Ultimo aggiornamento 26 Aprile, 2020, 17:22:14 di Maurizio Barra
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DALLE 09:00 ALLE 17:22 DI DOMENICA 26 APRILE 2020
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Dl aprile: verso nuovo stop ai licenziamenti. Altri 15 giorni congedi speciali, uso fino a settembre
Il viceministro dello sviluppo Buffagni: ‘Agli autonomi 7-800 euro, favoriremo i meno ricchi. Norme nel dl aprile, chi ha redditi alti non ne ha bisogno subito’
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26 aprile 2020
09:00
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Niente licenziamenti, probabilmente per altri due mesi. Il governo, secondo quanto si apprende, dovrebbe inserire nel prossimo decreto di aprile la proroga della sospensione dei licenziamenti collettivi e dei licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo (ad esempio ragioni inerenti all’attività produttiva, e all’organizzazione del lavoro) già inserita nel Cura Italia. La misura completerebbe il pacchetto di protezione del lavoro, che dovrebbe vedere uno stanziamento di circa 24 miliardi per il rinnovo di tutti gli ammortizzatori.
In arrivo con il decreto di aprile anti-Coronavirus, come annunciato dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, il rinnovo dei congedi speciali e del bonus babysitter da 600 euro per aiutare i genitori con i figli a casa da scuola. Il congedo speciale dovrebbe essere di altri 15 giorni retribuiti al 50% di cui i genitori (uno solo o dividendoli tra entrambi) potranno usufruire fino a settembre.
“Per le partite Iva c’è la parte di fondo perduto, che lo scorso mese è stata di 600 euro e questa volta dovrebbe essere aumentata a 700-800. Si stanno cercando le risorse ad hoc per ripartirle al meglio, garantendo però questa volta nella seconda tornata che si vadano a garantire queste risorse a quelli meno ricchi”. Lo ha detto il vice ministro dello sviluppo Stefano Buffagni a ‘Notizie Oggi’ su Canale Italia 83. “Chi ha una dichiarazione dei redditi molto alta non credo che ne abbia totalmente bisogno nel breve”, ha aggiunto.
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“Si sta anche lavorando per capire come gestire successivamente a questa fase tutti gli eventuali ritardi di pagamenti. Si sta ragionando”, ha detto il ministro, evidenziando che “nella seconda fase si ragionerà per capire come andare incontro a chi ha avuto difficoltà”. “Siamo consapevoli che ci saranno alcune imprese che non ripartiranno, quindi il reddito di cittadinanza sarà uno strumento di sostegno nel breve, certo bisogna garantire una ripartenza sostenibile per quelle che invece potranno ripartire”, ha aggiunto. Il vice ministro ha quindi rassicurato sul pagamento delle pensioni: “Non c’è questo pericolo. Certo è che tanti pensionati saranno ancora l’ammortizzatore sociale delle famiglie, soprattutto dopo questa crisi, perché tanti avranno difficoltà, quindi si figuri se andiamo a toccare i pensionati in questo momento”.
“Finalmente l’acquisto delle mascherine e la disponibilità sia nei presidi sanitari, nelle Rsa, dopo il disastro fatto soprattutto in Lombardia, sono stati garantiti con l’arrivo anche dall’estero. Stiamo anche ampliando la produzione interna in Italia, con tutte le filiere, quindi anche la Camera della moda ha dato una mano e le aziende del settore moda e tessile, in modo che sul mercato siano accessibili con un tetto massimo di prezzo”.
“E’ come un’economia di guerra con un nemico invisibile – ha detto ancora Buffagni – che dobbiamo evitare di far ricrescere. Perché se gestiamo male la fase 2 rischiamo di rientrare e cadere di nuovo in una seconda fase del virus che farebbe dei danni economici incalcolabili oltre ad ulteriori morti”.
