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POLITICA TUTTE LE NOTIZIE

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Ultimo aggiornamento 1 Maggio, 2020, 05:42:07 di Maurizio Barra

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DALLE 02:48 DI GIOVEDì 30 APRILE 2020

ALLE 05:42 DI VENERDì 01 MAGGIO 2020

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Fico, a Camera Aula da lunedì a venerdì
Proposta in capigruppo, commissioni tutti i 7 giorni
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30 aprile 2020
02:48
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“Ho proposto anche una nuova organizzazione dei lavori per gestire in modo ottimale gli spazi, visto che ci sarà l’obbligo di pausa e sanificazione ogni tre ore di seduta. Il lavoro dell’aula si dovrebbe svolgere dal lunedì al venerdì, mentre le commissioni dovrebbero spalmare le proprie convocazioni lungo tutti e sette i giorni. Questa è la proposta che ho formalizzato ieri sera in capigruppo a tutte le forze politiche”. Così il presidente della Camera Roberto Fico difendendo “il lavoro più intenso, sia come sedute sia come votazioni, rispetto agli altri Parlamenti europei”.
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Coronavirus, Fase 2: informativa urgente del presidente del Consiglio Giuseppe Conte
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30 aprile 2020
13:50
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Il premier Giuseppe Conte spiega le iniziative del governo per la ripresa delle attività economiche nella Fase due dell’emergenza coronavirus:

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Coronavirus: Conte frena le Regioni e annuncia nuove aperture dal 18
‘Iniziative improvvide di enti locali sono illegittime, il report del Cts non è segreto’
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30 aprile 2020
22:51
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Il premier Giuseppe Conte ha tenuto una informativa prima alla Camera e poi al Senato sull’emergenza Coronavirus e le misure adottate dal governo. Alla Camera l’opposizione ha protestato perchè il premier non ha indossato la mascherina ma il presidente Roberto Fico ha ricordato la decisione dei capigruppo secondo i quali dai banchi del governo è rispettata la distanza di sicurezza e quindi si può non mettere la mascherina a differenza di quanto deciso nel caso in cui si parli dai banchi dei deputati.
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“Stiamo affrontando un’emergenza che non ha precedenza nella storia repubblica, siamo costretti a riconsiderare modelli di vita, a rimeditare i nostri valori, a ripensare il nostro modello di sviluppo. Sono giorni in cui è vivace il dibattito, anche critico, sulle decisioni assunte. La vivacità rileva la forza e la vitalità del nostro sistema democratico”, dice il premier nell’informativa alla Camera.

“Il governo ha sempre compreso la gravità del momento e proprio per questo non ha mai inteso procedere per via estemporanea, improvvisata: c’è stato accurato bilanciamento di tutti gli interessi e i valori coinvolti, buona parte dei quali di rango costituzionale”.

“La filosofia antica, da Platone ad Aristotele, distingueva la doxa, intesa come l’opinione, la credenza alimentata dalla conoscenza sensibile, dall’epistème, la conoscenza che invece ha saldi basi scientifiche”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa alla Camera in un breve “excursus” sulla dottrina greca, nel passaggio nel quali spiega le basi scientifiche delle scelte del governo sulla fase 2. “È direi imperativo categorico per un Governo chiamato ad affrontare questa emergenza, una sfida così complessa, un governo che deve proteggere la salute e la vita stessa dei cittadini di fronte a una minaccia così concreta e insidiosa, porre a fondamento delle proprie decisioni, non già le libere e mutevoli opinioni che si susseguono e che di volta in volta prevalgono nell’opinione pubblica, bensì le raccomandazioni frutto di meditate ricerche e riflessioni di qualificati esponenti del mondo scientifico”, sottolinea.
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Sulle misure per il Coronavirus c’è stata una “discussione ampia con i membri del governo, forze di maggioranza, parti sociali ed enti territoriali riuniti in una cabina di regia. Anche il Parlamento è stato costantemente e doverosamente informato”.

“Il Parlamento, non sono certo io a doverlo ricordare, dispone di tutti gli strumenti per indirizzare e controllare l’azione del governo. Il governo sarà sempre molto attento ai contributi che le Camere vorranno portare. Lo sarà ancora di più nella seconda fase dal 4 maggio, con il progressivo allentamento delle misure e il ritorno alla vita”, sottolinea Conte nella sua informativa.

“Il governo ha adottato da subito un indirizzo di merito e di metodo che prevede un costante confronto con il Cts” in modo da seguire “un principio di conoscenza scientifica nelle sue decisioni”. Conte sottolinea che “la conoscenza ha salde basi scientifiche”. “E’ imperativo categorico per un governo che deve proteggere la vita dei cittadini porre a fondamento delle proprie decisioni non già la libere opinioni che si susseguono ma le raccomandazioni di qualificati esponenti del mondo scientifico”, aggiunge.

Quello messo in campo “è un modo per far ripartire al meglio la nostra economia senza battute di arresto in futuro.
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Un approccio non graduale e incauto porterebbe ad una recrudescenza del contagio”.

“Non possiamo permettere che gli sforzi compiuti risultino vani per imprudenze compiute in questa fase così delicata. Qualsiasi atteggiamento ondivago, come passare dalla politica del “chiudiamo tutto” al “riapriamo tutto”, rischierebbe di compromettere in maniera irreversibile questi sforzi”.

“Il Def aggiorna il quadro alla luce dell’emergenza: il Pil dallo 0,6 subisce una contrazione significativa dell’8%, una previsione che sconta la caduta del Pil del 15% nel primo trimestre” e si prevede un rimbalzo con “una crescita del 4,7 nel 2021”. Nel Def sono previsti anche scenari peggiori “con il rischio di una persistenza del virus” e questo porterebbe a una contrazione del Pil fino a -10,4%. Numeri che “danno la misura della gravità dello scenario”.

“Al termine delle due settimane (previste dal Dpcm del 4 maggio, ndr) avremo un quadro più chiaro e potremo procedere ad un ulteriore allentamento delle misure contenitive”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa alla Camera. “Se nei prossimi giorni la curva dei contagi non dovesse crescere allenteremo ulteriormente le misure assicurando l’apertura in sicurezza del commercio al dettaglio, della ristorazione, dei servizi alla persona”, aggiunge.
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“Il recente rapporto del Comitato tecnico scientifico di cui si è parlato non è segreto, è stato pubblicato sui giornali, e oggi verrà illustrato dal professor Brusaferro”. Prima del suo intervento dai deputati Maurizio Lupi e Maurizio Molinari era arrivata la richiesta, rivolta al presidente della Camera Roberto Fico, di rendere disponibile il documento.

Il premier assicura che “non ci sarà un piano rimesso a iniziative improvvide di singoli enti locali ma basato su rilevazioni scientifiche. Iniziative che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme nazionali, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime”.

“Il primo decreto legge” sulle misure economiche “riprenderà tutti i provvedimenti del Cura Italia, li prolungherà e rafforzerà. Ci saranno 25 miliardi per le misure di sostegno al lavoro e sostegno al reddito come cassa integrazione, indennizzi per colf e badanti”.

“Daremo anche un riconoscimento per le province più colpite dal Covid-19”. Il computo delle misure per le imprese nel prossimo decreto sarà di “15 miliardi”, sottolinea Conte.

“Nelle prossime ore il ministro della Salute emanerà un provvedimento per definire criteri e specifiche soglie di allarme per una valutazione accurata della tendenza al contagio in ciascuna area del Paese.
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Una volta che saranno definiti questi criteri sarà possibile anche un allentamento delle misure restrittive circoscritto su base territoriale, dove la situazione epidemiologica appare meno critica”.

Sempre parlando del prossimo decreto economico Conte sottolinea che “per il turismo, comparto particolarmente esposto, ci sarà sostegno alle imprese turistiche e alle famiglie sotto alcune soglie di reddito con un bonus da spendere nelle strutture ricettive del Paese”.

