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Ultimo aggiornamento 15 Maggio, 2020, 12:18:14 di Maurizio Barra

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DALLE 22:37 DI GIOVEDì 14 MAGGIO 2020

ALLE 12:18 DI VENERDì 15 MAGGIO 2020

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Muore in un incidente stradale Aldo Paravicini, il figlio di Giulia Maria Crespi: aveva 65 anni
Milano
14 Maggio 2020
22:37
L’imprenditore stava rientrando nell’azienda agricola di famiglia a Bereguardo, nel Pavese, quando, forse per un malore, ha perso il controllo dell’auto e si è schiantato contro uno stabile
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E’ morto in un incidente stradale Aldo Paravicini, figlio di Giulia Maria Crespi, fondatrice del Fai. Aveva 65 anni. L’incidente è avvenuto alle Cascine Orsine – l’azienda agricola di famiglia – a Bereguardo (Pavia) questa mattina.

Paravicini stava rientrando in azienda quando, per motivi ancora da chiarire, ha perso il controllo dell’auto nel cortile e si è schiantato contro uno stabile accanto alle abitazioni dei dipendenti della cascina. L’ipotesi più probabile, al momento, è quella di un malore.
Maltempo, forte temporale a Milano: Seveso e Lambro a rischio esondazione
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15 MAGGIO 2020
01:30
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Il forte temporale che si è abbattuto su Milano ha indotto la Protezione civile ad allertare la popolazione sul rischio di esondazioni dei fiumi Lambro e Seveso, con qest’ultimo che ha superaato la soglia d’attenzione. Dopo mezzanotte “siamo entrati nella fase più critica, con l’acquazzone che ha fatto salire i livelli del Seves
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Angelo Loforese, addio al tenore. Morto a 100 anni, non si era mai ritirato. Dal 2016 viveva nella Casa di Riposo per musicisti Giuseppe Verdi di Milano
15 Maggio 2020
01:40
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Il mondo della lirica dice addio al tenore Angelo Loforese, morto all’età di 100 anni, compiuti lo scorso 27 marzo. Era stata organizzata una grande festa per il secolo del tenore, che non era potuta andare in scena a causa dell’emergenza coronavirus e del conseguente lockdown: Loforese aveva affidato al quotidiano Repubblica un messaggio per i suoi 100 anni, “So che tutti i miei cari col cuore sono qui e sono felice,” purtroppo il tempo non ha consentito il recupero di una celebrazione che non toglie comunque importanza allo straordinario ruolo ricoperto dal tenore nel mondo della lirica. Pur centenario, Loforese non si era mai ritirato, non abbandonando le scene ed esibendosi ancora nel marzo 2013 presso il Rosetum di Milano, dove all’età di 93 anni, aveva festeggiato i 60 anni dal suo debutto sulla scena nella parte di Manrico eseguendo, fra gli altri brani, la cabaletta della Pira in tono e con i due do di petto di tradizione.
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ANGELO LOFORESE, IL TENORE “DAL DO IN TASCA”
Angelo Loforese dal 2016 viveva nella Casa di Riposo per musicisti Giuseppe Verdi di Milano e si era mostrato particolarmente orgoglioso quando il suo nome era stato abbinato ad un premio per giovani talenti, avendo lui sempre coltivato grandi speranze nel futuro della lirica e nella scoperta di nuovi giovani tenori. La carriera di Loforese era iniziata a 18 anni con lo studio del canto, una passione che era nata sin da bambino ascoltando il grammofono del padre. Dopo la Guerra il suo maestro era stato il tenore Primo Montanari, quindi Loforese aveva debuttato come baritono nel 1948, nel ruolo di Canio nei Pagliacci. La sua prima da tenore, folgorante, invece, fu nel Trovatore. Ne seguì una straordinaria carriera internazionale: 80 opere in repertorio, eseguite sui palchi di mezzo mondo. Aveva sempre enfatizzato l’importanza della disciplina per diventare un grande tenore: “Studiare, studiare e studiare”, era il motto che riservava ai suoi allievi, che lo conoscevano con i suoi soprannomi: il ‘tenore dal Do in tasca’ o quello che lui stesso aveva coniato, “il tenore con la valigia pronta sotto il letto”.
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Fase 2: terminato screening sierologico in Procura Napoli
NAPOLI
15 Maggio 2020
07:05
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E’ terminato lo screening sierologico con test rapidi su magistrati, polizia giudiziaria e personale amministrativo disposto dalla Procura della Repubblica di Napoli. Complessivamente sono stati eseguiti oltre mille test e diverse decine di tamponi, anche per i dipendenti dell’Ufficio Gip, nell’ambulatorio d’analisi viaggiante dell’Asl Napoli 1 Centro che da lunedì scorso si trova nel piazzale antistante la sede dell’ufficio inquirente diretto dal procuratore Giovanni Melillo. Ad organizzare l’operazione è stato il responsabile della sicurezza della Procura, il procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio insieme con il suo ufficio. A gestire i flussi è stato delegato sono stati gli agenti della Polizia Penitenziaria. Lunedì l’operazione sarà replicata, secondo lo stesso cliché, per il personale in servizio nel Nuovo Palazzo di Giustizia partenopeo.
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Lega contro “Chi l’ha visto?”: annunciata querela a Sciarelli
La Lega ha intenzione di presentare un’interrogazione, un esposto ad Agcom e una querela nei confronti di Federica Sciarelli
15 Maggio 2020
07:10
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“La Lega presenterà una interrogazione, un esposto ad Agcom e una querela nei confronti di Federica Sciarelli“. Come riportato da ‘Adnkronos’, lo ha annunciato durante il suo intervento in commissione di Vigilanza Rai il deputato del Carroccio e segretario della bicamerale Massimiliano Capitanio.
Capitano, stando a quanto riferito da ‘Huffington Post’, ha detto: “Ieri sera abbiamo assistito ad una delle pagine più buie, vergognose e deontologicamente scorrette nella storia del giornalismo. Alludere al ‘genocidio sanitario’ perpetrato dalla Regione Lombardia in base a una mail diffamatoria e oggettivamente piena di falsità è indegno della tv di Stato e della professione giornalistica“.
E ancora: “A questo si aggiunge l’altra falsità detta pochi minuti dopo da Federica Sciarelli, che ha attribuito un invito a uccidere Silvia Romano a un cittadino definendolo ‘esponente della Lega’, cosa altrettanto falsa. Se redazione e conduttrice, fuori contesto, hanno deciso di diffamare e attaccare la Lombardia e Lega nel tentativo di farci sparire, sappiano che non tollereremo questo squadrismo mediatico“.
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oi ha concluso: “Alle denunce che, spero, arriveranno dalla Regione, si uniranno i nostri esposti all’Agcom e l’intervento in Vigilanza Rai per pretendere il diritto di replica, verificare la veridicità delle mail e chiedere il riscontro giornalistico sul nome del presunto esponente leghista”.
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Ping Call: centinaia di clienti Tim, Wind, Tre e Vodafone infuriati
La nuova modalità di truffa sta mietendo numerose vittime soprattutto in questo periodo, in cui si sta più in allerta per qualunque necessità
15 Maggio 2020
09:10
Ping Call: centinaia di clienti Tim, Wind, Tre e Vodafone infuriati
La nuova modalità di truffa sta mietendo numerose vittime soprattutto in questo periodo, in cui si sta più in allerta per qualunque necessità
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Si chiama Ping Call, ed è la modalità di truffa messa a punto da numerosi malfattori con l’intento di svuotare il credito residuo degli utenti.
E farlo anche in maniera “legittima”, per così dire, dal momento che venite chiamati da un numero estero che, non appena aprite la comunicazione, dall’altro lato riaggancia, inducendovi a ricomporre il numero per capire di cosa si trattasse.
È proprio qui che giace la truffa: si tratta di numeri a pagamento, che chiamano intenzionalmente per poi farsi richiamare e far spendere credito residuo all’utente in questione, ignaro di star chiamando ad un numero “speciale”.
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Ping Call, così ci svuotano il credito senza che neppure ce ne accorgiamo
Spesso le chiamate sono così rapide da interrompersi prematuramente, lasciando la notifica di chiamata persa sullo smartphone della vittima. Anche questo è un modo per convincere l’utente a ricontattare il numero e spendere fior di soldoni senza nemmeno averne contezza.
Le telefonate provengono prevalentemente da Inghilterra e Tunisia, ma non si escludono altre nazioni europee, e il costo di ogni minuto di chiamata più raggiungere addirittura i 10 euro.
E finché si resta nell’ambito delle SIM e del credito residuo, si può perfino dire di essere fortunati, perché qualora il proprio piano telefonico fosse associato ad una carta di credito, si potrebbe dire addio ad una cospicua parte del saldo presente in base ai minuti trascorsi al telefono.
Non vi è modo per evitare l’arrivo di queste chiamate, a meno che non si decida di disabilitare completamente le telefonate dall’estero. In caso contrario, la cosa migliore è verificare su Google che il numero chiamante corrisponda ad uno di questi contatti truffaldini, ed è possibile semplicemente copiandone il contatto sul motore di ricerca. Oltre, ovviamente, a non richiamare mai questi numeri.
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“Assassine”: bagarre sul Lungomare, denunce e multe per 2 senza mascherina
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15 Maggio 2020
SALERNO
Una vergognosa bagarre si è scatenata, ieri sera, poco dopo le 19, sul Lungomare di Salerno, a causa di due donne senza mascherina che sono state sorprese  rimproverate da una pattuglia della polizia municipale. Ne è scaturita una discussione animata, che ha rischiato di degenerare, con alcuni dei passanti che sono intervenuti in loro difesa e altri uomini delle forze dell’ordine che hanno supportato le vigilesse intervenute, alla presenza anche di tanta gente che in quel momento passeggiava in zona:Una delle donne ha accusato di essere stata strattonata, mentre dai video – come qulli dellaa pagina Facebook “Solo per chi ama Salerno”, che sono diventati virali sui social e hanno fatto il giro del web – sembra che per “errore” sia inciampata:Qualcuno ha contestato i modi bruschi della polizia municipale, altri hanno gridato “Assassine, siete degli assassine” alle donne che hanno trasgredito le disposizioni anti Covid19. E che, alla fine – come riporta il quotidiano “Il Mattino” – sono state identificate, denunciate e multate.

