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Ultimo aggiornamento 7 Dicembre, 2019, 01:29:04 di Maurizio Barra

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Morto a Genova l’ex magistrato Mario Sossi
Fu rapito dalle Brigate Rosse il 18 aprile 1974 e venne tenuto prigioniero oltre un mese.

GENOVA06 dicembre 2019 15:26

E’ morto oggi a Genova all’età di 87 anni l’ex magistrato e politico Mario Sossi. Pubblico ministero nel processo al Gruppo XXII Ottobre, nel 1974 venne tenuto sotto sequestro dalle Brigate Rosse per oltre un mese.Nato a Imperia il 6 febbraio nel 1932, sposato e ormai vedovo, due figlie, Sossi era entrato in magistratura nel 1957. In pensione dal 2006, nel 2008 si era candidato per il consiglio comunale di Genova con Alleanza Nazionale, senza venir eletto. Nel 2009 si era candidato invece alle europee da indipendente nella lista di Forza Nuova. Il nome di Sossi resta legato a uno dei primi ‘salti di qualità’ delle Brigate Rosse che il 18 aprile 1974 lo sequestrarono appena sceso dall’autobus a Genova, caricandolo su un’auto guidata da Alberto Franceschini e seguita da Mara Cagol – una ventina i componenti che parteciparono al rapimento. Sossi venne quindi sottoposto a un ‘processo’ delle Br, in cui si decise di ucciderlo, ma ne venne poi chiesta la liberazione in cambio del rilascio di otto componenti del gruppo XXII Ottobre. Nonostante il parere favorevole alla libertà provvisoria del gruppo, dato dalla Corte d’assise d’appello, il procuratore di Genova Francesco Coco si rifiutò di controfirmare l’ordinanza presentando ricorso in Cassazione. Il 23 maggio 1974 Sossi venne comunque liberato, e rientrò da solo in treno a Genova dal luogo del sequestro sulle colline di Tortona. Due anni dopo, l’8 giugno 1976 il giudice Francesco Coco venne assassinato assieme ai due uomini della scorta, Giovanni Saponara e Antioco Deiana, primo magistrato ucciso dalle Br. “Il Presidente Giovanni Toti e la sua giunta esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia per la scomparsa dell’ex magistrato e politico Mario Sossi, figura di spicco della magistratura durante gli Anni di piombo e protagonista della lotta al terrorismo”. Lo rende noto la Regione.

Disabile aggredito in casa, preso 19enneAveva filmato violenze. Altri 3 giovani denunciati nel cosentino

CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA)06 dicembre 201917:01

– Sono entrati con la forza in casa di un uomo con disabilità psicofisica che vive insieme al fratello, anche lui con ritardi mentali, in uno stato di abbandono e degrado sociale, e dopo averlo schernito l’hanno percosso e preso a schiaffi. Sono quattro i giovani ritenuti responsabili di tortura aggravata e violazione di domicilio. Un 19enne, A.E.S., è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri della compagnia di Corigliano Calabro in esecuzione di un’ordinanza del Gip di Castrovillari, mentre sono stati segnalati all’autorità giudiziaria altri tre giovani di età compresa tra i 19 ed i 26 anni, due di Corigliano ed uno romeno. Dalle indagini è emerso che la vittima è stata percossa e schernita in almeno due occasioni. Il 19enne aveva anche pubblicato le foto delle violenze sul suo profilo Instagram. I carabinieri, dopo una perquisizione in casa del giovane, hanno sequestrato il suo cellulare attraverso il quale sono risaliti ai tre corresponsabili delle torture.

Uccise la moglie, condannato a ergastoloPoi la nascose in un sacco, corpo mai ritrovato

BRESCIA06 dicembre 201917:12

– La Corte d’assise di Brescia ha condannato all’ergastolo per omicidio volontario Abdelmjid El Biti, il marito della ventottenne di origine marocchina Souad Alloui, scomparsa da casa sua a Brescia la notte tra il 3 e il 4 giugno del 2018.
La corte ha accolto la richiesta del pubblico mistero che ha sempre sostenuto l’uccisione della donna, che sarebbe poi stata nascosta in un sacco nero, trascinato dal marito che è stato ripreso dalla telecamera di un bar vicino al luogo del delitto.
Il corpo della donna però non è mai stato trovato e per questo la difesa di El Biti aveva chiesto l’assoluzione, avanzando l’ipotesi che Suad potesse aver deciso di allontanarsi volontariamente abbandonando i figli piccoli.

