Ultimo aggiornamento 17 Luglio, 2020, 13:51:15 di Maurizio Barra
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Guerini: ‘Dall’Ue 134 milioni per progetti con industrie italiane’
Ministro soddisfatto per voto su missioni internazionali alla Camera: ‘Impegnati nel mantenimento della sicurezza internazionale’
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16 luglio 2020
16:03
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“Per quanto attiene specificamente ai programmi di sostegno all’industria della Difesa previsti nell’arco temporale 2017-2020 (la vera e propria “prova sul campo” di quanto avverrà nel futuro), lo scorso giugno la Commissione Europea ha ufficializzato il risultato dell’aggiudicazione dei finanziamenti nell’ambito del Programma di Sviluppo Industriale della Difesa (Edidp) e Azione Preparatoria per la Ricerca (Padr) per il 2019. Delle 40 proposte industriali presentate in ambito Edidp, 16 sono state selezionate per il finanziamento e, tra queste, 2 sono a guida nazionale, mentre 7 vedono, comunque, la partecipazione di imprese italiane nel consorzio vincitore”. Così il ministro della Difesa Lorenzo Guerini rispondendo al question time al Senato.
“In ambito Padr, in attesa dell’ufficializzazione delle aggiudicazioni 2019, su 18 progetti già selezionati, 12 sono a partecipazione italiana, di cui 3 in posizione di coordinatore del consorzio – ha affermato Guerini
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-. Al fine di definire il volume esatto dei finanziamenti di cui potrà beneficiare l’industria nazionale, sarà necessario attendere la conclusione degli accordi di sovvenzione dai quali sarà possibile acquisire le definitive quote di ripartizione del lavoro nell’ambito di ciascun consorzio industriale. Ciò, anche al fine di poter definire in modo congruo, secondo il principio dell'”equo ritorno”, la percentuale di contribuzione nazionale al cofinanziamento governativo dei progetti in questione”.
“Dai dati attualmente disponibili, nelle more della firma dei suddetti accordi, è verosimile desumere che, a fronte di circa 200 milioni di euro assegnati dalla Commissione, i progetti che vedono la partecipazione di industrie nazionali in ambito Edidp saranno beneficiari di poco più di 134 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti circa 12 milioni di euro provenienti dalle progettualità selezionate in ambito Padr – ha concluso il ministro – sono queste cifre che devono essere lette in una sola prospettiva: quella di un progressivo accesso del comparto industriale della Difesa ai flussi di finanziamento europei, con inconfutabili ricadute sia nell’ambito occupazionale, sia in quello del know-how tecnologico”.
“Il Fondo Europeo per la Difesa (Edf) è fondamentale per finanziare e favorire i programmi cooperativi di ricerca e sviluppo capacitivo in ambito Difesa, nell’ottica di poter efficacemente fronteggiare le crisi e le minacce future. Sosteniamo da tempo la necessità di un bilancio ambizioso e adeguato del suddetto Fondo, che nel dimensionamento attuale non è ancora sufficiente, con il quale contribuire a sostenere l’economia – nazionale ed europea – specialmente per quanto riguarda le piccole e medie imprese”, ha dichiarato ancora il ministro della Difesa al Senato. “Per l’Italia questo significa favorire il comparto produttivo della Difesa, da supportare anche con opportuni strumenti di incentivazione finanziaria – ha aggiunto – considerato il fatto che esso rappresenta un fondamentale settore per la ripresa economica dell’intero Paese”.
“Anche il voto di oggi testimonia che il Paese sostiene unito gli sforzi dei nostri militari nel mantenimento della sicurezza internazionale. Uomini e donne in uniforme che ogni giorno svolgono i loro compiti con dedizione e professionalità e con la grande umanità che li contraddistingue. Un patrimonio di credibilità che le nostre Forze Armate si sono costruite negli anni e che in ogni occasione mi viene ribadito da tutti gli interlocutori internazionali attraverso attestati di stima e apprezzamento”. Così il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini che in mattiniata aveva espresso “soddisfazione per la votazione coesa del Parlamento che si è conclusa stamattina alla Camera sulle missioni internazionali. “È la riconferma del pieno sostegno ai nostri militari impegnati in molte parti del mondo – ha aggiunto – e ringrazio tutte le forze politiche e i componenti delle Commissioni coinvolte per il prezioso lavoro svolto”.