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Nubifragio su Milano, Seveso esondato nella notte
MILANO
15 Maggio 2020
08:10
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Il fiume Seveso, esondato nella notte a Milano a causa delle forti piogge, è rientrato nei propri argini dopo quasi cinque ore. In questo momento nelle aree coinvolte, situate nella zona Nord di Milano, sono in corso le operazioni di pulizia per riaprire le strade inondate. Il sottopasso Negrotto, informa Marco Granelli, assessore alla Mobilità e ai Lavori pubblici del Comune di Milano, è chiuso, mentre gli altri in città sono funzionanti. Le comunità del parco Lambro, fra cui quella della Fondazione Exodus di don Mazzi, sono state evacuate per prudenza, “visto che il Lambro continua a salire e nel Parco incomincia ad allagare i prati”, spiega Granelli. Nella notte i vigili del fuoco hanno ricevuto centinaia di chiamate e ora stanno ultimando gli interventi, che si concentrano nella zona di via Fulvio Testi e a Corsico.
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“Stiamo facendo veramente tanti lavori di pulizia e di manutenzione straordinaria nella parte tombinata del Seveso e nelle gallerie, ma senza le tre vasche di laminazione a Nord di Milano la situazione non si risolverà”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in un video pubblicato su Facebook. “Le tre vasche sono a Lentate, a Senago e a Bresso Parco Nord. Quella più avanti è quella di Senago, mentre ci preoccupa la situazione di Bresso, perché c’è una gara aggiudicata ma sono due anni che stiamo fronteggiando dei ricorsi, in particolare del Comune di Bresso. Ora pare che il tribunale delle acque deciderà in giugno, speriamo”.
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Nel corso della notte, ha continuato Sala, “è venuta giù una quantità di acqua pari a un terzo del totale da inizio anno. E’ stata una notte di lavoro per noi, e ringrazio in particolare l’assessore Granelli, e purtroppo è stata una notte e una mattina di disagio per molti cittadini”.
In particolare “abbiamo avuto cinque ore di esondazione del Seveso, abbiamo dovuto bloccare la M2 da Famagosta in poi, abbiamo avuto alberi caduti, che hanno rallentato il flusso dei tram, e abbiamo dovuto evacuare la comunità di don Mazzi e altre due comunità al parco Lambro”, ha concluso.
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È morto Ezio Bosso
15 Maggio 2020
09:00
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E’ morto a Bologna il pianista e direttore d’orchestra Ezio Bosso. Aveva 48 anni. Bosso era nato a Torino il 13 settembre 1971 e si era avvicinato alla musica all’età di 4 anni. Nel 2011 era stato operato al cervello per l’asportazione di un tumore ed è stato anche colpito da una sindrome autoimmune. Nonostante le malattie, ha continuato a suonare, comporre e dirigere. Successivamente, nel settembre 2019 il peggioramento di una malattia neurodegenerativa ha costretto Bosso ad interrompere l’attività di pianista, avendo compromesso l’uso delle mani.

