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Scuola: Speranza, mascherine sopra i 6 anni e controlli
Per il vaccino abbiamo investito sul candidato più promettente
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27 giugno 2020
07:13
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Per il governo “la riapertura delle scuole è fondamentale. Ma in piena sicurezza”, monitorando costantemente il quadro epidemiologico Lo dice il Ministro della Salute Roberto Speranza in un’intervista al Messaggero. Gli investimenti “serviranno per il personale e anche a reperire locali laddove siano insufficienti. Dovremo evitare gli assembramenti anche con ingressi scaglionati se necessario”. Oggi “è in vigore un Dpcm che prevede l’uso delle mascherine nei luoghi al chiuso aperti al pubblico. Dai sei anni in su. Due settimane prima dell’inizio delle lezioni valuteremo la situazione con il Cts” e “potremmo pensare anche a provvedimenti differenti da regione a regione”. Ci saranno anche controlli medici costanti.
Per i tamponi ai dipendenti si lavora su due idee del Cts: “test sierologici al personale prima della riapertura; tamponi molecolari a campione durante l’anno scolastico”. Venendo ai nuovi focolai, “ci dicono che il virus non è scomparso, ma anche che abbiamo nelle regioni un sistema di monitoraggio più rapido ed efficace che ci consente di individuare i problemi”. Bisogna proseguire “con il rispetto delle regole essenziali come il distanziamento, l’utilizzo delle mascherina e l’igiene delle mani”. Sta passando un messaggio “che il virus è vinto, non è così. Faccio un appello a tutti, dobbiamo vincere questa sfida”. Nel mondo “stiamo registrando tra i 150mila e i 180mila contagiati al giorno, non sono mai stati così tanti” e per l’Italia “resta valido il Dpcm che prevede, fino al 15 luglio, quarantena obbligatoria per chi proviene da paesi extra europei”.
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Per contrastare un’eventuale seconda ondata “abbiamo stanziato 3,25 miliardi di euro solo nel decreto rilancio”. Si stanno potenziando la sanità di territorio, la prevenzione, “ci sono molti più posti di terapia intensiva, in tre mesi abbiamo assunto 28.182 tra medici, infermieri e operatori sanitari”. Per quanto riguarda il vaccino “l’Italia è nel cuore della sfida. Con Germania, Francia e Olanda abbiamo investito sul candidato vaccino più promettente, sviluppato dall’Università di Oxford, con la multinazionale AstraZeneca” e la partecipazione di eccellenze italiane. Se arriverà, “in tempi che non hanno precedenti per rapidità, gli italiani lo avranno e lo avranno gratuitamente”.
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Marco Lodoli, sulla scuola niente ricette, speriamo virus muoia
Scrittore-preside, dad è deprimente ma regole bizantine pure
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27 giugno 2020
10:05
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“Dalla padella alla brace”: un uomo di cultura e di scuola navigato come Marco Lodoli, scrittore, sceneggiatore, oltre che preside, ne ha già viste tante di riforme, proteste scolastiche e annunci salvifici ma forse proprio per questo è realista. “Non c’è una ricetta buona e sicura per la scuola con quello che è capitato con la pandemia, si può solo cercare di fare del proprio meglio e soprattutto sperare che il virus perda potenza altrimenti c’è poco da stare a distanza di ‘rime buccali’ come con bizantinismi eccelsi chiamano lo spazio tra le bocche”, dice in un’intervista ‘a caldo’ dopo che il Governo ha annunciato l’approvazione delle linee guida e la ripresa delle lezioni in presenza dal 14 settembre.
Lodoli sostiene che la dad, ossia la didattica a distanza “dopo l’iniziale euforia è stata per me una esperienza deprimente, con studenti in pigiama che non sapevi neppure se ci fossero veramente ad ascoltarti” e che dunque tornare in aula “è senza dubbio una priorità assoluta, ma da qui a tornare in sicurezza temo che ci sia grande differenza. I ragazzi, che si sono comportati benissimo in questo periodo, sono per definizione energia, esistono per così dire per mescolarsi e il virus, se a settembre ci sarà ancora, mi sembra davvero difficile che non si insinui”. Lodoli ripete che non ci sono soluzioni davvero efficaci: “sì va bene il distanziamento, si va bene la mascherina ma gli spazi scolastici sono quelli che sono come tutti i professori e il personale ben sanno. Va bene andare anche il sabato, fare i turni per la ricreazione, fare lezione all’aperto ma la scuola per definizione è un mondo circolante, impossibile non essere a contatto e non vorrei aggiungere anche competenze di polizia e sanitarie a quelle che già abbiamo. La scuola esiste per stare insieme, non è un mondo astratto, ecco perché penso che al di là delle buone volontà e delle linee guida dobbiamo sperare che la malattia regredisca, al momento invoco prudenza perché la situazione con nuovi focolai mi sembra fluida”.