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Bonaccini: i cantieri riaprano già da domani
‘Per l’edilizia scolastica, le strade’
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26 aprile 2020
11:46
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“I cantieri, secondo me, dovrebbero riaprire già da domani o da martedì. Potrebbero riaprire per l’edilizia scolastica, le strade. Molte imprese, penso all’agroalimentare, non hanno mai chiuso: se vengono rispettate le norme, se ci sono garanzie di sicurezza, ci sono luoghi di lavoro più sicuri delle file ai supermercati”. E’ quello che Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni chiederà al governo alla riunione del pomeriggio della cabina di regia. Ne ha parlato a Sky Tg24.
“Oggi bisogna decidere, non è più tempo di aspettare”, ha detto Bonaccini, in vista della cabina di regia fissata per le 15 con il Governo. “Ci sono alcune questioni da decidere – ha detto – come la riapertura delle manifatture di interesse internazionale, come automotive, moda, ceramica. Le apriamo il 4 o già domani? Per aprire nuove attività produttive nessuna regione può fare da sola, senza un decreto nazionale, le Regioni possono restringere. Mancano poche ore a lunedì e le decisioni vanno prese perbene per poi comunicarle bene: mai come oggi si è capito quanto sia fondamentale comunicare bene”.
Nella fase due, in vista delle riaperture, sarà importante “differenziare gli orari delle città”, ha detto Stefano Bonaccini. “Il Governo – ha detto – ci consegnerà linee guida sia sui dispositivi di protezione che sul distanziamento sociale e noi le rispetteremo e applicheremo. Bisognerà però organizzarsi per aumentare le corse del trasporto pubblico, differenziare gli orari delle città. La riapertura dei negozi dovrà avvenire con scaglionamenti di orari, con un arco temporale più lungo per fare i turni e perché sui mezzi pubblici potrà salire molta meno gente di prima”. Secondo Bonaccini, comunque, per alcune attività “si prorogherà ancora, avranno un tempo di riapertura un po’ più lungo quelle che mettono in campo il rischio di persone che si incontrano come i bar e i ristoranti”.
“Le mascherine dovrebbero essere rese obbligatorie. Non solo si dovrebbe ridurre, ma togliere l’Iva sulle mascherine”, ha detto Bonaccini. “Il flusso delle mascherine – ha detto – è aumentato stabilmente, abbiamo avuto ulteriori forniture perché sono cominciate le produzioni, che vanno incentivate”.
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Coronavirus: Gualtieri, nessun rischio Italia, ce la faremo
Debito tornerà a scendere. Maggioranza unita, Mes rete sicurezza
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26 aprile 2020
11:31
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“Siamo di fronte a uno shock economico molto pesante”, ammette il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in un colloquio con la Stampa, “ma è uno shock temporaneo, non intaccherà i nostri fondamentali che sono solidi, come dimostrano i dati del deficit al momento dello scoppio della crisi. Lo sforzo straordinario di finanza pubblica che stiamo mettendo in campo è necessario proprio per salvaguardare il nostro potenziale di crescita”.
Su ogni cittadino italiano adesso pesa un debito di 43 mila euro, neonati compresi. “È vero – dice il ministro – ma il debito tornerà su un sentiero discendente già dal 2021, anche con la completa eliminazione delle clausole di salvaguardia che finalmente restituirà uno spazio per la politica economica: superiamo così uno strumento che si è rivelato del tutto inadeguato”. “Un aumento dello spread – riflette ancora – era inevitabile, ma è stato comunque contenuto e ha risentito anche dell’ incertezza sulla risposta europea”.
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Secondo Gualtieri comunque, nella percezione dei mercati un “rischio Italia” imminente non c’è: “Il nostro tasso di interesse medio del debito anche quest’anno continuerà a scendere come ha fatto negli anni scorsi. I nostri pagamenti lordi per interessi vedranno un contenuto aumento il prossimo anno, ma se consideriamo la crescente quota del debito detenuta dalla Bce i pagamenti, al netto dalla quota che ci viene retrocessa dalla Banca d’Italia, saranno in linea con quelli attuali. Questo significa che per assicurare una rapida discesa del nostro debito potremo tornare a un saldo primario pienamente sostenibile sul piano economico”.
