Ultimo aggiornamento 22 Giugno, 2020, 13:40:37 di Maurizio Barra
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Golf: PGA; rush finale con 4 leader, Tamponi tutti negativi
Dopo spavento per positività Watney a RBC si assegna il titolo
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21 giugno 2020
04:35
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Dopo lo spavento per la positività al Coronavirus di Nick Watney il PGA Tour ritrova il sorriso: sono infatti tutti negativi gli 11 test effettuati a giocatori e caddy che hanno avuto contatti più stretti con l’americano, tra questi anche lo spagnolo Sergio Garcia. Che dal South Carolina, dove oggi prenderà il via la volata finale per designare il nuovo campione del RBC Heritage, esprime parole d’affetto e vicinanza verso Watney, costretto a ritirarsi dal torneo e messo in isolamento per almeno 10 giorni. “Purtroppo – le dichiarazioni dello spagnolo – è toccato a lui. Nick è un ragazzo speciale e s’è subito preoccupato per me. Ho ricevuto molti messaggi e mi ha chiesto scusa almeno 25 volte”.
Nel torneo che verrà ricordato anche e soprattutto per la positività di Watney, è tutto pronto per il rush decisivo. Ad Hilton Head Island regna l’equilibrio. Dopo 54 buche sono ben 4 i leader. L’americano Webb Simpson (dominus al termine del secondo giro) è stato agganciato in testa (198, -15) alla classifica dal messicano Abraham Ancer, dal britannico Tyrrell Hatton e dal connazionale Ryan Palmer. Sogna il bis, dopo l’impresa della scorsa settimana nel Charles Schwab Challenge, Daniel Berger. Lo statunitense è 5/o (199, -14) al fianco di Carlos Ortiz e Joel Dahmen.
Chance anche per Garcia. “El Nino” è 8/o (200, -13) al pari di altri 7 golfisti, tra questi pure Ian Poulter.
Sono in totale 15 i players che possono dunque lottare per conquistare il secondo evento post pandemia del PGA Tour, in scena a porte chiuse.
Sembrano tagliati fuori Brooks Koepka, Bryson DeChambeau e Dustin Johnson, tutti 16/i (201, -12) davanti a Rory McIlroy (numero 1 mondiale) e Justin Rose, entrambi 28/i (203, -10).
In palio un montepremi complessivo di 7.100.000 dollari in un evento che ha visto in gara 15 tra i primi 20 giocatori del world ranking.
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Zanardi stabile ma a rischio, il tempo nuovo alleato
Cresce fiducia medici,in settimana proveranno a sospendere coma
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SIENA
22 giugno 2020
09:27
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Ora Alex Zanardi ha trovato un nuovo compagno di squadra: il fattore tempo. Se il decorso clinico continua così, l’organismo reagisce bene – cme sta accadendo – e non si verificano repentini eventi avversi, si fa più forte la fiducia tra i medici per un suo recupero, pur lento e gravato da un quadro neurologico che rimane incognita decisiva. E’ quasi tutta qui la nuova sfida per Zanardi che ha trascorso la seconda notte in terapia intensiva a Siena, dopo l’intervento neurochirurgico di venerdì sera per lo scontro in handbike con un camion. Le sue condizioni si sono ‘stabilizzate’. La prognosi resta riservata e lui rimane in coma farmacologico, tuttavia la situazione è completamente cambiata da quando è arrivato in ospedale venerdì sera. “E’ sempre sedato, intubato e ventilato meccanicamente. Il neuromonitoraggio ha mostrato una certa stabilità, dato che però va preso con cautela perché resta grave il quadro neurologico”, dice il bollettino. Ma “il fatto positivo – ha detto Sabino Scolletta, direttore del Dipartimento emergenza urgenza dell’ospedale – è che più passa il tempo e le condizioni restano stabili, più c’è speranza di un recupero”. E i medici continuano ad essere fiduciosi anche perché, al momento, non ci sono “passi indietro”. Parole che suscitano emozione e partecipazione ancora maggiore verso le sorti del campione. Anche oggi alla domanda se Zanardi potrà tornare il campione di prima.
