandosi al linguaggio delle giovani generazioni, perché tradizione e modernità sono solo facce della stessa medaglia. Tutto questo sarà possibile in un’edizione completamente rinnovata, a partire da una nuova e sorprendente location, infatti, per la sua XIII edizione l’evento, cambia indirizzo e sceglie uno dei luoghi più ambiti e ricercati della Città eterna: Il St. Regis Rome. Una scelta dettata non solo dalla straordinaria bellezza di questo albergo, ma dal perfetto connubio stilistico e creativo con il prestigioso Gran Galà Charity. Un cambiamento dettato dalla ricerca di un file rouge tra passato e presente con uno sguardo rivolto al futuro, che riesca a proiettare i protagonisti di questa edizione in una “fiaba moderna”. Perché il St. Regis, costruito nel 1894 dal leggendario albergatore svizzero César Ritz, è stato recentemente oggetto di un restyling dell’interior designer Pierre-Yves Rochon. Restyling che non ha intaccato però il fascino dell’iconico hotel romano. Qui resterete completamente incantati dalla Ritz Ballroom, prima sala da ballo di Roma, scelta per veder volteggiare le giovani coppie di questa edizione; progettata dall’architetto romano Giulio Podesti, con la volta affrescata a fine Ottocento da Mario Spinetti e dedicata a César Ritz. Insomma, un luogo da favola per dare vita alla più antica e al contempo moderna delle favole: Il Gran Ballo Viennese di Roma.
Ma sono tanti i dettagli che racconteranno in una serata, come le giovani generazioni ricercano con sempre maggior interesse un richiamo a valori e tradizioni antiche. Attraverso la salvaguardia del nostro pianeta, l’utilizzo di prodotti biologici, il desiderio di imparare mestieri ormai dimenticati, ma anche nuove passioni. Il ballo di coppia ne è un valido esempio regalando non solo: contatto, armonia e gioia, ma soprattutto una forma di socializzazione ormai in via di estinzione. Questi giovani in un momento così straordinario hanno la possibilità di riconnettersi con i propri sensi. Le statistiche ci raccontano che oggi si spendono online tra le 4 e le 6 ore al giorno, ma la vita “offline” non è uguale a quella vissuta in rete: nella prima si utilizzano tutti i sensi a nostra disposizione. Nel ballo di coppia il legame e la complicità che si stabilisce tra dama e cavaliere è un filo sottile, un legame, fatto di piccoli gesti che ci permettono di entrare in contatto con l’altro con la mente e con il corpo. Questa edizione non vuole solo raccontare un mondo, bensì si prefigge l’obiettivo di “contagiare” tutti i giovani che lo desiderano attraverso un nuovo modo di rappresentare la tradizione: grazie anche allo straordinario contributo delle tecnologie più innovative applicate al settore luci, audio, video, effetti speciali.La manifestazione unisce cultura, tradizione e solidarietà e, proprio grazie ai suoi obiettivi ed ai progetti sociali realizzati, ha avuto il sostegno di importanti organizzazioni quali: Unicef, FFC – Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica, Doppia Difesa, Croce Rossa Italiana, Giovani per L’Abruzzo. La XIII edizione del Gran Ballo Viennese di Roma rinnova il suo impegno di sostenere, “Make-A-Wish Italia Onlus” (www.makeawish.it), per realizzare il sogno di un bambino affetto da patologie gravi o croniche. Un desiderio che si realizza ha il potere di migliorare la qualità della sua vita, di renderlo più forte nella sua battaglia contro la malattia e ritrovare gioia e speranza. “Make-A-Wish Italia Onlus” è un’organizzazione non profit che realizza i desideri di bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 17 anni, colpiti da gravi malattie. Presente in 50 Paesi, nei 5 continenti e, in Italia, ha realizzato dal 2004 più di 1600 desideri.
Per la XIII edizione non poteva mancare l’assegnazione del prestigioso Premio Vindobona ad artisti e professionisti di fama italiana e internazionale per i meriti conseguiti durante la loro carriera: Premio Vindobona 2019 a http://www.makeawish.it, per aver dimostrato durante la sua carriera, nonostante la giovane età, di essere un grande professionista esperto di ballo latino. Un valido esempio di valori per le nuove generazioni con una grande capacità interpretativa e di comunicazione attraverso la danza
Il Gran Ballo Viennese di Roma si svolge con ilwww.makeawish.it.

Fotografia, torna il Siena awardsIn programma dal 26/10 all’1/12: 9 mostre e premio Sipa

SIENA17 ottobre 201917:20

– Torna, dal 26 ottobre all’1 dicembre, il Siena awards festival della fotografia, con mostre, eventi, workshop e photo tour. Il via con la cerimonia di premiazione del Sipa – Siena international photografy award, contest con fotografi professionisti, dilettanti e amatori provenienti da 161 paesi.
Le foto del Sipa saranno poi protagoniste di ‘Image all the people sharing all the world’, una delle 9 mostre del Siena awards. Tra le altre ‘Above us only sky’, selezione delle foto premiate ai ‘Drone Photo Awards’; la sfida ambientalista di Randy Olson con ‘Plastic Apocalipse’; il racconto di Philip Coburn sulla missione dell’Isaf legata alla riconquista di Musa Qala in Afghanistan; Constanza Portnoy con ‘Life force: what love can save’. Celebra la prodezza delle pescatrici coreane Alain Schroeder con ‘Grandma Divers’ mentre Mary F.Calvert espone ‘Prisoners of War: Male on Male Sexual Assault in America’s Military’ e ‘Blue Karma’ è dedicata al mondo ‘Underwater’ ritratto da Filippo Borghi.

Michelucci fotografo, mostra a FiesoleEsposti scatti realizzati tra gli anni ’30 e ’50

FIRENZE17 ottobre 201917:39

– Una serie di fotografie dell’architetto Giovanni Michelucci che ritraggono momenti di vita quotidiana, ma anche architetture del passato: è quanto propone la mostra ‘Giovanni Michelucci Fotografo. Lo sguardo dell’architetto’ in programma fino al 22 novembre nella Fondazione Michelucci di Fiesole (Firenze). L’esposizione, curata da Alessandro Masetti e Nadia Musumeci e che rientra tra le iniziative di ‘Firenze Fotografia d’Architettura 2019’, è articolata in quattro sezioni e rivela lo sguardo dell’architetto che tra gli anni Trenta e Cinquanta immortala gli ‘Spazi umani’ come le piazze nei giorni di festa, i mercati rionali e lo struscio pomeridiano nelle strade dei centri abitati, ma anche le grandi architetture del passato che percepisce come vive, in continua metamorfosi. La ricerca continua con la modernità degli architetti suoi contemporanei.
Tra queste figurano la Casa del Fascio di Terragni a Como, il Padiglione svizzero di Le Corbusier a Parigi e la nuova stazione di Roma Termini, simbolo degli anni della trasformazione e rinascita italiana. Chiude la mostra, infine, una sezione speciale dedicata alle foto di strutture e infrastrutture in ferro che confermano l’interesse del maestro verso questo materiale.

Dopo restauro riapre a Pisa Opera DuomoOltre 380 opere esposte, anche corona e scettro di Enrico VII

17 ottobre 201917:40

– Da domani, e dopo un lungo restauro durato cinque anni, riapre al pubblico il Museo dell’Opera del Duomo di Pisa, completamente ristrutturato e con un nuovo allestimento curato dagli studi di architettura di Adolfo Natalini e di Magni&Guicciardini, coordinati dall’ingegner Fabrizio Bentivoglio, direttore dei lavori per conto della primaziale e con la supervisione dello storico dell’arte Marco Collareta. Il museo dell’Opera del Duomo raccoglie e conserva capolavori e memorie provenienti dai monumenti della piazza dei Miracoli, opere di volta in volta sostituite o con altre più ‘attuali’ o con copie. Il percorso espositivo si arricchisce anche di nuove opere restaurate: il Trittico della Madonna in trono e santi, tempera e oro su tavola realizzata da Spinello Aretino o la corona, lo scettro, il globo e un raffinatissimo drappo dell’Imperatore Enrico VII recuperati in occasione della ricognizione della sua tomba effettuata nel 2014. Le 380 opere esposte sono suddivise in 26 sezioni.

Norton, io detective ricco di sindromiIn Motherless Brooklyn racconto anche ombre di oggi

17 ottobre 201918:25

– Non si era mai visto un detective privato come Lionel Essrog, affetto dalla sindrome di Tourette (frasi e gesti, anche volgari, fuori controllo e maniacalità tipica degli Asperger). E questo in una New York anni Cinquanta perfettamente ricostruita. A dare luce e anima al personaggio è Edward Norton in ‘Motherless Brooklyn – I segreti di una città’ – che sarà distribuito dalla Warner Bros dal 7 novembre- , film, interpretato, scritto e diretto dallo stesso Norton, che apre la quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, ispirato molto liberamente dal romanzo di Jonathan Lethem. Al suo interno una miscela esplosiva dove si racconta l’eterna storia di corruzione, malaffare e razzismo all’interno della Grande mela e non solo. “Chi vedrà nel film, per quanto riguarda il potere, la situazione attuale non sbaglierà certo – spiega a Roma Norton -. C’è ora più che mai nel mondo un innamoramento verso i potenti, un’ombra sul potere che vediamo in azione anche in Europa e America Latina”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Nomad, Herzog sulle tracce di Chatwin
Regista ripercorre viaggi dello scrittore scomparso nel 1989

17 ottobre 201921:06

– Non poteva che essere l’amico fraterno Werner Herzog, a raccontare a 30 anni di distanza dalla scomparsa, il grande scrittore e narratore Bruce Chatwin, morto nel 1989 a soli 48 anni di Aids. Il regista tedesco lo fa nel documentario Nomad: In The Footsteps Of Bruce Chatwin, in selezione ufficiale alla Festa del Cinema di Roma, e poi distribuito da Feltrinelli Real Cinema e Wanted Cinema. Herzog segue fisicamente le tracce di alcuni dei viaggi dell’autore di In Patagonia, unendo alle suggestioni e le verità ‘arricchite’ dei libri di Chatwin, una narrazione personale e intima, fatta di ricordi e momenti condivisi. Un legame di profonda unione, il loro, costruito sulla comune passione, per il racconto, tra verità e visione (“Chatwin non scriveva mezze verità, ma una verità e mezzo, le arricchiva”, spiega il suo biografo Nicholas Shakespeare) e il valore simbolico che entrambi danno al cammino, al viaggio, al popolo in marcia, all’essere nomadi. Un elemento fondante, per i due autori, dell’essere umano, la cui perdita è il segno, del destino segnato, secondo entrambi per l’uomo sulla Terra. Il percorso di Herzog, sempre accompagnato dallo zaino di pelle di Chatwin, che lo scrittore gli regalò poco prima della scomparsa (Chatwin gli chiese anche aiuto per morire prima, ma il regista non se la sentì), parte proprio dalla Patagonia, dove l’autore britannico arrivo a metà anni ’70. Era la realizzazione di un desiderio che aveva fin da bambino, nato da un ‘reperto’ archeologico tramandato in famiglia, un pezzo di pelle di quello che pensava fosse di un brontosauro, mentre era un milodonte, una sorta di bradipo gigante scoperto da Charley Milward, cugino di nonna Isobel. Da quel viaggio, durato sei mesi, nasce ‘In Patagonia’ (1977) che diventa un caso letterario, e porta l’inquieto, affascinante, seduttore, ‘nomade’ Chatwin dall’altra parte del mondo, in Australia, tra gli aborigeni, dove incontra nel 1983 Werner Herzog. Il regista porta l’influenza dello scrittore anche nel suo cinema: nel 1987 firma Cobra verde, adattamento del libro di Chatwin, Il viceré di Ouidah, e ultimo film della collaborazione tra Herzog e Klaus Kinski, “già fuori controllo” ricorda il cineasta. Lo scrittore, già malato, accetta di andare sul set e nel suo ultimo libro, raccolta di note, diari, e pensieri, Che ci faccio qui? (1988) rende anche un ritratto dell’amico cineasta, che descrive come una collezione di contraddizioni, “affettuoso e distaccato” e “un monumento di sanità mentale in un cast di esauriti”. E in Grido di pietra (1991), Herzog rende un omaggio allo scrittore, il cui zaino, ha un ruolo importante, in un momento critico delle riprese del film. Con Chatwin “avevamo spiriti affini, lui come scrittore, io come regista – spiega Herzog nelle note di produzione -. Volevo realizzare un film che non fosse una semplice biografia tradizionale ma che desse conto di una serie di incontri ispirati dai viaggi e dalle idee di Bruce. Personaggi stravaganti e selvaggi, bizzarri sognatori e grandi idee sulla natura dell’esistenza umana erano i temi da cui Chatwin era ossessionato e di questi ho cercato di raccontare.”

Cinema: Yuli, da L’Avana a star della danzaIn sala biopic su grande ballerino cubano

17 ottobre 201921:08

– La straordinaria storia del ballerino cubano Carlos Acosta, in arte Yuli, cresciuto in povertà a L’Avana e diventato una star internazionale della danza, primo ballerino di colore a interpretare molti dei più grandi ruoli classici, arriva nelle sale, con il biopic Yuli – danza e libertà, di Iciar Bollain, distribuito da Exit Media. A firmare la sceneggiatura, basata sull’autobiografia del danzatore (che appare anche nel film, dove a interpretarlo nelle diverse età, dall’infanzia, sono Edlison Manuel Olbera Núñez e Keyvin Martínez) è Paul Laverty storico collaboratore di Ken Loach, per cui ha scritto anche la Palma d’oro a Cannes, Io, Daniel Blake; con Yuli, Laverty ha già conquistato il premio per la Miglior sceneggiatura al Festival di San Sebastian. Il film esce in edizione italiana e in versione originale sottotitolata, nella settimana in cui si celebra anche il Giorno della Cultura Cubana (20 ottobre).

Leonardo, al Louvre è tutto pronto per la super mostraAlla fine anche L’Uomo di Vitruvio. E scatta l’emergenza folla

PARIGI17 ottobre 201921:15

– Alla fine, è arrivato anche L’Uomo di Vitruvio: la grande e attesissima mostra sui 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, al Louvre, che apre al pubblico fra una settimana, è già molto più di un successo. E’ uno straordinario evento artistico, è lo sbocco positivo di un difficile periodo politico e diplomatico tra Italia e Francia ed è anche fonte di preoccupazione per una folla di visitatori che si annuncia senza precedenti.
Era ancora giugno quando i responsabili del museo francese diedero il via alle prenotazioni per la grande mostra, con 4 mesi di anticipo. Il sito del Louvre andò subito in tilt, i tecnici non si erano mai trovati di fronte a nulla del genere.
Dopo altri tentativi di rimettere in piedi il sistema, il Louvre ha alla fine rinunciato a rendere obbligatoria la prenotazione.
C’è quindi timore che, esauriti i posti prenotabili, migliaia di persone si mettano comunque in fila, saturando gli ingressi.
I motivi della “febbre” che da mesi sta travolgendo il pubblico si spiega soprattutto con l’eccezionalità dell’offerta: attorno alla sua collezione di 5 quadri e 22 disegni, il museo parigino mette insieme 120 opere – dipinti, disegni, manoscritti, sculture, oggetti artistici – affluite dai più importanti musei, fondazioni, istituti del mondo intero, dalla Royal Collection al British Museum, dalla National Gallery di Londra alla Pinacoteca Vaticana, dal Metropolitan di New York all’Institut de France.
C’è stato poi lo scambio con l’Italia, che ha dato ancora più prestigio alla grande mostra, soprattutto perché giunto al termine di un lungo braccio di ferro e dopo il periodo più difficile nelle relazioni fra i due paesi dal dopoguerra. Il disgelo fu sancito, lo scorso 1 maggio ad Amboise – il castello accanto al quale sorge la Clos Lucé, la dimora donata a Leonardo da Francesco I in cui il genio italiano visse i suoi ultimi 3 anni – dai presidenti Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron. Lo straordinario evento è stato completato dal protocollo d’intesa firmato dai ministri della Cultura dei due Paesi, Franck Riester e Dario Franceschini. Vi si prevede i il trasferimento a Parigi di cinque disegni di Leonardo più due dipinti, copie antiche di sue opere. In cambio, la Francia si è impegnata ad inviare 5 dei suoi Raffaello a Roma il prossimo marzo, dove alle Scuderie del Quirinale si prepara la retrospettiva per i 500 anni della morte dell’altro gigante del Rinascimento, Raffaello.
I fortunati visitatori ammireranno dunque innanzitutto i 5 capolavori che abitano al Louvre – la Gioconda, appena tornata nella sua sala abituale, ristrutturata, la Vergine delle Rocce, la Belle Ferronniere (Ritratto di Dama), il San Giovanni Battista e Sant’Anna, la Vergine e il Bambino con l’Agnellino.
Il museo francese offrirà al pubblico anche la visione dei suoi 22 disegni di Leonardo. Poi, i prestiti del “San Girolamo” della Pinacoteca Vaticana, il grande cartone di Burlington House della National Gallery. E, in extremis, dopo la sentenza emessa ieri dal Tar del Veneto arriverà anche L’Uomo di Vitruvio.

Cuba, morta la ballerina Alicia AlonsoAveva 98 anni, la sua ultima esibizione a Roma nel 1987

L’AVANA18 ottobre 201905:36

– La ballerina Alicia Alonso, probabilmente l’artista cubana più conosciuta al mondo, è morta ieri all’età di 98 anni. Lo ha reso noto il Balletto nazionale di Cuba (Bnc), da lei diretto e fondato nel 1948.
In gioventù la Alonso fece parte del gruppo che inaugurò l’American Ballet Theatre degli Stati Uniti, ricorda l’agenzia di stampa Prensa latina. Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha evocato la figura della “prima ballerina assoluta” cubana sostenendo che la sua morte “ci lascia un voto immenso ma anche una eredità ineguagliabile”. Impegnata a calcare le scene fino a età avanzata – la sua ultima esibizione al Teatro dell’Opera di Roma fu nel 1987 a 67 anni – la Alonso ha ottenuto numerosi riconoscimenti in tutto il mondo, fra cui il Premio Porselli ‘Una vita per la danza’. Nel 2003 il presidente francese Chirac la insignì con la Legione d’onore nel grado di ufficiale, mentre due anni fa l’Unesco la designò sua ambasciatrice di Buona volontà.

Grazie a Dio, il thriller di Ozon su preti pedofiliStoria vera avvenuta a Lione in Francia, su abusi a minori

17 ottobre 201909:48

–  ‘Grazie a Dio’ di Francois Ozon e’ un film sorprendente, duro, teso come un thriller. Il tema e’ tratto da una storia vera (il caso Preynat-Barbarin su abusi sessuali ai danni di minori commessi nella diocesi di Lione) e in sala dal 17 ottobre con Academy Two, le emozioni sono tante: uomini adulti che confessano nei minimi particolari, e tra mille imbarazzi, gli abusi subiti trent’anni prima e, soprattutto, la prepotenza della Chiesa nel negare i fatti, la sua ostentata impunita’.
“Non volevo fare un film sul cattolicesimo e sulla pedofilia, ma piuttosto sulla fragilita’ maschile. Una cosa che si vede poco al cinema” ha detto il regista.
Protagonista del film – che ha vinto il premio della Giuria al Festival di Berlino – e’ Alexandre (Melvil Poupaud) che un giorno scopre come padre Preynat (Bernard Verley), il prete che lo ha molestato durante l’infanzia, e’ tornato a dir messa nella regione di Lione. Una cosa assurda perche’ Alexandre, oltre ad essere una vittima, e’ anche un padre e non accetta che il sacerdote possa avere ancora contatti con altri bambini.
Considerato che la Chiesa si rifiuta di sanzionare Preynat, grazie anche alla copertura dal cardinale Barbarin (Francois Marthouret), Alexandre e’ pronto ad agire per conto suo, e poi insieme ad alcuni amici di vecchia data ed ex vittime, Francois (Denis Me’nochet) ed Emmanuel (Swann Arlaud).
Iniziano cosi’ le denunce alla giustizia ordinaria, anche se nella maggior parte dei casi i reati sono andati in prescrizione. Lentamente le vittime degli abusi escono allo scoperto e prendono coraggio, anche grazie alla costituzione di un’associazione che raccoglie le testimonianze degli abusi, e cosi’ la battaglia all’omerta’ ecclesiastica prende forza fino a trovare giustizia.
Questa la situazione giudiziaria ad oggi. Preynat e’ stato costretto dalla Chiesa alle dimissioni dello stato clericale, ma e’ ancora sotto processo per la giustizia ordinaria, mentre il cardinale Barbarin, colpevole di “omessa denuncia di maltrattamenti” in primo grado, ha presentato le sue dimissioni a Papa Francesco che le ha pero’ rifiutate.
“A Lione il film ha avuto un successo imprevedibile e inatteso – ha spiegato Ozon – come d’altronde in tutta la Francia dove ha ottenuto un milione di spettatori. Va detto che c’e’ stata una forte resistenza della Chiesa, una cosa che alla fine ci ha fatto anche pubblicita’. Ma una cosa e’ certa, a pochi giorni dall’uscita prevista del film nessuno di noi era certo che sarebbe mai arrivato in sala”.
“Da parte della Chiesa – ha detto il regista – si continua a parlare di tolleranza zero verso queste cose, ma di fatto le azioni non sembrano seguire questa volonta’. Ad esempio – ha concluso – dispiace pensare che Papa Francesco a tutt’oggi non abbia accettato le dimissioni di Barbarin”.

Da Dante a Elsa Morante, ecco le fiction Rai del futuroTra i progetti, anche Il Regno di Emmanuel Carrère

17 ottobre 201919:33

Da Dante a Elsa Morante, ma anche vere chicche assolute. Nascono i semi del nuovo: “progetti in una fase preliminare di sviluppo che danno continuità e coerenza alla linea editoriale della fiction Rai con l’ambizione di muoversi in una dimensione globale”, come spiega presentando l’iniziativa a Roma il direttore della fiction Eleonora Andreatta.
Il Regno, in sviluppo con Cattleya, è l’adattamento di Sandro Petraglia dell’omonimo romanzo di Emmanuel Carrère, che ha contribuito ai soggetti e alle sceneggiature. Una serie che riscopre e riscrive una delle storie più grandi mai raccontate: un viaggio sorprendente attraverso il bacino del Mediterraneo – da Filippi a Gerusalemme a Roma – alla scoperta della vita di Gesù vista attraverso il prisma variegato delle testimonianze di chi lo ha incontrato, ma soprattutto un viaggio nel mistero della scelta di credere.
‘La Storia’, in sviluppo con Picomedia, è l’adattamento seriale del capolavoro di Elsa Morante, ambientato nella Roma della seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra. Una produzione internazionale – scritta da Francesco Piccolo, Giulia Calenda e Ilaria Macchia – che racconta, sottolinea Andreatta – “l’epopea di una donna coraggiosa e resistente. Un affresco dolente delle tante storie della piccola gente che viene toccata, attraversata, cambiata dalle violenze e le ingiustizie della grande Storia”. Un’altra sfida ancora seminale, ma estremamente ambiziosa, è Dante, in procinto di sviluppo con Fabula Pictures e Fédération.
Una serie tratta da un soggetto di due autori noti per il successo dei loro romanzi storici, Rita Monaldi e Francesco Sorti. I leoni di Sicilia, in sviluppo con Compagnia Leone Cinematografica, tratta dal best seller di Stefania Auci. Una grande saga familiare che ha dominato la classifica italiana dei libri più venduti negli ultimi mesi e ora in uscita in tutto il mondo.
Il conte di Montecristo, in sviluppo con Palomar, farà rivivere le pagine del più celebre romanzo di Alexandre Dumas. Un capolavoro capace di raccontare anche a un pubblico contemporaneo l’universalità di sentimenti e pulsioni umani.
Tutti questi progetti, novità assolute sono state presentate dal direttore di Rai Fiction in una conferenza Stampa a Roma nell’ambito del Mia. “La sfida che ha contraddistinto finora il lavoro della fabbrica della fiction RAI – ha detto – e che si rilancerà nei prossimi anni – è quella di alzare l’asticella della qualità e della capacità progettuale, mettendo a valore la ricchezza del nostro patrimonio culturale, letterario e storico con linguaggi e standard produttivi sempre più alti. È proprio da questa importante eredità e dalla vocazione di servizio pubblico che nascono i semi del nuovo”.  Tra i progetti in fase di realizzazione con inizio riprese già calendarizzate a dicembre da segnalare, ‘Leonardo’. Una produzione Lux Vide in collaborazione con Rai fiction e Big Light Productions. Il lavoro di scrittura è di Frank Spotnitz (Medici, Castle, X-Files) e Steve Thompson (Sherlock). La regia è affidata a Daniel Percival. Leonardo sarà interpretato da Aidan Turner (Lo Hobbit, Poldark). Nella serie anche Giancarlo Giannini nei panni dello storico maestro del genio Verrocchio.

Il ‘ritorno’ di Mika a X FactorEx giudice sarà ospite del primo live show – VIDEO –

17 ottobre 201919:11

Il primo live di X Factor 2019 si accende con Mika. Un atteso e gradito ritorno per la star internazionale per 3 edizioni protagonista indiscusso e inconfondibile al tavolo dei giudici del talent di Sky prodotto da Fremantle.

Il videomessaggio di Mika

Mika torna ma come ospite sul palco, nella puntata d’esordio del live show dell’edizione 2019, in onda giovedì 24 ottobre. Eclettico protagonista di una straordinaria carriera artistica, con certificazioni d’oro e di platino in 32 Paesi del mondo per oltre 10 milioni di dischi venduti, Mika torna per una notte a X Factor per una performance inedita e sorprendente e per presentare il suo ultimo lavoro, il disco ‘My Name Is Michael Holbrook’, che da novembre porterà in giro per l’Italia con il ‘Revelation Tour’.

La prima puntata dei Live di X Factor 2019 sarà su Sky Uno giovedì 24 ottobre alle 21.15, sempre disponibile on demand, visibile su Sky Go e in streaming su NOW TV.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il ’69 a Torino, racconto bianco e nero
Cinquanta anni dopo nel volume con le foto di Mauro Vallinotto

18 ottobre 201910:26

I cartelli di protesta erano di uno sgualcito cartone (tra i 5 e i 6 milioni di lavoratori pronti a lottare), le strade piene di fango e di gente (scioperi per mezzo miliardo di ore di astensione dal lavoro), le moto fatiscenti, gli abiti e le tute da lavoro consumati dall’uso (46 contratti di categoria da rinnovare, cassa integrazione di massa soprattutto alla Fiat e alla Pirelli). Sono passati cinquant’anni ma ne sembrano trascorsi mille, ere geologiche che hanno trasformato quei volti segnati dal vento e dal freddo, quelle mani sporche e soprattutto quegli occhi pieni di voglia di riscatto da tutto questo. Era il 1969 e il giovane Mauro Vallinotto era lì, armato della sua straordinaria macchina fotografica, in mezzo a quelle persone scese in piazza per protestare. Un momento, l’ottobre di 50 anni orsono, poi passato alla storia come l’Autunno caldo. Un autunno in realtà nato a luglio, come si legge nel bel volume in uscita per Laterza, ”Torino’69’ con le foto del mitico Vallinotto appunto e i testi degli altrettanto mitici Ettore Boffano e Salvatore Tropea. Quel 3 luglio aprì ”un’epoca di per sé relativamente breve ma senza precedenti e dopo la quale niente fu più come prima. A Torino e nel resto d’Italia”.    Un bianco e nero che a volte sgrana in un meraviglioso puntinismo, sfoca in un disadorno racconto di particolari che, nella lente del tempo, appaiono mitici. Il dolore e la fatica della vita in fabbrica, giovani e vecchi colti alla catena di montaggio, in pausa, mentre mangiano cibo portato da casa con il ‘barachin’, in sella, sul piazzale della stazione invaso dall’acqua della pioggia, il sorvegliante con la mantella e le strade coperte, d’autunno, già dalla neve. Le teste, quelle teste sul tram piegate dalla fatica, dal sonno della sveglia all’alba, dalla stanchezza. Italiani immigrati a Torino, da patria a patria come non fosse lo stesso paese. Come la famiglia Geraci, ritratta da Vallinotto nella soffitta di via Bunivia con quei bambini dagli abiti dimessi sul letto sgualcito, che ci ricordano altri bambini, tragedie che oggi sembrano appartenere ad altri. Torino per loro città ”sbagliata”, perché bambini sottratti ”alle tradizioni affettuose, in qualche modo accudenti, pur nella povertà, della società contadina del sud”. E poi Mamma Fiat, le macchine, gli stabilimenti, l’avvocato Agnelli nella sua iconica eleganza, i presidi (a volte con il sorriso sulle labbra). Infine i volti noti, quelli che avrebbero segnato, in un modo o nell’altro, i decenni successivi: dallo stesso Gianni Agnelli e il fratello Umberto, a Bruno Trentin, Donat-Cattin, Chiaromonte, Lama, Sofri, Deaglio, Bobbio, Ravera, Novelli, Dario Fo e Franca Rame.    Cosa resta di quell’anno? ”Niente”, considerando che quasi tutto, come era in quel momento, è scomparso (Fiat compresa), ”Molto, invece, se la memoria non si fa tradire dalla nostalgia e serve per comprendere, ormai con il distacco della storia, un sommovimento epocale per l’Italia”.    Alla fine la foto simbolo con Agnelli che esce – teso, sportivo, trionfante – dal salone dell’automobile con dietro Giovanni Nasi, e fuori sulle scale seduto, sfinito, un operaio sgualcito che lo guarda dal basso: ”In fondo, la battaglia di quei mesi (e anche il suo finale, i ’35’ giorni e la ‘marcia dei 40 mila’) è tutta qui: riassunta da due uomini, da due destini e da due condizioni agli antipodi della scala sociale. E la bravura dei grandi fotografi è proprio quella che nasce dalla capacità di essere al posto giusto, dalla fortuna di combinazioni che sembrano impossibili, da uno scatto che sa raccontare la vita. creando i simboli di un’epoca”. Mauro Vallinotto era lì.

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DALLE 17:09 DI MARTEDì 15 OTTOBRE 2019

ALLE 03:49 DI GIOVEDì 17 OTTOBRE 2019

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Tff, Barbara Steele ospite d’eccezione
Retrospettiva horror. L’attrice nell’immagine ufficiale

TORINO15 ottobre 2019 17:09

– Barbara Steele, star di tanti horror di culto, sarà l’ospite d’eccezione del Torino Film Festival. L’attrice britannica, che riceverà il Gran Premio Torino 2019, appare anche nell’immagine ufficiale della 37esima edizione. All’horror classico dal 1920 al 1970 è dedicata la retrospettiva curata dal direttore del Tff Emanuela Martini: una carrellata di 35 film che hanno dato corpo e volto alle nostre paure e che sono alla base di tutto l’horror successivo.
Barbara Steele introdurrà la proiezione dei film dei quali è protagonista (tra gli altri Il pozzo e il pendolo di Roger Corman, La maschera del demonio di Mario Bava e L’orribile segreto del dottor Hichcock di Riccardo Freda).
La retrospettiva è collegata idealmente alla mostra del Museo Nazionale del Cinema “FacceEmozioni: dalla fisiognomica agli emoji”, aperta il 17 luglio e in corso fino al 6 gennaio nella Mole Antonelliana.

Restaurata Pala Beato Angelico a FirenzeOpera torna in museo nel giorno del 150/o ‘compleanno’

FIRENZE15 ottobre 201917:45

– La Pala di San Marco di Fra’ Angelico dopo più di sei anni ritorna restaurata nella sala dell’Ospizio al piano terra del Museo di San Marco a Firenze nel giorno in cui si celebra il 150/o della fondazione. Era il 15 ottobre del 1869 e l’allora ministro della Pubblica Istruzione decretò che il convento, di cui anche Savonarola fu priore, “per le molte e preziose opere d’arte, massime del Beato Angelico (1395-1455), merita trattamento speciale per parte del Governo”.
Il restauro della splendida pala rinascimentale, raffigurante la Madonna con Bambino in trono tra otto angeli e otto santi, è stato realizzato da un’equipe dell’Opificio delle pietre dure (Opd) di Firenze, guidata dalla dottoressa Caterina Toso e che ha illustrato il lavoro nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti, tra gli altri, il soprintendente dell’Opd Marco Ciatti, la direttrice del Museo San di Marco Marilena Tamassia, e Stefano Casciu, direttore del Polo museale della Toscana.

Le Carre’ in piazza anti-BrexitTrump e Johnson sullo sfondo del 25/o libro dell’ex 007

NEW YORK16 ottobre 201909:58

– Sabato 19 ottobre lo scrittore John le Carré lascerà la sua casa di Hampstead per scendere in piazza nel centro di Londra con i manifestanti della marcia anti-Brexit: “Abbiamo lavorato per 47 anni con l’Europa. Siamo sposati, nella buona e nella cattiva sorte, a quei 27 paesi. Ora il governo cerca di venderci l’idea che abbiamo nemici. Questo non e’ patriottismo, e’ nazionalismo”, ha detto al New York Times l’88enne scrittore – vero nome David Cornwell – il cui 25esimo romanzo “Agent Running in the Field” uscirà nelle librerie tre giorni dopo. Un romanzo ambientato nella Gran Bretagna di oggi tra Brexit, Boris Johnson e Donald Trump: in “Agent Running in the Field” i contraccolpi del divorzio dalla Ue finiscono per dar vita a una alleanza segreta tra servizi segreti di Londra e l’America di Trump “con il doppio scopo di minare le istituzioni democratiche europee e smantellare il sistema internazionale dei dazi”.

In un film la ‘Dieta mediterranea’Barbara Hershey e Renato Carpentieri nel cast di ‘Keys to Italy’

BOLOGNA15 ottobre 201917:48

– Barbara Hershey, Renato Carpentieri, Andrea Arcangeli e Peppe Servillo saranno tra gli interpreti di ‘Keys to Italy’ il film di Andrew Fierberg scritto con Marino Niola ed Elisabetta Moro, presentato nell’ambito del Bologna Award Festival. E’ la ‘scoperta’ della dieta mediterranea con la storia dei coniugi statunitensi Ancel e Margaret Keys che in un viaggio in Italia negli anni ’50, nel Cilento scoprirono i benefici dell’alimentazione locale, coniando la definizione di ‘Dieta mediterranea’ in un libro, ‘Eat well and stay well-The Mediterranean way’, pubblicato con successo nel 1959. Prodotto da Studio Fierberg (Usa) e Okta film (Italia) il progetto è stato sviluppato con il sostegno di Caab (Centro agroalimentare di Bologna) e fondazione Fico. Le riprese, che inizieranno in primavera, si svolgeranno tra New York, Napoli e il Cilento (a Pollica dove i Kyes vissero per 35 anni), oltre che a Bologna, di cui i Keys scoprirono il cibo tradizionale (tortellini, ragù e lasagne), riportando le ricette.

Buchmesse: da Laterza appello editori a Ue contro massacro curdi

15 ottobre 201918:04

In occasione della Fiera del Libro di Francoforte un gruppo di editori europei e operatori del mondo editoriale lancia un appello al Parlamento europeo, nella persona del suo presidente David Sassoli perché metta in atto tutte le possibili azioni per fermare il massacro dei curdi. L’appello è firmato da Alessandro e Giuseppe Laterza, Andrew Franklin (Profile), Antoine Gallimard (Gallimard), Joan Tarrida (Galaxia Gutenberg), Tom Kraushaar e Christoph Selzer (Klett Cotta), Joana Neves (Bertrand), James Daunt (Waterstones).    L’appello può essere sottoscritto presso lo stand della Casa editrice Laterza (5.0/D5) o inviando una mail a petition@laterza.it con il proprio nome, cognome, casa editrice o agenzia editoriale, indirizzo di posta elettronica.
”Ancora una volta rischiamo di negare ogni diritto umano a un popolo intero – si legge nell’appello – per motivazioni di geopolitica e di volontà di potenza. Ne andranno di mezzo anche persone indifese, donne e bambini, che non hanno alcuna responsabilità dei tragici avvenimenti che negli ultimi decenni hanno insanguinato il Medio oriente. Quando la politica si riduce alle armi occorre ritornare a far valere le parole. Chi pubblica libri sa che sono questi gli unici antidoti alla violenza: a Francoforte gli editori si incontrano per scambiarsi parole da lingue diverse e da diverse culture, convinti che questo scambio sia la forma migliore per comporre conflitti e incomprensioni, eliminare i pregiudizi, comprendersi reciprocamente. Chiediamo al Parlamento Europeo di intervenire subito guardando ai diritti umani universali che sono alla base della cultura civile e politica europea”.

Festa Roma, Turturro è Jesus RollsPreapertura con il ritorno di Jesus Quintana del Grande Lebowski

ROMA15 ottobre 201918:15

– “Il film parla di spirito libero e generosità. Proprio come la commedia francese a cui è ispirato”.
Così a Roma il regista-attore John Turturro parla di Jesus Rolls – Quintana è tornato, scritto e diretto da lui dove torna a vestire i panni di Jesus Quintana, il campione di bowling già da lui interpretato in Il Grande Lebowski dei fratelli Coen.
Presentato in anteprima mondiale come pre-apertura della 14/a Festa del Cinema di Roma, Jesus Rolls – Quintana è tornato, ispirato a “I santissimi” di Bertrand Blier del 1974 tratto dal romanzo dello stesso regista Les Valseuses, sarà in sala dal 17 ottobre con Europictures.
La commedia comunque ricalca in parte il film originale di Blier che fece all’epoca un certo scandalo mettendo in campo un bizzarro trio di disadattati composto appunto da Jesus, appena uscito di prigione, Petey (Bobby Cannavale), suo amico e gregario, e Marie, Audrey Tautou (Il favoloso mondo di Amelie), ragazza stralunata che divide il letto con entrambi, ma ha un problema, è frigida.

Silvestri, al via primo tour palasportDal 25 e 26 ottobre a Roma, ‘La terra dal vivo sotto i piedi’

15 ottobre 201918:19

– Un allestimento scenografico spettacolare e “senza palco”, una grande band con 2 batterie e 9 musicisti, tanti ospiti e una scaletta che contiene 25 anni di successi: il prossimo live di Daniele Silvestri “La Terra dal vivo sotto i piedi”, il suo primo tour nei Palasport di tutta Italia, partirà il prossimo 25 e 26 ottobre da Roma e si preannuncia come un mega show. Si esibirà su un gigantesco cumulo di terra (richiamo al titolo dell’album) al centro del palasport, mentre un imponente ledwall e un gioco di luci particolarissimo comporranno il resto della scenografia. Ci sarà una super band di 9 musicisti. Ospite fisso del tour sarà Rancore. Dopo Roma le altre tappe sono: 08 novembre 2019 Padova (Kioene Arena), 09 novembre 2019 Rimini (RDS Stadium), 15 novembre 2019 Bari (Palaflorio), 16 novembre 2019 Napoli (Palapartenope), 22 novembre 2019 Milano (Mediolanum Forum), 23 novembre 2019 Torino (Pala Alpitour). Data zero: 19 ottobre 2019 Roseto degli Abruzzi (Pala Remo Maggetti). RTL 102.5 è media partner.

Seguso a Murano, sculture vetro e luceGrande maestro vetraio a 90 anni torna nella sua isola

VENEZIA15 ottobre 201919:03

– Sculture fatte di luce attraverso il vetro, lungo un percorso che dalle figure degli anni Sessanta porta a opere sempre più astratte che alla trasparenza, alla purezza, ai “vuoti” delle forme uscite dalla fornace unisce in un dialogo serrato i “pieni” di altre materie, come il legno o il metallo.
I momenti, i lavori, della ricerca del maestro vetraio muranese Livio Seguso sono al centro della mostra “In principio era la goccia”, a lui dedicata dal Museo del Vetro di Murano (Venezia), dal 15 novembre al 12 aprile prossimo (catalogo Consorzio Museum Musei).
Profondo conoscitore dell’arte vetraria dell’isola nella laguna, fin dall’inizio Seguso ha seguito una strada tesa a indagare le possibilità e i limiti della materia vetro. Fin dalle prime opere, come un putto del 1968 o una madre-figlio del 1972, il maestro guarda alla dimensione della scultura, al vetro come materia che compone corpi, onde, figure spaziali tridimensionali.

Saviano, libro della Caruana è vendettaI figli alla presentazione, la consegniamo a voi

15 ottobre 201920:54

– “Questo libro è una vendetta contro gli assassini. E’ una vendetta contro l’Europa che non si è mossa contro le regole economiche di Malta e contro Londra che sfrutta Malta”. Lo ha detto Roberto Saviano (che poi ha aggiunto “queste pagine sono una vittoria”) alla presentazione all’Ambra Jovinelli a Roma del libro ‘Di la verità anche se la tua voce trema’, nel giorno dell’anniversario dell’uccisione, nel 2017, della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia. All’incontro, con letture dal libro di Valeria Solarino, erano presenti i tre figli della giornalista Andrew, Matthew e Paul, che firmano la prefazione del libro che raccoglie alcuni dei più importanti reportage della giornalista maltese, scelti dai figli. Un volume che inaugura la nuova collana ‘Munizioni’, diretta da Saviano, che firma la postfazione, pubblicata da Bompiani. “Mi piace che questa collana si chiami munizioni. Mia madre le dava alla gente per cambiare la società e ora sono tutte in questo libro che consegniamo a voi”, hanno detto i figli.

John Turturro, ‘Il mio Jesus è libertà e generosità’Alla Festa del Cinema di Roma il film in anteprima mondiale

16 ottobre 201915:58

“Il film parla di spirito libero e generosità. Proprio come la commedia francese a cui è ispirato”. Così a Roma il regista-attore John Turturro parla di Jesus Rolls – Quintana è tornato, scritto e diretto da lui dove torna a vestire i panni di Jesus Quintana, il campione di bowling già da lui interpretato in Il Grande Lebowski dei fratelli Coen.Presentato in anteprima mondiale come preapertura della 14ª Festa del Cinema di Roma, Jesus Rolls – Quintana è tornato, ispirato a “I santissimi” di Bertrand Blier del 1974 tratto dal romanzo dello stesso regista Les Valseuses, sarà in sala dal 17 ottobre con Europictures.La commedia comunque ricalca in parte il film originale di Blier che fece all’epoca un certo scandalo mettendo in campo un bizzarro trio di disadattati composto appunto da Jesus, appena uscito di prigione, Petey (Bobby Cannavale), suo amico e gregario, e Marie, Audrey Tautou (Il favoloso mondo di Amelie), una ragazza stralunata che generosamente divide il letto con entrambi, ma ha un problema non da poco: è totalmente frigida.Nel cast anche Susan Sarandon, una donna appena uscita di prigione, abbastanza malinconica, ma capace di fare sesso a tre con Turturro e Cannavale; Sonia Braga, madre escort di Jesus e, infine, Christopher Walken in un cameo.Tra i brani dei Gipsy King, mambo, salsa e flamenco (le musiche sono di Émilie Simon), Jesus si troverà prima a scontrarsi con un parrucchiere armato di pistola e poi, insieme a Cannavale e Tatou, in una lunga fuga on the road da legge e società durante la quale si formerà una strana comune a tre dove saltano, una ad una, tutte le regole.”È vero – spiega Turturro a Roma – in questo film è molto importante la relazione che si instaura tra maschi e femmine. Ci sono maschi capaci di dormire abbracciati e ossessionati poi dal pensiero di saper soddisfare una donna. C’è una sessualità fluida in tutto il film – continua il regista -. Una sessualità che scorre tra me, Cannavale e Marie che diventa come nostra sorella”. Anche Cannavale, padre originario di Avellino e madre cubana, crede ci sia “una grande generosità in tutti i personaggi del film. Certo c’è anche il tema della marginalizzazione, tutti i protagonisti sono loser e, ovviamente, c’è la sessualità raccontata e vista come gioco”.