Bosso si è spento ieri nella sua casa di Bologna “a causa del degenerare delle patologie che lo affliggevano da anni. Sia i familiari che la sua famiglia professionale, chiedono a tutti il massimo rispetto per la sua privacy in questo momento sommamente personale e intimo: l’unico modo per ricordarlo è, come sempre è stato e come sempre ha ribadito il Maestro, amare e proteggere il grande repertorio classico a cui ha dedicato tutta la sua esistenza e le cui sorti in questo momento così difficile sono state in cima ai suoi pensieri fino all’ultimo. Le esequie si svolgeranno in forma strettamente privata”. E’ quanto si legge in una nota.
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Addio a Ezio Bosso, il maestro riconosciuto come tra i pochi direttori d’orchestra in grado di portare il grande pubblico ad ascoltare il repertorio classico nelle sale da concerto senza scendere a compromessi, lavorando duramente sull’estetica filologica del suono. Solo nell’ultimo anno in paese difficile come l’Italia, oltre 100.000 persone hanno assistito ai suoi concerti alla testa di diverse compagini o della sua Europa Philarmonic.

Formatosi a Vienna sotto la guida di Ősterreicher e Streicher, è stato fino alla sua scomparsa, avvenuta ieri nella sua casa di Bologna all’età di 48 anni, direttore stabile e artistico della Europa Philharmonic Orchestra, già StradivariFestival Chamber Orchestra. Bosso era anche Sony Classical International Artist dal 2016 e a febbraio 2018 è stato nominato Steinway Artist. Bosso era inoltre Testimone e Ambasciatore internazionale dell’Associazione Mozart14, eredità ufficiale dei principi sociali ed educativi del maestro Claudio Abbado, diretta dalla figlia Alessandra. Inoltre a gennaio 2019 è stato protagonista sul podio dell’evento ‘Grazie Claudio’ per i 5 anni dalla scomparsa di Abbado, guidando una compagine dei musicisti più cari al maestro Abbado provenienti da tutto il mondo.
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A giugno 2019, con il programma di Rai3 ‘Che Storia è la Musica’, ha rivoluzionato la divulgazione musicale in Tv ideando un nuovo format che ha subito ottenuto un inaspettato successo con oltre 1.300.000 spettatori di media. Il 25 dicembre ’19 ‘Che Storia è la Musica’ è tornato in prima serata con la Sesta Sinfonia di Ciaikovsky, confermando i dati di ascolto del debutto. Inoltre ad agosto 2019 il suo concerto di debutto all’Arena di Verona con i ‘Carmina Burana’ ha segnato il record di presenze per la sinfonica della Fondazione con ben oltre 14.000 persone, un clamoroso sold out e ripetute standing ovation.
Ha diretto, tra le altre, Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice di Venezia, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, di cui è stato direttore principale ospite e che ha condotto sia nel teatro della città a dicembre ‘16 sia in Piazza Maggiore davanti ad oltre 10.000 persone per l’Opening Act del G7 Ambiente, concerto premiato ai Live Award di Lisbona come miglior evento musicale europeo dell’anno; la Georgian State Opera and Ballet per il gala operistico con le dive del canto Nino Surguladze e Carmen Giannatasio, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di cui è ospite assiduo e che ha diretto il 12 luglio 2017 come pianista e direttore in musiche sue, di J.S. Bach e di Beethoven, il 12 luglio 2018 con Luigi Piovano al violoncello in brani suoi e di Dvorak e l’ultima volta il 12 dicembre scorso nelle sinfonie n. 5 e n. 7 di Beethoven.
Bosso ha inoltre diretto la London Simphony Orchestra, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino, l’Orchestra dell’Accademia del Teatro alla Scala, l’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, l’Orchestra da Camera di Mantova, L’Orchestra da Camera Lituana, l’Orchestra Filarmonica Toscanini di Parma, l’Orchestra Filarmonica del Teatro Verdi di Salerno, l’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole, The London Strings, di cui è stato direttore principale, l’Orchestra del Teatro Verdi di Trieste, di cui è stato direttore musicale.
La sua attività di compositore gli ha fatto guadagnare diversi premi e le sue composizioni sono state eseguite in tutto il mondo da prestigiose istituzioni, quali la Wiener Staatsoper, Royal Opera House, New York City Ballet, Théâtre du Châtelet, San Francisco Ballet, Teatro Bolshoij. Bosso è anche tra i best sellers discografici europei nel segmento classico.
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Coronavirus, Chiambretti: “Salvato da infermieri angeli”
15 Maggio 2020
08:30
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“Il 16 marzo sono stato ricoverato d’urgenza all’Ospedale Mauriziano di Torino per tre focolai di polmonite a causa del Covid-19. Un giorno che non potrò mai dimenticare. Lo scrive su Repubblica il Piero Chiambretti in una lettera nella quale racconta il ricovero d’urgenza per il Covid- 19 e la morte della madre contagiata insieme a lui.

