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Martelli: il socialismo di Craxi attuale e necessario
Ex numero 2, non capì l’effetto caduta del Muro che mise in gioco Pds

13 gennaio 2020 16:34

Bettino Craxi “non ha mai smesso di considerare le cose da una prospettiva di sinistra, guardando alla parte più bassa della società. Ha sempre sposato un punto di vista che non era quello dell’establishment”. Claudio Martelli a 20 anni dalla morte fa un ritratto che può suonare sorprendente di chi fu presidente del Consiglio – il primo socialista – decisionista e accesamente anticomunista. L’attualità di Craxi, secondo l’allora numero due del Psi, è in una sorta di sovranismo ante-litteram, ben diverso però dall’attuale. “Che non ci siano più frontiere la considerava un’avventura pericolosa, perché l’ordine del mondo si fonda sulle nazioni, ripeteva – dice Martelli.

L’idea di affidare tutto a delle tecnocrazie gli ripugnava”.

E non solo. “Il socialismo liberale pensa che il meccanismo di sviluppo capitalistico va conservato, ma corretto a favore dei lavoratori – dice il ministro della Giustizia e vicepremier a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 -, non più sfrenato, selvaggio e distruttivo come nella fase nascente”. “Questo socialismo manca nella politica italiana – aggiunge Martelli, 76 anni – e anche per questo l’Italia è diventata la culla dei populismi e dei sovranismi, in reazione agli eccessi dell’establishment. Secondo Craxi il mercato unico europeo e le regole di Maastricht dovevano essere accompagnati da misure di eguaglianza, a tutela del mondo del lavoro e dell’intera società”. La memoria, in vista del ventennale della fine in Tunisia nel 2000, fa i conti con il macigno delle due condanne definitive per corruzione e finanziamento illecito dei partiti (per quest’ultimo reato anche Martelli ha avuto 8 mesi). L”esilio politico’ era considerato dalla giustizia e da buona parte dell’opinione pubblica la latitanza di un leader, fino ad allora molto potente, che si era sottratto ai processi.

“La Corte dei diritti umani Ue ha bocciato due condanne per mancato rispetto del diritto alla difesa – ribatte Martelli – e per violazione della privacy con intercettazioni e perquisizioni non autorizzate. Gran parte di Mani Pulite oggi andrebbe censurata”. “L’ascesa di Craxi è stata accompagnata quasi subito da una massacrante campagna di denigrazione – sostiene Martelli -. Diventa Craxi-Mussolini con il fez e gli stivaloni nelle vignette di Forattini, che poi forse si è pentito”. Erano gli anni di ‘Bottino Craxi’ e di titoli del settimanale satirico Cuore come ‘Scatta l’ora legale, panico tra i socialisti’. Ma lo stesso ministro Psi Rino Formica parlò di “nani e ballerine” che si affollavano nel partito più glamour, con la ‘Milano da bere’.

“Tutti i partiti si sono finanziati illegalmente – ricorda Martelli -: chi dall’Urss, chi con la Cia, chi con le strutture anche ecclesiastiche e c’è chi si è dovuto arrangiare come i socialisti, rischiando di più. Craxi ha avuto un trattamento speciale non perché fosse più corrotto, ma perché era divenuto il perno del sistema politico”. Inoltre “il Pci, ormai Pds, calcolò suo interesse spazzare via i socialisti per occuparne il posto – aggiunge -. D’Alema lo ha detto con una schietta brutalità: ‘Dovevamo diventare noi il partito socialista in Italia’. Il modo per farlo è stata la persecuzione giudiziaria”. Per Martelli, un ruolo lo avrebbero giocato settori di apparati Usa, che non perdonarono a Craxi la fermezza di Sigonella. Craxi ha però commesso errori. “Il principale, tornare dopo l’esperienza di governo a fare il segretario di partito – spiega Martelli -. Non ne aveva voglia e non se ne occupò bene. Altro errore, non capire le conseguenze del crollo del Muro di Berlino. Pensò che era finito il comunismo, non vide le conseguenze per l’Italia, dove veniva meno la preclusione del passato per il Pci divenuto Pds. E si ostinò in un’alleanza logora con la Democrazia cristiana, perché logora era la Dc”.

Referendum: Leu parte davanti ConsultaContro iniziativa Lega promossa da otto Consigli regionali

13 gennaio 2020 16:34

– Il gruppo parlamentare alla Camera di Leu si è costituito parte civiledavanti alla Corte costituzionale contro l’ammissibilità del referendum elettorale della Lega promosso da 8 Consigli regionali. La Consulta, che si pronuncerà mercoledì, ha accolto la richiesta di Leu, ed oggi ha dato il via libera alla sua presenza mercoledì durante l’udienza della stessa Corte. Mercoledì saranno dunque il capogruppo Federico Fornaro e l’avvocato Felice Besostri e presenziare all’udienza illustrando le motivazioni della contrarietà di Leu all’ammissibilità del referendum, già esposte in una memoria consegnata nei giorni scorsi alla Consulta.

Gualtieri, venerdì vedo parti su cuneoDecreto su platea atteso entro la fine di gennaio

13 gennaio 2020 16:34

– “Venerdì dovrei vedere le parti sociali” sul taglio del cuneo fiscale. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri rispondendo ai giornalisti al conclave Pd.
Gualtieri ha annunciato pochi giorni fa che entro gennaio il governo metterà a punto il decreto che dettaglierà la platea e l’entità del taglio. La manovra ha infatti per il momento solo stanziato le risorse, pari a 3 miliardi quest’anno e a 5 miliardi a partire dal 2021.

