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RUSSIAGATE: NYT “RAPPORTO COMPROMETTENTE”

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RUSSIAGATE: NYT “RAPPORTO COMPROMETTENTE”

AGGIORNAMENTO IN “MONDO”

DELLE 02:22 DI GIOVEDì 04 APRILE 2019

RUSSIAGATE: NYT “RAPPORTO COMPROMETTENTE”

WASHINGTON

– Alcuni membri del team investigativo del procuratore speciale Robert Mueller, quello che negli Usa ha indagato sul Russiagate, affermano come i contenuti del rapporto finale dell’inchiesta siano molto più compromettenti per il presidente Donald Trump di quanto non sia emerso dalla lettera del ministro della Giustizia William Barr.
Lo riporta il New York Times che ha raccolto le testimonianze di funzionari del governo e di altre fonti vicine al lavoro del procuratore Mueller.
Secondo il Times alcun degli investigatori avrebbero quindi espresso preoccupazione per la sintesi del rapporto fatta da Barr che, a loro modo di vedere, avrebbe influenzato il parere dell’opinione pubblica prima che le conclusioni delle indagini siano state pubblicate. Una versione pubblica del rapporto dovrebbe essere diffusa entro metà aprile.          [print-me title=”STAMPA”]

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AGGIORNAMENTO DELLE 01:41

DI GIOVEDì 20 DICEMBRE 2018

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Facebook ha acconsentito accesso dati a società tech
Nyt, da Apple a Netflix, ma azienda smentisce violazioni privacy

Per anni Facebook avrebbe dato alle più grandi compagnie tecnologiche – da Apple e Microsoft a Netflix e Spotify – un accesso più intrusivo di quanto dichiarato ai dati personali degli utenti. L’ennesima accusa a Facebook sulla privacy arriva dal New York Times, che cita centinaia di pagine di documenti interni e una cinquantina di interviste ad ex impiegati del social network. Intervistato dallo stesso quotidiano, il direttore della privacy di Facebook Steve Satterfield ha affermato che nessuna partnership con le aziende ha violato la privacy degli utenti. Dichiarazioni simili sono state rese dalle società coinvolte, che hanno negato abusi.Nel corso degli anni abbiamo stretto diverse partnership con altre aziende tecnologiche come Apple, Amazon, Netflix e Spotify, ma “nessuna di queste ha dato alle aziende l’accesso alle informazioni senza il permesso degli utenti”. Lo precisa Facebook sul suo blog a seguito della pubblicazione dell’inchiesta del New York TimesSecondo il quotidiano, Facebook avrebbe consentito a Netflix, Spotify e Royal Bank of Canada di “leggere, scrivere e cancellare i messaggi privati degli utenti. Privilegi che sembrano andare oltre quanto necessario alle compagnie per integrare Facebook nei loro sistemi”. La società di Mark Zuckerberg avrebbe inoltre dato a Apple l’accesso a numeri di contatto e al calendario degli utenti, ad Amazon i nomi e le informazioni di contatto, e a Bing – il motore di ricerca di Microsoft – la possibilità di vedere nomi e altre informazioni degli amici degli utenti.”In nessun momento abbiamo avuto accesso ai messaggi privati delle persone su Facebook o richiesto la possibilità di farlo”, così un portavoce di Netflix commenta l’inchiesta del New York Times. “Negli anni – aggiunge – abbiamo sperimentato diversi modi per rendere Netflix più social. Un esempio è la funzione lanciata nel 2014 che permetteva agli utenti di suggerire serie e film ai loro amici di Facebook attraverso Messenger o Netflix. La funzione però non è stata popolare e l’abbiamo eliminata nel 2015”.Apple – ha spiegato al Nyt – che non era consapevole del fatto che Facebook aveva dato un accesso speciale ai suoi dispositivi, aggiungendo che ogni dato resta sui dispositivi degli utenti e non è disponibile per nessuno all’infuori degli utenti stessi.    “Bing non ha conservato i profili basati sui dati di Facebook per scopi pubblicitari o di personalizzazione. I nostri ingegneri hanno intrapreso azioni significative che vanno oltre quanto richiesto da Facebook per evitare che questo potesse succedere. Abbiamo rescisso il nostro contratto con Facebook nel 2016 e da allora i dati hanno smesso di comparire nei risultati delle ricerche”, così Microsoft, proprietaria del motore di ricerca Bing, commenta l’inchiesta del New York Times.