“Il pronto soccorso, i suoi rumori, la confusione di medici e malati, le barelle, le mascherine, sensazioni – ricorda il conduttore Tv – di qualcosa che avevo visto alla televisione, ma che dal vivo erano un’altra cosa: più definite, più realistiche e tangibili, che allontanavano il rumore fastidioso delle parole della tv, così vuote e lontane. Passare dall’interessarsi degli sviluppi del virus, ad esserne colpito, cambia la prospettiva in modo netto”.
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Scrive Chiambretti: “‘Il reparto “Covid’ era allestito nello stesso pronto soccorso del quale ben presto avrei conosciuto tutto o quasi. Lo smarrimento iniziale di tutti era l’incertezza. Gli occhi di quelli che arrivavano ad ogni ora, come in un ospedale militare da campo, erano spalancati, terrorizzati, in cerca di qualche segnale di conforto. E da subito quel segnale arrivò da un gruppo di infermieri e medici che, bardati al punto di non riconoscerli e scambiarli, si fecero partecipi del nostro dramma”. “La cosa che subito mi colpì di questi angeli fu l’età: tutti giovanissimi – riferisce – con una energia che trasmettevano ogni volta che li chiamavi, sempre sorridenti e rassicuranti, anche laddove le condizioni di salute non era buone”.
“Non avevano – osserva Chiambretti – ricette per una pronta guarigione, non avevano la pillola magica che fa tornare tutti a casa, ma la loro efficienza mischiata alla grande umanità erano una medicina molto più forte delle medicine sperimentali che somministravano. Sempre presenti, il giorno come la notte, sempre vestiti dalla testa ai piedi con le maschere protettive che lasciavano evidenti segni in faccia”. “La mattina successiva la morte di mia mamma, io – scrive il presentatore tv – miracolosamente ho cominciato a stare bene (grazie Felicita), tanto da essere dimesso dopo una settimana e due tamponi negativi. Era un lunedì pomeriggio, quando impreparato a lasciare l’ospedale sono tornato a casa in taxi in pigiama, considerato che portato via d’urgenza quindici giorni prima a sirene spiegate, non avevo neppure una borsa”.
E Conclude: ”Ricordo la soddisfazione negli occhi degli infermieri e dei medici nel consegnarmi una cartella clinica dall’happy end quasi come fosse guarito uno di loro. Oggi che sono a casa e leggo che 160 tra medici, infermieri e personale sanitario, hanno perso la vita per salvare quelle altrui che in molti casi neanche conoscevano, mi si stringe il cuore e penso come il nostro Paese ha in queste persone degli esempi da cui imparare tanto”.
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Fase 2, il virologo: “No respirazione bocca a bocca? Assurdo”
15 Maggio 2020
22:37
Respirazione bocca a bocca ‘vietata’ se qualcuno sta annegando? “Assurdo”. Il virologo Guido Silvestri, italiano docente negli Usa alla Emory University di Atlanta, commenta così le indicazioni di Inail e Iss contro il rischio infettivo da nuovo coronavirus sulle spiagge. “Un amico – spiega lo scienziato su Facebook, in un intervento ripreso anche dal sito ‘Medical Facts’ del collega Roberto Burioni – mi ha passato una serie di articoli sulle nuove ‘regole’ per l’apertura dell’Italia. In cui leggo questa perla: ‘No alla respirazione bocca a bocca. In caso di emergenza affogamento i soccorritori dovranno praticare le compressioni sul torace, ma non la ventilazione’. Spero che non sia vero – commenta Silvestri – perché se lo fosse vuol dire che qualcuno ha davvero perso il senso delle proporzioni”.

In un passaggio del ‘Documento tecnico sull’analisi di rischio e le misure di contenimento del contagio da Sars-CoV-2 nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia’, redatto dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e dall’Istituto superiore di sanità, in riferimento all'”attività di salvamento in mare svolta dal ‘bagnino’ o comunque di primo soccorso nei confronti dell’utenza” si legge infatti che: “In attesa di nuove evidenze scientifiche, si raccomanda di valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida” degli organismi scientifici competenti. In particolare, si citano l’Italian Resuscitation Council (Irc) e l’European Resuscitation Council (Erc).
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Roma, blitz contro usurai: 5 arresti
15 Maggio 2020
22:37
Buste della spese piene di soldi, agende con la contabilità delle somme date in prestito, mazzette di fogli scritti a mano e nascosti nelle pareti, tra le intercapedini, o dietro ai termosifoni. E’ quanto hanno scoperto gli agenti coordinati dal procuratore aggiunto di Roma Lucia Lotti che hanno condotto due distinte operazioni contro bande di usurai, tra Primavalle e Ostia.

