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SPETTACOLI CINEMA MUSICA CULTURA

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Ultimo aggiornamento 1 Gennaio, 2020, 06:41:18 di Maurizio Barra

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Sulle ali dell’avventura per salvare la natura
Adventure movie da storia vera di ‘Birdman’ salvatore oche rare

30 dicembre 2019 15:58

– Dal 1999, l’ornitologo Christian Moullec, soprannominato “birdman”, dedica la sua vita a allevare e salvare esemplari di oche, rimaste orfane, appartenenti a specie rare che rischiano di estinguersi. Diventandone di fatto la figura ‘paterna’, le guida anche in volo, a bordo di un deltaplano a motore, attraverso l’Europa (che solo negli ultimi 30 anni ha perso 430 milioni di uccelli), per mostrare agli stormi le rotte di migrazione più sicure per la nidificazione.
Una straordinaria storia vera, già raccontata dalla stampa di tutto il mondo e in un documentario, che ora approda anche al cinema di fiction, con Nicolas Vanier, un regista e scrittore da sempre appassionato difensore della natura, capace di declinare spesso il tema in film di grandissimo successo come Belle e Sebastien (2013). Una ricetta riuscita anche con Sulle ali dell’avventura, che dopo essere stato visto oltralpe da oltre un milione di spettatori, arriva in Italia dal 9 gennaio con Lucky Red.
Nella sua rilettura, il cineasta, che ha dedicato alla storia anche un romanzo, dallo stesso titolo, edito in Italia da Sperling & Kupfer, e in arrivo nelle librerie il 14 gennaio, mantiene intatto il ritratto della personalità e della missione di Moullec, che ha collaborato alla sceneggiatura e ha seguito le riprese dalla Francia all’Artico, curando in prima persona quelle in volo con le oche. Il racconto si apre a un pubblico ampio diventando un adventure movie per tutta la famiglia, capace di appassionare e commuovere. E’ basato sul rapporto fra un padre e un figlio, la bellezza delle scene nella natura ma anche sul realismo, con tanto di utilizzo di oche vere e non ricreate digitalmente. Tra le carte vincenti del film c’è anche aver affidato il ruolo del protagonista a un interprete versatile come Jean-Paul Rouve, popolarissimo in Francia grazie alla saga comica dei Les Tuche (che in Italia ha ispirato le commedie di Fausto Brizzi, Poveri ma ricchi e Poveri ma ricchissimi), perfettamente a suo agio anche su toni più seri.
Nella storia Rouve è Christian, padre divorziato, scienziato visionario e appassionato, che dopo essersi visto rifiutare i fondi per il suo progetto di salvaguardia delle oche, decide di andare avanti da solo, anche con mezzi non proprio leciti.
Diventa fondamentale in particolare l’aiuto del figlio 14enne Thomas (Louis Vazquez), teenager di città, che dopo aver cercato in tutti i modi di convincere la madre (Melanie Doutey) a non mandarlo in vacanza per l’estate dal padre, in campagna, finisce per farsi coinvolgere in toto dal progetto del genitore. Tanto da trovarsi, in un momento nel quale il viaggio delle oche sembra doversi interrompere, a prendere una decisione fondamentale.
“Non ho la pretesa di cambiare il mondo con un film – ha spiegato Vanier a La Republique du Centre – ma agisco utilizzando i mezzi che mi appartengono: la meraviglia può provocare l’emozione. E dall’emozione può arrivare la voglia di fare qualcosa. In questo film evoco la tragica scomparsa di tante specie di uccelli e attraverso questo il crollo della biodiversità nel mondo. Nello stesso tempo c’è il messaggio di speranza di quest’uomo che utilizza il suo cuore e la sua energia per essere al servizio della natura”.