“Il governo intende dedicare alle famiglie lo spazio che meritano nei prossimi provvedimenti. Sarà cruciale preparare e sostenere progetti territoriali, tutelando anche il diritto al gioco, all’attività motoria, senza compromettere le norme di distanziamento sociale”, afferma Conte. “Condivido l’urgenza di ripensare gli spazi educativi in forma dilatata”, spiega.
“Specifica attenzione dovrà essere dedicata al tema della disabilità, anche dal punto di vista economico”.

Il governo prevederà “ricorso a iter autorizzativi semplificati per un campione di opere, è un’ulteriore direttrice di azione che prenderemo già nei prossimi provvedimenti. Un grande ruolo può essere svolto dal’azione coordinate delle grandi aziende a partecipazione pubblica”.

“Contiamo anche di recuperare un intervento di complessivo potenziamento di detrazioni fiscali a favore dell’edilizia e della sostenibilità. Stiamo studiando un meccanismo articolato che consenta ai cittadini di beneficare di sconti pari al costo pressoché totale dei lavori su lavori anti-sismici e di efficientamento energetico”, sottolinea Conte nella sua informativa alla Camera.

Poi in merito ai dpcm per il Coronavirus: “Non mi sfugge la portata dei rilievi della riserva di legge e del principio di legalità che la Costituzione pone a baluardo della persona.
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Ma quei principi non sono stati né trascurati né affievoliti. Il 31 gennaio è stato deliberato lo Stato di emergenza di rilievo nazionale da cui discendono precise conseguenze giuridiche come prevede il codice civile”.  “A questo si sono aggiunti due decreti legge che offrono copertura legislativa”.
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“Per offrire al Paese una prospettiva più ampia, strutturale e ambiziosa, il governo intende presentare nei prossimi giorni un secondo decreto legge per la rinascita economica e produttiva dell’Italia”. Lo dice il premier parlando di “drastica semplificazione”. C’è “l’urgenza” di “riattivare investimenti pubblici e privati con un’agenda pubblica che deve predisporre un ambiente normativo il più favorevole possibile” a partire da “infrastrutture, innovazione verde e digitale”.

“Occorrerà valutare la possibile riapertura, in modalità sperimentale, di nidi e scuole dell’infanzia, oltre ai centri estivi e ad altre attività ludiche ed educative destinate a nostri bambini”.

“Una specifica attenzione dovrà essere riservata al tema della disabilità. Anche dal punto di vista economico. Per quanto riguarda l’ultimo Dpcm abbiamo previsto e lavorato con le associazioni, una riapertura dei centri diurni così detti semi-residenziali. Ovviamente il tutto con dei protocolli che saranno siglati a livello di patti territoriali in modo da garantire alle persone con disabilità, ai loro familiari e a tutti gli operatori che lavorano con loro, la massima sicurezza”.
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Borghi, Conte tiranno? No diversamente sincero – “L’avvocato Conte tiranno o dittatore? No signori è molto meno, si tratta di un uomo diversamente sincero. Dopo mesi arriva nelle città de Nord come un ladro, senza avvisare nessuno”. Lo afferma Claudio Borghi, deputato della Lega nel corso del suo intervento dopo l’informativa del premier Conte.

Meloni, Italia non è reality show, ora basta – “Anche oggi è venuto ad informare per ultimo il Parlamento delle sue decisioni insindacabili. Questo non è più tollerabile. Lo dico con pacatezza: lo abbiamo consentito all’inizio ma dopo tre mesi dalla dichiarazione dello stato di emergenza non c’è più ragione di continuare con questi metodi, a meno che il governo non intenda utilizzare questa emergenza per accrescere la sua visibilità personale”. Lo ha detto la leader di Fi Giorgia Meloni in Aula alla Camera dove aggiunge: “Questo non è un reality show”.
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Cav, Lega occupa? Fi diversa
Siamo anima essenziale per il centrodestra di governo
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30 aprile 2020
10:06
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“Noi operiamo in maniera diversa, usiamo un linguaggio diverso dai nostri alleati, siamo una coalizione, non un partito unico. Nel centrodestra siamo l’anima popolare, cattolica, europeista, essenziale per un centrodestra di governo”. Così il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in diretta a Mattino Cinque su Canale 5, commentando l’occupazione dell’Aula da parte della Lega.
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Conte, sempre bilanciato valori carta
Intervento premier alla Camera
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30 aprile 2020
11:01
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“Il governo ha sempre compreso la gravità del momento e proprio per questo non ha mai inteso procedere per via estemporanea, improvvisata: c’è stato accurato bilanciamento di tutti gli interessi e i valori coinvolti, buona parte dei quali di rango costituzionale”. Lo dice il premier Giuseppe Conte in Aula alla Camera.
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Conte, alcuni enti locali improvvidi
Non possono comportare misure meno restrittive
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30 aprile 2020
11:04
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“Non ci sarà un piano rimesso a iniziative improvvide di singoli enti locali ma basato su rilevazioni scientifiche. Iniziative che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme nazionali, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa alla Camera.
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Conte, 25 miliardi per sostegno redditi
L’intervento del premier alla Camera
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30 aprile 2020
11:05
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“Il primo decreto legge” sulle misure economiche “riprenderà tutti i provvedimenti del Cura Italia, li prolungherà e rafforzerà. Ci saranno 25 miliardi per le misure di sostegno al lavoro e sostegno al reddito come cassa integrazione, indennizzi per colf e badanti”. Lo dice il premier Giuseppe Conte alla Camera.
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Conte, decidere su basi scientifiche
E non seguire le libere opinioni
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30 aprile 2020
11:06
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“Il governo ha adottato da subito un indirizzo di merito e di metodo che prevede un costante confronto con il Cts” in modo da seguire “un principio di conoscenza scientifica nelle sue decisioni”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa alla Camera sottolineando che “la conoscenza ha salde basi scientifiche”. “E’ imperativo categorico per un governo che deve proteggere la vita dei cittadini porre a fondamento delle proprie decisioni non già la libere opinioni che si susseguono ma le raccomandazioni di qualificati esponenti del mondo scientifico”, aggiunge.
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Conte,rischio sforzi vani per imprudenze
Che passano dal “chiudiamo tutto” al “riapriamo tutto”
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30 aprile 2020
11:08
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“Non possiamo permettere che gli sforzi compiuti risultino vani per imprudenze compiute in questa fase così delicata. Qualsiasi atteggiamento ondivago, come passare dalla politica del “chiudiamo tutto” al “riapriamo tutto”, rischierebbe di compromettere in maniera irreversibile questi sforzi”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa alla Camera.
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Ok del Senato al Def
Via libera da Palazzo Madama
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30 aprile 2020
12:30
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Con 161 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto l’Aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Def.
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Meloni, Italia non è reality show
Basta decisioni insindacabili
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30 aprile 2020
12:37
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“Anche oggi è venuto ad informare per ultimo il Parlamento delle sue decisioni insindacabili. Questo non è più tollerabile. Lo dico con pacatezza: lo abbiamo consentito all’inizio ma dopo tre mesi dalla dichiarazione dello stato di emergenza non c’è più ragione di continuare con questi metodi, a meno che il governo non intenda utilizzare questa emergenza per accrescere la sua visibilità personale”. Lo ha detto la leader di Fi Giorgia Meloni in Aula alla Camera dove aggiunge: “Questo non è un reality show”.
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Orlando (Pd), no lacerazioni maggioranza
Paese deve essere credibile
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30 aprile 2020
12:44
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“Noi sosteniamo il governo non perchè siamo in maggioranza ma per il ruolo che abbiamo. In questo momento lacerazioni, polemiche, ipotesi di manovre non soltanto non servono alle Istituzioni ma disorientano un popolo già spaventato. Siccome sappiamo che non ci sono i soldi del monopoli un paese che è costretto ad emettere debito deve essere credibile. Lo spread è una tassa sugli slogan e sulle stupidaggini che si dicono, più ci sono e più il prezzo da pagare sarà alto. Guai autocensurarsi ma guai se non sappiamo misurare le parole”. Lo afferma il vicesegretario del Pd Andrea Orlando.
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Lega, centrodestra determinate nel voto
Così Salvini su voto scostamento bilancio
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30 aprile 2020
12:47
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“Senza la Lega e tutto il centrodestra, incredibilmente la maggioranza oggi non avrebbe avuto al Senato i numeri sufficienti per l’approvazione dello scostamento di bilancio, cioè per liberare 55 miliardi per gli Italiani”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini commenta il voto sullo scostamento di bilancio di Palazzo Madama che ha visto la maggioranza fermarsi a quota i 158. I si totali sono stati 276. “Prima gli italiani” per noi non è uno slogan, ma una ragione di vita. Noi della Lega andiamo oltre gli insulti: abbiamo aiutato una maggioranza assente”, spiega.
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Conte, arriva bonus famiglie per turismo
Intervento premier alla Camera
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30 aprile 2020
11:13
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“Per il turismo, comparto particolarmente esposto, ci sarà sostegno alle imprese turistiche e alle famiglie sotto alcune soglie di reddito con un bonus da spendere nelle strutture ricettive del Paese”. Lo dice il premier Giuseppe Conte parlando del prossimo decreto economico.
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Decaro a Regioni, volete sfida? Comuni accettano
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BARI
30 aprile 2020
14:50
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30 aprile 2020
14:50
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“Possiamo iniziare sulla base della norma che sterilizzava i nostri poteri a disapplicare le ordinanze regionali, perché – ha aggiunto Decaro – la norma che sterilizzava il potere del sindaco dice che i sindaci possono, nel solco del decreto non in contrasto col decreto, fare delle ordinanze quindi noi possiamo fare delle ordinanze che seguono il decreto e che di fatto disapplicano le ordinanze regionali.
Questo lo possiamo fare se le Regioni vogliono noi da domani mattina ci organizziamo e cominciamo a fare ordinanze di questo tipo. Abbiamo dimostrato senso di responsabilità ma non è che si possono scaricare sulla responsabilità dei sindaci, delle amministrazioni locali, tutte le problematiche del Coronavirus”.
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Conte, vene tremavano in certi momenti
Se siamo riusciti a fermare contagio è per loro senso civico
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30 aprile 2020
15:15
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“Ci sono stati momenti in cui le nostre vene tremavano, perché non pensavamo di riuscire a arrestare la curva del contagio”. Lo sottolinea, in uno dei passaggi finali dell’informativa al Senato, il premier Giuseppe rimarcando “la prova che i nostri cittadini stanno offrendo.
Dobbiamo ringraziarli per i comportamenti virtuosi posti in essere, per il senso civico che stanno dimostrando. Se siamo riusciti a piegare la curva del contagio è merito loro”, osserva Conte tra gli applausi della maggioranza.
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Renzi a Conte, se fai populista no di Iv
Serve coraggio e visione, non giocare sulla paura
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30 aprile 2020
15:35
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“Glielo diciamo in faccia: siamo a un bivio. E’ stato bravo a rassicurare gli italiani, è stato molto bravo. Il punto però è che nella fase 2 della politica non basta giocare su paura e preoccupazione. C’è una ricostruzione da fare che è devastante e richiederà visione e scelte coraggiose. Dia un occhio in più ai dati dell’Istat o noi non saremo al suo fianco. Se sceglierà la strada del populismo non avrà al suo fianco Italia viva”. Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi rivolgendosi al premier Giuseppe Conte in Aula per “un ultimo appello”. VAI ALL’ECONOMIA VAI ALLA CRONACA VAI ALLE NOTIZIE DAL MONDO