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Scintille Merkel-Conte sul Mes, ‘decide l’italia’
La cancelliera spinge per l’utilizzo, il premier risponde
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28 giugno 2020
19:29
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Scintille a distanza fra la cancelliera tedesca Merkel e il premier italiano Conte sull’utilizzo dei fondi europei. In un’intervista a diversi quotidiani europei fra i quali la Stampa, Merkel sottolinea che “abbiamo creato degli strumenti, attraverso la Bei, il Mes con linee di credito preventive, o le regole della cassa integrazione con lo Sure. Questi strumenti possono essere usati da ciascuno, e non li abbiamo creati per lasciarli inutilizzati”, ma chiarisce che l’utilizzo di questi strumenti “è una decisione italiana”. A breve giro arriva la risposta del primo ministro italiano: “A far di conto sono io, col ministro Gualtieri, i ragionieri dello Stato e i ministri”.
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Regionali: Zingaretti, alleanze con M5s? Proviamoci
Orlando: ‘Pd cambia ma non a velocità necessaria’
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28 giugno 2020
12:52
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Un incontro fra Giuseppe Conte e l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini ha acceso un nuovo fronte di frizione fra il Pd e il presidente del Consiglio generando uno scontro a muso duro fra i dem e il M5s. Tutto questo mentre il governo è alle prese con provvedimenti poderosi: si parte dalla richiesta di un nuovo scostamento di bilancio, per passare al decreto Semplificazioni e arrivare al Piano di Rilancio, con il contorno delle infinite polemiche sul mes. La situazione in maggioranza resta ingarbugliata. Nel giorno della polemica sulla Rai, Nicola Zingaretti ha comunque rinnovato le avances agli alleati per un fronte comune alle regionali. I pentastellati, che finora hanno nicchiato, anche stavolta non hanno fatto passi né in avanti né indietro. Mentre cerca di districare il fronte interno, Conte è tornato ad occuparsi di politica estera incontrando a Roma il leader della Libia Layez al Serraj.
Nel faccia a faccia è stata “ribadita la convinzione che la soluzione del conflitto non può essere affidata al piano militare ma ad un impegno comune per il rilancio del processo politico per la stabilizzazione del Paese”. Il presidente del consiglio ha voluto riprendere in mano il dossier libico sia per ridefinire i ruoli nello scenario internazionale, sia per le ripercussioni di quella guerra sull’ Italia. Non a caso, nei giorni scorsi il ministro degli esteri Luigi Di Maio è volato a Tripoli, per parlare della modifica del memorandum del 2017 in tema di flussi migratori. Nello scacchiere interno, invece, è la Rai ad animare il fine settimana politico. A sollevare il polverone è stato uno dei temi toccati nell’incontro fra Salini e Conte. Secondo i resoconti, fra i due c’è stato un “confronto sulla riforma della governance nell’ambito del quale” è stata discussa “l’ipotesi di ampliare la durata del mandato”. Una formula vaga, che però non è piaciuta lo stesso al Pd. “Come il premier Conte sa bene – ha attaccato il vicecapogruppo dem alla Camera, Michele Bordo – il Pd giudica altamente fallimentare la gestione di Salini, soprattutto in termini di garanzie sul pluralismo”.
In difesa dell’Ad Rai è sceso il M5s: “Forse – ha replicato Emilio Carelli, esponente M5S in commissione di Vigilanza Rai – a qualcuno non piace il tentativo di Salini di governare la Rai senza subire troppe pressioni dei partiti”. Anche Italia Viva si è fatta sentire, con il segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, che ha parlato di “episodio gravissimo”, visto che il tema della riforma della governance del servizio pubblico “è una competenza del Parlamento”. Il contrasto sulla Rai si aggiunge quindi a quelli da tempo sul tappeto.