Sipario sul Newseum, chiude il museo del giornalismo di WashingtonChiude simbolo “Quarto Potere” tra Casa Bianca e Congresso

NEW YORK30 dicembre 201917:28

Al termine di un anno in cui la stampa e’ stata sotto attacco e i giornali, salvo rare eccezioni, hanno vissuto una stagione di progressivo declino, chiude i battenti a Washington il museo del giornalismo.
Per il Newseum, il museo privato voluto dal fondatore di Usa Today Al Neuhart che per 11 anni ha raccontato la storia moderna attraverso gli occhi dei media, il sipario cala il 31 dicembre: l’ambiziosa sede disegnata dall’architetto James Polshek su Pennsylvania Avenue, celebre per la facciata su cui e’ inciso l’emendamento della Costituzione che protegge la liberta’ di espressione, e’ stata venduta per oltre 372 milioni di dollari alla Johns Hopkins University.
E’ inevitabile non notare il simbolismo di un museo dedicato alla “free press” che chiude in mezzo alla crisi della stampa: i giornali locali faticano per restare a galla, mentre il confine tra giornalismo imparziale e fake news e’ sempre piu’ indefinito e i giornalisti sono definiti dalla Casa Bianca “i nemici del popolo”. Il Newseum professa ottimismo. Per Carrie Christofferson, la curatrice e direttrice esecutiva, il 31 dicembre non sara’ una condanna a morte: “Avremo una nuova sede, si apre un nuovo capitolo”.
Le attivita’ proseguiranno in nuove location e nuove forme, ha promesso Freedom Forum, la no profit a cui fa capo il museo, intanto pero’ il destino dei 310,000 cimeli conservati all’interno di questa Disneyland dei media – la porta scassinata del Watergate, la scrivania usata da Tim Russert in Meet the Press, otto sezioni del Muro di Berlino, gli occhiali del giornalista del Guardian Ben Jacobs rotti nel 2017 dal deputato repubblicano Greg Gianforte tra questi – e’ avvolto nella nebbia: alcuni pezzi donati al museo verranno immagazzinati in Maryland e, se richiesti, prestati ad altre istituzioni, altri torneranno ai legittimi proprietari, come i taccuini degli appunti di David Fahrenthold del Washington Post per una serie premio Pulitzer Prize su Donald Trump.
Simbolo del “Quarto Potere” posizionato strategicamente tra Casa Bianca e Capitol Hill, il Newseum e’ stata per oltre un decennio una macchina multimediale molto costosa, articolata su sette piani, 15 gallerie e 15 teatri, in cui sono stati illustrati i fatti più salienti della storia dell’ultimo secolo.
Sono tanti i fattori che hanno portato alla decisione di chiudere dopo anni di difficolta’ finanziarie e a dispetto dei 10 milioni di visitatori che in 11 anni ne hanno varcato l’ingresso: tra questi la concorrenza a Washington di parecchi musei a ingresso gratuito mentre per entrare al Newseum il biglietto costava 25 dollari a persona.

Queste Oscure Materie, la serie fantasy su Skyl’adattamento kolossal della trilogia fantasy di Philip Pullman

