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POLITICA TUTTE LE NOTIZIE

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Ultimo aggiornamento 19 Dicembre, 2019, 02:22:03 di Maurizio Barra

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DALLE 10:38 DI MERCOLEDì 18 DICEMBRE 2019

ALLE 02:22 DI GIOVEDì 19 DICEMBRE 2019

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M5S: Macina, Paragone si dimetta
Per coerenza lasci e si faccia rieleggere

18 dicembre 201910:38

– “Lui (Paragone ndr) continua a dire e sostenere che non è più d’accordo, che non si ritrova più, non vota i provvedimenti, non vota la fiducia. Coerenza imporrebbe che prendesse una decisione. Se io non sto più bene in un posto vado via. E’ proprio una questione di coerenza interna. Rassegni le dimissioni, torni dai cittadini e si faccia rieleggere con una forza politica in cui crede”. Così Anna Macina, parlamentare del Movimento 5 Stelle, ad Agorà Rai Tre, sul comportamento del senatore Paragone dentro M5S.

Governo: Boccia, Fioramonti non lasciE’ eccellente ministro, resti ma venga aiutato

18 dicembre 201910:40

– “Fioramonti è un eccellente ministro, ha fatto un lavoro straordinario. Spero che Lorenzo non solo resti, ma venga aiutato a fare un lavoro straordinario che sta facendo con altri, con Anna Ascani e tanti altri”. Così Francesco Boccia, parlamentare del Partito Democratico e ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, ad Agorà Rai Tre, sull’ipotesi di dimissione del ministro dell’Istruzione per i mancanti finanziamenti alla scuola.

Governo: Giorgetti, paese in stalloMa su questioni importanti pronti a dare contributo

18 dicembre 201911:00

– “L’interesse del paese viene prima di tutto. Quando un paese è in una situazione di stallo si va a elezioni in modo che il popolo decide che strada prendere”. Così Giancarlo Giorgetti, deputato e vicesegretario della Lega a Rai Radio1 all’interno di Radio anch’io.
“Per quanto riguarda la legge di bilancio – sostiene il leghista – non si è mai visto nella storia che un governo non faccia votare il Parlamento. Sulle questioni importanti siamo pronti a dare il nostro contributo. Siamo pronti a dare il nostro contributo anche a riscrivere le regole, prima tra tutte la legge elettorale ma non solo. Non credo che la maggior parte degli italiani pensi che questo Governo stia facendo bene.
Continuano a rimandare qualsiasi cosa. Non si prendono decisioni. In un mondo che sta cambiando così velocemente l’Italia non può permettersi di stare ferma tre anni ad aspettare che Salvini inciampi e quindi si possa andare ad elezioni e quindi vinca qualcun altro”.

Ok a referendum per taglio parlamentariLo riferiscono fonti della Fondazione Einaudi

18 dicembre 201911:44

– Referendum sul taglio del numero dei parlamentari più vicino. Secondo quanto riferiscono fonti della Fondazione Einaudi, promotrice della raccolta firme, l’obiettivo dei 65 senatori necessario a indire il referendum costituzionale sarebbe a portata di mano, se non addirittura superato. I risultati saranno presentati oggi pomeriggio in una conferenza stampa (alle 17.30 alla Camera) per rendere note le adesioni pervenute e comunicare le iniziative da intraprendere in vista del 12 gennaio, termine ultimo fissato dalla legge per il raggiungimento dell’obiettivo.
Alla conferenza stampa parteciperanno Giuseppe Benedetto e Davide Giacalone, presidente e vicepresidente della Fondazione Einaudi e i tre senatori proponenti Andrea Cangini, Tommaso Nannicini e Nazario Pagano.

Salvini, governissimo? E’invenzioneCosì il leader della Lega risponde ai giornalisti

18 dicembre 201912:23

– Il governissimo? “E’ una invenzione.
Non commento le vostre invenzioni…”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini arrivando a un evento di Confapi. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DI CRONACA VAI A TUTTE LE NOTIZIE DAL MONDO

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Dl scuola: governo pone fiducia
Testo identico rispetto a Camera, domani voto

18 dicembre 201914:04

– Il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto legge sulla scuola in Aula al Senato. Il testo non è stato modificato durante l’esame in commissione a Palazzo Madama, dove è in seconda lettura. Oggi si terrà la discussione generale mentre il voto è previsto per domani.