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Spadafora: ‘Riapertura stadi? Lavoriamo per settembre’
Ministro dello Sport: ‘Ora è meglio proseguire con la linea della prudenza’
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16 luglio 2020
16:46
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“Per la riapertura degli stadi si ritiene di dover continuare su quella linea di prudenza che è stata seguita finora e stiamo lavorando in maniera forte con Federazione e Lega perchè a settembre alla partenza del nuovo campionato ci sia modo di riaprire gli impianti al pubblico”. Lo ha detto il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Sopadafora, al question time al Senato rispondendo ad una interrogazione sulla riapertura degli stadi di calcio. “E’ vero che negli stadi c’è molto spazio ma è considerato molto rischioso gestire l’afflusso e il deflusso di un numero enorme di persone con i controlli necessari all’ingresso – ha detto ancora il ministro – mancando poco più di due settimane alla fine del campionato, sarebbe difficile organizzare tutto”.
Fondo per le palestre scolastiche – “Le palestre scolastiche non verranno sottratte alla attività sportiva. Bisognerà trovare le risorse per la sanificazione ma ci sarà un fondo ad hoc previsto dal ministro dello sport che consenta di usare le palestre la mattina per gli studenti e il pomeriggio per gli sportivi”, ha sottolineato.
“Sulla legge delega per la riforma dello Sport la nostra intenzione è quella di confrontarci con tutte le forze politiche. Siamo peraltro convinti che l’autonomia dello sport vada salvaguardata e che la politica ne debba restare fuori”, ha dichiarato Spadafora che ha poi affermato: “Bisogna farsi interpreti delle esigenze del mondo dello sport e non di quelle delle singole persone ma siamo a completa disposizione per approfondire il contenuto del testo”.
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“Il governo si impegna a inserire il provvedimento relativo al credito d’imposta sulle sponsorizzazioni delle società sportive nello scostamento di bilancio”, ha assicurato il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport rispondendo al question time al Senato. L’approvazione di un emendamento in materia, escluso dal ministero dell’Economia, era stato sollecitato da varie leghe sportive, dal calcio, alla pallavolo, al basket, quale necessario sostegno alla attività delle società.
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Rider: Catalfo, serve passo avanti, contratto nazionale
Propongo il Ministero come sede istituzionale del confronto
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16 luglio 2020
20:17
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“Una delle mie prime azioni da ministro del Lavoro è stata quella di dare tutele ai rider. Ora occorre fare un passo avanti: dare loro un contratto collettivo nazionale. Per questo propongo il Ministero del lavoro come sede istituzionale del confronto tra le parti sociali”. Lo scrive la ministra del lavoro Nunzia Catalfo su twitter.
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Consumi: recupero difficile, a giugno -15,2% su anno
In trimestre -29,7%. Sangalli, politica fiscale più coraggiosa
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17 luglio 2020
09:47
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Il recupero dei consumi continua a rivelarsi difficile e a giugno, nonostante il superamento del lockdown, i consumi – che segnano un ovvio rimbalzo rispetto ai mesi precedenti – continuano a mantenere un calo del 15,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. E’ quanto emerge dall’ultima analisi congiuntura realizzata da Confcommercio. Nel complesso del secondo trimestre la riduzione dei consumi è stata, nel confronto con lo stesso periodo del 2019, del 29,7%, valore negativo che si attesta al 54,5% per la domanda di servizi.
“C’è volontà di ripartire grazie al coraggio degli imprenditori che si mettono in gioco anche in condizioni di grande incertezza. Ma le perdite di fatturato e reddito sono ingenti, soprattutto per la filiera turistica, i trasporti e l’intrattenimento. E’ necessario incentivare la ripresa dei consumi attraverso una politica fiscale più coraggiosa, strada obbligata per ridare ossigeno alle imprese e salvare l’occupazione”, commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.
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Conte, determinato superare divergenze in interesse Ue
Non solo per italiani che stanno soffrendo ma per tutti europei
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BRUXELLES
17 luglio 2020
10:25
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“Ho piena consapevolezza delle divergenze esistenti ma anche forte determinazione che dobbiamo superarle e non nell’interesse sol della comunità italiana e dei cittadini italiani che hanno sofferto e stanno soffrendo molto, ma nell’interesse di tutti i cittadini europei”. Lo dice il premier Giuseppe Conte al suo arrivo al Consiglio europeo, dove si aprirà il negoziato sul Recovery fund.