Gualtieri rivendica anche che nella trattativa con l’Europa, “è stato fatto un deciso passo avanti che sarebbe stato inimmaginabile solo poche settimane fa. E l’iniziativa di Conte e del governo italiano è stata decisiva. Oltre al ruolo fondamentale della Bce e agli altri strumenti messi in campo, ora è acquisito che si istituirà il Recovery Fund, con l’obiettivo di sostenere la ripresa europea e in particolare i paesi e i settori più colpiti, e che a questo scopo si emetteranno titoli comuni di debito europei”. “Naturalmente – prosegue – è ora cruciale la questione della dimensione del fondo, della quota dei “grants”, che per noi devono essere assolutamente prevalenti, e dei tempi della sua attuazione, che devono consentire di partire già nell’estate.
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Peraltro lo stesso consiglio europeo, raccogliendo la richiesta di Conte, ha riconosciuto l’urgenza, oltre alla necessità, del Fondo stesso. Abbiamo la concreta possibilità di muoverci verso una vera unione fiscale e la crisi, come è successo altre volte nella storia, sta svolgendo il ruolo di poderoso acceleratore di processi che sembravano bloccati”. “Il governo è unito sul negoziato europeo – sottolinea -. Abbiamo detto fin dall’ inizio che per l’Italia è necessario il finanziamento comune di spese comuni, di qui la centralità della battaglia sul Recovery Fund.
Il Mes è solo uno degli strumenti in campo e non il principale e ha la funzione di “rete di sicurezza”.
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E’ morto Giulietto Chiesa, giornalista e politico
Corrispondente da Mosca ed eurodeputato. Vauro annuncia la morte
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26 aprile 2020
11:27
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Quello che ti colpiva in Giulietto Chiesa era il connubio tra dolcezza e determinazione: i baffi che dimostravano l’attaccamento alla storia, lo sguardo tagliente, l’eloquio brillante mai banale di chi il Novecento lo aveva attraversato in prima persona senza tirarsi mai indietro e guidato, nonostante le alterne vicende, dalla chiarezza delle idee.
E’ morto oggi e a darne la notizia è stato l’amico di sempre Vauro Senesi, con una struggente dedica sulla sua pagina Facebook. ”Non riesco ancora a salutarlo”, scrive il disegnatore. ”Ricordo ancora i suoi occhi lucidi di lacrime a Kabul, davanti ad un bambino ferito dallo scoppio di una mina. E’ morto un uomo ancora capace di piangere per l’orrore della guerra. I suoi occhi sono un po’ anche i miei”. scrive ancora Vauro che con Chiesa aveva realizzato il best seller ‘Afghanistan Anno Zero’. Giulietto Chiesa era nato il 4 settembre 1940 ad Acqui Terme (Alessandria).
Giornalista e politico incarnava la passione in entrambi gli ambiti. A Mosca arrivò nel 1980 per seguire le Olimpiadi con la compagna Fiammetta Cucurnia, e lì rimase come corrispondente per L’Unità e La Stampa, ma anche il Manifesto, Tg5, Tg1 e Tg3, per raccontare i grandi cambiamenti del Novecento che da Mosca sono passati e la trasformazione dall’URSS comunista alla Russia moderna. Ma la sua analisi ha attraversato i grandi temi dalle guerre in Medio Oriente, fino alle contraddizioni della globalizzazione a cui ha dedicato anche interessanti volumi come La guerra infinita e la globalizzazione (Feltrinelli 2002), fino a Putinfobia del 2016.
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Si era sin da ragazzo impegnato politicamente in prima persona: dirigente nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana, dal ’70 al ’79 dirigente della Federazione di Genova del Pci e dal 1975 al 1979 capogruppo del partito nel Consiglio provinciale di Genova. Nel 2003 è stato eletto al Parlamento Europeo con la lista Di Pietro-Occhetto-Società civile. Ma non aveva mai lasciato il giornalismo, condirettore di Avvenimenti e poi di Left per una brevissima stagione, aveva anche un blog su Ilfattoquotidiano.it. Del 2007 è Zero. Perché la versione ufficiale dell’11 settembre è un falso, un volume collettivo che fece molto discutere come tante delle sue prese di posizione sempre nette. Grande conoscitore dell’est europeo, ha scritto anche per vari giornali russi. Il filo rosso del suo pensiero l’ha espresso fino a pochi giorni fa sulla tv online, Pandora tv , che aveva fondato.