Consigliera M5s, noi giusti tutti liberiFrediani, violenti e ala oltranzista non sapete di cosa parlate

TORINO18 dicembre 201915:02

– “Violenti, antagonisti, ala oltranzista. Non sapete di cosa parlate. Noi siamo, semplicemente, dalla parte giusta. #tuttiliberi #notav”. La consigliera regionale del M5S Piemonte Francesca Frediani, valsusina e No Tav, commenta così, su Facebook, l’operazione della Digos di Torino nei confronti dei vertici del centro sociale torinese Askatasuna e di quella che gli inquirenti hanno definito l’ala oltranzista del movimento che si oppone alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione.

Salvini, su Gregoretti come voterà M5S?’In caso analogo si schierò contro richiesta Tribunale ministri’

18 dicembre 201917:03

– “La magistratura italiana butta soldi e tempo a perseguire me che ho agito nel pieno interesse del Paese, sulla scorta di accordi internazionali, e non persegue chi davvero delinque. Sono curioso di vedere che posizione terrà il Movimento Cinque Stelle che sulla vicenda analoga della Nave Diciotti votò contro la richiesta del Tribunale dei Ministri”.
Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini in un’intervista.

Riforme: raggiunte le firme per il referendum sul taglio dei parlamentari. Conte: ‘Non influenza agenda governo’Salvini: ‘Quando i cittadini confermano o smentiscono una riforma approvata dal Parlamento secondo me è sempre la scelta migliore’

18 dicembre 201922:36

Alla vigilia degli incontri della maggioranza con i gruppi di centrodestra sulla legge elettorale, arriva la notizia che sono state raggiunte le 64 firme di senatori necessarie per chiedere il referendum sul taglio dei parlamentari. E come se non bastasse quest’ultimo aprirebbe le porte all’ammissibilità che la Corte costituzionale dovrà dare il 15 gennaio al referendum della Lega sulla legge elettorale, che introduce un sistema maggioritario puro, all’inglese. Ci sono tutti gli ingredienti per un rompicapo e un ingorgo di referendum in primavera mai visto nella storia della Repubblica. In mattinata cinque senatori hanno aderito alla richiesta di referendum sul taglio di parlamentari, permettendo di raggiungere il numero necessario, e cioè 64. Tra gli aderenti ci sono senatori di Fi, Iv, M5s, Pd, gruppo Misto, e il senatore a vita Rubbia. Ci sono anche due della Lega, Grassi e Urraro ma hanno firmato quando erano con M5s. In una conferenza stampa i tre promotori, Tommaso Nannicini (Pd), Nazario Pagano e Andrea Cangini di Fi, assieme al presidente e al vicepresidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto e Davide Giacalone, si sono detti ottimisti in una campagna referendaria che sia razionale, in grado di smontare i motivi “demagogici” della riforma voluta da M5s.”Il referendum è un bene in sé, al di là del suo esito, proprio perché permette un dibattito pubblico che non c’è stato”, ha detto Nannicini. Altrettanto sicuro di vincere è Luigi Di Maio: “Non vedo l’ora di confrontarmi nella campagna per il referendum. Voglio vedere chi ci sarà dall’altra parte”. Viene respinto anche il “complottismo” per il quale il referendum aprirebbe “una finestra” entro cui sciogliere la legislatura e tornare ad eleggere un Parlamento con 945 inquilini anziché 600. “Se la legislatura finisce è per altri motivi, perché salta la maggioranza” dice Nannicini. Ma il tema che ha acceso i capannelli in Transatlantico è una seconda possibile conseguenza del referendum, che si dovrebbe tenere tra maggio e giugno: per un cavillo giuridico la mancata promulgazione definitiva del taglio dei parlamentari a gennaio, renderebbe più plausibile che la Corte costituzionale ammetta il 15 gennaio il referendum elettorale della Lega. Questo propone di eliminare dal Rosatellum la parte proporzionale lasciando solo i collegi maggioritari uninominali. Se effettivamente la Consulta dovesse dichiarare ammesso il referendum della Lega, ma diversi giuristi dicono che non lo sia in ogni caso, in primavera si terrebbero due referendum, uno costituzionale ed uno abrogativo, il primo senza quorum ed il secondo con quorum, e magari nella stessa data. Mai accaduto finora.

Grillo: ‘Sono fiducioso, ci saranno sorprese’ ‘Chiudiamo questa legge economica molto interessante: si chiude con pochi soldi e ci saranno delle sorprese’

18 dicembre 201918:35

“Io sono fiducioso adesso chiudiamo questa legge economica molto interessante: si chiude con pochi soldi e ci saranno delle sorprese”. Così Beppe Grillo lasciando l’hotel Forum. Beppe Grillo ha incontrato il presidente della Camera Roberto Fico. Poi ha lasciato l’albergo. “Non so cosa sarà il Movimento tra venti anni, io sono fiducioso – ha detto Grillo -. Credo che ci sarà una rivalutazione di tutto, lo spirito nostro si recupererà. E’ una questione di spirito, umanità, le famose parole guerriere …dentro di noi qualcosa è rimasto e verrà fuori ancora più potente”. “Ci vuole l’occasione, ci vuole un’idea e la stiamo pensando” ha aggiunto.