A breve si dovranno tirare le somme sul Mes, con il M5s refrattario e il resto della coalizione che spinge. Conte per ora frena, anche se sottolinea come la crisi del Covid abbia lasciato come lezione, “il valore della solidarietà. Il multilateralismo e la partnership globale sono la chiave per sconfiggere il virus e non lasciare indietro nessuno”. Restano come rumore di fondo le altre questioni.
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Il sempre verde Ponte sullo Stretto, su cui tempo fa Conte ha (timidamente) aperto e che piace a Iv ma non al M5s. Nel Pd la posizione non è granitica: il vicesegretario Andrea Orlando lo ha bocciato di netto, “basta parlarne”, ma nei giorni scorsi c’è chi ha aperto, come il ministro Dario Franceschini. La fine della quarantena riapre poi un capitolo rimasto sottotraccia. “La nostra gestione della sanità è affidata alle Regioni, e questo è un problema”, ha detto Orlando.
Che poi ha virato sul Pd, “che sta cambiando, ma non con la velocità necessaria”. Una frase che ne ha richiamata un’altra di Zingaretti: “Il tema è avere una classe dirigente che ora faccia un passo in avanti”. La traduzione l’ha data Goffredo Bettini, gran conoscitore dei dem, che ha confermato l’impegno del Pd con Conte ma ha avvertito: “A chi vuole sfasciare, sembrano provvidenziali le prossime elezioni regionali. Se andranno male per la sinistra, si prevede un rompete le righe generale”.
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Rai: incontro Conte-Salini, tra temi riforma governance
Il Pd attacca e ribadisce che il partito “non vede l’ora che l’ad termini il suo incarico per far uscire l’azienda dalla palude di questi mesi”
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27 giugno 2020
14:10
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Si è tenuto ieri un incontro tra il premier Giuseppe Conte e l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini. Tra i temi affrontati, c’è “l’importanza della certezza delle risorse derivanti dal canone per assolvere al meglio la funzione di servizio pubblico e il sostegno all’industria dell’audiovisivo”. L’incontro è stato anche l’occasione per avviare un confronto sulla riforma della governance nell’ambito del quale si è discussa l’ipotesi di ampliare la durata del mandato. I
Il Pd però attacca e ribadisce che il partito “non vede l’ora che l’ad termini il suo incarico per far uscire l’azienda dalla palude di questi mesi”.
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Coronavirus: appello per il vaccino, sia “bene universale”
Proposta del premio Nobel Yunus, firmato da Prodi e Zingaretti
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28 giugno 2020
13:00
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Per la politica italiana ci sono il segretario del Pd Nicola Zingaretti e l’ex premier Romano Prodi, che hanno aderito alla campagna internazionale lanciata per chiedere che il vaccino per il Covid-19 venga dichiarato bene universale, esente da qualsiasi diritto di brevetto di proprietà. In tutto sono 101 le personalità mondiali fra presidenti, premi Nobel, artisti, imprenditori, politici, sindaci, accademici. Hanno sottoscritto un documento proposto dal Premio Nobel per la pace Muhammad Yunus. Tra i nomi del mondo dello spettacolo c’è Andrea Bocelli e la famiglia Francescana di Assisi per il mondo religioso.
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Salvini: ‘Nel plexiglas mia figlia a scuola non la mando’. Assembramenti? ‘Voglia di ripartire’
‘Noi vogliamo una scuola sana, aperta, sicura’
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CODOGNO (LODI)
28 giugno 2020
19:36
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“Se devo mandare mia figlia a scuola chiusa nel plexiglas, senza nessun contatto con i suoi amici e le sue maestre io a scuola non ce la mando”: il segretario della Lega Matteo Salvini lo ha detto parlando a Codogno, il primo Comune ad essere stato colpito dal Coronavirus. “Noi – ha aggiunto – vogliamo una scuola sana, aperta, sicura”. “Un governo che si occupa di far ripartire il campionato di calcio ma tiene chiuse le scuole non ama l’Italia e gli italiani, non pensa al futuro dei nostri figli”.
L’atteggiamento sulla scuola del governo “è assolutamente irresponsabile, ignorante e arrogante” secondo Salvini. “I numeri fortunatamente – ha aggiunto – dicono che il virus di adesso non è il virus di febbraio e quindi mi rifiuto di pensare che le scuole riaprano a settembre fra plexiglas, mascherine e classi chiuse”.