30 dicembre 201917:31

Fra creature parlanti, polveri magiche da un altro mondo e affascinanti riferimenti steampunk, su Sky Atlantic sarà un inizio del nuovo anno a tinte marcatamente fantasy.
Arriva infatti su Sky e NOW TV l’1 gennaio 2020 (i primi due episodi andranno anche su Sky Uno, in simulcast) His Dark Materials – Queste Oscure Materie, il fantasy drama targato HBO/BBC tratto dall’amatissima trilogia best seller omonima di Philip Pullman, edita in Italia da Salani (che per l’occasione da dicembre porterà sugli scaffali un’edizione tie-in del primo romanzo della trilogia, La Bussola d’Oro, seguita nei mesi successivi degli altri due). A sceneggiare tutti gli otto episodi della prima stagione della serie – la seconda è già in produzione – Jack Thorne (anche showrunner, con Jane Tranter), uno degli scrittori britannici più prolifici, noto soprattutto per il successo mondiale riscosso da Harry Potter e la maledizione dell’erede. I primi episodi dell’adattamento della trilogia, un vero e proprio kolossal epico estremamente fedele al materiale di partenza e benedetto dallo stesso Pullman, coinvolto a più riprese nella realizzazione, sono diretti dal Premio Oscar© per Il Discorso del Re Tom Hooper.
In un mondo parallelo alla Terra, un mondo governato dal potentissimo Magisterium, che reprime – bollandola come eretica – qualsiasi conoscenza sfidi le sue idee, e in cui le persone camminano con al fianco un daimon, ovvero un animale che ne incarna l’anima. Racconta la storia della piccola orfana Lyra Belacqua, interpretata dalla giovanissima rivelazione di Logan – The Wolverine, la quattordicenne Dafne Keen.
Affidata – quasi appena nata – dallo zio Lord Asriel (James McAvoy, Espiazione, Split, X-Men – Giorni di un futuro passato) al Jordan College di Oxford, Lyra è una ragazzina ordinaria, all’apparenza. Trascorre le sue giornate sui libri, a sognare avventure al di là del pur dorato mondo in cui ha trascorso tutta la sua fin qui breve vita. Misteriosamente scomparso nel nulla un suo amico, però, sarà lei ad andare a cercarlo. La sua missione la porterà a scoprire un vasto complotto che riguarda il rapimento di bambini e in cui fa la sua comparsa un inquietante fenomeno chiamato Dust, la Polvere. Lyra farà la conoscenza dell’affascinante e ambigua Mrs Coulter (Ruth Wilson, vincitrice del Golden Globe per il suo ruolo in The Affair), con la quale si dirigerà verso Nord, in un pericoloso ed eccitante viaggio alla ricerca di risposte a domande che l’hanno tormentata fin da bambina e alla scoperta di minacciosi segreti che cambieranno la sua vita per sempre.

Bosso-Tempera omaggio a Fellini per 100 anni nascitaDue concerti il 19 e il 20 gennaio al Teatro ‘Galli’ di Rimini

RIMINI30 dicembre 201917:54

– I maestri Ezio Bosso e Vince Tempera, in occasione dei 100 anni dalla nascita di Federico Fellini, omaggeranno il cineasta romagnolo con due concerti al Teatro Galli di Rimini. Il primo dirigerà la Europe Philharmonic Orchestra il 19 gennaio, il secondo la SymphonItaly Orchestra il 20. Il termine “Maestro – ha detto Bosso – è un po’ abusato ultimamente. I maestri quelli veri sono quelli che hanno cambiato qualcosa, che ci cambiano la vita, che ci indicano la strada. Non che ci dicono come fare. Fellini è un grande maestro perché ha indicato una strada nuova che non c’era”.
Io, ha ricordato Tempera, “ero bambino quando era uscita ‘La strada’ di Fellini e andai al cinema con mia mamma e mio fratello. Vedere ‘La strada’, sentirne le musiche mi dà sempre una certa emozione, perché ho iniziato la mia vita musicale pensando a quella colonna sonora”.
Bosso e la sua orchestra spazieranno dalle musiche di Nino Rota a Beethoven mentre Tempera si soffermerà sulle arie dei film più celebri di Fellini. VAI ALLE NOTIZIE DEL PIEMONTE VAI ALLE NOTIZIE INTERNAZIONALI VAI ALLA CRONACA VAI ALLA POLITICA VAI ALL’ECONOMIA  VAI ALLA TECNOLOGIA VAI AL CALCIO VAI ALLO SPORT VAI A TUTTE LE NOTIZIE DELLA JUVENTUS

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Apre con La vita nascosta il Trieste Film Festival
Al via il 17/1. Saranno premiati Il Traditore e Parasite

