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DALLE 09:17 DI GIOVEDì 06 SETTEMBRE 2018

ALLE 00:26 DI VENERDì 07 SETTEMBRE 2018 SOMMARIO

India, essere gay non è più un reato
Decisione storica Corte Suprema,prima fino a 10 anni di prigione

Trump, ‘Palude attacca ma vinceremo noi’Tweet del presidente in risposta a lettera aperta anonima su Nyt

Egitto, donna copta nominata governatoreE’ la prima volta, perplessi alcuni esponenti locali musulmani

Libia:Parigi insiste,elezioni entro anno’Chi ostacola processo politico dovrà rispondere dei suoi atti’

Siria: fonti, raid su IdlibSono ripresi stamani. Domani vertice a a Teheran

Sisma Giappone, 9 morti e 30 dispersiBlackout nell’ aeroporto di Sapporo, fermi i trasporti pubblici

Yemen: 1000 morti ad agosto, 300 bimbiLo denuncia l’Oxfam. Colloqui di pace a Ginevra da domani

Libia: milizia ribelle, ‘violata tregua’7/a Brigata, attaccati dalla Daman, due feriti

Spia russa: Cremlino respinge accuse Gb’Inammissibili, Russia non coinvolta in caso Skripal’

Prima paura dei tedeschi? Donald TrumpRapporto rivela, seguono i migranti e l’incapacità dei politici

Libia: Macron a Sarraj, restiamo uniti’Agire contro chi vuole frenare processo politico’

Libia: riapre aeroporto Mitiga a TripoliEra stato chiuso venerdì scorso a causa degli scontri

Libia: Moavero, d’accordo con Macron’Dialogo con tutti’. Conferenza in Italia ‘a novembre’

Siria: Mosca, uccideremo i terroristi’La pace deve tornare a regnare nel Paese’

Yemen, rinviato a domani avvio negoziatiInviato Speciale ONU Griffiths fiducioso

Siria: fonti, centinaia in fuga da IdlibPer timore di essere intrappolati nella nuova ondata di violenza

Iran, Usa abusano dell’Onu’Ulteriore tentativo Washington distogliere attenzione Israele’

Usa: Pence,non mia lettera anonima a NytVice presidente tra sospettati per parola arcaica che usa spesso

Farnesina, oltre 83 mln per cooperazioneComitato delibera su contributi a organismi e bilaterali

Calcutta: stop a ricerche sotto il ponteBilancio, tre morti e 24 feriti

Usa: 4 morti in sparatoria a CincinnatiL’autore e’ fra le vittime. Sindaco, sparava a innocenti

Usa: Kavanaugh su graticola senatoriTerzo giorno maratona audizioni per conferma a Corte Suprema

Trump, ho foto Mueller-Comey abbracciatiPer tycoon stretto rapporto ha spianato strada per indagine

Siria: 50 mila tornati a casa da Turchia’Rifugiati rimasti dopo rientro per festa islamica ad agosto’

Macron, Ppe dica se è con Merkel o Orban’Quali sono le sue posizioni sui migranti e stato di diritto?’

Un anno per avviare lavori a museo RioTemer, prima il progetto. Edificio distrutto dal fuoco domenica

Melania,autore editoriale Nyt un codardo’Non sta proteggendo il Paese, così lo boicotta’

Usa: Haley, non sono autrice lettera NytAmbasciatrice all’Onu era nella lista delle persone ‘sospette’

Libia: Unsmil conferma riunione domenicaPortavoce, incontro per rafforzare e monitorare tregua

Germania: scoperta lettera di EinsteinNell’archivio ebraico Monaco. E’ una copia carbone del 1932

Cinema: è morto Burt ReynoldsAttore di Boogie Nights aveva 82 anni. Stroncato da infarto

Brasile:accoltellato candidato BolsonaroColpito al fegato, non in pericolo di vita

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L’ARTICOLO

 

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L’omosessualità non è più reato in India. Con una decisione storica, la Corte Suprema indiana ha poco fa depenalizzato l’omosessualità, cancellando la sezione 377 del Codice Penale indiano che da 157 anni puniva come “offese contro natura” questi comportamenti. Lo scrive l’agenzia di stampa ANI. Finora essere gay poteva costare fino a 10 anni di prigione. “Criminalizzare l’omosessualità è irrazionale e indifendibile”, ha osservato il Presidente del collegio giudicante illustrando il verdetto. La sentenza arriva dopo anni di battaglia: un’analoga decisione della Alta Corte di Delhi, del 2009, era stata poi cancellata nel 2013 dalla stessa Corte Suprema, per poi tornare in agenda nel 2017. In festa gli attivisti dei diritti civili, le associazioni, e tutta la comunità gay internazionale.
– “Sto drenando la Palude, e la Palude sta cercando di contrattaccare. Non preoccuparti, vinceremo!”: lo ha twittato durante la notte il presidente americano Donald Trump in risposta ad una lettera aperta anonima pubblicata sul New York Times in cui un alto funzionario della sua amministrazione lo attacca scrivendo che il tycoon continua ad “agire in un modo che è dannoso alla salute della nostra Repubblica”.
– IL CAIRO

– Per la prima volta in Egitto una donna cristiana, Manal Awad, è stata nominata governatore della provincia di Damietta, importante area industriale nel Delta del Nilo. Ne dà notizia con rilievo il sito internazionale Al Monitor ricordando che per anni l’esponente copta aveva ricoperto la carica di vicegovernatore nella stessa città.
”Il sostegno reale della comunità – ha detto tuttavia al sito l’ex parlamentare egiziano Gamal Assad – è tutt’altro che scontato”, ricordando che nell’area ci sono molti seguaci dei Fratelli Musulmani. Nel 2011 la nomina di un copto a governatore di Qena, nell’Alto Egitto, provocò una protesta di migliaia di musulmani. Manal Awad, titolare di un dottorato di ricerca in scienze naturali, è la seconda egiziana nominata governatore. La prima è stata Nadia Abdu, che ha assunto la carica nel governatorato di Beheira, sempre nel Delta del Nilo.
– PARIGI

– “In appoggio alle Nazioni Unite e al fianco dei suoi partner, la Francia è determinata a lavorare al proseguimento del processo politico e all’organizzazione di elezioni entro la fine dell’anno” in Libia, “seguendo il piano d’azione delle Nazioni Unite”: è quanto si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri di Parigi. “Chi cerca di ostacolare il processo politico – aggiunge Parigi – dovrà rispondere dei propri atti”.
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– BEIRUT

