Ultimo aggiornamento 15 Maggio, 2020, 09:31:23 di Maurizio Barra
MONDO TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE
MONDO TUTTE LE NOTIZIE IN TEMPO REALE SEMPRE AGGIORNATE
DALLE 21:11 DI GIOVEDì 14 MAGGIO 2020
ALLE 09:31 DI VENERDì 15 MAGGIO 2020
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Riapre la barberia con l’aiuto della milizia armata: così Karl è difeso dallo Stato e dalla polizia
Il barbiere ha sfidato le chiusure imposte dalla governatrice del Michigan (Usa) ottenendo la sospensione delle licenze commerciali e professionali. Il suo gesto è stato raccolto dalla Michigan Home Guard che ha deciso di proteggerlo. E ora la barberia potrebbe diventare avamposto della campagna elettorale dei sostenitori del Presidente Donald Trump
14 Maggio 2020
21:11
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Un vecchio telefono a rotella suona ripetutamente. Karl Manke taglia i capelli e prende appuntamenti. Una storia che si ripete da sessant’anni, bruscamente interrotta dalla sospensione delle licenze per aver violato le regole del lockdown. Come tanti altri imprenditori americani, il ribelle ha forzato la riapertura del negozio sfidando l’ordine di restare in casa imposto dalla governatrice Gretchen Whitmer. Siamo a Owosso, in Michigan, negli Stati Uniti, e il lavoratore di 77 anni, nella sua impresa di “guadagnarsi da vivere” e contrastare quello che definisce “Uno stato di polizia” si è ritrovato al suo fianco la milizia armata e decine di sostenitori del presidente Donald Trump.
La Michigan Home Guard, un gruppo non appartenente alle forze armate, si è detta pronta a fermare la polizia. Una storia d’America ai tempi del coronavirus, che sta assumendo connotati politici. A differenza di Bob Martin, un altro barbiere proprietario della Stag Barber & Styling che nella città di Snohomish (Nello Stato di Washington) ha deciso di riaprire violando le norme, Karl ha al seguito solidali politici con indosso magliette e cappelli della campagna elettorale del presidente Trump.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
L’aspetto politico non è trascurabile come sottolinea il Washington Post. A capo dell’amministrazione dello Stato c’è la democratica Whitmer che è considerata tra le papabili per il ruolo di vice di Joe Biden, il candidato che sfiderà Trump alle Presidenziali 2020. La governatrice avrà un ruolo importante alle elezioni di novembre ed essendo il Michigan uno dei cosiddetti ‘Stati in bilico’, nel 2016 fu decisivo per la vittoria di Trump, il finale della storia di Karl potrebbe fare la differenza.
Nonostante un sondaggio promosso da Washington Post-Ipsos conferma che il 72% dei residenti approva la gestione dell’emergenza da parte di Whitmer, il Michigan si avvia a raggiungere due primati: quello di essere lo Stato americano più colpito dal virus Covid-19, al momento registra 48 mila contagi e oltre 4.600 morti, e quello di accaparrarsi il titolo di simbolo della lotta degli elettori repubblicani contro le misure restrittive imposte per fronteggiare la pandemia di coronavirus.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Messico, 42 morti per alcool adulterato bevuto durante una veglia funebre
14 Maggio 2020
21:13
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Almeno 42 persone sono morte da martedi’ dopo aver bevuto alcol adulterato durante una veglia funebre nello stato di Puebla, nel Messico centrale, secondo un nuovo rapporto aggiornato dalle autorità locali. Altre undici persone, gravemente intossicate, stanno lottando tra la vita e la morte, ha dichiarato in una nota il municipio di Chiconcuautla, 200 km a nord-est di Città del Messico, dove è stata identificata la maggior parte dei casi di avvelenamento. Sono stati sequestrati circa 200 litri di alcol adulterato ma non è stato fatto ancora alcun arresto.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Circa 80 persone erano presenti al funerale durante il quale è stato consumato l’alcol adulterato, ha spiegato un funzionario dello stato di Puebla, David Mendez. Il municipio di Chiconcuautla ha chiesto a tutti coloro che avevano ingerito la bevanda tossica e che soffrivano di nausea, vomito o mal di testa di recarsi immediatamente all’ospedale più vicino. Secondo le autorità la crisi sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19 ha portato alla carenza di diverse bevande alcoliche, in particolare la birra, che ha portato alcune persone a consumare alcol di origine sospetta.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Il tifone Vongfong raggiunge le Filippine, migliaia di evacuati con rischio Covid
I centri di evacuazione accettano solo la metà delle persone a causa della minaccia virus, le autorità chiedono alle chiese di accogliere gli sfollati
14 Maggio 2020
21:20
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Ha raggiunto la terraferma a San Policarpo, nella provincia Eastern Samar delle Filippine, il potente tifone Vongfong – noto anche come “Ambo” – che sta forzando un’evacuazione complicata e rischiosa per decine di migliaia di persone bloccate in casa a causa della pandemia di Covid-19.
Vongfong raggiunge raffiche di vento fino a 190 chilometri l’ora, con piogge intense che potrebbero causare inondazioni e frane, ha avvertito l’agenzia meteorologica nazionale.
Almeno 200 mila persone vivono nelle zone costiere o nelle case fragili della provincia colpita e altre decine di milioni di persone vivono lungo il percorso del tifone, che dovrebbe portarlo vicino alla capitale densamente popolata di Manila.
A causa della doppia minaccia della tempesta e del virus, i centri di evacuazione nelle Filippine centrali accettano solo metà della loro capacità e gli sfollati dovranno indossare le mascherine.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
L’ondata di persone e lo spazio limitato hanno portato le autorità a chiedere a 47 grandi chiese dell’area di accettare persone in fuga dal tifone, il primo della stagione. “Saremo sopraffatti, quindi stiamo espandendo la nostra accoglienza degli evacuati per includere le chiese”, ha dichiarato Cedric Daep, capo della gestione della calamità nella provincia centrale di Albay.
Finora le Filippine hanno riportato 772 decessi e 11.618 casi di Covid-19, anche se si ritiene che il numero sia più alto perché i test limitati.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Peschereccio disperso al largo del Trapanese, trovato cadavere nel mare di Ustica
Forse si tratta del corpo del membro dell’equipaggio più giovane a bordo del “Nuova Iside”. L’imbarcazione dispersa da ieri pomeriggio è partita da Terrasini, vicino a Palermo. A bordo tre pescatori appartenenti alla stessa famiglia. Il sindaco: “Erano usciti per lavorare dopo tanto tempo”
15 Maggio 2020
00:00
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Gli uomini della Guardia costiera hanno trovato un cadavere nei pressi dell’isola di Ustica. Dovrebbe trattarsi del membro più giovane dell’equipaggio del peschereccio “Nuova Iside” di cui si erano perse le
tracce.