Pop.Bari: corteo protesta azionistiAccuse a Bankitalia per acquisizione Tercas, ‘banca colabrodo’

BARI18 dicembre 201912:00

– Hanno percorso in corteo Corso Cavour a Bari, da una delle filiali della Banca Popolare di Bari, sino alla sede centrale, circa cento azionisti e risparmiatori dell’istituto di credito barese, commissariato nei giorni scorsi, che si ritengono truffati e che per questo stanno protestando.
“Ladri, ridateci i nostri soldi” urlano davanti all’ingresso della sede centrale, al termine del corteo, chiedendo ai commissari di essere ricevuti in delegazione.
Passando davanti alla Banca d’Italia, hanno chiesto attraverso un megafono “dove erano gli organi di vigilanza, che faceva Bankitalia quando si acquisiva Tercas che era una banca colabrodo?”.

Salvini, non vado allo scambio di auguri al Quirinale”E’ contemporaneo alla recita di Natale di mia figlia, ubi maior…”, spiega il leader della Lega

18 dicembre 201915:21

Matteo Salvini non andrà allo scambio di auguri con le alte cariche dello Stato al Quirinale. Lo annuncia lo stesso leader della Lega a un evento di Confapi.
“È in concomitanza con la recita di Natale di mia figlia. So che ci sarà polemica su questo ma dovendo scegliere… Ubi maior…”.   Il segretario della Lega non ha poi voluto commentare l’ipotesi di un governissimo apparsa su alcuni giornali. “E’ una invenzione – ha assicurato – non commento le vostre invenzioni…”.    Per quanto riguarda la dichiarazione del premier Conte secondo la quale per la Lega ci sarebbe un calo di consensi, Salvini reagisce: “”Conte si preoccupi di una manovra che massacra gli italiani. Se facciamo due passi per Roma vediamo chi tra noi due ha più consenso. Io lo aspetto per una passeggiata”.    “Stiamo lavorando…” è poi la risposta di Salvini ai cronisti che gli chiedono se la Lega stia lavorando a qualche sorpresa per il governo in Parlamento prima della chiusura dell’esame della manovra economica.    “Sono d’accordo sui referendum in generale, ho votato quella riforma, ho letto poco fa che sono state raggiunte le firme sufficienti di parlamentari per indire quel referendum. Quando i cittadini confermano o smentiscono una riforma approvata dal Parlamento secondo me è sempre la scelta migliore”, ha inoltre dichiarato a Radio Radicale a proposito dell’iniziativa del Partito Radicale volta a promuovere la convocazione del referendum costituzionale confermativo per la riforma che riduce il numero dei parlamentari.

Alitalia, Patuanelli: ‘Sono preoccupato. Non è escluso che il Mef entri nella partita’Ne parlerò con il ministro De Micheli. “Sono preoccupato”, aggiunge “se fosse stato semplice risolvere questo problema non staremo qui dal 2008”. Alitalia perde 2 milioni al mese