Dolomiti Superski, 900 km di pisteSellaronda aperta in entrambe le direzioni

BOLZANO06 dicembre 201917:14

– Con le aperture del prossimo fine settimana, puntuale per la festa dell’Immacolata, Dolomiti Superski si avvicina sempre più al “pieno regime”: in tutte le 12 zone sciistiche del carosello più grande del mondo, da sabato 7 dicembre, saranno a disposizione degli appassionati ben 900 km di piste e 354 impianti di risalita. Già aperta la Sellaronda in entrambi i sensi di percorrenza, così come anche un cospicuo numero di piste e impianti su tutto il territorio. PER CONOSCERE TUTTO SULLA POLITICA: FAI CLICK QUI, MENTRE TUTTA L’ECONOMIA LA TROVI QUI

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Mafia: deputata Iv indagata per falso
Giusy Occhionero è coinvolta nell’inchiesta su radicale Nicosia

PALERMO06 dicembre 201918:39

– La deputata di Italia Viva Giusy Occhionero è indagata dai pm di Palermo per falso in concorso.
Avrebbe fatto passare il Radicale Antonello Nicosia, poi arrestato per mafia, per suo assistente, consentendogli di entrare nelle carceri. Il rapporto di collaborazione tra i due, però, sarebbe stato formalizzato solo successivamente. Alla parlamentare, che all’epoca dei fatti era esponente di Leu, è stato notificato un avviso di garanzia. Nelle scorse settimane era stata sentita dal procuratore aggiunto di Palermo Paolo Guido e dai pm Gery Ferrara e Francesca Dessì nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Nicosia, del boss di Sciacca Accursio Dimino e di due presunti favoreggiatori.
Dall’indagine era emerso che, oltre a progettare estorsioni e omicidi, Nicosia entrava e usciva dalle carceri, incontrando anche capimafia detenuti al 41 bis, proprio grazie alla Occhionero.

Auto su veicoli incidentati, un mortoIncidente sulla Statale 131 “Carlo Felice” nell’Oristanese

ORISTANO06 dicembre 201918:47

– Incidente stradale mortale sulla statale 131 all’altezza di Uras (Oristano). La vittima è un uomo di circa 50 anni. Ferite almeno altre due persone. La dinamica della tragedia non è ancora del tutto chiara e sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri. Da quanto si apprende nell’incidente, avvenuto all’altezza del chilometro 70 in direzione di Oristano, sono rimaste coinvolte tre vetture.
Un’auto con a bordo il 50enne, la moglie e una figlia si è scontrata con una seconda macchina. I conducenti sono scesi per controllare i danni e piazzare il triangolo, Un furgone si sarebbe piazzato vicino ai veicoli, coprendo la visuale e a quel punto è arrivata una terza auto che ha falciato le persone che si trovavano in strada.
Immediata la richiesta di soccorsi e l’arrivo sul posto delle ambulanze del 118 e dei carabinieri. Purtroppo per il 50enne non c’è stato nulla da fare. Il traffico sulla statale che collega Cagliari a Sassari sta subendo rallentamenti.

Frenata brusca su metro1 a MilanoUna ventina i passeggeri coinvolti

MILANO06 dicembre 201919:12

– Un convoglio della linea 1 della metropolitana ha fatto una brutta frenata alla fermata San Babila della M1 in pieno centro.
Sul posto è arrivato il personale del 118.
Al momento la circolazione dei treni è bloccata fra le fermate di Cairoli e Palestro. Sono una ventina i passeggeri coinvolti nella brusca frenata di un treno della metropolitana 1 di Milano, che il 118 sta valutando. Al momento il personale del 118 è intervenuto alla fermata San Babila con 4 ambulanze e 2 automediche. Il treno viaggiava in direzione Nord verso Sesto. Le ragioni della frenata sono ancora da accertare.

Dimesso ebbe infarto, medico sospesoOspedale rescinde rapporti con coop. La donna è in coma

BERGAMO06 dicembre 201919:35

– E’ stato sospeso dall’ospedale di Romano di Lombardia il medico che aveva dimesso una paziente di 42 anni benché lamentasse dolori riconducibili ai sintomi dell’infarto, che infatti la colpì poco dopo essere rincasata: ora la donna, Mariana Tansie Serban, di Cividate al Piano (Bergamo), è ricoverata in coma all’ospedale di Chiari (Brescia) dallo scorso 20 novembre. Non si è mai ripresa. La Commissione d’inchiesta interna all’Asst Bergamo Ovest, istituita su mandato del direttore generale, Peter Assembergs, oggi ha concluso gli accertamenti e sospeso il medico che si è occupato del caso, per non aver applicato il protocollo aziendale previsto e confermato la chiusura del rapporto con la società per cui lavorava il professionista, la coop sociale onlus ‘Società Panacea Soccorso e Servizi Sanitari’ di Treviglio.