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De Micheli: ‘Entro settembre l’abbrivio alla nuova Alitalia’
La ministra dei Trasporti: ‘I manager lavorano giorno e notte per redigere il piano’
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ORIO AL SERIO (BERGAMO)
16 luglio 2020
18:45
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La ministra deio Trasporti Paola De Micheli prevede che entro settembre si possa dare “l’abbrivio alla nuova Alitalia”. Lo ha detto alla commemorazione dei 50 anni dell’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio, spiegando che “i due manager designati: l’ad Flavio Lazzarini e il presidente Francesco Caio stanno lavorando giorno e notte per la definizione della prima bozza del piano” .
“Come fronte pubblico insieme al Mise – ha aggiunto – stiamo lavorando al decreto interministeriale sulla nuova società, poi ci sarà il passaggio in Europa e dopo qualche settimana prenderemo tutte le decisioni per l’abbrivo della nuova compagnia entro settembre”
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Lamorgese a Sarraj: ‘Evacuare migranti da Centri libici’
La ministra a Tripoli, l’evacuazione avvenga ‘attraverso i corridoi umanitari gestiti organizzati da Ue e Onu’ e ‘nel rispetto dei diritti umani’
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16 luglio 2020
20:12
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La “necessità di attivare operazioni di evacuazione dei migranti presenti nei centri gestiti dal Governo libico attraverso corridoi umanitari organizzati dalla UE e gestiti dalle agenzie dell’Onu: Oim e Unhcr” è stata ribadita dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che a Tripoli ha incontrato il Fayez al Serraj, il vicepresidente del Consiglio presidenziale Ahmed Maitig, il ministro dell’Interno Fathi Bashagha e quello degli Esteri Mohamed T.H.Siala.
“L’esigenza di gestire il controllo delle frontiere e i flussi dell’immigrazione irregolare sempre nel rispetto dei diritti umani e della salvaguardia delle vite in mare e in terra” è stata espressa dalla Lamorgese nei suoi colloqui con al Sarraj.
L’impegno a “imprimere un’accelerazione a tutte le attività di collaborazione” tra Italia e Libia è stato assicurato dalla ministra. Auspicata “una nuova e più stringente tabella di marcia” per prevenire l’immigrazione irregolare. Un obiettivo da raggiungere “anche attraverso un partenariato strategico in grado di sostenere l’azione del governo libico che ha già conseguito importanti risultati”. Oggi sono stati consegnati al governo di Tripoli 30 mezzi per il controllo delle frontiere terrestri.
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Lamorgese ha quindi “confermato l’orientamento già espresso dal governo italiano secondo il quale, seppure con le dovute distinzioni di contesto, l’impegno profuso dall’Unione europea nell’ambito dell’accordo con la Turchia possa e debba essere replicato anche nel quadrante del Mediterraneo centrale, interessato, come quello orientale, da consistenti flussi migratori”.
Nei colloqui, informa il Viminale, è stata “condivisa l’esigenza di perfezionare la cooperazione tra le forze di polizia, attraverso progetti di formazione, anche al fine di rafforzare le capacità operative nella lotta contro le reti di trafficanti di migranti e la criminalità transnazionale”. In particolare è stata verificata l’attuazione del progetto del ministero dell’Interno, co-finanziato con fondi dell’Unione Europea, che ha l’obiettivo, fin dal 2017, di rafforzare i livelli di ‘capacity building’ mirato anche al settore del controllo delle frontiere. A tutto questo, prosegue il ministero, “va aggiunto il pieno supporto in favore delle popolazioni locali dei Paesi di transito, come la Libia, per sviluppare iniziative in grado di fornire alternative ai guadagni illeciti offerti dalle organizzazioni criminali”.
La ministra ha, infine, “confermato la volontà del Governo italiano di consolidare e sviluppare i rapporti e l’intensa collaborazione tra i due Paesi, con l’implementazione dei programmi di cooperazione in atto. E’ stato affrontato anche il tema delle fasi preliminari per il ritorno all’attività delle aziende italiane in Libia”.
