Ultimo aggiornamento 31 Marzo, 2020, 10:35:08 di Maurizio Barra
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DALLE 03:21 ALLE 10:35 DI MARTEDì 31 MARZO 2020
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Scossa di magnitudo 3.0 nel Bolognese
Comuni più vicini all’epicentro Fontanelice e Borgo Tossignano
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31 marzo 2020
03:21
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– Una scossa di magnitudo 3.0 è stata registrata nel Bolognese dalla Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. I comuni più vicini all’epicentro del terremoto, avvenuto alle 3:19 ad una profondità di 9 chilometri, sono Fontanelice, Borgo Tossignano e Casola Valsenio.
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Coronavirus, i fatti più importanti della giornata
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31 marzo 2020
10:04
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09:48 Oms, epidemia tutt’altro che finita in Asia e Pacifico – “L’epidemia è tutt’altro che finita in Asia e nel Pacifico. Questa sarà una battaglia a lungo termine e non possiamo abbassare la guardia”. Lo ha detto oggi Takeshi Kasai, direttore regionale dell’Oms per il Pacifico occidentale in un briefing in videoconferenza, riporta il Guardian. “Anche nei paesi e nelle aree di questa regione in cui la curva dei contagi si è appiattita, continuano a comparire nuovi focolai i casi importati continuano a destare preoccupazione”, ha aggiunto il consigliere tecnico Matthew Griffith, citando Singapore e Corea del Sud.
08:21 Corea Sud, nuovi casi risalgono a 125 – La Corea del Sud ha riportato ieri un rialzo di nuovi casi da Covid-19 a 125, dai 78 di domenica, a causa dei problemi nel tenere sotto controllo focolai interni e contagi importati. Secondo il Korea Centers for Disease Control and Prevention, le infezioni totali sono 9.786 e i decessi 162 (+4). Sono 15 i casi importati, 518 in totale. La Corea del Sud ha varato una quarantena obbligatoria di 14 giorni per tutti gli arrivi, anche per i 530 sudcoreani attesi dall’Italia. I guariti sono adesso 5.408, mentre i pazienti in cura 4.275.
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07:43 Cina, 48 nuovi casi tutti importati – La Cina ha registrato ieri solo 48 nuovi casi di infezione da coronavirus, tutti importati. La Commissione sanitaria nazionale (Nhc), aggiornando il numero dei contagi di ritorno a 771, ha menzionato un ulteriore decesso nell’Hubei, la provincia epicentro della pandemia. I casi gravi continuano ad assottigliarsi, essendo scesi di 105 unità a 528. I contagi certi complessivi sono ora 81.518: 2.161 sono i pazienti in cura, 3.305 i decessi e 76.052 i dimessi dagli ospedali, pari a un tasso di guarigione del 93,2%.
07:11 Papa: prega per i senza dimora,la società si accorga di loro – “Preghiamo oggi per coloro che sono senza fissa dimora, in questo momento in cui ci si chiede di essere dentro casa: perché la società di uomini e donne si accorga di questo realtà, li aiuti, e la Chiesa li accolga”. Lo ha detto papa Francesco all’inizio della messa del mattino a Casa Santa Marta.
02:31 oltre 3.000 morti in Usa, 500 in 24 ore – Nel lunedì nero degli Usa il numero dei decessi per coronavirus supera le 3.000 unità, con le ultime 500 vittime in sole 24 ore. I casi accertati, come emerge dai dati elaborati dalla John Hopkins University, sono oltre 161.000.
00:42 Trump, pronti a eventuale seconda ondata – L’America è pronta ad affrontare una eventuale nuova ondata di casi di Covid-19 dopo l’estate: lo ha detto Donald Trump dopo che il virologo Anthony Fauci ha prospettato l’ipotesi di un ritorno del virus in autunno. “Potrebbe davvero accadere, ma sarebbe tutta un’altra cosa” grazie alla maggiore capacità di fare i test e alla possibilità di arrivare a un vaccino”, ha spiegato il superesperto della task force della Casa Bianca. “Speriamo non accada”, ha quindi affermato Trump, “ma siamo pronti”.