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Renzi: ‘Se non parte la Fase 2 non stiamo in maggioranza’
‘Serve coraggio e visione, non giocare sulla paura. Il governo pensi a’ disoccupati, non abdichi a virologi’
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30 aprile 2020
22:06
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“Se il premier accetterà di lavorare sui temi che abbiamo detto per me non c’è problema, si vedrà nei prossimi mesi. Se la gente non vede arrivare soldi è evidente che la fase due non parte e che noi non possiamo stare in maggioranza”. Lo ha detto Matteo Renzi a Porta a Porta.

“Ultimo appello” di Renzi a Conte al Senato. “Glielo diciamo in faccia: siamo a un bivio. E’ stato bravo a rassicurare gli italiani, è stato molto bravo. Il punto però è che nella fase 2 della politica non basta giocare su paura e preoccupazione. C’è una ricostruzione da fare che è devastante e richiederà visione e scelte coraggiose. Dia un occhio in più ai dati dell’Istat o noi non saremo al suo fianco. Se sceglierà la strada del populismo non avrà al suo fianco Italia viva. Il nostro Paese – prosegue Renzi – ha avuto momenti in cui la politica ha abdicato rispetto alle sue responsabilità, nel 92-93 ha abdicato alla magistratura, nel primo decennio del 2000 quando ha abdicato ai tecnici, ora non possiamo abdicare ai virologi, non possiamo chiedere loro come combattere la disoccupazione, tocca alla politica. C’è una nuova divisione più profonda, tra garantiti e non garantiti. La richiamiamo ad avere uno sguardo più ampio sul futuro economico. Voteremo il decreto sulla liquidità predisposto da Gualtieri ma il mondo va avanti e di fronte a questo ora è il momento di agire: prevenire, non rincorrere. Sia più prudente quando parla agli italiani: lei ha detto 11 volte ‘noi consentiamo’. Un presidente del Consiglio non consente, perché le libertà costituzionali vengono prima di lei. Lei non le consente, le riconosce. Io ho negato a Salvini i pieni poteri: non l’ho fatto per darli ad altri. Il Coronavirus è una bestia terribile che ha fatto 30mila morti nel modo più vigliacco ma noi non siamo dalla parte del Coronavirus quando diciamo di riaprire, onoriamo quei morti. La gente di Bergamo e Brescia che non c’è più, se potesse parlare ci direbbe di riaprire”.
“Quale ultimatum?  risponde Conte – Renzi ha chiesto di fare politica? E’ quello che stiamo facendo, quindi non c’è nessun ultimatum”.  Quindi la maggioranza esiste ancora?, gli viene chiesto. “Sì”, risponde il presidente del Consiglio.
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La Russa, dopo Renzi non c’è maggioranza
Leader Iv le ha detto: ‘come ti ho creato, ti distruggo’
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30 aprile 2020
15:46
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“Caro Presidente, dopo l’intervento di Renzi le comunico che non ha più una maggioranza. Il leader di Italia Viva le ha detto, come io ti ho creato, io ti distruggo”. Lo afferma Ignazio La Russa (FdI), intervenendo a Palazzo Madama.
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Fase 2: Marche, passeggiate individuali
Ordinanza presidente Regione, no assembramenti o multa 400 euro
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ANCONA
30 aprile 2020
18:36
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Via libera nelle Marche da mezzanotte del 4 maggio alle passeggiate, svolte in maniera individuale, sulle spiagge, nel rispetto del distanziamento sociale e delle altre norme in tema di contenimento della diffusione del virus Covid-19. Vietati invece gli assembramenti e le soste sull’arenile. Lo prevede l’ordinanza n. 27 firmata dal presidente della Regione Luca Ceriscioli. Le violazioni saranno punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 400 euro.
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Umbria propone suo programma riaperture
Tesei, inviato a Governo con scelta dialogo istituzionale
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PERUGIA
30 aprile 2020
19:01
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Prende in considerazione la maggior parte delle attività economiche per le quali nell’ultimo Dpcm non viene presentato alcun cronoprogramma la proposta di riaperture delle attività commerciali e produttive in Umbria che la Regione ha inviato ai ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza. “Tiene conto dell’attuale situazione dei contagi nel nostro territorio congiuntamente alle esigenze del tessuto economico” ha spiegato la presidente umbra, Donatella Tesei.
“Abbiamo optato – ha aggiunto – per la strada istituzionale del dialogo con il Governo, nella speranza che tale scelta venga apprezzata e che la nostra proposta possa essere accolta, pronti, ovviamente, a monitorare le conseguenze sanitarie ed eventualmente con modifiche e sospensioni”.
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Oggi record di guariti e calo malati
Diminuiscono anche terapie intensive. I decessi 285 più di ieri
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30 aprile 2020
19:07
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Sono 75.945 i guariti dal coronavirus in Italia, con un incremento record di 4.693 rispetto a ieri. E’ l’aumento maggiore dall’inizio dell’emergenza. Di questi 2.999 si sono registrati in Emilia Romagna. Il dato è stato reso noto dalla Protezione civile. Calo record in un solo giorno anche per i malati: sono scesi a 101.551, con un decremento di 3.106 in 24 ore. Non si arresta l’ormai stabile, da settimane, trend in calo dei ricoveri in terapia intensiva: sono 1.694, 101 in meno rispetto a ieri. Di questi, 605 sono in Lombardia, 29 in meno rispetto a ieri. Dei 101.551 malati complessivi, 18.149 sono ricoverati con sintomi, 1.061 in meno rispetto a ieri, e 81.708 sono quelli in isolamento domiciliare, 1.944 meno di ieri.
Infine, sono salite a 27.967 le vittime percoronavirus in Italia, con un incremento di 285 in un giorno, in calo rispetto a ieri.
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Salvini: in Parlamento portiamo la voce dei cittadini
“Abbiamo risposto alle domande, non giocato a briscola”
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30 aprile 2020
14:27