Cinque le persone finite in manette per estorsione, usura ed esercizio illecito dell’attività creditizia. Una famiglia di quattro persone di Primavalle, con padre e figlio finiti in carcere e altri due destinatari dell’ordinanza agli arresti domiciliari; e un uomo di Ostia.
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Fase 2, per i bagnini ‘divieto’ di respirazione bocca a bocca
15 Maggio 2020
22:37
Non solo spiagge su prenotazione, ombrelloni a 5 metri di distanza, distanziamento anche in acqua e piscine negli stabilimenti chiusi. Fra le indicazioni contenute nel documento tecnico sull’analisi di rischio e le misure di contenimento del contagio da Sars-CoV-2 nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia, pubblicati sul sito dell’Inail e realizzati in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss), spunta infatti anche il ‘divieto’ di respirazione bocca a bocca per i bagnini.
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Per quanto concerne l’attività di salvamento in mare svolta dal bagnino o comunque di primo soccorso nei confronti dell’utenza – spiega infatti l’Inail -, è da rilevare la necessità, stante la modalità di contagio da Sars-Cov-2, di attenersi alle raccomandazioni impartite dall’Italian resuscitation Council (Irc) nonché dall’European resuscitation council (Erc) nell’esecuzione della rianimazione cardiopolmonare, riducendo i rischi per il soccorritore (nella valutazione del respiro e nell’esecuzione delle ventilazioni di soccorso), senza venire meno della necessità di continuare a soccorrere prontamente e adeguatamente le vittime di arresto cardiaco. Nel rispetto del criterio di sicurezza, è necessario quindi considerare e valutare come proteggere contestualmente i soccorritori dal rischio di contagio. Pertanto, ogni volta che viene eseguita la rianimazione cardiopolmonare su un adulto è necessario diffondere le indicazioni fornite da Erc e Irc.
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Più nel dettaglio e in attesa di nuove evidenze scientifiche, si raccomanda di valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida. Se disponibile un dae (defibrillatore semiautomatico) utilizzarlo seguendo la procedura standard di defibrillazione meccanica. Si raccomanda di indossare i dispositivi di protezione individuale. Al termine della rcp, rianimazione cardio polmonare, il soccorritore deve lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone o con gel per le mani a base di alcool. Si raccomanda, inoltre di lavare gli indumenti appena possibile e prendere contatto con le autorità sanitarie per ulteriori suggerimenti, se del caso.
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Silvia Romano, presidente centro islamico Milano: “Pronti ad accoglierla”
MILANO
15 Maggio 2020
22:37
“Se Silvia vuole venire in moschea è libera di farlo, la moschea è aperta a tutti, musulmani e non musulmani. Silvia sarebbe la benvenuta, come tutti. A qualsiasi musulmano io dico ‘benvenuto'”. Non usa giri di parole Ali Abu Shwaima. Il presidente del Centro Islamico di Milano e Lombardia, contattato dall’Adnkronos, si dice pronto ad accogliere Silvia Romano qualora la cooperante decidesse di recarsi in moschea.
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Nessuna regola da seguire o linee guida per chi, come Silvia, ha deciso di abbracciare la religione musulmana. “Ci sono i libri – spiega Ali Abu Shwaima – c’è il Corano, oggi disponibile anche online, ed è tradotto in italiano. Può studiare da sola oppure venire in moschea se ha delle cose da chiarire o approfondire”.
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Lì, spiega, “riceviamo anche molti cristiani che vogliono sapere qualcosa sull’Islam, la moschea è aperta a tutti. Chi è convinto sceglie l’Islam come religione, ci sono anche quelli che seguono l’induismo o altre religioni, siamo in una società e in un Paese democratico che dà libertà di pensiero e di fede a tutti”.
La scelta di Silvia Romano di convertirsi all’Islam, sottolinea, “è una scelta personale, noi non possiamo dire nulla, è una sua scelta”. E sul polverone di polemiche sollevato nei giorni scorsi, osserva: “Il problema è di chi fa polemica. Non si può entrare nelle scelte di una persona. Siamo in un Paese democratico, dove ognuno sceglie la religione che ritiene più adatta a sé”. Poi, commentando gli insulti sui social, spiega: “Penso che ora sarà la magistratura a fare chiarezza. Noi abbiamo fiducia nei giudici che approfondiranno questi atti”.
Quando ha saputo che Silvia era stata liberata “ho reagito come qualsiasi italiano – racconta Ali Abu Shwaima – sono stato contento che una concittadina fosse stata liberata dopo una prigionia di un anno e mezzo”. E a chi polemizza sul fatto che la giovane milanese possa essere stata costretta a convertirsi, Ali Abu Shwaima replica: “Nell’Islam e anche nel Corano si dice che non c’è obbligo” di conversione. “I musulmani – fa notare – sono un miliardo e mezzo, uno in più o uno in meno non cambia nulla”.
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Accordo Italia-Usa per vaccino orale, alleate Kiromic e Molipharma
15 Maggio 2020
22:37
C’è anche un vaccino orale anti Covid-19, pronto per la fase preclinica e candidato a un iter accelerato, al centro di un’alleanza tra Kiromic Biopharma Inc., società biotech Usa con sede a Houston in Texas, e Molipharma srl, spin-off accademico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Le due aziende – informa una nota – hanno sottoscritto in questi giorni “una serie di accordi e protocolli finalizzati allo sviluppo di nuove e avanzate terapie per la cura del cancro, con focus prioritario sul cancro ovarico, e di soluzioni diagnostiche, terapeutiche e profilattiche per il contrasto di Sars-CoV-2, incluso un vaccino peptidico orale pronto per la fase preclinica e candidato al Fast Track. Le attività di ricerca saranno eseguite presso laboratori e siti sperimentali di eccellenza dai team scientifici di Kiromc e Molipharma. L’operazione è stata coordinata e definita dall’avvocato Laura Porta, responsabile della sede di Milano dello Studio legale Meliadò, in collaborazione con il dottor Gianluca Rotino, Chief Strategy and Innovation Officer di Kiromic Biopharma”.
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Kiromic è attiva nello sviluppo di “soluzioni immunoterapeutiche attraverso l’utilizzo di una piattaforma di intelligenza artificiale proprietaria per la scoperta e predizione di target, e di una piattaforma di gene editing per la trasfezione non virale combinata alla piattaforma di terapie cellulari allogeniche (off-the-shelf)”. Molipharma vanta “un innovativo know-how e capacità avanzate di ricerca e sviluppo in fase preclinica e clinica”.
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Coronavirus, Italfarmaco dona 250 mila Dpi a Regione Lombardia
Maschere in tessuto non tessuto
15 Maggio 2020
22:37
Italfarmaco ha deciso di donare 250 mila dispositivi di protezione individuale (maschera di protezione facciale in Tnt, tessuto non tessuto) alla Regione Lombardia, “a supporto dell’attività di ripresa delle attività economiche e sociali a sostegno di una delle zone d’Italia più colpite dal contagio”, informa il gruppo multinazionale italiano.
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“In quest’ambito Milano, sede storica dell’azienda sin dal 1938 – ricorda la società in una nota – non ha mai sospeso l’attività produttiva del sito di viale Fulvio Testi 330, garantendo continua disponibilità dei farmaci lì prodotti, non soltanto all’Italia ma a tutti i continenti in cui vengono distribuiti, così tutelando al massimo la salute dei pazienti in un ambito di completa sicurezza dei propri dipendenti”.
Dolce&Gabbana e Donnafugata rinnovano collaborazione con vino Rosa
15 Maggio 2020
22:37
Il piacere della famiglia che si riunisce a tavola e la convivialità che sopravvive anche in questo momento delicato: Dolce&Gabbana e Donnafugata rinnovano la loro collaborazione dando vita a Rosa, un inedito vino rosato dalla personalità fruttata e floreale. Un messaggio di positività e rinascita comuni, ripartendo dalle proprie radici: la Sicilia.