Radio Rai è digital tra star, news, musica e talentDa Venier a Costanzo, Minoli e Fiorello ma anche Scala e Fenice

6 ottobre 201916:50

Maurizio Costanzo, Giovanni Minoli, Mara Venier, Stato Sociale, Fiorello, Morgan e Maurisa Laurito: amici e talent popolari sono il mix con cui Rai Radio ha presentato i palinsesti del prossimo autunno. La Rai è “multipiattaforma e multiforme, sempre più contaminata e contaminante”, ha detto l’Ad Fabrizio Salini che ha aperto, insieme al direttore della Radio, Roberto Sergio, l’evento per la presentazione della nuova stagione a Via Asiago, condotto da Lorena Bianchetti. La sala B, nella storica sede radiofonica della Rai,  tutta nuova e tecnologicamente avanzata, ha accolto i direttori Luca Mazzà (Rai Radio1), Paola Marchesini (Rai Radio2), Marino Sinibaldi (Rai Radio3), Danilo Scarrone (Rai Isoradio) e Marco Lanzarone (Canali Digitali) per ascoltare le novità. Tra gli arrivi Gianni Minoli a Radio 1 con ‘Il Mix delle 5’ già on air, che propone editoriali, inchieste, faccia a faccia, attualità sempre in collegamento con gli ascoltatori (in studio con lui Annalisa Chirico e Pietrangelo Buttafuoco), Mara Venier a Radio 2 dal 6 gennaio con ‘Chiamate Mara 3131’ (ma sarà sulla stessa frequenza per Sanremo, ha annunciato la stessa Mara ndr) e di Maurizio Costanzo a Isoradio con ‘Strada facendo’ che ha preso il via il 14 ottobre
“Non so cosa farò con 3131, quindi, ma non vi preoccupate – ha detto Venier – Ci saranno musica, telefonate e attualità e confronto con il pubblico da casa naturalmente”. Il programma parte il 6 gennaio. Di qui la battuta di Mara: “Il 6 gennaio arriva su Radio 2 la Befana”, scherza, condividendo il suo entusiasmo per la Radio, ricordando la sua presenza a Sanremo con Domenica In, dopo il sabato della finale con tutti i cantanti e tanti ospiti: “Arriverò – ha aggiunto – qualche giorno prima e sarà anche ai microfoni Radio per il festival”.
Rai Radio 2, che ha già molti programmi prodotti in versione radio-televisiva e sta lavorando per portare tutto il palinsesto in modalità anche visiva, ha in serbo più musica a partire dal primo live con Morgan il 2 novembre.  Nel Centro Rai di Saxa Rubra, dove hanno sede tutte le testate, sarà inaugurato entro il primo semestre 2020 un nuovissimo studio dedicato a Rai Radio1: 300 metri quadrati, internamente personalizzabili, con uno spazio per la musica dal vivo e una tribuna per il pubblico di cui oggi Roberto Sergio ha mostrato il rendering. Parallelamente, si sta lavorando su piattaforma web e app. La nuova RaiPlay Radio, che vedrà la luce nel 2020.
Radio1 Informazione, sport, talk show radiofonici e musica popolare sono da sempre, ha ricordato Mazzà, il fulcro di Rai Radio1. Prima emittente radiofonica italiana (nata nel 1924), ha oggi circa 4 milioni di ascoltatori, apprezzata su tutto il territorio nazionale grazie alla popolarità di alcune delle sue trasmissioni storiche come Radio Anch’io e Tutto il calcio minuto per minuto che il 10 gennaio compirà 60 anni.
Un’informazione accurata e tempestiva con 49 edizioni del Gr ogni giorno sui tre canali (30 su Radio1, 13 su Radio2 e 6 su Radio3) e programmi di approfondimento per raccontare l’Italia: le complesse dinamiche della politica, dell’economia, della vita sindacale, della finanza, le vicende di cronaca, l’estero, i fermenti sociali, il territorio, gli eventi culturali lo sport e lo spettacolo.
Radio2: Nuovi formati, nuovi talent, offerta crossmediale: sono alcuni degli ingredienti del nuovo palinsesto 2019-2020.
24 ore su 24, 7 giorni su 7, accompagna gli ascoltatori con un’offerta costruita su un mix di programmi cult e novità. Il mattino di Radio2 è affidato al Ruggito del Coniglio in una versione animata da molti nuovi personaggi. A seguire, Radio2 Social Club, il salotto della musica, che da settembre è in onda anche su Rai2, Non è un paese per giovani con Giovanni Veronesi e Max Cervelli, Andrea Delogu e Silvia Boschero. Nel segno della tradizione Caterpillar e CaterpillarAM Lillo e Greg in 610, i Lunatici tutte le notti in diretta e una versione rinnovata di Blackout e di Miracolo Italiano. Infine, la grande musica di Gino Castaldo e Ema Stokholma.
Tra le novità, lo Stato Sociale con uno Show assolutamente imprevedibile tutte le domeniche pomeriggio, Morgan – il sabato sera – con le sue monografie dei grandi cantautori italiani, poi Fiorello che sarà su Radio2 il sabato e la domenica dalle 11 alle 12 con il meglio di Viva RaiPlay. Ridisegnato il week end con l’ingresso nella squadra di Marisa Laurito. Tante le iniziative speciali: 4 puntate evento con Nek e Andrea Delogu, Radio2 Day (giornate dedicate ai grandi artisti della musica italiana), Radio2 Live (concerti in diretta), il Festival di Sanremo come Radio ufficiale (più di 80 ore di diretta). La stagione di Radio 3 continua con le grandi dirette culturali e musicali: tra queste l’inaugurazione della stagione di Nuova Musica (Torino, 31 ottobre), della Filarmonica della Scala (Milano, 4 novembre), della stagione lirica della Fenice di Venezia (24 novembre) e della Scala di Milano (7 dicembre), del Teatro dell’Opera di Roma (10 dicembre) e del Teatro San Carlo di Napoli (11 dicembre). Da Battisti ai giorni nostri sulle strade della sicurezza
Per Isoradio l’evento più importante di questo 2019 saranno le celebrazioni dei 30 anni: un canale radiofonico nazionale dedicato alla viabilità e alla sicurezza su strade e autostrade d’Italia. Dal primo brano trasmesso alle 5.30 del 23 dicembre 1989 (“Sì, viaggiare”, di Lucio Battisti) fino ai giorni nostri. E, come sempre, la sua programmazione di flusso: notizie su traffico, viabilità urbana ed extraurbana con collegamenti quotidiani di servizio con la Polizia Stradale, le Polizie Municipali delle principali città, la Società Autostrade per l’Italia, l’Anas, le Capitanerie di Porto, gli Aeroporti, le Ferrovie, e il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, per garantire un’informazione continua e puntuale e tanta musica nelle 24 ore.

Festa Roma al via con due star Usa, Norton e Coen14/a edizione tra donne e musica, attesa per The Irishman

16 ottobre 201919:33

Dopo ben sette pre-aperture, da L’UOMO SENZA GRAVITA’ fino a GLI ANNI AMARI, parte domani in via ufficiale la 14/ma edizione della Festa del Cinema di Roma. E lo fa con due star Usa non da poco: Edward Norton, che presenta MOTHERLESS BROOKLYN – I SEGRETI DELLA CITTA’, da lui diretto, scritto e interpretato, e Ethan Coen che avrà un incontro con il pubblico. Insomma parte bene questa edizione della Festa diretta dal direttore artistico, Antonio Monda, e con Laura Delli Colli, presidente Fondazione Cinema per Roma.
Basterebbe il solo THE IRISHMAN di Martin Scorsese, forse il film più atteso dell’anno, per giustificare questa edizione che, grazie anche alla formula film non necessariamente in anteprima mondiale, continua ad essere un’efficace rassegna del meglio del cinema mondiale declinato quest’anno al mondo femminile (19 le registe donne), alla musica – dai Negramaro a Pavarotti – alla letteratura e con temi vicini all’emigrazione e l’ambiente.
Una festa con una doppia anima sintetizzata alla presentazione stampa dalla Delli Colli con: “da una parte c’e’ una festa iconica e glamour, come e’ nel manifesto con Greta Garbo, e dall’altra, c’e’ uno spirito da adolescente, da quattordicenne, proprio come gli anni che compie quest’anno la festa”.
Una manifestazione, comunque, in continua espansione.
Restando ai soli numeri: sono 25 i paesi partecipanti, 37 le anteprime mondiali, tre le internazionali, 12 le europee e 18 le italiane.
Sul fronte dei film, a parte THE IRISHMAN che Monda ha definito “il film più bello dell’anno, una sorta di epica saga della criminalità con tanto di contro storia americana sullo sfondo, come l’omicidio Kennedy e lo scandalo Watergate” ci sono in concorso film come DOWNTOWN ABBEY di Michael Engler, attesissimo spin-off della famosa serie tv che segue le appassionanti vicende dell’aristocratica famiglia Crawley, il docu di Werner Herzog NOMAD. IN THE FOOTSTEPS OF BRUCE CHATWIN, sull’inquieto scrittore e viaggiatore.
Tra gli imperdibili, WAVES di Trey Edward Shults con la storia di Tyler, giovane afroamericano, promettente campione nella squadra di wrestling, a cui capita qualcosa di davvero inaspettato e WHERE’S MY ROY COHN?, ovvero biopic di questo personaggio, avvocato e campione delle arti oscure della politica americana.
Per l’Italia invece tre film in selezione ufficiale: IL LADRO DI GIORNI di Guido Lombardi con Riccardo Scamarcio che, uscito di prigione, compare improvvisamente a un figlio di 11 anni che non ha mai conosciuto; SANTA SUBITO di Alessandro Piva ci porta a Bari a fine anni Ottanta con la storia appunto di Santa, venti anni, divisa tra fede cristiana e fame di vita e, infine, TORNARE di Cristina Comencini, film di chiusura, con protagonista Alice, quaranta anni, che rientra dall’America dopo una lunga assenza e trova nella sua casa una strana presenza.
Tanta musica poi in questa 14/ma edizione: si va da Pavarotti (PAVAROTTI di Ron Howard) ai Negramaro (NEGRAMARO. L’ANIMA VISTA DA QUI di Gianluca Grandinetti) incentrato sugli ultimi tre anni della band salentina, poi doc su Bruce Springsteen e Kurt Cobain per non parlare del biopic JUDY con Renee Zellweger nel ruolo di Judy Garland. Tra gli eventi speciali la storia dei CECCHI GORI di Simone Isola e Marco Spagnoli e INTERDEPENDENCE, un film progetto che affronta il tema dei cambiamenti climatici dando voce a 11 storie originali diretti da registi indipendenti dei cinque continenti.
Infine, sempre sul fronte Cecchi Gori, domani nel Foyer Sinopoli, si inaugura l’esposizione ‘Cecchi Gori – Una famiglia italiana’: in mostra la storia di una delle più importanti realtà produttive del nostro cinema.

Sandra Newman, vi racconto i miei CieliIl primo romanzo pubblicato in Italia della scrittrice americana

16 ottobre 201911:45

– SANDRA NEWMAN, I CIELI (PONTE ALLE GRAZIE, PP 246, EURO 16,80). Viaggia nel tempo Kate, la protagonista del particolarissimo romanzo ‘I cieli’ con cui Sandra Newman si fa conoscere in Italia, dopo aver avuto una straordinaria accoglienza internazionale. Sospeso tra universi alternativi e atmosfere oniriche, il percorso di Kate segue il misterioso cammino di quei sogni che possono cambiare la Storia. La incontriamo la prima volta nella New York del 2000, prima dell’11 settembre, dove a una festa si innamora di Ben e cade addormentata. E poi, in sogno, nella Londra di fine Cinquecento, colpita dalla peste, dove è Emilia, musicista e poetessa italiana in un Inghilterra in cui Shakespeare è un poeta minore, sconosciuto ai più. Ogni decisione che Emilia prenderà condizionerà la vita del Bardo, di Kate e Ben e il mondo del Duemila. “I sogni erano un modo di far viaggiare la protagonista nel tempo senza doverlo spiegare scientificamente. L’idea del XVI secolo è partita da Shakespeare ed è stata una scelta felice perchè è un periodo denso di significato e di cambiamenti. E’ considerato il primo periodo dell’era moderna e ha determinato tante cose del nostro presente. Penso che il 2000 possa essere visto come il primo periodo post-moderno e che l’11 settembre sia un momento di bivio, di rottura in cui sentiamo che la storia è cambiata” spiega la Newman, scrittrice originale e appartata, originaria di Boston dove è nata nel 1965. La peste e l’11 settembre, in un certo senso hanno la stessa funzione ne ‘I cieli’, quarto romanzo della scrittrice di cui in Italia era già uscito nel 2010 il saggio-manuale ‘Come non scrivere un romanzo’, scritto con Howard Mittelmark.”Penso che ogni epoca abbia la sua peste e il suo 11 settembre. Viviamo sempre in un momento che ci da la sensazione di essere in una situazione apocalittica” spiega la Newman. E dell’America di oggi dice: “La cosa che mi colpisce maggiormente dell’America di Trump rispetto a qualsiasi altro periodo storico è il pessimismo della gente. Chi è contro l’attuale presidente degli Stati Uniti pensa che il mondo stia andando verso la fine e chi è a suo favore è convinto che il proprio mondo funzionerà finchè ci sarà lui. E’ così diffusa una sensazione di maledizione, di minaccia, che è diventato difficilissimo fermarsi, riflettere e capire che le cose non sono cambiate poi così tanto” sottolinea l’autrice che ha scritto in fondo “la prima vera fiaba del nostro millennio” come ne ha parlato Claudia Durastanti, ed è contenta di farsi conoscere in Italia con questo libro.
“Un po’ mi preoccupa perchè c’è un personaggio italiano e mi chiedo come sarà percepito dagli altri italiani. Ma mi sembra di averlo raccontato in modo giusto, corretto. E’ come se il romanzo avesse in se un qualche legame con l’Italia. E ci sono anche alcuni passaggi in italiano” racconta la Newman che mentre scriveva ‘I cieli’ ha perso il suo primo marito, a cui si ispira in parte il personaggio di Ben. “C’eravamo lasciati qualche anno prima. Il nostro è stato un matrimonio tremendo, litigavamo in continuazione rispetto alle posizioni politiche e alla visione della letteratura. Il suo autore preferito era Philip Roth del quale io non posso neppure sentire il nome, mi vengono i brividi lungo la schiena. Poi ci siamo separati e non abbiamo mai più litigato, siamo diventati amici” dice. E aggiunge: “Ben si ispira al mio ex marito anche se lui era molto più normale del mio personaggio i cui difetti sono trattati nel libro in modo affettuoso e anche un poi’ comico” racconta la Newman che tra i suoi autori preferiti cita Marcel Proust, Roberto Bolano e molti scrittori di fantascienza. Convinta che “i premi siano quasi privi di significato” la scrittrice se dovesse assegnare il Nobel lo darebbe “a chi ha bisogno di soldi”. ‘I cieli’, di cui sono stati venduti i diritti televisivi, potrebbe diventare una serie.E la Newman sta già lavorando a un nuovo romanzo “basato sull’idea che gli uomini scompaiano dalla faccia della terra e rimangano le donne che devono costruire una società senza di loro. Ma invece di occuparsi di questo nuovo mondo che sarebbe subito migliore le donne perdono tutto il tempo a cercare dove siano finiti gli uomini perduti” spiega la scrittrice nel suo passaggio in Italia.

Federico Moccia, ecco il mio nuovo esperimento narrativoLo scrittore

racconta il ‘Cantiere delle storie’

16 ottobre 201919:48

Un nuovo romanzo e un inedito esperimento narrativo. Federico Moccia ha realizzato un ‘Cantiere delle Storie’ che vedrà entrare in scena 8 aspiranti scrittori nel suo nuovo libro ‘La ragazza di Roma Nord’, in uscita il 5 dicembre per Sem, la casa editrice nata a Milano nel 2017.
“Mi piaceva l’idea di fare un romanzo all’interno del quale ci potessero essere i tanti ipotetici scrittori di tutte le età che ho incontrato nelle numerose presentazioni dei miei libri. Visto che tutti scrivono ho pensato: ‘perchè non dare la possibilità di scrivere qualcosa insieme a me?” ha spiegato Moccia in un incontro.
Il cantiere, partito il 25 luglio scorso, scadrà il 31 ottobre. C’e’ ancora tempo, dunque, per partecipare con testi di massimo 6 mila battute che interagiranno con il personaggio principale del libro raccontando a loro volta una storia. “Sono arrivate tantissime storie di persone che vogliono partecipare a questo romanzo. C’è un limite di battute ma una grande voglia di raccontare. Il criterio con cui verranno scelte sarà molto legato a ciò che raccontano. Mi piace l’idea di poter differenziare, di non avere nessun tipo di condizionamento, ne limite di età e di qualità. Di scegliere quello che è più in linea con un incontro possibile fra il mio protagonista, Simone, e uno degli 8 scrittori” spiega Moccia che sceglierà le storie.
“La vicenda prevede che il protagonista incontri i coautori nella stazione di Santa Maria Novella dove sta cercando una ragazza che ha incontrato casualmente su un treno e vorrebbe rivedere” racconta l’autore di ‘Tre metri sopra il cielo’ che è diventato un film con Riccardo Scamarcio, ha fatto partire il fenomeno dei lucchetti degli innamorati, ma all’inizio non è stato facile pubblicare. “Gli scrittori portano il loro racconto, la loro poesia, la loro scena che può anche essere ispirata o pensata per un film, e gliela leggono all’interno del mio romanzo. A fine ottobre dovremmo tirare fuori gli 8 scrittori che insieme a me racconteranno la storia de ‘La ragazza di Roma Nord'” spiega lo scrittore a cui piace soprattutto “l’idea di trovare dentro ‘La ragazza di Roma nord’ le storie di altri. Penso ci sia uno scambio continuo fra lettori- scrittori e scrittori che diventano lettori”. L’originale esperimento narrativo è legato anche al mondo dei social “che fanno parte della nostra vita, a volte anche in modo troppo invadente. Vedo che tante case editrici prendono proprio chi ha più visibilità sui social e li fanno diventare scrittori.
Questo è un processo inverso. E’ uno scrittore – dice Moccia – che prende persone che hanno qualche possibilità di essere conosciute anche sui social. Ma lo stesso protagonista, Simone, proprio con questo striscione che utilizza nella ricerca disperata di questa ragazza di Roma Nord diventa un fenomeno da social. Credo siano strettamente legati”. Moccia spera che questa operazione “possa essere un traghetto per essere conosciuti, ma soprattutto per avere voglia di continuare a scrivere. Penso che la scrittura sia un’isola felice dove ognuno può raccontare la propria storia staccandosi da una realtà che a volte gli è scomoda o addirittura affrontando in ciò che scrive la realtà che non riesce a risolvere”.

Uomo vitruviano può partire per Parigi, Tar del Veneto respinge ricorsoItalia nostra aveva chiesto l’annullamento del prestito alla Francia

VENEZIA16 ottobre 201918:02

Il Tribunale amministrativo del Veneto ha respinto il ricorso di Italia Nostra contro il prestito alla Francia delle opere di Leonardo, tra cui l’Uomo Vitruviano custodito alle Gallerie dell’Accademia che a questo punto sarà esposto al Louvre. Lo ha stabilito la seconda sezione del Tar, depositando l’ordinanza dopo l’odierna camera di consiglio.Secondo i giudici, che hanno accolto la tesi dell’avvocatura dello Stato, il disegno di Leonardo, “non ha carattere identitario e quindi non è inamovibile”. Il ricorso di Italia nostra, scrivono i giudici, “non presenta sufficienti elementi di fondatezza” e il Mibact non è incompetente perché intervenuto “in un momento in cui le attività istruttorie, concernenti l’individuazione dell’opera oggetto del prestito da parte degli organi competenti, si erano già concluse” e il Memorandum tra i ministeri di Italia e Francia “non costituisce di per sé un vincolo per l’azione amministrativa”.Con “precise cautele”, conclude il Tar, il disegno “può partire”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Morandi torna sull’Isola, ma non mi fanno innamorare
Su Canale 5 3/a serie, arrivano Arca, Chillemi, Murino

16 ottobre 201911:54

– Dolci momenti familiari, tanta umanità, nuovi gialli e anche nuovi intrecci amorosi sull’isola sarda di San Pietro, dove è ambientata la fiction di Canale 5, da venerdì 18 ottobre in prima serata. “Solo per me non c’è niente – ha scherzato il protagonista Gianni Morandi presentando la terza stagione a Milano – Ho anche chiesto allo sceneggiatore ‘ma trova una storia d’amore pure a me, sai che l’amore va avanti anche oltre i 70, ma niente”. Quindi no, neppure in questa serie il pediatra Pietro Sereni, potrà lasciarsi andare ad una storia sentimentale. Ma continuerà ad essere l’amato medico della comunità, alle prese con bimbi da curare, problemi in famiglia (una figlia e due nipoti) e casi da risolvere.”L’unico problema è la resistenza fisica – dice ancora Morandi – Quando questa serie è cominciata avevo tre anni di meno e tre anni dopo i 50 si sentono”. In realtà il cantante da milioni di dischi venduti che a dicembre compirà 75 anni, ha dimostrato una inesauribile energia anche ieri sera mettendosi a suonare la chitarra a conferenza stampa conclusa. Tra poche settimane comincerà una nuova stagione di concerti, proprio mentre l’ultimogenito Pietro, 22 anni, che si sta affermando come cantante rap è in tour. “Una scoperta anche per me – ammette Morandi – Ha fatto tutto da solo, non ha voluto consigli e io ho scoperto un mondo di artisti che non avevo mai sentito, non hanno bisogno di tv e giornali per scalare le classifiche e riempiono i palasport”.
Realizzata da Lux Vide, prodotta da Matilde e Luca Bernabei, ‘L’Isola di Pietro’ si snoderà per 12 puntate (due ancora da registrare). Nel cast entrano due attori molto conosciuti dal pubblico delle fiction. Il primo è Francesco Arca (‘Le tre rose di Eva’, ‘La vita promessa’) nel ruolo del nuovo vicequestore Valerio Ruggeri che prende il posto del precedente, ucciso in una sparatoria. Non saranno facili i rapporti all’inizio con Elena (Chiara Baschetti) la figlia del pediatra, vice commissario e compagna del funzionario morto. L’altra è Francesca Chillemi (‘Che Dio ci aiuti’) Monica, insegnante di educazione fisica nella scuola locale. Terza new entry l’attrice e showgirl Caterina Murino (Teresa, con la quale il pediatra Pietro avrà un’amicizia speciale). Il dramma comincia già dalle prime scene: il medico salva una neonata abbandonata in un cantiere in fiamme. È un momento molto emozionante per Morandi che si commuove ancora ricordando la sua prima figlia morta appena nata nel 1967 proprio la sera di una finalissima di una nota trasmissione canora.

“Ero in coppia con Claudio Villa – racconta – e lui mi disse ‘domani piangerai ma adesso tu vai a cantare'”.

Esce biografia romanzata tenore BarioniEdito da Giraldi dialogo immaginario fra star e giovane artista

FERRARA16 ottobre 201911:45

– Un dialogo immaginario fra un tenore di fama mondiale e un giovane artista: esce per Giraldi Editore ‘L’uva e l’acciaio’ della giornalista Camilla Ghedini, biografia romanzata del tenore ferrarese Daniele Barioni, oggi 89enne. Il volume, già disponibile in librerie e store on line, sarà presentato il 18 ottobre (ore 21) al teatro De Micheli di Copparo, dove l’artista – che tra gli anni ’50 e ’60 calcò decine di volte il palcoscenico del Metropolitan Opera di New York e fu definito da Luciano Pavarotti “tra i tenori di un altro pianeta” – è nato e dove riceverà la cittadinanza onoraria dall’amministrazione comunale.
La narrazione è pensata non tanto e non solo per gli addetti ai lavori, quindi per gli amanti dell’opera, quanto per chi si interroga sul proprio valore e può vedersi riflesso nell’uno o nell’altro personaggio.
Come spiega l’autrice nella prefazione, “ciascuno di noi, che lo riveli o meno, ad un centro punto della propria esistenza si domanda come lo vedono gli altri, cosa rimarrà dopo”. Ghedini, pur mantenendo l’ambientazione a Ferrara, dove Barioni oggi vive, ha lasciato ovattati ambienti, personaggi, nomi, date, “perché si tratta di una storia italiana e internazionale, che potrebbe svolgersi ovunque”.
A confronto sono due mondi, due generazioni, due temperamenti. Tutto si snoda attraverso il concetto di sogno, “che spesso vogliamo raggiungere a costo di smarrirci, intimoriti dall’idea di deludere chi ha proiettato in noi speranze proprie. C’è la famiglia, che può farci volare o castrarci. La casualità. Il coraggio. L’ambizione”. La biografia di Barioni diventa strumento “per riflettere sul concetto di successo, di carriera, che è tale solo se non ci snatura. Un inno alla costanza e alla determinazione, che diventano merito e orgoglio. Valori che oggi vacillano, quasi fossero accessori e non indispensabili”.

Alice nella città e Tff,omaggio a AmelioRestaurati i film La fine del gioco e Il ladro di bambini

TORINO16 ottobre 201912:47

– Alice nella città e Torino Film Festival omaggiano il cinema di Gianni Amelio con due restauri: La fine del gioco (1970) e Il ladro di bambini (1992). Alice nella città ospiterà la proiezione del film La fine del gioco, conservato nell’archivio di Rai Teche con altri capolavori realizzati dai grandi maestri del cinema per la Rai, mentre Torino Film Festival – di cui Amelio è stato direttore – proietterà Il ladro di bambini. Amelio sarà a Torino nei giorni del Tff per presentare il restauro del film.
“La fine del gioco è un film quasi profetico, perché anticipa Il ladro di bambini per il tema del viaggio e della prova fra adulto e adolescente”, sottolineano Fabia Bettini e Gianluca Giannelli, direttori artistici di Alice nella città. “Il ladro di bambini è del 92, anno di tangentopoli: è un film libero, in cui si respira aria. E l’aria che ogni tanto allevia il dolore nei film dell’autore è un prezioso regalo ai suoi personaggi e al pubblico”, osserva Emanuela Martini, direttore del Tff.

Camera, Man Ray e la figura femminileModelle, ma anche artiste, amiche, compagne. Fino al 19 gennaio

TORINO16 ottobre 201919:53

E’ un omaggio a Man Ray e al suo rapporto con l’universo femminile la nuova mostra di Camera – Centro Italiano per la Fotografia a Torino, aperta al pubblico da domani 17 ottobre fino al 19 gennaio 2020. Un percorso inedito che, accanto a Emmanuel Radnitzsky, conosciuto come Man Ray, ritrattista prediletto della Parigi intellettuale e di quella della moda, dà spazio alle donne – artiste, modelle, amiche, compagne – tutte, in modi diversi, a lui legate. Nella mostra ‘WoMan Ray. Le seduzioni della fotografia’ sono esposte – con un bellissimo allestimento – duecento foto realizzate a partire dagli anni Venti a Parigi, dove il fotografo americano divenne artista della stagione dadaista prima e surrealista poi, fino alla morte nel 1976. Lee Miller e Berenice Abbott, muse e assistenti poi diventate due tra le maggiori fotografe del periodo, Dora Maar, Meret Oppenheim, Kiki de Montparnasse, Nusch Eluard, Juliet, la compagna di una vita.
Alla moglie, conosciuta a Hollywood nel 1940 e sposata sei anni dopo, è dedicato il portfolio The Fifty Faces of Juliet: 50 immagini in bianco e nero, spesso ritoccate a mano con pastelli colorati o stampate con innovative tecniche fotografiche, tutte di estrema eleganza e sensualità. Naturalmente non mancano opere leggendarie di Man Ray come Le violon d’Ingres, Noire et blanche, la Priere.
Una mostra unica per la qualità delle fotografie esposte, ma anche per il taglio innovativo nell’accostamento biografico e artistico dei protagonisti. Un grande repertorio di immagini a disposizione del pubblico grazie a istituzioni e gallerie nazionali e internazionali: dallo Csac di Parma all’Asac di Venezia, dal Lee Miller Archive del Sussex al Mast di Bologna alla Fondazione Marconi di Milano. “Come è prassi di Camera abbiamo voluto raccontare un pezzo di storia dell’arte e della fotografia da una prospettiva sorprendente: tutte conoscono Man Ray, i suoi nudi dall’erotismo sensuale, provocatorio e giocoso, ma non altrettanto conosciuta è la storia delle donne che con lui hanno collaborato, vissuto.
litigato, che da lui hanno imparato e a lui hanno insegnato, e che si sono rivelate come protagoniste dell’arte e della fotografia mondiale”, spiega il direttore Walter Guadagnini che ha curato la mostra con Giangavino Pazzola. “Un approccio nuovo a un tema attuale come quello del ruolo della donna all’interno di ogni ambito della società, compreso quello artistico”, sottolinea il presidente Emanuele Chieli. “Camera – osserva l’assessore comunale Francesca Leon – è un punto di riferimento della fotografia, con un’offerta di grande qualità. Più che un museo è un laboratorio culturale”.

The Irishman in sala dal 4 al 6 novembreProiezione evento, in distribuzione dalla Cineteca di Bologna

BOLOGNA16 ottobre 201913:26

– The Irishman di Martin Scorsese sarà nelle sale italiane, come evento, distribuito dalla Cineteca di Bologna, dal 4 al 6 novembre, e, dal 27 novembre, disponibile su Netflix. Nuovo monumentale lavoro con il quale Scorsese torna a raccontare le vicende della mafia americana, The Irishman narra la vicenda di Frank Sheeran, interpretato da Robert De Niro, attorno al quale si raccoglie un super cast che va da Al Pacino a Joe Pesci, passando per Harvey Keitel.
Prodotto da Netflix, The Irishman sarà in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, lunedì 21 ottobre. La Cineteca di Bologna, da anni impegnata nella distribuzione dei classici restaurati e di titoli contemporanei che difficilmente troverebbero in Italia un canale distributivo, rinnova la collaborazione con Netflix – dopo l’esperienza dello scorso anno con ROMA di Alfonso Cuarón – per portare al pubblico italiano il nuovo film di un autore al quale è da tempo legata.

Emma va avanti, il 25/10 il nuovo albumDal titolo Fortuna, concerto speciale il 25 maggio all’Arena

16 ottobre 201913:43

– È “Fortuna” il titolo del nuovo album di inediti di Emma, in uscita venerdì 25 ottobre. La cantante salentina, che qualche giorno fa aveva annunciato uno stop per un problema di salute, non si ferma e va avanti con i suoi progetti. L’album è stato anticipato dal singolo “Io sono bella”, scritto per lei da Vasco Rossi e Gaetano Curreri. Oltre che come interprete, Emma torna a mettersi in gioco anche come autrice di alcuni brani, tra cui la title-track “Fortuna”. “Fortuna” sarà presentato live in concerto per la prima volta il 25 maggio all’Arena di Verona per una data unica e speciale, quella del suo compleanno, in cui festeggerà i suoi primi 10 anni di carriera musicale. Dal giorno della sua uscita, venerdì 25 ottobre, “Fortuna” sarà presentato da Emma al pubblico per la prima volta in un instore live tour nelle principali città italiane.

Cinque nuove date per Morandi a Bologna’Stasera gioco in casa’, in totale 21 spettacoli al teatro Duse

BOLOGNA16 ottobre 201914:06

– Gianni Morandi aggiunge cinque date (4-11-12-25-26 gennaio) alle sedici già programmate dall’1 novembre per il ciclo di concerti in forma acustica che terrà in esclusiva al Teatro Duse, storico palcoscenico nel cuore della sua Bologna. ‘Stasera gioco in casa-Una vita di canzoni’ è il titolo del live in cui ripercorrerà le emozioni della sua vita in musica, dall’esordio ai grandi successi, ma racconterà anche i momenti più importanti della carriera, gli aneddoti più divertenti, gli incontri speciali, le sfide e i sogni. Sul palco sarà accompagnato da Alessandro Magni al piano ed Elia Garutti alla chitarra.
Lo spettacolo di musica e parole cambierà ogni volta e coinvolgerà gli spettatori che, nella seconda parte della serata, potranno chiedergli di cantare i brani che più amano, scegliendo da un repertorio di oltre 600 canzoni. “Sono felice e anche un po’ sorpreso per tanto entusiasmo”, commenta Morandi, che vorrebbe portare sul palco pure un brano inedito: “ci sto lavorando e spero di riuscirci”.

La collezione Thannhauser a MilanoA Palazzo Reale, da Van Gogh a Picasso da 17/10 a 1/03/2020

MILANO16 ottobre 201914:34

– Il Guggenheim Museum di New York arriva a Milano con la mostra “Guggenheim. La collezione Thannhauser. Da Van Gogh a Picasso”, che sarà inaugurata domani (fino al 1 marzo 2020) nella sale di Palazzo Reale.
È un vortice, una vertigine tra i capisaldi dell’arte: da Van Gogh a Cezanne, da Gauguin e Manet; Renoir e il Degas scultore, Picasso, Rousseau, Klee e Kandinsky, Marc, Matisse, sono solo alcuni dei protagonisti che raccontano non solo la storia dell’arte ma anche una storia famigliare e di collezionismo come quella della famiglia Thannhauser, anche attraverso foto private, carte clienti, autentiche per le opere, registri di gallerie.
La mostra, curata da Megan Fontanella, si inserisce nel filone espositivo dei ‘musei nel mondo a Palazzo Reale’ e a 70 anni da quella sulla collezione di Peggy Guggenheim porta le 48 opere del tesoro del mercante e collezionista tedesco per la prima volta in Italia, dopo il tour in Europa al Guggenheim di Bilbao e all’Hotel de Caumont di Aix-en-provence.

Le Twin Bottles di Xhixha e Jack BragliaSculture in acciaio dal cuore ambientalista a Giardino Triennale

16 ottobre 201915:04

– Dopo il successo dell’installazione sul Canal Grande a Venezia, la scorsa estate, le due grandi sculture metalliche dal cuore ambientalista, The Twin Bottles: Message in a Bottle, realizzate dallo scultore Helidon Xhixha e dal fotografo Giacomo “Jack” Braglia, arrivano dal 16 ottobre al 15 dicembre 2019 nel Giardino della Triennale di Milano, Palazzo dell’Arte.
Le opere, due bottiglie galleggianti (4×1 metri e 3,5 x 1,3 metri) continuano così il loro viaggio per sensibilizzare il pubblico con un messaggio ambizioso e provocatorio sul tema dell’inquinamento dei mari del mondo per la dispersione della plastica. Un messaggio che trova forma grazie alla fusione delle tecniche artistiche dei due autori: plasmare l’acciaio e la fotografia 3D. “Le nostre opere vogliono far riflettere su uno dei problemi ambientali più gravi dei nostri giorni – spiegano i due artisti – un compito che oggi più che mai spetta all’arte, chiamata ad esercitare ancora una volta la sua funzione sociale”. Famoso per la capacità di lavorare l’acciaio inossidabile tramutandolo in opere monumentali, Helidon Xhixha ha modellato la sua bottiglia galleggiante, lunga 4 metri per 100×100 cm, donandole una superficie lucida di un’elegante bellezza interrotta da uno schiacciamento nella parte centrale, richiamo simbolico al pericolo della trasparenza dei mari messa a rischio dall’uso improprio delle plastiche. La riflessione trova enfasi nella seconda bottiglia in acciaio, lunga invece 3.5 metri per 130×130 cm, rivestita da Giacomo “Jack” Braglia. Le sue fotografie che ritraggono il fenomeno dell’inquinamento, con l’intento di sensibilizzare le persone ad un uso più consapevole e limitato della plastica, sono state esposte anche al Padiglione della Siria e alla Biennale Arte di Venezia.
The Twin Bottles: Message in a Bottle è un progetto promosso da Helsinn Healthcare SA, Aimoroom Concept, Visitas, in collaborazione con Lifegate.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Baby2, gli alberghi la nuova arena
Dal 18 ottobre su Netflix la seconda stagione della serie

16 ottobre 201915:51

– “L’arena della nuova stagione sono gli alberghi”. Parola di Andrea De Sica che torna dietro la macchina da presa, questa volta affiancato da Letizia Lamartire, di Baby dopo il successo della prima stagione della serie italiana targata Netflix prodotta da Fabula Pictures che debutterà sul colosso streaming in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo, il prossimo 18 ottobre. I protagonisti Benedetta Porcaroli (Chiara), Alice Pagani (Ludovica), Riccardo Mandolini (Damiano), Brando Pacitto (Fabio), Mirko Trovato (Brando). Con Isabella Ferrari, Claudia Pandolfi, Tommaso Ragno, Thomas Tabacchi, Max Tortora, Galatea Ranzi, Massimo Poggi e altri attori italiani, Baby racconta una storia di formazione che esplora le vite segrete di alcuni adolescenti di un liceo che nella nuova serie volge alla fine. I protagonisti si trovano dunque a porsi interrogativi, compiere scelte. La serie è stata creata dai Grams, un nuovo collettivo di scrittori composto da cinque giovani autori

Al Maxxi l’uomo tra sacro e inquietudineTre nuovi progetti allestiti, anche focus su Enzo Cucchi

16 ottobre 201919:18

C’è sempre l’uomo, con la tensione verso il sacro, l’inquietudine nei confronti dell’ignoto e il desiderio di andare oltre se stesso, al centro dei tre nuovi progetti che dal 17 ottobre prendono vita al Maxxi, la mostra “della materia spirituale dell’arte”, il focus su Enzo Cucchi e il nuovo allestimento della collezione museale, tutti legati dalla comune riflessione sul senso dell’esistenza nella continua dialettica tra storia e attualità. Fino all’8 marzo è allestita la collettiva “della materia spirituale dell’arte”, a cura di Bartolomeo Pietromarchi, che riunisce le opere di 19 artisti contemporanei relazionandole con 17 reperti archeologici etruschi, romani e di produzione laziale, provenienti dai Musei Vaticani, dal Museo Nazionale Romano, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e dai Musei Capitolini. Un percorso denso di suggestioni, che si interroga sulla sacralità, sui simboli, su ciò che è incomprensibile in un’epoca dominata dalla supremazia della macchina, ma anche su quali siano le assonanze e le differenze tra la sensibilità antica (i reperti risalgono a un periodo compreso tra l’VIII secolo a.C. e la fine del IV secolo d.C., ossia delle origini di Roma al momento in cui il Cristianesimo diviene religione di Stato) e quella del pensiero artistico contemporaneo. Partendo dalla materia e dalle singole, specifiche identità degli artisti, la collettiva allarga lo sguardo per includere la riflessione su mito, metafora, rito, oracolo, parole oggi forse desuete, ma ancora dense di significato: dall’armonia geometrica e metafisica di Remo Salvatori con il suo “Alfabeto” metallico all’arte partecipativa di Yoko Ono con “Add a color (Refugee Boat)”, dalle mani in preghiera di Shirin Neshat alla riflessione sul tempo di Elisabetta Di Maggio con i vecchi francobolli di “Greetings from Venice”, il percorso si rivela sorprendentemente ricco di spunti, tra corpo e anima, razionale e irrazionale. La mostra è stata fortemente voluta da Giovanna Melandri, presidente Fondazione Maxxi, che la definisce un vero “progetto di ricerca che contribuisce ad ampliare i confini di indagine del museo: in un mondo in cui parliamo di post-umano adesso ci interroghiamo su un’altra intelligenza, non artificiale ma spirituale”, ricordando anche che l’idea è nata “da una conversazione avuta 4 anni fa con Lea Mattarella, a cui la mostra è dedicata”. Come in una sorta di continuità si pone il focus su Enzo Cucchi (presente anche nella collettiva, con “Idoli e scopritori del fuoco”): nel progetto, allestito fino al 19 gennaio e a cura di Eleonora Farina, l’artista è protagonista con un’unica opera, una scultura in marmo, che ritrae un putto, al cui alluce appare aggrappato uno scorpione. Qui il gesto di Cucchi rielabora l’immagine classica del bambino nudo (che con i pugni chiusi sugli occhi mima il gesto del cannocchiale per “chiarire” la visione) in chiave contemporanea, mescolando arte e mito, sogno e mistero. La stessa tensione verso la dimensione spirituale, nella volontà di provare a decifrare le complesse sfide del presente, si ritrova infine, come a chiudere un cerchio, anche nel nuovo allestimento al centro della Galleria 1, che presenta opere di Stefano Arienti, Gregorio Botta, Paolo Canevari, Joan Jonas, Luca Nostri, Eduardo Stupía e un omaggio a Cristiano Toraldo di Francia. Ancora una volta il Maxxi vuole porsi nella città come centro culturale e laboratorio di idee, nella convinzione che proprio dall’arte possano venire opportunità per affrontare le sfide del presente. Una sorta di avamposto del futuro, come dimostra anche la partnership siglata dal museo con Inwit, leader per le infrastrutture della telefonia mobile: da oggi infatti il Maxxi è la prima struttura museale italiana ad avere l’impianto DAS (Distributed Antenna System), un sistema di micro antenne a bassa emissione collocate nelle sale espositive e negli spazi ricettivi che non solo migliorerà il servizio di telefonia mobile dei vari operatori ma renderà nel prossimo futuro il museo “5G ready”, predisposto cioè per servizi come realtà aumentata e guide virtuali, per interagire con le opere e con gli artisti e approfondire l’esperienza di visita

A Palazzo Pitti monografica su Neo RauchEsposte 37 tele artista tedesco realizzate tra 2008 e 2019

FIRENZE16 ottobre 201916:31

– Si apre, a Firenze, la prima retrospettiva italiana dedicata al pittore tedesco Neo Rauch: fino al 12/1 le sue opere saranno in mostra a Palazzo Pitti, nell’Andito degli Angiolini. Il percorso espositivo si articola intorno a 37 tele di svariate dimensioni realizzate da Rauch tra il 2008 e il 2019, alcune delle quali realizzate proprio per gli spazi della reggia medicea di Firenze. “Quando sono stato per la prima volta in queste sale di Palazzo Pitti mi sono sentito subito a mio agio – ha detto Rauch – hanno un carattere intimo come si conviene a un appartamento di un palazzo. Qui lo spazio contribuisce alla pittura, lo spazio è esso stesso una pittura”.
“Neo Rauch – ha detto il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – è uno dei più influenti artisti tedeschi viventi ed oggi gli Uffizi sono fieri per due motivi: di essere il primo museo italiano a ospitare una rassegna monografica a lui dedicata e poi perché abbiamo l’onore di accogliere opere concepite proprio per gli spazi di Palazzo Pitti”.

Tar respinge ricorso Uomo vitrivianoItalia nostra aveva chiesto annullamento prestito a Francia

VENEZIA16 ottobre 201916:56

– Il Tribunale amministrativo del Veneto ha respinto il ricorso di Italia Nostra contro il prestito alla Francia delle opere di Leonardo, tra cui l’Uomo Vitruviano custodito alle Gallerie dell’Accademia che a questo punto sarà esposto al Louvre. Lo ha stabilito la seconda sezione del Tar, depositando l’ordinanza dopo l’odierna camera di consiglio. Secondo i giudici, che hanno accolto la tesi dell’avvocatura dello Stato, il disegno di Leonardo, “non ha carattere identitario e quindi non è inamovibile”. Il ricorso di Italia nostra, scrivono i giudici, “non presenta sufficienti elementi di fondatezza” e il Mibact non è incompetente perché intervenuto “in un momento in cui le attività istruttorie, concernenti l’individuazione dell’opera oggetto del prestito da parte degli organi competenti, si erano già concluse” e il Memorandum tra i ministeri di Italia e Francia “non costituisce di per sé un vincolo per l’azione amministrativa”. Con “precise cautele”, conclude il Tar, il disegno “può partire”. (notizia, quest’ultima, nuovamente riportata).

Cinema, in Piemonte Sandhal gira TigerStoria di una giovane promessa del calcio che arriva in Italia

TORINO16 ottobre 201917:30

– Sono in corso in Piemonte le riprese del film Tigers diretto dallo svedese Ronnie Sandahl, regista di Underdog. E’ la storia di una giovane promessa del calcio svedese che a 16 anni arriva in Italia per militare nelle giovanili di un grande club di Serie A.
Quasi interamente realizzato in Piemonte, tra Torino e Pinerolo, il film si basa sulla storia vera raccontata nel romanzo autobiografico ‘In the shadow of San Siro’, scritto nel 2007 da Martin Bengtsson. Il risultato è un viaggio dietro le quinte del mondo del calcio visto attraverso gli occhi di un giovane talentuoso e fragile, che ha di fronte a sé l’occasione della vita e presto inizia a fare i conti con le difficoltà.
“Il progetto – afferma il presidente di Film Commission Torino Piemonte, Paolo Damilano – porta in città una produzione internazionale con ottime credenziali e coinvolge svariate figure professionali piemontesi, più del 40% dell’intera troupe”.

Racconigi, restaurato fregio PalagianoE’ capolavoro neoclassico. Intervento grazie Fondazione Crt

ORINO16 ottobre 201917:31

– Torna a splendere il monumentale fregio Palagiano del Castello di Racconigi, imponente struttura in gesso che è stata collocata in un corridoio a più teche lungo 40 metri. Capolavoro della scultura italiana neoclassica, raffigura ‘Il trionfo del console Lucio Paolo Emilio sul re Perseo’. E’ stato restaurato grazie alla Fondazione Crt, principale sostenitore privato della residenza sabauda, in collaborazione con l’Associazione Amici del Real Castello di Racconigi e la Fondazione Crc. Sarà inaugurato sabato.
Il gesso, composto di 34 lastre e ideato da Pelagio Palagi sui modelli di Antonio Canova, è stato realizzato intorno al 1840 dallo scultore genovese Giuseppe Gaggini, impegnato nei lavori di ridecorazione delle residenze sabaude. Rappresenta un corteo di 150 figure umane, cavalli, buoi e carri che trasportano un ricco bottino di guerra.
Le teche sono state realizzate nei laboratori veneziani di Ottart, azienda che ha realizzato lo scrigno hi-tech dell’Autoritratto di Leonardo.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Esce The Beatles: The Singles CollectionIl 22 novembre arriva cofanetto con 23 singoli in vinile

16 ottobre 201917:59

– Dal 1962 al 1970, i Beatles pubblicarono 22 singoli nel Regno Unito; di quei 44 brani – fra lati A e B – 29 non sono mai stati inclusi negli album usciti in Gran Bretagna. Questi singoli, insieme al doppio Lato A di “Free As A Bird” e “Real Love” (pubblicati a metà degli anni Novanta), vengono ora resi pubblicati, con una nuova masterizzazione dai nastri originali mono e stereo di Sean Magee realizzata agli Abbey Road Studios, in un cofanetto in edizione limitata. “The Beatles: The Singles Collection” contiene 23 singoli in vinile da 7” (46 brani in totale), in custodie che riproducono la copertina di una delle edizioni internazionali dell’epoca, accompagnate da un libro di 40 pagine con foto e saggi di Kevin Howlett, storico dei Beatles. Il cofanetto uscirà il 22 novembre per Apple Corps Ltd./Universal Music.
The Singles Collection offre una visione affascinante del processo creativo di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr attraverso la loro relativamente breve carriera insieme.