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“Siamo rimasti in Parlamento e andremo avanti senza disturbare nessuno o interrompere lavoro, a distanza con le mascherine perché gli italiani ci hanno detto ‘portate la nostra voce’. Dopo 50 giorni inizia a pesare la chiusura”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, in collegamento con Telelombardia, dopo aver passato la notte in Senato. “Non siamo stati a giocare a briscola, rispondevamo alle domande delle persone su affitto, bollette, mutui”, perché su questo “non c’é nessun aiuto”, ha aggiunto Salvini.
“Oggi chiederò al presidente Conte, dopo 50 giorni di chiusura, burocrazia e multe, non è il caso di dare fiducia agli italiani ed eliminare l’autocertificazione?, ha spiegato il leader leghista – “Gli italiani hanno la testa, smettila con l’autocertificazione, lasciamo che polizia e carabinieri tornino al loro sacrosanto lavoro di lotta al crimine e fidiamoci degli italiani”.
“Noi siamo in Parlamento anche per questo, perché ormai i decreti i cittadini non li scoprono in gazzetta ufficiale ma in tv il sabato sera. Peccato che siano annunci”, ha ggiunto, dopo aver passato la notte al Senato. Ora “sono a casa a farmi una doccia ma alle 9 riprendiamo i lavori sul documento di economia e finanza. Vogliamo chiedere al governo di essere più veloce. Noi vogliamo che alle parole seguano i fatti, non pretendiamo miracoli”.
“Spero che oggi, visto che andremo avanti ancora con questa protesta pacifica e costruttiva e leggeremo le voci dei cittadini, tutto il centrodestra si unisca”, ha dettto commentando le parole della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha parlato di iniziativa non concordata. “Le porte del Parlamento sono aperte a tutti, giorno e notte”, ha detto Salvini; “poi io non vado a commentare quando altri fanno protesta e manifestazioni”, ha aggiunto.
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Arriva app tracciamento, privacy e cancellazione dati
Piattaforma al Ministero Salute, si basa su modello Apple-Google
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30 aprile 2020
15:22
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Garanzie sulla privacy e la cancellazione dei dati entro dicembre 2020, una piattaforma gestita dal Ministero della Salute che si appoggerà ad un server pubblico, l’adeguamento al modello proposto da Apple e Google che sarà pronto a metà maggio. L’app Immuni non è sparita dal radar del governo, anzi si delineano i paletti e la roadmap grazie al decreto giustizia in cui è inserito un capitolo sul tracciamento del contagio da coronavirus. Dunque, una “norma di rango primario” per la legittimazione dell’app, così come chiesto dal Parlamento e dal Garante della Privacy.
Il decreto prevede che i dati dovranno essere resi “anonimi” o se non è possibile “pseudonomizzati” ed entro il 31 dicembre 2020 dovranno essere cancellati e non possono essere utilizzati per finalità diverse da quella del tracciamento. Inoltre viene ribadito che l’app sarà volontaria e non ci saranno limitazioni per chi non la scarica, verranno inoltre adottate “misure tecniche e organizzative per garantire un livello di sicurezza adeguato ai rischi per i diritti e le libertà degli interessati”.
Da un punto di vista tecnico l’applicazione non userà la geolocalizzazione ma traccerà solo “i contatti stretti”, quindi userà il bluetooth. E come ha chiarito la ministra Pisano, capofila della task force che ha scelto l’app Immuni, il sistema italiano dovrà tenere conto del modello di Apple e Google ispirato alla decentralizzazione (nello specifico al protocollo DP-3T), con i dati conservati sui dispositivi degli utenti. I due big dell’hi-tech proprio oggi hanno iniziato a distribuire le versioni di prova agli sviluppatori di diversi paesi del mondo. Il rilascio della versione definitiva è prevista a metà maggio, di conseguenza l’app italiana dovrebbe essere lanciata dopo quella data.
Il sistema dovrebbe funzionare in questo modo: ogni dispositivo su cui è scaricata l’app genera un codice identificativo temporaneo e anonimo che viene scambiato tramite bluetooth con i dispositivi vicini (in base a parametri che saranno fissati). A intervalli di tempo i cellulari scaricano da un server, che da noi sarà a gestione pubblica molto probabilmente di Sogei, i codici dei cellulari di chi è risultato positivo. Se l’app ritrova questo codice all’interno della propria memoria fa apparire un messaggio a cura dell’autorità sanitaria.
Il decreto prevede anche una piattaforma istituita presso il Ministero della Salute – in coordinamento con Protezione Civile, Iss e le strutture sanitarie pubbliche e private – che si occuperà degli “ulteriori adempimenti necessari al tracciamento dei contatti e per l’adozione di correlate misure di sanità pubblica e di cura”. Al momento, secondo Pisano, Immuni “non si occupa del diario clinico” e Bending Spoons, la società che l’ha ideata, ha dato la disponibilità a “sviluppare pro bono il software per una durata di sei mesi” in funzione della sua messa in esercizio. Per la ministra l’app funzionerà anche se l’adotterà il 25-30% degli italiani.
“L’adozione di una norma primaria e la valutazione d’impatto dell’app sono delle garanzie dal punto di vista della privacy. Resta ancora poco chiara la fase successiva alla comunicazione del contagio, quella che dovrebbe prevedere l’avvio di test e tamponi”, spiega Fulvio Sarzana, avvocato ed esperto di diritto dell’informatica e delle telecomunicazioni.
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De Micheli, si studia una app per i mezzi pubblici
Indicherà se quelli in arrivo sono troppo pieni
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
30 aprile 2020
15:54
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“Abbiamo messo allo studio insieme alla Ministra Pisano l’ipotesi di una app che là dove c’è tanta congestione di passeggeri ci sia la possibilità di poter dire prima ai passeggeri che vogliono salire su quel mezzo, guarda che quel mezzo arriverà pieno e quindi dovrai aspettare quello successivo”. Queste le parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, ad Agorà Rai Tre, condotto da Serena Bortone, con riferimento allo studio di una app per comunicare il livello di affollamento sui mezzi pubblici.
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In Aula c’è chi indossa la mascherina e chi no. E scatta la protesta
Fico spiega le regole di ingaggio
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30 aprile 2020
20:07
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Polemiche sulla distanza di sicurezza in Aula dopo che un parlamentare della Lega si era tolto la mascherina poco prima che cominciasse a parlare Giuseppe Conte per le sue comunicazioni sulla Fase 2.