– Sono ripresi stamani intensi i raid governativi siriani sulla regione di Idlib, ultima roccaforte anti-regime nella Siria occidentale. Secondo fonti locali e l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), i bombardamenti aerei e di artiglieria si concentrano nella zona a ridosso del confine tra la regione di Hama e quella di Idlib, nelle località di Latamina e Kafr Zita. Per domani è previsto a Teheran il vertice tra Russia, Iran e Turchia per definire le modalità e i limiti dell’annunciata offensiva di terra russo-iraniana-governativa su Idlib, zona affidata al controllo turco secondo gli accordi di Astana raggiunti proprio tra Mosca, Teheran e Ankara.
– TOKYO

– Raggiunge quota nove il bilancio delle vittime del forte terremoto che ha colpito l’isola di Hokkaido, nel nord del Giappone, nel cuore della notte; 300 le persone ferite, e si teme ancora per le sorti di 30 dispersi.
La scossa ha provocato l’interruzione della corrente elettrica per quasi 3 milioni di persone, la chiusura dell’aeroporto di Sapporo e di diverse tratte autostradali, e l’interruzione dei servizi ferroviari veloci Shinkansen e degli autobus pubblici. Chiuse anche 1.300 scuole elementari per l’intera giornata. L’Agenzia di regolamentazione del Nucleare ha reso noto che la centrale nucleare di Tomari non dovrebbe presentare anormalità. Cancellata anche la partita amichevole di calcio tra la nazionale del Giappone e il Cile, prevista per domani sera allo stadio di Sapporo. Diverse le stime della magnitudo del sisma fornito dalle varie agenzie competenti locali e internazionali, che vanno dal 6.6 al 7.
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– Agosto è stato il mese più sanguinoso dall’inizio dell’anno in Yemen. La denuncia arriva dall’ Oxfam: citando i rapporti raccolti dalle Nazioni Unite, la ong sottolinea che “nei primi nove giorni di agosto sono morti 450 civili, di cui 131 bambini, mentre al 31 agosto i morti e feriti sono saliti a 981, tra cui oltre 300 bambini”.
In vista dei colloqui di pace in programma questa settimana a Ginevra, Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia afferma che “in Yemen oggi è il far west. Tutti, indistintamente, in ogni momento della giornata, possono finire nel mirino del nemico. La sofferenza del popolo yemenita è un affronto al nostro senso di umanità: il fallimento delle potenze mondiali nel riaffermare qui i valori fondanti della civiltà, una vergogna”.
La situazione, prosegue la ong in un comunicato, “sta bloccando il lavoro delle organizzazioni umanitarie che non riescono ad intervenire a causa degli scontri in corso e delle strade rimaste bloccate o impercorribili”.
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– IL CAIRO

– Una violazione del cessate il fuoco in corso a Tripoli dall’altro ieri é stato denunciato dalla milizia ribelle “Settima Brigata” secondo quanto riporta il sito di un’emittente libica, Libya 24.
La formazione ha sostenuto di essere stata attaccata da una milizia, “al-Daman”, e di aver subito di il ferimento di due suoi uomini. La Settima di fanteria ha annunciato “che é stata vittima dell’inganno di milizie che hanno approfittato dello svolgimento della seduta del Consiglio di sicurezza (delle Nazioni unite di ieri sera) per violare l’accordo la tregua”, scrive il sito. La formazione, protagonista dei nove giorni di scontri avvenuti nella capitale libica, ha aggiunto che “le milizia al-Daman hanno violato il cessate il fuoco facendo due feriti” fra i loro elementi.
– MOSCA

– Le accuse rivolte dalla Gran Bretagna alla Russia sul caso Skripal sono “inammissibili”, la Russia “non è coinvolta né al livello più alto né ad ogni altro”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov citato dalla Tass.
“Londra – ha aggiunto – dovrebbe avanzare una richiesta di assistenza legale in modo che la Russia possa prendere delle decisioni riguardo a queste persone accusate dalle autorità britanniche”.
– BERLINO

– Di che cosa hanno paura i tedeschi oggi? Innanzitutto di Donald Trump. È quello che emerge dal tradizionale rapporto sulle paure dei tedeschi – pubblicato ogni anno su mandato della R+V Versicherung – secondo il quale la politica del presidente americano sarebbe il primo motivo di paura della gente, che nomina lui nel 69% dei casi, in Germania.
Al secondo posto, c’è l’ansia per una possibile sovraesposizione del paese ai migranti, con un 63% (+6% rispetto all’anno scorso). Molto presente anche la paura che i politici non siano capaci di gestire le difficoltà del momento, 61% (è addirittura il 48% a ritenere le politiche attuali manchevoli o insufficienti). In forte calo la paura del terrorismo, citato dal 59% (- 12% rispetto all’anno scorso). Resta forte la pura per l’eurocrisi, 58%. Il campione costituito da 2300 cittadini tedeschi, sopra i 14 anni.
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– PARIGI

– “La comunità internazionale deve imperativamente rimanere unita e determinata per agire contro tutti coloro che cercano di frenare o indebolire il processo politico volto all’organizzazione delle elezioni attese dal popolo libico per scegliere i suoi futuri dirigenti”: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo al termine di un colloquio telefonico tra il presidente francese, Emmanuel Macron, e il premier libico, Fayez El-Sarraj.
Macron, recita la nota, si è intrattenuto oggi con Sarraj, con cui le squadre diplomatiche francesi sono state in “continuo contatto in questi ultimi giorni”. Durante il colloquio, il capo dello Stato ha ribadito il “sostegno della Francia al Consiglio presidenziale libico riconosciuto dalla comunità internazionale e al processo politico volto ad una Libia pacifica, sovrana, unita e democratica”.
– IL CAIRO