18 dicembre 201919:11

“Ritengo incomprensibile il rifiuto di Fs di venire in Commissione per un’audizione”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, intervenendo in audizione alla Commissione Trasporti della Camera sul decreto Alitalia. “Ne parlerò col ministro De Micheli”, ha sottolineato Patuanelli, aggiungendo poi come sia  “possibile un ulteriore coinvolgimento di Ferrovie in Alitalia” e come anche lui sia “preoccupato. Se fosse stato semplice risolvere questo problema non staremo qui dal 2008″. Il fatto che ci sia un ulteriore coinvolgimento di Ferrovie lo ritengo possibile e necessario”, ha affermato. “Essendo capocordata potrà dire cosa sia successo con gli altri componenti interessati a costituire il consorzio”, ha aggiunto il ministro, precisando che la decisione comunque “spetta al commissario”.Non è stato ancora “individuato” l’acquirente di Alitalia, ha assicurato poi il ministro che ha smentito la tesi “di regalare la compagnia a Lufthansa”. “Ci sono le possibilità di rilanciare la compagnia – ha sottolineato – ma il costo del personale non è quello che determina la perdita e lo spezzatino non è una risposta al mercato”.  “Sul fronte costi ci sono molti elementi su cui intervenire”. “Non è escluso che ci sia un intervento pubblico anche in questa fase della procedura”, ha sostenuto, sottolineando come non si possa “buttare quello che è stato fatto”.Per quanto riguarda Atlantia, Patuanelli ha spiegato: “Nessuno ha puntato la pistola alla testa a qualcuno per proporsi di far parte del consorzio, è stata una libera scelta di mercato fatta da una società privata, quindi pensavamo che ci fosse un percorso di avvicinamento a quel dossier, con interesse su quel dossier e basta. La scelta è stata un’altra, ne abbiamo preso atto il 20 novembre”.  “Alitalia perde ogni mese quasi 2 milioni di euro” per cui “il nuovo commissario unico avrà il compito, se lo riterrà opportuno, di proporre delle modifiche al piano di cessione e avrà il compito, sempre se lo riterrà opportuno, di limitare la parte costi”.Il Mef “potrà decidere se vuole entrare nella partita” Alitalia, ha detto Patuanelli, spiegando che “non è stata stralciata la previsione che il Ministero dell’Economia e della Finanze entri comunque nella newco”. Infatti col decreto “abbiamo solo liberato una parte di cassa di amministrazione straordinaria per garantire una maggiore liquidità”.”I commissari uscenti non hanno ricevuto ancora un centesimo per quello che hanno fatto finora”.Delta e Lufthansa si sono resi disponibili ad essere auditi, dopo la pausa natalizia, in commissione Trasporti alla Camera sull’esame del decreto Alitalia mentre indisponibilità è stata espressa da Atlantia, ha reso noto il ministro, aggiungendo che anche l’Autorità dei trasporti ha dato la sua disponibilità ad essere sentita. Invece Ferrovie ha dato la disponibilità a inviare una memoria scritta. “Alcune rotte andrebbero riviste, non hanno un valore elevato ma un costo elevato”. E alle critiche di Salvini ribatte: “Abbiamo le idee ben chiare”.

Paragone: ‘Io non mi dimetto e M5S non mi caccerà’ Mi vogliono fuori per eccesso di coerenza? Son simpatici

18 dicembre 201918:02

“Un conto è cacciarmi, un conto è dire Paragone si dimetta. Lo ridico: non mi dimetto e voi non mi caccerete, altrimenti nasce un problema dentro il Movimento. C’è una parte del movimento che per dieci anni si è sentita ripetere che l’Europa è “brutta e cattiva” e consuma i diritti dei cittadini. E ora a quelli cosa si dice? Non è che se vi siete svegliati una mattina dentro i palazzi – perché lo so come vanno certe cose – poi cambiate idea. Io non la cambio l’idea.” Lo ha detto Gianluigi Paragone intervenendo a Tagadà di Tiziana Panella su La7. “Con tutti i problemi che abbiamo e che dovremmo cercare di risolvere voi pensate ai probiviri di Paragone? Mi cacciano per eccesso di coerenza rispetto al programma? Son simpatici. Io non sono una persona dal bel carattere. Sono uno che si appassiona alle lotte. Il Movimento Cinque Stelle è un movimento di lotta. Se dev’ essere un movimento di peluche è un problema loro. Dobbiamo dire è inutile che scrivete dei programmi elettorali”, ha attaccato il senatore M5S.

Mattarella: ‘Politica non sia solo scontro, serve dialogo'”Società lacerata corre rischi profondi”

18 dicembre 201922:33

Politica è responsabilità civile e la responsabilità vuole che i partiti dialoghino per risolvere i problemi dei cittadini. Ma soprattutto le forze politiche devono uscire dalla logica dello scontro quotidiano mostrando “lungimiranza”, progettando misure di ampio respiro per risolvere i tanti problemi del Paese. Il tutto condannando l’intolleranza che è uno dei virus della democrazia. Ennesimo richiamo di Sergio Mattarella al governo, ai partiti, alla politica tutta che da troppo tempo vive nel presente, tra scontri continui, incapace di disegnare il futuro.

