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Ultimo aggiornamento 28 Febbraio, 2020, 03:21:10 di Maurizio Barra

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Su impalcatura per reddito, uomo è sceso
Pistoia, accompagnato in ospedale e poi portato in questura
PISTOIA
27 febbraio 2020 20:13
– E’ sceso stasera, di propria volontà, dalle impalcature della torre nel centro di Pistoia sulle quali era salito stamani l’uomo che protestava perché gli è stato tolto il reddito di cittadinanza, a cui ritiene avere diritto. Appena sceso è stato portato in ospedale per accertamenti medici, dopodiché è stato trasferito in questura per gli atti di competenza, che saranno trasmessi all’autorità giudiziaria. I reati ipotizzati sono violazione di domicilio, procurato allarme e interruzione di pubblico servizio. La decisione di scendere dalle impalcature è stata determinata sia dalle avverse condizioni meteo, sia dall’appello di un consigliere comunale del M5s che ha dato la sua disponibilità ad interessarsi della vicenda.
Alitalia: chiesta cigs per 3.960, anche per coronavirus
I sindacati: ‘Respingiamo questa ipotesi. Intervenga il governo’
27 febbraio 2020
20:38
Una nuova procedura di cassa integrazione straordinaria per quasi 4 mila dipendenti Alitalia che tiene conto anche dell’emergenza coronavirus. L’azienda ha chiesto altri sette mesi di cigs, dal 24 marzo al 31 ottobre, per complessivi 3.960 dipendenti.
Si tratta di 1.175 persone (di cui 70 comandanti 95 piloti e 340 assistenti di volo e 670 del personale di terra), cui vanno ad aggiungersi altri 2.785 per imprevisti legati all’emergenza coronavirus: 143 comandanti, 182 piloti, 780 assistenti di volo, 1680 personale di terra. Numeri che saranno comunque oggetto di trattativa.
“Respingiamo ogni ipotesi di cassa integrazione per circa 4 mila lavoratori”, afferma il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito sulla richiesta di Alitalia per il rinnovo della cigs in scadenza il 23 marzo, sottolineando che “se ai numeri Alitalia, assolutamente inaccettabili e immotivati nonostante il coronavirus, si aggiungono i circa 1500 dipendenti di Air Italy in liquidazione, sono 5500 i lavoratori che rischiano il posto di lavoro nel trasporto aereo italiano in meno di un mese”.
“Alla luce di questa situazione – chiede il dirigente nazionale della Filt Cgil – serve un intervento immediato dei ministeri dello sviluppo economico, delle infrastrutture e trasporti e del lavoro per il rifinanziamento Fondo di solidarietà del trasporto aereo e per un intervento strutturale sulla situazione del settore, in particolare per la risoluzione delle crisi delle due principali compagnie aeree del paese. Dove è finito il tanto sbandierato rilancio?”.
“Lo sciopero generale del settore del prossimo 2 aprile – conclude – è confermato e sarà il primo di una lunga serie, se non si mette mano a un piano di investimenti ed alla regolazione del settore penalizzato anche dalla vicenda legata al coronavirus. Occorre un’assunzione di responsabilità da parte del Governo che da troppi anni è assente nelle politiche industriali del trasporto aereo e anzi ha lasciato, nonostante le nostre innumerevoli denunce, che un patrimonio così importante per il Paese piombasse nel caos e nella totale destrutturazione di tutto il tessuto del lavoro”. VAI A TUTTE LE NOTIZIE INTERNAZIONALI

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