– Il governo di accordo nazionale libico ha annunciato un’imminente ripresa i voli dall’aeroporto Mitiga, lo scalo di Tripoli chiuso dal 31 agosto a causa degli scontri fra milizie. Lo segnala la pagina Facebook dell’Ufficio stampa dell’esecutivo.
“Assicurare l’apertura dell’aeroporto di Mitiga, di tutte le strade della capitale e di quelle che vi confluiscono” era il quinto dei sette punti dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto l’altro ieri.
– “C’è un nemico di tutti in Libia ed è d’estremismo, il fondamentalismo. Non è questione solo di bisticci, competizione con questo o quell’altro Paese europeo”.
Lo ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato. “Con la Francia abbiamo fatto una dichiarazione appena due giorni fa, anche l’1 settembre. Mi riconosco nelle dichiarazioni del presidente Macron sulla necessità di dialogare con tutti e sostenere lo sforzo dell’Onu”. “La conferenza sulla Libia si terrà in Italia a novembre nel formato ‘di Roma’, quindi con la partecipazione anche di Cina e Stati Uniti”, ha inoltre detto il ministro, aggiungendo che “il luogo potrebbe essere la Sicilia, ma non è ancora stato deciso”.
“La nostra posizione è che quando fare le elezioni lo devono stabilire i libici e le loro istituzioni. Noi non fissiamo date”, ha detto ancora il ministro Moavero.
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– MOSCA

– La Russia “ha ucciso, uccide e continuerà a uccidere” i terroristi in Siria. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, sottolineando che “la pace” deve tornare a regnare nel Paese.
“Non importa se si tratta di Aleppo, Idlib o altre parti della Siria”, ha precisato. “Non è perché desideriamo così tanto che la regione viva in pace, sono paesi sovrani, ma perché la questione riguarda la nostra sicurezza”. Lo riporta Interfax.
– E’ stata posticipata di un giorno l’apertura dei negoziati di pace sullo Yemen attesa per oggi a Ginevra a causa del mancato arrivo in Svizzera dei rappresentanti delle milizie Houthi. Lo riporta Al Jazeera.
L’Inviato Speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Martin Griffiths, si è detto fiducioso che, nonostante il ritardo, venerdì vi saranno tutti per le trattative promosse dalle Nazioni Unite. I rappresentanti degli Houthi ritengono che la responsabilità del loro mancato arrivo sia della Coalizione Araba che non avrebbe rilasciato loro i permessi di volo, mentre la Coalizione Araba ha dichiarato oggi di aver reso disponibile un aereo all’aeroporto di Sanaa per portare i rappresentanti Houthi a Ginevra, ma che siano stati gli Houthi stessi a rifiutarlo, secondo quanto riportato da Al Arabiya. L’Inviato Speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Martin Griffiths, si è detto fiducioso rispetto alla possibilità che i negoziati possano iniziare domani.
Nel timore dell’incombente offensiva militare governativa, russa e iraniana nella regione di Idlib, ultima roccaforte anti-regime nella Siria occidentale, centinaia di civili siriani hanno lasciato nelle ultime ore le loro abitazioni nella parte meridionale dell’area e si sono diretti verso il confine turco più a nord. Lo riferiscono fonti sul terreno a Idlib e dintorni. Il flusso di nuovi sfollati parte dai distretti vicini al confine amministrativo con la regione di Hama, da dove oggi sono partiti intensi raid aerei governativi, e raggiunge la parte a nord di Idlib vicino alla regione di Aleppo e al confine con la Turchia.
– NEW YORK

– Gli Stati Uniti stanno abusando delle Nazioni Unite: è questo il messaggio della missione iraniana al Palazzo di Vetro in risposta alla decisione di Washington (che ha la presidenza di turno del Consiglio di Sicurezza Onu) di organizzare il 26 settembre una riunione dei capi di Stato e di governo su Teheran. “La riunione sull’Iran è un ulteriore tentativo da parte degli Usa di distogliere l’attenzione dalle brutalità di Israele e rimuovere la questione dall’agenda dei Quindici, ma tali azioni sono destinate a fallire”, si legge.
– WASHINGTON

– Il vice presidente Mike Pence e il segretario di stato Mike Pompeo hanno smentito di essere gli autori dell’intervento pubblicato ieri dal New York Times in cui un alto dirigente anonimo dell’amministrazione Trump sostiene di fare parte di una “resistenza interna” per prevenire o limitare i danni del presidente. “Il vice presidente mette il suo nome nei suoi commenti”, ha twittato Jarrod Agen, portavoce di Pence, tra i primi sospettati sui social per la presenza nell’articolo di ‘lodestar’ (stella polare), parola arcaica usata spesso dal vicepresidente, anche se potrebbe essere un depistaggio. “Il New York Times dovrebbe vergognarsi, come la persona che ha scritto l’intervento falso, illogico e senza spina dorsale”, ha aggiunto Agen. “Non e’ mio”, ha detto da parte sua Pompeo, durante un viaggio in India. “E’ triste che ci sia qualcuno che faccia questa scelta. Vengo da un posto dove se non sei nella posizione di eseguire l’intento del comandante, hai una sola opzione: lasciare”.
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– Si è svolta oggi alla Farnesina la terza seduta annuale del Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo. La riunione, i cui lavori sono stati aperti dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, è stata presieduta dalla Vice Ministra con delega alla cooperazione Emanuela Del Re.
Il Comitato era chiamato a deliberare su contributi a organismi e agenzie specializzate e contributi bilaterali, per un importo complessivo superiore ad 83 milioni di Euro. In dettaglio, sono stati approvati 9 interventi a favore di Paesi africani (Guinea Conakry, Egitto, Mozambico, Tunisia, Sudan e un intervento regionale) per oltre 56 milioni di Euro; 6 interventi in Paesi del Medioriente (Giordania, Palestina, Libano, Siria) per circa 9 milioni di Euro; 1 intervento in Asia (Pakistan) del valore di 1 milione di Euro; 3 in America Latina (Colombia, El Salvador, Bolivia) per circa 10 milioni; e 1 bando per l’educazione alla cittadinanza globale del valore di 7 milioni.
– NEW DELHI