Amore per la loro terra natale, cura per i dettagli e artigianalità: accomunate dalla volontà di far conoscere a ogni angolo del mondo i colori, i profumi e la storia della cultura siciliana, queste due eccellenze del Made in Italy rafforzano la loro partnership in nome della tradizione e del saper fare del Bel Paese.
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Rosa, il nuovo vino rosato nato dalla vendemmia del 2019, è il frutto di un blend originale di due vitigni autoctoni tra i più importanti della tradizione dell’isola: il Nerello Mascalese e il Nocera. Connotato da una raffinata sfumatura rosa, questo vino si contraddistingue per un elegante bouquet di gelsomino, arricchito da delicati sentori di fragolina di bosco, pesca e bergamotto.
Il Nerello Mascalese conferisce invece una particolare mineralità e delicatezza floreale derivante dalla natura vulcanica e dal microclima delle pendici dell’Etna dove è prodotto, il Nocera, un’antica varietà che dopo anni di sperimentazione Donnafugata ha deciso di coltivare sulle colline di Contessa Entellina, conferisce l’accattivante componente fruttata di Rosa. Dal packaging ispirato all’iconico carretto siciliano, Rosa racchiude l’atmosfera, la tradizione e la cultura dell’isola, elementi che ricorreranno in tutti i futuri progetti frutto della collaborazione. Rosa sarà disponibile da giugno su https://world.dolcegabbana.com/food-beverage e e su https://www.donnafugata.it/it/i-vini/rosa/.

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Riapre dopo due mesi il santuario della Madonna di Lourdes
15 Maggio 2020
22:37
Dopo due mesi, riapre sabato il santuario francese della Madonna di Lourdes. Ma le porte del luogo sacro, fra i più visitati al mondo, si schiudono per ora soltanto parzialmente, dopo la chiusura totale decretata a causa della pandemia da coronavirus. Infatti, il santuario sarà aperto solo nel pomeriggio per quattro ore, dalle 14 alle 18, con le visite riservate soltanto ai pellegrini che provengono dalla stessa regione e hanno una residenza distante non più di cento chilometri.

“Un grande segno di speranza” è il commento di monsignor Olivier Ribadeau Dumas, rettore del santuario mariano di Lourdes, “dopo la chiusura più lunga della sua storia” per il luogo di culto commemora l’apparizione della Vergine Maria a Bernadette Soubirous. Le nuove regole per la riapertura prevedono anche l’ingresso dei fedeli a gruppi di dieci. con l’obbligo di indossare la mascherina e di non poter sostare più di mezz’ora.
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Non sarà consentito l’accesso diretto alla ‘grotta delle apparizioni’ ma sarà possibile sostarvi davanti ad essa, sulla riva destra del fiume Gave. Sarà possibile, inoltre, prendere l’acqua delle fontane, grazie a un apposito dispositivo, mentre restano ancora vietate le messe con i fedeli. Monsignor Dumas lancia un appello ai pellegrini, “affinché sostengano anche economicamente il santuario, donando con generosità: la cancellazione dei pellegrinaggi, infatti, principale fonte di sostentamento della struttura, ha provocato un grave deficit anche alla comunità religiosa che la gestisce”.
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Coronavirus, 262 morti in Italia nelle ultime 24 ore
15 Maggio 2020
18:00
AGGIORNATO ALLE 23:59
Nuovo aumento dei morti da Coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore, secondo i dati della Protezione Civile, hanno infatti perso la vita 262 persone (ieri le vittime erano state 195), un dato che porta a 31.368 i decessi dall’inizio dell’emergenza. Sul numero dei morti pesa l’impennata della Lombardia dove nelle ultime 24 ore si sono registrate 111 vittime. Continua però a calare il numero delle persone attualmente positive: sono 2.017 in meno rispetto a ieri, per un totale di 76.440.I ricoverati con sintomi sono 11.453 (-719), i pazienti in terapia intensiva scendono a 855 (-38). In isolamento domiciliare si trovano ancora 64.132 persone. Nelle ultime 24 ore i guariti sono invece aumentati di 2.747 unità, portando il totale a 115.288. Dall’inizio della crisi si sono registrati 223.096 casi totali, in aumento di 992 da ieri. In tutto sono stati eseguiti 2.807.504 tamponi, i casi testati sono 1.820.083.

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Burioni: “Terapia plasma sicura ma efficacia da dimostrare”

15 Maggio 2020

22:58

“Nuovi dati (ripeto dati) pubblicati sul plasma da donatori iperimmuni. Sicuro ma efficacia ancora da dimostrare”. Lo scrive su twitter il virologo Roberto Burioni citando lo studio, la prima analisi su larga scala dei pazienti sottoposti al trattamento sperimentale, condotto negli Usa su 5.000 ricoverati (il 66% in terapia intensiva). Burioni era stato molto criticatoper la sua prudenza su questa terapia.