Vikander e Seydoux posano per VuittonLe due attrici protagoniste nuova campagna dedicata alle borse

16 ottobre 201917:59

– Le attrici Alicia Vikander e Léa Seydoux sono le protagoniste della seconda parte della campagna Leathergoods della Louis Vuitton, dedicata alle borse della linea “New Classic” della maison. Sullo sfondo di un cielo californiano color blu brillante, Craig McDean ha fotografa le due attrici in pose che trasmettono forza e grazia femminili. Al braccio le iconiche borse: Alicia Vikander con Capucines e Twist, Léa Seydoux con Dauphine e Capucines.

Nicki Minaj firma una capsule per FendiIl logo diventa stampa in fucsia e argento per donna, uomo, kids

16 ottobre 201918:11

– La cantante rapper Nicki Minaj ha realizzato una capsule collection, per Fendi, dedicata al guardaroba di tutta la famiglia, donna, uomo e bambino.
L’artista, considerata un’icona fashion grazie al suo stile audace e sexy, ha lavorato con Silvia Venturini Fendi e il team di design per creare una collezione da inserire come nuovo capitolo della FF Series, dedicata dunque al logo della maison romana.
L’ispirazione futuristica della rapper incontra il glamour di lusso del marchio in questa capsule dal titolo evocativo, Fendi Prints On, dove l’iconico logo FF all-over si combina con superfici metalliche e con ricche texture. Accostando silhouette over e molto aderenti, la linea fonde capi realizzati tramite preziose tecniche artigianali con outfit per il tempo libero.
Una cascata di paillettes è ricamata su un abito in tulle, mentre una giacca a vento maxi in organza di nylon reca stampati i motivi del logo. Piumini e cappotti oversize sono reversibili, un bomber in visone e montone rivela maniche a maglia.

Paolo Fresu, il 18 ottobre esce NormaIncrocio tra le partiture di Bellini e il mondo del jazz

16 ottobre 201918:25

– Paolo Fresu pubblica con l’Orchestra Jazz del Mediterraneo e Paolo Silvestri l’album Norma (Tǔk Music). L’album è atteso per il 18 ottobre.
Un incrocio tra le partiture del capolavoro operistico della Norma di Vincenzo Bellini con il mondo del jazz, nel senso più vero dell’interpretazione e del libero adattamento.
“È semplicemente la rivisitazione, in versione strumentale dove la tromba prende il posto della voce, di alcune delle bellissime arie della Norma di Bellini, prodotta proprio a Catania e respirata nel contemporaneo grazie alla magistrale penna di Paolo Silvestri”, spiega Fresu che proprio per queste considerazioni ha scelto di inserire questo lavoro nella sotto-etichetta della sua Tǔk dedicata alla voce. Il suono di una tromba al posto della voce di Maria Callas, sublime e inarrivabile interprete della partitura del musicista di Catania. Il capolavoro di Bellini è stato “ripensato” secondo i canoni stilistici della musica jazz grazie all’Orchestra Jazz del Mediterraneo e la tromba di Fresu.

Festa Roma: Mario Mieli, omosessuale dimenticatoIn pre apertura ‘Gli anni amari’ di Andrea Adriatico

16 ottobre 201919:33

Chi era mai Mario Mieli? “Una Maria che ti sarà amica tutta la vita”. Così oggi, alla Casa del cinema, Nicola Di Benedetto sintetizza il personaggio da lui interpretato in ‘Gli anni amari’ di Andrea Adriatico, biopic che ripercorre vita e luoghi di Mario Mieli, tra i fondatori del movimento omosessuale italiano nei primi anni ’70 e autore del saggio ‘Elementi di critica omosessuale’ pubblicato in quegli anni da Einaudi. Il film, pre apertura della 14/ma edizione della Festa del Cinema di Roma che parte domani, racconta – spiega il regista – “l’attraversamento di un’epoca, di quei vitali, difficili, creativi, dolorosi e rimossi anni ’70 ed è anche la necessaria rievocazione di un movimento per i diritti, come quello omosessuale, che doveva inventare forme nuove per farsi riconoscere. Infine – continua Adriatico – è soprattutto il ritratto di un ragazzo la cui genialità, la cui libertà interiore e la cui gioia di vivere erano troppo intense per il mondo che lo circondava”.
Nato nel 1952 a Milano e morto suicida nel 1983, prima dei trentun anni, Mario fu attivista, intellettuale, scrittore, performer, provocatore, ma soprattutto innovatore. Figlio di ricchi borghesi e penultimo di sette, visse un complicato rapporto con il padre Walter (Antonio Catania) e la madre Liderica (Sandra Ceccarelli).
Nel film, prodotto da Cinemare con Rai Cinema in collaborazione con Pavarotti International 23, si parte dall’adolescenza al liceo classico Giuseppe Parini di Milano, per poi passare alla sfrenata vita notturna, quando ancora omosessualità era sinonimo di disturbo mentale. C’è poi Il formativo viaggio a Londra e l’incontro con l’attivismo inglese del Gay Liberation Front, il ritorno in patria e l’adesione al Fuori!, prima associazione del movimento di liberazione omosessuale italiano, la fondazione dei “Collettivi Omosessuali Milanesi” e la pubblicazione del saggio Elementi di critica omosessuale. Intorno alla figura di Mario gravitano nomi chiave di quell’epoca: Corrado Levi (architetto, docente, artista), Piero Fassoni (pittore), Ivan Cattaneo, Angelo Pezzana (fondatore de il “Fuori!”), Fernanda Pivano, Milo De Angelis (poeta), Francesco Siniscalchi (il massone che denunciò Licio Gelli e la P2) e Umberto Pasti (Tobia De Angelis) futuro scrittore e suo grande amore.
“Mieli era un genio – sottolinea Adriatico, regista teatrale e cinematografico, giornalista professionista e architetto – , che ci ha sedotto, come faceva con tutti quelli con cui entrava in relazione. Ma era anche un ragazzo immerso in una profonda solitudine, quella in cui aveva costruito la sua bolla di sopravvivenza e in cui era relegato da chi lo considerava troppo snob o troppo scomodo; la solitudine di chi ha imparato a farcela da solo per sopravvivere a dispetto di tutto e tutti, e in cui si è ritrovato per l’ennesima volta quel giorno di marzo dell’83 in cui, a soli 30 anni, decise di togliersi la vita. Gli anni amari sono tutto questo – conclude -. Sono gli anni in cui tutto sembrava possibile e non lo era, gli anni lontanissimi del nostro passato recente, quelli di un ragazzo che ha vissuto – con la sua aliena dolcezza – l’amarezza di un’esistenza simile a quella di nessun altro. Si chiamava Mario. O, se preferite, Maria”.

S. Cecilia, Kissin con LisztIl pianista russo con Pappano nel Concerto n. 2 a Santa Cecilia

16 ottobre 201919:46

– “Per me conta solo la qualità artistica”. Il grande pianista russo Evgeny Kissin parla del Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra di Franz Liszt che giovedi 17 ottobre alle 19:30 lo vedrà protagonista, diretto da Antonio Pappano, del secondo appuntamento della Stagione Sinfonica dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Un’ opera particolare del compositore ungherese, completata nel 1861, in cui il pianoforte da un lato si contrappone all’ orchestra, dall’ altro tende ad integrarsi nel tessuto sinfonico. “Ho sempre suonato repertorio virtuoso – dice -. A 20 anni ho suonato gli Studi Trascendentali di Liszt e già da teen ager la Rapsodia Ungherese e Spagnola. Ho eseguito molte volte il Concerto n. 1, che per anni non ho amato. Ho voluto affrontare questi due concerti prima di diventare troppo vecchio. Ho ancora abbastanza forza fisica per farlo”.

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Flaiano giornalista e gli italiani
articoli 1941-1972 per scoprire l’oggi nelle analisi di ieri

14 ottobre 2019 09:58

– ENNIO FLAIANO, ”L’OCCHIALE INDISCRETO” (ADELPHI, pp. 280 – 15,00 euro).
”Quei discorsi erano contro ogni logica e ogni verità, ma apodittici, pieni di invettive e di fumosa oratoria.
Sollecitavano il becero e l’intollerante che sonnecchiano in troppi italiani: quegli stessi che oggi danno ai partiti la colpa della nostra situazione, dimenticando quel che c’è stato prima”: parole non di oggi, ma scritte nel gennaio 1945 sul ‘Risorgimento liberale’ a proposito dei discorsi di Mussolini da uno scrittore e giornalista trentenne, capace di cogliere quei caratteri fondamentali e quel senso non effimero delle cose.
Eppure Ennio Flaiano (1910-1972), intellettuale finissimo e scrittore di qualità, essendo anche uomo di notevole spirito e ironia per molti oggi è solo il creatore citato di continuo di tante battute o definizioni fulminanti (molte per di più apocrife) in cui si sintetizzano spesso caratteri e difetti nostri e del nostro paese. Insomma passa più o meno per un freddurista, mentre è un moralista che dietro un occhio ironico spesso fulminante, rivela un consapevole e dolente pessimismo, un amaro disincanto nella coscienza dell’assurdità e la vanità del mondo d’oggi sapendolo vedere in quel quotidiano che è specifico della scrittura giornalistica. Per capire allora chi sia stato davvero basta leggere la raccolta di articoli che dalle cronache del 1941 arrivano ai pezzi di costume primi anni ’70 in cui ritroviamo, grazie al suo ‘occhiale indiscreto’ (titolo della sua rubrica sul Secolo d’Italia del 1945 e ora di questo volume a cura di Anna Longoni) il mettersi a fuoco proprio di quei caratteri e difetti, ma in pezzi articolati, in riflessioni intelligenti, anche quando c’è lo sberleffo leggero e feroce assieme o il sorriso sotto i baffi (che Flaiano del resto portava). E poi c’è la poesia e il dolore esistenziale e non solo dei suoi libri di narrativa e teatro.
In tutti questi articoli, usciti su diverse testate, da quando c’era ancora la guerra, quel che colpisce è appunto che ci parlano e spesso parlano di noi con chiarezza ancora oggi,proprio per quella capacità di Flaiano di cogliere il senso profondo delle cose, così da poter scrivere quando una simile riflessione pareva quasi inaudita qualcosa che oggi ci appare contemporanea e assodata, ovvero che il fascismo per gli italiani ”è una malattia del sangue, sottile, antica, che colpisce anche le migliori famiglie”, che è bene ricordarci quando si cita come una battuta la sua celebre e cinica affermazione ”In Italia i fascisti si dividono in due: fascisti e antifascisti”. C’è quindi in queste pagine un ritratto dell’Italia e degli italiani negli anni Quaranta, tra guerra e dopoguerra, e poi dei primi anni Settanta, oramai in pieno boom economico (la grande crisi del 1973 sarebbe arrivata quando Flaiano era oramai da poco scomparso). Si comincia dagli Uomini poveri sulle strade della guerra che ”quando l’autocolonna è passata, sono un poco più impolverati di prima. E questo è tutto”, si passa per il racconto di un ex imboscato e vile che gli ”batte una mano sulla spalla, dicendo: Finalmente si respira. Quel che mi consola è che la mia libertà è diversa dalla sua”, e si arriva a riflessioni sulla parità uomo-donna, che si concludono con l’ironia che fotografa la realtà vera: ”Sicché può dirsi che la donna trova la sua realizzazione non nel matrimonio o nella maternità, ma nella vedovanza; quando cominci a vivere la sua vita, in modo maschile, cioè libero e fantastico”.
Articoli e pagine ricchi di vere e proprie chicche che ognuno scoprirà leggendo (”Dall’inizio del secolo i critici italiani si sono sempre battuti per un teatro stabile; nessuno si è invece mai preoccupato di un pubblico stabile”), tra cui è facile identificare quello che pare quasi un godibilissimo capitolo a parte, esemplare del benessere raggiunto, composto dai pezzi che riguardano il boom e l’invasione dell’automobile: si va dalla curva che ”per l’automobilista è un’insidia che nasconde la pattuglia della stradale… e che va percorsa in modo da fra stridere i pneumatici sull’asfalto” sino a uno swiftiano ”Manifesto del pedone” all’inizio del quale si dice come sia ”chiaro che col tempo gli automobilisti dovranno essere eliminati” e si descrive il percorso e i vari passaggi cruenti per arrivare a tale risultato.

Vanzina, non abbiamo più cinema popolareTerni pop film fest gli ha conferito premio alla carriera

TERNI14 ottobre 201914:34

Masterclass e premio alla carriera per Enrico Vanzina nella giornata finale della seconda edizione del Terni pop film fest, festival del cinema popolare, concluso domenica al Cityplex Politeama. “Ormai i produttori fanno i film con i soldi degli altri. Anche per questo non abbiamo più il cinema popolare” ha affermato il regista e sceneggiatore durante l’affollata masterclass, dal titolo Viaggio nella storia del cinema popolare.
Nell’incontro Vanzina ha sottolineato come “negli ultimi 15 anni non abbiamo più una rappresentazione di questo Paese attraverso i giovani”. “I giovani – ha aggiunto – si sono molto allontanati dal cinema. Non solo sono diffidenti nell’andare in sala ma anche nel raccontare il cinema. Si sta creando un enorme vuoto generazionale che non riusciamo a riempire in nessun modo.
Un cinema così diventa formalista, sparisce. Questa è davvero una cosa drammatica”.

Cavalli ricoverato in ospedale a MilanoPost su FB foto con fidanzata, “niente di male ma sono nervoso”

14 ottobre 201914:34

“Sono all’ospedale di Milano, niente di male, ma sono comunque nervoso, sono solo molto fortunato ad avere vicino a me la mia adorabile Sandra e i miei angeli Cristiana e Rachele. Ora mi aspetto molte belle parole da tutte le persone che mi amano in tutto il mondo e ho dimenticato di inviare milioni di baci a tutti i miei più cari amici, questa è la mia più grande ricchezza”.
E’ quanto ha scritto il 13 ottobre in un post sulla sua pagina Facebook lo stilista Roberto Cavalli, classe 1940, per informare i suoi amici del suo stato di salute e del ricovero.
Nella foto postata, Cavalli mostra in primo piano di avere un tubo medicale nelle narici. Si stringe a lui la giovane fidanzata, Sandra Nilsson, ex coniglietta di Playboy, che fa coppia fissa con lo stilista fiorentino da qualche anno.
Cristiana e Rachele sono le figlie di Cavalli.

Fiera ‘Musica Antiquaria’ torna a CesenaIl 19 e 20 ottobre, ospiti i violinisti Saccon e Lawson

CESENA14 ottobre 201914:23

– Dopo una pausa di un anno, torna a Cesena Fiera il 19 e 20 ottobre ‘Musica Antiquaria’, l’unica fiera in Italia completamente dedicata all’antiquariato di settore: una due giorni in cui alla proposta espositiva e commerciale di pregio si affiancherà un ricco programma di eventi e momenti di ascolto dal vivo. Ospiti della manifestazione i violinisti di fama internazionale Christian Josef Saccon, docente al conservatorio di Torino, ed Eliot Lawson, musicista e compositore.
Protagonisti sono liutai restauratori, commercianti di alta liuteria e di strumenti musicali di vario tipo, scuole di musica e conservatori, librerie specializzate.
Musicisti e allievi avranno la possibilità di provare a cimentarsi con preziosi strumenti d’epoca messi a disposizione dagli espositori. Inoltre durante la manifestazione sarà possibile usufruire, per chi possiede uno strumento a corda ma non ne conosce il valore, di una perizia del maestro Artemio Versari, collezionista e direttore artistico della fiera.

Trovata morta la popstar coreana Sulli, 25 anni. In passato vittima di cyber-bullismoDeceduta in casa. Vittima in passato di cyber-bullismo

15 ottobre 201911:43

La stella del pop sudcoreano Sulli è stata trovata morta nella sua casa a sud di Seoul. 25 anni, membro della band al femminile “f (x)” era nota anche come attrice (Persona su Netflix il suo ultimo lavoro). Il suo nome vero è Choi Jin-ri e la polizia indaga sulle cause. La giovane non rispondeva alle telefonate del suo agente che ha poi avvisato le autorità. Secondo i media locali potrebbe trattarsi di suicidio. Sulli è stata vittima in passato di cyber-bullismo e sono in molti, nei commenti social, a collegare la sua morte a questa esperienza. Ed era attesa nel programma tv ‘The Night of Hate Comments’ in cui vengono invitate star e celebrità che hanno subito cyber bullismo per parlare delle loro vicende. “La morte di Sulli non dovrebbe essere segnalata come un suicidio ma un omicidio”, ha twittato un fan, aggiungendo che la pop star “è stata attaccata costantemente”.

L’ensemble Zipangu per artisti ShoahIl concerto il 17 ottobre all’auditorium Mast di Bologna

BOLOGNA14 ottobre 201915:04

– Giunto alla quinta edizione, il progetto Terezin 17/10 torna per ricordare i 1390 artisti imprigionati nel ghetto nazista di quella che una volta era la Cecoslovacchia e poi uccisi il 17 ottobre 1944 a Birkenau. Il 17 ottobre alle 18.30 all’Auditorium Mast di Bologna (via Speranza 42) l’Ensemble Zipangu diretto da Fabio Sperandio renderà omaggio a tutti quei musicisti, artisti, poeti, letterati che la macchina nazista aveva concentrato in un unico luogo, concedendo loro una surreale libertà di pensiero e di azione. Terezin 17/10 vivifica l’eredità artistica e morale di questi artisti, dedicando loro ogni anno una settimana, intorno al 17 ottobre, ridando voce a quelle musiche abbandonate, e creando una rete tra musicisti, istituzioni, organizzazioni culturali, semplici appassionati, che possa interrogarsi regolarmente su questo enorme lascito musicale e filosofico.

Mostre, World Press Photo al MANNFino all’11 novembre i 144 scatti finalisti a Napoli

NAPOLI14 ottobre 201915:37

– Il grande fotogiornalismo incontra l’arte classica: e’ il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ad ospitare ‘World Press Photo Exhibition 2019’ che porta in cento città e più di 45 Paesi le opere finaliste da tutto il mondo. Nell’atrio del MANN apre il percorso di 144 foto la ‘Photo of The Year 2019’: ‘Crying Girl on the Border’ di John Moore (Getty Image), immagine di una bambina honduregna di due anni che piange disperatamente mentre sua madre viene perquisita da un agente della polizia di frontiera americana al confine con il Messico. ”Guerre, violenza, migrazioni, ma anche bellezza e solidarietà, sfide con la natura, popoli in cammino, dimostrano che la storia umana si ripete, letta oggi attraverso la potente fotografia di cronaca così come ieri raffigurata in dipinti, mosaici, affreschi. Diamo quindi il benvenuto a questa straordinaria mostra e ai suoi protagonisti” dichiara il Direttore dell’Archeologico, Paolo Giulierini.

Lucarelli lascia Bottega FinzioniDa lui fondata quasi 10 anni fa, ‘idee differenti sul futuro’

BOLOGNA14 ottobre 201915:44

– Carlo Lucarelli lascia Bottega Finzioni, la scuola di scrittura e sceneggiatura di Bologna da lui fondata quasi 10 anni fa. Insieme a lui escono anche Beatrice Renzi, co-direttrice fin dall’inizio e lo scrittore Giampiero Rigosi, che con Lucarelli contribuì a creare la scuola. “La scelta condivisa anche dai soci restanti – si legge sul sito di Bottega Finzioni – tra i quali il direttore, Michele Cogo, nasce da diverse visioni sullo sviluppo della scuola”.
Per il giallista e autore della serie tv ‘L’ispettore Coliandro’ “è stata una esperienza bellissima, ma avevamo idee differenti sul futuro della scuola. Alcuni di noi si sono chiesti dove stavamo andando – ha spiegato Lucarelli – e cosa fare domani, altri avevano idee diverse sulla didattica, sulle scelte e sull’organizzazione. Ce ne siamo andati senza sbattere la porta”, ha aggiunto, augurando il meglio agli ex compagni di viaggio. “La società si presenterà nelle prossime settimane – si legge ancora sul sito di Bottega Finzioni – con nuove iniziative e una nuova struttura”.

Opera Roma omaggia Elisabetta TerabustAbbagnato commossa, attesa invano Raggi bloccata in Campidoglio

14 ottobre 201915:46

– Non è riuscita a trattenere le lacrime Eleonora Abbagnato, direttrice del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, inaugurando il 13 ottobre al fianco del sovrintendente Carlo Fuortes la Sala intitolata a Elisabetta Terabust (ex sala ballo A), grande ballerina scomparsa nel 2018.
All’inaugurazione avrebbe dovuto essere presente anche la sindaca Virginia Raggi che, dopo un’attesa di oltre un’ora, ha dato infine forfait perché bloccata in Campidoglio. “Mi emoziona ricordare Elisabetta perché lei era come me, dura ma generosa e amava la danza sopra ogni cosa. Mi ha seguito nei primi anni qui a Roma, mi diceva che non sarebbe stato facile e aveva ragione”, ha detto la direttrice Abbagnato, che ha confermato di aver superato tutti i recenti dissidi con la compagnia capitolina. Nel corso della mattinata è stato presentato anche il balletto Don Chisciotte con la coreografia di Laurent Hilaire, ispirata alla versione di Mikhail Baryshnikov, che sarà in scena al Costanzi dal 15 al 20 ottobre.

Alla Scala un Giulio Cesare da filmDe Niese sostituisce Bartoli. Pereira, da restar a bocca aperta

14 ottobre 201920:24

Debutterà il 18 ottobre alla Scala Giulio Cesare in Egitto di Haendel e non era scontato. Lo scorso giugno infatti Cecilia Bartoli – superstar per cui il teatro aveva concepito un progetto in tre opere dedicato al compositore barocco per eccellenza – si era chiamata fuori in polemica con la decisione di non confermare come sovrintendente Alexander Pereira.
Ma Pereira, che da dicembre guiderà il Maggio Fiorentino, ha trovato una sostituta di pregio, Danielle De Niese, confermando gli altri elementi di valore del cast, dal regista Robert Carsen, al direttore Giovanni Antonini, al controtenore Behjun Mehta. Il risultato, ha assicurato in conferenza stampa, è “da rimanere a bocca aperta”.
Lui al debutto non sarà presente: “per la prima volta da quando guido la Scala” sottolinea. Il motivo è la tournée della Scala (teatro e accademia) in Cina, ad aprire il festival di Shanghai con Il flauto magico e La finta giardiniera, prima opera eseguita in Cina con strumenti d’epoca. “Ma a Milano ci sarò per la seconda del Giulio Cesare” assicura.
Quello che cambierà nel progetto Haendel è invece la seconda parte: al posto di Semele verrà messa in cartellone Agrippina (una decisione “condivisa” anche dal futuro sovrintendente Dominique Meyer).
Resta comunque il tributo a un compositore che alla Scala è stato poco rappresentato, resta la ‘novità’ di un cast “in cui si capisce che ciascun controtenore – ha spiegato Mehta – ha un suo timbro, una sua estensione”, e che esistono opere barocche adatte a grandi teatri.
Una di queste è Giulio Cesare che Carsen ha definito un’opera “epica storica” e che come un colossal è messa in scena, con una Cleopatra “donna con istinto politico – come la descrive De Niese -, furba e capace di usare tutte le armi a sua disposizione, inclusi i suoi lombi” per ottenere ciò che vuole.
Una Cleopatra di cui vengono proiettate anche immagini cinematografiche ormai entrate nell’immaginario: da Vivien Leigh a Elizabeth Taylor.
“Non si poteva mettere in scena Giulio Cesare ambientato al tempo dei romani o nel ‘700, quando fu scritto – osserva Carsen – Come registi vogliamo che il pubblico senta che la storia è ancora vitale ma assicuro, non è Full Metal Jacket”.

‘Miglior videoclip italiano’ a RovazziConsegnato a Ravenna al Festival internazionale ‘IMAGinACTION’

RAVENNA14 ottobre 201915:48

– Fabio Rovazzi ha ricevuto il Premio Miglior Videoclip Italiano 2018-2019, per il video del singolo ‘Faccio quello che voglio’, al festival internazionale del videoclip ‘IMAGinACTION’, che si è concluso al teatro Alighieri di Ravenna. “I video sono l’elemento a cui tengo di più tra tutte le cose che faccio, e ‘Faccio quello che voglio’ è il video che mi ha impegnato di più mentalmente e fisicamente”, ha commentato l’artista.
Durante i tre giorni della rassegna si sono raccontati, attraverso i video che hanno segnato la loro carriera, protagonisti della scena italiana come Alessandra Amoroso, Antonello Venditti, Elisa, Francesco Guccini, Nek, Piero Pelù, Roby Facchinetti, Tiromancino.
Ospite internazionale è stato il produttore e musicista Trevor Horn, autore con il duo The Buggles di ‘Video Killed the Radio Star’, il primo video trasmesso da Mtv 40 anni fa. Durante il suo talk è intervenuto con una telefonata in diretta Renato Zero, al quale Horn ha prodotto anche l’ultimo album ‘Zero il folle’.

Thom Yorke torna in Italia nel 2020Lo storico frontman dei Radiohead a Milano il 9 luglio

14 ottobre 201916:10

– Dopo il successo del tour 2019, Thom Yorke, storico frontman dei Radiohead, annuncia nuove date per la prossima estate con il suo Tomorrow’s Modern Boxes, il progetto live che include Yorke, Nigel Godrich e il visual artist Tarik Barri.
Un solo appuntamento in Italia: il 9 luglio a Milano per il Milano Summer Festival. Le date in Europa e UK, 11 in tutto, delle quali 2 festival, seguiranno nuove date aggiunte anche negli Usa.
In Tomorrow’s Modern Boxes, il trio composto da Yorke, Godrich e Barri mette in scena le canzoni tratte dai diversi progetti musicali solisti di Thom. Il programma spazia quindi fra The Eraser, prima prova datata 2006 e prodotta da Godrich, già produttore dei Radiohead, Tomorrow’s Modern Boxes (2014), Amok uscito nel 2013 a firma Atoms For Peace, Suspiria, colonna sonora composta per il remake del film di Dario Argento a cura di Luca Guadagnino (2018), e naturalmente da Anima, la sua ultima pubblicazione, uscita il 27 giugno scorso su etichetta XL Recordings.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Primo ciak per GlassBoy a Bracciano
Regia di Samuele Rossi, ispirato al Bambino di Vetro

14 ottobre 201916:22

– Primo ciak per “GlassBoy” il nuovo film di Samuele Rossi, prodotto da Solaria Film di Emanuele Nespeca, sul Lago di Bracciano. Loretta Goggi sarà la dispotica nonna Helena del giovanissimo Andrea Arru (già noto nella moda per foto con Oliviero Toscani e per Armani) nei panni del protagonista Pino. Il cast comprende inoltre Giorgio Colangeli, Giorgia Wurth, Massimo Di Lorenzo, David Paryla e Pascal Ulli.
Accanto ad Arru, divisi tra bande rivali, molti dei ragazzini protagonisti sono alla prima prova di attori. Si tratta di Rosa Barbolini (Mavi), Stefano Trapunzano (Ciccio), Gabriel Mannozzi (Domenico), Mia Polemari (Mei Ming), Luca Cagnetti (Gianni), Stefano Di Via e Emanuele De Paolis (i compari).
Il film, di cui Rossi è regista e sceneggiatore, è liberamente ispirato al romanzo “Il Bambino di Vetro” di Fabrizio Silei, successo editoriale e vincitore del Premio Andersen 2012.
Le riprese proseguiranno nel Castello di Gradish e St.Veit (Austria), in Liguria (Albenga) in Toscana e Sila (Camigliatello Silano).

Torna a Torino il Festival del ClassicoDa Luciano Canfora a Moni Ovadia, con Lella Costa e Damilano

TORINO14 ottobre 201916:35

– Torna il Festival del Classico, a Torino dal 17 al 20 ottobre, titolo La verità ci renderà liberi.
Progetto della Fondazione Circolo dei lettori e Regione Piemonte, presieduto da Luciano Canfora e curato da Ugo Cardinale e Massimo Arcangeli, il Festival accende i riflettori sulle sfide e i bisogni della contemporaneità, legati alla distinzione tra verità e opinione, fatti e interpretazioni, notizie vere e fake, potere persuasivo della parola e suo uso pubblico. Tra gli ospiti il filologo classico e storico Luciano Canfora e il filosofo Massimo Cacciari (inaugurazione, ore 18, Cavallerizza Reale) e l’attore Moni Ovadia (giovedì alle 21, Aula Magna, Cavallerizza Reale). Venerdì 18 il linguista Gian Luigi Beccaria con una riflessione sull’eredità classica della lingua italiana (ore 17, Circolo dei lettori), il filosofo Salvatore Natoli (18.30, Circolo dei lettori) e l’attrice Lella Costa e il suo reading dalle commedie di Aristofane Lisistrata, Le Tesmoforianti e Donne all’assemblea (21 Cavallerizza Reale).

Green Day a Siviglia per Mtv Music WeekIl 2 novembre, il giorno dopo in programma gli Mtv Emas 2019

14 ottobre 201916:35

– I Green Day saranno gli artisti principali di MTV World Stage Seville, l’evento che chiuderà la MTV Music Week nella Plaza de España, sabato 2 novembre. Il concerto si terrà il giorno prima degli MTV EMAs 2019, in onda domenica 3 novembre dal FIBES, Centro Fiere e Congressi di Siviglia, in Spagna e trasmessi in diretta sul network globale di canali MTV. “I Green Day sono, senza dubbio, una delle rock band mondiali con più successo. Dopo 3 decadi, la loro musica è ancora attuale e rilevante – ha detto Bruce Gillmer, global head of music and talent, Viacom e co-brand head, MTV International -. Siamo molto contenti di averli sul palco di Siviglia dove regaleranno quello per cui sono sempre stati famosi: una performance iconica e molto coinvolgente!”.
Premiati con l’MTV EMA Global Icon Award nel 2016, i Green Day di recente hanno pubblicato il loro nuovo singolo Father Of All…, brano che anticipa l’omonimo e 13/o album in studio in uscita il 7 febbraio 2020 con la Reprise/Warner Records.

James Morrison,nuovo brano con MichielinIl cantautore britannico il 17 ottobre live a Milano

14 ottobre 201916:45

– Oltre quattro milioni di album venduti, quattro tour mondiali, un Brit Award ricevuto a 21 anni come “miglior artista maschile”, James Morrison è salito alla ribalta più di dieci anni fa grazie al singolo “You Give Me Something”. Il cantautore britannico torna ora con una nuova versione del brano Glorious (contenuto nel suo ultimo album) in uscita il 18 ottobre per Artist First, nel quale duetta con Francesca Michielin.
“Quando la casa discografica mi ha proposto Francesca per una cosa speciale in Italia – racconta Morrison -, sono rimasto affascinato e sorpreso dalla sua voce e dalla sua cultura musicale. Francesca Rocks!”.
“Le sue canzoni sono in qualche modo diventate la colonna sonora dei miei ricordi d’infanzia e di adolescente – racconta Michielin -. Sono onorata di far parte di questo progetto internazionale, di cantare in inglese con un grande artista”.
Morrison è pronto a tornare anche dal vivo: il 17 ottobre sarà all’Alcatraz di Milano.

Nuovo singolo per Giusy FerreriIl 18 ottobre esce il brano Momenti perfetti

14 ottobre 201917:07

– Dopo l’estiva Jambo, il brano di Takagi & Ketra che è diventata colonna sonora dei mesi scorsi, Giusy Ferreri torna con un nuovo singolo. Il 18 ottobre esce Momenti Perfetti (Sony Music Italy).
“Momenti perfetti”, scritto da Roberto Casalino e Niccolò Verrienti, prodotto da Katoo, è un’esortazione a concentrarsi sul “qui ed ora”, saper cogliere l’attimo e vivere nel presente e apprezzare le cose semplici che in realtà costituiscono i “momenti perfetti” della vita.

Richard Gere in visita agli UffiziPrima di ricevere Chiavi Città di Firenze

FIRENZE14 ottobre 201917:34

– L’attore Richard Gere è stato in visita agli Uffizi di Firenze in attesa di ricevere dal sindaco Dario Nardella le Chiavi della Città nell’ambito di una cerimonia prevista in Palazzo Vecchio. Nel primo pomeriggio Gere, fa sapere il museo, ha visitato la Galleria delle Statue e delle Pitture in un tour, durato circa un’ora e condotto dal direttore Eike Schmidt. Gere, che ha firmato autografi e voluto anche una foto di gruppo coi dipendenti degli Uffizi che lo hanno accolto con Schmidt, ha ammirato, tra i capolavori, la Pala di Ognissanti di Giotto, il doppio ritratto dei Duchi di Urbino, la Primavera del Botticelli, l’Annunciazione di Leonardo e il Tondo Doni di Michelangelo. “Gere è un visitatore davvero attento e curioso – ha detto Schmidt – si è soffermato su ogni opera, studiando con pazienza i dettagli e facendo molte domande. Ha apprezzato moltissimo la Tebaide del Beato Angelico, sottolineando la somiglianza tra le figure dei santi padri in ritiro nel deserto e i monaci buddisti tibetani”.

Mika ‘mixato’ con Pupo su Radio2 Social Club ASCOLTAIl ma-shup tra il suo nuovo brano ICE CREAME e GELATO AL CIOCCOLATO

15 ottobre 201912:30

Durante la puntata di Radio2 Social Club che andrà in onda in versione special tv, martedì 15 ottobre, alle 8.45 su Rai2, ospite di Luca Barbarossa e Andrea Perroni, è stato Mika. Ecco il momento in cui Mika acconsente al ma-shup tra il suo nuovo brano ICE CREAME e GELATO AL CIOCCOLATO di Pupo

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Video di Sofia Coppola per mostra Chanel
Mademoiselle Privè (19/10- 1/12) nella capitale nipponica

14 ottobre 201917:47

– La regista americana Sofia Coppola ha realizzato un video-collage in omaggio a Gabrielle Chanel, in occasione della mostra “Mademoiselle Privé”, che dopo Londra (2015), Seul (2017) Hong Kong (2018) e Shanghai nell’aprile 2019, farà tappa a Tokyo, dal 19 ottobre al 1 dicembre.
Composto da immagini e video dagli archivi, pubblicità e estratti di film, il video di Coppola offre una visione contemporanea della creazioni Chanel, dalle sue collezioni di alta moda, del profumo N.5, dell’alta gioielleria con la collezione “Bijoux de Diamants”. Apre il filmato una giovane Catherine Deneuve che presta il suo volto ad uno spot per Chanel Nel mezzo foto e frammenti di video con Marylin Monroe, prima involontaria testimonial del profumo Chanel N.5, Romy Schneider, Kate Moss e Gigi Hadid in passerella, Karl Lagerfeld ovviamente, storico couturier della maison. La collaborazione artistica è il frutto dell’incontro di Sofia Coppola con Virginie Viard, direttore artistico di Chanel.

Elio Germano è L’uomo senza gravitàIn sala dal 21-23 ottobre e dal 1 novembre su Netflix

14 ottobre 201920:23

Una favola piena di leggerezza, come ricorda il titolo, e con quell’appeal transnazionale che piace tanto a Netflix. È ‘L’Uomo senza gravità’ di Marco Bonfanti con Elio Germano, Michela Cescon, Elena Cotta, Silvia D’Amico, film di preapertura alla Festa del Cinema di Roma per poi approdare su Netflix dal 1 novembre, preceduto da un’uscita evento in sala dal 21 al 23 ottobre con Fandango.
Il protagonista è Oscar (Pietro Pescara e, da grande, Elio Germano) un bambino che viene alla luce negli anni Ottanta in una notte tempestosa, nell’ospedale di un piccolo paese del nord Italia. Da subito si capisce che c’è qualcosa di straordinario in lui: non obbedisce alla legge di gravità. Già neonato fluttua in aria, davanti a madre Natalia (Michela Cescon) e nonna, Alina (Elena Cotta), librandosi nella stanza più leggero di un palloncino. Tra le due donne è subito patto: decidono di tenere nascosto il bambino agli occhi del mondo per molti, troppi anni. Solo la piccola Agata (Jennifer Brokshi e, da grande, Silvia D’Amico) conosce il suo segreto. Ma un giorno Oscar decide che è arrivato il tempo di fuggire dal paesino tra le montagne in cui è nato e che tutto il mondo deve conoscere chi è davvero: L’Uomo senza gravità. Partecipa così a un concorso internazionale per uomini e donne straordinarie ed entra, grazie ai suoi poteri, nel mondo rutilante dello spettacolo con l’aiuto di un manager poco cristallino (Vincent Scarito) che monetizza tutto e che pensa, ad esempio, che la tv sia un bancomat. La storia di Oscar, un uomo affetto da ‘leggerezza’- dice il regista alla sua opera prima – racconta la difficoltà di essere puri, ingenui e leggeri (in tutti i sensi) in un mondo opaco votato alla pesantezza. Una vicenda in equilibrio tra fiaba e realtà. Nonostante Oscar abbia un potere speciale – continua Bonfanti -, L’Uomo senza Gravità non è un film sul ‘super eroismo’, ma la storia di un uomo semplice e puro che vuole essere accettato dal mondo. La vicenda di un essere umano dall’infanzia negata che, al termine di un lungo percorso alla ricerca del sé e dell’amore, comprenderà come il tornare bambini sia l’unico modo per vivere una vita davvero ‘senza gravità'”. “Oscar è un supereroe molto particolare – dice Elio Germano in un video messaggio da Malta dove sta girando ‘L’incredibile storia dell’isola delle rose’ di Sibilia – . È un personaggio che ha qualcosa di sbagliato, forse un’eccessiva leggerezza, questo è il suo errore. Oscar insomma resta un anti supereroe perché, ad esempio, non utilizza mai i suoi superpoteri”.

Jesus Sneaker, è ‘caso’ scarpe religioseCrocifisso ai lacci, acqua santa nella suola, diventa virale

14 ottobre 201918:28

– C’è un crocefisso legato ai lacci e l’acqua santa nella suola: è la “Jesus Sneaker”, rivisitazione di un classico modello della Nike con tanto verso del vangelo stampato sulla scarpa e stemma pontificio sulla suola. Blasfema? MSCHF, brand di Brooklyn, ha customizzato le sneaker Air Max 97 con alcuni elementi religiosi e le ha regalate a sei celebrities di YouTube e al cantante Asap Rocky che hanno rilanciato le scarpe con post sui social e poi sono andate in vendita sul sito StockX, piattaforma americana di vendite all’asta di sneakers.
Il New York Post si è occupato del caso: “Volevamo dimostrare quanto sia diventata assurda la moda delle collaborazioni nel mondo della moda”, ha raccontato Daniel Greenberg, il direttore commerciale dell’agenzia che ha creato la scarpa benedetta, definita Jesus Sneaker. Gli analisti di Lyst hanno registrato un picco nelle ricerche a livello globale. Le scarpe religiose sono diventati virali, le ricerche per il brand MSCHF sono cresciute del 270% dopo il lancio

Caravaggio e Bernini conquistano ViennaInaugurata una grande mostra al Kunsthistorisches Museum

VIENNA14 ottobre 201921:37

Con l’emozione, lo sanno i politici di tutto il mondo, si raggiungono prima i cuori e poi le teste. Lo sapevano anche Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) e Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) che, in piena controriforma, cambiarono radicalmente il modo di rappresentare i santi, riportandoli a terra, raffigurandoli con le loro paure e sentimenti, toccando in questo modo le corde emozionali dello spettatore. Nulla fu come prima. Da Roma partì un’onda che cambiò il modo di fare arte in tutta l’Europa. Il Kunsthistorisches Museum di Vienna ospita fino al 19 gennaio 2020 una grande mostra di Caravaggio e Bernini. Il filo rosso dell’esposizione di un’ottantina di opere sono infatti ‘la scoperta dei sentimenti’ – questo il sottotitolo – e la rivoluzione artistica che è partita proprio dalle due super star del barocco. Si tratta della prima mostra di questa portata fuori dall’Italia con le più importante opere del pittore e dello scultore. Per realizzarla sono arrivate opere dagli Stati Uniti alla Russia, dall’Italia all’Olanda. “Siamo felici di avere qui a Vienna il nucleo più importante della pittura caravaggesca fuori dall’Italia”, ha detto la curatrice Gudrun Swoboda durante la presentazione della mostra. Swoboda ha evidenziato soprattutto l’importanza di aver portato al Kunsthistorische Museum la Incoronazione di spine, “una delle opere più significative”, che arriva dalla collezione Vincenzo Giustiani di Roma. Sabine Haag, direttrice sempre meno ad interim del museo sulla Ringstrasse (dopo l’annuncio di Eike Schmidt di voler restare a Firenze), con nonchalance ha risposto alle domande dei giornalisti dicendo che “in questo momento di grandi emozioni ci siamo concentrati sul nostro lavoro”. La mostra mette in dialogo le opere di Caravaggio e Bernini e di altri artisti della loro epoca. Non mancano le tele del Narciso e San Giovanni Battista, come neppure la Medusa e un modello dell’Elefante della Minerva. Per la prima volta vengono esposte anche quattro piccole teste in bronzo che ornavano un tempo la carrozza dello scultore. Di particolare rilievo artistico anche la Maria Maddalena di Artemisia Gentileschi, l’unica rappresentante donna della pittura italiana di inizio Seicento. Il valore di questa esposizione è stato sottolineato anche dall’ambasciatore italiano a Vienna, Sergio Barbanti. “Questa mostra – ha detto – celebra due geni della cultura universale, perché il rilievo di questi due artisti trascende le frontiere dell’Italia. L’ambasciata italiana ha lavorato attivamente, assieme al museo, all’organizzazione di questa mostra, soprattutto per quanto riguarda i prestiti dall’Italia”. Attraverso l’Istituto di cultura vengono organizzati, fino a gennaio, una serie di eventi collaterali, concerti e conferenze. “Siamo molto soddisfatti di questo evento come indicatore dello stato di salute dei rapporti con l’Austria, in cui la parte culturale gioca un ruolo enorme. L’Italia da questo punto di vista è una super potenza. Come disse il grande poeta russo del Novecento Richter, ‘tutti i cittadini del mondo hanno due patrie, la propria e l’Italia’ “, ha ribadito Barbanti. Dopo la tappa viennese, l’esposizione si trasferirà dal 14 febbraio al 7 giugno al Rijksmuseum di Amsterdam.

Fai riapre zona rossa Camerino1.300 visitatori per Giornate d’Autunno si ‘riprendono’ città

CAMERINO (MACERATA)14 ottobre 201920:01

– Record di presenze a Camerino per le Giornate d’Autunno del Fai, che hanno riaperto le porte della zona rossa, inaccessibile dalla fine di ottobre 2016. Oltre 1.300 le presenze, tra cui molti visitatori venuti da fuori, ma anche cittadini e residenti che non vivono più nele abitazioni nel centro storico. Gli alunni dei Licei sono stati le guide per le vie di Camerino e la Contram ha messo a disposizione un servizio gratuito di bus elettrico che ha accompagnato nei diversi luoghi. Non solo la zona rossa, ma anche l’Orto Botanico è stata una meta di grande attrattiva mostrando la meraviglia delle diversità delle piante presenti.
Un grande successo anche per le visite all’Archivio di Stato, dove è stata inaugurata la mostra “Il Cuore dell’Europa” proprio venerdì con tanti curiosi che hanno voluto ripercorrere la storia della città ducale attraverso i documenti. “E’ stata una grandissima emozione vivere la città in queste giornate e vederla piena di persone che hanno potuto visitare il centro storico che resta il cuore della nostra città e non va né può essere dimenticato – ha detto Giovanna Sartori, assessore alla Cultura di Camerino -. Il Fai protegge la bellezza del nostro Paese e si prende cura dei luoghi, di far conoscere beni particolari, generalmente inaccessibili. Sono i nostri luoghi del cuore, quelli che parlano di noi e conoscerli e averne cura significa occuparci della nostra stessa vita”.