L’opposizione ha protestato perchè il premier non ha indossato la mascherina, ma il presidente della Camera Roberto Fico ha ricordato la decisione dei capigruppo secondo i quali dai banchi del governo è rispettata la distanza di sicurezza e quindi si può non mettere la mascherina a differenza di quanto deciso nel caso in cui si parli dai banchi dei deputati.

Senza mascherina si può intervenire parlando vicino a dei microfoni installati in un punto dell’Aula dove le distanze di sicurezza possono essere rispettate, ha poi ricordato.
Il presidente della Camera ha dovuto comunque sospendere per pochi minuti la seduta e l’ha fatta riprendere dopo essersi accertato che tutti i parlamentari nell’emiciclo indossassero la mascherina, compreso il deputato leghista. Quindi ha dato la parola al premier Giuseppe Conte che ha potuto cominciare il suo intervento.
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Fase 2: Zaia, protesta Lega? Modalità corretta
Giusto che di questi temi discuta il Parlamento
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VENEZIA
30 aprile 2020
13:39
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“La protesta della Lega alla Camera? Mi pare una modalità corretta per sollevare l’attenzione rispetto ad un tema. Penso che la sede per discutere sia quella parlamentare, quindi ci sta. E’ giusto che alcune partite si discutano in Parlamento”. Così il governatore del Veneto, Luca Zaia, rispetto all’occupazione dell’Aula, ieri, da parte della Lega.
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Fase 2, i governatori contro il governo
Zaia: ‘Chi fa i controlli non decida se vale di più il dpcm o la norma regionale’. Toti: ‘Le linee guida siano interpretabili dalle Regioni’. Fontana: ‘Via i nostri limiti’
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VENEZIA
30 aprile 2020
14:54
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I governatori attaccano il governo sulle modalità della Fase 2.
“Pretendiamo dal Governo – ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti – che le linee guida possano essere interpretate dalle Regioni secondo i poteri costituzionali, si è usciti dalla fase dei divieti, si è entrati nella fase delle regole, il Governo si deve mettere in testa che le regole si decidono insieme tra Regioni e Governo. Non esiste una potestà esclusiva del Governo di dettare le regole in tutta Italia perché non la prevede la nostra Costituzione. Esiste un Titolo V che prevede che cosa può fare l’uno e che cosa può fare l’altro”. “Il fatto che il Governo possa decidere un trattamento identico su materie per le quali le Regioni hanno la competenza legislativa talvolta esclusiva certamente sempre concorrente è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Non è un attacco politico al Governo, è un’esigenza reale di trattare territori anche diversi in modo diverso” ha sottolineato Toti ribadendo la presa di posizione delle Regioni che hanno emanato ordinanze regionali migliorative del Dpcm. “Si poteva in qualche modo concordare, ma tutti quanti non hanno alzato neanche un sopracciglio nella fase 1 dell’epidemia, quando c’era un’esigenza impellente di conculcare diritti costituzionali ai cittadini, perché il diritto alla salute è costituzionale ma – ha concluso – lo è anche la libertà di movimento, di culto e di impresa”.
“Non esiste – rincara il governatore del Veneto Luca Zaia – che chi fa i controlli sui cittadini decida se ‘vale di più’ il Dpcm del Governo o l’ordinanza della Regione. Va applicata la legge, e serve buon senso. Se qualcuno ha dubbi deve chiedere alle Prefetture.  Serve il buon senso però – ha aggiunto – E nel caso si applica la norma in maniera estensiva. Se io trovo il cittadino per la strada che la mascherina al collo, gli dico di tirarla su sul volto, non gli faccio subito la sanzione”. “La protesta della Lega alla Camera? Mi pare una modalità corretta per sollevare l’attenzione rispetto ad un tema. Penso che la sede per discutere sia quella parlamentare, quindi ci sta. E’ giusto che alcune partite si discutano in Parlamento”.
“Noi – spiega il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – non proporremo delle ordinanze che vadano ad allargare quanto previsto dal Dpcm, elimineremo tutte le restrizioni che avevamo posto. Dal 4 maggio sostanzialmente noi allargheremo nel senso di rinunciare a tutte le nostre limitazioni: riapriamo alberghi, uffici professionali, mercati all’aperto e al chiuso” ma solo per i generi alimentari. “Noi allargheremo dove avevamo ristretto”.
“Milano – è l’appello di Michele Emiliano, governatore della Puglia – è la seconda città della Puglia dopo Bari. Per questo chiediamo ai nostri fratelli di usare la testa e il cuore prima di muoversi. Deve essere davvero indispensabile”. Sui possibili rientri dal 4 maggio spiega: “La norma lo consente. Ma chi torna, dovrà restare a casa, a giusta  distanza dai familiari, per 14 giorni. È una misura di prevenzione che abbiamo introdotto per la prima volta in Puglia con un’ordinanza che ha fatto scuola, emanata l’8 marzo alle 2.31 di notte, per contenere i rischi dell’improvviso esodo dal nord di migliaia di persone. Un’ordinanza che ha salvato il Sud”. “Duecento dei 35 mila rientrati – ricorda – erano positivi. E dunque hanno acceso altrettanti focolai. Se non avessimo imposto loro la quarantena sarebbe stato un disastro”. Sulla ripartenza chiarisce: “Dobbiamo provare a far viaggiare parallelamente ripresa economica e attenzione sanitaria. Io ho fatto un’ordinanza per far partire l’asporto nei ristoranti per esempio. Ma c’è anche un tema turismo. Abbiamo 900 chilometri di costa, dobbiamo trovare una maniera per ospitare chi vuole venire a goderseli”. Sull’ipotetico caso di un turista lombardo, aggiunge: “Evidentemente chi arriva da zone dove il rischio sanitario è ancora alto, non potrà muoversi. Ma non tutti possono essere uguali”, “questa è stata un’epidemia diseguale. Purtroppo ha colpito per primi i nostri fratelli lombardi, veneti ed emiliani. E noi del Sud abbiamo retto anche perché i nostri sistemi sanitari hanno imparato dagli errori. Giustamente tutto il paese è corso in soccorso della Lombardia: stava affondando la nave ammiraglia dell’Italia”. “In questi anni la sanità del Sud – evidenzia anche – è stata mortificata dai viaggi della speranza. In Puglia abbiamo un tetto per pagare le prestazioni ai grandi gruppi sanitari privati ma lo scorso anno abbiamo pagato 320 milioni, quasi tutti alla Lombardia, perché i pugliesi potessero curarsi nelle loro cliniche private. Questo non deve essere più possibile”.
“Il Recovery plan – riflette Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana – da quanto si apprende, potrebbe consistere in 1.000 miliardi di euro, di cui 50 per allungare di due anni la programmazione dei fondi di coesione regionali in scadenza nel 2020. Questa è certamente una boccata d’ossigeno, ma ben poca cosa rispetto alle risorse che servono ai territori e alle Regioni per ripartire”. Rossi sottolinea che “se sostenuti e coinvolti nell’attuazione del Recovery plan, come amministrazioni locali siamo pronti a fare la nostra parte, anche con bandi a fondo perduto rivolti all’industria, alle piccole e medie imprese, alle start-up e al mondo della ricerca”. In Toscana, ricorda il governatore, “per sostenere la ripresa abbiamo calcolato che è necessario un piano di investimenti di almeno 5 miliardi all’anno”.
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Confindustria, Bonomi: ‘Fase 2, incerta e contraddittoria. Lavoriamo ad un piano Italia 2030-2050’
‘Inaccettabile l’avvio di una campagna di nazionalizzazioni dopo aver indotto le aziende a iperindebitarsi’ ha detto al consiglio di confindustria. Scelti i vicepresidenti
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30 aprile 2020
20:38
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“Un conto è chiedere un freno alla corresponsione dei dividendi, altro e del tutto inaccettabile è avviare una campagna di nazionalizzazioni dopo aver indotto le imprese ad iperindebitarsi”: il presidente designato Carlo Bonomi, parlando al Consiglio generale di Confindustria, avverte “La tentazione di una nuova stagione di nazionalizzazioni è errata nei presupposti e assai rischiosa nelle conseguenze, sottraendo risorse preziose alle aziende per soli fini elettorali”.
