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DALLE 10:00 DI LUNEDì 24 DICEMBRE 2018

ALLE 03:59 DI MARTEDì 25 DICEMBRE 2018

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ATALANTA-JUVE: LA REGOLA DELLO 0-2
24.12.2018 10:00 – in: Serie A
Atalanta-Juve: La regola dello 0-2

Lo 0-2 è il risultato più ricorrente nei confronti tra le due squadre agli Atleti Azzurri d’Italia. Un verdetto che ha avuto altre 5 applicazioni, tutte avvenute in anni contrassegnati dalla vittoria del tricolore.
L’ultimo successo della Juventus a Bergamo in campionato risale al 2015-16. Uno 0-2  ottenuto con un gol per tempo: nella prima frazione di gioco Barzagli sfrutta una sponda aerea di Mandzukic da un corner battuto da Dybala; nella ripresa Lemina si inventa un fantastico gol concludendo di destro un’azione personale.
Lo 0-2 è il risultato più ricorrente nei confronti tra le due squadre agli Atleti Azzurri d’Italia. Un verdetto che ha avuto altre 5 applicazioni, tutte avvenute in anni contrassegnati dalla vittoria del tricolore.
1966-67
A Bergamo prende avvio il campionato che la Juve chiuderà conquistando il tredicesimo scudetto. Il gol inaugurale del torneo lo realizza Cinesinho, che raccoglie una corta respinta del portiere Cometti. Il punto della sicurezza è opera di Gianfranco Leoncini, che proprio nell’Atalanta chiuderà la carriera dopo 12 anni in bianconero.
1972-73
Contro l’Atalanta la Juventus ottiene la quarta delle 6 vittorie consecutive che porterà al sorpasso sul Milan all’ultima giornata. A firmare i gol sono Fabio Capello e Gianpietro Marchetti, che verrà poi ceduto all’Atalanta per avere in cambio il numero 6 che quel giorno gioca in nerazzurro: Gaetano Scirea.
1977-78
La svolta della gara arriva nel secondo tempo grazie a un centrocampista di belle speranze: Vinicio Verza. Il ventenne subentra a Furino, infortunatosi a inizio gara. La rete del 2-0 è opera di un compagno di reparto, Romeo Benetti, che buca il portiere la cui Figurina Panini è introvabile (o almeno così si dice all’epoca, fino ad assumere i contorni della leggenda metropolitana): Pier Luigi Pizzaballa.
2001-02
24 gol Trezeguet, 16 Del Piero è il totale a fine campionato. Che il 2001-02 sia l’anno della coppia formata da David e Alessandro lo si capisce sin dalle prime battute del torneo. Alla prima giornata segnano una doppietta a testa in Juventus-Venezia. Nel turno successivo, a Bergamo, colpisce il 10 a inizio gara e chiude i giochi il 17 alla fine. Da qui al 5 maggio 2002 manca ancora tanto ma il programma è chiaro. A proposito, anche in quel memorabile giorno i gol li fanno loro due…
2011-12
E’ uno 0-2 determinante quello registrato a Bergamo nel primo anno di Antonio Conte alla penultima giornata del girone d’andata, 3 punti che laureano la Signora campione d’inverno. Una vittoria fondamentale per regalare ulteriore consapevolezza alla squadra anche perché nei 2 gol evidenzia una consuetudine e una novità. La rete del vantaggio è infatti uno schema già mostrato alla prima giornata, con Pirlo a suggerire e Lichtsteiner a chiudere. Il raddoppio è invece un inedito: assist di Marrone e conclusione al volo di Giaccherini.

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Vigilia di Natale e antivigilia di Atalanta
24.12.2018 14:06 – in: Serie A
Vigilia di Natale e antivigilia di Atalanta

La vigilia di Natale è l’antivigilia di Atalanta-Juve per i bianconeri, questa mattina in campo al JTC Continassa per preparare la sfida di Bergamo.
E’ vigilia di Natale, ma è anche antivigilia di Atalanta-Juve, il “boxing day” di questa stagione di Serie A, che vedrà i bianconeri in campo all’Atleti Azzurri d’Italia il 26 dicembre alle ore 15:00.
E’ una sfida complicata quella di Bergamo, come ha raccontato ieri in un’intervista Wojciech Szczesny. Una sfida che gli uomini di Allegri hanno preparato questa mattina al JTC Continassa. Cuadrado sta proseguendo la terapia conservativa con qualche miglioramento. Al momento non ci sono indicazioni sufficienti per procedere chirurgicamente.
Domani sarà un Natale diverso per Chiellini e compagni, un Natale al JTC, visto che la squadra si ritroverà per la rifinitura della gara con l’Atalanta (in programma al pomeriggio).