Da ieri la Guardia costiera ha avviato la ricerca del peschereccio – partito da Terrasini con a bordo 3 persone, Matteo Lo Iacono, il figlio Vito, di 26 anni, e il cugino Giuseppe, di qualche anno più grande – con due motovedette e un elicottero che battono lo specchio di mare tra Terrasini, San Vito Lo Capo e proprio l’Isola di Ustica.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Una motovedetta della Guardia costiera ha trasportato il cadavere fino a Terrasini. Le ricerche intanto proseguono con l’impiego di due elicotteri, un aereo e due motovedette della Guardia Costiera, cui si aggiunge la nave di ricerca oceanografica Urbano Monti, dotata di tecnologia avanzata anche per la ricerca di profondità.
Il peschereccio ‘Nuova Iside’ è salpato da Terrasini, nella provincia di Palermo, e dopo qualche ora è partito il may-day via radio. Da ieri soffia un forte vento di scirocco nella zona. La Capitaneria di porto continua a tenere in zona due motovedette della Guardia costiera e un elicottero.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
”Aspettavano la fine del lockdown per poter ricominciare a lavorare e portare il pane a casa, invece alla prima uscita il forte vento di scirocco li ha messi in difficoltà. Siamo tutti molto preoccupati”, ha detto Giosuè Maniaci, sindaco di Terrasini . ”Sono marinai esperti, tutti appartenenti alla stessa famiglia. Padre, figlio e cugino – dice ancora il sindaco – forse però non aspettavano questo cambio del vento così. Sono usciti solo per la voglia di lavorare e sono stati sfortunati”.
Per le ricerche è stato attivato anche un elicottero HH-139A dell’82°Centro SAR (Ricerca e Soccorso) del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che è decollato alle 23:45 di ieri ed ha effettuato oltre 2 ore di ricerca a bassa quota sul mare, con l’ausilio dei visori notturni, in cooperazione con le imbarcazioni della Guardia Costiera già operanti sull’area.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Musk può riaprire la fabbrica Tesla: arriva l’ok della contea di Alameda
Autorizzata riapertura per il 18 maggio se lo stabilimento aggiornerà il proprio piano di sicurezza con le misure indicate
15 Maggio 2020
00:10
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Dopo una settimana tumultuosa, la Contea di Alameda ha annunciato ufficialmente che Tesla sarà autorizzata a riaprire la fabbrica di Fremont se verranno apportate alcune modifiche ai piani della casa.
Come precedentemente riportato, Elon Musk aveva annunciato all’inizio di questa settimana che Tesla avrebbe ripreso la produzione nella sua fabbrica di Fremont nonostante gli ordini contrari della contea di Alameda, che stava ancora lavorando per approvare un piano per riaprire in sicurezza la fabbrica. La contea ha chiesto a Tesla di interrompere le operazioni fino all’approvazione del piano.
Ora la contea di Alameda ha annunciato che questa settimana Tesla avrà il permesso di “aumentare” le operazioni minime consentite, portando alla riapertura della fabbrica il 18 maggio se tutto andrà bene e Tesla implementerà nuove misure di sicurezza.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
La contea ha scritto in una dichiarazione: “Abbiamo rivisto il piano e tenuto discussioni produttive oggi con i rappresentanti di Tesla sui loro piani di sicurezza e prevenzione. Se il piano di prevenzione e controllo di Tesla includerà gli aggiornamenti indicati e gli indicatori di salute pubblica rimangono stabili o migliorano, abbiamo concordato che Tesla potrà iniziare ad aumentare le proprie operazioni minime questa settimana in preparazione di una possibile riapertura la prossima settimana.”
Tuttavia, la casa automobilistica ha già riavviato la produzione nonostante gli ordini della contea. Non è chiaro se avrà intenzione di interrompere le operazioni per rispettare questo nuovo ordine da parte dei funzionari locali.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Coronavirus. Belgio. Cantieri fermi? Le gru servono per far visita agli anziani nelle case di riposo
L’idea semplice e toccante di un operatore di piattaforme mobili
15 Maggio 2020
00:35
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Tristan Van den Bosch è un operatore di piattaforme mobili e in queste settimane di blocco con i cantieri chiusi anche in Belgio a causa della pandemia di Coronavirus, guardava con desolazione la sua attrezzatura ferma nelle rimesse a prendere polvere e ha avuto una semplice ma toccante idea.
Si è reso conto che tante famiglie non potevano vedere i loro cari, genitori e parenti anziani chiusi nelle case di cura, uno dei contesti che si è rivelato più critico un po’ ovunque durante questa emergenza sanitaria globale.
Due problemi hanno creato un’unica soluzione e Van den Bosch ha rimesso in moto le sue gru portandole vicino alle case di cura in diverse città del Belgio per metterle a disposizione delle persone che così sono state in grado di rivedere i propri familiari e, almeno per qualche momento, risollevare gli animi di tutti.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Anticipata per evitare assembramenti demolizione delle torri dell’ex centrale nucleare di Filisburgo
Poco prima delle sei, la demolizione è avvenuta quando nessuno se lo aspettava. Video e fotografie documentano il momento in cui le torri dell’ex centrale nucleare si sbriciolano a terra
15 Maggio 2020
05:48
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Le demolizioni sono sempre emozionanti e richiamano inevitabilmente l’attenzione di curiosi. Lo sanno bene le autorità locali che, in collaborazione con la società impegnata allo smantellamento, l’azienda EnBW Energie Baden-Württemberg AG, hanno anticipato l’evento allo scopo di evitare assembramenti. Poco prima delle 6 del mattino, nella città di Filisburgo, sono cadute in sequenza le due torri di raffreddamento di una ex centrale nucleare.
Alte 150 metri, le torri dello stabilimento sarebbero dovute essere abbattute entro sabato. Chi ne aveva competenza è rimasto vago sull’ora esatta della demolizione, salvo scoprire successivamente si trattasse di una misura preventiva in un momento di difficoltà segnato dalla diffusione del coronavirus covid-19:La centrale nucleare di Filisburgo è stata chiusa il 31 dicembre 2019, come parte del piano tedesco di abbandonare completamente la produzione di energia nucleare entro il 2022.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
L’IRAN STA TRASFERENDO ARMI IN SIRIA ATTRAVERSO LA BASE AEREA RUSSA. ISRAELE FURIOSA
15 Maggio 2020
01:00
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
L’Iran continua a trasferire armi in Siria attraverso la base aerea russa Khmeimim.