“Stiamo andando verso una riapertura delle attività economiche purtroppo caratterizzata da un caotico susseguirsi di misure incerte e contraddittorie”. Il presidente designato di Confindustria, Carlo Bonomi, lo ha sottolineato parlando a porte chiuse agli industriali riuniti, oggi, in videoconferenza per il consiglio generale di via dell’Astronomia. Emerge da un audio trapelato dalla riunione e pubblicato dal sito Affari Italiani. “Sono personalmente stupefatto che nel ‘dpcm riaperture’ non ci sia alcun metodo di massa di tracciamento dei contatti finalizzato ad una diagnostica precoce da parte delle sanità regionali”. E “l’app immuni non risulta collegata e validata da sanità centrali e regionali”, dice Bonomi, che avverte: “Non c’è un Paese democratico al mondo che va verso il terzo mese di misure restrittive senza aver adottato un preciso metodo di raccolta dati epidemiologici e di concentrazione degli interventi sanitari territoriali”. Poi aggiunge: “Dobbiamo batterci perché tra pochi giorni sia assicurata la tenuta del trasporto pubblico locale poiché le misure adottate appaiono difficilmente conciliabili con l’intensità dei flussi nelle grandi conurbazioni dove recarsi al lavoro non è possibile massivamente con mezzi privati”. E “anche la chiusura persistente delle scuole è un enorme problema che impatta sulla serenità dei nostri collaboratori, sulla conciliazione del lavoro”.
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“Il Governo agevoli quel confronto leale e necessario in ogni impresa per ridefinire dal basso turni, orari di lavoro, numero giorni di lavoro settimanale e di settimane in questo 2020”, “da definire in ogni impresa e settore al di là delle norme contrattuali”, dice il presidente designato, Carlo Bonomi. “Senza questo sforzo collettivo la ripresa resta sotto ipoteca. E’ impossibile pensare di perdere lì8/10%, del pil e che dopo due mesi possa tutto ritornare come disposto dai contratti vigenti”.
“Le scelte che ci attendono sono da togliere il respiro. Chiedono una dedizione integrale e il meglio delle risorse intellettuali e morali”. Il presidente designato Carlo Bonomi parla agli industriali riuniti a porte chiuse per il Consiglio Generale di via Confindustria e dice: “Per questo dobbiamo metterci rapidamente al lavoro perché entro l’estate sia pronto un grande piano Italia 2030-2050. Un grande libro bianco di medio periodo degli obiettivi dell’industria e della crescita dell’Italia.
Bonomi ha scelto i suoi vice. Nella squadra dei vicepresidenti, 13 in tutto, entrano Luigi Gubitosi, Maurizio Stirpe, Maria Cristina Piovesana, Emanuele Orsini, Barbara Beltrame, Giovanni Brugnoli, Francesco De Santis, Alberto Marenghi, Maurizio Marchesini, Natale Mazzuca. Si aggiungono i tre vicepresidenti ‘di diritto’: Carlo Robiglio, Alessio Rossi, Vito Grassi.
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Pisano, per app sperimentazione prossime settimane
Conte, Parlamento potrà intervenire in sede conversione dl Bonafede
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30 aprile 2020
18:04
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La logica della sperimentazione nelle prossime settimane per implemantare la tecnologia di contact tracing. Lo ha detto la ministra dell’Innovazione Paola Pisano nell’audizione alla commissione Affari Istituzionali alla Camera. “Sulla proposta normativa – ha aggiunto – il Garante della Privacy ha espresso parere favorevole. Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità la nostra proposta normativa di una specifica disciplina delle modalità di funzionamento dell’applicazione di tracciamento e del relativo trattamento dei dati, proposta destinata ad essere prossimamente oggetto di un decreto legge”.
“La società Bending Spoons – ha chiarito la ministra – non fornirà alcun servizio: ha fornito il codice sorgente e alcune linee di codice. Non avrà accesso ai dati, non tratterà nessun dato. Saranno trattati i dati da soggetti pubblici, i dati saranno sugli smartphone tranne una minima percentuale su un server centrale, in cui finiranno le chiavi cifrate, prive di capacità identificativa”. Il server “verrà gestito da Sogei, non ci sarà nessun soggetto privato”. Pisano, infine, ha detto che nella messa a punto dell’app di tracciamento “c’è il coinvolgimento molto forte delle Regioni”, ad esempio “il messaggio” con cui l’app avvisa l’utente dopo un contatto con una persona positiva “potrebbe cambiare da Regione a Regione”.
Il premier Conte ha ribadito che l’app Immuni  “non raccoglierà nessun dato di geolocalizzazione degli utenti. Potrà essere scaricata gratuitamente e volontariamente e utilizzerà codici che non permetteranno di risalire all’identità dell’utente”.
“Ieri il Governo, all’esito del Consiglio dei ministri, ha adottato un decreto legge che tra le altre cose contiene anche una copertura normativa di rango primario alle procedure di tracciamento dei contatti con funzioni di monitoraggio del virus – ha aggiunto il premier – Il corpus di disposizioni, su cui il Parlamento potrà intervenire in sede di conversione in legge del decreto, ha lo scopo di chiarire e rafforzare la disciplina del particolare trattamento dei dati, in coerenza con quanto ha precisato il Comitato europeo per la protezione dei dati personali e recependo le raccomandazioni emanate dalla Commissione europea il 16 aprile 2020”.
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Coronavirus, Azzolina:’La maturità sarà in presenza’. Un piano per riaprire nidi e asili
A breve l’ordinanza. ‘Saranno interrogati 5 ragazzi in media al giorno’. I bambini saranno divisi in piccoli gruppi, niente pasti e giocattoli da casa
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30 aprile 2020
19:49
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LA MATURITA’- “Gli esami di maturità si faranno in presenza. Il percorso scolastico sarà considerato di più rispetto agli anni scorsi”. La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha dato la conferma a  Rai News. “Il colloquio inizierà con un argomento che gli studenti concorderanno prima sulle materie di indirizzo. L’ordinanza ci sarà a breve. Basta studiare e andrà bene”. Saranno interrogati 5 ragazzi mediamente al giorno. “Se lo studente sta ad una distanza di 4-5 metri dagli insegnanti della commissione non credo sia un obbligo indossare la mascherina, diversamente se la distanza fosse minore”. Così la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a Rai News a proposito degli esami di Stato. “Scriveremo un protocollo i sicurezza con le parti sociali. Penso che il modello che si sta usando alla Camera, è ottimo e lo proporremo: lì si usa un distanziamento di almeno 1 metro”.
NIDI E CENTRI ESTIVI- Azzolina ha spiegato che si sta lavorando – con altri ministri e con gli Enti locali – per dare risposte ai genitori dei bambini più piccoli, già dalle prossime settimane, prevedendo “sicuramente piccoli gruppi” e mettendo a disposizione cortili, palestre e locali delle scuole nei mesi in cui queste saranno chiuse per le vacanze estive, non per la attività didattiche ma per allestire dei centri estivi in cui sarà coinvolto non il personale scolastico ma quello del terzo settore. I bambini accolti saranno presumibilmente divisi in gruppi più piccoli per facilitare il mantenimento della distanza, saranno affidati sempre allo stesso educatore, non sarà possibile portare giocattoli o pasti da fuori e le attività si svolgeranno il più possibile all’esterno.
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Gentiloni, al lavoro per Recovery fund
‘Dobbiamo trovare il modo per anticipare l’operazione’
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BRUXELLES
30 aprile 2020
14:18
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Sul Recovery fund è in corso “un lavoro tecnico”, la sua tempistica “è legata all’entrata in vigore del bilancio Ue, ma l’esigenza di questo fondo è più urgente, perché i rischi per il mercato unico e le differenze tra Paesi si manifesteranno in autunno, non in primavera dell’anno prossimo, quindi bisogna trovare il modo, tecnicamente, per anticipare l’operazione”: lo ha detto il commissario Paolo Gentiloni a un evento di +Europa.