“Guarda che bella mascherina Made in Codogno… Bisogna usare il buon senso ma la gente chiede di poter vivere, lavorare, sperare, studiare, incassare, passeggiare”. Così Salvini ha commentato l’assembramento di alcune centinaia di persone che si è creato intorno al lui nella piazza principale e poi nell’area del mercato di Codogno, dove il leader della Lega si è spostato per tenere un comizio.
“I numeri fortunatamente dicono che il virus di adesso non è il virus di febbraio, e quindi mi rifiuto di pensare che le scuole riaprano a settembre fra plexiglas, mascherine e classi chiuse” ha detto Salvini parlando poi con i giornalisti. “Usiamo il buon senso, però qua c’è gente che, soprattutto in queste comunità che hanno sofferto più di tante altre, vuole tornare a vivere quasi normalmente. Se vi appassiona più il discorso della mascherina più di quello della cig secondo me è un problema perché la gente oggi chiede lavoro, lavoro, lavoro” ha risposto Salvini ai giornalisti dopo il discorso. L’assembramento? “Mi sembra voglia di ripartire”, ha concluso, prima di concedersi al consueto rito del selfie con i sostenitori.
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Di Maio, con taglio del cuneo più soldi in busta paga
‘Il prossimo passo sarà un’ambiziosa riforma fiscale’
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28 giugno 2020
13:42
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“Dal primo luglio sarà effettivo il taglio del cuneo fiscale che interesserà 16 milioni di lavoratori. Significa più soldi in busta paga, con aumenti fino a 100 euro al mese. Non sarà la rivoluzione, ma è sicuramente un importante passo avanti. Il prossimo dovrà essere una grande e ambiziosa riforma fiscale che dovrà interessare tutti, perché il tema delle tasse esiste e va affrontato con coraggio. È l’unica strada da intraprendere per sostenere famiglie, lavoratori e imprenditori.” Lo scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Facebook:

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Coronavirus, è sotto controllo il focolaio di Fiumicino
Assessore regionale alla Sanità: nessun positivo tra i clienti dei ristoranti chiusi, oggi 14 casi nel Lazio e zero decessi
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28 giugno 2020
17:40
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“Oggi registriamo un dato di 14 casi positivi e zero decessi. A Roma città si registrano 6 nuovi casi. Nella Asl Roma 3 è sotto controllo il focolaio a Fiumicino”. Così l’assessore regionale alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato.
“Non risultano al momento positivi tra i clienti delle due attività di ristorazione – ha aggiunto l’assessore-. Eseguiti oltre 1.100 tamponi al drive-in di Casal Bernocchi per l’indagine epidemiologica e voglio ringraziare gli operatori per lo straordinario lavoro fatto nelle ultime 48 ore”.
“Nella Asl Roma 1 si registrano due casi positivi relativi a due persone senza fissa dimora intercettati al pronto soccorso del San Giovanni e del Santo Spirito – ha aggiunto D’Amato – Nella Asl Roma 2 un caso positivo di rientro dal Pakistan. Sono state attivate le procedure di contact tracing internazionale. Nella Asl Roma 6 sono 7 i nuovi casi positivi tutti riferibili ad un cluster familiare già noto per altri due casi che può ritenersi limitato allo stretto ambito familiare tra Anzio e Ardea. In corso l’indagine epidemiologica e il contact tracing” commenta l’Assessore.
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Mes: Bernini, rinvio? Fi non voterà lo scostamento di bilancio
“Sarebbe totale irresponsabilità. Aspettiamo incontro con Conte”
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29 giugno 2020
10:20
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“Il premier non ha ancora fissato la data per l’annunciato incontro con l’opposizione e chissà se mai lo farà. Ma a luglio in Parlamento dovrà presentarsi sia per il nuovo scostamento di bilancio – sul quale evidentemente non ha intenzione di confrontarsi con noi – sia per le comunicazioni prima del Consiglio europeo. Ecco: se sono vere le indiscrezioni di stampa secondo cui la risoluzione di maggioranza non conterrà alcun riferimento al Mes, per non irritare l’M5s e rinviare tutto a settembre, noi lo riterremmo un atto di totale irresponsabilità di fronte al quale Forza Italia sarebbe costretta a modificare il suo atteggiamento di collaborazione istituzionale con un governo che rema palesemente contro l’interesse nazionale. Per essere più chiara: in una situazione del genere, non voteremmo lo scostamento di bilancio”. Lo dichiara in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.