00:23 Cura Italia: accordo per anticipo cig ai lavoratori – Sottoscritta la convenzione per l’anticipo della cassa integrazione da parte delle banche ai lavoratori sospesi a causa dell’emergenza coronavirus. Il governo con la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, l’Abi e le parti sociali, dopo un lungo confronto in videoconferenza, hanno infatti condiviso un protocollo che consente l’anticipo ai beneficiari degli ammortizzatori scoiali previsti dal decreto “Cura Italia”.
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La scuola di periferia offre aiuto, con l’ausilio della rete
Preside e prof di un’istituto romano, ecco la nostra esperienza
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31 marzo 2020
09:13
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Dal saluto whatsapp delle maestre tutte le mattine per i piccoli della scuola dell’infanzia fino alle 6 ore quotidiane di lezione di 30 minuti l’una per gli alunni più grandi. La storia dell’Istituto Comprensivo Via Baccano di Roma è quella di una scuola di frontiera alla periferia nord di Roma, con una forte presenza di alunni stranieri e con molte famiglie disagiate che è riuscita, nonostante tutte le difficoltà, a compiere velocemente il salto didattico della scuola online imposto dall’emergenza coronavirus. Ed ora dirigente e corpo docenti mettono la propria esperienza positiva a disposizione di altri istituti.
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La dirigente Cinzia Pecoraro ha deciso con i suoi colleghi di offrire la propria collaborazione dopo aver letto su un quotidiano di una collega che si è trovata davanti alla serrata di alcuni docenti che si rifiutano di fare scuola a distanza. “Abbiamo deciso di metterci a disposizione delle scuole che hanno bisogno di aiuto o di supporto in questo momento per realizzare la didattica a distanza visto che è chiaro che la scuola non ripartirà. I miei docenti sono disponibili a dare una mano, con indicazioni e consigli, tutoraggio e supporto ai colleghi che lo richiedessero.
Penso che in questo momento la solidarietà sia una cosa molto importante per non sentirsi soli nelle difficoltà”.
“Mi dispiace per quei ragazzi e anche per i docenti, che rinunciando a fare una vera didattica a distanza, si precludono la possibilità di stare a fianco degli alunni per supportarli in un momento così difficile della loro vita, perché dare compiti e correggerli non è “fare scuola” come ci ricordano i ripetuti richiami della Ministra Azzolina”, spiega.
Dopo una prima fase di disorientamento l’istituto omnicomprensivo si è messo in moto ricorrendo subito ai messaggi WhatsApp e compiti sul Registro elettronico; la scuola dell’infanzia ha realizzato uno spazio dedicato sul sito della scuola mentre per la scuola primaria e secondaria di primo grado si è passati alla video-lezione fornendo a tutti i docenti uno strumento facile con tutorial e precise istruzioni per imparare ad usarlo. Contemporaneamente la scuola ha curato anche la comunicazione con le famiglie, che sono state guidate all’uso delle piattaforme.
“La nostra più grande preoccupazione, conoscendo la situazione economica di tante famiglie, è stata quella di verificare quanti e chi seguisse le lezioni. A soli 3 giorni dall’inizio della didattica a distanza si è registrata la presenza del 90% degli studenti. Le difficoltà restano ancora tante. Abbiamo cominciato a dare i tablet e i pc della scuola in comodato d’uso, ne stiamo comprando altri con i fondi messi a disposizione dal Governo e stiamo lavorando per trovare soluzioni ai problemi di connettività. Dobbiamo cercare di garantire a tutti le stesse opportunità, perché quelle differenze sociali ed economiche che in classe si mitigano nella scuola on line si ingigantiscono”.