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Sabino Scolletta ha risposto, sbilanciandosi un po’ di più: “Lo auspichiamo e lo speriamo. Siamo qui per questo motivo. È un grande atleta e lo ha dimostrato e auspichiamo che questo valga anche in questa situazione così impegnativa”. La speranza dei medici, che stanno lavorando in equipe multidisciplinari per valutare tutti gli aspetti del decorso post operatorio di Zanardi, è di poter allungare il più possibile la fase di stabilizzazione del paziente per poi poter iniziare a risvegliarlo dal coma farmacologico a cui è stato sottoposto dopo l’intervento e poterlo valutare neurologicamente. Si tratta di aspettare pochi giorni, la settimana che arriva. La vera partita è questa, e serve pazienza. Ridurre la sedazione, o sospenderla, è la prima prova del nove, è la fase più delicata che dovrà dare le risposte su eventuali danni neurologici, quali e se saranno permanenti, e anche di eventuali danni alla vista. Guarire dopo un incidente è la nuova impresa di Zanardi. Tutti sono con lui e con la moglie Daniela che coi familiari si è ritagliata un punto dell’ospedale e non molla un attimo. L’ha incontrata il sindaco Luigi De Mossi, tornato per la seconda volta a ‘portare la vicinanza della città di Siena. De Mossi è rimasto per mezz’ora a colloquio con i medici e con la famiglia. “La signora Daniela mi ha detto che è molto contenta e molto sicura del lavoro che stanno facendo i medici e gli infermieri dell’ospedale”, ha riferito il sindaco mentre usciva. All’esterno un gruppo di ciclisti amatoriali è arrivato apposta in bici da Firenze per attaccare un cartello con la scritta Forza Alex fuori dall’ospedale. Poi dopo dieci minuti di sosta hanno inforcato le loro bici e sono tornati indietro verso il capoluogo toscano.
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Indagini avanti “non distratto al telefono” – La caccia al ‘passo falso’ di Alex Zanardi mentre in handbike smussava le curve in discesa da Pienza a San Quirico d’Orcia per ora va male e cozza col rigore di un’inchiesta di procura di Siena e carabinieri che cammina rigida su criteri consolidati e coi tempi dovuti. Filmati e testimonianze aiuteranno a ricostruire l’incidente, corredato forse da una sbandata, errore che ci sta facendo sport, e dalla presenza di traffico in movimento sulla strada, fra cui il camion dell’impatto. Ma intanto, ad ora, tra gli inquirenti, secondo quanto si apprende, si tende a escludere che Zanardi abbia pedalato ‘alla leggera’ in Val d’Orcia. Un filmato agli atti mostra che l’atleta impugna i manubri dell’handbike, tenendo il mezzo sotto controllo. Poi la traiettoria a un certo punto non sarà quella corretta, dicono i testimoni. Ma Alex Zanardi non era distratto, tanto meno dal telefonino. Un videomaker, Alessandro Maestrini, testimone oculare cui i carabinieri hanno sequestrato il suo filmato della tappa sul posto, subito dopo i soccorsi, racconta: “Alex Zanardi non teneva il cellulare in mano al momento dello schianto. Dopo aver affrontato una salita pedalando con le mani, al momento della discesa Zanardi ha preso il telefonino e fatto alcune riprese a bassa velocità, poi lo ha riposto, lo ha messo via, e ha continuato la discesa fino al punto dell’incidente. Diverso tempo dopo l’impatto il cellulare squillava dal vano dell’handbike ed è stato preso dai carabinieri” per le indagini.
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Atletica: mancati guadagni; 3000 dollari a testa per 193
Ente mondiale in aiuto di chi ha più bisogno dopo stop gare
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21 giugno 2020
17:51
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La fondazione di ‘World Athletics’, ente mondiale dell’atletica che in passato si chiamava Iaaf, ha destinato un contributo di tremila dollari a testa a 193 atleti di 58 nazionalità diverse in difficoltà finanziarie per i mancati guadagni nel 2020. La somma è stata distribuita grazie a una raccolta di fondi che, fa sapere ‘World Athletics’, ha fruttato 600mila dollari.
Al 31 maggio, data di scadenza per presentare domanda per avere questo bonus, erano arrivate 261 richieste, che sono state attentamente esaminate da un’apposita commissione, presieduta da Sebastian Coe, che ne ha accolte 193.
Per poter essere ammessi al contributo erano stati determinati alcuni ‘paletti’, come il dover dimostrare effettive difficoltà finanziarie o comunque un sensibile calo degli introiti, di essere atleti ‘eleggibili’ per i Giochi di Tokyo ma di non essere ai primi sei posti del ranking mondiale di ogni specialità, non aver mai commesso infrazioni in materia di doping e non aver guadagnato più di 6.000 dollari di premi nel’ultima Diamond League. Tutto ciò per fare in modo che venisse aiutato chi più ne avesse effettivamente bisogno.