Regionali: vescovi, no offese e falsitàLinguaggio sia concreto e rispettoso delle persone e delle idee

BOLOGNA13 gennaio 202017:56

– L’impegno in vista delle regionali del 26 gennaio “deve essere accompagnato nella campagna elettorale da un linguaggio, libero da offese e falsità, concreto nelle proposte, rispettoso delle persone e delle diverse idee politiche”. Lo chiedono, con una nota firmata dalla Conferenza episcopale regionale, i vescovi dell’Emilia-Romagna.
Fra i punti evidenziati la scelta europeista, l’attenzione ai poveri e alle tematiche ambientali. Dai vescovi emiliano-romagnoli, guidati dal cardinale Matteo Zuppi, nessuna indicazione di voto, ma un appello alla partecipazione e a un “discernimento sociale e una scelta coerente”.
“Ogni forma di corporativismo – scrivono – di esclusione sociale e dalla partecipazione attiva, ogni discriminazione di uomini e donne, italiani o immigrati, persone e famiglie, indebolisce il cammino e lo sviluppo regionale”.

Craxi, manifesti funebri a OmegnaAffissi da consigliere comunale nell’anniversario della morte

VERBANIA13 gennaio 202019:41

– Manifesti funebri ad Omegna, nel Verbano-Cusio-Ossola, per i vent’anni della morte di Bettino Craxi. Una iniziativa di Dario Galizzi, consigliere comunale del PD ed ex socialista, che ha voluto ricordare così il leader del Psi nell’anniversario della sua morte.
“Vent’anni fa moriva Bettino Crasi – si legge sul manifesto funebre, con tanto di simbolo del Psi – Il Partito Socialista Italiano, sezione di Omegna, lo ricorda con affetto”.

Conte: ‘Pd-5s? Auspico da governo nasca processo politico”Sempre più definito, a partire da affiatamento e più coesione’

ANKARA13 gennaio 202017:48

Condivide che Pd e M5s debbano avviare un percorso politico per un’alleanza stabile? “Non entro in questa riflessione politica perché la mia premura sono le modalità per rilanciare l’azione di governo. Queste riflessioni è bene si facciano. Io posso auspicare, con tutto il rispetto dei processi di elaborazione e decisione interna, che questa esperienza di governo possa, per affiatamento e sempre maggiore coesione, far nascere anche un processo politico sempre più definito”, ha detto Giuseppe Conte ai cronisti ad Ankara.”State tranquilli che perverremo ad una agenda condivisa sul processo riformatore ancora più convinti e determinati”, ha spiegato il presidente del Consiglio rispondendo a una domanda sulla verifica di governo. “Auspico che i confronti interni ai partiti siano ampi e partecipati e che arrivino proposte condivise: il dibattito interno è salutare e ci darà nuovo carburante ed energia per l’attività di governo”. “Ben vengano questi giorni in più: a fine mese ci ritroveremo e più facilmente faremo sintesi, anche io farò le mie riflessioni”, spiega.Nelle modifiche ai decreti sicurezza ci limiterà a recepire le osservazioni del presidente della Repubblica? “Questo è nel programma di governo poi per più ampie riflessioni dovremo trovarci intorno a un tavolo per capire come, perché e dove intervenire”.Intanto il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha detto: “Se il 26 vinciamo qui in Emilia, il 27 vado a Palazzo Chigi con una lettera di sfratto per Conte e il governo”.

Gregoretti, maggioranza lascia Giunta. Salvini: ‘Tanti con me’Bocciata la richiesta di più documenti sulla salute dei migranti. Il segretario della Lega: ‘Io a processo? preparate un’aula grande, in tanti saranno con me’

13 gennaio 202019:30

Hanno abbandonato la riunione, per protesta, tutti i senatori della maggioranza presenti nella Giunta delle immunità del Senato che stanno discutendo il caso Gregoretti, dopo la decisione di bocciare la richiesta di più documenti sullo stato di salute dei migranti bloccati sulla Gregoretti per decidere sul caso e di convocare l’ufficio di presidenza domani, sul rinvio del voto, nonostante l’assenza del capogruppo di LeU Pietro Grasso. “Se rischierò un processo per aver controllato i confini il mio paese ci andrò a testa alta, ma dovranno preparare un Tribunale bello grande, perchè con me ci saranno tanti italiani”. Lo afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, durante un’iniziativa elettorale nel parmense. In un passaggio del suo intervento, parlando del caso Gregoretti, in tanti tra il pubblico, hanno commentato: “Verremo con te, siamo pronti”.”Tutta la maggioranza ha ritenuto di abbandonare questa riunione della Giunta perché il presidente Gasparri, che fino a ieri ha detto che questo è un organo giurisdizionale e imparziale, si è comportato in maniera più politica degli altri, perché ha messo al voto una istanza istruttoria molto importante per valutare i documenti sulla salute dei migranti soprattutto dopo lo sbarco. La richiesta è finita a parità di voti e lui ha ritenuto di respingerla, votando anche lui con una parte politica ben precisa”. L’ha detto la capigruppo del M5s nella Giunta Elvira Evangelista, uscendo dalla riunione sul caso Gregoretti. E incalzata dai cronisti, ha aggiunto: “Sto accusando Gasparri di non essere stato un presidente imparziale”. VAI ALLA CRONACA

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