Invece “il futuro è qui, è già cominciato e scrive sulle pagine del nostro presente”. Nel salone dei Corazzieri del Quirinale il presidente della Repubblica vola alto ma picchia duro e la ricchissima platea di alte cariche dello Stato ascolta, forse tenendo a bada qualche senso di colpa. Nessun riferimento all’attualità della politica viene dal presidente, ma il suo pubblico j’accuse è chiarissimo. “Il futuro è già qui – ripete quasi a voler accertarsi che tutti intendano – e per questo chi governa deve confrontarsi con lungimiranza, sulle prospettive, sull’ampio orizzonte del futuro”. E “questa consapevolezza – aggiunge subito – deve interpellare chi assume responsabilità politiche, istituzionali, di governo e chi, dall’opposizione, vi si confronta”. Tutti, quindi. Maggioranza e opposizione, pur nella logica delle loro posizioni partitiche, devono ascoltarsi, confrontarsi e poi lavorare per costruire futuro. Forse, ma questo Mattarella non l’ha detto, smettendola di pensare sempre solo alle prossime ineluttabili elezioni, nazionali o regionali che siano. Basta quindi con odio e intolleranza, con l’ossessivo aumento dei decibel perchè “una società attraversata da lacerazioni profonde corre un grave pericolo”. Il capo dello Stato si rivolge a una platea bipartisan dalla quale si sono notate le assenze dei due Matteo, Salvini e Renzi, e di Silvio Berlusconi: “chi riveste ruolo istituzionali deve avvertire la responsabilità di farlo in nome e per conto di tutti i cittadini”. E poi cita Aldo Moro quasi a ricordare l’esempio dei Grandi della Repubblica: “sappiamo che la politica comporta anche scontri” ma serve anche oggi “la comune accettazione di essenziali ragioni di libertà, di rispetto e di dialogo”.

Mattarella, Ue è casa nostraContributo Italia cresce se cresce qualità proposte ai tavoli

18 dicembre 201917:30

– “L’Europa è casa nostra, costituisce l’ambito di integrazione essenziale per consentire al nostro Paese di misurarsi con questioni divenute – piaccia o meno – globali e che solo a questo livello possono trovare soluzioni efficaci. Il nostro contributo sarà tanto più significativo quanto più la nostra presenza ai tavoli negoziali saprà essere qualificata nelle proposte e ferma nel sostegno di una visione che valorizzi interessi comuni”. Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno alle alte cariche dello Stato.

Migranti: abuso potere, Tribunale ministri accusa Salvini. Convocata la Giunta per le Immunità Su caso Gregoretti M5S annuncia ok ad autorizzazione a procedere

18 dicembre 201923:29

La Giunta per le Immunità del Senato è convocata giovedì alle 13.30 con all’ordine del giorno il caso Salvini-Gregoretti, secondo quanto si apprende.”Abusando dei poteri” da ministro dell’Interno avrebbe “privato della libertà personale i 131 migranti bloccati a bordo di nave Gregoretti Guardia Costiera italiana dalle 00:35 del 27 luglio 2019 fino al pomeriggio del 31 luglio” successivo, quando è giunta l’autorizzazione allo sbarco nel porto di Augusta, nel Siracusano. E’ l’accusa contestata dal Tribunale dei ministri di Catania a Matteo Salvini nel chiederne l’autorizzazione a procedere per sequestro di persona. M5S in serata annuncia che voterà a favore dell’autorizzazione a procedere, al contrario di quanto fece con il caso Diciotti, quando era al governo con la Lega. La Procura distrettuale aveva chiesto l’archiviazione per Salvini.”Il fatto che io rischi 15 anni di carcere per aver difeso i confini del mio Paese sulla scorta di accordi internazionali – commenta l’ex ministro – mi fa dire che in Italia c’è un problema. Io ringrazio la maggioranza della magistratura che è obiettiva, corretta ed indipendente. Ma c’è una parte che fa politica e butta soldi. Sono curioso di vedere che posizione terrà il M5s che sulla vicenda analoga di nave Diciotti votò contro l’autorizzazione a procedere”.E la risposta di Di Maio non si è fatta attendere: “Qui non si stratta di fare o no un favore a qualcuno – chiarisce Maio – noi a gennaio o febbraio di quest’anno saremo chiamati a riconoscere l’interesse pubblico prevalente a bloccare una nave: ma stiamo parlando di una nave bloccata a luglio quando gli altri paesi europei che venivano chiamati si offrivano per la redistribuzione dei migranti”.”Il caso Diciotti fu un atto di governo perché l’Ue non rispondeva e servì ad avere una reazione, che poi arrivò – spiega Di Maio – . Quello della Gregoretti, dopo un anno, fu invece un atto di propaganda, perché il meccanismo di redistribuzione era già rodato e i migranti venivano redistribuiti in altri Paesi Ue. È questa la differenza enorme tra i due casi, la differenza enorme tra la realtà e la bugia. Replica a Di Maio la Lega con il deputato ed ex sottosegretario al Viminale, Nicola Molteni: “Il commento di Di Maio alla vicenda Gregoretti è da piccolo uomo. Più che l’onore pote’ la poltrona”.