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“Cosa abbiamo imparato da questa storia?”, conclude Cinzia Pecoraro: “Primo: che uniti ce la faremo, perché i docenti più esperti si sono stretti intorno a chi aveva problemi e insieme sono riusciti a risolverli. Secondo: che i ragazzi sono più motivati e responsabili di prima e hanno voglia di scuola se i piccoli abbracciano il computer quando vedono la loro maestra che dà il buongiorno”. “Per questo la nostra esperienza può essere di aiuto ad altre scuole: noi siamo a disposizione per un supporto”.
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Maturità 2020, l’esame sarà ‘tradizionale’ ma light
Prove ‘reali’, non ‘a distanza’. Decreto in settimana per le novità
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31 marzo 2020
09:15
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Un “esame leggero” ma con prove ‘reali’, non ‘a distanza’, che si stanno prevedendo in un provvedimento in fase di scrittura in queste ore: questa è la maturità a cui sta lavorando la titolare del ministero dell’Istruzione Lucia Azzolina. La stessa ministra ieri sera in una diretta Fb ha spiegato: “Ragazzi, so che attendete risposte sull’esame di Stato, ho letto tutte le vostre richieste. Abbiamo bisogno di un veicolo normativo: presto lo avremo e potremo dare risposte sull’esame di Stato e di terza media”. E’ necessario infatti derogare il decreto legislativo 62 del 2017 per poter fare qualsiasi tipo di modifica in vista della maturità e degli esami che concludono le scuole medie.
C’è chi però come Elvira Serafini dello Snals nutre “grossi dubbi” che la maturità possa sostenersi con un ritorno dei ragazzi nelle classi. “Magari”, sospira. E quindi si aprirebbe o la possibilità di uno slittamento della data – la prima prova dell’esame di maturità è fissata per il 17 giugno – o per un esame di stato in modalità ‘a distanza’. Certo per ora è che si tratterà di una maturità ‘light’ con 6 commissari interni e uno esterno e molto probabilmente con una tesina al posto della seconda prova scritta che caratterizzi il percorso di studi, e senza tener conto delle prove Invalsi e dell’alternanza scuola lavoro che si sono potuti svolgere solo in minima parte o per niente affatto. Intanto oggi il Garante della privacy ha messo a punto un atto di indirizzo “nell’intento di fornire a scuole, atenei, studenti e famiglie indicazioni utili a un utilizzo quanto più consapevole e positivo delle nuove tecnologie a fini didattici”: un testo che individua le implicazioni più importanti dell’attività formativa a distanza sul diritto alla protezione dei dati personali. Dunque sì alla didattica on line ma attenzione alla privacy.
E prosegue l’opposizione dei maggiori sindacati della scuola alla ministra che, nonostante la loro contrarietà, ha dato il via due giorni fa alle procedure con cui prof e personale tecnico della scuola possono richiedere il trasferimento. “La ministra pensa come se fosse all’opposizione.
E’ arrivato il tempo di abbandonare questo approccio sovranista e fondato sui social che, capiamo bene, per una parte della classe politica attuale è stato uno strumento vincente che ha portato anche bene in termini di risultati elettorali. Ma ben diverso è, invece, governare”, attacca Pino Turi della Uil Scuola.
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“L’unica novità di quest’anno riguarda la possibilità di delegare a terzi, sindacalisti compresi, la compilazione delle domande di mobilità. Ma si tratta di una procedura che difficilmente può essere utilizzata”, fa notare Rino Di Meglio della Gilda. Il ministero dell’Istruzione ricorda però che in questi primi due giorni, il dicastero ha ricevuto 1238 domande di mobilità che sono andate a buon fine, lo scorso anno erano 1107: “significa che il sistema sta funzionando”, osserva Azzolina, che per il 1 aprile ha comunque convocato on line i sindacati della scuola: le forze politiche premono infatti per una ricomposizione della ‘frattura’.