– La Protezione Civile ha annunciato di avere terminato le operazioni di ricerca di eventuali vittime del ponte di Majerath, crollato a Calcutta tre giorni fa. “Non abbiamo più motivi per pensare che ci sia ancora qualcuno sotto le macerie” ha dichiarato un portavoce delle forze di pronto intervento al quotidiano The Hindu. Il bilancio definitivo delle vittime è salito a 3, con 24 feriti, di cui 11 già dimessi dagli ospedali in cui erano stati ricoverati.
L’ultimo corpo estratto dalle macerie, ormai senza vita, è stato quello di Goutal Mondam, 45 anni, che lavorava come cuoco per gli operai del cantiere delle ferrovie suburbane, che passano sotto il ponte.
Sono quattro le persone rimaste uccise nel corso di una sparatoria avvenuta durante una rapina ad una banca a Cincinnati. Tra loro c’è anche il rapinatore, riferisce la AP, citando il capo della polizia locale, Eliot Isaac. Il sindaco di Cincinnati John Cranley ha detto che l’uomo “sparava volontariamente a vittime innocenti”, e che la scena della sparatoria è “orribile”.
– WASHINGTON

– Dopo una audizione fiume durata circa 12 ore ieri, il giudice Brett Kavanaugh torna per il terzo giorno consecutivo davanti alla commissione Giustizia al Senato che deve votare la conferma alla Corte Suprema del giudice indicato dal presidente Donald Trump. Continua il fuoco di fila di domande provenienti dal fronte democratico, con il senatore democratico Cory Booker che ha minacciato di rendere pubblica una email di Kavanaugh con commenti in tema razziale, sebbene cio’ violerebbe le regole della commissione e Booker rischierebbe l’espulsione, definendolo un atto di disobbedienza civile.
– NEW YORK

– Il consigliere speciale per il Russiagate Robert Mueller e l’ex direttore dell’Fbi James Comey sarebbero molto vicini e il presidente Donald Trump dice di avere immagini che lo dimostrano. Il tycoon in un’intervista al media conservatore The Daily Caller ha detto di avere “100 foto” di Mueller e Comey “che si abbracciano”, e ha insistito sul fatto che il loro rapporto stretto ha spianato la strada per l’indagine “illegale” del Russiagate. “È il migliore amico di Comey”, ha detto Trump di Mueller: “E potrei darvi 100 foto di loro due che si abbracciano”.

– ISTANBUL

– Sono circa 50 mila i rifugiati siriani in Turchia che non sono tornati indietro dopo essersi recati in Siria con un permesso temporaneo in occasione della festività islamica del Sacrificio, celebrata il mese scorso. Lo fa sapere l’autorità per le Migrazioni di Ankara, secondo cui in tutto il 2018 il 57% dei profughi che avevano ottenuto un’autorizzazione a tornare in patria per trascorrere le festività sono poi rimasti in Siria. La Turchia spinge da tempo per sviluppare delle zone sicure nelle aree del nord della Siria passate sotto il suo controllo dopo le operazioni militari Scudo dell’Eufrate e Ramoscello d’ulivo, in modo da favorire il rientro in patria di parte dei 3,5 milioni di rifugiati che ospita attualmente. Tuttavia, Ankara teme che la minacciata offensiva di Damasco contro la roccaforte anti-regime di Idlib frenerebbe questi rientri, provocando anzi un nuovo esodo verso i suoi confini.
Il Partito popolare “chiarisca le sue posizioni” sui migranti e sul rispetto dello stato di diritto, poiché contemporaneamente “non può stare dalla parte di Merkel e dalla parte di Orban”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron oggi al vertice in Lussemburgo con i premier del Lussemburgo, Olanda e Belgio. Lo scrive l’agenzia Belga.
– SAN PAOLO

– Il Museo Nazionale di Rio de Janeiro, distrutto dalle fiamme domenica scorsa, richiederà ancora del tempo per essere ristrutturato. La stima del governo del Brasile è che ci vorranno da 8 a 12 mesi per iniziare i lavori. Lo riporta l’agenzia di stampa Agencia Brasil.
Prima della ricostruzione dell’edificio, sarà necessario preparare un progetto. Questo progetto, che può richiedere fino a un anno per essere implementato, definirà quale importo sarà necessario per attuare la ristrutturazione del museo.
“Il restauro del museo prevede un progetto esecutivo e successivamente un progetto definitivo che richiederà quasi un anno per l’avviamento i lavori”, ha dichiarato il presidente brasiliano Michel Temer durante l’apertura di un incontro tenutosi ieri con alcuni uomini d’affari e dirigenti.
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– WASHINGTON

– Interviene anche la first lady Melania Trump sull’editoriale anonimo del New York Times affermando che l’autore “non sta proteggendo il nostro Paese, lo sta sabotando, con azioni codarde”. Lo riferisce la Cnn fra gli altri media Usa che citano una nota della first lady.
– NEW YORK

– Dopo Mike Pompeo e Mike Pence anche l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, ha detto di non essere l’autrice della lettera anonima al New York Times.
Haley era stata inserita da alcuni nella lista delle possibili talpe dell’amministrazione Trump.
– IL CAIRO

– L’Unsmil ha confermato di aver creato “una hotline per i gruppi presenti nell’incontro di martedì per segnalare violazioni del cessate il fuoco” in Libia.
La missione dell’Onu inoltre ha confermato che “domenica ci sarà un secondo incontro per discutere il rafforzamento del cessate-il-fuoco ed esaminare il meccanismo di monitoraggio”. Le conferme su queste due informazioni circolate su media libici sono state fornite all’ANSA in un messaggio da Sausan Ghosheh, portavoce Unsmil.
– BERLINO

– Era nascosta tra due giornali del 1961 la copia carbone di una lettera firmata da Albert Einstein, trovata per caso da una collaboratrice dell’Archivio ebraico di cultura di Monaco. Si tratta di una lettera di auguri datata 1932 e scritta dallo scienziato per il 50esimo compleanno dell’economista di origine ebraica Julius Hirsch, il cui originale si trova conservato nel lascito Hirsch del Leo-Baeck-Institut di New York. “La lettera era firmata A. Einstein e perciò la collega era tutta elettrizzata”, ha dichiarato la dirigente del settore culturale della comunità ebraica, Ellen Presser. Come la lettera sia arrivata nell’archivio di Monaco non è chiaro. Einstein aveva trascorso una parte della sua infanzia e giovinezza a Monaco, ma nel 1932 era già da tempo a Berlino, prima di trasferirsi in America poco prima dell’avvento del nazionalsocialismo.
– NEW YORK