Lamorgese incontrerà parenti vittimeMinistro non sarà a Senigallia l’8 dicembre

ANCONA06 dicembre 201921:15

– Impossibilitata a partecipare al convegno dell’8 dicembre a Senigallia nell’ambito delle iniziative in memoria delle vittime della strage della discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, ‘L8 per il futuro’, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha espresso “piena disponibilità a ricevere al Viminale il presidente del Comitato genitori unitario (Cogeu) e una delegazione dei familiari delle vittime di Corinaldo. Lo rende noto la Prefettura di Ancona.

Con foto su Fb denuncia botte fidanzato”Così mi ha ridotto divertendosi”, accertamenti carabinieri

PERUGIA06 dicembre 201922:16

– Ha pubblicato su Facebook le foto del suo volto tumefatto, scrivendo “così mi ha ridotto divertendosi”, una giovane della provincia di Perugia che ha voluto così denunciare le violenze subite dal fidanzato. Una vicenda della quale si stanno già occupando i carabinieri ai quali si è rivolta.
Sul profilo, accessibile a tutti, sono state pubblicate quattro foto del volto della giovane, poi medicata con una prognosi di una decina di giorni. Tutte in primo piano. Mostrano gli occhi tumefatti e un labbro gonfio.
Oltre un centinaio i commenti lasciati sul post e altrettante le condivisioni. Tutti di solidarietà e con l’invito a denunciare quanto successo. Ma anche messaggi con offerte di aiuto alla giovane.

Rapporto Censis, italiani ansiosi, domina l’incertezzaDa sfiducia nascono pulsioni antidemocratiche