L’incapacità dei militari israeliani di contenere gli attacchi in corso sul territorio siriano, che hanno ucciso civili, creato danni alle infrastrutture, ha costretto la Russia ad adottare metodi radicalmente nuovi per contrastare Tel Aviv e le sue politiche aggressive e intimidatorie contro la Siria e l’Iran.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Secondo la pubblicazione araba Al-Masdar News, la Russia ha continuato a fornire la sua base aerea all’esercito iraniano: tutti gli aerei militari iraniani nell’area sono automaticamente protetti dai sistemi di difesa aerea russi. Un tentativo da parte dell’esercito israeliano di colpire un aeroporto militare russo sarà considerato come un attacco con tutte le conseguenze che ne deriverebbero per Tel Aviv.
“Per la seconda o terza volta in due settimane, un aereo in volo dall’Iran alla Siria è atterrato alla base aerea russa Hmeimim nel sud-ovest di Latakia. Secondo un rapporto del governatorato di Latakia, un aereo da carico siriano è volato dalla capitale iraniana alla base aerea di Khmeimim, dove in seguito sono stati scaricati, senza timore di subire un attacco aereo militare israeliano che avrebbe bombardato le loro posizioni.
Una fonte a Damasco, la capitale della Siria, ha riferito ad Al-Masdar News che la ragione per l’atterraggio alla base aerea di Khmeimim è quella di evitare attacchi aerei precedentemente effettuati all’aeroporto internazionale di Damasco.
Israele non ha nascosto il fatto che stanno osservando ogni passo dell’Iran in Siria, poiché hanno ripetutamente attaccato le forze della Repubblica islamica e i loro alleati paramilitari, e alcuni aerei israeliani hanno persino effettuato l’attacco al vicino Iraq ” , – riferisce Notizie Al-Masdar.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Va chiarito che i voli di aerei militari iraniani sul territorio della Siria non sono sempre monitorati, e quindi esiste la possibilità che, in realtà, la base aerea di Khmeimim abbia effettuato molti più voli militari dall’Iran.
“La Russia ha lasciato l’esercito israeliano con un palmo di naso, per non dire altro. Ovviamente, Tel Aviv non considera nemmeno la probabilità di attaccare una base aerea militare russa, rendendosi conto che in questo caso, gli aerei israeliani non solo non arriveranno alle loro basi, ma Israele stesso potrebbe benissimo essere attaccato da missili russi Iskander, ” osserva lo specialista.
Non ci sono reazioni ufficiali dalle autorità israeliane ma alcuni osservaori riferiscono che il governo israeliano è fortemente irritato dalla mossa russa.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Da Washington ad Ankara a Roma. Ne vedremo delle belle con l’Obamagate
15 Maggio 2020
01:45
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Anche sulla stampa USA, da oggi, lo scandalo che colpisce l’amministrazione Obama è su tutte le prime pagine. Ormai è chiaro al pubblico americano che l’amministrazione Obama ha posto in essere una serie di azioni illegali per cercare di incastrare il Presidente Trump e i suoi uomini. Il disegno è naufragato per vari motivi, ed ora sta venendo tutto fuori come uno tsunami. Il caso è esploso e i media non possono insabbiarlo perchè il Direttore della National Desecretion ha desecretato i nomi dei funzionari dell’amministrazione Obama che, durante la fase di transizione, hanno commesso crimini a rotta di collo, tentando di incastrare l’elemento forte dell’Amministrazione Trump, e cioè il generale Flynn. Costoro, su input di Obama, senza procedimento di Legge, hanno fatto spionaggio illegale ai danni di cittadini americani, costruendo prove false con l’aiuto dell’Fbi.
Il caso è un crescendo e la storia molto lunga e complessa, ma con questa mia sintesi potrà capirla chiunque, ma solo se si è disposti a leggere almeno per 10/15 minuti di fila mettendoci la testa. Chi pensa di poter capire tutto in 1 o 2 minuti di lettura en passant, non legga questo articolo.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Il NWO (Nuovo Ordine Mondiale) è quell’insieme di regole e rapporti sociopolitici che noi abbiamo chiamato Globalizzazione, un’ideologia che ci ha governato per quasi 30 anni, e che era ripartita, dopo lo stop della II° Guerra Mondiale, dagli anni 70 in poi covando all’interno di certe elite degli Stati Uniti. Nello sviluppo del NWO, sono stati coinvolti prepotentemente gli ultimi quattro governi Usa prima di Trump nonché tutti gli altri nel Mondo, interconnessi tra loro da un viluppo di filo di Arianna che se fosse stato ignorato, avrebbe ghigliottinato qualsiasi carriera politica non allineata al NWO, New World Order.
Per capire perchè il Sistema Globale stia per essere distrutto è necessario masticare un po’ di trame della politica Usa e la sua proiezione nel Mondo.
Il governo Renzi o quello Conte, l’OMS e il Covid 19, il modo di produrre un telefonino e il Pil della Cina, il petrolio e i convegni apocalittici di Greta Thunberg, i terroristi islamici e i colpi di stato, i migranti e i centri di accoglienza, insomma tutto dipende dalle trame della politica Usa, perchè nell’Impero capitalistico creato essenzialmente da massoni, tutte le strade portano a “Roma” (Washington).
Non è facile capire, dato che per anni i media hanno taciuto e manipolato tutto quello che conta e accade, non facendoci capire nulla, ma ci proverò per quanto mi è possibile.
Attraverso lo scandalo Russiagate, cioè l’accusa che Trump sarebbe stato eletto grazie a Putin, si voleva disarcionare il Presidente ostile al NWO, e ciò passava dall’amputazione del suo braccio destro, nonchè detentore della mentalità strutturata e più forte, anche se non visibile da tutti.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Parlo del generale Flynn, con 33 anni di carriera nell’esercito al top, un carisma indiscusso tra i militari e alcuni anni alla NSA ( National Security Agency), la struttura spionistica Usa che spia tutto e tutti.
L’inquisitore di Flynn si chiamava Mueller e a sua volta giocava sul filo del rasoio, come tutti, perchè costui stava cospirando con la Russia, dove anche Putin giocava allo stesso identico gioco (teatrino politico), recitando due parti in commedia e cospirando, o facendo finta di farlo, con entrambe le due fazioni occidentali.