– Il mondo del cinema dice addio ad un altro dei suoi grandi. A 82 anni e’ morto stroncato da un infarto Burt Reynolds. Il decesso e’ avvenuto in un ospedale della Florida, come confermato dal suo portavoce Jeffrey Lane.
L’attore e’ stato trasportato in ospedale dopo avere avuto un arresto cardiaco, soffriva da anni di problemi di cuore e nel 2010 fu anche sottoposto ad intervento chirurgico. Classe ’36, Reynolds aveva davanti una promettente carriera da giocatore di football prima di doverci rinunciare in seguito a delle lesioni. Il suo debutto da attore fu alla fine degli anni ’50 in televisione in alcune serie e ben presto divenne popolare con Hawk l’indiano. Alla fine degli anni ’60 e’ nello spaghetti western ‘Navajo Joe’ di Sergio Corbucci. Il grande successo arriva nel 1972 con ‘Un tranquillo weekend di paura’ (Deliverance), nel quale interpreta un personaggio di nome Lewis Medlock.
– SAN PAOLO

– Jair Bolsonaro, il candidato di estrema destra in testa ai sondaggi per le elezioni del prossimo 7 ottobre in Brasile, è stato accoltellato oggi mentre partecipava in una manifestazione elettorale a Juiz de Fora, nello stato di Minas Gerais. Secondo fonti del suo partito, Bolsonaro è stato colpito al fegato ma non si teme per la sua vita. La polizia ha detto che l’accoltellatore è stato arrestato.   [print-me title=”STAMPA”]

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DELLE 04:21 DI GIOVEDì 06 SETTEMBRE 2018

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TITOLI

Trump: il Nyt consegni subito la talpa
“Se esiste davvero, per motivi di sicurezza nazionale”

Brasile, Temer accusato di corruzionePresidente avrebbe ricevuto tangente da Odebrecht nel 2014 Moon-Kim a Pyongyang il 18-20 settembre
Terzo summit ad alto livello tra le due coree

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L’ARTICOLO

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WASHINGTON

– “Se l’alto funzionario dell’amministrazione anonimo e senza spina dorsale esiste, il New York Times deve consegnarlo o consegnarla al governo immediatamente per questioni di sicurezza nazionale”: lo afferma Donald Trump su Twitter, riferendosi alla lettera aperta anonima contro il presidente Usa pubblicata sul quotidiano.
Il tycoon avanza anche l’ipotesi che in realta’ “il cosiddetto alto funzionario non esista realmente” e sia solo “un altra fonte falsa”.
– SAN PAOLO

– La polizia federale brasiliana ha inviato un rapporto al Supremo tribunale federale (Stf) nel quale sostiene che dispone di prove che dimostrano che nel 2014 il presidente Michel Temer ha intascato una tangente di 1,4 milioni di reais (poco più di 300 mila dollari) da parte della multinazionale edilizia Odebrecht.
Nel rapporto, il cui contenuto è stato diffuso da media locali, si ricostruisce una cena avvenuta nel maggio del 2014 nel Palazzo di Jaburù – residenza ufficiale del vicepresidente del Brasile, l’incarico occupato in quel momento da Temer – durante il quale Marcelo Odebrecht, allora presidente della Odebrecht e ora condannato a 19 anni per corruzione, ha promesso di versare un totale di 10 milioni di reais (poco meno di 2,5 milioni di dollari) in tangenti. Di questa somma facevano parte i 1,4 milioni di reais destinati a Temer, che sarebbero stati successivamente consegnati a Moreira Franco, attuale ministro brasiliano dell’Energia.

– PECHINO

– Il terzo summit intercoreano tra il presidente Moon Jae-in e il ‘supremo comandante’ Kim Jong-un si terrà a Pyongyang dal 18 al 20 settembre.
Lo ha reso noto Chung Eui-yong, inviato speciale di Moon rientrato ieri sera dalla missione di un giorno nella capitale nordcoreana dove ha visto Kim. “Sud e Nord hanno concordato che i rispettivi leader si incontrino tra il 18 e il 20 settembre prossimi e che tengano negoziati di alto livello la prossima settimana per preparare il summit”, ha spiegato Chung, nel resoconto della Yonhap.  [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 07:50 DI MERCOLEDì 05 SETTEMBRE 2018

ALLE 01:33 DI GIOVEDì 06 SETTEMBRE 2018

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TITOLI

Trump, il libro di Woodward è una truffa
Il giornalista ‘è un operativo Dem?’

Israele: chiuso valico di Erez con GazaPassaggio consentito solo per ‘casi umanitari individuali’

Siria: Erdogan, fermare attacco IdlibAnkara teme profughi verso Turchia. Venerdì vedrà Putin e Rohani

Trump, mai chiamato Sessions ‘idiota’Il presidente smentisce quanto scritto nel libro di Woodward

Libia: Unhcr, spostati 800 migranti’Sappiamo di notizie su fuga di massa vicino ad aeroporto’

Weber si candida al posto di JunckerCon un tweet, ‘all’ Europa serve nuovo inizio e più democrazia’

Mandati di cattura per 2 russi per avvelenamento NovichokIndicati come Alexander Petrov e Ruslan Boshirov, ma nomi falsi

Siria: riprendono bombardamenti a IdlibSi attende avvio offensiva militare, ‘ieri solo preparativi’

Francia: si dimette portavoce di MacronDopo 2 ministri anche Bruno Roger-Petit lascia il presidente

Libia: Salamè al Consiglio sicurezza OnuQuesta sera alle 21 italiane

Libia: conferenza in Sicilia o a RomaDate da definire ma tra il 10 e il 22 novembre

Spia: Mosca, accuse Gb sono provocazione’La Russia non ha nulla a che vedere con i fatti di Salisbury’

May, sospetti russi sono agenti del GruLa premier rilancia ai Comuni le accuse contro Mosca

Coree: delegazione Seul incontra KimInviato speciale consegna missiva del presidente Moon

Polizia Gb, Novichok in boccetta profumoSospetti Boshirov e Petrov individuati da telecamere a Salisbury

India: 1,5 mln di contadini invade DelhiLa protesta per salari migliori e cancellazione dei debiti

Tajani, ‘la mia pensione in beneficenza”A una comunità dove faccio volontariato da 25 anni’

Attentato a Kabul, mortiUn kamikaze si è fatto esplodere in quartiere sciita

Francoforte, divieto per vecchi dieselA partire dal 2019. Lo ha stabilito il tribunale di Wiesbaden

A Parigi nasce il taxi per sole donneAl via dal 12/09 servizio in stile Uber ma senza autisti maschi