TRIESTE30 dicembre 201918:19

– Aprirà con l’anteprima nazionale de La vita nascosta – Hidden Life di Terrence Malick, il Trieste Film Festival (Tsff), appuntamento dedicato al cinema dell’Europa centro orientale, in programma nel capoluogo giuliano dal 17 gennaio. Diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo, il Tsff è un osservatorio privilegiato – spiegano gli organizzatori – su cinematografie e autori spesso poco noti al pubblico italiano e più in generale a quello occidentale.
A inaugurare la 31/a edizione, in programma fino al 23 gennaio, il film di Malick, in concorso all’ultimo Festival di Cannes e in uscita nelle sale il 9 aprile distribuito da The Walt Disney Company Italia. La stessa sera il sindacato nazionale dei Critici cinematografici italiani premierà i migliori titoli usciti nel 2019, come Il Traditore di Marco Bellocchio. Parasite di Bong Joon-ho è invece il miglior film in assoluto fra quelli distribuiti in Italia nel 2019, secondo la commissione incaricata di segnalare i Film della Critica.

Parma 2020: camminata inaugurale ‘in giallo’ l’11 gennaioPer le vie della città, dedicata alle ‘Parole della Cultura’

BOLOGNA31 dicembre 201911:46

– Sarà una passeggiata ‘in giallo’, dedicata alle ‘Parole della cultura’, la prima chiamata alla città per l’avvio di ‘Parma Capitale italiana della Cultura 2020’. La camminata inaugurale – che prevede che i partecipanti indossino qualcosa di giallo – è in programma il prossimo 11 gennaio nel pomeriggio: un corteo si sposterà dal Parco Ducale verso Via D’Azeglio fino a raggiungere Piazza Garibaldi in cui si terrà uno spettacolo di immagini, parole e musica.
L’invito dell’Amministrazione parmigiana ai partecipanti è quello di scattare una fotografia e condividerla con l’hashtag #parma2020.

Littizzetto operata alla rotula, ‘Sto bene col gessato’Intervento al Gradenigo di Torino per la showgirl dopo caduta

TORINO31 dicembre 201917:47

Luciana Littizzetto è stata operata alla rotula all’ospedale Humanitas Gradenigo di Torino. “Gnocca da paura ma operazione ok!”, scrive su Instagram la showgirl torinese che domenica è caduta in strada ferendosi ginocchio e polso. Un inconveniente che non le ha fatto perdere il buon umore: nella foto che la ritrae sul letto d’ospedale, l’attrice fa la linguaccia. “Che stacco di coscia eh? Sto bene col gessato?”, scrive commentando un’altra foto che la ritrae con la gamba ingessata e le mani nei capelli.
L’intervento alla rotula destra è stato eseguito nel reparto di Ortopedia e Traumatologia diretto dal dottor René Negretto.
La Littizzetto verrà dimessa in giornata e potrà dunque trascorrere il Capodanno a casa, col gesso. “E buona fine e buon principio”, scriveva domenica, poco dopo l’incidente.

 

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Gnocca da paura ma operazione ok! Grazie @humanitashealth #humanitasgradenigo

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Il 2020 inizia al museo, domenica gratis e aperture Epifania
Da Pompei al Colosseo, dalla Reggia di Caserta agli Uffizi

31 dicembre 201912:36

– Il 2020 si apre all’insegna dell’arte con un lungo fine settimana inaugurato dalla #domenicalmuseo il 5 gennaio con l’ingresso gratuito in tutti i musei e i parchi archeologici dello Stato e dei tanti comuni che aderiscono all’iniziativa. L’elenco degli istituti coinvolti – ricorda il ministero dei Beni culturali e del Turismo in una nota – è visibile su http://www.beniculturali.it/domenicalmuseo. Lunedì 6 gennaio si terrà poi l’apertura straordinaria dei luoghi della cultura statali in occasione dell’Epifania, con i consueti orari e tariffe.
Per la prima domenica gratuita del nuovo anno, la campagna digitale del Mibact sarà dedicata alla seconda edizione di Fumetti nei Musei in mostra gratuitamente per il periodo delle festività all’Istituto della Grafica di Roma, mentre una calza speciale, scelta tra le opere conservate nel museo della pubblicità Salce di Treviso, segnerà sui social l’apertura straordinaria dei musei nel giorno della befana.