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Buffagni, ad autonomi 7-800 euro
Norme in dl aprile, chi ha redditi alti non ne ha bisogno subito
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26 aprile 2020
14:08
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“Per le partite Iva c’è la parte di fondo perduto, che lo scorso mese è stata di 600 euro e questa volta dovrebbe essere aumentata a 700-800. Si stanno cercando le risorse ad hoc per ripartirle al meglio, garantendo però questa volta nella seconda tornata che si vadano a garantire queste risorse a quelli meno ricchi”. Lo ha detto il vice ministro dello sviluppo Stefano Buffagni a ‘Notizie Oggi’ su Canale Italia 83. “Chi ha una dichiarazione dei redditi molto alta non credo che ne abbia totalmente bisogno nel breve”, ha aggiunto.
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Gentiloni: ‘Governo italiano in Europa sempre coerente’
‘In Ue per la prima volta strumenti comuni’
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26 aprile 2020
15:16
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“Nei confronti dell’Europa il governo italiano, il premier, il ministro dell’Economia, quello per gli Affari europei hanno avuto una linea di grande coerenza. E questa forse è una delle caratteristiche nuove più evidenti della compagine di governo che si è insediata ad agosto”. Lo ha detto il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni alla trasmissione Mezz’ora in più di Lucia Annunziata.
“Quelle della sospensione del patto di stabilità, della Bce e del patto di Stato sono decisioni storiche e sono espressione di una svolta. Non soltanto per quello che ne viene all’Italia ma perché esprimono la consapevolezza che servono degli strumenti comuni”. Durante “la crisi di 10 anni fa, se un paese aveva bisogno si diceva chiedete aiuto a condizioni spesso draconiane, e vi sarà dato. Adesso tutti hanno bisogno. Draghi lo ha chiesto per due anni che ci fosse una politica economica associata ad una politica monetaria comune. Questa crisi ci ha fatto fare passi da gigante”, ha sottolineato Gentiloni.
“Il Mes è una delle questioni più semplici tra tutte quelle che abbiamo davanti. E’ una linea di credito fino al 2% del Pil di ciascun Paese che può essere accesa a una sola condizione: che questi quattrini che vengono prestati siano usati per la spesa sanitaria”, ha detto ancora Gentiloni alla trasmissione Mezz’ora in più di Lucia Annunziata. “Se usarla o no è una decisione che spetta al governo italiano”, ha aggiunto. “E’ uno degli strumenti che l’Ue ha condiviso e mette a disposizione degli Stati. L’Italia è perfettamente libera se decidere di farne ricorso, non ne farei una tragedia. Non credo sia il tema dirimente anche se capisco le implicazioni nella politica italiana”, ha aggiunto Gentiloni.
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Coronavirus, verso via a cibo asporto-jogging dal 4 maggio
Lettera dell’Anci: ‘Ripartenza vera, non lasciare indietro nessuno’
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26 aprile 2020
17:07
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In corso la cabina di regia, in videoconferenza, tra il premier Giuseppe Conte e le delegazioni di Regioni, Anci e Upi. Alla riunione partecipano anche il ministro della Sanità Roberto Speranza e il titolare degli Affari Regionali Francesco Boccia. In mattinata riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione della maggioranza per definire le misure per la fase 2.
Il governo va verso la riapertura del cibo da asporto dal 4 maggio. E’ quanto si apprende da fonti partecipanti alla cabina di regia tra esecutivo e enti locali che confermano, così, l’ipotesi emersa nelle ultime ore. Da 4 maggio, inoltre, dovrebbe essere permessa l’attività motoria ma solo individuale (a meno che non si tratti di minori o di persone diversamente abili) e la ripresa degli allenamenti per gli sport professionistici. Poi verso la riapertura sempre il 4 maggio del comparto manifatturiero di quello edile (pubblico e privato” e del commercio all’ingrosso funzionale al settore manifatturiero e all’edilizia), è stato comunicato, a quanto si apprende, nel corso della cabina di regia tra governo.