Taser, in Gb è polemica dopo un collassoQuasi fatale scossa inflittagli da agente per fermare rissa gang

Paraguay, ambasciata resta a Tel AvivAsuncion annulla trasferimento sede diplomatica a Gerusalemme

Israele chiude l’ambasciata in ParaguayDopo annuncio ritorno missione da Gerusalemme a Tel Aviv

Trump, mai discussa l’uccisione di AssadTycoon smentisce la ricostruzione del libro di Woodward

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L’ARTICOLO

Via Twitter, Donald Trump replica al leggendario giornalista Bob Woodward e al suo libro sulla Casa Bianca del tycoon: “Il libro di Woodward è già stato smentito e screditato dal generale (segretario alla difesa) James Mattis e dal generale (capo di stato maggiore) John Kelly. Le loro citazioni erano false, una truffa al pubblico. Allo stesso modo altre storie e citazioni. Woodward è un operativo Dem? Notare i tempi?”.

L’esercito israeliano ha annunciato di aver chiuso questa mattina il valico pedonale di Erez con la Striscia di Gaza.
La decisione – ha spiegato il portavoce militare – è stata presa dopo “i violenti tumulti che si sono svolti nell’area del valico con la partecipazione di centinaia di manifestanti palestinesi”. Ieri “i dimostranti – ha aggiunto il portavoce – hanno lanciato pietre e danneggiato l’infrastruttura del valico sul lato palestinese. Di conseguenza, è stato deciso di chiudere il valico fino a che non saranno stati riparati i danni causati dai dimostranti”. Il passaggio di Erez sarà possibile solo per “casi umanitari approvati individualmente”.
– ISTANBUL

– “Spero che il summit di Teheran” di venerdì tra Turchia, Russia e Iran “porterà a fermare l’aggressione del regime” siriano a Idlib. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che dopodomani incontrerà i suoi omologhi russo e iraniano, Vladimir Putin e Hassan Rohani, che invece sostengono l’offensiva di Damasco contro l’ultima roccaforte ribelle nel nord-ovest della Siria. Secondo Erdogan, a Idlib c’è il rischio di un “grave massacro” e di una nuova ondata di profughi: “Lì ci sono circa 3,5 milioni di persone”, “se avviene un disastro, la loro destinazione numero uno è la Turchia”.
– In un tweet, il presidente americano Donald Trump scrive che “il già screditato libro di Woodward, così tante bugie e fonti fasulle, dice che ho chiamato Jeff Sessions ‘mentalmente ritardato’ e ‘un idiota meridionale’. Non l’ho mai detto, mai usato quei termini su nessuno, incluso Jeff, ed essere un meridionale è una GRANDE cosa. Ha fatto questo per dividere!”.
Trump ha inoltre postato sul suo account Twitter il comunicato della portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders in cui il libro viene definito pieno di “storie inventate”, nonché quello del chief of staff John Kelly, secondo il quale “l’idea che io abbia chiamato il presidente idiota non è vera”. E anche quello del segretario alla difesa James Mattis, che a sua volta smentisce quanto scritto nel volume da Woodward, che definisce “fiction”.
– IL CAIRO

– L’Unhcr e il ministero dell’Interno libico hanno “organizzato il ricollocamento” in un “centro di detenzione più sicuro” di 800 migranti che erano in pericolo a causa degli scontri fra milizie a Tripoli in quello di Trik al Matar. Lo spostamento è stato segnalato all’ANSA da un messaggio di una fonte ufficiale della sezione libica dello stesso Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati. Circa la fuga di centinaia di migranti africani dallo stesso centro nei pressi dell’aeroporto segnalata da fonti umanitarie, il testo non conferma né smentisce e si limita ad affermare che “siamo consapevoli delle informazioni secondo le quali rifugiati e migranti collocati al centro di detenzione di Trik Al Matar sono andati via dopo che gli scontri si sono allargati in prossimità del centro” stesso. Lo spostamento delle “800 persone” è stato organizzato in coordinamento con “il ministero dell’Interno e il Comitato di crisi creato dal viceministro per la migrazione illegale, agenzie Onu e LibAid, partner di Unhcr”.
– BRUXELLES