Mueller era a capo dell’FBI, struttura che dai tempi della guerra fredda costituisce il massimo esercizio di servizi alla Democrazia, quando una decina di anni fa fu scoperta una grande organizzazione russa. Essa includeva corruzione e riciclaggio di denaro, per espandere la forza dell’energia nucleare russa sul suolo americano, attraverso i buoni uffici di Hillary Clinton, la donna più luciferinamente intelligente al Mondo, da ispirare timori forse pure in George Soros, che a lei preferì Obama nel corso delle celebri primarie del 2008.
Tuttavia Hillary fu la numero 2° dell’Amministrazione Obama e il cortocircuoto 10 anni fa esplose in enormi questioni di soldi e potere tra le spie russe, alcuni oligarchi, e il Segretario di Stato Hillary Clinton. Obama fece seppellire tutto in modo che questo affare, noto come l‘uranio russo, potesse passare al Congresso senza distruggere Hillary, Obama, Soros etc. etc… I Repubblicani illo tempore dormivano, e se non dormivano leccavano il sederino di Hillary per un pugno di pozzi di petrolio qua e là. Al tempo filò tutto liscio, ma si misero cadaveri negli armadi e al cimitero, di cui ovviamente tenere a mente nel seguito.
Come hanno svelato in questi mesi nel dark web Q e le email hackerate da Assange nel 2016, Mueller (capo Fbi) consegnò personalmente l’uranio ai russi su ordine di Hillary, quindi immaginate come man mano si sia potuta creare una piscina ricolma di sporcizia
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
in cui sono stati a sguazzare Obama, Hillary, Bush (Jeb e quindi fratello e padre), McCain Mueller, McCabe, Rosenstein, Comey e tutto il deep state, cioè l’apparato di potere concreto di servizio alla Democrazia Usa, in maniera trasversale e inclusiva finanche della Russia di Putin e dell’Europa.
Si è perciò profilata a metà del primo mandato Obama, 10 anni fa, un’occasione per tutti quegli uomini di potere vittime del NWO (cioè altri massoni, politici, generali, piccoli banchieri e grandi industriali esautorati negli ultimi 25 anni) che nel 2016 si sono incarnati in Donald Trump, al quale possiamo pensare come un leader da tutti loro creato in senso di Presidente anti NWO.
Il generale Flynn è il fulcro dell’operazione Trump 2016, infatti fu preso di mira da Obama per primo, anche prima di Bannon, perché nella squadra del Presidente il generale rappresentava non solo una sorta di leader carismatico dell’esercito più potente al Mondo, ma colui che conosceva tutti i misfatti Dem o comunque una buona parte di essi, e che poteva riscontrarli oggettivamente e usarli con rigore militare e finalità politiche letali. Flynn è odiatissimo dal Deep state, perchè ha esposto l’amministrazione Obama, e quelle di George W. Bush, Bill Clinton e H.W. Bush all’onta della distruzione di tutto quanto abbiano realizzato in 28 anni, nonchè al pericolo di una damnatio memoriae.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
La morte accellerata del sen. McCain in una clinica dalle siringhe compassionevoli, con la bandiera spiegazzata sulla bara (pena imposta dall’esercito ai traditori non conclamati), è stata un pugno nello stomaco per i leader del NWO.
Con l’aiuto del Dipartimento di Stato, della CIA, dell’FBI e del Dipartimento di Giustizia, i presidenti Usa avevano comandato il Mondo anche fondando e finanziando robe per noi apparentemente assurde, come l’ISIS, per lanciare un colpo di stato ora in Siria, ora anche in Turchia, operazioni complesse che si creano nell’arco di architetture di 20 anni di politica, costruendo cose come ONG, flussi di soldi e persone, carriere politiche, gruppi di terroristi eterodiretti, etc…
Per questo è così centrale nell’Obamagate la figura del generale Michael Flynn, il quale ha un back ground importante, avendo servito l’esercito in giro per il Mondo, e avendo prestato servizio nell’amministrazione Obama a capo dell’attività spionistica più strategica e potente: la NSA.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Ma andiamo per gradi.
Flynn era un pezzo molto pesante dell’Esercito e la cooptazione di Obama al Vertice – Obama gli diede la poltrona della Nsa- fu calcolata per ingessarlo e coinvolgerlo perchè pare sia un tipino di personalità molto difficile da manovrare. Obama fece un errore e aggravò il problema. A capo dell’NSA Flynn scoprì le prove che l’Amministrazione Usa negli anni aveva creato, finanziato e armato jihadisti, i quali poi avrebbero sventolato la bandiera dell’ISIS e compiuto massacri in ogni dove, ma essendo un uomo della Patria avrebbe dovuto obbedire, tacere e servire la Bandiera, cose che in effetti fece, ma l’ultima parte, quella dal risvolto sentimentale e non necessariamente egoistico razionale, a modo suo. Un generale Usa prende decisioni che fanno rientrare ragazzi di 25 anni a casa nei sacchi di plastica, quindi contempla il dovere di essere eroe, anche nel suo personale caso, un aspetto evidentemente non previsto dalle elite salottiera. Capirete presto che Flynn ha agito da politico consumato e calcolatore di rischi e benefici, ma anche da eroe che non ha paura di niente e nessuno.
Occorre sapere che il grosso dei traffici tra USA e Jihadisti (mussulmani deviati) si sono svolti in Turchia e in Giordania. Con l’aiuto della CIA, della NATO e dei Media, Obama cercò di rovesciare Assad in Siria, e ce l’avrebbe fatta se il direttore dell’Intelligence della Difesa, cioè illo tempore il generale Flynn, non si fosse messo di traverso svelando il suo particolare modo di servire la Bandiera. Flynn fu ovviamente punito, espulso dall’amministrazione Obama e infangato dai Media, e sarebbe stato un pensionato se non fosse, che il generale, non aveva voglia di andare a pescare.
Il generale Flynn, da pensionato, si mise a fare strategia politica e gruppo con altri personaggi marginalizzati dal NWO, tra cui il temutissimo Rudolph Giuliani, banchieri di secondo piano ma cervello fino, come Steve Bannon, e l’istrionico Donald Trump, un comunicatore dal carisma popolare su cui si poggia l’operazione Make America Great Again, concepita, dicono, dal generale Michael Flynn.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Da questo gruppo qui, e ovviamente da altri personaggi che non sto a citare, originano follie geniali, come ad esempio l’America che avrebbe dovuto sostenere la Turchia di Erdogan. Dobbiamo capire perchè, e la cosa riguarda pure l’Italia.