Gigi D’Alessio, oggi superati pregiudizi sul mio lavoro’Noi due’ è nuovo album in uscita, con Mannoia, Pequeno, Ferreri

14 ottobre 201920:26

“Alla mia prima volta a Sanremo non volevano che cantassi in napoletano, ma dopo aver cambiato le parole di una frase, sul palco l’ho cantata come doveva essere”.
A raccontare è Gigi D’Alessio, a proposito della sua prima partecipazione al Festival di Sanremo, quando la canzone in gara era quella ‘Non dirgli mai’ che oggi compie vent’anni ed è nella scaletta del nuovo album di D’Alessio, ‘Noi due’, in uscita venerdì.
“Da quella canzone in avanti – ha raccontato la voce partenopea – la mia vita è cambiata. Però ci sono voluti tanti anni per superare i pregiudizi nei confronti della mia musica.
Ci sono voluti anche ventisette anni prima di poter pensare ad un album con duetti importanti”. Il lavoro da studio a cui D’Alessio si riferisce è proprio quello in uscita venerdì e che contiene diverse collaborazioni: se la scaletta dell’album si apre con ‘Domani vedrai’, il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album con le sue sonorità mediterranee, in ‘Non sono parole’ ha messo lo zampino Giusy Ferreri, mentre per ‘L’ammore’ Gigi D’Alessio ha pensato alla voce di Fiorella Mannoia che si è cimentata con le parole in napoletano. “E’ stata una sorta di sfida – ha raccontato la voce della nuova ‘Cosa vorresti davvero’ – perché una volta l’ho sentita dire che lei ha cantato tutti i grandi cantautori ma avrebbe cantato anche una mia canzone se gliel’avessi proposta. Così ho fatto e quando le ho rivelato il testo l’ho anche vista commossa”.
‘La Milano da bere’ è invece il titolo scelto per la collaborazione con il rapper Emis Killa, mentre con Guè Pequeno, D’Alessio ha voluto cantare ‘Quanto amore si dà’. “Queste sono collaborazioni nate dalla frequentazione – ha spiegato il cantautore – soprattutto a Milano”. Altra collaborazione in salsa rap è quella che è finita nel disco con il titolo di ‘Come me’, sorprendente duetto con Luchè. “All’inizio volevamo cantare in napoletano – ha detto D’Alessio – ma alla fine abbiamo deciso di fare una cosa nuova e realizzare un duetto nel quale due napoletani cantano in italiano”. Quella dei rapper, per D’Alessio, è stata una scelta precisa, mirata a confrontarsi con un universo musicale apparentemente molto lontano dal suo. “Mi sono voluto aprire per far entrare loro nel mio mondo – ha spiegato l’autore di ‘Puorteme cu tte’, anche questa in scaletta nel nuovo disco – ma devo dire che nel corso della mia carriera sono riuscito ad arrivare prima ai duetti con musicisti internazionali, piuttosto che con quelli italiani”.
In occasione dei vent’anni della sua canzone simbolo, ‘Non dirgli mai’, D’Alessio ha voluto inserire anche questo titolo nella scaletta nel nuovo lavoro, scegliendo però una versione fatta con la London Symphony Orchestra. “Oggi la mia musica sta vivendo una seconda era e se per ventisette anni sono arrivato fino a qui senza critiche positive – ha scherzato D’Alessio – adesso che si parla anche bene di me non vorrei che le cose cambiassero”. Sul fronte della musica suonata dal vivo, Gigi D’Alessio tornerà in scena assieme a Nino D’Angelo con lo spettacolo ‘Figli di un Re minore’, che dopo il successo del concerto lo scorso settembre a Napoli, replicherà ancora nella città partenopea (Palapartenope, 26 dicembre), poi a Milano (Mediolanum Forum, 20 gennaio) e a Roma (Palazzo dello sport, 24 gennaio).

De Carlo, Due di due ha 30 anni e tornaEdizione speciale con i disegni a matita dello scrittore

15 ottobre 201909:33

– ANDREA DE CARLO, ”DUE DI DUE.
Illustrato dall’autore” (LA NAVE DI TESEO, PAG. 500, EURO 20,00). ”La prima volta che ho visto Guido Laremi eravamo tutti e due così magri e perplessi, così provvisori nelle nostre vite da stare a guardare come spettatori mentre quello che ci succedeva entrava a far parte del passato, schiacciato senza la minima prospettiva”. Sono passati trent’anni da quando un giovane Andrea De Carlo, ammaliava con la sua prosa fluida, quasi neutrale, i suoi lettori affidandoli al disincanto del giovane (anche lui) protagonista e del suo ‘miglioreamico’, si direbbe oggi. Mario, borghese e triste come la sua famiglia che si dissolve nella noia, incontra Guido, compagno di liceo che lo calamita verso problematiche e orizzonti completamente diversi in un gioco di apparente normalità fino alla tragica fine, dopo vent’anni e 500 pagine che si leggevano con piacere come sospinte dal vento marino della novità. Ora, trent’anni dopo, ‘Due di due’ torna in una edizione speciale che celebra questa ricorrenza e soprattutto celebra un libro che non solo non è invecchiato ma forse mostra tutta la sua capacità di leggere il presente. Edizione speciale illustrata dai poetici disegni a matita dello stesso scrittore.
”Non volevo illustrare specifiche scene – scrive in una prefazione a mano con la sua calligrafia minuta Andrea De Carlo – ma rappresentare situazioni, luoghi, persone, animali, oggetti che mi venivano in mente”. Così è nato il delicato gioco di queste pagine, con la moto verde a tratto, la classe di liceali in posa con i grembiuli, i paesaggi notturni, i cieli tratteggiati appena in modo incerto. Un po’ infantili, un po’ volutamente lasciati incompiuti, titubanti mi verrebbe da dire. ”Dal 1989 ad oggi – scrive ancora De Carlo – Due di due ha incontrato molti più lettori di quanti ne avessi immaginati mentre lo scrivevo; e ancora ne incontro”. Del resto Guido era un biondino scarmigliato di grande fascino, allora ed ancora oggi, che attraversa nel libro un ventennio restando fedele a se stesso, un po’ maledetto un po’ bohemienne, insomma l’incarnazione dell’immaginazione al potere. Ma ne incarna anche il fallimento, il disincanto finale dopo una vita di viaggi, di ricerca, di donne sempre diverse e mai come lui le vorrebbe (ma forse in fondo non le vuole veramente), tutto sempre dolorosamente effimero. Eppure tutti i personaggi che affollano Due di due, e questo forse continua ad affascinarne i lettori ancora oggi, sembrano alla ricerca di uno stato di quiete come se fossero costretti a ruoli e situazioni che non gli appartengono. Un mondo di ideali che non sono i loro. Fino al falò finale. ”Ma ho quattordici anni e odio i vestiti che ho addosso, odio il mio aspetto in generale, e l’idea di essere qui in questo momento”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Apocalypse Now, in sala esce la ‘versione perfetta’
40 anni dopo Coppola monta di nuovo, restaura suono e immagine

15 ottobre 201909:41

Nel 1979, 40 anni fa usciva nelle sale uno dei capolavori della storia del cinema, Apocalypse Now, considerato il più grande film sulla guerra in Vietnam.
Quarant’anni dopo quello stesso film, diretto da Francis Ford Coppola, esce in una nuova versione, restaurata ed in 4K. E dopo l’anteprima al Tribeca di New York e a Bologna per Il Cinema Ritrovato arriva in sala distribuito dalla Cineteca di Bologna come film evento il 14, 15 e 16 ottobre. E’ Apocalypse Now-Final Cut, ossia il montaggio finale, ed ha una durata di poco oltre tre ore.
Apocalypse Now-Final Cut è il film che Coppola stesso ha definito la ‘versione perfetta’. Era infatti convinto che la versione originale del 1979 fosse troppo tagliata e mentre Redux (una versione non integrale) risultasse troppo lunga. Cosi’ ha deciso di rimettere mano non solo al montaggio, ma anche di restaurare suono e immagine a partire dal negativo originale.
La storia di “Apocalypse Now” e’ di per se’ un’epopea di gigantismo e dramma: tifoni sul set, follie divistiche (Brando torna a recitare solo per un milione di dollari alla settimana), drammi coniugali (la separazione dalla moglie che portera’ Coppola sull’orlo del suicidio), crisi nervose, malattie (un infarto in piene riprese per Martin Sheen), eccessi per alcool e droga in tutta la troupe. Nel cast ritornano vecchie conoscenze: Robert Duvall, Frederic Forrest, Dennis Hopper, l’omaggio al compagno di scuola Jim Morrison con “The End” dei Doors nei memorabili titoli di testa. Inizialmente avrebbe dovuto essere girato nel 1970 da George Lucas, mentre era ancora in corso il conflitto nel Vietnam. Le scene furono girate nelle Filippine e si dice anche che durante le riprese del film, anche a causa dello stress psicofisico, Coppola ebbe una crisi epilettica.
Temeva anche che non venisse completato. Lui stesso investi’ molti soldi nella produzione e in tre diverse occasioni minaccio di volersi uccidere. Per completare il montaggio del film ci vollero ben due anni. “Dato che l’originale di Apocalypse Now non era solo lungo ma anche insolito nello stile e nella sostanza per un film dell’epoca – ha spiegato Coppola – abbiamo pensato di tagliare []”. Il regista ha aggiunto che alcuni anni fa gli e’ capitato di guardarlo di nuovo e si e’ reso conto che il film era diventato piu’ ‘contemporaneo’. Apocalypse Now ha ancora qualcosa da dire, anzi nel ‘Final Cut’ restaurato esprime al meglio il ‘suo’ tema, “la moralita’”, con un’eredita’ cinematografica che il suo papa’ Francis Ford Coppola vuole infondere anche al progetto personale piu’ ambizioso, piu’ che mai in fieri: la saga Megalopolis che, in cantiere da decenni, e’ in attesa di coinvolgere nuovi “pionieri” del cinema, attori e finanziatori capaci di affidarsi al rischio e alla scoperta di orizzonti inattesi e imprevisti.

Torna La Voce di ogni Strumento9 eventi da Grosseto a Milano tra jazz, lirica e fotografia

GROSSETO15 ottobre 201911:06

– Il jazz di Enrico Rava, il “baRock” tra Bach e i Metallica di Alter Echo String Quartet, le fotografie in movimento di Luca Bracali, e poi il patrimonio classico con Il Barbiere di Siviglia di Rossini, la Messa di Gloria di Puccini e la rilettura della Per Elisa di Beethoven con Violante Placido e i musicisti Davide Alogna e Giuseppe Greco: torna La Voce di ogni Strumento, rassegna di musica e solidarietà diretta da Gloria Mazzi che dal 20 ottobre inizierà il suo tour italiano, con 9 eventi in programmazione fino a maggio. Partendo da Grosseto, per poi toccare altre città, tra cui Torino, Milano e Bologna, la manifestazione si svolge anche in questa nona edizione in luoghi inusuali come strutture musicali, ma anche chiese e teatri. L’accesso ai concerti è differenziato in base all’evento: alcuni sono a offerta, altri invece prevedono l’acquisto di un biglietto. Il ricavato sarà comunque sempre in parte devoluto in favore delle associazioni La Farfalla, AVIS, ADMO, AISM, AIPAMM e COMPASSION.

Avril Lavigne, show a Milano il 16 marzoPopstar porta in Europa e Asia il suo “Head Above Water Tour”

15 ottobre 201911:30

– Avril Lavigne partirà dall’Italia per portare il suo “Head Above Water” World Tour in Europa. L’icona del pop-rock sarà a Milano il 16 marzo al Fabrique, poi date ad Amsterdam, Parigi, Berlino e Manchester (ultima tappa il 2 aprile). La superstar, nominata 8 volte ai Grammy Awards, proseguirà con concerti in Cina, Giappone e Sud-Est Asiatico, toccando Shanghai, Tokyo e Bangkok.
“Mi sono divertita tantissimo durante il tour negli Stati Uniti. Non posso credere che sia già finito! Vedere i volti dei miei fan ogni sera e sentire la loro energia era ciò di cui avevo davvero bisogno. Mi mancava salire sul palco e cantare con il mio pubblico. Tutto ciò mi ha dato una gioia inimmaginabile per cui sono felicissima di annunciare che porterò Head Above Water Tour in giro per il mondo il prossimo anno in Europa, Giappone, Cina e Sud-Est Asiatico”, ha raccontato Avril Lavigne che ha appena terminato la leg nordamericana del suo tour che comprendeva 15 concerti, arrivati dopo una pausa di 5 anni dalle scene.

Spiritualità in brano inedito BattiatoVoce registrata due anni fa. Esce brano e cd ‘Torneremo ancora’

15 ottobre 201914:08

– Trascendenza, poesia, rapporto con l’Altro e con l’Alto, con mondi visibili e invisibili: in ‘Torneremo ancora’, unico brano inedito che dà il nome al nuovo cd – uscita venerdì – di Franco Battiato, c’è tutto questo: un tema esistenziale sempre presente nella importante produzione del Maestro. Forse un testamento spirituale, un campo spesso battuto dal grande cantautore che manifesta ancora una incredibile potenza espressiva e musicale.
La voce è stata registrata un paio di anni fa – è stato spiegato oggi in conferenza stampa a Milano dove l’artista, a causa delle condizioni di salute, era assente – arrangiata da lui (scrittura e composizione con Juri Camisasca) e con l’aggiunta degli archi, sempre di suo copyright, ma suonati dalla inglese Royal Philharmonic Concert Orchestra nel maggio scorso. Le altre 14 canzoni proposte, registrate sempre con la Royal in concerti live, sono una summa di stampo sinfonico del tanto bello di Battiato, da La Cura a E ti vengo a cercare.

Alberto Urso, 31/10 esce nuovo albumDal titolo “Il Sole ad Est”, tra autori Silvestre, Briga, Meta

15 ottobre 201914:15

– Esce il 31 ottobre su etichetta Polydor/Universal il secondo progetto discografico dell’ultimo vincitore di Amici, Alberto Urso, dal titolo “Il Sole ad Est”.
Il nuovo album segue il successo di “Solo” e il live tour con l’orchestra diretta da Celso Valli (due sold out a Roma e a Milano e ora altre sette date nei teatri italiani).
“Ho scelto questo titolo perché come Il Sole ad Est la mia carriera è appena all’alba, ma il mio amore per la musica e l’affetto che mi dimostra la gente mi hanno dato la spinta creativa e l’energia per lavorare a questo nuovo progetto. Sono e sarò sempre grato agli autori e ai professionisti che mi hanno seguito in questa nuova avventura”, racconta il giovane tenore.
L’album raccoglie le grandi emozioni vissute da Alberto in questi ultimi intensi mesi. Le canzoni sono state scritte da autori di spicco, tra cui Kekko Silvestre, Briga ed Ermal Meta, oltre a rinnovare la collaborazione con Giordana Angi, con cui ha scritto “Solo con te”.

Morto il critico letterario Harold BloomPredico’ superiorità maschi bianchi da Shakespeare a Kafka

NEW YORK15 ottobre 201914:47

– Harold Bloom, considerato uno dei più famosi critici letterari statunitensi che diventò noto al grande pubblico quando nel 1994 pubblicò ‘The Western Canon’ (‘Canone americano’ uscito in Italia per Rizzoli) mettendo al centro la superiorita’ di autori bianchi e maschi come Shakespeare, Chaucer e Kafka, è morto in un ospedale di New Haven a 89 anni. La morte è stata confermata dalla moglie, Jeanne Bloom. I suoi libri – inconsueto per un accademico – erano finiti sulla lista dei bestseller: tra questi “The Book of J” del 1990 in cui, sfidando le convenzioni degli studi biblici, aveva suggerito che il Dio della tradizione giudeo-cristiana era un personaggio letterario inventato da una donna della corte di re Salomone che avrebbe scritto i primi cinque libri del Vecchio Testamento. Nato nel Bronx e cresciuto a New York in una famiglia ebrea ortodossa, Bloom aveva imparato l’inglese a sei anni. Aveva scritto più di 40 libri: 20 di critica letteraria, diversi in cui discute di religione e un romanzo.

Lupita Nyong’o con Kors contro la fameL’attrice premio Oscar volto campagna Watch Hunger Stop

15 ottobre 201915:07

– L’attrice Lupita Nyong’o ha aderito a Watch Hunger Stop, campagna filantropica promossa da Michael Kors per combattere la fame nel mondo. A sette anni dal suo lancio, Watch Hunger Stop continua a sostenere il World Food Programme delle Nazioni Unite (WFP) e in particolare il programma di alimentazione scolastica. La campagna Watch Hunger Stop ha già aiutato il WFP a consegnare più di 18 milioni di pasti ai bambini bisognosi. Ogni anno, per la Giornata mondiale dell’alimentazione il 16 ottobre, Kors mette a disposizione alcuni prodotti in edizione speciale per raccogliere fondi per il WFP. Quest’anno, sul tema FOOD IS LOVE i prodotti includono una T-shirt e una shopping con la parola LOVE disponibili per l’acquisto online e in alcuni store del brand in tutto il mondo.
Michael Kors donerà 100 pasti aggiuntivi al WFP se chi acquista questi prodotti li indosserà e condividerà facendo un selfie con la T-shirt o la borsa e pubblicando la foto con l’hashtag #watchhungerstop.

Radio Rai sempre più digitalMinoli su Radio1, Venier a gennaio, Costanzo su Isoradio

15 ottobre 201915:14

– Studi interamente digitali, contenuti inediti e una forte attitudine alla dimensione visual come nuova frontiera dello sviluppo tecnologico e crossmediale.
Radio Rai veste sempre più digital. E’ “multipiattaforma e multiforme, sempre più contaminata e contaminante”. Lo ha sottolineato l’Ad Rai, Fabrizio Salini, insieme al direttore della Radio, Roberto Sergio, l’evento nello Sala B di Via Asiago 10 ‘ dove sono stati presentati i programmi della nuova stagione. In sala nuova tecnologicamente molto avanzata che ha accolto, i direttori Luca Mazzà (Rai Radio1), Paola Marchesini (Rai Radio2), Marino Sinibaldi (Rai Radio3), Danilo Scarrone (Rai Isoradio) e Marco Lanzarone (Responsabile dei Canali Digitali) per ascoltare le novità, tra queste l’arrivo di Gianni Minoli a Radio 1 con ‘Il Mix delle 5’ già on air, di Mara Venier a Radio 2 dal 6 gennaio con ‘Chiamate Mara 3131’ (Venier seguirà anche Sanremo per Radiodue) e di Maurizio Costanzo a Isoradio con ‘Strada facendo’ che ha preso il via ieri

Il Collegio al via, 20 studenti nel 1982Simona Ventura ricorderà i suoi anni ’80

15 ottobre 201915:34

– E’ diventato un fenomeno di costume tra i giovanissimi e gli adolescenti e ora da martedì 22 ottobre alle 21.20 su Rai2 partirà la quarta edizione del Collegio, il docu-reality esperimento televisivo e sociale. Questa volta 20 studenti saranno catapultati nella scuola del 1982, un anno in cui molti dei loro genitori – probabilmente – frequentavano la scuola media. Come si troveranno questi adolescenti nati negli anni 2000 nei panni che furono di mamma e papà? Scelti tra più di 22 mila ragazzi che si sono iscritti ai provini, il doppio rispetto allo scorso anno, venti studenti che formeranno la classe più rigorosa della tv provengono da tutta Italia. A capo del corpo docente, Paolo Bosisio (Il Preside), con i volti già presenti nelle precedenti edizioni le new entry Daniele Calanna (Educazione fisica); Giovanna Giovannini (Educazione musicale), Valentina Gottlieb (Aerobica), Carlo Santagostino (Informatica) e Carmelo Trainito (Breakdance).
Simona Ventura riporterà i telespettatori nei mitici anni ’80.

Marracash, il 31 ottobre esce “Persona”Nuovo album a 3 anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio

15 ottobre 201915:50

– Si chiamerà “Persona” (Island/Universal Music) il nuovo album di Marracash, in uscita il 31 ottobre, a 3 anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio. “Il disco è finito. I brani rappresentano parte del mio corpo; sono fatti di carne, fatti di ossa, fatti di sangue. Lo stesso corpo di Marra, lo stesso corpo di Fabio in condivisione da tempo. Non è la prima volta che li vedete insieme ma è la prima volta che Marra e Fabio si parlano e l’unica in cui sarò io a raccontarli”, afferma il rapper.

Note di viaggio, le hit di GucciniProdotte da Mauro Pagani e interpretate da grandi voci

15 ottobre 201915:56

– Il 15 novembre uscirà per BMG Note di Viaggio, una raccolta delle più belle e indimenticabili canzoni di Francesco Guccini prodotta e arrangiata da Mauro Pagani, storico musicista e produttore al suo fianco per la prima volta, e interpretate dalle grandi voci della musica italiana. L’album vedrà la partecipazione (in ordine alfabetico) di Manuel Agnelli, Malika Ayane, Samuele Bersani, Brunori Sas, Luca Carboni, Carmen Consoli, Elisa, Francesco Gabbani, Ligabue, Giuliano Sangiorgi, Margherita Vicario e Nina Zilli. Un progetto che non vuole essere celebrativo, ma guarda al futuro attraverso le canzoni del Maestro di Pavana. “Questo disco non è un semplice tributo a un gigante della musica e della nostra cultura – racconta Dino Stewart, Managing Director di BMG – ma è un progetto unico proprio perché realizzato con il prezioso intervento del Francesco Guccini “autore”. Sono convinto che, con questo valore aggiunto, l’album potrà essere apprezzato ancora di più”.

Booker Prize a Atwood ed EvaristoEccezionale assegnazione ex aequo non prevista da regolamento

15 ottobre 201916:10

– Doppia vittoria in rosa al Booker Prize 2019, il più importante premio letterario britannico che, ignorando le sue stesse regole, ha assegnato a pari merito due premi: a Margaret Atwood e Bernardine Evaristo.
La Atwood, già vincitrice nel 2000 con ‘L’assassino cieco’, ha vinto per la seconda volta con ‘I Testamenti’, il seguito de ‘Il racconto dell’ancella’ pubblicato in Italia da Ponte alle Grazie. Mentre la scrittrice anglo-nigeriana Bernardine Evaristo è stata premiata per il romanzo in versi sciolti ‘Girl, Woman, Other’ (Hamish Hamilton).
Già assegnato ex aequo nel 1974 e nel 1992, il Booker aveva poi cambiato le regole che non prevedono più due vincitori a pari merito ma in questo caso sono state ignorate dalla giuria.

Incassi: Joker ancora “re” supera 15 mlnEsordisce secondo Gemini Man, quinto Brave ragazze con Angiolini

14 ottobre 201914:36

Joker si conferma ancora saldamente in testa alla top ten dei titoli del box office italiano: con un calo solo del 4% rispetto alla scorsa settimana il film con Joaquin Phoenix guadagna altri 6 milioni 47 mila euro raggiungendo un totale di 15 milioni 511 mila euro, con l’altissima media di 7.024 euro su 861 sale. E’ il secondo miglior incasso della stagione dopo il Re Leone. Esordisce al secondo posto Gemini Man con Will Smith con 959 mila euro (la media è 2.090 su 459 schermi) mentre al terzo posto regge Il piccolo yeti (Abominable) con 490 mila e un complessivo di 1 milione 386 mila. Tante le altre nuove uscite: al quinto posto la commedia Brave ragazze di Michela Andreozzi con Ambra Angiolini, Ilenia Pastorelli, Silvia D’Amico e Serena Rossi, rapinatrici contro il commissario Luca Argentero: l’incasso è di 320 mila euro. Sesto posto per Non succede… ma se succede con Charlize Theron, settimo Hole – L’abisso, ottavo Le verità, decimo A spasso col panda.

Consegnate Chiavi Firenze a Richard GereDa sindaco Nardella durante cerimonia nel Salone dei Cinquecento

FIRENZE14 ottobre 201920:48

Consegnate all’attore americano Richard Gere le ‘Chiavi della Città’ di Firenze, onorificenza pubblica, da parte del sindaco del capoluogo toscano, Dario Nardella, durante una cerimonia tenuta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Richard Gere, è stato detto nella cerimonia, si è conquistato il riconoscimento per il suo impegno nella difesa dei diritti umani, ricordando anche che lo scorso agosto si è recato a Lampedusa ed è salito a bordo della nave Open Arms. La cerimonia si è svolta alla presenza di una parte del consiglio comunale di Firenze e si è aperta con i saluti istituzionali del sindaco Dario Nardella e del presidente del consiglio comunale Luca Milani. Parte dei consiglieri comunali, dei gruppi del centrodestra e di M5s, hanno lasciato Palazzo Vecchio e hanno protestato contro l’iniziativa in piazza della Signoria.

Primo aeroporto nell’altopiano del Pamir in XinjiangInvestimenti per 230 milioni di dollari

15 ottobre 201913:31

Le autorità cinesi hanno approvato il progetto di costruzione del primo aeroporto nell’altopiano della Regione Autonoma dello Xinjiang Uygur, in Cina nord-occidentale. Situato nella Contea autonoma tagika di Taxkorgan, il nuovo aeroporto è stato progettato per gestire 160.000 passeggeri e 400 tonnellate di merci e posta all’anno. Lo comunica l’Amministrazione regionale dello Xinjiang, parte dell’Amministrazione dell’aviazione civile cinese. L’investimento è stato pari a circa 1,63 miliardi di yuan, 230 milioni di dollari.
Il progetto è stato recentemente approvato dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma. Secondo le previsioni, renderà più facile il viaggio per i residenti locali, migliorerà le capacità di soccorso di emergenza e promuoverà lo sviluppo economico e sociale regionale. Situato nella parte orientale dell’altopiano del Pamir, la Contea di Tajik ha un’altitudine media di oltre 4.000 metri.

Fioramonti, pagare meglio i prof, così è imbarazzanteIl ministro della Scuola in Senato illustra le linee del suo programma

15 ottobre 201915:30

Bisogna dare valore e ruolo al corpo docente, agli studenti e al personale: “Abbiamo bisogno di docenti più formati e pagati meglio. Non possiamo consentire, anche per orgoglio nazionale, che i nostri docenti siano pagati meno degli altri paesi, anche di Paesi simili al nostro come la Spagna. Diventa imbarazzante, anche per la credibilità del paese”. Così il titolare del Miur Lorenzo Fioramonti in Senato davanti alle Commissioni Istruzione di Camera e Senato riunite per ascoltare le linee del suo mandato.

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ALLE 09:58 DI LUNEDì 14 OTTOBRE 2019

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‘I Ritratti delle Rock Star by Kokokid’
La personale alla Fabbrica del Vapore dal 17 al 20 ottobre

12 ottobre 2019 05:19

– Il suo ritratto di Lady Gaga ha ricevuto i complimenti via social della stessa regina del pop. E quello di Miss Germanotta è solo uno dei quadri dedicati ai grandi della musica, da John Lennon a Freddie Mercury, da Mina a Lucio Battisti, realizzati con arte materica, ironica e originale, che Kokokid Massimo Malpezzi, in collaborazione con Mostrami Factor, inaugura giovedì 17 ottobre nella sua personale ‘I Ritratti delle Rock Star by Kokokid’ alla Fabbrica del Vapore a Milano. La rassegna prosegue fino al 20 del mese. L’artista definisce la sua tecnica del tutto personale Brilliant Pop: “È difficile racchiudere i miei dipinti in una una categoria stilistica – spiega -. Un po’ di grafica, astrattismo, materie sovrapposte e molto colore, sicuramente uno stile unico influenzato dalla pop art ma con una personalissima visione. Uso materiale plastico, raccolto ovunque, per creare grandi tele in cui il personaggio raffigurato viene scaraventato in primo piano circondato da mille colori”.
“Celluloide, poliuretano, brillantini, smeraldi, che, sapientemente incollati creano stratificazioni sulla superficie della tela dipinta ad acrilico, formando fantasmagoriche scene”, specifica. L’esito è una tridimensionalità delle opere che cattura letteralmente chi le osserva. Malpezzi, che è anche giornalista, fotografo e grafico editoriale, ha iniziato a dipingere sin da piccolo: “Osservavo mio padre, ceramista a Faenza e pittore futurista negli anni 60. Un inevitabile imprinting verso le avanguardie e le sperimentazioni, ma l’influenza maggiore è per me arrivata dalla pop art anglo-americana e dai graffitari”.

Teatro: ‘Dal Vivo Sono Molto Meglio’Da venerdì 18 ottobre tournee show prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo

12 ottobre 201913:00

– Paola Minaccioni torna in teatro con ‘Dal Vivo Sono Molto Meglio’, spettacolo prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo in collaborazione con la Stefano Francioni Produzioni e diretto da Paola Rota. La tournee partirà il 18 ottobre con un triplo appuntamento al Teatro Tor Bella Monaca di Roma e molte date in diverse regioni fra cui la Lombardia a Botticino (Brescia) il 27 dello stesso mese.
Un monologo che ci conduce in un universo comico e paradossale, un flusso di coscienza, in cui Paola Minaccioni si racconta sera per sera, passando da aneddoti personali ai personaggi nati in tv, al cinema o alla radio. Uno spaccato dei nostri tempi, sulle relazioni umane, sugli amori contemporanei e l’eterno conflitto tra uomini e donne. Cercando di colmare questo gap l’attrice prova a scavare dentro se stessa mettendosi in gioco in un’esilarante autoanalisi. Fra le tappe il 26/10 Predappio (Forlì-Cesena), il 18/4 dell’anno prossimo Oleggio (Novara), il 26/4 Latina e il 15/5 Cerignola (Foggia).
Tra altre date del calendario: il 16/4 Gessopalena (Chieti), il 24/4 Martina Franca (Taranto). Dal Vivo Sono Molto Meglio è definito dalla produzione uno spettacolo fuori dagli schemi che ci invita a prendere coscienza dell’assurdità della società in cui viviamo. Sentimenti ed esperienze intime dati in pasto ai social, fan vicini di casa con richieste assurde, razzisti inconsapevoli, improbabili assistenti telefoniche, poetesse Instagram, fino ad arrivare alle imitazioni: da Giorgia Meloni a Loredana Bertè a Sabrina Ferilli e Melania Trump.

Addio all’attore Carlo CroccoloLa notizia su sua pagina FB. Aveva 92 anni. Napoli in lutto

12 ottobre 201912:10

– Ancora un lutto nel mondo dello spettacolo: è morto l’attore Carlo Croccolo, aveva 92 anni.
La notizia della sua scomparsa è stata comunicata sulla pagina Facebook dell’attore dalla sua famiglia. Napoli, sua città Natale, è in lutto. “Questa mattina – è scritto su FB – alle prime luci dell’alba, si è spento il maestro Carlo Croccolo. Ha vissuto una vita straordinaria come straordinario è stato il suo talento. I funerali si terranno domani, domenica 13 ottobre, alle ore 16, nella Chiesa di San Ferdinando a Piazza Trieste e Trento”, a Napoli.

Bambine Ribelli, arriva nuova collanaStorie Buonanotte nel 2020 su migranti, autrici si dividono

12 ottobre 201912:28

– Tornano le Bambine Ribelli con una nuova collana dedicata a donne straordinarie della storia, curata questa volta da Elena Favilli senza Francesca Cavallo. Le due autrici di ‘Storie della Buonanotte per bambine ribelli’ hanno intrapreso strade e progetti diversi, tanto che nel 2020 uscirà negli Stati Uniti un nuovo volume di ‘Good Night Stories for Rebel Girls’ (Storie della Buonanotte per bambine ribelli), anche questo firmato solo dalla Favilli. Il libro, del quale è appena stata annunciata l’uscita, includerà 100 storie di donne migranti che hanno lasciato le loro case e patrie per cercare rifugio e per inseguire i loro sogni e progetti di cambiamento del mondo. I primi due titoli, in uscita il 22 ottobre, annunciati dalla Mondadori nella giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze, indetta dall’Onu l’11 ottobre, sono: ‘Madam C.J. Walker e la Formula della Bellezza’ (euro 13) di Denene Millner e e ‘Ada Lovelace e la macchina del futuro’ (euro 13) di Corinne Purtill.’Madam C.J. Walker e la Formula della Bellezza’ racconta della prima donna a essere diventata milionaria grazie a una formula di bellezza specifica per i capelli delle afroamericane e Ada Lovelace e la macchina del futuro è dedicato alla madre dell’informatica moderna.
La nuova serie di monografie, scritte da autrici diverse, per continuare a ispirare e spronare le bambine e i bambini a costruirsi il futuro con le proprie forze, spinti dalla propria curiosità e voglia di affermarsi, saranno arricchite dalle più importanti illustratrici di tutto il mondo come Marina Muun per ‘Ada Lovelace’ e Salini Perera per ‘Madam C.J. Walker’.
La serie ‘Storie della Buonanotte’ con i primi due libri ha venduto più di 4 milioni di copie in tutto il mondo, di cui 800.000 solo in Italia, ed è tradotta in 49 lingue. In Turchia il libro è stato vietato ai minori di 18 anni perché “considerato diseducativo”.

Lavezzi, brano scritto con CalifanoRientra nel progetto per i 50 anni di carriera, in uscita 25/10

12 ottobre 201912:29

– E’ in radio “Canti di sirene”, nuovo brano nato dall’incontro di due grandi autori come Mario Lavezzi e Franco Califano (poco prima della scomparsa dell’artista romano) accomunati dalla passione per le donne, uno per la sua attività di produttore e l’altro per la vita e gli amori che ha vissuto. La canzone è disponibile anche in digitale sulle principali piattaforme di streaming e download.
“Canti di sirene” è contenuto nel progetto discografico, ricco di collaborazioni artistiche e sorprese, in uscita il 25 ottobre (su etichetta Nar International/Artist First) per festeggiare i 50 anni di carriera di Lavezzi. L’artista sarà poi protagonista di quattro eventi speciali in teatro: il 20 gennaio a Milano (Teatro Dal Verme); il 24 gennaio a Bologna (Teatro Duse); il 25 gennaio a Roma (Auditorium Parco della Musica) e il 31 gennaio a Torino (Teatro Colosseo).

Croccolo, quando rivelò di aver avuto una storia con Marilyn

12 ottobre 201913:22

Quando Croccolo rivelò di aver avuto una storia con MarilynEra l’Aprile del 2008

– Carlo Croccolo playboy e nientemeno
che di Marilyn Monroe. L’attore, 81 anni, in tv nel ruolo del
pescatore Totonno nella fiction Capri rivela: ”Si’, purtroppo
e’ vero. Marilyn Monroe e io abbiamo avuto una storia d’amore. þ
durata soltanto tre mesi ma io ero pazzamente innamorato di lei.
Solo che stare con lei era un inferno e io, alla fine sono
fuggito”.
L’attore ha svelato i curiosi dettagli della breve e
tormentata love story in un’intervista a Tv Sorrisi e canzoni,
in edicola domani.
”Ho conosciuto Norma Jean Baker – dice Croccolo – nel
periodo peggiore della sua vita: sarebbe morta circa un anno
dopo, nel 1962. Lei era appena uscita da una casa di cura e
stava combattendo con una brutta depressione arrivata dopo la
fine della storia con Yves Montand. Lui l’aveva trattata
malissimo e lei aveva sofferto molto, come era accaduto anche
con Arthur Miller, il suo terzo marito, un mascalzone che la
maltrattava e la picchiava. L’ho incontrata a una festa a Los
Angeles, attraverso Sammy Davis e l’entourage del presidente
John Fitzgerald Kennedy. Io me ne stavo in disparte finche’ non
ho visto lei. abbiamo iniziato a parlare e poi… þ cominciata
cosi’, come cominciano tante storie”.
L’attore, poi, rivela un dettaglio fisico: ”Marilyn era
stupenda anche se aveva un po’ di cellulite. Quando e’ iniziata
la nostra storia, Norma gia’ prendeva eccitanti e beveva. Il suo
fisico aveva cominciato a risentirne. Per tutto il tempo che
siamo stati insieme ho fatto di tutto per farla smettere.
Purtroppo non ci sono riuscito. Certo, non era facile fare il
cavalier servente, nemmeno per una donna cosi’ straordinaria, ma
era l’unico modo per stare insieme a Norma. Dovevi accettare
tutto di lei, anche il fatto che, magari ubriaca, conosceva uno
e spariva con lui per giorni. Io l’ho accettato finche’, un
giorno, non ce l’ho fatta piu’ e sono fuggito”.

Matera 2019 e le Giornate Fai d’autunnoTra il telero ‘Italia 61’ di Carlo Levi e le opere di Ortega

MATERA12 ottobre 201913:03

– I volti contadini del telero “Italia 61” di Carlo Levi a Palazzo Lanfranchi e quelli dei bassorilievi policromi delle opere in cartapesta dell’artista spagnolo Josè Ortega, nella “Casa” dei rioni Sassi, fino alle immagini dell’arte ispanica negli Ipogei Motta: sono alcuni dei 14 luoghi e attrazioni aperti a Matera, Capitale europea della cultura 2019, per le Giornate Fai d’autunno. Ad apprezzarli sono i numerosi turisti, molti dei quali stranieri, accompagnati da ciceroni in erba delle scuole medie superiori e inferiori. Come ha fatto una coppia di ragazzi agli ipogei Motta, vestiti in abiti tradizionali.

Mostra Venturi, fisico reggiano a ParigiStudiò i manoscritti di Leonardo requisiti a Milano dai francesi

REGGIO EMILIA12 ottobre 201913:17

– Allestita per il quinto centenario dalla morte di Leonardo da Vinci, una mostra alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia dal 19 ottobre al 19 gennaio vuole far conoscere la figura del reggiano Giovanni Battista Venturi (1746-1822), che per primo studiò a Parigi, nel 1797, i manoscritti di Leonardo requisiti a Milano dai francesi.
Il percorso si articola in sei sezioni che, con manoscritti, carteggi, libri antichi e moderni, incisioni e altro materiale iconografico, offrirà un profilo biografico e intellettuale di Venturi, specie come studioso di Leonardo, fisico, storico della scienza e collezionista. La mostra illustra anche l’eredità e l’immagine di Leonardo, attraverso testimonianze manoscritte, edizioni a stampa e facsimili delle opere, incisioni con ritratti dell’artista, episodi della vita, riproduzioni da disegni e dipinti, false attribuzioni e opere di scuola, e ricostruisce a campione la ‘biblioteca ideale’ di Leonardo con autori e opere che concorsero a determinarne la formazione.

Salma Montale ‘a rischio sfratto’Scaduta concessione tomba a cimitero S.Felice a Ema a Firenze

FIRENZE12 ottobre 201914:06

– La salma di Eugenio Montale, sepolta al cimitero di San Felice a Ema a Firenze, potrebbe correre il rischio di essere sfrattata e di finire nell’ossario comunale.
La concessione del loculo di famiglia del poeta premio Nobel per la letteratura, dove è sepolta anche la moglie Drusilla Tanzi, è scaduta da otto anni. E pare che nessuno abbia risposto all’ultimo bando del Comune di Firenze per la conferma. Lo scrive il quotidiano on-line Nove da Firenze.
Rassicurazioni sono arrivate da Emanuele Moggia, sindaco di Monterosso al Mare (La Spezia), luogo centrale nella lirica di Montale, nato a Genova esattamente 123 anni fa. “La nipote – spiega Moggia – mi ha spiegato” che il rischio che la salma finisca nell’ossario comunale, “è scongiurato, perchè la concessione sarà allungata da 70 anni dalla morte del poeta” avvenuta nel 1981. “Ho espresso comunque – aggiunge il sindaco – la disponibilità di Monterosso a ospitare sin da subito la tomba di una figura così prestigiosa”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Apre Stagione da Camera S. Cecilia
Il 28 ottobre il pianista Andrea Lucchesini con Schumann

12 ottobre 201914:08

– Il pianista Andrea Lucchesini aprirà lunedì 28 ottobre la Stagione da Camera dell’ Accademia Nazionale di Santa Cecilia con un recital interamente dedicato a Robert Schumann, tra i massimi esponenti della musica romantica.
In programma Papillons op. 2, suite per pianoforte composta tra il 1829 e il 1832; Carnaval op. 9, scritta nel 1835 per Ernestine von Fricken di cui Schumann era innamorato, e le Tre Romanze op. 28, invece, tra le opere pianistiche che Schumann scrisse nei due anni (1838-1839) che precedono il suo matrimonio con Clara Wieck. Completerà il mosaico la Fantasia op.17, composta nel 1836. L’ ultima esibizione romana di Andrea Lucchesini, accademico di Santa Cecilia dal 2008 e considerato tra gli interpreti romantici più importanti della scena internazionale, è del 2017. A Santa Cecilia esordì a 30 anni fa, quando eseguì tre brani di Chopin e Carnaval op. 9 di Schumann.

Teatro, ‘Premio Riccione’, 5 i finalistiSono Aldrovandi, il duo Frosini-Timpano, Gallucci, Motta e Sarti

BOLOGNA12 ottobre 201915:13

– Individuati i finalisti del 55/o ‘Premio Riccione per il Teatro’, concorso dedicato ai testi teatrali in lingua italiana o in dialetto non ancora rappresentati in pubblico. A contendersi il più antico riconoscimento italiano per la drammaturgia sono 5 autori: Emanuele Aldrovandi con ‘La morte non esiste più’; il duo Elvira Frosini-Daniele Timpano con ‘Ottantanove’; Christian Gallucci con ‘La vita delle piante’; Tatjana Motta con ‘Notte bianca’ e Renato Sarti con ‘Il rumore del silenzio’.
Il vincitore sarà proclamato domenica 3 novembre allo Spazio Tondelli di Riccione. Alla cerimonia parteciperanno i componenti della giuria, presieduta da Fausto Paravidino e composta da Renata M. Molinari, Claudio Longhi, Isabella Ragonese e Graziano Graziani.
Il concorso – con cadenza biennale, diretto da Simone Bruscia – attribuisce, inoltre, il 13/o Premio Riccione ‘Pier Vittorio Tondelli’ al miglior testo di un autore under 30. Cinque, anche in questo caso, i finalisti: Tommaso Fermariello con ‘Fantasmi’; Stefano Fortin con ‘George II’; Valeria Patota con ‘Minotauropatia’; Pablo Solari con ‘Woody è morto’ e Luca Tazzari con ‘Il gallo del mal di testa’.
Nella cerimonia del 3 novembre, sarà consegnato il Premio speciale per l’innovazione drammaturgica dedicato a personalità o compagnie che abbiano aperto nuove prospettive al mondo della scena. A Chiara Lagani, vincitrice nel 2017, succedono Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, premiati “per il loro sguardo acuto sulla realtà e sull’arte, per la capacità di raccontare la febbre di un tempo stanco ma ancora carico di desiderio, attraverso drammaturgie originali che dai dettagli minuti di vite singolari fanno fiorire la sostanza più autentica del presente”.
Al loro lavoro, nel 2020, sarà dedicata una retrospettiva all’interno del 25/o ‘Riccione TTV Festival’, la manifestazione biennale che si alterna al ‘Premio Riccione per il Teatro’.