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Mattarella ricorda Vittorio Gassman, un talento magistrale
‘Segno che ha inciso nel teatro e nel cinema italiano è tuttora vivo nel ricordo e nella cultura del nostro Paese’
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29 giugno 2020
10:15
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“Sono trascorsi vent’anni dalla scomparsa di Vittorio Gassman, ma il segno che ha inciso nel teatro e nel cinema italiano è tuttora vivo nel ricordo e nella cultura del nostro Paese. Nel giorno della ricorrenza, desidero esprimere vicinanza ai familiari e a quanti lo hanno conosciuto, apprezzato e hanno potuto imparare dal suo talento magistrale”. Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“Al teatro e al cinema – prosegue – Gassman ha dedicato la vita, divenendo il “mattatore” per eccellenza. La forza della sua recitazione, frutto di impegno e di studio tenaci, si è unita a una straordinaria ecletticità: ne sono dimostrazione i numerosi e indimenticabili personaggi, drammatici o comici, a cui ha dato volto e voce in scena. Viviamo tempi non facili per il teatro, per il cinema, per tutto il mondo dello spettacolo. Ma dell’arte del teatro e del cinema non possiamo fare a meno perché sono parte essenziale della nostra cultura e della nostra civiltà. L’augurio è che il ricordo di una personalità trainante come Gassman possa tradursi, con il contributo delle istituzioni e della società, in una nuova e vivace stagione di crescita per lo spettacolo del nostro Paese”.
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Mef, P.a accelera, pagato 95% debiti con imprese
Nel 2019 dovuti 148 miliardi, versati oltre 140
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27 giugno 2020
11:45
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La pubblica amministrazione accelera i suoi pagamenti, portando a quasi il 95% il totale degli importi versati alle imprese. E’ quanto emerge dall’ultima analisi del Mef sui pagamenti delle fatture commerciali ricevute dalle PA nel quinquennio 2015-2019, in cui, sottolinea il ministero, si confermano “i progressivi miglioramenti già evidenziati nei precedenti aggiornamenti”. Alla luce dei dati del sistema informativo della Piattaforma per i crediti commerciali rilevati a maggio 2020, le fatture ricevute dalla PA nel 2019 sono 29,1 milioni, per un importo totale dovuto di 148,2 miliardi. Le fatture pagate ammontano a 24,5 milioni, pari a 140,4 miliardi di euro, che corrisponde a circa il 94,8% dell’importo totale.
Il ritardo con cui la Pubblica amministrazione paga i debiti scende inoltre a un solo giorno. “I tempi di pagamento delle fatture emesse nel 2019 – evidenzia il Ministero dell’Economia – confermano il trend decrescente del quadriennio precedente, in cui il tempo medio di pagamento era già sceso dai 74 giorni del 2015 fino ai 55 del 2018. Corrispondentemente, il tempo medio di ritardo (un giorno nel 2019) si era già ridotto da 27 giorni del 2015 a 7 del 2018”.