La ricerca condotta da un team di scienziati della Mayo Clinic, della Michigan State University e della Johns Hopkins University, è stata pubblicata sulla piattaforma ‘MedRxiv’. Dallo studio emerge che dopo la trasfusione di plasma, l’incidenza degli eventi avversi gravi è stata inferiore all”1% e l’incidenza di mortalità a sette giorni è stata del 14,9%. Un dato “che non deve allarmare – sottolineano gli scienziati – in particolare perché alcune di queste trasfusioni sono tentativi di terapie di salvataggio in pazienti ricoverati in terapia intensiva con insufficienza multiorgano, sepsi o altre significative comorbidità”.
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Ma ci sono anche alcune ombre. “Nonostante questi segnali di sicurezza precoci e incoraggianti, esistono diversi rischi – evidenziano i ricercatori – La trasfusione di plasma da convalescente in pazienti in condizioni critiche merita quindi attenzione e ulteriori approfondimenti rispetto a questa valutazione iniziale sulla sicurezza”.
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Lucarelli vs Meluzzi: “Ordine prenda provvedimenti”. Lui: “Opinione irrilevante”

15 Maggio 2020

23:59

“Sarebbe ora che l’ordine dei medici prendesse provvedimenti”. E’ quanto scrive Selvaggia Lucarelli nei confronti dello psichiatra e psicoterapeuta Alessandro Meluzzi. La giornalista cita infatti su Instagram, insieme al commento, un tweet pubblicato dallo psichiatra, che ritrae la cooperante Silvia Romano in spiaggia insieme ad un giovane di colore, con il professore che commenta: ‘Tutti al mare!’. “Speriamo si muovano per una volta”, esorta la Lucarelli.
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Pronta la replica di Meluzzi: “La Lucarelli chiede all’ordine di prendere provvedimenti contro di me? Bene, attendo che l’ordine prenda provvedimenti, ma non commento l’opinione della Lucarelli, non per altro: perché mi sembra un’opinione totalmente irrilevante”.
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Papa Francesco: “La pandemia è venuta come il diluvio”

CITTà DEL VATICANO

15 Maggio 2020

23:59

“A novembre non sapevamo cosa fosse una pandemia, è venuta come un diluvio”. Così Papa Francesco celebrando la messa a Santa Marta. “Quante pandemie nel mondo: adesso ci svegliamo un po’ ma ci sono tante pandemie che fanno morire la gente e noi guardiamo dall’altra parte”, ha ammonito Bergoglio citando i dati dei primi “quattro mesi” di quest’anno: “Una statistica ufficiale parla di un’altra pandemia: tre milioni e 700mila persone sono morte di fame. C’è la pandemia della fame”.

Il Pontefice ammonisce: “La preghiera di oggi ci deve fare pensare alle altre pandemie: la fame, le guerre. Oggi è importante essere insieme. Siamo stati invitati a pregare ognuno secondo la propria tradizione. Che Dio fermi questa pandemia come le altre pandemie: la fame, la guerra, i bambini senza educazione. Che Dio benedica e abbia pietà di tutti noi”.
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Ricordando la giornata di preghiera, digiuno e carità indetta per oggi dall’Alto Comitato per la Fratellanza Umana, il Pontefice osserva: “La pandemia è venuta senza che la aspettassimo ma ora c’è e tanta gente che muore da sola, senza potere fare nulla. Può venire il pensiero che non ci tocca, ‘Ma mi sono salvato..’, ma pensa alle conseguenze economiche, sull’educazione, a quello che avverrà dopo. Forse ci sarà qualcuno che dice che è relativismo religioso. Ognuno prega come sa. Non stiamo pregando l’uno contro l’altro: ognuno prega secondo le proprie credenze chiedendo a Dio che ci perdoni, che fermi questa pandemia. Oggi, giorno di fratellanza, guardando l’unico Padre”.

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Coronavirus, in Lombardia 83.820 positivi: +522 in 24 ore

MILANO

15 Maggio 2020

23:59

Sale a 83.820 il numero di positivi al Coronavirus in Lombardia, +522 in 24 ore. Il numero di decessi è invece di 15.296, +111 rispetto a ieri, mentre scende il numero di ricoverati in terapia intensiva, -10 in 24 ore per un totale di 297 pazienti ricoverati. Quanto al numero di tamponi effettuati sono 538.243, +14.080. Un dato importante è quello dei guariti: si parla di 30.009 in totale, +653.

“Sono dati positivi – ha commentato l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi di Regione Lombardia, Fabio Rolfi nella consueta diretta Facebook -. Oggi i dati dei guariti è significativo e ci aiuta a sfondare la quota dei 30mila”. Un altro dato importante, ha rimarcato Rolfi, “è quello delle persone che escono dalla terapia intensiva o dai ricoveri Covid non in terapia intensiva”. Significa che “altri 10 cittadini intraprendono un percorso di cure meno intense”.
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Rolfi ha quindi ricordato “i momenti di maggior criticità, quando eravamo arrivati attorno a 1.400 persone in intensiva”. Il calo, ha aggiunto l’assessore, “è costante e graduale, è un segno che i dati vanno a consolidarsi e conferma il buon andamento della situazione”.
Buone notizie anche sul fronte dell’R0, il ‘numero di riproduzione di base’ che rappresenta il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun infetto: “In Lombardia – ha spiegato Rolfi – è pari a 0,53 contro la media nazionale di 0,70. Significa che le misure di contenimento, il distanziamento e il senso di responsabilità dei lombardi stanno dando in Lombardia un segnale molto importante di miglioramento rispetto al territorio nazionale, bisogna continuare su questa strada”.
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Messe al via da lunedì, massimo di 200 fedeli nelle parrocchie grandi

14 Maggio 2020

23:59

Un massimo di 200 fedeli, non uno di più, nelle chiese più grandi. All’aperto potranno partecipare alle messe fino a mille fedeli. I limiti sono frutto di una definizione nei dettagli del Protocollo della Cei con governo e Comitato tecnico scientifico per cui le celebrazioni col popolo, al via dal 18 maggio, dovranno attenersi ai numeri stabilito.