Nyt, hacker hanno violato comunicazioni Ue per anniMigliaia di messaggi, preoccupazioni per Trump, Cina, Russia

Hacker infiltrati nelle comunicazioni diplomatiche dell’Unione Europea per anni: lo rivela oggi il New York Times, spiegando che sono stati migliaia i messaggi intercettati, che rivelavano le preoccupazioni sull’imprevedibilità dell’amministrazione Trump, i problemi con Cina e Russia ed il programma nucleare iraniano. Anche se da Bruxelles è trapelato che non sono state colpite le comunicazioni riservate. I metodi degli hacker sarebbero simili a quelli usati in precedenza dai militari cinesi.I diplomatici, ad esempio, descrivono l’incontro di luglio tra Trump ed il leader russo Putin come “un successo, almeno per Putin”. Oppure i dettagli di un incontro privato tra il presidente cinese Xi Jinping e funzionari europei a inizio anno in cui Xi avrebbe avvertito che la Cina “non si sottometterà al bullismo” di Washington, “anche se una guerra commerciale colpisce tutti”. Anche altre istituzioni internazionali, come l’Onu, sarebbero state colpite in questo periodo.”Prendiamo seriamente qualsiasi rapporto su accuse di hacking” ma allo stesso tempo “nessun paese è immune a questo tipo di attacchi” e a livello Ue “abbiamo costantemente a che fare con queste sfide” con relativi “aggiornamenti della sicurezza”. Così il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis sulle informazioni di spionaggio delle comunicazioni riservate europee pubblicate dal Nyt. Il sistema menzionato nell’articolo, il Coreu, ha quindi precisato Dombrovskis, è “del Segretariato del Consiglio”, non della Commissione Ue.      –

Twitter consente di tornare all’ordine cronologico
Dopo richieste utenti, lancia oggi funzione per dispositivi iOS

Twitter permette agli utenti di tornare all’ordine cronologico dei cinguettii. A partire da questa settimana, spiega la società, “troveranno una nuova icona a forma di stella nella parte superiore della timeline, che permetterà di visualizzare i tweet più recenti. Con la nuova impostazione si potranno vedere i tweet più popolari anche successivamente”. La novità sbarca prima sulla piattaforma iOS (il sistema operativo per dispositivi mobili di Apple), in seguito arriverà su Android.L’ordine cronologico era stato eliminato nel 2016 quando il microblog aveva rivoluzionato il suo flusso di notizie in base all’algoritmo, come già fatto da Facebook, passando ad una timeline basata sulla rilevanza dei cinguettii. La decisione di tornare indietro, e su base volontaria degli utenti, arriva dopo una serie di richieste di chi preferiva vedere “solo i tweet più recenti o in ordine cronologico inverso, come nel caso di eventi live e di notizie dell’ultimo minuto”. “Twitter contribuisce al dibattito pubblico aiutando gli utenti a vedere i tweet giusti al momento giusto. La timeline serve a mantenere gli utenti informati in tempo reale su tutto ciò che accade e sulle conversazioni più popolari e significative della piattaforma”, sottolinea l’azienda.        [print-me title=”STAMPA”]

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DALLE 09:25 ALLE 11:57

DI GIOVEDì 15 NOVEMBRE 2018

SOMMARIO

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Bologna, test multi-drone per sicurezza
Sperimentazione unica in Italia, al via a gennaio per 6 mesi

FB:Nyt, ignorati segnali d’allarme crisiIl quotidiano, da Zuckerberg e Sandberg passi falsi

Norma anti-Netflix, film prima in salaBonisoli firma il decreto, ‘rafforzeremo anche stagione estiva’