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Salvini,vince c.destra unito grazie a Lega
‘Scommetto che Lega sarà primo partito nelle Marche’
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PORTO RECANATI (MACERATA)
27 giugno 2020
13:03
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“Stavolta vinciamo perché grazie alla Lega il centrodestra è unito, la sinistra è divisa”. Lo ha detto Matteo Salvini rispondendo alle domande dei giornalisti sugli indugi nella scelta del candidato presidente della Regione Marche, indicato alla fine nel deputato di Fdi Francesco Acquaroli. “Il centrodestra è unito – ha ribadito – e a settembre si vince, nelle Marche e non solo nelle Marche. Ci crediamo e, rispetto a 5 anni fa, ila Lega è molto più presente, più forte e più organizzata. E – ha insistiyo – se devo scommettere mille lire o un euro il primo partito nelle Marche, grazie al voto dei marchigiani, sarà la Lega. Sono contento – ha concluso – perché abbiamo unito quello che 5 anni fa altri avevano diviso”. Quanto alla situazione sul fronte opposto, ha fatto notareche “il fatto che la sinistra non abbia neanche riconfermato il governatore uscente vuol dire che anche loro si vergognano di quello che ha fatto in questi cinque anni”
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Papa, non servono parolai,false promesse
‘Non insultare governanti.Primi cristiani non sparlavano Pietro’
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CITTA’ DEL VATICANO
29 giugno 2020
10:58
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“Oggi abbiamo bisogno di profezia ma di profezia vera: non di parolai che promettono l’impossibile”, “non potenza, ma coerenza. Non parole, ma preghiera. Non proclami, ma servizio”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della Messa per la solennità dei santi Pietro e Paolo, la prima concelebrata con i cardinali dall’inizio del lockdown e alla quale hanno preso parte una novantina di persone. I primi cristiani “non sparlavano” di Pietro “ma pregavano per lui. Non parlavano alle spalle, ma parlavano a Dio. E noi oggi possiamo chiederci: ‘Custodiamo la nostra unità con la preghiera? Preghiamo gli uni per gli altri?'”, ha aggiunto il Papa. Il pontefice ha anche invitato a pregare per i politici, anche se la pensano diversamente da noi. “È un compito che il Signore ci affida. Lo facciamo?”. Il Papa ha sottolineato con disappunto che “noi siamo tanto abituati ad insultare i responsabili”, i governanti”, “i qualificativi sono tanti ma non li dirò, questo non è il momento”.
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Mes:+Europa,Pd voti risoluzione che presenteremo a luglio
Per mesi Dem hanno avallato complottismo anti Ue del Movimento
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29 giugno 2020
10:29
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“Sul Mes avete per mesi avallato il complottismo populista e antieuropeo M5S. Dal PD sono arrivati autorevoli pareri contrari e avete lasciato che Conte scappasse dal voto sul Mes chiesto da Più Europa con una risoluzione di Emma Bonino a giugno. Energie e credibilità sprecate per una cosa ovvia da mesi: ora votate la risoluzione pro Mes che +Europa ripresenterà a luglio”. Lo scrive su Twitter il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova, commentando l’intervento di Zingaretti sul Corriere della Sera.
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Callipo si dimette da Consiglio Calabria
‘Traumatizzante dover accettare inutilità sforzo profuso’
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REGGIO CALABRIA
29 giugno 2020
11:16
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“Dopo una lunga e molto sofferta riflessione, questa mattina ho rassegnato le mie dimissioni dalla carica di consigliere regionale della Calabria perché mi sono reso conto che, purtroppo, non ci sono le condizioni per portare avanti concretamente l’importante mandato che un considerevole numero di calabresi mi ha conferito”. Lo annuncia in una nota Pippo Callipo, candidato presidente del centrosinistra alle regionali del gennaio scorso, e uscito sconfitto, e consigliere del movimento da lui fondato “Io resto in Calabria”. “È stato traumatizzante – aggiunge – dover accettare che qualsiasi sforzo profuso non avrebbe portato ad alcun risultato. Ben presto ho capito che le regole e i principi che ordinano l’attività del Consiglio regionale sono di fatto ‘cedevoli’ al cospetto di prassi consolidate negli anni che mortificano la massima Assemblea legislativa calabrese e che si scontrano con la mia mentalità improntata alla concretezza”.
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Mes: Zingaretti, basta tergiversare, ora risorse mai viste
No alla danza immobile delle parole, miglioriamo la Sanità
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29 giugno 2020
11:30
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Pressing del Pd per il Mes. In un intervento sul Corriere della Sera, Zingaretti elenca 10 ragioni per chiedere l’utilizzo del fondo: per l’Italia 37,5 miliardi subito per la sanità. ‘Non credo possiamo permetterci ancora di tergiversare. La danza immobile delle parole, slogan, furbizie lasciamoli alle destre, noi dedichiamoci a dare risposte alle persone e ricostruire l’Italia uniti’.
Per M5s replica il viceministro allo Sviluppo Buffagni: ‘Il Pd dovrebbe prima spendere i soldi che i loro ministri hanno in portafoglio e che i loro presidenti di Regione hanno per la sanità e non stanno spendendo. Oltre i 16 miliardi che ci sono già per gli investimenti. Il Paese ha bisogno di spendere i soldi stanziati e non di fare campagna su uno strumento che è diventato una bandierina’.