La Turchia è strategica perchè è la patria di un tale Gulen, nemico giurato di Erdogan. Erdogan ha vinto per ora la sua battaglia contro il NWO, facendosi un colpo di stato finto, con cui ha poi potuto massacrare i complottisti veri in opera da anni dietro input di Gulen, cioè un bel piattino che Soros, Obama e in primis Hillary gli avevano preparato per desovranizzare la Turchia e portarla in Europa ad obbedire al fagocitante blob UE. Le relazioni tra i Bush, Hillary e i Re Sauditi, rivali della Turchia nella partnership agli Usa ai fini di gestire il Mondo Mussulmano, sono cruciali per capire l’intreccio in Medioriente.
Ma ecco che scende in campo il Bruce Willis che non ti aspetti, perchè Flynn ha svelato e neutralizzato la più potente cellula terroristica dormiente del mondo (forte di finanziamenti per 20 miliardi di dollari), ben più potente dell’Isis. Mi riferisco al fantomatico Gulen, un burattino della Cia comandata dai Dem di area Liberal. Giova sapere che la madrina di tutto fu Hillary Clinton, la quale non solo manipolava il marito Presidente, ma soprattutto i Servizi della Cia. Hillary, che accanto aveva un certo Soros in gara a chi ne sapeva una in più del Diavolo, comprendeva molto bene che Gulen era un ‘corsaro’ sfigato e ricercato per attività terroristiche in Turchia e in altri Paesi, e per questo a fine anni 90 se lo portò in America intuendone il potenziale come pedina geopolitica. Nei fatti lo mise in squadra, prima di farsi eleggere senatrice al termine della presidenza Bill Clinton. Per rendervi l’idea Gulen possiede scuole charter di aerei degli Stati Uniti, quelle in cui i kamikaze dell’11 settembre 2001 si erano addestrati per compiere le prodezze sanguinarie alle Torri Gemelle di cui sappiamo a New York. Guarda tu le “combinazioni”!
Ma la rete di Gulen è nota perchè anni dopo fu esecutrice della portentosa Primavera araba che squassò Africa e il Medio Oriente, con colpi di stato a gò gò e crisi migratoria attuata dalle Ong, di cui pure sappiamo noi durante gli anni di Obama e del nostro compassionevole PD, una congrega di pedine manipolate dai Dem Usa, che li consegnarono alla Merkel per esigenze di ordine, come tutti sappiamo.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Hillary in quegli anni ha generato la Primavera araba, poichè la rete di Gulen, come ha ben spiegato Flynn, era tutta roba sua dedita a colpi di Stato più o meno cruenti. La rete negli anni fu protetta trasversalmente e usata dalla seconda linee dell’Amministrazione Bush (Rumsfield e Cheeney su tutti) prima che Obama diventasse presidente, e Hillary, da Segretario di Stato ( ministro Esteri Usa) mettesse tutto a reddito politico incasinando e insanguinando il Mondo. In questa fase Obama e Hillary cozzarono con un unico grande avversario inaspettato, che un bel po’ li contenne: il generale Flynn.
Per vendicarsi, e per neutralizzare la minaccia di Flynn, la Casa Bianca di Obama lanciò una campagna di fughe di notizie mediatiche per distruggere il generale ‘complottista’ sei mesi prima della nomina di Mueller, che ovviamente fu un ‘cameriere’ di Obama.
Poi però, al termine degli 8 anni di Obama ci fu il boom Brexit seguito dalle elezioni di Trump, e le cose girarono un po’ male per i Dem Usa.
I Democratici sembrarono molto abili a imbrigliare il Regno Unito e quando Trump fu appena eletto, anche lui. In America dopo aver silurato un cervello elettorale come Bannon, ex capo strategist della Casa Bianca, i Dem attraverso il Deep state disarcionarono Trump dalla politica estera, facendo apparentemente fuori il suo cavallo migliore, Flynn, la furia dell’Esercito, facendo leva su una presunta ambizione di Pence, il vice presidente, che si prestò al gioco per tranquillizzare i nemici. Oggi sappiamo che fu tutto un teatrino, perchè Bannon e Flynn sono sempre rimasti in squadra con Trump, e il loro passo indietro, con offese reciproche sguaiate, fu una finta necessaria per poter oggi fare due passi avanti con il coltello tra i denti, mentre i Dem piangono, scappano e cercano di ribaltare tutto giocandosi il tutto per tutto con un avvelenamento dei pozzi.
Il prode Donald è un cavaliere senza macchia e senza paura, ma se fosse stato senza cavallo silurando realmente Flynn, sarebbe andato molto poco avanti. Tuttavia Trump finse di silurare il suo cavallo giocando a far credere che Pence fosse un traditore nei suoi confronti. In realtà da pochi mesi, il generale è tornato visibilmente alla Casa bianca a dare ordini al Deep state con Guantanamo ripristinata come viaggio “premio” spauracchio per funzionari fiancheggiatori di terroristi. Il panico a Washington è veramente scoppiato, tanto che i Dem e i banchieri hanno ceduto di schianto consegnando le chiavi della Fed a Trump, con tanto di mafiosi khazariani illuminati in difesa, tremolanti e smarriti, anche perchè la pantomima di sangue del covid 19 avrebbe dovuto sortire ben altri effetti, a quanto avevano spiegato le loro intelligenze sin da ottobre 2019 a New York
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Giova riconsiderare che la campagna diffamatoria contro Flynn partì nel 2017 e costrinse il generale a dimettersi dall’incarico di consigliere per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump, tra i sogghigni dei leader Dem, che perpetrarono negli errori inguauandosi sempre di più. Mueller era alle calcagna di Flynn e usò la sua autorità per inventare prima il “Turk’s Gate” , e poi con lo stesso schema, l’anno dopo, il “Russia’s Gate”, persuadendo Obama e Hillary di potersi mangiare Trump, pigiando il ventre molle apparente dell’Amministrazione Trump. Pence, il vice di Trump, è uomo della lobby delle armi e dell’Esercito, a cui l’asso di bastoni della famiglia Rothschild in persona aveva promesso 6 anni di presidenza se lui avesse eliminato Flynn e poi Trump, sullo schema tipo di Lyndon Jonhson (i Repubblicani obbedivano ai Rockefeller e nel 1964 candidarono Goldwater come sicuro perdente).
Come ho detto è stato un teatrino perchè sembrava che Pence avesse avuto interesse a giocare sporco per prendere il posto di un Trump deposto, ma sul più bello per i Dem, Pence ha dimostrato di essere molto peggio di un politico leale a Trump, cioè un uomo di Flynn! In realtà non era stato Pence a silurare Flynn, ma Flynn a dire a Pence e Trump di farlo, simulando uno sfondamento avvenuto in favore Dem per poi scatenare contro un avvolgimento a tenaglia (manovra insegnata da Annibale ai romani che la appresero a loro danno, e quindi poi a tutti i generali del Mondo).