Riders: Cgil, causa contro Deliveroo, algoritmo discriminaAvvocato, esaspera sistema produttività, non considera malattie e scioperi

18 dicembre 201918:48

La Cgil porta in tribunale la multinazionale del food delivery Deliveroo per discriminazione collettiva a causa dell’algoritmo usato per assegnare le consegne che penalizzerebbe persone che hanno malattie o esigenze di cura o chi esercita il diritto di sciopero. “Filt, Filcams e Nidil Cgil nazionali – si legge in una nota della Cgil – hanno promosso innanzi al Tribunale di Bologna un’azione legale per condotta discriminatoria nei confronti di una delle principali multinazionali del food delivery. Alla base della causa l’utilizzo dell’algoritmo ‘Frank’: per il sindacato emargina i lavoratori che per motivi personali legati a diritti come la malattia e lo sciopero, non si rendono continuativamente disponibili al lavoro”. “E’ una causa per discriminazione collettiva – spiega l’avvocato Carlo De Marchis spiegando che nel “ricorso promosso per la prima volta in Europa e che rappresenta la prima applicazione della legge n. 128/2019 sui riders, si sottolinea la cecità dell’algoritmo rispetto alle condizioni personali”. L’udienza è stata fissata per il 2 gennaio 2020.”L’algoritmo, nell’elaborare i ranking reputazionali dei ciclofattorini, che determinano di fatto le future opportunità di lavoro e le priorità di prenotazione per le consegne – spiega la Cgil – emargina, fino ad estrometterli dal ciclo produttivo, coloro che non riescono a essere disponibili a loggarsi nelle aree di lavoro loro assegnate. Il rider – prosegue – che non si adegua alla logica dell’algoritmo viene gradualmente escluso dalle possibilità di impiego, arrivando in alcuni casi a essere deloggato dal sistema”. “Con tale ricorso – afferma la Cgil – chiediamo al Giudice, che ha già fissato l’udienza per il prossimo 2 gennaio, di riconoscere il diritto dei riders ad associarsi per svolgere attività sindacali attraverso forme di astensione collettiva, con pieno riconoscimento dei diritti di sciopero e di malattia, senza subire penalizzazioni nelle future occasioni di lavoro. Inoltre – conclude – chiediamo che, con i lavoratori e le organizzazioni sindacali, venga predisposto un piano per rimuovere tutti i fattori di discriminazione che caratterizzano l’algoritmo”.

Taglio parlamentari, cosa prevede la legge costituzionaleSe passa, resteranno 400 deputati e 200 senatori più 5 a vita

18 dicembre 201919:35

Un taglio lineare di deputati (da 630 a 400) e senatori (da 315 a 200), mantenendo quelli a vita. È quanto prevede la riforma costituzionale approvata definitivamente dal Parlamento, con la quarta lettura della Camera l’8 ottobre scorso. Il sì è stato accompagnato da un documento della maggioranza che indica i passi successivi in base all’accordo giallorosso. Ecco cosa prevedono testo e risoluzione.
IL TAGLIO – La riforma riduce i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. L’istituto dei senatori a vita è conservato fissandone a 5 il numero massimo (finora 5 era il numero massimo che ciascun presidente poteva nominare). Ridotti anche gli eletti all’estero: i deputati scendono da 12 a 8, i senatori da 6 a 4.
LE FUTURE RIFORME – Il documento della maggioranza prevedeva anche l’incardinamento a ottobre in Senato di tre riforme: equiparazione dell’elettorato attivo e passivo di Camera e Senato (18 e 25 anni); taglio del numero dei delegati regionali nell’elezione del presidente della Repubblica; modifica del principio della base regionale per l’elezione del Senato, così da dare un’unica legge elettorale per le due Camere.
REGOLAMENTI – Sarà necessaria la modifica dei Regolamenti dei due rami del Parlamento per modificare alcuni quorum (ad esempio per formare i gruppi occorrono 20 deputati e 10 senatori, numeri che andranno abbassati) e evitare che la riduzione dei parlamentari paralizzi i lavori: sarà difficile, ad esempio, convocare le commissioni Bicamerali in concomitanza con le riunioni delle commissioni permanenti di Camera e Senato.LEGGE ELETTORALE – Il documento della maggioranza prevedeva anche l’impegno a ‘presentare entro dicembre un progetto di nuova legge elettorale per Camera e Senato al fine di garantire più efficacemente il pluralismo politico e territoriale’. Un obiettivo al quale la maggioranza sta lavorando.