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Tennis: altri 3 positivi all’Adria Tour in Croazia
Contagiato anche il coach di Djokovic. Tampone al premier croato
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ZAGABRIA
22 giugno 2020
12:13
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Dopo che ieri a Zara, sulla costa dalmata croata, è stata cancellata la finale del torneo benefico di tennis Adria Tour, organizzato da Novak Djokovic, per la positività al covid-19 del tennista bulgaro Grigor Dimitrov, sono risultati contagiati altri tre partecipanti, tra cui il tennista croato Borna Coric e l’allenatore di Djokovic.
Oggi farà il tampone anche il primo ministro croato, Andrej Plenkovic, che sabato si è recato a Zara per il torneo e ha incontrato Djokovic, oltre ai croati Cilic e Goran Ivanisevic.
Dimitrov ha dato la notizia sui social al suo ritorno a Monte Carlo, esprimendo le proprie scuse e invitando tutte le persone con le quali era stato in contatto a prendere le misure necessarie. La finale del torneo, tra Djokovic e il russo Andrej Rubljov, è stata subito cancellata e le autorità sanitarie croate hanno immediatamente imposto una serie di tamponi alle tante persone entrate in contatto con Dimitrov. Questi, infatti, dopo aver partecipato una settimana fa al primo appuntamento dell’Adria Tour a Belgrado, a Zara ha avuto contatti con centinaia e forse migliaia di persone. Fino ad ora sono risultati positivi il tennista croato Coric, Marko Paniki, uno degli allenatori di Djokovic, e Christian Groh, allenatore di Dimitrov. Il numero uno sulla lista Atp, il serbo Djokovic, ha deciso di rientrare immediatamente in Serbia dove, come ha riferito, vedrà se fare o meno il tampone. Molti altri tennisti, come il croato Marin Cilic, e allenatori sono stati messi in autoisolamento domiciliare su ordine delle autorità epidemiologiche. Oggi farà il tampone anche il primo ministro croato, Andrej Plenkovic, che sabato si è recato a Zara per il torneo e ha incontrato Djokovic, oltre ai croati Cilic e Goran Ivanisevic. “L’incontro è durato due-tre minuti, non ci sono state strette di mano, né un contatto fisico diretto, ma il premier ha comunque deciso di fare il test”, è stato riferito dal governo di Zagabria. Il torneo regionale e benefico, ideato a Djokovic e diretto da Ivanisevic, era stato pensato anche per tornare sui campi da gioco dopo la lunga pausa imposta dalla quarantena. Dopo le prime due tappe, a Belgrado e a Zara, il torneo sarebbe dovuto continuare a Banja Luka, in Bosnia-Erzegovina, a inizio luglio, e a Sarajevo il 5 luglio per una esibizione di Djokovic. La stampa croata ha pubblicato oggi molte foto di Dimitrov in stretto contatto con centinaia di persone ed ha criticato gli organizzatori per non aver preso le misure di precauzione e di aver permesso raduni di massa.
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Si teme anche un impatto negativo sulla percezione all’estero della sicurezza sulla costa croata in vista della stagione turistica, con il grande risalto mediatico che il focolaio a Zara potrebbe avere.
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F1: Ferrari torna a Mugello, allenamento Vettel e Leclerc
Domani in pista con vettura 2018 per ‘togliersi la ruggine’
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SCARPERIA (FIRENZE)
22 giugno 2020
12:45
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e rigorosamente a porte chiuse per pubblico e stampa causa Covid19, per una sessione di test che vedrà protagonisti i due piloti Sebastian Vettel e Charles Leclerc. I due drivers ufficiali utilizzeranno la SF71H, vettura utilizzata dalla casa di Maranello nella stagione 2018. Anche le gomme non saranno quelle che verranno usate a partire dal weekend del 5 luglio, data della partenza ufficiale del mondiale di Formula 1, ma quelle che vengono montate per le manifestazioni dimostrative.
Quindi nessuno sguardo particolare al cronometro e al numero di giri.
L’unico scopo – fa sapere la Ferrari – è provare e mettere a punto le procedure Covid da tenere in pista e nei box e ‘togliere la ruggine’ ai piloti che fra due settimane riprenderanno a lottare per il titolo mondiale. Non deve stupire la scelta del circuito toscano, di proprietà appunto del Cavallino: grazie ai suoi saliscendi e i curvoni veloci che sviluppano una grande forza G sul corpo dei piloti, è da tutti considerata una ‘palestra’ unica nel suo genere. Inoltre, il Mugello sta lavorando per ospitare già nel 2020 un secondo Gp su suolo italiano oltre a Monza. VAI AL CALCIO