Lo stato d’animo dominante tra il 65% degli italiani è l’incertezza. Dalla crisi economica, l’ansia per il futuro e la sfiducia verso il prossimo hanno portato anno dopo anno ad un logoramento sfociato da una parte in “stratagemmi individuali” di autodifesa e dall’altra in “crescenti pulsioni antidemocratiche”, facendo crescere l’attesa “messianica dell’uomo forte che tutto risolve”. Lo rileva il Censis nell’ultimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese. Per il 48% degli italiani ci vorrebbe “un uomo forte al potere” che non debba preoccuparsi di Parlamento ed elezioni.Il 62% degli italiani è convinto che non si debba uscire dall’Unione europea, ma il 25%, uno su quattro, è invece favorevole all’Italexit, emerge dall’ultimo rapporto Censis. Se il 61% dice no al ritorno della lira, il 24% è favorevole e se il 49% si dice contrario alla riattivazione delle dogane alla frontiere interne della Ue, considerate un ostacolo alla libera circolazione di merci e persone, il 32% sarebbe invece per rimetterle.Negli ultimi tempi sembra essere montata una pericolosa deriva verso l’odio, l’intolleranza e il razzismo nei confronti delle minoranze. Il 69,8% degli italiani è convinto che nell’ultimo anno siano aumentati gli episodi di intolleranza e razzismo verso gli immigrati. Un dato netto, confermato trasversalmente, con valori più elevati al Centro Italia (75,7%) e nel Sud (70,2%), tra gli over65 (71%) e le donne (72,2%). Lo si evince dal 53° rapporto del Censis che indica come per il 58% degli intervistati è aumentato anche l’antisemitismo.L’aumento dell’occupazione nel 2018 (+321.000 occupati) e nei primi mesi del 2019 è un “bluff” che non produce reddito e crescita. Secondo il Censis il bilancio della recessione è di -867.000 occupati a tempo pieno e 1,2 milioni in più a tempo parziale. Il part time involontario riguarda 2,7 milioni di lavoratori, con un boom tra i giovani (+71,6% dal 2007). Dall’inizio della crisi al 2018, le retribuzioni del lavoro dipendente sono scese di oltre 1.000 euro ogni anno. I lavoratori che guadagnano meno di 9 euro l’ora lordi sono 2,9 milioni.Il 25,8% di chi possiede uno smartphone non esce di casa senza il caricabatteria al seguito. Oltre la metà (il 50,9%) controlla il telefono come primo gesto al mattino o l’ultima attività della sera prima di andare a dormire. Sono alcune istantanee scattate nel 53/o Rapporto Censis che dimostrano come la diffusione su larga scala dei telefonini ‘intelligenti’ nell’arco di dieci anni abbia finito con il plasmare i nostri desideri e i nostri abitudini. Nel 2018 il numero dei cellulari ha superato quello delle tv.L’aumento dell’occupazione nel 2018 (+321.000 occupati) e nei primi mesi del 2019 è un “bluff” che non produce reddito e crescita. Per il Censis, il bilancio della recessione è di -867.000 occupati a tempo pieno e 1,2 milioni in più a tempo parziale. Il part time involontario riguarda 2,7 milioni di lavoratori, con un boom tra i giovani (+71,6% dal 2007). Dall’inizio della crisi al 2018, le retribuzioni del lavoro dipendente sono scese di oltre 1.000 euro ogni anno. I lavoratori che guadagnano meno di 9 euro l’ora lordi sono 2,9 milioni.Il 73,2% degli italiani è convinto che la violenza sulle donne sia un problema reale della nostra società che evidenzia come in Italia sia ancora presente una forte disparità tra uomini e donne, mentre il 23,3% ritiene che sia un problema che riguarda solo una piccola minoranza, emarginata dal punto di vista economico e sociale. Solo il 3,5% della popolazione ritiene che non si tratti di un problema e che siano casi isolati cui viene data una eccessiva attenzione mediatica. Ma nel periodo tra il 1° agosto 2018 e il 31 luglio 2019 in Italia ci sono stati 92 omicidi di donne maturati in ambito familiare e affettivo. Nello stesso periodo le denunce di stalking sono state 12.733 e nel 76% dei casi la vittima era una donna. Le denunce per maltrattamenti contro familiari e conviventi erano 15.626 nel 2017 e nell’80% dei casi la parte offesa era una donna. Le violenze sessuali denunciate nel 2018 sono state 4.887, aumentate del 5,5% in un anno.Nel 2017 il 31,1% degli emigrati italiani con almeno 25 anni era in possesso di un titolo di studio di livello universitario e il 53,7% aveva tra i 18 e i 39 anni (età media di 33 anni per gli uomini e di 30 per le donne). Tra il 2013 e il 2017 è aumentato molto non solo il numero di laureati trasferiti all’estero (+41,8%), ma anche quello dei diplomati (+32,9%). Tra il 2008 e il 2017 i saldi con l’estero di giovani 20-34enni con titoli di studio medio-alti sono negativi in tutte le regioni italiane. Quelle con il numero più elevato di giovani qualificati trasferiti all’estero sono Lombardia (-24.000), Sicilia (-13.000), Veneto (-12.000), Lazio (-11.000) e Campania (-10.000). Il Centro-Nord, soprattutto Lombardia ed Emilia Romagna, ha compensato queste perdite con il drenaggio di risorse umane dal Sud.Gli “arrabbiati” si informano prevalentemente tramite i tg (il 66,6% rispetto al 65% medio), i giornali radio (il 22,8% rispetto al 20%) e i quotidiani (il 16,7% rispetto al 14,8%). Tra gli utenti dei social network “compulsivi” (coloro che controllano continuamente quello che accade sui social, intervengono spesso e sollecitano discussioni) troviamo punte superiori alla media sia di ottimisti (22,3%) che di pessimisti (24,3%). Per leggere le notizie scelgono Facebook (46%) come seconda fonte, poco lontano dai telegiornali (55,1%), e apprezzano i siti web di informazione (29,4%). Facebook (48,6%) raggiunge l’apice dell’attenzione tra gli utenti “esibizionisti” (pubblicano spesso post, foto e video per esprimere le proprie idee e mostrare a tutti quello che fanno). I “pragmatici” (usano i social per contattare amici e conoscenti) si definiscono poco pessimisti (14,6%) e più disorientati (30,7%). Mentre gli “spettatori” (guardano post, foto e video degli altri, ma non intervengono mai), sono poco pessimisti (17,1%). I media influenzano gli umori degli italiani, come dimostra il 53/o Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. In generale, le diete mediatiche – rileva l’istituto di ricerca – hanno subito una grande trasformazione. Nel 2009 le persone con diete mediatiche solo audiovisive (radio e televisione tradizionale), cioè gli utenti con le diete più povere, erano il 26,4% degli italiani. Il loro numero è sceso progressivamente e nel 2018 rappresentano il 17,9% del totale. Il 73,5% della popolazione ha superato il digital divide (erano il 48,7% nel 2009: +24,8% in dieci anni) e un terzo degli italiani ha una dieta mediatica ricca ed equilibrata, al cui interno trovano spazio tutti i principali media (audiovisivi, a stampa e digitali): sono il 35,5% nel 2018, ma il dato è stabile perché erano il 35,8% anche dieci anni fa. Le diete mediatiche più complete sono appannaggio della classe dei 30-44enni (41,5%), seguiti da chi ha tra i 45 e i 64 anni (39%), mentre i giovani under 30 si collocano, con il loro 34,4%, al di sotto del dato medio. La spiegazione di questa carenza tra i più giovani è data dal numero di quanti utilizzano tutti i media eccetto quelli a stampa, che in questa fascia d’età arrivano al 52,8%, nettamente al di sopra del 38% riferito alla popolazione totale.

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