Muller aveva accusato nel 2017 Flynn di essere coinvolto in una cospirazione per il rapimento di Fetullah Gulen e il suo ritorno in patria con una tangente di 15 milioni. Mueller era l’uomo di Obama che aveva ripulito i registri dei collegamenti terroristici con i musulmani e Obama/Hillary. Allo stesso modo l’FBI di Mueller aveva protetto la posizione della rete di Gulen per distruggere i rapporti di denuncia di Michael Flynn.
In conclusione, l’Amministrazione Trump ha sbaragliato l’esercito Dem e lo sta stritolando con un attacco a tenaglia usando tutti gli scheletri negli armadi, in primis la congiura contro Trump mediante Pence ( Russiagate) che inguaia Barack Obama dalla testa fino ai piedi. Trump e la sua squadra hanno l’Occidente in pugno scatenando l’Obamagate e in alleanza stile 2° Guerra Mondiale, con Regno Unito e Russia, stanno distruggendo a picconate il Nuovo Ordine Mondiale e la sua creazione Pivot della Globalizzazione, cioè l’Unione Europea. Inutile dirvi che il Pd e figure Obamiane e Merkeliane come Renzi e Gentiloni rischiano di finire la carriera politica come carne da cannone.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Secondo alcuni tutto ciò è perchè degli esseri di luce vincono su quelli delle tenebre, il bene vince sul male, Dio c’è ed è più forte di Satana. Non saprei, ma per me, un cattolico liberale, alla fine di ogni storia irrompe dall’alto la manifestazione della Divina Provvidenza, che ispira l’Innominato, scatena la Peste, uccide Don Rodrigo, che muore rantolando tra le sofferenze dei suoi bubboni, e permette a Renzo e Lucia di uscire dal Lazzaretto per fare quello che vogliono della loro vita.
Alessandro Manzoni docet.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Le milizie curde appoggiate dagli USA si impadroniscono della Banca commerciale di Hasaka, nord-est della Siria
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Le forze appoggiate dagli USA hanno occupato la Syrian Commercial Bank nel Governatorato di Hasakah, mentre hanno espulso tutti i dipendenti all’interno dell’edificio e hanno stabilito il pieno controllo del sito.
15 Maggio 2020
04:40
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Secondo un rapporto sul campo, le forze democratiche siriane (SDF), insieme alla coalizione degli Stati Uniti, hanno attaccato l’edificio principale della filiale del governo della Banca commerciale siriana situato all’interno della riunione dei dipartimenti ufficiali nella parte meridionale del distretto di Ghuweiran, all’ingresso del quartiere di Al-Zohour nella città di Hasakah.
“L’edificio controllato da Qasd (SDF) si trova vicino alla zonaindustriale, alla scuola secondaria industriale e all’Istituto industriale”, ha riferito una fonte a Sputnik.
Secondo quanto riferito, la Coalizione degli Stati Uniti e la SDF hanno espulso funzionari governativi e studenti dall’edificio della direzione del turismo, che comprende anche il liceo turistico dell’hotel e l’Istituto tecnico di scienze turistiche e alberghiere nel quartiere Al-Zuhour di Al-Hasakah.
L’edificio della Banca commerciale e l’edificio della direzione del turismo sono erano stati occupati dalle SDF nell’agosto del 2016 dopo aver attaccato i siti dell’esercito arabo siriano (SAA).
Tuttavia, in seguito all’attuazione dell’accordo di Hmeimim dell’anno scorso, l’edificio era stato restituito al governo siriano, che ha permesso alla banca di riprendere i suoi lavori.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Londra davanti a un bivio: Washington o Pechino
15 Maggio 2020
05:44
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
60HoGO…
POLITICA /
Andrea Massardo
14 MAGGIO 2020
sharer u=https://it.insideover…tweet text=Londra%20davanti%20…send text=https://it.insideove…
Dopo la formalizzazione dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, per il governo guidato dal primo ministro Boris Johnson è giunto il momento di ridiscutere i trattati commerciali che regolano i rapporti tra Londra ed il resto del mondo. Mentre per quanto riguarda i Paesi aderenti al trattato del Commonwealth ciò si è rivelato una semplice formalità anche grazie ai già precedenti rapporti, la vera sfida per Johnson è quella di giungere ad accordi favorevoli con i tre attori internazionali con cui il paese intrattiene i rapporti più fitti e complicati: Unione europea, Stati Uniti e Cina.
Tuttavia, mentre con Bruxelles lo scontro sulla definizione dei trattati commerciali si sta svolgendo ad armi pari, le cose sembrano mettersi decisamente male sul fronte di Washington. Stando alle volontà del presidente americano Donald Trump e come riportato dalla testata giornalistica The Guardian, gli Stati Uniti sarebbero disposti a rescindere qualsiasi trattato con Londra qualora Johnson giunga ad accordi col Paese guidato da Xi Jinping che non sono stati precedentemente accettati dalla Casa Bianca. E in questa situazione, che si incanala in una lotta più ampia e giocata su più fronti tra Cina e Stati Uniti, il Regno Unito rischia seriamente di fare la fine del topo in trappola.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
t again”. Tuttavia, a nemmeno un anno di distanza, questa volontà rischia di diventare l’incubo di Westminster. Già, perché se da un lato è vero che uscendo dall’Ue la Gran Bretagna abbia la possibilità di ridiscutere tutti i trattati commerciali, dall’altro il terreno della trattativa è impervio e pieno di ostacoli. E in questa situazione, le maggiori complicazioni per Johnson stanno arrivando proprio dall’alleato americano, deciso più che mai a ostacolare l’avanzata della Cina.
Con la battaglia aperta su più fronti la situazione sta diventando giorno dopo giorno sempre più difficile da gestire da parte del governo britannico impegnato nella lotta contro il coronavirus. E mai come adesso, dunque, con la necessità di tenersi aperte quante più finestre possibili per dare slancio alla propria economia nel momento della definitiva ripartenza.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Johnson potrebbe temporeggiare
Nell’ambiente britannico si è fatta strada l’idea che la mossa voluta da Trump sia indirizzata principalmente alla sua campagna elettorale per le presidenziali del prossimo novembre. E anche nella migliore delle ipotesi, la conclusione di un accordo tra Londra e Washington entro quella scadenza temporale appare decisamente impossibile, anche a causa delle grandi discussioni soprattutto per quanto riguarda le forniture sanitarie e le società operative sul web.