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P.A: rinnovato contratto dirigenti funzioni locali, +220 euro al mese
Rinnovato dopo più di 10 anni, l’accordo riguarda 15.117 unità e prevede un incremento medio mensile di 220,07 euro, pari a un +3.48% del salario complessivo
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16 luglio 2020
20:43
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L’accordo, siglato oggi all’Aran, per il Contratto collettivo nazionale di lavoro 2016-2018 dei dirigenti delle Regioni ed enti locali, dirigenti professionali tecnici amministrativi e dei segretari comunali e provinciali, “rinnovato dopo più di 10 anni, riguarda 15.117 unità e prevede un incremento medio mensile di 220,07 euro, pari a un +3.48% del salario complessivo”. Lo comunica la Funzione pubblica in una nota.
“Le trattative – prosegue la nota – sono state svolte da remoto ed è la prima volta che un contratto del pubblico impiego viene firmato in videoconferenza. L’intesa perfezionata regolamenta tra distinte categorie di dirigenti, molto differenti tra loro. Contempla norme generali che regolano istituti comuni e sezioni speciali per ciascuna delle categorie stesse”. “Con questo contratto si esaurisce la tornata dei rinnovi 2016-2018, con l’eccezione della Presidenza del Consiglio dei Ministri che viene regolata da una specifica contrattazione, le cui trattative sono tuttora in corso”, conclude la Funzione pubblica.
“Raggiunta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale dei dirigenti delle Regioni ed Autonomie Locali, della Dirigenza PTA del Servizio Sanitario Nazionale e dei Segretari comunali e provinciali, avevano annunciato Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una nota sottolineando come l’intesa preveda, sulla parte economica, un incremento pari al 3,48%.
“L’intesa, relativa al triennio 2016-2018, è stata sottoscritta oggi all’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni “- viene spiegato, e riguarda “una platea di oltre 15 mila lavoratrici e lavoratori, tra personale dirigenziale degli enti locali, nonché le professioni tecnico amministrative della sanità e i segretari comunali”. L’intesa raggiunta verrà ora sottoposta alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori in vista della stipula definitiva del contratto, con l’impegno di lavorare da subito al rinnovo per la vigenza 2019-2021. Rimane così da chiudere un ultimo contratto, per quanto riguarda la vigenza contrattuale 2016/2018, ovvero il contratto di comparto e dirigenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
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Rigoletto al Circo Massimo, applauso pubblico a Mattarella
Il Capo dello Stato alla prima del capolavoro verdiano
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17 luglio 2020
11:19
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Rigoletto come un film noir trionfa al Circo Massimo e l’Opera di Roma vince la sfida ambiziosa di portare il melodramma per la prima volta nella meraviglioso stadio della Roma Antica che ha permesso di allestire un palco gigantesco per assicurare il distanziamento tra il cast e i musicisti e una platea per 1400 spettatori rispettando tutte le norme di sicurezza. Il lungo applauso finale per il maestro Daniele Gatti e per la regia di Damiano Michieletto, al quale ha partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in platea, sancisce non soltanto il successo del capolavoro verdiano che ha aperto la stagione estiva della istituzione musicale della Capitale ma assume una forte una valenza liberatoria dopo i mesi di isolamento a causa del Coronavirus, il ritorno alla musica dal vivo e allo spettacolo in forma scenica nonostante tutto. L’apprezzamento del pubblico con molti ‘bravo’ ha premiato la nuova produzione messa a punto in un solo mese, la prima realizzata in piena era Covid 19, l’allestimento da kolossal, pieno di trovate spettacolari volute da Michieletto, la grande esecuzione dell’orchestra diretta da Gatti e l’ottima prova del cast, dal protagonista Roberto Frontali, a Rosa Feola (Gilda), Ivan Ayòn Rivas (il Duca di Mantova), Riccardo Zanellato (Sparafucile) e gli altri interpreti. Il Capo dello Stato è stato accolto all’arrivo al Circo Massimo dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, padrona di casa in qualità di presidente del Teatro, e dal sovrintendente Carlo Fuortes. Tra il pubblico i presidenti di Camera e Senato Fico e Casellati, il ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini, gli ambasciatori di Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna e Inghilterra, esponenti politici e personaggi dello spettacolo. Grande merito della messa in scena va alla parte visiva, appunto come un racconto cinematografico, grazie alla partecipazione di Indigo Film, con le immagini rilanciate sul maxischermo da tre operatori steadycam che hanno seguito senza sosta cantanti e attori sul palcoscenico da 1500 metri quadrati, e i video che hanno integrato la vicenda con riferimenti onirici, ricordi e fatti collaterali. Peccato soltanto che sulle immagini e il canto abbia pesato un leggero fuori sincrono. Daniele Gatti, che considera Rigoletto uno dei grandi capolavori del Verdi maturo, ”la sua opera più moderna”, ha dato una lettura intensa del dramma ottenendo dall’ orchestra una esecuzione ricca di sfumature. La musica del grande compositore si è intrecciata con l’ ambientazione visionaria di Damiano Michieletto che ha trasportato la vicenda del buffone di corte deforme e ridicolo ma appassionato e pieno d’amore in un immaginario mondo criminale anni Ottanta, tra auto d’epoca, una vera giostra di seggiolini volanti in azione, auto d’epoca, i cortigiani nei panni di una banda di giostrai malavitosi, armi, sangue, pestaggi, rapimenti, uccisioni. Una storia ‘noir, così l’ha voluta il regista, frutto della commistione tra i linguaggi del teatro e del cinema. Applausi anche per il coro guidato da Roberto Gabbiani, le scene di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti, i movimenti coreografici di Chiara Vecchi e le luci di Alessandro Carletti. Le repliche sabato 18 e lunedì 21 luglio.