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Di Maio, crisi non è superata
Governo impegnato a trovare soluzioni, a differenza di chi urla
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30 aprile 2020
14:03
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“Io sono il primo a voler tornare alla normalità. Ogni singolo componente di questo governo vuole tornare alla normalità. È chiaro, l’Italia deve ripartire. E stiamo lavorando per ripartire. Ma a differenza di chi urla allo scandalo, vi parlo con sincerità e la massima trasparenza, come ho sempre fatto. Il governo è impegnato a trovare soluzioni concrete per il Paese. Dobbiamo affrontare la crisi economica e dobbiamo farlo impiegando tutte le nostre forze, ma con una consapevolezza: che la crisi sanitaria ancora non è stata superata”. Lo scrive Luigi Di Maio su Fb.
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‘Una bandiera per Bergamo’ domani in edicola con L’Eco
Simbolo di rinascita, in 100mila copie, in regalo col giornale
POLITICA TUTTE LE NOTIZIE
30 aprile 2020
15:57
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L’Eco di Bergamo regala ai suoi lettori, oggi e domani, la bandiera ‘Noi amiamo Bergamo’. Stampata in 100mila copie si può ritirare in edicola acquistando il giornale oppure, per gli abbonati all’edizione cartacea, ricevere insieme alla copia del quotidiano.
L’iniziativa è stata ideata dal più importante quotidiano bergamasco, che proprio domani compie 140 anni dalla fondazione, e vuole testimoniare la capacità dei bergamaschi di reagire di fronte alle difficoltà e diventare un segno di unione per una comunità che, duramente colpita dalla pandemia di Covid-19, condivide la stessa anima tenace e il medesimo desiderio di rialzarsi. L’effigie della bandiera è stata scelta dai bergamaschi stessi, grazie ad un sondaggio lanciato sulle pagine del quotidiano e sul sito, al quale hanno partecipato 20mila persone. Ad uscirne vincitore il messaggio ‘Noi amiamo Bergamo’ con un grande cuore rosso che sovrasta lo skyline della Città Alta, e i colori giallo e rosso simbolo della città. Ma anche con la bandiera italiana a testimoniare l’abbraccio ricevuto da Bergamo da tutta la nazione.
L’invito de L’Eco di Bergamo a tutti i bergamaschi è di mettere questa bandiera ai balconi, appenderla alle finestre e ai cancelli come simbolo di coraggio e di rinascita e di inviare poi una foto al giornale per documentare questo desiderio di ripartenza. Una copia della bandiera è stata inviata anche ai sindaci dei 243 Comuni della provincia con l’invito ad esporla accanto al tricolore.
Inoltre, da qualche giorno è disponibile un motivo per la personalizzazione del profilo Facebook che riprende la grafica della bandiera e lo slogan ‘Noi amiamo Bergamo’, cosicché il messaggio possa diventare virale anche fuori dalla provincia. ‘Abbiamo voluto offrire un simbolo ai nostri lettori – spiega Massimo Cincera, presidente della Sesaab, società editrice de L’Eco di Bergamo – a loro che mai come in queste settimane terribili si sono stretti attorno al nostro giornale. Il Primo maggio L’Eco compirà 140 anni e ci è sembrato giusto accompagnare questo anniversario con un segno di gratitudine a tutte le persone che ci seguono e ci sostengono’.
Al successo del progetto ha contribuito Intesa Sanpaolo, che ha finanziato la stampa dell’effigie. ‘Abbiamo voluto cogliere subito l’altissimo valore simbolico di questa iniziativa e pensiamo che debba essere principale il nostro ruolo di sostegno al paese e ai territori più colpiti. La bandiera diventa un po’ il simbolo della ripartenza della città e della rinascita di tutto il paese’, dice Tito Nocentini, responsabile della direzione regionale Lombardia di Intesa Sanpaolo.
Partner locale dell’iniziativa Uniacque spa che ha voluto affiancare il giornale in questo gesto di vicinanza al territorio. ‘L’operazione Una bandiera per Bergamo ha un valore simbolico perché va a rafforzare lo spirito di coesione della nostra gente attorno ai valori che più la caratterizzano e che si sono visti emergere con forza in queste settimane’, afferma Paolo Franco, presidente dell’azienda. I 45 chilometri di tessuto necessari alla produzione delle 100mila bandiere sono stati invece donati da un gruppo di imprenditori e professionisti comaschi, coordinati dal quotidiano La Provincia (che fa parte dello stesso gruppo editoriale de L’Eco di Bergamo) e vicini alla provincia di Bergamo. Grazie al loro interessamento è stata individuata la stamperia a Lipomo, in provincia di Como, disponibile alla produzione, alla rifinitura e al confezionamento delle bandiere in tutta sicurezza.
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Salvini all’attacco: ‘Conte ci porti fatti, non promesse’
Rimarremo in Aula sino a che non si daranno risposte concrete agli italiani
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30 aprile 2020
17:34
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“Siete riusciti a far indispettire in pochi giorni vescovi, baristi, negozianti, vuol dire che avete sbagliato qualcosa”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, va all’attacco del governo intervenendo a Palazzo Madama. “Qualcuno sta trattando gli italiani come bambini dell’asilo che vanno accuditi. Gli italiani sono stati rispettosi, ricchi di dignità e generosità. Ma restituiamo questa generosità: dite poche cose e quelle facciamo. Gli italiani non sanno chi può aprire, chi no. Lei non è pagato per elencare quello che non va, ma per risolvere quello che non va. Ricordo a chi ci guarda da casa – prosegue Salvini – che se il governo può usare questi miliardi è solo perchè la Lega e il centrodestra hanno votato quel provvedimento. Se non fossimo stati in aula il governo avrebbe perso giorni e miliardi.  Il governo deve scegliere tra la libertà, i produttori, le imprese e la Cgil. E i voucher no, e il taglio delle tasse no… Probabilmente questi signori non hanno il problema dell’incasso a fine mese. Il governo scelga tra burocrazia, lo statalismo e i produttori”.
“Rimarremo in Aula – assicura Salvini – sino a che non si daranno risposte concrete agli italiani: basta chiacchiere, basta parole. La prossima volta, venga a dire abbiamo fatto, non faremo, faremo. Alcuni vedono un futuro cinese – conlude il leader della Lega – altri un futuro tedesco. Io e la Lega vediamo un futuro orgogliosamente italiano. La prossima volta non ci porti promesse ma fatti realizzati”.
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Fase 2: Boccia, parte diffida all’ordinanza della Calabria
‘Se non sarà ritirata la impugneremo’ ha detto il ministro, a rischio la salute dei cittadini. Plaude Renzi:’I contagi sono bassi e le riaperture in sicurezza’
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30 aprile 2020
21:23
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“Mi dispiace, ma tra pochi minuti partirà la diffida per l’ordinanza” della Regione Calabria, “se non dovesse essere ritirata l’ordinanza sarà impugnata”. Lo afferma ai microfoni del Tg1 il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. “La fuga in avanti della Calabria non aiuta nessuno e mette a rischio la salute dei calabresi”, aggiunge.
Il 95% delle ordinanze regionali è compatibile con il Dpcm mentre il restante 5% necessità di modiche che verranno fatte entro domenica in base ad un confronto costante con il governo e ai chiarimenti previsti nelle Faq di Palazzo Chigi. E’ quanto ha sottolineato il ministro per le Autonomie Francesco Boccia, secondo quanto si apprende, nel corso della videoconferenza con le Regioni. Boccia avrebbe anche riconosciuto l’impegno delle Regioni a procedere in maniera unitaria, in modo da avviare la fase 2 senza rotture e in piena collaborazione.  Il governo valuterà aperture differenziate per Regione a partire dal 18 maggio, sulla base dei dati del contagio che emergeranno dopo il 4 maggio. E’ quanto avrebbe spiegato il ministro Francesco Boccia ai rappresentanti delle Regioni. Un nuovo tavolo con gli enti locali dovrebbe dunque tenersi nella settimana che si apre l’11 maggio, quando si potranno avere i dati del primo monitoraggio, che sarà effettuato secondo i parametri che indicherà in un decreto il ministro della Salute Roberto Speranza.