In questa situazione, dunque, le volontà del governo britannico paiono essere quelle di temporeggiare, magari appoggiando l’alleato repubblicano per poi tornare sull’apertura a Pechino soltanto verso la fine dell’anno, quando le elezioni americane saranno già concluse e Trump potrebbe perdere interesse verso l’argomento. In questo modo – se tutto andasse secondo i piani – Johnson sarebbe messo nella posizione di non perdere i rapporti commerciali con un partner strategico internazionale come la Cina, salvando allo stesso tempo i rapporti con la Casa Bianca.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
i con la Casa Bianca.
Per il Regno Unito la Cina è fondamentale
Come ricordato dallo stesso Guardian, i rapporti che intercorrono attualmente tra Londra e Pechino sono molto fitti e di vitale importanza per entrambe le economie. Questo particolare è inoltre molto ben conosciuto dallo stesso primo ministro, che sin dai tempi in cui era sindaco della capitale britannica aveva spinto per migliorare i rapporti tra le due potenze. E benché in questo momento buona parte del partito conservatore si stia allineando con le posizioni di Washington riguardo alla Cina, buona parte dell’establishment rimane ancora il più grande alleato di Xi Jinping nel Regno Unito.
In fin dei conti, rinunciare alla Cina o comunque limitare buona parte dei commerci sarebbe una perdita enorme in questo delicato momento per la Gran Bretagna. Con il settore finanziario già colpito dall’uscita dall’Unione europea e la crisi dovuta al Covid-19 che obbligherà il Paese a ridisegnare la propria economia e la propria società, precludersi il mercato della sfera cinese è una eventualità che, nel limite del possibile, andrebbe evitata. E da come verrà gestita la situazione, alla fine, sarà la stessa figura dell’attuale primo ministro Johnson a uscirne enormemente vittoriosa o drasticamente sconfitta.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Trump pronto a tagliare i ponti con la Cina
15 Maggio 2020
05:50
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Relazioni USA-Cina ridotte ai minimi termini con l’epidemia di coronavirus. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto ieri, giovedì 14 maggio, di non essere interessato a una conversazione con il presidente cinese Xi Jinping, e ha aggiunto che potrebbe persino tagliare ogni legame con la seconda economia del mondo.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Trump non vuole parlare con Xi
Nel corso degli ultimi mesi, Trump è passato dal negare completamente la gravità dell’epidemia ad attribuire alla Cina ogni colpa circa il mancato contenimento del coronavirus.
Parlando a Fox Business Network, Trump ha detto di essere profondamente deluso dalla gestione cinese e che la pandemia ha gettato un’ombra sull’accordo raggiunto a gennaio fra le due potenze.
“Non avrebbero mai dovuto permettere che questo succedesse”, ha detto Trump, il quale ha fatto intendere che la firma di qualche mese fa potrebbe non essere più valida.
Trump ha ribadito di avere buoni rapporti con Xi, ma al momento non vuole parlargli. Ma non si è fermato qui. Rispondendo a una domanda relativa alle misure che potrebbero essere adottate, il presidente ha detto: “Ci sono molte cose che potremmo fare. Tante cose. Potremmo tagliare tutte le relazioni”.
Il risultato, secondo Trump, sarebbe un risparmio da 500 miliardi di dollari, riferendosi alle importazioni USA dalla Cina.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Per Trump il coronavirus è la fine della globalizzazione
Trump ha poi proseguito affermando che “l’epidemia di coronavirus mostra che l’era della globalizzazione è finita”.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Gli Stati Uniti sono stati il Paese più colpito dall’epidemia di coronavirus. 33 milioni di persone hanno richiesto il sussidio di disoccupazione, mentre miliardari come Elon Musk minacciano i propri dipendenti di tornare al lavoro senza sicurezze sanitarie e contro il lockdown.
I sostenitori del presidente hanno provato a deflettere le critiche all’amministrazione Trump (e al sistema sanitario statunitense) supportando la teoria che il coronavirus sia stato creato in laboratorio (notizia non supportata dalla scienza).
Ma che sia artificiale o meno, la colpa dell’epidemia statunitense, per Trump, ricade interamente su Pechino: “Che la sua origine sia in un laboratorio o nei pipistrelli, è venuto dalla Cina, e loro dovrebbero averlo fermato”, ha detto il presidente. “È andato fuori controllo”.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
La vittoria a sorpresa dei Repubblicani in California
15 Maggio 2020
06:10
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
tamento elettorale statunitense di novembre in cui Donald Trump dovrà difendere la permanenza alla Casa Bianca e andrà in scena la sfida per la Camera e il Senato è più aperta che mai. Lo testimonia la vittoria a sorpresa del Grand Old Party nell’elezione speciale per il 25esimo distretto congressuale della California, Stato profondamente democratico in cui la formazione del presidente è riuscita a piazzare un colpo simbolico in una fase difficile per il Paese.
Mike Garcia, 44enne ex pilota della United States Navy, ha superato di ben dodici punti la sfidante democratia Christy Smith, riportando il seggio ai repubblicani dopo che nel 2018 il detentore Steve Knight era stato sconfitto dalla dem Katie Hill, dimessasi nel novembre 2019 dopo la pubblicazione di uno scandalo legato alla sua relazione con un membro dello staff elettorale.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Il distretto, situato a Nord di Los Angeles, è abitato da una larga maggioranza di bianchi (45%) e ispanici (35%), e ha avuto tra il 1993 e il 2015 come rappresentante uno storico leader repubblicano come Howard McKeon, a lungo a capo dell’comitato per le Forze armate della Camera, prima di volgere verso il blu dei democratici nelle recenti elezioni di mid-term: si tratta infatti di un seggio vinto da Hillary Clinton nel 2016 e poi dalla Hill nel 2018 con un margine di 9 punti.
Eletto col 56% dei voti, Garcia ha portato per la prima volta dal 1997 i repubblicani a strappare un seggio congressuale californiano ai democratici, che del Golden State hanno puntato a fare un simbolo contro la presidenza Trump, che esce rinvigorita dall’elezione: Garcia, infatti, è definito da Abc News un trumpiano Doc, portato al Congresso dal risveglio conservatore in un distretto dove i Democratici sono usciti indeboliti, dalla presenza alle urne di un elettorato mediamente abbastanza anziano, pilastro del conservatorismo californiano, e dalla convergenza tra la presenza cospicua di membri della comunità latina, a cui appartiene, e di personale militare e poliziesco.