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Intervista a Fabio Paratici
24.12.2018 16:06 – in: Altro
Fabio Paratici si racconta

Il Chief Football Officer bianconero è il protagonista di uno speciale su Sky Sport, nel quale vengono svelate le curiosità e i retroscena di un uomo e di un professionista “ossessionato dal conoscere”
Fabio Paratici si racconta. Dall’infanzia vissuta tra i campi da calcio della provincia piacentina, fino ai retroscena del “colpo del secolo”, il trasferimento di Cristiano Ronaldo, passando attraverso gli aneddoti e le curiosità della propria vita personale e di quella in bianconero.
Il Chief Football Officer della Juventus è il protagonista di uno speciale su Sky Sport, “Il codice Paratici” (in onda oggi in una prima versione su Sky Sport 24 e in edizione integrale dal 7 gennaio su Sky Sport Football e on demand): una lunga intervista nella quale si coglie tutta la passione e la dedizione di un uomo e un professionista “ossessionato dal conoscere”, e con l’ambizione di continuare a far crescere la Juventus.
LA PASSIONE
Quella di Fabio Paratici è una passione per il calcio profonda, che nasce da bambino: «Mio padre era il presidente della squadra del mio paese. – racconta Paratici – Con lui ho firmato il mio primo tesserino e il mio primo trasferimento, quando a 14 anni mi trasferii dalla Borgonovese al Piacenza. Ricordo che lui d’estate, quando ero piccolo, mi portava a vedere i tornei estivi, e anche quello probabilmente ha inciso su quello che poi sono diventato».
Una passione ancora ardente: «Da grande appassionato di calcio, mi reputo fortunatoanche solo per il fatto di vedere allenare tutti i giorni alcuni dei più grandi calciatori dell’ultimo decennio. E infatti, quando c’è l’allenamento io non rispondo al telefono».
LE TRATTATIVE
L’ottimo lavoro svolto dal Chief Football Officer bianconero deriva, per sua stessa ammissione, da una qualità in particolare: la curiosità.
«Sono ossessionato dal conoscere. – spiega Paratici – Quando vedo, leggo o sento da qualche addetto ai lavori che qualcuno sta trattando un giocatore io sono curioso di sapere com’è e come sta quel giocatore. E’ una cosa che mi stimola molto».
Anche se spesso le trattative possono rivelarsi più complicate del previsto: «La trattativa che mi ha logorato di più? Per quanto riguarda la durata è stata quella con Tevez. – racconta il Chief Football Officer – Lo avevamo contattato già alla fine del mio primo anno alla Juve, nel quale dovevamo rilanciare la squadra. Nonostante non fossimo qualificati per la Champions, lui disse subito sì. Alla fine, la trattativa non andò in porto per altri motivi, ma siamo sempre rimasti in contatto, perché portare Tevez alla Juve era sempre stato un mio chiodo fisso».
IL COLPO CRISTIANO RONALDO
Non potevano mancare i suoi aneddoti sull’affare che, la scorsa estate, ha portato Cristiano Ronaldo in bianconero.
«Con Cristiano è stato abbastanza semplice – rivela Fabio Paratici -, perché lui aveva già in testa di venire alla Juve. Dopo la finale di Champions lui è stato subito deciso al riguardo, tanto che Jorge Mendes, quando ci siamo visti per parlare di Cancelo mi disse: “Tu non ci credi, ma Cristiano vuole venire alla Juve”. Io non è vero che non ci credessi ma serviva il modo di far quadrare il tutto.
«Perciò andai dal Presidente – continua Paratici – che è una persona molto presente nella nostra vita quotidiana, sempre con noi e vicino noi, e gli dissi: “ci sarebbe un’opportunità, ma l’importante è che mi ascolti fino alla fine”. Lui capì subito e cominciò immediatamente a ragionare in quella direzione. Mi disse di dargli uno o due giorni di tempo per pensarci, ma dopo tre ore mi aveva già telefonato».
Un regalo che sembrava impossibile non solo a tutti i tifosi bianconeri, ma anche a proprio figlio: «Quello di Ronaldo non era un acquisto programmato, tanto che mio figlio più piccolo, che è un grande fan di Cristiano mi chiedeva sempre quando l’avremmo comprato, e dovevo rispondergli tutte le volte che era impossibile. Poi, dopo quest’estate, è venuto da me e mi ha detto: “Non avevi detto che era impossibile?”»
IL PROFESSIONISTA
Spazio anche al rapporto di Paratici con gli uomini che hanno segnato la sua esperienza professionale alla Juventus.
«Con Marotta penso fossimo una coppia ben assortita e complementare. Io mi occupavo della parte più tecnica, ma poi mi confrontavo con lui, perché è una persona esperta, che conosce il calcio e le trattative, e mi aiutava a fare meno errori possibili»
«Conte non era un allenatore legato al nome del giocatore, ma più alla funzionalità rispetto alle sue idee, e ciò facilita il lavoro di chi deve cercare i giocatori funzionali. Allegri è più elastico in questo senso – spiega Paratici -, quindi con lui il mercato si amplia un po’ di più».
Un’intervista che si chiude con il ringraziamento di Paratici ai propri collaboratori, che lo aiutano nel grande lavoro di tutti i giorni. Un lavoro per far crescere ancora di più la Juventus e portarla sul tetto d’Europa, ma con il giusto approccio: «Vincere la Champions è la nostra ambizione, ma non è un’ossessione».       [print-me title=”STAMPA”]