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Sanremo: Amadeus, ecco i 22 cantanti del festival
A Repubblica, “Tanti rapper e dai talent, serate imprevedibili”

31 dicembre 201914:56

Achille Lauro, Alberto Urso, Anastasio, Bugo e Morgan, Diodato, Elodie, Enrico Nigiotti, Francesco Gabbani, Giordana Angi, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Levante, Elettra Lamborghini, Marco Masini, Michele Zarrillo, Junior Cally, Paolo Jannacci, Piero Pelù, I pinguini tattici nucleari, Rancore, Raphael Gualazzi, Riki: ecco finalmente i nomi dei 22 cantanti in gara a Sanremo. Dopo giorni di “fibrillazione” e anticipazioni ad annunciarli è lo stesso Amadeus in un’intervista a Repubblica dove sottolinea che il suo sarà un festival “freestyle”. “L’ho detto sin da subito – spiega – che sarebbe stato un Sanremo caratterizzato dall’imprevedibilità, ogni serata dovrà essere diversa dall’altra”.A chi gli chiede se ha avuto pressioni Amadeus dice: “Sanremo è come un cavallo imbizzarrito ma io sono figlio di un istruttore di equitazione, accetto di stare in sella a queste condizioni, il festival è troppo affascinate. Ma non si dica che ho subito pressioni: non so neanche di quali case discografiche fossero i 22 cantanti che ho scelto sugli oltre duecento che ho ascoltato”. Non ho avuto secondi fini faccio quello che mi diverte pensando al mercato discografico. E ancora: “Non ho guardato in faccia nessuno, alcuni neanche li conoscevo”.Tra i nomi scelti tanti rapper e artisti dei talent, non da “classico pezzo soft sanremese” ma “brani da scaricare su Spotify”: “Sono canzoni dolci e romantiche ma hanno ritmi scatenati” dice Amadeus.”Il 6 gennaio – dice – saranno tutti ospiti dello speciali di Rai1 I Soliti Ignoti – Lotteria Italia e annunceranno loro i titoli delle canzoni”.

J-Ax, anche Paola Turci nel nuovo albumIl disco ‘ReAle’ in uscita il 24 gennaio

31 dicembre 201915:29

– Dopo aver annunciato Sergio Sylvestre, J-Ax lancia anche l’ingresso di Paola Turci nel suo nuovo album “ReAle”. “Con Paola Turci – spiega J-Ax – abbiamo fatto una canzone nel disco ‘Domani Smetto’ che nel tempo è diventata una delle più amate da chi mi segue. Me lo avete chiesto per anni e quindi sono felice di darvi la buona notizia.
Queen Paola sarà nel mio nuovo album ‘ReAle’ in uscita il 24 gennaio. Grazie sister”.

E’ morto Syd Mead, ‘visual designer’ di Blade RunnerAveva 86 anni, suoi look anche di Aliens, Tron, Mission to Mars

31 dicembre 201916:25

E’ morto a 86 anni Syd Mead, il ‘visual designer’ che ha creato i look di film come Blade Runner, Aliens e Tron. Mead si è spento il 30 dicembre nella sua casa di Pasadena dopo una battaglia di tre anni contro un linfoma, ha annunciato la famiglia all’Hollywood Reporter.Nato nel 1933 a St. Paul, in Minnesota, si formò alla Art Center School di Los Angeles e iniziò a lavorare come progettista per industrie automobilistiche come Ford, ma anche per società come Sony, Honda e Philips Electronics. Il suo lavoro attirò l’attenzione di Hollywood e così Mead debuttò sul set nel 1979 con Star Trek – The Motion Picture cui seguirono poi Blade Runner (1982, film che gli valse per la prima volta il titolo di ‘futurista visuale’), Tron (1982), Aliens (1986), Timecop (1984), Mission to Mars (2000), Mission Impossible: 3 (2006), Elysium (2015) Tomorrowland – Il mondo di domani (2015), Blade Runner 2049 (2017).