Referendum costituzionali, i 3 precedenti 2001, 2006 e 2016La riforma del Titolo V ottiene il sì, stop invece per quelle di Berlusconi e Renzi

18 dicembre 201919:15

Nel 2001, 2006 e 2016 ci sono stati i tre precedenti di referendum costituzionale confermativo nella storia della Repubblica. Il primo è quello del 7 ottobre 2001 quando si tiene il referendum per confermare o meno la riforma del Titolo V della Carta, approvata dalla maggioranza dell’Unione negli anni dei governo Prodi, D’Alema e Amato. Passa con il 64,2% di voti favorevoli anche se l’affluenza si ferma poco oltre il 34%. Essendo un referendum confermativo e non abrogativo il quorum però non è previsto.
Il 25-26 giugno 2006 gli italiani sono chiamati a votare sulla riforma costituzionale varata dal governo Berlusconi (su ispirazione della Lega di Umberto Bossi e con Roberto Calderoli ministro delle Riforme): è la cosiddetta ‘devolution’ che viene bocciata con il 61% mentre i votanti raggiungono il 52%. Il 4 dicembre 2016 è la volta del terzo referendum costituzionale nella storia repubblicana: la maggioranza dei votanti respinge il disegno di legge costituzionale della cosiddetta riforma Renzi-Boschi, approvata in via definitiva dalla Camera ad aprile 2016 e che puntava al superamento del bicameralismo perfetto, alla revisione del riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni, all’eliminazione dal testo costituzionale del riferimento alle province e alla soppressione del Cnel. A dire no alla riforma è il 59,11%, contro il 40,89% di sì. La tornata referendaria del 2016 registra un’affluenza record: a votare è quasi il 69% degli elettori con percentuali bulgare al Nord. Ben al di sopra dei risultati del 2001 e superiore anche a quelli del 2006 sulla devolution con un’affluenza del 53,6%. Prima conseguenza politica della bocciatura della riforma le dimissioni del governo Renzi.

Referendum costituzionale, sarà il quarto dal 1948Alle prime tre consultazioni, due No e un Sì. Ma non conta il quorum dei votanti

18 dicembre 201919:35

Dopo che la Corte Costituzionale entro metà gennaio l’avrà dichiarato ammissibile e il governo l’avrà convocato entro i sei mesi successivi, quello sul taglio dei parlamentari sarà il quarto referendum costituzionale confermativo della storia della Repubblica. Nei tre precedenti, due volte la legge approvata dal Parlamento senza la maggioranza dei due terzi è stata respinta dagli elettori, una sola è stata approvata ed è diventata legge costituzionale. In base a quanto prevede l’articolo 138 della Costituzione, per il risultato non conta il quorum dei votanti che invece determina la validità dei referendum abrogativi.
I PRECEDENTI – Il primo è quello del 7 ottobre 2001 quando si tiene il referendum per confermare o no la riforma del Titolo V della Carta, approvata dalla maggioranza dell’Unione negli anni dei governo Prodi, D’Alema e Amato: passa con il 64,2% di voti favorevoli anche se l’affluenza si ferma poco oltre il 34%. Il secondo caso di referendum confermativo, 25-26 giugno 2006, riguarda la riforma costituzionale varata dal governo Berlusconi (su ispirazione della Lega di Bossi e con Calderoli ministro delle Riforme): la cosiddetta ‘devolution’ è bocciata con il 61% mentre i votanti raggiungono il 52%. Il 4 dicembre 2016 è la volta del terzo referendum costituzionale nella storia repubblicana: la maggioranza dei votanti respinge il disegno di legge costituzionale della riforma Renzi-Boschi, approvata in via definitiva dalla Camera ad aprile 2016 e che puntava tra l’altro a superare il bicameralismo perfetto ai danni del Senato. A dire no è il 59,11%, contro il 40,89% di sì. I votanti però sono record, quasi il 69%. Prima conseguenza politica le dimissioni del governo Renzi.
COSA PREVEDE LA LEGGE SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI – La riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari riduce i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. L’istituto dei senatori a vita è conservato fissandone a 5 il numero massimo (finora 5 era il numero massimo che ciascun presidente poteva nominare). Ridotti anche gli eletti all’estero: i deputati scendono da 12 a 8, i senatori da 6 a 4.
L’ARTICOLO 138 DELLA COSTITUZIONE – Il referendum confermativo per le leggi costituzionali è disciplinato dall’articolo 138 della Carta. Serve a sottoporre ai cittadini la riforma votata dal Parlamento, ma può essere richiesto solo se i sì della Camera e del Senato non superano i due terzi dei componenti dell’assemblea.CHI PUÒ CHIEDERLO – Tre sono i modi previsti dalla Costituzione per far partire la macchina referendaria: a chiedere il referendum possono essere 5mila elettori, 5 Consigli regionali oppure, come è stato annunciato oggi, da un quinto dei membri di una delle Camere (126 deputati o 64 senatori). NIENTE QUORUM – A differenza dei referendum abrogativi, per la validità del referendum costituzionale non è obbligatorio che vada a votare la metà più uno degli elettori aventi diritto: la riforma costituzionale sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi, indipendente da quante persone si recano ai seggi.
GLI ALTRI TIPI DI REFERENDUM – La Costituzione prevede referendum abrogativi (ne sono stati celebrati in Italia 67 dal 1948) e non abrogativi. Tra i referendum non abrogativi, la Carta distingue quelli istituzionali (solo quello del 2 giugno 1946 tra monarchia e Repubblica), di indirizzo (solo quello sul conferimento del mandato costituente al Parlamento europeo del 18 giugno 1989) e costituzionali.