Guerra dei Mondi, 2 adattamenti 2 seriedal capolavoro fantascienza di H.G Ells. su LaF (Sky) e su Fox

12 ottobre 201919:51

Due versioni per la tv de La Guerra dei Mondi di H.G. Wells, un classico della letteratura di fantascienza (la prima pubblicazione è del 1897). Una più classica e l’altra una trasposizione più moderna ambientata ai nostri giorni che andrà in onda in otto puntate su Fox il 4 novembre. La prima War of the Worlds, invece, è la miniserie omonima della Bbc dell’adattamento (in onda su LaF – canale 135 Sky) in onda il primo episodio il 16, per poi essere trasmesso il secondo il 18 ottobre alle 21.10 (visibili anche su Sky Go e su Sky On Demand). Entrambi gli show tv sono tratti dall’opera letteraria più famosa dello scrittore inglese Herbert George Wells, nonché il primo racconto fantastico incentrato su malefici extraterrestri decisi a conquistare il nostro mondo e spazzare via l’umanità. La miniserie Bbc ambienta la storia nell’Inghilterra edoardiana, nei primi anni del Novecento. George (Rafe Spall) e la sua fidanzata Amy (Eleanor Tomlinson) sono una coppia anticonformista che devono vedersela con le dure e rigide regole della società dei tempi. Le loro preoccupazioni, però, vengono superate da altri timori, di scala maggiore. completano il cast Robert Carlyle (premio BAFTA per Full Monty – Squattrinati organizzati) nei panni dello scienziato e astronomo Ogilvy, e Rupert Graves (Sherlock), che è invece Frederick, fratello maggiore di George. Insieme dovranno vedersela con i terrificanti tripodi provenienti da Marte, intenzionati a sottomettere la Terra e tutti i suoi abitanti.
L’intento è proprio quello di rispettare l’originale, dall’ambientazione ai personaggi, riproponendo in tv un classico sempre attuale.”La guerra dei mondi”, mix di fantascienza, costume drama e horror, è stata girata a Liverpool e vede come regista Craig Viveiros (Dieci piccoli indiani) e come sceneggiatore Peter Harness, già autore de L’ispettore Wallander con Kenneth Branagh.
Una postproduzione lunghissima che ha visto l’inserimento di molti nuovi effetti speciali ha ritardato l’uscita della serie, che adesso esce a ridosso della versione in otto episodi prodotta da da CANAL + e Fox Networks Group Europe & Africa (e infatti la vedremo su Fox dal 4 novembre novembre), ambientata nell’Europa contemporanea, xon protagonisti Gabriel Byrne (Hereditary e In Treatment), assieme alla candidata all’Oscar Elizabeth McGovern (C’era una volta in America; Downton Abbey). Siamo a Londra: per la prima volta la storia è ambientata in Europa, e non negli Stati Uniti. Nell’Europa di oggi, dove i superstiti guidati da Gabriel Byrne (I soliti sospetti) cercheranno di opporsi ai piani degli invasori.
Condannati a sopravvivere: è questo il destino dei superstiti all’attacco alieno in War of The Worlds, il nuovo adattamento televisivo del romanzo di H.G. Wells in arrivo su FOX. Nel nuovo poster dedicato alla serie, vediamo due dei sopravvissuti di spalle, mentre camminano in mezzo a ciò che resta del loro mondo.
Auto ed edifici abbandonati, cadaveri stesi per terra, e un cielo minaccioso. Il cielo che nasconde le astronavi aliene, gli invasori ostili determinati a cancellare per sempre l’umanità dal pianeta Terra. Nel cast anche Léa Drucker, Natasha Little, Daisy Edgar Jones, Stéphane Caillard, Adel Bencherif e Guillaume Gouix sono gli altri attori che saranno protagonisti della serie scritta e creata dal vincitore del premio BAFTA Howard Overman (Misfits, Crazyhead, Merlin). Gilles Coulier sarà il regista dei primi quattro episodi mentre Richard Clark è stato annunciato come regista per gli episodi dal quinto all’ottavo. Non è la prima volte che La Guerra dei mondi viene adattata; il più celebre è l’adattamento radiofonico che ne fece Orson Welles nel 1938 per Cbs. Tra gli innumerevoli anche il film del 2005 quello firmato da Steven Spielberg e interpretato da Tom Cruise.
Ha ispirato anche fumetti, composizioni musicali e non solo. Ai tempi alcuni ascoltatori non si resero conto che la cronaca dello sbarco di extraterrestri bellicosi nel New Jersey descritta dal geniale attore era una finzione ispirata al romanzo di Wells: l’evento rese il programma uno dei primi esempi del potere dei mass media e delle fake news (anche se l’effetto reale fu poi grandemente esagerato).
Su Fox Fox La Guerra gli episodi dei Mondi andranno in onda il lunedì alle 22.05, dopo quelli della stagione 10 di The Walking Dead in onda alle 21.00.

Premio Lattes Grinzane a PerissinottoCon Il silenzio della collina. A Grinzane Cavour la premiazione

TORINO12 ottobre 201918:02

– È Alessandro Perissinotto con Il silenzio della collina (Mondadori) il vincitore del Premio Lattes Grinzane 2019 per la sezione Il Germoglio, dedicata ai migliori libri di narrativa italiana o straniera pubblicati nell’ultimo anno. La cerimonia di premiazione oggi pomeriggio presso il Castello di Grinzane Cavour (Cuneo). Protagonisti gli studenti delle 25 giurie scolastiche italiane i cui 400 voti hanno determinato il vincitore.
Gli altri finalisti al Premio erano Roberto Alajmo con L’estate del ’78 (Sellerio), Jean Echenoz (Francia) con Inviata speciale (Adelphi, traduzione di Federica e Lorenza Di Lella), Yewande Omotoso (Sud Africa) con La signora della porta accanto (66thand2nd, traduzione di Natalia Stabilini), e Christoph Ransmayr (Austria) con Cox o Il corso del tempo (Feltrinelli, traduzione di Margherita Carbonaro).
Il Premio Lattes Grinzane 2019, sezione La Quercia, è stato invece consegnato ieri allo scrittore giapponese Haruki Murakami.

Colle Infinito, seguendo passi LeopardiGiornate d’Autunno Fai dedicate a 200 anni poesia

RECANATI (MACERATA)12 ottobre 201918:04

– ‘Entrare’ dentro L’Infinito: è la possibilità offerta a Recanati dalle Giornate d’Autunno del Fai, dedicate a Giacomo Leopardi, in occasione dei 200 anni dell’Idillio più famoso della poesia italiana, con aperture speciali anche a Napoli e Roma. Nel ‘natio borgo selvaggio’ è possibile affacciarsi sul panorama che ispirò il poeta, 21enne all’epoca della composizione. E’ l’Orto delle Monache sul Colle dell’Infinito, inaugurato il 26 settembre alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo un restauro curato dal Fai, a seguito di un accordo con Comune, Centro Nazionale di Studi Leopardiani e Centro Mondiale della Poesia e della Cultura ‘Giacomo Leopardi’. Un tempo era l’orto concluso del monastero di Santo Stefano: Giacomo, uscendo dal palazzo avito, passava lì vicino per raggiungere la sommità dell”ermo colle’. La visita proposta dal Fai inizia dagli spazi del Centro Nazionale di Studi Leopardi: da lì parte un percorso multimediale della durata di circa 25 minuti.

Kids trendsetter awards a creatore WinxIginio Straffi premiato durante MIp junior a Cannes

ANCONA12 ottobre 201919:32

– I Kids Trendsetter Awards hanno premiato a Cannes il fondatore e Ceo del gruppo Rainbow, Iginio Straffi, ideatore e creatore di classici mondiali quali Winx Club e la recente serie rivelazione 44 Gatti. Il premio corona una carriera di successi per il papà delle fatine più famose della tv, che hanno reso il made in Italy dell’animazione, in particolare made in Marche, famoso in tutto il mondo.
Straffi ha ricevuto il premio durante il Creators Superpanel, appuntamento annuale del MIPJunior di Cannes, un incontro al quale hanno preso parte personalità di spicco dell’industria dell’intrattenimento, intervistate sui temi centrali della produzione di contenuti e sull’evoluzione del mercato. “Sono onorato di ricevere il Kids Trensetter Award che premia il lavoro di questi anni – ha commentato Straffi, patron dell’azienda che ha sede a Loreto (Ancona) -. Le nostre produzioni hanno reso famosa l’animazione italiana in tutto il mondo instaurando empatia immediata e duratura con il target”.
I Kids Trendsetter Awards, alla 5/a edizione, sono assegnati da World Screen e Tv Kids in collaborazione con Reed Midem, e premiano le personalità di talento che guidano l’eccellenza moderna nell’intrattenimento per ragazzi, lanciando nuove tendenze globali. Questo importante riconoscimento a Straffi giunge dopo quello del 2018 di Variety, il prestigioso settimanale americano leader nel settore dell’editoria che ha inserito l’ideatore e creatore delle Winx nella classifica annuale dei 500 personaggi più influenti del mondo nel settore dell’intrattenimento.

Riace:Oliverio,Rai tolga veto su fiction”In quella produzione c’é messaggio di Calabria che accoglie”

COSENZA12 ottobre 201919:32

– “Rinnovo l’appello alla Rai a ripensare il veto posto alla messa in onda della fiction su Riace”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, intervenendo a Cosenza alla manifestazione “MoviEvento – la Calabria da girare”, svoltasi su iniziativa della stessa Regione e di “Calabria Film Commission”.
“In quella produzione – ha aggiunto Oliverio – c’è il messaggio di una Calabria che accoglie, di una terra che esprime i valori veri della sua gente. Il cinema, in questo senso, è uno strumento importantissimo per presentare al Paese e al mondo la nostra regione per quella che veramente è”.

Salma Montale a rischio sfratto. Firenze ‘resterà a cimitero San Felice’Sindaco Monterosso, se problemi pronti accogliere spoglie

FIRENZE12 ottobre 201919:36

Concessione del loculo scaduta, da otto anni. Con possibilità di ‘sfratto’ in caso di mancato rinnovo e il rischio di finire nell’ossario comunale. E’ quanto sembrava doversi paventare per i resti di Eugenio Montale, sepolto nel cimitero, comunale, di San Felice a Ema a Firenze, città dove il premio Nobel della letteratura, nato a Genova esattamente 123 anni fa, il 12 ottobre 1896, soggiornò a lungo e dove riposa dall’anno della sua morte, avvenuta nel 1981, insieme alla moglie Drusilla Tanzi.
Ma dopo l’allarme lanciato dal quotidiano on-line Nove da Firenze, Palazzo Vecchio ha rassicurato: le spoglie di Montale resteranno nel cimitero di San Felice a Ema. Sarebbe inoltre già stato pronto a farsene eventualmente carico il Comune di Monterosso al Mare (La Spezia), luogo centrale nella lirica montaliana, dove i Montale avevano una casa di famiglia e dove riposano i resti dei parenti del poeta. E comunque, ha dichiarato il sindaco Emanuele Moggia, “ho avuto conferma da parte di Bianca Montale, nipote ed erede universale del poeta, che la concessione del loculo sarà prolungata sino al 2051”.
Il caso era stato sollevato da Nove da Firenze dopo aver scoperto che il nome di Montale figurava nell’elenco, affisso al cimitero, delle bando pubblicato l’anno scorso dal Comune per la conferma delle concessioni scadute per le sepolture a San Felice a Ema. E da quanto pareva nessuno aveva risposto a quest’ultimo invito. Andrea Vannucci, assessore con delega anche ai cimiteri comunali di Palazzo Vecchio, dopo aver dichiarato che “siamo orati che il premio Nobel per la letteratura riposi nella nostra città”, ha poi spiegato che il Comune sta verificando le scadenze delle vecchie concessioni cimiteriali in tutti i cimiteri comunali. Per quello di S.Felice a Ema “siamo arrivati a controllare le concessioni delle persone morte nel 1978 quindi diversi anni prima” della scomparsa di Montale, risalente all’1981. “Quando arriveremo a quella data contatteremo Bianca Montale”. “In ogni caso – ha assicurato – ci saremmo adoperati con il sindaco Nardella e la giunta per trovare una soluzione” come “avviene per gli altri personaggi illustri che riposano a San Miniato al Monte. Ci impegneremo – ha concluso – perché le spoglie di Montale continuino ad essere custodite nel loculo che custodisce anche le spoglie della moglie”.

Franceschini riconferma i direttori stranieri dei museiSchmidt e Bellenger altri 4 anni ad Uffizi e Capodimonte

12 ottobre 201919:39

Il tedesco Eike Schmidt per altri quattro anni alle Gallerie degli Uffizi, il francese Sylvain Bellenger per un altro mandato al Museo e al Bosco reale della Reggia di Capodimonte, l’italiana Cristiana Collu che rimane alla Galleria d’Arte Moderna di Roma. Tornato alla guida del ministero della cultura e del turismo, Dario Franceschini puntella la sua riforma e riconferma al loro posto tre figure di punta della pattuglia di super direttori scelti nel 2015 per concorso e chiamati a guidare “in autonomia” i musei più blasonati del Paese. Un altro, l’inglese James Bradburne, aveva già avuto una settimana fa l’ok a continuare il suo lavoro per la Pinacoteca di Brera. Per il ministro Pd, dopo le polemiche che hanno sempre accompagnato le sue scelte e dopo i “correttivi” non tutti di suo gusto operati dal governo giallo verde, un modo per ribadire le sue posizioni in campo di politica culturale: “L’autonomia dei musei funziona”, ripete, “in questi anni ha portato sicuramente maggiori visitatori ma è stata soprattutto un ottimo strumento per modernizzare i musei italiani e rafforzare la tutela e la produzione scientifica”.
In un clima di generale instabilità, la riconferma di un direttore per altri quattro anni dovrebbe aiutare anche un migliore svolgimento dei progetti. Lo sottolinea dalla Francia, dove si trova a presentare proprio due mostre napoletane, Sylvain Bellenger. Per lui che ne primi quattro anni di mandato è riuscito a far crescere del 47% il flusso di visitatori di Capodimonte, la sfida del prossimo mandato, racconta, sarà “la realizzazione del Grande Progetto Capodimonte”, ovvero la nascita di un ambizioso “campus multisciplinare che darà una specifica destinazione culturale a ciascuno dei diciassette edifici di epoca borbonica presenti nel sito reale”.
Anche Schmidt, che per rimanere a Firenze si è tirato addosso i malumori delle autorità austriache che lo attendevano a Vienna per dirigere il Kunsthistorische museum, guarda avanti con entusiasmo: “Le cose da fare sono ancora tante ma posso contare su collaboratori eccezionali e, per quanto mi riguarda, darò come sempre tutto me stesso per rendere gli Uffizi il museo più bello del mondo. Anche se già lo sono”. Mentre la storica dell’arte sarda Cristiana Collu pensa prima di tutto al “consolidamento dei risultati raggiunti”.
Tant’è. Se Bradburne aveva accolto anche lui giorni fa con toni entusiastici la rinnovata fiducia del ministro, c’è invece chi ha gettato la spugna senza ritorno come l’austriaco Peter Aufreiter che qualche mese fa – quando alla guida del Collegio Romano c’era il pentastellato Alberto Bonisoli – aveva annunciato il suo addio, non privo di polemica, alle Gallerie Nazionali delle Marche. Un addio confermato anche con il ritorno di Franceschini. Il motivo? In sintesi carenza di personale e troppa burocrazia: “Io sono un marketing manager e sono bravo a trovare i soldi per realizzare mostre e iniziative. Qui invece svolgo per l’80% del mio tempo compiti amministrativi riguardanti il personale, i contratti, le gare d’appalto ed altre mansioni che non mi competono, perche’ mancano i dipendenti amministrativi che devono farle”, denunciava anche qualche giorno fa. Il suo malcontento d’altronde non è isolato, altri musei restano da sistemare, come la Galleria dell’ Accademia di Firenze, a cui Bonisoli ha tolto l’autonomia accorpandola agli Uffizi (con Franceschini dovrebbe tornare autonoma), o anche il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia che si è visto togliere e rimettere l’autonomia e nel frattempo ha perso il suo direttore Valentino Nizzo (richiamato al ministero) e visto bloccare tutti i progetti di rilancio.
Franceschini va avanti: “l’incrocio tra riforma e qualità dei direttori si è dimostrato un mix vincente per il sistema museale italiano”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Avvolgenti e glamour, i cappotti-icona
Da Genny è bianco, beige da Max Mara, rosso da Emporio Armani

13 ottobre 201912:58

– Stilosi, avvolgenti, caldi come un abbraccio, glamour per le occasioni più importanti: sono i nuovi cappotti dell’inverno 2020, capi icona, immancabili nel guardaroba femminile della nuova stagione.
Da Genny il cappotto è disegnato per essere avvolto attorno al corpo, dove crea linee sinuose e nuance cromatiche luminose, quasi siderali. Le texture sono calde e le silhouette segnate, per cappotti dalle linee lievemente over, monopetto o in versione robe de chambre, che scelgono la purezza del bianco per flirtare con il gelo e garantire una nota sofisticata a ogni temperatura. La purezza delle silhouette diventa l’alleata per un’eleganza decontracté all’insegna del lusso quotidiano. La collezione Givenchy rivela un mix di romanticismo e una vocazione al retrò. I cappotti disegnati da Clare Waight Keller emergono come cigni, in black &white e piume. Lane pregiate e dal beige al cammello per i cappotti di Max Mara.Rosso passione da Emporio Armani. Cachemire modelli trench da Falconieri.

Morto a Milano Manuel FrattiniAveva 54 anni, malore fatale per divo del musical

MILANO13 ottobre 201919:00

– E’ morto ieri sera a Milano Manuel Frattini, 54 anni, ballerino e coreografo molto noto per i suoi musical. Frattini stava partecipando ad una serata di beneficenza quando ha avuto un malore che gli ha provocato un arresto cardiaco irreversibile, nonostante i soccorsi tempestivi dei presenti e del personale medico chiamato immediatamente.
Dopo aver mosso i primi passi come primo ballerino e coreografo in produzioni Rai e Mediaset, Frattini ha partecipato a numerosi musical, da A Chorus Line a Cantando sotto la pioggia. Dopo aver lavorato anche con Christian De Sica, Frattini debutta come protagonista assoluto in un musical inedito, Musical, Maestro!, e sempre con lo stesso ruolo partecipa poi a Pinocchio, con la regia di Saverio Marconi e le musiche dei Pooh. E’ poi Peter Pan, Robin Hood, Aladin e, più recentemente, è stato protagonista del musical di George Gershwin Crazy for you. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti e ha insegnato in diverse accademie.

Sgarbi, mafia in mercato arteAlla Biennale Milano, ‘istituzioni diano spazi per esporre’

MILANO13 ottobre 201914:23

– Assicurare il diritto alla creatività, dando l’occasione di mostrare le loro opere agli artisti che non sono nel giro dei ‘mercanti dell’arte’. E’ la proposta alle istituzioni lanciata da Vittorio Sgarbi alla Biennale Milano, evento che dà la possibilità a più di 200 artisti non famosi di esporre, e il cui tema di quest’anno è proprio “Ars Democratica, la democrazia nell’arte”.
“In Italia ci può essere la mafia a Milano o Palermo, ma sicuramente c’è la mafia nel mondo dell’arte che apre le Biennali e le Triennali solo a pochi artisti – osserva Sgarbi -, quelli che hanno un rapporto con il mercato”.
“Rispetto ad altre rassegne, in cui possono esporre solo certi artisti – ha confermato il curatore Salvo Nugnes -, alla Biennale di Milano abbiamo da sempre voluto dare spazio a tanti artisti molto promettenti, ma che in alcuni casi non hanno ancora raggiunto un grande successo di pubblico. E’ questo il senso di voler portare la democrazia all’interno dell’arte”.

Morto Cannatello, stop mostra a CubaIniziativa Ambasciata e “Filitalia International chapter”

CATANZARO13 ottobre 201916:33

– É morto a L’Avana il fotografo Alfredo Cannatello, originario di Vibo Valentia ma da molti anni trasferitosi a Cuba, dove aveva curato vari eventi culturali ed artistici. A causa della morte di Cannatello é stata sospesa la mostra di fotografie “Calabria tesoro del Mediterraneo”, che avrebbe dovuto essere inaugurata a L’Avana il 18 novembre prossimo. Lo rende noto la “Filitalia International chapter” di Vibo Valentia, che insieme all’Ambasciata d’Italia a Cuba aveva organizzato l’esposizione.
“Per ricordare Alfredo Cannatello e rendergli il dovuto omaggio – é detto in un comunicato – sarà organizzata un’esposizione anche per promuovere il patrimonio dei beni culturali calabresi che lo stesso fotografo, con tanto desiderio e felicità, voleva fare conoscere. Insieme alle autorità italiane, cubane e alla famiglia di Alfredo Cannatello, nel prossimo mese di novembre si discuteranno le modalità dell’iniziativa, che rientrerà sempre nei festeggiamenti per i 500 anni della città di Avana”.

Emma Carelli, La prima donna all’OperaAl Costanzi che gestì, sua storia evento preapertura Festa Roma

14 ottobre 201909:26

Una donna forte e indipendente, troppo forte e indipendente per il suo tempo e forse anche per oggi dove le donne non riescono ad avere lo spazio che meritano nella leadership. Invece lei, Emma Carelli – La prima donna del film di Tony Saccucci, interpretata da Licia Maglietta – ci riuscì, toccò vertici inimmaginabili per una donna ma la sua vita finì tragicamente e fu dimenticata.Iniziò con una carriera d’artista e divenne una diva assoluta del teatro d’opera, osannata in tutto il mondo – dall’Europa al Sud America – nei primi del ‘900. Nata a Napoli il 12 maggio del 1877, è stata una delle prime donne manager italiane, insieme al marito Walter Mocchi, politico socialista. Gestì e divenne direttrice del Teatro Costanzi (l’odierno Teatro dell’Opera di Roma) per un lunghissimo periodo: dal 1912 fino al 1926. Al Teatro dell’Opera, durante la sua gestione, diversi capolavori videro il proprio debutto romano; tra queste Elektra di Richard Strauss (in cui cantò il ruolo del titolo), La fanciulla del West, Turandot e Il trittico di Giacomo Puccini; Parsifal di Richard Wagner; Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai; Boris Godunov di Modest Petrovič Musorgskij; Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns. Esclusa Elektra, la sua unica performance come cantante durante il periodo di gestione del teatro fu come protagonista della Iris di Mascagni. Aprì il teatro per la prima volta in Italia a Picasso, ai Balletti russi, ai Futuristi. Non piegava la testa davanti a nessuno, ne’ ad Arturo Toscanini, ne’ tantomeno a Benito Mussolini. Ed è col fascismo che inizia la sua discesa.Nel 1926 il Governo la estromette improvvisamente dalla direzione del suo teatro, perché – recita un resoconto redatto dalla polizia segreta fascista – “come donna ha sviluppato un carattere indipendente che le fa assumere atteggiamenti di superiorità verso chicchessia”. Vede poi anche la fine del suo matrimonio con Mocchi, che alla sua morte avvenuta nel 1928 a causa di un’incidente d’auto, sposa Bidu Sayão, altra donna di grandissima personalità che diventerà star del Metropolitan. Muore appunto nel 1928, l’anno che registra il maggior numero di donne suicide nella storia d’Italia.La sua storia torna alla luce con il film La prima donna – una produzione Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con Teatro dell’Opera di Roma, regia di Tony Saccucci che ne firma anche la sceneggiatura da un’idea di Carlo Fuortes – che lunedì 14 ottobre segna l’evento di preapertura della Festa di Roma, e che si svolge proprio al Teatro dell’Opera dove Emma aveva espresso in molte forme il suo talento. ”Il dramma di Emma è la storia delle donne. E oggi – spiega il regista Tony Saccucci nelle note di regia – il tema della parità di genere è la questione politica per eccellenza, tornata di prepotenza alla ribalta. Perché c’è un procedere della storia che appiana tutte le ingiustizie. È l’astuzia della Ragione, la forza della Destino. Dio è maschio, e femmina. Questo film risveglia un fantasma senza pace e senza giustizia, con Licia Maglietta a dargli corpo e voce di verità, per provare a capire dove va cercata una giusta pace”.Saccucci è alla sua opera seconda dopo Il pugile del duce, menzione speciale ai Nastri d’Argento come migliore opera prima, ovvero un film documentario che racconta la storia della vittoria mutilata di un campione di boxe italiano di origini africane, nell’Italia di Mussolini. La prima donna è la sua opera seconda e coglie ancora una volta nel segno riportando alla luce una vicenda inghiottita dalla storia.

Gesualdo, l’uxoricida e i madrigaliprogetto europeo, incontri e concerti su principe di Venosa

13 ottobre 201916:57

– Parte lunedì 14 ottobre con un incontro col vincitore dell’ultimo Premio Campiello al teatro Valle e martedì 15 col primo concerto il Gesualdo Project all’interno della Iuc la Stagione dei Concerti nell’aula magna dell’Università la Sapienza di Roma, dedicato a Carlo Gesualdo principe di Venosa, uno dei più interessanti e più noti protagonisti della musica tra ‘500 e ‘600, ma anche uno dei più evocati, perché spesso si sovrappone alla sua musica la sua biografia, in particolare l’assassinio della moglie e del suo amante, sorpresi in flagrante adulterio. La sua musica è talmente audace da risultare oggi modernissima e non è un caso che abbia ispirato musicisti non solo classici ma anche pop e jazz, da Igor Stravinskij a Franco Battiato e Salvatore Sciarrino, e registi come Werner Herzog. Al centro del Progetto c’è naturalmente l’esecuzione dei suoi Madrigali a 5 voci da parte de Les Arts Florissants con la direzione di Paul Agnew, gruppo francese, fondato nel 1979 da William Christie.

L’abbraccio a Croccolo, ‘Salutaci Totò’Applausi al feretro ed un cartello ‘Salutaci Totò’

NAPOLI13 ottobre 201918:12

– L’ultimo abbraccio di Napoli a Carlo Croccolo, lo da una chiesa gremita, quella di San Ferdinando, e la folla di gente comune che nel pomeriggio assolato blocca il traffico in piazza Trieste e Trento all’uscita del feretro tra gli applausi. Croci di palloncini bianchi e due libri per raccogliere le firme con la foto di Croccolo sorridente e l’immagine di padre Pio all’ingresso, ai primi banchi la moglie, l’attrice Daniela Cenciotti, ‘compagna di vita e di arte’, la figlia Donatella (avuta dalla prima moglie Franca) con i nipotini, i parenti. Ad officiare e’ don Giulio affezionato cugino dell’attore scomparso ”’Ha avuto sempre un senso sacro della famiglia – sottolinea – sottolinea il sacerdote – ricordo il suo rapporto speciale con la madre Giuseppina. Nella sua vita intensa e significativa l’elemento fondamentale e’ stato il cuore”. Nella folla un anziano issa un cartello che accompagnera’ il feretro fino all’uscita della Chiesa ‘Carlo salutaci il grande Toto”.

Fai: Giornate autunno da record, 330 mila visitatori +30%

14 ottobre 201909:08

Si sono chiuse le Giornate FAI d’Autunno 2019, il fine settimana promosso dai Giovani del FAI dedicato alle bellezze dell’Italia, con itinerari inediti e luoghi eccezionalmente aperti al pubblico.
Le prime proiezioni evidenziano un grande successo di pubblico paria a 330.000 visitatori, con una crescita del 30% rispetto alle Giornate Fai D’Autunno del 2018”. Lo spiega una nota.
”Tra i luoghi più visti segnaliamo la Caserma Bergia di Bari con 7.000 visitatori, l’Arsenale Militare di La Spezia con oltre 6.000, seguiti dal Real Sito di Portici e la Corte Suprema di Cassazione a Roma con quasi 5.000 presenze ciascuno e Palazzo Regione Lombardia a Milano con circa 4000 visitatori.
Tra i Beni del FAI i più visitati risultano Parco Villa Gregoriana con 3.200 visite, seguito da Villa del Balbianello (CO) con 3.100. A Recanati l’appena inaugurato Orto sul Colle dell’Infinito ha registrato circa 2.000 presenze. Con le 770.000 presenze delle Giornate di Primavera, le Giornate Fai raggiungono nel 2019, con l’evento autunnale appena conclusosi, oltre un milione di visitatori, diventando il più grande evento di piazza italiano dedicato al patrimonio artistico e paesaggistico del nostro Paese”.

Cinema: L’isola delle rose del ’68 ora è a MaltaSibilia sul set la racconta con Germano e De Angelis

14 ottobre 201909:07

Finalmente arrivano i tempi moderni anche al cinema e c’è chi si ispira a una voce di Wikipedia scoperta random. ”Stavo cercando una voce scientifica per ‘Smetto quando voglio 2’ quando mi sono imbattuto in ‘L’isola delle rose’ e ho così scoperto questa cosa straordinaria che non conoscevo”. A parlare così è Sydney Sibilia a Malta sul set acquatico più grande d’Europa dove si gira ‘L’incredibile storia dell’isola delle rose’, ovvero il racconto di quella piattaforma di fronte a Rimini, fuori dalle acque territoriali, che nel 1968 divenne un vero e proprio stato indipendente che incarnò il sogno di una generazione, quella che ‘non voleva morire democristiana’. Su questa piattaforma, ricostruita nei minimi particolari nell’enorme vasca dei Malta Film Studios (91 x 122 metri) ai confini del mare con una prospettiva infinita sull’acqua, si è assistito al dialogo, in stretto dialetto bolognese, tra Giorgio Rosa (Elio Germano), il visionario ingegnere che fondò l’isola con tanto di acqua potabile, e Gabriella (Matilda De Angelis), che diventerà sua moglie e compagna di una vita.
Un dialogo ‘chiave’ del film fatto ripetere dal regista salernitano fino all’ossessione.
Lui dice a lei con orgoglio: “Vengono ormai tutti qui a buttare i loro abiti, camicie, cravatte. Potrebbero farlo dappertutto, ma lo fanno qui forse perché è più liberatorio”.
Poi la richiesta alla donna di restare per la notte sull’isola.
E Gabriella che replica con sospetto: “Ma non stai con la barista, la Marisa che è incinta?”. E Giorgio nega anche quando Gabriella gli dice che sta per sposarsi, ma si capisce che tra i due c’è qualcosa che li porterà lontano. Il film, co-produzione internazionale di Groenlandia e Netflix e scritto dallo stesso regista con Francesca Manieri, racconta appunto la storia vera di Giorgio Rosa e dello stato indipendente che fondò nel 1968 al largo di Rimini, fuori dalle acque territoriali. Una mini nazione che incarnò alla stesso tempo la sua utopia e il sogno di una generazione. Un sogno durato poco perché la Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose fu fatta brillare l’11 febbraio del 1969 dallo Stato Italiano. “Certo – dice il regista a Malta – per documentarmi ho incontrato Giorgio Rosa che, saputo del film, ha detto che non gli faceva per niente piacere, ma credo invece fosse contentissimo che parlassimo della sua utopia. La nostra versione della storia, va detto, ha le sue libertà e molte cose le abbiamo riempite con la nostra fantasia. E questo in un film che parla soprattutto di libertà e di come questa spaventi”.
E ancora Sibilia: “Sergio Rosa costruisce l’isola a costo zero con tubi telescopici di suo brevetto. E questa piattaforma diventa subito un successo in tutta Europa e raccoglie hippy che vengono da ogni parte del mondo. Una cosa che vide anche l’intervento della politica, sia da parte dell’allora presidente del Consiglio, Giovanni Leone (Luca Zingaretti), che del ministro degli Interni, Franco Restivo (Fabrizio Bentivoglio)”. Perché proprio questa storia? “Mi affascinava, dopo tanti film corali, la forza di questa vicenda personale di un uomo geniale, un proto nerd, che si era anche costruito un’auto da solo utilizzando come sedili il divano di casa”.
Girato per meno della metà a Malta e poi tra Strasburgo, Roma e Bologna, il film che dovrebbe essere pronto nell’autunno del 2020 “è fondamentalmente una commedia in cui si ride”. Dice, infine, Matteo Rovere, regista di film coraggiosi come ‘Primo Re’, in veste di produttore de L’incredibile storia dell’isola delle rose’: “Netflix ha avuto come al solito la lucidità di investire in questa storia tipicamente italiana, ma piena di spirito universale. Con Netflix abbiamo garanzia di qualità e diffusione internazionale. Possiamo parlare al mondo, certi che si riconoscerà in questa storia tutta italiana e ne sarà conquistato”.

Set in Alto Adige, da Curon a ‘Siberia’Roberto Faenza con Resilient da storia premio Nobel Capecchi

13 ottobre 201918:33

– Il campanile della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria che spunta dal bacino artificiale, per la produzione di energia idroelettrica, del lago di Resia, è una traccia potente di Curon, villaggio altoatesino allagato nel 1950 (e ricostruito nel lato orientale della valle) con la creazione di una grande diga. Un’icona ‘local’ che sta conquistando una popolarità globale come simbolo (anche nel primo teaser trailer) della nuova serie italiana targata Netflix, ‘Curon’, mystery che ha fra gli autori Ezio Abbate. E’ solo uno dei titoli che hanno scelto il territorio, dove opera l’IDM Film Fund & Commission, per le produzioni audiovisive in Alto Adige. Fra le altre, è in preproduzione Resilient (il titolo è provvisorio) di Roberto Faenza, storia del Premio Nobel per la medicina Mario Capecchi (classe 1937), che da bambino si è trovato a vivere per strada prima di ricongiungersi con sua madre, sopravvissuta alla prigionia nel campo di Dachau.

Joker domina ancora il box office UsaBatte i nuovi arrivati, La famiglia Addams e Gemini man

13 ottobre 201918:59

– “Joker” continua a dominare incontrastato il botteghino Usa. La storia drammatica, interpretata magistralmente da Joaquin Phoenix, è irragiungibile in classifica e incassa questa settimana 55 milioni di dollari.
I nuovi arrivati si devono accontentare: come il film animato su “La famiglia Addams” e Will Smith in “Gemini Man”. Gli studi di stimano appunto che “Joker” abbia aggiunto 55 milioni nei cinema nordamericani, in calo solo del 43% dal suo debutto da record.
“La famiglia Addams” ha superato le aspettative e ha conquistato il secondo posto nel suo primo fine settimana nei cinema con 30,3 milioni. “Gemini Man” di Ang Lee debutta al terzo posto con 20,5 milioni. Il film è costato 140 milioni di dollari. “Il piccolo Yeti” e “Downton Abbey” sono a seguire.

Oltre 100 mila presenze per il Milano Linate Show

Si è concluso con il volo delle Frecce Tricolore nel cielo della città

MILANO13 ottobre 201918:17

Si è concluso il Milano Linate Show con più di 100 mila spettatori. Un “omaggio” che Sea ha voluto fare alla città di Milano prima della riapertura ufficiale dello scalo, prevista per il prossimo 27 ottobre. Le piste dell’aeroporto di Linate si sono animate per tutto il giorno con l’Air Show che si è concluso con il volo delle Frecce Tricolore sul cielo della città, lo spettacolo di cabaret di Zelig, il concerto di Cristina d’Avena e l’esposizione di aerei storici. Molto apprezzate le esibizioni di Rockin’ 1000, la più grande cover band del mondo, di Manuel Agnelli e dei Subsonica.

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Cinema: Brizzi, un film tra amicizia e autobiografia
In sala dal 17 ottobre con Medusa “Se mi vuoi bene”

14 ottobre 201909:25

‘Se mi vuoi bene’, in sala dal 17 ottobre con Medusa, è la realizzazione di un sogno personale di Fausto Brizzi, quello di girare una dramedy, una commedia con toni drammatici e, in questo caso, con risvolti favolistici. Ma è anche un un lavoro sull’amicizia che ti salva e in parte autobiografico. “Siamo in un’epoca in cui sembrano contare più gli emoticon di tutto.
Invece bisogna uscire di casa e andare a trovare gli amici”, dice il regista.
Il film, tratto da un libro omonimo di Brizzi del 2015, mette in campo un mega cast con al centro Diego (Claudio Bisio), avvocato di successo che sta attraversando un periodo di depressione cronica (vuole morire). Un giorno, però, incontra Massimiliano (Sergio Rubini), proprietario di un eccentrico negozio di Chiacchiere, che non vende nulla, ma accoglie chiunque entri con grande amicizia. Un luogo magico dove Diego capisce che, per uscire dalla sua palude emotiva, deve solo fare del bene a tutti i suoi cari: parenti e amici. Le cose non vanno come ha immaginato, ma alla fine, come accade nelle favole, non tutto è davvero perduto. Queste alcune persone che entrano nel campo di interesse di Diego: Luca (Dino Abbrescia), suo amico storico; Laura (Lorena Cacciatore), figlia di Diego e donna troppo in carriera; Olivia (Valeria Fabrizi), mamma di Diego circondata da gatti; Edoardo (Flavio Insinna), amico di Diego anche troppo entusiasta; Simona (Susy Laude), amica di Diego; Giulia (Maria Amelia Monti), ex moglie di Edoardo e proprietaria di una libreria; Loredana (Lucia Ocone), mamma single e un po’ Bridget Jones; Daniela (Elena Santarelli), barista super-tatuata e Alessandro (Gian Marco Tognazzi), tassista e artista allo stesso tempo.
“Quante volte un regista – dice Fausto Brizzi – può dire la frase ‘questo è il film che volevo fare da tanto tempo’? Ho scelto un mio romanzo che amavo nato in coincidenza della morte di mio padre e la nascita di mio figlio. Un libro che ha un tono in Italia davvero poco frequentato. Negli Usa lo chiamano dramedy, in Francia comédie dramatique, è il genere che amo di più e che forse ho sfiorato solo col mio esordio ‘Notte Prima Degli Esami’, non a caso il più autobiografico di tutti.”.
“Intorno a me – continua Brizzi – ho scelto una squadra di attori amici, in primis Claudio Bisio, comunque per me un film terapeutico che spero faccia bene al cuore di chi lo vede”. Per il regista non è più il tempo di ‘Modalità aereo’, film che raccontava in parte il periodo successivo alla tempesta giudiziaria: “Oggi – dice – sono invece in modalità iperattiva.
Ho appena finito le riprese de ‘La mia banda suona il pop’, film dal taglio squisitamente comico che uscirà il 7 febbraio”. La depressione di cui si parla in Mi vuoi bene? “Non l’ho attraversata direttamente – spiega – ma ne sono stato spettatore. Se ti spezzi una gamba la gente lo capisce, se sei depresso no. In questo film c’è un po’ la soluzione che sta tutta nel cominciare a fare del bene alle persone che ci sono vicine”.

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Brizzi, un film tra amicizia e autobiografia
In sala dal 17 ottobre con Medusa “Se mi vuoi bene”

11 ottobre 2019 13:22

– ‘Se mi vuoi bene’, in sala dal 17 ottobre con Medusa, è la realizzazione di un sogno personale di Fausto Brizzi, quello di girare una dramedy, una commedia con toni drammatici e, in questo caso, con risvolti favolistici. Ma è anche un un lavoro sull’amicizia che ti salva e in parte autobiografico. “Siamo in un’epoca in cui sembrano contare più gli emoticon di tutto. Invece bisogna uscire di casa e andare a trovare gli amici”, dice il regista.Il film, tratto da un libro omonimo di Brizzi del 2015, mette in campo un mega cast con al centro Diego (Claudio Bisio), avvocato di successo che sta attraversando un periodo di depressione cronica (vuole morire). Un giorno, però, incontra Massimiliano (Sergio Rubini), proprietario di un eccentrico negozio di Chiacchiere, che non vende nulla, ma accoglie chiunque entri con grande amicizia. Un luogo magico dove Diego capisce che, per uscire dalla sua palude emotiva, deve solo fare del bene a tutti i suoi cari: parenti e amici. Le cose non vanno come ha immaginato, ma alla fine, come accade nelle favole, non tutto è davvero perduto. Queste alcune persone che entrano nel campo di interesse di Diego: Luca (Dino Abbrescia), suo amico storico; Laura (Lorena Cacciatore), figlia di Diego e donna troppo in carriera; Olivia (Valeria Fabrizi), mamma di Diego circondata da gatti; Edoardo (Flavio Insinna), amico di Diego anche troppo entusiasta; Simona (Susy Laude), amica di Diego; Giulia (Maria Amelia Monti), ex moglie di Edoardo e proprietaria di una libreria; Loredana (Lucia Ocone), mamma single e un po’ Bridget Jones; Daniela (Elena Santarelli), barista super-tatuata e Alessandro (Gian Marco Tognazzi), tassista e artista allo stesso tempo. “Quante volte un regista – dice Fausto Brizzi – può dire la frase ‘questo è il film che volevo fare da tanto tempo’? Ho scelto un mio romanzo che amavo nato in coincidenza della morte di mio padre e la nascita di mio figlio. Un libro che ha un tono in Italia davvero poco frequentato. Negli Usa lo chiamano dramedy, in Francia comédie dramatique, è il genere che amo di più e che forse ho sfiorato solo col mio esordio ‘Notte Prima Degli Esami’, non a caso il più autobiografico di tutti.”.”Intorno a me – continua Brizzi – ho scelto una squadra di attori amici, in primis Claudio Bisio, comunque per me un film terapeutico che spero faccia bene al cuore di chi lo vede”. Per il regista non è più il tempo di ‘Modalità aereo’, film che raccontava in parte il periodo successivo alla tempesta giudiziaria: “Oggi – dice – sono invece in modalità iperattiva. Ho appena finito le riprese de ‘La mia banda suona il pop’, film dal taglio squisitamente comico che uscirà il 7 febbraio”. La depressione di cui si parla in Mi vuoi bene? “Non l’ho attraversata direttamente, ma ne sono stato spettatore. Se ti spezzi una gamba la gente lo capisce, se sei depresso no. In questo film c’è un po’ la soluzione che sta tutta nel cominciare a fare del bene alle persone che ci sono vicine”.

Mostre: Botero a Bologna, un visionario inno all’esistenzaCorpus costituito da 50 opere, esposizione in sette sezioni

BOLOGNA11 ottobre 2019 13:22

– Cinquanta opere uniche mai viste prima a Bologna, comprendenti una serie di disegni realizzati a tecnica mista e un insieme di acquerelli a colori su tela, compongono il corpus della mostra dedicata all’artista colombiano Fernando Botero, in programma dal 12 ottobre al 26 gennaio a Palazzo Pallavicini. L’esposizione, curata da Francesca Bogliolo e articolata in sette sezioni, rispetta i temi cari all’artista e pone la sua attenzione all’occhio poetico che Botero è capace di posare sul mondo, regalando una bellezza fatta di volumi abbondanti, colori avvolgenti e iconografie originali. Un visionario inno all’esistenza che approfondisce il disegno inteso come fondamento della forma, primario e imprescindibile strumento di bellezza.
Tra i soggetti selezionati compaiono personaggi legati alla tauromachia e al circo, silenti ed equilibrate nature morte, delicati nudi, personalità religiose, individui colti nella propria quotidianità. Una rassegna visiva che tiene conto dell’intensa ricerca visiva di Botero, tesa all’affermazione del suo caratteristico linguaggio. Tra le opere esposte si nascondono i segreti della vita, celati sotto presenze dai volumi corpulenti, persone o oggetti in attesa di un movimento casuale o volontario. In perfetto equilibrio tra ironia e nostalgia, atmosfere oniriche e realtà fiabesca, classicità italiana e cultura sudamericana, l’arte di Botero è creatrice e portatrice di uno stile figurativo e personale, capace anche in questa occasione di coinvolgere e affascinare chi guarda.
Libertà creativa e monumentalità rappresentano il fil rouge dell’esposizione, il cui allestimento è stato progettato con l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Arte: è morto lo scultore e pittore Ettore Spalletti Le sue opere esposte in tutto il mondo

11 ottobre 2019 20:40

E’ morto a 79 anni, nella sua casa di Spoltore (Pescara), Ettore Spalletti, scultore e pittore di fama internazionale, maestro dell’arte concettuale. Era nato nel 1940 nella vicina Cappelle sul Tavo, in provincia di Pescara.Le opere di Spalletti sono state presentate a Documenta di Kassel (1982, 1992), alla Biennale di Venezia (1982, 1993, 1995, 1997) e in mostre personali a Parigi (Musée d’art moderne de la Ville de Paris, 1991), New York (Osmosis, S. R. Guggenheim Museum, 1993, con Haim Steinbach), Anversa (Museum van Hedendaages Kunst, 1995), Strasburgo (Salle des fêtes, Musée d’art moderne et contemporain, 1998-99), Napoli (Museo nazionale di Capodimonte, 1999), Leeds (Henry Moore Foundation, 2005). Nel 2014 un circuito di musei formato dal Maxxi di Roma, dalla Gam di Torino e dal Museo Madre di Napoli, ha ospitato la più completa retrospettiva dell’opera dell’artista, “Un giorno così bianco, così bianco”.

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Harry Styles torna con un nuovo singolo
Esce Lights Up, sul web il video è già un successo

1 ottobre 201913:22

– A due anni di distanza dall’omonimo album di debutto solista, Harry Styles torna con il nuovo brano Lights Up, già disponibile. Il brano è accompagnato da un video girato in Messico che, in poche ore, ha già superato 2,2 milioni di visualizzazioni su YouTube. Lights up è stato prodotto da Tyler Johnson con la collaborazione di Kid Harpoon (Tom Hull), ed entrambi hanno partecipato alla scrittura del brano insieme allo stesso componente degli One Direction, band ormai in pausa dal 2016.

Longinus prima serie tv di Dario Argentoco-prodotta da Publispei e BIM Produzione

11 ottobre 201913:22

– Dario Argento si dà per la prima volta al mondo delle serie TV con Longinus. Il maestro del brivido regista e autore visionario del genere horror che nel corso degli anni ha tolto il sonno a varie generazioni, approda sul mondo delle serie televisiva per la prima volta, regalando una nuova, indimenticabile esperienza a tutti gli appassionati del genere.
Argento accompagnerà i telespettatori, episodio dopo episodio, nel suo immaginario oscuro e terrificante. In un thriller sospeso tra il reale e il soprannaturale, si susseguiranno misteriosi omicidi, suspence e disvelamenti, elementi esoterici e antichi enigmi, tra le Alpi francesi di Grenoble e la Siena del palio. Longinus, con le sue ambientazioni, i suoi riferimenti simbolici, i suoi personaggi in bilico fra il bene e il male si preannuncia come una serie d’autore internazionale.
Una co-produzione di Publispei di Verdiana Bixio e della BIM Produzione, società del gruppo Wild Bunch in associazione con Riccardo Russo e presieduta da Antonio Medici.