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Fisco: Gualtieri, riforma non reintroduce Imu prima casa
Il ministro dell’Economia sostiene che si sta puntando alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro
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17 luglio 2020
13:36
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Nella riforma del fisco cui il governo sta lavorando “non ci sarà la reintroduzione dell’Imu prima casa e nessun meccanismo che porto a un aumento delle addizionali”. Lo afferma il ministro dell’economia Roberto Gualtieri nel suo intervento al congresso Ali. La riforma punta come obiettivo principale “alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro attraverso il contrasto a evasione e elusione”.
“E’ riduttivo parlare di statalizzazione” di Aspi, “è una impegnativa operazione di politica industriale”. Gualtieri nel suo intervento rileva come Cdp sarà a guida di una cordata” aperta a investitori istituzionali e al termine la società Aspi sarà quotata.
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“Il prossimo decreto conterrà e risorse aggiuntive per coprire tutte le mancate entrate” degli enti locali. Gualtieri sottolinea che l’impegno preso dal Governo su questo fronte sarà mantenuto. E, spiega, “in corso un tavolo” che sta finalizzando il lavoro.
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Mef: ‘Un fisco più equo ed efficiente per sostenere la ripresa’
E’ online l’atto di indirizzo del ministero
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16 luglio 2020
18:09
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E’ online l’Atto di indirizzo del Mef per gli anni 2020-2022 sulle politiche fiscali .”Migliorare la governance del sistema fiscale, sostenere la crescita del Paese ed elevare la qualità dei servizi resi ai contribuenti-utenti, favorire la compliance volontaria e prevenire gli inadempimenti tributari, contrastare l’evasione e l’elusione fiscale, assicurare la legalità negli ambiti di competenza”. Sono questi gli obiettivi dell’atto firmato dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri.
“Per rafforzare l’efficacia della riscossione, oltre alle normali ordinarie procedure di riscossione mediante ruolo, sarà assicurato il completamento del percorso di chiusura delle posizioni debitorie ancora aperte e, in particolare, l’attuazione delle disposizioni in materia di pacificazione fiscale (decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119 e legge n.145 del 30 dicembre 2018), con specifico riferimento alla definizione agevolata 10 dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017”. Lo scrive il Mef nell’Atto di indirizzo sulle politiche fiscali: un sistema efficiente ed equo per sostenere la ripresa.
“A tal fine, – scrive il Mef – ferme restando le prescrizioni previste dalla normativa vigente a tutela della privacy dei contribuenti, saranno implementate tecniche di analisi dei debiti iscritti a ruolo per indirizzare l’attività di riscossione prioritariamente verso i debitori più solvibili e i crediti che hanno maggiori possibilità di essere riscossi, ferma restando comunque la necessità di salvaguardare tutti i crediti affidati in riscossione mediante atti idonei a evitare la decadenza e la prescrizione. Inoltre, fermi restando i termini di legge, saranno ottimizzati i tempi medi di lavorazione per la notifica delle cartelle di pagamento e per l’attivazione delle procedure cautelari ed esecutive. Sarà, inoltre, migliorato lo scambio informativo tra agente della riscossione ed enti impositori o beneficiari, in modo che siano assicurati il tempestivo aggiornamento e la fruibilità da parte di questi ultimi di tutte le informazioni relative allo stato della riscossione, nonché una gestione integrata delle richieste avanzate dai contribuenti, attraverso il progressivo allineamento delle diverse banche dati. In particolare, al fine di facilitare le attività di riscossione degli enti impositori e creditori, sarà garantito l’accesso gratuito da parte di tali enti alle informazioni relative ai debitori presenti nell’Anagrafe tributaria”.