La sfida tra Garcia e Smith avrà, con ogni probabilità, una riedizione a novembre, dato che queste erano infatti solo elezioni suppletive per finire il mandato iniziato dalla Hill, che si concluderà a gennaio 2021. Ma la svolta in California dà respiro ai repubblicani e a Trump dopo una fase estremamente difficile segnata dalle incertezze politiche, economiche e sociali sulla risposta al coronavirus e dopo un rilancio della costante offensiva mediatica verso l’amministrazione.
Da non sottovalutare, inoltre, il peso giocato dalla presenza dell’industria della Difesa, alimentata con l’aumento del budget militare da Trump negli ultimi anni, nel distretto vinto dall’ex militare Garcia: Rayethon, uno dei maggiori contractor del Pentagono, ha ora alle sue dipendenze il suo storico predecessore McKeon. La capacità dei Repubblicani di costruire alleanze trasversali in una terra politicamente avversa, e destinata a votare a favore di Joe Biden a novembre, dà al Grand Old Party numerose speranze di potersi giocare la riconquista della Camera in parallelo all’elezione del presidente vincendo distretti strategici in Stati a trazione democratica.
Ora la maggioranza democratica è di 233 seggi contro i 198 detenuti dai repubblicani, che nel giorno della vittoria californiana hanno vinto anche un’elezione suppletiva in un seggio del Wisconsin storicamente “rosso”: il ribaltone è tutt’altro che impossibile, per i repubblicani, perché basterebbe riconquistare una ventina di seggi per concretizzarlo. A gongolare con maggior forza è Donald Trump, che ottiene un successo politico di cui aveva assoluto bisogno per ridare fiato alla sua campagna elettorale: tutto è ancora apertissimo nella corsa alla Casa Bianca.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Meghan ed Harry ossessionati dalla privacy: hanno vetri oscuranti e un tendone intorno al giardino
15 Maggio 2020
06:45
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
ossessionati dalla privacy: hanno vetri oscuranti e un tendone intorno al giardino
19
Consiglia
Meghan Markle e il principe Harry ci tengono molto alla loro privacy, tanto da aver adottato delle misure molto dure per evitare ogni tipo di paparazzata. La cosa però potrebbe avere l’effetto contrario, ovvero attirare ancora di più l’attenzione dei curiosi.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Il principe Harry e Meghan Markle hanno detto addio alla Royal Family, lo scorso gennaio hanno rinunciato a titoli e privilegi reali per rivendicare la loro libertà e indipendenza, stanchi di dover sottostare a una rigida etichetta reale e di essere criticati ogni volta che non riuscivano a rispettare le regole. Si sono trasferiti con il piccolo Archie prima in Canada e poi a Los Angeles, dove ora stanno passando la quarantena in una villa di lusso. È chiaro che hanno fatto tutto per allontanarsi dai riflettori ma, nonostante ciò, continuano ad attirare l’attenzione dei media internazionali. Come fanno per preservare la loro privacy? Hanno attuato delle misure ben precise per rendere la loro abitazione inaccessibile.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Innanzitutto hanno sigillato finestre e balconi con dei pannelli oscuranti, attraverso i quali è impossibile vedere all’interno della villa. Pochi giorni fa, inoltre, intorno al recinto della proprietà hanno montato dei grossi teloni, così da impedire agli escursionisti che camminano nei sentieri vicino di ammirare il loro giardino. Insomma, i Sussex hanno le idee ben chiare in fatto di privacy: non vogliono essere fotografati e disturbati in nessun modo, soprattutto quando si trovano nella loro abitazione privata. Allo stesso tempo, però, nascondersi con pannelli e tendoni potrebbe creare l’effetto contrario, ovvero alimentare ancora di più la curiosità di paparazzi e amanti del gossip. La quarantena e la conseguente assenza dagli eventi pubblici riuscirà a mitigare le attenzioni dei media? Per il momento pare proprio di no, Meghan ed Harry continuano a conquistare le prime pagine dei giornali.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Siria, le pattuglie joint Russia-Turchia a Idlib si spingono ad Ariha
15 Maggio 2020
08:20
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
Le pattuglie joint Russia-Turchia a Idlib per la prima volta superano Nayrab e arrivano ad Ariha. Il progresso, per, è dato solo da un grande schieramento delle TAF. La crisi con la popolazione della provincia siriana e le milizie, infatti, peggiora
Piccolo progresso per le pattuglie joint Russia-Turchia sulla M4 a Idlib. L’undicesimo convoglio è riuscito per la prima volta a superare Nayrab, arrivando ad Ariha. Qui, però, ha incontrato una dura protesta da parte della popolazione, con lanci di sassi, ed è dovuto tornare indietro. Il passo in avanti, comunque, è dovuto esclusivamente a un imponente spiegamento di forze da parte delle TAF sia a protezione della colonna dei mezzi sia lungo il tratto stradale percorso. Gli abitanti della provincia siriana, infatti, si oppongono fermamente alla presenza dei militari stranieri nell’area e il clima di tensione nel quadrante sta aumentando. Ciò anche grazie ai tentativi di Hayat Tahrir al-Sham (HTS) di diventare leader, a scapito delle milizie rivali, che sfruttano l’odio contro le truppe di Ankara e Mosca. Si teme, perciò, lo scoppio di incidenti che in breve potrebbero innescare una reazione a catena dagli esiti imprevedibili.
MONDO TUTTE LE NOTIZIE
A Deir Ezzor le SDF e Inherent Resolve serrano i ranghi contro Isis. Si lavora per prevenire possibili tentativi da parte di Daesh di estendere l’influenza, non solo a ovest dell’Eufrate, dopo il trasferimento altrove delle milizie iraniane
Intanto, a Deir Ezzor le SDF e Inherent Resolve hanno intensificato la caccia a Isis. Nelle scorse ore si è conclusa un’operazione congiunta contro un gruppo dello Stato Islamico, che ha portato alla morte due jihadisti. Inoltre, le forze arabo curde hanno effettuato diversi raid tra Busayrah, Shahil e Dhiban, per smantellare le cellule logistiche e di supporto a Daesh. L’area è il punto principale da cui i terroristi si infiltrano a est dell’Eufrate. Qui, infatti, operano le reti di facilitatori che si occupano di “smistare” gli uomini all’interno della regione siriana o di farli arrivare fino ai confini con l’Iraq. Peraltro, il recente trasferimento delle milizie iraniane da Deir Ezzor ad altre località del paese, ha fatto crescere l’allarme su possibili tentativi IS di alzare la testa e provare a estendere l’influenza. Non solo a ovest del fiume. Di conseguenza, si sta lavorando per ridurre i rischi.