L’ira delle madri di Srebrenica, togliete il Nobel ad Handke’Ha difeso i carnefici’. Dalla Serbia complimenti allo scrittore

SARAJEVO11 ottobre 201920:27

SARAJEVO – Le ferite delle guerre fratricide nei Balcani, di cui portano i segni indelebili i popoli della regione, si sono riaperte dolorosamente con l’assegnazione ieri del Nobel per la letteratura a Peter Handke, il controverso scrittore austriaco del quale sono note le posizioni apertamente filo-serbe. Handke non ha mai nascosto il suo sostegno a Slobodan Milosevic, l’uomo forte jugoslavo per il quale nutrì ammirazione fino all’ultimo partecipando ai suoi funerali nel 2006, e in Bosnia è accusato di negare i crimini compiuti dai serbo-bosniaci di Ratko Mladic e Radovan Karadzic, a cominciare dal massacro di ottomila musulmani a Srebrenica nel luglio 1995 e dall’assedio di Sarajevo. Per questoi le ‘Madri di Srebrenica’, sdegnate e amareggiate, hanno chiesto ufficialmente al Comitato per il Nobel di revocare l’assegnazione del riconoscimento a Peter Handke.”Un uomo che ha difeso i carnefici delle guerre balcaniche non può ricevere un tale riconoscimento”, ha detto Munira Subasic, presidente delle ‘Madri di Srebrenica’, l’associazione che si batte per ottenere giustizia per i propri cari e per tutte le vittime dei crimini perpetrati dai serbi nel conflitto del 1992-1995 in Bosnia. E una petizione per il ritiro del premio Nobel a Handke è stata avviata sulla piattaforma Change.org. Di decisione “scandalosa e vergognosa” del Comitato per il Nobel ha parlato il membro bosgnacco musulmano della presidenza tripartita bosniaca Sefik Dzaferovic, mentre Zeljko Komsic, componente croato della presidenza e attuale presidente di turno di tale organo collegiale, ha annunciato l’invio di una lettera di protesta all’Accademia delle scienze svedese e al Comitato per il Nobel. Di tono diametralmente opposto la reazione di Milorad Dodik, il membro serbo della presidenza bosniaca che, congratulandosi con Handke, definito “grande amico dei serbi”, gli ha inviato un messaggio di auguri. Handke, ha detto, “quando in tanti nel mondo tacevano, si è opposto apertamente ai bombardamenti Nato contro i serbi in Serbia e in Bosnia”.Anche in Kosovo, teatro dell’ultima sanguinosa guerra nei Balcani, il Nobel a Peter Handke ha scatenato una serie di reazioni sdegnate e una condanna unanime. “Una persona che difende un mostro come Milosevic non merita alcun riconoscimento letterario, figuriamoci il premio Nobel”, si legge in una analoga petizione con la richiesta di revoca del riconoscimento allo scrittore austriaco. Handke si oppose ai raid decisi dalla Nato contro la Serbia nella primavera 1999 per indurre Milosevic a porre fine alle repressioni e alla pulizia etnica in Kosovo e a ritirare le sue truppe da quel territorio, provincia meridionale serba a maggioranza albanese che proclamò l’indipendenza nel febbraio 2008. Se Bosnia e Kosovo hanno reagito con sdegno e rabbia al riconoscimento, il Nobel a Peter Handke è stato accolto al contrario con gioia e soddisfazione a Belgrado, dove scrittori, intellettuali e esponenti politici, a cominciare dal ministro della cultura Vladan Vukosavljevic, si sono congratulati con lo scrittore austriaco.

Lenny Kravitz torna in Italia nel 2020Il 7 luglio a Mantova, il 9 a Nichelino (To), il 10 a Perugia

11 ottobre 201913:30

– Lenny Kravitz torna in Italia la prossima estate con il suo “Here to Love” Tour. Tre le date in programma: 7 luglio in Piazza Sordello per il Mantova Live Estate 2020, il 9 luglio alla Palazzina di Caccia Stupinigi per il Sonic Park a Nichelino (Torino) e il 10 luglio all’Arena Santa Giuliana per Umbria Jazz’20 a Perugia.
Noto per i suoi concerti super energici, Kravitz enfatizza ancora una volta l’unione di rock-and-roll, funk, blues e soul nel suo 11/o album, Raise Vibration. Trae ispirazione dai giovani, ma fa risplendere i suoi tre decenni di carriera.

Franceschini,al lavoro su legge editoriaIn intervista video in occasione del forum Passaparola a Lecce

11 ottobre 201913:33

– “La legge per la promozione e il sostegno per la lettura approvata alla Camera con un voto raro, quasi unanime, del governo precedente adesso è al Senato e spero che vada in porto in fretta. Ma non è l’ultima tappa”. Lo ha detto il ministro Dario Franceschini, in un’intervista video in occasione del forum del libro ‘Passaparola’ fino al 12 ottobre a Lecce. “Quello sui cui mi piacerebbe che lavorasse il Parlamento in questa legislatura – dice il ministro – parte da un’idea: il nostro ordinamento ha ritenuto che se un film è un prodotto culturale importante, merita di essere sostenuto attraverso i benefici di una legge che da diversi anni stabilisce che si aiuta tutta la filiera del cinema: le sale cinematografiche, gli autori, i distributori, i produttori, i giovani autori, i festival. Il libro è importante almeno quanto un film. Se è così, e io credo sia anche più importante, perché non fare la stessa operazione, con qualche decennio di ritardo, sull’intera filiera del libro”.

Calà, anni ’80 comicità molto più liberaAttore riceve premio Carriera al Terni pop film festival

TERNI11 ottobre 201913:38

– “Oggi nel cinema c’è poco di popolare rispetto alla commedia degli anni ’80, quando la comicità era molto più libera, non si aveva paura di disturbare con le battute. Ora invece, a parte Zalone, sono tutti tenuti, vogliono dare dei messaggi, strizzare l’occhio al politicamente corretto. Questo ammazza il cinema popolare, abbassa la capacità bella, genuina che faceva sganassare la gente”: parole di Jerry Calà, che ha aperto al Cityplex Politeama il Terni pop film festival, kermesse diretta da Antonio Valerio Spera e organizzata da Michele Castellani.
L’attore e regista ha ricevuto il premio alla carriera e presentato il suo ultimo film ‘Odissea nell’ospizio’, che vede la reunion dei Gatti di Vicolo Miracoli e che è appena uscito sulla piattaforma Chili. “Ringrazio questo festival del cinema popolare per esserci – ha detto Calà ai giornalisti -, perché penso che sia abbastanza unico. È bello vedere un festival dedicato ai film che forse la gente vede di più”.

Capri Style, morta Adriana Di FiorePiù di cento anni in Piazzetta con La Parisienne

CAPRI11 ottobre 201914:07

– Si è spenta questa notte nella sua villa di Tragara Adriana Di Fiore Settanni, l’ultranovantenne inventrice della Moda Capri adottata dalla clientela amica, da Grace Kelly a Sophia Loren, da Rita Hayworth a Marella Agnelli e Jacqueline Kennedy; per la first lady creò gli hot pants che divennero un’icona nel guardaroba di Jackie.
La Parisienne, la boutique che chiude come una quinta di teatro un angolo della Piazzetta, ha mantenuto sempre lo stesso nome sin da quando la capostipite Mariuccia aprì i battenti del suo atelier. Adriana ha saputo trasferire la sua eleganza anche alle figlie Francesca, Luciana e Cristina che hanno continuato a portare il marchio e il nome della Parisienne e lo “Stile Capri” nel mondo. La boutique ha superato il secolo di vita conservando sempre il nome La Parisenne ed oggi la terza generazione della famiglia continua la tradizione dei capistipite con Nicolò, Luca e Alessandro, i nipoti di Adriana. I funerali si terranno il 12 ottobre nella Chiesa di Santo Stefano in Piazzetta.

Matera 2019 e cinema, una mostra in 1/16Fino al 10/11 nella chiesa rupestre di Santa Maria De Armenis

MATERA11 ottobre 201914:08

– Un’antica lanterna luminosa e poi altre macchine rudimentali, come un mutoscopio, ricostruite da artigiani locali, camere di osservazione a focale fissa con il panno scuro da porre sul capo per non far entrare la luce, un fenachitoscopio, uno zootropio da azionare a mano per vedere disegni e immagini che prendono la velocità di sequenze cinematografie: aprono al viaggio ideale nel mondo pionieristico cinematografico della mostra “1/16 Origini”, inaugurata l’11 ottobre a Matera per il programma “Formula Cinema” nell’anno da Capitale europea della cultura 2019. La mostra sarà visitabile fino al 10 novembre nella chiesa rupestre di Santa Maria De Armenis.

Fumbleland, inglese si impara da erroriDa 14/10 su Rai Yoyo nuova serie animazione e live action

11 ottobre 201914:29

– E se si imparasse l’inglese dagli errori? Magari in un coloratissimo mondo popolato di creaturine come Pentolino Parcheggino, Mirtillo Appicchino e l’Aereo capellone? Debutta lunedì 14 ottobre su Rai Yoyo Fumbleland! Mi è scappato un errore, nuova serie in animazione e live action, scritta e condotta da Teresa Pascarelli e prodotta da JB Productions con Rai Ragazzi (tutti i giorni alle 15.50 e anche su RaiPlay Yoyo). Diretti da Paolo Alberto Tonoli, gli episodi raccontano le avventure di una classe di bambini e della maestra Mrs Spelling alle prese con gli strambi personaggi nati dagli errori di ortografia (come il Solar bear, l’orso solare che va in spiaggia) tra scene live e il mondo virtuale creato sulla nuova piattaforma di Philip Rosedale, il papà di Second Life.
Mentre si ride, si impara l’inglese. “Noi, la BBC e la tv pubblica scandinava siamo i primi a usare la realtà virtuale nei programmi per bambini”, dice Luca Milano, direttore Rai Ragazzi.
Già al lavoro RaiCom per nuove linee di merchandising.

Premio Tenco 2019, 28 artisti su palcoSerata presentata da Morgan e Silva

SANREMO (IMPERIA)11 ottobre 201914:49

– Gianna Nannini, Pino Donaggio e Eric Burdon (Premio Tenco artista) e Franco Fabbri (Premio Tenco operatore culturale): sono questi i Premi Tenco 2019 che assieme alle Targhe Tenco di Vinicio Capossela (disco assoluto), Daniele Silvestri, Manuel Agnelli e Rancore (canzone singola), Enzo Gragnaniello (album in dialetto), Alessio lega (interprete di canzoni), Fulminacci (opera prima) e Adorizia (album collettivo a progetto), si avvicenderanno sul palcoscenico del Teatro Ariston di Sanremo, dal 15 al 19 ottobre, in occasione della 43/a rassegna della canzone d’autore, quest’anno intitolata ‘Dove vola colomba bianca’ dal brano di Nilla Pizzi che si aggiudicò il Festival di Sanremo del 1952. Da segnalare anche il premio ‘I suoni della canzone 2019’ che va a Gaetano Curreri.
Ventotto gli artisti in cartellone. Sul palco saliranno anche Achille Lauro, Nina Zilli, Levante e Petra Magoni accompagnate dagli Gnu Quartet e poi Ron, Sergio Cammariere, gli Stadio e altri ancora.

Fiorello, niente Sanremo senza MollicaGiornalista va in pensione, showman si appella a Amadeus e Salini

11 ottobre 201918:26

– Giù le mani dal ‘Balconcino’ di Vincenzo Mollica a Sanremo: a lanciare la campagna è Fiorello, che posta su Twitter un ritaglio del Tempo in cui si ricorda che lo storico giornalista del Tg1 andrà in pensione il 27 gennaio 2020, a pochi giorni dall’inizio del festival (4-8 febbraio).
“”Il 70º @SanremoRai non può cominciare senza il mitico “Balconcino” di @doreciakgulp #VincenzoMollica!!!”, ha scritto lo showman, ‘chiamando in causa’ il conduttore e direttore artistico, Amadeus, e l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini: “Si faccia qualcosa. (contratto di consulenza esterna?) #amadeus #dgSalini #MollicaaSanremo! #nomollicanoparty”, conclude Fiorello. La risposta arriva poco dopo dal profilo Twitter dell’ufficio stampa Rai: “Raccolgo l’hashtag di @Fiorello: #NoMollicaNoParty. Non lasceremo il ‘balconcino’ vuoto, lavori in corso per #MollicaASanremo. Fabrizio Salini, Ad #Rai #IlBalconcinodiMollica”. E lo showman ‘festeggia’ postando su Twitter un emoji con il pollice rivolto verso l’alto.   L’appello in poche ore ha fatto il giro del web, raccogliendo retweet, ‘like’ e commenti. Tra i tanti, quelli di Giancarlo Leone (“Mollica, senza se e senza ma”) e di Lucio Presta, manager di Amadeus (“Non scherziamo”).

“Sopravvivere in Alto Adige” senza gaffeGalateo sudtirolese di Luisa Righi e Stefan Wallisch

BOLZANO11 ottobre 201915:47

– In una terra di confine è molto facile commettere gaffe e prendere cantonate. Grazie a “Sopravvivere in Alto Adige”, scritto a quattro mani da Luisa Righi e Stefan Wallisch, sarà più facile non compiere passi falsi. Con questo “manuale di sopravvivenza” i due autori offrono una guida lungo sentieri non meno impervi, si tratta infatti di una sorta di galateo sudtirolese.
Capitolo dopo capitolo, Righi e Wallisch suggeriscono cosa bisogna fare e cosa invece bisogna assolutamente evitare in Alto Adige per non infrangere regole non scritte. Gli autori spiegano, tra l’altro, perché la siesta è di casa nelle Dolomiti, sciolgono il dubbio se togliersi o meno le scarpe quando si è invitati in una casa altoatesina, consigliano i luoghi dove non si boccheggia d’estate e raccontano perché Gesù Bambino qui arriva in anticipo. Il libro, disponibile anche nell’edizione in lingua tedesca “Ueberleben in Südtirol” e pubblicato da Folio Editore.

Nobel Olga Tokarczuk, la letteratura deve unireParla la scrittrice polacca premiata per il 2018

11 ottobre 201919:59

– “Credo in una letteratura che unisce la gente e ci dimostra quanto siamo simili, che ci rende consapevoli del fatto che siamo tutti uniti da fili invisibili. Che racconta la storia del mondo come se fosse un tutt’uno vivo e unificato, che si sviluppa di continuo davanti al nostro sguardo: noi ne siamo solo una piccola parte, eppure al tempo stesso siamo una parte potente”. Lo ha detto Olga Tokarczuk, Premio Nobel 2018 per la Letteratura, in un incontro con i giornalisti a Dusseldorf.La grande scrittrice polacca è stata protagonista di un’edizione eccezionale del riconoscimento dell’Accademia di Svezia che quest’anno ha premiato lei per il 2018 e Peter Handke per il 2019, dopo l’annullamento dell’assegnazione l’anno scorso per lo scandalo molestie che aveva colpito il marito di una giurata, il fotografo e regista Jean-Claude Arnault. “Le mie congratulazioni a Peter Handke per il suo premio Nobel. Sono molto contenta che veniamo tutti e due dalla stessa parte del mondo” ha sottolineato la Tokarczuk mentre crescono le polemiche per il Nobel 2019 allo scrittore austriaco, che scatena l’ira di Rushdie e delle Madri di Srebrenica che lo accusano di aver appoggiato i crimini di Slobodan Milosevic, Radovan Karadzic e Ratko Mladic e annunciano la richiesta – alla quale si unisce il Kosovo – di ritirargli il premio.”Ho appreso la notizia del premio Nobel – ha raccontato la scrittrice polacca, 57 anni – in circostanze stranissime: ero in autostrada, in un punto imprecisato tra il qua e il là, in un luogo senza nome. Non riesco a pensare a una metafora migliore per definire il mondo in cui viviamo oggi”. “Noi scrittori dobbiamo affrontare sfide ancora più improbabili, eppure la letteratura è un’arte che si muove lenta; il lungo processo della scrittura rende difficile cogliere il mondo sul fatto”, ha sottolineato ancora l’autrice de ‘I Vagabondi’ (Bompiani), il libro con cui si è imposta all’attenzione in Italia e ha vinto, prima polacca, l’International Man Booker Prize 2018. “Mi chiedo spesso se è ancora possibile descrivere il mondo, o se siamo già troppo incapaci e disarmati davanti alla sua forma sempre più fluida, al dissolversi di punti fermi e alla scomparsa dei valori” ha concluso la Tokarczuk.

Pat Metheny al Bologna Jazz FestivalDal 25 ottobre 52 concerti anche a Ferrara, Modena e Forlì

BOLOGNA11 ottobre 201916:42

– Il chitarrista Pat Metheny, la cantante Dianne Reeves, il bassista Dave Holland con il percussionista Zakir Hussain, il pianista Fred Hersch e il polistrumentista Hermeto Pascoal saranno i nomi di punta del Bologna Jazz Festival, che dal 25 ottobre al 26 novembre ospiterà 52 concerti in 22 luoghi diversi, anche nelle province di Ferrara, Modena e Forlì.
Sostenuto da Regione Emilia-Romagna, Comune Bologna, Fondazione del Monte, Unipol ed Hera, sarà all’insegna degli incroci di stili e generi, dal jazz classico al pop, dalla fusion all’improvvisazione. Tra le iniziative di contorno il progetto didattico Massimo Mutti (che fondò il festival nel 2006), la mostra del fotografo Pino Ninfa, la presentazione della graphic novel ‘Io sono Michel Petrucciani’ nel ventennale della scomparsa, al museo della musica ‘Jazz insight’, incontri sui grandi del jazz. Altan ha disegnato un batterista, ‘marchio’ del festival, che con altri personaggi, come la Pimpa, decoreranno due autobus della rete urbana.

Charlie e la Fabbrica di cioccolatoMilano unica città italiana ad ospitare lo spettacolo

MILANO11 ottobre 201917:32

– Il mondo di Willy Wonka e della sua Fabbrica di cioccolato arriva a Milano dall’8 novembre con il musical ‘Charlie e la fabbrica di cioccolato’ basato sul romanzo di Roald Dahl. Milano sarà l’unica città italiana ad ospitare lo spettacolo, per tutta la stagione teatrale 2019/2020, alla Cattedrale della Fabbrica del Vapore che per la prima volta si trasforma in teatro. Lo spettacolo, presentato a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, è diretto da Federico Bellone, regista reduce dai successi dei musical Mary Poppins, Dirty Dancing, Fame, per citarne solo alcuni. Gli spettatori saranno accompagnati in un viaggio surreale, insieme al protagonista Charlie, nella fabbrica di cioccolato più sorprendente che ci sia in oltre due ore di spettacolo, con musica dal vivo eseguita da 18 musicisti diretti dal maestro Giovanni Maria Lori e coreografie curate da Gillian Bruce.

Stéphane Lissner il 12/10 al San CarloA Napoli per l’inaugurazione della Stagione sinfonica

NAPOLI11 ottobre 201917:45

– Stéphane Lissner, nuovo sovrintendente del teatro di San Carlo. sarà presente il 12 ottobre all’inaugurazione della Stagione Sinfonica del Massimo partenopeo.
Per il concerto inaugurale come tradizione sul podio ci sarà il direttore musicale Juraj Valčuha (ore 20.00; in replica domenica 13 ottobre ore 18.00). In programma Lontano composizione di György Ligeti e Il canto della terra di Gustav Mahler, interpreti il contralto Daniela Sindram e il tenore Eric Cutler.
Lissner, direttore del’Opera di Parigi, la cui nomina proposta dal Consiglio d’Indirizzo della Fondazione è stata ratificata il 10 ottobre dal ministro per i Beni culturali Franceschini, incontrerà a teatro la sovrintendente Rosanna Purchia.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Pala del Perugino torna a Perugia
Dopo oltre due secoli. L’opera arriva dai Musei Vaticani

PERUGIA11 ottobre 201918:17

– Dopo oltre due secoli la Pala dei Decemviri di Pietro Vannucci, detto il Perugino, è tornata nello spazio per il quale era stata concepita, all’interno della Cappella dei Priori, cuore del principale organismo amministrativo della Perugia comunale. Fino al 26 gennaio si potrà ammirare alla Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia nella sua collocazione originaria.
L’esposizione – curata da Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani da dove proviene l’opera, e da Marco Pierini, direttore della Galleria nazionale, col patrocinio del Comune, la collaborazione della Regione e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia – propone lo straordinario ricongiungimento tra la cornice e la cimasa, conservate alla Galleria nazionale, e la tavola centrale del Perugino.
Dopo l’esposizione perugina l’opera verrà presentata – ancora nella sua interezza – ai Musei Vaticani nel 2020, come evento legato alle celebrazioni del cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello.

Musica Tazenda in film Pino e AnticorpiSingolo ‘Lieve’ diventa anche videoclip tratto da pellicola

SASSARI11 ottobre 201918:19

– Musica e cinema sardi insieme.
“Lieve”, il nuovo singolo dello storico gruppo dei Tazenda, è la canzone originale del secondo film di Pino e gli Anticorpi “Come se non ci fosse un domani”, di prossima uscita nelle sale. Il brano è scritto a quattro mani da Gino Marielli e Renato Cubo, il primo autore della musica e il secondo dei testi. Un connubio tra note e immagini nato quasi per caso, proprio durante il periodo di lavorazione del film che ha toccato varie città della Sardegna e vede nel cast come ospiti Rossella Brescia, Rita Pelusio, Alessandro Bianchi, Gianluca Impastato, Giovanni Cacioppo, Francesco Malcom, Tim Daish e Marina Kazankova. Più tre sardi doc: Benito Urgu, Massimiliano Medda e Francesca ‘Chicca’ Zar.

Renato Zero, il folle re della classificaVetta rinnovata con i nuovi lavori di Modà, Lazza e Levante

11 ottobre 201918:22

– Folle sì, ma anche re della classifica. Renato Zero, con il suo nuovo album di inediti, Zero Il Folle, conquista al debutto la testa della classifica dei dischi più venduti della settimana (e anche quella dei vinili), secondo le rilevazioni Fimi/Gfk. Dopo quattro anni di assenza, anche il ritorno dei Modà è stato accolto positivamente con un secondo posto per Testa o Croce, che segna un nuovo inizio per la band capitanata da Kekko Silvestre. La nuova versione di Re Mida (Aurum) di Lazza si inserisce al terzo posto. A rinnovare i vertici della classifica ci pensa anche Levante con il quarto album – e ormai una carriera da cantautrice sempre più salda – Magmamemoria, appena fuori dal podio. A pagare le spese di una vetta tutta nuova, è il power duo del rap Gemitaiz & Madman che una settimana fa erano primi con Scatola Nera, e ora sono quinti, seguiti da Mattoni di Night Skinny. Ultimo presidia sempre la top ten con Colpa delle favole in settima posizione. Il collettivo Machete con Machete Mixtape 4 scivola dal quarto all’ottavo posto. Chiudono Rocco Hunt con Libertà e Mika con il suo nuovo disco My name is Michael Holbrook. Tra i singoli, in vetta il brano Gigolò di Lazza e Sfera Ebbasta con Capo Plaza.   Ecco la top ten Fimi/Gfk degli album più venduti della settimana dal 4 al 10 ottobre:1) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA-INDIPENDENTE MENTE/BELIEVE)2) TESTA O CROCE, MODÀ (F&P-BELIEVE)3) RE MIDA (AURUM), LAZZA (333 MOB/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)4) MAGMAMEMORIA, LEVANTE (PARLOPHONE-WMI)5) SCATOLA NERA, GEMITAIZ & MADMAN (TANTA ROBA LABEL/ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)6) MATTONI, NIGHT SKINNY (ISLAND-UNIVERSAL MUSIC)7) COLPA DELLE FAVOLE, ULTIMO (HONIRO-BELIEVE)8) MACHETE MIXTAPE 4, MACHETE (EPIC-SONY)9) LIBERTÀ, ROCCO HUNT (RCA RECORDS LABEL-SONY)10) MY NAME IS MICHAEL HOLBROOK, MIKA (POLYDOR-UNIVERSAL MUSIC)   Questa la classifica dei singoli digitali più venduti:1) GIGOLÒ, LAZZA & SFERA EBBASTA FEAT. CAPO PLAZA (333 MOB/ISLAND-UNI)2) DANCE MONKEY, TONES AND I (ELEKTRA (NEK)-WMI)3) UNA VOLTA ANCORA, FRED DE PALMA FEAT. ANA MENA (WM ITALY-WMI)4) POOKIE (REMIX), AYA NAKAMURA FEAT. CAPO PLAZA (REC. 118-WMI)5) NON AVERE PAURA, TOMMASO PARADISO (ISLAND-UNI)   E infine la classifica dei vinili:1) ZERO IL FOLLE, RENATO ZERO (TATTICA-INDIPENDENTE MENTE)2) ABBEY ROAD, THE BEATLES (UNIVERSAL STRATEGIC-UNIVERSAL MUSIC)3) MAGMAMEMORIA, LEVANTE (PARLOPHONE-WMI)4) THE DARK SIDE OF THE MOON, PINK FLOYD (PARLOPHONE-WMI)5) SCIALLA SEMPER, MASSIMO PERICOLO (PLUGGERS-SELF).

Casting MarieClaire, centinaia in filaTorino, Ovs presa d’assalto nella centrale via Roma

TORINO11 ottobre 201919:07

– Giovani, belle e con un sogno nel cassetto: sfondare nel mondo della moda. Sono arrivate in centinaia, oggi a Torino, per il casting di MarieClaire al negozio di abbigliamento Ovs. Accompagnate da fidanzate, amiche, mamme e qualche papà, sono in fila da ore in via Roma e attendono il proprio turno.
“È la prima volta che faccio un casting e non so cosa mi chiederanno”, ammette Veronica, 17 anni. Studentessa del liceo artistico, vorrebbe fare la modella per hobby. “Non credo possa diventare un lavoro – spiega – ma penso sia divertente”. Per Francesca, 15 anni, sarebbe realizzare il sogno della sua vita.
“Frequento una scuola di moda e sin da piccola amavo provare i vestiti, improvvisare sfilate, mettermi in posa per le foto”. Il loro punto di riferimento? Chiara Ferragni. “È riuscita a creare un stile e a proporlo al mondo – dice Sofia, 16 anni – Vorrei diventare come lei”.

S. Cecilia, Ezio Bosso dirige BeethovenPer l’ultimo appuntamento del 2019

11 ottobre 201919:52

– Per l’ultimo appuntamento del 2019 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sabato 21 dicembre e domenica 22 ore 20.30 (Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica) Ezio Bosso ritorna sul podio dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per dirigere due delle sinfonie più conosciute del genio di Bonn: la Sinfonia n. 5 e la Sinfonia n. 7, che faranno da preludio alle celebrazioni nel 2020 per i 250 anni dalla nascita del compositore. Ezio Bosso ha anche il merito di aver riportato la grande musica classica in tv, in prima serata, con il fortunato “Che storia è la musica” (Rai 3) in cui ha affrontato due grandi sinfonie, Quinta e Settima, alla testa della Europe Philharmonic Orchestra, offrendo spunti di riflessione e approfondimento nuovi e interessanti. Bosso ha debuttato a Santa Cecilia nel 2017 proprio con la Settima di Beethoven, invece nel 2018 ha diretto la sua Sinfonia n. 1 “Oceans” e la Sinfonia n. 9 “Dal nuovo mondo” di Dvořák.

Scarpa da Guinness del Calzolaio d’OroCosto 19,9 milioni di dollari, presentata al Mide

TORINO11 ottobre 201920:24

– E’ un sandalo con tacco in oro, impreziosito da 30 carati di diamanti. Si chiama Moon Stars ed è ispirato alla fontana del Burj Khalifa di Dubai. Valore 19,9 milioni di dollari, cifra che supera l’attuale calzatura nei Guinness dei primati, del valore di 15,5 milioni di dollari. La scarpa da record, firmata dal Calzolaio d’Oro Antonio Vietri, è stata presentata al Mide, Made in Italy Design in Emirates, rassegna di fashion design, organizzata con Stella Grossu, moldava, 40 anni, una carriera in ascesa nell’estetica, in Italia e all’estero. Sul retro della calzatura, di colore grigio chiaro, sono stati posizionati due frammenti di un meteorite di 4,5 miliardi di anni, scoperto nel 1576 in Argentina. Alla realizzazione della scarpa hanno collaborato 30 persone.
“L’obiettivo – spiega Vietri – è portare negli Emirati Arabi l’eccellenza italiana nella moda, ma anche unire le città di Torino e Dubai. Ci tenevo a portare questo record a Torino, città a cui devo molto per il supporto che mi ha dato”.

A Reggio Emilia Sting e BocelliSaranno alla festa-evento del flautista Griminelli

REGGIO EMILIA11 ottobre 201920:25

– Parata di stelle il 20 novembre a Reggio Emilia. Da Sting ad Andrea Bocelli per festeggiare i 60 anni del celebre flautista reggiano Andrea Griminelli, con un concerto live al palazzetto dello sport ‘Giulio Bigi’. Un compleanno che avrà tantissimi ospiti, amici del musicista di Correggio. Tra questi spiccano il leader dei Police che tornerà tra l’altro nella città emiliana dopo il mitico concerto dell’aprile 1980 e il grande interprete pop lirico, simbolo della musica italiana nel mondo. Ma ci saranno anche altre sorprese, tra cui le possibili presenze di Sumi Jo, Amii Stewart e Beppe Carletti dei Nomadi.
Di certo ad accompagnare ci sarà il coro Stradivarius-Lokomotion. Il ricavato dell’evento inoltre sarà devoluto in beneficenza ad alcune onlus.

X Factor: Sky, per fine Bootcamp 1 mln 72.000 spettatori Appuntamento giovedì 17 ottobre per Home visit a Berlino

11 ottobre 201921:24

Con le scelte di Malika Ayane e Mara Maionchi si è chiusa la fase dei Bootcamp di X Factor 2019: anche le categorie degli Under Uomini e degli Over hanno i cinque aspiranti concorrenti che voleranno a Berlino per gli Home Visit. La cantautrice milanese e la discografica hanno sottoposto i rispettivi talenti alla temuta Sfida delle sedie con gli switch che, anche stavolta, hanno provocato applausi e contestazioni da parte del pubblico del Mediolanum Forum di Assago. I cinque Over scelti da Mara Maionchi sono Tomas Tai, Marco Saltari, Gabriele Troisi, Eugenio Campagna e Nicola Cavallaro. Malika Ayane, invece, porta agli Home Visit gli Under Uomini Lorenzo Rinaldi, Enrico Di Lauro, Emanuele Crisanti (Nuela), Daniel Acerboni, Davide Rossi. Questi dieci, insieme agli altri dieci scelti la scorsa settimana da Samuel e Sfera Ebbasta, voleranno a Berlino per gli Home Visit di X Factor 2019: un unico luogo per tutti e 4 i giudici. Le cui scelte finali si vedranno nella puntata di giovedì prossimo, 17 ottobre, alle 21.15 su Sky Uno, disponibile on demand, visibile su Sky Go e, in streaming, su NOW TV. Ieri sera l’appuntamento di X Factor 2019 – talent di Sky prodotto da Fremantle – è stato visto nel complesso da 1 milione 72 mila spettatori medi, con il 3,7% di share per il primo passaggio su Sky Uno e con 1 milione 500 mila spettatori unici. Sui social, X Factor è stato il programma più commentato della giornata con 491.200 interazioni totali. Su Twitter l’hashtag ufficiale #XF13 è entrato nella classifica italiana dei Trending Topic e vi è rimasto fino alle prime ore di questa mattina (fonte: Nielsen Social/Trends24.in)

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Leonardo: museo riscopre moto perpetuo
Firenze, sezione realtà aumentata fa interagire con macchine

FIRENZE09 ottobre 2019 11:55

– Gli studi di Leonardo sul moto perpetuo delle sfere celesti sono al centro di una mostra in programma al museo Galileo di Firenze da domani al 12 gennaio. La rassegna dal titolo ‘Leonardo da Vinci e il moto perpetuo’ propone una galleria dei disegni di Leonardo e dei principali protagonisti delle ricerche sul moto perpetuo, affiancata dai modelli dei dispositivi e da filmati che ne illustrano il presunto funzionamento. Elemento di novità, spiega una nota, è la sezione dedicata alla realtà aumentata: grazie a questa tecnologia rivoluzionaria, i visitatori potranno interagire con l’ambiente circostante, visualizzando come se fossero reali le macchine a moto perpetuo concepite da Leonardo e dagli altri ingegneri e scienziati. Chi lo desidera, potrà cimentarsi con gioco didattico, dedicato ai principi fisici in base ai quali si ritenne a lungo che il moto perpetuo fosse possibile.

A Giosuè Calaciura il Marco Polo VenisePer il suo libro “Borgo Vecchio” tradotto in francese

PALERMO09 ottobre 201913:11

– Giosuè Calaciura col potente romanzo “Borgo Vecchio” e la traduttrice in francese dell’opera, Lise Chapuis, edita da Noir sur Blanc sono i vincitori della terza edizione del Premio per la narrativa ‘Marco Polo Venise’, iniziativa ideata dalla promotrice letteraria Christine Bach, volta a insignire il successo di un’opera italiana sul mercato francofono. Calaciura ha prevalso su una nutrita schiera di scrittori connazionali che si trovano ai primi posti nelle classifiche dei bestseller stranieri in Francia. La cerimonia di consegna avrà luogo nell’Auditorium della Venice International University sull’Isola di San Servolo (Ve), sabato 12 ottobre.
Giosuè Calaciura, giornalista e scrittore palermitano, collabora con giornali e riviste, ha scritto per il teatro e la radio. I suoi racconti sono stati tradotti in Spagna, Germania e Francia. Il libro premiato Borgo Vecchio (Sellerio 2017), Premio Volponi, Premio Presidi del Libro della Regione Puglia, è pubblicato in Francia da Noir sur Blanc.

Pelù, il mio rock abbraccia le parole di Greta’Picnic all’inferno’ è nuovo singolo che cita discorso Thunberg

09 ottobre 201919:43

– Un singolo che riporta in scena Piero Pelù con un occhio al rock e uno alla causa ambientalista. S’intitola ‘Picnic all’inferno’ il brano che sarà in radio, digital download e streaming dal 18 ottobre, per il quale il rocker toscano si è fatto ispirare dalla giovane attivista Greta Thunberg e da un suo discorso, che Pelù ha inserito nel testo. “Mi occupo di tematiche legate all’ambiente da sempre – ha spiegato Pelù in un incontro con la stampa – sia con i Litfiba (‘Peste’, ‘Woda Woda’, ‘Stesso Futuro’ per citare solo qualche titolo, ndr) ma anche da solo, tanto con le canzoni ma anche andando a ripulire le spiagge tutte le estati e collaborando con diverse associazioni ambientaliste”.Il discorso che Pelù ha inserito nella nuova ‘Picnic all’inferno’, è quello che Greta Thunberg fece nel dicembre del 2018 a Katowice (Polonia) in occasione della COP24. “E’ stato un flash – ha detto Pelù – per la potenza che ha assunto il discorso di una ragazzina davanti ai potenti del mondo. Le sue parole hanno avuto la forza di una sorta di bomba atomica verde. Ho scelto quel discorso, piuttosto che quello fatto all’Onu, perché più spontaneo e deflagrante, magari anche meno politicizzato rispetto ad altri più recenti. Greta, con il suo ‘non si è mai troppo piccoli per fare la differenza’, ha il grande merito di aver aperto una discussione che adesso deve essere sviluppata”. Il singolo è anche un primo anello di quello che potrebbe essere un nuovo progetto discografico di Pierò Pelù da solista, anche in vista del 2020 che per la voce dei Litfiba corrisponde con i quarant’anni di carriera musicale. L’artista ha cominciato a lavorare con il produttore Luca Chiaravalli già per il nuovo singolo e con sviluppi che fanno ben pensare alla prosecuzione della collaborazione. “Il prossimo anno sarà un traguardo speciale – ha detto Pelù – e sto lavorando ad un progetto che potrebbe prendere varie forme”.Nel frattempo, sul fronte del live, il rocker fiorentino tornerà a calcare i palcoscenici già il prossimo mese di novembre (cominciando dal 13 all’Atlantico di Roma, per finire il 22 alla Tuscany Hall di Firenze) con il ‘Benvenuto al mondo tour’, sei concerti nei club durante i quali sarà accompagnato dalla formazione dei Bandidos (Giacomo Castellano alla chitarra, Luca Martelli alla batteria e Dado Neri al basso). Venerdì 11 ottobre, poi, Pelù sarà anche ospite di IMAGinACTION, il festival internazionale del videoclip in programma al Teatro Alighieri di Ravenna dall’11 al 13 ottobre. Il rocker salirà sul palco alle 22.45 per raccontarsi attraverso i video che hanno affiancato la sua carriera, così come per presentare in anteprima il videoclip di ‘Picnic all’inferno’.

Afriche a Bookcity per l’8/a edizionePresentato l’evento in programma a Milano dal 13 al 17 novembre

09 ottobre 201914:03

– Oltre tremila autori per 1.500 eventi gratuiti, il coinvolgimento di 1.400 classi di scuole di vario grado, 400 volontari e 250 sedi sparse in tutti i quartieri di Milano, ma anche università, teatri e persino ospedali, carceri e case private. Sono questi i numeri di Bookcity, la festa del libro di Milano giunta all’ottava edizione e in programma dal 13 al 17 novembre. La manifestazione è stata presentata al Teatro Parenti nel corso di una conferenza-evento a cui hanno partecipato tra gli altri il presidente dell’Associazione Bookcity Piergaetano Marchetti, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il presidente dell’Aie Ricardo Franco Levi. Tema chiave di questa edizione è quello delle ‘Afriche’. Farà inoltre tappa a Milano la prima tappa del Friendship Tour: quattro scrittori britannici (Lee Child, Ken Follett, Kate Mosse e Jojo Moyes) parleranno della loro preoccupazione nei confronti della Brexit. Fra gli autori attesi a Milano, anche due premi Nobel: Svetlana Aleksievic e Wole Soyinka.

Tornano le Lezioni di Storia a RomaAll’Auditorium da novembre a marzo, focus sulle opere dell’uomo

09 ottobre 201915:52

– Saranno “Le opere dell’uomo” al centro del 14/o ciclo delle Lezioni di Storia, ideate dagli Editori Laterza e organizzate in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma, che tornano all’Auditorium dal 10 novembre al 29 marzo. Il Colosseo e le Piramidi, il Teatro La Scala e Versailles, e poi il Partenone, Piazza San Marco, la Mezquita di Cordoba, la Statua della Libertà e il Muro di Berlino saranno raccontati nella Sala Sinopoli con un approccio inedito per svelare non solo cosa abbia portato all’ideazione e alla creazione di opere famose in tutto il mondo, ma anche quali implicazioni – con la storia, la cultura e il denaro, il potere e il consenso – siano connesse alla loro realizzazione. A condurre il racconto, guidati dall’introduzione dello scrittore Paolo di Paolo, nove studiosi d’eccezione: Giuseppina Capriotti Vittozzi, Luciano Canfora, Andrea Giardina, Amedeo Feniello, Alessandro Marzo Magno, Luigi Mascilli Singorini, Carlotta Sorba, Francesca Lidia Viano e Carlo Greppi.

Da Libeskind ai Mad, l’architettura in festival a RomaAl via il 10 Spam Dreamcity, nove giorni per la città del futuro

09 ottobre 201914:12

– Una super firma come Daniel Libeskind, autore del museo ebraico di Berlino e del masterplan per la ricostruzione dell’area di Ground Zero a New York. Ma anche la voce del giapponese Yosuke Hayano, che con i soci del suo Mad guida uno dei più noti giovani studi nel mondo e ha firmato musei dalle forme avveniristiche per lo più ispirate alla natura con tecniche innovative nell’uso dei materiali, dall’acciaio inossidabile all’alluminio. E poi Alessandro Melis, che curerà il Padiglione italiano alla Biennale architettura 2020, o il portoghese Pedro Campos Costa, che ha firmato l’ampliamento dell’oceanario di Lisbona.La grande architettura trova spazio e si racconta a Roma con Spam Dreamcity, festival organizzato dall’Ordine degli architetti di Roma e provincia. Appuntamento alla Casa dell’Architettura dal 10 al 18 ottobre per nove lunghe giornate fitte di incontri, interventi, tavole rotonde, workshop. Ma anche mostre, spettacoli, lezioni per bambini, persino cinema con una serie di pellicole dedicate, per un programma variegato che coniuga l’interesse per l’architettura e la cultura del progetto in tutte le sue forme. Obiettivo, spiegano gli organizzatori, portare l’attenzione sui problemi e le tematiche che regolano le trasformazioni urbane, sociali ed economiche delle grandi metropoli contemporanee, con un focus specifico sulla Capitale.
Acronimo della Settimana del Progetto di Architettura nel Mondo, Spam sta per “virale” mentre Dreamcity è il titolo scelto per questa prima edizione del festival che punta ad offrire una panoramica della progettazione su scala internazionale a partire dalla contaminazione delle idee intorno al tema dell’architettura. Tanti i nomi di spicco che parteciperanno alle diverse sezioni, dal tedesco Jurgen Mayer a Franco Purini, Mario Bellini, Rudy Ricciotti, Gerard Loozekoost, il duo Alvisi Kirimoto. Insieme a loro rappresentanti del mondo della politica, del cinema, dell’arte e del giornalismo.
La partenza il 10 ottobre con un evento di apertura al quale è stata invitata la sindaca di Roma Virginia Raggi e la partecipazione del Sottosegretario MIBACT Lorenza Bonaccorsi, del Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio, la Preside della Facoltà di Architettura de La Sapienza Anna Maria Giovenale, il Direttore del Dipartimento di Architettura Roma Tre Giovanni Longobardi e Antonella Falzetti per l’Università di Tor Vergata.

Becky G presenta e si esibisce a Mtv EmaLa 22enne americana è anche in nomination per Best Pop

09 ottobre 201914:49

– Sarà la cantante, cantautrice e attrice Becky G a presentare e a esibirsi ai prossimi MTV EMAs, il 3 novembre al FIBES, Centro Fiere e Congressi di Siviglia, in Spagna, trasmessi in diretta sui canali MTV. “Non vedo l’ora di arrivare a Siviglia per presentare questa edizione del più grande evento globale che celebra la musica”, ha detto Becky G, che è anche in nomination per Best Pop insieme ad Ariana Grande, Camila Cabello, Halsey, Jonas Brothers e Shawn Mendes. “Ci vediamo presto, Beasters”.
“Becky G è un talento eccezionale e poliedrico che non è estranea alla scena mondiale”, ha affermato Bruce Gillmer, global head of music and talent, Viacom and co-brand head, MTV International. “Non vediamo l’ora di vederla sul palco degli MTV EMAs ed accendere Siviglia”.
Tra i successi della ventiduenne star americana ci sono due hit al n.1 di Billboard Latin Airplay (Mayores & Sin Pijama), uno ruolo da protagonista nel film Power Rangers e uno da guest star nella serie Empire di Fox TV, vincitrice di un Emmy.

Mary Poppins in musical ‘vola’ a RomaDa 17/10 a Sistina show da storie P.L. Travers e film Disney

09 ottobre 201915:35

– Dopo il successo da 200 repliche e 200 mila spettatori a Milano, con una scenografia ancora più grande, il volo con ombrello e l’inconfondibile borsa sottobraccio, arriva al Sistina di Roma Mary Poppins – Il musical, produzione kolossal di Cameron Mackintosh e Thomas Schumacher per Disney Theatrical Productions, su libretto del Premio Oscar Julian Fellows dai racconti di P.L. Travers e dall’indimenticabile film di Walt Disney con Julie Andrews.
Primo titolo della nuova stagione del Sistina, in scena dal 17/10 al 6/1 (e poi ancora a Milano dal 30/1) la versione italiana dello show presentata da Wec, è diretta da Federico Bellone con Giulia Fabbri nei panni della tata che tutti avremmo voluto e Davide Sammartano in quelli dello spazzacamin Bert, orchestra dal vivo e 32 attori e ballerini. ”Mary Poppins? Una donna con gran bisogno di amore”, dice Bellone. ”Per me un intero mondo di poesia e di colore – aggiunge la Fabbri – e un grande onore interpretarla”

Sculture di Demetz alla Nuvola LavazzaLe opere nel perimetro della necropoli paleocristiana

TORINO09 ottobre 201915:50

– Sette sculture dell’artista altoatesino Aron Demetz nel perimetro della necropoli paleocristiana, venuta alla luce durante i lavori della costruzione della Nuvola, sede della Lavazza. E’ una delle tappe della quinta edizione di Art Site Festival che propone un percorso attraverso arti visive, musica e scrittura, in 11 luoghi che di solito non sono dedicati all’arte contemporanea, con 120 opere di 40 artisti.
Le sculture di Demetz, alcune delle quali esposte nel sito archeologico a Napoli, sono figure vagamente umane, sei in legno e una in bronzo, in cui sono inseriti elementi naturali come funghi e muschi, in un caso il gesso. “La collocazione permette di apprezzare le opere sul piano emozionale. Le sculture emergono dai resti archeologici e dialogano con l’ambiente circostante”, sottolinea Francesca Lavazza, membro del board del gruppo. “Le sculture di Demetz offrono la chiave per cogliere il senso del luogo, la storia e la valenza sacra dello spazio”, dice Domenico Maria Papa, curatore della mostra.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA
Orchestra Rai, Conlon ancora sul podioProtagonista Beethoven, il 5 luglio la Nona con direttore Luisi

TORINO09 ottobre 201916:34

– Il direttore James Conlon salirà sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, giovedì 24 ottobre, con la grande forma sinfonica fra Ludwig van Beethoven e Sergej Prokofiev. Il concerto, in programma all’Auditorium Rai di Torino con diretta su Radio3 e in Euroradio, è il terzo appuntamento consecutivo di stagione per Conlon, protagonista anche del primo concerto del ciclo ‘Classica per tutti. Casa Beethoven’, che sabato 26 ottobre alle 16 inaugura il progetto in collaborazione con la Fondazione Teatro Ragazzi e rivolto ai giovani e alle famiglie. Tanto Beethoven, di cui nel 2020 ricorre il 250mo anniversario dalla nascita: sarà proposta anche la Nona, ma si sa per ora la data, il 5 luglio, e che ci sarà il direttore Fabio Luisi, mentre sono da scegliere luogo e coro.
L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai farà una grande tournee a marzo in Spagna con 5 date. “E’ un’orchestra nazionale, non solo di Torino. Abbiamo il privilegio di suonare per tutta l’Italia”, sottolinea Conlon.