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Coronavirus, 3 inchieste Procura Tempio
Accertamenti su gestione pazienti positivi in ospedali Gallura
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OLBIA
31 marzo 2020
10:04
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– Sono almeno tre i filoni di inchiesta aperti nelle ultime ore dalla procura di Tempio Pausania sulla gestione dei pazienti affetti da Covid-19 negli ospedali della Gallura. Dopo le segnalazioni ed esposti, come rivela La Nuova Sardegna, il procuratore Gregorio Capasso ha avviato accertamenti con gli investigatori negli ospedali del nord dell’Isola, dove si registra il maggior numero di contagi tra gli operatori sanitari, me finora non c’è nessuno iscritto nel registro degli indagati. In particolare sotto la lente della Procura c’è il trasferimento di un paziente positivo dall’ospedale San Francesco di Nuoro al Paolo Dettori di Tempio e i tamponi effettuati all’ospedale di Olbia. Verifiche anche sulle procedure di sicurezza messe in atto a Tempio, mentre la polizia giudiziaria avrebbe già acquisito della documentazione nei vari reparti e ora si attendono sviluppi.
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Bandiere a mezz’asta in segno di lutto, alle 12 l’Italia si ferma
Per rendere omaggio a tutte le vittime del Coronavirus, in segno di vicinanza ai familiari e di partecipazione nazionale al cordoglio delle comunità più colpite dalla pandemia
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31 marzo 2020
10:25
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Oggi alle 12 l’Italia si ferma per rendere omaggio a tutte le vittime del Coronavirus, in segno di vicinanza ai familiari e di partecipazione nazionale al cordoglio delle comunità più colpite dalla pandemia.
L’iniziativa, partita dai sindaci italiani, si è allargata ad altre istituzioni: la banidera italiana a mezz’asta sarà esposta su tutti gli edifici pubblici. I primi cittadini della Penisola infatti, con indosso la fascia tricolore, saranno davanti ai propri municipi in silenzio e con le bandiere esposte a mezz’asta “in segno di lutto” e in “segno di solidarietà con tutte le per comunità che stanno pagando il prezzo più alto”.
Anche il Vaticano partecipa: la Santa Sede fa sapere che esporrà le bandiere a mezz’asta, a lutto, per esprimere la propria vicinanza alle vittime della pandemia in Italia e nel mondo, alle loro famiglie e a quanti generosamente lottano per porvi fine.
Per ricordare i tanti morti di questa guerra silenziosa che non hanno potuto avere nemmeno avere un degno funerale e se sono andati senza il conforto degli affetti, i sindaci hanno organizzato questa cerimonia a distanza che non infrangerà le dure regole del distanziamento sociale. A proporla per primo è stato il presidente del Provincia di Bergamo e sindaco di Calcinate, Gianfranco Gafforelli, che si trova in una delle zone dove si contano più morti. Il presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) Antonio De Caro ha fatto sua la proposta ed ha inviato una lettera a tutti i sindaci per chiedere la condivisione dell’iniziativa. “Tutti abbiamo negli occhi – ha scritto Decaro – le immagini della tragedia che sta colpendo così duramente molte città del Nord e che sta sottoponendo a dura prova tutte le comunità che amministriamo. Come sempre succede nelle grandi emergenze, noi Sindaci, che siamo i rappresentanti istituzionali più prossimi ai cittadini, diventiamo destinatari e custodi delle loro legittime preoccupazioni e delle loro comprensibili angosce. Insomma, siamo la prima linea, sottoposti come siamo alla forte pressione del carico di responsabilità di una comunità intera”. “Una pressione che – sottolinea Decaro rivolto ai colleghi sindaci – non deve schiacciarci. Lo sconforto, che pure tanti tra noi avvertono, non può prevalere anzi dobbiamo reagire con maggiore forza e determinazione per trasmettere fiducia e speranza”. E proprio “per ricordare le tante vittime di questa drammatica epidemia, per onorare il sacrificio e l’impegno degli operatori sanitari, per abbracciarci idealmente tutti, per essere di sostegno l’uno all’altro, come sappiamo fare noi Sindaci, Ti chiedo di condividere” questo gesto. Adesione subito arrivata dall’Unione delle Province Italiane (Upi), da Ali-Autonomie Locali Italiane e dai tanti sindaci in trincea. VAI A TUTTE LE NOTIZIE DAL MONDO