Gasparri: Salvini? Giunta attende cartePresidente organismo, ex ministro se vorrà potrà essere sentito

18 dicembre 201917:06

– Sul caso Salvini-Gregoretti “quando riceveremo la documentazione dalla presidenza del Senato incardineremo il procedimento”, spiega il presidente della Giunta delle Immunità parlamentari di Palazzo Madama Maurizio Gasparri (Forza Italia). L’organismo avrà 30 giorni – “termine non perentorio”, ricorda il senatore – per esprimere un giudizio sulla richiesta di autorizzazione a procedere del Tribunale dei ministri di Catania per l’ex titolare dell’Interno, che è membro del Senato; entro 60 giorni dovrà poi pronunciarsi l’Aula di Palazzo Madama. “L’interessato potrà essere sentito, se lo vorrà”, aggiunge Gasparri. Il presidente della Giunta non si pronuncia invece sull’ipotesi che l’esito, per un caso analogo a quello della nave Diciotti, possa essere diverso (il Senato negò l’autorizzazione per l’allora vicepremier), visto il cambio di maggioranza e di equilibri politici.

Gabrielli, Bardonecchia da controllareCapo Polizia annuncia allestimento ufficio frontiera

TORINO18 dicembre 201917:11

– “A Bardonecchia verrà allestito a breve uno specifico ufficio di frontiera, così da distinguere bene le responsabilità con il commissariato che ha altre incombenze”. Ad annunciarlo, oggi a Torino in un incontro in Prefettura, è il Capo della polizia Franco Gabrielli.
“Bardonecchia, per noi, è una situazione da tenere sotto controllo. Gli spazi per l’ufficio sono stati già individuati”, aggiunge Gabrielli.
A chi gli ha chiesto se la Francia avesse fornito le generalità dei gendarmi che il 30 marzo 2018 fecero irruzione in una sala della stazione di Bardonecchia, in Val Susa, dove opera l’ong Rainbow4Africa, Gabrielli ha risposto: “Chiedetelo ai francesi”.

Posta foto mentre fa il dito medio a Salvini, lui rilancia su tweet “personcina educata”Il leader della Lega commenta: “Poi magari vanno in piazza per combattere odio, violenza e maleducazione”. La polemica sul web

18 dicembre 201920:48

Una ragazza, che si definisce “artista incompresa, gattara, amante della carbonara e di ogni cosa grassa, 19 y.o. portati male”, posta un tweet in cui si vede lei in primo piano su un aereo che mostra il dito medio riferendosi a Matteo Salvini che dorme qualche poltrona più in là.
Lui rilancia il tweet e aggiunge il commento: “Che bello viaggiare in compagnia di personcine educate! E poi magari vanno in piazza per combattere odio, violenza e maleducazione”. Quindi scoppia il caos sui social e la ragazza diventa oggetto di polemiche, attacchi e insulti sul web. “Sta facendo il giro della rete questa “bellissima” foto che in molti ci hanno segnalato… Complimenti alla signorina per l’educazione.
E poi sarebbe Salvini che semina odio… Ma noi non odiamo nessuno e auguriamo buona vita e Buon Natale anche a lei e al suo dito medio”, si legge sul tweet del sito ufficiale “Lega-Salvini premier”. Ma sono soprattutto i militanti della Lega che insorgono e parlano di “stupidità manifesta e condivisa”, di “pescetta eroina” e “diversamente intelligente”, solo per citarne alcuni. “La stronzetta vorrà farsi un po’ di pubblicità? – è il tweet di Annaelegalità – spero affoghi nella (seguono disegni di escrementi disegnati ndr)tanto il suo posto è quello!”. La ragazza chiude gli account sui social e per il momento non replica.

Conte: referendum non pesa su agenda”Sono percorsi istituzionali, lavoro su problemi del Paese”

18 dicembre 201918:40

– “Abbiamo tante cose da fare, abbiamo un agenda fitta, io giorno dopo giorno lavoro per risolvere i problemi del paese. Sono percorsi istituzionali, non influenza e non può influenzare l’agenda di governo”. Lo dice il premier Giuseppe Conte rispondendo a chi gli chiede se il referendum sul taglio dei parlamentari influenzi l’agenda di governo.

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