Malika Ayane, dalll’11/10 nuovo singolo”Wow (niente aspetta)”, con sonorità black music anni ’80

09 ottobre 201917:12

– Esce l’11 ottobre il nuovo singolo di Malika Ayane “WOW (Niente aspetta)” firmato dalla stessa cantautrice con Shridhar Solanki per la musica.
Con sonorità che riprendono la black music degli anni ’80 degli Arrested Development e dei De La Soul, più contemporanea e meno di protesta, e la presenza di cori e fiati, “WOW (Niente aspetta)” è un brano contro l’imbruttimento dei tempi moderni.
“La vita è qui e adesso ed è fatta da milioni di adesso, tante volte sempre uguali, che possono sembrare pesanti, ripetitivi, persino angosciosi semplicemente perché siamo noi che viviamo la consuetudine, la costanza e la normalità come qualcosa da cui scappare e non la dimensione da cui trarre ogni giorno tutti gli spunti per fare qualcosa di nuovo ed eccezionale”, racconta Malika Ayane.

‘L’affare Modigliani’ in un libroEsce il 10 ottobre per Chiarelettere

09 ottobre 201917:17

– Una lunga inchiesta, un appassionante racconto, con una serie di testimonianze e documenti assolutamente inediti, che denuncia truffe, casi di riciclaggio, falsari e interessi illeciti all’ombra di Amedeo Modigliani. E anche un probabile e incredibile delitto fatto passare per una morte accidentale, quello di Jeanne Modigliani. Arriva in libreria il 10 ottobre ‘L’Affare Modigliani’ (pp, 306, euro 19) di Claudio Loiodice e Dana Mondini, pubblicato da Chiarelettere, con la postfazione dell’ex procuratore nazionale antimafia ed ex presidente del Senato Pietro Grasso, a pochi mesi dalle celebrazioni, il 24 gennaio 2020, per il centenario della morte dell’artista livornese. Il libro – che va oltre lo scandalo della mostra a Palazzo Ducale di Genova, pur ricostruito nel dettaglio – sarà presentato il 18 ottobre a Livorno, dove il 7 novembre si inaugura la grande mostra ‘Finalmente Modì’ a cura di Marc Restellini, uno dei maggiori esperti di Modigliani, del quale nel libro è riportata una lunga intervista.

Tornano leggibili i Papiri di ErcolanoRicerca Cnr in Biblioteca Napoli riporta alla luce testi antichi

09 ottobre 201917:20

NAPOLI

– Un rotolo di papiro ritrovato nella Villa dei Papiri a Ercolano, carbonizzato dall’eruzione del 79 a.C. torna leggibile grazie ad una serie di tecnologie non invasive a spettro infrarosso a onda corta. E’ il risultato della ricerca portata avanti nella biblioteca nazionale di Napoli da un team internazionale coordinato da Graziano Ranocchia, dell’Istituto per il lessico intellettuale europeo e storia delle idee del Cnr. Il lavoro, pubblicato su Science Advances, è iniziato a febbraio e ha portato il gruppo alla decifrazione del testo greco nascosto sul verso della celebre Storia dell’Accademia di Filodemo di Gadara (110-40 a.C.), uno dei 1840 rotoli conservati dalle ceneri del Vesuvio, nonché parte di un’opera più ampia intitolata Rassegna dei Filosofi, la più antica storia della filosofia greca in nostro possesso.
“Abbiamo letto testi – spiega Ranocchia – che erano persi da secoli, questa straordinaria collezione ci trasmette opere inedite di illustri filosofi greci come Epicuro e Crisippo”.

Orchestra Rai al via stagione 11 ottobreIl direttore Conlon protagonista dei primi 3 appuntamenti

TORINO09 ottobre 201917:31

– Prende il via una nuova stagione di concerti per l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai: il suo Direttore principale James Conlon sarà protagonista dei primi tre appuntamenti di ottobre per tre settimane consecutive di lavoro tutte nel segno di Beethoven, del quale ricorre nel 2020 il duecentocinquantesimo anniversario della nascita. La serata inaugurale è in programma venerdì 11 ottobre alle 20 all’Auditorium Rai di Torino. Il concerto è trasmesso in diretta da Rai Cultura sul canale Rai5, da Radio3, nel circuito Euroradio ed è replicato sabato 12 ottobre alle 20.30. L’omaggio del Direttore principale dell’Orchestra Rai James Conlon a Beethoven sarà il fil rouge sotteso anche ai due concerti successivi, che lo vedranno protagonista, con l’ouverture da Coriolano e il Concerto per violino e orchestra interpretato da Frank Peter Zimmermann – affiancati alla Prima Sinfonia di Čajkovskij – il 17 e 18 ottobre, e la Sinfonia Pastorale proposta il 24 e 25 ottobre, accanto alla Terza Sinfonia di Šostakovič.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Centro Venaria restaura Santo Sepolcro
Firmato accordo tra Custodia di Terra Santa e istituzioni Italia

TORINO09 ottobre 201917:33

– La Fondazione Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali La Venaria Reale parteciperà ai nuovi lavori di restauro del Santo Sepolcro, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università La Sapienza di Roma. La firma dell’accordo con la Custodia di Terra Santa si colloca nel quadro dell’accordo fra le tre maggiori Comunità Cristiane, Custodi del Luogo Sacro e responsabili dello Status Quo all’interno del Santo Sepolcro, per iniziare una seconda fase di restauro delle fondazioni dell’Edicola e del pavimento della Basilica del Santo Sepolcro.
Alle due istituzioni accademiche sarà affidato il compito di svolgere uno studio di approfondimento sullo stato attuale, anche sotto l’aspetto storico archeologico e di preparare il progetto esecutivo degli interventi di restauro necessari. I lavori saranno finanziati dalle tre principali Comunità cristiane presenti all’interno del Santo Sepolcro: Patriarcato Greco-Ortodosso, Custodia di Terra Santa e Patriarcato Armeno.

Medardo Rosso tra materia e luceA Palazzo Altemps prima monografica a Roma dedicata all’artista

09 ottobre 201918:17

– I volti che affiorano dalla materia plasmata da Medardo Rosso e i marmi della classicità della splendida collezione Boncompagni Ludovisi di Palazzo Altemps. Un connubio suggestivo prende forma tra le sale preziose del Museo Nazionale Romano per la prima monografica che la capitale dedica al grande scultore torinese fino al 2 febbraio 2020. Ventinove opere in cera, gesso e bronzo scelte da Francesco Stocchi, curatore del Boijmans Museum di Rotterdam, e Paola Zatti, conservatrice della Galleria d’Arte Moderna di Milano, per raccontare l’evoluzione di un autore che seguì il suo percorso in solitudine, ossessionato da una ricerca sui soggetti che lo accompagnò per tutta la vita. La mostra, in collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Milano, il Museo Medardo Rosso di Barzio e con Electa, offre anche l’occasione per analizzare il rapporto con i modelli dell’antichità e come l’artista tra il 1890 e il 1910 intese il concetto di copia, non pura riproduzione ma interpretazione.

E’ morto Beppe Bigazzi, ex star della Prova del cuocoAveva 86 anni, l’annuncio sui social dell’amico chef Tizzanini

09 ottobre 201920:05

Addio a Beppe Bigazzi, giornalista appassionato di gastronomia. Amato dal pubblico tv per la partecipazione al programma televisivo “La prova del cuoco” con Antonella Clerici di cui, nel 2000, divenne pure co-conduttore.

Valdarnese di nascita, 86 anni, Bigazzi lottava da tempo contro una grave malattia.

Giornalista ed esperto di gastronomia, con un importantissimo passato da dirigente di aziende di spicco, volto amato dal grande pubblico per “La Prova del Cuoco” con Antonella Clerici di cui, nel 2000, divenne pure co-conduttore. Valdarnese di nascita, Bigazzi, 86 anni, lottava da tempo contro grave una malattia. L’annuncio della scomparsa è stato dato dall’amico chef Paolo Tizzanini, del ristorante L’Acquolina di Terranuova Bracciolini, il comune dove Bigazzi era nato il 20 gennaio 1933. Tizzanini, con cui Bigazzi aveva condotto un programma su Alice Tv, ha scritto su Facebook: “A cerimonia avvenuta vi comunico la perdita di un amico fraterno, un grande uomo in tutti i sensi”.

Il segreto della miniera sono le fosse comuniFilm di Slak su genocidio di Tito candidato a Oscar

10 ottobre 201909:51

– C’è nella storia del mondo una realtà di esseri ‘cancellati’, corpi senza sepoltura in fosse comuni e non. A volte, come racconta ‘Il segreto della miniera’ di Hanna Slak in sala dal 31 ottobre con Cineclub Internazionale, è appunto una miniera la loro tomba. Basato su una storia vera, il lungometraggio della Slak racconta la singolare vita del minatore sloveno di origine bosniaca Mehmedalija Ali che perse tutti i parenti maschi nella strage di Srebrenica del 1995 alla quale sopravvisse solo perché era già emigrato in Slovenia. Ora nel 2007 toccò proprio ad Ali scoprire un terribile segreto nascosto nella viscere della miniera di Huda Jama. Il minatore venne infatti inviato all’interno di una miniera, ormai sigillata da tempo, per riferire il contenuto alle autorità competenti. Dopo due anni di lavoro, l’uomo si ritrovò a rompere, in condizioni estremamente pericolose, ben undici barriere artificiali presenti in miniera. Cosa nascondevano quelle barriere? Proteggevano la tomba nascosta di 4000 profughi di guerra uccisi alla fine della seconda guerra mondiale dai vincitori.Si trattava di una delle più grandi fosse comuni finora scoperte piena zeppa, come era, degli eccidi perpetrati, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dai partigiani di Tito. La scoperta di “Huda jama”, ossia “grotta maligna”, sconvolse la società slovena che ancora oggi sembra non accettare la verità di questo crimine. Il minatore Mehmedalija Ali fu poi emarginato, durante tutta la vicenda, ritenuto colpevole di aver insistito affinché le vittime venissero identificate e di aver pubblicato poi nel 2013 la sua autobiografia, ‘No One’, in cui raccontava, tra l’altro, come si fosse rifiutato più volte di nascondere la verità. Presentato con successo a numerosi festival, Il segreto della miniera’ ha vinto, tra l’altro, come miglior film e il premio del pubblico all’Al Este International Film Festival di Buenos Aires e, infine, il premio della giuria giovani al Trieste International Film Festival. Il film ha ricevuto poi il patrocinio di Amnesty International Italia rappresentata all’incontro stampa da Riccardo Noury (Portavoce di Amnesty International) e Laura Petruccioli (Responsabile dell’Ufficio del Portavoce di Amnesty International.”La mia intenzione quando ho deciso di fare questo film – spiega la regista nata nel 1975 a Varsavia e attualmente residente a Berlino – è stata quella costruire una voce terza non appesantita da ideologia e questa terza voce l’ho trovata in Ali. Certo storie simili ci sono in diverse parti del mondo – aggiunge la regista -, ma questo film oltre che storico è anche sull’oggi”. “In Slovenia – conclude – mi hanno criticato per questo film perché qualcuno mi ha detto ricorda il massacro di Srebrenica del 1995 o l’olocausto, ma io ho solo raccontato quello che è avvenuto davvero in quella miniera nel dopoguerra. Tutto qui”.

Savall, a Rimini le sinfonie BeethovenVenerdì con ‘Concert de Nations’ a Sagra Musicale Malatestiana

BOLOGNA09 ottobre 201918:50

– Due tra i più celebri capolavori di Ludwig van Beethoven – la Sinfonia n.3 ‘Eroica’ la Sinfonia n.5 in do minore – risuoneranno, venerdì sera al ‘Teatro Galli’ di Rimini dalla ‘voce’ degli strumenti originali fondendo la ricerca filologica e l’energia del violista e direttore d’orchestra spagnolo Jordi Savall – che per oltre 40 anni si è dedicato alla scoperta di tesori musicali abbandonati – alla guida dei musicisti del ‘Concert de Nations’ in uno degli appuntamenti della 70/a edizione della Sagra Musicale Malatestiana.
Grazie alle sue attività di concertista, insegnante, ricercatore e creatore di nuovi progetti, sia musicali che culturali, Savall è diventato un punto di riferimento nella rinascita della musica storica e ha fondato, insieme a Montserrat Figueras, i complessi musicali ‘Hespèrion XXI’, ‘La Capella Reial de Catalunya’ e ‘Le Concert des Nations’.
Proprio con questa ultima formazione, coinvolta in un progetto pluriennale, Savall è impegnato nell’integrale delle sinfonie beethoveniane.

Pavarotti, in sala sua storia emozionaDocumentario Ron Howard con inediti a Festa Roma e evento cinema

09 ottobre 201919:09

– Luciano Pavarotti emoziona con la sua storia e la sua voce. A 12 anni dalla sua morte ci pensa il documentario evento di Ron Howard a raccontarlo riportandolo, se ce ne fosse bisogno, all’attenzione mondiale. Il 12 ottobre è il suo compleanno, pochi giorni dopo il film viene presentato alla Festa di Roma dallo stesso regista Premio Oscar. Poi in sala solo per tre giorni, il 28, 29 e 30 ottobre con Nexo Digital. La storia, la voce, i segreti e la leggenda del tenore di Modena sono al centro del film, ma soprattutto quello che emerge è il suo incredibile percorso di self made man grazie ad un talento eccezionale: dalle umili origini di figlio di un fornaio a superstar internazionale dell’opera.
Filmati mai visti prima e immagini delle esibizioni accanto a quelle più intime, con l’accesso esclusivo agli archivi di famiglia. Obiettivo di Howard: rivelare l’uomo, il marito e il padre, filantropo e artista sensibile, che ha avuto una relazione complessa con il suo talento e con il successo.

Schmidt guida cda fondo edifici cultoC’è stata prima riunione di insediamento

FIRENZE09 ottobre 201919:34

– Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt è il presidente del nuovo cda del Fondo edifici di culto (Fec) che resterà in carica per il quadriennio 2019-2022 e che è stato costituito con decreto dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini il 9 agosto. Il cda si è insediato il 7 ottobre ed, oltre a Schmidt, è composto dal direttore centrale per l’amministrazione del Fec, prefetto Angelo Carbone, dall’avvocato Biancamaria D’Agostino, dal dottor Pietro Di Natale, dalla dottoressa Lucia Foti, dall’architetto Federica Galloni, da don Renato Tarantelli Baccari, dal professor Andrea Bettetini e dall’avvocato Marcello Volpe. Il Fec è ente rappresentato legalmente dal ministro dell’Interno pro tempore cui è affidata la gestione del patrimonio di beni provenuti dalla soppressione di enti ecclesiastici nell’800. Il patrimonio conta circa 830 chiese, moltissime di inestimabile valore storico artistico. “Sono onorato di poter contribuire con la mia esperienza all’importante lavoro svolto dal Fec”, sottolinea Schmidt.

Bologna celebra il ‘compito’ di MozartUna sala dedicata all’esame che superò a 14 anni

BOLOGNA09 ottobre 201919:50

– L’Accademia Filarmonica di Bologna ha inaugurato la nuova Sala del compito di Mozart all’interno di Palazzo Carrati, sede storica dell’istituzione, dove è esposto il manoscritto redatto il 9 ottobre 1770 dal quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart, insieme ai principali documenti ed oggetti legati alla vicenda. Il superamento della prova d’esame consentì a Mozart di essere aggregato alla storica istituzione bolognese e di ottenere l’ambito titolo di “Maestro Compositore”. La sala è stata inaugurata da Loris Azzaroni, presidente dell’Accademia Filarmonica, e da Romano Vettori, archivista dell’Accademia.
“L’inaugurazione della Sala del compito di Mozart – ha detto – dà avvio, in anteprima, alle celebrazioni per il 250/o anniversario dall’aggregazione di Mozart all’Accademia Filarmonica che si svolgeranno nel corso del 2020. L’Accademia fu protagonista assoluta di quel primo viaggio in Italia che Mozart intraprese col padre, grazie all’esame che sostenne in questo palazzo”.

Volo di Leonardo rivive da stesso colleSarà lanciata macchina volante ricavata da disegni genio ‘500

FIRENZE09 ottobre 201919:53

T – Il mito di Zoroastro da Peretola, l’uomo che nel 1506 planò sulle alture del Monte Ceceri con una macchina da volo realizzata da Leonardo da Vinci, rivive grazie a una installazione realizzata dagli studenti della Scuola di Architettura dell’Università di Firenze. Si chiama ‘Il Nibbio’, un lavoro che riprende l’essenza di quella esperienza, e sarà visibile alla Fattoria di Maiano di Fiesole (Firenze), alle pendici del monte Ceceri, per i prossimi tre mesi a partire dal 12 ottobre, giorno dell’inaugurazione.
E’ un’opera realizzata in legno, costituita da dieci file di blocchi sovrapposti che evocano i macigni un tempo estratti dalle cave di Maiano. Affidandosi ai disegni del genio di Vinci, gli studenti hanno anche ricostruito e reinterpretato una macchina volante che, con apertura alare di 3,5 metri, volerà il giorno dell’inaugurazione appesa a un cavo dal piazzale alla base della rupe, compiendo una traiettoria di 30 metri di lunghezza e circa 10 di dislivello.

L’arte al tempo delle migrazioniEsposizione itinerante inaugura partnership Benetton-Aga Khan

LONDRA10 ottobre 201909:57

Una mostra per portare in giro per il mondo le opere e le suggestioni creative di immigrati o figli d’immigrati, dalle radici trasversali: come in un messaggio controcorrente rispetto a certe paure a certe chiusure, a certi slogan della politica globale. E’ l’iniziativa di esordio di una nuova partnership tra la Fondazione Benetton e l’Aga Khan Trust for Culture presentata a Londra da Luciano Benetton – già promotore del progetto internazionale e non profit Imago Mundi, che riunisce 26.000 artisti affermati ed emergenti da oltre 160 paesi del pianeta – e dal principe Amyn Aga Khan, businessman di altissimo lignaggio e guida riconosciuta dei musulmani sciiti di confessione ismailita.
La mostra, illustrata nella sede londinese dell’Aga Khan Centre, a King’s Cross, s’intitola significativamente ‘Don’t Ask Me Where I’m From’ (Non Chiedermi Di Dove Sono), e avrà un carattere itinerante, con l’apertura prevista il 27 novembre presso la Galleria delle Prigioni di Treviso. Seguirà una tappa negli spazi architettonicamente innovativi dell’Aga Khan Museum di Toronto e poi il trasferimento altrove in Nord America, in Medio Oriente e di nuovo in Europa fino a Londra. Il filo conduttore è quello della migrazione narrata attraverso opere commissionate a 15 artisti, tutti migranti di prima, seconda o terza generazione, espressione delle contaminazioni di ben 26 Paesi diversi. Con il privilegio, e la complessità, di poter veicolare nella loro arte questa ricchezza di esperienze per dare vita a inedite visioni contemporanee: come quella di Jeanno Gaussi, nata in Afghanistan e vissuta fin da piccola a Berlino, nelle cui opere l’identità culturale, lo spazio condiviso e la memoria sono filtrati attraverso l’esperienza migratoria, personale e collettiva; o ancora di Shinpei Takeda, artista visivo e film maker formatosi a cavallo fra le culture giapponese, messicana, austro-tedesca che si concentra in primis sul ricordo e sul concetto di appartenenza/improprietà raccontato con installazioni, immagini, interventi sonori, documentari e film visti come “un cancello” verso un luogo magari utopico in cui sentire finalmente di poter essere a casa. “Imago Mundi – ha sottolineato Luciano Benetton nel suo intervento a Londra – è un progetto culturale, democratico e globale che guarda alle nuove frontiere dell’arte in nome della coesistenza delle diversità espressive”. “Questa collaborazione con l’Aga Khan Foundation – ha aggiunto – è un nuovo passo per allargare la nostra comunità artistica. La consideriamo come un’ulteriore opportunità per favorire la promozione, la ricerca e la conoscenza delle realtà artistiche di tutto il mondo. E soprattutto il dialogo tra le culture”.

X Factor, le scelte di Mara e Malika al BootcampLa seconda parte del Bootcamp prevede le esibizioni di Over e Under Uomini

A10 ottobre 201917:03

È il momento delle scelte di Mara e Malika. Dopo quelle di Sfera Ebbasta per le Under Donne e di Samuel per i Gruppi, la seconda parte del Bootcamp di X Factor 2019 prevede le esibizioni di Over e Under Uomini, rispettivamente sotto la guida della produttrice musicale bolognese e della cantautrice milanese. L’adrenalinica sfida delle sedie del talent di Sky prodotto da Fremantle sarà oggi, alle 21.15 su Sky.Alessandro Cattelan quest’anno ha scelto le categorie da assegnare a ciascun giudice e come sempre a lui spetta il compito d’incoraggiare i 24 aspiranti concorrenti, 12 per ciascuna squadra, che si sfidano per accedere alle Home Visit.Non basta conquistare una sedia, ma bisogna dare il meglio per tenerla fino alla fine. La probabilità che il giudice cambi idea e decida per lo switch, ovvero per il cambio con un altro concorrente, è infatti dietro l’angolo. Solo 5 talenti di ogni squadra ce la faranno. E così, tra gli applausi e i dissensi del pubblico sugli spalti del Mediolanum Forum di Assago, l’accesso alla gara live di X Factor 2019 è sempre più vicino.

Ambra e Pastorelli ‘Brave ragazze’ da rapinaDal 10 ottobre in 300 copie il film della Andreozzi

10 ottobre 201914:31

Anni Ottanta, Gaeta. Quattro donne, dalle vite più o meno complicate, decidono di fare una rapina in banca, ma vestite da uomini. L’idea è semplice: chi mai potrebbe pensare a delle donne rapinatrici? Questa, in estrema sintesi, la commedia action tutta femminile ‘Brave ragazze’ di Michela Andreozzi (Nove lune e mezzo) in sala dal 10 ottobre in 300 copie distribuite da Vision.
Nelle vesti delle quattro rapinatrici improvvisate: Anna (Ambra Angiolini), ragazza madre, due figli da mantenere e nessun lavoro stabile; Maria (Serena Rossi), timida devota alla Vergine, vittima di un marito geloso e iper-violento e, infine, Chicca (Ilenia Pastorelli) e Caterina (Silvia D’Amico), sorelle di indole opposta che sognano un futuro migliore.
Insieme a loro nel cast Luca Argentero, nel ruolo del commissario Morandi, Stefania Sandrelli, in quello dell’affidabile madre di Ambra Angiolini, e Max Tortora che veste i panni dell’esuberante sacerdote Don Backy.
Queste quattro “brave ragazze” decidono di travestirsi da uomini e svaligiare la banca del paese, solo il primo passo di un’avventura dai molti sviluppi. Le rapine diventeranno piu’ d’una, e per alcune di loro arriva anche la prigione.
“Tanti anni fa mi venne l’idea leggendo un ritaglio di giornale di un fatto simile accaduto appunto in Francia negli anni Ottanta – spiega Michela Andreozzi – . E così mi sono detta, questa vicenda appartiene al mondo del cinema. C’era la storia, l’urgenza, il tema sociale: c’erano il travestimento e l’azione, la paura e il dubbio, c’erano l’inadeguatezza e la riscossa, la commedia e il dramma , gli abusi e la vendetta, la donna di ieri che e’ ancora – purtroppo – quella di oggi. Anche se era un film complicato perché in costume e con una parte action”.
Spiega invece Ambra Angiolini: “Faccio una donna abbastanza indipendente dalle formalità e che si inventa una vita senza rappresentarsela come una fiaba. Anna è insomma un personaggio forte e comunque tutto il film è, forse perché ambientato negli anni Ottanta, nel segno di una gentilezza a cui dovremmo aspirare nel futuro”.
Luca Argentero, che nel film è un simpatico commissario con i baffi dall’evocativo nome di Gianni Morandi, dice oggi all’incontro stampa a Roma: “Sono davvero felice di far parte di questo progetto che presuppone la voglia di voler raccontare la realtà dal punto di visto femminile. E tutto questo è stato fatto con precisione, senza lasciare nulla al caso”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Il premio Nobel per la letteratura a Olga Tokarczuk e Peter Handke
Scrittrice polacca per il 2018, l’autore austriaco per il 2019

11 ottobre 201910:10

Assegnato il permio Nobel per la Letteratura. L’Accademia svedese ha tributato il riconoscimento per l’anno 2018 alla scrittrice polacca Olga Tokarczuk, nata nel 1962 e, per il 2019, all’autore austriaco Peter Handke, nato nel 1942. Queste le motivazioni. A Olga Tokarczuk “per la sua immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta l’andare al di là dei confini come forma di vita”. A Peter Handke “per un lavoro influente che con ingegnosità linguistica ha esplorato la periferia e la specificità dell’esperienza umana”. LA CERIMONIA

L’ultimo Nobel per la Letteratura era stato assegnato nel 2017 a Kazuo Ishiguro. Dopo lo scandalo per molestie che nel 2018 aveva colpito il marito di una giurata, il fotografo e regista Jean Claude Arnault e travolto l’Accademia di Svezia portando a una serie di dimissioni, il premio era stato sospeso e rimandato al 2019.

Il trailer de ‘Il cielo sopra Berlino’ di Wim Wenders, capolavoro sceneggiato da HandkeNel 2014 Peter Handke, in occasione dell’assegnazione del Nobel per la letteratura al francese Patrick Modiano, dopo aver dispensato grandi complimenti al collega, si espresse con parole molto dure nei confronti del Nobel e propose anzi di abolirlo. “Modiano è davvero un autore notevole con un’opera unica”, affermò, aggiungendo che il riconoscimento, con la sua “falsa canonizzazione” della letteratura, non porta nulla di buono: “Il Premio Nobel andrebbe finalmente abolito”, disse Handke in una dichiarazione all’agenzia austriaca Apa. Secondo lo scrittore austriaco, autore di capolavori come i romanzi ‘Prima del calcio di rigore’, ‘Breve lettera del lungo addio’, ‘Infelicità senza desideri’, il Nobel porta “un momento di attenzione, nelle pagine dei giornali”, ma per la lettura non porta nulla. Handke aveva ammesso che l’essere stato inserito nella rosa dei candidati al Nobel non lo aveva lasciato indifferente: “certo che ti prende, ti infastidisce, e allora ti infastidisci con te stesso perché ci pensi: è una cosa così indegna e al contempo si diventa per un po’ se stessi indegni”.

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Premio “La Cava”,in gara 37 opere
Giuria selezionerà terna finalista entro il 20 di novembre

BOVALINO (REGGIO CALABRIA)10 ottobre 201910:02

– Sono trentasette le opere in gara per la terza edizione del Premio letterario “Mario La Cava” che ha come tema “Il viaggio.
Percorsi vissuti, narrati e immaginati”. Il concorso è organizzato dal Comune di Bovalino in collaborazione con il Caffè letterario “La Cava” e con il patrocinio della Regione Calabria e il contributo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Locri.
Entro il 20 novembre i componenti della giuria composta da Andrea Di Consoli, Stefano Ercolino, Marco Gatto, Loredana Lipperini e Vito Teti valuteranno le opere e designeranno la terna finalista. La cerimonia di consegna è in programma il 14 dicembre e in quella sede, con voto segreto, sarà decretato il vincitore.
La prima edizione del “La Cava”, nel 2017, venne assegnata a Claudio Magris, premio speciale a Raffaele Nigro. La seconda edizione, nel 2018, fu appannaggio di Maria Pia Ammirati con il romanzo Due mogli – 2 agosto 1980 (Mondadori). Premio speciale a Raffaele La Capria.
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Libri, calcio e razzismo in 20 storieCastellani e Smulevich, un filo collega odii antichi e recenti

10 ottobre 201910:04

– MASSIMILIANO CASTELLANI, ADAM SMULEVICH, UN CALCIO AL RAZZISMO. 20 LEZIONI CONTRO L’ODIO (GIUNTINA, PP 108, EURO 10) Il rituale sembra essere ormai logoro: ululati razzisti contro giocatori con la pelle nera, insulti antisemiti se si vuole denigrare l’avversario, campagne d’odio sui social network. E, a seguire, le prevedibili condanne con la la sottolineatura che tutto questo “non c’entra con il calcio ed il tifo”. E invece, la Storia e le storie di questo libro ce lo insegnano, l’odio razzista e l’intolleranza hanno attraversato la vicenda del calcio, che da questo veleno sembra essere sempre stato contaminato. Un veleno troppo spesso sottovalutato e minimizzato.
Massimiliano Castellani e Adam Smulevich raccontano in ‘Un calcio al razzismo’ venti storie tra passato e presente. “C’è infatti un filo che collega i maestri danubiani della Serie A epurati dal regime fascista – scrivono – agli ignobili attacchi rivolti contro campioni di colore come Kalidou Koulibaly e Romelu Lukaku, per citare alcuni casi recenti che hanno colpito l’opinione pubblica. È quello che cerca di spiegare questo libro, in un percorso che spazia da Giorgio Bassani che inseguiva una suggestione calcistica alle colte citazioni di Lilian Thuram, dal ruolo salvifico di questo sport per i reduci dei lager all’abominio di chi ai giorni nostri oltraggia in curva la memoria di Anne Frank o ulula all’indirizzo dell’avversario di turno, gli dà del ‘negro’ o dello ‘zingaro di merda’”.
Il lettore impara quindi che fu una schedina, quella mitica del Totocalcio, il sogno di riscatto del giornalista Massimo Della Pergola quando si trovava in un campo di internamento in Svizzera. E fu un pallone che rotolava nel segno di una “Stella Azzurra” a ridare ad Alberto Mieli, sopravvissuto ad Auschwitz, la forza di restare in vita. Neppure i lager, infatti, riescono a fare a meno del calcio, come racconta Primo Levi in ‘I sommersi ed i salvati’ descrivendo la grottesca partita tra le SS e i membri del ‘Sonderkommando’, prigionieri che avevano l’atroce compito di aiutare i carnefici.
Il calcio non è dunque separato, in nessun modo, dalle tensioni e dai fantasmi della società in cui si gioca. ‘Un calcio al razzismo’ offre un racconto di consapevolezza: far finta che sia un mondo separato da politica, razzismo ed intolleranza lo mette solo a rischio di autodistruzione. Vedere i pericoli in tempo, e combatterli, offre una speranza di salvezza.

Canto per Europa all’Arena del SoleProtagonista il giornalista e narratore Paolo Rumiz, l’11/10

BOLOGNA10 ottobre 201910:29

– Uno spettacolo corale, Canto per l’Europa, aprirà la stagione dell’Arena del Sole di Bologna l’11 ottobre alle 21: protagonista il giornalista e narratore Paolo Rumiz con la European Spirit of Youth Orchestra – ESYO, un ensemble di 75 giovani musicisti internazionali, provenienti da 13 paesi europei diretti da Igor Coretti Kuret.
Canto per Europa è un viaggio in musica e parole alle origini dell’Occidente, che intreccia le parole con le musiche di compositori come Rimskij-Korsakov, Ravel e Beethoven. Un progetto artistico attento alla contemporaneità e ricco di spirito europeo, con un complesso giovanile fondato 25 anni fa da Coretti Kuret, con l’appoggio del violinista Yehudi Menuhin, e che ogni anno si ricostituisce coinvolgendo talenti, di età compresa tra 11 e 18 anni, sempre nuovi selezionati nei conservatori e nelle scuole di musica europee. Il concerto spettacolo propone una rilettura del mito fondativo del nostro continente, che narra della principessa fenicia Europa rapita da Giove, trasformato in placido toro bianco, su una spiaggia dell’attuale Libano. Il testo è composto da brani inediti, recitati da Rumiz e tratti dal suo libro Canto per Europa, che uscirà contemporaneamente in più lingue europee a partire da inizio 2020.

Riondino apre stagione Duse a BolognaProtagonista nel Maestro e Margherita l’11 ottobre

BOLOGNA10 ottobre 201910:30

– Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov aprirà l’11 ottobre la stagione di prosa del Teatro Duse di Bologna: Michele Riondino sarà il protagonista nel ruolo di Satana, assieme a Francesco Bonomo nel duplice ruolo del Maestro e di Ponzio Pilato e a Federica Rosellini nelle vesti di Margherita. La regia è firmata da Andrea Baracco.
“Il Maestro e Margherita, dove si passa dal registro comico alla tirata tragica – spiega il regista – è un romanzo pieno di colori potenti e assoluti, tutti febbrilmente accesi, quasi allucinanti. Un romanzo perturbante, complesso e articolato come il costume di Arlecchino, in cui si intrecciano numerose linee narrative, e dentro il quale prendono vita un numero infinito di personaggi, se ne contano circa 146, che costituiscono una sorta di panorama dell’umano e del sovraumano”. “Dal diavolo – aggiunge – nella figura seduttiva e mondana di Woland, una sorta di clown feroce che dirige una sarabanda demoniaca, a personaggi che rimandano all’universo grottesco di uno dei maestri di Bulgakov, Nikolaj Gogol”.

Mostre, Fornara e Divisionismo ad AostaEsposizione chiude celebrazioni 50/o anniversario morte pittore

AOSTA10 ottobre 201910:41

– Con una mostra ad Aosta su Carlo Fornara e il Divisionismo si chiude il percorso di celebrazioni per il cinquantenario della morte del pittore piemontese, aperte lo scorso settembre a Milano con una selezione degli autoritratti e proseguite nella storica Casa de Rodis a Domodossola.
Al Museo archeologico del capoluogo valdostano saranno infatti esposte da venerdì 25 ottobre prossimo 80 opere realizzate in particolare nei due decenni cruciali della parabola di Fornara: l’ultimo dell’Ottocento e il primo del Novecento, la stagione più intensa della sua produzione, in parallelo alla genesi e all’apice del Divisionismo in Italia.
L’esposizione, curata da Annie-Paule Quinsac e diretta da Daria Jorioz, è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese con testi di Annie-Paule Quinsac, Daria Jorioz, Filippo Timo.

Fano Jazz Network vince bando SiaeCon progetto tour musicale ‘green’ da Mosca a Shangai

FANO (PESARO URBINO)10 ottobre 201911:45

– Un progetto per realizzare un tour musicale internazionale a emissioni zero e green, realizzato da Fano Jazz Network insieme al quartetto Satoyama, è risultato vincitore del bando Siae “Per chi Crea”, della sezione “Musica: Live e Promozione Nazionale e Internazionale”. Il progetto si è aggiudicato il secondo posto nella graduatoria generale, risultando l’unico nel settore più specifico della musica jazz. Il progetto, previsto per marzo 2020, vedrà coinvolti il quartetto jazz Satoyama, formato da giovani musicisti della provincia torinese, la pittrice cinese Lavia Lin, il regista Fabio Dipinto e il fotografo Davide Menarello in un tour musicale-antropologico-artistico da Mosca a Shanghai, utilizzando come mezzo di trasporto la Ferrovia Transmongolica. La spedizione sarà ospite di famiglie locali ed organizzerà masterclass in scuole sul legame tra musica ed ambiente. Sarà realizzato un documentario per sensibilizzare su tematiche ambientali, ecologiche ed interculturali.

Pompei e Santorini testimoni di eternitàDall’11/10 arte e storia di scena alle Scuderie del Quirinale

10 ottobre 201913:37

– Enorme eppure così fragile con quel suo corpaccione possente riverso in terra, il calco del cavallo pompeiano ritrovato qualche mese fa a pochi passi del parco archeologico è il primo biglietto da visita della grande mostra che fino al 6 gennaio 2020 racconta alle Scuderie del Quirinale le tante tragiche somiglianze tra due civiltà, la nostra Pompei e la greca Akrotiri, cancellate e nello stesso tempo consegnate all’eternità dalla furia di fuoco e cenere di un vulcano.
Dramma e meraviglia, fascino e terrore, storie di uomini e insieme di pensieri, che nei secoli non hanno mai smesso di intrigare, spaventare, spingere alla riflessione. E anche ispirare l’arte, dalle atmosfere tenebrose dei paesaggi di William Turner al Vesuvio pop di Andy Warhol, dal Leopardi della Ginestra alla Recherche di Proust, dalle sculture di Alviero Martini all’esplosione dei colori di Guttuso o al nero senza appello di Damien Hirst.

A Palazzo Lomellino inediti StrozziAnche 15 opere del grande genovese mai esposte

GENOVA10 ottobre 201914:19

– Oltre quaranta opere, di cui una quindicina mai esposte e cinque inediti, ripercorrono i momenti salienti della carriera del pittore seicentesco genovese Bernardo Strozzi, in una mostra dedicata dal titolo ‘La conquista del colore’, che inaugurerà domani a palazzo Nicolosio Lomellino a Genova. La mostra, promossa dall’associazione Palazzo Lomellino di Strada Nuova e curata da Anna Orlando e Daniele Sanguineti, festeggia i quindici anni di apertura al pubblico di palazzo Nicolosio Lomellino che al suo interno conserva uno dei capolavori del maestro genovese, l’affresco ‘Allegoria della Fede che giunge nel Nuovo Mondo’. Il percorso espositivo si svolge su cinque sale a partire dalla pala del ‘Martirio di Santa Lucia’, una delle opere degli esordi del pittore per poi passare a una serie di ritratti, tra sacro e profano, fino ad arrivare nella sala principale, dove la ricerca della spazialità è il fulcro. Uno specchio posizionato appositamente cattura l’affresco del soffitto, e il ciclo della ‘Allegoria delle Fede che giunte nel Nuovo Mondo’ diventa quadro, creando un concetto particolare di spazio. Il percorso porta poi lo spettatore nella sala della luce e si chiude con la sala didattica.

Apre mostra ‘Da impressionisti a PicassoOpere Johannesburg Art Gallery fino a febbraio 2020

TREVISO10 ottobre 201914:20

– Dagli Impressionisti a Picasso: sono questi i capolavori selezionati dalla Johannesburg Art Gallery, uno dei più importanti musei d’arte ad oggi esistenti nel continente africano, sono esposti da domani fino al 2 febbraio a palazzo Sarcinelli di Conegliano. Il nucleo di questa raccolta è il lascito di Lady Florence Phillips, appassionata collezionista che, grazie ai suoi contatti, riuscì ad acquisire capolavori di celebri artisti europei tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del secolo successivo.Dai capolavori dell’Ottocento inglese, passando per i maestri dell’Impressionismo, fino ai movimenti artistici rivoluzionari del Novecento: 60 opere, dipinte dai principali protagonisti della scena artistica internazionale del XIX e del XX secolo come Turner, Rossetti, Courbet, Monet, Cézanne, Warhol e molti altri. La mostra offre un importante strumento di interpretazione dell’evoluzione della pittura europea tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del secolo successivo.

Versace, dalla Medusa a sneakers SqualoAvvistate in passerella con la collezione Uomo ora sono unisex

10 ottobre 201914:29

– Se il logo della maison Versace è una Medusa, perché non proseguire con gli abitanti dei mari. Erano state avvistate per la prima volta nel corso della sfilata della collezione uomo Autunno/Inverno 2019, ma ora Versace lancia le nuove sneakers modello Squalo, che prendono ispirazione dall’omonimo predatore marino, e le propone anche per la donna.
Realizzate in Italia con materiali pregiati, le nuove calzature sono quindi unisex. Caratterizzate dal design innovativo della suola che si prolunga lateralmente a simulare la forma dei denti dell’animale. Le Squalo sneakers rispecchiano il dna di Versace, che si traduce nelle cuciture a vista sui dettagli in pelle, nel logo Versace ricamato sulla parte anteriore e nel volto della Medusa nascosto sotto la suola.

The Full Monty “si spoglia” a TorinoPiparo dirige nuova versione musical con Conticini-Ward-Fantoni

11 ottobre 201909:44

TORINO – ”Sono tutti strafelici di spogliarsi. Pensavo di trovare qualche resistenza, invece non vedono l’ora che arrivi il gran numero finale per ‘liberarsi”’. Ride Massimo Romeo Piparo al pensiero di Paolo Conticini e Luca Ward con Gianni Fantoni, Jonis Bascir e Nicolas Vaporidis impegnati con il celeberrimo spogliarello di ”The Full Monty”, il musical con libretto di Terence McNally e musica e liriche di David Yazbeck. A vent’anni dall’uscita del film di Peter Cattaneo e poi del debutto a Broadway dello spettacolo, Piparo lo riporta in scena con la sua PeepArrow, in Italia, in italiano e per di più ambientato in una nostra città: Torino.”Dopo le acciaierie di Sheffield del film e l’americana Buffalo nella versione originale del musical – racconta – Torino è la nostra città simbolo industriale e post industriale, dove la Fiat per generazioni ha creato tantissimi posti di lavoro e ora è emigrata a sua volta verso gli Stati Uniti”. Proprio all’ombra della Mole, lo spettacolo sarà in anteprima dal 17 al 20 ottobre al Teatro Colosseo, per poi debuttare ufficialmente dal 24 ottobre al 17 novembre al Teatro della Luna di Milano e arrivare al Sistina di Roma a febbraio (tournée fino a marzo con tappe a Brescia, Padova, Ancona, Firenze, Trento, Genova, Cremona, Bolzano, Udine, Reggio Emilia, Parma, Varese, Bologna, Roma, Bari, Brindisi). Per Piparo, che dopo Mammamia!, Billy Elliot o il suo storico Jesus Christ Superstar, prosegue sul filone dei musical cinematografici, quella con ”The Full monty” è in realtà una seconda volta, dopo averlo già diretto sette anni fa (ma “in una versione più ridotta”) con Paolo Calabresi, Pietro Sermonti e, anche allora, Gianni Fantoni. ”Dal 1997, quando è stato scritta la prima sceneggiatura, a oggi – dice – la storia è ancora attualissima. Si parla di lavoro, disoccupazione e riscatto sociale. Tutto sembra essere rimasto invariato”. Con la band dal vivo diretta dal maestro Emanuele Friello e le coreografie di Roberto Croce, si racconta di cinque disoccupati che pur di sbarcare il lunario si improvvisano spogliarellisti, sulle note di una colonna sonora travolgente e, ora, lo sfondo di una Torino che fa i conti con la fine di un mito, il tramonto di un’epoca in cui la città del Po richiamava lavoratori da ogni angolo del Paese. ”È anche la storia di un padre che per il mantenimento del figlio si deve inventare qualunque cosa pur di non andare a rubare”, prosegue Piparo.Gabriele, il ragazzino della storia, è interpretato da due ex allievi arrivati proprio dalla sua Accademia del Teatro Sistina, Tancredi Di Marco e Christian Roberto. Ma nella nuova messa in scena debutta anche Janette, ”ruolo che esisteva nel musical, ma non nel film”, affidato a una signora del teatro come Paila Pavese. ”Janette – spiega Piparo – è una vecchia star della musica, ora reclutata dai cinque per aiutarli a cantare. La Pavese in scena è spettacolare e nella ‘sua’ canzone, Janette Showbiz, ho inserito riferimenti al suo vero passato, con Peppino Di Capri, Little Tony, le serate a suonare in un pub a Pinerolo”. Il risultato è tale che lo stesso ”David Yazbeck verrà a vederla in Italia”. E poi, certo, c’è il ”Full Monty”, il ”servizio completo”, con (ironico) nudo integrale che i neo mattatori dello spogliarello promettono nel finale del loro numero. ”E’ uno spettacolo pensato per le donne: oggi sono loro soprattutto a venire a teatro – dice Piparo – Ma adatto a tutta la famiglia, perché si ride e si riflette. E, lo assicuro – ride – per quanto nudi, è assolutamente non proibito ai minori di 16 anni”.