LE RICHIESTE DELL’ANCI – “Noi Sindaci, fin dall’inizio di questa emergenza, abbiamo garantito collaborazione al Governo con senso di responsabilità e in un sincero spirito di solidarietà tra istituzioni – è la lettera che i sindaci hanno inviato a premier Conte con le loro proposte in vista della cabina di regia -, che riteniamo doveroso. Oggi, confermando la nostra leale collaborazione, rivendichiamo alcune misure che riteniamo indispensabili per avviare la fase due, per una ripartenza vera, che non lasci indietro nessuno. E lo facciamo con la nostra abituale concretezza”.
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Conoscere prima del 4 maggio l’elenco delle attività che riaprono per adottare le misure necessarie in materia di mobilità e trasporto, per regolare gli orari di uffici ed esercizi, il corretto utilizzo da parte dei cittadini degli spazi pubblici come i parchi, con eventuale indicazione dell’età. E’ la prima richiesta che l’Anci presenterà al Governo, a cui chiede anche “indicazioni chiare e inequivoche sul corretto utilizzo delle mascherine alla popolazione e ai lavoratori, assicurando disponibilità nelle farmacie ad un prezzo fisso calmierato”. “Integrale sostegno finanziario al trasporto pubblico locale, inclusi i minori ricavi da perdita della bigliettazione e incentivi sulla micro mobilità elettrica, semplificazioni per la realizzazione di piste ciclabili”, è tra le proposte dell’Anci. “Prevedere che nell’ambito della liquidità che sarà resa disponibile dall’UE all’Italia con gli strumenti finanziari straordinari una quota parte sia assegnata ai Comuni e alle Città metropolitane”, è un’altra richiesta dell’Anci.
“Migliorare il coordinamento delle misure di sostegno economico – chiedono i Comuni – per i numerosi settori produttivi colpiti duramente dall’emergenza in modo da assicurare a tutti liquidità in tempi rapidi ed effettivo sostegno con particolare attenzione al settore turistico e balneare”.
“Assicurare a Comuni e Città metropolitane risorse congrue per la spesa corrente alla luce della imponente riduzione di gettito fiscale – ha chiesto ancora l’Anci -, con particolare riferimento all’azzeramento delle imposte di soggiorno e di occupazione del suolo pubblico e alla forte riduzione della Tari”. E propone anche di “rifinanziare i cd. buoni spesa già erogati dai Comuni e assegnare ai Sindaci un plafond di risorse per il sostegno al reddito strettamente legato agli effetti sociali ed economici dell’emergenza.
In un diretta Facebook, il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, chiede “di ampliare il bonus bebè e il bonus babysitter, abbiamo chiesto di anticipare l’apertura dei campi estivi con oratori e il privato sociale”.
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“Relativamente al trasporto pubblico, abbiamo chiesto di definire la capacità massima di bus e vagoni metro: non si può dire distanza un metro e vietare l’assembramento. Cioè se entrano solo le persone pari al numero dei posti a sedere o se entra un quarto della capacità”.
“Stiamo uscendo dalla emergenza sanitaria, la stiamo superando ma non stiamo uscendo dalla pandemia e dal rischio del contagio. E sono preoccupato dal fatto che magari tutti pensiamo che dal 4 maggio possiamo tornare a fare quello che facevamo prima ma in realtà non è così. Dobbiamo abituarci a vivere in maniera diversa rispetto al passato. Dalla cabina di regia ci aspettiamo indicazioni precise. A nome di tutti i sindaci italiani chiedo al governo indicazioni precise sul trasporto, sull’uso delle mascherine, su dove i genitori che tornano al lavoro potranno lasciare i bambini”.