E’ morto Harry Kupfer, celebre regista di opere liricheAveva 84 anni. Ha diretto anche la Komische Oper di Berlino

BERLINO31 dicembre 201915:52

– Harry Kupfer, uno dei più grandi registi di opera lirica in Germania, è morto il 30 dicembre a Berlino, dopo una lunga malattia. Ne hanno dato notizia i media tedeschi, citando l’agenzia Arsis di Vienna. Kupfer aveva 84 anni.
La sua carriera era iniziata nella DDR, negli anni ’50, dove era diventato presto direttore della Komische Oper di Berlino.
Ma ebbe molto successo anche nell’Ovest, con capolavori come “L’Anello dei Nibelunghi”, a Bayreuth, nel 1988. Celebre anche la sua regia del “Cavaliere della rosa” al festival di Salisburgo, nel 2014. Fra i momenti di maggiore successo di Kupfer, dieci opere wagneriane, prodotte con la direzione di Daniel Barenboim, alla Berliner Staatsoper Unter den Linden.

Danza con me, Rai1 inaugura il 2020 con BolleTra gli ospiti Benigni, Bocelli, Bollani, Alberto Angela

31 dicembre 201916:26

Per la terza volta di seguito, il nuovo anno di Rai1 si apre all’insegna della grazia e della bellezza con “Danza con me”, il grande show della danza di Roberto Bolle, in onda mercoledì 1 gennaio in prima serata.
Appuntamento ormai tradizionale, eppure sempre diverso, “Danza con me” è riuscito a radunare intorno a sé un pubblico ampio e nuovo, con incredibili successi di share e di critica, fino a vincere nel 2018 il prestigioso premio internazionale del Rose D’Or come miglior programma di entertainment a livello europeo, motivo d’orgoglio per tutta la televisione italiana.
Anche quest’anno “Danza con me” – prodotto da Rai1 in collaborazione con Ballandi e Artedanza srl – torna quindi a puntare tutto sull’arte e sull’eccellenza italiana, con una miscela inedita di danza e ironia, classicità e innovazione in pieno “stile Roberto Bolle” – qui non solo protagonista, ma anche ideatore e direttore artistico del format. Un cast straordinario arricchisce questa nuova edizione con ospiti provenienti non solo dal mondo della danza mondiale, ma anche dal mondo del cinema, del teatro e della musica. Le fila del racconto sono tenute dall’inedita coppia formata da Giampaolo Morelli e Geppi Cucciari che con ironia raccontano e presentano, spiegano e partecipano. E poi molti e prestigiosi gli artisti che hanno voluto partecipare a questo progetto ambizioso e di successo, portando il loro contributo. Si ricompone, per la prima volta in televisione, un terzetto che ha già emozionato quest’estate all’Arena Flegrea di Napoli durante OnDance – la grande festa annuale della danza di Bolle – formato dall’étoile con Andrea Bocelli e Stefano Bollani. Accanto a Roberto, a interpretare uno dei grandi successi del tenore toscano accompagnato dal pianoforte di Bollani, Nicoletta Manni, Prima Ballerina della Scala di Milano.
Il mondo delle favole, cui tanta parte dell’immaginario coreutico è ispirato, è stupendamente rappresentato da Roberto Benigni e Matteo Garrone, che hanno dato vita ad una versione indimenticabile al cinema di Pinocchio. Sulle note del Premio Oscar Dario Marianelli, autore della colonna sonora di Pinocchio, Bolle ancora una volta emoziona ricordando l’universo magico dell’infanzia e del sogno.
Tornano a fare visita anche Virginia Raffaele, sempre sorprendente a fianco dell’Étoile, e il duo Luca e Paolo, in vesti nuove ed esilaranti. Per la prima volta, invece, portano il loro straordinario contributo al programma Alberto Angela e, con un omaggio indimenticabile all’umanità di Charlie Chaplin, Luca Zingaretti.
La musica, sempre protagonista, è rappresentata anche da artisti come Nina Zilli, con la quale si ricorderanno i fantastici anni ’60 in tv e in danza e Marracash che, insieme con Cosmo, farà danzare non solo Bolle, ma i giovani ballerini dell’Accademia Teatro alla Scala, ancora una volta al centro della scena.
Tutti ospiti che giocano, danzano, sperimentano al di là dei generi e dei confini con mise en scène che aprono nuovi scenari e possibilità al balletto.