– Manfred Weber, capogruppo del Partito popolare europeo (Ppe), ha annunciato via Twitter la sua candidatura come ‘spitzenkandidaten’ (candidati sovranazionali nominati dai partiti politici europei) per la presidenza della Commissione Ue, in vista delle europee.
“Mi piacerebbe essere il candidato del Ppe alle europee del 2019 e diventare il prossimo presidente della Commissione Ue”, ha scritto Weber nel tweet. “L’Europa ha bisogno di un nuovo inizio e di più democrazia”, ha aggiunto.
La polizia britannica ritiene di aver raccolto “sufficienti indizi” per emettere un mandato di cattura internazionale nei confronti di due presunti cittadini russi per la tentata uccisione a marzo a Salisbury con un agente nervino dell’ex spia Serghiei Skripal e di sua figlia Yulia. Lo ha annunciato il numero due di Scotland Yard, Neil Basu, indicando i due come Alexander Petrov e Ruslan Boshirov, ma precisando che probabilmente entrambi viaggiavano sotto falso nome. Londra non intende chiederne al momento l’estradizione a Mosca.La Russia considera “una provocazione” le accuse che le vengono rivolte dalla Gran Bretagna sull’avvelenamento con l’agente nervbino Novichok: lo ha dichiarato il rappresentante permanente della Russia presso l’Opac, Aleksandr Shulghin, al canale della tv di Stato Rossiya. “Abbiamo detto fin dall’inizio – ha proseguito – che la Russia non ha nulla a che fare con quanto avvenuto a Salisbury”.La premier Theresa May ha affermato ai Comuni che i due sospetti russi sono ritenuti dal governo di Londra “agenti del Gru”, l’intelligence militare di Mosca. May ha dichiarato in Parlamento che tracce di agente nervino Novichok sono state trovate nella stanza d’albergo occupata a marzo a Londra dai due sospetti russi incriminati oggi da Scotland Yard. “Solo la Russia aveva mezzi tecnici e movente per condurre l’attacco”, ha detto la premier. “Abbiamo avuto ragione a indicare (fin da marzo) lo Stato russo come responsabile”, ha aggiunto.May ha definito quanto accaduto a Salisbury “un atto spregevole” e “un’azione barbarica”, ribadendo la volontà del suo governo di fare tutto il possibile per portare i due sospetti di fronte alla giustizia britannica, pur sottolineando la difficoltà di avviare una procedura di estradizione a causa della legge russa che vieta la consegna di cittadini del Paese ad autorità di Stati stranieri.La procuratrice Sue Hemming ha spiegato che la rinuncia, almeno per ora, alla procedura di estradizione contro i due sospetti è legata al fatto che in Russia è in vigore una legge che vieta la consegna di propri cittadini a Paesi stranieri. Di qui la decisione del Crown Prosecution Service di optare solo per l’emissione di un mandato di arresto europeo. Petrov e Boshirov, o comunque si chiamino, risultano essere arrivati in aereo da Mosca a Londra – ha detto Basu – due giorni prima dell’avvelenamento nella cittadina inglese di Salisbury il 4 marzo scorso di Skripal e della figlia (e della conseguente contaminazione anche d’un agente di polizia intervenuto in loro soccorso). Entrambi (ne sono state diffuse foto da passaporto) sarebbero sulla quarantina, come ha precisato l’alto funzionario di Scotland Yard senza offrire al momento dettagli sulla natura dei sospetti raccolti. La loro individuazione era stata già anticipata dai media, ma senza indicazione di nomi, nelle settimane scorse. Londra accusa “lo Stato russo” (che nega categoricamente) di essere dietro l’attacco di Salisbury e indica la sostanza usata come un letale agente nervino della classe Novichok, di un tipo sperimentato in laboratori militari sovietici nei decenni scorsi.
All’indomani dei primi raid aerei governativi siriani e russi su Idlib e in attesa dell’avvio dell’annunciata offensiva militare, nella Siria nord-occidentale, forze governative hanno ripreso stamani a sparare colpi di artiglieria contro postazioni di miliziani anti-regime nell’ultima roccaforte anti-regime dell’area. Intanto fonti politiche a Damasco fanno sapere che i raid aerei di ieri erano solo in “preparazione” dell’offensiva militare su Idlib e che questa non è di fatto ancora cominciata.
Secondo altre fonti concordanti a Hama, Latakia e Idlib, l’artiglieria governativa ha bombardato postazioni di miliziani nei pressi di Jisr ash Shughur, colpita ripetutamente ieri dai primi raid aerei russi e siriani dopo 3 settimane di relativa calma. Gli insorti hanno stamani proseguito nella loro azione di distruzione dei ponti sul fiume Oronte, che tra Hama e Idlib costituisce la linea del fronte tra lealisti e ribelli.
– PARIGI

– Ha retto un anno. Dopo le dimissioni a sorpresa del ministro per la transizione ecologica, Nicolas Hulot e della ministra dello sport, Laura Fressel, anche il portavoce dell’Eliseo, Bruno Roger-Petit, getta la spugna: è quanto riferisce la tv di Stato France 2 confermando informazioni del settimanale Challenges. Una decisione, quella delle dimissioni di Roger-Petit, maturata questa estate, quindi prima dell’addio dei due ministri. L’uscita dell’ex giornalista, scrive France Info, si iscrive nel quadro di una più ampia ristrutturazione della comunicazione presidenziale. A prendere in mano la comunicazione di Macron, dopo il crollo di dieci punti nei sondaggi (la sua popolarità è scesa ad appena il 31%, meno di Francois Hollande nello stesso periodo del mandato, secondo un ultimo studio Ifop) sarà il ghost writer del presidente, Sylvain Fort. A dire il vero, in quest’ultimo anno, Roger-Petit si è visto pochissimo, quasi un fantasma all’Eliseo.
Rarissime le sue apparizioni dinanzi alla stampa.
– NEW YORK

– Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu oggi pomeriggio terra’ una riunione sulla Libia alle 21 italiane. E’ atteso un intervento dell’inviato delle Nazioni Unite nel paese nordafricano, Ghassan Salame’.
– Si dovrebbe svolgere tra il 10 e il 22 novembre, in una località ancora da definire, la conferenza sulla Libia che sta mettendo a punto in queste ore il governo italiano. Lo si apprende da fonti qualificate, secondo cui la conferenza potrebbe tenersi in Sicilia – Sciacca è una delle ipotesi, ma si parla anche di una località vicino a Palermo – o a Roma.
– MOSCA

– La Russia considera “una provocazione” le accuse che le vengono rivolte dalla Gran Bretagna sull’avvelenamento dell’ex spia russa Serghiei Skripal e di sua figlia Yulia a Salisbury il 4 marzo scorso: lo ha dichiarato il rappresentante permanente della Russia presso l’Opac, Aleksandr Shulghin, al canale della tv di Stato Rossiya 1. “Consideriamo” le accuse “una provocazione”, ha affermato Shulghin. “Abbiamo detto fin dall’inizio – ha proseguito – che la Russia non ha nulla a che fare con quanto avvenuto a Salisbury”.

– LONDRA

– Theresa May ha affermato oggi ai Comuni che i due sospetti russi accusati per l’avvelenamento nervino di Serghiei e Yulia Skripal a Salisbury in marzo, indicati oggi dalla polizia britannica con i nomi di Aleksandr Petrov e Ruslan Boshirov, sono ritenuti dal governo di Londra “agenti del Gru”, l’intelligence militare di Mosca. “Solo la Russia aveva mezzi tecnici e movente per condurre l’attacco”, ha detto la premier. “Abbiamo avuto ragione a indicare (fin da marzo) lo Stato russo come responsabile”, ha aggiunto.
– PECHINO

– La delegazione sudcoreana andata oggi a Pyongyang e guidata dall’inviato speciale Chung Eui-yong è stata ricevuta dal leader Kim Jong-un. Chung, capo del National Security Office, ha consegnato al “supremo comandante” una lettera del presidente Moon Jae-in, in base a quanto comunicato dall’Ufficio presidenziale. La missione avrebbe dovuto definire la data per il terzo summit tra i leader dei due Paesi e riavviare, nelle intenzioni di Seul, il processo sulla completa denuclearizzazione della penisola coreana.
– LONDRA