LE PROVINCE: INVESTIRE SU STRADE E PONTI – Sul fronte della ripresa economica, in vista della Cabina di Regia con il governo, le Province chiedono “le risorse per un Piano di investimenti di 2 miliardi su strade, ponti, gallerie e scuole superiori”. Il tutto con cantieri da aprire anche subito û specifica il presidente dell’Upi Michele de Pascale – quando le condizioni di sicurezza siano garantite. Per sostenere questo piano serve una grande operazione di semplificazione delle norme per gli appalti e i contratti pubblici, per potere fare partire gliinvestimenti con la massima rapidità, sempre tendendo insieme legalità e velocità”.
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“Per la scuola le Province, che gestiscono le 7.400 istituti superiori, hanno bisogno di indicazioni certe” sulla loro riapertura, “per potere iniziare subito a riorganizzare gli edifici in linea con le indicazioni anti Covid 19 in modo da poter essere pronti per il nuovo anno scolastico. Ma siamo anche a piena disposizione per trovare soluzioni sia per assicurare ai ragazzi maturandi la possibilità di svolgere le prove orali di persona, sia a ragionare su possibili esigenze immediate”, ha sottolineato in un quadro di richieste avanzate dalle Province al governo il presidente dell’Upi Michele de Pascale.
L’INTERVISTA DEL PREMIER CONTE
Lavoriamo alla ripartenza per il bene del Paese – “Stiamo lavorando per consentire la ripartenza di buona parte delle imprese, dalla manifattura alle costruzioni per il 4 maggio. Non possiamo protrarre oltre questo lockdown: rischiamo una compromissione troppo pesante del tessuto socio-economico del Paese”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in un’intervista a Repubblica in cui anticipa i contenuti del provvedimento che darà il via alla ‘fase-2’ e sottolinea che il rientro a scuola sarà previsto “a settembre”. “Annunceremo questo nuovo piano al più tardi all’inizio della prossima settimana – afferma il capo del governo – La condizione per ripartire sarà il rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza, per i luoghi di lavoro, per le costruzioni e per le aziende di trasporto. Nel rispetto di queste condizioni rigorose, potranno riaprire, già la settimana prossima, passando però dal vaglio dei prefetti e con autocertificazione, attività imprenditoriali che consideriamo ‘strategiche’, quali lavorazioni per l’edilizia carceraria, scolastica e per contrastare il dissesto idrogeologico, come pure attività produttive e industriali prevalentemente votate all’export, che rischiano di rimanere tagliate fuori dalle filiere produttive interconnesse e dalle catene di valore internazionali”. “Il piano che presenteremo – fa sapere – sarà molto articolato perché conterrà anche una più generale revisione delle regole sul distanziamento sociale.
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Revisione delle regole, voglio chiarirlo subito, non significa abbandono delle regole”. Sul tema delle autocertificazioni spiega: “Non siamo ancora nella condizione di ripristinare una piena libertà di movimento, ma stiamo studiando un allentamento delle attuali, più rigide restrizioni. Faremo in modo di consentire maggiori spostamenti, conservando, però, tutte le garanzie di prevenzione e di contenimento del contagio”. Agli alleati Ue e Nato preoccupati dagli aiuti in arrivo da Russia e Cina fa sapere: “Le nostre posizioni in politica estera non mutano, non possono certo dipendere dalla pandemia”. Sull’ipotesi appoggio esterno di Berlusconi, commenta: “Apprezzo il sostegno, ma è bene che i ruoli restino distinti”.
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Sequestro bandiera Mussolini a finestra
Camaiore, vigili urbani segnala proprietario per provvedimenti
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CAMAIORE (LUCCA)
26 aprile 2020
17:03
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Ieri, 25 aprile, giorno della festa della Liberazione, su segnalazione di alcuni abitanti di Camaiore (Lucca), la polizia municipale ha trovato esposta alla finestra di una abitazione una bandiera raffigurante Benito Mussolini, capo del fascismo. La bandiera è stata sequestrata e il proprietario, che è stato subito contattato e rintracciato a casa, è stato segnalato alle autorità competenti. VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLA CRONACA