Le Regioni dunque contro il governo, i Comuni contro i governatori, l’esecutivo contro le “iniziative improvvide” di presidenti e sindaci, centrodestra contro centrosinistra. A due giorni dall’inizio della Fase 2, in attesa delle Faq di Palazzo Chigi e della circolare del Viminale che dovrebbero chiarire le questioni in sospeso introdotte con il nuovo Dpcm, a partire dalla vicenda dei ‘congiunti, l’unica cosa chiara è lo scontro costante tra le varie amministrazioni. Un botta e risposta che non aiuta visto che l’emergenza non è affatto finita e che per contenere la nuova diffusione del virus – sicura secondo gli esperti con le riaperture – serve marciare tutti nella stessa direzione.
“In Calabria riaprono i ristoranti all’aperto, con sicurezza, mascherina e tutto? Bene, meglio che facciano così che andare avanti con reddito di cittadinanza e sussidi. Là dove si può ripartire in sicurezza facciamolo. Non vuol, dire darsi alla pazza gioia”. Lo ha detto Matteo Renzi durante la registrazione di Porta a Porta, su Rai Uno. “Se in Calabria, dove i contagi sono bassi e non si prevede che torni l’emergenza, riaprono i ristoranti all’aperto, vivaddio che male fanno?”.
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Mattarella ha firmato il dl app, carceri e intercettazioni
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30 aprile 2020
23:34
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Il presidente Sergio Mattarella ha firmato il decreto legge contenente “misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l’introduzione del sistema di allerta COVID-19”. Lo si è appreso al Quirinale.
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Mattarella: ‘È l’ora della prudenza, chiarezza dal governo’
Il capo dello Stato invita le istituzioni a collaborare: ‘Non archiviare l’angoscia. L’Italia è matura’
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01 maggio 2020
00:03
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“Finalmente si riparte” ma guai ad archiviare “l’angoscia delle settimane precedenti, sotto la violenta e veloce aggressione del virus o il fatto che abbiamo superato i duecentomila contagi e che ogni giorno dobbiamo piangere alcune centinaia di vittime”. Prudenza e ancora prudenza: è questo il cuore del messaggio di Sergio Mattarella agli italiani che provati da due mesi di confinamento scalpitano per un ritorno alla normalità. Lo lancia non a caso il primo maggio, quasi a voler coniugare sicurezza e lavoro che non sono – e mai devono essere – in contrapposizione tra loro. L’uscita dal tunnel è possibile ma non è certo il momento di “vanificare i sacrifici fin qui fatti”.
Nella giornata in cui si celebra l’importanza del lavoro il presidente della Repubblica parla con chiarezza anche alla politica e dalle sue parole si comprende come il tasso di litigiosità che ancora pervade i partiti – e, purtroppo anche le istituzioni – lo preoccupa non poco. Serve in questa situazione di grave emergenza “un responsabile clima di leale collaborazione tra le istituzioni e nelle istituzioni”, avverte secco mentre infuria lo scontro tra Regioni e governo centrale.
Una senso civico che il capo dello Stato chiede anche agli italiani che sembrano mostrarne ben di più: “so che possiamo fare affidamento sul senso di responsabilità dei nostri concittadini – manifestato, in questo periodo, in misura ammirevole dalla loro quasi totalità – perché, nelle nuove condizioni, ci si continui a comportare con la necessaria prudenza”. Non manca poi un richiamo diretto alle responsabilità dell’esecutivo che in questa fase ha il dovere di illuminare e rassicurare il Paese con poche, efficaci norme: “sono necessarie indicazioni, ragionevoli e chiare, da parte delle istituzioni di governo”. Una bacchettata diretta all’esecutivo nel suo complesso che ha l’obiettivo di serrare le fila per gestire questa difficilissima fase 2.
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L’Italia sta attraversando un “passaggio d’epoca pieno di difficoltà”, ripete più volte Mattarella spingendo sul tasto dell’unità nazionale, esaltando il comportamento “ammirevole” dei cittadini che non devono mollare proprio adesso. “La ripresa è possibile perché nei quasi due mesi precedenti siamo riusciti ad attenuare molto la pericolosità dell’epidemia. Dobbiamo difendere questo risultato a tutela della nostra salute”, insiste il capo dello Stato preoccupato da un clima da “liberi tutti” che potrebbe portare alla catastrofe.
Non mancano certo i toni di fiducia e ottimismo, in questo messaggio del primo maggio così particolare. Il presidente premette come l’Italia sia oggi un “Paese maturo e forte” e proprio per questo deve saper cogliere dalla sventura le opportunità. L’Italia “concorde e unita” deve saper “ridisegnare attraverso il lavoro” il futuro prossimo del Paese: “la battuta d’arresto che abbiamo subìto spinge – scrive Mattarella – ad accelerare verso un cambiamento che deve valorizzare e non subire fenomeni come la globalizzazione e la digitalizzazione dell’economia, con scelte lungimiranti”. E per fare questo non può mancare il contributo dell’Europa. Che, il presidente lo riconosce, ha “già assunto importanti decisioni”. Tornare tutti al lavoro, quindi, perchè “l’Italia vuole costruire il suo domani” e perchè “non ci può essere Repubblica senza lavoro, come afferma solennemente il primo articolo della nostra Costituzione”.
Ma non bastano gli intenti o gli alti valori sanciti sulla Carta, serve subito “un equo, efficace e tempestivo sostegno alle famiglie e alle attività produttive, a quanti sono rimasti disoccupati e senza reddito, in modo da conservare intatte tutte le risorse del nostro capitale sociale”. “Alla ripresa vanno indirizzati, in modo concorde, gli sforzi di tutti, senza distrazioni o negligenze”, è la sintesi del capo dello Stato che proprio non vuole che qualcuno si dimentichi, magari distratto da convenienze politiche oggi fuori tempo e fuori luogo, quale sia l’unica priorità del Paese.
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Franceschini, nel dl aprile misure per spettacolo dal vivo
Il ministro, “fondamentale ascoltare voce degli artisti”
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30 aprile 2020
15:50
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Norme straordinarie per l’erogazione del Fus che anticiperanno l’erogazione dei finanziamenti e consentiranno la possibilità di utilizzare i fondi anche per integrare gli strumenti di sostegno al reddito dei dipendenti e un pacchetto di misure per rafforzare le indennità e le tutele dei lavoratori e scongiurare che alcune figure professionali possano restare escluse: sono le norme per lo spettacolo dal vivo che il ministro della Cultura, Dario Franceschini, sta proponendo di inserire nel decreto Aprile. Lo ha anticipato lo stesso ministro che incontrato in video conferenza alcuni rappresentanti del settore.
“È stata un’importante occasione di confronto – ha detto il ministro – mai come in questo momento è fondamentale e utile ascoltare la voce di chi, nei singoli settori, conosce le reali problematiche e suggerisce soluzioni corrette e percorribili per tornare gradualmente alla normalità nel rispetto della sicurezza dei lavoratori e del pubblico”.
Durante l’incontro – a cui hanno partecipato Stefano Accorsi, Alessio Boni, Roberto Bolle, Emma Dante, Anna Foglietta, Carlo Fontana, Paolo Fresu, Monica Guerritore, Vinicio Marchioni, Stefano Massini, Roy Paci, Nicola Piovani, Vittoria Puccini, Luca Salsi – Franceschini ha informato sui decreti già firmati che prevedono 20 milioni di euro per i settori non finanziati dal Fus (teatri minori, circo, musica, danza); 13 milioni di euro che derivano dalla copia privata a favore di autori, artisti, interpreti, esecutori con redditi inferiori a 20mila euro lordi all’anno; 5 milioni di euro per lo spettacolo viaggiante.

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