– L’agente nervino utilizzato per intossicare l’ex spia russa Serghei Skripal e sua figlia Yulia a Salisbury il 4 marzo scorso sarebbe stato portato in Gran Bretagna nascosto in una falsa boccetta spray di profumo Nina Ricci. Lo ha riferito il responsabile dell’antiterrorismo e numero due di Scotland Yard, Neil Basu, nella conferenza stampa in cui ha annunciato il mandato di arresto contro due sospetti russi, indicati sui loro passaporti con i nomi di Aleksandr Petrov e Ruslan Boshirov. Basu ha confermato che i due sono sospettati di aver contaminato la porta d’ingresso della casa dell’ex spia e aver poi abbandonato la boccetta. Quest’ultima sarebbe poi stata ritrovata e aperta mesi dopo da una coppia di cittadini britannici, ricoverati d’urgenza: Charlie Rowley e Dawn Sturgess. Quest’ultima è poi morta. ‘Petrov’ e ‘Boshirov’ non sono stati peraltro per ora incriminati anche di questo secondo avvelenamento.
– NEW DELHI

– Un corteo di oltre un milione e mezzo di contadini, agricoltori, braccianti ha invaso per ore stamani le strade di Delhi.
Secondo il quotidiano The Hindu, Tapan Sen, segretario generale della confederazione dei lavoratori agricoli, ha affermato che quella di oggi è stata la più grande manifestazione politica tenutasi nel 2018.
I lavoratori hanno risposto in massa all’appello di tutte le sigle sindacali che aderiscono al CPI(M), il Partito Comunista Indiano Marxista, e sono arrivati da tutta l’India per chiedere l’aumento dei salari, l’innalzamento del compenso minimo per il lavoro nelle campagne, l’aumento del numero di giornate di lavoro comunque retribuite, oggi 27, la cancellazione dei debiti e un sostegno ai prezzi minimi per la vendita all’ingrosso delle derrate alimentari. Il segretario dell’All India Framer’s group Vijoo Krishnan ha accusato il governo Modi di avere tradito tutte le promesse fatte ai contadini e ai lavoratori della terra durante la campagna elettorale.
– BRUXELLES

– “Ho deciso di devolvere la mia pensione da ex Vicepresidente della Commissione europea in beneficenza. I 3.600 euro che mi spettano andranno ogni mese alla comunità di recupero ‘In Dialogo’. Una comunità dove faccio volontariato da 25 anni”. Lo ha scritto su Twitter il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.
– KABUL

– In Afghanistan una forte esplosione ha scosso l’area Dasht Barchi, quartiere a maggioranza sciita di Kabul. L’esplosione è stata causata da un attentatore suicida che si è fatto esplodere all’interno di un impianto per il wrestling. Il primo bilancio è di almeno 4 morti e 18 feriti.
– BERLINO

– Il tribunale amministrativo di Wiesbaden ha stabilito il divieto di circolazione delle vecchie auto diesel nella città di Francoforte a partire dal 2019 per migliorare la qualità dell’aria. L’organizzazione ambientalista Umwelthilfe aveva fatto ricorso contro il superamento dei limiti dell’ossido di azoto nell’aria cittadina. Francoforte è la prima città dell’Assia ad essere colpita da un provvedimento simile.
Saranno interessate dal divieto le auto diesel euro 4 a partire dal febbraio 2019 e quelle euro 5 a partire da settembre 2019.
– PARIGI

– A Parigi arriva ‘Kolett’, il nuovo taxi in stile Uber ma riservato a sole donne. L’app per il servizio 100% femminile funzionerà dal 12 settembre nel quadrante ovest di Parigi. In caso di successo, è poi prevista un’estensione al resto della città, alla provincia francese e anche all’estero. Obiettivo iniziale: 3000 corse al mese. Secondo Le Parisien, gli autisti saranno rigorosamente di sesso femminile. Come anche le clienti. Gli uomini potranno accedere a bordo dei taxi attivi 24 ore su 24 solo nel caso in cui vengano accompagnati da una donna. Per ora, il servizio dispone di 40 autiste donne ma l’obiettivo è raddoppiare la flotta in tempi brevi. Tutte le auto sono inoltre dotate di seggiolini per bambini.
– LONDRA

– Non si spegne – in tempi in cui anche in Italia parte la sperimentazione del taser – la polemica nel Regno Unito per il caso d’un 17enne finito in arresto cardiaco dopo essere stato colpito con una scossa elettrica da un agente intervenuto per cercare di fermare le turbolenze di una baby gang.
L’episodio è avvenuto a Coventry. L’adolescente, il cui nome non è stato diffuso per ragioni di riservatezza, è tuttora in ospedale, in condizioni gravi, ma ormai stabilizzate, assicurano i medici. La vicenda continua però a far discutere i media e il web, mentre sull’accaduto è stata avviata un’inchiesta.
Il collasso, secondo il rapporto, è avvenuto mentre l’agente coinvolto stava cercando di ammanettare la vittima. Resta da capire se il poliziotto abbia fatto un uso eccessivo del taser o sia stata l’arma dissuasiva in sé a rivelarsi quasi letale: magari a causa d’un qualche concomitante problema di salute del ragazzo.
– ASUNCION

– Con una iniziativa a sorpresa, il Paraguay ha annunciato di aver annullato il trasferimento della propria ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme. Lo riferisce Radio Nandutí di Asunción. Il trasferimento della rappresentanza diplomatica paraguaiana era stato formalizzato il 21 maggio scorso, dopo quelli delle ambasciate degli Usa e del Guatemala. Il ministro degli Esteri paraguaiano ha spiegato che la decisione dell’ex presidente Horacio Cartes era stata “viscerale e senza giustificazione”.
– TEL AVIV

– Il premier e ministro degli Esteri Benyamin Netanyahu ha deciso di chiudere l’ambasciata in Paraguay dopo la decisione di Asuncion di riportare la propria missione diplomatica da Gerusalemme a Tel Aviv. “Israele – ha detto l’ufficio del premier – guarda con grande severità all’inusuale decisione del Paraguay che renderà tesi i legami tra i due paesi”.
– WASHINGTON

– Donald Trump smentisce di aver mai avanzato la proposta di uccidere il presidente siriano, come scritto da Bob Woodward nel suo libro: “Non è stata mai discussa l’uccisione di Bashar al-Assad”, ha detto il presidente americano rispondendo alle domande dei giornalisti a margine dell’incontro con l’emiro del Kuwait.
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