“Il Mes è stato criticato e combattuto da molti, ma ora è uno strumento finanziario totalmente diverso da quello del passato. Le destre sono abituate a cavalcare i problemi e non a trovare soluzioni per risolverli. Chi sta governando l’Italia ha il compito opposto. Io non credo possiamo permetterci ancora di tergiversare. La danza immobile delle parole, slogan, furbizie lasciamoli alle destre, noi anche nel nostro partito dedichiamoci a dare risposte alle persone e ricostruire l’Italia uniti”. Lo scrive il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, in un intervento sul Corriere della Sera.
“La Sanità è stata capace di uno sforzo immane. Ma l’attuale sistema di cura e presa in carico ha mostrato tutti i suoi limiti”, evidenzia Zingaretti. Con il Mes “oggi possiamo avere le risorse mai viste prima per fare quei grandi investimenti che ci permetteranno di migliorare la qualità dell’assistenza e della cura delle persone e, insieme, anche di dare un concreto impulso alla ripresa economica”.
“Bisogna avere coraggio, visione e concretezza, anche per far uscire la discussione sul Mes dall’attuale confronto ancorato al passato e concentrarlo invece sulle opportunità e le cose possibili da fare per il bene comune”, prosegue Zingaretti. Il segretario dem elenca quindi dieci filoni su cui puntare: “Investire nella ricerca; rivoluzionare e digitalizzare il settore sanitario; dare più centralità a medicina territoriale e distretti; dare più forza alla medicina di base; riformare i servizi per anziani e malati cronici, rivisitando il funzionamento delle Rsa; modernizzare e adeguare gli ospedali; aumentare gli investimenti nel personale sanitario; garantire l’accesso alle terapie; ampliare le borse di studio; aumentare i posti finanziati per gli specializzandi”.
“Il Mes? Il Pd dovrebbe prima spendere i soldi che i loro ministri hanno in portafoglio e che i loro presidenti di Regione hanno per la sanità e non stanno spendendo. Oltre i 16 miliardi che ci sono già per gli investimenti. Il Paese ha bisogno di spendere i soldi stanziati per far ripartire l’economia e non di fare campagna su uno strumento che è diventato una bandierina”. A dirlo è Stefano Buffagni, viceministro M5s allo Sviluppo, in un’intervista al Corriere della Sera. “Questo governo ha bisogno di un cambio di passo e di più coraggio. Superata la giusta fase di lockdown è necessario andare oltre, perché le condizioni del Paese ce lo impongono e ce lo consentono”, afferma Buffagni, secondo cui le responsabilità dello stallo sono “di tutta la maggioranza. Condivido l’esigenza di accelerare e cominciare a correre e non mi sembra di avere accanto dei ghepardi”, dichiara in riferimento agli alleati di governo. Parlando del Movimento, una scissione “farebbe solo danno a noi e al Paese. Capisco che è più facile scendere dalla barca piuttosto che mettersi a remare tutti insieme, ma sono amareggiato per l’uscita di alcuni senatori”, dice Buffagni. Quanto al premier Conte, “lo aspetto sempre a braccia aperte nel M5s, è una risorsa indipendentemente dalla leadership. E sprono anche lui ad avere più coraggio”. Su Aspi, “auspico che si chiuda prima possibile. Chi ha gestito in modo così fallimentare la società deve andare via. Invito a vedere i disastri che ci sono sulle autostrade della Liguria, oltre al ponte che hanno fatto cadere lesinando sulla manutenzione”, conclude il viceministro.
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Scuola: Azzolina, per settembre 2,5 miliardi
1,5 era nel decreto rilancio e ora ce ne è uno in più
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29 giugno 2020
11:19
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“Quando sono arrivata al ministero ho chiesto di poter vedere i conti e i soldi non spesi. Mi è stato detto che ero il primo ministro a fare questa domanda. C’erano 800 milioni di euro di Pon (programma operativo nazionale del Ministero dell’Istruzione) non spesi e ora li stiamo spendendo. Quindi quel miliardo che si cercava in realtà c’era già ma nessuno lo aveva visto. Quindi per settembre abbiamo 2,5 miliardi, perché 1,5 lo avevamo messo nel decreto rilancio e ora abbiamo un miliardo in più”. Così la ministra per l’Istruzione Lucia Azzolina ai microfoni di Radio 24. VAI ALL’ECONOMIA

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