“Presidiare il territorio al fine di far emergere gli immobili non registrati in catasto, anche attraverso l’attivazione di metodologie innovative di controllo che consentano di sollecitare procedimenti volontari a carico dei soggetti inadempienti e attivare procedimenti coattivi in caso di inottemperanza”. Lo indica il Mef nell’atto di indirizzo sulle politiche fiscali parlando del ruolo dell’Agenzia delle Entrate. “Produrre statistiche e quotazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, assicurare la consultazione dei valori economici afferenti ai prezzi di compravendita dei beni immobili, anche in attuazione di quanto previsto dal Testo Unico Bancario con riferimento all’Osservatorio e migliorare costantemente la qualità delle attività tecnico-estimative rese alle pubbliche amministrazioni. Integrare le banche dati immobiliari con le informazioni desunte dalla dichiarazione dei redditi”.
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Secondo il Mef occorre inoltre “presidiare la qualità e la completezza delle banche dati catastali, finaliz zando prioritariamente l’azione alla completa integrazione delle informazioni immobiliari ed alla relativa rappresentazione in Cartografia, per una piena interoperabilità con i sistemi cartografici di altri enti. Tale azione, unitamente alla realizzazione dell’Anagrafe dei Titolari, dovrà consentire una sempre maggiore fruibilità delle banche dati immobiliari sia per scopi tributari sia per attività di supporto agli enti territoriali, di gestione delle emergenze e salvaguardia del patrimonio immobiliare”.
“Obietivo primario” del Governo è “promuovere la crescita economica in un contesto di sostenibilità delle finanze pubbliche, e per conseguirlo il Mef intende “instradare il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo su sentiero virtuoso di stabile riduzione”. Lo si legge ancora nell’Atto di indirizzo per la definizione delle priorità politiche per l’anno 2020 firmato dal ministro dell’Economia Roberto GUaltieri. Nel perseguire tale obiettivo, il Mef punta sulla “graduale convergenza del deficit verso l’obiettivo di medio termine, alla riduzione del costo di finanziamento del debito e a un sostenibile programma di privatizzazioni”.
“Un sostegno al processo di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni centrali e alla loro presenza sul territorio, che verrà assicurato in particolare attraverso la diffusione del modello dei “Poli Amministrativi”. E’ uno dei compiti affidati al Demanio dall’Atto di indirizzo sulla politica fiscale del Mef “In tale ottica, particolare attenzione sarà rivolta a tradurre i piani di razionalizzazione in interventi edilizi – da riportare in un cronoprogramma oggetto di monitoraggio – che garantiscano nuove soluzioni allocative per gli uffici pubblici, al fine di ridurre il fabbisogno di spazio richiesto ai privati oppure di valorizzarli in una prospettiva di vendita”.
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Cgil, non ci sono condizioni per un ritorno a scuola in presenza
Sinopoli: ‘Inutile continuare a raccontare che le cose vanno bene
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17 luglio 2020
13:31
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“Oggi le condizioni per cui le scuole riaprano in presenza non ci sono: inutile continuare a raccontare che le cose vanno bene, bisognerebbe essere onesti. A causa del ritardo con cui il confronto è iniziato e la scarsità delle risorse la situazione delle scuole è drammatica. I dirigenti scolastici sono a caccia di spazi; serve un organico straordinario che al momento non c’è. La preoccupazione che sta nascendo è che siccome il tempo scuola si ridurrà si tornerà alla didattica a distanza”. Così Francesco Sinopoli segretario Flc Cgil scuola.
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Sinopoli ha parlato nel corso della conferenza stampa “La scuola si fa a scuola” promossa da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda della scuola.
“La preoccupazione che sta nascendo è che poichè il tempo scuola si ridurrà si tornerà alla didattica a distanza. Noi sindacati vogliamo che si ritorni a scuola non vogliamo soluzioni diverse. Abbiamo bisogno di un decreto legge sulla scuola. Il governo deve dire con chiarezza che bisogna riaprire la scuola in presenza”, ha concluso il sindacalista. VAI ALL’ECONOMIA