Festa di Roma, premio speciale a TravoltaIl premio gli sarà consegnato il 22/10. Monda, ‘struggente’

ROMA10 ottobre 201920:54

– La quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma celebrerà John Travolta assegnandogli il Premio Speciale per la sua interpretazione in The Fanatic di Fred Durst prodotto da Oscar Generale p.g.a. L’attore, due volte nominato all’Oscar, vincitore del Golden Globe e del premio Emmy, riceverà il riconoscimento martedì 22 ottobre presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica in occasione dell’Incontro Ravvicinato che terrà con il pubblico della Festa.”Sono felice e onorato di premiare John Travolta per l’interpretazione in The Fanatic – ha detto il Direttore Artistico Antonio Monda – Una performance sorprendente e struggente che riesce a mostrare come a Hollywood i sogni si trasformano spesso in incubi”. Nel corso dell’Incontro Ravvicinato, Travolta presenterà The Fanatic, il thriller che lo vede protagonista e che sarà proiettato domenica 27 ottobre alle ore 18 presso il cinema My Cityplex Savoy: nel film è Moose, patito di cinema ossessionato dal suo attore preferito Hunter Dunbar.

Parma celebra il compleanno di VerdiCerimonia davanti al monumento con Leo Nucci e il coro del Regio

PARMA10 ottobre 201915:42

– La città di Parma ha festeggiato, come ogni anno, il compleanno di Giuseppe Verdi. Alla cerimonia per il 206/o anniversario della nascita del maestro di Busseto, davanti al monumento a lui dedicato in piazza della Pilotta, c’era il sindaco Federico Pizzarotti insieme ai vertici del teatro Regio, delle numerose associazioni musicali della città e di tanti appassionati. Presenti anche i cantanti lirici Leo Nucci, Michele Pertusi, Luca Salsi e Armando Gabba, il coro del Teatro Regio e la Corale Giuseppe Verdi che hanno infine intonato il “Va pensiero”, accompagnati da Claudia Zucconi al pianoforte e diretti da Massimo Fiocchi Malaspina.
A conclusione della cerimonia si è svolta, nell’ambito del Festival Verdiano, l’inaugurazione al Gran Caffè Teatro Regio della Mostra dedicata ai ritratti di Leo Nucci di Vittorio Ferrarini, alla presenza del Maestro, dell’artista e delle autorità.

Niccolò Fabi, ho girato in tondo, ora torno’Tradizione e tradimento’ è nuovo album in uscita l’11 ottobre

11 ottobre 201909:43

– “Ho provato a fare un altro tipo di canzoni, semplicemente belle ma senza tanti pensieri. Poi ho capito che non era quello che volevo fare”. Comincia a raccontarlo in questo modo, Niccolò Fabi, il nuovo album ‘Tradizione e tradimento’, in uscita domani e che riporta in scena il cantautore romano a tre anni e mezzo dal disco precedente. “Pensavo che un album come ‘Una somma di piccole cose’ – ha detto Fabi a proposito dell’ultimo lavoro da studio dato alle stampe – avesse chiuso un cerchio. Ho preso le distanze dalla musica per un anno, lasciando la chitarra chiusa nel suo fodero e dedicandomi a tutto quello che per me può essere extra musicale”. L’esigenza di scrivere, a quanto pare, è però stata più insistente e la penna di Fabi ha ricominciato a scrivere, anche se le intenzioni iniziali sul nuovo album erano ben diverse da quelle poi adottate.”L’idea era di staccarmi da quanto fatto in precedenza – ha spiegato la voce delle nuove ‘Scotta’, ‘Amori con le ali’ e ‘Prima della tempesta’ – dedicandomi anche a sonorità elettroniche. Ci ho provato davvero, ma il risultato non è stato quello che mi ero aspettato. Ho deciso quindi di ricominciare da capo e alla fine sono uscite le canzoni di questo album”. Le tracce in scaletta sono un totale di nove e Fabi le ha prodotte artisticamente assieme a Roberto Angelini e Pier Cortese, storici amici del cantautore, nonché compagni di viaggio musicale e spesso di palcoscenico. “Spesso le cose che davvero vogliamo le abbiamo già in tasca – ha commentato Fabi – ma per accorgercene ce ne dobbiamo allontanare. Io l’ho fatto e alla fine ho girato in tondo fino a tornare dal punto da cui sono partito. Non ho doti musicali particolari e se mi mettessi a fare qualcosa che non mi appartiene sarei uno dei tanti. Nel mio modo di fare canzoni, magari, ho invece qualcosa di speciale da dire e raccontare”.Con quello che il cantautore definisce “un disco più estroverso del solito, ma a modo mio”, Fabi tornerà anche ad esibirsi dal vivo per un tour teatrale, in programma dal prossimo mese di novembre e con data zero a La città del teatro di Cascina (Pisa). Poi sarà la volta dei teatri di alcune delle principali città italiane, tra le quali Ravenna, Milano e Vicenza i cui biglietti sono già andati esauriti. “Continuano a piacermi le canzoni sussurrate – ha detto Fabi – perché spesso i messaggi più forti non sono quelli che vengono urlati, ma quelli che necessitano di essere ascoltati da vicino, detti all’orecchio”.

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Torna Il paradiso delle signore daily
matrimoni e desideri, riapre il magazzino delle veneri su Rai1

11 ottobre 201909:47

“Una serie che diventa lo specchio dell’Italia di quegli anni, un Paese che rinasce grazie a chi guarda al futuro con lungimiranza, ma vedremo in questa nuova stagione anche donne che si fanno strada nell’Italia che cambia”. Lo dice una delle protagoniste, Vanessa Gravina, che impersona Adelaide di Sant’Erasmo. Per la gioia dei suoi fan e grazie all’amore del pubblico che ne ha impedito la chiusura (gli ascolti, già buoni la scorsa stagione quando si era parlato di uno stop, avevano subito una ulteriore impennata) lunedì 14 ottobre “Il Paradiso delle Signore” riapre le porte con 160 nuove puntate, in prima visione su Rai1, dal 14 ottobre, dal lunedì al venerdì alle 15.40, tornando con nuove storie e inaspettati colpi di scena. La regia di Isabella Leoni, Marco Maccaferri, Riccardo Mosca e Francesco Pavolin.
“Il Paradiso delle Signore – Daily”, la serie ambientata negli anni ’60, riporterà nel pomeriggio di Rai1 l’eleganza e la classe delle Veneri del più frequentato tempio dell’alta moda milanese. Per l’occasione il grande magazzino che fa da cornice alle vicende è stato ritinteggiato ed ora le pareti sono rosa.
“Abbiamo rinnovato il magazzino”, spiega Alessandro Tersigni che interpreta Vittorio Conti, uomo di successo che è riuscito a riportare in auge il paradiso ed ha una spiccata creatività, ma anche fiuto per gli affari. Alcuni cronisti sono stati invitati sul set con riprese in corso, che andranno avanti a oltranza anche durante la messa in onda. Tante le novità della fiction prodotta da Aurora TV nei maxi studi Videa, dove sono stati costruiti per l’occasione due teatri di 1.500 mq ciascuno, che contengono le scenografie degli ambienti principali: uno è occupato quasi esclusivamente dal grande magazzino, dagli uffici e dallo spogliatoio delle commesse che vestono una stupenda divisa verde avvitata con gonna al sotto al ginocchio, mentre nell’altro studio sono state costruite le case dei protagonisti (venti attori). È l’ottobre del 1960 e nel grande magazzino Il Paradiso delle Signore, diretto da Vittorio Conti, c’è fermento: “Si avvicinano le mie nozze – aggiunge Tersigni – con Marta Guarnieri (Gloria Radulescu) e le prime due puntate saranno incentrate molto sui preparativi: la madre di lei vuole una matrimonio sfarzoso, io opterei per qualcosa di più intimo”. Ritroviamo le giovani Veneri alle prese con vecchi e nuovi batticuori. Nicoletta, dopo la nascita di Margherita, cerca un difficile equilibrio sentimentale, divisa tra Cesare e Riccardo. Gabriella, tornata da Parigi con una nuova consapevolezza, diventa la stilista del Paradiso delle Signore e inizia a frequentare un mondo che non conosceva. Roberta attende il ritorno a Milano del fidanzato Federico, ma un incontro metterà in crisi la sua scala dei valori. A Villa Guarnieri è sempre difficile evitare i conflitti familiari e una nuova alleanza tra Umberto (Roberto Farnesi) e Adelaide è destinata ad affrontare continue prove di stabilità.
“Vi stupiremo questa volta davvero – aggiunge Vanessa Gravina – anche se c’è sempre qualche imprevisto in agguato, ma io sono una persona arguta, un personaggio il mio  che non annoia mai forse anche per questo suo essere avanti progressista rsieptto ai suoi tempi”. Il matrimonio di Luciano Cattaneo, spiega Giorgio Lupano, con Silvia sembra aver restituito serenità. “I coniugi Cattaneo sono uniti soprattutto nel proteggere la figlia Nicoletta dalla presenza di Riccardo per garantirle un futuro tranquillo con un uomo affidabile e premuroso come Cesare.
Luciano ha scelto di rimanere un bravo marito e la sua vita accanto a Silvia procede tranquilla fino a quando Clelia, per un evento imprevisto, fa ritorno a Milano”. La casa degli Amato accoglie un cugino, Rocco, che non era mai uscito prima dal paese, e sia Agnese che Salvatore dovranno affrontare con maggiore impegno il loro processo di emancipazione nel moderno ambiente milanese. Angela e Marcello Barbieri arrivano nel mondo del Paradiso delle Signore senza possedere niente, con segreti che preferirebbero non svelare, ricchi solo di ambizioni e sogni.
Riusciranno a realizzarli? Nella stagione 2018/2019 Il Paradiso delle signore – Daily ha appassionato il grande pubblico della rete ammiraglia raggiungendo, nell’ultima puntata in onda il 17 maggio 2019, un record di ascolti pari a 1,9 milioni di telespettatori con il 17,2% di share.

Nobel Handke, una decisione coraggiosa”Non avevo speranze, non sapevo di essere nella rosa”

10 ottobre 201917:01

– “E’ stata una decisione molto coraggiosa”: così Peter Handke, premio Nobel per la Letteratura 2019, in una dichiarazione raccolta in Francia, davanti alla casa di Chaville dove vive, e trasmessa in diretta da Rainews24.
Il narratore e drammaturgo austriaco si è detto “stupefatto” per la notizia: “Non avevo speranze, non sapevo di essere nella rosa”. “Ricordo quello che è successo quando scrivevo della guerra civile jugoslava: c’è stato molto rumore. Per questo è stata una decisione molto coraggiosa”, ha detto Handke ai giornalisti.
Evidente il riferimento alle sue posizioni pro-Serbia durante la guerra serbo-bosniaca e al discorso tenuto al funerale dell’ex presidente Milosevic nel 2006. “E’ un delitto aver parlato al funerale?”, gli è stato chiesto. “Non ho nulla da cambiare, la mia natura è la mia natura”. Quanto al futuro, Handke ha sottolineato che continuerà a scrivere: “Questa ormai è diventata la mia professione”. Andrà a Stoccolma a ritirare il Nobel? “Certo, se Dio mi lascerà andare”.

Inedito di Claudio Baglioni per MuccinoGli anni più belli diventa titolo del nuovo film del regista

10 ottobre 201920:46

Il brano inedito di Claudio Baglioni Gli Anni Più Belli, oltre a essere inserito nel nuovo lavoro di Gabriele Muccino, è diventato anche il titolo del film, nelle sale dal 13 febbraio 2020 in occasione di San Valentino (distribuito da 01 Distribution). “Con la sua meravigliosa canzone inedita Claudio Baglioni è il rappresentante più evocativo degli ultimi quarant’anni raccontati nel film e della storia d’Italia che scorre alle spalle dei protagonisti come un fiume, inesorabilmente”, ha dichiarato Gabriele Muccino.
Gli Anni Più Belli ha come protagonisti Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Nicoletta Romanoff e Emma Marrone ed è sceneggiato da Gabriele Muccino insieme a Paolo Costella. La colonna sonora del film sarà di Nicola Piovani.

Pacifico, 7 concerti con 7 ospitiBersani, De Gregori, Ayane, Bianconi,Sangiorgi al Filodrammatici

10 ottobre 201917:41

– Sette concerti, sette ospiti per Pacifico, protagonista al Teatro Filodrammatici di ‘La settimana pacifica” insieme a Malika Ayane (2 dicembre), Samuele Bersani (3 dicembre), Francesco De Gregori (5 dicembre), Giuliano Sangiorgi (6 dicembre), Francesco Bianconi (7 dicembre) e Neri Marcorè (8 dicembre). “Dal 2 all’8 dicembre 2019. Sette giorni al Teatro Filodrammatici, il piccolo ma inarrestabile cuore di Milano – racconta Pacifico sui suoi profili social – Sette miei concerti, le canzoni pescate da tutti i miei dischi. Sette magnifici ospiti. Uno a sorpresa, ma potete venire a scatola chiusa, sarà una serata grande al pari delle altre”.

Pitti Uomo, Jil Sander è guest designerLucie e Luke Meier ospiti 97/a edizione, in programma 7-10/1

10 ottobre 201918:01

– Jil Sander è il guest designer di Pitti Immagine Uomo 97, in programma a Firenze dal 7 al 10 gennaio 2020. Lucie e Luke Meier – marito e moglie co-direttori creativi del brand dalla primavera del 2017 – presenteranno la nuova collezione uomo con un evento speciale a Firenze, la cui data e location verranno comunicate a breve.
“Per noi sfilare a Firenze è al tempo stesso un onore e un completamento – hanno spiegato -. Ci siamo incontrati per la prima volta proprio a Firenze” dove entrambi hanno studiato al Polimoda “e non avremmo mai immaginato di tornare qui insieme per un evento di Pitti Uomo. E’ un’opportunità davvero speciale e non vediamo l’ora di dare il nostro contributo all’eredità creativa della città e di Pitti Uomo”.

Ozon, la mia storia di preti e pedofiliaIn sala ‘Grazie a Dio’. Regista, racconto fragilità degli uomini

11 ottobre 201909:41

– ‘Grazie a Dio’ di Francois Ozon è un film sorprendente, duro, che, nonostante il tema per nulla mainstream (preti e pedofilia), ti prende come il più appassionante dei thriller. Il fatto è che in questo film, tratto da una storia vera (il caso Preynat-Barbarin su abusi sessuali ai danni di minori commessi nella diocesi di Lione) e in sala dal 17 ottobre con Academy Two, le emozioni sono tante: uomini adulti che confessano nei minimi particolari, e tra mille imbarazzi, gli abusi subiti trent’anni prima e, soprattutto, la prepotenza della Chiesa nel negare i fatti, la sua ostentata impunità.”Non volevo fare un film sul cattolicesimo e sulla pedofilia, ma piuttosto sulla fragilità maschile. Una cosa che si vede poco al cinema” ci tiene a dire oggi a Roma il regista. Protagonista del film – che ha vinto il premio della Giuria al Festival di Berlino – è Alexandre (Melvil Poupaud) che un giorno scopre come padre Preynat (Bernard Verley), il prete che lo ha molestato durante l’infanzia, è tornato a dir messa nella regione di Lione. Una cosa assurda perché Alexandre, oltre ad essere una vittima, è anche un padre e non accetta che il sacerdote possa avere ancora contatti con altri bambini. Considerato che la Chiesa si rifiuta di sanzionare Preynat, grazie anche alla copertura dal cardinale Barbarin (Francois Marthouret), Alexandre è pronto ad agire per conto suo, e poi insieme ad alcuni amici di vecchia data ed ex vittime, Francois (Denis Ménochet) ed Emmanuel (Swann Arlaud). Iniziano così le denunce alla giustizia ordinaria, anche se nella maggior parte dei casi i reati sono andati in prescrizione. Lentamente le vittime degli abusi escono allo scoperto e prendono coraggio, anche grazie alla costituzione di un’associazione che raccoglie le testimonianze degli abusi, e così la battaglia all’omertà ecclesiastica prende forza fino a trovare giustizia.Questa la situazione giudiziaria ad oggi. Preynat è stato costretto dalla Chiesa alle dimissioni dello stato clericale, ma è ancora sotto processo per la giustizia ordinaria, mentre il cardinale Barbarin, colpevole di “omessa denuncia di maltrattamenti” in primo grado, ha presentato le sue dimissioni a Papa Francesco che le ha però rifiutate. “A Lione il film ha avuto un successo imprevedibile e inatteso – dice Ozon – come d’altronde in tutta la Francia dove ha ottenuto un milione di spettatori. Va detto che c’è stata una forte resistenza della Chiesa, una cosa che alla fine ci ha fatto anche pubblicità. Ma una cosa è certa, a pochi giorni dall’uscita prevista del film nessuno di noi era certo che sarebbe mai arrivato in sala”. “Da parte della Chiesa – spiega il regista – si continua a parlare di tolleranza zero verso queste cose, ma di fatto le azioni non sembrano seguire questa volontà. Ad esempio – conclude – dispiace pensare che Papa Francesco a tutt’oggi non abbia accettato le dimissioni di Barbarin”.

Morto Paolo Ferrari, dirigente cinemaE’ stato tra i più influenti dell’industria italiana

09 ottobre 201915:48

– E’ morto Paolo Ferrari, uno dei personaggi più influenti dell’industria cinematografica italiana e storico presidente dell’Anica che lo ricorda, rendendo nota la notizia della scomparsa e i funerali, a Roma il 10 ottobre alle 11 nella chiesa di San Roberto Bellarmino in Piazza Ungheria. Nato a Solero, Alessandria, nel 1934, già nel 1957 è in Metro-Goldwyn-Mayer, di cui diviene direttore generale nel 1969 e poi amministratore unico. Dirigente in Columbia Pictures Italia per 11 anni, nel 1989 è direttore generale per la divisione Pictures della Warner Bros. Entertainment Italia per poi diventarne presidente e amministratore delegato.
Presidente dell’Anica dal 2006, nel 2009 assume la carica di presidente della nuova Confindustria Cultura Italia e nel 2012 di presidente di Fondazione Cinema per Roma e del Festival Internazionale del Film di Roma.
L’Anica ne ricorda competenza, autorevolezza, umanità e capacità dimostrate

Giordana Angi, canto le sfumature dell’amore’Voglio essere tua’ è il nuovo disco con 10 brani

0 ottobre 201909:47

– La distanza, la mancanza, il desiderio, la leggerezza e anche la fragilità, la rabbia: Giordana Angi, cantante e autrice per sé e per grandi artisti (Tiziano Ferro, Nina Zilli, in cantiere anche un brano per Laura Pausini), torna con un nuovo album cantando “banalmente l’amore”. “Voglio essere tua”, prodotto da Carlo Avarello e pubblicato da Virgin Records (Universal Music Italia), esce il prossimo 11 ottobre, nello stesso giorno in cui si chiude il tour in sold out all’Atlantico di Roma.Dieci brani che, spaziando dal pop al soul, dal rock al reggae, hanno “tante sonorità – ha detto la cantante durante la presentazione alla stampa a Milano -, che rispecchiano i colori dell’anima: malinconia, gioie e anche forza” e che ci portano anche nei luoghi d’origine della cantautrice con il brano ‘Encore’, piano e voce in francese, lingua madre della Angi (oltre all’italiano) che è nata 25 anni fa in Bretagna. È una Giordana “felice”, un fiume in piena, quella che a soli sei mesi dall’uscita del primo album ‘Casa’ ha scritto questo nuovo disco “di cui sono molto fiera”, “più leggero e solare rispetto al primo”, in cui racconta che “in amore e in coppia si riesce a essere se stessi. Innamorandomi sono esplosa di colori, voglia di fare, vivere, conoscere e nelle canzoni c’è questo: la voglia di vivere attraverso il sentimento”. E per “scuotere un pochino” chi “giudica senza conoscere e chi giudica un amore diverso” c’è il brano ‘Sempre pronti a giudicare’: “Trovo assurdo parlare ancora nel 2020 di omosessualità, ma in alcune realtà questo è ancora un problema e mi sento in dovere di prendere una posizione su questo”, ha detto Giordana Angi.Nei progetti della 25enne lanciata dal talent Amici che ha come punti di riferimento Mia Martini e Mina, c’è anche Sanremo: “Dire che non ci penso sarebbe una bugia: è un palco importantissimo, una vetrina per gli autori e far sentire gli inediti. Voglio essere sicura della canzone che porto, ma sento che c’è”. Ma non c’è solo la musica: “Mi piacerebbe far vedere chi sono in una forma che non è la sintesi delle canzoni”, ha spiegato la cantautrice che pensa a un libro intimo con pensieri ed emozioni che scrive ogni sera sul suo diario, “un modo per capire i miei stati emotivi, mi aiuta a ricordare che la mia vita è una bella vita”.

Nobel Letteratura: Peter Handke disse ‘abolite quel premio’

10 ottobre 201914:01

Nel 2014 Peter Handke, in occasione dell’assegnazione del Nobel per la letteratura al francese Patrick Modiano, dopo aver dispensato grandi complimenti al collega, si espresse con parole molto dure nei confronti del Nobel e propose anzi di abolirlo.
“Modiano è davvero un autore notevole con un’opera unica”, affermò, aggiungendo che il riconoscimento, con la sua “falsa canonizzazione” della letteratura, non porta nulla di buono: “Il Premio Nobel andrebbe finalmente abolito”, disse Handke in una dichiarazione all’agenzia austriaca Apa.
Secondo lo scrittore austriaco, autore di capolavori come i romanzi ‘Prima del calcio di rigore’, ‘Breve lettera del lungo addio’, ‘Infelicità senza desideri’, il Nobel porta “un momento di attenzione, nelle pagine dei giornali”, ma per la lettura non porta nulla.
Handke aveva ammesso che l’essere stato inserito nella rosa dei candidati al Nobel non lo aveva lasciato indifferente: “certo che ti prende, ti infastidisce, e allora ti infastidisci con te stesso perché ci pensi: è una cosa così indegna e al contempo si diventa per un po’ se stessi indegni”.

Premio Nobel per la pace al premier etiope Abiy Ahmed Ali’Per i suoi sforzi per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale, e in particolare per la sua decisiva iniziativa per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea’

11 ottobre 201911:53

Il premio Nobel per la pace 2019 è stato assegnato al premier etiope Abiy Ahmed Ali “per i suoi sforzi  – si legge nella motivazione – per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale, e in particolare per la sua decisiva iniziativa per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea”.”Il premio Nobel per la pace 2019 – ha poi precisato il Comitato in un tweet – intende anche riconoscere tutte le parti interessate che lavorano per la pace e la riconciliazione in Etiopia e nelle regioni dell’Africa orientale e nordorientale”. “In stretta collaborazione con Isaias Afwerki, il presidente dell’Eritrea, il premiato di quest’anno ha rapidamente elaborato i principi di un accordo di pace per porre fine alla lunga situazione di stallo ‘nessuna pace, nessuna guerra’ tra Etiopia ed Eritrea”. “In Etiopia – ricorda il Comitato – anche se rimane molto lavoro da fare, Abiy Ahmed ha avviato importanti riforme per dare a molti cittadini la speranza per una vita migliore e un futuro più luminoso. Come primo ministro, Abiy Ahmed ha cercato di promuovere la riconciliazione, la solidarietà e la giustizia sociale”.L’Etiopia “è fiera in quanto nazione” dell’assegnazione del premio Nobel per la Pace al premier Abiy Ahmed Ali, fa sapere l’ufficio del primo ministro.

IL VIDEOIl premio Nobel per la pace al primo ministro dell’Etiopia Abiy Ahmed Ali riconosce il lavoro importante che ha fatto sul percorso di riforme nel campo dei diritti umani  – commenta Amnesty International – dopo decenni di repressione, “ma il suo lavoro è lontano dall’essere concluso”. Dopo aver ricordato la riforma delle forze di sicurezza, il cambiamento della legge sulle organizzazioni di volontariato, l’accordo di pace con l’Eritrea e il suo contributo all’accordo tra i leader militari del Sudan e l’opposizione civile, Amnesty afferma che “questo premio dovrebbe spingerlo e motivarlo a intraprendere le sfide sui diritti umani che minacciano di disperdere quanto ottenuto fino ad ora. Deve con urgenza assicurare che il suo governo affronti le tensioni etniche che rischiano di provocare instabilità e ulteriori abusi nel campo dei diritti umani” Amnesty aggiunge che dovrebbe rivedere la legislazione “antiterrorismo che continua ad essere usata come uno strumento di repressione”. Ora più che mai il primo ministro Abiy deve sposare pienamente i principi e i valori del premio Nobel per la pace per lasciare un eredità durevole nei diritti umani al suo paese alla regione e al mondo”.

SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

“Diamo un nome alla forza della natura”, domenica grande festa al lago di Roma
Al parco dell’ex Snia concerti, spettacoli per “aiutare la natura a resistere alla cementificazione”

10 ottobre 201916:44

Diamo un nome al lago ex Snia, l’unico bacino idrico naturale di Roma, all’interno dell’anello del GRA. Sarà questo uno dei momenti clou della giornata definita “di festa e di lotta” che animerà, Domenica 13 ottobre, tutto il parco autogestito del lago nato circa 30 anni fa tra largo Preneste e via di Portonaccio a Roma.La giornata, organizzata dal Forum Parco delle Energie, sarà ricca di iniziative con momenti di intrattenimento, spettacoli teatrali e l’esibizione di alcuni gruppi musicali tra cui gli Assalti frontali autori della canzone ‘Il lago che combatte’ insieme al Muro del canto. I tre nomi da votare per dare un nome al lago sono ‘Lago Snia Viscosa’ (dal nome della grande fabbrica di finta seta ottenuta dalla cellulosa di cui nell’area del parco restano i ruderi), ‘Lago Bullicante’ (dal nome delle risorgive di acqua sulfurea che quando l’area era ancora campagna romana si trovavano lungo l’attuale via Acqua Bullicante) e ‘Lago Preneste’ (dal nome dell’antica città di Preneste con il suo tempio della Fortuna Primigenia e il profondo pozzo di acqua sacra per gli oracoli). Saranno tutti quelli che parteciperanno alla giornata a poter esprimere un voto.

In serata ci sarà uno spettacolo di burattini sulla storia fantastica del lago realizzato dalla Compagnia Mangiafuoco – Teatro dei Burattini Roma, dal titolo Bullicante. Per tutta la giornata saranno raccolti contributi per sostenere l’apertura quotidiana, le attività e la manutenzione del Lago.”La manifestazione promossa  – sottolineano gli organizzatori – è interamente autofinanziata e autorganizzata, è realizzata senza ricorrere a sponsor o finanziamenti istituzionali, con il lavoro volontario”.  “Il coinvolgimento popolare – rilevano – è la prima garanzia e legittimità che il lago non cada in nuove speculazioni. Si vuole invece che sia pienamente riconosciuto e tutelato il valore ecosistemico di questo luogo e il suo straordinario processo spontaneo di rinaturazione ancora in corso. La Regione Lazio, il Comune di Roma, il Demanio, dall’esproprio del 2014 ancora non hanno dichiarato tutta l’area Monumento Naturale che è il nostro primo obiettivo per la salvaguarda dello spazio. Nessun finanziamento è stato mai stanziato. Questa giornata è importante per raccogliere i fondi necessari a tenere aperto il lago, al meglio, per tutti, dalla mattina al tramonto, ogni mese, con Faty e Mamour due senegalesi custodi storici. Sarà una gioia sentire l’acqua respirare insieme al quartiere, con attenzione a particolari importante e in sintonia con il paesaggio che ci circonda partendo dalle nostro agire: partecipiamo evitando di generare troppi rifiuti inutili, non usiamo prodotti di plastica monouso e scegliamo di muoverci possibilmente in gruppo, con mezzi meno inquinanti, come il treno, l’autobus, il tram o meglio ancora, senza il minimo impatto sull’ambiente quindi con la bicicletta o le nostre gambe, se possiamo scegliere”. Lo slogan della giornata sarà: “Il lago è un tesoro. Vieni a prenderti il tuo pezzo di felicità”.

Pompei: scoperto affresco con combattimento due GladiatoriFranceschini, ‘sito è miniera inesauribile di ricerca’.

11 ottobre 201912:43

Due gladiatori al termine del combattimento, l’uno vince l’altro soccombe. E’ la scena dell’ultimo affresco rinvenuto a Pompei nell’area di cantiere della Regio V, nell’ambito dei lavori di messa in sicurezza e rimodulazione dei fronti di scavo, previsti dal Grande Progetto Pompei. Di cui oggi Il Venerdì di Repubblica anticipa nella storia di copertina le prime immagini. ”Si tratta della scena di un combattimento tra un “Mirmillone” e un “Trace”, due tipologie di lottatori distinti da armature differenti e classici avversari nelle lotte gladiatorie”, si legge nel sito del Ministero dei Beni Culturali.
”Su uno sfondo bianco, delimitato su tre lati da una fascia rossa, si compone la scena di lotta tra i due gladiatori. Quello sulla sinistra è un “Mirmillone” della categoria degli “Scutati”: impugna l’arma di offesa, il gladium, (corta spada romana) e un grande scudo rettangolare (scutum) e veste un elmo a tesa larga dotato di visiera con pennacchi, il cimiero.
L’altro, in posizione soccombente, è un “Trace”, gladiatore della categoria dei “Parmularii”, con lo scudo a terra. È rappresentato con elmo (galea), a tesa larga ed ampia visiera a protezione del volto, sormontato da un alto cimiero”.
L’affresco di circa 1,12 mt x 1,5mt, rinvenuto in un ambiente alle spalle dello slargo di incrocio tra il Vicolo dei Balconi e il vicolo delle Nozze d’Argento, ha forma trapeizodaile, in quanto era collocato nel sottoscala, forse di una bottega. Si intravede al di sopra della pittura, l’impronta della scala lignea. Molto probabilmente decorava un ambiente frequentato da gladiatori, forse una bettola dotata di un piano superiore, destinato ad alloggio dei proprietari dell’esercizio commerciale o come di frequente, soprattutto vista la presenza di gladiatori, destinato alle prostitute.
“Il sito archeologico di Pompei, fino a qualche anno fa, era conosciuto nel mondo per la sua immagine negativa: i crolli, gli scioperi e le file dei turisti sotto il sole. Oggi è una storia di riscatto e di milioni di turisti in più. Oggi è un sito accogliente, ma soprattutto è un luogo in cui si è tornati a far ricerca, attraverso nuovi scavi. La scoperta di questo affresco dimostra che davvero Pompei è una miniera inesauribile di ricerca e di conoscenza per gli archeologi di oggi e del futuro”. Così il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turimo, Dario Franceschini.
“E’ molto probabile che questo luogo fosse frequentato da gladiatori. – dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna – Siamo nella Regio V, non lontani dalla caserma dei gladiatori da dove, tra l’altro, provengono il numero più alto di iscrizioni graffite riferite a questo mondo. In questo affresco, di particolare interesse è la rappresentazione estremamente realistica delle ferite, come quella al polso e al petto del gladiatore soccombente, che lascia fuoriuscire il sangue e bagna i gambali. Non sappiamo quale fosse l’esito finale di questo combattimento. Si poteva morire o avere la grazia. In questo caso c’è un gesto singolare che il trace ferito fa con la mano, forse, per implorare salvezza; è il gesto di ad locutia, abitualmente fatto dall’imperatore o dal generale per concedere la grazia. L’ambiente di rinvenimento è solo parzialmente portato in luce – su un lato emerge un’altra piccola porzione di affresco che rivela la presenza di un’altra figura- in quanto lo scavo dello stesso è stato possibile a seguito dell’intervento di rimodulazione dei pendii dei fronti e alla loro messa in sicurezza, che costituisce l’esigenza prioritaria di tutto il cantiere della Regio V”.

Architettura, Roma si anima con SpamFino al 18/10,incontri, letture e cinema per la città del futuro

10 ottobre 201919:16

– Accendere il dibattito (Think-Tank) sulla Bauhaus, in occasione del centenario, nonché su una serie di altri argomenti che incidono sulla vita sia materiale che spirituale. E’ l’obiettivo di Bauhaus Think-Tank, l’installazione di Guido Iannuzzi, che oggi ha aperto a Roma Spam, il Festival dell’Architettura promosso dall’Ordine degli architetti di Roma e provincia al via da oggi al 18 ottobre nel villino dell’Acquario, sede dell’Ordine. L’opera è una rivisitazione del carro armato sovietico T34 utilizzato durante la Seconda Guerra Mondiale e riprodotto in scala 1:1 per stimolare uno scambio di opinioni (il think-tank appunto) su concetti antitetici come il rapporto tra etica ed estetica, pensiero teorico ed azione concreta, libertà e oppressione, guerra e pace.
Al lancio della rassegna, nove giorni di incontri, lezioni, spettacoli, cinema e tanto altro con la partecipazione delle grandi firme dell’architettura da Libeskind a Yosuke Hayano di Mad architects, da Mario Bellini ad Alessandro Melis responsabile del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2020, ha partecipato Lorenza Bonaccorsi, sottosegretario ai beni culturali: “Importante un Festival per ridare protagonismo all’architettura come momento fondamentale per pensare gli spazi urbani del futuro”, ha sottolineato, “Una città non può essere cambiata e sviluppata se non viene prima pensata nelle sue trasformazioni”.

A Cucinelli premio America 2019Da Fondazione Italia-Usa per avere esportato il made in Italy

PERUGIA10 ottobre 201919:30

– Conferito a Brunello Cucinelli il premio America 2019 promosso dalla Fondazione Italia-Usa. La cerimonia di consegna si è svolta alla Camera dei deputati.
A premiare Cucinelli è stata Catia Polidori, direttore esecutivo della fondazione e imprenditrice umbra.
La fondazione si occupa di promuovere l’amicizia tra Italia e Usa. A Cucinelli il riconoscimento è stato assegnato per avere portato il made in Italy negli Stati uniti dove svolge gran parte della sua attività.
SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

Mostra di Fernando Botero a BolognaCorpus costituito da 50 opere, esposizione in sette sezioni

BOLOGNA11 ottobre 201910:36

– Cinquanta opere uniche mai viste prima a Bologna, comprendenti una serie di disegni realizzati a tecnica mista e un insieme di acquerelli a colori su tela, compongono il corpus della mostra dedicata all’artista colombiano Fernando Botero, in programma dal 12 ottobre al 26 gennaio a Palazzo Pallavicini. L’esposizione, curata da Francesca Bogliolo e articolata in sette sezioni, rispetta i temi cari all’artista e pone la sua attenzione all’occhio poetico che Botero è capace di posare sul mondo, regalando una bellezza fatta di volumi abbondanti, colori avvolgenti e iconografie originali. Un visionario inno all’esistenza che approfondisce il disegno inteso come fondamento della forma, primario e imprescindibile strumento di bellezza.
Tra i soggetti selezionati compaiono personaggi legati alla tauromachia e al circo, silenti ed equilibrate nature morte, delicati nudi, personalità religiose, individui colti nella propria quotidianità. Una rassegna visiva che tiene conto dell’intensa ricerca visiva di Botero, tesa all’affermazione del suo caratteristico linguaggio. Tra le opere esposte si nascondono i segreti della vita, celati sotto presenze dai volumi corpulenti, persone o oggetti in attesa di un movimento casuale o volontario. In perfetto equilibrio tra ironia e nostalgia, atmosfere oniriche e realtà fiabesca, classicità italiana e cultura sudamericana, l’arte di Botero è creatrice e portatrice di uno stile figurativo e personale, capace anche in questa occasione di coinvolgere e affascinare chi guarda.
Libertà creativa e monumentalità rappresentano il fil rouge dell’esposizione, il cui allestimento è stato progettato con l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Favino, strada per Oscar è lunghissimaInterprete de Il traditore’ in Calabria per film di Claudio Noce

ROCCELLA IONICA (REGGIO CALABR11 ottobre 201911:39

– “Vivo questa attesa con grandissima gioia. Riuscire a fare qualcosa che va al di là dei nostri confini mi fa sentire felice e orgoglioso di poter rappresentare il nostro Paese”. Lo ha detto l’attore Pierfrancesco Favino interprete del film “Il traditore” di Marco Bellocchio, in corsa per l’Italia alla 92/ma edizione degli Oscar, nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Roccella Ionica per la presentazione del film “Padre Nostro” di Claudio Noce, in parte girato in Calabria.
“La strada per arrivare a quella serata è lunghissima – ha aggiunto Favino – ci sono 93 film che concorrono all’Oscar, noi come produzione e interpretazione italiana ce la metteremo tutta per arrivare in fondo”.
Il film di Bellocchio, unica pellicola italiana in concorso alla 72/a edizione del Festival di Cannes e reduce dal successo ottenuto al recente New York Film Festival, è ispirato alla collaborazione con la giustizia dello storico pentito della mafia siciliana, Tommaso Buscetta.

La ‘Rivolta della Dignità’ di Milo RauIn scena al Teatro Argentina, una nuova tappa con un Gesù Nero

11 ottobre 201912:10

– “Quando l’ingiustizia diventa legge la resistenza diventa un dovere”: è il testo di uno dei tanti striscioni appesi la sera del 10 ottobre al Teatro Argentina di Roma. Palcoscenico prestigioso e spazio occupato da un’assemblea politica, voluta dal regista svizzero Milo Rau, che ha messo in scena “La rivolta della dignità – Resurrezione”, penultima tappa del suo Nuovo Vangelo. Un progetto che unisce l’attualità con il teatro, il cinema con la politica, per raccontare un “nuovo messaggio” di fede, contemporaneo alla denuncia dell’immigrazione, del caporalato, del capitalismo sfrenato, dello sfruttamento il lavoro nero del Sud del Bel Paese.
Per farlo, Rau, celebrato come innovatore del teatro d’avanguardia internazionale, ha scelto come protagonista un Gesù nero, interpretato dall’attivista politico Yvan Sagnet, fondatore del progetto “No Cap” nelle campagne pugliesi per tutelare il lavoro dei migranti nella stagione della raccolta agricola.

S.Cecilia, Pappano trionfa con BerliozConcerto inaugurale. Applausi a orchestra e coro

11 ottobre 201912:52

– Una macchina formidabile di suoni e voci guidata da Antonio Pappano nella esecuzione della monumentale Grande Messe des Morts di Hector Berlioz ha trasformato in un evento il concerto inaugurale della stagione sinfonica di Santa Cecilia. Palcoscenico affollatissimo con 300 musicisti, tra orchestrali, il doppio coro dell’ Accademia Nazionale e del Teatro San Carlo di Napoli, e la Banda della Polizia di Stato per il colossale Requiem. L’imponente spiegamento di forze è giustificato dalla potenza della “cattedrale gotica commovente e poetica”, come l’ ha definita Pappano, costruita dal compositore francese. Vero protagonista è il coro, che anima senza interruzione i dieci movimenti dell’opera. “E’ stata una maratona vocale durissima”, ha detto Piero Monti, al debutto alla alla guida della compagine ceciliana. Di grande intensità nel Sanctus il tenore messicano Javier Camarena, per la prima volta a Roma.

Naspini, Ossigeno, soffocati dal maleIntenso e inquietante noir psicologico

11 ottobre 201912:54

– SACHA NASPINI, ”OSSIGENO” (E/O, pp. 212 – 16,00 euro). Questo nuovo romanzo di Sacha Naspini è all’apparenza tutt’altra cosa rispetto alle pagine forti, intense, all’amara e umanissima cattiveria maremmana, al nero ma col sorriso sotto i baffi, al vitale racconto collettivo di quel bellissimo libro che è ‘Le case del malcontento’. Se quello era un quadro, la costruzione di un mosaico del male, questo è l’indagine sulle conseguenze del male, capace di annidarsi dove uno meno se lo aspetta e insidioso nella sua capacità di riproporsi, di imprigionarti con i suoi meccanismi mentali. Ma tutti e due raccontano di animi prigionieri e hanno un apparente lieto fine tra l’onirico e la favola smentito dalla realtà. ”Ossigeno”, quell’aria che manca in modo diverso a tutti i personaggi, è un vero romanzo nero, di azione ma psicologico e non un poliziesco, che se morti e un’indagine vi è stata, qui non se ne parla e si parte dalla sua conclusione. Tutto subito si concentra nell’emblematico Insetto stecco che dà non a caso il titolo al primo capitolo, imprigionato in un bicchiere per osservarne le reazioni dal famoso antropologo e docente universitario Carlo Maria Balestri e subito liberato da suo figlio Luca, di cui si occupa amorevolmente dopo la morte della moglie. Capitolo che inizia con ”Vennero a prenderlo alle otto di sera” il 6 ottobre 2013, proprio lui, proprio l’illustre professore, che, si è scoperto per caso, teneva da 14 anni una ragazza rapita chiusa in un container. Il romanzo prende l’avvio subito, coinvolgente, spiazzante, inquietante, insinuante, aggiungendo i nuovi dati ai ricordi della vita normale del figlio, così, a proposito dell’estate del 1998: ”Mentre mi tuffavo dallo scoglio più alto per impressionare quel mio amoretto estivo un’altra ragazzina se ne stava al buio di un container. Con il caldo doveva trasformarsi in un forno. Una catena al collo…” Ed è il romanzo di Luca, che ha 27 anni la sera dell’arresto del padre, che sparisce dalla storia col mistero del suo animo malato. Luca che resta solo prigioniero di quel che è accaduto, della rivelazione di essere figlio di un mostro, crepa nera e profonda cui poco riescono a far fronte le parole di un’analista. La sua vita viene sconvolta sino a costringerlo a cambiare cognome per non essere subito identificato come il figlio del ”mostro del golfo”, dopo che è stato lasciato dalla sua fidanzata mentre lui si smarrisce e angoscia alla ricerca di un senso, di un’infanzia e adolescenza che gli paiono ora del tutto false.
Ed è il romanzo di Laura che è stata anni e anni chiusa in una scatola, oggetto del folle esperimento di un… maniaco, ma non sessuale, che non l’ha mai toccata. E’ il romanzo del suo ritorno alla vita e dei conti anche con l’impotenza di sua madre, con le sue amiche di un tempo. Quando Luca la pedina per vedere cosa è, come è diventata e vive, obbedisce a una necessità che non sa controllare. Lui e tutti gli altri sono prigionieri e si imprigionano, vittime del passato e di forze oramai più forti di loro in un gioco di specchi, come non avessero più in futuro. Così è naturale che ci si ritrovi a un certo punto a sorpresa sul luogo del delitto, in un percorso di colpi di scena, fatto di costrizioni, di bisogni insopprimibili, di vite infettate dal male. Una storia così, tutta invenzioni sorprendenti eppure consequenziali, una narrazione a incastri e ribaltamenti, ma che scorre piana e tenuta in continua tensione, non riuscirebbe a essere viva e arrivare nel profondo se non fosse per la qualità della scrittura, misurata, pulita, mai ad effetto a cominciare dall’uso di aggettivi, evitando metafore per raccontare col distacco di una cronaca. E della capacità di scegliere e creare la lingua e il tono giusto per un racconto Naspini aveva già dato mirabile prova in ”Le case del malcontento” (che tra l’altro stanno diventando una serie tv internazionale col titolo ”Grudgeville”).

Murakami ad Alba per il Bottari LattesTerrà la lezione magistrale ‘Un piccolo falò nella foresta’

TORINO11 ottobre 201913:00

– Lo scrittore giapponese Haruki Murakami è ad Alba, nella Langhe, dove oggi riceve il Premio Lattes Grinzane 2019, sezione La Quercia, un riconoscimento già andato a personaggi del calibro di McEwan, Amis, Vila-Matas.
Murakami terrà la lezione magistrale dal titolo ‘Un piccolo falò nella caverna’ in cui racconta come nascono i suoi libri, quali sono le ragioni della scrittura e il metodo. Tutto esaurito per l’evento, alle 18 al Teatro Sociale di Alba: potrà partecipare soltanto chi si è procurato già da tempo un biglietto o un accredito stampa. E’ il primo incontro pubblico in Italia di Murakami che è molto schivo e sfuggente e non ha mai partecipato a festival o presentazioni di libri. Lo scrittore, che ha chiesto la massima riservatezza, non firmerà copie dei suoi romanzi (in Italia pubblicati tutti da Einaudi).
Murakami resterà nelle Langhe un paio di giorni e ritornerà poi in Giappone.

Biennale Milano, 200 artisti in mostraA inaugurazione Morgan e Alberoni lanciano progetto musicale

MILANO11 ottobre 201913:01

– Le opere di oltre duecento artisti contemporanei provenienti da oltre 40 Paesi nel mondo sono esposte al Brera site per la terza edizione della Biennale di Milano. La rassegna, organizzata e ideata da Salvo Nugnes e presentata da Vittorio Sgarbi, aperta da ieri fino al 14 ottobre, si pone l’obiettivo “di valorizzare la democrazia nell’arte”, questo il tema scelto per l’ edizione 2019, per dare l’opportunità a quanti più artisti possibile di farsi conoscere attraverso il proprio talento. “A Milano una Biennale è necessaria – sostiene Vittorio Sgarbi – per intercettare il mondo di creatività variopinta che in quella stessa città si muove”. “In tutte le grandi città artistiche del mondo c’è una biennale d’arte – ha spiegato Nugnes -. Non ho mai capito perché solo Milano, con la sua storia e la sua tradizione legata all’arte, non avesse un appuntamento di questo tipo”. La provocazione lanciata durante l’inaugurazione è stata una futura produzione musicale di Morgan con i testi scritti dal sociologo Alberoni.