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BOLOGNA

– Bologna sarà la prima città in Italia a sperimentare un sistema multi-drone per “sorvegliare” la città in occasione di grandi eventi e contribuire a garantirne sicurezza. Il progetto del Comune, che ha avuto il via libera dell’Enac e che partirà dopo la firma di un protocollo con la Prefettura, è del Comune che lo ha presentato oggi a Palazzo d’Accursio.
Per sei mesi, a partire da gennaio, il Comune di Bologna userà gli occhi elettronici messi a disposizione gratuitamente da Eagle Sky Light, azienda di Casalecchio di Reno. I dispositivi utilizzati saranno cinque, guidati da “Aquila 100”, drone da un milione di euro (usato anche per la visita di Papa Francesco nella città ‘dotta’) che ha il compito di coordinare gli altri.
“Nelle città al momento sono in corso tra le 10 e le 15 sperimentazioni – spiega Riccardo Delise, Enac – A Bologna la peculiarità è di avere un sistema multi-drone, ovvero più droni che volano contemporaneamente. In questo senso, è una sperimentazione unica”.
Al termine dei 6 mesi di test l’amministrazione bolognese sceglierà se proseguire, decidendo uno stanziamento di risorse e aprendo un bando ad hoc, oppure se archiviare l’esperienza. Dove eseguire i monitoraggi e quali manifestazioni controllare lo deciderà invece il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Il sistema “verrà usato per i grandi eventi, per la sicurezza dei cittadini, per gli abusi edilizi o per i reati ambientali – spiega Alberto Aitini, assessore comunale alla Sicurezza del Comune – la privacy viene garantita dalle leggi dello Stato, non c’è quindi alcun rischio”.
‘Aquila 100’ “può volare fino a 100 metri di altezza – aggiunge Ugo Vittori, amministratore unico Eagle Sky Light – ha un’autonomia di 14 ore e fa da torre di controllo, coordinandosi con il team a terra, per altri droni di dimensioni diverse.
Abbiamo ottenuto da Enac una certificazione unica al mondo”. “È un drone ‘vincolato’, dove unità aerea e di terra sono collegate da un cavo – ha aggiunto Davide Lanza, general manager Eagle Sky Light – le telecamere, che hanno una capacità di visione di 14 chilometri di giorno e 6 di notte, inviano le immagini alle forze dell’ordine”.

– NEW YORK

– “Ritardare, negare e sviare”: è questa la tattica usata dai vertici di Facebook durante le varie crisi attraversate, dalle interferenze russe alla condivisione dei dati. Secondo un’indagine del New York Times, Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg – l’amministratore delegato e il direttore operativo – hanno commesso un passo falso: concentrati sulla crescita, i due hanno ignorato i segnali d’allarme e poi cercato di nasconderli.
“In alcuni dei momenti critici negli ultimi tre anni, erano distratti da progetti personali, passavano le decisioni sulla sicurezza e quelle riguardanti la politica a dei sottoposti”, mette in evidenza il New York Times sulla base di interviste con decine di dipendenti ed ex dipendenti di Facebook.
Il social network, rispondendo alle accuse del quotidiano, ammette di essere stato lento ad affrontare i problemi, ma osserva di aver fatto progressi su questo fronte. “E’ stato un momento difficile per Facebook e tutto il management è stato concentrato ad affrontare i problemi. Stiamo lavorando duro per assicurarci che il pubblico trovi i nostri prodotti utili e per assicurarci di essere in grado di tutelare la nostra comunità dai cattivi”.

– Dopo mesi di polemiche che hanno coinvolto i maggiori Festival europei, da Cannes a Venezia, il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli prende posizione nello scontro fra distributori cinematografici e Netflix sulle finestre temporali di sfruttamento dei film italiani dal grande al piccolo schermo. “Mi accingo oggi a firmare il decreto che regola le finestre in base a cui i film dovranno essere prima distribuiti nelle sale e dopo di questo su tutte le piattaforme che si vuole”, ha annunciato in un videomessaggio inviato alla presentazione a Roma di una ricerca Agis/Iulm.
Il ministro ha sottolineato l’importanza di “assicurare che chi gestisce una sala sia tranquillo nel poter programmare film senza che questi siano disponibili in contemporanea su altre piattaforme”.
Secondo Bonisoli, il decreto consentirà “ai gestori dei cinema di sfruttare appieno l’investimento per migliorare le sale”.   [print-me title=”STAMPA”]