Sanremo: ipotesi Rula Jebreal conduttrice, divampa polemica sui socialPer gli haters, sarebbe ‘un insulto a tutti gli italiani’

30 dicembre 201916:36

“Mi par di capire che con i soldi del canone #Rai #RulaJebreal potrebbe essere incaricata a #Sanremo di spiegarci quanto le facciamo schifo. Se poi qualcuno si lamenterà sui social, seguiranno accuse di: -razzismo -sessismo – machismo. Pure nel 2020, ci avete già rotto….” E’ Quanto scrive Daniele Capezzone sulla sua pagina ufficiale Twitter. Uno dei tanti commenti polemici, dopo l’indiscrezione rivelata da Dagospia che ha fatto il nome della giornalista Rula Jebreal come possibile conduttrice, per una serata, del prossimo festival di Sanremo assieme ad Amadeus.Per gli haters, la eventuale presenza di Rula sul palco di Sanremo sarebbe “un insulto a tutti gli italiani”. Qualcuno ha lanciato l’hashtag #BoicottaSanremo.Ma altri la difendono: “Io sono italiano, pago le tasse, e non mi sono mai sentito schifato da Rula Jebreal”.Secondo il sito online di Roberto D’Agostino, il conduttore Rai avrebbe incontrato Rula in un albergo milanese proponendole di affiancarlo per una sera sul palco dell’Ariston. E lei avrebbe dato la sua disponibilità. La notizia, ripresa da alcuni quotidiani oggi, aprendo a cascata le polemiche. Tra questi anche Marco Gervasoni docente dell’Università del Molise (noto alle cronache per aver pubblicato tweet offensivi nei confronti della senatrice a vita Liliana Segre) che sempre su Twitter commenta “Mitica la definizione che ne diede in un talk show anni fa Sapelli ” gnocca senza testa”. Aspettatevi un Sanremo pro clandestini, pro islam, pro lgbt, pro utero in affitto, pro sardine, pro investitori d’auto (purché con suv)”.Ma c’è chi difende la giornalista e argomenta: “Grazie #Amadeus per aver scelto #RulaJebreal, stai mandando in tilt i cervelli dei razzisti perché è una donna, straniera, che ha detto chiaramente che l’Italia è un paese fascista. Spero faccia qualche discorsetto durante il festival”.

Figli, ultimo film di Mattia Torre, esce il 23 gennaioCon Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea

31 dicembre 201913:53

Figli è l’ultimo film scritto dal compianto Mattia Torre, prematuramente scomparso dopo aver a lungo combattuto con tenacia una lunga malattia, portato sullo schermo da Giuseppe Bonito. Il film uscirà nelle sale il 23 gennaio con Vision Distribution. Protagonisti della pellicola Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea che interpretano Sara e Nicola, una coppia innamorata e felice. Sposati da tempo, hanno una figlia di sei anni e svolgono con passione le professioni che hanno scelto. Tutto perfetto fino a quando l’arrivo del secondo figlio li farà scontrare con qualcosa che non avevano previsto… Nel cast, accanto a Cortellesi e Mastandrea, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Andrea Sartoretti, Massimo de Lorenzo, Gianfelice Imparato, Carlo de Ruggeri.
Scritto da Mattia Torre e diretto da Giuseppe Bonito, Figli è prodotto da Lorenzo Mieli e Mario Gianani, una produzione Wildside – The Apartment, parte del gruppo Fremantle, e Vision Distribution.

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