In Piemonte, diverse diocesi hanno optato per riaprire le messe al popolo dal 25 maggio. In tanti Vescovi e sacerdoti hanno chiesto di sottoporsi al test sierologico o al tampone. Come è accaduto per i 750 sacerdoti della diocesi di Bergamo tra le città più colpite dal coronavirus.
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Anche in Vaticano si sta lavorando alla fase due della pandemia in vista delle riaperture delle messe ai fedeli. In questa ottica, si richiede l’utilizzo del termoscanner per misurare la temperatura corporea dei fedeli che parteciperanno alle celebrazioni nelle Basiliche Papali. Specie per le messe festive dove c’è l’affluenza maggiore. “Si è tenuta questa mattina una riunione con i rappresentanti delle Basiliche Papali, promossa dalla Segreteria di Stato, per affrontare i nuovi aspetti della seconda fase dell’emergenza epidemiologica da Covid 19 in vista della ripresa delle attività liturgiche con il popolo. Durante la riunione, – spiega il portavoce del Vaticano Matteo Bruni – si è condivisa la necessità di adottare le misure più idonee a garantire la sicurezza dei fedeli e l’opportunità di misurare la temperatura tramite termoscanner almeno in occasione delle celebrazioni festive”. La misura del termoscanner che, in generale non è vincolante, riguarderà dunque San Giovanni in Laterano, la Basilica di San Pietro, San Paolo fuori le mura e la Basilica di Santa Maria Maggiore.

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Superenalotto, jackpot sale a 39,8 milioni

15 Maggio 2020

23:59

Nessun ‘6’ né ‘5+’ al concorso di oggi del Superenalotto. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 39,8 milioni di euro. Ecco la combinazione vincente: 12, 17, 20, 54, 61, 80. Numero Jolly: 39. Numero Superstar: 17.

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Coronavirus, Confindustria-Arcuri: insieme per trovare reagenti

15 Maggio 2020

23:59

“La collaborazione tra gli Uffici del Commissario all’Emergenza, Domenico Arcuri e Confindustria Dispositivi Medici, presieduta da Massimiliano Boggetti, è stata davvero proficua e fattiva in particolare nell’ultima settimana, nella complessa attività volta all’individuazione di soluzioni per risolvere, in particolare, la problematica legata alla scarsità dei reagenti, indispensabili in questa fase dell’emergenza”. E’ quanto sottolineano in una nota congiunta Confindustria dispositivi medici e gli uffici del commissario, dopo le dichiarazioni rilasciate in precedenza da Boggetti.

I contatti sono quotidiani e numerosi, fanno sapere, “come le aziende che sono state individuate ed attivate, con l’obiettivo di concorrere alla soluzione di questa problematica. Insomma, una collaborazione davvero esemplare”. A valle di questa relazione, oggi il Commissario Arcuri e il Presidente Boggetti hanno insieme pianificato ulteriori momenti di collaborazione. “La drammatica emergenza che stiamo vivendo passa anche per l’attivazione di collaborazioni istituzionali, fattive e positive come quella con Confindustria Dispositivi medici – Usciremo più in fretta e meglio da questa crisi se tutte le istituzioni e le categorie coinvolte, a partire dalle imprese, faranno la loro parte, come in questo caso sta accadendo”.

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Mea culpa Vanoni su Silvia Romano: “Su di lei ho sbagliato”

15 Maggio 2020

09:50

“Ho sbagliato. E lo dico senza problemi”. Così Ornella Vanoni, in un’intervista a ‘Repubblica’, parla della frase sulla liberazione di Silvia Romano, postata sui social network e poi cancellata (“Se era così felice, convertita, sposata per sua scelta, ma perché l’avete liberata?”).

“Volevo fare una battuta – spiega Ornella Vanoni – ma non è il momento. Mi è venuta perché è il mio carattere. Ma io ho un grande rispetto per questa ragazza, ed era meglio stare zitti perché non sappiamo niente di quello che pensa, se per esempio è stata costretta a convertirsi o no. Per me sì, ma se serve a non morire a 25 anni anch’io mi converto subito e metto la veste verde”. Quella frase le ha fatto ricevere diversi contenuti violenti da chi voleva unirsi al coro contro la cooperante italiana: “Non sa quanti. Contro Silvia. Ho ricevuto alcuni video, chiaramente fotomontaggi, terrificanti, che ho subito cancellato. Video violenti che continuano a girare in rete. Sono matti. Dovremmo stare tutti un po’ più calmi. Ripartire con un altro passo”.

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Fase 2 ristoranti, Vissani vs Lopalco: “Chi ha fatto queste regole? Chiudiamo”

15 Maggio 2020

09:58

Distanziamento tra i tavoli ma anche norme rigide e dispositivi di sicurezza in cucina per la fase 2 dei ristoranti. E negli studi di ‘Piazza Pulita’, su La7, sale la tensione tra lo chef Giancarlo Vissani e l’epidemiologo Luigi Lopalco.

“Come si fa? Chi è che ha fatto questa legge?”, tuona Vissani contro l’obbligo di portare le mascherine anche mentre si sta ai fornelli. “Come si fa ad assaggiare, poi ci si deve andare a pulire, si deve andare in bagno, si deve essere disinfettati… ma vi rendete conto?”, protesta lo chef. Mentre Lo Palco cerca di smussare: “Su questo possiamo ragionare – dice – si sta dando troppa enfasi a questa storia della sanificazione. In cucina ci sono già delle regole igieniche ferree, la diamo per scontata in una cucina”, ma poi aggiunge: “Il problema della sicurezza non si risolve con una sola misura, bisogna mettere insieme tutta una serie di misure come quando si va su un cantiere: non basta il casco ma servono anche le scarpe anti infortunistica, devo avere le cinture e tutta una serie di interventi che migliorano la sicurezza in un luogo di lavoro”. Ma a quel punto Vissani sbotta: “Noi non siamo tabaccai che possiamo avere il plexiglas davanti. Allora chiudiamo e riapriamo a dicembre, chiudiamo che forse è meglio”.

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